Pagina 319 – Calcio News 24

Zappi, slitta l’Appello sui 13 mesi di inibizione: udienza rinviata al 19 febbraio! I dettagli

Zappi, rinviato di 24 ore l’Appello sulla squalifica di 13 mesi: la nuova data è il 19 febbraio. Tutti gli aggiornamenti

La Corte d’Appello della Figc ha rinviato di 24 ore l’udienza sul caso che coinvolge il presidente AIA, Zappi, attualmente inibito. La richiesta è arrivata dal pool difensivo composto dagli avvocati Santoro, Sterratino e Sperduti, tutti impossibilitati a partecipare alla seduta inizialmente fissata per il 18.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Zappi, già colpito da una squalifica di 10 mesi, ha presentato ricorso contro i 13 mesi inflitti dal TFN, una sanzione che, superando i 12 mesi e un giorno, impedirebbe di ricoprire incarichi federali. La difesa punta a ridurre la pena per evitare questa conseguenza.

La Procura, dal canto suo, ha chiesto la conferma integrale della condanna, mantenendo una linea di fermezza in vista della nuova udienza.

Benatia Marsiglia, clamoroso dietrofront! Resta su richiesta della proprietà. Longoria verso un ruolo ridimensionato

Benatia Marsiglia, la proprietà lo trattiene: Longoria passa a un ruolo più istituzionale. Tutti gli aggiornamenti

Sono stati giorni agitati a Marsiglia dopo l’addio di Roberto De Zerbi, una decisione che aveva innescato una reazione a catena: anche il direttore sportivo Mehdi Benatia e il presidente Pablo Longoria avevano infatti presentato le proprie dimissioni. Una situazione che sembrava preludere a un vero terremoto societario.

Il quadro è però cambiato dopo l’intervento della proprietà americana guidata da Frank McCourt, che ha chiesto ai due dirigenti di restare almeno fino al termine della stagione. La scelta è stata accolta: Benatia rimarrà in carica fino a giugno 2026, mentre Longoria continuerà a operare con un ruolo più istituzionale.

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COMUNICATO CLUB – “Determinato a garantire l’interesse superiore dell’Olympique de Marseille e a raggiungere gli obiettivi sportivi della stagione in corso, Frank McCourt ha chiesto a Medhi Benatia di mantenere le sue funzioni fino al termine della stagione. Consapevole delle sue responsabilità nei confronti dell’istituzione, Medhi Benatia ha accettato di estendere il suo preavviso fino al mese di giugno e guiderà l’insieme delle attività sportive. l ruolo di Pablo Longoria dovrebbe evolvere verso responsabilità istituzionali, al fine di mantenere la rappresentanza dell’Olympique de Marseille all’interno degli organi francesi e in particolare europei“.

Flaminio Lazio, Lotito non ha dubbi: «Vogliamo rivoluzionare lo stadio Flaminio per la Lazio ma anche per la città di Roma»

Flaminio Lazio, Lotito annuncia a sorpresa: «Durante la pausa nazionali presenteremo il progetto “Lazio 2032″». Le parole

Lo Stadio Flaminio rappresenta una delle ambizioni più grandi del club biancoceleste, un progetto che potrebbe segnare la prossima, decisiva pagina della storia della Lazio. A ribadirlo è stato il presidente Claudio Lotito, intervenuto ai microfoni del club per fare chiarezza sul percorso di ricostruzione dell’impianto.

Nel suo intervento, Lotito ha illustrato in modo dettagliato la visione legata al nuovo Flaminio, leggendo un documento ufficiale per evitare equivoci e spiegare con precisione obiettivi, criticità e prospettive future. Un messaggio strutturato e rivolto non solo ai tifosi, ma anche alle istituzioni e ai cittadini, con l’intento di delineare il progetto che la società immagina per il futuro della Lazio. Ecco un estratto delle sue parole riportate da Lazionews24:

PROGETTO FLAMINIO – «Vogliamo rivoluzionare lo stadio Flaminio per la Lazio ma anche per la città di Roma. Interveniamo in un contesto di grande valore storico e architettonico: il progetto si colloca nel pieno rispetto delle regole e degli indirizzi urbanistici vigenti».

IGENERAZIONE URBANA – «Oggi vogliamo rigenerare un’area con criticità evidenti con sostenibilità, qualità, funzionalità e tutela dei cittadini. Ci saranno nuovi parcheggi, più mezzi e l’area diventerà un’isola ambientale: ci sarà meno traffico e si migliorerà la vita delle persone in quella zona».

SOSTENIBILITÀ – «Incremento significativo delle aree verdi, oltre 57 mila metri quadri di pavimentazione innovativa in grado di contribuire a diminuire gli agenti inquinanti. Specifiche soluzioni tecnologiche per abbattere l’inquinamento acustico. Non stiamo parlando di annunci ma di studi tecnici, analisi ambientali e simulazioni scientifiche».

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LAZIO 2032 – «Durante la pausa nazionali presenteremo il progetto “Lazio 2032 – il sogno responsabile”, una conferenza che delineerà il futuro del club con un piano industriale di 5 anni fondato su sostenibilità sportiva, economica e crescita patrimoniale. Lo stadio è un tassello ma la visione è più ampia. La SS Lazio ha già formalizzato una domanda affinché il futuro impianto possa essere considerato per gli stadi ospitanti per l’Europeo. Il Flaminio può diventare adeguato ad un evento internazionale».

FUTURO – «Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro. Lo stadio è parte di questo disegno. Non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile e responsabile. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per questo per renderla immortale. Grazie a tutti».

Icardi Juventus, perché l’affare è saltato a gennaio: dai dubbi dell’argentino al veto di Spalletti

Icardi Juventus, affare sfumato: cosa è successo davvero tra volontà del giocatore e veto di Spalletti. Tutti i dettagli

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Galatasaray-Juventus. È una notte carica di tensione e significati incrociati quella che attende la Juventus a Istanbul, nel clima rovente del Rams Park. La sfida di Champions League contro il Galatasaray mette uno di fronte all’altro Luciano Spalletti e Mauro Icardi, due figure che il mercato di gennaio ha avvicinato senza mai farle davvero incontrare sotto gli stessi colori bianconeri. Come ricostruito da Tuttosport, il mancato arrivo dell’attaccante argentino a Torino non è stato soltanto una questione di numeri, ma il risultato di una valutazione tecnica e gestionale molto più profonda.

La trattativa, in realtà, non ha mai preso davvero quota: né la Juventus né Icardi hanno mostrato quella determinazione feroce necessaria per chiudere un’operazione così complessa. E soprattutto, Spalletti non ha mai inserito il centravanti tra le sue priorità. Pur riconoscendone il valore, il tecnico non ha spinto per portarlo alla Continassa e, anzi, l’idea di ritrovarselo in rosa a stagione in corso lo avrebbe lasciato più perplesso che entusiasta.

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Il nodo era la gestione del gruppo. Spalletti temeva che l’ingombrante personalità di Icardi potesse incrinare gli equilibri di uno spogliatoio che sta ancora cercando una sua stabilità. Il rischio di destabilizzare l’ambiente ha pesato più delle garanzie tecniche del bomber, spingendo la società a rinunciare. E così, il destino ha scelto un’altra strada: niente convivenza, ma un immediato faccia a faccia.

Stasera saranno avversari. Per Icardi, la partita ha il sapore della rivincita personale; per Spalletti, rappresenta una delle prove più delicate del suo percorso europeo. L’argentino avrà l’occasione di dimostrare, proprio davanti a chi ha deciso di non puntare su di lui, che il suo istinto da goleador è ancora intatto.

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Bodo Glimt, Berg sicuro: «Serie A campionato fantastico, con tanta storia e qualità. Inter? Una delle migliori squadre al mondo»

Bodo Glimt, Berg racconta: «Serie A campionato fantastico, con tanta storia. Inter? Una delle migliori al mondo»

Capitano del Bodo Glimt, Patrick Berg, 28 anni, dopo una breve parentesi al Lens, ha capito che casa sua è lassù, al Nord. Ora lo aspetta il playoff di Champions League contro l’Inter. Il Corriere dello Sport ha raccolto le sue parole prima della sfida con l’Inter.

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IL PESO DELLA FASCIA «Per me si tratta di identità e appartenenza. È un grande onore e una grande responsabilità».
LA SERIE A «É un campionato fantastico, con tanta storia e qualità. Ma al momento penso solo al Bodø. Ci dovrebbe essere un progetto che mi faccia sentire a mio agio».
LE BIG CONTRO IL BODO «La vittoria contro la Roma nel 2022 è stata davvero speciale. Quella sera ha funzionato tutto: l’energia, il pubblico, il lavoro di squadra. Abbiamo giocato con gioia e coraggio. È stata una partita che ha dimostrato che possiamo competere con i grandi club quando siamo al nostro livello».
LA VITTORIA SUL CITY «Non credo che ci sia un unico segreto. Il campo sintetico potrebbe essere un problema ma da solo non spiega le prestazioni. Semplicemente siamo un gruppo che lavora sodo e quel giorno il Bodø è stata la squadra migliore».
LA FORZA DELL’INTER «È una delle migliori squadre al mondo. Sarà una grande sfida per noi, ma anche una fantastica opportunità. Se giochiamo al nostro livello, possiamo metterli in difficoltà».
CHI TEME DI PIU’ – «Lautaro è cinico e si muove con intelligenza, Calhanoglu ha un piede fantastico e controlla il ritmo delle partite. L’Inter probabilmente è la favorita ma nel calcio tutto può succedere. Pio Esposito? È un grande talento. Jonas Dahlberg Strand? Lo conosco, è da tenere d’occhio».
LA NORVEGIA E HAALAND «Abbiamo fatto grandi passi avanti. Se manteniamo il livello, possiamo competere con molte squadre. Erling è professionale e affamato, uno dei migliori attaccanti al mondo. Ci dà un’enorme forza offensiva, ma il successo dipende dalla squadra».
L’ITALIA ANDRA’ AL MONDIALE «È difficile dirlo. L’Italia ha qualità e storia, ma nel calcio conta la continuità. Credo che abbiano le basi per tornare in forma e spero che ci riescano. Al Mondiale voglio le più forti».
NORVEGIA E ITALIA LE MIGLIORI A MILANO-CORTINA «Dimostra quanto siamo forti dal punto di vista sportivo. Sto seguendo le Olimpiadi ed è impressionante vedere il livello delle gare e degli atleti».

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Infortunati Inter, doppia tegola per Chivu! Loro due saranno assenti con il Bodo Glimt, non partono nemmeno con la squadra. Novità

Infortunati Inter, questi due giocatori nerazzurri salteranno il match con il Bodo Glimt, non partono con la squadra. Novità

Tra le partite di domani dei playoff di Champions c’è Bodo Glimt Inter. Ma l’entusiasmo per la vittoria nel Derby d’Italia contro la Juventus deve lasciare subito spazio alla preoccupazione. L’Inter, pronta a volare verso il Circolo Polare Artico, deve fare i conti con un’infermeria che torna improvvisamente a riempirsi. Cristian Chivu non potrà contare su due pedine fondamentali del suo scacchiere per la delicata sfida contro il Bodø/Glimt.

La lista dei convocati: fuori Calhanoglu e Frattesi

Dall’elenco dei partenti per la Norvegia mancano due nomi pesanti: Hakan Calhanoglu e Davide Frattesi. Una doppia assenza che riduce drasticamente le rotazioni in mezzo al campo, costringendo lo staff tecnico a rivedere i piani per la gestione delle energie su un campo difficile come quello sintetico dell’Aspmyra Stadion.

Le condizioni di Calhanoglu: ricaduta muscolare

La situazione che preoccupa maggiormente è quella del numero 20. Hakan Calhanoglu era appena rientrato in campo nello spezzone finale della sfida contro la Juventus. Tuttavia, lo sforzo ha presentato un conto salato: il giocatore si è fermato nuovamente per un affaticamento muscolare al quadricipite della gamba destra. Lo staff medico ha optato per la prudenza assoluta: inutile rischiarlo in un clima rigido e su un terreno insidioso, con il pericolo di trasformare un fastidio in una lesione seria.

Frattesi ko per virus

Diversa, ma altrettanto invalidante, la causa dello stop per Davide Frattesi. L’incursore della Nazionale è stato messo ko da una sindrome gastrointestinale accompagnata da febbre alta. Impossibile per lui aggregarsi al gruppo.

Tocca a Zielinski e Barella

Con la coperta corta, Chivu dovrà chiedere gli straordinari ai titolari superstiti. Sarà ancora più centrale il ruolo di Piotr Zielinski, autore del gol decisivo contro la Juventus, chiamato a dare qualità e geometrie in assenza del turco. Il fischio d’inizio è previsto per domani, mercoledì 18 febbraio, alle ore 21:00. L’Inter dovrà essere più forte delle assenze per ipotecare gli ottavi.

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Pisa, dopo l’ennesima ‘vittoria morale’ contro la Fiorentina servono i tre punti: possibile un cambio tattico per Hiljemark?

Pisa, dopo l’ennesima vittoria solo morale con la Fiorentina servono punti veri: Hiljemark pensa al cambio tattico

“A Firenze per vincere”. Il Corriere dello Sport parte da qui per analizzare il momento del Pisa. Non è solo uno slogan da conferenza stampa, ma l’imperativo categorico che Oscar Hiljemark ha fissato nello spogliatoio nerazzurro fin dal fischio finale della gara contro il Milan. Dopo l’ennesima “vittoria morale” – bella prestazione, tante pacche sulle spalle, ma zero punti in cascina – il Pisa si affaccia al Derby dell’Arno con l’acqua alla gola. La squadra non vince da tre mesi e la sfida del Franchi assume i contorni drammatici dell’ultima spiaggia: tre punti significherebbero ossigeno puro per una classifica asfittica e una scarica di adrenalina vitale per l’ambiente; una sconfitta, al contrario, rischierebbe di suonare come una condanna anticipata nella corsa salvezza.

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Mentre la Fiorentina dovrà spendere energie preziose giovedì in Conference League, Hiljemark ha una settimana piena per studiare la mossa a sorpresa. Si va verso un cambio di assetto tattico: addio al 3-4-3 per un più solido 3-5-2. L’idea è sfruttare la gamba di Iling sulla corsia mancina e la fisicità della coppia Durosinmi-Moreo in avanti, affidandosi agli inserimenti di Loyola e Akinsamiro per spaccare il centrocampo viola.


Tuttavia, c’è una grana pesante da risolvere tra i pali
. Con Scuffet out per stiramento e il croato Semper in forte dubbio per un’infiammazione al ginocchio che lo tiene ai box da gennaio, la porta potrebbe essere affidata ancora all’esperto Nicolas. A 38 anni, il portiere brasiliano potrebbe essere chiamato agli straordinari nella gara più sentita dell’anno.


Una gara che sarà rovente in campo, ma “mozzata” sugli spalti. La Curva Nord del Pisa diserterà la trasferta per la questione della Tessera del Tifoso. Nel settore ospiti ci saranno solo i tesserati, sotto l’occhio vigile della Questura: la sfida è da “bollino rosso” per l’ordine pubblico dopo le tensioni e gli scontri sfiorati nella gara d’andata. Hiljemark lo sa: il tempo delle belle figure è finito, ora servono i punti. Anche, e soprattutto, a casa del nemico.

Ancelotti e la nuova vita come ct del Brasile: lontano dallo stress e con lo sguardo rivolto al Mondiale

Carlo Ancelotti, la nuova vita da ct del Brasile: meno pressioni e il Mondiale nel mirino dell’ex Milan e Real Madrid

Oggi è martedì grasso, e mentre il Real Madrid si gioca la vita di Champions a Lisbona a casa di José Mourinho, Carlo Ancelotti si gode la sua di vita volando come un’ape felice di Carnevale in Carnevale. Filippo Maria Ricci su La Gazzetta dello Sport parte da qui per offrire uno sguardo sulla situazione del nostro allenatore all’estero. Salvador de Bahia, San Paolo, Rio de Janeiro: il tour del “comandante” (termine in voga in Brasile per indicare il ct della Seleção) è un inno al famoso slogan “toda joya, toda beleza”.

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Un anno fa di questi tempi Carletto qui a Madrid si scervellava per cercare di consolare la delusione di Vinicius per il mancato Pallone d’oro, provare a rimpiazzare l’insostituibile Kroos, trovare la miglior posizione per l’ingombrante nuovo arrivato Mbappé e calmare i malumori tattici di Bellingham. E soprattutto far convivere i suoi Fantastici 4. E poi c’era Florentino Perez, con i suoi sogni di Superlega e i suoi video contro gli arbitri, «una delle cose meno ancelottiane pensabili». Carlo, stanco, ha cercato una via di fuga che lo facesse felice e che fosse accettabile per il Real Madrid. Il rinnovato flirt con la Cbf, la federcalcio brasiliana, è stato un colpo di genio.


Tutti contenti. Florentino, Carlo, i brasiliani, e pure Xabi Alonso, che ha ereditato una panchina sfilata dopo pochi mesi, lasciando la patata bollente ad Alvaro Arbeloa. Carlo ha portato il Brasile al Mondiale e poi si è rilassato. Fa una vita meravigliosa, senza lo stress estremo che unisce Valdebebas e il Bernabeu. Lui si muove tra Rio e Vancouver, e quando può viene in Europa per i tortellini della sorella. Per “Anselocci” c’è il plus di aver cambiato il Real Madrid col Brasile, il club e la nazionale più famosi dell’emisfero calcistico. In attesa di giocarsi il Mondiale, torneo che lo può consacrare come il miglior allenatore nella storia pedatoria, Carlo fa il brasiliano. E cosa fa il brasiliano a febbraio? Va al Carnevale. Samba, balli, birra, feste e allegria.


Nel suo corso intensivo di “carnaval” Carlo non ha perso il consueto grande spirito. A Salvador il cantante locale Léo Santana dal palco ha fatto una richiesta al ct: «Porta Neymar al Mondiale». Questione spinosissima: O Ney è quasi sempre rotto ma sempre acclamato. Carlo però non si scompone, e ha risposto con 4 parole: «Grazie per il consiglio!». Nessuna boria, nessuna superiorità, il tono perfetto, il sorriso autentico. E poi è ripartito a passo di samba per un altro Carnevale. Forse oggi nel pomeriggio brasiliano troverà anche il tempo di farsi una “cerveja bem gelada” guardandosi il Madrid. Prima dell’ennesima festa al sambodromo.

Como, Morata si scusa: «Ancora una volta ho sbagliato». Lo spagnolo rompe il silenzio social dopo il rosso con la Fiorentina ma Fabregas…

Como, Alvaro Morata si è scusato dopo l’espulsione rimediata contro la Fiorentina. Le parole sui social dell’attaccante spagnolo

Non si placano le acque in casa Como all’indomani della turbolenta sfida contro la Fiorentina. Al centro della bufera c’è Alvaro Morata, finito anzitempo sotto la doccia per un cartellino rosso rimediato per una reazione eccessiva. Dopo ore di silenzio, l’attaccante spagnolo ha affidato ai social il suo pensiero, un mix tra scuse e sfogo amaro.

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Il post di Morata: tra pentimento e polemica

In un messaggio denso di emotività, Morata non si è nascosto dietro alibi, ammettendo l’errore ma puntando il dito contro la pressione mediatica che lo circonda. Ancora una volta ho sbagliato, ha esordito il numero 9, per poi affondare il colpo: Ancora una volta mi sono avvicinato a quel rumore costante in cui tutto è concesso, dove dare un’opinione sembra più importante che pensare e dove parlare pesa meno dell’eco che ne scaturisce. Parole che denotano la sofferenza di un giocatore spesso criticato per la sua fragilità emotiva, ma che promette battaglia: Non resta che andare avanti, lavorare e lottare, proprio come ho sempre fatto”.

La stoccata di Fàbregas: lezione di mentalità

Se il giocatore cerca di voltare pagina filosofeggiando, il suo allenatore è stato decisamente più pragmatico e duro. Cesc Fàbregas non ha gradito l’ingenuità del suo leader offensivo. Le dichiarazioni nel post-partita risuonano ancora forti nello spogliatoio: La provocazione fa parte del calcio, chi non può vivere con la provocazione faccia un altro sport. Fàbregas ha richiamato Morata alle sue responsabilità di capitano morale della squadra: Da un giocatore di esperienza come lui mi aspetto molto di più. Un messaggio chiaro: per salvare il Como serve lucidità, non nervosismo. Ora Morata dovrà scontare la squalifica e riconquistare la fiducia del mister sul campo, dimostrando di saper gestire non solo il pallone, ma anche i nervi.

Galatasaray-Juventus streaming gratis? Dove vederla in diretta live

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è anche Galatasaray-Juventus. Messe da parte (per il momento) le polemiche post derby d’Italia, i bianconeri si rituffano in campo europeo. Questa sera, alle ore 18.45, a Istanbul va in scena l’andata di una doppia sfida che si preannuncia caldissima.

I turchi sono un avversario temibile, che può contare su campioni assoluti, specialmente in attacco. La squadra di Spalletti è però migliorata moltissimo da quando il tecnico toscano siede sulla panchina piemontese. Insomma, l’esito della partita è tutto fuorchè scontato.

Ma dove vedere la Champions in TV stasera e nella fattispecie Galatasaray-Juventus in streaming? Ecco tutte le info.

Guarda Galatasaray-Juventus su NOW

Galatasaray-Juventus streaming: dove vederla live

Per quanto riguarda la partita in questione della UEFA Champions League, la sfida in programma allo stadio Ali Sami Yen, sarà disponibile in streaming su NOW, il servizio online di Sky. Per accedere alla diretta è necessario attivare il Pass Sport, disponibile in due opzioni: 19,99 € al mese con vincolo annuale e pagamento mensile oppure 29,99 € per un mese senza impegno.

L’abbonamento comprende non solo Galatasaray-Juventus, ma anche:

  • Tutte le competizioni UEFA (Champions, Europa League, Conference League);
  • Serie A Enilive, Serie C, Premier League, Bundesliga, Ligue 1;
  • Tennis con US Open, ATP Tour, WTA Tour, ATP Finals e WTA Finals, oltre a Wimbledon;
  • Formula 1 e MotoGP in esclusiva;
  • Basket italiano e internazionale (NBA, EuroLeague, EuroCup, Serie A LBA).

Per abbonarsi basta andare sul sito ufficiale di NOW. Nessuna possibilità di vederla invece in streaming gratuito: nel calendario della Champions League su TV8 in chiaro non rientra il match dei bianconeri.

Galatasaray-Juventus: le probabili formazioni

Il Galatasaray dovrebbe affidarsi a Osimhen come riferimento avanzato, con Yilmaz, Gundogan e Lang a supporto sulla trequarti. In mezzo al campo la coppia più probabile è quella composta da Torreira e Gabriel Sara, mentre davanti al portiere Cakir agiranno Davinson Sanchez e Bardakci.

Sulle corsie laterali pronti Sallai e Jakobs, con Icardi e Lemina inizialmente destinati alla panchina.

La Juventus, invece, recupera Thuram ma deve fare i conti con il forfait di David, non inserito tra i convocati. Spalletti potrebbe avanzare McKennie nel ruolo di falso 9, mantenendo invariato l’assetto difensivo visto nelle ultime uscite. A centrocampo resta viva l’ipotesi di una nuova chance dal primo minuto per Miretti, in una formazione che potrebbe puntare su equilibrio e dinamismo per affrontare la trasferta turca.

GALATASARAY (4-2-3-1): Cakir; Sallai, Sanchez, Bardakci, Jakobs; Gabriel Sara, Torreira; Baris Yilmaz, Yunus, Lang; Osimhen. All. Okan Buruk.

JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Locatelli, Thuram; Conceiçao, Miretti, Yildiz; McKennie. All. Spalletti

Terim non ha dubbi: «Yildiz può raggiungere Del Piero. La parola chiave di Galatasaray Juventus sarà solamente questa»

Terim, allenatore, ha rilasciato queste dichiarazioni nel giorno di Galatasaray Juve. Ecco cosa ha detto

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Galatasaray-Juve. Fatih Terim ne ha parlato così a Tuttosport: le sue parole.

PLAYOFF – «Credo sia il miglior playoff di questa Champions League. Molto emozionante, atteso, avvincente. Se avessi una prospettiva neutrale, vorrei sicuramente guardare la partita di Istanbul e non altre. Ogni incontro tra Gala e Juve ha avuto una sua storia, comprese le gare cui ho partecipato io nel 1998 e nel 2003. La Juventus è stata una delle rivali più speciali della mia carriera. Abbiamo anche ottenuto un fantastico pareggio per 3-3 con la Fiorentina a Torino. Penso che la parola chiave di questo match sarà “intensità”. Il Galatasaray, soprattutto nelle partite di Champions, ha voglia di giocare ad alto ritmo come squadra, a partire da Osimhen in prima linea per continuare con il supporto dei centrocampisti. Considerando il recente stile di gioco della Juventus, mi aspetto uno scontro molto duro sul campo dal punto di vista calcistico. Il Galatasaray è la mia vita. Sosterrò il “CimBom” con tutto il cuore»

JUVENTUS – «Dobbiamo guardare la questione da entrambi i punti di vista. Parto dai bianconeri: da quando Spalletti ha assunto la guida della squadra a fine ottobre, la Juventus è diventata più energica, intensa e veloce. Yildiz è la stella più brillante, ma uno dei principali vantaggi della Juve è la sua flessibilità tattica. La Juventus sa cambiare spesso assetto e riesce a farlo con successo grazie ai molti calciatori in grado di ricoprire diverse posizioni nel corso della partita. McKennie è estremamente prezioso per la squadra. Può giocare terzino destro, centrocampista centrale o anche seconda punta durante i 90’. Allo stesso modo Cambiaso, sebbene sia un terzino, giostra bene a centrocampo. Khéphren Thuram può ricoprire diversi ruoli. Locatelli è molto costante nel suo posizionamento. Conceição può fare la differenza con la sua velocità. E ci sono tanti altri giocatori di valore a rendere la Juventus un avversario serio che deve sempre essere rispettato»

GALATASARAY – «Anche il Galatasaray ha calciatori importanti. Non si può fare altro che rispettare grandi nomi come Osimhen, Icardi, Torreira, che ha lasciato il segno in Italia e ha una mentalità da campione, e giocatori di fama mondiale come Gündoğan, Sané e Lang. A volte basta un solo secondo a questi campioni per cambiare l’intero scenario. E quando si guarda alla rosa del Galatasaray, ci sono altri elementi importanti accanto a queste stelle. Calciatori come Bardakci, Akgün e Bariş Alper Yilmaz hanno fornito un contributo significativo ai titoli del club, sono il cuore turco di questa squadra. Ayhan, che ho allenato anche quando ha giocato la sua prima partita in Nazionale, ha ricoperto ruoli importanti nelle ultime tre stagioni. Pure Elmali, entrato a far parte della squadra la scorsa stagione, è un nazionale. Vorrei parlare inoltre di Uğurcan Çakir. Ha preso il posto di uno dei portieri più importanti nella storia del club, Fernando Muslera: non è mai facile. Eppure ha fatto molto bene sinora e migliorerà ancora. È un portiere di alto livello secondo gli standard europei, il numero uno in Turchia. Sono stato felice di partecipare al trasferimento del franco-camerunese Sacha Boey al Galatasaray e sono contento di vederlo tornare a casa»

YILDIZ – «È una vera stella, come recita il suo cognome. Lo guardo con gioia. È uno dei migliori giocatori non solo della Juventus, ma anche d’Europa. Alcuni calciatori sono nati per essere “star”. Kenan è uno di loro. Sono contento che abbia prolungato il contratto. Penso che avessero bisogno di un’icona come lui. Potrebbe essere un idolo in grado di soddisfare le esigenze della Juve in questo senso dopo Del Piero, che mi è piaciuto molto veder giocare durante la sua carriera. Non so cosa gli riserverà il futuro, ma in quest’epoca di frequenti cambiamenti di maglia, devo dire che la posizione che la Juve ha riservato a Kenan è qualcosa di cui andare fieri. Se continuerà così la sua carriera alla Juventus potrebbe raggiungere lo stesso livello di Del Piero, affiancando leggende come Platini, Zidane, Buffon e il mio caro amico Nedvěd nella storia del club. E non va scordato che è ancora molto giovane. L’anno scorso mi ha fatto visita e mi ha reso felice. S’è rivolto a me chiamandomi “Hocam” (ndr: Maestro, Prof). Ho constatato che Kenan non è solo un bravo giocatore, ma anche un ragazzo molto rispettoso e perbene. Spero continui a renderci orgogliosi»

SPALLETTI – «Per me non è solo un collega o un amico. È una persona che occupa un posto importante nella mia vita, qualcuno che considero come un membro della mia famiglia. A volte una stretta di mano sincera o un abbraccio forte sono più efficaci di mille parole. Si percepisce chiaramente ciò che l’altra persona pensa di te. Questo è il tipo di rapporto che ho con Luciano. Quando c’incontriamo, ci comportiamo e anche scherziamo come due veri amici. Ci conosciamo da molto tempo: all’inizio degli anni 2000, quando lavoravo alla Fiorentina, c’incontravamo a Firenze e facevamo lunghe chiacchierate sul calcio. Mi piace scambiare idee con lui. Ha lavorato in grandi club italiani e, sin dai suoi primi anni all’Empoli, è riuscito a lasciare il segno in ogni squadra che ha allenato. Ha portato il Napoli allo scudetto dopo 33 anni e la Juventus con il suo arrivo è diventata molto più pericolosa»

L’INTERVISTA COMPLETA A TERIM

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Montella rivela: «Spalletti merita la Juve anche in futuro. Yildiz come Yamal. Osimhen è di un altro pianeta, col Galatasaray sarà una bolgia»

Montella, ct della Turchia, ha rilasciato queste dichiarazioni nel giorno di Galatasaray Juve. Ecco cosa ha detto

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Galatasaray-Juve .Vincenzo Montella l’ha analizzata così alla Gazzetta dello Sport: le sue parole.

GALATASARAY IN CASA – «All’Ali Sami Yen è una bolgia. Mi aspetto gol. Con la nazionale ci abbiamo giocato e ci ha spinto dall’inizio alla fine. Il Galatasaray in casa si trasforma. Mi aspetto una partita vivace, con diversi gol: sono due squadre che giocano a viso aperto»

OSIMHEN E ICARDI – «Victor Osimhen era di un altro pianeta anche in Italia, non solo in Turchia. Mauro Icardi è un finalizzatore eccezionale e sta tornando ai suoi livelli. Ma il Gala è molto di più. Akgun L’ho allenato all’Adana, è un attaccante del 2000 con talento e personalità. Guai a snobbare il Galatasaray»

SPALLETTI – «Ha dato un’identità precisa alla Juventus e molti giocatori sono migliorati con lui. I 15 punti dall’Inter sono tanti, ma il calcio è ciclico: tornerà il momento dei bianconeri. Serviranno rinforzi per alzare il livello, ma Luciano è un top e merita la Juve anche in futuro»

YILDIZ – «È più continuo dentro la partita, merito suo e di Spalletti che gli concede libertà negli ultimi 30 metri. Sta dimostrando di meritare il numero 10. È di quella categoria: Lamine Yamal, Bellingham, Arda Güler. Come Del Piero? Caratteristiche diverse, ma simili nel tiro. Con la pratica può diventare uno specialista delle punizioni come Ale»

L’HA CONVOCATO QUANDO GIOCAVA IN NEXT GEN «Non credo di essere stato pazzo, è stata una felice intuizione. Era chiaro che avesse qualità da predestinato, quando l’ho convocato ho avuto anche la prova della sua testa e della notevole personalità. Alla prima amichevole ha segnato contro la Germania, non una partita banale per lui».

BREMER LO HA PARAGONATO A YAMAL «Sì, è di quella categoria: dei Lamine Yamal, Bellingham e Arda Guler».

CALHANOGLU «Ho trovato Calha motivato, ormai legge il gioco con una facilità incredibile. Sono fortunato ad averlo io e lo è Chivu nell’Inter: i nerazzurri sono favoriti per lo scudetto».

L’ITALIA AVVERSARIA IN NATIONS LEAGUE «Sì, ma adesso ho in testa solo il playoff Mondiale. Vogliamo andarci noi e sono convinto che si qualificheranno anche gli azzurri».

Stadio Flaminio Lazio, è il giorno X: maxi-operazione da 480 milioni di euro e capienza fino a 50.570 spettatori! Nuova era che comincia oggi, tutti i dettagli

Stadio Flaminio Lazio, è il giorno in cui viene svelato il progetto: maxi-operazione da 480 milioni di euro e capienza fino a 50.570 spettatori!

È arrivato il giorno X per il futuro della Lazio. Mentre la squadra cerca di trovare continuità di risultati sul campo, la società gioca la sua partita più importante fuori dal rettangolo verde, puntando dritto al cuore della tifoseria. Questa mattina alle ore 10:30, presso il Training Center di Formello, il presidente Claudio Lotito toglie ufficialmente i veli al progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio.

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I numeri del sogno: mezzo miliardo per 50.000 posti

Il dossier, già consegnato lunedì scorso al Comune di Roma, delinea una maxi-operazione dal valore complessivo di circa 480 milioni di euro (IVA inclusa). L’obiettivo è ambizioso: restituire alla Capitale un gioiello architettonico chiuso e abbandonato dal 2011, trasformandolo nella casa esclusiva del club. Il progetto prevede un aumento della capienza fino a 50.570 spettatori, mantenendo l’iconica struttura progettata da Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi del 1960 ma adattandola agli standard UEFA moderni. Non solo calcio: il nuovo Flaminio sarà un hub polifunzionale con museo, aree hospitality, spazi commerciali e una riqualificazione urbana che include parcheggi e piste ciclabili.

I protagonisti della conferenza

L’evento, condotto da Alessio De Giuseppe di DAZN, vedrà un tavolo tecnico di altissimo profilo. Accanto a Lotito ci sarà l’architetto Marco Casamonti (Studio Archea Associati), la “matita” che ha disegnato il restyling, e Pierluigi Nervi, omonimo nipote del progettista originale, chiamato a garantire il rispetto dell’identità storica dell’impianto. La solidità del piano è certificata dal mondo accademico: interverranno il professor Domenico D’Olimpio (La Sapienza) e Roberto De Lieto Vollaro (Roma Tre) per gli aspetti scientifici e ingegneristici. La sostenibilità economica, invece, è affidata a Legends Global, colosso internazionale rappresentato da Giuseppe Rizzello e Andrea Caloro.

Totti Roma, quale ruolo avrà il Capitano per il suo ritorno in giallorosso. Svelata la scelta della proprietà, ultimissime

Totti Roma, svelato quale ruolo avrà il Capitano la sua avventura 2.0 in giallorosso. La scelta della proprietà, ultimissime

È come se al padrone di casa venissero finalmente riconsegnate le chiavi dopo un lungo, doloroso esilio. Non serviranno presentazioni né periodi di prova: Francesco Totti, l’eterno numero 10 e simbolo indiscusso della storia giallorossa, è pronto a rientrare a Trigoria dalla porta principale. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, la trattativa con la famiglia Friedkin è ormai definita nei dettagli: per il “Pupone” è pronto un accordo pluriennale che lo rimetterà al centro del villaggio.

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Il modello: non una statuina, ma come Zanetti e Nedved

La vera novità riguarda la sostanza dell’incarico. La proprietà americana ha capito che Totti non può essere relegato a semplice “bandiera” da sventolare per placare i tifosi o per mere esigenze di marketing. Il suo non sarà un ruolo di facciata, ma un incarico operativo a 360 gradi. Il modello di riferimento è quello dei grandi ex che sono diventati dirigenti di peso: come Javier Zanetti nell’Inter o come fu Pavel Nedved nella Juventus. Totti avrà voce in capitolo, potere decisionale e una scrivania che pesa.

Strategie di mercato e charme internazionale

Pur non sovrapponendosi alla figura del Direttore Sportivo, Totti agirà come una sorta di “Direttore delle Strategie Calcistiche”. La sua conoscenza del gioco sarà fondamentale per l’individuazione e la valorizzazione dei talenti, ma non solo. Il suo carisma leggendario fungerà da fattore decisivo nelle trattative di mercato: una telefonata di Totti può sbloccare l’arrivo di un top player indeciso, esercitando un’attrazione irresistibile.

Ambasciatore verso il 2027

Infine, c’è l’aspetto istituzionale. Totti sarà l’ambasciatore della Roma e della romanità nel mondo. Lo vedremo in giacca e cravatta ai sorteggi UEFA, agli incontri di Lega e negli eventi cruciali per il futuro del club. I Friedkin puntano tutto su di lui per due appuntamenti storici: l’iter per il nuovo stadio e, soprattutto, il centenario del club nel 2027, evento in cui Francesco dovrà essere l’assoluto protagonista.

Napoli stregato da Alisson Santos: la sua storia e quel particolare che lo accomuna a Kvara. Perché il gol alla Roma non è un caso isolato

Napoli stregato da Alisson Santos: qual è la sua storia e c’è un particolare che lo accomuna a Kvara. Cosa succede dopo il gol alla Roma

Dodici minuti. Tanto è bastato ad Alisson Santos per passare dall’essere un oggetto misterioso del mercato di riparazione a nuovo beniamino del “Diego Armando Maradona”. Nel pareggio per 2-2 contro la Roma, il brasiliano classe 2003 ha confermato la fama che lo aveva preceduto dal Portogallo: quella di “spaccapartite”. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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L’esordio shock: entra, dribbla e segna

Gettato nella mischia al 70′ da Antonio Conte Alisson ha impiegato pochissimo per lasciare il segno. All’82’, con uno slalom ubriacante e un tiro preciso, ha siglato il gol del momentaneo pareggio, salvando gli azzurri dalla sconfitta. Velocità, strappi e imprevedibilità: caratteristiche che hanno ricordato ai tifosi il primo David Neres, anche se Alisson preferisce partire da destra. Curiosa la coincidenza logistica: il ragazzo vive a Posillipo proprio nella casa che fu di Khvicha Kvaratskhelia, quasi a voler assorbire tra quelle mura la magia dei grandi numeri 7.

Una vita da film: dalla Tunisia alla gloria

Arrivato dallo Sporting Lisbona in prestito con diritto di riscatto (fissato a cifre importanti: 3,5 milioni subito più 17 futuri), Alisson ha una storia personale affascinante. È figlio d’arte: suo padre Adailton, detto “Messias”, è stato un calciatore giramondo con passaporto tunisino. Proprio la Tunisia avrebbe voluto naturalizzare Alisson, che ha vissuto lì parte dell’infanzia, ma il ragazzo ha le idee chiare: il suo sogno è solo la Seleçao brasiliana. Un traguardo che vuole raggiungere grazie ai sacrifici di mamma Aldia, ex parrucchiera e domestica che lo ha seguito tra Brasile e Portogallo, sostenendolo prima che l’allenatore Rui Borges lo lanciasse nel grande calcio.

Lo specialista dei minuti finali

Quello contro la Roma non è un caso isolato. Per Alisson è il quarto gol stagionale arrivato a gara in corso (tre li aveva fatti con lo Sporting, tra cui uno decisivo in Champions contro l’Athletic Bilbao). Conte ora sa di avere un’arma letale in panchina, pronta a essere scatenata anche nella prossima, difficile trasferta di Bergamo.

Inter, Bastoni parlerà in conferenza stampa alla vigilia del Bodo Glimt: attesa per le sue dichiarazioni dopo il ‘caso’ Inter Juve con Kalulu

Inter, Bastoni interverrà in conferenza stampa alla vigilia del Bodo Glimt: attesa di conoscere le sue dichiarazioni dopo il ‘caso’ Inter Juve con Kalulu

Tra le partite di domani dei playoff di Champions c’è anche Bodø Glimt-Inter. Oggi pomeriggio alle 17:15, nel gelo dell’Aspmyra Stadion di Bodø, Alessandro Bastoni prenderà la parola. Non sarà una conferenza stampa di vigilia come le altre: il difensore dell’Inter tornerà a parlare pubblicamente tre giorni dopo il “ciclone” scatenatosi durante il Derby d’Italia contro la Juventus. L’obiettivo è chiaro: difendere la propria onorabilità e spiegare l’episodio della caduta che ha portato all’espulsione ingiusta dello juventino Kalulu, cercando di abbassare i toni di una polemica che ha reso l’aria irrespirabile.

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La difesa di Bastoni: “Non sono un simulatore”

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il centrale nerazzurro vuole respingere con forza l’etichetta di “simulatore seriale” che gli è stata affibbiata. Bastoni è pronto ad ammettere che l’esultanza teatrale alle spalle dell’avversario espulso è stata inopportuna, frutto dell’adrenalina del momento, ma intende ribadire la sua buona fede nell’azione di gioco. Il giocatore si sente “stordito” dalla gogna mediatica e dagli insulti social che hanno colpito anche la sua famiglia (la moglie Camilla ha dovuto disattivare i commenti su Instagram), e cerca di voltare pagina per concentrarsi sul campo.

Il patto di “Interello” e la scelta di Chivu

Per preparare la sfida contro il Bodø/Glimt, l’Inter ha svolto una rifinitura particolare. La squadra si è allenata sui campi in sintetico del centro sportivo giovanile di “Interello” per abituarsi alla superficie che troveranno in Norvegia. In questo contesto, il gruppo si è stretto attorno al suo compagno. Lautaro Martinez, insieme allo zoccolo duro italiano (Barella, Dimarco, Darmian), ha mostrato sostegno totale a Bastoni.

Anche Cristian Chivu ha avuto un faccia a faccia sereno con il giocatore. I due hanno concordato che la medicina migliore è la normalità: salvo sorprese, Bastoni sarà regolarmente in campo dal primo minuto nell'”Inferno di Ghiaccio”, pronto a trasformare la rabbia in prestazione agonistica per l’andata dei playoff di Champions League.

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Osimhen si racconta: «Giuntoli ha provato a portarmi alla Juve, Galatasaray club che amo. Addio al Napoli? Ecco cosa è successo davvero»

Osimhen ha rilasciato un’intervista, nella quale è tornato a parlare dell’addio al Napoli. Le dichiarazioni dell’attaccante del Galatasaray

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è anche Galatasaray-Juventus. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Victor Osimhen ha rilasciato queste dichiarazioni.

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COSA E’ SUCCESSO NELL’ULTIMO ANNO E MEZZO «Ho trovato un club e una città che amo, forse è stato un colpo di fortuna. Appena arrivi a Istanbul capisci come mai chiunque abbia giocato qui si sia innamorato della squadra e della gente. Non avevo mai provato nulla di simile».

SPALLETTI «Si diceva che litigassimo, però non era vero: lo stimo tanto. Ha dormito per mesi nel centro sportivo del Napoli, lavorando giorno e notte per convincerci che potevamo vincere lo scudetto. Ha portato Kim, Anguissa, Kvaratskhelia e anche me al top della condizione, trionfando con un club che non ci riusciva da decenni. Pretendeva tanto, ma ti dava tantissimo. Certi allenatori ti fanno crescere prima come uomo e poi come calciatore».

COSA PROVERA’ AFFRONTANDO LA JUVE – «Sarà stimolante sfidare un top club. Sappiamo di non poterci concedere distrazioni, perché contro di loro ogni errore può costare carissimo. E poi ritroverò Spalletti…».

POTEVA ANDARE ALLA JUVE – «Sì, così come oggi potrei essere in altri due top club di Serie A. Prima che iniziasse la trattativa con il Galatasaray, Giuntoli mi chiamò per portarmi alla Juve. Ho parlato con un paio di persone del club, mi hanno mostrato interesse ma sapevo che lui (De Laurentiis, che Osimhen non cita mai, ndr) non mi avrebbe lasciato partire. In ogni caso, l’interesse c’era eccome. E quando ti chiama la Juve, a prescindere da tutto, devi sederti e ascoltare».

A NAPOLI E’ FINITA MALE – «A me dispiace per i tifosi, anche perché io non ho mai parlato di quanto è accaduto. Alcuni di loro si sono presentati davanti a casa mia chiedendomi spiegazioni. Ci siamo confrontati, a loro chiedevo di mettersi nei miei panni. Dopo che il Napoli ha pubblicato quel video su TikTok, qualcosa si è rotto definitivamente».

IL MOTIVO – «Chiunque può sbagliare un calcio di rigore, chiunque può essere preso in giro per questo. Il Napoli l’ha fatto soltanto con me, tra l’altro con allusioni di un certo tipo. Sono stato vittima di insulti razzisti e ho preso la mia decisione: volevo andare via. Ho cancellato le foto con la maglia del Napoli dal mio Instagram e hanno colto la palla al balzo per mettermi contro i tifosi. E pensare che mia figlia, per me, è più napoletana che nigeriana…».

RAPPORTO IN PRECEDENZA CON DE LAURENTIIS«Avevamo un gentlemen agreement in base al quale l’estate successiva sarei potuto partire, ma dall’altra parte l’impegno non è stato mantenuto del tutto. Hanno provato a mandarmi a giocare ovunque, mi trattavano come un cane. Vai di qua, vai di là, fai questo, fai quello… Ho faticato tanto per fare carriera, non potevo accettare quel tipo di trattamento. Non sono un burattino».

RICUCIRE LO STRAPPO – «Certo, anche se hanno detto in giro che non mi voleva in squadra. Siamo seri? Quale allenatore in quel momento non mi avrebbe voluto? Appena arrivato, Conte mi ha chiamato nel suo ufficio e mi ha detto che era a conoscenza della situazione ma che, nonostante tutto, voleva che rimanessi. Gli spiegai che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui ma ormai avevo fatto la mia scelta: non volevo continuare a lavorare in un posto in cui non mi sentivo felice».

COSA MI DISPIACE DI PIU’? – «Nessuno si è mai scusato pubblicamente per quello che è successo. Dopo quel famoso video, Edoardo De Laurentiis mi ha chiamato più volte. Stop. Nel frattempo si vociferava che io arrivassi al campo in ritardo, che litigassi con i compagni… Sono tutte bugie. Mi spiace per i tifosi, però li capisco e li ammiro: supportano il club sempre e comunque. Per loro il Napoli viene prima di tutto».

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Juventus, McKennie da 9 col Galatasaray e con un messaggio chiarissimo per il futuro: dentro alla situazione rinnovo del texano. Ultimissime

Juventus, McKennie agirà da numero 9 col Galatasaray e un messaggio netto per il futuro: dentro alla situazione rinnovo dell’americano

Dalla teoria alla pratica, nel palcoscenico più caldo d’Europa. Quella che sembrava una provocazione tattica di Luciano Spalletti sta per diventare realtà nella notte di Istanbul. Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è anche Galatasaray-Juventus e contro i turchi, in una sfida cruciale di Champions League, i bianconeri si affideranno a un “falso nove” molto atipico: Weston McKennie. Lo riporta Tuttosport.

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Emergenza totale: fuori David e Vlahovic

La mossa nasce da una necessità clinica prima che tecnica. L’infermeria bianconera ha presentato il conto nel momento peggiore: oltre all’assenza nota di Dusan Vlahovic, si è aggiunto il forfait last-minute di Jonathan David. L’attaccante canadese si è fermato per un fastidio all’inguine proprio alla vigilia della partenza. Con Lois Openda unica alternativa di ruolo, Spalletti ha scelto l’usato sicuro. O meglio, l’usato “universale”.

L’investitura: “Attacca la profondità come pochi”

“McKennie è un attaccante centrale perfetto”, aveva profetizzato il tecnico toscano dopo la vittoria col Napoli. Il motivo è semplice: il centrocampista texano possiede tempi di inserimento unici, un dominio aereo invidiabile e quella capacità di “giocare per farsi dire bravo” prendendo decisioni cruciali negli ultimi metri. Sarà dunque lui a sfidare a distanza Victor Osimhen. Un duello impari sulla carta, ma che i numeri di Wes nobilitano: in Champions League, tra Schalke e Juve, vanta già 10 gol in 41 presenze.

Il fattore Yildiz e il nodo rinnovo

McKennie si avvicina alla bolgia del Rams Park con calma olimpica, sperando che la presenza in campo di Kenan Yildiz possa addolcire l’accoglienza dei tifosi locali. Mentre il campo chiama, il futuro incombe: con il contratto in scadenza e il rischio di un addio a parametro zero, ogni prestazione di McKennie diventa un messaggio alla dirigenza. Ma stasera conta solo l’Europa: “Gioco dove vuole il mister, anche in porta”, ha assicurato il texano. E Spalletti si fida ciecamente del suo nuovo bomber improvvisato.

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Calciomercato Roma: già deciso il futuro di Malen. Impatto devastante dell’olandese, cosa succederà a fine stagione! Retroscena

Calciomercato Roma: è stato già deciso il futuro di Malen. Cosa succederà a fine stagione per l’attaccante olandese

C’è una Roma prima di gennaio e una Roma dopo gennaio. Lo spartiacque della stagione giallorossa ha un nome e un cognome preciso: Donyell Malen. L’arrivo dell’attaccante olandese nel mercato invernale ha cancellato con un colpo di spugna le incertezze di un reparto offensivo che, fino a poche settimane fa, si aggrappava quasi esclusivamente all’estro di Matias Soulé. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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Impatto totale: numeri da Scarpa d’Oro

L’ex Borussia Dortmund non si è limitato a segnare, ha dominato. Con 5 reti nelle sue prime 5 presenze in Serie A, Malen ha registrato un impatto che, statistiche alla mano, regge il confronto a livello europeo solo con un gigante come Harry Kane al Bayern Monaco. Ma l’analisi va oltre i gol. Malen è diventato il fulcro del gioco di Gian Piero Gasperini: è primo per tiri totali (25), tiri in porta (10) e tocchi in area avversaria (51) nell’ultimo mese. È un attaccante moderno, che non aspetta il pallone ma lo cerca, lo difende e lo trasforma in oro colato, come dimostrato nel big match vinto domenica sera a Napoli.

La gestione di Gasperini e il rimpianto

Proprio Gasperini non ha usato giri di parole nel post-partita del Maradona. “Con Malen dall’inizio del campionato la Roma avrebbe molti più punti”, ha ammesso l’allenatore, svelando però anche la necessità di una gestione oculata. L’olandese non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, motivo per cui viene spesso sostituito nel finale per preservarne l’integrità muscolare. È un patrimonio troppo prezioso per rischiare stop.

Le cifre dell’affare: riscatto sicuro

L’operazione condotta dal DS Frederic Massara si sta rivelando un capolavoro. La formula del prestito oneroso (2 milioni) con obbligo di riscatto fissato a 25 milioni è legata alla qualificazione europea (Champions o Europa League) e alle presenze. Tuttavia, con un rendimento del genere, il riscatto è virtualmente già in cassaforte. Malen non è solo un acquisto, è l’uomo che ha cambiato il destino della stagione: con lui, l’obiettivo Champions League è passato da speranza a solida realtà.

La Penna, minacce di morte dopo Inter Juve: la Procura apre un’indagine! L’arbitro non sarà fermato da Rocchi, la ricostruzione di quanto successo

La Penna oggetto di minacce di morte dopo Inter Juve: la Procura ha aperto un’indagine! L’arbitro non sarà fermato da Rocchi, cosa è successo

Quello che è nato come un errore di campo durante il Derby d’Italia si è trasformato in poche ore in un caso di cronaca nera. La Procura della Repubblica di Roma ha ufficialmente aperto un fascicolo d’indagine sulle gravi minacce di morte ricevute via social dall’arbitro Federico La Penna, finito nel mirino degli odiatori seriali dopo la contestata direzione di gara in Inter-Juventus. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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L’inchiesta: “Ti accoltello”, caccia agli IP

Tutto scaturisce dall’episodio chiave del match: l’espulsione di Pierre Kalulu per un contatto inesistente su Alessandro Bastoni. La rabbia di una frangia estrema del tifo si è riversata sui profili social dell’arbitro con una violenza inaudita: “Ti sparo”, “Ti ammazzo te e tutta la tua famiglia”, “Ti veniamo a cercare”. La Penna non ha lasciato correre e, supportato dalla moglie, ha denunciato tutto alla Polizia Postale, allegando screenshot e messaggi. Il fascicolo è ora sulla scrivania del Procuratore Aggiunto Sergio Colaiocco. Gli inquirenti stanno analizzando gli account per risalire all’identità reale degli autori: per loro si prospettano guai seri, dato che il protocollo di sicurezza per gli arbitri è considerato materia sensibile dalla Questura.

La mossa di Rocchi: rientro anticipato?

Mentre la giustizia ordinaria fa il suo corso, quella sportiva prende una direzione inaspettata. Gianluca Rocchi ha scelto la linea del sostegno e non della punizione esemplare. Rocchi ha apprezzato la tenuta mentale di La Penna che, nonostante l’errore grave e le fortissime pressioni ricevute nell’intervallo dalla dirigenza bianconera, ha diretto il secondo tempo praticamente senza sbavature. Per questo motivo, non ci sarà la “punizione” di un mese di stop ipotizzata inizialmente. Dopo il turno di riposo fisiologico di domenica prossima, La Penna potrebbe tornare a disposizione tra soli 15 giorni, magari ripartendo gradualmente dal ruolo di VAR o IV uomo. Una scelta che suona come un attestato di stima: l’errore tecnico c’è stato, ma l’uomo non va abbandonato.

Saluta i nerazzurri, la chiamata di Spalletti è troppo ghiotta: addio gratis

Spalletti lo vuole assolutamente e lo ha fatto capire in tutti i modi a Comolli: la Juve è pronta a strapparlo ai nerazzurri a costo zero.

Per la Juve è già tempo di mettersi alle spalle la sconfitta subita a Milano dall’Inter e le tante polemiche che hanno fatto seguito al derby d’Italia. In casa bianconera c’è ancora tanta rabbia per le decisioni dell’arbitro Lapenna, in particolare per la simulazione di Bastoni che ha portato all’espulsione di Kalulu: un abbaglio enorme che ha inevitabilmente stravolto l’andamento del match, poi vinto 3-2 dall’Inter al 90′ grazie alla staffilata di Zielinski.

Stasera i bianconeri saranno di scena all’Ali Sami Yen di Istanbul per la prima delle due sfide di Champions League contro il Galatasaray. Locatelli e compagni troveranno un ambiente caldissimo e una squadra che può contare soprattutto su Victor Osimhen, uno dei sogni di mercato della Signora.

Spalletti ha chiesto da tempo un centravanti di grande spessore e il bomber nigeriano è uno dei primi nomi (se non il primo in assoluto) sulla lista di Comolli, Chiellini e Ottolini. Tuttavia questa Juve è da rinforzare anche in altri reparti: il tecnico di Certaldo vuole anche dei difensori di qualità, possibilmente con una conoscenza approfondita del campionato di Serie A.

Va via gratis dai nerazzurri, c’è Spalletti: colpo Juve

Proprio in queste ore è cominciata a circolare la notizia di un forte interessamento della Juve per un giocatore che veste la maglia nerazzurra dell’Atalanta. I bianconeri starebbero infatti pensando a Berat Djimsiti, colonna della Dea ormai da molte stagioni.

Djimsiti Juve Atalanta
Va via gratis dai nerazzurri, c’è Spalletti: colpo Juve – Calcionews24.com (Instagram Berat Djimsiti)

Il difensore albanese è in scadenza di contratto con i bergamaschi: già nelle prossime settimane Djimsiti, assieme al suo entourage, dovrebbe incontrare la dirigenza dell’Atalanta per capire se andare avanti insieme o se invece proseguire su strade diverse.

Alla finestra c’è proprio la Juventus, che punta a rafforzare la retroguardia con un elemento di grande esperienza e affidabilità: inoltre il colpo a zero stuzzica molto Comolli, che potrebbe così concentrare il budget per il calciomercato estivo su altri obiettivi.

Djimsiti, che può finora vantare 318 presenze e 11 reti con la maglia dell’Atalanta, è monitorato con grande attenzione anche da Roma e Milan: sia i giallorossi che i rossoneri attendono di capire se davvero il difensore albanese lascerà Bergamo a fine stagione. In tal caso anche Massara e Tare presenterebbero una proposta al giocatore: la Juve è avvisata.

Vinicius Jr parla di Modric: «È il migliore al mondo. Mi manca perché mi insegnava sempre qualcosa»

Vinicius Jr sul rossonero Luka Modric: «È il migliore al mondo. Mi manca perché mi insegnava sempre qualcosa». Le parole

Il mondo del calcio si è preso una pausa per ascoltare le parole di Vinicius Junior, il talento esplosivo del Real Madrid e della Seleção, celebre per la sua velocità devastante e per quei dribbling che sembrano sfidare le leggi della fisica. Durante una lunga chiacchierata sul canale Twitch di Ibai Llanos — fonte ufficiale delle sue dichiarazioni — l’esterno brasiliano ha voluto dedicare un pensiero speciale a un uomo che ha segnato profondamente la sua crescita calcistica: Luka Modric.

Un legame che va oltre il campo: Vinicius e il “Professore” croato

Modric, Pallone d’Oro e simbolo di un calcio elegante e senza tempo, oggi guida il centrocampo del Milan con la stessa lucidità che lo ha reso una leggenda a Madrid. Vinicius, ricordando gli anni condivisi al Real, ha parlato con evidente emozione del rapporto costruito con il numero 10 croato. Secondo il brasiliano, la classe e la personalità di Modric rappresentano un patrimonio inestimabile per qualsiasi spogliatoio: un esempio quotidiano, un punto di riferimento silenzioso ma imprescindibile, un maestro capace di elevare il livello di chi gli gioca accanto.

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PAROLE – «Luka Modric è crazy. Ha quasi 41 anni, è speciale: non c’è nessuno come lui nel calcio a quell’età. È al Milan, l’anno scorso era ancora al Real Madrid. È il migliore al mondo. Mi manca davvero perché mi insegnava sempre qualcosa. Odiava perdere, anche in allenamento. Era sempre arrabbiato quando perdeva. Ma quando poi riusciva a vincere… Mamma mia, insopportabile. Non ho avuto la fortuna di giocare con Cristiano. Ma non posso lamentarmi: sono stato con Benzema e Modric».

Cagliari, Pisacane svela: «Siamo tutti colpevoli. Non è colpa di uno o di due, è la colpa di tutti, a partire da me»

Cagliari, Pisacane analizza nel post partita della sfida di Serie A contro il Lecce: ecco le sue dichiarazioni a DAZN

Cagliari Lecce, terminata 0-2 è stato il posticipo della 25esima giornata di Serie A. Ecco nel post gara a Dazn le dichiarazioni del tecnico dei rossoblù , Fabio Pisacane :

ANALISI DELLA SCONFITTA – «Sicuramente quando si perde tante cose non sono andate. Penso che abbiamo offerto una prestazione non all’altezza. Ci dispiace perché avevamo la possibilità di mettere altro fieno in cascina. Siamo tutti colpevoli, è normale che quando si perde abbiamo sbagliato tutti. Non è colpa di uno o di due, è la colpa di tutti, a partire da me. Per cui non eravamo dei fenomeni due settimane fa e non ci dobbiamo deprimere adesso pensando che siamo diventati dei brocchi. Bisogna solo capire bene che il momento richiede attenzione, malizia, astuzia. E mi dispiace perché oggi la squadra è stata sicuramente frenetica, imprecisa e in certe situazioni topiche della gara non te lo puoi permettere».

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ATTENZIONE E GIOVENTÙ – «Qui entro in gioco io, perché è normale che devo tenere questa attenzione alta. Ho cercato in settimana di far passare un messaggio importante, che è quello che non siamo ancora salvi. Dobbiamo assolutamente battagliare, avere quella fame che ci permette di arrivare all’obiettivo. E mi dispiace perché, come avevo detto in conferenza, dettagli e letture potevano fare la differenza questa sera e abbiamo perso la partita con due calci piazzati. Però, ripeto, al netto di questo, la squadra è stata frenetica, imprecisa e questo è quello che dobbiamo capire in fretta perché in alcune situazioni abbiamo avuto degli atteggiamenti un po’ sulle punte e una squadra come la nostra non se lo può permettere».

LOTTA SALVEZZA – «Come funziona? Funziona che quello che avevamo fatto di buono in questo momento si sta dimezzando, ma noi abbiamo chiaramente in testa l’obiettivo che vogliamo conseguire. Non mi sono mai esaltato, io come la squadra, quando abbiamo fatto queste vittorie, sappiamo che è un campionato difficilissimo, per cui tutte le squadre che comunque lottano per il nostro obiettivo sono tutte invischiate. Basta poco, come abbiamo visto due settimane fa, per tirarsi fuori e basta poco per ributtarsi nella mischia. Per cui sta a noi, il destino è nelle nostre mani, l’importante è rimanere compatti e non deprimerci, perché comunque abbiamo cercato di non esaltarci nelle gioie. Per cui mi auguro che la squadra accenda la spia, quella della cura maniacale, dei dettagli, delle letture, come abbiamo fatto in quelle tre gare che abbiamo fatto punti e sicuramente sono convinto che ritorneremo a fare punti».

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Lecce, Di Francesco nel post gara: «La squadra ha fatto una partita di una grande intelligenza, sia tattica, sia di leggere i momenti della gara»

Lecce, Di Francesco analizza nel post partita della sfida di Serie A contro il Cagliari: ecco le sue dichiarazioni a DAZN

Cagliari Lecce, terminata 0-2 è stato il posticipo della 25esima giornata di Serie A. Ecco nel post gara a Dazn le dichiarazioni del tecnico dei giallorossi, Eusebio Di Francesco:

INTELLIGENZA TATTICA – «Beh, lo stavo accennando prima. Penso che avevamo tante squadre oggi contro che speravano che noi non facessimo un risultato pieno, com’è giusto che sia. E noi siamo stati bravi, giocando per ultimi, e ti assicuro che non è facile, a fare una partita importante dal punto di vista dell’atteggiamento, dell’attenzione, dell’aggressività. Siamo stati bravi a colpire nei momenti giusti e a concedere poco e niente agli avversari. Credo che oggi la squadra abbia fatto una partita di una grande intelligenza, sia tattica, sia di leggere i momenti della gara. Ed è quello che stavo chiedendo un po’ ai miei ragazzi nell’ultimo periodo in cui hanno fatto delle ottime partite, ma tante volte ci siamo persi durante la gara, specialmente negli ultimi sedici metri».

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IMPATTO DEI NUOVI – «Ho giocato 4-3-3 o 4-2-3-1, giustamente con le caratteristiche che ha Gandelman cerchiamo di avvicinarlo più vicino alla prima punta. E Cheddira ha quelle caratteristiche di poter allungare la squadra avversaria e attaccare gli spazi. Lui è molto bravo a scegliere i tempi d’inserimento specialmente negli ultimi sedici metri. È un giocatore che ha un ottimo terzo tempo, ottime scelte dentro l’area di rigore ed era quello un po’ che ci mancava all’interno della squadra per essere un pochino più pericolosi durante le partite. Abbiamo aggiunto due caratteristiche di giocatori differenti da quelli che avevamo e per noi è stato molto importante. Sapendo che abbiamo anche altri giocatori oggi che sono entrati, vi assicuro tipo Ngom, che sono dei giocatori che pian piano si stanno inserendo all’interno di questa squadra e potranno darci veramente una grossa mano».

CORAGGIO E CONTINUITÀ – «Ma devo dire che questo atteggiamento l’abbiamo avuto spesso durante le partite. Come ti dicevo prima, nella continuità siamo mancati della gara. E questo invece oggi è quello che abbiamo fatto, è stato un momento di grande crescita, ma io vedo questa squadra che ha grande continuità dentro la partita. L’abbiamo fatto anche con l’Udinese settimana scorsa, concediamo poco agli avversari e dobbiamo continuare su questo equilibrio forte. E quello che mi è piaciuto tanto che tante volte siamo andati a recuperare palla alta, nella propria metà campo, nella loro metà campo, vincendo dei duelli individuali, tenendo la linea alta quando lo dovevamo, senza paura. E questo deve essere l’atteggiamento che ci deve accompagnare da qui alla fine del campionato».

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Inter Juve, retroscena sorprendente: le parole di Lautaro Martínez a Kalulu che stanno accendendo il dibattito post Derby

Inter Juve, il dialogo nascosto tra Lautaro e Kalulu diventa un caso: il retroscena che sta facendo discutere tifosi e addetti ai lavori

Il Derby d’Italia continua a regalare scintille anche dopo il triplice fischio. L’ultimo tema caldo arriva da un frammento video catturato dalle telecamere di DAZN, che ha immortalato un breve ma significativo scambio tra Lautaro Martínez, leader indiscusso dell’Inter, e Pierre Kalulu, il difensore francese approdato alla Juventus dopo gli anni al Milan.

Il caso: la frase di Lautaro che sorprende tutti

Secondo le anticipazioni diffuse dalla piattaforma, durante uno dei momenti più tesi della sfida, Lautaro si sarebbe avvicinato a Kalulu dopo un intervento sanzionato dall’arbitro. La frase, semplice ma eloquente, è stata colta dai microfoni a bordo campo: “Non è giallo, ma ormai ha fischiato.”

Un’ammissione di onestà sportiva che ha immediatamente alimentato il dibattito. Il capitano nerazzurro, soprannominato “Il Toro” per la sua indole combattiva, avrebbe riconosciuto l’eccessiva severità del provvedimento arbitrale, pur sottolineando l’irreversibilità della decisione una volta presa.

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Chivu e la gestione emotiva del gruppo

Il clima di rispetto agonistico emerso da questo scambio riflette il lavoro svolto ad Appiano Gentile da Cristian Chivu. L’ex difensore del Triplete, oggi alla guida dell’Inter, ha costruito una squadra capace di mantenere lucidità anche nei momenti più delicati. La sua filosofia punta molto sulla gestione psicologica della partita: proteste ridotte al minimo, concentrazione massima sulla prestazione e un’identità di gruppo che passa anche da episodi come questo.

Dove vedere il contenuto integrale

Il filmato completo, arricchito da immagini inedite e audio esclusivi, sarà trasmesso domani all’interno di Bordocam, il format di DAZN che porta gli spettatori a pochi centimetri dal campo, rivelando dettagli che sfuggono alla diretta tradizionale.

Un Derby che non smette mai di far discutere

Ancora una volta, la sfida tra Inter e Juventus si conferma un evento che va oltre il risultato. Ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo può trasformarsi in un caso nazionale. Resta ora da capire come verrà accolta questa dimostrazione di sincerità da parte di Lautaro, simbolo di una squadra che, nel bene e nel male, vive ogni partita con un’intensità fuori dal comune.

Spalletti può scordarsi Osimhen: il dopo Vlahovic arriva dalla Serie A

Nel mercato invernale la Juventus non è riuscita a trovare un bomber. Il sogno si chiama Osimhen, ma Spalletti deve farsene una ragione: non arriverà.

Il panorama offensivo della Juventus si trova a un bivio strategico che promette di infiammare i mesi che precedono l’apertura della sessione estiva 2026. Al centro di questo scacchiere, la figura di Victor Osimhen continua a stagliarsi come l’obiettivo primario, una sorta di “Piano A” che Damien Comolli e Luciano Spalletti starebbero accarezzando per ridare ferocia e profondità alla manovra bianconera. Il predatore nigeriano, attualmente in forza al Galatasaray, sta vivendo una stagione di assoluto splendore in Turchia, confermando una maturità realizzativa che non sembra conoscere flessioni. Le statistiche parlano chiaro: tra campionato e Champions League, Osimhen ha collezionato 22 presenze, mettendo a referto 15 gol e 3 assist.

Un rendimento che si traduce in una media di una rete ogni 112 minuti, arricchita da una capacità unica di attaccare gli spazi che Spalletti conosce alla perfezione dai tempi del trionfo napoletano. La Juventus monitora la situazione legata alla sua clausola rescissoria, consapevole che il nigeriano rappresenterebbe l’innesto ideale per colmare quel deficit di cinismo emerso chiaramente nelle ultime uscite stagionali, specialmente dopo la sofferta sconfitta nel Derby d’Italia. L’eventuale arrivo di Osimhen però è in seria discussione, perché l’obiettivo di Marco Ottolini pare essere un altro.

Il nuovo bomber arriva dalla Serie A: Pellegrino sogna la Juve

Tuttavia, il dibattito attorno al “nuovo bomber” bianconero non vive solo di suggestioni internazionali, ma si nutre anche delle analisi di chi osserva da vicino le dinamiche della Continassa. Gianni Balzarini, giornalista di Mediaset, è intervenuto sulla questione attraverso i propri canali social, offrendo un punto di vista che sposta l’attenzione su binari differenti. Sebbene Balzarini ritenga che la priorità assoluta per la dirigenza debba rimanere il rinnovo di contratto di Dusan Vlahovic – per garantire continuità a un investimento che resta il più oneroso dell’ultimo lustro – esiste un profilo emergente capace di incrinare le certezze del cronista. Si tratta di Pellegrino del Parma, l’attaccante che sta scalando rapidamente le gerarchie della Serie A.

Luciano Spalletti
Il nuovo bomber arriva dalla Serie A: Pellegrino sogna la Juve – calcionews24.com (foto: profilo X Juventus)

Secondo Balzarini, è proprio la punta ducale l’unico profilo in grado di farlo “vacillare” rispetto alla necessità di blindare Vlahovic. Il discorso dell’attaccante che la butta dentro è prioritario, perché è l’attacco che deve trascinare tutto il progetto – ha sottolineato il giornalista, pur non nascondendo le insidie legate a un simile salto di qualità: “Giocare nella Juventus comporta una componente di rischio, perché non hai mai indossato una maglia così pesante e il Parma non lo valuta certo dieci milioni”. In un mercato invernale dove la Juventus ha cercato invano di arrivare a Kolo Muani, scontrandosi con il muro eretto dal Tottenham, la riflessione di Balzarini pone la dirigenza di fronte a un dilemma: insistere sulla stabilizzazione di Vlahovic o scommettere sulla freschezza e la fame di Pellegrino, un giocatore che sembra pronto per il grande salto, ma che dovrà dimostrare di saper reggere l’urto delle ambizioni bianconere.

Pagelle Cagliari Lecce, Gandelman e Ramadani decidono la sfida! Serata no per Caprile! I VOTI

Pagelle Cagliari Lecce: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 25ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Cagliari Lecce: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 25ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco i voti:

PAGELLE CAGLIARI LECCE

CAGLIARI – Caprile 4.5; Zappa 6 (57′ Mazzitelli 6), Zé Pedro 5.5, Mina 5.5, Obert 5.5 (79′ Trepy 5.5); Palestra 5.5, Adopo 5.5, Sulemana 5, Idrissi 4.5; Esposito 5.5, Pavoletti 6 (57′ Kilicsoy 6).

LECCE – Falcone 6; Veiga 6, Tiago Gabriel 6.5, Gaspar 6.5, Gallo 6; Ramadani 7.5, Coulibaly 7.5; Pierotti 6 (86′ Siebert sv), Gandelman 7.5 (86′ Ngom sv), Sottil 6.5 (80′ Ndaba sv); Cheddira 6 (80′ Stulic sv).

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La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite valevoli per la 25esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26.

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Le formazioni

CAGLIARI (4-3-3): Caprile; Zappa, Zé Pedro, Mina, Obert; Palestra, Adopo, Sulemana, Idrissi; Esposito, Pavoletti (C)

LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, T. Gabriel, Gaspar, Gallo; Gandelman, Ramadani, Coulibaly; Sottil, Cheddira, Pierotti


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82′ GOL ALISSON SANTOS – Partita pazza al Maradona! Ci pensa Alisson Santos a pareggiare.

71′ ANCORA MALEN – Doppietta per l’attaccante, che trasforma con freddezza il calcio di rigore.

40′ GOL SPINAZZOLA – La riacciuffa il Napoli a fine primo tempo. Conclusione deviata dell’esterno che manda fuori causa Svilar. Pareggio azzurro.

7′ GOL MALEN – La Roma è già avanti! Zaragoza trova in verticale Malen, che dentro l’area di rigore non sbaglia davanti a Milinkovic-Savic.

Formazioni ufficiali

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Gutierrez, Lobotka, Elmas, Spinazzola; Politano, Vergara; Hojlund. All. Conte

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Ghilardi; Celik, Cristante, Pisilli, Wesley; Zaragoza, Pellegrini; Malen. All. Gasperini.


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90′ FINE PARTITA

Formazioni ufficiali

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto; Zerbin, Thorsby, Payero, Maleh, Pezzella; Vardy, Djuric. Allenatore: Davide Nicola

GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup, Ellertsson, Messias; Vitinha, Colombo. Allenatore: Daniele De Rossi


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90+3′ GOL DEL PARMA – Pellegrino realizza di testa il gol della vittoria nel recupero.

43′ GOL HARROUI – Pareggia il Verona su calcio di rigore, causato da Circati. Dal dischetto non sbaglia Harroui.

12′ ESPULSO ORBAN – Verona in 10 per il rosso all’attaccante.

4′ GOL BERNABE’ – Subito avanti il Parma con la rete dello spagnolo.

Formazioni ufficiali

PARMA (3-5-2): Corvi; Delprato, Circati, Valenti; Britschgi, Bernabé, Keita, Sorensen, Valeri; Strefezza, Pellegrino. Allenatore: Carlos Cuesta

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Bella-Kotchap, Nelsson, Edmundsson; Belghali, Niasse, Al-Musrati, Harroui, Bradaric; Bowie, Orban. Allenatore: Paolo Sammarco


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FINISCE UDINESE SASSUOLO: 1-2

72′ SEGNA BERTOLA MA VIENE ANNULLATO – L’Udinese aveva pareggiato con Bertola ma è stata annullata la rete al VAR per un tocco di mano.

58′ PINAMONTI IN GOL – Ulisses Garcia al cross, Pinamonti non sbaglia in area.

56′ GOL LAURIENTE‘ – Pinamonti imbuca per Laurientè, che pesca l’angolino e riporta tutto in parità.

10′ GOL SOLET – La sblocca l’Udinese con Solet. Subito avanti i bianconeri.

Formazioni ufficiali

UDINESE (4-4-2): Okoye; Bertola, Kristensen, Solet, Zemura; Ekkelenkamp, Miller, Karlstrom, Atta; Zaniolo, Bayo. Allenatore: Kosta Runjaic. 

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Thorsvedt, Lipani, Koné; Berardi, Pinamonti, Laurienté. Allenatore: Fabio Grosso.


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Formazioni ufficiali

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique, 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 14 Bonny, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 20 Çalhanoglu, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto, 36 Darmian, 43 Cocchi, 94 Esposito. Allenatore: Cristian Chivu.

JUVENTUS (4-3-3): 16 Di Gregorio; 15 Kalulu, 3 Bremer, 6 Kelly, 27 Cambiaso; 22 McKennie, 5 Locatelli, 21 Miretti; 7 Conceiçao, 30 David, 10 Yildiz. A disposizione: 1 Perin, 23 Pinsoglio, 2 Holm, 4 Gatti, 8 Koopmeiners, 11 Zhegrova, 13 Boga, 17 Adzic, 18 Kostic, 20 Openda, 32 Cabal. Allenatore: Luciano Spalletti.


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Formazioni ufficiali

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Provstgaard, Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Noslin. All. Sarri

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djmsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; Samardzic, Zalewski; Krstovic. All. Palladino


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90′ FINE PARTITA – Triplice fischio.

78′ GOL DEL COMO – Clamorosa autorete di Parisi che, dopo una deviazione di Morata di testa, col piede non riesce a rinviare e insacca il pallone nella porta difesa da De Gea.

54′ GOL DELLA FIORENTINA – Rigore trasformato da Kean.

53′ RIGORE PER LA FIORENTINA – Perrone atterra in area Mandragora, Marchetti non ha dubbi.

46′ INIZIA IL SECONDO TEMPO – Si ricomincia.

45′ FINE PRIMO TEMPO – Si va all’intervallo.

26′ GOL DELLA FIORENTINA – La sblocca Fagioli! La prima conclusione è murata, poi insiste, si riprende il pallone e realizza una rete di classe spiazzando Butez.

1′ INIZIA IL MATCH – Si comincia.

Formazioni ufficiali

COMO (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Ramon, Kempf, Valle; Perrone, Da Cunha; Kuhn, Nico Paz, Baturina; Douvikas. A disposizione: Cavlina, Tornqvist, Vigorito, Moreno, Smolcic, Diego Carlos, Van Der Brempt, Sergi Roberto, Caqueret, Rodriguez, Addai, Lahdo, Morata. Allenatore: Cesc Fabregas.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Parisi; Mandragora, Fagioli, Brescianini; Harrison, Kean, Solomon. A disposizione: Christensen, Lezzerini, Kouadio, Comuzzo, Balbo, Fortini, Gosens, Fabbian, Fazzini, Ndour, Piccoli. Allenatore: Paolo Vanoli.


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FORMAZIONI UFFICIALI

PISA (3-4-2-1): Nicolas; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov; Touré, Loyola, Aebischer, Angori; Moreo, Tramoni; Stojilkovic. Allenatore: Oscar Hiljemark.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Loftus-Cheek, Nkunku. Allenatore: Massimiliano Allegri.

Fonseca, che rinascita a Lione! I tifosi lo acclamano e lui si commuove. E ora l’OL può credere al titolo – VIDEO

Fonseca, Lione ai suoi piedi: l’allenatore si commuove sotto la curva e ora l’OL sogna davvero il titolo – VIDEO

Ricordate il Paulo Fonseca criticato e finito al centro delle polemiche per il rendimento negativo del suo Milan? Quel capitolo sembra ormai lontanissimo. Oggi il tecnico portoghese ha ritrovato entusiasmo, serenità e soprattutto risultati. Dopo l’esonero in rossonero è ripartito dal Lione, dove in pochi mesi ha conquistato ambiente, squadra e tifosi. L’OL è terzo in Ligue 1 dietro Lens e PSG e, nell’ultima vittoria contro il Nizza, Fonseca è stato addirittura invocato dalla curva, lasciandosi andare a lacrime di emozione.

 
 
 
 
 
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La scena vissuta al termine del 2-0 contro il Nizza racconta meglio di qualsiasi parola il legame che si è creato tra Fonseca e il pubblico del Lione. Al fischio finale, la curva ha chiamato a gran voce il suo nome e il tecnico ha risposto con un gesto spontaneo e sincero: le lacrime che gli rigavano il volto. Un momento che va oltre il calcio, alimentato anche dalla crescita dei giovani come Nartey, classe 2005, già alla seconda rete in tre partite.

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Il Lione sta vivendo un vero exploit: tredici vittorie consecutive tra Ligue 1, Europa League e Coppa di Francia, porta inviolata da fine gennaio e una classifica che alimenta sogni importanti. A dodici giornate dal termine, l’OL è a -7 dal primo posto e -6 dal secondo, ha chiuso la League Phase di Europa League al primo posto e resta in corsa per la coppa nazionale. A Lione sono tornati a sorridere grazie a Paulo Fonseca, l’allenatore “bocciato” dal Milan che in Francia sta vivendo una rinascita totale.

Simulazione Bastoni, deve essere convocato in nazionale? Spalletti è netto e manda un messaggio anche a Gattuso

Simulazione Bastoni, esplode la polemica: Spalletti è categorico e il messaggio a Gattuso è evidente

Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Champions League tra Galatasaray e Juventus. Inevitabilmente, al tecnico sono arrivate anche domande su quanto accaduto sabato sera.

Tra i temi affrontati, uno in particolare ha catturato l’attenzione: a Spalletti è stato chiesto se, alla luce degli episodi del derby d’Italia, avrebbe convocato Bastoni. La risposta del tecnico toscano è stata netta,

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CONVOCHEREBBE BASTONI? – «Non devo creare restrizioni alla volontà di Gattuso. Deve scegliere chi vuole, senza condizionamenti. Io non sono più il ct e mi porterò sempre dietro con dispiacere quella condizione. C’è un ct forte che va lasciato lavorare libero di fare come vuole».

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