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Pagelle Verona Parma, TOP e FLOP del match di Serie A disputato al Bentegodi

Pagelle Verona Parma, ecco i TOP e FLOP delle due squadre al termine del match valido per l’attuale giornata di Serie A 2025/2026

Queste le nostre pagelle di Verona Parma: ecco i top e flop del match valevole per la dodicesima giornata del campionato di Serie A.

Verona

  • Montipò 6,5 – Parate decisive che tengono la squadra in partita.
  • Bella-Kotchap 6 – Buona spinta nel primo tempo, più coperto nella ripresa.
  • Nelsson 5 – Fatica a contenere Pellegrino, poca precisione difensiva.
  • Nunez 6 (dal 18′ s.t.) – Buon impatto, recupera palloni e spinge con continuità.
  • Frese 5 – Poco incisivo, si vede raramente nelle azioni.
  • Belghali 5,5 – Giocate spesso affrettate, non sempre preciso.
  • Akpa Akpro 5,5 – Errori evitabili in costruzione, poca incisività.
  • Al Musrati 5,5 (dal 1′ s.t.) – Aumenta densità a centrocampo ma non incide abbastanza.
  • Gagliardini 6 – Tenta di far girare la palla, manca lo spunto tecnico.
  • Bernede 5 – Non trova ritmo, spesso ingabbiato dagli avversari.
  • Mosquera 6,5 (dal 9′ s.t.) – Caparbio, serve Giovane per il pareggio.
  • Bradaric 5,5 – Partita disordinata, troppi palloni persi.
  • Giovane 5,5 – Segna il pareggio ma commette un grave errore che regala la doppietta a Pellegrino.
  • Orban 5 – Troppo facilmente controllato dagli avversari.
  • Sarr 5,5 (dal 20′ s.t.) – Qualcosa in più rispetto a Orban, ma poco incisivo.
  • All. Zanetti 5,5 – Verona poco organizzato, i cambi non cambiano la manovra.

Parma

  • Corvi 6 – Sicuro, colpe limitate sul gol subito.
  • Delprato 6,5 – Dominante fisicamente, limita Orban.
  • Troilo 6 – Buona impostazione, qualche errore in chiusura.
  • Valenti 6 – Qualche sbavatura nei contrasti, ma gara positiva.
  • Britschgi 6 – Sufficiente, serve più attenzione in fase difensiva.
  • Valeri 5,5 (dal 32′ s.t.) – Lento e impreciso con la palla.
  • Bernabè 6 – Lotta e prova giocate individuali.
  • Keita 5 – Controllo iniziale, poi errori decisivi nella ripresa.
  • Lovik 6,5 – Fisico, copre bene e partecipa all’azione offensiva.
  • Sorensen 7 – Corre tanto, ottima visione e tecnica.
  • Cutrone 6 – Lavora intensamente in attacco e difesa, manca solo freddezza sotto porta.
  • Pellegrino 7,5 – Doppietta decisiva, sempre nel vivo del gioco.
  • All. Garcia 6,5 – Parma ben organizzato e concreto, gestione dei cambi efficace.

Davide Nicola sicuro: «Ecco cosa servirà per battere la Roma. La Cremonese secondo me deve agire così»

Nicola verso Cremonese–Roma: “Serviranno organizzazione ed entusiasmo per batterli”. Il tecnico grigiorosso analizza le mosse tattiche e le chiavi della sfida

Davide Nicola ha parlato ai microfoni di DAZN alla vigilia della sfida casalinga contro la Roma, valida per la 12ª giornata di Serie A. L’allenatore della Cremonese ha sottolineato la difficoltà dell’impegno, evidenziando quali saranno gli ingredienti necessari per provare a battere la squadra giallorossa: «Per fare una grande partita serviranno organizzazione, entusiasmo e coraggio. Affrontiamo una delle squadre più forti del campionato, dovremo essere attenti nel limitarli e allo stesso tempo avere la personalità per proporre il nostro gioco».

Nicola ha poi commentato la scelta della Roma di scendere in campo senza un vero punto di riferimento offensivo: «Non è una novità. Gasperini ha già utilizzato questo tipo di assetto in passato e sappiamo che è una strategia che nasce dalle sue idee. Per questo motivo abbiamo lavorato molto su noi stessi, preparando la gara in base ai nostri principi e alla capacità di adattarci alle loro soluzioni».

Infine, il tecnico si è espresso sulle possibili armi decisive della sfida: «Oggi ogni elemento conterà, non solo l’attacco della profondità. Sarà una partita di grande intensità tecnica, tattica e di forte aggressività. Vogliamo farci trovare pronti e dimostrare il nostro valore davanti al nostro pubblico».

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Gasperini pre Cremonese Roma: «Sfida difficile, ma possiamo farcela. Voglio dire una cosa su quel giocatore»

Gasperini prima di Cremonese–Roma: “Sfida difficile, ma il gruppo sta crescendo”. Il tecnico giallorosso analizza il momento della squadra

Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, ha parlato ai microfoni di DAZN prima della delicata trasferta sul campo della Cremonese, valida per la 12ª giornata di Serie A. Il tecnico giallorosso ha sottolineato come la squadra debba fornire risposte importanti dopo un periodo complicato: «Come tutte le partite del campionato di Serie A, anche questa sarà difficile. Affrontiamo una squadra con entusiasmo, qualità e che ha già dimostrato il proprio valore. Mi aspetto una gara combattuta, in cui serviranno intensità e attenzione per tutti i novanta minuti».

Gasperini ha poi analizzato il momento vissuto dalla Roma dopo la sosta per le Nazionali, in cui sono arrivate due sconfitte consecutive. Il tecnico ha evidenziato come le battute d’arresto siano arrivate in contesti diversi: «Contro il Torino abbiamo incontrato più difficoltà e non siamo riusciti a proporre il nostro gioco. Con l’Inter, invece, la squadra ha offerto una prestazione molto positiva, pur senza riuscire a portare a casa punti. Dopo la sosta ci sono sempre incognite, ma il gruppo sta lavorando con determinazione».

Infine, Gasperini ha speso parole di apprezzamento per Baldanzi, utilizzato recentemente in una posizione più avanzata: «In questo ruolo si è mosso bene nelle ultime settimane, sta crescendo e ci potrà dare molto».

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Con un colpo ne fa fuori tre: Spalletti pesca in Serie A

La Juventus con il cambio di panchina e l’arrivo di Spalletti dovrà per forza di cose riaffacciarsi sul mercato. Spalletti pesca in serie A e ne fa fuori tre.

Sono tre i ruoli sotto osservazione da parte di Luciano Spalletti. Calciatori che, in qualche modo, non hanno ancora convinto tecnico e tifosi.

Le alternative sarrebbero giò presenti in serie A e la Juventus con i suoi osservatori li sta sgeuendo proprio in questo momento.

Juventus, Luciano Spalletti ha scelto il rinforzo

La Juventus, con il suo nuovo assetto societario, e con l’arrivo di Luciano Spalletti in panchina può dedicarsi a pianificare il futuro. Si tratta di ultimare una rosa che può ancora dire la sua in questa stagione.

L’esonero, quasi frettoloso, di Tudor, non in stle Juventus, del resto, ha proprio questo significato. Dare un senso a questa stagione, nulla è ancora compromesso. La dirigenza bianconera spera di poter non solo raggiungere gli obiettivi di stagione prefissati ma, soprattutto, continuare a gettare fondamenta sulle quali costruire un ciclo vincente e solido.

Quando si parla di Juventus, del resto, parlare di obiettivi stagionali, fa quasi ridere. Alla Juventus lo sanno tutti, anche se negli ultimi anni qualcuno, forse, lo aveva dimenticato o non lo aveva afferrato del tutto, conta solo una cosa: vincere.

Giovane nel mirino di Spalleti
Osservatori della Juventus al Bentegodi per Giovane del Verona (Foto IG @giovane_nascimento03 – calcionews24.com)

Quando si indossano i colori bianconeri l’obiettivo di ogni stagione è quello di vincere lo scudetto. Certo (fortunatamente per il calcio) non sempre questo è possibile ma, spesso, è il come a fare la differenza. Non tutte le partite si possono vincere ma è il come si perde che stabilisce il dna di una squadra ed il giudizio dei tifosi.

Per queste ragioni Spalletti e la società stanno guardando al mercato. Ci si guarda intorno, convinti che i profili ideali siano già in Serie A e siano, soprattutto, abbordabili. Nella partita tra Parma e Verona, infatti, al Bentegodi gli osservatori della Juventus hanno avuto una missione chiara.

Guardare, valutare, verificare Giovane, attaccante brasiliano del Verona, classe 2003. Comolli non vuole più prestiti e vuole lavorare già da gennaio per portare rinforzi alla corte di Spalletti. Il sudamericano ha già convinto in questa prima parte di campionato, tanto da attirare l’interesse anche di Inter, Napoli e Roma. La Juventus però è intenzionata a sbaragliare la concorrenza: tornare a ‘vincere’ sul mercato, per ricucirsi poi lo stemma dei campioni anche in campo. Magari con Giovane in rosa.

Calciomercato Juve, Brozovic si avvicina? Ecco la situazione attuale della squadra bianconera! Il punto

Calciomercato Juve, spunta l’ipotesi Brozovic: possibile ritorno clamoroso in Serie A per l’ex Inter

Il tema Calciomercato Juve si arricchisce di un nome inatteso ma di grande peso internazionale: Marcelo Brozovic. Il centrocampista croato, oggi all’Al-Nassr, potrebbe davvero tornare in Serie A, e secondo quanto riportato da TMW la Juventus starebbe valutando la possibilità di tentare un assalto già nel mercato di gennaio. Si tratterebbe di un colpo sorprendente, sia per il valore del giocatore sia per il suo passato nell’Inter, ma che risponderebbe perfettamente alle esigenze bianconere di aggiungere un profilo immediatamente pronto a livello tattico e competitivo.

Brozovic, classe 1992, ha un contratto in scadenza nel 2026 e al momento non risultano movimenti concreti verso un prolungamento con il club saudita. Questo elemento rappresenta un dettaglio importante nelle dinamiche del Calciomercato Juve, perché potrebbe permettere alla dirigenza bianconera di valutare un’operazione economicamente sostenibile. L’Al-Nassr, infatti, potrebbe prendere in considerazione eventuali offerte nel prossimo futuro per evitare un calo del valore del cartellino, soprattutto nel caso in cui il centrocampista decidesse di non restare a lungo in Arabia.

A rendere l’ipotesi ancora più intrigante è il rapporto tra Brozovic e Luciano Spalletti, che lo ha allenato ai tempi dell’Inter. Il tecnico ne conosce perfettamente caratteristiche, mentalità e affidabilità tattica, e questo potrebbe rappresentare un ulteriore fattore di spinta per la Juventus nel momento in cui dovesse aprirsi una finestra concreta per trattare. Non a caso, nelle ultime ore è filtrata la considerazione che quella di Brozovic sia «una pista da non sottovalutare», soprattutto in vista dell’obiettivo bianconero di aggiungere un centrocampista già pronto per l’impatto immediato.

Il Calciomercato Juve di gennaio, però, non dovrebbe limitarsi a un’unica opzione. Tra le alternative resta viva anche la candidatura di Franck Kessié, ex Milan oggi all’Al-Ahli, profilo già valutato durante l’estate ma mai realmente approfondito. La situazione del centrocampista ivoriano è simile a quella di Brozovic, con la Juventus pronta a monitorare eventuali aperture da parte del club saudita.

Il possibile ritorno di Brozovic in Serie A avrebbe anche un forte valore simbolico: dopo essere stato per anni una delle colonne dell’Inter e protagonista dello scudetto del 2021, il croato potrebbe ritrovarsi al centro di un clamoroso incrocio di rivalità, finendo nel mirino della storica nemica sportiva dei nerazzurri. Al momento resta solo un’ipotesi, ma nel mondo del Calciomercato Juve poche piste possono essere considerate marginali quando si parla di giocatori di questo livello.

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Formazioni ufficiali Cremonese Roma, ecco le scelte in vista del match

Formazioni ufficiali Cremonese Roma, ecco le scelte in vista del match di Serie A

Sono state diramate le formazioni ufficiali del match tra Cremonese e Roma valido per la dodicesima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le scelte

FORMAZIONI CREMONESE ROMA

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Bianchetti; Floriani Mussolini, Payero, Bondo, Vandeputte, Barbieri; Vardy, Bonazzoli. All. Nicola

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ziolkowski; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Soulé, Pellegrini; Bandanzi. All. Gasperini

Calciomercato Inter, Caprile fortemente nel mirino della squadra nerazzurra. La situazione per gennaio

Calciomercato Inter, Caprile finisce sotto i riflettori: l’errore decisivo sul 3-3 del Genoa riapre la discussione sul suo futuro

Il tema Calciomercato Inter torna centrale dopo quanto accaduto al Ferraris, dove Elia Caprile è stato protagonista in negativo nel rocambolesco 3-3 tra Cagliari e Genoa. Il giovane portiere classe 2001, da mesi nella lista degli osservatori nerazzurri, è infatti incappato in un errore pesante all’83’, proprio nel momento in cui la squadra di Ranieri sembrava ormai a un passo da una vittoria di grande valore.

La rete del pareggio nasce da una punizione di Aarón Martín calciata da lunga distanza, apparentemente innocua. La traiettoria non sembrava irresistibile e, per qualche istante, lo stesso Caprile sembrava aver letto correttamente il pallone. Ma il rimbalzo davanti al portiere è stato beffardo e la sua scelta di intervenire in presa diretta si è rivelata fatale: la sfera è sfuggita dalle mani e si è insaccata alle sue spalle, trasformando un’uscita di ordinaria amministrazione in una vera e propria papera. Un episodio che pesa moltissimo, soprattutto perché arriva in un momento di massima gestione del risultato, con il Cagliari in pieno controllo della partita e vicino a chiuderla definitivamente.

Il finale di gara è stato ulteriormente condizionato dall’espulsione di Norton-Cuffy, che ha costretto il Genoa a chiudere in dieci uomini. Nonostante l’inferiorità numerica, però, il risultato non è più cambiato, lasciando ai sardi l’amaro in bocca e restituendo nuova linfa alla discussione attorno al portiere cresciuto nel settore giovanile del Verona.

L’episodio, infatti, riapre con forza il dialogo interno al mondo Calciomercato Inter. Caprile resta uno dei nomi più seguiti dal club nerazzurro in ottica futura, essendo considerato tra i profili italiani più interessanti nel ruolo. Tuttavia, partite come quella del Ferraris riportano l’attenzione su un aspetto fondamentale per chi aspira a vestire una maglia d’élite: la continuità mentale. L’Inter valuta da tempo le sue qualità tecniche e la maturità con cui affronta le situazioni più complesse; proprio per questo errori così evidenti non passano inosservati e impongono nuove riflessioni.

Nonostante tutto, Caprile continua a rappresentare un talento di prospettiva, e il suo percorso non può essere ridotto a un singolo episodio negativo. La prestazione complessiva, per lunghi tratti positiva, lascia comunque intravedere potenzialità importanti. Ma la notte di Genova lancia anche un messaggio chiaro: per entrare davvero nel radar prioritario del Calciomercato Inter, servirà compiere quel salto di affidabilità che distingue un buon portiere da uno pronto per i palcoscenici più ambiziosi.

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Calciomercato Napoli, Conte insiste per questo giocatore: la richiesta al presidente de Laurentiis è molto chiara

Calciomercato Napoli, Conte ha le idee molto chiare sul futuro e ha chiesto a De Laurentiis di riportare Chiesa in Italia. Le ultimissime

Il calciomercato del Napoli non conosce vere pause. Anche se le finestre ufficiali aprono solo in determinati periodi dell’anno, la realtà è che le trattative, i contatti e le strategie vengono pianificati praticamente senza sosta. La società azzurra, sotto la guida del Direttore Sportivo Giovanni Manna, sta lavorando da tempo per preparare al meglio le prossime mosse in vista della sessione di gennaio, con l’obiettivo di consegnare ad Antonio Conte una rosa ancora più competitiva.

Nel progetto di crescita del Napoli, il calciomercato riveste un ruolo centrale. Manna sta cercando profili funzionali sia per il presente sia per la costruzione della squadra del futuro. Due interventi sembrano ormai inevitabili. Il primo riguarda la fascia destra: serve un vice Di Lorenzo affidabile, nonostante Pasquale Mazzocchi abbia dimostrato, soprattutto nella gara contro l’Atalanta, di poter garantire solidità e qualità. Tuttavia, nell’ottica di una stagione lunga e impegnativa, Conte vorrebbe un altro elemento capace di alternarsi con il capitano.

Il secondo nodo riguarda il centrocampo. L’assenza di Kevin De Bruyne, unita all’indisponibilità di Anguissa nei momenti chiave, impone al club di intervenire per assicurare un rinforzo di alto livello. La dirigenza è già al lavoro per individuare il profilo giusto, un giocatore capace di garantire dinamismo, inserimenti e visione di gioco: caratteristiche fondamentali nel sistema tattico di Conte.

Proprio il tecnico salentino, durante i suoi frequenti confronti con Manna, ha rilanciato un’idea che da tempo circola negli ambienti del calciomercato del Napoli: il nome di Federico Chiesa. L’ex Juventus è un profilo che entusiasma sia Conte sia Aurelio De Laurentiis, soprattutto per la sua capacità di incidere negli uno contro uno e per la sua duttilità offensiva. “E se provassimo a riportarlo in Italia?”, avrebbe suggerito Conte alla dirigenza, alimentando così i rumours attorno all’attaccante.

Tuttavia, come spesso accade nel calciomercato, le prospettive possono cambiare rapidamente. La splendida prestazione di David Neres contro l’Atalanta potrebbe modificare i piani del club. L’esterno olandese, considerato fino a poco tempo fa una possibile pedina in uscita, ha mostrato di poter ritagliarsi un ruolo importante nel progetto tecnico. La sua conferma renderebbe meno pressante la necessità di intervenire sull’esterno destro, riducendo di conseguenza le possibilità di un affondo definitivo per Chiesa.

In un contesto così dinamico, l’unica certezza è che il calciomercato del Napoli continuerà a regalare sorprese. Manna e Conte lavorano senza sosta, consapevoli che ogni decisione presa oggi potrà determinare il futuro della squadra nelle prossime stagioni.

Sampdoria, all’ultimo allenamento era presente anche la Digos. Il motivo e le ultime sulla prossima sfida

Sampdoria, la Digos era presente all’ultimo allenamento dei doriani. Una conferma di come il momento dei doriani non è assolutamente facile

La sfida tra Sampdoria e Juve Stabia, valida per il 13° turno di Serie BKT, si avvicina e l’attesa cresce attorno all’ambiente blucerchiato. Il match, in programma lunedì 24 novembre alle 20:30 allo stadio Luigi Ferraris, arriva in un momento particolarmente delicato per la Sampdoria, chiamata a ritrovare compattezza e serenità sia in campo sia fuori. Le ultime indiscrezioni provenienti da Bogliasco, riportate dall’edizione odierna de Il Secolo XIX, aggiungono ulteriori sfumature a una vigilia già tesa.

Sampdoria, allarme sicurezza al Mugnaini: segnalata la scarsa presenza delle forze dell’ordine

Nella giornata di ieri, al centro sportivo Mugnaini, la Sampdoria avrebbe notato un’anomala riduzione del presidio delle forze dell’ordine. Presenti come sempre gli agenti della Digos, mancava invece il mezzo del reparto celere, solitamente previsto in situazioni considerate sensibili. Una mancanza che il club blucerchiato non ha ignorato: secondo il quotidiano, la società ha segnalato immediatamente la criticità alla Questura, temendo possibili improvvisate o contestazioni dei tifosi in un periodo già carico di tensioni.

Il clima attorno alla Sampdoria rimane infatti complesso, e ogni dettaglio relativo alla sicurezza viene valutato con grande attenzione per evitare situazioni potenzialmente rischiose.

Dirigenza presente a bordocampo: la Sampdoria osserva la squadra da vicino

Nonostante le preoccupazioni esterne, la seduta di allenamento della Sampdoria non è passata inosservata. A bordocampo era presente Andrea Mancini, figura sempre più coinvolta nelle dinamiche quotidiane del gruppo. A breve distanza si trovava anche il CEO Sport Jesper Fredberg, dirigente che sta portando in casa Sampdoria un approccio più analitico e moderno alla gestione tecnica.

Con lui era presente anche il nuovo data analyst Vanderloock, recentemente inserito nell’organigramma blucerchiato. La sua presenza conferma la volontà della Sampdoria di potenziare l’area dedicata allo scouting e all’elaborazione dei dati, un settore ritenuto strategico per il progetto sportivo futuro.

Sampdoria–Juve Stabia: una gara che vale molto più di tre punti

La vigilia del match si carica quindi di tensioni extra-campo, ma anche di lavoro e concentrazione. Angelo Gregucci continua a guidare la squadra cercando di restituire fiducia a un ambiente che vive settimane complesse. La Sampdoria conta sul supporto del pubblico del Ferraris per una sfida decisiva non solo per la classifica, ma anche per l’umore del gruppo e per la continuità del progetto.

La gara contro le Vespe rappresenta un crocevia importante: la Sampdoria vuole risposte, vuole punti e soprattutto vuole tornare a respirare serenità.

Verona Parma, Bradaric: «Per noi questa partita è fondamentale. Dobbiamo fare una sola cosa»

Verona Parma, Bradaric ai microfoni di Dazn ha parlato a pochi minuti dalla sfida contro i Ducali. Cosa ha detto il centrocampista del Verona.

A pochi minuti dalla sfida contro il Parma, Bradaric, giocatore del Verona, ha parlato ai microfoni di Dazn.

SETTIMANA – «Abbiamo lavorato tanto. Contro il Lecce non siamo riusciti a mettere in campo una buona prestazione».

PARMA – «Non possiamo assolutamente sbagliare. Abbiamo un risultato a disposizione: quello della vittoria».

Verona Parma, Keita: «Speriamo che la maglia con il nome di mia madre porti fortuna. Se io sono qui è solo per un motivo»

Verona Parma, le dichiarazioni di Keita a pochi minuti dalla sfida contro gli scaligeri. Il centrocampista ha rivolto un pensiero alla madre

A pochi minuti dalla sfida contro il Verona, Keita ha parlato ai microfoni di Dazn non affrontando solo il tema della partita.

I giocatori del Parma, infatti, scenderanno in campo con il nome della madre dietro in occasione della Giornata contro la Violenza sulle donne.

«Mia madre ha fatto davvero tanto per me e se sono arrivato a questo punto è esclusivamente per i suoi sacrifici. Speriamo che il suo nome porti fortuna», le sue parole.

Inter Milan, parla Barella: «Quando entri a San Siro e già dal riscaldamento senti i decibel che si alzano, è una cosa che fa venire la pelle d’oca»

Inter Milan, Nicolò Barella si racconta ai canali ufficiali del club: crescita, responsabilità e il rapporto con Chivu

Nel Matchday Programme diffuso dai canali ufficiali dell’Inter, nel giorno della sfida con il Milan, Nicolò Barella ha aperto il suo cuore raccontandosi ai tifosi. Ecco un estratto:

COSA MI DÀ PIÙ ADRENALINA PRIMA DI UNA PARTITA IMPORTANTE? – «L’esperienza aiuta a giocare con più tranquillità e consapevolezza ma l’adrenalina rimane sempre. Quando entri a San Siro e già dal riscaldamento senti i decibel che si alzano, quella è una cosa che fa venire sempre la pelle d’oca».

IN COSA MI SENTO PIÙ CRESCIUTO COME CALCIATORE OGGI? – «Sono sempre stato molto determinato. Quando ero più giovane la grinta mi è servita per distinguermi e farmi spazio. Rispetto a qualche anno fa oggi, grazie all’esperienza che ho accumulato negli anni, ho acquisito consapevolezza e vivo il calcio con lo stesso entusiasmo ma con più serenità e questo mi rende orgoglioso del percorso che ho fatto».

QUALE QUALITÀ PRENDEREI IN PRESTITO DA UN MIO COMPAGNO E DA CHI? – «Prenderei tante cose da molti compagni. Da Acerbi la mentalità, la voglia di non mollare mai, di essere sul pezzo. Da Thuram il sorriso, la sua voglia di vivere e trasmettere allegria, da Calha il tiro…e potrei andare avanti…»

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI BARELLA SU INTERNEWS24

Formazioni ufficiali Hellas Verona Parma: le scelte dei due allenatori per l’anticipo di Serie A

Formazioni ufficiali Hellas Verona Parma, le scelte dei due allenatori per il match del Bentegodi delle 12:30: i dettagli

Sono state annunciate le formazioni ufficiali di Hellas Verona Parma. Il match del Bentegodi in campo alle 12:30 è valido per la tredicesima giornata di Serie A 2025/2026.


FORMAZIONI UFFICIALI

VERONA (3-5-2): Montipò; Bella-Kotchap, Nelsson, Frese; Belghali, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Bradaric; Giovane, Orban. Allenatore: Paolo Zanetti.

PARMA (3-5-2): Corvi; Delprato, Troilo, Valenti; Britschgi, Bernabè, Keita, Lovik, Sorensen; Cutrone, Pellegrino. Allenatore: Carlos Cuesta.

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Infortunati Sampdoria, quel giocatore verso il ritorno: fissata la data del rientro dopo l’infortunio alla spalla! Le ultime

Infortunati Sampdoria, il centrocampista danese vede la luce: ecco quando potrebbe tornare a disposizione

La Sampdoria si prepara a un appuntamento fondamentale al “Ferraris”: lunedì 24 novembre i blucerchiati affronteranno la Juve Stabia nella 13ª giornata di Serie B. La sfida casalinga rappresenta un banco di prova cruciale per consolidare la posizione in classifica e dare continuità ai risultati. L’attenzione della squadra è rivolta alla conquista dei tre punti, ma anche alle notizie che arrivano dall’infermeria, dove si registra un aggiornamento incoraggiante.

Il sorriso dei tifosi porta il nome di Oliver Abildgaard. Il centrocampista danese, pilastro del centrocampo e mediano di grande fisicità, era fermo dal 24 ottobre per un infortunio alla spalla. Dopo settimane di stop, ha finalmente ripreso a correre sul campo, segnando un passo importante verso il rientro. Secondo quanto riportato da Repubblica, il suo recupero procede bene e rappresenta un segnale positivo per il tecnico e per l’ambiente blucerchiato.

Nonostante il progresso, la strada verso il pieno ritorno in campo non è ancora conclusa. Lo staff medico stima che serviranno altre due o tre settimane di lavoro mirato prima che Abildgaard possa essere nuovamente a disposizione. La Sampdoria, intanto, si concentra sulla sfida imminente contro la Juve Stabia, con la consapevolezza che presto potrà riabbracciare uno dei suoi uomini chiave.

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Fiorentina Juve un 1-1 che pesa: perché la Fiorentina oggi ha guadagnato un punto e non ne ha persi due

Fiorentina Juve l’analisi tattica e statistica del match all’interno della partita che ha raccontato la verità delle squadre, senza sconti

Un pareggio che sembra poco, ma vale tanto

Sulla carta l’1-1 poteva essere letto come un’altra occasione mancata.
In realtà, per quello che si è visto in campo, è esattamente il contrario: la Fiorentina oggi ha preso un punto, non ne ha persi due.

Lo dice il campo, lo dice il ritmo della gara e lo dicono i numeri.

La Fiorentina veniva da 11 partite senza vittorie: cinque pareggi e sei sconfitte, una striscia che nella storia recente salva quasi nessuno. L’ultima squadra rimasta senza successi dopo 11 giornate e poi salva è stata la Reggina del 2007/08; nell’era dei tre punti addirittura solo il Cagliari 2005/06 riuscì a farcela senza vincere nelle prime 12.
Eppure, contro una Juventus più solida e più continua, i viola oggi non sono crollati. Hanno sofferto, hanno sbagliato, ma non si sono arresi. E questo, per una squadra in questa situazione, pesa più del semplice numero in classifica.

Il primo tempo e la condanna dei numeri

C’è una statistica che racconta da sola la cattiveria offensiva della Fiorentina nel primo tempo: nessuna squadra ha segnato meno gol dei viola nella prima frazione in questo campionato (solo tre).
E oggi si è visto di nuovo.

Nei primi 45 minuti la Fiorentina crea a strappi, sbaglia tanto, si affida a Kean più che al gioco.
Ed è palese come la squadra tenda a “rompersi” quando prova a salire: poche connessioni centrali, tante verticalizzazioni improvvise e un baricentro ballerino.
E proprio nel momento in cui sembra poter arrivare all’intervallo viva, arriva la consueta beffa: il gol di Kostić al 45’+5.

È un copione noto: la Fiorentina soffre i finali di tempo, mentre la Juventus vive proprio di questi episodi.
Non è un caso: tra Juve e Inter, i bianconeri sono una delle due squadre ad aver segnato più gol negli ultimi 15 minuti (ben cinque).
È una statistica che parla di abitudine, lucidità, esperienza.
Tutte cose che la Fiorentina oggi non ha.

La scossa di Mandragora e un secondo tempo di cuore

La ripresa però cambia tutto.
Entra Fortini, la squadra alza il baricentro e si vede immediatamente che la partita si può riprendere.
Quando Mandragora scarica quel sinistro potentissimo da lontano, non è solo il gol del pareggio: è il simbolo della Fiorentina che rifiuta il destino.

Nel secondo tempo la supremazia territoriale diventa viola, i recuperi si alzano, la squadra viene a giocare molto più nella metà campo della Juve.

È una Fiorentina imperfetta ma viva, una squadra che non si spegne.

Una Juventus ordinata ma senza il colpo del KO

La Juventus resta più pericolosa nelle ripartenze, come mostrano i dati sulle conclusioni dopo recupero offensivo: 18 tiri generati da palla rubata alta, seconda in Serie A dietro solo all’Inter.

Ma c’è un dettaglio sorprendente: non ha ancora segnato una sola volta da queste situazioni.

È un dato che racconta una Juve solida, ma non letale.
E oggi lo si è visto: tante fiammate, qualche dribbling di Yildiz, l’occasione di McKennie, ma nessun colpo che potesse davvero chiudere la partita dopo l’1-1.

La Fiorentina, invece, paradossalmente è molto più cinica: ha segnato un gol da appena nove tiri nati da recupero offensivo, la metà di quelli della Juve.
Meno costruzione, più concretezza quando serve.

Gli ultimi 20 minuti: paura, confusione, orgoglio

Dal 70’ in poi il match diventa una sfida di nervi.
Tanti cambi, tanti errori, ripartenze sporche, strappi improvvisi.
Le squadre sembrano voler vincere, ma non voler perdere più ancora.

Conceição entra benissimo e crea l’occasione per McKennie; Fortini dà coraggio alla Fiorentina; Kean lotta come un ossesso su ogni pallone.
Ma la verità è che nessuno dei due allenatori riesce davvero a cambiare l’inerzia della gara.

E negli ultimi minuti, la timeline dei tiri in porta è vuota: nessuna delle due riesce più a tirare.
È un finale più di paura che di ambizione.

Il significato dell’1-1

La Fiorentina è ultima, fragile, nervosa.
Ma oggi non si è sciolta.
Anzi: ha reagito dopo un gol nel momento peggiore, ha giocato un buon secondo tempo e soprattutto ha mostrato personalità.

Per questo il punto di oggi è un punto guadagnato.
Contro una Juventus che negli ultimi quarti d’ora solitamente punisce, contro una squadra più esperta e più solida, i viola portano via un risultato che, per la stagione che stanno vivendo, è ossigeno.

La Juventus invece resta sé stessa: ordinata, pratica, più attenta a non perdere che a vincere.
Una squadra che ha i numeri delle grandi… ma non sempre il coraggio delle grandi.

Il verdetto

È un pareggio giusto, ma soprattutto è un pareggio che parla.
La Fiorentina è ancora lontana dalla guarigione, ma non è morta.
La Juventus resta più struttura che entusiasmo.

E l’1-1, oggi, è una sentenza equilibrata:
giusta nelle forme, intelligente nei contenuti, preziosa per i viola.

Bundesliga, il Bayern illude il Friburgo poi ne fa 6 proseguendo la marcia verso il titolo! Gol e spettacolo anche negli altri match: vince il Leverkusen, 3-3 tra Borussia e Stoccarda

Bundesliga, gol e spettacolo nella prima parte dell’undicesima giornata in Germania, ma la scena la prende il Bayern che illude e poi travolge il Friburgo

Nel sabato pieno di gol dell’undicesima giornata di Bundesliga, riparte subito la marcia demolitrice del Bayern Monaco, con la squadra di Kompany che, sotto 0-2 dopo 17 minuti in casa contro il Friburgo, rimonta e dilaga in un clamoroso 6-2 grazie alle reti di Pavlovic, Olise (doppietta), Upamecano, Kane e Nico Jackson, e vola a 31 punti in 11 partite, in vetta a +8 sul Leverkusen, secondo in classifica.

I bavaresi, dopo il pareggio contro l’Union Berlino per 2-2 dello scorso turno, che sembrava aver rotto il cammino di sole vittorie, tornano a imporsi dunque con un risultato “da Bayern” contro un Friburgo illuso dal doppio vantaggio in avvio.

Secondo in classifica il Leverkusen, vittorioso 3-1 sul Wolfsburg, con le reti di Hofmann, Tapsoba e Tillman, con cui conserva la posizione alle spalle della squadra di Kompany con 23 punti.

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Spettacolare a Dortmund il 3-3 tra Borussia Dortmund e Stoccarda, entrambe subito dietro le Aspirine in classifica della Bundes, con il BVB avanti 2-0 con Can e Beier, ma rimontato dalla doppietta di Undav nella ripresa, prima di tornare avanti con Adeyemi ed essere ripresa dalla tripletta di Undav.

Spettacolo e gol in Bundes anche tra Colonia e Eintracht Francoforte, chiusa 3-4 per gli ospiti, che ribaltano in 1-4 la rete di Kaminski, nel segno di Burkardt che in avvio ripresa sigilla la rimonta avviata da Theate e Dahoud. Poi Bülter e Waldschmidt rendono meno amaro il punteggio per i padroni di casa. Eintracht che così diventa 6° in classifica.

Infine, 3-0 in casa dell’Heidenheim, ultimo in classifica, da parte del Borussia Monchengladbach e semplice 1-0, invece, in zona retrocessione, tra Augusta e Amburgo.

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Bologna, prove da grande squadra: Italiano sorprende tutti e ora ci si chiede fin dove possa arrivare! L’analisi del successo contro l’Udinese

Bologna, il successo sul Napoli e il 3-0 di Udine prove da grande squadra: rotazioni profonde, idee chiare e un’identità fortissima. Dove può arrivare?

Il Bologna continua a sorprendere e a scalare la classifica. Dopo il successo sul Napoli, la squadra di Vincenzo Italiano ha dato un’altra prova di maturità imponendosi 3-0 sul campo dell’Udinese, una vittoria che – come sottolinea La Gazzetta dello Sport – è «quasi una dichiarazione d’intenti». Il quotidiano si chiede infatti «che cosa si è messo in testa il Bologna?», evidenziando come i 24 punti attuali rappresentino il miglior avvio rossoblù nell’era dei tre punti.

Nonostante le assenze importanti e alcune scelte coraggiose (Vitik, Lucumì, Ferguson e Odgaard inizialmente in panchina), il Bologna ha mantenuto identità e organizzazione. Dopo un primo tempo complicato, con il rigore sbagliato da Orsolini e poche occasioni costruite, la squadra ha cambiato marcia nella ripresa.

Il vantaggio nasce «da un ribaltamento rapido di Moro per Orsolini», rifinito dall’inserimento di Pobega, autore poi anche del raddoppio grazie al «pressing distintivo della squadra». Nel recupero è arrivato il 3-0 firmato da Federico Bernardeschi, al primo gol in Serie A dopo quattro anni.

La Gazzetta evidenzia anche le difficoltà iniziali: la squadra non riusciva a essere aggressiva come al solito, alcune marcature saltavano e l’Udinese trovava spazio con Atta e Zaniolo. Ma con il passare dei minuti, «la confidenza difensiva ha infuso sicurezza anche più avanti» e il Bologna ha preso il controllo del match.

Il messaggio finale del quotidiano è chiaro: il progetto di Italiano sta crescendo in profondità, convinzione e consapevolezza. E se questo è il livello, il Bologna non è più una sorpresa, ma una realtà che può guardare molto più in alto.

Cremonese Roma, emergenza totale per Gasperini: la formazione è un vero e proprio rebus! Due nodi da sciogliere in vista del match della dodicesima giornata

Cremonese Roma, tra infortuni, scelte obbligate e dubbi dell’ultima ora: Gasperini valuta l’undici di partenza e chi rischiare. Le possibili mosse

La Roma arriva alla sfida con la Cremonese della dodicesima giornata di Serie A dentro un vero e proprio rebus tecnico. Come analizza il Corriere dello Sport, Gian Piero Gasperini ha esaurito il tempo degli alibi: oggi alle 15, al Giovanni Zini, serviranno scelte nette e immediate.

Il nodo principale riguarda Evan Ferguson, ancora alle prese con un fastidio alla caviglia. L’irlandese, arrivato con grandi aspettative e “catapultato in un’altra dimensione”, come ha detto il tecnico, ora è a un bivio: scendere in campo stringendo i denti o rischiare di perdere definitivamente spazio. Il motivo è chiaro: tra poco più di un mese il mercato riaprirà e il ds Massara potrebbe valutare un ritorno anticipato al Brighton, con conseguente sostituzione (il nome caldo è Zirkzee).

Con Dybala, Bailey e Dovbyk ancora indisponibili, l’unica alternativa sarebbe adattare Tommaso Baldanzi, idea che lo stesso Gasperini ha definito possibile ma non ideale: il talento ex Empoli può essere utile vicino alla porta, ma non nasce come attaccante. Il messaggio a Ferguson, quindi, è evidente: se sei disponibile, il posto è tuo.

Il verdetto arriverà solo nel prepartita, ma la scelta influenzerà tutta l’impostazione offensiva: con l’irlandese in campo, completare il reparto con Soulé e Pellegrini riporterebbe a un assetto già visto nel derby di settembre; senza di lui, si ripartirebbe dalla soluzione di Roma-Udinese, con Baldanzi falso nove supportato dai due trequartisti.

In difesa, l’altro nodo riguarda il sostituto di Mario Hermoso, escluso per un affaticamento muscolare. Le strade sono due. La prima porta a Ziolkowski, che però non gioca titolare dal difficile match contro il Plzen, quando fu sostituito dopo mezz’ora. La seconda prevede l’arretramento di Celik, soluzione più complessa perché creerebbe un effetto domino su tutto il reparto: Mancini si sposterebbe dal centro-destra al ruolo di centrale puro, N’Dicka verrebbe dirottato sul centro-sinistra e Rensch verrebbe schierato da esterno destro, alterando equilibri che finora erano stati molto positivi sulle corsie.

Sarà solo a ridosso del fischio d’inizio che Gasperini scioglierà gli ultimi dubbi. Ma per la Roma, oggi, non c’è tempo per esitazioni.

Premier League, Haaland resta a secco e il City perde. Ko anche il Liverpool e Chelsea prima inseguitrice dell’Arsenal. Nel sabato di calcio inglese accade di tutto

Premier League, i risultati del pazzo sabato inglese. Haaland non segna e il City perde contro il Newcastle. Ko anche il Liverpool, bene il Chelsea ora secondo

Non segna Haaland e il City va perde, ko ancora il Liverpool. Nella 13ª giornata di Premier League doppio pesante ko per City e Liverpool, con la squadra di Guardiola fermata 2-1 in casa del Newcastle, in quello che è il 3° match stagionale di Haaland senza marcature.

L’attaccante norvegese, infatti, non riesce a incidere nel match del St. James’ Park, deciso tutto nel secondo tempo con 3 reti in 7 minuti, e che ha visto il Newcastle andare avanti al 63’ con Barnes, il City pareggiare con Dias e i padroni di casa tornare davanti al 70’ ancora con Barnes.

Ko va anche il Liverpool, che in casa contro il Nottingham cade 3-0 sotto i colpi di Murillo, Savona e Gibbs-White, in quella che diventa la 9ª sconfitta stagionale in tutte le competizioni per la squadra di Slot (contando anche la Community Shield in cui i Reds persero ai rigori contro il Crystal Palace).

Approfitta della sconfitta del City, pur giocando prima, il Chelsea, che in casa del Burnley si impone 2-0 e si porta al secondo posto, momentaneamente a -3 dall’Arsenal, in campo oggi nel derby del Nord di Londra contro il Tottenham.

Nel sabato inglese vittoria anche del Fulham sul Sunderland, che inizia a perdere punti sul gruppo di testa finendo al 6° posto, dietro a Brighton e Crystal Palace, entrambe vincenti nei propri match. Pareggio d’oro, invece, in zona salvezza, per il West Ham sul campo del Bournemouth, per 2-2, che respira al 17° posto in attesa del Leeds.

Moviola Fiorentina Juventus, il Corriere dello Sport commenta il rigore negato ai bianconeri: «Pura follia. Dal replay si apprezza questa cosa su Vlahovic!»

Moviola Fiorentina Juventus, il Corriere dello Sport boccia l’arbitraggio: criticata l’OFR sul contatto Vlahovic-Pablo Marí e poi il commento sulla gestione dei cori discriminatori

Il Corriere dello Sport ha duramente criticato la direzione di gara di Doveri in Fiorentina Juventus, assegnando un voto 5 sia all’arbitro che al VAR Guida. Nel mirino soprattutto la gestione dell’episodio del rigore revocato a Dusan Vlahovic, dopo l’on-field review sull’intervento di Pablo Marí.

L’EDITORIALE DEL CDS SULL’OFR – «Vi diranno che l’On Field Review che ha tolto il rigore alla Juve ieri sera è stata giusta. In realtà, è pura follia: non nel merito (prima tirata di maglia di Vlahovic prima che Pablo Marí gli frani addosso tirandolo giù a due mani), ma perché questa è moviola pura. Siamo sempre stati “varisti” convinti, vorremmo 4/5 OFR a partita. Ci hanno sempre detto altro, convincendoci che il calcio è dinamica, che i contatti di campo devono essere lasciati all’arbitro. Doveri lo dice, lo si sente dalla RefCam («io l’ho vista così»). Ed invece Guida lo chiama all’OFR. Chi la riterrà giusta, si ricordi di farla sempre, la moviola…».

L’ANALISI DEL CONTATTO – «Vlahovic ruba il tempo a Pablo Marí, dal replay si apprezza come il viola tenga per primo la maglia (spalla) Vlahovic, che a sua volta tira con il destro la maglia dell’avversario. Pablo Marí, a quel punto, gli mette entrambe le mani addosso perché gli era andato via. Doveri fischia il rigore, apparso tale a tutti. Non a Lissone, dove vivisezionano le immagini alla moviola. OFR e penalty tolto, le considerazioni le abbiamo già fatte».

NO RIGORE SUL BRACCIO DI KOSTIC – «Kostic con il braccio sinistro al corpo, Dodo protesta: giusto far proseguire».

Il quotidiano ha poi commentato anche la gestione dei cori discriminatori rivolti a Vlahovic:

LA SOSPENSIONE DEL MATCH – «Gara sospesa per 2’44” per cori di discriminazione territoriale contro Vlahovic. Ricordiamo che l’arbitro fa fare due annunci dallo speaker dello stadio, che sul secondo fa radunare i giocatori a centrocampo e che al terzo – ovviamente d’accordo con il Responsabile dell’Ordine Pubblico – c’è la sospensione della partita».

Derby Inter Milan, le due squadre si uniscono in un abbraccio nel ricordo di Ornella Vanoni: l’omaggio dei due club alla cantante nel match di questa sera

Derby Inter Milan, le due squadre si uniscono in un abbraccio nel ricordo di Ornella Vanoni: questa sera omaggio alla cantante, ecco come

Come riportato da Tuttosport, Milano si è svegliata nel dolore per la scomparsa di Ornella Vanoni, icona della musica italiana, morta all’età di 91 anni nella sua casa. Nel Piccolo Teatro Grassi è stata allestita la camera ardente, mentre il mondo del calcio – e in particolare il palcoscenico più prestigioso della città – si prepara a renderle omaggio. Stasera, durante il Derby della Madonnina, il Meazza si fermerà per celebrare una voce che ha rappresentato Milano come poche altre.

Un tributo condiviso tra Inter e Milan

L’Inter, squadra di casa, ha programmato un momento speciale di commemorazione. L’omaggio andrà in scena al rientro delle squadre negli spogliatoi al termine del riscaldamento, un istante pensato per unire idealmente nerazzurri e rossoneri in un applauso comune. Pur essendo nota tifosa del Milan, la Vanoni era amata trasversalmente: il club rossonero l’ha salutata sui social ricordando la sua voce «senza fine» e la passione per i suoi colori.

In conferenza stampa, anche Massimiliano Allegri, tecnico del Diavolo, ha espresso il proprio cordoglio, sottolineando l’ironia e la simpatia dell’artista.

Il legame con l’Inter e l’amicizia sfiorata con Bonny

Esiste anche un retroscena che avvicina la cantante al mondo interista. Negli ultimi mesi era nata un’inaspettata amicizia a distanza con Ange-Yoan Bonny, giovane attaccante francese dell’Inter, che si era dichiarato suo grande ammiratore. La Vanoni aveva espresso il desiderio di incontrarlo, un appuntamento che non potrà più realizzarsi.

Il club di Viale della Liberazione ha scelto di ricordarla citando i versi di «L’appuntamento»: «Ascoltare una canzone d’amore e pensare alla propria squadra, quante volte ci è capitato. Ornella Vanoni ha raccontato Milano e le sue passioni come pochi altri».

Questa sera, nella Scala del Calcio, San Siro si alzerà in piedi per lei: un gesto di affetto, riconoscenza e identità condivisa. Milano saluterà la sua voce.

Ligue 1, torna Pogba non il Monaco! L’ex centrocampista della Juventus torna in campo dopo 26 mesi contro il Rennes, ma non basta ad evitare la sconfitta

Ligue 1, torna Pogba non il Monaco! L’ex Juve torna in campo dopo 26 mesi contro il Rennes, ma non basta ad evitare la sconfitta

Torna Pogba, non il Monaco. Il club del principato è stato battuto 4-1 sul campo del Rennes, in quella che è la seconda sconfitta consecutiva della squadra di Pocognoli.

Una partita a due facce quella della 13ª giornata di Ligue 1, con il Monaco volenteroso nel primo tempo che, nonostante un leggero dominio, chiude in svantaggio la prima frazione con la rete di Boudal, che manda avanti al riposo i padroni di casa.

Nella ripresa, è però schiacciante il dominio dei rossoneri: Camara raddoppia subito in avvio, dando il via alla goleada del Rennes, anche grazie all’espulsione di Zakaria (altro ex Juve), che al 66’ lascia in dieci i monegaschi. A segno anche Embolo per il Rennes al 73’, poi 4-0 targato Blas su rigore all’83’.

Al minuto 85’, poi, l’episodio che segna il grande ritorno di Pogba, subentrato a Coulibaly e tornato in campo dopo 26 mesi dall’ultima volta (811 giorni da quel 3 settembre 2023), nel finale del match in cui il Monaco ha poi trovato il 4-1 con Bierreth, che non serve però ad evitare la seconda sconfitta consecutiva dopo quella contro il Lens.

IL PUNTO SUL CAMPIONATO

Il Monaco resta in corsa per la zona Europa nonostante il 9° posto, con il Rennes quinto a 21 punti, ma con un solo punto in più. Scappa in vetta il PSG, che nonostante gli assenti mantiene il +2 sul Marsiglia grazie al 3-0 al Le Havre targato Lee, Neves e Barcola.

Nel primo pomeriggio, invece, in un match chiuso dieci contro dieci per i rossi di Barco e Guilavogui, passa il Lens contro lo Strasburgo, 1-0 grazie a Ganiou. Padroni di casa terzi con 28 punti e a +6 proprio sugli avversari, subito dietro in classifica.

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Inter Milan, Savicevic tra ricordi e derby: «Parla la classifica: Inter forte, ma niente favoriti. Esposito una sorpresa, Modric sempre un top. I primi anni dovevo adattarmi»

Inter Milan, Savicevic tra ricordi e derby. L’ex fuoriclasse del Milan ripercorre le sue stracittandine attraverso alcuni episodi e analizza quella di questa sera

In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Dejan Savicevic, ex leggenda del Milan ha parlato in vista del Derby della Madonnina di questa sera, condividendo ricordi personali, aneddoti, e un’analisi approfondita sulle due squadre e sui protagonisti attesi.

DERBY DEL GENIO – «Mah, non so… pochi. C’erano le regole, potevano giocare tre stranieri a partita, noi eravamo in sei. I tre olandesi: Rijkaard, Gullit e Van Basten. E altri tre: Papin, Boban e io».

I PRIMI ANNI E LA CONCORRENZA – «Il primo anno, 1992-93, in campionato ho giocato solo dieci partite. Dovevo adattarmi, quel Milan era una grandissima squadra con tanta qualità e tanta concorrenza».

L’ESORDIO ASSOLUTO – «In Coppa Italia, agosto 1992, contro la Ternana 4-0. Ho segnato due gol. Uno su rigore e l’altro, molto bello, da una ventina di metri all’incrocio dei pali. Invece il primo derby, sempre in Coppa Italia, qualche mese dopo».

I SETTE DERBY E I GOL – «Faccio presto a contarli. Dunque: quattro in campionato e tre in Coppa Italia: totali sette. E due gol».

IL PRIMO DERBY – «Zero a zero in Coppa Italia. Una bella partita, diverse occasioni e niente gol. Ho giocato con il numero nove, il dieci era di Gullit. San Siro mi ha applaudito, è stato bello. Nell’Inter giocava il mio amico Darko Pancev…».

IL DERBY DEL 1994 – «Nel 1994, il mio anno più bello. Ho vinto il derby 2-1, il campionato e la Coppa Campioni. Una stagione splendida, avrei fatto anche gol…».

IL GOL “MIO MA NON MIO” – «Ho tirato in porta, ma Bergomi l’ha deviata e ha ingannato Zenga. Oggi lo darebbero a me…».

L’UNICO DERBY PERSO E GLI ALTRI PAREGGIATI – «Sì, l’anno dopo ho segnato il mio primo e unico gol in campionato, di piatto nell’angolino».

I RICORDI DI COPPA ITALIA 1998 – «Il 5-0. Cinque gol, una bella cifra. Una serata fredda e speciale…».

IL RICORDO AMARO – «Verso la fine, a metà campo, Bergomi mi ha fatto un brutto fallo al ginocchio. Mi ha rovinato la stagione e l’addio al Milan…».

SUL DERBY DI OGGI – «Parla la classifica: l’Inter è prima, il Milan è lì… Questa è una partita veramente particolare, diversa da tutte… L’Inter è forte, segna con facilità. Ma non si può parlare di favoriti».

I PROBLEMI DEL MILAN SOTTO PORTA – «Doveva tirare di più in porta… L’Inter ha attaccanti molto bravi: Lautaro, Thuram, adesso Bonny e poi quel ragazzo, Esposito. Una sorpresa…».

IL GIUDIZIO SU GIMENEZ E LEAO – «Gimenez deve solo sbloccarsi… Leao è bravissimo nell’uno contro uno…».

L’IMPORTANZA DI PULISIC – «È mancato, uno che ha fiuto e di solito non sbaglia…».

DOVE VEDRÀ LA PARTITA – «In tv, a casa, a Podgorica. Tranquillo, sereno. Sono curioso di vedere Modric e Sucic… Lo spettacolo non dovrebbe mancare. Ma ha ragione Allegri: per parlare di traguardi bisogna aspettare la primavera».

Inter Milan, Materazzi racconta il derby: «Barella, Bastoni e Dimarco i nuovi leader. L’Inter sa di essere più forte. Cosa mi manca? La passeggiata in divisa, ma anche questo»

Materazzi racconta il derby. L’ex difensore nerazzurro, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, rivive le emozioni della stracittadina milanese

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport nel giorno di Inter Milan, Marco Materazzi ha parlato a tutto campo del derby, del peso emotivo della sfida e dei giocatori destinati a diventare simboli della squadra come lo furono lui e i compagni dello scudetto del 2010.

COSA MI MANCA MAGGIORMENTE DEI DERBY? – «La passeggiata in divisa sul campo di San Siro. Io che osservo ogni angolo dello stadio con le mani in tasca, poi vado sotto la curva del Milan e mi metto a braccia conserte mentre i tifosi avversari me ne dicono di tutti i colori. Sì, dei derby mi mancano anche loro».

CHI HA PRESO IL MIO POSTO OGGI NEL GUARDARE NEGLI OCCHI LA CURVA ROSSONERA? – «Barella, Bastoni, Dimarco. Interisti a prescindere, come me. Sono questi i giocatori fondamentali in un derby, trasmettono agli altri che cosa significa giocare una partita così. I compagni li guardano e capiscono che aria tira».

CHE ARIA TIRA ALL’INTER? – «L’aria della capolista, che sa di essere più forte del Milan. E non è poco, anzi: il Milan sta bene, ha grandi individualità, un grande centrocampo e un allenatore che sa dove mettere le mani. Allegri magari non offre spettacolo, ma sa sempre quello che fa».

INTER FAVORITA? – «In partite così il campo può sempre dire altro. Prendete l’anno scorso: non ne abbiamo vinto uno. E il 2-3 di Supercoppa è la foto dell’ultima stagione: abbiamo perso trofei che erano già in tasca, penso anche allo scudetto ovviamente».

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Saudi Pro League, Al-Hilal di Inzaghi ancora imbattuto dopo 15 gare in stagione! Successo in dieci contro l’Al-Fateh dell’ex Inter e primo posto in attesa di CR7

Saudi Pro League, una nuova vittoria in 10 uomini, la squadra di Inzaghi mantiene il passo dell’Al Nassr di CR7 in campionato e rimane imbattuta

15 su 15. L’Al Hilal con Simone Inzaghi non sa perdere. La squadra bianco-blù, allenata dalla scorsa estate proprio da Inzaghi, ha portato a casa il suo 15° risultato utile consecutivo in questa stagione grazie al 2-1 rifilato all’Al-Fateh grazie alle reti di Darwin Núñez e Rúben Neves su rigore, che ai minuti 26 e 88 hanno rimontato il vantaggio ospite targato Batna, arrivato al 9’ minuto su rigore.

Un successo, il 13° in tutte le competizioni, che arriva in inferiorità numerica per la squadra dell’ex allenatore dell’Inter, che al 79’, sul punteggio di 1-1, resta in dieci per l’espulsione di Al-Dawsari, e riesce ugualmente a portare a casa i 3 punti che valgono il secondo posto con 23 punti dopo 9 giornate, a solo 1 punto di distanza dall’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo, che avrà oggi alle 18.30 la chance di rispondere in casa contro l’Al-Khaleej.

Nel resto della giornata saudita successo anche per l’Al-Ettifaq di Moussa Dembélé, ex Lione, autore di una doppietta, e Giorgino Wijnaldum, anche lui a segno nel 3-2 contro l’Al-Fayha, nello scontro diretto a metà classifica. 0-0, invece, tra Damac e Al-Najma.

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Juve, l’allarme di Tuttosport: «Così finisce male». Solo 1-1 a Firenze e terzo pari di fila. Il quotidiano evidenzia i problemi bianconeri: disattenzioni e svista, la svolta non c’è

Juve, Mandragora risponde al gol di Kostić: tanti errori, episodio Var e poche certezze. L’allarme di Tuttosport: «Così finisce male»

Il pareggio 1-1 tra Fiorentina e Juventus al Franchi spinge Tuttosport a una prima pagina senza mezzi termini: «Occhio Juve, così finisce male». I bianconeri non vanno oltre l’ennesimo pari – il terzo consecutivo – in una gara segnata da errori tecnici, scarsa intensità e un nuovo episodio arbitrale discusso. Il vantaggio di Filip Kostić, autore di un sinistro perfetto allo scadere del primo tempo, è stato annullato nella ripresa dalla rete di Rolando Mandragora, servito da un ispirato Moise Kean. Nel mezzo, un rigore concesso e poi tolto dal Var per un contatto tra Vlahović e Marí, e due interruzioni del gioco per insulti razzisti rivolti all’attaccante serbo.

Nelle pagine interne, il quotidiano dedica spazio a quella che definisce la “Spallettata del giorno”, sottolineando come Kostić sia una delle poche note positive: recuperato prima da Tudor e poi rilanciato da Luciano Spalletti, il serbo sta tornando un fattore sulla fascia sinistra grazie alla sua continuità di corsa e alla qualità del mancino. Spalletti lo considera un elemento prezioso in una Juventus ancora povera di soluzioni offensive, e il rendimento delle ultime gare – due gol consecutivi – potrebbe riaprire anche il tema del rinnovo del contratto, in scadenza nel 2026.

A fine partita, il tecnico non si è sottratto alle responsabilità: «Troppi errori, dobbiamo alzare il livello in tutto. David e Openda entrati tardi: ho sbagliato io». Un’ammissione diretta in vista della trasferta di Bodø, dove la Juventus si gioca una fetta importante del percorso europeo e, forse, la possibilità di dare una svolta definitiva a una stagione che continua a vivere di alti e bassi.

Napoli, vittoria pesante contro l’Atalanta: Conte si riprende la scena e torna in vetta! L’analisi del successo azzurro nel match della dodicesima giornata

Napoli, vittoria pesante contro l’Atalanta: Conte si riprende la scena e torna in vetta! Spirito ritrovato? L’analisi del Corriere dello Sport della gara di ieri

Il Napoli manda un messaggio forte al campionato. Con il 3-1 sull’Atalanta al Maradona, gli azzurri tornano al primo posto solitario – almeno fino alle partite di Roma e Milan–Inter – e ritrovano quello spirito che si era smarrito dopo il crollo di Bologna. Come sottolinea il Corriere dello Sport, «suonano campane a festa: il Napoli è vivo. Presente. Irriducibile».

Protagonista indiscusso della serata è David Neres, autore di una doppietta attesa 322 giorni, accompagnato dalle giocate del suo amico Noah Lang, simbolo di un mercato finora poco coinvolto, ma ora perfettamente integrato nel progetto. Segnali inequivocabili di una squadra che, pur martoriata dagli infortuni, ritrova protagonisti, idee e compattezza.

Conte torna Conte: scelta decisiva il 3-4-2-1

La svolta tattica di Antonio Conte è evidente. Il tecnico torna al 3-4-2-1 per la prima volta dal 15 settembre 2024, affidandosi a Neres e Lang alle spalle di Højlund. Una mossa che si rivela vincente: squadra corta, aggressiva, verticale, letale nelle uscite dal pressing e finalmente incisiva negli ultimi metri.

Il Napoli chiude un primo tempo perfetto sul 3-0, sfiorando anche il poker con McTominay. In panchina, insieme ai compagni, anche Lukaku e Anguissa: un altro segnale della compattezza ritrovata. «La squadra è con l’allenatore», sottolinea il quotidiano. E la reazione chiesta da Conte dopo le parole durissime di Bologna è arrivata in pieno.

Atalanta, debutto amaro per Palladino

Dall’altra parte, l’esordio di Raffaele Palladino sulla panchina della Dea è tutt’altro che semplice. L’Atalanta non vince da otto giornate in campionato e gli errori difensivi – su tutti quelli di Ahanor su Neres – compromettono subito la partita. La linea alta non regge, le pressioni non funzionano come nella versione gasperiniana, e il gol di Scamacca in mezza girata vale solo per l’orgoglio.

C’è molto lavoro da fare, ma almeno la ripresa ha mostrato segnali di vitalità.

La gara: lampi Neres-Lang, pressing, verticalità

Il Napoli interpreta la partita con un’intensità da grandi serate:
• Lobotka cancella Ederson;
• Di Lorenzo e Beukema limitano Lookman;
• Buongiorno asfissia De Ketelaere;
• Le uscite dal pressing sono pulite e verticali.

L’1-0 nasce da una costruzione perfetta rifinita dall’assist generoso di Højlund. Il 2-0 è figlio di un pressing alto e di un recupero immediato. Il 3-0 lo firma Lang di testa su servizio di Di Lorenzo, di nuovo protagonista. Qualche sofferenza finale c’è, ma nella gestione prevale la serenità. L’unico neo è il colpo subito da Rrahmani, costretto a lasciare il campo.

Verso il Qarabag

Ora lo sguardo va alla Champions: martedì il Napoli dovrà confermare la reazione contro il Qarabag, match fondamentale per blindare i playoff. Ma la serata del Maradona ha dato una risposta chiara: il Napoli c’è di nuovo.

Le prime pagine sportive nazionali – 23 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Si chiude, Kone all’Inter manda in tilt i tifosi

I discorsi sembravano chiusi ma così non è stato. Manu Kone, pallino di Marotta, può arrivare eccome all’Inter. Alla notizia i tifosi sono impazziti.

La pista Manu Koné è tornata in auge (anzi non si è mai spenta) nel mercato dell’Inter , che continua a considerarlo come uno degli obiettivi strategici del centrocampo. L’estate scorsa i nerazzurri avevano sondato concretamente il terreno per il nazionale francese della Roma, ma alla fine non riuscirono a chiudere l’affare. Ora quel tentativo è ancora vivo, alimentato da una costante attenzione al profilo del classe 2001, capace di fornire dinamismo, potenza e qualità a una mediana che, per l’Inter, resta in fase di rifinitura.

L’Inter aveva avviato contatti approfonditi con la dirigenza giallorossa e con l’agente di Koné, valutando un investimento importante salvo poi virare su un Diouf che finora sembra essere un flop. La trattativa non si concretizzò per vari motivi: da un lato la richiesta della Roma, molto elevata, dall’altro i paletti economici imposti ai nerazzurri e poi il tempo perso per rincorrere Ademola Lookman. Nonostante ciò, l’Inter non ha mai tolto il giocatore dalla propria agenda.

Il fatto che Roma e Inter stiano attualmente viaggiando nelle parti alte della classifica rafforza il contesto, due squadre in forma, competitive, e con desiderio di protagonismo ma chiamate a costruire rose ferree. Per l’Inter, quindi, la candidatura di Koné resta uno dei colpi attesi nei prossimi mesi. Il club nerazzurro si è già attivato per capire le condizioni contrattuali, la volontà del giocatore e la disponibilità della Roma: un mix che potrebbe portare a un’operazione importante, non solo numericamente ma anche sul piano tecnico. La Roma, dal canto suo, non ha intenzione di cederlo a gennaio: lo considera parte integrante del presente e del futuro. Ma quando si parla di Inter e Roma, s’intrecciano ambizioni, sensibilità diverse e una rivalità che va al di là dei 90 minuti. Koné è entrato in questo scenario come un polo d’attrazione e la sua valutazione parla chiaro.

L’Inter spera, Koné può arrivare: ma la Roma non deve andare in Champions

Il futuro di Koné alla Roma appare però legato a una condizione determinante: la partecipazione alla prossima Champions League. Secondo quanto riportano fonti francesi, l’interesse è arrivato fino al Paris Saint-Germain, guidato dallo spagnolo Luis Enrique, e all’Olympique Marsiglia di Roberto De Zerbi. Ma la Roma ha comunicato chiaramente che non intende privarsi del giocatore a gennaio: lo considerano fondamentale per chiudere il ciclo con Gasperini e per provare l’assalto ai massimi traguardi. Tuttavia, se a giugno la Roma dovesse fallire l’obiettivo della Champions, lo scenario potrebbe cambiare radicalmente. In quel caso il club giallorosso potrebbe mettere Koné sul mercato, agevolato dal fatto che è arrivato nell’estate 2024 per circa 20 milioni di euro (18 + 2 di bonus) e oggi viene valutato almeno sui 50 milioni. Una plusvalenza significativa che non va sottovalutata in chiave Fair Play Finanziario UEFA.

Piero Ausilio
L’Inter spera, Koné può arrivare: ma la Roma non deve andare in Champions – Calcionews24.com (Screen Youtube)

Per l’Inter, questo timing appare perfetto. Soprattutto se la Roma si troverà in difficoltà a livello economico o se deciderà di monetizzare per ripianare bilanci, Koné potrebbe diventare un bersaglio concreto. Da qui a giugno si aprono quindi mesi di monitoraggio, valutazione e preparazione, con Ausilio che già studia la strategia di ingresso, mentre la Roma si organizza per trattenere o, in caso negativo, per valorizzare al massimo il giocatore. L’estate 2026 potrebbe segnare la svolta solo se la Roma fallirà e questa evenienza, visto il ruolino di marcia di Gasperini, sembra sempre più remota.

Calciomercato Inter, possibile un grande colpo direttamente a gennaio: l’indiscrezione e cosa filtra da Appiano Gentile

Calciomercato Inter, i nerazzurri potrebbero andare a chiudere una trattativa a gennaio. Ecco le ultime sul futuro del club di viale della Liberazione

Nel pieno dell’attesa per il Derby della Madonnina, una notizia destinata a muovere gli equilibri del calciomercato dell’Inter è stata confermata dal giornalista Alfio Musmarra tramite il suo canale YouTube. Secondo quanto riportato, si tratta di un’informazione potenzialmente in grado di modificare in modo significativo le strategie dei nerazzurri in vista della sessione di gennaio. Un dettaglio importante, sottolineato dallo stesso Musmarra, è che la notizia non proviene dall’entourage del giocatore coinvolto, come inizialmente ipotizzato da molti, ma è stata verificata e confermata direttamente dal club: «È una notizia che ho verificato e certificato. Mi è stata confermata dal club nerazzurro. È una notizia certificata», ha dichiarato il giornalista.

Pur non volendo entrare nei dettagli dell’operazione, Musmarra ha ribadito che non si tratta di una sua esclusiva e ha voluto rendere merito a chi ha diffuso per primo la notizia: «Ribadisco che la notizia non è mia. Complimenti a chi l’ha scritta per primo». Tuttavia, la conferma da parte della società rende evidente che il calciomercato Inter potrebbe vivere settimane incandescenti, con possibili movimenti che cambieranno il volto della rosa di Simone Inzaghi.

Il tutto avviene alla vigilia di una delle partite più attese dell’anno: Inter-Milan, in programma domenica 23 novembre alle 20:45 a San Siro. Una sfida che potrebbe dare ulteriore impulso alla stagione della squadra nerazzurra, già in piena corsa per mantenere il primato in classifica. A dirigere il derby ci sarà Simone Sozza, arbitro che presenta precedenti favorevoli all’Inter. Sotto la sua direzione, infatti, i nerazzurri hanno ottenuto sei vittorie e una sola sconfitta, mentre nessuno dei suoi otto incroci complessivi con Inter e Milan è mai terminato in pareggio. Un dato curioso che alimenta l’attesa per una serata che promette spettacolo.

Parallelamente, cresce l’attenzione anche sul fronte scommesse: le quote del derby offrono scenari diversi tra i bookmaker, con la giocata “Over 0.5” proposta addirittura a quota 8.00 su SNAI grazie a una promozione dedicata ai nuovi utenti.

Con una partita cruciale alle porte e una notizia potenzialmente esplosiva che aleggia nell’aria, il calciomercato dell’Inter si prepara a un gennaio di grande movimento. Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per definire il futuro della squadra, con la dirigenza pronta a cogliere opportunità e a intervenire in modo mirato per rafforzare ulteriormente un gruppo che punta ai massimi obiettivi stagionali.

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