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Lotito guarda a Wall Street: la Lazio valuta la quotazione al Nasdaq, ispirata dal caso Cadice che ha ottenuto una raccolta record

La Lazio valuta la quotazione a Wall Street: Lotito prende spunto dal caso Cadice, capace di attrarre investimenti da primato

La Lazio si appresta a vivere una partita di grande prestigio, ma dalle mura di Formello giunge anche un segnale incoraggiante che va oltre l’aspetto sportivo. La società biancoceleste, infatti, osserva con attenzione le dinamiche del calcio moderno e intravede nuove opportunità di sviluppo che potrebbero rafforzare la propria posizione non solo in Italia, ma anche a livello internazionale.

La dirigenza capitolina si mostra soddisfatta del lavoro portato avanti negli ultimi mesi, convinta di aver intrapreso un percorso strategico capace di aprire scenari di crescita e consolidamento. L’obiettivo non è soltanto quello di ottenere risultati sul campo, ma anche di costruire una struttura societaria solida e competitiva, pronta a dialogare con i mercati globali e a sfruttare le occasioni che il mondo dello sport-business offre.

Un esempio concreto arriva dalla Spagna, dove il Cadice, club di Serie B, ha compiuto un passo storico quotandosi al Nasdaq. L’operazione ha avuto un impatto straordinario, con una raccolta di 400 milioni di euro in un solo giorno, come riportato dal Corriere della Sera. Un risultato che ha acceso l’interesse di molti dirigenti sportivi, dimostrando come il calcio possa aprirsi ai grandi mercati finanziari internazionali e trasformarsi in un modello di investimento globale.

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Juve Toro, le squadre si annullano in un derby intenso ma senza vincitori: lo 0-0 era scritto nel destino della Mole. I numeri della sfida

Juve Toro, equilibrio totale nel Derby della Mole: finisce 0-0, un risultato quasi inevitabile. i dati che raccontano la gara

Certe partite nascono già segnate, non nel risultato ma nella struttura. Juventus-Torino 0-0 è una di quelle: due squadre che si rispettano più di quanto si temano, entrambe concentrate a non scoprirsi, e che fin dall’inizio hanno dato la sensazione di un equilibrio troppo rigido per essere spezzato. Spalletti e Baroni hanno costruito due blocchi solidi, ma incapaci di farsi male, in una partita dove l’idea di vincere è sembrata quasi un rischio da evitare.

Un equilibrio tattico chirurgico

La Juventus si è sistemata con un 3-4-3 in cui Koopmeiners e Locatelli hanno provato invano a dare geometrie centrali, ma senza mai trovare spazi tra le linee. Il Torino ha risposto col solito 3-5-2, corto, ordinato, e tremendamente disciplinato.
Il dato chiave? Il baricentro medio: 46,4 metri per la Juventus, 44,8 per il Torino. Tradotto: due squadre praticamente sovrapposte, nessuna capace di spingere l’altra indietro. Persino la “supremazia territoriale” — il tempo passato nella metà campo avversaria — è identica, con un 50,1% a 49,9%. Una fotografia perfetta del nulla tattico reciproco.

Il pallone come arma di conservazione

Né la Juve né il Toro hanno davvero cercato di cambiare ritmo. La squadra di Spalletti ha tenuto di più il pallone (55% di possesso), ma lo ha fatto con una circolazione sterile: 867 passaggi complessivi, 94,9% di precisione, ma solo 33 palloni giocati in zona area. La palla girava, sì, ma senza mai penetrare.
Il Torino, dal canto suo, ha rinunciato a costruire, preferendo un possesso più prudente e diretto (423 passaggi, ma con il 96,1% di riuscita nella propria metà campo). La profondità non è mai arrivata: Zapata, Simeone e Ngonge si sono trovati costantemente isolati, con pochissime palle pulite da attaccare.

Numeri che parlano da soli

Sedici tiri per la Juventus, sei per il Torino. Eppure, la somma delle vere occasioni da rete è desolante: 4 per i bianconeri, 2 per i granata. La “pericolosità complessiva” segna 22 per la Juve, 14 per il Toro, valori bassissimi per una partita durata quasi cento minuti.
Anche le percentuali d’attacco alla porta sono impietose: 25,9% per la Juventus, 24,7% per il Torino. È un derby senza picchi emotivi, in cui persino i calci piazzati — tradizionale arma delle sfide così bloccate — non hanno mai realmente inciso (0 tiri diretti su punizione, e solo un paio di mischie degne di nota).

La cronaca di un non-evento

La diretta lo conferma: il primo tempo è un lungo esercizio di pazienza, con Di Gregorio e Paleari spettatori quasi pagati per guardare. Yildiz prova a vivacizzare con qualche iniziativa personale, Vlahovic ci mette fisico ma poca lucidità, mentre il Torino si affida a qualche spunto di Vlasic e al lavoro sporco di Simeone.
Nel secondo tempo il copione non cambia: i cambi di Spalletti (David, Zhegrova, Openda) aumentano il volume ma non la qualità, e anche l’ingresso di Asllani e Adams non cambia l’inerzia. Paleari fa una parata vera su Locatelli, Di Gregorio una su Casadei: il resto è gestione, contrasti e un inevitabile senso di déjà vu.

Una questione di struttura mentale

La sensazione più netta è che entrambe le squadre fossero più preoccupate di non perderla che desiderose di vincerla. Spalletti ha voluto controllo e ordine dopo le ultime partite altalenanti, Baroni ha difeso con lucidità e sacrificio, accettando la parità come punto di forza.
E in un calcio dove le letture tattiche ormai si equivalgono, la differenza la fa la qualità del singolo. Ma oggi nessuno l’ha accesa: né Vlahovic, mai servito in profondità, né Simeone, tagliato fuori dal contesto. È mancato il “colpo”, il rischio, la follia che a volte rompe l’equilibrio.

Un derby bloccato, come da copione

Alla fine, Juventus-Torino è stato il ritratto perfetto di ciò che le due squadre sono oggi: solide, organizzate, ma prevedibili. La Juve ha una struttura tattica già chiara ma priva di scintilla offensiva; il Toro è un collettivo granitico che però fatica tremendamente a ribaltare il campo.
Lo 0-0, insomma, non è un pareggio casuale. È la conseguenza logica di due idee che si sono annullate, di due squadre che hanno preferito non sbagliare piuttosto che provare a vincere. E in fondo, come spesso accade nei derby, è stata la paura — più che il coraggio — a decidere tutto.

Sassuolo, Grosso analizza: «Dobbiamo provare a fare una grande partita, noi ci proveremo. Matic importante per la nostra squadra»

Sassuolo, il tecnico dei neroverdi Fabio Grosso parla del match: «Dobbiamo provare a fare una grande partita, noi ci proveremo»

Fabio Grosso racconta il suo pensiero sul match: le parole del tecnico del Sassuolo a DAZN prima dell’Atalanta. Ecco un estratto delle sue parole:

PAROLE – «Dobbiamo provare a fare una grande partita, sono sicuro che ci proveremo. Capiremo alla fine cosa stiamo stati capaci di fare. Fadera? Non ci sono premi o bocciature, sono solo scelte tecniche. Questa partita va riempita contro un avversario forte».

SUI SINGOLI – «Matic è carismatico, è importante per la nostra squadra. Alla fine di questa strada lunghissima dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo».

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Juventus, buon compleanno Alex Del Piero! L’ex bianconero spegne 51 candeline: gli auguri del club alla leggenda – FOTO

La Juventus festeggia Alex Del Piero: la leggenda compie 51 anni, gli auguri social del club bianconero – FOTO

9 novembre 2025. Per il popolo bianconero non è una data qualunque: oggi si celebra la leggenda che più di ogni altra ha incarnato l’essenza della Juventus. Alex Del Piero compie 51 anni.

Un traguardo significativo per “Pinturicchio”, il capitano di mille battaglie, protagonista di pagine indelebili della storia del club. Come da tradizione, gli auguri ufficiali della società sono arrivati puntuali sui social, trasformandosi in pochi minuti in un catalizzatore di emozioni. Sotto il post, l’affetto dei tifosi si è riversato in migliaia di commenti: un fiume di nostalgia e amore puro. C’è chi ricorda le sue punizioni magistrali, chi la sua classe infinita, chi la scelta coraggiosa di restare in Serie B.

Ma le parole di oggi non sono soltanto un omaggio al passato. Sono anche uno sguardo al futuro. In un momento in cui la Juventus cerca di ritrovare la propria identità dopo stagioni difficili, molti tifosi continuano a sognare un ritorno di Del Piero in società.

Per loro, “Ale” non è soltanto una bandiera da venerare: è l’unico capace di restituire quella mentalità vincente e quello stile Juve fatto di eleganza, professionalità, etica del lavoro e leadership silenziosa. La sua presenza nei corridoi della Continassa viene vista come il tassello mancante per riallacciare il filo con la storia più gloriosa del club.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Rabiot Milan, arrivano importanti aggiornamenti sull’Infortunio del francese: ecco cosa filtra sul rientro del centrocampista

Rabiot Milan, novità sull’infortunio dell’ex Juventus: le ultimissime sul rientro del centrocampista francese

Il Milan di Massimiliano Allegri si avvicina al derby con rinnovato entusiasmo dopo la sosta. A Milanello le notizie sono incoraggianti, soprattutto grazie all’impegno e alla professionalità di Adrien Rabiot, che sta lavorando con grande intensità per farsi trovare pronto.

Lo staff medico e tecnico seguirà quotidianamente i progressi del centrocampista francese, con l’obiettivo di riportarlo alla miglior condizione possibile. Ogni allenamento sarà un banco di prova per capire se potrà essere arruolabile dal primo minuto in una sfida così delicata.

Il traguardo è chiaro: arrivare al derby contro l’Inter con Rabiot potenzialmente titolare. Una partita che va oltre i tre punti, perché può indirizzare la corsa scudetto e dare un segnale forte al campionato.

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Formazioni ufficiali Atalanta Sassuolo, le scelte dei due tecnici per la sfida dell’undicesima giornata di Serie A

Formazioni ufficiali Atalanta Sassuolo, le scelte dei due allenatori per il match del Gewiss delle 12:30 tutti i dettagli

Sono state annunciate le formazioni ufficiali di Atalanta Sassuolo. Il match del Gewiss in campo alle 12:30 è valido per l’undicesima giornata di Serie A 2025/2026.


FORMAZIONI UFFICIALI

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossonou, Hien, Ahanor; Bellanova, Ederson, Pasalic, Zappacosta; Samardzic, Lookman; Krstovic. Allenatore: Juric

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Cande; Koné, Matic, Thorstvedt; Berardi, Pinamonti, Fadera. Allenatore: Grosso

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Calciomercato Inter, è lui il preferito nella lista dei nerazzurri per la difesa: che concorrenza per il centrale! Le ultimissime

Calciomercato Inter, caccia al rinforzo in difesa: il centrale è in cima alla lista dei nerazzurri, ma la concorrenza è agguerrita

La dirigenza dell’Inter guarda già con decisione alla prossima finestra di mercato, con l’obiettivo di rinnovare in profondità il reparto difensivo. Tra i nomi più recenti e interessanti seguiti dai nerazzurri spicca quello di Tiago Gabriel, giovane difensore centrale portoghese del Lecce, classe 2004, entrato ufficialmente nella lista dei desideri del club milanese in vista della rifondazione della retroguardia.

La necessità di un ricambio generazionale nasce dall’età avanzata di colonne come Stefan de Vrij e Francesco Acerbi, oltre che dalle situazioni contrattuali in scadenza che coinvolgono anche Matteo Darmian, jolly difensivo prezioso ma non più giovanissimo. In questo scenario, il profilo del centrale salentino risponde perfettamente ai parametri di investimento fissati da Oaktree, la proprietà del club: un talento in crescita, dal costo accessibile, ma con margini di rivalutazione importanti.

Nonostante la limitata esperienza in Serie A, le qualità tecniche e fisiche di Tiago Gabriel hanno convinto gli osservatori interisti, che lo considerano un investimento a lungo termine, in linea con la strategia di puntare su giovani da valorizzare e trasformare in futuri top player.

Tuttavia, l’Inter non è sola nella corsa al portoghese. Come rivelato dal giornalista Nicolò Schira su X, diversi club di Serie A e Premier League hanno già messo gli occhi sul difensore del Lecce. Per questo motivo, la Beneamata dovrà muoversi con rapidità e decisione se vorrà assicurarsi il giocatore, superando la concorrenza di società italiane e inglesi, tradizionalmente molto attive sui prospetti di talento.

La partita per Tiago Gabriel è appena iniziata, ma promette di diventare uno dei temi caldi delle prossime settimane di mercato.

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Messi da sogno! Con una doppietta e il 400° assist in carriera guida l’Inter Miami verso la semifinale di MLS: nel mirino ha quel record…

Messi firma il 400° assist e una doppietta: l’Inter Miami vola in semifinale MLS. Ora a -5 da Puskas. Tutti i dettagli

A Fort Lauderdale non c’è stata partita: nella decisiva Gara 3 dei quarti di finale della Western Conference di MLS, l’Inter Miami ha travolto Nashville con un netto 4-0. Dopo una vittoria a testa nelle prime due sfide, Lionel Messi ha preso in mano la scena con una prestazione da fuoriclasse, firmando due reti e un assist che hanno spianato la strada alla qualificazione in semifinale, dove i rosa affronteranno Cincinnati, vincente contro Orlando City.

Oltre ai gol, a fare notizia è stato soprattutto l’assist che ha portato al 4-0 di Allende: il quattrocentesimo della carriera di Messi. Un traguardo che lo avvicina al primato attribuito a Ferenc Puskas, fermo a quota 404, sebbene non tutti i suoi passaggi vincenti siano ufficialmente documentati. Una questione che richiama alla memoria le polemiche legate ai 1000 gol di Pelé, un numero spesso contestato per la mancanza di prove video o registrazioni ufficiali, e che Cristiano Ronaldo ha più volte citato nella sua rincorsa ai record.

A 38 anni, Messi continua a stupire: nella stagione americana, che coincide con l’anno solare, ha già collezionato 36 gol e 19 assist in 35 partite. Numeri impressionanti, anche considerando il livello inferiore della MLS rispetto ai principali campionati europei. Resta ora da capire se il fuoriclasse argentino punterà a un ultimo Mondiale nel 2026 o se preferirà chiudere la sua avventura con la Selección lasciando come immagine finale il trionfo in Qatar 2022, coronato dalla doppietta in finale contro la Francia.

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Parma, che tegola per Cuesta! Infortunio per Suzuki: c’è la frattura scomposta! Tutti gli aggiornamenti nel comunicato

Brutta tegola per il Parma: il classe 2002 fermato da un infortunio serio. Salta la nazionale e rischia l’intervento chirurgico

Il portiere giapponese ha riportato un serio infortunio durante il 2-2 contro il Milan. Gli accertamenti medici hanno evidenziato una frattura scomposta al terzo dito della mano sinistra e allo scafoide. A causa di questo problema, il classe 2002 non potrà rispondere alla convocazione della nazionale giapponese in questa sosta.

Non è escluso che Suzuki debba sottoporsi a un intervento chirurgico: solo allora si potranno definire con maggiore chiarezza i tempi di recupero, che al momento restano incerti. Tutti i dettagli:

COMUNICATO – In seguito all’infortunio rimediato ieri sera durante la gara Parma-Milan, il calciatore Zion Suzuki è stato sottoposto ad esami strumentali che hanno evidenziato una frattura scomposta del terzo dito della mano sinistra e dello scafoide. Il calciatore effettuerà nei prossimi giorni ulteriori nuovi consulti specialistici, per definire anche un’eventuale evoluzione chirurgica, volti a definire al meglio la prognosi.

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Lazio, le possibili scelte di Sarri per la grande sfida di San Siro contro l’Inter: Romagnoli in primis, poi la scelta sul mediano. Le ultimissime

Lazio, ecco le possibili scelte del tecnico biancoceleste Sarri per la partita di San Siro contro l’Inter: le ultimissime notizie

Maurizio Sarri sta limando gli ultimi dettagli di formazione in vista della delicata sfida di questa sera a San Siro contro l’Inter, valida per l’undicesima giornata di campionato. Un appuntamento cruciale per la Lazio, chiamata a misurarsi con la capolista.

Il principale dubbio riguarda la difesa: Alessio Romagnoli, pilastro del reparto arretrato, non vuole mancare all’appuntamento e ieri ha svolto l’allenamento con i compagni. Dopo alcuni giorni di terapie e riposo per smaltire un affaticamento, la sua presenza è tornata possibile, ma Sarri e il suo staff dovranno valutare se rischiarlo. In caso di forfait, il giovane danese Provstgaard è pronto ad affiancare Mario Gila al centro della retroguardia.

Sulle corsie esterne, Manuel Lazzari appare favorito su Luca Pellegrini per una maglia da titolare, mentre Marusic è confermato sulla fascia opposta. A centrocampo, invece, non ci sono sorprese: il tecnico si affiderà al trio formato da Guendouzi, Cataldi e Basic, quest’ultimo in vantaggio su Vecino.

In avanti, spazio al tridente che sta convincendo nelle ultime uscite: Isaksen, Dia e Zaccagni avranno il compito di mettere in difficoltà la difesa nerazzurra e provare a firmare l’impresa.

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Rui Costa confermato alla guida del Benfica: resterà presidente per i prossimi quattro anni, le sue prime parole

Rui Costa resta al timone del Benfica: mandato rinnovato per i prossimi quattro anni. Le prime dichiarazioni dell’ex Milan

Rui Costa continuerà a guidare il Benfica. Lo hanno deciso i soci del club nelle elezioni di sabato 8 novembre, confermandolo presidente per altri quattro anni.

L’ex campione di Fiorentina, Milan, della nazionale portoghese e naturalmente del Benfica, era già in carica dall’estate 2021. In questa tornata elettorale ha ottenuto un ampio consenso, raccogliendo il 65,9% delle preferenze contro il 34,11% dello sfidante João Noronha Lopes.

Il nuovo mandato prenderà ufficialmente il via già oggi, domenica 9 novembre, in occasione della sfida casalinga delle 21:30 contro il Casa Pia. Rui Costa ha voluto fissare l’appuntamento con i tifosi al Da Luz con parole che suonano come un manifesto: “Celebreremo ciò che ci unisce: il Benfica”.

PAROLE – “Le mie prime parole vanno ai tifosi del Benfica, che immenso orgoglio provo. Congratulazioni per questa straordinaria vitalità democratica e per la straordinaria partecipazione. Non c’è nessuno come il Benfica”.

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San Siro pronto a cambiare nome: Milan e Inter lavorano a un accordo di sponsorizzazione da 30 milioni. Tutti i dettagli

San Siro verso una svolta storica: Milan e Inter trattano la cessione dei naming rights per 30 milioni. In corsa uno sponsor già favorito

Milan e Inter hanno ufficialmente avviato la ricerca di un partner commerciale che darà il nome al futuro stadio, entrando nel vivo delle trattative per i naming rights di San Siro. Una mossa strategica che punta a massimizzare i ricavi legati all’impianto e a rafforzare la modernizzazione delle strutture.

Secondo quanto riportato dal giornalista Luca Bianchin, l’operazione è tra le più ambiziose mai viste in Italia: si stima un valore compreso tra 20 e 30 milioni di euro a stagione. Una cifra che, se confermata, porterebbe l’accordo a competere con i principali deal europei, garantendo a rossoneri e nerazzurri un flusso di entrate cruciale.

La scelta dello sponsor non è semplice: occorre trovare un marchio capace di sposare la propria identità con la storia e il prestigio dei due club. Tra le prime ipotesi spicca il nome di Generali, colosso assicurativo da sempre vicino al mondo dello sport e dotato della forza finanziaria e della risonanza internazionale necessarie per sostenere un investimento di questa portata.

Le trattative sono ancora agli inizi, ma l’interesse di un brand di tale calibro conferma il prestigio dell’operazione. Oltre all’aspetto economico, l’accordo rappresenterebbe un passo decisivo verso la modernizzazione dell’esperienza stadio, fondamentale per Milan e Inter in vista di un eventuale nuovo impianto o della riqualificazione del Meazza.

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Stanchezza e crampi? Quando preoccuparsi davvero

Siamo ormai molto lontani dai tempi della stregoneria per curare i malanni, tanto da sapere che a ogni segnale negativo che ci invia il nostro corpo, corrisponde un determinato problema.

Spesso si tratta di carenze nutrizionali, che se non prese in tempo, possono degenerare in disturbi o patologie, e basta anche un semplice crampo appena svegli o la sensazione costante di spossatezza al mattino, per accendere la lampadina dell’emergenza e prendere provvedimenti.

Quali sono le cause più comuni della stanchezza cronica?

Quello che la maggior parte delle volte viene archiviato con dei semplici “avrò dormito male”, “avrò esagerato in palestra” o “forse sono disidratato” è già un campanello d’allarme di cui preoccuparsi, soprattutto se va avanti da più di una settimana.

L’alimentazione sregolata resta tra le principali cause, in questo caso basta regolarizzare i pasti e assicurarsi di assumere tutti i nutrienti più importanti, oppure, integrare con prodotti naturali senza conservanti e coloranti, reperibili sui siti come HSN, che insieme all’assunzione bilanciata di frutta e verdura, carni bianche e leggere, pesce e carboidrati integrali, rappresenta un giusto piano alimentare.

In generale, andare dal medico o affidarsi a una nutrizionista è la soluzione migliore, nel frattempo, allontanarsi dalle abitudini malsane come pasti ricchi di grassi la sera, alimenti industriali con zuccheri aggiunti, alcolici e bevande gassate è già un ottimo inizio.

Come interpretare i crampi muscolari

In generale i crampi si manifestano dopo o durante l’attività fisica, colpiscono gambe, piedi, mani e braccia a seguito di uno sforzo intenso prolungato, oppure possono manifestarsi anche durante la notte, quando i muscoli scaricano tutta la tensione trattenuta durante il giorno.

Le principali cause sono rappresentate dalla disidratazione quotidiana, ma anche dalla carenza di sali minerali, per questo è opportuno integrare la dieta con magnesio, potassio e sodio. Questi tre elementi aiutano a combattere lo stress fisico provocato da sforzi intensi, abbondante sudorazione dovuta ad allenamenti, gare o caldo eccessivo, ma anche a nutrire l’organismo per sopportare meglio il carico di lavoro quotidiano.

Crampi e stanchezza: quando preoccuparsi davvero?

Quando stanchezza cronica e crampi vengono risolti attraverso il riposo, una corretta idratazione, dieta e nutrienti equilibrati, allora c’è poco da preoccuparsi, al contrario di quando questi sintomi diventano più frequenti e intensi.

Nei momenti in cui crampi e stanchezza cronica compromettono la qualità della vita, è necessario rivolgersi a un medico e magari effettuare tutti i check up di routine, per escludere patologie ben più gravi.

Affidarsi a medici specialisti è importantissimo quando i sintomi persistono per oltre una settimana e non vanno via neanche dopo due o tre settimane, ma anche quando crampi e stanchezza cronica sono accompagnati da palpitazioni, febbre, perdita di peso e difficoltà respiratorie.

Da tenere sempre monitorata è la qualità del sonno, inoltre, se i crampi diventano una malsana abitudine quotidiana dell’organismo, o sono legati a debolezza muscolare, è opportuno verificare quali siano le cause. Questi sono solo alcuni esempi, lo step fondamentale è sempre quello di bilanciare l’alimentazione e non eccedere, ma soprattutto, affidarsi tempestivamente a un medico o un nutrizionista quando la situazione inizia a preoccupare.

Juve Torino, Conceicao furioso al momento del cambio: Vlahovic interviene per riportare la calma. Cosa è successo

Juve Torino, scintille in panchina: Conceicao contrariato per il cambio, Vlahovic si fa leader e lo calma. Il retroscena

Il derby resta inchiodato sullo 0-0, con la Juventus che, dopo un avvio promettente, perde progressivamente brillantezza. Per provare a cambiare l’inerzia di una sfida complicata e restituire vivacità alla manovra, Luciano Spalletti opta per un doppio cambio al 64° minuto: fuori Chico Conceição e Dusan Vlahovic, dentro Edon Zhegrova e Jonathan David. L’intento è chiaro: inserire energie fresche e qualità nell’uno contro uno per scardinare la difesa granata, in evidente crescita.

La reazione dei due sostituiti, però, è diametralmente opposta. Vlahovic lascia il campo senza polemiche, con atteggiamento sereno e composto. Conceição, invece, non nasconde la propria insoddisfazione: le telecamere immortalano il suo volto rabbuiato e un gesto di stizza rivolto a un cameraman che lo stava riprendendo troppo da vicino. Lo ha appreso Juventusnews24.

Ed è proprio in quel momento che emerge un episodio significativo. Accanto al portoghese, Vlahovic si trasforma in leader: lo abbraccia, gli cinge le spalle e, chinandosi verso di lui, prova a calmarlo con parole di incoraggiamento. Un gesto semplice ma eloquente, che racconta la volontà del serbo di placare la frustrazione del compagno e di ricompattare il gruppo in un momento delicato.

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Parma Milan, brutto infortunio per quel calciatore: i ducali sperano di non perderlo in vista delle prossime sfide, attesa per gli esami

Parma Milan, ansia per l’infortunio di Suzuki: i ducali temono di perdere il giocatore, attesa per gli esami strumentali

Il club gialloblù vive ore di tensione per le condizioni del portiere giapponese, protagonista nel 2-2 contro il Milan. Nonostante abbia concluso la gara tra i pali, Suzuki ha accusato negli ultimi minuti un problema alla mano sinistra, che negli spogliatoi si è gonfiata in modo preoccupante. Per questo motivo il giocatore è stato accompagnato in ospedale per accertamenti radiologici.

L’episodio chiave è avvenuto all’82’, sull’occasione clamorosa fallita da Alexis Saelemaekers: nell’uno contro uno, Suzuki si è lanciato in uscita bassa per fermare l’attaccante belga, ma nella caduta ha sbattuto la mano a terra, ricevendo anche un colpo fortuito dall’avversario. Saelemaekers ha poi calciato a lato, disturbato da Sorensen.

L’intervento dei medici è stato immediato, ma quasi inosservato a causa delle numerose azioni da gol che si susseguivano in quel frangente. Con il ghiaccio Suzuki è riuscito a proseguire fino al termine, dando l’impressione che il problema fosse rientrato.

A freddo, però, la mano ha iniziato a gonfiarsi sensibilmente, inducendo lo staff medico e il portiere a recarsi subito in ospedale per escludere fratture o lesioni più serie.

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Venezia Sampdoria, che sconfitta per i blucerchiati al Penzo! Ecco i numeri della sfida di Serie A

Venezia Sampdoria, profumo di Serie A: al Penzo i ragazzi di Stroppa travolgono i blucerchiati: i numeri di una disfatta

La Sampdoria esce sconfitta dal Pier Luigi Penzo al termine di una gara insidiosa contro il Venezia, valida per la 12ª giornata di Serie BKT 2025/2026. Non è bastato il gol del centrocampista scozzese Liam Henderson per evitare il ko: i padroni di casa si sono imposti con un netto 3-1, dimostrando maggiore lucidità e concretezza sotto porta.

Il tecnico blucerchiato Angelo Gregucci aveva preparato la partita puntando su concentrazione e ripartenze veloci. Dopo un avvio incoraggiante della Samp, però, il Venezia ha preso progressivamente il controllo del match. La squadra di Giovanni Stroppa ha saputo sfruttare gli spazi concessi e le imprecisioni difensive degli avversari, costruendo una vittoria meritata davanti al proprio pubblico.

La rete di Henderson aveva acceso le speranze doriane, ma la reazione dei lagunari è stata immediata: nella ripresa, grazie a pressing e organizzazione offensiva, il Venezia ha ribaltato il risultato e chiuso la sfida con autorità.

Statistiche del match

  • Possesso palla: Venezia 56% – Sampdoria 44%
  • Tiri totali: Venezia 18 – Sampdoria 8
  • Tiri in porta: Venezia 7 – Sampdoria 4
  • Falli commessi: Venezia 12 – Sampdoria 17
  • Fuorigioco: Venezia 0 – Sampdoria 1
  • Calci d’angolo: Venezia 3 – Sampdoria 6
  • Ammonizioni: Venezia 1 – Sampdoria 5
  • Espulsioni: nessuna
  • Parate: Venezia 3 – Sampdoria 4

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Cesar, doppio ex di Inter e Lazio, analizza la sfida: «Può succedere di tutto. L’Inter deve riprendersi. La Lazio affronta la situazione a viso aperto»

Cesar Aparecido, doppio ex storico di Inter e Lazio, parla della sfida di stasera: «Può succedere di tutto. L’Inter deve riprendersi. La Lazio…»

Cesar Aparecido, ex calciatore di Lazio (2001-2006) e Inter (due stagioni, 2006 e 2007-08), analizza lo scontro di stasera tra le sue due ex squadre in un’intervista a Tuttosport, offrendo uno sguardo sulle dinamiche attuali dei club e sulla figura di Cristian Chivu come allenatore.


IL MATCH DI OGGI – «Può succedere di tutto. L’Inter deve riprendersi, io sono andato spesso a San Siro e ultimamente non ho visto una squadra brillante, ma un team che concede troppo, che crea anche delle situazioni, senza farti male. I nerazzurri hanno potenzialità, devono essere più concreti. La Lazio invece, non avendo potuto fare mercato, è penalizzata tanto perché oggi Sarri lavora con qualche giocatore che non era nei suoi piani. Però affronta la situazione a viso aperto, ha un centrocampo e un attacco che hanno fatto vedere cose importanti, prendono pochi gol. Non hanno i ricambi dello stesso livello e questo può essere un problema».
CHIVU PUO’ ACCORCIARE IL DEFICIT D’ESPERIENZA – «Questo è soggettivo, dipende dal suo lavoro. L’ho visto allenare la Primavera dell’Inter, con cui ha vinto, poi è andato a fare questa esperienza a Parma, dove ha fatto bene, conquistando la salvezza. Gestire una grandissima squadra è diverso, all’Inter sapevano già come lavorasse e hanno puntato su di lui».
QUANDO CI GIOCAVA INSIEME, PENSAVA POTESSE DIVENTARE ALLENATORE – «Non credevo, al tempo, che Chivu potesse diventare un allenatore, ma non significa nulla. Magari non lo pensavo neppure di Simone Inzaghi, eppure lui è diventato un top. A me piace vedere le squadre che giocano bene, sono molto critico su questo. Credo che Chivu sia sulla strada giusta, ma gli va dato tempo».
CHIVU ERA UN LEADER – «Ci sono tanti modi per esserlo. Lui era un leader silenzioso e di personalità. Era da esempio col suo comportamento».
CHIVU HA QUALCOSA DI MANCINI – «No, Chivu è un profilo diverso caratterialmente. Per vissuto, esperienza, per le caratteristiche anche dei giocatori che dopo ha portato con sé Mancini, c’è differenza. Poi vedo Cristian molto calmo, è il suo modo di essere: mi sembra evidente questa differenza di metodologie e mentalità».
L’ATTACCO NERAZZURRO – «Il reparto è più forte rispetto alla scorsa stagione. Pio è tornato e ha fatto tutto quello che doveva. Dovrà migliorare, ma si vede che è da Inter. Bonny ha tanto potenziale, però secondo me non sta dimostrando ancora tutto il suo valore».
COME STA LA LAZIO – «La squadra si muove bene, ha gioco, mentalità, è solida, può far male lì davanti: ecco perché mi aspetto una bella partita».

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Bologna Napoli, parla il doppio ex Dzemaili: «Io non sono d’accordo con l’idea che il Napoli debba dare un segnale: è lassù in Serie A, poi in Champions… Sul Bologna…»

Bologna Napoli, parla il doppio ex della partita Blerim Dzemaili: «Io non sono d’accordo con l’idea che il Napoli debba dare un segnale»

Quando Bologna e Napoli si affrontano, c’è un nome che risuona nella memoria di entrambe le tifoserie: Blerim Dzemaili. Il centrocampista svizzero ha vestito con onore entrambe le maglie, lasciando un segno indelebile in Emilia e in Campania. Dalla grinta e la corsa messe al servizio dei partenopei, con cui ha assaporato anche la Champions League, alla leadership e ai gol decisivi con i rossoblù. Oggi, con il cuore diviso a metà, Dzemaili rivivrà questa sfida sentita, simbolo di un calcio che unisce storie e passioni diverse. Ne ha parlato con La Gazzetta dello Sport.


BOLOGNA-NAPOLI – «Io non sono d’accordissimo con l’idea che il Napoli debba dare un segnale: è lassù in Serie A, poi è vero che in Champions pensava di avere qualche punto in più ma è una Champions strana questa: l’anno scorso vinse il Psg che si qualificò da diciottesimo. Quindi, non vedo una situazione drammatica. Semmai può essere “drammatico” giocare contro questo Bologna, ecco: oggi è abituato a stare lassù, è una squadra più europea del Napoli».
IL BOLOGNA HA VENDUTO I BIG – «Un fenomeno da studiare… Nasce tutto dalla radice, da una società solida. Sartori è un mago, Di Vaio conosce il calcio, Saputo e Fenucci sono ottimi dirigenti. É un club forte, ha raggiunto uno spessore tale che ogni anno può venderne 4 e non avere ripercussioni: perché li sa sostituire e inserire in un ambiente sano».
L’UOMO CHIAVE DI ITALIANO – «Orsolini. Quando leggerà le mie parole si metterà a ridere… Perché sa quanti accidenti gli ho mandato e quanti “schiaffi” gli ho dato per farlo migliorare? Io e Palacio a pioggia (sorride, ndr…). Ed è cresciuto: è maturo e decisivo».
IL NAPOLI VINCERA’ LO SCUDETTO – «L’anno scorso dissi che doveva vincerlo, era superiore. Quest’anno dico che l’Inter, per la “rosa” vasta che ha, quella che non ha il Napoli, deve vincerlo: e che i partenopei possono vincerlo. La Champions porta via sempre qualcosa».
SE OGGI IL BOLOGNA VINCE – «Il Bologna è davanti all’ultimo passo, si sta abituando a stare lassù: manca solo un altro passo di crescita. Italiano? Lo apprezzo, tira fuori sempre il meglio. Se Immobile e Bernardeschi daranno il salto definitivo? Dico che ne avrei preso uno soltanto e non due, e che a una certa età non sei come prima. Non sono fiducioso ma spero di essere smentito».

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Inter Lazio, stasera il big match di San Siro! Ecco le probabili formazioni della sfida, chi giocherà in attacco con Lautaro Martinez? le ultimissime

Inter Lazio: Thuram torna dal primo minuto accanto a Lautaro, Chivu ritrova i suoi titolari per la sfida di alta quota contro la Lazio

Ultimi nodi da sciogliere per Cristian Chivu in vista del big match di domani sera a San Siro contro la Lazio. Dopo il massiccio turnover visto in Champions League, il tecnico nerazzurro è pronto a riproporre la formazione titolare, con qualche novità di rilievo rispetto alle ultime uscite.

La notizia principale riguarda l’attacco: Marcus Thuram è pronto a riprendersi una maglia dal primo minuto. Il francese, tornato in campo per uno spezzone contro il Kairat, è nettamente favorito su Ange-Yoan Bonny per ricomporre la coppia “ThuLa” con Lautaro Martínez, a 40 giorni esatti dall’infortunio.

Rientrano anche i pilastri lasciati a riposo in coppa: Hakan Çalhanoğlu in regia, Manuel Akanji e Alessandro Bastoni in difesa. Proprio nel reparto arretrato, Francesco Acerbi appare in vantaggio su Stefan de Vrij e Yann Bisseck per guidare la linea.

A centrocampo, l’assenza di Mkhitaryan apre la strada al giovane croato Petar Sucic, al momento preferito a Piotr Zielinski per completare la mediana insieme a Nicolò Barella. Sulle corsie esterne, conferme per Denzel Dumfries e Federico Dimarco.

PROBABILE INTER (3-5-2): Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Sucic, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram. All. Chivu

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Milan, Allegri in conferenza: «Contro il Pisa dovevamo chiuderla, oggi, non siamo riusciti a tenere l’urto. Siamo dispiaciuti e arrabbiati»

Al termine di Parma Milan, disputato ieri allo stadio Tardini, Allegri ha parlato in conferenza stampa per analizzare la prestazione

Al termine di Parma-Milan, disputata allo stadio Ennio Tardini, il protagonista è intervenuto in conferenza stampa per commentare l’andamento della gara. La sfida, chiusa sul punteggio di 2-2, ha visto i rossoneri portarsi avanti con le reti di Saelemaekers e Leao, prima della rimonta firmata da Bernabè e Delprato per i padroni di casa.

DOVEVAMO CHIUDERLA – «Contro il Pisa dovevamo chiuderla, oggi, considerando l’incidente che ci può stare, nel secondo tempo, pur sapendo del loro forcing, non siamo riusciti a tenere l’urto. E si è andati sul 2-2. Maignan ha fatto una bella parata, abbiamo poi avuto tre occasioni noi. Siamo dispiaciuti e arrabbiati. Ora la sosta, recuperiamo. Bisogna essere più sereni e tranquilli quando ci sono certi momenti della partita. Ci siamo fatti trovare impreparati: per loro è sembrato troppo facile».

MANCANO TANTI PUNTI – «Siamo in una buona posizione di classifica, mancano ancora tanti punti per entrare tra le prime quattro. Dispiace per stasera perché, per come si era messa, non dovevamo concedere quell’1-2 e non dovevamo comportarci così durante il loro forcing. Quando sei sopra non devi far cambiare l’inerzia, quando sei sotto la devi cambiare tu»

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Conferenza Spalletti post Juve Toro: «Ci è mancata quella qualità e quella fantasia che ci vogliono in queste partite. Non siamo contenti, nessuno lo era»

Conferenza Spalletti: l’allenatore della Juventus ha commentato in conferenza stampa il derby della Mole contro il Torino

Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, ha rilasciato le sue dichiarazioni in conferenza stampa al termine del derby della Mole contro il Torino, valido per l’11ª giornata della Serie A 2025/26:

COSA E’ MANCATO – «Ci è mancata quella qualità e quella fantasia che ci vogliono in queste partite. Si va a giocare nell’angusto, ci vuole una giocata logica, quella precisione maniacale nel farla passare tra due avversari. Ci vuole anche più fortuna, per il momento non si è avuta…Tutti parlano della parata di Di Gregorio ma sono arrivati lì con due rimpalli. Si deve migliorare perché ne abbiamo la possibilità ma sono contento di quello che ho visto, queste partite le mettiamo nel banco delle conoscenze. Non siamo contenti, nessuno nello spogliatoio lo era».

ZHEGROVA – «Non manca tanto, il ragazzo è svelto e sveglio. Poi bisogna fare quel tipo di partita lì. Baroni sa di avere calciatori forti in campo aperto. Quando ripartono non diventa più la partita di Conceicao e Zhegrova, a fare ricomposizione 60 metri perdi. Poi se decidono di star là può davvero diventare una spina nel fianco. Ha questa follia di tirar fuori cose che non sa nessuno lui, quando ti punta – come Yildiz – non sa nemmeno lui come fa. Abbiamo cartucce importanti da sparare».

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Le prime pagine sportive nazionali – 9 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Parma Milan, Cuesta: «Abbiamo provato a vincerla fino alla fine. Sappiamo che stiamo facendo un ottimo lavoro, ma…»

Parma Milan, Cuesta ha parlato nel post partita ai microfoni di Dazn dopo il pareggio contro i rossoneri. Queste le parole del tecnico dei Ducali.

Un pareggio che potrebbe consentire al Parma di ripartire. Sotto di 2-0, i Ducali sono riusciti a ribaltare la situazione portando a casa un punto d’oro.

Nel post partita Cuesta ha parlato ai microfoni di Dazn. Ecco le parole del tecnico dei Ducali rilasciate subito dopo il match.

UN GRUPPO CHE SA REAGIRE – «Noi abbiamo provato a vincerla fino alla fine, ci mettiamo tutto. Questo gruppo sa reagire ai momenti di difficoltà, non è facile quando sei sotto 0-2 contro una squadra contro il Milan. Non è facile avere la fiducia di essere lì e pensare di poterlo fare. È un grande valore, ce lo teniamo stretto: stiamo crescendo ma sappiamo che c’è tanto da lavorare». LEGGI LE DICHIARAZIONI DI CUESTA SU MILANEWS24.COM

Fiorentina, i tifosi prendono posizione: è apparso uno striscione all’esterno dello stadio. Il messaggio è molto chiaro

Fiorentina, i tifosi hanno chiesto ai tifosi di lottare o vincere oppure sono pronti a passare alle maniere pesanti. Ecco le ultime sulla Viola.

Alla vigilia della partita decisiva contro il Genoa, la Fiorentina vive ore di forte tensione: l’ambiente viola è scosso dall’ultimo posto in classifica e i tifosi della Curva Fiesole hanno scelto di farsi sentire in modo chiaro. Uno striscione esposto ai cancelli dello stadio Artemio Franchi recitava: «Senza mister non avete più scusanti, lottare e vincere o passeremo alle maniere pesanti». Il messaggio, duro e diretto, è destinato ai giocatori della Fiorentina e ribadisce l’intolleranza della piazza verso risultati e prestazioni al di sotto delle aspettative.

La curva, da sempre organo di pressione ma anche di sostegno, mette così il team davanti a una scelta evidente: reagire sul campo o affrontare l’esasperazione dei propri sostenitori. Per la Fiorentina la gara contro il Genoa assume i connotati di uno snodo cruciale della stagione, non solo per la classifica ma per il morale dell’intera città. La pressione aumenta sulle spalle dei calciatori e della dirigenza, chiamati a trovare rapidissime risposte tecniche e caratteriali.

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Non è la prima volta che la Fiorentina si confronta con proteste popolari: episodi simili sono storicamente parte del rapporto intenso tra squadra e tifoseria. Tuttavia il tono dello striscione — che evoca addirittura reazioni più severe in assenza di risultati — testimonia una soglia di sopportazione che sembra essersi abbassata. I giocatori, pur comprendendo le critiche, dovranno dimostrare sul prato del Franchi una reazione che parli più di reti segnate che di parole.

Dal punto di vista della società, la situazione impone scelte precise: dialogo con la piazza, supporto alla squadra o interventi sul piano tecnico per invertire il trend negativo. La parola “Fiorentina” risuona quindi non solo come nome di un club, ma come simbolo di un’identità collettiva che reclama rispetto e prestazioni all’altezza della storia viola.

In vista del match, l’appuntamento con il Genoa sarà un banco di prova per valutare la compattezza della squadra e la capacità di gestire la tensione. I tifosi della Curva Fiesole hanno lanciato un avvertimento netto; ora tocca alla Fiorentina rispondere con i fatti. Al Franchi, tra cori, striscioni e nervosismo, si giocherà una partita che potrebbe segnare una svolta: confermare la fiducia o aggravare la crisi. La città osserva; la Fiorentina deve parlare in campo. Serve coraggio, organizzazione e soprattutto concretezza: i tifosi vogliono vedere una Fiorentina che lotta su ogni pallone, mostra idee chiare e porta a casa punti. Solo così il dialogo tra squadra e curva potrà ricomporsi. E subito risultato.

Parma Milan, Allegri: «Sono due punti buttati. Nel secondo tempo eravamo proprio addormentanti. Ecco cosa dobbiamo fare»

Parma Milan, le dichiarazioni di Allegri ai microfoni di Sky Sport dopo il pareggio contro i Ducali. Le parole del tecnico rossonero.

Massimiliano Allegri nel post partita di Parma Milan ha parlato ai microfoni di Sky Sport commentando il 2-2 contro i Ducali.

DUE PUNTI BUTTATI – «Sono due punti buttati. Non so come sarebbe finita se avessimo chiuso il primo tempo 2-0. Siamo rientrati in campo imbambolati, eravamo proprio addormentati. Se vinci 2-0 non puoi prendere quel gol al 48′, la palla la devi buttare in tribuna. Dovevamo andare avanti a giocare con più lucidità».

SU ESTUPINAN – «Estupinan Rientrava da un infortunio. Ha anche salvato un gol. Non si può dire che è colpa di uno o dell’altro».

QUANTE OCCASIONI PERSE – «Leao e Pulisic hanno fatto bene anche nel pre-campionato. Dobbiamo recuperare Rabiot e tutti una condizione migliore. Contro Pisa, Cremonese e Parma abbiamo fatto due punti, ne abbiamo buttati via sette». LEGGI LE DICHIARAZIONI DI ALLEGRI SU MILANEWS24.COM

Calciomercato Inter, Marotta ha deciso: questo giocatore è il primo obiettivo per il centrocampo. La possibile mossa del club nerazzurro

Calciomercato Inter: Frattesi in uscita, Frendrup nel mirino dei nerazzurri. Il centrocampista arriverà in caso di addio del romano. I dettagli.

Il calciomercato dell’Inter potrebbe presto entrare nel vivo con un’operazione a sorpresa che coinvolge Davide Frattesi. Arrivato nell’estate 2023 tra grandi aspettative e dopo un lungo duello con la Roma e la Juventus, il centrocampista della Nazionale potrebbe già lasciare Milano a gennaio. Lo scarso minutaggio concesso da Cristian Chivu – subentrato in panchina dopo Simone Inzaghi – ha ridotto drasticamente lo spazio dell’ex Sassuolo, che fatica a ritagliarsi un ruolo da protagonista in un centrocampo ricco di alternative.

La dirigenza interista, guidata da Beppe Marotta e Piero Ausilio, sta valutando l’ipotesi di un prestito per permettere a Frattesi di ritrovare continuità in vista degli impegni con la Nazionale. Ma come spesso accade nel calciomercato Inter, un’uscita potrebbe aprire immediatamente la porta a un nuovo arrivo. Il nome più caldo per sostituirlo è quello di Morten Frendrup, centrocampista danese classe 1999 del Genoa, uno dei giocatori più completi e affidabili del campionato.

Frendrup è considerato un vero jolly tattico: De Rossi, suo attuale allenatore, lo utilizza come mediano, esterno basso o interno di centrocampo, e in tutti i ruoli riesce a mantenere standard altissimi. La sua duttilità e la capacità di leggere il gioco hanno convinto l’Inter a inserirlo tra le priorità del mercato invernale. Nella scorsa stagione, il danese ha chiuso in cima a diverse statistiche difensive: primo per tackle vinti (61), primo per intercetti (47, a pari merito con De Roon), primo per dribbling intercettati (34) e primo per bloccaggi (46). Numeri da “polipo”, che si confermano anche in questo avvio di stagione, dove figura ancora tra i migliori in Serie A per palloni recuperati e duelli vinti.

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Il calciomercato dell’Inter resta però un equilibrio delicato, un vero gioco di incastri. L’eventuale affondo per Frendrup dipenderà proprio dalla cessione, anche solo temporanea, di Frattesi. Solo se l’ex Sassuolo dovesse lasciare Milano, la dirigenza darebbe il via libera a una trattativa ufficiale con il Genoa. Il club ligure, dal canto suo, valuta il centrocampista danese tra i 20 e i 25 milioni di euro, cifra che l’Inter potrebbe coprire con un prestito oneroso e obbligo di riscatto a determinate condizioni.

In attesa di sviluppi concreti, il calciomercato Inter si prepara dunque a vivere settimane decisive. Frattesi cerca minuti e fiducia, Frendrup osserva da lontano: due storie che potrebbero presto incrociarsi sotto i colori nerazzurri.

Venezia Sampdoria, Foti nel post partita: «Il problema della squadra è a livello mentale. Ecco cosa dobbiamo fare»

Venezia Sampdoria, Foti nel post partita ha analizzato nei dettagli la prestazione dopo la sconfitta in casa del club lagunare.

Salvatore Foti, vice allenatore della Sampdoria, interviene in conferenza stampa nel post partita del match della dodicesima giornata de campionato di Serie B contro il Venezia. Le sue parole:

PARTITA – «Prima di parlare della partita, devo dire che la responsabilità è nostra a livello di staff. Se la squadra si presenta in queste condizioni a livello mentale, nel primo tempo, con la paura di subire la partita, la responsabilità è nostra. Il secondo tempo è stato fatto bene fino al 30′, abbiamo segnato e avuto 2-3 palle gol per pareggiarla. Però quello che abbiamo visto nel primo tempo è un qualcosa che fa male al cuore, quindi è difficile per me commentare l’ennesima sconfitta. La seconda consecutiva per noi da quando siamo arrivati. Due punti in quattro partite non sono accettabili».

SOSTA – «Bisogna riorganizzare tante cose. Sicuramente la sosta ci servirà per lavorare tanto. Il divario che si è visto nel primo tempo dal punto di vista fisico è emblematico, poi i giocatori hanno mostrato orgoglio nel secondo tempo, nei primi 25-30 minuti, e di questo ne va dato atto. E’ anche vero che quando devi vincerle, devi vincerle, come le gare di Empoli e di Mantova, non sono partite da perdere. Oggi il Venezia ci è stato superiore, lo si deve mettere in preventivo perché è una squadra che lotterà per vincere il campionato». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU SAMPNEWS24.COM

Pagelle Parma Milan, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A

Pagelle Parma Milan, i TOP e FLOP delle due squadre al termine del match finito 2-2 e valido per l’undicesima giornata di Serie A 2025/2026

Il Milan si butta via in questo anticipo del sabato sera. In vantaggio per 2-0 dopo poco più di mezz’ora, i rossoneri subiscono la rimonta dei Ducali e dicono addio ai sogni di primo posto solitario. Questi i voti:

PARMA (3-5-2): Suzuki 6.5; Ndiaye 4.5 (46′ Troilo 6.5), Valenti 6.5, Britschgi 6.5; Delprato 7, Bernabè 7 (80′ Hernani s.v.), Keita 6.5, Sorensen 6.5, Lovrik 6.5 (69′ Valeri s.v.); Cutrone 6.5 (90’+2 Cremaschi s.v.), Pellegrino 6.5.

MILAN (3-5-2): Maignan 7; De Winter 6 (87′ Athekame s.v.), Gabbia 6, Pavlovic 5.5; Saelemaekers 6, Fofana 5.5, Modric 6, Ricci 5.5 (71′ Pulisic 5), Estupiñán 4 (71′ Bartesaghi 5.5); Leao 6.5, Nkunku 5 (60′ Loftus-Cheek 6).

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Parma Milan 2-2: la squadra di Allegri butta via i tre punti, rimonta dei Ducali

Allo stadio Tardini il match valido per la 11ª giornata di Serie A Parma Milan: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Parma Milan, valevole per la 11ª giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/2026.


PARMA-MILAN CRONACA E DIRETTA LIVE

PARMA (3-5-2): Suzuki; Ndiaye, Valenti, Britschgi; Delprato, Bernabè, Keita, Sorensen, Lovrik; Cutrone, Pellegrino.

MILAN (3-5-2): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Ricci, Estupiñán; Leao, Nkunku.

Inter Lazio, i convocati di Sarri: il tecnico ha sciolto le riserve su Romagnoli. Ecco i giocatori a disposizione del tecnico biancoceleste

Inter Lazio, Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati per la sfida di San Siro di domani sera. Romagnoli presente. Le ultime.

Alessio Romagnoli è presente tra i convocati per la sfida contro l’Inter. Sarri ha deciso di portare il centrale a Milano e la scelta finale sarà presa solamente a ridosso della partita per capire se rischiare oppure no.

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Di seguito la lista dei convocati della Lazio:

Portieri: Mandas, Furlanetto, Provedel

Difensori: Pellegrini, Patric, Romagnoli, Hysaj, Provstgaard, Lazzari, Gila, Marusic

Centrocampisti: Vecino, Guendouzi, Belahyane, Basic, Cataldi

Attaccanti: Pedro, Zaccagni, Noslin, Isaksen, Dia

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