Pagina 546 – Calcio News 24

Diretta gol Serie A LIVE: Como Cagliari 0-0, Lecce Verona 0-0. Risultati ancora bloccati

Diretta gol Serie A: in campo Como Cagliari e Lecce Verona. Segui con noi i LIVE di tutte le partite delle 15 della 11a giornata

Segui con Calcionews24 la diretta gol dei match della 15 di questo Day-2 del weekend valido per la 11a giornata di Serie A.


SEGUI IL LIVE DI COMO CAGLIARI QUI

FORMAZIONI UFFICIALI

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle; Perrone, Caqueret; Addai, Paz, Diao; Morata. Allenatore: Cesc Fàbregas

CAGLIARI (4-4-1-1): Caprile; Zappa, Mina, Luperto, Obert; Palestra, Prati, Folorunsho, Felici; Gaetano; Esposito. Allenatore: Fabio Pisacane


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LIVE

FORMAZIONI UFFICIALI

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Gaspari, Thiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Coulibaly; Morente, Berisha, Banda; Stulic. Allenatore: Eusebio Di Francesco.

VERONA (3-5-2): Montipò; Bella-Kotchap, Nelsson, Valentini; Belghali, Akpa-Akrpo, Gagliardini, Harroui, Bradaric; Giovane, Orban. Allenatore: Paolo Zanetti.

LEGGI ANCHE – Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Convocati Torino per la il derby contro la Juventus: ecco le scelte di Baroni per il match delle 18 dello Stadium

Convocati Torino, verso il derby della Mole: Baroni annuncia i la lista completa dei granata per la sfida alla Juventus

Il tecnico Marco Baroni ha diramato la lista dei convocati in vista della delicata trasferta contro la Juventus, valida per l’undicesima giornata di Serie A. Saranno 26 i calciatori a disposizione, un gruppo ampio che testimonia la volontà dell’allenatore di avere più soluzioni tattiche e di garantire freschezza durante i novanta minuti.

CONVOCATI TORINO

ll tecnico Marco Baroni ha selezionato 26 calciatori per l’undicesima giornata di Serie A contro la Juventus:   

Aboukhlal

Adams 
Anjorin

Asllani 
Biraghi 
Casadei 
Coco 

Dembélé  
Gineitis
Ilic 
Ilkhan
Ismajli  
Lazaro  
Maripan
Masina 
Ngonge 
Njie



Nkounkou
Paleari 
Pedersen  
Popa 
Simeone

Siviero 
Tameze 
Vlasic 
Zapata 

Formazioni ufficiali Lecce Verona, le scelte dei due allenatori per la sfida dell’undicesima giornata di Serie A

Formazioni ufficiali Lecce Verona, le scelte dei due tecnici per il match del Via del Mare delle 15: tutti gli aggiornamenti

Sono state annunciate le formazioni ufficiali di Lecce Verona. Il match del Via del Mare in campo alle 15 è valido per l’undicesima giornata di Serie A 2025/2026.


FORMAZIONI UFFICIALI

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Gaspari, Thiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Coulibaly; Morente, Berisha, Banda; Stulic. Allenatore: Eusebio Di Francesco.

VERONA (3-5-2): Montipò; Bella-Kotchap, Nelsson, Valentini; Belghali, Akpa-Akrpo, Gagliardini, Harroui, Bradaric; Giovane, Orban. Allenatore: Paolo Zanetti.

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Formazioni ufficiali Como Cagliari, le scelte dei due tecnici per la sfida dell’undicesima giornata di Serie A

Formazioni ufficiali Como Cagliari, le scelte dei due tecnici per il match del Sinigaglia delle 15: tutti i dettagli

Sono state annunciate le formazioni ufficiali di Como Cagliari. Il match del Sinigaglia in campo alle 15 è valido per l’undicesima giornata di Serie A 2025/2026.


FORMAZIONI UFFICIALI

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle; Perrone, Caqueret; Addai, Paz, Diao; Morata. Allenatore: Cesc Fàbregas

CAGLIARI (4-4-1-1): Caprile; Zappa, Mina, Luperto, Obert; Palestra, Prati, Folorunsho, Felici; Gaetano; Esposito. Allenatore: Fabio Pisacane.

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Parma Milan, De Winter sarà titolare nella sfida? Il tecnico dei rossoneri Allegri ha preso una decisione, il belga favorito su di lui! I dettagli

Parma Milan, nella partita contro i ducali, Allegri sembra intenzionato a lanciare dal primo minuto De Winter, preferito al compagno di reparto

In vista della trasferta di Parma, le ultime indiscrezioni raccolte da Luca Bianchin delineano scelte precise da parte di Massimiliano Allegri, orientate a una gestione oculata delle energie.

Il tecnico rossonero sta valutando un cambio importante in difesa: nel blocco centrale dovrebbe esserci spazio per Koni De Winter, preferito a Fikayo Tomori. L’inserimento del giovane belga, arrivato dal Genoa, risponde alla volontà di valorizzare i nuovi innesti e, al tempo stesso, di concedere un turno di riposo a uno dei pilastri della retroguardia milanista.

Tomori, il cui rinnovo contrattuale è ormai vicino, resta un elemento imprescindibile per il Milan. Proprio per questo Allegri intende gestirne i minuti, così da averlo al massimo della condizione in vista del tour de force che attende i rossoneri dopo la sosta per le Nazionali, con il derby già cerchiato in rosso sul calendario.

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Pogba, ci siamo! E’ tutto pronto per il ritorno in campo? Arriva annuncio dell’allenatore del Monaco Pocognoli! Spunta una data, le ultime

Il tecnico del Monaco annuncia la nuova tabella di marcia: Pogba verso il rientro dopo la sosta di novembre

Un piccolo progresso, ma il traguardo resta distante. Il ritorno in campo di Paul Pogba subirà ancora un rinvio. A renderlo noto è stato l’allenatore del Monaco, Sebastien Pocognoli, che, pur accogliendo con soddisfazione il rientro del centrocampista francese negli allenamenti con il gruppo, ha invitato alla cautela: ci vorranno ancora alcune settimane prima di poterlo rivedere protagonista in una gara ufficiale.

Dopo oltre due anni segnati da squalifica e da un nuovo stop per un infortunio muscolare alla coscia destra, l’ex centrocampista di Juventus e Manchester United è tornato ad allenarsi con il gruppo. Un segnale incoraggiante, ma non sufficiente per rivederlo subito in campo.

Il tecnico del Monaco, Sebastien Pocognoli, ha infatti raffreddato le attese, chiarendo che il rientro ufficiale non avverrà nella prossima gara: «Non sarà presente», ha dichiarato in conferenza stampa, rinviando ulteriormente il momento del suo ritorno alla competizione.

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Serie B, Donadoni riparte dallo Spezia: il tecnico debutta con un pareggio al Picco e 1-1 contro il Bari: il racconto

Serie B, Donadoni torna in panchina: lo Spezia debutta con un 1-1 al Picco contro il Bari. Le ultimissime notizie

Roberto Donadoni ha debuttato sulla panchina dello Spezia con un pareggio casalingo contro il Bari. Dopo cinque anni lontano dai campi italiani, l’allenatore ha ritrovato il calore del pubblico del Picco e ha ottenuto un 1-1 che consente ai liguri di risalire momentaneamente la classifica di Serie B, lasciando l’ultimo posto. La partita è stata subito in salita per lo Spezia, colpito dal gol di Gytkjaer dopo pochi minuti, ma la reazione è arrivata con Kouda, giovane centrocampista del 2002, autore del pareggio e poi espulso poco prima dell’intervallo.

Il ritorno di Donadoni in Italia arriva dopo un’esperienza complicata in Cina con lo Shenzhen. Subentrato nel 2019 a Juan Caro, non riuscì a invertire la rotta di una squadra in difficoltà, che retrocesse a fine stagione. Rimasto anche nell’annata successiva, beneficiò del ripescaggio in prima divisione, ma dopo un avvio deludente con soli tre punti in quattro giornate fu esonerato, lasciando il club nelle zone basse della classifica.

Per ritrovare Donadoni in Serie A bisogna tornare al Bologna del 2017-18, chiuso al 15° posto. In quell’anno i rossoblù costruirono la salvezza grazie a un buon girone d’andata, nonostante il calo nella seconda parte di stagione. Ora lo Spezia ripone fiducia nella sua esperienza e spera che possa replicare almeno quella stabilità, puntando a una permanenza serena in Serie B e a un futuro più solido dopo un avvio difficile.

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Pisa, Touré firma la rinascita del club: 12.598 giorni dopo l’ultima vittoria, la squadra di Gilardino torna a sorridere in Serie A davanti al proprio pubblico”

Dopo 12.598 giorni di attesa e 34 anni di digiuno, il Pisa ritrova la vittoria in Serie A grazie al gol di Touré che fa esplodere l’Arena Garibaldi

La vittoria del Pisa contro la Cremonese segna un momento storico: dopo trentiquattro anni di attesa, la squadra toscana torna a festeggiare un successo in Serie A. L’ultima volta era accaduto il 12 maggio 1991, quando Fiorentini firmò l’1-0 contro il Bari. Questa sera, invece, è stato Touré a rompere il digiuno, regalando ai nerazzurri un risultato che porta a cinque le gare utili consecutive e che restituisce entusiasmo a tutto l’ambiente.

Non si tratta solo della prima vittoria stagionale, ma anche della prima rete segnata davanti al pubblico dell’Arena Garibaldi. Fino a questo momento, infatti, le sette reti realizzate dalla squadra di Gilardino erano arrivate tutte in trasferta. Il destino ha voluto che fosse ancora Touré a timbrare il tabellino, proprio come nell’ultima partita casalinga della scorsa stagione in Serie B, disputata il 14 maggio 2025. Un cerchio che si chiude e si riapre, con un gol che assume un valore simbolico.

Determinante, inoltre, l’ingresso di Tramoni, subentrato a Moreo e autore di una prestazione brillante, la migliore della sua stagione. È stato lui a confezionare l’assist perfetto per Touré, che con un colpo di testa imperioso ha deciso la partita. Due protagonisti della cavalcata promozione si confermano uomini chiave anche in Serie A, dimostrando che il Pisa può contare su un gruppo solido e capace di scrivere nuove pagine di storia.

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Via del Mare Lecce, partono ufficialmente i lavori di restyling dello stadio dei giallorossi! L’obiettivo è completare entro questa data. I dettagli

Via del Mare Lecce, sono ufficialmente iniziati i lavori per la costruzione della copertura dello stadio con l’obiettivo di completare l’opera entro questa data

L’intervento, che segna una tappa fondamentale nel piano di rinnovamento dell’impianto, entra nella sua fase operativa dopo che il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto la richiesta di sospensiva, consentendo l’avvio del secondo lotto dei lavori. Questo lotto prevede la realizzazione della copertura, un elemento cruciale per il futuro dello stadio.

Obiettivo completamento entro agosto e riduzione dei disagi

Come riportato dal Quotidiano di Puglia, il progetto ha due obiettivi principali: completare la copertura entro metà agosto e minimizzare i disagi per il pubblico. Questi punti sono stati definiti in un incontro a Taranto, che ha visto la partecipazione del commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese, e del presidente del consorzio Build, l’impresa incaricata dei lavori.

Un piano rivisitato per ridurre i disagi

Il progetto iniziale prevedeva un montaggio della copertura “a spicchi”, con lavori per settori che avrebbero limitato l’accesso solo alle zone interessate, garantendo però lo svolgimento delle attività sportive. Tuttavia, il piano è stato rivisitato e ora si procederà prima con le opere preparatorie, mentre l’installazione della copertura vera e propria avverrà tra la fine di maggio e Ferragosto, sfruttando la pausa estiva, quando non ci sono competizioni in programma.

Coordinamento tra i lavori per evitare interferenze

Nel corso dei lavori, sarà effettuato anche lo spostamento e la centratura geometrica del campo da gioco, un intervento già previsto nel primo lotto dei lavori. Le due operazioni verranno realizzate contemporaneamente e saranno attentamente coordinate per evitare interferenze, con l’obiettivo di rispettare le scadenze stabilite e garantire il minimo impatto sull’utilizzo dello stadio.

Venezia Sampdoria, sfida chiave della Serie B al Penzo! Due squadre in cerca di rinascita che si incrociano alla dodicesima giornata di campionato

Venezia Sampdoria, alle 19.15 al Penzo una partita decisiva per entrambe le formazioni in Serie BKT: serve dare una sterzata alla stagione

Questa sera, al Pier Luigi Penzo, andrà in scena una sfida fondamentale per le ambizioni di Venezia e Sampdoria, che arrivano al match con la necessità di dare una sterzata alla propria stagione. La partita, valida per la dodicesima giornata del campionato di Serie B 2025/26, vede entrambe le squadre in cerca di riscatto, dopo risultati deludenti.

Venezia alla ricerca della reazione dopo il ko con il Catanzaro

Il Venezia, guidato da Giovanni Stroppa, sta cercando di rimanere in corsa per i piani alti della classifica, ma la situazione è complicata. La squadra lagunare ha subito una sconfitta pesante contro il Catanzaro nell’ultimo turno, la seconda consecutiva in trasferta, dopo quella contro Carrara. Questo ha lasciato i veneti a otto punti di distanza dalla capolista Modena, rendendo la partita di stasera ancora più cruciale per le loro ambizioni di promozione. La sfida al Venezia diventa quindi una tappa obbligatoria per reagire davanti ai propri tifosi e non perdere ulteriore terreno.

Sampdoria alla ricerca di risposte dopo la crisi

Dall’altra parte, la Sampdoria, che ha vissuto una stagione altalenante, è chiamata a rimettersi in carreggiata. Anche i blucerchiati, pur trovandosi in una posizione di classifica relativamente tranquilla, sono reduci da prestazioni che non hanno soddisfatto appieno, e il match di stasera diventa un’opportunità per rilanciarsi. Con un occhio rivolto anche agli sviluppi sulla panchina, la Sampdoria ha bisogno di una prestazione convincente per non rischiare di scivolare troppo lontano dalla parte alta della classifica.

Il percorso di entrambe le squadre

La vittoria di stasera sarebbe cruciale per entrambe le squadre, non solo per la classifica ma anche per rimettersi in carreggiata in vista della seconda parte del campionato. Per il Venezia, il fattore casa potrebbe rivelarsi determinante, mentre la Sampdoria ha bisogno di risposte forti e convincenti per riportare fiducia nel gruppo.

Juventus Torino, Ventura parla del derby della Mole: « 2015? Me lo ricordano costantemente i tifosi. Il calcio di oggi mi annoia. Alcune regole demenziali»

Juventus Torino, Ventura tra derby della Mole e calcio moderno. Le parole dell’ex tecnico granata sul Corriere dello Sport

Giampiero Ventura, l’ultimo allenatore del Torino a vincere un derby, ha ripercorso il successo del 2015, quando i granata, sotto la sua guida, si imposero per 2-1 sulla Juventus. Intervistato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, l’ex tecnico granata ha parlato della partita, rivelando come i tifosi lo ricordino costantemente per quel trionfo, ma anche della frustrazione di una gestione arbitrale che, secondo lui, avrebbe potuto essere migliore.

SUL DERBY VINTO NEL 2015 – «Me lo ricordano costantemente i tifosi e io ripeto loro che con il Var ne avremmo vinti molti di più. Subimmo un sacco di angherie, a detta di tutti. Senza scendere in particolari, rigori non dati, espulsioni non comminate, gol buoni non assegnati. Ti posso assicurare che sarebbero stati più di uno».

SUL CALCIO DI OGGI – «Mi annoia. Non emoziona più. Ho allenato quando c’erano Ronaldinho, Zidane e Kakà, quando il dribbling, il tunnel, la giocata di qualità erano all’ordine del giorno. Oggi è un calcio quasi comico. Salti di testa con le braccia dietro la schiena, se cadi per terra e il pallone colpisce un braccio ti fischiano contro il rigore una volta sì e l’altra pure. Dopo uno scontro ordinario uno si accascia e un semplice tocco viene trasformato in un taglio di scimitarra. Il calcio è uno sport di contatto, ma a qualcuno non sta più bene…»

SUI CAMBIAMENTI NEL CALCIO E IL VAR – «Col Var Maradona avrebbe segnato quattro gol a partita, mentre molti difensori di allora oggi giocherebbero al massimo quattro gare a stagione. Alcune regole sono demenziali. Io guardo il PSG, il Barcellona, inseguo ancora l’emozione».

LEGGI ANCHE – Manuel Pellegrini chiede un calcio più divertente e dinamico! La sua nuova proposta per dirvertire il pubblico: ma chi accontenterà davvero? L’analisi

Calciomercato Inter, Frattesi sarà addio a gennaio? Il centrocampista italiano avanza una richiesta! I nerazzurri valutano alternative

Calciomercato Inter, Frattesi è nuovamente in bilico. Il centrocampista ex Sassuolo non è soddisfatto del suo impiego

Il centrocampista della Nazionale, che la scorsa stagione aveva visto concretizzarsi la possibilità di un addio all’Inter, potrebbe ripetere la stessa richiesta nel prossimo mercato invernale. Frattesi ha infatti trovato poco spazio in campo, con sole 10 presenze tra tutte le competizioni, di cui solo 3 da titolare (una in campionato e due in Champions League). Un minutaggio decisamente inferiore rispetto alla passata stagione, che non lo soddisfa, soprattutto in vista della Nazionale e delle sue ambizioni di giocare con maggiore continuità.

La possibile cessione: Roma, Napoli o Juventus di nuovo in pista?

Secondo La Gazzetta dello Sport, Frattesi potrebbe tornare a chiedere la cessione per trovare più spazio e continuare a crescere. Lo scorso gennaio, diversi club si erano interessati al centrocampista, tra cui Roma, Napoli e Juventus, con l’Atletico Madrid che si era fatto avanti anche in estate. Per i giallorossi, l’Inter aveva fissato un prezzo di 35 milioni di euro, mentre per Napoli e Juventus la cifra saliva a 70 milioni.

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Nonostante ciò, l’Inter avrebbe già individuato un possibile sostituto per Frattesi: Morten Frendrup del Genoa. Il giovane centrocampista danese sarebbe un profilo che interessa molto alla dirigenza nerazzurra, con Marotta che lo avrebbe messo nel mirino per rinforzare il centrocampo, in caso di partenza di Frattesi.

Il futuro di Frattesi: addio imminente o riconferma?

Con il mercato invernale ormai alle porte, le prossime settimane potrebbero essere decisive per capire se Frattesi deciderà di chiedere la cessione o se l’Inter riuscirà a convincerlo a rimanere e ad accettare il suo ruolo all’interno del progetto di Cristian Chivu. Intanto, il club continua a monitorare Frendrup come possibile rinforzo.

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Juventus Torino, Graziani carica il derby: «Ecco come deve giocare il Toro. Ai ragazzi ho detto di far questo. Tifo per loro»

Juventus Torino, l’ex bandiera granata parala alla Gazzetta dello Sport in vista del derby della Mole di questo pomeriggio

In vista del derby della Mole di oggi, Ciccio Graziani, storico ex attaccante del Torino e campione del mondo nel 1982, ha ripercorso un ricordo legato alla vigilia di un derby che il Torino pareggiò 1-1 contro la Juventus. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Graziani ha riproposto il suo discorso motivazionale, che aveva rivolto alla squadra granata in quel match. Il consiglio di Graziani rimane valido anche oggi: affrontare la sfida con un atteggiamento di grinta e determinazione.

SUL DISCORSO AI GIOCATORI DEL TORINO – «Ho detto ai ragazzi ‘fate come noi: all’inizio della partita e del secondo tempo fatevi trovare nel sottopassaggio prima di loro’ – è un segnale, è un modo per dire loro ‘vedete? Siamo qui. Giochiamola, vi stiamo aspettando’».

SUL CARATTERE DA METTERE IN CAMPO – «Dall’approccio di carattere – sai che tecnicamente sono più forti ma puoi sopperire, come facevano noi, con la grinta, la determinazione, l’attenzione, il furore, il sacrificio. Il derby è una pagina del tutto diversa, è una partita a sé. Questa è la partita».

SUGLI ATTACCANTI E L’UOMO DERBY – «Tifo per gli attaccanti, spero che uno tra Cholito e Adams la butti dentro e ci faccia festeggiare».

Genoa Fiorentina, la sfida delle incertezze: De Rossi e Vanoli si giocano l’ultimo posto, all’esordio sulle nuove panchine. L’analisi di Polverosi

Genoa Fiorentina, Polverosi analizza la delicata sfida, “prima volta” per due allenatori alle prese con difficoltà e incertezze in campionato

Domani sera Genoa e Fiorentina si sfideranno in una gara fondamentale per il campionato di Serie A, in cui Daniele De Rossi e Paolo Vanoli si troveranno per la prima volta a confrontarsi da allenatori. Una sfida che per entrambi segna un punto di non ritorno, con le rispettive squadre in lotta per evitare l’ultimo posto in classifica, e che potrebbe segnare un momento decisivo per il futuro dei due tecnici.

Programmi non rispettati e incertezze

Nel suo fondo pubblicato sull’edizione odierna del Corriere dello Sport, Alberto Polverosi riflette sul fatto che Genoa e Fiorentina, pur avendo pianificato e progettato la stagione con ambizioni e obiettivi chiari, si ritrovano ora in una posizione che mai si sarebbero immaginati. Il calcio, infatti, è il regno dell’incertezza, dove, come scrive Polverosi, “uno più uno non fa due, ma a volte zero e a volte dieci.”

Sia il Genoa che la Fiorentina si trovano a dover affrontare una stagione ben diversa da quella che avevano pianificato, con De Rossi e Vanoli che si trovano, per motivi diversi, a fronteggiare una crisi di risultati. I due allenatori non si sono mai incrociati da giocatori e nemmeno da allenatori fino ad oggi, il che rende la partita ancora più interessante e significativa.

Le prossime sfide: un calendario difficile

Dopo Genoa-Fiorentina, la Fiorentina affronterà in un breve periodo due sfide complicate: Juventus in casa e Atalanta a Bergamo. D’altro canto, per il Genoa di De Rossi, ci saranno Cagliari e Verona, scontri diretti fondamentali per la salvezza.

Polverosi conclude sottolineando che, vista la situazione incerta e instabile, “conviene evitare qualunque programma” e navigare a vista, poiché il calcio, in fondo, non segue mai la logica della programmazione, ma può riservare sorprese inaspettate. La sfida di domani potrebbe essere decisiva non solo per la classifica, ma anche per il futuro immediato dei due allenatori.

Siracusa Casarano, che stangata! 20 ultras denunciati e colpiti da Daspo dopo gli scontri! La ricostruzione

Siracusa Casarano, la Questura di Siracusa intensifica la lotta contro il tifo violento dopo i disordini pre-partita del match di Serie C: maxi stangata per 20 ultras

La Questura di Siracusa ha intrapreso un’azione decisa contro il tifo violento, dopo i disordini scoppiati il 25 ottobre prima della partita Siracusa Casarano. In seguito agli arresti immediati di tre ultras, altre venti persone sono state identificate e denunciate, con l’emissione di DASPO sportivi (divieto di accesso agli impianti sportivi) da parte del Questore.

Poco prima dell’inizio del match, un gruppo organizzato di tifosi siracusani si era radunato in piazza Cuella, manifestando il proprio disappunto per i risultati della squadra. Il raduno si è trasformato in una protesta violenta, con i tifosi che hanno rifiutato l’ingresso allo stadio “De Simone”, e subito dopo hanno iniziato a lanciare fumogeni, bombe carta, bottiglie e pietre, creando una situazione di pericolo per i passanti e le forze dell’ordine presenti.

L’analisi dei filmati da parte della Digos e della Polizia Scientifica ha permesso di identificare i responsabili e procedere con le denunce. Gli accusati sono stati incriminati per lancio di materiale pericoloso, accensione di petardi illegali e in alcuni casi anche per violazione di precedenti DASPO.

I provvedimenti presi, che sono già in fase di notifica, includono il divieto di accesso a qualsiasi impianto sportivo per diversi anni, segnando una risposta ferma contro comportamenti violenti e pericolosi legati al tifo.

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Manuel Pellegrini chiede un calcio più divertente e dinamico! La sua nuova proposta per dirvertire il pubblico: ma chi accontenterà davvero? L’analisi

Manuel Pellegrini proprone una nuova regola per divertire il pubblico, ma il dubbio su chi ne sarà più agevolato resta. La nostra analisi

Un calcio divertente è dinamico. È questa l’idea di Manuel Pellegrini, tecnico cileno del Real Betis, dal passato importante su panchine come quelle di Real Madrid e Manchester City.

Nel corso della sua conferenza stampa, successiva alla sua vittoria contro il Lione in Europa League, il tecnico ha sorpreso tutti proponendo una nuova regola del calcio con il consueto obiettivo di divertire il pubblico.

A questo proposito, il tecnico della squadra spagnola, ha dichiarato inaccessibile la regola del fuorigioco prendendo in considerazione l’intera figura dell’attaccante, ma ha appoggiato una regola per introdurre il divieto di tornare nella propria metà campo dopo aver varcato il cerchio di centrocampo.

Ma questa idea, seppur rientrante nella richiesta di un calcio da lui definito più dinamico, con degli esperti che ne stanno analizzando la fattibilità, potrebbe davvero eliminare la noia favorendo lo stesso equilibrio di sempre?

La sensazione è che anche in un calcio di questo tipo fondamentale resterebbe la difesa del punteggio, ancor più, se c’è il rischio che oltrepassando in modo non bilanciato la metà campo, la squadra avversaria potrebbe punirti in un contropiede rapido e cinico.

Però sembra al contempo che con una regola di questo tipo non si vedrebbero 11 giocatori, o 10 per lo meno, nella metà campo avversaria a palleggiare per cercare spazi, ma piuttosto una salita palla al piede più lenta e una difesa attenta e meno costretta al pressing, poiché una volta avanzata, la squadra avversaria dovrebbe concludere l’azione o regalar palla per evitare di subire un contropiede.

Ma idee di questo tipo, spesso pensate per un calcio offensivo, portano anche a pensare che il futuro del calcio sia sempre più ragionato su una cerchia di grandi squadre e che, seppur amando l’idea di un calcio “per tutti”, gli esperti di questo sport pensino principalmente agli introiti che garantirebbero le squadre più grosse dei vari tornei. Ed è così che togliere punti per uno zero a zero o costringere una squadra con minor doti tecniche ad un gioco offensivo spensierato contro un top mondiale, potrebbe portare solo a facilitare il lavoro delle grandi squadre che avrebbero più spazi e meno problemi a sbloccare il risultato.

Perché spesso sembra essere dimenticato che un calendario di una competizione non mette di fronte solo due squadre allo stesso livello tecnico, ma anche incroci tra chi è ai vertici mondiali e chi, invece, compete per obiettivi più umili, ma comunque leciti.

Insomma, un calcio più offensivo è l’obbligo che serve al calcio per renderlo divertente? O diventa solamente la scusa che serve “allo stesso mondo” per garantire introiti alti e più big match a squadre già di livello superiore alla media, e parte di una cerchia di club ristretta nel mondo? 

Una risposta a questa domanda non l’avremo, ma in fondo sotto la falsa nomea di garantire spettacolo ad un pubblico neutro, ci si dimentica che come è ovvio che sia, in un eventuale confronto in contemporanea, chiunque probabilmente preferirebbe vedere un big match europeo ad un più comune scontro da calendario tra squadra top e squadra piccola di uno stesso campionato, ma quest’ultimo, continuerebbe ad esistere, anche se con divari minori, anche tra grandi squadre in un’ipotetica Superlega, perché alla fin fine, se c’è un primo, c’è anche un ultimo posto.

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Juventus Torino, Cabrini carica i bianconeri: «C’è consapevolezza che sia una gara molto sentita. Lui può essere decisivo. Spalletti? Inizio che da fiducia, dovrà fare questo»

Juventus Torino, Cabrini carica i bianconeri in vista del Derby. Poi il pensiero su Spalletti: le parole rilasciate alla Gazzetta dello Sport

Il giorno del derby di Torino è arrivato, con la Juventus pronta a ospitare il Torino all’Allianz Stadium. Una sfida carica di tensione e passione, che segna un momento cruciale nella stagione per entrambe le squadre. Intervistato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, Antonio Cabrini, storico campione del mondo nel 1982 e grande ex bianconero, ha condiviso la sua visione sulla sfida, sottolineando che, per lui, non ci sono preparazioni particolari rispetto a una partita normale, pur riconoscendo l’importanza del match.

SUL DERBY DI TORINO – «C’è la consapevolezza che sia una gara molto sentita, con una responsabilità maggiore verso le persone che vengono a tifare».

SU SPALLETTI ALLA JUVENTUS – «Vincere a Cremona e pareggiare con lo Sporting dà fiducia a tutto l’ambiente. Lui dovrà arrivare a guidare la squadra, ma questo non si fa in tre giorni».

SU VLAHOVIC E IL SUO RUOLO NEL DERBY – «Vorrei che diventasse protagonista – non solo in questa partita. Se elimina le questioni extra campo e si mette in testa di essere una pedina importante, può diventarla».

QUI LE PROBABILI FORMAZIONI DEL DERBY DELLA MOLE

Serginho rivela: «Il dolore per la perdita di Diego è insopportabile, ma vivo per lui.Vittoria della Champions momento più alto. Zaccheroni? Un incubo»

Serginho, ex leggenda del Milan, si è raccontato tra le colonne della Gazzetta dello Sport tra aneddoti e momenti toccanti della sua vita

L’ex leggendario esterno del Milan, Serginho, si è raccontato alla Gazzetta dello Sport, ripercorrendo momenti della sua carriera, dalla perdita del figlio Diego alla Champions League vinta con i rossoneri, passando per aneddoti e retroscena indimenticabili.

PERDITA DEL FIGLIO – «Non si può spiegare a parole la ferita che ti lascia un dramma così. Non mi abituerò mai a parlare della morte di Diego. Da quando non c’è più ho rimesso in discussione tutte le certezze che avevo. È il dolore più forte che un essere umano possa sopportare. Oggi vivo per lui, sono sicuro che ci aspetta un’altra vita in cui staremo insieme per sempre. Aveva un dolore alla spalla, ma non capivamo. Era un atleta, faceva Jiu Jitsu. Gli facemmo fare delle analisi, erano perfette. Poi, in un paio di settimane, è peggiorato. Ma quasi improvvisamente. So che la colpa è del fumo: passava tutto il giorno a ‘svapare’ con la sigaretta elettronica. Era diventato un vizio».

VICINANZA DEI TIFOSI DEL MILAN – «Tantissimo. Ho sentito tanto affetto nel momento più difficile, non lo dimenticherò mai».

ARRIVO AL MILAN – «Pensi che il giorno prima era venuto a vedermi Carlo Ancelotti, che in quel periodo allenava la Juve: facemmo un’amichevole a Fortaleza con la nazionale brasiliana. Lui ai bianconeri segnalò me, Dida e Marcio Amoroso… poi però arrivò Braida e anticipò tutti. Mi convinse in dieci minuti. Si presentò accompagnato da Edinho, un ex difensore con più cento presenze in Serie A con l’Udinese, che faceva da intermediario e traduttore. Tempo un mese ed ero in Italia agli ordini di Zaccheroni».

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Soulé, la Roma è sempre più sua. Il dubbio della Gazzetta della Sport: meglio senza Dybala? Ecco cosa dicono i numeri dell’argentino

Soulé, la Roma è sempre più sua. Anche meglio senza Dybala? L’analisi dei numeri dell’argentino che si sta prendendo i giallorossi

Matias Soulé sta vivendo un momento magico con la maglia della Roma, ma una domanda si sta facendo strada: Soulé rende meglio senza Paulo Dybala in campo? Come analizzato dalla Gazzetta dello Sport, la statistica sembra confermare questa tesi. Il giovane attaccante argentino ha infatti partecipato direttamente a 5 gol nelle ultime 6 partite, ma quattro su cinque sono arrivati quando Dybala non era in campo.

I numeri parlano chiaro

Soulé ha realizzato tre gol contro Verona, Fiorentina e Rangers senza la presenza di Dybala, con l’unica eccezione dell’azione che ha portato al gol contro il Pisa, dove Dybala era subentrato a partita in corso. Anche i due assist forniti da Soulé, uno nel derby a Lorenzo Pellegrini e uno a Dovbyk a Firenze, sono arrivati senza il “7” giallorosso in campo.

In sintesi, 5 partecipazioni a un gol su 6 sono state realizzate quando Soulé giocava senza Dybala, confermando una produttività superiore in sua assenza.

Il motivo dietro il rendimento di Soulé

Perché accade questo? La risposta potrebbe risiedere nel fatto che quando Dybala è in campo, Soulé diventa meno centrale nel gioco offensivo della squadra. Con la qualità tecnica di Dybala, i compagni tendono a cercarlo più frequentemente, riducendo così le opportunità di Soulé, che riceve meno palloni giocabili. Questo sembra essere il motivo per cui in partite come quelle contro Milan, Inter, Parma e Viktoria Plzen, Soulé è stato meno pericoloso.

Le parole di Gasperini

Interrogato sulla questione, Gian Piero Gasperini ha risposto che, a suo avviso, Soulé non è in difficoltà con Dybala. Ha sottolineato che Soulé è un valore per la squadra e ha sempre fatto ottime prestazioni. Per Gasperini, Dybala è un riferimento tecnico importante che aiuta anche i compagni vicino a lui, come lo stesso Soulé.

Il futuro: Dybala e Soulé, una coppia da trovare

Ora la Roma aspetta il recupero di Dybala per capire se la correlazione tra la sua presenza in campo e il rendimento di Soulé è davvero significativa. Nel frattempo, Soulé continuerà a guidare l’attacco giallorosso, cercando di portare la squadra a risalire la classifica in Serie A e a mantenere alta la competitività in Conference League. La prossima sfida contro il Napoli sarà un altro banco di prova importante per entrambi.

Calciomercato estero, Bastoni nel mirino del Liverpool: ma l’Inter fa muro! Sirene sempre più forti dalle big europee sul difensore nerazzurro

Calciomercato estero, Bastoni nel mirino delle big europee: ma l’Inter fa muro! Sirene sempre più forti sul difensore nerazzurro

Alessandro Bastoni sta confermando di essere uno dei migliori difensori d’Europa. Il braccetto sinistro dell’Inter e della Nazionale è un protagonista assoluto, capace di alternare chiusure impeccabili a percussioni offensive che esaltano la tifoseria. La sua crescita costante e le prestazioni ad alto livello hanno attirato su di sé l’interesse di top club europei.

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano e Caught Offside, le sirene provenienti dalla Premier League si fanno sempre più forti, con due dei club più prestigiosi, Manchester City e Liverpool, pronti a fare un’offerta. Il Liverpool ha visto il difensore Konaté in uscita a parametro zero e sta cercando un sostituto di alto profilo. Dopo aver pensato a Upamecano, ora si fa largo l’idea di un grande investimento per Bastoni, con una cifra vicino ai 100 milioni di euro pronta a far vacillare l’Inter.

Nonostante l’offerta faraonica, l’Inter ha già chiarito che Bastoni non è in vendita, per nessuna cifra. La società nerazzurra ha deciso di blindarlo, come già accaduto con Lautaro Martínez e Nicolò Barella in passato. Bastoni, dal canto suo, sembra deciso a restare a Milano e non è intenzionato a forzare la mano per un trasferimento in Premier League. La sua priorità è continuare a crescere con l’Inter, sia in campionato che in Champions League.

Bologna Napoli, i precedenti recenti parlano di equilibrio tra le due squadre! Conte sfida Italiano contro cui noon ha mai perso. I dati

Bologna Napoli, domani sera l’incrocio tra Conte e Italiano. I precedenti sorridono al tecnico dei partenopei, ma nella storia recente tanto equilibrio

Domani Bologna Napoli al Dall’Ara per l’undicesima giornata di Serie A. Un match che la statistica annuncia equilibrato: gli ultimi tre precedenti in Emilia si sono tutti chiusi in pareggio.

Nella scorsa stagione finì 1-1, con reti di Ndoye e Anguissa, autore di un gol spettacolare partendo da centrocampo. Due anni fa fu 0-0, mentre nel 2022-2023 terminò 2-2, in una sfida senza pressioni per il Napoli, che aveva già conquistato aritmeticamente lo scudetto.

Per ritrovare un successo partenopeo al Dall’Ara bisogna risalire al 17 gennaio 2022, quando una doppietta di Hirving Lozano regalò il 2-0 agli azzurri. L’ultima gioia casalinga dei felsinei, invece, risale al 2019, nel 3-2 firmato Santander (doppietta) e Dzemaili, con reti di Ghoulam e Mertens per il Napoli.

Un dato curioso accompagna la sfida: Antonio Conte non ha mai perso contro Vincenzo Italiano in carriera. Nei quattro precedenti tra i due tecnici, il bilancio è di due vittorie e due pareggi per l’allenatore del Napoli, che punta a sfatare la “tradizione del pari” al Dall’Ara per dare continuità alla rincorsa in classifica.

Domani sera, calcio d’inizio alle 20:45, il Dall’Ara si prepara a un nuovo capitolo di una sfida storicamente equilibrata e sempre ricca di episodi.

Bologna Napoli, Orsolini si scalda. Il capocannoniere del campionato pronto alla sfida contro i partenopei per sfatare un tabù: l’analisi

Bologna Napoli, Orsolini si scalda per la sfida contro i partenopei con l’obiettivo di sfatare un tabù: l’analisi della Gazzetta dello Sport

Il Bologna si prepara alla sfida contro il Napoli, un match che per Riccardo Orsolini ha un significato speciale. Prioprio il capocannoniere del campionato è il protagonista delle pagine dedicate al Bologna nella Gazzetta dello Sport in quanto, con 5 gol all’attivo, sogna di segnare finalmente al Napoli, squadra contro cui non ha mai trovato la rete in Serie A, nonostante le tante occasioni. 12 gare disputate contro gli azzurri, con 3 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte. Il primo obiettivo di Orsolini, in vista del duello con Antonio Conte, è infatti fare gol agli azzurri, una “vittima” ancora assente nella sua lista.

Orsolini ha visto la sua crescita esponenziale negli ultimi anni. Dopo 10 gol con Motta, 17 nella stagione precedente con Italiano, il 26enne è pronto a fare ancora meglio. Il suo impegno e la sua determinazione lo hanno reso una figura chiave per il Bologna, tanto da farlo diventare il capocannoniere del campionato insieme a Hakan Çalhanoğlu. La sua carriera è ormai una storia di sacrificio e successi, e oggi è vicino a diventare una bandiera del club, con il rinnovo di contratto che potrebbe estendersi fino al 2029.

Dopo un periodo di alti e bassi, Orsolini è tornato in Nazionale grazie alla fiducia di Gattuso. La sua esultanza iconica, il “toc toc”, nata per caso, è diventata un simbolo della sua carriera e continua ad accompagnare ogni suo gol. Orsolini, con la maglia azzurra, è pronto a dare il massimo e contribuire all’obiettivo del Mondiale.

Maradona Napoli: lo stadio «è un cesso» secondo De Laurentiis, ma resta un fortino per gli azzurri! Dati da record dei partenopei in casa

Maradona Napoli, nonostante le parole del presidente azzurro i partenopei restano legati al proprio stadio, vero e proprio fortino

Le parole di Aurelio De Laurentiis sullo stadio Diego Armando Maradona hanno scatenato inevitabili polemiche. Il presidente del Napoli, nel suo ultimo intervento pubblico, ha definito l’impianto di Fuorigrotta «un cesso», sottolineandone le carenze strutturali e la necessità di un nuovo stadio.

Ma come evidenziato dal Corriere dello Sport, il Maradona resta un vero fortino sportivo. Nessuno riesce a violarlo da quasi un anno: l’ultima sconfitta risale all’8 dicembre 2024, contro la Lazio di Isaksen. Da allora, diciotto risultati utili consecutivi tra campionato e coppe, di cui undici in questa stagione, hanno trasformato lo stadio in una roccaforte per la squadra di Antonio Conte.

Un “cesso” da 50 mila spettatori di media

Il tecnico azzurro considera Fuorigrotta come il dodicesimo uomo in campo. Lo confermano i numeri: quest’anno la media è di 50.000 spettatori a partita. Solo in Serie A, 257.009 tifosi hanno popolato le prime cinque gare interne, cui si aggiungono i 47.434 presenti contro lo Sporting Lisbona e i 45.840 contro l’Eintracht Francoforte in Champions League.

Un totale di oltre 350.000 presenze, a testimonianza dell’amore di un pubblico che continua a sostenere la squadra nonostante le criticità dell’impianto.

Fuorigrotta, simbolo di appartenenza

In stagione, il Napoli ha vinto tutte le partite casalinghe tranne due, entrambe terminate 0-0 (contro Como ed Eintracht). Anche in quelle serate, il tifo non ha mai fatto mancare il proprio supporto.

Lo scorso anno, dopo la sconfitta con la Lazio, il club chiuse il campionato con oltre un milione di spettatori totali tra campionato e Coppa Italia. Un dato che, con questi ritmi, è destinato a essere superato.

Camp Nou Barcellona, il grande ritorno! Riapertura dopo oltre due anni di lavori: una giornata storica e di festa blaugrana per vedere l’allenamento della squadra di Flick

Camp Nou Barcellona, dopo due anni ieri il grande ritorno: riapertura ai tifosi per vedere l’allenamento della squadra di Flick

Ieri, venerdì 7 novembre, lo storico impianto del Barcellona, lo Spotify Camp Nou, ha riaperto le sue porte al pubblico per la prima volta dal 28 maggio 2023, dopo più di due anni di lavori di ristrutturazione. Circa 23.000 spettatori hanno assistito all’allenamento della prima squadra maschile, che ha avuto un valore simbolico e ha servito come test pilota in vista della riapertura ufficiale per le partite di Liga.

L’atmosfera di festa e l’entusiasmo dei tifosi

All’esterno dello stadio, centinaia di tifosi, molti con la maglia di Lamine Yamal, hanno atteso pazientemente di entrare, creando un’atmosfera di grande festa. Durante la sessione, il giovane talento del Barcellona è stato accolto con applausi scroscianti, dimostrando la crescente ammirazione della tifoseria per le nuove stelle del club.

Il lavoro di Hansi Flick e i protagonisti dell’allenamento

Il tecnico Hansi Flick ha diretto l’allenamento con grande intensità, alternando esercizi tattici e di possesso palla. Tra i più applauditi, Robert Lewandowski, Fermín López e Joan García. Anche diversi giovani della cantera hanno avuto la possibilità di allenarsi nel leggendario stadio, con Dro Fernández che ha vissuto una giornata speciale.

Il nuovo Camp Nou e la prospettiva per il 2026

Nonostante alcune aree dello stadio siano ancora in fase di completamento e la presenza delle gru, la prova è stata considerata un successo organizzativo e logistico. Il nuovo Camp Nou, che sarà più moderno e sostenibile, si avvicina al suo completamento definitivo, con la restituzione ufficiale ai tifosi blaugrana prevista per il 2026.

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Rinnovo Cristante, con Gasperini un giocatore ritrovato e intanto la Roma è pronto a fargli un contratto faraonico!

Rinnovo Cristante: la Roma punta su di lui fino al 2028. Ecco la situazione attuale del capitano

La Roma ha avviato ufficialmente le trattative per il rinnovo del contratto di Bryan Cristante, un passo importante per il futuro del club. Il centrocampista, ormai diventato un pilastro indiscutibile nel cuore della squadra, è al centro dell’attenzione in vista della scadenza del suo attuale accordo, fissata per il 2024. La società capitolina, però, non vuole correre rischi e ha avviato il dialogo con l’entourage del giocatore per estendere il contratto fino al 2028, consolidando la sua posizione come uno dei principali punti di riferimento del centrocampo giallorosso.

Un investimento strategico per il futuro della Roma

Secondo quanto riportato da Schira, rinnovo di Cristante non rappresenta solo un legame contrattuale, ma una vera e propria mossa strategica per la Roma. Il centrocampista ha dimostrato, stagione dopo stagione, di essere uno dei giocatori più affidabili e completi della rosa, capace di dettare il gioco, recuperare palloni e contribuire alla fase offensiva. La sua solidità e la sua visione di gioco hanno fatto la differenza in numerose partite, e il club è consapevole che tenerlo in squadra è fondamentale per costruire una Roma sempre più competitiva.

In un contesto calcistico in cui le trattative di mercato sono sempre più difficili e le offerte allettanti non mancano, il rinnovo di Cristante sarebbe un segnale chiaro della stabilità e della continuità che la Roma vuole offrire ai propri giocatori. La società giallorossa ha infatti l’obiettivo di costruire un gruppo solido attorno a giocatori di esperienza come Cristante, in grado di affrontare le sfide sia in campionato che nelle competizioni europee.

L’importanza di mantenere Cristante in squadra

Il rinnovo di Bryan Cristante, con un contratto fino al 2028, sarebbe una garanzia di stabilità a lungo termine. Una decisione che permette alla Roma di pianificare il futuro con maggiore serenità, evitando il rischio di perdere uno dei suoi giocatori più preziosi. Inoltre, la conferma di Cristante nel lungo periodo sarebbe un’iniezione di fiducia per la squadra, i tifosi e l’intero ambiente giallorosso. La sua presenza in campo e la sua leadership potrebbero diventare ancora più determinanti nei prossimi anni, mentre la Roma continua a puntare al massimo in tutte le competizioni.

Conclusione

Il rinnovo di Cristante fino al 2028 rappresenta una scelta fondamentale per il futuro della Roma, un passo che consolida il centrocampo e garantisce al club una figura di riferimento per gli anni a venire. L’operazione segna l’intenzione della Roma di costruire un progetto solido e di lungo periodo, facendo affidamento su giocatori esperti e di qualità come Cristante, che si conferma uno degli uomini chiave per il successo giallorosso.

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Inter, contro la Lazio Chivu ha un forte dubbio: Thuram in vantaggio rispetto a quel giocatore?

Inter–Lazio, Chivu studia la formazione: Bonny in vantaggio su Thuram per affiancare Lautaro

L’Inter è pronta a tornare in campo per l’undicesima giornata di Serie A 2025/26. A San Siro arriva la Lazio e Cristian Chivu è al lavoro per definire la formazione che affronterà i biancocelesti. La rifinitura di questa mattina ad Appiano Gentile offrirà gli ultimi indizi, ma alcune scelte sembrano già delineate, soprattutto nel reparto offensivo.

Dopo la trasferta di Champions League contro il Kairat, il tecnico nerazzurro pensa a qualche rotazione, a cominciare dalla difesa. Francesco Acerbi, ex della partita, potrebbe tornare titolare dopo tre panchine consecutive, ma la concorrenza è agguerrita. Stefan de Vrij e Yann Bisseck si contendono infatti un posto dal primo minuto: il giovane tedesco ha convinto per continuità e solidità nelle ultime uscite, mentre l’olandese resta una garanzia d’esperienza. Ai loro lati dovrebbero tornare Alessandro Bastoni e Manuel Akanji, entrambi risparmiati in Europa per rifiatare.

A centrocampo, Chivu si affiderà ai suoi uomini migliori. Hakan Calhanoglu tornerà a dirigere il gioco in cabina di regia, supportato da Nicolò Barella e Luka Sucic. La mediana titolare garantirà equilibrio, intensità e capacità di inserimento, elementi chiave per provare a indirizzare la partita sin dai primi minuti.

Il principale dubbio riguarda l’attacco. Marcus Thuram, fermato da un problema muscolare e non convocato dalla nazionale francese, non è ancora al 100%. Le sue condizioni non convincono lo staff tecnico, che valuta prudenza per evitare ricadute. In questo contesto, Ange-Yoan Bonny appare favorito per affiancare Lautaro Martínez nel tandem offensivo.

Il giovane francese, classe 2003 ed ex Parma, sta attraversando un momento molto positivo: la sua forza fisica, unita alla capacità di dialogare con il capitano nerazzurro, offre nuove soluzioni al gioco di Chivu. La coppia Bonny–Lautaro potrebbe dunque essere la scelta ideale per mettere in difficoltà la retroguardia della Lazio, spesso vulnerabile sulle palle alte e nelle marcature preventive.

Per il resto, Chivu ha deciso di rinunciare alla consueta conferenza stampa della vigilia. Dopo la rifinitura odierna, la squadra non andrà in ritiro ma si ritroverà direttamente domani mattina per l’ultimo allenamento prepartita. L’obiettivo è chiaro: tornare alla vittoria e mantenere la vetta della classifica in una Serie A che, dopo un avvio equilibrato, sta entrando nel vivo.


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Modric, pilastro a tuttocampo del Milan. A Parma per trascinare e ovviamente convincere (ancora)

Modric, il faro del Milan: il campione senza tempo che trascina i rossoneri

Luka Modric continua a stupire il mondo del calcio. A 40 anni, il centrocampista croato è diventato il simbolo di un Milan maturo, consapevole e competitivo, capace di dettare i ritmi della Serie A con la stessa classe e intensità che lo hanno reso una leggenda del Real Madrid. Domani, nella trasferta di Parma, Modric disputerà la sua undicesima partita consecutiva da titolare in campionato: un traguardo che conferma la sua condizione straordinaria e il suo ruolo imprescindibile nello scacchiere rossonero.

Quando Modric arrivò al Milan in estate, molti dubitavano della sua tenuta fisica e della possibilità di reggere i ritmi del calcio italiano. Eppure, tre mesi dopo, quei timori sono stati completamente smentiti. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il croato si è rivelato un vero “infaticabile”, incarnando lo spirito e la mentalità vincente del club. Allegri, che inizialmente pensava di dosarne l’impiego, si è presto reso conto che è Modric a gestire il Milan, e non il contrario.

Le statistiche parlano chiaro: solo Matteo Gabbia ha giocato più minuti di lui in questa Serie A (900 contro gli 875 del croato). Ma per il resto, Modric domina praticamente in ogni voce tecnica. È primo per passaggi riusciti, per cross tentati, per recuperi, per tocchi palla, per occasioni create e per precisione nei passaggi nella metà campo avversaria. Numeri da campione senza tempo, che raccontano di un giocatore capace di unire qualità e intelligenza tattica come pochi altri nella storia recente del calcio.

Al Milan, Modric non è soltanto un regista: è una guida silenziosa, un esempio per i più giovani, un leader capace di alzare il livello dell’intera squadra. In campo trasmette serenità, fuori incarna professionalità e dedizione assoluta. È lui l’uomo che dà ritmo alle manovre, che trasforma l’idea di gioco in realtà, che riesce a far sembrare semplice ciò che è straordinariamente complesso.

A Parma giocherà la sua undicesima gara di fila da titolare, confermando che, a dispetto dell’età, il suo ruolo nel Milan è più centrale che mai. Modric dimostra che il talento, unito a un’infinita passione per il calcio, può davvero sconfiggere il tempo.

Il Milan ha trovato nel suo numero 14 non solo un campione, ma un maestro di calcio. E, finché Modric continuerà a illuminare San Siro, i rossoneri possono sognare in grande.


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Vlahovic, cambiano le carte in tavola! Juve vicina a far rimanere il centravanti e una big abbandona la punta


Vlahovic, futuro più vicino alla Juventus: il Bayern si ritira. La situazione attuale del centravanti bianconero

Arriva un aggiornamento significativo sul futuro di Vlahovic, che cambia le prospettive del calciomercato e rafforza la posizione della Juventus. Dopo settimane di indiscrezioni e sondaggi dai principali club europei, il Bayern Monaco ha deciso di ritirarsi dalla corsa per l’attaccante serbo. A confermare la notizia è Fabrizio Romano, esperto di mercato, che ha precisato come i contatti tra il club tedesco e la Juventus siano fermi ormai da quasi un mese. Gli ultimi colloqui risalgono al periodo tra il 5 e il 10 ottobre, dopodiché non si è registrato alcun progresso nelle trattative.

Fino a pochi giorni fa, l’addio di Vlahovic sembrava quasi inevitabile, soprattutto a causa di un contratto in scadenza nel 2026 e di un ingaggio elevato, fuori dai parametri bianconeri. Tuttavia, l’uscita di scena del Bayern rappresenta un cambio di scenario decisivo. Il serbo, infatti, ora si ritrova con meno pressioni esterne e maggiore stabilità all’interno della Juventus, dove Luciano Spalletti sta puntando su di lui come leader tecnico ed emotivo della squadra. L’allenatore ha confermato come Vlahovic gli abbia espresso la sua felicità nel rimanere a Torino, ribadendo così l’importanza del bomber per il progetto bianconero.

Questo sviluppo complica le strategie di altri club interessati, come il mercato Milan, che monitorano la situazione in ottica futura. La permanenza di Vlahovic rafforza la posizione della Juventus sia sul piano sportivo sia su quello contrattuale, aprendo possibilità concrete per un rinnovo. Il ritiro di un club di peso come il Bayern Monaco aumenta le chance della Signora di blindare il proprio numero 9 e di costruire attorno a lui il progetto offensivo per i prossimi anni.

Inoltre, i risultati sul campo sembrano premiare la «cura Spalletti»: la Juventus ha ottenuto tre risultati utili consecutivi, e il serbo è al centro del gioco della squadra. A questo si aggiungono le dichiarazioni di Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy, che ha lasciato spiragli aperti per un possibile prolungamento contrattuale con Vlahovic. Ciò dimostra come la società stia lavorando concretamente per assicurarsi il futuro del suo attaccante di riferimento.

In sintesi, il futuro di Vlahovic sembra ora più saldo a Torino, con la Juventus rafforzata nella gestione del proprio bomber e la possibilità di un rinnovo che fino a poche settimane fa appariva complicata. L’uscita del Bayern Monaco dalla corsa rappresenta un cambio di scenario che potrebbe segnare una svolta importante nel calciomercato bianconero, consolidando Vlahovic come pilastro della squadra per i prossimi anni.


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Le prime pagine sportive nazionali – 8 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Pisa Cremonese, Gilardino: «Siamo stati concreti nel momento giusto. Questo gruppo sta dimostrando una cosa»

Pisa Cremonese, Gilardino nel post partita ha parlato ai microfoni di Sky Sport analizzando la prestazione dei suoi ragazzi dopo la vittoria.

Il Pisa finalmente si sblocca in questo campionato. Una rete di Touré ha permesso ai nerazzurri di avere la meglio sulla Cremonese. Nel post partita Gilardino ha parlato ai microfoni di Sky Sport.

PRESTAZIONE – «La squadra è assolutamente giovane e ha ampi margini di miglioramento. Siamo stati concreti quando dovevamo esserlo».

VITTORIA – «Finalmente abbiamo stappato la vittoria. I ragazzi se lo meritavano. Abbiamo lavorato tanto e sono contento. Questo è un gruppo che sa soffrire e ha voglia di migliorare».

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