Pagina 548 – Calcio News 24

CDA Juventus, ecco i nomi eletti nella giornata di oggi: Ferrero presidente, entra Comolli! C’è un membro di Tether, tutti gli aggiornamenti

CDA Juventus: Comolli nominato AD, Ferrero presidente. Respinta la richiesta di Tether, ma il socio forte ottiene comunque un seggio in consiglio

L’Assemblea degli Azionisti della Juventus, riunitasi oggi, venerdì 7 novembre 2025, ha definito la struttura di governo del club per il prossimo triennio. Il Consiglio di Amministrazione è stato rinnovato con l’ingresso di nuove figure strategiche e la conferma del presidente, nonostante il tentativo di “blocco” procedurale avanzato dal nuovo socio di peso, Tether.

La giornata segna così la piena formalizzazione dell’assetto voluto da John Elkann e Damien Comolli.

Consiglio di Amministrazione: 9 membri per tre anni L’Assemblea ha approvato quasi all’unanimità la proposta relativa alla composizione e alla durata del CdA, fissando a nove il numero dei componenti e a tre anni il mandato.

Respinta con decisione la mozione di Tether (sub 3.1), che chiedeva di subordinare la nomina del board all’approvazione dell’aumento di capitale: il 92,18% dei voti contrari ha sancito la compattezza della maggioranza e la solidità della governance bianconera.

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Conferenza stampa Gregucci: «Il ritiro serve per stare insieme e per risolvere le cose! Siamo in Serie B e dobbiamo lottare»

Conferenza stampa Gregucci: l’allenatore della Sampdoria ha presentato l’impegno con il Venezia, in programma per il 12° turno di Serie B

Domani sera, alle ore 19:30, lo stadio Pier Luigi Penzo farà da cornice alla sfida valida per la 12ª giornata di Serie BKT. Nella giornata odierna il tecnico Angelo Gregucci ha preso la parola in conferenza stampa per presentare l’atteso confronto. Ecco un estratto:

RITIRO – «Il ritiro serve per stare insieme e per risolvere le cose! Non siamo in possesso del Dio del calcio che risolve: è una presa di coscienza sulla situazione che viviamo. Sono abbastanza oggettivo sulle verità, guardo la classifica, c’è un avversario importante con grande qualità. Vogliamo contrapporci al massimo, si deve fare il possibile: stare insieme, lavorare, guardarci in faccia, avere delle responsabilità e dividerle tutti quanti. Era per cooperare, è servito a questo il ritiro».

ATTEGGIAMENTO – «L’atteggiamento è quello che si porta fuori con il ritiro, abbiamo chiesto dei sacrifici, dovremo far di più. Quindi quando vai in ritiro e c’è tanta partecipazione, in campo ci devono essere le stesse condizioni: avere una squadra che si rappresenta e che riconosca i momenti di difficoltà e che li sappia superare insieme. E’ la visione, questa gara ci porterà ad avere quei comportamenti perché dovremo superare le difficoltà insieme».

RESPONSABILITA’ – «C’è il tempo per assumersi le proprie responsabilità! Siamo in fondo alla classifica, bisogna riconoscere questo e saper lottare. Siamo in Serie B e dobbiamo necessariamente lottare. Alchimie, chiacchiere, aria fritta è fuffa. C’è un momento di difficoltà, tutti devono fare qualcosa in più. Abbiamo fatto una buona partita sotto il profilo dei numeri, non basta! Dovremo cercare di sbagliare meno e di essere più determinati quando proponiamo situazioni offensive. Sono concetti semplici e banali, quando arriva la partita ci dobbiamo far trovare pronti».

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Barsotti in esclusiva a CagliariNews24: «Scudetto? Secondo me arriviamo alle ultime 3 giornate con 3 o 4 squadre che possono vincerlo. Ecco quali»

Il bordocampista di Dazn Giovanni Barsotti ha parlato in esclusiva a CagliariNews24: ecco le sue dichiarazioni

Giovanni Barsotti ha rilasciato oggi un’intervista esclusiva a Cagliarinews24 in vista della gara valida per l’11ª giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Il bordocampista di DAZN, che nel weekend sarà impegnato a seguire la sfida tra Como e Cagliari, ha affrontato diversi argomenti legati all’incontro e non solo. Ecco un estratto delle sue parole:

Lavorare come bordocampista ti dà la possibilità di vivere a stretto contatto con i giocatori e non solo. Com’è vivere la Serie A a pochi metri dal campo? Che sensazioni si provano?

«Ti si appiccica addosso la partita. A volta, nei finali di gara, sono agitato, tremo come un tifoso e non so per cosa, visto che non tifo. E’ semplicemente l’adrenalina che ti entra dentro. I giocatori sono ragazzi normali, soprattutto in Serie A, perché chi arriva in Serie A ci arriva perché non è un montato. Poi chiaro: c’è della differenza percepita con loro e si sente nell’aria, non è che sei uno alla pari. Però è meno strano di quello che si possa pensare».

5) Dopo le fasi iniziali il campionato entra nel vivo, chi vedi favorito per la vittoria finale? Tra chi pensi che sarà la lotta fino alla fine?

«Quest’anno è il più bello degli ultimi non so quanti anni, ve lo dico. Secondo me arriviamo alle ultime 3 giornate con 3 o 4 squadre che possono vincerlo. Napoli, Inter, Milan, Juve, Roma. Una di queste cinque si perde. Un’altra sarà un po’ più indietro. Ma in 3 secondo me arrivano alla fine che possono farcela. Sarà pazzesco».

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Chivu Inter, il retroscena con la squadra dopo la sfida contro il Kairat in Champions: duro sfogo negli spogliatoi, cosa è successo

Chivu Inter, dopo la vittoria sofferta dei nerazzurri contro il Kairat in Champions ha avuto un confronto acceso con la squadra negli spogliatoi

Cristian Chivu non ha nascosto la propria delusione per l’atteggiamento dell’Inter nella sofferta vittoria di Champions League contro il Kairat Almaty. Al termine della gara, il tecnico rumeno ha scelto di rimandare l’incontro con i giornalisti per confrontarsi subito con la squadra negli spogliatoi. Secondo quanto riportato da Pietro Guadagno da Milano, il faccia a faccia è stato acceso: il messaggio ai giocatori è stato chiaro, la prestazione non è stata all’altezza delle aspettative.

Durante i novanta minuti Chivu era apparso più nervoso del solito, spesso a bordo campo a richiamare i suoi con gesti e indicazioni. Nel dopopartita ha rincarato la dose a porte chiuse, sottolineando la mancanza di intensità e concentrazione nella gestione della partita. Alla vigilia aveva chiesto lucidità e applicazione, ma non le ha viste in campo.

Dopo il confronto interno, come riportato dal Corriere dello Sport, l’allenatore si è preso qualche minuto di pausa prima di presentarsi davanti ai microfoni. Lì ha scelto la via dell’autocritica: «La responsabilità è mia. Evidentemente non sono riuscito a trasmettere le giuste motivazioni. Per me è una lezione». Una dichiarazione che riflette la sua filosofia: proteggere i giocatori in pubblico, ma richiamarli con fermezza in privato.

Ora lo sguardo è rivolto alla sfida di San Siro contro la Lazio. Chivu vuole evitare cali di tensione dopo il buon avvio europeo: il rischio è quello di sottovalutare gli avversari e abbassare la soglia di attenzione. L’obiettivo è ritrovare compattezza e ritmo, per rivedere l’Inter solida e dominante delle ultime settimane. Il messaggio nello spogliatoio è stato recepito: testa bassa, lavoro e nessun alibi.

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Calciomercato Verona, Giovane Santana nel mirino di una big italiana. Ecco la situazione attuale


Calciomercato Verona: l’Inter punta su Giovane Santana. La situazione attuale di mercato

Nel panorama del Calciomercato Verona, uno dei giovani più promettenti ha attirato l’attenzione dei grandi club italiani: Giovane Santana do Nascimento, classe 2003 dell’Hellas Verona. Il talento brasiliano ha impressionato l’Inter durante la sfida al “Bentegodi”, dimostrando personalità, tecnica sopra la media e una visione di gioco matura per la sua età. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il direttore sportivo nerazzurro Piero Ausilio segue con grande interesse la crescita del giocatore da diverse settimane, inserendolo nella lista dei possibili rinforzi futuri.

Il legame con Carlos Augusto

Un elemento che potrebbe favorire l’Inter nella corsa a Giovane Santana è il suo rapporto con Carlos Augusto, terzino sinistro dell’Inter classe 1999. I due brasiliani sono amici di lunga data e hanno condiviso un’esperienza al Corinthians prima di prendere strade diverse. Il quotidiano torinese racconta che mercoledì sera, poche ore dopo la gara di Champions contro il Kairat Almaty, i due si sono incontrati a cena a Milano. Se da un lato si è parlato di vita e carriera, dall’altro non è escluso che sia emerso anche qualche accenno al futuro e al mercato, alimentando le voci di un possibile trasferimento di Giovane in nerazzurro.

L’influenza di Beppe Riso

Un altro dettaglio da non sottovalutare nel contesto del Calciomercato Verona riguarda il procuratore del ragazzo. Giovane Santana fa parte della scuderia di Beppe Riso, uno dei procuratori più influenti del calcio italiano, che cura anche gli interessi di diversi giocatori dell’Inter. Questo legame potrebbe rappresentare un vantaggio strategico per i nerazzurri, facilitando le trattative e aumentando le probabilità che il giovane talento brasiliano arrivi a Milano.

Milan e Atalanta in corsa

Nonostante l’Inter sembri partire favorita, Giovane Santana resta nel mirino anche di Milan e Atalanta. Tuttavia, la combinazione tra talento, amicizia con Carlos Augusto e la rete di rapporti consolidata dall’Inter potrebbe fare la differenza nella corsa al giocatore. Nel frattempo, i nerazzurri lavorano anche sul rinnovo del laterale brasiliano: Carlos Augusto sarebbe vicino a prolungare fino al 2030, con un ingaggio di circa 3 milioni più bonus, consolidando così il suo ruolo sia in campo che come possibile facilitatore per l’arrivo di Giovane.

In definitiva, il Calciomercato Verona potrebbe vedere nei prossimi mesi un’importante operazione tra l’Hellas e l’Inter, con Giovane Santana al centro dell’attenzione come uno dei talenti più interessanti del panorama nazionale e internazionale.


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Lazio, Romagnoli in dubbio per San Siro. Quali sono le condizioni del difensore biancoceleste?


Lazio, Romagnoli in dubbio per San Siro: lo staff medico invita alla prudenza

Prosegue a Formello la preparazione della Lazio in vista della delicata trasferta contro il Milan, ultima partita prima della sosta per le nazionali. Tutti gli occhi sono puntati su Alessio Romagnoli, alle prese con un lieve affaticamento muscolare che sta preoccupando l’allenatore Maurizio Sarri e lo staff tecnico. Nonostante l’infortunio non sembri grave, la gestione delle prossime ore sarà fondamentale per stabilire se il difensore potrà essere disponibile per la sfida contro la sua ex squadra.

Romagnoli aveva lasciato il campo acciaccato durante il match contro il Cagliari e subito dopo si era sottoposto a controlli strumentali, che fortunatamente non hanno evidenziato lesioni. Tuttavia, il rischio di forzare i tempi di recupero resta concreto: anche un semplice affaticamento potrebbe trasformarsi in un problema più serio se non gestito correttamente. Nelle prossime 48 ore, lo staff medico valuterà attentamente le risposte fisiche del giocatore, decidendo se potrà prendere parte alla sfida oppure se sarà necessario fermarlo per precauzione.

Nella seduta odierna a Formello è previsto un primo test specifico per monitorare le condizioni di Romagnoli. Ieri il difensore ha scelto un giorno di riposo completo, rinunciando all’allenamento con il gruppo per concentrarsi esclusivamente sul recupero muscolare. La sua determinazione è massima: vuole esserci a tutti i costi, ma la Lazio e lo staff medico raccomandano prudenza. Forzare i tempi potrebbe significare rischiare di tenerlo fuori per settimane.

In caso di assenza del numero 13, Sarri ha già pronto un piano alternativo. Il giovane Provstgaard potrebbe affiancare Gila al centro della difesa. Arrivato a gennaio, il danese ha rapidamente conquistato la fiducia dell’allenatore e dei compagni, collezionando finora sei presenze e 264 minuti tra campionato e coppe, dimostrando solidità e sangue freddo nei momenti più complicati.

L’infortunio di Romagnoli rappresenta un piccolo nodo per l’assetto difensivo della Lazio, ma Sarri vuole evitare decisioni affrettate. La priorità rimane proteggere il leader della retroguardia, essenziale sia per l’equilibrio tattico che per l’esperienza nello spogliatoio. Se i prossimi allenamenti daranno segnali positivi, Romagnoli tornerà titolare a San Siro; in caso contrario, il rientro sarà rimandato dopo la sosta per scongiurare qualsiasi peggioramento.

La gestione di Romagnoli sarà dunque decisiva per il futuro immediato della Lazio in campionato e per le prossime strategie difensive della squadra.


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Fabregas: «Mi sto italianizzando… sì, perché voglio vincere con questo Como. Ecco dove serve migliorare»


L’allenatore del Como parla con chiarezza: “Mi sto integrando, condivido il progetto, voglio fare la differenza”.

In conferenza stampa alla vigilia dell’impegno contro l’Inter, l’ex campione spagnolo Cesc Fabregas — attuale tecnico del Como — ha offerto uno spaccato sincero e profondo sul suo rapporto con la squadra lariana, sul processo di assimilazione in Italia e sul desiderio forte di costruire un progetto vincente.

«Mi sto italianizzando», ha confessato Fabregas, sottolineando che l’integrazione nella cultura calcistica italiana è parte del suo percorso. «Sì — ha aggiunto — perché voglio vincere. Non sono qui per fare da comparsa, ma per dare il mio contributo, per costruire qualcosa di consistente». Le parole evidenziano una trasformazione: Fabregas non è solo un tecnico internazionale, ma un allenatore che vuole radicarsi, capire in profondità il contesto italiano e adattarsi per raggiungere risultati.

Fabregas ha anche parlato del suo legame con il Como e della forza del progetto: dopo l’approdo sulla panchina del club lombardo, ha messo in evidenza quanto sia importante il senso di appartenenza. «Mi sento parte di questa comunità, ho scelto di rimanere e condividere la nostra ambizione», ha spiegato. Questa scelta non è solo formale: significa riconoscere che la crescita passa attraverso la cultura del lavoro, la dedizione e la volontà di migliorarsi ogni giorno.

Il tecnico spagnolo non ha nascosto l’importanza che attribuisce all’atteggiamento della squadra: «Il calcio italiano ti impone rispetto, precisione, sacrificio. Noi lavoriamo così, con umiltà e applicazione». Fabregas non si limita a parlare di tattica: vuole costruire un’identità. E quel «mi sto italianizzando» assume un doppio valore: da un lato l’adattarsi alla realtà locale, dall’altro il trasformano personale e professionale, in funzione di un obiettivo comune.

La partita contro l’Inter rappresenta un banco di prova: Fabregas intende misurarsi con un avversario di grande caratura, ma l’allenatore del Como appare convinto che la vittoria passi anche dalla mentalità. «Se vuoi vincere, devi essere pronto — ha spiegato —. Non importa quanto sei grande, importa come giochi e come pensi».

In definitiva, Fabregas costruisce un messaggio chiaro: vuole vincere, vuole crescere e vuole farlo nel contesto italiano, facendo suoi i valori di questa cultura calcistica. La sua dichiarazione «mi sto italianizzando» non è una semplice frase retorica, ma un impegno concreto verso un progetto che guarda avanti. E il Como ha scelto con lui un leader che vuole restare, integrarsi e costruire qualcosa che duri.


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Buffon sul Pescara: «Mi entusiasmava molto quella squadra. Galeone? Ricordo molto questa cosa»


Buffon e la passione per il Pescara: la favola che lo ha conquistato. Le parole

Gianluigi Buffon, leggendario portiere italiano, ha raccontato con grande emozione il suo amore giovanile per il Pescara, una squadra che ha saputo trasformare le difficoltà in una vera favola calcistica. In un’intervista, Buffon ha spiegato come la storia del club abruzzese lo abbia affascinato fin da ragazzo: «La squadra per la quale tifavo da giovane? Il Pescara, quel Pescara del 1986. È stata una delle prime squadre per le quali ho fatto il tifo. Un amore, un entusiasmo giovanile, la classica sfida impossibile che però è stata vinta».

Buffon ricorda con nitidezza le difficoltà che la squadra ha dovuto affrontare: retrocessa in Serie C, il Pescara fu ripescato in Serie B perché il Palermo non si era iscritto al campionato. La squadra iniziò il ritiro estivo con appena dodici giocatori, una situazione che per Buffon rendeva inevitabile innamorarsi della loro storia. «Venivo da una famiglia di juventini, mi innamorai di Trapattoni. Ma quando sei ragazzo ti rapiscono i personaggi. Le favole. E Galeone era un personaggio in grado di trascinare», ha raccontato Buffon.

Il portiere ha ricordato i protagonisti di quella stagione indimenticabile: Rebonato, il bomber; Gasperini, giovane talento a centrocampo; Rocco Pagano e Berlinghieri sulle fasce; De Trizio, Bosco e Gatta tra i pali. Buffon ammette di aver fatto il tifo per loro dalla prima all’ultima giornata, entusiasmato dal loro calcio champagne e dalla determinazione che dimostravano ogni partita.

Tra tutti i giocatori, però, c’era uno in particolare che fece battere forte il cuore di Buffon: Baka Sliskovic. «Sliskovic era il mio idolo, il mio primo idolo. Mi faceva impazzire, al punto da essere quasi sul punto di svenire quando lo vidi di persona», ha confessato Buffon. L’anno successivo, il giovane Buffon non esitò a recarsi al ritiro precampionato del Pescara solo per ammirarlo da vicino. Per lui, Sliskovic rappresentava la magia del calcio, tanto da affermare che, se avesse potuto scegliere tra Sliskovic, Maradona o Zico, avrebbe seguito tutta la vita il suo idolo abruzzese.

Questa passione giovanile per il Pescara, come racconta Buffon, non riguarda solo il tifo per una squadra, ma anche l’amore per la bellezza del calcio e per le storie impossibili che si trasformano in vittorie. La favola del Pescara e di Sliskovic è rimasta impressa nel cuore di Buffon, dimostrando quanto la passione e i ricordi dell’infanzia possano segnare anche una carriera leggendaria.


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Di Francesco: «Lecce, ora bisogna crescere per fare il grande salto. Affronteremo così la situazione»


Lecce, Di Francesco chiama alla concretezza: «Lingua corta e gambe lunghe, qualcuno s’addormenta»

Una nuova stagione di sfide attende il Lecce e il suo allenatore Eusebio Di Francesco vuole far partecipe della linea guida fin da subito: atteggiamento, applicazione, e poche chiacchiere. In conferenza stampa, Di Francesco ha chiarito cosa si aspetta dalla squadra giallorossa, puntando su una mentalità operativa: «Lingua corta e gambe lunghe. Qualcuno si addormenta» è il messaggio lanciato al gruppo.

Il tecnico del Lecce ha sottolineato che in Serie A non bastano le buone intenzioni: serve costanza, rapidità nelle giocate e una presenza fisica continua sul campo. Di Francesco chiede ai suoi ragazzi di essere pronti e determinati, evitando cali di concentrazione che possono comprometterne la performance. La frase sulla “lingua corta” evoca l’umiltà: poche dichiarazioni, molti fatti. Le “gambe lunghe” rappresentano invece la corsa, il pressing e l’impegno fisico richiesti dalla sua squadra. Non si tratta solo di tattica, ma di carattere.

Il Lecce di Di Francesco si presenta con un’idea chiara: costruire una squadra compatta, che tenga bene il campo e, al tempo stesso, abbia la capacità di accendersi nei momenti decisivi. In altre occasioni il mister aveva parlato della necessità di “pedalare, non fare chiacchiere”. La filosofia è evidente: un modello di lavoro quotidiano dove l’allenamento conta tanto quanto la partita. Il Lecce deve evitare di rilassarsi nei momenti in cui sembra tutto sotto controllo perché, avverte Di Francesco, «qualcuno si addormenta».

Nel Salento si respira una nuova energia: il tecnico ha recuperato l’abitudine a far convivere esperienza e freschezza, chiedendo ai senatori di trasmettere valori e ai più giovani di dare tutto. Il Lecce dovrà dimostrare sul campo di saper gestire le fasi delicate della gara, mantenendo l’atteggiamento giusto e costruendo solidità. Di Francesco ha più volte espresso che il gruppo «sta lavorando bene», ma che ora è giunto il momento di applicare le indicazioni con continuità.

Guardando al futuro, il Lecce vuole evitare passi falsi e vuole coltivare ambizioni concrete: non solo la salvezza, ma un’identità riconoscibile. Di Francesco lo sa bene e lo ripete: «Se abbassi la guardia, qualcuno si addormenta». Per il club giallorosso la partita inizia ora, e il tecnico punta su chiarezza mentale, corsa e applicazione come fattori distintivi. In città e nello spogliatoio circola la consapevolezza che momenti di distrazione possono costare caro: col Lecce di Di Francesco non ci sono scuse.


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Torino e Vanoli si separano. Arriva il comunicato ufficiale della squadra granata sulla situazione


Torino e Vanoli si separano consensualmente. La situazione attuale con il comunicato ufficiale

Il Torino Football Club ha ufficialmente annunciato la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Paolo Vanoli. Dopo un periodo di collaborazione, le parti hanno deciso di prendere strade separate, mettendo fine al rapporto professionale in maniera pacifica e concordata.

Vanoli, noto per la sua esperienza sia in Italia sia all’estero, lascia il Torino dopo aver contribuito allo sviluppo della squadra e aver portato la propria filosofia di gioco nel club granata. Nel corso del suo incarico, Vanoli ha lavorato con dedizione con giocatori e staff tecnico, cercando di implementare uno stile di gioco moderno e competitivo.

La scelta di separarsi consensualmente testimonia la professionalità di entrambe le parti: da un lato il Torino, che ha voluto intraprendere un nuovo percorso tecnico, dall’altro Vanoli, che potrà affrontare nuove sfide professionali. La società ha voluto sottolineare il rispetto e la gratitudine nei confronti di Vanoli, riconoscendo l’impegno profuso durante il periodo alla guida del club.

In una nota ufficiale, il Torino Football Club ha dichiarato: «Auguriamo a Vanoli e al suo staff il meglio nel proseguimento della loro carriera». Questa frase evidenzia non solo la stima nei confronti del tecnico, ma anche la volontà di mantenere rapporti cordiali e professionali, chiudendo un capitolo senza tensioni e con reciproca soddisfazione.

Per Vanoli, questo addio rappresenta un momento di transizione: il tecnico, infatti, ha già maturato esperienze significative in Italia e all’estero, allenando squadre giovanili nazionali e club di rilievo. La sua carriera è caratterizzata dalla capacità di adattarsi a contesti diversi, di valorizzare i giocatori a disposizione e di affrontare sfide complesse con competenza e serietà.

Il futuro di Vanoli resta aperto: diverse opportunità potrebbero presentarsi sia in Serie A, sia in campionati esteri, dove la sua esperienza e il suo approccio tattico potrebbero essere apprezzati. Il Torino, dal canto suo, si prepara a individuare un nuovo allenatore che possa guidare la squadra verso gli obiettivi stagionali, continuando a sviluppare un progetto tecnico ambizioso.

La separazione consensuale con Vanoli segna quindi un momento di svolta per il Torino Football Club, ma anche per il tecnico, che potrà concentrarsi su nuove sfide professionali. La sua reputazione e le competenze accumulate negli anni rimangono un patrimonio prezioso, che lo renderà sicuramente protagonista anche nelle prossime avventure nel mondo del calcio.


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Fiorentina, Paolo Vanoli nuovo allenatore della Prima Squadra viola – UFFICIALE


Il club comunica la nomina del tecnico, che prende il posto sulla panchina gigliata e inizia subito il suo percorso.

La Fiorentina Vanoli segna un nuovo capitolo nella storia recente del club viola. L’ACF Fiorentina ha ufficialmente comunicato che Paolo Vanoli è il nuovo allenatore della Prima Squadra. Nato a Varese il 12 agosto 1972, Vanoli vanta una carriera sia da calciatore che da tecnico ricca di esperienze internazionali e nazionali, che lo rendono un profilo di grande spessore per la società gigliata.

Vanoli ha guidato in passato diverse Nazionale Giovanili Italiane, tra cui l’Under 16, l’Under 18 e l’Under 19, dimostrando abilità nella gestione dei giovani e nella valorizzazione del talento emergente. La sua esperienza internazionale include la guida dello Spartak Mosca, con cui ha conquistato una Coppa di Russia, un successo che testimonia la sua capacità di adattarsi a contesti complessi e di ottenere risultati concreti.

Oltre alle esperienze con le Nazionali e in Russia, Vanoli ha allenato club italiani come Venezia e Torino, dove ha potuto affinare le sue competenze tattiche e gestionali, affrontando sfide diverse in termini di campionati e ambizioni di squadra. Questi trascorsi rappresentano un bagaglio importante che la Fiorentina Vanoli spera di valorizzare per riportare la squadra a competere ai massimi livelli.

Il tecnico dirigerà il suo primo allenamento al Viola Park nel pomeriggio di oggi, dando il via ufficiale al suo percorso con la squadra. La scelta di Vanoli, comunicata dalla società, segna l’inizio di una nuova fase per la Fiorentina, con l’obiettivo di rafforzare la competitività della squadra in campionato e nelle competizioni europee.

La nomina di Vanoli rappresenta anche una strategia chiara da parte della dirigenza viola: puntare su un tecnico con esperienza internazionale e capacità di gestione dei giovani, combinando conoscenza tattica e visione di lungo termine. La speranza della Fiorentina Vanoli è che il tecnico possa imprimere subito una svolta positiva, stimolando entusiasmo nell’ambiente e nei tifosi, e avviando un progetto che unisca esperienza, modernità e continuità.

Con la Fiorentina Vanoli, il club gigliato intende affrontare la nuova stagione con ambizione, contando su un allenatore che conosce le dinamiche del calcio italiano e internazionale, pronto a valorizzare i giocatori e a costruire una squadra competitiva e proiettata al futuro. L’attesa per vedere Vanoli all’opera è già alta, e i tifosi sperano che questa scelta segni l’inizio di un ciclo vincente.


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Calciomercato Parma: Suzuki incanta, il Milan lo osserva da vicino. Trattativa in corso?


Il portiere giapponese protagonista della stagione gialloblù finisce nel mirino dei rossoneri e di diversi club di Premier League.

Il Calciomercato Parma torna protagonista in vista della sfida di domani sera tra i gialloblù e il Milan. Allo stadio Ennio Tardini, oltre ai novanta minuti di gioco, ci sarà un altro match interessante: quello tra gli osservatori dei top club italiani ed europei pronti a visionare da vicino Zion Suzuki, il giovane portiere giapponese che sta stupendo tutti con le sue prestazioni.

Tra le tribune dell’impianto emiliano sarà presente anche Igli Tare, direttore sportivo del Milan, con una missione ben precisa: monitorare Suzuki, considerato uno dei prospetti più promettenti del calcio internazionale. Il 23enne estremo difensore del Parma, allenato da Cuesta, ha attirato l’attenzione dei rossoneri per la sua tecnica moderna, la capacità di impostare dal basso e la freddezza nelle uscite, caratteristiche sempre più richieste nel calcio di oggi.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il Milan sta già lavorando in prospettiva futura. Con il contratto di Mike Maignan in scadenza e i negoziati per il rinnovo ormai fermi, i dirigenti di via Aldo Rossi si stanno guardando intorno in cerca del suo erede. E proprio Suzuki rappresenta uno dei profili principali nel radar del calciomercato Milan, ma anche un nome che potrebbe movimentare il calciomercato Parma nella prossima estate.

Il giapponese, arrivato al Parma nell’estate 2024 per circa 8,2 milioni di euro più bonus, ha già visto la propria valutazione triplicare grazie a una stagione di altissimo livello. I numeri e la costanza delle sue prestazioni lo hanno reso un punto di riferimento per la squadra e un potenziale uomo mercato per il club.

Non solo Milan: anche Chelsea e altre società di Premier League hanno inviato emissari per osservarlo dal vivo. Il portiere, tuttavia, ha le idee chiare: «Andrò via da Parma solo per una squadra che mi garantisca la titolarità», avrebbe confidato ai compagni.

Il Calciomercato Parma potrebbe quindi vivere un’estate molto movimentata. Suzuki è destinato a diventare uno dei pezzi pregiati del mercato e la dirigenza gialloblù, che in passato ha già realizzato importanti plusvalenze con Bonny, Leoni e Sohm, si prepara a gestire un nuovo affare da record.

Per ora, però, il Giappone del Tardini pensa solo al campo: difendere i pali del Parma e continuare a stupire, in attesa che il futuro — e il calciomercato — decidano il suo prossimo passo.


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Calciomercato Inter: Frattesi in bilico, possibile addio già a gennaio? La situazione in casa nerazzurra


Il centrocampista fatica a trovare spazio nel sistema di Chivu e il suo futuro a Milano torna in discussione.

Il nome di Davide Frattesi torna a occupare le prime pagine del calciomercato Inter. Il centrocampista romano, arrivato due estati fa dal Sassuolo tra grandi aspettative, sta vivendo uno dei momenti più delicati della sua esperienza in nerazzurro. Nelle ultime settimane, il suo rendimento è apparso altalenante e le sue presenze sempre più frammentate.

Sotto la gestione di Cristian Chivu, Frattesi non è ancora riuscito a imporsi come titolare fisso. Il giocatore è sceso in campo in tutte le ultime sette partite di Serie A, ma solo una volta dal primo minuto. Anche in Champions League, nonostante due gare da titolare contro Union Saint-Gilloise e Kairat Almaty, le sue prestazioni non hanno convinto pienamente. Contro i kazaki, in particolare, è apparso fuori dal gioco e poco incisivo, lasciando il campo dopo un’ora tra la delusione generale.

Il problema sembra essere duplice: tecnico e mentale. Chivu, subentrato in estate, aveva pensato a una collocazione più offensiva per Frattesi nel suo 3-4-2-1, ma l’esperimento è stato presto accantonato per motivi di equilibrio tattico. L’Inter di oggi gioca in modo più verticale, un sistema che dovrebbe valorizzare gli inserimenti del centrocampista, ma che paradossalmente ne ha limitato l’impatto.

La terza stagione a Milano rischia così di diventare un punto di svolta negativo per Frattesi. Il giocatore, che sognava di ritagliarsi un ruolo da protagonista, si trova invece ai margini del progetto tecnico. Da qui l’inevitabile riaccendersi delle voci di calciomercato Inter, con l’ipotesi di una partenza a gennaio che comincia a farsi concreta.

A inizio stagione si era parlato di rinnovo, ma la situazione è cambiata. Secondo le ultime indiscrezioni, la società non escluderebbe una cessione in caso di offerta ritenuta congrua. Chivu continua a stimare il centrocampista e lo considera un elemento utile alla rosa, ma al tempo stesso pretende segnali più forti in termini di prestazioni e continuità.

Il prossimo mese sarà decisivo: Frattesi dovrà dimostrare di poter ancora essere una risorsa per l’Inter, altrimenti le strade potrebbero separarsi già nel calciomercato invernale. Diverse squadre italiane ed estere osservano con interesse, pronte ad approfittare della situazione.

Per ora, a Milano regna la prudenza, ma il futuro di Frattesi resta uno dei dossier più caldi del calciomercato Inter.


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De Rossi si presenta al Genoa: «Il destino mi ha portato qui, il Grifone è una grande squadra e penso che…»


Il nuovo tecnico rossoblù si presenta in conferenza stampa: «Sono orgoglioso di essere qui, è una sfida che sento mia».

Dal palco della conferenza stampa di presentazione, Daniele De Rossi ha raccontato le sue prime sensazioni da allenatore del Genoa, sottolineando la forza della piazza e la determinazione con cui ha accettato la chiamata del club ligure. L’ex capitano della Roma, dopo l’esperienza alla SPAL, riparte da Marassi per dare una scossa al Grifone e rilanciarne le ambizioni.

«Il destino mi ha portato qui», ha esordito De Rossi, spiegando come la scelta di sedersi sulla panchina rossoblù non sia stata casuale. «Il Genoa è una grande squadra, con una storia enorme e un pubblico straordinario. È un onore essere qui e poter lavorare in una piazza così passionale». Parole che riflettono rispetto, consapevolezza e voglia di incidere.

Il nuovo tecnico del Genoa ha ribadito che non si tratta di una semplice tappa, ma di un progetto in cui crede profondamente: «Sono arrivato per dare tutto me stesso, non solo per portare risultati, ma per costruire un’identità. Voglio una squadra che lotti, che rappresenti la città e i suoi tifosi».

Durante la conferenza, De Rossi ha analizzato anche le difficoltà della stagione: «La classifica non rispecchia il valore reale di questa squadra. Ci sono ottimi giocatori, serve soltanto ritrovare fiducia e continuità. Il lavoro quotidiano sarà la chiave».

Sulle prime impressioni, il tecnico ha raccontato di aver trovato un gruppo motivato: «I ragazzi mi hanno colpito per disponibilità e attenzione. Non vedo l’ora di affrontare il campo, perché solo lì si costruisce davvero qualcosa». La prima sfida, quella contro la Fiorentina, lo vedrà assente dalla panchina per squalifica, ma De Rossi ha assicurato che sarà comunque vicino ai suoi uomini in ogni fase della preparazione.

«Non prometto miracoli, ma prometto impegno, passione e lavoro. Questo è il mio modo di essere e sarà anche quello del mio Genoa», ha concluso.

Con queste parole, De Rossi apre ufficialmente il suo capitolo rossoblù. Il legame tra De Rossi e il Genoa nasce sotto il segno del destino, ma anche della convinzione: costruire una squadra coraggiosa, capace di esprimere la sua identità in ogni partita e di restituire entusiasmo a una delle tifoserie più calde d’Italia.


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De Laurentiis shock: «Lo stadio Maradona è un cesso! Nel 1990 hanno soltanto rubato soldi e io invece…»


De Laurentiis attacca: «Lo stadio Maradona è un cesso». Dal palco del Football Business Forum in SDA Bocconi

Alla conferenza tenuta dal palco del Football Business Forum organizzato oggi in SDA Bocconi, Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, non ha usato mezzi termini per descrivere lo stato dello stadio “Diego Armando Maradona”. Il numero uno azzurro ha definito l’impianto «un cesso», denunciando con forza le difficoltà strutturali ed economiche che la società affronta per poter restare competitiva ai massimi livelli.

De Laurentiis ha spiegato che il club paga al Comune di Napoli per utilizzare l’impianto «un giorno prima dell’evento, il giorno dell’evento, pulirlo il giorno dopo e riconsegnarlo», senza ottenere in cambio ricavi adeguati. «Noi al massimo incassiamo 3 milioni lì dentro, mentre altrove ne fanno cento», ha detto, citando come esempio il Paris Saint-Germain, che con il Parco dei Principi genera profitti ben più alti pur non avendo uno stadio di proprietà.

Nel suo intervento, De Laurentiis ha ripercorso anche gli errori del passato: «Nel ’90, al San Paolo/Maradona hanno fatto un disastro totale, hanno solo rubato soldi. Io non c’ero». Una frase che evidenzia quanto il presidente ritenga necessario un cambio di passo radicale nella gestione delle infrastrutture sportive italiane. Per il patron, lo stadio non è solo un contenitore di partite ma una risorsa economica e identitaria che deve garantire autonomia e crescita.

L’imprenditore cinematografico ha poi insistito sulla necessità di migliorare la logistica: «La gente vuole venire allo stadio con la propria macchina, trovarla pulita e sicura alla fine della partita». Per De Laurentiis, mobilità, parcheggi e sicurezza sono elementi chiave per un impianto moderno “dentro la città”. Ha poi criticato la politica italiana, accusandola di ignorare «i lidi verso cui il calcio sta andando» e di non proteggere il sistema sportivo da infiltrazioni criminali: «Camorra, mafia e ’ndrangheta vogliono appropriarsi dei club».

Infine, De Laurentiis ha ammonito le istituzioni del calcio internazionale: «Ceferin e Infantino devono stare attenti a ridurre il valore dei campionati nazionali. Così resteranno solo Napoli, Roma, Inter, Milan e Juve».

Il messaggio del presidente è chiaro: senza un impianto moderno e competitivo, il Napoli rischia di restare indietro. Per De Laurentiis, il futuro del club passa da uno stadio all’altezza delle sue ambizioni europee.

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Pisacane carica il Cagliari: «Con il Como vogliamo onorare Gigi Riva e raggiungere quell’obiettivo»


Pisacane: «Contro il Como vogliamo onorare Gigi Riva e fare un passo avanti»

Alla vigilia della sfida dell’undicesima giornata di Serie A 2025-2026 contro il Como di Cesc Fabregas, Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, ha parlato in conferenza stampa. L’ex difensore rossoblù ha analizzato la partita, il momento della squadra e alcuni singoli protagonisti, mostrando la solita passione e determinazione che lo contraddistinguono.

Il ricordo di Gigi Riva

Pisacane ha voluto aprire il suo intervento con un pensiero speciale per Gigi Riva, simbolo eterno del Cagliari e del calcio italiano:
«Un pensiero per Gigi Riva, che con i suoi valori ci ha insegnato cosa significhi davvero questo mestiere. Non è un giorno normale per noi, vogliamo omaggiarlo nella gara contro il Como: è stato un campione e un esempio per tutti».

Le difficoltà e la voglia di riscatto

L’allenatore del Cagliari ha poi analizzato il momento della sua squadra:
«Ogni partita è difficile, e stiamo raccogliendo meno di quanto meritiamo. Non voglio parlare di episodi o infortuni: dobbiamo fare di più. Con il recupero di giocatori come Mina, Luperto e Gaetano abbiamo visto un Cagliari diverso, ma non siamo soddisfatti se non arrivano i punti».

Pisacane ha confermato l’intenzione di proseguire con il modulo 4-3-2-1, affidandosi in gran parte agli uomini visti contro la Lazio.

L’analisi sul Como e il confronto con Fabregas

Sull’avversario, Pisacane ha mostrato grande rispetto:
«Il Como ha un gioco collaudato, con poco sviluppo verticale ma grande qualità nel possesso. Fabregas lo conosco bene dai master UEFA: sono felice di riabbracciarlo. Sarà una sfida interessante tra due squadre che vogliono proporre calcio».

Crescita del centrocampo e singoli in evidenza

Parlando dei suoi uomini, Pisacane ha sottolineato i progressi del reparto mediano, ma anche la necessità di migliorare:
«A Roma abbiamo gestito bene il pallone ma male le transizioni. Dobbiamo essere più concreti. Deiola tornerà dopo la sosta, mentre Prati deve imparare a correre meno rischi: è un ragazzo di prospettiva».

L’allenatore ha poi elogiato Caprile per la convocazione in Nazionale, ricordando la sua serietà e la leadership nello spogliatoio, e ha speso parole di fiducia per Cavuoti e Radunovic, entrambi in crescita.

La necessità di una punta di riferimento

Infine, Pisacane ha parlato dell’attacco:
«Questa squadra ha bisogno di un centravanti di peso, come Borrelli, Pavoletti o Kilicsoy. Domani sicuramente partiremo con una punta vera».

Con la consueta grinta, Fabio Pisacane ha chiuso la conferenza con un messaggio chiaro: «Vogliamo reagire e dimostrare di essere un gruppo che non molla mai».


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Baroni su Juve Toro: «Voglio una squadra coraggiosa! Spalletti? Mister forte, ma penso che…»

Baroni e il cuore granata: «Contro la Juve voglio un Toro di coraggio e sentimento»

Marco Baroni sa che un derby non è mai una partita come le altre. Il tecnico del Torino parla con l’intensità di chi conosce il peso della maglia granata, e prima della sfida contro la Juventus richiama tutti ai valori più profondi del Toro: voglia, coraggio e appartenenza. «I numeri mostrano le differenze – ammette Baroni – ma noi dobbiamo portare in campo il sentimento, incarnare la storia bellissima di questo club. Vogliamo una partita vera, di cuore, per cercare l’impresa».

Parole che suonano come un manifesto. Baroni ha costruito la sua squadra su lavoro, sacrificio e identità, e ora chiede ai suoi di esprimere tutto ciò che hanno dentro. «Affrontiamo una squadra forte, Spalletti ha toccato i tasti giusti – continua l’allenatore – ma il Toro sta crescendo. La voglia è tanta, e vedo nei ragazzi la luce giusta negli occhi».

Il destino, però, gli imporrà di vivere il derby dalla tribuna. Squalificato, Baroni non potrà sedersi in panchina. «È un grande dispiacere – confessa – soffrirò insieme ai ragazzi, solo un po’ più distante. In panchina ci sarà Colucci, il mio vice, che conosce perfettamente lo spirito del gruppo. Non ha bisogno di molte indicazioni: viviamo ogni giorno la squadra insieme, condividendo tutto».

La sua assenza non toglierà anima al Toro. Anzi, il tecnico granata trasmette fiducia e serenità anche parlando delle scelte di formazione. «Israel sta recuperando, ma giocherà Paleari. Le sue prestazioni ci permettono di non forzare il rientro di Franco. In difesa sto valutando tra Tameze e Ismajli, entrambi affidabili. In mezzo al campo, Ilic e Asllani hanno qualità importanti, sto cercando di gestirli nel modo migliore».

Dietro ogni frase di Baroni c’è la volontà di ridare al Torino quella scintilla che da sempre lo distingue: la capacità di lottare oltre i limiti. «Chiedo ai miei giocatori – conclude – di giocare con orgoglio, con la testa e con il cuore. Il derby è una partita che si vive con l’anima. Noi vogliamo rappresentare il nostro popolo, onorando la storia granata».

Nel giorno in cui non potrà guidare i suoi dal campo, Baroni sarà comunque lì: presente nello spirito, nella passione e in ogni corsa dei suoi ragazzi. Perché il Toro, per lui, non è solo una squadra. È un sentimento.

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Italia U21, la lista completa dei convocati di Baldini: molte sorprese nell’elenco, ecco i nomi degli azzurrini presenti

Italia U21, il ct Baldini ufficializza i convocati: nell’elenco degli Azzurrini non mancano le sorprese nella lista

Il 2025 della Nazionale Under 21 si chiude con due appuntamenti che possono pesare sul cammino verso l’Europeo 2027. Venerdì 14 novembre, alla Pogon Arena di Stettino, gli Azzurrini affrontano la Polonia (ore 16.00, diretta Rai 2) in uno scontro diretto al vertice del Gruppo E, ultima gara del girone d’andata.

Quattro giorni più tardi, martedì 18 novembre, la squadra di Baldini sarà di scena al City Stadium di Niksic (ore 18.30, Rai 2) per il retour match con il Montenegro, già battuto 2-1 a La Spezia nello scorso settembre. Due sfide ravvicinate che possono indirizzare in modo decisivo la corsa alla qualificazione dell’Italia. Ecco la lista del ct Baldini:

L’ELENCO DEI CONVOCATI

PORTIERI: Diego Mascardi (Spezia), Edoardo Motta (Reggiana), Lorenzo Palmisani (Frosinone).
DIFENSORI: Davide Bartesaghi (Milan), Gabriele Calvani (Frosinone), Pietro Comuzzo (Fiorentina), Niccolò Fortini (Fiorentina), Gabriele Guarino (Empoli), Riyad Idrissi (Cagliari), Filippo Mane (Borussia Dortmund), Brando Moruzzi (Empoli), Marco Palestra (Cagliari).
CENTROCAMPISTI: Tommaso Berti (Cesena), Matteo Dagasso (Pescara), Giacomo Faticanti (Juventus), Luca Lipani (Sassuolo), Cher Ndour (Fiorentina), Niccolò Pisilli (Roma).
ATTACCANTI: Francesco Camarda (Lecce), Alphadjo Cisse (Catanzaro), Luigi Cherubini (Sampdoria), Jeff Ekhator (Genoa), Seydou Fini (Genoa), Luca Koleosho (Espanyol), Dominic

Convocati Italia, ecco la lista completa scelta dal ct azzurro Gattuso in vista delle sfide contro Moldova e Norvegia

Convocati Italia: qualificazioni Mondiali: Gattuso annuncia i 27 Azzurri per Moldova e Norvegia. La lista completa

La Nazionale italiana chiude il girone con due sfide decisive: giovedì 13 novembre a Chisinau contro la Moldova e domenica 16 a Milano contro la Norvegia. Dopo il ko iniziale a Oslo, gli Azzurri hanno infilato cinque vittorie di fila, centrando con anticipo i play-off. Rimane una minima chance di primo posto, possibile solo con due successi e un clamoroso sorpasso nella differenza reti (+26 Norvegia, +10 Italia) o un passo falso dei norvegesi contro l’Estonia. Ecco i convocati di Gattuso:

L’ELENCO DEI CONVOCATI

PORTIERI: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Guglielmo Vicario (Tottenham);

DIFENSORI: Alessandro Bastoni (Inter), Raoul Bellanova (Atalanta), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Matteo Gabbia (Milan), Gianluca Mancini (Roma);

CENTROCAMPISTI: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Samuele Ricci (Milan), Sandro Tonali (Newcastle);

ATTACCANTI: Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Riccardo Orsolini (Bologna), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atletico Madrid), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta), Mattia Zaccagni (Lazio).

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Conferenza stampa Allegri: «Giocare a Parma non è mai semplice, l’anno scorso il Milan ci ha perso. Pellegrino è molto bravo nei duelli aerei»

Conferenza stampa Allegri alla vigilia della prossima sfida di Serie A: «Giocare a Parma non è mai semplice, l’anno scorso il Milan ci ha perso»

Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, interviene in conferenza stampa per presentare la sfida di domani sera a San Siro contro il Parma. Le dichiarazioni:

PARMA MILAN E INFORTUNATI – «Domani sappiamo che affronteremo una squadra che in campo ha sempre lottato. Anche l’ultima, nonostante sia rimasta in 10. È una squadra che alza molto la palla. Pellegrino è molto bravo nei duelli aerei. Giocare a Parma non è mai semplice, l’anno scorso il Milan ci ha perso. Noi quest’anno tra Pisa e Cremonese abbiamo fatto solo un punto. Biosogna prepararsi mentalmente ad una partita che non sarà bella. Loro alzando molto la palla non ti fanno giocare bene. È da Udine che non vinciamo in trasferta. Abbiamo recuperato Pulisic che sarà a disposizione, Estupinan e Jashari hanno migliorato la condizione. Rabiot rimarrà fuori, tornerà dopo la sosta, così come Gimenez».

MANCA IL CENTRAVANTI – «Abbiamo Gimenez che ci potrà dare tanto, magari potremo giocare anche senza centravanti. Ci sono stagioni che puoi giocare anche senza uomo d’area. Detto questo, Leao e Nkunku il centravanti possono farlo».

DERBY – «Non ci pensiamo, pensiamo alla partita di domani che vale tre punti come il derby e le altre partite. Non è per arrivare sereni al derby ma per fare una sosta serena. Quando arriveremo al derby sarà una partita meravigliosa, una serata meravigliosa. Ma la partita più importante è quella che si gioca nell’immediata».

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San Siro, le parole di Marotta: «Le esigenze del mondo dello sport vanno avanti, per questo si ê pensato a una struttura nuova»

San Siro, le dichiarazioni di Beppe Marotta sul nuovo impianto: «Le esigenze del mondo dello sport vanno avanti»

Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, è intervenuto al Football Business Forum organizzato dalla Bocconi a Milano, soffermandosi sul tema del nuovo stadio nerazzurro:

SAN SIRO – Lunedì è stato siglato un accordo storico per Milano, per la Milano sportiva ma anche ler l’Italia. La firma del rogito, con l’acquisizione di una struttura storica e iconica come San Siro, va rispettata. Le esigenze del mondo dello sport vanno avanti, per questo si ê pensato a una struttura nuova. In termini di tutto, ospitalità, accoglienza, sicurezza.

È un primo passo, non una prima pietra. Deve esserci perseveranza da parte di tutti. Istituzioni, noi come Inter e oaktree, il Milan con il presidente Scaroni. Tutto questo deve portarci ad avere stadio nuovo entro cinque anni. In modo da inserire il nuovo stadio in quelli che rappresenteranno l’Italia per l’europeo 2032.

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Cambiaso Juve, l’intervista alla Gazzetta: «Spalletti? Rispetto a quello che ho conosciuto in nazionale è cambiato. Juve in corsa Scudetto? Giusto»

Cambiaso Juve, l’intervista dell’esterno bianconero alla Gazzetta: «Juve in corsa per lo Scudetto? Giusto, anzi logico»

Alla vigilia del derby della Mole, Andrea Cambiaso ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport: domani sera la Juventus affronterà il Torino all’Allianz Stadium e l’esterno bianconero ha raccontato le sue sensazioni. Ecco un estratto delle sue parole:

SPALLETTI – «Ti entra nella testa, ti arriva: a volte sa essere originale in ciò che dice, ma coglie sempre il punto. In pochi giorni ha portato un bel po’ di novità. Rispetto a quello che ho conosciuto in nazionale è cambiato parecchio: cura del particolare, in ogni momento del lavoro: dal rinvio da fondo campo alla rimessa laterale al fischio di inizio. Vive di pallone ventiquattro ore al giorno, penso che veda migliaia di partite, il suo metodo è un metodo moderno di insegnare calcio»

SCUDETTO – «Juve in corso per lo Scudetto? Giusto e, direi, logico. Quando ce lo ha detto negli spogliatoi, alla Continassa, gli siamo andati tutti dietro: prima di Cremona avevamo sei punti di distacco dalla vetta, dopo Cremona ne abbiamo quattro. Questione di numeri…»

FAVORITE – «Napoli ed Inter. Napoli perché campione in carica, l’Inter per quello che ha fatto vedere negli ultimi anni. Dietro ce la giochiamo anche noi in una lotta aperta, apertissima… e se la lotta è aperta, apertissima può anche accadere di tutto»

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Tomori Milan, il rinnovo si avvicina! Fumata ormai a un passo, ecco la data della possibile firma sul contratto. Le ultimissime

Tomori Milan, il rinnovo del contratto del difensore rossonero è vicino ! Fumata ormai a un passo, le ultimissime

Buone notizie per i tifosi rossoneri: sul fronte rinnovi si registra un passo importante verso la conferma di Fikayo Tomori. La trattativa per il prolungamento del contratto del difensore inglese procede spedita e con grande ottimismo, segnale che la fumata bianca potrebbe arrivare a breve.

Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Matteo Moretto, l’operazione «avanza bene, avanza spedita», con l’intenzione del Milan di blindare uno dei pilastri della propria retroguardia. Nonostante l’attuale scadenza sia fissata al 30 giugno 2027, la dirigenza vuole anticipare i tempi per evitare l’interesse dei top club europei e garantire stabilità al progetto tecnico.

L’obiettivo è chiaro: raggiungere un’intesa di massima entro le festività natalizie. Una stretta di mano prima di fine anno permetterebbe alla società di affrontare la seconda parte di stagione con maggiore serenità, contando su un leader difensivo già assicurato.

Tomori, dal canto suo, ha ribadito la volontà di restare a Milano e di proseguire il percorso intrapreso. Il nuovo accordo dovrebbe prevedere anche un adeguamento dell’ingaggio, a riconoscimento del ruolo centrale che il giocatore ha conquistato nella difesa rossonera.

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Assemblea degli Azionisti Juve 2025: il racconto della giornata in casa bianconera! Tutti gli aggiornamenti

Bilancio approvato, nuovo CdA e le parole di Ferrero: i passaggi chiave dell’assemblea degli Azionisti Juve 2025

Questa mattina, a partire dalle ore 10.00, all’Allianz Stadium prende il via l’Assemblea degli Azionisti della Juventus 2025. Allo stadio hanno fatto il loro ingresso Modesto, Chiellini, Scanavino, Ferrero e Comolli, mentre in rappresentanza di Tether è presente Garino.

Scanavino: «Le operazioni di trasferimento hanno portato un incremento di 173,8 milioni con plusvalenze di circa 90 milioni a cui si sommano bonus di circa 20 milioni, complessivo quindi di 109 milioni. Il valore di carico dei calciatori a bilancio è superiore significativamente rispetto a quanto emerge. Per gli aspetti organizzativi: Chiellini entra in Juventus l’anno scorso, iniziando un percorso manageriale, a diretto riporto di Damien Comolli e rappresentante del club in tutti gli ambiti del club nazionali e internazionali. Il 3 marzo 2025 è stato sostituito Thiago Motta con Tudor, sottoscrivendo un contratto fino al 30 giugno inizialmente e poi per la stagione successiva».

Stefano Cerrato, Managing Director Corporate & Finance: «Plusvalenze di 31 milioni dalla vendita dei calciatori, +4% dalla campagna abbonamenti con un incremento del 10% dalla stagione precedente. In data 26 settembre abbiamo annunciato l’emissione di un bond dalla durata di 12 anni, a cui è stato assegnato un rating positivo. L’obiettivo è equiparare una perdita di 300 milioni complessivi».

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Lookman Atalanta, addio a gennaio? Le ultimissime sul destino del giocatore nigeriano

Lookman Atalanta: momento difficile per l’esterno nigeriano, tra nervosismo e futuro incerto. Le ultime sul destino del giocatore della Dea.

Non è un periodo facile per Ademola Lookman e per la sua avventura all’Atalanta. Dopo la straordinaria stagione scorsa, in cui era stato uno dei protagonisti assoluti della squadra bergamasca, l’esterno offensivo nigeriano sembra attraversare una fase di evidente flessione. Le prestazioni recenti di Lookman all’Atalanta raccontano di un giocatore meno brillante, più nervoso e con una serenità smarrita, sia dentro che fuori dal campo.

L’episodio più emblematico si è verificato nell’ultima gara, quando Lookman ha reagito con evidente fastidio alla sostituzione decisa da Ivan Juric. Il tecnico, che lo aveva inserito al posto di Musah, ha notato il gesto di stizza del numero 11, così come la società, che non ha gradito il comportamento. Un segnale chiaro del momento di tensione che si respira attorno al giocatore.

Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb, il malessere di Lookman all’Atalanta non è improvviso. Da settimane, infatti, si percepisce un calo di fiducia e di intensità. Le accelerazioni fulminanti, i dribbling vincenti e la freddezza sotto porta che avevano contraddistinto la sua prima stagione nerazzurra sembrano essersi rarefatti. Oggi Lookman appare meno incisivo e, soprattutto, più frustrato dalle difficoltà personali e collettive.

La vittoria di Marsiglia, firmata da una prodezza di Samardzic, ha momentaneamente alleggerito la pressione sulla squadra, ma non ha cancellato i dubbi sul rendimento dell’attaccante. Juric continua a considerarlo un elemento prezioso per l’equilibrio offensivo, ma il calo di rendimento e l’atteggiamento dell’ultimo periodo rappresentano un campanello d’allarme.

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A complicare ulteriormente la situazione c’è la questione contrattuale. Il legame tra Lookman e l’Atalanta scadrà nel giugno 2026, ma i colloqui per il rinnovo sono fermi. Le parti sembrano distanti e il dialogo si è raffreddato. In estate l’Inter aveva mostrato interesse, ma la richiesta di 50 milioni formulata dal club bergamasco aveva bloccato qualsiasi trattativa. Oggi, con un rendimento altalenante, la valutazione di mercato dell’esterno nigeriano potrebbe essersi ridotta quasi della metà.

Se Lookman all’Atalanta non dovesse ritrovare presto la sua migliore versione, una cessione nel mercato invernale non sarebbe da escludere. Juric spera ancora di recuperarlo mentalmente, ma il rapporto tra giocatore e ambiente appare sempre più logoro. Per il tecnico e per la società, i prossimi mesi saranno decisivi per capire se il futuro di Lookman sarà ancora a Bergamo o altrove.

Gigi Riva, buon compleanno ad una delle leggende del calcio italiano. Oggi Rombo di Tuono avrebbe compiuto 81 anni

Gigi Riva, oggi il bomber di tutti i tempi della Nazionale italiana avrebbe compiuto 81 anni. Auguri Rombo di Tuono.

Oggi Gigi Riva da Leggiuno, il più grande attaccante della storia del Cagliari e uno dei più importanti del calcio italiano, avrebbe compiuto 81 anni! Ci teniamo a celebrare questo momento oltre che la leggenda della formazione sarda che ha vinto lo Scudetto nella stagione 1969-70.

Il bomber più prolifico di sempre della storia della Nazionale italiana – 35 reti – continua a vivere nel ricordo di chi ne ha apprezzato le gesta. Nonostante sia passato del tempo dal momento della sua dipartita, continuano a susseguirsi le testimonianze di ex calciatori (e non) circa la sua grandezza.

Questo il comunicato del Cagliari: «Volevamo tutti essere Gigi Riva. Con la maglietta bianca addosso, le stanghe del numero 11 scritte a mano col pennarello nero. Con i pantaloncini corti abbinati, i calzettoni lunghi sino alle ginocchia, gli scarpini scuri trovati sotto l’albero a Natale perché avevamo fatto i bravi bambini. Calpestando sterrati pietrosi e gobbi che definirli campi era una esagerazione, ogni caduta una ferita; era la fantasia a farti rotolare sull’erba morbida di San Siro.

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Calciavamo un Supertele volatile con tutta la potenza di cui eravamo capaci, di sinistro possibilmente, mirando allo spazio delimitato dai due sassi sovrapposti, come avevamo visto fare a lui la domenica prima: il pallone di cuoio pesante era finito sotto la traversa come sospinto dalla forza del vento di maestrale che imperversava a cento all’ora sul Sant’Elia. Provavamo a imitarne la rovesciata, rovinandoci schiena e gomiti.

Alcuni, i più fanatici, andavano dal barbiere chiedendo di conciargli i capelli come li portava lui, ricci e ribelli. Volevamo essere buoni e forti come lui, che non temeva il buio e parlava poco perché i forti non avevano bisogno di perdersi in mille discorsi, i forti agivano e basta. Importava la sguardo, fermo, fisso, acuto. Contavano la testa alta e la schiena dritta…

Un simbolo, capitato qui per un caso fortuito, oppure no, forse era tutto scritto, il destino ineluttabile al quale nemmeno gli dei potevano sottrarsi. Gigi, insieme agli altri corsari suoi compagni, ci ha fatto volare alti, messi sulla carta geografica, reso realtà i nostri sogni; ci ha reso orgogliosi di noi, dato una identità, cancellato brutte etichette. Ma questo l’abbiamo saputo molto tempo dopo. Per noi Gigi era il campione che indicava la via, l’eroe dalla parte del giusto, e il giusto erano il Cagliari e la Sardegna, al massimo la Nazionale Appartenenza, lealtà, rispetto; coraggio, cuore, passione per i nostri colori. E ancora, la spavalderia di lottare contro avversari superiori di numero, la risolutezza a non arrendersi quando tutto pare perduto e la vita sembra avercela a morte con te, a ricominciare ogni volta non facendo caso al dolore delle cicatrici.

Per tutto questo, oggi 7 novembre, ci riuniamo col bicchiere in mano a celebrare il suo compleanno. A ricordare i suoi gol, li abbiamo stampati nella memoria e non ci stanchiamo di rivederli, in bianco e nero o a colori. A onorare un passato che è ancora presente e sarà sempre futuro. Perché, come scrisse Gianni Brera, uno come lui non si è mai visto e mai più si vedrà. Dentro e fuori dal campo. Fedele a sé stesso, non ha tradito. Avrebbe potuto prendersi l’universo, ha preferito vivere il nostro mondo. Una scelta d’amore, e che altro se no?

Oggi ci mancano i suoi silenzi ma continua a parlarci. Con la stessa forza, dignità, pudore. Alziamo i calici, eternamente grati per ciò che ha dato, per come l’ha fatto, per l’esempio che ha tramandato.

Buon compleanno, Gigi».

Tonali Serie A, il centrocampista ritorna in Italia dopo l’esperienza in Premier? La confessione agli amici svela tutto

Tonali Serie A: il futuro del centrocampista tra Premier League, Juventus e sogno rossonero. Il giocatore vorrebbe ritornare al Milan.

Le recenti dichiarazioni di Sandro Tonali hanno riacceso il dibattito sul suo futuro e sul possibile ritorno in Serie A. L’ex centrocampista del Milan, oggi al Newcastle, ha parlato con grande sincerità ai microfoni di Sky Sports UK, lasciando intendere che tutto è possibile nel mondo del calcio. Le sue parole, pragmatiche e misurate, hanno rapidamente alimentato nuove voci di mercato.

«Il mio futuro? È una domanda difficile, perché nel calcio bisogna pensare stagione dopo stagione», ha detto Tonali. «Non voglio promettere di restare qui dieci anni e poi cambiare idea dopo due. Voglio concentrarmi solo su me stesso». Una dichiarazione che ha scosso l’ambiente inglese e allo stesso tempo ha riacceso le speranze di chi sogna di rivedere Tonali in Serie A.

Non è un mistero che diversi club italiani, tra cui Juventus e Milan, seguano con attenzione l’evolversi della situazione. I bianconeri vedono in Tonali il profilo ideale per rinforzare il centrocampo del futuro, un giocatore capace di unire intensità, visione di gioco e spirito da leader. Tuttavia, il ritorno immediato in Italia appare complesso, anche a causa dell’elevata valutazione del Newcastle, che lo considera un elemento chiave e difficilmente cedibile per meno di 80 milioni di euro.

Il Corriere della Sera ha però aggiunto un dettaglio che ha toccato il cuore dei tifosi rossoneri. Secondo il quotidiano, Tonali non avrebbe mai voluto lasciare il Milan nell’estate del 2023, e avrebbe confidato ad amici la volontà di tornare un giorno nel club che considera “casa sua”. Il legame tra Tonali e i colori rossoneri, infatti, non si è mai spezzato del tutto.

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Per ora, però, il suo presente resta in Premier League. Il Newcastle intende puntare ancora su di lui, aspettandosi un ritorno ai livelli mostrati in Serie A con il Milan, dove era diventato uno dei centrocampisti italiani più completi e maturi della sua generazione.

Il futuro di Tonali in Serie A resta quindi un sogno possibile ma non imminente. Il talento bresciano ha ancora molto da dimostrare in Inghilterra, ma le sue parole lasciano una porta aperta: il richiamo del calcio italiano, e in particolare del Milan, potrebbe riportarlo un giorno dove tutto è cominciato.

Frattesi Inter, addio a gennaio? Il legame con i nerazzurri è sempre più in crisi. L’indiscrezione sul futuro del centrocampista

Frattesi Inter: un legame in crisi, il futuro del centrocampista resta incerto. Il romano è sempre più vicino all’addio ai nerazzurri. I dettagli.

Il rapporto tra Davide Frattesi e l’Inter attraversa un momento di forte incertezza. Quello che sembrava un matrimonio destinato a durare a lungo potrebbe invece concludersi prima del previsto. Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, il rendimento del centrocampista ex Sassuolo è in netto calo e l’ipotesi di una separazione al termine della stagione non è più così lontana.

Arrivato in nerazzurro con grandi aspettative, Frattesi all’Inter non è riuscito finora a imporsi come titolare fisso. Il suo minutaggio è diminuito sensibilmente rispetto all’inizio della scorsa stagione e le promesse di rilancio fatte in estate non hanno trovato riscontro sul campo. Quello che un tempo era un centrocampista simbolo di dinamismo, inserimenti e gol decisivi oggi appare spento, privo di fiducia e lontano dai suoi migliori standard.

Il portale descrive la situazione tra Frattesi e l’Inter come quella di “una coppia in crisi che continua a provarci pur sapendo che starebbe meglio da sola”. Una metafora che rende perfettamente l’idea di un rapporto logorato: il giocatore, infatti, sembra soffrire la mancanza di continuità e il ruolo marginale che Inzaghi gli ha ritagliato. Nelle ultime settimane, anche le prestazioni da subentrato — che in passato erano il suo punto di forza — non hanno inciso come sperato.

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La difficoltà di Frattesi all’Inter non sembra legata a problemi tecnici, ma piuttosto mentali. Il centrocampista azzurro resta un talento di valore assoluto, ma è evidente che stia attraversando una fase di smarrimento. La sua voglia di sentirsi protagonista, di scrollarsi di dosso l’etichetta di “arma dalla panchina”, lo ha forse portato a forzare le giocate e a perdere lucidità.

Sul piano economico, la situazione è chiara: a gennaio il valore residuo a bilancio di Frattesi sarà di circa 16,4 milioni di euro, cifra che scenderà a 13,1 a giugno. Dati che aprono la porta a possibili riflessioni in vista del prossimo calciomercato Inter. Il club, insieme all’entourage del giocatore, valuterà il da farsi nelle prossime settimane.

Per ora, il futuro di Frattesi all’Inter resta sospeso tra rilancio e addio. In estate si parlava di rinnovo fino al 2028, ma le cose nel calcio cambiano in fretta. E se non dovesse arrivare una svolta, la storia tra Frattesi e l’Inter potrebbe chiudersi dopo appena due stagioni.

Cagliari, Rastelli: «Avere momenti non positivi fa parte del percorso, ma sono fiducioso. Cosa penso di Pisacane»

Cagliari, Rastelli in una lunga intervista si sofferma sul momento dei sardi e parla anche del tecnico Fabio Pisacane. Le sue parole.

Intervenuto in esclusiva ai microfoni di CagliariNews24.com, Massimo Rastelli ha analizzato il momento del club rossoblu.

Il Cagliari sta attraversando un periodo particolare. Viene da una serie di risultati altalenanti, qual è il suo pensiero in merito? E’ convinto della qualità della squadra?

«Il Cagliari è partito benissimo a inizio stagione! Ha fatto delle prestazioni importanti conseguendo vittorie come quella di Lecce, contro il Parma. In tutte le altre gare (anche se non ha fatto punti) ha disputato, appunto, delle prestazioni molto positive. Solo due sfide sono state al di sotto degli standard delle precedenti ed è stata quella di Verona, però la squadra negli ultimi quindici minuti era riuscita a recuperare due gol di svantaggio, quindi a portare a casa un risultato positivo e quella col Sassuolo giocata tre giorni dopo. Con la Lazio si è rivisto il Cagliari di inizio stagione, sbarazzino, convinto!

Sinceramente non meritava la sconfitta per quello che si è visto in campo. Non si aveva la sensazione che la Lazio potesse vincere la partita. Nella squadra ci sono tanti ragazzi giovani, ma ci sono state anche delle assenze importanti per qualche settimana. Il Cagliari ha perso Belotti, quindi un po’ di attenuanti ci sono. Fa parte del percorso di una squadra avere questi momenti un po’ non positivissimi, ma credo ci siano tutti i presupposti perché vedo una squadra che lotta, dove tutti si sacrificano, corrono, non ci sono prime donne. Si conosce bene qual è l’obiettivo e si farà di tutto per raggiungerlo nel miglior modo possibile».

Come pensa possa affrontare Fabio Pisacane, tecnico giovane, il primo momento difficile nella sua parentesi in rossoblù?

«Io credo che abbia l’esperienza da tanti anni da calciatore di capire cosa può servire in qualsiasi momento, nonché situazione! Conosce bene la piazza e l’ambiente. E’ affiancato da uno staff di prim’ordine: uno su tutti Murelli che è un collaboratore, un secondo di alto profilo. Sicuramente cercherà di trovare il modo per uscire da questa situazione e far rivedere la squadra che si è vista nelle prime giornate». LEGGI L’ESCLUSIVA COMPLETA SU CAGLIARINEWS24.COM

Infortunio Romagnoli, come sta il difensore della Lazio? Le ultimissime in vista del big match contro l’Inter di domenica

Infortunio Romagnoli: ansia in casa Lazio, decisive le prossime ore per il difensore biancoceleste. La scelta sarà presa direttamente domenica.

Prosegue senza pause il lavoro della Lazio a Formello, dove Maurizio Sarri sta preparando nei minimi dettagli la delicata trasferta di San Siro. L’attenzione del tecnico, però, è tutta rivolta all’infortunio di Romagnoli, che tiene in apprensione l’intero ambiente biancoceleste. Il centrale difensivo, uscito affaticato nella gara contro il Cagliari, è stato sottoposto a esami strumentali che fortunatamente hanno escluso lesioni muscolari. Tuttavia, la prudenza resta massima: il rischio di una ricaduta è concreto e la Lazio non vuole compromettere le prossime settimane di campionato.

L’infortunio di Romagnoli rappresenta un vero dilemma per Sarri. Il difensore, leader indiscusso della retroguardia laziale, spera di recuperare in tempo per la sfida contro l’Inter, ma lo staff medico invita alla calma. Le prossime 48 ore saranno decisive per capire se il numero 13 potrà essere convocato o se dovrà fermarsi per precauzione. La Lazio non può permettersi di perdere a lungo uno dei suoi punti di riferimento, motivo per cui si preferisce valutare ogni segnale con grande attenzione.

Durante la seduta odierna a Formello, Sarri e il suo staff monitoreranno da vicino le condizioni del giocatore. Romagnoli, per ora, ha scelto il riposo completo, rinunciando ad allenarsi con il gruppo nella giornata di ieri. L’obiettivo è smaltire del tutto il fastidio muscolare e tentare un rientro graduale, evitando sforzi inutili. La determinazione del difensore è nota, ma la priorità resta la salute e la continuità nel lungo periodo, soprattutto con il calendario fitto che attende i biancocelesti dopo la sosta per le Nazionali.

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Nel frattempo, la Lazio lavora a un piano alternativo nel caso in cui l’infortunio di Romagnoli dovesse costringerlo al forfait. Il giovane danese Provstgaard è il principale indiziato per prendere il suo posto. Arrivato a gennaio, il difensore ha già mostrato affidabilità e personalità, qualità che hanno convinto Sarri e i compagni. In appena sei presenze, ha dato prova di maturità e senso della posizione, guadagnandosi la fiducia dello staff tecnico.

L’infortunio di Romagnoli, dunque, tiene in sospeso le scelte di formazione in vista di San Siro. Sarri spera di recuperare il suo leader difensivo, ma sa di poter contare su valide alternative. Ogni dettaglio, anche nella gestione fisica dei giocatori, potrà fare la differenza in un momento cruciale della stagione biancoceleste.

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