Pagina 893 – Calcio News 24

Roma, sindaco Gualtieri sulla questione stadio a Pietralata per i giallorossi: «Si farà, stiamo già in uno stato avanzato»

Roma, le dichiarazioni del sindaco Gualtieri sulla questione stadio a Pietralata per i giallorossi

Il Tempo ha fatto il punto sulla situazione che riguarda lo stadio della Roma a Pietralata, in seguito alle proteste di lunedì.

Ieri sono ripresi i lavori, con gli operai scortati dalla polizia approfittando della convocazione dei rappresentanti dei comitati in Campidoglio, durante il quale il Comune si è dimostrato determinato a proseguire.

Il Sindaco di Roma, Roberto, Gualtieri, ha parlato della vicenda a La7: «Lo stadio della Roma si farà, stiamo già in uno stato avanzato»; ma non è stato il solo a parlare del tema.

Sono arrivate, infatti, anche le parole dell’architetto Fuksas, intervistato a Un giorno da Pecora: «Pietralata è il luogo migliore dove farlo. Purtroppo non siamo mai riusciti a vedere il progetto, e credo che non l’abbia visto nessuno».

Sampdoria retrocessa in Serie C, Federclubs lancia il messaggio a dirigenza e giocatori: «Mani insanguinate»

Sampdoria retrocessa in Serie C, Federclubs lancia il messaggio a dirigenza e giocatori: «Mani insanguinate»

Dopo la retrocessione in Serie C della Sampdoria, arrivato dopo il pareggio di ieri per 0-0 in casa della Juve Stabia, nell’ultima giornata del campionato di Serie B, Federclubs che riunisce la tifoseria organizzata dei blucerchiati ha pubblicato un messaggio diretto a prorità, dirigenza e giocatori.

COMUNICATO – «Proprietà, dirigenza, giocatori: non dimenticheremo mai quello che avete fatto alla nostra amata. Non contano più le promesse, le speranze, i progetti. Non dimenticheremo come siamo arrivati nelle vostre mani passando da Garrone a Ferrero. La realtà è che le vostre mani, di tutti voi, sono insanguinate e ogni sampdoriano vi ricorderà questa colpa, in ogni occasione.

La Sampdoria tocca il punto più basso dei suoi 79 anni di storia, lo fa sul campo, meritatamente, per non aver mai saputo invertire la rotta nel corso di un’intera stagione. Lo fa con la primavera, con la squadra femminile, in una spirale negativa strutturale, non casuale, proprio nell’anno in cui ci era stata promessa una rinascita

Lo fa per colpa di una dirigenza inadeguata, incompetente, con scelte presuntuose e improvvisate. Lo fa dopo promesse al vento, progetti fallimentari, enorme confusione nei ruoli. Lo fa nonostante una tifoseria unica, che ha sempre saputo mostrare il proprio sostegno alla maglia, soprattutto nei momenti più difficili. 31mila persone accorse venerdì per sostenere la propria amata Samp, la media spettatori più alta in serie B, trasferte, quelle senza limitazioni, quasi sempre sold out. I tifosi purtroppo non vanno in campo, ma ora spetta soprattutto a noi crescere le nuove leve di sampdoriani, che vedranno la propria squadra ai margini, lontano da stadi blasonati con la speranza di ripartire al più presto per tornare dove ci compete».

Inter Lazio, Inzaghi non corre rischi! Il programma per il recupero degli infortunati: 2 i rientri sicuri!

Inter Lazio, Inzaghi non corre rischi! Il programma per il recupero degli infortunati: 2 i rientri sicuri!

In collegamento per Sky Sport, il giornalista Andrea Paventi ha fatto il punto della situazione relativa agli infortunati in casa Inter, con Simone Inzaghi che non correrà rischi in vista della partita di domenica contro la Lazio.

INTER LAZIO – «Nel programma di recupero non c’era quest’idea di mettere fretta ad alcuni giocatori che avevano avuto delle problematiche che li avevano tenuti lontano dal campo. Penso a Pavard, che aveva provato a recuperare per il ritorno con il Barcellona ma non ce l’aveva fatta. Che due/tre potessero recuperare per la panchina contro la Lazio, l’idea c’era. Chiaramente adesso può essere accelerata, ma senza rischiare. La squadra torna a lavorare oggi e tra oggi e domani capiremo se Pavard, Mkhitaryan e Frattesi possono essere della partita e convocati. Lautaro ad oggi mi sento di dire di no, ma vediamo. Ovviamente il programma era stato fatto sulle 2/3 settimane. Pavard adesso, con una settimana in più, potrebbe tornare. Calhanoglu titolare? Sì. Ha avuto modo di rifiatare, così come Mkhitaryan che può esserci dalla panchina».

Feralpisalò-Crotone: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo stadio Lino Turina andrà in scena la sfida di Serie C Feralpisalò-Crotone: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo stadio Lino Turina di Salò si giocherà la gara valevole per il ritorno dei playoff di Serie C tra Feralpisalò-Crotone. Si riparte dal 3-1 dell’andata a favore del Crotone. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

FERALPISALÒ (3-5-2): Rinaldi; Luciani, Pasini, Rizzo; Cabianca, Cavuoti, De Francesco, Balestrero, Boci; Di Molfetta, Crespi. Allenatore: Diana.

CROTONE (4-2-3-1): D’Alterio; Guerini, Cargnelutti, Di Pasquale, Giron; Gallo, Vinicius; Ricci, Tumminello, Oviszach; Murano. All. Longo.

Orario e dove vederla in tv

Feralpisalò-Crotone si gioca alle ore 20:00 di mercoledì 14 maggio per i playoff del campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

Torres-Atalanta U23: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo stadio Vanni Senna andrà in scena la sfida di Serie C Torres-Atalanta U23: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo stadio Vanni Senna si giocherà la gara valevole per il ritorno dei playoff di Serie C tra Torres-Atalanta U23. Si riparte dal 7-1 dell’andata a favore dei baby atalantini. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

TORRES (3-4-2-1): Zaccagno; Dametto, Antonelli, Mercadante; Zecca, Giorico, Brentan, Guiebre; Mastinu, Fischnaller; Zamparo. All. Greco.

ATALANTA U23 (3-4-1-2): Pardel; Berto, Obric, Del Lungo; Bergonzi, Panada, Gyabuaa, Bernasconi; Cassa; Vavassori, De Nipoti All. Modesto.

Orario e dove vederla in tv

Torres-Atalanta U23 si gioca alle ore 20:00 di mercoledì 14 maggio per i playoff del campionato di Serie C. Verrà trasmessa in esclusiva Sky su Sky Sport. Per vedere la partita in streaming, sarà possibile per i clienti su Sky su Sky GO e per i clienti NOW TV.

La certezza di Del Bosque: «Ancelotti un esempio per loro, sarà difficile per il suo successore»

La certezza di Del Bosque: «Ancelotti un esempio per loro, sarà difficile per il suo successore»

Dopo l’ufficialità dell’addio al Real Madrd di Carlo Ancelotti, Vicente del Bosque ex CT della Spagna ha elogiato il collega italiano ad un evento promosso de La Liga.

PAROLE – «Sarà difficile per chi verrà dopo di lui. È un esempio di conoscenza calcistica e, soprattutto, di uno spogliatoio ben coordinato. E ci è riuscito attraverso un percorso fantastico. Sarà difficile per chi verrà dopo di lui»

BRASILE – «Una squadra e una nazionale hanno alcune cose in comune. Nella vita quotidiana, c’è più contatto con i giocatori di una squadra e meno con quelli della nazionale, ma alla fine è un allenatore credibile per i giocatori».

YAMAL – «Sta dimostrando un comportamento straordinario come calciatore e anche come persona. Titolare nel 2010? Ha giocato molto bene nella squadra che ha vinto l’Europeo. Sarebbe stato anche per quella un giocatore importante, non ne ho dubbi, anche a 17 ann».

Bonny Parma, storia finita? Inter pronta ad accelerare per la punta, a Milano sono già certi che…

Bonny Parma, storia finita? Inter pronta ad accelerare per la punta. La rivelazione e il punto sulla trattativa

Il nome di Ange-Yoan Bonny torna ad essere tra quelli in cima alla lista dei desideri del calciomercato Inter. A riportarlo con convinzione è calciomercato.com, che ha spiegato da dove nasce l’interesse da parte dei dirigenti del club nerazzurro per il centravanti del Parma.

BONNY INTER – «Sarà importante aggiungere al reparto offensivo caratteristiche che oggi appartengono esclusivamente a Thuram: fisicità, strappo, progressione, qualità troppo importanti per il gioco di Inzaghi. Ecco perché il direttore sportivo Piero Ausilio si sta guardando intorno, muovendosi all’interno di un recinto che comunque non consente di strapagare. Giovani e con buone prospettive, questi sono i profili che interessano ai nerazzurri e tra questi, per quanto riguarda l’attacco, c’é sicuramente Ange-Yoan Bonny, attaccante classe 2003 di proprietà del Parma. Il calciatore francese è uno degli elementi di spicco della formazione guidata da Christian Chivu e nel corso di questo campionato di Serie A – il suo primo in carriera – ha lasciato il segno con 6 goal e 3 assist in 35 apparizioni complessive.

L’Inter si sta informando, in Emilia non mancano uomini con cui potersi confrontare e a cui chiedere “recensioni”. A Milano sono certi che Bonny abbia tutto per esplodere da un momento all’altro e sono altrettanto sicuri che ormai la piena maturazione del calciatore sia dietro l’angolo. In poche parole, ora o mai più, perché investire su di lui rappresenta senza dubbio un rischio, ma rimandare ancora potrebbe rendere l’operazione impossibile. Il club di Viale della Liberazione si sta informando, il gradimento è reale, poi bisognerà capire se i nerazzurri decideranno di affondare il colpo, anche cercando di capire le reali richieste del Parma. Bonny è un’idea che solletica, così come piace anche al Napoli di Antonio Conte».

Vis Pesaro coinvolta nel caso Bagni: Le Iene indagano sulla sua agenzia. Il club agisce e sospende Menga

Vis Pesaro coinvolta nel caso Bagni: Le Iene indagano sulla sua agenzia. Il club agisce e sospende Menga

Salvatore Bagni, ex calciatore di Inter e Napoli, è stato coinvolto in un’inchiesta de Le Iene riguardante la sua agenzia, la “Be GR8 Sport”, gestita dal figlio Gian Luca.

L’inviato Luca Sgarbi ha simulato di essere il fratello di un giovane calciatore in cerca di opportunità e Bagni gli ha spiegato come i talenti scoperti personalmente vengono pagati, mentre chi si propone autonomamente deve versare una somma, solitamente tra i 30.000 e i 50.000 euro, per ottenere una chance, senza garanzia di giocare.

Fanno scalpore, però, le dichiarazione che riguardano la Serie C che ritiene non essere un problema, suggerendo che sia sufficente «chiedere qualche favore».

Dopo alcune valutazioni sulla categoria più adatta, con l’inviato che vorrebbe puntare a un club di B, la scena si sposta a Pesaro, dove avviene un incontro con il direttore sportivo della Vis Pesaro coinvolta con Michele Menga.

Da qui, la sospensione di questa mattina con un comunicato che vi riportiamo di seguito.

COMUNICATO – «In merito al servizio andato in onda nella trasmissione “Le Iene” in data 13/05/2025, la VIS PESARO 1898 intende esprimere la propria posizione.
La società si dichiara totalmente estranea ai fatti riportati nel corso del servizio televisivo e respinge con fermezza ogni tentativo di accostare il proprio nome a vicende di cui è completamente estranea.

La VIS PESARO 1898, ritenendo gravemente lesiva la rappresentazione offerta, ha disposto la sospensione del Direttore Sportivo Michele Menga ed ha disposto accertamenti al fine di valutare l’eventuale coinvolgimento dello stesso nelle vicende millantate dal Sig. Salvatore Bagni e disporre conseguentemente ulteriori provvedimenti. La Società sportiva si riserva di tutelare la propria immagine e reputazione nelle sedi più opportune, al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioniIn merito al servizio andato in onda nella trasmissione “Le Iene” in data 13/05/2025, la VIS PESARO 1898 intende esprimere la propria posizione.
La società si dichiara totalmente estranea ai fatti riportati nel corso del servizio televisivo e respinge con fermezza ogni tentativo di accostare il proprio nome a vicende di cui è completamente estranea.

La VIS PESARO 1898, ritenendo gravemente lesiva la rappresentazione offerta, ha disposto la sospensione del Direttore Sportivo Michele Menga ed ha disposto accertamenti al fine di valutare l’eventuale coinvolgimento dello stesso nelle vicende millantate dal Sig. Salvatore Bagni e disporre conseguentemente ulteriori provvedimenti. La Società sportiva si riserva di tutelare la propria immagine e reputazione nelle sedi più opportune, al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioni».

Calciomercato Genoa, possibile ritorno in rossoblù di Gudmundsson! Ecco cosa serve, ma c’è un grosso ostacolo

Calciomercato Genoa, possibile ritorno in rossoblù di Gudmundsson! Ecco cosa serve, ma c’è un grosso ostacolo

Come riportato da Secolo XIX in edicola, Albert Gudmundsson potrebbe essere una pedina chiave del calciomercato del Genoa.

Il giocatore islandese, attualmente alla Fiorentina, tra infortuni e scelte tattiche, non ha vissuto al meglio la sua situazione a Firenze e potrebbe tornare alla casa madre per via del possibile mancato riscatto, fissato a 17 mln, a favore dei viola.

Il suo ritorno in rossoblù sarebbe ben accolto dai tifosi, che sognano in grande, ma resta un grosso ostacolo: uno stipendio, aumentato a 2 milioni netti con la firma per la Fiorentina, che resta fuori portata per il Genoa, squadra in cui il giocatore ne percepiva quasi la metà.

Manchester United, Ferdinand su Amorim: «Non gli piace metà rosa, ma servono due sessioni di mercato»

Manchester United, Ferdinand su Amorim: «Non gli piace metà rosa, ma servono due sessioni di mercato»

Sconfitto dal West Ham per 2-0 nell’ultimo turno di campionato giocato, il Manchester United continua a vivere uno dei suoi peggiori momenti della storia in Premier League che con Ruben Amorim alla guida ha vinto solo 6 gare su 26 in campionato, ma ha raggiunto la finale di Europa League che si giocherà mercoledì 21 maggio e dove sfiderà il Tottenham, anch’esso in crisi.

Ad esporsi sulla situazione dello United e in particolare sulla guida tecnica di Amorim, è intervenuto l’ex leggenda dei Red Devils Rio Ferdinand nel suo podcast. Queste le dichiarazioni.

PAROLE – «Penso che Amorim si guardi intorno nello spogliatoio e pensi ‘Se avessi una bacchetta magica, nei prossimi 5 anni almeno il 50 percento di questa squadra non sarebbe qui’. Perché non sono abbastanza bravi, non sono i giocatori adatti al modo in cui lui vuole giocare. Lo guardo e penso che avrà bisogno di almeno due buone sessioni di calciomercato per sbarazzarsi dei giocatori che non vuole, ma anche per acquistare quelli di cui ha bisogno».

Fabio Cannavaro ammira Italiano: «Al di là dei risultati, in questi anni il suo lavoro è stato eccezionale»

Fabio Cannavaro ammira Italiano: «Al di là dei risultati, in questi anni il suo lavoro è stato eccezionale»

Ospite del ‘Charity Gala Dinner‘ organizzato dalla Lega Serie A a “Villa Miani” a Roma in vista della finale di Coppa Italia tra Milan e Bologna, Fabio Cannavaro ha parlato in merito alla finale e al finale di stagione in Serie A. Le dichiarazioni riportate da TMW.

FINALE – «Cosa vorrebbe dire per le due squadre vincere il trofeo? Il Milan per riscattare una stagione con alti e bassi, Conceicao è un allenatore che in questi anni ha vinto tanto nelle coppe e in campionato e sicuramente dovrà vincere per salvare la stagione. Il Bologna manca da 51 anni in una finale e vuole scrivere una pagina nuova di storia. Sarà bella per questo».

ITALIANO – «E’ un allenatore che in questi anni ha fatto veramente cose eccezionali. I risultati nel nostro campionato contano, ma il lavoro che ha fatto in questi anni resta».

NAPOLI – «Deve guardare avanti, cercare di vincerle entrambe, non è facile, ha un punto di margine e sarà un bel finale di campionato».

BOLOGNA – «Vincere in provincia, diciamo così, vale doppio. Questi sono trofei che in genere vincono Juve, Milan, Inter, negli ultimi anni il Napoli. Portare a casa la coppa in Emilia varrebbe il doppio».

NAPOLI-PARMA – «Penso che sarà una sfida difficile, il Parma deve fare punti. Conteranno le motivazioni e sicuramente il Napoli ne avrà tante».

Calciomercato Roma, Milan intrigato da Svilar: dal rinnovo alle voci sul Diavolo. Cosa c’è di vero

Calciomercato Roma, Milan intrigato da Svilar: dal rinnovo alle voci sul Diavolo. Cosa c’è di vero

Come riferito da calciomercato.com, in caso di addio di Mike Maignan, per il prossimo calciomercato, il Milan potrebbe puntare su Mile Svilar, portiere della Roma.

Svilar è stato probabilmente il miglior portiere della Serie A 2024/2025 e la Roma vorrebbe rinnovargli il contratto, che scade nel 2027.

Tuttavia, le parti sono ancora distanti sulle richieste economiche e se non si raggiungeranno presto accordi positivi, la Roma potrebbe valutare la cessione di Svilar. Il Milan sarebbe interessato ad acquistare il portiere in caso di cessione.

Calciomercato estero, l’Osasuna pensa al cambio allenatore. In pole un tecnico italiano che sta stupendo tutti

Calciomercato estero, l’Osasuna pensa al cambio allenatore. In pole un tecnico italiano che sta stupendo tutti

Ci sarebbe Alessio Lisci, attualmente tecnico del Mirades, club spagnolo attualmente in lotta per la promozione ne La Liga, tra gli obiettivi della panchina dell’Osasuna in caso di addio di Vicente Moreno.

Secondo As, infatti, il tecnico si adatterebbe alle esigenze del club data la giovane età e l’ambizione, e che ha dimostrato la sua personalità alla guida del Mirandés, squadra con tanti giocatori in prestito e senza esperienza ad alti livelli.

A favorirlo anche il rinnovo di Inigo Perez Soto con il Rayo Vallecano che potrebbe spianare la strada all’italiano o a Luis Garcia Plaza.

Argentina, Scaloni si affida ancora a Messi: «Vincere è nel suo Dna, non gli piace perdere. Quando gli dai istruzioni…»

Argentina, Scaloni si affida ancora a Messi: «Vincere è nel suo Dna, non gli piace perdere. Quando gli dai istruzioni…»

In vista delle due gare di qualificazione ai Mondiali del 2026, il CT dell’Argentina Lionel Scaloni ha parlato di Lionel Messi a El Var di Siro e della sua importanza nel gruppo della nazionale albiceleste.

PAROLE – «Quando hai giocatori che hanno un innato senso della competizione, che sanno solo cercare di vincere e vogliono sempre di più, è tutto facile. Vincere è nel suo DNA e non gli piace perdere in niente, nemmeno in allenamento, e questo rende le cose molto più facili»

ISTRUZIONI – «È chiaro quando gli dai istruzioni. In certi aspetti gli diamo istruzioni come se fosse uno qualsiasi, ben sapendo che non è un giocatore qualsiasi. Hai sempre l’asso nella manica: vuole competere e vincere, e questo è fondamentale. Sapere che, qualunque cosa accada, darà il massimo».

FORMAZIONI – «Non è mai stato coinvolto nelle formazioni , ma è chiaro che ha bisogno di giocatori che giochino a calcio bene quanto lui. Abbiamo capito di cosa aveva bisogno per sentirsi a suo agio, di cosa aveva bisogno la nazionale. Per fortuna abbiamo quei giocatori lì, così può sentirsi a suo agio e rafforzare la squadra».

Bologna Milan, l’ex rossoblù Mudingayi: «Italiano allenatore top, la città merita di vincere»

Bologna Milan, l’ex rossoblù Mudingayi: «Italiano allenatore top, la città merita di vincere»

Ex centrocampista di Lazio, Bologna e Inter, Gaby Mudingayi è intervenuto su L’Interista e TuttoMercatoWeb per parlare della finale di Coppa Italia di questa sera, che mette difronte la sua ex squadre e il Milan.

VITTORIA BOLOGNA – «Per un città come Bologna vincere questo trofeo sarebbe davvero importante. La città e la squadra se lo meritano quindi certo, sarebbe un bel sogno».

ITALIANO – «Io credo che non sia mai facile arrivare in finale quindi chi ci arriva poi può perdere o vincerle per dei dettagli. Ma c’è un grandissimo lavoro dietro per arrivarci e io credo davvero che italiano sia un grande allenatore».

BARONI (TOP O FLOP) – «E io mi schiero con la prima fazione: secondo me ha fatto un grande lavoro e bisogna essere pazienti con gli allenatori. Rimango convinto che sia un anno positivo per la Lazio».

PASSATO ALL’INTER – «L’Inter e una delle squadre più importanti al mondo, firmare per una squadra così significa che hai toccato il livello più alto del calcio mondiale. Si respira la competizione, la professionalità da parte di tutti e l’esigenza di lavorare su ogni cosa per vincere».

Juventus, dopo lo sponsor 2025/2026 è ufficiale: svelato anche il nuovo home kit per la prossima stagione – FOTO

Juventus, dopo lo sponsor 2025/2026 è ufficiale: svelato anche il nuovo home kit per la prossima stagione. Tutti i dettagli dell’annuncio

Dopo l’annuncio dell’accordo con lo sponsor che accompagnerà il front della maglie della porssima stagione, attraverso un comunicato ufficiale la Juve ha reso nota quella che sarà la prossima prima maglia per la stagione 2025-26.

Casacca che, come raccontato negli ultimi giorni e non solo, avrà strisce bianche e nere di varia larghezza e alcuni ricami in colore rosa come il logo Juventus e Adidas oltre alle consuete strisce dello storico marchio.

COMUNICATO – Juventus e adidas svelano oggi il nuovo Kit Home per la stagione 2025/26: un kit rivoluzionario, che presenta una rivisitazione e uno spostamento delle iconiche strisce bianconere, rifinite con accenti rosa dal carattere senza tempo.

La nuova divisa Home racchiude l’essenza dell’identità juventina, rendendo omaggio alla storia gloriosa del Club e al contempo allo spirito giovanile che lo definisce. Ogni giorno, “We Are Youth. Since 1897” è la filosofia che definisce un’identità in continua evoluzione, guidata dalla stessa intensità e dallo stesso scopo che ci hanno animato fin dall’inizio. E questo spirito è presente, a pieno titolo, nel Kit Home 2025/26, che vede le classiche strisce bianche e nere reinterpretate con un nuovo design rivoluzionario e innovativo, con diversi livelli di spessore, con un cenno all’estetica che caratterizza la moda italiana.

I dettagli rosa sono visibili sullo stemma del Club, sul logo adidas e sulle tre strisce che corrono lungo le spalle, in omaggio alle radici storiche del Club.

Fiorentina, tempo di riflessioni: senza Europa chi rimane e chi parte? Le ultime

Fiorentina, con il rischio di rimanere fuori dall’Europa è tempo di riflessioni: tanti big la cui posizione è in bilico tra permanenza o addio

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, la Fiorentina si prepara a un’estate di profonde riflessioni dopo la sconfitta contro il Venezia e il rischio concreto di restare fuori dall’Europa. La conferma di Palladino è solo un primo tassello, ma il club valuterà caso per caso tra partenze eccellenti e permanenze strategiche. De Gea, innamorato di Firenze, resta un’incognita senza le coppe, mentre Gosens sarà confermato grazie al rinnovo automatico legato alle presenze. Moise Kean è il nodo principale: la clausola da 52 milioni è attivabile, ma il giocatore punta ai grandi palcoscenici europei. Gudmundsson è un altro caso delicato, tra richieste economiche del Genoa e situazioni extracampo ancora da chiarire.

Altri nomi in bilico includono Adli, destinato a tornare al Milan, e Folorunsho, il cui futuro è incerto. La Fiorentina potrebbe riscattare Cataldi per 4 milioni, mentre per Fagioli, nonostante il momento difficile, c’è stima reciproca con Palladino e si valuta il diritto di riscatto con la Juve. Zaniolo invece è ai saluti, mentre il River Plate ha chiesto Beltran in prestito, formula che però i viola non gradiscono. Infine, si riapre il dossier Colpani – servono nuove trattative col Monza – e restano aperti i discorsi su Dodo, finito nel mirino di club inglesi e spagnoli.

Scudetto Lazio 2000, Calori e quella rete alla Juve: «Travolto dall’affetto biancoceleste, ecco come è andata»

Le parole di Alessandro Calori, autore del gol vittoria del Perugia contro la Juve che permise alla Lazio di vincere lo Scudetto

Alessandro Calori ha ricordato con emozione la storica rete segnata alla Juventus il 14 maggio 2000, durante la presentazione del libro Diluvio e Delirio a Formello: quel gol, ha spiegato, assegnò lo scudetto alla Lazio e gli valse per sempre la riconoscenza del mondo biancoceleste. Di seguito le sue parole al Corriere dello Sport.

SIMPATIA LAZIALE – «Sono stato premiato e partecipai alla festa “Di Padre in Figlio” organizzata all’Olimpico. L’affetto dimostrato dai laziali in tutti questi anni mi ha colpito e mi fa piacere. Faccio l’allenatore, nutro una simpatia naturale per la Lazio, ho lavorato anche con la Primavera. Certo il calcio è così. Vengo ricordato per il gol alla Juve. Sembra di rimanere in una nicchia. Un po’ come l’urlo di Tardelli al Bernabeu».

IL GOL DI PERUGIA – «Penso abbia segnato un’epoca e avuto un significato più ampio. Una roba incredibile. In dieci minuti cadde l’acqua che non viene giù neppure in un mese. La partita riprese dopo un’ora e un quarto di stop».

COLLINA DECISIVO – «Anche il sottopassaggio era zuppo d’acqua. Ricordo Collina al telefono, avrà chiesto come comportarsi ai vertici arbitrali. Di sicuro non rimase solo a decidere. Noi giocatori non sapevamo cosa fare. Passeggiavamo tra spogliatoio e palestra in attesa di un segnale. Olive e Conte, i due capitani, uscirono tre o quattro volte a controllare. Il campo del Curi drenava benissimo, altrimenti non sarebbe stato possibile riprendere».

LA PARTITA – «La Juve rimase condizionata dal nubifragio. Il primo tempo si era chiuso sullo 0-0. Le parate di Mazzantini, Pippo Inzaghi fallì un paio di occasioni. Avevano fretta di segnare, si fecero prendere dall’ansia e dopo il mio gol rimasero in dieci per l’espulsione di Zambrotta».

LA RETE DECISIVA – «Cross da sinistra di Rapajc. Saltai di testa. Respinta di Antonio Conte. Stoppai di petto e calciai di esterno collo destro. Precisiamo per ristabilire una verità storica».

IL DIFENSORE GOLEADOR – «Segnavo spesso come difensore centrale, 5 gol solo in quel campionato. Non sono pochi. Segnai anche al Parma di Buffon, non solo alla Juve».

L’IMPRESA DI PERUGIA – «Eravamo salvi, ma quel successo ci permise di qualificarci per l’Intertoto. Gaucci venne a trovarci nello spogliatoio e ci avvertì. “Mi raccomando, ci guarda tutto il mondo”. Poi andò dai giornalisti e disse: “Se sbagliano partita, li porto in Cina”. In ogni caso, la differenza con la Juve era enorme. Non erano al top, ma ricordo i nomi. Zidane, Del Piero, Davids, Conte, Ferrara. Devo continuare?».

LA FRASE DI MAZZONE – «Con il suo tipico modo di parlare disse: “Ce voleva un romanista per far vincere lo scudetto alla Lazio” e scoppiò in una risata. Ma il mister era sempre sul pezzo, non aveva bisogno di ricordarci che partita sarebbe stata».

L’EREDITÀ DEL GOL – «Poco, perché oltre alla festa dei laziali si aggiunse l’altra metà del Paese, antijuventina. Mio cognato veniva con mia moglie a vedere le partite. Prima che andassi a fare le interviste, mi disse: “Questo gol rimarrà nella storia, vedrai”. Aveva ragione».

Sampdoria, dallo Scudetto del ’91 alla Serie C: il declino dei blucerchiati e i precedenti in giro per l’Europa

Sampdoria, dallo Scudetto con Vialli Mancini alla retrocessione di ieri sera: un destino tragico e condiviso con altri club

La caduta della Sampdoria – Campione d’Italia nel 1991 – in Serie C scuote profondamente. Questo amaro destino, però, non è inedito nel panorama calcistico europeo. Diverse squadre che hanno toccato il vertice nei propri campionati nazionali (dal 1990 in poi) hanno successivamente affrontato il baratro della terza divisione, raccontando storie di gloria effimera, crisi profonde e difficili tentativi di risalita. In Germania, il caso più emblematico è quello del 1. FC Kaiserslautern. Campione di Bundesliga nel 1991 e poi, in un’impresa storica, nel 1998 da neopromosso, il club è sprofondato negli anni successivi fino alla 3. Liga, una sorte impensabile nei giorni di trionfo.

Anche la Spagna ha visto una sua ex regina affrontare un simile declino: il Deportivo La Coruña, che conquistò La Liga nel 2000 con il suo “Super Depor”, ha poi vissuto anni travagliati culminati con la retrocessione in Primera Federación (la terza serie spagnola). In Inghilterra, il Leeds United, dominatore del calcio inglese nel 1991-1992 (ultimo campionato prima dell’avvento della Premier League), dopo anni di successi anche europei, precipitò fino alla League One. Tornando in Italia, lo stesso Napoli, dopo lo Scudetto del 1989-1990 (il secondo della sua storia), affrontò un lungo periodo di crisi che lo portò al fallimento e alla ripartenza dalla Serie C1 nel 2004. In Francia, il Bordeaux, campione di Ligue 1 nel 1999 e nel 2009, ha recentemente subito una retrocessione amministrativa in National 1 (terza serie) per problemi finanziari, prima di essere ripescato in Ligue 2 e poi affrontare nuove difficoltà.

Raspadori, l’Emilia nel destino: ritorno a casa per cucirsi lo Scudetto sul petto

Raspadori, contro il Parma è quasi un derby: il ritorno lungo la via Emilia per vincere il suo secondo Scudetto con il Napoli

Giacomo Raspadori, protagonista del momento in casa Napoli, sta vivendo il suo miglior periodo stagionale. Con gol e assist decisivi nelle ultime partite – da Lecce al Genoa, sempre in tandem con McTominay – ha ribaltato il suo destino: da alternativa a titolare nel nuovo 4-2-3-1, ruolo che esalta le sue qualità da seconda punta o trequartista dinamico. La sua intesa con lo scozzese è diventata una risorsa tattica preziosa, fatta di scambi rapidi, intelligenza calcistica e giocate cercate con convinzione.

Ora, con la trasferta di Parma alle porte, Raspadori si prepara a un derby personale lungo la via Emilia: nato a Bentivoglio e cresciuto a Castel Maggiore, torna a “casa” con la maglia da titolare e lo scudetto ancora in ballo. Come riportato dal Corriere dello Sport Conte valuterà se confermarlo o puntare su Neres per un ritorno al 4-3-3, ma Jack ha già dimostrato di avere la mentalità giusta per reggere la pressione e incidere. E in Emilia, da emiliano, può trovare un altro pezzo del suo destino.

Torino, Asta: «Mi piace vedere i nostri giovani in prima squadra; la A te la devi meritare, ma Vanoli fa bene»

Le parole di Antonino Asta, ex calciatore del Torino, sui tanti giovani lanciati in prima squadra in granata da Paolo Vanoli nelle ultime settimane

Antonino Asta ha parlato a Tuttosport di questa nuova linea verde varata dal Torino con tanti giovani – Perciun, Njie, Savva, Ciammaglichella e Dellavalle – che in questo finale di stagione stanno giocando con maggiore regolarità. Di seguito le sue parole.

PERCIUN – «Se sta giocando con continuità vuol dire che anche in settimana si sta rivelando un elemento valido. Questo è un bel segnale. Ha ottime qualità tecniche. Con me giocava più da trequartista o da mezzala, ma può fare anche l’esterno d’attacco come sta facendo con Vanoli. Di lui mi piace che cerca sempre la giocata, che prova a saltare l’uomo. Un giocatore con le sue qualità non va limitato. Il bello di Perciun è che in campo ha questa sfrontatezza, anche contro l’Inter l’ho visto parlare molto con i compagni, quasi a dare indicazioni. Ricordo che quando era con me se sbagliava una giocata poi non si chiudeva, memorizzava l’errore e ci riprovava subito dopo».

ASPETTI DA MIGLIORARE – «Nella fase di non possesso e nella scelta del tempo della giocata, ma lo sa anche lui».

FUTURO AL TORO O IN PRESTITO – «Allenarsi con quelli più bravi aiuta ma ciò che davvero permette ai giovani di crescere è giocare le partite: l’ho sempre detto a chi usciva dalla Primavera».

SU NJIE – «Njie forse fisicamente è anche più pronto di Perciun ma sono due giocatori diversi. Alieu è più un attaccante esterno o seconda punta. Quando sono arrivati si vedeva che avevano delle qualità importanti, se stanno trovando spazio in A vuol dire che è stata brava la società prima a prenderli con il responsabile del settore giovanile e gli scout, poi a crescerli con i tecnici che gli hanno permesso di arrivare in prima squadra».

SU SAVVA E GLI INFORTUNI – «Gli infortuni se fai il calciatore sai che ti possono capitare. Savva è un altro calciatore estroso che punta l’uomo e ha un mancino delicato. Farà vedere di che pasta è fatto. Poi in estate insieme alla società deciderà anche lui, come Njie, se restare o andare in prestito. Magari non rimarranno tutti, qualcuno andrà via e poi tornerà, così fra un paio d’anni il Toro avrà quei 4 o 5 giocatori cresciuti nel vivaio come accadeva una volta».

SU DELLAVALLE E CIAMMAGLICHELLA – «Aaron l’ho avuto come giocatore, Alessandro aveva fatto qualche allenamento con me ma lo conosco comunque molto bene. Ecco, Dellavalle ha fatto un campionato importante a Modena e in estate Vanoli avrà un giocatore diverso da quello di un anno fa, più maturo. Lui è un difensore molto duttile, può giocare centrale a tre o a quattro, può fare il terzino. Forse avrebbe potuto avere spazio anche quest’anno al Torino».

TANTI GIOVANI IN ROSA – «Dipende dal progetto. In Italia, più che all’estero, i risultati contano tanto e se non arrivano l’allenatore poi rischia. Se fai giocare i giovani devi mettere in preventivo che possano sbagliare, la crescita passa anche attraverso gli errori. Il Torino, visto che negli ultimi anni non è riuscito ad arrivare a certi livelli, potrebbe anche permettersi di fare un discorso di questo tipo e valorizzare i propri talenti».

IL LEGAME TRA PRIMA SQUADRA E GIOVANILI – «Quando giocavo c’era forse più un rapporto di simbiosi tra giovanili e prima squadra, soprattutto con allenatori come Camolese e Mondonico. Non che successivamente non ci sia stato comunque un legame forte, però mi sembra che ora con Vanoli quella simbiosi stia tornando e i giovani che stanno trovando tanto spazio lo dimostrano».

MERITI DI VANOLI – «Senza dubbio, fermo restando che per giocare in A bisogna meritarlo. Di Vanoli mi è piaciuto anche il fatto che abbia detto che i giovani bisogna utilizzarli anche nelle partite importanti, come quella contro l’Inter, dove ha fatto esordire Cacciamani. Gli va dato il merito di aver creduto in questi ragazzi e di averli fatti crescere».

Como, la decisione di Fabregas sul futuro: le prossime mosse dei lariani

Como, la decisione di Cesc Fabregas sul suo futuro: piace alle big, ma per i lariani è incedibile: avanti insieme progettando il futuro

Secondo la Gazzetta dello Sport Cesc Fabregas resterà sulla panchina del Como almeno per un’altra stagione, respingendo le avances di club come Bayer Leverkusen, Milan e Roma. Nonostante alcune sue dichiarazioni avessero alimentato i timori dei tifosi lariani, il club si è sempre mostrato fiducioso e ha dichiarato l’ex campione incedibile. La scelta di affidargli la guida della prima squadra, maturata nel novembre 2023 al posto di Moreno Longo, si è rivelata vincente: con il supporto tecnico di Osian Roberts, il Como ha ottenuto la promozione diretta in Serie A, chiudendo una lunga assenza di 21 anni dalla massima serie.

La stagione in A è partita tra alti e bassi, ma la squadra ha mostrato un gioco brillante e ambizioso, con segnali di crescita evidenti in sfide contro avversari come Gasperini e Conte. Dopo un inizio difficile, è arrivata una storica striscia di sei vittorie consecutive, inclusi successi su Napoli e Roma. Ora il Como guarda al futuro con fiducia e ambizione, con i primi nomi di mercato che fanno sognare i tifosi: in difesa Eric Garcia, a centrocampo Bryan Cristante e in attacco Yeremay Hernandez, conteso anche dalla Juventus.

Juve, Lichtsteiner: «Gli allenamenti di Conte erano massacranti, ma che mentalità! Ora si soffre, ma torneremo a vincere»

Le parole di Stephan Lichtsteiner, ex esterno della Juve: «Primo gol? Voglio essere ricordato per i 7 Scudetti; torneremo a vincere»

Stephan Lichtsteiner ha parlato a la Gazzetta dello Sport dei suoi anni alla Juve. Di seguito le parole dell’ex esterno bianconero.

CONTE – «Allenamenti molto massacranti. Non è quella la cosa che più mi è rimasta però. Antonio ti mandava in campo sapendo tutto: cosa avrebbero fatto gli avversari, come agire in determinate situazioni tattiche. Avevamo qualcosa in più. Giocare con la Juventus è completamente diverso e Conte lo faceva capire. Ci diceva che per restare nella storia bisogna vincere. All’inizio del primo anno solo lui credeva di poter fare qualcosa di grande. Noi ci fidammo di lui e negli ultimi due mesi eravamo convintissimi di farcela»

PRIMO GOAL – «Preferisco restare nella storia per i sette Scudetti. Quel goal fu importante perchè nelle amichevoli estive qualcosa non funzionava e vincere ci ha dato fiducia. Con Pirlo c’era feeling speciale: se scattavo con i tempi giusti la palla arrivava. Era naturale, non lo provavamo in allenamento spesso. Non c’era nemmeno bisogno chiamassi la palla perchè Andrea ha occhi ovunque»

ESCLUSIONI DALLA LISTA UEFA – «Scelte di Allegri ma in entrambi i casi a gennaio sono rientrato. Ero rimasto male ma le cose negative nella vita succedono, basta saper reagire»

BUFFON DOPO IL REAL – «Mai visto così arrabbiato. Il rammarico però dobbiamo averlo per lo 0-3 dell’andata: eravamo forti e non sarebbe dovuto succedere. Certo, è una decisione sbagliata dell’arbitro ma fa parte del calcio. Non era giusto ma va accettato»

NO ALL’INTER – «Serietà. Amo la Juventus e non potevo giocare all’Inter. Ora soffro da tifoso ma penso torneremo a vincere»

COSA RESTA DEGLI ANNI ALLA JUVE – «La mentalità. Devi dare il massimo, vinci, ti godi il momento e ricominci subito a dare il massimo per un’altra vittoria. Ci sono giocatori fatti per la Juve e altri che pur bravi non sono fatti per la Juve. Nel primo gruppo ci sono quelli che riescono a gestire lo stress e hanno la lucidità di andare oltre il risultato o il momento, che lanciano messaggi giusti ai compagnie capiscono davvero cosa significa indossare quella maglia, imparano da chi c’era prima ed insegnano a chi viene dopo»

Scudetto 2000, Juan Sebastian Veron: «Nessuno era forte come la mia Lazio, anche l’anno prima poteva vincerlo. Ecco cosa ho fatto quando è finita Perugia-Juve…»

Le parole di Juan Sebastian Veron, ex centrocampista della Lazio, sullo scudetto vinto dai biancocelesti nel 2000

In questi giorni si ricorda e si celebra lo scudetto della Lazio conquistato nel 2000, 25 anni fa. Sergio Cragnotti e Claudio Lotito, i presidenti di oggi e di ieri si sono incontrati. E su La Gazzetta dello Sport ne ha parlato Juan Sebastian Veron, che di quella squadra di campioni rappresentava una parte tecnica indispensabile.

IL RICORDO – «La radiolina di Sensini, naturalmente. Non c’erano mica gli smartphone, a quel tempo. Si poteva vedere la partita su qualche schermo nella pancia dell’Olimpico, ma io non ce la facevo. Soffrivo troppo. E allora mi sono affidato a quell’oggetto che gracchiava un po’, la voce non era sempre nitida, pulita… Il mio amico Nestor mi ripeteva di stare tranquillo, ma non ci riuscivo, ero agitatissimo».

LA FINE DI PERUGIA-JUVE – «Un salto con le braccia alzate verso il cielo, che era poi il soffitto dello spogliatoio. E mi sono messo a pian gere. Sì, a piangere come un bambino. Avevo raggiunto il mio sogno e quello era il mio modo di festeggiare, mentre la gente impazziva di gioia, dentro e fuori dall’Olimpico».

LA FORZA DELLA LAZIO ERA LO SPIRITO DI SOFFERENZA – «Considerando il finale, direi di sì. Ma lo definirei anche lo scudetto della qualità. Eravamo la squadra più forte del campionato, e questo voglio gridarlo forte anche a venticinque anni di distanza. Nessuno era forte quanto la mia Lazio».

LA RIVINCITA – «Io ero arrivato l’estate del 1999, dopo aver vinto con il Parma la Coppa Uefa e la Coppa Italia. Volevo lo scudetto e sapevo che alla Lazio avrei potuto conquistarlo. Nel 1999 a vincerlo fu il Milan, ma la Lazio di Eriksson era superiore. Diciamo che nel 2000 la gente fu ripagata anche per la delusione dell’anno precedente».

IL GIOCATORE PIU’ IMPIEGATO – «Nessuno è insostituibile, tranne il grande Maradona. In quella Lazio mi trovavo a mio agio, c’erano giocatori con i piedi buoni, si faceva un bel calcio. Lo ripeto: eravamo i più forti e lo abbiamo di mostrato».

Inter PSG, Caressa e Bergomi confermati alla telecronaca della finale di Champions League

Inter PSG, saranno Caressa e Bergomi a commentare la finale di Champions League: la conferma di Sky Sport dopo le polemiche

Fabio Caressa e Giuseppe Bergomi saranno i telecronisti della finale di Champions League tra PSG e Inter, in programma il 31 maggio all’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Dopo aver raccontato la rocambolesca semifinale tra i nerazzurri e il Barcellona, terminata 4-3 ai supplementari, Sky ha confermato la storica coppia anche per l’ultimo atto della competizione, che vedrà i parigini inseguire un possibile ‘treble’ e l’Inter contendersi il trofeo in una stagione ancora aperta anche in campionato.

La designazione di Bergomi ha riacceso le polemiche seguite alla semifinale, quando l’ex capitano nerazzurro si era lasciato andare alle lacrime in diretta, scatenando critiche sulla sua imparzialità. Bergomi ha replicato sottolineando l’intensità emotiva del momento e citando precedenti simili, come la rimonta della Juve sull’Atletico Madrid nel 2019, per ribadire il suo coinvolgimento genuino, a prescindere dai colori in campo.

Bologna, Pecci: «Comunque vada una storia bella, il nostro viaggio è già un sogno: se fosse un film sarebbe questo…»

Le parole di Eraldo Pecci, ex centrocampista del Bologna, in vista della finale di Coppa Italia di questa sera contro il Milan

Eraldo Pecci realizzò il rigore decisivo che consegnò al Bologna la Coppa Italia nel 1974: a meno di 24 ore dal fischio d’inizio della finale di questa sera all’Olimpico contro il Milan l’ex regista ha parlato a La Stampa. Di seguito le sue parole.

IL RICORDO E L’ATTESA – «Comunque vada, una storia bella: il viaggio del Bologna è già un sogno».

QUEL 23 MAGGIO 1974 – «Ero giovane, forse il più giovane della compagnia: vincemmo contro un Palermo che avrebbe meritato la coppa ai punti. Erano stati più bravi di noi, poi i rigori e…».

IL VIAGGIO DI QUESTO BOLOGNA – «Italiano e i suoi ragazzi è come se avessero visitato la città migliori, i musei più interessanti, il paesaggio da favola: se, poi, arrivi al polo e trovi la nebbia, pazienza. Ti sei comunque divertito».

SE VINCESSE IL MILAN – «La mia metafora è là a dire: grazie rossoblù per ciò che state facendo. Ma si va in campo per ottenere tutto».

CHI PUÒ OTTENERLO – «Credo di sì: sarà una finale aperta, anche bella. Ma penso che avrà la meglio proprio la squadra emiliana. Gioco di anticipo e mi chiedo: il motivo? La vita va spesso così: quando costruisci poco durante il cammino, alla fine raccogli poco».

IL RIFERIMENTO È CHIARO – «Se Italiano e i suoi ragazzi hanno compiuto un viaggio felice, i rossoneri lo hanno vissuto male, molto. Ritengo il loro campionato, e non solo, negativo».

GLI UOMINI CHIAVE – «Orsolini può fare gol in ogni modo, Ndoye dà imprevedibilità. Conceiçao può puntare sui soliti, da Leao a Pulisic passando per Reijnders».

TITOLO DEL FILM – «La grande bellezza per il Bologna. L’ultima spiaggia per il Milan».

UN FILO CONDUTTORE DOPO 51 ANNI – «Parliamo di epoche diverse e, per me, imparagonabili».

IL CALCIO DI IERI – «Savoldi non l’ho mai visto cadere a terra dopo un contrasto se non di quelli veri: lasciamo perdere».

BOLOGNA E MILAN, COLORI OPPOSTI – «I rossoblù, stasera, possono scendere in campo e giocare con il sorriso: la leggerezza può favorirli. Il Milan ha, quasi, l’obbligo di alzare al cielo la Coppa Italia: la pressione non li spaventerà, ma conta».

CI SARÀ ALL’OLIMPICO? – «Volevo andare, poi ci ho ripensato: dalla tv si vede tutto e bene. Niente caos, macchina sotto casa, comodità».

SE VINCE IL BOLOGNA – «Farò qualcosa, ma non lo dico. Piuttosto fatemi dire una cosa».

UN’ULTIMA CONFIDENZA – «Prima delle partite vado a giocare a carte con gli amici: quando è l’ora, mi alzo e mi metto davanti alla televisione. Il problema è che fino a poco tempo fa ci alzavamo in otto su dieci, ora sono solo. Non roviniamo il calcio, non roviniamo il gioco più bello del mondo».

Cherki Atalanta, priorità per rinforzare l’attacco. Offerta in arrivo? Il piano dei nerazzurri

Cherki Atalanta, l’attaccante più desiderato dalla squadra nerazzurro per l’estate. Bozza di offerta? La situazione attuale di mercato

Secondo quanto riportato da CalcioNews24, l’Atalanta è ancora intenzionata a portare Cherki a Bergamo: un dato di fatto considerando sia l’interesse di gennaio che ovviamente delle potenzialità del giocatore.

Offerte? Per ora grandissimo interesse, ma se dovesse riuscire a trovare la soluzione tra stipendio (4 milioni) e percentuali, l’Atalanta potrebbe offrire una cifra intorno ai 35 milioni: non è da escludere qualche bonus.

Roma, è scontro totale con l’AIA: Zappi risponde a Ranieri dopo il suo sfogo contro il VAR

Roma, scontro totale con l’AIA dopo la decisione del VAR di annullare il rigore di Kone contro l’Atalanta: Zappi risponde a Ranieri

Claudio Ranieri è tornato al centro del dibattito arbitrale dopo il discusso rigore assegnato e poi revocato in Atalanta-Roma, episodio che ha riacceso la polemica sulla coerenza del protocollo VAR. L’ex tecnico giallorosso, da sempre conosciuto per i suoi modi equilibrati, ha stavolta alzato i toni, lamentando l’intervento del VAR come irrituale e contrario a quanto stabilito in sede di riunione tecnica. «Magari sono state cambiate le regole e non mi hanno detto nulla», ha detto a caldo da Bergamo, aggiungendo che aspetta ancora spiegazioni dal designatore Rocchi. Un’uscita forte, nel solco del “noi contro tutti” che Ranieri ha ereditato da Mourinho, e che ha dato alla squadra uno scossone emotivo nel tentativo di restare agganciata alla lotta Champions.

La polemica non si è spenta il giorno dopo: l’AIA, per voce del presidente Antonio Zappi, ha difeso la decisione presa da Sozza e Abisso, chiarendo che «non si trattava di calcio di rigore» e che il VAR è intervenuto correttamente per evitare un errore tecnico. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Zappi ha poi criticato apertamente Ranieri, sottolineando come parole pronunciate nei grandi stadi possano avere ripercussioni anche nei campi di provincia, dove le tensioni possono sfociare in episodi di violenza. Dietro la rabbia dell’allenatore c’è anche la consapevolezza di un danno sportivo ed economico: una chiamata così controversa potrebbe compromettere l’accesso alla prossima Champions League, con tutte le conseguenze del caso per la Roma.

Napoli Taglialatela: «Parma? Una vittoria cancellerebbe tutti i ricordi amari della retrocessione del ’98!»

Le parole di Pino Taglialatela, ex portiere del Napoli, che al Tardini spera nel riscatto dei partenopei: «Cancellate la retrocessione del ’98»

Il Napoli va a Parma con l’imperativo di vincere per rimanere in vetta al campionato e continuare ad alimentare il sogno scudetto in questo sprint di fine stagione. Il Mattino per l’occasione ha intervistato Pino Taglialatela, portiere dei partenopei che nel 1998 retrocessero in Serie B proprio al Tardini. Di seguito le sue parole.

RETROCESSIONE – «Sono passati 37 anni da quel pomeriggio, Sabato Santo del ‘98. È un incubo che mi fa svegliare la notte. Ma adesso tutto può cambiare»

ANNATA AMARA – «La retrocessione del ‘98 rappresentò l’amaro e inevitabile epilogo di anni di sofferenza. Tornai nel ‘93 a Napoli, dov’ero calcisticamente cresciuto, per giocare nella squadra di Lippi. A causa della crisi societaria erano cominciate le cessioni di calciatori importanti: in quell’estate Crippa e Zola si trasferirono proprio a Parma. Si andava avanti con i prestiti che club ricchi mettevano a disposizione del Napoli. Con Lippi centrammo la qualificazione Uefa ma in una stagione in cui per nove mesi non ci erano stati pagati gli stipendi. E i problemi aumentavano. Ricordo un pomeriggio nel ritiro del Ciocco, luglio del ‘95: il dirigente Carlo Iuliano portò una bottiglia di champagne per festeggiare l’iscrizione al campionato… Ecco, ciò che accadde nel campionato ‘97-‘98 fu la conseguenza di tutto questo».

FERITA PROFONDA – «Io ero tifoso pazzo del Napoli, mai pensato, neanche per un momento, di andare via e si comprenderà quanto profonda sia stata quella ferita. Eppure, quella squadra si sarebbe tranquillamente potuta salvare».

L’ABBRACCIO – «Fabio Cannavaro era amico ed ex compagno, indossava la maglia del Parma ma era rimasto legatissimo a tutti noi. Comprese la nostra tristezza: quella di una squadra e di un popolo. Un dramma, ovviamente calcistico. Ma è arrivato il momento per cancellarlo: il momento è la partita di domenica a Parma. Se arrivasse quello che tutti sogniamo, una ferita così profonda da aver lasciato il segno anche dopo 37 anni verrebbe rimarginata. Lo dico da calciatore del Napoli che era in campo quel giorno e da grandissimo tifoso».

DAL FALLIMENTO ALLA SOLIDITÀ – «Negli anni ‘90 la crisi post Maradona sfociò nella retrocessione e subito dopo nel fallimento. Adesso c’è un club solido. De Laurentiis è un personaggio che può piacere o meno ma i risultati gli danno ragione. Mi riferisco a quelli della squadra e anche della società. Tifare per un club di questo livello è motivo di orgoglio. Il Napoli non ha debiti, può spendere serenamente sul mercato e fare investimenti di spessore, come l’ingaggio di Conte. Il Napoli si trova alla pari di quei club che lo avevano surclassato da un punto di vista economico. Adesso è tra i migliori. Anzi, il migliore».

IL MODELLO – «Lo dico da ex azzurro e mi permetto di fare una valutazione anche da dirigente. Sono il presidente dell’Ischia, non il proprietario sia chiaro: anche ai nostri livelli servono importanti capitali. Sulla mia isola ho cercato di creare una compagine societaria, tra azionisti e sponsor, e non è stato facile. Se dovessi scegliere un modello come presidente indicherei De Laurentiis e Lotito. Napoli e Lazio hanno avuto la fortuna di trovare due uomini che hanno saputo ripianare i debiti e creare solide realtà».

PAROLA DI PORTIERE – «Chi gioca in questo ruolo è adesso più bersagliato: le tante telecamere, i social… La partita col Genoa era molto importante, ormai è andata e Alex deve guardare avanti. È serio e freddo, ha personalità. È qui da sette anni e ha dovuto sopportare critiche spesso ingiuste. Io dico che uno come lui può fare la differenza».

FINALE DI STAGIONE – «La preoccupazione la vedo in giro. Certo, le ultime due avversarie, Parma e Cagliari, devono ancora salvarsi. Ma il Napoli è il Napoli, primo in classifica nonostante i problemi che ha dovuto affrontare. E Conte è un allenatore che può esprimere la sua forza in questi contesti e fare la differenza. Bisogna guardare alle due gare con fiducia».

PROGETTO CONTE – «Conte rappresenterebbe la continuità di un grande progetto per la crescita del club e della squadra. Ci eravamo un po’ persi l’anno scorso mentre in questo campionato il Napoli è stato o primo o secondo. Se vuoi essere protagonista devi andare avanti con Conte. Si sa chi è: un uomo tosto, talvolta asfissiante, con i dirigenti, i giocatori e perfino con l’ambiente. Certo, io ricordo un altro Napoli».

RICORDI AMARI – «Il Napoli che cambiava un allenatore all’anno e nella stagione della retrocessione furono addirittura quattro. Cos’era allora un progetto?».

Napoli, nessuna restrizione per i tifosi: tutti a Parma per sostenere la squadra di Conte, i numeri

Napoli, attesi a Parma un gran numero di tifosi per sostenere la squadra nello sprint Scudetto: i numeri

Saranno almeno 3.500 i tifosi del Napoli nel settore ospiti del Tardini, ma molti altri raggiungeranno Parma da ogni parte del Nord, approfittando dell’assenza di restrizioni e della possibilità di acquistare i biglietti liberamente, purché residenti a Parma e provincia. L’atmosfera, come riportato da la Gazzetta dello Sport si preannuncia elettrica, con un afflusso massiccio e colorato, a conferma della passione che accompagna la squadra ovunque, anche nei momenti più difficili.

Il match con il Parma è il penultimo capitolo di una stagione ancora incerta, e l’entusiasmo è alle stelle: biglietti in via di esaurimento, file notturne ai rivenditori Vivaticket, e un’onda di fedeltà che ha portato il Napoli a sfiorare il milione di spettatori stagionali. Una fame di sogni che spinge i tifosi a dormire in macchina pur di esserci, per continuare a credere in un finale da ricordare.

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