Pagina 137 – Calcio News 24

Caso Rocchi, Inter nel mirino: “Sperano in un crollo, è aria fritta”

La vicenda che ha coinvolto il designatore Gianluca Rocchi e il mondo arbitrale sta facendo discutere da settimane. La situazione, che aveva preso piede già la scorsa settimana, ha sollevato molteplici dubbi e opinioni contrastanti, con una gestione che non ha convinto nessuno.

Inter messa in mezzo: un’operazione mediatica

Gianfelice Facchetti, in una recente intervista rilasciata a Virgilio Sport, ha espresso chiaramente il suo disappunto riguardo la gestione della vicenda, con riferimento in particolare all’Inter. Per il figlio dell’indimenticato Giacinto, l’approccio adottato da alcuni media è stato tutt’altro che impeccabile.

L’operazione che ha portato alla luce la questione Rocchi è stata infatti vista da Facchetti come una manovra che ha sfruttato l’Inter e la sua immagine per ottenere visibilità, senza però un fondamento solido. La vicenda è stata “buttata in prima pagina” senza prove concrete o dichiarazioni ufficiali, alimentando un clima di confusione e di sospetti infondati. L’intervento della stampa ha, secondo lui, rispecchiato il tentativo di accontentare quella parte di tifosi, non dell’Inter, che sperano in un crollo delle certezze dell’ambiente nerazzurro.

Il mondo arbitrale in conflitto con sé stesso

La critica che emerge è che la questione non ha fatto altro che sollevare polveroni inutili, senza avere un reale impatto sulle decisioni prese. Il sospetto che si tratti di un’operazione mediatica emerge con forza anche quando Facchetti parla del “tentativo di prevaricare”, riferendosi a quanto accade all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri, dove le frizioni tra chi arbitra in campo e chi gestisce il VAR non sono mai state così evidenti.

L’indagine che coinvolge Rocchi e alcuni suoi colleghi non riguarda soltanto il singolo episodio controverso, ma evidenzia un conflitto più ampio all’interno del mondo arbitrale. Un mondo che, da tempo, appare diviso al suo interno. Facchetti sottolinea come questo “conflitto con sé stesso” abbia ormai preso piede, con episodi che sembrano non trovare alcuna giustificazione logica.

Mentre da una parte c’è chi continua a cercare un clamoroso coinvolgimento dell’Inter, dall’altra c’è chi, come Facchetti, considera la questione “aria fritta”. Nel frattempo, l’indagine continua.

Luis Enrique esulta dopo Bayern Monaco PSG: «Oggi le difese sono state migliori dell’attacco, vogliamo fare un altro bel regalo ai nostri tifosi»

L’allenatore del PSG, Luis Enrique, ha voluto dire la sua dopo il passaggio in finale di Champions League dopo il pari contro il Bayern Monaco

Intervenuto nel corso del postpartita di Bayern Monaco PSG, il tecnico dei parigini Luis Enrique ha commentato così il pareggio ottenuto in semifinale di Champions League, che ha permesso alla sua squadra di staccare il pass per la finale.

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SUL MATCH – «Abbiamo giocato la partita con grande intensità. Oggi le difese sono state migliori dell’attacco. Ma il carattere mostrato contro una squadra vera come il Bayern Monaco penso sia molto positivo. Siamo felici di aver raggiunto la seconda finale consecutiva di Champions».

BAYERN MONACO – «Entrambe le squadre sono simili: amiamo avere la palla, difendere pressando alti. Abbiamo visto una gran bella partita e siamo molto felici perché è difficile giocare contro di loro».

REGALO AI TIFOSI – «Tra due giorni è il mio compleanno e sono molto felice. Raggiungiamo la fase successiva e volgiamo regalare ai tifosi un altro bel regalo».

Kompany dopo Bayern Monaco PSG: «Non riesco a rimanere deluso a lungo, congratulazioni a loro»

L’allenatore del Bayern Monaco, Vincent Kompany, ha voluto dire la sua dopo l’eliminazione in semifinale di Champions League contro il PSG

Intervenuto nel corso del postpartita di Bayern Monaco PSG, il tecnico dei bavaresi Vincent Kompany ha commentato così il pareggio ottenuto in semifinale di Champions League, che è valso il passaggio in finale ai parigini. Queste le sue dichiarazioni a Dazn.

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DELUSIONE – «Non riesco a rimanere deluso a lungo. Certo, alla fine abbiamo perso due partite molto, molto combattute contro un avversario molto forte. Avremmo dovuto essere più decisivi. Congratulazioni al Paris. La Champions League per noi in questa stagione è finita, ma ci sarà un’altra occasione, e questa è una motivazione per me. Abbiamo giocato contro il Paris cinque volte: abbiamo vinto due volte, perso due volte e pareggiato una volta, proprio oggi. Abbiamo provato di tutto, questo va detto».

SUL MATCH – «Penso che il nostro primo tempo sia stato buono. L’unica cosa che devo ancora dire è che il Paris ha difeso incredibilmente bene sui cross. Hanno sempre difeso molto bene sulle seconde palle. Sono stati semplicemente molto attivi e, anche se ci siamo trovati in situazioni pericolose, sono comunque riusciti a impedirci di concludere a rete».

Pagelle Bayern Monaco PSG: i top e i flop della semifinale di Champions League

Pagelle Bayern Monaco PSG: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la semifinale di ritorno di Champions League

Pagelle Bayern Monaco PSG: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la semifinale di ritorno della Champions League 2025/26, terminato sull’1-1.

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Il match si è concluso sull’1-1 (vantaggio lampo di Dembélé, pareggio nel recupero di Kane). Grazie al 5-4 dell’andata, il PSG vola in finale a Budapest dove difenderà il titolo contro l’Arsenal.


I TOP

Khvicha Kvaratskhelia (PSG) Assolutamente incontenibile. Al primo pallone toccato (3′) scambia con Fabian Ruiz, brucia la fascia sinistra e serve a Dembélé un assist perfetto per lo 0-1. Per tutta la partita è una spina nel fianco della difesa bavarese: salta costantemente l’uomo (Upamecano ne sa qualcosa), innesca le ripartenze di Barcola e Doué e impegna Neuer. Dominante.

Matvey Safonov (PSG) Se il PSG vola in finale, parte del merito è del portiere russo. Nel momento di massima spinta del Bayern si erge a muro invalicabile. Decisive le sue doppie parate su Musiala allo scadere del primo tempo e i riflessi sui tentativi di Luis Diaz nella ripresa. Sicuro anche nelle uscite alte e sulle palle inattive.

Manuel Neuer (Bayern Monaco) Nonostante l’eliminazione, il capitano bavarese tiene in vita i suoi fino all’ultimo respiro. Compie un vero e proprio miracolo al 32′ togliendo dall’angolino un colpo di testa a botta sicura di João Neves. Nella ripresa si ripete negando il gol del ko a Doué (in due occasioni), a Kvaratskhelia e a Barcola. Intramontabile.

Willian Pacho & João Neves (PSG) Menzione d’onore per la spina dorsale del PSG. Il difensore Pacho ha annullato Harry Kane per 93 minuti (prima del gol ininfluente nel recupero) con interventi puliti e decisivi. Il centrocampista portoghese, invece, ha recuperato una quantità industriale di palloni, sfiorato il gol di testa e salvato letteralmente la porta su un tiro a botta sicura di Laimer.

I FLOP

Luis Diaz (Bayern Monaco) Tanto fumo e pochissimo arrosto. Il colombiano tocca molti palloni e tenta costantemente il dribbling, ma sbaglia sistematicamente la scelta finale. Tiri sballati sopra la traversa, palloni persi banalmente in fallo laterale e un evitabilissimo cartellino giallo preso per proteste (su un blocco di Beraldo). Nervoso e impreciso.

Dayot Upamecano (Bayern Monaco) Serata da incubo per il centrale francese, costantemente in balia delle finte di Kvaratskhelia e degli scatti di Doué. Non riesce mai a prendere le misure agli attaccanti parigini, scivola spesso ed è costretto ad affidarsi a falli tattici per arginare le ripartenze. Sostituito all’85’ visibilmente frustrato.

L’approccio offensivo del Bayern Monaco Dovendo recuperare la sconfitta dell’andata, ci si aspettava un assalto all’arma bianca fin dal primo minuto. Invece, i bavaresi si sono fatti sorprendere dopo appena 3 minuti dal contropiede del PSG. La squadra di Kompany ha faticato enormemente a innescare Kane, affidandosi troppo a iniziative individuali disordinate e trovando la via della rete (con l’inglese) solo al 94′, quando ormai era troppo tardi.

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Bayern Monaco PSG 1-1, non basta il gol di Kane: i parigini volano in finale di Champions League!

Bayern Monaco PSG 1-1, non basta il gol di Kane: i parigini volano in finale di Champions League! Decisivo il 5-4 dell’andata

La semifinale di ritorno di Champions League tra Bayern Monaco e PSG si è conclusa con un pareggio 1-1 all’Allianz Arena. Nonostante il gol del pareggio di Harry Kane nei minuti di recupero, il risultato non basta ai bavaresi, che vengono eliminati dalla competizione europea. Il PSG accede così alla finale grazie alla vittoria dell’andata per 5-4.

La partita si è sbloccata rapidamente con un gol di Ousmane Dembélé, che ha messo in vantaggio i parigini e indirizzato il match verso la finale. Nonostante un buon secondo tempo da parte del Bayern Monaco, il gol di Kane al 90° minuto, pur essendo spettacolare, non è stato sufficiente a ribaltare il punteggio complessivo.

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Il PSG, sotto la guida di Luis Enrique, conquista così il pass per la finale, dove affronterà l’Arsenal, che ieri ha battuto Atletico Madrid con un 1-0. La sfida tra le due squadre promette di essere un entusiasmante appuntamento per la conquista del trofeo europeo.

Bayern Monaco PSG, la partita di Kvaratskhelia: il focus dentro alla prestazione dell’attaccante

Bayern Monaco PSG, la partita di Kvaratskhelia: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante

Khvicha Kvaratskhelia è senza alcun dubbio tra le stelle di questa edizione 2025/26 della Champions League. Dopo aver brillato nella semifinale d’andata vinta dal PSG grazie anche ad una sua doppietta, ecco la partita dell’ex attaccante del Napoli all’Allianz Arena nella semifinale di ritorno contro il Bayern Monaco, che designa la seconda finalista di Champions League (dopo la vittoria di ieri dell’Arsenal nell’altra semifinale).

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PRIMO TEMPO

Al primo pallone toccato da Kvaratskheila disegna un triangolo con un pregevole tocco d’esterni e se ne va via sullo scambio con Fabian Ruiz, arriva dentro l’area da rigore e di sinistro scarica per Dembélé che a centro area mette il pallone sotto la traversa portando i suoi in vantaggio: meglio di così la gara non poteva iniziare, con questo exploit l’ex Napoli è il primo ad avere partecipato con gol o assist a 7 gare di fila nella fase a eliminazione diretta della Champions League. All’8’ gestisce bene il pallone con un doppiopasso su Laimer. Al 12’ ancora mostra l’intesa con Ruiz, poi con un tocco di suola si prende lo spazio e Laimer è costretto a fermarlo con un fallo: il georgiano appare in splendida serata. Al 15’ è semplicemente incontenibile: tunnel su Upamecano, arriva fino in area e al momento del tiro trova l’opposizione di Tah, guadagnando così un corner. Al 18’ per la prima volta Laimer lo aggredisce nella metà campo francese e gli sottrae la sfera. Al 21’ si accende appena riceve palla, la conclusione al limite viene smorzata e Neuer blocca senza alcun problema. Al 24’ partecipa a uno scambio con Nuno Mendes che viene però fermato con un blocco regolare, nonostante una timida protesta di Kvicha. Al 37’ in una ripartenza si trova a destra, riceve palla da Doue e guadagna un angolo con un cross intercettato. Al 39’ perde palla con un tacco su Olise, Kvara riesce a riconquistarla prontamente. Al 45’ il georgiano prova ad andare in tackle per fermare Olise, il fantasista del Bayern lo evita con una sterzata. A pochi secondi dal termine del primo tempo giallo per Kvaratskheila, reo di buttare via il pallone, una sciocchezza del tutto evitabile

SECONDO TEMPO

Nelle prime fasi della ripresa il Psg abbassa il baricentro, Kvara non è coinvolto nelle occasioni non frequenti dove i francesi si alzano un po’. Al 57’ Kvara entra finalmente in azione: nell’1 vs 1 fa fuori Upamecano con uncinata di destro e sferra un diagonale sinistro molto pericoloso respinto di piede da Neuer. Al 63’ il georgiano si fa trovare libero tra le linee in zona centrale, riceve e parte ma non trova collaborazione e perde palla. Minuto 66’: da fermo lancia benissimo Nuno Mendes che arriva in area, senza riuscire a finalizzare la sua cavalcata. Al 72’ intercetta un pallone, sfodera un grande dribbling e serve Doue in area che calcia senza trovare la porta. Pochi secondi dopo si trova nella sua area a sparacchiare via un pallone con non molta coordinazione. Al 75’ Doue lo serve al limite, conclusione pronta ma impattata dalla difesa del Bayern. Al 79’ Kvara è una furia, va via sull’ex compagno Kim con un sombrero e arriva davanti a Neuer, non riesce però a colpire il pallone in modo pieno e sfuma quello che sarebbe stato un gol fantastico. 83’: ancora un buon intercetto, stavolta nella sua metà campo, serve Nuno Mendes che va al tiro da molto lontano senza trovare lo specchio. Nel finale bel cambio di gioco da destra per Barcola: il nuovo entrato va al tiro e impegna seriamente Neuer. Al 90’ Kvicha scatena l’entusiasmo nella sua panchinaandando a disturbare Luis Diaz sull’out e mettendo in scivolata la sfera in fallo laterale. Al 92’ ha il compito di far rialzare la squadra e non ci riesce, ma un minuto dopo va a prendersi un fallo nella metà campo del Psg. Per Massimo Ambrosini, voce tecnica di Prime Video, non ci sono dubbi: Kvaratskhheila è stato il migliore in campo per la qualità espressa delle tante cose fatte.

Perrone al miele con Fabregas: «È troppo importante per me, siamo vicini alla Champions»

Perrone al miele con Fabregas: «È troppo importante per me, siamo vicini alla Champions». Le parole del centrocampista del Como

In occasione dell’evento dedicato allo Yacht Club di Como, il centrocampista dei lariani, Maximo Perrone, ha parlato così della stagione della squadra di Cesc Fabregas e dell’obiettivo qualificazione alla Champions League. Queste le sue dichiarazioni riportate da TMW.

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PAROLE – «Fabregas è troppo importante per me. Sono cresciuto tanto da quando sono con lui e mi aspetto di continuare questo cammino insieme a lui. Quando sono arrivato qui e ho parlato col mister, è stata la prima cosa che mi ha detto: guardare avanti con ambizione, per il progetto. Ho sempre saputo che ci saremmo potuti arrivare. Ora non ci siamo ancora, ma ci siamo vicini. Pensiamo partita dopo partita».

Morte Beccalossi, il commosso ricordo di Altobelli, Serena e Mancini: «Non mi do pace, un fuoriclasse»

Morte Beccalossi, il commosso ricordo di Altobelli, Serena e Mancini: le parole dei suoi amici ed ex compagni di squadra all’Inter e alla Sampdoria

La morte di Evaristo Beccalossi ha scosso e commosso l’intero mondo del calcio. Questo il ricordo di alcuni suoi ex compagni e amici fraterni. Di seguito le parole rilasciate da Alessandro Altobelli al Corriere della Sera, quelle di Aldo Serena a Repubblica e il pensiero affidato ai social dall’ex ct Roberto Mancini.

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LE PAROLE DI ALTOBELLI – «Il vero morto sono io, non mi do pace. Sono in Kuwait e sto cercando un volo per tornare. Ci capivamo in campo e fuori. Piaceva tanto alla gente perché era estroso e tecnico, tutti volevano essere come lui. Dal giorno che ci siamo conosciuti a Brescia (Spillo ha giocato con le Rondinelle insieme a Beccalossi dal 1974 al 1977, poi l’avventura all’Inter, ndr), siamo sempre stati insieme. Lui era un fantasista anche fuori dal rettangolo di gioco»

LE PAROLE DI SERENA – «Sono andato a trovare Evaristo qualche mese fa, ma non era vita per un uomo come lui. Era stato uno sportivo e una persona eccezionale, sprizzava gioia ed energia, era uno degli uomini più vitali che io abbia mai conosciuto. Era sorprendente la sua qualità nel giocare a calcio. Aveva una tecnica eccezionale. Gli dicevo: ‘Evaristo, non sapevo ci fossero giocatori bravi come te’. Ma per lui era normale».

LE PAROLE DI MANCINI – «Sei stato un fuoriclasse. Ciao Becca».

Piqué nei guai, maxi squalifica di due mesi: aveva minacciato gli arbitri durante Andorra-Albacete!

Piqué nei guai, maxi squalifica di due mesi: aveva minacciato gli arbitri durante Andorra-Albacete! La decisione della Federazione Spagnola

Gerard Piqué è stato squalificato per due mesi dalla Commissione Disciplinare della Federazione Spagnola di Calcio (RFEF), come riportato dal quotidiano spagnolo El País. L’ex difensore del Barcellona, attualmente principale azionista dell’Andorra, ha ricevuto la sanzione per aver usato “violenza lieve” nei confronti degli arbitri durante la partita tra la sua squadra e l’Albacete. Oltre alla sospensione dalle competizioni, Piqué è stato anche colpito da una squalifica di due mesi per “atti notori e pubblici che ledono la dignità e il decoro sportivo”.

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La stessa punizione è stata inflitta a Jaume Nogués, direttore sportivo dell’Andorra, mentre il presidente del club, Ferran Vilaseca, ha ricevuto una squalifica di quattro mesi. Anche Cristian Lanzarote, delegato di campo, è stato sanzionato con tre partite di sospensione. Inoltre, il club dovrà affrontare una multa di 1.500 euro e la chiusura parziale dello stadio per due partite, che coinvolgerà le zone tribuna e VIP.

Questa sanzione arriva dopo che l’Andorra ha accumulato oltre 40.000 euro di multe in questa stagione per episodi simili.

Lotta salvezza: tre giornate decisive! Il Lecce prova a blindare la permanenza, la Cremonese cerca l’impresa

Lotta salvezza: Lecce in vantaggio in classifica, ma la Cremonese sogna il ribaltone nelle tre giornate finali di Serie A 2025/2026

La salvezza in Serie A si deciderà nelle ultime tre giornate soprattutto tra Lecce e Cremonese: i salentini partono con un vantaggio di quattro punti, ma il calendario e la forma recente mantengono aperto il confronto.

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Il quadro dopo la 35ª giornata è chiaro: Lecce 32 punti, Cremonese 28, con Pisa e Verona già retrocesse, e il terzultimo posto che vale la permanenza in A rimasto l’unico vero nodo da sciogliere. Nelle ultime uscite il Lecce ha ottenuto un successo pesante a Pisa (1‑2), risultato che ha contribuito a mandare i toscani in B, mentre la Cremonese ha perso contro la Lazio (1‑2) in una partita decisa nel finale da Noslin al 92’. Questi risultati hanno fissato il divario a quattro punti con tre giornate da giocare, una forbice che dà al Lecce la possibilità di gestire ma non il lusso di sbagliare.

Analizzando il calendario delle ultime tre giornate, il fattore campo e gli avversari pesano in modo diverso per le due squadre. Il Lecce affronterà tra le altre la Juventus in casa, una sfida di grande difficoltà ma anche un’occasione per sfruttare il supporto del pubblico; la Cremonese, invece, dovrà cercare punti in partite dove la pressione è massima e gli avversari possono giocare più liberi. La differenza reti parla a favore dei salentini solo in parte: Lecce -23, Cremonese -26, numeri che sottolineano come entrambe le difese abbiano sofferto durante la stagione e che ogni gol subito o segnato nelle prossime giornate potrà risultare decisivo.

Lo scenario pratico è semplice: il Lecce può controllare la situazione con due risultati utili, mentre la Cremonese è obbligata a vincere per riaprire la corsa e sperare in passi falsi dei salentini. La chiave per i grigiorossi sarà ritrovare solidità difensiva e concretezza offensiva, sfruttando eventuali scontri diretti e la pressione psicologica sugli avversari; per il Lecce, invece, servirà equilibrio tattico e gestione delle energie per non farsi sorprendere. Con tre giornate da giocare e il destino ancora in bilico, ogni scelta tecnica e ogni episodio di gara avranno un peso enorme: la lotta salvezza promette di restare incandescente fino all’ultima giornata.

Milan Atalanta, Allegri stravolge l’undici: il nuovo volto del Diavolo per San Siro

Milan Atalanta, Massimiliano Allegri cambia tutto: il Diavolo si ridisegna per la sfida di San Siro. Tutti gli aggiornamenti

Dopo il pesante ko del Mapei Stadium, Massimiliano Allegri ha deciso di intervenire con decisione. Il tecnico ha definito la prova contro il Sassuolo come la peggiore della stagione e, anche alla luce di alcune assenze pesanti, è pronto a cambiare profondamente l’undici in vista della sfida di domenica contro l’Atalanta. Le prime modifiche riguardano la difesa: con Tomori squalificato e Modric infortunato, la linea a tre davanti a Maignan sarà composta da Gabbia, Pavlovic e dal rientrante De Winter. Sulle fasce, a sinistra tornerà Bartesaghi al posto di Estupiñán, mentre a destra resta aperto il ballottaggio tra Saelemaekers e il giovane Athekame.

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La rivoluzione prosegue a centrocampo, dove Allegri è pronto a rilanciare Ruben Loftus‑Cheek dopo oltre due mesi senza una maglia da titolare: l’inglese agirà da mezzala destra per dare fisicità e inserimenti. In regia, invece, il favorito è Youssouf Fofana, che dovrebbe prendere il posto di Modric e superare nelle gerarchie Jashari, garantendo equilibrio e costruzione del gioco.

Cambiamenti attesi anche in attacco. Rafael Leão resta il punto fermo nonostante le difficoltà recenti nei dribbling, ma il partner sarà diverso: Allegri sembra orientato a lasciare fuori sia Nkunku che Pulisic, puntando su Santiago Gimenez. Il messicano avrà il compito di dare una scossa a un reparto offensivo che nelle ultime settimane ha faticato enormemente a trovare la via del gol.

Roma, Malen svolge lavoro personalizzato: le ultime sulle sue condizioni. Su Pellegrini, Dovbyk e Zaragoza

Roma, gestione mirata per Malen: aggiornamenti dall’infermeria su Pellegrini, Dovbyk e Zaragoza. Le ultimissime

La Roma prosegue la preparazione a Trigoria in vista della trasferta di Parma, con l’obiettivo di dare continuità al successo ottenuto contro la Fiorentina nell’ultimo turno di campionato. L’atmosfera è positiva, ma lo staff tecnico resta concentrato sulla gestione fisica dei giocatori in questa fase decisiva della stagione.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La principale novità di giornata riguarda Donyell Malen, che ha svolto una seduta di lavoro personalizzato. Non si tratta di un campanello d’allarme: il programma era infatti già stato pianificato, anche se le condizioni dell’attaccante olandese verranno comunque monitorate nelle prossime ore per garantire una gestione ottimale.

Hanno lavorato a parte anche gli infortunati Pellegrini, Dovbyk e Zaragoza, ancora impegnati nei rispettivi percorsi di recupero. Le loro situazioni saranno valutate giorno per giorno per capire se qualcuno potrà avvicinarsi alla convocazione per la sfida del Tardini.

Moviola Bayern Monaco PSG: gli episodi dubbi del match valido per la semifinale di Champions League

Moviola Bayern Monaco PSG: gli episodi dubbi del match diretto da Pinheiro, valido per la semifinale di Champions League 2025/26

All’Allianz Arena si sta giocando il delicato match della semifinale di Champions League tra Bayern Monaco e PSG . Ecco la moviola della sfida diretta da Pinheiro:

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LA MOVIOLA

PRIMO TEMPO

Gatra molto vivace subito e anche molto corretta nelle prime fasi. Giallo prima dello scoccare dei 10 minuti per Mendes che va direttamente sull’uomo per fermare un’accelerazione di Olise sulla fascia. Al 13′ proteste di Olise per un corner non concesso su rimpallo con Nuno Mendes. Al 23′ segnalato prontamente il fuorigioco di Kane che scatta poco dopo oltre la linea di metà campo. Al 26′ scontro Upamecano-Nuno Mendes ma non c’è fallo, il giocatore del Bayern è in netto anticipo e quello del Psg si scontra fatalmente. Al 29′ mani di Nuno Mendes, sarebbe a rischio di secondo giallo, però c’è un precedente intervento scorretto di Laimer che ne sana l’irregolarità, episodio controverso sul quale tutta la panchina del Bayern salta in piedi. Al 30′ Joao Neves intercetta in area un rilancio di Vitinha, il braccio è molto largo anche se ha l’intenzione di proteggersi il volto e pertanto il rigore non viene fischiato. Poco dopo ammonito Stanisic per proteste, il clima si fa caldo. Lanci di oggetti dal pubblico, Neuer va a calmare i propri tifosi. Secondo il bordocampista di Prime Video, Alessandro Alciato, Kompany mette pressione sul quarto uomo da inizio gara, lamentandosi ad ogni decisione contraria alla sua squadra. Sono “solo” 2 i minuti di recupero, il pubblico fischia. A pochi secondi dal termine del primo tempo giallo per Kvaratskheila, reo di buttare via il pallone. Si va al riposo con una situazione quasi paritaria di falli: 6 per il Bayern, 5 per il Psg.

SECONDO TEMPO

La ripresa inizia con Pacho che rimane a terra, Kane calciando lo tocca con i tacchetti alla testa e gli procura una piccola ferita. Al 51′ ancora Pacho prende un colpo da Laimer col gomito. All’ora di gioco Pinheiro viene colpito durante un’azione offensiva del Bayern. Partita molto viva, però il clima di polemiche della prima frazione di gioco non c’è più e la sfida scorre senza problemi. Al 78′ cartellino per Luis Diaz che protesta per un blocco di Hernandez. Rabbioso Kane quando in caduta non riceve un fischio a favore, ma contrario per un tocco di mani. Ammonito Marquinhos che trattiene vistosamente Luis Diaz quando si vede scavalcato da un lancio. Il recupero decretato è di 5 minuti, il gol dell’1-1 e i crampi di Marquinhos allungano il tempo di 90 secondi. La gara si chiude con un bilancio di correttezza: 11 i falli dei padroni di casa, uno in più da parte della prossima finalista di Champions League.

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Lecce, le indicazioni verso la Juve: Banda ancora in gruppo, novità anche per Veiga. Le ultimissime

Lecce, cosa filtra in vista della Juventus: Banda e Veiga lavorano solo in parte con la squadra. Gli aggiornamenti

Il Lecce ha ripreso oggi la preparazione al Centro Sportivo di Martignano in vista della sfida di sabato sera al Via del Mare contro la Juventus di Spalletti, valida per la 36ª giornata di Serie A. Un match pesantissimo per entrambe le squadre, con i giallorossi che cercano di difendere il margine sulla Cremonese terzultima. La formazione di Di Francesco arriva all’appuntamento con 32 punti in 35 giornate, quattro in più proprio dei grigiorossi, e la gara contro i bianconeri può rivelarsi decisiva nella gestione di questo vantaggio a tre turni dalla fine.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Sul fronte infermeria, l’allenatore deve fare i conti con diverse situazioni delicate. Restano ai box i giocatori che da giorni svolgono lavoro differenziato — Berisha, Fofana, Gaspar e Sottil — ma ci sono novità anche per Banda e Danilo Veiga: l’attaccante africano ha lavorato ancora parzialmente in gruppo, mentre il difensore portoghese si è aggiunto alla lista degli elementi da monitorare in vista della Juventus. Le loro condizioni verranno valutate giorno per giorno per capire se potranno essere convocati.

Un precedente incoraggiante arriva dalla gara d’andata, quando il Lecce riuscì a fermare la Juventus sull’1‑1 all’Allianz Stadium: Banda aprì le marcature nel recupero del primo tempo, prima del pareggio di McKennie a inizio ripresa. Un risultato che aggiunge ulteriore peso alla sfida del Via del Mare, dove i giallorossi cercheranno punti fondamentali per blindare la permanenza in Serie A.

Inter, Calhanoglu lavora a parte: fastidio al polpaccio per Pio Esposito in vista della Lazio

Inter, Hakan Calhanoglu ancora ai margini del gruppo: da monitorare il polpaccio di Pio Esposito. Le ultimissime notizie

L’Inter è tornata oggi ad allenarsi ad Appiano Gentile per preparare la sfida di sabato contro la Lazio all’Olimpico, in un clima decisamente più disteso dopo la conquista aritmetica dello scudetto ottenuta contro il Parma. Nonostante il tricolore già in tasca, la squadra di Cristian Chivu vuole mantenere continuità e ritmo, con il tecnico concentrato soprattutto sulla gestione fisica dei giocatori in questa fase finale della stagione.

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Nel report odierno spicca la situazione di Hakan Calhanoglu, che ha svolto un lavoro personalizzato restando a parte rispetto al gruppo: il centrocampista turco verrà monitorato quotidianamente in vista della rifinitura. Notizie più positive arrivano invece da Luis Henrique, che ha partecipato a una parte della seduta con i compagni. Per l’esterno brasiliano, lo staff valuterà nei prossimi giorni la possibilità di una convocazione già per la trasferta contro la Lazio.

Restano da verificare infine le condizioni di Pio Esposito, ancora alle prese con il fastidio accusato nell’ultima gara contro il Parma, che aveva portato Chivu a sostituirlo all’intervallo. L’attaccante continuerà a essere seguito dallo staff medico nei prossimi giorni per capire se potrà essere a disposizione per il match dell’Olimpico.

Lewandowski, ore decisive: l’agente Zahavi tra l’Italia e il vertice con il Barcellona per parlare del rinnovo

Dal blitz in Italia al faccia a faccia con il Barcellona: il punto sul futuro di Lewandowski e sul lavoro di Zahavi

Pini Zahavi, agente tra gli altri di Robert Lewandowski, è stato nelle ultime ore in Italia per una serie di incontri con diversi club, tra cui anche la Juventus. I rapporti tra le parti sono consolidati e il confronto ha toccato vari temi legati agli assistiti del procuratore, compreso naturalmente l’attaccante del Barcellona, per il quale in casa bianconera esistono grande stima e riconoscimento del valore tecnico.

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Nonostante ciò, al momento non risultano approfondimenti concreti né una reale intenzione della Juve di entrare in corsa per il polacco, frenata da considerazioni legate all’età del giocatore e alle sue aspettative economiche.

Terminata la tappa italiana, Zahavi è ripartito da Milano alla volta di Barcellona, dove nelle prossime ore incontrerà la dirigenza blaugrana. Sul tavolo ci saranno il rinnovo di Hansi Flick e il futuro di Lewandowski, il cui contratto scade il 30 giugno 2026. In questo contesto, non è da escludere che il club catalano possa valutare una proposta di prolungamento.

Bega in esclusiva a Cagliarinews24: «Penso che Pisacane sia stato un grande artefice, una grande rivelazione per questo Cagliari»

Bega a Cagliarinews24: «Penso che Pisacane sia stato un grande artefice, una grande rivelazione per questo Cagliari»

Francesco Bega, protagonista di due stagioni in Sardegna tra il 2004 e il 2006 culminate con altrettante salvezze in Serie A, è tornato a parlare del Cagliari ai microfoni di CagliariNews24. Nell’intervista esclusiva, l’ex difensore rossoblù ha ripercorso il suo periodo nell’isola, si è soffermato sulla figura di Fabio Pisacane e ha offerto una riflessione sul momento attuale del calcio italiano. Queste le sue parole.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il Cagliari ha raggiunto la salvezza grazie alla vittoria della Lazio contro la Cremonese. Qual è il suo giudizio sulla stagione dei rossoblù?

«Il Cagliari, come le altre squadre dove ho giocato, le guardo sempre con molto interesse e attaccamento. Seguivo la Primavera di Fabio Pisacane l’anno scorso. Non pensavo potesse fare così bene tra i giovani e affrontare la Serie A così, però si è vista subito la sua impronta, cioè la squadra aveva già una mentalità fin dall’inizio. Penso che mister Pisacane sia stato un grande artefice, una grande rivelazione per questo Cagliari, che ha degli ottimi giocatori e ha creato un gruppo valido, con qualità e fisicità. Sono stati bravi tutti quanti, dal direttore sportivo al presidente. Ha fatto un bel campionato insomma, è arrivato a tre giornate dalla fine quasi matematicamente salvo, è un bel traguardo».

Fabio Pisacane ha vissuto la sua prima annata nel professionismo dopo l’ottimo percorso con la primavera sarda. Come valuta la sua gestione? Merita la conferma?

«Gli sbagli li fanno anche gli allenatori più esperti, secondo me dobbiamo smettere di fare questi questi ragionamenti con i giovani. Alla fine quando uno è bravo va portato avanti, gli vanno concessi degli errori, come li fanno i grandi li fanno pure quelli meno esperti. Quindi poi alla fine le qualità le ha dimostrate sicuramente perché ha un’identità il Cagliari e questa era la cosa importante. Non so quale sarà il mercato del Cagliari, però penso che lui si sia ampiamente meritato una conferma, poi dopo non sono io a decidere. Per quanto riguarda gli errori partiamo da questo presupposto: li fanno anche i grandi, quindi Pisacane è stato bravo alla sua prima stagione».

Il calcio italiano sta vivendo un momento confusionale tra FIGC, AIA e l’Italia che ha perso contro la Bosnia nello spareggio per i Mondiali. Che idea si è fatto delle indagini e del momento del nostro movimento calcistico?

«Esprimere un giudizio adesso mi sembra affrettato perché prima di farlo bisogna realmente capire che cosa è successo, quindi non mi sento io di poter giudicare in questo momento. Nel calcio italiano mi piacerebbe vedere allenatori e dirigenti con molto più coraggio e cercare in Italia e meno all’estero i ragazzi validi. Verrei che avessero più coraggio nel lanciare i ragazzi giovani. Perché quello che noto io è che ci sono tanti stranieri che poi sono in panchina, questo è il mio pensiero. Ce ne facciamo poco, poi è normale che soffra la nazionale italiana perché se vai a vedere le partite ci sono venti giocatori stranieri in campo. Creiamo giocatori per le altre nazionali! Questo secondo me dovrebbe essere un po’ riequilibrato».

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È successo di nuovo, dopo 17 anni: ormai non ci credeva più nessuno

Per una volta il calcio bulgaro non parla del Ludogorets. E già questo, da solo, racconta parecchio. Dopo quattordici campionati vinti di fila dalla stessa squadra, la sensazione era quasi quella di un torneo bloccato, con tutti gli altri costretti a inseguire senza arrivare mai davvero fino in fondo.

Stavolta è cambiato tutto. Il Levski Sofia è tornato campione di Bulgaria, chiudendo un’attesa durata 17 anni e conquistando il ventisettesimo titolo della propria storia. La certezza matematica è arrivata con il successo per 1-0 contro il CSKA 1948, firmato dal gol di Marko Dugandzic al 71’, in una serata esplosa poi tra fuochi, bandiere e una liberazione che a Sofia aspettavano dal 2009.

Il lavoro di Velazquez e una stagione quasi perfetta

Il volto tecnico di questa svolta è quello Julio Velazquez, allenatore spagnolo visto in Italia sulla panchina dell’Udinese nella stagione 2018/2019, che ha preso una squadra storica, ma appesantita da anni complicati e l’ha riportata dove mancava da troppo tempo.

Il tecnico ha costruito il titolo in una stagione solida, con il Levski capace di assicurarsi il campionato e garantirsi anche l’accesso ai preliminari di Champions League.

I numeri spiegano una parte della storia: 24 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte in 32 partite, con un vantaggio largo sulla seconda. Ma i numeri, in casi così, non bastano. Perché il Levski non partiva con la forza economica del Ludogorets, né con l’abitudine recente a vincere. Ha dovuto ricostruire credibilità, gestione della pressione, continuità.

Ora resta la parte meno romantica: difendere quanto appena conquistato. Perché vincere dopo 17 anni è una scossa enorme, ma restare in alto, con la Champions da preparare e tutti gli occhi addosso, è un’altra cosa ancora.

Formazioni ufficiali Bayern Monaco PSG, le scelte di Kompany e Luis Enrique per il match di Champions League

Formazioni ufficiali Bayern Monaco PSG, le scelte di Kompany e Luis Enrique per il match, valido per la semifinale di Champions League

La Champions riaccende le luci e lo fa con una sfida che ha tutto il sapore di una finale anticipata. Questa sera, mercoledì 6 maggio, il calcio europeo vede l’atteso confronto tra Bayern MonacoPSG, valido per per la semifinale di ritorno. Un duello ad altissima quota, carico di tensione e qualità, che promette spettacolo.

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Le scelte dei due allenatori: le formazioni ufficiali

A ridosso del fischio d’inizio, i due tecnici hanno sciolto ogni riserva tattica. Di seguito, ecco le formazioni ufficiali di Bayern MonacoPSG, scelte rispettivamente da Kompany e Luis Enrique.

BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer; Laimer, Upamecano, Tah, Stanisic; Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala, Luis Diaz; Kane. Allenatore: Kompany

PSG (4-3-3): Safonov; Zaire-Emery, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha, Fabian Ruiz; Doué, Dembélé, Kvaratskhelia. Allenatore: Luis Enrique

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Elezioni FIGC, Malagò sicuro: «La mia ineleggibilità? Non vale la pena commentare»

Elezioni FIGC, Malagò non ha dubbi: «La mia ineleggibilità? Non vale la pena commentare». Le sue dichiarazioni

La polemica sulla presunta ineleggibilità di Giovanni Malagò alla presidenza FIGC, legata al tema del “cooling off period”, è stata liquidata dallo stesso dirigente con parole nette: «Io penso che nella vita non ci sia niente di peggio che dare risposta a situazioni che non vale la pena commentare». Il riferimento è alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, secondo cui il suo passato da presidente di un ente vigilante potrebbe impedirgli di assumere immediatamente la guida di una controllata come la Federazione.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il commento è arrivato al termine dell’incontro con i club di Serie B, occasione nella quale Malagò — candidato sostenuto dalla Serie A e ora appoggiato ufficialmente anche da Assocalciatori e Assoallenatori — ha definito il confronto «interessante e divertente con alcune persone che conosco molto bene, altre meno. Abbiamo contestualizzato il momento e sono emerse idee interessanti». L’ex numero uno del CONI ha poi aggiunto: «Bedin (presidente della Lega di B, ndr) l’ho incontrato due volte: una a Milano e poi mi è venuto a trovare in ufficio con un documento che ho studiato. Molte di quelle cose sono condivise. Un documento che è un libro dei sogni ma ho spiegato che bisogna andare sulle priorità, le abbiamo tirate fuori e non spetta a me dire quali sono».

Sulla tempistica della sua candidatura, Malagò ha ribadito che non farà annunci prima del confronto con la Serie C previsto per venerdì. «Qualcuno mi ha chiesto perché non l’abbia fatto avendo già i numeri per portare avanti la candidatura, ma questo è un mondo in cui se manchi di rispetto a una componente poi ti perdi per strada. Aspettiamo venerdì», ha concluso.

Neymar vs Robinho Jr, pace fatta: «Tutto è risolto, queste sono cose del calcio È stato brutto per entrambi»

Neymar vs Robinho Jr mettono fine alla tensione: «Questione chiusa, episodi così fanno parte del calcio»

La tensione esplosa al centro sportivo “Rei Pelé” tra Neymar e Robinho Jr, nata da un dribbling giudicato irrispettoso e sfociata in spintoni e insulti, è ufficialmente rientrata: dopo la denuncia extragiudiziale presentata dal figlio dell’ex Milan e le sue riflessioni sull’addio al Santos, il chiarimento è arrivato sul campo nella gara contro il Deportivo Recoleta, dove prima un abbraccio dopo il gol e poi le scuse pubbliche hanno sancito la pace tra i due.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

NEYMAR – «Queste sono cose del calcio, doveva rimanere tra noi. C’è stato un malinteso in allenamento, una mia reazione in cui ho finito per esagerare un po’ ma subito dopo ho chiesto scusa, abbiamo parlato negli spogliatoi e ci siamo capiti. È un ragazzo a cui voglio molto bene. Doveva essere risolta qui dentro, invece è finita nelle mani di persone che non vivono il quotidiano e la situazione è degenerata in modo molto negativo»

ROBINHO JR – «È stato un errore, lo ha ammesso. Sono stato abbastanza uomo da andare da lui e parlargli. Tutto è risolto. Denuncia? È stato un momento di rabbia con i miei agenti, più un sentimento che una decisione ponderata. Avrei dovuto pensarci due volte, non doveva uscire sui media né creare tutto questo caos. È stato brutto per entrambi. Accetto le scuse»

Caso arbitri, le intercettazioni su Rocchi rivelano le presunte “pretese” dei club

Indagine sul mondo arbitrale: nelle intercettazioni su Rocchi compaiono le “pretese” dei club. Tutti i dettagli e le ultime

Nell’inchiesta sul presunto sistema arbitrale emergono nuovi elementi: secondo quanto filtra, esisterebbero intercettazioni risalenti a poco più di un anno fa tra il designatore autosospeso Gianluca Rocchi (indagato) e Riccardo Pinzani (non indagato), ex incaricato FIGC per i rapporti tra AIA e club, oltre a conversazioni tra lo stesso Rocchi e Andrea Butti (non indagato), responsabile dell’ufficio Competizioni della Lega Serie A. Le audizioni svolte oggi alla Procura di Milano — condotte dagli inquirenti della Guardia di Finanza coordinati dal pm Maurizio Ascione — hanno visto alternarsi Pinzani, Butti e il club referee manager della Lazio, contribuendo a delineare ulteriori aspetti del quadro investigativo. Lo riporta Calcio & Finanza.

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Parallelamente, le indagini proseguono con l’obiettivo di approfondire le presunte richieste, definite «pretese», avanzate da alcuni club in merito alle designazioni arbitrali, un punto ritenuto centrale dagli inquirenti per comprendere eventuali pressioni o condizionamenti.

Nel mirino resta anche la natura dei rapporti tra Rocchi e Giorgio Schenone, Club Referee Manager dell’Inter, che non risulta indagato ma la cui posizione viene comunque analizzata per ricostruire dinamiche e interlocuzioni all’interno del sistema arbitrale. Le verifiche continueranno nei prossimi giorni per chiarire ogni possibile zona d’ombra.

Infortunio Kean, rientro sempre più vicino: c’è la Juve come possibile partita del ritorno in campo

Infortunio Kean, la Fiorentina vede il rientro per la Juve: dagli allenamenti arrivano segnali importanti su come sta l’attaccante

In casa Fiorentina tornano finalmente segnali incoraggianti, anche se al Viola Park la parola d’ordine resta prudenza. Dopo settimane di apprensione, il club respira un clima più sereno grazie ai progressi del suo centravanti titolare, fermato da un infortunio alla tibia più insidioso del previsto. Lo stop forzato ha imposto una gestione estremamente cauta, ma ora si intravede la luce in fondo al tunnel per l’ex Juventus.

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La notizia più rilevante riguarda infatti il ritorno in campo di Moise Kean, che ha ricominciato a lavorare sull’erba del centro sportivo, segnando un passo decisivo nel percorso di recupero. Nonostante i miglioramenti, resta in dubbio la sua presenza nella prossima sfida di campionato contro il Genoa, un appuntamento che appare ancora troppo vicino per garantirne una convocazione in totale sicurezza. Lo staff medico e tecnico, consapevole della delicatezza del caso, continua a muoversi con estrema cautela.

Le indicazioni che filtrano dall’ambiente gigliato vanno tutte nella direzione di una strategia conservativa: evitare rischi inutili e puntare a un rientro davvero completo. Per questo, prende sempre più corpo l’idea che Kean possa tornare in campo nel big match contro la Juventus, una partita dal forte valore simbolico e potenzialmente perfetta per chiudere il cerchio del suo infortunio. I prossimi test sul campo saranno decisivi per capire se l’attaccante potrà davvero presentarsi a quell’appuntamento nelle migliori condizioni.


Ndicka Juventus, Comolli studia una maxi operazione con la Roma: l’idea dello scambio prende quota. I dettagli

Ndicka Juventus: Damien Comolli apre a uno scambio con la Roma in una trattativa che può cambiare gli equilibri

La Serie A non vive solo di duelli per un posto in Champions, ma anche di manovre sottili dietro le quinte. In questo intreccio di diplomazia e strategie, Torino e Roma sembrano destinate a incrociare i propri interessi di mercato. L’indiscrezione che sta circolando nelle ultime ore parla di un possibile asse molto caldo: la Juventus avrebbe messo nel mirino Evan Ndicka, inserendolo in una maxi operazione capace di coinvolgere nomi importanti e di modificare gli equilibri delle due rose.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Alla Continassa l’obiettivo è chiaro: rinforzare la difesa con un profilo mancino che unisca fisicità, qualità nell’impostazione e affidabilità, caratteristiche ritenute fondamentali per il sistema di gioco di Spalletti. In questo quadro, Ndicka rappresenta una soluzione ideale: l’ex Eintracht si è adattato rapidamente al calcio italiano, ha un ingaggio sostenibile e offre garanzie tecniche e caratteriali. Non si tratterebbe però di un’operazione isolata. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l’idea — ancora embrionale ma molto suggestiva — sarebbe quella di costruire uno scambio che porti l’ivoriano a Torino e Koopmeiners verso la Capitale.

La Roma, dal canto suo, valuta Ndicka circa 40 milioni di euro, cifra che certifica la crescita del difensore e l’interesse di diversi top club europei, tra cui il Barcellona. Un’operazione complessa, che richiederebbe incastri perfetti e volontà condivise, ma che potrebbe trasformarsi in uno dei dossier più caldi della prossima estate.

Calciomercato Lazio, spunta un nome nuovo per l’attacco: idea Bayo! L’indiscrezione

Calciomercato Lazio, nuovo obiettivo per l’attacco dei biancocelesti: prende quota la pista Bayo. Le ultimissime

La Lazio è nel pieno della corsa per blindare l’ottavo posto in Serie A e prepara la delicatissima finale di Coppa Italia contro l’Inter, ma nel frattempo la dirigenza biancoceleste ha iniziato a muovere le prime pedine in vista del prossimo mercato. L’obiettivo è rinforzare il reparto offensivo con profili fisici, pronti al salto di qualità e capaci di aggiungere soluzioni diverse all’attacco di Sarri,

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Secondo quanto riportato da Footmercato, il nuovo nome sul taccuino di Claudio Lotito è quello di Mohamed Bayo, attaccante guineano classe 1998 di proprietà del Lille e attualmente protagonista in Turchia con il Gaziantep. La sua struttura fisica, unita al senso del gol, lo rende un profilo particolarmente interessante per lo scacchiere biancoceleste. L’operazione, però, non è semplice: il club turco dispone di un diritto di riscatto da circa 4 milioni di euro e sembra intenzionato a esercitarlo per poi rivendere il giocatore generando una plusvalenza, approfittando dell’interesse crescente attorno al centravanti.

La Lazio, infatti, non è sola nella corsa a Bayo. In Bundesliga il giocatore piace a Stoccarda e Friburgo, mentre in Liga è seguito dal Celta Vigo. Anche in Turchia non mancano le pretendenti, con Fenerbahce e Besiktas pronte a inserirsi. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il club biancoceleste riuscirà a superare la concorrenza internazionale e portare a Formello un attaccante che, per caratteristiche, potrebbe rappresentare un tassello importante per la nuova Lazio.

Abete dopo l’incontro: «Il problema non è la qualità del presidente federale ma la capacità di trovare insieme…»

Abete: «Il problema non è la qualità del presidente federale ma la capacità di trovare insieme…». Le dichiarazioni

Si è da poco concluso l’incontro tra Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, e i rappresentanti dei club di Serie B. Le sue parole:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE «Confronto positivo. Importante che ci siano approfondimenti dei problemi in questa fase. Obiettivo è che le componenti parlino dei problemi del calcio. Bisogna legittimare un percorso e dare delle priorità»

«Io vado tranquillamente avanti e la presentazione di una candidatura che determina e facilita un percorso nei 40 giorni successivi di approfondimenti delle tematiche. Sappiamo come vanno le cose. Se non c’è competizione tutti dicono vediamo che fa il presidente. Il problema non è la qualità del presidente federale ma la capacità di trovare insieme la sintesi dei problemi esistenti se non si fa questo nessuno può risolvere i problemi».

Bove: «Sono contento di aver ricominciato e di aver rimesso il calcio al centro della mia vita» – FOTO

Bove parla sui social: «Sono contento di aver ricominciato e di aver rimesso il calcio al centro della mia vita» – FOTO

Dalle immagini che avevano gelato Firenze al ritorno in campo in Inghilterra: la stagione di Edoardo Bove è stata un percorso di rinascita dopo il malore accusato contro l’Inter e il lungo stop che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco per oltre un anno. Ripartito dal Watford, il centrocampista ex Roma ha ritrovato minuti e fiducia con gli Hornets: prima l’esordio a febbraio, poi il primo gol a marzo e infine la prima da titolare poco più di un mese fa. Un cammino graduale ma significativo, che Bove ha voluto raccontare sui social attraverso un post in cui ripercorre difficoltà, emozioni e determinazione di questo “nuovo inizio”, simbolo di un ritorno che oggi sembra aver lasciato definitivamente alle spalle il momento più difficile della sua carriera. Le sue parole:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE «Dopo più di un anno lontano dal campo, questi 4 mesi hanno significato tanto. Sono contento di aver ricominciato e di aver rimesso il calcio al centro della mia vita. Ringrazio tutti coloro che l’hanno reso possibile. Allo stesso tempo, non nascondo che speravo fosse più facile ritrovare spazio, ritmo e sensazioni. Il calcio però è anche questo: non basta voler tornare, bisogna riconquistarsi tutto giorno dopo giorno. Io sono pronto, la prossima stagione per me è già iniziata»

Il fallimento del calcio italiano: I numeri flop in Champions League e la lezione dell’Europa – VIDEO

Il fallimento del calcio italiano: numeri impietosi in Champions e la lezione che arriva dall’Europa – VIDEO

Smettetela di mentire a voi stessi. Ho letto e sentito troppi “puristi” storcere il naso davanti al clamoroso 5-4 tra Bayern Monaco e PSG in semifinale di Champions League. “Quello non è calcio”, dicono. “Non sanno difendere”, ripetono. Sapete cosa vi dico io? Che forse avete ragione: quello non è il calcio a cui siamo abituati noi. Quello, molto semplicemente, è il calcio che vince, mentre in Italia siamo rimasti a guardare la TV dal divano.

Lo Spettacolo Europeo contro il Tatticismo della Serie A
Parliamo di numeri, perché le statistiche non hanno opinioni. Nell’ultima giornata di Serie A, nelle 8 partite giocate nel weekend, ci sono stati appena 10 gol totali. Una miseria. Ben tre pareggi per 0-0. Stiamo assistendo a un mortorio tattico dove la paura di farsi male è infinitamente più grande della voglia di attaccare l’avversario.
In Europa si gioca a viso aperto, si corre il rischio, si cerca la rete costantemente. In Italia, al primo gol segnato, ci chiudiamo in una trincea di tatticismi che annoiano e, purtroppo, non pagano più.

I Numeri del Fallimento in Champions League
Non venite a parlarmi di “fase difensiva superiore”. I dati dell’ultima Champions League sono una sentenza senza appello. Le nostre squadre – Inter, Juve, Atalanta e Napoli – hanno messo insieme un bilancio clamorosamente negativo: 61 gol fatti e ben 67 subiti.
L’Atalanta ne ha incassati 10 dal Bayern in due partite, il Napoli 15 nella prima fase. Sapete cosa significa? Che non è vero che all’estero “non sanno difendere”. La realtà è che quando il ritmo si alza, il nostro castello di carta tattico crolla. Non a caso, quest’anno non abbiamo portato nemmeno una squadra ai quarti di finale.

La Lezione di Spalletti e il Futuro del Calcio
Anche Luciano Spalletti lo ha ammesso prima di Juve-Verona: “Il calcio moderno va verso questa decisione di prendersi qualche rischio, non paga mantenere un ordine e un ritmo basso”. Mentre noi celebriamo l’ennesimo 0-0 “tatticamente perfetto”, le big d’Europa ci segnano in faccia e alzano i trofei.

Possiamo continuare a vantarci della nostra storica “scuola difensiva”. Ma finché non capiremo che il coraggio è l’unica via per trionfare, resteremo la periferia del calcio mondiale. Vogliamo la perfezione tattica dello 0-0 o vogliamo tornare a vincere? Oggi le due cose si escludono a vicenda. Facciamocene una ragione.

Udinese, aggiornamenti dall’infermeria: Davis recupera, Atta rientra senza problemi

Udinese, il punto sui recuperi dei bianconeri: Keinan Davis vede il rientro, Atta completamente ristabilito. Le ultimissime

In casa Udinese arrivano segnali incoraggianti in vista della sfida contro il Cagliari, in programma sabato 9 maggio alle 15:00. Come riportato dal Messaggero Veneto, Keinan Davis è tornato ad allenarsi con il gruppo dopo tre settimane di stop, così come Karlstrom e Bertola, entrambi nuovamente a disposizione. Nessun allarme per Atta, rientrato regolarmente al lavoro dopo i crampi accusati proprio contro i rossoblù. L’unica assenza certa sarà quella di Kabasele, fermato dal Giudice Sportivo. Un quadro che porta novità importanti anche in ottica Fantacalcio, soprattutto per Davis, che potrebbe rientrare già sabato.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La squadra di Runjaic resta stabilmente a metà classifica: salvezza già acquisita, ma senza reali ambizioni europee, in una stagione segnata da continui alti e bassi. Le ultime gare hanno confermato questa tendenza, con risultati altalenanti che vanno dall’impresa di San Siro contro il Milan alla sconfitta interna con il Parma. Nonostante ciò, l’Udinese ha spesso mostrato idee chiare sul piano del gioco, pur pagando qualche calo di concentrazione nei momenti chiave.

In vista del match contro il Cagliari, la principale novità potrebbe riguardare la difesa: con Kabasele squalificato, il rientrante Bertola è un candidato concreto per una maglia da titolare. Per Davis, invece, si attendono ulteriori conferme nelle prossime ore, ma il suo ritorno in gruppo rappresenta già un segnale significativo in vista del finale di stagione.

Napoli, Di Lorenzo si avvicina al ritorno in campo: aggiornamenti in vista del Bologna

Napoli, Giovanni Di Lorenzo sarebbe pronto a tornare in campo contro il Bologna in Serie A: le ultimissime novità

Giovanni Di Lorenzo è pronto a riprendersi il suo posto in campo. Come riportato da Francesco Modugno su Sky Sport, il capitano del Napoli sarà a disposizione per la sfida contro il Bologna, in programma lunedì 11 maggio alle 20:45, e questa volta Antonio Conte sembra intenzionato a schierarlo dal primo minuto dopo i 90 minuti trascorsi in panchina contro il Como.

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Il terzino, uno dei punti fermi del Napoli nella prima parte di stagione, non gioca dal 31 gennaio, giorno della vittoria per 2‑1 sulla Fiorentina arrivata subito dopo la dolorosa eliminazione dalla Champions contro il Chelsea. Il suo rientro potrebbe rivelarsi decisivo nel finale di stagione, sia per ritrovare solidità difensiva sia per aggiungere leadership in un momento chiave nella corsa al secondo posto.

Di Lorenzo ha saltato gran parte del girone di ritorno a causa dell’infortunio, ma prima dello stop stava offrendo un rendimento positivo anche in ottica Fantacalcio. In 23 partite a voto aveva raccolto 1 gol, 1 assist e una fantamedia di 6,22, numeri leggermente inferiori rispetto alla scorsa stagione (3 gol, 2 assist, 6,36 di fantamedia) ma comunque indicativi della sua affidabilità. Il suo ritorno, dunque, rappresenta una risorsa preziosa per Conte e per un Napoli che vuole blindare la seconda posizione.

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