Pagina 283 – Calcio News 24

Maguire condannato ufficialmente a 15 mesi di carcere con sospensione condizionale: la sentenza per il difensore del Manchester United e la ricostruzione della vicenda

Maguire è stato condannato a 15 mesi di carcere con sospensione condizionale: la sentenza riguardante il difensore del Manchester United

La lunga e complessa odissea legale che ha visto protagonista Harry Maguire è giunta a un punto di svolta decisivo. Secondo quanto riportato dall’autorevole emittente britannica Sky Sports, il calciatore è stato ufficialmente condannato a 15 mesi di carcere, con il beneficio della sospensione condizionale della pena.

Il verdetto chiude uno dei capitoli più turbolenti della vita extra-calcistica del giocatore, legato a un grave episodio di cronaca avvenuto in Grecia diverso tempo fa.

L’incidente a Mykonos: la rissa e l’arresto

I fatti al centro del processo risalgono all’estate del 2020. Durante un periodo di vacanza sull’isola greca di Mykonos, il difensore è rimasto coinvolto in una violenta rissa. La situazione è rapidamente degenerata con l’arrivo delle forze dell’ordine locali, portando all’arresto immediato del giocatore e di altre persone presenti con lui in quella turbolenta notte.

Le indagini e le testimonianze raccolte in questi anni hanno dipinto un quadro accusatorio particolarmente pesante per il tesserato dei Red Devils.

I capi d’accusa: lesioni, tentata corruzione e violenza

Le autorità giudiziarie elleniche hanno esaminato a fondo la vicenda. Il tribunale ha infatti riconosciuto il calciatore colpevole di reati decisamente gravi. Nello specifico, la condanna a 15 mesi è scaturita dalle seguenti accuse:

  • Ripetute lesioni personali
  • Tentata corruzione
  • Violenza contro dipendenti pubblici

Le conseguenze della sospensione condizionale

Trattandosi di una pena di 15 mesi, il giudice ha concesso la sospensione condizionale. Questo significa che il difensore del Manchester United non dovrà scontare materialmente il periodo di detenzione in un istituto penitenziario, a patto di mantenere una condotta irreprensibile nei termini stabiliti dalla legge greca.

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Fenerbahce, grave infezione per Domenico Tedesco: salta la Coppa di Turchia. Il comunicato ufficiale e quali sono le sue condizioni

Fenerbahce, infezione per Tedesco: il tecnico italiano salta la Coppa di Turchia. Il comunicato ufficiale e le sue condizioni

Il match odierno contro il Gaziantep FK, valido per la prestigiosa Coppa nazionale, vedrà un’assenza di peso a bordo campo. Domenico Tedesco è stato costretto ad alzare bandiera bianca. Il tecnico sta infatti lottando contro un severo problema di salute che gli impedisce di svolgere regolarmente le sue mansioni direttive.

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Secondo quanto emerso nelle ultime ore, l’allenatore è alle prese con una grave infezione che richiede cure mediche specifiche e riposo assoluto, affinché possa tornare a guidare i suoi ragazzi nelle migliori condizioni di forma possibili.

La scelta del sostituto per la sfida contro il Gaziantep FK

Per sopperire all’improvvisa mancanza del primo allenatore in questo incrocio decisivo, la dirigenza ha deciso di affidare temporaneamente le redini della squadra a Zeki Murat Göle. Sarà lui a dover gestire tatticamente e mentalmente i calciatori nella delicata sfida serale di Coppa.

Il testo del comunicato stampa sulle condizioni del mister

A confermare lo scenario e a rassicurare l’ambiente sulle tempistiche di recupero ci ha pensato direttamente il club di Istanbul, diramando un comunicato stampa attraverso i propri canali ufficiali.

Queste le esatte parole pubblicate dalla società turca per fare chiarezza sull’accaduto: “Il nostro allenatore Domenico Tedesco è ancora in cura a causa di una grave infezione. Per questo motivo, oggi non potrà guidare la nostra squadra nella partita della quarta giornata del girone C della Ziraat Türkiye Cup contro il Gaziantep FK. In questa partita, il nostro assistente allenatore Zeki Murat Göle assumerà la responsabilità tecnica della squadra. Il nostro allenatore Domenico Tedesco dovrebbe tornare alla guida della squadra nel match contro il Samsunspor in programma nel fine settimana. Lo comunichiamo all’attenzione del pubblico”.

L’ambiente attende ora il rientro effettivo del tecnico, previsto già per l’importante scontro di campionato in arrivo nel weekend.

Atalanta, i convocati per la Lazio: la lista scelta da Palladino per l’andata delle semifinali di Coppa Italia. Ufficiale l’elenco

Atalanta, i convocati per la Lazio: ecco l’elenco ufficiale di Raffaele Palladino per il match d’andata delle semifinali di Coppa Italia

L’attesa è ormai giunta al termine. I riflettori del suggestivo e imponente Stadio Olimpico di Roma sono pronti ad accendersi per illuminare una delle notti più importanti della stagione. Stasera, con il fischio d’inizio fissato alle ore 21:00, andrà in scena una gara che promette spettacolo puro e intensità agonistica: la Lazio e l’Atalanta scenderanno in campo per disputare una tesissima semifinale di Coppa Italia.

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Le scelte della Dea: la lista ufficiale diramata dal tecnico

La compagine bergamasca sbarca a Roma con il chiaro obiettivo di imporre il proprio gioco. Il tecnico Raffaele Palladino ha studiato a fondo le contromisure e ha reso nota la lista dei giocatori a disposizione, pubblicata ufficialmente dal sito del club.

Di seguito l’elenco completo dei convocati, reparto per reparto:

Portieri: Carnesecchi, Sportiello.

Difensori: Bakker, Bellanova, Djimsiti, Hien, Kolašinac, Kossounou, Scalvini, Zappacosta.

Centrocampisti: De Roon, Musah, Pašalić, Rossi, Samardžić, Vavassori.

Attaccanti: Ahanor, Bernasconi, Krstović, Scamacca, Sulemana, Zalewski.

La parola passa ora al rettangolo verde: chi riuscirà a staccare il pass per l’ultimo atto del torneo?

Lazio, i convocati per l’Atalanta: la decisione di Sarri su Gila e Maldini. La lista completa per l’andata delle semifinali di Coppa Italia

Lazio, i convocati per l’Atalanta: la decisione su Gila e Maldini. La lista di Sarri per l’andata delle semifinali di Coppa Italia

I riflettori del suggestivo Stadio Olimpico di Roma sono pronti ad accendersi per illuminare una delle sfide più cruciali e affascinanti dell’intera stagione calcistica. Questa sera, con fischio d’inizio fissato alle ore 21:00, andrà in scena un match che promette spettacolo puro e altissima intensità agonistica: la Lazio e l’Atalanta scenderanno in campo per contendersi l’accesso all’ultimo atto della prestigiosa Coppa Italia.

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La lista ufficiale diramata dall’allenatore

A guidare la truppa romana dalla panchina ci sarà Maurizio Sarri. Il tecnico biancoceleste ha curato ogni minimo dettaglio durante la settimana per arginare le offensive nerazzurre. A poche ore dal fischio d’inizio, la società ha diramato le scelte ufficiali per la gara.

Come riportato dalla nota del club, ecco l’elenco dei giocatori a disposizione:

Portieri: Furlanetto, Motta, Provedel;

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Patric, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli;

Centrocampisti: Belahyane, Cataldi, Dele-Bashiru, Przyborek, Taylor;

Attaccanti: Cancellieri, Dia, Isaksen, Maldini, Noslin, Pedro, Ratkov, Zaccagni

La grande sfida è ufficialmente lanciata: l’Olimpico è pronto a emettere il suo verdetto.

Roma, la decisione sulla trasferta dei tifosi giallorossi a Bologna: cosa accade per l’andata degli ottavi di Europa League

Roma, ufficializzata la decisione sulla trasferta dei tifosi giallorossi a Bologna: cosa succederà per l’andata degli ottavi di Europa League

La linea tracciata dalle autorità competenti è netta e non prevede alcun tipo di deroga. I tifosi della Roma che risiedono nella Capitale e in tutta la sua provincia non potranno seguire la propria squadra del cuore neppure nel cruciale palcoscenico continentale. L’attesissima trasferta valida per l’andata degli ottavi di finale contro il Bologna, in programma il prossimo 12 marzo 2026 nella suggestiva cornice dello stadio Renato Dall’Ara, sarà ancora una volta severamente vietata per una fetta molto consistente del caldo e appassionato popolo giallorosso.

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Le motivazioni dell’Osservatorio e il danno per la squadra

Si tratta di un’assenza che peserà non poco nell’economia del doppio confronto. La formazione capitolina, guidata da Gian Piero Gasperini, dovrà fare a meno della spinta del proprio pubblico in un match delicatissimo contro la compagine rossoblù allenata da Vincenzo Italiano.

Questo stop imposto dalle istituzioni fa seguito al durissimo divieto di trasferta stabilito in precedenza a causa dei violenti scontri avvenuti in autostrada tra i supporters giallorossi e i tifosi fiorentini. La conferma definitiva è arrivata nelle scorse ore direttamente dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive: per l’incontro di Bologna resta in totale e rigoroso vigore il divieto di trasferta per i sostenitori romanisti residenti nella Provincia di Roma. Il provvedimento si basa su quanto già sancito in via ufficiale dal Decreto del Ministro dell’Interno emanato lo scorso 20 gennaio 2026.

La reazione della piazza: ricorso al Consiglio di Stato

Nel frattempo, però, i tifosi della Roma non sono rimasti a guardare passivamente la situazione. Il diffuso malcontento si è trasformato in un’azione legale concreta. È stato infatti fissato per il prossimo 19 marzo l’atteso appello al Consiglio di Stato, presentato proprio contro il divieto di trasferta in questione.

Una mossa forte e decisa sul fronte normativo, che era stata peraltro preannunciata con forza anche dai tifosi del Napoli nel corso delle scorse settimane, a testimonianza di un fronte comune tra le diverse tifoserie italiane contro le recenti e rigide restrizioni governative.

Calciomercato Serie A: Kerim Alajbegovic ha stregato due big del nostro campionato! Chi è e dove potrebbe trasferirsi in estate

Calciomercato Serie A: Kerim Alajbegovic nel taccuino di due big del nostro campionato! Chi è e dove potrebbe andare a giocare

L’interesse per un possibile approdo in maglia bianconera di Kerim Alajbegovic sta infiammando le discussioni tra i massimi addetti ai lavori del calciomercato internazionale. Il ragazzo, classe 2007, rappresenta il prototipo perfetto del talento moderno capace di scardinare le difese avversarie. Dopo essere cresciuto e maturato nel fiorente vivaio del Bayer Leverkusen, il trasferimento al Salisburgo lo ha proiettato in una vetrina di assoluto livello nel campionato austriaco e in una prestigiosa dimensione europea, rendendolo di fatto uno degli obiettivi più ambiti per i top club.

Le statistiche stagionali e l’ombra del Bayer Leverkusen

Le ragioni che spingono a ipotizzare con forza l’arrivo di Alajbegovic alla Juve risiedono nei suoi numeri straordinari. Con un bottino stagionale di 11 reti e 3 assist in 33 partite ufficiali, il diciottenne bosniaco ha dimostrato di possedere la maturità necessaria per non patire minimamente il salto nel calcio professionistico.

Le sue prodezze hanno fatto inevitabilmente lievitare la sua valutazione: oggi il suo cartellino vale già tra i 15 e i 20 milioni di euro. La Juventus, costantemente attenta ai profili futuribili da integrare in un progetto tecnico fondato sulla crescita e sulla sostenibilità, monitora la situazione con estrema cura. Esiste tuttavia un ostacolo strategico: il Bayer Leverkusen eserciterà con ogni probabilità il diritto di recompra a fine stagione, prima di scatenare una vera e propria asta internazionale.

Il paragone con Kenan Yildiz e i record in Nazionale

Il parallelismo più immediato, che stuzzica notevolmente la fantasia dei tifosi juventini, è quello con Kenan Yildiz. Per peculiarità fisiche e tecniche, infatti, Alajbegovic è stato più volte accostato al primo Yildiz.

I due talenti condividono non solo il raggio d’azione offensivo, ma anche un meticoloso percorso di formazione in Germania e una forte vicinanza della famiglia. Inoltre, anche Kerim, esattamente come Kenan, ha bruciato le tappe in ambito internazionale: dopo il suo esordio assoluto avvenuto lo scorso settembre, è diventato rapidamente il più giovane marcatore di sempre nella storia della nazionale della Bosnia-Erzegovina. Oltre ai bianconeri, anche il Milan monitora la situazione.

Mondiali 2026 e tensioni geopolitiche, l’Iran a rischio ritiro. Le parole di Trump e le regole FIFA. Cosa sta accadendo davvero

Mondiali 2026, l’Iran a rischio ritiro. Parla Trump e le regole FIFA. Cosa sta succedendo davvero

I recenti raid militari condotti da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani hanno fatto precipitare l’area in un conflitto aperto, le cui onde d’urto stanno raggiungendo anche i vertici dello sport mondiale. La partecipazione della Nazionale iraniana alla prossima Coppa del Mondo 2026 è ora avvolta da una fitta nebbia di incertezza.

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Le dichiarazioni di Trump e la posizione della federazione iraniana

A infiammare ulteriormente il clima sono arrivate le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. In una recente intervista a Politico, ha tagliato corto sulla questione: «Non mi interessa davvero se l’Iran partecipa». Il presidente ha poi aggiunto con durezza: «Penso che l’Iran sia un Paese pesantemente sconfitto. Stanno andando avanti a fatica».

Dall’altra parte, Mehdi Tajpresidente della federazione calcistica iraniana — non ha escluso ripercussioni sul torneo, pur non ufficializzando ancora un boicottaggio: «Non è possibile dirlo con esattezza, ma ci sarà certamente una risposta», ha spiegato all’emittente IRIB Channel 3. «La situazione sarà studiata dai più alti funzionari sportivi del Paese e verrà presa una decisione su ciò che accadrà». Taj ha poi concluso con amarezza: «a causa di questo attacco e della sua brutalità, è molto lontano dalle nostre aspettative poter guardare al Mondiale con speranza».

Il regolamento FIFA: sanzioni e ipotesi di ripescaggio

Cosa succederebbe in caso di ritiro dell’Iran? L’articolo 6.2 del regolamento FIFA stabilisce sanzioni economiche severe: una multa di almeno 250mila franchi svizzeri per rinunce entro 30 giorni dall’inizio del torneo (500mila in caso di ritiro più tardivo), oltre alla restituzione dei contributi preparatori.

Per quanto riguarda un eventuale ripescaggio, l’articolo 6.7 lascia totale libertà d’azione all’organismo di Zurigo: «Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione».

Attualmente, l’Iran resta inserito nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, con partite programmate a Los Angeles e Seattle. La FIFA continua a monitorare l’evoluzione della crisi.

Tottenham, Tudor già a rischio esonero? La situazione potrebbe precipitare, ecco cosa sta succedendo all’ex Juventus

Tottenham, Tudor rischia l’esonero? La situazione può precipitare, cosa sta accadendo all’ex Juventus. Tutti i dettagli

L’arrivo di Igor Tudor alla guida del Tottenham avrebbe dovuto invertire la rotta di una squadra in caduta libera. Invece, chiamato a sostituire Thomas Frank, l’allenatore si trova clamorosamente a rischio esonero dopo soli dieci giorni dal suo insediamento. Per lui si tratterebbe del secondo licenziamento in una sola stagione.

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Avvio disastroso e classifica allarmante

Dal suo arrivo a metà febbraio, gli Spurs hanno incassato due cocenti sconfitte contro Arsenal (4-1 in casa) e Fulham (2-1 in trasferta). Il gioco stenta a decollare e la squadra occupa un preoccupante 16° posto in Premier League, con soli quattro punti di margine sulla zona retrocessione. Una posizione inaccettabile che ha scatenato lo scetticismo feroce dei media britannici.

Le proteste arbitrali e l’attacco allo spogliatoio

A Craven Cottage, contro il Fulham, la tensione è esplosa. L’episodio chiave riguarda l’azione del primo gol siglato da Harry Wilson, viziato da un duro scontro tra Raul Jimenez e Radu Dragusin.

Nel post-partita, il tecnico croato ha attaccato duramente la direzione di gara e l’attaccante avversario, mantenendo la sua proverbiale schiettezza: Nove persone su dieci diranno che è fallo. È evidente. L’affondo su Jimenez è stato durissimo: Non stava pensando al calcio, ma a come ingannare. Questo è barare”.

Tuttavia, Tudor non ha fatto sconti nemmeno alla sua rosa, strigliata pubblicamente per la mancanza di reattività: Ci è mancato tutto, ha ammesso senza giri di parole, aggiungendo che Non è una questione di modulo. È una questione di atteggiamento, personalità, corsa e capacità di vincere i duelli.

Ultimatum in campionato prima dell’Europa

L’ambiente londinese è un’autentica polveriera. Questa crisi domestica stride fortemente con il cammino in Champions League, dove il Tottenham affronterà l’Atletico Madrid agli ottavi di finale. Eppure, la stampa inglese avverte: senza una risposta immediata domani contro il Crystal Palace, la dirigenza potrebbe optare per una rimozione fulminea, specialmente in vista di un calendario proibitivo che prevede scontri ravvicinati contro Liverpool, Aston Villa e Chelsea.

Tensioni Medio Oriente, la moglie di Pirlo rassicura da Dubai: «Nessuna catastrofe, la vita prosegue». Cosa ha detto

Tensioni Medio Oriente, la moglie di Pirlo – Valentina Baldini – ha rassicurato tutti da Dubai su quanto sta succedendo. Le dichiarazioni

L’escalation di tensioni geopolitiche in Medio Oriente, culminata con l’attacco del 28 febbraio condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha messo in allerta la comunità internazionale, tanto che gli Usa hanno richiamato i propri cittadini da quattordici Paesi dell’area. In questo delicato e complesso scenario, arrivano le parole rassicuranti di Valentina Baldini, nota art advisor e moglie di Andrea Pirlo attuale allenatore dell’Fc United di Dubai negli Emirati Arabi.

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La notte dei bombardamenti: paura e chat tra amiche

Intervistata dal Corriere della Sera, la donna ha ammesso di aver vissuto momenti di forte apprensione durante le prime ore della crisi, raccontando i dettagli di una nottata concitata: “Per noi non è normale sentire il rumore di una esplosione sulle nostre teste o durante la notte alzare gli occhi e nel cielo nero veder brillare un missile. Nella notte di sabato 28 febbraio sono stata svegliata da un aereo che sorvolava casa nostra. Era nero e appena passato ho sentito un botto fortissimo. Non sono riuscita a dormire per qualche ora e le mie chat con amiche che abitano qui erano più che mai attive, a tratti ironiche, come solo noi italiani sappiamo essere”.

L’ansia per una potenziale fuga precipitosa ha però contrastato con la tranquillità del marito, rimasto imperturbabile di fronte all’emergenza: “Mentre mio marito dormiva sogni sereni, io pensavo a come andarmene, a cosa mettere nella borsa per scappare, al fatto che avessi solo 100 km di autonomia in macchina. Ma dopo questa fase iniziale, il giorno dopo tutto si è tranquillizzato e il cielo è tornato sereno”.

Smentiti gli allarmismi: a Dubai regna la normalità

Passato lo spavento iniziale, la Baldini ha voluto smentire con fermezza le narrazioni troppo drammatiche che circolano in patria, rassicurando sulle condizioni di vita negli Emirati. “La mia giornata scorre normalmente”, ha precisato la moglie di mister Pirlo, aggiungendo che “Mentre in Italia qualcuno immagina scenari catastrofici che qui, semplicemente, non esistono nella forma in cui vengono raccontati”.

A Dubai, infatti, la situazione logistica e sociale non ha subìto alcun contraccolpo evidente. La quotidianità prosegue senza i temuti disagi logistici o corse agli approvvigionamenti: “I supermercati non sono vuoti come dicono, ma hanno gli scaffali pieni di merce, le persone lavorano, i taxi girano, gli ospedali sono funzionanti e i ristoranti aperti. La vita prosegue, come sempre”. Un messaggio lucido e diretto che spegne le speculazioni e riporta un clima di serenità.

Infortunio Bertola: l’esito degli esami del difensore dell’Udinese. Le sue condizioni e quanto rimarrà fuori

Infortunio Bertola: l’esito degli esami del difensore dell’Udinese, svelate le sue condizioni e quanto rimarrà ai box. Ultimissime

L’entusiasmo per la recente prestazione vittoria in campionato ha lasciato rapidamente spazio alla preoccupazione tra i tifosi friulani e lo staff tecnico. L’impegnativa e maschia sfida disputata contro la Fiorentina guidata da Paolo Vanoli ha lasciato degli strascichi pesanti per la retroguardia dell’Udinese. Sotto la lente di ingrandimento dello staff medico è finito Nicolò Bertola.

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Il comunicato ufficiale del club: il bollettino medico

A fare definitiva chiarezza sulle reali condizioni del centrale difensivo ci ha pensato direttamente la società calcistica attraverso i propri canali. La nota diramata dallo staff sanitario conferma la diagnosi clinica: Udinese Calcio comunica che Nicolò Bertola ha riportato, durante la partita contro la Fiorentina, una distorsione alla caviglia destra.

Un trauma articolare di questo tipo impone massima cautela e un approccio riabilitativo estremamente graduale, necessario per scongiurare il rischio di pericolose ricadute che potrebbero compromettere l’intera annata del talentuoso giocatore.

I tempi di recupero e le mosse in panchina

Per quanto concerne i tempi necessari per rivedere il difensore sul rettangolo verde, il club ha scelto la via della totale prudenza. Il comunicato ufficiale, infatti, precisa chiaramente che Il suo recupero sarà valutato settimana per settimana. Non esiste, al momento, una data di rientro prefissata sul calendario: saranno le terapie quotidiane e le risposte fisiche dell’articolazione a dettare l’agenda dello staff medico.

Si tratta indubbiamente di una pesante defezione per Kosta Runjaic. Il mister sarà ora costretto a studiare nuove alchimie tattiche e a rimescolare le carte nel pacchetto arretrato in vista dei prossimi, delicatissimi impegni di Serie A. Le prossime sedute di allenamento sui campi del centro sportivo Bruseschi si riveleranno cruciali per individuare il sostituto ideale e mantenere intatta l’impermeabilità difensiva della squadra.

Tonali svela: «C’è pressione per il playoff del Mondiale, la viviamo con un po’ d’ansia ma è il bello del calcio. Ecco cosa è riuscito a fare Gattuso»

Tonali, centrocampista della Nazionale, ha rilasciato queste dichiarazioni in vista dei playoff dei Mondiali. Cosa ha detto

A Sky Sport, Sandro Tonali ha parlato così verso i playoff dei Mondiali. Le dichiarazioni del centrocampista del Newcastle e della Nazionale.

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MARZO «Sarà un mese di marzo impegnativo tra Premier League, FA Cup, Champions League. E poi c’è qualcosa di leggermente importante, che qui viviamo con un po’ di ansia: i playoff per il Mondiale. Dobbiamo giocare in modo perfetto. C’è pressione, ma prendo l’aspetto positivo: è il bello del calcio. Dobbiamo arrivare a quel momento al cento per cento e giocare come sappiamo fare. Gattuso aiuta ad allentare la pressione. Abbiamo fatto una cena a Londra, siamo stati bene perché era da novembre che non ci vedevamo: è sempre bello riunirsi in un momento al di fuori dal calcio. Ci siamo divertiti, abbiamo parlato di tante cose. È stato un momento diverso dal solito».

GATTUSO – «È stata la persona capace di trasmettermi tanto anche quando non lo conoscevo. Quando giocava, per esempio, prendevo da lui quello che mi piaceva. Averlo conosciuto mi ha premesso di entrare in contatto con una persona vera, che se ha bisogno di dirti qualcosa ci mette mezzo secondo. E questo ci fa molto bene: abbiamo bisogno di gente che ci dica le cose in faccia e che ci tiri una mazzata sui denti quando le cose non vanno. Abbiamo incontrato una allenatore che ci darà tanto. Non solo, darà tutto se stesso insieme al suo staff per quell’obiettivo».

Calhanoglu Inter, il futuro è ancora un rebus: ecco le possibili strategie dei nerazzurri! Addio possibile?

Calhanoglu Inter, il turco ai saluti? Le possibili mosse dei nerazzurri in vista della prossima estate, tutti i dettagli

Hakan Calhanoglu si conferma l’architetto insostituibile del centrocampo interista, unendo una raffinata visione di gioco a una freddezza micidiale sotto porta. Nonostante alcuni problemi fisici lo abbiano tenuto lontano dal campo per sette incontri, il regista turco ha mantenuto un rendimento altissimo, posizionandosi come secondo miglior marcatore della squadra con otto reti, preceduto solo da Lautaro Martinez. La sua precisione chirurgica nei calci piazzati e nei rigori decisivi — come quelli siglati contro Juventus, Fiorentina e Genoa — lo rende il vero motore del modulo 3-5-2.

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Gerarchie e alternative tattiche

L’importanza del numero 20 è sottolineata anche dalle scelte tecniche della guida nerazzurra, che vede in lui il perno fondamentale dello scacchiere tattico. Anche se l’innesto di Piotr Zielinski ha garantito solidità e qualità durante le emergenze, Calhanoglu resta il punto di riferimento carismatico per gestire la pressione nei momenti più complessi della stagione. La sua capacità di dettare i tempi della manovra garantisce quell’equilibrio necessario a mantenere la squadra competitiva su tutti i fronti.

Incognite sul futuro e nodi contrattuali

Nonostante il legame tecnico sia solidissimo, il futuro del centrocampista a Milano resta avvolto dall’incertezza. Dopo le voci di mercato della scorsa estate, resta da sciogliere il nodo legato al rinnovo contrattuale e all’adeguamento dell’ingaggio. La dirigenza dovrà valutare attentamente il fattore anagrafico e le ambizioni del giocatore prima di prendere una decisione definitiva. Ogni discorso sulla permanenza o su un eventuale addio sembra dunque rimandato al termine del campionato, quando verranno delineati i piani per la prossima stagione.

Calciomercato Cagliari, il piano è pronto: ecco chi è il primo obiettivo per giugno per i rossoblù

Calciomercato Cagliari: spunta già il primo obiettivo per la prossima estate: i dettagli e tutti gli aggiornamenti

Nonostante il Cagliari sia attualmente impegnato nella serrata lotta per la salvezza sotto la guida di Fabio Pisacane, la dirigenza rossoblù sta già muovendo i primi passi in ottica futura. L’obiettivo è farsi trovare pronti per la sessione estiva di calciomercato, bilanciando la concentrazione necessaria per il finale di stagione con una programmazione tecnica a lungo termine.

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L’obiettivo di mercato: una mezzala mancina

Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Nicolò Schira su X, il club sardo avrebbe individuato una priorità assoluta per rinforzare la rosa: l’innesto di una mezzala mancina. Questo profilo è considerato il tassello mancante per completare il centrocampo, offrendo nuove soluzioni tattiche e permettendo alla squadra di compiere un salto di qualità nel reparto mediano.

Qualità e strategia tattica

L’investimento su un centrocampista dai piedi fini non è casuale, ma risponde a una precisa esigenza del sistema di gioco di Pisacane. La ricerca di una figura capace di garantire equilibrio, creatività e sostanza dimostra la volontà del Cagliari di costruire una squadra più competitiva, capace di fare la differenza attraverso la qualità tecnica dei suoi interpreti principali.

Liverpool, van Dijk svela: «Dobbiamo arrivare in Champions League. Avrà un impatto sulla sessione estiva, al 100%»

Liverpool, van Dijk parla del futuro: «Dobbiamo arrivare in Champions League. Avrà un impatto sulla sessione estiva, al 100%»

Dopo l’inaspettata sconfitta nel recupero contro il Wolverhampton, fanalino di coda della classifica, il capitano Virgil van Dijk ha espresso forti preoccupazioni. Il difensore olandese ha infatti commentato apertamente lo scenario di una possibile esclusione dei Reds dalla prossima Champions League.

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PAROLE – «Avrà un impatto sulla sessione estiva, al 100%. La posta in gioco è altissima. Se giochi per il Liverpool, è sempre stato così. Dobbiamo arrivare in Champions League. La stagione è complicata, il campionato è durissimo e si gioca ogni tre o quattro giorni. Avviamo ancora tanto lavoro da fare, è evidente»

Parole chiare del difensore olandese e che getta ombra sul futuro della squadra inglese.

Vlahovic Juve, il serbo è tornato! Allenamento con i compagni e countdown per il ritorno del bomber

Vlahovic Juve, il 9 bianconero è tornato: allenamento parziale e prove di rinnovo. Cosa succede e le ultimissime

Dopo un lungo calvario iniziato lo scorso 29 novembre a causa di un grave infortunio all’adduttore, Dusan Vlahovic è finalmente tornato ad allenarsi parzialmente con il gruppo alla Continassa. L’attaccante serbo ha superato la fase più difficile della riabilitazione seguita all’intervento chirurgico e vede ora la fine del tunnel. Resta da valutare se il numero nove sarà già convocabile per la sfida di sabato contro il Pisa o se lo staff medico preferirà attendere il match successivo contro l’Udinese per evitare rischi. Lo riferisce Juventusnews24.

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Una risorsa chiave per la Champions

Il recupero della punta di diamante rappresenta una notizia fondamentale per la Juventus, impegnata in una volata serrata per la qualificazione alla prossima Champions League. In un momento in cui gli altri attaccanti faticano a trovare la via della rete, il rientro di Vlahovic offre a mister Spalletti l’arma necessaria per affrontare lo sprint finale della stagione. La sua presenza fisica e il suo fiuto del gol sono considerati elementi imprescindibili per centrare l’obiettivo minimo europeo.

Il nodo del rinnovo contrattuale

Parallelamente al rientro agonistico, la dirigenza bianconera è al lavoro per risolvere la questione legata al prolungamento del contratto, attualmente in scadenza a giugno. Nonostante le trattative siano ancora in corso, filtra un moderato ottimismo grazie alla reciproca volontà di trovare un accordo economico e progettuale soddisfacente. Il ritorno al calcio giocato del serbo potrebbe accelerare i tempi della firma, permettendo alla società di blindare il futuro del proprio reparto offensivo.

Como Inter fa il pieno di ascolti: semifinale di Coppa Italia da record con un dato spettatori sorprendente

Como Inter, ascolti da record: semifinale di Coppa Italia seguita da un numero di spettatori impressionante

L’andata della semifinale di Coppa Italia tra Como e Inter, disputata ieri sera e chiusa con uno 0-0 povero di emozioni, è andata in onda su Canale 5 registrando numeri sorprendenti. Nonostante il ritmo blando e le poche occasioni da gol, la partita ha attirato un pubblico molto ampio, confermando l’interesse per il torneo quando viene trasmesso in chiaro.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Il confronto tra la squadra di Fabregas e quella di Chivu ha totalizzato 3.737.000 spettatori, diventando così l’evento calcistico più visto in Italia nei primi 62 giorni del 2026. Un risultato che supera le gare di Serie A e Champions League, favorito anche dalla trasmissione gratuita, accessibile a tutti senza abbonamenti.

Questo primato potrebbe però durare poco. Il 26 marzo, infatti, la RAI trasmetterà Italia–Irlanda del Nord, match decisivo per i playoff di qualificazione ai Mondiali 2026. Una sfida che, per importanza e richiamo, ha tutte le carte in regola per superare il record stabilito da Como–Inter.

Napoli, costi aumentati di oltre 100 milioni in due anni: De Laurentiis pronto a frenare la spesa

Napoli, crescita dei costi oltre i 100 milioni: De Laurentiis prepara la linea del contenimento. Tutti i dettagli

Il Napoli di Aurelio De Laurentiis ha costruito negli anni un modello economico fondato sulla sostenibilità, anticipando di fatto i principi del fair play finanziario. La Gazzetta dello Sport, spiega che dal 2004 al 2025 il club ha accumulato un risultato netto positivo di 120 milioni, compensando rapidamente anche le fasi di espansione, come il pesante deficit del periodo Covid poi riequilibrato con due esercizi in utile. L’avvio del nuovo ciclo con Antonio Conte ha riportato il bilancio in rosso: –21 milioni nell’ultima stagione e una proiezione di circa –30 milioni al 2026, salvo cessioni rilevanti.

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Nonostante ciò, la società resta solida grazie a un patrimonio netto di 190 milioni e una liquidità di 174 milioni, che permettono di assorbire le perdite senza interventi dell’azionista. Il vero nodo è però il rapporto tra costi della rosa e ricavi, lo “squad cost ratio”, che ha superato l’80% causando il blocco del mercato di gennaio. L’aumento degli stipendi (fino a 160 milioni) e degli ammortamenti (circa 130 milioni) ha pesato nonostante l’incremento dei ricavi strutturali e i proventi da player trading, portando comunque a un bilancio in rosso nell’attuale esercizio.

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La potenza di fuoco del Napoli è cresciuta di oltre 110 milioni in due anni, collocando il club al terzo posto in Serie A per monte-ingaggi, dietro Inter e Juventus. Tuttavia, il giro d’affari non cresce con la stessa velocità, anche per l’assenza di uno stadio moderno che limiti l’espansione dei ricavi. Con la soglia del cost ratio destinata a scendere al 70%, De Laurentiis dovrà calibrare il prossimo mercato: gli investimenti non mancheranno, ma sarà necessario contenere la spesa annuale, soprattutto considerando il peso a bilancio dei top player come Lukaku e De Bruyne.

Milan Inter, Allegri valuta le mosse per il derby: formazione in evoluzione! Tutti gli aggiornamenti

Milan Inter, Allegri al lavoro verso il derby: le possibili scelte del tecnico rossonero e la situazione in infermeria. Ultime

Il conto alla rovescia per il Derby della Madonnina è entrato nel vivo. Come riportato da Peppe Di Stefano su Sky Sport, il Milan sta rifinendo gli ultimi dettagli tattici in vista della sfida di domenica sera contro l’Inter, una delle più delicate della stagione. Il principale nodo da sciogliere riguarda le condizioni di Davide Bartesaghi, il giovane terzino cresciuto nel vivaio rossonero: tra domani e dopodomani sosterrà un test decisivo per capire se potrà partire dal primo minuto.

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Situazione sulla fascia sinistra

Se Bartesaghi non dovesse recuperare, la scelta ricadrebbe su Pervis Estupiñán, laterale ecuadoriano noto per la sua spinta e per la qualità dei cross. Una soluzione che garantirebbe esperienza e continuità sulla corsia mancina.

Emergenza in difesa

La retroguardia dovrà fare i conti con l’assenza di Matteo Gabbia, ancora ai box. In sua sostituzione è prevista la conferma di Koni De Winter, che completerà il terzetto difensivo con Strahinja Pavlović, centrale di grande fisicità, e Fikayo Tomori, il più rapido del reparto.

Le scelte a centrocampo

A centrocampo dovrebbe tornare titolare Youssouf Fofana, pronto a dare dinamismo e copertura. Con lui, due profili di altissimo livello tecnico:

  • Luka Modrić, regista intramontabile;
  • Adrien Rabiot, mezzala fisica e capace di inserirsi con continuità.

Le opzioni offensive

In avanti, i favoriti per guidare l’attacco rossonero sono:

  • Christian Pulisic, rapido e incisivo tra le linee;
  • Rafael Leão, l’uomo degli strappi e delle accelerazioni devastanti.

Christopher Nkunku e Niclas Füllkrug dovrebbero partire dalla panchina, pronti a subentrare a gara in corso.

Udinese, Kabasele: «So che il mio contratto scade, vedremo cosa deciderà il club. Io sarei felice di restare»

Udinese, Kabasele sul suo futuro: «So che il mio contratto scade, vedremo cosa deciderà il club. Io sarei felice di restare». Le parole

Christian Kabasele è passato dalle difficoltà alla piena autorevolezza. A 35 anni è diventato, insieme a Omar Solet, il terzo miglior marcatore dell’Udinese che lunedì ha travolto la Fiorentina con tre reti. Il primo squillo è arrivato proprio dal difensore congolese naturalizzato belga, autore di un imperioso colpo di testa. Un gol che si aggiunge a quelli segnati al Cagliari all’andata e al Pisa, tutti realizzati al Bluenergy Stadium: in casa, il numero 27 bianconero è una garanzia.

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La sua crescita non riguarda solo la fase offensiva. Al centro della difesa, Kabasele ha annullato Moise Kean, mentre Keinan Davis — tornato al massimo dopo tre gare di stop — ha raggiunto quota 8 reti, confermandosi il mattatore della serata.

Christian Kabasele, agli inizi di ottobre, aveva commosso tutti: dopo il gol al Cagliari era scoppiato in lacrime, dedicando quella rete alla nonna appena scomparsa. Un momento carico di dolore per un difensore che si era già fatto apprezzare in Belgio con Eupen, Malines e Genk, prima di costruire una carriera solida al Watford, l’altro club della famiglia Pozzo, dove è rimasto dal 2016 al 2023. Da lì il passaggio a Udine, dove Kosta Runjaic ne ha subito riconosciuto non solo le qualità tecniche, ma anche quelle umane, al punto da pretenderne la conferma: “È diventato molto importante per noi, anche nello spogliatoio”.

A 35 anni Kabasele è oggi un punto fermo: affidabile, esperto, già a quota 20 presenze stagionali. Rende al meglio da centrale puro, più che da braccetto, e lo ha dimostrato anche lunedì, quando — complice l’assenza di Solet — ha guidato il reparto con Kristensen e Bertola (uscito acciaccato) o Mlacic, annullando completamente Moise Kean.

PAROLE “Prima della Fiorentina siamo stati due giorni in ritiro e ci siamo confrontati per provare a cambiare rotta. E ci siamo riusciti. So che il mio contratto scade, ma vedremo cosa deciderà il club. Io faccio il mio lavoro, sarei felice di restare”.

Lazio Atalanta, tifosi biancocelesti uniti: il comunicato che chiama alla mobilitazione – FOTO

Lazio Atalanta, la curva biancoceleste fa quadrato attorno alla squadra: diffuso il comunicato sui social – FOTO

La Lazio di Maurizio Sarri torna in campo questa sera, mercoledì 4 marzo alle 21, per la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta allo Stadio Olimpico. Un appuntamento delicato che arriva in un momento complesso per i biancocelesti, ma con alcuni segnali incoraggianti: nelle ultime edizioni la squadra ha spesso mostrato solidità e continuità nella competizione.

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Il sostegno della tifoseria in un clima teso

Nonostante il rapporto teso con la società, la tifoseria biancoceleste ha scelto di stringersi attorno alla squadra in vista di una sfida decisiva. La contestazione alla dirigenza prosegue, ma i gruppi organizzati hanno voluto ribadire la propria vicinanza ai giocatori, pubblicando un comunicato sui social per confermare il loro supporto e mantenere alta la motivazione del gruppo.

Il messaggio, diffuso su Instagram, invita a mettere da parte le divergenze interne per spingere la squadra verso la finale.

Napoli, Anguissa verso la convocazione per il Torino: da valutare le condizioni di De Bruyne, mentre McTominay…

Napoli, passi avanti per Anguissa in vista del Torino: test decisivi per De Bruyne tra mercoledì e giovedì, più complicata per McTominay

Il Napoli prosegue la preparazione a Castelvolturno in vista della sfida di Serie A contro il Torino, in programma venerdì 6 marzo. La settimana è particolarmente delicata per lo staff tecnico, che monitora da vicino le condizioni dei giocatori reduci da infortunio. Tra questi c’è André-Frank Zambo Anguissa, sempre più vicino al rientro e potenzialmente convocabile per la gara contro i granata.

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Restano invece da valutare le condizioni di Kevin De Bruyne, fermo dalla fine di ottobre 2025 per un infortunio al bicipite femorale rimediato contro l’Inter. Il centrocampista belga sosterrà test decisivi tra mercoledì 4 e giovedì 5 marzo per capire se potrà tornare a disposizione. Situazione più complessa per Scott McTominay, che continua ad avvertire fastidio al tendine e rimane quindi in forte dubbio per la partita.

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, il Napoli spera di recuperare almeno uno tra De Bruyne e McTominay, ma al momento l’unico rientro realmente vicino è quello di Anguissa. Le prossime ore saranno decisive per definire le scelte di formazione in vista di un match importante per la corsa degli azzurri in campionato.

Carobbi si racconta: «I campioni più grandi? Baggio per distacco, al livello di Ronaldo il Fenomeno. Poi Antognoni. Vi dico tutto»

Carobbi dice tutto: «A 19 anni debutto in A con la Fiorentina, a 20 sono titolare nell’Under 21, a 22 mi opero al rene»

Stefano Carobbi è stato uno dei migliori terzini sinistri degli anni ’80, ma è capitato in un decennio dominato da due mostri sacri come Cabrini e Maldini. Su La Gazzetta dello Sport l’ex Fiorentina e Milan si racconta.

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IL PRIMA E IL DOPO L’OPERAZIONE «A 19 anni debutto in A con la Fiorentina, a 20 sono titolare nell’Under 21, a 22 mi opero al rene. Per tre campionati sono stato al top, avevo un altro passo. Dopo l’operazione, ho continuato a giocare per anni in Serie A, ho avuto una carriera che mi ha gratificato ma non sono stato più quello di prima: la forza fisica, che era la mia caratteristica principale, si era come silenziata».
LE ORIGINI «Sono di Pistoia, babbo infermiere, mamma casalinga. Prima squadra Unione Sportiva Tempio, accanto al campetto c’era un cinema, dalle finestre si coglievano i riflessi del film sullo schermo. Poetico, no? Una scena da Nuovo Cinema Paradiso. Poi passo all’AC Pistoia, ci chiamavano Ac Pigliapere: beccavamo sette-otto gol a partita. A 14 anni però ero nelle giovanili della Fiorentina».
GLI ALLENATORI CHIAVE «Da un punto di vista tecnico Guerini e Sacchi, che mi allenava nella Primavera viola. Furono loro a cambiarmi ruolo, da ala destra a mediano, infine a terzino, a sinistra, pur essendo io destro: una novità per quei tempi. Da un punto di vista umano devo molto a Sergio Cervato, figura di riferimento nelle giovanili viola, e ad Aldo Agroppi, un uomo di rarissima sensibilità».
I CAMPIONI PIÙ GRANDI «Baggio per distacco, lo metto al livello di Ronaldo il Fenomeno. Poi il mio idolo, Antognoni, una bandiera. Batistuta era devastante, eppure quando arrivò non riusciva a stoppare un pallone che fosse uno. Van Basten? Quando lo vidi nel ritiro del Milan sembrava un bambino il giorno di Natale. Un compagno che ha avuto poco dalla carriera è stato Giovanni Ceccarini, classe 1964 come me, siamo stati insieme a Firenze: poteva diventare il Van Basten italiano. E poi Vialli, con cui dividevo la camera nell’Under 21».
VIALLI «Aveva un’energia che ti travolgeva. Senta qua: siamo con l’Under 21 a Goteborg, partita importante, il ct Vicini è teso. Luca mi prende, andiamo in centro città, ci infiliamo in un sexy shop e Luca compra una bambola gonfiabile. Poi la porta in ritiro, entra senza farsi vedere nella camera di Vicini e gliela piazza sotto le coperte, lasciando un bigliettino: “Mister, si rilassi, che tanto domani vinciamo”».
I DUELLI CON PLATINI«Uno dei campionissimi che ho marcato, quando Fiorentina-Juventus era la partita più attesa».
L’AVFERSARIO PIU’ DIFFICILE «Toninho Cerezo. Ce l’avevi accanto, ti giravi, era sparito: senza palla il miglior giocatore del mondo. E Maradona, certo. Un giorno, all’intervallo di una partita, vado da Eriksson e gli faccio: “Nun ce la fò a tenello, cosa devo fare?”. Lui mi guarda serio e poi risponde ridendo: “E che ne so io?”. Uno che mi dava fastidio era Rocco Pagano del Pescara: un’ala sgusciante, tecnica da brasiliano».
MALDINI «Con Paolo ci ho giocato, al Milan (ride). Giocato per modo di dire, 17 presenze in 2 anni, mi aveva voluto Sacchi per dare fiato a Tassotti sulla destra, ma fisicamente non stavo a posto».
IL RITORNO A FIRENZE E LE LACRIME «Un giorno sono a Milano, mi capita tra le mani una foto dove poso con la maglia della Fiorentina, con la fascia da capitano al braccio. Glielo giuro, mi sono messo a piangere (mentre parla si commuove davvero), così ho chiesto la cessione».
LA RETROCESSIONE «Anni nefasti, culminati con la retrocessione in B. Avevo un bruttissimo rapporto con Vittorio Cecchi Gori. Mi fece fuori dopo il famoso esonero di Radice, quando dopo una sconfitta al Franchi con l’Atalanta scese negli spogliatoi e cominciò a sbraitare contro Gigi e il vice Cazzaniga».
IL FINALE DI CARRIERA E IL CERCHIO CHE SI CHIUDE «Un anno con la pubalgia a Lecce in A, poi ultima tappa a Poggibonsi, in C, ma non mi divertivo più. Oggi sono responsabile dello staff allenatori della Pistoiese. Alla fine ho ritrovato il colore dell’infanzia, l’arancione. Ho chiuso il cerchio. E sa quale è la cosa più bella? Sapere che la domenica il mio babbo Valerio, che ha 96 anni, indossa la maglia arancione numero 3, quella che io non ho mai vestito, e fa il tifo davanti alla televisione»

Ferrara non ha dubbi: «Champions? Il Napoli per me si qualificherà, Roma e Juve sono hanno più possibilità. Sul rinnovo di Spalletti…»

Ferrara si è soffermato sulla corsa alla qualificazione alla Champions e sul futuro di Spalletti. I punti principali delle sue considerazioni

Ciro Ferrara ha concesso un’intervista a Tuttosport: queste le dichiarazioni dell’ex difensore della Juventus.

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SU SPALLETTI – «Tra Juve e Spalletti non c’è bisogno che nessuno dei due faccia il passo di convincere l’altro, è la soluzione giusta per il prossimo anno»

CORSA CHAMPIONS – «Il Napoli per me si qualificherà, sta ritrovando dei giocatori importanti ed è l’unica, escluse Inter e Milan, che ha avuto un andamento più regolare nel corso del campionato. Roma e Juve sono quelle che hanno più possibilità, con i loro pregi e i loro difetti. Il Como sta facendo una grandissima stagione, tanto di cappello al lavoro di Fabregas, è un piacere guardarli giocare. L’Atalanta ha più terreno da recuperare, credo sia complicato».

SULLA JUVE – «Credo possa essere il momento giusto per accelerare, è necessario perché la Roma si è dimostrata squadra solida»

SUI GIOVANI ITALIANI – «Sto notando un’inversione di tendenza con i vari Vergara, Esposito, Pisilli, Bernasconi, Palestra. La domanda è se Vergara e Pisilli l’anno prossimo saranno titolari di Napoli e Roma: non lo so, ma sarebbe importante dare fiducia a questi ragazzi».

Roma, stop alle trasferte: il 19 marzo i tifosi presenteranno il ricorso al Consiglio di Stato

Stop alle trasferte: il 19 marzo i tifosi della Roma porteranno il ricorso al Consiglio di Stato. Tutti i dettagli

La linea adottata dalle autorità resta immutata: i tifosi della Roma residenti nella Capitale e nella sua provincia non potranno seguire la squadra nella trasferta europea di Bologna. L’andata degli ottavi di finale, in programma il 12 marzo 2026 al Dall’Ara, sarà infatti preclusa a una parte consistente del tifo giallorosso, proseguendo una restrizione già applicata nelle ultime settimane. Lo riporta Calcio & Finanza.

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Il divieto è la conseguenza diretta degli scontri avvenuti in autostrada tra tifosi romanisti e fiorentini. L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha confermato che, per la gara di Bologna, resta valido quanto stabilito dal Decreto del Ministro dell’Interno del 20 gennaio 2026: stop alla trasferta per i sostenitori giallorossi residenti nella Provincia di Roma. Una decisione che continua a generare malumori e che alimenta un clima di forte tensione.

Nel frattempo, i tifosi della Roma hanno deciso di reagire sul piano legale. È stato fissato al 19 marzo l’appello al Consiglio di Stato contro il divieto, seguendo una strada già intrapresa anche dai sostenitori del Napoli nelle scorse settimane. Una battaglia che potrebbe avere ripercussioni significative sulle future decisioni in materia di ordine pubblico legato alle trasferte calcistiche.

Vaciago in esclusiva a Juventusnews24: «La Juve ha ritrovato un’anima agonistica, ha ritrovato l’orgoglio di difendere il proprio onore» – VIDEO

Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, ha analizzato la Juventus attraversando passato, presente e prospettive future del club – VIDEO

Nel nuovo appuntamento di Tribuna Juve sul canale YouTube di Juventus News 24, il giornalista Paolo Rossi ha intervistato in esclusiva Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, per fare il punto sui temi più caldi dell’universo bianconero. Dalla celebrazione dei trent’anni della Champions del 1996 all’analisi dell’“anima” ritrovata dalla squadra, passando per il futuro di Spalletti, la corsa al quarto posto e le strategie di mercato estive: ecco i passaggi più significativi dell’intervista.

IL LIVE PODCAST SULLA CHAMPIONS 1996«Per i trent’anni della Coppa dei Campioni del 22 maggio 1996 dovevamo fare qualcosa. Ho pensato a un ciclo di interviste con tutti gli eroi di Roma, ma poi mi sono detto che era un privilegio da condividere con i lettori e con chi quell’anno se lo ricorda, o con chi vuole viverlo attraverso la voce dei protagonisti. Così le interviste sono diventate pubbliche, dei live podcast: giovedì 5 marzo alle 20 saremo da Edit a Torino. I posti sono quasi esauriti, l’ingresso è gratuito ma bisogna prenotarsi. L’idea è ricordare quella stagione, spiegare cosa significava essere un giocatore della Juventus e costruire una memoria collettiva, anche perché questi contenuti verranno caricati su YouTube come una sorta di biblioteca bianconera. Non sarà solo un’operazione storica, perché parlando con protagonisti come Ravanelli si finisce inevitabilmente anche sull’attualità. Lui segue tantissimo la Juve ed è ancora molto legato all’ambiente. Credo che il pensiero di una grande Juventus, di una Juventus in cui il senso di appartenenza era fortissimo, possa anche ispirare la squadra attuale, che oggi è in una fase di ricostruzione» 

L’ANIMA JUVE: «L’anima di una squadra è qualcosa di molto composito. La Juve ha ritrovato un’anima agonistica, ha ritrovato l’orgoglio di difendere il proprio onore, sia quello dei singoli sia quello della squadra. Ha capito che la Juventus non può perdere in certi modi e non può essere eliminata in certi modi. Il 5-2 di Istanbul, per esempio, è stata una sconfitta brutta, poco consona a una grande squadra e poco consona alla Juventus. Trovare l’anima non significa essere già diventati una grande squadra, perché i limiti tecnici restano. Rimane una squadra costruita male e ancora incompleta. Però Spalletti è riuscito a far capire a ogni giocatore che, in ogni caso, rappresenta una grande squadra e deve comportarsi da grande squadra. Questa è l’anima: quella che ti consente di rialzarti, di non arrenderti, come contro la Roma, e di fare in modo che i tifosi possano dire che la squadra ha dato tutto. Poi naturalmente c’è un problema di qualità della squadra, ed è un problema che va risolto con il mercato di giugno. Il mercato estivo non può essere sbagliato. Oltre all’anima servirà anche il carattere dei nuovi giocatori. Ma questa consapevolezza, questa maggiore comprensione di cosa significhi essere giocatori della Juve, secondo me è stata acquisita negli ultimi mesi» 

TIFOSI E SPALLETTI«Secondo me la Juventus e il suo popolo sono vittime di una narrazione un po’ distorta sull’ossessione di vincere subito. Certo, la Juve deve tornare a vincere, ma i tifosi non sono ossessionati solo dal risultato. Non vengono da decenni di digiuno: arrivano da nove scudetti consecutivi in tempi relativamente recenti. Il problema è vedere una squadra con un’identità, una squadra in cui possano riconoscersi. I tifosi vogliono una squadra con un animus pugnandi, una squadra che li renda orgogliosi. In questo momento riconoscono questo a Spalletti, ed è per questo che vogliono essere sicuri che resti alla Juve. Sarebbe fondamentale proseguire questo percorso per arrivare poi, naturalmente, alla vittoria. La Juve senza vittoria non può esistere, ma in questi anni i tifosi erano soprattutto delusi da come la squadra perdeva, non solo dall’assenza di trofei. Secondo me, per i tifosi, oggi Spalletti è prioritario su tutto. Però bisogna stare attenti: il quarto posto, per come funziona il calcio di oggi, è indispensabile per recuperare risorse economiche e tornare competitivi. Quindi anche il quarto posto resta una priorità fondamentale. È vero che i tifosi ragionano più col cuore che col portafoglio, ma il piazzamento Champions resta decisivo per il futuro. Anche perché, parliamoci chiaro, in Champions ultimamente non c’è trippa per le italiane. Mi sembra che sia molto complicato per una squadra italiana affacciarsi soltanto ai quarti di finale. Adesso abbiamo l’Atalanta che tiene alta la nostra bandiera ma la verità è che comunque l’Atalanta è destinata a uscire perché sappiamo i valori tecnici non le consentiranno di andare molto avanti. L’ultima Champions l’abbiamo vinta nel 2010 come italiane. Ultimamente abbiamo fatto anche delle brutte figure come l’Inter L’anno scorso in finale» 

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA INTEGRALE A VACIAGO SU JUVENTUSNEWS24

Gedi (Exor) vende La Stampa al gruppo Sae: si chiude un secolo di era Agnelli, tutti i dettagli e il comunicato

Gedi (Exor) cede La Stampa al gruppo Sae: si chiude un secolo di presenza Agnelli, con tutti i dettagli e il comunicato ufficiale

Il gruppo Gedi, controllato da Exor, ha ufficializzato la cessione del quotidiano La Stampa al gruppo Sae, con la firma del contratto che sancisce il passaggio di proprietà. L’operazione è stata accompagnata da una nota ufficiale che ne conferma modalità e contenuti.

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LA NOTA UFFICIALE – «La cessione comprende anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, nonché le attività di staff e di supporto alla redazione.

L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllato dal gruppo Sae, nel quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest.

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L’esperienza maturata dal gruppo Sae, che opera nei settori dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale, costituisce una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine. Il progetto mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio

La cessione è subordinata all’espletamento delle usuali procedure sindacali e burocratiche previste dalla legge».


Lotito durissimo: «Il tifo sciopera? E che problema c’è? Mica vi ho chiesto i soldi! Faccio un aumento di capitale e risolvo il problema»

Lotito ai sostenitori biancocelesti: «Il tifo sciopera? E che problema c’è? Mica vi ho chiesto i soldi!». Le sue parole

La frattura tra la Lazio e una parte della sua tifoseria continua ad allargarsi, senza segnali di distensione. L’ultimo episodio della lunga tensione è stato riportato da Alfredo Pedullà su X, dove il giornalista ha condiviso un estratto dell’ennesima telefonata di Claudio Lotito. Il presidente biancoceleste, chiamato in causa dalle contestazioni sempre più accese dei tifosi, ha risposto con toni netti e parole destinate a far discutere: “Il tifo sciopera? E che problema c’è? Mica vi ho chiesto i soldi! Faccio un aumento di capitale e risolvo il problema.”

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La risposta di Lotito alla protesta dei tifosi ha riacceso un clima già incandescente, alimentando ulteriori tensioni tra la piazza biancoceleste e la dirigenza. Le sue parole, rilanciate e commentate con forza, hanno generato nuovo malcontento e confermato la distanza crescente tra società e supporter.

Un clima di contestazione sempre più acceso

La protesta dei tifosi della Lazio continua a intensificarsi, con cori, striscioni e prese di posizione che non accennano a diminuire. La frattura appare ormai profonda e difficile da ricomporre, e le dichiarazioni del presidente rischiano di irrigidire ulteriormente un ambiente già esasperato.

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Una tensione che pesa sul futuro del club

In un momento in cui la squadra è chiamata a rispondere sul campo, la Lazio deve fare i conti anche con un malessere interno che potrebbe influenzare scelte, strategie e clima societario nei prossimi mesi. Le divisioni tra tifosi e dirigenza rappresentano un fattore critico che potrebbe incidere sul percorso del club e sulle decisioni future.

Paura per Gregucci: malore improvviso e stop forzato, ecco quali partite dovrà saltare

Lo staff medico della Sampdoria ha imposto un periodo di riposo all’allenatore dopo aver avvertito problemi fisici

Un’improvvisa battuta d’arresto ha scosso la Sampdoria alla vigilia di una fase cruciale della stagione di Serie B. L’allenatore Angelo Gregucci non potrà essere in panchina a causa di un problema di salute che lo ha costretto a fermarsi su indicazione del medico societario. La decisione ha portato all’annullamento della conferenza stampa della vigilia in programma a Bogliasco e ha fatto sorgere dubbi sulle condizioni generali del tecnico.

In vista dei prossimi impegni di campionato, la squadra sarà affidata ufficialmente a Salvatore Foti, vice allenatore che ha ricevuto dalla società la delega per assumere formalmente il ruolo di primo tecnico. La deroga concessa dalla FIGC permette a Foti di guidare la squadra nonostante non sia in possesso della licenza UEFA Pro, una situazione già al centro di verifiche della federazione nelle settimane scorsa.

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Incertezza sul ritorno di Gregucci

L’assenza forzata di Gregucci arriva in un momento delicato sia sotto il profilo dei risultati sia per la gestione della stagione. Al di là dell’immediata pausa imposta dai medici, resta da capire se il tecnico potrà riprendere il proprio ruolo in tempi brevi o se questo stop rappresenterà l’inizio di un periodo più lungo lontano dalla panchina. Di sicuro, salterà le prossime due partite contro la Juve Stabia, in programma questa sera, e quella col Frosinone di Massimiliano Alvini. Il campo può attendere, la salute prima di tutto.

Napoli Torino secondo De Canio: «D’Aversa porterà i granata alla salvezza. Conte non è cambiato di una virgola, già allora…». Il retroscena

Napoli Torino Gigi De Canio ha parlato così di Conte e D’Aversa verso il match del Maradona. Le sue dichiarazioni

Gigi De Canio non ha dubbi: «Roberto D’Aversa farà bene sulla panchina del Toro e aiuterà i granata a tirarsi fuori dalle zone calde della classifica. Contro la Lazio ha già dimostrato l’impatto che può avere». Ecco la sua intervista a Tuttosport.

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D’AVERSA «Ricordo che Roberto non voleva mai perdere durante le partitelle e ogni volta che gli fischiavo un fallo lanciava per protesta il pallone fuori dal campo. Così lo multavo di 50 euro: a fine anno, quando ci fu la raccolta benefica coi proventi derivanti dalle multe ai giocatori, gli dissi che due terzi della cifra arrivava da lui. Battute a parte: D’Aversa era un leader in mezzo al campo e con i consigli di uno come Conte affinò ulteriormente la sua leadership».

LA PREDISPOSIZIONE PER LA PANCHINA «Allora era ancora giocatore negli atteggiamenti, anche se in lui c’era la predisposizione ad allenare. Roberto aveva, infatti, una grande capacità di analisi tecnico-tattica delle gare e in partita sapeva leggere in anticipo molte situazioni. Doti fondamentali per chi vuole fare questo mestiere».

PREGI E DIFETTI «Il pregio principale di Roberto era la grande volontà di imparare e migliorarsi sempre. Era attento a tutto quello che riguardava la preparazione della partita e le scelte che operavo: una curiosità che lo portava a confrontarsi per accrescere le sue conoscenze; mentre il difetto è facile: era un po’ fumatino di carattere. Non so quante volte gli avrò detto di stare calmo…».

CONTE «Antonio è sempre uguale: non è cambiato di una virgola dal ragazzo che iniziava ad allenare nel mio staff. Già allora, seppur facesse il collaboratore, era un martello. Conte riusciva subito a trasmettere loro quell’intensità e l’applicazione feroce, che poi abbiamo sempre ammirato nelle sue squadre. Per questo sono sempre stato sicuro che avrebbe fatto una grande carriera in panchina. Tra l’altro Antonio era animato dall’estrema determinazione di arrivare in alto e sono contento ci sia riuscito. Conte era attento, maniacale e meticoloso in tutto quello che faceva: si informava su qualunque cosa e non voleva tralasciare neppure il più piccolo particolare sia sul lavoro in campo sia nella gestione quotidiana della squadra».

NAPOLI-TORINO «Al netto delle assenze il Napoli è certamente favorito, anche perché D’Aversa è appena arrivato al Torino e necessita di tempo per trasmettere bene le sue idee. Roberto comunque è partito col piede giusto e porterà il Toro alla salvezza; mentre Antonio arriverà col Napoli in Champions».

Rinnovo Vlahovic Juventus: ora il serbo può veramente rimanere. Cosa sta succedendo per il suo prolungamento di contratto, ultimissime

Rinnovo Vlahovic Juventus: a che punto siamo per il prolungamento di contratto dell’attaccante serbo, ultimissime sul suo futuro

La Juventus e Dusan Vlahovic non sono mai stati così vicini a prolungare il proprio matrimonio sportivo. Secondo Tuttosport, quella che in passato aveva assunto i contorni di una clamorosa e insanabile rottura, si è improvvisamente trasformata in una trattativa concreta e serrata. Il numero nove bianconero ha espresso a chiare lettere la sua volontà di restare a Torino, spingendo la dirigenza piemontese a formulare un’offerta che fino a pochissimo tempo fa pareva del tutto impensabile.

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Il cambio di rotta: l’addio di Tudor e la centralità con Spalletti

Il primo e fondamentale segnale di disgelo riguarda la gestione della procura del giocatore. Sebbene l’agente storico Darko Ristic resti formalmente legato al calciatore, nelle ultime ore è emersa con forza la figura del padre Milos e di un nuovo intermediario, scelti appositamente per facilitare il dialogo diretto con la dirigenza.

Questo nuovo assetto ha permesso di superare le pesanti frizioni del passato, nate in particolar modo sotto la controversa gestione di Igor Tudor. Al contrario, con l’arrivo in panchina di Luciano Spalletti, l’attaccante balcanico è tornato immediatamente a essere il perno centrale e indiscusso del disegno tattico juventino.

Le cifre del rinnovo e il rientro in campo

Sul tavolo delle contrattazioni restano ora da limare i dettagli economici. La Juventus ha fissato un tetto salariale invalicabile, strettamente parametrato all’ingaggio di Kenan Yildiz. L’offerta per il rinnovo non supererà i 6 milioni di euro netti a stagione, raggiungibili attraverso una serie di bonus legati al rendimento. L’attaccante, che inizialmente puntava a uno stipendio in doppia cifra, sembra ora pronto a più miti consigli per amore della maglia.

Nel frattempo, il suo atteso rientro in campo si avvicina a grandi passi. Il giocatore tornerà gradualmente a lavorare con il gruppo a partire da oggi: l’obiettivo dello staff non è forzare il rientro per l’imminente sfida contro il Pisa, bensì averlo al top della forma per la trasferta di Udine. Mister Spalletti lo aspetta con ansia: la filosofia del tecnico rappresenta per la punta la garanzia sportiva necessaria per firmare il nuovo contratto e giurare fedeltà ai colori bianconeri.

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