Pagina 330 – Calcio News 24

Kelly sicuro: «Qui devi vivere e respirare questa maglia. Inter Juve? Si sente un’atmosfera diversa»

Kelly si racconta: «Qui devi vivere e respirare questa maglia. Inter Juve? Si sente un’atmosfera diversa». Le sue parole

Lloyd Kelly, difensore della Juventus, ha concesso un’intervista esclusiva a CBS in cui ha ripercorso i momenti principali della sua avventura a Torino. Il centrale inglese ha parlato del suo ambientamento in bianconero, delle sfide affrontate in Serie A e delle sensazioni legate al suo percorso con la Juventus.

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PARAGONE PREMIER-SERIE A – «Dal punto di vista tattico c’è una differenza evidente e, da difensore, è una cosa che si nota subito. In Italia c’è una vera mentalità difensiva: tanti difensori leggendari sono passati da questo campionato. Oggi la Premier League è forse la più veloce e intensa fisicamente, ma tatticamente la Serie A è sicuramente ai massimi livelli»

INTER-JUVE – «Si sente un’atmosfera diversa. Non solo per i giocatori, ma anche per staff e tifosi. È una partita enorme nella storia della Serie A e riceve un’attenzione speciale. Però bisogna mantenere lo stesso approccio mentale di ogni gara. Sarà difficile: rispetto all’andata entrambe le squadre sono cresciute molto»

JUVE – «Quando sono arrivato sapevo quanto fosse grande il club e cosa significasse giocare per la Juventus. Ma serve un po’ di tempo per ambientarsi, abbassare la testa e concentrarsi solo sul rendimento. Qui devi vivere e respirare questa maglia: è così che deve essere»

MCKENNIE – «La costanza delle sue prestazioni, nonostante tutto quello che succede attorno, dice molto su di lui. La sua mentalità in allenamento e in partita è sempre la stessa. È uno di quei giocatori su cui puoi contare in ogni situazione. Ha giocato in tantissimi ruoli diversi, ma ovunque vada lavora sempre per la squadra».

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Koulibaly rinnova con l’Al-Hilal: il difensore ex Napoli prolunga la sua avventura in Arabia Saudita

Koulibaly prolunga la sua avventura all’Al-Hilal: il difensore senegalese rinnova e resta uno dei pilastri del progetto saudita

Kalidou Koulibaly prosegue la sua avventura in Arabia Saudita: il difensore senegalese, arrivato all’Al-Hilal due anni e mezzo fa dopo la lunga esperienza al Napoli e la parentesi al Chelsea, ha rinnovato il proprio contratto con il club guidato da Simone Inzaghi. Un segnale di continuità importante per uno dei leader tecnici e carismatici della squadra.

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Il classe ’91 ha già collezionato 111 presenze con la maglia biancoblù e continuerà a essere un punto di riferimento nella Saudi Pro League. Anche in questa stagione Koulibaly è stato una colonna della difesa, prima di lasciare temporaneamente il club per partecipare alla Coppa d’Africa, poi vinta con il Senegal. Rientrato da un paio di settimane, ha subito riportato solidità al reparto: nelle due gare in cui è tornato a disposizione, l’Al-Hilal non ha incassato neppure un gol.

Il rinnovo permette ora al club e al giocatore di proseguire insieme un percorso ambizioso, con obiettivi di alto livello. Il primo traguardo nel mirino è la conquista del campionato, un obiettivo concreto per una squadra che punta a confermarsi protagonista assoluta in Arabia Saudita e nelle competizioni internazionali.

DAZN Full in offerta: prezzo scontato per 6 mesi sul piano mensile senza vincoli

Da oggi, 12 febbraio 2026, la piattaforma streaming DAZN propone una nuova iniziativa dedicata ai nuovi iscritti. Il piano Full in versione mensile può essere attivato con una tariffa promozionale valida per i primi sei mesi, senza obblighi di permanenza.

L’offerta è disponibile direttamente dal sito ufficiale e, al momento, non è stata comunicata una scadenza precisa. Cosa prevede? Grazie alla promozione attuale, i nuovi clienti possono scegliere il piano DAZN Full con abbonamento mensile a 29,99 euro al mese per il primo semestre invece dei consueti 44,99 euro. Ma andiamo a scoprire nel dettaglio cosa include l’offerta di DAZN.

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Piano DAZN Full offerta: ecco la promo per i primi sei mesi

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Terminato il periodo promozionale, il servizio continuerà al prezzo previsto in quel momento, a meno di disdetta.

L’abbonamento permette di seguire eventi sportivi in streaming anche su due dispositivi contemporaneamente, purché collegati alla stessa rete domestica; il singolo device può comunque essere utilizzato ovunque. Il costo promozionale è valido con pagamento diretto tramite il sito ufficiale di DAZN, mentre eventuali attivazioni tramite partner esterni potrebbero prevedere condizioni differenti.

Essendo una formula mensile senza vincoli, l’utente può interrompere l’abbonamento con un preavviso di 30 giorni, senza penali e senza dover restituire gli sconti già utilizzati.

Tutti gli eventi sportivi inclusi nel catalogo DAZN

Il piano Full consente l’accesso completo ai contenuti disponibili sulla piattaforma. Per il calcio sono incluse:

  • Tutte le partite di Serie A Enilive;
  • La Serie BKT;
  • LaLiga EA Sports;
  • FA Cup;
  • Campionati europei;
  • Alcune competizioni femminili.
  • Canali tematici dedicati ai club e contenuti aggiuntivi come FIFA+.

L’offerta non si limita al calcio: tra gli sport disponibili figurano volley nazionale e internazionale, eventi di basket e competizioni FIBA, tennis con l’ATP Challenger Tour, NFL, boxe, golf e molte altre discipline.

Nel pacchetto base sono inclusi anche Eurosport 1 HD ed Eurosport 2 HD, mentre chi desidera ampliare ulteriormente la visione può aggiungere l’opzione Eurosport Extra con un piccolo costo mensile aggiuntivo, ottenendo l’accesso ai canali supplementari per seguire ancora più eventi in diretta.

Lazio, Rovella sicuro: «Spero di viverla anch’io la lotta per il titolo con l’Italia o con la Lazio»

Lazio, Rovella: «Spero di viverla anch’io la lotta per il titolo con l’Italia o con la Lazio». Ecco la sua intervista

Nicolò Rovella sta diventando sempre più centrale nel progetto di Maurizio Sarri e oggi ha parlato ai canali ufficiali del club. Il centrocampista della Lazio ha affrontato diversi temi, soffermandosi sia sul momento attuale della squadra sia su alcuni aspetti del suo recente percorso.

CORI, BANDIERE E INNO – «A me piace fin dall’inizio, mi è venuto spontaneo cantarla, quella “La Lazio mia”. Ci sono legato dall’inizio, ma ce ne sono tanti di cori che mi piacciono, mi piacciono soprattutto le bandiere. È una cosa che mi piace quando arrivo allo stadio prima della partita, guardare le bandiere che ci stanno in Curva o in Tevere, mi piace un sacco».

RIMPIANTI EUROPEI E BODO GLIMT – «Partita che vorrei rigiocare? Ti dico Lazio-Bodo Glimt, ma per il semplice fatto che secondo me la qualificazione l’abbiamo buttata all’andata e al ritorno abbiamo fatto quello che potevamo. Sicuramente i rigori sono una lotteria, come si dice, li sbagliano anche i più forti calciatori della storia, quindi ci sta, non è quello il problema. Però sicuramente è una cosa che mi è rimasta qua perché avremmo avuto chance di poter andare avanti e chissà poi. C’era la finale…».

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PASSIONE TIFOSI E TRASFERTE – «Mi piacciono tanti particolari dei nostri tifosi. Sicuramente le coreografie che si fanno in trasferta sono pazzesche. Ma poi proprio ogni tifoso che va allo stadio è come se fosse un uomo in più, quindi è una roba pazzesca. Questo sicuramente fa sempre piacere e aiuta noi giocatori anche nei momenti più difficili.Ci fanno tirare fuori il meglio, lo spirito laziale ti dà quel qualcosa in più in campo che magari altre squadre non fanno».

LAZIO 2019/2020 E SCUDETTO MANCATO – «Il Covid quell’anno ha influito parecchio sull’esito del campionato, la Lazio quell’anno era uno squadrone. Aveva trovato l’alchimia giusta, Mister Inzaghi era stato bravissimo e quindi purtroppo poi non ce l’ha fatta. Però secondo me se il campionato fosse continuato regolarmente senza lo stop del Covid, ce la poteva fare. Spero di viverla anch’io la lotta per il titolo con l’Italia o con la Lazio».

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Infortunio De Ketelaere, arrivano buone notizie! Intervento riuscito per il nerazzurro, la nota del club

Infortunio De Ketelaere, arrivano segnali confortanti: intervento riuscito e comunicato ufficiale dell’Atalanta

Arrivano novità sulle condizioni di Charles De Ketelaere, operato dopo aver riportato una lesione al corno posteriore del menisco. L’intervento, come comunicato dall’Atalanta, è perfettamente riuscito e consentirà al giocatore belga di avviare fin da subito il percorso riabilitativo.

Il club nerazzurro ha confermato che i tempi di recupero verranno valutati nelle prossime settimane, ma l’esito positivo dell’operazione rappresenta un primo passo importante verso il ritorno in campo del trequartista.

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COMUNICATO “Atalanta BC comunica che Charles De Ketelaere è stato sottoposto ad artroscopia del ginocchio destro per meniscectomia selettiva interna.

L’intervento, eseguito dal Professor Ezio Adriani presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS a Roma, è perfettamente riuscito.

Il calciatore inizierà da subito il programma riabilitativo.

Al-Hilal, scelta shock di Inzaghi: fuori Darwin Nunez e Pablo Marí dalla lista per il campionato

Al-Hilal, il tecnico ex Inter Inzaghi esclude Núñez e Marí: spuntano le ragioni dietro la decisione più discussa

Quando investi pesantemente sul mercato internazionale per rinforzare la squadra, ma la tua lega impone un limite agli stranieri, il rischio di dover fare scelte drastiche è sempre dietro l’angolo. È esattamente ciò che è accaduto all’Al-Hilal di Simone Inzaghi: il club saudita, in piena corsa per il titolo, ha accolto all’ultimo giorno di mercato Karim Benzema, reduce dall’addio all’Al-Ittihad. Per inserirlo nella lista, però, sono stati necessari tagli eccellenti.

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Dopo aver dato il via libera al ritorno di Joao Cancelo al Barcellona, Inzaghi ha deciso di sacrificare Darwin Núñez, arrivato dal Liverpool meno di un anno fa e già finito fuori dai piani. Non solo: con il rientro dall’infortunio di Kalidou Koulibaly, anche Pablo Marí – prelevato a gennaio dalla Fiorentina – è stato escluso dalla lista per il campionato. Entrambi resteranno utilizzabili soltanto in Champions League asiatica. Per Núñez il bilancio stagionale parla di 23 presenze, 7 gol e 5 assist complessivi; per Marí, invece, 6 apparizioni tra campionato e coppa continentale.

Nonostante le ultime difficoltà, l’Al-Hilal resta in vetta alla Saudi Pro League, con un punto di vantaggio sull’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo dopo tre pareggi nelle ultime quattro gare. In coppa nazionale la squadra è approdata in semifinale, dove a marzo affronterà l’Al-Ahli di Gedda, mentre in Champions League il prossimo ostacolo sarà rappresentato dagli emiratini dell’Al-Wahda.

Donati: «Sampdoria piazza straordinaria, contento si sia ripresa col mercato. Stupito dall’intensità di Modric, sullo scudetto dico che…» – ESCLUSIVA

Codice video:

Donati, ex centrocampista e noto allenatore, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calcionews24: le sue dichiarazioni

Massimo Donati, noto tecnico ed ex calciatore, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24. Le sue dichiarazioni:

Codice podcast:

Partiamo dall’analisi dei quarti di finale di Coppa Italia giocati in questi giorni: un passaggio del turno importante per Como e Lazio…

«Quando c’è un passaggio del turno è normale che porti felicità, gioia e un pò di tranquillità a tutti gli ambienti, soprattutto a quello della Lazio che nell’ultimo periodo non è stato dei migliori. Per quanto riguarda il Como, è stata una conferma dell’ottimo periodo e dell’ottima stagione che stanno facendo e quindi magari avevano anche meno bisogno di questo passaggio del turno però fa sempre piacere e fa sempre comodo. Entrambe le partite sono finite ai rigori e a quel punto finisce sempre che chi vince è bravo, chi perde no ma si sa che i rigori sono una lotteria. Entrambe le partite si sono giocate alla pari con entrambe le squadre che potevano vincere anche se poi una sola viene premiata. Per il Como dunque una conferma, per la Lazio una buona iniezione di fiducia».

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Domani torna la Serie A con Pisa-Milan. Pensi che i rossoneri possano ancora insidiare il primo posto dell’Inter e più in generale cosa pensi del lavoro svolto da Allegri finora?

«Sicuramente il gap che c’è n questo momento dall’Inter è recuperabile perchè alla fine arriverà su chi sbaglierà meno. E’ vero che l’Inter ha la possibilità di commettere qualche errore però questo significherebbe anche che il Milan deve fare un percorso netto ed è una cosa impensabile sia per una che per l’altra. Sono due squadre quadrate e che sanno quello che vogliono. Soprattutto il Milan ha pochi fronzoli ma pensa ad arrivare al risultato. Per quanto riguarda la differenza rispetto all’anno scorso, secondo me, a prescindere dai giocatori funzionali che sono arrivati nella rosa, è merito dell’allenatore. Ad Allegri non gli piace tanto sentirsi dire che bello ma gli piace sentirsi dire che bravo perchè vince. Alla fine il risultato è sopra tutto, specie in Italia, e di conseguenza Allegri è un maestro in questo e lo sa bene. Sicuramente, anche se lui non lo dice, ci proverà fino alla fine per lo scudetto. Dall’altra parte però c’è appunto l’Inter che è una squadra forte, allenata bene e che fa un buon calcio e sa quello che vuole. La determinazione e la voglia che mettono quando scendono in campo sono molto importanti per entrambe le squadre».

Rimanendo sul Milan, vorrei un tuo parere sul grande impatto che hanno avuto due giocatori come Modric e Rabiot. Il primo non sembra avere i 40 anni che ha, il secondo probabilmente è la migliore mezzala del campionato con McTominay…

«Come dice Allegri, quando uno è un campione è un campione. Non si possono fare tanti ragionamenti, quando uno è forte è forte. E anche per questo ci sono i livelli tra i giocatori. Sono due giocatori che per tutta la loro carriera hanno fatto ottime cose quindi c’è poco margine di errore quando vai a prendere Modric e Rabiot. E’ ovvio, parlando di Modric, che quando vedi che gioca tutte le partite e ancora è uno di quelli che corre di più la cosa non dico che sorprenda ma ti lascia un pò entusiasta perchè un giocatore del suo calibro, che sono tanti anni che fa questo mestiere e ancora lì che corre più degli altri e ancora riesce a giocare la palla sempre con grande lucidità. Io avevo lo stesso ruolo, ovviamente senza fare paragoni, però quando sono arrivato a 36-37 anni non ce la facevo più a correre in una determinata maniera e quindi tanto di cappello. Parliamo di due super-campioni».

In casa Napoli c’è un clima molto polemico visti i risultati con Conte che attribuisce le difficoltà dell’annata ai tanti infortuni avuti. Quante responsabilità dai al tecnico per questa situazione e quanto credi ad un ritorno dei partenopei nella lotta per lo scudetto?

«Partiamo dal presupposto che secondo me Conte è un allenatore a cui piace che la fiamma sia bella accesa sempre. Non è un allenatore che vuole passività. Anche quando le cose vanno bene lui il fuoco lo vuole acceso e la reputo una cosa giusta. E’ ancora lì. In campionato può farcela perchè avendo magari solo il campionato, dopo l’eliminazione anche dalla Coppa Italia, può focalizzarsi di più sul sistemare la questione infortuni. Con Conte devi andare forte e magari qualche giocatore, per adattarsi a questo tipo di lavoro, fa un pò di fatica. Però sul lavoro di Conte nel corso degli anni gli si può dire poco perchè ha vinto tanto, ha vinto in tante squadre ed è anche logico che bisogna faticare. Il suo credo è basato sulla grande corsa, sulla grande determinazione e sulla grande fatica, concetti che mi piacciono e nei quali mi ci rivedo, però non sempre i giocatori sono abituati ad avere questo ritmo per tanto tempo quindi gli infortuni fanno parte del gioco e quando sono qualcuno più del previsto poi diventa un problema».

La Juve con l’arrivo di Spalletti ha cambiato decisamente marcia. Quali sono i punti di forza dei bianconeri sotto la sua guida e, dando uno sguardo al mercato estivo, dove pensi possa migliorare?

«Dal punto di vista dell’organico credo che la Juve debba intervenire davanti anche se ora Vlahovic è fuori e quando rientrerà potrà dare una mano nell’immediato. Per il resto mi sembra una squadra abbastanza quadrata. Il lavoro di Spalletti si vede perchè secondo me all’inizio, quando cominciavano le partite, non si aveva mai la sensazione che la Juve le vincesse. Adesso, quando vedi la Juventus, ha un tipo di gioco, un modo di affrontare le situazioni con e senza palla che dici “oggi vincono”. Poi le partite si possono mettere anche male, come contro il Cagliari dove ha perso una partita impensabile, cosa che a volte succede nel calcio. Hai però la sensazione che la squadra possa far bene in qualsiasi momento. Questo tramite il palleggio, tramite il grande recupero palla, tramite le tante azioni offensive. Ripeto, col Cagliari ha perso una partita incredibile. La Juve c’è, è lì, ed è pronta a fare un grande rush finale».

Passando all’Inter, la squadra di Chivu è ancora in corsa in tutte le competizioni. Credi che possa replicare un percorso simile a quello dello scorso anno?

«Possibile è possibile però è anche difficile perchè alla fine quando lotti su più competizioni, poi nello specifico la Champions League è molto difficile arrivare in fondo perchè ci sono squadre molto forti, a volte avviene anche per piccolissimi dettagli. Lo scorso anno è arrivata in fondo eliminando il Barcellona in una partita che aveva praticamente perso. Una palla inattiva, una postura del corpo, fanno la differenza e quindi bisogna essere quasi perfetti in queste cose e ti deve girare anche un pò bene. Ripeto, le possibilità ci sono ma è molto difficile e impegnativo. Ma questo vale per l’Inter come per tutte le squadre».

In ottica Nazionale quest’anno si stanno imponendo tanti giovani interessanti, da Pio Esposito a Palestra, Bartesaghi e Vergara. Credi che siano già spendibili in ottica playoff e credi che Gattuso sia l’uomo giusto per portarci al Mondiale o hai dubbi in merito?

«Pochi dubbi anche perchè bisogna essere super ottimisti in merito e super convinti di farcela. Gattuso è ovviamente l’uomo giusto perchè dal punto di vista caratteriale e dal punto di vista emotivo riesce a tirar fuori il meglio dai propri giocatori. Non sarà semplice però abbiamo nelle corde, nelle gambe e nei piedi la possibilità di qualificarci. Quindi senza dubbio ha gli uomini per affrontare queste partite nella migliore condizione possibile, soprattutto a livello mentale. Per quanto riguarda i giovani ce ne sono tanti. L’anno scorso vedevo Vergara e mi impressionava per come giocava. A me che lo andavo a vedere dal vivo dicevano fosse un pò discontinuo, come se facesse una partita bene e due no, però le qualità c’erano. E’ ovvio che poi bisogna dare fiducia a questi ragazzi. Bisogna metterli in campo e farli giocare, dargli la possibilità di sbagliare una partita se si vede il talento. Secondo me ce ne sono tanti di giovani, anche scendendo di categoria in B o in C, che possono fare bene».

Parlando del tuo futuro: adesso sei fermo ma stai guardando ad una piazza in particolare?

«Ma no, guardo tutto. Non ho nessuna preclusione. A me piace allenare, piace stare in campo, piace avere il duro lavoro di tutti i giorni quindi non ho un obiettivo specifico. Sicuramente mi piacerebbe andare in un bel progetto dove ti danno la possibilità di lavorare bene».

Chiudiamo con una battuta sulla Sampdoria, la tua ultima esperienza, e che adesso si sta riprendendo…

«Alla Sampdoria non è andata come volevo ma resta una piazza bellissima con un tifo pazzesco e sono anche sincero: sono contento che le cose si siano sistemate. A gennaio è stato fatto un mercato importante e quindi a me fa solo che piacere che una piazza così, con un pubblico del genere, si stia riprendendo perchè ora hanno una squadra veramente forte».

SI RINGRAZIA MASSIMO DONATI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Italia, Gattuso fa tappa alla Lazio: i nomi in corsa per una possibile convocazione. Le ultimissime

Italia, il cti della Nazionale italiana Gattuso in visita alla Lazio: ecco i biancocelesti nel mirino degli azzurri

Il tour di Rino Gattuso attraverso le città italiane continua senza pause. Dopo le tappe di Milano e Bergamo, il commissario tecnico della Nazionale – affiancato da Gianluigi Buffon – è pronto a raggiungere Roma. Non è previsto uno stage a Coverciano: l’obiettivo, questa volta, è incontrare direttamente i giocatori inseriti nella lista di preallarme in vista dei playoff di marzo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Giovedì è in programma un doppio appuntamento con Lazio e Roma. Tra i convocati figurano Bryan Cristante, Gianluca Mancini, Lorenzo Pellegrini, Mattia Zaccagni, Nicolò Rovella, Daniel Maldini e Niccolò Pisilli. Zaccagni, ancora ai box per infortunio, dovrà recuperare rapidamente per rientrare nei piani del ct. Rovella, invece, superata la pubalgia, potrebbe rappresentare una risorsa interessante per il futuro del centrocampo azzurro.

In attacco, Gattuso sta monitorando da vicino Miretti e Vergara, oltre a Daniel Maldini, che Maurizio Sarri ha recentemente provato anche da punta centrale. Il reparto offensivo appare già ben fornito con Kean, Retegui, Pio Esposito, Scamacca e Raspadori, ma per Maldini potrebbe comunque aprirsi uno spazio come jolly offensivo, utile per ampliare le soluzioni a disposizione del ct.

Pinilla, la rivelazione shock dell’ex Cagliari: «Mi hanno diagnosticato un cancro della pelle»

Pinilla, l’attaccante ex Atalanta e Cagliari rivela: «Mi hanno diagnosticato un cancro della pelle». Le sue parole

Mauricio Pinilla, ex attaccante del Cagliari, ha reso pubblica una notizia che ha scosso il calcio sudamericano: gli è stato diagnosticato un tumore della pelle. L’ex centravanti ha raccontato la sua esperienza durante un’intervista al programma Marca Personal di Metro TV, spiegando come la scoperta sia avvenuta quasi per caso, nel corso di una serie di esami clinici.

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Pinilla ha spiegato che tutto è iniziato con un ricovero dovuto a una prostatite. Durante la permanenza in clinica, i medici hanno deciso di approfondire alcuni controlli dopo aver notato delle macchie sospette sulla pelle. Proprio da questi accertamenti è emersa la diagnosi. Con grande lucidità, l’ex calciatore ha raccontato il momento in cui i medici gli hanno comunicato la presenza del tumore, sottolineando quanto la diagnosi precoce sia stata determinante per intervenire tempestivamente.

Il periodo successivo non è stato semplice. Pinilla ha spiegato di essere rimasto ricoverato per quattro giorni, sottoponendosi a numerosi esami e vivendo un forte indebolimento fisico, con febbre molto alta e momenti di confusione. Oggi è in cura e sta seguendo la terapia indicata dai medici, affrontando la situazione con grande determinazione. Il suo messaggio è diventato un invito alla prevenzione e ai controlli regolari, fondamentali per individuare in tempo patologie come il tumore della pelle. Con lo stesso spirito combattivo che lo ha accompagnato in carriera, Pinilla sta affrontando questa sfida con coraggio, diventando un esempio di forza per molti.

Totti Roma, giallorossi al lavoro per riportare il capitano a ‘casa’: spuntano le cifre dell’accordo

Totti Roma, i giallorossi lavorano al grande ritorno del Capitano: emergono i dettagli dell’accordo

Il ritorno di Francesco Totti alla Roma, dopo l’addio al calcio nel 2017 e la successiva separazione dal club nel 2019, appare sempre più vicino. Come confermato da Claudio Ranieri, consigliere della proprietà, il dialogo tra le parti prosegue da tempo e nelle ultime settimane ha vissuto un’accelerazione significativa.

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Secondo quanto riportato dall’edizione romana de La Repubblica, i Friedkin sarebbero pronti a mettere sul piatto un contratto fino a 1 milione di euro a stagione pur di riportare l’ex numero 10 a Trigoria. Il nodo principale, però, non riguarda tanto l’ingaggio quanto il ruolo che Totti andrebbe a ricoprire. L’ipotesi più concreta resta quella di una consulenza esterna destinata a evolversi in un incarico stabile all’interno della struttura societaria. La novità arriva proprio dal fronte Totti: pur di tornare nel mondo giallorosso, sarebbe disposto a partire come ambasciatore del brand Roma, con la garanzia di un successivo inserimento nell’area tecnica.

In sostanza, Totti è pronto a rientrare in una Roma profondamente diversa da quella lasciata nel 2019, purché il percorso lo conduca in tempi non troppo lunghi a un ruolo decisionale tra campo e dirigenza. I colloqui proseguono e, da entrambe le parti, filtra un cauto ma crescente ottimismo

Pulisic svela: «La cosa che preferisco? Vincere in casa, segnare, sentirli esultare urlando il tuo nome e supportare la squadra»

Pulisic non ha dubbi: «La cosa che preferisco? Vincere in casa, segnare, sentirli esultare e supportare la squadra»

Christian Pulisic, attaccante del Milan, ha rilasciato un’intervista esclusiva ad Access Hollywood, celebre programma televisivo statunitense. Queste le sue parole.

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Visto che sono qua per le Olimpiadi Invernali c’è una frase in italiano che devo sapere?

«Sì, un paio d’anni fa non sapevo neanche una parola in italiano. Ci sto lavorando. Non è ancora perfetto ma provo ad immergermi nella cultura e imparare la lingua. All’inizio comunque non avevo proprio idea di cosa mi dicessero… (sorride, ndr). Ma funziona così, impari strada facendo»

Sei al Milan dal 2023, un club così iconico… Qual è la tua cosa preferita qua?

«Andare allo stadio e vedere i tifosi. Vincere in casa, segnare, sentirli esultare urlando il tuo nome e supportare la squadra… Non c’è niente di paragonabile. Quasi ottantamila persone che urlano, farne parte ogni settimana è speciale»

 I tifosi ti amano:

«Amano davvero il Milan, lo apprezzo molto»

Qual è il tuo prossimo sogno, vincere il Mondiale?

«Perché no? Abbiamo il Mondiale negli USA, se ci avessi pensato da bambino… È un sogno anche solo essere lì, vivere il momento e fare il massimo»

Ti abbiamo visto esultare con un cuore quando c’è la tua famiglia allo stadio:

«È un modo per dimostrare il mio affetto. Se segno e li vedo ovviamente lo faccio, sono persone che amo»

Come stai?

«Sta andando bene, mi sento molto meglio. Sono vicino ad essere dove vorrei (fisicamente, ndr). Sono positivo»

Durante il Mondiale giocherai anche contro alcuni dei tuoi compagni qua al Milan:

«È sempre divertente quando giochi contro i tuoi compagni. Ma quando sei in campo non è così strano: è una battaglia e non ti importa poi così tanto di chi ti trovi davanti»

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI PULISIC SU MILANNEWS24

Stankovic si racconta: «Non servono tante parole per l’Inter: è un amore unico ed è una cosa che non potrò mai nascondere»

Stankovic svela: «Non servono tante parole per l’Inter: è un amore unico ed è una cosa che non potrò mai nascondere». Le parole

Nel corso dello speciale di Sky Sport “Sulle orme del drago”, Aleksandar Stankovic – centrocampista classe 2005 oggi in forza al Brugge – ha raccontato il momento che sta vivendo e le ragioni delle sue scelte. Cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, il talento serbo ha spiegato cosa lo abbia spinto a trasferirsi in Belgio per trovare continuità e spazio, sottolineando al tempo stesso il legame profondo e ancora intatto con i colori nerazzurri, che considera una parte fondamentale del suo percorso.

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INDIPENDENZA – «Lui ha fatto il suo percorso, io il mio. Ora è il mio momento di andare per la mia strada».

VITA IN BELGIO – «La vita qua è molto tranquilla, io vivo vicino al centro sportivo. È molto tranquillo, ha i suoi spazi. Hai tutto il tempo di dedicarti al lavoro e per questo sto molto bene qua. Diciamo che ho avuto il coraggio di prendere una decisione difficile, lasciare casa, Milano, amici e famiglia, tutto, soprattutto lasciare l’Inter, la parte più difficile lasciare l’Inter. Ho avuto un anno fantastico al Lucerna, è stato uno step fondamentale. Poi venire qua… è un club enorme. Le strutture che hanno qua ti spingono a fare sempre meglio e di non accontentarti mai. Hai tutto il tempo del mondo per dedicarti a questo sport, a questo club e a questi tifosi».

SIPARIETTO CON TRESOLDI – «Purtroppo è milanista» dice Aleksandar Stankovic riferendosi a Nicolò Tresoldi, giovane attaccante nato a Cagliari in forza al club belga. Quest’ultimo ha risposto: «Ci conosciamo da sei mesi ma è come se ci conoscessimo da una vita. Purtroppo ha il difetto di essere interista, però… Pura follia, è una follia».

IL MOMENTO AL BRUGGE – «Credo nei miei compagni, nel lavoro del mister, abbiamo una buona idea di gioco, non abbiamo paura di nessuno. Per me può arrivare in fondo questo Brugge. Quando indossi una maglietta devi dare tutto, senza sudore non hai gloria e quindi devi vivere ogni giorno al massimo ed è una mentalità che senti solo quando sei coinvolto. Il momento più bello che ho vissuto qua finora è stato pochi giorni fa con due assist e un gol e abbiamo vinto tre a zero. Una cosa che sogni da bimbo, un’emozione unica».

IL LEGAME CON L’INTER – «Sono consapevole di avere un cognome importante, soprattutto quando ero nelle giovanili dell’Inter non era facile con quel cognome. Il mio ex allenatore Cristian Chivu (ex difensore nerazzurro e tecnico della Primavera) però mi diceva: “Nel calcio nessuno ti guarda la carta d’identità”. Il mio rapporto con lui è speciale, ha giocato tanti anni con mio papà. Per me l’Inter è speciale e parlarne è anche difficile e penso che ogni interista che mi sente dire questo capisce che parlare dell’Inter non è semplice o ce l’hai dentro o non ce l’hai. Non servono tante parole per l’Inter: è un amore unico ed è una cosa che non potrò mai nascondere. Mi fa piacere sapere che l’Inter mi segue e mi guarda perché sono nato a Milano ed essendo interista e tifoso mi fa piacere sapere che c’è l’Inter dietro».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI STANKOVIC SU INTERNEWS24


Inter Juve: parla Locatelli in conferenza stampa alla vigilia e non Spalletti. Il motivo di questa decisione

Inter Juve: sarà Manuel Locatelli a parlare in conferenza stampa alla vigilia e non Spalletti. Il motivo della decisione del club bianconero

L’attesa per il Derby d’Italia è febbrile, ma la marcia di avvicinamento alla sfida più sentita del calcio italiano si arricchisce di un colpo di scena comunicativo. Mentre Inter e Juventus affilano le armi tattiche in vista del big match di San Siro, dalla Continassa arriva una decisione che rompe il protocollo abituale e sorprende addetti ai lavori e tifosi: alla vigilia, le luci della sala stampa non si accenderanno per l’allenatore, ma per il capitano.

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La società bianconera ha infatti optato per una strategia di “turnover mediatico”. Considerato il calendario fitto che vede la squadra scendere in campo ogni tre giorni tra campionato e coppe, il club ha deciso di far ruotare anche le voci ufficiali, dando spazio ai protagonisti che calcano il rettangolo verde.

Spalletti lascia la scena al Capitano

Dunque, domani non ascolteremo l’analisi di Luciano Spalletti. Come appreso da Juventusnews24, il tecnico toscano farà un passo indietro per lasciare la scena a chi quella maglia la sente come una seconda pelle: Manuel Locatelli. Sarà proprio il capitano classe ’98 a presentarsi davanti ai microfoni alle ore 15.00.

Responsabilizzare il gruppo

La scelta di affidare la conferenza della vigilia a Locatelli non è casuale. Sotto la gestione Spalletti, l’ex Sassuolo ha trovato una nuova dimensione tattica e una maturità che lo ha consacrato come guida emotiva della squadra. Mandare il capitano a parlare prima di una sfida cruciale contro i nerazzurri significa voler lanciare un messaggio chiaro: la squadra è compatta, responsabile e pronta alla battaglia. Locatelli avrà il compito di trasmettere la carica necessaria all’ambiente e tracciare la rotta verso Milano, facendosi portavoce dello “spirito Juve” che servirà per espugnare il Meazza. Una mossa psicologica forte, che mette l’accento sul cuore e sull’orgoglio del gruppo in un momento decisivo della stagione.

Nuovo allenatore Nottingham Forest: scelto il sostituto di Dyche. Si parlava di Tudor ma…Ecco chi guiderà gli inglesi!

Nuovo allenatore Nottingham Forest: sondato anche Tudor dopo l’esonero di Dyche ma ecco su quale tecnico è ricaduta la scelta finale

Nuovo scossone in Premier League. Il valzer delle panchine non si ferma e questa volta tocca al Nottingham Forest cambiare rotta. Dopo ore di riflessioni e voci incontrollate, la dirigenza dei Reds ha preso la decisione definitiva: Vítor Pereira sarà il prossimo allenatore della squadra. Lo riporta Matteo Moretto. Il tecnico lusitano, noto per la grande esperienza internazionale maturata tra Portogallo (Porto), Turchia (Fenerbahçe) e Brasile (Corinthians), è stato individuato come l’uomo giusto per risollevare le sorti del club.

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L’accordo e il nodo Wolves

La trattativa è ormai in dirittura d’arrivo. Secondo le ultime indiscrezioni, Pereira è pronto a firmare, ma prima deve sciogliere un ultimo nodo burocratico legato al suo passato recente. Il portoghese, infatti, sta ultimando la risoluzione dei dettagli relativi al suo vecchio contratto con il Wolverhampton. Una volta formalizzato questo passaggio tecnico e ottenuta la piena libertà contrattuale, Pereira potrà iniziare ufficialmente la sua nuova avventura al City Ground. La fumata bianca è attesa a breve, con il tecnico impaziente di rimettersi in gioco nel campionato più competitivo del mondo.

Addio a Dyche, sondato anche Tudor

L’arrivo di Pereira segue l’esonero di Sean Dyche, comunicato ufficialmente dal club. Dyche ha pagato a caro prezzo una serie di risultati negativi che hanno compromesso la classifica del Forest. La proprietà ha ritenuto necessario un cambio drastico non solo nei risultati, ma anche nella filosofia di gioco.

Eppure, Pereira non era l’unico nome sul taccuino della dirigenza. Nella mattinata di oggi, le voci di corridoio davano per molto probabile l’ingaggio di Igor Tudor. L’allenatore croato ex Juventus è stato a lungo in lizza. Alla fine, però, la scelta è ricaduta sull’esperienza e sulla gestione tattica di Pereira, con Tudor che resta ancora in attesa di una nuova chiamata dopo l’esonero della Juve.

Il Nottingham volta pagina: l’era portoghese sta per cominciare.

Stadio Flaminio Lazio: costi, tempi di lavoro, capienza. Dentro al progetto dell’impianto e i prossimi passi da osservare

Stadio Flaminio Lazio: dentro al progetto dell’impianto attraverso un’analisi di quello che potrà succedere nei prossimi mesi

Il futuro della Lazio passa dal recupero della storia. Il progetto per il nuovo Stadio Flaminio non è più solo una suggestione, ma un dossier concreto depositato sui tavoli dell’amministrazione capitolina. Con l’invio ufficiale della documentazione, il club guidato da Claudio Lotito ha avviato l’iter burocratico che punta a regalare ai tifosi biancocelesti una casa moderna entro il 2030.

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Come riportato da Il Messaggero, i tecnici del Comune di Roma sono già al lavoro per analizzare i circa 90 file presentati. Si tratta di un piano ambizioso che mira a ristrutturare e ampliare l’opera dell’ingegner Pier Luigi Nervi, trasformandola in un gioiello da 480 milioni di euro.

Il “Super Anello”: capienza raddoppiata

Il cuore del progetto risiede nell’aumento della capienza. L’attuale Flaminio, fermo a circa 24.000 posti e ormai in disuso, verrà trasformato per ospitare fino a 50.570 spettatori (di cui 3.000 nel settore ospiti). La soluzione architettonica proposta prevede la creazione di un “super anello”: una nuova struttura che si svilupperà lungo le curve esistenti, garantendo continuità estetica con il design originale. La Tribuna Ovest verrà rifatta ricalcando le altezze odierne, con l’uso di cavalletti per sostenere una copertura ampliata che proteggerà i tifosi.

Il business plan: costi e la Newco

L’investimento è imponente: dei 480 milioni stimati, oltre 34 serviranno per le demolizioni e 116 per le nuove strutture. Per sostenere l’operazione, la Lazio ha costituito una “Newco”, una società veicolo che gestirà l’impianto e lo affitterà al club. Il piano economico prevede ricavi annuali per la Newco (a regime nel 2030) pari a circa 37 milioni di euro, derivanti da hospitality, naming rights, concerti e affitti. La Lazio pagherà un canone per i primi 15 anni, per poi usufruire dell’impianto gratuitamente nei successivi 12.

Il cronoprogramma: obiettivo 2029

Se l’iter approvativo non subirà intoppi, la tabella di marcia è già tracciata. I primi sondaggi archeologici partiranno nella seconda metà del 2026. A seguire inizieranno le demolizioni e la ricostruzione. L’obiettivo della società è chiaro: disputare la prima partita ufficiale nel nuovo Flaminio tra la fine del 2029 e l’inizio del 2030, inaugurando una nuova era per il club più antico della Capitale.

Castro Bologna, ufficiale il rinnovo dell’attaccante: la durata del nuovo contratto e il comunicato del club rossoblù

Castro Bologna, è stato ufficializzato il rinnovo dell’attaccante: la durata e il comunicato del club rossoblù

Un segnale di forza, continuità e ambizione. Il Bologna ha ufficializzato una delle operazioni più attese dalla piazza e strategiche per il futuro del club: Santiago Castro ha rinnovato il suo contratto. L’attaccante argentino, arrivato sotto le Due Torri nel gennaio 2024 come promessa del calcio sudamericano e trasformatosi in una splendida realtà della Serie A, si è legato ai colori rossoblù fino al 30 giugno 2030.

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Con una nota sintetica ma carica di significato apparsa sul sito ufficiale, la dirigenza felsinea ha messo nero su bianco la volontà di costruire il progetto tecnico dei prossimi anni attorno al suo numero 9.

Il “Toto” al centro del villaggio

Classe 2004, cresciuto nel Velez Sarsfield, ha saputo raccogliere l’eredità pesante dei suoi predecessori, diventando il terminale offensivo ideale per il gioco di Vincenzo Italiano. Il tecnico rossoblù ha lavorato molto sulla crescita tattica dell’argentino, trasformandolo da grezzo finalizzatore a manovratore capace di legare il gioco e attaccare la profondità con i tempi giusti.

Una mossa anti-mercato

Il prolungamento fino al 2030 non è solo un premio al rendimento del giocatore, ma una mossa difensiva (e offensiva) della società. Nelle ultime finestre di mercato, le sirene della Premier League, dall’Arabia e delle big italiane si erano fatte insistenti attorno al talento di Castro. Con questa firma, il Bologna blinda il suo asset patrimoniale più prezioso: chi vorrà strappare il “Toro” di Buenos Aires al Dall’Ara dovrà presentarsi con offerte irrinunciabili, dato che il club ha ora il pieno controllo sul cartellino per altre quattro stagioni.

I tifosi possono esultare: la maglia numero 9 ha un padrone, e il Bologna guarda all’Europa con la certezza di avere il suo bomber ancora a lungo.

Juventus, McKennie ci sarà o no contro l’Inter? Arrivano novità importanti dopo l’allenamento di oggi alla Continassa

Juventus, McKennie sarà a disposizione per il match contro l’Inter? Aggiornamenti importanti dopo l’allenamento odierno alla Continassa

Il cielo sopra la Continassa torna sereno. Dopo giorni di apprensione e lavoro differenziato, la Juventus ritrova una delle pedine più importanti del suo scacchiere tattico. La notizia che tutto l’ambiente bianconero aspettava è arrivata questa mattina: Weston McKennie è tornato ad allenarsi regolarmente con il resto della squadra. Per Luciano Spalletti si tratta di un recupero fondamentale in vista dei prossimi, delicati impegni stagionali. Lo apprende Juventusnews24.

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La fine dell’emergenza: smaltito il post-Lazio

L’allarme era scattato subito dopo la recente sfida contro la Lazio, dove il centrocampista statunitense aveva riportato un taglio alla caviglia in seguito a un contrasto di gioco. La ferita aveva costretto lo staff medico bianconero alla massima prudenza: McKennie ha svolto un lavoro personalizzato nella giornata di ieri. Oggi, quel timore è svanito: il classe ’98 ha svolto l’intera seduta agli ordini di Spalletti, confermando la sua totale disponibilità.

Un “Jolly” insostituibile per Spalletti

Il rientro di McKennie non è solo una buona notizia numerica, ma soprattutto tattica. In questa stagione, il texano si è confermato un elemento di straordinaria sostanza e duttilità. McKennie garantisce caratteristiche uniche nella rosa bianconera. Grazie al suo tempismo aereo e alla capacità innata di leggere gli spazi, l’ex Schalke 04 rappresenta una minaccia costante per le difese avversarie, portando in dote quei gol e quegli assist “sporchi” ma decisivi che spesso risolvono le partite più bloccate.

In un momento in cui la Juventus è chiamata a una gestione oculata delle energie per restare competitiva su tutti i fronti, riavere il “motore” americano a pieno regime permette a Spalletti di guardare al calendario con rinnovato ottimismo.

Duran offerto a 22 club a gennaio! Perché sono arrivati tantissimi ‘no’, retroscena su cosa ha frenato il trasferimento del colombiano

Duran è stato offerto a 22 club a gennaio! Il motivo per il quale sono arrivati tantissimi ‘no’, retroscena su cosa è successo

Jhon Durán è stato il protagonista di un vero e proprio “tour” disperato negli ultimi giorni di mercato invernale. L’attaccante colombiano, 22 anni, è stato proposto a mezza Europa dai suoi agenti, incassando però una serie impressionante di porte in faccia. Secondo quanto rivelato dall’emittente russa Match Premier, il giocatore è stato offerto non solo ai colossi olandesi Ajax e Feyenoord, ma ad altri 22 club.

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Cercando una via di fuga dal prestito poco felice al Fenerbahçe (il cartellino è di proprietà dell’Al Nassr), Durán è stato proposto a top club come Barcellona e Manchester United, oltre che a Milan, Fiorentina, Real Sociedad e persino al Sunderland. Nessuno ha abboccato: a pesare sui numerosi “no” sarebbero stati soprattutto i dubbi sul suo carattere, considerato difficile da gestire.

Alla fine, l’unica squadra a scommettere su di lui è stata lo Zenit San Pietroburgo, che ha concluso un affare a condizioni vantaggiosissime. I russi lo hanno prelevato in prestito con diritto di riscatto (non obbligatorio), ma il vero colpo – come confermato dal presidente dello Zenit, Konstantin Zyryanov – è che l’intero ingaggio continuerà a essere pagato dall’Al Nassr.

Bye bye Juve, ormai se lo fregano loro: per Spalletti è una batosta

Spalletti rischia di perdere un giocatore fondamentale per la Juve: sono pronti a fregarlo ai bianconeri senza spendere un euro.

Dopo la batosta subita a Bergamo in Coppa Italia e il pareggio raggiunto in extremis contro la Lazio in campionato si è parlato tanto dell’assenza di un centravanti in grado di capitalizzare le tante occasioni create dalla Juventus.

I tifosi sono molto contrariati dal fatto che la dirigenza bianconera, nello scorso calciomercato invernale, non sia riuscita a garantire a Spalletti un nuovo bomber: con un Mateta, un Icardi o un Kolo Muani forse entrambi i match avrebbero preso un’altra piega.

Tuttavia, nonostante l’ottimo lavoro fin qui svolto dal tecnico di Certaldo, l’impressione è che questa Juventus abbia problemi non solo in attacco. Anche il reparto arretrato non trasmette troppe sicurezze, specialmente quando Spalletti è costretto a effettuare delle rotazioni.

Ecco perché Comolli, Chiellini e Ottolini stanno sondando il mercato per cercare di trovare un altro centrale difensivo di grande spessore da affiancare a Gleison Bremer. La Juve è molto attenta soprattutto ai parametri zero: il bilancio non è florido e per questo la dirigenza bianconera sa bene l’importanza di mettere a segno colpi che non prevedano l’esborso per il cartellino o che siano comunque low-cost.

Bye bye Juve, la beffa è servita: se lo prendono gratis

Non a caso il primo nome sul taccuino dei vertici juventini è quello di Marcos Senesi. Il 28enne difensore del Bournemouth e della Nazionale argentina ha già fatto sapere al club inglese che non rinnoverà il proprio contratto in scadenza il prossimo giugno.

Senesi beffa Juve gratis
Bye bye Juve, la beffa è servita: si prendono Senesi – Calcionews24.com (Instagram Marcos Senesi)

Senesi si prepara a lasciare le ‘Cherries’ dopo quattro stagioni per fare il grande salto in un top club europeo. La Juventus è tra le squadre più interessate ma la concorrenza è agguerritissima: secondo quanto riportato dal sito Fichajes.net ci sono almeno altri due club pronti a offrire a Senesi un ingaggio super.

Il Chelsea lo segue già da qualche tempo: i Blues hanno potuto osservarlo spesso da vicino nei match di Premier League e si sono convinti che il giocatore possa essere davvero il rinforzo giusto per alzare il livello in difesa.

Oltre ai londinesi c’è però anche il Barcellona, che pare possa contare sulla preferenza espressa dal giocatore: Senesi, infatti, ha un debole per i blaugrana, una maglia indossata da fenomeni argentini come Messi e Maradona, senza dimenticare Mascherano, Riquelme, Saviola, Gabriel Milito e altri ancora.

La Juve, per non farsi fregare, deve cercare di stringere i tempi: se lo augura anche Spalletti, che vede in Senesi il profilo perfetto per la retroguardia della sua Juve.

Conferenza stampa Allegri alla vigilia di Pisa Milan: «50 anni fa c’erano discussioni sugli arbitri, ora c’è il VAR che aiuta molto. Ma ci saranno sempre polemiche»

Conferenza stampa Allegri alla vigilia di Pisa Milan: le dichiarazioni alla vigilia del match della 25ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Pisa Milan, Massimiliano Allegri ha rilasciato queste dichiarazioni.

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AVVERSARIA – «Diciamo che il Pisa in questo momento sta lottando per la salvezza. È una squadra fisica, che in casa crea molto. Ha perso tenendo in vita le partite, bisognerà avere grande attenzione, bisognerà essere subito pronti. Vincere non è semplice, soprattutto nel girone di ritorno dove i punti contano molto. Venerdì è una delle quattro partite che ci porterà al derby: contro Pisa, Cremonese e Parma nel girone d’andata abbiamo fatto solo due punti».

RITORNO A PISA – «Si parla dell’89-90, era il primo anno di Serie A, debuttai contro il Milan. Una bellissima esperienza con un presidente meraviglioso. Ho amici pisani e amici livornesi. Sono contento di tornare. È importante andare contenti e tornare più contenti».

RINASCITA NKUNKU –«È una questione di ambientamento, lui è un ragazzo sensibile. Gli ho fatto la battuta: se ridi di più le cose vanno meglio. Fortunatamente stanno andando bene, ma ha una tecnica straordinaria. Recuperare tutti è fondamentale per il finale di stagione. Sono molto contento per il gol di Loftus, Fofana è tornato con una bella prestazione. È importante l’affidabilità di tutti i giocatori in questo momento, sia chi parte titolare e sia chi subentra».

LEAO –«Devo vedere oggi l’ultimo allenamento e poi decidere la formazione. Abbiamo tre partite, venerdì, mercoledì e domenica. Devo indovinare chi far giocare domani, mercoledì e domenica. La partita più importante è quella di domani. Le partite durano ormai 100 minuti, nell’ultima mezz’ora i cambi diventano determinanti. Fino a qui i cambi ci hanno dato una grossa mano: le partite le determinano i cambi che subentrano dal sessantesimo in poi».

ARBITRI – «Cinquant’anni fa c’erano discussioni sugli arbitri. Ora c’è il VAR che aiuta molto. Ci stanno lavorando, cercano di migliorare le situazioni e le valutazioni. Io dico sempre che il VAR e la cosa più importante è l’oggettività: lì possiamo migliorare. Le altre cose sono tutte soggettive. Se ti danno una cosa a favore si sta zitti, se è contro ci si arrabbia. Essendo soggettivo uno può decidere una roba e uno un’altra. Ci saranno sempre polemiche. Stanno migliorando, ma il miglioramento arriva sull’oggettività e non sulla soggettività. Mi sono messo a sorridere perché siamo riusciti a commentare in Italia un episodio che è successo in Inghilterra, siamo meravigliosi. Siamo andati a commentare l’episodio di Liverpool-City… Sarebbe bello parlare di tecnica e tante altre cose dove c’è da migliorare».

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI ALLEGRI PRE PISA MILAN

Coppa Italia, le decisioni del Giudice Sportivo dopo i quarti di finale e date/orari delle semifinali d’andata. I comunicati ufficiali

Coppa Italia, ecco ufficializzate le decisioni del Giudice Sportivo dopo i quarti di finale e il programma delle semifinali d’andata. I comunicati

Archiviati i quarti di finale di Coppa Italia, è tempo di bilanci disciplinari e di programmazione per il futuro. La Lega Serie A ha reso note le decisioni del Giudice Sportivo, che ha sanzionato il comportamento di alcune tifoserie e ritardi ingiustificati, e ha contestualmente ufficializzato il calendario per le attesissime semifinali di andata, in programma a inizio marzo 2026.

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Le sanzioni: Atalanta e Bologna nel mirino

Il comunicato ufficiale non lascia spazio a interpretazioni. La mano più pesante è quella che colpisce l’Atalanta. La società bergamasca ha ricevuto una doppia ammenda per un totale di 6.000 euro. Nello specifico, 3.000 euro sono stati comminati per il comportamento dei propri sostenitori, colpevoli di aver lanciato una bottiglietta di plastica e una lattina sul terreno di gioco durante la gara. Altri 3.000 euro, a titolo di responsabilità oggettiva, sono stati inflitti perché la squadra ha ingiustificatamente provocato un ritardo di circa due minuti sull’inizio del secondo tempo. Sanzionata anche la società Bologna: ammenda di 1.500 euro a causa del lancio di un fumogeno nel recinto di gioco al 31° del primo tempo da parte dei propri tifosi.

Il programma delle Semifinali: si parte col botto

Chiuso il capitolo disciplinare, l’attenzione si sposta sul campo. Il tabellone delle semifinali d’andata promette spettacolo con due sfide di altissimo profilo.

  • Martedì 3 marzo 2026, ore 21.00: Como – Inter Ad aprire le danze sarà la “Cenerentola” terribile del torneo. Il Como di Cesc Fabregas ospiterà l’Inter nella cornice suggestiva del lago. Una sfida affascinante contro i Campioni d’Italia, favoriti d’obbligo ma chiamati a non sottovalutare la forza dei lariani.
  • Mercoledì 4 marzo 2026, ore 21.00: Lazio – Atalanta Il giorno seguente, lo Stadio Olimpico si accenderà per il big match tra Lazio e Atalanta. Sarà un confronto di stili opposti: da una parte il “Sarrismo” di Maurizio Sarri, fatto di possesso palla e geometrie, dall’altra l’intensità a tutto campo dell’Atalanta di Palladino.

Due notti di grande calcio che indirizzeranno la corsa verso la finale di Roma.

Olimpiadi Milano Cortina 2026, Federica Brignone vince l’oro nel SuperG: trionfo azzurro nello sci femminile!

Olimpiadi Milano Cortina 2026, Federica Brignone ha conquistato la medaglia d’oro nel SuperG: trionfo azzurro nello sci femminile!

È un giovedì 12 febbraio che resterà scolpito nella storia dello sport italiano. Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 entrano nella fase decisiva e regalano all’Italia l’acuto più atteso sulle nevi di casa. A far esplodere l’entusiasmo è Federica Brignone: la fuoriclasse ha conquistato la medaglia d’oro nel SuperG femminile. Una prova magistrale che proietta la spedizione azzurra al secondo posto provvisorio nel medagliere, scavalcando gli Stati Uniti e mettendosi in scia alla sola Norvegia.

Il medagliere: Italia a quota 14, è caccia al record

Con il trionfo della Brignone, il bottino dell’Italia sale a 14 medaglie complessive: 5 ori, 2 argenti e 7 bronzi. Un risultato parziale straordinario che supera già, in termini di metallo pregiato, la spedizione di Pechino 2022 (ferma a 2 ori) ed eguaglia il record di Torino 2006. Oltre alla “Tigre” dello sci alpino, l’Italia ha festeggiato in questi giorni gli ori nel doppio femminile di slittino (Voetter-Oberhofer), nella staffetta mista di short track, nel doppio maschile di slittino (Rieder-Kainzwaldner) e l’impresa di Francesca Lollobrigida (pattinatrice di velocità di infinita esperienza) nei 3000m.

Al momento la classifica per nazioni vede al comando la Norvegia (7 ori, 13 totali), seguita dall’Italia (5 ori) e dagli USA (4 ori).

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Quanto vale un oro? Premi ricchi ed esentasse

Le medaglie di Milano-Cortina non hanno solo un valore simbolico, ma anche economico di primo piano. Il CONI si conferma tra i comitati più generosi al mondo: per l’edizione casalinga, gli atleti azzurri incassano 180.000 euro per l’oro, 90.000 per l’argento e 60.000 per il bronzo. La vera novità, annunciata dal Ministro per lo Sport Andrea Abodi, è fiscale: per la prima volta i premi sono esentasse. Una regola che vale anche per gli sport di squadra (come la staffetta di biathlon d’argento o il team event di pattinaggio di bronzo), dove ogni singolo frazionista percepisce l’intero importo, senza divisioni.

La festa continua: con 735 medaglie totali in palio in 16 discipline, il sogno azzurro è appena cominciato.

Serie A, anticipi e posticipi della 27ª giornata: ufficiali le date e gli orari di tutti i match. Spicca Roma Juventus!

Serie A, anticipi e posticipi della 27ª giornata: le date e gli orari dei match, spicca la super sfida tra Roma e Juventus.

Il mosaico del campionato si arricchisce di un nuovo tassello. La Lega Serie A ha ufficializzato date, orari e programmazione televisiva della 27ª giornata, un turno che si preannuncia cruciale per gli equilibri della classifica. Il weekend calcistico si dipanerà su quattro giorni, da venerdì 27 febbraio a lunedì 2 marzo 2026, inserendosi in un calendario fittissimo: le squadre arriveranno infatti dalle fatiche dei ritorni dei playoff di Champions League (con Atalanta, Inter e Juventus impegnate) e guarderanno già alle semifinali di andata di Coppa Italia.

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Il Big Match: Roma-Juventus per l’Europa che conta

I riflettori sono tutti puntati sulla serata di domenica 1° marzo. Alle 20.45, lo Stadio Olimpico sarà teatro di Roma-Juventus. Una classica del calcio italiano che quest’anno ha il sapore dello spareggio: giallorossi e bianconeri sono a caccia di punti pesanti per blindare il quarto posto e garantire l’accesso alla prossima Champions League. La Vecchia Signora proverà a far valere la sua solidità difensiva, mentre i capitolini cercheranno la spinta del pubblico di casa.

Le altre sfide: Inter e Napoli di sabato

Il programma del sabato vede impegnate le prime della classe. Alle 18.00 il Napoli farà visita all’Hellas Verona: gli azzurri, guidati dalla grinta di Antonio Conte, cercano continuità in trasferta. In serata, alle 20.45, tocca all’Inter: i nerazzurri ospiteranno a San Siro il Genoa, squadra ostica e ben organizzata, in un match visibile anche su Sky. Domenica all’ora di pranzo (12.30) il Milan sarà di scena a Cremona, mentre la Lazio sarà impegnata nella difficile trasferta di Torino contro i granata alle 18.00.

Il programma completo

Di seguito il calendario dettagliato con la programmazione televisiva:

  • Venerdì 27 febbraio
    • Ore 20.45: Parma – Cagliari (DAZN)
  • Sabato 28 febbraio
    • Ore 15.00: Como – Lecce (DAZN)
    • Ore 18.00: Verona – Napoli (DAZN)
    • Ore 20.45: Inter – Genoa (DAZN/Sky)
  • Domenica 1 marzo
    • Ore 12.30: Cremonese – Milan (DAZN)
    • Ore 15.00: Sassuolo – Atalanta (DAZN)
    • Ore 18.00: Torino – Lazio (DAZN/Sky)
    • Ore 20.45: Roma – Juventus (DAZN)
  • Lunedì 2 marzo
    • Ore 18.30: Pisa – Bologna (DAZN)
    • Ore 20.45: Udinese – Fiorentina (DAZN/Sky)

Superlega, parla Ceferin: «Eravamo tutti stanchi. Felice del rientro di Real Madrid e Barcellona, non abbiamo mai perso il rispetto reciproco!»

Superlega, Aleksander Ceferin ha parlato a margine del Congresso della Federcalcio europea. Le sue parole

Bruxelles è il teatro della pace ritrovata. Nel corso del 50° Congresso della Federcalcio europea, andato in scena oggi, il presidente Aleksander Ceferin ha sancito ufficialmente la fine delle ostilità che hanno lacerato il calcio continentale negli ultimi cinque anni. Il discorso del dirigente sloveno, alla guida della UEFA dal 2016, è stato un inno all’unità e al pragmatismo, segnando il disgelo definitivo con i promotori della Superlega.

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L’armistizio con Florentino e il ruolo di Nasser

Il passaggio cruciale dell’intervento ha riguardato l’accordo di principi raggiunto ieri con il Real Madrid, che ha evitato una causa legale mostruosa da 4,5 miliardi di euro. “La verità è che eravamo tutti stanchi”, ha ammesso Ceferin con onestà, tendendo la mano a Florentino Perez. Il presidente del Real Madrid, storico architetto della scissione, è stato riaccolto nella “famiglia” europea: “Non abbiamo mai perso il rispetto reciproco, l’unico vincitore è il calcio”. Un ringraziamento speciale è andato a Nasser Al-Khelaifi, presidente del PSG e leader dell’ECA, la cui mediazione diplomatica è stata definita “fondamentale” per ricucire lo strappo e riportare i club ribelli all’ovile.

Difesa del format e messaggio ai giovani

Ceferin ha poi difeso a spada tratta il nuovo format delle coppe europee, rivendicando la crescita di ascolti e ricavi contro lo scetticismo iniziale. Ha inoltre respinto la narrazione secondo cui le nuove generazioni si starebbero allontanando dallo sport: “I giovani riempiono gli stadi. Nessun algoritmo o bot può sostituire ciò per cui si lotta su un campo di gioco. Il calcio è reale”.

No alle gare all’estero: avviso a Serie A e Liga

Infine, stoccate politiche precise. Dopo un augurio formale a Gianni Infantino (presidente della FIFA) per il prossimo Mondiale, ribadendo che i giocatori non sono “prodotti”, Ceferin ha chiuso la porta in faccia ai progetti di Serie A e Liga di disputare partite di campionato fuori dai confini nazionali. “Esportare le gare indebolisce il legame ed elude la lealtà. Non si può privare la gente del calcio nelle proprie case”. Un messaggio chiaro: il calcio globale sì, ma le radici restano locali.

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 25ª giornata. Chi è stato scelto per Inter Juve e Napoli Roma

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 25ª giornata. Chi è stato scelto per Inter Juve e Napoli Roma

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 25ª giornata di Serie A.

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PISA – MILAN    Venerdì 13/02 h.20.45

FABBRI

IMPERIALE – PASSERI

IV:      PICCININI

VAR:     AURELIANO

AVAR:       SERRA

COMO – FIORENTINA    Sabato 14/02 h. 15.00

MARCHETTI

BACCINI – POLITI

IV:      DI MARCO

VAR:     MARESCA

AVAR:       GIUA

LAZIO – ATALANTA    Sabato 14/02 h. 18.00

SACCHI J.L.

PERROTTI – LAUDATO

IV:       DI BELLO

VAR:      DI PAOLO

AVAR:        GARIGLIO

INTER – JUVENTUS    Sabato 14/02 h. 20.45

LA PENNA

MELI – ALASSIO

IV:     DOVERI

VAR:     CHIFFI

AVAR:     ABISSO

UDINESE – SASSUOLO    h. 12.30

FERRIERI CAPUTI

PRETI – TRINCHIERI  

IV:      MANGANIELLO

VAR:     MAGGIONI

AVAR:     CHIFFI

CREMONESE – GENOA    h. 15.00

SOZZA 

VECCHI – MASTRODONATO

IV:     RAPUANO

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:      GARIGLIO

PARMA – H. VERONA    h. 15.00

PAIRETTO

BAHRI – EL FILALI

IV:       MARINELLI

VAR:     PATERNA

AVAR:     MARESCA

TORINO – BOLOGNA    h. 18.00

FOURNEAU

COLAROSSI – YOSHIKAWA

IV:     MUCERA

VAR:      NASCA

AVAR:       MARIANI

NAPOLI – ROMA    h. 20.45

COLOMBO

ZINGARELLI – BERCIGLI

IV:       MARCENARO

VAR:      ABISSO

AVAR:      AURELIANO

CAGLIARI – LECCE    Lunedì 16/02 h. 20.45

FELICIANI

LO CICERO – MOKHTAR

IV:     BONACINA

VAR:     CAMPLONE

AVAR:      GUIDA

Marsiglia, caos dopo l’addio di De Zerbi! Chi sarà il nuovo allenatore, Benatia presenta le dimissioni. Cosa sta succedendo

Marsiglia, caos dopo l’addio di De Zerbi! Ecco il nuovo allenatore, Benatia presenta le dimissioni. Cosa succede

Non c’è pace al Vélodrome. L’addio di Roberto De Zerbi ha scatenato un vero e proprio terremoto ai vertici dell’Olympique Marsiglia, con ripercussioni che hanno rischiato di decapitare l’intera area tecnica. Nelle ultime ore, infatti, si è consumato un drammatico retroscena di mercato svelato dall’autorevole RMC Sport: Medhi Benatia ha presentato le sue dimissioni.

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L’ex difensore centrale di Roma, Juventus e Bayern Monaco, oggi consigliere sportivo del club e figura chiave nelle strategie di mercato dei provenzali, ha sentito il peso del fallimento del progetto tecnico legato all’allenatore italiano. Benatia ha offerto il suo mandato al presidente Pablo Longoria. La risposta della proprietà, tuttavia, è stata immediata e categorica: dimissioni rifiutate. Il Marsiglia non vuole privarsi della competenza e del carisma del dirigente marocchino, ritenuto fondamentale per gestire la delicata fase di transizione.

Habib Beye è il nuovo allenatore: la scelta del cuore

Incassata la fiducia della società, la dirigenza ha chiuso in tempi record la pratica per la successione in panchina. Il nuovo allenatore dell’Olympique Marsiglia sarà Habib Beye. La scelta è ricaduta su un profilo identitario e carismatico. Beye, ex terzino destro che ha indossato la fascia di capitano dell’OM nei primi anni 2000 diventando un idolo della curva, torna a casa con il compito di ricompattare l’ambiente.

Il destino, a volte, è ironico: Beye arriva a Marsiglia da “disoccupato” di lusso, essendo stato esonerato appena 48 ore fa dal Rennes. L’ex tecnico dei bretoni ha colto al volo l’occasione della vita. Sarà lui a raccogliere l’eredità pesante di De Zerbi, con l’obiettivo di riportare in alto una squadra che ha bisogno di ritrovare grinta e senso di appartenenza, doti che l’ex capitano conosce bene.

Infortunio Pedro: prima diagnosi dopo la paura di Bologna Lazio! Quali sono le sue condizioni e quanto potrebbe fermarsi

Infortunio Pedro: prima diagnosi dopo quanto successo in Bologna Lazio di Coppa Italia! Le sue condizioni e quanto può stare fuori

La grande paura, poi il cauto ottimismo. Le immagini di Pedro in lacrime sulla barella, trasportato d’urgenza in ospedale durante il quarto di finale di Coppa Italia contro il Bologna, avevano gelato il sangue ai tifosi della Lazio e a Maurizio Sarri. L’allenatore biancoceleste temeva di aver perso il suo jolly per il resto della stagione.

Fortunatamente, gli aggiornamenti che arrivano dall’ambiente medico laziale ridimensionano l’allarme, pur confermando uno stop non brevissimo.

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La diagnosi: lesione dei tessuti molli

A fare il punto della situazione è stato Giulio Cardone, giornalista di La Repubblica e voce autorevole sulle vicende di Formello. Secondo le prime valutazioni strumentali, Pedro ha riportato una lesione dei tessuti molli, con specifico interessamento della capsula della caviglia.

È stata dunque esclusa l’ipotesi più grave, ovvero quella della frattura, così come quella della rottura del tendine d’Achille. La sua mimica quando ha lasciato il campo era allarmante, tanto che ho pensato al tendine d’achille, ha spiegato Cardone. Quando non ci sono scontri particolari quello è il timore, invece riguarda la caviglia. Il fatto che non ci sia rottura ossea è la notizia migliore, considerando anche che, come sottolineato dal cronista, lui ha già i tendini abbastanza usurati a causa di una carriera lunghissima ad alti livelli.

I tempi di recupero: Sarri lo perde per un mese

Scampato il pericolo “stagione finita”, resta da gestire l’assenza. La prognosi, che dovrà essere confermata dagli esami di rito nelle prossime ore quando l’edema si sarà riassorbito, parla di circa un mese di stop. Pedro dovrà osservare un periodo di riposo assoluto prima di iniziare la riabilitazione. Una tegola pesante per la Lazio in un momento cruciale tra corsa Champions e Coppa Italia, ma che permette a Sarri di sperare di riavere il suo giocatore a disposizione per il rush finale di primavera.

Napoli, De Laurentiis ascoltato dalla Commissione parlamentare Antimafia: un’ora di audizione, ecco com’è andata. Poi su Conte…

Napoli, De Laurentiis è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare Antimafia: un’ora di audizione, tutti i dettagli e quella risposta su Conte

Mattinata romana dal sapore istituzionale per Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli si è presentato questa mattina, puntuale alle ore 8:30, presso Palazzo San Macuto per essere ascoltato dalla Commissione parlamentare Antimafia. L’audizione, attesa da giorni, rientra nell’ambito dei lavori del “Comitato infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive”, un organo che indaga sui delicati e spesso pericolosi legami tra la criminalità organizzata, le frange estreme del tifo e le società sportive professionistiche. Lo riporta Sportmediaset.

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Un’ora di confronto a porte chiuse

Il faccia a faccia tra il numero uno del club partenopeo e i commissari è durato poco meno di un’ora. Un lasso di tempo relativamente breve, ma definito “intenso” dai presenti, durante il quale De Laurentiis ha risposto alle domande dei parlamentari per chiarire la posizione del club e le misure adottate per prevenire qualsiasi tipo di contiguità con ambienti malavitosi.

Il commento e il “dribbling” su Conte

All’uscita da Palazzo San Macuto, intercettato dai cronisti presenti, De Laurentiis è apparso sereno ma ermetico. “È andata bene”, si è limitato a commentare il presidente, confermando un clima disteso durante l’audizione ma senza scendere nei dettagli del colloquio, coperto da segreto.

Tuttavia, la disponibilità del patron si è interrotta bruscamente quando il discorso è scivolato sul calcio giocato. Alla domanda specifica sul momento del Napoli e, in particolare, su Antonio Conte, De Laurentiis ha scelto la via del silenzio. Nessuna parola sul tecnico leccese, né commenti sulle dinamiche di spogliatoio. Una scelta comunicativa precisa: separare nettamente le vicende giudiziarie e istituzionali dalle questioni di campo, per non alimentare titoli di giornale in una fase delicata della stagione.

Tuchel Inghilterra, rinnovo fino al 2028 per il ct: «Felice e orgoglioso, non vedo l’ora di guidare la squadra al Mondiale». I dettagli ufficiali

Tuchel Inghilterra, è ufficiale il rinnovo fino al 2028 per il ct: ecco le sue parole dopo il prolungamento di contratto

A pochi mesi dal calcio d’inizio della Coppa del Mondo 2026, la Federazione Inglese manda un segnale fortissimo alle rivali e al proprio ambiente: Thomas Tuchel resta al comando. Il Commissario Tecnico della Nazionale dei Tre Leoni ha firmato ufficialmente il rinnovo del contratto, legandosi alla panchina inglese fino al giugno 2028.

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Una mossa strategica che garantisce stabilità tecnica non solo per l’imminente torneo in Nord America, ma copre l’intero ciclo che porterà ai prossimi Campionati Europei. La FA ha voluto blindare l’ex allenatore di Chelsea e Bayern Monaco, spegnendo sul nascere qualsiasi voce di mercato post-Mondiale.

Le parole di Tuchel: “Amo lavorare con questi ragazzi”

La firma è stata accompagnata dalle dichiarazioni entusiaste dello stesso Tuchel, che ha sottolineato il legame creato con il gruppo squadra, una rosa che vanta talenti generazionali come Jude Bellingham e Phil Foden. Sono molto felice e orgoglioso di prolungare il mio periodo con l’Inghilterra, ha dichiarato il tecnico tedesco. Non è un segreto per nessuno che ho amato ogni minuto trascorso finora lavorando con i miei giocatori e allenatori”.

Obiettivo Coppa del Mondo

Con il futuro contrattuale ormai definito, l’attenzione si sposta interamente sul campo. L’Inghilterra, tra le favorite d’obbligo per la vittoria finale, cerca quel trofeo internazionale che manca dal 1966. Tuchel non si nasconde e fissa l’obiettivo: Non vedo l’ora di guidarli alla Coppa del Mondo. La missione è chiara: trasformare il talento in vittoria, con la certezza di avere ancora due anni di tempo per plasmare la storia del calcio inglese.

Copa del Rey, è il giorno di Atletico Madrid Barcellona! Dentro alla semifinale: tre tegole per i blaugrana, Simeone ha una nuova stella

Copa del Rey, l’analisi di Atletico Madrid Barcellona! Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’andata delle semifinali della competizione

Solo 180 minuti separano il Barcellona da una nuova finale di Copa del Rey. Stasera alle 21:00, i blaugrana campioni in carica scendono nell’arena del Metropolitano per affrontare l’Atletico Madrid nell’andata delle semifinali. Mundo Deportivo scrive di una sfida che sa di déjà vu e di spettacolo: le due compagini si ritrovano allo stesso punto del torneo dopo l’epico doppio confronto della passata stagione (finito con un pirotecnico 4-4 a Barcellona e un decisivo 0-1 a Madrid). Questa volta, però, l’ordine è invertito: il verdetto finale sarà emesso allo Spotify Camp Nou tra circa un mese, un fattore che concede a Hansi Flick un minimo margine di gestione tattica per la gara di stasera.

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E di gestione si deve parlare, perché il Barça arriva a Madrid in piena emergenza. L’infermeria catalana è affollata da nomi pesantissimi: fuori Pedri, fuori Raphinha e, tegola dell’ultima ora, out anche Marcus Rashford, colui che avrebbe dovuto raccogliere l’eredità del brasiliano sulla fascia. Un quadro preoccupante per Flick, se si considera che la crisi di gioco e risultati di ottobre coincise proprio con le defezioni simultanee di Pedri e Raphinha.

Dall’altra parte della barricata, l’Atletico vede nella Coppa l’ancora di salvezza di una stagione che in Liga sta scivolando via. I Colchoneros puntano tutto sulla loro nuova stella, Ademola Lookman, già decisivo nei quarti contro il Betis. Mentre il Barça avrà il vantaggio di un calendario più scarico nelle prossime settimane (essendo esentato dai playoff di Champions che invece attendono i madrileni), l’Atletico deve monetizzare subito il fattore campo.
Nonostante il comodo vantaggio in campionato e la Supercoppa già messa in bacheca, il Barcellona non ha intenzione di fare calcoli o considerare la coppa un fastidio: l’obiettivo dichiarato è il “triplete domestico“. Il ricordo del trionfo a La Cartuja dello scorso maggio è ancora vivo e la fame di titoli non si è placata. Sarà una battaglia a viso aperto, con il Barça chiamato a stringere i denti per portare la qualificazione a casa, in attesa del ritorno in Catalogna.

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