Pagina 329 – Calcio News 24

Juventus, Boga già cuore bianconero: «Essere qui è un orgoglio e una benedizione. Ecco cosa mi ha chiesto Spalletti, mentre rivedere Locatelli…»

Juventus, Jeremie Boga ha parlato ai canali ufficiali della Lega Serie A. Queste le dichiarazioni del nuovo attaccante bianconero

Jeremie Boga, neo esterno della Juventus, ha parlato ai canali della Lega Serie A. Le sue parole.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

DEBUTTO – «Il mio debutto all’Allianz Stadium è stato piuttosto emozionante. Stavamo perdendo la partita e poi siamo riusciti a pareggiare. Per me è stata una buona prima gara in casa perché sono riuscito a fornire un assist. Ho potuto vivere l’esperienza dei magnifici tifosi in questo magnifico stadio. Per me Juventus significa moltissimo. È un grande piacere e una fonte di immenso orgoglio. È anche una benedizione perché sono molto fortunato a essere qui. Questa opportunità è arrivata nel momento perfetto della mia carriera perché ora sono nel pieno della forma. Sto sfruttando al massimo questo momento e dando tutto ogni giorno»

LOCATELLI – «È stato davvero bello rivedere “Loca” perché ho iniziato la mia avventura in Serie A con lui al Sassuolo. Siamo molto amici, andiamo molto d’accordo sia in campo sia fuori. E vederlo oggi capitano della Juventus è qualcosa che mi rende molto felice e immensamente orgoglioso. Abbiamo tanti ricordi condivisi dei tempi al Sassuolo. Abbiamo già parlato molto: è una persona che mi ha sempre aiutato, che ha cercato di mettermi subito a mio agio, di farmi sentire comodo e integrato nella squadra. Quindi un grande grazie a lui.»

SPALLETTI – «Il mister mi chiede di essere me stesso, di dare tutto, di dribblare, di entrare in area. Sono cose su cui cerco di lavorare durante gli allenamenti. In questo momento sto lavorando duramente per ritrovare il ritmo delle partite e delle sedute di allenamento. Questo è ciò che mi chiede il tecnico Luciano Spalletti.»

OBIETTIVI – «Ne stiamo parlando con tutta la squadra. Sono arrivato in un gruppo molto ambizioso che vuole avere un ruolo da protagonista. Penso che ci sia ancora molto in gioco. L’obiettivo è arrivare il più lontano possibile in UEFA Champions League e conquistare la qualificazione alla prossima Champions attraverso il campionato. Credo che siamo sulla strada giusta. Dobbiamo continuare a lavorare».

L’INTERVISTA COMPLETA DI BOGA SU JUVENTUSNEWS24

Dal campionato domenicale al calcetto: come scegliere le scarpe giuste per la superficie (ed evitare infortuni)

Se esiste qualcosa in grado di scaldare anche l’algido cuore inglese è sicuramente l’amore per il calcio; una passione incontenibile che ci aspetteremmo ad altre latitudini, non sicuramente nella patria politically correct e del rituale del tè, lasciti un po’ Vittoriani cui, per fortuna, fa da contraltare la Sunday League, il lato più viscerale – e se vogliamo più umano – dell’Inghilterra contemporanea.

Dimenticatevi gli scatti felini di Mbappè, le cavalcate inarrestabili di Haland, il tocco raffinato di Wirtz; e se i protagonisti non sono di questo livello anche la cornice lascia un po’ a desiderare: piccoli campi fangosi, completini improbabili e un pubblico costretto a godersi lo spettacolo in piedi, da bordo campo. Eppure nella Sunday League si manifesta la vera anima del calcio, sport popolare e trasversale per eccellenza, si rigenera la magia del football, la stessa che da bambini trasformava un vicolo nel Camp Nou e noi stessi nei campioni del momento.

Dalla Sunday League al calcetto con gli amici, esiste un’anima sommersa di questo sport, che non si mostra sui grandi palcoscenici e attorno alla quale non ruota nessun tipo di business, ma che vive segretamente nei campi di periferia e nel cuore di chi, forse, il calcio lo ama più di tutti, di chi rischia un infortunio per arrivare per primo su una palla contesa, di chi non toglie mai gamba, anche negli scontri più ruvidi, di chi la domenica mattina, qualunque cosa dica il cielo, è pronto a indossare i suoi scarpini.

In un’epoca di isolamento sociale il calcio amatoriale è una boccata di ossigeno, una piccola luce in mezzo a un oscuro mare di individualismo, un toccasana per la salute mentale delle persone e un rito collettivo libero dalle dinamiche consumistiche.

La passione, tuttavia, non ci protegge dagli infortuni, e la salute fisica è importante quanto quella psicologica, per questo è fondamentale scegliere attentamente gli scarpini che indosseremo e tenere ben presente che ogni superficie di gioco richiede un preciso tipo di suola.

Superfici naturali

I campi naturali, siano essi erba, terra o fango, sono mediamente sempre più affidabili dei sintetici: qui la scelta della suola si limita sostanzialmente al numero di tacchetti. In terreni morbidi o fangosi i sei tacchetti in alluminio sono la soluzione tradizionale: questi, penetrando affondo nel terreno, offrono l’aderenza necessaria a muoversi in modo efficace.

Su terreni compatti, invece, dobbiamo optare per suole con un numero variabile di tacchetti, tra 11 e 14: si tratta in questo caso di tacchetti fissi, in materiale plastico, in grado di distribuire in modo omogeneo il peso; i tacchetti conici ruotano meglio e aiutano a prevenire infortuni, mentre quelli lamellari garantiscono più spinta.

Superfici sintetiche

Le superfici che più mettono a rischio l’incolumità dei giocatori, si sa, sono quelle sintetiche, presenti in tutti i campi di calcio a 5, che richiedono qualcosa si più specifico delle comuni scarpe da ginnastica, ottime per moltissime attività, sia indoor che outdoor, ma non pensate per il calcio.

Cemento e asfalto

Cemento e asfalto richiedono soprattutto resistenza all’abrasione e ammortizzazione, dato che l’impatto è molto duro; è importante quindi in questo caso scegliere una suola specifica da “street”, piatta a ultra-resistente.

Erba sintetica

L’erba sintetica si divide in due grandi categorie, che è importante tenere sempre presenti, per non commettere gravi errori. Per il sintetico di ultima generazione occorre una suola con tacchetti conici bassi e numerosi, spesso cavi all’interno, studiata per non rimanere “incastrata” nel terreno sintetico, riducendo il rischio di infortuni ai legamenti. Sul vecchio sintetico, invece, meglio scegliere la suola TF (Turf), con moltissimi piccoli tacchetti distribuiti su tutta la pianta.

Gomma o parquet

Infine su gomma o parquet dobbiamo utilizzare suole specifiche per Indoor, in gomma più morbida rispetto a quelle per cemento, in grado di produrre un “effetto ventosa” utile ai cambi di direzione.

Klinsmann racconta: «In Italia è un calcio essenzialmente negativo. Io sempre interista sfegatato, quella volta che Ernesto Pellegrini mi disse ‘Non è un comportamento da professionista…’»

Klinsmann ha rilasciato un’intervista, riavvolgendo così il nastro della sua carriera e parlando anche dello stato del calcio italiano

Intervistato dal Corriere dello Sport, Jurgen Klinsmann ha rilasciato queste dichiarazioni.

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CARRIERA – «Mi sono divertito tanto. Il passaggio fondamentale è stato l’arrivo all’Inter di Pellegrini nell’89. In quegli anni le squadre potevano avere solo tre stranieri e fu favoloso essere uno dei tre, insieme a Lothar (Matthäus, nda) e Andy Brehme. Significava essere il frutto di una selezione severa, accurata. I club riuscivano a conservare un impianto autoctono… Mi piacerebbe che fosse imposto anche oggi un limite di stranieri per squadra, quattro, massimo cinque, risolverebbe tanti problemi. Ma le leggi non lo consentono»

CALCIO ITALIANO«Seguo con interesse la serie A e anche la B dove gioca mio figlio Jonathan. Vedo spesso un calcio faticoso, difficile, poco piacevole, alla base c’è la paura».

PAURA DI COSA – «Gli allenatori temono di perdere il posto dopo tre sconfitte. Sostituzioni sempre dopo 55, 60 minuti, di solito conservative, difensive. È un calcio essenzialmente negativo, l’atteggiamento è comprensibile, ma limita la crescita dei giovani, del movimento. Pochi hanno il coraggio di rischiare un diciassettenne. Per questo l’affermazione di Pio Esposito è un fatto positivo per tutti. Chivu gli ha dato fiducia e lui ha risposto subito. Nelle Under 21, 19 e 17 avete ragazzi molto bravi, ma poi li perdete per strada. Per ottenere qualcosa dovete rischiare. L’ostacolo è culturale, non bisogna pensare alle eventuali cicatrici».

I RISCHI LI ASSUMEVA – «Quando allenavo gli Stati Uniti notai Pulisic che a 17 anni giocava a Dortmund. Visto che c’era il timore che scegliesse la Croazia, fregai tutti facendolo giocare venti minuti in nazionale… (Sorride). Noi tedeschi sappiamo investire sui giovani, penso a Musiala, a Wirtz».

MCKENNIE NON LO HA MAI ALLENATO – «No, ma lo conosco bene. Weston è un ragazzo speciale, in campo è imprevedibile. Fuori, sempre sorridente, positivo. È un po’ matto, ma ha grandi qualità».

SUCCESSO INFERIORE DA ALLENATORE – «Mi sono divertito ovunque. In Germania nel 2006 è stato fantastico, l’Italia ha meritato il titolo. Di quella stagione ricordo i 42 viaggi aerei tra la Germania e la California. Al Bayern sono rimasto un solo anno per divergenze con la dirigenza».

SEMPRE INTERISTA«Sfegatato e senza compromessi».

ERNESTO PELLEGRINI – «È stato un padre, un’impronta eccezionale sulla mia vita. Sono famose le cene a casa sua, momenti educativi. Le sue analisi erano lucidissime, vedeva sempre il quadro più grande, gli inglesi lo chiamano big picture. E non gli sfuggiva niente».

L’ANEDDOTO – «Una sera esco con Nicola Berti e Aldo Serena. Diciamo che non ci risparmiamo e rientriamo molto tardi. La mattina dopo il presidente mi convoca in sede. Non capisco il motivo. Mi siedo e lui mi racconta con chi ero la sera prima, i locali che avevamo frequentato, cosa avevamo mangiato e bevuto e a che ora ero passato dal casello, ho sempre abitato a Cernobbio. “Non è un comportamento da professionista”, conclude».

Lazio, futuro rimandato per Romagnoli ma per ora è il «joystick della difesa». Numeri (quasi) da record e un’ombra per l’estate

Lazio, Alessio Romagnoli è tornato il «joystick della difesa» contro il Bologna. Ma il futuro è solo rimandato all’estate

Nel calcio, come nella vita, le valigie a volte si fanno solo per essere disfatte. È la parabola recente di Alessio Romagnoli, che a gennaio sembrava a un passo dal salutare la Capitale per accettare le offerte milionarie dell’Al-Sadd. La crisi con la proprietà e con il presidente Claudio Lotito aveva raggiunto l’apice, portando il giocatore a un passo dall’addio. Eppure, il “Comandante” della difesa è rimasto, riprendendosi immediatamente le chiavi del reparto arretrato. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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Il “Joystick” di Sarri

Il rientro da titolare nel quarto di finale di Coppa Italia contro il Bologna ha certificato la sua imprescindibilità. Maurizio Sarri non ha dubbi: “È il joystick della nostra linea”, ha dichiarato. I numeri del match contro i felsinei sono impressionanti e confermano la sua leadership tecnica ed emotiva: 126 tocchi, 109 passaggi riusciti e una presenza costante anche nella trequarti avversaria. Romagnoli non è solo un difensore, ma il primo regista della squadra e una guida per i compagni più giovani, come dimostrato dall’incitamento a Daniel Maldini dopo un errore sotto porta.

I numeri e il futuro in bilico

Statistiche alla mano, Romagnoli è una colonna portante: dal suo arrivo nella stagione 2022-23, ha collezionato 110 presenze, secondo solo a Marusic per minuti giocati, e si conferma tra i migliori colpitori di testa della Serie A con 285 duelli aerei vinti. Tuttavia, la tregua armata durerà fino a giugno. Con il contratto in scadenza nel 2027, la prossima estate sarà decisiva: si vedrà se la Lazio tenterà di ricucire lo strappo o se le sirene del Qatar torneranno a suonare, questa volta definitivamente.

Verso l’Atalanta: tocca a Provstgaard

Nonostante il ritorno ad alti livelli, Sarri dovrà fare a meno del suo leader nella prossima sfida di campionato contro l’Atalanta. Un’assenza pesante che costringerà l’allenatore a ridisegnare la difesa, affidandosi verosimilmente a Provstgaard. Il centrale danese sarà chiamato a non far rimpiangere il numero 13 in una gara che promette scintille.

Il rinnovo di Spalletti con la Juve non è più così sicuro: allarme bianconero

Luciano Spalletti sta facendo un buon lavoro alla guida della Juventus ma al momento il rinnovo è tutt’altro che deciso.

La Juventus arriva al big match di San Siro contro l’Inter vogliosa di riscatto. Le ultime due uscite hanno deluso i tifosi bianconeri, ma solo dal punto di vista del risultato: sia a Bergamo che all’Allianz Stadium contro la Lazio la squadra allenata da Luciano Spalletti ha confermato la crescita vista in questi ultimi mesi, pur non riuscendo a capitalizzare la grande mole di gioco creata.

L’eliminazione in Coppa Italia e il successivo pari in campionato hanno fatto crescere nel gruppo una forte voglia di rivalsa: il derby d’Italia sembra capitare davvero a fagiolo. I bianconeri andranno a caccia dei tre punti non per continuare a sperare in una rimonta scudetto – che rimarrebbe praticamente impossibile anche andando a -9 – ma per consolidare il quarto posto, attualmente condiviso con la Roma di Gasperini.

Spalletti sa bene che il raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions League è vitale per il club ed è una condizione essenziale per la sua permanenza a Torino. Per molti tifosi il tecnico di Certaldo dovrebbe essere confermato a prescindere, anche se la Juve dovesse fallire l’obiettivo Champions.

Juve in allarme, così Spalletti non resta: tifosi preoccupati

Finora, però, dal club torinese non sono ancora arrivati segnali in tal senso e anche l’allenatore toscano sta facendo i suoi opportuni ragionamenti. Il giornalista Enzo Bucchioni, in un’intervista rilasciata a Tuttomercatoweb, ha lanciato l’allarme: Spalletti vuole avere la garanzia che la società gli metterà in mano una rosa competitiva, in grado di fare il calcio che ha in testa.

Spalletti allarme Juve
Juve in allarme, così Spalletti non resta: tifosi preoccupati – Calcionews24.com (Screen YouTube DAZN Italia)

Attenzione, non vuole dieci campioni, sarebbe troppo facile e non si potrebbero comprare, vuole semplicemente degli elementi in sintonia con le sue idee“, ha detto Bucchioni, sottolineando come la Juve sia una squadra “costruita male“: alcuni giocatori (il giornalista se la prende in particolare con Cambiaso e Locatelli per gli errori grossolani commessi contro la Lazio) non sembrano proprio all’altezza di una maglia così pesante come quella bianconera.

Spalletti ha voglia di vincere sempre, in questo caso anche di rivincita dopo l’amara esperienza in Nazionale, se capisce che anche questa è davvero l’idea della società Juve, date per scontato il suo rinnovo – ha aggiunto il giornalista – Altrimenti aspetterà fino a giugno e se dovesse vedere cose che non gli garbano, la soluzioni non gli mancheranno“.

Uno scenario che ovviamente il popolo bianconero spera non si verifichi: la strada tracciata da Spalletti è quella giusta, ora tocca alla società accontentare il tecnico e costruire una rosa finalmente competitiva in Italia e in Europa.

Inghilterra, Tuchel dopo i sorteggi di Nations League: «Partite difficili e molto competitive, su Bellingham…»

Inghilterra, Tuchel dopo i sorteggi di Nations League: la nazionale inglese che giocherà contro Spagna, Croazia e Repubblica Ceca

A margine dei sorteggi di Nations League, il commissario tecnico inglese Thomas Tuchel ha analizzato il raggruppamento con Spagna e Croazia, definendolo un banco di prova ideale in vista degli Europei. L’attenzione si è però focalizzata su Jude Bellingham: l’allenatore ha manifestato fiducia nel recupero del centrocampista del Real Madrid entro marzo, pur ammettendo che si tratta di una corsa contro il tempo vissuta con estrema cautela dai Blancos. Le sue parole riprese da TNT Sports

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PAROLE – «Bellingham? Il club (il Real Madrid, ndr) è un po’ più cauto riguardo ai tempi di recupero. Jude sta spingendo molto e, conoscendolo, è determinato e super professionale. Farà di tutto per essere con noi a marzo. Siamo in contatto costante e gli auguriamo il meglio. Faremo tutto il possibile per sostenerlo, ma è una piccola corsa contro il tempo. Personalmente sono ottimista, ma non ne ho la certezza. Nations League? È una griglia di partenza di tutto rispetto. Partite difficili e molto competitive, esattamente ciò di cui abbiamo bisogno per prepararci agli Europei in casa. Sapevamo che partendo dalla Fascia 3 avremmo trovato avversari forti. Vogliamo competere nella Lega A contro i migliori per vedere a che punto siamo. Puntiamo alle semifinali e alla finale, come in ogni competizione in cui giochiamo».

Lewandowski in Italia? Rinnovo congelato col Barcellona: alla finestra l’MLS e una big di Serie A!

Lewandowski in Italia? Rinnovo congelato col Barcellona: alla finestra l’MLS e una big di Serie A! La bomba dalla Spagna sul futuro dell’attaccante

Finché il Barcellona non chiarirà le proprie strategie societarie, il futuro di Robert Lewandowski rimarrà l’argomento principale delle cronache sportive internazionali. Per un centravanti di classe cristallina, ma ormai prossimo ai 38 anni (li compirà ad agosto), la scadenza del contratto fissata al 30 giugno impone riflessioni attente sia sul piano fisico che economico. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo Mundo Deportivo, però, ogni decisione è stata rinviata al mese di aprile. Lo snodo cruciale saranno le elezioni per la presidenza del club blaugrana, in programma il 15 marzo: solo dopo aver definito il nuovo assetto dirigenziale, le parti si siederanno al tavolo per discutere.

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Nel frattempo, l’entourage del bomber polacco non resta immobile e valuta le alternative. Sul tavolo ci sono già offerte concrete da parte di cinque club differenti. La pista più suggestiva porta oltreoceano, nella MLS: i Chicago Fire hanno manifestato un forte interesse per l’ex stella del Bayern Monaco. Un’ipotesi avvalorata da un recente viaggio della moglie, Anna Lewandowska, nella città statunitense per motivi imprenditoriali; un sopralluogo che potrebbe essere servito anche a valutare la vivibilità per la famiglia.

In Europa, la situazione è monitorata con attenzione anche dal Milan e dall’Atletico Madrid. I Rossoneri e i Colchoneros restano per ora più defilati, considerando l’operazione complessa per via dell’ingaggio, ma restano alla finestra. Dalla Turchia, invece, si muove il Fenerbahce guidato dal tecnico italo-tedesco Domenico Tedesco, senza dimenticare le sempre presenti e ricchissime sirene dell’Arabia Saudita. Nonostante la corte serrata, Lewandowski ha le idee chiare: la priorità assoluta va alla stabilità e alla felicità familiare. Il suo desiderio primario è rimanere in Catalogna, a patto che la proposta di rinnovo dei Culés sia all’altezza delle sue aspettative, anche a fronte di un possibile ritocco dell’ingaggio.

Como, Butez ai Mondiali con la Francia? La risposta di Deschamps apre uno spiraglio

Como, Butez ai Mondiali con la Francia? La risposta di Deschamps apre uno spiraglio: le parole del ct della nazionale transalpina

La Francia si avvicina ai Mondiali del 2026 con una sola granitica certezza tra i pali: Mike Maignan. L’estremo difensore del Milan, protagonista di stagioni ad altissimo livello in Serie A, è il titolare indiscusso della porta dei Bleus. Tuttavia, alle sue spalle si è aperto un vero e proprio rebus tecnico che sta togliendo il sonno a Didier Deschamps. In vista della rassegna iridata che si terrà in Canada, Stati Uniti e Messico, il Commissario Tecnico deve ridisegnare le gerarchie dei vice, poiché gli equilibri sono drasticamente cambiati nelle ultime settimane.

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Il caso più spinoso riguarda Lucas Chevalier. Il giovane talento del Paris Saint-Germain, fino a poco tempo fa considerato il naturale erede e vice di Maignan, ha perso la titolarità all’ombra della Tour Eiffel. Il portiere francese è stato infatti scavalcato nelle gerarchie di club dal collega russo Matvej Safonov, una situazione che mette a serio rischio la sua convocazione per il volo oltreoceano. Lo stesso Deschamps, parlando con il quotidiano L’Equipe a margine dei sorteggi di Nations League, ha sottolineato come il calcio sia mutevole: se a ottobre Chevalier sembrava insidiare Maignan, oggi la mancanza di minutaggio rappresenta un problema che richiederà riflessioni approfondite entro marzo.

Questa incertezza apre le porte a scenari inediti e a nuovi candidati. Il CT dei transalpini ha confermato di monitorare con grande attenzione due profili in ascesa. Il primo gioca in Italia ed è Jean Butez: il guardiano del Como si sta imponendo come una delle rivelazioni del campionato, forte di ben 12 clean sheet che ne certificano l’affidabilità. L’altra opzione porta al Lens, dove si sta mettendo in luce Robin Risser. Deschamps ha fatto capire che, sebbene l’esperienza internazionale conti molto in un ruolo così specifico, la continuità di rendimento potrebbe premiare questi nuovi volti a discapito di chi siede in panchina.

Coppa del Re, Atletico Madrid a valanga sul Barcellona: 4-0 sontuoso e finale ad un passo per Simeone

Coppa del Re, Atletico Madrid a valanga sul Barcellona: 4-0 sontuoso e finale ad un passo per Simeone. Ecco com’è andata la semifinale d’andata

Al Civitas Metropolitano va in scena un massacro sportivo che rischia di segnare indelebilmente la stagione del calcio spagnolo. Nella semifinale d’andata di Coppa del Re, l’Atletico Madrid ha letteralmente annichilito il Barcellona, imponendosi con un rotondo 4-0 che non ammette repliche. La squadra guidata dal “Cholo” Diego Simeone ha offerto una prestazione ai limiti della perfezione, surclassando i rivali sotto ogni aspetto, tecnico e agonistico.

La serata da incubo per i catalani inizia quasi subito: sono passati appena sei minuti quando una clamorosa papera dell’estremo difensore Joan Garcia spiana la strada al vantaggio dei padroni di casa, mandando in frantumi il piano partita di Hansi Flick. A prendersi la scena in un primo tempo superbo è Ademola Lookman: l’attaccante nigeriano, ex stella dell’Atalanta, è una furia sulla fascia. Per lui un gol, un assist decisivo e una meritata standing ovation da tutto lo stadio al momento del cambio al 73′.

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I Blaugrana appaiono irriconoscibili e incapaci di reagire. Lamine Yamal, il gioiello della cantera solitamente decisivo, risulta nullo, ingabbiato dalla difesa Rojiblanca. L’Atletico dilaga con un’azione corale meravigliosa finalizzata dal Piccolo Diavolo Antoine Griezmann e chiude i conti con una parabola perfetta di destro scagliata da Julian Alvarez, il campione del mondo argentino che fissa il poker. Nella ripresa, i cambi del tecnico tedesco del Barça non sortiscono alcun effetto e il finale diventa drammatico: all’85’ Eric Garcia rimedia un rosso diretto per fallo da ultimo uomo, confermato dopo la revisione al VAR.

Per i Culés, travolti e umiliati, la strada verso la finale del 3 marzo appare ora come una montagna invalicabile. Al ritorno al Camp Nou servirà un miracolo storico per ribaltare un verdetto che, oggi, sembra già scritto.

Ma quale Vlahovic, il Milan ha già scelto: nuovo bomber dalla Premier

Altro che Vlahovic, il Milan prepara un colpo da novanta dalla Premier League per consegnare ad Allegri un attaccante di livello assoluto e cambiare volto al reparto offensivo.

Il Milan guarda avanti, infatti la sensazione è che dalle parti di Casa Milan si stia lavorando sotto traccia per costruire una squadra capace di fare il definitivo salto di qualità. Massimiliano Allegri ha ridato solidità, equilibrio e soprattutto mentalità vincente a un gruppo che negli ultimi anni ha vissuto alti e bassi.

Però adesso serve qualcosa in più, un leader offensivo che possa garantire gol pesanti e continuità internazionale. Ecco perché, senza ombra di dubbio, il tema centravanti è diventato prioritario nelle stanze della dirigenza.

Il MIlan lo prende dalla Premier League

Dopo l’arrivo di Füllkrug, che ha portato esperienza e fisicità, e dopo il tentativo sfumato per Mateta a causa di problemi fisici che hanno frenato ogni trattativa, il club ha deciso di cambiare approccio. Basta scommesse, basta operazioni a metà.

Il Milan vuole un attaccante di prima fascia, uno che possa essere il riferimento assoluto del nuovo ciclo. Tare, chiamato a costruire un progetto ambizioso, lo sa bene e si sta muovendo su più tavoli.

Il nome che circola da settimane è quello di Dusan Vlahovic. I rossoneri hanno mantenuto vivi i contatti con l’entourage del serbo per capire margini e condizioni dell’operazione. Però la strada è in salita. L’attaccante della Juventus, consapevole che la sua avventura a Torino sia ormai ai titoli di coda, si aspetta offerte importanti da diversi top club europei. Il nodo, come spesso accade, è legato all’ingaggio.

Gabriel Jesus al Milan
Gabriel Jesus nei monitor del Milan (Foto IG @dejesusoficial
– calcionews24.com)

La proposta milanista si aggira intorno ai sei milioni di euro netti a stagione, una cifra significativa ma che al momento non soddisfa le richieste del giocatore. E così la trattativa resta complessa, appesa a valutazioni economiche che potrebbero cambiare solo davanti a un deciso passo indietro del bomber serbo.

Intanto, però, il Milan non resta fermo a guardare. Anzi, sta esplorando con attenzione il mercato inglese, dove c’è un profilo che intriga e non poco. Si tratta di Gabriel Jesus, attaccante dell’Arsenal e internazionale brasiliano, un giocatore che unisce esperienza, qualità tecnica e abitudine a palcoscenici importanti. Il suo contratto con i Gunners scade nel 2027, ma a Londra qualcosa potrebbe muoversi qualora il club decidesse di rinnovare profondamente il reparto offensivo.

Gabriel Jesus rappresenterebbe un profilo diverso rispetto a Vlahovic, forse meno centravanti puro ma certamente più versatile. Può giocare da prima punta, da esterno, dialoga con i compagni e ha una mentalità internazionale forgiata tra Manchester City e Premier League. Allegri, che ama gli attaccanti intelligenti tatticamente, lo accoglierebbe a braccia aperte. Senza ombra di dubbio porterebbe una dimensione nuova al Milan, aggiungendo imprevedibilità e dinamismo a un reparto che ha bisogno di qualità oltre che di gol.

La sensazione è che il vero colpo possa arrivare proprio dall’Inghilterra. Altro che Vlahovic, dunque. Il Milan vuole stupire e regalarsi un fuoriclasse capace di accendere San Siro e di far sognare i tifosi. Il mercato è ancora lungo, però il messaggio è chiaro: i rossoneri non vogliono più inseguire, vogliono tornare a comandare. E per farlo serve un attaccante all’altezza delle ambizioni.

Sartori Napoli, possibile addio dal Bologna per il dirigente? Ecco cosa filtra

Sartori Napoli, possibile addio dal Bologna per il dirigente? Ecco cosa filtra in merito alle voci che lo avevano accostato ai partenopei

Le recenti indiscrezioni su un possibile passaggio di Giovanni Sartori al Napoli sono state smentite categoricamente. Secondo quanto riferito dall’esperto di mercato Nicolò Schira, non vi è alcun dialogo in corso tra la società partenopea e l’attuale direttore sportivo del Bologna. L’architetto del miracolo rossoblù intende rispettare il contratto in scadenza nel 2027, trovandosi bene in Emilia, mentre il club azzurro sta valutando profili differenti per il proprio organigramma.

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PAROLE – «Nonostante le ultime indiscrezioni, non ci sono colloqui tra #Napoli e Giovanni #Sartori (il suo contratto con #Bologna scade nel 2027 e lui è felice al Bologna) e, tra l’altro, il Napoli ha altri piani e non ci pensa».

Conferenza stampa Hiljemark pre Pisa Milan: «Ecco cosa servirà domani. Allegri un grande allenatore, ho visto tante loro partite e…»

Conferenza stampa Hiljemark pre Pisa Milan, le parole del tecnico dei toscani alla vigilia del match del 25° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Oscar Hiljemark, neo tecnico del Pisa, alla vigilia della sfida di domani contro il Milan, valevole per la 25^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

SUL MATCH DI DOMANI – «Voglio vedere una squadra che sa fare entrambe le fasi di gioco bene, che sa giocare d’insieme perché ognuno deve giocare per la squadra; domani dovremo essere una cosa sola insieme ai tifosi e alla città, solo così potremo avere l’opportunità di vincere».

SUL MILAN – «Ho visto tante partite e tante clip del Milan , sono una squadra fortissima con giocatori di grande qualità; come ogni squadra anche loro hanno, però, dei problemi e noi dovremo sfruttare quelli, così come dovremo sfruttare il fattore campo».

SU ALLEGRI – «Allegri è un grande allenatore, io ho iniziato la carriera in Serie A e ho solo da imparare. Sono una persona che vive per il calcio e per il mio lavoro. Quando abbiamo deciso di venire qui con tutta la famiglia è stata una scelta di vita per fare bene per il club e per questa città».

Sabatini al miele su Vergara: «Gioca come un giocatore da 50 milioni! Sul tema giochisti contro risultatisti rispondo così»

Sabatini al miele su Vergara: «Gioca come un giocatore da 50 milioni! Sul tema giochisti contro risultatisti…». Le sue parole

Intervenuto sulle frequenze di Radio Marte, l’ex direttore sportivo Walter Sabatini ha voluto dire la sua su Vergara e su altri temi riguardanti il Napoli.

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NAPOLI – «Per il Napoli è stata una stagione molto molto difficile, ha perso 4-5 titolari insieme e per mesi. Il peso di una squadra in questi momenti cambia, così come le potenzialità. Nessuna squadra si può permettere tanti infortuni senza pagarne poi il prezzo».

GLI ACQUISTI DI LANG E LUCCA? – «Non posso entrare nello specifico nel mercato del Napoli e nelle scelte della Società. A volte gli investimenti pagano, a volte no».

VERGARA – «Prendiamo ad esempio il rendimento di Vergara: compensa un po’ quanto sbagliato sul mercato, sta giocando come un calciatore da 50 milioni di euro. Nel calcio succedono queste cose, bisogna essere bravi a gestirli ed ammortizzarli. Vergara gioca con una fede straordinaria, che è qualcosa in più dell’impegno. Vuol far bene, vuole aiutare la squadra ed ha soluzioni importanti. Atleticamente è un giocatore di livello alto. E’ importante che il Napoli esprima e produca talenti come ha sempre fatto: sono contento, fa bene anche al calcio nazionale. Antonio ha dato segnali importanti, anche in ottica Nazionale di calcio».

MALEN – «Malen compie movimenti che sono un algoritmo: fatti per colpire l’avversario, sono scientifici, anche lo smarcamento in area, la corsa, tutto è orientato ad offendere l’avversario. Acquisto importante per la Roma che giocava un buon calcio ma era un po’ sterile nel reparto offensivo: Malen ha rinforzato la squadra in maniera evidente».

HOJLUND – «Sono un ammiratore di Hojlund: fa reparto da solo, fa pressing, ha capacità prestative singolari. Molto diverso da Malen, Hojlund fa reparto da solo. E’ totalmente votato alla causa, fa sacrifici importanti in campo per la sua squadra. In campo dà tutto quello che un atleta può dare, in campo ed oltre. Momenti negativi si gestiscono dando fiducia ai giocatori, amandoli, e facendoli giocare. Ci si riprende con l’affetto soprattutto, Buongiorno adesso ha bisogno di affetto sincero, leale, concreto. I giocatori sono molto fragili perché fanno un mestiere bellissimo ma che li porta a sopportare critiche, pressioni che possono portare a punti di rottura psicologica. Penso sia questo che è caduto a Buongiorno, mi pare abbia perso certezze. Ma sono certo si riprenderà, aiutato anche dai compagni».

GASPERINI CONTE? – «Due allenatori importanti, hanno sempre fatto molto bene: Conte ha vinto ovunque, è un allenatore fantastico, come Gasperini. I tecnici però stanno in panchina, a scontrarsi sono i calciatori, sono loro i protagonisti dei match. Gli allenatori in passato non avevano la cultura che hanno gli allenatori di oggi, che sono colti, preparati, studiano moltissimo. Ci sono tecnici che arrivano alle 7 del mattino e se ne vanno alle 20. Per questo oggi si dà molta importanza oggi ai tecnici.

L’allenatore conta, conta tanto ma in campo ci vanno i giocatori. Io hoavuto allenatori geniali, come Spalletti che ha vinto a Napoli dando spettacolo e giocando un calcio europeo. Il suo Napoli ha dominato anche le partite di Champions. Per questo dico che l’allenatore incide molto sul risultato delle partite, che vengono vinte da chi ha calciatori dalle grandi capacità balistiche. Le squadre oggi sono equilibrate proprio perché gli allenatori lavorano molto sulla tattica. Giochisti contro “risultatisti”? Non mi interessa, l’importante è giocare a calcio: poi quando il giocatore sta bene, può dare vita a partite spettacolari. Il calcio è dei calciatori».

Calciomercato Milan, i rossoneri fiutano l’affare McKennie a parametro zero: la mossa e la contromossa della Juve

Calciomercato Milan, i rossoneri fiutano l’affare McKennie a parametro zero: la mossa e la contromossa della Juve. Ecco cosa sta succedendo

La Juventus non ha alcuna intenzione di privarsi dei suoi pilastri senza combattere. Al centro delle manovre della dirigenza bianconera c’è il futuro di Weston McKennie, divenuto ormai imprescindibile nello scacchiere tattico disegnato da Luciano Spalletti. I numeri stagionali del centrocampista statunitense certificano una crescita esponenziale e una costanza di rendimento mai vista prima: 4 gol e 3 assist in 23 presenze di campionato, uniti a 3 centri in Champions League e uno in Coppa Italia. Un rendimento da top player assoluto che ha convinto Damien Comolli, responsabile dell’area tecnica, ad accelerare le operazioni per il rinnovo del contratto in scadenza il prossimo luglio.

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L’obiettivo della Vecchia Signora è chiaro: blindare il classe ’98 per evitare un doloroso addio a parametro zero. Attualmente, l’ex Schalke 04 percepisce un ingaggio di 2,5 milioni di euro, ma le sue pretese sono legittimamente aumentate di pari passo con le prestazioni. Per convincerlo a restare e respingere le sirene estere — con club di Premier League, Liga e MLS alla finestra — la società torinese è pronta a mettere sul piatto un prolungamento triennale con uno stipendio ritoccato verso l’alto, che toccherebbe i 4 milioni di euro annui. Uno sforzo economico significativo che testimonia la totale fiducia dello staff tecnico nel “tuttocampista” texano.

Tuttavia, febbraio è il mese delle grandi manovre per i futuri svincolati e la concorrenza interna alla Serie A è agguerrita. Il Milan, sempre attento alle occasioni di mercato, ha messo McKennie nel mirino. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Calciomercato.com, i Rossoneri avrebbero già avviato contatti informali, affiancando il nome dell’americano a quello del tedesco Leon Goretzka. A favorire l’ipotesi “diavolo” ci sono due fattori chiave: la stima di Massimiliano Allegri e, soprattutto, la forte amicizia con il connazionale Christian Pulisic. La dirigenza milanese valuterà nei prossimi giorni se affondare il colpo con una proposta concreta. Non solo Milan: sullo sfondo restano vigili anche l’Inter e la Roma, pronte a inserirsi in caso di rottura totale con la Juve.

Probabili formazioni Inter Juve, Thuram in vantaggio su Pio Esposito? I dubbi di Chivu

Probabili formazioni Inter Juve, Thuram in vantaggio su Pio Esposito? I dubbi di Chivu a due giorni dal derby d’Italia in campionato

Il conto alla rovescia per il Derby d’Italia è ormai agli sgoccioli. Sabato sera, nella cornice di un San Siro ribollente di passione, l’Inter guidata da Cristian Chivu si prepara a sfidare la Juventus in un match che vale una fetta di Scudetto. La capolista, forte dei suoi 58 punti in classifica, ha l’occasione d’oro per allungare sulle inseguitrici e infliggere un colpo durissimo alle ambizioni dei Bianconeri allenati dal toscano Luciano Spalletti.

Le notizie che filtrano da Appiano Gentile, riportate dall’inviato di Sky Sport Andrea Paventi, scaldano ulteriormente l’atmosfera. La sfida si appresta a entrare nella storia del club meneghino anche per quanto riguarda il botteghino: si prevede infatti il secondo incasso di sempre nella storia interista, con una cifra monstre che si aggira attorno agli 8 milioni di euro. Un dato che certifica l’attesa spasmodica per questo scontro diretto per la supremazia nazionale.

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Sul fronte campo, arrivano conferme definitive e fondamentali per il tecnico rumeno: Hakan Calhanoglu e Nicolò Barella sono recuperati. Il regista turco e il dinamico vice-capitano sardo hanno smaltito i rispettivi acciacchi muscolari e scalpitano per una maglia da titolare. Chivu sfrutterà ogni minuto disponibile fino a ridosso del fischio d’inizio per decidere se lanciarli subito nella mischia o preservarli come armi tattiche a gara in corso, forte anche delle prestazioni di un Piotr Zielinski in formato super.

In attacco, nonostante l’ottimo momento di forma del giovane talento Francesco Pio Esposito, le gerarchie per il big match sembrano blindate. Sarà la “ThuLa” a guidare l’assalto alla difesa della Vecchia Signora, con il francese Marcus Thuram favorito per affiancare il capitano Lautaro Martinez, già autore di 14 gol stagionali. Dietro, a protezione della porta, ci sarà il gigante tedesco Yann Bisseck, ormai leader indiscusso del reparto arretrato. La Beneamata è al completo per tentare la fuga decisiva.

Bologna, ansia Moro dopo la Lazio: botta al costato. Sospiro di sollievo per Lucumi

Bologna, ansia Moro dopo la Lazio: botta al costato. Sospiro di sollievo per Lucumi: il punto sugli infortunati in casa rossoblù

L’amara eliminazione ai quarti di finale di Coppa Italia per mano della Lazio lascia scorie pesanti in casa Bologna, non solo per il risultato ma anche per le condizioni fisiche della rosa. All’indomani della battaglia dell’Olimpico, l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio ha fatto il punto sulla situazione dell’infermeria dei Rossoblù, evidenziando notizie in chiaroscuro per lo staff tecnico. La preoccupazione maggiore riguarda Nikola Moro: il dinamico centrocampista croato, classe 1998, ha terminato la gara accusando una dolorosa contusione al costato.

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Le condizioni del regista sono da monitorare attentamente: i tempi di recupero non sono ancora certi e dipenderanno dall’assorbimento del trauma nei prossimi giorni. Arrivano invece rassicurazioni fondamentali dal reparto arretrato. L’allarme scattato per Jhon Lucumi, costretto ad abbandonare il terreno di gioco anzitempo, è rientrato rapidamente. Per il possente centrale colombiano, pilastro della difesa felsinea, si è trattato solamente di forti crampi dovuti all’intenso sforzo agonistico. Nessuna lesione muscolare, dunque: il giocatore sarà regolarmente a disposizione per i prossimi impegni di campionato, permettendo alla squadra di tirare un sospiro di sollievo in una fase cruciale della stagione.

Real Madrid, ansia Mbappé: Real Sociedad a rischio. Torna Vinicius, tre big ancora out

Real Madrid, ansia Mbappé: Real Sociedad a rischio. Torna Vinicius, tre big ancora out! I Blancos sperano nel recupero lampo

Campanello d’allarme al Santiago Bernabéu. La settimana che doveva servire a ricaricare le batterie in vista dei prossimi impegni si è trasformata in giorni di apprensione per il Real Madrid. Al centro dei pensieri dello staff tecnico e della tifoseria c’è Kylian Mbappé: la presenza del fuoriclasse francese per la sfida interna di sabato contro la Real Sociedad è in forte dubbio. Per il secondo giorno consecutivo, l’ex stella del Paris Saint-Germain ha svolto un lavoro differenziato in palestra, evitando il contatto con il campo. L’obiettivo prioritario dei Blancos è gestire con estrema cautela il ginocchio sinistro del giocatore, ancora non al top della condizione dopo la distorsione rimediata a inizio anno che continua a dare qualche fastidio.

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La seduta di rifinitura di domani sarà il giudice supremo: solo allora si saprà se il capocannoniere della Liga potrà essere della partita. La sua eventuale assenza peserebbe come un macigno sulle economie di gioco. Dal rientro in Supercoppa, Mbappé è stato un vero e proprio stakanovista: ha giocato sei partite intere (riposando solo in Coppa contro l’Albacete) segnando a raffica. I numeri sono impietosi per chi dovesse sostituirlo: con 38 centri stagionali, il numero 9 ha firmato il 48% dei 79 gol totali realizzati dalle Merengues. Una dipendenza tecnica quasi totale, evidenziata dalle recenti doppiette rifilate a Monaco, Villarreal e Benfica.

Se l’attacco trema per il francese, l’infermeria regala notizie in chiaroscuro. Preoccupa il giovane difensore Raul Asencio, fermato giovedì da un attacco influenzale ma verosimilmente recuperabile, mentre sono confermate le assenze pesanti del trequartista inglese Jude Bellingham, del centrale brasiliano Eder Militao e dell’esterno Rodrygo. La vera buona notizia per la Casa Blanca è il ritorno di Vinicius Junior: il talento verdeoro, scontata la squalifica che lo ha tenuto fuori contro il Valencia, è pronto a riprendersi la fascia sinistra.

Infortunio Pedro, lo spagnolo tranquillizza tutti sui social: «Non sembra grave, spero di…» – FOTO

Infortunio Pedro, lo spagnolo tranquillizza tutti sui social: «Non sembra grave, spero di…» – FOTO. Il messaggio dell’attaccante

Ore di apprensione in casa Lazio per le condizioni di Pedro. L’esperto attaccante spagnolo, andato a segno recentemente contro la Juventus, si è fermato mercoledì sera durante la sfida di Coppa Italia vinta contro il Bologna. Costretto a uscire prima dell’intervallo per un forte trauma alla caviglia, l’ex Barcellona ha lasciato il posto all’olandese Tijjani Noslin, abbandonando il campo visibilmente dolorante e sorretto dai sanitari.

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Nonostante le immagini preoccupanti, filtrano notizie rassicuranti dall’ambiente biancoceleste. Il tecnico Maurizio Sarri ha escluso fratture nell’immediato post-partita, e lo stesso giocatore ha confermato via social che il problema sembra meno grave del previsto, ringraziando i tifosi rossoblù per la sportività e i compagni per la conquista della semifinale. In attesa degli esami strumentali per definire i tempi di recupero, è già certa la sua assenza nel prossimo turno di Serie A: Pedro non sarà a disposizione per la sfida dell’Olimpico contro l’Atalanta.

IL MESSAGGIO – «Grazie ai tifosi del Bologna per il gesto di grande sportività nel momento del mio infortunio. Fortunatamente non sembra grave e spero di tornare presto in campo. Grandissimi i miei compagni per la qualificazione e per questa semifinale meritata! Orgoglioso di tutti!! Forza Lazio».

Formazioni ufficiali Atletico Madrid Barcellona, le scelte per la semifinale d’andata di Coppa del Re

Formazioni ufficiali Atletico Madrid Barcellona, le scelte di Simeone e Flick per la Coppa del Re. Tutti i dettagli

L’Atletico Madrid di Diego Simeone si prepara ad accogliere il Barcellona di Hansi Flick al “Metropolitano” per la semifinale d’andata di Coppa del Re.

I Colchoneros arrivano a questo appuntamento dopo aver superato Deportivo La Coruña e Real Betis nei turni precedenti. Dall’altra parte, i blaugrana hanno eliminato il Racing e l’Albacete, formazione che ai sedicesimi aveva compiuto l’impresa estromettendo il Real Madrid.

La sfida di ritorno tra Barcellona e Atletico è fissata per il 3 marzo, quando si deciderà chi accederà alla finale. Le formazioni:

ATLETICO MADRID (4-4-2): Musso; Molina, Pubil, Hancko, Ruggeri, G. Simeone, Llorente, Koke, Lookman, Griezmann, Alvarez. Allenatore: Simeone

BARCELLONA (4-3-3): Garcia, Kounde, Cubarsì, E. Garcia, Balde, Casado, De Jong, Fermìn, Yamal, Ferran Torres, Olmo. Allenatore: Flick

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Arbitri e VAR, Rosetti svela: «Stiamo tutti quanti dimenticando perché è nato il VAR, ovvero per errori chiari e ovvi»

Arbitri e VAR, Rosetti: «Stiamo tutti quanti dimenticando perché è nato il VAR, ovvero per errori chiari e ovvi». Le parole

L’utilizzo del VAR, soprattutto in Italia, continua a essere un argomento che accende il dibattito. A intervenire sulla questione è stato Roberto Rosetti, responsabile degli arbitri della UEFA, che a margine del Congresso di Bruxelles ha affrontato il tema con toni chiari e diretti.

PAROLE «Stiamo tutti quanti dimenticando perché è nato il VAR, ovvero per errori chiari e ovvi. Sulle decisioni fattuali come il fuorigioco lavora alla perfezione, mentre diverso è il discorso per quel che riguarda le interpretazioni»

PARAGONE ITALIA-EUROPA – «La UEFA preferisce intervenire di meno, lasciando così spazio alla decisione sul campo dell’arbitro. Ogni tanto può capitare di perdere un rigore, ma almeno non ce ne sono di inesistenti. Riparleremo comunque con i designatori federali, dobbiamo ritrovare i principi originari»

FALLI DI MANO IN AREA – «l fallo di mano è da considerare tale quando il giocatore cerca il contatto con la palla in modo volontario o compie un movimento innaturale. Fuorigioco? Non c’è ancora uniformità di idee»

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Filippo Galli racconta: «Vi racconto il mio Pisa Milan. Sacchi uno stakanovista che amava il gioco»

Filippo Galli non ha dubbi: «Arrivato Sacchi, si parlava di un calcio nuovo, di una sorta di rivoluzione». Le sue parole

Domani sera il Milan torna a Pisa, teatro di un esordio che ha cambiato la storia del calcio italiano. Era il 13 settembre 1987, la prima in A di Arrigo Sacchi: un 3-1 che diede il via a una rivoluzione. Filippo Galli, difensore di quella squadra, ne parla oggi su Tuttosport.

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IL 1987 «L’inizio di una nuova era, almeno riguardandola con occhi del futuro. Arrivato Sacchi, si parlava di un calcio nuovo, di una sorta di rivoluzione. Inizialmente però i risultati non erano stati poi così positivi, avevamo faticato in Coppa Uefa, i tifosi non erano così contenti. La partita di Pisa l’abbiamo vinta, era la prima di campionato. Io avevo giocato titolare, per me era stato importante. In molti aspettavano Sacchi un po’ al varco, ricordo pure che ogni volta che arrivavi a Pisa c’era sempre il presidente Anconetani che entrava nello spogliatoio a salutare, era un gesto scaramantico di un altro calcio».
SI ERA CAPITA SUBITO LA RIVOLUZIONE «Ancora no, la svolta ci fu successivamente col Verona, alla sesta giornata, vincemmo 1-0, prima eravamo in difficoltà. Nonostante ci allenassimo duramente, i risultati non arrivavano, tant’è che fummo eliminati dall’Espanyol in Uefa. Da Verona cambiò tutto: vincere aiuta a vincere. A Pisa ancora non eravamo in quella situazione, eravamo una sorta di laboratorio, fermo restando che il laboratorio era sempre in essere».
SACCHI «Maniacale, attento al minimo dettaglio. Sul campo ti spostava anche di pochi centimetri rispetto a una palla laterale. Era uno stakanovista che amava il gioco e ti veniva a correggere, non mollava mai».
COSA CHIEDEVA AI DIFENSORI «Di tenere la squadra corta, con la linea molto mobile. Quando l’avversario poteva calciare la palla verso la difesa, dovevi “scappare”, guadagnare tempo verso la tua porta. Quando invece la palla era coperta, dovevamo accorciare in avanti in questo famoso elastico difensivo. Gli allenamenti si basavano su questo, noi giocavamo in sincronia, eravamo un corpo unico».
ERA UN UFO «No, questo no. Noi conoscevamo Sacchi perché avevamo giocato una partita contro il suo Parma in Coppa Italia. E sapevamo che affrontare le sue squadre fosse come avere la sabbia nelle mutande (sorride, ndr). Sacchi è stato fondamentale per tutto quel ciclo vincente del Milan. Il suo merito è stato di averci fatto entrare nella storia non per quanto abbiamo vinto, ma per come abbiamo vinto, questo voglio sottolineare. In Italia c’è stato un calcio prima e dopo Sacchi».
LA BELLEZZA DI QUEL MILAN «Se guardo indietro rivedo la bellezza di quella squadra. Per me eravamo come il Boléro di Ravel: prima ci sono pochi strumenti, poi piano, piano ne entrano sempre più di più. Un continuo crescendo, come noi».

Mercato Inter, la Premier League torna alla carica: maxi offerta in arrivo per Bisseck, ma Chivu non ha dubbi

Mercato Inter, la Premier League tenta l’affondo decisivo: pronta una maxi offerta per Bisseck, mentre Chivu…

La crescita di Yann Bisseck rappresenta una delle scommesse più riuscite della gestione di Cristian Chivu. Arrivato per appena 7 milioni, il difensore tedesco è diventato in pochi mesi un punto fermo della retroguardia nerazzurra, trasformandosi da prospetto interessante a vero e proprio “muro” internazionale. La sua duttilità, unita a una fisicità dominante, lo ha reso uno degli idoli della Curva Nord, che ne apprezza la capacità di imporsi nell’area di rigore.

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Secondo quanto riportato da TMW, le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione dei top club di Premier League, pronti a mettere sul tavolo offerte vicine ai 40 milioni di euro. Chivu ha valorizzato al massimo il classe 2000, impiegandolo come braccetto destro ma sfruttandone l’abilità con entrambi i piedi per adattarlo anche al centro o sul lato sinistro. I numeri confermano la sua crescita: 2 gol, 1 assist e una media voto di 7,28 in Serie A. La fiducia del tecnico gli ha permesso di giocare con una linea difensiva alta, rendendo l’Inter più aggressiva e capace di recuperare palla nella metà campo avversaria.

Il suo nome è ormai entrato anche nei radar della Germania: Nagelsmann lo ha fatto esordire in Nations League nel marzo 2025 e una convocazione al Mondiale 2026 potrebbe far lievitare ulteriormente la sua valutazione. Nonostante le sirene inglesi, Bisseck ha ribadito di sentirsi “incredibilmente felice all’Inter” e di voler restare a lungo. Per Chivu, perderlo significherebbe rinunciare a uno dei pilastri del futuro nerazzurro.

Nations League, i sorteggi completi dei gironi: Italia, che sfortuna! Ecco il programma delle partite

Nations League, ecco la composizione completa dei gironi: Italia sfortunata al sorteggio. Tutto il programma delle partite

A Bruxelles sono stati sorteggiati i gruppi delle quattro leghe della competizione UEFA, il torneo che dal 2018-19 ha preso il posto delle tradizionali amichevoli internazionali. Ecco l’elenco completo:

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

GIRONI COMPLETI

Lega A

GRUPPO 1: Francia, Italia, Belgio, Turchia
GRUPPO 2
: Germania, Olanda, Serbia, Grecia
GRUPPO 3
: Spagna, Croazia, Inghilterra, Repubblica Ceca
GRUPPO 4
: Portogallo, Danimarca, Norvegia, Galles

Nations League, ecco il sorteggio per l’Italia: sarà nel girone A insieme a Francia, Belgio e Turchia

Lega B

GRUPPO 1: Scozia, Svizzera, Slovenia, Macedonia del Nord

GRUPPO 2: Ungheria, Ucraina, Georgia, Irlanda del Nord

GRUPPO 3: Israele, Austria, Irlanda, Kosovo

GRUPPO 4: Polonia, Bosnia ed Erzegovina, Romania, Svezia

Lega C

GRUPPO 1: Albania, Finlandia, Bielorussia, San Marino

GRUPPO 2: Montenegro, Armenia, Cipro, Lettonia/Gibilterra*

GRUPPO 3: Kazakistan, Slovacchia, Isole Faroe, Moldavia

GRUPPO 4: Islanda, Bulgaria, Estonia, Malta/Lussemburgo*

Lega D

GRUPPO 1: Gibilterra/Lituania*, Malta/Lussemburgo*, Andorra

GRUPPO 2: Lituania, Azerbagian, Liechtenstein

*Decisivi gli spareggi della Nations League 2024/25.

De Zerbi torna subito in panchina dopo la separazione con il Marsiglia? Clamoroso scenario, le ultime

De Zerbi verso un ritorno lampo in panchina dopo l’addio al Marsiglia: prende forma uno scenario clamoroso

Il futuro di Roberto De Zerbi sembra nuovamente indirizzato verso la Premier League dopo la separazione dal Marsiglia. L’allenatore italiano, reduce da un’esperienza breve ma intensa in Francia, è tornato immediatamente al centro dell’attenzione dei grandi club europei in cerca di una guida tecnica per la prossima stagione.

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Secondo quanto riportato da TEAMtalk, su di lui si sarebbero mossi con decisione Manchester United e Tottenham, con gli Spurs attualmente considerati in vantaggio nella corsa. Entrambe le società vedono in De Zerbi un profilo ideale per avviare un nuovo ciclo, puntando su un calcio propositivo e identitario.

La Premier è un ambiente che De Zerbi conosce bene, grazie al percorso costruito al Brighton, dove ha lasciato un’impronta tattica riconoscibile e apprezzata. Proprio per questo, il tecnico rappresenta oggi una delle scelte più ambiziose e ricercate sul mercato degli allenatori, pronto a tornare in Inghilterra per una nuova sfida di alto livello.

Nations League, ecco il sorteggio per l’Italia: sarà nel girone A insieme a Francia, Belgio e Turchia

Nations League, sorteggio impegnativo per l’Italia: gli Azzurri finiscono nel girone con Francia, Belgio e Turchia

L’Italia guarda già alla Nations League 2026/27, pur con la semifinale dei playoff mondiali contro l’Irlanda del Nord ancora da disputare. Il sorteggio ha inserito gli Azzurri in un girone di altissimo livello insieme a Francia, Belgio e Turchia, un gruppo che promette sfide di grande intensità tecnica e competitiva.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

La cerimonia si è svolta alla Expo Hall 3 di Bruxelles, sede anche del 50° Congresso ordinario della UEFA. A rappresentare l’Italia erano presenti il presidente FIGC Gabriele Gravina, il segretario generale Marco Brunelli e Leonardo Bonucci, quest’ultimo in veste di assistente del commissario tecnico Gennaro Gattuso. Una delegazione che testimonia l’importanza attribuita dalla Federazione alla competizione.

Il regolamento prevede sedici partecipanti suddivise in quattro gironi da quattro squadre, con un totale di sei partite da disputare tra fine settembre e novembre 2026. Le prime due classificate accederanno ai quarti di finale in programma a marzo 2027, mentre le ultime retrocederanno in Lega B. Le terze, invece, saranno chiamate a giocarsi la permanenza tramite uno spareggio salvezza.

Sorteggio della Lega A

GRUPPO 1: Francia, Italia, Belgio, Turchia
GRUPPO 2
: Germania, Olanda, Serbia, Grecia
GRUPPO 3
: Spagna, Croazia, Inghilterra, Repubblica Ceca
GRUPPO 4
: Portogallo, Danimarca, Norvegia, Galles

Calendario della Nations League 2026/27

Fase finale: 9-13 giugno 2027

1° match: 24-26 settembre 2026

2° match: 27-29 settembre 2026

3° match: 30 settembre-3 ottobre 2026

4° match: 4-6 ottobre 2026

5° match: 12-14 novembre 2026

6° match: 15-17 novembre 2026

Quarti di finale: 25-30 marzo 2027

Spareggio Lega A/Lega B: 25-30 marzo 2027

Maignan Milan, spunta un retroscena sorprendente sul rinnovo: non tutti erano convinti del prolungamento del francese

Maignan Milan, retroscena inatteso sul rinnovo: nel club non tutti erano convinti di prolungare il contratto del portiere francese

Le dichiarazioni di Carlo Pellegatti aprono uno scenario affascinante sulle nuove dinamiche di potere all’interno del Milan. Massimiliano Allegri non viene più descritto soltanto come un allenatore di campo, ma come una sorta di “General Manager” ombra, capace di influenzare le strategie societarie e orientare decisioni cruciali, anche superando lo scetticismo di alcune componenti interne.

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Uno dei punti centrali evidenziati dal giornalista riguarda il rinnovo di Mike Maignan: secondo Pellegatti, Allegri – in perfetta sintonia con Igli Tare – sarebbe stato l’artefice principale dell’accordo che ha blindato il portiere fino al 2031. Una trattativa non scontata, considerando le perplessità interne legate a un ingaggio da 7 milioni per un trentunenne. Allo stesso modo, il “blitz” per Adrien Rabiot rappresenterebbe un altro esempio del peso politico del tecnico: Allegri avrebbe spinto personalmente per l’arrivo del francese, ritenuto indispensabile per il suo progetto tecnico.

Questa centralità del tecnico trova conferma anche nelle analisi di Luca Serafini: il mercato del Milan sarebbe oggi un processo realmente collegiale, in cui la voce dell’allenatore pesa quanto – e talvolta più – di quella dei dirigenti. La sintonia con Tare appare il motore del nuovo Milan 2026, capace di superare le resistenze dei fondi proprietari per privilegiare la competitività immediata. Una gerarchia rinnovata, in cui Allegri non si limita a gestire la squadra, ma contribuisce attivamente alla sua costruzione, parlando quotidianamente con i giocatori e incarnando di fatto il ruolo di General Manager del presente e del futuro rossonero.

Ferguson Roma, arriva l’attacco al tecnico Gasperini! Ecco cosa sta succedendo, le ultimissime

Ferguson Roma, scoppia il caso! Arrivano critiche pesanti a Gasperini, ecco cosa sta accadendo in queste ore

Kevin Kilbane, ex nazionale irlandese, ha preso le difese di Evan Ferguson sulle colonne dell’Irish Times, puntando il dito contro la gestione dell’attaccante da parte di Gian Piero Gasperini.

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PAROLE «Qualcuno deve iniziare a difendere Evan Ferguson perché la sua carriera rischia di essere macchiata dalle opinioni mediche espresse pubblicamente da un allenatore 68enne su uno dei migliori talenti mai prodotti dall’Irlanda»

Kilbane sostiene la sua posizione accusando Gasperini di danneggiare Ferguson con alcune dichiarazioni pubbliche, arrivando persino a ridicolizzarlo invece di proteggerlo. L’ex nazionale irlandese auspica inoltre un intervento del Brighton, club proprietario del cartellino dell’attaccante, affinché tuteli maggiormente il giocatore.

Ferguson, fermo dal 28 gennaio, sta proseguendo con un programma di allenamenti personalizzati. Intorno a lui, però, il dibattito si è ormai esteso ben oltre i confini italiani, alimentando un confronto sempre più acceso sulla gestione del giovane talento.

Como, Ludi svela: «Nico Paz è super coinvolto. Tutti sanno che il suo futuro non dipende da noi. Su Vergara…»

Como, il ds Ludi: «Nico Paz è super coinvolto. Tutti sanno che il suo futuro non dipende da noi. Su Vergara…». Le parole

Sesto posto in classifica, a cinque punti dalla zona Champions e con una partita da recuperare, oltre alla qualificazione alla semifinale di Coppa Italia: è questo il bilancio della prima parte di stagione del Como, che sta migliorando ulteriormente i risultati — già oltre le aspettative — ottenuti lo scorso anno.

Il lavoro di Cesc Fàbregas e del suo gruppo sta dando frutti evidenti, grazie anche al contributo di tutte le componenti societarie. Un percorso costruito passo dopo passo, in cui la sinergia tra campo e dirigenza sta diventando un valore aggiunto fondamentale.

A confermarlo è Carlalberto Ludi, direttore sportivo del Como, che ha analizzato il momento della squadra ai microfoni di Sky Sport, sottolineando la crescita del progetto e la solidità del lavoro svolto fin qui.

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PAROLE «È un periodo molto positivo, aver donato ai tifosi un’ennesima gioia è motivo di grande orgoglio. Per noi di fatto è un altro obiettivo raggiunto, ma il giorno dopo eravamo già a lavorare. Siamo molto contenti di questo mese impegnativo, perché vuol dire aver raggiunto un obiettivo storico. Nelle ultime partite siamo stati all’altezza, speriamo di migliorare come sempre e che il mese di febbraio possa regalarci grandi gioie».

FABREGAS E NICO PAZ – «Sono contento che entrambi siano al centro del progetto, oggi non è il momento di parlare del loro futuro. Io penso che Fabregas sia totalmente focalizzato a farci crescere e a guidarci, mentre Nico è super coinvolto. Tutti sanno che il suo futuro non dipende da noi, quindi noi aspettiamo e intanto lavoriamo per continuare a crescere».

VERGARA «Quella notizia è rimbalzata recentemente, ci abbiamo lavorato un anno fa perché per noi era un ragazzo di grande talento. Poi il Napoli è stato lungimirante, lo hanno giustamente tenuto».

Lys Gomis dice tutto: «Perin? Negli anni è diventato un vero amico. Il padre, la dipendenza e le bravate…»

Lys Gomis si racconta: «Perin? Negli anni è diventato un vero amico. Il padre, la dipendenza e le bravate…». La sua intervista

La carriera di Lys Gomis — ex portiere, tra le altre, di Torino, Lecce e Ascoli — parla di talento, eccessi e di lunghe battaglie contro i propri demoni. Oggi, a 36 anni, dopo aver toccato il fondo, Gomis si racconta a cuore aperto a La Gazzetta dello Sport.

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UN NUOVO LYS «Sì. Ho ritrovato motivazione, obiettivi, voglia di incidere. Voglio fare prevenzione e parlare ai giovani: alcol e droga non risolvono i problemi. Ho finito da poco il mio percorso al centro Narconon Falco, che mi ha aiutato tanto. Sono rinato. Oggi porto la mia esperienza nelle scuole, per mostrare ai ragazzi che anche dalle difficoltà più profonde si può ripartire».
LA DIPENDENZA «Non me ne sono mai accorto, in realtà. Già mentre giocavo c’erano feste, alcol, discoteche dopo le partite. E poi la cocaina, la droga che mi riportava quell’adrenalina che provavo in campo. L’alcol invece mi toglieva l’attenzione dal presente. Finché c’era il calcio, tutto sembrava sotto controllo. Quando ho perso mio padre è crollato tutto: non riuscivo a comunicare il dolore e ho iniziato a distruggermi. Avevo perso ogni scopo, aspettavo soltanto che tutto finisse».
IL PADRE «Il mio eroe. Da giovane giocava a calcio, era un portiere anche lui. A me e ai miei fratelli ha sempre lasciato la libertà di scegliere il nostro percorso, senza metterci alcuna pressione. Desiderava soltanto che i suoi figli diventassero brave persone. Proprio per questo, dopo la sua scomparsa ho sofferto ancora di più. Avevo la sensazione di averlo tradito».
LE BRAVATE GIOVANILI «Tante. Nel ritiro delle giovanili del Torino aprii un estintore in albergo addosso a Ogbonna. Scattò l’evacuazione, il ristorante sotto si riempì di fumo. Rischiai seriamente di essere mandato via, ma alla fine se la presero più con Ogbonna perché era il più grande».
L’ESORDIO IN SERIE A «30 novembre 2013: Genoa-Torino 1-1. Entrai al posto di Padelli, infortunato. Un sogno di un bambino che dormiva con i guanti nuovi e si faceva le interviste da solo nello spogliatoio. Ringrazio ancora Ventura per la fiducia che mi ha dato: quel gesto mi ha cambiato la vita».
IL PERCORSO DI RECUPERO «Ho affrontato una fase iniziale di astinenza con assistenza continua. Poi un programma di purificazione con saune quotidiane, integrazione di vitamine e cicli prolungati per eliminare le tossine. Ho lavorato su me stesso, ho chiesto scusa alle persone che avevo ferito, ho ascoltato ciò che avevano da dirmi e affrontato le conseguenze delle mie azioni».
CHI RINGRAZIA «Mattia Perin, che negli anni è diventato un vero amico: l’ho conosciuto proprio al mio debutto in Serie A. Ha sostenuto concretamente il progetto di recupero e prevenzione, insieme a D’Ambrosio, Darmian, Paolo Zanetti, Padelli e tanti altri calciatori. Ho creato insieme al direttore del centro una raccolta fondi per garantire un servizio di prevenzione ai giovani in difficoltà e aiutare la comunità che mi ha cambiato la vita. L’Atalanta ha contribuito donando una maglia firmata di Pasalic da mettere all’asta a scopo benefico. Ci aiuterà anche il Torino».

Calciomercato, che colpo per il Feyenoord! Ufficiale l’arrivo di Raheem Sterling. Tutti gli aggiornamenti

Calciomercato, colpo pesantissimo del Feyenoord: ufficiale l’arrivo di Raheem Sterling, tutti i dettagli dell’operazione

Secondo quanto riportato inizialmente da Ben Jacobs e successivamente confermato da Fabrizio Romano, Raheem Sterling ha scelto la sua prossima destinazione. Dopo giorni di indiscrezioni che lo accostavano al Napoli, l’ex attaccante del Chelsea ha smentito ogni possibilità di approdo in Serie A, orientandosi invece verso un’altra soluzione.

La trattativa con il Feyenoord si è infatti chiusa positivamente, aprendo la strada al trasferimento dell’inglese nei Paesi Bassi. Restano ancora da definire la durata del contratto e i dettagli della formula, elementi che verranno resi noti nelle prossime ore.

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PAROLE “Come free agent, ho avuto, per la prima volta da molto tempo, l’opportunità di controllare il prossimo passo della mia carriera. Volevo prendermi il tempo necessario per parlare con i club e i loro allenatori per comprendere meglio il ruolo che avevano immaginato per me e assicurarmi di poter apportare un valore aggiunto concreto in questo nuovo capitolo. Dopo aver parlato approfonditamente con l’amministratore delegato Dennis te Kloese e Robin, sono fiducioso che il Feyenoord sia un posto in cui posso essere felice e affermarmi come un membro prezioso della squadra. Giocare all’estero è una sfida completamente nuova per me, e sono pronto ad accoglierla. Onestamente, non vedo l’ora di iniziare. Al Feyenoord, e in particolare a Robin e Dennis, un ringraziamento per la pazienza e la professionalità dimostrate durante questo percorso.”

L’allenatore del Feyenoord, Robin Van Persie, ha dichiarato: “Naturalmente è un’impresa fantastica essere riusciti a convincere un giocatore del calibro di Raheem a firmare con noi. Il suo curriculum calcistico parla da solo: è un giocatore le cui qualità possono senza dubbio cambiare l’esito di una partita, e sono convinto che si rivelerà un’aggiunta preziosa alla squadra mentre lavoriamo per raggiungere i nostri obiettivi nella seconda metà di questa stagione”.

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