Pagina 331 – Calcio News 24

Roma, Malen + Dybala la ricetta vincente contro il Napoli? La mossa a cui sta pensando Gasperini al Maradona. Ultimissime

Roma, Malen e Dybala potrebbero far coppia dal primo minuto nella sfida del Maradona contro il Napoli. Cosa ha in mente Gasperini

Donyell Malen è il nuovo sole attorno a cui ruota l’attacco della Roma, ma per splendere davvero ha bisogno della sua luce riflessa più brillante: Paulo Dybala. Il Corriere della Sera scrive oggi che Gian Piero Gasperini ha sciolto le riserve in vista del cruciale scontro diretto di domenica sera al “Maradona”: per dare un senso alla rincorsa Champions e scardinare la difesa del Napoli, la formula magica prevede il ricongiungimento della coppia di maggior qualità.

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L’argentino, dopo aver saltato le ultime tre sfide contro Panathinaikos, Udinese e Cagliari, è tornato a lavorare a pieno regime con il gruppo. Un recupero fondamentale per il tecnico, che considera la “Joya” l’elemento più offensivo e decisivo tra i suoi esterni, tanto da averlo adattato a centravanti nelle recenti emergenze. La chimica con l’olandese, sbarcato nella Capitale a gennaio, è il vero tesoro da custodire: in soli 145 minuti giocati in tandem sui 319 totali di Malen, i due hanno mostrato un’intesa telepatica.

L’esempio lampante resta il debutto contro il Torino: assist di Dybala per Malen, gol di Dybala a chiudere i conti. Movimenti sincroni, scambi nello stretto e quella capacità di “vedersi” senza guardarsi che sembra naturale, come se giocassero insieme da anni. Una connessione vitale per una Roma che fatica maledettamente a concretizzare, con un bottino magro di sole 29 reti in 24 partite di campionato.

Se Malen (ancora fuori dalla lista UEFA fino agli ottavi di marzo) garantisce freschezza, Dybala porta l’imprevedibilità. Gasp spera di affiancare loro anche Hermoso, alle prese con un ematoma al piede ma in ripresa, e Soulé, gestito con lavoro personalizzato. Oggi si attende anche il rientro in gruppo di Vaz, mentre restano ai box i lungodegenti Dovbyk, Koné, El Shaarawy e Ferguson. A Napoli, però, la Roma si affiderà alla sua nuova “coppia dei sogni” per tentare il blitz.

Jimenez Bournemouth, ufficiale il riscatto dello spagnolo dal Milan: il comunicato e tutti i dettagli dell’affare

Jimenez Bournemouth, è stato ufficializzato il riscatto del terzino spagnolo da parte del Milan: il comunicato e i dettagli dell’operazione

Il futuro di Alex Jiménez è ufficialmente scritto e sarà ancora in Inghilterra, sulle coste del Dorset. L’AFC Bournemouth ha comunicato di aver completato l’acquisizione a titolo definitivo del giovane difensore, trasformando il prestito iniziale in un trasferimento permanente. Il terzino ventenne, arrivato in estate dal Milan con la formula del prestito con diritto/obbligo di riscatto, ha raggiunto la soglia di presenze necessaria (più della metà delle gare competitive del club) per far scattare automaticamente la clausola contrattuale.

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Un impatto devastante in Premier

Jiménez, cresciuto nella Cantera del Real Madrid e passato poi per il vivaio rossonero, si è legato alle Cherries con un contratto a lungo termine fino al 2031. Il suo impatto al Vitality Stadium è stato immediato e sorprendente. Diventato rapidamente un titolare inamovibile nello scacchiere tattico di Andoni Iraola, Jiménez ha collezionato finora 22 presenze in tutte le competizioni. Momento clou della sua stagione è stato senza dubbio il primo gol in Premier League segnato contro il Liverpool, una rete che ha certificato la sua crescita esponenziale.

I riconoscimenti e le parole di Tiago Pinto

Le prestazioni dello spagnolo non sono passate inosservate: a dicembre è stato eletto Player of the Month del club e, proprio lo scorso mese, ha ricevuto il premio Man of the Match di Sky Sports nel pareggio per 1-1 contro il Brighton.

A commentare l’operazione è stato Tiago Pinto, attuale President of Football Operations del Bournemouth ed ex General Manager della Roma, che ha accolto con entusiasmo la firma: “Alex è un giovane talento che ha già dimostrato la sua energia e il suo impegno. Ha un pedigree incredibile, avendo iniziato il suo sviluppo sia al Real Madrid che al Milan. Siamo lieti di averlo come parte del nostro progetto, che continua ora dopo che l’obbligo è scattato”.

Il Milan saluta dunque definitivamente uno dei suoi prospetti, mentre Jiménez continuerà a indossare la maglia numero 20 rossonera… ma quella del Bournemouth.

Felipe Melo rivela: «Pentito di aver lasciato la Juve ma resto interista. Col Galatasaray nel 2013? Per loro è ancora una ferita aperta»

Felipe Melo, ex centrocampista di Inter e Juve, ha parlato in avvicinamento al big match di Serie A. Le sue dichiarazioni

Felipe Melo, ex centrocampista di JuveInter ha parlato a Tuttosport verso il derby d’Italia di sabato. Le sue dichiarazioni.

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INTER JUVE – «Credo che Spalletti sia l’allenatore perfetto per questa Juve: è abituato a vincere, ha grandi capacità. La squadra lo rispecchia totalmente. Anche l’Inter sta bene: macinano risultati e giocano benissimo. È più importante per la Juve questa sfida: se vuole pensare di crescere, tutto passa dal duello contro i nerazzurri. Nella singola partita vedo meglio la Juve in questo frangente».

GALATASARAY JUVE NEL 2013 – «Quella Juve era troppo forte. La dipingevano già come la vincitrice del girone, invece finì terza. Nello spogliatoio ci siamo compattati tutti, ma già nella sfida d’andata il Galatasaray aveva fatto capire di che pasta fosse fatto. Il 2-2 di Torino dava risposte chiare sul nostro valore, ma quella Juve non lo capii. La partita in casa fu molto strana. La neve, il campo in condizioni pessime, il fatto di dover giocare uno spezzone in un’altra giornata. Era tutto strano anche per noi, non solo per la Juve. Vincere contro la squadra di Conte era il massimo, quel Gala non era forte come questo. Mi ricordo bene i loro sguardi, la loro delusione. Per loro è ancora una ferita aperta, ma è normale. Loro erano troppo sicuri di passare, troppo sereni. Ma il calcio è così: anch’io ho perso un sacco di volte nella vita».

RIMPIANTI – «Mi sono pentito di tante, troppe cose. Alla Juve, per esempio. Ero un ragazzino in una grandissima squadra, che però non era vincente. La società doveva ancora strutturarsi. Sono costato persino troppo, l’aspettativa nei miei confronti era alta. Ma sono grato al destino di aver vestito la maglia della Juve: per me è stata una scuola di vitaSe mi sono pentito di aver lasciato la Juve? Sì, è proprio così. Vidi Conte e Marotta in riunione, ma dissi subito di volermene andare. Conte, che ha avuto la forza di cambiare la mentalità del gruppo, voleva tenermi, mi fece fare il ritiro. Non mi schiodai dall’idea di andarmene, ma non lo rifarei. Resto interista, ma sono felice che la Juve abbia vinto dopo il mio addio. Sono stato fortunato ad aver trovato il Galatasaray, nonostante mi volesse il Psg di Leonardo. Non ho il rimpianto di aver scelto la Turchia: Istanbul è grandissima città e il popolo turco ha una passione straordinaria».

JUVE FAVORITA COL GALA IN CHAMPIONS? – «La Juve è favorita rispetto al Galatasaray, che non ha un dna europeo. Per me è complessivamente più forte. Ma a Istanbul sarà una battaglia: avete visto come sono riusciti a complicare la vita a Manchester City e Bayern Monaco?».

Torino, Baroni a rischio esonero? C’è l’ombra di un clamoroso ritorno sulla panchina!

Torino, Baroni a rischio esonero? C’è l’ombra di un clamoroso ritorno sulla panchina! Ecco chi potrebbe essere il suo eventuale sostituto

L’indiscrezione lanciata dalle colonne di Tuttosport ha l’effetto di una bomba a orologeria nell’ambiente granata. La posizione di Marco Baroni, attuale tecnico del Torino, non appare più salda come un tempo e all’orizzonte si profila uno scenario che fino a ieri sembrava fantascientifico: il ritorno di Ivan Juric. Due anni dopo un addio turbolento, l’ombra dell’allenatore croato torna ad allungarsi minacciosa sulla panchina del club di via Arcivescovado, scatenando un vero e proprio putiferio tra tifosi e addetti ai lavori sui social network.

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Il rapporto tra il presidente Urbano Cairo e l’ex tecnico è un paradosso vivente. Partiti dalla celebre rissa sfiorata con il direttore sportivo Davide Vagnati nel ritiro in Austria, i due si sono riavvicinati clamorosamente al momento dei saluti, tanto che il patron ha svelato messaggi in cui veniva definito “presidente perfetto”. Un legame che sottotraccia non si è mai spezzato, nonostante il curriculum recente di Juric sia un bollettino di guerra sportivo: dopo l’esonero dalla Roma nel novembre 2024, ha incassato una retrocessione aritmetica con il Southampton nell’aprile 2025 e un fallimento lampo all’Atalanta, conclusosi con un altro licenziamento lo scorso novembre.

Un declino verticale che però non sembra spaventare la dirigenza del Toro. Il vero scoglio per il “Juric-bis” è rappresentato dalla piazza. Se Baroni non ha mai scaldato del tutto i cuori della Maratona, il ricordo dell’ultimo Juric è tossico per molti supporter. Indimenticabili restano il doppio dito medio rivolto alla curva dopo una vittoria sul Sassuolo e le accuse sulla mancanza di “spirito da Toro”. Riportare Ivan “il Terribile” sotto la Mole sarebbe una scommessa azzardata contro l’umore popolare, già provato da stagioni di anonimato. Tutto dipenderà dai risultati di Baroni nelle prossime settimane, ma la suggestione di un ritorno di fiamma è concreta e rischia di infiammare ulteriormente un ambiente già elettrico.

Infortunio Dumfries, si avvicina il rientro completo in gruppo! C’è una data nel mirino per il ritorno in campo

Infortunio Dumfries, si avvicina il rientro completo in gruppo! C’è una data nel mirino per il ritorno in campo dell’esterno olandese

La notizia più attesa ad Appiano Gentile è finalmente arrivata, portando una ventata di ottimismo alla Pinetina nella settimana che porta al Derby d’Italia. Denzel Dumfries, l’esplosivo esterno olandese, ha rimesso piede in campo lavorando parzialmente insieme al resto del gruppo. La seduta di ieri ha segnato un punto di svolta cruciale nel suo percorso di recupero: riscaldamento con e senza pallone, slalom tra i conetti e primi sorrisi, anche se la partitella finale resta ancora tabù. Il laterale ha cambiato diverse pettorine durante la sessione, segnali inequivocabili di un reinserimento graduale ma costante nelle dinamiche di squadra. Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, si tratta del ritorno più desiderato per Cristian Chivu, tecnico dei Nerazzurri, costretto a rinunciare alla sua “freccia” destra per oltre due mesi a causa di un delicato intervento alla caviglia subito a metà novembre.

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L’assenza del numero 2 è stata la tegola più pesante della stagione per la Beneamata. In questo lungo periodo di stop, che lo ha visto saltare ben 20 partite tra campionato e coppe, la fascia è stata presidiata dal giovane talento brasiliano Luis Henrique, che ha ereditato la titolarità con diligenza e personalità. Tuttavia, il recupero dell’ex PSV è vitale per le rotazioni. Il calvario, documentato passo dopo passo sui social tra palestra e terapie, è ormai alle spalle. Lo staff medico meneghino predica calma, adottando la stessa cautela usata per i recenti rientri di Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu, tornati disponibili proprio per la sfida contro la Juventus.

Se la supersfida contro i Bianconeri arriva troppo presto, il calendario del rientro è ormai tracciato con precisione. Chivu punta a riavere Dumfries a piena disposizione subito dopo il ritorno dei playoff di Champions League contro il Bodo Glimt, in programma il 24 febbraio. L’obiettivo cerchiato in rosso è la gara di campionato contro il Genoa, che aprirà un mese di marzo decisivo per le ambizioni tricolori. Ritrovare la spinta fisica e l’esperienza di Dumfries per la volata finale e per il futuro derby contro il Milan rappresenta il vero “acquisto” invernale dell’Inter.

Real Madrid Uefa, armistizio storico e addio alla Superlega: Perez evita la causa, ora l’assalto ai diritti TV!

Real Madrid Uefa, armistizio storico e addio alla Superlega: Perez evita la causa, ora l’assalto ai diritti TV! I Blancos e Nyon depongono le armi

Più che un trattato di pace definitivo, quello siglato tra il Real Madrid e l’UEFA ha tutto il sapore di un vero e proprio armistizio. Dopo mesi di logoranti tensioni e minacce legali, le due superpotenze del calcio europeo hanno deciso di deporre le armi. Un compromesso resosi necessario per evitare una guerra nei tribunali che avrebbe potuto generare conseguenze disastrose, in particolar modo per i vertici di Nyon.

LEGGI ANCHE: Real Madrid, dopo il Barcellona anche i Blancos si tirano fuori dalla Superlega! C’è l’accordo con la Uefa: il comunicato

Sullo sfondo, infatti, pesavano le recenti e storiche sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che avevano certificato l’abuso di posizione dominante dell’UEFA. A questo si aggiungeva l’ombra di Florentino Perez, pronto a presentare una maxi-richiesta di risarcimento danni da ben 4,5 miliardi di euro. Il Corriere dello Sport oggi offre un’analisi basata su alcuni punti.

L’evoluzione della Superlega

La Superlega, intesa come il circolo chiuso ed elitario presentato nell’aprile 2021, è ormai un capitolo chiuso. Tuttavia, la società organizzatrice A22 è riuscita a sopravvivere trasformandosi radicalmente:

  • Nuovo format: ha riproposto un progetto di torneo aperto e meritocratico, basato su promozioni e retrocessioni.
  • Vittoria politica: ha sfruttato le sentenze a proprio favore per guadagnare peso e costringere l’UEFA ad aprire un tavolo di trattative sulla gestione delle immense risorse calcistiche.

I pilastri dell’intesa

Il comunicato congiunto annuncia un accordo di principio tra l’UEFA, il Real Madrid e l’Efc (l’associazione dei club europei di calcio). Pur non essendo citata ufficialmente, A22 ha giocato un ruolo chiave dietro le quinte. Il patto sancisce la fine delle ostilità legali e si concentra su tre concetti base: il rispetto del merito sportivo, la sostenibilità economica a lungo termine dei club e l’utilizzo della tecnologia per migliorare l’esperienza dei tifosi.

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Il vero Eldorado: i diritti TV

Il fulcro dell’intero scontro è sempre stato il controllo dei diritti televisivi. Un anno fa, A22 aveva lanciato la provocazione di Unify, una piattaforma di streaming per le partite senza costi per gli utenti. L’UEFA ha capito la lezione: per disinnescare la minaccia, ha iniziato a condividere con i club la gestione commerciale tramite la joint venture UC3.
Le ambizioni economiche future sono altissime: l’obiettivo è passare dai 4,4 miliardi di euro generati nel triennio 2024-27 a oltre 6 miliardi per il ciclo 2027-33, sfruttando pacchetti innovativi, analisi dei dati e nuove tecnologie.

Inter Juve, il piano di Spalletti per sorprendere Chivu passa da McKennie: ecco in che ruolo agirà

Inter Juve, il piano di Spalletti per sorprendere Chivu passa da McKennie: ecco in che ruolo agirà il tuttofare statunitense dei bianconeri

L’atmosfera si surriscalda in vista del Derby d’Italia, una sfida che vale molto più dei tre punti in palio per le ambizioni di classifica. Mentre la Juventus lavora a fari spenti alla Continassa, Luciano Spalletti sta preparando una trappola tattica sofisticata per mettere in grave difficoltà l’Inter guidata da Cristian Chivu. Se il faro indiscusso della manovra resta il talento cristallino di Kenan Yildiz, il numero 10 turco capace di illuminare il gioco tra le linee, la vera chiave per scardinare la difesa dei Nerazzurri ha il volto e i polmoni di Weston McKennie.

L’allenatore di Certaldo, che ha saputo ridare un’identità vincente e solida alla Vecchia Signora da novembre a oggi, vuole sfruttare al massimo l’imprevedibilità del “tuttocampista” texano. Come riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, McKennie è considerato dallo staff tecnico un vero e proprio “centravanti aggiunto”. I suoi precedenti a San Siro sono decisamente incoraggianti: già protagonista nel rocambolesco 4-4 della scorsa stagione e decisivo nella Supercoppa 2022, l’americano sembra avere un feeling speciale con il prato del Meazza.

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Il piano gara prevede una staffetta posizionale letale con Jonathan David. Il prolifico attaccante canadese, mobile e tecnico, avrà il compito specifico di uscire dall’area di rigore per dialogare con i centrocampisti. I suoi movimenti a venire incontro serviranno ad attrarre fuori posizione i rocciosi difensori della Beneamata, creando voragini centrali in cui McKennie dovrà gettarsi con i suoi proverbiali tempi di inserimento. Non si tratta solo di un’ipotesi da “falso nove”, ma di una interscambiabilità continua che mira a togliere ogni certezza alla retroguardia di Chivu. In fase di possesso, il modulo potrebbe trasformarsi, con lo statunitense pronto a sfruttare la sua stazza nel gioco aereo e sulle seconde palle, diventando l’incubo della difesa milanese. Una mossa audace per provare a vincere la partita a scacchi contro i Campioni d’Italia.

Pavard addio al Marsiglia a fine stagione? Destino segnato per il difensore dell’Inter

Pavard addio al Marsiglia a fine stagione? Destino segnato per il difensore dell’Inter: c’è già la decisione del club francese sul riscatto

Il futuro di Benjamin Pavard si tinge di incertezza e sembra allontanarsi definitivamente dalle sponde del Mediterraneo. L’avventura del difensore francese, Campione del Mondo nel 2018 e per anni colonna della nazionale Bleus, non è riuscita a decollare come sperato durante la sua esperienza in Ligue 1. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Nicolò Schira, il rapporto tra l’eclettico centrale e l’Olympique Marsiglia è ormai giunto ai titoli di coda, senza alcuna possibilità di appello o ripensamento.

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Il club del Velodrome, una delle piazze più calde, esigenti e passionali del calcio d’Oltralpe, non ha espresso soddisfazione per il rendimento offerto dall’ex Bayern Monaco in questa stagione. Le prestazioni altalenanti hanno convinto la dirigenza dell’OM a fare un passo indietro: non verrà attivata l’opzione di acquisto a titolo definitivo, fissata a 15 milioni di euro. Una decisione che ha ripercussioni immediate e pesanti per le strategie dell’Inter. Nonostante il pedigree internazionale di assoluto livello, il ritorno di Pavard a Milano non rappresenta un rinforzo, bensì la gestione di un esubero di lusso.

Il classe ’96, infatti, non rientra minimamente nei piani tecnici di Cristian Chivu. L’allenatore rumeno, che ha plasmato i Nerazzurri secondo una precisa identità tattica fatta di rapidità e aggressione alta, non vede nel francese le caratteristiche adatte per la sua linea difensiva. La Beneamata si trova quindi in una posizione scomoda: la dirigenza di Viale della Liberazione dovrà lavorare alacremente per trovare una nuova sistemazione al giocatore. L’obiettivo del presidente Marotta è individuare un club disposto a investire cifre simili a quelle pattuite inizialmente con i francesi, per evitare sanguinose minusvalenze a bilancio e liberare risorse salariali fondamentali per puntellare la rosa in estate.

Nations League, oggi i sorteggi per l’edizione 2026/27: Italia tra incubi e speranze. Le possibili avversarie

Nations League, oggi i sorteggi per l’edizione 2026/27: Italia tra incubi e speranze. Le possibili avversarie per gli Azzurri di Gattuso

In un clima di sospensione e attesa, il calcio italiano volge lo sguardo al Belgio. Oggi pomeriggio a Bruxelles va in scena il sorteggio della Nations League 2026/27, un appuntamento che proietta gli Azzurri verso il futuro remoto, ma con la mente e il cuore inevitabilmente rivolti all’incubo imminente dei playoff per il Mondiale americano. Mancano infatti solo quaranta giorni alla cruciale semifinale del 26 marzo a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, e la squadra guidata da Gennaro Gattuso si gioca la credibilità di un intero movimento dopo le traumatiche esclusioni del 2018 e 2022.

L’Italia, inserita in seconda fascia dopo l’eliminazione ai quarti della scorsa edizione per mano della Germania, rischia un girone di ferro. Dall’urna potrebbero uscire le solite corazzate della prima fascia come Spagna, Francia o Portogallo, ma i veri pericoli si annidano paradossalmente nella terza fascia. Lo spauracchio numero uno è l’Inghilterra, tornata prepotentemente tra le grandi, insieme alla Norvegia di Erling Haaland. Il fenomenale bomber del Manchester City e i suoi compagni hanno già dominato il girone di qualificazione, infliggendo una pesante lezione tecnica agli italiani e condannandoli agli spareggi.

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Il nuovo calendario internazionale imporrà uno stop alla Serie A di tre settimane tra settembre e ottobre, riducendo le finestre FIFA a due. A rappresentare la Federazione a Bruxelles ci sarà il presidente Gabriele Gravina, accompagnato dall’ex difensore Leonardo Bonucci, ora membro dello staff tecnico, mentre il CT calabrese e il capo delegazione Gianluigi Buffon sono rimasti in Italia per monitorare i giocatori. Se gli Azzurri supereranno l’ostacolo nordirlandese, si troveranno di fronte la vincente tra Bosnia e Galles il 31 marzo. Proprio i Dragoni del CT Craig Bellamy, ricchi di talenti della Premier come il fantasista Harry Wilson del Fulham e l’esterno Brennan Johnson del Crystal Palace, potrebbero rappresentare l’ultimo scoglio in trasferta verso il sogno americano.

Mercato Juve, il Manchester United mette gli occhi su Kalulu: il piano dei bianconeri per blindarlo

Mercato Juve, il Manchester United mette gli occhi su Kalulu: il piano dei bianconeri per blindarlo e allontanare le voci sul suo addio

Sotto la gestione tecnica di Luciano Spalletti, il rendimento di Pierre Kalulu ha subito un’impennata verticale, trasformandolo da promessa a certezza granitica. Il difensore francese, approdato a Torino inizialmente come scommessa, è oggi il pilastro inamovibile dello scacchiere della Juventus. Un dato statistico certifica la sua importanza cruciale: il classe 2000 detiene un primato unico in tutta la Serie A, essendo l’unico calciatore di movimento a non aver saltato nemmeno un minuto di gioco tra campionato e coppe. Uno “stakanovista” instancabile che ha attirato le attenzioni dei top club europei.

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La minaccia più concreta arriva dalla Premier League. Il Manchester United, alla ricerca di solidità difensiva, ha cerchiato in rosso il nome dell’ex Milan. Secondo le ultime indiscrezioni, i Red Devils invieranno due emissari di fiducia sugli spalti di San Siro sabato sera: l’obiettivo è osservare da vicino la prestazione del ragazzo nel palcoscenico più difficile, quello del Derby d’Italia contro l’Inter. Gli scout inglesi non valuteranno solo le chiusure difensive, ma anche la sorprendente verve offensiva mostrata quest’anno: 4 assist a referto e quel gol acrobatico di testa che ha salvato la Vecchia Signora nel pareggio 2-2 contro la Lazio.

La dirigenza bianconera, consapevole del valore del suo gioiello e delle tentazioni economiche d’Oltremanica, ha deciso di giocare d’anticipo. Come riportato dal quotidiano Tuttosport, il club ha già avviato le manovre per blindare il giocatore con un rinnovo contrattuale a lungo termine. Sul piatto c’è un prolungamento fino al 2030, accompagnato da un significativo adeguamento dell’ingaggio che passerebbe dagli attuali 2,4 milioni a circa 3,5 milioni di euro a stagione. Una mossa per allontanare le sirene inglesi e consolidare la difesa del futuro. Intanto, anche la Nazionale chiama: il CT Didier Deschamps sembra pronto a convocarlo per le amichevoli di marzo, ultimo treno per il sogno Mondiale.

Nottingham Forest, ufficiale l’esonero di Dyche dopo 114 giorni dal suo arrivo: è il 3° cambio in panchina in stagione! Il comunicato

Nottingham Forest, ufficiale l’esonero di Dyche: il tecnico lascia la panchina dopo 114 giorni. È il terzo cambio di allenatore in stagione!

Il Nottingham Forest scrive una pagina di storia della Premier League, ma non per meriti sportivi. Il club ha ufficializzato l’esonero di Sean Dyche, sollevato dall’incarico all’indomani del deludente pareggio a reti bianche contro il Wolverhampton, fanalino di coda del campionato. Una decisione drastica del proprietario Evangelos Marinakis, insoddisfatto nonostante i 35 tiri verso la porta avversaria, che proietta i Reds verso un primato assoluto: la ricerca del quarto allenatore permanente in una singola stagione.

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La panchina del City Ground è diventata una vera e propria polveriera in questa annata 2025-26. Prima di Dyche, noto per il suo approccio pragmatico e chiamato a ottobre per blindare la difesa, erano già saltati Nuno Espirito Santo, l’artefice del ritorno in Europa, e Ange Postecoglou, l’australiano ex Tottenham durato appena 39 giorni. Il comunicato dei Tricky Trees si è limitato a ringraziare l’ex Everton per l’impegno profuso, senza aggiungere ulteriori dettagli. Ora, per tentare l’ennesima ripartenza, il nome caldo è quello di Vitor Pereira, tecnico portoghese pronto a raccogliere una delle sfide più complesse d’Inghilterra.

IL COMUNICATO – «Il Nottingham Forest Football Club può confermare che Sean Dyche è stato sollevato dall’incarico di capo allenatore. Vorremmo ringraziare Sean e il suo staff per l’impegno profuso durante la loro permanenza al Club e auguriamo loro il meglio per il futuro. Al momento non rilasceremo ulteriori commenti».

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 12 febbraio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Svolta Vlahovic, lo hanno già detto a Spalletti: manca solo la firma

Dusan Vlahovic è di gran lunga il calciatore più discusso del momento in casa Juventus, anche se presto è attesa una svolta in tal senso.

Dusan Vlahovic è un calciatore molto discussio in questo momento in casa Juventus. L’infortunio che ha subito non c’entra niente, così come gli errori sotto porta che possono capitare a qualsiasi attaccante, il punto focale della questione è relativo al contratto in scadenza nel giugno 2026.

Se la dirigenza della Juventus e il management del calciatore serbo non troveranno presto un nuovo accordo, possiamo immaginare che le parti decidano di concludere la propria esperienza una volta per tutte. Le squadre attratte dal centravanti bianconero non sono poche.

In Italia sicuramente Milan e Inter, mentre all’estero figurano Bayern Monaco e Barcellona come i club più attratti in assoluto dal giocatore. Come le cose potranno effettivamente andare ancora non lo sa né può saperlo nessuno, anche se a quanto pare presto potrebbe effettivamente esserci una svolta a riguardo non indifferente.

Vlahovic, svolta attesa: i dettagli

Se di svolta non si tratta, ed effettivamente non lo è al momento, comunque facciamo riferimento a un’affermazione importante. Dusan Ilic, preparatore fisico della Naizonale serba, ritiene che Dusan Vlahovic andrà a giocare al Barcellona in vista del prossimo anno, venendo acquistato dai Blaugrana a parametro zero dopo il termine dell’accordo con la Juventus che scade a giugno 2026.

Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb, il preparatore ha aggiunto: “Prima della Juve, aveva parlato con l’Atletico Madrid, ma aveva scelto comunque i bianconeri. Era un’offerta impossibile da rifiutare. Dusan rispetta e ama l’Italia, per questo è rimasto così a lungo. Ora deve rinnovare la sua carriera, provare ad andare avanti”. Queste dichiarazioni non possono fare altro che alimentare le discussioni in merito al futuro di Vlahovic, che ricordiamo al momento è ancora sotto contratto della Juventus e non è ancora chiaro cosa intenda fare del proprio fuutro.

Sicuramente sarebbe una grave perdita in termini economici per la Vecchia Signora, sia perché sono stati spesi veramente moltissimi soldi per acquisire il suo cartellino, essendo stato prelevato dalla Fiorentina per 70 milioni di euro, sia perché in seguito alla potenziale partenza il club piemontese dovrà andare alla ricerca di un nuovo attaccante di altissimo livello, capace di segnare molti gol e che verosimilmente avrà un costo non esattamente al ribasso. Per queste ragioni, di certo, perdere Vlahovic a zero è un’eventualità che pesa eccome nelle casse passate e presenti della Juventus.

Lazio, Sarri a Mediaset: «Ferguson Dele Bashiru? A noi è successo di peggio…Contento per i laziali, ecco come sta Pedro»

Lazio, Sarri ha parlato dopo la vittoria in Coppa Italia avvenuta contro il Bologna ai rigori. Le sue dichiarazioni

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato a Mediaset dopo la vittoria ai quarti di finale di Coppa Italia contro il Bologna. Le sue parole.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

FERGUSON SU DELE BASHIRU  «A noi è successo molto di peggio. Questo è un fallo che in altre zone di campo si fischia, là no. Perché se fischia là deve dare il rosso. Ma il fallo c’è».

CONTENTO PER I LAZIALI  «E’ da novembre che non perdiamo in trasferta, abbiamo difficoltà più in casa. Sono contento per i miei giocatori, hanno sofferto per i primi trenta minuti, poi abbiamo fatto meglio. Sono stati lucidi sui rigori. Sono contento per loro e per tutti i laziali».

ROMAGNOLI E MALDINI  «Romagnoli per noi è fondamentale, è lui che ha in mano il joy-stick della nostra linea. Maldini se riesce a fare passi in avanti l’attaccante lo può fare. Noi volevamo un nove che scendesse per lasciare spazio agli interni. Non riesce ancora a sfruttare al 100% il suo fisico, ma io la speranza ce l’ho».

LE CONDIZIONI DI PEDRO  «E’ ancora in ospedale, da una prima analisi sembra abbiano escluso fratture».

L’INTERVISTA COMPLETA DI SARRI

Bologna, Italiano dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia: «L’unica disattenzione è stata sul gol subito. Usciamo, ma a testa alta!»

Bologna, Italiano ha parlato dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia avvenuta contro la Lazio ai rigori. Le sue dichiarazioni

Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, ha parlato a Mediaset dopo l’eliminazione ai quarti di finale di Coppa Italia contro la Lazio. Le sue parole.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

SCONFITTA – «Per me oggi l’unica disattenzione è stata quella del gol dove dovevamo lavorare meglio! Potevamo mettere una pezza per evitare di far spingere la palla da Noslin. E’ stata l’unica sbavatura, ma abbiamo fatto un’ottima partita! Dispiace perché l’abbiamo approcciata benissimo, ci tenevamo. Dopo il primo tempo abbiamo avuto speranza, peccato».

EUROPA – «Abbiamo detto che quello che cercheremo di fare è arrivare a marzo e aprile dentro qualche competizione. Abbiamo in ballo l’Europa League, ma dovremo fare meglio anche in campionato e cercare di ottenere punti».

REAZIONE – «E’ vero che avevamo questo tricolore sul petto, però, è normale che cerchi di arrivare fino in fondo, di onorarla nel migliore dei modi. La prestazione l’ha dimostrato. E’ difficile con le squadre che ci sono e che cercano di arrivare in finale. Purtroppo usciamo, ma a testa alta. Archiviare e ripartire ci siamo abituati, non bisogna abbattersi. Il mood l’abbiamo metabolizzato e domani inizieremo a pensare alla prossima partita di campionato. Lì abbiamo perso dei punti ed è necessario reagire».

L’INTERVISTA COMPLETA DI ITALIANO

Pagelle Bologna Lazio: Noslin uomo del destino, Castro anima rossoblù. In due steccano – VOTI

Pagelle Bologna Lazio: i voti e i giudizi ai protagonisti del match dei quarti di finale di Coppa Italia 2025/26

Bologna Lazio: i Top e i Flop del match, valido per i quarti di finale di Coppa Italia 2025/2026.

I quarti di finale di Coppa Italia tra Bologna e Lazio, esattamente come quelli di ieri tra Napoli e Como, si sono decisi ai rigori e hanno visto premiata la formazione di Maurizio Sarri. Nei 90 miniti più recuperoil Bologna assapora il vantaggio con Castro, ma si scioglie a inizio ripresa; la Lazio reagisce con il cuore dopo aver perso Pedro per infortunio, pareggia con Noslin erecrimina per un episodio da “rosso” su Dele-Bashiru che Chiffi ha ignorato tra le polemiche. Un 1-1 intenso, tattico, che fotografa perfettamente l’equilibrio di una sfida dove nessuno ha regalato nulla e che ha avuto il momento clou nella roulette dagli 11 metri, dove la Lazio non ha sbagliato nulla e gli avversari quasi tutto.


TOP

TIJJANI NOSLIN (Lazio) – L’UOMO DEL DESTINO Voto: 7 – Entra nel momento più difficile, con la squadra sotto di un gol e il morale a terra per il brutto infortunio di Pedro. Ci mette solo tre minuti della ripresa per timbrare il cartellino: si fa trovare nel posto giusto al momento giusto sul cross di Dele-Bashiru, siglando un pareggio “facile facile” ma pesantissimo. Trasforma la sfortuna altrui nella propria occasione, dando ossigeno a Baroni.

SANTIAGO CASTRO (Bologna) – IL PREDATORE D’AREA Voto: 7 – È l’anima offensiva dei rossoblù. Al 30′ colpisce su angolo di Moro, trovando l’incornata (con la complicità di una deviazione) che sblocca il match. Oltre al gol, impegna Provedel dalla distanza e lotta su ogni pallone, confermandosi un centravanti moderno capace di fare reparto da solo e di creare grattacapi costanti alla difesa laziale.

FISAYO DELE-BASHIRU (Lazio) – MOTORE INARRESTABILE Voto: 6,5 – Fisicità debordante e strappi che spaccano in due il centrocampo di Italiano. È il protagonista assoluto degli episodi chiave: prima scappa a Ferguson e viene trattenuto in modo sospetto (un rosso non concesso che farà discutere), poi nella ripresa ara la fascia e serve l’assist al bacio per il pareggio di Noslin. Quando parte palla al piede, il Bologna non lo tiene mai.


FLOP

FERGUSON (Bologna) – A VUOTO Voto: 5. Non sembra più quel giocatore che fa la differenza. Fa fatica, anche fisica e ha il peso del primo errore dal dischetto nell’epilogo della gara.

ORSOLINI (Bologna) – PERCHÉ? Voto: 5. La domanda fa riferimento al modo in cui ha calciato il terzo rigore del Bologna: rincorsa sincopata e sinistro fuori, neanche di pochissimo. Non è nella sua versione migliore, anche se non difetta mai di volontà. Però che il gol gli manchi lo si vede da tutte le volte che cerca il tiro quando non ha il giusto spazio per farlo, originando per l’appunto una domanda semplice semplice: perché

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Diretta Gol Coppa Italia sfide valide per i quarti di finale: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

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Formazioni ufficiali

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Zortea, Vitik, Lucumi, Miranda; Moro, Ferguson; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro. All. Italiano

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, A. Romagnoli, Gila, Pellegrini; Taylor, Rovella, Dele-Bashiru; Isaksen, Maldini, Pedro. All. Sarri

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RIGORI:

Sbaglia Lobotka (para Butez)

Segna Alex Valle

Segna Gutierrez

Segna Vojvoda

Segna Milinkovic-Savic

Segna Diego Carlos

Segna Elmas

Segna Smolcic

Segna Alisson Santos

Sbaglia Perrone (parato da Milinkovic-Savic)

Segna Spinazzola

Segna Baturina

Sbaglia Lukaku (calciato fuori)

Segna Douvikas

Segna Politano

Segna Da Cunha

SI VA AI CALCI DI RIGORE!

61′ PARTITA BLOCCATA – Tutto fermo anche nella ripresa, la partita è bloccata

47′ GOL NAPOLI – Pareggio immediato a inizio ripresa di Vergara, Butez battuto.

40′ GOL COMO – Baturina trasforma con freddezza, Milinkovic-Savic battuto.

39′ RIGORE PER IL COMO! – Fallo di Olivera ai danni di Smolcic, ‘arbitro fischia rigore

FORMAZIONI UFFICIALI

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Juan Jesus; Mazzocchi, Lobotka, Elmas, Olivera; Giovane, Vergara; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte.

A disposizione: Meret, Contini, Gutierrez, Buongiorno, Lukaku, Politano, Alisson Santos, Spinazzola, Prisco, De Chiara

COMO (4-3-3): Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle; Sergi Roberto, Caqueret, Perrone; Addai, Nico Paz, Baturina. Allenatore: Cesc Fabregas.

A disposizione: Tornqvist, Vigorito, Kempf, Morata, Douvikas, Lahdo, Jesus Rodriguez, Moreno, Kuhn, Vojvoda, Da Cunha, Pisati, Van Der Brempt

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Moviola Bologna Lazio, l’episodio chiave della sfida di Coppa Italia: ecco cosa è successo

Moviola Bologna Lazio, l’episodio arbitrale chiave del match valido per i quarti di finale di Coppa Italia 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Bologna Lazio, valido per i quarti di finale di Coppa Italia 2025/2026. Arbitra: Chiffi.

MOVIOLA

PRIMO TEMPO

Il primo intervento di una certa entità è una scorrettezza di Lucumi su Isaksen dopo 3 minuti. Primo ammonito dopo soli 9 minuti: il colpevole è Gila che va in anticipo, parte in corsa, si allunga il pallone e travolge Ferguson. Sull’azione in cui Cambiaghi colpisce la traversa, Chiffi fischia un fallo di Castro che vanifica l’azione. Sbracciata di Lucumi su Isaksen, Sarri si arrabbia col quarto uomo richiedendo un giallo che non viene accordato. Al 27′ situazione calda: Dele-Bashiru è lanciato verso la porta, con Ferguson si allaccia, Chiffi è lontano dall’azione e non fischia nulla. La Lazio chiede l’espulsione, il check Var ritiene corretta la valutazione di campo. Dopo l’1-0 la gara si innervosisce, i contrasti decisi sono frequenti. Il check Var e l’infortunio di Pedro comportano 4 minuti di recupero. Nell’extra-time gomitata di Orsolini su Pellegrini, l’arbitro non se ne avvede, anche se è un contatto di gioco e non sembra esserci cattiveria. Il saldo dei falli è sfavorevole al Bologna, 7 a 4.

SECONDO TEMPO

La ripresa si apre con un giallo per Castro, assolutamente inevitabile visto il suo intervento da dietro su Rovella per bloccare una ripartenza nata da un calcio d’angolo del Bologna. Proteste rossoblu per interventi ripetuti di Pellegrini ai danni di Orsolini, ma Chiffi non va oltre la segnalazione dei falli. Al 74′ Miranda si dispera già solo per il fischio su una trattenuta verso Isaksen, il direttore di gara va oltre estraendo il cartellino. Pochi secondo dopo la richiesta del pubblico è per un giallo a Noslin su Orsolini, Chiffi fa capire che non è una SPA, c’è molto campo davanti all’attaccante rossoblu. All’86 Nuno Tavares, entrato da poco, tocca palla e Orsolini, l’arbitro estrae il cartellino anche se Romagnoli polemicamente va da Italiano a dirgli chiaramente “Non è mai fallo”. Anche nel secondo tempo i minuti di recupero sono 4. Dopo il 90′ c’è ancora tempo per un’ammonizione a Vitik che va dritto su Nuno Tavares e, non contento, va a protestare con una certa veemenza.

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Gli attaccanti più pagati in Europa: l’unico di Serie A non gioca

L’unico giocatore “italiano” in questa classifica non scende nemmeno in campo. I paradossi del calcio moderno sono davvero unici.

L’anno che stiamo attraversando è paradossale per tanti motivi: primo tra tutti, in Serie A sembra esserci una sorta di moria di attaccanti, tra una Juventus che non trova un cannoniere sul mercato invernale, un Moise Kean che si trova nella peggiore Fiorentina degli ultimi 30 anni ed un Milan costretto a puntare su Christian Pulisic dato che metà attacco non si è mai sbloccato. Solo l’Inter, forte di Pio Esposito e Lautaro Martinez sorride.

Forse è un problema di stipendi? Bella domanda, sicuramente, la top 10 degli attaccanti più pagati in Europa la dice lunga su cosa stia succedendo in Serie A negli ultimi anni; i dati parlano chiaro, i 3 attaccanti più pagati del continente non giocano in Italia e non hanno intenzione di farci nemmeno un’esperienza nel futuro immediato.

Il primo è Erling Haaland, firmatario di un contratto che lo blinda al Manchester City in Premier fino al 2034 da ben 31,7 milioni di euro. Al secondo posto, l’intramontabile Kylian Mbappé con i suoi 31,3 milioni di euro, mega investimento del Real Madrid che ha ripagato dato che il giocatore ha segnato 52 reti in 55 partite. Al terzo posto, la leggenda attempata, Harry Kane che è vincolato al Bayern Monaco in Bundesliga con un contratto da 25 milioni di euro per tutto il 2026 e l’anno successivo.

Attaccanti italiani più pagati: c’è un solo nome, in tribuna

Scendendo, troviamo anche un ex giocatore di Serie A, il “motorino” della Roma Momo Salah che oggi gioca al Liverpool – 24 milioni di euro di contratto, la cifra da lui percepita – e solo al quinto posto troviamo un giocatore di Serie A: Dusan Vlahovic, contratto dal valore di ben 22,2 milioni di euro che nemmeno sono bastati per blindarlo, dato che lascerà la Juventus a fine anno, salvo miracoli.

Pagamento Vlahovic Juventus
Vlahovic, 20 milioni per stare fuori dal campo (Reddit.com) – www.CalcioNews24.com

Ironia della sorte, Vlahovic è infortunato – un grave affaticamento ai muscoli ischio crurali rimediato in un match con il Cagliari a fine anno scorso – e questo lo rende pure l’attaccante più pagato a non vedere il campo da mesi in questa classifica. Scendendo, troviamo solo nomi che giocano in Premier League, Liga Spagnola o Bundesliga, come Robert Lewandoski del Barcellona.

Anche in Ligue 1 c’è lo stesso problema, con nessun attaccante di rilievo in top 3 o top 5 dei bomber più pagati ma mal comune, in questo caso, non fa mezzo gaudio. Presto, dovremo giocarci i playoff per accedere ai Mondiali. Ed è bene ricordare che negli ultimi 8 anni, non abbiamo segnato un singolo gol contro le squadre affrontate in spareggi per i Mondiali. Forse, è ora di investire sui giovani attaccanti italiani, prima che sia troppo tardi.

Insulti razzisti Balotelli, vergogna durante Dubai City-Al Ittifaq. La denuncia dell’attaccante: «Spero che vengano presi provvedimenti seri»

Insulti razzisti Balotelli, cori vergognosi durante Dubai City-Al Ittifaq. La denuncia dell’attaccante sui social dopo quanto successo

Il calcio torna a mostrare il suo lato peggiore, e la vittima è Mario Balotelli. L’attaccante italiano, oggi in forza all’Al Ittifaq, è stato protagonista suo malgrado di un vile episodio di razzismo durante l’ultima trasferta di campionato.

Il fatto è accaduto durante il match contro il Dubai City FC, terminato con il punteggio di 2-0 per i padroni di casa. Ma il risultato sportivo è passato tristemente in secondo piano di fronte a quanto udito dal campo.

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L’accusa shock: “Insulti inaccettabili”

A denunciare l’accaduto è stato lo stesso “SuperMario”. Il centravanti ha affidato ai social il suo sfogo amaro subito dopo il fischio finale. Attraverso una storia sul suo profilo Instagram, Balotelli ha riportato le parole esatte che gli sono state rivolte mentre si trovava sul terreno di gioco: Ho ricevuto diversi insulti razzisti durante la partita di oggi, continuavano a dirmi ‘Vai a mangiare banane’. Non c’è assolutamente spazio per il razzismo nel calcio né nella società”.

Un attacco diretto e circostanziato che svela un clima ostile inaspettato anche nella nuova avventura calcistica in Medio Oriente.

L’appello alle istituzioni: “Ora basta”

Balotelli non si è limitato a raccontare l’episodio, ma ha preteso un intervento deciso da parte delle autorità calcistiche locali e internazionali. Sto parlando apertamente per sensibilizzare l’opinione pubblica, non solo per me stesso, ma per tutti i giocatori che hanno subito questo trattamento”, ha scritto il classe ’90, ergendosi ancora una volta a difensore dei diritti dei calciatori discriminati. Ora è abbastanza. Io da sempre condanno ogni atto di razzismo, non me l’aspettavo qui”.

La chiosa finale è una richiesta formale di giustizia sportiva: Spero che vengano presi provvedimenti seri per evitare che questo si ripeta. La palla passa ora alla Federazione, chiamata a rispondere con fermezza a un episodio che macchia l’immagine del calcio internazionale.

Bologna Lazio, la partita di Santiago Castro: dentro alla prestazione dell’attaccante rossoblù

Bologna Lazio, l’approfondimento su Castro che ha vissuto da protagonista la sfida valida per i quarti di finale di Coppa Italia 2025/26

Bologna Lazio è la sfida che chiude i quarti di finale di Coppa Italia 2025/26. Oggi proponiamo uin approfondimento su Santiago Castro. La sua ultima titolarità è stata due giornate di campionato fa. Una prestazione bocciata, al pari di quella del resto dei compagni, il suo lavoro per cercare di tenere alto il baricentro della squadra non era servito a molto e dopo 54 miniuti era stato sostituito col risultato di 0-3, che poi si era rivelato come quello definitivo. Ecco l’analisi della sua prestazione odierna.

PRIMO TEMPO

Dopo 60 secondi c’è un lancio di Miranda indirizzato verso di lui, ma Romagnoli non ha difficoltà ad anticiparlo con forza. Al 4′ è bravissimo l’argentino in fase difensiva: al limite dell’area con due dribbling riesce a far ripartire i suoi: eleganza ed efficacia. Al 6′ Castro colpisce di testa su corner: prende il tempo ma indirizza fuori, cosa che lo fa urlare di rabbia. Poco dopo casca in un fuorigioco di rientro. Al decimo va al tiro da fuori area preparandosi il pallone con buona destrezza, ma la conclusione è telefonata e Provedel non ha problemi a bloccarla. Sull’azione in cui Cambiaghi colpisce la traversa, al 9 bolognese viene fischiato una precedente spallata su Gila, fallo non così evidente anche se l’attaccante effettivamente non guarda il pallone e cerca una tipica malizia da bomber d’area. Al 29′ si guadagna un corner con un cross rasoterra dopo una fase di pressing. Ed è una giocata decisiva: sulla battuta di Moro è lui ad andare di testa sul primo palo e a battere Provedel, messo fuori causa anche da un tocco di Gila presente sulla traiettoria: 1-0 per il Bologna. Al 34′ Chiffi fischia una spinta su Romagnoli e pochi secondi dopo altra irregolarità nella propria metà campo per fermare un’incursione di Rovella: l’argentino si conferma un giocatore combattivo. Santiago non si risparmia: spesso agisce sulla trequarti, viene a legare il gioco e lo fa con la consueta determinazione che lo contraddistingue. Nel recupero ennesimo fallo di Castro, stavolta su Gila.

SECONDO TEMPO

Castro entra in partita nella ripresa partecipando a una lunga azione, terminata da un cross di Zortea sul quale va di testa e viene anticipato da Gila in corner. Un minuto dopo spende un fallo per bloccare una ripartenza di Rovella e riceve un giusto cartellino giallo. Al 51′, in una gara piena di capovolgimenti di fronte dopo l’1-1, tenta una conclusione a giro da sinistra, Provedel lo battezza fuori ed ha ragione. Al 55′ gestisce bene un pallone nella propria metà campo, preferendo non verticalizzare subito come richiedeva il pubblico. Al 58′ in area di rigore fa fuori Marusic con un dribbling secco di destro e di sinistro cerca la porta, trovando l’opposizione di Gila. Con il trascorrere dei minuti diminuisce molto il suo coinvolgimento nel gioco. Si capisce così perché Italiano a 10 minuti dal termine ne decida l’avvicendamento con Dallinga. Complessivamente, il giudizio sulla sua gara non può che essere molto positivo, pochi in campo hanno avuto il suo attivismo, oltre ad avere siglato il momentaneo vantaggio della sua squadra.

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Infortunio Pedro, ansia per l’attaccante! Esce in barella e viene portato in ospedale, le condizioni e quanto starà fuori

Infortunio Pedro, l’attaccante è uscito in barella nel match Bologna Lazio e viene portato in ospedale. Le condizioni e quanto starà fuori

Un brivido freddo percorre la schiena dei tifosi biancocelesti e di Maurizio Sarri. La notte di Coppa Italia al “Renato Dall’Ara”, decisiva per l’accesso alle semifinali, si tinge di preoccupazione per le condizioni di Pedro. L’attaccante spagnolo è stato costretto ad alzare bandiera bianca al minuto 42 del primo tempo, lasciando il campo in condizioni che hanno subito allarmato lo staff medico capitolino.

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La dinamica: crollo improvviso

Tutto accade in un attimo, poco prima dell’intervallo. Dopo un contrasto di gioco che inizialmente non sembrava particolarmente violento, il classe ’87 è rimasto a terra, richiamando immediatamente l’attenzione della panchina con ampi gesti. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari della Lazio, è apparso subito chiaro che non si trattasse di una semplice contusione. Pedro non è riuscito a rimettersi in piedi, costringendo Sarri al cambio forzato: al suo posto è entrato Tijjani Noslin, chiamato ora a dare profondità e freschezza al reparto offensivo in un momento delicatissimo del match.

Dallo stadio all’ospedale: il report

Le notizie che filtrano dagli spogliatoi e riportate dagli inviati di Mediaset a bordo campo non sono rassicuranti. L’attaccante ha lasciato il terreno di gioco in barella, visibilmente sofferente. La situazione è apparsa talmente seria da richiedere il trasferimento immediato in ospedale per accertamenti urgenti. Il dolore, secondo le prime ricostruzioni più precise, sarebbe localizzato alla gamba destra, in una zona critica tra la caviglia e il ginocchio. Il giocatore faceva fatica anche solo ad appoggiare l’arto.

Fiato sospeso

L’uscita di scena di un leader tecnico e carismatico come Pedro rappresenta una mazzata per la Lazio, che sta cercando di staccare il pass per l’Europa attraverso la coppa nazionale. Mentre la squadra continua a lottare sul campo per la qualificazione, l’attenzione si sposta inevitabilmente sul bollettino medico: nelle prossime ore si capirà l’entità del danno, ma il timore che la stagione dello spagnolo possa essere compromessa è concreto.

Esonero Frank, la solidarietà di Arteta: «Allenatore eccellente e uomo straordinario. È una notizia molto triste». Cosa ha detto

Esonero Frank, il tecnico dell’Arsenal Mikel Arteta ha parlato così dell’addio del tecnico del Tottenham. Le sue parole

Vigilia di Premier League ad alta tensione per l’Arsenal. In vista della sfida contro il Brentford, il tecnico dei londinesi Mikel Arteta ha incontrato la stampa per fare il punto della situazione. Tra bollettini medici preoccupanti e scossoni sulle panchine avversarie, le parole dello spagnolo delineano un momento delicato della stagione.

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Tegola Merino: stop lunghissimo

La notizia peggiore riguarda senza dubbio Mikel Merino. Il centrocampista spagnolo dovrà restare lontano dai campi per un periodo prolungato a seguito dell’intervento chirurgico. I dottori sono soddisfatti di come è andato l’intervento, ma stiamo parlando di guarigione ossea”, ha spiegato Arteta con franchezza

Il processo di recupero sarà lento e graduale: “I tempi di cui stiamo parlando sono di mesi: che siano tre, quattro o cinque, non lo sappiamo”. Una perdita pesante per la mediana dell’Arsenal, che dovrà fare a meno del suo metronomo per quasi tutto il resto della stagione. Sorride invece Max Dowman: il giovanissimo talento dell’Academy, su cui Arteta punta molto per il futuro, non ci sarà col Brentford ma “sta molto bene e sarà con noi tra una settimana circa”.

La corsa al titolo e il caso Frank

Inevitabile un passaggio sulla lotta al vertice, dopo la vittoria del Manchester City sul Liverpool che ha agitato i tifosi dei Gunners. Arteta predica calma: “Capisco la frustrazione, ma non possiamo controllare i risultati altrui. Dobbiamo concentrarci su noi stessi e godercela”.

Infine, un pensiero per Thomas Frank. L’allenatore danese è stato esonerato a sorpresa dal Tottenham. “È una notizia molto triste”, ha commentato Arteta. “Thomas è un allenatore eccellente e un uomo straordinario. Gli auguro tutto il meglio”. Un attestato di stima tra colleghi che precede la battaglia sul campo: l’Arsenal non può permettersi distrazioni.

Calciomercato Como, il ds Ludi: «Volevamo prenderlo a titolo definitivo!». Rivelazione clamorosa sul talento che sta incantando la Serie A

Calciomercato Como, il direttore sportivo Carlalberto Ludi è uscito allo scoperto per parlare della trattativa sfumata per questo giovane calciatore

Nel calcio, le “sliding doors” possono cambiare il destino di una stagione. È il caso di Antonio Vergara, il nuovo gioiello di casa Napoli che sta incantando la Serie A. Mentre il classe 2003 si prende la scena con gol e assist pesanti, emerge un interessante retroscena di mercato raccontato da Carlalberto Ludi, direttore sportivo del Como, club che ha provato con insistenza a strappare il talento ai partenopei.

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Il retroscena: “Manna è stato onesto, lo volevamo a titolo definitivo”

Ludi ha svelato come il Como, società sempre attenta ai giovani emergenti, avesse messo nel mirino Vergara già dalla scorsa stagione, tornando alla carica nel mercato di luglio. Giovanni Manna è stato molto onesto nel dirci che voleva farlo crescere nel Napoli, ha spiegato il dirigente lariano. L’intenzione del Como non era un semplice prestito, ma un investimento importante: Volevamo prenderlo a titolo definitivo, perché noi lavoriamo così. Un affare bloccato sul nascere dalla lungimiranza di Giovanni Manna, direttore sportivo azzurro, che ha intravisto nel ragazzo le stimmate del protagonista.

La consacrazione tra Chelsea e Fiorentina

La scelta di trattenerlo ha pagato. In un momento delicato per la squadra, segnato dall’eliminazione dalla Champions League per mano del Chelsea, Vergara è emerso come leader tecnico ed emotivo. Proprio nella notte europea contro i Blues ha trovato il suo primo sigillo in azzurro, una gioia personale in una serata amara. Ma è in campionato che il trequartista ha fatto la differenza: schierato titolare da Antonio Conte Vergara ha risposto presente contro la Fiorentina, firmando gol e assist decisivi per la vittoria.

“La maglia non pesa”: cuore napoletano

A 23 anni, Vergara dimostra una maturità sorprendente, raccontata ai microfoni di Radio CRC. Alla domanda sulla pressione di indossare la maglia della propria città, il giocatore ha risposto con parole da veterano: Non sento il peso della maglia azzurra, perché è come se ogni volta che la indosso, la indossassero con me altre migliaia di persone: il peso si divide. Vivendo lo spogliatoio come una “scuola” per apprendere dai campioni, Vergara si gode il momento: dall’esultanza incredula in Champions all’abbraccio con i tifosi contro la viola. Il Napoli ha trovato il suo nuovo profeta in patria.

Superlega, anche il Real Madrid si tira fuori. Cosa succede ora e cosa cambia dopo la fine del progetto: lo scenario

Superlega, anche il Real Madrid esce dalla competizione. Cosa succede ora e cosa cambia per questo progetto: lo scenario

La guerra dei 1759 giorni è finita. Era la notte del 19 aprile 2021 quando dodici club provarono a scardinare il sistema calcio; oggi, 11 febbraio 2026, l’ultimo baluardo della ribellione è caduto. Con un comunicato congiunto, scarno ma denso di significato, il Real Madrid e la UEFA hanno annunciato un accordo di principi che mette ufficialmente la parola fine al progetto Superlega.

Di quel gruppo originario — che comprendeva le big inglesi, le milanesi, l’Atletico Madrid e la Juventus — era rimasto solo il club di Florentino Perez, dopo che anche il Barcellona si era recentemente riavvicinato a Nyon. L’intesa coinvolge anche l’EFC e A22 Sports, la società che ha gestito il progetto della Superlega 2.0.

I termini dell’armistizio: niente risarcimenti

L’accordo è, nei fatti, un compromesso che salva tutti. Da una parte, vengono ritirate le cause legali e le mostruose richieste di risarcimento danni (si parlava di 4,5 miliardi di euro) che A22 e il Real avevano avanzato forti delle vittorie presso la Corte di Giustizia UE e la Corte d’Appello di Madrid. Dall’altra, la UEFA di Aleksander Ceferin accetta di sedersi al tavolo per riformare il sistema.

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Il futuro: tecnologia e piattaforma Unify?

Il comunicato parla chiaro: si lavorerà insieme per la “sostenibilità a lungo termine dei club” e per il “miglioramento dell’esperienza dei tifosi attraverso l’uso della tecnologia”. Quest’ultimo punto è la chiave di volta. Sembra un’apertura verso le idee promosse da A22, in particolare la piattaforma di streaming gratuita UNIFY, pensata per abbattere le barriere d’accesso ai match. Non si parla di “chiuso” o “aperto”, ma di merito sportivo, il dogma che la UEFA ha difeso strenuamente.

Le “bombe a mano” sono state deposte. Ora inizia la fase diplomatica per tradurre questi principi in realtà, magari ritoccando ancora il format della Champions League o la distribuzione dei diritti TV. L’attenzione si sposta ora a Bruxelles: domani parlerà Ceferin dopo il congresso UEFA, e il mondo del calcio attende i dettagli di questa nuova era.

De Zerbi Marsiglia, perché l’allenatore è andato via dal club francese. Retroscena su quanto successo attraverso questo parole!

De Zerbi Marsiglia, spunta il retroscena relativo all’addio del tecnico italiano al club francese. Ecco cosa sta succedendo

La separazione consensuale tra Roberto De Zerbi e l’Olympique Marsiglia continua a far discutere il mondo del calcio. A intervenire sulla questione con la consueta franchezza è Daniele “Lele” Adani. L’ex difensore e oggi opinionista ha dedicato un lungo intervento durante l’ultima puntata del podcast Viva el Fútbol per dissezionare i motivi del fallimento del progetto tecnico in Provenza.

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“Giusto criticare anche De Zerbi”

Adani ha esordito con un’analisi onesta sulle responsabilità del tecnico. De Zerbi non è esente da colpe. Quest’anno non era felice nel lavoro, e probabilmente non è stato all’altezza, ha ammesso Adani. “Quando altri allenatori evidenziano errori dei giocatori e i loro rendimenti negativi noi diciamo che la responsabilità è anche dell’allenatore; ecco, ora questo concetto vale anche per De Zerbi. Ed è giusto che glielo dica, altrimenti non lo rispetterei”.

Una rivoluzione culturale incompiuta

Nonostante l’addio anticipato, Adani riconosce a De Zerbi il merito di aver tentato una rivoluzione culturale in un ambiente difficile. Ha fatto cose che non sono state fatte da nessuno: ha fatto allenare i giocatori di notte, ha stravolto il loro modo di pensare e vivere la professione, spiega l’opinionista. Il tecnico ha cercato di elevare il livello umano e calcistico, coinvolgendo persino le famiglie dei calciatori per creare un senso di appartenenza che a Marsiglia mancava da anni.

Il tradimento dei valori

Perché, dunque, è finita? Secondo Adani, il problema non è stato solo tattico, ma valoriale. Marsiglia è una “piazza che brucia”, capace di consumare allenatori nel giro di pochi mesi. De Zerbi ha resistito più di altri, ma alla fine si è scontrato con un gruppo non allineato al suo credo. Quella squadra non era a sua immagine e somiglianza, conclude Adani. È stato tradito sulla fame e sull’attenzione. Se io sono Roberto De Zerbi e ho fatto del calcio la mia religione, quando vengo tradito su questi due concetti non me lo perdono”. Un epilogo amaro per un tecnico che vive di principi, costretto a lasciare un club che non è riuscito a seguire la sua “liturgia” calcistica fino in fondo.

Lazio, Fabiani a Mediaset: «Non snobbiamo la Coppa Italia. VAR? Abbiamo sollecitato la Lega per questo motivo»

Lazio, Angelo Fabiani ha parlato a Mediaset prima della partita contro il Bologna di Coppa Italia. Le sue dichiarazioni

A Mediaset, Angelo Fabiani ha parlato prima di Bologna Lazio di Coppa Italia.

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PARTITA – «Io penso che in fatto di personalità questi ragazzi stiano dimostrando di averla in campo. Poi alcune partite vanno bene ed altre invece vanno male. A Torino abbiamo subito questo gol nei secondi finali ma ci ha dato la consapevolezza dei nostri mezzi. I ragazzi confidavano in un risultato del genere!».

OBIETTIVO COPPA ITALIA  «Questa partita è a molto importante ma lo è anche per il Bologna. È chiaro che bisogna puntarci e non snobbare la competizione».

QUESTIONE VAR – «Sul VAR? Noi abbiamo sollecitato la lega a discutere di queste tematiche io per parere personale dico che l’arbitro deve tornare ad avere la centralità. Alcune dinamiche di campo viste dal VAR o al monitor assumono significati diversi. Penso quindi che sarebbe opportuno approfondire con agli addetti ai lavori questo tema. Proprio con tutto il sistema: gli arbitri i giocatori e con i tifosi. Quindi una tavola rotonda con tutte le componenti sarebbe importante per tutto il sistema calcio».

Torino Bologna, centrocampo al completo per Baroni: i tre granata che saranno (di nuovo) a disposizione 

Torino Bologna si avvicina, Marco Baroni recupera tre centrocampisti per il match di Serie A, vediamo di chi si tratta 

Nel cuore di febbraio, il Torino si ritrova in un limbo di classifica quasi paradossale (ma non così atipico se si considerano le ultime stagioni granata). La squadra allenata da mister Marco Baroni sembra infatti prigioniera della terra di mezzo: troppo distante per cullare sogni europei, ma sufficientemente al sicuro dalle sabbie mobili della retrocessione. Guai però – stando almeno alle dichiarazioni dello stesso allenatore – anche solo a pensare a possibili cali di concentrazione da parte dei calciatori. Subito dopo il pareggio con la Fiorentina il tecnico ha ribadito la volontà di migliorare la propria posizione nel tabellino, ribadendo l’obiettivo prioritario di gettare le fondamenta per costruire qualcosa di importante.

La prima pietra di questo nuovo corso potrebbe già essere posata domenica contro il Bologna. Per l’occasione, l’allenatore avrà almeno tre validi motivi per poter essere ottimista guardando al proprio centrocampo. In occasione del match valido per la giornata numero 25 di Serie A, Baroni potrà (con ogni probabilità per la primissima volta nell’arco della stagione) fare affidamento sul suo centrocampo al completo. Questo, in particolar modo, grazie a tre importanti rientri.  

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Il ritorno in campo più atteso è quello di Nikola Vlasic, capitano e metronomo della squadra, che a Firenze ha scontato il turno di squalifica. Insieme al croato tornano a disposizione anche il nuovo acquisto Prati, reduce anch’egli da uno stop del Giudice sportivo, e Ilic, finalmente guarito dai problemi alla schiena. Con un reparto mediano mai così affollato – grazie anche a Casadei, Gineitis e TamezeBaroni avrà l’imbarazzo della scelta. Un ventaglio di scelte che il tecnico toscano dovrà essere bravo a innescare con cura. In una stagione fin qui interlocutoria, il recupero dei titolari è forse l’ultima chiamata per dare un senso a un campionato che rischia di scivolare via senza acuti. Non sarebbe il primo nell’ultima decade. 

Bologna, Sartori a Mediaset: «Nei prossimi 20 giorni ci giochiamo tutto. È un momento particolare, l’unica medicina è la vittoria. Sui rinnovi…»

Bologna, Giovanni Sartori ha parlato a Mediaset prima della partita contro la Lazio di Coppa Italia. Le sue dichiarazioni

A Mediaset, Giovanni Sartori ha parlato prima di Bologna Lazio di Coppa Italia.

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PAROLE «Effettivamente è un momento particolare. L’unica medicina per questi casi è la vittoria. Siamo i detentori e nei prossimi 20 giorni ci giochiamo tutto in Italia e in Europa. Proviamo a vincere per cambiare il vento in poppa.

Rinnovi? Non è un problema. Con qualcuno stiamo andando avanti e qualcuno no. Non penso sia la causa di questa mancanza di vittorie.

Serve un po’ di fortuna che ci assista. Serve che qualcuno, anche a partire da me magari, dia qualcosina in più a livello di attenzione. Purtroppo abbiamo subito qualche torto. Dobbiamo riuscire a fare meglio proprio in vista di questi 20 giorni di cui parlavo».

Lazio, Lotito fa una promessa alla squadra: il regalo ‘economico’ ai giocatori in caso di vittoria della Coppa Italia

Lazio, Lotito fa questo regalo ‘economico’ alla squadra in caso di vittoria della Coppa Italia. Di cosa stiamo parlando

La posta in palio allo Stadio “Renato Dall’Ara” è altissima. Questa sera, la Lazio si gioca una fetta consistente del proprio futuro sportivo nel quarto di finale di Coppa Italia contro il Bologna. Non è solo una questione di bacheca: superare il turno significa mantenere viva la speranza concreta di riaprire la strada verso l’Europa, evitando lo spettro di una seconda stagione consecutiva fuori dalle competizioni continentali. Un’eventualità negativa che in casa biancoceleste non si verifica dal lontano 2004 e che la dirigenza vuole scongiurare a ogni costo.

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Il ritorno di Lotito: un segnale forte

Per comprendere la delicatezza del momento, basta osservare chi siederà in tribuna d’onore. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, sarà presente Claudio Lotito. Il presidente biancoceleste torna a seguire la squadra in una trasferta ufficiale a distanza di un anno esatto. L’ultima apparizione del patron lontano dalle mura amiche dell’Olimpico risale, ironia della sorte, proprio agli ottavi di Coppa Italia contro l’Inter del febbraio 2025.

Dopo aver presenziato al recente match di Torino contro la Juventus, accompagnato dal figlio Enrico, la decisione di viaggiare alla volta di Bologna rappresenta un chiaro cambio di strategia comunicativa: Lotito vuole mostrare vicinanza tangibile al gruppo e allo staff tecnico in uno snodo cruciale della stagione.

Un “tesoretto” per la vittoria: 2 milioni sul piatto

La società non lascia nulla al caso, nemmeno sotto il profilo economico. L’importanza della competizione è stata certificata da un incentivo sostanzioso fissato dalla proprietà già nel mese di dicembre. Lotito ha stabilito un premio collettivo di 2 milioni di euro lordi in caso di conquista della Coppa Italia. Questa cifra, che andrebbe a sommarsi ai bonus individuali legati agli obiettivi già presenti nei contratti dei singoli calciatori, rappresenta una mossa strategica per alzare al massimo la soglia dell’attenzione. Vincere stasera non significa solo passare il turno, ma avvicinarsi a un traguardo che vale prestigio, soldi e il riscatto di un’intera annata.

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