Pagina 335 – Calcio News 24

Kilicsoy, il Cagliari accelera per il riscatto: pronti i 12 milioni per convincere il Besiktas a chiudere l’operazione

Riscatto Kilicsoy, il Cagliari adesso fa sul serio: accordo vicino con il Besiktas per i 12 milioni richiesti. I dettagli

Il Cagliari è pronto a esercitare il diritto di riscatto per Semih Kilicsoy, attaccante classe 2005 destinato a proseguire la sua crescita in Sardegna. Il club rossoblù ha deciso di puntare con convinzione sul giovane talento turco e verserà al Besiktas una cifra di 12 milioni di euro. Una scelta che conferma la fiducia riposta nel giocatore fin dal suo arrivo.

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Il presidente Tommaso Giulini si è detto particolarmente soddisfatto dell’impatto di Kilicsoy, apprezzandone non solo i numeri ma anche il contributo al miglioramento del gioco offensivo della squadra. Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, l’attaccante firmerà un nuovo contratto fino al 2030, un segnale chiaro della volontà del club di costruire il futuro attorno a lui.

Anche il direttore sportivo Guido Angelozzi ha espresso entusiasmo per la crescita del giovane, sottolineandone la capacità di adattarsi rapidamente al calcio italiano e di migliorare costantemente. La dirigenza è convinta che Kilicsoy possa diventare un punto di riferimento nelle prossime stagioni, un elemento chiave per l’identità offensiva del Cagliari.

Abodi sicuro: «Quello che vogliamo è che gli stadi italiani siano in linea almeno con quelli europei ma…»

Abodi svela: «Quello che vogliamo è che gli stadi italiani siano in linea almeno con quelli europei ma…». Le sue parole

Entro il prossimo luglio la FIGC dovrà presentare alla UEFA l’elenco degli stadi candidati a ospitare le partite di EURO 2032, torneo che l’Italia organizzerà congiuntamente alla Turchia. Si tratta di un passaggio cruciale, che richiede una mole significativa di lavoro tecnico e amministrativo.

Per accelerare e semplificare l’intero iter burocratico, il governo ha scelto di nominare un commissario unico, incaricato di coordinare le procedure e garantire il rispetto delle tempistiche imposte dall’UEFA. Ecco le parole del  ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Abodi

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PAROLE «Noi stiamo applicando una norma dello Stato, quello che vogliamo è che gli stadi italiani siano in linea almeno con quelli europei ma il tempo a disposizione è poco. Nelle funzioni del commissario non è previsto un libera tutti. Diffida ricevuta? Credo che sia la prima diffida a non rispettare una norma dello Stato e quindi per certi versi è suggestivama non possiamo accettare è che si rimanga prigionieri di un nostalgismo che non guarda al futuro»

FLAMINIO – «L’importante è che chi ha la capacità di recuperare uno stadio dal degrado e dall’abbandono assoluto come succede per il calcio lo faccia. Per me ogni possibilità di questo genere, ovunque avvenga, rientra nel rispetto che dobbiamo alle persone che devono poter entrare in uno stadio in modo sicuro e funzionale. Dobbiamo capire è che è arrivato il momento di cambiare, non solo per EURO 2032»

Endrick, l’agente non ha dubbi: «La decisione è già stata presa, tornerà al Real Madrid alla fine della stagione»

Endrick, l’agente svela a sorpresa «La decisione è già stata presa, tornerà al Real Madrid alla fine della stagione»

L’agente di Endrick ha chiarito quale sarà il futuro del giovane fuoriclasse brasiliano per la stagione 2026-27, dopo il brillante avvio della sua esperienza in Francia con il Lione, dove è arrivato in prestito. L’attaccante ha impressionato fin da subito in Ligue 1, mettendo a segno una tripletta nella larga vittoria contro il Metz e alimentando l’idea che il club francese potesse tentare di trattenerlo più a lungo. A spegnere le speculazioni è intervenuto il suo procuratore, Tiago Freitas, che ha fornito un aggiornamento sulla situazione.

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Endrick sta vivendo un periodo positivo in Francia dopo il trasferimento temporaneo nella finestra di gennaio, una scelta maturata in seguito alle difficoltà incontrate nel trovare spazio al Real Madrid, dove in questa stagione aveva collezionato una sola presenza da titolare in Liga. Il diciannovenne ha avuto un impatto immediato: assist al debutto contro il Brest e tripletta poco dopo. Prestazioni che hanno spinto qualcuno a ipotizzare la volontà dell’allenatore Paulo Fonseca di trattenerlo oltre la fine del prestito, ipotesi che però non sembra destinata a concretizzarsi. Freitas ha risposto a tali voci e ha chiarito che Endrick tornerà a Madrid. Le sue parole a Win Win:

PAROLE – Endrick è stato ceduto in prestito al Lione per sei mesi. La decisione è già stata presa ed Endrick tornerà al Real Madrid alla fine della stagione. Non ci sono ambiguità né segreti al riguardo. L’accordo prevede solo un prestito, senza opzione di acquisto, quindi Endrick tornerà. Cosa succederà la prossima stagione? Non posso prevederlo, ma posso dirvi che alla fine di questa stagione Endrick tornerà a essere un giocatore del Real Madrid

Pulisic Milan, rinnovo in stallo: occhio al pericolo Premier League! Il piano di Allegri rischia di saltare

Pulisic Milan, rinnovo in stallo: occhio al pericolo Premier League! Il piano di Allegri rischia di saltare: ecco i club interessati

Nonostante la centralità assoluta nel progetto tecnico di Massimiliano Allegri, il futuro di Christian Pulisic a Milano sta vivendo una fase di inaspettata incertezza. Il fantasista statunitense, rigenerato dall’aria di San Siro dopo gli anni difficili al Chelsea, è diventato un pilastro imprescindibile del Milan, ma le trattative per blindarlo sembrano essersi pericolosamente incagliate. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Marco Conterio su TMW, il dialogo per il prolungamento del contratto ha subito una brusca frenata: quella che sembrava un’intesa verbale raggiunta nei mesi scorsi non è stata ancora seguita dalla necessaria proposta formale da parte della dirigenza di via Aldo Rossi.

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Questa situazione di stallo, apparentemente inspiegabile vista la resa in campo, non è passata inosservata oltremanica. I radar delle big della Premier League si sono riaccesi con prepotenza sul numero 11 rossonero. In particolare, Arsenal e Liverpool hanno iniziato a sondare il terreno in vista della prossima estate. I Reds, da tempo alla ricerca di un erede all’altezza per l’egiziano Mohamed Salah, vedono in “Captain America” il profilo ideale per tecnica e impatto mediatico, mentre i Gunners monitorano la crescita esponenziale del valore del giocatore, il cui cartellino è oggi stimato non meno di 55-60 milioni di euro.

Dal canto suo, Pulisic ha ribadito la sua priorità al Diavolo. L’esterno offensivo si sente un leader dello spogliatoio e vorrebbe proseguire la sua avventura in Italia, ma l’assenza di un’offerta scritta inizia a generare qualche interrogativo legittimo. La strategia del club meneghino appare rischiosa: forte di un contratto in scadenza nel 2027 (con opzione unilaterale per il 2028), la società non sembra avere fretta. L’obiettivo resta un rinnovo fino al 2029 con un ingaggio da top player (circa 5 milioni netti a stagione). Tuttavia, il tempo non è un alleato: l’imminente Mondiale 2026, che si giocherà proprio negli USA, potrebbe far lievitare ulteriormente le pretese economiche e lo status internazionale del giocatore, complicando terribilmente i piani di Allegri.

Jimenez svela: «Futuro? Concentrato sul Bournemouth, ma il mio sogno è di tornare al Real Madrid! Al Milan…»

L’ex terzino del Milan, ora al Bournemouth, Alex Jimenez, si racconta così e parla del suo ottimo momento di forma: poi si sofferma sul proprio futuro

Intervistato dal Mundo Deportivo, Alex Jimenez, terzino del Bournemouth, ammette come tra i suoi sogni ci sia quello di un ritorno al Real Madrid.

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IL MIO MOMENTO – «Segnare il mio primo gol da professionista è stato un sogno che si è avverato, e sono così felice di averlo fatto contro una grande squadra come il Liverpool e perché ci ha aiutato a vincere. Non vedevo l’ora di segnare il mio primo gol».

DIFFERENZA DI GIOCO IN INGHILTERRA – «Sì, in Italia la media è decisamente più bassa perché lì giocano un calcio molto più tattico rispetto alla Premier League. Qui è molto più fisico, con un gioco serrato, e bisogna essere in ottima forma fisica. Dato il mio stile di gioco, mi sento più a mio agio e mi trovo bene in Premier League».

IL TRASFERIMENTO AL BOURNEMOUTH – «Non credo che avrei avuto il minutaggio che volevo al Milan in questa stagione, e poi si è presentata questa opportunità. L’ho vista come un’opportunità e credo di starla sfruttando al meglio».

COSA MI HA CONVINTO AD ACCETTARE? – «Ho apprezzato molto il fatto che l’allenatore fosse spagnolo (Andoni Iraola) perché pensavo potesse aiutarmi a inserirmi nella squadra. Alla fine, cambiare lingua e paese fa la differenza. E poi, mi è sempre piaciuto guardare le partite di Premier League, e mi sembravano una squadra divertente a giudicare da quello che ho visto la scorsa stagione».

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TEMPO LIBERO – «Mi piace guardare molte partite di calcio, soprattutto quelle della Premier League. E poi anche quelle della Champions League durante la settimana».

NAZIONALE – «Cerco di non pensarci troppo, ma so che quest’estate ci sono i Mondiali e lavoro duro ogni giorno per cercare di convincere Luis De la Fuente che sono una possibile opzione per la squadra. Sono più concentrato sul Bournemouth e sulla quotidianità, ma… perché no?».

IRAOLA – «È una persona davvero fantastica, gli voglio molto bene e sono molto felice di lui».

FUTURO IN UNA BIG? «Non so cosa ne pensi, ma è possibile. Il mio contratto scade questa stagione e, in definitiva, la decisione spetta al club».

IDOLI DA BAMBINO – «Ho sempre ammirato Carvajal perché ho trascorso molti anni al Real Madrid. E anche Alexander-Arnold, Davies e Theo Hernández, con cui ho avuto la fortuna di giocare al Milan».

ARBEOLA – «Sa gestire bene la squadra e ha le idee chiare su cosa vuole fare».

UN MIO RITORNO AL REAL MADRID? – «In questo momento sono concentrato sul Bournemouth, su questa stagione, ma tornare sarebbe un sogno per me perché sono cresciuto lì ed è il posto in cui ho imparato quello che sono ora».

NICO PAZ PRONTO PER IL REAL? – «Sì, è pronto. È stato molto bravo la scorsa stagione e in questa ha fatto un altro passo avanti. Mi è sempre piaciuto e sarei molto felice per lui se tornasse a Madrid».

DOVE GIOCHERO’ L’ANNO PROSSIMO? – «Al momento, tutto quello che so è che ho un contratto con il Bournemouth e sono molto felice qui».

OBIETTIVI PERSONALI – «In questo momento, la Coppa del Mondo è ciò che mi passa per la testa. Sono incredibilmente emozionato perché sarebbe un sogno che si avvera rappresentare il mio Paese in una Coppa del Mondo».

Khephren Thuram pronto al Derby d’Italia contro Marcus: «Due grandi squadre, sarà difficile per entrambi. Papà? Forse tiferà…»

Khephren Thuram pronto al Derby d’Italia contro Marcus: «Due grandi squadre, sarà difficile per entrambi». Le parole del centrocampista della Juve

Khephren Thuram scalda i motori in vista del Derby d’Italia. Intervistato da Sky Sport, il centrocampista della Juventus ha elogiato il lavoro di Luciano Spalletti, descrivendo il tecnico di Certaldo come una guida esigente ma fondamentale per la sua maturazione tattica. Sabato affronterà l’Inter e il fratello Marcus: un incrocio speciale che vivrà con tutta la famiglia sugli spalti di San Siro.

Nonostante il sogno d’infanzia di condividere la stessa maglia, oggi i due figli d’arte sono orgogliosi di militare in due top club rivali. I contatti tra il mediano francese e l’attaccante dei Nerazzurri sono quotidiani, ma il calcio resta rigorosamente fuori dalle conversazioni: conta solo la vita privata, almeno fino al fischio d’inizio.

SU SPALLETTI – «Il mister mi chiede tante cose, di essere sempre in movimento, di anticipare la giocata. Ma la cosa più importante è di giocare con le mie qualità e di sapere che sono un giocatore forte, è uno dei tecnici che ha cercato di farmelo comprendere maggiormente nella mia carriera. E’ bello lavorare con lui. Mi dice sempre di migliorare, ma sono cose che tengo per me. E’ esigente con me e con la squadra, ci chiede tante cose e noi proviamo a farle».

SUL FRATELLO – «Giocare insieme con mio fratello Marcus? Quando cresci con un fratello che fa il calciatore vorresti sempre giocare nella stessa squadra. A scuola ci sceglievamo per primi in squadra. Ma siamo professionisti, siamo in due grandi squadre italiane e va bene così. Spero di fare tante partite con lui in Nazionale».

SU INTER JUVE – «Che gara sarà contro l’Inter? Non so, mi aspetto sicuramente una grande partita. Siamo due grandi squadre, loro sono molto forti e noi giochiamo bene, sarà una bella sfida dal punto di vista tattico. Sarà difficile per entrambi».

DIALOGO CON MARCUS SUL DERBY D’ITALIA – «Se ho sentito Marcus prima della partita? Tutti i giorni ci sentiamo, ma non parliamo mai delle partite. Ci confrontiamo sulla vita e su cose più importanti del calcio. Ci sarà tutta la famiglia allo stadio».

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Alla Juventus sono impazziti: 50 milioni di euro subito per un solo giocatore

Pur procedendo tra alti e bassi la Juventus sembra aver ritrovato la sua dimensione, la dirigenza vuole tornare grande subito e mette 50 milioni sul tavolo.

L’arrivo di Spalletti in panchina ha riportato, se non altro, almeno serenità. La Juventus dopo gli ultimi anni in cui sembrava smarrita è, oggi, una squadra che gioca, ha la sua identità e cerca di portare sempre a cas ail massimo risultato.

Come spesso accade, poi, tra il dire ed il fare c’è di mezzo un mare fatto di tante incognite. Il risultato, purtroppo, per i tifosi, non sempre arriva. Disattenzioni dei singoli e squadra che non riesce a concretizzare quanto crea.

50 milioni subito e la Juventus ritorna grande

In un contesto del genere ciò che subito salta agli occhi di tutti, tifosi ed addetti ai lavori, è la rosa della Vecchia Signora. Spalletti lo ha ripetuto più volte: la rosa non è completa, occorrono elementi di qualità, c’é bisogno di personalità.

Per queste ragioni che, sia Comolli che Chiellini, conoscono bene, la dirigenza si muove sul mercato, o almeno ci prova, come accaduto a gennaio. Il mercato invernale non ha portato grandi novità in casa bianconera, i pochi arrivi non sono certo i calciatori in grado di cambiare volto ad una squadra.

Juventus rinnovo Yildiz
Yildiz costa subito 50 milioni alla Juve (Foto IG @kenanyildiz_official
– calcionews24.com)

In queste ore, però, la Juventus ha messo a punto una operazione di quelle forti, una di quelle capaci di dare un segnale chiaro. La direzione è segnata, il rinnovo di Yildiz ha svelato i piani della Vecchia Signora.

Ciò che ha colpito è, soprattutto, il segnale mediatico di marketing che si è voluto dare. Il video, virale sul web, di Yildiz che si siede sulla celebre panchina, conservata nel museo della Juve, è un richiamo chiaro a Boniperti e a Del Piero. Le parole di Yildiz “la nostra storia continua” fanno capire che la Juve fa sul serio e vuole tornare grande.

C’è bisogno di una stella, di un talento vero per poter tornare una grande squadra ed Yildiz sta dimostrando di poterlo essere. Ovviamente tutte le cose hanno pro e contro, come sottolinea Matteo Zorloni su X i contro di questa operazione sono: “Spesa di circa 50.000.000€ non programmata e supplementare a livello economico avendo già il giocatore fino al 2029″.

La Juventus che ha sempre l’attenzione del Uefa, per il fair play finanziario, ed un bilancio ancora non rimesso a posto deve guardare con attenzione a questi movimenti. E’ chiaro, però, che l’operazione Yildiz è un segnale importante. Non è solo l’investitura definitiva del giovane talento turco.

E’ una Juve che fa sul serio con Spalletti in panchina e che blinda i propri gioielli in attesa di riaffacciarsi sul mercato. Tornare grandi non è solo, a questo punto, una priorità ma bensì, una necessità. A Torino lo sanno bene.

Al-Sadd, colpo Dilrosun: l’olandese raggiunge Mancini e Firmino in Qatar

Al-Sadd, colpo Dilrosun: l’olandese raggiunge Mancini e Firmino in Qatar! L’ex Feyenoord firma con il club di Doha dopo l’addio all’América

Nuova avventura in Medio Oriente per Javairô Dilrosun. L’esterno offensivo olandese, cresciuto nel celebre vivaio dell’Ajax, riparte ufficialmente dal Qatar firmando con l’Al-Sadd. Si chiude così la sua parentesi oltreoceano con il Club América, società messicana che lo aveva ceduto in prestito al Los Angeles FC per disputare il Mondiale per Club.

Dopo aver vestito in Europa le maglie di Hertha Berlino, Bordeaux e Feyenoord, il classe ’98 approda alla corte di Roberto Mancini. Sarà proprio il tecnico jesino, ex ct dell’Italia campione d’Europa, a guidarlo in questa nuova tappa della carriera. Nello spogliatoio di Doha, Dilrosun (che vanta una presenza con la nazionale Oranje) troverà un altro volto noto del calcio mondiale: Roberto Firmino. L’attaccante brasiliano, leggenda del Liverpool, accoglie il nuovo compagno per formare un attacco stellare nella Qatar Stars League.

Barcellona, addio ufficiale alla Superlega: il Real Madrid resta solo. Niente maxi-penale!

Barcellona, addio ufficiale alla Superlega. Fine dell’asse politico con Perez alla vigilia delle elezioni e nessuna sanzione per i blaugrana

Il capitolo si chiude definitivamente, lasciando un solo superstite al comando di una nave ormai fantasma. Nella giornata di sabato, il Barcellona ha formalizzato la rinuncia ufficiale al progetto Superlega, isolando di fatto il Real Madrid come unico sostenitore rimasto di quel piano rivoluzionario lanciato nell’aprile 2021 e naufragato quasi subito. Si conclude così un’epoca politica durata oltre cinque anni per il club catalano, iniziata sotto la gestione controversa dell’ex presidente Josep Maria Bartomeu e terminata proprio alla vigilia di una nuova, cruciale fase istituzionale.

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Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo As, la decisione strategica coincide temporalmente con la fine del mandato di Joan Laporta. L’attuale numero uno blaugrana ha rassegnato le dimissioni per poter avviare la campagna elettorale in vista del voto previsto per metà marzo, ma prima di farlo ha voluto sgombrare il campo da ogni equivoco. Il dettaglio più rilevante per le casse societarie è che il Barça è riuscito a sfilarsi dall’accordo senza dover versare la mostruosa penale da 300 milioni di euro prevista contrattualmente per i club fuoriusciti, un pericolo scampato che rappresenta una vittoria diplomatica fondamentale.

L’addio certifica anche il progressivo risanamento dei conti. Le “leve economiche” attivate dall’avvocato spagnolo hanno permesso alla società di superare la fase più acuta della crisi finanziaria. Con il bilancio che torna a respirare, l’entusiasmo verso la Superlega si è raffreddato fino al distacco totale. Questa mossa sancisce la fine dell’asse di ferro con Florentino Perez. Il potente presidente dei Blancos, storico rivale sul campo ma fedele alleato nelle stanze del potere, perde il suo partner principale. Si scioglie così quel “patto di non aggressione” che aveva visto il Real proteggere i rivali nel momento di massima debolezza, evitando di infierire a livello istituzionale. Ora, la tregua politica è finita.

Arbitri Coppa Italia, la designazione completa per Napoli Como e Bologna Lazio: ecco chi dirige i quarti di finale

Arbitri Coppa Italia, la designazione completa per Napoli Como e Bologna Lazio: ecco chi dirige i quarti di finale in programma oggi e domani

Oggi e domani vanno in scena gli ultimi due quarti di finale della Coppa Italia 2025/26: l’AIA, con una nota ufficiale, ha annunciato quelli che saranno gli arbitri di Napoli Como e di Bologna Lazio. Queste le designazioni arbitrali complete.

NAPOLI – COMO    Martedì 10/02 h. 21.00

MANGANIELLO (foto)

COSTANZO – ROSSI L.

IV:  AYROLDI

VAR: GARIGLIO

AVAR: FOURNEAU

BOLOGNA – LAZIO    Mercoledì 11/02 h. 21.00

CHIFFI

ROSSI M. – CECCON

IV:  MARINELLI

VAR: PATERNA

AVAR: PAGANESSI

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Rinnovo McKennie, permane lo stallo: quale futuro per il centrocampista della Juventus? L’Inter e le big europee in agguato!

Rinnovo McKennie, permane lo stallo: quale futuro per il centrocampista della Juventus? L’Inter e le big europee in agguato! La situazione

Il campo racconta una storia di gol, inserimenti vincenti e leadership tecnica, ma dietro la scrivania della Continassa la narrazione cambia registro facendosi decisamente più tesa. Il futuro di Weston McKennie è diventato il vero rompicapo del calciomercato della Juventus. Mentre l’incursore statunitense vive la sua stagione più prolifica sotto la guida di Luciano Spalletti, le trattative per il rinnovo del contratto, in scadenza il prossimo 30 giugno 2026, sono entrate in una fase di pericoloso stallo.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna di Tuttosport, la distanza tra le parti rimane significativa. L’entourage del giocatore punta in alto: la richiesta per prolungare il matrimonio con la Vecchia Signora è fissata a quota 4 milioni di euro netti a stagione, a cui andrebbero aggiunte pesanti commissioni per la firma. Una cifra importante che impone riflessioni profonde al DS Marco Ottolini e all’amministratore delegato Damien Comolli, consapevoli che trattenere quello che oggi è il “centrocampista totale” della Serie A richiederebbe uno sforzo economico paragonabile a un vero e proprio nuovo acquisto.

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La situazione di incertezza ha inevitabilmente attivato i radar delle big. In prima fila ci sarebbe l’Inter: la dirigenza dei Nerazzurri, da sempre maestra nel cogliere le occasioni a parametro zero, monitora la situazione con estremo interesse, pronta a garantire al classe ’98 l’ingaggio richiesto per strapparlo ai rivali storici. Ma la minaccia non è solo italiana. Anche l’Atletico Madrid del “Cholo” Diego Simeone ha effettuato sondaggi concreti, vedendo nel numero 8 bianconero il prototipo del guerriero moderno, capace di abbinare intensità agonistica e sensibilità tecnica. Spalletti, che considera McKennie l’equilibratore imprescindibile del suo sistema, continua a sollecitare la società: perderlo a zero sarebbe un rischio troppo alto.

Juve Lazio, ancora polemiche sugli episodi arbitrali: c’è la presa di posizione dell’AIA!

Juve Lazio, ancora polemiche sugli episodi arbitrali: c’è la presa di posizione dell’AIA! La decisione dei vertici arbitrali sul direttore di gara

Nessuna punizione, anzi: una promozione piena che spegne le polemiche sul nascere. Il lunedì post campionato porta con sé il verdetto definitivo dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) sulla direzione di gara di Marco Guida nel delicato big match tra Juventus e Lazio. Nonostante le veementi proteste sollevate dall’ambiente bianconero per alcuni episodi controversi che hanno infiammato il pareggio dello “Stadium”, i vertici arbitrali hanno valutato positivamente l’operato del fischietto della sezione di Torre Annunziata, ritenendo le sue decisioni coerenti con il regolamento attuale.

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Il focus dell’analisi tecnica, come riportato dettagliatamente da La Gazzetta dello Sport, si è concentrato sull’episodio chiave avvenuto nell’area di rigore dei Capitolini: il contatto sospetto tra il difensore spagnolo Mario Gila e il terzino colombiano Juan Cabal. La decisione di campo di lasciar correre, avallata dal silenzio operativo della sala VAR, è stata giudicata ineccepibile dalla Commissione. Secondo la ricostruzione dei designatori, infatti, il centrale della squadra biancoceleste avrebbe mostrato una chiara dinamica corporea volta a ritrarre la gamba per evitare l’impatto diretto con l’avversario. Questa “intenzione di disimpegno” è stata determinante per non concedere la massima punizione.

Anche la gestione complessiva della gara, inclusi i momenti di alta tensione legati all’azione del gol annullato al trequartista olandese Teun Koopmeiners, è stata ritenuta solida e autoritaria. Di conseguenza, non ci sarà alcuno stop punitivo per Guida: nessuna “pausa di riflessione” né retrocessione in gare di seconda fascia. La designazione per una sfida così complessa è stata onorata al meglio secondo i vertici federali, che ribadiscono la loro totale fiducia nell’arbitro campano in questa fase cruciale del campionato. Il caso è ufficialmente chiuso: la Juventus incassa la spiegazione tecnica, mentre la classe arbitrale fa quadrato attorno al suo direttore di gara.

Chelsea, Rosenior ammette: «Impressionato da Palmer! Mi sono inserito subito con i giocatori, la strada è questa»

L’allenatore del Chelsea, Liam Rosenior, ha detto la sua sul momento dei Blues e su Cole Palmer in vista del match di FA Cup con l’Hull City

Alla vigilia della FA Cup, il tecnico del Chelsea, Liam Rosenior, ha espresso ottimismo ai canali ufficiali. L’allenatore ha lodato la velocità di apprendimento tattico del gruppo nonostante le poche sedute svolte. Parole al miele per Cole Palmer: il fantasista inglese, reduce dallo show contro i Wolves, è considerato un elemento di classe mondiale imprescindibile per il futuro dei Blues.

LAVORO – «Sì, ci vuole tempo, ma ciò che è stato davvero incoraggiante e piacevole è che i giocatori hanno recepito moltissime informazioni, partecipando a tante riunioni tecniche nonostante le poche sessioni di allenamento, e hanno messo in pratica ciò che volevamo nella maggior parte dei casi. Quindi sì, sono segnali positivi, ma dobbiamo continuare su questa strada».

IL RECUPERO DI PALMER – «Sì, credo che ogni giocatore di classe mondiale sia fondamentale per ciò che si vuole raggiungere. Per me è stato fantastico vederlo divertirsi giocando a calcio e sabato è stato eccezionale vederlo segnare gol a raffica (contro i Wolves, ndr); spero che la sua forma continui così».

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Juventus, il ds Ottolini annuncia: «Contatti in corso per il rinnovo di McKennie! E su Vlahovic…»

Juventus, il ds Ottolini annuncia: «Contatti in corso per il rinnovo di McKennie! E su Vlahovic…». Poi si esprime sul futuro di Spalletti

In vista del Derby d’Italia contro l’Inter, il direttore sportivo della Juventus, Marco Ottolini, ha tracciato la rotta del club ai microfoni di Sky Sport. Il dirigente ha confermato la totale fiducia in Luciano Spalletti, sottolineando come il lavoro del tecnico di Certaldo e del suo staff abbia migliorato sensibilmente la rosa, garantendo stabilità al progetto tecnico avviato in autunno sotto la supervisione dell’AD Damien Comolli.

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Ottolini si è poi soffermato sui singoli, blindando i gioielli della casa. Parole al miele per il talento turco Kenan Yildiz, definito un orgoglio per il percorso di crescita compiuto, e per l’instancabile centrocampista statunitense Weston McKennie, con cui i colloqui per il prolungamento proseguono spediti. La vera apertura, però, riguarda Dusan Vlahovic. Nonostante le voci di addio a parametro zero verso il Barcellona, il DS ha apprezzato l’atteggiamento del bomber serbo in tribuna contro la Lazio, interpretandolo come segnale di professionalità. Il rientro dell’attaccante è previsto per metà marzo e, a sorpresa, la porta per il rinnovo non è stata chiusa definitivamente dalla società.

PAROLE – «Siamo estremamente contenti del lavoro che Spalletti sta facendo insieme al suo staff, penso che lo vedano tutti, anche da fuori, quanto la squadra e i calciatori singolarmente siano migliorati, e quindi adesso abbiamo tante partite a febbraio molto importanti, ma siamo convinti che si andrà avanti. 

Yildiz? Avendone visto tutto il percorso, averlo visto arrivare a questo livello in prima squadra, è qualcosa che capita credo poche volte nel calcio, per cui la soddisfazione è ancora maggiore. I giocatori forti li vogliamo tenere, McKennie sta facendo bene, è un giocatore di grande quantità e qualità, un giocatore instancabile, un giocatore che sta avendo numeri importanti, stiamo procedendo con i colloqui con lui e con il suo entourage. 

L’esultanza di Vlahovic contro la Lazio nonostante il contratto in scadenza? Questa è stata una delle considerazioni che abbiamo fatto. Perchè comunque Vlahovic entro qualche settimana tornerà a disposizione. Il discorso per il rinnovo è chiuso? No». 

Como Women, Paolo Tramezzani è il nuovo allenatore: adesso è ufficiale! Il comunicato

Como Women, Paolo Tramezzani è il nuovo allenatore: adesso è ufficiale! Il comunicato del club con tutti i dettagli sul nuovo tecnico

Nuova era per il F.C. Como Women. La società lariana ha ufficializzato l’arrivo in panchina di Paolo Tramezzani. Per l’ex difensore dell’Inter, si tratta della prima esperienza assoluta nel calcio femminile e di un ritorno in Italia dopo l’avventura al Livorno nel 2019. Il tecnico emiliano porta in dote un bagaglio internazionale maturato sulle panchine di Svizzera, Grecia e Croazia.

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IL COMUNICATO – «F.C. Como Women è felice di annunciare che Paolo Tramezzani è il nuovo allenatore della Prima Squadra, firmando un contratto fino a giugno 2028.

Allenatore di grande esperienza internazionale, Tramezzani è chiamato a guidare il gruppo in una fase importante della stagione, mettendo a disposizione del Club un percorso maturato in diversi contesti europei e internazionali. La scelta riflette la volontà del Como Women di affidarsi a un profilo solido, abituato a operare in ambienti multiculturali e con una grande personalità e leadership. “È stata una scelta ponderata, condivisa con la mia famiglia e approfondita con il Club. Ho trovato grande sintonia con la Società sul presente e sul futuro, e sono molto felice della decisione che ho preso”, ha dichiarato Tramezzani. “Mi piace pensare al calcio come a un progetto, non solo nell’immediato ma anche in prospettiva. Il mio obiettivo è dare il massimo per far crescere il Club e le ragazze, costruendo insieme un percorso solido e duraturo. Aver vissuto e allenato all’estero mi ha permesso di sviluppare una mentalità internazionale, utile in un contesto come quello del Como Women, con una proprietà straniera e una rosa composta da diverse calciatrici internazionali. Credo sia fondamentale condividere una visione comune e un’idea chiara di lavoro”, ha aggiunto l’allenatore. 

Tramezzani ha inoltre sottolineato: “Fin dal primo allenamento sono rimasto colpito dal livello e dall’atteggiamento delle ragazze. Vogliamo crescere partita dopo partita, con l’impegno e il cuore necessari per rendere orgogliosi i nostri tifosi di quello che la squadra farà sia dentro che fuori dal campo”»

Napoli Como, Conte sfida Fabregas a caccia della semifinale di Coppa Italia: spazio alla gioventù per i partenopei

Napoli Como, Conte sfida Fabregas a caccia della semifinale di Coppa Italia: spazio alla gioventù. Come arrivano gli azzurri alla sfida

Nonostante lo Scudetto cucito sul petto e un solido terzo posto in classifica, il Napoli vive un perenne stato di esame. La sfida di questa sera al “Diego Armando Maradona” contro il Como non è un semplice quarto di finale di Coppa Italia, ma un test di maturità necessario per scacciare i fantasmi di un periodo opaco. Come sottolineato da Il Mattino, battere la formazione guidata da Cesc Fàbregas, tecnico spagnolo che ha dato un’identità ambiziosa ai Lariani, significa centrare una semifinale che manca da un lustro e regalarsi una suggestiva doppia sfida contro l’Inter.

A Castel Volturno, però, l’atmosfera è condizionata dall’infermeria. Antonio Conte, determinato a conquistare quel trofeo nazionale che ancora manca nella sua bacheca personale, ha dovuto sciogliere il dubbio più pesante: Scott McTominay non sarà della partita. L’infiammazione che tormenta il centrocampista scozzese ha spinto lo staff medico alla massima prudenza, preservandolo in vista del big match di domenica contro la Roma. Tra i pali si rivedrà Vanja Milinkovic-Savic, imponente portiere serbo, mentre in difesa ci sarà un turno di riposo per Alessandro Buongiorno: dopo la prova shock di Genova, il centrale italiano lascerà il posto a Sam Beukema, difensore olandese pronto ad agire come braccetto di destra.

La vera rivoluzione, tuttavia, è attesa dalla cintola in su. Il jolly macedone Eljif Elmas scalerà in mediana per affiancare il regista slovacco Stanislav Lobotka, liberando spazio a un attacco inedito e freschissimo. Conte è pronto a lanciare dal primo minuto la “meglio gioventù”: spazio all’esordio da titolare per Giovane, talento appena arrivato dal mercato, supportato dalla fantasia di Antonio Vergara e dalla potenza del bomber danese Rasmus Hojlund. Un tridente di ventitrenni chiamato a trascinare i Partenopei davanti a 50mila spettatori, in una notte dove vincere e convincere è l’unico imperativo.

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Pisa, rebus Tramoni per Hiljemark: col Milan chance dal 1′ nel nuovo tridente? Il tecnico prova a dargli una collocazione tattica

Pisa, rebus Tramoni per Hiljemark: col Milan chance dal 1′ nel nuovo tridente? Il tecnico prova a dargli una collocazione tattica. L’idea dello svedese

Tra i tanti nodi da sciogliere per tentare una disperata rincorsa alla salvezza, il nuovo tecnico del Pisa, Oscar Hiljemark, deve risolvere il “rebus” tattico legato a Matteo Tramoni. Come analizzato dalla Gazzetta dello Sport, l’allenatore svedese ha approcciato la sua avventura in Toscana con un chiaro ordine di priorità: prima blindare la retroguardia, poi pensare a offendere. Il pareggio a reti bianche nello scontro diretto contro il Verona ha portato il primo clean sheet esterno della stagione, ma ha certificato un attacco sterile e un record negativo condiviso con il Wolverhampton: una sola vittoria in tutto il campionato.

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Al “Bentegodi”, a farne le spese è stato proprio il talentuoso fantasista corso. Per la prima volta escluso per scelta tecnica, Tramoni ha pagato le esigenze di equilibrio difensivo.

SCELTA TECNICA – «Non ha giocato per motivi tattici».

Così Hiljemark ha giustificato l’esclusione nel post-partita, aggiungendo un capitolo alla stagione complicata del numero 10 dei Nerazzurri. Già sotto la precedente gestione di Alberto Gilardino, il giocatore aveva faticato a trovare la giusta collocazione nel rigido 3-5-2, finendo quasi per essere ceduto al Palermo nelle ultime ore della sessione invernale di mercato.

Ora però la musica deve cambiare necessariamente. Venerdì sera alla “Cetilar Arena” arriva il Milan, seconda forza del torneo, e il Pisa non può più permettersi calcoli. Hiljemark sta preparando un 3-4-3 più spregiudicato per provare a scardinare la difesa dei Rossoneri e migliorare il pessimo score di soli 3 gol segnati tra le mura amiche. Tramoni è pronto a riprendersi la scena, ma dovrà vincere il ballottaggio con Samuel Iling-Junior, l’esterno offensivo inglese arrivato a gennaio e ancora in attesa dell’esordio assoluto. Che sia dal primo minuto o a gara in corso, la fantasia dell’ex Cagliari sarà l’arma in più per tentare l’impresa.

Quote calcio e Serie A: come capirle davvero senza farti ingannare dai numeri

A prima vista le quote possono sembrarti dei numeri incomprensibili, invece hanno un loro senso e sono anche abbastanza semplici da capire. Il mercato delle scommesse sportive online nel 2025 ha raggiunto i 13,9 miliardi di euro e la spesa è stata di circa 1,7 miliardi, quindi decisamente è un settore molto affollato. Se segui la Serie A e ti piace ragionare sui pronostici, sono tanti gli aspetti che devi prendere in considerazione.

Se provi a guardare le quote della stessa partita su più siti, noti subito che i numeri cambiano anche solo di pochi centesimi. Non è una cosa da poco, quelle differenze ti fanno capire che ogni operatore “prezza” la partita in modo diverso. Proprio per questo, ci sono delle piattaforme come sbo.net che si occupano di comparare i bookmaker e che mettono le quote affiancate così puoi capire subito quando sono favorevoli rispetto alla media. Oggi, il mercato è così vasto che iniziare da zero e imparare a destreggiarsi tra centinaia di provider non è affatto semplice. I comparatori come sbo.net nascono proprio per semplificare questo passaggio e per aiutarti a capire come vanno valutate le quote e quali sono quelle più vantaggiose. Se sei un appassionato della Serie A, di certo sai che la stagione 2024-25 si è chiusa con 380 partite e 973 gol, cioè 2,56 gol a partita. Ci sono state 151 vittorie in casa, 108 pareggi e 121 vittorie in trasferta. Quando il campionato è così bilanciato, leggere bene le quote è importante per capire se il mercato si aspetta una partita bloccata, aperta, oppure una gara con un favorito netto. In questo, i comparatori sono di grande aiuto perché ti semplificano il lavoro e ti mostrano subito quali sono i bookmaker che offrono le quote migliori.

La quota è un prezzo soggettivo, cosa vuol dire se le quote sono alte o basse

Devi partire da un’idea molto semplice, cioè che la quota è un prezzo. Non è un voto che indica la forza della squadra e non è nemmeno una previsione gratuita. È il “costo” di un esito. Nelle scommesse a quota fissa, la regola di base è aritmetica: quota x posta = importo restituito se l’esito si verifica. Questa definizione ti dice proprio che la quota funziona come moltiplicatore della posta per determinare l’importo da restituire in caso di vincita.

Da qui, ci sono due conseguenze:

  • Se vedi una quota bassa (tipo 1,30), il prezzo dell’esito è alto nel senso che, per ottenere un ritorno significativo, serve una posta più alta.
  • Una quota più alta (tipo 3,80) promette un ritorno più grande, ma di solito corrisponde a un esito considerato meno probabile.

Questo vale a prescindere dalla tifoseria e dal momento, la quota comunica due cose insieme, sempre. Ti dice quanto potresti incassare e, indirettamente, quanta probabilità sta attribuendo il mercato a quell’esito.

Un modo semplice e veloce per calcolare la probabilità implicita

Adesso, quello che devi fare è trasformare la quota in una percentuale. Con le quote decimali, che sono le più comuni in Italia, la probabilità implicita si calcola così:

probabilità implicita (%) = (1 / quota) × 100

Ecco un esempio: immagina di avere una quota 2,00. Allora la probabilità è uguale a 1 / 2,00 = 0,5 che corrisponde al 50%. Cosa significa? Che quando vedi una quota di 2,00 vuol dire che il mercato la valuta come un 50% circa.

Ecco un altro esempio: immagina di avere una quota 1,85. Allora la probabilità è uguale a 1 / 1,85 = 0,5405 che corrisponde al 54,1%.

Questa conversione ti aiuta perché anziché guardare quanto paghi devi guardare quante possibilità ci sono che l’evento succeda.

In Italia si usano soprattutto le quote decimali, scopri come leggere le vincite e i ritorni

Se frequenti i bookmaker italiani, le quote decimali sono senza dubbio le più diffuse. Sono comode perché includono già la posta nel totale.

Ecco un esempio: se punti 10€ a quota 1,80, il ritorno totale è pari a 10€ x 1,80 = 18€. Quindi, il profitto netto è di 18€ − 10€ = 8€. Se non vuoi fare due operazioni, per calcolare il profitto puoi applicare questa semplice formula:

profitto netto = posta x (quota − 1)

Prova ad applicarlo all’esempio precedente: il profitto corrisponde a 10€ x (1,80 − 1) = 10€ x 0,80 = 8€.

C’è anche un dettaglio che bisogna considerare, il regolamento sulle scommesse a quota fissa definisce la quota come un numero con fino a tre decimali. In pratica, questo spiega perché a volte trovi 1,91 e altre volte 1,913. Il formato decimale può essere fino al millesimo, e quelle differenze piccole cambiano davvero il ritorno, soprattutto se fai tante giocate nel tempo.

Quote frazionarie e quote americane, meno comuni ma altrettanto importanti

Anche se in Italia nelle quote della Serie A incontrerai quasi sempre il formato decimale, ogni tanto può capitare di vedere le quote frazionarie (tipo 5/2) o quelle americane, soprattutto se usi degli strumenti che ti permettono di cambiare formato. Le quote frazionarie descrivono il profitto rispetto alla posta, quindi 5/2 vuol dire che per ogni 2 puntati vinci 5 di profitto. Per passare ai decimali, c’è questa formula:

quota decimale = (numeratore / denominatore) + 1

Ecco un altro esempio pratico: 5/2 = (5 / 2) + 1 = 2,5 + 1 = 3,5 (cioè 3,50).

Le quote americane (moneyline) hanno un segno + o −. Il principio è sempre lo stesso, cambia solo come viene comunicato: +200 significa che hai un profitto di 200 su 100 di posta, mentre −200 significa che devi puntare 200 per fare 100 di profitto. Se vuoi trasformarle in probabilità implicita, puoi usare le formule standard:

Per quote americane negative: probabilità implicita = |quota| / (|quota| + 100) x 100
Per quote americane positive: probabilità implicita = 100 / (quota + 100) x 100

Senza entrare troppo nei dettagli e nelle formule complesse, sappi che non esistono delle quote migliori o peggiori di altre, semplicemente i formati sono diversi ma rappresentano la stessa informazione. Se sei un principiante, inizia con le quote decimali che sono le più intuitive e man mano che prendi confidenza sentiti libero di esplorare anche con gli altri formati.

Perché la somma delle probabilità supera il 100%, i guadagni dei bookmaker

Ora che hai capito le basi, c’è un altro aspetto molto importante che deve essere preso in considerazione. Le quote non sono delle probabilità pure, infatti incorporano quasi sempre anche un margine. Se prendi un classico 1X2, hai tre esiti: 1, X e 2. Se converti ogni quota in probabilità implicita e poi sommi, di solito ottieni un totale che è superiore al 100%. Non è un errore di calcolo! Quella differenza è una misura del margine complessivo, si chiama overround.

Si può calcolare l’overround come somma degli inversi delle quote decimali, e l’inverso dell’overround è legato al payout atteso. A questo punto serve per forza un esempio per rendere tutto più chiaro:

1 a 2,20 corrisponde a 1/2,20 = 45,45%
X a 3,30 corrisponde a 1/3,30 = 30,30%
2 a 3,60 corrisponde a 1/3,60 = 27,78%

Se fai la somma: 45,45 + 30,30 + 27,78 = 103,53%

Quel 103,53% ti dice che il mercato non è fair al 100%. È normale che sia sopra il 100% in molte offerte a quota fissa, perché chi fa le quote deve avere anche ritorno economico. Perché questo dato è importante? Perché quando confronti le quote su più siti diversi non devi guardare solo chi dà l’esito più alto, ma anche qual è il bookmaker più conveniente.

I mercati più comuni per una partita di campionato, il must se segui la Serie A

Il prossimo step è capire come funzionano le quote nel calcio italiano e, più nello specifico, nella Serie A. I nomi dei mercati potrebbero cambiare leggermente da un sito all’altro, ma più o meno sono tutti simili. Il mercato 1X2 è il più semplice: 1 è vittoria casa, X pareggio e 2 vittoria trasferta. In questo mercato puoi anche optare per la doppia chance, cioè invece di scegliere solo uno dei tre esiti, puoi sceglierne due con una sola giocata (1X, X2 oppure 12).

Il Draw No Bet (che puoi trovare abbreviato come DNB) assomiglia al “testa a testa” nel calcio. In pratica, scegli una squadra e se vince incassi, se perde perdi, se finisce pari ti rimborsano la posta.

Poi ci sono i mercati sui gol che sono molto diffusi perché non ti obbligano a prevedere un vincitore. L’Over/Under 2,5 è un classico: Over significa almeno 3 gol totali e Under significa massimo 2 gol totali.

I numeri della Serie A che devi prendere in considerazione per fare dei pronostici realistici

Le quote, ovviamente, riflettono l’ambiente in cui si gioca. Prendi per esempio la stagione 2024-2025: ha avuto 380 partite e 973 gol totali. Se fai la divisione, ottieni circa 2,56 gol a partita. Questo dato, già da solo, ti spiega perché le linee come 2,5 gol sono diventate uno standard: si muovono proprio attorno al livello medio del campionato.

Sempre nella stessa stagione, la distribuzione dei risultati è stata: vittorie in casa 151 (39,74%), pareggi 108 (28,42%), vittorie fuori 121 (31,84%). Non c’è bisogno di essere degli esperti per capire che il pareggio non è un evento così raro. Questo vuol dire che se stai guardando un 1X2 e la X ti sembra sempre troppo alta o troppo bassa, questa percentuale è un riferimento reale.

Anche i gol in casa e trasferta hanno molto da dire, infatti se i gol in casa sono stati 509 (52,31%) e quelli in trasferta sono stati 464 (47,69%) vuol dire che il fattore campo esiste, ma non è così decisivo.

Dalla quota alla scelta, un metodo rapido e ripetibile per agire con consapevolezza

Capire le quote, alla fine, significa non farti ipnotizzare dal numero. Una quota è un moltiplicatore e, allo stesso tempo, una probabilità implicita che include un margine. Non concentrarti troppo sulle formule se ti sembrano complesse, parti dalle basi e approfondisci volta per volta quando ne hai bisogno. Ricordati che ci sono piattaforme che si occupano proprio di comparare le quote e di individuare i bookmaker più convenienti, così non devi fare tutti i calcoli da solo.

Il mondo delle quote e delle probabilità è complesso, non spaventarti all’inizio se ti sembra di non capire tutto, molte cose sono più semplici nella pratica piuttosto che nella teoria. La cosa importante è che tu capisca che non bisogna lasciarsi guidare dall’istinto, ma che è importante fare delle valutazioni consapevoli e ragionate.

Giovanni Galli ricorda il figlio Niccolò: «Ogni sera, nelle mie preghiere, il pensiero va a lui. C’è un aspetto sul quale faccio fatica a dare una risposta»

Giovanni Galli ricorda il figlio Niccolò, a 25 anni dalla sua scomparsa: le parole toccanti dell’ex portiere di Milan, Napoli e Torino

Venticinque anni dopo quel tragico 9 febbraio 2001, il ricordo di Niccolò Galli resta indelebile. Giovanni Galli, campione del mondo con l’Italia di Bearzot e colonna del Milan di Sacchi, ha trasformato il dolore in speranza attraverso la Fondazione intitolata al figlio Niccolò, scomparso giovanissimo. Ecco le parole affidate a La Nazione.

IL RICORDO QUOTIDIANO – «A Casteldebole il ricordo si ripete ogni 9 febbraio grazie al Bologna. Per me torna ogni giorno, ogni momento. Alla sera, nelle mie preghiere, prima di addormentarmi, il pensiero corre a lui. Mi chiedo sempre come sarebbe ora, se potessi vederlo. Con quel volto da ragazzino, che mi salutò quando aveva 17 anni. Oppure quello di un uomo di 42. C’è un altro aspetto al quale faccio fatica a dare risposta: la forza di un giovane che ha lasciato ovunque ricordi piacevoli».

L’ORGOGLIO DI PADRE – «Sì, era un bravo ragazzo ma non solo quello. Penso al presidente Giuseppe Gazzoni e allo slancio che ebbe e del quale sono grato. In fondo Niccolò era a Bologna da sei mesi. Aveva giocato mezza partita in serie A. Eppure ha lasciato il segno. Per me, da padre, un motivo di grande orgoglio».

AVEVA 17 ANNI – «Io ne avevo 19 quando persi mio babbo, Mario. A 19 anni, avevo appena esordito in serie A, portai i fiori sulla sua tomba. A 42 mi sono ritrovato a fare lo stesso gesto, nei confronti di Niccolò. È un qualcosa contro natura. Come figlio sei più o meno preparato al fatto che un giorno perderai mamma e papà. Ma un figlio no. Non sei preparato, non te lo aspetti. Non esiste. Avrei fatto cambio».

LA NASCITA DELLA FONDAZIONE – «Sono stati gli amici, i primi, ad avere l’idea. Erano tutti minorenni. Mancavano i soldini. Con alcuni genitori ci siamo dati da fare. Nel periodo della sua scomparsa, un compagno ebbe un incidente. C’erano cure costose da affrontare. Abbiamo inserito questa voce nello statuto. Poi abbiamo pensato a borse di studio. Niccolò adorava studiare. Sa perché decise di lasciare Londra e l’Arsenal dove pure stava benissimo? Voleva studiare. Nel sistema inglese, finisci a 16 anni. Si allenava al mattino e al pomeriggio frequentava una scuola privata per non perdere contatto con lo studio. Ma lui mi diceva: “Babbo, io voglio andare a scuola al mattino per non pensare al calcio. Al pomeriggio gioco e così non penso allo studio”. Arrivò per questo a Bologna».

RIVEDERSI – «È il grande enigma. Magari con il volto di ragazzo di 17 anni. Magari sarò io invecchiato. Non sappiamo quale forma prenderà la nostra anima. Però una certezza ce l’ho. Lo riabbraccerò io, lo riabbraccerà mia moglie. Lo abbracceranno le sorelle Camilla e Carolina, in modo sereno. Ci ritroveremo».

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Verona, ultima chiamata a Parma: Sammarco si gioca tutto. Spunta la carta dei rientri per la salvezza

Verona, ultima chiamata a Parma: scaligeri ultimi e nel caos, contestazione aperta alla proprietà. Sammarco punta su due recuperi preziosi

Domenica alle ore 15, lo stadio “Ennio Tardini” diventerà il teatro di un drammatico crocevia per il destino dell’Hellas Verona. La sfida contro il Parma rappresenta forse l’ultima spiaggia per una squadra sprofondata nel momento più buio della sua storia recente. Ultimi in classifica, a braccetto con quel Pisa affrontato appena quattro giorni fa al “Bentegodi” in una gara spettrale chiusa senza tiri in porta, i Gialloblù sono chiamati a una reazione d’orgoglio. Sulla panchina siede Paolo Sammarco, tecnico promosso dalla Primavera e subentrato all’omonimo Paolo Zanetti, che si trova a gestire il suo secondo scontro diretto consecutivo per la salvezza in un clima surreale.

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L’atmosfera attorno al club è, infatti, una polveriera. Come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport, la contestazione della piazza verso la proprietà americana è ormai totale e feroce. La dirigenza è accusata di aver indebolito la rosa sacrificando il progetto tecnico sull’altare del bilancio, con la cessione del talento Giovane vista come l’ennesimo affronto. In questo contesto, Sammarco tira dritto, consapevole di non avere colpe sulla costruzione della squadra ma di dover tentare l’impossibile.

Uno spiraglio di luce, però, arriva dall’infermeria. La ripresa degli allenamenti odierna sarà decisiva per il recupero di due pilastri: Rafik Belghali e Armel Bella-Kotchap. L’esterno algerino manca dal 10 gennaio per un infortunio alla caviglia subito in Coppa d’Africa, mentre il possente centrale tedesco è ai box dal giorno successivo per un problema muscolare. Non è un caso che l’ultima vittoria degli Scaligeri, datata 14 dicembre contro la Fiorentina, abbia visto entrambi in campo per 90 minuti a proteggere la doppietta del bomber nigeriano Gift Orban. Ritrovare la solidità difensiva è l’unica speranza per tentare il blitz in Emilia.

Jones via dal Liverpool? Non solo l’Inter: un’altra italiana fiuta l’affare! L’indiscrezione dall’Inghilterra

Jones via dal Liverpool? Non solo l’Inter: un’altra squadra della Serie A fiuta l’affare! L’indiscrezione dall’Inghilterra: ecco di chi si tratta

Il futuro di Curtis Jones sembra tingersi sempre meno di rosso e sempre più di tinte incerte lontano da Anfield. Il talentuoso centrocampista inglese, autentico prodotto del vivaio del Liverpool, è finito ai margini del progetto tecnico dei Reds e il suo addio appare ormai una possibilità concreta in vista della prossima estate. Durante l’ultima sessione invernale di mercato, l’Inter si era mossa con decisione sul giocatore. La dirigenza della Beneamata aveva infatti individuato nel classe 2001 il sostituto ideale nel caso in cui si fosse concretizzata la cessione di Davide Frattesi. L’incursore della Nazionale azzurra era finito nel mirino del Nottingham Forest, ma il mancato incastro ha bloccato l’effetto domino, congelando momentaneamente l’arrivo del mediano britannico alla corte di Cristian Chivu.

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Ora, però, lo scenario si arricchisce di una nuova, pericolosa pretendente. Secondo quanto riferito dal portale TeamTalk, anche l’Atalanta ha acceso i radar sulla situazione del giocatore. La Dea, guidata dal tecnico Raffaele Palladino, è sempre attenta a profili internazionali di spessore tecnico e monitora con grande interesse l’evoluzione contrattuale del ragazzo. L’accordo di Jones con il club del Merseyside scade il 30 giugno 2027 e le trattative per il rinnovo sono attualmente in una fase di stallo preoccupante, che spinge l’entourage a guardarsi attorno per trovare una nuova sistemazione.

La concorrenza per giugno si preannuncia agguerrita. Oltre alle due compagini di Serie A, sul giocatore ci sono gli occhi vigili della Premier League (Newcastle e Crystal Palace) e della Bundesliga (Lipsia e Borussia Dortmund). A gennaio il prestito ai Nerazzurri saltò perché il Liverpool pretendeva di risolvere la questione contrattuale prima di cederlo a titolo temporaneo. In vista dell’estate, con un solo anno di contratto residuo, le pretese economiche potrebbero scendere. Sia Marotta che i Percassi mantengono il dossier aperto: la caccia al talento di Liverpool è appena iniziata.

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Dimarco re degli assist, nessuno come lui in Europa! E l’Inter pensa a blindarlo col rinnovo a vita: il piano d’azione dei dirigenti meneghini

In un’Inter che domina la classifica con 58 punti e viaggia a ritmi vertiginosi, il vero fattore di squilibrio porta il nome di Federico Dimarco. L’esterno milanese, cresciuto nel vivaio e tifoso dichiarato della Beneamata, è diventato l’arma letale dello scacchiere tattico disegnato da Cristian Chivu. Mentre Milano vive l’atmosfera delle Olimpiadi, il club di Viale della Liberazione ha già tracciato il futuro del suo simbolo: nonostante un contratto valido fino al 2027 (con opzione per il 2028), in primavera le parti si siederanno al tavolo per un rinnovo che legherà il giocatore ai colori nerazzurri praticamente a vita.

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Numeri da capogiro: caccia al record storico

I dati forniti dalla Lega Serie A sono impressionanti: 13 assist e 5 gol in questo scorcio di stagione. Una cifra mostruosa che lo proietta nella storia del campionato: nessun difensore recente aveva fatto meglio a questo punto del torneo. L’unico precedente paragonabile risale a Massimo Oddo nella stagione 2005-06, il quale però impiegò un intero campionato per toccare quota 13 passaggi vincenti. In Europa, solo il talento francese Michael Olise del Bayern Monaco ha fatto meglio (16 assist per Kane e compagni), ma agendo da esterno offensivo puro nel tridente, un ruolo ben diverso dal “quinto” a tutta fascia interpretato dall’interista nel 3-5-2.

Il confronto con i top europei

Il paragone con i pari ruolo continentali esalta ulteriormente il rendimento del numero 32. Lo spagnolo Alejandro Grimaldo, stella del Bayer Leverkusen, viaggia a quota 5 gol e 5 assist, mentre il portoghese Nuno Mendes del PSG si ferma a 3 reti e 3 servizi vincenti in Ligue 1. Il motore impiantato dal tecnico rumeno ha reso Dimarco un unicum mondiale. Ora il mirino è puntato sul Derby d’Italia di sabato contro la Juventus: con il rientro in gruppo dei centrocampisti Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu, il suo mancino sarà la chiave per scardinare la difesa di Luciano Spalletti e servire nuove palle gol a Lautaro Martinez e Marcus Thuram.

Stramaccioni gioca Inter Juve: «Ecco quali possono essere i giocatori chiave, Chivu è in simbiosi con i suoi ragazzi, Spalletti mi piace»

L’ex allenatore nerazzurro Andrea Stramaccioni ha voluto dire la sua in vista del derby d’Italia tra Inter e Juventus di sabato sera

Andrea Stramaccioni conosce bene il sapore del Derby d’Italia. Il 3 novembre 2012, la sua Inter fu la prima squadra a violare lo Juventus Stadium dopo 49 partite di imbattibilità bianconera, vincendo 3-1. A La Gazzetta dello Sport l’attuale talent di DAZN analizza il prossimo scontro tra i nerazzurri di Chivu e la Juve di Spalletti. Queste le dichiarazioni dell’ex tecnico nerazzurro.

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IL SEGRETO DELLA VITTORIA DEL 2012 – «Dare le indicazioni più specifiche individualmente e privatamente nella mia camera d’albergo la notte prima della partita. Piccoli colloqui più profondi di una riunione. I grandi calciatori che avevo a disposizione non solo concordarono nella preparazione della partita, ma si esaltarono: da Milito a Cambiasso a Zanetti passando per Cassano e Samuel».

LO STATO DI FORMA DELLE DUE SQUADRE – «L’Inter mentalmente sta benissimo, nelle ultime 12 in A ne ha vinte 11, ha segnato 31 gol e ne ha subiti solo 6 di cui 4 in due partite. Gioca davvero bene e rende apparentemente semplici partite per tutti complicate. Arriva a questo scontro diretto in condizioni eccellenti. La Juve di Spalletti mi piace molto, viene dal passo falso di Bergamo ma ha un’identità forte e questa partita sarà un vero e proprio test per valutare il livello raggiunto dopo 22 partite del nuovo ciclo».

IL DIVARIO DI 12 PUNTI IN CLASSIFICA – «Si, i punti ci sono tutti, ma i due progetti non sono paragonabili. L’Inter, ha cambiato allenatore ma ha un gruppo consolidato ed esperto che viene da due finali di Champions, uno scudetto e un altro perso sul filo di lana. La Juve sta costruendo ora con Spalletti il suo nuovo ciclo».

LA DICHIARAZIONE DI CHIVU SULLA “PARTITA COME LE ALTRE” – «L’Inter all’andata ha perso con Juve, Napoli e Milan e al ritorno ha pareggiato ancora col Napoli. Ha ragione Chivu da un punto di vista comunicativo, ma l’Inter può suggellare il suo fin qui straordinario percorso vincendo sabato il primo scontro diretto contro una delle tre inseguitrici».

LE CHIAVI TATTICHE DELLA SFIDA – «Vedo due situazioni: la prima è la solidità della fase di non possesso della Juve contro la straordinaria capacità finalizzativa dell’Inter. E non parlo di difesa contro attacco ma di una fase difensiva di squadra, di duelli e occupazione degli spazi. La seconda è capire se la Juventus riuscirà a togliere all’Inter le sue sicurezze, gestendo il pallone con personalità nella metà campo avversaria, passando per chi gestisce più palloni difficili come Yildiz, Conceiçao e Locatelli su tutti».

I PROTAGONISTI ATTESI – «Cito due giocatori che mi piacciono tantissimo e che hanno già inciso in questa sfida: Marcus Thuram e Francisco Conceiçao».

IL CONFRONTO TRA CHIVU E SPALLETTI – «Contano il valore delle squadre, la preparazione della partita e la lettura dei momenti. Cristian è in simbiosi con i suoi ragazzi, è un allenatore leader riconosciuto unanimemente dallo spogliatoio, molto vicino alla testa dei calciatori ma che va dritto per le sue idee. Luciano è un maestro, tatticamente per me uno degli allenatori più preparati al mondo. Chivu ha giocato nella sua Roma spettacolare, lo conosce bene».

LE POSSIBILI SORPRESE IN ZONA GOL – «Può scaturire dalle palle inattive. Direi Bremer e Bastoni sorvegliati speciali in area avversaria».

IL VALORE DEL DERBY D’ITALIA – «Sono gare uniche, con atmosfere uniche. Valgono sempre 3 punti come dice Chivu, ma hanno un valore speciale per chi le gioca e per le tifoserie. Inter-Juve è una delle partite della nostra Serie A che vengono viste in tutto il mondo. E ne è anche spesso lo specchio».

LA STRATEGIA PER BATTERE LA JUVE NEL 2012 – «Reputai che l’unico modo per mettere in difficoltà la Juventus di Antonio Conte e di tantissimi campioni non fosse difendersi bene ma provare ad attaccarli. Perché in questa partita i tifosi di ambo le parti a prescindere da come finirà vorranno vedere la propria squadra che se la gioca dal primo all’ultimo minuto a testa alta su ogni pallone».

IL RICORDO DEI FESTEGGIAMENTI – «Ricordo che Cassano mi saltò sulle spalle al fischio finale urlando la sua gioia e poi un lungo abbraccio con Javier Zanetti nel tunnel, che non era solo il capitano ma anche per me un punto di riferimento umano dentro e fuori dal campo. Una bella pagina, indelebile, per chi vive o ha vissuto il mondo Inter».

Juventus, la mossa a sorpresa di Spalletti: McKennie falso 9 contro l’Inter, dopo il rinnovo?

Juventus, la mossa a sorpresa di Spalletti: McKennie falso 9 contro l’Inter, dopo il rinnovo? Mezza Europa alla finestra per lo statunitense

Quando il mare è in tempesta, serve un capitano in grado di tenere il timone dritto. In questa stagione complessa, la Juventus ha trovato il suo condottiero in Weston McKennie. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il centrocampista texano si prepara a vivere il Derby d’Italia contro l’Inter da protagonista assoluto, forse in una veste tattica inedita. Luciano Spalletti, in vista della supersfida di San Siro, starebbe meditando una mossa a sorpresa per scardinare la difesa di Cristian Chivu: schierare l’americano come “falso nove” o incursore aggiunto, in appoggio diretto al bomber canadese Jonathan David.

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Un jolly totale: 5 gol e leadership

L’obiettivo del tecnico toscano è chiaro: evitare che il suo centravanti rimanga isolato nella morsa dei centrali nerazzurri. McKennie, con i suoi movimenti perpetui a entrare e uscire dall’area, rappresenterebbe l’antidoto perfetto alla rigidità difensiva avversaria, replicando l’esperimento già visto l’anno scorso con Thiago Motta contro il Milan. I numeri, d’altronde, giustificano l’investitura: con 4 reti in campionato e una in Champions League, l’ex Schalke 04 sta vivendo la sua miglior annata a Torino, secondo per impatto solo al talento turco Kenan Yildiz. La sua capacità di adattarsi — da esterno basso a mezzala, fino a punta aggiunta — senza mai perdere identità lo rende il vero “tesoro” della Continassa.

Il nodo contratto e le sirene di mercato

Tuttavia, febbraio non dirà la verità solo sul campo, ma anche sul futuro. Il contratto del classe ’98 scade il prossimo giugno e la firma sul rinnovo non è ancora arrivata. La nuova dirigenza, con Damien Comolli in testa, è al lavoro per prolungare l’accordo almeno fino al 2028, consapevole che perdere un elemento del genere a parametro zero sarebbe un rischio enorme. Le pretendenti non mancano: Inter, Milan e Roma hanno già effettuato sondaggi esplorativi, così come diversi club di Premier League. Spalletti spinge per la conferma, sapendo che costruire la Juve del futuro senza il suo jolly tuttofare sarebbe un’impresa ben più ardua.

Bologna, Fenucci contro la deriva del VAR: «Serve la chiamata». Lo sfogo dell’ad rossoblù

Bologna, Fenucci contro la deriva del VAR: «Serve la chiamata». Lo sfogo e la presa di posizione dell’amministratore delegato rossoblù

Il clima in casa Bologna è incandescente e Claudio Fenucci ha deciso di alzare la voce. L’amministratore delegato dei Felsinei non ha digerito la gestione arbitrale nella recente sfida contro il Parma, in particolare l’espulsione comminata a Tommaso Pobega. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il dirigente considera il cartellino rosso sventolato al centrocampista ex Milan un errore palese, aggravato da un intervento della sala VAR di Lissone che ha trasformato la tecnologia in una “moviola in campo” ormai ingestibile. Per Fenucci, l’attuale protocollo sta snaturando il calcio, intervenendo su ogni minimo contatto e scontentando tutte le componenti del gioco.

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La proposta del club emiliano è chiara: serve un summit urgente tra società e classe arbitrale per introdurre il “VAR a chiamata” o arbitri professionisti dedicati, una riforma necessaria per la prossima stagione. Nel frattempo, però, c’è un campo da onorare. Il patron Joey Saputo non nasconde la preoccupazione per il calo di rendimento della squadra, prosciugata dalle energie mentali di un calendario serrato. Tuttavia, la società rinnova la piena fiducia a Vincenzo Italiano: la semifinale di Coppa Italia contro la Lazio è individuata come la scintilla ideale per riaccendere l’entusiasmo.

Sul fronte societario, arrivano rassicurazioni importanti: anche senza qualificazione europea, non ci sarà ridimensionamento. Il sacrificio sul mercato di Giovanni Fabbian, gioiello della mediana, finanzierà la campagna acquisti estiva, mentre l’addio di Emil Holm, laterale svedese, è stato una scelta tecnica condivisa. Capitolo infrastrutture: confermato l’investimento da 100 milioni per il restyling del “Dall’Ara”, ma il club pretende tempi burocratici certi. Intanto a Casteldebole, il tecnico ex Fiorentina cambia registro: dopo la sfuriata post-Milan, ha scelto la via del dialogo, elogiando la tenuta difensiva in inferiorità numerica ma vietando ai suoi giocatori di utilizzare gli errori arbitrali come alibi per le sconfitte.

Infortunio Gudmundsson, escluse lesioni ma la Fiorentina è in allarme: ecco quante partite salterà

Infortunio Gudmundsson, escluse lesioni ma la Fiorentina è in allarme: ecco quante partite salterà. Solomon scalda i motori

Un sospiro di sollievo misto a cautela filtra dal centro sportivo della Fiorentina. Gli esami strumentali a cui è stato sottoposto Albert Gudmundsson hanno escluso lesioni capsulo-legamentose acute alla caviglia sinistra, scongiurando lo scenario peggiore per il fantasista islandese. Tuttavia, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il problema sussiste: si tratta di una distorsione che costringerà il numero 10 viola a restare ai box per l’imminente trasferta di campionato contro il Como, in programma sabato.

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Paolo Vanoli non ha alcuna intenzione di forzare i tempi. Il tecnico varesino lascerà il giocatore a riposo anche per il doppio impegno di Conference League contro i polacchi dello Jagiellonia, preferendo dare spazio a chi ha avuto meno minutaggio. La data cerchiata in rosso sul calendario dello staff medico è lunedì 23 febbraio, giorno del delicatissimo scontro salvezza al “Franchi” contro il Pisa. Quello sarà il vero spartiacque della stagione per una squadra attualmente terzultima in classifica e distante tre punti dalla zona sicurezza occupata dal Lecce. Il recupero sarà monitorato quotidianamente, basandosi sulla soglia del dolore dell’ex Genoa, che già cinque mesi fa aveva dovuto gestire un infortunio simile, ma alla caviglia destra.

L’assenza del leader tecnico impone soluzioni immediate. Vanoli ha già pronto il piano B per arginare l’emergenza senza snaturare l’assetto tattico: Manor Solomon sarà dirottato sulla corsia di sinistra, la sua mattonella preferita, fin dal primo minuto. L’esterno offensivo israeliano, arrivato nel mercato di gennaio, si è rivelato finora l’acquisto più convincente, andando a segno in due gare consecutive contro Napoli e Torino. Sulla fascia opposta agirà l’inglese Jack Harrison (o in alternativa il terzino Fabiano Parisi), replicando lo schieramento visto nel secondo tempo contro i Granata. La speranza dei Gigliati è che la vena realizzativa di Solomon possa compensare la pesante assenza di Gudmundsson in questo snodo cruciale.

Italia, niente stage? Gattuso porta gli Azzurri a cena! La mossa del ct in vista dei playoff: e occhio ai possibili convocati

Italia, niente stage? Gattuso porta gli Azzurri a cena! La mossa del ct in vista dei playoff: patto d’acciaio con i calciatori

La corsa verso i playoff per il Mondiale 2026 non passa per i campi di Coverciano, ma attraverso un patto d’onore siglato a tavola. Di fronte all’impossibilità di organizzare uno stage collettivo a inizio febbraio, il Commissario Tecnico dell’Italia, Gennaro Gattuso, ha deciso di rimboccarsi le maniche trasformandosi in un motivatore itinerante. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista del Milan ha avviato un vero e proprio “tour italiano” per incontrare vis-à-vis i suoi ragazzi, replicando quelle dinamiche di spogliatoio e unità d’intenti che furono la fortuna dei rossoneri.

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La prima tappa si è consumata ieri a Milano, dove Gattuso ha riunito a cena il blocco dei calciatori militanti in Milan, Inter, Juventus, Bologna e Fiorentina. Ma il lavoro diplomatico del tecnico calabrese ha confini ben più ampi. Nei giorni scorsi, il CT aveva già macinato chilometri per raggiungere Mateo Retegui in Arabia Saudita e il regista Marco Verratti in Qatar, oltre a un blitz fondamentale a Londra. Nella capitale inglese, Gattuso ha dialogato con la nutrita colonia della Premier League, che include colonne come il portiere Gianluigi Donnarumma, il mediano Sandro Tonali e l’esterno Federico Chiesa, oltre ai difensori Riccardo Calafiori, Destiny Udogie e al portiere Guglielmo Vicario.

L’agenda è fitta: entro venerdì il tecnico farà tappa a Bergamo, Roma e Napoli. Un’attenzione particolare è stata riservata ai giocatori del Cagliari: per non interferire con il lavoro del tecnico Fabio Pisacane e non affaticare la squadra, sarà Gattuso a volare in Sardegna lunedì prossimo per incontrare il portiere Elia Caprile e il giovane esterno Marco Palestra. L’obiettivo è puramente psicologico: guardarsi negli occhi per preparare la sfida decisiva del 26 marzo a Bergamo contro l’Irlanda del Nord. Nel mirino del CT non ci sono solo i veterani, ma anche possibili sorprese come il centrocampista bianconero Fabio Miretti e il terzino Davide Bartesaghi, monitorati per il futuro o, chissà, per un posto al Mondiale se gli Azzurri supereranno anche l’eventuale finale contro la vincente di Galles-Bosnia.

Torino, col Bologna ancora senza Curva Maratona: motivo e comunicato – FOTO

Torino, contro il Bologna all’Olimpico Grande Torino non ci sarà ancora una volta la Curva Maratona, ecco motivo e comunicato

«Non è disinteresse. Non è abbandono». È un segnale. Inizia così il comunicato diramato dai Gruppi Organizzati della Curva Maratona ieri sera, lunedì 9 febbraio, poco prima delle 23. Il messaggio è chiaro e lo si intuisce leggendo le poche righe bianche stampate sul depliant con sfondo granata: il cuore pulsante dei tifosi del Torino non prenderà parte alla prossima gara casalinga di campionato, in programma domenica 15 febbraio contro il Bologna

Non si tratta di una misura inedita o di una novità assoluta, anzi. La Maratona aveva già presentato la stessa iniziativa in occasione dell’ultima partita disputata tra le mura amiche contro il Lecce (e vinta dal Torino per 1-0). Un’azione che aveva poi coinvolto anche lo spicchio suo dirimpettaio: la Curva Primavera, anch’essa rimasta deserta durante lo stesso incontro. Il motivo di un tale gesto è chiaro, quasi lapalissiano. Ovvero far sentire (attraverso il paradosso del silenzio) il proprio dissenso verso la società guidata dal patron Urbano Cairo, e se vogliamo anche verso una squadra reduce da una prima metà di campionato evidentemente non all’altezza delle aspettative.  

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Vediamo quindi il prosieguo del comunicato, mentre gli stessi gruppi annunciano che – il giorno della partita – si ritroveranno nel “chiosco” che trova ubicazione nel piazzale antistante alla Curva. «Anche per la partita contro il Bologna, la Curva Maratona ha deciso di continuare a non essere presente. Una scelta che va anche contro i nostri ideali, perché noi la Curva non la lasciamo mai, ma che continua a essere necessaria per difendere il Torino. O si cammina tutti nella stessa direzione, o questo segnale perde forza. La Curva che manca parla più di qualsiasi coro. Quello che dirà domenica è semplice: così non va più. La Maratona seguirà e sosterrà la squadra in trasferta. Per quanto riguarda le partite in casa, invece, fino a nuova comunicazione manterremo questa linea e ci ritroveremo davanti al chiosco sotto la Curva».

Nkunku svela: «Mai pensato di andar via dal Milan, il nostro obiettivo è arrivare in Champions. Vi racconto da dove nasce la mia esultanza»

L’attaccante del Milan, Christopher Nkunku, si è raccontato così in un intervista alla Gazzetta dello Sport: tanti i temi affrontati dal francese

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’attaccante del Milan, Christopher Nkunku, si è raccontato così tra campo, mercato e obiettivi personali e di squadra.

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MANCATA PREPARAZIONE – «La mia doppietta al Verona? Onestamente quei gol mi hanno reso molto felice, però il mio obiettivo era ed è essere in buona condizione. Quanto ha influito non aver fatto la preparazione estiva? Tantissimo. È come se un giornalista facesse un’intervista senza preparare le domande… Per me è stato difficile perché non avevo mai saltato una preparazione e la prossima estate farò di tutto perché non accada di nuovo: se non prendi parte al precampionato, non hai a disposizione 4-5 amichevoli per trovare la forma. Quanto ho sofferto per il digiuno di gol? Ho cercato di restare calmo perché conosco la mia qualità e sapevo che le reti sarebbero arrivate: era solo una questione di tempo e di condizione. Se giochi in attacco, devi segnare perché è il tuo lavoro. Credo comunque di aver aiutato la squadra in altri modi, ma se fai un assist o un gol … è più evidente. La cosa più importante comunque è vincere e fare quello che chiede Allegri».

ALLEGRI – «Quando Allegri dice qualcosa, devi farla tua perché ha tanta esperienza. In quel momento, più che sorridere, stavo nel mio mondo per cercare di essere pronto. Però sì, quando sorridi e vedi le cose in modo positivo, tutto cambia. Mi sento meglio rispetto all’inizio perché dopo la doppietta al Verona e un paio di incontri saltati per un problema alla caviglia, ho potuto giocare qualche gara di fila da titolare e questo mi ha aiutato».

OBIETTIVO – «Il mio obiettivo quest’anno? Non parliamo di numeri. Io ho sempre l’obiettivo di sfruttare le occasioni che ho per segnare: se ne ho 10-12, il mio focus è fare 10-12 gol. Per riuscirci devo continuare ad adattarmi al campionato che è diverso dagli altri in cui ho giocato. Qui le squadre tatticamente sono preparate al massimo, non si prendono molti rischi e non concedono spazi. Mi concentro su quello che il mister mi chiede e penso di poter rendere al meglio anche così».

MERCATO – «Non ho mai pensato di andare via dal Milan., questo è il punto. Il mio agente non mi ha parlato di offerte e quindi per me erano solo voci. E poi lui mi conosce bene: non gli ho chiesto di cercare altro o di ‘aprire’ ad altri club, perché volevo solo essere pronto a rendere qui al Milan. Nel mio lavoro, se inizi ad ascoltare tutti, non puoi concentrarti su ciò che conta. Un giorno dicono che vai lì, un altro che vai là, ma tu sei una persona sola, non puoi essere ovunque… So dove voglio stare e pazienza se la gente parla».

RABIOT – «É il miglior Rabiot mai visto? Io l’ho sempre conosciuto forte così. Ora forse è solo un po’ più decisivo. Anche perché Allegri lo vuole più offensivo, mentre prima giocava più “basso”. Adrien ha un tiro fenomenale e corre tantissimo. Penso possa giocare 90 minuti ogni giorno perché non è mai stanco. Ed è nel picco della carriera, tra i 29 e i 31 anni. Non ha limiti: spinge sempre, in campo e fuori. È una bestia».

SCELTA DEL MILAN IN ESTATE – «Perché ho scelto il Milan? Semplice: se ti chiama il Milan, che per me è il club più grande d’Italia, il 90% del lavoro è già fatto. In più ho capito che la società vuole vincere titoli e questo è anche il mio obiettivo: ho avuto la possibilità di alzare trofei ovunque sono stato e voglio farlo anche qui, in un club che è nato per vincere».

ESULTANZA – «Perché esulto così col palloncino? È per mio figlio. Volevo fare qualcosa di nuovo e mi è venuta quest’idea. Penso che gli piaccia molto e continuo a farla. A Como non l’ho gonfiato? Quella era la rete dell’1-1 e non c’era da perdere tempo perché bisognava vincere».

MAIGNAN – «Maignan ci ha aiutato a fare tanti punti. Ha una grande leadership e nello spogliatoio, quando apre bocca, tutti ascoltano: parla sempre per il bene della squadra. Da vero capitano. Non potevamo dirgli “resta, resta”, ma ora che ha rinnovato il contratto siamo più tranquilli: è una cosa buona per il club che rimanga».

SCUDETTO – «Scudetto? Il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro e andare in Champions. Adesso però pensiamo partita dopo partita e alla fine vedremo dove possiamo arrivare. Abbiamo anche il derby, un match speciale. Le punizioni? Non ci sono state molte occasioni e poi quando arrivi in un nuovo club ci sono già compagni che le calciano e devi adattarti. Vedremo alla prossima occasione cosa faremo».

Delio Rossi presenta Bologna Lazio: «Partita equilibrata. Tra Lotito e i tifosi non è mai scoccata la scintilla, vi spiego»

L’ex allenatore Delio Rossi ha voluto dire la sua in vista della sfida in Coppa Italia tra due sue ex squadre come Bologna e Lazio

Intervistato dal Corriere dello Sport in quanto doppio ex allenatore di Bologna e Lazio, Delio Rossi si è espresso così in vista del Quarto di Finale di Coppa Italia di domani.

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LOTITO VS TIFOSI – «Tra ambiente e presidente non è mai scoccata la scintilla. Adesso si sta instaurando un muro contro muro che non giova a nessuno, anche perché non c’è una soluzione. Non è che puoi pretendere che Lotito ceda una sua proprietà. La frattura mi sembra molto ampia e non so se si potrà ripianare».

OLIMPICO VUOTO – «Penso che questo clima lo puoi superare solo con i risultati. Anche io l’ho vissuto in misura diversa nel momento stesso in cui sono arrivato alla Lazio, subito dopo l’era Cragnotti, quando la Lazio poteva contare sui migliori giocatori del mondo. Noi eravamo in una situazione economica compromessa, dove dovevi fare delle scommesse e se le vincevi dovevi vendere questi giocatori per fare altre scommesse. Io avevo solo la possibilità di cercare di ottenere il massimo possibile, di far giocare la mia squadra bene. E penso che questa sia la migliore medicina, da parte di società e allenatore, ma anche e soprattutto dei giocatori. Se stai alla Lazio, una delle migliori squadre d’Italia e del panorama europeo, devi dimostrare di esserne degno e che la società non si è sbagliata nell’ingaggiarti. Se invece sfrutti l’alibi che ti mancano i tifosi, molto probabilmente non hai le qualità per stare in una società di questo livello».

RAPPORTO TRA SARRI E LA SOCIETA’ – «Non so se ci sia una frattura, anche perché lo stesso allenatore conosceva bene l’ambiente. Forse non era stato messo al corrente della reale situazione, però nel momento stesso in cui le cose sono diverse da quelle che aveva prospettato, ci sono due opzioni: o dici “non mi sta bene, me ne vado”, oppure cerchi di ottenere il massimo. Secondo me non ha senso accettare la situazione e poi lamentarsi. La gente non è stupida e lo sa che magari certe cose non sono andate come tu volevi».

CALCIOMERCATO INVERNALE – «Quelli che sono arrivati secondo me sono giocatori che possono avere un futuro nella Lazio. Alcuni hanno della qualità e possono essere funzionali, anche se non mi sembrano calciatori che in un certo senso possano essere i crack. C’è anche da di che a Roma, dove ci sono due squadre in città, o sei nei Guelfi o nei Ghibellini. E il fatto che gli altri vadano così bene alimenta il punto di attrito. Il tifoso ha bisogno di sognare, di pensare un domani di poter competere. Perché poi se vado a vedere i risultati della Lazio negli ultimi anni, forse sono quelli migliori dopo la Juventus e il Napoli, ma poi non c’è mai la sensazione vera di poter competere su quei livelli».

BOLOGNA-LAZIO – «In questo momento la vedo una partita molto equilibrata. La Lazio è molto brava soprattutto nella fase di non possesso e se trova degli spazi può fare male. Il Bologna non è impenetrabile sotto questo punto di vista».

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