Pagina 388 – Calcio News 24

Pagelle Torino Roma: Dybala dipinge calcio, Malen debutto show! Ngonge divide la critica

Pagelle Torino Roma: Dybala dipinge calcio, Malen debutto show! Ngonge divide la critica: i voti dei giornali ai protagonisti in campo

La vittoria per 2-0 della Roma in casa del Torino non lascia spazio a interpretazioni: i quotidiani sportivi sono unanimi nell’incoronare le stelle giallorosse, mentre piovono critiche severe sulla retroguardia di casa. Dall’analisi comparativa tra Tuttosport, La Gazzetta dello Sport e Il Corriere dello Sport, emerge un quadro chiaro dei valori visti in campo nel 21° turno di Serie A.

I Top: Sinfonia Giallorossa

I riflettori sono tutti per Paulo Dybala. Il fantasista argentino, vero padrone del campo, mette d’accordo tutti. Per il Corriere dello Sport e Tuttosport la sua prestazione vale un 8 in pagella: “Inventa per Malen e chiude i giochi col suo sigillo”. Anche la Rosea (7.5) si unisce al coro, sottolineando come la “Joya” disegni calcio con una leggerezza ritrovata. Accanto a lui brilla Donyell Malen. L’esterno offensivo olandese, appena arrivato nella Capitale, vive un debutto da sogno. Tuttosport (8) lo definisce “l’attaccante che Gasperini aspettava da tempo”, mentre per la Gazzetta (7.5) il suo impatto è devastante, fatto di tagli e tiri d’autore. “Mica Malen”, ironizza il quotidiano romano, celebrando una perla da puro centravanti.

I Flop: Incubo Granata

Note dolenti per la difesa del Toro. Il peggiore in campo è Saul Coco: il centrale della Guinea Equatoriale vive una giornata da incubo. Il Corriere è spietato (voto 4.5), accusandolo di trattare Dybala come un esordiente, lasciandogli praterie. Anche Tuttosport (5) lo boccia, evidenziando una condizione fisica precaria dal rientro di gennaio. Male anche Ardian Ismajli: il difensore albanese si perde Malen sul gol e viene punito con un 5 in pagella sia dalla Gazzetta che dal quotidiano torinese.

Il Caso Ngonge e Casadei

Curiosa la discrepanza su Cyril Ngonge. L’esterno belga divide la critica: per la Gazzetta (6) è vivo e pericoloso nei dribbling, mentre per il Corriere (4.5) è un “fantasma” che sparisce dopo due tiri velleitari. Divergenze anche su Cesare Casadei: il giovane centrocampista ex Chelsea è il migliore del Torino per la Rosea (6.5), che ne premia l’energia, mentre gli altri quotidiani si fermano alla sufficienza, limitandosi a notare la fisicità nei duelli aerei. Bocciatura finale per Marco Baroni: il tecnico granata incassa voti bassi (5), con la stampa che sottolinea la stanchezza della squadra e le poche rotazioni, pur concedendo l’alibi degli infortuni.

Pagelle Torino Roma 0-2: ecco i TOP-FLOP e i voti del match di Serie A

Calciomercato Juventus, all-in su Mateta: c’è il sì del giocatore! Si spinge per averlo in quel big match

Calciomercato Juventus, all-in su Mateta: c’è il sì del giocatore! Si spinge per averlo in quel big match: il piano dei bianconeri

La Juventus non ha più tempo da perdere e ha deciso di alzare decisamente i giri del motore in queste ore frenetiche di calciomercato. La consapevolezza che ogni istante possa essere decisivo per le sorti della stagione ha spinto la dirigenza della Vecchia Signora ad abbandonare ogni tatticismo. L’obiettivo, ambizioso e dichiarato, è regalare a Luciano Spalletti il rinforzo tanto atteso per il reparto avanzato in tempo utile per il big match di domenica prossima contro il Napoli.

La strategia è ormai delineata e non prevede più attese. Come rilanciato dalle indiscrezioni odierne di Tuttosport, il Football Director Damien Comolli ha rotto definitivamente gli indugi, aprendo ufficialmente il tavolo delle trattative con il Crystal Palace. Il dirigente francese sta lavorando incessantemente per ridurre le distanze economiche e proprio nella giornata di oggi è prevista una nuova, decisiva call tra i due club. Questo vertice telefonico potrebbe rivelarsi fondamentale per sbloccare lo stallo: il club londinese, forte della titolarità del giocatore in Premier League, non intende fare sconti e valuta il cartellino circa 35 milioni di euro. I Bianconeri dovranno necessariamente avvicinarsi a questa cifra, magari lavorando su una struttura di bonus, per strappare il possente centravanti classe ’97 agli inglesi.

Se l’accordo tra società è ancora da limare, il lavoro diplomatico sul fronte personale è stato un successo completo. La società torinese ha già raggiunto l’intesa totale con Jean-Philippe Mateta sulla base di un contratto quadriennale. L’attaccante ha sposato il progetto tecnico, convinto di poter essere determinante nel calcio italiano. Portare il francese a Torino entro le prossime 48 ore permetterebbe a Spalletti di convocarlo per la sfida contro la squadra di Antonio Conte, offrendo un’arma fisica fondamentale per scardinare la difesa partenopea. È iniziata la volata finale.

Giannichedda racconta: «I miei anni alla Lazio e alla Juve, non credevo di fare questa carriera! Ai giovani dico una cosa»

Giannichedda racconta: «I miei anni alla Lazio e alla Juve, non credevo di fare questa carriera!». Le parole e i consigli dell’ex centrocampista

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex calciatore della Juventus, Giuliano Giannichedda, ha parlato così di diversi temi legati al calcio italiano.

QUI: le notizie del giorno in Serie A.

EVOLUZIONE DELLA SERIE D – «Il mondo dilettantistico si è profondamente evoluto. I club investono tanto e gli allenatori sanno come far crescere i ragazzi. Ogni domenica è una battaglia, i giovani imparano a resistere agli urti e migliorano».

INVESTIRE SUI GIOVANI – «Ci vuole coraggio. Serve investire sulla formazione dei tecnici, sulle infrastrutture. I giovani vanno seguiti nel percorso di crescita calcistica e personale. Cham del Verona, Iannoni del Sassuolo, Prati del Cagliari: tutti sono passati dalla Rappresentativa. Chi parte dai settori giovanili è più abile tecnicamente, quelli che si fanno le ossa in D sanno cosa vuol dire avere grinta e lottare su ogni pallone».

GRINTA E PIEDI A FERRO DA STIRO – «Quando giocavo in C2 al Sora, Pasquale Luiso scherzando mi diceva: “Hai i piedi a ferro da stiro”. La tecnica non era il mio forte, compensavo con la determinazione. A 21 anni mi sono ritrovato nell’Udinese di Zaccheroni. In quegli anni facevamo paura a tutti, lottavamo sempre per l’Europa».

MARCARE ZIDANE E RONALDO – «Ronaldo era un marziano, impossibile da fermare. Ho marcato Zinedine nella mia prima sfida contro la Juventus, era il 1997. Per infastidirlo le provai tutte: pestoni, scivolate. Lui non reagiva. Nella ripresa con un’entrata durissima mi colpì la caviglia. In quel momento capii che non dovevo farlo arrabbiare».

IL REGALO DI BAGGIO – «Siamo stati avversari e compagni in azzurro. In quindici anni di carriera ho segnato quattro gol. Baggio con due assist riuscì a farmi realizzare una doppietta durante una partitella in allenamento».

STEFANO FIORE – «Nel 2001 passammo insieme dall’Udinese alla Lazio per 88 miliardi di lire. Lui aveva classe, non come me. Alla fine di ogni partita, quando uscivo sporco di fango e pieno di lividi, mi canticchiava Ligabue: “Una vita da… Giuliano. Altro che mediano”. Ho avuto la fortuna di conoscere anche Borgonovo e Mihajlovic, due campioni che porto nel cuore».

LA LAZIO – «C’erano Nesta, Crespo, Inzaghi. Vincemmo la Coppa Italia superando la Juventus in finale nel 2004. Un anno dopo, Di Canio segnò il primo gol sotto la Curva Sud in quel derby vinto 3-1 contro la Roma. Volò qualche parola di troppo con Totti. Per noi fu una grande festa».

IL PRIMO GIORNO ALLA JUVE – «Al primo allenamento in bianconero arrivai con un’ora di anticipo. Pensavo di essere il primo, invece erano tutti lì: Buffon, Trezeguet, Ibrahimovic. Il giorno successivo arrivai due ore prima».

L’INCONTRO CON MESSI – «Giocammo il Trofeo Gamper contro il Barcellona. Leo aveva 18 anni. Provai a rubargli il pallone con un tackle, lui sterzò per evitarmi. Caddi goffamente, Messi stava già andando in porta. Capello disse: “Diventerà il più forte al mondo”. Aveva ragione».

RESTARE IN SERIE B – «Organizzarono una riunione tra i giocatori più esperti, Del Piero disse: “La Juventus è sempre la Juventus, la categoria non importa”. Eravamo tutti d’accordo».

CONSIGLIO AI RAGAZZI – «Ho avuto la fortuna di vivere una bellissima carriera: Serie A, Champions, Nazionale. Non pensavo di riuscirci, invece ce l’ho fatta. Ai ragazzi dico di non smettere mai di credere nei sogni».

Perisic Inter, stallo “alla croata” per l’esterno: lui spinge per il ritorno, ma il PSV non è d’accordo! La situazione

Perisic Inter, stallo “alla croata” per l’esterno: lui spinge per il ritorno, ma il PSV non è d’accordo! Il punto sulla trattativa tra i due club

Il calciomercato invernale dell’Inter entra nella sua fase più calda e decisiva, avvicinandosi alle due settimane conclusive con un intrigo che scalda il cuore dei tifosi ma raffredda gli entusiasmi della sede di Viale della Liberazione. Sul tavolo della dirigenza è tornato prepotentemente un nome che evoca ricordi indelebili e dolci: Ivan Perisic. L’esterno croato, protagonista indiscusso degli ultimi cicli vincenti e ora in forza al PSV Eindhoven, rappresenta quella “vecchia conoscenza” capace di garantire esperienza immediata, leadership tecnica e conoscenza dell’ambiente. Tuttavia, come riferito dall’esperto di mercato Fabrizio Romano ai microfoni di DAZN, questa operazione romantica si sta scontrando con la dura realtà delle logiche di club e sta incontrando ostacoli significativi nei Paesi Bassi.

La situazione appare chiara nelle intenzioni, ma estremamente spinosa nella realizzazione pratica. Da una parte c’è la ferrea volontà del giocatore: Perisic riabbraccerebbe volentieri l’ambiente milanese per mettersi subito a disposizione di Cristian Chivu. Il tecnico rumeno, alla guida della Beneamata, accoglierebbe a braccia aperte un senatore in grado di gestire la pressione nei momenti cruciali della stagione e di integrarsi senza bisogno di rodaggio. Dall’altra parte, però, si erge il netto rifiuto della società di Eindhoven. Ad oggi, il club olandese non ha alcuna intenzione di liberare il suo tesserato: Perisic è considerato una pedina fondamentale e intoccabile per la rincorsa al titolo in Eredivisie e la dirigenza boeren non apre alla cessione.

Fabrizio Romano, analizzando lo scenario, invita alla massima cautela: “Vedremo se la situazione potrà cambiare, ma la strada è in salita”. Nonostante le difficoltà oggettive, i nerazzurri, usciti rafforzati e compatti dal recente summit notturno a San Siro dopo la vittoria contro il Lecce, non mollano la presa. Il piano dello staff di mercato interista è monitorare il croato come possibile “jolly di fine mercato” last-minute. Nel frattempo, il Biscione mantiene vive piste alternative: l’obiettivo primario resta regalare a Chivu quell’esterno destro necessario per completare le rotazioni e blindare le fasce nel rush finale.

Fiorentina, una vittoria per Rocco: Viola corsara al Dall’Ara, ma per il Bologna è crisi nera!

Fiorentina, una vittoria per Rocco: Viola corsara al Dall’Ara, ma per il Bologna di Italiano è crisi nera! L’analisi della Gazzetta dello Sport

Il “Dall’Ara” diventa il teatro di una commovente dedica e di una rinascita sportiva. La Fiorentina espugna Bologna con il cuore e la testa rivolti al compianto presidente Rocco Commisso, scomparso recentemente. Come sottolinea l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport titolando “Nel nome di Rocco”, quella vista in Emilia è stata una “Viola vera”, capace di onorare la memoria del patron con una prestazione di ferocia agonistica e lucidità tattica, riaprendo concretamente i discorsi per una salvezza tranquilla.

Per i Rossoblù guidati da Vincenzo Italiano, invece, è notte fonda. Il tecnico dei felsinei finisce sul banco degli imputati: la sua squadra appare ormai prevedibile, definita dalla Rosea come un “libro aperto” per gli avversari. I padroni di casa pagano uno sbilanciamento cronico e un centrocampo che viene sistematicamente sovrastato dal dinamismo avversario. Il gol della bandiera del giovane Giovanni Fabbian, arrivato nel finale su assist di Rowe, è solo una mera illusione che non nasconde i problemi strutturali: quarta sconfitta nelle ultime cinque gare casalinghe e zona Europa che si allontana pericolosamente.

Pur privi dei bomber Moise Kean ed Edin Dzeko, i toscani trovano in Roberto Piccoli il terminale perfetto. Dopo una rete annullata a Cher Ndour, il vantaggio e il raddoppio (convalidato dopo un lungo check VAR) legittimano il dominio ospite. Il nuovo assetto 4-1-4-1 funziona a meraviglia, esaltando soprattutto un singolo: Nicolò Fagioli. Il regista ex Juventus ha disputato una gara definita “XL”, gestendo i tempi di gioco con una maestria che ha ricordato il primo Andrea Pirlo. Una notizia splendida anche per la Nazionale italiana. Mentre la Fiorentina torna a vincere in trasferta dopo un intero girone (maggio 2025), a Bologna suona l’allarme rosso: senza la ferocia dei tempi migliori, la stagione di Italiano rischia di naufragare nell’anonimato.

Il nuovo tempo non giocato del calcio moderno

Il calcio ha cambiato forma senza modificare le proprie regole fondamentali. A trasformarsi non è stato tanto ciò che accade durante l’azione, quanto gli spazi che la separano, i tempi morti, le attese, le interruzioni tecniche e i momenti di verifica. Il ritmo delle partite è oggi più frammentato, segnato da pause che ne ridefiniscono la fruizione. Tecnologie arbitrali, recuperi più lunghi, maggiore attenzione alla sicurezza e fattori climatici hanno contribuito alla nascita del cosiddetto tempo non giocato, ormai parte rilevante del calcio contemporaneo.

Il VAR e la trasformazione delle attese

Tra i fattori più incisivi che hanno modificato la percezione del ritmo sportivo c’è sicuramente il VAR, introdotto con l’obiettivo di limitare gli errori evidenti e supportare gli arbitri nelle decisioni più delicate. La tecnologia ha portato vantaggi significativi in termini di giustizia sportiva, offrendo a club e ufficiali di gara uno strumento in più per leggere gli episodi controversi. Tuttavia, il suo impatto sul flusso della partita è evidente.

Ogni revisione al monitor o in sala operativa introduce un momento di sospensione. Il pubblico, abituato per decenni a esultare nell’immediatezza di un gol, si trova spesso a dover attendere la conferma ufficiale. Anche situazioni come l’assegnazione di un calcio di rigore o la valutazione di un fuorigioco richiedono secondi, talvolta minuti, di consulto tecnologico. Ne deriva un nuovo rituale collettivo, ovvero la sospensione dell’esultanza con l’occhio fisso sul tabellone luminoso e l’inquadratura dell’arbitro in ascolto. La tecnologia ha portato trasparenza, ma ha anche introdotto un tempo di attesa che non esisteva fino a pochi anni fa, trasformando la continuità del gioco in un’alternanza sempre più marcata tra azione e verifica.

Recuperi estesi e pause tecniche

Il VAR non è l’unico elemento ad aver modificato il ritmo. Negli ultimi anni i minuti di recupero sono aumentati sensibilmente, soprattutto dopo che le federazioni internazionali hanno richiesto di contabilizzare con maggior precisione tutte le interruzioni. In molte partite si arriva ormai oltre il 95° o il 100° minuto, un prolungamento che genera nuove microfasi nella narrazione del match. Le squadre devono gestire l’energia in modo diverso, calibrando le sostituzioni per garantire intensità fino all’ultimo secondo.

Accanto ai recuperi extralarge, il calcio contemporaneo è influenzato anche da condizioni ambientali sempre più variabili. Le alte temperature estive, ormai frequenti durante l’intero arco della stagione sportiva, hanno reso necessarie le pause idriche o cooling break, pensate per tutelare la salute degli atleti. Questi intervalli obbligati spezzano ulteriormente il ritmo della gara e introducono momenti di riflessione tecnica in cui gli allenatori possono trasmettere indicazioni aggiuntive alla squadra. Il risultato è un’esperienza più frammentata, in cui i tempi morti diventano parte strutturale della partita e non solo un incidente del gioco.

Come i tifosi riempiono il tempo non giocato

Questa trasformazione non riguarda soltanto i giocatori, ma influisce in modo evidente anche sul comportamento degli spettatori. La partita, oggi, non coincide più esclusivamente con ciò che accade sul terreno di gioco. Per molti tifosi, l’esperienza si articola ormai su due schermi, la televisione da un lato, lo smartphone dall’altro. Durante le fasi di attesa, una revisione VAR, un cooling break, un lungo recupero, gli appassionati consultano statistiche aggiornate, scorrono i social, controllano i risultati degli altri campi, scambiano messaggi, seguono i commenti dei giornalisti o leggono analisi pubblicate in tempo reale. Il flusso digitale accompagna costantemente la visione, integrandola senza sovrastarla.

Tra le attività online più comuni rientrano anche forme di intrattenimento parallelo che si affiancano alla visione del match. Durante le attese molti utenti alternano lo scrolling ai social con brevi momenti dedicati ad app o piattaforme di svago, passando da un contenuto all’altro con naturalezza, un video dell’azione appena conclusa, un aggiornamento da un altro campo, un messaggio in chat o su una curiosità relativa alla gara.

All’interno di questo ecosistema digitale trova spazio anche il gioco online in senso ampio, che comprende giochi virtuali, carte digitali, slot e casinò. Per alcune persone questi passatempi rappresentano un modo per riempire l’attesa tra una revisione arbitrale e un cooling break, o semplicemente un diversivo quando il ritmo della gara si abbassa. In questo contesto, capita che alcuni tifosi approfittino, ad esempio, delle pause o dei momenti morti della giornata per giocare al Casinò Live su siti come mylotteriesplay.it, attività regolamentata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) che definisce standard rigorosi per la verifica delle piattaforme e la tutela degli utenti. Una delle caratteristiche del Casinò Live è infatti la possibilità di entrare in una partita in qualsiasi momento e sedersi subito a un tavolo, rendendolo adatto anche a sessioni di gioco rapide, senza la necessità di dedicare tempi particolarmente lunghi.

Queste forme di intrattenimento si inseriscono nel multitasking che caratterizza la fruizione moderna del calcio, senza compromettere l’attenzione sulla partita. Molti spettatori si sono abituati a svolgere due attività contemporaneamente, passando da un contenuto all’altro senza perdere il filo del match. Il secondo schermo è ormai parte integrante della routine calcistica e amplia l’esperienza senza sottrarre attenzione al campo.

La nuova routine del tifoso connesso

Questo modo di seguire il calcio ha creato un’abitudine diversa, che potremmo definire una fruizione a densità variabile. La gara non è più un flusso continuo di 90 minuti, ma un alternarsi di azioni, analisi, consulti e approfondimenti svolti in tempo reale. I tempi morti diventano occasione per informarsi, per commentare con altri appassionati, per osservare al microscopio episodi che un tempo sarebbero passati inosservati.

La modernità calcistica ha trasformato il tifoso in un utente attivo, che integra nel proprio sguardo contenuti provenienti da piattaforme ufficiali, dai media sportivi e dai canali social dei club. Durante le pause si consultano replay, grafici tattici, mappe di movimento dei giocatori, clip delle interviste dai bordocampo o aggiornamenti sugli infortuni. L’esperienza non si interrompe mai davvero, bensì si sposta da uno schermo all’altro.

Piattaforme, social e televisione

In questo scenario, la comunicazione delle società sportive e delle leghe ha assunto un ruolo centrale. I club oggi non sono solo entità sportive, ma anche operatori di contenuti perché producono video, analisi, brevi clip di backstage, statistiche personalizzate e aggiornamenti costanti. I social network, specialmente quelli delle squadre con più follower, amplificano ogni momento, trasformando il prepartita, l’intervallo e il postpartita in eventi a sé stanti, generando un flusso continuo di interazioni e contenuti. Anche gli atleti partecipano direttamente, condividendo materiali e offrendo al pubblico un accesso privilegiato alla loro quotidianità professionale.

Parallelamente, la televisione sportiva ha evoluto la propria interfaccia con grafiche più ricche, sovraimpressioni dinamiche, timeline degli episodi chiave, contributi in realtà aumentata. Il tempo non giocato viene così riempito con informazioni, analisi e contributi che fino a pochi anni fa non sarebbero stati disponibili. Si è creato un equilibrio inedito tra azione e pausa, senza che questo rappresenti un tradimento della tradizione calcistica. Rispetto al calcio di vent’anni fa, il ritmo è mutato, ma non in senso peggiorativo, è semplicemente cambiato il modo di raccontarlo e viverlo.

Calcio e tecnologia

Il calcio di oggi dialoga costantemente con la tecnologia. Le pause non sono più semplici intervalli, ma momenti utili a comprendere meglio il gioco e ad arricchire la narrazione sportiva. Il pubblico le sfrutta per informarsi e approfondire, mentre media e club le utilizzano per ampliare l’esperienza. Il tempo non giocato è ormai una componente strutturale del calcio contemporaneo, uno spazio in cui si incontrano campo e digitale. In questo equilibrio, il calcio continua a evolversi senza perdere la propria identità, adattandosi a un mondo sempre più interconnesso.

Moviola Torino Roma, Chiffi divide i giornali: Mancini graziato, dubbi sui cartellini

Moviola Torino Roma, Chiffi divide i giornali: Mancini graziato, dubbi sui cartellini. Gli episodi del match e i voti per l’arbitro

La sfida del 21° turno di Serie A tra Torino e Roma, terminata con il successo degli ospiti, lascia strascichi polemici riguardo alla direzione arbitrale di Daniele Chiffi. La prestazione del fischietto veneto ha generato valutazioni contrastanti sui principali quotidiani sportivi, evidenziando una gestione dei cartellini tutt’altro che uniforme.

Secondo l’analisi severa de La Gazzetta dello Sport, che attribuisce all’arbitro un’insufficienza piena (voto 5), l’errore più grave riguarda la gestione disciplinare di Gianluca Mancini. Il roccioso difensore centrale dei Giallorossi, già ammonito correttamente al 10′ della ripresa, avrebbe meritato il secondo giallo — e la conseguente espulsione — sette minuti più tardi per un intervento diretto sull’uomo ai danni di Che Adams, l’attaccante scozzese dei Granata. La Rosea sottolinea anche dubbi su un abbraccio in area nel primo tempo tra Mario Hermoso e lo stesso Adams, oltre a una gestione tardiva del cartellino per il difensore albanese Ardian Ismajli.

Sulla stessa linea critica si pone Il Corriere dello Sport, che valuta la prova da 5,5 definendola “imprecisa”. Stando a quanto riportato dal quotidiano romano, Chiffi ha peccato nel posizionamento, trovandosi spesso sulla traiettoria delle azioni, e nella gestione dei falli. Viene contestata la mancata sanzione immediata per un intervento imprudente di Ismajli su Wesley a inizio gara. Corretta, invece, la valutazione sugli episodi chiave grazie all’ausilio della tecnologia: il SAOT (fuorigioco semiautomatico) ha giustamente annullato un gol a Donyell Malen, l’esterno olandese della Roma, per poi convalidare la sua seconda marcatura tenuta in gioco da Adrien Tameze. Regolare anche il raddoppio di Mancini.

Diversa, infine, la lettura di Tuttosport. Per il quotidiano torinese, Chiffi merita la sufficienza (voto 6): una “buona prestazione” agevolata dall’assenza di decisioni particolarmente complesse, ignorando le polemiche sulla mancata espulsione che invece hanno tenuto banco sulle altre testate.

Moviola Torino Roma: dal gol annullato a Malen al rigore richiesto da Adams. Gli episodi dubbi del match

Torino, Obrador è in città: l’arrivo per le visite mediche – VIDEO

Torino, Rafa Obrador è approdato in città, ecco il video dell’arrivo per le visite mediche del nuovo colpo di calciomercato dei granata

Ora possiamo dirlo: Rafa Obrador è (finalmente) un nuovo giocatore del Torino. Il laterale mancino è approdato questa mattina all’ombra della Mole poco dopo le 8. A dire il vero, la notizia – ufficiosa – dell’approdo in granata del giocatore classe 2004 l’aveva data già ieri sera il patron del club di Via Viotti Urbano Cairo: Obrador è arrivato, è già qui. Ha visto la partita con noi. – aveva specificato l’imprenditore nella canonica intervista post match con la Roma – Affare fatto, non ha firmato ma è arrivato dal Benfica per fare le visite. E poi abbiamo altre cose.

Detto fatto, ecco che – come raccontato – Obrador ha raggiunto l’Istituto Medicina dello Sport (struttura adiacente al Grande Torino) stamane proprio per svolgere le consuete viste mediche. Solo una volta completato l’iter lo spagnolo potrà effettivamente firmare il contratto che lo unirà al Torino.

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Napoli, bollettino di guerra: oltre 100 gare perse per infortunio! Da Neres a Politano e Rrahmani, ma c’è un rientro

Napoli, bollettino di guerra: oltre 100 gare perse per infortunio! Da Neres a Politano e Rrahmani, ma c’è un rientro: il punto sugli azzurri

La stagione del Napoli rischia di passare alla storia come l’annata della “maledizione clinica”. Come sottolinea un’approfondita analisi odierna de La Gazzetta dello Sport, alla vigilia della delicata trasferta di Champions League a Copenaghen, l’allenatore Antonio Conte si ritrova a gestire una vera e propria emergenza sanitaria che sta decimando la rosa. I bollettini medici descrivono una situazione critica: l’infermeria azzurra è sovraffollata e il tecnico salentino dovrà fare la conta dei superstiti per schierare una formazione competitiva in Danimarca, con lo sguardo già rivolto al successivo big match di campionato contro la Juventus.

Le nuove tegole: Neres e Rrahmani KO

Il match contro il Sassuolo ha lasciato scorie pesantissime. David Neres, l’imprevedibile esterno brasiliano, si è arreso ancor prima del fischio d’inizio e guarderà la sfida europea dal divano. A lui si aggiungono le forti preoccupazioni per Amir Rrahmani e Matteo Politano: per il centrale kosovaro, colonna della difesa, e per l’esterno offensivo italiano, si attendono gli esiti degli esami strumentali. Secondo quanto riportato dalla Rosea, il pessimismo regna sovrano a Castel Volturno: l’obiettivo è scongiurare lesioni gravi, ma la loro presenza al “Parken Stadium” è da escludere.

La luce in fondo al tunnel: torna Big Rom

In questo scenario a tinte fosche, arriva l’unica vera buona notizia evidenziata dal quotidiano milanese: il ritorno di Romelu Lukaku. Il possente centravanti belga, fermo ai box dal lontano 14 agosto per la rottura del retto femorale, ha finalmente smaltito il lungo infortunio. Dopo trenta partite vissute da spettatore, “Big Rom” siederà in panchina a Copenaghen, pronto a garantire uno spezzone di gara e a far rifiatare Rasmus Hojlund. Il giovane danese, costretto agli straordinari con 19 presenze consecutive a causa dell’assenza di alternative (anche Lorenzo Lucca è sparito dai radar), è allo stremo delle forze.

Lungodegenti: il calvario di De Bruyne

L’elenco dei “desaparecidos” è impietoso e supera “quota cento” partite saltate complessivamente dalla rosa. Il caso più eclatante resta quello di Kevin De Bruyne: il fuoriclasse ex Manchester City è in Belgio per la riabilitazione e il suo rientro, che varrebbe come un nuovo acquisto, è previsto non prima di inizio marzo. Tempi lunghi anche per il regista scozzese Billy Gilmour, fuori ancora per due settimane. Speranze ridotte al lumicino per André-Frank Zambo Anguissa: il mediano camerunense, bloccato da un mal di schiena feroce, salterà la Champions sperando di recuperare in extremis per la sfida contro i bianconeri a Torino.

Milan, svolta societaria: Cardinale rifinanzia il debito. Addio a Elliott entro fine stagione!

Milan, svolta societaria: Cardinale lavora per estinguere in anticipo il prestito da 489 milioni. Nuovi investitori attratti dai bilanci in utile

Grandi manovre finanziarie si profilano all’orizzonte di Casa Milan. Gerry Cardinale, fondatore di RedBird e proprietario del club, ha impresso un’accelerata decisiva per ridisegnare l’assetto economico della società. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’obiettivo primario è il rifinanziamento anticipato del “vendor loan”: il prestito da 489 milioni di euro (più interessi) concesso dal fondo Elliott della famiglia Singer e attualmente in scadenza nel 2028.

Nonostante il prolungamento dei termini accordato nel dicembre 2024, il manager italo-americano punta a chiudere la partita in tempi brevi, verosimilmente entro la fine dell’attuale stagione sportiva. L’operazione permetterebbe al Diavolo di sganciarsi definitivamente dalla precedente proprietà. A garantire la liquidità necessaria per rimborsare il debito sarebbe pronto un pool di nuovi investitori internazionali, fortemente attratti dalla virtuosità gestionale dei Rossoneri — reduci da tre bilanci consecutivi chiusi in attivo — e dalle enormi potenzialità di ricavo legate al futuro stadio di proprietà. Cardinale, che aveva rilevato la società nel 2022 valutandola 1,2 miliardi, è convinto che la fumata bianca sia ormai prossima.

QUI: le notizie del giorno sulla Serie A.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 19 gennaio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Milan, Allegri esulta dopo l’1-0 al Lecce: «Gruppo meraviglioso, ma siamo a metà dell’opera. Ecco quando smetterò di dire che l’obiettivo è il quarto posto»

Milan, Massimiliano Allegri ha rilasciato queste dichiarazioni dopo la vittoria contro il Lecce. Cosa ha detto

A DAZN, Massimiliano Allegri ha parlato così dopo Milan Lecce.

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CAMBI – «La cosa più importante è che con cinque cambi le sostituzioni diventano determinanti. In certi momenti c’è bisogno di freschezza fisica e mentale. I ragazzi sono stati bravi, come a Como. Il gruppo è meraviglioso, ma siamo ancora a metà dell’opera per raggiungere l’obiettivo per cui siamo partiti».

FULLKRUG – «Si è allenato poco, poi ha preso questa botta sul piede. Io credo che possano giocare, che sia con Pulisic o Leao o Nkunku, ma la cosa importante è la precisione negli ultimi passaggi. Dobbiamo essere più lucidi e meno frettolosi. Guardavo prima della partita: il Lecce ha subito 32 gol ma 50 o 55% li ha subiti nell’ultimo quarto d’ora. Lo sapevamo e i ragazzi sono stati bravi».

OBIETTIVO QUARTO POSTO«Quando matematicamente saremmo dentro le quattro. Il girone di ritorno diventa quasi matematica, ad oggi la quota Champions è quasi 74, credo che in questo momento sia quella».

L’INTERVISTA COMPLETA DI ALLEGRI

Lecce, Di Francesco dopo la sconfitta col Milan: «Troppi errori tecnici, ecco cosa è successo sul gol di Fullkrug». L’analisi!

Lecce, Eusebio Di Francesco ha rilasciato queste dichiarazioni dopo la sconfitta contro il Milan. Cosa ha detto

A DAZN, Eusebio Di Francesco ha parlato così dopo Milan Lecce.

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COSA SI PORTA VIA«Un 5 ibrido, ho fatto la scelta di mettere a destra… un po’ asimmetrico con Siebert che si occupava delle situazioni centrali e poi quando Pierotti si alzava tendeva ad aprire il raggio d’azione. Abbiamo fatto troppi errori tecnici. Sul gol dovevamo accompagnare meglio la protezione della porta e abbiamo lasciato libero Fullkrug nella presa di posizione in area. Un errore che ci può stare in una gara in cui nel secondo tempo c’è stata tanta pressione del Milan».

GOL SUBITO«Penso che squadre come il Milan più le porti a ridosso della tua area e più possono crearti dei problemi. Hanno mezz’ali che ti possono creare problemi, è una squadra che va a riempire l’area. Sul gol Tiago e Siebert hanno fatto un’ottima gara, ma in quella scappata lì non dovevano andarsi a schiacciare troppo sul primo palo. Siebert faceva fatica a scalare in quel momento lì, si è trovato un po’ troppo aperto. Non voglio andare sui singoli adesso, ma non sono stati aiutati molto dagli altri nel tenere più palla».

Moviola Milan Lecce: tra cartellini e fuorigioco, gli episodi dubbi del match. La gestione di Zufferli…

Moviola Milan Lecce: gli episodi dubbi del match, valido per la 21ª giornata di Serie A 2025/26

È stata una direzione di gara tutto sommato tranquilla ma puntuale quella di Luca Zufferli nel match di San Siro tra Milan e Lecce. Il fischietto della sezione di Udine ha gestito con personalità una partita che, seppur corretta dal punto di vista agonistico, ha presentato diverse situazioni da valutare con attenzione, specialmente per quanto riguarda le posizioni di fuorigioco.

Il gol annullato a Leao

L’episodio chiave arriva molto presto, al 9′ minuto. Il Milan passa in vantaggio con Rafael Leao, ma l’esultanza di San Siro viene strozzata sul nascere. L’assistente alza la bandierina segnalando una posizione di offside del portoghese. La decisione viene confermata dal silent check con il VAR: chiamata corretta, si resta sullo 0-0. Il fuorigioco è stato il leitmotiv della serata per l’attacco rossonero: ben cinque le chiamate arbitrali contro i padroni di casa (Leao al 18′ e 35′, Tomori al 31′, Pulisic al 40′ e 43′), tutte segnalate con tempestività dalla terna.

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Gestione disciplinare: pochi gialli ma pesanti

Zufferli ha scelto di lasciar giocare molto, estraendo i cartellini solo quando strettamente necessario. Il primo provvedimento disciplinare arriva al 21′ ed è forse l’unica nota stonata per il Milan: Koni De Winter viene ammonito per proteste. L’arbitro non tollera le parole di troppo e sanziona il difensore belga, applicando alla lettera il regolamento sul rispetto verso il direttore di gara. Nel finale, all’84′, giallo sacrosanto per Ylber Ramadani del Lecce. Il centrocampista interviene in modo scomposto e duro su un avversario per fermare una ripartenza. Zufferli è vicino e non ha dubbi nell’estrarre il cartellino.

Il finale e il recupero

Corretta la gestione dei minuti di recupero (1′ nel primo tempo e 4′ nella ripresa), adeguati alle interruzioni per i cambi e i soccorsi (in particolare per gli infortuni di Saelemaekers e Jashari). Nessun episodio dubbio in area di rigore che abbia richiesto l’intervento del VAR o on-field review. Una prestazione da 6.5 in pagella per Zufferli, sempre in controllo del match.

Pagelle Milan Lecce: Fullkrug uomo della provvidenza, Saelemaekers illuminante. Crolla il muro di Falcone VOTI

Pagelle Milan Lecce: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 21ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Milan Lecce: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 21ª giornata di Serie A 2025/26

MILAN: Maignan 6; Tomori 6, Gabbia 6,5, De Winter 6; Saelemaekers 7 (80′ Athekame SV), Ricci 6 (73′ Loftus-Cheek 6), Jashari 6 (87′ Modric SV), Rabiot 6.5, Estupinan 5.5; Pulisic 5.5 (73′ Fullkrug 8), Leao 5,5 (87′ Nkunku SV). All. Allegri 6.5

LECCE: Falcone 7; Siebert 6, Tiago Gabriel 6,5, Ndaba 6, Gallo 6 (85′ N’Dri SV); Coulibaly 6, Ramadani 6 (85′ Maleh SV); Pierotti 6, Gandelman 5,5, Sottil 5,5 (54′ Banda 5,5); Stulic 5 (68′ Tete Morente 5,5). All. Di Francesco 6

QUI I GIUDIZI E LE PAGELLE DI MILAN LECCE

Senegal Marocco 1-0: succede di tutto in finale di Coppa d’Africa! Brahim Diaz sbaglia, Gueye no, i Leoni alzano il trofeo

Senegal Marocco 1-0: è successo di tutto in finale di Coppa d’Africa! Brahim Diaz sbaglia il rigore, Gueye no, i Leoni vincono il trofeo

Il Senegal è ancora sul tetto del continente. In una notte che rimarrà scolpita nella storia della competizione per intensità e drammaticità, la nazionale guidata dal CT Pape Bouna Thiaw sconfigge il Marocco per 1-0 ai tempi supplementari, confermandosi regina d’Africa. È stata la vittoria della sofferenza, del cuore e, soprattutto, di un portiere in stato di grazia.

Il recupero della follia: Mendy ipnotizza Diaz

I tempi regolamentari si sono chiusi con un giallo degno di un thriller. Dopo una gara tattica e spigolosa, diretta dall’arbitro Jean-Jacques Ndala, il Marocco ha avuto l’occasione della vita ben oltre il novantesimo. Un check VAR infinito ha portato all’assegnazione di un calcio di rigore per i nordafricani al 98′. Dopo proteste vibranti, sospensioni e un recupero monstre arrivato fino al 25′ minuto oltre il tempo regolamentare, sul dischetto si è presentato Brahim Diaz. Il fantasista del Real Madrid ha tentato una soluzione centrale col cucchiaio, ma ha trovato sulla sua strada un monumentale Edouard Mendy. Il portiere dell’Al-Ahli ha intuito le intenzioni dell’avversario, bloccando il tiro e trascinando i suoi ai supplementari tra il tripudio dei tifosi senegalesi.

La perla di Pape Gueye

Scampato il pericolo, il Senegal ha colpito a freddo all’inizio dell’extra-time. Al 94′, Pape Gueye ha trovato il jolly: liberatosi al limite dell’area, ha scagliato un destro meraviglioso che si è insaccato nel “sette” alla destra di Bono, incolpevole nella circostanza. È la rete che vale il titolo.

L’assedio marocchino e la festa

Il Marocco di Walid Regragui non si è arreso. Nel secondo tempo supplementare, l’assedio è stato totale: al 108′ Nayef Aguerd ha fatto tremare la traversa con un colpo di testa imperioso, mentre nel finale ancora Mendy ha abbassato la saracinesca su un cross insidioso di Abde Ezzalzouli. Al triplice fischio, esplode la festa: il Senegal resiste, soffre e vince. La Coppa d’Africa a Dakar.

Fullkrug Milan, la prima non si scorda mai: gol contro il Lecce, è il battesimo del tedesco con i rossoneri. La ricostruzione

Fullkrug Milan, primo gol dell’attaccante tedesco contro il Lecce nel match di Serie A. Tutti i dettagli

Serviva una giocata da vero numero 9, un lampo nel grigiore di una partita bloccata tatticamente, ed è arrivata puntuale. Il Milan piega la resistenza di un Lecce ordinato e combattivo grazie alla firma d’autore del suo nuovo centravanti. A San Siro è 1-0, deciso dalla prima rete italiana di Niclas Füllkrug.

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La svolta al minuto 76

Dopo oltre un’ora di gioco trascorsa a sbattere contro il muro eretto dalla difesa salentina, la luce si accende nell’ultimo quarto d’ora. L’azione decisiva nasce sulla corsia, dove Alexis Saelemaekers, lavora un pallone prezioso. Alzando la testa, Saelemaekers pennella un cross morbido e calibrato verso il cuore dell’area di rigore. È l’invito che San Siro aspettava: sul pallone si avventa Niclas Füllkrug. L’attaccante tedesco prende il tempo al marcatore diretto e lascia partire un’incornata perfetta. La palla si infila all’angolino basso di sinistra, imparabile per il portiere, facendo esplodere la gioia dei 70.000 spettatori.

La prima gioia del “Panzer”

Per Füllkrug si tratta di una liberazione. Arrivato per garantire peso e gol “sporchi” all’attacco rossonero, il tedesco ha timbrato il cartellino nel momento più delicato, dimostrando di essere l’uomo giusto per risolvere le partite chiuse. La sua esultanza rabbiosa sotto la curva racconta la voglia di incidere e di diventare un fattore determinante per la Serie A.

Coppa d’Africa, follia nel recupero! Rigore Marocco, il Senegal lascia il campo…Poi Brahim Diaz fallisce il cucchiaio. Clamoroso quanto successo

Coppa d’Africa, clamoroso quanto successo nel recupero! Rigore per il Marocco, il Senegal lascia il campo…Poi Brahim Diaz fallisce il cucchiaio

Quella che doveva essere una festa del calcio africano si è trasformata in un thriller psicologico dai contorni grotteschi e surreali. La finale di Coppa d’Africa tra Senegal e Marocco entra di diritto nella storia, ma non per lo spettacolo offerto nei tempi regolamentari, bensì per ciò che è accaduto in un recupero infinito, destinato a far discutere per anni.

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Il contatto e la furia del Senegal

Tutto accade quando il quarto uomo ha già segnalato gli 8 minuti di recupero. Il match sembra incanalato verso i supplementari, con i Leoni della Teranga che avevano sfiorato più volte il vantaggio. Al quarto minuto di extra-time, però, l’episodio che spacca la partita: un contatto in area tra Diouf e Brahim Diaz. Il contatto appare lieve, quasi impercettibile in presa diretta. L’arbitro inizialmente lascia correre, ma viene richiamato al VAR. Segue una On Field Review lunghissima, con il direttore di gara protetto a fatica da un capannello di steward per visionare il monitor. Al minuto 98, la decisione: calcio di rigore per il Marocco.

Il ritiro della squadra e il ritorno in campo

La reazione del Senegal è veemente e senza precedenti. Il Commissario Tecnico Thiaw, furioso per quello che giudica un “rigorino” inesistente, compie un gesto clamoroso: ordina ai suoi giocatori di abbandonare il terreno di gioco. Per minuti interminabili lo stadio resta col fiato sospeso: il Senegal è negli spogliatoi, la finale sembra finita a tavolino.

L’errore fatale di Diaz

Si riprende a giocare in un clima irreale, al 24° minuto di recupero (minuto 114 complessivo). Sul dischetto si presenta Brahim Diaz. La pressione è insostenibile, il pallone pesa come un macigno. Il fantasista marocchino sceglie la soluzione più rischiosa: tenta il “cucchiaio”. L’esecuzione, però, è infelice: il portiere senegalese non abbocca, resta fermo e blocca agevolmente la sfera. Il boato dello stadio è un misto di incredulità e sollievo per i senegalesi. Giustizia, secondo loro, è fatta. La partita prosegue.

Mateta alla Juve: la risposta del Crystal Palace alla prima offerta dei bianconeri. Cosa sta accadendo e qual è la posizione degli inglesi

Mateta alla Juve: il Crystal Palace ha risposto così alla prima offerta del club bianconero. La posizione degli inglesi sul futuro

La caccia al nuovo numero 9 della Juventus subisce una brusca frenata. Quella che sembrava la pista più calda del mercato invernale bianconero si è scontrata contro la rigidità del calcio inglese. La dirigenza della “Vecchia Signora” ha individuato in Jean-Philippe Mateta il rinforzo ideale: un centravanti fisico, abile nel gioco aereo e capace di dare profondità alla manovra. Tuttavia, il primo assalto ufficiale è stato respinto con decisione dal Crystal Palace.

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L’offerta rifiutata: i dettagli

Secondo quanto rivelato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, l’asse Torino-Londra si è raffreddato nelle ultime ore. La Juventus, forte anche del gradimento del giocatore che spinge per approdare in Serie A, aveva presentato una proposta articolata: prestito oneroso da 2 milioni di euro con un obbligo di riscatto fissato a 28 milioni, condizionato però alla qualificazione alla prossima Europa League. Una formula ritenuta insufficiente dal club londinese, che non ha intenzione di svendere il suo bomber, protagonista di una prima parte di stagione di alto livello in Premier League.

La richiesta degli inglesi: servono 40 milioni

La posizione delle Eagles è chiara e categorica: Mateta parte solo a titolo definitivo e per una cifra non inferiore ai 40 milioni di euro. La discrepanza tra domanda e offerta è dunque netta, sia sulla valutazione economica (ballano circa 10 milioni) che sulla struttura del pagamento. Questo “muro” alzato dagli inglesi costringe ora la dirigenza juventina, guidata dalle strategie di mercato da Comolli, a una profonda riflessione: effettuare un rilancio immediato, magari slegando l’obbligo di riscatto dai risultati sportivi, o cambiare obiettivo?

Le alternative: Zirkzee ed En-Nesyri

Se la pista Mateta dovesse complicarsi irrimediabilmente, la Juventus ha già pronti i piani B. Sul taccuino restano vivi i nomi di Youssef En-Nesyri, attaccante marocchino del Fenerbahce, e di Joshua Zirkzee, al Manchester United reduce da mesi difficili. La volontà di Mateta resta l’alleato principale della Juve, ma il tempo stringe.

Torino, Baroni dopo la sconfitta con la Roma: «Eravamo a corto di energie, mi è piaciuta la reazione. Ecco cosa mi aspetto dal mercato»

Torino, Marco Baroni ha rilasciato queste dichiarazioni dopo la sconfitta in casa contro la Roma. Cosa ha detto

A Sky dopo Torino Roma, Marco Baroni ha analizzato così la sconfitta dei granata.

COSA E’ MANCATO ALL’INIZIO«Non siamo stati tanto remissivi, quanto poco aggressivi. Non portavamo pressione, non uscivamo forte sui loro trequartisti e quando giocatori di qualità come Dybala ricevono palla e possono giocare imbucate e cambi di fronte diventa tutto più difficile. C’è stato anche un aspetto fisico: abbiamo pagato qualcosa. Aboukhlal era alla quinta partita consecutiva e ha accusato una contrattura, lo stesso Gineitis. Siamo arrivati un po’ corti di energie».

REAZIONE NELLA RIPRESA«Sì, mi è piaciuto molto il secondo tempo. Al di là dei meriti del primo tempo della Roma, noi avevamo sbagliato qualcosa. Nella ripresa siamo rientrati con le giuste distanze, con l’aggressione corretta, ci siamo alzati e abbiamo portato pressione. In quel momento potevamo anche trovare il gol, avevamo creato delle soluzioni. Dopo il 2-0 è diventato più complicato, ma la squadra nel secondo tempo ha fatto bene, considerando anche le poche energie rimaste».

MERCATO «Io mi aspetto soprattutto di far crescere questi ragazzi. Credo molto in questo gruppo, lo vedo lavorare con dedizione. È chiaro che dobbiamo accelerare forte. Ruoli? Con il direttore siamo in contatto costante, ogni giorno valutiamo delle soluzioni. Però quando arrivi a metà stagione chi entra deve inserirsi in un sistema nuovo e in una realtà diversa, soprattutto se arriva dall’estero. A poche partite dalla fine del mercato la mia attenzione è rivolta soprattutto a chi ho adesso. So che la società farà quello che può da questo punto di vista».

Gasperini dopo Torino Roma: «Malen ha le caratteristiche che cercavo, migliora anche Dybala…Su Robinio Vaz dico questo»

Gasperini, allenatore della Roma, ha rilasciato queste dichiarazioni dopo la vittoria in casa del Torino. Cosa ha detto

A Sky dopo Torino Roma, Gian Piero Gasperini ha analizzato così la vittoria dei giallorossi.

MALEN – «Quando hai un giocatore di questo livello si alza tutta la capacità offensiva della squadra. I numeri cambiano, i tiri diventano quelli. Ci è mancato poco per fare due o tre gol in più, qualcuno è stato per centimetri in fuorigioco, ma abbiamo creato tanto e giocato con qualità. Volevamo questa vittoria ed è stato un bel segnale».

DYBALA MALEN«Quando le cose si completano, si alza il valore di tutti. Migliora anche la prestazione di Dybala, perché ha un riferimento di valore davanti, con un linguaggio tecnico molto importante. Su questo speriamo di costruire le prossime partite».

ROBINIO VAZ «Ha delle belle doti. È giovanissimo, classe 2007, ha 18 anni e farlo giocare in un campionato italiano non è semplice. Ma per crescere bisogna dargli fiducia e spazio. Lavorando tanto può migliorare molto. La Roma ha fatto due acquisti: uno per l’immediato e uno in prospettiva, e questo ti fa sentire supportato».

Torino, Cairo post Roma: «Zapata assente? Il mercato non c’entra. Obrador è arrivato a Torino» – VIDEO

Urbano Cairo interviene dopo Torino Roma 0-2, ecco le dichiarazioni del patron dei granata ai margini della partita di Serie A

Il Torino ha inanellato la terza sconfitta consecutiva in campionato. Un risultato amaro, ma giusto, che conferma il periodo difficile che la formazione allenata da Marco Baroni (eccezion fatta per il trionfo di martedì sera in Coppa sempre con la Roma) sta attraversando. Amareggiato è anche il patron del club granata Urbano Cairo. Proprio al termine della gara valida per la ventunesima giornata di Serie A l’imprenditore – intervenuto nella canonica intervista con i giornalisti presenti – ha analizzato con calma la situazione, lasciandosi scappare anche qualche indicazione sulla sessione invernale delle trattative.

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Calciomercato Fiorentina: nuova idea dalla Premier League, i Viola pensano di riportarlo in Italia! Chi è ora il grande obiettivo

Calciomercato Fiorentina: per rinforzare la difesa la Viola pensa di riportare in Italia questo giocatore dalla Premier League. I dettagli

La Fiorentina guarda oltremanica per puntellare il reparto arretrato. In queste ore di calciomercato invernale, la dirigenza gigliata ha acceso i riflettori sulla Premier League, individuando un profilo giovane ma già noto al calcio italiano per rinforzare la rosa a disposizione di Paolo Vanoli. Il nome finito sul taccuino degli uomini mercato viola è quello di Diego Coppola, difensore centrale attualmente in forza al Brighton.

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La notizia: un interesse concreto

A lanciare l’indiscrezione è stato l’esperto di calciomercato Gianluca Di Marzio. Secondo quanto riportato, l’interesse della Fiorentina per il giocatore è reale. Non si tratta dunque di una semplice suggestione, ma di una pista che il club sta valutando con attenzione. Tuttavia, è bene precisare lo stato dell’arte della trattativa: al momento, non è stato ancora compiuto un passo concreto o ufficiale (come un’offerta formale ai Seagulls). Siamo nella fase dello studio e del sondaggio, ma il gradimento tecnico per il ragazzo è evidente.

Il profilo: chi è Diego Coppola

Classe 2003, Coppola è un “prodotto” del vivaio dell’Hellas Verona. Difensore centrale di grande stazza fisica (sfiora i due metri d’altezza), abile nel gioco aereo e roccioso nella marcatura, ha lasciato l’Italia la scorsa estate per tentare l’avventura nel campionato più competitivo del mondo. Il suo profilo rientra perfettamente nei parametri cercati dalla Fiorentina: giovane, italiano, con margini di crescita ma già con un bagaglio di esperienza accumulato in Serie A.

I numeri della stagione in Inghilterra

L’avventura inglese di Coppola sta vivendo una fase di adattamento. Alla sua prima stagione con la maglia del Brighton, il difensore non è ancora un titolare inamovibile, chiuso da gerarchie consolidate. Fino a questo momento, ha collezionato 5 presenze in Premier League, di cui solo 2 partendo dal primo minuto. Diverso il discorso nelle coppe nazionali: in Coppa di Lega (Carabao Cup), il tecnico gli ha dato fiducia schierandolo titolare in 3 occasioni su 3. Un ritorno in Italia potrebbe garantirgli quella continuità necessaria per la sua definitiva esplosione.

Roma, Dybala nella storia della Serie A: l’argentino tocca quota 200…Il traguardo raggiunto nel ‘derby personale’ contro il Torino

Roma, Dybala è entrato nella leggenda della Serie A: l’argentino ha raggiunto quota 200…Il traguardo contro il Torino

Una notte da incorniciare, non solo per i tre punti pesantissimi conquistati su un campo ostico come quello di Torino, ma per una pagina di storia del calcio italiano scritta dal suo protagonista più luminoso. La Roma espugna l’Olimpico Grande Torino per 0-2, ma la copertina è tutta per Paulo Dybala. L’attaccante argentino, con la rete che ha messo in ghiaccio la partita nel secondo tempo, ha tagliato un traguardo statistico impressionante, certificando il suo status di leggenda vivente del nostro campionato.

Il dato Opta: nessuno come la Joya

Secondo quanto evidenziato da Opta, con la prodezza odierna Dybala è diventato il primo giocatore straniero a prendere parte attiva ad almeno 200 gol nelle ultime 20 stagioni di Serie A (a partire dall’annata 2006/07). Un dominio tecnico assoluto che si traduce in numeri mostruosi: 131 gol realizzati e 69 assist forniti ai compagni. Essere il “Re” degli stranieri in un arco temporale così vasto significa aver superato in costanza e incisività mostri sacri che hanno calcato i nostri campi, da Ibrahimovic a Higuain, confermandosi un fattore determinante con le maglie di Palermo, Juventus e ora Roma.

La partita: Malen e Dybala stendono il Toro

Il record è la ciliegina su una torta perfetta preparata dalla squadra di Gian Piero Gasperini. La Roma ha interpretato la gara con cinismo e qualità. A sbloccare il match ci ha pensato Donyell Malen, l’attaccante olandese arrivato per garantire velocità e imprevedibilità, abile a sfruttare un assist (manco a dirlo) proprio di Dybala nel primo tempo, in un’azione poi convalidata dal VAR. Nella ripresa, il raddoppio dell’argentino ha chiuso i conti, spegnendo le velleità di rimonta del Torino. Per Dybala non è solo un gol, ma la firma indelebile sulla storia della Serie A.

Camarda Lecce, Sticchi Damiani rivela: «Con 20 giorni di riposo può rientrare. Per noi non è cambiato nulla, potrà…»

Camarda Lecce, Saverio Sticchi Damiani – presidente dei salentini – è uscito allo scoperto sul futuro dell’attaccante 2008 di proprietà del Milan

A DAZN prima di Milan Lecce, Saverio Sticchi Damiani ha parlato della situazione Francesco Camarda, in prestito dai rossoneri ai salentini.

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CAMARDA – «Su Camarda non ci sono particolari novità per quanto ci riguarda. Ha avuto questo problema, è stato curato dai nostri medici, è stato visitato da uno specialista. C’è unanimità che con 20 giorni di riposo può rientrare, ovviamente dovrà fare terapie conservative. Ci potrà dare una mano sino alla fine del campionato. Per noi non è cambiato nulla, non ci sono novità particolari per quanto ci riguarda».

Calciomercato Milan, Tare esce allo scoperto: «Rinnovo Maignan e Camarda, ecco cosa succede. Sull’acquisto di un nuovo difensore…»

Calciomercato Milan, Igli Tare ha parlato così di Maignan, Camarda e dell’arrivo di un nuovo difensore prima del match con il Lecce

A DAZN prima di Milan Lecce, Igli Tare ha inquadrato così gli ultimi movimenti del calciomercato rossonero.

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CAMARDA «Ne parleremo con loro dopo la partita. C’è buon senso da tutte e due le parti, a fine partita vedremo cosa fare».

ARRIVA UN DIFENSORE CENTRALE? – «Inutile ripetermi. Sicuramente staremo attenti sul mercato, se ci qualcosa che ci aiuterà, lo faremo se c’è necessità, per il momento stiamo bene come stiamo».

RINNOVO MAIGNAN – «Quanto manca… Manca che ci mettiamo sul tavolo e poi cercheremo di trovare la soluzione. Mike è molto legato a questa maglia e a questa società, c’è la volontà della società di andare avanti. Penso entro… A breve, nelle prossime settimane, penso di avere una risposta definitiva. Ma io sono sempre positivo su questa storia».

Moviola Torino Roma: dal gol annullato a Malen al rigore richiesto da Adams. Gli episodi dubbi del match

Moviola Torino Roma: gli episodi dubbi del match, valido per la 21ª giornata di Serie A 2025/26

È stata una partita che ha richiesto grande attenzione e l’ausilio determinante della tecnologia quella diretta da Daniele Chiffi tra Torino e Roma. Il fischietto della sezione di Padova ha dovuto gestire diverse situazioni spinose, specialmente in occasione delle marcature, in un match corretto ma agonisticamente valido.

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Il “giallo” del vantaggio: fuorigioco e gol buono

Il momento più caldo della direzione arbitrale arriva a metà primo tempo, in un intervallo di tre minuti che cambia l’inerzia emotiva del match. Al 23′, la Roma trova la via della rete con Donyell Malen, servito da Dybala. L’arbitro inizialmente convalida, ma viene richiamato all’ordine dalla sala VAR. Il check evidenzia una posizione di fuorigioco in fase di impostazione dell’azione giallorossa. La decisione di annullare è corretta: il vantaggio viene cancellato e si resta sullo 0-0.

Il destino, però, è beffardo per il Torino. Appena tre minuti dopo la decisione del VAR (al 26′), la Roma segna di nuovo, con gli stessi protagonisti: assist di Dybala e gol di Malen. In questo caso, la posizione dell’olandese è regolare al momento del lancio. Chiffi e assistenti convalidano giustamente senza esitazioni.

Il raddoppio sub-judice e i contatti in area

Altro lavoro per il VAR al minuto 72′. Paulo Dybala sigla il raddoppio su assist di Rensch. Anche qui, Chiffi frena l’esultanza per attendere il “silent check” con la sala operativa, necessario per verificare la posizione di partenza dell’esterno e l’eventuale presenza di falli. Dopo un minuto di attesa, arriva l’ok: il gol è regolare.

Nel finale (90′), episodio dubbio nell’area giallorossa: Che Adams va giù dopo un contatto con un difensore avversario. Chiffi è ben posizionato e fa ampi cenni di proseguire, giudicando il contrasto come una normale dinamica di gioco e non passibile di calcio di rigore. Una decisione che appare coerente con il metro di giudizio tenuto per tutta la gara.

Gestione disciplinare

Corretta la distribuzione dei cartellini in una gara maschia. Giusto il giallo immediato a Ismajli al 9′ per un intervento duro che ha settato subito il metro di giudizio. Ineccepibili anche le sanzioni per Mancini (entrata scomposta al 55′) e per Vlasic nel recupero. Chiffi chiude con una sufficienza piena, ben supportato dalla tecnologia.

Infortunati Torino Roma, quanti stop durante la gara! Si fermano in quattro, ecco cosa è successo

Infortunati Torino Roma: quattro giocatori out nel corso della partita, una gara condizionata dagli stop. Tutti i dettagli

Nel corso di Torino Roma non sono mancati alcuni stop inattesi. Lorenzo Pellegrini ha chiesto il cambio durante il secondo tempo, spiegando – come riportato da DAZN – di non sentirsi al meglio dal punto di vista muscolare. Anche Hermoso ha dovuto lasciare il campo già nel primo tempo, venendo sostituito da Ghilardi. Il difensore spagnolo ha accusato un problema all’adduttore.

Problemi anche sul fronte granata. Gineitis è stato costretto a fermarsi a causa di un fastidio al flessore, mentre Aboukhlal ha chiesto il cambio nel pieno della prima frazione di gioco. Anche in questo caso, la scelta è ricaduta su Pedersen per sostituirlo.

Tutte le condizioni dei giocatori usciti per infortunio saranno monitorate e rivalutate nelle prossime ore, così da capire l’entità dei problemi e i possibili tempi di recupero.

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Pagelle Torino Roma 0-2: ecco i TOP-FLOP e i voti del match di Serie A

I voti, i top e i flop del match valido per la ventunesima giornata di Serie A 2025/26: pagelle Torino Roma

Pagelle Torino Roma. La Roma espugna lo Stadio Olimpico Grande Torino con un 2-0 che (ri)porta Gasperini al quarto posto in classifica e, al contempo, acuisce la crisi di un Torino (al terzo stop consecutivo in campionato). A decidere la sfida è l’intesa tra Paulo Dybala e Donyell Malen: i due sono stati i padroni assoluti della trequarti, mandando in tilt la retroguardia granata; spesso in ritardo e incapace di contrastare lo strapotere dei due giallorossi.

Il vantaggio capitolino arriva nel cuore del primo tempo. Al 27’ – dopo un primo avvertimento annullato dal VAR – Dybala pennella in verticale per Malen che, complice una disattenzione di Lazaro e Tameze, fredda Paleari con un destro chirurgico. Il Torino di Baroni, cresce (timidamente) nella ripresa. L’ingresso di Casadei porta fisicità, ma le conclusioni di Lazaro e Adams mancano di cinismo. Il raddoppio ospite al 72’ è una vera lezione di opportunismo: Dybala conclude una manovra avvolgente rifinita da Rensch, depositando in rete dopo una ribattuta corta della difesa (su altra dormita dei piemontesi).

Nel finale, la girandola di cambi e la gestione di Svilar congelano il risultato, regalando alla Roma tre punti pesanti e lasciando ai granata tra i fischi del Grande Torino. Vediamo i voti, i top e i flop del match valido per la ventunesima giornata di Serie A 2025/26. Ecco le pagelle Torino Roma.


TOP TORINO ROMA: Dybala
FLOP TORINO ROMA: Gineitis


PAGELLE TORINO ROMA:

Torino (3–4-1-2): Paleari 5.5; Tameze 5.5, Ismajli 5, Coco 5.5; Lazaro 5.5, Ilkhan 5.5 (dal 77’ Anjorin SV), Gineitis 5 (dal 46’ Casadei 5.5), Aboukhlal 5 (dal 33’ Pedersen 5.5); Vlasic 5.5; Ngonge 5 (dal 77’ Njie SV), Adams 5.5
Allenatore Baroni: 5

Roma (3-4-2-1): Svilar 6.5, Mancini 6.5, Ndicka 6.5, Hermoso SV (dal 23’ Ghilardi 6.5); Rensch 6 (dal 77’ Tsimikas SV), Cristante 6, Koné 6.5, Wesley 6; Dybala 8 (dal 77’ Pisilli SV), Pellegrini 5.5 (dal 52’ Soulé 5.5); Malen 7 (dal 77’ Vaz SV).
Allenatore Gasperini: 7

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Mercato Napoli, intesa vicina con il Nottingham Forest per Lucca: Lang verso la chiusura con il Galatasaray. E in entrata…

Mercato Napoli, Lucca verso il Nottingham Forest: si avvicina anche la cessione di Lang al Galatasaray. In entrata invece…

Il Napoli si avvicina a due cessioni decisive per sbloccare il proprio mercato. Le partenze in prestito di Lorenzo Lucca e Noa Lang sono sempre più vicine e rappresentano il passaggio obbligato per poter intervenire in entrata. Per Lucca c’è un accordo di massima con il Nottingham Forest, anche se la scelta finale dipenderà dalla volontà del giocatore. Sul centravanti resta vivo anche l’interesse del Pisa, che sogna il suo ritorno in Toscana. Lang, invece, è sempre più vicino al Galatasaray.

La necessità di chiudere queste operazioni è legata al vincolo imposto dal club: il mercato di gennaio dovrà essere a saldo zero. Questo significa che ogni acquisto potrà avvenire solo dopo aver liberato spazio economico e tecnico attraverso le cessioni. Una volta completate le due uscite, il Napoli potrà finalmente concentrarsi sui rinforzi da inserire in rosa per sostituire i giocatori in partenza.

Resta ora da capire quali saranno le mosse della società sul fronte entrate. Tra i nomi valutati ci sono En‑Nesyri e Sterling, ma non è escluso che il club possa virare su altre soluzioni in base alle opportunità che si presenteranno. A riportarlo è Gianluca Di Marzio.

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