Pagina 404 – Calcio News 24

Bologna, buone notizie per Italiano! È pronto a tornare contro il Verona. Recupero fondamentale dall’infermeria

Bologna, Italiano può sorridere! È pronto a tornare contro il Verona. Recupero fondamentale per quanto riguarda gli infortunati

È la settimana decisiva per Lukasz Skorupski. Il portiere polacco, dopo aver riassaporato il campo con allenamenti parziali alla vigilia della trasferta di Como, è pronto al rientro a pieno regime. Il Corriere dello Sport scrive che mister Italiano conta di riaverlo tra i convocati già per la sfida contro il Verona, un recupero fondamentale per il Bologna. Tuttavia, il ritorno tra i pali da titolare potrebbe non essere immediato. L’ottimo rendimento di Ravaglia, cresciuto esponenzialmente durante l’assenza del polacco, ha creato una sana competizione: l’ex secondo è ormai molto più di un semplice rincalzo, un vero e proprio “primo e mezzo”.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’infortunio alla coscia destra, rimediato lo scorso 9 novembre contro il Napoli proprio nel momento migliore della sua carriera, ha costretto Skorupski a un lungo stop, facendogli perdere il posto da titolare sia nel Bologna che nella nazionale polacca. Il recupero è stato lento, ma la sua presenza in Arabia Saudita con il gruppo ha testimoniato il suo ruolo di senatore. Ora, dopo il rientro parziale della scorsa settimana, è atteso il ritorno integrale agli allenamenti.

Skorupski è un simbolo del Bologna, in rossoblù dal 2018. È a un passo dal diventare il secondo portiere per presenze nella storia del club, superando leggende come Antonioli e Pagliuca. Un traguardo storico che potrebbe raggiungere entro l’inverno.

Il futuro, però, potrebbe riservare una gestione diversa della porta rossoblù. La crescita di Ravaglia – costantemente uno dei migliori in campo nell’ultimo periodo – potrebbe portare a un’alternanza, trasformando la “monarchia assoluta” di Skorupski in una “diarchia”. Per il polacco, 34 anni, questa è solo una motivazione in più in una stagione cruciale: Europa League, difesa della Coppa Italia e i playoff di marzo con la Polonia per un posto al Mondiale da titolare. Il bello per Lukasz deve ancora arrivare, un passo alla volta.

Reja ribadisce: «Avevo detto che quella sarebbe stata la squadra rivelazione del campionato…». A chi si riferisce!

Reja, allenatore, si è espresso così a proposito del campionato di Serie A, inquadrando alcune squadre per la lotta alla zona Champions

Doppio ex di Lazio e Atalanta, Edy Reja conosce bene la ricetta per l’Europa. Il tecnico friulano analizza su La Gazzetta dello Sport la corsa alle coppe, esaltando il lavoro di Fabregas a Como e la rinascita dell’Atalanta sotto la guida di Palladino, senza dimenticare l’affetto per il Bologna e la fiducia nella Lazio di Sarri.

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COMO RIVELAZIONE «Avevo detto che quella di Fabregas sarebbe stata la squadra rivelazione del campionato. Ha una filosofia e una mentalità ben definite e gioca veramente da squadra. Li vedi che hanno il piacere di giocare. Poi hanno questo Nico Paz che è un giocatore straordinario. Fabregas ha una mentalità che si sposa con quella del club, presidente e direttore sportivo. Sono un corpo unico. Hanno acquistato giocatori giovani ma con grandissima qualità. Secondo me, insieme all’Atalanta, è la squadra che centrerà l’obiettivo europeo».

ATALANTA DA CHAMPIONS «Una volta che recupererà Lookman dalla Coppa d’Africa l’Atalanta cambierà ancora marcia. Ha una rosa adeguata per arrivare in Europa, e dico che potrebbe spingersi anche oltre, parliamo della Champions. Palladino ha avuto la buona sorte inizialmente di fare risultato e poi da lì è stato bravo a cambiare la mentalità. Non era facile entrare dentro un ambiente così e riuscire a dare serenità e convinzione al gruppo. Vedendola giocare è tornata la squadra dei tempi migliori».

BOLOGNA IN RIPRESA «È una squadra per cui nutro tanta simpatia. Vedendola contro il Como, si sta riprendendo. Ultimamente aveva perso qualche certezza. Finché era brillante e aveva una buona condizione fisica la vedevi che andava via a cento all’ora. Poi si sa, quando hai le coppe e giochi ogni tre giorni chiaro che le energie se ne vanno. Oggi poi ha recuperato un giocatore importantissimo come Freuler. Le squadre di Italiano hanno sempre giocato con grande intensità, pressing alto e con soluzioni piacevoli. Ma devi avere una buona condizione fisica».

LAZIO IN CORSA «Battendo il Verona è rientrata pienamente in corsa per l’Europa. Ha passato un periodo difficile anche e soprattutto per il blocco del mercato ma ora la situazione pare essersi risolta. E poi ha un allenatore speciale come Sarri, che è uno da cui ti puoi aspettare di tutto».

Pagelle Lecce Parma, i giornali non perdonano: 4.5 per questi due giocatori! Le pagelle con TOP e FLOP

Pagelle Lecce Parma, i giornali hanno dato queste pagelle con TOP e FLOP dopo il match della 20ª giornata di Serie A 2025/26

Ecco il confronto tra le pagelle di La Gazzetta dello Sport e Tuttosport per Lecce-Parma, gara terminata 1-2 con un bel ribaltone da parte della formazione di Cuesta nel corso della ripresa. Nei voti emergono anche le motivazioni dell’accaduto.

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TOP E FLOP

TOP
Bernabé (Parma)
: È il migliore in campo per entrambe le testate. Gazzetta gli assegna un 7.5, definendolo fuori categoria per la lotta salvezza: entra nei gol e colpisce una traversa. Tuttosport concorda con un 7 pieno, esaltandone la qualità e il ruolo decisivo nel pareggio e nel gol vittoria.

Pellegrino (Parma): Voto 7 per Tuttosport, che ne loda il colpo di testa vincente e la fisicità nei duelli. La Gazzetta gli dà 6.5, sottolineando come il “fattore P” (palle inattive) sia dalla sua parte.

Stulic (Lecce): Migliore del Lecce per la Gazzetta con 6.5, premiato per il gran gol da punta vera. Tuttosport è ancora più generoso, assegnandogli un 7 per aver sbloccato la partita dopo un minuto con stop e tiro in area.

FLOP
Banda (Lecce):
Il peggiore in campo all’unanimità. La Gazzetta lo boccia con un 4.5 per il “fallo senza logica” che ha causato l’espulsione, rovinando una prestazione fino a quel momento positiva (con assist). Tuttosport è ancora più severo: voto 4 per la “follia” dell’entrata a piede a martello che ha mandato il Lecce allo sbando.

Gaspar (Lecce): Altro flop per il Lecce. Gazzetta gli dà 4.5 per i “due calci a gioco fermo” che hanno portato all’espulsione evitabile nel finale. Tuttosport si ferma al 5, riconoscendo una partita gestita bene fino al rosso.

Keita (Parma): Insufficienza per entrambi i quotidiani. Tuttosport gli dà 5 perché “schiacciato” dai centrocampisti avversari. Gazzetta concorda con 5.5, definendolo impreciso, mai incisivo e colpevole di troppi palloni persi.

LE DIFFERENZE DI VOTO
Valenti (Parma):
La divergenza più netta. Per Tuttosport merita 6 per una “prestazione importante, senza sbavature”. La Gazzetta lo boccia con un 5, colpevole di aver perso il duello con Stulic in occasione del gol del Lecce.

Oristanio (Parma): Voto 6.5 per Tuttosport, che ne apprezza la “partita attiva” e il palo clamoroso colpito. La Gazzetta è più tiepida (5.5), sottolineando la sfortuna sul palo ma anche che “per lungo tempo è fuori dal gioco”.

Delprato (Parma): Sufficienza piena (6) per Tuttosport (“azzera chiunque passi dalle sue parti”). Gazzetta gli dà 5.5, evidenziando come abbia sofferto Banda prima di provocarne l’espulsione.

Falcone (Lecce): 6 per Tuttosport (“non può nulla sui due gol”). 5.5 per Gazzetta, che ritiene potesse fare “qualcosina in più in uscita” su Pellegrino.
Maleh (Lecce): 6 per Tuttosport (“gran lottatore”, palo colpito). 5.5 per Gazzetta (palo, ma “troppi” 18 palloni persi).

Kaba (Lecce): 5.5 per entrambi, ma con motivazioni diverse. Tuttosport loda l’avvio dell’azione del gol poi nota il calo fisico. Gazzetta apprezza la giocata sul gol ma sottolinea l’errore in marcatura su Pellegrino in occasione del corner decisivo.

I tecnici (Di Francesco e Cuesta): Entrambi prendono voti simili (5.5 per Di Francesco, 6.5 per Cuesta), ma con sfumature. Tuttosport critica Di Francesco per il ritardo nei cambi dopo il rosso a Banda, mentre Gazzetta punta il dito sulla “mancata reazione” della squadra. Per Cuesta, Tuttosport esalta la capacità della squadra di “azzannare” il Lecce dopo l’espulsione, mentre Gazzetta loda la sua abilità nello sfruttare la “torre” Pellegrino.

Raspadori, che intrigo di mercato! Altre 24 ore per decidere, ma ci pensa anche il Napoli! La mossa che ha indispettito la Roma

Raspadori, che intrigo di mercato! Il Napoli pensa al clamoroso ritorno: la mossa dei partenopei che ha indispettito la Roma

Quello che sembrava un affare in dirittura d’arrivo rischia di trasformarsi in una telenovela di mercato ricca di colpi di scena. Il futuro di Giacomo Raspadori è appeso a un filo sottilissimo che collega Madrid, Roma e, a sorpresa, Napoli. Secondo la ricostruzione della Gazzetta dello Sport, le prossime 24 ore saranno decisive: la Roma ha fissato un ultimatum improrogabile. Il Direttore Sportivo Frederic Massara esige una risposta definitiva entro la giornata di oggi, stanco dei continui tentennamenti dell’attaccante dell’Atletico Madrid, che intanto il tecnico Diego Simeone continua a considerare nelle rotazioni, provandolo titolare per la sfida di Coppa del Re.

L’offerta giallorossa e i dubbi di Jack

A Madrid sono presenti gli agenti del giocatore per sciogliere le riserve. La proposta dei giallorossi è economicamente e tecnicamente solida: un ingaggio da 4 milioni a stagione e una formula di trasferimento (prestito oneroso a 2 milioni con riscatto a 18,5) che garantisce la permanenza futura nella Capitale. Massara ha assicurato che il riscatto verrebbe esercitato a prescindere, offrendo quella stabilità che l’ex Sassuolo cerca. Tuttavia, Raspadori prende tempo.

La tentazione del ritorno e il nodo cessioni

Dietro l’esitazione c’è il richiamo del cuore e la stima di Antonio Conte. Il Napoli sta valutando seriamente di riportare all’ombra del Vesuvio il protagonista di due scudetti recenti, venduto appena cinque mesi fa ai Colchoneros. Il tecnico salentino, alla ricerca di una punta versatile e di un trequartista, ha individuato in Raspadori l’elemento perfetto per alternarsi con l’esterno David Neres o per supportare i centravanti fisici come Romelu Lukaku e Rasmus Hojlund.

Il ds azzurro Giovanni Manna, però, ha le mani legate dal bilancio: per acquistare serve prima vendere. Gli indiziati al sacrificio sono Lorenzo Lucca, il gigante ex Pisa cercato da Benfica e Porto, o l’olandese Noa Lang, che ha mercato in Turchia. Raspadori aspetta i partenopei, relegando di fatto la Roma al ruolo scomodo di seconda scelta.

Calcio in Europa e nel mondo: ecco i numeri aggiornati

Si parla di cifre enormi, ovviamente. I primi 20 club del mondo arrivano a ricavi da 11,2 miliardi e il Real Madrid è primo in assoluto con più di un miliardo. Le coppe UEFA valgono 4,4 miliardi ogni stagione e la nuova Champions ha distribuito ben 2,5 miliardi ai club. La Serie A registra circa 31 mila spettatori medi con un tasso di riempimento del 92%. Insomma, il calcio è uno sport che ha conquistato tutto il mondo.

Basta guardare i numeri per capire la dimensione del calcio oggi. Nel 2025 è arrivata la nuova Champions con il calendario allargato e i grandi club sono ancora al primo posto per quanto riguarda i ricavi. I tifosi sono sempre più numerosi e seguono le partite non solo dagli spalti, ma anche in streaming e attraverso i social. Di certo, il calcio è il primo sport al mondo sia per quanto riguarda i numeri, sia per fanbase.

Quando il tifo abbraccia i pronostici e le scommesse

Una parte dei tifosi vive il calcio anche attraverso le quote. In Italia, per esempio, a ottobre 2025 la spesa online nelle scommesse sportive è stata di 154,8 milioni, con una raccolta di circa 1,36 miliardi. Sono dei numeri che mostrano quando sia un’abitudine questo trend che convive con lo stadio, la TV e i social. Ci sono delle piattaforme come sportwetten24.com che si occupano di filtrare e selezionare i migliori operatori di scommesse in modo da dare agli utenti delle informazioni rilevanti e aggiornate.

Questi comparatori sono molto utili per farsi un’idea delle quote e dei mercati a disposizione. Di certo, aiutano a restare informati e a fare delle scelte consapevoli, per esempio selezionando il bookmaker più in linea con le proprie esigenze.

Il fatturato dei club vola e allarga il divario tra le big e il resto

L’ultima Football Money League certifica che i primi 20 club al mondo hanno generato 11,2 miliardi di ricavi nella stagione 2023/24. Il Real Madrid è il primo club a superare 1 miliardo, con tre italiane in Top 20. Questo significa che la crescita è spinta dagli stadi moderni, dagli accordi commerciali e dalla distribuzione media sempre più globale.

Questa spinta economica crea un gap visibile con i campionati meno ricchi. In Europa, la Premier resta davanti per valore dei diritti TV, mentre la Serie A si attesta intorno ai 900 milioni a stagione nel ciclo 2024-2029: un ordine di grandezza diverso, che si riflette poi nelle rose e nella competitività internazionale.

Le coppe europee muovono miliardi e ridisegnano gli incentivi

Le competizioni UEFA per club valgono 4,4 miliardi a stagione e la quota che finisce ai club tocca circa tre quarti del totale, con un sistema che premia il merito sportivo, il ranking e il mercato. La Champions 2024/25 ha distribuito quasi 2,5 miliardi.

Il PSG ha incassato 145 milioni, l’Inter 132 milioni, il Barcellona e l’Arsenal 118 milioni. Anche qui, il messaggio è chiaro: avanzare nel torneo e restare stabilmente in Europa cambia i conti. Per il 2025/26 le stime restano su dei volumi simili, con la UEFA che conferma l’impianto del format e un’importante quota per la solidarietà e la redistribuzione. È un tentativo di tenere il sistema più equilibrato anche oltre l’élite.

Stadi e pubblico tra Italia e mondo con segnali solidi e qualche eccezione

In Italia, il 2024/25 ha portato un’altra stagione sopra i 30 mila spettatori medi: 30.824 a partita e un tasso di riempimento arrivato al 92%. È il secondo anno consecutivo sopra quota 30 mila, dei livelli che non si vedevano dalla fine degli anni ’90. Anche questo incide sui conti, perché lo stadio torna a pesare nel mix dei ricavi.

Il Mondiale per Club 2025 negli USA ha avuto un avvio tra alti e bassi sugli spalti, poi è salito fino a chiudere attorno ai 38-40mila spettatori medi con un riempimento di circa il 60%. Le semifinali hanno superato i 74 mila di media. Sono dei numeri importanti, ma con un gap tra i big match e le gare meno calde.

Il calcio femminile accelera in Italia e consolida la sua base di tifosi

Nel 2025 il calcio femminile italiano continua a crescere. Le tesserate hanno superato quota 46 mila a fine 2023/24, con quasi 31 mila under 18. Dal 2008 al 2024 l’incremento è stato del 142%, un cambio di scala che si riflette sul pubblico, sugli sponsor e sugli investimenti.

Anche gli stadi mandano dei segnali, nell’ultimo anno e mezzo ci sono stati dei picchi importanti, come i 33.321 all’Allianz Stadium per Juventus-Roma femminile e platee TV che si allargano.

Cosa dicono davvero questi numeri e come saranno i prossimi anni

I club europei macinano dei ricavi da record e la UEFA tiene la barra su un sistema che premia i risultati e il ranking, con una redistribuzione significativa. Sugli spalti, l’Italia conferma il recupero di pubblico e il Mondiale per Club mostra che il calcio globale può riempire i grandi stadi, ma in modo disomogeneo a seconda del match.

In pratica: più ricavi ai vertici, competizioni che pagano di più, stadi italiani vivi e un pubblico che consuma calcio su più canali.

Infortunio Zaniolo, che grana per l’Udinese! Operazione al ginocchio: i tempi di recupero e le partite che salterà

Infortunio Zaniolo, il fantasista si ferma per una pulizia articolare: niente Inter e Verona! Ecco quando spera di riaverlo Runjaic

Brutte notizie per l’Udinese e per il suo uomo simbolo in questo momento della stagione. Nicolò Zaniolo è costretto a fermarsi ai box per un problema fisico che richiede un intervento chirurgico immediato. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il numero 10 dei bianconeri subirà oggi stesso un’operazione di pulizia al ginocchio destro presso la clinica Villa Stuart di Roma. Lo stop arriva nel momento migliore della sua avventura in Friuli, interrompendo un percorso di rinascita che stava trascinando la squadra verso posizioni di classifica prestigiose.

Il sacrificio contro il Torino e la data del rientro

Attraverso i propri canali social, l’ex giocatore della Roma ha spiegato la dinamica dell’infortunio, rivelando di aver avvertito un fastidio già durante la rifinitura pre-Torino, ma di aver scelto di scendere comunque in campo per aiutare i compagni a conquistare la vittoria. Ora, però, il “piccolissimo intervento” è inevitabile. Sebbene il trequartista speri di tornare in un paio di settimane, la prudenza medica suggerisce tempi leggermente più lunghi per ritrovare la condizione atletica ideale.

Zaniolo salterà sicuramente la prossima sfida contro l’Inter (match che avrebbe comunque perso per squalifica) e quella successiva contro il Verona del 26 gennaio. L’obiettivo, realistico ma cauto, non è tanto la gara del cuore contro la Roma del primo febbraio, quanto la trasferta in Salento contro il Lecce la settimana seguente.

Un’assenza pesante per Runjaic

Per l’allenatore Kosta Runjaic, si tratta di una tegola pesante. Il tecnico tedesco perde il giocatore più imprevedibile e decisivo della rosa. Arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Galatasaray sul gong del mercato estivo, dopo le parentesi poco felici con Atalanta e Fiorentina, Zaniolo stava vivendo una seconda giovinezza calcistica. I numeri parlano chiaro: 5 gol (contro Cremonese, Juventus, Atalanta, Parma e Torino) e 2 assist (Lazio e Pisa). Le sue reti hanno fruttato ben 9 punti in classifica, certificando la maturazione di un talento che, a 26 anni e con una ritrovata serenità familiare, sembrava finalmente aver trovato la sua dimensione definitiva. Ora servirà pazienza per rivedere quella classe cristallina al servizio dei friulani.

Pagelle Inter Napoli, Bastoni divide la critica: i voti dei quotidiani

Pagelle Inter Napoli, McTominay brilla e Bastoni divide la critica: i voti dei quotidiani sportivi ai protagonisti del match di San Siro

Il giorno dopo il pirotecnico pareggio di San Siro, i principali quotidiani sportivi analizzano le prestazioni dei protagonisti di Inter-Napoli, evidenziando giudizi unanimi sui migliori in campo ma profonde spaccature su alcuni interpreti chiave. Il plebiscito assoluto riguarda Scott McTominay: il centrocampista scozzese è l’MVP indiscusso. Per la Gazzetta dello Sport e Tuttosport merita un 8, mentre il Corriere dello Sport si spinge fino all’8.5, definendolo un dominatore assoluto dell’area di rigore, macchiato solo dall’errore iniziale. In casa nerazzurra, l’unica certezza è Federico Dimarco: l’esterno mancino strappa un 7 unanime, confermandosi una spina nel fianco costante per la retroguardia avversaria.

Note dolenti condivise, invece, per le difese. Il peggiore per la Beneamata è Manuel Akanji: il centrale svizzero viene bocciato da tutti (voti tra il 5 e il 5.5) per la sofferenza patita nel duello fisico con gli attaccanti azzurri. Stessa sorte per il capitano partenopeo Giovanni Di Lorenzo e per il centrale Sam Beukema, entrambi fermi al 5.5 per gravi disattenzioni in marcatura.

È sui “big” nerazzurri che la critica si spacca. Il caso più eclatante è Alessandro Bastoni: per la Rosea è il migliore della difesa (7) per attenzione, mentre gli altri giornali lo bocciano (5.5) imputandogli errori di posizionamento sul primo gol. Discorso simile per Nicolò Barella: il centrocampista sardo riceve la sufficienza da due testate per il pressing, ma il Corriere lo punisce con un 5, giudicandolo sovrastato fisicamente. Tra gli ospiti, Rasmus Hojlund convince quasi tutti (7) per la sua potenza, tranne Tuttosport che lo penalizza (6) per un gol sbagliato. Infine i tecnici: Antonio Conte vince il duello in panchina con voti tra il 6.5 e il 7 per la reazione emotiva della squadra, mentre Cristian Chivu oscilla tra il 6 e il 6.5, pagando i rimpianti per una vittoria sfumata due volte.

Loftus Cheek Juve, lo scambio col Milan per Gatti si può! L’ipotesi stuzzica Spalletti

Loftus Cheek Juve, lo scambio col Milan per Gatti si può! L’ipotesi stuzzica Spalletti: possibile affare last minute a gennaio?

Le vie del calciomercato sono infinite e, spesso, portano a incroci inaspettati tra storiche rivali pronte a rimescolare le carte in tavola. L’ultima indiscrezione lanciata da Tuttosport accende la fantasia dei tifosi della Vecchia Signora: nel mirino della dirigenza guidata da Damien Comolli sarebbe finito Ruben Loftus-Cheek. Il centrocampista inglese del Milan, noto per la sua stazza imponente e le sue doti di incursore, è considerato un profilo ideale per rinforzare la rosa in vista della seconda parte di stagione.

L’idea intriga particolarmente l’allenatore Luciano Spalletti, che apprezza enormemente le caratteristiche dell’ex Chelsea. Il tecnico di Certaldo vede in lui un jolly di lusso, una pedina tattica capace di ricoprire più ruoli nella zona nevralgica del campo: sia come mezzala d’assalto che come trequartista fisico a ridosso delle punte. La sua duttilità offrirebbe quelle soluzioni alternative necessarie per variare lo spartito tattico dei bianconeri e aggiungere muscoli in mediana.

Nessuna trattativa ufficiale, ma occhio al finale

È doveroso precisare che, allo stato attuale, non è stata aperta alcuna trattativa formale tra Torino e Milano. I telefoni tacciono, ma l’operazione ha tutte le caratteristiche per diventare il classico colpo “last minute”, da concretizzare a ridosso del gong finale quando le esigenze tecniche incrociano quelle di bilancio.

La chiave è Gatti: il pupillo di Allegri

A rendere lo scenario plausibile è un fattore chiave che potrebbe sbloccare l’affare: il forte interesse del Milan per Federico Gatti. Il roccioso difensore centrale piace moltissimo a Massimiliano Allegri, tecnico dei rossoneri, che lo vorrebbe per blindare la sua retroguardia con un elemento di grinta e affidabilità. L’ipotesi di uno scambio, magari con conguagli da definire, non è da escludere. Comolli valuta attentamente: sacrificare un difensore per aggiungere centimetri e qualità a centrocampo potrebbe essere la mossa a sorpresa per completare la rosa.

Mercato Fiorentina, rivoluzione salvezza: Baldanzi a un passo! Occhio anche alle operazioni in uscita

Mercato Fiorentina, rivoluzione salvezza: Baldanzi a un passo! Occhio anche alle operazioni in uscita, ecco chi potrebbe partire

La sessione invernale di calciomercato vede una Fiorentina iperattiva, decisa a rifondare la rosa per uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Come riportato dal Corriere dello Sport, l’obiettivo numero uno per regalare qualità alla manovra offensiva del tecnico Paolo Vanoli è Tommaso Baldanzi. Il fantasista classe 2003 della Roma è sempre più vicino a vestire la maglia gigliata: la giornata di oggi prevede un nuovo confronto diretto tra le società per cercare la fumata bianca definitiva. L’operazione è impostata sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 12-13 milioni, cifra che potrebbe trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni. Il giocatore ha già aperto al trasferimento, in attesa della mossa decisiva.

Il ruolo tattico e l’intreccio Fortini

L’arrivo dell’ex talento dell’Empoli non è casuale ma risponde a una precisa esigenza tecnica: consolidare il nuovo modulo varato dall’allenatore. I viola cercano un esterno destro di piede mancino che possa replicare sulla corsia opposta quanto fatto da Manor Solomon a sinistra, garantendo imprevedibilità. In questo intreccio di mercato con i capitolini, potrebbe rientrare anche il giovane Niccolò Fortini. L’esterno, penalizzato dal cambio di assetto tattico che sacrifica il ruolo di “quinto” in cui eccelleva, piace molto a Trigoria. Con un contratto in scadenza nel 2027 e un ingaggio contenuto (100mila euro), il suo futuro è in bilico.

I sogni in mediana e il valzer delle uscite

Non solo attacco: i dirigenti Fabio Paratici e Roberto Goretti monitorano il centrocampo. Il sogno resta Giovanni Fabbian, incursore del Bologna, ma i rossoblù chiedono almeno 15 milioni e un sostituto immediato. Stessa valutazione complessa per l’argentino Benjamin Dominguez, rendendo entrambe le piste difficili. Sul fronte uscite, il difensore Mattia Viti (di proprietà del Nizza) è vicino alla Sampdoria, mentre Amir Richardson resta in stand-by. Intanto, è ufficiale l’addio di Pablo Marí. Il centrale spagnolo si trasferisce a titolo definitivo all’Al-Hilal allenato da Simone Inzaghi. Nel suo messaggio di commiato, il difensore ha ricordato le sofferenze condivise, ribadendo però la massima fiducia nella professionalità del gruppo e augurando ai gigliati di risalire presto la china.

McTominay trascina il Napoli, il sogno scudetto di Conte continua!

McTominay trascina il Napoli, il sogno scudetto di Conte continua! Il pareggio contro l’Inter tiene vive le speranze dei partenopei

San Siro si inchina alla legge del “Braveheart” azzurro. Secondo l’analisi della Gazzetta dello Sport, il pareggio per 2-2 strappato dal Napoli contro l’Inter porta la firma indelebile di Scott McTominay. Il centrocampista scozzese, autore di due splendide volée degne di un centravanti navigato, è stato eletto MVP indiscusso della serata. La sua prestazione va oltre la semplice finalizzazione: McTominay si è confermato un giocatore totale, capace di difendere, costruire e offendere, un gigante che sposta gli equilibri e che ha evitato ai partenopei di scivolare a -7 dalla vetta, tenendo aperta la corsa per un bis tricolore che sarebbe storico.

L’incarnazione di Conte e la reazione da leader

Nonostante un raggio d’azione arretrato – ora agisce da mediano puro, dopo essere stato impiegato come esterno e mezzala – l’ex Manchester United non perde il vizio del gol, confermandosi anche capocannoniere della squadra in Champions League. Ma è lo spirito a fare la differenza: McTominay è l’incarnazione in campo del pensiero del tecnico Antonio Conte. Dopo l’errore che ha propiziato il vantaggio dei Nerazzurri, lo scozzese non si è abbattuto, reagendo con furia agonistica e trascinando una squadra decimata dalle assenze di big come Kevin De Bruyne, Romelu Lukaku e Zambo Anguissa. Parafrasando le sue parole nel post-partita, il numero 8 ha sottolineato come il gruppo abbia dato ogni goccia di sudore per sopperire alle mancanze tecniche, lanciando una sfida ai rivali sulla profondità della rosa.

L’omaggio di Billing e il paragone storico

La leadership di McTominay si vede anche nei dettagli: dopo il gol del pari, ha subito indicato il fantasista Noa Lang per attribuirgli i meriti dell’assist. Una notte che ricorda quella del marzo scorso, quando fu Philip Billing a tenere vivi i sogni di gloria. Proprio il centrocampista danese, ora ex compagno, ha celebrato la doppietta dell’amico sui social con l’appellativo “McFratm”. Se finire a meno sette avrebbe significato abdicare, questo pareggio è un segnale di guerra al campionato: il Napoli, incerottato ma indomabile come il suo condottiero scozzese, non ha alcuna intenzione di mollare lo scettro.

Calciomercato Roma, virata su Malen per l’attacco! Massara pensa ad uno scambio

Calciomercato Roma, virata su Malen per l’attacco! Massara pensa ad uno scambio per accontentare Gasperini col colpo in avanti

La caccia al rinforzo offensivo per la Roma si trasforma in una corsa contro il tempo. Con la trattativa per Giacomo Raspadori finita in una fase di stallo preoccupante, il Direttore Sportivo Frederic Massara ha deciso di attivare con procedura d’urgenza il “piano B”. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il mirino dei capitolini si è spostato in Premier League, puntando dritto su Donyell Malen. L’attaccante olandese classe 1999, attualmente in forza all’Aston Villa, è diventato il nome caldo per regalare al tecnico Gian Piero Gasperini l’innesto necessario per rivitalizzare un reparto in sofferenza.

L’operazione potrebbe assumere contorni strategici interessanti, risolvendo due problemi in un colpo solo. L’idea è imbastire uno scambio di prestiti che porterebbe l’ex Borussia Dortmund a Trigoria e rispedirebbe in Inghilterra Leon Bailey. L’esterno giamaicano, mai entrato in sintonia con l’ambiente romano e tatticamente ai margini, tornerebbe volentieri al Villa Park. Malen, dal canto suo, ha chiesto la cessione: pur non saltando gare, è spesso relegato a spezzoni finali e cerca quella continuità che a Roma potrebbe trovare grazie alla sua versatilità. Capace di agire da centravanti, seconda punta o esterno, l’olandese rappresenterebbe il jolly perfetto per lo scacchiere del “Gasp”, che deve fronteggiare l’ennesimo infortunio: Evan Ferguson, infatti, è ai box per uno schiacciamento del nervo sciatico rimediato contro il Sassuolo.

Mentre si lavora ai fianchi degli inglesi (che valutano il cartellino 17-18 milioni), Massara guarda anche al futuro. È in dirittura d’arrivo l’affare per Robinio Vaz, attaccante 18enne del Marsiglia. Sfruttando gli ottimi rapporti con gli ex giallorossi Mehdi Benatia e Federico Balzaretti, oggi dirigenti dell’OM, la Roma ha superato la concorrenza del Bayer Leverkusen. Il talentino allenato da Roberto De Zerbi sembra ormai destinato a vestire la maglia della Lupa, confermando la volontà del club di operare su un doppio binario: esperienza subito, talento per il domani.

Inter Napoli, spettacolo e rimpianti a San Siro: il 2-2 salva Conte e frena Chivu

Inter Napoli, spettacolo e rimpianti a San Siro: il 2-2 salva Conte e frena Chivu. L’analisi della Gazzetta dello Sport sul match di ieri

San Siro regala spettacolo ma nessun vincitore: il 2-2 finale tra Inter e Napoli lascia intatta la corsa Scudetto, ma distribuisce in modo diametralmente opposto gli umori negli spogliatoi. Secondo la puntuale analisi della Gazzetta dello Sport, la squadra che si è portata sotto la “doccia dei rimpianti” è senza dubbio quella di casa. I nerazzurri hanno sprecato per ben due volte il vantaggio acquisito, gettando alle ortiche la ghiotta possibilità di volare a +7 sui diretti rivali e a +5 sul Milan. Si conferma un trend preoccupante per la formazione guidata da Cristian Chivu: quando l’avversario è autorevole, la spavalderia mostrata contro le “piccole” svanisce. A pesare sul risultato sono stati i soliti vizi difensivi, con il centrale svizzero Manuel Akanji definito “disastroso” in occasione delle due reti subite, e una scarsa cattiveria offensiva nel chiudere i conti quando era necessario.

È stata una serata opaca anche per i soliti trascinatori: si è visto un capitano Lautaro Martinez in versione minore e una mediana in affanno, con il regista turco Hakan Calhanoglu costretto ad uscire per infortunio, un evento che genera ansia nell’ambiente in vista del calendario ora sulla carta più agevole (Lecce, Udinese, Pisa).

Sulla sponda opposta, il pareggio ha il sapore dolce della vittoria per Antonio Conte. Il tecnico salentino, espulso nel finale per le veementi proteste (“sclerato” dopo il rigore concesso), ha dovuto gestire un’emergenza tecnica totale, privo della fantasia dell’esterno David Neres e di molti altri titolari. A salvare il Napoli sono stati il cuore e due prestazioni monumentali: quella del centrocampista scozzese Scott McTominay, vera bestia nera della Beneamata con 4 gol in 4 incroci, e quella di Rasmus Hojlund. L’attaccante danese, in versione “Hulk”, ha retto da solo il peso dell’attacco, difendendo palla e vincendo ogni duello fisico. Se il pari col Verona aveva acceso spie di crisi, questo risultato restituisce grande consapevolezza agli Azzurri.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 12 gennaio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Ritorni tattici: la Serie A 2025-26 sta riscoprendo il passato

La Serie A 2025-26 non sta mostrando tanto cambiamento e innovazione quanto una rilettura. Guardando le partite di oggi, infatti, si ha la sensazione che molte delle soluzioni tattiche tornate in voga richiamino un passato quasi sempre nostrano. Pressing organizzato, marcature aggressive, sistemi ibridi che cambiano volto dentro la stessa gara: per chi se ne intende, non sono novità assolute, ma idee che il calcio italiano ha già conosciuto, abbandonato e ora rimesso al centro con atleti e principi diversi.

Non è questione di nostalgia o di ritorni romantici agli anni Ottanta o Novanta. Semmai, può esser letta come una fase di maturazione, in cui il campionato italiano non lavora più solo come gestore dell’esistente. In campo e in spogliatoio si torna a valorizzare la figura del tecnico come autore di un sistema strategico, originale e riconoscibile. I numeri, la storia e i riconoscimenti istituzionali raccontano che questa centralità non è mai scomparsa davvero, ma è stata ciclicamente rimossa e riscoperta.

Questa diversa centratura del campionato emerge anche osservando le quote Serie A, che non consegnano un dominatore netto stagionale e sul lungo periodo; piuttosto mostrano Napoli e Inter come principali contendenti, con Milan e Juventus ancora in piena corsa e Roma non esclusa dalla lotta per il titolo. Emerge quindi una sorta di equilibrio competitivo più che una supremazia tecnica schiacciante.

Dal catenaccio al sistema: l’allenatore torna al centro

Tra anni Ottanta e Novanta l’allenatore italiano era un equilibratore. Doveva gestire lo spogliatoio, limitare i danni, adattarsi ai campioni, come facevano Fabio Capello o Marcello Lippi. Essi rispecchiano appieno questo passaggio storico, in cui si affermano rigore e organizzazione, ma anche capacità di costruire squadre vincenti senza imporre un’ideologia unica. Prima ancora, Arrigo Sacchi aveva rotto lo schema, dimostrando che il sistema poteva contare più dei nomi, e che il pressing alto non era un’eresia in Italia.

E questo modo di allenare, torna a farsi sentire in queste ultime stagioni. Inzaghi, Conte o Allegri vengono giudicati sempre meno per il “come gestiscono” e sempre più per ciò che progettano. Non è un caso che molti degli allenatori più vincenti della storia della Serie A siano ricordati per un’impronta tattica riconoscibile, una sorta di firma del pittore.

Il caso Gasperini

Gian Piero Gasperini rappresenta un caso raro nella storia del calcio italiano recente. Non perché legato a una singola stagione o a una piazza specifica, ma perché ha costruito un sistema esportabile, nato in provincia e diventato modello. La sua Atalanta ha dimostrato che un’idea radicale può durare nel tempo, adattarsi agli interpreti e competere ai massimi livelli senza snaturarsi

Storicamente, quando un sistema forte arriva in una grande piazza, il rischio non è il risultato immediato ma il compromesso. È successo con Sacchi, è successo con Zeman, ed è il nodo che il calcio italiano ha sempre dovuto affrontare: quanto una grande società è disposta a piegarsi a un’idea, invece di chiedere all’idea di piegarsi alla tradizione?

Spalletti e il ritorno dell’allenatore-autore

Luciano Spalletti è, forse, il simbolo più evidente del ritorno dell’allenatore-autore. Nel corso della sua carriera ha cambiato più volte identità tattica, adattando il gioco ai contesti senza rinunciare a una firma riconoscibile. I suoi numeri raccontano una continuità rara ed encomiabile, visto che ha superato quota mille punti in Serie A nell’era dei tre punti, un traguardo raggiunto solo da pochissimi tecnici

La Serie A 2025-26 sembra tornare a fidarsi di figure capaci di lasciare un segno, più che di profili puramente aziendali. Non è un ritorno al passato nostalgico, tipica di quando “mancano” buone idee, bensì la conferma che il calcio italiano funziona bene quando riconosce valore alla competenza, allo studio e alla visione.

Inter, Chivu svela dopo il Napoli: «Di buono mi porto via l’atteggiamento ma rimaniamo con questo rammarico»

Inter, Chivu ha parlato così dopo il pareggio per 2-2 contro il Napoli. Queste le sue dichiarazioni post match

A DAZN dopo Inter Napoli, Cristian Chivu ha commentato così il pareggio per 2-2 di San Siro.

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SCONTRI DIRETTI – «Io parlo della partita, due squadre forti che hanno fatto di tutto per vincerla. C’è il rammarico che siamo andati due volte in vantaggio, ma non è mai semplici quando affronti una squadra forte. Merito loro che ci hanno creduto fino in fondo».

COSA PORTO A CASA DI BUONO – «L’atteggiamento, la voglia di andare sempre in avanti, a volte magari esagerando perché arrivavamo in ritardo sulla loro pressione. Abbiamo provato in tutti i modi a stare in gara, a creare il nostro gioco. Nel secondo tempo, i primi 20 minuti ci hanno messo davvero in difficoltà, poi siamo venuti fuori. Un peccato, due squadre forti che hanno alzato il livello di questa Serie A. Rimaniamo col rammarico di non aver vinto finora nessuno scontro diretto, sarà battaglia punto a punto fino alla fine. Per me anche con 4-5 squadre».

L’INTERVISTA DI CHIVU A DAZN DOPO INTER NAPOLI

Napoli, Stellini dopo il 2-2 con l’Inter: «Passiamo oltre il rigore. Conte non è venuto a parlare? Lo ha fatto anche altre volte…»

Napoli, Stellini ha parlato così dopo il pareggio per 2-2 contro l’Inter. Queste le sue dichiarazioni post match

A DAZN dopo Inter Napoli, Stellini – vice di Conte – ha commentato così il pareggio per 2-2 di San Siro.

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RIGORE – «Io passerei oltre, veniamo da una settimana un po’ complicata da questo punto di vista. La prestazione della squadra è stata ottima e la reazione dopo il rigore ci dà grande fiducia e forza. Anche oggi, su un campo difficile e contro una squadra forte, ha dimostrato di meritare lo scudetto conquistato l’anno scorso».

CONTE – «C’è grande soddisfazione per la reazione che c’è stata. Abbiamo visto l’episodio e non lo commentiamo, anche perché sennò dovremmo riavvolgere il nastro e non vogliamo farlo. Non è venuto a parlare? Anche altre volte, dopo un’espulsione, ha deciso di non venire. Speriamo che non succeda ancora, così saremo tutti felici».

CONDIZIONE FISICA«Siamo in un ottimo momento dal punti di vista fisico. Non abbiamo grandi rotazioni, serve pazienza. Attraverso quelle, riusciremo a migliorare l’impatto fisco che comunque oggi è stato forte. La squadra ha ampiamente meritato il pareggio e siamo soddisfatti per carattere, personalità e qualità».

HOJLUND – «È arrivato in un momento in cui tutto era iniziato, non lo abbiamo avuto molto a settembre e ottobre ma ha messo grande disponibilità e umiltà. Si impegna quotidianamente a migliorare, vogliamo costruire con lui un attaccante completo e ci sta dando grande soddisfazione»

De Laurentiis esulta dopo Inter Napoli ma…: «Con i 9 giocatori assenti per gran parte della stagione, cosa avrebbe fatto il Napoli finora?»

De Laurentiis, presidente del Napoli, ha commentato così il pareggio ottenuto contro l’Inter a San Siro. Le sue parole

Il big match di San Siro finisce in parità, ma per il Napoli quel 2-2 strappato in casa dell’Inter ha il sapore di un’impresa. Al termine di una gara vibrante, segnata dall’agonismo e dalle polemiche (con l’espulsione di Conte), a prendere la parola è stato il presidente Aurelio De Laurentiis. Il numero uno del club partenopeo ha scelto il suo profilo ufficiale su X per commentare a caldo il risultato, lanciando un messaggio che sa di orgoglio, difesa della squadra e, inevitabilmente, di rimpianto per la sfortuna avuta finora.

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Il Tweet: elogio e polemica

De Laurentiis non ha usato mezzi termini per definire la prestazione offerta dagli uomini di Antonio Conte. L’allenatore salentino ha ricevuto l’endorsement pubblico della proprietà nonostante il momento complicato. Ecco le parole del presidente:

“Bellissima partita! Napoli favoloso. Con i 9 giocatori assenti per gran parte della stagione, cosa avrebbe fatto il Napoli finora?”

De Laurentiis ha voluto sottolineare come il club sia ancora in piena lotta Scudetto nonostante un’infermeria che non si è mai svuotata da inizio campionato.

L’emergenza continua

Il riferimento ai “9 giocatori assenti” non è casuale. Il Napoli si è presentato a Milano ancora una volta incerottato (pesante l’assenza last minute di David Neres), costringendo Conte a ridisegnare l’assetto tattico e a chiedere gli straordinari ai titolari rimasti. Eppure, la risposta sul campo è stata di altissimo livello. La squadra ha retto l’urto della corazzata nerazzurra, dimostrando che il lavoro svolto dallo staff tecnico va oltre le individualità.

Un segnale al campionato

Il pareggio del Meazza e le parole di De Laurentiis servono a compattare l’ambiente in vista del girone di ritorno. Il messaggio è chiaro: se questo Napoli, decimato dagli infortuni, riesce a giocarsela alla pari con l’Inter a San Siro, le potenzialità della rosa al completo sono da vertice assoluto. La corsa al titolo è tutt’altro che chiusa e il patron azzurro ha voluto ricordarlo a tutti, avversari compresi.

Infortunio Calhanoglu: stop per il turco durante Inter Napoli. Le sue condizioni e quanto potrebbe stare fuori

Infortunio Calhanoglu: le condizioni dopo Inter Napoli e quanto potrebbe stare fuori il centrocampista turco. Ultimissime

Il big match di San Siro tra Inter e Napoli lascia in eredità non solo un pareggio spettacolare per 2-2, ma anche una pesante tegola per lo staff medico nerazzurro. La notizia che preoccupa maggiormente l’ambiente interista riguarda le condizioni di Hakan Calhanoglu. Il regista turco è stato costretto ad alzare bandiera bianca anzitempo durante il secondo tempo. Un infortunio di natura muscolare lo ha bloccato proprio nel momento cruciale della sfida, obbligando l’allenatore Cristian Chivu a operare una sostituzione d’emergenza per non aggravare la situazione.

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La dinamica e l’ingresso di Sucic

Dopo aver lasciato il segno sul match trasformando con la solita freddezza il rigore del momentaneo 2-1, Calhanoglu ha avvertito una fitta che lo ha costretto a chiedere il cambio. Al suo posto, Chivu ha gettato nella mischia Sucic. Il centrocampista croato è ora il primo indiziato a raccogliere l’eredità del turco in cabina di regia qualora lo stop dovesse rivelarsi lungo. Nelle prossime ore, Calhanoglu si sottoporrà agli esami strumentali di rito: solo la risonanza magnetica potrà chiarire l’entità della lesione e definire con precisione i tempi di recupero.

Numeri da fuoriclasse: una stagione dominante

L’eventuale assenza dell’ex Milan peserebbe come un macigno sugli equilibri dell’Inter. Il rendimento di Calhanoglu in questa stagione è stato finora ai limiti della perfezione. I numeri parlano chiaro: in 16 presenze a voto, il numero 20 ha già messo a referto 7 gol e 2 assist. Statistiche che fanno la felicità non solo di Chivu, ma anche dei fantallenatori: con una fantamedia monstre del 7.62, Calhanoglu si conferma un top di reparto assoluto, una macchina da bonus e voti alti. Ora l’Inter trattiene il respiro: perdere il proprio “metronomo” nella fase calda della stagione, con la Champions alle porte, sarebbe un colpo durissimo. Nel frattempo, Sucic è pronto: sarà lui a dover garantire qualità e geometrie in mezzo al campo.

Inter Napoli: le tre cose che non hai notato del match di Serie A

Inter Napoli, le tre curiosità sulla partita delle 20:45: sfida valida per la ventesima giornata di Serie A

E’ andata in scena a San Siro la partita fra Inter e Napoli, sfida valida per la ventesima giornata di Serie A. Ecco le tre cose che non sono state notate durante la partita.

Il 2-2 di San Siro tra Inter e Napoli è stato un ottovolante di emozioni, con i nerazzurri avanti due volte e sempre ripresi da un McTominay formato extra-lusso, fino all’ultimo brivido del palo di Mkhitaryan. Ma oltre ai gol e al VAR, la partita ha nascosto dinamiche sottili che raccontano molto dell’approccio delle due squadre. Ecco tre chiavi di lettura nascoste nelle pieghe del match.

1. Il “sospiro di sollievo” e la centralità di McTominay

Al 31′, San Siro ha trattenuto il fiato, ma soprattutto lo ha fatto la panchina del Napoli. Scott McTominay, autore del pareggio pochi minuti prima, dopo un ripiegamento difensivo cruciale per anticipare un appoggio di Thuram, si accascia toccandosi il ginocchio. In un periodo segnato da un’emergenza infortuni cronica per gli azzurri, l’idea di perdere l’uomo più coinvolto e dinamico del match sembrava il colpo di grazia. Quel momento di apprensione, seguito dal suo rientro in campo, ha sottolineato non solo la sua importanza tattica, ma anche quanto il destino del Napoli in questa fase dipenda dalla sua energia. Non è un caso che sia stato proprio lui, con un tocco al volo, a siglare il definitivo 2-2. Ma oltre agli episodi determinanti, colpisce come non scarichi mai le batterie e quante volte sappia districarsi nello stretto, adattando le sue lunghe leve in spazi dove non sembra possibile muoversi.

2. La fluidità posizionale dell’Inter e il ruolo di Calhanoglu

L’Inter di Chivu ha mostrato una fluidità posizionale notevole, che va oltre il semplice modulo. Un esempio lampante è arrivato al 44′, quando il difensore Bisseck si è ritrovato a concludere in area avversaria. Questa capacità di portare uomini diversi in zone inaspettate del campo è orchestrata spesso da Calhanoglu. Il turco non si limita a distribuire gioco, ma obbliga i compagni a muoversi: andando in aiuto al portatore di palla più vicino, temporeggiando e scaricando, crea spazi e detta i tempi per gli smarcamenti. Questa continua rotazione, con Barella che spesso si allarga molto sull’esterno per favorire gli inserimenti, è il marchio di fabbrica della manovra offensiva nerazzurra, che cerca di scompaginare le difese avversarie attraverso il movimento continuo.

3. L’aggressività del Napoli e i duelli individuali chiave

Soprattutto nel secondo tempo, il Napoli è rientrato con un piglio diverso, mostrando una maggiore reattività sulle palle sporche e un’aggressività che ha messo in difficoltà l’Inter. Un duello chiave è stato quello tra Calhanoglu e Lobotka: il turco è andato spesso in pressione alta sul regista slovacco, che però è stato bravissimo a mantenere la lucidità e a gestire il pallone anche in zone defilate e sotto pressione (come al 60′). Un altro duello che ha rischiato di costare caro all’Inter è stato quello tra Akanji e gli attaccanti del Napoli: lo svizzero ha vissuto una serata da incubo, bucando l’intervento sul lancio di Milinkovic-Savic al 47′ (graziato da Hojlund) e facendosi anticipare nettamente da Di Lorenzo al 50′. Segnali di una difesa che, sotto pressione, ha mostrato qualche crepa inaspettata, la più grande delle quali è costata il punto del pareggio definitivo.

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Pagelle Inter Napoli, i top e i flop della sfida per la 20a giornata di Serie A

Pagelle Inter Napoli: analisi dei protagonisti della 20ª giornata di Serie A! Ecco i top e i flop della sfida

Si chiude 2-2 Inter Napoli, supersfida valida per la 20ª giornata di Serie A. Ecco di seguito Top e Flop della sfida.

San Siro ospita un pirotecnico 2-2 tra Inter e Napoli. Nerazzurri avanti due volte, prima con un diagonale chirurgico di Dimarco in avvio e poi, nella ripresa, con un rigore impeccabile di Calhanoglu concesso dopo revisione VAR per un pestone su Mkhitaryan. Il Napoli però non muore mai e risponde colpo su colpo grazie a uno scatenato McTominay, autore di una doppietta fondamentale, inclusa la rete del definitivo pari all’81’ nata da invito del neoentrato Lang. Nel recupero, un palo clamoroso di Mkhitaryan su tiro deviato nega la vittoria in extremis alla squadra di Chivu.

I TOP

McTominay (Napoli): L’anima della squadra di Conte. Tiene a galla i suoi con una doppietta di puro istinto e inserimento. Brucia Akanji sul primo palo per l’1-1 e si fa trovare pronto all’appuntamento con il destino all’81’ per il pareggio definitivo. Il Napoli può fare a meno di molti, non di lui. Totale.

Calhanoglu (Inter): Glaciale dal dischetto quando la palla scotta, riportando avanti l’Inter nel momento più difficile della ripresa. Metronomo con licenza di uccidere.

Dimarco (Inter): Sblocca il match dopo soli dieci minuti con un inserimento perfetto premiato da Thuram: il suo diagonale mancino è una sentenza. Nel primo tempo è una spina costante nel fianco della difesa azzurra, confermandosi un attaccante aggiunto.

I FLOP

Akanji (Inter): Serata da incubo per il centrale svizzero. Sul primo gol si fa anticipare troppo facilmente da McTominay sul primo palo. A inizio ripresa commette un errore clamoroso “lisciando” un rinvio facile e spalancando la porta a Hojlund, che per sua fortuna grazia l’Inter. Insicuro.

Rrahmani (Napoli): La sua ingenuità, o se volete la sua irruenza, pesa come un macigno sull’economia del match. Il pestone (step on foot) su Mkhitaryan in area, pizzicato dal VAR, regala all’Inter il rigore del momentaneo 2-1. Un’imprudenza che poteva costare la sconfitta.

Di Lorenzo (Napoli): Tanta corsa, ma l’errore al 51′ è da matita rossa. Pescato splendidamente da Spinazzola a centro area, tutto solo, spreca un’occasione colossale mandando a lato un colpo di testa che sembrava un gol fatto.

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Moviola Inter Napoli, l’episodio chiave della sfida di Serie A

Moviola Inter Napoli, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 20ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Inter Napoli, valido per la 20ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Doveri.

LIVE MOVIOLA

PRIMO TEMPO

Al 5′ Hojlund si trova da solo in area, segnalato il fuorigioco che pare esserci. Il metro di valutazione di Doveri sembra coerente: si gioca con fluidità, pochi i fischi sui contrasti dove attaccanti e difensori si spingono reciprocamente. Sul gol dell’1-0 la rete di Dimarco vanifica la possibile ammonizione di McTominay su Zielinski. Molte proteste per duello di Juan Jesus su Thuram, che sembrava andarsene via: per Doveri non è fallo perché entrambi si trattengono, per Marelli su Dazn manca un giallo per Spa. Juan Jesus spazza via e colpisce Thuram sullo slancio, il francese rimane a terra. Rischia Spinazzola su un laterale, ma l’arbitro non fischia il controfallo. Lautaro si lamenta per certi contatti, il direttore di gara non ci sente, perdurando l’atteggiamento di permissivismo che caratterizza il suo arbitraggio. E difatti si va all’intervallo con soli 5 falli fischiati, se non è un record poco ci manca.

SECONDO TEMPO

Nella prima parte della ripresa i falli crescono di numero, inevitabile vista la grande quantità di palloni contesi. Un tiro di Barella colpisce Juan Jesus in area: braccio lungo il corpo, oltre a una distanza ravvicinata, rendono la situazione del tutto regolare. Lautaro in offside su una buona ripartenza interista, bravo Beukema a fare un passo in avanti. Al 68′ rigore per l’Inter decretato dopo una revisione al Var dell’immagine del piede di Rrahmani su Mkhitaryan: rosso per Conte che urla “Vergogna!” e va in escandescenze. Lobotka ferma una ripartenza di Lautaro con un’ancata: Doveri non estrae neanche in questo caso il primo cartellino del match. Sul 2-2 di McTominay è regolare la posizione di Lang che lo serve. I minuti di recupero sono 5. Bisseck cade e si guadagna un fallo, non ha torto Lang a reclamare la sua innocenza. Ammonito Juan Jesus su Esposito bravo a sterzare nella propria metà campo e a farsi tamponare: è il primo giallo del match. Si chiude sul pari e quasi pari sono anche i falli: 12 dell’Inter, 11 del Napoli.

SEGUI QUI IL LIVE DEL MATCH

Espulso Conte in Inter Napoli: «Vergognatevi». Faccia a faccia col quarto uomo e rosso diretto! Cosa è successo – FOTO

Espulso Conte in Inter Napoli: «Vergognatevi». Il tecnico è andato faccia a faccia col quarto uomo e ha ricevuto il rosso diretto! Cosa è successo

La tensione di San Siro esplode al minuto 71, trasformando il big match tra Inter e Napoli in una corrida. L’episodio che ha cambiato l’inerzia della gara e acceso gli animi in panchina è l’assegnazione di un calcio di rigore a favore dei nerazzurri, decisione che ha scatenato l’ira funesta di Antonio Conte. L’allenatore leccese non ha retto alla decisione arbitrale che ha permesso all’Inter di portarsi sul 2-1, finendo anzitempo negli spogliatoi.

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La dinamica: il VAR e il gol di Calhanoglu

Tutto nasce da un contatto in area che inizialmente l’arbitro Daniele Doveri aveva lasciato correre. Richiamato al monitor dalla sala VAR per la On Field Review, il direttore di gara è tornato sui suoi passi, indicando il dischetto per uno step on foot su Lautaro Martinez di Rrahmani. Dagli undici metri si è presentato Hakan Calhanoglu: il regista turco non ha tremato, spiazzando il portiere e siglando la rete del sorpasso. È in questo istante che la partita si è infiammata, non sul prato verde, ma a bordo campo.

Il faccia a faccia e l’urlo “Vergogna”

Prima della trasformazione del rigore, Conte ha perso il controllo. Sentendosi vittima di un’ingiustizia, il tecnico del Napoli si è scagliato verbalmente contro la direzione di gara. Le telecamere hanno catturato chiaramente il labiale dell’allenatore, che ha urlato ripetutamente la parola “Vergogna!” all’indirizzo della terna arbitrale. La situazione è degenerata in un duro faccia a faccia con il quarto uomo, costringendo Doveri a estrarre il cartellino rosso diretto. Espulso e scortato fuori dal terreno di gioco, Conte ha continuato a protestare mentre imboccava il tunnel degli spogliatoi, lasciando la sua squadra senza guida tecnica per il decisivo assalto finale. Un episodio che, inevitabilmente, accenderà roventi polemiche nel post-partita e nei giorni a venire.

Barcellona Real Madrid 3-2, Supercoppa ai blaugrana! Raphinha stende i Blancos in finale e regala il titolo a Flick

Barcellona Real Madrid 3-2, Supercoppa vinta dai blaugrana! Raphinha decisivo, la cronaca della finalissima

Il cielo sopra l’Arabia Saudita si tinge di blaugrana. Al termine di novanta minuti vibranti, ricchi di colpi di scena e tensione agonistica, il Barcellona conquista la Supercoppa di Spagna superando il Real Madrid per 3-2. La squadra di Hansi Flick esce vincitrice da un Clásico spettacolare, deciso dalle giocate dei singoli e da un primo tempo con un recupero da cardiopalma.

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Botta e risposta: un primo tempo infinito

L’equilibrio si spezza al 36′ grazie a Raphinha. L’esterno brasiliano sblocca il match con un sinistro chirurgico all’angolino basso che non lascia scampo a Thibaut Courtois, il portiere belga del Real autore comunque di parate decisive. La reazione dei Blancos di Xabi Alonso arriva nel recupero della prima frazione. Al 45’+2′, il fuoriclasse Vinicius Junior pareggia i conti con una strepitosa azione personale. Ma non c’è tempo per respirare: due minuti dopo, Robert Lewandowski riporta avanti il Barça (2-1) con una rasoiata precisa. Sembra finita, ma al 45’+6′ il giovane Gonzalo Garcia trova l’incredibile 2-2 per il Real con un tiro che bacia la traversa, mandando le squadre al riposo in parità.

Decide ancora Raphinha, rosso a De Jong

Nella ripresa i ritmi restano alti, ma è il Barcellona a trovare il guizzo del campione. Al 73′, assistito da Dani Olmo (subentrato a Fermín), è ancora Raphinha a trovare la rete del definitivo 3-2, complice una deviazione che beffa Courtois. Il finale è incandescente e nervoso, tipico di ogni Clásico. Al 91′ il Barcellona resta in dieci uomini: Frenkie de Jong commette un fallo bruttissimo e viene espulso direttamente dall’arbitro Munuera. Nonostante l’inferiorità numerica e l’assalto finale delle Merengues (con gli ingressi di Mbappé e Mastantuono), la difesa guidata da Jules Koundé regge l’urto. Al triplice fischio esplode la festa: la Supercoppa torna in Catalogna.

Verona, Zanetti dopo il KO con la Lazio: «Un episodio ci condanna. Valutiamo se andare in ritiro ora. Calendario? Non ci piangiamo addosso…»

Verona, Paolo Zanetti ha parlato così dopo la sconfitta contro la Lazio nella 20ª giornata di Serie A 2025/26

Paolo Zanetti, allenatore del Verona, è intervenuto a DAZN nel post partita del match della 20a giornata del campionato di Serie A 2025-2026 perso contro la Lazio. Le sue dichiarazioni.

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SCONFITTA – «Si aggiusta continuando a crederci e continuando a lavorare! Non ci dobbiamo abbattere, ci dispiace. Oggi abbiamo messo in difficoltà la Lazio, i ragazzi hanno messo in pratica tutto in maniera perfetta. Un episodio ci condanna è vero, ci è mancato l’ultimo passaggio e quel pizzico di qualità che serve. Con squadre del genere non si può sbagliare nulla e le partite sono sempre aperte».

RITIRO – «Non so se andremo in ritiro! Valutiamo».

CALENDARIO – «Abbiamo avuto un calendario dove dovremo giocare 6 partite in poco tempo: sono grandi squadre e starci dentro non è semplice. Lavoriamo per farlo, non ci piangiamo addosso e non perderemo tempo. Ci concentriamo sulla prossima sfida, portiamo a casa lo spirito perché c’è un girone intero da giocare. Per due o tre partite non siamo stati al 100%, per le altre si: ci manca qualcosa. Alziamo il livello generale se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo».

LE PAROLE COMPLETE DI ZANETTI DOPO VERONA LAZIO

Farioli rinnova con il Porto, ufficiale: firma fino al 2028 per il tecnico italiano! Il comunicato e tutti i dettagli

Farioli rinnova con il Porto, è ufficiale il prolungamento fino al 2028 per il tecnico italiano! Il comunicato che svela tutti i dettagli

Attraverso il proprio sito ufficiale, il Porto ha reso noto il rinnovo fino al 2028 del tecnico Francesco Farioli. Di seguito riportato il comunicato del club portoghese.

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COMUNICATO «Il ciclo continua e l’ambizione rimane: il FC Porto e Francesco Farioli hanno appena rinnovato il contratto. In un momento cruciale della stagione sportiva, il Club e l’allenatore hanno raggiunto un accordo per mantenere il legame per le prossime due stagioni e mezza, fino al 30 giugno 2028.

A far parte dello staff tecnico della prima squadra entra l’assistente Felipe Sánchez, che finora svolgeva lo stesso ruolo alla Real Sociedad e che aveva già affiancato Francesco Farioli al Karagümrük, Alanyaspor, Nizza e Ajax. Lo spagnolo si unisce a Dave Vos, Lino Godinho, Lucho González e André Castro (allenatori assistenti), Callum Walsh (preparatore fisico), Osman Kul (analista), Iñaki Ulloa e Diogo Almeida (allenatori dei portieri).

Francesco Farioli è arrivato a Invicta a luglio ed è stato eletto Allenatore del Mese già ad agosto. Sotto la sua guida, il FC Porto ha completato il miglior girone d’andata della storia del calcio nazionale e vanta il miglior rendimento difensivo d’Europa: quattro gol subiti e 13 partite a porta inviolata in 17 giornate.

Da quando l’allenatore italiano è stato presentato, il Porto ha collezionato 23 vittorie, due pareggi e due sconfitte, con 57 gol segnati e 13 subiti in 27 incontri ufficiali. In Liga Portoghese, il FC Porto ha vinto 16 partite, pareggiato solo una e guida la classifica in solitaria con 49 punti su 51 disponibili – dieci punti davanti ai rivali di Lisbona. Con Francesco Farioli in panchina, il FC Porto è stato in svantaggio solo per 27 dei 1.530 minuti giocati finora nel campionato (1,76% del tempo regolamentare), ha vinto tutte le partite in trasferta e sta attraversando una serie di nove vittorie consecutive nella competizione. Anche in Coppa del Portogallo il percorso è stato intatto e, all’ingresso dell’ultimo turno prima della fase a gironi, i Dragões si trovano in una posizione per qualificarsi direttamente agli ottavi di finale della Europa League. Il tecnico di 36 anni ha già fatto esordire 25 giocatori nella presente stagione, dieci dei quali esordienti assoluti con la maglia biancoblù. Francesco Farioli ha rinnovato l’impegno con il FC Porto e continuerà a essere l’uomo incaricato di guidare le sorti della famiglia portista».

Lazio, Sarri recrimina: «Gli arbitraggi ci sono costati qualcosa quest’anno. Mercato? Se la società ci aiuta con 3 innesti forti…»

Lazio, Maurizio Sarri ha parlato così dopo la vittoria contro il Verona nella 20ª giornata di Serie A 2025/26

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, è intervenuto in conferenza stampa nel post partita del match della 20a giornata del campionato di Serie A 2025-2026 vinto contro l’Hellas Verona. Le sue dichiarazioni.

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RATKOV E TAYLOR – «Li ho visti poco. Nel senso che Peter con noi ha fatto due allenamenti, Kenneth uno. Prima volta per me in carriera che faccio giocare un giocatore con un solo allenamento, non l’ho fatto neanche in Serie D, questo ti fa capire le difficoltà che abbiamo. Posso solo parlare delle sensazioni che ho su di loro e sono positive. Dovrò cercare di essere veloce per capire pregi e difetti per inserirli».

ARBITRAGGI – «Ho molto rammarico per tante situazioni viste in questa stagione. Lasciamo stare per gli arbitraggi che secondo me ci sono costati qualcosa. Quest’anno abbiamo fatto sette gare in inferiorità numerica, tutto quello che poteva accadere ci è successo».

CALCIOMERCATO – «Se la società ci aiuta con 3 innesti forti, possiamo fare un ulteriore salto di livello. Chi mi piacerebbe? Uno che abbia quantità, qualità e faccia anche gol. Insomma, costa 80 milioni (ride, n.d.r.)».

LE PAROLE COMPLETE DI SARRI DOPO VERONA LAZIO

Paratici Fiorentina: slitta l’arrivo del nuovo dirigente? La decisione a sorpresa del Tottenham. Cosa sta succedendo

Paratici Fiorentina: slitta l’approdo in viola del dirigente? La decisione che spiazza tutti del Tottenham. Cosa accade

L’attesa per il grande colpo dirigenziale in casa Fiorentina dovrà prolungarsi ancora per qualche settimana. Se i tifosi viola sognavano di vedere Fabio Paratici già operativo al Viola Park per gestire le battute finali di questo calciomercato di gennaio, le notizie che rimbalzano dall’Inghilterra impongono una frenata agli entusiasmi immediati. Secondo quanto riferito dall’autorevole portale britannico The Athletic, il matrimonio tra il club di Rocco Commisso e il manager piacentino si farà, ma con tempistiche diverse da quelle ipotizzate inizialmente.

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La data: tutto rimandato al 2 febbraio

La timeline dettata da Oltremanica è chiara: il trasferimento di Paratici a Firenze non avverrà prima del 2 febbraio 2026. Questa data non è casuale, poiché coincide con la chiusura ufficiale della sessione invernale di calciomercato. Attualmente, infatti, Paratici è ancora legato al Tottenham Hotspur. Il dirigente ha intenzione di onorare i suoi impegni con gli Spurs fino all’ultimo giorno di trattative, completando le operazioni in entrata e in uscita per il club londinese prima di liberarsi.

Il nuovo ruolo in viola

Solo una volta archiviato il mercato inglese, Paratici sarà libero di abbracciare il progetto viola. A Firenze lo attende il ruolo di Responsabile dell’Area Sportiva, una carica centrale che gli conferirà ampi poteri decisionali sulla costruzione della rosa e sullo scouting internazionale. La scelta della proprietà toscana di puntare su un profilo di tale spessore internazionale testimonia la volontà di alzare l’asticella. Tuttavia, questo slittamento implica che l’attuale mercato di riparazione della Fiorentina continuerà ad essere gestito dall’organigramma presente, con Paratici che — ufficialmente — prenderà le redini solo per pianificare la prossima stagione estiva.

Un’attesa strategica

Per i tifosi della Fiorentina ci sarà dunque da pazientare. L’arrivo dell’ex dirigente bianconero è visto come il tassello mancante per il definitivo salto di qualità, ma le dinamiche contrattuali con la Premier League hanno la priorità. Dal 3 febbraio, però, le chiavi del Viola Park passeranno in mano a uno dei dirigenti più esperti e aggressivi del panorama calcistico europeo.

Napoli, Manna prima dell’Inter: «Può essere uno spartiacque. Sul mercato di gennaio vi dico questa cosa»

Napoli, Manna prima dell’Inter ha rilasciato queste dichiarazioni sui vertici del campionato e sul mercato. Le sue dichiarazioni

Nel prepartita di Inter Napoli, Giovanni Manna, ds degli azzurri, è intervenuto ai microfoni di DAZN. Le sue parole.

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FAVORITA «Io sto sempre con il mister. Sono due grandi squadre, lo scorso anno è stato un bello scontro e speriamo lo sia anche quest’anno. Giochiamo in uno stadio incredibile, sarà tosta Non è mai un segnale di debolezza rispettare il valore dell’avversario. Sono in un ottimo momento di forma, noi abbiamo le nostre problematiche ma lo sappiamo e andiamo avanti».

PARTITA DECISIVA? – «Può segnare uno spartiacque importante, il Milan ha pareggiato e servirà la partita giusta con motivazione e attributi».

MERCATO DI GENNAIO «In una squadra rodata e consolidata come questa non è mai facile, rovinare gli equilibri è sempre molto semplice. Noi vogliamo provare a migliorare la squadra, se ci saranno le opportunità andremo a farlo ma non è detto che accada».

L’INTERVISTA COMPLETA DI MAROTTA PRIMA DI INTER NAPOLI

Inter, Marotta svela: «Con Conte sono schermaglie dialettiche. Mercato? Abbiamo un piccolo neo». Cosa c’è dietro le sue parole

Inter, Marotta svela: «Con Conte sono schermaglie dialettiche. Mercato? Abbiamo un piccolo neo». Cosa c’è dietro le sue parole

Nel prepartita di Inter Napoli, Giuseppe Marotta, presidente dei nerazzurri, è intervenuto ai microfoni di DAZN per fare il punto sul momento della squadra e sul confronto al vertice del campionato.

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CONTE – «Ho anche già salutato Antonio Conte, siamo due persone corrette che hanno trascorso anni insieme. I punti di vista possono essere diversi ma sono schermaglie dialettiche. Sono dinamiche che il mondo del calcio ripropone sempre quando c’è lotta in vetta alla classifica».

MERCATO – «La visione di Chivu è la stessa della società. L’allenatore può anche non conoscere tutti i giocatori del mondo ma noi abbiamo l’obbligo di confrontarci con lui per delineare i profili necessari. La rosa è competitiva e numerosa, risponde agli obiettivi della stagione. Abbiamo questo piccolo neo dell’infortunio Dumfries. Obiettivamente, se ci fosse la possibilità di rinsaldare questa zona, lo faremo. Ma non è facile trovare profili da Inter. Sono le famose opportunità che raramente si trovano a gennaio».

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Moviola Verona Lazio: brivido finale con un presunto rigore…L’episodio del match e la decisione di Guida

Moviola Verona Lazio: l’episodio dubbio del match, valido per la 20ª giornata di Serie A 2025/26. I dettagli

La Lazio torna a sorridere e sbanca il Marcantonio Bentegodi. In una gara tattica e spigolosa, la squadra di Maurizio Sarri porta a casa tre punti fondamentali per la classifica, piegando la resistenza dell’Hellas Verona grazie a un episodio nel finale. A decidere il match è un autogol di Nelsson, ma la prestazione dei biancocelesti è stata solida, supportata da una direzione di gara, quella dell’arbitro Marco Guida, che ha saputo gestire i momenti più caldi senza perdere il controllo.

Il match: Isaksen incontenibile, decide Nelsson

Il primo tempo vede una Lazio propositiva, trascinata dalle iniziative di Gustav Isaksen. L’ala danese, rapida e tecnica, è una spina nel fianco costante per la difesa scaligera, costringendo al fallo sistematico gli avversari (su tutti il terzino Frese) e provocando l’ammonizione del centrale argentino Nicolas Valentini al 25′. La gara si sblocca però solo nella ripresa, al minuto 79. L’azione nasce dall’ex di turno, Matteo Cancellieri, che serve sulla corsa l’inesauribile Manuel Lazzari: il cross dell’esterno laziale trova la sfortunata deviazione di Victor Nelsson, difensore centrale del Verona, che beffa il proprio portiere Montipò regalando lo 0-1 agli ospiti.

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La Moviola: i casi da rigore

Riflettori puntati sulla gestione degli episodi da parte di Guida. Due i momenti cruciali nelle aree di rigore, entrambi giudicati correttamente:

  • Minuto 60: Proteste per un contatto in area veronese tra Cancellieri e Bradaric. Il terzino gialloblù rischia molto atterrando l’esterno laziale, ma per il direttore di gara l’intensità è troppo lieve per concedere il penalty. Il gioco prosegue tra qualche dubbio.
  • Minuto 88: Brivido finale per la Lazio. Valentini cade in area dopo un’uscita di Ivan Provedel. Il contatto c’è (mano del portiere sul difensore), ma l’arbitro ferma tutto giustamente: l’azione è viziata in partenza da una posizione di fuorigioco dello stesso Valentini.

Una direzione complessivamente sufficiente quella di Guida, bravo a non abboccare alle simulazioni (come quella di Valentini al 52′) e a gestire i cartellini, ammonendo correttamente Armel Bella-Kotchap e Cancellieri.

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