Pagina 441 – Calcio News 24

Calciomercato Napoli, retroscena importanti su Pellegrini (e non solo). La situazione in casa partenopea

Calciomercato Napoli, gennaio attivo: Frattesi e Pellegrini nel mirino. Paganini: “Il Napoli interverrà

Intervenuto a TMW Radio, Paolo Paganini ha commentato diversi temi legati alla Serie A, soffermandosi in particolare sul Napoli e sulle possibili mosse della sessione invernale di mercato, anche in relazione al Calciomercato Inter.

Secondo Paganini, la recente reazione della squadra partenopea è nata anche da un forte input emotivo. La sconfitta di Bologna aveva lasciato strascichi nel gruppo, creando tensioni e polemiche. Tuttavia, da quel momento sono arrivati segnali incoraggianti, soprattutto da giocatori finiti sotto accusa, come David Neres, tornato decisivo nelle ultime partite.

«La squadra aveva motivazioni particolari dopo il ko di Bologna. Sono arrivati segnali importanti da chi era stato criticato, come Neres», ha spiegato Paganini.

Entrando nel dettaglio del Calciomercato Napoli, l’esperto sottolinea che la priorità del club sarà rinforzare il centrocampo con un profilo pronto a dare subito garanzie. L’idea di Conte è evitare operazioni complicate come quelle viste in passato: «Il Napoli si muoverà a gennaio, soprattutto a centrocampo. Conte segue Mainoo, ma non vuole ripetere telenovele come Garnacho».

Paganini evidenzia come il Napoli stia valutando anche calciatori già esperti del campionato italiano, con nomi come Davide Frattesi e Lorenzo Pellegrini in cima alla lista. In chiave Calciomercato Inter, Frattesi rappresenta un profilo molto apprezzato da Conte per dinamismo e capacità realizzativa, ma l’Inter non sembra intenzionata a privarsene facilmente.

Il quadro è chiaro: il Napoli prepara un gennaio attivo, con l’obiettivo di rinforzare la mediana e monitorare il mercato Inter, senza fretta di cessioni strategiche. Il nome di Frattesi, così come quello di Pellegrini, è destinato a tornare con insistenza nei prossimi giorni, confermando come il club voglia puntare su giocatori pronti a incidere subito in Serie A.

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Calciomercato Sassuolo, Muharemovic e l’interesse delle big nei suoi confronti. Cosa succederà a gennaio?

Calciomercato Sassuolo: il caso Muharemovic tra interesse dell’Inter e nodo Juventus. La situazione attuale

Il calciomercato Sassuolo entra nel vivo anche in vista della sessione invernale, con diversi club di primo piano che osservano da vicino i talenti della rosa neroverde. Tra questi spicca il nome di Tarik Muharemovic, difensore centrale bosniaco classe 2003, che sta attirando l’attenzione dell’Inter. A fare il punto sulla possibile operazione è stato l’esperto di mercato Alfredo Pedullà, che ha analizzato i margini reali della trattativa e i suoi principali ostacoli.

Muharemovic, attualmente in forza al Sassuolo, è considerato un profilo molto interessante per caratteristiche fisiche, struttura atletica e potenziale di crescita. Qualità che lo rendono appetibile per diversi club di Serie A, soprattutto in ottica futura. Nel contesto del calciomercato Sassuolo, il giovane centrale rappresenta uno degli asset più importanti, capace di generare interesse e possibili plusvalenze.

Secondo Pedullà, però, l’operazione che potrebbe portare Muharemovic all’Inter presenta un problema strategico non di poco conto. Sul giocatore, infatti, esiste una clausola che garantisce alla Juventus il 50% sulla futura rivendita. Questo dettaglio pesa in modo significativo sulle valutazioni dei nerazzurri, poco inclini a investire su un calciatore che finirebbe per finanziare indirettamente una diretta concorrente nella corsa ai vertici del campionato.

Nel suo intervento, Pedullà è stato chiaro: pur riconoscendo l’interesse dell’Inter per Muharemovic, ritiene difficile immaginare un affondo concreto proprio per la presenza di questa percentuale a favore della Juventus. Un’operazione del genere, seppur tecnicamente possibile, risulterebbe quantomeno anomala dal punto di vista politico e strategico.

Dal canto suo, il calciomercato Sassuolo osserva con attenzione l’evolversi della situazione. Il club emiliano sa di avere in rosa un giocatore giovane e promettente, ma è consapevole che le dinamiche contrattuali e le clausole pregresse possono influenzare pesantemente il futuro del difensore. Per questo motivo, la permanenza di Muharemovic almeno fino al termine della stagione resta uno scenario concreto, in attesa che il mercato chiarisca definitivamente le prospettive.

In sintesi, tra interesse, strategia e incastri societari, il futuro di Muharemovic resta uno dei temi più delicati del calciomercato Sassuolo.

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Calciomercato Lazio, Tavares è ormai pronto a lasciare la squadra biancoceleste. La situazione non lascia dubbi

Calciomercato Lazio, Nuno Tavares verso l’addio: l’Al-Ittihad apre la pista. La situazione attuale

Il Calciomercato Lazio potrebbe registrare un addio inaspettato già a gennaio: Nuno Tavares potrebbe lasciare la capitale dopo solo un anno e mezzo. Nonostante lo sblocco del mercato in entrata, la società biancoceleste valuta l’ipotesi di cedere il terzino portoghese, che nelle ultime settimane è scivolato nelle gerarchie di Maurizio Sarri. L’Al-Ittihad, guidato da Sergio Conceicao, ha manifestato interesse concreto per l’ex Arsenal, pronto ad aprire alla destinazione in Arabia Saudita, a patto che i due club trovino un accordo sul trasferimento.

In questa prima parte di stagione, Tavares ha collezionato appena dieci presenze, di cui nove in campionato e una in Coppa Italia, totalizzando 533 minuti complessivi senza gol o assist. Un rendimento distante dai livelli mostrati sotto la guida di Baroni, quando il portoghese era considerato un esterno di grande impatto offensivo. Il ritorno di Sarri e le sue scelte tattiche hanno penalizzato Tavares, che è stato scalzato da Pellegrini, più affidabile sia in fase difensiva che in quella offensiva.

Proprio questa situazione apre alla possibilità di una cessione già a gennaio nel contesto del Calciomercato Lazio, con l’agente del calciatore al lavoro per trovare una soluzione immediata. Non è escluso, comunque, che l’operazione possa slittare a giugno, in base agli sviluppi del mercato e alle offerte ricevute.

Per la Lazio, liberarsi dell’ingaggio di Tavares permetterebbe di fare spazio a nuovi innesti, rispondendo alle richieste di Sarri che punta a rinforzare diverse zone del campo, dal mediano all’attaccante. L’addio del terzino portoghese rappresenterebbe quindi una svolta nel Calciomercato Lazio, aprendo nuove possibilità di mercato per la sessione invernale e per la prossima estate.

Calciomercato Bologna, Italiano può sorridere: pronti nuovi innesti in vista di gennaio. Ecco quale

La dirigenza rossoblù cerca rinforzi difensivi per affrontare al meglio la seconda metà della stagione

Il Calciomercato Bologna entra in una fase cruciale e il club rossoblù ha individuato con chiarezza la propria priorità per il mese di gennaio: l’arrivo di un difensore centrale. Archiviata la finale di Supercoppa, l’attenzione della squadra di Vincenzo Italiano torna subito sul campo, con la sfida contro il Sassuolo in programma il 28 dicembre, ma parallelamente la dirigenza è già al lavoro per rinforzare la rosa in vista della seconda parte di stagione.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, uno dei nomi più caldi per il Calciomercato Bologna resta quello di Fedde Leysen, difensore centrale mancino dell’Union Saint-Gilloise. Il classe 2003 era già stato seguito la scorsa estate, prima che il Bologna virasse all’ultimo momento su Torbjørn Heggem. Leysen rappresenta un profilo giovane ma già strutturato, con margini di crescita importanti e caratteristiche tecniche apprezzate dallo staff tecnico rossoblù.

Sembra invece allontanarsi la pista che porta a Diogo Leite dell’Union Berlino. Il difensore portoghese potrebbe lasciare il club tedesco a fine stagione a parametro zero e, proprio per questo motivo, il Bologna difficilmente affonderà il colpo già a gennaio.

Tra le alternative prende quota il nome di Diego Coppola, attualmente al Brighton ma con poco spazio finora. In questo caso, il Calciomercato Bologna potrebbe svilupparsi attraverso un’operazione in prestito con diritto di riscatto, formula gradita al club emiliano per valutare il giocatore nel contesto della Serie A.

Restano sul taccuino anche altri profili: Otavio del Paris FC, Ricardo del Botafogo e Muharemovic del Sassuolo. Quest’ultimo, però, appare difficilmente raggiungibile, visto che il club neroverde non sembra intenzionato a privarsene durante la sessione invernale.

Il Calciomercato Bologna, dunque, si preannuncia intenso e strategico, con l’obiettivo di puntellare la difesa e mantenere alta la competitività della squadra nella seconda metà della stagione.

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Calciomercato Inter, futuro deciso per Calhanoglu? Quella squadra ritorna a farsi avanti!

Calciomercato Inter: futuro Calhanoglu, il Galatasaray torna alla carica. La situazione attuale

Il nome di Hakan Calhanoglu è tornato prepotentemente al centro delle discussioni legate al calciomercato Inter. Il centrocampista turco, punto di riferimento della squadra nerazzurra, si avvicina a una fase cruciale della sua carriera. Con i 32 anni alle porte e un contratto in scadenza nel 2027, la dirigenza dell’Inter è chiamata a fare valutazioni strategiche sul suo futuro: puntare su un ulteriore rinnovo oppure considerare una cessione per monetizzare al momento giusto.

Secondo quanto riportato dai media turchi, in particolare da Turkiye Gazetesi, il Galatasaray starebbe preparando un nuovo tentativo per riportare Calhanoglu in patria. Il club di Istanbul vede nel regista dell’Inter il profilo ideale per alzare il livello tecnico della rosa e rafforzare la propria leadership in campo europeo. L’interesse non sarebbe immediato per gennaio, ma proiettato soprattutto verso la prossima estate, momento ritenuto più favorevole per intavolare una trattativa concreta.

Dal canto suo, Calhanoglu non ha mai nascosto una certa apertura verso un ritorno in Turchia. Il legame con il Galatasaray e con il calcio turco è forte, e questa componente emotiva potrebbe incidere nelle scelte future del giocatore. Tuttavia, al momento il centrocampista resta concentrato sull’Inter e sugli obiettivi stagionali, consapevole del ruolo centrale che ricopre nello scacchiere nerazzurro.

Sul fronte economico, il calciomercato Inter parla chiaro: la società di Viale della Liberazione non intende fare sconti. La valutazione fissata per Calhanoglu si aggira tra i 25 e i 30 milioni di euro, cifra che riflette l’importanza tecnica e tattica del giocatore. Un messaggio netto al Galatasaray e a tutti i potenziali interessati: per lasciar partire il suo regista, l’Inter chiede un’offerta all’altezza.

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Rabiot sicuro: «Vogliamo giocarcela per lo Scudetto. Allegri ha dato questa mentalità al Milan»

Rabiot racconta il Milan: scudetto, Allegri e leadership nello spogliatoio

Adrien Rabiot, centrocampista del Milan, si è raccontato in una lunga intervista rilasciata a Sky Sport, facendo il punto sulla sua esperienza in rossonero tra obiettivi stagionali, crescita del gruppo e rapporto con Massimiliano Allegri. Il francese, arrivato con grandi aspettative, ha subito trovato il suo spazio all’interno della squadra, diventando un punto di riferimento dentro e fuori dal campo.

Parlando del rendimento del Milan, Rabiot si è detto soddisfatto, pur ammettendo che qualcosa si poteva fare meglio: la squadra ha seguito fin da subito le indicazioni del tecnico, ma ha lasciato per strada punti importanti. Secondo il centrocampista, il vero nodo è spesso l’approccio mentale alle partite, un aspetto su cui i giocatori più esperti devono dare una mano ai più giovani, trasmettendo concentrazione e continuità.

Tra i singoli, Rabiot ha speso parole importanti per Loftus-Cheek, indicandolo come uno dei calciatori con il potenziale più alto della rosa. Apprezzamenti anche per Rafa Leão, che il francese vede in crescita soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento e della maturità mentale.

Il fulcro del cambiamento rossonero, però, resta Allegri. Rabiot ha sottolineato come l’allenatore e il suo staff abbiano inciso profondamente sulla solidità del Milan, sia a livello tattico che umano. Il rapporto personale tra i due è forte, basato su fiducia reciproca e conoscenza profonda delle caratteristiche del centrocampista.

Sul fronte obiettivi, Rabiot non si nasconde: il quarto posto è il traguardo minimo, ma lo scudetto non è un sogno proibito. Infine, un pensiero per Mike Maignan, considerato fondamentale per il presente e il futuro del Milan, con l’auspicio che possa restare a lungo in rossonero.

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Calciomercato Inter, Marotta spinge per provare a ritrattare quel giocatore. La situazione non lascia dubbi

Calciomercato Inter: Ederson resta il grande obiettivo dei nerazzurri. La situazione

Il match tra Atalanta e Inter non sarà importante solo sul campo, ma anche in chiave calciomercato Inter. La società milanese ha infatti messo nel mirino Ederson, centrocampista brasiliano dell’Atalanta, considerato fondamentale per rinforzare la mediana nerazzurra. L’interesse verso il giocatore non è nuovo: già la scorsa estate la dirigenza interista aveva seguito il polmone della Dea, senza però riuscire a concretizzare l’affare.

Secondo quanto riportato dal Corriere di Bergamo, il progetto dell’Inter per Ederson prevede un investimento di circa 60 milioni di euro. L’operazione era stata pianificata per luglio, ma è stata rimandata, lasciando aperto il sogno di portare il brasiliano a Milano. La dirigenza, guidata da Marotta e Ausilio, continua a considerarlo un elemento chiave per il centrocampo, anche in vista della finestra invernale, che si aprirà il 2 gennaio. In questa occasione, i contatti con l’Atalanta potrebbero essere riallacciati per gettare le basi di un’eventuale trattativa da chiudere in estate.

Il contratto di Ederson con l’Atalanta scade nel 2027, il che rende i bergamaschi forti nella trattativa, ma non impedisce ai nerazzurri di programmare l’acquisto. L’interesse dell’Inter per Ederson è inoltre legato al possibile futuro di Davide Frattesi. Se la mezzala della Nazionale dovesse partire, la società milanese accelererebbe per il brasiliano, individuato come profilo ideale per completare lo scacchiere tattico di Cristian Chivu.

In definitiva, il derby del mercato tra Atalanta e Inter va oltre il semplice confronto sul campo. L’obiettivo Ederson resta prioritario e il calciomercato Inter potrebbe vivere momenti decisivi già nei prossimi mesi, con un investimento significativo che potrebbe cambiare le prospettive del centrocampo nerazzurro.

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Infortunio Bernardeschi, ecco i tempi di recupero dell’attaccante del Bologna. La situazione

Infortunio Bernardeschi: aggiornamento dall’ospedale di Sassuolo. La situazione attuale

Federico Bernardeschi, centrocampista offensivo, è stato protagonista di un episodio che ha tenuto con il fiato sospeso tifosi e addetti ai lavori: l’infortunio Bernardeschi ha reso necessario un intervento chirurgico alla clavicola sinistra. La notizia è stata confermata dal Bologna attraverso un comunicato ufficiale, che ha chiarito tutti i dettagli riguardanti le condizioni del giocatore e i tempi di recupero previsti.

Ieri, presso l’ospedale di Sassuolo, Bernardeschi è stato sottoposto a un’operazione chirurgica effettuata dall’equipe guidata dal prof. Porcellini. Secondo quanto riportato dalla società, l’intervento è perfettamente riuscito e non sono emerse complicazioni. L’infortunio Bernardeschi, quindi, seppur serio, è stato gestito con successo, e il giocatore potrà concentrarsi sulla riabilitazione nelle prossime settimane.

Il Bologna ha specificato che i tempi di recupero stimati sono di circa sei settimane. Durante questo periodo, Bernardeschi seguirà un programma di fisioterapia mirato, volto a recuperare pienamente la funzionalità della spalla e della clavicola sinistra. La società ha sottolineato l’importanza di rispettare rigorosamente questi tempi, per evitare ricadute e garantire un ritorno in campo sicuro e efficace.

I tifosi sono naturalmente preoccupati, ma il comunicato rassicura sull’assenza di complicazioni e sulla professionalità dell’equipe medica. L’infortunio Bernardeschi rappresenta certamente un ostacolo per il Bologna, ma la gestione rapida e accurata dell’episodio permette di guardare al futuro con ottimismo.

In conclusione, Bernardeschi si concentrerà ora sulla riabilitazione, con l’obiettivo di rientrare in campo nel pieno delle sue possibilità. Il club continuerà a fornire aggiornamenti regolari sullo stato del giocatore, monitorando attentamente il suo percorso di recupero.

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Calciomercato Lecce, tutti vogliono Tiago Gabriel (anche in Inghilterra). Quali squadre sono interessate?

Calciomercato Lecce, tutti pazzi per Tiago Gabriel: Inter, Juventus e club inglesi sulle sue tracce Il giovane difensore portoghese è seguito

Il Calciomercato Lecce si accende attorno a uno dei nomi più chiacchierati della stagione giallorossa: Tiago Gabriel. Il giovane difensore centrale portoghese è diventato rapidamente uno dei pilastri della squadra grazie a prestazioni solide e continue, attirando l’attenzione di numerosi top club italiani ed europei. Non è un caso se, in occasione della sfida tra Lecce e Pisa al Via del Mare, sugli spalti fosse presente anche un osservatore dell’Inter, interessato a monitorare da vicino la crescita del classe 2004.

Ma l’interesse non si limita ai nerazzurri. Nel panorama del Calciomercato Lecce spicca anche la Juventus, che segue Tiago Gabriel da tempo e ne apprezza fisicità, letture difensive e margini di miglioramento. All’estero, invece, il nome del centrale lusitano circola con insistenza in Premier League, campionato sempre attento ai giovani difensori di prospettiva.

Come riportato da Il Corriere dello Sport, il West Ham e il Brentford sono i club inglesi che hanno mosso i passi più concreti, inviando osservatori e raccogliendo informazioni dettagliate sul giocatore. Tuttavia, la lista degli estimatori è destinata ad allungarsi, con altri club britannici pronti a inserirsi nei prossimi mesi. Un segnale chiaro di quanto Tiago Gabriel sia ormai considerato uno dei prospetti più interessanti nel suo ruolo.

Dal canto suo, il Lecce non ha alcuna intenzione di privarsi del difensore già nella sessione invernale. La società vuole evitare di indebolire la rosa a stagione in corso, anche se in passato situazioni simili hanno portato a decisioni improvvise. Il riferimento è al caso Dorgu, ceduto nonostante non fosse inizialmente sul mercato dopo una maxi offerta del Manchester United.

Nel Calciomercato Lecce, la valutazione di Tiago Gabriel è già molto elevata: il club giallorosso parte da una base di circa 40 milioni di euro, cifra che potrebbe crescere ulteriormente se il rendimento del difensore dovesse restare su questi livelli. Un’altra intuizione vincente di Pantaleo Corvino, pronta a trasformarsi in una futura plusvalenza record.

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Calciomercato Verona, Baldanzi torna di moda. Serve superare la concorrenza di quella rivale

Calciomercato Verona, Baldanzi torna nel mirino: Hellas in vantaggio sul Pisa. La situazione attuale

Il Calciomercato Verona inizia a scaldarsi in vista di gennaio e uno dei nomi che torna con forza nei radar dell’Hellas è quello di Tommaso Baldanzi. Il trequartista della Roma, reduce anche da un gol segnato contro la Juventus, rappresenta un profilo già noto alla dirigenza gialloblù, che aveva provato a portarlo a Verona durante la scorsa estate prima dello stop definitivo al trasferimento. Un’operazione sfumata allora, ma che potrebbe tornare d’attualità nel prossimo mercato invernale.

Baldanzi sta trovando poco spazio nel progetto tecnico giallorosso e la necessità di giocare con maggiore continuità potrebbe spingerlo a valutare una nuova esperienza. In questo scenario, il Calciomercato Verona potrebbe offrire al classe 2003 un contesto ideale per rilanciarsi e tornare protagonista. Il suo profilo è particolarmente apprezzato da Paolo Zanetti, che cerca qualità e fantasia tra le linee per aumentare la pericolosità offensiva della squadra.

Secondo quanto riportato da Il Corriere di Verona, l’Hellas sarebbe attualmente in vantaggio sul Pisa nella corsa a Baldanzi. La formula su cui si starebbe lavorando è quella di un prestito con diritto di riscatto, soluzione che consentirebbe al club scaligero di valutare il giocatore nel contesto della Serie A prima di un eventuale investimento definitivo. Un’operazione sostenibile e in linea con la strategia del Calciomercato Verona, sempre attento ai giovani di prospettiva.

Nei dialoghi con la Roma potrebbe però entrare anche un altro nome interessante: Alphadjo Cissé. Il centrocampista offensivo è di proprietà dell’Hellas Verona ed è attualmente in prestito al Catanzaro, dove si sta mettendo in evidenza con ottime prestazioni in Serie B. Il suo rendimento gli è valso anche la recente convocazione con la Nazionale Under 21, confermando la crescita del talento gialloblù.

Il Calciomercato Verona potrebbe quindi intrecciarsi su più fronti con quello della Roma, tra entrate e possibili contropartite tecniche. La pista Baldanzi resta calda e rappresenta una delle idee più concrete per rinforzare la trequarti nella seconda parte della stagione.

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Calciomercato Genoa, pressing per portare Edin Dzeko in Liguria. Il piano della squadra rossoblu

Calciomercato Genoa, cinque rinforzi nel mirino: Džeko è il nome caldo per l’attacco. Ecco il piano dei rossoblu

Il Calciomercato Genoa entra nel vivo con l’avvicinarsi della sessione invernale e la dirigenza rossoblù ha già iniziato a muovere le prime pedine per rinforzare la squadra. L’obiettivo è chiaro: consegnare a Daniele De Rossi una rosa più completa e competitiva già a gennaio, in modo da affrontare al meglio la seconda parte della stagione. Il piano del club prevede cinque interventi mirati, studiati per colmare le principali lacune dell’organico.

Nel dettaglio, il Calciomercato Genoa dovrebbe portare a un nuovo portiere, due rinforzi in difesa – un centrale e un terzino –, un centrocampista in grado di garantire equilibrio e dinamismo, e infine un attaccante di peso. Proprio il reparto offensivo è quello che catalizza maggiormente l’attenzione, con la società intenzionata ad aggiungere esperienza e qualità sotto porta.

In questo contesto, il nome che sta prendendo quota è quello di Edin Džeko. L’attaccante bosniaco, ormai sempre più vicino all’addio alla Fiorentina, rappresenta una vecchia conoscenza di De Rossi, che ne apprezza caratteristiche tecniche, leadership e capacità di incidere anche nei momenti chiave della stagione. Per il Calciomercato Genoa, Džeko sarebbe un innesto di grande valore, capace di fare da riferimento offensivo e di guidare anche i compagni più giovani.

Tuttavia, la concorrenza non manca. Secondo quanto riportato da TuttoSport, anche il Cagliari avrebbe chiesto informazioni sul “Cigno di Sarajevo”. Il club sardo è alla ricerca di un rinforzo offensivo dopo il grave infortunio di Belotti, che lo terrà fuori fino al termine della stagione. Una sfida di mercato che potrebbe complicare i piani del Genoa, chiamato a muoversi con decisione se vorrà anticipare la concorrenza.

Il Calciomercato Genoa si preannuncia quindi intenso e strategico, con la società determinata a sostenere De Rossi attraverso innesti mirati. La pista Džeko resta calda e rappresenta uno dei temi principali di questo inverno rossoblù, in attesa di sviluppi concreti nelle prossime settimane.

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Calciomercato Fiorentina, tutto caos in casa viola: De Gea potrebbe lasciare se…

Calciomercato Fiorentina, De Gea pronto a dire addio alla squadra viola? La situazione attuale dei toscani

Il Calciomercato Fiorentina potrebbe essere profondamente condizionato dall’esito della stagione in corso, soprattutto se dovesse concretizzarsi lo scenario più temuto: la retrocessione in Serie B. In quel caso, uno dei temi principali riguarderebbe il futuro di David De Gea, il cui percorso in viola appare sempre più in bilico.

Il portiere spagnolo sta vivendo una fase complicata della sua carriera, segnata da un rendimento ben al di sotto delle aspettative nella sua seconda stagione a Firenze. Dopo un primo anno discreto, De Gea non è riuscito a confermarsi, incappando in una serie di errori che hanno inciso pesantemente sui risultati della squadra. Le sue prestazioni opache sono diventate uno dei simboli delle difficoltà della Fiorentina, attualmente relegata all’ultimo posto in classifica e seriamente a rischio retrocessione.

Nel contesto del Calciomercato Fiorentina, la posizione del portiere madrileno è oggetto di valutazioni approfondite. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo AS, l’ingaggio percepito da De Gea, aumentato dopo il rinnovo contrattuale firmato la scorsa estate, rappresenterebbe un costo insostenibile per un club impegnato in Serie B. Un fattore determinante che renderebbe quasi inevitabile la separazione tra il giocatore e la società viola in caso di discesa di categoria.

La Fiorentina, infatti, sarebbe costretta a una profonda revisione del monte ingaggi e della rosa, puntando su profili più giovani e sostenibili dal punto di vista economico. In questo scenario, De Gea difficilmente accetterebbe di restare, anche per motivi legati al prestigio personale e alle ambizioni professionali, preferendo probabilmente cercare una nuova sistemazione all’estero.

Il Calciomercato Fiorentina dovrebbe quindi affrontare una vera e propria rivoluzione, con la necessità di individuare un nuovo portiere titolare e di ridisegnare l’assetto difensivo. La possibile partenza di De Gea segnerebbe la fine di un progetto iniziato con grandi aspettative ma mai realmente decollato.

Molto dipenderà, naturalmente, dall’epilogo della stagione. La salvezza potrebbe riaprire scenari differenti, ma in caso contrario il futuro di De Gea appare sempre più lontano da Firenze, diventando uno dei dossier più delicati del prossimo Calciomercato Fiorentina.

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Calciomercato Cagliari, Oristanio ritorna di moda? Ecco le ultime novità in casa rossoblu per gennaio

Calciomercato Cagliari, Oristanio torna di moda: valutazioni in corso per gennaio. Il punto

Il Calciomercato Cagliari entra nel vivo e tra i nomi che stanno circolando con maggiore insistenza per il mercato invernale spunta quello di Gaetano Pio Oristanio. Il direttore sportivo Guido Angelozzi lo considera un profilo funzionale alle esigenze della squadra guidata da Fabio Pisacane, soprattutto per qualità tecniche e duttilità offensiva. Quella che inizialmente poteva sembrare una semplice suggestione dal sapore romantico, oggi rischia di trasformarsi in una pista concreta.

Attualmente Oristanio è in forza al Parma, dove gioca in prestito dal Venezia. Tuttavia, il suo impiego in campo è stato finora piuttosto limitato, una situazione che sta portando tutte le parti coinvolte a riflettere sul futuro del giocatore. Nel contesto del Calciomercato Cagliari, l’ipotesi di un’interruzione anticipata del prestito non è affatto da escludere, soprattutto se il fantasista dovesse continuare a trovare poco spazio nelle rotazioni dei ducali.

Dal punto di vista tecnico, Oristanio è un giocatore capace di agire tra le linee, con visione di gioco, dribbling e capacità di creare superiorità numerica. Qualità che, al momento, non riesce a esprimere con continuità a Parma a causa della forte concorrenza nel reparto offensivo e di scelte tattiche che non lo vedono centrale nel progetto. Proprio per questo motivo, il suo entourage e i club coinvolti stanno valutando attentamente le prossime mosse in vista di gennaio.

Nel Calciomercato Cagliari, la possibilità di riportarlo in Sardegna rappresenta un’opportunità interessante. Il club rossoblù potrebbe offrirgli un ambiente ideale per rilanciarsi, oltre a un contesto tattico in cui sentirsi protagonista. Naturalmente, un eventuale ritorno dovrebbe passare dal Venezia, proprietario del cartellino, che valuterà la soluzione migliore per favorire la crescita del calciatore, privilegiando un progetto che garantisca continuità e centralità.

Per i tifosi, il nome di Oristanio riaccende entusiasmo e aspettative. Giovane, talentuoso e già legato alla piazza, rappresenterebbe un innesto di qualità per la trequarti. Il Calciomercato Cagliari è ancora lungo, ma la pista Oristanio resta calda e destinata a far discutere nelle prossime settimane.

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Marocchi sicuro: «Spalletti ha portato una grande evoluzione alla Juve e soprattutto a quel giocatore»

Giancarlo Marocchi sicuro su quella che sarà la Juve con Luciano Spalletti è sicuro. Le dichiarazioni

Giancarlo Marocchi, ex centrocampista bianconero con 319 presenze e sette trofei all’attivo, oggi opinionista di Sky Sport, analizza il momento della Juventus targata Luciano Spalletti in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

YILDIZ «Adesso sta dimostrando ancora di più le sue qualità, anche grazie a una squadra più coraggiosa. Sta mostrando a tutti di essere veramente forte. E si inizia a intravedere per lui un percorso…».

PERCORSO DA NUMERO 10 «Userò parole precise, perché hanno un peso specifico e non bisogna esagerare. Yildiz è un ragazzo di 20 anni che ha già disputato più di 100 partite con la Juventus e per lui si inizia a intravedere un percorso da numero 10. Del Piero all’inizio era così: talentuoso e generoso».

L’EVOLUZIONE DI ALEX «Poi è diventato decisivo, l’uomo che per anni ha fatto vincere alla Juventus partite e trofei».

L’IMPATTO DI SPALLETTI «È arrivato a Torino con entusiasmo, bello carico. Dopo la Nazionale, aveva bisogno di qualcosa di grande per continuare a essere Spalletti. Lo vedo proprio bene, ha il physique du rôle giusto. Il contratto è valido ancora per sei mesi soltanto, ma c’è la percezione che Spalletti abbia voglia di raggiungere il risultato immediato. È quello che ha annunciato subito: lottare per stare nel gruppo scudetto. E vuole anche capire di cosa ha bisogno la squadra. Era la cosa più importante: trovare un uomo che indicasse la direzione giusta per uscire dall’impasse degli ultimi quattro anni».

VITTORIE CONVINCENTI «Spalletti considera come punto di partenza i successi sul Bologna e sulla Roma, con vittorie e prestazioni molto convincenti».

NESSUNA FRETTA SUL RINNOVO «Lascerei tutto così com’è, sia per la Juve che per lui. Sono situazioni che vanno al di là di un contratto».

MERCATO E PRIORITÀ «Ho la percezione che si stia cercando un centrocampista. McKennie gioca così bene da esterno che ha riempito un vuoto: solo in estrema emergenza verrebbe considerato centrocampista centrale. Però migliorare a gennaio non è semplice. Visto che è servito tempo per creare gerarchie ed equilibri, in questo momento non conviene fare qualcosa “per forza”: la squadra sta crescendo e c’è bisogno di dare spazio ai giocatori per farli crescere. David e Openda stanno migliorando, per esempio, anche perché giocano di più. Ecco, preferisco di parlare dei giocatori che già ci sono».

LA CONDIZIONE DI ZHEGROVA «La vera necessità è portare Zhegrova a un punto in cui può essere il titolare, poi metti Conceição che ti fa la differenza quando entra. Zhegrova tecnicamente non si discute, ma la sua condizione ora è troppo approssimativa per dare una mano alla squadra».

CRESCITA MENTALE NECESSARIA «È indubbio. È la richiesta di Spalletti, ma non è scontato che i giocatori ci riescano. Anche quando è una giornata storta, devi essere il padrone del campo, serve la personalità per essere sempre una squadra dominante, la più forte in campo. Non significa che devi vincerle tutte, ma serve raggiungere questo status».

IL TEST DI PISA «Servirà per capire se Bologna e Roma sono veramente il punto di partenza. Si può far fatica, anche abbassare il baricentro, ma si deve decidere di farlo insieme. La Roma contro la Juve ha fatto i primi 20’ alla pari, ma i bianconeri si sono abbassati e non hanno concesso tiri in porta. Questo mi aspetto che possa succedere anche a Pisa: se sabato mi ritrovassi a commentare una partita aperta, commenterei un passo indietro, anche in caso di vittoria. Al di là del risultato: parlo della consistenza della squadra».

Serie B, Santo Stefano offre una sfida da Serie A! Modenza Monza decisiva per la promozione, in palio punti pesanti per le ambizioni dei due club

Serie B, Modena Monza: punti pesanti tra ambizioni promozione, crisi dei canarini e rilancio brianzolo nella gara-evento di Santo Stefano

Santo Stefano offre un solo, attesissimo match di Serie B, visibile in chiaro su Dazn: Modena Monza, una sfida che profuma già di Serie A. La posta in palio è altissima, soprattutto per i padroni di casa allenati da Sottil. Partiti a razzo, i canarini hanno perso colpi nelle ultime uscite, incassando due sconfitte casalinghe consecutive per 1-2 contro Catanzaro e Venezia. Sebbene la stagione resti positiva, un terzo k.o. interno contro una diretta concorrente per la promozione diretta rischierebbe di allontanare, forse definitivamente, il sogno della massima serie, che a Modena manca dal 2004.

Il Monza di Bianco, invece, ha ripreso a correre dopo un inizio di stagione difficile, segnato dalle scorie della retrocessione e dal cambio di proprietà. La convincente vittoria per 4-1 sulla Carrarese ha rilanciato le ambizioni dei brianzoli, ora secondi in classifica. Un successo al Braglia permetterebbe loro di allungare a +8 proprio sul Modena, consolidando la posizione in zona promozione diretta. Il passaggio della maggioranza delle quote societarie dalla famiglia Berlusconi al fondo statunitense Beckett Layne Ventures sembra aver dato nuova linfa alla squadra, che ora appare, insieme al Venezia, come la più attrezzata per il salto di categoria, con il Frosinone nel ruolo di terzo incomodo.

Per il Modena, abituarsi all’alta classifica è un obiettivo importante dopo anni di sole salvezze. I progetti societari della famiglia Rivetti rimangono ambiziosi, con la costruzione del nuovo centro sportivo «Il Nido» che procede speditamente e potrebbe essere pronto già per l’inizio della prossima stagione. Il pubblico del Braglia ha risposto presente in questa inaspettata cavalcata, garantendo quasi sempre 10-11mila spettatori. La sfida di Santo Stefano sarà un banco di prova fondamentale per capire se i sogni di gloria dei canarini sono ancora vivi o se dovranno essere rimandati. Il Monza, dal canto suo, vuole dimostrare che c’è vita oltre l’era Berlusconi e che la Serie A è un obiettivo concreto.

Supercoppa al Napoli, Nino D’Angelo orgoglioso: «Quasi come quando abbiamo vinto lo scudetto. Festeggiare con la mia canzone? Sensazione fortissima. Futuro? Non è vietato sognare»

Supercoppa al Napoli, Nino D’Angelo orgoglioso. Le sue parole sul momento dei partenopei ai microfoni della Gazzetta dello Sport

Nino D’Angelo ha vissuto la Supercoppa vinta dal Napoli con un’emozione travolgente, un mix di orgoglio artistico e passione da tifoso. Le immagini della squadra che festeggia a Riad sulle note del suo brano «Quel ragazzo della curva B» lo hanno fatto vacillare e commuovere. Ecco la sua intervista a La Gazzetta dello Sport.

L’INNO E LA COMMOZIONE«Quasi come quando abbiamo vinto lo scudetto. È stata una sensazione fortissima. Ho fatto migliaia di concerti e visto decine di migliaia di partite, stavolta si sono mischiate le mie emozioni. E poi alla fine di una gara vinta dominando. La partita più bella di questa stagione, tra le più belle dell’anno e mezzo di Antonio Conte».

UN DOMINIO NETTO«Il Bologna non ha mai avuto modo di entrare in partita. Non conosco le statistiche ma vado a memoria: sarebbe potuta finire con un punteggio tennistico. Mai avvertito il pericolo, mai concesso un metro di campo. Così la finiamo anche di dire che Conte non diverte».

DE LAURENTIIS«Ho fatto tre film con lui e non posso che ribadire un concetto: siamo dinnanzi a un manager straordinario, che ha importato nel calcio il suo metodo. I suoi cinepanettoni hanno rappresentato un tempo e caratterizzato un’epoca. Avrà pure un carattere non facile, perocché l’ha. In ventuno anni di presidenza guardate dove ha portato il Napoli».

CONTE«Antonio non starà troppo simpatico, e forse non gli importa esserlo, ma vince e lo fa sempre e ovunque e in qualsiasi maniera e lo dico con rispetto assoluto verso il Bologna, ma la vittoria di Riad è stata travolgente, non ha lasciato nulla agli avversari, appartiene all’allenatore e ai giocatori per come è stata affrontata la gara, deliziandoci».

NERES«Finalmente è esploso. Si sacrifica e segna, cosa chiedere di più alla vita. Ha un talento speciale, non aveva ancora avuto modo di dimostrarlo, gliene sono capitate troppe. Ora può trascinarci».

INNAMORATO DI LOBOTKA«Trovi uno che non lo sia. Giocatore unico nel suo genere, almeno così mi sembra guardando in giro. Non solo un regista ma un leader, la guida spirituale che fa star bene chiunque gli stia al fianco o davanti o dietro. E in una squadra che non ha De Bruyne, Lukaku e Anguissa lui diventa indispensabile».

SE RIENTRANO GLI INFORTUNATI«Mi verrebbe da dire che a quel punto non ce ne sarebbe per nessuno ma non lo dico perché porta male e perché non è il caso di esagerare. Però il Napoli è fortissimo, come gruppo. In una situazione di emergenza enorme, Conte ha trovato le risorse umane e ci ha aggiunto qualcosa di suo, come alcune scelte tecniche».

SOGNARE NON È VIETATO«Non è semplice confrontarsi con le ricchezze internazionali ma il Napoli da quindici anni – tranne in una circostanza – sta lì, a giganteggiare in campionato, e non lo dico io. Adesso può evolversi ancora e De Laurentiis ha costruito una società modello, un riferimento per il movimento dal punto di vista gestionale, che in panchina ha un uomo vincente. Insieme, possono provare a guadagnare altre posizioni a livello internazionale. Non è facile ma non è neanche vietato sognare, come ha detto Aurelio a Riad, subito dopo il 2-0. E comunque, dove non si può arrivare con i soldi, si può provare con il talento e con le idee, che al Napoli non sono mai mancate. Basterebbe pensare al livello altissimo di giocatori che sono arrivati dal 2004 in poi, quando tutto sembrava finito».

QUEL RAGAZZO DELLA CURVA B«Il Nino artista ha visto il Nino tifoso vacillare quando ha ascoltato “Quel ragazzo della curva B” in sottofondo. Ma la sentiremo altre volte, vedrete».

UN ALTRO SCUDETTO PER IL 2026«Io sono un incontentabile, e lo è in genere qualsiasi sostenitore. Però le vittorie su Bologna e Milan hanno ribadito la forza del Napoli, quella del suo allenatore e quella di De Laurentiis. Non era semplice, dopo quelle gare andate storte, in cui sembrava che tutto si stesse accanendo contro di noi. E poi la serie di incidenti, la preoccupazione. Ecco, se proprio dovessi scegliere, un altro scudetto me lo prenderei. Magari senza arrivare all’ultima giornata di campionato, in maniera tale da poter preparare pure i festeggiamenti».

Mantovani tra Torino, identità e vivai: «Oggi manca l’attaccamento alla maglia e non c’è più quella voglia di crescere i ragazzi e farli esordire»

Mantovani tra Torino, identità e vivai: le parole dell’ex calciatore granata protagonista della promozione del 2005 a Tuttosport

Protagonista di quel Torino giovane e arrembante che nel 2005 riconquistò la Serie A prima del fallimento societario, Andrea Mantovani si è raccontato a Tuttosport. L’ex difensore, oggi attento osservatore del calcio giovanile, ha recentemente pubblicato il libro Diventa un campione. Guida per giovani calciatori e le loro famiglie, nato dall’esperienza diretta sui campi di periferia e da una riflessione profonda sul calcio di ieri e di oggi.

L’IDEA DEL LIBRO«Anche mio figlio gioca a calcio, lo seguo da quando è piccolino e vedendo ripetutamente nei campi di periferia certi atteggiamenti dei genitori o dei ragazzini è nata in me l’esigenza di scrivere un libro che possa essere un aiuto per i ragazzi e anche per le famiglie. Serve incanalare l’energia nel modo giusto, perché si vedono davvero tanti episodi negativi».

DIFFERENZE TRA IERI E OGGI«I ragazzini crescono bombardati dai social. Io punto soprattutto sull’educazione e sulla creazione di un ambiente salutare: magari non tutti arriveranno nel calcio che conta, ma se cresci con certi fondamentali diventi una persona capace di stare nel mondo, quindi un campione nella vita».

LA CRISI DEI VIVAI«Io, Sorrentino, Comotto, Mezzano, Balzaretti, Quagliarella, Pinga. Oggi non c’è più quella voglia di crescere i ragazzi e farli esordire. Buongiorno è uno dei pochi, forse uno degli ultimi. Il calcio è sempre più globale e così si perde l’ossatura di italiani che arrivano dal vivaio».

IL VALORE DELL’IDENTITÀ«C’era un attaccamento particolare, si giocava per la maglia. Oggi questo manca completamente. Si possono anche ottenere risultati, ma non esistono più le bandiere e un’ossatura che dia identità alla squadra».

IL TRAUMA DEL 2005«Abitavo a cinque minuti dallo Stadio delle Alpi, andavo con mio nonno a vedere tutte le partite. Vincere i playoff col Perugia davanti a 70 mila persone fu incredibile. Poco dopo ci siamo ritrovati in quella situazione: credo di aver vissuto la più grande depressione sportiva della mia vita».

DESTINO E RIMPIANTI«Preferisco dire che è stato il destino a indirizzarmi. A Verona ho conosciuto la donna che è diventata mia moglie. La ferita però è stata enorme: sognavo di diventare il capitano del Torino del futuro».

LA GARANZIA PETRACHI«Petrachi conosce l’ambiente e può dare quella concretezza che serve: credo sia una garanzia per il Torino».

LA SPINTA DELLE VITTORIE«Sei punti possono dare una spinta importante. Baroni è il condottiero giusto, c’è un girone di ritorno da scrivere e si può risalire, diventando quella squadra fastidiosa che il Torino deve essere. Davanti il reparto è di assoluto livello per una Serie A di medio-alta fascia».

LE AMNESIE DIFENSIVE«È un problema di mentalità e di forza mentale: semplicemente non ci si deve arrendere alla prima difficoltà».

Pirola si racconta: «Olympiakos? Venivo da una situazione complicata, lo farei altre mille volte! Ho giocato titolare in Champions e speriamo nei playoff. Nazionale? Spero di essere preso in considerazione»

Pirola si racconta: il difensore scuola Inter, attualmente in forza all’Olympiakos in Grecia, ha parlato della scelta e dei suoi obiettivi

Lontano dall’Italia ma al centro del suo percorso di maturazione, Lorenzo Pirola è oggi uno dei volti più felici dell’Olympiakos.

A un anno e mezzo dal trasferimento in Grecia, il difensore centrale classe 2002 ha trovato continuità, fiducia e palcoscenici internazionali, diventando titolare anche in Champions League. Un’esperienza che l’ex Inter definisce senza esitazioni come una svolta decisiva della sua carriera.

LA SCELTA DELL’OLYMPIAKOS«Venivo da una situazione complicata dopo la retrocessione a Salerno, ma questa era l’occasione migliore per me. Il club mi voleva, il mister ci teneva: una decisione che rifarei mille volte».

TITOLARE IN CHAMPIONS«Ho giocato sei partite su sei da titolare, abbiamo cinque punti e possiamo ancora sperare nei playoff. Ce la siamo giocata con Real Madrid, Arsenal e Barcellona».

OBIETTIVO VITTORIA«Quando giochi per l’Olympiakos parla la storia: devi puntare sempre a vincere. In cent’anni hanno conquistato 48 campionati. Vogliamo ripeterci in campionato, coppa e Supercoppa. In Europa proveremo a vincere le prossime due».

SOGNO INTER«Direi Inter. Sarebbe una partita speciale, simbolica, una chiusura del cerchio».

GELO KAZAKO«Un’esperienza durissima: sette ore di volo, meno venti gradi fuori. Anche fare cinquanta metri dall’hotel al pullman era infattibile. È stata davvero tosta».

I MAESTRI NERAZZURRI«All’Inter ho trovato persone super competenti. In prima squadra mi hanno aiutato soprattutto Skriniar, De Vrij e Bastoni».

NESSUN RIMPIANTO«Col senno del poi posso solo essere contento della scelta fatta».

LO SPIRITO AZZURRO«La Nazionale è qualcosa di diverso: ho giocato tre Europei Under 21, si crea uno spirito unico. Tutti vogliono portare in alto l’Italia».

IL TALENTO DI ESPOSITO«Sebastiano era il più forte della nostra età, si vedeva già dall’Under 14. Può arrivare lontanissimo».

SPERANZA NAZIONALE«Spero di essere tenuto in considerazione. In questo anno e mezzo sono cresciuto davvero tanto all’Olympiakos».

MODELLO CHIELLINI«Mi piaceva la sua presenza in campo, era un punto di riferimento».

RICORDO DI SALERNO«È stata la mia prima Serie A. Auguro alla piazza di tornare presto in alto, lo merita».

PIZZA VS SOUVLAKI«Qui si mangia benissimo, ma la pizza resta sempre la pizza».

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Nazionale Italiana, l’attacco convince Gattuso: da Retegui a Pio Esposito, cresce la concorrenza! Aumentano le opzioni in vista dei playoff

Nazionale Italiana: a tre mesi dai playoff Mondiali il CT osserva segnali incoraggianti dal reparto offensivo. La Gazzetta dello Sport analizza gerarchie

A tre mesi dai decisivi spareggi per il Mondiale, il CT Rino Gattuso osserva con attenzione il campionato, concentrandosi in particolare sul reparto offensivo. Ecco cosa scrive in un editoriale su La Gazzetta dello Sport Pierfrancesco Archetti: «Il ct “ascolta” il campionato, e sente che da un reparto delicato come l’attacco stanno arrivando risposte incoraggianti».

Gattuso ha puntato sulla coppia Retegui-Kean come titolari, ma è felice della «concorrenza corposa e rabbiosa» che si sta creando alle loro spalle. Retegui gioca in Arabia Saudita, un campionato «ricco per salari ma non per difficoltà tecniche», mentre Kean vive una stagione difficile con la Fiorentina.

Tra le alternative spicca Pio Esposito, che «rappresenta lo squarcio di gioventù che mette l’istinto prima del raziocinio». Il giovane attaccante dell’Inter ha segnato in ogni competizione nel 2025 e «si è tolto l’ultimo pensiero andando in rete a San Siro anche con l’Inter, dopo che ci era riuscito con la Nazionale». Nonostante la concorrenza di Lautaro e Thuram, l’infortunio di Bonny potrebbe concedergli più spazio, soprattutto in un gennaio ricco di impegni importanti per i nerazzurri.

Un altro osservato speciale è Gianluca Scamacca, che «ha ripreso ad azzannare la malasorte e alcune sue debolezze». Il gol in Champions contro il Chelsea «è servito a stimolargli la coscienza internazionale». Non è escluso nemmeno Nicolò Zaniolo, che a Udine «pare entrato in un binario sicuro e confortevole». Per entrambi, però, l’età avanza e non sono più concessi «sbalzi da teenager».

Gattuso spera anche nella crescita di altri giovani come Marco Palestra del Cagliari. In vista della doppia sfida playoff (Irlanda del Nord e poi eventualmente Galles o Bosnia), il CT ha bisogno di una «pattuglia […] folta e pronta» per conquistare il Mondiale.

Calciomercato Juventus, quante opzioni! Hojbjerg rimane tra gli obiettivi bianconeri, ma ci sono anche altre piste. Nomi nuovi anche per la fascia

Calciomercato Juventus, quante opzioni! I bianconeri lavorano su più piste a centrocampo: da Hojbjerg a Schlager, ma non solo. Ipotesi anche Palestra!

A Marsiglia lo considerano il pupillo di Roberto De Zerbi e il presidente Pablo Longoria lo ha blindato definendolo incedibile. Ciononostante, la Juventus non molla la presa su Pierre-Emile Hojbjerg, convinta che il centrocampista danese sia il leader tecnico e carismatico che manca alla squadra bianconera. La Vecchia Signora continuerà a insistere nelle prossime settimane, sperando di incrinare la resistenza dei francesi, decisi a trattenerlo in questa finestra di mercato. Hojbjerg è un obiettivo di lunga data per la Juve, che lo aveva già corteggiato in passato. Il prezzo? Non esiste una valutazione ufficiale, proprio perché il Marsiglia lo considera fuori mercato.

Secondo il Corriere dello Sport, sempre per il centrocampo, si registrano nuovi contatti con l’entourage di Xaver Schlager. L’austriaco del Lipsia, in scadenza a giugno, non ha ancora rinnovato e cerca nuovi stimoli. La corte della Juve lo lusinga: l’idea è di bloccarlo ora per l’estate a parametro zero, ma non si esclude un tentativo anticipato già a gennaio.

Per il futuro, i riflettori restano puntati su Ismaël Koné del Sassuolo (in prestito dal Marsiglia) e Morten Hjulmand dello Sporting Lisbona, quest’ultimo con una valutazione di 50-60 milioni di euro.

La Juve si muove anche su altri fronti. Si valutano innesti per la fascia e l’attacco. Tra i nomi per l’esterno c’è Zeki Celik della Roma, in trattativa per il rinnovo ma con l’agente che ascolta altre offerte. Il preferito resta però Marco Palestra, classe 2005 dell’Atalanta (attualmente in prestito al Cagliari), corteggiato anche dall’Inter e da club di Premier League. La Dea chiede 40 milioni e vorrebbe lasciarlo in Sardegna fino a giugno.

Infine, continua il pressing del Genoa di Daniele De Rossi su Mattia Perin. I rossoblù lo hanno individuato come prima scelta per la porta e spingono per averlo a gennaio. Al momento mancano le condizioni economiche, ma la determinazione dei liguri potrebbe cambiare lo scenario nelle prossime settimane.

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Selvaggi sul Torino: «Vlasic leader vero, ma il club ha perso ambizione. Cagliari? Partita tra squadre caratterizzate da questo. Derby? Il gap c’è sempre stato, ma prima c’era…»

Selvaggi sul Torino: l’ex Campione del Mondo del 1982 ha parlato a Tuttosport facendo una lunga analisi della sua ex squadra

Campione del Mondo nel 1982 e protagonista di due stagioni intense in maglia granata tra il 1982 e il 1984, Franco Selvaggi ha parlato a Tuttosport del momento attuale del Torino.

Un’analisi schietta, senza sconti, tra presente e passato, nella quale l’ex attaccante non nasconde il proprio affetto per i colori granata, ma allo stesso tempo evidenzia limiti strutturali e mancanza di ambizione.

VLASIC«Nel Toro di quest’anno c’è uno davvero bravino che mi piace tanto: si tratta di Nikola Vlasic. Il croato con le sue giocate accende sempre la manovra e ispira tutte le trame offensive dei granata. Adesso poi ha iniziato a segnare pure con una certa regolarità, diventando il leader tecnico della squadra».

TORINO-CAGLIARI«Si affrontano due formazioni caratterizzate da numerosi alti e bassi. Entrambe stanno cercando un po’ di continuità: sabato una vittoria può aiutare in tal senso per provare a darsi una mossa in classifica e tentare il salto di qualità».

UN TORO SENZA AMBIZIONI«Il Torino non è più quello di una volta. Ormai fa un campionato a salvarsi, niente di più. Mancano ambizioni importanti al club: i granata fanno il compitino e al massimo arrivano a metà classifica. Capisco la delusione dei tifosi: anche quest’anno si sta ripetendo lo stesso copione di una stagione anonima. Siamo alle solite…».

COSA SERVE«Servono maggiori ambizioni societarie. Nessuno chiede al Torino di vincere, ma almeno di competere per un posto in Europa. E magari vincere ogni tanto qualche derby non sarebbe male: non è possibile averne conquistato uno solo negli ultimi 30 anni. Ai miei tempi diventavamo matti se perdevamo contro la Juve, adesso è una triste consuetudine».

I MIEI DERBY«Ho giocato quattro derby e ho segnato in due, ma soprattutto ne ho vinti tre. Quella Juventus era uno squadrone: sei Campioni del Mondo più Platini e Boniek, eppure con noi soffrivano sempre. Il gap tecnico c’è sempre stato, ma il mio Toro aveva un’anima ed era pieno di giocatori italiani attaccati alla maglia. Non come adesso, che è zeppo di stranieri che non sanno nemmeno cosa significhi la storia di questo club».

UNA MAGLIA SPECIALE«Mi sono bastati due anni per legarmi in maniera indissolubile al Toro. Questa maglia non è come le altre: rappresenti un popolo e la sua storia. Ti entra nel cuore e nelle vene. Io, per non tradire il Torino, ho perso anche tanti soldi».

IL NO AL NAPOLI«Nella primavera del 1984 rifiutai il Napoli, che poi avrebbe preso Maradona. Juliano mi chiamava tutti i giorni, ma io non volevo lasciare il Toro. Poi mi infortunai e la mia storia in granata finì comunque. Peccato: eravamo in lotta con la Juve e potevamo arrivare molto in alto».

CAMPIONATO EQUILIBRATO«Non c’è una vera corazzata. Forse l’Inter ha qualcosa in più, ma vedo grande equilibrio. Proprio per questo è un peccato che il Torino non sia in lizza per un posto in Europa: basterebbe davvero poco».

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Conte Napoli, l’«arcivernice» della rinascita: lavoro, sacrificio e vittorie! L’analisi della metamorfosi partenopea con la metafora d’autore

Conte Napoli, l’«arcivernice» della rinascita: sul Corriere dello Sport, Mimmo Carratelli racconta la metamorfosi azzurra con una metafora d’autore

Mimmo Carratelli, sulle colonne del Corriere dello Sport, scomoda un classico del “Corriere dei piccoli” per spiegare la rinascita azzurra. Come l’ineffabile Pier Cloruro de’ Lambicchi usava la sua «arcivernice» per dare vita ai ritratti, così Antonio Conte ha usato la sua personale mistura per rianimare e portare al trionfo un Napoli che, solo un mese fa, osservatori frettolosi avevano dato per defunto insieme al suo allenatore.

Ma qual è la composizione di questa «arcivernice» contiana? Non c’è trucco: è fatta di duro lavoro, sacrificio, dedizione e un pensiero fisso: la vittoria. È l’essenza stessa della sua vita, quella vita da mediano passata «a recuperar palloni lavorando sui polmoni». Questa è la forza di Conte: un’energia autentica, un esempio inoppugnabile che contagia e plasma i giocatori prima ancora di qualsiasi tattica. Lui trasmette se stesso. Diventa così un “condottiero” per De Laurentiis e un leader assoluto per la squadra, tanto che giocatori come Politano e Neres (quest’ultimo dato erroneamente per deluso dal gossip) affermano: «lo seguiremo sino alla morte».

La Supercoppa ha dimostrato la bontà del suo lavoro. Al di là dell’emergenza infortuni, Conte ha avuto la pazienza di costruire i giocatori e aspettare i rientri. Il risultato a Riyadh è stato sfolgorante: Neres “pazzariello” fantastico, Hojlund guerriero e un Lobotka protagonista assoluto per guida totale della squadra. Ma c’è tanto Conte anche nel rilancio di Juan Jesus, nella fiducia a Spinazzola, nel nuovo ruolo di diga a centrocampo per McTominay e nell’impiego del jolly Elmas.

Dopo la finale si parla del Napoli «più bello» degli ultimi anni. I giocatori sono i protagonisti, ma dietro c’è un artefice speciale che non vende fumo, non fa cene ruffiane, parla a muso duro, lavora sodo e vince. È inutile, conclude Carratelli, fare ancora i “sopracciò” sminuendo la passione, la perizia e quegli allenamenti duri che ora fanno correre il Napoli ad alto gradimento.

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Yildiz Juventus, si tratta il rinnovo del numero 10! L’attaccante turco detta le sue condizioni per il prolungamento: ecco cosa serve ai bianconeri per trattenerlo

Yildiz Juventus, si tratta il rinnovo! Secondo La Gazzetta dello Sport la trattativa per il prolungamento del numero 10 è entrata nella fase decisiva

Il futuro di Kenan Yildiz è diventato il tema centrale negli uffici della Continassa. Il talento turco, classe 2005 e attuale numero 10 della Juventus, è ormai il simbolo della rinascita tecnica avviata sotto la guida di Luciano Spalletti. Tuttavia, il percorso verso il rinnovo contrattuale si sta rivelando più complesso del previsto.

Come riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il confronto tra club e giocatore è entrato in una fase delicata, nella quale sarà necessario trovare un punto d’incontro per evitare stalli pericolosi. Yildiz ha idee chiarissime sul proprio ruolo all’interno del progetto e ha fissato due condizioni chiave per legarsi a lungo ai colori bianconeri.

Il nodo economico: Yildiz chiede lo status da top player

Il primo tema è inevitabilmente quello dell’ingaggio. La dirigenza juventina, guidata dall’amministratore delegato Damien Comolli, ha già messo sul tavolo una proposta importante, valutata tra i 4 e i 5 milioni di euro a stagione. Un’offerta significativa, ma che non soddisfa del tutto le aspettative dell’entourage del giocatore.

Forte delle prestazioni offerte in campo, Yildiz punta più in alto: l’obiettivo è arrivare a 6 milioni di euro, cifra che rappresenta il tetto massimo previsto dalla Juventus per i giocatori di riferimento della rosa. Non si tratta soltanto di un aspetto economico, ma anche simbolico: il numero 10 vuole essere riconosciuto come una vera stella, al livello dei senatori più rappresentativi dello spogliatoio.

Ambizioni sportive e progetto vincente

Il secondo punto, forse ancora più rilevante, riguarda il progetto sportivo. Oltre all’adeguamento dell’ingaggio, Yildiz chiede garanzie precise sulla competitività della squadra nei prossimi anni. La sua permanenza è legata alla possibilità concreta di tornare a lottare fin da subito per trofei importanti.

Il fantasista turco non intende vivere lunghe stagioni di transizione: vuole essere il volto e il protagonista di un ciclo vincente immediato, costruito attorno a un gruppo all’altezza delle ambizioni del club. Toccherà quindi alla Juventus dimostrare, non solo a parole ma con scelte concrete, di voler alzare nuovamente l’asticella.

La trattativa è aperta e il tempo stringe. Per blindare Yildiz, la Juventus dovrà colmare il gap tra domanda e offerta e, soprattutto, confermare con i fatti di voler costruire una squadra all’altezza del talento più luminoso del suo presente e del suo futuro.

Mircea Lucescu si racconta: «Grazie a me Georgescu ha vinto la Scarpa d’oro! Da allenatore la mia mentalità, prediligo queste cose. Il calcio di prima era delle famiglie»

Mircea Lucescu si racconta in una lunga intervista tra le colonne della Gazzetta dello Sport, tra passato da giocatore e carriera da allenatore

Mircea Lucescu, 80 anni e 36 trofei in bacheca (solo Guardiola e Ferguson hanno fatto meglio), si è raccontato a La Gazzetta dello Sport in una lunga e appassionata intervista.

IL GIOCATORE LUCESCU«Un’ala dai cross eccezionali, grazie ai quali Georgescu ha vinto la Scarpa d’oro. Gioco dieci anni alla Dinamo Bucarest, vado in Nazionale e nel 1970 sono capitano della Romania contro il Brasile di Pelé. Mi invitano anche a giocare col Fluminense: mi avevano notato in un quadrangolare al Maracanã. Fui il miglior giocatore e per premio mi diedero un’autoradio. Poi, nel ’77, arriva il terremoto a Bucarest…».

L’INIZIO DA ALLENATORE«Casa mia viene distrutta, devo scappare. A Hunedoara divento giocatore e allenatore. Non mi allineo al calcio di tutti: sviluppo la mia mentalità. Educazione, disciplina basata sul rispetto, istruzione. Portavo i ragazzi nei musei, a teatro, nelle fabbriche. Poi la tattica: possesso, tagli, pressing, fallo tattico. Quello che si fa oggi, io lo facevo 50 anni fa».

IL CALCIO AI TEMPI DI CEAUȘESCU«Con la Dinamo non posso vincere il campionato, alla Steaua c’è suo figlio. In Nazionale metto subito giovani dei club di provincia, ho tutti contro. Organizziamo un’amichevole contro una selezione scelta dai giornalisti: vinciamo 3-1 e capiscono. Per l’Europeo 1984 porto la squadra in Sudamerica. A El Salvador c’era la rivoluzione e correvamo di notte. Ma poi vinciamo il girone battendo anche l’Italia campione del mondo».

L’ARRIVO IN ITALIA«Accetto Cagliari grazie ad Anconetani. Uomo allegro, cattolico fervente, generoso. Ma voleva essere sempre protagonista: mi vendeva un giocatore al mese, poi mise alla porta anche me».

LA SCELTA DEL BRESCIA«Mi cercavano anche Porto e Standard Liegi. Con mia moglie facciamo tre bigliettini. Ne manca uno. Lo trovo due giorni dopo sotto una scarpa: Brescia. Un segno del destino».

CORIONI«Intuito straordinario. Lo convinco a fare la Brescia romena: arriva Hagi. Lancio Pirlo a 16 anni contro l’Ipswich, perde un pallone e pareggiamo. Poi mi tocca litigare: ma io vedevo il futuro».

L’INTER DI MORATTI«Un vero signore, l’anima del club. Ma avevo dieci giocatori in scadenza e si sapeva già che sarebbe arrivato Lippi. Era il calcio delle grandi famiglie: oggi è tutto fondi e cordate».

IL SUPER ATTACCO«Baggio, Djorkaeff, Recoba, Ronaldo, Zamorano… Moratti era innamorato degli attaccanti. Con Ronaldo avevo un rapporto speciale: io gli davo arance, lui birra Brahma».

AKHMETOV E LO SHAKHTAR«Prima un grande calcio, poi una grande squadra. Non campioni, ma talenti da crescere. Arrivano Douglas Costa, Fernandinho, Teixeira. Vinciamo l’Uefa, quarti di Champions quasi ogni anno. Se non fosse arrivata la guerra, magari un giorno avremmo vinto la Champions».

DINAMO KIEV«Prendo una squadra che aveva perso il campionato di 23 punti e lo vinco di 11. Mi chiedono chi comprare: rispondo di fare una palestra nuova e dei pullmini per il vivaio. Quelli sono gli acquisti che restano».

LA MAGLIA DI PELÉ«Ce l’ho ancora. Sporca di terra, non l’ho mai lavata. È incorniciata in un museo».

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Infortunio Gabbia, si attende il rientro del centrale italiano. Allegri spera di ritrovarlo subito per la sfida contro il Verona: le ultime sulle sue condizioni

Infortunio Gabbia, secondo Gazzetta.it aumentano le possibilità di rivederlo subitro tra i convocati di Allegri. Le ultime sulle sue condizioni

In vista della gara contro l’Hellas Verona, in programma il 28 dicembre alle 15:00, arrivano notizie incoraggianti dall’infermeria del Milan. Come riportato da Gazzetta.it, crescono sensibilmente le chance di vedere Matteo Gabbia nell’elenco dei convocati di Massimiliano Allegri.

Il difensore centrale, protagonista di una stagione di alto livello e punto fermo della retroguardia rossonera, sta accelerando il recupero dall’ultimo problema fisico. Gabbia sta seguendo un programma di lavoro personalizzato per smaltire l’infiammazione e le prossime 48 ore saranno decisive per capire se potrà tornare ad allenarsi in gruppo già nella ripresa post-natalizia.

Allegri attende Gabbia per l’emergenza difensiva

Il possibile rientro di Gabbia rappresenta una notizia chiave per Allegri, soprattutto in una fase in cui il mercato dei difensori è in stallo. Le piste che portavano a rinforzi come Federico Gatti e Eric Dier si sono infatti raffreddate, rendendo ancora più importante il recupero degli uomini già in rosa.

Avere Gabbia nuovamente disponibile consentirebbe di gestire meglio le rotazioni con Fikayo Tomori e Strahinja Pavlović, garantendo equilibrio ed esperienza a un reparto chiamato a reggere l’urto di un calendario fitto.

Verona oggi, Cagliari nel mirino

Se i test fisici daranno esito positivo, l’ipotesi più probabile è quella di vedere Gabbia in panchina contro il Verona, per poi puntare a un ritorno da titolare nella trasferta di Cagliari del 2 gennaio. In quell’occasione, il Milan potrà contare anche sul nuovo innesto offensivo Niclas Füllkrug.

La presenza di Gabbia è considerata fondamentale non solo sul piano tecnico, ma anche per la leadership mostrata all’interno dello spogliatoio. Un fattore che Allegri reputa decisivo nella rincorsa ai vertici del campionato e nella gestione dei momenti chiave della stagione rossonera.

Abildgaard svela: «Noi giochiamo ogni partita per vincere, la cosa positiva della Serie B è questa! La squadra crede nel nuovo staff, ora dobbiamo migliorare sotto questo aspetto»

Abildgaard si racconta: il centrocampista della Sampdoria, ha parlato in esclusiva nell’edizione genovese de La Repubblica. Le dichiarazioni

In un momento delicato della stagione, con una Serie B estremamente equilibrata e una classifica che non consente distrazioni, Oliver Abildgaard ha fatto il punto della situazione in casa Sampdoria. Il centrocampista blucerchiato si è raccontato in esclusiva all’edizione genovese di la Repubblica, analizzando il rendimento della squadra, la difficoltà nel trovare continuità e l’importanza della prossima gara casalinga contro la Reggiana.

Un’intervista improntata alla lucidità e al realismo, nella quale Abildgaard ha ribadito la necessità di trasformare il lavoro quotidiano in risultati concreti, a partire dal match di sabato.

CLASSIFICA – «Noi giochiamo ogni partita per vincere. In questo campionato così equilibrato come la Serie B con una serie positiva di risultati utili puoi tirarti fuori».

MANCANZA DI CONTINUITA’ – «Siamo ormai a metà stagione, non è una coincidenza se non siamo andati bene. Bisogna essere realistici, dobbiamo credere nel processo di crescita che stiamo facendo e trovare una serie di risultati positivi partendo da sabato contro la Reggiana».

FOTI-GREGUCCI – «Per me non è corretto parlare di cosa sia cambiato per rispetto dell’ex allenatore. Tutta la squadra crede nello staff di mister Gregucci e nel lavoro per cambiare in meglio questa stagione».

NUOVO RUOLO – «Gioco dove vuole il mister e cerco di fare il meglio. Ho le qualità per giocare in difesa, farò del mio meglio per migliorare».

CODA E ASSENZA GOL DIFENSORI E CENTROCAMPISTI «Se ci sono altri giocatori che possono fare gol, l’avversario posiziona l’attenzione non solo su di lui. È un dato su cui dobbiamo migliorare».

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Calciomercato Serie A: si sblocca la situazione della Lazio, ora i vincoli colpiscono il Napoli! I partenopei costretti al saldo zero dopo lo stop della Commissione: la spiegazione

Calciomercato Serie A, finisce il blocco della Lazio e inizia quello del Napoli: l’analisi della Gazzetta dello Sport sui motivi dello stop

Il Napoli è ufficialmente tra le società fermate dalla nuova Commissione indipendente per la vigilanza sui bilanci delle società professionistiche, organismo che ha preso il posto della Covisoc. Come ricostruito dalla Gazzetta dello Sport, al suo debutto operativo la Commissione ha imposto un vincolo di mercato a due club di Serie A: Napoli e Pisa. La Lazio, invece, è risultata in regola e potrà operare senza limitazioni.

La decisione nasce dal mancato rispetto di un parametro economico introdotto dalla FIGC e applicato per la prima volta in maniera autonoma: il rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi non deve superare la soglia dello 0,8 per poter effettuare operazioni in entrata senza restrizioni nel mercato di gennaio. Il Napoli ha sforato questo limite, in modo più marcato rispetto al Pisa, con un’eccedenza stimata intorno ai 40 milioni di euro.

Cosa cambia per il Napoli a gennaio

Il risultato immediato è chiaro: il Napoli può fare mercato soltanto a saldo zero. Ogni eventuale acquisto dovrà essere compensato da una cessione di pari valore economico, senza possibilità di aumentare il monte ingaggi della rosa. Una situazione che non deriva da un bilancio strutturalmente fragile – i conti del club restano solidi – ma dalla scelta di non immettere nuova liquidità per rientrare subito nei parametri.

La società di Aurelio De Laurentiis sembra orientata a gestire il vincolo senza forzature, anche per una ragione strategica: evitare rischi maggiori in vista dell’estate. Se oggi, infatti, non è previsto un blocco totale del mercato, a giugno le sanzioni diventano più pesanti per chi dovesse peggiorare ulteriormente il rapporto costi-ricavi.

Lo scenario estivo e la prudenza azzurra

La Gazzetta spiega bene il punto chiave: se a giugno il Napoli dovesse presentare un indicatore peggiore rispetto a quello attuale, scatterebbe il blocco totale del mercato. Se invece il rapporto dovesse migliorare, pur restando sopra la nuova soglia che scenderà a 0,7, il club potrebbe comunque operare a saldo zero. È su questo equilibrio che si muove la prudenza della dirigenza.

Diverso il caso del Pisa, che ha già avviato un piano di ripianamento tramite versamenti programmati per rientrare rapidamente nei parametri e sbloccare il mercato. Il Napoli, invece, riflette senza fretta, consapevole che uscire dal vincolo è tecnicamente semplice – basta coprire l’eccedenza con immissioni di capitale o cessioni – ma che ogni mossa va calibrata in funzione della sostenibilità futura.

Una nuova era di controlli

Il caso Napoli rappresenta un segnale forte del nuovo corso dei controlli federali. L’indicatore sul costo del lavoro allargato, calcolato sulla media dei ricavi degli ultimi 36 mesi, riduce l’effetto delle plusvalenze occasionali e impone una gestione più strutturata. Un cambio di passo che incide direttamente sulle strategie di calciomercato e che costringe anche club di vertice a muoversi con maggiore cautela.

Per il Napoli, dunque, gennaio sarà un mese di valutazioni mirate: poche mosse, eventualmente compensate, e lo sguardo già proiettato all’estate, quando il rispetto dei parametri farà la differenza tra libertà operativa e nuove sanzioni.

Calciomercato Napoli, Lucca può lasciare? Una big di Serie A si fionda sull’attaccante ex Udinese! I dettagli sull’operazione che lo vedrebbe lontano dai partenopei

Calciomercato Napoli, Lucca può lasciare? Una big di Serie A si fionda sull’attaccante ex Udinese! La rivelazione di Tuttosport

Il Napoli riflette sul futuro di Lorenzo Lucca. Come riportato da Tuttosport, il centravanti classe 2000 è finito al centro di un recente summit tra il suo agente Beppe Riso e la Juventus, incontro che ha acceso i riflettori su una possibile uscita a gennaio.

Gerarchie cambiate e apertura al prestito

La posizione di Lucca è mutata nel corso della stagione. Nelle gerarchie di Antonio Conte, l’attacco azzurro è stato monopolizzato dall’esplosione di Rasmus Hojlund e dal ritorno di Romelu Lukaku, riducendo il minutaggio del gigante italiano. Da qui l’esigenza del giocatore di ritrovare spazio e continuità.

Il Napoli, valutato il contesto, non farebbe muro a una soluzione temporanea e sarebbe disposto ad aprire a un prestito oneroso, formula che consentirebbe al club di monitorare l’evoluzione del calciatore senza cessioni definitive immediate.

Concorrenza e tempi della decisione

Non c’è solo la Juventus. Su Lucca restano vigili anche club esteri: in Premier League il West Ham cerca una punta fisica, mentre in Portogallo il Benfica ha già chiesto informazioni. Un quadro che invita il Napoli a decidere rapidamente strategia e tempistiche.

La linea è chiara: se a gennaio non si apriranno spazi concreti, l’ipotesi prestito diventerà una opzione reale. Il Napoli valuta pro e contro, consapevole che una gestione mirata del caso Lucca può trasformarsi in un’operazione utile per tutte le parti.

Infortunio Bonny, spavento superato per l’Inter e Chivu? Fissato già il rientro dell’attaccante francese dopo il problema al ginocchio accusato in allenamento!

Infortunio Bonny, la Gazzetta dello Sport svela i tempi di recupero dell’attaccante francese. Non si teme il peggio, nel mirino un big-match per il rientro

Il Natale di Ange-Yoan Bonny non è dei più sereni, ma dall’infermeria dell’Inter arrivano notizie confortanti. Come racconta La Gazzetta dello Sport, l’attaccante francese si è fermato in allenamento alla Pinetina dopo una torsione innaturale del ginocchio sinistro durante una sterzata. L’allarme iniziale aveva fatto temere il peggio, ma gli esami strumentali hanno chiarito il quadro: distorsione lieve, senza interessamento dei legamenti.

Lo staff medico nerazzurro, guidato dal professor Piero Volpi, ha escluso lesioni: una diagnosi che consente di programmare un rientro in tempi relativamente brevi. Bonny osserverà circa due settimane di stop tra terapie e lavoro fisico per preservare la massa muscolare.

Il calendario: Parma nel mirino, Napoli obiettivo

L’Inter dovrà fare a meno del francese per la trasferta di Bergamo del 28 dicembre e per la sfida con il Bologna del 4 gennaio a San Siro. Nel mirino c’è Parma, partita speciale per Bonny, cresciuto in Emilia e legato alla città che lo ha accolto giovanissimo. La sua presenza il 7 gennaio non è esclusa, ma dipenderà dal decorso. Più probabile, invece, il rientro per l’11 gennaio contro il Napoli, gara che Cristian Chivu vorrebbe affrontare con l’arsenale offensivo al completo.

Fiducia da ricostruire e numeri che contano

Oltre all’aspetto fisico, c’è quello mentale. Il rigore sbagliato di recente ha lasciato strascichi nell’immaginario dei tifosi, ma i numeri raccontano altro: 5 gol e 11 partecipazioni totali alle reti finora, un impatto tra i migliori U23 del continente, in linea con profili d’élite come Ekitiké. Bonny deve ritrovare serenità e continuità, qualità che lo avevano reso decisivo prima dello stop.

La diagnosi è chiara e rassicurante, il percorso di rientro è tracciato. L’Inter aspetta Bonny: il talento c’è, la stagione è ancora lunga, e l’occasione per ripartire è dietro l’angolo.

Coppa d’Africa, vittorie in scioltezza per Senegal, Nigeria e Tunisia! Bene anche la Repubblica Democratica del Congo. A segno Lookman, tra gli ‘italiani’ in campo

Coppa d’Africa, vittorie in scioltezza per Senegal, Nigeria e Tunisia! Tutti i risultati della giornata di ieri con in campo i gironi C e D

In campo nella giornata di ieri, nella seconda giornata dedicata alla prima gara della fase a gironi di Coppa d’Africa, i gruppi C e D della competizione, con i relativi impegni di Nigeria, Tunisia e Senegal.

Ad aprire le danze il girone D con la sfida tra Repubblica Democratica del Congo e Benin, decisa da Bogonda al 16’. L’attaccante dello Spartak Mosca, con passato tra Spagna e Belgio, sfrutta la disattenzione avversaria per siglare il gol vittoria dei padroni di casa e indirizzare un match equilibrato.

Sempre il girone D è poi sceso in campo alle 16 con Senegal Botswana. Match a senso unico per i padroni di casa, forti di un trio offensivo composto da Sarr, Mané e Nico Jackson, con la coppia di Gueye (Idrissa e Pape) a schermare la difesa capitanata da Koulibaly.

Dopo un avvio da Superman di Phoko, portiere del Botswana, il Senegal prende le misure al 40’ con Nico Jackson, che su assist di Jakobs firma l’1-0. Nella ripresa lo stesso Jackson fa 2-0 al 58’, mentre Phoko resta l’unico ago della bilancia ad evitare una goleada senegalese che termina al 90’ con la rete del 3-0 di Ndiaye.

Nel girone C il primo match è tra Nigeria e Tanzania. Dopo un primo tempo dominato ma chiuso sull’1-0 grazie al gol di Ajayi al 36’, in avvio di ripresa M’Mombwa fa 1-1 e illude gli ospiti. L’equilibrio dura appena due minuti: al 52’ la Nigeria torna in vantaggio con Lookman, firmando il 2-1 finale. Nella Nigeria, oltre a Lookman, in campo anche Dele-Bashiru e i due ex Serie A Chukwueze e Osimhen.

Infine, sempre nel girone C, la Tunisia dell’ex difensore della Salernitana Bronn, supera 3-1 l’Uganda con un dominio sostanziale nell’arco dei 90 minuti, calciando 6 volte a 1 verso la porta di Magoola. Tunisia avanti dopo appena 10 minuti con Skhiri, poi tra fine primo tempo e inizio ripresa la doppietta di Achouri indirizza il punteggio sul 3-0. Nel finale l’Uganda trova il gol della bandiera con Omedi, fondamentale in ottica differenza reti.

Oggi in campo i gironi E ed F, con Burkina Faso Guinea Equatoriale alle 13.30, Algeria Sudan alle 16 per il primo girone, e Costa d’Avorio Mozambico e Camerun Gabon per il secondo.

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