Pagina 445 – Calcio News 24

Allenamento Cagliari, novità molto importanti per mister Pisacane in vista del prossimo match. La situazione

Allenamento Cagliari: ripresa immediata in vista della trasferta di Torino

L’Allenamento Cagliari riparte senza pause dopo il pareggio ottenuto contro il Pisa nell’ultimo turno di campionato. Archiviata la delusione per il risultato, la squadra rossoblù si è ritrovata questa mattina al CRAI Sport Center per iniziare la preparazione alla prossima sfida di Serie A, in programma sabato 27 dicembre in trasferta contro il Torino di Baroni. Come di consueto, il club ha diffuso un report ufficiale al termine della seduta per fare il punto sul lavoro svolto e sulle condizioni dei singoli.

L’Allenamento Cagliari odierno è stato strutturato con una divisione del gruppo in due blocchi distinti. I calciatori maggiormente impiegati nella gara precedente hanno svolto un lavoro defaticante, utile a smaltire le fatiche del match e a favorire il recupero muscolare. Per il resto della rosa, invece, lo staff tecnico ha predisposto una seduta più intensa, con esercitazioni mirate allo sviluppo della velocità, lavoro atletico e una partita a ranghi ridotti, utile per mantenere alta l’intensità e la concentrazione.

Dal punto di vista degli infortunati, l’Allenamento Cagliari ha visto il rientro parziale in gruppo di Gennaro Borrelli. L’attaccante ha svolto una parte della seduta con i compagni, integrando poi il lavoro con esercizi atletici individuali. Prosegue invece il programma personalizzato per Zé Pedro, che continua il percorso di recupero stabilito dallo staff medico. Riposo e terapie, infine, per Michael Folorunsho, alle prese con un trauma contusivo-distorsivo al ginocchio rimediato durante l’ultima gara di campionato.

Il calendario non concede soste: il prossimo Allenamento Cagliari è già fissato per domani, martedì 23, con una nuova seduta in programma nel pomeriggio. L’obiettivo è arrivare alla sfida contro il Torino nelle migliori condizioni possibili, sia dal punto di vista fisico che mentale.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Formazioni Ufficiali Napoli Bologna, le scelte per la finale di Supercoppa Italiana

Formazioni ufficiali Napoli Bologna, le scelte dei tecnici per la finale di Supercoppa Italiana che andrà in scena alle 20.00 a Riyadh

Sono state annunciate le formazioni ufficiali della finale di Supercoppa Italiana tra Napoli Bologna, in campo alle 20.00 allo stadio Al Awwal park.

FORMAZIONI UFFICIALI

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Neres, Elmas; Hojlund. All. Conte

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Heggem, Lucumí, Miranda; Pobega, Ferguson; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro. All. Italiano

Vieri sicuro: «Bologna-Napoli, secondo me la squadra favorita per la vittoria sarà…»

Vieri: “Napoli e Bologna meritano la finale di Supercoppa”. Bobo Vieri interviene dal Social Football Summit di Riad

Bobo Vieri è intervenuto ai microfoni dei giornalisti a margine del Social Football Summit di Riad, evento organizzato in vista della finale di Supercoppa Italiana. L’ex centravanti della Nazionale ha commentato con il suo solito stile diretto e spontaneo la sfida tra Napoli e Bologna, oltre alle eliminazioni di Inter e Milan in semifinale.

Parlando della finale, Vieri ha sottolineato come Napoli e Bologna meritino pienamente di giocarsi il trofeo. Il Napoli arriva all’appuntamento forte della vittoria dello Scudetto, mentre il Bologna ha conquistato la Coppa Italia con un percorso solido e convincente. Secondo Vieri, si tratta quindi di una finale giusta, frutto del lavoro fatto dalle due squadre nel corso della stagione. L’ex attaccante ha invitato il Bologna a scendere in campo con serenità, senza pressioni, per provare a disputare una grande partita.

Interpellato sulle semifinali e sull’eventuale sottovalutazione da parte del Milan, Vieri ha ammesso di non aver seguito le gare, spiegando di essere stato impegnato in giro per il mondo. Una risposta sincera, in linea con il suo approccio sempre molto naturale alle interviste.

Interessante anche il passaggio sulle possibili somiglianze tra Antonio Conte e Vincenzo Italiano. Per Vieri non ci sono paragoni: si tratta di allenatori molto diversi, con Italiano che ha già raggiunto importanti traguardi e disputato finali, dimostrando il proprio valore.

Sul Milan e sulla corsa Scudetto, Vieri ha espresso qualche dubbio, ricordando come i rossoneri siano comunque ai vertici della classifica. Ha poi riflettuto sulla pressione che graverebbe su un eventuale nuovo attaccante, chiamato a risolvere tutti i problemi offensivi della squadra.

In chiusura, Vieri ha minimizzato l’attenzione sui singoli, limitandosi a riconoscere il talento di Højlund, definito semplicemente “forte”. Uno stile asciutto, diretto e inconfondibile: esattamente come Bobo Vieri.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Inter, caso Frattesi: non solo la Juve sul centrocampista, si fa avanti un club straniero

Inter Frattesi, mercato in fermento: alla Juventus si aggiunge una forte candidatura dall’estero. Tutti i dettagli e le ultime

Il futuro di Davide Frattesi torna a essere un tema caldo. La permanenza del centrocampista azzurro all’Inter appare sempre più in bilico, complice il minutaggio ridotto concessogli da Cristian Chivu, che continua a preferirgli altri profili nelle rotazioni di centrocampo. L’ex Sassuolo, frenato da gerarchie rigide e desideroso di non perdere terreno in ottica Nazionale, valuta le sue opzioni mentre il mercato si muove attorno a lui.

In Italia, la Juventus segue la situazione con grande attenzione, ma è dall’estero che arriva la novità più significativa. Come riportato da Goal.com, il Fenerbahçe ha messo gli occhi su Frattesi individuandolo come il profilo ideale per dare qualità e dinamismo alla propria mediana. Il club turco, alle prese con le difficoltà nella trattativa per Joey Veerman del PSV, avrebbe deciso di virare con decisione sul numero 16 nerazzurro.

Resta ora da capire quale sarà la volontà del giocatore: accettare una nuova avventura in Süper Lig o provare a giocarsi ancora le sue carte a Milano. Una scelta che potrebbe influenzare anche il suo percorso in maglia azzurra.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Lazio, ore decisive sul blocco del mercato: atteso il verdetto della Commissione e la decisione di Lotito che definirà le strategie

Blocco mercato Lazio, giornata cruciale: la Commissione pronta al verdetto mentre Lotito valuta la mossa decisiva per il futuro del club

La Lazio è in attesa di conoscere i margini entro cui potrà muoversi nel prossimo mercato di gennaio, un passaggio cruciale per definire le strategie della seconda parte di stagione. Resta da capire se il club dovrà operare a saldo zero, limitandosi a incastri tra entrate e uscite, oppure se avrà la possibilità di intervenire con maggiore libertà economica. L’attesa, però, sta per terminare.

Domani il verdetto della Commissione

La decisione della Commissione di controllo sul mercato è attesa per domani. Secondo le prime indiscrezioni, la Lazio potrebbe non aver ancora raggiunto la soglia dell’80% del “costo del lavoro allargato”. In questo scenario, Claudio Lotito avrebbe comunque la possibilità di intervenire successivamente per colmare il disavanzo e liberare completamente il mercato invernale.

Come riportato da Il Messaggero, il presidente potrà farlo attraverso due strade:

  • un’immissione diretta di capitali;
  • oppure sfruttando la recente modifica FIGC all’articolo 90, comma 5 delle NOIF, che consente l’utilizzo di crediti futuri, in particolare quello atteso a marzo relativo ai diritti TV DAZN.

Una situazione molto diversa dall’estate

Il quadro attuale è decisamente meno critico rispetto alla scorsa estate, quando la cifra necessaria per rientrare superava i 100 milioni di euro. Oggi, invece, il gap da colmare sarebbe minimo, tra i 3 e i 5 milioni. Di fatto, il destino del mercato biancoceleste è nelle mani di Lotito.

Le strategie in vista dei prossimi mesi

A Formello si ragiona anche in ottica futura. Il credito di marzo potrebbe rivelarsi utile non solo per sbloccare il mercato di gennaio, ma anche per gestire i conti nei mesi successivi. Da marzo, infatti, il “costo del lavoro allargato” scenderà al 70%, escludendo dal calcolo gli under 23 italiani: un vantaggio importante per coprire le spese in assenza degli introiti UEFA e per evitare nuovi blocchi in vista dell’estate.

La sensazione è che la Lazio sia vicina a una svolta decisiva: ora tutto dipende dalle mosse del suo presidente.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Tether, Ardoino svela: «Juve? Vorremmo contribuire a un cambiamento positivo». Le sue dichiarazioni

Tether, Ardoino non ha dubbi: «Juventus? Noi vorremmo contribuire a un cambiamento positivo». Le sue parole

Il futuro societario della Juventus continua a occupare spazio nelle cronache economiche internazionali, intrecciandosi con le strategie di crescita globale del club. Dopo il netto rifiuto opposto da Exor alla maxi‑offerta da 1,1 miliardi di euro presentata nelle scorse settimane, Tether non sembra affatto intenzionata a fare un passo indietro.

Il colosso delle criptovalute, già detentore dell’11,5% delle quote bianconere, ha infatti ribadito con decisione le proprie ambizioni attraverso le parole del CEO Paolo Ardoino. In un’intervista al Corriere del Ticino, il dirigente ha confermato la volontà di aumentare il proprio coinvolgimento nel progetto Juventus, spinto anche dalla passione condivisa con il socio Giancarlo Devasini. Per Ardoino, la Vecchia Signora rappresenta un potenziale enorme non solo sul piano sportivo, ma soprattutto in termini di innovazione, digitalizzazione e capacità di penetrazione nei mercati emergenti.

Una porta ancora aperta

Nonostante la chiusura momentanea della famiglia Agnelli‑Elkann alla cessione del pacchetto di maggioranza, l’offerta di Tether resta sul tavolo. Ardoino non esclude ulteriori passi avanti e si dice pronto a sostenere la trasformazione digitale del club anche restando un socio di minoranza attivo e strategico.

Il messaggio è chiaro: Tether non vuole limitarsi a un ruolo finanziario, ma punta a diventare un motore di sviluppo per la Juventus del futuro.

POTENZIALE – «Io e Giancarlo Devasini siamo grandi tifosi della Juventus, ma crediamo anche che oggi abbia un enorme potenziale inespresso: 200 milioni di fan nel mondo, molti nei mercati emergenti che noi serviamo con Tether. Possiamo aiutare il club a interagire meglio con questi fan e portare tecnologie avanzate, al pari dei grandi big della tecnologia, dall’intelligenza artificiale all’analisi delle performance».

OFFERTA – «Se qualcuno vuole vendere, secondo le regole di mercato noi possiamo comprare e non ritiriamo l’offerta. Riteniamo che la Juventus possa fare molto meglio e vorremmo contribuire a un cambiamento positivo, anche senza necessariamente controllarla interamente»

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Cagliari, novità per il mercato di gennaio: concessa una deroga speciale. Ecco tutto ciò che c’è da sapere

Calciomercato Cagliari, arriva la deroga per l’inverno: cosa cambia e tutte le informazioni utili. Le ultimissime

Una novità di rilievo cambia le prospettive del calciomercato in vista dell’imminente sessione invernale. Come riportato da Nicolò Schira sul proprio profilo X, la FIGC ha concesso una deroga speciale a due club di Serie A: Cagliari e Milan.

La decisione permette alle due società di tesserare e schierare i nuovi acquisti già dal 2 gennaio, giorno di apertura ufficiale del mercato, bypassando i consueti tempi tecnici che spesso ritardano l’esordio dei rinforzi.

Füllkrug verso un debutto immediato alla Unipol Domus

L’effetto più evidente di questa deroga riguarda la sfida tra Cagliari e Milan, che potrebbe vedere in campo fin da subito uno dei nomi più attesi: Niclas Füllkrug. L’attaccante, appena approdato in rossonero, avrebbe così la possibilità di debuttare già nella prima gara del nuovo anno, offrendo un impatto immediato alla squadra di Allegri.

Un vantaggio strategico per entrambe le squadre

Per il Cagliari, poter contare su nuovi innesti sin dal primo giorno rappresenta un’opportunità preziosa in un momento della stagione in cui infortuni e calo fisico iniziano a pesare. Lo stesso vale per il Milan, che potrà integrare subito i nuovi arrivi nelle rotazioni, aumentando le soluzioni a disposizione dello staff tecnico.

La deroga concessa dalla Federcalcio velocizza infatti l’intero iter burocratico legato al deposito dei contratti, rendendo immediatamente operativi gli acquisti conclusi nelle prime ore della sessione.

Per i rossoblù, il 2 gennaio non sarà soltanto il giorno delle firme, ma potrebbe trasformarsi direttamente nel giorno dei debutti.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Napoli, ultras in protesta davanti a Palazzo San Giacomo: tutti gli aggiornamenti e il motivo

Ultras del Napoli in corteo verso Palazzo San Giacomo: il motivo della protesta e le ultime novità

Una nuova protesta ha animato il pomeriggio napoletano: circa 500 ultras della curva A e della curva B si sono radunati davanti a Palazzo San Giacomo per contestare il divieto che, da mesi, impedisce ai tifosi del Napoli di seguire la squadra in trasferta. Un tema che gli organizzatori definiscono senza mezzi termini “una discriminazione”.

Molti manifestanti hanno sfilato con in mano un volantino simbolico: un fac‑simile per il cambio di residenza, timbrato con la scritta “approvato”, a sottolineare in modo provocatorio come la loro “colpa” sarebbe soltanto l’appartenenza ai colori azzurri.

Il corteo e le richieste dei tifosi

Secondo quanto riportato da la Repubblica Napoli, la mobilitazione è partita da Piazza Berlinguer, aperta dallo striscione “Trasferte libere”. Il corteo ha poi attraversato via Toledo fino a raggiungere Piazza Municipio, dove i tifosi si sono fermati davanti alla sede del Comune.

Nel 2025, ricordano gli ultras, soltanto due trasferte sono state loro consentite: una situazione che ha alimentato tensioni e malcontento per tutta la stagione.

Il confronto con il Comune

Ad accogliere la delegazione dei tifosi è stato l’assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile, Edoardo Cosenza, che ha ascoltato le loro istanze e promesso un impegno concreto nel dialogo con il Prefetto.

La richiesta degli ultras è chiara: porre fine a un regime di limitazioni che ritengono ingiusto e penalizzante. Nel frattempo, si attende ancora l’ufficialità riguardo alla trasferta di Cremona, nuovo banco di prova per verificare se qualcosa cambierà davvero.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Barcellona, Yamal fuoriclasse dentro e fuori dal campo! Lo spagnolo sbarca su YouTube: sono già oltre 25.000 iscritti in poche ore

Barcellona, Yamal fenomeno totale: apre il suo canale YouTube e supera i 25.000 iscritti in tempi record

Lamine Yamal sbarca su YouTube e lo fa in grande stile, con un video che ha subito infiammato i social. Per il suo debutto da youtuber, il giovane fenomeno del Barcellona ha scelto un contenuto intimo e divertente: un “house tour” dell’appartamento in cui ha vissuto negli ultimi anni, proprio mentre è nel pieno del trasloco. Con la naturalezza e il carisma che lo contraddistinguono anche fuori dal campo, Lamine ha mostrato ai fan il salotto, la sua postazione da gaming, il bagno e persino una terrazza che confessa di aver usato pochissimo «per non farsi vedere dai vicini».


Ma il dettaglio che più ha catturato l’attenzione non è stato l’arredamento o i trofei sparsi per casa, bensì l’abbigliamento: Lamine ha condotto l’intero tour indossando la maglia di Luis Díaz, l’attaccante colombiano del Liverpool. Un omaggio curioso e inaspettato, forse legato allo sponsor tecnico comune, che non è passato inosservato e ha scatenato i commenti dei tifosi.


Con un montaggio dinamico e un tono scanzonato, il video è un susseguirsi di risate, confidenze e immagini di una casa in pieno caos da trasloco, con montagne di vestiti e scatoloni ovunque. Lamine si mostra senza filtri, scherzando con i suoi follower e lanciando una sfida ironica: «Se volete vedere la nuova casa… non so, 10 milioni di iscritti?». Una battuta, certo, ma che ha già acceso la curiosità, anche perché la sua nuova dimora non è una casa qualunque: si tratta dell’ex villa di Shakira e Piqué.


Visto il ritmo con cui crescono gli iscritti al canale – oltre 25.000 in poche ore – l’obiettivo dei 10 milioni potrebbe non essere così lontano. Una cosa è certa: il talento di Lamine Yamal non si limita al rettangolo verde, ma sembra avere tutte le carte in regola per conquistare anche il mondo digitale.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Zidane ricorda: «Nel 1998 vinsi il Pallone d’Oro, e la Juventus mantenne quella promessa. Ecco quale»

Zidane racconta un aneddoto sui suoi anni in bianconeri: «Nel 1998 vinsi il Pallone d’Oro, e la Juve mantenne una promessa»

Il 21 dicembre 1998 è una data che rimane scolpita nella memoria del calcio mondiale e, in particolare, nel cuore dei tifosi della Juventus. In quel giorno Zinedine Zidane venne consacrato miglior giocatore del pianeta, aggiudicandosi il Pallone d’Oro al termine di un anno straordinario: il trionfo con la Francia ai Mondiali di casa e il cammino europeo con i bianconeri, culminato nella finale di Champions League poi persa contro il Real Madrid.

A distanza di oltre venticinque anni, Zizou è tornato a parlare di quel periodo magico in una recente intervista su YouTube, rivelando un retroscena curioso e poco noto legato proprio a quel prestigioso riconoscimento. Dietro il Pallone d’Oro, infatti, si nascondeva un accordo particolare stipulato con la Juventus al momento del suo arrivo a Torino.

La clausola “di lusso” del 1996

Tutto risale al 1996, quando la dirigenza bianconera, convinta del talento fuori dal comune del francese, inserì nel suo contratto una clausola speciale: in caso di vittoria del Pallone d’Oro, Zidane avrebbe ricevuto una Ferrari come premio. Un gesto che testimonia la fiducia totale riposta nel campione e che aggiunge un tocco di fascino a una delle storie più iconiche del calcio moderno.

ZIDANE – «Arrivai alla Juventus nel 1996, nel contratto fu inserita una clausola speciale: in caso di vittoria del Pallone d’Oro nei cinque anni successivi, la società mi avrebbe regalato una Ferrari. Nel 1998 vinsi il Pallone d’Oro, e la Juventus senza nemmeno attendere troppo, mantenne la promessa fatta. La Ferrari, una F355 Berlinetta, non l’ho mai usata troppo.

Solo quando avevo voglia. A Torino non la portai. La macchina rimase nel garage dei miei genitori Marsiglia per oltre vent’anni, usata raramente ma sempre conservata con grande affetto come ricordo della mia carriera e del legame con l’Italia. Per me quella Ferrari non è mai stata solo un bene materiale, ma un simbolo di un momento storico e di un legame speciale con la Juventus e il calcio italiano, un ricordo che vale più di qualsiasi cifra».

Quella F355 Berlinetta non ha mai solcato le strade di Torino: per oltre vent’anni è rimasta parcheggiata, intatta, nel garage dei genitori a Marsiglia, come un cimelio dal valore affettivo incalcolabile. Per Zidane, quel gioiello rosso non è mai stato un semplice regalo, ma un simbolo di riconoscenza e di un rapporto fondato su rispetto e lealtà.

La sua storia racconta l’eleganza di un legame che ha superato i confini del campo: quella Ferrari incarna la fiducia di una Juventus che mantenne la promessa fatta e l’affetto di un campione che considera quel gesto uno dei ricordi più preziosi del suo rapporto profondo e indelebile con l’Italia.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Milan Como, altro colpo di scena! E’ arrivata la decisione che smentisce Simonelli: la partita non si giocherà a Perth! Le ultime

Milan Como, clamoroso colpo di scena: arriva la scelta che smentisce Simonelli. Niente Perth, il match non si giocherà in Australia

Quello che avrebbe dovuto rappresentare un evento storico per il calcio italiano si è trasformato in un clamoroso passo indietro. Nelle ultime ore, da Riad è arrivata la conferma definitiva: Milan-Como non si giocherà più a Perth. Come riportato da MilanNews24, il progetto di portare una gara ufficiale di Serie A in Australia è definitivamente naufragato a causa delle nuove condizioni imposte dall’AFC, ritenute “inaccettabili” dalla Lega Serie A.

A complicare ulteriormente la situazione ci hanno pensato anche le tensioni interne al sistema calcistico italiano. L’AIA aveva infatti espresso forte contrarietà all’idea di affidare la direzione della partita ad arbitri locali, nonostante le rassicurazioni di Pierluigi Collina sulla qualità dei direttori di gara asiatici.

Fine di una vicenda controversa

Il dietrofront chiude mesi di polemiche, proteste e scetticismo diffuso tra le tifoserie, da sempre contrarie a una trasferta così costosa e lontana. Anche la FIFA non aveva ancora dato il via libera definitivo, ma è stata la stretta dell’AFC a mettere la parola fine a un progetto che ha messo in difficoltà la diplomazia del calcio italiano, incapace di conciliare ambizioni commerciali e esigenze tecniche.

Milan-Como: quando si giocherà

Con l’annullamento della trasferta australiana, ora il tema centrale diventa la nuova data della partita. Il match verrà recuperato a San Siro in un giorno compreso tra il 17 e il 24 febbraio, con la scelta finale che dipenderà dagli incastri del calendario e dai playoff di Champions League, soprattutto in relazione a un’eventuale partecipazione dell’Inter nello stesso turno.

Si chiude così uno dei capitoli più discussi della recente gestione della Serie A, che ora dovrà rivedere con attenzione le proprie strategie di espansione internazionale.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Mercato Sampdoria, nel mirino c’è quel giocatore! Occhi su quel talento in Serie A: gli aggiornamenti

Mercato Sampdoria, individuato un nuovo obiettivo: blucerchiati sulle tracce di un talento della Serie A. Gli aggiornamenti

Con l’avvicinarsi dell’apertura ufficiale del mercato invernale, la Sampdoria si muove con decisione per rinforzare la rosa. La priorità individuata dalla dirigenza riguarda il ruolo del portiere, considerato un punto nevralgico da sistemare in vista della seconda parte di stagione, quando solidità e affidabilità tra i pali potrebbero rivelarsi decisive.

Movimenti tra i pali: dubbi su Coucke, fiducia a Ghidotti

In casa blucerchiata il tema portieri è al centro delle valutazioni. Simone Ghidotti resta il titolare designato, ma alle sue spalle la situazione è meno stabile. Gaetan Coucke, chiamato a ricoprire il ruolo di vice, non ha convinto pienamente con le sue prestazioni, lasciando aperti interrogativi sulla sua continuità. Per questo motivo la società sta prendendo in considerazione una sua possibile uscita a gennaio, con l’obiettivo di inserire un profilo più affidabile e capace di aumentare la competitività interna.

Obiettivo Martinelli: talento e prospettiva

Secondo quanto riportato da Primocanale.it, il nome in cima alla lista della Sampdoria è quello di Tommaso Martinelli. Classe 2006, di proprietà della Fiorentina, il giovane portiere è considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio italiano. Nonostante la giovane età, Martinelli ha già avuto modo di mettersi in mostra anche in campo internazionale, difendendo i pali viola nella recente sfida di Conference League contro il Basilea.

La Sampdoria valuta dunque un investimento sul futuro, puntando su un talento che potrebbe crescere rapidamente e diventare un punto fermo per gli anni a venire.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Inter, quel calciatore nerazzurro è finito nel mirino di una big! Spunta la richiesta del club, tutti i dettagli

Inter, un big club mette gli occhi su un nerazzurro: spunta la richiesta dell’Inter, tutti i dettagli dell’operazione potenziale

Dalla Turchia arrivano nuove voci di mercato che riguardano Carlos Augusto, l’esterno brasiliano dell’Inter apprezzato per duttilità, corsa e capacità di adattarsi a più ruoli sulla fascia. Secondo quanto riportato da Fanatik, il giocatore sarebbe finito nel mirino del Besiktas su indicazione di Sergen Yalçın, tecnico carismatico e grande estimatore dell’ex Monza.

Interesse concreto, ma strada in salita

Nonostante la stima dell’allenatore, l’operazione si presenta tutt’altro che semplice. L’Inter valuta Carlos Augusto intorno ai 20 milioni di euro, cifra considerata troppo elevata dalla dirigenza del club di Istanbul. Per questo motivo, al momento non è stata avviata alcuna trattativa formale: il Besiktas osserva, ma non è disposto a spingersi oltre senza un ridimensionamento delle richieste nerazzurre.

L’Inter fa muro

La società milanese, ora sotto la guida tecnica di Cristian Chivu, non sembra intenzionata a concedere sconti. Carlos Augusto è considerato un elemento prezioso nelle rotazioni e il club non vuole privarsene a cuor leggero. Per il Besiktas, dunque, la pista resta aperta ma decisamente complicata.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Calciomercato Milan, ci siamo! Tutto fatto per il colpo Fullkrug! Già fissato il suo arrivo a Milano: le ultimissime

Calciomercato Milan: è tutto fatto! Fullkrug verso la firma, tutto pronto per il suo arrivo in rossoneri. I dettagli

Il mercato del Milan si infiamma con un’accelerazione improvvisa e decisiva. Come riportato da Daniele Longo sul proprio profilo X, l’affare che porterà Niclas Füllkrug in rossonero è ormai chiuso. La dirigenza ha spinto sull’acceleratore nelle ultime ore per consegnare a Massimiliano Allegri un attaccante d’esperienza, capace di dare subito profondità e presenza al reparto offensivo. Il centravanti tedesco è atteso a Milano già questa sera, primo passo dell’iter che culminerà con la firma del contratto.

Un segnale forte dal club

L’operazione rappresenta una scelta chiara da parte del Milan, intenzionato a colmare il vuoto in attacco con un profilo internazionale e dal carattere deciso. Superati i dubbi legati alla condizione fisica e dopo giorni di indiscrezioni, il club ha scelto di puntare sulla voglia di rilancio dell’ex West Ham e Borussia Dortmund. Füllkrug dovrà inserirsi rapidamente nei meccanismi di Allegri, portando quella fisicità e quel fiuto del gol che sono mancati in alcuni momenti della stagione.

Visite mediche e firma: il programma

Con il suo arrivo in serata, il percorso è già tracciato: domani mattina Füllkrug sosterrà le visite mediche alla clinica La Madonnina, poi l’idoneità sportiva e infine la firma in sede a Casa Milan. Allegri spera di poterlo integrare quanto prima nel gruppo, magari già nei primi allenamenti, per testarne l’intesa con Leao e Pulisic.

La sfida è lanciata: Füllkrug arriva con l’obiettivo di diventare quel numero 9 che i tifosi rossoneri attendono da troppo tempo.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Juventus, Exor chiude alla pista saudita: Elkann ribadisce che il club non è in vendita

Cessione Juventus, Exor smentisce tutto: Elkann conferma la proprietà bianconera. Tutti gli ultimi aggiornamenti

Nel calcio contemporaneo le indiscrezioni corrono più veloci di un contropiede, soprattutto quando entrano in gioco ipotesi di cessioni societarie e capitali provenienti dal Medio Oriente. Ma da Torino, nelle ultime ore, è arrivata una risposta netta: la Juventus resta saldamente nelle mani della famiglia Agnelli-Elkann. A spegnere le voci di un possibile cambio di proprietà, circolate in mattinata, è stata la stessa proprietà, che ha ribadito con fermezza il ruolo centrale del club all’interno del proprio portafoglio. La notizia è riportata da Calcio e Finanza.

La voce: l’interesse saudita

Le indiscrezioni erano nate da un presunto interessamento di emissari sauditi per l’acquisizione della Juventus. Un’ipotesi che, in un panorama calcistico sempre più segnato dall’influenza dei fondi sovrani — dal PIF agli investimenti massicci della Saudi Pro League — aveva alimentato curiosità e timori. Si parlava di primi sondaggi per capire se la “Vecchia Signora” potesse essere messa sul mercato, vista la forza del suo brand a livello globale.

La smentita di Exor: «Nessuna trattativa»

La replica di Exor, la holding olandese della famiglia Agnelli-Elkann che controlla la maggioranza del club, è stata immediata e senza margini di interpretazione. Fonti interne hanno fatto sapere, con una comunicazione informale ma categorica, dell’«inesistenza di qualsivoglia trattativa riguardante la Juventus». Non solo: la smentita non si limita alla pista saudita, ma chiude la porta a qualsiasi ipotetico acquirente. Il messaggio è chiaro: la Juventus non è in vendita.

Continuità con Elkann

Questa presa di posizione rafforza ulteriormente il ruolo di John Elkann, che negli ultimi mesi ha intensificato il suo coinvolgimento diretto nella vita del club. I contatti frequenti con l’allenatore Luciano Spalletti dopo la vittoria contro la Roma ne sono un esempio. La proprietà non intende abbandonare la guida proprio ora che la squadra sembra aver ritrovato la rotta verso i vertici del calcio italiano ed europeo.

Per i tifosi, dunque, nessun cambio di scenario all’orizzonte: il futuro della Juventus resta saldamente ancorato alla tradizione italiana.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Calciomercato Parma, Bernabé pronto a lasciare la squadra crociata? La situazione attuale

Calciomercato Parma, Bernabé pronto a lasciare la squadra crociata? La situazione attuale non lascia dubbi

Il Calciomercato Parma potrebbe diventare uno dei nodi centrali della prossima estate, soprattutto in relazione al futuro di Adrian Bernabé. Il centrocampista spagnolo, protagonista di una stagione in costante crescita con la maglia gialloblù, è finito da tempo sul taccuino della Juventus, che lo considera uno degli obiettivi primari per il centrocampo del futuro.

Mentre la squadra bianconera guidata da Luciano Spalletti continua a raccogliere risultati importanti sul campo, la dirigenza lavora già in ottica 2026/27. La parola chiave è programmazione e, secondo quanto riportato da Tuttosport, il nome di Bernabé è cerchiato in rosso nella lista stilata da Damien Comolli. Il dirigente vede nello spagnolo il profilo ideale per ringiovanire e qualificare la mediana juventina.

Dal punto di vista del Calciomercato Parma, Bernabé rappresenta un patrimonio tecnico fondamentale. Classe 2001, cresciuto tra Barcellona e Manchester City, il centrocampista ha portato in Serie A una qualità fuori dal comune: mancino raffinato, grande visione di gioco e una versatilità che gli consente di agire sia davanti alla difesa sia in posizione più avanzata. Elementi che lo rendono uno dei centrocampisti più interessanti del campionato.

Il Parma, però, non ha alcuna intenzione di privarsene a cuor leggero. Un’operazione a gennaio appare improbabile, anche perché il club emiliano considera Bernabé il fulcro del proprio progetto tecnico. Tuttavia, il Calciomercato Parma potrebbe entrare nel vivo nei prossimi mesi, con contatti preliminari destinati a intensificarsi in vista dell’estate.

La Juventus vuole muoversi in anticipo per battere la concorrenza, soprattutto quella proveniente dalla Spagna, dove il profilo di Bernabé continua a essere seguito con attenzione. L’obiettivo di Comolli è chiaro: assicurarsi ora un talento di qualità per consegnare a Spalletti, nel prossimo ritiro estivo, un centrocampista capace di dettare i tempi della nuova Juventus.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Frey sulla Fiorentina: «Loro per sempre nel mio cuore! Io come uomo società? Penso che…»

Sebastian Frey ha voluto rilasciare qualche dichiarazione sul momento attuale della Fiorentina. Il punto

Sebastian Frey torna a parlare di Fiorentina e lo fa per chiarire alcune voci che negli ultimi giorni avevano acceso l’entusiasmo – e la curiosità – della tifoseria viola. L’ex portiere francese, uno dei volti più amati della storia recente del club, ha voluto prendere posizione in maniera diretta, spiegando pubblicamente la sua situazione e smentendo le indiscrezioni su un possibile ritorno nello staff tecnico.

Attraverso un messaggio rivolto ai tifosi, Frey ha sottolineato come non ci sia mai stata alcuna proposta personale da parte sua per entrare nell’organigramma della Fiorentina, né tantomeno discussioni ufficiali per un suo coinvolgimento in ruoli tecnici. Un chiarimento netto, fatto con il rispetto e l’affetto che da sempre lo legano all’ambiente viola.

L’ex numero uno gigliato ha ribadito il profondo legame emotivo con la Fiorentina, parlando di un amore rimasto immutato nel tempo. Allo stesso tempo, però, ha spiegato che non fa parte del suo modo di essere proporsi per incarichi lavorativi: eventuali opportunità, se mai dovessero presentarsi, andrebbero valutate solo attraverso canali seri, concreti e nei tempi giusti. Un approccio misurato, che conferma lo stile e la personalità di Frey anche fuori dal campo.

Nel suo messaggio non manca un pensiero speciale per la tifoseria della Fiorentina, definita il vero motore della squadra. Frey ha espresso vicinanza e gratitudine verso i sostenitori viola, sottolineando quanto il loro calore e la loro passione rappresentino una forza fondamentale per il club.

Il cuore di Sebastian Frey resta dunque saldamente legato alla Fiorentina, anche senza un ruolo ufficiale. Un legame fatto di ricordi, emozioni e appartenenza, che continua a vivere attraverso il sostegno incondizionato e un messaggio chiaro: oggi come ieri, Forza Fiorentina.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Adaeyemi si caccia ancora una volta nei guai. Ecco cosa è successo al giocatore durante l’ultima gara!

Adaeyemi si caccia ancora una volta nei guai. Ecco cosa è successo al giocatore in forza al Borussia Dortmund

Dopo la multa record di 450.000 euro per porto illegale d’armi, Karim Adeyemi è tornato al centro delle polemiche a Dortmund. Durante la vittoria contro il Borussia Mönchengladbach, l’esterno tedesco, furioso per la sostituzione decisa dal tecnico Niko Kovac al 60′, ha perso le staffe, cercando di rientrare direttamente negli spogliatoi.

Solo l’intervento deciso del direttore sportivo Sebastian Kehl, che lo ha bloccato fisicamente, ha evitato il peggio. Kehl ha poi definito il comportamento «inaccettabile», annunciando una nuova sanzione finanziaria. Kovac, dal canto suo, ha difeso la scelta tecnica, sottolineando la prestazione opaca del giocatore.

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Loredana, la moglie rapper di Adeyemi. Con una storia Instagram infuocata, ha attaccato apertamente Kovac: “«Sto impazzendo… Sono felice che il Dortmund vinca, con o senza Karim. Ma per favore fratello, come puoi mandare Karim in panchina?». Un’uscita social che ha ulteriormente esasperato l’ambiente e la dirigenza.
Adeyemi, già al centro di voci di mercato che lo vorrebbero lontano da Dortmund per assecondare il desiderio della moglie di vivere in una grande metropoli europea, è ora sotto il fuoco incrociato delle critiche.

Ex glorie come Dietmar Hamann e Stefan Effenberg hanno condannato duramente il suo atteggiamento, con Hamann che ha sottolineato come le sue prestazioni (6 gol e 5 assist in 27 partite) non giustifichino tali bizze: «Se segnasse 25 gol, potrei dire “Fai quello che vuoi”. Ma non è così bravo».

Effenberg ha addirittura ipotizzato una cessione se episodi simili dovessero ripetersi. Con un contratto fino al 2027, il futuro di Adeyemi al Dortmund appare sempre più incerto, tra prestazioni altalenanti e una gestione extra-campo che sta mettendo a dura prova la pazienza del club.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Varriale, nuovo sviluppo giudiziario sul giornalista. Spunta una nuova indiscrezione

Varriale, nuovo sviluppo per il noto giornalista dopo gli ultimi problemi giudiziari. La situazione

Nuovo sviluppo giudiziario per Varriale, ancora una volta al centro delle cronache giudiziarie. Il Tribunale di Roma ha condannato Enrico Varriale, noto giornalista sportivo ed ex vicedirettore di Rai Sport, a sette mesi di reclusione con pena sospesa. La sentenza arriva al termine di un processo che riguardava presunti episodi di minacce e lesioni nei confronti di una sua ex compagna. Il giudice monocratico ha riqualificato l’impianto accusatorio iniziale, escludendo il reato di stalking e riconducendo i fatti alle fattispecie di minacce e lesioni personali.

La decisione risulta leggermente più severa rispetto alla richiesta avanzata dalla Procura, che aveva sollecitato una condanna a sei mesi. Oltre alla pena detentiva sospesa, il tribunale ha disposto per Varriale il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 2.000 euro in favore della parte civile.

Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, i fatti contestati risalirebbero a un periodo compreso tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. La relazione tra Varriale e la donna, iniziata da poco tempo, avrebbe attraversato momenti di forte tensione, culminati in una lite giudicata rilevante sotto il profilo penale. La sentenza ha ritenuto provati comportamenti riconducibili a minacce e a un episodio di lesioni, senza però configurare una condotta persecutoria continuativa.

Il quadro giudiziario che riguarda Varriale appare complesso anche alla luce di precedenti vicende. Questa condanna, infatti, si aggiunge a un altro procedimento che in passato aveva già coinvolto il giornalista, conclusosi in primo grado con una pena di dieci mesi, anch’essa sospesa, per accuse analoghe mosse da un’altra ex compagna.

La nuova sentenza rappresenta dunque un ulteriore capitolo in una vicenda giudiziaria che ha avuto ripercussioni significative anche sul piano professionale e mediatico per Varriale.

Calciomercato Napoli, Frattesi si allontana dai partenopei? La situazione non lascia dubbi

Calciomercato Napoli, Frattesi si allontana? Una rivale vuole beffare gli azzurri

Il Calciomercato Napoli osserva con grande attenzione i movimenti che stanno animando l’asse Milano-Torino, perché il futuro di Davide Frattesi potrebbe avere ripercussioni importanti anche sugli equilibri della Serie A. Il centrocampista dell’Inter è infatti uno dei nomi più caldi in vista del 2026 e la Juventus sembra pronta a muoversi con decisione per strapparlo ai nerazzurri, approfittando di una situazione interna tutt’altro che stabile.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, la Juventus ha individuato in Frattesi il profilo ideale per rinforzare la propria mediana. Un’esigenza condivisa anche da chi segue da vicino il Calciomercato Napoli, sempre attento ai possibili incastri tra le big. Il centrocampista della Nazionale non è pienamente soddisfatto del suo ruolo all’Inter: le gerarchie attuali gli hanno spesso negato la continuità da titolare, elemento che Frattesi considera fondamentale per non perdere terreno in chiave internazionale.

A spingere per l’operazione c’è soprattutto Luciano Spalletti, grande estimatore del giocatore. Il tecnico lo ritiene perfetto per il suo calcio fatto di intensità, inserimenti e verticalità. Un giudizio che non passa inosservato nemmeno in ottica Calciomercato Napoli, visto il legame tra l’allenatore e l’ambiente partenopeo, sempre sensibile ai profili capaci di garantire gol e dinamismo dalla mediana.

Trattare tra Inter e Juventus resta complesso, ma la volontà del giocatore potrebbe fare la differenza. In questo scenario, il Napoli resta alla finestra: un’eventuale uscita di Frattesi dall’Inter potrebbe infatti aprire nuovi spazi e occasioni anche per il Calciomercato Napoli, sia in termini di concorrenza diretta sia per possibili alternative di alto livello.

Il domino dei centrocampisti è appena iniziato, e Frattesi rischia di diventare uno dei nomi chiave dell’intera prossima sessione.

Tomori sicuro sul Milan: «Siamo ambiziosi in questa stagione. Ecco cosa ci ha detto Max Allegri»

Tomori e le parole sul suo Milan considerando anche gli obiettivi stagionali della squadra rossonera

Alla vigilia del suo quinto anniversario con la maglia del Milan, Tomori si racconta in una lunga intervista concessa alla BBC Sport, offrendo uno sguardo profondo sulla sua crescita personale e professionale. Il difensore inglese, oggi uno dei pilastri della retroguardia rossonera, ha spiegato come questa stagione rappresenti un passaggio chiave della sua carriera, tra nuove responsabilità e ambizioni condivise con il club.

Al centro dell’intervista c’è inevitabilmente il rapporto con Massimiliano Allegri. Secondo Tomori, il tecnico livornese ha inciso in maniera decisiva sulla sua evoluzione tattica: “Mi sento nel momento migliore della mia carriera. Allegri mi ha insegnato a leggere le situazioni, a scegliere quando intervenire e quando aspettare”. Un lavoro che ha permesso al centrale rossonero di diventare più completo, meno istintivo e più efficace nella gestione delle energie e delle letture difensive.

La crescita di Tomori è seguita con attenzione anche dalla dirigenza, in particolare dal nuovo direttore sportivo Igli Tare, che ha deciso di puntare sulla continuità del reparto arretrato per rilanciare il Milan ai vertici. L’obiettivo dichiarato è chiaro: tornare in Champions League. “Abbiamo tutti qualcosa da dimostrare – ha spiegato Tomori – sentiamo la responsabilità di riportare il Milan dove merita”.

L’inglese ha poi parlato del peso della storia rossonera. A Milanello, tra le immagini di Maldini, Baresi e Nesta, Tomori percepisce ogni giorno il valore della maglia che indossa. Un’eredità che motiva e responsabilizza, spingendolo a migliorarsi costantemente.

Infine, lo sguardo si sposta sulla Nazionale inglese. Il sogno Mondiale resta vivo e Tomori sa di essere sotto osservazione da parte di Thomas Tuchel. La strada è competitiva, ma le prestazioni con il Milan possono fare la differenza. Per Tomori, il presente parla rossonero, il futuro resta tutto da conquistare.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Calciomercato Roma, Svilar potrebbe salutare? Ecco l’indiscrezione sul portiere giallorosso

Calciomercato Roma, Svilar potrebbe salutare? Spunta fuori una nuova indiscrezione sul portiere giallorosso

Il Calciomercato Roma entra sempre più nel vivo e, inevitabilmente, incrocia anche le strategie delle big del campionato. Tra queste c’è l’Inter, che guarda con grande attenzione alla Capitale per costruire la porta del futuro. Con Yann Sommer destinato con ogni probabilità a lasciare Milano al termine della stagione, la dirigenza nerazzurra è già al lavoro su più fronti per individuare il profilo ideale a cui affidare i pali negli anni a venire.

Ed è proprio in questo scenario che nasce una suggestione destinata a far rumore anche sul fronte Calciomercato Roma: Mile Svilar è finito nella lista dei desideri dell’Inter. L’indiscrezione, riportata dal Corriere della Sera, parla di un vero e proprio “sogno” per Marotta e Ausilio, affascinati dalla crescita esponenziale del portiere serbo classe 1999. Dopo stagioni di apprendistato, Svilar ha trovato continuità e fiducia a Trigoria, diventando uno dei punti fermi della squadra giallorossa grazie a prestazioni solide e a una personalità sempre più evidente.

Molto dipenderà anche dal futuro di Josep Martinez. L’estremo difensore spagnolo, arrivato dal Genoa con un investimento importante, non ha ancora convinto del tutto la dirigenza nerazzurra. Senza una serie prolungata di prestazioni di alto livello, il suo ruolo rischia di restare quello di alternativa, spingendo l’Inter a valutare con decisione l’affondo su Svilar.

Dal canto suo, la Roma osserva con attenzione. Nel Calciomercato Roma, Svilar rappresenta un patrimonio tecnico e strategico, e solo un’offerta davvero significativa potrebbe far vacillare la società. Inter alla finestra, Roma in attesa: la sfida per la porta è appena cominciata e promette di essere uno dei temi caldi della prossima estate.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Spalletti Juventus, il retroscena dopo il successo interno contro la Roma! Messaggio di Elkann al tecnico bianconero: ecco cosa gli ha detto

Spalletti Juventus: la vittoria contro la Roma consolida il rapporto tra il tecnico e la proprietà? Dopo il 2-1 John Elkann ha scritto al tecnico bianconero

I tre punti conquistati nel big match contro la Roma non hanno portato soltanto entusiasmo sugli spalti dell’Allianz Stadium e ossigeno alla classifica della Juventus, ma hanno anche rafforzato l’asse tra panchina e vertici societari. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, nel post-partita il telefono di Luciano Spalletti ha vibrato per una notifica speciale.

Il tecnico di Certaldo ha ricevuto un messaggio di complimenti direttamente da John Elkann. L’amministratore delegato di Exor, holding che controlla il club bianconero, ha voluto esprimere personalmente la propria soddisfazione per il successo per 2-1, che ha riportato la Vecchia Signora a una sola lunghezza dal quarto posto, snodo fondamentale in ottica Champions League.

Un rapporto nato nell’emergenza

Non si è trattato di un semplice gesto istituzionale. Quel messaggio rappresenta la conferma di un rapporto diretto e solido, nato nel momento più delicato della stagione. Elkann è stato infatti il primo sponsor della scelta di Spalletti, individuato come l’uomo giusto per rimettere ordine e identità a una squadra in difficoltà.

La decisione presa il 30 ottobre, con l’esonero di Igor Tudor, è stata una scommessa forte della proprietà. Una scommessa che, oggi, Elkann sente di aver vinto: serviva un normalizzatore, ma anche un allenatore capace di proporre un calcio offensivo e moderno. I risultati stanno dando ragione alla dirigenza.

La svolta tra Europa e campionato

L’attestato di stima del numero uno di Exor certifica il lavoro svolto alla Continassa. Con Spalletti in panchina, la Juventus ha cambiato volto sia in campo europeo sia in Serie A. In Champions League, i bianconeri hanno raddrizzato un girone che appariva compromesso, rimettendo nel mirino i playoff con rinnovata fiducia. In campionato, è finalmente arrivata la continuità di rendimento, con la vittoria sulla Roma a suggellare una fase positiva fatta di solidità difensiva e di una riscoperta di talenti che sembravano smarriti.

La “cura Spalletti” sta funzionando e la proprietà, solitamente silenziosa ma sempre presente, osserva e applaude. Con questo spirito, la Juventus si avvia a chiudere il 2025 con una consapevolezza nuova: quella di essere tornata padrona del proprio destino.

LEGGI ANCHE – Spalletti Juventus, vittoria amara e nervi tesi: la furia del tecnico dopo la Roma. La rivelazione del Corriere dello Sport dopo l’errore di Zhegrova!

Rizzitelli e il derby eterno: «Quel gol lo spinsero in porta i tifosi. Quando arrivai mi ripetevano una data. A Mazzone dissero cose negative su di me»

Rizzitelli e il derby eterno: le parole dell’ex attaccante giallorosso tra stracittadina con la Lazio e ricordi del passato nella Capitale

Un romanista d’adozione, ma con il cuore completamente immerso nella storia e nelle emozioni della Roma. La terza puntata di S.R.Q.R – Sono Romanisti E Quasi Romani, podcast di Radio Romanista, è dedicata a Ruggiero Rizzitelli, ex attaccante giallorosso capace di entrare nell’immaginario collettivo con un gol che ha segnato un’epoca: il pareggio nel derby contro la Lazio nella stagione 1991-92. Un racconto intenso, fatto di appartenenza, sacrificio e di un addio che ancora oggi brucia.

IL GOL NEL DERBY DEL ’91-92«Stavamo perdendo e in quei momenti ragionavo da tifoso e non da calciatore. Pensavo che se fossimo usciti sconfitti, i romanisti avrebbero passato settimane difficili con gli sfottò dei laziali. In quegli anni il derby era davvero molto sentito».

LA RETE SOTTO LA SUD«Haessler non fece un vero cross ma un campanile. Non so chi mi abbia dato la forza per staccare su Bergodi, che era molto più alto di me. Ho colpito la palla di testa, ma a spingerla in porta sono stati tutti i tifosi. Correndo sotto la Sud pensavo che l’indomani i nostri ragazzi sarebbero potuti uscire tranquilli per la città».

CAPIRE COS’È IL DERBY«Ero appena arrivato e durante il ritiro estivo i tifosi continuavano a ripetermi una data. Non capivo e chiesi spiegazioni a Sebino Nela. Mi rispose: “A Ruggè, è er derby”».

VIVERE IL DERBY DA ROMANO«Mi sono calato in quel clima anche grazie ai compagni, forse pure troppo. La settimana prima della Lazio mia moglie dormiva in un’altra stanza: di notte davo gomitate e calciavo come se dovessi tirare in porta. Era una pazzia, ma positiva».

LA ROTTURA CON MAZZONE«Quando arrivò Mazzone nel ’93-94 qualcuno gli disse cose negative su di me. Avevo problemi veri con lui, esplosi prima di un derby. Ero infortunato, avevo fatto di tutto per recuperare, ma alla rifinitura mi dissero che non ero convocato. Persi la testa e venni messo fuori rosa».

L’INTERVENTO DI SENSI«Il presidente Sensi ci convocò dicendo che l’unica cosa importante era la Roma. Io aspettavo quel momento da mesi. Tornai in gruppo, iniziammo a vincere e sfiorammo l’Uefa, ma a fine stagione il rapporto con l’allenatore era ormai impossibile».

L’ADDIO PIÙ DOLOROSO«Con Mazzone poi ci siamo chiariti, era simpaticissimo, ma quell’anno non volle capire. Andarmene da Roma è stata una coltellata che mi fa ancora male».

LEGGI ANCHE – Cessioni Roma, dalla Premier solo flop

Napoli Bologna, finale di Supercoppa Italiana: le mosse di Italiano per il match! Importante fare gruppo, poche rotazioni mirate e le condizioni di Immobile: le ultime sui rossoblù

Napoli Bologna, finale di Supercoppa Italiana: le mosse di Italiano per il match! Tra gruppo, rotazioni e le condizioni di Immobile

Sotto il cielo d’Arabia, il Bologna ribadisce la propria identità in vista della finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli di questa sera. A raccontarla è Lorenzo De Silvestri, capitano e “sindaco” dello spogliatoio rossoblù, che secondo Tuttosport ha insistito su un concetto chiave: per vincere serve un grande gruppo, prima ancora dei singoli.

«Sono orgoglioso di questo gruppo – ha sottolineato – i ruoli sono chiari, tutti coinvolti. Abbiamo già fatto la storia vincendo la Coppa Italia, ma c’è sempre una nuova sfida». Un messaggio di esperienza: vent’anni in Serie A insegnano che le pressioni giuste ti fanno sentire vivo.

Assenze e conferme: Bernadeschi out, centrali invariati

Sul piano delle scelte, il Bologna cambierà ancora, come fatto spesso in questa stagione. Federico Bernardeschi non sarà della partita: l’esterno finirà sotto i ferri a Bologna per sistemare la clavicola fratturata rimediata contro l’Inter. In difesa possibili ritocchi sulle fasce, ma i centrali dovrebbero essere confermati: Jhon Lucumí e Jørgen Strand Larsen Heggem (Heggem) restano il perno.

Centrocampo: Ferguson verso il via

A metà campo Lewis Ferguson è indicato per partire titolare, a patto che Vincenzo Italiano non riscontri in extremis problemi nel pieno recupero fisico di Pobega e Moro dopo la semifinale. La gestione delle energie resta centrale, coerente con una stagione ad alta intensità.

Attacco: staffetta e Immobile arma dalla panchina

Davanti è probabile la staffetta: Thijs Dallinga in distinta e Santiago Castro inizialmente in panchina. È assodato che Ciro Immobile non partirà dal primo minuto: non per scelta tecnica, ma per autonomia ancora limitata. Il bomber, però, è pronto a entrare di rincorsa contro il Napoli: su questo, riferisce Tuttosport, ci sono pochi dubbi.

Il Bologna arriva così alla sfida con idee chiare: fondamenta solide, rotazioni mirate e la convinzione che, anche lontano da casa, la forza del gruppo resti l’arma principale.

Conceição si racconta: «Al Milan veni, vidi, vici. Bilancio positivo. Bologna e Napoli sono belle da vedere. Con Inzaghi ci siamo salutati in Arabia. In estate mi ha cercato questo club»

Conceição si racconta tra le pagine della Gazzetta dello Sport. Alcuni estratti della lunga intervista rilasciata dal tecnico portoghese

Dopo due anni di silenzio, Sergio Conceição si è raccontato in una lunga e intensa intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Oggi allenatore dell’Al-Ittihad di Karim Benzema, l’ex tecnico del Milan ha ripercorso senza filtri il suo percorso umano e professionale: dai trofei vinti al rigore quotidiano, dalla fede alle ferite personali, fino al legame profondo con i figli e con il calcio italiano.

VENI, VIDI, VICI IN SUPERCOPPA CON IL MILAN«Ricordo giorni di lavoro intensi a livello di analisi video, di motivazioni e di discorsi per entrare subito nella testa dei calciatori. Battemmo la Juventus di mio figlio Cisco e poi l’Inter in rimonta. E piansi».

IL SIGARO DELLA SUPERCOPPA«Era una promessa. I giocatori mi chiesero di fumarlo in caso di vittoria. Col Porto l’avevo fatto undici volte, dopo aver vinto trofei. E quindi l’ho rifatto».

OGGI NAPOLI BOLOGNA, ITALIANO VS CONTE«Bologna e Napoli sono belle da vedere. La sfida tra Italiano e Conte è uno spot per il calcio. Antonio è un ossessionato, come me: l’ossessione batte il talento. Vincenzo invece gioca un grande calcio. Contro di lui ho perso una finale di Coppa Italia: un grande rimpianto».

IL BILANCIO AL MILAN«Positivo. Dal 2017 a oggi solo Pioli e io abbiamo vinto trofei in rossonero. I risultati ci sono stati: derby vinti, successi importanti. Dispiace per la Coppa Italia, ma alcune cose non mi sono piaciute».

LA MANCANZA DI SUPPORTO«C’era instabilità societaria e la dirigenza non mi ha supportato. Dopo la Supercoppa già circolavano voci su altri allenatori. Io pensavo solo a lavorare e vincere».

IL RAPPORTO CON I GIOCATORI«Mai, anzi, erano con me. L’ha detto anche Theo nell’intervista che avete fatto: dopo il Feyenoord, quando la gente diceva che l’avesse fatto apposta a farsi espellere, io l’ho difeso. In molti mi hanno scritto quando sono andato via. Io pretendo rigore ed esigenza, e poi relax quando c’è da rilassarsi. Se uno si presenta con un chilo in più, arriva in ritardo o cose simili, io non posso tollerarlo. Per me, alla fine, i giocatori sono tutti uguali».

DISCORSO SIGNIFICATIVO«Nel 2012, all’Olhanense, avevo studiato le passioni e gli hobby dei miei giocatori, una cosa che faccio sempre. Prima di una partita, per la Festa del Papà, mostrai un video in cui i padri parlavano di loro. C’era gente che piangeva, poi andarono in campo e… 2-0 per gli avversari. Al rientro nello spogliatoio cambiai versione e tornai sergente: pareggiammo 2-2».

SALUTO CON INZAGHI E L’ARABIA«Sì, ci siamo sfidati a ottobre e ha vinto lui. Ero appena arrivato. Dopo Porto-Inter, dove i suoi ebbero un bel po’ di fortuna, non lo salutai perché sono così: durante le partite vado in trance. Ma è un grande allenatore. Abbiamo vinto lo scudetto insieme alla Lazio nel 2000. Il rapporto è buono».

FEDE E VITA PERSONALE«Ho perso mio padre, mia madre e un fratello molto giovane. La fede mi ha dato forza. Sono un cattolico praticante. Dentro di me resterà sempre un’ombra, ma prego ogni giorno per loro».

I FIGLI E FRANCISCO«Cisco è alla Juventus e sta facendo bene. Gli dico sempre che per fare la differenza servono sacrifici e fame. Se potessi, gli presterei la mia».

CALCIO A CASA – «Il meno possibile. L’importante è che a cena lascino i telefoni in tasca. L’ho preteso anche al Porto e al Milan. Cisco ha debuttato con me in Portogallo. Nel 2020, durante il lockdown, gli dissi: “Se hai fame, allora bevi acqua”. Era un po’ cicciottello. Per fare la differenza servono sacrifici e mentalità. Se potessi gli presterei la mia fame. Non che lui non ce l’abbia, anzi, ma io a 16 anni portavo i soldi a casa per mangiare. Era diverso. Ma ci ho sempre creduto. E lui anche».

IL PORTO E I TROFEI«Undici titoli in sette anni. Abbiamo fatto grandi cessioni e risultati anche in Champions. Le italiane lo sanno: Juve, Roma, Lazio».

LE OFFERTE E L’ITALIA«Con la Lazio ho avuto contatti, ma non solo. E anche prima di firmare per l’Al-Ittihad ho avuto offerte. Qui il campionato è competitivo, le ambizioni alte, ci si allena nel pomeriggio e non la mattina. Bisogna adattarsi alle dinamiche culturali. Ma questa è una sfida, e io amo sfide così».

LA FRASE CHE LO RAPPRESENTA«“In acque dolci non si raggiungono grandi conquiste, serve la tempesta”. Mihajlovic, parlando di Benassi, disse che la difficoltà non era fare il capitano, ma alzarsi alle quattro di mattina e lavorare. A me l’hanno insegnato i miei genitori. E non bisogna accontentarsi. Mi sono iscritto all’università a 51 anni: sto facendo un master in allenamento sportivo».

DELUSIONE – «Lo scudetto perso il 5 maggio con l’Inter. Consolai Ronaldo in lacrime in panchina, ero accanto a lui. Nessuno ci poteva credere. A Milano ho avuto difficoltà: Cuper non mi dava fiducia, ma era un gruppo di campioni».

Cessioni Roma, dalla Premier solo flop: Ferguson, Bailey e Tsimikas non convincono Gasperini. Ora si lavora sul mercato valutando le mosse in uscita

Cessioni Roma, dalla Premier solo flop: alla bocciatura: La Gazzetta dello Sport fa il punto sulle possibili cessioni in casa dei giallorossi

L’estate doveva rappresentare una svolta, puntando su profili provenienti dalla Premier League per alzare ritmo e qualità. Invece, a distanza di pochi mesi, l’esperimento rischia di chiudersi con un triplo passo indietro. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la Roma sta seriamente valutando le mosse in uscita, con Gian Piero Gasperini pronto a imprimere una linea netta.

Il direttore sportivo Frederic Massara aveva puntato con decisione su tre innesti in prestito: Evan Ferguson dal Brighton, Leon Bailey dall’Aston Villa e Kostas Tsimikas dal Liverpool. Tre operazioni accomunate da grandi aspettative e, finora, da un rendimento giudicato insufficiente.

Il segnale più forte è arrivato dalle parole dell’allenatore giallorosso dopo Torino, che hanno avuto il sapore di una vera bocciatura.

IL CASO FERGUSON«Ferguson non mi sta convincendo e non solo per la questione tecnica. Non si è ancora calato nello spirito della squadra, né lui né qualche altro nuovo acquisto».

Un giudizio che pesa come una pietra tombale sul rapporto tra il tecnico e l’attaccante irlandese, già richiamato in passato. Non è passata inosservata nemmeno la distanza di vedute con la dirigenza.

IL BOTTA E RISPOSTA CON MASSARA«Le voci sulla partenza di Ferguson sono solo speculazioni giornalistiche. Massara sa bene cosa voglio. Ha avuto 4-5 mesi di tempo, si farà trovare pronto».

Il quadro si complica ulteriormente guardando alla situazione di Bailey, fermato ancora dagli infortuni.

L’ALLARME BAILEY«Mettetevi seduti e godetevi lo spettacolo: con lui la Roma raggiungerà vette mai viste, preparate i pop corn».

Parole pronunciate a ottobre dal suo entourage e oggi diventate un boomerang, alla luce di tre stop muscolari e appena una presenza da titolare.

Non migliore la parabola di Tsimikas, mai davvero entrato nei meccanismi di Gasperini e scivolato nelle gerarchie con il ritorno di Angelino e la crescita di Rensch. Il tecnico ne farebbe a meno, a patto di ricevere un rinforzo difensivo adeguato.

La sensazione, sottolinea il quotidiano, è che il “pacchetto Premier” possa ripartire così com’è arrivato, senza rimpianti. Non sarà semplice, servirà il via libera dei club proprietari dei cartellini e nuove destinazioni. Ma la linea tecnica sembra ormai chiara: per la Roma di Gasperini è tempo di cambiare, anche a costo di scelte clamorose.

Napoli Bologna, finale di Supercoppa Italiana: Conte perde ancora Beukama! Prosegue l’emergenza infortuni dei partenopei: scelte forzate per il tecnico

Napoli Bologna, finale di Supercoppa Italiana: i partenopei perdono di nuovo Beukema per infortunio. Conte cambia poco in vista del match

Brutte notizie per il Napoli alla vigilia della sfida contro il Bologna. Come riportato da Tuttosport, Sam Beukema è costretto a dare forfait anche per la finale di Riyadh, allungando una lista di infortuni che sta segnando in modo pesante la stagione dei partenopei.

Il club azzurro ha comunicato che il difensore «ha riportato un trauma contusivo al piede nel corso dell’allenamento» ed è quindi escluso dal match. Si tratta del 23° infortunio patito dal Napoli nella stagione 2025/26: un dato allarmante, con 19 stop di natura muscolare e appena 4 traumatici, che racconta una continua emergenza fisica.

Conte non cambia: avanti con la squadra che vince

Al netto dell’assenza di Beukema, Antonio Conte non sembra intenzionato a rivoluzionare la formazione. Il Napoli dovrebbe ripresentare la stessa fisionomia vista nella semifinale vinta contro il Milan, nel solco del principio caro al tecnico salentino: squadra che vince non si cambia.

L’unico vero dubbio riguarda il ballottaggio tra Eljif Elmas e Noa Lang. Il centrocampista macedone è diventato uno dei fedelissimi di Conte per duttilità e affidabilità, dimostrandosi capace di sostituire anche un perno come Stanislav Lobotka. Tuttavia Elmas arriva a questo appuntamento dopo 340 minuti in quattro partite nelle ultime due settimane, un carico elevato considerando il poco impiego precedente. Lang, rimasto inizialmente in panchina contro il Milan, potrebbe quindi essere rilanciato dal primo minuto.

Difesa a tre e numeri chiave

Per il resto, le certezze non mancano. In attacco saranno confermati i gemelli del gol Højlund–Neres, mentre in mezzo al campo agirà la coppia Lobotka–McTominay, con Politano a destra e Spinazzola a sinistra.

La linea difensiva sarà ancora a tre, con Di Lorenzo sul lato destro e Juan Jesus in leggero vantaggio su Buongiorno sul versante opposto. Al centro resta Amir Rrahmani, elemento considerato irrinunciabile: i numeri parlano chiaro, 18 gol subiti in 11 partite senza di lui, contro appena 7 reti incassate in 12 gare con il kosovaro in campo.

Supercoppa Italiana, basta Arabia Saudita? La Lega Serie A pensa ad una nuova rivoluzione di format e sede dal 2026! Al primo posto c’è l’ipotesi USA

Supercoppa Italiana, basta Arabia Saudita? La Lega Serie A pensa ad una nuova rivoluzione di format e sede dal 2026! Al primo posto c’è l’ipotesi USA

Il futuro della Supercoppa Italiana potrebbe essere molto diverso rispetto alle ultime edizioni. Come riportato da Repubblica, il contratto che lega la Lega Serie A all’Arabia Saudita rischia di arenarsi nel 2026 a causa di un ostacolo difficilmente superabile: la concomitanza con la Asian Cup, in programma tra gennaio e febbraio. Un conflitto di calendario che renderebbe impraticabile l’organizzazione dell’evento in territorio saudita, costringendo i club italiani a guardarsi attorno per una nuova sede.

Ipotesi Stati Uniti e mercato globale

Tra le soluzioni che stanno prendendo quota nelle ultime ore c’è quella degli Stati Uniti, con la Florida in prima fila. La pista americana affascina la Lega perché rappresenta un mercato strategico per la crescita del brand Serie A: disputare la Supercoppa negli USA garantirebbe un ritorno mediatico e commerciale di primo piano, in linea con le strategie di espansione internazionale del campionato.

Parallelamente, non mancano altre manifestazioni d’interesse. Sarebbero arrivate anche proposte dall’Europa e da altri continenti, segnale di un evento che continua ad attirare attenzione grazie al prestigio dei club coinvolti.

Addio Final Four? Ritorno alla tradizione

La possibile rivoluzione non riguarderebbe solo la sede, ma anche il format. Le difficoltà logistiche legate allo spostamento e al calendario stanno spingendo la Lega a valutare seriamente l’abbandono della Final Four, introdotta nelle recenti edizioni di Riyadh. Al suo posto potrebbe tornare la formula classica: gara secca tra la vincitrice dello Scudetto e quella della Coppa Italia, più semplice da organizzare e meno impattante sulla stagione delle squadre.

Decisione attesa in primavera

Nonostante il pressing delle sedi candidate, la Lega Serie A non intende accelerare i tempi. La scelta definitiva verrà presa in primavera, quando il quadro dei calendari internazionali sarà più chiaro e sarà possibile valutare nel dettaglio le proposte economiche. L’obiettivo resta quello di massimizzare i ricavi, senza però aggravare ulteriormente il carico fisico dei calciatori, già alle prese con un calendario sempre più fitto.

Calciomercato Milan, in chiusura per Fullkrug? Affare low cost e pressing sul riscatto. Operazione ai dettagli: decisivo il giocatore pronto a ridursi l’ingaggio

Calciomercato Milan, in chiusura per Fullkrug? Affare low cost e pressing sul riscatto. Operazione ai dettagli: decisivo il giocatore

Il Milan è ormai a un passo dal definire l’arrivo di Niclas Füllkrug dal West Ham. Come riportato da Gazzetta.it, la trattativa ha registrato una netta accelerazione nelle ultime ore grazie alla determinazione dell’attaccante tedesco, deciso a trasferirsi a Milano già nei primi giorni di gennaio e disposto a fare importanti sacrifici personali pur di chiudere l’operazione.

Formula favorevole e sacrificio del giocatore

L’affare si sta delineando come una vera occasione di mercato per il club rossonero. Le parti stanno lavorando su un prestito gratuito fino al termine della stagione, soluzione che consente al Milan di rinforzare l’attacco senza compromettere il budget destinato ad altri reparti, in particolare alla difesa centrale.

Fondamentale, in questo senso, è stata la scelta di Füllkrug di accettare un taglio dell’ingaggio. Il Milan si farebbe carico di uno stipendio pari a circa 1,3 milioni di euro netti per sei mesi, una cifra nettamente inferiore rispetto a quanto percepito dal giocatore in Premier League. Un’operazione che porta la firma di Igli Tare, abile nel cogliere le condizioni giuste per un rinforzo immediato.

Riscatto, la chiave è il prezzo

Il confronto tra i club si concentra ora sul tema del riscatto. Il West Ham, che aveva inizialmente fissato una valutazione intorno ai 13 milioni di euro, è chiamato a rivedere le proprie richieste. In questo passaggio sta giocando un ruolo centrale lo stesso Füllkrug, che starebbe spingendo per abbassare sensibilmente la cifra, rendendo l’acquisto definitivo più agevole per il Milan.

L’idea del centravanti è chiara: facilitare un riscatto a condizioni favorevoli e garantirsi una permanenza stabile in rossonero, trasformando il prestito in un passaggio naturale verso un accordo a lungo termine. La sensazione è che, trovata l’intesa su questo ultimo dettaglio, l’operazione possa andare rapidamente in porto.

×