Pagina 471 – Calcio News 24

Zwayer, quante ombre sul fischietto tedesco: c’è una cosa che è uscita fuori nelle ultime ore. Ecco tutti i dettagli

Zwayer, l’arbitro tedesco continua ad essere al centro di diverse polemiche. E la squalifica per combine nel 2021 fa molto discutere

La sconfitta subita dall’Inter a San Siro contro il Liverpool continua a far discutere, e al centro delle polemiche c’è soprattutto Zwayer, l’arbitro tedesco che ha assegnato il calcio di rigore nei minuti finali. L’episodio, nato da un contatto tra Alessandro Bastoni e Florian Wirtz, ha scatenato rabbia e incredulità nell’ambiente nerazzurro, che non ha ancora digerito la decisione e mette in discussione l’operato del fischietto. La dirigenza guidata da Beppe Marotta, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, ha avanzato delle “garbate rimostranze” a Zwayer nel post-partita, criticandone la scarsa personalità e la tendenza a lasciarsi influenzare dal monitor VAR.

L’episodio ha acceso il dibattito sul ruolo del Var e sulla correttezza del protocollo: dagli ambienti UEFA filtra la convinzione che Soren Storks, addetto al VAR, abbia commesso un errore intervenendo su una valutazione di campo che non rientrava nelle sue competenze. In sostanza, la responsabilità finale sarebbe stata di Zwayer, chiamato a decidere in autonomia e a non farsi condizionare dal video. La dinamica dell’azione ha poi mostrato come, una volta richiamato al monitor, il difensore Bastoni fosse penalizzato dalla lettura del fermo immagine, portando all’assegnazione del rigore.

A complicare ulteriormente la posizione di Zwayer c’è il passato. Nel 2004, quando era ancora un giovane guardalinee nelle serie minori tedesche, fu coinvolto in un caso di partite combinate. Ricevette 300 euro dall’arbitro poi radiato Robert Hoyzer e venne squalificato sei mesi dalla federcalcio tedesca. Nonostante si sia costituito successivamente ed evitato la radiazione definitiva, quella vicenda ha lasciato un’ombra indelebile sulla sua carriera. Non sorprende quindi che Zwayer sia spesso una figura divisiva: nel 2021, dopo un arbitraggio contestato nel Der Klassiker tra Dortmund e Bayern, Jude Bellingham aveva commentato amaramente, sottolineando il peso del suo passato legato al calcio scommesse.

Anche il Var Storks non vanta precedenti felici con le squadre italiane: era al video nella controversa sfida Porto-Roma che fece infuriare Claudio Ranieri e nel playoff Juventus-PSV, dove i bianconeri reclamarono un rigore. Tutti questi elementi hanno contribuito a creare un cocktail di sospetti e malumori attorno a Zwayer, alimentando la rabbia dei tifosi e della società nerazzurra. La partita Inter-Liverpool, oltre al risultato, rischia così di rimanere negli annali non solo per la prestazione sul campo, ma anche per le polemiche arbitrali legate al nome di Zwayer.

Genoa, testa alla sfida contro l’Inter: questi due giocatori sono da verificare per la prossima sfida di campionato

Genoa, il ‘Grifone’ sta iniziando a preparare con attenzione la sfida contro l’Inter. De Rossi dovrà valutare con attenzione Frendrup e Ostigard

Il Genoa si prepara con grande attenzione al prossimo impegno di Serie A contro l’Inter, previsto per domenica. Dopo la convincente vittoria ottenuta contro l’Udinese, la squadra di De Rossi tornerà oggi a lavorare a pieno regime per preparare la sfida, concentrandosi soprattutto sulle condizioni di alcuni elementi chiave. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il tecnico rossoblù dovrebbe sottoporre Ostigard e Frendrup a un test quasi decisivo: entrambi hanno saltato il match contro i friulani, rispettivamente per un problema al polpaccio nel caso del difensore e per un colpo subito durante la rifinitura per il centrocampista danese.

Nonostante le assenze, la prova di Otoa e Masini è stata più che positiva, permettendo a De Rossi di valutare con fiducia le alternative a disposizione. La prestazione dei giovani del Genoa ha dimostrato la profondità della rosa e la capacità del tecnico di poter contare su diverse soluzioni tattiche, anche in assenza di giocatori titolari. Questa flessibilità potrebbe risultare decisiva nella partita contro l’Inter, dove il Genoa dovrà affrontare un avversario di livello assoluto e cercare di sfruttare ogni occasione per sorprendere.

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Tra i protagonisti del successo contro l’Udinese c’è sicuramente Norton-Cuffy, autore del gol vittoria e dominatore della fascia destra. Il tecnico del Genoa punterà nuovamente sull’esterno inglese, considerato un elemento in rapida crescita e destinato a diventare sempre più determinante per la squadra. De Rossi non ha dubbi sulle qualità del giovane nazionale Under 21, che compirà 22 anni il prossimo 12 gennaio: «Lui può davvero diventare il numero uno», ha dichiarato, «perché già oggi la sua fisicità e la sua capacità di imporsi negli uno contro uno sono paragonabili a quelle dei giocatori dei club di vertice europei».

Il lavoro odierno del Genoa sarà fondamentale per capire se Ostigard e Frendrup potranno recuperare in tempo utile per la sfida contro l’Inter, oppure se il tecnico dovrà confermare le soluzioni già sperimentate contro l’Udinese. La squadra, comunque, mostra un morale alto e una convinzione crescente nei propri mezzi, elementi essenziali per affrontare una trasferta complessa. Il tecnico punterà su equilibrio tattico e sulla freschezza atletica dei suoi uomini, con l’obiettivo di confermare la solidità difensiva e la rapidità sulle fasce che finora hanno contraddistinto il Genoa in questa stagione.

In vista della gara con l’Inter, quindi, il Genoa continua a lavorare con determinazione, cercando di massimizzare le proprie risorse e puntando su giovani di talento come Norton-Cuffy per provare a ottenere un risultato positivo contro una delle squadre più forti del campionato.

Calciomercato Milan, dalla Serie B ritorna un calciatore? Possibile una mancata conferma nell’attuale club. Le ultime sul futuro del giocatore

Calciomercato Milan, possibile un ritorno dalla Serie B in casa rossonera. Coubis, infatti, sta facendo molta fatica con la Sampdoria. Le ultime

Il calciomercato del Milan entra già in scena indirettamente nella vicenda di Andrei Coubis, giovane difensore rumeno attualmente in prestito alla Sampdoria. La squadra blucerchiata si prepara alla 16ª giornata di Serie B contro il Palermo, ma i riflettori non sono solo sul campo: gennaio si avvicina e con esso la finestra invernale del calciomercato del Milan, che potrebbe determinare i primi movimenti importanti riguardanti i giovani della rosa rossonera.

Al centro dell’attenzione c’è proprio Coubis, il cui prestito a Genova sembra destinato a interrompersi in anticipo. Arrivato in estate, il difensore classe 2003 non ha collezionato nemmeno un minuto di gioco con la Sampdoria e si è allenato recentemente a parte, insieme solo al preparatore Girelli. La sua esperienza a Bogliasco, dunque, resta marginale: l’inserimento nei piani tecnici blucerchiati non c’è stato, e la possibilità di giocare nel prosieguo della stagione appare sempre più remota.

La situazione contrattuale di Coubis rende la vicenda ancora più intricata. Il prestito prevede un obbligo di riscatto fissato a circa 150 mila euro, non condizionato dalle presenze sul campo ma legato al primo punto ottenuto dalla Sampdoria in Serie B a partire da febbraio. Questo dettaglio ha complicazioni pratiche: la Sampdoria rischia di dover versare l’importo senza aver usufruito realmente del giocatore, mentre il Milan, proprietario del cartellino, deve valutare la strategia migliore per gestire il proprio talento.

Ed è proprio in questo contesto che il calciomercato del Milan gioca un ruolo chiave. I rossoneri avevano già manifestato alcune perplessità sulla destinazione ligure in estate e ora devono trovare una soluzione condivisa con la Sampdoria per una separazione consensuale a gennaio. Rinunciare all’incasso dell’obbligo di riscatto potrebbe essere un prezzo necessario per garantire a Coubis un ambiente più favorevole alla sua crescita o, eventualmente, collocarlo in un’altra squadra dove possa avere più opportunità di sviluppo.

Questa vicenda sottolinea quanto il calciomercato del Milan non riguardi solo i colpi in entrata per la prima squadra, ma anche la gestione dei giovani della rosa e dei prestiti. Le decisioni prese a gennaio saranno determinanti per il percorso di crescita di Coubis e, più in generale, per la strategia del Milan sui propri talenti in prestito, dimostrando quanto il mercato invernale possa influenzare anche la programmazione futura del club rossonero.

In definitiva, il calciomercato del Milan di gennaio potrebbe iniziare davvero con un’operazione interna, più silenziosa ma altrettanto significativa per la gestione dei giovani e delle risorse del club.

Napoli, testa alla sfida contro l’Udinese: Conte potrebbe adottare una piccola rivoluzione: le ultimissime sui partenopei

Napoli, i partenopei contro l’Udinese devono riscattare il ko in Champions League. E Conte pensa ad alcune modifiche di formazione. Le ultime

Il Napoli incassa un passo falso pesantissimo in Champions League, un risultato che complica notevolmente il percorso verso la qualificazione ai play-off e che costringe gli azzurri a una pronta reazione. La squadra di Antonio Conte, infatti, non può permettersi ulteriori distrazioni, e la sfida contro l’Udinese, in programma domenica pomeriggio in trasferta, diventa subito un banco di prova fondamentale. Il Napoli sa che il campionato può offrire l’occasione giusta per ripartire, ritrovare fiducia e arginare un periodo che rischia di condizionare l’intera stagione.

Nonostante la delusione europea, il gruppo tornerà al lavoro solo domani: oggi, infatti, non è previsto allenamento a Castel Volturno. Conte, però, è già proiettato alla sfida con l’Udinese e sta valutando come rimettere in moto il Napoli dopo la brutta serata di Champions. Il tecnico è consapevole della stanchezza che sta affliggendo diversi elementi della rosa e non ha escluso cambiamenti significativi nella formazione titolare. Due o tre novità sembrano possibili: Spinazzola potrebbe prendere il posto di Olivera sulla fascia sinistra, mentre Politano è in corsa per una maglia al posto di uno tra Lang e Neres, entrambi apparsi sottotono nell’ultima uscita del Napoli.

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Tra le opzioni c’è anche la candidatura di Lucca, che potrebbe trovare spazio e fiducia affrontando la sua ex squadra. Conte valuta ogni dettaglio, nella convinzione che il Napoli debba ritrovare energia, concentrazione e cattiveria agonistica per evitare che la crisi di gioco si trasformi in qualcosa di più profondo.

La grande novità potrebbe però arrivare dal centrocampo: la vera sorpresa del Napoli potrebbe essere l’inserimento dal primo minuto di Antonio Vergara. Il giovane talento azzurro, appena 22enne, si sta ritagliando uno spazio sempre più importante grazie alla sua determinazione e alla capacità di dare vivacità alla manovra. Potrebbe sostituire uno tra Elmas e McTominay, entrambi apparsi in difficoltà nelle ultime settimane. Vergara ha già mostrato segnali incoraggianti negli ultimi dieci minuti giocati contro il Benfica, un piccolo assaggio di personalità e qualità che ha colpito Conte e lo staff tecnico del Napoli.

Contro l’Udinese potrebbe dunque essere arrivato il momento del giovane centrocampista, simbolo della voglia del Napoli di ripartire non solo con i titolari più esperti, ma anche valorizzando le nuove energie presenti in rosa. Per il Napoli, domenica non sarà solo una partita: sarà l’occasione per dimostrare di saper reagire e rialzarsi immediatamente.

Inter Liverpool, il rigore su Wirtz continua a far discutere: arriva anche la posizione dell’Uefa. Ecco chi ha sbagliato

Inter Liverpool, il rigore assegnato ai Reds continua a far discutere. Per l’Uefa l’errore è stato commesso principalmente dal Var

La notte di Champions che ha visto protagonista la sfida Inter Liverpool continua a far discutere e a lasciare strascichi pesanti nell’ambiente nerazzurro. La sconfitta maturata a San Siro brucia ancora, soprattutto per le modalità con cui è arrivata: il calcio di rigore fischiato nei minuti finali ha acceso un’ondata di polemiche che non accenna a spegnersi. I tifosi dell’Inter hanno manifestato apertamente tutta la loro frustrazione sui social, mentre la dirigenza si dice “esterrefatta” per una decisione giudicata eccessiva e, soprattutto, evitabile. La supersfida Inter Liverpool, già carica di attesa e tensione, è stata così decisa da un episodio destinato a far discutere a lungo.

La novità più rilevante arriva però dalla UEFA, che secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport ha preso una posizione netta sulla dinamica che ha portato al rigore. Dai vertici europei filtra infatti una convinzione chiara: in un episodio del genere, il giudizio finale doveva restare nelle mani dell’arbitro in campo. L’errore principale non sarebbe quindi di Felix Zwayer, bensì del VAR, Soren Storks, che avrebbe forzato un intervento non necessario. La UEFA considera l’episodio della sfida Inter Liverpool come un caso scolastico di errata applicazione del protocollo: non si trattava infatti di un “chiaro ed evidente errore” e il VAR non avrebbe dovuto interferire.

La ricostruzione della Rosea chiarisce ulteriormente i contorni della vicenda. Una volta richiamato al monitor, Zwayer si è trovato davanti all’immagine più discussa della partita Inter Liverpool: la maglia di Florian Wirtz che si allunga vistosamente per la trattenuta di Alessandro Bastoni, allungandosi persino di trenta centimetri. Messo di fronte a quel fermo immagine, l’arbitro non ha praticamente avuto altra scelta se non quella di indicare il dischetto. Una decisione che, però, secondo la stessa UEFA non avrebbe mai dovuto dipendere dalla tecnologia, ma restare frutto della lettura dell’azione in tempo reale.

La polemica generata da Inter Liverpool non riguarda quindi solo il fallo in sé, ma il processo che ha portato alla sua valutazione. La sensazione è che Zwayer sia stato “costretto” dal monitor, vittima di un protocollo applicato senza la necessaria elasticità. Un vero e proprio cortocircuito tra campo e tecnologia, che ha finito per penalizzare l’Inter e lasciare aperta una ferita che difficilmente si rimarginerà in tempi brevi. La gara Inter Liverpool resterà così un caso emblematico nella discussione, sempre più attuale, sul ruolo del VAR nel calcio moderno.

Atalanta, ora serve la svolta in campionato: Palladino chiamato a dare una risposta in tempi brevi. Le ultimissime sulla Dea

Atalanta, la squadra di Palladino deve svoltare anche in Serie A per non complicare ancora di più la stagione. Le ultime sui numeri in campionato

L’Atalanta sta vivendo una stagione dalle due facce, quasi sdoppiata tra ciò che mostra in Europa e ciò che propone in Serie A. Da un lato c’è l’Atalanta brillante, intensa e coraggiosa capace di superare il Chelsea campione del mondo; dall’altro c’è l’Atalanta irriconoscibile vista contro Verona e Sassuolo, una formazione che fatica a dare continuità al proprio gioco. Il contrasto è netto e si ripresenta puntualmente ogni settimana, come se la squadra vivesse due vite parallele: quella esaltante delle notti di Champions e quella sofferta dei weekend di campionato. I numeri confermano questa frattura: in Serie A la media punti dell’Atalanta si ferma a 1,14, mentre in Champions vola a 2,17. Dati che raccontano una squadra divisa tra ambizione e fragilità mentale.

È evidente come la “musichetta” europea abbia un effetto quasi rigenerante sull’Atalanta, capace nelle coppe di ritrovare lucidità, aggressività e quel ritmo che l’hanno resa una delle realtà più affascinanti d’Europa negli ultimi anni. La stessa squadra che al Bentegodi sembrava spenta, contro il Chelsea è tornata scintillante. Non può essere solo una questione di condizione atletica: c’entra la testa, la convinzione, la capacità di sentirsi all’altezza dei grandi palcoscenici.

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Se in Champions l’Atalanta sogna, in campionato continua invece a soffrire. Come sottolinea anche L’Eco di Bergamo, in Europa la Dea ricorda le sue migliori versioni, mentre in Serie A arranca, prigioniera di una crisi di risultati e identità. L’attuale dodicesimo posto racconta di un’Atalanta lontana dalla zona europea, con un distacco che oscilla tra i quattro e gli otto punti. Troppo, per una rosa di qualità e per un progetto che negli anni ha abituato a ben altre ambizioni. Il ko di Verona è solo l’ultimo esempio di una squadra che proprio contro le avversarie più abbordabili ha smarrito certezze e punti. Paradossalmente, la prossima sfida contro il Cagliari fa più paura della gara col Chelsea: è contro le “piccole” che l’Atalanta ha perso terreno.

La partita con il Cagliari diventa così un crocevia fondamentale. L’Atalanta deve ritrovare immediatamente fiducia e risultati, perché dopo i sardi arriverà un trittico di ferro: Inter, Roma e Bologna. Curiosamente, contro le grandi l’Atalanta tende a esaltarsi, ma per poter affrontare quella serie di sfide con rinnovata ambizione serve una scossa immediata. I tre punti contro il Cagliari non sono soltanto necessari: sono vitali per invertire la rotta, ricucire il gap con la zona Europa e riportare l’Atalanta sul binario delle sue legittime aspirazioni.

Cagni a SampNews24: «I risultati sono importanti in una situazione difficile. Ora, però, bisogna capire una cosa…»

Cagni ai microfoni di SampNews24 si è soffermato sui doriani dando anche un consiglio al duo formato da Foti e Gregucci. Le sue parole

Gigi Cagni ai microfoni di SampNews24 ha analizzato il momento della Sampdoria soffermandosi su diversi temi. Le ultime

La Sampdoria ha vinto contro la Carrarese al Ferraris mostrando orgoglio e grinta nell’ultimo turno di campionato. Come analizza questo risultato? Può essere un punto di partenza per la formazione di Angelo Gregucci e Salvatore Foti?

«I risultati danno sempre fiducia. In una situazione difficile, come quella che sta vivendo la Sampdoria attualmente, è importante fare risultato soprattutto in casa. Bene la vittoria contro la Carrarese, ma bisogna che Gregucci e Foti comincino a capire che per uscire da questo tunnel serve non prendere gol».

A tal proposito, sia Foti che Gregucci hanno deciso di puntare sulla difesa a tre nonostante gli infortuni che ne hanno condizionato un po’ la scelta nella composizione della formazione; allarme però che pian piano sta rientrando. Quest’assetto è fondamentale per non incassare gol? Lo considera un punto di svolta?

«Ma sai difendere a tre alla fine vuol dire difendere a cinque, quindi è chiaro che ti rinforzi da tale punto di vista. La squadra blucerchiata ha problemi di continuità anche nella partita stessa; questo è infatti un primo aspetto da sistemare. Come detto prima, è determinante la solidità difensiva, ciò rappresenta la base di partenza che devono avere». LEGGI L’ESCLUSIVA COMPLETA SU SAMPNEWS24.COM

Festa a CagliariNews24.com: «Contro la Roma i sardi hanno disputato un’ottima partita. Su Felici dico questo…»

Festa, ex tecnico e giocatore del Cagliari, ha analizzato il momento dei sardi soffermandosi su diversi temi. Le sue parole

Intervenuto in esclusiva ai microfoni di CagliariNews24, Gianluca Festa ha affrontato diversi temi. Ecco le parole dell’ex giocatore rossoblù

Il Cagliari in Serie A è andato incontro a risultati altalenanti malgrado le qualità riversate sul campo. Cosa ne pensa della vittoria ottenuta con la Roma? Può aver acceso un barlume di speranza?

«Assolutamente si! Il Cagliari ha disputato una buona partita sin dall’inizio, un ottimo approccio alla gara. Ha avuto buone occasioni nel primo tempo senza concedere troppo all’avversario. Una Roma che grazie ai rossoblù non è mai riuscita ad entrare in partita. Hanno avuto l’espulsione, però, la squadra sarda ha fatto veramente una buona gara! Ci ha creduto fino alla fine ed è stata premiata da questa rete importantissima alla fine su un errore clamoroso di un difensore giallorosso. Gaetano ha avuto il merito di stoppare una buona palla e fare gol. Una Roma deludente, ma è un Cagliari in palla che ha ottenuto una vittoria fondamentale per il prosieguo del campionato. Ovviamente bisogna sempre stare con i piedi per terra perché il torneo è lunghissimo, le insidie sono tante e gli isolani in certe partite non hanno dimostrato grandissima capacità di ribaltare il risultato o di dare quel qualcosa in più in fase offensiva. Pertanto, si riparte da questa bellissima vittoria cercando di migliorare quei lati che lo richiedono».

Tanti hanno criticato il gioco ideato da Fabio Pisacane. Qual è il suo pensiero in merito? Lo valuta più propositivo?

«E’ necessario capire da dove provengono le critiche! Se esternate dai tifosi c’è in gioco la passione, insomma, altri elementi. Chiaramente si possono fare. Penso che Pisacane stia facendo un buon lavoro, certe volte ha impostato determinate partite in fase difensiva perché magari non aveva gli elementi necessari per poter fare qualcosa in più. Bisogna valutare tante cose, siccome sta facendo un buon lavoro, mi auguro che il Cagliari continui a migliorare. E’ chiaro che quando vengono i risultati tutti siamo bravi e quando si perde sono tutti scarsi. C’è bisogno di più equilibrio nei giudizi!».

La formazione isolana ha subito una brutta batosta con l’infortunio di Felici, un déjà-vu di quanto accaduto a Belotti. Come vede il Cagliari senza questo elemento?

«Felici è un giocatore molto interessante! Quando entra riesce a rompere gli equilibri specie quando le squadre avversarie sono stanche. Ha una buona corsa e tecnica. Nelle partite che ho avuto modo di vedere, quando è subentrato ha sempre creato qualcosa, o ha fatto gol direttamente lui o ha messo delle palle importanti in mezzo. Purtroppo, mi dispiace per lui: gli faccio i migliori auguri di una pronta guarigione. Sono infortuni brutti, come quello successo a Belotti. Veramente, mi dispiace tantissimo! Sono cose che succedono, anche a me per esempio. Dopo tre partite, un attaccante principale che avevo, un animale dal punto di vista fisico, fortissimo, che aveva fatto in tre gare tre gol. Eravamo riusciti a rimetterlo sulla giusta carreggiata, si era rotto i legamenti. Nel calcio queste cose capitano». LEGGI L’ESCLUSIVA COMPLETA SU CAGLIARINEWS24.COM

Guendouzi Lazio, un club inglese disposto a prendere il centrocampista francese a gennaio: le ultime sul futuro del giocatore transalpino

Guendouzi Lazio, il Sunderland insiste per il centrocampista biancoceleste e sono in corso le riflessioni per capire la fattibilità del colpo

Il tema Guendouzi torna prepotentemente d’attualità in vista del mercato di gennaio. Il centrocampista francese, arrivato solo pochi mesi fa e subito divenuto un elemento importante per Sarri, oggi non è più considerato intoccabile. La società, infatti, ha inserito il suo nome – insieme a quello di Castellanos – nella lista dei possibili sacrificabili per finanziare le operazioni in entrata. Una scelta dettata dalla necessità di creare margini di manovra economici in un momento in cui ogni euro può fare la differenza nella costruzione della rosa.

Nel dossier Guendouzi si inserisce anche l’interesse proveniente dalla Premier League. Per il francese, infatti, avrebbe chiesto informazioni il Sunderland di Le Bris, tecnico che lo conosce bene dai tempi del Lorient e che ora punta a rinforzare il proprio centrocampo per inseguire la qualificazione europea. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, i Black Cats starebbero valutando l’ipotesi di presentare una proposta concreta già nelle prossime settimane. Una destinazione che, per stile di gioco e visibilità, potrebbe anche attirare Guendouzi, soprattutto se alla Lazio dovesse diminuire sensibilmente il suo minutaggio.

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Il discorso Guendouzi non riguarda però soltanto il mercato in entrata e in uscita, ma anche la trasformazione del centrocampo biancoceleste. In questa stagione, infatti, il francese ha vissuto un evidente calo di rendimento, smarrendo la brillantezza che aveva caratterizzato il suo impatto iniziale in Serie A. Parallelamente, la crescita esponenziale di Basic, al quale il club ha deciso di proporre il rinnovo, ha cambiato le gerarchie. Oggi il croato appare più funzionale alle necessità tattiche di Sarri, motivo per cui Guendouzi non è più considerato un tassello imprescindibile.

Se il francese dovesse partire, la Lazio avrebbe già individuato alcuni possibili sostituti. In cima alla lista ci sono Ilic del Torino, profilo versatile e di qualità, e Fabbian del Bologna, che però i rossoblù valutano come incedibile almeno fino a giugno. Due nomi che testimoniano la volontà di Sarri di mantenere alto il livello del reparto, puntando su giocatori giovani ma già pronti per un ruolo importante.

In attesa di sviluppi, il futuro di Guendouzi resta sospeso. Molto dipenderà dalle offerte che arriveranno e dalla strategia che la dirigenza vorrà adottare nel mese di gennaio. Quel che è certo è che il francese si trova oggi al centro di un possibile effetto domino che potrebbe ridisegnare il centrocampo biancoceleste.

Calciomercato Milan, Furlani deve accelerare su due rinnovi: serve trovare l’accordo in tempi brevi per evitare problemi in estate. I dettagli

Calciomercato Milan, Pulisic e Maignan restano due giocatori chiave per i rossoneri e il rinnovo rappresenta una priorità per Furlani

Il calciomercato del Milan torna prepotentemente al centro del dibattito proprio nel momento migliore della squadra. I rossoneri si godono la vetta della Serie A, trascinati dalle prestazioni scintillanti di Christian Pulisic e Mike Maignan, due autentici leader che stanno facendo la differenza in maniera decisiva. L’esempio più lampante arriva dalla sfida contro il Torino: l’americano, entrato dalla panchina, ha capovolto il risultato in appena dieci minuti, regalando al Milan una vittoria fondamentale per riconquistare il primo posto.

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La formazione guidata da Massimiliano Allegri sa di poter contare sulla classe dei suoi uomini chiave, ma proprio mentre la squadra vola, la società deve fare i conti con questioni che riguardano contratti, futuro e strategie di mercato. Nel cuore del calciomercato del Milan, infatti, il tema principale diventa quello dei rinnovi dei due protagonisti più influenti.

I nodi Pulisic e Maignan

Come evidenziato dal Corriere dello Sport, la situazione è delicata: «decisivi, ma il futuro resta un’incognita». Una frase che riassume perfettamente lo scenario in casa rossonera. Christian Pulisic, arrivato su grandi aspettative e confermatosi immediatamente come pedina imprescindibile, è tornato sotto i riflettori anche delle big della Premier League. Le sue prestazioni hanno acceso più di un interesse, motivo per cui la dirigenza milanista vuole blindarlo prima che eventuali offerte possano diventare una minaccia concreta.

Parallelamente, uno dei dossier più complessi del calciomercato del Milan riguarda Mike Maignan. Considerato da molti tra i migliori portieri del mondo, il francese rappresenta un punto fermo non solo sul piano tecnico, ma anche per la personalità che trasmette al reparto difensivo. Il problema, però, riguarda l’ingaggio: la distanza tra richiesta del giocatore e proposta del club è ancora ampia, e il dialogo procede con cautela.

Una priorità strategica per il Milan

Per il club di via Aldo Rossi, la questione rinnovi non è solo una formalità, ma una necessità imprescindibile per garantire continuità al progetto tecnico. Allegri ha bisogno dei suoi leader per arrivare fino in fondo nella corsa scudetto e per mantenere vivo l’entusiasmo che si respira intorno alla squadra. Perdere Pulisic o Maignan sarebbe uno scenario destabilizzante, soprattutto alla luce dell’attuale centralità dei due all’interno del gruppo.

Il calciomercato del Milan dei prossimi mesi, dunque, non ruoterà soltanto attorno ai possibili acquisti, ma sarà inevitabilmente dominato dalla partita dei rinnovi. Una partita decisiva quanto quelle che si giocano sul campo, da cui dipenderà buona parte del futuro rossonero.

Roma, contro il Celtic è vietato sbagliare: Gasperini pensa a questa formazione per provare ad ottenere i tre punti

Roma, i giallorossi sono costretti a vincere contro il Celtic per rilanciarsi anche in Europa League. Gasperini pronto a puntare sul tridente ‘leggero’

La Roma vola a Glasgow con un solo obiettivo: rialzarsi dopo le due sconfitte consecutive rimediate in campionato. Questa sera, alle 21, i giallorossi sfideranno il Celtic in Europa League in una gara che può rappresentare la svolta psicologica e tecnica per il gruppo. Per l’occasione, il tecnico ha deciso di affidarsi all’attacco “leggero”, puntando su Paulo Dybala nel ruolo di falso nove, una soluzione che possa restituire fluidità e imprevedibilità alla manovra offensiva della squadra.

Da un’anima all’altra di Glasgow

Poco più di un mese dopo il successo contro i Rangers, la Roma torna nella stessa città per affrontare l’altra grande rivale scozzese, il Celtic. Una sfida affascinante ma diversa per carico emotivo. A novembre, come ricorda La Gazzetta dello Sport, i giallorossi arrivarono in Scozia dopo la sconfitta contro il Milan, partita che aveva comunque lasciato spiragli positivi grazie alla buona prestazione e al rigore fallito nel finale.

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Oggi la situazione è completamente differente: la Roma si presenta a Glasgow con il peso delle due cadute contro Napoli e Cagliari, gare in cui la squadra è parsa scarica, priva di idee e incapace di rendersi realmente pericolosa. Zero gol segnati e un numero esiguo di occasioni create rappresentano il quadro di una formazione che deve ritrovarsi in fretta.

Dybala al centro del progetto

In conferenza stampa, il tecnico ha confermato il pieno recupero di Dybala: “Ha una settimana di lavoro in più e ha superato l’influenza. È in grado di giocare tutta la partita”. Una notizia fondamentale per la Roma, che ritrova il suo uomo più creativo e decisivo. Accanto a lui potrebbe brillare anche Soulé, chiamato a dare qualità tra le linee e ad aumentare la pericolosità negli ultimi metri.

La vera sfida, però, riguarda l’efficacia del reparto offensivo. Storicamente, nel gioco dell’allenatore giallorosso, la spinta sulla trequarti e il guizzo negli ultimi venti metri sono elementi chiave. Proprio questi elementi sono mancati nelle ultime uscite della Roma. I numeri parlano chiaro: in Serie A i giallorossi completano soltanto il 31,8% dei dribbling tentati (74 su 233), e appena nove di questi hanno generato un tiro. Nessuna squadra ha fatto peggio.

Una gara che vale più dei tre punti

Per la Roma, quella di Glasgow non sarà solo una partita europea, ma un crocevia decisivo per ritrovare fiducia, idee e identità. Un risultato positivo potrebbe segnare l’inizio della risalita, mentre una nuova frenata complicherebbe ulteriormente una stagione già ricca di incertezze.

Infortuni Inter, brutte notizie per Chivu: Acerbi resterà ai box per diverse settimane. Su Calhanoglu e Dumfries…

Infortuni Inter, per Acerbi il rientro è previsto solamente nel 2026. Calhanoglu spera per la Supercoppa mentre su Dumfries…

Gli infortuni Inter tornano prepotentemente al centro dell’attenzione dopo la battaglia di Champions League contro il Liverpool. La prestazione sul campo ha lasciato sensazioni contrastanti, ma è soprattutto l’infermeria a gettare ombre sul futuro immediato della squadra. La gara contro i Reds ha infatti presentato un conto pesante, ampliando una lista di indisponibili che sta diventando motivo di crescente preoccupazione per lo staff tecnico e per i tifosi. Oggi sarà una giornata decisiva: Francesco Acerbi e Hakan Calhanoglu sosterranno gli esami strumentali all’Istituto Humanitas di Rozzano, dai quali emergeranno indicazioni fondamentali sui tempi di recupero.

Acerbi: rischio stiramento e stop fino al 2026

Il capitolo più delicato riguarda proprio Acerbi, uno dei pilastri della retroguardia nerazzurra. Le prime valutazioni dello staff medico non lasciano spazio a grandi sorrisi. Il difensore si è fermato toccandosi i flessori della coscia destra e il sospetto di uno stiramento è apparso fin da subito piuttosto fondato. Se le diagnosi dovessero confermare questa ipotesi, il 2025 di Acerbi potrebbe considerarsi già concluso, con un possibile rientro soltanto nel gennaio 2026. Una tegola pesante che complica ulteriormente la gestione degli infortuni Inter in un momento cruciale della stagione.

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In caso di stop prolungato, Cristian Chivu sarà costretto a ridisegnare il reparto arretrato. Il principale candidato a prendere il posto di Acerbi è Yann Bisseck, sempre più pronto per un ruolo da titolare. Di conseguenza, Manuel Akanji potrebbe essere spostato stabilmente al centro della difesa, andando a ricomporre gli equilibri tattici della squadra.

Calhanoglu: cauto ottimismo per la Supercoppa

Più incoraggianti sembrano invece le notizie per Hakan Calhanoglu, alle prese con un fastidio all’adduttore destro, muscolo che in passato gli ha già creato qualche problema. Nel quadro generale degli infortuni Inter, il suo è quello che potrebbe evolvere più positivamente: se gli esami confermeranno un semplice affaticamento, il regista turco potrebbe tornare disponibile già per la Supercoppa Italiana di Riad. Difficile la presenza per la semifinale del 19 dicembre, ma c’è fiducia in vista dell’eventuale finale del 22 dicembre. Solo un’eventuale lesione più profonda costringerebbe Calhanoglu a chiudere anticipatamente il 2025.

Dumfries: stop alla caviglia e addio a Mendes

A completare il quadro degli infortuni Inter c’è anche la situazione di Denzel Dumfries, che continua a soffrire per un dolore alla caviglia. Il suo rientro slitterà quasi certamente al 2026, complicando ulteriormente le rotazioni sulle fasce. Il laterale olandese è inoltre al centro di un cambiamento extra-campo: ha deciso di interrompere il rapporto con l’agente Jorge Mendes, segnando un momento di svolta personale e professionale.

Le prime pagine sportive nazionali – 11 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Benfica Napoli, l’ammissione di Conte: «Poche energie a causa delle diverse partite. Lukaku? Ecco quando rientrerà a disposizione

Benfica Napoli, Antonio Conte nel post partita ha parlato ai microfoni di Sky Sport analizzando nel dettaglio la prestazione dei suoi ragazzi

Nel post partita di Benfica Napoli Antonio Conte ha parlato ai microfoni di Sky Sport analizzando la prestazione dei suoi giocatori.

PARTITA – «Oggi non eravamo brillanti. Il Benfica aveva giocato venerdì e noi domenica. Sapevamo che qualcosa la potevano pagare e così è stato. Ai ragazzi, comunque, non devo rimproverare molto. Hanno dato tutto».

LUKAKU – «Nessuna convocazione per Udine. Deve ancora riprendere ad allenarsi con la squadra, non so come possiamo portarlo».

CHAMPIONS LEAGUE – «Abbiamo avuto poche energie. A livello mentale abbiamo fatto molta fatica a leggere situazioni e anche nelle giocate. Speriamo di recuperare il prima possibile Lobotka e Gutierrez».

Juventus Pafos, Spalletti: «Questa sera salvo solamente la vittoria. Ci sono stati situazioni imbarazzanti. Cosa non ha funzionato»

Juventus Pafos, Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky dopo la vittoria in Champions League. E le dichiarazioni del tecnico sono dure

Al termine della vittoria contro il Pafos, Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, ha parlato ai microfoni di Sky Sport.

VITTORIA – «Con la vittoria si mettono a posto sempre tante cose, ma bisogna fare di più. Io non sono contento e i ragazzi non sono contenti di loro stessi, in alcuni momenti abbiamo fatto proprio il minimo e ci sono state anche delle situazioni imbarazzanti, poi ci siamo sciolti un po’ di più».

QUESTIONE TATTICA – «In base all’avversario, volevo già farlo nel primo tempo ma avevo paura di fare confusione. È una cosa che abbiamo già provato e nel secondo tempo l’hanno sviluppata proprio bene. Sono partite difficili anche perchè loro hanno preso pochi gol, sono partite particolari». LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU JUVENEWS24.COM

Pagelle Juventus Pafos, ecco i TOP e FLOP del match di Champions League

Pagelle Juventus Pafos, ecco i TOP e FLOP del match della sesta giornata della League Phase di Champions League andato in scena alle 21

Vittoria fondamentale per i bianconeri in Champions League. La Juventus aveva un solo risultato a disposizione contro il Pafos e il 2-0 rappresenta un risultato ottimo per rilanciarsi in classifica e restare in piena corsa per la qualificazione.

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio 6; Kalulu 6.5, Kelly 6, Koopmeiners 6; McKennie 7, Locatelli 6 (60′ Openda 6), Miretti 5.5 (74′ Thuram K. 6), Cambiaso 6; Zhegrova 6 (46′ Zhegrova 6), Yildiz 6.5 (84′ Cabal s.v.); David 6.5 (74′ Adzic 6). 

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PAFOS (4-2-3-1): Michail 6; Bruno 6, Luckassen 6, David Luiz 5.5, Goldar 6 (78′ Pileas); Sunjic 6, Pepe 6; Correia 6 (89′ Langa s.v.), Dragomir 5.5 (78′ Bassouamina s.v.), Orsic 6 (78′ Jaja); Anderson Silva 5.5 (62′ Quina 5.5). 

Migliori marcatori Champions League: le classifiche all-time dei capocannonieri

Quali giocatori hanno segnato più goal e quali hanno fatto più reti con una squadra? Migliori marcatori Champions League: le classifiche all-time

Cristiano Ronaldo domina la classifica dei migliori marcatori di sempre in Champions League. Sono 140 le reti totali messe a segno da CR7 con le maglie di Manchester United, Real Madrid e Juventus. Alle sue spalle, staccato di 11 lunghezze, il suo rivale di sempre Lionel Messi con 129 centri. Migliori marcatori Champions League: completa il podio il polacco del Barcellona Robert Lewandowski con 105 reti. Dietro di lui Karim Benzema, al 4° posto con 90.

Nella top 10 al 6° posto solitario si è portata la stella francese del Real Madrid Kylian Mbappé con 64 reti, che ora ha messo nel mirino lo spagnolo Raúl, attualmente 5° con 71 gol. Nella top 10 troviamo anche il norvegese Erling Haaland, che ha già realizzato 55 gol nel torneo continentale. Alle sue spalle troviamo anche l’egiziano Mohamed Salah, portatosi a 48 reti.

Migliori marcatori Champions League: le classifiche all-time

Migliori marcatori Champions League (qualificazioni escluse)

  • 140 gol – Cristiano Ronaldo (POR, Manchester United, Real Madrid, Juventus)
  • 129 gol – Lionel Messi (ARG, Barcellona, PSG)
  • 105 gol – Robert Lewandowski (POL, Borussia Dortmund, Bayern Monaco, Barcellona)
  • 90 gol – Karim Benzema (FRA, Olympique Lione, Real Madrid)
  • 71 gol – Raúl González (SPA, Real Madrid, Schalke 04)
  • 64 gol – Kylian Mbappé (FRA, Monaco, PSG, Real Madrid)
  • 57 gol – Thomas Müller (GER, Bayern Monaco)
  • 56 gol – Ruud van Nistelrooy (OLA, PSV Eindhoven, Manchester United, Real Madrid)
  • 55 gol – Erling Haaland (NOR, Salisburgo, Borussia Dortmund, Manchester City)
  • 50 gol – Thierry Henry (FRA, Monaco, Arsenal, Barcellona)
  • 48 gol – Zlatan Ibrahimović (SVE, Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, PSG, Manchester United)
  • 48 gol – Andriy Shevchenko (UKR, Dinamo Kiev, Milan, Chelsea)
  • 48 gol – Mohamed Salah (EGI, Basilea, Roma, Liverpool)
  • 46 gol – Filippo Inzaghi (ITA, Juventus, Milan)

*in grassetto i giocatori ancora in attività in campionati europei

Migliori marcatori Champions League/Coppa dei Campioni (qualificazioni incluse)

  • 141 gol – Cristiano Ronaldo (POR, Manchester United, Real Madrid, Juventus)
  • 129 gol – Lionel Messi (ARG, Barcellona, PSG)
  • 105 gol – Robert Lewandowski (POL, Borussia Dortmund, Bayern Monaco, Barcellona)
  • 90 gol – Karim Benzema (FRA, Olympique Lione, Real Madrid)
  • 71 gol – Raúl González (SPA, Real Madrid)
  • 64 gol – Kylian Mbappé (FRA, Monaco, PSG, Real Madrid)
  • 60 gol – Ruud van Nistelrooy (NED, PSV Eindhoven, Manchester United, Real Madrid)
  • 59 gol – Andriy Shevchenko (UCR, Dinamo Kiev, Milan, Chelsea)
  • 57 gol – Thomas Müller (GER, Bayern Monaco)
  • 55 gol – Erling Haaland (NOR, Salisburgo, Borussia Dortmund, Manchester City)
  • 52 gol – Mohamed Salah (EGI, Basilea, Roma, Liverpool)
  • 51 gol – Thierry Henry (FRA, Monaco, Arsenal, Barcellona)
  • 50 gol – Filippo Inzaghi (ITA, Juventus, Milan)

*in grassetto i giocatori ancora in attività in campionati europei

Migliori marcatori Champions League/Coppa dei Campioni per un solo club (escluse qualificazioni)

Le gerarchie fra CR7 e ‘La Pulce’ si ribaltano nella classifica dei migliori marcatori all-time della Champions League con un solo club. In questo caso è infatti il fuoriclasse argentino a dominare la graduatoria con 120 reti tutte con la maglia del Barcellona, mentre il portoghese si è fermato a 105 gol con il Real Madrid.

In classifica troviamo anche Karim Benzema al 3° posto (78 reti con il Real Madrid), che precede Robert Lewandowski, quarto (69 reti con il Bayern). Segue Thomas Müller, autore di 57 marcature in carriera col Bayern. In 7ª posizione si è portato Mohamed Salah del Liverpool, che con 45 gol precede Alessandro Del Piero (Juventus) e la stella francese Kylian Mbappé (PSG), entrambi con 42 reti. In graduatoria anche il francese Antoine Griezmann dell’Atletico Madrid con 39 marcature.

  • 120 gol – Lionel Messi (ARG, Barcellona)
  • 105 gol – Cristiano Ronaldo (POR, Real Madrid)
  • 78 gol – Karim Benzema (FRA, Real Madrid)
  • 69 gol – Robert Lewandowski (POL, Bayern Monaco)
  • 66 gol – Raúl González Blanco (SPA, Real Madrid)
  • 57 gol – Thomas Müller (GER, Bayern Monaco)
  • 45 golMohamed Salah (EGI, Liverpool)
  • 42 gol – Alessandro Del Piero (ITA, Juventus)
  • 42 golKylian Mbappé (FRA, PSG)
  • 39 gol – Antoine Griezmann (FRA, Atletico Madrid)
  • 36 gol – Sergio Agüero (ARG, Manchester City)
  • 36 gol – Didier Drogba (CAV, Chelsea)
  • 35 gol – Thierry Henry (FRA, Arsenal)
  • 35 gol – Ruud van Nistelrooy (NED, Manchester United)

Migliori marcatori Coppa Campioni (incluse qualificazioni)

Nella vecchia Coppa dei Campioni domina Alfredo Di Stefano, autore di 49 reti con la maglia del Real Madrid. Dietro ‘La Saeta rubia’ la ‘Pantera Nera’ Eusebio con 47 gol segnati con il Benfica. Nella top 5 anche Ferenc Puskas (35 reti con il Real Madrid), Gerd Müller (35 gol con il Bayern Monaco) e Francisco Gento (32 reti con il Real Madrid).

  • 49 gol: Alfredo Di Stéfano (ARG/SPA, Real Madrid)
  • 47 gol: Eusebio (POR, Benfica)
  • 35 gol: Ferenc Puskas (UNG, Honvéd, Real Madrid)
  • 35 gol: Gerd Müller (GER, Bayern Monaco)
  • 32 gol: Francisco Gento (SPA, Real Madrid)

Migliori marcatori Champions League: Capocannonieri per stagione (qualificazioni escluse)

1992/93: Franck Sauzée (Olympique Marsiglia) – 5 gol
1993/94: Hristo Stoichkov (Barcellona) – 5 gol
1994/95: George Weah (Paris Saint-Germain) – 7 gol
1995/96: Jari Litmanen (Ajax) – 9 gol
1996/97: Milinko Pantić (Atlético Madrid) – 5 gol
1997/98: Alessandro Del Piero (Juventus) – 10 gol
1998/99: Andriy Shevchenko (Dinamo Kiev), Dwight Yorke (Manchester United) – 8 gol
1999/00: Mário Jardel (Porto), Rivaldo (Barcellona), Raúl González (Real Madrid) – 10 gol
2000/01: Raúl González (Real Madrid) – 7 gol
2001/02: Ruud van Nistelrooy (Manchester United) – 10 gol
2002/03: Ruud van Nistelrooy (Manchester United) – 12 gol
2003/04: Fernando Morientes (Monaco) – 9 gol
2004/05: Ruud van Nistelrooy (Manchester United) – 8 gol
2005/06: Andriy Shevchenko (AC Milan) – 9 gol
2006/07: Kaká (Milan) – 10 gol
2007/08: Cristiano Ronaldo (Manchester United) – 8 gol
2008/09: Lionel Messi (Barcellona) – 9 gol
2009/10: Lionel Messi (Barcellona) – 8 gol
2010/11: Lionel Messi (Barcellona) – 12 gol
2011/12: Lionel Messi (Barcelona) – 14 gol
2012/13: Cristiano Ronaldo (Real Madrid) – 12 gol
2013/14: Cristiano Ronaldo (Real Madrid) – 17 gol
2014/15: Lionel Messi (Barcelona), Neymar (Barcelona), Cristiano Ronaldo (Real Madrid) – 10 gol
2015/16: Cristiano Ronaldo (Real Madrid) – 16 gol
2016/17: Cristiano Ronaldo (Real Madrid) – 12 gol
2017/18: Cristiano Ronaldo (Real Madrid) – 15 gol
2018/19: Lionel Messi (Barcelona) – 12 gol
2019/20: Robert Lewandowski (Bayern Monaco) – 15 gol
2020/21: Erling Haaland (Borussia Dortmund) – 10 gol
2021/22: Karim Benzema (Real Madrid) – 15 gol
2022/23: Erling Haaland (Manchester City) – 12 gol
2023/24: Harry Kane (Bayern Monaco) e Kylian Mbappé (PSG) – 8 gol
2024/25: Raphinha (Barcellona) e Serhou Guirassy (Borussia Dortmund) – 13 gol
2025/26: ?

Migliori marcatori Champions League: il portoghese Cristiano Ronaldo è il recordman di vittorie della classifica marcatori della Champions League con 7 affermazioni personali. Alle sue spalle l’argentino Lionel Messi, che ha vinto 6 volte la classifica marcatori Champions League.

Pagelle Benfica Napoli, ecco i TOP e FLOP del match di Champions League

Pagelle Benfica Napoli, ecco i TOP e FLOP del match della sesta giornata della League Phase di Champions League andato in scena alle 21

Il Napoli cade ancora in Champions League. I partenopei vengono sconfitti 2-0 dal Benfica e vedono complicarsi il proprio cammino. Ora servono almeno sei punti per approdare alla fase successiva.

Benfica (4-2-3-1): Trubin 6.5; Dedic 6.5, Araújo 6.5, Otamendi 6.5, Dahl 6.5; Barrenechea 6.5, Rios 7; Aursnes 7 (90’+4 Freitas), Barreiro 7 (90’+5 Neto), Sudakov 6.5 (76′ Antonio Silva s.v.); Ivanovic 7 (76′ Pavlidis 6.5)

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Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic 6.5; Beukema 5 (46′ Politano 5.5), Rrahmani 5, Buongiorno 5.5 (59′ Juan Jesus 5); Di Lorenzo 5, Elmas 4.5 (81′ Vergara s.v.), McTominay 5, Olivera 5 (46′ Spinazzola 5.5); Neres 5, Lang 5 (74′ Lucca s.v.); Hojlund 5.

Champions League, i risultati delle 21: cade ancora il Real Madrid. Bene l’Arsenal, pari del PSG. Il resoconto

Champions League, una serata ricca di gol e di emozioni. Il City vince in casa del Real Madrid. Il PSG non va oltre lo 0-0 contro il Bilbao. Il resoconto

Una serata di Champions League ricca di emozioni e di gol. Non sono mancati risultati a sorpresa come il pareggio del PSG in casa del Bilbao oppure la vittoria del City contro il Real Madrid.

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Questi i risultati:

Athletic Bilbao-PSG 0-0
Benfica-Napoli 2-0
Club Brugge-Arsenal 0-3
Borussia Dortmund-Bodo/Glimt 2-2
Juventus-PAFOS 2-0
Bayer Leverkusen-Newcastle 2-2
Real Madrid-Manchester City 1-2

Diretta Gol Champions League: bene la Juventus, il Napoli perde contro il Benfica

Diretta Gol Champions League: il calendario delle italiane si chiude con Juventus e Napoli. Segui con noi la diretta del match delle due squadre

Dopo le partite di ieri che hanno visto protagoniste Inter e Atalanta, la Champions League delle italiane proseguirà con in campo Juventus e Napoli. Entrambe le squadre sono costretta a vincere per rimanere in corsa per la qualificazione. Segui con noi il live di entrambi i match.

LIVE BENFICA NAPOLI

90’+8 – Termina il match

90’+5 – Altra sostituzione per i padroni di casa: fuori Barreiro, dentro Neto.

90’+3 – Cambio nel Benfica: esce Aurnes, dentro Freitas.

90′ – Sette minuti di recupero.

87′ – Giallo per Vergara.

81′ – Ultimo cambio in casa Napoli: esordio per Vergara al posto di Elmas.

79′ – OCCASIONE BENFICA! Buona chance per i padroni di casa con Pavlidis, attento Milinkovic.

74′ – Ancora sostituzioni. Nel Napoli entra Lucca per Lang. Nel Benfica escono Sudakov e Ivanovic per Antonio Silva e Pavlidis.

59′ – Altro cambio in casa Napoli: fuori Buongiorno, dentro Juan Jesus.

49′ – GOL BENFICA! Partono forte i portoghesi in questa ripresa. Rios trova Barreiro in area, che con il tacco batte Milinkovic.

46′ – Si riparte con due cambi: fuori Beukema e Olivera, dentro Politano e Spinazzola

45’+2 – Fine primo tempo.

45′ – Due minuti di recupero.

20′ – GOL DEL BENFICA! I padroni di casa trovano il vantaggio meritato. La squadra di Conte sbaglia il rinvio e Rios da due passi non sbaglia.

18′ – OCCASIONE PER IL BENFICA! Milinkovic sbaglia il passaggio e Aurnes grazia il Napoli calciando fuori e non servendo Ivanovic.

11′ – DOPPIA OCCASIONE BENFICA! I padroni di casa rispondono subito presente: prima Milinkovic dice no a Ivanovic e poi Aursnes non inquadra la porta.

1′ – Si parte

LE FORMAZIONI UFFICIALI

Benfica (4-2-3-1): Trubin; Dedic, Araújo, Otamendi, Dahl; Barrenechea, Rios; Aursnes, Barreiro, Sudakov; Ivanovic; All. Mourinho.

Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Elmas, McTominay, Olivera; Neres, Lang; Hojlund; All. Conte

LIVE JUVENTUS PAFOS

LE FORMAZIONI UFFICIALI

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Kelly, Koopmeiners; McKennie, Locatelli, Miretti, Cambiaso; Zhegrova, Yildiz; David. Allenatore: Spalletti

PAFOS (4-2-3-1): Michail; Bruno, Luckassen, David Luiz, Goldar; Sunjic, Pepe; Correia, Dragomir, Orsic; Anderson Silva. Allenatore: Carcedo

Ritiro Rui Patricio, il portiere portoghese ha annunciato la decisione di appendere i guanti al chiodo: ecco tutti i dettagli

Ritiro Rui Patricio, il portiere ha deciso di appendere i guanti al chiodo all’età di 37 anni. Una scelta annunciata dalla Federcalcio portoghese

Il mondo del calcio saluta uno dei suoi portieri più iconici dell’ultimo decennio. È ufficiale il ritiro di Rui Patricio all’età di 37 anni, un annuncio che pone fine a una carriera ricca di successi sia a livello di club che con la maglia della Nazionale portoghese. La decisione è stata comunicata ufficialmente dalla Federcalcio portoghese (FPF), che ha reso nota anche la data della cerimonia d’addio, fissata per il prossimo 12 dicembre.

L’estremo difensore classe 1988, dopo aver difeso i pali di squadre prestigiose e aver lasciato un segno indelebile, ha deciso di appendere i guanti al chiodo, sorprendendo parzialmente gli addetti ai lavori. Solo poche settimane fa, infatti, si era parlato insistentemente di un possibile ritorno in Italia per Rui Patricio. Le voci lo volevano vicino al Parma, con l’obiettivo di sostituire l’infortunato Suzuki in Serie B. Un’ipotesi che ora viene definitivamente smentita non solo dalla mancata firma in Italia, ma dalla scelta definitiva di lasciare il calcio giocato.

Il palmarès e le imprese con Roma e Portogallo

La carriera di Rui Patricio è costellata di trionfi che ne sottolineano il ruolo di protagonista assoluto. La sua esperienza in Italia, in particolare, è legata in modo indissolubile alla Roma, club con cui ha conquistato un trofeo storico: la UEFA Conference League. La sua leadership e le sue parate sono state fondamentali nel cammino che ha portato i giallorossi al successo continentale, regalando alla piazza capitolina una gioia attesa da decenni.

Ma è con la sua Nazionale che Rui Patricio ha toccato l’apice della gloria. Con il Portogallo, ha vinto da assoluto protagonista il Campionato Europeo del 2016. Le sue prestazioni in quel torneo, culminate nella finale contro la Francia, sono entrate nella storia del calcio portoghese, dove è stato per anni un punto fermo e un baluardo insuperabile. Il suo contributo non si è limitato alle parate, ma alla capacità di trasmettere calma e sicurezza a tutta la difesa.

Il ritiro di Rui Patricio segna la conclusione di un percorso onorato e pieno di soddisfazioni. Il 12 dicembre, il Portogallo si stringerà attorno al suo campione per celebrare una carriera che sarà ricordata per la longevità, la professionalità e i grandi successi internazionali.

Icardi Serie A, il ritorno a gennaio resta una possibilità: il calciatore è stata offerto ad una big. Le ultimissime su questa trattativa

Icardi Serie A, il Milan resta una possibilità per l’argentino anche se non si tratta di una priorità. Le ultime su questa possibilità di calciomercato

Il calciomercato del Milan, specialmente per quanto riguarda il reparto offensivo, è un turbinio di ipotesi e suggestioni. Tra i nomi altisonanti proposti alla dirigenza rossonera per rinforzare l’attacco, uno in particolare rievoca storie di gol e polemiche nel campionato italiano: quello di Mauro Icardi. L’attaccante argentino, attualmente all’estero, è stato proposto al club di Via Aldo Rossi, aprendo uno scenario intrigante seppur estremamente complesso per un suo ritorno in Serie A.

A fare il punto sulla situazione, chiarendo i contorni dell’operazione, è stato il giornalista Matteo Moretto, che ha fornito un quadro di estrema cautela. Le sue dichiarazioni delineano le reali difficoltà che il Milan incontrerebbe nel portare a termine questa trattativa.

Icardi e il Milan: una Pista “difficilissima” ma aperta

Le parole di Moretto offrono una prospettiva chiara: “Icardi è stato proposto al Milan. Mi dicono sia un nome difficilissimo, non uno dei primi nomi della lista, è un nome che il Milan in questo momento non sta tenendo caldo.”

Il Milan, dunque, non sta lavorando attivamente sul nome dell’argentino e ha altre priorità in cima alla lista degli obiettivi per l’attacco. L’affare è definito “difficilissimo” a causa di diversi fattori, probabilmente legati sia alle alte richieste economiche (stipendio e formula del trasferimento) sia alle dinamiche extra-campo che hanno sempre accompagnato la carriera del calciatore in Serie A.

Tuttavia, l’aspetto più sorprendente e intrigante della rivelazione di Moretto è la mancanza di una smentita totale da parte della società rossonera. Nonostante la pista sia “fredda”, il giornalista ha lasciato aperta una remota possibilità: “però non è un nome che mi hanno smentito al 100%. Mi hanno tenuto un 1-2-3% di possibilità.”

L’investimento e il rischio per un ritorno in Serie A

Questa minima percentuale suggerisce che il profilo di Icardi, un bomber implacabile quando in condizione ottimale, potrebbe essere riconsiderato solo in caso di fallimento completo delle trattative per gli obiettivi primari del Milan. L’argentino rappresenta un’opzione di alto rischio ma anche di potenziale altissimo rendimento per un club di Serie A che ha bisogno di una garanzia di gol immediata.

Per ora, il calciomercato del Milan si concentra altrove, ma la porta per il clamoroso ritorno di Mauro Icardi in Serie A, sebbene socchiusa, non è stata definitivamente chiusa. Le prossime settimane, con l’intensificarsi delle negoziazioni, diranno se quel “1-2-3%” di possibilità potrà trasformarsi in un affare concreto.

Raspadori Lazio, il centravanti resta un obiettivo di Sarri per rinforzare l’attacco: tutto dipende da Castellanos

Raspadori Lazio, Sarri continua a sperare nell’arrivo del giocatore dall’Atletico. Il suo approdo, però, dipende dall’uscita di Castellanos

Il nome di Giacomo Raspadori è tornato a infiammare l’ambiente biancoceleste in vista della finestra di calciomercato di gennaio. L’attaccante, attualmente in forza all’Atletico Madrid, è un pallino di vecchia data di Maurizio Sarri, il quale aveva già espresso il desiderio di portarlo alla Lazio durante la scorsa estate. Solo il blocco del mercato, dovuto a restrizioni finanziarie e regolamentari, aveva costretto il club a interrompere ogni trattativa, lasciando il tecnico con l’amaro in bocca.

Oggi, però, le condizioni sembrano essersi parzialmente modificate, riaccendendo le speranze. L’avventura spagnola di Raspadori non sta procedendo come sperato. L’attaccante non ha trovato lo spazio e la continuità che desiderava e, secondo diverse indiscrezioni, non vedrebbe l’ora di fare ritorno in Serie A per rilanciarsi. Questa sua disponibilità è il fattore che rianima prepotentemente l’asse Raspadori Lazio.

Il veto finanziario: la condizione “Castellanos” per sbloccare l’affare

Nonostante il forte interesse e la volontà del giocatore, l’operazione Raspadori Lazio resta complessa e strettamente legata alle dinamiche finanziarie del club capitolino. L’arrivo di un attaccante del calibro di Raspadori comporterebbe un impegno economico notevole, soprattutto per quanto riguarda il suo stipendio.

Per rendere l’affare sostenibile, la Lazio potrebbe dover prima operare in uscita. L’attenzione si concentra in particolare sulla posizione di Taty Castellanos. Una sua possibile partenza a gennaio risulterebbe fondamentale non solo per liberare un posto nel reparto avanzato, ma soprattutto per coprire l’ingaggio di Raspadori e sbloccare le risorse finanziarie necessarie all’operazione. Tutto dipenderà, quindi, dalla capacità del club di Piazza della Libertà di trovare acquirenti per i suoi esuberi o per giocatori che hanno richieste sul mercato.

L’ideale tattico di Sarri: perfetto per il “Falso Nove”

A confermare la centralità di Raspadori nei pensieri di Sarri è arrivato anche il giornalista esperto di mercato Alfredo Pedullà. Tramite un post sul social network X, Pedullà ha ribadito come il tecnico toscano abbia sempre ritenuto Raspadori l’elemento ideale per il suo sistema di gioco. La sua capacità di muoversi tra le linee, unita alla tecnica e alla rapidità, lo rendono perfetto per interpretare il ruolo di “falso nove” o di seconda punta dinamica.

Queste sono caratteristiche che Sarri valuta come irrinunciabili per il suo modulo 4-3-3, dove l’attaccante centrale deve spesso arretrare per creare spazi per gli inserimenti degli esterni e dei centrocampisti. L’operazione Raspadori Lazio è un mosaico complesso, ma la volontà di tutte le parti in causa sembra convergere. Il mercato di gennaio si preannuncia caldo e la Lazio farà il possibile per regalare a Sarri il suo attaccante prediletto.

Calciomercato Fiorentina, Vanoli prepara una rivoluzione: Goretti ha individuato i primi due acquisti per gennaio. Le possibili mosse del club Viola

Calciomercato Fiorentina, la dirigenza Viola si muove per rinforzare la rosa a disposizione di Vanoli e nel mirino sono finiti due giocatori. Le ultime

Con l’apertura imminente della finestra di gennaio, il calciomercato della Fiorentina entra nel vivo, concentrandosi in modo particolare sul rafforzamento del reparto di centrocampo. Per la società viola, la sessione invernale non è solo un’occasione per correggere il tiro, ma una vera e propria necessità strategica per affrontare la seconda metà della stagione con maggiore solidità e profondità.

La dirigenza della Fiorentina ha già le idee chiare sui profili da monitorare, privilegiando calciatori giovani, ma già di una certa esperienza, in linea con la filosofia del club.

Ritorno di fiamma: l’biettivo Tanner Tessmann

Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, un nome che è tornato prepotentemente al centro dei pensieri del calciomercato della Fiorentina è quello del centrocampista statunitense Tanner Tessmann. Attualmente in forza al Lione, Tessmann è un giocatore che il club toscano aveva già trattato a lungo nell’estate del 2024.

Il profilo di Tessmann piace per la sua combinazione di doti fisiche e tecniche, qualità che lo rendono un centrocampista box-to-box moderno e versatile, ideale per le esigenze del tecnico viola. Il fatto che l’interesse sia stato riattivato suggerisce che i contatti con l’entourage del giocatore e con il Lione sono stati ripresi o che il club è pronto a rilanciare l’offerta per assicurarsi il talentuoso americano.

Eric Martel: l’occasione tedesca sotto la lente

Parallelamente all’interesse per Tessmann, il calciomercato della Fiorentina sta esplorando anche altre piste in Europa, focalizzandosi in particolare sulla Germania. È in corso un sondaggio sul centrocampista difensivo Eric Martel. Classe 2002, il tedesco è un elemento chiave del Colonia e la sua giovane età, unita a spiccate doti di interdizione, lo rende un prospetto di grande valore per il futuro.

L’aspetto finanziario rende Martel particolarmente interessante per la Fiorentina. Il suo contratto con il Colonia scade a giugno 2026. Questa situazione contrattuale implica che il club tedesco potrebbe essere disposto a cederlo già nella prossima sessione di mercato in cambio di un indennizzo contenuto, al fine di evitare di vederlo deprezzare ulteriormente o perderlo in futuro a cifre irrisorie.

La Fiorentina si muove quindi su un doppio binario: da un lato Tessmann, già conosciuto e apprezzato, dall’altro Martel, potenziale affare a condizioni vantaggiose. Gennaio sarà un mese cruciale per definire se uno di questi obiettivi, o entrambi, approderanno a Firenze per dare a Vincenzo Italiano le risorse necessarie per affrontare con successo la seconda parte della stagione.

Infortuni Inter, non solo la sconfitta contro il Liverpool: anche la doppia tegola Acerbi e Calhanoglu. I tempi di recupero potrebbero essere lunghi

Infortuni Inter, le condizioni di Acerbi e Calhanoglu potrebbero essere molto lunghi. L’obiettivo è quello di averli per la Supercoppa

La sconfitta in Champions League contro il Liverpool ha lasciato un amaro in bocca all’Inter, ma la vera tegola per Cristian Chivu arriva dall’infermeria. Una raffica di infortuni dell’Inter pesantissimi rischia di compromettere le prossime gare di campionato, in particolare la sfida contro il Genoa, e di gettare un’ombra sull’appuntamento più atteso di gennaio: la Supercoppa Italiana.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, due pilastri della formazione nerazzurra, Francesco Acerbi e Hakan Calhanoglu, rischiano un periodo ai box più lungo del previsto, alterando in modo significativo i piani tecnici di Chivu.

Il muro e il metronomo: due assenze pesantissime

Il primo ad alzare bandiera bianca è stato il difensore Francesco Acerbi, costretto a uscire al 30° minuto del match di San Siro per un problema ai flessori. Le sensazioni che trapelano non sono per nulla rassicuranti: l’esperienza e la solidità dell’ex Lazio sono fondamentali per il reparto arretrato e, stando alla Gazzetta, Acerbi non dovrebbe essere a disposizione per la Supercoppa. Questa assenza obbligherebbe Chivu a ridisegnare la linea difensiva proprio nelle gare ad alto coefficiente di difficoltà.

La seconda e forse più dolorosa delle notizie sugli infortuni dell’Inter riguarda Hakan Calhanoglu. Il turco, vero e proprio punto di riferimento tecnico del centrocampo, ha lasciato il campo dopo appena dieci minuti per una contrattura all’adduttore destro. Le prospettive per lui sono altrettanto negative: Calhanoglu, secondo la Gazzetta, vede la partecipazione alla Supercoppa “con il lumicino”.

Ripercussioni tattiche e prossimi impegni

L’assenza contemporanea di questi due pilastri complica enormemente i piani nerazzurri. La perdita di Acerbi toglie esperienza e leadership in difesa, mentre l’eventuale forfait di Calhanoglu costringe Chivu a riorganizzare l’intero assetto della mediana.

Giocatori come Nicolò Barella, Henrikh Mkhitaryan, Piotr Zielinski e Lovro Sucic saranno chiamati a reggere il peso di un reparto rimasto improvvisamente senza la sua luce principale e il suo cervello tattico.

Gli infortuni dell’Inter arrivano nel momento meno opportuno: la squadra deve mantenere alto il ritmo in campionato contro il Genoa per non perdere terreno e, subito dopo, volerà a Riad per inseguire il primo titolo stagionale. Chivu e lo staff medico lavoreranno incessantemente per recuperare i due giocatori, ma al momento la cautela è d’obbligo.

Calciomercato Milan, i rossoneri insistono per avere quel giocatore. Sfida alla Juventus per il rinforzo. Le ultimissime

Calciomercato Milan, i rossoneri insistono per avere Tiago Gabriel. Ma c’è da battere la folta concorrenza della Juventus. Le ultime

Il calciomercato del Milan si conferma estremamente attivo nella ricerca e nell’acquisizione di giovani talenti in grado di rappresentare il futuro del club. La dirigenza rossonera, fedele alla sua strategia di ringiovanimento e valorizzazione della rosa, ha messo gli occhi su un nome che sta attirando l’attenzione dei maggiori club italiani: il difensore Tiago Gabriel.

Il giovane centrale è finito al centro di un duello di mercato tutto italiano che vede il Diavolo scontrarsi direttamente con l’acerrima rivale, la Juventus. La competizione tra i due giganti del calcio nazionale testimonia la qualità e il potenziale del ragazzo.

L’interesse concreto del Milan

Secondo quanto rivelato dalla fonte specializzata MilanVibesHQ, il Milan sta seguendo Tiago Gabriel con estrema concretezza. A prova di questo interesse non superficiale è emerso un dato preciso che conferma l’attività di scouting rossonero in loco: “a Lecce l’8 novembre un accreditato Milan era sugli spalti per seguire Tiago Gabriel”.

La presenza di un emissario del club di Via Aldo Rossi in una data specifica sottolinea la serietà dell’osservazione e la volontà di non lasciare nulla al caso. Le caratteristiche del giovane difensore, legate in particolare alla sua tecnica e al suo dinamismo, lo rendono un profilo perfettamente in linea con le richieste tattiche del calciomercato Milan e con la filosofia di gioco del club.

La concorrenza della Juventus

Nonostante l’azione tempestiva di scouting del Milan, il Diavolo dovrà fare i conti con una concorrenza agguerrita. La stessa fonte ha verificato che “negli ultimi giorni” anche la Juventus si sarebbe mossa con interesse su Tiago Gabriel.

Il fatto che i due principali club italiani in lotta per il vertice stiano monitorando lo stesso obiettivo è un chiaro segnale che il talento del centrale è considerato di prima fascia. La necessità per il calciomercato del Milan è quella di non perdere il vantaggio acquisito con l’osservazione diretta e di cercare di anticipare le mosse della concorrenza.

Acquisire Tiago Gabriel rappresenterebbe per il Milan un investimento strategico per il futuro, assicurandosi un prospetto difensivo che, se sviluppato correttamente, potrebbe presto diventare un pilastro della prima squadra. Le prossime settimane saranno cruciali per capire se il Milan riuscirà a trasformare l’interesse in una trattativa concreta.

Champions League, i risultati delle 18:45: colpo del Copenaghen in trasferta. Poker dell’Ajax al Qarabag. Il resoconto delle partite

Champions League, i risultati delle prime due sfide: solo vittorie esterne. Successi che non cambiano molto in chiave qualificazione

Un pomeriggio di Champions League ricco di gol e di emozioni. Il colpo del Copenaghen in casa del Villarreal fa sorridere il club danese e lo rilancia in chiave play-off. Nell’altra sfida poker dell’Ajax sul campo del Qarabag.

Qarabag-Ajax 2-4 (10′ Duran (Q), 39′ Dolberg, 47′ Matheus Silva (Q), 79′, 90′ Gloukh, 83′ Gaaei)

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Villarreal-Copenaghen 2-3 (2′ Elyounoussi, 47′ Comesana (V), 48′ Achouri, 56′ Oluwaseyi, 90′ Cornelius)

Benfica Napoli, Manna: «Partita importante. Siamo usciti dal momento difficile grazie al gruppo. Sul possibile arrivo di Mainoo…»

Benfica Napoli, Manna ha parlato ai microfoni di Sky Sport a pochissimi minuti dalla sfida di Champions League. Ecco cosa ha detto

A pochi minuti dalla sfida contro il Benfica, Manna, direttore sportivo del Napoli, ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Le sue parole.

PARTITA – «Sia noi che loro ci giochiamo tanto. Abbiamo qualche problema a centrocampo, ma non deve essere una scusa andiamo avanti».

PERIODO – «Faccio i complimenti ai ragazzi per essere usciti da questo momento negativo con grande unione. Siamo molto orgogliosi di loro».

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MAINOO – «Dobbiamo fare le giuste valutazioni. E’ un calciatore accostato a noi da agosto, ma la squadra sta facendo bene e si è consolidata. Vedremo più in là».

Juventus Pafos, Chiellini: «Abbiamo un solo risultato a disposizione ed è la vittoria. Sul futuro di Spalletti dico una cosa»

Juventus Pafos, Chiellini ha parlato ai microfoni di Sky Sport soffermando sulla necessità della vittoria per mettere in discesa il cammino

A pochi minuti dalla sfida contro il Pafos, Giorgio Chiellini, dirigente della Juventus, ha parlato ai microfoni di Sky Sport.

RISCATTO – «C’è bisogno di un po’ più di carattere, anche qualcosa di più a livello emotivo. Oggi è una buona occasione, loro sono una squadra di tutto rispetto ma noi abbiamo una vittoria obbligata, sono punti di cui abbiamo bisogno per ripartire anche poi dopo la sconfitta di Napoli non solo per il risultato ma anche per la prestazione, c’è rammarico per come è arrivata la sconfitta».

SPALLETTI – «Luciano penso che sia entrato subito con la squadra, lui è qui per far bene e godersi questa avventura. Il contratto è fino a fine anno ma non c’è una scadenza, io penso a lungo termine. Sta entrando nella testa dei ragazzi e quando vedo che i ragazzi riescono nelle cose che chiede sono contento. È un momento di costruzione insieme e di far punti. È un allenatore di grande livello, poi a fine stagione sarei felicissimo di continuare insieme ma è lontano da quello che dobbiamo fare adesso». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU JUVENEWS24.COM

Furlani ai giovani del Milan: «Il futuro siete voi». Il dirigente rossonero ha illustrato anche i piani del club per il futuro

Furlani a margine di un incontro con i giovani ha illustrato nei dettagli il programma dei rossoneri per il prossimo futuro. Ecco i dettagli

Giorgio Furlani, Amministratore Delegato del Milan, è stato il protagonista di un momento di grande ispirazione durante la Festa di Natale del Settore Giovanile rossonero. L’evento ha visto la partecipazione dell’intera dirigenza, del responsabile Vincenzo Vergine, e di figure di spicco come Massimiliano Allegri, Luka Modrić, Rafael Leão e Mike Maignan. Il discorso di Furlani ha trasmesso una chiara visione strategica, ponendo l’accento sulla fiducia e l’investimento nei giovani talenti.

L’AD ha esordito definendo l’innovazione non come una semplice tendenza, ma come il «coraggio di guardare avanti» e, soprattutto, come «crescita e fiducia nei giovani”. Con grande convinzione, Furlani ha dichiarato che il futuro del Milan ha le sue radici proprio lì, nel vivaio: «Il futuro del Milan nasce qua. Nel Settore Giovanile». È questo, secondo l’Amministratore Delegato, il luogo dove i sogni sportivi prendono forma, si trasformano in obiettivi concreti e il talento viene plasmato dalla responsabilità di vestire una maglia storica.

Il Riconoscimento di Furlani a Chi Lavora Dietro le Quinte

Nel suo intervento, Furlani ha voluto rendere omaggio a tutte le “persone straordinarie” che operano quotidianamente al servizio del Settore Giovanile. Il ringraziamento si è esteso oltre gli allenatori e gli educatori, includendo il personale meno visibile ma ugualmente cruciale, come magazzinieri e accompagnatori.

L’AD ha definito queste figure come il «cuore pulsante del nostro progetto», una forza silenziosa che alimenta con umiltà e passione la crescita dei giovani atleti. Furlani ha sottolineato che il loro lavoro è fondamentale per lo sviluppo non solo calcistico, ma anche umano, dei ragazzi.

Un ringraziamento sentito è stato rivolto anche alle famiglie e ai genitori, riconosciuti per i sacrifici che affrontano. A loro Furlani ha ribadito la centralità della “PUMA House of Football”, descritta come «la culla dove il Milan cresce, dentro e fuori dal campo», un luogo di sicurezza e sviluppo per i loro figli e figlie.

Infine, Giorgio Furlani ha indirizzato un messaggio diretto agli atleti, ricordando loro l’onore e l’onere di indossare la maglia rossonera: «Non è facile vestire la maglia del Milan: richiede carattere, disciplina e amore vero per questi colori». Con questa dichiarazione, l’Amministratore Delegato ha ribadito che il successo futuro del club dipende dalla capacità dei giovani di assimilare questi valori fin dalle categorie inferiori.

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