Pagina 505 – Calcio News 24

Fiorentina, Vanoli: «L’AEK Atene un match per vedere da vicino altri giocatori. Ecco chi è sicuro del posto»

Fiorentina, Vanoli parla alla vigilia del match contro l’AEK Atene. Le parole del tecnico della Viola in vista della sfida di Conference League.

Giornata di vigilia per la Fiorentina. Paolo Vanoli in conferenza stampa ha presentato la delicata sfida contro l’AEK Atene.

AEK ATENE – «Nessun ostacolo. La sfida di domani ci consentirà di vedere da vicino i miglioramenti e anche giocatori che hanno trovato poco spazio. Il pensiero è rivolto alla Coppa».

DEBUTTO IN EUROPA – «Uno step importante. Non posso comunque pensarci molto vista la situazione in cui siamo».

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DZEKO E DE GEA – «Giocheranno. Ho parlato con Martinelli e ho spiegato la scelta di far giocare dall’inizio David».

SULLA PARTITA – «E’ un altro calcio. Loro sono forti e con un gioco propositivo. Conterà molto interpretare nel migliore dei modi la differenza fra le due competizioni».

Roma, Gasperini: «Il Midtyjlland è una squadra molto dura. Un vantaggio per non pensare già al Napoli. Su Dybala dico questo»

Roma, Gasperini ha parlato alla vigilia della delicata sfida contro il Midtyjlland. Le parole del tecnico giallorosso in conferenza stampa

Giornata di vigilia per la Roma. Domani i giallorossi scenderanno in campo contro il Midtyjlland e l’obiettivo è quello di portare a casa i tre punti. Le parole di Gasperini in conferenza stampa.

MIDTYJLLAND – «E’ una buona squadra. In attacco ha qualità e dispone anche di ottimi giocatori. Mi aspetto una gara aperta e questo potrebbe essere un vantaggio per non pensare al Napoli».

DYBALA – «Paulo come Bailey hanno fatto due allenamenti con la squadra. L’importante è che sono guariti e a disposizione. Poi il minutaggio passa in secondo piano».

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COPPA D’AFRICA – «Dispiace perdere Ndicka ed El Aynaoui. Penso che non ci saranno già con il Como. Però abbiamo ampie risorse per sostituirli».

FRANCULINO – «I danesi hanno degli ottimi giocatori e non mi piace parlare dei singoli. Sono una squadra da prendere con le molle».

Atletico Madrid Inter, Simeone avvisa: «Abbiamo un gruppo che lotta insieme. Sul futuro all’Inter…»

Atletico Madrid Inter, Simeone mette in guardia i nerazzurri: «Abbiamo un gruppo che lotta insieme. Sul futuro all’Inter…»

Diego Simeone accende la vigilia di Inter-Atletico: le dichiarazioni a Prime del tecnico argentino Alla vigilia della sfida di San Siro, l’allenatore dei colchoneros ha analizzato la partita e il momento della sua squadra, soffermandosi anche sull’approccio mentale richiesto contro i nerazzurri.

SUL MATCH DI STASERA – «Abbiamo un gruppo che lotta insieme e che risolve delle partite entrando dalla panchina: il punto più elevato al momento è questo. Con l’Inter è difficile, attacca molto bene, ha una personalità molto grande nel gioco offensivo: ha un gioco da tanti anni con nuove cose. Sono pericolosi, dovremo giocare una partita portandola dove possiamo fare male».

IO IN FUTURO ALL’INTER? – «Sì, non dipenderà da me ma è normale che a qualsiasi allenatore piacerebbe allenare una squadra fortissima come l’Inter. Io ho vissuto anni belli lì, oggi sto benissimo a Madrid, ma nel percorso della mia carriera mi immagino forse che possa esserci quell’opportunità»

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Lazio, attenta! Quel biancoceleste è finito nel mirino di alcuni club esteri! Le ultime

Lazio, nodo Basic: prestazioni in crescita e interessi dalla Germania e dalla Spagna. Cosa sta succedendo

Toma Basic sta vivendo la fase più brillante della sua carriera alla Lazio. Reinserito in lista contro il Genoa al posto di Dele-Bashiru, il centrocampista croato ha conquistato la titolarità con prestazioni di alto livello: due assist contro Torino e Lecce e il gol decisivo contro la Juventus hanno reso questa la sua miglior stagione in biancoceleste.

In sole otto partite, il classe ’97 ha già eguagliato i numeri delle due annate precedenti, confermando una crescita evidente. Non solo in fase offensiva: Basic è il migliore della rosa per percentuale di contrasti vinti (86%) e il secondo, dietro Cataldi, per respinte difensive. Un rendimento che lo ha trasformato in un elemento chiave nello scacchiere di Maurizio Sarri.

Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione anche all’estero. Secondo il Corriere dello Sport, club di Bundesliga e Liga hanno sondato la sua situazione, con il Betis Siviglia particolarmente interessato. Con il contratto in scadenza a giugno, il futuro del croato resta in bilico: la Lazio potrebbe valutare il rinnovo per evitare di perderlo a parametro zero.

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Mercato Inter, Maignan nel mirino: il Milan si irrigidisce! L’indiscrezione del Corriere della Sera

Mercato Inter valuta Maignan come erede di Sommer: il Milan reagisce, i dettagli dal Corriere della Sera

A Milanello aleggia lo spettro di un nuovo “caso Calhanoglu”. Secondo il Corriere della Sera, l’Inter avrebbe inserito Mike Maignan nella lista dei possibili eredi di Yann Sommer, alimentando i timori di un tradimento sportivo. La dirigenza rossonera, consapevole del rischio, è pronta a muoversi per evitare che la storia si ripeta.

Il ricordo del passaggio a parametro zero del regista turco è ancora vivo, e ora i nerazzurri studiano con attenzione la situazione del portiere francese, in scadenza di contratto. I colloqui con il Milan sono infatti fermi da febbraio, dopo che un primo accordo era saltato: la proposta economica rivista al ribasso aveva irritato Maignan, spingendolo a guardare con interesse alla Premier League.

A cambiare lo scenario è stato l’arrivo di Massimiliano Allegri, capace di ridare solidità e prospettive al progetto rossonero. La società è pronta a riaprire il tavolo delle trattative, puntando sulla forza del tecnico toscano come “persuasore” per convincere Maignan a restare e respingere l’assalto dei cugini interisti.

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Le ambizioni del Catania e il talento dell’ex Sampdoria Leonardi: l’analisi di Virzì (Ag. FIFA)

Catania, parla l’agente FIFA Gianluca Virzì: focus sulle ambizioni del club e su Simone Leonardi. Le parole

Gianluca Virzì, agente FIFA, ospite su Globus Television. Nel corso del programma “Calcionate – I Commenti in Casa RossAzzurra”, il procuratore ha parlato delle ambizioni del Catania e del futuro di Simone Leonardi, giovane talento classe 2005.

Leonardi, cresciuto nel settore giovanile della Sampdoria e oggi in prestito alla Ternana, ha già messo in mostra qualità interessanti nelle sue esperienze passate. Virzì ha evidenziato come il Catania creda molto nelle potenzialità dell’attaccante, considerandolo una pedina importante per il progetto futuro e auspicando che il suo rendimento possa crescere ulteriormente.

LEONARDI – «La Sampdoria ha lavorato tanto su Simone Leonardi. Ci sono stati dei momenti di up e down come tutti i calciatori, ma proprio dai momenti più difficili lui si è rafforzato. E ce ne sono stati tanti. Non è facile per un ragazzo estrapolato dal suo quartiere, messo dall’altra parte dell’Italia. Il periodo del Covid è stato molto duro. Lui però ha avuto sempre questa voglia di emergere. Non dimenticherò mai l’esordio in B col Palermo – ringrazio la famiglia di Simone, in particolar modo la mamma -, ho visto coronare il sogno di un ragazzo che non vedeva l’ora di esordire, poi ha fatto gol anche contro il Catanzaro. Nel recente turno di campionato ha realizzato un gran gol in rovesciata ma non è la prima volta, sono abituato a questi suoi gesti tecnici, anche più importanti».

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Proteste Bari, i tifosi stufi della multiproprietà! Proseguono le manifestazioni della tifoseria biancorossa contro la famiglia De Laurentiis

Proteste Bari, i tifosi stufi della multiproprietà! Chiesta la cessione del club a un nuovo proprietario, opponendosi alla gestione della famiglia De Laurentiis

La protesta dei tifosi del Bari contro le multiproprietà e la gestione della famiglia De Laurentiis, che controlla sia il Bari che il Napoli, continua a farsi sentire con forza. Con il club pugliese in difficoltà e in lotta per la salvezza, la tifoseria biancorossa ha organizzato un nuovo raduno, fissato per l’8 dicembre alle 11:00 in Piazza Prefettura. Il volantino che invita alla manifestazione recita: «Nessuna scusante, tutti in piazza contro la multiproprietà! Unici, decisi e compatti contro questa società!», in un chiaro appello a chiedere la liberazione del club dall’attuale proprietà e un cambiamento che riporti il Bari ad ambizioni più alte.

La situazione del Bari è complicata: attualmente occupano il quartultimo posto in classifica, con soli 13 punti in 14 partite, e il rischio retrocessione sembra sempre più vicino. La piazza, storicamente contraria alle multiproprietà, ha già più volte espresso il proprio disappunto tramite comunicati, striscioni e cori contro la famiglia De Laurentiis, accusata di non essere interessata al rilancio del club. La protesta è alimentata dalla convinzione che, in caso di promozione in Serie A, la famiglia De Laurentiis sarebbe costretta a cedere una delle due squadre di sua proprietà, e questo alimenta il sentimento di trascuratezza nei confronti del Bari.

I tifosi biancorossi, inoltre, non sono soddisfatti di essere visti, giustamente o ingiustamente, come una sorta di “Napoli B”, un concetto che non riflette la storia e le tradizioni di un club che merita rispetto e un futuro migliore. La protesta continua, con il Bari che rischia di vivere un’altra stagione difficile se la situazione non cambierà.

Svolta Thiago Silva, lo vanno a prendere: c’è la conferma

Ritorno di fiamma in vista tra il Milan e Thiago Silva: il difensore potrebbe presto tornare a Milanello

La squadra di Massimiliano Allegri, reduce dalla vittoria importantissima contro l’Inter, è già concentrata sul prossimo impegno, che sarà senza dubbio fondamentale. La vittoria nel derby ha dato ossigeno all’ambiente rossonero, preoccupato soprattutto per i pochi punti raccolti contro le squadre più piccole come Parma e Pisa, gare in cui sono arrivati due pareggi che hanno rallentato il Milan in ottica classifica.

Tuttavia, il punto di forza della nuova squadra guidata dal tecnico toscano è la capacità di imporsi sempre negli scontri diretti: contro Bologna, Napoli, Roma e Inter sono arrivate quattro vittorie, oltre al pareggio con la Juventus. Attualmente il Milan è infatti imbattuto negli scontri diretti.

Va però sottolineato che gli impegni non saranno affatto semplici per Massimiliano Allegri, che si prepara a un doppio confronto con la Lazio di Maurizio Sarri: prima in campionato e poi in Coppa Italia. Due sfide che saranno determinanti, soprattutto quella di Coppa Italia, che essendo una gara secca permetterà a una delle due squadre di proseguire il proprio cammino nella competizione nazionale.

Milan e Lazio, infatti, sono le due formazioni che lo scorso anno non sono riuscite a qualificarsi alle competizioni europee e che, avendo ora la Coppa Italia come unico obiettivo extra campionato, vorranno giocarsi al massimo ogni possibilità per rimanere competitive anche sul fronte nazionale.

Nelle scorse settimane si è parlato della possibilità di un ritorno romantico al Milan di Thiago Silva. La dirigenza rossonera, oltre a valutare un possibile innesto per il reparto offensivo in vista del mercato di gennaio, sta infatti considerando anche la necessità di aggiungere un nuovo difensore capace di mantenere alto il livello di competitività del reparto arretrato. Ed è proprio in questo contesto che il nome di Thiago Silva è tornato ad essere accostato al Milan.

Thiago Silva-Milan, il ritorno si avvicina

Il suo ritorno avrebbe un sapore speciale per molti tifosi, che accoglierebbero con entusiasmo il rientro di un loro beniamino pronto a indossare nuovamente la maglia rossonera. Questa suggestione di mercato è stata rilanciata da Carlo Pellegatti: il giornalista, notoriamente legato ai colori rossoneri, durante la trasmissione Pressing su Mediaset, oltre a commentare la fondamentale vittoria nel derby contro l’Inter, ha lasciato intendere che l’ipotesi di un ritorno di Thiago Silva nel mercato di gennaio non sarebbe da escludere.

thiago silva
Thiago Silva-Milan, il ritorno si avvicina (Foto Instagram) – Calcionews24.com

“A gennaio devono aprire il salvadanaio per puntare allo Scudetto. Serve un difensore centrale, chi gioca se viene un raffreddore a Gabbia? Thiago Silva lo andrei a prendere io in Brasile, sono berlusconiano e Silvio Berlusconi lo avrebbe ripreso”, ha commentato Pellegatti, mandando un chiaro messaggio alla dirigenza rossonera.

Mondiali 2026, Gli Stati Uniti puntano alla vittoria del torneo! L’ambizione confermata al The Athletic è quella di portare a casa il trofeo

Mondiali 2026, Gli Stati Uniti puntano alla vittoria del torneo! L’obiettivo di vincere il prossimo torneo. Le conferme arrivano al The Athletic

Gli Stati Uniti non si accontentano più del ruolo di semplici padroni di casa. La US Soccer, la federazione calcistica statunitense, ha fissato un obiettivo ambizioso: conquistare l’inedito titolo mondiale maschile nelle prossime edizioni del torneo più importante al mondo. A confermare questa determinazione è stato il direttore esecutivo, JT Batson, in un’intervista al portale The Athletic.

Gli USA si preparano a ospitare la Coppa del Mondo per la seconda volta nella loro storia, questa volta affiancati da Canada e Messico. La prima occasione fu nel 1994, ricordata per la vittoria del Brasile sull’Italia ai rigori. Tuttavia, la federazione americana vuole che il futuro sia diverso dal passato: il miglior risultato storico della nazionale maschile rimane un lontano terzo posto nell’edizione inaugurale del 1930 in Uruguay. Dopo aver fallito la qualificazione nel 2018 ed essere tornati nel 2022, l’asticella è ora puntata verso il massimo traguardo.

Batson ha sottolineato la necessità di equilibrare i successi tra le due nazionali principali. Mentre la squadra femminile è una potenza consolidata, tetracampione del mondo (1991, 1999, 2015 e 2019), quella maschile deve ancora affermarsi a quei livelli. «Sappiamo che c’è più da fare sul versante maschile… abbiamo l’ambizione di dimostrare che siamo all’altezza della sfida», ha dichiarato Batson.

L’ambizione si basa su una crescita concreta del calcio nel Paese, sostenuta anche dai rapporti sempre più stretti tra la politica statunitense e la FIFA. I numeri confermano il trend: nel 2024, i praticanti di calcio (considerando sia indoor che outdoor) hanno raggiunto quota 20,5 milioni, un aumento di oltre tre milioni rispetto al 2019. Il calcio ha ormai superato il baseball (17,3 milioni) e si avvicina al football americano (18,8 milioni), sebbene il basket rimanga lo sport più praticato (31,9 milioni).

L’obiettivo finale, secondo Batson, è duplice: vincere sul campo e ispirare milioni di bambini, creando una nazione che creda fermamente nella propria selezione nazionale.Gli Stati Uniti non si accontentano più del ruolo di semplici padroni di casa. La US Soccer, la federazione calcistica statunitense, ha fissato un obiettivo ambizioso: conquistare l’inedito titolo mondiale maschile nelle prossime edizioni del torneo più importante al mondo. A confermare questa determinazione è stato il direttore esecutivo, JT Batson, in un’intervista al portale The Athletic.

Gli USA si preparano a ospitare la Coppa del Mondo per la seconda volta nella loro storia, questa volta affiancati da Canada e Messico. La prima occasione fu nel 1994, ricordata per la vittoria del Brasile sull’Italia ai rigori. Tuttavia, la federazione americana vuole che il futuro sia diverso dal passato: il miglior risultato storico della nazionale maschile rimane un lontano terzo posto nell’edizione inaugurale del 1930 in Uruguay. Dopo aver fallito la qualificazione nel 2018 ed essere tornati nel 2022, l’asticella è ora puntata verso il massimo traguardo.

Batson ha sottolineato la necessità di equilibrare i successi tra le due nazionali principali. Mentre la squadra femminile è una potenza consolidata, tetracampione del mondo (1991, 1999, 2015 e 2019), quella maschile deve ancora affermarsi a quei livelli. «Sappiamo che c’è più da fare sul versante maschile… abbiamo l’ambizione di dimostrare che siamo all’altezza della sfida», ha dichiarato Batson.

L’ambizione si basa su una crescita concreta del calcio nel Paese, sostenuta anche dai rapporti sempre più stretti tra la politica statunitense e la FIFA. I numeri confermano il trend: nel 2024, i praticanti di calcio (considerando sia indoor che outdoor) hanno raggiunto quota 20,5 milioni, un aumento di oltre tre milioni rispetto al 2019. Il calcio ha ormai superato il baseball (17,3 milioni) e si avvicina al football americano (18,8 milioni), sebbene il basket rimanga lo sport più praticato (31,9 milioni).

L’obiettivo finale, secondo Batson, è duplice: vincere sul campo e ispirare milioni di bambini, creando una nazione che creda fermamente nella propria selezione nazionale.

Bernardo Silva City, il portoghese fa tremare Guardiola con le sue dichiarazioni: ormai sono sciolti tutti i dubbi sul suo futuro! La Juve alla finestra

Bernardo Silva City, ormai non ci sono più dubbi. Il portoghese fa tremare Guardiola con le sue dichiarazioni! La Juve alla finestra ci spera

Le parole di Bernardo Silva hanno fatto tremare il mercato europeo. Il centrocampista lusitano, in una conferenza stampa che ha catturato l’attenzione di tutto il calcio internazionale, ha ufficialmente annunciato che la sua esperienza al Manchester City è giunta al termine. A pochi mesi dalla scadenza del suo contratto, Silva ha confermato che non ci sarà alcun rinnovo, dichiarando apertamente che la sua “ultima stagione” con il club di Pep Guardiola è in corso.

LA CONFESSIONE DI SILVA – «Sono concentrato sulla mia ultima stagione a Manchester City: voglio concludere al meglio, provare a vincere ancora qualcosa con il club che mi ha dato tanto».

Questa rivelazione ha fatto drizzare le antenne a tutte le big europee, con la Juventus in prima fila. Il neo-Amministratore Delegato bianconero, Damien Comolli, ha da tempo monitorato la situazione di Silva, considerandolo un possibile grande colpo a parametro zero per la stagione 2026/27. La Juventus, sempre alla ricerca di qualità e leadership a centrocampo, vede nel fuoriclasse portoghese l’elemento ideale per rinforzare la squadra di Luciano Spalletti.

UN GIOCATORE TOTALE PER LA JUVE – «Per Spalletti, l’arrivo di un giocatore totale come Bernardo Silva sarebbe la ciliegina sulla torta. Un jolly capace di agire da mezzala, trequartista o esterno, portando quell’esperienza internazionale necessaria per competere in Champions League».

OBIETTIVO MONDIALE 2026 – «Successivamente, voglio diventare campione del mondo con la mia nazionale, il sogno di ogni portoghese».

Con Barcellona e PSG storiche estimatrici del talento di Silva, la concorrenza per il portoghese sarà durissima. Tuttavia, la Juventus è pronta a inserirsi nell’asta per quello che potrebbe essere uno dei colpi più importanti della prossima finestra di mercato. Silva, free agent a partire dalla prossima estate, rappresenta un’opportunità unica per la Vecchia Signora, che potrebbe regalarsi un sogno a costo zero.

Arbitri Serie A, annunciate le designazioni della tredicesima giornata! Sorpresa Milan Lazio, Massa al Derby del Sole. Tutte le scelte dell’AIA

Arbitri Serie A, annunciate dall’AIA le designazioni della tredicesima giornata del massimo campionato! Sorpresa Milan Lazio, Massa al Derby del Sole. Le scelte

L’AIA ha annunciato le designazioni arbitrali per la tredicesima giornata di Serie A 2025-2026, che si disputerà dal 28 novembre al 1 dicembre. Ecco gli arbitri designati per ogni match:

COMO – SASSUOLO

Venerdì 28/11 h. 20.45
Arbitro: Marchetti
Assistenti: Di Gioia – Barone
IV: Di Marco
VAR: Ghersini
AVAR: Abisso

GENOA – H. VERONA

Sabato 29/11 h. 15.00
Arbitro: Fabbri
Assistenti: Lo Cicero – Politi
IV: Bonacina
VAR: Mazzoleni
AVAR: Maggioni

PARMA – UDINESE

Sabato 29/11 h. 15.00
Arbitro: Piccinini
Assistenti: Ceccon – Regattieri
IV: Mucera
VAR: Prontera
AVAR: Abisso

JUVENTUS – CAGLIARI

Sabato 29/11 h. 18.00
Arbitro: Crezzini
Assistenti: Berti – Cecconi
IV: Ayroldi
VAR: Di Bello
AVAR: Dionisi

MILAN – LAZIO

Sabato 29/11 h. 20.45
Arbitro: Collu
Assistenti: Vecchi – Yoshikawa
IV: Zufferli
VAR: Di Paolo
AVAR: Paterna

LECCE – TORINO

Domenica 30/11 h. 12.30
Arbitro: Mariani
Assistenti: Colarossi – Ricci
IV: Sacchi J.L.
VAR: Marini
AVAR: Fourneau

PISA – INTER

Domenica 30/11 h. 15.00
Arbitro: Guida
Assistenti: Bercigli – Cavallina
IV: Perenzoni
VAR: Paterna
AVAR: La Penna

ATALANTA – FIORENTINA

Domenica 30/11 h. 18.00
Arbitro: Marcenaro
Assistenti: Cipressa – Laudato
IV: Sozza
VAR: Camplone
AVAR: Doveri

ROMA – NAPOLI

Domenica 30/11 h. 20.45
Arbitro: Massa
Assistenti: Meli – Alassio
IV: Pairetto
VAR: Aureliano
AVAR: Di Bello

BOLOGNA – CREMONESE

Lunedì 01/12 h. 20.45
Arbitro: Feliciani
Assistenti: Rossi M. – Bahri
IV: Massimi
VAR: Gariglio
AVAR: La Penna

Miranda durissimo su Spalletti: «Come allenatore un vincente ma come uomo… lasciamo stare. Il peggior allenatore avuto in Italia»

Miranda, che bordata a Spalletti: «Come allenatore un vincente ma come uomo… Il peggior allenatore avuto in Italia»

Intervistato dalla Gazzetta, Miranda ripercorre il passato nerazzurro e commenta con durezza Spalletti. Ecco cosa ha detto:

SU SPALLETTI – «Come allenatore niente da dire: un vincente. Ha riportato l’Inter in Champions e ha gettato le basi per il futuro, ma come uomo… lasciamo stare. Il peggior allenatore avuto in Italia in tal senso. Mancini è stato un gentleman, De Boer non è stato capito. Ma Spalletti viveva col terrore che qualcuno parlasse male di lui. Se ci fa caso sono pochi i calciatori ad aver avuto buoni rapporti con lui».

IN COSA NON CI SIAMO TROVATI – «Litigammo per questioni di campo. Non ama chi gli si mette contro e ha opinioni diverse. Dopo quel diverbio, successo nel mio ultimo anno all’Inter, ho iniziato a giocare sempre meno. Mi schierava una volta sì e un’altra no. Così è difficile entrare in condizione, soprattutto se ti ritrovi a giocare solo le partite importanti».

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Lazio, ansia per Gila: il difensore a rischio per la sfida di campionato contro il Milan! Le ultime

Allarme Lazio! Gila infortunato: Sarri rischia di perderlo per il match con il Milan. Tutti gli aggiornamenti sui biancocelesti

Lazio, ansia per Mario Gila. Con Cataldi già indisponibile e Castellanos ancora alle prese con il recupero, la principale incognita in casa biancoceleste riguarda le condizioni del difensore spagnolo. Gila ha accusato un problema all’adduttore destro nell’ultima gara contro il Lecce, lasciando il campo nel secondo tempo per far posto a Patric. La sua presenza resta in dubbio per la trasferta di San Siro contro il Milan.

Valutazioni in corso

La situazione sarà monitorata nelle prossime ore, a partire dalla ripresa degli allenamenti con una doppia seduta programmata. Come riportato da Il Corriere dello Sport, il club valuterà attentamente le condizioni del centrale prima di decidere se potrà essere convocato per la sfida con i rossoneri.

Un calendario fitto

Non va dimenticato che pochi giorni dopo, il 4 dicembre, la Lazio affronterà nuovamente il Milan in Coppa Italia all’Olimpico: un appuntamento cruciale che rende ancora più delicata la gestione del difensore.

Le alternative in difesa

In caso di forfait di Gila, il ballottaggio per una maglia da titolare rimane aperto tra Patric e Provstgaard. Finora il danese ha sempre affiancato Romagnoli, ma contro il Lecce è stato Patric a partire dall’inizio. La decisione finale spetterà a Maurizio Sarri, chiamato a scegliere la soluzione migliore per affrontare il Milan.

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Renato Sali si racconta: «Chi mi piace oggi? Dimarco dell’Inter. Io mi ispiravo a Breitner, il calcio oggi mi delude. Ho marcato le migliori ali destre: ecco chi erano»

Renato Sali, ex terzino di Foggia e Bologna, racconta a La Gazzetta dello Sport la sua carriera negli anni ’70, le sue idee politiche e i ricordi del calcio italiano

Renato Sali ha giocato 134 partite in Serie A tra Foggia e Bologna. Oggi apre l’album dei ricordi degli anni ’70 che lo hanno visto protagonista. Ecco il suo racconto a La Gazzetta dello Sport.

TERZINO CON IDEE DI SINISTRA COME IL SUO IDOLO – «Paul Breitner del Bayern Monaco. L’avevo visto al Mondiale del 1974 con la Germania Ovest, mi era piaciuto e mi immedesimavo in lui. C’era una discreta somiglianza di lineamenti, mi sono acconciato la capigliatura alla sua maniera e sono diventato il Paul Breitner della Bassa».

LE DISCUSSIONI POLITICHE NELLO SPOGLIATOIO – «Nello spogliatoio del Bologna mi scontravo con Mauro Bellugi. Lui era per il Msi, il Movimento sociale italiano. Mi diceva: “Tu fai il comunista, ma guadagni più soldi di un operaio”. Allora i calciatori discutevano anche di politica».

CON L’UNITÀ E L’ESKIMO ALLO STADIO – «Anche a Foggia andavo allo stadio con l’Unità e l’eskimo, ma con Fesce non ho mai avuto alterchi, il presidente era una persona civilissima e rispettosa. I politici avevano un altro spessore, negli anni Settanta».

DELUSO DALLA POLITICA DI OGGI – «Non l’ho mai fatta, non sono mai stato iscritto a niente. Votavo per Enrico Berlinguer e stop. Oggi il Pd mi sembra un partito debole. La gente non partecipa più, sono sempre meno i cittadini che vanno a votare. Ho scelto il sociale, sono in pensione e faccio volontariato: accompagno i bambini a scuola, aiuto chi ha bisogno. Continuo a leggere i giornali e a fare i miei ragionamenti, ma sono deluso».

SCAMBIATO PER UN TERRORISTA – «Succedeva durante i viaggi. Erano gli anni delle Brigate Rosse e in effetti avevo un certo aspetto. Mi identificavano, scoprivano che ero un calciatore».

DOVEVA ANDARE AL MILAN – «Si diceva, ma a me nessuno ha mai detto nulla. Ero un terzino combattivo, non mollavo mai, andavo avanti e indietro sulla fascia sinistra, ci mettevo l’anima, però il mercato non mi interessava».

CHI GLI PIACE OGGI – «Mi piace Dimarco dell’Inter. Ero un tipo così, spingevo per arrivare a crossare dal fondo, la cosa più difficile. Da ragazzo mi ispiravo a Facchetti».

JUVE NEL CUORE – «No, sono sempre stato juventino. Salvadore e Furino erano i miei juventini preferiti».

IL CALCIO SCOMMESSE DEL 1980 – «Non sapevamo niente, poi a pranzo ho visto un signore attorno ai tavoli, mi sembrava che nel cappotto avesse delle buste. Io ho detto: “Non ci sto, non partecipo a questa cosa”. Savoldi ha fatto gol e io mi sono battuto per difendere l’1-0. È finita 1-0 e nel sottopassaggio ci sono state delle discussioni, diciamo. Poi ho saputo che il signore al ristorante era Trinca. Io ero pulito, estraneo a certi traffici. A me piaceva stare in solitudine. Mi estraniavo dal gruppo, ero taciturno».

TELEFONATE – «Ero sempre l’ultimo a scendere per la colazione perché mi addormentavo tardi, facevo le parole crociate fino a notte fonda. Quando arrivai nella sala, mi parlarono di una telefonata di due giocatori juventini per concordare un pareggio. Queste cose le ho dette anche alle “Iene” e ho ricevuto molte critiche. Dissi che non volevo saperne niente e giocai la mia solita partita. Su un mezzo cross, il nostro portiere fece una mezza papera. Poi pareggiammo. Verso la fine la Juve ebbe una grossa occasione e la sbagliò. Questo è tutto quello che so. Non sono mai stato chiamato in causa nei processi».

L’AVVERSARIO PIÙ DIFFICILE – «Ho marcato le migliori ali destre: Causio, Claudio Sala, Bruno Conti. Me la sono quasi sempre cavata. Chi mi ha fatto passare un pomeriggio da incubo è stato però Cerilli del Vicenza».

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Bodo Glimt Juventus, il retroscena che non ti aspetti: ecco cosa è successo dopo il fischio finale

Bodo Glimt Juventus, il retroscena è presto svelato: ecco che cosa è accaduto dopo il fischio finale della partita

Una notte di Champions indimenticabile all’Aspmyra Stadion. Non sarà ricordata soltanto per la vittoria rocambolesca per 3-2, maturata nel recupero grazie al gol di Jonathan David, né per la neve che ha reso epica la sfida. L’immagine più potente è arrivata subito dopo il triplice fischio: l’abbraccio ideale tra la Juventus e i suoi tifosi, simbolo di uno spirito ritrovato.

In un contesto proibitivo, con temperature percepite vicine ai -8 gradi e un vento gelido, circa 500 sostenitori bianconeri hanno compiuto un vero atto di fede, seguendo la squadra fino a Bodo, oltre il Circolo Polare Artico, per sostenerla in una gara da vincere a ogni costo.

Il gesto che vale più di mille parole

Al termine della partita, nonostante la stanchezza e il freddo, la Juve non si è rifugiata negli spogliatoi. Compatta, si è diretta sotto il settore ospiti per condividere un momento di comunione emotiva con i propri tifosi. I giocatori hanno tolto le maglie bagnate e ghiacciate, lanciandole verso gli spalti come segno tangibile di gratitudine verso chi ha sfidato il gelo e macinato chilometri per non lasciare sola la squadra.

Il patto d’acciaio riparte dalla Norvegia

Quel gesto non è stato semplice folclore, ma la conferma di un “patto” evocato alla vigilia. Dopo i pareggi deludenti e il silenzio di Firenze, la Juventus aveva bisogno di ritrovare la connessione con la sua gente. Vedere campioni come Vlahovic, Openda, McKennie e il trascinatore Yildiz spogliarsi delle loro divise per donarle ai tifosi ha dimostrato che il gruppo ha recepito il messaggio di responsabilità lanciato da Spalletti.

Due vittorie in una notte

Quei 500 eroi sugli spalti incarnano una passione che non si spegne mai, e la squadra ha voluto onorarli nel modo più diretto possibile. In una serata in cui serviva alzare il livello e mostrare carattere, la Juventus ha vinto due volte: sul campo sintetico norvegese e nel cuore della sua tifoseria. Ripartire da questo legame, saldato nel ghiaccio di Bodo, sarà fondamentale per affrontare il prosieguo della stagione e la rincorsa in campionato. La maglia bianconera, sudata e regalata, diventa così il simbolo di una Juve pronta a lottare unita.

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Clamoroso in Norvegia! Juventus bloccata a Bodo: rientro a rischio, gli ultimi dettagli

Juventus ferma a Bodo: rientro incerto per squadra e tifosi, la situazione in Norvegia. Cosa sta succedendo, le ultime

La trasferta della Juventus oltre il Circolo Polare Artico si è trasformata in un vero incubo logistico. Dopo la vittoria sul campo contro il Bodø/Glimt, il post-partita è stato segnato dal gelo e dall’incertezza: l’aeroporto della città norvegese è paralizzato dalle condizioni meteo proibitive, con la pista di decollo ricoperta di ghiaccio e voli cancellati sin dall’alba. Lo riferisce il Corriere della Sera.

La situazione ha coinvolto non solo la squadra ma anche centinaia di tifosi bianconeri, rimasti bloccati all’interno del terminal. Molti charter e voli di linea sono stati annullati o hanno subito pesanti ritardi, lasciando circa un migliaio di passeggeri in attesa di un miglioramento del meteo. Anche Locatelli e compagni, che hanno pernottato in città, sperano di poter decollare con il charter previsto a mezzogiorno. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

Un barlume di speranza è arrivato dalle autorità aeroportuali, che hanno ipotizzato la ripresa dei voli proprio dalle 12:00, se le condizioni lo permetteranno. Le difficoltà, però, erano iniziate già alla vigilia: l’AD Damien Comolli e Giorgio Chiellini hanno dovuto affrontare un atterraggio di emergenza in Svezia e raggiungere Bodø in auto. Ora tutta la spedizione bianconera attende con ansia che il gelo artico allenti la sua morsa.

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Inter, Chivu a Prime: «Io ho fiducia in tutti e 22 i giocatori che ho. Milan e Atletico Madrid? Similitudini, vi spiego»

Inter, le parole di Cristian Chivu alla vigilia della sfida di Champions con l’Atletico Madrid. Ecco le sue dichiarazioni a Prime

Cristian Chivu analizza il momento dell’Inter. Intervistato da Prime Video a poche ore dalla sfida di Champions League contro l’Atletico Madrid, il tecnico nerazzurro ha sottolineato la crescita della squadra, nonostante la recente sconfitta nel derby. Chivu ha apprezzato l’atteggiamento mostrato contro il Milan e si aspetta una partita tatticamente simile contro la formazione di Diego Simeone, chiedendo però ai suoi maggiore cinismo sotto porta in un contesto difficile come quello del Wanda Metropolitano. Ecco un estratto delle sue parole:

CURARE I DETTAGLI – «Manca la vittoria, l’atteggiamento nella partita di domenica mi è piaciuto. La propositività, l’attenzione e quello che abbiamo creato. Ci è mancata fortuna, ma arriverà. Non abbiamo concesso molto, abbiamo mantenuto equilibrio, la crescita la vedo».

CHE GARA MI ASPETTO? – «Sì mi aspetto delle similitudini, due squadre che sia assomigliano. Mi aspetto una partita simile, l’unica differenza è che stavolta siamo noi fuori casa e l’Atletico in casa e sappiamo quanto e difficile affrontarli in casa loro».

SOMMER? SU DIOUF E LUIS HENRIQUE? – «Io ho fiducia in tutti e 22 i giocatori che ho disposizione più i tre portieri. Ho fiducia anche in Martinez, ma per me ora Sommer è il portiere numero uno della squadra. In base alle partite, in base a come li vedo in settimana tutti prima o poi hanno avuto la possibilità di giocare».

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Juve Cagliari, parla Marchetti: «La Juventus non ha scelte, deve vincere per forza. Ma il Cagliari può dire la sua! Ecco come»

Juve Cagliari, parla Alberto Marchetti: l’ex centrocampista analizza la sfida dell’Allianz Stadium. Le dichiarazioni

Il Cagliari prepara la sfida contro la Juventus. Sabato 29 novembre, alle ore 18, i rossoblù saranno di scena all’Allianz Stadium per affrontare la squadra di Luciano Spalletti. Un match delicato, che potrebbe rivelarsi fondamentale nella corsa salvezza della formazione sarda.

Alberto Marchetti e i ricordi di campo

In avvicinamento alla gara, Alberto Marchetti – ex centrocampista che ha vestito entrambe le maglie – ha condiviso le sue impressioni in un’intervista a La Nuova Sardegna. Marchetti ha legato il suo nome al Cagliari tra il 1977 e il 1983, sei stagioni in cui divenne uno dei punti fermi della mediana. Insieme a compagni come Casagrande, Quagliozzi e Bellini, costruì un reparto centrale solido e rispettato, capace di farsi apprezzare in tutta la Serie A. Ecco un estratto delle sue parole:

CAGLIARI – «Il Cagliari tutti gli anni lotta per non retrocedere e anche in questo campionato sarà dura. Magari può arrivare qualcuno a gennaio. Belotti, infortunato, va sostituito. Bene Borrelli, ma, soprattutto davanti, bisogna avere delle certezze».

MATCH – «La Juventus non ha scelte, deve vincere per forza. Ma il Cagliari può dire la sua con il contropiede che deve essere rapido e incisivo. Ci vuole compattezza, il Cagliari deve togliere spazi alla Juventus. Ma soprattutto deve far capire da subito che può essere pericoloso. Il Cagliari può fare la sua partita. Ma se dovesse perdere, non sarebbe di certo un dramma».

PISACANE – «I giovani vanno bene, ma un conto è la Primavera, un altro la A. Magari ha le doti e le caratteristiche per diventare un fuoriclasse degli allenatori, ma se devo dirla tutta, questa scelta mi è sembrata un po’ azzardata».

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Mercato Milan, spunta la clamorosa ipotesi di un ritorno a gennaio per Thiago Silva: il brasiliano si offre ma… Le ultime

Mercato Milan, Thiago Silva si propone: ipotesi clamorosa di ritorno già a gennaio. Tutti gli aggiornamenti e le ultime

Thiago Silva sogna ancora il Milan. A 41 anni, con un contratto in essere con il Fluminense fino al giugno 2026, il difensore brasiliano guarda a San Siro come l’ultima tappa della sua carriera. Secondo quanto riportato dai media brasiliani, l’ipotesi di un ritorno del “Monstro” già a gennaio non è più soltanto una suggestione romantica, ma una possibilità concreta.

L’iniziativa è partita direttamente dal suo entourage: tramite l’agente, Thiago Silva si è proposto al club rossonero, manifestando la volontà di lasciare il Brasile per rimettersi in gioco in Serie A e dare una mano alla squadra in un momento delicato della stagione.

Le richieste contrattuali

Il nodo principale riguarda l’accordo economico. Silva chiede un contratto di un anno e mezzo, fino al 30 giugno 2027, oppure un accordo semestrale con clausole semplici che garantiscano il rinnovo automatico per la stagione successiva. La dirigenza di via Aldo Rossi, pur riconoscendo il valore e la leadership del giocatore, al momento è disposta a offrire soltanto un contratto secco di sei mesi, senza vincoli futuri, in linea con le strategie di lungo periodo e considerando l’età avanzata del centrale.

Le alternative e il cuore rossonero

Nel frattempo, l’agente del brasiliano ha sondato altre piste, proponendolo anche a PSG e Chelsea. Da Parigi e Londra, però, non sono arrivati segnali concreti. Il Milan resta dunque l’opzione più calda, quella che il difensore porta nel cuore. Per rivederlo con la maglia numero 33, però, servirà che una delle due parti faccia un passo indietro sulle condizioni contrattuali.

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Calciomercato Juve, spunta un nuovo nome per il centrocampo bianconero! Interesse per il classe 2005 ungherese del Ferencvaros Alex Toth

Calciomercato Juve, spunta un nuovo nome per il centrocampo bianconero! Occhi puntati su Toth, giovane talento unghere: ma occhio alla concorrenza

La Juventus ha messo nel mirino Alex Toth, centrocampista centrale del Ferencváros, classe 2005, che sta facendo parlare di sé per le sue prestazioni brillanti nelle ultime settimane. Con il club ungherese, Toth ha totalizzato finora 19 presenze, segnando 2 gol e fornendo 5 assist. Numeri decisamente significativi, che testimoniano non solo la sua crescita, ma anche l’impatto che sta avendo nel cuore del centrocampo. A due anni esatti dal suo passaggio dalla seconda squadra del Ferencváros alla prima, il giovane centrocampista ha saputo conquistare un posto da titolare e dimostrarsi determinante.

Come riportato da Tuttosport, la Juventus ha deciso di inserirsi nella corsa per Toth, riconoscendo le qualità del giocatore e la necessità di rinforzare il centrocampo con un talento giovane ma già pronto per il salto di qualità. La Juve è infatti alla ricerca di nuovi innesti per aumentare la qualità del reparto centrale, cercando di non perdere opportunità che potrebbero rivelarsi decisive per il futuro, ma con un occhio di riguardo anche al presente.

La concorrenza in Bundesliga

Tuttavia, la concorrenza per Toth è forte e proveniente da alcuni dei club più importanti della Bundesliga. Bayer Leverkusen e Lipsia, entrambe fucine di talenti, sono in prima linea per strappare il giovane centrocampista all’Ferencváros. Non solo, anche il Bayern Monaco si è fatto sentire, mentre il Borussia Dortmund potrebbe intromettersi nei discorsi, scrive Tuttosport. La presenza di squadre tedesche con una solida reputazione a livello internazionale rende la competizione particolarmente difficile per la Juventus.

Il legame con Marco Rossi

Un fattore che potrebbe rivelarsi determinante nella scelta del giovane centrocampista è la figura dell’allenatore della Nazionale ungherese, Marco Rossi. L’italiano, originario di Torino, ha avuto un impatto positivo su Toth, che potrebbe scegliere di proseguire il suo percorso con il supporto di un tecnico che conosce bene il calcio europeo. Questo legame con Rossi potrebbe influire sulla decisione finale, rendendo la Juventus un contendente forte, ma non l’unico.

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Champions League, l’analisi degli altri match del martedì: il turnover ferma Guardiola, Maresca fa girare la testa al Barcellona. Goleada del Borussia al Villarreal

Champions League, l’analisi degli altri match del martedì: il turnover ferma Guardiola, Maresca fa girare la testa al Barcellona. Goleada del Borussia al Villarreal

La prima parte della quinta giornata della League Phase di Champions League è stata segnata da risultati sorprendenti, ribaltoni inattesi e conferme pesanti.

Nella serata del martedì di coppe europee, infatti, il Manchester City, reduce dal ko in Premier contro il Newcastle, incappa in un’altra sconfitta preoccupante contro il Bayer Leverkusen.

Guardiola sceglie un turnover massiccio per la sua panchina numero 100 nella competizione, ma la squadra non risponde: molti dei giocatori chiamati a mettersi in mostra deludono, soprattutto Marmoush e Savinho, incapaci di dare ritmo e profondità.

Il Leverkusen, al contrario, gioca con ordine e aggressività, passa avanti con Grimaldo e raddoppia nella ripresa grazie a Schick, bravo a sovrastare Aké. Nemmeno gli ingressi di Haaland e Cherki cambiano l’inerzia di un match dominato dai tedeschi, che mettono in luce i limiti di un City improvvisamente fragile.

Molto diversa la serata del Borussia Dortmund, che dopo un primo tempo controllato ma poco brillante contro il Villarreal trova la svolta al 47’ con Guirassy. L’espulsione di Foyth a inizio ripresa spiana la strada ai tedeschi: dal rigore nasce il 2-0, ancora del centravanti, poi Adeyemi e Svensson arrotondano il punteggio fino al 4-0. Il Dortmund ritrova brillantezza e ritmo, mentre il Villarreal paga fragilità difensive e una gestione disastrosa dell’inferiorità numerica.

A Praga lo 0-0 tra Slavia e Athletic Bilbao non racconta la vivacità del match, nel quale i baschi costruiscono diverse occasioni ma trovano sempre sulla loro strada un formidabile Stanek. L’Athletic manca di precisione nelle scelte finali, mentre i cechi difendono con ordine e ottengono un punto utile, pur senza mai avere l’inerzia dalla loro parte.

Colpo esterno dell’Union SG a Istanbul, dove il Galatasaray non riesce a imporre il proprio gioco e viene punito nella ripresa dal gol di David. I belgi si difendono con ordine, sfruttano l’imprecisione offensiva dei turchi e resistono anche nei minuti finali nonostante l’espulsione di Unyay. Per il Galatasaray è un brusco stop, soprattutto considerando il calore del pubblico e le aspettative della vigilia.

La partita più impressionante è però quella di Stamford Bridge, dove il Chelsea domina il Barcellona in una serata disastrosa per i catalani. I Blues passano grazie a un’autorete goffa di Koundé, poi l’espulsione di Araujo, autore di due ingenuità clamorose, spezza in due i blaugrana. A quel punto la squadra di Maresca dilaga: Estevão firma un capolavoro che conferma il suo status di nuovo talento globale, Delap chiude i conti, e il Chelsea controlla fino alla fine una gara in cui la superiorità tecnica e atletica appare netta.

Ribaltone spettacolare a Marsiglia contro il Newcastle che passa subito con Barnes ma si fa travolgere nella ripresa da un Aubameyang in stato di grazia: l’attaccante gabonese pareggia dopo uno splendido assist di Bakola, poi completa la rimonta con una zampata sul cross di Weah. È lui il simbolo della rinascita dell’OM, che resta vivo grazie alla sua freddezza.

Infine il Benfica di Mourinho, che espugna Amsterdam con un piano partita semplice ma efficace: gol immediato di Dahl, difesa bassa e compatta, ripartenze letali. L’Ajax si infrange sulla muraglia portoghese e nel recupero incassa anche il 2-0 di Barreiro, confermando una crisi profonda.

Calciomercato estero, il Bournemouth pensa al riscatto di Alex Jimenez! Il Milan pronto a fare cassa sull’ex difensore: ecco quanto potrebbe entrare nelle casse dei rossoneri

Calciomercato estero, Alex Jimenez, terzino spagnolo, in prestito dal Milan, sta convincendo il Bournemouth che potrebbe pensare di riscattarlo. La situazione

Il futuro di Alex Jimenez sembra sempre più lontano da Milano e sempre più vicino ai colori rossoneri del Bournemouth, con il terzino spagnolo che sta vivendo un’esperienza positiva in Premier League.

Dopo aver lasciato il Milan durante l’ultima sessione estiva di calciomercato per cercare quel minutaggio che in Italia gli era sfuggito, Jimenez sta rispondendo sul campo, guadagnandosi la fiducia della dirigenza dei Cherries. Il giovane classe 2005 non ha avuto difficoltà ad adattarsi al calcio fisico e intenso della Premier League, ritagliandosi uno spazio importante nelle gerarchie della squadra, tanto che il club inglese sta valutando seriamente di trattenerlo a lungo termine.

Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Nicolò Schira, il Bournemouth è molto soddisfatto delle prestazioni offerte da Jimenez finora e sarebbe orientato a trattenerlo con un contratto a tempo indeterminato. Gli accordi stipulati in estate prevedevano una opzione di acquisto fissata a 18,5 milioni di euro, una cifra significativa per un giovane talento, che permetterebbe al Milan di incassare una plusvalenza importante. Queste risorse fresche potrebbero essere utilizzate dalla dirigenza rossonera per reinvestire sul mercato in entrata.

Le clausole per il riscatto di Alex Jimenez

Tuttavia, c’è una clausola contrattuale che potrebbe accelerare l’operazione e rendere il trasferimento automatico. Se Alex Jimenez dovesse scendere in campo da titolare nel 50% delle partite stagionali, l’opzione di acquisto si trasformerebbe in un obbligo di riscatto. In tal caso, il trasferimento del giocatore al Bournemouth diventerebbe definitivo, sancendo l’addio del terzino cresciuto nella cantera del Real Madrid al Milan.

La strategia del Bournemouth sembra quindi chiara: le ottime prestazioni di Jimenez stanno facilitando una decisione che potrebbe portare un ricco “tesoretto” nelle casse del Milan, pronto a incassare una somma significativa per un giocatore che ha trovato spazio lontano da Milano, ma che ha comunque portato un contributo importante al club inglese.

Cafu rivela: «La Roma è pronta a sorprendere, lo scudetto è una battaglia aperta. Gasperini? Per me è la versione 2.0 di lui. Pellegrini e Dybala? Certi giocatori non andrebbero persi»

Cafu ha parlato in un intervista alla Gazzetta dello Sport e tra i temi trattati dall’ex terzino brasiliano c’è in particolare la Roma e il suo avvio di stagione

Alla Roma Marcos Cafu ha percorso decine e decine di chilometri sulla fascia. Il brasiliano oggi concede a La Gazzetta dello Sport un’intervista sui giallorossi e le loro prospettive scudetto.

SORPRESA ROMA – «No, perché nel calcio anche le cose improbabili diventano possibili. E i pronostici esistono proprio per essere smentiti».

GASPERINI E LA SUA IMPRESSIONE – «Sebbene non mi abbia mai allenato, per me è lo Zeman 2.0, uno che lavora molto sull’aspetto fisico e psicologico. Avete visto con quale aggressività i giocatori della Roma attaccano gli avversari? Questa è una firma tutta sua».

WESLEY E L’ADATTAMENTO – «Forse vi state sorprendendo voi in Italia, io di certo no. È vero che Maicon aveva già esperienza nel calcio italiano e anche io qualcosa ne sapevo, mentre lui ha sempre giocato in Brasile, in un calcio diverso dal vostro. E probabilmente a Roma ci si aspettava anche un giocatore solo tecnico, essendo un brasiliano. Ma lui ha anche altre qualità importanti come la velocità e la disciplina tattica. Per la Roma è una fortuna averlo, anche perché si sta dimostrando prezioso anche a sinistra, non solo a destra».

ROMA SOTTOVALUTATA – «Guardi, la Roma viene spesso sottovalutata. E se si vanno a guardare i numeri, soprattutto quelli di questo 2025, ci si rende conto della forza e della continuità della squadra. È anche vero che la A è lunga e piena di insidie e questo vale per tutti. Però, com’è che si dice in Italia? Chi ben comincia è a metà dell’opera…».

LA LOTTA SCUDETTO – «Non lo so, è difficile dirlo adesso. Sicuramente sarà una bella battaglia e stavolta non credo che sarà una corsa a due, lo scudetto se lo giocheranno fino alla fine più squadre. Di certo sarei felicissimo se lo vincesse la Roma, soprattutto per i tifosi. Se lo meritano, gli spetta di diritto; quando vedo cantare l’inno mi vengono ancora i brividi».

IL LAVORO DI GASP – «Gasperini ha fatto un grande lavoro e in pochissimo tempo, ottenendo subito ottimi risultati. Ma la squadra può ancora crescere, anche perché finora ha dovuto convivere con tanti infortuni. Sono convinto che Gasp rappresenti il vero valore aggiunto».

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GATTUSO DICE CHE MANCINI RICORDA CAFU – «Sì, me lo hanno detto. Rino è un amico e bisogna togliersi il cappello per il suo coraggio nell’accettare una panchina che non è che scottasse, bruciava proprio. Ho visto Mancini giostrare in quel ruolo, e pure Celik sta giocando molto bene a destra. Vi dirò di più, ha proprio ragione Rino: sono più forti di me».

SCUDETTO E SOGNO – «In Italia e soprattutto a Roma questa è una parola che per scaramanzia non va usata mai. Diciamo che, come ha detto anche Gasperini, nessuno può negare alla gente di sognare».

IL MILAN NON GIOCA LE COPPE – «Il Milan ha questo vantaggio, è vero, ma lo deve sfruttare adesso perché – e non lo auguro a nessuno – qualcuno potrebbe essere eliminato dall’Europa e allora i valori si riequilibrerebbero».

LA JUVE – «Certo che si riprenderà, e penso anche presto. Non è immaginabile una Juve fuori dai giochi, come non è possibile immaginare ancora un Mondiale senza l’Italia».

ROMA-NAPOLI E I DUE TECNICI – «Conte e Gasp sono due allenatori eccellenti, nessuno come loro può sapere come sorprendere l’avversario, visto che vedono i giocatori tutti i giorni. Peccato solo per la squalifica di Gasp, anche se non voglio giudicare le decisioni arbitrali».

PELLEGRINI E DYBALA – «Io sono dell’idea che certi giocatori non andrebbero mai persi. Esattamente come alcuni calciatori dovrebbero poi diventare dirigenti nelle società di cui sono un simbolo. Mi vengono in mente Del Piero, Maldini e Totti, gente come loro non si può proprio sprecare…».

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Eintracht Francoforte Atalanta, Andy Moeller ricorda: «Potevo andare alla Dea, ma la Juve era un sogno. Si sono comportati da signori. Oggi l’Atalanta deve fare attenzione a lui!»

Eintracht Francoforte Atalanta, Andy Moeller ricorda il suo passato e quel possibile trasferimento a Bergamo in vista della sfida di questa sera

Campione del mondo con la Germania a Italia ’90, Andy Moeller è noto in Italia per avere giocato nella Juventus negli anni successivi. Ha militato anche nell’Eintracht Francoforte, che oggi affronta l’Atalanta in Champions League. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

L’ATALANTA E IL CASO DI MERCATO – «La Juve mi voleva, ma ero il quarto straniero e ne potevano giocare soltanto tre, intendevano girarmi all’Atalanta. Sono stato invitato in tribuna a Bergamo, tutti erano gentili con me, ricordo il pranzo, le belle parole, anche la città era fantastica. Ma io volevo la Juve. L’Atalanta era una buona squadra, ma non nelle top five. E volevo giocare nelle coppe. Trapattoni mi chiamava, mi ha fatto sentire forte. Desiderato. È stata una buona decisione, ho vinto la Coppa Uefa con la Juve, ma l’Atalanta si era mossa molto per avermi».

L’INCONTRO CON PERCASSI – «Sono sicuro che avrei fatto una grande carriera anche all’Atalanta, ma decise una sentenza Fifa. La Juve per me era un sogno. Mi aveva parlato anche Luca di Montezemolo, volevo accettare questa sfida».

I PRIMI GOL IN A – «Sì, contro l’Atalanta, una doppietta alla seconda di campionato. Incontrai Percassi prima della gara: stretta di mano e sorrisi. La storia era finita, lui mi voleva, ma si è comportato da signore».

L’EINTRACHT DI OGGI – «L’Eintracht sta bene, è molto forte in casa, sente l’ambiente, tutti si aspettano spettacolo ed emozioni. È una squadra che corre sempre, non concede pause perché ha un’intensità alta e rovescia il campo velocemente, transizioni fulminee e molto pressing».

PERCHÉ FUORI CASA È UN’ALTRA SQUADRA? – «Perché fuori casa è un’altra squadra. E ha problemi se gli avversari sanno tenere palla, sarà importante per l’Atalanta mantenere il possesso, togliere la velocità all’Eintracht. Loro vogliono governare sempre la partita. Se lo fanno gli altri e non stanno solo chiusi, perdono efficacia. Più l’Atalanta mantiene palla, più diminuisce la possibilità dell’Eintracht di fare qualcosa».

I GIOCATORI CHIAVE DELL’EINTRACHT – «Burkardt, il centravanti, è sempre pericoloso: magari non lo vedi per un po’ poi ti trafigge all’improvviso. È una volpe d’attacco. E c’è anche Götze, che ha sempre colpi di genio ma si sacrifica tantissimo, ovunque. La fascia destra se gioca Doan è più pericolosa della sinistra. Tutti sono pronti a punire un errore dell’Atalanta».

PALLADINO – «Non conosco Palladino, ma un tecnico ha sempre bisogno di tempo per imporre la sua filosofia, per capire i giocatori. Comunque l’Atalanta è una squadra di livello internazionale, sempre da Champions, ha lavorato in maniera splendida con Gasperini: belle vittorie, un trofeo. E poi la via per realizzare questa storia di successo: giocatori scelti per la mentalità da Atalanta. Tutto ha funzionato. Si sono fatti un nome in tutta Europa».

VEDRÀ LA GARA? – «Sicuro. Prima guardo la Youth League, perché seguo alcuni ragazzi con la mia agenzia. Chi vincerà? Pareggio, 1-1. Ma per l’Eintracht sarà dura perché conosco la mentalità degli italiani, sempre stabili. Posso chiedere un favore? Salutatemi Conte, è diventato un allenatore di grande livello, non sapevo che fosse così bravo. Ero in camera con lui alla Juve, non parlava mai, sorrideva poco. Era sempre concentrato, massima intensità, sempre» (risata).

Atletico Madrid Inter, Ruggeri presenta la sfida di Champions: «Titolarità? Dovevo ambientarmi, Simeone cura molto la fase difensiva. Inter? Forte, ma…»

Atletico Madrid Inter, Ruggeri presenta la sfida di Champions di questa sera e non solo. Il difensore ex Atalanta ha parlato così del suo adattamento in Spagna

In vista della sfida di questa sera, Ateltico Madrid Inter, valida per il quinto turno della League Phase di Champions League, Matteo Ruggeri, difensore che ha fatto il suo debutto in Serie A con l’Atalanta e ora gioca negli spagnoli, ha condiviso le sue riflessioni sul suo percorso in Spagna alla Gazzetta dello Sport.

Dopo aver trascorso cinque anni con Gian Piero Gasperini, Ruggeri ha dovuto affrontare un periodo di adattamento al nuovo sistema di gioco del Cholo Simeone, ma ora sembra aver trovato il suo posto nella squadra. In questa intervista, il difensore italiano ha parlato delle difficoltà iniziali, delle differenze tra il calcio italiano e spagnolo, e delle sue ambizioni future, tra cui la possibilità di entrare nella Nazionale.

CI SIAMO? – «Spero di sì. All’inizio ho giocato, poi un po’ meno, ora di nuovo. Dovevo ambientarmi. Ma titolare o no c’è una costante: mi trovo veramente bene».

CHE DIFFICOLTÀ HA INCONTRATO? – «Sulla parte difensiva, che il mister cura molto. Come il Gasp, ma si può difendere in modi diversi, c’è una differenza di modulo e dovevo capire cosa voleva Simone, far miei alcuni concetti».

COM’È IL CHOLO? – «Motiva molto, ti sta addosso e spinge a non accontentarti mai. In diversi aspetti mi ricorda tanto Gasperini. Penso all’intensità degli allenamenti, qui sono più brevi ma l’idea di fondo è la stessa: arrivare a stare molto bene in partita, sia di gambe sia di testa».

DIFFERENZE? – «Qui si usa molto di più la palla, in Italia in certe situazioni di fisico si faceva più l’aerobico senza palla».

E LA LIGA? – «Come me la immaginavo: un campionato più tecnico, più giocato, magari meno fisico della Serie A ma di altissimo livello».

COL BARCELLONA SIETE L’UNICA SQUADRA CHE HA SEGNATO SEMPRE, ANDANDO SEMPRE IN VANTAGGIO. – «Un dato interessante e importante, anche se a volte abbiamo abbassato l’attenzione ed è vietato, perché prendi subito gol».

IN CHAMPIONS AVETE PERSO CON LIVERPOOL E ARSENAL. – «Con l’Arsenal eravamo lì, se entra la traversa di Julian è un’altra partita, poi abbiamo preso gol e ci siamo demoralizzati. Ma possiamo giocarcela benissimo con tutti, anche con le inglesi».

RICORDI DELL’INTER? – «Il mio debutto in Serie A. Finì 0-0, poi ho sempre perso. Una serie negativa che va fermata. L’Inter è forte ma abbiamo i mezzi per metterla in difficoltà. Faremo una grande partita. Dobbiamo sfruttare il fattore campo, in casa abbiamo pareggiato la prima e poi vinto sempre, compreso il 5-2 al Real Madrid».

L’INTER IN CHAMPIONS È A PUNTEGGIO PIENO. – «E ha incassato solo un gol».

HA VISTO IL DERBY? – «Sì. Bella partita, se entra il colpo di testa di Acerbi è un’altra gara, ma quando Maignan sta così è difficile fargli gol. Il Milan difensivamente l’ho visto molto bene. Senza coppe europee si concentra solo sul campionato e per me è candidato al titolo. Come la Roma, sennò il Gasp si arrabbia. Ho visto il primo tempo con la Cremonese, la Roma è una squadra tosta che sta bene e gioca bene, va forte e ha le idee chiare. Del resto sappiamo com’è il Gasp. Io ho avuto la fortuna di averlo 5 anni e devo solo ringraziarlo per quello che mi ha dato e per quello che ha fatto per l’Atalanta e per la città».

LO SENTE? – «Sì, anche domenica. Abbiamo parlato un po’ e l’ho sentito contento. Parliamo spesso e mi fa molto piacere. In questi mesi mi ha aiutato con tanti consigli».

ALLA NAZIONALE CI PENSA? – «Spero sempre che arrivi la chiamata. A marzo sono stato convocato per le partite contro la Germania, spero ci siano altre opportunità, lavoro per quello».

Infortunio Bremer, il brasiliano pronto a ritornare in gruppo! Spalletti pronto ad abbracciare il difensore: il suo rientro può svoltare la stagione della Juve

Infortunio Bremer, sta lavorando per recuperare in vista della sfida contro il Napoli e tornare fondamentale nel progetto di Spalletti. La situazione

Secondo quanto riportato da Tuttosport, la Juventus sta per riavere a disposizione Gleison Bremer, il difensore brasiliano che manca dal 27 settembre a causa di un infortunio al menisco, seguito da un intervento chirurgico. Dopo settimane di lavoro intensivo alla Continassa, il giocatore ha messo nel mirino il ritorno in campo il 7 dicembre, in occasione della sfida contro il Napoli al Maradona. I tempi di recupero sembrano rispettati, salvo imprevisti dell’ultima ora. Bremer, comunque, tornerà in gruppo gradualmente, come da programma concordato tra il suo staff tecnico, l’area Performance e lo stesso calciatore.

Il suo rientro rappresenta una fase cruciale per il progetto tattico di Luciano Spalletti, che ha sempre considerato Bremer un elemento chiave per la rinascita della Juventus. Il legame tra il tecnico e il difensore è già stato importante sin dall’inizio, e Spalletti ha espresso fiducia nel giocatore, considerandolo fondamentale per il miglioramento della solidità difensiva della squadra. Il recupero di Bremer è visto come il passo finale per poter passare definitivamente alla difesa a quattro, un cambiamento tattico che la Juventus sta progettando con attenzione.

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Il tecnico bianconero spera che il ritorno del brasiliano possa contribuire a restituire quella personalità alla squadra che è mancata nelle ultime uscite. Bremer è visto come una figura di leadership capace di dare sicurezza al gruppo, soprattutto dopo una serie di prestazioni in cui la Juve è apparsa spaesata e troppo silenziosa. La sua presenza in campo, una volta completamente recuperato, sarebbe una grande spinta psicologica per tutta la squadra, che si augura di trovare continuità e determinazione nelle settimane a venire.

La speranza di Spalletti è che il rientro di Bremer possa segnare una svolta per la Juventus, permettendo alla squadra di trovare quella stabilità tanto cercata. Per il giocatore, l’obiettivo è chiaro: ritrovare la forma e dare il massimo, con l’ambizione di diventare nuovamente un punto di riferimento per la difesa bianconera. Continuare a migliorare sarà fondamentale, anche per rispondere alle aspettative di un tecnico che punta forte su di lui.

Maignan Milan, futuro in bilico per il portiere francese? Derby con l’Inter che conferma l’interesse nei suoi confronti e il rinnovo resta una faccenda in sospeso! Le ultime

Maignan Milan, futuro in bilico per il portiere francese? L’Inter fa sentire il suo interesse al giocatore, mentre ai rossoneri preoccupa la situazione rinnovo

La recente vittoria nel Derby di Milano contro l’Inter ha ulteriormente consolidato la centralità di Mike Maignan nel progetto tecnico del Milan. La sua prestazione decisiva, con parate monumentali che hanno sancito il trionfo rossonero, non è un caso isolato, ma la conferma di una rinascita che ha riportato il portiere francese ai vertici del suo ruolo. Tuttavia, la soddisfazione per l’ennesima prova di alto livello si scontra con una realtà contrattuale che inizia a preoccupare: con il contratto in scadenza tra soli sette mesi, il futuro dell’ex Lille appare sempre più incerto.

I rapporti tra l’entourage di Maignan e la dirigenza di via Aldo Rossi sono praticamente inesistenti, a causa di una trattativa per il rinnovo che, durante la scorsa primavera, si è arenata bruscamente. Il rischio di vederlo partire a parametro zero nel luglio 2026 diventa sempre più concreto. La Premier League osserva con attenzione la situazione, con il Chelsea che sembra essere in pole position per assicurarsi uno dei migliori portieri al mondo senza dover pagare il cartellino. I Blues, che avevano già tentato il colpo in estate, potrebbero soddisfare facilmente la richiesta di ingaggio di Maignan, superiore ai 5 milioni di euro.

Più defilata, invece, appare la Juventus, che mantiene un vivo interesse per il portiere, ma l’operazione è frenata dagli alti costi di gestione e dalla riluttanza di Maignan a trasferirsi in una rivale storica, un eventuale trasferimento che il francese vorrebbe evitare per non tradire i suoi legami con il club milanista.

La speranza per il Milan è che Massimiliano Allegri, tecnico rossonero che in estate aveva posto il veto assoluto sulla cessione di Maignan, possa giocare un ruolo chiave nel rinnovo. Il feeling tra il portiere e l’allenatore è eccellente, e l’ottimo lavoro svolto dal nuovo preparatore Filippi ha contribuito al ritrovato stato di forma e fiducia di Maignan. Nonostante la ferita lasciata dal tentativo del club di ridurre l’offerta mesi fa, la società spera che il “fattore Max” possa convincere Maignan a riaprire il dialogo. Tuttavia, la missione rinnovo appare ancora estremamente complessa, e la situazione resta molto delicata.

Atletico Madrid Inter, per i nerazzurri sfida cruciale al Metropolitano per entrare nelle top 8 della Champions League: i dettagli sul match di questa sera

Atletico Madrid Inter, per i nerazzurri quinta giornata della League Phase di Champions che potrà risultare decisiva ai fini della classifica

La serata di mercoledì 26 novembre si preannuncia emozionante al Riyadh Air Metropolitano di Madrid, dove l’Inter di Cristian Chivu affronterà l’Atletico Madrid in un match fondamentale della League Phase di Champions League. La squadra nerazzurra arriva a questa sfida dopo un periodo altalenante e cercherà di ottenere i tre punti in una delle trasferte più difficili del torneo, contro una squadra solida e ben organizzata come quella allenata da Diego Simeone.

Secondo quanto scritto da Tuttosport, l’Atletico Madrid si presenta con una formazione di altissimo livello, nonostante le assenze pesanti di Jan Oblak (portiere sloveno) e Marcos Llorente (centrocampista spagnolo). Tuttavia, Simeone può contare su giocatori di spicco come Antoine Griezmann (attaccante francese, numero 7) e Giovanni Raspadori (attaccante italiano, numero 22), che saranno gli uomini chiave per mettere in difficoltà la difesa nerazzurra. Griezmann, in particolare, sarà il faro offensivo della squadra, pronto a guidare l’attacco in una gara fondamentale.

L’Inter, guidata dal tecnico Cristian Chivu, si presenta con una squadra che mescola esperienza e gioventù. Le assenze di Denzel Dumfries (terzino olandese) e Henrikh Mkhitaryan (centrocampista armeno) potrebbero rappresentare delle difficoltà, ma la presenza di giocatori come Davide Frattesi (centrocampista italiano) e Marcus Thuram (attaccante francese) garantirà l’equilibrio necessario per contrastare l’offensiva dell’Atletico Madrid. La partita sarà una prova di maturità per i nerazzurri, che dovranno dimostrare di essere pronti per il palcoscenico europeo.

La sfida avrà luogo alle ore 21 presso il Riyadh Air Metropolitano, moderno impianto che ospita le gare casalinghe dell’Atletico Madrid. Il match sarà trasmesso in diretta su Prime Video, come riportato da Tuttosport, e l’arbitro designato per la gara è Letexier della Francia, con gli assistenti Mugnier e Rahmouni. Il quarto ufficiale sarà Pignard, mentre il VAR sarà gestito da Delajod con l’assistenza di Martins.

Questa partita è cruciale per entrambe le squadre, che hanno bisogno di conquistare i tre punti per consolidare la propria posizione in vista del passaggio agli ottavi di finale della Champions League. Con una squadra ben preparata, l’Inter sarà chiamata a una prestazione all’altezza per continuare il suo cammino in Europa, mentre l’Atletico Madrid cercherà di sfruttare il fattore campo per rimanere in corsa per le zone alte della maxi classifica.

Scamacca Atalanta, oggi il quinto turno della League Phase di Champions contro l’Eintracht Francoforte: l’attaccante italiano possibile arma in più di Palladino

Scamacca Atalanta, contro l’Eintracht Francoforte finalmente pronto per il suo debutto da titolare in Champions League: sarà lui la guida della Dea?

Oggi è una giornata decisiva per Gianluca Scamacca e per l’Atalanta, che si preparano a giocare una partita fondamentale contro l’Eintracht Francoforte in Champions League.

Dopo un avvio di stagione segnato da infortuni e difficoltà, il centravanti bergamasco sarà finalmente titolare, pronto a dare una svolta alla sua stagione europea. Un successo in Germania sarebbe cruciale per la qualificazione ai playoff e per il morale della squadra, che ha bisogno di un’impennata psicologica anche in vista del campionato.

La Gazzetta dello Sport ha sottolineato come il cammino di Scamacca quest’anno sia stato un continuo rincorrersi di “se”, tra infortuni e periodi di inattività. Tuttavia, la sua mentalità e il lavoro incondizionato lo hanno portato fino a questo punto: «Quella fase l’ho affrontata restando mentalmente sempre carico, con l’obiettivo di essere qui oggi», ha dichiarato il giocatore. Sebbene il suo recupero fisico non sia ancora completo, Scamacca ha fatto enormi passi avanti e si sente pronto a mostrare il suo valore in una competizione così prestigiosa.

Il tecnico Palladino ha messo in evidenza l’impatto positivo che Scamacca ha avuto sulla squadra, soprattutto nel difficile momento della partita contro il Napoli. «La cosa che mi è piaciuta di più è che abbiamo giocato insieme, come una squadra unita», ha detto Scamacca, evidenziando come il gruppo abbia reagito positivamente nonostante le difficoltà. La sua presenza in campo, in particolare nel secondo tempo, ha dato il segno di un risveglio per la squadra.

Questa sera, il tecnico ha scelto di schierare Scamacca dal primo minuto, posizionandolo tra De Ketelaere e Lookman in un tridente offensivo. La sua abilità nel creare opportunità per i compagni e nel farsi trovare sempre al centro del gioco sarà cruciale per la Dea. Come evidenziato da Palladino, Scamacca ha portato “positività e idee chiare” alla squadra, fondamentali per ritrovare il giusto equilibrio in un momento delicato della stagione.

Con questa sfida, l’Atalanta ha una grande opportunità per consolidare le proprie ambizioni in Champions League e per affrontare con maggiore serenità il proseguimento della stagione. Se Scamacca riuscirà a esprimere il suo talento come fatto in allenamento, la Dea potrà sicuramente sperare in un risultato positivo.

Juventus, Yildiz riscalda i bianconeri al Polo Nord. Il 10 protagonista assoluto nella vittoria contro il Bodo Glimt, anche senza andare a segno: l’analisi del match di Champions

Juventus, Yildiz riscalda i bianconeri al Polo Nord che si impongono 3-2 contro il Bodo Glimt grazie al talento turco: l’analisi del match di Champions

La Juventus vince 3-2 in casa del Bodo Glimt in Norvegia e conquista la sua prima vittoria nella League Phase di Champions League in questa stagione. Un successo importante che arriva con una rimonta nel secondo tempo, resa vana dal gol su rigore dei norvegesi all’88’ con Fet, ma a cui ha risposto lo zampino di David al termine dell’ennesima giocata fondamentale di Yildiz che, subentrato nella ripresa ha completamente cambiato l’andamento del match.

Nell’analisi del Corriere dello Sport l’eroe della serata è stato Yildiz, che ha gelato il Bodo Glimt e ha svegliato la Juve, protagonista di una partita vissuta per ampi tratti sotto pressione. Il giovane turco ha giocato un ruolo fondamentale in tutti i gol, inclusi quelli di Openda, McKennie e David, e anche in un gol annullato a Miretti. Immarcabile nelle sue accelerazioni e negli slalom, Yildiz ha messo in difficoltà i difensori norvegesi, mostrando una classe fuori dal comune e dando alla squadra un’energia nuova. Con lui in campo, la Juventus ha preso in mano la partita, capovolgendo un match che sembrava indirizzato verso il pareggio.

Nonostante la prestazione determinante di Yildiz, il tecnico Spalletti ha dovuto affrontare diverse difficoltà, tra cui errori e imprecisioni di alcuni giocatori, come Adzic, Cambiaso e McKennie, che non sono riusciti a entrare pienamente in partita. Il tecnico ha cercato di testare le alternative, ma la squadra ha comunque trovato la compattezza grazie all’ottima prestazione di Conceiçao, che ha dato qualità e vivacità al gioco offensivo della Juve.

Nel primo tempo, il Bodo Glimt ha messo in difficoltà la Juventus con il suo gioco rapido e intenso, sfruttando la velocità sul sintetico e mettendo in evidenza la difficoltà della squadra bianconera nel mantenere il possesso. Il gol dei norvegesi è arrivato al 28′, con Blomberg che ha sfruttato un cross di Hogh per battere Perin. Tuttavia, dopo l’intervallo, la Juve è riuscita a reagire grazie all’ingresso di Yildiz, che ha portato freschezza e creatività, e con il gol di Openda ha riaperto la partita.

Il sorpasso è arrivato pochi minuti dopo, con McKennie che ha segnato di testa su un cross perfetto di Miretti, e la Juve ha cominciato a dominare. Tuttavia, un ingenuo fallo di Cabal su Auklend ha portato al rigore trasformato da Fet per il momentaneo pareggio dei norvegesi. Ma la Juve non ha mollato, e con un contropiede letale finalizzato da David, ha chiuso i conti.

Con questo successo, la Juventus si avvicina alla qualificazione, portando a casa tre punti pesantissimi che, come sottolineato anche da Spalletti, sono stati ottenuti in una partita ricca di sofferenza ma anche di grande carattere. La Juve ha dimostrato di poter affrontare le difficoltà, grazie alla personalità dei suoi giocatori e alla determinazione di Yildiz, che potrebbe davvero essere l’inizio di una nuova era per i bianconeri sotto la guida di Spalletti.

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