Pagina 571 – Calcio News 24

Icardi, parla l’agente dell’attaccante argentino: «Il Capitano del Galatasaray non può essere in scadenza. Ho già ricevuto delle offerte…»

Icardi, l’agente parla dell’argentino: «Non può essere in scadenza. Ho già ricevuto delle offerte…». Tutte le dichiarazioni

Avvistato a Milano insieme alla compagna, Mauro Icardi è tornato al centro delle voci di mercato, alimentando l’ipotesi di un clamoroso ritorno in Serie A. In realtà, la presenza dell’attaccante argentino in Lombardia non aveva nulla a che fare con trattative calcistiche: l’ex Inter si trovava a Crema per sottoporsi a terapie dal connazionale Juan Carlos Ghezzi, noto fisioterapista.

Il tema del suo futuro, però, resta caldo. Il contratto che lo lega al Galatasaray scade a giugno 2026, ma già nei prossimi mesi potrebbero aprirsi scenari interessanti. A chiarire la situazione è stato il suo agente, Elio Letterio Pino, che ai microfoni di Gianlucadimarzio.com ha dichiarato: “Aspetteremo fino a dicembre, poi ci riterremo liberi di fare altre scelte”. Un messaggio che suona come un avvertimento al club turco e che lascia aperta la porta a nuove opportunità per l’attaccante argentino.

PAROLE – “Non vi è niente di irrispettoso in quello che dico, ribadisco che il Capitano del Galatasaray non può essere in scadenza, il Club può fare le scelte che ritiene opportune ma un giocatore del suo livello non può rimanere in attesa a lungo. Ho già ricevuto delle offerte importanti sia in Europa e sia fuori dall’Europa, i tifosi del Galatasaray sanno quanto Mauro ami il Galatasaray, ma qui ci sono di mezzo anche scelte che investono la vita privata di un uomo”.

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Lazio Juve, l’analisi del designatore Rocchi sugli episodi del match: «Noi ci saremmo aspettati l’On Field Review e un calcio di rigore assegnato alla Juve»

Lazio Juve, episodi caldi: l’espulsione di McKennie e il fallo di Gila spiegati da Rocchi a Open VAR! Tutti i dettagli

Grande attenzione a Lazio-Juventus nella puntata di Open VAR su Dazn, il format che ripercorre e chiarisce gli episodi arbitrali più discussi dell’ultimo turno di Serie A. La conduttrice Federica Zille, affiancata dal designatore Gianluca Rocchi, si è soffermata in particolare sul contatto in area tra Gila e Conceicao: un intervento non sanzionato dall’arbitro Colombo e non rilevato dal VAR Meraviglia.

AUDIO SALA VAR – «Fammi vedere questa situazione su Conceicao e vedi quello dopo che va a provocarlo. Check completato».

ROCCHI – «Non sono stati particolarmente scrupolosi in Sala Var, qui Meraviglia fa un ragionamento un po’ superficiale. Non tutti gli step on foot sono rigori, bisogna chiarirlo bene, anche perché se no ci troveremmo delle situazioni con piccoli tocchi che diventano falli in area. Deve esserci uno scontro vero per il pallone, una contesa. In questo caso il giocatore (Gila, ndr.) cerca l’avversario e c’è uno step on foot chiaro: noi ci saremmo aspettati l’On Field Review e un calcio di rigore assegnato alla Juventus. Al VAR Meraviglia va veloce perché io ho ribadito agli arbitri che non tutti i pestoni sono rigori. Faccio un esempio: se un calciatore salta e nel cadere per colpire il pallone di testa pesta un avversario, non è rigore, è una dinamica di gioco. Qui c’è un giocatore va a cercare l’avversario e lo trova in maniera scorretta, potrebbe essere paragonato a uno sgambetto».

ROSSO MCKENNIE – «La Lazio ha reclamato un secondo giallo per McKennie, che però – spiega Federica Zille – non è materia VAR ma di campo. Per questo non ci soffermiamo sull’episodio».

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Lecce Napoli, streaming LIVE e diretta tv: dove vederla la sfida dello stadio Via del mare! Tutti le informazioni

Lecce Napoli, streaming LIVE e diretta tv: dove vederla, con la sfida stadio Via del mare valida per la 9ª giornata di Serie A 2025/26

Lecce e Napoli si affrontano nella nona giornata di Serie A, che coincide con il primo turno infrasettimanale del campionato. La formazione guidata da Di Francesco arriva alla sfida dopo la sconfitta per 3-2 sul campo dell’Udinese, mentre la squadra di Conte è reduce dal prestigioso successo per 3-1 nello scontro diretto con l’Inter.

Nella passata stagione il Napoli ha avuto la meglio in entrambi i confronti con i salentini, imponendosi sempre per 1-0: al Maradona fu decisivo il gol di Di Lorenzo, mentre al Via del Mare a firmare la vittoria fu una punizione di Raspadori.

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DOVE VEDERE LECCE NAPOLI

  • Orario: 18.30
  • Canale TV: DAZN e DAZN 1
  • Streaming: DAZN

Italiano Bologna, il tecnico dei rossoblù dimesso dall’ospedale: «Condizioni cliniche sono buone». La nota del club

Italiano Bologna, il tecnico lascia il Policlinico S. Orsola-Malpighi: il tecnico rossoblù sta bene. Il comunicato

Buone notizie in casa Bologna: Vincenzo Italiano è stato dimesso dal Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, dove era ricoverato a causa di una polmonite di probabile origine batterica, non legata al Covid. Il tecnico rossoblù, ristabilitosi, potrà tornare regolarmente al lavoro a partire da domani, mercoledì 29 ottobre.

COMUNICATO – “Nella mattinata di oggi Vincenzo Italiano è stato dimesso dal Policlinico S. Orsola-Malpighi. Le condizioni cliniche sono buone; il Mister rientrerà al lavoro domani e sarà sotto osservazione dello staff medico del Club.

Il Bologna Fc 1909 ringrazia sentitamente il prof. Stefano Nava, Direttore della Pneumologia del Policlinico, la prof.ssa Lara Pisani e tutto il personale del reparto per la professionalità, umanità e disponibilità mostrate nei confronti del Mister“.

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Convocati Atalanta, per la sfida contro il Milan: ecco le scelte di Juric per il match di Serie A! La lista completa

Convocati Atalanta Milan: ecco i giocatori scelti dal tecnico Ivan Juric per il match di Serie A valido per la 9° giornata

Il tecnico della Dea, Ivan Jurić ha diramato la lista dei 25 convocati per Atalanta-Milan, match valido per la 9ª giornata della Serie A Enilive 2025/26, in programma alle 20.45 alla New Balance Arena di Bergamo. Ecco la lista dei convocati:

CONVOCATI ATALANTA

– Ahanor Honest (69)

– Bellanova Raoul (16)

– Bernasconi Lorenzo (47)

– Brescianini Marco (44)

– Carnesecchi Marco (29)

– De Ketelaere Charles (17)

– de Roon Marten (15)

– Djimsiti Berat (19)

– Éderson (13)

– Hien Isak (4)

– Kolašinac Sead (23)

– Kossounou Odilon (3)

– Krstović Nikola (90)

– Lookman Ademola (11)

– Maldini Daniel (70)

– Musah Yunus (6)

– Obrić Relja (40)

– Pašalić Mario (8)

– Rossi Francesco (31)

– Samardžić Lazar (10)

– Scamacca Gianluca (9)

– Sportiello Marco (57)

– Sulemana Kamaldeen (7)

– Zalewski Nicola (59)

– Zappacosta Davide (77)

Calciomercato Lazio, futuro ancora in dubbio per quel biancoceleste: le scelte di Sarri complicano tutto? Ecco la notizia

Calciomercato Lazio: un biancoceleste ai margini, le scelte di Sarri cambiano gli scenari. Le ultimissime notizie

Arrivato alla Lazio nell’estate 2024 tra curiosità e aspettative, l’avventura di Fisayo Dele-Bashiru in biancoceleste sembra già vicina al capolinea. Il centrocampista nigeriano, acquistato come scommessa dal club di Lotito, non è riuscito a ritagliarsi spazio nelle rotazioni di Maurizio Sarri e l’infortunio rimediato nel derby ha ulteriormente complicato la sua situazione.

Oggi il giocatore è stato escluso dalla lista Serie A, scelta che lascia presagire un addio già nel mercato di gennaio. A pesare è anche l’esplosione di Toma Basic, rilanciato da Sarri e ormai divenuto una pedina imprescindibile del centrocampo laziale. Le prestazioni solide e disciplinate del croato hanno chiuso ogni spiraglio al nigeriano, che nelle poche apparizioni stagionali non ha convinto lo staff tecnico.

Nel sistema di Sarri, basato su ordine e precisione, Dele-Bashiru è apparso troppo anarchico per garantire continuità. Il tecnico toscano preferisce affidarsi a certezze come Guendouzi, Luis Alberto e lo stesso Basic, lasciando il classe 2001 ai margini. Con la Coppa d’Africa alle porte, che lo terrà lontano da Formello per settimane, Sarri non intende spendere l’ultimo slot disponibile per reinserirlo in lista.

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San Siro, ecco la svolta imminente! Il sindaco Beppe Sala annuncia novità decisive: ecco che cosa ha detto

Il primo cittadino di Milano, Beppe Sala, conferma che l’atto notarile per la vendita dello stadio sarà firmato entro venerdì

La lunga e intricata vicenda legata alla cessione dello stadio San Siro sembra ormai vicina a un punto di svolta. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha infatti fornito un aggiornamento decisivo sul futuro dell’impianto, tema cruciale per le strategie sia del Milan di Gerry Cardinale che dell’Inter.

Secondo quanto riportato da Agenzia Nova, l’atto notarile per la vendita dello stadio dovrebbe essere firmato a brevissimo. «Entro venerdì il rogito per la vendita dello stadio San Siro», ha dichiarato Sala, suggellando così mesi di trattative tra il Comune e i due club. Il primo cittadino ha precisato che in queste ore si stanno definendo gli ultimi dettagli burocratici insieme al notaio e alle società coinvolte, confermando la fase conclusiva del processo.

L’operazione ha un peso strategico enorme, soprattutto per il Milan. Come ribadito da Cardinale nel podcast The Varsity, il nuovo stadio rappresenta un pilastro del progetto RedBird per ridurre il divario economico con la Premier League. La cessione di San Siro, pur essendo un passaggio intermedio, è indispensabile per sbloccare i successivi investimenti infrastrutturali e accelerare i piani di sviluppo.

Per il Milan guidato da Massimiliano Allegri e dal direttore sportivo Igli Tare, la definizione della questione San Siro significherebbe poter pianificare con maggiore solidità il rafforzamento della rosa, condizione essenziale per restare competitivi in Serie A — dove i rossoneri occupano attualmente il terzo posto — e nelle competizioni europee.

L’attesa, dunque, è tutta concentrata sui prossimi giorni: entro venerdì potrebbe arrivare la definitiva consacrazione di un passaggio storico, destinato a ridisegnare il futuro dello stadio e delle strategie infrastrutturali dei due club milanesi.

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Sampdoria, arriva la decisione del Giudice Sportivo! Squalificato anche un dirigente, ecco la motivazione: i dettagli

Sampdoria, provvedimento del Giudice Sportivo: sanzionato il ds blucerchiato Andrea Mancini. Le ultimissime

Il Giudice Sportivo ha adottato un provvedimento disciplinare nei confronti di Andrea Mancini, direttore sportivo della Sampdoria, in seguito a un episodio verificatosi negli spogliatoi al termine della partita casalinga contro il Frosinone, conclusasi con il risultato di 1-1. L’organo di giustizia sportiva ha ritenuto opportuno intervenire con una sanzione economica e un richiamo formale, ponendo così il dirigente sotto particolare osservazione per i comportamenti futuri.

La decisione prevede una multa di 5.000 euro e un’ammonizione con diffida. Secondo quanto riportato nel dispositivo, Mancini avrebbe rivolto “espressioni irriguardose” nei confronti dell’arbitro e dei suoi assistenti all’interno degli spogliatoi. Pur non trattandosi di un episodio di gravità tale da giustificare un’inibizione temporanea, il comportamento è stato comunque ritenuto lesivo delle regole di correttezza e rispetto che devono caratterizzare i rapporti con la classe arbitrale.

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Il provvedimento, dunque, assume un valore non solo punitivo ma anche preventivo: la diffida rappresenta un avvertimento chiaro, che in caso di recidiva potrebbe comportare conseguenze disciplinari più severe. L’episodio mette in evidenza l’attenzione costante delle autorità sportive nel garantire il rispetto delle norme e nel preservare il clima di correttezza all’interno delle competizioni calcistiche.

We Are Youth Since 1897: la Juve lancia la Youth Week, sei giorni per celebrare l’identità bianconera attraverso sport, arte, musica, cultura e innovazione

We Are Youth Since 1897: Juventus celebra la sua essenza con sei giorni di sport, arte e musica. La nota del club

Da 128 anni la Juventus non è soltanto una squadra di calcio: è un modo di vivere, un’attitudine, una visione che guarda costantemente avanti. Con questo spirito il club bianconero celebra il suo anniversario dando vita alla Youth Week, una settimana speciale che intreccia sport, arte, musica, cultura e innovazione. Perché essere “youth” non significa avere una certa età, ma coltivare curiosità, coraggio e fiducia nel miglioramento continuo.

Dal 29 ottobre al 3 novembre, la Youth Week proporrà un calendario ricco di eventi e iniziative, offrendo a tifosi e comunità un viaggio tra passato, presente e futuro. Sei giorni per scoprire tutte le sfumature dell’universo Juventus. Il comunicato del club:

COMUNICATO – Da 128 anni, Juventus è molto più di una squadra: è un modo di vivere e di guardare al futuro. Essere “youth” non è una questione d’età, ma di spirito: la curiosità di chi continua a esplorare, il coraggio di chi osa per primo e la fiducia di chi crede che tutto possa essere migliorato.

In questa settimana speciale, che coincide con l’anniversario della nostra fondazione, vogliamo condividere con i nostri tifosi e con la nostra comunità lo stesso sguardo che ci ha accompagnato in ogni epoca: quello di chi guarda avanti con la stessa passione di sempre. Dal 29 ottobre al 3 novembre, Youth Week racconterà l’identità Juventus attraverso sport, arte, musica, cultura e innovazione. Sei giorni per esplorare tutte le sfumature del nostro mondo, tra passato e futuro.

We are Juventus. We Are Youth. Since 1897.

La Youth Week è molto più di una celebrazione: è la dimostrazione di come la Juventus continui a esplorare nuovi linguaggi per raccontare la propria identità e i propri valori. Un compleanno speciale che guarda al futuro con la stessa passione e innovazione che da sempre contraddistinguono il club.

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Curva Nord Inter, arriva il comunicato della tifoseria nerazzurra in vista di Inter Fiorentina. La situazione

Curva Nord Inter: ritorno al Meazza con Inter-Fiorentina. Ecco il comunicato nerazzurro. La situazione

Dopo un lungo periodo di assenza dai cori e dagli striscioni, la Curva Nord dell’Inter tornerà finalmente a tifare a pieno regime. La storica area dello stadio Meazza, spesso cuore pulsante della passione nerazzurra, sarà animata domani sera in occasione di Inter-Fiorentina dai gruppi organizzati, che hanno annunciato il loro ritorno con un comunicato ufficiale. Dopo le restrizioni imposte a seguito dell’inchiesta “Doppia Curva”, i tifosi torneranno a esprimere la loro passione con striscioni, bandiere e colori, segnando una nuova fase per il tifo organizzato interista.

Il messaggio dei gruppi sottolinea la volontà di ripartire con un rinnovato senso di appartenenza. Per l’occasione, tutti i gruppi storici della Nord si riconosceranno dietro un unico striscione, “Secondo Anello Verde Milano”, che richiama il settore dello stadio da loro abitualmente occupato. Si tratta di una scelta simbolica, che non annulla le singole identità dei gruppi: ciascuno manterrà autonomia e tradizioni, ma si riconoscerà in un’unità ritrovata, pronta a sostenere la squadra con forza e fierezza.

L’obiettivo dichiarato è tornare a sostenere l’Inter in Italia e in Europa, mostrando attaccamento alla maglia e partecipazione attiva alle partite. I tifosi della Nord vogliono ripristinare quel clima passionale che aveva caratterizzato la curva per anni, rendendo nuovamente visibile la loro presenza non solo con cori e tamburi, ma anche attraverso l’esposizione dei drappi storici e dei simboli del tifo.


Il comunicato ufficiale

Nel testo diffuso dai gruppi organizzati si legge: «Dopo un lungo periodo, caratterizzato da restrizioni che ci hanno privato di striscioni, bandiere e colori, Inter-Fiorentina segna il nostro ritorno al Meazza. Con rinnovato senso di appartenenza, torniamo a esporre i nostri drappi, ponendo fine a mesi di limitazioni che hanno inciso profondamente sull’espressione genuina e passionale del tifo organizzato interista.

“Secondo Anello Verde Milano” sarà lo striscione comune dietro cui tutti i gruppi storici si riconosceranno, preservando però autonomia e identità proprie. Sotto questo nome, ogni gruppo continuerà a portare avanti la propria storia e le proprie tradizioni. È una scelta che sottolinea la volontà di ripartire uniti, senza rinunciare alle singole anime che compongono il nostro movimento ultras. Torniamo allo stadio più uniti che mai, per sostenere ciò che ci è più caro: la nostra maglia, la casacca nerazzurra per cui combattiamo a testa alta, con fierezza, a San Siro, in Italia e in Europa».

Con questo ritorno, la Curva Nord si prepara a ridare colore, energia e passione al Meazza, segnando un momento importante nella storia recente dei tifosi nerazzurri.

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Infortunio Mkhitaryan, quando rientrerà il centrocampista nerazzurro? La situazione in casa Inter

Infortunio Mkhitaryan – Tempi di recupero e aggiornamenti sul rientro del centrocampista dell’Inter

L’infortunio di Mkhitaryan tiene in ansia tutto l’ambiente nerazzurro. Dopo la partita contro il Napoli, terminata con un pareggio amaro e un nuovo problema fisico per il centrocampista armeno, i tifosi dell’Inter si chiedono quando potranno rivederlo in campo. L’ex Roma e Arsenal è stato costretto a lasciare il terreno di gioco al 32’ del primo tempo, dopo l’azione che ha portato al discusso rigore per i partenopei.

Il problema, localizzato ai flessori della coscia sinistra, ha subito destato preoccupazione nello staff medico nerazzurro, che ha disposto accertamenti immediati. Gli esami strumentali hanno confermato la presenza di una lesione muscolare di media entità, costringendo Mkhitaryan a un periodo di stop forzato.

Paventi (Sky): «Difficile rivederlo nel derby»

A fare il punto sulla situazione legata all’infortunio Mkhitaryan è stato Andrea Paventi, inviato di Sky Sport ad Appiano Gentile. Secondo il giornalista, le possibilità di vedere l’armeno in campo per il derby contro il Milan del 23 novembre sarebbero molto basse.

«Al momento è difficile ipotizzare un rientro di Mkhitaryan prima della fine di novembre», ha spiegato Paventi. «L’obiettivo realistico potrebbe essere la gara interna contro il Pisa del 30 novembre o, al massimo, la trasferta di Venezia del 3 dicembre».

Questo significherebbe uno stop di circa quattro o cinque settimane, un periodo non breve ma coerente con la natura dell’infortunio. Lo staff medico dell’Inter preferisce non forzare i tempi, per evitare ricadute che comprometterebbero la seconda parte di stagione.

Chivu studia le alternative: spazio a Zielinski e Sucic

L’infortunio di Mkhitaryan rappresenta una perdita pesante per Cristian Chivu, che dovrà ridisegnare il suo centrocampo senza uno dei giocatori più esperti e completi della rosa. Tuttavia, questa situazione apre nuove opportunità per altri elementi della squadra.

Il principale candidato a sostituire l’armeno è Piotr Zielinski, ex Napoli, già entrato al suo posto nel match del Maradona. Anche Petar Sucic, giovane talento finora poco impiegato, potrebbe avere più spazio per mettersi in mostra.

L’infortunio Mkhitaryan costringe dunque l’Inter a rivedere gli equilibri tattici, ma potrebbe anche favorire la crescita di alternative interessanti. L’obiettivo resta quello di recuperare il prima possibile l’armeno, pedina chiave per qualità, esperienza e leadership all’interno del gruppo nerazzurro.

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Serie A, novità importante sugli orari. La Lega ha un nuovo asso nella manica per quanto riguarda il calendario

Serie A: possibile rivoluzione negli orari, la Lega pensa di anticipare le partite serali

Nel mondo della Serie A potrebbe presto arrivare una piccola, ma significativa rivoluzione. Da tempo si discute sulla possibilità di anticipare l’orario delle partite serali, oggi fissato alle 20:45, per renderle più accessibili a un pubblico sempre più giovane e abituato a ritmi diversi di consumo televisivo. Un’idea che, inizialmente, sembrava solo una provocazione, ma che ora sta prendendo corpo grazie all’iniziativa di Adriano Galliani Simonelli, dirigente visionario e manager vicino alla Lega Serie A.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Simonelli avrebbe già avviato colloqui informali con Dazn, piattaforma che detiene i diritti esclusivi della Serie A fino al 2029. L’obiettivo è proporre un esperimento concreto: spostare il calcio d’inizio dalle 20:45 alle 20:00, o addirittura alle 19:45, per verificare se un orario più anticipato possa aumentare l’audience, soprattutto tra i giovanissimi. «Facciamo un test per vedere se funziona», avrebbe suggerito il dirigente, convinto che l’attuale collocazione penalizzi la fascia d’età più giovane, abituata a contenuti più rapidi e fruibili.


Serie A, Dazn apre al dialogo ma resta prudente

La risposta di Dazn non è stata un rifiuto netto. Pur mantenendo una certa cautela, la piattaforma si è detta disponibile a valutare la proposta, chiedendo però alla Lega Serie A di formalizzare la richiesta per iscritto. Simonelli, per il momento, ha preferito muoversi con discrezione per non mettere a rischio il ricchissimo contratto da oltre 700 milioni di euro annui che lega Dazn al campionato italiano. Tuttavia, le parti sembrano intenzionate a proseguire i contatti, e non si esclude che già nel corso di questa stagione possa essere disputata una partita pilota con il nuovo orario.


Allenatori e calciatori favorevoli al cambiamento

L’idea di anticipare l’orario delle gare di Serie A ha trovato il sostegno anche di Massimiliano Allegri, portavoce del pensiero di molti allenatori. «Giocare alle 20 invece che alle 20:45 permetterebbe ai calciatori di riposare meglio: tre ore di sonno in più fanno la differenza», ha spiegato l’ex tecnico della Juventus. Anche l’Associazione Italiana Calciatori guarda con favore a questa ipotesi, ritenendola utile per migliorare il recupero fisico degli atleti.

Per ora, la decisione finale resta nelle mani di Dazn, ma il dibattito è ufficialmente aperto. La Serie A potrebbe presto cambiare volto — o meglio, orario — per adattarsi alle nuove esigenze del pubblico e dei protagonisti in campo.

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Calciomercato Fiorentina, quale sarà il futuro di Dodò e Mandragora? Spunta una indiscrezione importante

Calciomercato Fiorentina – Brovarone: «Situazioni delicate per i rinnovi di Mandragora e Dodò»

Il Calciomercato Fiorentina si accende anche fuori dal campo, con due dossier particolarmente delicati che stanno tenendo banco in casa viola: i rinnovi di Rolando Mandragora e Dodò. Entrambi i giocatori sono prossimi alla scadenza di contratto con la Fiorentina, e le trattative per il prolungamento non sembrano procedere nel migliore dei modi.

A fare chiarezza sulla situazione è stato Bernardo Brovarone, intermediario di mercato molto vicino all’ambiente viola, intervenuto ai microfoni de Il Pentasport. Le sue parole hanno offerto uno spaccato realistico delle dinamiche che stanno rallentando i rinnovi, toccando anche i rapporti tra società, agenti e giocatori.

Brovarone sui rinnovi: «Ogni caso è diverso, ma la Fiorentina deve fare le sue valutazioni»

Brovarone ha spiegato che nel Calciomercato Fiorentina ogni situazione va valutata singolarmente, sottolineando che «non sono 6-7 partite di campionato a cambiare i numeri pattuiti». Secondo l’intermediario, Mandragora avrebbe dovuto rinnovare già a settembre, ma le negoziazioni si sono arenate anche a causa dell’interesse del Betis Siviglia, che in estate aveva provato a portarlo in Spagna.

«Se il Betis avesse alzato l’offerta, la Fiorentina lo avrebbe ceduto subito. Poi la società ha rilanciato con una nuova proposta, ma la strategia adesso è anche il silenzio. L’unica mossa possibile, se non si trova un accordo, potrebbe essere la vendita a gennaio», ha dichiarato Brovarone.

Caso Dodò: «Richieste fuori mercato dall’entourage»

Più complessa appare invece la questione legata a Dodò. Il terzino brasiliano, rappresentato dal potente agente Giuliano Bertolucci, sarebbe al centro di una trattativa molto complicata. Brovarone ha spiegato che l’entourage del calciatore avrebbe chiesto cifre considerate fuori mercato, oltre a commissioni elevate per gli agenti.

«Bertolucci era imbufalito con la Fiorentina, e da Dodò la società rischia di non guadagnare nulla. La Fiorentina è arrivata a offrire circa 2,5 milioni, ma l’entourage ha chiesto quasi il doppio. In questa situazione fa bene il club a non cedere a richieste eccessive», ha aggiunto l’intermediario.

Il Calciomercato Fiorentina dunque si preannuncia movimentato nei prossimi mesi. Con i rinnovi di Mandragora e Dodò ancora in bilico, la dirigenza viola dovrà decidere se forzare la mano per trattenere i giocatori o aprire alla cessione già nella sessione invernale.

Napoli Inter, spunta l’audio della Refcam di Mariani sul rigore contestato: quella frase ha fatto infuriare i tifosi nerazzurri! I dettagli

Napoli Inter, l’audio della Refcam di Mariani sul rigore fa discutere: emergono nuovi dettagli sull’episodio contestato

Non si placano le polemiche arbitrali seguite a Napoli-Inter. A tre giorni dalla sfida del Maradona, il rigore concesso alla squadra di Antonio Conte nel primo tempo continua a far discutere e ad alimentare la rabbia dell’ambiente nerazzurro. L’episodio – il contatto in area tra Henrikh Mkhitaryan e Giovanni Di Lorenzo – ha spezzato l’equilibrio del match e scatenato un’ondata di critiche nei confronti dell’arbitro Maurizio Mariani e della sua squadra.

La Ref CAM getta nuova luce

A riaccendere il dibattito è la Ref CAM, la telecamera indossata dall’arbitro, le cui immagini sono state diffuse dalla Lega Serie A su YouTube. Il video conferma che Mariani, ben posizionato e vicino all’azione, aveva inizialmente giudicato correttamente il contatto come lieve e probabilmente cercato da Di Lorenzo, lasciando proseguire il gioco.

Ma le riprese rivelano anche un dettaglio cruciale: nelle cuffie dell’arbitro si sente chiaramente l’intervento del primo assistente, Daniele Bindoni, che segnala il contatto e la possibilità del penalty. A quel punto, nonostante la sua valutazione iniziale, Mariani chiede: “Sei sicuro?”. Alla risposta affermativa, dopo otto secondi di esitazione, cambia idea e assegna il rigore, poi trasformato da Kevin De Bruyne.

Un dietrofront che lascia trasparire incertezza e pressione esterna, alimentando ulteriormente i dubbi sulla gestione dell’episodio e sulle conseguenze che ha avuto sulla gara della squadra di Cristian Chivu. L’AIA, intanto, ha già annunciato provvedimenti nei confronti della terna arbitrale.

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Atalanta Milan, Allegri può sorridere in vista della sfida contro la Dea: arrivano buone notizie dall’infermeria! Tutti gli aggiornamenti

Atalanta Milan, Allegri ritrova fiducia: dall’infermeria arrivano segnali positivi in vista della sfida con la Dea. Le ultimissime

Il Milan di Massimiliano Allegri e del direttore sportivo Igli Tare arriva a Bergamo con un doppio volto: da un lato la striscia positiva di otto gare senza sconfitte che certifica la solidità del gruppo, dall’altro l’emergenza infortuni che continua a condizionare le scelte del tecnico. Una piccola boccata d’ossigeno arriva però dall’infermeria: Ruben Loftus-Cheek è nuovamente a disposizione e rappresenta un’arma in più per il futuro immediato.

Nonostante il ritorno dell’inglese, Allegri non intende stravolgere gli equilibri trovati nelle ultime settimane. A centrocampo verrà confermato il terzetto composto da Luka Modric, Fofana e Samuele Ricci. Proprio sul giovane regista italiano si concentrano le maggiori attenzioni: per lui questa sfida può trasformarsi in un vero e proprio spartiacque della carriera.

La pressione è alta, anche perché sugli spalti della New Balance Arena sarà presente il commissario tecnico della Nazionale, Gennaro Gattuso, pronto a valutare da vicino i progressi dei talenti emergenti. Per Ricci, dunque, si tratta di un’occasione da non sprecare: giocare accanto a un maestro come Modric e in un contesto competitivo come quello di Bergamo gli offre la possibilità di dimostrare non solo qualità tecniche e visione di gioco, ma anche carattere e personalità.

Il Milan, pur privo di pedine importanti, affida al suo giovane centrocampista una responsabilità pesante ma stimolante. Una prestazione convincente contro l’Atalanta potrebbe accelerare il suo percorso verso la maglia azzurra, trasformando la partita di stasera in un vero esame di maturità.

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Spalletti a Sky: «Juve? Sono la persona meno indicata per parlarne. Tudor? Mi è sembrato una persona seria. Chi lo sostituirà sarà fortunato»

Spalletti parla a Sky: «Juve? Sono la persona meno indicata per parlarne. Sto bene, ho l’ambizione di rimettere a posto quello che mi è successo»

Luciano Spalletti interviene ai microfoni di Sky Sport. Al cinema teatro Anteo di Milano, l’ex commissario tecnico della Nazionale – già allenatore di Roma, Inter e Napoli e tra i nomi accostati alla panchina della Juventus – ha presentato lo spot di un amaro girato a Roma insieme a Francesco Totti.

REUNION CON TOTTI – «Sì sta benissimo al suo fianco, tra di noi c’è stato qualche punto di vista differente e qualche scelta azzardata. Ma abbiamo passato un pezzo di vita insieme bellissimo dentro un gruppo fantastico. Montenegro ci ha messo lo zampino con questo spot suggestivo. Siamo tutti felici di essere insieme, l’ho visto rilassato».

RITORNO IN PANCHINA – «Sto bene, ho l’ambizione di rimettere a posto quello che mi è successo ultimamente. Aspetto con serenità quello che mi passa davanti»

CONTATTI CON LA JUVENTUS – «Io pensavo che qui si parlasse dello spot di Montenegro. Se devo dire qualcosa della Juventus lo dico volentieri in favore di Tudor. Per quello che l’ho conosciuto mi è sembrato una persona seria e un uomo vero con valori. Quando l’ho visto in allenamento e nelle partite mi è sempre sembrato una persona di sostanza che va dritta al cuore. Chi lo sostituirà sarà fortunato. Mi dispiace per quello che gli è successo. Ma chi subentra troverà una squadra che potrà soddisfare i propri tifosi».

LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE DI SPALLETTI A SKY SU JUVENTUSNEWS24

Infortunio Mina, il difensore è ancora in dubbio per la sfida contro il Sassuolo: le ultimissime in casa rossoblù

Infortunio Mina, ansia Cagliari: il difensore colombiano non è certo di esserci per la sfida con il Sassuolo. Le ultimissime

Il Cagliari si prepara alla nona giornata di Serie A, che lo vedrà protagonista giovedì 30 ottobre alle 18:30 all’Unipol Domus contro il Sassuolo. Una sfida delicata per i rossoblù, chiamati a fare punti davanti al proprio pubblico, ma con un’incognita pesante: le condizioni di Yerry Mina.

Mina, corsa contro il tempo

Il difensore colombiano sta smaltendo un risentimento ai flessori e, secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, sta seguendo un programma di lavoro personalizzato. Lo staff tecnico spera di riaverlo in gruppo già per la rifinitura della vigilia, ma la sua presenza resta in forte dubbio. Un’eventuale forfait priverebbe la retroguardia isolana di un elemento fondamentale per fisicità e gioco aereo. Se non dovesse recuperare in tempo, l’obiettivo diventerebbe la successiva trasferta di lunedì 3 novembre contro la Lazio all’Olimpico.

Un test importante contro i neroverdi

Il Sassuolo di Fabio Grosso, reduce dalla sconfitta con la Roma, arriverà in Sardegna con voglia di riscatto. Per il Cagliari, invece, la partita rappresenta un passaggio chiave per risalire la classifica e consolidare il proprio cammino.

Difesa sotto osservazione e calendario fitto

La gestione degli infortuni e dei carichi di lavoro sarà determinante in questa fase della stagione. Dopo il match con i neroverdi, infatti, i rossoblù affronteranno un ciclo impegnativo che culminerà con la sfida all’Olimpico contro la Lazio. Garantire solidità difensiva, con o senza Mina, resta la priorità assoluta per la squadra di Fabio Pisacane.

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Calciomercato Cagliari, Caprile seguito da una big italiana? Sentite cosa ha detto quell’esperto

Calciomercato Cagliari – Inter su Elia Caprile, ma Giulini chiede una cifra da top player

Il Calciomercato Cagliari continua a essere al centro dell’attenzione degli addetti ai lavori, soprattutto per le voci che riguardano il futuro di Elia Caprile, giovane portiere rossoblù autore di prestazioni eccellenti in questo avvio di stagione. Durante l’ultima puntata della trasmissione L’ascia Raddoppia, in onda sul canale YouTube di Cronache di Spogliatoio, il giornalista e opinionista Fabrizio Biasin ha parlato dell’interesse dell’Inter nei confronti del talento classe 2001.

Biasin ha sottolineato come i nerazzurri stiano monitorando con attenzione la crescita di Caprile, considerato da molti uno dei migliori prospetti del calcio italiano nel ruolo di portiere. Dopo un percorso di maturazione importante e un inizio di stagione da protagonista con il Cagliari, l’ex Bari ha attirato l’interesse di diverse società, sia italiane che estere.

Inter e non solo: Caprile osservato speciale

Secondo le parole di Biasin, la situazione all’interno dell’Inter non è urgente. Yann Sommer continua a offrire garanzie, mentre il giovane Martinez si è dimostrato affidabile ogni volta che è stato chiamato in causa. Tuttavia, in vista della prossima stagione, il club nerazzurro potrebbe valutare un investimento sul futuro, e in questo senso Caprile rappresenta un profilo perfetto per età, potenziale e caratteristiche tecniche.

«Tutte le volte che ha giocato Martinez ha fatto il suo dovere e Sommer non è certo da mandare in pensione», ha spiegato Biasin. «Al momento l’Inter non ha un problema di portieri, ma potrebbe pensarci per il futuro. Ecco perché si parla di Caprile del Cagliari. Detto ciò, non c’è nessuna urgenza».

Il prezzo fissato dal Cagliari

Sul fronte Calciomercato Cagliari, la posizione del presidente Tommaso Giulini è molto chiara: Caprile non partirà facilmente. La società sarda valuta il suo portiere tra i 25 e i 30 milioni di euro, una cifra che rispecchia il valore del giocatore e la sua importanza per il progetto tecnico di Ranieri. Si tratta di un investimento importante che, per il momento, scoraggia eventuali offerte “al ribasso” da parte dell’Inter, del Milan o di club stranieri.

Il Calciomercato Cagliari si annuncia dunque particolarmente caldo nei prossimi mesi, con Caprile al centro delle trattative. Il club rossoblù, però, non ha alcuna intenzione di privarsi facilmente del suo gioiello, simbolo del futuro e dell’identità della squadra isolana.

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Josep Martinez, tragedia per il portiere dell’Inter! Investito un uomo di 81 anni in carrozzina. Cosa è successo?

Josep Martinez incidente: il portiere dell’Inter coinvolto in una tragedia alle porte di Milano

Un grave incidente ha visto coinvolto il portiere dell’Inter Josep Martinez, gettando nello sconforto l’ambiente nerazzurro e l’intero mondo del calcio italiano. Secondo quanto riportato da La Repubblica, il giocatore spagnolo è rimasto coinvolto in un drammatico episodio avvenuto nei pressi di Appiano Gentile, alle porte di Milano. L’incidente ha purtroppo causato la morte di un uomo di 81 anni, che si trovava su una carrozzina elettrica.

Le prime ricostruzioni sull’incidente di Josep Martinez parlano di un impatto particolarmente violento, avvenuto mentre il portiere stava transitando in auto lungo una strada della zona. L’anziano, secondo le testimonianze e le indagini preliminari, avrebbe improvvisamente perso il controllo del suo mezzo elettrico, invadendo la carreggiata proprio nel momento in cui sopraggiungeva la vettura guidata dal giocatore.

Nonostante l’intervento immediato dei soccorsi, l’uomo non ce l’ha fatta. Sul posto sono arrivati tempestivamente i Carabinieri, un’ambulanza e un’eliambulanza, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Il decesso dell’anziano è stato constatato sul luogo dell’incidente, sotto gli occhi attoniti dello stesso Martinez, apparso profondamente scosso dall’accaduto.


Josep Martinez incidente: il gesto del portiere e la reazione dell’Inter

Fonti vicine alla società raccontano che Josep Martinez, dopo l’incidente, si è immediatamente fermato per prestare soccorso alla vittima, collaborando con le autorità e fornendo la propria versione dei fatti con piena disponibilità. Un comportamento che testimonia la sensibilità del calciatore, che ora si trova comprensibilmente sotto shock.

L’Inter è stata prontamente informata dell’accaduto e ha scelto di mantenere il massimo riserbo, in attesa che vengano completati gli accertamenti ufficiali. La società nerazzurra, insieme ai compagni di squadra, ha espresso vicinanza al proprio giocatore, sottolineando la volontà di rispettare il dolore di tutte le persone coinvolte.


Attesa per gli sviluppi

Al momento, le autorità stanno proseguendo con gli approfondimenti necessari per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente di Josep Martinez. Gli inquirenti non escludono l’ipotesi di un malore improvviso da parte dell’anziano, che avrebbe perso il controllo della carrozzina elettrica. Nel frattempo, il mondo del calcio si stringe attorno al portiere spagnolo, profondamente segnato da una tragedia che va ben oltre lo sport.

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Xabi Alonso si gode la vittoria, ma Real Madrid-Barcellona non è stata esente da polemiche. Ecco perché

Xabi Alonso, allenatore del Real Madrid, si gode la vittoria ma ancora contro il Barcellona continuano le polemiche

Le conseguenze del Clásico sono sempre pesanti, come ha ricordato Xabi Alonso dopo la vittoria del suo Real Madrid. Ne è ben consapevole anche Joan Laporta, che ieri mattina si è recato al centro sportivo del Barcellona per dare il suo sostegno morale alla squadra dopo la sconfitta al Bernabéu. Il presidente catalano sa che non è solo una partita, ma un “colpo all’anima” oltre che alla classifica, che ora vede il Real a +5 e l’Atlético di nuovo a -3, dopo la vittoria per 2-0 sul campo del Betis Siviglia.

Vinicius e Yamal sotto accusa: un Clásico “macchiato”

A infiammare i riflettori del big match sono stati, più per le polemiche che per i colpi di classe, Vinicius Junior e Lamine Yamal. “Tale e quale”, titolava ieri un editoriale di Marca, sottolineando come entrambi abbiano “macchiato” un Clásico di nuovo al centro del calcio mondiale. Lamine con le sue dichiarazioni della vigilia, Vinicius con la furiosa reazione al momento della sostituzione: «Sempre io! Me ne vado!», ha urlato il brasiliano a favore di telecamera prima di imboccare direttamente il tunnel degli spogliatoi.

Vinicius in crisi, Yamal spento: il malessere dietro le quinte

Una scena che ha irritato la Casa Blanca, la quale però ha preferito non esasperare i toni: nessuna sanzione, solo un confronto diretto con Xabi Alonso. Tuttavia, dietro le quinte, resta un malessere reale: Vini sente di non essere più al centro del progetto e, per la prima volta, l’idea di lasciare Madrid non è più un tabù.
Lamine, invece, è apparso spento, limitato dagli acciacchi e oppresso dal peso di un Clásico che lo aveva già giudicato colpevole prima del fischio d’inizio. La giovane stella del Barcellona non è riuscita a incidere, subendo il peso delle aspettative e delle polemiche pre-partita. Un Clásico che lascia strascichi importanti sia per il Real Madrid, alle prese con il “caso Vinicius”, sia per un Barcellona che deve fare i conti con un giovane talento in difficoltà e una classifica sempre più compromessa.

Atalanta Milan, Lookman è una bestia nera per la squadra rossonera. Ecco l’analisi sull’attaccante

Atalanta Milan, Lookman ha infierito e non poco la squadra rossonera. Ecco l’analisi

Ademola Lookman si presenta questa sera contro il Milan con un passato da incubo per i rossoneri: tre gol in sei sfide, tutti realizzati in casa. La culla del tifo bergamasco lo aspetta, e l’attaccante nigeriano sta cercando di risalire la corrente della brillantezza. La Gazzetta dello Sport offre questo ritratto della situazione. Non ha ancora segnato in questa stagione, iniziata in ritardo per le sue scelte estive legate al mercato. Ma da quando è tornato a disposizione dell’Atalanta, la sua condizione sta migliorando.

Ivan Juric, allenatore della Dea, ieri in conferenza ha spiegato: «Gli manca solo il gol. È dentro la squadra, sta cercando di fare il massimo anche se non può ancora essere brillante. In questo momento gli manca la brillantezza per concludere bene. Come Scamacca ha fatto una vita diversa da quella del calciatore per motivi diversi in estate. Non lo si prende e lo si butta in campo. Ci vuole pazienza. Ma per me su Ademola è fondamentale vedere quella corsa al 93’ contro la Cremonese per coprire in difesa». Juric prende come esempio di concentrazione proprio la corsa di sacrificio del nigeriano negli istanti finali della partita di Cremona, un ottimo esempio di impegno.

La ricerca del gol e la fine di un digiuno di 169 giorni

È ovvio, però, che Lookman subisca i giudizi più per quello che produce in fase offensiva che per il suo lavoro difensivo. Entrambe le facce della medaglia piacciono, ma quella che luccica di più è sempre quella che propone gol e assist. A proposito di reti, il nigeriano, che trova nel Milan un motivo validissimo per scatenarsi, non segna dal 12 maggio scorso (l’1-0 contro la Roma, giornata numero 36, che portò l’Atalanta di nuovo in Champions aritmeticamente). Oggi saranno 169 giorni dall’ultimo gol e la Dea, che costruisce tanto ma non segna abbastanza, ha bisogno dei suoi rifornimenti per ritrovare la vittoria che manca in campionato dal 21 settembre (3-0 contro il Torino).

La fine dell’anno solare di Lookman dovrà essere improntata su un’accelerazione generalizzata. La brillantezza sta tornando, anche a Cremona si sono viste determinate cose che rimandano al vero Ade: lo spunto, il dribbling, l’idea di fare qualcosa di più. Poi gli è mancato l’ultimo tassello. Però la sua crescita passa anche dai minuti trascorsi in campo. Ed è per questo che dal 30 settembre in poi ha sempre giocato titolare: 61 minuti contro il Bruges, 73 contro il Como, 82 contro la Lazio, 62 contro lo Slavia e l’intera gara di Cremona.

Un futuro intensissimo tra Atalanta e Nazionale

Stasera sarà la sesta gara di fila da titolare per Lookman, che sta aumentando la condizione anche in vista della Nazionale. A novembre, il pallone d’oro in carica si giocherà gli spareggi mondiali con la Nigeria: prima la semifinale contro il Gabon (13 novembre), poi la finale contro la vincente di Camerun-Congo. E non è finita qui. In caso di vittoria, a marzo andrà a giocarsi il posto al Mondiale con gli spareggi intercontinentali. In mezzo, la Coppa d’Africa in Marocco dal 21 dicembre al 18 gennaio. Insomma, tra Atalanta e Nigeria, i prossimi sei mesi di Lookman saranno intensissimi.

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Bologna, quando ritornerà Ciro Immobile? La situazione del centravanti rossoblu in vista dei prossimi match

Bologna, come sta Ciro Immobile? La situazione del centravanti rossoblu. Il punto

il Bologna è tornato immediatamente al lavoro per preparare al meglio il prossimo impegno di campionato. La squadra di Vincenzo Italiano, determinata a dare continuità ai buoni risultati ottenuti finora in Serie A, si è ritrovata questa mattina al centro tecnico di Casteldebole per una nuova seduta di allenamento in vista della sfida casalinga contro il Torino, valida per il turno infrasettimanale del massimo campionato.

Il Bologna vuole sfruttare il fattore campo e la spinta del pubblico del Dall’Ara per tornare alla vittoria dopo il pareggio di Firenze, maturato al termine di una gara intensa e ricca di emozioni. Italiano ha chiesto ai suoi concentrazione e freschezza mentale, elementi fondamentali per affrontare un Torino solido e organizzato, capace di mettere in difficoltà qualunque avversario.

Durante la seduta odierna, lo staff tecnico ha programmato un lavoro differenziato per i giocatori più impegnati nella gara contro la Fiorentina, con esercizi di scarico e lavoro defaticante. Per il resto del gruppo, invece, è stata organizzata una sessione tecnico-tattica focalizzata sul pressing alto, sulle transizioni e sulle soluzioni offensive.

Tra le note più significative di giornata figura la situazione di Ciro Immobile, che continua a svolgere un programma personalizzato di recupero. L’attaccante, arrivato a Bologna durante la sessione estiva di mercato per dare esperienza e gol alla squadra, non è ancora al meglio della condizione fisica. Lo staff medico e Italiano stanno gestendo con cautela il suo rientro, nella speranza di poterlo avere presto a disposizione per il rush finale di questa intensa settimana di Serie A. Anche Jens Odgaard ha lavorato a parte, proseguendo il suo percorso di riabilitazione.

La prossima gara contro il Torino, in programma mercoledì 29 ottobre alle ore 20.45, rappresenta un banco di prova importante per il Bologna, che mira a confermarsi nelle zone alte della classifica e a consolidare la propria identità di gioco. Italiano, consapevole della qualità del gruppo, potrebbe optare per un leggero turnover, ma tutto dipenderà dalle condizioni di Immobile e dagli ultimi allenamenti.

L’obiettivo resta chiaro: continuare a far crescere il progetto tecnico del Bologna, puntando su intensità, gioco corale e il carisma di un leader come Ciro Immobile, pronto a diventare il simbolo della rinascita rossoblù.

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Calciomercato Genoa, quella big è pronta a far suo il giocatore rossoblu. Ecco la situazione attuale

Calciomercato Genoa – La Juventus insiste per Norton-Cuffy, ma il Grifone resiste

Il Calciomercato Genoa entra nel vivo con uno dei nomi più chiacchierati delle ultime settimane: Brooke Norton-Cuffy, talentuoso terzino destro di proprietà del Genoa che sta attirando l’interesse di diversi club italiani ed europei. Tra questi spicca la Juventus, che avrebbe intensificato il pressing per assicurarsi il giovane esterno inglese già nei prossimi mesi.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, la dirigenza bianconera segue da tempo Norton-Cuffy, convinta delle sue qualità atletiche e della sua capacità di adattarsi perfettamente al calcio italiano. Il giocatore, classe 2004, si è messo in mostra con una serie di prestazioni convincenti in Serie A, guadagnandosi la fiducia di Gilardino e il rispetto dei tifosi del Genoa, che vedono in lui uno dei prospetti più interessanti del futuro rossoblù.

La valutazione del Genoa

Sul fronte economico, le cifre del possibile trasferimento sono già chiare: il Genoa valuta Norton-Cuffy tra i 10 e i 12 milioni di euro, una cifra che testimonia la crescita del giovane terzino e l’importanza che ha assunto nello scacchiere ligure. Tuttavia, secondo le indiscrezioni, la società rossoblù non avrebbe alcuna intenzione di aprire trattative nel mercato invernale.

Il presidente Alberto Zangrillo e il direttore sportivo Marco Ottolini sono stati chiari: il Calciomercato Genoa non prevede cessioni di rilievo a gennaio. Il club preferisce mantenere intatto il gruppo fino al termine della stagione, puntando sulla continuità e sulla crescita dei suoi talenti per raggiungere gli obiettivi sportivi fissati.

Trattativa rinviata all’estate

L’idea del Genoa è quella di rimandare ogni discorso a giugno, quando le valutazioni economiche potrebbero essere ancora più alte se il giocatore continuerà a confermarsi su questi livelli. La Juventus, dal canto suo, osserva e attende, consapevole che la concorrenza per Norton-Cuffy potrebbe aumentare nei prossimi mesi.

Il Calciomercato Genoa, dunque, si conferma terreno fertile per i giovani di talento, capaci di attirare l’attenzione delle big italiane. Norton-Cuffy rappresenta l’ennesimo esempio di come la società ligure stia lavorando bene nella valorizzazione dei suoi prospetti, combinando risultati sportivi e intuizioni di mercato.

Per ora, il messaggio del Genoa è chiaro: Norton-Cuffy non si muove a gennaio. Ma in estate, le trattative potrebbero riaccendersi e diventare uno dei temi caldi del prossimo Calciomercato Genoa.

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Bologna, la paradossale vicenda di Dallinga: tanta sostanza, ma i goal vengono annullati dal VAR

Bologna, Dallinga alla ricerca del goal: e dove non ci arriva l’attaccante ci pensa il VAR ad annullare la sua gioia rossoblu

Thijs Dallinga e i gol in fuorigioco: una storia controversa che ha avuto un nuovo capitolo a Firenze. L’attaccante olandese, infatti, aveva di fatto chiuso la partita contro la Fiorentina, ma il VAR ha annullato la rete. Una vera e propria “maledizione” per Dallinga, che già un anno fa vide svanire un gol-non gol ad Anfield. Nonostante la delusione, quel momento è diventato lo spartiacque della serata, cambiando le sorti del Bologna. Ma una cosa è certa: l’olandese sta vivendo un ottimo momento di forma, trovando finalmente continuità dopo un avvio complicato. Da Bucarest a Firenze, e ora al Dall’Ara contro il Torino, l’attacco parlerà di nuovo fiammingo. Ecco cosa scrive oggi il Corriere dello Sport.

Dalla pubalgia alla titolarità: la svolta dopo l’infortunio di Immobile

La partita in Romania, giovedì scorso, ha rappresentato il primo vero punto di svolta per questo ragazzo che ad agosto ha compiuto 25 anni. Dopo un’estate difficile, a causa del recupero dall’intervento per pubalgia, Dallinga si è fatto trovare pronto per l’inizio del campionato. L’infortunio istantaneo di Ciro Immobile gli ha aperto opportunità che fino a quel momento sembravano pura chimera. E Thijs non si è lasciato sfuggire l’occasione. Anzi, le occasioni. Perché con Castro, Dallinga si sta dividendo l’attacco in maniera molto più proficua rispetto alla scorsa stagione. Non solo per il gol (e l’assist) di Bucarest, ma anche per una crescita generale che da qualche settimana è sotto gli occhi di tutti.

Una scommessa da (ri)vincere: Dallinga sulla scia di Julio Cruz?

Domani Dallinga tornerà quasi certamente a giocare dal primo minuto, seguendo la logica dell’alternanza che ha visto Castro titolare al Franchi. Thijs può diventare una scommessa da (ri)vincere, dopo un’annata con pochi chiari e molti scuri. Se agli assist (materia dove eccelle) comincerà ad accompagnare reti sempre più frequenti, anche l’ultimo dei critici dovrà ricredersi. Un grande del passato rossoblù come Julio Cruz, infatti, impiegò più di una stagione per prendere le misure al calcio italiano. Dallinga può fare lo stesso. Curiosità: El Jardinero segnò sette reti nel suo primo campionato a Bologna, Thijs pure (pur non tutte in campionato). Insomma, i precedenti illustri non mancano. Dallinga sulla scia dei fiori sbocciati a scoppio ritardato? Perché no. Italiano ci spera. E Bologna… pure.

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Donadoni sicuro: «Atalanta Milan? Legato ad entrambi, ma penso che stasera la gara finirà in quella maniera»

Roberto Donadoni, doppio ex di Atalanta-Milan, ha voluto analizzare nella maniera migliore quello che sarà il match di stasera

Roberto Donadoni, storica bandiera di Atalanta e Milan, analizza lo scontro diretto tra le sue ex squadre per la Gazzetta dello Sport. Per lui, è un tuffo nel passato: «Sono naturalmente legato a entrambi i club. L’Atalanta mi permise di diventare professionista, il Milan mi diede continuità ad alto livello e poi era la squadra per cui tifavo da bambino». Oggi, ammette, è una «partita di cartello», con i nerazzurri in Champions e il Milan alla ricerca di sé dopo il flop stagionale.

MILAN-PISA – «Un’occasione persa, senza se e senza ma. Il Milan aveva trovato subito il vantaggio, poi ha gestito male e si è fatto un po’ sorprendere dal Pisa, che invece ha messo in campo tutte le proprie forze».

ROSSONERI STANCHI – «Non credo. Vero che le assenze hanno impedito rotazioni nelle ultime settimane, ma il Milan non ha le coppe e a mio avviso non può essere stanco a ottobre. Piuttosto, è mancata la prestazione: l’undici rossonero aveva un tasso qualitativo molto superiore agli avversari, ma non ha fatto pesare a dovere la differenza».

LEAO – «Quando si parla di Leao si rischia sempre di esagerare, in un senso o nell’altro. Contro Fiorentina e Pisa è stato determinante con tre gol, ma il dubbio è sempre quello: è stato continuo nelle partite? Intendo, nell’aiutare la squadra con e senza palla? Ecco, per me può fare molto di più. E quando lo farà, allora potremo parlare di un calciatore davvero fondamentale per Allegri e per il Milan».

GIMENEZ – «Se pensiamo che il Milan l’ha fortemente voluto e acquistato come bomber direi di sì. A livello realizzativo Gimenez non sta attraversando un momento felice, mi pare evidente. L’impegno non manca, ma se giochi con quella maglia è logico che la gente poi si aspetti di più da un centravanti».

COSA CONVINCE DEL MILAN DI OGGI – «Di sicuro che sia appunto “più squadra” rispetto alla scorsa stagione. E in questo credo sia stato fondamentale, oltre all’allenatore, l’arrivo di Modric».

L’ATALANTA IMBATTUTA – «Però pareggia troppo. Rispetto al passato sta segnando un po’ meno, anche se alla fine dei conti è sempre il quinto attacco della Serie A e in testa con il Napoli c’è la Roma che ha quattro gol realizzati in meno dei nerazzurri. Non dimentichiamo poi che anche Juric ha dovuto fare a meno di parecchi giocatori per infortuni vari in questo inizio di stagione».

CHI SARA’ DECISIVO OGGI – «Facile rispondere Lookman per la Dea o Leao per i rossoneri, ma credo che Atalanta-Milan non sarà una partita di singoli, quanto di collettivi. Io mi aspetto una gara vibrante, con occasioni e voglia di vincere da entrambe le parti. O almeno lo spero. Non di rado in Italia abbiamo visto incontri – anche e soprattutto di vertice – dove si pensava più a non perdere che a portare a casa i tre punti. L’ultimo Juventus-Milan è un esempio calzante».

L’ESONERO DI TUDOR – «Se guardiamo la classifica, possiamo notare che è molto corta. Dunque, non penso che Tudor sia stato allontanato per una mera questione di risultati. In fondo, la sua Juve è ad appena tre punti dall’Inter di Chivu, a sei dal Napoli di Conte capolista e campione in carica. Ci sono, però, segnali tali da poter convincere una società a prendere una decisione così drastica come l’esonero. Evidentemente, alla Juve hanno visto qualcosa che va oltre la sconfitta con il Como e con la Lazio».

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Modric, giocatore insostituibile per il Milan. Stasera contro l’Atalanta si prova a tentare il bis

Luka Modric, insostituibile in casa Milan, e contro l’Atalanta vorrà ripetersi nella maniera migliore possibile

Luka Modric, l’insostituibile metronomo del Milan, si appresta a giocare la sua nona partita consecutiva da titolare contro l’Atalanta. A 40 anni compiuti, il croato è un pilastro inamovibile per Massimiliano Allegri, indispensabile per la sua classe, la sua leadership e la sua inesauribile voglia di vincere. Il Corriere dello Sport oggi propone questa analisi.

In Serie A, dopo otto giornate, ha già messo a segno un gol decisivo contro il Bologna e fornito due assist. Ma ciò che colpisce di più sono i suoi numeri: detiene il primato dei passaggi precisi in campionato, ben 514. Un rendimento straordinario che gli è valso anche la convocazione con la Croazia per le prossime sfide e una nomination nella “World XI 2025” della FifPro.

I segreti di un’eterna giovinezza calcistica.

Il segreto della sua longevità è la cura maniacale del corpo e una motivazione incrollabile. Vlatko Vucetic, capo dello Sport-Diagnostic Centre dell’Università di Zagabria, ha svelato i tre obiettivi che Modric si è posto per allungare la sua carriera: migliorare la condizione fisica, ridurre il rischio di infortuni e prolungare la sua attività. Da giocatore che faticava a mantenere l’intensità per più di 65 minuti, oggi corre per 90 minuti più recupero. «Modric è ancora motivato, ancora curioso, ancora affamato. Questo, più di ogni esercizio, è ciò che lo tiene giovane», ha commentato Vucetic.

Allegri: «Più sta in campo e meglio è per tutti».

Contro l’Atalanta, Modric sarà ancora titolare, anche a causa di una coperta corta a centrocampo per il Milan, con Jahari e Rabiot ancora infortunati. Allegri, pur avendo recuperato Loftus-Cheek, non può fare a meno del croato nella posizione centrale. «Luka è molto bravo nella gestione», ha detto il tecnico rossonero in conferenza. «È talmente bravo a giocare in questo nuovo ruolo che sembra che corra di più, corre talmente bene che lo fa sembrare. Gioca un calcio meraviglioso… Più sta in campo e meglio è, per tutti. Anche per gli spettatori», ha confessato Allegri, sottolineando l’importanza di Modric non solo per la squadra, ma anche per lo spettacolo.

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Juventus, tante spese e pochi risultati. Investimenti da quasi un miliardo di euro dall’ultimo Scudetto!

Juventus, tantissimi investimenti ma pochi risultati dopo l’ultimo Scudetto. Ecco la situazione attuale

La Juventus ha speso oltre 750 milioni di euro sul mercato dall’ultimo scudetto, senza contare bonus e commissioni. Una cifra enorme, ma che non ha portato né a imporsi in Italia né tantomeno in Europa.

L’obiettivo, all’alba del Covid, era passare dai nove campionati vinti consecutivamente al trionfo in Champions League, ma quel sogno è rimasto tale. Nonostante quasi 600 milioni di euro incassati dalle cessioni nello stesso periodo, i numeri restano crudeli: un’ambizione costosissima che non ha raggiunto i traguardi e una “rivoluzione” di cui, a questo punto, si fatica a capire la direzione.

Ecco l’analisi proposta da La Gazzetta dello Sport. Investimenti ingenti e difficoltà a vendere. Gli ultimi anni sono stati complessi per la Juventus, tra sforzi economici post-Covid, cambi al comando per le inchieste sulle plusvalenze e tentativi di rilanciarsi con rose più giovani e meno costose. La fotografia dei conti rivela spese importanti: 72 milioni per Arthur Melo, 50 per Federico Chiesa, 70 per Dusan Vlahovic, oltre 40 per Gleison Bremer, fino ai recenti 51,3 per Teun Koopmeiners, 50 per Douglas Luiz e 43,9 per Lois Openda. La Juventus ha speso molto, ma ha sempre faticato a vendere, intrappolata in investimenti passati troppo convinti e in stipendi ormai fuori mercato.
L’unica eccezione in termini di cessioni di valore, a parte la “Next Gen” che ha fornito gioielli venduti qua e là, è stata Matthijs De Ligt al Manchester United per 67 milioni di euro nel 2022. Le altre operazioni significative riguardano immediati disinvestimenti come Nico Gonzalez e Douglas Luiz, ereditati da precedenti gestioni.

La stella polare smarrita

È vero, John Elkann ha già confermato la disponibilità a un nuovo aumento di capitale. Ma dopo otto partite senza vittorie e un ottavo posto in classifica, questi oltre 750 milioni di euro pesano come macigni. La proprietà e la dirigenza bianconera hanno un estremo bisogno di trovare una via chiara, una stella polare da seguire per ritrovare un futuro vincente. Il punto non è spendere meno, ma “diversamente”, evitando di ritrovarsi ogni sei mesi a dover rivalutare tutte le scelte fatte, dal mercato alle decisioni tecniche.

La pressione sugli investimenti come Koopmeiners o Openda non riguarda solo il costo del cartellino, ma anche le fatiche societarie e le speranze dei tifosi. A Torino c’è un estremo bisogno di ritrovare il sorriso, come accaduto per Kenan Yildiz, che ora si cerca in tutti i modi di non “sacrificare”, o per Khephren Thuram, pagato 20 milioni un anno fa e oggi dal valore raddoppiato. Non è solo questione di soldi, ma di speranze dei tifosi e progetti della società: ogni volta che il club investe, si mette in gioco, e il popolo juventino consuma fiducia. Ma dopo 750 milioni di euro, sia sugli spalti che ai piani alti della società si sente la fatica del passato. Da Comolli, dal prossimo allenatore e dai calciatori di oggi (e di domani) passa il riscatto della “Signora”.

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Anjorin vuole riprendersi il Torino: il suo ritorno è alle porte (e ora Baroni ha una carta in più)

Anjorin pronto a rientrare in casa Torino. La situazione attuale dei granata per rinforzare la linea mediana

Tino Anjorin, centrocampista del Torino, è vicino al rientro dopo un mese di stop per fascite plantare. L’inglese, condizionato da problemi fisici finora, ha saltato quattro partite (Parma, Lazio, Napoli, Genoa) ma negli ultimi giorni ha fatto passi avanti nel lavoro personalizzato.

Come scrive Tuttosport nell’edizione odierna, adesso lo scoglio principale è ritrovare la forma fisica ottimale. Lo staff sta lavorando con allenamenti specifici per rafforzare il tono muscolare e permettere ad Anjorin di essere a disposizione, se non dall’inizio, almeno a gara in corso. Baroni spera di riaverlo al più presto e valuta se convocarlo già per Bologna, anche se un rientro affrettato è sconsigliato per evitare ricadute.

Finora Anjorin ha giocato solo 37 minuti totali, distribuiti in quattro partite tra campionato e Coppa Italia, però mai da titolare. Il Torino crede nel suo potenziale e lo aspetta, confidando che possa tornare decisivo come nel suo miglior periodo all’Empoli.

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Spalletti, alla scoperta del (forse) nuovo allenatore della Juve. Retroscena e tante curiosità

Luciano Spalletti e le sue più grandi caratteristiche tra vicissitudini, storie e ovviamente cosa potrà portare alla Juve

Luciano Spalletti non è un allenatore come gli altri: è un “romanzo” complesso, spigoloso e brillante. Tuttosport ne svela retroscena e aneddoti, tracciando un ritratto del tecnico attraverso le sue frasi celebri e il suo modo unico di comunicare.

UOMINI FORTI, DESTINI FORTI: IL MANIFESTO DI LUCIO La frase «Uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli» è diventata un mantra, un tatuaggio, persino un meme. Spalletti la pronunciò l’11 settembre 2016, quando la sua Roma rimontò la Sampdoria grazie alla forza dei subentrati. È il suo manifesto: un elogio del lavoro, del collettivo e un secco rifiuto degli alibi. «Non ho tempo» è la religione degli sfigati, ama ripetere, sottolineando l’importanza di affrontare le sfide con determinazione.

LE “GALLINE DEL CIONI” E IL RIFIUTO DEGLI ALIBI Celebri sono le «galline del Cioni», metafora usata per descrivere la critica giallorossa, bisognosa di polemiche quotidiane come le galline di granturco. Luciano non ammette scuse: «Il vero campione è colui che non critica il compagno, ma mette a posto l’errore che ha fatto». Anche quando si trattava di difendersi, come nel 2009 alla Roma, non esitava a tuonare contro i giocatori “leziosi” che non facevano i contrasti.

IRONIA E FRECCIATE: L’UOMO DEL “NO COMMENT” CHE ARGOMENTA TUTTO Spalletti non è l’uomo del “no comment”. Tutto viene argomentato, spesso con citazioni inaspettate. Durante la sua epoca all’Inter, per esempio, quando elogiava Sarri disse: «Se Sarri avesse continuato a lavorare in banca, ora sarebbe ministro dell’economia». Ma sa anche lanciare frecciate pungenti, come quella a Mirabelli prima di un derby: «Ha detto che dobbiamo temere il Milan? Sembra il prete di Frittole…».

IL “MANCA UN CENTRALE” E LA PAPERA BIANCANEVE Luciano non ha peli sulla lingua anche sul mercato. Quando allenava l’Inter e gli chiedevano del centrocampista mancante, rispose: «Siamo in difficoltà e io sento sempre che fate le stesse domande. È sotto gli occhi di tutti che ci manchi un difensore centrale. Anche mia mamma di 90 anni lo sa. Cosa volete che vi dica di altro?». Un esempio di pragmatismo e chiarezza disarmante. Alla sua “Rimessa”, un luogo bucolico dove dialoga con la sua anima, colleziona maglie e aneddoti. Persino la sua papera Biancaneve, al solo sguardo di Lucio, si sentiva al sicuro. Un allenatore unico, capace di lasciare il segno in ogni piazza che ha allenato.

De Bruyne rotto: come si comporterá adesso il Napoli? Spunta fuori qualche strategia

In casa Napoli De Bruyne si è rotto: una situazione abbastanza complicata per i partenopei

Una notizia che gela il sangue dei tifosi del Napoli e non solo: Kevin De Bruyne, dopo aver segnato il rigore del vantaggio contro l’Inter, ha rimediato una «lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia destra».

Una diagnosi terribile, soprattutto perché si tratta dello stesso muscolo operato ad agosto 2023, che allora lo tenne lontano dai campi per quasi cinque mesi.


Questa volta, i tempi di recupero stimati si aggirano tra i tre e i quattro mesi. De Bruyne, 34 anni e con un passato di infortuni nella stessa zona, ha scelto nuovamente la via della chirurgia, a differenza di Lukaku che optò per la terapia conservativa. È già rientrato in Belgio e sarà operato domani in una clinica di Anversa, dove inizierà la riabilitazione. Una decisione presa in accordo con il Napoli, con un obiettivo chiaro in mente: non perdere il Mondiale americano, la sua quarta Coppa del Mondo, e tornare in tempo per la parte finale della stagione.
Il Napoli perde il suo fuoriclasse in un momento cruciale. L’assenza di De Bruyne priverà il Napoli del suo fuoriclasse, il simbolo del rinnovamento tattico e uno dei “Fab Four” che ha portato la squadra in vetta al campionato dopo otto giornate. Se i tempi di recupero saranno di tre mesi, salterà almeno 22-23 partite tra campionato e coppe fino a gennaio; con quattro mesi, le partite a rischio aumentano a 26-27 fino a inizio marzo. Conte non potrà contare su di lui per la Supercoppa in Arabia, la volata nel prossimo turno di Champions, gli ottavi di Coppa Italia e la fase cruciale della difesa dello scudetto.
Il Corriere dello Sport sostiene che in attesa del mercato, con il Napoli già attento a profili come Kobbie Mainoo dello United, il tecnico si affiderà alla “vecchia guardia” e alle certezze della rosa. La “cometa KDB” ha illuminato il cielo di Napoli per sole 11 partite (760 minuti, 10 volte titolare e 1 subentrato), ma con un impatto devastante: 4 gol in Serie A e 2 assist in Champions, capocannoniere della squadra in campionato. Un’assenza pesante, che interrompe una sfida a distanza affascinante con Modric e Vardy, che stava arricchendo il nostro calcio. Il mondo del calcio lo aspetta, pronto ad accoglierlo al suo ritorno.

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