Pagina 777 – Calcio News 24

Vogliacco: «Ho superato un brutto periodo Devo dire grazie a Chivu, è un grande uomo. Io e il Genoa? Non dipende da me, ma sono certo di una cosa»

Vogliacco, difensore del Genoa, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione. Ecco le sue parole

Finalmente un sospiro di sollievo, la fine di un incubo durato mesi. Alessandro Vogliacco, difensore del Genoa, è stato prosciolto da ogni accusa nel filone “Benevento-bis” del caso scommesse. Il suo deferimento, avvenuto ad aprile con l’accusa di aver piazzato scommesse su eventi calcistici su circuiti legali – una pratica comunque vietata ai tesserati dal Codice di Giustizia Sportiva – aveva gettato un’ombra sulla sua carriera e sulla sua serenità. Ora che anche la Procura Federale ha rinunciato a ricorrere in appello, il calciatore può finalmente mettersi alle spalle un periodo che lui stesso definisce di «tanta angoscia e rabbia».

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Mg Genova 17/08/2024 – campionato di calcio serie A / Genoa-Inter / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Alessandro Vogliacco

In questa lunga intervista, Vogliacco si apre per la prima volta, parlando del calvario vissuto, della forza trovata nella sua famiglia e del suo futuro, che riparte con orgoglio dalla maglia del Genoa dopo il prestito di sei mesi al Parma, dove ha trovato la fiducia di un altro grande ex difensore dell’Inter come Christian Chivu. Ecco le sue parole al Corriere dello Sport.

UNA DOCCIA FREDDA E L’INNOCENZA DIMOSTRATA – «È arrivata una segnalazione su qualcosa di cui non sapevo l’esistenza. Per me è stata una doccia fredda. Però grazie alle persone e ai professionisti che mi hanno affiancato sono riuscito subito ad avere un quadro limpido della situazione e siamo riusciti a dimostrare la mia innocenza».

LA LEZIONE SULLA RESPONSABILITÀ – «Come uomini e come calciatori dobbiamo essere responsabili e non prendere nulla con leggerezza. Bisogna rispettare le regole e stare attenti».

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Db Genova 18/10/2022 – Coppa Italia / Genoa-Spal / foto Daniele Buffai/Image Sport nella foto: Alessandro Vogliacco

I RINGRAZIAMENTI SPECIALI – «La mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto e ha sempre creduto nella mia innocenza. Il mio procuratore, Michelangelo Minieri, e i miei avvocati. Poi Pantaleo Longo (segretario sportivo del Genoa, ndr), un amico di famiglia che ha creduto fin da subito nella mia innocenza. Si è speso tanto per me e mi ha dimostrato che nella vita si può credere in qualcosa: nelle amicizie disinteressate».

IL RIENTRO E LA MENTE LIBERA – «Bene, sono carico per la nuova stagione. Ora sono molto più leggero, più libero di testa e non vedo l’ora di iniziare e di concentrarmi solo sulla mia famiglia e sul calcio».

L’ESPERIENZA FORMATIVA A PARMA CON CHIVU – «A gennaio ho fatto una scelta e penso che sia stata quella giusta. Sono arrivato in un periodo molto delicato: c’era un gruppo da compattare e abbiamo fatto un grande lavoro a livello umano, nonostante la mia situazione mi abbia un po’ condizionato a livello mentale. Sono stati mesi importanti per me che mi hanno fatto crescere molto»

CHIVU – «Chivu mi è sempre stato vicino e mi ha dato fiducia, mi ha detto che se ero tranquillo lo era anche lui. Non è solo un bravissimo allenatore ma anche un bravissimo uomo. Spero che possa raggiungere tutti i traguardi che sogna, se lo merita».

IL FUTURO È AL GENOA – «A oggi sono un giocatore del Genoa. Ho un legame speciale con tutto l’ambiente e tornerò con grande orgoglio, poi vedremo. Se sarà per un mese, un anno o per tutta la vita, i tifosi meritano che io dia tutto. Ma non dipende solo da me».

LA FIDUCIA RITROVATA NELLA GIUSTIZIA – «Sono contento che la giustizia abbia fatto il suo corso. Ora ci credo ancora di più, significa che la giustizia funziona».

Diogo Jota e le italiane: la tripletta all’Atalanta una delle vette più alte della sua carriera

Diogo Jota, un talento che ha scritto la storia: la tripletta contro l’Atalanta è stato un grande apice

La tragica e prematura scomparsa di Diogo Jota in un incidente stradale ha lasciato un vuoto incolmabile nel calcio mondiale, privando il Liverpool e il Portogallo di un talento straordinario nel pieno della sua maturità.

A soli 28 anni, Jota se n’è andato portando con sé un’eredità di gol e giocate esplosive. Nel ripercorrere la sua carriera, emerge un rapporto speciale con il calcio italiano: pur non avendo mai affrontato la Nazionale, le sue sfide contro i club di Serie A hanno lasciato un’impronta indelebile, culminata in una delle performance individuali più dominanti mai viste in Champions League.

Il suo capolavoro assoluto contro una squadra italiana risale al 3 novembre 2020, al Gewiss Stadium. In quella notte magica, un Diogo Jota in stato di grazia annichilì l’Atalanta di Gasperini, realizzando una tripletta da antologia nel 5-0 finale. I dettagli di quella serata, raccontano la sua completezza: al 16′, sul filtrante di Alexander-Arnold, resistette a una carica e superò il portiere con un raffinato cucchiaio d’esterno; al 33′, controllò di sinistro un lancio di Gomez e scaricò in rete un destro potente, un gol da attaccante come non se ne vedono più; infine, al 55′, scattò su assist di Mané, superò Sportiello fuori area e depositò a porta vuota.

Quella tripletta fu l’apice di una campagna europea che lo vide protagonista. Appena una settimana prima, aveva segnato il suo primo gol con i Reds in Champions contro il Midtjylland, aprendo le danze in un 2-0. Anche quando non segnava, era decisivo: nei quarti di finale contro il Real Madrid, fu una sua azione personale a propiziare, dopo un rimpallo, il gol di Salah.

Nonostante le sfide più opache contro Inter, Milan e nella gara di ritorno con la stessa Atalanta, è la notte di Bergamo a rimanere impressa. Un’esibizione di tecnica, forza e intelligenza che oggi, nel giorno del dolore, brilla come il testamento più luminoso del suo immenso talento.

Jadon Sancho, chi è: l’affare d’oro del Dortmund e la scommessa della Juventus. La storia di mercato del talento inglese, i bianconeri che sognano di rivedere il giocatore che incantava la Bundesliga

Sancho e quell’affare con la Juve che potrebbe stravolgere i bianconeri. Il talento del giovane esterno offensivo inglese

Il nome di Jadon Sancho torna a infiammare il mercato della Juventus. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da diverse fonti, tra cui Gianluca Di Marzio, il club bianconero avrebbe riacceso i contatti per l’esterno inglese, cercando di capire i margini di una trattativa che si preannuncia complessa ma affascinante.

A 25 anni, Sancho è a un bivio cruciale della sua carriera: dopo aver fallito nel mantenere le altissime aspettative al Manchester United, cerca una nuova avventura per rilanciarsi. La Juventus, dal canto suo, vede in lui il potenziale fuoriclasse capace di aggiungere imprevedibilità, dribbling e qualità all’attacco di Tudor, ma l’operazione è un delicato equilibrio tra rischio e opportunità.

La storia dei trasferimenti di Sancho è un vero e proprio manuale del mercato, un racconto di intuizioni geniali e investimenti fallimentari. Il capolavoro assoluto lo ha realizzato il Borussia Dortmund, che nel 2017 lo prelevò dalle giovanili del Manchester City per circa 20 milioni di euro.

In Germania, Sancho esplose, diventando uno dei talenti più devastanti d’Europa: in quattro stagioni, collezionò la cifra impressionante di 50 gol e 64 assist in 137 partite, numeri da top player assoluto. Questa crescita esponenziale permise al Dortmund di realizzare un’enorme plusvalenza, rivendendolo nel 2021 al Manchester United per la cifra monstre di 85 milioni di euro. Per i tedeschi, un affare d’oro.

Per lo United, invece, l’acquisto si rivelò un flop. A Old Trafford, Sancho non è mai riuscito a replicare la sua forma smagliante, faticando a imporsi e perdendo la sua proverbiale efficacia. Le statistiche parlano chiaro: con i Red Devils ha messo a segno solo 12 gol in 82 presenze, un rendimento deludente che ha portato prima al prestito di ritorno al Dortmund e poi, nella scorsa stagione, a quello oneroso al Chelsea. Anche a Londra, pur vincendo la Conference League, il suo rendimento è stato altalenante, con 3 gol e 7 assist in 31 presenze in Premier League.

Ora la Juventus si affaccia alla finestra. Il Manchester United vuole liberarsi di un ingaggio pesante e il valore del cartellino del giocatore si è drasticamente ridotto. L’idea dei bianconeri è quella di un’operazione in prestito, magari con diritto di riscatto, per minimizzare i rischi economici e valutare da vicino la rinascita del giocatore. Per la Juventus sarebbe l’occasione di ingaggiare un talento puro a condizioni vantaggiose; per Sancho, rappresenterebbe la piazza ideale per dimostrare che la magia vista a Dortmund non si è spenta, ma aspetta solo la scintilla giusta per riaccendersi.

Infantino, nuovo piano shock: un Mondiale per Club ogni due anni. Il presidente della FIFA, forte del successo di pubblico del torneo, vuole sfidare la Champions League

Il piano shock di Infantino per quanto riguarda il Mondiale per Club. La situazione attuale all’interno del mondo del calcio

Una Coppa del Mondo per Club ogni due anni: questa è la nuova, dirompente idea che, secondo quanto riportato dal media spagnolo El Chiringuito, starebbe prendendo forma nella mente del presidente della FIFA, Gianni Infantino. Un progetto destinato a infiammare ulteriormente il già rovente dibattito sul calendario internazionale e a sfidare apertamente il potere della UEFA.

Mentre la prima edizione del nuovo Mondiale per Club a 32 squadre sta riscuotendo un notevole successo di pubblico, specialmente in Sud America con record di ascolti in Brasile, la FIFA starebbe già pianificando il passo successivo per rendere la competizione ancora più centrale.

L’attuale torneo, pensato con una cadenza quadriennale, verrebbe così trasformato in un evento biennale. Questa mossa, secondo le indiscrezioni, avrebbe un doppio obiettivo strategico: da un lato, rafforzare il controllo della FIFA sul calendario, e dall’altro, erodere l’egemonia della Champions League come evento calcistico per club più importante dell’anno. L’intenzione sarebbe quella di creare un prodotto di appeal globale, da disputare in località strategiche come Qatar, Marocco o Brasile, aggiungendo una forte dimensione geopolitica e finanziaria al progetto.

Tuttavia, questa “nuova follia” di Infantino, come la definisce la stampa estera, si scontra con le feroci critiche già ricevute per l’attuale formato. Giocatori e allenatori, da Raphinha a Jürgen Klopp, hanno più volte denunciato un ritmo di partite ormai insostenibile.

È quindi quasi certo che questa nuova proposta provocherà la durissima reazione dei sindacati dei calciatori, già sul piede di guerra per un calendario «infernale» che mette a serio rischio la salute degli atleti e la qualità stessa dello spettacolo calcistico.

Torino, Cairo: «Ricci al Milan? Accontentato il giocatore, Anjorin vicino. Red Bull? Ecco la verità sulle voci»

Urbano Cairo fa il punto della situazione, da Ricci al Milan a Anjorin al Torino, ma anche Red Bull e tanto altro, vediamo le parole del presidente

Intervenuto ai margini della presentazione dei palinsesti di La7 il numero uno del Torino Urbano Cairo ha fatto il punto della situazione sul calciomercato del club granata e non solo. Tanti i temi trattati dall’editore, a partire dal trasferimento di Samuele Ricci al Milan (oggi visite mediche e firma per lui), all’arrivo del sostituto Tino Anjorin. Ma anche il futuro dello Stadio Olimpico Grande Torino e le voci – smentite – sulla cessione della squadra. Le parole raccolte dai giornalisti presenti:

Le dichiarazioni di Urbano Cairo:

RICCI AL MILAN – «Abbiamo accontentato il giocatore che con noi ha fatto un percorso molto buono. C’è stata questa offerta che a lui faceva piacere noi accettassimo. Noi ora abbiamo un’alternativa interessante. È nella normale evoluzione delle cose. I capitani se ne vanno ma se ne creano di nuovi e altrettanto buoni. Tutti vendono, non solo il Torino. Il mondo del calcio è in una nuova fase, non più quella in cui le bandiere stavano vent’anni in una squadra»

ANJORIN – «È molto vicino al Toro. Di lui parlo perché siamo veramente a un passo come per Ricci al Milan. Per il resto ci sono altre cose in ballo e trattative, ma prima di parlarne voglio avere più certezze. L’obiettivo comunque è dare al mister una squadra pronta almeno al 90% prima del ritiro»

OFFERTE DAGLI AMERICANI – «Non ho avuto alcuna proposta. Red Bull? Mai avuto neanche mezzo contatto, l’ho detto cento volte. Zero. Mai visti né sentiti se non per il fatto che erano energy sponsor del Toro. Stadio? Dobbiamo vederci con il sindaco. Spero in tempi brevi. Speriamo bene»

NAZIONALE – «Gattuso ha rianimato con grande voglia e temperamento. Spero che faccia le cose giuste per andare al Mondiale. Pochi italiani nel campionato italiano? Può essere ma credo che ci siano molte altre nazionali che hanno giocatori all’estero. Abbiamo 60 milioni di abitanti e non puoi non produrre un numero di giocatori tale per competere ad alto livello. Qui forse c’è un tema anche di Academy che devono essere sviluppate non solo a livello di squadre ma di Nazionale. Per parte nostra noi investiamo tanto nel settore giovanile, abbiamo vinto con l’Under 17 e 18. Se lavori bene lì stai lavorando bene in tutto il settore giovanile e ne beneficia sicuramente anche la Primavera e poi la prima squadra».

Retegui, come deve comportarsi l’Atalanta se arrivasse l’offerta giusta? Il capocannoniere merita attenzione

Retegui, se arrivasse l’offerta giusta (ultima dall’Arabia)? Dubbi e consapevolezze sul capocannoniere dell’Atalanta

Si è sempre detto che il mantra dell’Atalanta sul mercato è il solito “pagare moneta vedere cammello”: non soltanto per una questione di tutela dove la Dea se vende è solo per cifre altissime, ma anche per avere grandi chance di trattenere i suoi giocatori.

E se dovesse arrivare veramente l’offerta? Perché se è vero che su Ederson e Lookman c’è da aspettarsi qualcosa dietro l’angolo, dall’altra invece Mateo Retegui merita una valutazione molto più accurata: una situazione tra sirene europee e addirittura arabe dove si parla di 60 milioni.

Al netto della decisione del calciatore (l’Arabia non è oggettivamente un grande salto al di là dei soldi), Retegui a fronte di certe cifre deve essere ceduto oppure fare una vera e propria eccezione alla regola?

La stagione del numero 32 nerazzurra è stata spettacolare sotto tutti i punti di vista: trascinatore esemplare, punta vecchio stile in grado di fare reparto da solo aiutando la squadra e ovviamente protagonista indiscusso battendo il record atalantino di Filippo Inzaghi segnando 25 goal in campionato con tanto di titolo capocannoniere.

I dubbi però si appoggiano ad un’altra domanda legittima: Retegui sarà in grado di ripetersi soprattutto con un nuovo allenatore? Va detto anche che la Dea ingaggiando Juric ha preso un mister simile a Gasp, e a livello di compiti rimarrebbe tutto quasi invariato per Mateo. Tuttavia ripetersi diventa difficile e battere il ferro finché caldo e reinvestire tale somma in un centravanti più forte è assai legittimo: la chiave è sempre il “come” sostituire determinate pedine.

Dall’altra però privarsi del capocannoniere della Serie A diventa abbastanza dura. Scamacca? Lui è una garanzia importante (dove certi suoi colpi presentano una qualità superiore rispetto a quella di Mateo), ma i guai fisici ordinano calma e gesso e il numero 9 da solo non basta.

Una situazione alla quale, se gestita bene, presenterebbe una sorta di “win-win” però il capocannoniere del campionato non arriva ogni anno: occorre pensarci due volte, come giustamente farà l’Atalanta in caso di trattativa.

Calciomercato Inter, il Barcellona fa sul serio per Dumfries: riflessioni sulla clausola, cosa filtra

Le ultime sulle mosse di calciomercato dell’Inter, con l’interesse del Barcellona nei confronti di Denzel Dumfries. Tutti i dettagli

Il futuro di Denzel Dumfries appare avvolto da molte incognite dopo le ultime novità emerse riguardo alla sua clausola rescissoria. A fare chiarezza sulla situazione è stato Fabrizio Romano, esperto di mercato, che sul suo canale YouTube ha confermato alcuni dettagli importanti. La clausola di uscita presente nel contratto del terzino olandese ammonta a 25 milioni di euro ed è valida fino a metà luglio, una scadenza che rende il periodo attuale decisivo per eventuali trattative. Il contratto di Dumfries, in scadenza nel 2026, non è stato ancora rinnovato e la situazione contrattuale ha fatto scattare qualche campanello d’allarme in casa Inter. Si era parlato, addirittura, di uno scambio con il Manchester United per Aaron Wan Bissaka, ipotesi che testimonia la volontà della società nerazzurra di gestire con attenzione la situazione del giocatore. La clausola concessa al calciatore è stata negoziata dall’agenzia precedente di Dumfries e non dall’attuale, un dettaglio che aggiunge un ulteriore elemento di complessità.

Nonostante il momento di incertezza, Dumfries resta molto appetito sul mercato. In particolare, il Barcellona è uno dei club più interessati al terzino, anche se al momento i blaugrana sono concentrati su altre priorità di mercato. Tuttavia, la società catalana segue da vicino la vicenda di Dumfries, avendo avuto informazioni sulla sua clausola e la sua situazione contrattuale già prima degli ultimi sviluppi avvenuti all’Inter. La finestra di mercato estiva, dunque, potrebbe essere decisiva per il futuro di Dumfries. Il giocatore, apprezzato per le sue caratteristiche fisiche e tecniche, potrebbe essere oggetto di una trattativa importante, soprattutto se il Barcellona dovesse decidere di accelerare. Per ora, resta da capire se l’Inter riuscirà a trovare un accordo per il rinnovo o se deciderà di cedere il giocatore, sfruttando la clausola attualmente in vigore.

Svincolati, non solo Muller: la lista dei migliori possibili colpi a zero

Svincolati, la lista dei migliori calciatori disponibili a parametro zero per il calciomercato estivo 2025. Tutti i dettagli in merito

Da oggi inizia ufficialmente la stagione sportiva 2025/26, che porta in dote una lunga serie di giocatori che hanno appena terminato il loro contratto con i rispettivi club e si ritrovano titolari del proprio cartellino. Vediamo quali sono i free agent più interessanti per il calciomercato.

  • PORTIERI
    Francesco Bardi (33, Italia)
    Arnaud Bodart (27, Belgio)
    Andrea Consigli (38, Italia)
    Alessio Cragno (31, Italia)
    Angus Gunn (29, Scozia)
    Anthony Lopes (34, Portogallo)
    Mathew Ryan (33, Australia)
    Marco Silvestri (34, Italia)
    Salvatore Sirigu (38, Italia)
    Danny Ward (32, Galles)
  • DIFENSORI
    Tommaso Augello (30, Italia)
    Eric Bailly (31, Costa d’Avorio)
    Juan Bernat (32, Spagna)
    Olivier Boscagli (27, Francia)
    Mattia Caldara (31, Italia)
    Luca Caldirola (34, Italia)
    Vladimir Coufal (32, Repubblica Ceca)
    Danilo D’Ambrosio (36, Italia)
    Leo Dubois (30, Francia)
    Davide Faraoni (33, Italia)
    Gian Marco Ferrari (33, Italia)
    Junior Firpo (28, Repubblica Dominicana)
    Alessandro Florenzi (34, Italia)
    Ardian Ismajli (28, Albania)
    Rick Karsdorp (30, Olanda)
    Jamal Lascelles (31, Francia)
    Victor Lindelof (30, Svezia)
    Chancel Mbemba (32, Repubblica Democratica del Congo)
    Tyrick Mitchell (25, Inghilterra)
    Bright Osayi-Samuel (27, Nigeria)
    Sergio Reguilon (28, Spagna)
    Reinildo (31, Monzambico)
    Nicolas Tagliafico (32, Argentina)
    Greg Taylor (27, Scozia)
    Kenny Tete (29, Olamda)
    Jeremy Toljan (30, Germania)
    Rafael Toloi (34, Italia)
    Lucas Vazquez (33, Spagna)
    Kyle Walker-Peters (28, Inghilterra)
    Axel Witsel (36, Belgio)
  • CENTROCAMPISTI
    Frank Anguissa (29, Camerun)
    Tiemoué Bakayoko (30, Francia)
    Enis Bardhi (29, Macedonia del Nord)
    Giacomo Bonaventura (35, Italia)
    Josh Brownhill (29, Inghilterra)
    Josh Dasilva (26, Inghilterra)
    Abdoulaye Doucouré (32, Mali)
    Ondrej Duda (30, Slovacchia)
    Christian Eriksen (33, Danimarca)
    Kanya Fujimoto (25, Giappone)
    Roberto Gagliardini (31, Italia)
    Ianis Hagi (26, Romania)
    Liam Henderson (29, Scozia)
    Fredrik Jensen (27, Finlandia)
    Davy Klaassen (32, Olanda)
    Viktor Kovalenko (29, Ucraina)
    Gregorsz Krychowyak (35, Polonia)
    Karol Linetty (30, Polonia)
    Fredrik Midtsjo (31, Norvegia)
    Thomas Partey (32, Ghana)
    Mario Pasalic (30, Croazia)
    Miralem Pjanic (35, Bosnia Erzegovina)
    Ivan Rakitic (37, Croazia)
    Diadie Samassékou (29, Mali)
    Stefano Sensi (29, Italia)
    Roberto Soriano (34, Italia)
    Marco Verratti (32, Italia)
    Samuele Vignato (21, Italia)
    Nicolas Viola (35, Italia)
    Gerald Yepes (22, Spagna)
  • ATTACCANTI
    Paco Alcacer (31, Spagna)
    Marko Arnautovic (36, Austria)
    Mario Balotelli (34, Italia)
    Roony Bardghji (19, Svezia)
    Wissam Ben Yedder (34, Francia)
    Rhian Brewster (25, Inghilterra)
    Fabio Borini (34, Italia)
    Benjamin Nygren (23, Danimarca)
    Dominic Calvert-Lewin (28, Inghilterra)
    Jonathan David (25, Canada)
    Mattia Destro (34, Italia)
    Luuk de Jong (34, Olanda)
    Johannes Eggestein (27, Germania)
    Diego Falcinelli (34, Italia)
    Alfon Gonzalez (26, Spagna)
    Danny Ings (32, Inghilterra)
    Luka Jovic (27, Serbia)
    Yann Karamoh (26, Francia)
    François Kamano (29, Guinea)
    Joshua King (33, Norvegia)
    Alexandre Lacazette (34, Francia)
    Thomas Muller (35, Germania)
    Henry Onyekuru (28, Nigeria)
    Javi Puado (27, Spagna)
    Nicola Sansone (33, Italia)
    Lawrence Shankland (29, Scozia)
    Dusan Tadic (36, Serbia)
    Luca Vido (28, Italia)
    Carlos Vinicius (30, Brasile)
    Callum Wilson (33, Inghilterra)

Calciomercato Milan, il grande obiettivo è Retegui: ostacolo Atalanta sul prezzo, la strategia

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Milan, con l’obiettivo Mateo Retegui dall’Atalanta per rinforzare l’attacco. I dettagli

Il Milan è pronto a fare un investimento importante per rinforzare il proprio reparto offensivo. La ricerca di un nuovo centravanti è entrata nel vivo, come confermato anche da Igli Tare circa dieci giorni fa. I rossoneri sono determinati a regalare ad Allegri un attaccante d’area, con caratteristiche diverse da quelle di Santiago Gimenez, e la priorità si chiama Mateo Retegui. Capocannoniere dell’ultima Serie A con la maglia dell’Atalanta, Retegui rappresenta il profilo ideale per completare il reparto: forte fisicamente, abile nel gioco aereo e capace di legare il gioco con i compagni, è considerato da molti l’erede naturale di Olivier Giroud. La Gazzetta dello Sport riporta che la Dea ha fissato una valutazione elevata, non meno di 50 milioni di euro. Il Milan proverà a trattare per abbassare le pretese, ma sa bene che con l’Atalanta le trattative non sono mai semplici, soprattutto per un giocatore considerato centrale nel progetto tecnico di Juric.

La concorrenza, inoltre, è agguerrita: oltre ai rossoneri, anche club esteri si sono mossi, in particolare l’Al Qadsiah, pronto a offrire cifre importanti per portarlo in Arabia Saudita. Retegui, però, ha più volte espresso la volontà di continuare il proprio percorso in Europa e la prospettiva Milan potrebbe risultare affascinante, anche in chiave Champions League. Con gli addii di Abraham e Jovic e il prestito di Francesco Camarda al Lecce, Allegri si ritrova con il solo Gimenez e un Lorenzo Colombo destinato alla cessione. Serve dunque un innesto di qualità e personalità, capace di dare garanzie immediate. In questo senso, Retegui sarebbe un colpo ambizioso ma perfettamente in linea con gli obiettivi rossoneri. I rapporti positivi tra Milan e Atalanta — già testati nell’affare De Ketelaere — potrebbero rappresentare un vantaggio decisivo.

Il Brescia escluso dalla Serie C! La fine di una storia lunga 114 anni. Il comunicato ufficiale della FIGC svela i dettagli finanziari e le inadempienze che hanno portato alla decisione shock

La decisione ufficiale della Figc sull’esclusione del Brescia dalla Serie C, con il club lombardo che dovrà ripartire dai dilettanti

La Federcalcio ha emesso la sentenza: dopo 114 anni di storia, il Brescia Calcio è fuori dal calcio professionistico. Una notizia drammatica che segna la fine di un’era per uno dei club più antichi e ricchi di tradizione d’Italia. La decisione, formalizzata in un duro comunicato, è la conseguenza della “non concessione della licenza nazionale 2025/2026” e della “conseguente non ammissione al campionato di Serie C“. Si chiude così, nel modo più amaro, un lungo periodo di difficoltà finanziarie sotto la gestione del patron Massimo Cellino.

Le motivazioni della FIGC sono nette e circostanziate. La società non ha solo accumulato un conteggio di debiti e stipendi non pagati, ma non ha nemmeno ottemperato agli adempimenti minimi per l’iscrizione. Come si legge nella nota, alla data del 27 maggio, il Brescia non aveva versato la tassa di iscrizione al campionato né depositato la garanzia richiesta di 350mila euro. Inadempienze che hanno reso impossibile la concessione della licenza, in quanto il club «non ha soddisfatto tutte le condizioni e i requisiti necessari».
Per la città e i tifosi è un colpo al cuore. La maglia con la “V” bianca sul petto, indossata in passato da campioni come Roberto Baggio, Andrea Pirlo e Gheorghe Hagi, scompare dal calcio che conta. Il verdetto attuale costringe il club a ripartire, se possibile, dalle categorie dilettantistiche, un umiliante reset per una piazza che ha vissuto la Serie A e ha scritto pagine importanti del calcio italiano. La fine di un’epoca, sancita da un fallimento sportivo e gestionale che lascia una ferita profonda in tutto il movimento calcistico nazionale.

Calciomercato Bologna, il «fuoco dentro» di Ciro Immobile e quell’obiettivo chiamato Nazionale. L’operazione è vicina alla chiusura

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Bologna, con l’operazione ormai ad un passo dalla chiusura per Ciro Immobile

Secondo il Corriere dello Sport oggi in edicola, Ciro Immobile è un nuovo giocatore del Bologna. L’operazione che riporta il bomber in Serie A è da considerarsi chiusa, dopo che nella mattinata di ieri i suoi agenti, Alessandro Moggi e Marco Sommella, hanno trovato l’intesa definitiva con il Besiktas per la risoluzione del contratto. Un accordo che rappresenta un capolavoro diplomatico: non solo il club turco lo ha liberato a parametro zero, ma ha anche garantito all’attaccante una buonuscita di oltre 2,6 milioni di euro. Superato questo scoglio, definito un vero e proprio “Mortirolo”, restano da limare solo dettagli sulle commissioni, considerati una formalità da tutte le parti in causa, desiderose di chiudere l’affare.

La scelta del Bologna, guidata dal duo Sartori-Di Vaio, è stata strategica e mirata. Invece di puntare su un profilo giovane, si è deciso di andare su un usato sicuro che garantisse gol fin da subito. La logica è chiara: con giovani di talento come Santiago Castro e Thijs Dallinga già in rosa, serviva aggiungere un leader esperto, un finalizzatore che conoscesse l’area di rigore come la sua seconda casa. E chi meglio di «Ciro d’Italia», uno degli attaccanti più prolifici nella storia della Serie A? Il club ha già un accordo di massima con l’ex Lazio per un contratto biennale (o un annuale con opzione) a poco meno di 2 milioni di euro di parte fissa più ricchi bonus.
Dal canto suo, Immobile è descritto come incredibilmente felice e motivato. Il ritorno in Italia, campionato che non avrebbe mai voluto lasciare, gli ha trasmesso una carica enorme. Chi gli è vicino assicura che ha «il fuoco dentro» per dimostrare di essere ancora un attaccante di altissimo livello. Nella sua testa, un obiettivo è diventato quasi un’ossessione: convincere il CT della Nazionale, Rino Gattuso, a ridargli una maglia azzurra. Bologna è la piazza scelta per questa nuova, grande sfida.

Morte Diogo Jota, il Liverpool: «Siamo sconvolti, chiediamo privacy per la famiglia»

Il comunicato ufficiale del Liverpool dopo la tragica notizia della morte di Diogo Jota, attaccante portoghese. Tutti i dettagli

Il Liverpool Football Club ha espresso il proprio profondo sconforto e dolore in seguito alla tragica scomparsa di Diogo Jota, giovane attaccante portoghese di 28 anni. In un comunicato ufficiale, il club ha confermato che Jota è deceduto insieme al fratello André, anch’egli calciatore professionista, in un incidente stradale avvenuto in Spagna. La notizia ha colpito duramente l’intera famiglia del Liverpool, che ha voluto immediatamente manifestare vicinanza e rispetto per la memoria del giocatore e per il momento estremamente difficile che stanno attraversando i suoi cari. Nel messaggio ufficiale, il Liverpool ha chiesto a tutti di rispettare la privacy della famiglia, degli amici, dei compagni di squadra e dello staff di Diogo e André, mentre cercano di affrontare e accettare questa perdita così inaspettata e straziante. Il club ha inoltre sottolineato che, per il momento, non rilascerà ulteriori dichiarazioni, preferendo lasciare spazio al lutto e alla riflessione. Il Liverpool ha ribadito il proprio impegno nel fornire pieno supporto a chiunque fosse coinvolto, dimostrando la forte coesione e il senso di famiglia che caratterizzano la società. Questa drammatica notizia lascia un vuoto enorme nel mondo del calcio e nella squadra inglese, che perde non solo un giocatore di talento, ma anche una persona molto amata dentro e fuori dal campo.

MORTE DIOGO JOTA – «Il Liverpool Football Club è sconvolto dalla tragica scomparsa di Diogo Jota. Il club è stato informato che il 28enne è deceduto in seguito a un incidente stradale in Spagna, insieme al fratello Andre. Al momento il Liverpool FC non rilascerà ulteriori dichiarazioni e chiede che venga rispettata la privacy della famiglia, degli amici, dei compagni di squadra e dello staff di Diogo e Andre, mentre cercano di accettare una perdita inimmaginabile. Continueremo a fornire loro il nostro pieno supporto».

Morte Diogo Jota, «Perdiamo due campioni»: il dolore del Portogallo

Il comunicato ufficiale del Portogallo dopo la tragica notizia della morte di Diogo Jota, attaccante del Liverpool. Tutti i dettagli

Una tragedia immane ha sconvolto il mondo del calcio: l’attaccante del Liverpool e della nazionale portoghese, Diogo Jota, 28 anni, è tragicamente scomparso in un incidente stradale avvenuto nella notte tra il il 1° e il 2 luglio. La notizia, che ha rapidamente fatto il giro del mondo, è stata confermata da un comunicato ufficiale della Federcalcio portoghese (FPF), che piange non solo Diogo, ma anche il fratello André Silva, 26 anni, anch’egli calciatore professionista del Penafiel, deceduto nel medesimo sinistro.
Secondo le prime ricostruzioni della stampa spagnola, l’incidente è avvenuto nella provincia di Zamora, in Spagna. Il veicolo su cui viaggiavano i due fratelli ha perso il controllo, uscendo di strada e incendiandosi. Purtroppo, per Diogo Jota non c’è stato nulla da fare. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel Liverpool, dove era diventato una pedina fondamentale e uno degli attaccanti più prolifici e apprezzati della Premier League, e nella nazionale portoghese.
Il Portogallo ha espresso il suo profondo dolore con un comunicato ufficiale, che riportiamo integralmente:

MORTE DIOGO JOTA – «La Federcalcio Portoghese e tutto il calcio portoghese sono completamente devastati dalla morte di Diogo Jota e di suo fratello André Silva, avvenuta questa notte, in Spagna. Molto più che un giocatore fantastico, con quasi 50 presenze con la Nazionale maggiore, Diogo Jota era una persona straordinaria, rispettata da tutti i colleghi e avversari, una persona con un’allegria contagiosa e un punto di riferimento nella sua comunità. La Federcalcio Portoghese esprime le più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici di Diogo e André Silva, così come al Liverpool FC e al FC Penafiel, i club dove, rispettivamente, giocavano i due calciatori. La Federcalcio Portoghese ha già richiesto alla UEFA un minuto di silenzio, questo giovedì, prima della partita della nostra Nazionale contro la Spagna, all’Europeo femminile. Perdiamo due campioni. La scomparsa di Diogo e André Silva rappresenta una perdita irreparabile per il Calcio Portoghese e faremo di tutto per onorare, quotidianamente, la loro eredità».

Calciomercato Napoli: Manna ha l’accordo con Ndoye e Beukema, una contropartita può essere decisiva per convincere il Bologna a chiudere l’affare…

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Napoli, con gli obiettivi Ndoye e Beukema dal Bologna. Tutti i dettagli in merito

È un vero e proprio anticipo di campionato traslato sul mercato quello tra Napoli e Bologna. Il club di Antonio Conte ha lanciato un doppio assalto ai gioielli rossoblù, l’attaccante Dan Ndoye e il difensore Sam Beukema, dando vita a una trattativa complessa e dispendiosa. Il direttore sportivo Manna ha messo sul tavolo le prime offerte per le due operazioni, che viaggiano su binari paralleli, scontrandosi però con la resistenza del DT felsineo Sartori, che per il pacchetto completo chiede una cifra vicina ai 75 milioni di euro.
Secondo il Corriere dello Sport, che oggi dedica la sua apertura proprio a questa ipotesi, la priorità assoluta per l’attacco, su esplicita richiesta di Conte, è Dan Ndoye. Il tecnico leccese vede nell’esterno svizzero l’interprete ideale per il suo calcio: un giocatore di talento, capace di garantire «doppia fase ed estro, gol e assist». Il Napoli si è già mosso con l’entourage del calciatore, trovando un accordo di massima sull’ingaggio. L’ostacolo principale resta la valutazione del Bologna, che ha fissato il prezzo a 45 milioni, una cifra che il Napoli punta a ridurre sensibilmente, tenendo conto che siamo alle prime battute del mercato e il tempo per “limare” c’è.

Parallelamente, Manna lavora per blindare la difesa con Sam Beukema. L’operazione per il «gigante olandese», difensore di 188 centimetri, è considerata meno complessa perché la distanza tra le parti è più ridotta. L’offerta iniziale del Napoli, 25 milioni più il cartellino di Zanoli, è stata rifiutata, con il Bologna che chiede 35 milioni. Nonostante ciò, filtra ottimismo: l’accordo è ritenuto «più vicino» e la trattativa prosegue.
La chiave per sbloccare una o entrambe le operazioni ha un nome e un cognome: Alessandro Zanoli. Il terzino destro, molto apprezzato dal tecnico del Bologna Vincenzo Italiano, è la contropartita tecnica che il Napoli è pronto a inserire per abbassare la componente cash richiesta da Sartori.

Altobelli: «L’Inter riparte dalle delusioni, Lautaro è l’anima della squadra. Finale di Champions? Se solo si fosse giocata prima…»

Le parole di Alessandro Altobelli, ex attaccante dell’Inter, sul finale di stagione negativo dei nerazzurri. Tutti i dettagli in merito

La stagione appena conclusa lascia l’Inter con molte riflessioni e qualche ferita ancora aperta. Alessandro Altobelli, ex leggenda nerazzurra, ha tracciato un bilancio lucido e realistico sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, sottolineando come, al di là dei risultati mancati, ci siano spunti da cui ripartire. Il campionato è stato il nodo più doloroso: quel singolo punto che ha consentito al Napoli di chiudere davanti pesa ancora, così come i punti persi in partite chiave che avrebbero potuto indirizzare diversamente la corsa allo scudetto. Anche il finale di stagione ha mostrato i limiti di tenuta del gruppo, tra stanchezza e occasioni sprecate, a partire dalla finale di Champions fino al Mondiale per Club. La sensazione è che serva un cambiamento profondo, una rifondazione vera. Ma non mancano le certezze, a partire dalla leadership di Lautaro e da un nucleo di giocatori ritenuti intoccabili, così come l’entusiasmo per i giovani talenti emergenti. In un momento di transizione, la fiducia va anche a chi gestisce e a chi allena, con uno sguardo positivo al lavoro futuro di Chivu.

BILANCIO STAGIONE – «Abbiamo perso tutto, è vero, ma parlerei più di una serie di delusioni da cui ripartire».

LA DELUSIONE PIU’ GRANDE – «Il campionato, senza dubbio. Quel punto che ha permesso al Napoli di arrivare davanti brucia ancora. Abbiamo buttato via punti fondamentali contro Parma, Monza, Lazio, Juventus, Fiorentina e nei due scontri con Conte. Meritavamo di vincere».

FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE – «Se avessimo giocato quella partita un mese prima, forse sarebbe finita diversamente. A pesare è stata anche la stanchezza accumulata, evidente anche al Mondiale per Club. Ma ora serve una rifondazione vera».

CASO CALHANOGLU – «Un ottimo giocatore, ma i veri fenomeni sono Marotta e Ausilio: sapranno scegliere bene».

LINEA GIOVANE – «Sucic, Carboni, Pio Esposito… proprio lui mi ha impressionato per personalità, coraggio e quel fisico da centravanti. Il gol al River è stato da attaccante vero».

CHI E’ INTOCCABILE – «Lautaro, Thuram, Dimarco, Bastoni e Sommer. Ma il più importante resta capitan Lautaro: è l’anima della squadra, dà sempre l’esempio. In America è stato il migliore».

CHIVU – «Ha fatto bene al Parma e negli USA ha mostrato idee chiare. Diamogli tempo».

Morto Diogo Jota: il calciatore del Liverpool coinvolto in un incidente stradale, la ricostruzione

La terribile notizia della morte di Diogo Jota, attaccante portoghese del Liverpool, in un incidente stradale. Tutti i dettagli

Diogo Jota, noto calciatore portoghese del Liverpool di 28 anni, è tragicamente scomparso in un incidente stradale avvenuto nella notte nella provincia di Zamora, in Spagna. Secondo quanto riportato da Marca, il grave sinistro si è verificato al chilometro 65 della A-52, in prossimità del comune di Palacios de Sanabria. Il veicolo su cui viaggiava Jota, accompagnato dal fratello André, anch’egli calciatore professionista di 26 anni, ha perso il controllo ed è uscito di strada. La situazione è rapidamente degenerata, con l’auto che è stata avvolta dalle fiamme. Testimoni oculari, intervenuti immediatamente e che hanno allertato il numero di emergenza 112, hanno riferito che il fuoco si è propagato anche alla vegetazione circostante, aggravando ulteriormente la scena.

Le autorità sono intervenute prontamente, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare per salvare Diogo Jota, che è deceduto sul posto. Nell’tragico incidente ha perso la vita anche il fratello André. La notizia ha sconvolto il mondo del calcio, soprattutto i tifosi del Liverpool, squadra nella quale Jota era una pedina fondamentale e apprezzata sia per le sue qualità tecniche che per il suo carattere. Diogo Jota, arrivato al club inglese con grandi aspettative, aveva saputo confermarsi tra i migliori attaccanti della Premier League, distinguendosi per velocità, fiuto del gol e capacità di creare occasioni. La tragica perdita di Jota lascia un vuoto non solo nel Liverpool, ma nell’intero panorama calcistico internazionale, con messaggi di cordoglio che arrivano da ogni parte del mondo sportivo.

Calciomercato Fiorentina, si scalda la pista Bernabé: svelata la cifra per strapparlo dal Parma, c’è questa sensazione

Le ultime sulle mosse di calciomercato della Fiorentina, con l’obiettivo Adrian Bernabé dal Parma. Tutti i dettagli in merito

Alla Fiorentina si respira aria di cambiamento. L’approdo in panchina di Stefano Pioli, tecnico navigato e con uno scudetto in carriera al Milan, segna l’inizio di un nuovo ciclo ambizioso. La società viola, reduce da stagioni di alti e bassi ma sempre vicina all’Europa, vuole finalmente compiere il salto di qualità. L’obiettivo dichiarato è doppio: conquistare un piazzamento nelle competizioni europee e provare ad alzare quella Conference League sfuggita due volte di fila. La strada è stata tracciata, e i segnali arrivati finora dal mercato confermano la volontà di costruire una squadra competitiva. Tre operazioni in entrata già concluse testimoniano la vivacità della dirigenza, ma il vero snodo della campagna acquisti sarà il centrocampo. Dopo le partenze di Adli, Folorunsho e Cataldi, il reparto necessita di volti nuovi e qualità. Al momento, l’unico innesto ufficiale è quello di Fazzini, ma il nome più caldo per guidare la rivoluzione in mediana è quello di Adrian Bernabé.

Classe 2001, spagnolo, cresciuto nel vivaio del Barcellona e poi passato per il Manchester City, Bernabé è oggi uno dei gioielli del Parma. La sua valutazione si aggira intorno ai 20 milioni di euro, cifra importante ma coerente con le qualità del giocatore: un regista atipico, dotato di grande visione di gioco, tecnica raffinata e notevole intelligenza tattica. È un profilo che piace molto a Pioli, per la sua capacità di giocare sia davanti alla difesa che in zone più avanzate del campo, adattandosi a diversi sistemi e ritmi di gioco. La Fiorentina è pronta a muoversi con decisione, consapevole che l’inserimento di un giocatore come Bernabé potrebbe elevare il livello della squadra. I contatti sono avviati e la trattativa è in fase di studio, ma l’interesse è concreto. Il nuovo progetto viola prende forma anche da qui. Lo riporta La Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina.

Gourvennec: «David perfetto per la Juve, ricorda Trezeguet e Inzaghi. Ecco dove può migliorare»

Le parole di Jocelyn Gourvennec, ex allenatore di Jonathan David al Lille, sul nuovo attaccante della Juve. Tutti i dettagli

Jonathan David è già uno dei colpi più interessanti del mercato estivo della Juve e rappresenta una scommessa ambiziosa ma calcolata per il nuovo corso guidato da Igor Tudor. Attaccante moderno, dinamico e con un curriculum importante maturato in Ligue 1 con la maglia del Lille, arriva a Torino con l’obiettivo di lasciare il segno anche in Serie A. Il suo profilo tecnico-tattico sembra perfettamente compatibile con le idee di gioco del nuovo allenatore bianconero, e il club confida nel suo potenziale per dare nuova linfa al reparto offensivo. A confermare il valore del giocatore è anche chi lo ha conosciuto da vicino e ne ha seguito da protagonista la crescita, come il suo ex allenatore Jocelyn Gourvennec che ne ha parlato a Tuttosport.

DAVID REGALO PER TUDOR – «Jonathan è un regalo per qualsiasi allenatore, Tudor se ne renderà conto molto presto. E la Juve è il posto giusto per lui».

IMPATTO IN SERIE A – «È un campionato tosto, forse il più difficile per un attaccante. Ma proprio per questo vi accorgerete presto del suo valore. È competitivo, ambizioso, e si sposa perfettamente con i principi juventini».

COM’E’ FUORI DAL CAMPO – «È ultra professionale, non ha sbalzi d’umore e pensa solo a lavorare. Non fa troppe parole, ma dà sempre tutto. In campo è un motore continuo: pressa, si muove con intelligenza, crea spazi, si sacrifica per i compagni».

PARAGONI – «Ha il fiuto del gol di Trezeguet, ma è molto più mobile. Si stacca dalla marcatura, si inserisce, si allarga. Un po’ come Pippo Inzaghi: non per lo stile, ma per il tempismo».

DOVE PUO’ MIGLIORARE – «Può crescere nella finalizzazione. Gli capita di sbagliare qualche occasione, ma ha il talento e la testa giusta per diventare un top player anche in Serie A, come Thuram all’Inter».




Calciomercato Inter, Marotta cede per Calhanoglu: si abbassa il prezzo per il Galatasaray, le cifre

Le ultime sulle mosse di calciomercato dell’Inter, con la possibile cessione di Hakan Calhanoglu al Galatasaray. I dettagli

Il calciomercato dell’Inter entra in una fase cruciale, e tra le uscite più delicate c’è senza dubbio quella di Hakan Calhanoglu. Il centrocampista turco, pilastro del centrocampo nerazzurro e protagonista delle ultime stagioni, è finito nel mirino del Galatasaray. Alla regia dell’operazione c’è l’agente Gordon Stipic, pronto a incontrare a breve la dirigenza dell’Inter per discutere il futuro del suo assistito. Finora Calhanoglu ha adottato una strategia prudente: mai una dichiarazione netta, solo un generico “vedremo” che lascia aperte tutte le strade. Questo atteggiamento gli consente di mantenere ottimi rapporti con l’ambiente interista, senza escludere una possibile partenza. Ma dietro le quinte, i contatti con il Galatasaray sono continui, e il club turco è pronto a fare sul serio.

L’Inter, da parte sua, ha tracciato fin da subito una linea chiara: nessuna cessione gratuita, né sconti per un giocatore di questo calibro. Tuttavia, qualcosa sta cambiando. Secondo La Gazzetta dello Sport, i vertici nerazzurri avrebbero rivisto la valutazione iniziale del cartellino. Se prima si parlava di 35-40 milioni di euro, ora la richiesta si è abbassata a 30 milioni di euro, una cifra considerata più accessibile dal Galatasaray, che sta valutando attentamente l’investimento. Questo ribasso non rappresenta un passo indietro, ma una mossa strategica per accelerare i tempi e favorire la chiusura dell’affare. L’Inter vuole evitare che il caso Calhanoglu si trascini troppo a lungo, soprattutto in un momento in cui altre questioni delicate – come il rinnovo di Lautaro – occupano spazio e attenzione. Il messaggio alla controparte è chiaro: presentate un’offerta seria e il tavolo delle trattative sarà aperto. A queste condizioni, l’addio di Calhanoglu potrebbe arrivare molto prima del previsto, sbloccando anche risorse preziose per nuove operazioni in entrata.

New York City-Toronto: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Yankee Stadium va in scena la sfida di MLS New York City-Toronto: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Yankee Stadium di New York si giocherà la gara valevole per la 21ª giornata di MLS tra New York City-Toronto FC. Due squadre con ambizioni diverse ma accomunate dalla necessità di punti importanti per risalire la classifica e consolidare la propria posizione in vista della seconda metà di stagione. Il match si preannuncia equilibrato, con i padroni di casa intenzionati a sfruttare il fattore campo per ottenere una vittoria fondamentale, mentre gli ospiti proveranno a reagire dopo le ultime prestazioni altalenanti.

Le probabili formazioni

New York City: Romero; Gray, Martins, Haak, Risa; O’Neill, Perea; Wolf, Moralez, Fernandez; Bakrar.
Toronto: Johnson; Monlouis, Long, Stefanovic; Etienne, Longstaff, Coello, Dominguez, Spicer; Corbeanu, Brynhildsen.

Occhi puntati su Bakrar, pronto a guidare l’attacco di NYCFC, e su Corbeanu, riferimento offensivo del Toronto. A centrocampo, la qualità di Moralez e l’intensità di Longstaff potrebbero essere decisive nell’equilibrio della gara.

Orario e dove vederla in tv

New York City-Toronto si gioca alle ore 01:30 di venerdì 4 luglio per la ventunesima giornata del campionato americano. La partita verrà trasmessa in esclusiva su Apple TV, piattaforma ufficiale della MLS. Per seguire l’incontro in streaming, Apple offre la visione sia tramite il proprio sito ufficiale che con l’app dedicata, disponibile per PC, tablet e smartphone. Servirà essere abbonati al pacchetto MLS Season Pass, che consente di seguire tutte le partite del campionato statunitense senza interruzioni. L’incontro promette emozioni e ritmo elevato, anche per via delle caratteristiche offensive di entrambe le squadre. Il contesto dello Yankee Stadium, spesso gremito e caloroso, aggiungerà un ulteriore elemento di spettacolo. Sarà interessante osservare anche le scelte tattiche dei due tecnici e l’impatto dei subentranti nella ripresa.

Calciomercato Parma, il Milan insiste per Leoni: pronte due contropartite, i nomi

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Parma, con l’interesse del Milan nei confronti di Giovanni Leoni. Tutti i dettagli

Il nome di Giovanni Leoni è ormai sulla bocca di tutti. Il giovane difensore del Parma è diventato l’oggetto del desiderio del Milan, che sta accelerando per battere la concorrenza, soprattutto quella dell’Inter. Ma da Collecchio filtra una posizione chiara: Leoni non è sul mercato, almeno non a qualsiasi prezzo. Il club ducale è pienamente consapevole del valore del classe 2005 e punta a gestire la trattativa con fermezza e strategia, senza farsi schiacciare dalla pressione dei grandi club. La Gazzetta dello Sport ha rivelato che i rossoneri stanno preparando un’offerta articolata, che prevede anche le contropartite tecniche di Lorenzo Colombo e Mattia Liberali. Una proposta allettante, ma che per ora non sembra aver smosso la dirigenza gialloblù. Il Parma crede nel talento di Leoni e nella possibilità di valorizzarlo ulteriormente in Serie A, magari con un altro anno da titolare in maglia crociata.

La valutazione? Attorno ai 30 milioni di euro, cifra che testimonia quanto Leoni sia ritenuto centrale nel progetto tecnico emiliano. La società vuole monetizzare, certo, ma senza svendere: l’obiettivo è sfruttare la concorrenza tra Milan e Inter per creare un’asta vera e propria. Il Milan, intanto, deve prima liberare spazio: la partenza di Thiaw verso Como resta un passaggio fondamentale per sbloccare l’affare. In attesa degli sviluppi, a Parma c’è la volontà di trattenere Leoni e farne il simbolo di una squadra giovane e ambiziosa. La palla, ora, passa a Milano: servirà una proposta davvero irrinunciabile per strappare il difensore alla maglia crociata.

Spagna-Portogallo femminile: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadion Wankdorf va in scena la sfida tra Spagna-Portogallo femminile: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

Allo Stadion Wankdorf di Berna, in Svizzera, andrà in scena una delle sfide più affascinanti della prima giornata della fase a gironi degli Europei femminili 2025: Spagna-Portogallo femminile. Si tratta di un vero e proprio derby iberico, una partita che promette spettacolo non solo per il valore simbolico, ma anche per la qualità tecnica delle due squadre. La Spagna, campione del mondo in carica, si presenta ai nastri di partenza del torneo come una delle grandi favorite. Le ragazze di Montse Tomé vantano una rosa ricchissima di talento, con giocatrici del calibro di Aitana Bonmatí e Alexia Putellas, che garantiscono classe, visione di gioco e leadership. In attacco, il tridente formato da Del Castillo, Paralluelo e Hermoso promette gol e giocate spettacolari. Il Portogallo, invece, cerca il colpaccio affidandosi alla solidità del suo sistema di gioco e all’estro di Andreia Norton. Le lusitane sanno di dover affrontare una vera e propria corazzata, ma vogliono dimostrare di poter competere ad alti livelli, puntando anche sulla voglia di riscatto dopo le ultime uscite internazionali.

Le probabili formazioni:

SPAGNA (4-3-3): Coll; Batlle, Paredes, Alexandri, Hernandez; Abelleira, Bonmatì, Putellas; Del Castillo, Paralluelo, Hermoso.

PORTOGALLO (4-2-3-1): Pereira; Borges, Costa, D. Gomes; Amado, Pinto, Jacinto, Marchao; Norton; D. Silva, J. Silva.

Orario e dove vederla

Spagna-Portogallo femminile si gioca giovedì 3 luglio 2025 alle ore 18:00. Il match sarà trasmesso in diretta streaming gratuita su UEFA.tv, piattaforma ufficiale della UEFA, accessibile da mobile, desktop e smart TV. Una sfida da non perdere per tutti gli appassionati. La partita sarà fondamentale per indirizzare il cammino nel girone, dove entrambe puntano alla qualificazione. Previsto il tutto esaurito allo Stadion Wankdorf, con grande partecipazione delle tifoserie iberiche.

Ricci Milan, l’ex Torino arrivato in città: le prime parole e le cifre del colpo – VIDEO 

Ricci Milan, al via il matrimonio tra l’ex Torino e il club meneghino, vediamo le prime parole del giocatore e le cifre dell’operazione di calciomercato

Ricci Milan: un matrimonio di parole al quale i fan del Diavolo (e quelli del Torino) impareranno ben presto ad abituarsi. E’ a tutti gli effetti iniziata, infatti, l’avventura del centrocampista toscano all’ombra del Duomo. Il classe 2001 – al rientro dalle vacanze in Africa (meta peraltro abituale, dove è solito trascorrere le ferie estive) – ha fatto tappa in quella che sarà la sua futura casa: Milano.

Arrivato all’Hotel Melià Ricci è stato letteralmente sommerso da una valanga di affetto, circondato da due ali di tifosi pronti ad accoglierlo nel tentativo di strappare una foto, chiedergli una firma o più semplicemente augurargli buona fortuna per l’esperienza in rossonero. Nello specifico, come scrive MilanNews24, alla domanda “Sei pronto a cominciare?” il talento di Pontedera ha risposto convinto: “Certo, certo: prontissimo!”

Quella odierna sarà invece la giornata dedicata alle visite mediche di rito: un passaggio fondamentale per ottenere l’idoneità sportiva. Solo a quel punto Ricci potrà siglare il contratto che lo unirà ufficialmente al club meneghino. A partire da lunedì 7 luglio infine, l’ex Torino avrà modo di conoscere anche i propri compagni, oltre al neo tecnico Massimiliano Allegri naturalmente; in occasione dell’inizio del raduno a Milanello. Per poi di tuffarsi nella tournée orientale che preparerà ai primi appuntamenti ufficiali dei rossoneri tra Singapore e Hong Kong.

Ricci Milan, ex Torino

E le cifre? Il costo totale dell’operazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 25 milioni di euro, suddivisi in 23 di parte fissa e il restante in bonus facilmente raggiungibili. L’azzurro firmerà invece un contratto quadriennale, con un’opzione per il quinto anno a favore del club. Da sottolineare infine come nell’accordo tra le società il Torino potrebbe ‘godere’ di un 10% sulla futura e eventuale rivendita del giocatore. Insomma, siamo ormai allo scambio degli anelli, per un matrimonio – quello tra Ricci e il Milan – che…“s’ha da fare”.

GUARDA QUI IL FILMATO: L’ARRIVO DI SAMUELE RICCI A MILANO. IL VIDEO E LE PAROLE DEL CENTROCAMPISTA EX TORINO

Le prime pagine sportive nazionali – 3 luglio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Di Maria saluta l’Europa: «Oggi torno a casa, 18 anni di amore in tutte le squadre per cui ho giocato»

Angel Di Maria torna al Rosario Central e saluta l’Europa dove ha giocato sui principali palcoscenici: le sue parole sui social

Angel Di Maria ha scelto il cuore e la casa per scrivere l’ultimo capitolo della sua straordinaria carriera. Dopo l’eliminazione del Benfica dal Mondiale per Club e con un volo diretto verso Rosario, il Fideo ha salutato una volta per tutte l’Europa e si prepara a firmare con il Rosario Central, il club della sua infanzia. Lo ha annunciato con una lunga lettera emozionante pubblicata sui propri canali social.

«Oggi è il giorno in cui torno a casa, la mia carriera in Europa è finita. Sono passati molti anni, ho attraversato tanti club, e me ne vado pieno, colmo di esperienze vissute, indimenticabili. Sono stati 18 anni in Europa, durante i quali non solo ho avuto il piacere di vivere in città meravigliose, ma anche di far parte di grandi club, di conoscere persone straordinarie. Mi sono riempito di amici che porterò per sempre nel mio cuore. Tutti e ciascuno dei momenti incredibili che ho vissuto hanno contribuito a formare la persona che sono oggi. Anche le cadute, le lacrime, la rabbia, il rialzarsi e andare avanti sono stati parte del mio percorso di crescita, calcistica e personale, senza alcun dubbio. Non mi stancherò mai di ringraziare ogni club in cui sono stato per tutto ciò che hanno fatto per me: Benfica, Real Madrid, Manchester United, Paris Saint-Germain e Juventus, per avermi aiutato a crescere come calciatore e come uomo. In ogni club ho avuto la fortuna di incontrare ottimi compagni e membri dello staff (cuochi, magazzinieri, fisioterapisti, dottori e tutte quelle persone che nessuno vede o conosce, ma che lavorano instancabilmente per aiutarci): non li dimenticherò mai. Nel 2007 sono arrivato giovanissimo, con i miei genitori e le mie sorelle, pieno di paure, di incertezze… ma poco a poco sono cresciuto, sono maturato, e oggi mi trovo circondato dall’amore di loro, di mia moglie e delle mie figlie. Grazie di cuore a Portogallo, Spagna, Inghilterra, Francia e Italia per avermi aperto le porte dei vostri Paesi.
Per sempre,
Ángel
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Nico Williams: il Barcellona in prima fila per il talento basco, ma il Bayer Monaco ci prova con una super offerta

Nico Williams, duello Barcellona Bayern Monaco per il talento basco: i blaugrana in vantaggio, ma i bavaresi preparano una maxi offerta

Il futuro di Nico Williams è sempre più al centro del mercato europeo, con il Barcellona in vantaggio ma il Bayern Monaco deciso a tentare il colpo di scena. L’esterno offensivo dell’Athletic Bilbao è da tempo nel mirino del club catalano, che lo considera una priorità assoluta. Tuttavia, nelle ultime ore i campioni di Germania hanno rilanciato con decisione.

Secondo quanto riportato da Sky Sports España, il Bayern avrebbe messo sul piatto un’offerta faraonica da 12 milioni di euro netti a stagione più 2 milioni di bonus. Una proposta che supera di gran lunga i parametri economici previsti dal Barcellona per il giocatore classe 2002. Nonostante ciò, Marca sottolinea come al momento non ci siano contatti diretti tra Williams e la dirigenza bavarese: il calciatore avrebbe già espresso chiaramente la volontà di approdare in blaugrana.

A fare la differenza sarà però la tempistica. Il Barça ha poco margine: deve pagare al più presto la clausola rescissoria di 62 milioni di euro, cifra che comprende anche l’adeguamento all’IPC (Indice dei Prezzi al Consumo), per evitare che altri club si inseriscano. La volontà del club catalano è chiudere tutto entro il weekend, ma resta da sciogliere il nodo legato all’iscrizione alla Liga, su cui Nico Williams pretende garanzie assolute. Non vuole trovarsi in una situazione analoga a quella vissuta da Dani Olmo, accostato più volte al Barcellona senza mai concretizzare il trasferimento.

Nel frattempo, l’Athletic Bilbao attende: il raduno per la nuova stagione è fissato per il 9 luglio e, se l’operazione non si sbloccasse in tempo, il nazionale spagnolo potrebbe essere costretto a tornare temporaneamente nei Paesi Baschi.

Monza, ecco il cambio di proprietà, ma per il nuovo gruppo a capo dei brianzoli: «L’eredità di Berlusconi vivrà»

Monza, cambio di proprietà: finisce l’era Fininvest iniziata con Berlusconi nel 2018 e al suo posto gli americani di Beckett Layne Ventures

Il Monza cambia ufficialmente proprietà e inizia una nuova era. Con una nota congiunta pubblicata nelle scorse ore, Fininvest e Beckett Layne Ventures hanno comunicato la cessione del 100% delle quote del club brianzolo, ponendo fine alla gestione targata Berlusconi iniziata nel 2018. A rilevare la società è il fondo statunitense guidato da Brandon Berger e Lauren Crampsie, che ha già manifestato il desiderio di onorare il lavoro svolto dalla famiglia Berlusconi e proiettarlo nel futuro.

Il comunicato ufficiale – «Fininvest S.p.A. e Beckett Layne Ventures (BLV) comunicano di aver sottoscritto, in data odierna, un accordo per la cessione del 100% del capitale sociale dell’AC Monza a favore di BLV. L’operazione prevede un primo trasferimento dell’80% delle quote entro l’estate, mentre il restante 20% sarà ceduto entro giugno 2026. Fino ad allora, Fininvest manterrà una rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione del club, in linea con la propria quota residua».

Beckett Layne Ventures, società con sede negli Stati Uniti attiva nel settore sportivo, media e intrattenimento, avrebbe versato una cifra pari a 30 milioni di euro per l’acquisto del Monza. Il club, dopo due stagioni in Serie A, si appresta a ripartire dalla Serie B con l’obiettivo dichiarato di consolidarsi e risalire il prima possibile.

Il messaggio dei nuovi proprietari – Attraverso il canale ufficiale LinkedIn della Beckett Layne Ventures, i nuovi proprietari hanno così commentato il passaggio di consegne:
«Siamo entusiasti di portare avanti la ricca eredità costruita da Silvio Berlusconi e dalla famiglia Berlusconi. Grazie ai nostri investitori, consulenti e partner per il prezioso supporto che ha reso possibile questo traguardo. L’eredità del calcio italiano della famiglia Berlusconi vivrà. Avanti Monza».

Sartori: «Lucumì? Fino al 10 c’è una clausola, poi da lì si vedrà, nel mercato niente è sicuro»

Le parole di Giovanni Sartori, responsabile dell’area tecnica del Bologna, sulle prossime mosse di mercato dei rossoblù

A margine dell’evento inaugurale del calciomercato estivo a Rimini, Giovanni Sartori – responsabile dell’area tecnica del Bologna – ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Ètv. Tra le riflessioni sulle strategie del club, le difficoltà legate alle trattative in corso e un parallelo con il modello Atalanta, Sartori ha fatto il punto della situazione sui rossoblù, tra possibili cessioni eccellenti, tempi lunghi e idee chiare.

LE DIFFICOLTÀ DEL MERCATO – «Tutti hanno avuto e hanno tuttora difficoltà diverse. È impossibile non averne, perché ci sono tanti problemi nella gestione della campagna acquisti e cessioni. C’è chi vuole andar via e magari noi vogliamo tenerlo, e poi c’è chi invece noi vorremmo cedere, ma vuole restare. Quest’anno le difficoltà principali sono legate alle richieste di squadre importanti per i nostri giocatori. Il problema è sostituirli: chi compri costa più di quanto incasseresti. Sembra che siamo immobili, ma non è così. Lavoriamo ogni giorno e cerchiamo di avere le idee giuste. Offerte shock, però, non ne sono arrivate».

LUCUMÍ, CLAUSOLE E TEMPI – «Fino al 10 luglio c’è la clausola per Lucumí, poi avremo le idee più chiare anche su di lui. Non mi sento di dire che resteremo così: se arriva l’offerta giusta, valuteremo. Come successo per Calafiori o con la clausola di Zirkzee. È giusto che il Bologna venda, dobbiamo solo essere bravi a sostituire».

MERCATO E TEMPI REALI – «Tutti vorremmo dare all’allenatore la squadra completa il prima possibile, ma nel calcio è un’utopia. I pezzi migliori due anni fa sono arrivati dal 25 agosto al 1° settembre. A volte conviene aspettare. Christensen e Ndoye li abbiamo presi a metà agosto dopo un mese e mezzo. Saelemaekers lo avevamo chiesto a giugno, il Milan ce lo ha offerto a fine agosto».

IL RAPPORTO CON ITALIANO – «Ci sentiamo, ma non così spesso come si pensa. Se c’è urgenza ci chiamiamo. Non credo abbia parlato con i nostri giocatori più chiacchierati. Condividiamo nomi in entrata più che in uscita».

IL METODO ATALANTA – «L’Atalanta ha costruito le sue fortune sulle cessioni. Il comandamento era: vendere per rinforzarsi. E ci siamo sempre riusciti. La vera forza dell’Atalanta è che vende i giocatori del settore giovanile per rinforzare la prima squadra. Questo in Italia non lo fa nessuno, e all’estero quasi nessuno. Forse solo l’AZ Alkmaar».

Real Madrid stakanovista: il record di partite stagionali è a un passo

Il Real Madrid contro il Borussia Dortmund affronterà la 67ª partita stagionale: il record di partite stagionali ad un passo

Il Real Madrid continua a scrivere pagine importanti nella storia del calcio europeo grazie a una stagione che si avvicina a un record assoluto di partite disputate. Dopo aver già eguagliato il primato detenuto da Liverpool (1983-84) e Chelsea (2012-13) di 66 gare ufficiali in una singola annata, i Blancos si preparano a superarlo nel Mondiale per Club.

Il prossimo 5 luglio, infatti, il Real affronterà il Borussia Dortmund nei quarti di finale del torneo a East Rutherford, giocando così la 67ª partita stagionale. Qualora riuscisse a qualificarsi per le semifinali, dove ad attenderlo ci sarà la vincente tra PSG e Bayern Monaco, stabilirebbe un nuovo record europeo di presenze stagionali, arrivando a 68 o 69 gare complessive. Un traguardo storico per una squadra che ha dimostrato grande resistenza e qualità lungo tutto l’arco della stagione.

Un altro protagonista di questa incredibile cavalcata è Luka Modric. Il centrocampista croato, nonostante i suoi 39 anni, che si prepara a lasciare i Blancos, ma che con la sua continuità fa felice il Milan. Finora ha già totalizzato 61 presenze tra club e competizioni ufficiali, e con l’aggiunta delle partite disputate con la Nazionale potrebbe chiudere la stagione con circa 73 incontri giocati. Un dato straordinario che testimonia la sua inossidabile condizione fisica.

Da non dimenticare anche Federico Valverde, che sta disputando un’annata da record in termini di minuti giocati. Il centrocampista uruguaiano ha superato i 5.300 minuti in campo, giocando con una media di 85 minuti a partita nonostante il calendario fitto e senza molti momenti di riposo.

Il Real Madrid, quindi, non solo è protagonista sul campo ma dimostra anche una straordinaria capacità di gestione atletica e mentale di un gruppo che punta a chiudere la stagione con numeri da leggenda.

Calciomercato, i colpi ufficiali del 2 luglio: ecco tutti i trasferimenti della giornata

Calciomercato, tutti gli affari fatti oggi 2 luglio: tra Serie A e estero, ecco gli acquisti e le cessioni odierne

Il 2 luglio è una giornata intensa per il mercato calcistico, con diversi trasferimenti ufficiali sia in Serie A che all’estero. I club italiani hanno annunciato nuovi innesti per rinforzare le proprie rose in vista della nuova stagione, mentre anche all’estero si registrano importanti movimenti di giocatori tra le squadre di massima divisione.

Partendo dalla Serie A, diversi giocatori hanno lasciato i club italiani per accasarsi in nuove squadre. Tammy Abraham, dopo la sua esperienza alla Roma, è passato ufficialmente al Besiktas, mentre Makoumbou ha lasciato il Cagliari per trasferirsi al Samsunspor. Dall’Inter si è mosso Salcedo, che è stato ceduto all’OFI Creta, mentre Tchaouna ha lasciato la Lazio per andare a giocare al Burnley. Il Verona dice addio a Benedict Scharner, che torna in Austria al Liefering, squadra satellite del Salisburgo.

Sul fronte degli arrivi in Serie A, il Bologna ha annunciato l’ingaggio di Thomas Gillier, portiere proveniente dall’Universidad Católica, pronto a dare nuova solidità tra i pali. Minel Kujrakovic, giovane esterno mancino sloveno, è stato invece prelevato a titolo definitivo dal Domzale. Il Como ha ufficializzato l’arrivo di Jesus Rodriguez dal Betis, mentre l’Atalanta ha completato il colpo Sulemana dal Southampton, rinforzando così le fasce con un giovane promettente.

Per quanto riguarda il mercato internazionale, l’Atletico Madrid ha messo a segno un importante acquisto portando in squadra Alex Baena dal Villarreal. Lo Strasburgo ha completato l’arrivo di Barco dal Brighton, mentre lo stesso Brighton ha ceduto Joao Pedro al Chelsea, rafforzando la rosa dei Blues. In Germania, il Bayer Leverkusen ha ufficializzato Quansah dal Liverpool, mentre in Olanda il Feyenoord ha puntato su Valente proveniente dal Groningen.

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