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Bayern Monaco con il quinto portiere contro l’Atalanta? Emergenza senza fine per i tedeschi, arrivano novità importanti dall’infermeria verso la Champions

Bayern Monaco in campo con il quinto portiere contro l’Atalanta? Emergenza infortuni per i tedeschi, le ultime verso la Champions

A soli tre giorni dal fischio d’inizio della cruciale sfida di ritorno di Champions League contro l’Atalanta, in casa Bayern Monaco scatta un vero e proprio allarme rosso. La corazzata tedesca si ritrova infatti a dover fronteggiare un’emergenza infortuni senza precedenti per quanto riguarda il ruolo di estremo difensore.

Neuer ai box, si ferma anche il giovane Urbig

Il calvario tra i pali è iniziato con lo stop del titolare inamovibile. Manuel Neuer risulta indisponibile a causa di un fastidioso problema muscolare accusato lo scorso venerdì nel match di Bundesliga contro il Borussia Mönchengladbach.

Per sopperire a questa pesantissima assenza, nella sfida europea di martedì contro l’Atalanta è sceso in campo Jonas Urbig. Purtroppo, nel vibrante finale di gara, il ragazzo ha subito un trauma alla testa che lo costringe tuttora a rimanere ai box sotto osservazione medica.

I guai di Ulreich: le parole nel post-partita

L’incredibile effetto domino non ha risparmiato nemmeno il terzo portiere. Nell’ultima, probante gara di campionato contro il Bayer Leverkusen, è partito titolare Sven Ulreich. Anche lui, tuttavia, ha accusato problemi fisici nel finale di partita, spiegando così l’accaduto ai microfoni della stampa:

“Ho sentito qualcosa nella coscia. Per questo non ho calciato l’ultimo rinvio. Vedremo. Penso che Jonas (Urbig, ndr) sia sulla strada giusta: forse potrà giocare di nuovo mercoledì contro l’Atalanta. Dovremo solo aspettare e vedere nei prossimi giorni”.

Le scelte estreme: tocca al quarto o al quinto portiere?

Il quadro clinico assume contorni drammatici dal punto di vista sportivo. Se né Ulreich né Urbig dovessero superare i rispettivi test medici in tempo per mercoledì, Vincent Kompany si troverebbe spalle al muro.

L’allenatore sarebbe clamorosamente costretto ad affidare la difesa della propria porta in Champions League a uno tra Jannis Bärtl o Leonard Prescott. Un rebus che tiene col fiato sospeso l’intera tifoseria bavarese.

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Stadio Flaminio Lazio, svolta burocratica nelle ultime ore! Passo avanti importantissimo, ecco cosa è successo

Stadio Flaminio Lazio, c’è stata una svolta burocratica nelle ultime ore! Ecco cosa è successo per l’impianto biancoceleste

Nelle ultime ore si è registrata un’importante svolta burocratica per il futuro dello Stadio Flaminio. Secondo le indiscrezioni rivelate dal quotidiano Il Messaggero, il Comune di Roma ha inviato una comunicazione ufficiale al centro sportivo di Formello, rimescolando le carte in tavola per l’approvazione del progetto di riqualificazione.

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Azzerato il vecchio iter: le dieci richieste del Campidoglio

Il primo dato significativo emerso dalla missiva è il completo azzeramento del percorso avviato a dicembre 2024. La nuova documentazione, presentata dal club capitolino lo scorso 19 febbraio 2026, sostituisce integralmente la precedente, chiudendo di fatto il vecchio iter burocratico per inaugurarne uno nuovo e decisamente più dettagliato.

Il Comune ha messo sul tavolo una lista di dieci adempimenti fondamentali per poter procedere. Tra le priorità assolute figurano i progetti legati alle infrastrutture, come il parcheggio di piazza Mancini e la realizzazione del ponte Bailey. La società guidata da Claudio Lotito dovrà inoltre fornire un piano economico-finanziario asseverato, un documento di sostenibilità per illustrare l’impatto sociale dell’opera e una “matrice dei rischi” per ripartire in modo inequivocabile le responsabilità tra l’ente pubblico e il soggetto privato.

Il progetto della Lazio: uno “scatto in avanti” che sorprende

La vera sorpresa, tuttavia, risiede nell’altissima qualità tecnica degli elaborati consegnati al Comune. La dirigenza laziale non si è limitata a redigere un basilare studio di fattibilità delle alternative. Al contrario, ha presentato una progettazione di livello nettamente superiore rispetto a quanto richiesto dalla normativa vigente.

Questo autentico “scatto in avanti” dal punto di vista tecnico dimostra la forte volontà della società di stringere i tempi, offrendo dettagli progettuali già vicini a una fase definitiva, sebbene l’iter si trovi ancora in uno step preliminare.

Urbanistica, costi e la scadenza fissata per aprile

Per incassare il via libera definitivo, la relazione urbanistica dovrà essere necessariamente integrata con il calcolo preciso dei parcheggi pubblici e con il computo metrico estimativo, che rappresenta la vera e propria “lista della spesa” dettagliata di ogni singolo materiale necessario.

Il quadro economico complessivo dell’intervento costituirà l’ultimo e decisivo tassello per blindare l’intera operazione. Il patron biancoceleste ha una scadenza perentoria: dovrà consegnare tutta la documentazione integrativa entro il 2 aprile 2026. Se la Lazio riuscirà a rispettare i 30 giorni concessi, il ritorno nella storica casa del Flaminio potrebbe trasformarsi in realtà in tempi relativamente brevi.

Inter, «Ce la vogliono far pagare…». Confronto Marotta-Ausilio con gli arbitri dopo l’Atalanta! La ricostruzione di quanto successo

Inter, «Ce la vogliono far pagare…». Marotta e Ausilio si sono resi protagonisti di un confronto con gli arbitri dopo l’Atalanta! La ricostruzione

Il fischio finale a San Siro non ha placato gli animi, ma ha dato il via a una lunga coda di polemiche e tensioni societarie. L’ambiente nerazzurro si sente danneggiato dalle recenti decisioni arbitrali e ha scelto una linea di protesta dura e silenziosa.

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Le scintille in campo: episodi da moviola e l’espulsione di Chivu

Il momento chiave della discordia coincide con il gol del pareggio firmato da Nikola Krstovic. La rete è nata da un presunto fallo commesso da Sulemana ai danni di Denzel Dumfries. Se per il club meneghino la spinta ricevuta era netta, le immagini televisive suggeriscono invece una certa accentuazione dell’olandese su un contatto giudicato leggero dal direttore di gara.

La frustrazione è deflagrata già sul rettangolo verde, culminando con l’espulsione di Cristian Chivu. A gettare ulteriore benzina sul fuoco è stato il mancato calcio di rigore reclamato dai padroni di casa per un contatto in area tra Giorgio Scalvini e Davide Frattesi.

Il confronto negli spogliatoi e i sospetti del club

Come riportato dalle pagine della Gazzetta dello Sport, la protesta si è poi trasferita nel ventre dello stadio. Il presidente Giuseppe Marotta e il DS Piero Ausilio sono scesi negli spogliatoi per un confronto, descritto come garbato ma estremamente fermo, con la squadra arbitrale e i delegati CAN De Marco e Gervasoni.

Tuttavia, il malumore affonda le radici in un sospetto ben più profondo. Tra i corridoi della sede aleggia la convinzione di subire un pesante contraccolpo mediatico e arbitrale in seguito ai fatti di Inter-Juventus. In quel match, l’espulsione comminata a Pierre Kalulu scaturì da una discussa caduta di Alessandro Bastoni, etichettata da molti come una simulazione.

Secondo il quotidiano sportivo, a Milanello serpeggia un timore preciso:

«Ce la vogliono far pagare…»

La strategia del silenzio stampa

Per sbollire l’enorme frustrazione, dirigenza e staff tecnico si sono chiusi in una lunga riunione di oltre due ore. Al termine, l’Inter ha optato per la via del silenzio stampa assoluto. Nessun tesserato si è presentato ai microfoni delle emittenti, una chiara strategia comunicativa per evidenziare il proprio disappunto senza incorrere in ulteriori sanzioni disciplinari.

Conceicao non ci sta dopo il gol annullato in Udinese Juve: proteste via social, il gesto del portoghese non è passato inosservato

Conceicao protesta dopo il gol annullato in Udinese Juve: il gesto sui social del portoghese non è passato inosservato

La vibrante sfida tra friulani e piemontesi continua a far discutere per le scelte della direzione di gara. Il caso arbitrale di Udinese-Juventus si sposta inevitabilmente dal rettangolo verde ai social network, trovando in Francisco “Chico” Conceição un protagonista decisamente polemico. Il calciatore non ha affatto gradito la controversa decisione presa dall’arbitro Mariani di annullare quella che, a tutti gli effetti, sarebbe stata la pesantissima rete dello 0-2. Un colpo del ko che avrebbe virtualmente chiuso la pratica nel match disputato in terra friulana.

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L’intervento del VAR e il fuorigioco di Koopmeiners

L’episodio incriminato, che ha scatenato la furia del numero 7 juventino, ha visto come snodo cruciale l’intervento decisivo del VAR. Subito dopo la pregevole conclusione vincente scoccata dal portoghese, il direttore di gara è stato richiamato al monitor a bordo campo per valutare con estrema attenzione la posizione di Teun Koopmeiners.

Secondo la tesi sostenuta dalla squadra arbitrale, il giocatore si trovava in una posizione di fuorigioco considerato attivo, interferendo di fatto con la visuale del portiere avversario Okoye al momento esatto del tiro in porta.

Le storie su Instagram: la protesta corre sul web

Una decisione che ha generato profonda frustrazione. A fine gara, Conceição ha affidato il suo netto dissenso al web, pubblicando due storie sul suo profilo Instagram ufficiale. L’esterno ha condiviso i frame dell’azione per evidenziare quello che ritiene un chiaro errore del direttore di gara e contestare fermamente la natura “attiva” dell’offside rilevato. Una presa di posizione netta e pubblica, che riflette alla perfezione il clima di tensione per una scelta considerata profondamente penalizzante.

Infortunio Mkhitaryan: problemi per l’armeno dopo Inter Atalanta. Le sue condizioni e cosa filtra da Appiano Gentile

Infortunio Mkhitaryan: problemi per il centrocampista armeno dopo Inter Atalanta. Le sue condizioni e quanto può rimanere fuori

Henrikh Mkhitaryan è stato infatti costretto ad alzare bandiera bianca prima del previsto. L’uscita anticipata dal rettangolo di gioco ha generato immediata apprensione, costringendo Chivu a rivedere i propri piani in corsa per non perdere solidità in mezzo al campo.

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La dinamica dello stop e il bollettino medico

Attorno alle reali condizioni del centrocampista vige attualmente un clima di massima cautela e attesa. Le primissime comunicazioni di Pasquale Guarro filtrate dagli spogliatoi di San Siro subito dopo la sostituzione hanno confermato la natura del fastidio accusato dal giocatore:

“Mkhitaryan è uscito con un problema muscolare dalla partita contro l’Atalanta. In attesa di valutazioni”

L’intero ambiente nerazzurro trattiene il fiato. Il calciatore ex Roma e Arsenal verrà sottoposto ai consueti esami strumentali e clinici di rito, presumibilmente nell’arco delle prossime quarantotto ore. Solamente l’esito della risonanza magnetica potrà fornire allo staff medico un quadro clinico dettagliato, delineando con esattezza le tempistiche necessarie per il ritorno in campo.

L’importanza tattica dell’armeno per Inzaghi

Un’eventuale assenza prolungata rappresenterebbe un duro colpo per le rotazioni dell’Inter in una fase cruciale e fitta di impegni della stagione. L’armeno è considerato una pedina imprescindibile nello scacchiere titolare, capace di garantire un mix raro di quantità in fase di ripiegamento, strappi in transizione e inserimenti pericolosi in zona offensiva. Se le valutazioni mediche dovessero evidenziare la necessità di un periodo di stop forzato, lo staff tecnico dovrà affidarsi alla profondità della rosa per sostituirlo adeguatamente, cercando di non alterare i collaudati meccanismi di gioco.

Inter Atalanta, il retroscena sul Var Gariglio: era stato dismesso dalla Can! Monta la rabbia dei nerazzurri

Inter Atalanta, il retroscena sul Var Gariglio: era stato dismesso dalla Can! Monta la rabbia dei nerazzurri per gli episodi arbitrali

Il pareggio tra Inter e Atalanta ha lasciato un clima pesantissimo in casa nerazzurra, soprattutto per gli episodi arbitrali che hanno segnato il finale della gara. La squadra di Cristian Chivu ha contestato con forza sia la dinamica che ha portato al gol bergamasco sia soprattutto un’azione nell’area atalantina che ha acceso la rabbia del pubblico e dei giocatori interisti. A San Siro, infatti, la sensazione del mondo nerazzurro è stata quella di aver subito una decisione pesante in un momento chiave del match, tanto che al triplice fischio l’arbitro Gianluca Manganiello è stato circondato da diversi calciatori dell’Inter in cerca di spiegazioni.

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La Gazzetta dello Sport ricostruisce il silent check del Var

Nel suo approfondimento, La Gazzetta dello Sport ha ricostruito il retroscena legato alla gestione dell’episodio da parte della sala Var. Secondo la rosea, durante l’azione contestata l’Inter ha chiesto a gran voce il calcio di rigore, con Aleksandar Kolarov, collaboratore dello staff tecnico nerazzurro, indicato tra i più partecipi nelle proteste dalla panchina. Anche dagli spalti si è alzata una forte contestazione nei confronti di Manganiello. Il punto centrale, però, è stato il controllo dalla sala video: il Var Gariglio, ex arbitro di campo oggi impiegato stabilmente nel ruolo di video ufficiale, ha confermato la decisione presa sul terreno di gioco, ritenendo che non ci fossero gli estremi per configurare un chiaro errore. Per questo motivo non è stato richiamato l’arbitro all’On Field Review e il gioco è proseguito senza il penalty richiesto dai padroni di casa. Come ricorda la rosea, Gariglio era stato dismesso dalla Can, nel 2023, dopo appena 19 gare di A in sei stagioni, e poi ”promosso” al Var.

Un episodio che pesa sul risultato e riaccende il finale di stagione

La partita si è così chiusa sull’1-1, un risultato che lascia molti rimpianti ai nerazzurri e che, inevitabilmente, riapre discussioni sia sulla corsa al vertice sia sulla gestione arbitrale dei momenti decisivi. Il pubblico di San Siro ha accompagnato il finale con fischi e cori contro la direzione di gara, mentre l’Inter ha scelto nelle ore successive una linea molto dura sul piano del malcontento interno. Al di là delle interpretazioni, resta il fatto che quell’episodio ha inciso pesantemente sull’umore della squadra di Chivu, ora chiamata a ritrovare lucidità e concentrazione per non disperdere quanto costruito finora in campionato.

Formazioni ufficiali Verona Genoa: le scelte di Sammarco e De Rossi

Formazioni ufficiali Verona Genoa: le scelte di Paolo Sammarco e Daniele De Rossi per il match del 29° turno di Serie A 2025/26

Alle 12:30 il Bentegodi ospita Verona e Genoa. I gialloblu cercano punti salvezza, mentre il Grifone punta a quota 33.

Nelle formazioni ufficiali i locali schierano Valentini in difesa e Frese quinto, confermando in avanti il tandem offensivo composto da Orban e Bowie.

Gli ospiti di De Rossi rispondono con Colombo ed Ekuban, riproponendo Messias come mezzala a centrocampo.

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Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Oyegoke, Akpa Akpro, Gagliardini, Harroui, Frese; Bowie, Orban.
A disposizione: Perilli, Toniolo, Belghali, Sarr, Suslov, Lirola, Mosquera, Niasse, Isaac, Fallou, De Battisti, Al Musrati
Allenatore: Paolo Sammarco.

Genoa (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ellertsson, Malinovskyi, Frendrup, Messias, Sabelli; Colombo, Ekuban.
A disposizione: Leali, Sommariva, Martin, Amorin, Baldanzi, Vitinha, Zatterstrom, Norton-Cuffy, Ekhator, Otoa, Cornet, Lafont.
Allenatore: Daniele De Rossi.

Chiarugi svela: «Mai avuto alcun rapporto con Liedholm, ero depresso! Rocco fu la mia salvezza». Poi l’aneddoto su Rivera

L’ex calciatore di Milan e Fiorentina, Luciano Chiarugi, racconta alcuni aneddoti della propria carriera comprese le frizioni con Liedholm

Quando giocava, Luciano Chiarugi dribblava i difensori sulla fascia sinistra con la stessa imprevedibilità che gli valse il soprannome di “Cavallo Pazzo”. Oggi, sfogliando l’album dei ricordi sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, racconta una carriera importante, tra Fiorentina e Milan.

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L’ORIGINE DEL SOPRANNOME – «Fu merito di un gol segnato a Zoff, al tempo portiere del Napoli. Presi il pallone a centrocampo e li saltai tutti, una corsa da… cavallo pazzo. E un giornalista mi chiamò appunto così. Da lì non me lo sono più tolto. Eravamo un gruppo fantastico. Quello scudetto [del 1969, ndr] nacque in spogliatoio. E quanti campioni: De Sisti, Amarildo, Maraschi e così via. Penso sia stato il fatto che ci siamo sempre divertiti. Quante “bischerate” dicevamo. E avevamo un allenatore come Pesaola, capace di gestirci al meglio. Usava bastone e carota. Ero stato fuori per infortunio, loro avevano trovato la quadra senza di me e io faticai a riprendermi il posto. Però, avevo i tifosi dalla mia: volevano vedere i dribbling e le giocate di “cavallo pazzo”».

IL RAPPORTO CON LIEDHOLM – «Che rapporto? Non ne abbiamo mai avuto uno. Non mi parlava e quando lo faceva mi dava del lei. Mi sentivo rinchiuso in schemi e dettami tattici. A fine anno abbiamo avuto un confronto acceso e ho deciso che sarei andato via. Sa, ai miei tempi non era usuale parlare di depressione. Io ero depresso, non mi vergogno a dirlo. Avevo perso 10 chili, non mangiavo. Non giocavo, ero triste e stressato. Per fortuna mi salvò Nereo Rocco…».

LA RINASCITA AL MILAN CON ROCCO – «Ancora mi emoziono a raccontarlo. Lo incontrai a Coverciano, mi tremava la voce. Mi vide e mi disse “è tutto qui quello che abbiamo comprato?”. Ero magrissimo. Lui mi rassicurò e mi affidò ai cuochi. Tempo pochi mesi e volavo. Fu un vero e proprio derby [di mercato, ndr]. Io avevo dato la mia parola a Fraizzoli, ma poi il Milan mi convinse. Volevo essere allenato da Rocco. Il Paròn mi giurò che al Milan avrei trovato una famiglia e non potrò mai ringraziarlo abbastanza. Che partita! Eravamo distrutti, fu una battaglia. Il Leeds in attacco aveva Joe Jordan, lo squalo. Segnai io, su punizione. Pensi che prima di battere andai da Rivera e gli chiesi di lasciarmela. “Me la sento”, gli dissi. E lui me la fece battere. Ne parliamo ancora quando ci sentiamo. “Ti avrei lasciato solo quella, ti è andata bene”».

RIVERA – «Era il Milan. Ci rappresentava in tutto e per tutto. Ricordo gli scontri con Giagnoni. Non lo vedeva, lo tenne fuori in quattro o cinque occasioni. Giravano tante cavolate, come che la squadra fosse contro Rivera. Tutto inventato. Quando Gianni tornò titolare, Milanello fu invasa di giornalisti. Era un campione, anche per rispetto e umiltà. Mi chiedo come si potesse solo pensare di metterlo in panchina. È il più forte con cui abbia mai giocato, insieme a Riva».

GIGI RIVA – «Aveva un tiro assurdo, una potenza mai vista. A fine allenamento si metteva a provare e riprovare, era una macchina perfetta. Burgnich. Ogni volta che mi marcava era una battaglia. Calci, provocazioni, di tutto. Era uno tosto».

L’INCUBO FATAL VERONA – «Mi crede se le dico che a distanza di tanti anni non so darmi una spiegazione? Ogni giorno penso che vorrei rigiocarla. Avevamo vinto la Coppa Italia e la Coppa delle Coppe, sarebbe stato il nostro Triplete. Era tutto fatto. Il Bentegodi era pieno di milanisti. Noi venivamo da una finale massacrante con il Leeds, arrivammo stanchi. Ma quella partita ha un qualcosa di sovrannaturale. La rabbia di Rocco e il nostro silenzio. Era un silenzio che urlava e gridava vendetta. Vedi gli sforzi di un anno sfumare nel modo più incredibile. Ma non abbiamo mai litigato, quello no. Abbiamo sofferto insieme. Siamo stati squadra anche lì».

ERA UN SIMULATORE – «Macché… penso semplicemente che gli arbitri mi odiassero. Era un continuo. Ero diventato famoso, ma non mi sono mai buttato. Mi hanno perseguitato per l’intera carriera. E al tempo si menava per davvero in campo, altro che Var…».

Calciomercato Milan, idea Kim per la difesa: svelata la strategia per l’assalto in estate al Bayern Monaco

Calciomercato Milan, idea Kim per la difesa: svelata la strategia per l’assalto in estate al Bayern Monaco! Il piano d’azione per i rossoneri

Il prossimo mercato del Milan ruoterà soprattutto attorno a una priorità: inserire in rosa un difensore centrale di alto livello, capace di alzare immediatamente lo spessore del reparto arretrato. Secondo l’analisi firmata da Luca Bianchin su La Gazzetta dello Sport, il club rossonero ha già ristretto il cerchio attorno a due profili ben precisi: Kim Min-Jae, centrale sudcoreano oggi al Bayern Monaco ed ex colonna del Napoli, e Mario Gila, difensore spagnolo della Lazio cresciuto nel vivaio del Real Madrid. Due nomi diversi per caratteristiche, esperienza e costi, ma accomunati dal fatto di essere considerati perfetti per il salto di qualità che Massimiliano Allegri, allenatore del Diavolo, si aspetta dalla prossima stagione. Da una parte c’è il profilo internazionale di Kim, dall’altra l’affidabilità di Gila, che conosce già molto bene il campionato italiano.

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Kim Min-Jae resta il sogno, ma i costi complicano l’operazione

Nel ragionamento del Milan, Kim rappresenta senza dubbio il colpo di maggiore impatto. Il centrale coreano, protagonista assoluto in Serie A con il Napoli prima del trasferimento in Germania, non sembra oggi più centrale nel progetto tecnico del Bayern. Proprio La Gazzetta dello Sport sottolinea come il suo minutaggio si sia ridotto sensibilmente sia in Bundesliga sia in Champions League, elemento che può aprire scenari concreti in vista dell’estate. Il problema, però, resta economico. Il Bayern lo acquistò per una cifra molto alta e difficilmente accetterebbe di svenderlo, ma soprattutto il vero ostacolo riguarda l’ingaggio: il suo stipendio è nettamente fuori dai parametri salariali rossoneri. Per tornare in Italia, Kim dovrebbe quindi accettare una riduzione significativa delle proprie richieste, condizione che oggi rende la trattativa affascinante ma tutt’altro che semplice.

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Gila è l’alternativa forte e concreta per Allegri

Se l’operazione Kim dovesse rivelarsi troppo onerosa, il club di via Aldo Rossi sarebbe pronto a spingere con decisione su Mario Gila, centrale spagnolo che negli ultimi mesi si è imposto come uno dei difensori più affidabili del campionato. Il giocatore della Lazio rappresenta un profilo più sostenibile sotto il profilo economico e, allo stesso tempo, già pronto per reggere il peso di una maglia importante. Anche per questo il suo nome continua a restare molto caldo nelle valutazioni rossonere. Il Milan, insomma, ha le idee chiare: per costruire una squadra più competitiva servirà partire dalla difesa, e il prossimo leader del reparto potrebbe uscire proprio da questa corsa a due tra Kim e Gila.

Boga Juve, il boom con l’Udinese e il futuro: cosa filtra sull’opzione di riscatto

Boga Juve, il boom con l’Udinese e il futuro: cosa filtra sull’opzione di riscatto che i bianconeri possono esercitare in estate dal Nizza

Le scelte tattiche di Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, hanno inciso profondamente sull’andamento della gara e hanno rilanciato ancora una volta Jérémie Boga, esterno offensivo ivoriano diventato uomo copertina del momento bianconero. Il successo della Signora porta infatti anche la firma dell’ex giocatore del Nizza, arrivato al terzo gol consecutivo e ormai sempre meno interpretabile come una semplice sorpresa passeggera. L’idea iniziale di schierare Kenan Yildiz, talento turco e numero 10 juventino, al centro dell’attacco ha funzionato solo a tratti e per poco più di mezz’ora, senza dare alla squadra quella profondità e quella concretezza che il tecnico cercava. Per questo Spalletti ha corretto presto l’assetto offensivo, cambiando volto alla manovra della sua squadra.

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Il cambio di posizione accende la Juve e valorizza Yildiz

Da quel momento in avanti, la Juventus ha trovato nuove linee di gioco e maggiore fluidità negli ultimi metri. Boga, avanzato da falso nove, ha subito saputo interpretare il ruolo con mobilità, rapidità e letture intelligenti. Il gol arrivato da pochi passi, su iniziativa dello stesso Yildiz, ha premiato proprio questo nuovo equilibrio, nato da una variazione tattica che ha disorientato la difesa avversaria. Prima dell’intervallo, poi, l’ivoriano ha anche sfiorato la doppietta, fermato soltanto da Maduka Okoye, portiere avversario decisivo nell’evitare un passivo più pesante. Come sottolinea il Corriere dello Sport nella sua analisi, la capacità della Juventus di cambiare pelle a gara in corso sta diventando una delle qualità più evidenti di questa fase della stagione. E dentro questa flessibilità, Boga si sta ritagliando uno spazio sempre più concreto.

Il futuro di Boga diventa un tema vero per il mercato bianconero

Le prestazioni dell’esterno ivoriano aprono inevitabilmente anche un discorso di prospettiva. Arrivato in prestito gratuito negli ultimi giorni del mercato invernale, in un’operazione resa possibile anche dalla situazione complicata vissuta al Nizza, Boga ha un riscatto fissato a 4,8 milioni di euro. Una cifra accessibile, soprattutto se il rendimento dovesse continuare su questi livelli. Proprio il Corriere dello Sport evidenzia come la Juventus dovrà riflettere con attenzione a giugno, valutando non solo il suo impatto tecnico, ma anche gli equilibri del reparto offensivo, le condizioni di Dusan Vlahovic, centravanti serbo ancora ai box, e le gerarchie future dell’attacco. Oggi, però, il presente dice una cosa semplice: Boga non è più una soluzione d’emergenza, ma una risorsa concreta per la Juventus di Spalletti.

Milan, vietato sbagliare! Con la Lazio l’occasione per accorciare sull’Inter: l’idea di Allegri

Milan, vietato sbagliare! Con la Lazio l’occasione per accorciare sull’Inter: l’idea di Allegri tra formazione e gestione del gruppo

Il Milan si presenta all’Olimpico con una possibilità enorme tra le mani. Dopo l’1-1 dell’Inter contro l’Atalanta, i rossoneri hanno l’occasione di accorciare in classifica e di rendere molto più viva la volata finale. Il pareggio dei nerazzurri, certificato anche dai resoconti internazionali del turno di Serie A, ha lasciato aperto uno spiraglio importante per la squadra di Massimiliano Allegri, tecnico livornese che continua però a tenere il focus soprattutto sulla qualificazione alla prossima Champions League. La partita contro la Lazio pesa dunque tantissimo, sia per la classifica sia per il valore psicologico che potrebbe avere in questo punto della stagione. Vincere in casa dei biancocelesti significherebbe accorciare ulteriormente sulla vetta e, allo stesso tempo, compiere un passo molto pesante verso il ritorno nell’Europa che conta. L’entusiasmo creato dal successo nel derby è ancora vivo e l’ambiente rossonero sa bene che, per alimentare davvero il sogno rimonta, non sono più concessi passi falsi.

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Allegri punta su continuità, intensità e sulle sue certezze offensive

Come evidenziano gli aggiornamenti della vigilia pubblicati da La Gazzetta dello Sport e confermati anche da altre fonti vicine all’ambiente rossonero, Allegri dovrebbe ripartire da una struttura molto simile a quella vista nelle ultime uscite. L’assenza più pesante riguarda Adrien Rabiot, centrocampista francese di forza e inserimento, fermato dalla squalifica. Al suo posto è atteso Ardon Jashari, mediano svizzero più ordinato e geometrico, in vantaggio su Samuele Ricci. Sulla fascia sinistra dovrebbe invece essere confermato Pervis Estupiñán, esterno ecuadoriano reduce dal gol decisivo nel derby, mentre davanti Allegri sembra intenzionato a dare ancora fiducia alla coppia formata da Christian Pulisic, attaccante statunitense mobile e associativo, e Rafael Leão, ala portoghese chiamata a incidere con accelerazioni e giocate decisive.

La pressione c’è, ma il Milan vuole trasformarla in un’opportunità

La sfida dell’Olimpico, inserita regolarmente nel programma ufficiale della 29ª giornata, arriva in un momento in cui il Diavolo può davvero cambiare il peso del proprio finale di stagione. Allegri non vuole sovraccaricare la squadra con discorsi sullo Scudetto, ma sa perfettamente che una vittoria contro la Lazio aumenterebbe entusiasmo, autostima e pressione sulle rivali. Per questo il Milan è chiamato a una prova di maturità: servono lucidità, continuità e la capacità di trasformare una grande occasione in tre punti. Solo così la rincorsa potrà restare davvero aperta.

Malore Banda, l’attaccante è stato dimesso dall’ospedale: il comunicato del Lecce

Malore Banda, l’attaccante è stato dimesso dall’ospedale: il comunicato del Lecce e gli ultimi aggiornamenti sulle sue condizioni di salute

Arrivano notizie rassicuranti in casa Lecce dopo il grande spavento vissuto nel finale della sfida contro il Napoli. Lameck Banda, esterno offensivo zambiano dei salentini, aveva lasciato il campo in ambulanza negli ultimi minuti della gara del Maradona dopo un malore che aveva immediatamente fatto temere il peggio. Già nella serata successiva alla partita il club giallorosso aveva spiegato che il problema era nato in seguito a un contrasto di gioco e che il calciatore aveva ripreso conoscenza senza ulteriori complicazioni immediate. Nella mattinata di oggi, domenica 15 marzo, è arrivato poi l’aggiornamento più atteso: il Lecce ha infatti comunicato che il giocatore è stato dimesso dall’ospedale Cardarelli di Napoli, dopo una serie di controlli medici che hanno dato esito negativo.

I momenti di apprensione al Maradona e l’intervento dei soccorsi

L’episodio aveva generato momenti di forte tensione sia in campo sia sugli spalti. Banda si era accasciato improvvisamente sul terreno di gioco lamentando un forte dolore al petto, richiamando subito l’attenzione generale. Tra i primi ad accorgersi della gravità della situazione ci sono stati anche Antonio Conte, allenatore del Napoli, e Matteo Politano, esterno offensivo azzurro, che hanno immediatamente sollecitato l’intervento dei sanitari. Per alcuni istanti il clima allo stadio è stato di assoluto silenzio e preoccupazione, fino a quando il calciatore del Lecce è stato soccorso, caricato in barella e accompagnato verso l’ambulanza a bordo campo. Da lì è poi stato trasferito in ospedale per tutti gli accertamenti del caso. La priorità, in quei momenti, era naturalmente capire se il malore potesse nascondere qualcosa di più serio.

Accertamenti negativi e rientro a casa per l’esterno giallorosso

Fortunatamente, con il passare delle ore il quadro si è chiarito in senso positivo. Come ha fatto sapere il Lecce nel nuovo aggiornamento diffuso oggi, tutti gli esami eseguiti sul giocatore hanno escluso conseguenze gravi, permettendo così le dimissioni già nella mattinata successiva. Per Eusebio Di Francesco, allenatore dei pugliesi, e per tutto l’ambiente salentino si tratta della notizia più importante, ben oltre il risultato maturato in campo contro il Napoli. Adesso Banda potrà tornare a casa e cominciare il percorso necessario per ristabilirsi completamente, mentre il Lecce si gode almeno un sollievo dopo una serata che aveva fatto scattare un allarme pesantissimo. Il peggio, per fortuna, è stato evitato.

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IL COMUNICATO – «Il calciatore Lameck Banda è stato dimesso questa mattina dall’ospedale Cardarelli dopo una serie di accertamenti che hanno dato esito negativo».

Capello sicuro: «Scudetto riaperto? L’Inter dovrebbe sbagliare altre 2-3 partite, i cambi di Chivu non mi hanno convinto. Il Milan con la Lazio…»

L’ex allenatore di Milan, Roma e Juve, Fabio Capello, ha detto la sua sulla lotta scudetto dopo il passo falso dell’Inter contro l’Atalanta

Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore rossonero Fabio Capello, oggi talent di Sky, analizza il momento chiave della stagione, mettendo in guardia la squadra di Massimiliano Allegri dai facili entusiasmi e analizzando il passaggio a vuoto dell’Inter di Chivu contro l’Atalanta.

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L’ENTUSIASMO A MILANELLO – «Il pareggio dell’Inter con l’Atalanta avrà portato allegria a Milanello, ma la trasferta di Roma non è affatto da prendere sotto gamba. E a volte, quando sei gasato e vuoi fare troppo, esageri e poi finisce male. Aiuta di sicuro. Max è bravo a capire i momenti e ha molta esperienza. In più, è sempre equilibrato nelle dichiarazioni. Anche ieri in conferenza ha giustamente tenuto un profilo basso, continuando a insistere sulla Champions e toccando poco l’argomento scudetto: se il Milan dovesse portarsi a -5 poi, non vorrebbe dire automaticamente che il campionato sarebbe riaperto. Sognare e sperare è sempre lecito. Però tutto continuerebbe a dipendere dall’Inter, che dovrebbe sbagliare almeno altre due-tre partite. E allo stesso tempo, il Milan non dovrebbe smettere di vincere. Cominciando proprio da stasera a Roma».

INTER-ATALANTA – «Ero a San Siro e ho visto una squadra poco brillante dal punto di vista fisico. Certo, aveva avuto pure le occasioni per chiudere la partita quando era sull’1-0, ma anche l’Atalanta aveva sprecato la chance del pari, prima di segnare poi con Krstovic. Se devo dirla tutta, la mia impressione è che Chivu sia un po’ in confusione. I cambi non mi hanno convinto. Perché togliere Esposito che permetteva alla squadra di non schiacciarsi e obbligava la Dea a non alzarsi troppo? Dopo, infatti, l’Atalanta ha preso campo».

LAZIO-MILAN – «Complicata. La squadra di Sarri di recente sta giocando con grande umiltà e ha pure buoni calciatori per colpire in ripartenza. Al Milan poi mancherà Rabiot… Tanto, perché è l’uomo che alza i giri del motore e dà ritmo a tutti gli altri. Senza Rabiot, la squadra spesso è diventata più piatta, quasi monocorde. Lo conosco ancora troppo poco per dare un giudizio. Se Allegri lo preferirà a Ricci, comunque, avrà le sue ragioni. So solo che il Milan dovrà essere molto ordinato, perché la Lazio può dare del filo da torcere».

GLI ATTACCANTI ROSSONERI: DA CHI ASPETTARSI DI PIU’ – «Più da Leao. Pulisic è tornato da poco e sta crescendo. Mentre il portoghese mi sembra abbia perso le sue caratteristiche migliori, cioè l’accelerazione e l’uno contro uno. Forse non sta ancora benissimo, ma nel derby non mi è piaciuto granché e quando ha avuto le occasioni per colpire, è stato insolitamente lento e si è fatto infastidire al momento di concludere a rete. Da come ha parlato dopo il gol nel derby, mi dà proprio la sensazione che Allegri gli sia finalmente entrato in testa. E non è un caso che la rete contro l’Inter sia nata eseguendo alla perfezione un dettame tattico di Max. Un segnale importante. Adesso può essere davvero un elemento utile in più per la volata».

LA VOLATA FINALE – «Aspettiamo le prossime tre giornate. L’Inter avrà la Fiorentina in trasferta, quindi la Roma in casa e il Como fuori: tre squadre che hanno bisogno di punti e difficili da affrontare. Se Chivu lasciasse altri punti per strada e, al contempo, il Milan dovesse fare bottino pieno…».

“Carnesecchi è già dell’Inter”: sorpresa di mercato a San Siro

Dopo la partita di San Siro finisce nel mirino anche Carnesecchi: per qualcuno è già un nuovo calciatore dell’Inter

Dell’1-1 tra Inter e Atalanta si parlerà a lungo. I padroni di casa hanno finito la partita infuriata per le decisioni di Manganellio, con Chivu espulso dopo aver protestato per un presunto fallo di Sulemana su Dumfries nell’azione che ha portato al gol del pareggio.

A seguire il contatto Frattesi-Scalvini in area bergamasca che ha alimentato le proteste interiste: la società ha optato per il silenzio stampa, un modo per far sentire il proprio malcontento per l’operato dell’arbitro, ma anche per evitare ulteriori sanzioni in caso di dichiarazioni che vanno un po’ oltre le righe.

Ma prima del ‘fattaccio’ Inter-Atalanta era stata una partita normale: i padroni di casa erano partiti in difficoltà, per poi riprendersi con la rete di Esposito. Un gol arrivato con la complicità di Carnesecchi: il portiere è parso un po’ indeciso in occasione della conclusione del 20enne interista e questo è stato a lungo il tema centrale sui social.

Inter, Carnesecchi già nerazzurro: i tifosi sono convinti

L’indecisione di Carnesecchi ha fatto discutere sui social, con molti tifosi (ovviamente non dell’Inter) che hanno parlato di un portiere già in nerazzurro.

Carnesecchi Inter
Carnesecchi nel mirino della Juve (Instagram Marco Carnesecchi) – Calcionews24.com

Sono diversi i tweet in cui viene detto “Carnesecchi è già dell’Inter” e c’è chi scrive apertamente che “ha già un pre-contratto” con l’Inter. Ovviamente non è così in realtà, anche se i nerazzurri il prossimo anno avranno la necessità di acquistare un estremo difensore. Sommer ha il contratto in scadenza e sembra ormai deciso il suo addio. Così Marotta e Ausilio dovranno prendere un nuovo numero 1: il grande favorito è Vicario, in uscita dal Tottenham, con Caprile come prima alternativa e qualche possibile sorpresa dall’estero.

Carnesecchi, invece, è il grande sogno della Juventus per la porta: i bianconeri vorrebbero cedere Di Gregorio e acquistare un nuovo portiere con l’atalantino che è in cima alle preferenze di Comolli e Chiellini. Il problema è rappresentato dalla richiesta dell’Atalanta: 40 milioni di euro almeno per cedere l’estremo difensore. Un Carnesecchi protagonista di un’ottima stagione finora, soltanto sporcata dall’errore contro l’Inter. Un errore però a cui ha fatto seguito un grande salvataggio su Thuram lanciato da solo in area di rigore.

Chiacchiere da social quelle sul gol di Esposito e l’errore di Carnesecchi, di quelle che lasciano il tempo che trovano. Ma chissà se possano diventare un ‘suggerimento’ per l’Inter e la caccia al portiere di Marotta e Ausilio.

Malore Banda, notte in ospedale a Napoli sotto osservazione: passata la paura!

Malore Banda, notte in ospedale a Napoli sotto osservazione: passata la paura! Le condizioni dell’attaccante del Lecce

Attimi di grande apprensione nel finale di Napoli-Lecce per le condizioni di Lameck Banda, esterno offensivo zambiano della formazione giallorossa, protagonista suo malgrado degli ultimi minuti della sfida del Maradona. Come ricostruisce il Nuovo Quotidiano di Puglia, il calciatore salentino si è accasciato improvvisamente a terra nel corso del recupero, facendo scattare immediatamente l’allarme tra compagni, avversari e staff sanitari. La scena ha gelato lo stadio, anche perché il malore è arrivato all’improvviso dopo una prestazione comunque positiva dell’attaccante, che fino a quel momento aveva dato vivacità e spinta alla fase offensiva del Lecce. L’intervento dei soccorsi è stato tempestivo e il giocatore è stato assistito direttamente sul terreno di gioco prima del trasferimento in ospedale per ulteriori controlli.

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Il trasferimento al Cardarelli e la notte trascorsa sotto osservazione

Secondo quanto riportato ancora dal quotidiano pugliese, Banda è stato trasportato all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove ha trascorso la notte sotto osservazione. Una scelta prudenziale, necessaria per monitorare con attenzione il quadro clinico dopo il forte spavento vissuto negli ultimi minuti della gara. In casi di questo tipo, la priorità assoluta diventa naturalmente escludere conseguenze più serie e verificare con precisione l’origine del malessere. Il Lecce, che già nelle ore immediatamente successive al match aveva seguito con apprensione l’evolversi della situazione, ha atteso gli aggiornamenti medici con la massima cautela. L’episodio ha inevitabilmente scosso anche il gruppo guidato da Eusebio Di Francesco, allenatore dei salentini, che si prepara a un finale di stagione delicato nella corsa salvezza.

Sospiro di sollievo: le condizioni non destano preoccupazione

Le notizie arrivate nelle ore successive, però, hanno progressivamente rasserenato l’ambiente. Sempre secondo il Nuovo Quotidiano di Puglia, le condizioni di Banda non destano preoccupazione e il giocatore è stato considerato fuori pericolo, chiudendo così una serata che aveva generato forte tensione. Dopo il malore e il ricovero precauzionale, il quadro si è quindi stabilizzato senza complicazioni ulteriori. Per il Lecce resta il sollievo di sapere che uno degli uomini più imprevedibili del reparto offensivo non ha riportato conseguenze gravi. Adesso saranno i successivi controlli e le valutazioni dello staff medico a stabilire eventuali tempi di recupero e modalità del rientro, ma il dato più importante è già emerso: la paura, almeno sul piano della salute, ha lasciato spazio a un primo, concreto sospiro di sollievo.

Inter Atalanta, la clamorosa presa di posizione dell’AIA: riconosciuto l’errore su Frattesi! La rivelazione

Inter Atalanta, la clamorosa presa di posizione dell’AIA: riconosciuto l’errore su Frattesi! La rivelazione su quanto avrebbero detto dalla tribuna

Il pareggio tra Inter e Atalanta, terminato 1-1 a San Siro, ha lasciato in eredità un’ondata di polemiche arbitrali che continua a far discutere. La squadra di Cristian Chivu, allenatore nerazzurro, ha protestato a lungo per alcuni episodi giudicati decisivi nell’economia del match, in particolare per il contatto in area tra Davide Frattesi, mezzala offensiva dell’Inter, e Giorgio Scalvini, difensore centrale della Dea. Già nelle ore immediatamente successive alla partita, il Corriere della Sera aveva ricostruito la moviola del match sottolineando la rabbia interista sia per il gol del pari atalantino sia per il mancato rigore nel finale.

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Secondo il Corriere della Sera, i vertici arbitrali avrebbero riconosciuto il rigore

A rendere ancora più pesante il clima è il retroscena riportato dal Corriere della Sera e ripreso stamattina anche da altri media sportivi: secondo questa ricostruzione, i rappresentanti arbitrali presenti in tribuna avrebbero lasciato intendere che sull’episodio tra Frattesi e Scalvini il calcio di rigore per l’Inter ci fosse. La dinamica contestata riguarda un intervento in ritardo del difensore atalantino sul centrocampista nerazzurro, un’azione che ha alimentato il paragone con precedenti simili già visti in Serie A. Anche SportMediaset ha riferito che, secondo l’AIA, il contatto sarebbe stato da penalty, indicando come errore principale la mancata correzione da parte del Var. Va però precisato che, al momento, non risulta un comunicato ufficiale pubblico dell’AIA sul singolo episodio: la lettura resta quindi legata alle ricostruzioni giornalistiche uscite dopo la gara.

La sensazione in casa nerazzurra è che il risultato sia stato condizionato

In questo quadro, cresce la convinzione nell’ambiente interista che alcuni episodi abbiano inciso direttamente sul risultato, riaprendo la corsa al vertice. Il match ha infatti impedito ai nerazzurri di allungare ulteriormente in classifica, lasciando aperto il discorso Scudetto dopo un turno già delicato. La rabbia della squadra e della dirigenza nasce anche dal fatto che la partita sembrava sotto controllo prima del finale convulso. Per questo, il caso Frattesi-Scalvini continua a essere letto come uno snodo pesante non soltanto della serata di San Siro, ma anche della lotta per il titolo.

Arsenal, Dowman fa la storia! È il marcatore più giovane della storia della Premier League

Arsenal, Dowman fa la storia! È il marcatore più giovane della storia della Premier League: il record impressionante tagliato contro l’Everton

Il successo per 2-0 dell’Arsenal contro l’Everton non ha soltanto consolidato la corsa al vertice della squadra di Mikel Arteta, allenatore spagnolo che sta guidando i Gunners in una stagione di alto profilo. La partita dell’Emirates ha consegnato al calcio inglese anche una nuova pagina di storia grazie a Max Dowman, trequartista offensivo e ala destra classe 2009 cresciuto nel vivaio londinese. Come confermato sia dal sito ufficiale della Premier League sia da quello dell’Arsenal, il giovane talento è diventato il più giovane marcatore di sempre nella storia del campionato inglese, segnando a 16 anni e 73 giorni nella sfida contro l’Everton. Il suo gol, arrivato in pieno recupero, ha chiuso definitivamente una partita già indirizzata dalla rete di Viktor Gyokeres, centravanti svedese subentrato come lui dalla panchina.

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Un record storico che conferma l’ascesa del gioiello dei Gunners

Dowman era già considerato uno dei prospetti più brillanti del settore giovanile dell’Arsenal, ma la serata contro l’Everton lo ha proiettato su una dimensione ancora più alta. Sempre secondo i dati ufficiali del club e della Premier League, il classe 2009 era già diventato uno dei debuttanti più precoci nella storia recente del torneo e in questa stagione aveva collezionato presenze tra Premier League, Champions League, FA Cup e Carabao Cup. Il suo ingresso al 74’ ha cambiato il volto della partita: prima ha servito l’assist per il vantaggio di Gyokeres, poi ha segnato il 2-0 con una progressione personale che ha acceso l’Emirates. Anche The Guardian e Sky Sports hanno sottolineato l’impatto devastante del giovane inglese, descritto come il grande protagonista della vittoria che ha permesso all’Arsenal di allungare in testa alla classifica.

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Arteta si gode il talento e l’Arsenal sogna in grande

Nato a Chelmsford il 31 dicembre 2009, Dowman è un centrocampista offensivo capace di giocare anche da ala destra o da seconda punta. Il sito ufficiale dell’Arsenal ricorda che, già a livello Under 18, aveva mostrato numeri eccezionali, confermando una naturale predisposizione al gol e alla giocata decisiva. Per Arteta, il suo exploit rappresenta una risorsa preziosa in un momento chiave della stagione, mentre per l’Arsenal è la conferma di avere in casa un talento potenzialmente speciale. Il record gli consegna già un posto nella storia della Premier League, ma la sensazione è che questo sia soltanto l’inizio.

Inter, Thuram cercasi: senza Lautaro l’attacco perde certezze! Il dato eloquente: c’è un fattore che sembra penalizzare il francese

Inter, Thuram cercasi: senza Lautaro l’attacco perde certezze! Il dato eloquente: dentro la crisi realizzativa del centravanti francese

Il pareggio contro l’Atalanta ha lasciato in casa Inter non soltanto rabbia per gli episodi arbitrali, ma anche nuove riflessioni sul rendimento di alcuni uomini chiave. Tra questi c’è Marcus Thuram, attaccante francese che anche a San Siro ha vissuto una serata complicata, confermando un periodo di flessione che inizia a pesare nel momento più delicato della stagione. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport nella sua analisi del match, il figlio d’arte transalpino è apparso ancora lontano dalla versione brillante ammirata nei mesi migliori, finendo nel mirino dei mugugni del pubblico dopo un’altra prova opaca. Il problema, per i nerazzurri, è ancora più evidente perché l’assenza di Lautaro Martinez, capitano e riferimento offensivo della squadra, ha aperto un vuoto pesantissimo nel reparto avanzato.

L’errore davanti a Carnesecchi fotografa il momento del francese

L’episodio che meglio racconta la crisi di Thuram è arrivato nel secondo tempo, quando l’attaccante è stato liberato davanti a Marco Carnesecchi, portiere dell’Atalanta, da una giocata di Henrikh Mkhitaryan. In quella situazione, il francese aveva sul piede il possibile 2-0, una rete che avrebbe probabilmente cambiato l’intera storia della partita. Invece, la conclusione è stata respinta dal portiere della Dea, alimentando ulteriormente il malcontento del Meazza. I numeri, del resto, non aiutano: Thuram non segna dall’8 febbraio e, nel 2026, ha realizzato appena tre reti. Un bottino troppo leggero per un giocatore chiamato a guidare l’attacco in assenza del capitano argentino. La sensazione è che il centravanti stia pagando non solo un calo fisico e mentale, ma anche il peso del confronto con Pio Esposito, giovane attaccante che si è preso spazio e fiducia con prestazioni sempre più convincenti.

Senza Lautaro il rendimento cala, Chivu aspetta risposte e recuperi

Il dato che più preoccupa è legato al rendimento offensivo complessivo della squadra. Sempre secondo la lettura proposta dalla rosea, con Lautaro in campo l’Inter viaggiava a una media di 2,4 gol a partita, mentre senza il suo capitano la produzione offensiva è crollata fino a 1,25. Una differenza enorme, che racconta il valore del numero 10 argentino ma anche le difficoltà di chi avrebbe dovuto raccoglierne l’eredità. Cristian Chivu, allenatore romeno dei nerazzurri, continua a dare fiducia a Thuram, ma adesso si aspetta segnali concreti, anche perché all’orizzonte ci sono partite decisive. In parallelo, il club aspetta il rientro di Lautaro e anche quello di Hakan Calhanoglu, regista turco fondamentale per dare ordine e qualità alla manovra. Per ritrovare slancio, questa Inter ha bisogno che i suoi uomini migliori tornino a incidere.

Manganiello nell’occhio del ciclone, il silenzio stampa dell’Inter e la furia alimentata da quell’ammissione da parte dell’AIA

Manganiello nell’occhio del ciclone, il silenzio stampa dell’Inter e la furia alimentata da quell’ammissione da parte dell’AIA: cos’è successo

L’Inter ha scelto la linea del silenzio dopo il pareggio maturato a San Siro contro l’Atalanta, una decisione forte arrivata al termine di una partita che ha lasciato grande amarezza nell’ambiente nerazzurro. La squadra di Cristian Chivu non è riuscita a chiudere la gara nonostante alcune occasioni create, ma il malcontento del club si è concentrato soprattutto su due episodi arbitrali giudicati determinanti. Come ricostruisce il Corriere dello Sport, il direttore di gara Gianluca Manganiello ha provocato forti proteste sia in campo sia nel tunnel che porta agli spogliatoi, dove la tensione è rimasta alta anche dopo il fischio finale. Il quotidiano romano sottolinea come, rientrando negli spogliatoi, la sensazione di rabbia sia ulteriormente cresciuta nell’ambiente interista, dopo l’ammissione dei rappresentati AIA Gervasoni e De Marco che su Frattesi si trattava di un fallo da rigore.

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La rabbia per il rigore non dato e il confronto con precedenti simili

Secondo la lettura del club, alcuni episodi avrebbero inciso direttamente sul risultato finale, impedendo alla capolista di allungare ulteriormente in classifica. Il punto più discusso resta il contatto tra Scalvini, difensore centrale della Dea, e Frattesi, mezzala offensiva nerazzurra, un episodio che ha acceso immediatamente il confronto con casi simili del passato. Sempre il Corriere dello Sport richiama infatti il precedente di Inter-Verona di due anni fa, quando per un intervento di Darmian era stato utilizzato il concetto di episodio “codificato”, quindi da calcio di rigore. In casa interista la convinzione resta forte: la direzione arbitrale avrebbe pesato sul risultato e alimentato un malumore già presente dopo altri episodi contestati nelle scorse settimane, compreso quello relativo al tocco di mano di Ricci.

Chivu espulso, niente panchina a Firenze e squadra chiamata a reagire

La scelta del silenzio stampa, però, non nasce soltanto dalla protesta. La società ha preferito non esporsi pubblicamente per evitare possibili sanzioni o strascichi disciplinari che avrebbero potuto complicare ulteriormente il momento. L’idea, come emerge ancora dalla ricostruzione del quotidiano sportivo, è stata quella di compattarsi internamente e ritrovare lucidità in vista delle prossime gare. Anche la reazione di Chivu, espulso per doppia ammonizione dopo le proteste sul fallo subito da Dumfries, racconta bene il nervosismo vissuto dal gruppo. Per il tecnico si tratta della prima espulsione da allenatore nerazzurro e questo significa che non sarà in panchina nella prossima trasferta contro la Fiorentina. Toccherà ora proprio a lui, lontano dal campo ma vicino alla squadra, rimettere ordine, energia e convinzione in un momento che può pesare moltissimo sulla corsa finale.

Moviola Udinese Juventus, Mariani promosso dai giornali: resta il dubbio sul gol annullato a Conceicao?

Moviola Udinese Juventus, Mariani promosso dai giornali: resta il dubbio sul gol annullato a Conceicao? Il giudizio dei quotidiani sportivi

La direzione di Maurizio Mariani, arbitro della sezione di Aprilia, in Udinese-Juventus ha raccolto una valutazione complessivamente sufficiente da parte dei principali quotidiani sportivi italiani, pur dentro una partita segnata da un episodio destinato a far discutere. Il tema centrale resta infatti il gol annullato a Francisco Conceiçao, esterno offensivo portoghese della Juventus, dopo l’intervento del Var e la successiva On Field Review. Sia Corriere dello Sport sia La Gazzetta dello Sport promuovono nel complesso la prova del direttore di gara (dandogli rispettivamente un 6 e un 6,5 in pagella), pur riconoscendo che la decisione finale sul fuorigioco attivo di Teun Koopmeiners, centrocampista olandese bianconero, resta al confine tra interpretazione e rigidità regolamentare. La sensazione è che Mariani abbia applicato in modo fedele le indicazioni oggi in vigore, specialmente in relazione alla presenza di un calciatore in area di porta, vicino alla traiettoria del tiro.

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Il gol annullato a Conceiçao resta il nodo principale della moviola

Secondo l’analisi proposta dal Corriere dello Sport, la scelta di annullare la rete di Conceiçao è sembrata molto severa, anche perché Koopmeiners non dà l’impressione di voler intervenire attivamente sulla conclusione né di ostacolare in modo evidente il portiere dell’Udinese. Tuttavia, il quotidiano romano sottolinea che le linee guida arbitrali attuali portano a valutare con attenzione l’influenza potenziale di un giocatore in quella zona del campo, soprattutto quando si trova a ridosso della linea di tiro. Sulla stessa linea si muove anche La Gazzetta dello Sport, che ricorda come la posizione di Koopmeiners all’interno dell’area di porta venga considerata, per direttive, un’aggravante. In questo senso, la chiamata al monitor da parte del Var Maggioni viene letta come coerente con il protocollo, anche se i bianconeri hanno contestato la decisione ritenendo libera la visuale del portiere friulano.

Giuste le altre decisioni principali, resta un dubbio sul giallo mancato

Per il resto, i due quotidiani convergono su una gestione sostanzialmente corretta degli altri episodi chiave. Il Corriere dello Sport spiega che sul gol dello 0-1, firmato da Jérémie Boga, ala ivoriana della Juventus, era regolare la posizione di Yildiz, tenuto in gioco da Kabasele, difensore centrale dell’Udinese. Sull’episodio del secondo tempo che coinvolge Ekkelenkamp, centrocampista offensivo dei friulani, e Cambiaso, esterno bianconero, sia il quotidiano romano sia la rosea ritengono troppo lieve la trattenuta per arrivare all’assegnazione di un rigore. La Gazzetta dello Sport, però, segnala anche una sbavatura al 22’, quando su un fallo di Zarraga ai danni di Cambiaso sarebbe mancato un cartellino giallo. Nel complesso, comunque, la moviola restituisce l’immagine di una direzione sufficiente, segnata però da un episodio destinato a restare al centro del dibattito.

Mercato Torino, Simeone torna in patria? Un club lo ha messo in cima alla lista!

Mercato Torino, Simeone torna in patria? Un club argentino lo ha messo in cima alla lista dei desideri per l’estate! Ecco di chi si tratta

Il River Plate punta con forte decisione su Giovanni Simeone in vista dell’estate. L’attaccante potrebbe presto salutare il Torino per fare ritorno in patria. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano su X, l’allenatore Coudet ritiene il giocatore una priorità assoluta per la propria rosa, grazie ai 7 gol e 1 assist collezionati in questa complessa stagione.

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PAROLE – «🚨🇦🇷 Il River Plate è interessato a Gio Simeone come obiettivo per la finestra di mercato estiva.
Ha segnato 7 gol e fornito un assist in una stagione difficile per il Torino e il nuovo allenatore Coudet vede Cholito come una priorità assoluta.
».

Moviola Inter Atalanta, Manganiello bocciato dai giornali: che errore sul mancato rigore su Frattesi!

Moviola Inter Atalanta, Manganiello bocciato dai giornali: che errore sul mancato rigore su Frattesi! Il giudizio dei quotidiani

Il match del 29° turno di Serie A tra Inter e Atalanta si è concluso 1-1, ma a tenere banco è l’insufficiente prestazione dell’arbitro Gianluca Manganiello. I principali quotidiani sportivi italiani hanno pesantemente bocciato l’operato del fischietto, colpevole di aver commesso gravi errori di valutazione nel corso dei 90 minuti di gioco. La Gazzetta dello Sport assegna un severo 4,5 in pagella, il Corriere dello Sport non va oltre il 5, mentre Tuttosport si ferma a un pesantissimo 4. Le critiche feroci colpiscono inevitabilmente anche gli uomini posizionati al VAR, rei di un immobilismo ritenuto del tutto fatale per il risultato.

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Analizzando le dinamiche del campo, la prima parte ha visto delle scelte arbitrali ampiamente condivisibili. Le ammonizioni comminate a Sucic e Kolasinac risultano ineccepibili, così come il cartellino giallo mostrato ad Augusto per il netto fallo su Zalewski. Risulta perfettamente regolare anche la rete dell’1-0 siglata da Esposito, poiché è stato valutato del tutto veniale il contatto aereo tra Dumfries e Kolasinac. Le grandi polemiche nascono invece al minuto 36 del secondo tempo: Dumfries incrocia la traiettoria di Sulemana cadendo in area. Nonostante le furenti proteste della panchina dell’Inter e la successiva espulsione del tecnico Chivu, la lieve spinta non viene ritenuta sufficiente per fischiare il rigore.

L’errore madornale ed imperdonabile si concretizza però al minuto 41, scatenando la rabbia pura dei tifosi. Frattesi riesce ad anticipare nettamente l’avversario in area di rigore subendo un calcio chiarissimo da parte di Scalvini, intervenuto in evidentissimo ritardo. Secondo tutte le principali testate giornalistiche analizzate, si tratta di un penalty solare e impossibile da non sanzionare. La scelta di lasciar correre l’azione risulta incomprensibile, ma le colpe più pesanti ricadono senza dubbio sul VAR Gariglio e sull’assistente Chiffi. Il mancato richiamo al monitor per effettuare un’attenta revisione rappresenta una gravissima mancanza di collaborazione tecnica che oscura irrimediabilmente l’utilità della tecnologia in campo.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 15 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Lazio Milan, Allegri ha scelto il sostituto di Rabiot: ecco la decisione del tecnico rossonero

Lazio Milan, Allegri ha deciso il sostituto di Adrien Rabiot: scelta fatta per il centrocampo rossonero, i dettagli

Il Milan è partito per Roma con l’obiettivo di sfruttare l’occasione offerta dal pareggio tra Inter e Atalanta, un risultato che ha trasformato la sfida contro la Lazio in un’opportunità preziosa. La squadra di Massimiliano Allegri può infatti consolidare la propria posizione in zona Champions e, allo stesso tempo, provare a mettere pressione ai nerazzurri, mantenendo vivo un tentativo di rimonta che resta complicato ma ancora possibile in questo finale di stagione.

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L’assenza di Adrien Rabiot, squalificato, rappresenta però l’ostacolo principale per i rossoneri. Come riportato da Peppe Di Stefano su Sky Sport, Allegri ha sciolto i dubbi a centrocampo, scegliendo Ardon Jashari come titolare accanto a Modric e Fofana. Lo svizzero ha convinto durante la rifinitura, superando il ballottaggio con Ricci e guadagnandosi la fiducia del tecnico per una gara che richiederà equilibrio, intensità e capacità di copertura.

Jashari è stato provato più volte nel ruolo di Rabiot anche nell’allenamento della vigilia, segnale di una scelta meditata e non improvvisata. Sarà lui a completare il reparto in una partita che potrebbe rivelarsi decisiva per le ambizioni del Milan, chiamato a rispondere con maturità e continuità in un momento chiave della stagione.

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Juve, Spalletti nel post partita: «Questa squadra ha sempre giocato a calcio. Secondo me abbiamo fatto vedere tante cose bene»

Juve, Spalletti: «Questa squadra ha sempre giocato a calcio. Secondo me abbiamo fatto vedere tante cose bene». Le parole

Luciano Spalletti ha analizzato la gara ai microfoni di Dazn nel post‑partita di Udinese–Juve, soffermandosi sui momenti chiave del match e sulle prestazioni dei suoi giocatori. Le sue dichiarazioni:

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VITTORIA – «Dipende sempre dal ragionamento del collettivo. E’ chiaro che se gioca uno come Boga non devi permettere di ricompattarsi agli avversari. Oggi c’era la possibilità di andare in profondità. Se, invece, hai calciatori fisici, devi comportarsi in maniera differente».

MOMENTO – «Stasera abbiamo giocato una partita per determinare quello che doveva succedere. Poi siete così convinti che a Roma nel primo tempo non meritassimo di più? Noi oggi dovevamo proteggere il nostro lavoro. Non è un qualcosa buttato via per quello che sono stati dei risultati. Secondo me abbiamo fatto vedere tante cose bene. Poi l’episodio permette a tutti quello che fa più piacere dire. Questa squadra ha sempre giocato a calcio. Per cui al 90′ quello che c’era a Roma me ne frega poco. Anzi, la squadra ha saputo reagire nelle difficoltà estreme».

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Real Madrid Elche, perché entrambe le squadre hanno effettuato sei sostituzioni? La spiegazione

Real Madrid Elche, il motivo delle sei sostituzioni per entrambe le squadre: tutto nasce dalla regola IFAB

Dodici sostituzioni in una sola partita non sono il frutto di un errore arbitrale né di un pasticcio regolamentare, ma l’effetto diretto di una norma IFAB pensata per tutelare la salute dei giocatori. L’episodio arriva dalla Liga, durante Real Madrid–Elche: a metà primo tempo Camavinga e Pedrosa si scontrano testa contro testa. Il francese, dopo le cure a bordocampo, riesce a proseguire, mentre Pedrosa è costretto al cambio. In questi casi il regolamento prevede una sostituzione aggiuntiva per sospetta commozione cerebrale, che non viene conteggiata e che diventa disponibile per entrambe le squadre.

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Grazie a questa regola, Arbeloa ha potuto effettuare una sesta sostituzione, sfruttandola per dare spazio ai giovani della cantera. Nel finale sono così entrati Yáñez, Morán, Palacios, Aguado, Gonzalo e Güler, unico non proveniente dal vivaio. Una scelta dettata anche dal calendario: il Real è atteso dal ritorno degli ottavi di Champions League contro il Manchester City all’Etihad, forte del 3-0 dell’andata firmato dalla tripletta di Valverde.

La partita con l’Elche si è chiusa sul 4-1, con reti di Rüdiger, Huijsen, Güler e dello stesso Valverde, ancora protagonista. L’applicazione della norma IFAB ha permesso al Real di gestire al meglio le energie, garantendo al tempo stesso la massima tutela per il giocatore coinvolto nel trauma cranico.

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Udinese, Runjaic nel post gara: «La Juventus ha giocato meglio, ci mancava la qualità in alcuni momenti della partita»

Udinese, Runjaic: «La Juventus ha giocato meglio, ci mancava la qualità in alcuni momenti della partita». Le parole

Runjaic ha commentato la gara ai microfoni di Sky nel post‑partita di Udinese–Juve, soffermandosi sui momenti chiave del match e sulle prestazioni dei suoi giocatori. Le sue dichiarazioni:

SCONFITTA – «La Juventus ha giocato meglio, ci mancava la qualità in alcuni momenti della partita. Abbiamo avuto occasioni, il calcio non è fatto soltanto di gioco, è fatto anche di saper cogliere queste opportunità. Abbiamo avuto delle possibilità con Atta Il primo tempo, quando poteva dare il pallone dietro a Zaniolo e anche altre situazioni, una è stata importante e altre situazioni. La Juventus comunque è una squadra molto forte, Ha meritato di vincere, ha giocatori top soprattutto sugli esterni. Hanno grandi ali, hanno confermato il loro livello di qualità e noi in questo preciso momento non riusciamo a competerlo». 

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PROSSIME PARTITE – «Non c’è bisogno di motivarli».

LANCI LUNGHI – «Ne abbiamo parlato, ma la Juventus è molto versatile Sanno giocare con fraseggio nello stretto e riescono a giocare questo tipo di palle lunghe. Su alcune di queste non abbiamo difeso bene e infatti abbiamo subito goal. Però non è facile difendere perché giocate come queste ne fanno tante sfruttando la capacità dei loro esterni di attaccare la profondità e di prendere alle spalle la linea. Hanno giocatori anche bravi che ad 1 o 2 tocchi possono lanciarli come per esempio Locatelli. Ma non è soltanto un discorso di questo tipo di dettaglio, ma di diversi dettagli».

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Inter Atalanta, Marelli analizza gli episodi della sfida di Serie A: ecco cosa ha detto a DAZN

Inter Atalanta, l’ex arbitro Luca Marelli passa al setaccio gli episodi chiave della sfida: l’analisi completa a DAZN

Il finale teso di Inter–Atalanta ha generato proteste veementi da parte della squadra di Cristian Chivu, soprattutto per la gestione dei contatti nelle due aree di rigore. Nel mirino sono finiti sia l’azione che ha portato al pareggio bergamasco, sia un presunto rigore non concesso a Frattesi. L’analisi di Luca Marelli negli studi DAZN ha però ridimensionato le polemiche, confermando la correttezza delle decisioni prese dall’arbitro Manganiello e dal VAR in entrambi gli episodi contestati.

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Secondo l’ex arbitro, il gol dell’1-1 firmato da Krstovic è da considerarsi pienamente regolare. «Il contatto Dumfries Sulemana? La rete del pareggio nasce da un contatto non fischiato: per me Manganiello è stato molto bravo a lasciar correre», ha spiegato Marelli, aggiungendo che «non c’è una spinta, non allunga il braccio, ma gli appoggia una mano sulla schiena» e che Dumfries sembra perdere l’equilibrio da solo. Anche sul presunto rigore per Frattesi il giudizio è netto: «C’è contatto tra Frattesi e Scalvini: Frattesi è in anticipo. Non c’è un vero e proprio calcio, non vedo un contatto da calcio di rigore, per me i rigori sono una cosa seria».

Marelli ha inoltre difeso la scelta del VAR di non intervenire, sottolineando la natura interpretativa dell’episodio. «Per me corretto il comportamento in sala VAR. Certi contatti in campo non sono facilmente visibili, soprattutto in mezzo a tanti giocatori», ha dichiarato, rimarcando come la valutazione resti nelle mani dell’arbitro centrale. «Si tratta comunque di una valutazione soggettiva e non oggettiva e, dunque, giusto non far intervenire il VAR», ha concluso, chiudendo la porta a ulteriori recriminazioni tecniche sulla mancata OFR.

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Pagelle Udinese Juve: brillano Boga e Yildiz! Male Davis, Zaniolo non gira. I VOTI

Pagelle Udinese Juve: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 29a giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Udinese Juve: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 29a giornata di Serie A 2025/26. Ecco le valutazioni:

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PAGELLE UDINESE JUVE

UDINESE – Okoye 6.5; Ehizibue 6, Kabasele 5.5, Kristensen 6; Zarraga 5 (77’ Mlacic sv), Ekkelenkamp 5.5 (67’ Miller 6), Karlstrom 5.5 (77’ Piotrowski sv), Atta 5.5 (85’ Gueye sv), Kamara 6 (67’ Arizala 6); Zaniolo 5, Davis 6.

JUVENTUS – Perin 6; Kalulu 6, Bremer 6.5, Kelly 6.5, Cambiaso 6 (90+2’ David sv); Locatelli 6.5, Thuram 6 (49’ Koopmeiners 6); Conceiçao 6.5 (79’ Miretti sv), McKennie 6, Boga 7 (79’ Gatti sv); Yildiz 7 (90+2’ Kostic sv).

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Infortunio Thuram, costretto al cambio in Udinese Juve: ansia per le condizioni del centrocampista, le ultime

Infortunio Thuram, costretto al cambio in Udinese Juve: il centrocampista francese lascia il campo per infortunio, attese novità

L’entusiasmo per il vantaggio della Juventus si è trasformato in un attimo di forte apprensione quando Khéphren Thuram è rimasto a terra dopo un duro pestone alla caviglia sinistra, rimediato in un contatto fortuito con Kelly. Il centrocampista francese ha mostrato subito segni di dolore, costringendo l’arbitro e lo staff medico a interrompere il gioco.

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L’impatto è apparso immediatamente pesante: Kelly, nella concitazione dell’azione, ha colpito involontariamente il piede di Thuram, che ha provato a rialzarsi e continuare ma senza riuscirci. Il dolore crescente lo ha costretto ad arrendersi, lasciando il campo visibilmente contrariato.

Al suo posto è entrato Koopmeiners, mentre la Juventus resta ora in attesa di capire l’entità del problema. Le condizioni di Thuram saranno valutate nelle prossime ore, con il rischio concreto che lo stop possa non essere breve.

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