Pagina 267 – Calcio News 24

L’Iran si ritira dai Mondiali, l’articolo 6.7 può favorire l’Italia

L’Iran ha annunciato che non parteciperà ai Mondiali, ora tocca alla Fifa: cosa dice il regolamento e l’articolo che può andare a favore dell’Italia

Fuori dal Mondiale. L’Iran, per bocca del ministro dello sport Ahmad Donyamali, ha annunciato che non prenderà parte alla rassegna iridata che si disputerà in Stati Uniti, Canada e Messico tra giugno e luglio.

Una decisione che era nell’aria, ma che arriva dopo le parole di Trump ad Infantino: il presidente degli Stati Uniti aveva affermato che la Nazionale iraniana avrebbe potuto partecipare senza problemi ai Mondiali, pur in presenza di un conflitto tra le due nazioni. Un conflitto che invece in Iran hanno ritenuto impossibile da tenere a parte.

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“Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader – le parole del ministro dello sport in riferimento all’uccisione di Ali Khamenei – , non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali“. Parole nette, alle quali seguono altre ancora più categoriche: “Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare”. Stando così le cose, la Fifa dovrà ora valutare come sostituire la nazionale asiatica e le ipotesi sono diverse, con il regolamento che apre le porte anche ad una eventuale qualificazione dell’Italia, attesa tra due settimane dai playoff.

Italia ai Mondiali al posto dell’Iran: il regolamento dice sì

L’Iran era già qualificato ai Mondiali e avrebbe dovuto giocare nel gruppo G con Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, tutte partite previste negli Stati Uniti tra Los Angeles e Seattle.

Ora resta da capire come la Fifa deciderà di intervenire, con il regolamento che lascia la porta aperta a qualsiasi soluzione, anche ad un’eventuale promozione dell’Italia. L’articolo 6.7 del regolamento Fifa, infatti, dice che la Federazione internazionale può decidere sulla questione “a propria esclusiva discrezione” e potrà adottare “qualsiasi misura ritenuta necessaria. La Fifa potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione“.

Infantino Fifa Mondiali
La Fifa dovrà sostituire l’Iran ai Mondiali (Instagram Gianni Infantino) – Calcionews24.com

Nessun vincolo, almeno sulla carta, e quindi anche l’ipotesi Italia è in ballo, anche se quella più probabile è relativa alla promozione della prima delle nazionali asiatiche non qualificate. In questo caso l’Iraq che è atteso dallo spareggio playoff con la vincente tra Bolivia e Suriname, un match tra l’altro a rischio visto che gli iracheni non possono viaggiare a causa della chiusura dello spazio aereo per il conflitto in corso a Tehran.

Situazione complicata dunque e che potrebbe tenere banco ancora diversi mesi: la Fifa si prenderà tutto il tempo per decidere il da farsi e aspetterà magari che un cambio della situazione internazionale possa magari essere il viatico di un ripensamento da parte dell’Iran.

Conferenza stampa Italiano alla vigilia di Bologna Roma: «Speravo in un sorteggio diverso ma una delle due uscirà… Ecco come stanno Miranda ed Heggem»

Conferenza stampa Italiano alla vigilia di Bologna Roma: le parole verso il match d’andata degli ottavi di finale di Europa League 2025/26

L’ambiente felsineo cerca il riscatto immediato dopo l’ultimo passo falso in campionato. A tracciare la rotta e a caricare la squadra ci ha pensato Vincenzo Italiano, intervenuto nella consueta conferenza stampa della vigilia per analizzare le insidie del match contro la Roma, valido per l’andata degli ottavi di Europa League.

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Il rammarico per il sorteggio e la sfida alla Roma

L’allenatore rossoblù non ha nascosto un pizzico di inevitabile amarezza per un accoppiamento che costringerà una delle due squadre italiane a salutare prematuramente la competizione. Analizzando l’avversario, il mister ha dettato la linea tattica e motivazionale:

“Come arriviamo a questa sfida? Ci arriviamo dopo aver archiviato la sconfitta con il Verona. Affronteremo una Roma che dovremo approcciare bene e speriamo di far emergere qualche loro difettuccio. Come ho detto speravo in un sorteggio diverso perché insieme potevamo fare un percorso che ci poteva far arrivare lontano, invece una delle due uscirà.”

Il fattore campo e la pressione dell’Olimpico

Un tema nevralgico della conferenza è stato il rendimento casalingo della squadra, finora al di sotto delle aspettative in questa stagione. La gara di andata si giocherà al Dall’Ara, mentre il ritorno è previsto nella bolgia della Capitale. Su questo doppio confronto, Italiano ha le idee chiare e predica calma:

“In casa stiamo balbettando ma speriamo di riprenderci domani. Se il ritorno in trasferta può essere un bene viste le difficoltà in casa? Non sto pensando al ritorno. Dopo la gara di domani avremo ancora il campionato e ci sarà tempo. Sapete che ambiente troveremo all’Olimpico e non sarà semplice.”

Le condizioni di Miranda e Heggem verso il match

Infine, lo sguardo si è spostato inevitabilmente sull’infermeria per capire i possibili rientri nel reparto arretrato. Sotto la lente di ingrandimento ci sono le condizioni fisiche di Juan Miranda e di Torbjorn Heggem. Riguardo a un loro possibile impiego dal primo minuto, l’allenatore ha precisato le differenti tempistiche di recupero:

“Se Miranda e Heggem possono partire titolari? Tra i due Miranda non si è fermato totalmente ma ha continuato ad allenarsi, seppure in maniera individuale. Heggem sono 15 giorni che lavora individualmente. Lo spagnolo è più avanti, ma domani vedremo se riusciremo a far stringere i denti a qualcuno”

Iran si ritira dal Mondiale 2026! Comunicata ufficialmente la decisione in vista della competizione. Cosa sta succedendo

Iran si è ritirato dal Mondiale 2026! Comunicata ufficialmente la decisione verso la competizione in Nordamerica. Cosa sta accadendo

Una decisione storica e drammatica scuote il mondo del calcio internazionale. L’Iran ha ufficialmente comunicato che non prenderà parte ai prossimi Mondiali 2026, organizzati congiuntamente da Stati Uniti, Messico e Canada, a causa dell’escalation bellica in Medio Oriente.

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Il panorama calcistico globale subisce un contraccolpo senza precedenti a causa delle crescenti tensioni geopolitiche internazionali. La nazionale dell’Iran ha deciso di ritirarsi ufficialmente dalla competizione iridata in programma la prossima estate. La drastica scelta politico-sportiva è una conseguenza diretta del recente scoppio della guerra in Medio Oriente e, in particolare, dei pesanti bombardamenti che hanno colpito la capitale Teheran e diverse altre città del Paese, condotti dalle forze armate degli USA e di Israele.

Le dichiarazioni del ministro dello Sport Donjamali

La notizia, che ha rapidamente fatto il giro del mondo, è stata diffusa in Europa dal quotidiano tedesco FAZ, il quale ha riportato le inequivocabili dichiarazioni televisive rilasciate dal ministro dello Sport iraniano, Ahmad Donjamali. Le sue motivazioni non lasciano alcuno spazio a possibili ripensamenti da parte della federazione asiatica.

«Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali», ha tuonato il ministro, ufficializzando di fatto il boicottaggio della manifestazione sportiva che si terrà proprio nei territori nordamericani.

Donjamali ha poi proseguito il suo discorso, sottolineando le tragiche ragioni alla base di questa clamorosa e irrevocabile rinuncia:

«misure malvagie intraprese contro l’Iran. Ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi. Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare».

Il percorso sportivo e il vuoto nel Girone G

Dal punto di vista prettamente sportivo, l’assenza della selezione mediorientale rappresenta un rammarico per i tifosi. La nazionale iraniana aveva infatti conquistato sul campo l’accesso al torneo, qualificandosi direttamente ai Mondiali 2026 nello scorso mese di marzo, dopo aver vinto il proprio girone della terza fase delle qualificazioni asiatiche.

In vista della competizione, il cui inizio è fissato per il prossimo 11 giugno, l’Iran era stato inserito nel Girone G. Il raggruppamento prevedeva incroci con il Belgio, l’Egitto e la Nuova Zelanda. L’esordio ufficiale degli iraniani era in programma per il 16 giugno proprio contro la formazione oceanica. Ora spetterà alla FIFA decidere come colmare questo improvviso vuoto nel tabellone.

Cassano attacca: «Tutti e quattro gli anni di Inzaghi all’Inter sono stati fallimentari. Juve squadra scarsa, deve mandar via 10 giocatori!»

Cassano, intervistato dal Corriere della Sera, ha attaccato duramente l’Inter e la Juventus. Queste le sue dichiarazioni

Antonio Cassano ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Queste le sue dichiarazioni.

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LA QUALITA’ DEL CALCIO ITALIANO – «Succede solo in Italia, dove continuiamo ad andare dietro ad Allegri — che ha meritato di vincere il derby sia chiaro —. La nostra filosofia è difenderci bene, sperando che succeda qualcosa davanti: ma è passata ormai da quindici anni».

INZAGHI UN FALLIMENTO ALL’INTER – «Certo, perché il problema è proporre calcio. E fallimentari per me sono stati tutti e quattro gli anni di Inzaghi all’Inter: era la squadra più forte e ha vinto solo uno scudetto».

IL SUO PODIO DI ALLENATORI – «Guardiola, poi Bielsa e De Zerbi, che non hanno vinto ma propongono sempre idee diverse, giocando un calcio divino a mille all’ora. Adesso tutti hanno scoperto Iraola del Bournemouth, ma sono tre anni che fa un gioco bellissimo. Per me il calcio è un’altra cosa da quello di Inzaghi o Allegri».

CHI VINCE IN ITALIA CON UN CALCIO MODERNO – «Spalletti è stato meraviglioso. Anche Conte. E Mancini ha fatto un Europeo fantastico: con l’Italia di Prandelli del 2012 è stata la Nazionale migliore, poi noi abbiamo beccato in finale la Spagna, forse la più forte della storia».

SPALLETTI FA UN AFFARE SE RESTA ALLA JUVE – «Lo fa la Juve se lo tiene, perché è una squadra scarsa, senza giocatori di alto livello. La Juve può spendere, ma deve mandare via dieci giocatori».

VORREBBE UN RUOLO IN FIGC – «Non sarei capace, devo essere onesto. Una sola persona può cambiare le cose da presidente federale e premetto che non è mio amico e non lo sento: Paolo Maldini. Ha uno status, ha studiato, sa di cosa parla, non ha padroni».

Vlahovic è definitivamente tornato: allenamento a pieno regime in gruppo per il serbo, si va verso la convocazione per Udinese Juve

Vlahovic è tornato: allenamento in gruppo per il numero 9 bianconero, si va verso la convocazione in vista di Udinese Juve

Secondo quanto riportato da Juventusnews24, Dusan Vlahovic ha ripreso a lavorare a pieno regime con il resto del gruppo durante la seduta odierna di allenamento. Un rientro che fa sorridere l’intero ambiente juventino.

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I segnali positivi e la ripresa alla Continassa

Il percorso di guarigione del numero nove procedeva spedito già da qualche giorno. Il calciatore, infatti, aveva lanciato segnali estremamente positivi alla dirigenza e allo staff tecnico già nella giornata di domenica, partecipando attivamente all’allenamento post-Pisa insieme a tutti i compagni non impiegati nel match.

Dopo i due canonici giorni di riposo concessi alla squadra da Luciano Spalletti, la ripresa delle attività sui campi della Continassa ha fugato ogni residuo dubbio. La punta è pienamente ristabilita e ha risposto ai carichi di lavoro.

Verso l’Udinese: l’importanza tattica del rientro

Il ritorno in gruppo spiana inevitabilmente la strada verso una regolare e preziosissima convocazione per l’anticipo di sabato sera, che vedrà la Juventus affrontare l’insidiosa e fisica Udinese. Il recupero dell’attaccante appare ormai completo sotto ogni punto di vista.

La presenza del bomber rappresenta un tassello a dir poco fondamentale per lo scacchiere della formazione bianconera, pronta a ritrovare il proprio peso specifico negli ultimi sedici metri. Mister Spalletti potrà finalmente tornare dopo oltre tre mesi a contare sulla fisicità, sulle sponde e sul cinismo del suo terminale offensivo principale all’interno dell’area di rigore avversaria, caratteristiche che si riveleranno imprescindibili per scardinare la retroguardia friulana e conquistare punti decisivi in campionato.

Calvarese pizzica Rocchi: «Niente stop per La Penna dopo Inter Juve e arbitro centrale per tre turni di fila!». La critica non passa inosservata

Calvarese, ex arbitro, ha criticato il designatore Rocchi per la scelta di non fermare La Penna dopo Inter Juve. Ecco cosa ha detto

Gianpaolo Calvarese, ex arbitro, ha criticato sui suoi canali Instagram la decisione di Rocchi di designare Federico La Penna come arbitro di Pisa Cagliari. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

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PAROLE «A distanza di un mese dal rosso errato di Kalulu nel derby d’Italia, Federico La Penna torna in Serie A. Lo fa nella partita tra Pisa e Cagliari, e per lui sarà la sua terza presenza consecutiva dopo le due in Serie B (Südtirol-Venezia e Frosinone-Sampdoria). Insomma, il direttore di gara è stato fermo – come da normale turnazione – un solo weekend, quello del 21 e 22 febbraio: infatti gli arbitri di solito “escono” una giornata sì e una no. Ma dopo quel “naturale” turnover, La Penna è andato “in tripletta”, come si suol dire, venendo designato per tre turni di fila, sempre come arbitro centrale.

Premessa: non ho nulla contro La Penna, che stimo sia come persona che come arbitro. La mia è una considerazione più profonda: possiamo permetterci di mandare “in tripletta” un arbitro dopo un errore così impattante e macroscopico in una partita come Inter-Juventus? Io credo che i rischi superino i benefici: per la credibilità del sistema arbitrale, ma anche e soprattutto per la tenuta del gruppo della CAN. Fino a questo momento, e cioè fin oltre la metà della stagione, chi sbagliava rimaneva fermo per almeno due turni: poi si è scelto di cambiare in corsa, per giunta dopo un errore così “pesante” anche mediaticamente»

Atalanta travolta dal Bayern Monaco ma guai a rimangiarsi tutto: memoria corta, la profezia e quella lezione ai colossi. L’analisi a freddo dopo il 6-1

Atalanta travolta dal Bayern Monaco: ecco l’analisi a freddo dopo il KO per 6-1 della squadra di Raffaele Palladino

Nel tiro al piccione, trovarsi dalla parte del bersaglio non è mai piacevole, e per una maledetta notte il ruolo della preda è toccato all’Atalanta, travolta da un tennistico 1-6. Il Bayern Monaco si è dimostrato di un’altra galassia, offrendo uno spettacolo crudele. Sulle colonne del Corriere dello Sport, però, Cristiano Gatti analizza le macerie di questa disfatta europea difendendo a spada tratta il modello bergamasco contro i facili detrattori della prima ora.

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LA REPUTAZIONE SALVA E LA MEMORIA CORTA

Dopo una simile imbarcata, le sentenze elogiative dell’ultimo periodo sembrano improvvisamente vacillare. Fino a ieri l’Atalanta era la più europea delle italiane, l’ancora di salvezza del nostro sistema dal crac totale. Rimangiarsi tutto oggi non starebbe in piedi e sarebbe un esercizio profondamente carognesco. La corsa della Dea è finita malissimo contro un colosso inavvicinabile, ma l’eredità del suo percorso resta orgogliosamente intatta.

LA PROFEZIA DI AGNELLI E “L’IMBUCATA” AGLI OTTAVI

A Bergamo, del resto, nessuno ha mai dimenticato una vecchia e pungente riflessione di Andrea Agnelli: «Senza storia internazionale e con una grande prestazione sportiva l’Atalanta ha avuto accesso diretto alla Champions… Bisogna proteggere gli investimenti e i costi». Un amletico scontro ideologico tra la tutela del blasone e il premio alla pura abilità sportiva. Casualmente, però, proprio l'”Imbucata di provincia” si è ritrovata a essere l’unica portabandiera italiana agli ottavi di Champions League in questa stagione.

LEZIONI DI BILANCIO AI SANGUE BLU

Non solo le cinque partecipazioni recenti in Champions e il trionfo in Europa League (ultimo trofeo continentale italiano): l’Atalanta impartisce lezioni di sostenibilità ai colossi. I numeri parlano chiaro: dieci bilanci consecutivi in attivo e un muro di 500 milioni di euro di plusvalenze superato nell’era Gasperini, di cui ben 100 incassati solo nel 2024-25.

IL TRIONFO DEL “SAPER FARE”

Il merito assoluto dei bergamaschi è essersi fatti da soli, senza ereditare posizioni di vertice per “diritto di sangue blu”. Il Bayern è inarrivabile per la Dea, ma lo è attualmente per qualsiasi big nostrana. Oltre il risultato tennistico, resta una consolazione rassicurante: esiste ancora un calcio in cui a pesare è il saper fare e non il casato. L’Atalanta ha tenuto in piedi la sbrindellata reputazione del nostro pallone. Molto più di quanto sia riuscito agli “Agnellisti”.

Nico Gonzalez torna alla Juventus? La posizione di Spalletti è chiara, ma l’argentino ha questa idea sul futuro. Confessione inaspettata!

Nico Gonzalez torna alla Juventus? Spalletti ha questa idea sull’argentino, ma è lo stesso giocatore a volere questa squadra nel suo futuro.

Il futuro di Nico Gonzalez si trova attualmente a un vero e proprio crocevia tattico e finanziario tra Torino e Madrid. Per Luciano Spalletti, l’attaccante sudamericano non è affatto un calciatore qualunque. Come ricorda Tuttosport, ai tempi della sua esperienza a Napoli, preparare le sfide contro la Fiorentina avendo come avversario l’argentino rappresentava per il mister un vero e proprio “incubo” tecnico. L’allenatore lo considerava l’osservato speciale, capace di accendere il match senza mai offrire punti di riferimento alla difesa. Per questo motivo, qualora il rapporto con il club spagnolo dovesse interrompersi, lo accoglierebbe a braccia aperte alla Continassa.

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Il rebus del riscatto: cifre e presenze nella Liga

Il legame tra l’esterno e l’Atletico Madrid è attualmente regolato da una clausola contrattuale ben precisa: l’obbligo di riscatto, fissato a 32 milioni di euro, scatterà unicamente al raggiungimento del 60% delle presenze nella Liga (con un minimo di 45 minuti disputati a partita).

La situazione attuale vede il giocatore a quota 13 presenze “utili” sulle 21 necessarie. All’appello mancano dunque 8 gettoni, ma è altamente probabile che la dirigenza spagnola inizi a gestire strategicamente il suo minutaggio. L’obiettivo sarebbe evitare lo scatto dell’automatismo, per poi sedersi al tavolo delle trattative e rinegoziare il prezzo al ribasso con la Juventus.

La volontà di Nico e le esigenze di bilancio bianconere

Nonostante la profonda e reciproca stima con Spalletti, Nico Gonzalez sembra preferire una permanenza in Spagna, dove ha trovato la sua dimensione tattica ideale sotto la guida di Diego Simeone. A Torino, inoltre, pesa ancora il ricordo della difficile gestione di Igor Tudor, che lo aveva snaturato impiegandolo come esterno a tutta fascia nel 3-4-2-1, un ruolo mai realmente digerito dall’argentino.

Per la Juventus, la cessione definitiva resta una priorità assoluta per ragioni di sostenibilità economica: incassare una cifra vicina ai 30 milioni eviterebbe il doloroso sacrificio di altre pedine illustri sul mercato. Spalletti, da perfetto uomo d’azienda, comprende le rigide necessità di bilancio, ma resta inevitabilmente stuzzicato dall’idea di poter inserire un jolly offensivo così versatile nel suo collaudato 4-2-3-1.

Pato riavvolge il nastro: «Amo il San Paolo, il Corinthians ha scommesso su di me. Vi svelo qual è stato il mio errore: subito dopo aver sbagliato, ho pianto tanto!»

Pato, ex attaccante del Milan, ha riavvolto il nastro della sua avventura in Brasile tra San Paolo e Corinthians. Le sue dichiarazioni

Lontano dai campi dal 2023, Alexandre Pato continua a far discutere quando riavvolge il nastro della sua lunga carriera in Brasile. A 36 anni, l’ex talento del Milan ha ripercorso le tappe fondamentali della sua avventura in patria, divisa tra l’amore incondizionato per il San Paolo, la gratitudine verso il Corinthians e l’ironia sul futuro calcistico del figlio.

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SAN PAOLO NEL CUORE E LA MAGLIA PER IL FIGLIO

Nel corso di un’intervista a Espn per stilare una classifica delle sue ex squadre, l’attaccante non ha avuto dubbi nel piazzare il Tricolor Paulista in cima alle preferenze. Al Morumbi ha vissuto tre parentesi distinte, collezionando 143 presenze e 49 reti: «Il San Paolo lo amo. Posso dire che lo amo più di tutto perché è stata una squadra che mi ha accolto tantissimo. Nutro un affetto davvero speciale per i suoi tifosi. La prima maglia che ho comprato a mio figlio è stata quella del Milan. Sto ancora aspettando che il San Paolo me ne mandi una (ride, ndr). Se parliamo di squadre brasiliane, ovviamente è il San Paolo. Oggi lui non capisce molto, ma per ogni partita che passa in tv gli dico che ha segnato il San Paolo».

LA GRATITUDINE PER IL CORINTHIANS

Nel 2013, di ritorno dall’Italia, fu però il Timão a rilanciarlo: «Il Corinthians ha scommesso su di me quando ne avevo un disperato bisogno. Mi ha recuperato, i professionisti sono stati meravigliosi e sono tornato a giocare bene. Ho fatto gol, sono stato campione. Ho molto affetto per il Corinthians». Eppure, quell’avventura resta segnata dal clamoroso rigore a cucchiaio parato da Dida nei quarti di Coppa del Brasile contro il Gremio. Un errore che compromise i rapporti con l’ambiente: «Ho trascorso la settimana a calciare rigori a cucchiaio in allenamento e a prendere in giro i compagni. Al momento decisivo ho fatto la stessa scelta. Oggi, comprendendo meglio il gioco, forse tirerei forte. È stato un errore. Subito dopo aver sbagliato, ho pianto tanto. Credo di aver persino iniziato a girare con la scorta dopo quel rigore».

LA BATTUTA SULLE RIVALI

Nonostante il rispetto per l’ex club, Pato si congeda con una battuta esilarante su chi tiferà il figlio in futuro: «Può scegliere chi tifare. Ma se diventerà corinthiano, forse andrà allo stadio da solo. Se sceglie il Palmeiras, penso che potremo andarci insieme».

Bologna, i convocati per la Roma: Italiano recupera due big per l’andata degli ottavi di Europa League! La lista completa

Bologna, i convocati per la Roma: la lista di Italiano per l’andata degli ottavi di finale di Europa League 2025/26

Cresce l’attesa per la sfida d’andata europea che vedrà opposte la Roma, guidata da Gian Piero Gasperini, e il Bologna. Alla vigilia di questo fondamentale e delicato crocevia stagionale, Vincenzo Italiano ha ufficialmente diramato la lista dei giocatori che prenderanno parte alla trasferta capitolina.

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I recuperi in extremis: buone notizie per il reparto arretrato

La notizia più confortante per lo scacchiere tattico rossoblù riguarda senza dubbio le fasce e il centro della difesa. Figurano infatti regolarmente nell’elenco dei convocati sia Torbjorn Heggem sia Juan Miranda.

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Dopo essere tornati a lavorare in gruppo solamente alla ripresa degli allenamenti di ieri, 10 febbraio, il loro allenatore ha deciso di non perdere tempo, convocandoli immediatamente per questo cruciale e prestigioso impegno continentale.

L’elenco completo dei convocati rossoblù

Di seguito, la lista dettagliata di tutti i calciatori del Bologna a disposizione per l’atteso match di coppa contro i giallorossi:

Portieri: Pessina, Ravaglia, Skorupski.
Difensori: Casale, Heggem, Lucumi, Lykogiannis, Mario, Miranda, Vitik, Zortea.
Centrocampisti: Ferguson, Freuler, Moro, Pobega, Sohm.
Attaccanti: Bernardeschi, Cambiaghi, Castro, Dallinga, Dominguez, Odgaard, Orsolini, Rowe.

Calciomercato Milan: mirino su Brandt a zero, suggestione Sergio Ramos e spunta Gila in difesa. Cosa potrebbe succedere in estate

Calciomercato Milan: piace Brandt a zero, suggestione Sergio Ramos e per l’estate c’è Gila in difesa. Cosa potrebbe accadere

Il calciomercato del Milan non si ferma mai, neppure dopo l’entusiasmo di una vittoria nel derby. La dirigenza lavora senza sosta per consegnare a Massimiliano Allegri una rosa in grado di competere ai massimi livelli in Italia e in Champions League. Le manovre rossonere si concentrano attualmente su tre profili specifici, distribuiti tra trequarti e difesa.

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L’assalto a Julian Brandt a parametro zero

Il primo grande obiettivo per alzare il tasso tecnico del centrocampo è Julian Brandt. Secondo il quotidiano spagnolo AS, il giocatore ha ufficialmente deciso di non rinnovare il contratto con il Borussia Dortmund, in scadenza a giugno 2026. Il Milan fiuta il grande colpo a parametro zero, ma deve superare una folta concorrenza. Sulle tracce del classe ’96 ci sono infatti anche Arsenal e Barcellona, pronte a darsi battaglia per assicurarsi le sue prestazioni.

La clamorosa suggestione Sergio Ramos

Nelle ultime ore, dalla Spagna è rimbalzata un’indiscrezione decisamente affascinante: alcuni intermediari avrebbero proposto al Milan il profilo di Sergio Ramos. Attualmente svincolato, il veterano sarebbe attratto dal blasone del club e dalla possibilità di ritrovare l’amico ed ex compagno Luka Modrić. L’operazione, tuttavia, presenta ostacoli importanti: bisognerà valutare la sostenibilità economica dell’ingaggio e la compatibilità con la linea verde tracciata dalla proprietà di Gerry Cardinale.

L’obiettivo Mario Gila per il pacchetto arretrato

Per garantire freschezza e solidità alla retroguardia, il nome in cima alla lista è quello di Mario Gila. Sotto la lente di ingrandimento degli scout rossoneri da tempo, i primi approcci risalgono a gennaio, ma il Milan punta a chiudere l’affare in estate. L’obiettivo della dirigenza è definire l’acquisto per una cifra vicina ai 15 milioni di euro, tenendo conto della percentuale sulla futura rivendita spettante al Real Madrid. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

Infortunati Inter: Thuram è tornato in gruppo, ma Lautaro Martinez e Bastoni…Il punto sulle condizioni dei tre big nerazzurri

Infortunati Inter: Thuram ha lavorato in gruppo, mentre Lautaro Martinez e Bastoni…Il punto sulle condizioni dopo l’allenamento odierno

Il lavoro prosegue a ritmi serrati sui campi del centro sportivo di Appiano Gentile. L’obiettivo primario di Cristian Chivu è recuperare il maggior numero di pedine fondamentali in vista dell’imminente e ostica sfida casalinga contro l’Atalanta. A fornire un quadro clinico e sportivo aggiornato ci ha pensato l’inviato Matteo Barzaghi, intervenuto ai microfoni di Sky Sport per fare chiarezza sulle condizioni fisiche di tre top player assoluti della rosa interista.

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Thuram scalpita: pronto per l’Atalanta

La notizia più confortante per lo staff tecnico riguarda senza dubbio il reparto avanzato, con il pieno recupero di Marcus Thuram. Il centravanti rientrerà regolarmente a disposizione per la decisiva sfida di sabato contro l’Atalanta. Il suo percorso di riatletizzazione è stato rapido ed efficace: già da lunedì ha iniziato ad allenarsi individualmente, ha proseguito il lavoro personalizzato nella giornata di ieri e, proprio oggi, è finalmente tornato a lavorare a pieno regime in gruppo.

Lautaro Martinez: mirino puntato sulla Fiorentina

Discorso leggermente più cauto, invece, per il rientro di Lautaro Martinez. Per il fuoriclasse sudamericano, la concreta possibilità è quella di un ritorno sul rettangolo verde a ridosso della sosta. Lo staff medico valuta il suo impiego per la trasferta contro la Fiorentina o, al massimo, per l’impegno immediatamente successivo. Tuttavia, l’intenzione dello staff è chiara: per la delicata sfida di Firenze un tentativo lo si farà sicuramente, monitorando i carichi di lavoro.

Bastoni in attesa: c’è una botta da smaltire

Infine, resta da valutare quotidianamente la situazione clinica legata ad Alessandro Bastoni. Sulle sue condizioni occorre ancora pazientare: il centrale difensivo deve infatti smaltire del tutto i postumi di una dolorosa botta subita nel derby. Per rivederlo al cento per cento della forma ci vorrà ancora qualche giorno di terapie specifiche.

Hazard spiazza tutti su Vinicius: «Non mi sorprenderebbe se lasciasse il calcio a 30 anni!». Ecco cosa ha detto

Hazard ha pronunciato parole importanti nei confronti di Vinicius, stella del Real Madrid. Queste le sue dichiarazioni

Il mondo del calcio continua a interrogarsi sulla gestione della pressione mediatica attorno ai grandi campioni. A prendere la parola questa volta è Eden Hazard. L’ex giocatore conosce molto bene le dinamiche del Real Madrid e ha voluto analizzare la situazione di Vinícius Júnior, con cui ha condiviso lo spogliatoio dei Blancos per quattro stagioni.

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Il peso delle critiche e l’ipotesi di un ritiro precoce

Pur avendo giocato insieme solo 27 volte, il belga si è fatto un’idea molto precisa del compagno, definendolo un giocatore “forte mentalmente e fisicamente“. Tuttavia, ai microfoni della radiotelevisione pubblica belga RTBF, Hazard ha espresso una profonda preoccupazione per il clima ostile che troppo spesso circonda il talento verdeoro:

“Ormai si parla più di quello che fa fuori dal campo o di quello che subisce, piuttosto che di ciò che dà in partita. La gente dimentica quanto sia un giocatore eccezionale”

Il carico emotivo, secondo l’ex fantasista del Chelsea, rischia di logorare prematuramente la carriera e la tenuta mentale del brasiliano:

“Tutto questo deve pesargli. Non dev’essere facile scendere in campo pensando solo al calcio. Non mi sorprenderebbe se a 30 anni dicesse che se ne va, che lascia il calcio, perché in ogni caso non cambierebbe nulla”

La gioia di giocare e i consigli per il futuro

Nonostante le continue polemiche ambientali, Hazard rivede in Vinícius la sua stessa attitudine spensierata verso lo sport:

“È semplicemente uno a cui piace il calcio, che ama giocare e vuole solo divertirsi. Un po’ come succedeva a me quando ero in campo”

Da compagno esperto, però, si sente di dargli un suggerimento legato alla prudenza e alla gestione della propria immagine pubblica in un ambiente così esigente:

“Gli direi: ‘Stai attento’. Gioca come vuoi giocare, ma stai attento. La gente ti aspetta al varco. Continua a giocare, divertiti e fai divertire i veri appassionati di calcio”

L’esultanza e il paragone con l’allegria di Ronaldinho

Infine, l’ex capitano del Belgio ha tracciato un inevitabile parallelismo con Ronaldinho. Il riferimento è alle accese discussioni sulle ormai celebri esultanze a suon di danza:

“Quando balli dopo un gol, fallo in modo che la gente ti voglia bene. Anche Ronaldinho ballava, ma non ricordo tutte queste polemiche intorno a lui”

Conferenza stampa Vanoli alla vigilia di Fiorentina Rakow: «Teniamo molto alla Conference, Kean ha un infortunio particolare. Vi spiego»

Conferenza stampa Vanoli alla vigilia di Fiorentina Rakow: le dichiarazioni verso l’andata degli ottavi di finale 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia del match contro il Rakow Częstochowa, valido per l’andata degli ottavi di finale di Conference League, il tecnico della Fiorentina Paolo Vanoli ha presentato così la partita.

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CONFERENCE LEAGUE – «Teniamo molto alla Conference, domani è una partita molto importante, non dobbiamo pensare a lunedì. Sappiamo di incontrare una squadra che ha fatto bene, che ha preso pochi gol, diretta e fisica. Dovremo essere concentrati, questa partita può darci anche spunti in vista di lunedì».

KEAN «Moise sta continuando il suo percorso di recupero. Valuteremo giorno dopo giorno, perché si tratta di un infortunio particolare. Lo stiamo gestendo al meglio, il nostro obiettivo è averlo a disposizione per la partita contro la Cremonese. Domani devo concentrarmi su mettere in campo la formazione migliore possibile per una sfida che durerà 180 minuti».

NUOVI ARRIVATI«Fabbian sta crescendo e lo vedo sempre più coinvolto nel gruppo. Aveva bisogno di capire il nostro sistema, era abituato a fare il trequartista, ma da mezz’ala può migliorare ancora. Purtroppo Brescianini non è in lista per domani, ma in campionato ci dà comunque alternative importanti. Solomon ci offre maggiore pericolosità contro blocchi bassi, come ha dimostrato sia in Coppa che contro il Parma. Harrison sta facendo bene, è normale che viva alti e bassi, essendo arrivato solo a gennaio dopo mesi con pochi minuti nelle gambe».

GUDMUNDSSON «In questo momento deve ritrovare la condizione fisica dopo l’infortunio alla caviglia. È un giocatore che dentro la partita compie cose importanti, ma nell’ultimo terzo di campo deve diventare più determinante. Partendo da esterno ha maggiore libertà di accentrarsi e cercare la posizione giusta. È un giocatore che potrà fare la differenza in questa fase finale di stagione»

PARISI – «Fabiano non ha mai chiesto la mia fiducia, se l’è guadagnata sul campo. Ha dimostrato giorno dopo giorno di essere disposto a giocare ovunque per la squadra. Quando abbiamo cambiato sistema di gioco, non gli è importato minimamente dove lo avrei schierato, ha pensato solo al bene del gruppo. In questo momento abbiamo bisogno di giocatori così, è un esempio anche per i più giovani. Io non mi prendo alcun merito, è lui che si è preso sulle spalle la Fiorentina».

PORTIERE «Christensen domani può essere un’opzione importante al posto di De Gea. Come detto, la mia testa è sulla Conference, ma devo pensare anche alla partita di lunedì, che sarà decisiva. Ranieri e Mandragora sono due giocatori fondamentali, nell’ultimo periodo lo stanno dimostrando e abbiamo bisogno che continuino così».

È il vero desiderio di Chivu, Marotta lo accontenta: gioca in Serie A

Chivu ha già espresso un desiderio per il calciomercato e Marotta è disposto ad accontentarlo: gioca in Serie A

È il grande desiderio di Chivu. L’Inter inizia a pianificare le mosse di mercato ed ha una priorità per esaudire la richiesta del proprio allenatore.

È tempo di programmazione e Marotta sa già che lo attende un’estate particolarmente movimentata. Le uscite, se non altro per i calciatori in scadenza, saranno molteplici e quindi saranno tanti anche i calciatori da dover inserire in rosa. Oltre al ruolo per ruolo (uno entra, uno esce), la dirigenza nerazzurra ha in mente di andare a prendere calciatori con caratteristiche diverse, qualche profilo che in questa stagione è mancato alla squadra.

In particolare, Christian Chivu ha indicato una priorità assoluta: un centrocampista fisico, un giocatore con caratteristiche di rottura, che non disdegna però le incursioni nella metà campo avversaria. Un identikit che è facile accostare a Manu Koné, centrocampista francese della Roma che l’Inter ha trattato la scorsa estate, senza però riuscire a portarlo a Milano. Un nuovo tentativo verrà fatto nel prossimo calciomercato, ma il tecnico dell’Inter ha già fatto anche il nome alternativo e gioca sempre in Serie A.

L’Inter guarda in Serie A: è il centrocampista indicato da Marotta

Se arrivare a Koné, corteggiato anche dal Paris Saint-Germain, dovesse rivelarsi troppo complicato, l’Inter avrebbe già pronta l’alternativa gradita a Chivu: Mandela Keita.

Mandela Keita Inter
Keita è l’alternativa a Kone (Instagram Mandela Keita) – Calcionews24.com

Classe 2002, appena 23 anni, già protagonista con la maglia del Parma da due stagioni: lo scorso anno Chivu lo ha potuto apprezzare durante la breve esperienza alla guida dei ducali e ne è rimasto particolarmente colpito. Sensazioni che non sono cambiato guardandolo a distanza: quest’anno il centrocampista belga è stato l’insostituibile di Cuesta, saltando soltanto una partita per infortunio.

Ventisette apparizioni su ventotto, con prestazioni quasi sempre convincenti: muscoli e forza fisica a disposizione della propria squadra, ottima capacità di lettura, specializzato nel recupero palla. Proprio il profilo che serve all’Inter secondo Chivu. Ecco perché il suo nome è in cima alle preferenze dell’allenatore rumeno che ha già fatto la sua richiesta alla società. Vuole un centrocampista come Keita e Marotta è pronto a soddisfarlo. Il Parma lo valuta almeno venti milioni di euro, una cifra che non spaventa i nerazzurri che potrebbero provare ad inserire nella trattativa anche qualche giovane. Un’unica preoccupazione: Keita è apprezzato anche in Premier League e questo potrebbe rovinare i piani dell’Inter e di Chivu.

Tonali Arsenal, frenata per il centrocampista italiano? Svelata la decisione in vista della prossima stagione

Tonali Arsenal, il club inglese ha preso la decisione per un’eventuale acquisto del calciatore italiano in vista della prossima sessione di calciomercato

Il calciomercato internazionale continua a regalare continui colpi di scena e cambi di strategia. Secondo le ultime indiscrezioni provenienti da ChronicleNUFC, l’Arsenal ha ufficialmente abbandonato l’interesse per Sandro Tonali.

Durante la passata sessione invernale, l’agente Giuseppe Riso si era mosso con grande tempismo. Aveva infatti proposto il nome del centrocampista del Newcastle direttamente al direttore sportivo Andrea Berta. L’obiettivo era capire se ci fossero i margini per intavolare la trattativa concreta. In quel frangente temporale, i contatti tra le parti sembravano poter aprire scenari interessanti per il futuro.

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Tuttavia, le dinamiche interne sono cambiate nel corso delle ultime settimane. La dirigenza londinese ha recentemente tenuto diverse riunioni di mercato per iniziare a programmare la prossima stagione. L’attenzione si sta concentrando su profili differenti, considerati maggiormente funzionali al progetto tecnico in via di sviluppo. La mancata inclusione del giocatore nei piani futuri chiude di fatto le porte al trasferimento a Londra.

Il reparto nevralgico del campo rappresenta la zona cruciale per lo sviluppo del gioco. Le valutazioni in corso a Londra mirano a identificare gli elementi perfetti per completare la rosa. La scelta di escludere questa specifica opzione dalle idee principali dimostra la ferma volontà di seguire altre direzioni. Il budget a disposizione sarà destinato ad altre operazioni ritenute più urgenti dallo staff. Questa notizia chiarisce le prospettive e delinea il quadro preciso sulle intenzioni operative della società.

Ranking Uefa, corsa al 5° posto in Champions ormai compromessa per le italiane? La classifica aggiornata dopo il KO dell’Atalanta

Ranking Uefa, corsa al 5° posto in Champions ormai compromessa? La classifica aggiornata dopo la sconfitta dell’Atalanta col Bayern Monaco

La stagione europea è finalmente iniziata, e con essa riparte la caccia al quinto posto in UEFA Champions League, un traguardo conquistato nell’annata 2023/24 grazie ai buoni risultati delle squadre italiane in Europa. La vittoria dell’Atalanta in Europa League e la finale raggiunta dalla Fiorentina in Conference League, anche se persa contro l’Olympiacos, avevano permesso all’Italia di portare una quinta squadra in Champions League: il Bologna. Tuttavia, la scorsa stagione non è stata altrettanto fortunata per i club italiani, che quest’anno sono tornati a essere solo quattro: Napoli, Inter, Atalanta e Juventus.

Come funziona il Ranking UEFA?

Con l’avvio della nuova stagione, torna il momento dei calcoli e delle previsioni, a partire dal Ranking UEFA, che determina quale nazione avrà diritto a portare una squadra in più nella massima competizione continentale. Il punteggio del Ranking UEFA viene calcolato sommando i risultati ottenuti dalle squadre delle 10 principali nazioni europee nelle ultime cinque stagioni, compresa quella in corso. I punti vengono distribuiti in base ai successi delle squadre nelle varie competizioni (Champions League, Europa League e Conference League), tenendo conto di vittorie, pareggi, sconfitte e dei turni superati.

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L’Italia in corsa per il quinto posto

L’Italia, che attualmente occupa il quarto posto nel Ranking UEFA con 17.357 punti, ha quattro squadre in Champions League (Napoli, Inter, Atalanta e Juventus), due in Europa League (Bologna e Roma) e una in Conference League (Fiorentina). Il Ranking UEFA garantisce quattro posti in Champions League per le prime cinque nazioni in classifica. Inoltre, le prime due nazioni in questa speciale classifica ottengono una squadra in più in Champions League.

La scorsa stagione, l’Inghilterra e la Spagna hanno guadagnato un ulteriore posto grazie ai buoni risultati in Europa. Quest’anno, l’Italia sogna di riconquistare quel quinto posto, ma la competizione è più agguerrita che mai.

Classifica aggiornata del Ranking UEFA

  • Inghilterra: 22.402 punti (9/9 squadre)
  • Germania: 17.857 (5/7)
  • Spagna: 17.781 (6/8)
  • Italia: 17.357 (4/7)
  • Portogallo: 16.600 (3/5)
  • Polonia: 15.250 (2/4)
  • Francia: 14.964 (4/7)
  • Grecia: 12.900 (2/5)
  • Cipro: 11.906 (1/4)
  • Danimarca: 11.750 (1/4)

Il Ranking UEFA è destinato a cambiare nel corso della stagione in base ai risultati delle squadre italiane in Europa, con l’Italia che dovrà cercare di mantenere il quarto posto per riuscire a portare una quinta squadra in Champions League nella stagione successiva.

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Arbitri Serie A, ufficiali le designazioni della 29ª giornata: torna La Penna dopo lo stop!

Arbitri Serie A, ufficiali le designazioni della 29ª giornata: torna La Penna dopo lo stop! Chi è stato scelto per Inter Atalanta e Lazio Milan

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 29ª giornata di Serie A. Spicca il rientro di Federico La Penna, il quale era stato retrocesso in Serie B per due giornate dopo gli errori commessi in Inter Juve.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

TORINO – PARMA    Venerdì 13/03 h.20.45

MARESCA

CECCONI – ZINGARELLI

IV:      MUCERA

VAR:     GHERSINI

AVAR:       AURELIANO

INTER – ATALANTA    Sabato 14/03 h. 15.00

MANGANIELLO

PASSERO – ROSSI L.

IV:      COLLU

VAR:     GARIGLIO

AVAR:       CHIFFI

NAPOLI – LECCE    Sabato 14/03 h. 18.00

ABISSO

IMPERIALE – CECCON

IV:       GALIPO’

VAR:      NASCA

AVAR:       FABBRI

UDINESE – JUVENTUS    Sabato 14/03 h. 20.45

MARIANI

BINDONI – TEGONI

IV:     RAPUANO

VAR:     MAGGIONI

AVAR:     MARINI

H. VERONA – GENOA    h. 12.30

MARCHETTI

SCATRAGLI – LAUDATO  

IV:      DIONISI

VAR:     MARINI

AVAR:     MERAVIGLIA

PISA – CAGLIARI    h. 15.00

LA PENNA

BERCIGLI – TRINCHIERI

IV:     FOURNEAU

VAR:     PATERNA

AVAR:      CAMPLONE

SASSUOLO – BOLOGNA    h. 15.00

BONACINA

DEI GIUDICI – FONTEMURATO

IV:       MARINELLI

VAR:     SERRA

AVAR:     PEZZUTO

COMO – ROMA    h. 18.00

MASSA

MELI – ALASSIO

IV:     SOZZA

VAR:      FABBRI

AVAR:       GARIGLIO

LAZIO – MILAN   h. 20.45

GUIDA

PERETTI – PERROTTI

IV:       AYROLDI

VAR:      CHIFFI

AVAR:      MAGGIONI

CREMONESE – FIORENTINA    Lunedì 16/03 h. 20.45

DI BELLO

LO CICERO – VECCHI

IV:     SACCHI J.L.

VAR:     AURELIANO

AVAR:      PEZZUTO

Bisseck Inter, il club prepara il rinnovo contrattuale: la strategia e le cifre. Un altro difensore pronto a rinnovare

Bisseck Inter, la dirigenza lavora al prolungamento del contratto con adeguamento economico, ma non sarà l’unico a prolungare il suo attuale accordo

In casa nerazzurra non c’è solo il campo a tenere banco nelle discussioni quotidiane, ma anche il futuro dei propri tesserati. La dirigenza dell’Inter sta lavorando intensamente per blindare Yann Bisseck, protagonista di una crescita esponenziale che ha convinto la proprietà Oaktree a muoversi in netto anticipo sui tempi previsti. L’obiettivo primario del management interista è consolidare il legame con il difensore nerazzurro, premiando i progressi mostrati nelle ultime settimane con un meritato adeguamento economico. Il rendimento stagionale di Yann Bisseck ha superato le aspettative iniziali, spingendo i vertici societari a programmare una blindatura immediata per allontanare eventuali e pericolose sirene di mercato.

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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’intenzione del club meneghino è quella di ritoccare l’attuale accordo che scade nell’anno 2029. Questo contratto prevede attualmente uno stipendio di 1,5 milioni di euro a stagione. L’idea della dirigenza è quella di allungare ulteriormente la scadenza temporale, portando l’ingaggio a cifre nettamente più alte, pur cercando di restare leggermente al di sotto del raddoppio richiesto. Si tratta di una mossa strategica fondamentale per riconoscere ufficialmente il nuovo status raggiunto da Yann Bisseck all’interno delle gerarchie di Cristian Chivu. Il piano progettuale della società mira a creare una stabilità a lungo termine.

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Oltre a Yann Bisseck, il club intende premiare anche Carlos Augusto. Se per il primo si tratta di sancire un salto di qualità tecnico ed economico, per il secondo la dirigenza vuole mostrare profonda gratitudine. L’affidabilità dimostrata durante la stagione è stata encomiabile, specialmente in momenti di totale emergenza. La dirigenza valuta il contributo di Carlos Augusto come assolutamente imprescindibile per mantenere un livello di competitività molto alto su tutti i fronti affrontati.

I dialoghi tra le parti proseguiranno nei prossimi giorni per definire ogni dettaglio contrattuale. Il prolungamento del contratto rappresenta una chiara dichiarazione di intenti da parte di Oaktree, decisa a valorizzare il patrimonio tecnico già presente. L’accelerata per chiudere queste operazioni testimonia la volontà di pianificare il futuro con estrema lucidità, garantendo a Cristian Chivu una base solida su cui continuare a costruire il percorso sportivo. La firma sui nuovi accordi potrebbe arrivare nelle prossime settimane, blindando due pedine centrali per il progetto tecnico.

Milan, Modric come Van Basten! Il suo Pallone d’Oro esposto nel museo del club: ma il futuro rimane incerto!

Milan, Modric come Van Basten! Il suo Pallone d’Oro esposto nel museo del club: ma il futuro rimane incerto! Il croato prende tempo: il punto

Luka Modric, il centrocampista croato vincitore del Pallone d’Oro nel 2018, ha deciso di compiere un gesto significativo per il Milan. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Modric ha scelto di donare temporaneamente il suo celebre trofeo al Museo del Milan. Il Pallone d’Oro, che il giocatore ha conservato nella sua casa di Madrid, sarà esposto per un periodo presso il Museo Mondo Milan, rendendolo accessibile ai tifosi rossoneri che potranno ammirarlo insieme ad altri cimeli storici del club. Questo gesto richiama alla memoria quello leggendario di Marco van Basten, che nel 1992 donò il suo Pallone d’Oro al Milan come segno di gratitudine per il club che gli aveva permesso di raggiungere l’apice della sua carriera.

Un segno di amore per il club e la città

Modric, che ha raggiunto il Milan nel 2023, ha spiegato che il suo gesto non è un atto di riconoscenza, ma un segno di amore. Sebbene il trofeo tornerà a casa sua al termine della stagione, la decisione di donarlo per un periodo al club milanese riflette il forte legame che l’ex giocatore del Real Madrid ha sviluppato con la città, il club e i suoi tifosi. La sua centralità nella squadra è testimoniata anche dall’affetto che i compagni di squadra gli hanno dimostrato. Dopo il derby contro l’Inter, i giocatori hanno cantato il suo nome in segno di stima: “Luka! Luka!”.

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Il futuro di Modric al Milan

Modric vinse il suo Pallone d’Oro al termine di un’annata straordinaria con la Croazia e il Real Madrid, che lo vide protagonista in Champions League, Supercoppa Europea e Mondiale per club. Ora, però, il suo futuro al Milan è ancora in bilico. Il club rossonero sta facendo pressioni per convincerlo a rimanere per un altro anno, con la speranza di attivare l’opzione di rinnovo fino al 2027, già prevista nel contratto firmato la scorsa estate. Mentre Massimiliano Allegri e i tifosi sperano in una risposta positiva prima dei prossimi Mondiali, la decisione finale spetta a Modric, che sta prendendo tempo per valutare il suo futuro.

Un Pallone d’Oro accanto a Van Basten?

Se Luka Modric deciderà di rimanere, il suo Pallone d’Oro potrebbe restare a fianco di quello di Van Basten, un altro simbolo della storia del Milan. La speranza è che questo gesto possa preludere a un’ulteriore stagione insieme al club rossonero, consolidando il suo ruolo essenziale nella squadra.

Infortunati Lazio, ansia per Cataldi e Romagnoli. Possibile lesione per il centrocampista? Il punto sull’infermeria

Infortunati Lazio, l’attesa per gli esami di Cataldi tiene in apprensione l’ambiente biancoceleste. Cosa filtra sulle condizioni di Romagnoli

L’infermeria torna a riempirsi nel momento più delicato. Dopo il forfait di Provedel, Maurizio Sarri deve fare i conti con nuovi problemi muscolari che colpiscono il cuore della formazione. Secondo il Corriere dello Sport, l’allerta è massima per le condizioni di Danilo Cataldi e Alessio Romagnoli in vista dei prossimi impegni.

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La preoccupazione maggiore riguarda Danilo Cataldi. È stato costretto ad alzare bandiera bianca al minuto 38′ della sfida contro il Sassuolo, subito dopo il pareggio di Laurienté. Il timore dello staff medico è che si tratti di una lesione al polpaccio sinistro, un responso che lo terrebbe lontano dal campo per almeno 20 giorni. Gli esami odierni saranno decisivi per scongiurare uno stop prolungato che complicherebbe le rotazioni a centrocampo.

Non va meglio nel reparto arretrato, dove Alessio Romagnoli è rimasto negli spogliatoi dopo il primo tempo. Per lui si tratterebbe del riacutizzarsi di un fastidio già accusato contro l’Atalanta e peggiorato da un colpo subito in Coppa Italia. Nonostante il tentativo di stringere i denti, l’ematoma ha causato un indurimento muscolare che ha spinto Maurizio Sarri a non rischiare ulteriormente il giocatore per evitare peggioramenti.

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In attesa di conoscere l’entità ufficiale dei danni, la formazione deve già studiare le contromisure necessarie per affrontare le sfide imminenti. Se i tempi di recupero dovessero allungarsi, toccherà a Provstgaard fare coppia fissa con Gila, riproponendo il tandem visto nel secondo tempo del Monday Night. A centrocampo potrebbe essere riproposto Patric, come successo nell’ultimo turno.

La situazione resta in evoluzione e le ore successive saranno fondamentali per delineare i tempi di recupero di Danilo Cataldi e Alessio Romagnoli. L’obiettivo è recuperare entrambi nel minor tempo possibile per garantire le giuste alternative in un finale di stagione denso di ostacoli e partite ravvicinate, dove ogni assenza pesa.

Pagelle Atalanta Bayern Monaco, i voti dei giornali: Pasalic e Sulemana dividono la critica!

Pagelle Atalanta Bayern Monaco, i voti dei giornali ai protagonisti dell’ottavo di finale di Champions: Pasalic e Sulemana dividono la critica!

Michael Olise è il grande protagonista di Atalanta-Bayern Monaco. Tutti i principali quotidiani sportivi sono unanimi nel premiare l’attaccante francese, che si è distinto con due gol, due assist e giocate straordinarie. La Gazzetta dello Sport gli assegna un 8.5, descrivendolo come un “numero 17” che domina la partita, mentre il Corriere dello Sport lo esalta con un 9, definendo la sua prestazione “alienante” per la squadra bergamasca. Tuttosport gli dà un 8.5, evidenziando la sua capacità di trattare il portiere avversario come un bersaglio. Olise ha mostrato il divario netto tra le due squadre, imponendosi come uno dei migliori in campo.

Serge Gnabry, pur giocando un solo tempo, si è comunque distinto. Il tedesco è stato molto pericoloso e ha segnato un gol, guadagnandosi un 8 su tutte le testate. La Gazzetta dello Sport sottolinea la sua abilità nel “pettinare la traversa”, mentre il Corriere dello Sport nota come abbia cambiato completamente il livello di gioco della squadra. Insieme a lui, Vincent Kompany, allenatore del Bayern, guadagna un 8 unanime. La sua squadra è stata perfetta, con la giusta combinazione di “intensità e qualità”, regalando una “lezione di calcio lunga 90 minuti”.

I FLOP

Il tecnico dell’Atalanta, Raffaele Palladino, è il grande responsabile della sconfitta, con un punteggio di 4 su tutti i quotidiani. La sua decisione di abbandonare il modulo consolidato a favore di un inedito 4-4-2 è stata vista come una mossa rischiosa, con Tuttosport che la definisce “non un’ideona contro un avversario come il Bayern”. Le difficoltà tattiche della squadra sono emerse chiaramente, e Palladino non è riuscito a arginare la potenza offensiva dei bavaresi.

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Lorenzo Bernasconi ha sofferto terribilmente, con un punteggio basso (4-4.5), travolto dalla rapidità di Olise e dagli attacchi bavaresi. Anche Sead Kolasinac ha avuto una partita disastrosa (4-4.5), incapace di contrastare Gnabry e commettendo errori cruciali che hanno messo in crisi la difesa atalantina.

Differenze di Voto

La valutazione di Sulemana è contrastante. La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport gli danno un 5.5 per i suoi tentativi di contrastare il Bayern, mentre Tuttosport lo boccia con un 4.5, ritenendo che fosse “costretto sulla difensiva”. Infine, Mario Pasalic, che ha segnato il gol della bandiera, ha ricevuto una valutazione media. Il Corriere lo premia con un 6, mentre la Gazzetta e Tuttosport lo valutano con 5.5 e 5 rispettivamente, sottolineando le difficoltà nel contrastare Joshua Kimmich.

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Trezeguet rivela: «Lippi voleva mandarmi all’Inter. Vlahovic? Mi aspetto di più. Guardo la Juve solo per due motivi»

L’ex calciatore, David Trezeguet, ha raccontato alcuni retroscena del suo passato alla Juventus e del rendimento attuale degli attaccanti bianconeri


David Trezeguet è stato il miglior marcatore straniero nella storia della Juventus con 171 reti e in un’intervista alla Gazzetta dello Sport si è raccontato tra il passato in bianconero con l’ipotesi Inter e il presente dando alcuni consigli all’attacco della Vecchia Signora. Di seguito le sue dichiarazioni.

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I RETROSCENA DI MERCATO –«Sento parlare tanto di algoritmi, ma io alla Juventus ho imparato una lezione più semplice: conta solo vincere. E se sei un attaccante, conta solo fare gol e vincere».

IPOTESI INTER – «E dire che Lippi, dopo un anno che ero alla Juventus, mi voleva mandare all’Inter in cambio di Vieri. Poi si è ricreduto e mi ha apprezzato. Alla fine sono rimasto per dieci anni. Non è da tutti».

L’ESTATE DOVE RISCHIO’ L’ADDIO – «Il 2004. Non trovavo l’accordo per rinnovare. Moggi giustamente faceva gli interessi del club. Ma io non mi ero scordato il discorso che mi aveva fatto quando firmai nel 2000, pochi giorni prima del gol all’Italia nella finale dell’Europeo: “Il centravanti della Juve deve segnare per guadagnare”. Giustissimo. Così quando ho raggiunto i 100 gol ho chiesto un aumento. Moggi è stato tentato di vendermi al Barcellona. È stato decisivo Capello. Fabio mi chiamò chiedendomi di restare, però lui in quel momento era ancora alla Roma… Infatti non mi ero fidato tanto, alla fine è andata bene. Avevamo uno squadrone e pensavo sarebbe stato più semplice vincere la Champions League con la Juventus. Invece nel 2006 trionfò il Barça».

PENTITO DI ESSERE ANDATO IN B – «Per niente. Sono orgoglioso anche di essere sceso in B con la Juve dopo Calciopoli. Calcisticamente ho perso un anno, ma ho guadagnato l’amore dei tifosi e della società: vale di più. In B era tutto strano: ogni partita era festa nazionale per gli avversari».

L’ARRIVO A TORINO – «Zidane e Deschamps, con cui avevo vinto il Mondiale con la Francia, mi consigliarono di raggiungerli a Torino. Mi chiamò anche Platini prima di firmare. Mi dissero tutti la stessa cosa: “David, qui sarai giudicato per i gol”. Dopo i successi col Monaco, avvertivo il bisogno di una sfida così. Zizou mi ha aiutato molto all’inizio, mi portava sempre a mangiare nel suo ristorante preferito in collina».

LA FESTA DEI 100 GOL «Per il mio centesimo gol organizzai una super festa a Torino, in un locale del Quadrilatero. I migliori a ballare? Montero, Zalayeta… Che gruppo. Nedved quando vinse il Pallone d’oro fece un regalo a tutti».

LE MULTE A CAMORANESI«Mauro era da Pallone d’oro… Ancora adesso, quando si scherza, dice di essere stato il maggior finanziatore degli ospedali di Torino con le multe della Juve. Mauro è un fratello, sono contento di vederlo allenare: non lo avrei mai immaginato».

L’ATTACCO DI OGGI – «La storia della Juve non cambia. Alle punte si chiedono i gol per vincere. E al club lo scudetto, che per un motivo o per l’altro manca da 6 anni. Troppi».

VLAHOVIC «Io mi sarei aspettato di più anche da Vlahovic. Quest’anno si è infortunato, ma è alla quinta stagione a Torino e ancora adesso non si sa con certezza se sia veramente un nove da Juve. Io ero super ottimista su Dusan quando è arrivato dalla Fiorentina. Un po’ perché è serbo e avevo il ricordo di Kovacevic, un autentico animale in campo. E un po’ perché Vlahovic è veloce, fisico, con buona tecnica e a Firenze segnava molto. Ma la maglia della Juve è diversa. Se ancora adesso si parla di Vlahovic come di una promessa, qualcosa non va».

IL RINNOVO DI DUSAN –«Non entro in questi discorsi, sono focalizzato sul River. Io prenderei Lewandowski a parametro zero, anche a 37 anni: altra categoria, è uno degli ultimi nove veri insieme a Haaland. Lewa non avrà più il fisico di un tempo, ma al Barcellona pur non giocando sempre ha segnato 14 gol: è forte, intelligente. Lewandowski arriverebbe alla Juve sapendo da dove viene e cosa ci si aspetta da lui: i gol. Se ci fosse la possibilità, lo porterei in braccio io a Torino».

DAVID E OPENDA –«David giocava nel Lilla, dove è importante fare bene e non vincere a tutti i costi. Ambientarsi velocemente alla Juventus non è semplice. Adesso David ha imparato a conoscere la Serie A, i compagni e Spalletti. Merita la rivincita nella prossima stagione, il ragazzo ha qualità. David ha commesso soltanto un grave errore: si è presentato promettendo 25 gol. Una sciocchezza, che ora paga. Openda? Lo conosco dai tempi del Lens. È veloce e valido, ma non si è imposto al Lipsia. Che non è il Bayern».

YILDIZ E DEL PIERO – «Ale è unico. Però io adesso guardo la Juventus per vederla vincere e per Yildiz, che è speciale. È l’unico che inventa giocate dal nulla. E in campo si diverte. Falso 9? No, meglio da dieci che parte da sinistra».

Mercato Juve, le strategie di Comolli per il bilancio: la rivelazione sui primi calciatori destinati a partire

Mercato Juve, le mosse di Comolli per rientrare nei parametri e i nomi delle possibili cessioni in vista della prossima stagione

Il mercato della Juventus non si gioca soltanto sul prato verde, ma anche nei complicati e delicati bilanci societari. Entro l’inizio della stagione estiva, il club bianconero non avrà il disperato obbligo di vendere, ma sistemare i conti resta una priorità strategica assoluta. Gestita col tempismo di Comolli, questa mossa aiuterà il futuro del progetto di Luciano Spalletti.

I bilanci della Juventus sono sotto osservazione per il potenziale sforamento della norma UEFA. Questa regola impone una perdita tollerabile di 5 milioni di euro in tre esercizi. La dirigenza si aspetta una sanzione minima, ma la qualificazione alla Champions League resta cruciale per centrare il traguardo del pareggio di bilancio fissato per l’anno 2027.

Come spiegato da Tuttosport, sistemare l’esercizio corrente, la Juventus deve incassare circa 20/25 milioni di euro entro giugno. Una situazione identica all’anno scorso, quando la cessione di Weah e Mbangula sfumò per 22 milioni. Oggi, per centrare l’obiettivo economico, basterebbe una singola e remunerativa plusvalenza.

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La lista dei partenti delinea scenari chiari. Federico Gatti è l’indiziato numero uno per fare cassa. Valutato 25 milioni, gode di un forte mercato. Resta il profilo più sacrificabile in rosa. Jonathan David piace al Lione di Fonseca. La società non vuole ripartire da lui o da Openda. Fabio Miretti ha un valore interessante, ma piace a Luciano Spalletti. Da escludere la partenza di Teun Koopmeiners: genererebbe una minusvalenza inaccettabile per il club bianconero.

La missione principale della dirigenza è tracciata in modo estremamente chiaro e definitivo: sacrificare le pedine corrette nel momento più adeguato per far quadrare definitivamente i conti societari e innescare finalmente un virtuoso e fondamentale progresso economico che aiuterà tutto l’ambiente sportivo bianconero

Florenzi spiega: «Brutto rapporto con Totti? Vi dico la mia. Futuro da allenatore? Molti mi dicono…»

L’ex calciatore Alessandro Florenzi si è raccontato parlando del passato alla Roma, del rapporto con Totti e di un possibile futuro da allenatore

Alessandro Florenzi compie oggi 35 anni. Per la prima volta festeggia lontano dal rettangolo verde, in un’intervista al Corriere dello Sport si è raccontato a cuore aperto tra il passato alla Roma e il suo futuro.

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UN BRUTTO RAPPORTO CON TOTTI«Falsissimo. Posso definire Francesco e Daniele miei amici. Totti è una leggenda, Daniele un fratello, seguo il Genoa per lui e certe volte non vorrei essere nella sua testa. Fare l’allenatore deve essere duro eh…».

VORREBBE FRANCESCO ALLA ROMA«Se sarà così, certo. È casa sua quella».

CHIESE LA CESSIONE ALLA ROMA – «Bugia. Bugia gigante. Neanche per un istante ho anche solo pensato di chiedere una cosa del genere».

PENSA DI ESSERE STATO SOTTOVALUTATO«Falso. Mi sono sempre dato il valore giusto, poi ognuno aveva e ha la sua idea. Totti e De Rossi erano e saranno sempre una cosa per la Roma, per noi altri romani non è facile, non lo è stato per me e non lo è per Pellegrini ora. Ma i paragoni sono stupidi. Io come loro ho dato tutto per la maglia fino all’ultima goccia. Chi vuole capire capisca, per gli altri amen. Basta».

TRIGORIA É CASA SUA«Questa è proprio vera. Per le persone che ci lavorano ogni giorno. Per me Antonio, il barista, è sempre stato uguale a un mio compagno. Io sono sempre stato me stesso con tutti, ho cercato di lavorare solo su me stesso e su cosa potevo cambiare io, non la narrazione che facevate voi giornalisti o facevano gli altri».

MOURINHO LO RIVOLEVA ALLA ROMA«Confermo, mi telefonò, si chiedeva come mai di me si dicesse che avevo litigato con tutti. Fatevi un giro a Trigoria e chiedete: non è vero niente. E anche Mourinho lo sapeva. Lui mi voleva e io avrei giocato per lui».

RIGIOCHEREBBE ROMA-LIVERPOOL – «Confermo. Il ritorno, con il Var. Saremmo andati in finale».

IL FUTURO DA DIRIGENTE O ALLENATORE«Non so dirlo con certezza adesso. Molte persone mi dicono che starei bene in panchina, altre dietro una scrivania. Mi piacerebbe, quello sì, parlare con i giocatori, lavorarci, essere d’aiuto. Ma non so ancora in che forma, lo giuro».

CHI VINCERA’ IL CAMPIONATO – «L’Inter».

MILAN E ROMA IN CHAMPIONS
«Allegri penso proprio di sì, Gasperini se la può giocare».

SE LA ROMA ANDASSE IN FINALE DI EUROPA LEAGUE«A Tirana non c’ero e abbiamo vinto, a Budapest non c’ero e abbiamo perso. Quindi non ci sarebbero problemi di scaramanzia… Sai che non lo so? Intanto speriamo di arrivarci, poi decido. In caso il biglietto lo prendo…».

Romero Tottenham, occhio all’ipotesi addio in estate! I top club alla finestra: svelata la volontà dell’ex Atalanta

Romero Tottenham, occhio all’ipotesi addio in estate! I top club sono pronti a fare sul serio per il difensore: svelata la volontà dell’ex Atalanta

Il futuro di Cristian Romero sembra sempre più lontano dal Tottenham. Secondo i recenti aggiornamenti giornalistici diffusi da Telegraph e TyC Sports, il difensore argentino vanta serie probabilità di salutare l’Inghilterra durante la prossima estate.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Nonostante il nuovo accordo siglato solamente pochi mesi fa, i top club europei hanno iniziato a sondare il terreno per il trasferimento. L’ex centrale difensivo di Genoa, Juventus e Atalanta appare totalmente aperto a valutare una ricca cessione per intraprendere un nuovo percorso. A riferirlo è Fabrizio Romano su X.

PAROLE – «🚨🇦🇷Cuti Romero ha serie possibilità di lasciare il Tottenham in estate. I club più importanti hanno iniziato a chiedere l’addio, nonostante il nuovo accordo firmato la scorsa estate. Romero potrebbe essere aperto a una cessione, come riportato da Telegraph e TyC Sports.».

Infortunio Ferguson, operazione alla caviglia e stagione finita! La conferma social dell’attaccante

Infortunio Ferguson, operazione alla caviglia e stagione finita! L’annuncio e la conferma social dell’attaccante irlandese: il suo messaggio

La stagione di Evan Ferguson si conclude in anticipo. L’attaccante irlandese, arrivato alla Roma con molte aspettative, ha affrontato difficoltà fisiche che ne hanno ostacolato l’adattamento. Dopo essersi infortunato per la terza volta alla caviglia sinistra, Ferguson ha confermato sui suoi social che si è sottoposto a un intervento chirurgico. La decisione è stata presa dopo un nuovo infortunio, che ha reso necessaria l’operazione per risolvere il problema preesistente.

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Un intervento riuscito, ma stagione finita

L’intervento è stato un successo, ma i tempi di recupero sono tali da non permettere al giovane attaccante di tornare in campo prima della fine della stagione. Ferguson, che finora ha lottato per trovare continuità a causa dei suoi problemi fisici, ha aggiornato i suoi tifosi tramite un post su Instagram, scrivendo: «Mi sono sottoposto con successo a un intervento per risolvere un problema preesistente. Ora inizia di nuovo il lavoro per tornare in forma e giocare ancora».

Malen raccoglie l’eredità offensiva

Con Ferguson fuori gioco, è stato Donyell Malen a prendersi la responsabilità offensiva della Roma. L’attaccante olandese, che ha trovato spazio nella formazione giallorossa, sta sfruttando questa occasione per dimostrare il suo valore. Con gol e prestazioni convincenti, Malen contribuisce in modo significativo alla rincorsa della squadra al quarto posto in Serie A, un obiettivo cruciale per la qualificazione alla prossima Champions League.

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IL MESSAGGIO – «Tanto per chiarire alcune cose sono stato sottoposto a un intervento chirurgico riuscito per risolvere un problema di andare, ora ricomincia il lavoro per tornare in forma e giocare di nuovo 💪🏽».

Infortunati Inter, Thuram rientra per l’Atalanta? Prudenza anche per Bastoni

Infortunati Inter, Thuram rientra per l’Atalanta? Prudenza anche per Bastoni: la gestione di Chivu e dello staff medico per il match di sabato

L’Inter di Cristian Chivu si prepara a un’importante sfida contro l’Atalanta, con il recupero di alcuni giocatori chiave. Dopo la sconfitta nel derby, i nerazzurri possono contare sul ritorno in campo di Marcus Thuram, che ha superato l’influenza e sarà pronto per fare coppia con Pio Esposito. Anche Denzel Dumfries, dopo cinque mesi di assenza, tornerà a giocare dal primo minuto, mentre Alessandro Bastoni sta recuperando da una forte contusione alla tibia, rimediata nel derby contro il Milan.

Le condizioni di Bastoni e la possibilità di un rientro

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Bastoni, nonostante i dolorosi fischi ricevuti dai tifosi rossoneri, sta affrontando un periodo di grande resistenza. Lunedì scorso, a causa del dolore, era costretto ad usare una stampella, ma già ieri la contusione alla tibia si è attenuata, dando speranza per il suo recupero in vista della partita contro l’Atalanta. Il difensore centrale, formatosi nel settore giovanile atalantino, ha dichiarato di voler rientrare al più presto per affrontare la sua ex squadra. Tuttavia, il tecnico Chivu non correrà rischi e Bastoni giocherà solo se non ci saranno pericoli per la sua condizione fisica. Discorso diverso per Lautaro e Calhanoglu: Chivu dovrà aspettare ancora prima di riaverli a disposizione.

La visita medica e le alternative per Chivu

La visita di oggi con lo staff medico dell’Inter sarà cruciale per determinare il momento esatto in cui Bastoni potrà tornare ad allenarsi con il gruppo. In caso di un’ulteriore indisponibilità, Carlos Augusto sarà pronto a sostituirlo nel centro-sinistra della difesa. L’incontro con l’Atalanta è un’occasione importante per i nerazzurri, che sperano di conquistare tre punti cruciali per la lotta scudetto.

I tifosi dell’Inter, dopo il periodo di difficoltà e la contestazione da parte dei milanisti, sperano di vedere Bastoni tornare in campo per dare una mano alla squadra in vista delle prossime sfide decisive.

Infortunio Idrissi, dramma per il terzino del Cagliari: stagione finita! La diagnosi non lascia dubbi

Infortunio Idrissi, dramma per il giovane terzino classe 2005 del Cagliari: stagione finita! La diagnosi non lascia dubbi: l’esito degli esami

Il Cagliari continua a essere perseguitato dalla sfortuna in questa stagione, che sembra non voler concedere tregua alla squadra rossoblù. Dopo una serie di disavventure, l’ennesimo colpo arriva dal giovane terzino Riyad Idrissi, che è diventato l’ultima vittima di questa maledizione che colpisce la compagine sarda. Il giocatore, classe 2003, ha subito un infortunio gravissimo durante la partita contro il Como, come riportato da Il Corriere dello Sport.

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L’incidente in campo: la brusca frenata che cambia tutto

Tutto è accaduto in pochi minuti. Subentrato a Rodriguez al 33′ del secondo tempo, Idrissi ha mostrato subito la sua grinta sulla fascia sinistra. Dopo una progressione promettente, una brusca frenata a fondo campo ha tradito il ginocchio del giovane difensore. Inizialmente, si pensava che potesse rientrare in gioco, ma il dolore era troppo forte. Il tecnico Pisacane, resosi conto della gravità della situazione, è stato costretto a sostituirlo con Pavoletti, mentre Idrissi, visibilmente sconfortato, ha lasciato il campo.

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Il verdetto medico: intervento chirurgico e stagione finita

Il referto medico arrivato da Villa Stuart, a Roma, ha confermato i timori: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Lo staff del professore Mariani ha dichiarato che Idrissi dovrà affrontare un intervento chirurgico di ricostruzione. L’infortunio comporta un lungo stop, con una riabilitazione che si stima durerà almeno sei mesi, mettendo fine alla stagione di Idrissi. Questo grave infortunio si aggiunge alle difficoltà che il Cagliari ha dovuto affrontare in una stagione segnata da molti incidenti di percorso. La squadra si ritrova ora senza uno dei suoi giovani talenti, con la speranza che Idrissi possa tornare più forte di prima.

Kean Milan, sirene rossonere per l’attaccante italiano. Ecco il piano della dirigenza tra la clausola e il rapporto con Leao

Kean Milan, il club rossonero valuta l’assalto estivo al centravanti della Fiorentina tra l’ostacolo della clausola e la richiesta del club viola

Il calciomercato estivo sta già scaldando i motori e il nome di Moise Kean è tornato prepotentemente al centro dei radar del Milan. Nonostante una stagione agonistica caratterizzata da fisiologici alti e bassi, l’attaccante della Fiorentina sembra essere l’obiettivo principale per rinforzare il reparto offensivo in vista dei futuri impegni.

Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, in queste settimane di valutazioni, il profilo di Kean sarebbe il preferito di Massimiliano Allegri. L’allenatore vede nel giocatore il tassello ideale per dare maggiore profondità all’attacco, garantendo quella duttilità tattica fondamentale per competere ad alti livelli su tutti i fronti durante la prossima annata sportiva.

Tuttavia, l’operazione non si preannuncia semplice sotto il profilo finanziario. La punta della Fiorentina ha attualmente una clausola rescissoria fissata a 62 milioni di euro, valida da luglio. Si tratta di una cifra considerata eccessiva dalla dirigenza milanista in termini di spesa.

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Nonostante questa clausola obiettivamente proibitiva, il club non ha alcuna intenzione di mollare la presa. L’idea strategica è quella di intavolare una trattativa serrata con la Fiorentina durante la prossima sessione estiva, cercando di abbassare le pretese economiche iniziali e trovare un accordo a cifre più ragionevoli.

Un asso nella manica per i rossoneri potrebbe essere rappresentato dal solido rapporto umano. Moise Kean è infatti legato da una profonda amicizia a Rafael Leao. La prospettiva di ricomporre questa affiatata coppia a livello di club potrebbe spingere l’attaccante a forzare la mano.

Portare Kean a Milanello significherebbe investire su un calciatore che vanta già un’esperienza internazionale significativa tra Serie A, Premier League e campionato francese. Se la dirigenza riuscirà a limare le distanze economiche con la società toscana, l’acquisto di Kean potrebbe diventare la pietra angolare del nuovo ambizioso progetto tecnico.

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