Pagina 348 – Calcio News 24

Chivu sbotta in conferenza: «Siamo in semifinale e ci criticate, allora non capisco un ca… di calcio». Tifosi Inter ancora traumatizzati

Chivu sbotta in conferenza: «Siamo in semifinale e ci criticate, allora non capisco un ca… di calcio». Tifosi Inter ancora traumatizzati

L’Inter sceglie la via della massima ambizione, decidendo di non fare calcoli e di onorare ogni competizione. La qualificazione alla semifinale di Coppa Italia conferma la mentalità di un club che preferisce il rischio del logorio fisico e mentale alla strategia del risparmio energetico. Una filosofia che accetta la sfida di giocare ogni tre giorni, pur consapevole che il sovraccarico potrebbe presentare il conto nei momenti clou della stagione, specialmente nel duello a distanza con un Milan focalizzato esclusivamente sul campionato.

A infiammare il clima post-partita contro il Torino ci ha pensato Cristian Chivu. Il tecnico nerazzurro in conferenza non ha gradito le perplessità sollevate sulla gestione di un calendario che, tra Europa e coppe nazionali, si preannuncia asfissiante. La sua risposta è stata tranchant: «Arriviamo in semifinale e ci sono critiche? Allora non capisco un ca… di calcio! Siamo ambiziosi, non parlo di scudetti, Triplete o coppe: abbiamo voglia di giocarcela su ogni fronte, gestendo le energie ogni tre giorni. Giocheremo la partita prima della semifinale, poi la semifinale e poi il derby, poi si può vincere o perdere ma sempre a testa alta».

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Queste dichiarazioni hanno però riaperto una ferita profonda nel cuore della tifoseria, ancora tormentata dal fantasma della gestione precedente. Il ricordo corre inevitabilmente alla scorsa stagione, quando il celebre gesto delle “tre dita” di Simone Inzaghi — simbolo della caccia al Triplete — si scontrò con una realtà amarissima: lo scudetto sfumato nel finale contro la Lazio e la durissima lezione subita in finale di Champions contro il PSG. Tra chi approva l’orgoglio di Chivu e chi teme un nuovo crollo verticale sotto il peso delle troppe partite, l’Inter si prepara al periodo più infuocato dell’anno.

Calendario Milan e calendario Inter a confronto: Allegri vuole mettere pressione a Chivu per lo scudetto

Calendario Milan e calendario Inter a confronto nel mese di febbraio: Allegri vuole mettere pressione a Chivu in ottica scudetto

La corsa scudetto tra le milanesi sta per entrare in una fase cruciale, dove a fare la differenza non sarà solo il valore tecnico, ma soprattutto la gestione delle energie. Il Milan si presenta a questo snodo con un calendario decisamente più snello: da qui al derby dell’8 marzo, i rossoneri affronteranno quattro impegni senza scontri diretti. Dopo il riposo fino a venerdì 13, la squadra di Allegri sfiderà il Pisa, il Como nel recupero, il Parma a San Siro e infine la Cremonese in trasferta.

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Diametralmente opposta è la situazione dell’Inter capolista. I nerazzurri di Simone Inzaghi sono attesi da un vero e proprio tour de force: sette partite in poco più di trenta giorni. Il cammino interista prevede le sfide di campionato contro Sassuolo, Lecce e Genoa, ma è funestato da impegni ad altissima tensione come la supersfida contro la Juventus, il doppio confronto nei playoff di Champions League contro il Bodo-Glimt e l‘andata della semifinale di Coppa Italia.

Mentre il Milan potrà preparare i match con settimane tipo, l’Inter dovrà dimostrare la tenuta della propria rosa per non arrivare col fiato corto alla stracittadina di marzo.

Sabatini: «Gasperini poco elegante, Massara ha fatto il miglior mercato della Serie A. Per la Roma la Champions è l’obiettivo minimo»

Sabatini: «Gasperini poco elegante, Massara ha fatto il miglior mercato della Serie A». Le parole dell’ex dirigente giallorosso

In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello SportWalter Sabatini, figura storica della dirigenza giallorossa, ha analizzato con la consueta schiettezza l’attuale momento della Roma, soffermandosi sul rapporto tra l’allenatore e la società, oltre che sulla qualità del mercato appena concluso.

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Il “metodo” Gasperini e il passato

Sabatini ha gettato acqua sul fuoco riguardo alle recenti tensioni tra Gian Piero Gasperini e la dirigenza (in particolare Massara), interpretandole come una dinamica tipica del tecnico: «La contrapposizione esiste da parecchio, mi sembra un fenomeno abbastanza ripetitivo nel calcio di oggi. Succede spesso di lamentarsi in pubblico. Ma quello di Gasperini è anche un modo di essere, di negoziare. Credo sia anche una strategia, non troppo elegante devo ammettere. C’è il rischio che possa andare via a fine stagione? Non credo. Lui comunica così da sempre, lo faceva anche a Bergamo per stimolare l’ambiente. Non penso sia scontento del mercato, fa parte del suo metodo di lavoro».

Riguardo al suo legame con Gasp, Sabatini rivela un retroscena: «Ho pensato di portare Gasperini alla Roma nel primo anno della gestione Pallotta, ma i nostri caratteri non si sarebbero sposati bene. Però, è riuscito a conquistare l’affetto dei tifosi, questo è un merito in una piazza che non lo amava. Rimpiango invece di non aver preso Sarri e Bielsa, anche se in tempi diversi».

Un mercato da primato

L’ex DS promuove a pieni voti l’operato del suo ex vice, Ricky Massara: «Massara promosso? Ah, per me non ci sono dubbi. La Roma ha fatto il miglior mercato in Serie A ma se lo dico io poi mi accusano di nepotismo. Massara ha messo su un mercato pensato e coerente che ha sentito le necessità della squadra stessa. La Roma giocava già bene, aveva una sua identità, ma aveva bisogno di una profondità diversa in attacco per avere più soluzioni durante le partite. Oggi il reparto è decisamente più completo e ha giocatori forti fisicamente come Malen e Vaz e con velocità e dribbling come Zaragoza».

Su Raspadori, però, Sabatini non fa sconti: «Giocatore importante, ma quando hai dubbi di venire a giocare nella Roma qualcosa non va. Io avrei subito abbandonato la trattativa, bisogna avere una voglia feroce di giocare per quella maglia».

I singoli e l’anima della squadra

Sabatini si sofferma poi sui profili più interessanti della rosa, tra talenti emergenti e pilastri da non cedere: «Spero non Koné. Lui deve essere il futuro del centrocampo: fa reparto, mi ricorda un po’ Nainggolan. Ma di Radja ce n’è uno solo. Un altro che cambia le partite è Wesley, cresce di gara in gara. Malen? Come ho detto, di Radja ce ne è uno solo, ma l’olandese è un giocatore davvero interessante e darà un contributo importante. Gli vedo fare dei movimenti in campo che sono come algoritmi. Uso questo termine così sono tutti contenti… Mi riferisco a chi pensa che i dati raccontino tutto. Per vedere le qualità di un calciatore occorre ancora osservare, sentirne il profumo. Poi i dati possono aiutare».

Elogi anche per i giovani Venturino e Vaz: «Per i calciatori esiste un solo valore: che siano bravi. E Vaz e Venturino lo sono. Quest’ultimo mi sembra più pronto, a Udine mi ha dato l’idea di poter essere utile già oggi. Vaz è un diamante grezzo, ma ha talento naturale. Vedrete che farà divertire tutti i tifosi della Roma in poco tempo».

Obiettivi e sogni

In chiusura, un monito sulle ambizioni del club: «Roma da Champions? Senza dubbio, la rosa lo era anche prima del mercato e Gasperini resta un valore aggiunto. Detto questo per la Roma la Champions deve essere l’obiettivo minimo. Si sta costruendo per il futuro e vedo una speranza importante di poter lottare per lo scudetto».

Calciomercato Napoli: De Laurentiis vuole blindare Vergara. Pronto un nuovo rinnovo

Calciomercato Napoli: De Laurentiis vuole blindare Vergara. Pronto un nuovo rinnovo del contratto per il talento esploso con Conte

Il Napoli è pronto a blindare uno dei suoi gioielli più puri: Antonio Vergara. Il giovane talento di Frattaminore, cresciuto nel vivaio azzurro e recentemente esploso sotto la guida di Antonio Conte, è al centro di una trattativa per un ulteriore prolungamento contrattuale. Nonostante un primo rinnovo siglato solo pochi mesi fa (a ottobre 2025), le prestazioni dell’azzurro hanno spinto Aurelio De Laurentiis ad accelerare i tempi per un nuovo adeguamento.

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I dettagli della blindatura

Attualmente, Vergara è legato al Napoli fino al 30 giugno 2030 con uno stipendio di circa 400.000 euro. Tuttavia, la Gazzetta dello Sport riferisce di un imminente incontro tra il patron azzurro e il manager del calciatore, Mario Giuffredi, per formalizzare un accordo ancora più a lungo termine. L’obiettivo è spostare la scadenza al 2031, garantendo al trequartista un ritocco dell’ingaggio verso l’alto, come premio per l’impatto devastante avuto in questa stagione.

L’esplosione e il fattore Conte

Il 2026 è stato finora l’anno della consacrazione per Vergara. Dopo i prestiti formativi a Pro Vercelli e Reggiana (dove fu frenato da un brutto infortunio al crociato), il classe 2003 si è ripreso la scena. Il tecnico Antonio Conte lo ha trattenuto con forza in estate, e il ragazzo ha risposto con gol pesantissimi: prima la perla in Champions League contro il Chelsea, poi la rete decisiva in campionato contro la Fiorentina.

Del Piero: «Inter o Milan per lo scudetto? Così la Juve può tornare in corsa. Yildiz pensi ad essere unico»

Del Piero: «Inter o Milan per lo scudetto? Così la Juve può tornare in corsa. Yildiz pensi ad essere unico». Le parole di Pintuircchio

In occasione di un evento esclusivo al Teatro Alcione di Milano, la Serie A ha celebrato l’innovazione tecnologica presentando la partnership con Haier. Protagonista della serata è stata la “Haier-Cam”, la micro-telecamera montata sulle divise arbitrali che promette di rivoluzionare l’esperienza dei tifosi, portandoli letteralmente dentro il campo. All’evento non poteva mancare Alessandro Del Piero, che tra una riflessione sul futuro digitale e l’analisi del campionato, ha toccato tutti i temi caldi del momento bianconero e non solo. Le sue parole riportate dal Corriere della Sera.

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Tecnologia e arbitri

L’ex numero 10 ha accolto con favore l’introduzione della visuale soggettiva per i direttori di gara: «Come l’avrei presa ai miei tempi? Certamente con disinvoltura. Ora poi è pratica usuale la progressiva influenza dei media nel mondo del calcio. Vengono catturati momenti di tensione, rabbia, la frustrazione per il senso di ingiustizia. Magari qualche atteggiamento è sopra le righe, ma è molto vero».

La corsa Scudetto: l’ombra del Milan

Del Piero si è poi inserito nel dibattito sulla lotta al vertice, commentando le recenti parole di Adrien Rabiot sulla competitività del Milan: «Lotta Scudetto aperta solo grazie al Milan? Non credo. Poi è indubbio che i rossoneri siano la squadra, con l’Inter, ad avere maggiori chance di ambire allo scudetto. Del resto, è fra quelle che ha avuto meno battute d’arresto e non avrà le coppe in cui disperdere energie. Perciò è naturale che Adrien faccia certe considerazioni considerando che presto arriveranno impegni gravosi per l’Inter e quindi diciamo che il Milan è in questo momento il rivale numero uno».

Sulla risalita della squadra di Spalletti, Alex resta ottimista: «La Juventus può tornare in corsa? Perché no? Nell’ambiente si respira una ritrovata fiducia. Lo spogliatoio può e deve ritornare a crederci. É vero che il percorso di risalita è iniziato più tardi rispetto alle avversarie. Ma chi lo sa? Bisogna sempre puntare al massimo e qualora la squadra infilasse quattro-cinque vittorie di fila, considerando anche il big match di San Siro con l’Inter, nulla sarebbe più scontato».

Yildiz e il peso del numero 10

Inevitabile il passaggio su Kenan Yildiz, sempre più investito del ruolo di erede di “Pinturicchio”. Del Piero, però, frena sui paragoni: «Yildiz? Guardi, io ho sempre evitato i confronti. Lui sta crescendo e, gara dopo gara, sta dimostrando di sapersi assumere le sue responsabilità anche in sfide importanti. Certamente è molto migliorato e si vede che si impegna, provando a ispirarsi anche ai compagni più esperti. Come peraltro anche io facevo quando ero un ragazzo e i critici provavano ad accostarmi a un campione o all’altro. La verità è che al di là degli spunti che proverà a rubare, deve costruirsi un suo percorso, unico. Si deve ritagliare il suo spazio nel mondo».

L’impatto di Spalletti e l’Europa

Infine, un plauso al lavoro del nuovo tecnico e uno sguardo ai prossimi impegni internazionali contro il Galatasaray: «Le basi già c’erano, poi lui ha dato una sterzata netta. Ha fornito un piglio di un certo tipo, e soprattutto ha creato all’interno del gruppo un senso di identità». Guardando ai playoff di Champions: «A mio avviso la Juve ha grosse opportunità di passare il turno. Credo che i giocatori siano molto focalizzati su queste due gare, poi per come era iniziata la stagione non credo che abbiano in cuor loro l’obiettivo di arrivare in finale. Considerando le difficoltà iniziale, devono pensare a un passo per volta».

Chiusura dedicata al duello tra talenti: «Leao e Conceiçao sorprese del finale di stagione? Rafa ha accusato qualche stop di troppo a livello fisico, mentre Francisco ha avuto maggior continuità. Sono due giocatori forti, diciamo che lo juventino per la costanza di impiego e rendimento mi dà l’idea di poter offrire un contributo importante».

“Inter, è la rovina del calcio”: furia in Serie A, scoppia il caso

Scoppia l’ennesima polemica in Serie A, con l’Inter che ne è la protagonista indiscussa.

L’Inter è stata purtroppo protagonista di un evento davvero poco felice durante il match di Serie A Cremonese-Inter.

La sfida in questione, ha visto il portiere Emil Audero coinvolto nello scoppio di un petardo, essendo stato stordito dal lancio dello stesso oggetto da parte di un tifoso dell’Inter.

Ovviamente, in queste ore, pare che la stessa persona che ha agito in questo modo sia stata arrestata, ma in ogni caso ci sono state non poche polemiche per ciò che è successo: a partire dalla squalifica nei confronti dei tifosi dell’Inter, che ha portato a polemiche aggiuntive all’interno del massimo campionato italiano.

Inter, ancora polemiche in Serie A: cosa è successo

Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, ai microfoni del giornalista Gian Luca Rossi ha dichiarato: “Curva dell’Inter squalificata? Questa è una cosa che mi fa arrabbiare molto. Per noi come società è un’opportunità per fare degli incassi, la sostenibilità è data anche da questo. Per colpa di un deficiente dobbiamo avere un settore chiuso e non dare la possibilità ai tifosi dell’Inter di venire da noi”.

Effettivamente sono state vietate le trasferte ai tifosi della squadra attualmente capolista in Serie A a causa dell’episodio del petardo che domenica ha colpito a una gamba il portiere della Cremonese Emil Audero. Carnevali ha continuato a discutere la decisione precisando che “abbiamo la tribuna Nord, ha una visibilità straordinaria, non è come quando si va a giocare a San Siro che i tifosi li mandi al terzo anello e non vedi neanche la partita. Da noi non è mai successo un incidente. Non è giusto, è ora di cambiare. Così non si può andare avanti. Si parla di rovina del calcio, anche questa è la rovina del calcio”.

Le dichiaraizoni di Carnevali non lasciano effettivamente spazio a tanti dubbi e a discussioni particolari, l’amministratore delegato del Sassuolo ha chiarito molto specificatamente che si tratta di qualcosa che può portare a non pochi problemi dal punto di vista degli incassi del club in cui lavora da tantissimi anni. Chiaramente, il provvedimento presto ha portato a tante polemiche e discussioni, ma è anche normale che le cose stiano e vadano in questo modo. Qualcuno scontento, in riferimento a determinati provvedimenti, ci sarà sempre. Stavolta è capitato ai tifosi dell’Inter, per quanto sia una decisione che può effettivamente fare arrabbiare chi l’ha subita.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 5 febbraio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Inter, Chivu dopo la vittoria col Torino: «Nel finale si soffre un po’. Complimenti al settore giovanile. Il mercato è sempre bast***o!»

Inter, Chivu ha parlato così dopo la vittoria in Coppa Italia contro il Torino. Queste le dichiarazioni del tecnico nerazzurro

A Mediaset dopo Inter Torino, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha commentato così il successo per 2-1 maturato nel quarto di finale di Coppa Italia. Le sue parole.

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PRESTAZIONE – «Non do voti, non sono giornalista e non faccio il fantacalcio. Sono contento per la prestazione, per le energie che servivano in una partita del genere. Poi ovvio che nel finale soffri un po’, viene fuori l’orgoglio dell’avversario. Contenti della vittoria e del passaggio del turno».

TURNOVER – «Sappiamo con chi abbiamo a che fare e il lavoro fatto negli ultimi mesi, Sono partite in cui hai bisogno di energie e di gamba, è stata una scelta fatta in base a chi oggi aveva energie. Ci sono due ragazzi integrati dall’U23, faccio i complimenti a loro e a tutto il settore giovanile, anche tutti gli allenatori che in passato hanno lavorato con questi ragazzi. Complimenti anche a Vecchi che sta facendo un gran lavoro con grandi risultati con ragazzi che stanno crescendo e sono utili anche per noi».

SE MI ASPETTAVO UN RINFORZO DAL MERCATO? – «Un allenatore e una squadra può sempre migliorare, a prescindere dal mercato. Si parla spesso di cosa potrebbe servire, abbiamo una società che ha provato fino in fondo a fare quello che io avevo richiesto., Purtroppo il mercato è sempre bastardo! Abbiamo 23-24 giocatori, più i ragazzi dell’U23 che ci danno una mano. Dobbiamo continuare a battere colpo su colpo per il resto della stagione».

PREOCCUPATO DELL’INCROCIO DI CALENDARIO PRIMA DEL DERBY COL MILAN? – «Io non sono mai preoccupato. A me piace giocare, mi piaceva anche da giocatore più che allenarmi. Avevo questa voglia e ambizione, che non deve mai mancare in una società come l’Inter. Abbiamo un gruppo di giocatori validi che rispondono sempre presente e ci danno una grossa mano».

L’INTERVISTA COMPLETA DI CHIVU DOPO INTER TORINO

Baroni dopo Inter Torino 2-1: «Ecco cosa salvo della partita. Prati? É un ragazzo in cui crediamo»

Marco Baroni interviene dopo Inter Torino 2-1, ecco le dichiarazioni del tecnico granata ai margini del match di Coppa Italia, l’intervento

L’Inter gioca e il Torino si “sveglia” (probabilmente) troppo tardi. Nel miglior momento dei nerazzurri Kulenovic riapre la partita valida per i quarti di Coppa Italia, ma i granata di mister Marco Baroni non riescono a completare la rimonta. Si lecca le ferite dunque il tecnico dei piemontesi, anche se – intervenuto sulle frequenze Mediaset ai margini del match disputato all’U-Power Stadium di Monza – conferma (e loda) tutti i segnali positivi lasciati intravedere dalla sua squadra. Ecco le parole di Baroni nel post gara all’emittente:

Buonasera mister Baroni. Quanto rammarico c’è? Soprattutto nel secondo tempo abbiamo visto una bella reazione del Torino…
«Sono soddisfatto della prestazione, nel primo tempo – purtroppo – siamo stati ordinati ma un po’ passivi. E questo ci ha portato a non uscire forte sugli esterni, potevamo portare più pressione sulla palla. Nel secondo tempo molto bene, forse potevamo fare qualcosa di meglio sui gol. Però la squadra è viva e sta bene. Nel secondo tempo sono contento, ecco. Dobbiamo valutare anche che abbiamo 3 ragazzi in campo che hanno fatto 2 allenamenti con la squadra. Però sono soddisfatto della prestazione»

Sono queste le prestazioni che possono riavvicinare il Torino al suo pubblico?
«Assolutamente, come ho detto la squadra deve dare tutto e ci deve credere. Abbiamo iniziato una strada, ci crediamo. Tutti insieme dobbiamo sicuramente cambiare marcia: questo è il sentimento sia mio che della squadra. Possiamo fare di più, lo pretendiamo e quindi lo andremo a cercare!».

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Buonasera Baroni, affiderai a Prati il Torino nelle zone più importanti del campo nelle prossime partite?
«Ha fatto molto bene anche nel secondo tempo, anche quando l’ho alzato da mezz’ala. E’ un ragazzo in cui crediamo, lo abbiamo anche aspettato. Lì anche Ilkhan sta facendo bene: è un ragazzo giovane. Chiaro che molti hanno pagato anche le tante partite che abbiamo avuto, abbiamo fatto 6 partite in 21 giorni. I giocatori stanno dando più minutaggio. Questo magari ci ha portato ad avere anche qualche infortunio in più. Però adesso stanno rientrando quasi tutti. Da domani qualche giocatore che era infortunato tornerà a darci una mano e quindi… chiaramente ci dispiace perchè volevamo passare il turno, ma è una prestazione su cui lavorare con ancora più convinzione».

Stadi Serie A: novità per Cagliari e Napoli! Dallo stand-by al modello Maracanà, cosa sta succedendo per i due impianti

Stadi Serie A: arrivano novità per Cagliari e Napoli per quanto riguarda i due impianti. Ecco cosa sta succedendo, tutti i dettagli

Il tema stadi continua a tenere banco in Serie A, ma con velocità di crociera diametralmente opposte tra le isole e il continente. Se a Napoli si intravede la luce per l’ammodernamento dell’impianto, a Cagliari il sogno della nuova casa rossoblù subisce una brusca frenata.

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Cagliari: il nuovo stadio “Gigi Riva” in stallo

Progetto a rischio rallentamento per l’opera da 187 milioni di euro destinata a sostituire il vecchio Sant’Elia. Il nodo cruciale è il Piano Economico Finanziario (Pef), attualmente bloccato negli uffici comunali non per vizi di forma, ma per criticità sostanziali. Il pomo della discordia tra l’amministrazione e Tommaso Giulini, presidente del club sardo dal 2014, riguarda il titolo di possesso. Il Cagliari richiede il diritto di superficie per 50 anni (che permetterebbe di usare lo stadio come garanzia per ottenere finanziamenti bancari da 67 milioni), mentre il Comune propende per la concessione d’uso. A complicare il quadro c’è anche il canone annuo proposto dal club (50mila euro), giudicato troppo basso dall’Assessore allo Sport Giuseppe Macciotta. Senza un accordo su questi punti, l’iter rischia di arenarsi.

Napoli: via libera ai lavori per il “modello Maracanã”

Tutt’altro clima a Napoli, dove il futuro dello stadio Diego Armando Maradona entra nella fase operativa. Il Sindaco Gaetano Manfredi ha annunciato l’approvazione dei lavori che partiranno al termine dell’attuale campionato. L’obiettivo è ambizioso: risolvere i problemi di vibrazione per riaprire il terzo anello (che garantirà 10.000 posti in più) e realizzare una gradinata unica che, partendo dall’alto, scenda fino al terreno di gioco, eliminando la pista d’atletica sul modello dell’Olimpico o del Maracanã.

Il progetto gode del sostegno della Regione Campania (pronti tra i 150 e i 200 milioni) e vede il coinvolgimento di Aurelio De Laurentiis, che da tempo spinge per un impianto moderno con sky box e aree vip. Nonostante la convenzione scada nel 2028, i primi test strutturali inizieranno a breve, segnando il primo passo verso uno stadio all’altezza delle ambizioni europee della città.

Infortunio Bonny: si ferma l’attaccante in Inter Torino. Le sue condizioni e cosa filtra sul suo stop

Infortunio Bonny: l’attaccante nerazzurro si è fermato in Inter Torino. Le sue condizioni e cosa filtra sui tempi di recupero

I quarti di finale di Coppa Italia regalano emozioni e colpi di scena, ma anche attimi di preoccupazione per la panchina dell’Inter. Intorno al 60′ minuto di gioco, con i nerazzurri saldamente in vantaggio per 2-0 e padroni del campo, la partita ha subito una svolta improvvisa a causa dell’infortunio occorso a Ange-Yoan Bonny. L’attaccante francese è stato costretto ad alzare bandiera bianca nel momento cruciale del match.

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La dinamica: scontro con Vlasic e il taglio

L’episodio che ha portato alla sostituzione è nato da un contrasto di gioco nella zona nevralgica del campo. Bonny è andato a duello fisico con Nikola Vlasic. Ad avere la peggio è stato il nerazzurro, rimasto a terra per alcuni secondi con evidenti smorfie di dolore. Nonostante l’apprensione iniziale dello staff medico e dei tifosi, le condizioni del giocatore non destano particolari preoccupazioni in ottica futura. Bonny ha riportato un piccolo taglio alla gamba, conseguenza diretta dell’impatto. Non si tratta dunque di un infortunio muscolare o strutturale serio, ma di una ferita che ha consigliato prudenza immediata.

Staffetta con Pio Esposito e il gol granata

L’uscita dal campo è stata quindi una scelta precauzionale per evitare rischi maggiori. Al suo posto, il tecnico nerazzurro ha mandato in campo Pio Esposito. Tuttavia, il cambio forzato ha coinciso con un calo di tensione fatale per la retroguardia milanese. Appena sessanta secondi dopo l’ingresso del giovane Esposito, il Torino ha trovato la zampata vincente. È stato Sandro Kulenovic a siglare il gol del 2-1, approfittando del momento di assestamento dell’Inter e riaprendo clamorosamente una finale che sembrava già scritta.

Upamecano rompe con il Bayern e l’Inter ne approfitta: scippo al Milan

Dayot Upamecano lascerà il Bayern Monaco a fine stagione? L’Inter pregusta il colpaccio a parametro zero, beffato il Milan di Allegri.

Il calciomercato invernale in Italia è ormai chiuso. Le squadre di Serie A hanno sfruttato questa finestra per migliorare le proprie rispettive rose e accontentare le richieste dei propri allenatori. Tuttavia lo ‘stop’ alla campagna trasferimenti non ha messo un freno alle trattative: le varie dirigenze proseguono il lavoro per cercare di mettere a segno colpi importanti in vista della prossima stagione.

In estate, infatti, diversi giocatori vedranno terminare il loro contratto con i propri club: già ora i calciatori in scadenza sono liberi di trovare un accordo con una nuova squadra. Tra i migliori profili che quasi sicuramente si libereranno a parametro zero c’è Dayot Upamecano, 27enne difensore del Bayern Monaco e della Nazionale francese.

Stando ai rumors che arrivano dalla Germania i bavaresi avrebbero deciso di ritirare l’ultima offerta di rinnovo presentata al giocatore. Upamecano avrebbe infatti confermato alla dirigenza del Bayern Monaco di non voler rimanere più all’Allianz Arena.

Una scelta che ovviamente spiazza i campioni di Germania, che in questi mesi hanno provato davvero di tutto per convincere il giocatore – vera e propria colonna della squadra – a rimanere alla corte di Kompany. La situazione ha spinto Uli Hoeness, presidente onorario del club, a rilasciare una dura intervista a Kicker.

Upamecano ideaInter: Milan a mani vuote

Hoeness, senza troppi giri di parole, ha puntato il dito verso gli agenti di Upamecano che lo starebbero convincendo a lasciare Monaco di Baviera. “Temo che i suoi agenti faranno di tutto per convincerlo ad andarsene. Sono sconvolto da questo comportamento“, ha detto il dirigente, che ha poi sottolineato la grande stima che invece continua ad avere per il difensore francese.

Dayot Upamecano con la maglia del Bayern Monaco
Upamecano firma con l’Inter: Milan a mani vuote – Calcionews24.com (Instagram Dayot Upamecano)

Sarei estremamente felice se Dayot decidesse di rimanere, so che lui e la sua famiglia sono molto felici a Monaco“, ha aggiunto il presidente onorario dei bavaresi. Ma quale potrebbe essere la destinazione di Upamecano se davvero si consumasse la separazione con il Bayern Monaco a fine stagione?

Sul difensore transalpino ci sono praticamente tutti i top club europei, tra cui Real Madrid, PSG e Liverpool. Tuttavia nella corsa a Upamecano si è iscritta anche l’Inter: Chivu ha certamente bisogno di un centrale difensivo di livello assoluto e le caratteristiche del 27enne del Bayern Monaco sembrano davvero quelle giuste.

I nerazzurri sognano poi di rifilare un grosso sgarbo al Milan: i rossoneri sono molto interessati a Upamecano ma al momento Marotta e Ausilio vengono dati più avanti rispetto a Tare. Con un problema non di poco conto: il Bayern non ha mollato la presa e sta facendo di tutto per convincere il calciatore a restare.

Pagelle Inter Torino 2-1: ecco i TOP-FLOP e i voti del match di Coppa Italia

I voti, i top e i flop del match valido per i quarti di finale di Coppa Italia 2025/26: pagelle Inter Torino

L’Inter di Chivu vince il Gran Premio di Monza e tra le mura dell’U-Power Stadium si aggiudica il pass per le semifinali di Coppa Italia. In terra brianzola i nerazzurri superano per 2-1 un buon Torino, “reo” di aver iniziato a premere il piede sull’acceleratore – forse – troppo tardi. Ad aprire le danze nel cuore del primo tempo è il colpo di testa di Bonny, che brucia un Paleari in ritardo sul cross di Kamate. Al rientro in pista, la difesa granata sbanda nuovamente: Diouf ne approfitta subito per siglare il raddoppio, capitalizzando un inserimento solitario. Il Toro prova la rimonta con il primo sigillo italiano di Kulenovic, ma vede svanire il sogno del pareggio quando il VAR annulla per fuorigioco la rete di Prati. Nonostante l’ingresso di Zapata, i nerazzurri blindano il risultato, costringendo Baroni all’eliminazione. Vediamo i voti, i top e i flop del match valido per i quarti di finale di Coppa Italia 2025/26. Ecco le pagelle Inter Torino.

TOP INTER TORINO: Kulenovic e Kamate
FLOP INTER TORINO: Tameze e Anjorin

PAGELLE INTER TORINO
Inter (3-5-2): Martinez 6.5; De Vrij 6.5, Acerbi 6, Carlos Augusto 6; Kamate 7 (dall’80’ Luis Henrique SV), Diouf 7, Mkhitaryan 6.5 (dal 56’ Sucic 6), Frattesi 6.5, Cocchi 6 (dal 74’ Bisseck 6); Thuram 6.5 (dal 56’ Lautaro Martinez 6), Bonny 7 (dal 56’ Esposito 5.5).
Allenatore: Chivu 6.5. 

Torino (3-5-2): Paleari 5.5; Marianucci 5.5 (dal 61’ Maripan 6), Coco 5.5, Tameze 5; Pedersen 6.5 (dal 61’ Lazaro 5.5), Anjorin 5 (dal 61’ Ilkhan 6), Prati 6, Vlasic 6, Obrador 6 (dall’86’ Nkounkou SV); Kulenovic 7, Njie 5.5 (dal 73’ Zapata 5).
Allenatore: Baroni 5.5.

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Moviola Inter Torino: l’episodio arbitrale chiave

Moviola Inter Torino, l’episodio arbitrale chiave del match valido per i quarti di finale di Coppa Italia 2025/2026

Moviola Inter vs Torino: l’episodio arbitrale chiave del match valido per i quarti di finale di Coppa Italia. Arbitra il Signor Marchetti, gli assistenti sono Mondin e Ceolin, mentre il IV ufficiale Bonacina. VAR: La Penna, con AVAR: Giua.

MOVIOLA INTER TORINO

🔴90 + 5′ – Finisce qui Inter Torino 2-1: il Toro si sveglia tardi e Chivu va in semifinale! Bonny e Diouf blindano il passaggio del turno

90′ – Assegnati 5 minuti di recupero

68′ – Prati siglia il 2-2, ma il direttore di gara annulla tutto per posizione di fuorigioco. Il var conferma

57′ – GOL DEL TORINO: Kulenovic riapre il match. Sgambata sulla fascia e poi cross di Pedersen deviato, Kulenovic anticpa tutti e segna di testa

⚽47′ – GOL DELL’INTER: Diouf raddoppia per i nerazzurri. Nasce tutto da un traversone rasoterra di Thuram su quale sbuca Diouf che appoggia in rete. Male la difesa granata qui

🔴45′ – Inizia il secondo tempo di Inter Torino


🔴45′ – Fine primo tempo di Inter Torino

⚽34′ – GOL DELL’INTER: Bonny sblocca il match! Kamatè fa una buona giocata e scodella in area, dove Bonny incorna di testa battendo (un non perfetto) Paleari

17′ – Partita che si gioca su ritmi bassi, l’arbitro invece sembra prediligere una direzione ‘all’inglese’: pochi fischi e tanto ‘lasciar correre’

🔴Il match è iniziato!


Inter (3-5-2): Martinez; De Vrij, Acerbi, Carlos Augusto; Kamate, Diouf, Mkhitaryan, Frattesi, Cocchi; Thuram, Bonny. A disposizione: Di Gennaro, Calligaris, Sucic, Lautaro Martinez, Luis Henrique, Bisseck, Berenbruch, Bovo, Cinquegrano, Alexiou, Topalovic, Esposito, Bastoni. Allenatore: Chivu. 

Torino (3–5-2): Paleari; Marianucci, Coco, Tameze; Pedersen, Anjorin, Prati, Vlasic, Obrador; Kulenovic, Njie. A disposizione: Israel, Siviero, Ilkhan, Maripan, Lazaro, Nkounkou, Ebosse, Perciun, Zapata. Allenatore: Baroni.

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Fiorentina, Paratici ufficialmente operativo! Giuseppe Comisso lo accoglie così. Nominato anche il nuovo Capo dell’Area Scouting, ecco chi è

Fiorentina, Paratici ora è ufficialmente operativo! È stato nominato anche il nuovo Capo dell’Area Scouting, di chi si tratta

Attraverso il proprio sito ufficiale, la Fiorentina ha annunciato due importanti novità per quanto riguarda il suo quadro dirigenziale. Di seguito riportati i comunicati del club viola.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PARATICI «ACF Fiorentina è lieta di dare il benvenuto al nuovo Direttore Sportivo Fabio Paratici, che da oggi è ufficialmente operativo presso il Rocco B. Commisso Viola Park. Il Presidente della Fiorentina, Giuseppe B. Commisso, insieme al Consiglio di Amministrazione — composto dal CEO Mark Stephan, dal General Manager Alessandro Ferrari e da Catherine Commisso — gli rivolgono i migliori auguri per l’inizio di questa nuova esperienza professionale. In occasione del suo arrivo il Presidente Giuseppe B. Commisso ha voluto condividere un messaggio di benvenuto: “Voglio mandare un caloroso abbraccio a Fabio Paratici, che da oggi entra a far parte della famiglia Fiorentina. Siamo estremamente soddisfatti di questa scelta, convinti che la sua esperienza e la sua visione rappresentino un valore aggiunto fondamentale per il nostro progetto sportivo. Non vediamo l’ora di vederlo all’opera per portare avanti insieme questo nuovo percorso di crescita”».

GIANI «ACF Fiorentina annuncia che a partire da oggi, mercoledì 4 febbraio, Lorenzo Giani assumerà il ruolo di Capo dell’ Area Scouting della Prima Squadra. Giani, nato a Firenze il 13 aprile 1979, ha già lavorato, con ruoli di responsabilità nello Scouting, alla Sampdoria, al Tottenham ed alla Juventus. Tutta la Società gli rivolge il più caloroso benvenuto e gli augura un percorso pieno di soddisfazioni».

Inter Torino 2-1: il Toro si sveglia tardi e Chivu va in semifinale! Bonny e Diouf blindano il passaggio del turno

All’U-Power Stadium va in scena Inter Torino, match valido per i quarti di finale di Coppa Italia: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

Tra le mura dell’U-Power Stadium di Monza, Inter e Torino si giocano il gran premio della Coppa Italia. I granata di Marco Baroni per scrivere un pezzo della propria storia, i meneghini di Cristian Chivu per archiviare la pratica e poter ambire a un altro trofeo. In un’insolita cornice brianzola, dettata dall’indisponibilità di San Siro in vista delle Olimpiadi, la posta in palio trasforma il match in una prova di forza senza appello. I nerazzurri, saldi nella loro identità corale, affrontano la sfida con la consapevolezza della favorita, pronti a imporre il proprio ritmo. Il Torino, però, vede in questo quarto di finale l’occasione perfetta per compiere un’impresa (praticamente) storica, affidandosi alla voglia di riscatto in una competizione che non ammette errori. In novanta minuti – o forse anche di più – si deciderà chi potrà continuare a sognare il tricolore della Coppa. Non ci resta che attendere il calcio d’inizio di Inter Torino: ecco sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE.


INTER TORINO LIVE

🔴90 + 5′ – Finisce qui Inter Torino 2-1: il Toro si sveglia tardi e Chivu va in semifinale! Bonny e Diouf blindano il passaggio del turno

90 +3′ – Ottimo pallone sui piedi di Zapata, da posizione laterale il colombiano crossa malissimo

90′ – Assegnati 5 minuti di recupero

89′ – Destro a giro di Prati su ottimo assist di Nkounkou. Pallone a lato

86′ – Ultimo cambio Torino: entra Nkounkou esce uno sfinito Obrador

83′ – Toro a trazione offensiva, i nerazzurri difendono comunque con ordine e controllo

80′ – Cambio Torino: fuori Kamate, entra Luis Henrique

74′ – Cambio Inter: dentro Bisseck fuori Cocchi

73′ – Cambio Torino: dentro Zapata per Njie

72′ – Possesso Inter ora: i granata proveranno a sfruttare gli episodi

70′ – Ultimi 20 minuti di questo Inter Torino, la partita ora è diametralmente cambiata

68′ – Prati siglia il 2-2, ma il direttore di gara annulla tutto per posizione di fuorigioco. Il var conferma

61′ – Triplo cambio Torino: Maripan prende il posto di Marianucci, Ilkhan di Anjorin e Lazaro di Pedersen

57′ – GOL DEL TORINO: Kulenovic riapre il match. Sgambata sulla fascia e poi cross di Pedersen deviato, Kulenovic anticpa tutti e segna di testa

56′ – Triplo cambio Inter: Lautaro Martinez prende il posto di Thuram, Sucic per Mkhitaryan e pio Esposito per Bonny

53′ – Ci prova da fuori area Tameze, sicuro Josep Martinez.

⚽47′ – GOL DELL’INTER: Diouf raddoppia per i nerazzurri. Nasce tutto da un traversone rasoterra di Thuram su quale sbuca Diouf che appoggia in rete. Male la difesa granata qui

46′ – Nessun cambio per le due squadre

🔴45′ – Inizia il secondo tempo di Inter Torino


🔴45′ – Fine primo tempo di Inter Torino

45′ – Crossa, Kulenovic in area impatta di testa ma colpisce male e la sfera termina alta

41′ – Grande percussione di Obrador sulla fascia. Il cross del granata non trova nessuno in area

38′ – Baroni cerca una reazione. Telecomanda i suoi dalla panchina

⚽34′ – GOL DELL’INTER: Bonny sblocca il match! Kamatè fa una buona giocata e scodella in area, dove Bonny incorna di testa battendo (un non perfetto) Paleari

25′ – Sta crescendo l’Inter

23′ – Ci prova De Vrij: mura Marianucci

20′ – OCCASIONE INTER: Carlos Augusto direttamente dall’angolo sinistro dell’area di rigore pesca la traversa

17′ – Partita che si gioca su ritmi bassi, l’arbitro invece sembra prediligere una direzione ‘all’inglese’: pochi fischi e tanto ‘lasciar correre’

15′ – Approccio speculare in questo avvio di gara: anche il Torino prova a verticalizzare immediatamente, cercando di sorprendere alle spalle la difesa dell’Inter che mantiene un baricentro molto alto, fin quasi alla linea mediana

10′ – Manovra bene il pallone l’Inter, i granata difendono con ordine

5′ – Ci prova Bonny col sinistro: para Paleari senza problemi in due tempi

3′ – Njie prova l’inserimento in area: l’attaccante granata viene chiuso

🔴Il match è iniziato!


INTER TORINO LIVE

Inter (3-5-2): Martinez; De Vrij, Acerbi, Carlos Augusto; Kamate, Diouf, Mkhitaryan, Frattesi, Cocchi; Thuram, Bonny. A disposizione: Di Gennaro, Calligaris, Sucic, Lautaro Martinez, Luis Henrique, Bisseck, Berenbruch, Bovo, Cinquegrano, Alexiou, Topalovic, Esposito, Bastoni. Allenatore: Chivu. 

Torino (3–5-2): Paleari; Marianucci, Coco, Tameze; Pedersen, Anjorin, Prati, Vlasic, Obrador; Kulenovic, Njie. A disposizione: Israel, Siviero, Ilkhan, Maripan, Lazaro, Nkounkou, Ebosse, Perciun, Zapata. Allenatore: Baroni.

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Petardo Audero voto 0! 7 al ritorno a casa di Messi mentre il ‘caso’ mascotte al Newcastle… | Le contro-pagelle dal mondo di Calcionews24 – VIDEO

Petardo Audero voto 0! Messi può tornare a casa mentre il ‘caso’ mascotte al Newcastle… | Le contro-pagelle dal mondo di Calcionews24 – VIDEO

Una settimana intensa, segnata da gesti nobili, proteste silenziose e il solito caos delle trattative.

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I Top: Audero e i Tifosi

VOTO 10 a Emil Audero. Il portiere della Cremonese è l’uomo copertina. Colpito da un petardo lanciato dal settore ospiti, si rialza e sceglie di restare in campo. La sua dichiarazione è da capitano vero: “Non ho lasciato il campo, altrimenti l’Inter avrebbe rischiato la sconfitta a tavolino”. Di contro, VOTO 0 all’autore del lancio: un gesto inqualificabile. VOTO 9 allo Stadio Olimpico. Sembra un paradosso, ma il vuoto durante Lazio-Genoa urla più di mille cori. La diserzione come forma di protesta ricorda a tutti una verità fondamentale: il calcio, senza la gente, non esiste.

I Flop: Caos Mercato e Newcastle

VOTO 4 al Calciomercato di Serie A. Una sessione invernale caotica, definita “in ritardo come i regali di Natale”. Emblema del disordine è il caso Rui Modesto: l’esterno passa dall’Udinese al Palermo a soli tre secondi dal gong. Troppa improvvisazione. VOTO 2 al Newcastle. In Inghilterra fa discutere il caso della mascotte, un bambino lasciato solo in mezzo al campo nel pre-partita. Un’immagine triste che merita provvedimenti immediati: il rispetto per i più piccoli deve venire prima dello show.

Storie dal Mondo: CR7, Messi e Brignoli

VOTO 5 a Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese perde la pazienza e “sciopera” contro il fondo PIF per i mancati rinforzi all’Al-Nassr. Un atteggiamento che stona con il momento della squadra. VOTO 7 alla suggestione Messi. La “Pulce” potrebbe tornare a casa: si parla di un contratto part-time col Newell’s Old Boys da gennaio a giugno 2027. Un romanticismo che fa bene al cuore, prima del ritorno in MLS. VOTO 8 ad Alberto Brignoli. Il portiere, famoso per il gol al Milan col Benevento, ci ricasca (questa volta contro Trubin) e la butta sul ridere citando il trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo: “Gol come Aldo in Tre uomini e una gamba”. Eroe di giornata.

Inter Torino, Infantino presente all’U-Power Stadium! C’è anche il presidente della FIFA sugli spalti per il match di Coppa Italia

Inter Torino, c’è anche il presidente della FIFA Gianni Infantino sugli spalti dell’U-Power Stadium di Monza per il match di Coppa Italia

Una serata di gala, non solo sul rettangolo verde, ma anche sugli spalti. L’U-Power Stadium di Monza, teatro insolito ma suggestivo del quarto di finale di Coppa Italia tra Inter e Torino, ha accolto un ospite di eccezione assoluta. Sulle poltroncine della tribuna autorità, poco prima del calcio d’inizio, è arrivato Gianni Infantino.

La presenza del Presidente della FIFA conferisce un’aura di prestigio internazionale a una sfida già vibrante per la posta in palio. Dirigente sportivo italo-svizzero, alla guida della federazione internazionale dal 2016 e promotore di grandi riforme nel calendario calcistico globale, Infantino non ha voluto mancare a questo appuntamento del calcio italiano.

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Un segnale per il calcio italiano

L’arrivo del numero uno del calcio mondiale in Brianza è un segnale forte dell’attenzione che le massime istituzioni riservano al nostro movimento e alla Coppa Italia. Infantino assiste a una gara delicatissima per le sorti della stagione nerazzurra, con la squadra guidata da Cristian Chivu chiamata a vincere per raggiungere la semifinale.

Tra sorrisi istituzionali e strette di mano con le dirigenze dei due club, la sua presenza in tribuna vip aggiunge ulteriore pressione e importanza a una notte da “dentro o fuori“. A Monza, stasera, ci sono gli occhi del mondo.

Inter, Marotta non ha dubbi e ribadisce: «Mercato di gennaio? Non sono dispiaciuto, non dovevamo riparare niente!»

Inter, Giuseppe Marotta – presidente dei nerazzurri – ha parlato così prima del match di Coppa Italia contro il Torino. Le sue dichiarazioni

Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, ha parlato a Mediaset prima del quarto di Coppa Italia contro il Torino. Le sue dichiarazioni.

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PETARDO AUDERO – «Abbiamo considerato il gesto negativo e insulso che non hanno a che fare con i valori dello sport. Ci sono persone che sono delinquenti, queste persone saranno condannate dalla magistratura, noi ci muoveremo di conseguenza per tutelarci. E’ una pagina che vogliamo archiviare presto perchè non rappresenta gran parte della nostra tifoseria.

MERCATO – «Non sono dispiaciuto perchè era una sessione di riparazione e noi non dovevamo riparare niente visto il lavoro estivo di Ausilio e Baccin. L’organico soddisfa noi e l’allenatore, avevamo il problema di Dumfries di cui non si sa ancora il recupero però siamo ottimisti che possa riprendere velocemente. Crediamo che tutti i calciatori siano al livello delle competizioni a cui partecipano».

L’INTERVISTA COMPLETA DI PETRACHI PRIMA DI INTER TORINO

Torino, Petrachi soddisfatto del mercato di gennaio: «Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto. I nuovi arrivati…»

Torino, Gianluca Petrachi – direttore sportivo dei granata – ha parlato così prima del match di Coppa Italia contro l’Inter. Le sue dichiarazioni

Gianluca Petrachi, direttore sportivo del Torino, ha parlato a Mediaset prima del quarto di Coppa Italia contro l’Inter. Le sue dichiarazioni.

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L’INTER E IL RISPETTO PER IL SUO ORGANICO – «L’Inter oggi rappresenta il miglior organico della Serie A, lo dico da tempo. Sarà difficile ma ce la giocheremo, siamo qui per questo».

INFERMERIA E NUOVI ARRIVI – «Purtroppo abbiamo perso Casadei per influenza, mentre Adams ha un fastidio muscolare e non è giusto rischiarlo. Valuteremo i ragazzi che sono arrivati, ne avremo bisogno».

GIUDIZIO SUL MERCATO DI GENNAIO – «I due braccetti sono stati presi, poi abbiamo preso il centrocampista e l’attaccante. Quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto».

L’INTERVISTA COMPLETA DI PETRACHI PRIMA DI INTER TORINO

Inter, chi sono Cocchi e Kamate, titolari contro il Torino in Coppa Italia. La storia e l’identikit dei giovani lanciati da Chivu

Inter, chi sono Cocchi e Kamate: la storia e l’identikit dei due giovani, lanciati titolari da Chivu contro il Torino in Coppa Italia.

La sfida di Coppa Italia contro il Torino all’U-Power Stadium si trasforma in una notte di consacrazione per la filiera giovanile nerazzurra. Cristian Chivu ha deciso di pescare due “jolly” dal suo passato, affidando una maglia da titolare a due ragazzi che conosce alla perfezione: Matteo Cocchi e Issiaka Kamate. Il destino li riunisce nello stesso stadio dove solitamente brillano con l’Under 23 guidata da Stefano Vecchi, ma questa volta il palcoscenico è quello dei grandi.

Matteo Cocchi: il “nuovo Dimarco” blindato fino al 2030

Sulla corsia mancina agirà Matteo Cocchi, terzino di spinta classe 2007 (19 anni). Chivu è stato il suo mentore, lanciandolo sotto età in Primavera nella stagione 2023-24 (34 presenze insieme). Cocchi, che ha già debuttato in Champions League contro il Feyenoord grazie a Simone Inzaghi, è considerato un patrimonio del club: l’Inter lo ha recentemente blindato con un contratto fino al 2030, respingendo diverse offerte estive. Esterno di gamba e tecnica, descritto come un ragazzo tranquillo con la testa sulle spalle (e un faro tatuato sul braccio a indicargli la via), sta vivendo una stagione da protagonista in Serie C con l’Under 23 (15 presenze, 1 gol e 1 assist). Stasera per lui è la terza presenza in prima squadra, la conferma di un percorso di crescita inarrestabile.

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Issiaka Kamate: il debutto a sorpresa

Se Cocchi era nell’aria, la titolarità di Issiaka Kamate è la vera sorpresa, dettata dall’improvvisa sindrome gastrointestinale che ha messo KO l’esperto Matteo Darmian. Per il francese classe 2004 (21 anni) si tratta del debutto assoluto con la maglia dell’Inter. Giocatore versatile, nato mezzala ma abile anche da esterno (ruolo in cui ha segnato 5 gol e fornito 3 assist quest’anno in C), Kamate torna alla corte di Chivu dopo aver realizzato ben 16 reti in 79 gare sotto la sua guida tra U17 e Primavera. Dopo essersi fatto le ossa in prestito all’Avs Futebol (Portogallo) e al Modena in Serie B, stasera ha la grande chance di dimostrare il suo valore nel calcio che conta.

Pogba è stato escluso dalla lista UEFA del Monaco! Thiago Scuro esce allo scoperto, annuncio sul francese che non lascia dubbi

Pogba è stato escluso dalla lista UEFA del Monaco! Le parole del DG Thiago Scuro sulle condizioni dell’ex centrocampista della Juventus

Quella che doveva essere la stagione della rinascita nel Principato si sta trasformando nell’ennesimo capitolo di un calvario medico che sembra non avere fine. Paul Pogba non parteciperà alla fase a eliminazione diretta della Champions League. La notizia, anticipata dall’autorevole emittente francese RMC Sport, è caduta come un macigno sulle speranze dei tifosi monegaschi e degli estimatori del “Polpo”. L’AS Monaco ha preso una decisione drastica e sofferta: l’ex stella di Juventus e Manchester United è stato ufficialmente escluso dalla lista UEFA consegnata dopo la fine del mercato invernale.

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Il motivo: il polpaccio non dà tregua

Nessuna scelta disciplinare, nessuna bocciatura tecnica. Alla base dell’esclusione c’è, ancora una volta, la fragilità fisica del centrocampista. Pogba sta combattendo da settimane con un fastidioso infortunio al polpaccio che ne sta rallentando il rientro in gruppo. Non potendo offrire garanzie di tenuta nel breve periodo, la società biancorossa ha preferito non occupare uno slot prezioso in lista, lasciando spazio a giocatori pronti a scendere in campo nell’immediato per le sfide decisive in Europa. Per Pogba, dunque, la Champions League sarà solo da spettatore in tribuna.

La conferma di Thiago Scuro

A spegnere ogni possibile speculazione e a chiarire la strategia del club è intervenuto Thiago Scuro. Il Direttore Generale del Monaco ha spiegato la linea della massima prudenza adottata con il francese. «Lo staff medico è concentrato sulla ricerca di soluzioni, innanzitutto per farlo tornare in campo il prima possibile. Paul deve riprendersi dall’infortunio al polpaccio», ha dichiarato Scuro.

Le parole del dirigente delineano un quadro chiaro: l’obiettivo primario non è forzare i tempi per una singola partita europea, ma recuperare l’atleta affinché possa tornare a essere un fattore, forse solo per il finale di campionato. Il ritorno del “Polpo” ai suoi livelli resta, per ora, un rebus irrisolto.

Inter, Darmian salta il match contro il Torino: il motivo. E Chivu sorprende, lanciato questo giovane dal primo minuto!

Inter, Darmian dà forfait nel match contro il Torino: il motivo. Chivu lo sostituisce, lanciando questo giovane tra i titolari

Un imprevisto dell’ultimo minuto complica i piani dell’Inter a ridosso del fischio d’inizio dei quarti di finale di Coppa Italia. Nella delicata sfida da “dentro o fuori” contro il Torino, in programma questa sera nella cornice dell’U-Power Stadium, i nerazzurri dovranno fare a meno di uno dei loro pilastri: Matteo Darmian. La notizia è arrivata come una doccia fredda poco prima che le squadre scendessero in campo per il riscaldamento. Il club ha diramato una nota ufficiale per spiegare l’assenza del numero 36, costretto al forfait a causa di una sindrome gastrointestinale acuta.

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Emergenza in difesa: Chivu perde il suo “Jolly”

L’assenza di Darmian non è di poco conto per Cristian Chivu. Il tecnico nerazzurro perde infatti l’elemento più duttile della rosa. Darmian rappresenta da sempre l’ago della bilancia per la retroguardia, capace di agire sia da braccetto che da esterno a tutta fascia. In una competizione a eliminazione diretta come la Coppa Italia, dove l’attenzione ai dettagli è fondamentale, rinunciare alla sua affidabilità costringe lo staff tecnico a ridisegnare gli equilibri difensivi in fretta e furia.

La grande occasione per Kamate

L’emergenza apre però le porte alla “linea verde”. Per sostituire il veterano azzurro, Chivu ha deciso di puntare con coraggio su Issiaka Kamate. Il giovane laterale francese si ritrova titolare in una notte decisiva. Dotato di grande fisicità e propensione offensiva, Kamate dovrà dimostrare di avere la personalità giusta per reggere l’urto contro un Torino notoriamente ostico e organizzato, che cercherà di sfruttare ogni incertezza per strappare il pass per la semifinale.

Le condizioni di Darmian verranno rivalutate, ma per stasera la parola d’ordine è adattamento. L’Inter è chiamata a mostrare la profondità della sua rosa per superare l’ostacolo granata e proseguire la caccia al trofeo nazionale.

Formazioni ufficiali Inter Torino, le scelte di Chivu e Baroni per il match di Coppa Italia

Formazioni ufficiali Inter Torino, gli schieramenti scelti da Chivu e Baroni per la partita valida per i quarti di finale di Coppa Italia

Il Torino per scrivere un pezzo della propria storia, l’Inter per archiviare la pratica e poter ambire a un altro trofeo. Lo scontro si sposta eccezionalmente all’U-Power Stadium di Monza, lontano dalle mura di San Siro (impegnato per le Olimpiadi di Milano Cortina) resta ugualmente carico di tensione agonistica. In questa gara secca, i nerazzurri puntano sulla solidità del gruppo per confermare la propria egemonia, mentre i granata cercano l’impresa esterna che manca da tempo (l’ultima semifinale risale al ‘94). Sarà una sfida di nervi e tattica, dove la fame di Toro rimasto già orfano di obiettivi in campionato sfiderà la cinica ambizione della capolista. Non ci resta che dare un’occhiata ai titolari scelti da misterMarco Baroni e Cristian Chivu.

FORMAZIONI UFFICIALI INTER TORINO
INTER (3-5-2): 13 J. Martinez; 6 De Vrij, 15 Acerbi, 30 Carlos Augusto; 41 Kamate, 16 Frattesi, Mkhitaryan, 17 Diouf, 43 Cocchi; 9 Thuram, 14 Bonny. In panchina: 12 Di Gennaro, 40 Calligaris, 8 Sucic 10 Lautaro, 11 Luis Henrique, 31 Bisseck, 44 Berenbruch, 54 Bovo, 50 Cinquegrano, 51 Alexiou, 58 Topalovic, 94 Esposito, 95 Bastoni, Allenatore: Cristian Chivu.

TORINO (3-5-2): 1 Paleari; 35 Marianucci, 23 Coco, 61 Tameze; 16 Pedersen, 14 Anjorin, 4 Prati, 10 Vlasic, 33 Obrador; 17 Kulenovic, 92 Njie. In panchina: 81 Israel, 99 Siviero, 6 Ilkhan, 13 Maripan, 20 Lazaro, 25 Nkounkou, 77 Ebosse, 83 Perciun, 91 Zapata.

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Infortunio Di Lorenzo, il capitano del Napoli si è operato al piede sinistro! Le condizioni e i tempi di recupero, quando tornerà in campo

Infortunio Di Lorenzo, il capitano del Napoli è stato operato al piede sinistro! Le condizioni e i tempi di recupero, quando rientra

Arrivano notizie rassicuranti dall’infermeria del Napoli e dalla clinica Villa Angela, dove nel pomeriggio di oggi si è svolto l’atteso intervento chirurgico a Giovanni Di Lorenzo. Il capitano azzurro è finito sotto i ferri per risolvere definitivamente una problematica al piede sinistro che lo tormentava da tempo. L’operazione è stata eseguita dal dottor Ottorino Catani, specialista di fiducia, e si è conclusa nel migliore dei modi. L’intervento è perfettamente riuscito e non sono state registrate complicazioni, permettendo così al difensore di iniziare da subito il conto alla rovescia per il rientro in campo.

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La prognosi: 50 giorni per rivederlo in campo

A fare chiarezza sulle tempistiche e sulle modalità dell’operazione è stato lo stesso dottor Catani, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Il chirurgo ha spiegato la natura “correttiva” della procedura, necessaria per eliminare un difetto che causava dolore e limitava le prestazioni dell’atleta. La domanda che preme maggiormente ai tifosi e allo staff tecnico riguarda i tempi di recupero. La risposta è chiara: Per il pieno recupero saranno necessari circa cinquanta giorni. Di Lorenzo, dunque, dovrà osservare un periodo di riposo e riabilitazione di quasi due mesi prima di poter tornare a arare la fascia destra con la consueta intensità.

Il retroscena: il collegamento con l’infortunio al ginocchio

Il dottor Catani ha poi svelato un dettaglio medico molto interessante che collega l’operazione odierna all’infortunio rimediato dal giocatore sabato scorso. Secondo il chirurgo, la distorsione al ginocchio non sarebbe stata casuale: Ritengo che la distorsione rimediata sabato scorso sia stata influenzata anche dal timore di farsi nuovamente male al piede. In sostanza, il capitano avrebbe inconsciamente modificato la sua postura o il suo appoggio per proteggere il piede dolorante, esponendo così il ginocchio a un movimento innaturale. Con questo intervento, il Napoli conta di riavere per il finale di stagione un Di Lorenzo finalmente libero da dolori e condizionamenti psicologici, pronto a guidare la difesa nella volata finale.

Maldini inizia una nuova avventura! Progetto ambizioso negli Emirati Arabi per l’ex Milan, ecco di cosa si tratta

Maldini ha dato il via ad una nuova avventura! Progetto ambizioso negli Emirati Arabi per l’ex Milan, di cosa stiamo parlando

Dal rettangolo verde ai grattacieli del Medio Oriente, la classe resta immutata. Paolo Maldini, iconico capitano del Milan e della Nazionale italiana, nonché ex Direttore dell’Area Tecnica rossonera capace di riportare lo Scudetto a Milano nel 2022, si lancia in una nuova, ambiziosa sfida professionale. Lontano dalle scrivanie di Casa Milan, Maldini ha ufficializzato il suo ingresso nel mondo del real estate di altissimo profilo, prendendo parte al nuovo progetto NH Collection situato sulla prestigiosa Al Marjan Island, negli Emirati Arabi Uniti.

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Un investimento da 100 milioni di dollari

Sviluppato da RRS International Development, il progetto rappresenta un investimento complessivo stimato in circa 100 milioni di dollari. Si tratta di un complesso ibrido che segna il debutto del marchio NH Collection sull’isola artificiale dell’emirato di Ras Al Khaimah. La struttura, il cui completamento è previsto per il 2027, includerà 121 camere d’albergo di lusso e 36 residenze private “branded”, destinate a una clientela d’élite. L’operazione ha già attirato l’attenzione degli investitori internazionali, ingolositi anche dalla possibilità di ottenere il “Golden Visa” degli Emirati Arabi tramite l’acquisto delle unità immobiliari.

Design futuristico e piscine sospese

L’edificio, progettato dal rinomato studio B8 Architecture, si distingue per un’estetica che richiama le onde del mare circostante. Non si tratta solo di cemento, ma di un vero hub del lifestyle: sono previsti oltre 20 servizi esclusivi condivisi tra ospiti dell’hotel e proprietari di casa. Tra le attrazioni più spettacolari spiccano una piscina sospesa a livello del podio e una infinity pool panoramica sul tetto, concepita come un’installazione d’arte cinetica. Completano l’offerta giardini zen, ristoranti gourmet e aree wellness.

La visione di Maldini

“Il progetto combina gli standard di un marchio internazionale con un approccio lifestyle”, ha sottolineato Maldini, confermando la sua volontà di legare il proprio nome a iniziative che uniscano eccellenza e visione a lungo termine. Dopo aver scritto la storia del calcio, l’eterno numero 3 punta ora a lasciare il segno anche nell’imprenditoria globale.

Calciomercato Juventus: colpo Senesi a parametro zero? Ultimissimi aggiornamenti sulla trattativa per il difensore

Calciomercato Juventus: arriva Marcos Senesi a parametro zero? Gli aggiornamenti sulla trattativa per il difensore argentino

Archiviata la sessione invernale, il calciomercato Juventus non perde tempo e sposta immediatamente il mirino sulla programmazione della stagione 2026/2027. Secondo le ultime indiscrezioni rilanciate dal Corriere dello Sport e confermate dai media britannici, la dirigenza bianconera ha individuato il rinforzo ideale per blindare la retroguardia: Marcos Senesi. Il nome del difensore argentino è balzato in cima alla lista delle priorità della Continassa. La strategia è chiara: anticipare la concorrenza internazionale e assicurarsi un profilo di spessore internazionale a parametro zero. Senesi, infatti, ha il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno e ha già comunicato ufficialmente al Bournemouth la sua volontà irrevocabile di non rinnovare, indicando la Serie A come destinazione preferita per il prosieguo della sua carriera.

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Il profilo ideale per Spalletti

La scelta di puntare sul classe 1997 non è casuale. Marcos Senesi rappresenta l’elemento perfetto per lo scacchiere tattico di Luciano Spalletti. L’allenatore toscano avrebbe dato il suo pieno assenso all’operazione. L’argentino andrebbe a colmare la lacuna del “braccetto” mancino o del centrale di impostazione, portando in dote l’esperienza maturata in anni di battaglie in Premier League e in Eredivisie (con il Feyenoord).

Il fattore passaporto: un assist burocratico

A spianare la strada verso Torino c’è un dettaglio fondamentale che fa pendere l’ago della bilancia a favore della “Vecchia Signora”: il passaporto italiano. Grazie alla doppia cittadinanza, il tesseramento di Senesi non andrebbe a occupare uno dei preziosi slot riservati ai calciatori extracomunitari. Questo “vantaggio burocratico” permette alla Juventus di chiudere l’operazione con leggerezza, mantenendo la libertà di manovra per altri obiettivi di mercato provenienti da campionati extra-UE. I contatti sono già in fase avanzata: l’obiettivo di Ottolini e Comolli è formalizzare l’intesa nelle prossime settimane, blindando uno dei difensori più affidabili d’Europa senza sborsare un euro per il cartellino.

Roma, i Friedkin sbarcano nella Major League Baseball? Spunta il concreto interesse per acquistare questa squadra. La rivelazione

Roma, i Friedkin si tuffano anche nella Major League Baseball? Concreto interesse per acquistare questa squadra. Tutti i dettagli

La partita si sposta dal prato verde al diamante. Due dei più influenti proprietari del calcio europeo, attivi tra Serie A e Premier League, sono pronti a sfidarsi per l’acquisizione di uno dei gioielli della Major League Baseball (MLB). Secondo quanto riportato dall’autorevole portale Sportico, Dan Friedkin e José E. Feliciano hanno manifestato un concreto interesse per l’acquisto dei San Diego Padres.

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I contendenti: imperi sportivi in espansione

Da una parte c’è Dan Friedkin, il magnate texano presidente del Friedkin Group e proprietario dell’AS Roma (dove ha investito oltre un miliardo di euro) e, dalla fine del 2024, anche dell’Everton. Con un patrimonio stimato da Forbes in 10 miliardi di dollari, Friedkin sta consolidando la sua presenza nello sport globale attraverso la sua divisione “Pursuit Sports”, dopo aver tentato anche l’assalto ai Boston Celtics e a una franchigia NHL. Dall’altra parte c’è José E. Feliciano, co-fondatore di Clearlake Capital e figura chiave nella proprietà del Chelsea. Con un patrimonio di circa 3,9 miliardi, Feliciano rappresenta l’altra grande forza finanziaria in gioco in un processo di vendita che vede coinvolto anche Joe Lacob, proprietario dei Golden State Warriors (NBA).

Le cifre e il contesto: un affare da record?

I San Diego Padres rappresentano un asset di primissimo piano. Valutati da Sportico circa 2,31 miliardi di dollari (+14% rispetto all’anno scorso), i Padres vengono da una stagione 2025 straordinaria, con un’affluenza di 3,44 milioni di spettatori (secondi solo ai Dodgers) e ricavi lordi superiori ai 500 milioni. La vendita potrebbe avvicinarsi o superare il record di 2,42 miliardi pagati da Steve Cohen per i New York Mets nel 2020.

Il retroscena: la faida familiare

La decisione di mettere sul mercato la franchigia nasce da una complessa vicenda legale interna alla famiglia del defunto proprietario Peter Seidler, scomparso nel 2023. La vedova, Sheel Kamal Seidler, ha avviato una causa contro i cognati per la gestione del trust, portando inevitabilmente alla liquidazione dell’asset principale: la squadra di baseball. Per Friedkin e Feliciano, l’acquisto dei Padres non sarebbe solo un investimento, ma la conferma di una strategia che vede i “padroni del calcio” diversificare sempre più i loro portafogli nel ricco mercato sportivo statunitense.

Cristiano Ronaldo, terremoto in Arabia: CR7 allo scontro totale con l’Al-Nassr. “Sciopero” per colpa di…Benzema, cosa è successo – VIDEO

Cristiano Ronaldo è andato allo scontro totale con l’Al-Nassr. “Sciopero” del fuoriclasse portoghese per colpa di…Benzema, cosa è successo

Il calciomercato invernale in Arabia Saudita si è chiuso lasciando macerie e polemiche all’interno dell’Al-Nassr. Quello che doveva essere il campionato della consacrazione definitiva per Cristiano Ronaldo si sta trasformando in una polveriera. Il cinque volte Pallone d’Oro avrebbe messo in atto un vero e proprio “sciopero”, rifiutandosi di scendere in campo nell’ultimo impegno della squadra. La causa scatenante della furia del portoghese ha un nome e un cognome: Karim Benzema.

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Il motivo della rottura: la gestione del fondo PIF

La pietra dello scandalo è l’approdo dell’attaccante francese, ex compagno di CR7 al Real Madrid, alla capolista Al-Hilal. Ronaldo non ha digerito il fatto che il Fondo Sovrano PIF, che detiene la proprietà delle quattro squadre principali del paese (Al-Nassr, Al-Hilal, Al-Ittihad, Al-Ahli), abbia finanziato un rinforzo stellare per i diretti rivali al titolo, lasciando invece l’Al-Nassr immobile sul mercato. Sentendosi tradito e non supportato nella corsa ai trofei (la sua bacheca saudita è ancora ferma a zero titoli maggiori), Ronaldo ha reagito con un gesto di insubordinazione clamoroso, mettendo la dirigenza con le spalle al muro.

Clausola segreta e scenari futuri: c’è l’America?

Nonostante un contratto faraonico da 200 milioni di euro a stagione, la frattura sembra ormai insanabile. Fonti vicine al giocatore parlano dell’esistenza di una clausola segreta che permetterebbe a Ronaldo di liberarsi a parametro zero in estate in caso di “mancati obiettivi sportivi o progettuali”. Se l’addio a giugno appare scritto, si apre ora il toto-destinazione. Il cuore suggerisce un ritorno romantico allo Sporting Lisbona, per chiudere il cerchio dove tutto è iniziato, ma questa scelta comporterebbe un taglio drastico dell’ingaggio. La ragione economica potrebbe spingerlo verso un altro top club arabo, ma l’ipotesi più affascinante porta oltreoceano.

La MLS è pronta a fare follie per regalare al mondo l’ultimo ballo: Cristiano Ronaldo contro Lionel Messi. La stella argentina dell’Inter Miami attende il rivale di sempre per un duello che rappresenterebbe l’evento mediatico e sportivo del secolo negli Stati Uniti, in vista del Mondiale 2026. Oggi intanto CR7 è tornato ad allenarsi, ma il futuro rimane in bilico…

Fusi: «Al Torino serve ritrovare entusiasmo. Vi racconto quando ho letto i nomi a Superga» – ESCLUSIVA

Luca Fusi in esclusiva, dalla fotografia della Serie A al passato al Torino (dentro e fuori dal campo), fino al commento sulla nazionale

Serve “un segnale” per cambiare la stagione, ci dice Luca Fusi in merito al – sicuramente scialbo e fin qui poco interessante – campionato del Torino. Una scossa che, se lo augura buona parte della tifoseria granata, potrebbe arrivare questa sera in occasione del match di Coppa Italia (valido per i quarti della competizione) che i piemontesi disputeranno contro l’Inter. In attesa del calcio d’inizio della partita l’ex centrocampista del Toro si è offerto di rilasciare alcune dichiarazioni per le colonne di CalcioNews24. Dalla fotografia del campionato ai ricordi (calcistici e non) del suo passato al Torino, con un pensiero anche sulla Nazionale italiana. Le parole di Luca Fusi.

Buongiorno Luca Fusi, iniziamo dal nostro campionato. A ruota libera: cosa l’ha sorpresa di questa stagione?
«In questo periodo sicuramente la sorpresa è il Como. Per il suo modo di giocare, per il suo modo di interpretare le partite. Anche se magari resta il piccolo neo di non avere italiani in campo».

Lei è nato a Lecco, ha giocato nel Como e lega la sua storia (specialmente al Torino). Di recente abbiamo visto un Como-Torino terminare 6-0, impressionato?
«Lascia impressionati per come il Como sta giocando, per come interpreta le partite. Perché cerca sempre di giocare, di fare la sua partita senza guardare chi ha di fronte. Ed esprime sicuramente un ottimo calcio».

D’altro canto abbiamo un Torino che alterna (poche) prestazioni convincenti a (tante) debacle. Come valuta la stagione dei piemontesi?
«Sì, sì, ho seguito. Non sta facendo una stagione positiva. Ad un certo punto della stagione sembrava potesse esserci un’inversione di marcia, invece poi sono tornati dei risultati negativi che hanno riportato un po’ di malumore all’interno della tifoseria… che da troppi anni sta vivendo delle stagioni anonime e questo non fa parte del DNA del tifoso granata».

Dagli undici gol subiti dal Como in due gare, al 5-0 con l’Inter alla prima partita stagionale. Quando il Toro perde spesso lo fa rovinosamente. Come se lo spiega?
«Ma sai, a volte in una partita capitano degli episodi che determinano i risultati. Ad esempio il terzo gol del Como su rigore ha dato il là a tutto, se ci fosse stato prima un episodio a favore del Torino magari si sarebbe riaperta la partita. Diciamo che l’ambiente attraversa un momento delicato dove ogni cosa viene presa in maniera negativa e questo finora non ha dato il là per potersi riprendere. Però la stagione è ancora lunga, speriamo che possa arrivare quel segnale che possa ridare a tutto l’ambiente quell’entusiasmo che serve».

Lei ha sempre ricordato i suoi momenti a Torino con piacere. In una costellazione di istantanee, se dovesse sceglierne una?
«Io ho sempre detto che al Torino ho vissuto momenti bellissimi in campo, con tante soddisfazioni. Ma la cosa più bella – e che mi ha dato davvero un brivido – è quando da capitano ho potuto leggere i nomi del Grande Torino a Superga, per la celebrazione. Questa per me rimane una cosa che accade davvero a pochi, per questo resta un ricordo indelebile».

Qualcosa che, immagino, vada anche oltre il campo…
«Certo, quel momento ti dà quel trasporto giusto per capire cosa rappresenti quando indossi quella maglia. Non rappresenti solo te stesso, non rappresenti solo quel momento, ma rappresenti anni di storia. Rappresenti anche quello che hanno fatto tutti questi campioni che sono prematuramente scomparsi».

Dal granata passiamo all’azzurro, con Gattuso la Nazionale spera di inaugurare un nuovo ciclo. Pareri?
«C’è molto entusiasmo per la voglia di raggiungere un risultato importante come quello di tornare ai Mondiali. Tutto passa dal centrare questa qualificazione dopo tanti anni in cui siamo mancati a questo appuntamento. È normale che tutti stiano seguendo con passione e con trasporto tutto quello che sta succedendo. Si spera che – al di là di tutto – ci sia anche quel pizzico di fortuna che possa portare questa Nazionale a disputare nuovamente un Mondiale, una cosa a cui l’Italia calcistica non può rinunciare. Penso che per tutto quello che gira anche intorno al mondo del calcio è importante che l’Italia sia presente in questa manifestazione. Anche per ridare nuovo entusiasmo al nostro calcio».

Concludiamo con una battuta. Abbiamo analizzato campionato e nazionale, ma se dovesse farmi un nome… chi è il Luca Fusi di oggi?
«Ognuno ha le proprie caratteristiche, ma se proprio devo guardare… un po’ mi rivedo in Lobotka che gioca al Napoli. E’ un giocatore che magari fa un gol all’anno, ma un gol che può portare a punti importanti. Un giocatore che cerca di giocare per la squadra. Anche se logicamente lui ha molte più qualità a livello tecnico… Un giocatore che con le proprie caratteristiche cerca di giocare per la squadra ecco, pur non realizzando troppi gol».

Si ringrazia Luca Fusi per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.

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