Pagina 349 – Calcio News 24

Cristiano Ronaldo, terremoto in Arabia: CR7 allo scontro totale con l’Al-Nassr. “Sciopero” per colpa di…Benzema, cosa è successo – VIDEO

Cristiano Ronaldo è andato allo scontro totale con l’Al-Nassr. “Sciopero” del fuoriclasse portoghese per colpa di…Benzema, cosa è successo

Il calciomercato invernale in Arabia Saudita si è chiuso lasciando macerie e polemiche all’interno dell’Al-Nassr. Quello che doveva essere il campionato della consacrazione definitiva per Cristiano Ronaldo si sta trasformando in una polveriera. Il cinque volte Pallone d’Oro avrebbe messo in atto un vero e proprio “sciopero”, rifiutandosi di scendere in campo nell’ultimo impegno della squadra. La causa scatenante della furia del portoghese ha un nome e un cognome: Karim Benzema.

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Il motivo della rottura: la gestione del fondo PIF

La pietra dello scandalo è l’approdo dell’attaccante francese, ex compagno di CR7 al Real Madrid, alla capolista Al-Hilal. Ronaldo non ha digerito il fatto che il Fondo Sovrano PIF, che detiene la proprietà delle quattro squadre principali del paese (Al-Nassr, Al-Hilal, Al-Ittihad, Al-Ahli), abbia finanziato un rinforzo stellare per i diretti rivali al titolo, lasciando invece l’Al-Nassr immobile sul mercato. Sentendosi tradito e non supportato nella corsa ai trofei (la sua bacheca saudita è ancora ferma a zero titoli maggiori), Ronaldo ha reagito con un gesto di insubordinazione clamoroso, mettendo la dirigenza con le spalle al muro.

Clausola segreta e scenari futuri: c’è l’America?

Nonostante un contratto faraonico da 200 milioni di euro a stagione, la frattura sembra ormai insanabile. Fonti vicine al giocatore parlano dell’esistenza di una clausola segreta che permetterebbe a Ronaldo di liberarsi a parametro zero in estate in caso di “mancati obiettivi sportivi o progettuali”. Se l’addio a giugno appare scritto, si apre ora il toto-destinazione. Il cuore suggerisce un ritorno romantico allo Sporting Lisbona, per chiudere il cerchio dove tutto è iniziato, ma questa scelta comporterebbe un taglio drastico dell’ingaggio. La ragione economica potrebbe spingerlo verso un altro top club arabo, ma l’ipotesi più affascinante porta oltreoceano.

La MLS è pronta a fare follie per regalare al mondo l’ultimo ballo: Cristiano Ronaldo contro Lionel Messi. La stella argentina dell’Inter Miami attende il rivale di sempre per un duello che rappresenterebbe l’evento mediatico e sportivo del secolo negli Stati Uniti, in vista del Mondiale 2026. Oggi intanto CR7 è tornato ad allenarsi, ma il futuro rimane in bilico…

Fusi: «Al Torino serve ritrovare entusiasmo. Vi racconto quando ho letto i nomi a Superga» – ESCLUSIVA

Luca Fusi in esclusiva, dalla fotografia della Serie A al passato al Torino (dentro e fuori dal campo), fino al commento sulla nazionale

Serve “un segnale” per cambiare la stagione, ci dice Luca Fusi in merito al – sicuramente scialbo e fin qui poco interessante – campionato del Torino. Una scossa che, se lo augura buona parte della tifoseria granata, potrebbe arrivare questa sera in occasione del match di Coppa Italia (valido per i quarti della competizione) che i piemontesi disputeranno contro l’Inter. In attesa del calcio d’inizio della partita l’ex centrocampista del Toro si è offerto di rilasciare alcune dichiarazioni per le colonne di CalcioNews24. Dalla fotografia del campionato ai ricordi (calcistici e non) del suo passato al Torino, con un pensiero anche sulla Nazionale italiana. Le parole di Luca Fusi.

Buongiorno Luca Fusi, iniziamo dal nostro campionato. A ruota libera: cosa l’ha sorpresa di questa stagione?
«In questo periodo sicuramente la sorpresa è il Como. Per il suo modo di giocare, per il suo modo di interpretare le partite. Anche se magari resta il piccolo neo di non avere italiani in campo».

Lei è nato a Lecco, ha giocato nel Como e lega la sua storia (specialmente al Torino). Di recente abbiamo visto un Como-Torino terminare 6-0, impressionato?
«Lascia impressionati per come il Como sta giocando, per come interpreta le partite. Perché cerca sempre di giocare, di fare la sua partita senza guardare chi ha di fronte. Ed esprime sicuramente un ottimo calcio».

D’altro canto abbiamo un Torino che alterna (poche) prestazioni convincenti a (tante) debacle. Come valuta la stagione dei piemontesi?
«Sì, sì, ho seguito. Non sta facendo una stagione positiva. Ad un certo punto della stagione sembrava potesse esserci un’inversione di marcia, invece poi sono tornati dei risultati negativi che hanno riportato un po’ di malumore all’interno della tifoseria… che da troppi anni sta vivendo delle stagioni anonime e questo non fa parte del DNA del tifoso granata».

Dagli undici gol subiti dal Como in due gare, al 5-0 con l’Inter alla prima partita stagionale. Quando il Toro perde spesso lo fa rovinosamente. Come se lo spiega?
«Ma sai, a volte in una partita capitano degli episodi che determinano i risultati. Ad esempio il terzo gol del Como su rigore ha dato il là a tutto, se ci fosse stato prima un episodio a favore del Torino magari si sarebbe riaperta la partita. Diciamo che l’ambiente attraversa un momento delicato dove ogni cosa viene presa in maniera negativa e questo finora non ha dato il là per potersi riprendere. Però la stagione è ancora lunga, speriamo che possa arrivare quel segnale che possa ridare a tutto l’ambiente quell’entusiasmo che serve».

Lei ha sempre ricordato i suoi momenti a Torino con piacere. In una costellazione di istantanee, se dovesse sceglierne una?
«Io ho sempre detto che al Torino ho vissuto momenti bellissimi in campo, con tante soddisfazioni. Ma la cosa più bella – e che mi ha dato davvero un brivido – è quando da capitano ho potuto leggere i nomi del Grande Torino a Superga, per la celebrazione. Questa per me rimane una cosa che accade davvero a pochi, per questo resta un ricordo indelebile».

Qualcosa che, immagino, vada anche oltre il campo…
«Certo, quel momento ti dà quel trasporto giusto per capire cosa rappresenti quando indossi quella maglia. Non rappresenti solo te stesso, non rappresenti solo quel momento, ma rappresenti anni di storia. Rappresenti anche quello che hanno fatto tutti questi campioni che sono prematuramente scomparsi».

Dal granata passiamo all’azzurro, con Gattuso la Nazionale spera di inaugurare un nuovo ciclo. Pareri?
«C’è molto entusiasmo per la voglia di raggiungere un risultato importante come quello di tornare ai Mondiali. Tutto passa dal centrare questa qualificazione dopo tanti anni in cui siamo mancati a questo appuntamento. È normale che tutti stiano seguendo con passione e con trasporto tutto quello che sta succedendo. Si spera che – al di là di tutto – ci sia anche quel pizzico di fortuna che possa portare questa Nazionale a disputare nuovamente un Mondiale, una cosa a cui l’Italia calcistica non può rinunciare. Penso che per tutto quello che gira anche intorno al mondo del calcio è importante che l’Italia sia presente in questa manifestazione. Anche per ridare nuovo entusiasmo al nostro calcio».

Concludiamo con una battuta. Abbiamo analizzato campionato e nazionale, ma se dovesse farmi un nome… chi è il Luca Fusi di oggi?
«Ognuno ha le proprie caratteristiche, ma se proprio devo guardare… un po’ mi rivedo in Lobotka che gioca al Napoli. E’ un giocatore che magari fa un gol all’anno, ma un gol che può portare a punti importanti. Un giocatore che cerca di giocare per la squadra. Anche se logicamente lui ha molte più qualità a livello tecnico… Un giocatore che con le proprie caratteristiche cerca di giocare per la squadra ecco, pur non realizzando troppi gol».

Si ringrazia Luca Fusi per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.

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Diaby Inter, a gennaio è stato vicinissimo! La rivelazione a sorpresa

Diaby Inter, a gennaio è stato vicinissimo! La rivelazione a sorpresa sul colpo sfumato per la fascia destra dei nerazzurri

Il mercato di gennaio dell’Inter si è chiuso senza nuovi volti alla Pinetina, ma la calma apparente di queste settimane ha nascosto una tempesta di trattative rimaste sottotraccia fino all’ultimo istante. A svelare i retroscena di una sessione invernale che avrebbe potuto stravolgere la fisionomia della squadra di Chivu è stato Filippo Conticello. Il giornalista de La Gazzetta dello Sport, intervenuto nel podcast “La Tripletta”, ha definito “assurdo” l’operato del club di Viale della Liberazione, sottolineando la discrepanza tra l’immobilismo finale e l’iperattività dirigenziale.

L’ANALISI – «Un mercato assurdo quello dell’Inter, perché ha trattato tantissimi giocatori, tutti a un passo, arrivi zero».

Il caso Diaby: l’affare sfumato al fotofinish

Il nome più caldo, capace di accendere la fantasia dei tifosi della Beneamata, è stato quello di Moussa Diaby. L’esterno offensivo francese, attualmente in forza all’Al-Ittihad dopo le esperienze con Bayer Leverkusen e Aston Villa, era il prescelto per dare imprevedibilità all’attacco. La trattativa era in stato avanzatissimo, ma si è arenata sulla formula del trasferimento.

RETROSCENA DIABY – «Quanto è stata vicina l’Inter a Diaby? Molto, molto: il giocatore spingeva, era tutto fatto lato giocatore, ma ad un certo punto la formula proposta, che era un prestito prima con diritto che poi diventava obbligo dopo un determinato numero di presenze, non convinceva i sauditi, che non hanno dato l’ok».

Sliding doors: Frattesi, Jones e il Nottingham

Non solo Diaby. I dirigenti meneghini hanno sondato diverse piste di alto profilo, da Joao Cancelo, terzino portoghese dall’enorme bagaglio tecnico, al possibile ritorno del croato Ivan Perisic. Ma il vero snodo cruciale ha riguardato il centrocampo, con un incastro internazionale che avrebbe coinvolto Curtis Jones, talento cristallino del Liverpool, e Davide Frattesi. L’arrivo dell’inglese era vincolato alla cessione della mezzala della Nazionale azzurra, corteggiata dalla Premier League.

LE ALTRE PISTE – «Ma prima di lui ci sono stati Cancelo, Perisic e Jones: qualora fosse arrivato Jones, Frattesi sarebbe andato al Nottingham. La rosa dell’Inter poteva cambiare profondamente invece rimane esattamente la stessa».

Inzaghi si ritrova dunque con la stessa rosa di inizio stagione, dopo aver sfiorato una rivoluzione tecnica che avrebbe ridisegnato gli equilibri tattici dei vicecampioni d’Italia.

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Carnesecchi alla vigilia di Atalanta Juve: «Vogliamo fare bene in Coppa Italia, vi svelo il segreto sui rigori parati»

Il portiere dell’Atalanta, Marco Carnesecchi, ha voluto dire la sua alla vigilia del quarto di finale di Coppa Italia contro la Juventus

L’attesa per la Coppa Italia cresce e l’Atalanta chiama a raccolta i suoi leader per sfatare un tabù storico. Marco Carnesecchi, talentuoso portiere dei Bergamaschi, ha analizzato ai microfoni di Sportmediaset l’importanza della competizione, definendola un obiettivo cruciale e non un semplice contorno alla stagione. L’estremo difensore ha ammesso che il ricordo delle tre finali perse nelle recenti edizioni genera una pressione inevitabile, ma ha sottolineato come questa tensione debba trasformarsi in energia positiva per superare il turno contro un avversario di alto livello.

Il numero uno della Dea ha poi predicato equilibrio e concentrazione in vista del match di domani sera. Tornando sulla sua recente prestazione contro il Como, Carnesecchi ha evidenziato la necessità di archiviare subito quanto fatto per mantenere i piedi ben saldi a terra ed evitare pericolosi cali di tensione. La squadra, secondo il guardiapali, è carica e pronta a battagliare per regalare una gioia al popolo nerazzurro.

PAROLE – «C’è tanta voglia di fare bene in questo trofeo. Per noi sarà una gara importante per passare il turno. La parata su Ramon contro il Como? Un grandissimo intervento bello da vedere. E’ un atteggiamento che dà coraggio ai compagni, per questo sono felice. Sono cose che servono, che fanno crescere e che fanno prendere consapevolezza. C’è tanto studio dietro i rigori. Prima della partita si fanno riunioni per quello. Poi guardi il cronometro, se accade qualcosa al 95′ gli studi dei giorni prima vanno un po’ in disparte. Lì c’è anche un po’ di istinto, c’è lettura del corpo e bravura nell’aspettare fino all’ultimo. Niente stage in Nazionale?».

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Verona, Zanzi convinto: «Investiti 35 milioni, Sammarco scelta giusta! Ecco perché»

Verona, Zanzi convinto: «Investiti 35 milioni, Sammarco scelta giusta! Ecco perché». Le parole del presidente esecutivo

Italo Zanzi, presidente esecutivo dell’Hellas Verona, ha analizzato il momento delicato del club respingendo le critiche sulla gestione economica. In conferenza stampa, il dirigente ha rivendicato gli sforzi della proprietà, sottolineando investimenti complessivi per 35 milioni di euro tra estate e inverno. Nonostante la classifica preoccupante, gli Scaligeri non alzano bandiera bianca e credono ancora nella permanenza nella massima serie.

Il focus si è poi spostato sull’esonero di Paolo Zanetti: una decisione sofferta ma ritenuta indispensabile per provare a invertire la rotta. Al suo posto è stato promosso Paolo Sammarco, ex tecnico della Primavera. Una scelta pragmatica, dettata dalla necessità di vincere subito: pur con l’etichetta “ad interim”, l’ex centrocampista è considerato l’uomo giusto per la sua profonda conoscenza dell’ambiente, preferito a nomi più blasonati per tentare l’impresa salvezza.

PAROLE – «Non è vero che non abbiamo reinvestito, al contrario, nel mercato estivo e invernale abbiamo investito 35 milioni di euro. Nel calcio come sapete non è sempre la cifra ad essere determinante. Il progetto è sempre basato sulle decisioni responsabili da prendere, non dipende dalla classifica, con massima fiducia nel direttore sportivo. Ora siamo in una situazione di classifica difficile, ma ma nessuno sta alzando bandiera bianca. Non è che siamo già retrocessi. Non è stata una scelta facile, Zanetti ha dato tutto per questa squadra, gli auguriamo tutto il meglio. A volte nel calcio per cambiare la situazione bisogna fare un cambio. Fino a quando abbiamo condiviso questa scelta, di fare un cambio. Sammarco per noi è la scelta giusta. In questi momenti non si cerca uno che dia un’immagine diversa. Noi dobbiamo vincere e per farlo lui è la scelta giusta. Conosce bene l’ambiente, è pronto subito. Abbiamo fatto una scelta velocissima, per questo il termine “ad interim”»

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Convocati Torino per l’Inter, le scelte di Baroni per la Coppa Italia: l’elenco completo. Out Casadei! Il motivo

Convocati Torino per l’Inter, le scelte di Baroni per la Coppa Italia: l’elenco completo dei 21 calciatori a disposizione dei granata

All’U-Power Stadium di Monza, va in scena stasera il quarto di finale di Coppa Italia tra l’Inter e il Torino. Trasferta forzata per via delle Olimpiadi. Nella lista dei convocati diramata da Marco Baroni, tecnico granata, spicca l’assenza di Cesare Casadei: l’ex centrocampista della Primavera nerazzurra salterà la sfida contro il suo passato a causa di un attacco febbrile.

ll tecnico Marco Baroni ha selezionato 21 calciatori per i Quarti di Finale della Coppa Italia Frecciarossa contro l’Inter:    

Adams 
Anjorin
Coco  
Ebosse
Ilkhan
Israel
Kulenovic  
Lazaro  
Marianucci
Maripan  
Njie
Nkounkou
Obrador
Paleari
Pedersen
Perciun
Prati
Siviero
Tameze 
Vlasic 
Zapata

Casadei questa mattina non è partito per Monza per un attacco febbrile.

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Mercato Milan, Tare guarda al futuro: Kostic resta un pallino per l’estate! Previsto un nuovo assalto

Mercato Milan, Tare guarda al futuro: Kostic resta un pallino per l’estate! Previsto un nuovo assalto: il piano d’azione per l’attaccante

Il gong del mercato invernale ha decretato la fine delle trattative immediate, ma non ha spento i radar del Milan su uno dei prospetti più interessanti del panorama internazionale. Il nome caldo resta quello di Andrej Kostic, attaccante classe 2007 in forza al Partizan Belgrado. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Matteo Moretto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, la dirigenza di Via Aldo Rossi ha tentato un affondo concreto nelle ultime ore della sessione, mettendo sul piatto un’offerta tra i 4 e i 5 milioni di euro. Una proposta rispedita al mittente dal club serbo, che ha mantenuto alte le pretese chiedendo circa 10 milioni, cifra gonfiata dalla necessità di corrispondere una percentuale sulla rivendita alla precedente società del ragazzo.

Il percorso nel “Milan Futuro”

Nonostante il mancato accordo, il Diavolo non ha intenzione di mollare la presa. Il progetto tecnico studiato per il ragazzo era, e resta, molto chiaro: l’idea è quella di aggregarlo inizialmente al “Milan Futuro“, la seconda squadra guidata da Massimo Oddo. L’ex terzino campione del mondo avrebbe il compito di far maturare il giovane in un contesto formativo come la Serie D, permettendogli di adattarsi al calcio italiano senza pressioni eccessive. Solo in un secondo momento avverrebbe il graduale inserimento in prima squadra sotto l’occhio vigile di Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese, noto per la sua gestione pragmatica dei giovani, apprezza i profili fisici e strutturati, caratteristiche che il ragazzo possiede in abbondanza.

Identikit di un predestinato

Alto 1,88 metri, il talento montenegrino è un centravanti moderno, abile nel gioco aereo e dotato di un fiuto del gol non comune, come dimostrano le 9 reti messe a segno in 27 presenze stagionali con una media realizzativa impressionante. La strategia del Milan per le prossime settimane è quella di giocare d’anticipo sulla folta concorrenza europea, provando a bloccare il giocatore subito in vista di luglio. La suggestione è forte anche per via dell’agente, Darko Ristic, lo stesso procuratore che cura gli interessi di Dusan Vlahovic, un dettaglio che alimenta i paragoni con il bomber della Juventus e certifica le ambizioni del club meneghino.

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Benzema Al Hilal, la stella francese si presenta: «Questo club è il Real Madrid d’Asia!»

Benzema Al Hilal, la stella francese si presenta: «Questo club è il Real Madrid d’Asia!»

L’Al-Hilal piazza il colpo da novanta e regala a Simone Inzaghi un rinforzo di prestigio assoluto. La corazzata di Riad ha ufficializzato l’ingaggio di Karim Benzema, Pallone d’Oro 2022 e leggenda del calcio mondiale. L’attaccante francese ha firmato un contratto che lo legherà alla squadra guidata dal tecnico piacentino, ex condottiero dell’Inter, fino al giugno 2027.

Nelle sue prime dichiarazioni ai canali ufficiali, il bomber classe 1987 non ha nascosto la propria soddisfazione, arrivando a paragonare il suo nuovo club proprio ai Blancos per prestigio e bacheca. Benzema ha definito i Sauditi come il Real Madrid del continente asiatico, sottolineandone la grandezza storica e la mentalità vincente, pronto a trascinare la formazione di Inzaghi verso nuovi trionfi.

PAROLE – «Sono molto felice di far parte dell’Al-Hilal. È una squadra superba, con una grande storia e molti trofei. È come il Real Madrid, ma in Asia».

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Udinese, il dg Collavino sui nuovi acquisti: «Arizala e Mlacic colpi su cui programmare il futuro, su Zaniolo vi dico questo»

Il direttore generale dell’Udinese, Franco Collavino, è intervenuto in conferenza stampa per fare un bilancio sul mercato invernale

Il direttore generale dell’Udinese, Franco Collavino, ha tracciato un bilancio positivo della sessione invernale. La rosa dei Friulani, rinforzata dai giovani Arizala e Mlacic, punta ora alla parte sinistra della classifica e a una salvezza anticipata. Il dirigente ha inoltre rassicurato sulle condizioni di Nicolò Zaniolo: il fantasista ex Roma, reduce da un infortunio, sta lavorando intensamente per il rientro.

PAROLE – «Giocatori come Atta, Ekkelenkamp, Solet, Okoye fanno parte di una rosa ben ampia, ulteriormente allargata con due acquisti: Arizala e Mlacic sono due giovani di prospettiva su cui possiamo programmare il futuro. Dal nostro punto di vista la parte sinistra della classifica dovrebbe essere a portata di mano, ma non la viviamo come motivo d’ansia. Zaniolo? E’ stato fuori 18 giorni per infortunio, sta lavorando con grande intensità. Il nostro obiettivo era quello di migliorare, cercare di anticipare il più possibile il discorso salvezza, e sono due cose rispettate».

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Infortunio Ter Stegen, che tegola per il Girona: c’è lesione al tendine d’Achille! La nota del club

Infortunio Ter Stegen, che tegola per il Girona: c’è lesione al tendine d’Achille! La nota del club spagnolo e i tempi di recupero

Tegola pesantissima per il Girona e per la carriera di Marc-André ter Stegen. L’avventura del portiere tedesco, approdato in prestito nel club catalano per rilanciarsi, subisce una brusca e dolorosa frenata. Durante la recente sfida di campionato contro il Real Oviedo, l’estremo difensore classe 1992 ha riportato una lesione al tendine d’Achille sinistro, un infortunio che fa temere un lunghissimo stop.

La società biancorossa ha confermato la gravità della situazione attraverso un bollettino medico ufficiale, annunciando che l’ex numero uno del Barcellona finirà sotto i ferri nella giornata di venerdì per la necessaria operazione chirurgica. Sulle tempistiche del rientro vige ancora massima cautela: la prognosi esatta verrà definita dallo staff medico solo post-intervento, ma la stagione dell’esperto guardiapali rischia seriamente di essere già conclusa.

IL COMUNICATO – «Marc-André ter Stegen sarà operato venerdì prossimo a seguito della lesione al tendine d’Achille sinistro riportata durante la partita contro il Real Oviedo. La durata della sua assenza sarà determinata dopo l’intervento».

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Rinnovo Yildiz, dal bonus fedeltà allo stipendio faraonico: tutto sul nuovo contratto con la Juve e quando arriverà l’ufficialità

Rinnovo Yildiz, dal bonus fedeltà allo stipendio faraonico: tutto ciò che c’è da sapere sul nuovo contratto con la Juve e quando arriverà

Il legame tra la Juventus e la sua stella più luminosa sta per diventare indissolubile. Subito dopo la delicata sfida di Coppa Italia contro l’Atalanta, è attesa la fumata bianca per il rinnovo contrattuale di Kenan Yildiz. Il talento turco classe 2005 apporrà la firma su un accordo che lo blinderà a Torino fino al 2030, con opzione per un’ulteriore stagione. Non si tratta di una semplice formalità burocratica, ma di un’investitura tecnica e politica totale: la società ha deciso di mettere il fantasista al centro del villaggio bianconero, costruendo attorno a lui la squadra del futuro e promettendogli uno status da top player assoluto.

Secondo le indiscrezioni rilanciate da Tuttosport, l’intesa economica è imponente: l’ingaggio salirà a 6 milioni di euro netti a stagione, pareggiando la parte fissa del nuovo acquisto Jonathan David, ma con bonus di rendimento ancora più ricchi. Il vero colpo di teatro è però il “premio alla firma”: una fee solenne di circa 6 milioni di euro – praticamente una annualità anticipata – che la proprietà ha concesso come “bonus fedeltà” direttamente alla famiglia. Una mossa per premiare la maturità del ragazzo, che ha saputo aspettare il suo turno senza mai forzare la mano, nonostante molti compagni con un rendimento inferiore percepissero stipendi ben più alti.

Decisiva la regia di Damien Comolli: il responsabile del mercato della Vecchia Signora è riuscito a silenziare le sirene estere senza trasformare la trattativa in un tormentone. Fondamentale anche il ruolo istituzionale di Giorgio Chiellini, la cui opera di persuasione sul progetto sportivo ha convinto l’entourage del giocatore. Con il placet di John Elkann, Yildiz diventa l’ambasciatore dell’identità juventina. L’annuncio ufficiale verrà celebrato come un evento mediatico di alto profilo nei giorni che precedono il Derby d’Italia contro l’Inter, lanciando un segnale di forza ai rivali nerazzurri.

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Yamal inarrestabile, il gioiello del Barcellona eguaglia il record di Messi: superato anche Maradona!

Yamal inarrestabile, il gioiello del Barcellona eguaglia il record di Messi: superato anche Maradona! Il dato sulla stella classe 2007

Lamine Yamal ha inaugurato il 2026 con un rendimento semplicemente devastante, confermandosi senza appello il gioiello più splendente della corona del Barcellona. Il talentuoso esterno offensivo spagnolo sta vivendo un momento di onnipotenza calcistica, macinando numeri che fanno impallidire la concorrenza europea: nelle prime nove apparizioni del nuovo anno solare, ha già messo a referto cinque reti e due assist decisivi.

L’ultima perla è arrivata nella vittoria di misura in Copa del Rey contro l’Albacete. Un gol dal peso specifico storico: con questo sigillo, infatti, il prodigio della Masia ha superato il totale di marcature realizzate in maglia blaugrana da una leggenda immortale come Diego Armando Maradona, fermo a quota 39. Sebbene in Argentina il quotidiano Olé abbia tenuto a precisare che il Pibe de Oro raggiunse quella cifra con una media gol superiore, il dato certifica la precocità mostruosa del ragazzo.

Ma il record che ha fatto davvero scalpore riguarda la continuità. Lamine ha eguagliato una striscia che al Camp Nou non si vedeva dai tempi di sua maestà Lionel Messi, il miglior calciatore della storia del club. Aprendo le danze in coppa, Yamal ha segnato per la quarta partita consecutiva in tre competizioni diverse. Un filotto impressionante iniziato in Liga contro il Real Oviedo, proseguito nella notte di Champions League contro il Copenaghen e continuato contro l’Elche.

Allargando l’analisi, il talento iberico è stato determinante per sei gare consecutive. Sembrano ormai un lontano ricordo i fastidiosi problemi di pubalgia che lo avevano frenato tra settembre e ottobre del 2025. In questa stagione, il suo score recita 14 gol e 12 assist in 26 presenze. Un rendimento da fuoriclasse totale che ha incassato il plauso di Hansi Flick: il tecnico tedesco, ex ct della Germania, si gode finalmente il suo “genio” nel pieno della forma fisica.

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Sabatini svela: «Le lamentele di Gasperini sul mercato? Sono una strategia! Pensai di portarlo alla Roma con me ma…»

L’ex direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini, ha detto la sua sul momento della squadra giallorossa guidata da Gian Piero Gasperini

Walter Sabatini ha analizzato il momento della Roma ai microfoni di Forzaroma.info. L’ex direttore sportivo giallorosso ha voluto spegnere le polemiche relative alla presunta insoddisfazione di Gian Piero Gasperini per il mercato, spiegando che le lamentele del tecnico di Grugliasco rientrano in una precisa strategia comunicativa volta solo a tenere alta la tensione, escludendo reali malumori.

Sabatini si è detto sicuro delle potenzialità della rosa capitolina, indicando la qualificazione alla prossima Champions League come obiettivo minimo, poiché l’allenatore è in grado di aggiungere valore e punti alla classifica. Infine, un retroscena: il dirigente valutò l’ingaggio di Gasperini in passato, desistendo per incompatibilità caratteriali, ma si è detto convinto che il mister saprà aprire un ciclo importante guadagnandosi il rispetto della piazza.

GASPERINI INSODISFATTO DEL MERCATO? – «Non è vero. Quella di Gasperini è una strategia comunicativa che attua da sempre: è un modo per tenere alta l’attenzione, stimolare l’ambiente e responsabilizzare la squadra. Non è scontento, fa parte del suo metodo di lavoro. Ha sempre costruito nel tempo e continuerà a farlo».

CON QUESTA ROSA PUÒ PUNTARE ALLA CHAMPIONS? – «Per me sì, senza dubbio. Se a Gasperini viene data una squadra da 40 punti, ne fa 45. La Champions deve essere l’obiettivo minimo per la Roma. La squadra è di valore, ha qualità, intensità e alternative. Non vedo perché non dovrebbe puntarci».

SE AVREI VISTO BENE GASPERINI NELLA MIA ROMA? – «Ci pensai il primo anno, ma i nostri caratteri sono molto diversi, non si sposano bene. A Roma, inoltre, guadagnare il consenso dei tifosi non è facile: ai tempi lo chiamavo ironicamente ‘Gasperini il carbonaro’. Nella Capitale devi meritare il rispetto della gente e lui ci sta riuscendo bene. Personalmente, credo che nel tempo riuscirà a costruire un ciclo importante, proprio come ha fatto altrove».

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Cagliari, il ds Angelozzi spiega tutto: «Prati ha chiesto la cessione, eravamo vicini a Dominguez. A Luperto rispondo così»

Il direttore sportivo del Cagliari, Guido Angelozzi, è intervenuto in conferenza stampa per fare un bilancio sul mercato invernale

Intervenuto in conferenza stampa dall’Unipol Domus, il direttore sportivo del Cagliari, Guido Angelozzi, ha commentato così le operazioni in entrata e in uscita messe a segno in questa finestra di mercato invernale appena terminata.

INTRO – «Volevo illustrarvi questo mese di mercato, cosa abbiamo fatto sperando di averlo fatto bene. A gennaio ci sono stati 7 giocatori in entrata e in uscita, volevamo puntare sui giovani e stiamo procedendo così. I primi due sono due esperti come Sulemana e Dossena, questo perché abbiamo avuto tanti infortunati e volevamo giocatori pronti. Dopo abbiamo cercato giovani per anticipare in questi mesi e farli ambientare per l’anno prossimo, alcuni saranno utili nell’immediato come Sherri, Albarracin e Raterink. Di Paolo e Gallea li abbiamo presi ma restano in prestito. Uscite? Cavuoti, Di Pardo, Luperto, Luvumbo, Prati, Radunovic, Rog e altre uscite. Vinciguerra l’abbiamo trasferito al Monopoli. Luperto avevo detto che era incedibile, dico sempre quello che penso. Era con me già al Lecce, è un mio figlioccio, è arrivata una richiesta importante e per questo abbiamo deciso di cederlo. Era un’affare per la società per cui ho sconfessato le mie dichiarazioni. Prati e Luvumbo?».

PRATI E LUVUMBO – «Ho letto che abbiamo sbagliato, no! Prati ha giocato 16 partite da titolare, Pisacane però ha pensato di far giocare Gaetano davanti alla difesa: ha dimostrato di essere superiore a lui. Prati quindi ha chiesto di essere ceduto. Luvumbo voleva cambiare aria e l’abbiamo dato via».

VOTO E PAROLE LUPERTO – «Non mi do voti, siete voi e i tifosi a giudicare, io mi sento soddisfatto anche se avrei potuto fare qualcosa di più in questa sessione. In estate abbiamo seguito la nostra filosofia, forse ora avrei potuto fare di più. Ringrazio Luperto, è un professionista serio e se lo merita: è un professionista serio. Volevo ringraziare Matteo Stagno per l’ultimo trasferimento a mezzanotte».

DIFESA INDEBOLITA SENZA LUPERTO – «E’ un giocatore forte ma quando si fanno le scelte bisogna accettarle, abbiamo giocato anche senza di lui con Rodriguez. Diventerà forte e ci sono altri come Zé Pedro, Deiola, Mina e Zappa. Mi dispiace per l’uomo Luperto ma ne abbiamo altri di giocatori bravi».

AMAREZZA LUPERTO, PARTENZA NON VOLUTA E CLASSIFICA – «Partendo da Luperto, capisco l’amarezza e lo accetto: gli voglio bene. Nelle società a volte bisogna prendere una decisione. Non siamo ancora salvi e stiamo lottando, il calcio è fatto di situazioni e con Luperto c’era un certezza. La certezza però non è matematica! Quando abbiamo venduto Piccoli e Zortea tutti dicevano che avevamo sbagliato, ma ne siamo usciti discretamente. Una società forte deve fare scelte forti, anche creare un po’ di panico. Ci prendiamo i rischi e abbiamo fatto la scelta giusta per il club! Io voglio salvarmi, giochiamo contro delle corazzate».

CAGLIARI CON LA PANCIA PIENA? SCELTA PER IL CLUB? – «I tifosi sono la cosa principale ma il club per andare avanti ha bisogno di risorse, senza cosa si fa? Avevamo bisogno di soldi, mi dispiace per loro perché c’è entusiasmo, mi prendo la responsabilità. Bisogna fare delle sclete e mi dispiace, ma anche quest’estate abbiamo fatto cessioni importanti. E’ normale che ci siano critiche per le cessioni, prendermi le responsabilità è il mio lavoro. 5 milioni per Luperto che è un 96’… mi dispiace tantissimo perché sono amico di Luperto,ma a volte certe scelte bisogna farle».

KILICSOY RISCATTO E DOSSENA-SULEMANA – «Kilicsoy sta facendo bene, ci sta omaggiando delle sue giocate! Tutti parlano di lui in Europa, è un piccolo fenomeno: la nostra idea era quella di riscattarlo con una cifra più bassa ma il Besiktas non ha voluto. Loro volevano 11 milioni ora o a giugno, proseguiamo sulla linea della scorsa stagione dal punto di vista dei riscatti. E’ un nostro obiettivo sperando faccia ancora meglio. Dossena prestito secco, Sulemana ha un riscatto alto ma mai dire mai, sono ragazzi che stanno benissimo nel Cagliari, vedremo quest’estate».

CONTATTI PER KILICSOY E GIOCATORI CHE AVREI VOLUTO PRENDERE – «Potevo fare di più, avevamo puntato Dominguez ed eravamo vicini ma non ce l’hanno voluto dare. Avevo intrapreso la trattativa! Spriamo migliori ancora Kilicsoy e a fine anno proveremo a riscattarlo!».

PISACANE – «Sapevo della sua personalità e l’ha confermato! Lui gestisce tutto l’ambiente e la società che lo pressa, ne esce sempre in bellezza perché è una persona solare e che si fa rispettare. Nei colloqui per Luperto lui non voleva che si cedesse ma per il club era un’affare, lui non l’ha accettato facilmente!».

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI ANGELOZZI

Atalanta, Palladino raccontato da Chiarenza: «Non credevo che si buttasse nel mondo del calcio di nuovo in questa veste. Se pensavo andasse alla Juventus…»

Atalanta, Raffaele Palladino è stato raccontato così da Vincenzo Chiarenza. Queste le sue dichiarazioni sul tecnico della Dea

Vincenzo Chiarenza, tecnico della Primavera della Juventus dal 2003 al 2008, ha cresciuto e lanciato tanti talenti, tra cui Raffaele Palladino, oggi allenatore dell’Atalanta. Su Tuttosport l’ex mister bianconero racconta il suo allievo, tra ricordi di campo e prospettive future.

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IL GIOVANE RAFFAELE «L’ho notato subito: era un ragazzo a posto, pulito. Mostrava personalità. Nel mondo del calcio ne occorre parecchia, e lui ne ha sempre avuta tanta. Come calciatore aveva delle ottime qualità. Era un uomo spogliatoio. Dava sempre qualcosa di positivo e spronava a far meglio. Era un falso nove. E sapeva mettersi a disposizione della squadra: quando la palla arrivava a lui, la gestiva e non la buttava mai via».

LA CARRIERA «Anche l’infortunio al ginocchio l’ha frenato: ha avuto stop importanti, l’hanno rallentato. Magari avrebbe potuto avere un percorso più roseo. La Juve avrebbe dovuto aspettarlo? Come tutte le grandi squadre, cercavano giocatori già pronti, maturi, in grado di fare subito la differenza. A volte non succede. Altre sì. Penso ancora a Marchisio».

LA SORPRESA DI VEDERLO ALLENARE «No, non credevo che si buttasse nel mondo del calcio di nuovo, poi in questa veste. Però in campo era uno che si faceva rispettare: dai compagni, dagli avversari. Da tutti. Poi era un calciatore di qualità, mi ha aiutato a raggiungere dei risultati che nessun altro poi ha ottenuto».

IL SUO GIOCO «Le sue squadre sono votate all’attacco: c’è una grande attenzione agli inserimenti, al modo di giocare sugli errori dell’avversario, avanti sempre con 4 o 5, a volte pure 6 uomini offensivi. Ha avuto un grande maestro come Gasperini. Se non hai personalità, non vai da nessuna parte. Dico che ha avuto coraggio, soprattutto nel subentrare ad allenatori importanti».

PENSAVA ANDASSE ALLA JUVE «No, affatto. Prima arrivano queste opportunità, prima maturano gli allenatori. Lui aveva credenziali importanti. Magari, chissà… Ha allenato prima il Monza e poi la Fiorentina: il suo è stato un percorso eccezionale. Adesso all’Atalanta si è ristabilita l’atmosfera che c’era prima: la Dea è sempre ad alti livelli».

IL SUO PERCORSO «Ha allenato prima il Monza e poi la Fiorentina: il suo è stato un percorso eccezionale: con i brianzoli ha ottenuto risultati buonissimi, altrove si è messo in evidenza per il carattere e per il gioco della sua squadra».

COSA STA DANDO ALL’ATALANTA «Adesso si è ristabilita l’atmosfera che c’era prima: la Dea è sempre ad alti livelli, una squadra che può far male in qualsia si modo. Quando giochi contro di loro, sai benissimo a cosa vai incontro»

GLI HA LASCIATO QUALCOSA «Di “cazziate” ne ha avute parecchie, sia di mentalità che di natura tattica. Mi auguro di sì, di avergli lasciato qualcosa. Ma lui è super intelligente e ha responsabilità enormi. Con un pregio: di queste non ha paura».

LA JUVE DI SPALLETTI «Ha speso lavoro, coraggio. Anche lui ha trasformato una squadra e l’ha fatta diventare offensiva, ma anche equilibrata in difesa. Mi sembra completa in tutti i reparti e ognuno ha voglia di arrivare fino in fondo. Di Luciano si conosce la storia, quella che invece Raffaele deve ancora fare. Gli faccio l’in bocca al lupo».

Infortunio Rrahmani: novità importanti per Conte verso Genoa Napoli! I numeri con e senza il difensore parlano chiaro

Infortunio Rrahmani: le sue condizioni in vista di Genoa Napoli! I dati con e senza il difensore svelano questo

Amir Rrahmani è pronto a rimettersi al centro del villaggio Napoli. Il difensore kosovaro ha smaltito il problema muscolare rimediato contro il Sassuolo e sabato a Marassi, contro il Genoa, guiderà nuovamente la retroguardia azzurra. Non si tratta di un semplice recupero dall’infermeria, ma del ritorno dell’elemento più imprescindibile della linea difensiva.

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Il Corriere dello Sport ricorda come i numeri, d’altronde, non mentano mai: esiste un Napoli con Rrahmani e un Napoli, decisamente più fragile, senza di lui. Nelle quattro partite saltate per infortunio, la squadra ha incassato ben 8 reti, subendo il pareggio-harakiri di Copenaghen, le sconfitte contro Juventus e Chelsea e la conseguente eliminazione dalla Champions League. Il dato stagionale complessivo è ancora più netto: senza Amir, il Napoli ha subito 26 gol in 15 partite; con lui in campo, il passivo scende drasticamente a 11 reti in 19 gare.

Con l’assenza di capitan Di Lorenzo, il rientro di Rrahmani assume un peso specifico ancora maggiore. Lui è il “direttore dei lavori”, il joystick della difesa, un totem capace di trasmettere sicurezza ai compagni di reparto, migliorandone il rendimento, esattamente come facevano in passato leader del calibro di Albiol e Koulibaly. È una colonna portante della spina dorsale della squadra, al pari di Lobotka e McTominay.

A Marassi, dove un anno fa segnò un gol fondamentale nella corsa scudetto, Rrahmani tornerà per mettere ordine in una fase delicata. Con l’Inter lontana, l’obiettivo è blindare la zona Champions e puntare sulla Coppa Italia. Nel frattempo, il futuro è già scritto: è pronto il rinnovo contrattuale fino al 2029. Rrahmani, prossimo ai 32 anni, si legherà praticamente a vita ai colori azzurri.

Camoranesi Anorthosis Famagosta: l’ex Juventus è il nuovo allenatore del club cipriota! Tutti i dettagli

Camoranesi Anorthosis Famagosta: l’ex Juventus e campione del Mondo con l’Italia nel 2006 è il nuovo allenatore del club cipriota! I dettagli

Il calcio cipriota parla ancora italiano. Mauro German Camoranesi riparte ufficialmente dall’isola del Mediterraneo: l’ex esterno della Juventus e della Nazionale è il nuovo allenatore dell’Anorthosis Famagosta. La dirigenza del club ha scelto il Campione del Mondo 2006 per dare una scossa immediata all’ambiente dopo l’esonero di Temuri Ketsbaia. Il tecnico georgiano ha pagato a caro prezzo la sconfitta per 2-0 contro il Chloraka e un rendimento ben al di sotto delle aspettative.

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La situazione: crisi di risultati e l’incontro con Sensi

Camoranesi eredita una situazione di classifica complessa. L’Anorthosis naviga in acque agitate, occupando l’undicesima posizione con appena 20 punti raccolti in altrettante giornate. Il compito dell’italo-argentino sarà quello di ridare identità e punti a una squadra che vanta tra le sue fila un nome di spicco del nostro calcio: Stefano Sensi. Il centrocampista ex Inter e Sassuolo è approdato a Cipro per trovare continuità. Ora si ritroverà a essere il faro tecnico nel centrocampo disegnato proprio dal suo connazionale.

Una carriera in panchina da “giramondo”

Per Camoranesi, che festeggerà i 50 anni il prossimo 4 ottobre 2026, questa rappresenta la nona avventura in panchina, confermando la sua vocazione di allenatore “giramondo”. Il suo curriculum da tecnico è un mappamondo calcistico: ha iniziato in Argentina col Tigre, passando per le esperienze messicane (Coras de Tepic e Cafetaleros), fino all’approdo in Europa. Nel vecchio continente ha guidato Tabor Sezana e Maribor in Slovenia, è stato vice all’Olympique Marsiglia in Francia, ha vinto a Malta con il Floriana e ha già assaggiato il campionato cipriota alla guida del Karmiotissa.

Il passato da leggenda

Se la carriera in panchina è in costruzione, quella da calciatore resta leggendaria. Esterno destro di tecnica e grinta, Camoranesi ha legato il suo nome alla Juventus e alla Nazionale Italiana, con cui ha trionfato al Mondiale di Germania 2006 sotto la guida di Marcello Lippi. Nel suo palmarès figurano esperienze con Verona e Stoccarda, oltre alle parentesi sudamericane con Lanus, Racing, Cruz Azul, Santos Laguna, Montevideo Wanderers e Banfield. Ora, la sfida è riportare l’Anorthosis nelle posizioni che contano.

Lazio, dentro al caso Romagnoli: gli spifferi da Formello aprono questo scenario. Ecco cosa sta succedendo

Lazio, cosa sta succedendo nella situazione relativa ad Alessio Romagnoli. Da Formello si apre questo scenario. Ultimissime novità

L’attesa continua a Formello. Il giorno della ripresa degli allenamenti della Lazio, dopo le quarantotto ore di riposo concesse da Maurizio Sarri, non è coinciso con il ritorno in gruppo di Alessio Romagnoli. Il difensore centrale ha continuato a lavorare in solitaria, una notizia che alimenta inevitabilmente i dubbi sulla sua disponibilità per l’imminente e delicata trasferta contro la Juventus, match per il quale è già certa l’assenza dell’infortunato Zaccagni. Se il numero 13 non dovesse recuperare, il giovane Provstgaard rimane in preallarme per affiancare Mario Gila, replicando la coppia vista venerdì scorso contro il Genoa.

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Il Corriere dello Sport scrive che la situazione di Romagnoli è complessa, un intreccio inestricabile tra condizioni fisiche e turbolenze di mercato. Ufficialmente, il giocatore è alle prese con un leggero affaticamento muscolare, un fastidio di cui si era già parlato dopo la sfida contro il Como, salvo poi vederlo in campo a Lecce in quella che, tra saluti ai tifosi e post social del club, sembrava dover essere la sua partita d’addio. È evidente, però, che a pesare siano soprattutto gli strascichi feroci per la mancata cessione last-minute all’Al-Sadd in Qatar.
Oggi sarà una giornata decisiva: Sarri ha programmato una doppia seduta, con la mattinata dedicata alle prove tattiche difensive. Il “Comandante” spera ancora di non dover rinunciare alla sua guida difensiva per la seconda gara consecutiva, avendo sempre sottolineato l’importanza cruciale del giocatore, aspetto che ha anche influito nella querelle interna tra allenatore, presidente e calciatore.

Nel frattempo, a Formello, il direttore sportivo Fabiani sta portando avanti una difficile opera diplomatica. Sebbene il rapporto tra Romagnoli e il presidente Lotito sembri ormai impossibile da ricucire – con i margini per il rinnovo azzerati in vista di un probabile addio estivo – la Lazio ha l’assoluta necessità di ritrovare il suo difensore il prima possibile per chiudere al meglio la stagione. Serve però un “doppio recupero”: quello fisico e, soprattutto, quello motivazionale. I malumori non svaniranno in un lampo e Sarri, una volta riavuto il giocatore, dovrà valutare attentamente se lanciarlo subito nella mischia o attendere. Da qui a domenica, i ragionamenti andranno aggiornati ora per ora.

Infortunio Di Lorenzo: il capitano del Napoli verrà operato al piede sinistro! La decisione ufficiale e le sue condizioni

Infortunio Di Lorenzo: il capitano del Napoli sarà operato al piede sinistro! Le sue condizioni e quanto starà fuori

Una scelta di buon senso, dettata dal calendario e dalla volontà di riavere il leader della squadra al massimo della condizione fisica. Il Napoli ha comunicato una decisione importante riguardante Giovanni Di Lorenzo. Il capitano azzurro finirà sotto i ferri nelle prossime ore. Non si tratta però di un nuovo infortunio improvviso, bensì di una mossa strategica concordata tra lo staff medico del club e il calciatore stesso.

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Il piano di recupero: due problemi, un solo stop

Di Lorenzo è attualmente fermo ai box a causa di un infortunio al ginocchio sinistro, rimediato nelle scorse settimane. In considerazione di questa assenza forzata dal terreno di gioco, la società e il giocatore hanno deciso di “ottimizzare” il periodo di inattività. Il capitano si sottoporrà a un intervento chirurgico al piede sinistro per risolvere definitivamente una problematica pregressa che si trascinava da tempo e con la quale il giocatore ha spesso convissuto stringendo i denti. La logica è chiara: sfruttare le settimane necessarie alla guarigione del ginocchio per sistemare anche il piede, evitando così un secondo stop in futuro.

L’impatto sulla squadra

Per Conte si tratta di dover rinunciare al proprio carismatico capitano per un periodo prolungato, ma con la certezza di ritrovarlo totalmente integro al rientro. Fino al rientro di Di Lorenzo, la fascia destra sarà affidata alle alternative in rosa, chiamate a non far rimpiangere uno dei terzini più continui del panorama europeo. L’intervento è atteso a breve, dopodiché inizierà il percorso riabilitativo combinato per ginocchio e piede.

Calciomercato Serie A: quante occasioni a parametro zero per l’estate. Tutti i nomi che potrebbero sbarcare in Italia ma non solo…Ultimissime

Calciomercato Serie A: le possibili occasioni a parametro zero per l’estate. Quali nomi potrebbero arrivare in Italia ma non solo…Ultimissime

“Occasioni cercasi”: è questo il mantra che risuona nelle sedi di molti club italiani in vista dell’estate 2026. La prossima finestra di mercato si preannuncia ricchissima di opportunità a parametro zero, con una lista di svincolati di lusso pronta a ingolosire direttori sportivi a caccia di colpi senza costo del cartellino. Si va dai veterani in cerca dell’ultimo grande contratto ai giocatori nel pieno della maturità pronti al salto definitivo. Tuttosport fornisce oggi un quadro delle occasioni di mercato.

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Tra i pali, i riflettori sono puntati su due icone: mentre Neuer sembra ormai prossimo al rinnovo con il Bayern Monaco, Yann Sommer appare destinato a lasciare l’Inter, con la Bundesliga o un romantico ritorno al Basilea come opzioni.

Il pacchetto arretrato offre nomi di spessore internazionale come Konaté (in bilico tra Liverpool e Real Madrid) e Rüdiger, tentato da MLS o Arabia. In chiave Serie A, la Roma rischia di perdere il rinato Zeki Celik, che piace a Juventus e Liverpool, mentre l’Inter si prepara a salutare Acerbi e De Vrij (possibile futuro arabo con Inzaghi per l’olandese). Il Napoli, invece, blinda Spinazzola e Juan Jesus. Occhi puntati anche sull’emergente Senesi, su cui la Juve sta muovendo passi concreti.

A centrocampo regna l’abbondanza. Bernardo Silva è conteso tra Turchia, Portogallo e mete esotiche. N’Golo Kanté è pronto a lasciare l’Arabia per il Fenerbahce, percorso inverso che sogna anche Franck Kessié, già proposto alle big italiane. Leon Goretzka ha ufficializzato l’addio al Bayern, scatenando l’interesse di Milan, Atletico e Tottenham. Sul fronte rinnovi, la Juve accelera per blindare McKennie, mentre la Roma tratta al ribasso con capitan Pellegrini.
Infine, l’attacco. Lewandowski è sempre più attratto dalle sirene americane dei Chicago Fire, mentre per Icardi, senza rinnovo col Galatasaray, si riaprono le porte di Italia o Arabia. Il nome più caldo resta però Dusan Vlahovic: il serbo sembra lontano dalla permanenza alla Juve, con il Milan in prima fila per assicurarsi il bomber, nonostante la concorrenza di Bayern e Barcellona.

Pescara, Insigne si (ri)presenta: «In Serie B solo con questa maglia. C’è stato un contatto con il Napoli ma…»

Pescara, Insigne ha parlato durante la sua presentazione dopo il ritorno in biancazzurro. Ecco le sue dichiarazioni

A volte il calcio sa ancora essere romantico, regalando storie che vanno oltre i contratti e le categorie. Dopo 14 anni vissuti da protagonista assoluto tra i palcoscenici della Champions League con il Napoli e l’esperienza oltreoceano in MLS con il Toronto FC, Lorenzo Insigne è tornato a casa. O meglio, nella sua seconda casa calcistica: Pescara. L’attaccante classe 1991 ha scelto di ripartire dalla Serie B, proprio lì dove nella stagione 2011/2012 esplose definitivamente. In quell’annata magica, in tandem con Ciro Immobile e sotto la guida di Zeman, Insigne collezionò 18 gol e 14 assist, incantando l’Adriatico.

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Una missione disperata: obiettivo salvezza

Il ritorno di Insigne non è una passerella d’onore, ma una vera e propria missione di soccorso. Il Pescara, neopromosso al termine della stagione 2024/2025, vive un momento drammatico: i “Delfini” occupano l’ultimo posto in classifica con 15 punti, distanti 5 lunghezze dalla zona playout dove stazionano Bari, Mantova e Spezia. “Sono strafelice di essere qui. Avevo avuto altre proposte, ma ho fatto una promessa al presidente: in B sarei venuto solo a Pescara”, ha dichiarato il giocatore, sottolineando la volontà di ripagare il club che lo ha lanciato nel grande calcio regalandogli la permanenza in cadetteria.

L’esordio col Cesena e la condizione fisica

Quando vedremo il “Magnifico” in campo? Insigne sta seguendo una tabella personalizzata per ritrovare il ritmo partita dopo il periodo da svincolato. Ha svelato un retroscena legato all’attuale tecnico Giovanni Gorgone, ex centrocampista e ora guida della panchina abruzzese: “Col Mantova il mister mi ha chiesto anche solo 10 minuti, ma non volevo rovinare tutto”. La prudenza ha prevalso, ma ora l’obiettivo è il match contro il Cesena, sesto in classifica: “Spero mi tocchi uno spezzone di gara”.

Il retroscena di mercato: “A Napoli anche gratis”

C’è spazio anche per un velo di malinconia e per un atto d’amore verso la sua città natale. Insigne ha confessato che, prima di accettare il Pescara, c’è stato un contatto per un clamoroso ritorno al Napoli: “Avevo detto che per loro avrei giocato anche gratis, ma non se n’è fatto nulla”. Il passato è scritto, il presente si chiama Pescara: l’Abruzzo aspetta le sue magie per credere nell’impossibile.

Juventus, Yildiz ci sarà contro l’Atalanta? Novità importanti sull’infortunio del turco dopo l’allenamento odierno. Cos’è successo alla Continassa

Juventus, Yildiz sarà presente contro l’Atalanta? Aggiornamenti importanti sull’infortunio del numero 10 dopo l’allenamento. Cos’è successo al JTC

La marcia di avvicinamento della Juventus ai quarti di finale di Coppa Italia viene scandita dalle condizioni di Kenan Yildiz. Il talento turco classe 2005 – come appreso da Juventusnews24 – ha svolto oggi un allenamento parziale in gruppo. Un piccolo passo avanti rispetto allo stop precauzionale in vista della delicatissima sfida contro l’Atalanta.

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Il punto sull’infortunio: adduttore sotto controllo

Il problema nasce domenica scorsa, durante la larga vittoria contro il Parma (1-4). Yildiz aveva accusato un sovraccarico all’adduttore sinistro, un fastidio muscolare che richiede prudenza per evitare lesioni più gravi. Nonostante il recupero non sia completo, la decisione dello staff tecnico e medico è stata presa: il giocatore partirà comunque con la squadra nella giornata di domani. La sua presenza tra i convocati è un segnale di vicinanza al gruppo in una partita da “dentro o fuori”, ma le chance di vederlo in campo dal primo minuto sono ridotte al lumicino. Luciano Spalletti non vuole rischiare ricadute in vista del rush finale di campionato.

La soluzione tattica: Miretti scalda i motori

Con Yildiz destinato verosimilmente alla panchina (pronto a subentrare solo in caso di estrema necessità o per uno spezzone finale), si apre il ballottaggio per la trequarti. Il favorito numero uno per una maglia da titolare è Fabio Miretti. Il centrocampista classe 2003 è pronto a raccogliere l’eredità tecnica del compagno. Rispetto a Yildiz, Miretti garantisce meno estro nell’uno contro uno, ma maggiore equilibrio e inserimenti senza palla, doti fondamentali per scardinare la difesa fisica dell’Atalanta. La squadra di Palladino, reduce dal pareggio a reti bianche col Como, rappresenta un ostacolo durissimo: servirà una Juve al 100% della forma, anche senza la sua stella più luminosa dal primo minuto.

Pisa, Zauli presenta Iling-Junior: «Sarà un ottimo matrimonio, è un giocatore di alto livello. Sul suo ruolo e sull’impatto che avrà vi dico questo»

Pisa, Zauli ha parlato così di Samuel Iling-Junior, allenato ai tempi della Juventus e ora nuovo arrivato del club toscano. Le dichiarazioni

Lamberto Zauli, allenatore della Juventus Next Gen fino al 2022, ha visto sbocciare il talento di Samuel Iling-Junior, esterno inglese classe 2003 fresco di approdo al Pisa. L’ex tecnico bianconero ne ha parlato a La Nazione.

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LE QUALITÀ DEL GIOCATORE «Un giocatore di alto livello, di grande qualità, ce ne accorgemmo fin da subito. Un ragazzo con qualità di piede, gamba e capace di ricoprire tanti ruoli diversi, una qualità importante in questo calcio moderno. Ma oltre al campo si è sempre distinto per una cultura del lavoro sopra la media, sempre molto serio e professionale. In questo lo hanno aiutato gli ambienti che ha frequentato fin da piccolo, essendo cresciuto nelle giovanili del Chelsea e poi arrivando subito alla Juventus. Abbina una testa importante a un fisico imponente. Credo che, sia per lui che per il Pisa, questo possa essere un ottimo matrimonio».

IL RUOLO NATURALE «Il suo ruolo naturale è quello del quinto di centrocampo a sinistra. Sia con l’under 23 che con la prima squadra della Juventus, è partendo da quella posizione che si è espresso al meglio. Ha ottimi piedi, e spingendo con la sua velocità può diventare un giocatore importante e pericoloso in fase offensiva. Non conosco il modo di giocare del nuovo allenatore del Pisa, ma sono sicuro che saprà come valorizzare un ragazzo con il talento di Iling-Junior».

L’IMPATTO SUL PISA «Porta qualità, gamba e tanta testa. Fin da piccolo è sempre stato una macchina da guerra. Cose che si vedono dai dettagli. Fin dal suo arrivo in Italia si è sempre mosso insieme alla famiglia, sempre elegante e preciso. Stiamo parlando di un ragazzo di valori veri, umilissimo e che si mette sempre totalmente a disposizione. Dopo ulteriori esperienze in Inghilterra non è più solo un giovane di belle speranze, è un calciatore che arriva con tutti i presupposti per fare molto bene».

Liverpool, Van Dijk furioso: «È una mancanza di rispetto!». Il capitano chiarisce una volta per tutte la situazione in casa Reds!

Liverpool, Van Dijk è uscito allo scoperto per chiarire una volta per tutte la situazione in casa Reds. Cosa ha detto il capitano

Virgil van Dijk alza la voce e spegne le speculazioni. Nel mezzo di una stagione travagliata per il Liverpool, il capitano dei Reds ha respinto con fermezza le voci riguardanti una presunta “disarmonia” all’interno dello spogliatoio guidato da Arne Slot.

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La difesa del titolo di Premier League si è rivelata molto più ardua del previsto per il Liverpool, attualmente sesto in classifica e bisognoso di un vero miracolo per confermarsi campione, oltre ad essere già fuori dalla Carabao Cup. Le feroci critiche piovute sulla squadra non sono state l’unico ostacolo: fuori dal campo, il gruppo è stato profondamente scosso dalla tragica scomparsa del compagno di squadra Diogo Jota. Questo dramma, unito alla necessità di integrare numerosi nuovi acquisti e a una serie di risultati deludenti, ha alimentato voci di fratture interne e messo sotto pressione il tecnico Slot.

Tuttavia, dopo due vittorie schiaccianti che sembrano aver ridato fiducia all’ambiente, Van Dijk, 34 anni, ha voluto chiarire la situazione: “Siamo i campioni in carica e non siamo stati abbastanza costanti, è un fatto. Dobbiamo accettare le critiche e andare avanti”. Ma sulla tenuta del gruppo non ha dubbi: “Non credo ci siano mai stati dubbi sull’unità interna, non c’è disarmonia. Stiamo affrontando sfide evidenti e ognuno reagisce in modo diverso, ma superarle insieme ci renderà solo più forti come squadra”.

In vista del big match contro il Manchester City, Van Dijk ha anche difeso energicamente il tecnico Arne Slot, etichettando come una “mancanza di rispetto” le voci sul suo conto provenienti dall’esterno. Infine, un pensiero sulla pressione dei social media: “Se leggi tutto, una settimana sei un eroe e quella successiva un cattivo. Questa pressione esterna è una sfida enorme per la nostra generazione e lo sarà ancora di più per la prossima“.

Allegri non ne può più, urla al telefono: “Dobbiamo venderlo”

Max Allegri ha perso la pazienza e ha urlato al telefono con un noto dirigente del Milan: il retroscena lascia senza parole tutti i tifosi del Milan.

Nelle varie interviste e nelle conferenze stampa di queste ultime settimane Massimiliano Allegri ha sempre ribadito un concetto molto chiaro: il tecnico livornese è molto contento della rosa che gli ha messo a disposizione la società ed è convinto che questo gruppo abbia tutte le carte in regola per centrare la qualificazione alla prossima Champions League.

Tuttavia non è un segreto che Allegri avrebbe gradito un altro centravanti in questo mercato di gennaio. Il colpo Fullkrug è stato accolto molto positivamente dall’allenatore rossonero: lo stesso non si può dire per il mancato arrivo di Mateta, su cui è arrivato il veto da parte del medico del Milan a causa di problemi fisici alle ginocchia.

Ma non è tutto. Proprio in queste ore è trapelata un’indiscrezione che racconta di un Allegri su tutte le furie: una particolare situazione ha fatto perdere le staffe all’allenatore toscano, arrivato addirittura a urlare al telefono con un noto dirigente del Milan.

Clamoroso Allegri, crisi di nervi: ha urlato al telefono

I tifosi milanisti possono però tirare un sospiro di sollievo. L’episodio in questione non riguarda il presente: la rabbia di Allegri, raccontata nientemeno che da Adriano Galliani, risale infatti alla stagione 2010/2011, la sua prima sulla panchina del Milan.

Adriano Galliani sorride durante un'intervista
Galliani ha raccontato la telefonata che ricevette da Allegri: il motivo era Ronaldinho – Calcionews24.com (Screen YouTube Rai)

Quell’annata terminò con la conquista dello scudetto, ma nel corso della stagione Allegri fece presente a Galliani che un giocatore rischiava di minare la serenità dello spogliatoio. L’ex amministratore delegato del Milan, durante la presentazione del libro ‘A corto muso’ di Giuseppe Alberto Falci, ha quindi rivelato la telefonata che gli fece ‘Acciughina’ per invitarlo a prendere provvedimenti.

Allegri mi diceva tutti i giorni ‘Basta, Ronaldinho fa sempre tardi la notte’. Mi diceva che faceva sempre tardi, tardi, tardi – racconta Galliani – Un giorno mi ha chiamato urlando ‘Questa mattina dobbiamo venderlo, è arrivato puntuale, prima di tutti agli allenamenti’. Io non volevo venderlo e mi disse ‘Sì, ma è arrivato direttamente dalla serata, senza passare neanche per la camera da letto'”.

Alla fine Allegri è stato accontentato. Galliani ha convinto Berlusconi a fare a meno di Ronaldinho, sostituendolo con un altro giocatore dalla tecnica sopraffina: “In dieci giorni lo abbiamo ceduto al Flamengo e abbiamo preso Cassano con cui abbiamo vinto lo scudetto“.

Giudice Sportivo Serie A: multe, squalificati e diffidati. Tutte le decisioni dopo la 23ª giornata di campionato

Giudice Sportivo Serie A: ecco tutte le decisioni dopo la 23ª giornata di campionato 2025/26. Quali provvedimenti son stati presi

Il Giudice Sportivo, dott. Gerardo Mastrandrea, ha reso note le decisioni disciplinari relative alla quarta giornata di ritorno della Serie A Enilive (gare disputate tra il 30 gennaio e il 3 febbraio 2026). Il verdetto più atteso riguardava i disordini avvenuti durante Cremonese-Inter, ma non mancano squalifiche pesanti che influenzeranno il prossimo turno di campionato.

Il caso Inter: maxi-multa e “diffida specifica”

La sanzione più rilevante colpisce la società nerazzurra. All’Inter è stata inflitta un’ammenda di 50.000 euro con diffida specifica. La punizione arriva a seguito del lancio di materiale pirotecnico in campo da parte dei sostenitori ospiti; in particolare, al 3° minuto del secondo tempo, l’esplosione di un petardo vicino a un calciatore della Cremonese ne ha causato il momentaneo stordimento, costringendo l’arbitro a sospendere la gara per tre minuti. Il Giudice ha riconosciuto le attenuanti per la collaborazione del club nell’identificazione dei responsabili, ma la diffida specifica mette ora San Siro (e i settori ospiti futuri) sotto stretta osservazione: al prossimo episodio simile, scatterà la chiusura del settore.

Gli squalificati: stangata per Ahanor

Sul fronte calciatori, sono sei gli squalificati per il prossimo turno. La sanzione più grave, una giornata più 5.000 euro di ammenda, colpisce Honest Ahanor. Il giovanissimo talento dell’Atalanta, lanciato da Gasperini, si è reso protagonista di un gesto violento colpendo con uno schiaffo un avversario all’8° del primo tempo. Fermato per un turno anche Amin Sarr, attaccante dell’Hellas Verona, espulso per doppia ammonizione nella disfatta di Cagliari.

Gli altri stop arrivano per somma di ammonizioni (quinta sanzione). Saltano la prossima gara:

  • Marten De Roon (Atalanta): il capitano e metronomo della Dea mancherà nello scacchiere orobico.
  • Luca Pellegrini (Lazio): il terzino sinistro biancoceleste paga il giallo rimediato contro il Genoa.
  • Matteo Prati (Torino): il giovane regista granata sarà assente per squalifica.
  • Nikola Vlasic (Torino): assenza pesante per la trequarti di Vanoli, che perde il fantasista croato.

Entrano in diffida: occhio a Davis e McKennie

Tra le sanzioni minori, multa di 2.000 euro al Genoa per ritardo nell’ingresso in campo. Entrano nella lista dei diffidati (alla prossima ammonizione scatterà la squalifica) nomi importanti come Keinan Davis, centravanti dell’Udinese, Weston McKennie, incursore della Juventus, e Evan Ndicka, colonna difensiva della Roma.

Petardo Audero: la decisione ufficiale del Giudice Sportivo nei confronti dell’Inter! Ecco quale provvedimento è stato adottato

Petardo Audero: il Giudice Sportivo ha adottato questo provvedimento nei confronti dell’Inter dopo quanto successo nel match contro la Cremonese

Il post-partita della sfida tra Cremonese e Inter lascia strascichi pesanti, non sul campo, ma nelle aule della giustizia sportiva e amministrativa. A seguito dei gravi episodi verificatisi allo Stadio “Giovanni Zini”, il Giudice Sportivo della Serie A ha emesso questo verdetto nei confronti della società nerazzurra. La decisione arriva in risposta al lancio di un petardo dal settore ospiti che ha colpito, stordendolo, Emil Audero. Il portiere della Cremonese è stato vittima di un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche.

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La decisione del Giudice Sportivo: multa e diffida

Il comunicato ufficiale parla chiaro: all’Inter è stata inflitta un’ammenda di 50.000 euro. Ma a preoccupare maggiormente l’ambiente nerazzurro è la diffida specifica comminata al club. Questo significa che lo stadio San Siro (o nello specifico la Curva Nord) entra in “regime di libertà vigilata”: al prossimo episodio di intemperanza o violenza da parte dei sostenitori, scatterà automaticamente la squalifica del campo o la chiusura del settore.

La stretta del Viminale: trasferte vietate

La sanzione sportiva si somma al provvedimento di ordine pubblico già emanato dal Ministero dell’Interno. Il Viminale, analizzando i rischi e la gravità dei fatti di Cremona, ha deciso di usare il pugno di ferro: è stato decretato il divieto di trasferta per i tifosi nerazzurri fino al 23 marzo. Una misura drastica che priverà la squadra del supporto del proprio pubblico lontano da Milano in una fase cruciale della stagione. Fino alla data indicata, i settori ospiti degli stadi in cui giocherà l’Inter rimarranno chiusi ai residenti in Lombardia e ai possessori di tessere del tifoso nerazzurre.

Inter Torino, Fusi: «Ecco chi può essere l’uomo chiave per i granata, dal mercato è arrivato un segnale e sulla Maratona vuota dico…»

Inter Torino, l’ex centrocampista granata, Luca Fusi, analizza la situazione legata alla squadra di Baroni in vista del match di stasera in Coppa Italia

Alla vigilia di una sfida di Coppa Italia che rievoca dolci ricordi, La Stampa intervista Luca Fusi. L’ex centrocampista è stato il capitano dell’ultima squadra granata capace di alzare il trofeo nel 1993.

IL RICORDO DEL 1993 – «Un ricordo speciale, anche perché è ancora l’ultimo trofeo del Toro. È stato il coronamento di un percorso, era importante chiudere il cerchio dopo la fregatura contro l’Ajax».

IL SEGRETO DI MONDONICO – «Eravamo un gruppo vero spinto da un allenatore che ci aveva trasmesso la passione granata. Mondonico è stato l’artefice di quegli anni, per lui il Toro era viscerale».

L’INIZIO DELLA FINE – «La squadra aveva cominciato bene, poi le voci sulla società hanno cominciato a pesare. Quella volta ci è mancato il cuore granata, si sentiva che stava terminando un’era».

LO SPIRITO MANCANTE – «Forse non si riesce a trasmettere lo spirito giusto. Noi con quella maglia ci trasformavamo: non è un caso che abbiamo dato il meglio nel Toro».

COME BATTERE L’INTER – «Nelle partite secche le motivazioni sono diverse, magari troveranno una squadra un po’ distratta dalle altre competizioni. Il Toro deve essere pronto a cogliere l’occasione».

L’UOMO CHIAVE – «Vlasic, deve dare tutto sapendo che in campionato a Firenze non ci sarà. Però ai miei tempi la forza del Toro era il gruppo, il nostro obiettivo era vincere con questa maglia: i calciatori di oggi dovrebbero metterselo in testa».

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IL MERCATO DI RIPARAZIONE – «Un segnale è arrivato, ma per crescere bisogna fare investimenti veri in estate. Oggi è più importante che i nuovi abbiano lo spirito giusto per capire la maglia e cosa c’è attorno. Se ci riescono troveranno la forza e si faranno trascinare, la differenza è tutta lì ormai».

LA MARATONA VUOTA – «È una presa di posizione forte, vedere la Maratona così mi ha fatto impressione, è un elemento indispensabile per la squadra: senza, non è vero Toro».

IL TIFOSO GRANATA – «Non pretende operazioni folli, ma qualcosa per dare dignità a tutto l’ambiente. Non possono stare a questi livelli squadre storiche come il Toro».

RITROVARE L’UNIONE – «Cerchiamo un barlume per andare tutti dalla stessa parte: è brutto vedere questo distacco, la forza del Toro è sempre stata l’unione da parte di tutti».

IL TORO ADESSO – «Da fuori vedo che in certe partite riesce a tirare fuori tutto, invece quando sa che deve vincere contro gruppi meno blasonati non ha la stessa forza. Mancano giocatori che sappiano trascinare in queste sfide».

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Roma, il dilemma di Gasperini: tra ambizione Champions e linea verde. I piani dei Friedkin evidenziati dal mercato

Roma, il dilemma di Gasperini: tra ambizione Champions e linea verde. I piani dei Friedkin evidenziati dal mercato. L’analisi del CorSport

La Roma si trova a un bivio strategico cruciale, sospesa tra l’esigenza di risultati immediati e una pianificazione a lungo termine. L’analisi del Corriere dello Sport evidenzia la difficoltà di conciliare l’ambizione di vittoria con la valorizzazione del talento giovane, una sfida complessa che vede protagonista Gian Piero Gasperini. Il tecnico piemontese, giunto nella Capitale con l’obiettivo di alzare l’asticella dopo il ciclo all’Atalanta, si scontra oggi con la realtà di una rosa dall’età media sempre più bassa, costruita seguendo le logiche del player trading.

Il nervosismo è emerso con forza dopo la recente sconfitta di Udine. L’allenatore dei Giallorossi ha espresso il suo malessere per l’equivoco di fondo: se si allena una squadra “Under 23”, non si può pretendere automaticamente la qualificazione in Champions League. Una presa di posizione netta, volta a chiarire che un eventuale mancato accesso all’Europa che conta non dovrà essere letto come un fallimento tecnico. Tuttavia, la linea societaria dettata dai Friedkin, dal direttore sportivo Frederic Massara e dal senior advisor Claudio Ranieri non cambia: la priorità resta valorizzare i giovani mantenendo alta la competitività.

I numeri del mercato confermano questa visione: negli ultimi 18 mesi, il club capitolino ha investito ben 202 milioni di euro su profili Under 24, spaziando da Manu Koné e Matias Soulé fino agli ultimi arrivati Vaz e Venturino. Gasperini, che avrebbe gradito profili più pronti, è comunque saldo al comando e apprezzato per il lavoro svolto, anche se senza gli introiti della Champions il club potrebbe essere costretto a cedere un big in estate per rispettare il Fair Play Finanziario. La vera scommessa sarà armonizzare la “sana ossessione” di vittoria del mister con la sostenibilità del progetto: da questo equilibrio dipenderà il futuro della Lupa.

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Inter Torino, le probabili formazioni: Chivu pensa al turnover, Baroni lancia i nuovi arrivati!

Inter Torino, le probabili formazioni: Chivu pensa al turnover, Baroni lancia i nuovi arrivati! Le idee dei due tecnici per il match di Coppa Italia

L’atmosfera olimpica di Milano Cortina 2026 impone un trasloco forzato all’Inter, che questa sera scende in campo all’U-Power Stadium di Monza per i quarti di finale di Coppa Italia. Con il Meazza indisponibile per i preparativi della cerimonia inaugurale, la capolista guidata da Cristian Chivu cerca il pass per la semifinale in una sfida secca contro il Torino. I Nerazzurri arrivano all’appuntamento con il morale alle stelle, forti di 55 punti in Serie A e una striscia di cinque successi consecutivi, ma non possono sottovalutare i Granata di Marco Baroni, già capaci di compiere l’impresa eliminando la Roma all’Olimpico.

Il tecnico interista sceglie la via del turnover ragionato per gestire le energie in vista dei molteplici impegni. In attacco, turno di riposo per i titolarissimi Lautaro e Thuram: le chiavi del reparto avanzato sono affidate all’inedito tandem composto da Ange-Yoan Bonny e Pio Esposito, chiamati a una prova di maturità in un match da dentro o fuori. In porta spazio allo spagnolo Josep Martinez, protetto dal rientro al centro della difesa dell’olandese Stefan De Vrij, affiancato dai braccetti Bisseck e Bastoni. A centrocampo, la sostanza è garantita dagli inserimenti di Davide Frattesi e dalla regia dell’eterno Henrikh Mkhitaryan, con Andy Diouf confermato a presidiare la fascia destra.

Dall’altra parte, il Toro deve fare i conti con un’infermeria affollata – out tra gli altri Schuurs, Ilic e Simeone – ma lancia nella mischia dal primo minuto i nuovi acquisti Matteo Prati e Marianucci. Tutto il peso offensivo graverà sulle spalle dello scozzese Ché Adams, supportato dall’ex di turno Cesare Casadei. Arbitra Marchetti in un match senza appello: il regolamento prevede che, in caso di parità al 90′, non si disputeranno i supplementari ma si andrà direttamente ai calci di rigore per decidere chi affronterà la vincente di Napoli-Como.

Probabili formazioni Inter Torino

INTER (3-5-2): Josep Martinez; Bisseck, De Vrij, Bastoni; Darmian, Diouf, Mkhitaryan, Frattesi, Carlos Augusto; Esposito, Bonny.

Allenatore: Chivu. A disposizione: Sommer, Di Gennaro, Acerbi, Akanji, Luis Henrique, Dimarco, Cocchi, Bovo, Kamate, Sucic, Zielinski, Lautaro, Thuram.

TORINO (3-5-2): Paleari; Marianucci, Maripan, Coco; Pedersen, Vlasic, Prati, Casadei, Obrador; Adams, Kulenovic.

Allenatore: Baroni. A disposizione: Israel, Siviero, Ebosse, Nkounkou, Ilkhan, Anjorin, Tameze, Zapata, Njie.

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