Pagina 352 – Calcio News 24

Inter, parla Marotta: «San Siro? Sarà uno stadio molto moderno. Il mio miglior colpo di mercato…»

Inter, Marotta a tutto tondo: «San Siro? Sarà uno stadio molto moderno. Il mio miglior colpo di mercato…». Le parole

In un’ampia conversazione ai microfoni di DAZN per il vodcast “Valori in Campo”, il presidente dell’Inter Beppe Marotta ha delineato con chiarezza la visione strategica per il futuro del club.

Dal progetto del nuovo stadio, destinato a rappresentare una svolta infrastrutturale, fino alla crescita dei giovani attraverso l’iniziativa dedicata alla squadra Under 23, il dirigente nerazzurro ha toccato i punti nevralgici di una società che, forte dei suoi 55 punti in classifica, mira a consolidare la propria supremazia in Italia e a rafforzare la competitività internazionale sotto la guida di Cristian Chivu.

Nuovo San Siro

«Finalmente siamo riusciti ad aprire il varco, ad aprire una strada che ci porterà ancora più lontano. Sarà una strada piena di tortuosità, non è facile agire in Italia, dove la burocrazia è molto ostruzionistica dal punto di vista dell’iter che una società o un privato deve percorrere. Abbiamo intrapreso con ottimismo questa nuova era, avremo una nuova casa. È stato molto difficile acquistare San Siro, ma grazie alla tenacia da parte di Ralph e Scaroni siamo riusciti ad arrivare al rogito. Sarà uno stadio molto moderno, che risponde soprattutto all’esigenze di sicurezza, di comodità, di accoglienza, di ospitalità e di tutto un insieme di valori».

Da quando è all’Inter, qual è la serata che l’ha fatta emozionare di più a San Siro?

«Ho avuto la possibilità di viverlo fin da piccolo. Rappresenta un’icona strutturale di Milano, ma anche un contenitore di grandi emozioni. Il valore della memoria è uno dei più importanti dell’essere umano e dobbiamo salvaguardare questa cosa. La prima volta che sono entrato a San Siro ho avuto la fortuna di vedere la finale di Champions nel maggio del ’65 tra Inter-Benfica e quello fu il mio impatto con lo stadio, non si può dimenticare, era una giornata piovosa. Non posso dimenticare e lo stesso vale per altri più recenti da dirigente, come il derby della seconda stella nell’aprile 2024 con il 2-1 in casa del Milan o la vittoria con l’Udinese nella gestione Conte che ci ha permesso di festeggiare lo Scudetto».

Il colpo di mercato che l’ha soddisfatta di più?

«Quello storico è Pogba. Grazie allo staff e ai collaboratori che avevo alla Juve, lo avevamo preso a zero e lo abbiamo rivenduto a loro dopo pochi anni a 115 mln. Credo che sia ancora uno dei giocatori più pagati, forse anche Lukaku che avevamo ceduto con l’Inter. Una cifra storica, unica, irripetibile. Grazie all’intuizione, furbizia, di una persona che non c’è più, uno dei più grandi agenti in circolazione, Mino Raiola, che ci ha facilitato l’acquisizione, è stata un’operazione fatta in team. Un’operazione apparentemente facile. C’era Ferguson allo United: anche lui mi ha dato esperienza, ho avuto modo di conoscerlo bene. A lui ho ceduto Taibi che non ha avuto un’esperienza fortuna ma dal Venezia è arrivato allo United. Denuncio la perdita di personaggi come Ferguson, uno dei tanti».

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Infantino a sorpresa: «Stop alla Russia nel calcio internazionale? Provvedimento ha creato odio». La risposta dell’Ucraina

Infantino svela: «Stop alla Russia nel calcio internazionale? Provvedimento ha creato odio». La risposta dura dell’Ucraina

Stanno facendo molto discutere le recenti dichiarazioni di Gianni Infantino riguardo a una possibile riammissione della Russia nelle competizioni calcistiche internazionali. Il tema, già delicato sul piano politico e sportivo, è tornato improvvisamente al centro del dibattito dopo le parole del presidente FIFA.

In un’intervista concessa a Sky News, Infantino ha infatti aperto alla possibilità di revocare il divieto imposto nel 2022, quando la Russia venne esclusa dalle competizioni a seguito dell’inizio dell’offensiva militare contro l’Ucraina. Ecco le dichiarazioni di Infantino e la risposta dell’Ucraina:

PAROLE «Questo provvedimento ha creato odio, permettere ai ragazzi e alle ragazze della Russia di giocare a calcio in altre parti d’Europa sarebbe d’aiuto. Qualcuno deve mantenere aperti i legami. Provvedimento Israele? Sarebbe una sconfitta. Perché il calcio? Credo che, nel nostro mondo diviso e aggressivo, abbiamo bisogno di occasioni in cui le persone possano incontrarsi e condividere la passione per il calcio»

LA RISPOSTA DELL’UCRAINA – «Permettetemi di ricordare che dall’inizio dell’aggressione su larga scala della Russia – afferma il ministro Bidnyi  – sono stati uccisi più di 650 atleti e allenatori ucraini. Tra loro c’erano 100 calciatori. Perezhogin? Uno studente liceale a Mariupol che stava semplicemente giocando a calcio nello stadio della sua scuola quando un missile russo ha colpito. Senza dimenticare l’ex giocatrice di futsal Viktoriia Kotliarova: Uccisa insieme alla madre durante il bombardamento di Kiev il 29 dicembre 2023»

«La guerra è un crimine, non politica. È la Russia che politicizza lo sport e lo usa per giustificare l’aggressione. Finché i russi continueranno a uccidere gli ucraini e a politicizzare lo sport, la loro bandiera e i loro simboli nazionali non hanno posto tra persone che rispettano valori come giustizia, integrità e fair play».

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Icardi Juventus, spunta un clamoroso retroscena del giocatore: «Se mi prendete faccio dieci gol in sei mesi così mi confermate»

Icardi Juventus, spunta il messaggio diretto l’attaccante ai bianconeri: Se mi prendete faccio dieci gol in sei mesi e poi…»

Il mercato invernale si è chiuso lasciando alla Continassa una sensazione contrastante. Da un lato la soddisfazione per alcune operazioni mirate, dall’altro il rammarico per non essere riusciti a completare il reparto offensivo con una punta centrale di peso. La Juventus aveva provato a muoversi su più fronti, sondando profili come Kolo Muani, Zirkzee e Mateta, ma ogni tentativo è sfumato nelle ultime ore disponibili. Eppure, il nome che ha acceso davvero il finale di sessione è stato quello dell’ex capitano dell’Inter, un ritorno clamoroso che avrebbe fatto discutere l’intero Paese calcistico.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, l’attaccante del Galatasaray era pronto a rimettersi in gioco in Serie A e a vestire la maglia bianconera, nonostante lo scetticismo legato al suo passato nerazzurro e ai rapporti non sempre idilliaci con l’attuale allenatore. La volontà del giocatore, raccontano, era fortissima: al punto da spingersi a inviare un messaggio diretto alla dirigenza per provare a sbloccare l’operazione. Un messaggio che suona come una sfida personale e professionale: «Se mi prendete faccio dieci gol in sei mesi così poi mi confermate anche l’anno prossimo». Parole pesanti, che raccontano la determinazione di un calciatore convinto di poter ancora incidere ad alti livelli.

La Juventus ha valutato seriamente l’opportunità, attratta dall’idea di aggiungere esperienza, carisma e un potenziale realizzatore al proprio reparto avanzato. Tuttavia, tra tempistiche ristrette, valutazioni economiche e incastri di mercato non andati a buon fine, l’affare non ha trovato la strada giusta per concretizzarsi. Resta però la sensazione che l’operazione fosse più vicina di quanto si pensasse e che la volontà del giocatore avesse realmente aperto uno spiraglio.

Il mercato si chiude così, con un’occasione sfumata e una promessa rimasta sospesa. La Juventus dovrà ora proseguire la stagione con le risorse a disposizione, mentre l’attaccante del Galatasaray potrà solo immaginare cosa sarebbe potuto accadere se quella sfida lanciata alla dirigenza bianconera avesse trovato risposta.

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Romagnoli Lazio, la telenovela continua! Il club smentisce l’agente del difensore: ecco cosa sta succedendo

Romagnoli Lazio, , la saga continua: la Lazio smentisce l’agente e ribalta la versione dei fatti. Tutti i dettagli

La vicenda che ha coinvolto Alessio Romagnoli e la Lazio nelle ultime ore di mercato continua a generare tensioni e ad alimentare un clima di forte incertezza. Dopo le dichiarazioni dell’agente del difensore, che aveva puntato il dito contro la società per la gestione dell’operazione con l’Al Sadd, arriva ora la versione ufficiale del club biancoceleste. Una ricostruzione che ribalta le accuse e propone un quadro completamente diverso, ma che non sembra sufficiente a ricomporre una frattura ormai evidente.

Secondo quanto filtra dagli ambienti societari, la Lazio ritiene di aver rispettato ogni scadenza e di aver formalizzato l’accordo nei tempi previsti. Una posizione netta, riportata dall’edizione odierna de Il Messaggero, che però si scontra con il malcontento del giocatore e del suo entourage, convinti che il club abbia rallentato o complicato la trattativa in modo ingiustificato.

Nel dettaglio, la società capitolina sostiene di aver inviato la PEC decisiva alle 14:51 di sabato, accettando ufficialmente la proposta dell’Al Sadd. L’operazione prevedeva un prestito oneroso da 1,5 milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a 6,5 milioni, oltre a bonus legati ai risultati sportivi: 250mila euro in caso di qualificazione alla Champions araba e 500mila euro in caso di vittoria del campionato. Tuttavia, nella stessa comunicazione, il presidente Claudio Lotito avrebbe inserito una richiesta destinata a far esplodere la tensione: la rinuncia da parte di Romagnoli alle ultime tre mensilità di stipendio, da novembre a gennaio. Una condizione che il club considera parte della normale prassi negoziale, ma che per il giocatore è risultata inaccettabile.

Il rapporto tra le parti, già incrinato, sembra ora difficilmente recuperabile. Immaginare un rinnovo del contratto, in scadenza nel 2027, appare quasi impossibile. La sensazione è che si vada verso una convivenza forzata, con il rischio di ripercussioni sul rendimento e sulla serenità dello spogliatoio.

In questo scenario complesso, Maurizio Sarri prova a mantenere equilibrio e a ricucire lo strappo. Il tecnico spera che Romagnoli torni ad allenarsi regolarmente e metta la sua esperienza al servizio della squadra in un momento cruciale della stagione. Il finale di campionato della Lazio passerà anche dalla capacità di isolarsi dalle polemiche e ritrovare compattezza. Resta da capire se Romagnoli riuscirà a lasciarsi alle spalle questa vicenda o se la frattura segnerà definitivamente il suo futuro in biancoceleste

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Infortunio Mancini, il difensore sottoposto a intervento chirurgico al naso: giocherà con una maschera protettiva

Infortunio Mancini: operazione al naso riuscita, giocherà con una maschera protettiva. Il comunicato dei giallorossi

Gianluca Mancini, difensore centrale della Roma, è stato sottoposto a un intervento chirurgico dopo il violento scontro avvenuto durante la gara di campionato contro l’Udinese. Il contatto, che aveva subito destato preoccupazione per le sue condizioni, ha reso necessario un passaggio immediato in sala operatoria per risolvere il problema fisico riportato. Il comunicato del club giallorosso:

COMUNICATO – “Il calciatore Gianluca Mancini, in seguito alla frattura delle ossa nasali riportata nel corso della gara di ieri, è stato sottoposto nella giornata odierna a intervento chirurgico di riduzione della frattura. Il giocatore verrà dimesso nelle prossime ore e potrà riprendere l’attività agonistica indossando una mascherina protettiva”.

La Roma dovrà ora fare a meno del suo leader difensivo per le prossime settimane, un’assenza pesante in un momento cruciale della stagione. La speranza è di riaverlo a disposizione il prima possibile, compatibilmente con i tempi di guarigione e con il pieno ripristino della condizione fisica.

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Petardo Audero, linea dura del Viminale: trasferte vietate ai tifosi Inter fino al 23 marzo. Derby escluso

Petardo Audero, il Viminale chiude le trasferte ai tifosi Inter fino al 23 marzo. Derby salvo. La decisione completa

La decisione del Ministero dell’Interno si abbatte con forza sul tifo nerazzurro. Dopo il gravissimo episodio allo stadio Zini di Cremona, dove un petardo ha stordito il portiere Emil Audero, il ministro Matteo Piantedosi ha firmato un provvedimento severo che penalizzerà pesantemente il seguito dell’Inter nelle prossime settimane.

Il Viminale ha scelto una linea dura: niente trasferte fino al 23 marzo 2026 e stop alla vendita dei biglietti ai residenti in Lombardia per le gare coinvolte. I tifosi non potranno quindi seguire la squadra a Reggio Emilia contro il Sassuolo, né nelle successive sfide di Lecce e Firenze. Unica eccezione il derby Milan‑Inter dell’8 marzo, considerato privo di rischi legati agli spostamenti delle tifoserie.

Nella nota ufficiale, il Ministero sottolinea che la misura risponde esclusivamente a esigenze di sicurezza pubblica. Nonostante l’identificazione del responsabile del gesto e le proteste di dirigenti come Carnevali, che ha definito il provvedimento “la rovina del calcio”, la linea resta inflessibile. Cristian Chivu dovrà ora guidare la squadra in stadi ostili e senza il consueto sostegno del settore ospiti, un ostacolo ulteriore nella corsa allo scudetto.

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Messi, clamorosa notizia di mercato! L’argentino pronto a tornare a ‘casa’? Lo scenario

Messi, rimbalza un’incredibile notizia di mercato! Il fenomeno argentino è pronto a tornare a ‘casa’? Le ultimissime

Che Lionel Messi possa un giorno tornare al Newell’s Old Boys non è mai stato un segreto, ma ora l’ipotesi sembra andare oltre il semplice sogno dei tifosi argentini. La suggestione, da sempre viva a Rosario, avrebbe infatti assunto contorni più concreti.

Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb, il nuovo presidente del club, Ignacio Boero, avrebbe raggiunto un principio d’accordo con la “Pulce” per un ritorno in maglia rojinegra. L’idea sarebbe quella di un contratto part‑time di sei mesi, da gennaio a giugno 2027, compatibile con l’attuale accordo che lega Messi all’Inter Miami fino al 2028.

La notizia sarebbe emersa dopo un colloquio tra Boero e il governatore di Santa Fe, Maximiliano Pullaro, durante il quale si sarebbe discusso di un piano per garantire sicurezza e tranquillità al campione argentino durante il suo eventuale soggiorno a Rosario.

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Calciomercato Como, ufficiale l’arrivo del giovane talento Lahdo: il comunicato del club

Calciomercato Como, colpo in prospettiva per biancoblu: ufficiale l’arrivo del giovane talento Lahdo, i dettagli

Il Como annuncia con soddisfazione l’acquisto a titolo definitivo del diciottenne centrocampista svedese Adrian Lahdo, in arrivo dall’Hammarby IF e sotto contratto fino al 2031. Il comunicato ufficiale:

COMUNICATO – “Como 1907 è lieto di annunciare l’ingaggio a titolo definitivo fino al 2031 del centrocampista svedese diciottenne Adrian Lahdo dall’Hammarby IF.

Nato nel 2007, Lahdo è un centrocampista svedese che è cresciuto nel club dell’Hammarby arrivando a firmare il primo contratto da professionista nel 2024. Nello stesso anno ha fatto il suo esordio in Allsvenskan, la prima divisione svedese.

Nel 2025 Adrian ha esordito a livello internazionale scendendo in campo due volte con la maglia all’Hammarby IF, in occasione delle qualificazioni della UEFA Conference League.

Il giovane centrocampista ha anche acquisito esperienza con la sua nazionale, rappresentando la Svezia nelle categorie Under 17,18 e 19.

Tutto il club dà il benvenuto ad Adrian in Bianco Blu!”.

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Infortunio Saelemaekers, Allegri in ansia per l’esterno belga: ecco tutti gli ultimi aggiornamenti

Infortunio Saelemaekers, Allegri osserva con attenzione le condizioni dell’ex Roma: ecco le ultimissime sul belga

Non c’è pace per Alexis Saelemaekers. Il tentativo di forzare i tempi per la trasferta di Roma si è ritorto contro l’esterno belga che, proprio alla vigilia del match contro il Bologna, ha accusato un nuovo stop. Secondo La Gazzetta dello Sport, si tratta di una riacutizzazione del risentimento all’adduttore sinistro: un infortunio che ora impone la massima prudenza.

Il bollettino e i tempi Il dolore acuto avvertito a Milanello costringerà Saelemaekers a restare ai box per almeno quindici giorni. Oltre alla trasferta del Dall’Ara, il belga salterà con ogni probabilità anche l’impegno contro il Pisa del 13 febbraio. L’obiettivo dello staff medico è chiaro: evitare ulteriori ricadute e riaverlo a pieno regime per la seconda metà di febbraio.

Le scelte di Allegri Con Saelemaekers out e Pulisic ancora ai box, Massimiliano Allegri si trova con le scelte obbligate sulle corsie esterne. Nel collaudato 3-5-1-1, la maglia da titolare sulla destra passerà a Zachary Athekame. Allo svizzero il tecnico chiede di non far rimpiangere l’equilibrio tattico del belga, in un momento della stagione dove le rotazioni rossonere sono ridotte all’osso.

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Altro esonero in Serie A, sconfitta e addio: scelto il sostituto

Nuovo esonero in Serie A: nelle ultime ore è saltata un’altra panchina italiana. Il club, dal canto suo, ha già individuato il sostituto

Nonostante negli ultimi giorni la concentrazione sia stata rivolta soprattutto alle ultime mosse di mercato, con le squadre impegnate a rafforzare i propri organici, anche i risultati sul campo hanno avuto un peso significativo per le società italiane. In un campionato estremamente competitivo, dove la classifica è sempre più corta e gli equilibri cambiano rapidamente, i risultati negativi non passano inosservati.

È così arrivato un nuovo esonero in Serie A: una panchina è saltata definitivamente a causa di prestazioni ritenute insufficienti dalla dirigenza, che ha deciso di separarsi dal tecnico e di individuare subito un sostituto per guidare la squadra fino alla fine del campionato, con l’obiettivo di recuperare i punti persi e di ridare entusiasmo a una piazza delusa.

Saltata un’altra panchina della Serie A: individuato il sostituto

Dopo Gilardino, è saltata anche la panchina del Verona. Paolo Zanetti è stato ufficialmente esonerato a seguito del pesante ko rimediato contro il Cagliari, un netto 4-0 che ha abbassato ulteriormente il morale di una piazza già provata da diverse assenze. Tra gli indisponibili, infatti, c’era Giovane, fantasista passato al Napoli in questa sessione di mercato e il difensore fondamentale Bella Kotchap, infortunato. Due assenze pesanti che hanno senza dubbio pesato sul risultato finale.

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Saltata un’altra panchina della Serie A: individuato il sostituto (Foto Instagram @cronache_di_spogliatoio) – calcionews24.com

Dopo la sconfitta esterna con i sardi, la dirigenza ha ufficializzato la decisione di sollevare dall’incarico Paolo Zanetti. Sempre ieri, la seduta di allenamento è stata guidata dal tecnico della formazione Primavera in attesa del nuovo allenatore. Fatali per Zanetti sono stati soprattutto i risultati del match interno contro l’Udinese, un’altra sconfitta pesante, e quello contro il Cagliari. Al momento, il Verona occupa l’ultimo posto in classifica, a pari punti con il Pisa, anch’esso reduce dall’esonero di Gilardino.

La dirigenza sta già valutando i possibili sostituti, e secondo quanto raccolto da Alfredo Pedullà e Niccolò Schira, i nomi più caldi sui taccuini sono Roberto D’Aversa e Luca Gotti. D’Aversa sarebbe pronto a una nuova avventura dopo l’esperienza negativa alla guida dell’Empoli nella passata stagione, conclusasi con la retrocessione e la mancata riconferma. Gotti, invece, tornerebbe in panchina dopo più di un anno, avendo interrotto anticipatamente la sua esperienza al Lecce dopo l’esonero a novembre 2024, nonostante avesse guidato i pugliesi alla salvezza nella stagione precedente.

Al momento, la panchina del Verona resta dunque in attesa del prossimo tecnico, con la dirigenza pronta ad accelerare le proprie mosse per garantire alla squadra un nuovo allenatore in vista dello scontro diretto contro il Pisa.

Squalifica curva Inter, Carnevali non ci sta: «Questa è una cosa che mi fa inc…re molto. Anche questa è la rovina del calcio»

Squalifica curva Inter, Carnevali sbotta: «Questa è una cosa che mi fa inc…re molto. Anche questa è la rovina del calcio». Le parole

Il caso del petardo che ha colpito Emil Audero durante Cremonese-Sassuolo continua a far discutere, ma stavolta a alzare la voce è la dirigenza neroverde. Ai microfoni di Gian Luca Rossi, l’AD del Sassuolo Giovanni Carnevali si è lasciato andare a uno sfogo durissimo contro l’ipotesi di un blocco delle trasferte per la tifoseria organizzata

PAROLE – « Questa è una cosa che mi fa incazzare molto. Per noi come società è un’opportunità per fare degli incassi, la sostenibilità è data anche da questo. Per colpa di un deficiente dobbiamo avere un settore chiuso e non dare la possibilità ai tifosi dell’Inter di venire da noi»

«Abbiamo la tribuna Nord, ha una visibilità straordinaria, non è come quando si va a giocare a San Siro che i tifosi li mandi al terzo anello e non vedi neanche la partita. Diamo un servizio top, straordinario. Da noi non è mai successo un incidente. Non è giusto, è ora di cambiare. Così non si può andare avanti. Si parla di rovina del calcio, anche questa è la rovina del calcio».

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Juve, buone notizie dalla Continassa! Si rivede Vlahovic: ecco come procede il suo recupero. E sul futuro…

Juve, arrivano ottime notizie dalla Continassa! Ecco Vlahovic: come procede il suo recupero dopo l’infortunio? Sul futuro…

Il mercato invernale bianconero si chiude senza l’atteso innesto in attacco, ma per Luciano Spalletti la vera svolta arriva dall’infermeria. Il “nuovo” centravanti della Juventus sarà ancora lui: Dusan Vlahovic. Il serbo è rientrato a Torino dopo il periodo post-operatorio a Belgrado, dove ha lavorato duramente con un preparatore personale per bruciare le tappe. La sua determinazione è chiara: riprendersi le chiavi dell’attacco.

Il fattore psicologico L’accoglienza alla Continassa è stata delle migliori. In un clima di generale ripartenza, alimentato anche dagli arrivi di Boga e Holm, Dusan è apparso visibilmente sereno. A rincuorarlo, paradossalmente, è stato proprio il mercato: il mancato affondo della società per profili come Mateta o Kolo Muani gli ha confermato la centralità nel progetto tecnico. Spalletti conta di averlo al top per metà marzo, giusto in tempo per il rush finale della stagione.

Rinnovo: aria di “caso McKennie” Nonostante la scadenza 2026 e i timori di un addio, il rapporto con “Lucio” ha rimescolato le carte. Il tecnico lo ha rimesso al centro del villaggio tattico e il giocatore, dal canto suo, ha aperto alla possibilità di trattare il prolungamento. Sebbene non ci sia ancora un’offerta ufficiale sul tavolo, l’atmosfera è cambiata: la voglia di vincere in bianconero potrebbe trasformare Vlahovic da possibile partente a pilastro del futuro, ricalcando l’incredibile parabola di Weston McKennie.

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Calciomercato, salta il doppio affare N’Golo Kanté al Fenerbahçe e Youssef En-Nesyri all’Al Ittihad? Le ultimissime

Calciomercato, rischia di saltare il clamoros scambio Fenerbahçe Al Ittihad che vede coinvolti Kantè e En-Nesyri

Ore di altissima tensione sull’asse di mercato tra Turchia e Arabia Saudita. Secondo quanto riferito dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, il doppio affare che dovrebbe portare N’Golo Kanté al Fenerbahçe e Youssef En-Nesyri all’Al Ittihad è attualmente in una fase di stallo critico.

Il nodo burocratico Nonostante i due club abbiano presentato tutta la documentazione necessaria proprio nelle ultime ore della finestra di mercato (ieri, 2 febbraio), manca ancora il via libera definitivo da parte del TMS (Transfer Matching System) della FIFA. Il sistema di registrazione internazionale non ha ancora processato i trasferimenti, probabilmente a causa dell’invio estremamente tardivo dei contratti.

Corsa contro il tempo Al momento, entrambe le operazioni sono considerate a serio rischio. I vertici di Fenerbahçe e Al Ittihad sono al lavoro per ottenere una deroga o lo sblocco manuale dalla FIFA, ma senza il “green light” burocratico, i due campioni rischierebbero di restare bloccati nei rispettivi club almeno fino alla prossima sessione.

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Calciomercato Lazio, parla Giordano: «La squadra mi sembra inferiore rispetto a un mese fa. Sui nuovi acquisti…»

Calciomercato Lazio, l’analisi dell’ex Giordano: «Mi auguro che i giocatori arrivati possano fare grandi cose». Le parole

Bruno Giordano, storica bandiera biancoceleste, su La Gazzetta dello Sport parla senza filtri il mercato di riparazione della Lazio. Tra partenze eccellenti e scommesse da vincere, l’ex bomber esprime le sue perplessità sulle mosse della società, promuovendo però l’innesto di Taylor e lanciano un monito sulla gestione del caso Romagnoli.


SQUADRA INDEBOLITA
«La squadra mi sembra inferiore rispetto a un mese fa. Mi auguro che i giocatori arrivati possano fare grandi cose, ma sono tutti ragazzi che si sono visti poco. Maldini, per esempio, ha qualità, ma deve dimostrare il proprio valore. Sono invece partite alcune certezze. Quella di Guendouzi è la cessione più importante, e non è arrivato un giocatore con le sue caratteristiche, ma Castellanos circa 10 gol a campionato li garantiva e conosceva già le idee di Sarri. Inoltre mi auguro che Romagnoli, dopo tutto quel tira e molla, non diventi un problema all’interno dello spogliatoio».
L’ACQUISTO PIÙ INTRIGANTE «Considero Taylor un buon acquisto. L’olandese è il calciatore sul quale punto di più fra i nuovi. Arrivato in un momento delicato, ha già fatto intravedere alcune qualità interessanti. Penso anche che piaccia a Sarri e che sia adatto per il suo gioco: bravo con entrambi i piedi, sa far circolare bene il pallone e ha dimostrato, segnando contro il Genoa, di essere anche bravo negli inserimenti».
LE PREOCCUPAZIONI FUTURE «Spero che il mercato sia effettivamente chiuso, perché temo che possa partire anche Nuno Tavares (mercato ancora aperto in Turchia, ndr) che invece spererei venisse recuperato da Sarri. E poi la situazione Romagnoli: lui è un professionista esemplare, ma la testa, rispetto a un mese fa, non può essere libera. In mezzo al campo secondo me manca qualcuno che faccia filtro. La squadra non deve perdere la solidità difensiva avuta fino a questo momento».

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Cagliari, Giulini e la cessione di un altro 20% delle quote: ecco il possibile scenario

Cagliari, Giulini vicino al passaggio di un altro 20% delle quote. Lo scenario possibile per il futuro dei sardi

Il Cagliari Calcio accelera nel suo processo di internazionalizzazione. Come riportato da L’Unione Sarda, il club rossoblù si appresta a formalizzare l’ingresso di una nuova quota (superiore al 20%) da parte della cordata statunitense che aveva già fatto il suo esordio nell’azionariato a fine 2025. Un’operazione che, una volta conclusa, porterà il gruppo americano a detenere circa il 42% delle quote societarie.

I numeri dell’accordo La valutazione complessiva del Cagliari è stata fissata intorno ai 130 milioni di euro. La holding Fluorsid Group, guidata da Tommaso Giulini, cederà un ulteriore 22% per una cifra stimata in 54 milioni di euro. Si tratta di una “minoranza qualificata”: il controllo resta nelle mani della proprietà attuale, ma la struttura finanziaria ne esce profondamente rinforzata.

Visione globale e nuovo stadio Il progetto, facilitato dalla mediazione di Stefano Melis e guidato dalle figure di Maurizio Fiori e Prashant Gupta, punta a una stabilità di lungo periodo. Al centro della strategia resta il dossier legato al nuovo stadio, asset considerato imprescindibile per attrarre investitori globali e garantire al club una competitività sostenibile nel panorama internazionale.

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Bologna, si chiude un mercato in chiaroscuro: l’analisi sulla squadra di Italiano e le prossime sfide che attendono i rossoblù

Bologna, termina in chiaroscuro la finestra di mercato dei rossoblù: l’analisi sulla squadra di Italiano e le prossime sfide

Il mercato si è chiuso con un bilancio in chiaroscuro: tre arrivi (João Mario, Helland, Sohm) e quattro partenze (Fabbian, Holm, Sulemana, Immobile), ma la sostanza non cambia. Vincenzo Italiano si ritrova con la squadra praticamente immutata, un vantaggio in termini di coesione, ma anche una sfida: saranno i senatori a dover trascinare il Bologna fuori dal tunnel.


La crisi di risultati, con una sola vittoria nelle ultime dieci gare tra campionato e coppe, ha reso il Dall’Ara, un tempo fortino inespugnabile, terra di conquista per gli avversari.
Il tour de force di febbraio e marzo, con 8 partite in 28 giorni, non ammette ulteriori passi falsi. Serve una scossa, e chi meglio di Riccardo Orsolini per darla?


Il numero 7, capocannoniere stagionale con 11 reti (7 in A, 3 in Europa League, 1 in Supercoppa), è il vero talismano della squadra. I numeri parlano chiaro: quando Orso segna, il Bologna perde quasi mai. Nelle 12 partite in cui è andato in gol, si registrano 9 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta. Un “portafortuna” indispensabile, soprattutto in un momento così delicato.


Italiano lo sa bene e, nonostante le fatiche europee e la staffetta programmata con Bernardeschi o Rowe, contro il Milan dovrebbe affidarsi ancora una volta al suo esterno più prolifico. «Quello che chiedo ai nostri esterni – ha ribadito il tecnico – è di essere più attaccanti: fare presenza in area, affiancare la punta ed essere concreti. In questo senso Orsolini è un maestro».

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De Sciglio rivela: «Per la Juve ho rifiutato il Liverpool, non sono il ‘figlioccio’ di Allegri. Avrei potuto giocare all’Inter, il Milan un sogno»

L’ex difensore di Juventus, Milan ed Empoli, Mattia De Sciglio, rivela alcuni retroscena legati alla propria carriera personale

Attualmente svincolato, l’ex difensore di Juventus, Milan ed Empoli, Mattia De Sciglio, si è espresso così nell’intervista concessa al Corriere della Sera.

SVINCOLATO – «Mi sto allenando ogni giorno per farmi trovare pronto. Non ho alcuna intenzione di smettere, sto bene e posso dare ancora tanto. Non vedo l’ora di tornare in campo».

MILAN – «Stavo vivendo un sogno. Ero un tifoso milanista che indossava la maglia rossonera e Maldini era il mio idolo. E pensare che avrei potuto giocare nell’Inter. I nerazzurri mi avevano chiamato per un provino, ma ero stato scartato perché piccolo fisicamente. Poco dopo è arrivato il Milan, meglio così. Ho fatto tutto il settore giovanile fino all’esordio in Champions a 18 anni. Fischi di San Siro? Una parte della tifoseria e della stampa mi aveva individuato come colpevole di quella situazione, aspettavano un minimo errore per criticarmi. I miei social si riempivano di insulti e cattiverie. Eppure, mi ero sempre comportato bene. Non capivo. L‘addio in scadenza? Io in realtà non avevo ancora parlato con nessuno. Quelle voci, però, non fecero altro che aumentare le critiche nei miei confronti. Quel sogno che avevo da bambino si era rivelato un incubo, la fascia era un altro pretesto per attaccarmi. Ero diventato il capro espiatorio. Per fortuna tra i tifosi c’era comunque chi mi sosteneva».

SCELTA JUVE – «Mi voleva anche il Liverpool, ma ho scelto Torino. In panchina c’era Allegri e la squadra era davvero forte. E il trovarmi in uno spogliatoio di campioni, dopo aver giocato anche un Europeo da protagonista, è stata una bella rivincita dopo il periodo difficile che avevo vissuto. Io “figlioccio” di Max? No, è un’etichetta che mi porto dietro. Certo, è l’allenatore a cui sono più legato. Mi ha lanciato al Milan e nei momenti più duri mi ha aiutato a restare positivo. Tutto quello che ho fatto, però, me lo sono conquistato. Non ci sono mai stati favoritismi. Anzi, da me ha sempre preteso più di quanto facesse con molti altri. Mi chiamava “Mangia e dormi”, per il mio pensare sempre al calcio».

ADDIO ALLA JUVE – «Venivo da un anno fuori per il crociato. In panchina era arrivato Thiago Motta, mio ex compagno in Nazionale. Avevo grandi aspettative. Ma non mi hanno permesso neanche di fare il ritiro. “Sei fuori dal progetto”, senza altre spiegazioni. Avevo due possibilità: trovarmi una squadra o una stagione da fuori rosa. Speravo di concludere un’esperienza così importante in modo diverso».

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Bologna Milan, Allegri in piena emergenza: le idee di formazioni sue e di Italiano

Bologna Milan, Allegri in piena emergenza: le idee e i dubbi di formazioni suoi e di Italiano per la sfida di stasera in campionato

Il posticipo odierno delle 20:45 tra Bologna e Milan si preannuncia come una sfida cruciale, capace di mettere a nudo le attuali fragilità fisiche di un Diavolo che arriva al Dall’Ara decisamente incerottato. Mentre l’eco del calciomercato invernale 2026 si è appena spenta, lasciando in eredità il clamoroso mancato arrivo di Jean-Philippe Mateta e l’innesto dei giovani prospetti Dalpiaz e Cissé, Massimiliano Allegri deve gestire un’infermeria affollata nel momento più delicato della rincorsa allo scudetto.

Il tecnico livornese, stratega pragmatico dei Rossoneri, dovrà fare a meno dei suoi uomini di maggior qualità tecnica. La lista degli assenti è pesante: Alexis Saelemaekers, l’eclettico esterno belga, ha alzato bandiera bianca per un problema all’adduttore dopo i rischi corsi a Roma. Ancor più grave l’assenza di Christian Pulisic: il capitano della nazionale statunitense è bloccato da una fastidiosa borsite all’ileopsoas, privando la squadra di dinamismo e gol. A completare il quadro critico c’è la situazione di Rafael Leão. Il talento portoghese, stella indiscussa dell’attacco, convive con un principio di pubalgia che lo costringerà a partire dalla panchina, utilizzabile solo come extrema ratio in caso di necessità disperata.

Se l’infermeria piange, la storia sorride a Max. Il Bologna rappresenta infatti la vittima preferita di Allegri, che vanta una striscia di imbattibilità impressionante: 25 partite senza mai perdere contro i Felsinei (16 vittorie e 9 pareggi). Un tabù che Vincenzo Italiano, allenatore dei padroni di casa, tenterà di sfatare approfittando delle assenze altrui. I Rossoblù, tuttavia, devono invertire il trend casalingo: il Dall’Ara non è più un fortino, con l’ultima vittoria in Serie A che risale addirittura al 9 novembre contro il Napoli. Una motivazione extra arriva dall’Europa: pur mancando gli ottavi diretti, gli emiliani hanno blindato il playoff di Europa League contro i norvegesi del Brann, mantenendo vivo il sogno continentale.

Probabili formazioni Bologna Milan

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Vitik, Heggem, Lykogiannis; Freuler, Pobega; Orsolini, Odgaard, Rowe; Castro. Allenatore: Italiano.
A disposizione: Franceschelli, Pessina, Helland, Casale, Joao Mario, Miranda, Ferguson, Moro, Sohm, Bernardeschi, Cambiaghi, Dallinga, Dominguez.

MILAN (3-5-1-1): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlovic; Athekame, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Loftus-Cheek, Nkunku. Allenatore: Allegri.
A disposizione: Torriani, Terracciano, Leão, Estupiñán, Tomori, Jashari, Füllkrug, Ricci, Odogu.

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Brignoli ripensa al suo gol contro il Milan: «Sembravo Aldo in “Tre uomini e una gamba”. Vi racconto la mia passione per la musica»

Brignoli ripensa al suo gol contro il Milan: «Sembravo Aldo in “Tre uomini e una gamba”. La mia passione per la musica». Le parole del portiere

Alberto Brignoli resterà per sempre il portiere che il 3 dicembre 2017 segnò il 2-2 di Benevento-Milan al 95′, rovinando l’esordio di Gattuso sulla panchina rossonera. Ma Brignoli non è solo quello storico gol di testa a Donnarumma. È un portiere che ha vissuto tutte le categorie, dalla Serie D alla Champions League, un appassionato di musica che si diverte alla consolle e un imprenditore che guarda al futuro. Oggi si racconta a La Gazzetta dello Sport.

DALLA D ALLA CHAMPIONS – «Per la D è facile: alla presentazione con il Montichiari, quando hanno fatto il mio nome al microfono, sono svenuto. Un bell’inizio… In campo, però, benissimo: campionato vinto con 970 minuti di imbattibilità. In C2 scelgo i momenti in una casa che chiamavamo “La Villa”: abitavo lì con alcuni compagni, come fossimo universitari. In C1, il rapporto con Davide Nicola, che mi lanciò come titolare. A Terni in B ero giovane, senza freni. In una delle prime partite uscii a vuoto su una rimessa laterale. Mi scontrai con Fabio Pisacane e combinai un disastro. Risultato: panchina per un mese e mezzo.

Per la A, scelta obbligata: quel Benevento-Milan. Io odio colpire di testa, il pallone mi fa male. Invece andai a saltare e segnai di testa a Donnarumma, tutto storto in tuffo. Sembravo Aldo nella scena di “Tre uomini e una gamba”. Per il decennale, vorrei fare qualcosa con Gigio, magari sui social. La Conference la sto facendo ora con l’Aek ma sono la riserva di Strakosha: è l’unica competizione in cui non ho una presenza. Per l’Europa League scelgo l’esordio contro il Villarreal anche se dico la verità: se hai vissuto la Champions, mette un velo di tristezza. La mia partita della vita in Champions, l’unica di cui ho appeso una foto a casa, è Marsiglia-Panathinaikos, agosto 2023. Al Vélodrome non sentivo nulla per il rumore dei tifosi, mi sono detto “passiamo i primi 10 minuti”, invece ho preso gol al 2’. Abbiamo vinto ai rigori e io ho parato quello di Guendouzi».

MUSICA E AUTO – «Dire che sono un dj che fa il portiere è esagerato, anche se fatico a vedere due partite di fila, mentre quattro ore a mettere musica sembrano 10 minuti. Un paio di volte d’estate ho suonato a Chezz Gerdi, a Formentera, dove va Serse Cosmi. Il mister me lo dice sempre: “Se ti prendo in squadra, almeno ho qualcuno che mette musica seria”. I preferiti? Swedish House Mafia, il povero Avicii, Ilario Alicante, Joseph Capriati, Ricky Le Roy che ho conosciuto quando giocavo alla Samp, Solomun, Ben Böhmer. Poi le automobili. Chiedete a mio papà… Papà, che da giovane è stato il terzo portiere della Cremonese, era capo dei vigili nel mio paese. Io nel 2018 avevo comprato una Jaguar F-Type e un giorno di giugno sono andato dal mio amico Matteo Brighi: da Genova a Rimini in due ore e mezza. Al Comune arrivavano multe su multe e mio papà firmò per il ritiro della patente. Diciamo che non è stata l’unica volta…».

IL FUTURO – «Fino a 29 anni sono stato impulsivo, poi ho imparato a vedermi in terza persona e tutto è cambiato. Vorrei giocare ancora 2-3 anni ma lavoro già sul dopo. Ho fondato una società con il mio amico Michele e Federico Macheda: si chiama Auvi ed è già operativa, grazie al grande aiuto di mia moglie. L’idea è supportare il giocatore in tutto, come non fa nessuno. È nata da brutte esperienze personali, fiscalmente ho preso delle belle botte».

I MAESTRI – «Tra i tanti incontrati, Cassano è a posto, ha modi non convenzionali e a volte sbagliati, ma dice cose giuste. Buffon con me è stato gentilissimo, non dimenticherò mai che, quando arrivai alla Juve da sconosciuto, mi disse: “So chi sei”. De Zerbi mi ha insegnato a interpretare la partita, a leggere la tattica. Il simbolo del campione, però, per me è Lorenzo De Silvestri. Un uomo che riconosce i suoi limiti e ci lavora: questo per me è un campione. Tanti altri sono mediocri, pensano “sono già forte” e non crescono mai».

Mercato Inter, il retroscena sul colpo Jones sfumato: era stato il Liverpool a farsi avanti! Ecco perché

Mercato Inter, il retroscena sul colpo Jones sfumato: era stato il Liverpool a farsi avanti! Ecco perché: da qui, la permanenza di Frattesi

Per qualche ora, il popolo nerazzurro ha accarezzato un sogno di mezza estate in pieno inverno. L’idea di vedere Curtis Jones con la maglia dell’Inter è stata molto più di una semplice suggestione di mercato, trasformandosi in una trattativa concreta che ha tenuto col fiato sospeso la dirigenza di Viale della Liberazione. Come ricostruito nel dettaglio dal Corriere dello Sport, l’operazione è nata da un input sorprendente arrivato direttamente dall’Inghilterra: è stato il Liverpool a proporre il centrocampista classe 2001, un talento cristallino capace di abbinare fisicità e tecnica nel cuore del gioco.

La formula discussa era quella del prestito secco, una soluzione che aveva trovato l’immediato gradimento dei Meneghini. La dirigenza aveva agito con tempestività, raggiungendo un accordo di massima con il giocatore, affascinato dalla prospettiva di calcare i campi della Serie A da protagonista. Tuttavia, proprio quando i pezzi del puzzle sembravano incastrarsi, è arrivata la doccia fredda da Anfield. I Reds hanno effettuato un brusco dietrofront, frenati da due fattori concomitanti: la complicata gestione contrattuale del ragazzo (in scadenza nel 2027) e il timore tecnico di indebolire eccessivamente l’organico per il prosieguo della stagione, lasciando la squadra scoperta in mediana.

Il mancato arrivo dell’inglese ha innescato un immediato effetto domino, congelando le uscite in casa della Beneamata. A farne le spese è stato Davide Frattesi. L’incursore della Nazionale, spesso chiuso nelle gerarchie del centrocampo titolare, aveva già le valigie pronte con destinazione Nottingham Forest, sempre con la formula del prestito, per trovare maggior minutaggio in Premier League. Il naufragio dell’affare Jones ha costretto l’Inter a blindare l’ex Sassuolo, chiudendo le porte anche alla Lazio. I biancocelesti avevano tentato un approccio last-minute, ma mettendo sul piatto cifre ritenute troppo distanti dalle richieste economiche dei campioni d’Italia, che non hanno voluto privarsi di un’alternativa di lusso senza un adeguato rimpiazzo internazionale.

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Lahdo Como, adesso è ufficiale: il comunicato dei lariani per il colpo in extremis!

Lahdo Como, adesso è ufficiale: il comunicato dei lariani per il colpo in extremis! Cifre e dettagli dell’ultima operazione messa a segno a gennaio

Il Como 1907 piazza un colpo di prospettiva internazionale di assoluto rilievo proprio in chiusura della sessione invernale, ufficializzando l’acquisto di Adrian Lahdo. La società lombarda ha investito una cifra considerevole, vicina ai 10 milioni di euro, per strappare il promettente centrocampista svedese all’Hammarby IF, riuscendo nell’impresa di superare la concorrenza di top club europei come il Chelsea.

Il classe 2007 si lega ai Lariani con un contratto a lungo termine, valido fino al 2031. Come sottolineato nella nota diramata dal club, il ragazzo ha avuto una crescita esponenziale: cresciuto nel vivaio della formazione di Stoccolma, ha firmato il suo primo contratto da professionista nel 2024, anno del debutto in Allsvenskan. Nonostante la giovanissima età, Lahdo porta in dote un bagaglio tecnico interessante, arricchito da presenze nelle qualificazioni di UEFA Conference League nel 2025 e da una militanza costante nelle nazionali giovanili della Svezia, dall’Under 17 all’Under 19. Un investimento oneroso che conferma le grandi ambizioni della proprietà. Di seguito il comunicato ufficiale dei lariani.

IL COMUNICATO – «Como 1907 è lieto di annunciare l’ingaggio a titolo definitivo fino al 2031 del centrocampista svedese diciottenne Adrian Lahdo dall’Hammarby IF. Nato nel 2007, Lahdo è un centrocampista cresciuto nel club svedese dell’Hammarby arrivando a firmare il primo contratto da professionista nel 2024. Nello stesso anno ha fatto il suo esordio in Allsvenskan, la prima divisione svedese. Nel 2025 Adrian ha esordito a livello internazionale scendendo in campo due volte con la maglia all’Hammarby IF in occasione delle qualificazioni della Uefa Conference League. Il giovane centrocampista ha acquisito esperienza anche con la sua nazionale, rappresentando la Svezia nelle categorie Under 17,18 e 19».

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Calciomercato Serie A, il bilancio di tutte le squadre dopo la sessione invernale: la Roma l’unica in negativo, Milan regina del risparmio

Calciomercato Serie A, il bilancio di tutte le squadre dopo la sessione invernale: la Roma l’unica in negativo! Tutte le cifre

Il calciomercato della stagione 2025/26 ha portato una boccata d’ossigeno fondamentale per le casse delle big del nostro campionato. Secondo l’analisi approfondita realizzata da Calcio e Finanza, il saldo complessivo delle operazioni estive e invernali ha generato un impatto positivo superiore ai 165 milioni di euro sui conti delle prime cinque società della Serie A. Questo risultato è frutto di un calcolo che simula l’effetto economico tra maggiori costi (ammortamenti, stipendi) e risparmi o plusvalenze, escludendo però le commissioni agli agenti e le percentuali sulla rivendita.

La regina indiscussa di questa speciale classifica è il Milan. La società controllata da RedBird e guidata da Gerry Cardinale ha fatto registrare un saldo positivo record di +86,2 milioni di euro. Una strategia di contenimento necessaria per compensare i circa 80 milioni di mancati ricavi derivanti dalla non partecipazione alla Champions League. Nella finestra invernale, i Rossoneri si sono mossi con cautela, limitandosi al prestito di Niclas Füllkrug, possente centravanti prelevato dal West Ham, e all’acquisto in prospettiva del giovane Alphadjo Cissè dall’Hellas Verona, lasciato a maturare al Catanzaro.

Alle spalle del Diavolo si piazza la Juventus, con un saldo verde di quasi 36 milioni. La Vecchia Signora, ora quarta sotto la guida di Luciano Spalletti, ha puntellato la rosa con prestiti intelligenti come quelli del laterale Emil Holm e del fantasista Jeremie Boga, cedendo esuberi come Daniele Rugani e Joao Mario. Chiude il podio l’Inter: i Nerazzurri vantano un +34 milioni, frutto di una rosa consolidata che a gennaio ha visto solo l’innesto futuro di Yanis Massolin dal Modena.

In positivo anche il Napoli (+22,8 milioni), abile a destreggiarsi tra i paletti del Costo del Lavoro Allargato con l’affare Giovane e l’arrivo dell’esterno Alisson Santos. Unica nota stonata è la Roma: i Giallorossi chiudono con un saldo negativo di -13,1 milioni. La famiglia Friedkin ha scelto di investire pesantemente anche a gennaio su profili come Robinio Vaz, Donyell Malen e Bryan Zaragoza per accontentare le richieste tecniche di Gian Piero Gasperini.

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Calciomercato Palermo, tris di colpi per il sogno A: da Johnsen al ritorno di Magnani

Calciomercato Palermo, tris di colpi per il sogno A: da Johnsen al ritorno di Magnani. Tutte le operazioni completate dai rosanero

Al termine di una sessione invernale caratterizzata dalle consuete turbolenze, il Palermo può finalmente tirare un sospiro di sollievo: tutti gli obiettivi strategici sono stati centrati. È questa la pagella estremamente positiva stilata dal Corriere dello Sport, che promuove a pieni voti l’operato della dirigenza siciliana, abile nel puntellare la rosa con tre innesti mirati nei settori nevralgici. La mossa più attesa riguardava l’attacco, dove il vuoto tecnico è stato colmato dall’arrivo di Dennis Johnsen. Il fantasista norvegese di 27 anni, pur non essendo un centravanti classico, è considerato il profilo ideale per ereditare la leadership offensiva di Matteo Brunori.

L’ex giocatore del Venezia è un vero talismano per la categoria, avendo già conquistato due promozioni in carriera, inclusa quella con la Cremonese. L’operazione, conclusa a titolo definitivo per una cifra vicina ai 4 milioni di euro, lo lega ai colori Rosanero con un contratto fino al 2029. Filippo Inzaghi, tecnico che predilige un calcio verticale e intenso, potrà ora contare sulla sua imprevedibilità e sulla notevole abilità nel dribbling. Il restyling ha toccato anche le corsie laterali nelle battute finali: l’uscita di Salim Diakitè, approdato in prestito alla Juve Stabia, ha liberato lo slot necessario per Rui Modesto. L’esterno angolano, prelevato dall’Udinese in prestito con obbligo di riscatto in caso di Serie A, garantisce spinta e versatilità.

Tuttavia, il capitolo più toccante di questa finestra di mercato è il ritorno di Giangiacomo Magnani. In una conferenza stampa carica di emotività, il possente centrale ha svelato i motivi del suo quasi ritiro ad agosto, legati a seri problemi di salute della moglie Eleonora. «Oggi la situazione è migliorata, il mio rientro è un atto di riconoscenza verso chi mi ha sostenuto», ha dichiarato. Smaltito l’infortunio muscolare, Magnani è pronto a scendere in campo già sabato nella delicata sfida contro l’Empoli, dove mancherà lo squalificato Antonio Palumbo.

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Verona, Sammarco traghettatore contro il Pisa: casting aperto per il post Zanetti. Il destino della panchina resta incerto

Verona, Sammarco traghettatore contro il Pisa: casting aperto per il post Zanetti. Il destino della panchina resta incerto, tutti i nomi

Giornate ad alta tensione in casa Hellas Verona. L’esonero di Paolo Zanetti ha scosso l’ambiente proprio sul gong del mercato invernale, ma la dirigenza non ha ancora sciolto le riserve sul successore definitivo. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, per la delicata sfida casalinga di venerdì sera contro il Pisa, la guida tecnica sarà affidata a Paolo Sammarco. L’ex centrocampista del Chievo, oggi quarantaduenne, è stato promosso momentaneamente dalla Primavera, formazione che guida dall’ottobre 2022. Per lui si tratta di un’occasione d’oro: la soluzione interna, infatti, non è da scartare a priori qualora arrivasse una risposta emotiva forte da parte del gruppo.

Il direttore sportivo Sean Sogliano sta comunque sondando il terreno per profili più esperti. In pole position c’era Roberto D’Aversa, tecnico retrocesso lo scorso anno con l’Empoli, che però appare freddo rispetto alla destinazione. Il piano B porta a Guido Pagliuca, anch’egli reduce da un esonero in Toscana dopo un avvio difficile in Serie B. Sullo sfondo rimangono le candidature di veterani della salvezza come Davide Ballardini e Marco Giampaolo. L’urgenza nasce da numeri impietosi: i Gialloblù occupano l’ultimo posto in classifica, vantano la peggior difesa del torneo e non hanno ancora vinto nel 2026, con una striscia negativa aperta da otto turni.

Tuttavia, la salvezza non è un miraggio, con 45 punti ancora in palio. Un aiuto dovrà arrivare dai nuovi innesti ufficializzati nell’ultimo giorno di trattative. Spicca l’acquisto di Andrias Edmundsson: il centrale mancino di 25 anni, prelevato dai polacchi del Wisla Plock per 3,5 milioni, diventa il primo giocatore delle Isole Fær Øer nella storia della Serie A. Sfuma in extremis il prestito di Christian Kouame dalla Fiorentina, ma la rosa degli Scaligeri si arricchisce comunque con gli arrivi di Bowie, Isaac, Pol Lirola, Sandi Lovric e del portiere Borghi.

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Mercato Torino, è Ebosse l’ultimo tassello per la difesa: Masina saluta, resta il giallo su Olusesi

Mercato Torino, è Ebosse l’ultimo tassello per la difesa: Masina saluta, resta il giallo su Olusesi. Le mosse dei granata a gennaio

È Enzo Ebosse il volto che chiude il mercato invernale del Torino. La dirigenza di via Viotti ha depositato in extremis il contratto del difensore camerunese, che approda sotto la Mole con la formula del prestito con diritto di riscatto dall’Udinese, dopo aver trascorso la prima metà di stagione in prestito all’Hellas Verona. Il classe 1999 arriva per colmare numericamente il vuoto lasciato da Adam Masina: l’esperto centrale italo-marocchino ha rescisso il contratto ed è pronto a raggiungere Roberto Mancini, ex CT azzurro, all’Al Sadd in Qatar.

Come sottolineato dall’analisi odierna di Tuttosport, l’acquisto di Ebosse rappresenta una vera e propria scommessa per Gianluca Petrachi. Il direttore sportivo dei Granata ha virato sul mancino ex Angers solo nelle battute finali, dopo aver tentato invano di portare in Italia profili sudamericani più futuribili come Ricardo, Tchoca o Jappert. Ebosse è un “braccetto” sinistro naturale per la difesa a tre, ma porta con sé una cartella clinica allarmante: dal 2020 a oggi ha subito la rottura del legamento crociato per ben tre volte, un calvario che ne ha limitato drasticamente l’impiego sia in Friuli che in Veneto (solo 4 presenze quest’anno). L’unica parentesi di continuità recente risale alla stagione scorsa con il Jagiellonia in Polonia.

Le ultime ore hanno regalato anche un giallo di mercato: è saltato definitivamente l’arrivo di Callum Olusesi, giovane centrocampista del Tottenham, nonostante le visite mediche già svolte. Sul fronte uscite, il laterale Alì Dembélé va a farsi le ossa al Mantova in Serie B. Restano alla base gli esterni Cristiano Biraghi e Niels Nkounkou, mentre per il roccioso difensore georgiano Saba Sazonov la valigia è ancora pronta: per lui si cercano soluzioni nei mercati ancora aperti come Olanda, Turchia o Russia.

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Infortunio Di Lorenzo, buone notizie anche per la Nazionale: scelta quella strada!

Infortunio Di Lorenzo, buone notizie anche per la Nazionale: scelta quella strada per il recupero del terzino e capitano del Napoli

La rincorsa del Napoli verso l’Europa che conta riparte idealmente da Roma, e più precisamente dalle stanze della clinica Villa Stuart. Qui è andato in scena un incrocio dal forte valore simbolico tra due protagonisti assoluti del mondo azzurro: il capitano Giovanni Di Lorenzo e il nuovo acquisto Alisson Santos. Un incontro fugace tra il leader carismatico della difesa e l’uomo chiamato ad accendere la fase offensiva della squadra di Antonio Conte, tecnico salentino che chiede ora i gol Champions al nuovo arrivato per sopperire alle assenze.

Il focus principale de La Gazzetta dello Sport riguarda le condizioni del terzino della Nazionale. Il consulto medico ha confermato lo scenario più ottimistico: per guarire dalla distorsione di secondo grado al ginocchio sinistro si procederà con la terapia conservativa, evitando l’incubo dell’intervento chirurgico. I tempi di recupero oscillano tra i quaranta e i sessanta giorni, ma la proverbiale tenacia del difensore lascia sperare l’ambiente partenopeo in un rientro anticipato. Una notizia accolta con favore anche da Rino Gattuso, Commissario Tecnico dell’Italia, che monitora l’evoluzione dell’infortunio sperando di recuperare una pedina fondamentale per i delicatissimi playoff mondiali.

Se il capitano dovrà pazientare in tribuna, il campo è pronto ad accogliere il talento verdeoro. L’ex giocatore dello Sporting Lisbona, che già a ottobre aveva spaventato il “Maradona” da avversario con i suoi strappi e i suoi dribbling ubriacanti, ha scelto la maglia numero 27, eredità del bomber Lorenzo Lucca. L’esterno ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ufficiali:

PRIME PAROLE – «Per me è un sogno arrivare qui, Napoli è una grande squadra ed è una grande opportunità per me e per la mia carriera. Sono molto felice e spero di dare tutto me stesso per aiutare il club a raggiungere tutti gli obiettivi. Non vedo l’ora di poter vivere il nostro stadio e sentire il calore dei tifosi».

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Giovanni Galli consiglia la Fiorentina: «Prima di tutto deve cambiare l’anima, chiaro che non siano da retrocessione ma…»

Giovanni Galli consiglia la Fiorentina: «Prima di tutto deve cambiare l’anima, chiaro che non siano da retrocessione». Le parole dell’ex portiere

Su La Gazzetta dello Sport, Giovanni Galli, storico ex portiere della Fiorentina, analizza il difficile momento della squadra viola, tra un mercato di gennaio movimentato e una lotta salvezza inaspettata.

IL MERCATO – «A gennaio si cerca sempre di migliorare e puntellare la rosa già esistente, ma io nella Fiorentina avrei cercato più che altro di motivare quelli che già c’erano e che hanno portato la squadra in questa situazione invece che cambiare tanti elementi. Perché, nonostante gli errori di costruzione fatti in estate, nessuno può comunque vantare giocatori come Kean, Piccoli, Gudmundsson o De Gea fra le formazioni sulla parte destra della classifica. È chiaro che i viola non siano da retrocessione indipendentemente dal mercato».

RUGANI E BRESCIANINI – «Ora Vanoli ha a disposizione quattro centrali difensivi e numericamente va bene, in più Rugani ha sempre avuto un rendimento all’altezza quando è stato in campo con la Juventus. Poi è un altro italiano, toscano, sa cos’è la Fiorentina e questo è un altro aspetto positivo. Ora mi auguro che le sue prestazioni siano pari alle aspettative. Per adesso, fra i nuovi che hanno già esordito, promuovo Brescianini perché è un giocatore di quantità che sa farsi trovare pure in area di rigore. In una stagione così, serve gente che sappia cos’è Firenze e che cosa voglia dire lottare per non retrocedere».

LA STRADA PER LA SALVEZZA – «Deve cambiare l’anima prima di tutto. Il Pisa, il Lecce, il Verona e le altre hanno perfettamente presente per cosa lottano. Inoltre la Fiorentina non ha ancora una sua identità di gioco e ha fatto bene solo la partita di Bologna, per il resto è stata in balìa degli avversari. E poi serve un’organizzazione difensiva di squadra, non solo di reparto».

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Petardo Audero, il responsabile è più di un individuo: pronto il pugno duro di e per l’Inter!

Petardo Audero, il responsabile è più di un individuo: pronto il pugno duro di e per l’Inter! Le conseguenze dopo l’episodio di Cremona

I fatti dello stadio Zini non resteranno impuniti. L’eco del petardo che ha stordito Emil Audero, l’estremo difensore della Cremonese, è arrivato fino alle stanze del Viminale, attivando una procedura d’urgenza che fa tremare la tifoseria organizzata dell’Inter. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la gravità dell’episodio ha spinto le istituzioni ad anticipare a ieri la riunione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, solitamente prevista per il martedì. L’obiettivo è chiaro: valutare sanzioni esemplari sulla scia della linea di “tolleranza zero” imposta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

LEGGI ANCHE: Audero racconta: «È stato come una martellata all’orecchio, poteva finire molto male! A chi ha lanciato il petardo vorrei dire una cosa»

La ricostruzione e le indagini

Non si è trattato del gesto folle di un singolo, ma di un’azione collettiva e pericolosa. A confermarlo è Maurizio Improta, presidente dell’Osservatorio, che ha svelato dettagli inquietanti: oltre al tifoso che ha perso tre dita maneggiando l’esplosivo (già identificato e denunciato), le forze dell’ordine stanno stringendo il cerchio, tramite le telecamere della Questura, su chi ha lanciato materialmente l’ordigno verso il portiere. Inoltre, sono al vaglio referti medici legati a disordini avvenuti anche alla stazione ferroviaria, dove gruppi organizzati avrebbero creato il caos. Uno scenario che, visti i recenti divieti di trasferta imposti fino a fine stagione a Roma, Fiorentina, Napoli e Lazio, lascia presagire un provvedimento analogo per i sostenitori della Beneamata.

La reazione del club

Mentre si attende la multa salata del Giudice Sportivo, l’Inter gioca d’anticipo con una condanna ferma. Il presidente Beppe Marotta ha annunciato il pugno di ferro: il club collaborerà totalmente con le autorità e, una volta individuati i responsabili, applicherà la “clausola di gradimento”. Tradotto: ingresso vietato a San Siro per i colpevoli e azioni legali per danni d’immagine. Proprio questa netta presa di distanza, in linea con la visione del Ministro dello Sport Andrea Abodi, potrebbe rappresentare l’unica speranza per i Nerazzurri: la sanzione del divieto di trasferta appare inevitabile, ma la collaborazione del club potrebbe evitarne l’estensione fino al termine del campionato.

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Mercato Lazio, ecco perché Tavares e Noslin non sono stati più ceduti: svelato il motivo

Mercato Lazio, ecco perché Tavares e Noslin non sono stati più ceduti: svelato il motivo. Biancocelesti in emergenza

Il calciomercato è spesso teatro di colpi di scena degni di una sceneggiatura thriller, e quanto accaduto in casa Lazio ne è la prova lampante. Quello che sembrava un addio certo si è trasformato in una permanenza strategica proprio sul fotofinish delle trattative. Come sottolineato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, due pedine che parevano avere le valigie pronte per lasciare il centro sportivo di Formello sono state “bloccate” in extremis: si tratta di Tijjani Noslin e Nuno Tavares. I due giocatori, inizialmente inseriti nella lista dei sacrificabili per fare cassa o liberare slot, sono stati protagonisti di un clamoroso dietrofront societario che ne ha riabilitato totalmente lo status all’interno delle gerarchie della squadra.

La strategia del Comandante

La decisione di trattenere l’eclettico attaccante olandese e il potente laterale portoghese non è figlia dell’improvvisazione, bensì di una precisa volontà tecnica di Maurizio Sarri. L’allenatore toscano, noto per la sua meticolosità tattica, ha valutato attentamente i pericoli di affrontare la seconda parte di stagione con una rosa numericamente ridotta. Il “Comandante” ha scelto di puntare sulla freschezza atletica dell’ex Verona e sull’esplosività fisica dell’ex Arsenal, considerandoli una polizza assicurativa indispensabile contro gli imprevisti disciplinari e fisici che un calendario così fitto inevitabilmente presenta.

Subito in campo contro la Signora

Una mossa che si è rivelata profetica in vista dell’imminente big match di domenica contro la Juventus. I Biancocelesti, infatti, dovranno fare i conti con l’assenza forzata di Luca Pellegrini, fermato per un turno dal Giudice Sportivo. In questo scenario d’emergenza, Nuno Tavares balza in pole position per una maglia da titolare sulla corsia mancina. La sua capacità di spinta e la gamba possente saranno armi fondamentali per provare ad arginare le scorribande degli esterni della Vecchia Signora e ribaltare l’azione con le sue progressioni.

Le preoccupazioni per i Capitolini non riguardano solo la retroguardia. L’infermeria ha presentato un conto salato con lo stop di Mattia Zaccagni: l’esterno della Nazionale, capitano e leader tecnico, dovrà restare ai box per almeno un mese. Qui entra in gioco la duttilità di Noslin, che diventa una risorsa cruciale per ridisegnare il tridente offensivo. Senza il suo punto di riferimento a sinistra, Sarri dovrà affidarsi all’imprevedibilità e alla rapidità dell’olandese negli ultimi trenta metri per non perdere peso specifico in zona gol e garantire soluzioni alternative alla manovra offensiva.

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Milan, la maledizione del 9 continua: da Mateta a Boniface, fino a Abraham e Morata. I precedenti

Milan, la maledizione del 9 continua: da Mateta a Boniface, fino a Abraham e Morata. Tutti i precedenti da incubo per i rossoneri

Il mancato arrivo di Jean-Philippe Mateta non rappresenta un incidente di percorso isolato, ma l’ennesimo capitolo di una saga tormentata che La Gazzetta dello Sport non esita a definire “la maledizione del numero 9“. La trattativa sfumata per il centravanti del Crystal Palace a causa di problemi fisici riapre una ferita mai rimarginata in casa Milan.

L’eredità di Giroud e la scommessa Füllkrug

Negli ultimi anni, la ricerca di un erede degno di Filippo Inzaghi è stata un calvario, con l’unica, luminosa eccezione di Olivier Giroud. Il bomber francese, salutato nell’estate del 2024, è stato il solo capace di onorare quella maglia pesante a suon di gol e trofei. Oggi il compito grava sulle spalle di Niclas Füllkrug, il possente attaccante tedesco arrivato per tamponare l’emergenza, ma la storia recente impone cautela.

La galleria degli errori: da Origi a Gimenez

L’elenco delle scommesse perse dalla dirigenza di via Aldo Rossi è impietoso. Nel 2022, il Diavolo puntò forte su Divock Origi: l’ex eroe di Champions del Liverpool si trasformò ben presto in un fantasma, gravando sul bilancio con un ingaggio pesante senza mai incidere sul campo, fino alla risoluzione contrattuale. L’anno successivo toccò a Luka Jovic ereditare la 9: nonostante un bottino di reti dignitoso, il serbo non fu confermato e oggi milita nell’AEK Atene. Il 2024 fu l’anno del caos, con i passaggi meteora di Alvaro Morata, finito poi al Como dopo una parentesi turca, e Tammy Abraham, tornato in Inghilterra dopo aver regalato una Supercoppa. Nemmeno il grande investimento da quasi 30 milioni per il messicano Santi Gimenez ha finora dato i frutti sperati.

Il fantasma di Boniface e l’equivoco Nkunku

Il caso Mateta, tuttavia, rievoca soprattutto lo spettro di Victor Boniface. La scorsa estate, il nigeriano era sbarcato a Milano per firmare, salvo essere bloccato dallo staff medico per un ginocchio in condizioni critiche, che oggi lo porta addirittura a valutare il ritiro. Anche l’innesto di Christopher Nkunku, talento cristallino ma non prima punta di ruolo, non ha risolto l’equivoco tattico. Ora, la speranza dei tifosi rossoneri è che Füllkrug possa finalmente spezzare questo sortilegio che dura da troppo tempo.

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