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Serie A, sono ufficiali le designazioni arbitrali dell’19ª giornata di campionato: i dettagli

Serie A, ufficiali le designazioni arbitrali dell’undicesima giornata di campionato: tutti i dettagli e l’elenco completo

Con la Serie A ormai nella sua piena attività, l’attenzione si sposta già al prossimo turno di campionato. L’19ª giornata si preannuncia ricca di emozioni, con partite di grande fascino e big match che promettono spettacolo. Ecco le designazioni arbitrali per le sfide:

SERIE A – DESIGNAZIONI 19° GIORNATA

PISA – COMO     Martedì 06/01 h. 15.00

PAIRETTO

DEI GIUDICI – GALIMBERTI

IV:      ZANOTTI

VAR:     GHERSINI

AVAR:      AURELIANO

LECCE – ROMA    Martedì 06/01 h. 18.00

SACCHI J.L.

MOKHTAR – CAVALLINA

IV:      TREMOLADA

VAR:      GARIGLIO

AVAR:      CHIFFI

SASSUOLO – JUVENTUS    Martedì 06/01 h. 20.45

ZUFFERLI

TEGONI – C. ROSSI

IV:       PERRI

VAR:      CAMPLONE

AVAR:       FABBRI

BOLOGNA – ATALANTA     h. 18.30

DI BELLO

PASSERI – TRINCHIERI

IV:      FERRIERI CAPUTI

VAR:     MERAVIGLIA

AVAR:     ABISSO

NAPOLI – H. VERONA     h. 18.30

MARCHETTI

ZINGARELLI – FONTANI

IV:      ARENA

VAR:     MARINI

AVAR:    MAGGIONI

LAZIO – FIORENTINA     h. 20.45

SOZZA

LO CICERO – DI GIOIA

IV:     CREZZINI

VAR:     PEZZUTO

AVAR:      PRONTERA

PARMA – INTER    h. 20.45

COLOMBO

VECCHI – PALERMO

IV:     PERENZONI

VAR:     LA PENNA

AVAR:     CAMPLONE

TORINO – UDINESE     h. 20.45

MARESCA (foto)

MINIUTTI – GIUGGIOLI

IV:     MANGANIELLO

VAR:     VOLPI

AVAR:       DI PAOLO

CREMONESE – CAGLIARI     Giovedì 08/01 h. 18.30

BONACINA

BACCINI – BERCIGLI

IV:       MUCERA

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:     NASCA

MILAN – GENOA     Giovedì 08/01 h. 20.45

MARIANI

BINDONI – MORO

IV:     TURRINI

VAR:    DI PAOLO

AVAR:      PATERNA

Binaghi, Presidente della Federazione Italiana Tennis, racconta: «Gigi Riva? Ci ho giocato a tennis in doppio: correva e lottava come un pazzo»

Binaghi, parla il Presidente della Federazione Italiana Tennis: «Gigi Riva? Ci ho giocato a tennis in doppio: correva e lottava come un pazzo»

É l’indiscusso “architetto” del Rinascimento del tennis italiano. Angelo Binaghi, ingegnere cagliaritano e presidente della Federtennis, è l’uomo che ha preso per mano una federazione e l’ha trasformata in una potenza economica e sportiva, culminata con l’organizzazione delle ATP Finals a Torino, l’esplosione di una generazione d’oro guidata da Jannik Sinner e la storica riconquista della Coppa Davis.


Manager pragmatico, talvolta spigoloso ma dai risultati inoppugnabili, Binaghi mantiene un legame viscerale con la sua Sardegna. E proprio scavando nel suo passato sportivo, prima che il tennis diventasse la sua missione totalizzante, emergono passioni inaspettate e incontri con leggende che ne hanno forgiato il carattere.


Nell’odierna intervista al Corriere della Sera, Binaghi ha svelato che, da giovane, se la cavava bene anche con il basket. Era il playmaker della squadra dei salesiani che vinse un campionato regionale:
«Per quanto Gigi Riva fosse un mito per tutti noi, la mia prima passione era il basket».
Eppure, il confronto con il mito di “Rombo di Tuono” era inevitabile per un giovane sportivo sardo. Binaghi lo ha frequentato anche sul campo da tennis, traendone insegnamenti che vanno ben oltre lo sport: «Ci ho giocato a tennis in doppio: correva e lottava come un pazzo. Però non amava perdere. Così, dopo una sconfitta, smise di venire al circolo e si dedicò al golf. Era simile a Pietrangeli, uomini di sport di altri tempi: mi emozionava vederli insieme in tribuna a Cagliari per la Coppa Davis. Gigi Riva ha trasmesso a generazioni di sardi un patrimonio inestimabile di valori. Io stesso sarei diverso, senza di lui. Ci ha insegnato che il successo è figlio di lavoro, rispetto dell’avversario e sacrificio».

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Mercato Juve, caccia al nuovo bomber: Pellegrino in pole, spunta anche l’opzione Dzeko

Mercato Juve, idee per l’attacco: Pellegrino il prescelto, Dzeko tra le soluzioni low cost. Tutti i nomi

La Juventus si trova davanti a una constatazione ormai evidente: per restare competitiva ai vertici della Serie A serve un centravanti vero, un numero 9 di peso e presenza fisica capace di reggere l’urto con le difese avversarie. L’attuale coppia offensiva sta mostrando limiti strutturali difficili da ignorare. Jonathan David si sta rivelando più una seconda punta di raccordo — come sottolineato dallo stesso tecnico bianconero — mentre Loïs Openda non ha la fisicità necessaria per interpretare il ruolo di riferimento unico in attacco, rendendo al meglio solo accanto a un partner.

Uscite bloccate e strategie di Ottolini

Nonostante le difficoltà, secondo Tuttosport a gennaio non ci saranno movimenti in uscita nel reparto avanzato. Openda non può essere ceduto perché ha già disputato gare ufficiali con il Lipsia, mentre per David non esiste alcuna volontà di separazione, né da parte del giocatore né della società.

Il direttore sportivo Giovanni Manna Ottolini, però, è perfettamente consapevole che l’assenza prolungata di Vlahovic e la scarsa incisività degli attaccanti impongono un intervento sul mercato. L’obiettivo è trovare un’occasione nel “reparto saldi”, un centravanti che possa garantire immediatezza e affidabilità.

Gli obiettivi: da Pellegrino a Dovbyk

La lista dei nomi monitorati è ampia, ma ogni pista presenta ostacoli non trascurabili:

  • Mateo Pellegrino – È il preferito. Con 8 gol stagionali al Parma, l’argentino incarna il profilo ideale per Spalletti. Tuttavia, il club ducale lo valuta almeno 30 milioni e non ha alcuna intenzione di cederlo a stagione in corso, nonostante i buoni rapporti tra Ottolini e l’AD Cherubini.
  • Artem Dovbyk – In uscita dalla Roma e ormai fuori dai piani di Gasperini, rappresenta una soluzione percorribile. Il problema è che i giallorossi preferirebbero una cessione definitiva, non un prestito.
  • Lorenzo Lucca – Profilo molto apprezzato, ma trattare con il Napoli a gennaio appare complicatissimo.
  • Alex Sørloth – Il norvegese dell’Atletico Madrid resta un’ipotesi affascinante ma difficile da concretizzare, sia per i costi sia per le dinamiche di mercato.
  • Edin Dzeko – L’opzione “low cost”. A 40 anni garantirebbe comunque esperienza, affidabilità e un rapporto già consolidato con Spalletti dai tempi della Roma. Una soluzione tampone, ma immediatamente funzionale.

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Lazio, la sconfitta contro il Napoli è la fotografia di un club in crisi profonda. L’analisi sui biancocelesti

Lazio, il ko con il Napoli certifica la crisi: segnali allarmanti e analisi approfondita. Tutti gli aggiornamenti sui ragazzi di Sarri

La recente sconfitta contro il Napoli non è stata un semplice incidente di percorso, ma l’impietosa fotografia di un club in crisi profonda. Stefano Chioffi, nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, analizza il momento nero della Lazio, sottolineando come i partenopei abbiano letteralmente «nascosto il pallone» alla squadra di Sarri, evidenziando in campo «distanze abissali». Il misero bottino di cinque punti raccolti contro le prime dieci della classe denuncia una «povertà qualitativa e progettuale» che condanna ormai da tre stagioni i biancocelesti a galleggiare nella mediocrità, senza ambizioni riconoscibili. Per Chioffi, questa tristezza è il riflesso diretto di un club lento e smarrito, dove sembra che «l’improvvisazione non è un metodo».


È tempo che il presidente Claudio Lotito spieghi chiaramente ai tifosi le sue intenzioni, perché la gestione sportiva appare totalmente scollegata dalle esigenze di campo. L’esempio lampante è la cessione di Castellanos in apertura di mercato di gennaio: un’operazione forse perfetta sotto il profilo contabile, ma «gestita nel modo peggiore sul piano sportivo» dato che non è stato consegnato subito un sostituto al tecnico, lasciando tutto «sospeso, privo di forma e di logica».


Il divario tra la narrazione ufficiale della dirigenza – fatta di programmazione all’avanguardia e visione a lungo termine – e la realtà quotidiana di una squadra fragile da metà classifica è ormai evidente. In questo scenario confuso, Maurizio Sarri resta «l’unico punto fermo, il vero centro di gravità della Lazio», costretto però a portare avanti un lavoro faticoso in un contesto di «emergenza permanente», senza certezze né reti di protezione. Il tecnico ha accettato un mercato estivo bloccato e scarsa trasparenza per coerenza e affetto verso i colori biancocelesti, ma ora, dopo mesi in cui i dirigenti avrebbero dovuto preparare il terreno, servono risposte concrete.


Finora, nota l’editorialista, sono arrivati solo «segnali di fumo». Sarri chiede rinforzi di valore in ruoli chiave, perché è «inutile collezionare altre mezze figure». Non pretende la luna, ma il rispetto dei patti. La sua serietà merita di essere premiata, anche di fronte a paradossi gestionali come il repentino cambio di linea del club sulle critiche alla classe arbitrale. Almeno sul mercato, dopo una simile attesa, non sono più ammessi ripensamenti: la Lazio ha bisogno di qualità, perché navigare senza una luce significa condannarsi a un futuro anonimo.

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Manchester United, esonerato Ruben Amorim: i Red Devils hanno già scelto l’erede! Le ultimissime

Manchester United, Amorim out: rivoluzione in panchina e nuovo tecnico individuato. Ecco cosa filtra, le ultime

Rúben Amorim non è più l’allenatore del Manchester United. La notizia, riportata da David Ornstein, conferma l’esonero del tecnico portoghese dopo 14 mesi alla guida dei Red Devils. A pesare sulla decisione è stato soprattutto l’ultimo 1-1 contro il Leeds United, risultato che ha lasciato lo United soltanto al sesto posto dopo 20 giornate, ben lontano dagli obiettivi stagionali fissati dalla società.

In attesa di scegliere il nuovo allenatore, il club ha optato per una soluzione interna: Darren Fletcher, ex bandiera dello United e attuale tecnico dell’Under-18, assumerà la guida della squadra ad interim. Sarà lui a sedersi in panchina già mercoledì sera nella trasferta contro il Burnley.

La dirigenza, però, non intende affrettare i tempi: la scelta del nuovo tecnico arriverà solo in estate, quando verrà definito il progetto per il prossimo ciclo.

COMUNICATO – Ruben è stato nominato nel novembre 2024 e ha guidato la squadra alla finale di UEFA Europa League a Bilbao a maggio.

Con il Manchester United al sesto posto in Premier League, la dirigenza del club ha deciso, a malincuore, che è giunto il momento di cambiare. Questo darà alla squadra le migliori opportunità di piazzarsi al primo posto in Premier League.

Il club desidera ringraziare Ruben per il suo contributo al club e gli augura il meglio per il futuro.

Mercoledì Darren Fletcher guiderà la squadra contro il Burnley.”

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Milan, numeri da scudetto: la squadra di Allegri corre a ritmo tricolore

Milan, i numeri parlano chiaro: la squadra di Allegri viaggia a un ritmo da vera pretendente al tricolore. Tutti i dettagli

I numeri non mentono e La Gazzetta dello Sport oggi li snocciola tutti: il Milan di Massimiliano Allegri, a metà della stagione 2025-26, sta viaggiando su ritmi che autorizzano sogni tricolore. Nonostante la prudenza del tecnico toscano, che continua a indicare il quarto posto come obiettivo stagionale, la classifica e le prestazioni dei rossoneri dicono altro. Dopo 17 giornate, il Diavolo ha conquistato 38 punti, ben undici in più rispetto allo stesso punto della passata stagione. Un dato emblematico che sottolinea il cambio di passo impresso da Allegri e dalla dirigenza, Furlani e Tare, che in estate hanno rivoluzionato la rosa.


L’analogia con il Napoli di Conte della scorsa stagione è evidente: entrambi i club, reduci da annate deludenti (l’ottavo posto del Milan nel 2024-25, il decimo del Napoli in quella precedente), hanno puntato su allenatori vincenti e su innesti di peso (Modric, Rabiot, Saelemaekers in rossonero; McTominay, Lukaku, Neres e Buongiorno in azzurro). Inoltre, entrambe le gestioni tecniche hanno rivitalizzato elementi in difficoltà (Maignan, Tomori, Loftus-Cheek da una parte; Meret, Di Lorenzo, Anguissa dall’altra). Il risultato è un’impressionante accelerazione, facilitata anche, per entrambi, dall’assenza delle coppe europee, che consente di concentrare le energie esclusivamente sul campionato.


La mano di Allegri si vede innanzitutto nella solidità difensiva: solo 13 gol subiti in 17 gare (contro i 17 dell’anno prima), 9 clean sheet e una sola sconfitta (alla prima giornata contro la Cremonese). La squadra ha assimilato in fretta i dettami tattici del tecnico, privilegiando la concretezza al bel gioco: 5 vittorie per 1-0 e 8 con un solo gol di scarto. Il cinismo è diventato un marchio di fabbrica: in ben 12 occasioni, il primo gol è arrivato al primo tiro in porta.
Dopo le difficoltà iniziali, anche il confronto con le “piccole” è stato superato: le vittorie contro Verona e Cagliari hanno cancellato i passi falsi pre-natalizi, lanciando il Milan nel lungo sprint scudetto contro Inter e Napoli. Oggi a Milanello riprende la preparazione in vista del match contro il Genoa, con l’obiettivo di proseguire la striscia positiva di 16 risultati utili consecutivi e mettere ulteriore pressione alle rivali. La seconda stella non è più un sogno proibito.

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Gianluca Vialli, il ricordo a tre anni dalla scomparsa: un esempio che continua a ispirare – VIDEO

Gianluca Vialli, tre anni senza il campione indimenticato. Esempio di coraggio e dignità per tutti – VIDEO

Tuttosport oggi ricorda che sono trascorsi già tre anni senza Gianluca Vialli. Tre anni che sembrano ieri, ma che al contempo portano con sé il peso dell’assenza. Il tempo passa, ma il ricordo di Luca resta vivido, indelebile, come scolpito nella memoria collettiva di chi ha amato il calcio e, soprattutto, l’uomo. Non solo per i trionfi sportivi, come quella Champions League alzata al cielo di Roma nel 1996 con la Juventus, immagine divenuta iconica, oppure per lo storico scudetto con la Sampdoria 5 anni prima, ma per l’impronta umana che ha lasciato.

Vialli è stato più di un campione sul campo, dove la sua potenza e il suo istinto per il gol lo hanno reso leggenda. È stato un maestro di vita, soprattutto nel modo in cui ha affrontato la malattia. Con una lucidità disarmante, quasi filosofica, ha trasformato la sofferenza in un’opportunità di crescita, regalando perle di saggezza a chiunque fosse disposto ad ascoltare. «Credo che sia un privilegio sapere che c’è una scadenza», diceva, seduto su una panchina, con la stessa compostezza che mostrava in area di rigore. Il campo da golf era diventato il suo rifugio, il luogo dove ritrovare l’adrenalina della competizione e la quiete necessaria per riflettere.


La sua non è stata una battaglia contro il cancro, ma una convivenza forzata, un percorso di consapevolezza. «Non ti dico che arrivo al punto di essere grato nei confronti del cancro, ma non la considero una battaglia: se mi mettessi a fare una battaglia, ne uscirei distrutto», spiegava. E così è stato: non una guerra, ma un viaggio per comprendere il senso profondo dell’esistenza, per attaccarsi alla vita con ancora più forza.


Luca Vialli è diventato un idolo nel senso più antico e nobile del termine: un’immagine a cui aggrapparsi nei momenti difficili, un esempio di coraggio e dignità. A tre anni dalla sua scomparsa, la sua luce non si è affievolita. La sua eredità morale continua a ispirare, dimostrando che la forza di un uomo si misura non solo dalle sue vittorie, ma dal modo in cui affronta le sfide più grandi. E Luca, in questo, è stato un fuoriclasse assoluto.

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Capello durissimo: «Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio»

Capello durissimo sulla classe arbitrale: «Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il VAR». Le parole

Fabio Capello non usa mezzi termini contro la classe arbitrale. In una lunga intervista concessa a Marca, l’ex allenatore di Roma, Milan, Juventus e Real Madrid attacca duramente i direttori di gara e critica apertamente il modo in cui viene utilizzato il VAR.

PAROLE – «Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi»

«Molte volte prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 metri e l’altro è 1,75, quando muovo il mio braccio è all’altezza del suo viso, perché fischi? Tutta questa storia mi sta facendo impazzire, completamente impazzire”. Poi aggiunge: “Mettine uno lì che possa dire all’arbitro: Beh, non credo che sia rigore, o forse sì. Con la UEFA, abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, esaminate da ex giocatori e allenatori, e 6 di queste erano rigori e 14 no».

MONDIALE-ITALIA «Nell’undici titolare del Milan c’è un italiano; alla Juventus solo due; l’Inter quattro o cinque; alla Roma due o tre. Questa è la chiave. Guardando al futuro, non abbiamo molte opportunità. Il sistema di allenamento è fallito; c’è molta tattica e poco calcio. Questo è il problema dell’Italia. A 12 anni, i bambini fanno già tattica: perché tattica ora? Bisogna passare, passare, passare, controllare la palla e conoscere l’ABC del calcio. Ho vissuto in Spagna e vedo che ai bambini piace passare e passare. Tecnica, tecnica… Ora il calcio è più veloce, e se non hai tecnica, dove vai? Stiamo parlando di pressing allora»

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Bologna, i voti dei quotidiani ai rossoblù dopo la sconfitta contro l’Inter: tutti i dettagli

Bologna, le pagelle dei quotidiani dopo il ko con l’Inter nella 18a giornata del campionato di Serie A: il quadro completo

La sconfitta del Bologna contro la corazzata Inter è netta, ma le pagelle di Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport evidenziano sfumature interessanti, concordando sui poli opposti della prestazione rossoblù ma divergendo su alcune valutazioni individuali.


I TOP DEL MATCH
Federico Ravaglia: Unanimità assoluta e voto altissimo (7.5) per il portiere del Bologna. Entrambi i quotidiani ne esaltano la prestazione eroica, sottolineando come abbia evitato un passivo molto più pesante con una serie di interventi prodigiosi su Lautaro, Thuram e Bastoni. Corriere dello Sport parla di “conto degli interventi prodigiosi perso”, mentre la Gazzetta si chiede retoricamente “Provaci tu…” riferendosi alla parata su Zielinski.
Santiago Castro: L’attaccante argentino è l’unica luce offensiva del Bologna. La Gazzetta dello Sport lo premia con un 6 per il gol della bandiera, frutto di un momento in cui è riuscito a liberarsi dalla marcatura asfissiante di Akanji e per il lavoro di raccordo. Corriere dello Sport è leggermente più severo con un 5.5, pur riconoscendogli il merito del gol e la difficoltà del duello con il difensore svizzero.


I FLOP DEL MATCH
Jhon Lucumi: Bocciatura netta per il difensore colombiano. La Gazzetta dello Sport gli assegna un impietoso 5, definendolo “la solita busta sorpresa” e sottolineando la sofferenza contro Thuram, tanto da definirsi un “tatuaggio” per l’attaccante francese. Corriere dello Sport è ancora più duro con un 4.5, imputandogli il compito fallito di disinnescare Thuram e l’errore marchiano in occasione del primo gol, dove si fa scippare palla.
Nikola Moro: Altro bocciato eccellente. La Gazzetta dello Sport lo elegge “IL PEGGIORE” con un pesantissimo 4.5, criticando la mancata marcatura su Zielinski in occasione del gol e l’atteggiamento “molle”, “assente e piantato”. Corriere dello Sport è meno drastico con un 5.5, riconoscendo la difficoltà di fare filtro contro il palleggio nerazzurro, ma la prestazione resta insufficiente.


LE STRANEZZE E LE DIFFERENZE DI VALUTAZIONE
Vincenzo Italiano: Il tecnico del Bologna riceve un 5 da entrambi, ma le motivazioni divergono leggermente. La Gazzetta dello Sport punta il dito sulla scelta di schierare Moro (“mossa sbagliata”) e su una gara sempre di rincorsa. Corriere dello Sport è più generico, sottolineando l’incapacità di raddrizzare la partita contro un avversario di livello superiore dopo essere andati in svantaggio.


Heggem: Valutazioni diverse per il difensore. La Gazzetta dello Sport gli dà un 5.5, evidenziando una “chiusura fotonica” su Thuram ma anche momenti di confusione. Corriere dello Sport è più severo con un 5, ricordando il tunnel subito da Lautaro a inizio gara e una serata di “grande difficoltà”, pur riconoscendo il buon anticipo su Thuram.
Pobega: Entrambi i giornali concordano sulle responsabilità del centrocampista nei gol subiti, ma i voti sono leggermente diversi. Corriere dello Sport gli assegna un 5 per essersi perso Lautaro e Akanji sui corner. La Gazzetta dello Sport è un po’ più morbida con un 5.5, pur sottolineando che arriva “un frame dopo” nella marcatura e che il suo uomo è anche Zielinski.
Vitik: Anche per il difensore entrato nella ripresa c’è una leggera discrepanza. Corriere dello Sport gli dà un 5, descrivendolo “in balia delle folate nerazzurre”. La Gazzetta dello Sport è un po’ più clemente con un 5.5, parlando di un “cincischiare” ma anche di tentativi di impostazione e di un secondo tempo dove i pericoli, alla fine, sono corsi via.

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Inter, Lautaro Martinez da record! Numeri straordinari e leadership a tutto campo dell’argentino. Il focus

Inter, Lautaro Martinez riscrive i record: numeri mostruosi e leadership totale. Il focus sull’attaccante nerazzurro

Il 2026 di Lautaro Martinez è iniziato esattamente come si era concluso il 2025: con una prestazione dominante. Il capitano dell’Inter ha messo la sua firma sul netto successo contro il Bologna, segnando un gol (il sesto nelle ultime cinque gare di Serie A), fornendo l’assist per Zielinski e lottando come un leone nonostante gli infortuni. Il gol è stato la ciliegina sulla torta di una partita sontuosa, tanto che il pubblico di San Siro gli ha tributato una meritata standing ovation al momento del cambio.


La serata del “Toro” è stata tutt’altro che semplice. Un inizio traumatico, con due dita della mano calpestate e poi steccate, seguito da un duro intervento sulla caviglia nella ripresa, non hanno scalfito la sua determinazione. «Sono molto contento, ho due dita steccate ma guardo sempre avanti per il bene di questo club», ha dichiarato Lautaro, evidenziando la sua leadership e il suo attaccamento alla maglia. Il piano gara, basato su pressione alta e seconde palle, è riuscito perfettamente, e il capitano nerazzurro ne è stato l’interprete principale.
Con il gol di testa al Bologna, Lautaro ha raggiunto la doppia cifra in campionato per la settima stagione consecutiva, superando leggende nerazzurre come Vieri e Boninsegna. La sua rincorsa nella classifica marcatori all-time dell’Inter prosegue: con 167 reti, il podio, attualmente occupato da Boninsegna con 171 gol, è distante solo quattro lunghezze.


Oltre ai numeri straordinari, impressiona la leadership a tutto campo dell’argentino. Dalla panchina, ha esultato per il tris di Thuram e ha “battezzato” l’ingresso del giovane Lavelli, dimostrando la sua volontà di coinvolgere tutti nel progetto nerazzurro. Con l’Inter in vetta alla classifica e lui in testa alla classifica cannonieri, il Toro punta a riportare un trofeo a Milano dopo quasi due anni di digiuno, consolidando ulteriormente il suo status di bandiera e simbolo del club. La sua storia con l’Inter è un romanzo destinato ad arricchirsi di nuovi, emozionanti capitoli.

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Padovano analizza: «Per me David è forte, parlano i numeri. Consiglio Lucca che a Napoli non è entrato nei meccanismi di Conte. Tra Pellegrino e Dovbyk…»

Michele Padovano svela: «David è forte. Consiglio Lucca, a Napoli non è entrato nei meccanismi di Conte. Tra Pellegrino e Dovbyk…»

Michele Padovano, ex attaccante della Juventus e profondo conoscitore dell’ambiente bianconero, analizza sulle colonne di Tuttosport il momento difficile del reparto offensivo della squadra di Spalletti.


COS’HA PENSATO DOPO L’ERRORE DI DAVID «Che mi spiaceva. Secondo me, Jonathan è anche forte. Lo dicono i numeri, i 100 gol in 5 anni. Ma sembra che alla Juve non riesca a dimostrare le sue doti. E il rigore di ieri n’è la dimostrazione: si può certamente sbagliare, però calciarlo così dimostra paura».
ERA GIUSTO CHE LO TIRASSE LUI «Per me quello di Locatelli è stato un gran gesto. Sono stati molto bravi a capire la difficoltà dell’uomo, ancor prima dell’attaccante: gli volevano dare la possibilità di sbloccarsi. Capitò anche a me. Al Napoli, grazie a Careca. Facevo fatica a far gol e arrivò un rigore sul 2-1 per noi. Mi diede l’opportunità di sbloccarmi».
QUAL È IL PROBLEMA DEGLI ATTACCANTI «Non saprei dirlo. Anzi, dico che la partita si poteva vincere lo stesso, che sono due punti persi, e che Spalletti sta facendo un bel lavoro. Poi ci sono loro due: hanno sprazzi, a volte fanno anche gol, anche se pochi. Però non riescono a esprimersi, anche in maniera clamorosa».
VLAHOVIC «Beh, Spalletti aveva individuato in Vlahovic l’attaccante di riferimento, quello davanti a tutti. E l’aveva fatto praticamente subito. C’entrava sicuramente il carattere, però anche le caratteristiche avevano un peso. Poi si è infortunato».
DAVID E OPENDA «Anche perché sono giocatori diversi. Openda ha bisogno di campo, quando ce l’ha può incidere e in maniera importante. Quando la Juve deve fare gioco, invece, è meglio David: lega bene i reparti, viene incontro. Poi è inutile aggiungerlo: l’attaccante viene sempre valutato sui gol che fa. E ne ha sbagliati diversi e incredibili».
SI ASPETTA UN’ALTRA PUNTA «Per me un centravanti che possa risolvere i problemi potrebbero valutarlo. Non mi stupirei se si guardassero attorno, sapendo benissimo però una cosa: a gennaio trovi quel che c’è».
HA UN NOME CHE CONSIGLIEREBBE «Sì, Lorenzo Lucca. Un attaccante che a Napoli non è riuscito a entrare nei meccanismi di Antonio Conte. Sarebbe una scommessa, a me piace. E ha tutte le caratteristiche per essere un vero numero nove: deve solo mettersi al servizio della squadra. Ed è tornato sul mercato…».
DOVBYK E PELLEGRINO «Mi piacciono entrambi. Di più Pellegrino: è un giocatore forte, sta dimostrando nel Parma di essere una punta con grandissime doti. Anche perché non fa solo gol, ma delle prestazioni veramente intense, che piacciono agli allenatori. Lo vedo quando esce dal campo: ha dato il 150%, è stremato, e gli addetti ai lavori lo adorano. Sa perché? Perché è quello che cercano».
IL 4-2-3-1 SARÀ DEFINITIVO «No, non definitivo. Per un motivo molto semplice: a Spalletti manca il play. Ce l’hanno tutte le grandi squadre: il Milan ha Modric, il Napoli ha Lobotka, l’Inter invece Calhanoglu. La Juventus no, non ce l’ha. E serve come il pane un calciatore che detti gli equilibri a tutta
la squadra. Solamente così può per lottare per il vertice».

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Palermo, parla il ds Osti: «Esperienza splendida, città dove si respira calcio. Pohjanpalo, Miccoli, Muriel: vi racconto i miei colpi migliori»

Palermo, parla il direttore sportivo Carlo Osti: «Pohjanpalo, Miccoli, Muriel: vi racconto i miei colpi migliori». Le sue parole

Carlo Osti, ex difensore con due scudetti in bacheca con la Juventus, da dirigente ha attraversato l’Italia da nord a sud, costruendo squadre e scoprendo talenti (Miccoli su tutti). Oggi è il direttore sportivo del Palermo e al Corriere dello Sport ha raccontato il suo anno in rosanero.


L’IMPATTO CON PALERMO E LA SICILIA «Ci sto benissimo dal primo giorno, sono un montanaro di Vittorio Veneto ma in un luogo di mare mi sono sentito subito accolto. Vivo a Mondello, la scelta di accettare Palermo quando mi ha chiamato l’ad Gardini ha reso felicissime le mie figlie Carlotta e Ludovica che sono innamorate della Sicilia e vengono spesso a trovarmi. Mia moglie insegna e si muove meno, ma è contenta».
IL PARAGONE CON GENOVA «Sono stato anche alla Sampdoria e la pressione a Genova è simile, anzi là è suddivisa su due squadre mentre qui percepisci che una città intera vive per il Palermo. Il che trasmette ambizione ma comporta maggiori stimoli».
IL MERCATO DI GENNAIO «L’acquisto che ritengo indispensabile? Comincia per F, e si chiama fame. E’ la dote che più necessita per emergere in un torneo durissimo come la B. Con Inzaghi ce n’è già tanta ma averne di più non guasta.
LA FILOSOFIA E IL CITY «Io ho suggerito un percorso con giocatori pronti, e il City l’ha accettato; il tempo dirà se otterremo i risultati sperati, lavoriamo tutti assieme per questo scopo».
L’ADDIO DI BRUNORI «Brunori nessuno lo ha voluto mandare via, ma oggi il suo ruolo era cambiato. Lui ne è consapevole, è stato correttissimo, ha deciso di andare e noi lo abbiamo accontentato dato quello che ha fatto per il Palermo. Al suo posto? Detto che Le Douaron è cresciuto, arriverà un altro attaccante di livello, che ci possa migliorare. E non è facile».
I GRANDI COLPI «Pohjanpalo: non era facile convincerlo, ma l’ho sempre pensato adattissimo per Palermo. Alla Samp portai Muriel, Schick e Skriniar. Ma vado fiero di un acquisto dei miei inizi: ero a Terni, presi Fabrizio Miccoli dal Casarano. Tutti dicevano che era troppo basso, Palermo sa bene che giocatore è stato».
COSA PORTA INZAGHI «La sua mentalità. Il Palermo è pragmatico, subisce poco e segna. E’ una squadra riconoscibile ed è merito dell’allenatore. La fame di calcio di Pippo fa la differenza: conosce tutto, nel tempo libero guarda le partite di C e mi chiama per analizzarle. Il gioco non è sempre brillante? Cattiveria ed agonismo sono ok, ma la nostra rosa ha anche qualità, e Inzaghi lavora per farla emergere».
BILANCIO DI UN ANNO A PALERMO «Esperienza splendida, città dove si vive benissimo e si respira calcio, l’augurio è che ci sorrida anche l’aspetto professionale».

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Moviola Verona Torino, le valutazioni dei giornali sugli episodi chiave. Tutti i dettagli

Moviola Verona Torino: il giudizio dei quotidiani oggi sugli episodi più discussi della sfida di Serie A. I dettagli

La sfida del Bentegodi tra Verona e Torino si chiude con un netto 3-0 per i granata, un risultato che rispecchia fedelmente l’andamento del match e che trova riscontro nelle pagelle dei principali quotidiani sportivi, La Gazzetta dello Sport e Tuttosport. Non mancano però alcune divergenze significative nelle valutazioni dei singoli, segno di letture diverse su alcuni episodi chiave. Ecco un’analisi dei Top, Flop e delle “stranezze” emerse dalle due testate.


I TOP DEL MATCH
Giovanni Simeone (Torino): Voto unanime e altissimo per il Cholito: 7.5 sia per Gazzetta che per Tuttosport. L’attaccante argentino è l’uomo copertina del match: ritrova il gol dopo due mesi contro una delle sue tante ex squadre, dimostrandosi glaciale nello sfruttare l’errore della difesa veronese. Per la Gazzetta è “glaciale”, per Tuttosport il suo destro è “precisissimo”. In più, il solito lavoro di lotta e movimento.
Nikola Vlasic (Torino): Altro 7 pieno per il croato da entrambi i giornali. È il faro della manovra granata, un concentrato di “qualità e corsa” (Gazzetta). Anche senza segnare o fornire assist, Tuttosport lo definisce “al centro della manovra”, capace di innescare le azioni più pericolose e di aiutare in difesa.
I Subentrati Granata (Njie e Casadei): Baroni azzecca i cambi e le pagelle lo premiano. Njie prende un 7.5 da Tuttosport e 7 dalla Gazzetta per l’impatto devastante: un assist per Casadei e un gol “strepitoso” per chiudere il match. Gazzetta lo definisce un “tuono”. Casadei si guadagna un 7 su entrambi i fronti per il gol che chiude la partita, un’iniezione di fiducia importante per un giocatore in cerca di riscatto.


I FLOP DEL MATCH
Bella-Kotchap (Verona): È il peggiore in campo per La Gazzetta dello Sport con un pesante 4.5. Viene descritto come “distratto e molle”, con responsabilità evidenti in tutte le azioni dei tre gol subiti. Tuttosport è più clemente con un 5.5, limitandosi a segnalare “qualche errore di troppo”.
Il Centrocampo del Verona: Qui le opinioni convergono. Serdar prende 5 dalla Gazzetta (“non è in condizione”) e 5.5 da Tuttosport (“gli manca un po’ di condizione”). Anche Al-Musrati non convince: 5 per la Gazzetta (“poco di tutto”), 5.5 per Tuttosport (“luci e ombre”).


I CASI E LE DIFFERENZE
L’Allenatore Zanetti (Verona): Il tecnico gialloblù finisce dietro la lavagna. La Gazzetta è impietosa con un 4.5: “si sgola in panchina, si sbraccia vistosamente: o meglio, tutti lo vedono tranne i suoi in campo. Gioco e spirito assenti, evidenti responsabilità”. Tuttosport è leggermente meno duro con un 5, sottolineando che “la squadra non ha risposto” e che è mancata la capacità di reagire.


Nelsson e Bernede (Verona): Due dei principali imputati per la sconfitta. Nelsson riceve un 4.5 dalla Gazzetta per lo scivolone sul primo gol e la mancata chiusura sul secondo. Tuttosport gli assegna un 5, parlando di “liscio che manda in porta Simeone”. Ancora più grave la valutazione su Bernede: per Tuttosport è un 4.5 per il “retropassaggio da horror” che regala il gol a Simeone. Curiosamente, la Gazzetta si concentra più sulla sua prestazione tattica (“non sfrutta mai la libertà di accentrarsi”) pur citando l’errore decisivo, assegnandogli lo stesso voto.
Ismajli (Torino): Qui emerge la discrepanza più netta. Se per la Gazzetta è da 7 (lancio per Aboukhlal, anticipi e attenzione), per Tuttosport è addirittura da 7 per un motivo diverso: non solo la pulizia difensiva, ma anche la capacità di staccarsi e fungere da centrocampista aggiunto, come dimostra l’assist per Njie. Una lettura che ne esalta la duttilità tattica.

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Cagliari, ore caldissime per Nicolussi Caviglia: oggi può arrivare la svolta! I dettagli

Cagliari, affondo per Nicolussi Caviglia: atteso il via libera nelle prossime ore? Le ultimissime notizie sui rossoblù

Il calciomercato del Cagliari entra nel vivo e in casa rossoblù è già chiara la priorità per gennaio: rinforzare con urgenza il centrocampo. Le ultime indiscrezioni parlano di un’accelerazione improvvisa da parte della dirigenza, determinata a colmare le lacune di un reparto messo in seria difficoltà dagli infortuni.

Le assenze contemporanee di Alessandro Deiola e Michael Folorunsho hanno infatti ridotto al minimo le alternative a disposizione di Fabio Pisacane, rendendo necessario un intervento immediato per non compromettere il percorso in campionato.

Nicolussi Caviglia in cima alla lista

Tra i profili valutati, quello di Hans Nicolussi Caviglia è diventato rapidamente il preferito. Il centrocampista, di proprietà del Venezia ma attualmente alla Fiorentina, risponde perfettamente alle esigenze tattiche del tecnico rossoblù. Come riportato da Il Corriere dello Sport, il giocatore sarebbe pronto a lasciare Firenze per trovare maggiore continuità in Sardegna. La trattativa è ormai entrata in una fase avanzata e la volontà del classe 2000 di rilanciarsi in una piazza calorosa come Cagliari potrebbe rivelarsi decisiva.

Oggi il contatto chiave con il Venezia

La giornata odierna potrebbe essere quella della svolta: è previsto un confronto diretto tra Cagliari e Venezia per definire gli ultimi dettagli dell’operazione. L’obiettivo del club isolano è chiudere rapidamente, così da consegnare il giocatore a Pisacane già in vista dei prossimi impegni ufficiali.

La formula più probabile è quella di un prestito oneroso con diritto di riscatto, soluzione che permetterebbe al Cagliari di testare il giocatore nei prossimi mesi prima di valutare un investimento definitivo.

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Lazio, nuovo obiettivo in difesa: nel mirino un centrale del Lecce! Ecco di chi si tratta

Calciomercato Lazio: interesse per il difensore del Lecce, Kialonda Gaspar è un profilo interessante per Sarri

Il calciomercato invernale entra nel vivo e le big della Serie A iniziano a muoversi per rinforzare le proprie rose in vista della seconda parte di stagione. In casa Lazio, i riflettori sono puntati sulla difesa: il direttore sportivo Fabiani avrebbe individuato in Puglia un profilo particolarmente interessante per potenziare il reparto a disposizione di Maurizio Sarri.

Secondo quanto riportato da Nicolò Schira sul suo profilo X, il club biancoceleste avrebbe infatti avviato un sondaggio ufficiale per Kialonda Gaspar, centrale del Lecce protagonista di una crescita esponenziale in questi mesi.

Lazio su Kialonda Gaspar: primi contatti per il difensore

L’interesse della Lazio non è casuale. L’angolano ha stupito per la rapidità con cui si è adattato al calcio italiano, imponendosi come uno dei punti fermi della retroguardia giallorossa grazie a una fisicità dominante e a prestazioni sempre più convincenti. Da qui la decisione della società capitolina di chiedere informazioni per valutare la reale fattibilità dell’operazione.

Perché piace a Sarri: le qualità del centrale del Lecce

Gaspar, classe 1997, incarna esattamente il tipo di difensore che Sarri vorrebbe aggiungere alla sua rosa:

  • forte nel gioco aereo,
  • rapido nei recuperi in campo aperto,
  • dotato di un ottimo senso della posizione.

In un sistema che richiede aggressività, letture pulite e capacità di difendere con molti metri alle spalle, l’angolano rappresenterebbe un innesto ideale per aumentare il livello atletico del reparto e garantire alternative di qualità ai titolari.

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Mercato Milan: Allegri chiude la porta a Sarri, Loftus‑Cheek resta… a meno di sorprese. I dettagli

Mercato Milan, Allegri stoppa Sarri: Loftus‑Cheek è incedibile… salvo colpi di scena. Le ultimissime notizie

Il mercato di gennaio 2026 del Milan sembra vivere una fase di calma apparente sul fronte delle uscite, ma un nome continua a influenzare le strategie rossonere: quello di Ruben Loftus-Cheek. Come riportato da Gazzetta.it, il centrocampista inglese è finito nel mirino della Lazio, spinta dal desiderio di Maurizio Sarri di riabbracciare uno dei suoi pupilli ai tempi del Chelsea.

Allegri fa muro: Loftus-Cheek è considerato “intoccabile”

Nonostante l’interesse biancoceleste, Massimiliano Allegri non ha alcuna intenzione di privarsi del giocatore. Il tecnico lo ritiene un perno imprescindibile del suo progetto tattico, apprezzandone fisicità, progressione palla al piede e capacità di coprire l’intera zona centrale del campo. Nel momento in cui il Milan deve difendere il primato dagli assalti di Inter e Napoli, l’ex Chelsea rappresenta per Allegri un equilibratore fondamentale.

Sul piano societario, la linea è altrettanto chiara: il Milan ha ufficialmente tolto Loftus-Cheek dal mercato, respingendo i primi sondaggi arrivati da Formello.

I nodi economici e il fattore Sarri

Anche volendo, un’eventuale trattativa con la Lazio si presenterebbe complessa sotto diversi aspetti:

  • Ingaggio elevato: Loftus-Cheek percepisce 4 milioni netti a stagione più bonus, una cifra fuori portata per la Lazio senza un contributo del Milan o un sacrificio economico del giocatore.
  • Ipotesi scambio con Gila: resta sullo sfondo la possibilità di inserire Mario Gila nell’operazione, difensore molto apprezzato da Igli Tare. Tuttavia, le valutazioni differenti e il peso dell’ingaggio dell’inglese rendono l’incastro difficilmente realizzabile in questa finestra di mercato.

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Juve, futuro incerto per David: possibile scambio di prestiti con l’Atletico. Chi può arrivare a Torino

Juve, storia già finita con Jonathan David? L’Atletico Madrid ora entra in scena e Torino aspetta il nuovo attaccante

Il pareggio casalingo contro il Lecce ha messo in evidenza tutte le difficoltà dell’attacco della Juventus, accentuando il momento complicato vissuto dai due acquisti estivi. La giornata del “nulla di fatto” restituisce l’immagine di un reparto offensivo capovolto, in cui spiccano in negativo Jonathan David — autore dell’errore dal dischetto — e Loïs Openda, protagonista di una clamorosa occasione fallita nel finale.

Un reparto in affanno e le contromosse di Spalletti

I numeri dei nuovi arrivati alla Continassa parlano da soli: appena cinque gol complessivi in campionato, tre firmati da David e due da Openda. Con Dusan Vlahovic ancora ai box, Luciano Spalletti sta provando a ridare identità alla squadra affidandosi alle proprie intuizioni tattiche. Nel recente 4-2-3-1, il tecnico sta sperimentando Kenan Yildiz come falso nove, sostenuto da un Weston McKennie avanzato in una posizione che richiama quella di Perrotta nella sua Roma.

Mercato: Sorloth e le altre idee

Nonostante i tentativi di aggiustamento, la sensazione è che alla Juventus manchi un attaccante capace di unire qualità tecnica e presenza fisica. David, pur dotato atleticamente, fatica a imporsi in un contesto di altissimo livello. Per questo, come riportato da La Gazzetta dello Sport, tornano a circolare diversi nomi in vista di gennaio:

  • Alexander Sorloth: il norvegese dell’Atletico Madrid è seguito con attenzione. Si valuta uno scambio di prestiti con David, che vedrebbe di buon occhio la Liga.
  • Federico Chiesa: il Liverpool potrebbe aprire alla cessione, soprattutto se Salah dovesse restare dopo la Coppa d’Africa.
  • Darwin Núñez: dall’Al-Hilal, un’opzione per colmare il vuoto lasciato dall’infortunio di Vlahovic.
  • Piste italiane: tornano i nomi di Lorenzo Lucca (Napoli) e della suggestione Daniel Maldini (Atalanta).

Le possibili evoluzioni

David rischia di perdere centralità se non impara a occupare meglio l’area, mentre Openda potrebbe rendere di più partendo da sinistra nella trequarti, sfruttando la sua velocità in campo aperto. Spalletti proverà a gestire la situazione con le risorse attuali, ma il mercato invernale potrebbe diventare un passaggio decisivo per rimettere in carreggiata l’attacco bianconero.

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Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 5 gennaio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia

Bologna, Castro svela nel post gara: «Dobbiamo rialzarci, pensare a noi e pensare alla partita di mercoledì»

Bologna, parla l’attaccante Santiago Castro nel post partita: «Dobbiamo rialzarci, pensare a noi e pensare alla partita di mercoledì»

Il gol nel finale non è bastato al Bologna per rimettere davvero in discussione una gara dominata da un’Inter solida e spietata. Al termine della sfida di San Siro, Santiago Castro — attaccante argentino classe 2004 — ha analizzato la prestazione dei rossoblù ai microfoni di DAZN, soffermandosi su quanto fatto in campo e proiettandosi già verso il prossimo appuntamento di campionato.

PAROLE «Dobbiamo rialzarci, pensare a noi e pensare alla partita di mercoledì. Il centravanti vuole fare sempre gol, ma prima bisogna pensare alla squadra. Non abbiamo fatto la partita che volevamo fare».

«Ora dobbiamo pensare alla gara di mercoledì, che è uno scontro diretto per il nostro obiettivo, l’Europa».

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Inter, Kolarov analizza la vittoria dei nerazzurri: «La squadra ha giocato bene dal primo minuto. Lautaro Martinez…»

Inter, Kolarov analizza il successo dei nerazzurri: «La squadra ha giocato bene dal primo minuto. Lautaro Martinez…»

L’Inter firma una prestazione straripante a San Siro, travolgendo il Bologna e riprendendosi la vetta della Serie A davanti a Milan e Napoli. Una prova dominante per ritmo, qualità e mole di occasioni create, che certifica la crescita continua della squadra di Cristian Chivu, tecnico capace di incidere in profondità sia sul piano tattico sia su quello umano.

Il lavoro del tecnico romeno emerge in ogni fase del gioco, con un’Inter brillante, aggressiva e sempre padrona del campo. Un segnale forte al campionato e una conferma della solidità del progetto nerazzurro.

Al termine del match, ai microfoni di DAZN, è arrivata anche l’analisi lucida e puntuale di Aleksandar Kolarov, viceallenatore e figura di grande esperienza internazionale, che ha offerto la sua lettura sulla prestazione e sul momento della squadra.

ANALISI DELLA PARTITA – «Il mister ha capito che anche nel secondo tempo di Riad avevamo creato tanto e realizzato poco e voleva andasse diversamente stasera, ma la squadra ha giocato bene dal primo minuto».

LAUTARO – «È quello che vediamo da sempre, è il nostro capitano e gli vanno fatti i complimenti. Lui è così anche in allenamento, non ne ha mai sbagliato uno».

MERITI DI CHIVU – «Non volevamo stravolgere, solo aggiungere alcune cose. La squadra è andata vicina a vincere l’anno scorso, ma purtroppo non ci è riuscita. Abbiamo toccato alcuni punti a livello umano e, lavorando, la squadra sta facendo un percorso importante».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI KOLAROV SU INTERNEWS24

Pagelle Inter Bologna, i voti ai protagonisti della sfida per la 18a giornata di Serie A in campo a San Siro

Inter Bologna, le pagelle da San Siro: i voti e le analisi dei protagonisti della 18ª giornata di Serie A

Si chiude Inter‑Bologna con il successo dei nerazzurri per 3‑1 nella sfida valida per la 18ª giornata di Serie A. Di seguito le nostre pagelle dedicate ai protagonisti scesi in campo a San Siro.

InterSommer 5,5; Bisseck 7-, Akanji 6,5, Bastoni 6 (Carlos Augusto 6); Luis Henrique 6,5, Barella 6- (Mkhitaryan 6), Calhanoglu 6+ (Sucic 6), Zielinski 7,5, Dimarco 6; Lautaro 7 (Pio Esposito 6), Thuram 7,5 (Lavelli s.v.).

Bologna – Ravaglia 6.5; Holm 5 (68’ Zortea 5.5), Heggem 6.5, Lucumì 5.5 (46’ Vitik 5.5), Lykogiannis 6; Ferguson 6.5, Moro 5.5 (46’ Pobega 5); Cambiaghi 5.5 (68’ Orsolini 5), Odgaard 5 (79’ Freuler s.v), Rowe 5.5; Castro 7.

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Mercato Cagliari, spunta l’idea Lovric per rinforzare il centrocampo: l’ultima mossa dei rossoblù e tutti i dettagli

Mercato Cagliari, emergenza in mediana: Lovric diventa l’ultima soluzione valutata dal club, i dettagli della trattativa

Il calciomercato invernale del Cagliari entra nel vivo. La società rossoblù, costretta a intervenire per colmare le improvvise lacune nella rosa di Fabio Pisacane, sta valutando con decisione diversi profili per rinforzare il centrocampo. L’obiettivo è individuare un giocatore già pronto, con esperienza in Serie A e capace di garantire equilibrio e sostanza in una zona del campo oggi pesantemente condizionata dalle assenze.

Secondo l’edizione odierna di Tuttosport, il nome in cima alla lista sarebbe quello di Sandi Lovric. Il centrocampista dell’Udinese, ormai ai margini del progetto tecnico friulano, rappresenterebbe un’occasione interessante e potenzialmente a basso costo per dare nuova energia alla mediana sarda. La necessità di intervenire è evidente: gli infortuni di Alessandro Deiola e Michael Folorunsho hanno ridotto drasticamente le rotazioni a disposizione del tecnico.

In questo scenario, l’arrivo del classe 1998 offrirebbe a Pisacane un profilo completo e versatile. Lovric è apprezzato per la sua duttilità tattica: può giocare da mezzala in un centrocampo a tre o adattarsi a una linea a due, garantendo fisicità, inserimenti e una discreta pericolosità dalla media distanza. Un innesto che potrebbe rivelarsi prezioso per superare l’emergenza e restituire equilibrio al reparto.

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Diretta Gol Serie A: Inter Bologna 3-1, i nerazzurri tornano in vetta!

Diretta Gol Serie A LIVE, quattro partite in programma in questa domenica di campionato. Segui con noi il live delle sfide.

Dopo un sabato ricco di partite e di risultati a sorpresa, la diciottesima giornata di Serie A si chiude con quattro sfide in programma. Apre Lazio Napoli. Alle 15 Fiorentina Cremonese. Alle 18 Verona Torino mentre chiude Inter Bologna.

LIVE INTER BOLOGNA

FORMAZIONI UFFICIALI

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 7 Zielinski, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro. A disposizione: 13 J. Martinez, 60 Taho, 6 De Vrij, 8 Sucic, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto, 43 Cocchi, 50 Cinquegrano, 53 Lavelli, 94 Esposito. Allenatore: Cristian Chivu.

BOLOGNA (4-2-3-1): 13 Ravaglia; 2 Holm, 14 Heggem, 26 Lucumí, 33 Miranda; 4 Pobega, 19 Ferguson; 7 Orsolini, 21 Odgaard, 28 Cambiaghi; 9 Castro. A disposizione: 25 Pessina, 82 Franceschelli, 4 Pobega, 7 Orsolini, 8 Freuler, 16 Casale, 17 Immobile, 20 Zortea, 24 Dallinga, 29 De Silvestri, 30 Dominguez, 33 Miranda, 41 Vitik, 77 Sulemana, 80 Fabbian. Allenatore: Vincenzo Italiano.


LIVE VERONA TORINO


SEGUI QUI IL LIVE DI VERONA TORINO


LE FORMAZIONI UFFICIALI

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nunez, Nelsson, Bella-Kotchap; Oyegoke, Serdar, Al Musrati, Bernede, Frese; Giovane, Mosquera. Allenatore: Paolo Zanetti

TORINO (3-5-2): Paleari; Ismajli, Maripan, Coco; Aboukhlal, IIkhan, Gineitis, Vlasic, Lazaro; Simeone, Adams. Allenatore: Marco Baroni


LIVE FIORENTINA CREMONESE


SEGUI IL LIVE QUI

93′ Vantaggio Fiorentina con Kean

84′ Sanabria sfiora il vantaggio

49′ Comuzzo salva su una ghiotta occasione di Vardy

INIZIO SECONDO TEMPO

FINE PRIMO TEMPO

39′ Rigore revocato alla Fiorentina

14′ Conclusione di Mandragora e palla fuori

12′ Traversa Fiorentina con Parisi


LE FORMAZIONI UFFICIALI

FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Comuzzo, Ranieri; Dodò, Mandragora, Fagioli, Ndour, Parisi; Gudmundsson, Piccoli. Allenatore: Vanoli.

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Folino; Barbieri, Payero, Bondo, Vandeputte, Pezzella; Vardy, Bonazzoli. Allenatore: Nicola.


LIVE LAZIO NAPOLI


SEGUI IL LIVE DI LAZIO NAPOLI SU LAZIONEWS24.COM


LE FORMAZIONI UFFICIALI

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Basic; Cancellieri, Noslin, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri.

NAPOLI (3-4-3): Milinković-Savić; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; Spinazzola, McTominay, Lobotka, Politano; Elmas, Højlund, Neres; Allenatore: Antonio Conte.

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Chelsea, scelto il sostituto di Maresca! Il tecnico inglese è pronto a guidare i Blues, tutti i dettagli

Chelsea, svolta in panchina: individuato il dopo Maresca! Il tecnico inglese è pronto a prendere in mano i Blues

Il Chelsea accelera nella corsa al sostituto di Maresca e sembra aver individuato il profilo giusto. La dirigenza dei Blues, infatti, ha compiuto passi decisivi nelle ultime ore per chiudere l’accordo con Liam Rosenior.

Il tecnico inglese arrivato a Londra in serata, dove incontrerà la società per definire gli ultimi dettagli e arrivare alla firma immediata del contratto. La volontà del club è chiara: chiudere rapidamente per avviare il nuovo progetto tecnico senza ulteriori ritardi.

Prima dell’intesa definitiva, però, lo Strasburgo — squadra attualmente guidata da Rosenior — dovrà risolvere la questione legata alla propria panchina, individuando un sostituto e dando così il via libera all’operazione.

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Calciomercato Milan, clamorosa indiscrezione: Zirkzee diventa la priorità per il post Nkunku

Calciomercato Milan, dall’Inghilterra rimbalza una bomba: Zirkzee è il primo nome per il dopo Nkunku

Il mercato di gennaio 2026 del Milan potrebbe infiammarsi con un ritorno di fiamma inatteso. Dai media inglesi — tra cui Sky Sports UK e FootyInsider — rimbalza infatti il nome di Joshua Zirkzee, finito in cima alla lista dei desideri di Igli Tare come possibile sostituto di Christopher Nkunku.

Nonostante la doppietta al Verona abbia ridato fiducia al francese, il pressing del Fenerbahçe resta forte. Se dovesse arrivare un’offerta vicina ai 35 milioni di euro, il Milan sarebbe pronto a reagire. Il Manchester United, dal canto suo, non considera Zirkzee centrale nel progetto tecnico di Amorim e avrebbe aperto alla formula del prestito con diritto o obbligo di riscatto, soluzione gradita ai rossoneri per non appesantire subito il bilancio. Sul giocatore c’è anche la Roma di Gasperini, ma secondo la stampa inglese il Milan — capolista — sarebbe la destinazione preferita dall’olandese per rilanciarsi dopo una stagione complicata in Premier League.

Dal punto di vista tattico, Zirkzee rappresenterebbe per Allegri il complemento ideale al neo‑arrivato Niclas Füllkrug: il tedesco garantisce presenza fisica e profondità, mentre l’ex Bologna aggiungerebbe qualità tecnica, capacità di cucire il gioco e di valorizzare gli strappi di Rafael Leão. Un profilo che, per caratteristiche, si incastrerebbe perfettamente nelle esigenze offensive del Milan.

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Torino, Simeone: «Che ragazzo è Njie? È forte». Poi il (simpatico) paragone con quel big del Milan

Torino, simpatico siparietto tra Giovanni Simeone e Alieu Njie dopo la vittoria contro il Verona, ecco cosa hanno detto i due granata

Tre punti (pesantissimi) e altrettanti gol: il Torino di Marco Baroni espugna lo Stadio Marcantonio Bentegodi nel migliore dei modi. I granata cancellano il ko contro il Cagliari con cui avevano chiuso il 2025 (arrivato peraltro dopo i successi contro Cremonese e Sassuolo) e inaugurano il nuovo anno con la vittoria maturata questa sera contro il Verona targato Paolo Zanetti. Termometro di una squadra inconfutabilmente in crescita, pur in costante “lotta” con alcune difficoltà strutturali palesate sin dall’inizio del suo campionato.

Protagonisti della gara Giovanni Simeone e Alieu Njie, che insieme al collega Cesare Casadei hanno confezionato il successo dei piemontesi con le loro marcature. Sono proprio il bomber argentino e il funambolo svedese – non a caso – a presentarsi nel corner delle interviste a fine partita a bordo campo. Simpatico il siparietto ai microfoni di Sky Sport tra i due del Torino; con tanto di allusione – da parte del Cholito riferendosi al compagno di squadra – alla stella del Milan Rafael Leao. Lo scambio di battute dopo Verona Torino:

SIMEONE – «Che ragazzo è Njie? È forte. Io l’ho sempre detto, è il nostro Leao. E’ Leao… ha anche i capelli (guarda i capelli di Njie, ndr), sì sì è Leao (ride, ndr)»

NJIE – «Le tue emozioni dopo il match? Sono felice di aver sfruttato questa occasione che mi ha dato l’allenatore. Speravo di rientrare prima, però sono felicissimo. È importante tornare così, è importante per me e per la squadra».

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Moviola Verona Torino: l’episodio chiave del match

Moviola Verona Torino, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la diciottsima giornata di Serie A 2025/2026

Moviola Verona Torino, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la diciottesima giornata di Serie A 2025/2026. Sarà Antonio Rapuano, dalla sezione AIA di Rimini, il direttore di gara. Assistenti i signori Fontemurato e Monaco, quarto ufficiale il signor Di Marco. Mentre V.A.R. il signor Maggioni, con A.V.A.R. il signor Pezzuto.


MOVIOLA VERONA TORINO:

🔴90′ + 5′ – Finisce 0-3 Verona Torino. Casadei, l’ex Simeone e (super) Njie! Baroni torna a vincere, troppo poco per Zanetti

90 + 3′ – ⚽GOL DEL TORINO: La chiude Njie! Secondo gol nato da contropiede su errore di Sarr che sbaglia la sponda. Njie lanciato a rete non si fa ipnotizzare e lascia partire un destro potente

90′ – Assegnati 5 minuti di recupero

88′ – ⚽GOL DEL TORINO: Palla recuperata da Lazaro , Casadei segue l’azione e riceve palla da Njie al limite dell’area. Colpo da biliardo dell’ex Inter che infila in rete nell’angolino basso alla sinistra del portiere

🔴45′ Inizia il secondo tempo di Verona Torino


🔴45′ + 4 – Fine primo tempo di Verona Torino

45′ – Assegnati 3 minuti di recupero

15′ – Zanetti scatenato in panchina. L’arbitro Rapuano lo richiama dopo le lamentele su un fallo (a suo avviso) non assegnato

14′ – Da segnalare la non esultanza del Cholito (ex della partita)

10′ – GOL SIMEONE: “regalo” al limite del clamoroso della difesa scaligera. Giovane cerca ancora Frese. Chiude Coco in angolo, sembra comunque questo lo schema dei padroni di casa per scardinare la difesa avversaria. Bernede serve Nelsson con un pallone difficile, a sua volta quest’ultimo scivola e lascia Simeone davanti a Montipò

🔴1′ – Il match è iniziato

Pagelle Verona Torino 0-3: ecco i TOP-FLOP e i voti della partita

I voti, i top e i flop del match valido per la 18ª giornata del campionato di Serie A 2025/26: pagelle Verona Torino

Doveva essere la partita del riscatto dopo il passo falso casalingo contro il Cagliari e il Torino di Marco Baroni non ha tradito le attese. Al “Bentegodi” finisce con un rotondo 3-0 per i granata, un risultato figlio di un approccio autoritario e di una gestione magistrale delle risorse dalla panchina. La gara si sblocca già al 10’ con il più classico dei gol dell’ex: un errore clamoroso di Bernede in fase di retropassaggio innesca Simeone, che davanti a Montipò non perdona e firma il vantaggio (non esultando per rispetto verso la sua ex compagine appunto).

Il ragazzi di Zanetti tentano di reagire nella ripresa, ma la difesa guidata da Maripan (stoico) regge l’urto con ordine. Baroni decide allora di rimescolare le carte e i suoi cambi spaccano definitivamente il match. All’87’ è Casadei a chiudere i giochi con un destro chirurgico su assist di Njie. Proprio il giovane svedese, in pieno recupero, si mette in proprio scattando sul lancio di Ismajli per infilare il tris che mette il sigillo sulla gara. Con questi tre punti il Toro sale a quota 23 in classifica, agganciando l’undicesima posizione e ritrovando entusiasmo in vista del prossimo match contro l’Udinese (sono 3 le vittorie sabaude maturate nelle ultime quattro gare). Per gli scaligeri è notte fonda: la seconda sconfitta consecutiva complica il cammino in vista della sfida contro il Napoli. Vediamo i voti, i top e i flop del match valido per la 18ª giornata del campionato di Serie A 2025/26: pagelle Verona Torino.


TOP VERONA TORINO: Njie
FLOP VERONA TORINO:Bernede, Mosquera

PAGELLE VERONA TORINO:

Hellas Verona (3-5-2): Montipò 5.5; Bella-Kotchap 6, Nunez 5.5, Nelsson 5.5; Oyegoke 5 (dal 46’ Gagliardini 5.5), Serdar 6 (dal 66’ Harroui 5.5), Bernede 5 (dal 75’ Kastanos 5.5), Ali-Musrati 6 (dal 46’ Orban 6), Frese 5; Mosquera 5 (dal 75’ Sarr 5), Giovane 6.
Allenatore Zanetti: 5

Torino (3–4-1-2): Paleari 6; Coco 6.5, Maripan 6.5, Ismajli 7; Lazaro 6.5, Ilkhan 5.5 (dal 66’ Tameze 6.5), Gineitis 5.5 (dal 75’ Casadei 7), Aboukhlal 5.5 (dall’83 Dembélé SV); Vlasic 6.5; Simeone 7.5 (dal 75’ Zapata 6), Adams 6 (dall’83 Njie 7.5).
Allenatore Baroni: 7.5

Inter, Marotta svela: «Cancelo? Ha un contratto molto oneroso che nessuno in Italia può affrontare. Per Frattesi la nostra strategia è questa»

Inter, Marotta parla nel pre gara: «Cancelo? Ha un contratto oneroso che nessuno in Italia può affrontare. Per Frattesi…»

A pochi minuti dal fischio d’inizio di Inter‑Bologna, Giuseppe Marotta, presidente e amministratore delegato nerazzurro, ha parlato ai microfoni di DAZN per fare chiarezza sulle principali questioni di mercato e sulle strategie societarie in vista della seconda parte di stagione. Un intervento diretto, in cui sono stati affrontati diversi dei nomi accostati all’Inter nelle ultime settimane.

Il primo tema toccato è stato quello di João Cancelo: il terzino portoghese è stato nuovamente associato ai nerazzurri come possibile rinforzo sulla fascia destra, complice anche l’infortunio di Denzel Dumfries, attualmente indisponibile. Marotta ha così aperto la sua analisi partendo proprio da uno dei profili più discussi del momento.

FRATTESI – «Per Frattesi la nostra strategia è che se un giocatore vuole andare via, ci si confronta e valutiamo. Frattesi non è in questa condizione. Non abbiamo ricevuto proposte ufficiali ma siamo aperti a confronti. Asllani è un prestito fatto col Torino, non abbiamo ancora parlato. Valuteremo, è un nostro patrimonio e dobbiamo cercare di rispettare il valore del giocatore. Se non ci fossero le condizioni per proseguire al Torino, troveremo un’altra sistemazione».

CANCELO – «Lui ha un contratto molto oneroso che nessuno in Italia può affrontare. È una situazione molto particolare, se ipotizziamo uno scambio sappiamo che loro cercano un centrale. Quando entreremo nella negoziazione più concretamente, valuteremo il da farsi per sistemare la fascia destra che risente dell’assenza di Dumfries».

DUMFRIES – «Non abbiamo grandi necessità, soprattutto in questo mercato che offre poche opportunità. Abbiamo un problema col recupero di Dumfries, sarà fuori per un paio di mesi ancora e vediamo se il mercato offre opportunità. Si è presentata l’opportunità Cancelo, la stiamo approfondendo e vediamo cosa succederà, è una fase interlocutoria».

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Juve Lecce, Bargione svela il retroscena sul calcio di rigore sbagliato da David: «Ecco cosa è successo allo Stadium, vi spiego perchè ha calciato lui» – VIDEO

Juve Lecce, Andrea Bargione svela il retroscena sul rigore sbagliato da David: «Ecco cosa è successo allo Stadium, vi spiego» – VIDEO

Il pareggio casalingo contro il Lecce ha lasciato dietro di sé polemiche pesanti, generate non solo dal risultato finale, ma soprattutto dalla gestione confusa dei momenti decisivi della gara. Nel suo intervento post-partita, registrato all’esterno dell’Allianz Stadium, Andrea Bargione ha messo in luce un retroscena tattico e psicologico particolarmente rilevante, consumatosi pochi istanti prima del clamoroso errore dal dischetto di Jonathan David.

Il giornalista ha ricostruito con precisione quanto accaduto in campo, sottolineando la totale incertezza nelle gerarchie dei rigoristi: durante il lungo check del VAR, era infatti Yildiz a tenere il pallone tra le mani, lasciando intendere di voler calciare. Poi un breve “balletto” con il coinvolgimento di Locatelli ha ribaltato la situazione, portando infine alla scelta di affidare il tiro al canadese. Una decisione che, secondo l’analisi, non sembrava sostenuta dalla necessaria determinazione o dalla fame agonistica che un attaccante dovrebbe mostrare in un momento così delicato.

Questa confusione comportamentale, unita alla scarsa incisività delle punte, rappresenta un campanello d’allarme immediato per il nuovo direttore sportivo Ottolini e per le strategie di Damien Comolli. Il quadro offensivo viene descritto come potenzialmente “tragico” se non si interviene rapidamente: o si riesce a recuperare mentalmente e tecnicamente i due attaccanti stranieri, oppure il mercato di gennaio diventa un passaggio obbligato per evitare di sprofondare ulteriormente.

BARGIONE – «La scena è stata questa qui: Già quando l’arbitro era lì a controllare se fosse rigore o meno. Apro virgolette, era rigore solare, chiudo le virgolette. Già stavano parlando in molti dalle parti del dischetto. E c’erano soprattutto Yildiz, che ha tenuto il pallone in mano tutto il tempo, tutto il tempo. Quindi io ho pensato stupidamente andrà a tirare Yildiz il rigore. Poi Yildiz ha ceduto la palla a Locatelli, Insomma hanno girato un po’, il pallone ha girato un po’ e poi a quel punto si è deciso di farlo tirare a David che si è procurato il calcio di rigore non mi è sembrata, però, Non avendo la super vista di Superman, non lo so, che David lo chiedesse così, in maniera: “Oddio fatemelo tirare a me per forza, perché ho proprio bisogno di tirare questo rigore!” se devi segnare il gol vittoria contro il Lecce e vai in difficoltà. C’è un lavoro importante da fare su un attaccante che i gol li ha, che è un giocatore forte, non abbiamo ancora visto Jonathan David e Abbiamo visto un pochino di Lois Openda. A mio modo di vedere per la Juventus O si recuperano David e Openda o serve ritornare sul mercato. E quindi c’è subito del lavoro per il ds Ottolini, perché se non fai gol qui è tragica la situazione.»

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