Pagina 475 – Calcio News 24

Napoli Juventus, l’analisi a Open Var: «Rete di Yildiz regolare e sull’intervento di Kalulu…». La spiegazione

Napoli Juventus, la spiegazione a Open Var: «Il gol di Yildiz è regolare. Sull’intervento di Kalulu invece…». Le ultimissime

Il big match tra Napoli e Juventus è stato diretto da Federico La Penna, che ha ricevuto una valutazione positiva per la gestione della gara ad alta tensione. Nonostante la posta in gioco fosse altissima, l’incontro si è distinto per le polemiche arbitrali contenute.

L’Episodio Chiave: Il Giallo a Kalulu

I pochi momenti di discussione sono stati analizzati dall’ex arbitro Andrea De Marchi su Open Var (DAZN), oggi figura di spicco nell’AIA per la collaborazione con i club. L’episodio più contestato è stato il cartellino giallo mostrato a Kalulu. L’analisi di De Marchi ha confermato che l’intervento fosse da sanzione disciplinare, ma non da cartellino rosso, supportando di fatto la decisione presa da La Penna.

L’analisi di De Marchi: «In questo caso La Penna che era piazzato benissimo interviene immediatamente dando il giallo, il piede è basso, non è alto, l’intervento è da ammonizione, non è da rosso, non un fallo violento di gioco. La visuale dell’arbitro è perfetta, decisione corretta». Il giudizio ha quindi escluso la natura violenta del fallo, confermando l’ammonizione come sanzione appropriata.

L’altro episodio cruciale del match Napoli-Juventus riguardava il gol di Kenan Yildiz, in particolare il contrasto avvenuto pochi istanti prima del recupero palla decisivo della Juventus.

L’ex arbitro Andrea De Marchi, in rappresentanza dell’AIA, ha analizzato l’azione su Open Var (DAZN) e ha avallato la decisione di Federico La Penna di non fermare il gioco. De Marchi ha sottolineato che l’arbitro era ben posizionato e ha giudicato l’intervento del giocatore bianconero sul recupero del pallone come assolutamente lecito, confermando la regolarità della rete di Yildiz.

«C’è l’intervento del calciatore della Juventus sul pallone, anche in questo caso La Penna era posizionato bene, il calciatore della Juve interviene sul pallone quindi giusto non fermare il gioco».

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Balotelli pronto a tornare in campo? L’ex Inter e Milan: «Aspetto una chiamata dalla Serie A»

Balotelli è adesso pronto a tornare in campo? L’ex attaccante Inter e Milan: «Aspetto una chiamata dalla Serie A». Le parole

Mario Balotelli continua ad allenarsi con grande dedizione, smentendo l’idea di appendere gli scarpini al chiodo nonostante i 35 anni d’età. Intervistato da Prime Video, l’attaccante ha svelato il suo ambizioso obiettivo per il futuro: un clamoroso ritorno nel campionato italiano, esprimendo apertamente il suo desiderio di giocare nuovamente in Serie A.

PAROLE – «Mi sto allenando con una squadra locale bresciana. Aspetto sempre una chiamata dalla Serie A, per ora non ci sono, ascolterò club esteri se non ci sarà la possibilità di stare in Italia. Ma mi fermerò solo quando deciderò io di fermarmi, non sarà qualcuno a dirmelo.

Non vedo molte partite ma, quando succede, mi rendo conto che il calcio oggi è diverso: è più fisico ma con meno qualità rispetto a prima, io sento di poter ancora performare»

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Leao Milan, è arrivato l’esito degli esami odierni! Arrivano buone notizie per Allegri? Tutti gli aggiornamenti

Leao Milan, ecco l’esito degli esami odierni del rossonero! Ci sono buone notizie per Allegri? Tutti le ultimissime

La tensione generata dalle condizioni di Rafael Leão è stata finalmente dissipata da una notizia eccellente per il Milan. L’attaccante portoghese, uscito per un fastidio all’adduttore destro durante la vittoria contro il Torino, è stato sottoposto questa mattina agli esami strumentali decisivi.

Niente Lesioni: Solo Risentimento Muscolare

La risonanza magnetica ha escluso la presenza di lesioni muscolari. Come appreso da Milannews24, il problema si è rivelato essere un semplice risentimento muscolare con un quadro infiammatorio nella zona dell’adduttore destro. Questa diagnosi scongiura il timore di uno stop lungo che avrebbe compromesso la sua partecipazione alle delicate sfide di campionato e alla Supercoppa Italiana.

L’assenza di danni strutturali accorcia notevolmente i tempi di recupero. Leão ha già iniziato le terapie necessarie e l’obiettivo è rimettere a disposizione di Massimiliano Allegri il numero 10 il prima possibile. Il tecnico rossonero può tirare un sospiro di sollievo: la sua freccia non resterà ferma a lungo in questo cruciale periodo della stagione.

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Calciomercato Serie A, quante big interessate a Norton-Cuffy! Un club adesso fa sul serio: è stato visionato ieri al BluEnergy Stadium! Le ultime

Calciomercato Serie A, gli occhi delle big su Norton-Cuffy! Una squadra fa sul serio: è stato visionato ieri! Le ultimissime

Il calciomercato invernale si preannuncia infuocato, con Napoli e Juventus pronte a contendersi uno dei giovani prospetti più interessanti emersi in questa stagione: Brooke Norton-Cuffy. I riflettori si sono accesi sul terzino destro inglese classe 2004, attualmente in prestito al Genoa.

Il Blitz del Napoli Sotto i Riflettori

L’interesse del Napoli è stato confermato da un vero e proprio “blitz” di mercato. Secondo l’esperto Nicolò Schira, un emissario del club partenopeo era presente allo stadio per osservare da vicino la prestazione di Norton-Cuffy durante la partita Udinese-Genoa. La mossa del Napoli è un segnale forte: Antonio Conte è alla ricerca di rinforzi sulle fasce e la fisicità e la spinta dell’ex Arsenal hanno conquistato la dirigenza.

La Juventus è Avvisata: Rischio Sorpasso

Questa accelerazione partenopea mette in allarme la Juventus. La Vecchia Signora, sempre attenta ai migliori talenti del campionato, monitora l’esterno da tempo, specialmente in considerazione dei dubbi sulle alternative di fascia (pensando a João Mário e alla necessità di affiancare Cambiaso e Savona). Se Norton-Cuffy dovesse continuare a mantenere questo elevato standard di rendimento, la semplice osservazione non basterà più. La corsa per assicurarsi il giovane talento rischia di trasformarsi in un vero e proprio duello rusticano tra i due colossi della Serie A già nelle prossime finestre di mercato. La concorrenza si fa agguerrita, e la Juve è chiamata a muoversi.

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Araújo si ferma: viaggio spirituale a Tel Aviv (con il permesso del Barça): tutti i dettagli

Lontano dal campo: il difensore Araújo a Tel Aviv per un viaggio di riflessione e fede, col benestare del Barcellona

Mentre il Barcellona si prepara alla sfida di Champions League contro l’Eintracht Francoforte al Camp Nou, uno dei suoi leader difensivi, Ronald Araújo, si trova a Tel Aviv, in Israele. Il difensore uruguaiano ha ottenuto dal club un permesso di assenza a tempo indeterminato, richiesto per motivi personali e legati al suo stato mentale.

La richiesta è giunta in un momento delicato per il giocatore, anche a seguito dell’espulsione subita nella recente sconfitta contro il Chelsea. L’allenatore Hansi Flick, il direttore sportivo Deco e il presidente Joan Laporta hanno mostrato pieno supporto ad Araújo, chiedendo al contempo rispetto e discrezione sulla vicenda. Il club è concorde nel ritenere che questo sia un momento da affrontare con cautela e con il giusto sostegno, senza alcuna forzatura.

Molto credente, Araújo sta compiendo un viaggio definito “religioso e culturale”, con l’obiettivo di visitare i luoghi sacri e ristabilire il proprio equilibrio mentale. Come riportato da Diario Sport, l’intenzione è quella di ritornare in Spagna “più forte”. Intanto, la squadra si affida alle alternative per coprire il vuoto lasciato dal leader difensivo in un momento cruciale della stagione.

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Sampdoria, rebus futuro: ecco come è andato l’incontro tra Tey e Radrizzani. Tutte le ultimissime

Sampdoria, il futuro è ancora un rebus: il resoconto dell’incontro tra Tey e Radrizzani. Tutte gli aggiornamenti

Secondo quanto riportato da Maurizio Micheli per TeleNord, un recente incontro a Dubai tra l’imprenditore singaporiano Joseph Tey e Andrea Radrizzani ha riacceso i riflettori sul futuro societario della Sampdoria. Si tratta di due figure centrali le cui decisioni influenzano, direttamente o indirettamente, le sorti del club blucerchiato.

I Ruoli Chiave e i Legami

Il ruolo di Andrea Radrizzani nel recente passato della Sampdoria è stato cruciale. È stato lui a facilitare il passaggio di proprietà da Massimo Ferrero a Matteo Manfredi, e pare abbia anche “consigliato” l’ingresso di Tey nell’assetto ligure.

L’incontro a Dubai, dunque, assume un significato rilevante, specialmente considerando che la Aser Group, la società di Radrizzani, ha sede proprio a Singapore, la città natale di Tey.

L’Esperienza di Radrizzani nel Calcio

L’interesse potenziale di Radrizzani non è una novità, data la sua profonda conoscenza del mondo del calcio. L’imprenditore italiano ha infatti un passato da proprietario del Leeds United, club britannico che ha poi ceduto a Massimo Cellino.

Il vertice tra Tey e Radrizzani ripropone un grande interrogativo: questo meeting segnala un interesse ancora vivo da parte di Radrizzani per la società presieduta da Matteo Manfredi? O si è trattato semplicemente di un incontro di cortesia in vista delle festività?

Al momento, le risposte a questi e ad altri interrogativi sul futuro della Sampdoria rimangono sospese, lasciando che sia solo il tempo a chiarire le reali implicazioni di questo incontro a Dubai.

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Cagliari, che numeri per quel giovane rossoblù! Le statistiche non mentono, tutti i dettagli

Cagliari, grandi numeri per un giovane calciatore rossoblù! Le statistiche non lasciano alcun dubbio, ecco i dettagli

Il successo del Cagliari contro la Roma ha riservato una delle note più liete nel debutto in Serie A del difensore centrale classe 2005, Juan Rodriguez. Il giovane uruguaiano è stato lanciato titolare dall’allenatore Fabio Pisacane, ripagando la fiducia con una prestazione di incredibile maturità e personalità.

Una Prestazione Impeccabile e Statistiche Dominanti

La performance di Rodriguez non è stata solo convincente a livello visivo, ma è stata certificata da statistiche eccezionali che ne evidenziano l’impatto immediato sulla retroguardia isolana:

  • 100% di Duelli Aerei Vinti: Un dato che sancisce la sua assoluta dominanza nel gioco aereo.
  • Clean Sheet: Contribuendo in modo decisivo al mantenimento della porta inviolata.
  • 9 Spazzate Decisive: Fondamentali per liberare l’area nei momenti di maggiore pressione.
  • 8 Recuperi: Segno di un posizionamento difensivo sempre attento e preciso.
  • 85% di Passaggi Riusciti: Un’affidabilità cruciale anche in fase di possesso palla, mostrando calma e lucidità nonostante l’esordio.

Il centrale ha dimostrato pulizia negli interventi e un’ottima capacità di lettura difensiva, elementi che il club ritiene preziosi per la costruzione del proprio futuro.

Una Nuova Certezza per il Cagliari

L’esordio di Juan Rodriguez è molto più di una semplice nota positiva; è un segnale incoraggiante per Pisacane e l’intero ambiente rossoblù. Il giovane si è dimostrato subito pronto e perfettamente inserito nei meccanismi della squadra, fornendo al tecnico una certezza preziosa nella ricerca di una squadra più aggressiva e competitiva.

Se le prestazioni si manterranno su questo livello, Rodriguez non solo diventerà un fattore determinante nelle rotazioni difensive, ma rappresenterà un patrimonio tecnico fondamentale per il presente e il futuro del Cagliari.

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Milan, Ricci si racconta: «Ecco cosa faccio fuori dal campo. Serve cura per le scuole calcio!»

Milan, il centrocampista Samuele Ricci svela: «Ecco cosa faccio fuori dal campo. Serve cura per le scuole calcio!»

Samuele Ricci, il talentuoso centrocampista del Milan, è stato selezionato come volto delle “Next Gen Icon” sulla copertina di ICON, un riconoscimento che celebra i giovani talenti emergenti in diversi ambiti.

Dalle Origini alla Serie A

Nell’intervista rilasciata per l’edizione di dicembre, Ricci ha ripercorso le tappe iniziali che lo hanno portato al calcio professionistico. Ricorda di aver iniziato a giocare a soli 5-6 anni e di essere stato notato in un torneo a Livorno a otto anni, suscitando l’interesse di club importanti come Fiorentina e Atalanta, prima di approdare all’Empoli, ambiente che si è rivelato cruciale per la sua formazione.

Parlando delle sue ispirazioni, il centrocampista menziona l’ammirazione generale per Ronaldo il Fenomeno (nonostante non lo abbia visto giocare dal vivo) e lo accosta ai giganti moderni, Cristiano Ronaldo e Lionel Messi.

La Doppia Vita: Studente di Economia e Calciatore

Fuori dal rettangolo verde, Ricci si descrive come un ragazzo semplice, che ama viaggiare e trascorrere il tempo con la famiglia e la fidanzata.

Ciò che lo rende un modello di “Next Gen Icon” è il suo impegno accademico. Nonostante la fama, Ricci è iscritto alla facoltà di Economia e sta attualmente lavorando alla sua tesi di laurea. Ammette che la notorietà lo fa riconoscere per strada, anche se i suoi professori “magari non lo danno a vedere”.

L’Allarme sulla Formazione di Base

Guardando al futuro del calcio, Ricci lancia un monito importante sulla crescita dei giovani talenti. Sottolinea la necessità di “cura per le scuole calcio, che non è più quella di prima”.

Il centrocampista ha evidenziato la fortuna di essere cresciuto in un “ambiente sano” a Empoli, dove l’attenzione alla preparazione e l’apprendimento erano massimi. Secondo Ricci, per garantire un futuro solido al calcio italiano, è indispensabile recuperare la qualità dell’educazione sportiva di base.

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Taremi, l’attaccante ex Inter rischia di non partecipare al Mondiale con l’Iran! Ecco il motivo

Taremi, l’ex attaccante dell’Inter rischia di non fare parte del Mondiale 2026 con l’Iran! Ecco la motivazione

Nonostante l’Iran abbia conquistato la qualificazione sul campo per i Mondiali del 2026 in Nord America, la presenza della sua stella, Mehdi Taremi, è seriamente a rischio. L’ex attaccante dell’Inter potrebbe essere clamorosamente escluso dal torneo a causa di tensioni politiche e diplomatiche tra Teheran e Washington.

Il Nodo Visto e l’Ordine Esecutivo USA

L’allarme, sollevato dal giornalista Hatam Shiralizadeh, riguarda l’applicazione di un ordine esecutivo statunitense del 2025, che limita l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di 19 paesi, tra cui l’Iran.

Il fattore decisivo che grava sul destino del 33enne Taremi è il suo passato militare: il giocatore ha infatti completato i due anni di servizio obbligatorio nella Marina dell’IRGC (Corpo delle guardie della rivoluzione islamica). Questo legame biografico potrebbe spingere le autorità americane a negare il visto d’ingresso necessario per la partecipazione alla competizione.

FIFA Rassicura, Federazione Iraniana Cerca Alternative

Sebbene la FIFA abbia cercato di fornire rassicurazioni generali sulla partecipazione di staff e giocatori del Team Melli, l’incertezza permane.

Mehdi Taj, capo della Federazione calcistica iraniana, ha già riconosciuto la gravità della situazione, dichiarando che la Federazione sta valutando attivamente opzioni alternative nel caso in cui gli Stati Uniti decidessero di non ammettere specifici calciatori.

Il potenziale diniego del visto a Taremi si configura come un vero e proprio caso diplomatico che rischia di privare il Mondiale di uno dei suoi protagonisti più attesi, trasformando una questione sportiva in una vicenda di politica internazionale.

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Infortunati Juve, buone notizie per Spalletti alla vigilia della sfida Juve Pafos: ecco chi è tornato in gruppo! I dettagli

Infortunati Juve, arrivano ottime notizie per il tecnico bianconero alla vigilia della partita Juve Pafos: ecco chi è tornato in gruppo

La lunga attesa è finita. In una giornata tipicamente invernale, una notizia ha portato grande entusiasmo alla Continassa: Gleison Bremer è ufficialmente recuperato dall’infortunio al menisco che lo teneva lontano dal campo dalla fine di settembre.

Luce Verde per il Rientro

Il difensore brasiliano ha completato il complesso percorso riabilitativo post-operatorio e, alla vigilia dell’incontro di Champions League contro il Pafos, ha svolto l’intera sessione di allenamento con il gruppo. Agli ordini del tecnico Luciano Spalletti, Bremer ha partecipato a tutte le esercitazioni, incluse quelle tattiche e la partitella, dimostrando che il ginocchio ha risposto perfettamente al graduale aumento dei carichi di lavoro.

Obiettivo: Rimettere Minuti nelle Gambe

Il rientro in gruppo non è solo un segnale positivo, ma segna l’inizio di una nuova fase. Lo staff tecnico lavorerà per reintrodurlo gradualmente nelle dinamiche di gioco, concedendogli spezzoni di gara sempre più ampi per ritrovare il ritmo partita.

L’obiettivo principale è averlo al 100% come titolare per il cruciale big match contro la Roma del 20 dicembre. Tuttavia, una sua potenziale disponibilità anticipata non è affatto esclusa.

La Chiave Tattica di Spalletti

Il recupero di Bremer è fondamentale non solo per la qualità della difesa, ma per le scelte tattiche di Spalletti. Con il centrale brasiliano di nuovo a disposizione, il tecnico può finalmente mettere da parte le soluzioni di emergenza e schierare la difesa a quattro che ritiene essenziale. Questa mossa tattica permetterà alla Juventus di alzare il baricentro, esercitare maggiore pressione e supportare con più efficacia la manovra offensiva.

Il leader difensivo è tornato: la stagione bianconera può ripartire.

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Fiorentina, come risollevarsi dalla crisi in casa viola? La situazione attuale

Fiorentina, crisi totale. Come bisogna fare per risollevare la situazione. Un coach ha provato a dire la sua

Ultima in classifica, ancora a secco di vittorie e protagonista del peggior avvio della sua storia quasi centenaria: la crisi della Fiorentina sembra senza fine. Per analizzare il momento nero dei viola sul Corriere dello Sport interviene Marco Valerio Ricci, performance coach (o “intagliatore di diamanti”, come ama definirsi) che utilizza la programmazione neurolinguistica e la motivazione scientifica per aiutare gli atleti.


IL PROBLEMA VIOLA «Sembra che non sia una vera e propria squadra ma un insieme di giocatori, tra l’altro anche talentuosi. Ma né Pioli né Vanoli hanno trovato il modo per far scattare la scintilla».


RESETTARE «Si deve fare un reset ripartendo dalle basi. Dallo spirito di squadra, dal capire quali sono le spinte motivazionali di ciascun giocatore. E da lì costruire dei valori condivisi che permettano di essere guidati dall’allenatore verso la performance».

COSA MANCA «Manca un perché comune, una spinta, una guida che permetta ai giocatori di andare tutti nella stessa direzione quando sono in campo».

LE RIPERCUSSIONI DEL RIGORE CONTESO «Esatto, quella scenetta ha avuto delle ripercussioni. Immediate: la squadra è andata in vantaggio ma poi è stata rimontata e infine surclassata».

LEADERSHIP NON RICONOSCIUTA «È vero ma bisogna essere riconosciuti come tali, altrimenti il gruppo non ti segue. Come in questo caso».

IL CASO DZEKO «Sono personalità importanti ma le individualità sono slegate tra loro, non c’è armonia. Il discorso di Dzeko non ha funzionato per questo: non è riconosciuto come leader dallo spogliatoio».

LA ROTTURA CON PIOLI «Palladino era stato bravo a lavorare in continuità con Italiano. Pioli ha voluto dare la sua impostazione e il cambio di valori ha finito per rompere il giocattolo. A quel punto i piccoli equilibri si sono incrinati irrimediabilmente e ora la situazione non si può più sistemare: bisogna ripartire da zero, come fece il Napoli dopo il decimo posto del 2024. Conte è un maestro in questo, basti pensare a cosa è successo dopo Bologna. Resettare fa bene».

SERVE UNA PERSONALITA’ FORTE «Sì, come fu Ibra al Milan nel 2019. Ma anche una bandiera, come Antognoni, o un dirigente forte che porti unità. Non mi è piaciuto quando Vanoli ha detto che non vuole fare lo psicologo dei suoi giocatori: un allenatore è anche questo».

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Real Madrid, crisi totale di Xabi Alonso. Come risollevare la situazione della squadra spagnola? Il punto

Real Madrid, l’allarme è abbastanza chiaro nei confronti di Xabi Alonso. La situazione non lascia dubbi!

Al Real Madrid l’allarme è rosso fisso. La nuova lesione di Éder Militão è un colpo pesantissimo per una difesa già decimata. Il centrale brasiliano, leader della retroguardia, sarà fermo almeno quattro mesi per una rottura del bicipite femorale sinistro con interessamento del tendine. Un infortunio che arriva dopo due anni tormentati da due rotture consecutive del legamento crociato, proprio quando sembrava essere tornato al top.

L’emergenza è totale: su 25 giocatori in rosa, 7 sono infortunati, e ben 6 di questi sono difensori. Carvajal, Alexander-Arnold, Huijsen, Alaba, Mendy e Militão sono fuori: il 60% del reparto arretrato è in infermeria. Una situazione che costringe Xabi Alonso a improvvisare soluzioni tattiche, ulteriormente complicate dai guai fisici di Camavinga e dagli acciacchi di Rüdiger, Valverde e Bellingham dopo il Celta. Anche Mbappé non è al meglio per una frattura a un dito.

La squadra arriva alla sfida cruciale contro il Manchester City di Guardiola groggy fisicamente e mentalmente. La recente sconfitta interna col Celta ha incrinato le certezze: “Siamo tutti arrabbiati. La lesione di Militão ci ha colpito psicologicamente”, ha ammesso Xabi Alonso. Il rendimento è in netto calo: solo due vittorie nelle ultime sette gare. Il distacco dal Barcellona (-4) pesa e la gestione del tecnico è sotto esame, anche se la dirigenza tiene conto della piaga infortuni.

Il dubbio maggiore riguarda lo spogliatoio: quanto il gruppo crede ancora nel progetto di Alonso? A Valdebebas si evita la parola ultimatum, ma la partita col City è determinante. Non solo per il futuro immediato del basco, ma per il clima attorno a lui. Gli elogi si sono trasformati in critiche e già circolano nomi di possibili sostituti (Zidane, Klopp). Il margine di errore per Xabi Alonso è ormai minimo.

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Lukaku è tornato: il centravanti del Napoli ritorna in gruppo e ora Antonio Conte ha un jolly! Il punto

Le ultime in casa Napoli: Lukaku verso il ritorno in campo. Ecco la situazione attuale

In casa Napoli cresce l’attesa per il rientro di Romelu Lukaku, una delle pedine più attese dell’organico azzurro. Dopo mesi complicati e un percorso di recupero lungo e meticoloso, l’attaccante belga è finalmente tornato ad allenarsi in gruppo, segnando un passaggio fondamentale verso il suo ritorno in campo. Per il Napoli questa è una notizia che vale oro, soprattutto in un momento della stagione in cui la squadra ha bisogno di nuove energie e di un riferimento offensivo di peso.

L’ultima apparizione di Lukaku risaliva allo scorso 14 agosto, giorno in cui, durante l’amichevole estiva contro l’Olympiacos, aveva riportato un infortunio che lo aveva costretto allo stop forzato. Da allora, lo staff medico del Napoli ha monitorato ogni fase del suo recupero, con l’obiettivo di riportarlo al massimo della condizione senza correre rischi. Ora, con il suo ritorno in gruppo, il Napoli può finalmente iniziare a programmare il suo impiego in partita.

A confermare le sensazioni positive sono state anche le parole dello stesso Lukaku, che attraverso un messaggio sintetico ma eloquente – “Ci vediamo presto” – ha alimentato l’entusiasmo dei tifosi del Napoli. Il numero di messaggi di sostegno e le reazioni social testimoniano quanto la piazza attenda il suo debutto ufficiale con la maglia azzurra.

Resta ancora incerta la partita del rientro: lo staff tecnico del Napoli valuterà con attenzione quando sarà il momento più opportuno per schierare Lukaku. Quel che è certo è che l’attaccante scalpita e vuole tornare protagonista, pronto a portare la sua potenza, la sua esperienza internazionale e la sua fame di gol al servizio del Napoli.

Il conto alla rovescia è iniziato: per il Napoli e per Lukaku sta per cominciare una nuova fase della stagione.

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Roma, Gasperini suona la carica dei suoi. Nel frattempo il mercato potrebbe lasciare qualche indiscrezione

Roma, il grido di battaglia di Gasperini non lascia dubbi soprattutto in vista del calciomercato

Il Corriere dello Sport dedica un focus al mal di gol della Roma. La filosofia di Gasperini nella Capitale si scontra con la dura realtà: il «voglio recuperare tutti» e il «si può giocare anche senza centravanti» non stanno producendo i frutti sperati. Se l’allenatore sta cercando di smentire la sua fama di integralista valorizzando la rosa a disposizione, l’assenza di un bomber vero e proprio si sta rivelando un limite strutturale. L’esperimento del falso nove, che aveva dato segnali positivi, ora mostra la corda con il calo di forma dei “centravanti tascabili” Baldanzi e Dybala. Emerge così la mancanza non solo di un goleador, ma anche di quell’ala fisica e dal dribbling facile che Gasperini aveva richiesto in estate.

I numeri sono impietosi: nel 2025, i cinque giocatori alternati nel ruolo di prima punta hanno segnato complessivamente solo 18 reti. Dovbyk ne ha realizzate 10, ma con un solo gol tra fine marzo e fine settembre. Ferguson, dopo il lungo infortunio, ha segnato appena due volte in 400 giorni. Baldanzi è a secco da un anno intero. Dybala, condizionato dagli infortuni, ha segnato solo 5 gol in 28 partite, con un digiuno di otto mesi.

La Roma si ritrova così con l’undicesimo attacco del campionato, con soli 15 gol in 14 partite, appena 4 in più dell’ultima in classifica. E non per mancanza di tentativi: la squadra cerca la porta (180 conclusioni, sesto dato in Serie A), ma le serve una media di 12 tiri per segnare un gol. Un’enormità.
Il gioco di Gasperini ha finora mascherato queste carenze, ma il campionato sta inesorabilmente portando a galla i problemi. La zona Champions, difesa con i denti dal quarto posto, è ora l’obiettivo minimo, mentre i sogni di gloria cullati per settimane sembrano allontanarsi, dissolti dalla mancanza di cinismo sotto porta.

Napoli, Oriali si racconta: «Addio ai nerazzurri? Io sarei rimasto, l’Inter è la mia seconda pelle! Su Mourinho e Conte dico questo»

Napoli, Lele Oriali: «Addio ai nerazzurri? Sarei rimasto, l’Inter è la mia seconda pelle! Su Mourinho e Conte…». Tutte le parole

Lele Oriali, una vita da mediano (con classe) dentro e fuori dal campo. A 73 anni, la sua storia nel calcio è un intreccio di ricordi, trionfi e legami profondi. Lisbona e la sfida tra Benfica e Napoli diventano l’occasione per riabbracciare José Mourinho, l’uomo con cui ha condiviso il biennio magico del Triplete all’Inter. Oggi Oriali è al fianco di Antonio Conte al Napoli, ma il rapporto con lo “Special One” rimane unico, così come il suo ruolo di equilibratore e “psicologo” dello spogliatoio. Ecco la sua intervista a La Gazzetta dello Sport.


COSA SUCCEDERA’ ALL’INCONTRO CON MOURINHO «Sorridere. Abbracciarsi. Ricordare. Ci sono partite che non sono eguali alle altre: io quelle con l’Inter non vorrei mai giocarle; e queste con Mourinho lasciano puntualmente qualcosa. Per José, lei non è Lele ma Gabriele. In due mi chiamano Gabriele, mia madre e José. Non so perché, gli piace e piace anche a me. Per tutti sono Lele, amichevolmente, confidenzialmente o anche no».
MADRID 2010 «Si tocca uno dei punti più alti della carriera, la Champions è il sogno di tutti. L’Inter quell’anno riuscì nell’impresa di vincere il Triplete. Ma lo sapevo… Erano un paio di mesi che sui giornali girava voce dell’addio di José. E una sera, senza violare la riservatezza, ci trovammo a parlarne. Io gli buttai giù una battuta – lo sai che se vai via, cacciano me – e lui sereno, padrone del momento: Gabriele, non pensare a quello che sarà, qui stiamo scrivendo la storia e ci riusciremo. Promessa mantenuta».
BENFICA-NAPOLI PER MOU «Stadio fantastico per il Benfica e infernale per noi e per qualsiasi avversario. Lui sa sempre dove mettere le mani per fronteggiare le difficoltà. Già lo immagino, mentre si ingegna dopo averci analizzato».
MOURINHO E CONTE «Parliamo di fuoriclasse della panchina. Di allenatori che sanno caratterizzare le proprie squadre sino a conquistarne l’anima: per Mourinho e per Conte i calciatori si lancerebbero nel fuoco e non è un modo di dire. Dentro i tecnici, ci sono valori umani forti. Sono “oltre”, mi creda. Il carattere è un dono per chi ce l’ha e sia Mou sia Conte lo mettono a disposizione dei club e delle squadre».
IL RUOLO DI ORIALI: PSICOLOGO «Mi ritrovo nella definizione. Porto con me l’esperienza, alla mia età so quando tacere e quando parlare, cosa dire. Diciamo che rifletto fuori ciò che ero in campo: un equilibratore».
L’ADDIO ALL’INTER «Boh! Io sarei rimasto, l’Inter è la mia seconda pelle, so che con l’Inter ho vinto otto dei dieci scudetti della seconda stella. Faccia lei!».
IL PODIO DELLE GIOIE «Premessa: il Mondiale dell’82 e l’Europeo con la Nazionale di Mancini sono fuori concorso. Ma mi viene facile allestire il mio podio: primo posto, lo scudetto dell’Inter del ‘71, ero poco più di un bambino. Poi il Triplete, per tante umane ragioni. E terzo il titolo dell’anno scorso a Napoli, dove Antonio ha reso possibile un sogno irrealizzabile. E ripenso alla sfilata, ai colori e ai profumi della città, al quotidiano con questa gente meravigliosa».
L’ARRIVO A NAPOLI «Mi chiama Antonio e mi dice: dai, vieni. Io sto sopra ai 70, sono sempre stato a casa. Mi sembra troppo staccarmi. E quindi convoco moglie e figlie, spiego e dico: che faccio? Mi hanno messo le valigie davanti alla porta. Ma Napoli da cittadino che la vive è stata una scoperta straordinaria. Stare qua è fantastico».
MADRID «La finale con la Germania, quella con il Bayern, due momenti epici. Racconto una cosa, prima della sfida con il Brasile: Bearzot, non solo un gentiluomo ma uno studioso, chiama me e Gentile. Mi affida Zico e dà Eder a Claudio. Io sto due giorni a vedere tutto quello che si poteva di Zico e poi, mentre ci stiamo avviando in campo, viene da noi due: ho ripensato, ho osservato, che dite se cambiamo».

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Juve Pafos, l’allenamento della vigilia dei bianconeri di Spalletti: le ultimissime dalla Continassa – VIDEO

Juve Pafos, rifinitura alla Continassa alla vigilia del sesto appuntamento di Champions League 2025/26 – VIDEO

Vigilia di Champions in casa Juve: domani i bianconeri sfidano il Pafos nel sesto appuntamento europeo della stagione. La squadra di Luciano Spalletti dopo la vittoria contro il Bodo/Glimt, cerca conferme in Europa e la conquista di un posto nei playoff.

Questa mattina, alle 12.30, la Juventus è scesa in campo alla Continassa per la rifinitura pre‑match. Juventusnews24 ha seguito LIVE la seduta con foto e video.

LEGGI GLI AGGIORNAMENTI SULLA VIGILIA DEI BIANCONERI SU JUVENTUSNEWS24

Pafos, parla il ds Giaretta: «Abbiamo perso solo una partita, ma contro il Bayern Monaco. Continuiamo a coltivare un sogno. Sulla Juve…».

Pafos, il direttore sportivo Giaretta svela: «Abbiamo perso solo una partita, noiontinuiamo a coltivare un sogno. Sulla Juve dico questo»

La Juventus affronterà domani sera il Pafos allo Stadium per la sesta giornata di Champions League. A Tuttosport ha parlato il suo direttore sportivo, Cristiano Giaretta, che ha offerto un quadro del suo club e del calcio cipriota.

IL SOGNO PAFOS ALLO STADIUM «Noi continuiamo a coltivare un sogno, con la consapevolezza di quanto sia però complicato. Certo, vedere la mia squadra giocare all’Allianz Stadium fa pensare a quanto tutto sia quantomeno improbabile».

AMBIZIONE E FIDUCIA IN CHAMPIONS «Sì, e vogliamo performare. Abbiamo perso soltanto una partita, ma contro il Bayern Monaco: ecco, mi sembra che ci possano perdere in tanti. Poi abbiamo vinto contro il Villarreal e totalizzato tre pareggi. In due partite siamo stati in 10. Sì, c’è fiducia».

IL SIGNIFICATO DELLA SFIDA ALLA JUVE «La prenderemo con il massimo impegno per fare bella figura, ma anche per capire dove siamo. Questa Champions ci serve per creare delle fondamenta forti, così da stabilizzarci in Europa».

L’IPOTESI PLAYOFF «Sarebbe qualcosa di davvero enorme. Faccio fatica solamente a pensarci. Qualche anno fa non sarebbe stato minimamente immaginabile…».

LA CRESCITA DEL CALCIO CIPRIOTA E DEL PAFOS «Abbiamo portato il calcio di alto livello a Pafo. E in generale il calcio di quest’isola è arrivato in tanti parti d’Europa. Ricordo la partita di Firenze, ad esempio. E già aver portato la squadra in Italia è stata fonte di grande orgoglio. Cresce molto. Adesso abbiamo tre squadre in Europa. E abbiamo diversi stranieri, su tutti diversi allenatori: hanno alzato il livello, l’hanno reso importante. Anche da noi, io sono arrivato due anni fa e il Pafos era un punto di domanda. Nel senso che non aveva vinto nulla. Abbiamo aumentato il livello della squadra velocemente: era da vincere subito, ci stiamo riuscendo. Ora serve mantenere quel tipo di livello e considerazione».

IL COLPO DAVID LUIZ «Le garantisco che quando sono arrivato era difficile convincere qualsiasi giocatore. Figuriamoci un calciatore come David Luiz. Toccava intanto convincerli dell’occasione a Cipro, poi al Pafos. Abbiamo una proprietà lungimirante, però. Nella loro strategia hanno cercato di convincere dirigenti di alto livello, così da attrarre dei professionisti di valore. Questi riconoscono la professionalità e il progetto. Poi qualche connessione importante con i procuratori non fa certamente male. Volevamo essere ambiziosi e mettere esperienza nel bagagliaio, anche per la competizione. L’idea David Luiz nasce così: serviva un giocatore importante, ma non potevamo attrarre il Vlahovic di turno. David ha dato apertura sin dall’inizio al progetto, che era molto vantaggioso dal punto di vista personale. Ho visto che l’atleta era ancora di livello: il fatto che stesse bene era la base di partenza».

I TALENTI DELLA ROSA «Devo dire che abbiamo alcuni elementi davvero interessanti. Luckassen è un giocatore da Serie A e il suo passato è abbastanza eloquente. Joao Correia è forte, c’è Quina che arriva da Udine e sta diventando determinante. Lo stesso Dragomir si sta conquistando la Nazionale. E a tal proposito, oggi ne abbiamo 8 in giro per le varie selezioni: se ci penso, è una roba davvero fuori dal comune per un piccolo club come il nostro. Le dico Dimata, anche per la carriera che ha avuto: non si è visto questo grande impatto, ma sono fiducioso per il futuro, arriverà al suo livello».

ORSOLINI CEDUTO DALL’ASCOLI ALLA JUVE «E fu una grande cessione: ci avevano visto lungo, poi non se n’è fatto nulla. Ma Riccardo è ancora di quel livello lì, è solo esploso più tardi. È che all’inizio non è mica facile, però le qualità si vedevano. Tornando ai dati: Orsolini in quelli fisici è una bestia, è un giocatore che è a quel livello lì».

SPALLETTI E LA JUVENTUS «Io mi aspetto che Luciano trovi la chiave giusta per dare un’identità a questa squadra. Ecco, spero solo riesca a farlo dopo la partita contro di noi… Se avessi dovuto affidare un top club a un allenatore allo stesso livello, avrei optato anch’io per Spalletti. Sì, è la persona giusta. Purtroppo per i tifosi c’è bisogno di tempo. E alla Juve non c’è mai. Credo stia lavorando sodo per trovare la chiave di ogni giocatore: il suo obiettivo è migliorarli singolarmente per avere una squadra più forte. Certo, se aumenta del 20% la qualità di tutti, allora la Juventus torna a fare la Juventus. In questo mi aspetto dei miglioramenti».

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Arbitro quindicenne aggredito: un’altra domenica di follia nel calcio giovanile, la ricostruzione

Arbitro quindicenne aggredito, violenza sui campi Under 16: un’altra domenica di follia nel calcio giovanile, ecco cosa è successo

La Gazzetta dello Sport oggi dedica un approfondimento a quella che è stata un’altra domenica di ordinaria follia sui campi di calcio giovanile. La vittima questa volta si chiama Nicola, un arbitro di appena quindici anni, brutalmente aggredito al termine di una partita del campionato Under 16 tra Ginosa ed Hellas Laterza, nel Tarantino. Un episodio di violenza inaccettabile che ha spinto l’Associazione Italiana Arbitri (Aia), con il consenso dei genitori del ragazzo, a un gesto forte: pubblicare online le foto delle conseguenze dell’aggressione. Viso tumefatto, un occhio pesto e una gamba gonfia: immagini shock per mostrare a tutti la realtà di una piaga che non accenna a placarsi.


L’aggressione è avvenuta a gara conclusa, mentre Nicola rientrava negli spogliatoi. Secondo le ricostruzioni, un calciatore sedicenne della squadra ospite (l’Hellas Laterza), precedentemente sostituito, ha colpito il direttore di gara con pugni al volto e un calcio. Il giovane arbitro è stato immediatamente trasportato al pronto soccorso di Ginosa per le cure del caso e dimesso in serata.


Immediate e dure le reazioni. L’Hellas Laterza ha subito messo fuori rosa il responsabile, definendo il gesto “intollerabile, inqualificabile e radicalmente contrario ai valori di rispetto, lealtà e sportività” del club. Il presidente dell’Aia, Antonio Zappi, ha alzato la voce: «L’Aia mai resterà inerme davanti a uno scempio che continua… Chi non prova vergogna per tutto questo manca di rispetto anche verso sé stesso, e il silenzio diventa complicità». Zappi ha parlato di «grido di dolore» proveniente dalla base associativa e ha annunciato che nei prossimi giorni verranno valutate “azioni” di risposta per dire «definitivamente basta a questa vergogna, che rappresenta una vera umiliazione per il calcio italiano».


Ora si attendono i provvedimenti della giustizia sportiva e di quella ordinaria, che ha aperto un’indagine sull’accaduto. Ma le immagini del volto tumefatto di Nicola restano un monito indelebile sulla deriva violenta che troppo spesso inquina il calcio, anche quello dei più giovani.

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Infortunio Leao, tutti preoccupati in casa Milan dopo ieri. La situazione non lascia dubbi

Infortunio Leao, cresce la preoccupazione in casa Milan: stagione 2025 a rischio?

L’Infortunio Leao è diventato in poche ore il tema dominante dell’ambiente rossonero. La vittoria contro il Torino è stata infatti oscurata dal momento in cui l’attaccante portoghese si è fermato, toccandosi la parte superiore dell’adduttore destro e chiedendo immediatamente il cambio. Un gesto che ha allarmato lo staff tecnico e i tifosi, riaccendendo il timore di un nuovo problema muscolare in un periodo particolarmente delicato della stagione.

Le prime sensazioni che filtrano da Milanello non sono incoraggianti. Sebbene si attenda l’esito degli esami strumentali nelle prossime 24-48 ore, la paura principale è che l’Infortunio Leao possa essere più serio di una semplice contrattura o di un affaticamento. L’ipotesi di uno strappo muscolare viene affrontata con cautela, ma non è esclusa, e questo scenario cambierebbe radicalmente le prospettive del giocatore per il finale dell’anno solare.

Nel caso in cui la diagnosi confermasse una lesione importante, il 2025 sportivo di Leao sarebbe virtualmente concluso. Un rientro lampo appare difficilmente realizzabile quando si parla di un danno muscolare di entità significativa, e la possibilità di rivedere il portoghese in campo solo a gennaio diventerebbe la più probabile. A Milanello si fanno già i primi conteggi, perché perdere un elemento cardine come Leao in un momento cruciale della stagione equivarrebbe a un duro colpo sia per il gioco della squadra sia per le ambizioni in campionato.

L’Infortunio Leao arriva inoltre in una fase in cui il Milan aveva trovato continuità e fiducia. Per questo, l’attesa del bollettino medico è accompagnata da un clima di forte apprensione: una diagnosi negativa potrebbe rallentare la corsa Scudetto proprio quando i rossoneri sembravano aver ritrovato compattezza e qualità nelle prestazioni.

Non resta che aspettare gli esami e sperare che l’Infortunio Leao sia meno grave del previsto. L’intero mondo Milan trattiene il fiato.

Doni ricorda: «Roma casa mia! Dovevo firmare per quella squadra, ma è successo questo»

Doni, ex portiere della Roma, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione sul suo periodo in giallorosso

Alexander Marangon, per tutti Doni, è stato il portiere della Roma per sei stagioni (2005-2011), collezionando 150 presenze e vincendo due Coppe Italia e una Supercoppa. Oggi vive in Florida, dove è diventato un imprenditore di successo nel settore immobiliare e sportivo con la sua azienda “D32invest”. Costretto al ritiro da un problema cardiaco, Doni non ha dimenticato i suoi anni giallorossi, raccontandoli a La Gazzetta dello Sport.

UNA NUOVA VITA DA IMPRENDITORE «Dopo il calcio ho studiato tanto e ho aperto una serie di attività. Vivo in Florida dal 2017, ma per lavoro giro in tutto il mondo. Ho anche un centro sportivo legato alla scuola calcio della Roma, una palestra, un’agenzia di gestione di atleti e tante attività nel settore immobiliare. Abbiamo costruito più di tremila case. In più, ho pure aperto un parco divertimenti con il mio ex compagno Fabio Simplicio».

L’AFFARE BRESCIA SFUMATO «Sì, la trattativa era stata avviata. Io facevo parte di un gruppo d’investimento e l’idea mi piaceva molto. Ma ci sono state un po’ di dinamiche interne che ci hanno portato a non concludere l’affare. Peccato».

ROMA NEL CUORE «La considero casa. Mi sono innamorato della città non appena ho visto il Colosseo. Poi la Roma, i tifosi, l’Olimpico. Un sogno».

L’ESORDIO NEL DERBY «Era il 23 ottobre 2005, pareggiammo 1-1. Io non avevo mai giocato prima in Serie A, fu incredibile esordire in una partita così. Avevo 26 anni, mi passò davanti tutto il percorso fatto fino a quel momento».

SPALLETTI IL MIGLIORE «Sì. Un genio. Luciano è una persona vera, diretta. Ti dice le cose in faccia. Poi era meglio non farlo arrabbiare, poteva pure prenderti a schiaffi. Quando urlava faceva tremare i muri di Trigoria…».
DIVERTIMENTO «Eccome. Avevamo un supergruppo, composto da tanti brasiliani. In spogliatoio ogni giorno ne succedeva una. Quanto abbiamo riso con Totti e De Rossi. Francesco era un fenomeno, in campo e fuori. Era sufficiente uno sguardo per infonderci sicurezza. È un brasiliano mancato, ha colpi che ho visto fare solo a Ronaldinho e Kakà, con cui ho giocato in nazionale. Poi, però, uscivamo ed era uno show continuo. Una sera offrì mille euro a un cameriere per passare vicino ai tavoli, saltare in piscina in mutande e urlare come Tarzan battendosi il petto. Ancora mi viene da ridere se ci penso».
LE CALUNNIE DELLE RADIO ROMANE «È una piazza stupenda, che ha però spigolature e difetti. Per esempio, le radio. Negli anni ho sentito tante cose non vere su di me: dicevano che causavo problemi in spogliatoio, che volevo andare via, che non ero un professionista serio. Tutte cazzate. Per fortuna potevo contare su un gruppo squadra stupendo che mi ha sempre sostenuto. Lo disse anche De Rossi in un’intervista. Chiese di smetterla di inventarsi storie false…».
RANIERI «Preferisco non parlarne, non ho tanto da dire. Per me quella fu una stagione complicata, giocai poco. Io e il mister, però, non abbiamo mai avuto un rapporto».
LA CONVOCAZIONE IN NAZIONALE E L’EMARGINAZIONE «Io stavo bene e non mi sentivo di rinunciare alla chiamata della nazionale: in estate c’era il Mondiale. Sono tornato e nessuno mi ha più considerato. Facevo il quarto portiere, mi allenavo a parte. Non mi è stata mai data una spiegazione».
L’OFFERTA DELLA JUVE «Sì, due volte. Una dopo il primo anno in Italia, un’altra dopo la mia esperienza al Liverpool. I bianconeri cercavano un vice Buffon, sarei andato lì a giocarmi il posto. Nel 2006 mi voleva anche il Barcellona di Eto’o e Messi. Ero uno dei portieri del Brasile, ci sta che mi cercassero le grandi europee. Io, però, volevo giocare sempre e a Roma stavo davvero bene».

Infortunio Bremer, il difensore bianconero quando rientrerà? La situazione in casa Juve

Infortunio Bremer: finalmente buone notizie per la Juventus. Il brasiliano pronto al rientro, Rugani in recupero

L’infortunio di Bremer ha rappresentato uno dei problemi più pesanti per la Juventus nelle ultime settimane, costringendo Luciano Spalletti a rivedere completamente la struttura difensiva tra soluzioni d’emergenza e adattamenti forzati. Ora, però, dalla Continassa arriva un segnale incoraggiante: il centrale brasiliano è ormai vicinissimo al ritorno in gruppo e la sua presenza in squadra potrebbe tornare già nell’immediato.

Bremer, fermo dallo scorso 27 settembre a causa della lesione al menisco, ha infatti accelerato la fase di recupero, bruciando le tappe e rispondendo in modo eccellente ai carichi di lavoro individuali. Il suo rientro in campo, atteso da settimane, è diventato una prospettiva concreta. Il difensore dovrebbe tornare ad allenarsi con i compagni già nelle prossime ore, un passo decisivo verso la definitiva risoluzione dell’infortunio Bremer.

L’obiettivo, a questo punto, è chiaro: provare a rientrare nella lista dei convocati per la sfida di campionato contro il Bologna. Difficilmente il tecnico lo rischierà dal primo minuto, ma anche una semplice presenza in panchina sarebbe un segnale fondamentale per la squadra, oltre che un’iniezione di fiducia per tutto l’ambiente bianconero, che ha pagato l’assenza contemporanea di Gatti, Rugani e del brasiliano.

Se la situazione legata all’infortunio di Bremer appare ormai in dirittura d’arrivo, arrivano notizie incoraggianti anche riguardo Daniele Rugani. Il difensore italiano sta seguendo un percorso di recupero positivo, pur con tempistiche leggermente più lunghe. Il suo rientro dovrebbe avvenire in concomitanza con il big match contro la Roma del 20 dicembre, partita che potrebbe segnare la completa ricostruzione della linea difensiva bianconera.

Con il graduale rientro dei suoi uomini chiave, Spalletti potrà finalmente mettere da parte le soluzioni provvisorie e riprendere il lavoro sul modulo a quattro, la struttura tattica su cui punta per consolidare il futuro della Juventus. La fine dell’infortunio Bremer e il recupero di Rugani rappresentano quindi una doppia boccata d’ossigeno per una squadra che, tra campionato e coppe, entra ora nella fase più delicata della stagione.

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Juventus Women, una vittoria potrebbe avvicinare le giovani bianconere a quel traguardo!

Juventus Women, già segnato il destino delle bianconere? La situazione non lascia alcun dubbio su di esse

Classifica alla mano, il destino europeo della Juventus Women è tutto nelle sue mani. Alla vigilia della quinta giornata della fase a gironi della Women’s Champions League, le bianconere sono a un passo dal primo obiettivo stagionale: un posto ai playoff (dal 5° al 12° posto). Ma la squadra di Max Canzi non si accontenta e guarda anche più in alto, ai primi quattro posti che valgono l’accesso diretto ai quarti di finale.

Per alimentare questo sogno, serve una vittoria oggi (ore 18.45, diretta Disney+) in casa del St. Pölten, ultimo con un solo punto. Un successo permetterebbe alla Juve (attualmente a 7 punti) di presentarsi all’ultima sfida all’Allianz Stadium contro il Manchester United (quinto a +2) con la possibilità di giocarsi il tutto per tutto. “Fino a quando potremo mirare in alto noi lo faremo”, ha confermato Canzi, sottolineando l’eccellente percorso europeo finora, macchiato solo da qualche punto perso nei minuti finali contro Bayern e Lione.

Il tecnico non sottovaluta le austriache, che hanno ancora una residua speranza di qualificazione, e si aspetta una gara complicata in cui serviranno «coraggio ed equilibrio». La Juve, però, parte favorita e con la rosa quasi al completo (assente solo Moretti). Canzi ha diverse soluzioni tattiche: a centrocampo Wälti potrebbe essere affiancata da Schatzer e dall’esperienza di Pinto; in attacco si prevede una staffetta tra le punte, come già visto contro la Roma; in difesa Kullberg e la riposata Calligaris si candidano per una maglia, con Carbonell e Bonansea punti fermi.

I tre punti in Austria sono fondamentali per blindare i playoff e trasformare l’ultima gara contro lo United in una passerella per sognare l’impresa dei quarti diretti, coronamento di un cammino europeo fin qui esaltante.

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Yildiz, una grande risorsa per la Juve. Quanto sta migliorando l’attaccante in bianconero? Il punto

Yildiz, una grande risorsa in casa Juve. Come sta migliorando in attacco la giovane stella bianconera

Il Corriere dello Sport dedica una pagina al caso che più fa discutere in casa bianconera. Nel caos tattico e nell’incertezza che avvolge la Juventus, secondo la testata romana una sola stella brilla di luce propria: Kenan Yildiz.

Ala sinistra, trequartista, falso nove: ovunque lo metta Tudor, il classe 2005 è l’unica certezza di una squadra che sembra aver smarrito la bussola. Se a inizio stagione il 3-4-2-1 sembrava il modulo definitivo, con il solo dubbio del centravanti, ora ogni ruolo appare in discussione, difesa inclusa.Yildiz è il trascinatore, l’uomo a cui la Juve si aggrappa.

E la sua assenza pesa come un macigno: contro il Napoli, la sua sostituzione alla mezz’ora della ripresa (insieme a quella di Conceição) è stata seguita, due minuti dopo, dal gol decisivo di Højlund che ha condannato i bianconeri. Una coincidenza? Forse, ma emblematica di quanto la squadra dipenda dal suo numero dieci.

Mentre da falso nove non ha convinto, Yildiz ha dato il meglio di sé quando supportato da una punta vera come David (in crescita, ma non ancora al top), godendo della libertà di svariare su tutto il fronte offensivo, partendo preferibilmente da sinistra.

Non è un caso che il suo gol al Maradona sia nato proprio da un taglio centrale e da una conclusione chirurgica sul palo lontano (terza rete nelle ultime due gare).

È costantemente al centro delle azioni più pericolose, l’unico capace di accendere la luce.La speranza è che Zhegrova e Conceição ritrovino presto la condizione migliore per alleggerire il peso delle responsabilità sulle spalle del giovane turco, ormai sistematicamente raddoppiato dagli avversari consapevoli che fermare lui significa, spesso, fermare l’intera Juventus.

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Napoli, rivoluzione totale da parte di Antonio Conte che ora ha in mano la squadra. La situazione non lascia dubbi!

Napoli, completamente rivoluzionato il club partenopeo grazie ad Antonio Conte. Il punto

È un Napoli trasformato quello che si appresta ad affrontare il Benfica in Champions League. La Gazzetta dello Sport sottolinea tre dimensioni del nuovo status raggiunto dalla squadra. La dialettica, la convinzione e i risultati parlano chiaro: la squadra di Conte ha superato il momento critico, ricompattandosi nelle difficoltà e ritrovando una sicurezza smarrita. Le vittorie contro Atalanta, Roma e Juventus hanno segnato un confine netto, dimostrando una forza mentale e fisica sorprendente, capace di andare oltre un’emergenza infortuni che continua a privare il tecnico di pilastri fondamentali.

Il ritorno in vetta alla Serie A e il nuovo slancio europeo sono la conseguenza diretta di questa rinascita. Il messaggio di Conte è forte e chiaro: «Non abbiamo paura di niente e di nessuno». Ora sono le rivali a dover temere un Napoli che corre, lotta e, soprattutto, ha ritrovato il piacere di attaccare.

Per la sfida del Da Luz, Conte confermerà il 3-4-2-1 che ha ridato equilibrio e pericolosità. Davanti al muro difensivo composto da Beukema, Rrahmani e Buongiorno, e con Milinkovic tra i pali, la squadra cercherà di invertire il trend negativo in trasferta in Europa (quattro sconfitte consecutive). L’obiettivo è dimenticare il pesante 6-2 di Eindhoven, ormai considerato preistoria da un gruppo che ha cambiato pelle.

L’uomo chiave sarà David Neres, il grande ex della sfida, pagato 30 milioni e ora diventato imprescindibile. Il brasiliano, protagonista assoluto nelle ultime gare con gol e giocate decisive, guiderà l’attacco insieme a Lang, alle spalle di Hojlund. La sua esperienza internazionale sarà fondamentale in uno stadio che lo ha amato e poi rimpianto.

A centrocampo, l’emergenza continua. Scott McTominay, unico superstite dei titolari, dovrà stringere i denti nonostante qualche acciacco, affiancato da Elmas. Sulle fasce, Di Lorenzo è intoccabile a destra, mentre a sinistra è ballottaggio tra Olivera (favorito ma non al meglio) e Spinazzola. In recupero Gutierrez, che potrebbe essere convocato. Contro il Benfica di Mourinho, il Napoli si gioca una fetta importante di qualificazione ai playoff e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

San Siro, come dovranno comportarsi Inter e Milan visto l’abbandono dell’impianto? La situazione non lascia dubbi

San Siro, come si dovranno comportare Inter e Milan? La situazione non lascia alcun dubbio

L’inizio del 2026 vedrà lo stadio Giuseppe Meazza chiudere temporaneamente le porte al calcio giocato. L’impianto di San Siro, infatti, sarà il teatro della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, in programma il 6 febbraio, obbligando Inter e Milan a cercare sedi alternative per i propri impegni.

Se i rossoneri guidati da Allegri hanno pianificato una trasferta oceanica in Australia per disputare il turno di campionato contro il Como, i nerazzurri sembrano orientati verso una soluzione a chilometro zero per il loro quarto di finale di Coppa Italia. La partita secca, che vedrà la squadra di Chivu opposta a una tra Roma e Torino (il 4 o l’11 febbraio), si disputerà con ogni probabilità all’U-Power Stadium di Monza.

L’impianto brianzolo, situato a breve distanza da Milano, è già la casa abituale dell’Under 23 nerazzurra allenata da Stefano Vecchi. Sebbene il calendario non sia ancora stato ufficializzato, questa opzione appare la più logica e comoda dal punto di vista logistico. L’unico “prezzo” da pagare per questo trasloco forzato sarà la capienza ridotta: i 17.102 posti dello stadio di Monza rappresentano un compromesso inevitabile, ma accettabile, per questa singola occasione.

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Tacconi racconta: «Quanti ricordi alla Juve. Di Agnelli ricordo questo e sono innamorato tanto di quel portiere»

Stefano Tacconi ha voluto raccontare quella che è stata la sua esperienza alla Juve

Eroe di Tokyo, portiere saracinesca di una Juventus leggendaria capace di vincere ogni trofeo. Stefano Tacconi, a quarant’anni di distanza da quella storica Coppa Intercontinentale dell’8 dicembre 1985 contro l’Argentinos Juniors, decisa dai suoi due rigori parati, si racconta a Tuttosport.

COME STA OGGI «Tiriamo avanti, ancora con una stampella. Platini, Cabrini e Brio mi hanno preso un po’ in giro. Ormai quasi tutti sono messi come me, ma è l’età. Non possiamo tornare indietro, del resto».

ORGOGLIOSO DEL MIO PERCORSO «Ma certo. Ho vinto tutto quello che c’era da vincere, non mi è davvero mancato nulla».

IL NUOVO TACCONI «Mi piace tanto Carnesecchi dell’Atalanta. Sì, lui mi somiglia parecchio. Sarebbe bello vederlo alla Juve un giorno».

L’INSOSTITUIBILE DELLA SUA JUVE «Dico Cabrini: era veramente un valore aggiunto per tutti noi. Quando doveva parlare, non si fiatava. È stato un grande uomo spogliatoio, per me il numero uno».

IL MIGLIORE A TOKYO «Dopo di me sicuramente Platini. E infatti venne premiato come miglior giocatore, gli diedero una Toyota come premio. Gli dissi che doveva dividerla con me per i due rigori parati, ma non mi fece mai salire. Speravo che almeno mi intestasse una parte della macchina, quel pirla, invece si è tenuto tutto».

RIVEDERE LE ROI ALLA CONTINASSA «Dimagrito, ma non ha più la tartaruga. Anzi, in verità non l’ha mai avuta (ride, ndr). Scherzi a parte, l’ho visto proprio bene. Manca nel calcio un personaggio come lui. Manca il suo carisma, ma soprattutto la sua classe».

IL RUOLO DEL TRAP «Era come un maestro che gestiva la classe. Ci dava spiegazioni, sapeva essere chiaro, è stato un grandissimo psicologo con noi. Ha creato lui l’unione di spogliatoio. E poi tatticamente era molto avanti per l’epoca, è l’unico ad aver fermato Pelè da calciatore, significa che aveva un’intelligenza superiore».

EROE AI RIGORI «Prima della festa, che però non fu indimenticabile, ricordo di essere stato contento di andare ai rigori. Mi sentivo forte, avevo studiato i loro rigoristi e sognavo di essere l’eroe di quella partita. Ero persino contento quando hanno annullato il gol a Platini: mi sentivo vincente e sicuro quel giorno».

L’ARRABBIATURA DI TRAPATTONI IN GIAPPONE «Trapattoni era incazzato nero perché eravamo tutti nello stesso albergo. Era tutto strano, poco europeo, tutto molto lontano dai nostri canoni tradizionali. Però almeno non abbiamo giocato tra giugno e luglio come quest’anno».

IL VOLO DI RITORNO IN ECONOMY «Eravamo un po’ arrabbiati perché viaggiavamo in economy. Con noi però c’era Edoardo Agnelli: è stata una bella compagnia la sua».

IL REGALO DELL’AVVOCATO AGNELLI «Ci fece trovare un orologio Patek Philippe per giocatore. Un regalo di grande pregio, con i nostri nomi. Sapeva fare dei grandi regali, non lo dimentico. Era la rappresentazione vivente dell’eleganza, dello stile. Un uomo non replicabile».

L’EREDITÀ DI QUELLA JUVE «Tanta gratitudine per il passato. E poi la sensazione di essere stato un vincente. Di essere stato da Juve, sempre».

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Salah ritorna in Serie A? Quel club potrebbe tentare il grande colpo per rinforzare l’attacco

Salah alla Juventus: sogno, realtà o puro fantamercato? Il caso con Slot riapre lo scenario

Salah alla Juventus è un sogno o semplice fantamercato? La frattura tra il fuoriclasse egiziano e l’allenatore del Liverpool, Arne Slot, ha scatenato speculazioni in tutta Europa, soprattutto in relazione a un possibile clamoroso ritorno dell’attaccante in Serie A. L’esclusione di Salah dai convocati per la sfida di Champions League contro l’Inter ha alimentato l’idea che il suo ciclo ad Anfield, iniziato nel 2017, possa concludersi prima della scadenza naturale del contratto, fissata al 2027.

L’ingaggio di Salah: un ostacolo proibitivo per la Serie A

Se il costo del cartellino potrebbe diventare sorprendentemente accessibile – Salah ha 33 anni e gli resta un solo anno e mezzo di contratto – il vero problema riguarda lo stipendio. Salah percepisce infatti 24 milioni di euro netti a stagione, una cifra fuori scala per i parametri attuali della Juventus e, più in generale, per qualsiasi club della Serie A.
In realtà, sono pochissime le società al mondo in grado di avvicinarsi a un ingaggio del genere: persino i top club europei fanno fatica a sostenere costi così elevati per un calciatore nella fase finale della carriera.

Salah e la Serie A: suggestione affascinante, ma poco realistica

Per questo motivo, l’ipotesi di rivedere Salah in Serie A, campionato in cui ha brillato con le maglie di Fiorentina e Roma, appare più come una suggestione che come una possibilità concreta. La Juventus, pur avendo bisogno di un grande colpo offensivo, non può permettersi una simile operazione, né sul piano economico né su quello gestionale.

Futuro già scritto? L’Arabia Saudita in pole

Alla luce di numeri e scenari, la destinazione più plausibile per Salah resta l’Arabia Saudita. Il campionato saudita è l’unico in grado di garantire allo storico numero 11 del Liverpool uno stipendio paragonabile a quello attuale.
Per i tifosi italiani, quindi, il ritorno di Salah in Serie A rimane un sogno affascinante, ma difficilmente realizzabile.

Arbitro Torino Milan, il giudizio nei confronti dell’arbitro Chiffi dopo ieri sera

Arbitro Torino Milan, come giudicare l’arbitro Chiffi durante il match

5,5: è questo il voto dell’arbitro Chiffi, che ha diretto Torino-Milan, secondo La Gazzetta dello Sport. La motivazione è la seguente: «Valuta con logica (e vicinanza) la genesi del 2-0 e con inflessibilità il contatto fra Pedersen e Saelemaekers prima del tiro di Adams».

L’analisi della sua partita è la seguente: «All’8’ movimento ad uscire e verso la palla del braccio di Tomori: rigore in diretta, ok. Al 17’, prima del gol di Zapata contrasto Tameze-Nkunku: Chiffi è a un metro, lieve. Al 38’, Zapata rischia il giallo su Rabiot. Al 15’st, giusto il solo giallo ad Anjorin. Al 20’st, Nkunku giù in area, contatto light. Adams in gol, azione annullata, Chiffi valuta falloso Pedersen che cinge Saelemaekers: mima la spinta a due mani che invece c’è solo al 36’st, stessi protagonisti in duello sulla fascia sinistra».


Tuttosport è di un altro parere e attribuisce la sufficienza con un 6: «Non ha dubbi nell’assegnare il rigore al Torino: è ben posizionato e vede bene il tocco di mano di Tomori. Grazia Lazaro dal secondo giallo». L’ex arbitro Calvarese offre questa disamina della condotta di gara del direttore di gara: «Torna in campo Chiffi dopo Bologna-Napo li. Il veneto ritrova il Torino per la prima volta da marzo, in una partita ricca di episodi ma corretta. Il primo momento clou della partita arriva dopo pochi minuti, con il fallo di mano – molto evidente – di Tomori nel tentativo di anticipare Adams. Il braccio è decisamente largo e Chiffi non ha dubbi: giusto il penalty per la squadra di Baroni. Regolare anche il gol di Zapata: troppo leggero il contatto tra Nkunku e Tameze a inizio azione. Corretta pure la decisione di ammonire Maignan, che eccede con le proteste. In apertura di secondo tempo, decisamente troppo poco il contatto tra Coco e Loftus-Cheek per un penalty: fa bene Chiffi a lasciar giocare.

Eccessivo il giallo per Lazaro pochi minuti più tardi per il fallo su Saelemaekers: la difesa è schierata e non si può parlare di azione promettente. Corretta, invece, l’ammonizione per Anjorin per il fallo sullo stesso Saelemaekers: l’intervento è duro ma non ci sono i presupposti per il rosso. Poco prima del primo gol di Pulisic, non c’è il rigore per il contatto tra Nkunku e Maripan: è l’ex Chelsea a trascina re la gamba per cercare il contatto. Netto il fallo di Pedersen, che spinge Saelemaekers: giusto non convalidare il gol di Adams, con Chiffi che fischia prima della fine dell’azione».

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Calciomercato Bologna, arriva la prima offerta per quel giocatore. La situazione attuale

Calciomercato Bologna, arriva la prima offerta per un grande giocatore nel mirino di Giovanni Sartori

Nel Calciomercato Bologna continua a muoversi con decisione e lungimiranza, puntando a rinforzare il reparto difensivo in vista della prossima stagione. Tra i profili osservati con maggiore interesse spicca quello di David Ricardo, giovane centrale brasiliano del Botafogo, emerso negli ultimi giorni come obiettivo concreto della dirigenza rossoblù. La notizia, inizialmente riportata dal Resto del Carlino, ha trovato nuove conferme grazie a ulteriori indiscrezioni che riguardano la prima offerta formulata dal club emiliano.

Il Bologna, infatti, avrebbe già presentato una proposta ufficiale al Botafogo per assicurarsi le prestazioni del difensore mancino classe 2002. Ricardo è un profilo che piace molto a Giovanni Sartori e Marco Di Vaio, i quali lo considerano un potenziale investimento per il presente ma soprattutto per il futuro. La società, d’altronde, è consapevole della necessità di muoversi in anticipo sul mercato, soprattutto in virtù della situazione legata a Jhon Lucumí. Il colombiano non ha ancora manifestato apertura verso il rinnovo di contratto e, salvo sorprese, potrebbe essere ceduto nella sessione estiva. È proprio in questo contesto che il nome di David Ricardo assume un ruolo centrale nelle strategie del Calciomercato Bologna.

Secondo quanto riportato da TMW, la prima offerta rossoblù si aggirerebbe attorno ai sei milioni di euro, una cifra che testimonia la volontà del club di affondare il colpo e anticipare eventuali concorrenti. Il Botafogo sta valutando la proposta, consapevole del valore del giocatore e del crescente interesse che sta suscitando anche in Europa.

Il Calciomercato Bologna, dunque, entra nel vivo con un chiaro obiettivo: programmare il futuro della difesa puntando su un talento giovane, moderno e di prospettiva come David Ricardo. Saranno decisivi i prossimi giorni per capire se la trattativa potrà entrare in una fase più avanzata e avvicinare il difensore brasiliano alla Serie A.

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Adani esaltato da una big: «Uno spettacolo da top club mondiale grazie a quel grandissimo tecnico!»

Adani esalta l’Inter dopo il 4-0 al Como: “Uno spettacolo da top club mondiale”. L’ex difensore nerazzurro analizza

Adani, ex difensore dell’Inter e oggi opinionista tra i più ascoltati del panorama calcistico italiano, ha espresso un giudizio netto e appassionato sulla straordinaria vittoria dei nerazzurri per 4-0 contro il Como. Intervistato da Viva el Futbol, Adani ha sottolineato come la prestazione della squadra di Cristian Chivu sia stata un vero e proprio spettacolo calcistico, paragonandola addirittura a quella di club di fama mondiale come Barcellona e Manchester City per qualità di gioco, occupazione degli spazi e capacità di dominare tatticamente l’avversario.

Secondo Adani, l’Inter ha mostrato una superiorità totale, frutto di un’organizzazione tattica impressionante. L’ex difensore ha raccontato un interessante dettaglio osservato direttamente a San Siro: Chivu, durante una punizione di Bastoni, avrebbe chiesto a Hakan Calhanoglu di abbassarsi sulla linea difensiva per attirare il pressing del Como e creare linee di passaggio pulite nella costruzione dal basso. Una mossa studiata e precisa che, secondo Adani, ha mandato fuori giri il pressing dei lariani, notoriamente uno dei più aggressivi della Serie A.

Nel suo commento, Adani ha voluto anche elogiare Cesc Fabregas per l’atteggiamento tenuto dopo la pesante sconfitta. L’allenatore del Como, pur incassando quattro gol, ha riconosciuto con grande umiltà la superiorità dell’Inter, spiegando di voler studiare le grandi squadre europee per colmare il divario. Un comportamento che, secondo Adani, testimonia serietà e cultura sportiva, e che non compromette il percorso del Como, a differenza di quanto accaduto alla Juventus nel ko contro il Napoli.

Per Adani, quella dell’Inter è stata una partita da top club mondiale: gioco fluido, attaccanti in stato di grazia e un’idea calcistica completa e moderna. Uno spettacolo raro, capace di far emergere la grandezza del progetto di Chivu e, ancora una volta, l’occhio critico e appassionato di Adani, sempre pronto a valorizzare il calcio ben giocato.

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