Pagina 567 – Calcio News 24

Anguissa Napoli, atto d’amore del centrocampista per gli azzurri: è pronto ad una decisione davvero clamorosa. L’indiscrezione

Anguissa Napoli, il camerunese potrebbe rinunciare alla Coppa d’Africa per restare con gli azzurri. Una decisione davvero sorprendente.

Il nome di Frank Zambo Anguissa continua a essere al centro dell’attenzione in casa Napoli. Il centrocampista camerunese, tra i protagonisti assoluti di questo avvio di stagione, potrebbe sorprendere tutti con una decisione clamorosa: rinunciare alla prossima Coppa d’Africa per restare a disposizione della squadra partenopea. A lanciare l’indiscrezione è l’edizione odierna del Corriere dello Sport, che parla di una riflessione in corso tra il giocatore, il club e lo staff tecnico.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, Anguissa Napoli è ormai diventato un binomio imprescindibile. L’ex Fulham rappresenta un punto di equilibrio fondamentale per la squadra allenata da Antonio Conte, capace di unire fisicità, dinamismo e qualità in mezzo al campo. Proprio per questo, la sua eventuale assenza a gennaio, periodo in cui si disputerà la Coppa d’Africa, rischierebbe di pesare come un macigno sul rendimento degli azzurri in campionato e in Champions League.

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L’ipotesi di una rinuncia alla competizione continentale non è ancora definita, ma viene considerata più che una semplice suggestione. Come riportato dal Corriere dello Sport, “non c’è un altro come lui”, e per il Napoli la sua presenza è vitale. Se tutti gli incastri dovessero andare al posto giusto — tra calendario, obiettivi e dialogo con la federazione camerunese — Anguissa potrebbe scegliere di restare a Napoli per continuare a dare il proprio contributo alla causa azzurra.

Le prossime settimane saranno decisive. Oltre alla questione Coppa d’Africa, sul tavolo c’è anche il rinnovo di contratto di Anguissa con il Napoli, che potrebbe essere ufficializzato a breve con un adeguamento economico significativo. Il club di Aurelio De Laurentiis intende blindare uno dei suoi leader, simbolo di dedizione e professionalità, apprezzato tanto dai compagni quanto dai tifosi.

In attesa di decisioni ufficiali, una cosa è certa: Anguissa è diventato un pilastro insostituibile del Napoli. Le sue prestazioni, sempre sopra la media, hanno convinto tutti — allenatore, società e pubblico — che la sua permanenza costante sia un fattore determinante per il futuro del club. Qualunque sia la sua scelta sulla Coppa d’Africa, la storia tra Anguissa e il Napoli è destinata a proseguire, più forte che mai.

Esonero Pioli, la Fiorentina ha deciso: contro il Lecce l’ultima spiaggia. Già pronto il sostituto. E sarebbe in bilico anche Pradè. Tutti i dettagli!

Esonero Pioli, la Fiorentina ha preso una decisione: il futuro del tecnico appeso a un filo. Attenzione anche alla posizione di Daniele Pradè. Le ultime.

L’esonero di Stefano Pioli dalla Fiorentina sembra ormai sempre più vicino. L’allenatore emiliano, tornato sulla panchina viola tra grandi speranze e rinnovato entusiasmo, non è riuscito a imprimere la svolta desiderata a inizio stagione. Dopo nove giornate di Serie A senza vittorie, la posizione del tecnico è diventata estremamente delicata, con la società costretta a valutare un cambio di guida per risollevare una squadra apparsa smarrita e priva di identità.

Secondo quanto riportato dai principali media toscani, e in particolare dal portale Firenze Viola, la sfida di domenica contro il Lecce rappresenterà l’ultima spiaggia per l’ex allenatore del Milan. Una nuova prestazione opaca o, peggio, un altro passo falso, sancirebbero di fatto l’esonero di Pioli, che non avrebbe più la fiducia necessaria per proseguire il suo progetto tecnico.

La dirigenza della Fiorentina si attende una reazione immediata, ma l’ambiente è già in fermento. Le voci di un possibile ritorno di Raffaele Palladino si fanno sempre più insistenti. Il tecnico, già protagonista in passato in riva all’Arno, sarebbe una delle opzioni valutate dal presidente Rocco Commisso. Palladino conosce gran parte della rosa e gode ancora della stima di diversi giocatori chiave, elementi che potrebbero facilitare un suo ritorno.

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Tuttavia, il rientro di Palladino potrebbe avere ripercussioni anche a livello dirigenziale: secondo alcune indiscrezioni, la sua nomina porterebbe all’addio di Daniele Pradè, attuale direttore sportivo, la cui posizione appare sempre più in discussione. “Non si capisce perché Pradè sia ancora al Viola Park”, scrivono alcuni giornalisti locali, segnalando un crescente malcontento interno.

L’esonero di Pioli sarebbe una decisione dolorosa ma inevitabile, considerando il rendimento disastroso della squadra: difesa fragile, attacco sterile e mancanza di idee a centrocampo. Dopo l’ottimo lavoro svolto negli anni passati, culminato con buone prestazioni in Europa, l’allenatore sembra aver perso il controllo dello spogliatoio e la fiducia dell’ambiente.

In casa Fiorentina si respira dunque un clima di attesa e tensione. La gara contro il Lecce sarà decisiva: o arriva una vittoria che possa rilanciare il progetto tecnico, o scatterà definitivamente l’esonero di Pioli, aprendo un nuovo capitolo nella tormentata stagione viola.

Infortunio Doué, il Psg trama! Problema alla coscia nel corso del match contro il Lorient: si rischia un lungo stop per il talento francese classe 2005

Infortunio Doué, il talento francese classe 2005 si è fermato in lacrime nel match pareggiato 1-1 dal Paris Saint-Germain. Luis Enrique è preoccupato

Brutte notizie per il Paris Saint-Germain e per Désiré Doué, protagonista di un nuovo stop che rischia di tenerlo lontano dal campo per parecchio tempo. Durante il match di Ligue 1 contro il Lorient (1-1), il giovane centrocampista offensivo francese si è accasciato a terra dopo uno scatto, toccandosi la coscia sinistra e lasciando subito intendere che si trattasse di qualcosa di serio.

Trasportato fuori in barella e poi visto all’uscita dello stadio con le stampelle, il classe 2005 ha lasciato il campo in lacrime, visibilmente consapevole della gravità dell’infortunio. Doué era appena rientrato da un mese di stop per un problema al polpaccio rimediato con la nazionale francese a settembre, e questo nuovo guaio fisico rappresenta un colpo durissimo per lui e per il tecnico Luis Enrique.

Luis Enrique preoccupato: «Non è una buona notizia»

Nel post-partita, l’allenatore spagnolo non ha nascosto la sua preoccupazione per le condizioni del giovane talento:

PAROLE – «Doué? Non lo so, non sono un dottore, ma non è una buona notizia. Non ho visto bene l’azione, era dall’altra parte del campo», ha dichiarato ai microfoni di Amazon Prime France.

Secondo quanto riportato da Le Parisien, i primi esami strumentali hanno evidenziato una lesione muscolare alla coscia, la cui entità sarà definita con precisione nei prossimi giorni. Le prime stime parlano di un’assenza di almeno sei settimane, che potrebbe anche allungarsi in base agli sviluppi clinici.

Sfide decisive saltate e nuova emergenza per il PSG

Il centrocampista offensivo, che aveva ritrovato la forma con quattro presenze e una doppietta contro il Bayer Leverkusen, dovrà ora fermarsi di nuovo, saltando partite cruciali per il PSG: il big match di Champions League contro il Bayern Monaco, la gara di Ligue 1 contro il Lione (9 novembre) e, con ogni probabilità, anche gli impegni successivi con Tottenham, Monaco e Rennes.

Un nuovo colpo pesante per Luis Enrique, già costretto a gestire una lunga lista di indisponibili in un avvio di stagione complesso, che ora perde uno dei suoi giovani più promettenti proprio nel momento in cui stava tornando protagonista.

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Castan racconta un rimpianto con la Roma: «Il tumore ha spazzato in tribuna i miei sogni scudetto e non solo. Spalletti? Ecco cosa mi disse»

Castan racconta con rimpianto il mancato scudetto in giallorosso con la Roma e la convocazione mancata con il Brasile al Mondiale. Le parole

Un racconto toccante e pieno di emozione quello di Leandro Castan, ex difensore della Roma, che ai microfoni de La Gazzetta dello Sport è tornato a parlare del momento più drammatico della sua carriera: la scoperta del cavernoma, una malformazione vascolare cerebrale che ha cambiato per sempre la sua vita e la sua carriera.

IL GIORNO CHE CAMBIÒ TUTTO – «Il tumore ha spazzato in tribuna i miei sogni. Avrei vinto lo Scudetto con la Roma e giocato il Mondiale col Brasile», ha confessato il brasiliano. La data che non dimenticherà mai è il 13 settembre 2014, giorno di Empoli-Roma: «In quei 15 minuti è finito tutto. Maicon andò da Garcia e disse “Leo sta male, cambialo”. Sono uscito dal campo e non sono più rientrato. Il giorno dopo mi sono svegliato con un mal di testa fortissimo, sono andato in ospedale e ho fatto una risonanza. Il corpo non rispondeva più, ho avuto paura di morire».

IL RAPPORTO CON SPALLETTI – «Mi chiamò nel suo ufficio per dirmi che voleva rilanciarmi. “Cosa devo fare per ritrovare uno dei difensori più forti del campionato?”, mi chiese. All’inizio mi diede fiducia, poi dopo quella partita terribile contro il Verona scelse di non farmi più giocare. Mi convocò e mi disse che sarei dovuto andare via, che il mio livello era quello di uno che poteva giocare nel Frosinone, quindi in Serie B. Fu brutto, non tanto per la scelta, ma per i modi usati. Mi sono sentito umiliato. Non credo di essere l’unico ad averci discusso nel corso del tempo…».

Incidente Martinez, le testimonianze confermano la dinamica: indagine in corso. Le novità sul caso di omicidio stradale intorno al portiere nerazzurro

Incidente Martinez, continuano le indagini sull’omicidio stradale del secondo portiere dell’Inter! Ecco la situazione aggiornata sul caso di Appiano Gentile

Proseguono gli accertamenti sull’incidente stradale che ha coinvolto Josep Martinez, portiere dell’Inter, avvenuto nella mattinata di martedì lungo la Provinciale 32, nei pressi di Fenegrò, in provincia di Como. Come riportato dal Corriere dello Sport, il calciatore spagnolo risulta indagato d’ufficio per omicidio stradale, come previsto dalla legge in casi di questo tipo, ma le prime testimonianze sembrano confermare la sua versione dei fatti.

Le prime ricostruzioni: nessuna imprudenza da parte di Martinez

Secondo quanto emerso, due automobilisti presenti al momento dell’impatto avrebbero confermato che la carrozzina elettrica di Paolo Saibene, l’uomo di 81 anni deceduto nell’incidente, avrebbe improvvisamente sbandato invadendo la corsia opposta. In quell’esatto istante, la traiettoria della carrozzina si sarebbe incrociata con quella dell’auto guidata da Martinez, che stava procedendo regolarmente. L’urto, purtroppo, è stato inevitabile.

Gli inquirenti stanno completando i rilievi tecnici e l’analisi delle immagini di videosorveglianza per chiarire ogni dettaglio della dinamica, ma al momento non emergono elementi di colpa o condotte imprudenti da parte del portiere nerazzurro.

Il sostegno dell’Inter e le parole di Marotta

La società nerazzurra ha immediatamente espresso vicinanza al proprio tesserato, garantendogli anche supporto psicologico dopo quanto accaduto. Martinez, visibilmente scosso, è tornato ieri ad Appiano Gentile per una leggera seduta di allenamento, ma valuterà autonomamente i tempi per tornare a disposizione della squadra, in base alle proprie condizioni emotive.

Nel frattempo, l’amministratore delegato dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha espresso pubblicamente cordoglio e vicinanza a entrambe le parti coinvolte:
«Si tratta di un fatto grave e delicato. Siamo vicini alla famiglia della persona deceduta e lo siamo anche nei confronti del nostro giocatore. Sono disgrazie che, purtroppo, fanno parte delle tragedie quotidiane».

Un episodio drammatico che ha profondamente scosso l’ambiente interista, ma che — alla luce delle prime conferme — sembra delineare un quadro coerente con la dinamica riferita da Martinez, il quale dovrà ora affrontare un momento di grande dolore personale oltre che professionale.

Spalletti Juve, ci siamo! Sta per iniziare la nuova era bianconera! Il tecnico arriva alla Continassa: pronto a firmare con la Vecchia Signora! I dettagli – VIDEO

Spalletti Juve, ci siamo! Sta per iniziare la nuova era bianconera! Il tecnico arriva alla Continassa: contratto fino al 2026 con opzione. I dettagli

(Andrea Bargione – Inviato alla Continassa) Il nuovo corso della Juventus è partito questa mattina. Luciano Spalletti è arrivato alla Continassa giovedì 30 ottobre, accolto dal management bianconero per siglare il contratto che lo legherà al club fino al 2026, con opzione di rinnovo fino al 2027 in caso di qualificazione alla Champions League. Dopo giorni di trattative intense seguite all’esonero di Igor Tudor, l’ex CT della Nazionale ha varcato i cancelli del centro sportivo per iniziare ufficialmente la sua avventura alla guida della Vecchia Signora.

Spalletti Juve, una corsa contro il tempo: debutto immediato

Dopo l’esonero di Tudor, arrivato lunedì, la dirigenza bianconera si è mossa con decisione per garantire una svolta immediata. La breve parentesi di Massimo Brambilla, tecnico ad interim e protagonista della vittoria per 3-1 contro l’Udinese, si chiude nel migliore dei modi. Brambilla tornerà ora alla guida della Juventus Next Gen, lasciando il posto a Spalletti dopo aver restituito serenità a un gruppo in difficoltà.

Il nuovo allenatore ha avuto un colloquio decisivo con Damien Comolli, durante il quale sono stati definiti gli ultimi dettagli dell’accordo: 3 milioni di euro a stagione più bonus e un progetto ambizioso che mira a restituire competitività alla squadra già nel breve periodo.

Obiettivi e sfide del nuovo corso

Spalletti eredita una Juventus ferita ma viva, reduce da otto gare senza vittorie prima del successo con l’Udinese. Tra gli obiettivi immediati ci sono il rilancio dei grandi acquisti estivi – Jonathan David, Openda e Koopmeiners – e la valorizzazione di Dusan Vlahovic, giocatore stimato da tempo dal tecnico toscano.

L’assenza di Bremer, le difficoltà difensive e la mancanza di identità di gioco restano nodi cruciali da sciogliere. Tuttavia, Spalletti si presenta con la determinazione di chi vuole cancellare l’amarezza dell’esperienza con la Nazionale e dimostrare ancora una volta il proprio valore su una delle panchine più prestigiose e complesse del mondo.

Con la piena benedizione di John Elkann, presente allo stadio nella vittoria di ieri, la Juventus ha scelto il suo “maestro” per uscire dal caos tecnico e psicologico delle ultime settimane.
L’annuncio ufficiale è atteso nelle prossime ore: Luciano Spalletti è pronto a riportare la Juve dove merita. Domani, il debutto in panchina segnerà l’inizio concreto di una nuova era bianconera.

Marsiglia che spavento! Nadir crolla in campo nel corso del match contro l’Angers: poi le buone notizie dall’ospedale: «Sta bene». Le sue condizioni

Marsiglia che spavento! Nadir crolla in campo nel corso del match contro l’Angers. Arrivano buone notizie dall’ospedale: «Sta bene»

Attimi di paura al Vélodrome, dove la sfida tra Marsiglia e Angers, valida per la decima giornata di Ligue 1, è stata interrotta all’86’ a causa del malore improvviso di Bilal Nadir. Il ventunenne centrocampista dell’OM, subentrato al 76’ per dare nuova energia alla squadra di Roberto De Zerbi, si è accasciato improvvisamente vicino alla linea laterale, senza alcun contatto con altri giocatori.

Il pubblico, i compagni e gli avversari sono rimasti attoniti mentre il giovane cadeva a terra privo di forze. I primi a intervenire sono stati proprio alcuni calciatori dell’Angers, che hanno subito richiamato l’attenzione dell’arbitro e dei medici. Il personale sanitario del Marsiglia e dello stadio è accorso immediatamente, prestando i primi soccorsi. Fortunatamente, Nadir ha mostrato sin da subito alcuni segni di coscienza, muovendo le gambe e cercando di tranquillizzare chi gli stava intorno.

Soccorsi tempestivi e sollievo generale

Dopo alcuni minuti di grande apprensione, Bilal Nadir è stato trasportato fuori dal campo su una barella tra gli applausi di incoraggiamento del Vélodrome, visibilmente scosso per l’accaduto. Al suo posto è entrato Pol Lirola. Il match è poi ripreso dopo una breve sospensione, ma l’attenzione di tutti è rimasta rivolta alle condizioni del giovane talento.

Trasportato all’ospedale di Marsiglia per accertamenti, Nadir è rimasto cosciente e ha reagito positivamente già durante il tragitto. Secondo quanto riportato da L’Équipe, gli esami clinici non hanno evidenziato nulla di grave, anche se il club continuerà a monitorarlo nelle prossime ore per comprendere l’origine del malore.

Le parole di O’Riley e l’abbraccio del Marsiglia

Nel post-partita, Matt O’Riley, compagno di squadra, ha espresso sollievo e vicinanza:
«Sta bene. È la cosa più importante. È stato uno shock per tutti quando lo abbiamo visto a terra, ma ora possiamo tirare un sospiro di sollievo. Gli auguriamo di riprendersi presto».

Il Marsiglia, rincuorato dalle notizie provenienti dall’ospedale, ha voluto ringraziare i tifosi e lo staff medico per la prontezza dei soccorsi. Dopo lo spavento, l’intero ambiente del club si stringe attorno a Bilal Nadir, uno dei giovani più promettenti del vivaio, che potrà tornare presto ad allenarsi con serenità.

Copa Libertadores, un italiano in finale! Il Flamengo di Felipe Luis stacca il pass dopo lo 0-0 contro gli argentini del Racing, nonostante l’inferiorità numerica

Copa Libertadores, al Racing non basta la spinta del Cilindro: lo 0-0 premia i brasiliani, che grazie al successo dell’andata volano a Lima

Missione compiuta per il Flamengo di Jorginho. La squadra di Filipe Luís, piena di giocatori ex Serie A come Alex Sandro, Pulgar, Jorginho, Danilo e Emerson Royal, conquista la finale della Copa Libertadores dopo lo 0-0 sul campo del Racing, risultato sufficiente a capitalizzare l’1-0 ottenuto al Maracanã grazie al gol di Jorge Carrascal.

In un Cilindro de Avellaneda gremito e infuocato, il Mengão ha mostrato personalità, maturità tattica e una gestione impeccabile della pressione, andando oltre gli imprevisti, come l’espulsione di Plata in avvio di ripresa e l’infortunio dell’italiano (Jorginho), regalando al popolo rossonero un’altra notte da ricordare.

Il primo tempo ha visto un Flamengo dominante nel possesso palla e capace di creare diverse occasioni da rete. Gonzalo Plata, mobile e imprevedibile, ha messo in difficoltà la difesa argentina, supportato da un trio di qualità composto da Carrascal, De Arrascaeta e Luiz Araújo. Le parate di Cambeses, portiere del Racing, hanno però tenuto vive le speranze locali, con un intervento prodigioso su Varela che ha evitato il vantaggio ospite.ù

Il Racing ha risposto con orgoglio: Conechny ha costretto Agustín Rossi a un grande riflesso, ma l’occasione è rimasta isolata. Nella ripresa, la squadra di Gustavo Costas ha tentato l’assalto, chiudendo i brasiliani nella propria metà campo.

Il momento chiave è arrivato al 62’, con l’espulsione diretta di Plata per un colpo a Rojo. Da lì in avanti, il Flamengo ha serrato le linee, rinunciando al fraseggio elegante per puntare tutto sulla compattezza. Filipe Luís, dalla panchina, ha ridisegnato la squadra con intelligenza, inserendo Saúl al 73’ per rinforzare il centrocampo. Anche l’infortunio nel finale di Jorginho non ha incrinato la tenuta mentale del gruppo, che ha saputo soffrire con ordine e determinazione fino al triplice fischio.

Ora il Flamengo si prepara a volare a Lima, dove il sogno continentale è a un passo. L’avversaria sarà la vincente tra Palmeiras e LDU Quito, con i brasiliani di Ferreira chiamati a ribaltare lo 0-3 dell’andata. Per Filipe Luís, alla sua prima stagione da allenatore, la possibilità di scrivere subito una pagina di storia: il Mengão torna a respirare aria di finale e sogna la quarta Libertadores della sua leggenda.

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Genoa, crisi senza fine: Il Secolo XIX racconta il tracollo contro la Cremonese e la fiducia (a tempo) a Vieira!

Genoa, crisi senza fine! I rossoblù affondano ancora: sconfitta pesante al Marassi contro la Cremonese e tifosi in protesta

In prima pagina, Il Secolo XIX fotografa con chiarezza il momento nerissimo del Genoa, reduce dall’ennesimo ko in campionato. «Crollo al Ferraris, il Genoa non si rialza» — è il tono che emerge dalle colonne del quotidiano ligure, che sottolinea come la squadra di Patrick Vieira abbia incassato una sconfitta pesantissima per 0-2 contro la Cremonese, trascinata dalla doppietta di Federico Bonazzoli.

Un risultato che pesa come un macigno sulla classifica: il Grifone resta infatti fermo a soli tre punti, ultimo in classifica e ancora senza vittorie dopo nove giornate. Il ko contro i lombardi rappresenta la seconda sconfitta consecutiva, dopo quella incassata contro il Como, e rischia di far precipitare ulteriormente il morale di una squadra che non riesce a invertire la rotta.

Crisi di risultati e contestazione dei tifosi

La partita contro la Cremonese doveva essere l’occasione per una reazione, ma il Genoa è apparso fragile e privo di idee, crollando in uno scontro diretto che poteva cambiare la stagione. Dopo il triplice fischio, al Marassi è esplosa la contestazione: fischi, cori di disappunto e striscioni di critica nei confronti della squadra e della dirigenza, con la curva che ha chiesto maggiore orgoglio e impegno.

Nonostante tutto, la società sembra voler concedere ancora tempo a Patrick Vieira, il cui lavoro viene definito “in bilico ma non compromesso”. Il tecnico francese — arrivato in estate con il compito di dare un’identità moderna alla squadra — gode ancora di una fiducia condizionata, ma la pazienza non sarà infinita.

Sassuolo-Genoa, già una sfida da dentro o fuori

Come scrive Il Secolo XIX, la prossima gara rappresenterà una sorta di ultima chiamata. Lunedì, al Mapei Stadium, il Genoa affronterà il Sassuolo alle 18:30, in un altro scontro diretto da non fallire. Per il Grifone sarà fondamentale cambiare atteggiamento e ritrovare compattezza per non sprofondare ulteriormente.

L’obiettivo salvezza resta matematicamente alla portata, ma servirà una svolta immediata, soprattutto dal punto di vista mentale. In caso contrario, la fiducia verso Vieira potrebbe rapidamente trasformarsi in un esonero inevitabile.

Cellino si racconta: «Cagliari amore eterno, Giulini sta facendo tanto per loro. Vi racconto il momento in cui ho comprato la società! Il calcio mi ha tolto la dignità»

Cellino si racconta. L’ex presidente del Cagliari, ospite a La Voce sarda su Videolina, ha ripercorso vent’anni di storia rossoblù tra aneddoti e difficoltà

Ospite delle prime puntate de La Voce sarda su Videolina, Massimo Cellino ha ripercorso la sua lunga esperienza da presidente del Cagliari, raccontando retroscena, emozioni e momenti difficili di oltre vent’anni alla guida del club rossoblù. Tra ricordi familiari, episodi inediti e riflessioni amare sul calcio moderno, Cellino ha tracciato un bilancio intenso e umano del suo percorso.

L’ACQUISIZIONE – «Nino Orrù mi chiamò, sentendomi tramite mio fratello, chiedendomi la disponibilità di prendere il Cagliari perché loro non ce la facevamo più a livello economico. La volontà era quella di cederlo in Sardegna e non nella penisola».

CELLINO SR – «Mio padre era piemontese, ma era innamorato della Sardegna, gli era più attaccato dei sardi. Neanche 60 giorni dopo l’acquisto mi disse “figlio mio, ma cosa hai fatto”. Lui non conosceva nessuno nel mondo nel calcio e non conoscevamo nulla, imparammo in fretta a nostre spese. All’inizio io gli nascosi gli investimenti che servivano per il Cagliari, dio volle che il primo anno andammo in Coppa Uefa, dove recuperammo dei soldi. Ai tempi abbiamo speso sopra alle nostre possibilità, con quei guadagni però abbiamo costruito la società ed il centro sportivo. Competevamo ccon realtà della penisola molto più forti del Cagliari. Quando lui morì fu tutto più difficile».

IL CALCIO NEI SUOI ANNI – «Ai tempi le società di calcio non erano a fine di lucro erano spa con impegni. Era un momento di passaggio tra calcio amatorialo e professionismo, era un periodo con dei vincoli molto importante a livello economico. Ho vissuto tutti i cambiamenti del mondo del calcio, ai tempi stavano diventando società a fine di lucro. Dal 2003-2004, quando siamo stati promossi in Serie A, ho vissuto alcuni tra i momenti più floridi del calcio; fino al 2013-14 è stato il momento migliore. Entrarono soldi anche dai diritti televisivi e le società divennero più sostenibile».

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Cremonese da sogno a Genova! Vittoria per 2-0 al Marassi e zona retrocessione più lontana: contro la Juve settimo posto nel mirino, per la vera sorpresa della Serie A

Cremonese da sogno a Genova! Vittoria per 2-0 al Marassi e zona retrocessione più lontana. La squadra di Nicola ora sogna il colpo contro la Juve

«Sempre più bella»: con questo titolo d’apertura, La Provincia di Cremona rende omaggio all’impresa della Cremonese, che continua a stupire in Serie A grazie al successo per 2-0 sul campo del Genoa. I grigiorossi, protagonisti di un avvio di stagione brillante, salgono così all’ottavo posto in classifica con 14 punti, frutto di tre vittorie, cinque pareggi e una sola sconfitta nelle prime nove giornate.

La vittoria del Marassi rappresenta molto più di un semplice colpo esterno: è il segnale di una squadra solida, matura e consapevole, capace di imporre la propria identità anche lontano dallo Zini. Il tecnico Davide Nicola, artefice della rinascita grigiorossa dopo la promozione in Serie A, ha costruito un gruppo compatto, capace di soffrire ma anche di colpire con cinismo grazie alla sua esperienza in categoria.

Il successo contro il Genoa pesa doppio, sia per il valore dell’avversario che per la classifica. La Cremonese vola a +10 sulla zona retrocessione, in attesa del risultato del Pisa ospite stasera della Lazio, e consolida un margine di sicurezza che a inizio stagione sarebbe stato impensabile. La squadra lombarda ritrova così il sorriso e i tre punti, che mancavano dalla seconda giornata, quando aveva superato 3-2 il Sassuolo in un altro scontro diretto per la salvezza.

Il gruppo prima di tutto

Il merito è di un collettivo che funziona: la difesa ha trovato equilibrio, il centrocampo corre e costruisce, e in avanti Jamie Vardy e Sarmiento stanno cominciando a parlare la stessa lingua, con Bonazzoli protagonista a sorpresa di due delle tre vittorie della squadra lombarda. La filosofia di Nicola — fatta di sacrificio, intensità e mentalità vincente — ha trasformato una neopromossa in una realtà da non sottovalutare del campionato.

Ora la Cremonese guarda avanti con fiducia. Nel prossimo turno, i grigiorossi ospiteranno la Juventus, probabilmente reduce da un nuovo cambio in panchina con l’esordio di Spalletti in procinto di firmare con i bianconeri e in cerca di continuità dopo la vittoria contro l’Udinese arrivata sotto la guida momentanea di Brambilla. Una sfida affascinante, che oppone due squadre agli antipodi per ambizioni e storia, ma unite dallo stesso obiettivo immediato: dare seguito ai propri risultati positivi.

Prossima tappa: la Juventus allo Zini

Per Nicola e i suoi ragazzi, sarà l’occasione per misurare la propria crescita contro un’altra big in un momento di transizione, dopo il Milan battuto 2-1 a San Siro nella prima giornata, con la possibilità di trovare anche un clamaroso sorpasso sulla Juventus, avanti un solo punto.

Il popolo grigiorosso sogna un’altra serata da vivere con orgoglio. Perché, come scrive La Provincia di Cremona, questa Cremonese è sempre più bella — e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Bologna, contro il Torino arriva il secondo pareggio consecutivo dopo quello di Firenze: si stacca la zona Champions. L’analisi

Bologna, Corriere dello Sport analizza il pareggio del Dall’Ara contro il Torino, secondo consecutivo dopo quello di Firenze: si stacca la zona Champions

Un punto che sa di rimpianto. Il Corriere dello Sport definisce «Record da retromarcia» il pareggio per 0-0 tra Bologna e Torino, un risultato che lascia un retrogusto amaro alla squadra di Vincenzo Italiano, sostituito ancora in panchina dal suo vice. I rossoblù, infatti, pur centrando il miglior avvio di sempre nell’era Joey Saputo — con 15 punti nelle prime nove giornate — hanno mancato un’occasione importante per dare una svolta alla stagione.

Con una vittoria, infatti, il Bologna avrebbe potuto scavalcare la Juventus, attesa sabato dalla trasferta di Cremona, e il Como, impegnato contro il Napoli. Invece, dopo la beffa di Firenze, è arrivato un altro mezzo passo falso che frena la rincorsa europea di Lewis Ferguson e compagni.

Il Bologna non sfonda: idee confuse e poca incisività

La gara del Dall’Ara ha confermato i limiti di un Bologna che fatica a sbloccare partite contro squadre chiuse. Il Torino di Marco Baroni, ben organizzato e aggressivo, ha affrontato la sfida come si fa contro le grandi, rischiando persino di trovare il gol in un paio di ripartenze. I felsinei, dal canto loro, hanno faticato a creare occasioni pulite: sette cambi rispetto a Firenze e poco contributo dagli esterni offensivi.

Il giornale sottolinea come i “guastatori” sulle fasce — in primis Federico Bernardeschi — non abbiano inciso, nonostante qualche tentativo da fuori. «Se il Bologna non ha campo e non trova guizzi offensivi — scrive il quotidiano — succede poco e niente». Anche l’ingresso di Orsolini, ai vertici della classifica marcatori, non ha portato risultati: terza partita consecutiva senza gol per l’attaccante marchigiano.

“Record sì, ma serve un cambio di marcia”

Il Bologna arriva così al suo sesto risultato utile consecutivo, ma con la sensazione di essere in stallo. L’assenza di Odgaard, ancora lontano dalla condizione migliore dopo l’infortunio, pesa enormemente sulla fluidità del gioco. «È un problema di idee e lucidità — evidenzia il Corriere — e finché il danese non tornerà a graffiare, sarà difficile scardinare difese organizzate come quella del Torino».

Dall’altra parte, i granata possono sorridere: quarto risultato utile di fila e quarta partita senza subire gol su nove, a testimonianza di una solidità ritrovata. Per il Bologna, invece, il rischio è quello di rallentare proprio nel momento in cui la classifica poteva decollare.

Il quotidiano conclude con un monito: «A Parma non sarà semplice. Se Odgaard non si accenderà e Orsolini non ritroverà precisione e altruismo, il Bologna resterà una squadra poco pericolosa. Record o no, serve una vera svolta».

Como show, la squadra di Fabregas continua a sognare in grande! Dopo il 3-1 al Verona il sogno europeo sembra possibile: quinto posto e ora tocca al Napoli

Como show, la squadra di Fabregas continua a sognare in grande! La Provincia di Como esalta la formazione lariana, dopo il 3-1

Sulla prima pagina de La Provincia di Como di oggi campeggia un titolo che racchiude alla perfezione l’entusiasmo del momento: «Douvikas, Posch e Vojvoda: il Como liquida il Verona». Una vittoria netta, convincente, che consente alla squadra di Cesc Fabregas di proseguire la propria corsa e di issarsi fino al quinto posto solitario in classifica dopo nove giornate di campionato.

In effetti i tre punti conquistati contro la formazione di Paolo Zanetti hanno un peso specifico importante, perché testimoniano come i lariani non siano più soltanto una rivelazione, ma una realtà solida della Serie A. Il successo sul Verona per 3-1 ha, infatti, costruito con equilibrio e qualità, simbolo di una squadra che ha trovato identità e concretezza sotto la guida dell’ex centrocampista di Barcellona e Arsenal.

La classifica parla chiaro: Como quinto con 16 punti, a soli cinque lunghezze dalla vetta occupata da Napoli e Roma, e due punti di distanza dalla zona Champions League. Un rendimento che va ben oltre le aspettative della vigilia, considerando che i lombardi hanno già superato ostacoli di rilievo come la Juventus — battuta nello scontro diretto — e sono riusciti a strappare punti preziosi nelle trasferte di Firenze e Bergamo contro Fiorentina e Atalanta.

Il prossimo appuntamento sarà il più impegnativo finora: sabato alle ore 18, allo stadio Maradona, il Como affronterà il Napoli di Antonio Conte, capolista a quota 21 punti insieme alla Roma. Una sfida che rappresenta un banco di prova fondamentale per misurare la reale dimensione dei lariani e capire fino a dove potranno spingersi.

L’entusiasmo a Como è alle stelle, ma la squadra resta con i piedi per terra. Il club non ha alcuna intenzione di fermarsi: la corsa verso l’Europa, sognata in estate, oggi è più viva che mai.

Inter, contro la Fiorentina una vittoria meritata ma sofferta: Chivu ritrova il sorriso dopo la sconfitta di Napoli! L’analisi del match

Inter, il Corriere dello Sport esalta la vittoria contro la Fiorentina: Chivu ritrova il sorriso dopo la sconfitta di Napoli! L’analisi del match

L’Inter ritrova il sorriso e risponde al passo delle capolista Napoli e Roma con una vittoria netta per 3-0 contro la Fiorentina. Come riportato dal Corriere dello Sport, non è stata però una gara semplice per i nerazzurri di Cristian Chivu, che hanno dovuto attendere oltre sessanta minuti per sbloccare una partita più complicata del previsto.

Un’ora di fatica prima del dominio

Nella prima parte di gara, la Fiorentina di Stefano Pioli ha scelto un atteggiamento estremamente difensivo, lasciando all’Inter il possesso ma chiudendo ogni spazio utile. I nerazzurri, nonostante il controllo del gioco, hanno faticato a rendersi pericolosi, trovando pochi sbocchi centrali e mancando di precisione negli ultimi metri.

Solo nel finale del primo tempo i viola si sono affacciati con coraggio nella metà campo avversaria: un’occasione clamorosa per Moise Kean, che dopo aver saltato Yann Bisseck ha calciato debolmente su Sommer, ha rischiato di cambiare il corso del match. Sarebbe stato un pareggio immeritato, ma l’episodio ha ricordato a Chivu quanto fosse importante mantenere alta la concentrazione.

Calhanoglu, una garanzia per l’Inter

A spezzare l’equilibrio ci ha pensato ancora una volta Hakan Çalhanoğlu, ormai leader tecnico e carismatico della squadra. Il regista turco ha sbloccato la gara con una delle sue specialità, un destro potente e preciso dalla distanza che non ha lasciato scampo al portiere viola. Poi, nella ripresa, con la solita freddezza dagli undici metri, ha realizzato il rigore del 2-0, chiudendo virtualmente la contesa prima del tris finale, frutto di una splendida azione corale conclusa da Marcus Thuram.

Chivu soddisfatto ma attento alla gestione

Il Corriere dello Sport sottolinea la soddisfazione del tecnico rumeno, che ha elogiato la maturità e la pazienza dei suoi uomini. Tuttavia, qualche segnale di stanchezza è apparso evidente: solo tre cambi rispetto alla sfida con il Napoli e una coppia offensiva Lautaro-Esposito ancora in fase di rodaggio.

Nonostante questo, l’Inter ha dimostrato solidità, mentalità vincente e qualità nel gestire i momenti delicati. Una vittoria meritata che rilancia i nerazzurri nella corsa al vertice e conferma la mano di Chivu, sempre più saldo al comando di una squadra consapevole e ambiziosa.

Juve, Brambilla ritrova la vittoria per i bianconeri e lascia il testimone a Spalletti. Tuttosport augura buon lavoro all’ex ct

Juve, Brambilla ritrova la vittoria dopo 8 partite per i bianconeri e lascia il testimone a Spalletti. Tuttosport: «Buon lavoro Luciano»

«Buon lavoro Luciano». Con questo titolo Tuttosport celebra la ritrovata vittoria della Juventus, che nella serata di ieri ha battuto l’Udinese per 3-1, tornando finalmente al successo dopo oltre un mese e mezzo di astinenza. Una vittoria fondamentale, non solo per la classifica, ma anche per l’umore dell’ambiente bianconero, scosso negli ultimi giorni dall’esonero di Igor Tudor.

Sotto la guida momentanea di Massimo Brambilla, tecnico promosso temporaneamente dalla Next Gen, la Vecchia Signora ha disputato una prova di carattere. Dopo il pareggio momentaneo di Nicolò Zaniolo, arrivato nel primo tempo, la Juventus ha reagito con determinazione, trovando il vantaggio e poi la sicurezza del risultato nella ripresa grazie ai rigori di Dusan Vlahovic e Kenan Yildiz, oltre alla rete di Federico Gatti.

Juventus, il sorriso prima della svolta: Spalletti in arrivo

La vittoria di ieri, spiega Tuttosport, arriva come una boccata d’ossigeno dopo otto gare senza successi, un ciclo negativo che aveva spinto la società a cambiare guida tecnica. Il successo sull’Udinese rappresenta dunque un punto di ripartenza, anche psicologico, in vista del nuovo corso targato Luciano Spalletti, atteso oggi a Torino per la firma sul contratto e la presentazione ufficiale.

Il tecnico toscano, reduce dall’esperienza alla guida della Nazionale, eredita una squadra in piena ricostruzione ma con margini di crescita importanti. La dirigenza — Damien Comolli in primis — gli ha affidato il compito di restituire alla Juve un’identità di gioco e una mentalità vincente.

Serie A, Inter e Roma sorridono

Nel frattempo, il quotidiano torinese dedica spazio anche alle altre sfide di giornata: l’Inter di Cristian Chivu ha travolto la Fiorentina con un netto 3-0, mentre la Roma di Gian Piero Gasperini ha difeso il primo posto in classifica superando il Parma per 2-1. Giallorossi e Napoli restano così appaiati in vetta a quota 21 punti, mentre la Juventus — in attesa del debutto ufficiale di Spalletti — cerca di rilanciarsi alle spalle del duo di testa.

Calciomercato Milan, ultimatum per un giocatore rossonero: due mesi per convincere Allegri e Tare a non venderlo a gennaio. La situazione

Calciomercato Milan, ultimatum per un giocatore rossonero: rendimento deludente e futuro incerto. Due mesi per convincere Allegri e Tare

Il capitolo calciomercato Milan di un anno fa raccontava di un grande investimento: Santiago Giménez, classe 2001, acquistato dal Feyenoord per 28 milioni di euro. L’obiettivo era chiaro — dare al tecnico di allora, Sergio Conceição, un attaccante capace di risolvere le partite e guidare la rimonta in campionato. A distanza di 12 mesi, però, il bilancio è impietoso.

Il rendimento dell’attaccante messicano, soprannominato Il Bebote, è stato ben lontano dalle aspettative: 7 gol in 30 presenze complessive, con l’ultima rete risalente alla fine di settembre in Coppa Italia contro il Lecce. Un digiuno lungo e pesante, accompagnato da prestazioni altalenanti e una crescente difficoltà ad adattarsi al ritmo e alla fisicità della Serie A.

Giménez in crisi: Allegri valuta una “pausa psicologica”

Come riportano diverse fonti vicine all’ambiente rossonero, Massimiliano Allegri starebbe pensando di concedergli un periodo di riposo per alleggerirgli la pressione e permettergli di ritrovare serenità. L’idea di una “pausa psicologica” dalla titolarità non è esclusa, anche perché il tecnico livornese non intende rischiare di perdere definitivamente il giocatore sul piano mentale.

La società, nel frattempo, osserva e valuta. Il Milan, dopo l’esonero di Conceição e il cambio di guida tecnica, si aspettava una rinascita che non è ancora arrivata. E la pazienza sembra essere agli sgoccioli.

Due mesi decisivi per il futuro rossonero

Da qui a gennaio, Giménez avrà circa dieci partite di campionato e la finale di Supercoppa Italiana per provare a invertire la rotta. In termini di minutaggio, oltre 900 minuti per dimostrare di poter essere il numero nove del futuro e non un investimento sbagliato.

Il rischio, in caso contrario, è quello di un addio precoce: secondo le ultime indiscrezioni, il Milan potrebbe valutare una cessione già nel mercato invernale, qualora non arrivassero segnali convincenti. Sarebbe un fallimento doloroso, non solo economico ma anche tecnico, per un attaccante che aveva scelto Milano come la realizzazione del proprio sogno d’infanzia.

Ora il tempo stringe: o Giménez si riscatta, o il calciomercato Milan di gennaio potrebbe già segnare la fine della sua avventura in rossonero.

Napoli Roma, il derby del sole in cima alla classifica di Serie A! Il Mattino celebra la coppia in prima pagina: «Duello in vetta alla classifica»

Napoli Roma, il derby del sole in vetta alla classifica di Serie A! Il quotidiano esalta la corsa a due in testa a quota 21 punti dopo il nono turno

«Duello in vetta alla classifica»: con questo titolo d’apertura Il Mattino celebra l’equilibrio perfetto in cima alla Serie A, dove Napoli e Roma continuano a viaggiare a ritmi altissimi. Gli azzurri di Antonio Conte hanno difeso il primo posto imponendosi in trasferta contro il Lecce, piegato da una rete del centrocampista camerunese Frank Anguissa. Una vittoria sofferta ma fondamentale, che conferma la solidità di un gruppo capace di adattarsi a qualsiasi contesto e di trovare sempre il modo di portare a casa il risultato.

Napoli e Roma, corsa a due per il primato

Come sottolinea il quotidiano, la squadra di Gian Piero Gasperini non ha perso terreno: grazie al 2-1 ottenuto contro il Parma, i giallorossi hanno raggiunto il Napoli a quota 21 punti, staccando il Milan e rimanendo agganciati alla vetta. Due successi consecutivi che alimentano un duello destinato a infiammare le prossime settimane di campionato.

Il Mattino parla di «un ruolino di marcia significativo» per entrambe le formazioni, capaci di abbinare risultati e prestazioni convincenti. La Roma, trascinata da Paulo Dybala e Dovbyk, ha mostrato carattere e maturità, mentre il Napoli continua a distinguersi per compattezza difensiva e concretezza sotto porta, tratti distintivi del metodo Conte.

Prossimo turno: il Napoli ospita il Como, la Roma sfida il Milan

Il quotidiano napoletano guarda già al prossimo weekend, che potrebbe cambiare ancora gli equilibri in vetta. Il Napoli tornerà al Maradona sabato alle 18 per affrontare il Como, squadra rivelazione di questo avvio di stagione. Il giorno successivo, la Roma sarà protagonista a San Siro nel big match contro il Milan, in programma domenica sera alle 20.45: uno scontro diretto che potrebbe dire molto nella corsa scudetto e in ottica Champions League.

Il campionato entra così nel vivo con un testa a testa appassionante: Conte e Gasperini, due tecnici diversi ma accomunati dalla stessa fame, si contendono il primato. La Serie A, almeno per ora, parla azzurro e giallorosso.

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Roma nuovamente prima! I giallorossi agganciano il Napoli in vetta grazie al successo per 2-1 contro il Parma. L’analisi

Roma nuovamente prima! I giallorossi agganciano il Napoli. La Gazzetta dello Sport celebra la vittoria sul Parma di Gian Piero Gasperini

«ROMA PRIMA – Il Napoli è ripreso»: così titola La Gazzetta dello Sport all’indomani della vittoria giallorossa per 2-1 sul Parma, una partita che ha riportato entusiasmo all’Olimpico dopo tre sconfitte consecutive tra Serie A ed Europa League. Una prova di carattere e di maturità per la formazione di Gian Piero Gasperini, che conferma di essere tornata ai livelli più alti del campionato.

Gasperini si gode la svolta: la Roma è la sua squadra

Come scrive il quotidiano, «quando l’arbitro Crezzini fischia tre volte, Gasperini guarda prima il cielo e poi la Curva Sud». Un gesto liberatorio che racconta tutto: la Roma è finalmente tornata a vincere in casa, dove aveva raccolto i tre punti solo contro Bologna e Verona. Ora, con 7 vittorie in 9 gare, i giallorossi restano incollati al Napoli in testa alla classifica, e il tecnico può legittimamente sognare in grande.

Gasperini, che La Gazzetta definisce «l’allenatore più maturo del campionato», ha superato il collega più giovane Carlos Cuesta, autore comunque di una prova coraggiosa con il suo Parma, lontano parente della squadra che si è salvata la scorsa stagione. Il 3-4-2-1 disegnato dal tecnico bergamasco vedeva Soulé e Dybala alle spalle di Ferguson, ma il piano è saltato dopo soli 30 secondi per l’infortunio dell’irlandese, colpito duramente da Valenti.

Soulé e Dybala decisivi, Hermoso match-winner

Al suo posto è entrato Bailey, chiamato a sfruttare una grande occasione, ma deludente per gran parte del match. La Roma ha comunque trovato la svolta grazie alla tecnica di Soulé e alla classe di Dybala, che nel primo tempo si è visto annullare un gol per fuorigioco di Celik, ma non ha mai smesso di spingere.

Il Parma, schierato da Cuesta con un 4-4-2 fluido, ha retto bene nella prima frazione e ha sfiorato il vantaggio con Ordonez, stoppato da uno straordinario intervento di Svilar. Ma nella ripresa, la Roma ha preso in mano il gioco e ha colpito: Hermoso di testa e Dovbyk hanno fissato il punteggio sul 2-1, rendendo vano il forcing finale degli emiliani.

Una serata speciale, quella dell’Olimpico, che segna il risveglio della Roma e il ritorno ai vertici della Serie A. Gasperini può sorridere: la sua squadra, più che mai, è tornata «a essere la Roma».

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Le prime pagine sportive nazionali – 30 ottobre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Chivu sicuro: «Ho visto una grande Inter. Ci sono due aspetti che mi sono piaciuti dei nerazzurri stasera»


Chivu e l’Inter, una vittoria di carattere e crescita contro la Fiorentina. Le parole

Dopo il convincente successo per 3-0 contro la Fiorentina a San Siro, Cristian Chivu ha analizzato la prestazione dell’Inter ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sulla maturità mostrata dalla squadra e sull’importanza di questa vittoria dopo il passo falso contro il Napoli. Il tecnico rumeno, sempre lucido nelle sue analisi, ha messo in evidenza la solidità del gruppo e la capacità di adattarsi alle difficoltà del match.

Chivu ha sottolineato come la sfida contro la squadra di Stefano Pioli non sia stata affatto semplice: «L’Inter ha l’obbligo e il dovere di superare le difficoltà e portare avanti il sogno, l’obiettivo e il valore. Oggi non era semplice: loro erano organizzati e hanno provato più volte a prenderci in contropiede. Nel primo tempo abbiamo sbagliato alcune scelte, ma la ricerca del fraseggio c’è stata e siamo riusciti a sbloccarla con un tiro da fuori area, cosa che non avevamo mai provato prima».

L’allenatore nerazzurro ha poi parlato della gestione dei ritmi e della mentalità dei suoi giocatori: «Abbiamo avuto pazienza, capito che le energie vanno gestite per avere la lucidità necessaria e leggere cosa fa l’avversario. Quando è venuta fuori la seconda partita, abbiamo trovato più spazi e tutto è diventato più semplice».

Chivu ha dedicato parole di elogio anche ai singoli, in particolare a Sucic e Bisseck, due giovani che stanno crescendo sotto la sua guida: «Sucic può fare la mezzala sinistra o l’esterno. Quando arriva in area ha una lucidità straordinaria, oggi ha mostrato di cosa è capace e siamo contenti per lui. Bisseck ha fatto una grande partita, avevo già pensato a lui come centrale anche durante l’esperienza in Belgio: contro un avversario di livello ha passato il test e può mettermi in difficoltà nelle rotazioni».

Il tecnico ha poi spiegato la sua filosofia nel gestire i giovani talenti: «È giusto farli giocare, ma serve attenzione su come e con chi li inserisci. Abbiamo tanta qualità ed esperienza che aiuta i più giovani a crescere, sia in partita che durante la settimana».

Infine, Chivu ha parlato di Bisseck e del lavoro difensivo della squadra: «Gli ho consigliato di non giocare troppo sull’anticipo quando la palla è scoperta. Devono capire cosa possono concedere e cosa no. Serve coraggio per tenere la linea alta e difendere con ordine. Non ero veloce come lui da giocatore, ma posso dargli consigli utili per crescere».

Una vittoria che conferma la mano di Chivu, capace di unire disciplina, equilibrio tattico e fiducia nei giovani, tracciando un percorso di crescita solido per la sua Inter.


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Pioli: «Inter troppo forte per noi. Io a rischio? La Fiorentina punta si di me e io credo in questa squadra»

Pioli, allenatore della Fiorentina, si esprime così dopo la sconfitta contro l’Inter.


Dopo la sconfitta contro l’Inter, Stefano Pioli ha espresso tutto il suo disappunto per il risultato. «Non siamo riusciti a fare di più. Nel secondo tempo l’Inter ha alzato il ritmo e non siamo riusciti a reggere», ha spiegato il tecnico della Fiorentina. «Abbiamo giocato contro una squadra molto forte. Sicuramente potevamo fare qualcosa in più sul primo gol subito, poi è stato ancora più difficile».

Il mister ha poi voluto chiarire che il suo pensiero è rivolto al presente e alla classifica, più che al futuro personale. «Io non sto pensando al mio futuro, ma a migliorare questa classifica che ci vede in grande difficoltà», ha aggiunto Pioli. «Le prossime due gare saranno importantissime, vogliamo vincere la prima partita perché non ci siamo ancora riusciti».

Sulla tattica messa in campo, Pioli ha spiegato le scelte fatte e le difficoltà incontrate: «Volevamo attaccare sugli esterni perché sapevamo che potevamo sorprenderli in profondità. Loro però hanno fatto una pressione troppo forte e noi abbiamo palleggiato poco e trovato poco la profondità». «Volevamo difendere compatti e ci siamo riusciti solo nel primo tempo. Nella ripresa non siamo più riusciti a ripartire e loro sono stati bravi a colpirci», ha proseguito il tecnico, analizzando la gara con attenzione.

Pioli ha poi voluto sottolineare la fiducia che ripone nei suoi giocatori, nonostante le difficoltà: «Mi fido dei miei calciatori. Oggi ho scelto un centrocampo più di peso e di sostanza». «Se non abbiamo vinto in campionato dopo nove gare, qualche problema ce l’abbiamo», ha aggiunto, riconoscendo le criticità della squadra.

Il tecnico viola ha concluso con un messaggio di responsabilità e di fiducia nel gruppo: «Stiamo cercando di risolvere i problemi. Abbiamo incontrato tutte le big e ora dobbiamo dimostrare di essere una squadra molto superiore a questa classifica».

In sintesi, Pioli ha evidenziato come la Fiorentina abbia avuto momenti positivi durante la partita, ma la forza dell’Inter e alcune disattenzioni abbiano pesato sul risultato finale. La chiave per le prossime sfide sarà migliorare la concretezza in attacco, mantenere la compattezza difensiva e sfruttare meglio le ripartenze sugli esterni.

La determinazione del tecnico e la fiducia nei propri calciatori rimangono intatte, con l’obiettivo di scalare la classifica e ottenere risultati concreti nelle prossime partite, dimostrando che il valore della squadra è superiore alla posizione attuale in Serie A.

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Moviola Bologna Torino, l’episodio chiave del match

Moviola Bologna Torino, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la nona giornata di Serie A 2025/2026

L’episodio chiave della moviola del match Bologna Torino, valido per l’ottava giornata di Serie A stagione 2025/2026. Arbitro: Ayroldi, assistenti: Cecconi e Cipressa. Come quarto uomo ci sarà Zufferli, mentre al Var Di Paolo e all’Avar Nasca.


MOVIOLA BOLOGNA TORINO:

Il possesso è rossoblù, le ripartenze granata, ma alla fine Niccolini e Baroni non si fanno male. Un pareggio davvero soporifero matura al Dall’Ara questo mercoledì sera. Nulla da segnalare anche per quanto concerne dalla moviola, l’arbitro ha diretto bene il match (privo di episodi di difficile lettura), concedendo – forse – appena qualche fischio di troppo nel finale dell’incontro.

🔴90′ + 5′ – Termina 0-0 Bologna Torino

🔴90′ – Assegnati 5 minuti di recupero

🔴45′ – Inizia il secondo tempo di Bologna Torino


Nulla da segnalare dalla moviola in questo primo tempo di Bologna Torino, l’arbitro non ha commesso particolari imprecisioni, agevolato dalla penuria di azioni da gol particolarmente ostiche o di difficile lettura. I padroni di casa hanno mantenuto il pallino della partita, ma l’occasione più nitida (traversa di Adams) capita ai granata, bravi a sfruttare a ripartire in contropiede non appena possibile.

🔴45′ – Fine primo tempo di Bologna Torini

🔴1′ – Inizia Bologna Torino

Pagelle Bologna Torino 0-0: ecco i TOP-FLOP e i voti della partita

I voti, i top e i flop del match valido per la 9ª giornata del campionato di Serie A 2025/26: pagelle Bologna Torino

Finisce senza reti la sfida del Dall’Ara tra Bologna e Torino. Le due compagini ci provano ma si annullano, con i granata che ottengono un punto prezioso grazie su un campo difficile grazie a una prestazione estremamente solida in difesa. Il primo tempo si svolge all’insegna dell’equilibrio e regala l’occasione più netta per il Torino al 23′: Adams, servito in area, calcia con potenza ma la sua conclusione viene fermata dalla traversa. Il Bologna risponde subito con un tiro pericoloso di Lykogiannis, deviato in angolo da un attento Paleari.

Nella ripresa il Bologna spinge, ma l’organizzazione difensiva dei ragazzi ben organizzati in campo da mister Baroni regge. Ngonge prova a sorprendere dalla distanza, ma senza successo. Paleari si dimostra ancora reattivo in un paio di occasioni. I ritmi – già poco elevati – vengono quindi spezzati dai cambi (i piemontesi ci provano con Simeone e Zapata, i padroni di casa con Orsolini) ma non c’è più spazio per vere occasioni da gol. Il match si conclude sullo 0-0, un risultato che premia la compattezza del Torino e che forse fa più “felici” gli ospiti che la squadra oggi allenata da Niccolini. Vediamo quindi i voti, i top e i flop del match valido per la 9ª giornata del campionato di Serie A 2025/26: pagelle Bologna Torino.

TOP BOLOGNA TORINO: Casadei
FLOP BOLOGNA TORINO: Gineitis

PAGELLE BOLOGNA TORINO:

Bologna (4-2-3-1): Skorupski 6; Zortea 6.5, Vitik 5.5, Lucumi 6, Lykogiannis 6.5; Moro 6, Ferguson 6 (dal 67’ Freuler 6); Bernardeschi 6.5 (dal 67’ Orsolini 6), Odgaard 5.5 (dall’82′ Fabbian SV), Cambiaghi 5.5 (dal 67’ Dominguez 6); Dallinga 5.5 (dal 46’ Castro 6).

Torino (3-5-1-1): Paleari 6.5; Tameze 6 (dal 57’ Ismajli 6), Maripán 6.5, Coco 6.5; Pedersen 6, Casadei 7, Ilic 6 (dal 79’ Asllani SV), Gineitis 5 (dal 58’ Vlasic 6), Lazaro 5.5; Ngonge 5.5 (dall’86′ Zapata SV); Adams 5.5 (dal 57’ Simeone 6).

Calhanoglu sicuro: «Inter, vittoria importante per la classifica! Ora dobbiamo fare questa cosa»


Calhanoglu: «Vittoria importante, l’Inter deve sempre puntare in alto». Le dichiarazioni

Protagonista assoluto della sfida contro la Fiorentina, Hakan Calhanoglu ha parlato ai microfoni di Sky dopo il successo dell’Inter per 3-0 al Meazza. Con una prestazione di altissimo livello e una doppietta personale, il centrocampista turco ha guidato la squadra di Cristian Chivu a una vittoria convincente, che conferma la solidità e le ambizioni dei nerazzurri in questa fase della stagione.

Calhanoglu, visibilmente soddisfatto al termine della gara, ha sottolineato l’importanza del risultato e del lavoro collettivo: «Quando giochi per l’Inter devi sapere che gli obiettivi sono sempre grandi. Vogliamo lottare per ogni traguardo, perché crediamo di meritarlo. È stata una partita difficile, ma abbiamo mostrato grande maturità e determinazione».

Il centrocampista turco ha voluto poi elogiare l’atteggiamento del gruppo e la gestione del tecnico Chivu, capace di mantenere alta la concentrazione nonostante gli impegni ravvicinati e le fatiche del Mondiale per Club: «Non è stato facile dopo un periodo così intenso. Il mister ci ha aiutato molto dal punto di vista mentale, trasmettendoci calma e disciplina. Ci ha chiesto di rimanere uniti e di pensare solo al campo, e i risultati si stanno vedendo».

Con la doppietta messa a segno contro la Fiorentina, Calhanoglu ha ribadito di essere uno dei punti di riferimento di questa Inter. La sua capacità di dettare i tempi, abbinata a una notevole efficacia sotto porta, rappresenta un’arma determinante per la squadra. «Sono felice di aver aiutato i miei compagni. I gol sono importanti, ma per me conta soprattutto la vittoria. Siamo un gruppo compatto e ognuno dà il massimo per il bene comune», ha dichiarato il numero 20.

Nel suo intervento, Calhanoglu ha anche evidenziato come la squadra stia crescendo nella gestione delle partite: «Stiamo imparando a soffrire quando serve, a restare lucidi e concreti. Vincere 3-0 contro una squadra come la Fiorentina non è mai scontato. Abbiamo interpretato la gara nel modo giusto, rimanendo concentrati fino alla fine».

Infine, il centrocampista ha voluto lanciare un messaggio chiaro sulle ambizioni dell’Inter: «Sappiamo di avere qualità e mentalità per competere con tutti. Non ci accontentiamo, vogliamo continuare su questa strada e migliorare ogni giorno».

Determinato, lucido e sempre più leader, Calhanoglu si conferma così il faro del centrocampo nerazzurro, simbolo di una squadra che non intende fermarsi e che guarda con fiducia ai prossimi obiettivi stagionali.

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Diretta gol Serie A LIVE: Inter Fiorentina 3-0, Bologna Torino 0-0, Genoa Cremonese 0-2. Segui i match della 9a gornata

Diretta gol Serie A: in campo Inter Fiorentina, Bologna Torino, Genoa Cremonese. Segui con noi i live tutte le partite delle 20.45 della nona giornata

Segui con calcionews24 la diretta gol dei match della 20.45 di questo Day-2 del turno infrasettimanale valido per la 9a giornata di Serie A.

Scendono in campo a San Siro i vice campioni d’Europa dell’Inter che ospitano una Fiorentina in forte crisi e in zona retrocessione dopo 8 giornate e ancora alla ricerca della prima vittoria in Serie A. Al Marassi, invece, scontro diretto salvezza tra Genoa e Cremonese con gli ospiti, sorpresa di questo avvio di stagione, ma che mancano la vittoria da 6 gare. Infine, al Dall’Ara c’è Bologna Torino, con il sogno europeo delle due formazioni.


GENOA CREMONESE 0-2

PARTITA FINITA

51′ Arriva il raddoppio della Cremonese con lo 0-2 dei lombardi

FINE PRIMO TEMPO

41′ OCCASIONE GENOA. Martin tenta la conclusione, ma Baschirotto salva il risultato

4′ – GOL CREMONESE! Bonazzoli la sblocca!

Inizia!

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BOLOGNA TORINO 0-0

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INTER UDINESE 0-0

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Vlahovic sul futuro: «Valuteremo per tutta una serie di motivi. Obiettivo? Alla Juve voglio ancora…»


Vlahovic: «Giorni difficili, ma siamo uniti. Voglio aiutare la Juve a vincere». Le parole

Dopo la vittoria della Juventus contro l’Udinese, Dusan Vlahovic ha parlato in conferenza stampa analizzando la prestazione della squadra e il momento personale. L’attaccante serbo, autore di una buona gara e sempre più punto di riferimento del reparto offensivo bianconero, ha mostrato grande maturità e spirito di gruppo, evidenziando la necessità di continuare su questa strada per tornare ai vertici.

Vlahovic ha iniziato ricordando il periodo turbolento che ha preceduto la partita: «Sono stati giorni difficili, ma siamo rimasti concentrati. Dopo la Lazio abbiamo pensato solo a come reagire e stasera l’abbiamo fatto. Siamo felici per la vittoria, ma dobbiamo continuare con la stessa determinazione».

Soffermandosi sull’andamento della gara contro l’Udinese, Vlahovic ha spiegato: «Il gol subito è arrivato in un momento delicato, ma sono situazioni di gioco che possono capitare. È complicato mantenere il livello alto per 90 minuti, ma nella ripresa siamo entrati con ferocia e abbiamo ottenuto una vittoria importante contro una squadra tosta».

Proprio la “ferocia” è stata una delle parole chiave del suo intervento: «Cerco sempre di avere questo atteggiamento, di lottare su ogni pallone. A volte riesce, a volte meno, ma il mio obiettivo è aiutare la squadra in ogni modo, non solo con i gol».

Immancabile il ringraziamento ai tifosi juventini, che gli hanno riservato una standing ovation: «Posso solo dire grazie. Sono anni che sono qui e, anche se abbiamo vissuto momenti alti e bassi, il loro sostegno non è mai mancato. Sentire tutto lo stadio che ti applaude è una sensazione bellissima».

Sulla questione del ruolo da leader, Vlahovic ha mantenuto la consueta umiltà: «Faccio quello che mi viene chiesto: segnare, dare l’esempio, aiutare i compagni. Ci sono tanti leader in questa squadra, non mi considero l’unico».

Il centravanti bianconero ha poi affrontato il tema degli esoneri recenti: «Abbiamo cambiato tre allenatori in poco tempo e dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Non è solo colpa dei tecnici. Oggi abbiamo dato un segnale, ma serve continuità».

Sul futuro, Vlahovic ha chiuso con parole sincere: «Non so cosa potrà accadere. Mai dire mai, ma ora sono concentrato solo sul presente. Parlare di futuro non ha senso, dobbiamo lavorare e tornare a vincere. Voglio solo dare tutto per la Juventus».

Con questa determinazione, Vlahovic si conferma non solo un attaccante di talento, ma anche un punto fermo per la Juventus del futuro.

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Bologna Torino 0-0: possesso rossoblù e ripartenze granata, ma alla fine Niccolini e Baroni non si fanno male. Pareggio soporifero al Dall’Ara

Bologna Torino, allo Stadio Renato Dall’Ara il match per la nona giornata di Serie A: ecco sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

Alle 20:45, lo Stadio Dall’Ara ospita una sfida di Serie A con vista sull’Europa: il Bologna di Vincenzo Italiano riceve il Torino di Marco Baroni per la nona giornata di campionato. I rossoblù, quinti a quota 14 punti, cercano la vittoria casalinga per consolidare la loro posizione, dopo il recente pareggio (non senza polemiche) contro la Fiorentina. I granata, invece, arriva con il morale alle stelle. I granata sono reduci da due vittorie consecutive contro Napoli e Genoa, che hanno rilanciato le loro ambizioni europee dopo un avvio difficile. Sarà un interessante confronto tattico tra la manovra del Bologna e la grinta dei piemontesi, con tre punti fondamentali in palio per la corsa verso le posizioni a ridosso della parte più nobile della classifica. Vediamo cronaca, sintesi e diretta LIVE di Bologna Torino.


BOLOGNA TORINO LIVE:

Il possesso è rossoblù, le ripartenze granata, ma alla fine Niccolini e Baroni non si fanno male. Un pareggio davvero soporifero matura al Dall’Ara questo mercoledì sera. Nulla da segnalare anche per quanto concerne dalla moviola, l’arbitro ha diretto bene il match (privo di episodi di difficile lettura), concedendo – forse – appena qualche fischio di troppo nel finale dell’incontro.

🔴90′ + 5′ – Termina 0-0 Bologna Torino

🔴90′ – Assegnati 5 minuti di recupero

86′ – Problemi per Ngonge, lo staff medico dei piemontesi lo ha preso sotto osservazione al momento del cambio

86′ – Cambio Torino: entra Zapata per Ngonge

82′ – Ultimo cambio Bologna: esce Odgaard, entra Fabbian

81’ – Ci prova Dominguez, il rossoblù si accentra e calcia: conclusione che termina a lato

79′ – Cambio Torino: esce Ilic, entra Asllani

75′ – Si alzano leggermente i ritmi: ora ambo le formazioni sembrano disposte a rischiare qualcosa in più

72′ – Ottimo pallone recuperato da Casadei (uno dei migliori in campo in questo secondo tempo). L’ex Inter serve Simeone che però non riesce a raccogliere a dovere l’assist del compagno

67′ – Triplo cambio Bologna: escono Bernardeschi, Cambiaghi e Ferguson, al loro posto dentro Orsolini, Dominguez e Freuler

66′ – Ci prova il Torino: Ilic non tira e serve Casadei, deviata la sua conclusione da ottima posizione

63′ – Torna a farsi vedere il Torino, i granata sembrano rivitalizzati dai cambi

60′ – Partita che fatica a carburare, le azioni da gol – davvero pericolose – si contano sulle punta delle dita di una mano

57′ – Cambi Torino: escono Adams, Gineitis e Tameze, entrano Simeone, Vlasic e Ismajli

55′ – Cambi in arrivo per il Torino: Baroni guarda la panchina

53′ – Azioni a senso unico, Bologna padrona del campo

51′ – Ora cresce il Bologna, il Torino prova a tenere botta

45′ – Subito cambio per il Bologna: esce Dallinga, al suo posto Castro

🔴45′ – Inizia il secondo tempo di Bologna Torino


Nulla da segnalare dalla moviola in questo primo tempo di Bologna Torino, l’arbitro non ha commesso particolari imprecisioni, agevolato dalla penuria di azioni da gol particolarmente ostiche o di difficile lettura. I padroni di casa hanno mantenuto il pallino della partita, ma l’occasione più nitida (traversa di Adams) capita ai granata, bravi a sfruttare a ripartire in contropiede non appena possibile.

🔴45′ – Fine primo tempo di Bologna Torino

44′ – Tanti errori in impostazione del Torino: cresce il Bologna

41′ – Ultimi minuti di primo tempo, copione che fino a questo momento sembra ripetersi

40′ – Buon lavoro dei due centrocampisti granata Casadei e Ilic. Metronomi in mezzo al campo

35′ – Il tema tattico della gara sembra chiaro: il Bologna gioca e gioca meglio, ma pecca di precisione quando si tratta di concludere a rete. Il Torino difende bene ed è bravo a ripartire con tanti uomini in contropiede

26′ – Occasione Bologna: ci prova Bernardeschi da lontano, Paleari si immola – bene – e sventa la minaccia

24′ – Traversa Torino: Adams approfitta di un’errore della difesa avversaria, la sua conclusione colpisce in pieno la traversa

17’ – Torino in contropiede: sembra questa la mossa dei piemontesi per rispondere alla manovra – prolungata – degli avversari

14’ – Baroni coordina i suoi: il tecnico travalica spesso il limite della sua area tecnica per telecomandare i calciatori

12′ – Si fa rivedere il Torino: buon fraseggio dei granata; difende con ordine il Bologna

10′ – Bernardeschi coordina la manovra della squadra di Niccolini. E’ lui il più cercato

5′ – Ritmi molto bassi in questi primi cinque giri di orologio di Bologna Torino

3′ – Il Bologna imposta: i padroni di casa sembrano tenere il ritmo del gioco in questo avvio

🔴1′ – Inizia Bologna Torino


BOLOGNA TORINO LIVE:

Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Zortea, Vitik, Lucumi, Lykogiannis; Moro, Ferguson; Bernardeschi, Odgaard, Cambiaghi; Dallinga. A disposizione: Ravaglia, Pessina, Pobega, Orsolini, Freuler, Castro, Rowe, Heggem, Casale, De Silvestri, Dominguez, Miranda, Sulemana, Fabbian. Allenatore: Niccolini.

Torino (3-5-1-1): Paleari; Tameze, Maripán, Coco; Pedersen, Casadei, Ilic, Gineitis, Lazaro; Ngonge; Adams. A disposizione: Popa, Siviero, Masina, Ilkhan, Vlasic, Anjorin, Simeone, Dembele, Asllani, Biraghi, Ismajli, Zapata, Njie. Allenatore: Baroni.

Verona, Zanetti: «Peccato per il risultato. Secondo me abbiamo sbagliato sotto un grande aspetto»


Verona, Zanetti analizza la sconfitta con il Como: «Occasioni sprecate e poca concretezza»

Il tecnico del Verona, Paolo Zanetti, ha commentato in conferenza stampa la sconfitta subita contro il Como di Cesc Fabregas, una gara in cui i gialloblù hanno creato molto ma non sono riusciti a concretizzare le tante occasioni avute. L’allenatore del Verona si è mostrato lucido e autocritico, sottolineando la necessità di maggiore precisione sotto porta e di attenzione nei momenti chiave.

Zanetti ha aperto il suo intervento con un’analisi schietta: «Le occasioni per fare gol le abbiamo avute anche stasera. Il Como è una grande squadra e non dobbiamo dimenticarlo, ma dopo aver visto i numeri e le situazioni create, non riuscire a sfruttarle lascia grande amarezza. Abbiamo preso due gol evitabili, su cross morbidi, con la squadra schierata. Siamo stati leggeri nelle marcature. Abbiamo costruito più occasioni nitide di loro, ma non siamo stati concreti».

L’allenatore del Verona, Zanetti, ha poi evidenziato la difficoltà di fare risultato in trasferta contro squadre in forma come il Como, ma ha ribadito che il vero problema resta la poca efficacia sotto porta: «Fare punti qui è complicato di per sé, ma dobbiamo migliorare nella finalizzazione. La differenza, oggi come in altre partite, sta nei gol fatti».

Guardando al futuro, Zanetti ha già messo nel mirino la prossima sfida di campionato contro l’Inter: «Non dobbiamo perdere fiducia. L’Inter è una squadra fortissima, ma questa è la Serie A. Avremmo dovuto vincere alcune partite che invece ci sono sfuggite, e questo ci ha messo in una posizione complicata in classifica. Però la squadra dà tutto, ha l’atteggiamento giusto e crea occasioni contro chiunque. Dobbiamo solo essere più cinici».

Soffermandosi sui gol subiti, Zanetti ha analizzato nel dettaglio le situazioni difensive: «Sul primo gol Valentini è scivolato, è stata un’azione semplice da evitare. Anche sul secondo dovevamo essere più reattivi. Peccato, perché Kotchap ha disputato una buona gara e nel complesso abbiamo tenuto testa a una squadra che per possesso palla è tra le migliori».

Infine, Zanetti ha voluto ringraziare i suoi uomini per la disponibilità e l’impegno: «Serdar ha giocato nonostante un problema all’adduttore, dimostrando grande spirito. Abbiamo sofferto un po’ in mezzo al campo contro giocatori di qualità, ma la differenza l’hanno fatta i gol. Meritavamo di più, ma serve maggiore freddezza nei momenti decisivi».

Conclude così Paolo Zanetti, deciso a ripartire con il suo Verona già dalla prossima sfida, consapevole che il lavoro e la determinazione restano le basi per risalire in classifica.

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Fabregas entusiasta: «Como 4°? Bellissimo. Su quel giocatore ci tengo a dire una cosa importante»


Fabregas e il significato del suo “numero 4”: «Simbolo di equilibrio, squadra e identità»

Cesc Fabregas, oggi allenatore e guida carismatica del Como, ha parlato apertamente del suo progetto tecnico e della filosofia che vuole trasmettere alla squadra, svelando anche un curioso retroscena personale: la scelta del numero 4, che considera da sempre il suo preferito. Un numero che per Fabregas non è solo un riferimento calcistico, ma un vero e proprio simbolo del suo modo di intendere il calcio e la leadership.

L’ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea ha spiegato che il quattro rappresenta stabilità, ordine e responsabilità: «È il mio numero, quello che ho sempre amato. Racchiude il concetto di equilibrio e disciplina. Sono valori che voglio trasmettere ai miei giocatori, dentro e fuori dal campo». Una visione coerente con il percorso che Fabregas sta costruendo al Como, dove la priorità è quella di consolidare un’identità di squadra forte e sostenibile, capace di crescere passo dopo passo.

Nel corso dell’intervista, Fabregas ha parlato anche della crescita del suo gruppo, sottolineando la necessità di mantenere i piedi per terra nonostante i progressi. Ha ribadito che il suo progetto si basa su un’idea chiara: costruire una squadra compatta, che si aiuti nei momenti di difficoltà e che non perda mai la fiducia nel proprio lavoro. «Siamo un gruppo giovane, ma con tanta voglia di migliorare. Dobbiamo restare concentrati su ogni partita, senza lasciarci trascinare dall’entusiasmo o dalle pressioni esterne».

Un’attenzione particolare è stata dedicata anche ai singoli, come Diao, giovane attaccante di talento che Fabregas invita a gestire con calma e pazienza: «È un ragazzo con grandi potenzialità, ma dobbiamo proteggerlo e dargli il tempo di crescere. La pressione può essere pericolosa, e io voglio che si esprima senza ansia».

Fabregas ha poi ricordato come il passaggio da calciatore a tecnico lo abbia arricchito profondamente: l’esperienza vissuta accanto a grandi allenatori come Wenger e Guardiola gli ha insegnato quanto sia importante la cura dei dettagli, la comunicazione e la gestione del gruppo. «La mia ambizione è portare la mia squadra a esprimere un calcio intelligente, organizzato e coraggioso», ha spiegato.

In conclusione, per Fabregas il “4” non è solo un numero sulla maglia: è un manifesto di stile, un modo per ricordare che il calcio – come la vita – si costruisce con equilibrio, dedizione e mentalità vincente.


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Rabiot Milan, il francese stupisce Allegri!: il centrocampista ha messo nel mirino quella sfida. Tutte le novità

Rabiot sorprende il Milan e Massimiliano Allegri: adesso nel mirino del centrocampista ex Juventus c’è il Parma!

In un momento in cui gli infortuni stanno falcidiando la rosa del Milan, arriva una ventata di ottimismo dall’infermeria: Adrien Rabiot sta facendo di tutto per anticipare i tempi di recupero e tornare in campo prima della sosta per le Nazionali. Il centrocampista francese punta con decisione alla sfida contro il Parma, in programma tra dieci giorni, ultima tappa prima della pausa.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, il comportamento di Rabiot riflette una grande dedizione e senso di responsabilità verso la squadra, in un frangente delicatissimo. La sua assenza si è fatta sentire: Rabiot è il perno del centrocampo di Allegri, interprete ideale del suo calcio pragmatico, capace di coniugare forza fisica, copertura difensiva e inserimenti offensivi. La sua presenza è fondamentale per restituire equilibrio tattico a un Milan che, dopo un periodo di flessione, ha visto il Napoli balzare in testa alla classifica.

Allegri, in sinergia con il direttore sportivo Igli Tare, spinge per un rientro rapido, pur mantenendo la massima cautela. L’urgenza è dettata non solo dalle assenze di Pulisic e dal possibile forfait di Tomori contro la Roma, ma anche dal peso specifico della gara contro il Parma.

Parma, crocevia prima della pausa

La trasferta al Tardini rappresenta l’ultima occasione per il Milan di chiudere il ciclo pre-sosta con una vittoria che possa ridare slancio. Anche un impiego parziale di Rabiot potrebbe rivelarsi decisivo per dare stabilità alla squadra e blindare i tre punti.

Lo staff medico, consapevole dei rischi di una ricaduta, sta monitorando il recupero giorno per giorno. Se il francese riuscirà a tornare ad allenarsi con il gruppo entro metà della prossima settimana, le possibilità di vederlo almeno in panchina aumenterebbero sensibilmente.

Il Milan attende con trepidazione: il ritorno di Rabiot potrebbe essere la chiave per ritrovare solidità e rilanciarsi in campionato.

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