Pagina 207 – Calcio News 24

Formazioni ufficiali Juventus Genoa: le scelte di Spalletti e De Rossi

Formazioni ufficiali Juventus Genoa: le scelte di Luciano Spalletti e Daniele De Rossi per il match del 31° turno di Serie A 2025/26

La Juventus si presenta alla sfida contro il Genoa con un’opportunità importante davanti. I bianconeri hanno infatti ricevuto segnali favorevoli dagli altri campi, prima con la sconfitta della Roma a San Siro contro l’Inter, poi con lo 0-0 del Como a Udine nell’anticipo di Pasquetta. Ora la squadra bianconera ha la possibilità di allungare sui giallorossi e di portarsi a una sola lunghezza dalla formazione di Fabregas, ma servirà battere il Genoa. I rossoblù di De Rossi, reduci dal ko con l’Udinese, cercano invece punti preziosi per chiudere definitivamente il discorso salvezza. Di seguito le formazioni ufficiali.

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Juventus (4-3-3): Perin; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; McKennie, Locatelli (C), Thuram; Conceicao, David, Yildiz. Allenatore: Spalletti. A disposizione: Di Gregorio, Pinsoglio, Holm, Gatti, Koopmeiners, Vlahovic, Zhegrova, Boga, Milik, Kostic, Openda, Miretti, Cabal.

Genoa (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez (C); Ellertsson, Frendrup, Malinovskyi, Martin; Messias, Vitinha; Colombo. Allenatore: De Rossi.

Bologna, è Joao Mario mania! Può cambiare davvero il futuro dell’esterno portoghese. La posizione del club rossoblù in vista dell’estate

Bologna, può cambiare il futuro di Joao Mario dopo le sue recenti prestazioni in rossoblù. Quale è la posizione del club verso l’estate

Il rendimento eccezionale di Joao Mario sotto le Due Torri non è certamente passato inosservato. Secondo Nicolò Schira, le prestazioni in crescendo del giocatore avrebbero convinto pienamente la dirigenza del Bologna, ormai determinata a compiere passi ufficiali per trattenere il talento portoghese in Emilia. Protagonista assoluto di un ottimo impatto tecnico e realizzativo fin dal suo arrivo nel capoluogo emiliano, il laterale si è trasformato in brevissimo tempo in una pedina imprescindibile, diventando a tutti gli effetti un punto fermo nello scacchiere di Vincenzo Italiano. Un’esplosione tattica e qualitativa che sta inevitabilmente spingendo i vertici rossoblù a intavolare una fitta e mirata trattativa con la Juventus, società proprietaria del cartellino.

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La formula proposta: prestito con diritto e condizioni per l’obbligo

Il piano d’azione della dirigenza felsinea appare molto chiaro, delineato e strutturato per pesare il meno possibile sulle casse societarie nell’immediato. L’obiettivo del club emiliano è quello di proporre ai bianconeri il rinnovo del trasferimento anche per la prossima stagione sportiva. La formula scelta dal Bologna per sedersi al tavolo delle negoziazioni si basa su un prolungamento attraverso la formula del prestito con diritto di opzione per l’acquisto definitivo a favore degli emiliani.

La vera chiave tattica dell’operazione, tuttavia, risiede nelle clausole contrattuali future. La complessa strategia del Bologna prevede, infatti, che il semplice diritto di riscatto si trasformi e diventi un obbligo nel 2027. Questo vincolo d’acquisto, però, scatterebbe solo al raggiungimento di determinate condizioni, strettamente legate sia ai risultati di squadra conseguiti in campionato, sia a specifici traguardi personali, come un numero minimo di presenze del calciatore nel corso della stagione.

La posizione della Juventus: bilancio e valorizzazione dell’asset

Sul fronte opposto, la dirigenza bianconera valuta attentamente e con calma lo scenario. La Juventus, dal canto suo, osserva con interesse la crescita del ragazzo in un ambiente ideale per il suo sviluppo. Dalle parti della Continassa c’è la totale consapevolezza che una sua permanenza a Bologna potrebbe valorizzare ulteriormente l’asset, garantendo un potenziale e sostanzioso introito economico. Una plusvalenza futura ritenuta vitale in vista del pareggio di bilancio fissato per il 2027. I prossimi contatti tra i due club si preannunciano dunque decisivi.

Vasilj accusa Donnarumma: «Non potevo crederci!». La clamorosa confessione del portiere della Bosnia dopo il match con l’Italia

Vasilj, portiere della Bosnia, ha commentato così quanto successo con Donnarumma nei playoff Mondiali contro l’Italia. Le sue dichiarazioni

Le recenti dichiarazioni rilasciate da Nikola Vasilj, a margine del pareggio in Bundesliga del suo St. Pauli contro l’Union Berlino, fanno luce su uno degli episodi più controversi dei recenti playoff Mondiali a Zenica. Le sue parole chiariscono definitivamente la caotica vicenda dei foglietti con gli appunti sui rigoristi, un episodio chiave durante la lotteria dei penalty che ha sancito la dolorosa eliminazione dell’Italia, estromessa per la terza volta di fila dalla Coppa del Mondo.

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Caos dal dischetto: un foglio stracciato e l’altro rubato

Per comprendere la dinamica, occorre riavvolgere il nastro ai calci di rigore di Bosnia-Italia. Dopo la prima rete del bosniaco Tahirovic, l’azzurro Pio Esposito calcia altissimo. Pochi istanti dopo, le telecamere inquadrano Vasilj mentre protesta animatamente con l’arbitro Turpin, mostrandogli un foglio stracciato. Dalla parte opposta, anche Gigio Donnarumma appare furioso, indicando un punto preciso oltre la linea di fondo. Proprio in quel frangente, infatti, un raccattapalle bosniaco (diventato poi un idolo in patria) aveva appena sottratto con un rapido blitz gli appunti del portiere italiano, lasciandolo totalmente sprovvisto di indicazioni sui tiratori avversari.

La preparazione della Bosnia e le accuse al portiere azzurro

La vera differenza nella gestione della tensione, secondo la ricostruzione, è stata la prevenzione. La nazionale bosniaca era perfettamente preparata all’eventualità di un sabotaggio ai danni del proprio portiere, mentre la squadra azzurra non si era attrezzata con un piano di riserva.

Il portiere della Bosnia ha potuto continuare a difendere i pali grazie a un backup, non risparmiando pesanti critiche al collega italiano per il gesto compiuto. Queste le sue dichiarazioni esatte sulla vicenda: Ha cercato di stracciarlo. Per fortuna, i miei uomini me ne hanno dato uno nuovo. Eravamo ben preparati. Avevamo una seconda copia. A dire il vero, quasi non ci credevo. Era la prima volta che mi succedeva una cosa del genere.

Il racconto di Vasilj si chiude con una dura condanna verso l’estremo difensore azzurro: “Abbiamo avuto un piccolo battibecco, poi ho cercato di parlare con l’arbitro e convincerlo che era un cartellino giallo. È davvero antisportivo. Un ulteriore capitolo amaro che si aggiunge al dramma sportivo dell’ennesima qualificazione fallita.

Barcellona, infortunio Raphinha: il brasiliano è tornato in Catalogna. Quali sono le sue condizioni e quando può tornare in campo. Una partita nel mirino!

Barcellona, infortunio Raphinha: le condizioni dell’attaccante brasiliano e quando può tornare in campo. C’è una data nel mirino

Il Barcellona riabbraccia uno dei suoi punti fermi, ma dovrà pazientare ancora diverso tempo prima di poterlo rivedere in campo. Raphinha ha fatto il suo ritorno in Catalogna proprio nella giornata di oggi, dopo aver trascorso una settimana di stacco e cure in Brasile a seguito del suo recente e fastidioso infortunio. L’attaccante blaugrana, pedina fondamentale nello scacchiere tattico della squadra, ha un piano ben preciso in mente: lavorare duramente per non mancare all’appuntamento più importante e atteso di tutta la stagione sportiva.

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I tempi di recupero: fuori per un altro mese

Secondo quanto riportato in queste ore dal noto quotidiano sportivo spagnolo Mundo Deportivo, il percorso riabilitativo del giocatore è già stato tracciato con cura dallo staff medico catalano. Le tempistiche impongono cautela, dato che Raphinha sarà fuori per altre 4 settimane. Questo periodo di stop forzato lo costringerà inevitabilmente a saltare numerosi e cruciali impegni di campionato, obbligando Flick a trovare rapide soluzioni alternative nel tridente offensivo. Il recente viaggio in patria è servito all’esterno non solo per un iniziale riposo fisico, ma anche per ricaricare le energie mentali prima di immergersi totalmente nel rigoroso programma di fisioterapia che lo attende presso la Ciutat Esportiva Joan Gamper.

Il grande obiettivo: la sfida contro il Real Madrid

Nonostante la delusione per lo stop, la motivazione del giocatore brasiliano è altissima. La sua vera, grande missione è tornare per El Clásico il 10 maggio. La super sfida contro i rivali storici del Real Madrid rappresenta il crocevia fondamentale per le sorti della Liga spagnola. Essere a disposizione per quella data significherebbe aver completato con pieno successo il recupero clinico, garantendo un apporto decisivo in una gara che spesso si risolve sul filo del rasoio.

Le prossime settimane di lavoro differenziato saranno determinanti. Lo staff medico del Barcellona monitorerà quotidianamente la risposta muscolare del giocatore, cercando di ottimizzare i tempi senza rischiare pericolose ricadute. I tifosi incrociano le dita: il conto alla rovescia verso il 10 maggio è ufficialmente iniziato.

Ulivieri in controtendenza dopo il flop dell’Italia: «Cambiare il sistema radicalmente? Probabilmente no. Ecco cosa dovremo fare»

Ulivieri, presidente dell’AIAC, ha detto la sua dopo il flop dell’Italia ai playoff Mondiali. Ecco le sue dichiarazioni

Il momento di profonda difficoltà del calcio italiano continua a dominare il dibattito sportivo. A intervenire sulle criticità del nostro sistema è Renzo Ulivieri, presidente dell’AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio). Ai microfoni della trasmissione radiofonica “Radio Anch’io Sport“, il dirigente ha tracciato un’analisi lucida e dettagliata sulle prospettive della Nazionale, sui problemi dei settori giovanili e sull’impatto dei capitali esteri nel nostro campionato.

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La Nazionale e il valore degli allenatori italiani

Sulla guida tecnica azzurra e sul momento storico del movimento, Ulivieri difende con forza la tradizione della nostra scuola tecnica, allontanando l’ipotesi di una guida estera per la panchina dell’Italia: «Bisogna cambiare il sistema radicalmente? Probabilmente no. C’è da studiarci sopra e affrontare i problemi principali che ha il nostro calcio, dal punto di vista del talento. Noi come allenatori abbiamo avuto una storia importante. Anche in questo campionato del mondo abbiamo Ancelotti, Montella e Cannavaro. Ci dispiace che non ci sia Gattuso. Allenatore straniero? Mi è stata messa addosso anche questa, mai detto. Credo che per la Nazionale ci voglia un allenatore italiano. Abbiamo avuto Bearzot, Lippi. La nostra è una Nazionale che ogni 25 anni vince. Sia nel 1982 sia nel 2006 abbiamo avuto la fortuna di trovare calciatori al massimo della condizione e al tempo stesso campioni».

Il paradosso dei giovani e il difficile salto in Serie A

Un punto nevralgico dell’analisi riguarda l’incapacità di lanciare i talenti nel calcio dei grandi. Nonostante i successi delle selezioni minori, il passaggio al professionismo di vertice rappresenta un ostacolo insormontabile: «Abbiamo le nazionali giovanili maschili e femminili che vincono, che giocano bene, che fanno risultati. La criticità sta nel passaggio da queste categorie alle prime squadre di Serie A. Questi giovani, per mille motivi, non riescono a fare questo passaggio. Sarà colpa degli allenatori che devono vincere in ogni modo o delle società, però il momento critico è questo. Bisognerà trovare una soluzione».

Stranieri e normative internazionali: i limiti regolamentari

A chi ipotizza di imporre per regolamento un numero minimo di giocatori italiani titolari per favorire il vivaio, il presidente dell’AIAC risponde richiamando i rigidi vincoli internazionali a cui il nostro calcio deve sottostare: «Non si può fare. A noi ci garberebbe, ci sembrerebbe una strada, ma è impercorribile. Vorrebbe dire limitare gli stranieri. Bisogna fare tutte quelle cose che sono possibili in base ai regolamenti dell’UEFA e della FIFA, altrimenti si va fuori dai campionati».

Le proprietà straniere e l’attaccamento alla maglia azzurra

Infine, Ulivieri si sofferma sull’ingresso massiccio di proprietà straniere nel calcio nostrano e sul loro scarso legame con la causa della Nazionale, invocando persino l’aiuto delle istituzioni: «Qui potremmo vedere di fare qualcosa, ma qui diventano norme anche governative. Ad esempio, almeno il 50% delle proprietà rimanga italiano. Proprietà straniere hanno a meno cuore la maglia azzurra? Probabilmente sì. Appena arrivano, non hanno interesse di questo genere. Poi ci sono casi e casi: penso a Rocco Commisso un innamorato del calcio italiano. Ma di queste proprietà straniere si conosce pochissimo»

Vinicius fa impazzire i tifosi del Real Madrid: «Al momento giusto rinnoverò e resterò qui a lungo. È il club dei miei sogni!». Annuncio che non lascia dubbi sul suo futuro

Vinicius, attaccante del Real Madrid, ha blindato così il suo futuro in blancos. Queste le dichiarazioni del brasiliano

Il futuro di Vinicius Jr. sembra avere una sola, inequivocabile destinazione: la capitale spagnola. L’asso brasiliano ha recentemente fatto il punto sulla sua attuale situazione contrattuale con il Real Madrid, spazzando via le voci di mercato e rassicurando i milioni di tifosi Blancos. Il legame tra il talento sudamericano e la gloriosa società iberica appare più solido che mai, fondato su una fedeltà assoluta e su una fiducia reciproca che va ben oltre le semplici scadenze burocratiche.

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La fiducia di Florentino Pérez e le trattative

Nonostante i continui rumors legati al calciomercato, il giocatore non mostra alcun segno di preoccupazione in merito al proprio destino professionale. L’attaccante ha voluto sottolineare il forte e saldo rapporto che lo unisce al vertice della dirigenza madridista, confermando come i dialoghi per il prolungamento siano vissuti senza alcuna fretta o ansia. A testimonianza dell’estrema serenità che si respira nell’ambiente, il fuoriclasse ha dichiarato: Ho ancora un anno di contratto, ma sono molto tranquillo. Ho la fiducia del presidente Florentino Pérez. Rimarrò a lungo. Il Real Madrid è il club dei miei sogni.

Il percorso di crescita: da bambino prodigio a stella

La storia d’amore tra Vinicius e il club spagnolo parte da lontano. L’esterno offensivo ricorda bene il momento in cui ha varcato per la prima volta le porte del Santiago Bernabéu, approdando nella capitale quando era ancora poco più di un ragazzino. Una parabola calcistica caratterizzata da naturali alti e bassi, dinamiche inevitabili quando si indossa una delle maglie più pesanti e prestigiose del panorama calcistico. Riguardo al suo percorso di maturazione tattica e personale, ha ribadito: Nel club dei miei sogni ho imparato e sono cresciuto. Al momento giusto, rinnoverà e resterò qui a lungo.

Il messaggio finale che il giocatore lancia all’intera Europa è dunque di totale chiusura verso altre ipotetiche destinazioni. Le ripetute dichiarazioni d’affetto non lasciano spazio a interpretazioni: Il Real Madrid è il club dei miei sogni.” Una frase che riassume perfettamente la volontà del brasiliano di legare il proprio nome a quello del club ancora per molti anni.

Genoa, i convocati per la Juventus: De Rossi deve rinunciare a tre pedine contro i bianconeri all’Allianz Stadium. La lista

Genoa, i convocati per la Juventus: la lista di Daniele De Rossi per il match della 31ª giornata di Serie A 2025/26 all’Allianz Stadium

La marcia di avvicinamento all’attesa e delicata sfida dell’Allianz Stadium è ormai entrata nella sua fase cruciale. In vista dell’attesissimo fischio d’inizio, in programma per le ore 18:00, l’allenatore del Genoa, Daniele De Rossi, ha ufficialmente diramato l’elenco dei giocatori convocati per affrontare l’impegnativa trasferta in terra piemontese contro la Juventus guidata da Luciano Spalletti. Si preannuncia una gara decisamente in salita per il “Grifone”, che sbarca a Torino costretto a fare i conti con alcune assenze molto pesanti, destinate a limitare drasticamente le rotazioni tattiche a disposizione del tecnico romano.

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L’emergenza infortuni: chi salta la sfida contro i bianconeri

Dall’elenco ufficiale consegnato in queste ore mancano all’appello ben tre pedine considerate fondamentali per il corretto funzionamento dello scacchiere rossoblù. Resta ai box l’esterno Brooke Norton-Cuffy: il suo fastidioso infortunio priva l’undici titolare di De Rossi di una spinta propulsiva essenziale e di un grande dinamismo sulla fascia di competenza, costringendo l’allenatore a ridisegnare parzialmente gli equilibri del reparto.

La lista degli indisponibili non si ferma qui. Non saranno della partita nemmeno l’esperto attaccante Maxwel Cornet, elemento che avrebbe potuto garantire strappi letali e imprevedibilità sul fronte offensivo in ripartenza, e il portiere Jonas Siegrist. Entrambi i calciatori sono attualmente ancora alle prese con i rispettivi percorsi di recupero clinico e fisico, rendendo impossibile la loro partenza per la trasferta.

Il piano tattico: la voglia di stupire ancora

Nonostante le pesanti defezioni e una panchina inevitabilmente accorciata, l’atmosfera nello spogliatoio ligure rimane carica di grande determinazione. Il Genoa si presenta allo Stadium con l’ambizioso e chiaro obiettivo di confermarsi “ammazzagrandi” del nostro campionato. La squadra ha tutta l’intenzione di gettare il cuore oltre l’ostacolo per tentare l’impresa e strappare punti preziosi in ottica classifica.

Per uscire indenni da un palcoscenico così prestigioso, i rossoblù dovranno necessariamente affidarsi alla granitica solidità del gruppo e alle attente intuizioni tattiche del proprio allenatore. Il duello strategico a distanza tra De Rossi e Spalletti si preannuncia avvincente: il Genoa è pronto a vendere cara la pelle, puntando su un’organizzazione ferrea per cercare di arginare la corazzata bianconera.

Como, Fabregas commenta lo 0-0 con l’Udinese: «Abbiamo avuto difficoltà, la squadra non mi è piaciuta in questo. Ho visto tanta gente sottotono!»

Como, Cesc Fabregas ha parlato così dopo il pareggio contro l’Udinese. Queste le sue dichiarazioni

A DAZN dopo Udinese Como 0-0, Cesc Fabregas ha rilasciato queste dichiarazioni.

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ANALISI – «Abbiamo avuto difficoltà da entrambe le parti nel trovare spazi. Una partita tattica, in cui le squadre si sono aspettate. Poi però abbiamo avuto due grandi occasioni per fare gol e questo è importante, in generale non mi è piaciuto come ha giocato la squadra in fase di possesso, con tanta gente sottotono. Loro però hanno creato poco, per noi è stata la 15esima partita senza subire gol. Ora continuiamo, qua ci hanno perso Roma, Napoli, Atalanta e Fiorentina. Alcuni Nazionali hanno fatto viaggi lunghi, io devo prendere in considerazione queste cose da allenatore. Quando ci sono queste partite è importante non perdere e non perdere gol, anche se sono il primo a dire che mi sarei aspettato di più”.

Non abbiamo giocato la palla con velocità, non abbiamo fatto buone preventive e non abbiamo vinto duelli, questo contro una squadra fisica ed esperta come l’Udinese lo paghi. Non siamo andati bene né né col possesso, né con le verticalizzazioni».

Udinese, Runjaic dopo il pareggio col Como: «Contro di loro devi giocare con coraggio, è un punto meritato. Solet giocatore fantastico»

Udinese, Kosta Runjaic ha parlato così dopo il pareggio contro il Como. Queste le sue dichiarazioni

A DAZN dopo Udinese Como 0-0, Kosta Runjaic ha rilasciato queste dichiarazioni.

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ANALISI – «Un punto meritato, abbiamo fatto un ottimo lavoro tatticamente parlando. Una partita intensa, con un gran caldo, alla fine è stato il risultato giusto. Per noi è stata una grande partita contro un Como che arrivava qua molto in forma. Contro il Como devi giocare con coraggio, loro sono molto pericolosi. C’è stata tanta voglia da parte dei nostri ragazzi di ottenere il clean sheet, abbiamo fatto un ottimo pressing, serviva una prestazione di questo tipo per fronteggiarli».

SOLET «È un giocatore fantastico, gli piace avere sempre il pallone fra i piedi. Ha giocato un’ottima gara, il suo profilo è questo, di difensore moderno a cui piace anche attaccare. Parliamo tanto e lavoriamo sui momenti, sui dettagli difensivi. Gueye e Arizala sono in crescita, sono dei talenti ma sono giovani, ci sono ancora tantissimi dettagli e tantissime situazioni su cui devono concentrarsi».

Atalanta, Palladino nel pre-partita del Lecce: «Adesso viene il bello, vogliamo chiudere senza rimpianti. Questa società è un modello»

Atalanta, Raffaele Palladino ha parlato così nel pre-partita del match contro il Lecce. Queste le sue dichiarazioni

A DAZN nel pre-partita di Lecce Atalanta, Raffaele Palladino ha rilasciato queste dichiarazioni.

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MODELLO ATALANTA «Il nostro mantra da cinque mesi è questo, rincorrere l’Europa. Abbiamo iniziato un percorso insieme che è fatta di tante vittorie e tante partite. Siamo stati competitivi in Champions siamo ancora in Coppa Italia e in campionato ci teniamo a continuare la nostra scalata. Adesso viene il bello, vogliamo chiudere dando tutto senza rimpianti. Vogliamo essere ambiziosi, come la mentalità di questa società.

Io prima di arrivare guardavo l’Atalanta come un modello, sono felice di essere in una società che crede da tempo nella crescita dei giovani, non solo italiani ma anche di quelli che vengono da fuori. Forse più della metà della nostra rosa è composta da ragazzi italiani, gli va dato il tempo di crescere anche se sbagliano per dargli fiducia: dovrebbe essere questo l’obiettivo di tutti, credere in questi ragazzi senza dargli colpe. Noi crediamo in questo e credo che poi i risultati arrivano».

Pagelle Udinese Como: Solet giganteggia, Zaniolo timido. Stecca l’attacco di Fabregas VOTI

Pagelle Udinese Como: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 31ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

Pagelle Udinese Como: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 31ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

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UDINESE: Okoye 6; Kristensen 6, Kabasele 6.5 (86′ Bertola SV), Solet 7; Ehizibue 5.5 (86′ Zarraga SV), Piotrowski 5.5 (65′ Miller 6), Karlstrom 6.5, Kamara 6 (69′ Arizala 6); Ekkelenkamp 5.5 (69′ Gueye 6), Atta 6; Zaniolo 5.5. All. Runjaic 6

COMO: Butez 6.5; Smolcic 6 (86′ Van der Brempt SV), Kempf 6, Diego Carlos 6.5, Valle 6; Da Cunha 6, Perrone 5.5 (60′ Sergi Roberto 6.5); Diao 5.5 (80′ Morata SV), Caqueret 5.5 (60′ Baturina 6), Paz 5.5; Douvikas 5 (60′ Vojvoda 6). All. Fabregas 6

Formazioni ufficiali Lecce Atalanta: le scelte di Di Francesco e Palladino per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Lecce Atalanta: le scelte di Di Francesco e Palladino per il match di Serie A, valido per la 31ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali Lecce Atalanta, match valido per la 31ª giornata di Serie A 2025/26.

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LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Ndaba; Ngom, Ramadani, Fofana;  Pierotti, Cheddira, Banda. Allenatore: Eusebio Di Francesco. A disposizione: Fruchtl, Samooja, Sala, Stulic, N’Dri, Perez, Helgason, Gandelman, Jean, Gorter, Coulibaly, Marchwinski.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski; Krstovic. Allenatore: Raffaele Palladino. A disposizione: Pardel, Sportiello, Kossounou, Bakker, Musah, Sulemana, Pasalic, Samardzic, Bellanova, Raspadori, Navarro, Ahanor, 

Moviola Udinese Como: gli episodi dubbi del match diretto da Maresca. Cos’è successo al Bluenergy Stadium

Moviola Udinese Como: gli episodi dubbi del match diretto da Maresca, valido per la 31ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

La combattuta sfida tra Udinese e Como ha richiesto una direzione di gara attenta e decisa da parte dell’esperto arbitro Fabio Maresca. Il direttore di gara ha adottato un metro di giudizio coerente lungo tutto l’arco della partita, cercando di privilegiare la fluidità del gioco ma intervenendo con estrema fermezza nei momenti di maggiore tensione agonistica e agonismo fisico.

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Il contatto in area su Arthur Atta: niente rigore

L’episodio principale da moviola, che ha acceso i riflettori sulla direzione arbitrale, si è registrato nel corso del primo tempo, esattamente al 20′ minuto. Il giocatore bianconero Arthur Atta è finito a terra all’interno dell’area di rigore lariana a seguito di un contatto con la difesa avversaria. In questa delicata circostanza, Maresca ha fatto subito segno di proseguire, valutando l’entità del contrasto non sufficiente per decretare la massima punizione. Una decisione immediata e supportata dall’ottimo posizionamento in campo del fischietto, che ha confermato la sua linea tecnica volta a non premiare i contatti leggeri.

La gestione disciplinare: tolleranza zero su proteste e gioco duro

Per mantenere il controllo della gara, l’arbitro ha dovuto spegnere sul nascere i focolai di nervosismo. Già al 18′, Maresca aveva sanzionato con decisione un fallo in attacco di Kingsley Ehizibue, ignorando e spegnendo sul nascere le vibranti contestazioni dell’esterno bianconero.

La severità nella gestione disciplinare è poi emersa chiaramente nella ripresa. Al 50′, non c’è stata alcuna clemenza per Maximo Perrone: il centrocampista del Como ha incassato un inevitabile cartellino giallo per aver tentato di discutere ripetutamente con l’arbitro, un atteggiamento punito senza esitazioni. Poco più tardi, al 72′, è arrivata un’altra ammonizione all’indirizzo di Diego Carlos. Il difensore della formazione ospite si è reso protagonista di un contrasto troppo deciso, costringendo Maresca alla giusta sanzione in un frangente di gara molto fisico, che poco prima aveva visto anche l’uscita per infortunio dell’udinese Jurgen Ekkelenkamp dopo un duro scontro di gioco. Al 78′, poi, giallo anche per Smolcic.

Juventus, i convocati per il Genoa: Spalletti riabbraccia Holm ma deve fare i conti con un’assenza. La lista ufficiale

Juventus, i convocati per il Genoa: l’elenco di Luciano Spalletti per il match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

Attraverso il proprio sito e i canali istituzionali, la Juventus ha reso nota la lista ufficiale dei giocatori a disposizione per l’attesa sfida di campionato contro il Genoa. Il match, in programma quest’oggi alle ore 18:00 nella cornice dell’Allianz Stadium, rappresenta uno snodo cruciale per le ambizioni bianconere. Il tecnico Luciano Spalletti ha diramato l’elenco dei convocati, tra i quali spiccano importanti novità – sia in positivo che in negativo – per l’assetto tattico e le rotazioni della Vecchia Signora.

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La buona notizia in difesa: Emil Holm torna a disposizione

Il vero sorriso di giornata per l’allenatore toscano porta il nome di Emil Holm. L’esterno svedese si è finalmente e definitivamente lasciato alle spalle il fastidioso infortunio patito nel derby d’Italia contro l’Inter. Il problema fisico, diagnosticato dallo staff medico come una lesione miotendinea di basso-medio grado del soleo, lo aveva costretto a saltare i precedenti impegni ufficiali, ma ora il giocatore è regolarmente arruolabile. Un recupero fondamentale che garantisce a Spalletti nuove e preziose alternative sulle corsie esterne, permettendo di gestire al meglio le energie.

Assenza obbligata: Adzic fermato dalla caviglia

Non ci sono però soltanto buone notizie dall’infermeria della Continassa. Dall’elenco dei giocatori chiamati a difendere i colori bianconeri è stato infatti depennato il nome di Adzic. Il giovane talento è costretto a sventolare bandiera bianca e a saltare il match a causa di un problema alla caviglia rimediato in Nazionale.

Juventus-Genoa: la lista ufficiale dei convocati

A seguire, l’elenco completo diramato dall’allenatore per la gara casalinga contro la formazione ligure:

  • Portieri: Perin (1), Di Gregorio (16), Pinsoglio (23).
  • Difensori: Holm (2), Bremer (3), Gatti (4), Kelly (6), Kalulu (15), Cambiaso (27), Cabal (32).
  • Centrocampisti: Locatelli (5), Koopmeiners (8), Kostic (18), Thuram (19), Miretti (21), McKennie (22).
  • Attaccanti: Conceicao (7), Vlahovic (9), Yildiz (10), Zhegrova (11), Boga (13), Milik (14), Openda (20), David (30).

Real Madrid, senza Champions è fallimento! Storia di un’annata complicata, e il futuro di Arbeloa…Cosa sta succedendo in casa blancos

Real Madrid, la storia di una stagione davvero complicata. Champions League unico obiettivo: senza sarà fallimento!

Il passo falso in campionato costa carissimo. Il Real Madrid, caduto a sorpresa per 2-1 sul campo del Maiorca, vede allontanarsi forse definitivamente i sogni di gloria in ambito nazionale. Attualmente scivolati a -7 punti dalla vetta della Liga, saldamente occupata dal Barcellona, i Blancos si trovano davanti a un bivio fondamentale. Alla squadra guidata in panchina da Álvaro Arbeloa resta di fatto un unico, grande obiettivo per non trasformare questa annata in un fallimento: puntare tutto sulla Champions League.

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I dubbi di Arbeloa e la pressione europea

Il palcoscenico europeo presenterà però un ostacolo monumentale: il Bayern Monaco. Come evidenziato dall’analisi del quotidiano As, il tecnico madridista è chiamato a prendere decisioni cruciali in vista di un incrocio che, con la rincorsa in campionato sempre più complessa, giudicherà l’intera stagione. La testata iberica sottolinea come la sconfitta sia inevitabilmente la madre dei dubbi, incertezze che appaiono purtroppo ricorrenti in questa annata. C’è grande attesa per capire come il gruppo risponderà all’ultimo colpo subito e come l’allenatore ricomporrà il suo undici titolare, costretto a giocarsela per una sola carta. Eppure, prima del recente scivolone, le ultime cinque vittorie di fila – tra cui il trionfo nel derby e le due sfide a eliminazione diretta contro il Manchester City – erano maturate con una formazione che sembrava ormai ben consolidata.

Il rebus dei terzini e l’ostacolo bavarese

Le posizioni che destano le maggiori perplessità tattiche sono le corsie esterne. Sulla fascia destra, Arbeloa ha costantemente alternato Trent Alexander-Arnold e Dani Carvajal. L’esterno inglese ha giocato a Maiorca e nel delicato pareggio europeo contro il City. Anche a sinistra la concorrenza è spietata, con un ballottaggio aperto a tre tra Ferland Mendy, Fran García e Carreras.

In questo complesso labirinto di incognite, incombe la minaccia del Bayern Monaco. La squadra bavarese ha quasi già vinto la Bundesliga per l’ennesima stagione, registrando statistiche offensive mostruose: 100 gol segnati in soli 28 turni di campionato, con una media di quasi quattro reti a partita. Tuttavia, la tradizione europea sorride agli spagnoli: il Real Madrid ha vinto sette delle ultime nove partite in Champions contro i tedeschi. Una statistica vitale a cui aggrapparsi per tentare l’impresa.

Bernardo Silva alla Juventus: quanto offrono i bianconeri per il suo ingaggio. Svelata la proposta per portarlo a Torino!

Bernardo Silva alla Juventus: svelata l’offerta dei bianconeri per l’ingaggio del calciatore portoghese. Tutte le cifre e i dettagli

Il lungo e straordinario ciclo di Bernardo Silva con la maglia del Manchester City sta ufficialmente giungendo al termine. La conferma dell’addio è arrivata direttamente da Pep Lijnders, vice di Guardiola, intervenuto in conferenza stampa dopo il netto successo per 4-0 contro il Liverpool in FA Cup. Il centrocampista portoghese, con il contratto in scadenza il 30 giugno, non rinnoverà e saluterà la Premier League a parametro zero subito dopo il Mondiale.

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L’annuncio e l’elogio per il leader insostituibile

L’addio all’Etihad Stadium segna la fine di un’era. Le dichiarazioni del vice allenatore ufficializzano la separazione: «Ogni bella storia arriva alla fine. Spero che Bernardo si goda le ultime 6 settimane, che abbia un bel finale perché se lo merita. E si merita tutta l’attenzione possibile».

Sbarcato in Inghilterra nel 2017, Silva è stato il faro silenzioso dei trionfi di Guardiola, tanto da meritarsi quest’anno la fascia di capitano. Lijnders ne ha esaltato in modo totale l’intelligenza calcistica: «Non ci sono molti giocatori che capiscono cosa serve alla partita come lui. Bernardo capisce che la sua missione è giocare bene e far giocare bene la squadra. È uno di quei giocatori che ti accorgi quanto è importante quando non c’è. Non si può rimpiazzare, perché uno con le sue caratteristiche non esiste. È unico: per come controlla le partite, per come è leader, per come si muove, per come vede le soluzioni in campo. Se lo perdi, devi cercare qualcuno che possa aiutare a far crescere la squadra e che si inserisca tra i titolari, ma in realtà devi sperare che i tuoi giovani della Academy e quelli che hai già preso continuino a crescere. Uno come lui non si può sostituire: si vede quanto ci manca già se salta una partita, figuriamoci una stagione intera».

La Juventus tenta il colpo a parametro zero

Mentre i Citizens inseguono l’Arsenal in campionato, i top club europei si muovono per il fuoriclasse a parametro zero. Il giocatore percepisce oggi 10 milioni netti più bonus e, seppur vicino ai 32 anni, resta uno dei migliori al mondo.

La Juventus ha già rotto gli indugi avviando i contatti con l’agente Jorge Mendes: sul tavolo un contratto triennale (con opzione per il quarto) a 7-8 milioni a stagione. La concorrenza per i bianconeri è feroce: il Barcellona e il PSG sono da tempo sulle sue tracce, senza escludere le ricche alternative della Saudi League o della MLS. La priorità di Silva, però, sembra essere ancora il grande calcio europeo.

D’Ambrosio mette a nudo un problema del calcio italiano: «Vedi allenatori che esultano ai gol come se fossero in Champions. Molti tecnici non pensano più al bene dei ragazzi!

D’Ambrosio ha rilasciato un’intervista, nella quale ha voluto posare la sua lente d’ingrandimento sulla crisi del calcio italiano

In una recente intervista rilasciata alle colonne de Il Giornale, l’ex difensore dell’Inter e della Nazionale Danilo D’Ambrosio ha analizzato senza filtri la profonda crisi che sta attraversando il calcio italiano dopo la mancata qualificazione ai Mondiali. Oggi attivo fuori dal campo con la sua nuova startup Vidall, D’Ambrosio porta avanti proprio all’interno delle giovanili nerazzurre un progetto di educazione finanziaria. Riguardo a questa importante iniziativa didattica, ha sottolineato: I valori per la scelta sono lavoro, sacrificio, meritocrazia. Diamo lezioni di educazione finanziaria, piuttosto che di uso consapevole dell’online.

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L’allarme sui campi di periferia: l’atteggiamento di genitori e allenatori

Il declino del movimento calcistico tricolore, secondo l’ex terzino, parte dalla base e dall’esasperazione che si respira a bordo campo. L’esperienza vissuta in prima persona è emblematica: Parlo anche da padre: quando i miei figli hanno cominciato a giocare, la domenica alle partite li portava mia moglie. Mi raccontava certe cose e pensavo che esagerasse: ora ci vado io e posso dire che è ancora peggio.

Un clima tossico che purtroppo coinvolge direttamente anche chi è chiamato a formare i talenti del futuro: Al di là dei genitori, vedi allenatori che esultano ai gol come se fossero in Champions. Molti tecnici non pensano più al bene dei ragazzi, ma a far carriera.

I soldi, le pressioni e la perdita dei valori fondamentali

Il sistema, fin dalle categorie inferiori, appare ormai compromesso da logiche che allontanano i ragazzi dallo sport autentico. Il duro atto d’accusa di D’Ambrosio fotografa una realtà molto preoccupante: Dalle basi: la crisi è sui valori fondamentali. E dal merito: i ragazzi non crescono in ambienti sani, trasparenti, dove chi lavora meglio viene premiato. Contano solo i soldi: il talento si perde e i giovani non imparano il valore dell’impegno.

I giocatori in erba non hanno più il tempo vitale per crescere e sbagliare: Vero, nel senso che una volta si imparava ad aspettare, a rispettare i tempi, a stare in gruppo. Oggi tutto è più rapido e organizzato, ma si perde la parte umana e formativa. I bambini devono tornare a divertirsi, soprattutto a sbagliare e a imparare senza la pressione continua del risultato. E in questo conta molto la famiglia: il calcio non è solo campo, è presenza, accompagnamento. Si deve aiutare i ragazzi a vivere il percorso con equilibrio, invece si pretende tutto e subito”.

La ricetta per rifondare la FIGC

Infine, lo sguardo si proietta sulle istituzioni sportive e su come agire concretamente per il futuro. L’ex nerazzurro ha le idee chiarissime su come agirebbe per invertire la rotta: È come negli affari: punterei su una squadra di persone competenti che possono insegnare qualcosa a me e agli altri. Servono educatori, allenatori e dirigenti che amino davvero il calcio e i giovani. Se formi uomini e donne consapevoli, allora puoi anche formare calciatori migliori. Altrimenti restano solo atleti senza identità”.

Ventura dopo l’ennesimo fallimento Mondiale: «È un problema di sistema, i palazzi si costruiscono dalle fondamenta non dall’attico! Il prossimo ct che arriverà…»

Ventura, allenatore ed ex ct dell’Italia, ha parlato così dopo la terza esclusione di fila della Nazionale azzurra dai Mondiali. Le sue dichiarazioni

La terza clamorosa esclusione consecutiva dell’Italia dai Mondiali impone una profonda e severa riflessione sul sistema calcio italiano. Ospite ai microfoni della trasmissione “Radio Anch’io Sport”, l’ex commissario tecnico Giampiero Ventura ha analizzato la crisi del nostro movimento, assolvendo l’attuale tecnico Gattuso e puntando il dito contro le croniche carenze strutturali della federazione.

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Una crisi culturale e la solidarietà a Gattuso

Secondo l’ex selezionatore, le radici del declino vanno cercate ben oltre la panchina azzurra: Non è tutta colpa dei ct, è evidente. Ha le sue responsabilità, ma non è un problema di presidente federale o di allenatore, bensì di cultura, di sistema. Facciamo sempre finta di niente. Dopo il 2006, siamo usciti subito sia nel 2010 che nel 2014. Poi non ci siamo qualificati per tre Mondiali di fila.

Ricordando il doloroso spareggio del 2017 contro la Svezia, Ventura evidenzia come le criticità siano rimaste immutate: “Da Italia-Svezia del 2017 non è cambiato nulla. Da qui nasce la profonda solidarietà e il consiglio diretto a Gattuso, vittima delle medesime pressioni mediatiche: Ci sono passato anch’io, ti senti responsabile per non aver raggiunto l’obiettivo. L’importante è che, in cuor suo, sappia di aver fatto il massimo. Gli consiglio di ripartire serenamente a fare il lavoro che ha sempre fatto. Con la convinzione che questo con la Nazionale è stato un brutto incidente di percorso, ma che può accadere nel mondo del calcio.

Quanto al dibattito sulla scelta del prossimo commissario tecnico, il giudizio è perentorio: “Qualsiasi sia il ct, se non viene messo nelle condizioni di lavorare al meglio, opererà sempre in questo contesto di difficoltà. Nel 2006 abbiamo vinto perché avevamo una generazione di fenomeni. Oggi questa generazione non c’è.

Riformare i settori giovanili dalle fondamenta

La vera e unica via d’uscita per rilanciare la Nazionale risiede nei vivai. Ventura ribadisce la vitale necessità di investire sulla formazione di base: I palazzi si costruiscono dalle fondamenta, non dall’attico. La priorità assoluta è avere strutture adeguate e personale altamente qualificato: Nei centri vanno messi allenatori-educatori capaci e pagati, che non hanno l’obiettivo di vincere il torneino, ma di creare e di far crescere. Dopo aver creato e cresciuto, non deve esserci la dispersione: il passaggio dalla primavera alla prima squadra è troppo grande in Italia”.

Un gap anagrafico e tecnico che ostacola l’esplosione di talenti. La chiosa finale è una severa stoccata alle ambizioni personali di chi oggi lavora con i ragazzi: “Una volta si viveva solo ed esclusivamente di tecnica. Oggi spesso nei settori giovanili l’ambizione dell’allenatore non è quello di crescere un talento, ma raggiungere un obiettivo per poter poi uscire dal settore giovanile e fare strada in maniera individuale. Serve cambiare atteggiamento, il modo di proporre e di proporsi.

Bastoni Barcellona, bomba dalla Spagna: il difensore ha preso una decisione per il suo futuro! Ecco cosa pensa sull’addio all’Inter

Bastoni Barcellona, dalla Spagna rilanciano che il difensore dell’Inter ha preso questa decisione per il suo futuro in estate

Il futuro di Alessandro Bastoni potrebbe clamorosamente allontanarsi dall’Italia. Secondo le ultime indiscrezioni di mercato provenienti dalla Spagna, il difensore dell’Inter e della Nazionale azzurra sarebbe finito in cima alla lista dei desideri del club catalano in vista della prossima finestra estiva. Una situazione di mercato che si intreccia con un momento personale particolarmente delicato per il giocatore.

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Le indiscrezioni dalla Spagna: la spinta verso i blaugrana

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del quotidiano spagnolo Mundo Deportivo, il centrale difensivo desidera ardentemente giocare per il Barcellona. L’ex Atalanta è attualmente al centro delle critiche a causa della simulazione nel derby d’Italia contro la Juventus e per l’espulsione subita nella sfida tra Bosnia e Italia. Nonostante manchi ancora un accordo ufficiale con il club spagnolo, la testata iberica assicura: Bastoni sa che lasciare la Serie A è la scelta migliore per lui ora che ha l’opportunità al Barça. Giocare per i blaugrana lo motiva moltissimo, soprattutto al fianco di Lamine Yamal , che considera il futuro del calcio mondiale. Da professionista, darà tutto per l’Inter fino alla fine della stagione, ma il chiaro interesse del club catalano aggiunge ulteriore pressione alla sua vita quotidiana. L’entourage del giocatore riterrebbe che questo sia il momento ideale per accelerare e finalizzare la trattativa.

La difesa di Marotta e il futuro all’Inter

A fare da scudo al giocatore è intervenuto il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta, che prima della sfida Inter-Roma ha chiarito la posizione della società: «Vergognoso che Bastoni sia stato esposto a questo continuo linciaggio come se fosse colpevole di chissà cosa. Le origini dell’eliminazione dell’Italia sono un pochino più lontane. Al di là di questo un ragazzo della sua età non merita questo trattamento. Nella vita si sbaglia, invece qua in Italia siamo tutti abituati a dover diventare psicologi ed esperti di calcio, analizzare situazioni senza sapere con chi si ha che fare. Abbiamo riconosciuto tutti che ha sbagliato, per un ragazzo della sua età. Bastoni è un patrimonio dell’Inter e del calcio italiano. E come tale lo consideriamo. Non ci sono gli estremi perché possa abbandonare questa maglia, poi come per tutti i calciatori ci possono essere situazioni che valuteremo più avanti».

Le cifre e i prossimi passi

La dirigenza del Barcellona osserva attentamente l’evolversi della situazione e valuta l’operazione intorno ai 55-60 milioni di euro. I prossimi passi prevedono un accordo preliminare d’intenti con il giocatore, per poi sedersi al tavolo con l’Inter, che ascolterà eventuali offerte solo per cercare di ottenere le migliori condizioni economiche possibili.

Calciomercato Juve: Cambiaso via in estate? Spunta una destinazione clamorosa per il terzino bianconero. Ecco dove potrebbe andare

Calciomercato Juve: Cambiaso parte in estate? Destinazione clamorosa per il terzino bianconero. Tutti i dettagli sul suo futuro

Il grande valzer del mercato europeo si prepara a vivere mesi roventi, e le attenzioni delle big internazionali iniziano a concentrarsi sui migliori talenti del nostro campionato. Il futuro di Andrea Cambiaso potrebbe clamorosamente tingersi di blaugrana. Secondo Gianluigi Longari, il Barcellona ha infatti manifestato un fortissimo interesse per il dinamico laterale della Juventus e della Nazionale italiana, inserendolo in cima alla lista dei desideri in vista della prossima sessione estiva di calciomercato.

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Un talento dal profilo internazionale: dal City al Barça

L’evoluzione tattica, la corsa instancabile e la continuità di rendimento dell’esterno hanno attirato da tempo gli sguardi delle principali corazzate continentali. Per il giocatore, infatti, non si tratta affatto di un corteggiamento isolato: già nel corso della passata stagione il calciatore era finito prepotentemente nel mirino del Manchester City. Le attenzioni della corazzata inglese prima, e dei catalani oggi, sono la netta dimostrazione di una dimensione che lo ha reso uno dei profili più appetibili a livello internazionale. La sua eccezionale duttilità, che gli permette di coprire egregiamente entrambe le fasce, lo rende il prototipo perfetto del terzino moderno, ideale per il gioco offensivo e di possesso ricercato dai grandi top club.

Ancora nessun contatto ufficiale, ma la Juventus riflette sul futuro

Sebbene le indiscrezioni siano molto forti e l’ammirazione del club catalano sia ormai considerata concreta e confermata dagli addetti ai lavori, è doveroso precisare che al momento non sono ancora stati avviati contatti ufficiali tra le due società. La dirigenza spagnola starebbe studiando la strategia finanziaria migliore prima di sferrare l’attacco formale.

Nonostante la fase di stallo apparente, l’ipotesi di un addio alla Torino bianconera in estate resta sul tavolo delle trattative. Nelle prossime settimane, la dirigenza della Juventus dovrà decidere se blindare uno dei suoi punti fermi, erigendo un muro attorno al proprio gioiello (magari attraverso un rinnovo), oppure se sacrificare il talento ligure di fronte a un’offerta irrinunciabile proveniente dalla Spagna. Un bivio di mercato cruciale che promette di infiammare l’estate calcistica italiana ed europea.

Mercato Juventus, i bianconeri seguono da vicino il talento del Genoa: ecco come sta andando la sua stagione

Mercato Juventus, il gioiello del Genoa finisce nel mirino di Comolli. Ecco l’analisi completa della sua stagione

Il calciomercato della Juventus non conosce pause, soprattutto quando si tratta di individuare i giovani talenti della Serie A. Tra i profili più monitorati c’è Jeff Ekhator, attaccante del Genoa che, nonostante la giovane età, sta dimostrando di poter reggere il confronto con un campionato di alto livello. La dirigenza bianconera vede in lui l’archetipo dell’attaccante moderno: fisico imponente, grande velocità e margini di crescita ancora molto ampi, qualità che lo rendono un investimento potenzialmente strategico per il futuro.

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L’analisi dei numeri stagionali restituisce l’immagine di un giocatore ancora in fase di maturazione ma già dotato di caratteristiche interessanti. Gli Expected Goals (xG) pari a 2.04 indicano una buona capacità di attaccare gli spazi e di trovarsi nelle zone calde dell’area, mentre la media di un gol ogni 318 minuti evidenzia la necessità di migliorare nella finalizzazione. Anche il volume di gioco racconta un profilo particolare: con 0.08 gol a partita e 11 tocchi medi, Ekhator non è ancora un attaccante costantemente coinvolto nella manovra, ma sa essere incisivo quando si tratta di attaccare la profondità e offrire una soluzione fisica per far salire la squadra.

È proprio questo mix di potenzialità e margini di crescita a intrigare la Juventus, convinta che in un sistema dinamico come quello di Spalletti a il giovane rossoblù potrebbe evolversi rapidamente. La capacità di rompere la linea difensiva avversaria e di interpretare più registri offensivi lo rende un profilo ideale per crescere alle spalle dei titolari, con la prospettiva di esplodere nel medio periodo. Il Genoa, da sempre bottega cara ma fucina di talenti, sa di avere tra le mani un prospetto prezioso. E sebbene i numeri realizzativi siano ancora contenuti, l’impatto atletico e il potenziale di Ekhator fanno pensare che il suo futuro possa davvero tingersi di bianconero, a patto che continui a migliorare nella precisione sotto porta.

Allegri nuovo ct Italia: continua il pressing della FIGC per il post Gattuso! Ecco i possibili scenari futuri

Allegri vicino alla panchina dell’Italia? La FIGC intensifica il pressing per il dopo Gattuso e valuta gli scenari per il 2026

Mentre il Milan si gioca il tutto per tutto nel finale della stagione 2026, il futuro di Massimiliano Allegri continua a essere uno dei temi più caldi ai vertici del calcio italiano. Secondo Repubblica, il tecnico livornese sarebbe diventato il profilo preferito dalla FIGC per raccogliere l’eredità di Gattuso sulla panchina della Nazionale.

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A convincere la Federazione non è soltanto il suo ricco palmarès, ma anche la capacità di valorizzare i giovani cresciuti nel vivaio: l’esempio più evidente è Davide Bartesaghi, ormai colonna della difesa rossonera sotto la sua guida. Nonostante la piena concentrazione sul progetto Milan e sulla corsa scudetto, la sensazione è che Allegri coltivi da tempo il desiderio di chiudere la propria carriera con un’esperienza da commissario tecnico.

L’idea di guidare la rinascita dell’Italia dopo tre fallimenti mondiali consecutivi rappresenta per lui una sfida affascinante, quasi un traguardo naturale per un allenatore che ha segnato un’epoca in Serie A. Il presente resta rossonero, ma l’estate 2026 potrebbe trasformarsi nel momento decisivo per un passaggio storico: dalla panchina di San Siro a quella di Coverciano, con la Nazionale pronta a ripartire proprio da Allegri.

Formazioni ufficiali Udinese Como: le scelte di Runjaić e Fabregas per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Udinese Como: le scelte di Runjaić e Fabregas per il match di Serie A, valido per la 31ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Udinese Como, match valido per la 31a giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Le scelte di Runjaić e Fabregas.

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UDINESE (3-4-2-1): Okoye; Solet, Kabasele, Kristensen; Ehizibue, Piotrowski, Karlstrom, Kamara; Atta, Ekkelenkamp; Zaniolo. Allenatore: Runjaic. 

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Kempf, Diego Carlos, Valle; Perrone, Da Cunha; Diao, Caqueret, Paz; Douvikas. Allenatore: Fabregas.

Napoli-Milan streaming gratis? Dove vederla stasera in tv

Tra le partite di stasera c’è anche il big match di giornata, ovvero Napoli-Milan. Alle ore 20.45 presso lo stadio Maradona si gioca una partita decisiva in ottica Champions League e nella rincorsa all’Inter per sognare ancora lo Scudetto.

I partenopei arrivano da quattro vittorie consecutive e soprattutto hanno recuperato la maggior parte degli infortunati, anche se durante la sosta il caso Lukaku ha scosso tutto l’ambiente. I rossoneri invece vogliono vincere per confermare che nei big match possono sempre fare male alle dirette competitor.

Andiamo a scoprire dove vedere Napoli-Milan stasera in streaming e in tv e i probabili schieramenti dei due allenatori.

Leggi anche: Probabili Formazioni 31° giornata Serie A

Napoli-Milan dove vederla stasera in streaming e in tv

Nella Serie A 2025-26 fa capolino la sfida Napoli-Milan. Come per ogni gara del campionato, anche questa sarà disponibile in esclusiva su DAZN (per abbonarti CLICCA QUI), la piattaforma che detiene i diritti di trasmissione della competizione. Il servizio mette a disposizione diverse formule di abbonamento, pensate per adattarsi alle necessità dei vari utenti. Ecco la tabella riepilogativa degli abbonamenti:

PacchettoContenuti principaliPrezziCondizioni di visione
DAZN FULL (ex Standard)– Tutta la Serie A TIM (10 partite a turno)
– Serie BKT completa
– LaLiga spagnola e Liga portoghese
– Serie A femminile
– Annuale unico: 443,88 € (36,99 €/mese)
– Annuale rate: 36,99€/mese
– Mensile flessibile: 46,99€/mese
– 2 dispositivi sulla stessa rete internet
– Non condivisibile con persone fuori casa
DAZN FAMILY (ex Plus)– Tutti i contenuti del pacchetto FULL
– Visione su due reti internet differenti
– Annuale unico: 743,88 € (61,99 €/mese)
– Mensile flessibile: 71,99 €/mese
– 2 dispositivi su reti diverse
– Ideale per famiglie o chi guarda DAZN fuori casa
DAZN GOAL (ex Goal Pass)– Tutta la Serie BKT
– 3 partite per turno di Serie A TIM
– Serie A femminile eBay
– LaLiga spagnola e Liga portoghese
– Annuale unico: 167,88 € (13,99€/mese €/mese)
– Mensile flessibile: 19,99 €/mese
– 2 dispositivi sulla stessa rete internet
– Condivisione solo in ambito domestico
DAZN MYCLUB PASS– Tutte le partite della propria squadra in Serie A
– Show pre e post-partita
– Highlights, approfondimenti e contenuti on demand
29,99 €/mese con pagamento in 12 rate– 2 dispositivi sulla stessa rete internet
– Segui solo la tua squadra del cuore

L’attivazione del piano scelto può essere effettuata direttamente sul sito ufficiale di DAZN. Per quanto riguarda la possibilità di assistere gratuitamente all’incontro, va precisato che non esistono alternative legali per la visione free. I siti che offrono lo streaming senza autorizzazione violano la legge, e anche chi utilizza tali piattaforme incorre in sanzioni per uso illecito di contenuti protetti da copyright.

Le probabili formazioni di Napoli-Milan

Napoli-Milan è anche Conte contro Allegri. Partiamo dalla squadra azzurra. Il tecnico leccese dovrà ancora rinunciare a pedine importanti come Rrahmani e Di Lorenzo, situazione che lo obbliga a rivedere l’assetto difensivo.

Davanti al portiere Milinkovic-Savic, leggermente favorito su Meret, dovrebbero agire Juan Jesus — in vantaggio su Beukema — insieme a Buongiorno e Olivera, con il brasiliano adattato sul centro-destra della linea arretrata.

In mezzo al campo è certa la presenza di Lobotka, mentre Anguissa appare favorito su Gilmour per affiancarlo. Sulle corsie laterali spazio alla spinta di Politano e Spinazzola. In attacco il riferimento sarà Hojlund, supportato da De Bruyne e McTominay, con Eljif Elmas e Alisson Santos pronti a subentrare a gara in corso.

Sul fronte opposto, Allegri deve fare i conti con l’assenza di Gabbia, ma per il resto ha a disposizione l’intera rosa, inclusi Leao e Gimenez. Dalle indicazioni pre-partita, però, il numero 10 rossonero dovrebbe partire inizialmente dalla panchina. Anche Leao è a disposizione ma non dovrebbe essere titolare.

In avanti si va verso l’impiego di Pulisic e Nkunku, avanti nelle gerarchie rispetto a Fullkrug e allo stesso Gimenez. Per il resto, pochi cambi rispetto all’assetto abituale: De Winter è pronto a sostituire Gabbia al centro della difesa, mentre in regia agirà Modric, affiancato da Fofana e Rabiot. Sulla fascia sinistra, infine, Bartesaghi è in vantaggio su Estupinan.

Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Juan Jesus, Buongiorno, Olivera; Politano, Anguissa, Lobotka, Spinazzola; De Bruyne, McTominay; Hojlund.

Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Nkunku.

Caicedo sbeffeggia la Roma sui social dopo il duro ko contro l’Inter: «Molto Malen Malen». Le parole dell’ex Lazio

Caicedo provoca la Roma dopo il 5‑2: «Molto Malen Malen». Il commento dell’ex giocatore della Lazio social fa discutere

La Roma lascia San Siro con una sconfitta pesante: il 5‑2 incassato contro l’Inter fotografa una gara in cui i nerazzurri hanno preso il controllo nella ripresa dopo un primo tempo equilibrato. Il risultato, maturato soprattutto nella seconda metà di gioco, ha evidenziato il divario di intensità e qualità mostrato dalla squadra di Cristian Chivu nei momenti decisivi del match.

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Per i giallorossi si tratta di un ko che pesa sia sulla classifica sia sul morale. La formazione di Gian Piero Gasperini aveva retto bene l’urto iniziale, trovando anche il modo di rientrare in partita, ma nella ripresa è stata travolta dall’Inter, capace di alzare i ritmi e chiudere la sfida con un passivo importante. Una battuta d’arresto che rischia di lasciare strascichi nelle prossime settimane.

A rendere ancora più amaro il post‑partita ci ha pensato Felipe Caicedo. L’ex attaccante della Lazio, protagonista in passato nei derby della Capitale, ha commentato ironicamente il risultato sui social, riaccendendo la rivalità con la Roma. Un messaggio breve ma pungente, che sottolinea il momento complicato dei giallorossi e alimenta il consueto clima di sfottò tra le due tifoserie

SUI SOCIAL DOPO INTER-ROMA – «Molto Malen Malen».

Inter Roma, spunta il retroscena di Dazn su Bastoni: ecco cosa è successo dopo il cambio e c’è lo zampino di Lautaro Martinez

Inter Roma, Alessandro Bastoni protagonista nel post‑cambio a San Siro: il curioso retroscena raccontato da DAZN

In casa Inter si respira un clima di grande compattezza dopo l’importante vittoria contro la Roma a San Siro, un successo che ha ulteriormente cementato il gruppo nerazzurro. Tra i protagonisti del post‑partita c’è soprattutto Alessandro Bastoni, al centro di alcuni momenti significativi che raccontano bene lo spirito della squadra. A riportarli è Davide Bernardi, bordocampista di DAZN, che ha descritto un ambiente carico, unito e consapevole della propria forza in questa fase decisiva della stagione.

L’episodio raccontato dal bordocampista sottolinea quanto la coesione interna sia diventata un valore aggiunto per l’Inter, un elemento che sta accompagnando la squadra nel suo percorso e che potrebbe rivelarsi decisivo nelle prossime settimane.

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DAZN SVELA – «Finita tutta la partita il difensore va a sedersi all’ultimo sedile disponibile e a testa bassa comincia a massaggiarsi la testa come per far andare via tutta la tensione accumulata in questi giorni molto complicati. Lautaro lo vede, va lì e lo abbraccia: un bel momento per entrambi».

Nuova maglia Juve 2026/27, spunta lo spoiler sul nuovo kit: ecco in anteprima la prima divisa – FOTO

Nuova maglia Juve per la prossima stagione: ecco lo spoiler per il nuovo kit home dei bianconeri 2026/2027 – FOTO

Footy Headlines ha svelato in anteprima la nuova maglia home della Juventus per la stagione 2026/27, firmata Adidas e ispirata a uno dei capitoli più iconici della storia bianconera. Il design richiama infatti il kit del 1976/77, l’annata in cui la Vecchia Signora conquistò la sua prima coppa europea, la storica Coppa UEFA. Un omaggio raffinato alle radici del club, reinterpretato con uno stile moderno.

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La divisa si distingue per un’eleganza particolare: le classiche strisce verticali bianconere sono accompagnate da un colletto rétro e da dettagli dorati che impreziosiscono l’intero kit. Anche il logo Jeep segue questa linea estetica, presentandosi in bianco con un bordo oro che richiama i successi internazionali del club. Secondo l’insider grhaer9, l’impatto visivo sarà volutamente classico e celebrativo, pensato per esaltare l’identità juventina.

Per tifosi e collezionisti, la maglia sarà disponibile da maggio 2026, pronta ad accompagnare la Juventus nel nuovo ciclo sportivo guidato da Spalletti. Un ritorno alle origini che unisce tradizione e modernità, con l’obiettivo di vestire la squadra con un simbolo di storia e ambizione.

https://twitter.com/Footy_Headlines/status/2040679100877078775

Mercato Milan, svolta in difesa: Allegri punta tutto sul difensore dell’Atalanta. Contatti avviati con Tare

Mercato Milan, Allegri fa sul serio per Scalvini: pressing forte sul difensore e primi dialoghi con il ds rossonero Tare

Il Milan comincia a delineare le prime mosse in vista della stagione 2026/2027 e il nome in cima alla lista dei desideri rossoneri è quello di Giorgio Scalvini. Secondo quanto raccolto da Calciomercato.it, il difensore dell’Atalanta è diventato l’obiettivo prioritario per rinforzare la retroguardia di Massimiliano Allegri, che lo considera il profilo ideale per dare solidità e prospettiva al reparto.

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Allegri, infatti, segue Scalvini da anni: già ai tempi della Juventus aveva provato a portarlo a Torino, senza successo. Oggi, dopo il pieno recupero dal grave infortunio che ne aveva rallentato la crescita, il classe 2003 è tornato a essere un pilastro della squadra di Raffaele Palladino. Il suo futuro, però, potrebbe dipendere dal piazzamento europeo dell’Atalanta, fattore che potrebbe incidere sulle strategie del club bergamasco.

La valutazione del difensore si aggira intorno ai 35 milioni di euro, ma il Milan sta preparando un’offerta da 28 milioni per provare a sbloccare la trattativa in estate. Non sarà un’operazione semplice, ma la dirigenza rossonera è determinata ad accontentare Allegri e a portare a San Siro uno dei talenti più promettenti del calcio italiano, considerato un investimento strategico per il futuro della squadra.

Infortunio Mancini, si ferma il difensore della Roma durante la sfida contro l’Inter: le ultime sulle sue condizioni

Infortunio Mancini, il difensore giallorosso si ferma contro l’Inter. Le ultimissime sulle sue condizioni e i dettagli

Brutte notizie per Gian Piero Gasperini: nella sfida tra Inter e Roma, valida per la 31ª giornata di Serie A, Gianluca Mancini è stato costretto a lasciare il campo anzitempo a causa di un problema muscolare. Il difensore giallorosso ha accusato un fastidio all’adduttore destro nel corso del primo tempo, spingendo lo staff tecnico a un cambio forzato nell’intervallo. Al suo posto è entrato Ghilardi, mentre le condizioni del centrale verranno valutate con attenzione nei prossimi giorni.

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Si tratta di un colpo pesante per Gasperini e per la Roma: Mancini è stato uno dei giocatori più utilizzati in stagione, garantendo sempre intensità, aggressività e leadership, nonostante un periodo non brillantissimo anche per via della delusione vissuta con la Nazionale. La sua assenza rischia di togliere alla squadra un punto di riferimento importante nelle prossime gare.

Lo stesso Gasperini, intervenuto ai microfoni di DAZN al termine del match, ha sottolineato il peso dell’infortunio: «Per noi Mancini è molto importante», ha dichiarato il tecnico. Un messaggio chiaro che evidenzia quanto il difensore ex Atalanta sia centrale nel progetto giallorosso e quanto la sua eventuale indisponibilità possa complicare i piani nelle settimane a venire.

Guardiola fa sognare i tifosi italiani: «Mi piacerebbe lavorare per una Nazionale un giorno»

Pep Guardiola accende il sogno dei tifosi italiani: «Mi piacerebbe allenare una Nazionale». Le sue dichiarazioni

Pep Guardiola ha parlato del suo futuro dopo il netto 4‑0 con cui il Manchester City ha superato il Liverpool nei quarti di coppa, lasciando aperti scenari che riguardano anche l’Italia. Il tecnico spagnolo è infatti uno dei nomi accostati alla panchina della Nazionale, alla ricerca di un nuovo commissario tecnico dopo l’addio di Gattuso in seguito al deludente Mondiale. Le sue parole, arrivate nel post‑partita, hanno inevitabilmente alimentato le voci. Guardiola ha infatti ammesso che un’esperienza in una selezione nazionale lo affascina.

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PAROLE «Mi piacerebbe lavorare per una Nazionale un giorno».

Una frase che suona come un indizio sul suo futuro, che potrebbe allontanarlo da Manchester dopo anni di successi e, chissà, magari avvicinarlo proprio all’azzurro.

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