Pagina 262 – Calcio News 24

Lazio, Fabiani svela tutto su Sarri: «I rapporti belli a volte sono un po’ conflittuali. Vorremmo finire questo percorso con lui»

Lazio, il direttore sportivo Angelo Fabiani ha parlato così del suo rapporto con il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri. Le sue dichiarazioni

Intervenuto a Sky Sport, il direttore sportivo della Lazio – Angelo Fabiani – ha fatto luce sul rapporto con il tecnico Maurizio Sarri. Le sue dichiarazioni.

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RAPPORTO LAZIO-SARRI – «I rapporti belli, anche quelli di coppia, a volte sono un po’ conflittuali, è ciò che mantiene il rapporto in vita».

FUTURO – «Questo modus che abbiamo di parlarci è un rapporto teso a migliorare, a spronare, è una critica costruttiva. Nulla di nuovo sotto il sole, se non che il sarrismo è anche questo. Andiamo sui fatti concreti e oggettivi: con Sarri abbiamo stipulato un contratto di 2 anni più uno di opzione, che poi abbiamo tolto proprio perché crediamo nel progetto Sarri. Abbiamo iniziato questo nuovo percorso con Sarri e vorremmo finirlo con Sarri».

De Bruyne via da Napoli, c’è una certezza: Romano ne è convinto

Kevin de Bruyne potrebbe lasciare il Napoli dopo appena una stagione: Fabrizio Romano ha una sensazione

È tornato dopo quasi cinque mesi di assenza: il Maradona ha abbracciato sabato scorso Kevin de Bruyne, rientrato in campo contro il Torino dopo il lungo stop e l’intervento per la lesione al bicipite femorale della coscia destra.

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Un rientro positivo con il belga che è parso in grande condizione fisica nonostante la lunga assenza. Un’assenza che ha fatto anche sorgere qualche dubbio sul futuro del calciatore: de Bruyne ha trascorso i mesi di riabilitazione lontano dall’Italia e qualcuno ha interpretato questo come un sinonimo di scarso attaccamento alla squadra. Inoltre, la volontà del presidente De Laurentiis è di non andare troppo oltre con le spese ed è innegabile che lo stipendio dell’ex City è uno dei più onerosi.

Facile pensare allora ad una possibile separazione a campionato finito, un’ipotesi che è stata commentata anche da Fabrizio Romano.

De Bruyne via da Napoli? L’ipotesi è un’altra

L’esperto di calciomercato sul suo canale Youtube ha voluto rispondere a chi chiedeva novità sull’eventuale futuro di Kevin de Bruyne lontano da Napoli.

de Bruyne resta al Napoli
De Bruyne resta al Napoli (Instagram Kevin de Bruyne) – Calcionews24.com

Secondo Romano “non c’è stata nessuna valutazione tra la società, il giocatore e i suoi rappresentanti per una separazione in estate. De Bruyne – ha aggiunto – anche durante l’infortunio oppure adesso, non si è mai presentato dal club per dire: io in estate vado via”. Sempre il giornalista ha poi aggiunto che anche il Napoli non pensa all’addio di de Bruyne: “Vuole godersi il belga e direi che ne ha il diritto”.

Addio non in programma, dunque, anche se la certezza totale la si potrà avere soltanto a fine stagione ed è proprio Romano che lo spiega, raccontando come agirà il Napoli per decidere il da farsi in tema di calciomercato: “A fine stagione la società tirerà le somme e fare le sue valutazioni. Una postilla che vale per tutti anche se, Romano sottolinea ancora una volta: “De Bruyne non ha mosso alcun passo in uscita dal Napoli“.

Basterà per tenerlo ancora in azzurro anche il prossimo anno? L’estate di certo porterà valutazioni e volti nuovi in casa Napoli, con la possibilità di uno tra de Bruyne e Lukaku possa andare via, visto che sono i due con gli stipendi più onerosi. Che sia il centrocampista? Per Romano non c’è questa ipotesi all’orizzonte, ma soltanto a fine campionato si saprà qualcosa in più.

Mercato Napoli: rivelazione sul futuro di Hojlund, De Bruyne e Rrahmani. Cosa succederà nei prossimi mesi

Mercato Napoli: quale sarà il futuro di Hojlund, De Bruyne e Rrahmani. Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi

Il Napoli pianifica il proprio futuro con grande ambizione. Al centro delle cronache di mercato ci sono le situazioni contrattuali e le prospettive di tre pedine fondamentali per lo scacchiere tattico di Antonio Conte.

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Nessun addio in vista per Kevin De Bruyne

Per quanto riguarda il futuro di Kevin De Bruyne, il noto esperto di mercato Fabrizio Romano ha fatto assoluta chiarezza, smentendo le voci di un addio imminente:

“Su Kevin De Bruyne, ragazzi, quello che posso dirvi è che ad oggi, inizio marzo, ormai quasi metà marzo, non c’è stato alcun tipo di valutazione fatta tra il Napoli, il giocatore, i suoi agenti e i suoi avvocati per una separazione in estate. De Bruyne, anche durante l’infortunio o adesso che è tornato, non si è mai presentato dal Napoli — lui o chi per lui — per dire: ok, io in estate vado via. Nel Napoli non è iniziato a fare questo tipo di valutazioni. Anzi, il Napoli vuole godersi Kevin De Bruyne e direi che ne ha il diritto, perché è stato sfortunato a farsi male così presto nel mese di ottobre. Ma certamente il Napoli ha tutta la voglia di godersi il giocatore e vi ho sottolineato, e poi l’abbiamo visto in campo, il modo in cui De Bruyne si è ripresentato: fisicamente benissimo, mentalmente libero, fresco. Insomma, c’è un bel feeling tra Kevin De Bruyne e il Napoli. Poi ragazzi vale per De Bruyne, vale per tutti: a fine stagione il Napoli tirerà una linea e farà le sue valutazioni su tutto e su tutti, chiaramente. Quando ci saranno queste valutazioni saremo qui per raccontarvele, ma vale per qualsiasi tipo di aspetto. Quindi aspettiamo e vediamo. Ma al momento, per rispondere a una domanda: De Bruyne non ha mosso alcun passo in uscita dal Napoli”.

Difesa blindata: il rinnovo di Rrahmani

Sul fronte difensivo, arrivano conferme importanti per Amir Rrahmani. Esploso definitivamente e diventato campione d’Italia sotto la guida di Luciano Spalletti, il centrale è pronto a legarsi ancora al club. Il giornalista Nicolò Schira rivela:

“Amir Rrahmani è a un passo dal rinnovo con il Napoli fino al duemilaventotto con opzione per il duemilaventove. Tre milioni a stagione”

L’impatto devastante di Højlund e il riscatto

In attacco, il trascinatore assoluto è Rasmus Højlund. Arrivato per sopperire all’infortunio di Romelu Lukaku, ha già siglato 13 reti, superando nelle gerarchie realizzative interne anche Scott McTominay.

Dopo aver rifiutato il Milan in estate, il suo riscatto dal Manchester United (fissato a 44 milioni di euro) è ormai una priorità assoluta per la dirigenza. A confermarlo ai microfoni di Sky Sport è stato Giovanni Manna:

“Rasmus è stato determinante anche quando ha segnato meno e ha lavorato per la squadra. Abbiamo un obbligo di riscatto in caso di Champions League, ma credo che anche se non dovessimo arrivarci il suo futuro sia comunque al Napoli”

Torino Parma, convocati e probabili formazioni: D’Aversa prepara la sorpresa. Cosa filtra verso l’anticipo di Serie A

Torino Parma, convocati e probabili formazioni per il match valido per la 29ª giornata di Serie A 2025/26

La Serie A entra nella sua fase più calda e la sfida di questa sera rappresenta un confronto diretto cruciale tra Torino e Parma. La squadra guidata da Carlos Cuesta occupa l’ottimo dodicesimo posto con 34 punti. I padroni di casa, allenati da Roberto D’Aversa, si trovano in quindicesima posizione a quota 30 punti, con sei lunghezze di margine sulla zona rossa. Una vittoria per una delle due compagini significherebbe un balzo vitale verso la salvezza.

Questi i convocati del Torino: Israel, Paleari, Siviero, Biraghi, Coco, Ebosse, Ismajli, Lazaro, Marianucci, Maripan, Nkounkou, Obrador, Pedersen, Anjorin, Casadei, Gineitis, Ilic, Ilkhan, Prati, Tameze, Vlasic, Adams, Kulenovic, Njie, Simeone, Zapata.

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Le scelte del Torino: Simeone guida l’attacco

Il tecnico granata confermerà il collaudato 3-4-1-2. Tra i pali agirà Alberto Paleari. La retroguardia a tre vedrà Saúl Coco, Ardian Ismajli ed Enzo Ebosse.

Sulle corsie esterne spazio a Marcus Pedersen e Rafel Obrado. In mediana, Matteo Prati e Gvidas Gineitis, ma attenzione alla candidatura di Cesare Casadei, reduce dal gol al Maradona. Sulla trequarti, Nikola Vlasic e Che Adams supporteranno Giovanni Simeone, con Duván Zapata inizialmente in panchina.

Le contromisure del Parma: emergenza a centrocampo

Gli ospiti risponderanno con il 4-3-2-1. Rientra tra i convocati Robin Britschgi, destinato alla panchina. In porta confermato Edoardo Corvi. La linea a quattro vedrà Enrico Delprato ed Emanuele Valeri sulle fasce, con Alessandro Circati e Troilo in mezzo.

Peserà enormemente l’assenza di Adrian Bernabè. A centrocampo agiranno Mandela Keita, Sorensen e Hans Nicolussi Caviglia, in ballottaggio con Ordonez. Sulla trequarti, Cremaschi e Gabriel Strefezza agiranno dietro a Pellegrino.

Le Probabili Formazioni

  • TORINO (3-4-1-2): Paleari; Coco, Ismajli, Ebosse; Pedersen, Prati, Gineitis, Obrador; Adams, Vlasic; Simeone.
  • PARMA (4-3-2-1): Corvi; Delprato, Troilo, Circati, Valeri; Keita, Nicolussi Caviglia, Sorensen; Cremaschi, Strefezza; Pellegrino.

Juventus, novità Milik: il polacco torna a disposizione per l’Udinese dopo il lungo infortunio? Qual è la situazione aggiornata

Juventus, Milik torna a disposizione per l’Udinese dopo il lungo stop causa infortunio? Ultimissime novità sulla sua situazione

L’avvicinamento all’importante e complessa sfida di campionato contro l’Udinese porta con sé novità cruciali per il reparto avanzato della Juventus. L’attenzione dello staff medico e tecnico resta massima sulle condizioni degli attaccanti, pedine fondamentali per le ambizioni di classifica del club torinese.

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Il rientro posticipato: prudenza per Vlahovic

La situazione che desta maggiore interesse riguarda senza dubbio Dusan Vlahovic. Mentre il giocatore è costretto ancora una volta a restare lontano dal rettangolo verde di gioco, le ultime indiscrezioni confermano che il suo infortunio sia ormai considerato un lontano ricordo dal punto di vista strettamente clinico. Nonostante la guarigione fisica appaia ormai completata, lo staff ha evidentemente optato per una linea di estrema prudenza, posticipando ulteriormente il suo rientro per evitare qualsiasi rischio di ricaduta e garantirgli un rientro al top della forma nelle prossime settimane.

Verso Udine: Milik scalda i motori

Se da una parte si predica cautela, dall’altra l’infermeria restituisce sorrisi per quanto concerne Arkadiusz Milik. Per l’ex centravanti del Napoli, infatti, crescono costantemente le possibilità di una convocazione in vista della gara di domani tra l’Udinese e la Juventus. Il giocatore ha risposto bene ai recenti carichi di lavoro ed è regolarmente a disposizione del gruppo.

La decisione finale nelle mani di Spalletti

Tuttavia, la decisione definitiva in merito al suo rientro nell’elenco dei convocati non è ancora stata ufficialmente presa. Come di consueto in questi delicati passaggi riabilitativi, toccherà esclusivamente a Luciano Spalletti sciogliere definitivamente le ultime riserve. Il mister valuterà attentamente i dati fisici e le sensazioni del ragazzo fino all’ultimo momento utile. La scelta finale, infatti, sarà presa solamente nella giornata di domani, a ridosso della partenza per Udine.

Italia, Gattuso al lavoro sulla lista per i play-off: le ultime tra infortuni, conferme e possibili esclusioni

Convocazioni Italia, Gattuso verso i play-off: quadro aggiornato tra recuperi, forfait e scelte tecniche

Si avvicinano i play-off che metteranno in palio la qualificazione al prossimo Mondiale, con l’Italia attesa giovedì 26 marzo alla New Balance Arena di Bergamo per la sfida contro l’Irlanda del Nord. Gennaro Gattuso sta definendo le prime convocazioni, ma dovrà fare a meno di Marco Verratti, che sarà sottoposto a un intervento al ginocchio. Il centrocampista verrà visitato oggi, 13 marzo, per stabilire la tipologia dell’operazione, come riportato da Peppe Di Stefano a Sky Sport.

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Nel gruppo azzurro troveranno spazio Palestra e Pisilli, protagonisti di una stagione positiva. Sul fronte infortuni arrivano notizie rassicuranti: Bastoni dovrebbe saltare per precauzione la gara dell’Inter contro l’Atalanta, ma rientrerà in gruppo nei prossimi giorni; Kean, invece, è atteso già lunedì sera per Cremonese–Fiorentina. Entrambi saranno regolarmente presenti a Coverciano per il ritiro.

Tra gli esclusi dovrebbe figurare Zaniolo, mentre resta da valutare la situazione di Frattesi, ancora in dubbio in attesa delle ultime verifiche fisiche prima della decisione definitiva.

Conferenza stampa Runjaic alla vigilia di Udinese Juve: «Davis sarà fondamentale, ecco come sta Solet. Yildiz difficile da marcare ma speriamo di…»

Conferenza stampa Runjaic alla vigilia di Udinese Juve: le dichiarazioni verso il match della 29ª giornata di Serie A 2025/26

Kosta Runjaic è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match tra Udinese e Juve di domani sera. Ecco le sue parole.

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SU SOLET – «Valuteremo nelle prossime ore se convocarlo. Non potrà partire titolare, al massimo potrà giocare uno spezzone di partita» 

SU ATTA E ZANIOLO – «Se mi sento di indicare Zaniolo a Gattuso? Non spetta a me deciderlo, è una scelta del CT. Come sta? Sta bene, ha dovuto recuperare dopo l’infortunio e rimettersi in ritmo: ha subito due operazioni importanti e spesso serve tempo anche mentale per tornare al top. Speriamo che domani faccia una bella partita, ogni volta dà una mano alla squadra e può davvero fare la differenza. Quando è in forma e vince i duelli, trasmette energia ai compagni, è un ragazzo ambizioso e concentrato, anche lui vuole tornare in Nazionale. Atta, invece, sta vivendo la sua prima stagione completa a questo livello, quindi è normale che abbia alti e bassi. Ha avuto qualche acciacco, la speranza è che domani sia al 100% e, se tutto va bene, potrebbe partire titolare, anche se ovviamente non posso garantirlo» 

SU DAVIS E YILDIZ – «Davis è in forma e domani potrà dare un grande contributo: tiene bene il pallone, ha velocità e sa crearsi spazi palla al piede. Non vedo l’ora di vederlo in campo, e dobbiamo sostenerlo come Zaniolo: la loro qualità nella metà campo avversaria è fondamentale. Gli uno contro uno contano molto in questa sfida, ma ma c’è da dire che la Juventus ha giocatori come Yildiz, difficili da marcare anche con i raddoppi. Avremo occasioni per attaccare e speriamo di fare male alla Juventus» 

LA CONFERENZA STAMPA DI RUNJAIC ALLA VIGILIA DI UDINESE JUVE

Mercato Lazio, idea a costo zero per rinforzare la retroguardia: valutazioni in corso sul nuovo obiettivo

Mercato Lazio, si apre la pista del colpo a parametro zero: tutti i dettagli sulla nuova opzione. Le ultimissime notizie

La Lazio si prepara a un’estate di profonda trasformazione, soprattutto nel reparto difensivo, dove potrebbero cambiare diversi interpreti. Con Patric e Provstgaard considerati gli unici sicuri della conferma, il futuro di giocatori come Gila, Romagnoli e Gigot appare sempre più incerto. In questo contesto, la dirigenza biancoceleste sta valutando profili internazionali per rinnovare la retroguardia.

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Uno dei nomi finiti sul taccuino è quello di Eray Comert, difensore svizzero di origini turche attualmente al Valencia. Secondo quanto riportato da Calciomercato.it, il giocatore rappresenta un’opportunità particolarmente interessante: il suo contratto è in scadenza e la Lazio sta monitorando la situazione con attenzione, pronta a inserirsi qualora non arrivasse il rinnovo con il club spagnolo.

La concorrenza, però, è folta. Su Comert ci sono club della Bundesliga, società della SuperLig turca e altre squadre della Liga, tutte pronte a contenderselo a parametro zero. La scelta finale dipenderà molto dalla volontà del giocatore, che nelle prossime settimane dovrà decidere quale sarà il passo successivo della sua carriera.

Zirkzee sempre più lontano dallo United: fuori dai piani e ai margini, le opzioni per un ritorno in Serie A

Zirkzee verso l’addio allo United: spazio ridotto, fiducia ai minimi e scenari aperti per la Serie A. Le ultimissime

Joshua Zirkzee continua a essere uno dei nomi più ricorrenti nelle voci di mercato legate alla Serie A. In quasi tutte le ultime sessioni il suo profilo è stato accostato al campionato italiano e, da quando ha lasciato il Bologna per trasferirsi al Manchester United, l’attaccante olandese non ha mai chiuso la porta a un possibile ritorno. L’esperienza in rossoblù resta infatti una delle migliori della sua carriera, seconda solo a quella con l’Anderlecht per numeri e continuità. In Inghilterra, invece, Zirkzee fatica a imporsi: arrivato in uno dei momenti più complicati della storia recente dei Red Devils, non è mai riuscito a replicare il rendimento mostrato a Bologna e l’ipotesi di un addio estivo si fa sempre più concreta.

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Lo status di Zirkzee allo United

Il contratto con il Manchester United scade nel giugno 2029, ma la sensazione è che l’avventura possa interrompersi prima. Zirkzee avrebbe voluto lasciare già a gennaio, quando la Roma aveva tentato di portarlo in Italia, per non rischiare di perdere spazio in nazionale in vista del Mondiale 2026. La sua posizione all’interno del club non è cambiata: era fuori dai piani con Amorim e lo è rimasto anche dopo l’arrivo di Carrick. Da inizio stagione ha collezionato 20 presenze complessive, solo quattro delle quali da titolare. Nelle ultime cinque gare di Premier League ha giocato meno di mezz’ora in totale, segnale evidente di una fiducia ormai ridotta al minimo.

Le possibili destinazioni

La concorrenza interna, con Matheus Cunha e Sesko arrivati in estate per una cifra complessiva vicina ai 150 milioni, rende ancora più difficile per Zirkzee trovare spazio. Pagato 42,5 milioni nel 2024, oggi il suo valore si è abbassato e diversi club di Serie A potrebbero tornare alla carica. La Roma resta vigile, soprattutto in vista degli addii di Ferguson e probabilmente di Dovbyk. Il Milan, che lo aveva già seguito ai tempi del Bologna, valuta cambiamenti nel reparto offensivo. L’Inter potrebbe muoversi in caso di una cessione importante, mentre la Juventus potrebbe liberare un posto qualora decidesse di sacrificare uno tra David, Openda e Vlahovic.

Il futuro di Zirkzee, dunque, sembra destinato a riaccendere il mercato estivo, con l’Italia pronta a riprovarci.

Verona, Sammarco svela: «Recuperiamo Lirola, poi la squadra dovrebbe essere la stessa delle scorse settimane. Su Edmundsson e Bowie…»

Verona, Sammarco analizza in conferenza: «Recuperiamo Lirola, poi la squadra dovrebbe essere la stessa »

La vittoria ottenuta al Dall’Ara ha riaperto uno spiraglio nelle speranze di salvezza del Verona, che ora è chiamato a confermarsi anche davanti al proprio pubblico. Domenica alle 12.30 la squadra di Paolo Sammarco ospiterà il Genoa di Daniele De Rossi, reduce dal successo casalingo contro la Roma. Per i gialloblù si tratta di un appuntamento cruciale per continuare ad alimentare le residue possibilità di evitare la retrocessione. In vista della sfida, Sammarco ha aperto l’antivigilia presentandosi in conferenza stampa.

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PAROLE – «Recuperiamo Lirola, per il resto la squadra dovrebbe essere la stessa delle scorse settimane. Gli altri torneranno ad allenarsi la prossima settimana, se tutto procede come previsto. Edmundsson e Bowie si sono integrati benissimo all’interno della squadra: sono due lottatori che aiutano tanto il gruppo. Stanno lavorando con impegno e sono due innesti importanti. Orban e Bowie giocano con grande intelligenza tattica e si muovono l’uno per l’altro. Mi aspetto molto anche da Sarr, che ha già mostrato ottime prestazioni nonostante gli sia stato annullato un gol. Anche Mosquera può darci un contributo importante»

SINGOLI – «Belghali è migliorato a livello fisico e ha fatto una settimana di allenamenti importanti. È un giocatore unico nel Verona: la sua velocità e la tecnica non ha eguali nella squadra. Siamo soddisfatti anche delle prestazioni di Oyegoke in queste ultime partite. Ha tanta voglia di migliorare e imparare. Valuteremo la scelta migliore, ma entrambi i giocatori sono pronti a dare il loro contributo. Difesa? Mi piace come Edmundsson interpreta il ruolo di difensore centrale, perché riesce a mantenere la squadra compatta. Nelsson, schierato da terzo di destra, ha fatto molto bene. Considerando anche le caratteristiche degli avversari, penso che continueremo a schierarci in questo modo».

Como, parla Fabregas: «Nico Paz mezzala? Ecco cosa penso. Perrone per ora 60% no, 40%. Su Diao…»

Como, Fabregas in conferenza stampa: «Nico Paz mezzala? Ecco cosa penso. Perrone per ora 60% no, 40%. Su Diao…». Le parole

Reduce da tre vittorie consecutive in Serie A — ottenute nell’ordine contro Juventus, Lecce e Cagliari — il Como ha scalato la classifica fino al quarto posto, raggiungendo quota 51 punti e affiancando la Roma di Gasperini. Proprio i giallorossi saranno i prossimi avversari di Nico Paz e compagni: la sfida è in programma domenica 15 marzo alle 18:00 allo stadio Sinigaglia. Le dichiarazioni di Fabregas in conferenza:

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SU PERRONE – «Per ora 60% no, 40% sì, ma può ancora migliorare. Magari domani sta benissimo. Oggi si è allenato individualmente ed è andato bene. Ha preso una botta e si è gonfiato molto. Lui è spaventato: è stato fuori 3 mesi l’anno scorso dopo un colpo preso col Verona. Ha avuto un versamento, però non è grave»

DIAO E NICO PAZ – «Diao? Dopo essersi allenato da solo domenica, ha fatto tutta la settimana di allenamento con noi, benissimo, e domani se tutto va bene sarà tra i convocati. Ma non è grave. Nico Paz mezzala? In futuro potrà farlo, quando sarà più maturo. Ma lui è un giocatore di trequarti, una seconda punta. Anche perché nelle nostre dinamiche con i due playmaker stai sempre basso. Serve sicurezza con la palla, una maniera di pensare e analizzare le situazioni che Nico non ha. È istinto, non è Perrone o Baturina. È molto specifico il ruolo del centrocampista».

Nuovo stadio Roma, Gualtieri svela: «Sarà uno degli stadi più belli del mondo.  Ci sarà la curva più grande del mondo»

Nuovo stadio Roma, Gualtieri svela: «Sarà uno degli stadi più belli del mondo.  Ci sarà la curva più grande del mondo»

La Roma vede sempre più vicino il traguardo del nuovo stadio, mentre il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, alimenta l’entusiasmo dei tifosi giallorossi. Alle 13:55 è arrivato il via libera definitivo dell’Assemblea Capitolina al PFTE, il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, segnando un passaggio decisivo verso la realizzazione del nuovo impianto.

Per la società e per i tifosi si tratta di un passo atteso da anni, che avvicina concretamente l’idea di una casa moderna e di proprietà.. Ecco le parole del sindaco della Capitale a Sky Sport 24:

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PAROLE «Siamo oggi certi di centrare l’obiettivo di un impianto moderno. Sarà uno degli stadi più belli del mondo e ci sarà un impegno di qualificazione di un quadrante. La Roma realizzerà dei parchi, curati e gestiti dalla società ma aperti a tutti i cittadini. Ci sarà la curva più grande del mondo, con tecnologia e innovazione ma anche la qualità stilistica che lo renderà unico».

Nico Paz Inter, i tifosi nerazzurri adesso sognano! Quella foto con Diego Milito e Javier Zanetti fa impazzire tutti – FOTO

Nico Paz Inter, la foto fa sognare i tifosi: l’immagine con Diego Milito e Javier Zanetti scatena l’entusiasmo dei nerazzurri

Negli ultimi mesi il nome di Nico Paz è stato più volte accostato all’Inter, alimentando le fantasie dei tifosi nerazzurri. Più suggestione che trattativa concreta, anche perché il classe 2004 resta sotto il controllo del Real Madrid, che ne detiene il cartellino e continua a monitorarne la crescita.

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Nelle ultime ore, però, è circolata una foto che ha acceso l’entusiasmo del popolo interista. Ieri sera il giovane talento del Como è stato avvistato al ristorante Botinero, locale di proprietà di Javier Zanetti. Nell’immagine, diventata rapidamente virale, compaiono Nico Paz, suo padre, Diego Milito e lo stesso Zanetti: un quartetto che inevitabilmente ha scatenato interpretazioni e speranze.

Difficile sapere se durante la serata si sia parlato anche di mercato, ma la coincidenza non è passata inosservata. L’Inter continua a sognare che, un giorno, il futuro del gioiellino del Como possa tingersi di nerazzurro.

Vlahovic non convocato per la sfida contro l’Udinese: la scelta della Juve e il motivo dello stop

Vlahovic fuori dai convocati per la sfida con l’Udinese: la Juventus sceglie la prudenza e rinvia il rientro dell’attaccante serbo

Negli ultimi giorni in casa Juventus l’attenzione si era concentrata soprattutto sulle condizioni di Dusan Vlahovic, impegnato nel recupero dall’infortunio che lo tiene ai box. L’attaccante serbo si allena da tempo con il resto del gruppo e, fino a metà settimana, filtrava un certo ottimismo sulla possibilità di portarlo almeno in panchina per la trasferta di Udine.

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La società bianconera, però, ha scelto di non forzare i tempi. Lo staff tecnico e medico ha preferito evitare qualsiasi rischio, optando per una gestione più prudente del rientro. Per questo motivo Vlahovic non sarà convocato per la sfida contro l’Udinese, rinviando ancora il suo ritorno in campo.

Secondo quanto riportato da Juventusnews24, il club continuerà a monitorare il giocatore nei prossimi giorni, con l’obiettivo di reinserirlo solo quando il recupero sarà considerato pienamente completato.

Conferenza stampa Lombardo pre Sampdoria Venezia: «L’emozione è tanta. La Samp mi è entrata nel DNA»

Conferenza stampa Lombardo pre Sampdoria Venezia: tutte le dichiarazioni del neo tecnico dei blucerchiati

Attilio Lombardo, allenatore della Sampdoria, ha preso la parola in conferenza stampa per introdurre la sfida valida per la 30ª giornata del campionato di Serie B 2025-2026 contro il Venezia. Il tecnico blucerchiato ha analizzato il momento della squadra, le insidie del match e le scelte in vista della trasferta.

Nel suo intervento, Lombardo ha toccato i temi principali legati alla gara, soffermandosi sia sugli aspetti tattici sia sulle condizioni del gruppo. L’obiettivo, ha spiegato, è dare continuità al percorso di crescita e affrontare un avversario competitivo come il Venezia con la giusta mentalità.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

EMOZIONI E CONFRONTO – «L’emozione è tanta. Guidare la squadra del cuore significa avere ancora più responsabilità. Non voglio confrontare questa esperienza con quella dello scorso anno. Allora non avevamo fatto un miracolo, il miracolo è arrivato dopo. Ora ho nove partite per provarci e per salvarci».

LEGAME SAMP – «La Sampdoria mi è entrata nel DNA, soprattutto dopo Cremona. Vorrei che questa storia avesse un lieto fine. Oggi il libro è un po’ sporco e dobbiamo ripulirlo. Siamo tutti colpevoli e dobbiamo tornare a essere innocenti».

VENEZIA – «Il Venezia è una squadra forte. Non ho paura, ma so che ci farà soffrire. Conosco Stroppa, è un allenatore bravissimo e siamo cresciuti calcisticamente vicini».

ESPOSITO E BRUNORI – «Mi aspetto di più da tutti, non soltanto da loro. L’impegno non è mai mancato, ma è chiaro che alcuni giocatori devono incidere di più».

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Conferenza stampa Conceicao pre Udinese Juve: «Lavoriamo sempre su tutto. Vlahovic è molto forte. Su Bernardo Silva…»

Conferenza stampa Conceicao pre Udinese Juve: le dichiarazioni del bianconero alla vigilia del match di Serie A

Domani torna in campo la Juventus, attesa alle 20:45 dalla sfida contro l’Udinese al Bluenergy Stadium.

Nel giorno di vigilia, venerdì 13 marzo, Franscisco Conceicao parla in conferenza stampa alle 14:00 per presentare il match davanti ai media. Calcionews24  ha seguito le sue parole.


LAVORO CON SPALLETTI – «Durante la settimana lavoriamo su tutto. Dobbiamo tutti migliorare individualmente per far sì che la squadra sia più forte. Lavoriamo sempre su tutto, su tutti i dettagli».

GETTARE LE BASI PER UNA JUVE VINCENTE – «Giochiamo molto bene, abbiamo tanta potenzialità di fare molto meglio ancora. Dobbiamo lavorare su quello, abbiamo tanti giocatori di qualità e proviamo a fare ciò che il mister ci chiede. Possiamo ancora dimostrare, ora ci sono tante partite per raggiungere l’obiettivo».

UDINESE – «Sappiamo che è una squadra forte, in casa ancora di più. È una squadra molto fisica, sappiamo la loro qualità, i giocatori che hanno davanti ma tutti fanno un lavoro buono. Sono tosti ma andiamo lì con l’ambizione di vincere per continuare la nostra strada».

BERNARDO SILVA – «Io conosco Bernardo molto bene, so che è molto forte, ma non gli ho parlato di questo. Non so se la Juve lo vuole comprare o no, ma se mi chiede gli dirò che la Juve è un grande club, che qui si deve vincere. Tutte le squadre del mondo vogliono Bernardo».

RIENTRO VLAHOVIC – «Tutte le squadre con tutti i giocatori in forma sono più forti. Dusan è molto forte, è mancato come tutti gli altri che non sono stati disponibili. Lui sta sempre meglio, speriamo ritorni bene da questo infortunio».

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Premio Bastoni: il difensore dell’Inter è stato candidato al Premio “Rosa Camuna” per ammesso l’errore sul caso Kalulu

Premio Bastoni: il nerazzurri candidato al premio “Rosa Camuna” dopo aver ammesso l’errore sul caso Kalulu

Beccato e fischiato dai tifosi in tutta Italia per la simulazione del contatto con Kalulu — episodio che aveva portato all’espulsione del difensore juventino nella sfida contro la Juventus — Alessandro Bastoni ha scelto di esporsi in prima persona, arrivando a «riconoscere pubblicamente il proprio errore, assumendosi la responsabilità».

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Un gesto che il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, ha ritenuto meritevole di un riconoscimento ufficiale: da qui la candidatura del difensore dell’Inter e della Nazionale alla “Rosa Camuna”, la massima onorificenza regionale, per un atteggiamento definito «Non scontato e non comune, che testimonia il rispetto per il gioco, per gli avversari e per i tifosi».

La proposta di Romani è stata immediatamente condivisa e sottoscritta dal consigliere regionale Pietro Bussolati (PD), presidente dell’Inter Club di Palazzo Pirelli. Entrambi hanno ricordato come episodi simili a quello di Inter-Juventus del 14 febbraio «Si verificano con frequenza sui campi di calcio senza suscitare la stessa eco e lo stesso accanimento: in questo senso, la reazione di Bastoni ha rappresentato un esempio positivo di come si possa trasformare un errore in una occasione di responsabilità e crescita».

Ranking UEFA per il quinto posto Champions: Spagna saldamente seconda, Italia ormai quasi fuori dalla corsa

Ranking UEFA, volata per il quinto slot Champions: Spagna avanti, Italia vede sfumare le ultime speranze. I dettagli

Il turno di coppe europee appena archiviato rischia di aver compromesso in modo quasi definitivo la corsa della Serie A al quinto posto Champions per la stagione 2026/27. L’Italia, già costretta a inseguire Spagna e Germania nel ranking UEFA, la prossima settimana perderà con ogni probabilità l’Atalanta dalla Champions League, visto il pesantissimo 6-1 subito dal Bayern all’andata. Un’uscita che pesa doppiamente, perché la Champions è la competizione che garantisce il maggior numero di punti nel coefficiente stagionale.

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Restano dunque Europa League e Conference League come uniche strade per tenere vive speranze ormai ridotte al minimo. Servirebbero risultati eccellenti dalle italiane e, parallelamente, eliminazioni di club spagnoli e tedeschi ancora in corsa in Champions. Il meccanismo introdotto con il nuovo format UEFA premia infatti le due federazioni che totalizzano più punti complessivi nelle tre competizioni europee: un sistema che ha già consentito alla Serie A, due stagioni fa, di ottenere un quinto posto Champions aggiuntivo. Con il nuovo format a 36 squadre e girone unico, ogni risultato pesa, e la permanenza prolungata delle squadre italiane diventa fondamentale.

Il calcolo del ranking si basa sui punti ottenuti da ogni club: vittorie, pareggi, bonus per i passaggi del turno e per la posizione nella classifica unica UEFA. La Champions permette di accumulare fino a 29,5 punti, l’Europa League 23, la Conference 20,5. La somma dei punti raccolti da tutte le squadre di una federazione viene poi divisa per il numero di partecipanti: ecco perché ogni eliminazione anticipata è un danno doppio, mentre ogni percorso lungo aumenta le possibilità di scalare posizioni. In questo contesto, l’Italia ha ancora quattro squadre in corsa, ma parte nettamente dietro rispetto a Spagna e Germania.

La sconfitta dell’Atalanta rischia di essere il colpo più duro, perché riduce quasi a zero le possibilità di recupero. Per restare agganciati all’obiettivo servirebbe un miracolo sportivo dei bergamaschi al ritorno e, allo stesso tempo, qualche passo falso delle rivali di Liga e Bundesliga. Non aiuta il derby italiano tra Bologna e Roma in Europa League: una delle due avanzerà, ma l’altra uscirà, sottraendo punti preziosi alla media nazionale. Fondamentale diventa anche la qualificazione della Fiorentina in Conference League. La prossima settimana offrirà un quadro più chiaro, ma la sensazione è che la corsa al quinto posto Champions sia ormai appesa a un filo sottilissimo. Lo riporta Calcio & Finanza.

La classifica aggiornata dopo l’andata dei playoff di Champions League:

  1. Inghilterra – 22,847 punti (posto extra in Champions)
  2. Spagna – 18,406 punti (posto extra in Champions)
  3. Germania – 18,142 punti
  4. Italia – 17,928 punti
  5. Portogallo – 17,000 punti
  6. Francia – 15,678 punti
  7. Polonia – 15,250 punti
  8. Grecia – 13,700 punti
  9. Danimarca – 12,250 punti
  10. Cipro – 12,156 punti

Calciomercato Inter, Koné resta in cima alla lista: conferme sul forte interesse, ma Massara detta le condizioni

Calciomercato Inter, pista Koné sempre più concreta: conferme sul gradimento, ma Massara alza il muro e avverte i nerazzurri

L’Inter non ha mai smesso di seguire Manu Koné. Anzi, il suo nome è tornato a occupare una posizione centrale nelle strategie per il centrocampo del futuro. Dopo il tentativo sfumato nell’agosto 2025, il francese resta il primo obiettivo individuato da Cristian Chivu e dalla dirigenza nerazzurra per completare una rosa che, con 67 punti in classifica, sta già dominando la Serie A e guarda con ambizione alle prossime stagioni.

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Secondo quanto raccontato da Fabrizio Romano sul proprio canale YouTube, la stima nei confronti del centrocampista della Roma è totale all’interno di viale della Liberazione. Koné è considerato il profilo perfetto per aggiungere fisicità, aggressività e dinamismo alla mediana interista. Il problema è la trattativa: la Roma lo ritiene un elemento imprescindibile e, forte dell’interesse internazionale, non intende scendere sotto una valutazione superiore ai 40 milioni di euro. Una cifra che rende l’operazione complessa e che richiederebbe un investimento pesante da parte di Oaktree.

Al momento non risultano negoziazioni formali, ma i contatti restano vivi e costanti. L’Inter sa che per strappare il classe 2001 ai giallorossi servirà una manovra simile a quella che ha portato alla valorizzazione e blindatura di Pio Esposito. Intanto, in vista della sfida contro l’Atalanta, Chivu ritrova Marcus Thuram dal primo minuto, ma il nome di Koné continua a circolare come il tassello mancante per completare definitivamente il centrocampo del futuro nerazzurro.

Juventus, il dato che nessuno si aspettava: Spalletti ritrova una risorsa decisiva proprio nel momento clou dell’anno

Juventus, emerge un dato clamoroso: Spalletti si affida a una nuova arma per spingere la squadra nel finale di stagione

Il laboratorio tattico di Luciano Spalletti continua a produrre soluzioni sorprendenti, restituendo un’immagine della Juventus solida, adattabile e capace di reinventarsi nonostante un attacco spesso limitato dagli infortuni. Il tecnico ha costruito una squadra che sa reggere l’urto delle difficoltà, ispirandosi alla filosofia “a trazione posteriore” tipica della casa di Maranello: quando davanti si fatica, è il motore dietro a spingere. E i numeri confermano questa identità: nessuna formazione di Serie A ha segnato più gol con i difensori da quando Spalletti siede sulla panchina bianconera.

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Secondo quanto riportato da Tuttosport, sono già 13 le reti arrivate dalla retroguardia in 19 partite, un dato che racconta la modernità di un sistema in cui i ruoli non sono più confini rigidi. Gatti, Cambiaso e gli altri “braccetti” hanno sopperito alle difficoltà realizzative di David e Openda, trasformandosi in armi aggiuntive negli ultimi metri. La Juventus ha imparato a cavarsela con ciò che ha, sfruttando gli inserimenti e la duttilità dei suoi interpreti per restare competitiva anche nei momenti più complicati.

Alla vigilia della sfida di Udine, però, Spalletti intravede finalmente un cambio di scenario: per la prima volta potrà contare sull’intero reparto offensivo. Sul volo per il Friuli ci saranno anche Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik, un recupero che restituisce profondità, alternative e soprattutto la possibilità di tornare a un attacco più riconoscibile.

Milan, Fofana non ha dubbi: «Scudetto? Siamo il Milan e questo basta per crederci! Ho pensato di ritirarmi a 18 anni, vi racconto…»

Milan, Fofana si racconta a Sportmediaset: «Scudetto? Siamo il Milan e questo basta per crederci! Ho pensato di ritirarmi»

Fofana è uscito dal Derby contro l’Inter con un ruolo ormai chiaro: quello di nuovo punto fermo del centrocampo di Massimiliano Allegri. La sua prestazione nella stracittadina, coronata dall’assist decisivo per Estupiñán, ha certificato la sua crescita e la sua centralità nel progetto bianconero.

In un momento particolarmente brillante della sua stagione, il mediano francese ha condiviso sensazioni e ambizioni ai microfoni di SportMediaset, raccontando come stia vivendo questa fase di piena maturazione tecnica e mentale.

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CARRIERA – «Ho iniziato a giocare in strada. Dieci anni fa giocavo ancora a bassi livelli, in famiglia mancavano soldi quindi ho cominciato a lavorare come fattorino delle pizze. Se allora mi avessero detto ‘diventerai un titolare del Milan che si gioca lo Scudetto’ non ci avrei creduto. Non credevo più in un futuro da professionista nel calcio, pensavo solo a giocare coi miei amici. Ho anche pensavo di ritirarmi verso i 18 anni. Poi ho fatto un test con lo Strasburgo, ho firmato il contratto e mi sono detto che non dovevo più fermarmi».

SCUDETTO – «Siamo il Milan, non devo lanciare messaggi: non deve essere Fofana a lanciare messaggi, siamo il Milan e questo basta per crederci»,

ASSIST – «Da due o tre anni sto allenandomi col piede sinistro, e sto migliorando. Cerco sempre di fare il passaggio che porta al goal, cercherò di arrivare a 20 (è a quota 13 assist da quando è al Milan, ndr) entro fine stagione anche se Leao non è molto contento perché gli tolgo il lavoro».

Bologna Roma, Calvarese non ha dubbi: «Manca un rosso a Miranda, il gol del pareggio di Pellegrini è regolare»

Bologna Roma, Calvarese analizza gli episodi: «Manca un rosso a Miranda, il gol del pareggio di Pellegrini è regolare»

Gianpaolo Calvarese ha analizzato e commentato alcuni degli episodi più discussi emersi durante Bologna Roma, offrendo la sua lettura tecnica sulle decisioni arbitrali che hanno segnato la partita. Le sue parole:

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PAROLE – «Sbaglia Jablonski in occasione del mancato rosso a Miranda, mentre è giusta la decisione di convalidare la rete di Pellegrini nel secondo tempo. Il primo episodio clou arriva già dopo pochi minuti, quando Miranda stende Rensch disinteressandosi del pallone con una manata. L’arbitro tedesco sbaglia a non fischiare fallo: l’intervento del terzino era da fallo, e dunque da secondo giallo. 

Qualche protesta, invece, in occasione del gol del pareggio di Pellegrini. Malen evita di prendersi un rigore dopo un contatto con Lucumì e resta in piedi e solo dopo scivola sfiorando il pallone: dalle immagini non è chiaro se tocchi anche le gambe di Freuler, che finisce a terra per il contatto con Skorupski. Giusta quindi la scelta di Jablonski: il gol è regolare»

Genoa, De Rossi: «Formazione? Mi porto dietro 3-4 dubbi. Norton-Cuffy sta bene. Credo che si possa considerare arruolabile. Baldanzi…»

Genoa, De Rossi parla in conferenza alla vigilia della sfida contro il Verona: «Formazione? Mi porto dietro 3-4 dubbi»

Verona e Genoa si ritrovano al Bentegodi per il lunch match, una sfida che pesa come un vero scontro diretto nella corsa salvezza. Il Genoa di Daniele De Rossi arriva con un margine di 6 punti sulla zona rossa, ma il Verona è rinvigorito dal successo ottenuto al Dall’Ara, una vittoria che ha riacceso entusiasmo e fiducia. Per i rossoblù, conquistare i tre punti significherebbe compiere un passo quasi decisivo verso la permanenza in Serie A.

Alla vigilia del match, De Rossi ha presentato la partita in conferenza stampa, analizzando stato di forma, insidie e motivazioni della sua squadra

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FORMAZIONE – «Mi porto dietro 3-4 dubbi. Se posso scegliere due attaccanti in una rosa che vanta quattro punte? Quando dico che ho qualche dubbio sulla formazione mi riferisco anche all’attacco… penso che abbiano giocato delle ottime partite entrambi gli attaccanti scorsi, anche considerando che Ekhator è un 2006 e aveva davanti un difensore N’Dicka»

BALDANZI – «Dal punto di vista fisico la squadra ha lavorato bene, ci siamo. C’è qualche situazione al limite, come Baldanzi o come qualche altro giocatore che ha avuto qualche piccolo problema. Tommaso lo valutiamo giorno per giorno. Nuovi arrivati? Da quando si possono sostituire 5 giocatori il gioco si è trasformato. I cambi sono diventati importanti, anche perché 5 giocatori cambiano il 50% della squadra. Da dopo il mercato abbiamo meno giocatori, ma le soluzioni sono rimaste molte»

SINGOLI – «Norton-Cuffy sta bene. Credo che si possa considerare arruolabile a tutti gli effetti. Andranno gestiti i carichi perché non gioca da un po’, ma sarà con noi di sicuro. Sabelli? Per noi è molto importante, e forse lo abbiamo sottovalutato. Anche se ha giocato poco, da gennaio ha iniziato a sentirsi importante, cosa che ha rispecchiato anche in allenamento. Un pensiero su Leali? Ci sta dando una mano e continua ad essere il professionista che tutti conosciamo. Era più contento quando giocava ovviamente, ma queste sono scelte che vanno prese».

Maignan: «Allegri un top! Devi avere una mentalità cattiva per fare il portiere. Devi venire qui per capire cosa significhi davvero indossare questa maglia»

Maignan, portiere del Milan, si raccomta in documentario e dice tutto: «Allegri un top! Devi venire qui per capire cosa significhi…»

Mike Maignan ha scelto di raccontarsi senza filtri in occasione dell’uscita del documentario “Beyond the Magic”, disponibile su DAZN e sui canali ufficiali del Milan. Nel corso del progetto, il portiere francese ha messo a nudo emozioni e convinzioni, ribadendo ancora una volta il legame profondo e inscindibile che lo unisce ai colori rossoneri.

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MENTALITA’ – «Siamo soli. Siamo noi come squadra e gli avversari. E dietro di noi i tifosi. Devi avere una mentalità abbastanza cattiva per fare il portiere, devi essere un po’ matto. Ci sono alcune parole molto importanti per me: avere fede, avere disciplina nel lavoro, pazienza e umiltà. Quando giochiamo insieme possiamo ottenere grandi risultati. Disciplina vuol dire avere rigore, avere un modo di lavorare e non ignorare nulla. Non bisogna mai mollare, neanche nei momenti in cui sei giù. Umiltà perchè non devi mai dimenticare da dove vieni e i sacrifici che hai fatto per arrivare fino a qui. Se sono qui e sono capitano è perchè ho vissuto il mio passato. Nel mio passato ho incontrato diversi portieri con più talento, ma non avevano la mia testa e la mia determinazione. Ho avuto tanto sfide nella mia vita che mi hanno dato questa forza nella testa e questo ha fatto la differenza».

CAPITANO DEL MILAN – «Prima di tutto io devo cercare di essere un esempio e di essere il migliore nel mio lavoro. Essere capitano è una responsabilità e sono orgoglioso di esserlo: in un gruppo di venti o trenta giocatori ce n’è solo uno. Non devi recitare un ruolo: devi essere te stesso ed essere un esempio. È quello che cerco di fare ogni giorno, senza abusare della fascia o dello status. Capitano e leader non lo diventi, nasci con una certa mentalità dentro. Si può imparare, ma non è come quelli che nascono con questa cosa dentro. Se mi hanno dato la fascia è per quello che sono. In passato ho sempre detto agli allenatori del settore giovanile che non c’era bisogno di darmela, perché mi sentivo già capitano anche senza. Oggi averla è per me un motivo di orgoglio e di responsabilità».

GIOCARE NEL MILAN – «Il Milan è dove mi sono fatto vedere al mondo. Devi venire qui per capire cosa significhi davvero indossare questa maglia. Quando giochiamo si vede la grandezza del Club. Appena arriviamo a Milanello dobbiamo dare il massimo, per i bambini, per i nonni, per chi tifa Milan da generazioni. A volte i tifosi pensano che i giocatori sono così, ma a volte hanno anche loro giorni difficili. Magari capita che un giocatore arrivi alla partita anche con altre cose per la testa. Dentro a questa squadra tutti danno il massimo, anche quando non arrivano i risultati. Serve pazienza, credere nel lavoro».

ALLEGRI – «Allegri è un mister che, per la gestione dello spogliatoio e per l’atteggiamento sul campo, è un top. Quando cambia l’allenatore cambiano tante cose. Sono arrivato con una grande voglia di rivincita rispetto all’anno scorso. È stato questo il mio pensiero fin dall’inizio, e lo è ancora oggi».

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Mercato Inter, una big di Premier piomba su Pio Esposito: assalto concreto, maxi offerta in arrivo e i nerazzurri…

Mercato Inter, allarme dalla Premier per Pio Esposito: irruzione di una big inglese, pressing fortissimo e scenari aggiornati

Il futuro di Pio Esposito sta assumendo contorni sempre più internazionali, con l’interesse della Premier League che cresce di settimana in settimana. Come riportato da Fabrizio Romano, l’Arsenal si è limitato finora a un’attività di osservazione senza passi formali, ma un’altra pista inglese si sta rivelando decisamente più insidiosa per l’Inter.

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Newcastle in pressing, ma l’Inter alza il muro

Il Newcastle, alla ricerca di un centravanti fisico e giovane per la prossima stagione, avrebbe individuato nel classe 2005 nerazzurro il profilo ideale. A differenza dei Gunners, i Magpies sarebbero pronti a investire cifre molto elevate pur di convincere la dirigenza interista. La risposta di Marotta e Ausilio, però, è stata netta: Esposito non è sul mercato.

Il club considera il numero 94 un elemento centrale nella costruzione del progetto tecnico che Cristian Chivu guiderà nel 2026/27. Per questo motivo, ogni tentativo di avvicinamento è stato respinto senza esitazioni.

Rinnovo fino al 2030: l’Inter blinda il suo talento

Per mettere definitivamente al riparo il gioiello del settore giovanile, l’Inter ha già avviato e sostanzialmente definito un accordo per il rinnovo del contratto fino a giugno 2030. L’intesa prevede anche un adeguamento economico significativo, proporzionato ai risultati ottenuti in una stagione da protagonista: 7 gol e 6 assist tra tutte le competizioni.

Nonostante il pressing mediatico di Craig Hope del Daily Mail e l’interesse del Newcastle anche per altri profili come Liam Delap, la posizione del club resta immutata: Esposito è parte integrante del presente e del futuro dell’attacco nerazzurro, insieme a Lautaro Martínez e Marcus Thuram.

Napoli, parla Manna: «L’obiettivo è sempre stato la zona Champions. McTominay contento di stare qui. Sul futuro di Conte…»

Napoli, Manna: «L’obiettivo è sempre stato la zona Champions. McTominay contento di stare qui. Sul futuro di Conte dico questo»

Un finale di stagione ancora tutto da giocare, con l’obiettivo prioritario di blindare la qualificazione alla prossima Champions League e, subito dopo, iniziare a costruire in modo concreto la squadra del futuro. Sono molti i dossier sul tavolo del direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, che in un’intervista esclusiva a Sportmediaset ha affrontato i temi più caldi: dal destino di Antonio Conte a quello delle principali stelle azzurre, passando per le strategie che guideranno la programmazione della prossima annata.

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STAGIONE «L’obiettivo è sempre stato la zona Champions, non solo per il Napoli, ma è fondamentale per tutte le squadre che competono. Siamo contenti di quello che stiamo facendo, siamo estremamente positivi, vedo la squadra in crescita perché c’è comunque un lavoro di un anno dietro tanti calciatori e stiamo recuperando dei protagonisti importanti che lo dovevano essere a inizio stagione, poi purtroppo non sono stati a disposizione.  Dobbiamo ricordare che in due anni abbiamo vinto uno Scudetto inaspettato e poi la Supercoppa in modo netto e meritato. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di centrare le posizioni di Champions League, poi è chiaro durante il campionato la crescita della rosa e il lavoro ti possono portare anche ad ambire a qualcosa di più. Quest’anno non è stato possibile perché c’è stato un susseguirsi di infortuni lunghi che ci hanno condizionato l’andamento anche se non dobbiamo dimenticare comunque che il Napoli è sempre stato primo o secondo quando aveva tutti, poi terzo»

FUTURO MCTOMINAY «Scott è un calciatore importante, è contento di stare a Napoli, penso che lo dimostri quando gioca e quando vive la città. Ha ancora due anni di contratto, abbiamo un rapporto estremamente chiaro e franco con lui. Stiamo parlando, non è un argomento attuale. Sappiamo l’importanza di Scott, a oggi non abbiamo ricevuto offerte anche perché il calciatore non ha mai manifestato la volontà di cambiare aria»

FUTURO CONTE E ALISSON SANTOS «È normale, si pianifica sempre, ci si conosce da due anni, il lavoro che è stato fatto è incredibile e positivo. In altre circostanze non saremmo terzi in classifica e non avremmo vinto una Supercoppa, staremmo parlando di altro, quindi con tranquillità e serenità guardiamo al futuro. L’impatto di Alisson è stato positivo perché è un ragazzo di grande umiltà, energia e disponibilità al lavoro. Per quanto riguarda il riscatto c’è un diritto che è già definito quindi non c’è bisogno di fare nulla»

VAR – «Penso che per tutti sia fondamentale un incontro con i vertici arbitrali perché ci sono troppe cose che non sono coerenti e ci sono troppe incertezze. Il VAR dovrebbe essere uno strumento oggettivo ma diventa soggettivo perché dietro c’è una persona, quindi le valutazioni possono variare. Spesso vediamo che variano di partita in partita, ma anche durante la stessa partita. Noi l’abbiamo toccato con mano quindi è necessario confrontarsi senza alzare i toni, però troppe cose quest’anno non sono andate per il verso giusto. In Europa viene utilizzato in modo meno continuativo rispetto a quello che succede in Italia. Dobbiamo fare una riflessione, bisogna parlarsi e capire dove migliorare questo strumento, che è sicuramente d’aiuto».

Calciomercato Lazio: il futuro di Gila resta un rebus. In estate potrebbe verificarsi questo scenario, novità importanti

Calciomercato Lazio: il futuro di Gila potrebbe andare in questa direzione in vista dell’estate. Lo scenario aggiornato

Quando Mario Gila è sbarcato nella Capitale, in pochi avrebbero scommesso su un suo impatto così rapido e determinante. Oggi, a distanza di tempo, è un punto di forza inamovibile per Maurizio Sarri. Con costanza e determinazione, il giocatore ha scalato le gerarchie passando da “signor nessuno” a elemento imprescindibile, guadagnandosi sul campo i gradi di “capitano silenzioso”, capace di guidare il reparto arretrato con straordinaria autorevolezza.

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La prova totale contro il Sassuolo e i dati statistici

Come evidenziato dal Corriere dello Sport, dopo un periodo di appannamento dettato da problemi fisici, il miglior Gila è tornato a dominare contro il Sassuolo. Una prestazione da manuale in entrambe le fasi: sua la palla rubata a Moro, trasformata in una nitida occasione da rete che Gustav Isaksen non è riuscito a concretizzare con un pallonetto.

A certificare la sua leadership sono gli impressionanti dati statistici accumulati in 25 presenze:

  • 4091 metri percorsi palla al piede.
  • 112 palloni recuperati.
  • 51 duelli aerei vinti.
  • 28 contrasti vinti.

Il big match contro il Milan e gli scenari futuri

Il prossimo banco di prova è severissimo: il Milan. Il tecnico laziale si aspetta una gara solida dallo spagnolo che, insieme a Adam Marusic e Danilo Cataldi, avrà il difficile compito di arginare le fiammate di Rafael Leão e l’intelligenza tattica di Christian Pulisic.

Parallelamente, il nome di Gila accende il mercato. Con un contratto in scadenza nel 2027 e contatti per il rinnovo finora solo interlocutori, il giocatore è diventato molto appetibile. Milan e Inter fiutano il colpo in Italia, mentre dalla Spagna si registra l’interesse dell’Atletico Madrid. Il giocatore predica calma e concentrazione sul campo, ma il suo futuro resta in bilico, con il Real Madrid alla finestra: i Blancos detengono infatti il 50% sulla futura rivendita.

Francisco Cervelli si racconta: «Io tifoso Juve per ‘colpa’ di Del Piero, lo guardavo in tv. Ecco chi mi piace della squadra attuale»

Francisco Cervelli, manager della Nazionale italiana di baseball, ha raccontato così il suo tifo per la Juventus. Le dichiarazioni

Francisco Cervelli, attuale manager della Nazionale italiana di baseball, ha parlato a Tuttosport della sua passione calcistica per la Juventus.

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IL TIFO PER LA JUVE – «Tutta colpa di Del Piero! Ho iniziato a tifare Juve guardando Alex in tv. Sono nato nel 1986, quindi avevo 8-9 anni quando Del Piero ha cominciato a fare gol in bianconero. Per me rimane il numero uno, il miglior giocatore di sempre della Juventus. Era il 2010 e sono stato a Torino per conoscerlo. Un mito. In quell’occasione incrociai anche Buffon. Cerco di guardare tutte le gare della Juve, anche due-tre a settimana se riesco, in particolare la Champions. Mi piacciono soprattutto Yildiz e McKennie, ma stimo pure Locatelli e Conceiçao. Comunque conosco tutti i giocatori, so come giocano, sono un tifoso vero. Come tifoso spero sempre in risultati positivi e vittorie. Ma conosco lo sport, è complesso, difficile, bisogna trovare la chimica giusta fra i giocatori. Adesso c’è un allenatore, Spalletti, spettacolare. Ha giocatori di alto livello, penso possa creare una Juventus forte, ma servirà pazienza, la strada per tornare la Juve di una volta è lunga. Però, come si dice, sempre fino alla fine».

LA NAZIONALE DI GATTUSO – «Ci sono i cicli nello sport. L’Italia una volta aveva Maldini e Baggio, Del Piero e Totti. Era una nazionale spettacolare ed era facile vincere. Oggi è diverso, i Del Piero non esistono più. Se posso dare un consiglio da tifoso e appassionato di calcio, va trovata un’identità nuova, un modo di giocare che ci rispecchi. E bisogna che i giocatori si ricordino che rappresentano l’Italia, uno dei migliori paesi al mondo. Devono camminare a testa alta, serve l’atteggiamento giusto. Abbiamo vinto quattro Mondiali, bisogna ricordarselo quando si scende in campo, non bisogna avere paura».

Napoli Women, Floe svela la sua ambizione: «Sarebbe molto importante per Napoli avere 2 squadre molto competitive anche nel panorama internazionale»

Napoli Women, Floe Nielsen ha parlato così della stagione del club azzurro e delle sue ambizioni. Le dichiarazioni

Quando, al 61′ di Italia-Danimarca, è subentrata in campo spaccando la partita, in parecchi si sono domandati: “Che forza, ma dove l’ho già vista?”. Cecilie Fløe Nielsen è l’attaccante che ha fatto cambiare marcia al Napoli Women e l’ha resa la grande rivelazione della Serie A. Sulle pagine di Tuttosport c’è l’intervista di una ragazza dalle idee molto chiare.

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LA SERIE A «Penso sia difficile fare previsioni quando approdi in un nuovo campionato. Non puoi sapere se riuscirai ad adattarti o se il tuo stile di gioco si integrerà con quello della squadra. Quindi no, onestamente non me lo aspettavo, però ci speravo. La competitività. Ho la sensazione che ogni squadra possa vincere contro qualsiasi altra. Questo mi ha sorpreso, perché spesso si sente parlare solo delle prime tre come molto forti, ma non è così».

LA NUOVA DIMENSIONE DEL NAPOLI «Non credo di essere approdata in una squadra in lotta per la salvezza, bensì in un gruppo con grandi ambizioni che, allo stesso tempo, è consapevole che ciò che sta vivendo è un percorso nel quale le aspettative devono essere realistiche. Penso che sarebbe molto importante per Napoli avere 2 squadre molto competitive anche nel panorama internazionale: sicuramente attirerebbe l’attenzione di tanti tifosi in più anche per noi e renderebbe la città ancora più conosciuta. Una squadra molto forte, che riesce a giocare a viso aperto con chiunque. Credo che lui sia molto bravo nella valorizzazione dei punti di forza di ogni calciatrice e, contestualmente, ad amalgamarle nella costruzione della squadra che sceglie di mandare in campo».

LA CORSA SCUDETTO «La corsa è aperta, al momento non so fare un nome. Ma spero che in futuro questa corsa riguardi anche il Napoli»

UNA GIOCATRICE INTERESSANTE «Sono sempre stata molto affascinata da Son Heung-min, capitano della nazionale sudcoerana, per il suo modo di essere dentro e fuori dal campo. Spero semplicemente di essere convocata e di continuare a giocare: vestire la maglia della nazionale è un sogno, oltre che un onore e l’obiettivo naturalmente è che la squadra renda sempre al meglio anche in vista del Mondiale in Brasile del prossimo anno».

Manchester City resta un enigma: oltre 800 milioni dal mercato ma (ancora) divario in Europa. Dentro al momento dei Citizens

Manchester City rimane un enigma: oltre 800 milioni dal mercato ma resta il divario in Europa. Analisi sul momento dei Citizens

Il colpo è di quelli tosti, capaci di stordire al primo impatto e di innescare riflessioni immediate. Fino a poche settimane fa, ammirando sei squadre inglesi qualificate agli ottavi di Champions League (con il solo Newcastle passato dai playoff), ci interrogavamo sul senso di un calcio europeo ormai dominato dallo strapotere economico della Premier League. Oggi, all’indomani del primo round degli ottavi, quella sensazione di onnipotenza sembra svanita: tre inglesi sono uscite con le ossa rotte, le altre tre non dormono sonni tranquilli. Il dubbio si è ribaltato: riuscirà mai la Premier, nonostante i miliardi spesi, a esprimere dinastie europee paragonabili a Real Madrid o Bayern Monaco? Ecco l’analisi di Tuttosport

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L’ENIGMA MANCHESTER CITY

La verità è che nell’ultimo decennio una superpotenza inglese c’è stata: il Manchester City. Il problema è che la finale di Istanbul vinta contro l’Inter nel 2023 ha rappresentato più la fine di un ciclo che l’inizio di un’egemonia. Da quel trionfo a oggi, la proprietà del City Football Group ha investito sul mercato l’astronomica cifra di oltre 800 milioni di euro, finendo talvolta per strapagare giocatori normali, senza però riuscire a ricostruire una corazzata all’altezza del passato o delle dirette concorrenti europee.

LA BATOSTA DEL BERNABÉU

La batosta rimediata mercoledì a Madrid (che fa il paio con la doppia sconfitta inflitta dai Blancos nella passata stagione) ha certificato il divario. Nonostante un rendimento in Premier nettamente superiore a quello dell’anno scorso, i Citizens appaiono un gradino sotto l’élite continentale. L’aspetto più preoccupante è lo smarrimento di quell’identità tattica – possesso posizionale e pressing asfissiante – che Guardiola aveva trasformato in un marchio di fabbrica inconfondibile. «Non credo che abbiamo fatto male, martedì ci riproveremo», ha chiosato Pep senza fare drammi. Ma un’eliminazione prematura dopo altri 300 milioni spesi in estate avrebbe il sapore del fallimento.

TESTA AL WEST HAM

Prima della rimonta europea, però, l’imperativo è non steccare in campionato. Domani sera al London Stadium contro un West Ham affamato di punti salvezza, sarà vietato pensare al Real. A sole 9 giornate dal termine e con 7 punti da recuperare, un ulteriore passo falso significherebbe dire addio al sogno di agganciare la capolista Arsenal.

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