Pagina 493 – Calcio News 24

Vlahovic Juve, arriva il comunicato ufficiale sulle condizioni dell’attaccante bianconero! Che tegola per Spalletti!

Vlahovic Juve, ecco la nota ufficiale del club sulle condizioni dell’attaccante servo! Che tegola per il tecnico Spalletti!

La Juventus ha diffuso l’esito ufficiale degli accertamenti svolti al J-Medical sulle condizioni di Dušan Vlahović. Purtroppo le cattive notizie sono state confermate: l’attaccante serbo ha riportato una lesione muscolare di grave entità che richiederà tempi di recupero lunghi e ulteriori consulti per definire il percorso terapeutico.

La diagnosi

Il problema accusato durante la gara contro il Cagliari si è rivelato più serio del previsto. Il club bianconero ha comunicato una lesione di alto grado alla giunzione muscolo-tendinea dell’adduttore lungo della coscia sinistra.

Conseguenze

La nota ufficiale non fornisce ancora indicazioni precise sui tempi di rientro, ma sottolinea la necessità di ulteriori approfondimenti. Una lesione di questo livello comporta uno stop minimo di circa due mesi, con l’attaccante costretto a saltare sfide cruciali di Coppa Italia e campionato, tra cui quelle contro Napoli e Roma.

Prospettive

La scelta tra un approccio conservativo o chirurgico sarà presa nei prossimi consulti. Da questa decisione dipenderanno i tempi di recupero definitivi, che con ogni probabilità si protrarranno fino al 2026.

IL BOLLETTINO UFFICIALE – «In seguito al problema muscolare accusato durante la partita Juventus – Cagliari, questa mattina Dusan Vlahovic è stato sottoposto ad approfondimenti radiologici presso il J|medical. Gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione di alto grado della giunzione muscolo – tendinea dell’adduttore lungo di sinistra. Saranno necessari ulteriori consulti medici per definire le modalità terapeutiche più appropriate».

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Joao Felix, l’ex Milan svela: «La verità è che volevo tornare al Benfica nelle ultime tre estati, è sempre stato un mio desiderio»

Joao Felix, l’ex rossonero svela a sorpresa: «Volevo tornare al Benfica nelle ultime tre estati, è sempre stato un desiderio»

L’ex rossonero, talento cristallino che non ha mai pienamente rispettato le enormi aspettative di inizio carriera, ha parlato ai microfoni di Sport TV. Dopo l’addio all’Europa e l’approdo in Arabia Saudita, l’ex numero 79 del Milan ha voluto chiarire i motivi della sua scelta, svelando un retroscena di mercato sorprendente e dal sapore amaro.

Con grande sincerità, la stellina portoghese ha raccontato quale fosse il suo vero desiderio: non lasciare il calcio che conta per la Saudi Pro League, bensì tornare alle origini. Un sogno rimasto nel cassetto per più di una sessione di mercato, che ora emerge come il vero rimpianto della sua carriera.

LA SCELTA ARABA – «Ciò che mi ha spinto ad arrivare è stato il desiderio del club di avermi. La verità è che volevo tornare al Benfica nelle ultime tre estati, è sempre stato un mio desiderio, l’ho sempre detto ai miei agenti, ma non c’è mai stato un serio interesse da parte del club, non so da chi. Ma il mio desiderio è sempre stato quello di tornare, l’opportunità non si è mai presentata, non per via delle commissioni di trasferimento o degli stipendi, niente a che vedere con quello».

Felix ha chiarito che il mancato ritorno a Lisbona non è legato a motivi economici, bensì alla freddezza mostrata dalla dirigenza, che lo ha indirizzato verso altre strade.

LA MANCANZA DI VOLONTÀ – «È sempre stata una mancanza di volontà da parte dell’altra parte, e l’AI Nassr si è fatto avanti in quest’ultima sessione di calciomercato con più desiderio e disponibilità. E quando ciò accadrà, non potremo rifiutare».

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Spalletti Juve, Pessotto non ha dubbi: «Bisogna dare tempo per lavorare. Siamo in una fase ancora intermedia, ma i segnali sono positivi»

Spalletti Juve, Pessotto scommette sul tecnico toscano: «Bisogna dare tempo per lavorare, i segnali sono positivi»

Mentre la Juventus vive ore di apprensione per le condizioni di Dusan Vlahovic, dalla dirigenza arriva un segnale di fiducia e di ambizione rivolto al futuro. Gianluca Pessotto, ex bandiera e oggi dirigente bianconero, ha parlato ai microfoni di Radio Sportiva in occasione dei 15 anni dell’emittente, delineando la rotta per riportare la Vecchia Signora al vertice.

L’obiettivo dichiarato è quello di rivedere la Juventus protagonista in Italia e in Europa, facendo leva sulla storia e sulla qualità della rosa, ma con la consapevolezza che il nuovo corso inaugurato da Luciano Spalletti necessita di tempo per consolidarsi.

Pessotto ha inoltre sottolineato come il calendario fitto renda complesso il lavoro quotidiano, invitando l’ambiente alla pazienza e ribadendo che accontentarsi sarebbe un errore imperdonabile

TEMPO AL MISTER – «Bisogna dare tempo per lavorare… Il mister ha grandi qualità, è questione di tempo ma è evidente come la squadra debba crescere nella sua ambizione e il tempo ci dirà se il percorso è quello giusto. Sono fiducioso… Siamo in una fase ancora intermedia, ma i segnali sono positivi»

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Mondiale Brasile, Ancelotti avverte Neymar e Vinicius Jr.: «Per essere convocati servirà essere al 100%. Abbiamo tanti giocatori fortissimi, devo scegliere chi sta meglio»

Mondiale Brasile, Ancelotti avverte Neymar e Vinicius Jr. Il ct ha ribadito l’importanza di essere in forma per il torneo, a prescindere dal nome

In un’intervista a Esporte Record, Carlo Ancelotti, commissario tecnico del Brasile, ha voluto fare chiarezza sul processo di selezione per il Mondiale 2026, ribadendo che nessun giocatore avrà favoritismi. Il tecnico italiano ha sottolineato che la scelta dei convocati dipenderà unicamente dalla condizione fisica dei giocatori, mettendo in luce l’importanza di essere al 100% per far parte della lista finale.

Nessuna corsia preferenziale«Per andare al Mondiale bisogna essere al 100%. Abbiamo tanti giocatori fortissimi e devo scegliere chi sta meglio. Non riguarda solo Neymar: vale anche per Vinicius. Se lui fosse al 90% preferirei convocare un altro che garantisca il 100%, perché in attacco la concorrenza è enorme», ha spiegato Ancelotti.

La situazione di Neymar«Il suo talento è fuori discussione. Purtroppo, nel periodo in cui siamo stati insieme, gli infortuni gli hanno impedito di raggiungere una condizione adeguata. Siamo a novembre…» ha aggiunto il tecnico, chiarendo che, nonostante i problemi fisici, Neymar «parte alla pari con tutti, avendo già dimostrato qualità straordinarie».

Vinicius Junior e il rapporto con Ancelotti«Con Ancelotti stiamo costruendo un’identità di gioco. Manca poco alla Coppa del Mondo e dobbiamo entrare tutti nell’atmosfera giusta. La nostra occasione è arrivata», ha dichiarato Vinicius Junior, lodando il lavoro del tecnico e il rapporto consolidato con lui, che nasce dai tempi del Real Madrid e si è esteso ora anche in nazionale.

Milan Como in Australia, la Serie A scrive a Infantino! Attesa per la sfida che si giocherà a febbraio: manca solo l’ok della Fifa per ufficializzare “la trasferta” a Perth. Le ultime

Milan Como in Australia, si attende solo l’esito della risposta della Fifa, ultimo step per disputare la partita di febbraio a Perth! Decisive le tempistiche

Il progetto di esportare il calcio italiano in Oceania è più vivo che mai, con la Lega Calcio Serie A che sta premendo sull’acceleratore per realizzare un evento storico. La sfida di campionato tra Milan e Como, originariamente prevista per febbraio, potrebbe trasformarsi in una partita storica, con la possibilità di disputarla a Perth, in Australia. Le due squadre stanno aspettando con ansia la decisione definitiva, sperando che la FIFA dia il via libera il prima possibile per pianificare una trasferta che si preannuncia impegnativa ma affascinante.

Un passo decisivo verso l’evento

Come riportato dal Corriere della Sera, l’iter burocratico è arrivato allo snodo cruciale. Dopo aver ottenuto il via libera da tutte le entità coinvolteFigc, Uefa, federazione australiana e federazione asiatica – ora manca solo l’ultimo timbro decisivo della FIFA. La Lega Calcio Serie A invierà oggi una lettera ufficiale al massimo organo calcistico mondiale per sollecitare una risposta entro la fine dell’anno. L’obiettivo è ottenere un semaforo verde che consenta di organizzare la trasferta in tempo.

Le sfide legate alla logistica

Le tempistiche sono strettissime e non ammettono ritardi. Se la FIFA dovesse rispondere positivamente entro il 31 dicembre, si avrà la possibilità di organizzare la trasferta in appena un mese, con la gestione di voli intercontinentali, alberghi e la pianificazione tecnica degli allenamenti. Tuttavia, se la risposta tardasse o la FIFA dovesse negare il consenso, il match si svolgerebbe regolarmente in Italia. La volontà di internazionalizzare il brand della Serie A è forte, ma ora la palla passa agli uffici di Zurigo.

Conferenza stampa Allegri, alla vigilia di Lazio Milan valida per gli ottavi di Coppa Italia il tecnico rossonero non parlerà! Le motivazioni della scelta

Conferenza stampa Allegri alla vigilia di Lazio Milan in Coppa Italia: il tecnico rossonero non parlerà! Le motivazioni della scelta

Dopo la vittoria in campionato di sabato, il Milan e la Lazio si preparano a incrociare nuovamente i tacchetti. Giovedì, le due squadre si sfideranno allo Stadio Olimpico di Roma per gli ottavi di Coppa Italia, in una gara a eliminazione diretta che promette grande intensità. La partita rappresenta un’opportunità per i biancocelesti di prendersi una rivincita dopo la sconfitta subita in Serie A.

La vigilia di Lazio-Milan

L’attesa per il big match di coppa è alta, ma la vigilia della partita sarà segnata da una novità sul fronte comunicativo del club rossonero. Come riportato da MilanNews24, Massimiliano Allegri ha deciso di non tenere la consueta conferenza stampa della vigilia, che solitamente precede le partite più importanti. Il tecnico ha scelto un canale di comunicazione più riservato, parlando solo ai microfoni di Milan TV, il canale ufficiale del club.

Il significato della scelta

Questo approccio minimalista alla comunicazione arriva proprio prima di una delle sfide più significative della stagione, che stabilirà quale tra Milan e Lazio accederà ai quarti di finale della Coppa Italia. La scelta di Allegri di parlare esclusivamente su Milan TV crea un’atmosfera di grande attesa, con il tecnico che sembra voler concentrarsi sulla parte tattica e sull’approccio mentale del gruppo senza distrazioni esterne.

Real Madrid, Rodrygo in crisi: 30 partite senza gol, un record negativo nella storia del club e futuro sempre più buio per l’attaccante brasiliano

Real Madrid, Rodrygo in crisi. L’attaccante brasiliano eguaglia il peggior digiuno realizzativo del club: futuro sempre più buio e lontano dai Blancos

Il pareggio per 1-1 contro il Girona non ha solo rallentato la corsa del Real Madrid verso la vetta della Liga, ma ha anche reso ancora più evidente la crisi che sta vivendo Rodrygo.

L’attaccante brasiliano ha raggiunto un triste record, eguagliando una serie di partite consecutive senza gol che ha del clamoroso. Rodrygo ha infatti collezionato 30 partite senza segnare, per un totale di 1.339 minuti di astinenza.

Il record negativo di Rodrygo

Questo digiuno realizzativo rappresenta la peggior serie nella storia del Real Madrid per un attaccante, una statistica che è stata eguagliata solo da Mariano Díaz, oggi all’Alavés, che tra il 2019 e il 2022 visse una situazione simile, ma con un minutaggio inferiore (986 minuti). Tuttavia, Rodrygo ha superato anche un altro triste primato: quello di Rafa Maranon, leggendario attaccante degli anni ’70, che rimase senza gol per 1.416 minuti, ma in “sole” 29 partite.

L’ultima volta

Gli ultimi accenni del vero Rodrygo risalgono ormai a mesi fa. In Liga, l’ultimo gol risale al 19 gennaio contro il Las Palmas, mentre in Champions League, l’ultima rete è datata 4 marzo, durante il derby europeo contro l’Atlético Madrid. Questo significa che Rodrygo è rimasto 315 giorni senza segnare in Liga e 232 giorni nella massima competizione europea.

La situazione è preoccupante, non solo per il giocatore ma anche per il Real Madrid, che si trova a dover fare i conti con una delle sue stelle più promettenti in grave difficoltà.

Intanto Rodrygo, già finito ai margini del progetto in estate, con l’arrivo di Xabi Alonso, potrebbe partire a gennaio, per provare a tornare a splendere altrove, magari in Inghilterra, con l’Arsenal più volte mostratasi interessata a portarlo a Londra.

Lutto Pietrangeli, il calcio italiano si ferma per ricordare il tennista. Un minuto di raccoglimento nei campi deciso dalla Figc – Il comunicato

Lutto Pietrangeli, il calcio italiano si ferma per ricordare il tennista. Un minuto di raccoglimento nei campi deciso dalla Figc – Il comunicato

Dopo la scomparsa di Nicola Pietrangeli, la FIGC ha ufficialmente reso noto, attraverso un comunicato sul proprio sito, che si terrà un momento di raccoglimento prima delle partite di questa settimana. L’iniziativa è stata adottata su invito del presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, e riguarderà tutte le gare delle competizioni in programma, dal giorno odierno fino al fine settimana, inclusi eventuali anticipi e posticipi.

Il gesto di fermarsi in silenzio prima delle partite vuole essere un segno di rispetto per Nicola Pietrangeli, una delle icone del tennis mondiale, che ci ha lasciato all’età di 92 anni. Un omaggio dovuto a un atleta che ha scritto pagine indelebili nella storia dello sport italiano e mondiale, non solo per le sue vittorie in campo, ma anche per l’impatto che ha avuto come esempio di sportività e passione.

COMUNICATO – «Su invito del presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, è stato disposto un momento di raccoglimento in occasione delle gare di tutte le competizioni in programma dalla giornata odierna e per l’intero fine settimana (compresi eventuali anticipi e posticipi) per onorare la memoria di Nicola Pietrangeli, icona del mondo del tennis scomparso oggi all’età di 92 anni».

Arsenal, che settimana! Doppio derby e Bayern Monaco e nessuna sconfitta nonostante l’emergenza infortuni! Arteta soddisfatto della reazione

Arsenal, che settimana! Zero sconfitte tra Tottenham, Chelsea e Bayern Monaco nonostante l’emergenza infortuni. Arteta soddisfatto della reazione

L’Arsenal ha superato una settimana cruciale e difficile, affrontando Tottenham, Bayern Monaco e Chelsea in rapida successione, nonostante un’emergenza infortuni che ha colpito duramente la difesa.

L’allenatore Mikel Arteta, in conferenza stampa, ha sottolineato l’importanza di questi impegni, iniziati con la vittoria nel derby contro gli Spurs (4-1) e proseguiti con il successo in Champions League contro il Bayern (3-1).

Tuttavia, queste sfide hanno avuto un costo in termini di infortuni. Contro il Chelsea, per la prima volta dall’agosto 2001, l’Arsenal è sceso in campo senza la coppia di difensori centrali titolari William Saliba e Gabriel Magalhães. L’assenza di Saliba è stata improvvisa, mentre Gabriel è fuori da tempo. Arteta ha dovuto schierare l’inedita coppia formata da Cristhian Mosquera e Piero Hincapie. «È stato un vero problema», ha ammesso il tecnico, ricordando anche le assenze di giocatori chiave come Odegaard, Gyökeres, Havertz e Trossard.

I tempi di recupero per Saliba e Gabriel sono ancora incerti: Saliba dovrà sottoporsi a ulteriori esami, mentre per Gabriel ci vorranno ancora alcune settimane. Arteta ha sottolineato la necessità per la squadra di imparare a gestire questi contrattempi, elogiando la risposta positiva del gruppo. Odegaard e Gyökeres sono comunque riusciti a entrare a partita in corso contro il Chelsea.

Nonostante il pareggio contro i Blues, Arteta si è detto soddisfatto della settimana, definendola “molto positiva” data la difficoltà degli impegni. La prestazione contro il Chelsea è stata un’importante lezione per tutti e ha dato al tecnico la certezza che chiunque venga chiamato in causa sia all’altezza del compito. L’Arsenal si prepara ora ad affrontare Brentford e Aston Villa nei prossimi impegni di Premier League.

Mondiale 2026, il paradosso dei biglietti della FIFA: oltre due milioni di richieste, ma prezzi altissimi che rischiano di compromettere l’accessibilità dell’evento!

Mondiale 2026, il paradosso dei biglietti della FIFA: il nuovo sistema dei prezzi rende esorbitanti i costi! Polemica tra i tifosi per l’accessibilità all’evento

L‘attesa per il Mondiale 2026, che si preannuncia come un evento senza precedenti con 48 squadre e 104 partite tra Stati Uniti, Messico e Canada, è già palpabile e venerdì i sorteggi aumenteranno ancora di più le aspettative.

La FIFA registra una domanda di biglietti mai vista prima, con oltre due milioni di richieste da tifosi di oltre 200 paesi già nelle prime fasi di vendita. Il torneo prenderà il via l’11 giugno all’Estadio Azteca di Città del Messico e culminerà con la finale al MetLife Stadium di New York il 19 luglio.

Tuttavia, l’entusiasmo è smorzato dalle polemiche sui prezzi dei biglietti, che stanno raggiungendo cifre esorbitanti. La FIFA ha introdotto un sistema di “dinamica dei prezzi”, simile a quello utilizzato per i concerti o le compagnie aeree, in cui il costo dei biglietti varia in base alla domanda. Questo approccio, unito alle elevate commissioni di gestione e persino a tasse di rivendita imposte dalla stessa FIFA, ha portato a situazioni paradossali.

Un tifoso ha raccontato a Tiempo de Juego di aver tentato di acquistare due biglietti per la finale, rimanendo sbalordito dal prezzo totale: 27.000 dollari, di cui ben 3.500 solo per commissioni e tasse di rivendita. Una cifra che ha lasciato incredulo anche il conduttore Paco González, che ha commentato sarcasticamente: «Non può andarci nemmeno la famiglia di Mbappé».

La FIFA sembra voler evitare il ripetersi delle scene viste al Mondiale per Club della scorsa estate, con stadi semivuoti e prezzi last-minute stracciati. Tuttavia, la strategia adottata rischia di rendere il Mondiale un evento elitario, accessibile solo a pochi privilegiati, allontanando la maggior parte dei tifosi e tradendo lo spirito popolare del calcio. La terza fase di vendita, che inizierà l’11 dicembre, sarà un ulteriore banco di prova per questo controverso sistema di vendita e per la pazienza dei tifosi di tutto il mondo.

Nuovo centro sportivo PSG: svolta per il settore giovanile per un futuro “Made in Paris” del club parigino! I dettagli sulla struttura

Nuovo centro sportivo PSG: dai campi terrazzati di Poissy al sogno di dominare in Francia e in Europa con i talenti locali. La nuova opera dei parigini

Il nuovo centro sportivo del Paris Saint-Germain è un’opera imponente che si erge su una collina, con diciassette campi terrazzati che accompagnano i giovani talenti nel loro percorso di crescita. Si parte dai campi più bassi, riservati ai più piccoli, per poi salire gradualmente verso la cima, dove si allena la prima squadra, il sogno di ogni giovane calciatore. Lungo il percorso, pannelli blu celebrano i nomi di coloro che sono riusciti a compiere l’impresa, alimentando la speranza e la motivazione dei ragazzi.

Il reportage di Guido Vaciago su Tuttosport evidenzia il cambio di filosofia del club parigino. Non più solo shopping compulsivo di star milionarie, ma un investimento massiccio nel settore giovanile, sfruttando il bacino inesauribile di talenti delle banlieue parigine. Il Psg punta a costruire una squadra vincente, capace di dominare in Francia e in Europa, utilizzando come materia prima i sogni e la fame di successo dei giovani locali.

Il centro sportivo di Poissy è un gioiello all’avanguardia, con campi identici per tutte le categorie, un orto biologico che rifornisce la mensa a chilometro zero, un piccolo albergo con camere personalizzate per i giocatori della prima squadra e strutture mediche e di recupero di prim’ordine. Luis Enrique, l’allenatore della prima squadra, dispone di tecnologie innovative come un trespolo per osservare gli allenamenti dall’alto e un maxischermo a bordo campo per proiettare schemi e tattiche in tempo reale.

Nasser Al-Khelaïfi, presidente del Psg, sottolinea l’importanza di questa nuova filosofia: «Vogliamo avere i migliori giocatori del mondo, i nostri giovani, sviluppare le giovanili e garantire così un futuro al club». Il futuro del Psg sarà “Made in Paris”, costruito in casa, valorizzando il talento locale e creando un forte senso di appartenenza. Il centro sportivo è il cuore pulsante di questo progetto, un luogo dove i sogni possono diventare realtà e dove si coltiva il futuro del calcio parigino.

Infortunio Mazzitelli, il Cagliari rischia di perdere il suo regista per l’ottavo di Coppa Italia al Maradona. Le ultime

Infortunio Mazzitelli: il centrocampista è alle prese con un affaticamento al polpaccio e difficilmente sarà disponibile contro il Napoli

Archiviata la difficile trasferta piemontese, chiusa con la sconfitta all’Allianz Stadium contro la Juventus nella 13ª giornata di Serie A, il Cagliari deve subito voltare pagina. I rossoblù hanno pochissimo tempo per recuperare energie e preparare un impegno di altissimo livello.

Ottavi di finale, ostacolo Napoli

Il calendario propone immediatamente un crocevia fondamentale: gli ottavi di finale della Coppa Italia Frecciarossa. Martedì 3 dicembre alle ore 18:00, la squadra di Fabio Pisacane sarà di scena sul prato dello Stadio Diego Armando Maradona contro il Napoli di Antonio Conte, in una gara che vale l’accesso ai quarti.

Mattizelli in dubbio

La preparazione procede intensa, ma lo staff medico e tecnico guarda con apprensione alle condizioni di Luca Mattizelli. Il centrocampista, prezioso per intelligenza tattica e capacità di dettare i tempi a centrocampo, è alle prese con un affaticamento al polpaccio. Anche ieri ha svolto lavoro personalizzato, segnale della necessità di gestire con cautela il suo carico fisico.

Secondo quanto riportato da La Nuova Sardegna, il recupero in tempo per la sfida di martedì appare complicato. La sua assenza costringerebbe Pisacane a rivedere le strategie in mediana, un reparto cruciale per affrontare un avversario di spessore come il Napoli.

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Inter, Lautaro Martinez risponde alle critiche: doppietta al Pisa e nel mirino il record di Boninsegna

Inter, Lautaro ruggisce a Pisa: doppietta da leader che zittisce le critiche e rilancia i nerazzurri. Il capitano festeggia le 250 presenze

Per raccontare la vittoria nerazzurra a Pisa bisogna partire dall’emozione pura: la corsa sotto il settore ospiti e l’urlo liberatorio di Lautaro Martinez. Il capitano dell’Inter ha vissuto una giornata da dominatore assoluto, scegliendo il momento perfetto per cambiare il destino di una gara complicata. Alla presenza numero 250 in Serie A, l’argentino ha spento le speranze di Alberto Gilardino, che pregustava il settimo risultato utile consecutivo. Una sassata di sinistro ha piegato le mani al portiere e riportato il sereno in casa nerazzurra.

Esposito e Barella, compagni di battaglia

Il vantaggio è nato dalla fame del giovane Francesco Pio Esposito, entrato con la giusta cattiveria e bravo a rubare palla ad Aebischer prima di servire l’assist decisivo. Lautaro ha completato l’opera con freddezza, e poco dopo ha chiuso i conti: cross teso di Barella e zampata da vero pirata d’area per il definitivo 0-2. Quando il capitano si accende, tutta la squadra di Chivu ne beneficia.

Record e numeri da trascinatore

La doppietta di Pisa ha un valore storico: con 163 gol in maglia nerazzurra, Lautaro ha superato Sandro Mazzola diventando il quarto marcatore all-time dell’Inter. Ora il podio è nel mirino, con Boninsegna distante appena otto reti.

Sul piano del rendimento, i numeri parlano chiaro: 10 gol in 16 presenze stagionali (6 in campionato e 4 in Champions), il 40% in più rispetto allo stesso punto della scorsa stagione. Una parabola ascendente che trascina l’Inter verso la vetta e consolida il ruolo del “Toro” come leader indiscusso.

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Coppa Italia, ecco le designazioni arbitrali per gli ottavi di finale: le scelte ufficiali dell’AIA con qualche sorpresa!

Coppa Italia, le designazioni arbitrali per gli ottavi di finale del trofeo nazionale: le scelte ufficiali dell’AIA, i dettagli

La Coppa Italia Frecciarossa entra nel vivo: dicembre porta con sé gli ottavi di finale, crocevia fondamentale per le ambizioni delle big e delle outsider. Le sfide in programma promettono spettacolo e tensione, con club decisi a conquistare un posto nei quarti e a tenere vivo il sogno di alzare il trofeo nazionale. Ecco le designazioni:

JUVENTUS – UDINESE     Martedì 02/12 h. 21.00

FOURNEAU

SCATRAGLI – PALERMO

IV:  MARCENARO

VAR: GIUA

AVAR: MARINI

ATALANTA – GENOA    Mercoledì 03/12 h. 15:00

PERRI

IMPERIALE – GIUGGIOLI

IV:  COLOMBO

VAR: PRONTERA

AVAR: CHIFFI

NAPOLI – CAGLIARI    Mercoledì 03/12 h. 18:00

SACCHI J.L.

BERCIGLI – MASTRODONATO

IV:  LA PENNA

VAR: CAMPLONE

AVAR: SOZZA

INTER – VENEZIA    Mercoledì 03/12 h. 21:00 

DI MARCO

PRETI – RICCI

IV:  BONACINA

VAR: NASCA

AVAR: MAZZOLENI

BOLOGNA – PARMA    Giovedì 04/12 h. 18.00

TREMOLADA

GARZELLI – PISTARELLI

IV: PICCININI

VAR: BARONI

AVAR: PAIRETTO

LAZIO – MILAN    Giovedì 04/12 h. 21.00

GUIDA (foto)

LO CICERO – DEI GIUDICI

IV: DOVERI

VAR: PEZZUTO

AVAR: AURELIANO

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Infortunio Vlahovic, accertamenti al J Medical: le condizioni dell’attaccante bianconero dopo Juve-Cagliari – VIDEO

Infortunio Vlahovic, ko contro il Cagliari: visite al J Medical per valutare l’entità dell’infortunio – Il VIDEO di Juventusnews24

Brutte notizie per la Juventus e per Luciano Spalletti dopo il successo di sabato sera contro il Cagliari firmato da Kenan Yildiz. Dusan Vlahovic si è presentato questa mattina al J Medical per sottoporsi agli esami strumentali.

L’attaccante serbo ha accusato un problema alla gamba sinistra e i primi sospetti parlano di uno stiramento, ipotesi che lo costringerebbe a uno stop di diverse settimane. Un infortunio che arriva nel momento meno opportuno per la Vecchia Signora, attesa da un ciclo decisivo di partite prima della sosta natalizia per consolidare la corsa ai vertici della Serie A.

Ora l’attenzione è tutta rivolta ai responsi del J Medical, che chiariranno l’entità della lesione e i tempi di recupero. Qualora lo stiramento fosse confermato, Spalletti dovrà puntare sulle alternative: Jonathan David e Loïs Openda, entrambi tornati al gol in Champions League e chiamati a dimostrare di poter reggere il peso dell’attacco bianconero. Ecco il video raccolto dall’inviato di Juventusnews24:

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Christos Mouzakitis celebra il trionfo al Golden Boy: «Vincere non ha prezzo, sogno Champions e il Mondiale. Io dopo Yildiz e Bellingham? Fatico ancora a crederci»

Christos Mouzakitis celebra il trionfo al Golden Boy. Il celebre talento greco ha parlato del premio ricevuto in un’intervista esclusiva a Tuttosport

Christos Mouzakitis, talento greco dell’Olympiacos, ha recentemente conquistato il Golden Boy nella classifica web, un riconoscimento che ha segnato un traguardo importante nella sua carriera. In un’intervista esclusiva a Tuttosport, il giovane centrocampista ha condiviso le sue emozioni, parlato degli obiettivi futuri e delle sue ispirazioni.

L’EREDE DI YILDIZ E BELLINGHAM«Fatico ancora a crederci. Per me era già incredibile poter essere nella classifica. Vincere non ha davvero prezzo. Stimo tantissimo i vari candidati, a cominciare da Kenan. Di lui mi piace tutto: ha solo 20 anni, eppure gioca con una qualità impressionante».

IL RISVEGLIO«Ero in ritiro con la Nazionale e mi stavo riposando in camera dopo l’allenamento. A un certo punto il telefono ha iniziato a illuminarsi tra messaggi e chiamate. Non potevo immaginare cosa stesse succedendo, così ho messo il silenzioso e ho continuato a dormire. Il risveglio, come può immaginare, è stato magico…».

PRESSIONE E OBIETTIVI«A essere sincero, il mio punto di forza risiede proprio nel non farmi schiacciare dalla pressione. Negli anni ho imparato a gestirla, a canalizzarla… Questo premio speciale sarà d’aiuto in termini di consapevolezza. Mi spingerà a lavorare ancora più sodo per gli obiettivi che mi sono prefissato. Gioco nell’Olympiacos, il club più grande del mio Paese. Sono abituato a sentirmi sotto esame e a impegnarmi per non tradire chi crede in me».

GLI OBIETTIVI«Semplice: vincere la Champions League e partecipare al Mondiale con la Grecia. Non chiedo altro».

CRESCITA FISICA«Devo crescere tanto a livello fisico. Sono ancora indietro sotto questo aspetto. Diventare più forte fisicamente e prestante nei 90 minuti».

IL PUNTO DI RIFERIMENTO«Direi Arda Guler, anche se siamo due giocatori diversi: lui è più offensivo. L’ho incrociato da poco in Champions e durante la partita è capitato di scambiarci qualche battuta. Ha un gran futuro davanti: sono sicuro che ci affronteremo molte altre volte. Non vedo l’ora di batterlo».

IL REAL MADRID«Parliamo del club più grande della storia del calcio. I loro giocatori sono nel miglior momento della carriera. Hanno alieni come Mbappé e Vinicius. E poi anche i vari Camavinga e Valverde: erano ovunque».

DAL PORTIERE AL CENTROCAMPISTA«Quando giochi in porta, oltre ad avere una visione privilegiata su quel che succede in campo, sai che il minimo errore può affossare tutta la squadra. Devi assumerti una dose di responsabilità maggiore rispetto a quella dei tuoi compagni. E questo credo che mi sia stato d’aiuto nel mio ruolo. Giocare in porta mi piaceva. Se non fosse stato per quell’incidente magari oggi giocherei nella seconda divisione greca (ride, ndr). Scherzi a parte, credo che sarei troppo basso per poter giocare ad alti livelli in quel ruolo».

IDOLO«Van Der Sar, un gatto».

SOGNO«Il Real è il Real…».

Ali Barat, il nuovo re degli agenti, ricorda Raiola: «Enorme rispetto per Mino e per ciò che ha fatto in questo settore. Vincere è bello, ma conta la fiducia dei giocatori»

Ali Barat, il nuovo re degli agenti, ricorda Raiola. Il CEO di Epic Sports Management, ha parlato a Tuttosport dopo il successo ai Golden Boy Awards

Ali Barat, fondatore e CEO di Epic Sports Management, ha conquistato l’attenzione del mondo del calcio con la sua agenzia, che in soli cinque anni è riuscita a scalare le vette del mercato.

Intervistato da Tuttosport, Barat ha raccontato i retroscena della sua carriera, il successo ottenuto ai Golden Boy Awards e la sua visione del calcio moderno, che pone al centro non solo il denaro, ma anche la professionalità e la fiducia.

DUE VOLTE GOLDEN AGENT«Provo un grande senso di responsabilità. Un trofeo è bello per una sera, ma ciò che conta davvero è la fiducia che i giocatori, le famiglie e i club ripongono in te ogni singolo giorno. Vincere come agente più giovane nel 2023 e poi di nuovo ora, due anni dopo, mi ricorda che sta emergendo una nuova generazione di agenti e che dobbiamo puntare in alto in termini di valori e professionalità».

IL PARAGONE CON RAIOLA«Ho un enorme rispetto per Mino Raiola e per ciò che ha fatto in questo settore. Ha cambiato il ruolo dell’agente e ha aperto porte che prima non esistevano. Quando la gente fa questo paragone, lo prendo come un complimento alla sua eredità, non a me stesso».

IL SEGRETO DELLE OPERAZIONI MILIONARIE«Nessun trucco magico. Il “segreto” consiste in anni di preparazione. Quest’estate abbiamo concluso operazioni importanti in diversi campionati di alto livello ma nessuna di queste trattative è iniziata a giugno o luglio. Sono cominciate ben prima, nel rapporto con il giocatore e la sua famiglia, nella ricerca dei club giusti, nella fiducia che abbiamo costruito con i direttori sportivi e i presidenti. La nostra regola è semplice: la quantità funziona solo se non si sacrifica mai la qualità».

LA STRATEGIA DI LAVORO«Penso di essere un ottimo stratega e un gran lavoratore, la mia strategia è il mio punto di forza. Concentrazione e disciplina: sono molto freddo nell’eseguire il mio piano. Non mi lascio mai distrarre: molti agenti si lasciano invece “svagare” dai soldi, dalle opportunità…».

L’AGENZIA “BOUTIQUE”«Usiamo il termine “boutique” perché abbiamo scelto la profondità piuttosto che la quantità. Non vogliamo un “roster” di 300 giocatori, ma una “rosa” in cui conosciamo ogni dettaglio della vita, della famiglia, delle ambizioni e della personalità di ciascun giocatore».

LA SEDE AD ABU DHABI«Avere il nostro quartier generale negli Emirati ci pone al crocevia tra Europa, Africa e Asia. Con un solo volo diretto aggiungiamo Londra, Il Cairo o Mumbai. Per un’agenzia globale, questa posizione geografica è impagabile. In meno di un’ora c’è Doha (Qatar) con il PSG e Riyadh (Arabia) con la Saudi Pro League. E proprio ad Abu Dhabi c’è il City Football Group».

IL MERCATO DI GENNAIO«M’aspetto un mercato invernale con poche mosse, ma molto strategiche. Penso che vedremo prestiti intelligenti, manovre creative e club che cercheranno di sistemare una o due posizioni chiave piuttosto che fare rivoluzioni».

COMOLLI ALLA JUVENTUS«Sono convinto che con lui il club sia in ottime mani. Ha svolto un lavoro eccezionale al Tolosa e in precedenza al Liverpool. È uno dei grandi dirigenti del calcio moderno, con una visione chiara, un forte approccio basato sui dati e il coraggio di costruire progetti sostenibili. Con questo tipo di leadership al vertice, il futuro bianconero sarà brillante».

IL COMPLIMENTO PIÙ BELLO«La mamma di un calciatore mi ha chiesto solo una cosa: “Per favore, proteggi nostro figlio”. Mi ha commosso».

European Golden Girl 2025, oggi la celebrazione: dominio britannico con Agyemang e Williamson. Schatzer la vincitrice italiana

European Golden Girl 2025, oggi la celebrazione: dominio britannico in Europa con Agyemang e Williamson. Schatzer la vincitrice italiana

È una notte di celebrazioni a Torino per l’edizione 2025 dell’European Golden Boy. Nella versione femminile, il Golden Girl, come riporta Tuttosport, il calcio europeo incorona il suo “trio delle meraviglie“, in un’annata fortemente marchiata dal dominio britannico, ma con una luminosa conferma per i colori azzurri.

L’Inghilterra monopolizza i premi internazionali principali. Il titolo di Absolute Best Female, destinato alla miglior calciatrice Under 21 d’Europa, è stato assegnato a Michelle Agyemang. La classe 2006, di proprietà dell’Arsenal e attualmente in prestito al Brighton, succede nell’albo d’oro a talenti come Linda Caicedo e Vicky Lopez. Agyemang è stata protagonista assoluta con la sua Nazionale, segnando il gol decisivo al 96′ che ha eliminato l’Italia nella semifinale dell’Europeo, torneo poi vinto proprio dalle inglesi.

Accanto alla giovane promessa, il Board delle Leggende ha scelto Leah Williamson come Golden Player Woman (miglior Over 21). Difensore e capitana dell’Inghilterra, Williamson ha vissuto una stagione straordinaria, sollevando a maggio la Women’s Champions League con l’Arsenal e, due mesi dopo, guidando la sua nazionale alla conquista dell’Europeo. Una leader nata che ora punta al Mondiale 2027 per completare una bacheca già leggendaria.

L’Italia festeggia grazie a Eva Schatzer, eletta Best Italian Golden Girl. La ventenne centrocampista altoatesina della Juventus è stata consacrata come un punto fermo della squadra bianconera, vincendo il campionato e guadagnandosi la convocazione in Nazionale per l’Europeo. Tuttosport ne esalta la determinazione, la freddezza nella gestione della palla e una visione di gioco da veterana. Dopo aver iniziato la nuova Champions League con un gol spettacolare su punizione, Schatzer riceve stasera il primo, importante riconoscimento di una carriera in rapida ascesa.

Roma Napoli, Soulé bloccato e Buongiorno protagonista: così la squadra di Antonio Conte ha fermato i giallorossi all’Olimpico e conquistato il primo posto

Roma Napoli, Soulé bloccato e Buongiorno protagonista: la mossa tattica di Conte porta i tre punti ai partenopei! L’analisi tattica del match

Il derby del Sole contro il Napoli si è trasformato in una serata da dimenticare per Matías Soulé, il giovane talento giallorosso. In un match che avrebbe potuto essere il trampolino di lancio per consolidare il suo ruolo in una Roma ancora alla ricerca di certezze, Soulé è stato praticamente annullato dalla difesa del Napoli, in particolare da un implacabile Buongiorno, messo in campo da Antonio Conte con un compito specifico: fermare la pericolosità del fantasista argentino.

Come analizzato anche dal Corriere dello Sport, la morsa tattica preparata da Conte, che ha bloccato ogni spazio e impedito a Soulé di esprimere il suo gioco, ha avuto un impatto devastante sul rendimento del giovane attaccante. Il ragazzo, che in questa stagione aveva mostrato segnali di grande crescita, è finito completamente fuori partita. Nonostante il talento che gli aveva fatto guadagnare l’attenzione, il numero 22 della Roma ha finito per vagare in campo, senza riuscire a incidere in un match dove la sua squadra, in difficoltà, non ha trovato la scintilla per reagire.

Nel secondo tempo, Gritti (vice di Gasperini squalificato per il match) ha deciso di sostituirlo, non per punizione, ma perché il suo contributo, che normalmente brilla, questa volta non c’era. Le statistiche parlano chiaro: solo 0,05 expected goals, zero dribbling riusciti, e la sensazione di un giocatore che ha faticato a mantenere il controllo del pallone, stanco e fuori ritmo.

La Roma, ancora una volta, ha mostrato la propria difficoltà a trovare un centravanti di riferimento, un problema che persiste da inizio stagione. La mancanza di un finalizzatore puro è stata evidente, con il resto della squadra costretta a “inventarsi” soluzioni per supplire a questa lacuna. Tuttavia, nonostante il passo falso, la Roma resta compatta e determinata a lottare per i suoi obiettivi.

Soulé, dopo questa serata difficile, sa che dovrà riprendersi subito. La sconfitta contro il Napoli brucia, ma per lui è anche una lezione che lo aiuterà a crescere. La prossima occasione è già dietro l’angolo: con il Cagliari in arrivo, Soulé ha la possibilità di dimostrare che quella contro il Napoli è stata solo una parentesi, e di tornare a essere il faro della Roma come lo è stato finora. La sua voglia di riscatto è già evidente, e la squadra giallorossa sa che può fare affidamento su di lui per ripartire più forte di prima.

Eva Schatzer è la nuova Golden Girl italiana: «Il gol al Bayern è stato il più emozionante della mia carriera. Ecco in cosa sono migliorata. Contenta che Walti sia alla Juve»

Eva Schatzer, la nuova Golden Girl italiana. La centrocampista della Juventus Women intervistata da Tuttosport dopo la vittoria del premio

Eva Schatzer, recentemente premiata come Best Italian Golden Girl 2025, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport in cui ha parlato del suo percorso calcistico, del premio ricevuto e delle esperienze che l’hanno segnata. La calciatrice della Juventus ha raccontato anche delle sue ispirazioni e dei suoi sogni per il futuro, sia a livello individuale che di squadra.

BEST ITALIAN GOLDEN GIRL 2025«Un misto di orgoglio e felicità di fronte a un premio così importante: per me è anche un modo di vedere ripagati tutti i sacrifici degli ultimi anni».

MIGLIORAMENTI E CRESCITA«Nelle letture tattiche della partita e nella capacità di gestire il pallone adattando le scelte alla fase o al momento della partita stessa».

IL GOL AL BAYERN«Sì, credo che quel gol sia stato il più emozionante e anche il più bello della mia carriera fino a ora. Segnare il primo gol in Champions contro una squadra di quel livello è stato qualcosa che da bambina probabilmente non riuscivo neanche a sognare. Peccato, però, che da quella gara non siamo riuscite a portare a casa punti».

LIA WÄLTI«Lia è sicuramente una delle centrocampiste più forti in Europa e mi fa molto piacere che sia arrivata alla Juventus: allenarmi con lei tutti i giorni mi permette di avere un punto di vista privilegiato, poter cogliere i dettagli che solo dal vivo si possono notare e anche di chiedere consigli. Diciamo che sto cercando di “rubare” il più possibile dalla sua esperienza».

AGYEMANG E WILLIAMSON«Sono due giocatrici fortissime che ho incontrato quest’estate durante l’Europeo in Svizzera: di Agyemang ammiro molto la capacità di incidere ed essere decisiva anche quando ha pochi minuti a disposizione. Williamson è un simbolo del suo club, l’Arsenal, così come della Nazionale inglese, una di quelle giocatrici che riesce sempre a trascinare la squadra grazie alle sue qualità da leader».

IDOLI D’INFANZIA«Sin da piccola Modric e Kroos, oggi mi ispiro a Bonmatí. Al di fuori del calcio, invece, ammiro molto Sinner perché è arrivato in cima al mondo con il suo lavoro quotidiano e con grande umiltà. Credo sia un ottimo esempio da seguire per qualsiasi sportivo e non».

SINNER«Mi sembra una persona molto umile e legata alla sua famiglia e credo che in questo ci assomigliamo un po’. Ha un talento raro, ma credo che la sua forza più grande sia la mentalità: è focalizzato più sul miglioramento personale che non sui risultati immediati e nei momenti di difficoltà riesce sempre a tirare fuori il meglio di sé».

IL SOGNO DIVENTATO REALTÀ«In realtà quando ho iniziato a giocare a calcio non potevo neanche immaginare che questa passione si sarebbe trasformata nel mio lavoro. I miei obiettivi sono sempre stati quelli innanzitutto di divertirmi, migliorarmi ed essere sempre la versione migliore di me stessa».

CHAMPIONS O MONDIALE«Questa è una scelta davvero difficile! Sono i due tornei più importanti per una calciatrice e nella storia del calcio femminile né la Juventus, né la Nazionale sono riusciti fino a ora ad aggiudicarseli. Diciamo che mi piacerebbe far parte della squadra che riesce a vincere l’una o l’altro, ma non so scegliere».

Crisi Fiorentina, Polverosi analizza la sconfitta viola in casa dell’Atalanta: «Atteggiamento non da squadra, è mancata la reazione nel secondo tempo»

Crisi Fiorentina, Polverosi analizza la sconfitta viola in casa dell’Atalanta sul Corriere dello Sport: squadra assente nell’atteggiamento e nella reazione

Il disastro della Fiorentina non ha fine. A Bergamo arriva la seconda sconfitta consecutiva, la prima in campionato per Vanoli, che conferma l’ultimo posto in classifica con la peggior difesa e soli sei punti in tredici partite. Quello che preoccupa di più, secondo Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport, è «un atteggiamento non da squadra in lotta per la salvezza». La squadra è «in balìa di se stessa», incapace di reagire come contro la Juventus.

Il confronto con l’anno scorso è impietoso: con Palladino (ieri avversario e vincitore), alla tredicesima giornata i viola erano secondi, con 22 punti in più, 17 gol segnati in più e 11 subiti in meno. Eppure, nove titolari su undici erano gli stessi.

«Alla Fiorentina è scoppiata la testa», scrive Polverosi. Serve una scossa forte per sostenere Vanoli, che non è ancora riuscito a far comprendere la gravità della situazione. Tra le ipotesi: un ritiro punitivo (nonostante il Viola Park), l’ingaggio di un dirigente forte, l’apertura degli allenamenti ai tifosi. L’ideale sarebbe il ritorno di Commisso, ma non è possibile. «In ogni caso serve qualcosa che porti a una presa di coscienza totale, perché così la Fiorentina rotola in B. Ragazzi, è l’anno del centenario, non scherzate».

L’ultimo appiglio è il calendario: ora arrivano Sassuolo, Verona, Udinese e Parma. La Fiorentina deve invertire il trend dell’anno scorso (vittorie con le grandi, sconfitte con le piccole) e fare punti pesanti.

Contro l’Atalanta, dopo un primo tempo discreto, la squadra è crollata dopo il gol fortunoso di Kossonou. «È mancata la reazione nel secondo tempo e solo dopo mezz’ora Kean ha centrato il palo. Altro segnale». Polverosi critica anche le scelte di Vanoli: Fagioli regista fuori ruolo e la coppia Piccoli-Kean, troppo simili e poco prolifici (un solo gol su rigore in 421 minuti insieme). Piccoli, in particolare, ha sbagliato due gol, il primo con una «superficialità inaccettabile».

Addio a Nicola Pietrangeli, leggenda e simbolo del tennis italiano: mondo dello sport in lutto. In carriera ha trionfato due volte al Roland Garros diventando il primo italiano a vincere uno Slam

Addio a Nicola Pietrangeli, leggenda del tennis e simbolo dello sport italiano. In carriera ha trionfato due volte al Roland Garros: fu il primo italiano a vincere uno Slam

Il tennis italiano perde una delle sue leggende più grandi con la scomparsa di Nicola Pietrangeli, deceduto oggi all’età di 92 anni. Pietrangeli, unico azzurro inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale, è stato un’icona non solo del tennis, ma anche tifosissimo della Lazio, squadra alla quale era profondamente legato.

Nel corso della sua carriera, Pietrangeli ha trionfato due volte al Roland Garros, nel 1959 e 1960, diventando il primo italiano a vincere uno Slam. In quegli stessi anni, è stato indicato come numero 3 del mondo. Ha vinto anche due volte gli Internazionali d’Italia, conquistando complessivamente 48 titoli. La sua carriera ha visto anche trionfi prestigiosi come la medaglia d’oro ai IV Giochi del Mediterraneo di Napoli nel 1963, dove sconfisse lo spagnolo Manuel Santana, e la medaglia di bronzo nel doppio insieme a Sirola.

Nel 1968, ha ottenuto un’altra medaglia di bronzo, questa volta nel singolare maschile durante il torneo di tennis ai Giochi Olimpici di Città del Messico. Pietrangeli ha anche detiene il primato mondiale di tutti i tempi in Coppa Davis per partite giocate (164), incontri vinti in singolare (78-32) e in doppio (42-12). Ha formato con Orlando Sirola la coppia più vincente di sempre nella manifestazione, con 34 successi in 42 partite, anche se il suo sogno di vincere la Coppa Davis è arrivato solo da capitano nel 1976.

Un atleta che ha scritto la storia del tennis mondiale, che ha sempre mostrato un grande amore per la Lazio, lasciando un segno indelebile nel cuore di tutti gli sportivi italiani.

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Paolo Faragò racconta la sua nuova vita in campagna: «Ho smesso di soffrire. Addio a calcio? Ecco perché. Avversari difficili? Ansaldi e Ljajic»

Paolo Faragò, ex giocatore del Cagliari, tra le altre, racconta la sua nuova vita in campagna dopo il ritiro a 30 anni per i troppi infortuni

Paolo Faragò, ex centrocampista di Novara, Cagliari, Bologna, Lecce e Como, ha aperto il cuore in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, raccontando la sua carriera, il difficile percorso tra infortuni e operazioni, e il suo nuovo capitolo nella vita agricola.

Dopo aver deciso di smettere con il calcio a soli 30 anni, Faragò ha scelto di concentrarsi sulla sua azienda agricola, dedicandosi alla coltivazione di viti e ulivi.

LA VITA IN CAMPAGNA«Ho un terreno di quattordici ettari. Con la mia azienda produco vino locale, dal Vermentino al Bovale. Negli ultimi anni ho piantato oltre millequattrocento alberi, di cui settecentocinquanta ulivi. Mi sveglio alle 4.30, salgo sul trattore e parte la giornata. Adesso la mia vita si divide tra coltivazione, potatura e raccolto».

L’ADDIO AL CALCIO«Ho subito quattordici interventi chirurgici. Assumevo farmaci e antidolorifici in continuazione. Non riuscivo neppure a fare una passeggiata, figuriamoci a sostenere gli allenamenti. Dopo ogni operazione restavo almeno per un paio di mesi in stampelle. Non c’erano altre soluzioni, dovevo fermarmi».

LA CAMPAGNA COME TERAPIA«Nel 2020 ho acquistato un terreno a pochi chilometri da Cagliari, la città in cui io e mia moglie abbiamo scelto di vivere. Dopo poco ho aperto l’azienda e mi sono dedicato alla produzione di vino. Attualmente abbiamo otto etichette: rosso, bianco, orange wine. Sto valutando anche di ampliare l’attività a olio e miele. In più, ho già piantato migliaia di alberi da frutto: melograni, noci, mandorli, pistacchi».

UNA PICCOLA AZIENDA A GESTIONE FAMILIARE«Al momento la dimensione aziendale è piccola. Mi occupo sia della parte agricola che di quella commerciale. Sono nato in Calabria e cresciuto in Piemonte, un territorio da sempre legato alla produzione vinicola. Ogni famiglia ha una piccola vigna. A novantadue anni, mia nonna si diverte ancora a fare la vendemmia».

LA SCELTA DI ALLONTANARSI DAL CALCIO«Sentivo il bisogno di staccarmi da un mondo nel quale ho vissuto per oltre vent’anni. Ci sono tante dinamiche che non apprezzo. Quello del calcio è un ambiente che ti rende nomade, non metti mai radici, sei sempre lontano dalla famiglia. Volevo restare a Cagliari e gestire in autonomia la mia quotidianità».

GLI ANNI D’ORO A NOVARA«Ho vissuto cinque anni bellissimi. Ricordo una partita incredibile contro il Bari nei quarti di finale playoff di Serie B, era la stagione 2015/2016. Vincemmo al San Nicola, finì 3-4 per noi con il gol decisivo di Galabinov nei tempi supplementari. Giocavamo in dieci per il rosso a Dickmann, è stata una vittoria pazzesca. Poi l’anno successivo sono arrivato al Cagliari».

L’INIZIO DEL CALVARIO«Ho iniziato a giocare con continuità, segnando pure qualche gol. I problemi sono cominciati nel maggio 2019. Dopo il primo infortunio ho trascorso cinque mesi di riabilitazione. Sembrava che fosse tutto superato. A ottobre, Maran mi manda in campo contro la Spal. Realizzo il 2-0 decisivo. Poi il buio».

TREDICI OPERAZIONI«Per tredici volte sono finito sotto i ferri, senza riuscire a risolvere il problema. I medici non si spiegavano come facessi a giocare. Una volta un chirurgo mi disse: “Conosci la storia del calabrone? Secondo la fisica non ha la struttura alare adatta per volare. Eppure ci riesce. La tua situazione è molto simile”. Alternavo lunghi periodi in stampelle a qualche allenamento».

LA QUATTORDICESIMA OPERAZIONE«Nel dicembre 2023 mi hanno impiantato una protesi all’anca. Da quel momento ho cominciato a stare meglio. Ma avevo già deciso di smettere, non ne potevo più».

I RICORDI PIÙ BELLI«Uno dei ricordi più belli della mia carriera, insieme a quel Bari-Novara e al gol segnato contro la Spal subito dopo il primo infortunio».

L’ULTIMA ESPERIENZA A COMO«Era la stagione di Gattuso e Longo in panchina. Ho totalizzato 17 presenze, ma non riuscivo ad aiutare la squadra come avrei dovuto. Avevo un altro anno di contratto, la società voleva cedermi. In quel momento ho capito che dovevo smettere. Provavo troppo dolore. Mi sono reso conto di non essere più il giocatore che ero prima dell’infortunio».

GLI AVVERSARI PIÙ DIFFICILI«Faccio due nomi, tutt’altro che scontati. Uno è l’ex giocatore del Torino Ansaldi: si divertiva a dribblare, sulla fascia era incontenibile. Tackle, scivolate, Ansaldi si rialzava e correva ancora più forte. L’altro è Ljajic, ti faceva venire il mal di testa».

IL FUTURO TRA VITI E FATTORIE DIDATTICHE«Voglio trascorrere una vita serena in campagna. Mi piacerebbe anche creare una fattoria didattica per bambini. Ho appena piantato decine di ulivi, spero che mio figlio possa godersi il risultato di questo lavoro. Tra viti e frutteti io ho smesso di soffrire».

Spalletti Juve, con l’infortunio di Vlahovic il tecnico studia alternative rivoluzionare per l’attacco: non solo David Openda, c’è questa ipotesi per la Coppa Italia!

Spalletti Juve, con l’infortunio di Vlahovic il tecnico bianconero studia alternative rivoluzionare per l’attacco per la Coppa Italia

L’infortunio di Dusan Vlahovic ha aperto una crisi profonda nell’attacco della Juventus, costringendo il tecnico Luciano Spalletti a valutare soluzioni alternative e potenzialmente rivoluzionarie. Con il centravanti serbo fermo ai box per un problema agli adduttori che rischia di tenerlo fuori fino all’inizio del 2026, l’attenzione si è spostata sui nuovi acquisti estivi, Jonathan David e Loïs Openda. Tuttavia, il loro rendimento finora è stato deludente, caratterizzato da timidezza e un atteggiamento superficiale culminato nei fischi dello Stadium durante l’ultima gara contro il Cagliari.

Di fronte a questa situazione, come riporta il Corriere dello Sport, Spalletti ha lasciato intendere di avere in serbo una mossa a sorpresa. L’idea che sta prendendo corpo è quella di schierare il talento turco Kenan Yildiz nel ruolo di centravanti di manovra, un “falso 9” libero di svariare su tutto il fronte offensivo. Questa intuizione tattica ricorda da vicino la celebre trasformazione di Francesco Totti alla Roma, orchestrata proprio dall’allenatore di Certaldo.

Mentre la prossima sfida di Coppa Italia contro l’Udinese potrebbe rappresentare l’ultimo banco di prova per David e Openda, Spalletti guarda già al suggestivo ritorno al “Maradona” contro il Napoli. L’ipotesi più affascinante per il big match è un 3-5-2 con un attacco leggero e imprevedibile, formato dalla coppia Yildiz-Conceiçao, senza punti di riferimento fissi.

Questa soluzione tattica offrirebbe anche vantaggi al centrocampo, permettendo l’inserimento di Fabio Miretti per aumentare la qualità del reparto al fianco di Locatelli e Thuram. È il paradosso dell’attuale Juventus: Vlahovic, che sembrava un separato in casa ad agosto, è ora l’assente più rimpianto, mentre la squadra attende ancora che i costosi investimenti David e Openda dimostrino il loro valore.

Napoli-Juventus biglietti: oggi via alla vendita libera per la partita del 7 dicembre 2025

Ci siamo: la vendita libera dei biglietti di Napoli-Juventus è ufficialmente iniziata. Dalle ore 12 di oggi è possibile acquistare i ticket per il big match di domenica sera 7 dicembre 2025 allo stadio Maradona, con inizio alle ore 20.45.

Sarà una partita tutta da vivere: partenopei e bianconeri sono distanziati da soli cinque punti, nonostante si tratta rispettivamente della prima e della settima in classifica, a testimonianza di una Serie A mai così aperta come quest’anno. Detto questo, ecco tutte le info su modalità di acquisto dei biglietti e prezzi.

I biglietti di Napoli-Juventus sono su Ticketone

Napoli-Juventus biglietti vendita libera: come acquistarli e prezzi

Il calendario della Serie A 2025-26 pone di fronte alla 14° giornata Napoli-Juventus, un classico del nostro campionato. La fase di vendita libera ha inizio alle ore 12:00 di lunedì 1 Dicembre 2025 e terminerà ad esaurimento posti (ovvero, in ogni caso, al fischio di inizio della Partita). Ogni tifoso potrà acquistare fino ad un massimo di 4 biglietti sul sito di Ticketone.

I prezzi sono i seguenti:

  • CURVE INFERIORI € 45
  • CURVE SUPERIORI € 60
  • DISTINTI INFERIORI € 90
  • DISTINTI SUPERIORI € 120
  • DISTINTI SUPERIORI PREMIUM € 135
  • TRIBUNA NISIDA € 140
  • TRIBUNA POSILLIPO € 185
  • TRIBUNA POSILLIPO PREMIUM € 215

Le informazioni generali per assistere alla partita

L’accesso allo Stadio dovrà avvenire in maniera ordinata, nel rispetto delle istruzioni impartite dalla SSC Napoli tramite il proprio personale, al fine di evitare assembramenti. Al termine della gara, al fine di non creare assembramenti, il deflusso sarà contingentato e regolato dal personale di sicurezza. Pertanto, si invita il pubblico a restare al proprio posto ed attendere le indicazioni degli steward per l’uscita.

La non osservanza dei protocolli può comportare sanzioni da parte delle autorità competenti. La titolarità di un titolo di accesso allo Stadio Maradona comporta automaticamente l’accettazione del Regolamento d’uso dello Stadio e del Codice di regolamentazione della cessione dei titoli di accesso alle manifestazioni calcistiche della S.S.C. Napoli S.p.A. (‘Codice di Condotta’), entrambi consultabili sul sito ufficiale sscnapoli.it.

Il Codice di Condotta contempla tutte le condotte ritenute rilevanti ai fini dell’applicazione di eventuali sanzioni da parte della SSC Napoli, le varie tipologie di sanzioni nonché le relative procedure di applicazione.

La SSC Napoli ricorda ai propri tifosi di prendere visione e di attenersi scrupolosamente alle prescrizioni del Codice di Condotta e del Regolamento d’uso dello Stadio. Lo Stadio Maradona è dotato di un sistema di videosorveglianza all’avanguardia in grado di indentificare gli autori delle violazioni del Regolamento d’uso dello Stadio e del Codice di Condotta.

La SSC Napoli condanna qualunque comportamento violento, anche verbale, e ogni condotta che direttamente o indirettamente comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine etnica ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori o, più in generale, che la SSC Napoli ritenga non rappresentativi della propria tradizione e della propria identità sportiva.

Cremonese, oggi pronta a sfidare il Bologna al Dall’Ara: Nicola punta sulla crescita e sulla concretezza per uscire dalla crisi di risultati dopo l’ottimo avvio. L’analisi

Cremonese pronta a sfidare il Bologna. Il tecnico dei grigiorossi rimane ottimista nonostante le tre sconfitte consecutive. I temi

La Cremonese si avvicina alla difficile trasferta di Bologna reduce da tre sconfitte consecutive contro Juventus, Pisa e Roma. Nonostante il momento negativo, il tecnico Davide Nicola mantiene la lucidità, sottolineando che il percorso verso l’obiettivo salvezza è una maratona di 38 partite che richiede energia costante, indipendentemente dai risultati a breve termine.

Nicola vede il match del Dall’Ara come un importante step di crescita contro un avversario che considera ormai una “big“. Il Bologna, infatti, è imbattuto da settembre e viene da 12 risultati utili consecutivi. Il tecnico grigiorosso ammira la squadra emiliana per la sua velocità, aggressività e la profondità della rosa, ma soprattutto per la “fame” con cui attacca gli spazi, una mentalità che sta cercando di trasmettere ai suoi ragazzi.

Il tema centrale su cui lavorare per la Cremonese è ritrovare la concretezza perduta. Dopo un inizio di campionato molto cinico in fase conclusiva, la squadra nelle ultime tre uscite ha prodotto tanto gioco senza però riuscire a tradurlo in gol. Per Nicola, l’efficacia sotto porta non è questione di fortuna, ma di determinazione nel farsi trovare al posto giusto nel momento giusto.

Sul fronte della formazione, arrivano buone notizie dall’infermeria: Pezzella, Zerbin e Silvestri sono recuperati a pieno regime, mentre Moumbagna torna tra i convocati ma necessita ancora di rodaggio per essere spendibile. Contro il Bologna, per la Cremonese sarà fondamentale la rapidità nel riposizionarsi e nel ribaltare l’azione, tentando anche di sfatare un tabù storico: i grigiorossi non battono i rossoblù in Serie A da ben 35 anni.

Désiré Doué si racconta: «Il Golden Boy è il frutto del lavoro collettivo, sono molto felice di ricevere questo premio. Finale di Champions? Uno dei giorni più belli»

Désiré Doué si racconta a Tuttosport. Il giovane talento del Paris Saint-Germain ha ricevuto il premio Golden Boy 2025 come miglior Under 21 dell’anno

Il ventenne Désiré Doué, talento del Paris Saint-Germain, riceverà stasera a Torino il premio Golden Boy 2025 come miglior Under 21 dell’anno. Raggiante per il traguardo individuale, il franco-ivoriano sottolinea l’importanza del lavoro collettivo e dei successi ottenuti con il club. Ecco le sue parole in un’intervista esclusiva a Tuttosport.

LA PRIMA REAZIONE ALLA VITTORIA – «Un sensazione di grande fierezza. E di felicità. Con la consapevolezza che il lavoro collettivo paga perché così facendo il PSG ha ottenuto i più grandi traguardi nel corso di quest’anno centrando la miglior stagione della sua storia. Si tratta del risultato di uno sforzo collettivo. Sono molto felice di ricevere questo premio, se è il frutto della vittoria di trofei con la squadra e di un mio apporto positivo nelle partite importanti».

I COMPAGNI DI SQUADRA – «Mi hanno fatto le congratulazioni, si sono complimentati con me. A cominciare dai ragazzi della mia età con cui sono più legato per ragioni anagrafiche come Warren Zaire-Emery, Bradley Barcola, Senny Mayulu. Poi c’è stato Ashraf Hakimi che ne ha combinata una della sue: appena mi ha visto arrivare al centro sportivo ha incominciato a chiamarmi Golden Boy. A ripetizione: Golden Boy, Golden Boy, Golden Boy! Ma devo ringraziare tutti i miei compagni di squadra, perché è grazie a loro se ho questo riconoscimento. Se non avessimo vinto partite, se non avessimo giocato come abbiamo fatto, se non avessimo sollevato trofei, non avrei ricevuto questo premio».

A CHI DEDICA IL PREMIO – «In primis alla mia famiglia. Poi naturalmente ai compagni di squadra, all’allenatore, allo staff, ai dirigenti e a tutte le persone che lavorano per il club con un pensiero particolare al nostro grande presidente Nasser Al Khelaifi, che ha avuto fiducia in me e che mi ha portato al Paris Saint-Germain. Senza di loro non avrei potuto conquistare il Golden Boy».

L’ORGOGLIO DI ENTRARE NELL’ALBO D’ORO – «È un onore far parte di questa lista ed essere menzionato insieme ad alcuni dei più grandi nomi del calcio. I giocatori che hanno vinto questo premio, come Messi, Agüero, Haaland, Mbappé, sono tutti giocatori eccezionali che hanno avuto, o stanno avendo, carriere incredibili e che mi ispirano ogni giorno. Quindi è un grande motivo di orgoglio».

LA FINALE DI CHAMPIONS – «Uno dei giorni più belli della mia vita. È stato un sogno che si è avverato. Quando sei bambino, sogni di giocare in Champions League e poi di vincerla. È qualcosa di incredibile. Credo che il mio ricordo più bello sia il secondo gol che ho segnato, quindi il terzo della partita. Quello è stato il momento in cui mi sono convinto che avremmo vinto la partita».

IL TRASFERIMENTO AL PSG – «Quando ho firmato il contratto quinquennale con il Paris Saint-Germain sapevo che sarei andato a giocare in un club grandissimo, tra i migliori in assoluto del mondo. Ma non avrei immaginato di vincere tutto nel giro di appena un anno».

AMBIZIONI PER IL 2026 – «Puntare sempre ai più grandi traguardi, come quest’anno».

HOBBY OLTRE IL CALCIO – «Mi piace molto la NBA. Tutti i grandi mi affascinano: Michael Jordan, Magic Johnson, Lebron James, Wemby e Steph Curry. Mi piace pure il tennis, ho seguito la finale ATP di Torino fra Sinner e Alcaraz, i due migliori al mondo. E poi amo molto leggere».

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Fiorentina, contro l’Atalanta arriva la settima sconfitta. Dzeko affronta la Curva Fiesole al termine della partita: tensioni alte, ma la squadra cerca la svolta

Fiorentina, contro l’Atalanta arriva la settima sconfitta in campionato. Dzeko, con Ranieri e Mandragora, affronta la Curva Fiesole a fine partita

La settima sconfitta in campionato della Fiorentina, arrivata dopo quella in Conference League, ha riacceso le tensioni con la tifoseria. Dopo le dure parole di Edin Dzeko («Facciamo cag… ma i tifosi devono darci sostegno»), i giocatori sono stati “invitati” dalla Curva Fiesole per un confronto. Mentre Kean è rimasto defilato, Dzeko, supportato da Ranieri e Mandragora, ha affrontato gli ultrà, prendendo anche il megafono per un dialogo di circa dieci minuti. Un gesto che potrebbe costargli una sanzione, visto che ai tesserati è vietato avere interlocuzioni dirette con i sostenitori. Alla fine, il coro «Noi vogliamo 11 leoni» ha sancito una tregua fragile ma necessaria.

In sala stampa, l’allenatore Paolo Vanoli ha ringraziato i tifosi per il sostegno, evidenziando il ruolo di leader assunto da Dzeko. Ora, però, serve una svolta sul campo: nessuna squadra, nella storia della Serie A, si è mai salvata senza vittorie nelle prime 13 giornate. Vanoli sta lavorando soprattutto sull’aspetto psicologico, al punto da appendere nello spogliatoio un cartello significativo: “Padroni del nostro destino”.

La prossima gara contro il Sassuolo sarà già uno spartiacque. Non è escluso un cambio di sistema, magari verso il 4-2-3-1, anche se il tecnico ha sottolineato la mancanza di esterni capaci di saltare l’uomo. Spazio quindi alla spinta di Gosens e Dodò, mentre Ranieri ha ribadito la necessità di ottenere risultati e affrontare con lucidità la situazione difficile.

Nonostante una parte di prestazioni non totalmente negative, con occasioni create e anche un pizzico di sfortuna, alla Fiorentina manca il cinismo sotto porta e la capacità di reggere mentalmente nei momenti cruciali. In un contesto così delicato, il pensiero va anche a Edoardo Bove, a un anno dal suo dramma: un ricordo che potrebbe offrire un’ulteriore spinta emotiva per risalire la china e ritrovare un’identità perduta.

Cagliari, Palestra osservato speciale: le big di Serie A pronte a sfidarsi per il difensore

Cagliari, Marco Palestra nel radar delle big: futuro incerto per il difensore classe 2005. Le ultimissime notizie

Marco Palestra, difensore classe 2005, è diventato una delle sorprese più luminose della stagione del Cagliari. Arrivato in prestito secco dall’Atalanta, ha conquistato subito spazio e fiducia grazie a prestazioni solide e decisive, mostrando una maturità che va ben oltre la sua giovane età.

Il suo futuro, però, è già scritto: a giugno terminerà l’esperienza in Sardegna, visto che il trasferimento è stato fissato come prestito a breve termine. Questo non ha impedito al talento bergamasco di attirare l’attenzione di diversi club di Serie A. Tra i più interessati c’è la Juventus, che lo segue da tempo e lo considera un profilo ideale per rinforzare la difesa, sia come alternativa immediata sia come investimento per il futuro.

La crescita esponenziale di Palestra e la sua capacità di leggere il gioco lo hanno reso uno dei giovani più osservati del campionato. Non solo la Juve: anche altre big italiane e straniere hanno iniziato a monitorarlo con attenzione. Le sue prestazioni con il Cagliari potrebbero aprire la strada a una vera e propria asta di mercato, segno che il difensore è pronto per il salto di qualità.

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Mercato Inter, interesse per Saibari: il talento marocchino del PSV osservato speciale

Mercato Inter, fari puntati su Saibari: il gioiello marocchino del PSV tra gli obiettivi dei nerazzurri. Le ultimissime

L’Inter continua a monitorare profili utili al proprio progetto tecnico e tra i nomi più interessanti spicca quello di Ismael Saibari, centrocampista offensivo del PSV Eindhoven. Il marocchino classe 2001 sta vivendo un avvio di stagione brillante in Eredivisie, con 10 gol e 2 assist in 19 presenze, numeri che hanno attirato l’attenzione di diversi top club europei.

Il suo valore di mercato è stimato intorno ai 27 milioni di euro, cifra considerata accessibile per un giocatore giovane e già così incisivo. I nerazzurri lo seguono da settimane, ma la concorrenza è forte: anche Milan e Siviglia si sono inseriti nella corsa.

Saibari, nato come trequartista, può adattarsi anche da centrocampista o esterno destro, offrendo soluzioni tattiche versatili che si sposano con le esigenze di Cristian Chivu. Forza fisica, rapidità negli spazi e capacità di incidere in zona gol lo rendono uno dei profili più intriganti per il futuro dell’Inter.

Curiosità: il giocatore è gestito dalla stessa agenzia che cura gli interessi di Noa Lang, protagonista del mercato estivo con il passaggio al Napoli.

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