Pagina 496 – Calcio News 24

Vieri sicuro: «Auguro il meglio all’Italia. Esposito? Secondo me bisogna giudicarlo in un modo»

Christian Vieri, ecco le dichiarazioni dell’ex centravanti dell’Inter tra Esposito e quella che è l’Italia

L’ex attaccante Christian Vieri ha commentato con chiarezza la situazione del giovane Francesco Pio Esposito, invitando tutti a «lasciarlo tranquillo». Vieri ha sottolineato come i paragoni affrettati e le pressioni attorno al giovane talento possano risultare dannosi: «È molto bravo, fa gol, regge fisicamente, ma deve migliorare giocando», ha detto, esortando a concedergli tempo e serenità per crescere.

Nel corso dell’intervista, Vieri ha ribadito l’importanza di far sviluppare i giovani con calma. Pur riconoscendo le qualità di Pio Esposito — fisico, determinazione e fiuto del gol — ha sottolineato che non bisogna creare aspettative eccessive troppo presto: solo con il tempo e con l’esperienza in campo il talento può trasformarsi in un giocatore completo.

Vieri ha anche voluto lanciare un messaggio di fiducia alla nuova nazionale guidata da Gennaro Gattuso, facendo un augurio sincero alla squadra: «In bocca al lupo all’Italia di Gattuso», ha dichiarato, dimostrando ottimismo per il futuro degli azzurri.

Le parole di Vieri risuonano in un contesto in cui la Serie A e la nazionale sono sempre alla ricerca di giovani promettenti pronti a emergere. Secondo l’ex bomber, la pazienza e la gestione attenta dei giovani talenti sono fondamentali: qualità e potenziale ci sono, ma solo un percorso graduale può trasformarli in risultati concreti e costanti.

In un calcio moderno spesso ossessionato dai risultati immediati, Vieri sottolinea un principio semplice e sincero: dare fiducia, spazio e serenità ai giovani. Lasciare Pio Esposito «tranquillo» ora potrebbe essere la chiave per far emergere, nel futuro prossimo, un attaccante solido, consapevole e pronto a lasciare il segno, seguendo l’esempio di grandi calciatori che hanno saputo crescere senza pressioni eccessive.

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Insigne-Lazio, chiusura definitiva? La situazione attuale non lascia dubbi

Insigne pronto a tornare in Serie A: la Lazio chiude il colpo. Ecco la situazione attuale dei biancocelesti

Nel pre partita di Milan-Lazio, il direttore sportivo biancoceleste ha toccato il tema Insigne-Lazio, mantenendo però un profilo prudente: «Insigne va valutato anche alla luce delle ultime normative FIGC. Ci sono diverse variabili da considerare», ha dichiarato, evitando di confermare l’operazione. Tuttavia, le indiscrezioni confermano che la trattativa è ormai vicina alla conclusione.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, a seguire personalmente la vicenda è stato il presidente Claudio Lotito, che ha avuto contatti diretti con Andrea D’Amico, agente dell’ex Napoli. Lotito ha gestito la negoziazione con attenzione, accelerando le fasi decisive e mantenendo aperta la comunicazione tra le parti. La volontà comune di chiudere l’affare è evidente: portare Insigne nella capitale e consegnarlo a Sarri, che ritroverà uno dei suoi pupilli.

Un elemento fondamentale per sbloccare la trattativa è stato l’aspetto economico. Il 34enne ha dimostrato grande disponibilità a rientrare in Italia, accettando di ridurre le proprie pretese salariali. La Lazio, infatti, ha offerto un ingaggio tra 1,3 e 2,2 milioni di euro, cifra che il giocatore ha deciso di accettare per realizzare il suo ritorno in Serie A. Questo accordo economico rende Insigne-Lazio una realtà concreta, permettendo al club di completare un colpo importante senza intaccare il bilancio in maniera significativa.

Con l’arrivo di Insigne-Lazio, Sarri potrà contare su un elemento di grande esperienza e qualità, capace di dare spessore tecnico e creatività alla trequarti. L’ex Napoli apporterà leadership, capacità di lettura del gioco e inventiva, elementi fondamentali per rinforzare il reparto offensivo della squadra.

L’operazione, salvo imprevisti, diventerà ufficiale nelle prossime settimane, segnando un colpo di mercato strategico per la Lazio. L’arrivo di Insigne-Lazio rappresenta non solo un rinforzo tecnico, ma anche un investimento sulla qualità e sull’esperienza, con l’obiettivo di consolidare le ambizioni della squadra in campionato e nelle competizioni europee.

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Formazioni ufficiali Lecce Torino: ecco le scelte di Di Francesco e Baroni per il match

Formazioni ufficiali Lecce Torino, ecco le scelte e i titolari di mister Eusebio Di Francesco e Marco Baroni in vista del match di Serie A

La domenica della 13ª giornata di Serie A si apre oggi alle 12:30 con il confronto tra Lecce e Torino allo Stadio Via del Mare. Un match cruciale che mette di fronte i padroni di casa di Eusebio Di Francesco e i granata allenati da Marco Baroni. Il primo, il cui obiettivo primario resta la corsa per non retrocedere, pronto a puntare sulle qualità e la voglia di riscatto dei suoi giocatori davanti al pubblico amico: «Abbiamo analizzato gli aspetti su cui lavorare. Vogliamo migliorare la prestazione vista contro la Lazio, che era in giornata e ha sbagliato pochissimo». Il numero uno della panchina giallorossa è alla disperata ricerca di tre punti fondamentali per dare continuità al lavoro svolto e allontanarsi dalla “zona calda” della graduatoria.

Dall’altra parte, ecco il Torino, desideroso di rifarsi dopo l’ultimo – disastroso – KO per 5-1 in casa contro il Como. Baroni (ex della partita) ha focalizzato il lavoro sui dettagli, per non ripetere la prestazione palesata coi lariani: «L’abbiamo rivista molte volte. La squadra deve avere più attenzione nell’ultimo metro di gioco, sia nella fase offensiva che difensiva. E questa sarà la nostra chiave primaria di miglioramento». Ci si aspetta dunque una partita intensa e, soprattutto, tattica, tra due formazioni determinate a dare una svolta alle rispettive stagioni fino a questo momento anonime. Non ci resta che dare un’occhiata alle formazioni ufficiali Lecce Torino.

FORMAZIONI UFFICIALI LECCE TORINO:

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Danilo Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Coulibaly; Pierotti, Berisha, Banda; Stulic. Allenatore: Eusebio Di Francesco.

TORINO (3-5-2): Israel; Tameze, Maripan, Coco; Pedersen, Casadei, Asllani, Gineitis, Nkounkou; Adams, Vlasic. Allenatore: Marco Baroni.

LEGGI ANCHE – Marco Ligabue: «Torino? ll ko col Como preoccupa. Che ricordi quel derby nel ’91! Vi racconto il mio disco MAPS» – ESCLUSIVA

Adani polemico «E’ morto il calcio così come il mestiere dell’arbitro! Vi spiego il perché»

Lele Adani sicuro su quello che è successo durante Milan Lazio: le polemiche si accendono sotto tutti i punti

Lele Adani, ex difensore dell’Inter e oggi opinionista molto seguito sui social, è tornato a far discutere con un intervento su Instagram sul finale acceso di Milan-Lazio, terminata 1-0 grazie al gol di Rafael Leão. A scatenare la sua analisi è stato un episodio controverso nei minuti conclusivi: il presunto tocco di mano di Pavlovic, giudicato non punibile dall’arbitro Collu dopo la revisione al VAR.

L’ex nerazzurro non ha usato mezzi termini nel suo sfogo, sottolineando la gravità della situazione. «Oggi muore ufficialmente il mestiere dell’arbitro», ha scritto Adani, aprendo la sua riflessione con una dichiarazione netta e senza compromessi. Tuttavia, prima di criticare la gestione dell’episodio, ha voluto chiarire i meriti dei rossoneri: «Il Milan ha meritato di vincere», ha precisato, distinguendo tra l’esito della partita e le decisioni arbitrali contestate.

Secondo Adani, il presunto fallo di mano non configurava un’infrazione: «Per me non è mai rigore», ha ribadito, spostando il focus dalle squadre al metodo utilizzato dall’arbitro nel momento cruciale. L’opinionista ha evidenziato come la gestione della direzione di gara in situazioni delicate possa minare la credibilità dell’intero ruolo: «Quando si inventa una cosa per scappare dalle proprie responsabilità, si sceglie di tradire il proprio mestiere», ha scritto, commentando la decisione di delegare o alterare il giudizio in campo.

Per Adani, questa deriva è preoccupante e indica una progressiva perdita di autorevolezza del direttore di gara. Una credibilità che, secondo il suo punto di vista, «era già pari allo zero o poco più» e che oggi rischia di essere ulteriormente compromessa.

La conclusione del suo intervento è una sentenza severa: chi arbitra delegando il proprio giudizio ha ormai «arrivato al capolinea». La posizione netta di Adani rilancia il dibattito su VAR, interpretazioni soggettive e ruolo centrale dell’arbitro, temi che continueranno a far discutere tifosi, addetti ai lavori e appassionati di calcio. La sua analisi non si limita al singolo episodio, ma solleva interrogativi più ampi sulla trasparenza e sull’affidabilità del sistema arbitrale nel calcio moderno.

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Lecce Torino, i convocati di Baroni: ecco la lista completa dei granata

Lecce Torino, ecco i convocati del tecnico Marco Baroni: ‘la lista completa dei granata per la tredicesima giornata

Allo stadio Via del Mare va in scena una partita dal sapore intenso e ricca di significati. Il Lecce, spinto dal calore del pubblico di casa, cerca punti preziosi per consolidare la propria posizione in classifica e allontanarsi dalla zona calda. Di fronte ci sarà il Torino di Baroni in cerca di un’identità.

Marco Baroni ha diramato la lista dei 21 convocati in vista della tredicesima giornata di Serie A contro il Lecce.

CONVOCATI TORINO


Aboukhlal

Adams 
Anjorin

Asllani 
Casadei 
Coco 
Dembélé  
Gineitis
Ilkhan
Israel  
Lazaro  
Maripan
Masina 
Ngonge  
Nkounkou
Paleari 
Pedersen  
Popa 
Tameze 
Vlasic 
Zapata 

LEGGI ANCHE – Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Milan Lazio, Hernanes non ha dubbi: «Contatto Romagnoli Pavlovic? Ma quale rigore, non era neanche fallo!». La sua analisi

Hernanes, ex centrocampista, ha attaccato con forza la scelta del VAR di richiamare Collu sull’episodio Romagnoli-Pavlovic

Il finale di Milan-Lazio continua a far discutere. L’episodio del presunto tocco di mano di Pavlovic, seguito dall’annullamento del rigore per un fallo di Marusic, ha acceso il dibattito tra addetti ai lavori e opinionisti. Tra le voci più critiche si è levata quella di Hernanes, ex centrocampista biancoceleste e oggi commentatore per DAZN, che non ha risparmiato accuse alla direzione arbitrale di Collu.

Il brasiliano ha contestato con decisione la scelta finale dell’arbitro, che dopo la revisione al monitor ha ravvisato una trattenuta di Marusic su Pavlovic. Secondo Hernanes, il contatto con il braccio non doveva essere punito e, ancor più grave, è stata la decisione di assegnare una punizione in favore del Milan per un fallo giudicato marginale.

Il “Profeta” ha quindi lanciato un vero e proprio appello: rivedere il protocollo sul fallo di mano. A suo avviso, l’eccessiva rigidità delle regole sta costringendo i direttori di gara a scelte affrettate o a cercare giustificazioni in episodi minimi, generando confusione e penalizzando lo spettacolo. Un tema che, dopo l’ennesima polemica, torna al centro del dibattito calcistico italiano.

PAROLE – «Marelli, ti prego, inizia un movimento per cambiare il protocollo. Non esiste che ogni tocco di mano debba essere rigore. Perché poi magari gli arbitri si trovano a dover prendere una decisione così importante per un fallo di mano che non è mai punibile e commettono errori ancora più grossi, come il dare fallo per trattenuta su Marusic. Mai rigore, ma neanche fallo».

LEGGI ANCHE – Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Mercato Inter, nella sfida contro il Pisa ci sarà un osservato speciale! Ecco su chi ha messo gli occhi Ausilio

Mercato Inter, occhi puntati sul match con il Pisa: Ausilio seguirà da vicino un profilo inedito, un nome completamente nuovo

All’Arena Garibaldi di Pisa l’Inter non può permettersi passi falsi. Dopo le due sconfitte consecutive contro Milan e Atletico Madrid, la squadra di Cristian Chivu è chiamata a rialzarsi subito per non compromettere le ambizioni stagionali. Tre punti diventano un imperativo, in quello che rappresenta il primo vero banco di prova per il tecnico rumeno.

Gara delicata e occhi sul futuro

La sfida non sarà soltanto un test di campo. Secondo quanto riportato da Tuttosport, la dirigenza nerazzurra approfitterà della trasferta per valutare anche prospettive di mercato. Piero Ausilio, direttore sportivo sempre attento ai talenti emergenti, seguirà con particolare interesse un giocatore del Pisa.

Il nome nuovo: Idrissa Touré

Il profilo sotto osservazione è quello di Idrissa Touré, centrocampista tedesco di grande fisicità che sta convincendo con la maglia nerazzurra toscana. Per caratteristiche atletiche e struttura, Touré ricorda da vicino Denzel Dumfries, attualmente fermo ai box. Un’alternativa intrigante che potrebbe presto entrare nelle strategie di mercato dell’Inter.

Tra presente e futuro

La partita di Pisa diventa così doppia: da un lato la necessità di tornare a vincere, dall’altro la possibilità di scoprire un nuovo protagonista per il progetto nerazzurro. Una serata che può segnare il rilancio immediato e, allo stesso tempo, aprire scenari interessanti per il futuro.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Juve Cagliari, tensione allo Stadium: Spalletti risponde a un tifoso! Ecco cosa è successo

Juve Cagliari, serata ad alta tensione allo Stadium: Spalletti perde la pazienza e discute con un tifoso dopo gli insulti

La Juventus batte il Cagliari e conquista tre punti fondamentali per la classifica, ma al triplice fischio l’euforia lascia spazio alla preoccupazione. Tutto l’ambiente bianconero guarda infatti all’infermeria e alle condizioni di Dusan Vlahovic. Le immagini del centravanti serbo che abbandona il campo in lacrime, piegato dal dolore, hanno gelato lo stadio.

A confermare il pessimismo ci ha pensato Luciano Spalletti nel post-partita: la situazione è seria. La giornata odierna sarà cruciale, con il numero 9 atteso ai primi esami strumentali per valutare l’entità dell’infortunio e scongiurare scenari peggiori.

La tensione, però, non si è limitata all’aspetto fisico. È stata soprattutto nervosa e ambientale. La Juve ha difeso il vantaggio con le unghie, rischiando grosso nel finale, e sugli spalti è esploso il malumore. Alcuni tifosi hanno urlato un pesante «Fate schifo» rivolto alla squadra. A quel punto Spalletti non è rimasto in silenzio.

Dopo un iniziale sorriso sarcastico, il tecnico toscano ha reagito con decisione: i video diffusi sui social mostrano chiaramente il momento in cui si gira verso la tribuna e affronta i contestatori a viso aperto. «Ma cosa vuoi? Dimmi, che vuoi?» ha tuonato, difendendo con fermezza il gruppo. Un botta e risposta acceso, durato pochi istanti, prima che l’allenatore tornasse a concentrarsi sulla partita.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Esonero Chivu, il tecnico dell’Inter rischia grosso? La situazione non lascia dubbi!

Esonero Chivu, il tecnico dell’Inter rischia grosso? Ecco la situazione attuale della squadra nerazzurra

La sfida all’Arena Garibaldi arriva in un momento decisivo per l’Inter e per Cristian Chivu, al centro del dibattito mediatico dopo le due sconfitte consecutive contro Milan e Atletico Madrid. Pur non essendo una gara da dentro o fuori, il confronto di oggi rappresenta un passaggio chiave, perché un nuovo passo falso riaprirebbe con forza il tema dell’Esonero Chivu, un argomento che la società ha finora respinto con fermezza ma che resta sospeso nell’aria come un’ombra ingombrante. La trasferta in casa dei toscani, guidati da Alberto Gilardino, non emetterà una sentenza definitiva, ma offrirà un primo verdetto sul momento nerazzurro e sulla gestione tecnica dell’allenatore rumeno.

Nonostante la pressione crescente, un’analisi lucida delle ultime prestazioni suggerisce che evocare l’Esonero Chivu sia prematuro. Le due sconfitte sono maturate attraverso episodi sfavorevoli: a Madrid i nerazzurri hanno pagato un corner al 93’, dopo aver colpito più volte i legni; nel derby di campionato è stato un contropiede, unito alle parate decisive del portiere avversario, a indirizzare il risultato. Fino alla sosta, l’Inter aveva macinato numeri da prima della classe, con undici successi in dodici partite, confermando una solidità non scalfita da due inciampi consecutivi.

Chivu si mostra sereno proprio grazie ai dati: gli indicatori analitici dei gol attesi (xG) raccontano un’Inter che avrebbe meritato di più sia in termini realizzativi sia difensivi. La produzione offensiva resta elevata, mentre il rendimento sotto porta non ha premiato il volume creato. Allo stesso tempo, qualche incertezza di Sommer ha portato a subire più gol di quelli statisticamente giustificati.

Il club ha ribadito la fiducia nell’allenatore. Mercoledì scorso Beppe Marotta ha respinto ogni ipotesi di Esonero Chivu, sottolineando come il tecnico sia parte integrante del progetto nerazzurro “per molti anni”. Tuttavia, Chivu conosce bene il calcio italiano: un terzo ko consecutivo non genererebbe un licenziamento immediato, ma rischierebbe di erodere progressivamente il consenso interno ed esterno faticosamente conquistato.

Pisa, dunque, diventa uno snodo fondamentale. Per evitare che il tema dell’Esonero Chivu torni a farsi ingombrante, l’Inter ha bisogno di una reazione forte e immediata, che restituisca fiducia e stabilità a tutto l’ambiente.

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Allegri rompe le polemiche: «Espulsione? Ecco cosa succederà a Torino. Posso contare su questi giocatori»

Max Allegri si esprime così sulla situazione attuale in casa Milan. Espulsione? Lui ha risposto così

Al termine della sofferta vittoria contro la Lazio, Allegri si è presentato in zona mista ai microfoni di Telelombardia per analizzare a caldo una partita complessa, segnata da episodi decisivi e da un finale particolarmente concitato. Il tecnico bianconero, pur soddisfatto per i tre punti conquistati, ha commentato innanzitutto la sua espulsione arrivata nei minuti di recupero, episodio che aveva acceso ulteriormente la tensione in campo.

IL CARTELLINO ROSSOAllegri ha spiegato: «Non c’è bisogno di me in panchina, mi dispiace per l’episodio ma c’era confusione e ho preso un cartellino rosso». Parole pragmatiche, tipiche del tecnico, che ha preferito soffermarsi più sull’andamento della partita che sulle polemiche arbitrali. A suo giudizio, la sfida ha avuto due volti ben distinti, soprattutto grazie all’intervento provvidenziale di Maignan, determinante nel mantenere il risultato in equilibrio prima del vantaggio.

ANALISI DEL MATCH – Secondo Allegri, «nel primo tempo la Lazio ha fatto bene: quando pressano e corrono diventa difficile e complicato». Il tecnico ha riconosciuto le difficoltà iniziali, ma ha sottolineato anche la reazione dei suoi: «Nel secondo tempo sono calati e noi siamo cresciuti, facendo una bella partita». La chiave, come spesso accade nelle squadre guidate da Allegri, è stata la solidità mentale unita al miglioramento fisico nella ripresa.

Determinante, infatti, è stato il lavoro della mediana, con Fofana particolarmente incisivo quando riesce a trovare ritmo e continuità. Allegri, parlando della forza fisica a disposizione, ha ricordato: «Sono calciatori che strappano: lui, Rabiot, Loftus, Leao, Saelemaekers, Athekame quando rientrerà. L’importante è continuare e sapere che il percorso è lungo».

LA MATEMATICA – Nonostante un primo posto momentaneo, Allegri resta fedele alla sua filosofia prudente: «Ne mancano ancora 48 per entrare in Champions». Un modo chiaro per tenere la squadra concentrata sul cammino, senza farsi distrarre dai facili entusiasmi.

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Fiorentina, invasione dei tifosi viola in quel di Bergamo. Il dato sorprende tutti i critici in vista di oggi

Fiorentina, invasione dei tifosi viola a Bergamo per la sfida contro l’Atalanta nonostante la contestazione. Il punto

Chi pensava che la Fiorentina potesse arrivare da sola a Bergamo si sbagliava di grosso. Le polemiche nate dalle parole di Dzeko dopo la sconfitta con l’Aek Atene non hanno scalfito minimamente la voglia dei tifosi di restare accanto alla squadra. Questo pomeriggio, nel settore ospiti della New Balance Arena, saranno presenti oltre novecento sostenitori gigliati: un numero importante, quasi un migliaio di persone che hanno scelto, senza esitazioni, di seguire la Fiorentina anche in un momento così delicato. Molti partiranno in mattinata da Firenze, mentre altri arriveranno dal Nord Italia, a conferma di quanto il legame tra i tifosi e la squadra sia diffuso e radicato.

Vanoli conosce bene l’importanza dell’apporto del pubblico, soprattutto della Curva Fiesole, cuore pulsante del tifo viola. È proprio grazie al sostegno continuo dei tifosi che la Fiorentina può cercare di uscire da questa situazione complicata. In fondo, questo è il senso delle parole che Dzeko ha pronunciato nel concitato post-partita di giovedì: un messaggio forse espresso male nella forma, ma chiaro nella sostanza. L’attaccante non voleva puntare il dito contro il tifo gigliato—che non merita critiche gratuite, nemmeno dopo una prestazione difficile come quella contro l’Aek—ma richiamare tutti all’unità. Il suo grido d’aiuto, pronunciato da uno dei leader più ascoltati del gruppo, ha fatto rumore perché arrivato in un momento cruciale della stagione.

La Fiorentina, oggi più che mai, ha bisogno di restare compatta con il suo popolo. Squadra e tifosi devono formare un blocco unico, spingendo nella stessa direzione senza lasciarsi distrarre da tensioni o divisioni interne. I bilanci si faranno a fine stagione; ora c’è ancora tanta strada da percorrere insieme, e ogni partita può rappresentare un nuovo inizio.

Il futuro della Fiorentina passa anche da gesti come quello dei novecento tifosi pronti a sostenerla a Bergamo. La loro presenza testimonia che, nonostante difficoltà e polemiche, l’amore per la maglia rimane più forte di tutto. Ed è proprio da questo legame che la Fiorentina può ripartire con rinnovata energia e convinzione.

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Milan Lazio, Pistocchi senza freni sui social! Sentite cosa ha detto sull’episodio di ieri

Milan Lazio, le parole di Pistocchi fanno il giro del web. Sentite cosa ha detto il giornalista


Il confronto Milan Lazio disputato a San Siro ha lasciato più ombre che luci, almeno secondo l’analisi del giornalista Maurizio Pistocchi. Attraverso un lungo commento pubblicato sul suo profilo X, il noto opinionista ha descritto una partita poco entusiasmante, caratterizzata da numerosi errori tecnici e da un ritmo complessivamente sotto le aspettative. Pistocchi ha parlato apertamente di un “brutto Milan Lazio”, sottolineando come, per larghi tratti, il match non abbia offerto spunti di particolare qualità.

Tra i pochi protagonisti positivi, Pistocchi ha evidenziato la prestazione di Mike Maignan, definito “decisivo”, soprattutto nell’intervento su Gila che ha evitato un gol potenzialmente pesante. Anche il gol di Rafael Leão, una delle rare fiammate di talento dell’incontro, è stato citato come uno dei momenti più significativi del Milan Lazio. Per il resto, però, il giornalista ha percepito un match povero di contenuti tecnici e di emozioni, tanto da decidere di lasciare lo stadio all’87’, perdendosi così il finale concitato.

La parte più critica del suo intervento è stata però riservata alla direzione arbitrale. Pistocchi ha giudicato tutto sommato discreta la prova del giovane Collu fino all’episodio incriminato. Richiamato al VAR da Di Paolo per una OFR, l’arbitro ha valutato falloso un presunto contatto tra Marusic e un avversario, decisione che Pistocchi ha definito priva di fondamento. Secondo lui si trattava di una semplice trattenuta reciproca, non sufficiente per giustificare la scelta. Inoltre, il giornalista ha spiegato che non sarebbe stato necessario ricorrere a un fallo inesistente per “coprire” la mancata concessione del rigore per il tocco di mano di Pavlovic: il difensore rossonero era di spalle, senza percezione dell’azione, e il tiro di Romagnoli proveniva da distanza ravvicinata.

Pistocchi ha concluso definendo l’intero episodio una “brutta figura”, aggiungendo così un ulteriore elemento di discussione a un già complesso Milan Lazio.

LEGGI ANCHE LE ULTIME DI SERIE A

Yildiz, trascinatore di questa Juve. Cosa succederà in casa bianconera viste le voci di mercato?

La Juve è quello che sarà il futuro di Yildiz considerando il suo valore all’interno del campo da vero trascinatore


Yildiz continua a prendersi la scena in casa Juve, confermandosi uno dei talenti più luminosi e determinanti dell’intera rosa bianconera. Nella sfida contro il Cagliari, il giovane attaccante ha offerto una prestazione da vero trascinatore, mostrando personalità, tecnica e quella capacità di cambiare il ritmo della gara che soltanto i giocatori destinati a un grande futuro possiedono. La Juve lo ha cercato spesso tra le linee, affidandosi alla sua creatività per aprire una partita complicata, e Yildiz ha risposto nel modo migliore: con giocate di qualità, coraggio nei duelli individuali e la costante impressione di poter innescare qualcosa di decisivo a ogni tocco di palla.

Non sorprende, quindi, che secondo quanto evidenziato da Tuttosport, il tema del suo futuro sia già al centro dell’attenzione. Le voci di mercato attorno a Yildiz continuano ad aumentare, alimentate dalle sue prestazioni e dall’interesse crescente di diversi top club europei. Tuttavia, in casa Juve la parola d’ordine sembra essere una sola: trattenerlo. Il talento turco rappresenta molto più di una semplice promessa; è un investimento tecnico e simbolico sul futuro della squadra, un calciatore che incarna la nuova linea bianconera orientata a valorizzare i giovani più meritevoli.

L’impatto di Yildiz sulla stagione della Juve è stato evidente fin dalle prime apparizioni: la sua capacità di muoversi tra le linee, di accendersi improvvisamente e di creare superiorità numerica ha aggiunto una dimensione diversa all’attacco bianconero. L’allenatore lo considera un punto fermo su cui continuare a costruire, e l’ambiente juventino lo ha già adottato, riconoscendogli un entusiasmo e una maturità rara per un giocatore della sua età.

Per questo motivo, trattenere Yildiz non è soltanto un desiderio, ma un’esigenza strategica per la Juve. Le sirene di mercato continueranno a farsi sentire, ma la società sembra determinata a blindarlo e a renderlo uno dei pilastri del progetto tecnico dei prossimi anni. Se manterrà questa crescita, Yildiz non sarà più soltanto un gioiello emergente, ma uno dei simboli della nuova Juve che sta prendendo forma.

Sergio Ramos giocherà in Serie A? Annuncio pazzesco e nel mezzo una big prova il grande colpo!


Sergio Ramos lascia i Rayados: obiettivo Europa e sogno Mondiale. La Serie A può essere la svolta?

La storia tra Sergio Ramos e il Monterrey è arrivata al suo capitolo finale. Il difensore spagnolo ha già fatto sapere che lascerà i Rayados alla scadenza del contratto, fissata per il 31 dicembre 2025. Una scelta ponderata e dettata da un obiettivo preciso: tornare nel giro della nazionale e ritagliarsi un posto ai Mondiali 2026. Per riuscirci, Ramos sa di dover rientrare in Europa, dove la visibilità e il livello competitivo possono convincere il ct De la Fuente. Se il sogno resta un romantico ritorno al Real Madrid, la Serie A è oggi considerata una delle opzioni più concrete per la sua ultima avventura ad alti livelli.

Proprio il campionato italiano potrebbe offrirgli ciò che cerca: intensità tattica, centralità mediatica e un palcoscenico di alto profilo. Non a caso, il nome di Sergio Ramos è tornato sul tavolo del Milan, che con l’arrivo di Max Allegri ha avviato una ricerca mirata per un difensore esperto, capace di guidare il reparto e trasmettere personalità a una rosa giovane. L’interesse per profili “senior” come Thiago Silva testimonia la volontà del club rossonero di alzare l’asticella dell’esperienza. Ramos, disponibile a parametro zero, rappresenterebbe un’opportunità strategica molto simile a quella colta con Luka Modric, attualmente punto fermo nonostante l’età avanzata.

Sul difensore restano vigili anche la Juventus, che in passato aveva sondato il terreno, e il Como dell’amico Fabregas. Tuttavia è il Milan a poter garantire il contesto ideale: una squadra competitiva, obiettivi ambiziosi e – soprattutto – una cornice europea o da alta classifica. L’arrivo di Sergio Ramos in Serie A potrebbe trasformarsi in un colpo a costo zero tanto utile per il Milan quanto decisivo per il sogno Mondiale del campione spagnolo.

Maignan-Inter, i nerazzurri vogliono fare un Calhanoglu bis! Cosa filtra sul portiere del Milan?

Maignan-Inter, il futuro del portiere agita il Milan: tra rinnovo bloccato, rivali dirette e insidie dall’estero. Il punto

Il destino di Mike Maignan continua a essere uno dei temi più caldi in casa Milan. Il portiere della nazionale francese, pilastro tecnico e simbolo del progetto rossonero, non ha ancora trovato un accordo per il rinnovo e il dialogo con la dirigenza sembra essersi arenato. Una situazione di stallo che, col passare delle settimane, alimenta il timore di un possibile addio al termine della stagione. Da qui l’apertura a diversi scenari di mercato, con intrecci che potrebbero scuotere non solo il Milan, ma l’intera Serie A.

Tra le società più attente all’evolversi della vicenda c’è l’Inter. I nerazzurri, pur avendo trovato un equilibrio con Sommer, stanno valutando soluzioni di alto profilo per il futuro e vedono in Maignan il candidato ideale per garantire continuità e leadership tra i pali. Le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni hanno reso più concreto questo interesse, facendo emergere l’ipotesi di un clamoroso passaggio da una sponda di Milano all’altra.

Ma l’Inter non è sola. Come riportato da diverse fonti, anche la Juventus si è inserita nella corsa, pronta ad approfittare delle tensioni fra il portiere e il club rossonero. La Vecchia Signora osserva con attenzione, consapevole che un’occasione del genere potrebbe rivelarsi decisiva per il proprio progetto di rifondazione.

Le insidie però non si esauriscono in Italia. Dalla Premier League arrivano segnali concreti: diversi club inglesi, forti di budget importanti, considerano Maignan uno dei profili più affidabili e completi sul mercato europeo. Le offerte dall’estero rappresentano forse il pericolo più grande per il Milan, perché possono garantire ingaggi elevati e una vetrina di primissimo livello.

In questo contesto sempre più incerto, il futuro di Maignan resta un rebus. E l’ombra dell’Inter continua a essere una delle più ingombranti.

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Infortunio Vlahovic, allarme totale in casa Juve? Il centravanti resterà fuori per questi mesi

Infortunio Vlahović, massima allerta in casa Juventus: il serbo rischia fino a tre mesi di stop

L’infortunio Vlahović tiene in apprensione l’ambiente Juventus e rischia di trasformarsi nel caso più delicato di questo finale di 2025. L’attaccante serbo è stato costretto ad abbandonare il campo durante la sfida contro il Cagliari dopo aver avvertito un forte dolore all’adduttore sinistro in seguito a un tentativo di conclusione. Un segnale immediatamente preoccupante, confermato dalle prime valutazioni effettuate dallo staff medico bianconero.

Secondo le prime ricostruzioni, riportate anche da La Gazzetta dello Sport, l’infortunio Vlahović potrebbe essere più serio del previsto: si teme una lesione muscolare che di fatto metterebbe fine al suo 2025 agonistico. La zona interessata, gli adduttori, è particolarmente delicata e soggetta a tempi di recupero lunghi, soprattutto in caso di lesioni di medio o alto grado.

Verso uno stop prolungato: rischio 2026

Il quadro che emerge dalle prime indiscrezioni non genera ottimismo. L’infortunio Vlahović potrebbe costringere il centravanti a osservare uno stop che va dalle otto alle dodici settimane. Ciò significherebbe un’assenza che potrebbe protrarsi fino alle prime settimane del 2026, compromettendo l’avvio del nuovo anno e imponendo alla Juventus una revisione completa della gestione offensiva.

Per Luciano Spalletti si tratta di un colpo pesante: Vlahović era considerato uno dei punti fermi del progetto tecnico. L’allenatore bianconero dovrà ora affidarsi alla coppia Jonathan David–Lois Openda, già protagonisti di reti importanti, e soprattutto al talento di Kenan Yildiz, sempre più responsabilizzato e determinante nelle scelte offensive.

Juventus costretta a reagire subito

L’infortunio Vlahović arriva in un momento delicato, con la Juventus chiamata ad affrontare un ciclo di gare cruciali tra Serie A, Champions League e Coppa Italia. L’assenza del numero 9 rischia di complicare le rotazioni e ridurre il potenziale realizzativo della squadra, costringendo il club a valutare già a dicembre eventuali interventi sul mercato.

In attesa del responso definitivo degli esami strumentali, a Torino cresce l’ansia: l’infortunio Vlahović potrebbe essere la notizia più pesante di questa fase della stagione. La Juventus spera in un verdetto meno severo, ma le prime sensazioni non fanno presagire nulla di buono per il bomber serbo.

LEGGI ANCHE LE ULTIME DI SERIE A

Le prime pagine sportive nazionali – 30 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Silenzio stampa Lazio al termine del match contro il Milan! La società furiosa per la decisione di Collu di non concedere il calcio di rigore sul fallo di mano di Pavlovic

Silenzio stampa Lazio al termine del match contro il Milan! L’arbitro Collu al centro delle polemiche per non aver assegnato un rigore ai biancocelesti

Al termine della sconfitta per 1-0 subita dalla Lazio contro il Milan a San Siro, Maurizio Sarri ha deciso di non intervenire in conferenza stampa, seguendo una linea di protesta contro la decisione dell’arbitro Collu. Il tecnico biancoceleste ha scelto il silenzio come forma di dissenso per la decisione che ha negato alla Lazio un evidente calcio di rigore a favore, nonostante un tocco di braccio di Pavlovic in area.

La decisione controversa di Collu

Il match è stato segnato da un episodio controverso: Collu ha avviato una revisione VAR per esaminare il possibile tocco di mano di Pavlovic, ma, pur riconoscendo il fallo, ha deciso di non assegnare il rigore. La sua motivazione è stata un presunto fallo precedente di Marusic su Pavlovic, che avrebbe annullato l’azione. Questa scelta ha scatenato una forte indignazione da parte della Lazio, che ha visto negato un possibile pareggio proprio nei minuti cruciali della partita.

Il silenzio stampa e il video di protesta

In segno di protesta, la Lazio ha scelto di non rilasciare dichiarazioni ufficiali. Tuttavia, la società ha pubblicato un video sui social mostrando l’azione che ha portato alla revisione del VAR, esprimendo così il proprio disappunto per la decisione dell’arbitro e per il trattamento ricevuto durante il recupero del match. Questo gesto ha evidenziato la gravità della situazione, alimentando il clima di frustrazione che ha coinvolto tutto l’ambiente biancoceleste.

La decisione di Collu e la successiva protesta della Lazio hanno infiammato gli animi, con i tifosi biancocelesti che si sono schierati contro l’arbitro, intensificando il malcontento per un episodio che ha lasciato molti interrogativi sul piano dell’equità nelle decisioni arbitrali.

Moviola Milan Lazio, Marelli analizza il finale polemico del match: «Nessun rigore per il fallo di mano di Pavlovic sul tiro di Romagnoli, vi spiego perché»

Moviola Milan Lazio, Marelli analizza il polemico finale del match trattando l’episodio dubbio del fallo di mano di Pavlovic sul tiro di Romagnoli

Nel post partita di Milan Lazio, l’ex arbitro Luca Marelli è intervenuto negli studi di DAZN, nel programma Vamos, per analizzare l’episodio più discusso della serata: il contatto al 95′ in area rossonera, successivamente valutato dal VAR, che ha deciso di non trasformarlo in un calcio di rigore per la Lazio.

LA DECISIONE SUL RIGORE«Quello di Pavlovic non è mai calcio di rigore per tre motivi: l’estrema vicinanza dei giocatori, il fatto che il braccio non si muova verso la palla e il fatto che Pavlovic sia di spalle. Non ci sono gli elementi per l’assegnazione di un penalty».

LA SFUMATURA IMPORTANTE – Marelli ha anche sottolineato una sfumatura importante nell’analisi dell’episodio: «Collu ha preso la decisione giusta per la via sbagliata. Assegnare poi un fallo in attacco è esagerato».

Milan Lazio, Allegri nel post partita: «Confusione negli ultimi minuti. Dobbiamo mantenere umiltà, Leao può fare la differenza. Espulsione? Ecco cosa ho detto all’arbitro»

Milan Lazio, Allegri nel post partita ha commentato il match vinto 1-0 a San Siro dai rossoneri soffermandosi anche sull’episodio finale

Subito dopo la vittoria 1-0 contro la Lazio, il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, ha parlato a Sky Sport, commentando l’andamento della partita, l’importante gol di Rafael Leao, e alcuni aspetti della squadra rossonera, tra cui le prestazioni di Leao e Rabiot, oltre a un episodio controverso con l’arbitro.

SUGLI ULTIMI MINUTI DI PARTITA«Negli ultimi minuti c’è stata un po’ di confusione. Nel primo tempo abbiamo avuto delle difficoltà, la Lazio ha corso e pressato molto. Fin quando hanno quei ritmi non ti danno tante linee di passaggio. Noi in quel caso non siamo stati bravi. Poi nel secondo tempo abbiamo avuto situazioni favorevoli, anche prima del gol».

SULLO SCUDETTO E L’UMILTÀ«Dobbiamo continuare a lavorare e mantenere questa umiltà e questa voglia di giocare da squadra. C’è entusiasmo, mettono tutto in campo e nessuno si tira indietro».

SU LEAO E IL SUO RUOLO DA CENTRAVANTI«Al Lille faceva il centravanti. Quando arriva la palla la difende molto bene e ha possibilità di svariare».

SU RABIOT E LA SUA CRESCITA«Rispetto anche all’ultimo anno alla Juventus è cresciuto moltissimo. Ha uno strapotere fisico importante, è un uomo squadra. Per creare delle squadre che lottano al vertice devi avere uomini così. Ci sono giocatori che hanno dei motori diversi e lui è uno di questi».

LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU MILANNEWS24

Moviola Milan Lazio, finale infuocato: proteste sulla decisione di Collu di non assegnare il rigore dopo il VAR! Espulsi Allegri e un collaboratore biancoceleste

Moviola Milan Lazio, finale infuocato: proteste sulla decisione di Collu sul possibile fallo di mano di Pavlovic! La ricostruzione

Il finale del match tra Milan e Lazio a San Siro è stato segnato da momenti di altissima tensione, con una lunga revisione del VAR che ha scaldato ulteriormente gli animi. L’episodio che ha catalizzato l’attenzione è stato un potenziale tocco di mano di Pavlovic in area, che ha spinto l’arbitro Collu a recarsi al monitor per una revisione prolungata.

La decisione controversa del VAR

La decisione finale di Collu ha lasciato tutti col fiato sospeso. L’arbitro ha stabilito che, pur essendo punibile un possibile tocco di mano di Pavlovic, un precedente fallo di Marusic su un difensore rossonero (presumibilmente proprio Pavlovic, come suggerito dal contesto) aveva annullato l’azione successiva. Di conseguenza, il rigore non è stato assegnato. Questa decisione ha generato molte polemiche, in quanto molti ritenevano che l’episodio meritasse una revisione diversa.

Espulsioni e rissa tra le panchine

Le proteste veementi del Milan per la decisione arbitrale hanno portato all’espulsione immediata di Massimiliano Allegri da parte di Collu. La sua espulsione ha scatenato una rissa verbale e fisica che ha coinvolto anche i membri della panchina della Lazio. Alla fine, un collaboratore della Lazio è stato espulso, aggiungendo ulteriore caos e polemiche al finale di una partita già intensa.

L’attesa della decisione finale del VAR e il susseguirsi di espulsioni hanno trasformato gli ultimi minuti di Milan-Lazio in un caos infuocato, concludendo un match combattuto con uno strascico polemico significativo.

Pagelle Milan Lazio, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A valida per la tredicesima giornata

Pagelle Milan Lazio, ecco i TOP e FLOP della sfida andata in scena dalle 20.45 al San Siro e valida per la tredicesima giornata di Serie A

Il Milan conquista una vittoria fondamentale contro la Lazio al San Siro, con un gol di Leao che decide il big-match della tredicesima giornata di Serie A, chiuso sul 1-0. La rete del portoghese arriva nella ripresa, un colpo che spezza definitivamente le gambe alla squadra di Maurizio Sarri, che aveva disputato un buon primo tempo ma ha faticato a reagire nel secondo.

Il match, però, si è concluso tra le polemiche per un possibile rigore non assegnato alla Lazio per un presunto tocco di mano in area di Pavlovic, che ha suscitato proteste da parte dei biancocelesti. L’arbitro Giuseppe Collu ha deciso di non concedere il penalty, alimentando ulteriori discussioni su una decisione che avrebbe potuto cambiare l’andamento della gara.

Nonostante una buona partenza, la Lazio non è riuscita a concretizzare le occasioni avute e, dopo il gol di Leao, ha fatto fatica a reagire, con il Milan che ha controllato il vantaggio fino al fischio finale. Di seguito le nostre pagelle.

PAGELLE MILAN LAZIO

MILAN (3-5-2): Maignan 6.5; Tomori 6.5, Gabbia 6, Pavlovic 6; Saelemaekers 5.5, Fofana 6 (65′ Loftus-Cheek 6), Modric 5.5, Rabiot 5.5, Bartesaghi 6; Nkunku 5.5 (82′ Ricci sv), Leao 6.5.

LAZIO (4-3-3): Provedel 5.5; Marusic 5, Gila 6, Romagnoli 6, Pellegrini 6 (85′ Tavares sv); Guendouzi 5.5, Vecino 5.5 (62′ Dele-Bashiru 6), Basic 6 (85′ Noslin sv); Isaksen 6 (70′ Pedro 6), Dia 5.5 (62′ Castellanos 6), Zaccagni 6.5. 

Milan Lazio 1-0: finale folle! Espulso Allegri per proteste e dubbi su una decisione arbitrale. La decide Leao

Milan Lazio: segui sintesi, tabellino, cronaca e live del match della tredicesima giornata di Serie A. Calcio d’inizio alle 20.45 al San Siro

Allo stadio San Siro di Milano, Milan Lazio, match valido per la tredicesima giornata di Serie A 2025/2026.

Le due squadre, distanti 7 punti in classifica, sono pronte a sfidarsi con obiettivi differenti ma grande motivazione. Il Milan di Massimiliano Allegri scende in campo con la possibilità di agganciare il primo posto almeno per una notte, mettendo pressione sulla Roma di Gian Piero Gasperini.

Dall’altra parte, la Lazio cerca tre punti cruciali per mantenere la scia delle squadre in zona Europa, inseguendo Bologna, Como e Juventus nella parte alta della classifica. La partita si preannuncia ricca di emozioni e con un’alta posta in gioco per entrambe le compagini. Segui la partita LIVE con Lazionews24.com.


SEGUI MILAN LAZIO LIVE SU LAZIONEWS24.COM


FORMAZIONI UFFICIALI MILAN LAZIO

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Leao. A disp.: Terracciano, Pittarella, De Winter, Odogu, Estupinan, Jashari, Ricci, Loftus-Cheek. All. Allegri

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Lazzari, Nuno Tavares, Patric, Provstgaard, Belahyane, Pedro, Noslin, Dele-Bashiru, Castellanos. All. Sarri

Monaco Psg, rabbia Chevalier: «La caviglia? Potrebbe andare meglio. Sono stato fortunato, la mia carriera avrebbe portuto prendere una svolta»

Monaco Psg, rabbia Chevalier. Dopo l’intervento di Camara nei confronti di Chevalier non sanzionato dall’arbitro il portiere si è sfogato ai media

Il Paris Saint-Germain è stato sconfitto 1-0 dal Monaco in un match cruciale per la testa della Ligue 1, con Minamino autore del gol decisivo. La sconfitta lascia il PSG vulnerabile, con Marsiglia e Lens pronte a sorpassare i parigini in caso di vittoria nelle rispettive partite contro Tolosa e Angers. La partita ha fatto discutere anche per un intervento non sanzionato dal VAR ai danni del portiere del PSG Lucas Chevalier da parte di Camara.

COMMENTO DI CHEVALIER SULLA PARTITA«Ci sono state molte cose che non sono state oggi. Abbiamo sbagliato l’approccio alla gara, abbiamo perso dei palloni un po’ stupidi. Penso che non fossimo al 100%. Il Monaco è stato un po’ più tagliente. Abbiamo spinto negli ultimi 10 minuti ma non è stato sufficiente. Abbiamo molti infortuni dall’inizio della stagione, abbiamo incatenato molto. È una stagione particolare rispetto alla stagione scorsa».

L’INTERVENTO SU CHEVALIER E LA CAVIGLIA – Sull’intervento subito, Chevalier ha aggiunto: «La caviglia? Potrebbe andare meglio». E proseguendo a BeIN Sport: «Penso che tutti abbiano visto cosa sia successo… Penso che oggi la mia carriera avrebbe potuto prendere una svolta e sono stato molto fortunato. Ormai è successo, è il passato. Ma penso che a volte ci siano dei gesti che dobbiamo evitare. Oggi so solo che sono stato molto fortunato e che potrò continuare a giocare a calcio ogni settimana».

Atletico Madrid, premi a Simeone e Griezmann: allenatore e giocatore ricevono il Golden Foot 2025 dal World Champions Club! La motivazione

Atletico Madrid, il World Champions Club premia la carriera straordinaria di Simeone e l’impatto globale di Griezmann nel calcio mondiale

Il World Champions Club ha assegnato il prestigioso Golden Foot 2025 a Diego Simeone e Antoine Griezmann, premiando rispettivamente la leggendaria carriera dell’allenatore argentino e l’impatto globale del francese nel mondo del calcio. Il riconoscimento celebra ogni anno i protagonisti che hanno lasciato un segno indelebile nello sport, con le impronte dei vincitori immortalate su un trofeo unico.

La carriera leggendaria di Simeone

Il Golden Foot per Simeone è un premio che celebra la sua carriera straordinaria. La motivazione ufficiale recita: «Un uomo la cui passione, disciplina e spirito indomabile hanno forgiato un’intera epoca del calcio». La carriera del Cholo è stata rivoluzionaria, prima come giocatore di livello internazionale con l’Argentina e con numerosi top club europei, e poi come allenatore dell’Atletico Madrid, dove ha trasformato la squadra in una delle più competitive e ammirate al mondo. Sotto la sua guida, l’Atletico è arrivato a due finali di Champions League (2014 e 2016) dopo decenni di attesa. Il ‘Cholismo’, la sua filosofia di gioco, ha cambiato la cultura del club, plasmando generazioni di tifosi e ispirando l’intero panorama calcistico.

Griezmann: il talento che ha segnato un’era

Accanto a Simeone, Antoine Griezmann, compagno di viaggio dell’allenatore per ben dieci stagioni, è stato celebrato come uno dei talenti più grandi della sua generazione. Dal suo debutto con la Real Sociedad fino alla maglia biancorossa dell’Atletico, il francese ha conquistato titoli e riconoscimenti, tra cui il Mondiale del 2018 e la Nations League. Il suo impatto in campo e la sua visione del gioco lo rendono uno dei calciatori più ammirati a livello globale, capace di lasciare un segno indelebile sia a livello di club che internazionale.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie calcio estero

Boateng ricorda quel passaggio al Barcellona dal Sassuolo. Il suo aneddoto: «Se Messi avesse detto no, non sarei mai andato al Barcellona»

Boateng ricorda quel passaggio al Barcellona dal Sassuolo. Il suo aneddoto: «Se Messi avesse detto no, non sarei mai andato al Barcellona»

A due anni dal suo ritiro, Kevin-Prince Boateng non dimentica il suo breve ma intenso passaggio al Barcellona, avvenuto nel gennaio 2019. L’ex centrocampista ghanese, che aveva firmato un contratto con il club catalano in prestito dal Sassuolo, ha rivelato nel podcast Unscripted che la sua firma per il Barça fu legata al consenso di Lionel Messi, il vero leader della squadra.

MESSI COME CONDIZIONE IMPRESCINDIBILE«Se Messi avesse detto di no, il trasferimento non sarebbe mai avvenuto», ha dichiarato Boateng. Nonostante l’approvazione di presidenti, allenatori e direttori sportivi, l’accordo con il Barcellona non si sarebbe potuto formalizzare senza l’ok del fuoriclasse argentino. «Mi sono addormentato sperando che Messi approvasse la mia firma. Se avesse rifiutato, non sarei mai arrivato a Barcellona».

Questo retroscena mette in luce quanto Messi fosse al centro della gestione del Barcellona di quei tempi, confermando il suo ruolo di leader non solo sul campo ma anche nelle scelte strategiche del club.

Conferenza stampa Zanetti post Genoa Verona: «La storia un po’ si ripete. L’anno scorso abbiamo fatto un miracolo. Addio? Devo fare del mio massimo»

Conferenza stampa Zanetti post Genoa Verona: le parole del tecnico gialloblù dopo la sconfitta in rimonta dei suoi nella tredicesima giornata

Al termine della sconfitta in rimonta contro il Genoa (2-1) nella 13ª giornata di Serie A, il tecnico del Verona, Paolo Zanetti, ha parlato in conferenza stampa, esprimendo il suo rammarico per la prestazione della sua squadra e prendendo su di sé la responsabilità della sconfitta. Il tecnico ha parlato di errori che continuano a ripetersi e della necessità di trovare soluzioni per risollevare la squadra.

RAMMARICO PER LA SCONFITTA«La storia un po’ si ripete. Quello che è successo in questa prima parte di stagione si è ripetuto anche oggi. La partita è stata combattuta con errori che abbiamo pagato caro. Il primo tempo è stato interessante dove siamo andati in vantaggio meritatamente. Poi abbiamo fatto un errore che ha riportato in parità la partita. Ci spiace, devo metterci sempre io la faccia e prendermi la responsabilità. I ragazzi devono continuare a crederci. Questa squadra ha potenzialità ma quanto fatto finora non è sufficiente».

COLLOQUIO CON LA SOCIETÀ«Non ho parlato con nessuno. So come funziona il calcio. Io sono a disposizione e la società farà le sue valutazioni. Questa settimana ho spinto al massimo, giro a testa alta con tanto orgoglio. Quello che posso fare è scusarmi, questo sì. La responsabilità arriva dall’attaccamento che si ha verso la propria piazza».

SULLA SITUAZIONE ATTUALE E IL FUTURO«No. Sono chiaramente dispiaciuto. E quando mi spiaccio penso alla nostra gente e ai nostri tifosi. L’anno scorso abbiamo fatto un miracolo e dopo quattro mesi mi ritrovo in questa posizione. Bisogna saperci stare. Bisogna trovare delle soluzioni. Siamo un gruppo che vuole migliorarsi e che lavora per un club glorioso. In questo momento non stiamo rispondendo nel modo giusto ma le cose cambiano in fretta. Abbiamo l’obbligo di crederci».

FUTURO E POSSIBILE ADDIO«Non lo so. Se mi verrà chiesto di farlo lo farò. Un allenatore, nel momento che dà tutto, deve stare dentro la barca, nella difficoltà e nella tempesta. Questo è il momento più difficile da quando sono a Verona per quanto riguarda i risultati. Detto questo, sono stato in bilico tre-quattro volte da quando sono qui e ne sono venuto fuori. Domenica abbiamo perso contro il Parma dove sono successe cose che non posso controllare. Devo fare del mio massimo e io sono un dipendente del club. Se riterrà che io sia ancora la persona per cercare di tirare fuori il massimo, io ci sarò. Se non sarà così sarò il primo tifoso dell’Hellas e tiferò dal divano».

Risultati Premier League, che spettacolo nel pomeriggio inglese! 19 gol in 4 partite: nel finale il City, 3-2 del Sunderland. Una doppietta di Thiaw fa volare il Newcastle

Risultati Premier League, che spettacolo: vittoria nel finale del City per 3-2, stesso risultato del Sunderland. Doppietta di Thiaw e vittoria 4-1 del Newcastle

La tredicesima giornata di Premier League inizia con una serie di partite emozionanti e gol a raffica, con 19 reti in 4 partite e spettacolo fino all’ultimo minuto.

Manchester City, vittoria in extremis contro il Leeds

Il Manchester City riesce a conquistare i tre punti contro il Leeds grazie a Phil Foden, autore di una doppietta e del gol decisivo al 92′. Nonostante una prima metà di partita dominata dal City, che aveva preso un 2-0 di vantaggio, la squadra di Pep Guardiola ha rischiato di gettare via la vittoria. Donnarumma, protagonista con una parata su rigore di Nmecha, non ha potuto nulla sulla ribattuta che ha portato al 2-2 momentaneo, ma Foden ha risolto con la rete nei minuti di recupero.

Strepitosa rimonta del Sunderland

Sunderland continua a sorprendere, con una rimonta incredibile contro il Bournemouth. I Black Cats erano sotto di due gol, ma hanno vinto 3-2 grazie a Le Fee, che ha riaperto il match dal dischetto, e con le reti di Traore e Brobbey a completare l’impresa. Questo successo porta il Sunderland al 4° posto momentaneo, un risultato che conferma la squadra come una delle rivelazioni della stagione.

Brentford vola in classifica

Il Brentford ha avuto la meglio sul Burnley con un 3-1 che arriva tutto nel finale. Le reti sono arrivate tutte dall’80’ in poi, con Thiago protagonista di una doppietta, che ha permesso ai Bees di portare a casa una vittoria fondamentale per la classifica.

Goleada del Newcastle contro l’Everton

Nel tardo pomeriggio, Newcastle prosegue la sua rimonta in classifica ed ha surclassato l’Everton con un 4-1 che ha visto una straordinaria performance da parte di Thiaw, autore di una doppietta. L’ex difensore del Milan ha aperto e chiuso la goleada bianconera, mentre Woltemade e Miley hanno completato il risultato. L’unico gol dell’Everton è arrivato grazie a Dewsbury-Hall, ma la partita era già ampiamente decisa.

Risultati Bundesliga, Adeyemi ferma il Leverkusen e fa un favore al Bayern che scappa grazie ad una rimonta nel recupero sul St. Pauli. Pareggio senza reti per il Lipsia

Risultati Bundesliga, Adeyemi ferma il Leverkusen e fa un favore al Bayern che scappa grazie ad una rimonta nel recupero sul St. Pauli

Il Borussia Dortmund ha vinto 1-2 contro il Bayer Leverkusen in una partita fondamentale per la lotta ai vertici della Bundesliga. A segno per il Dortmund sono stati Anselmino, che ha sbloccato il risultato al 41′, e Adeyemi, che ha raddoppiato al 65′. Il Leverkusen ha cercato di reagire con Kofane, che ha accorciato le distanze all’83’, ma il gol non è stato sufficiente a evitare la sconfitta.

Questa vittoria permette al Borussia Dortmund di agganciarsi ai piani alti della classifica, sorpassando proprio il Leverkusen. Un risultato che favorisce il Bayern Monaco, che vede frenare una delle sue principali inseguitrici. Il divario dal secondo posto per la squadra di Kompany ora rimane di 8 lunghezze, con il Lipsia che consolida la seconda posizione in solitaria.

Il Bayern Monaco ha dovuto sudare per avere la meglio su St. Pauli, vincendo 3-1 grazie a una rimonta spettacolare nel recupero. Dopo aver subito il gol di Hountondji al 42′, i bavaresi hanno pareggiato con Guerreiro al 44′ e poi completato la rimonta grazie alle reti di Diaz al 93′ e Nico Jackson al 96′.

Il Lipsia non riesce a vincere contro il Borussia Monchengladbach e si accontenta di un pareggio senza reti, così come Werder Brema e Colonia non si fanno male, pareggiando 1-1. Vince, invece, l’Hoffenheim con un netto 3-0 contro l’Augsburg, mentre l’Heidenheim sorprende l’Union Berlino con una vittoria 1-2 in trasferta.

Conferenza stampa Gilardino alla vigilia di Pisa Inter: «Loro in crisi? Chi lo pensa ha visto troppi film. Abbiamo identità e convinzione. Ecco chi sono gli indisponibili»

Conferenza stampa Gilardino alla vigilia di Pisa Inter. Il tecnico dei toscani ha parlato in vista del match di domani all’Arena Garibaldi

Alla vigilia del match contro l’Inter all’Arena Garibaldi e valida per la tredicesima giornata, Alberto Gilardino, allenatore del Pisa, ha risposto alle domande dei giornalisti, parlando delle difficoltà legate agli infortuni, della preparazione tattica della squadra e della sfida contro la squadra di Chivu, che si presenta come una delle squadre più forti della Serie A.

CI SONO DEFEZIONI NEL PISA? – «Chi sarà a disposizione starà bene, ma ci sono Denoon e Vural indisponibili in più rispetto ai soliti. Sappiamo domani che affrontiamo la prima della classe. Saremo un po’ più corti».

INCONTRIAMO UNA SQUADRA IN CRISI? – «No, sarebbe da fantascienza dirlo. E una squadra forte e da parte nostra ci dev’essere una forte identità e un forte Dna che abbiamo mantenuto. Dobbiamo portare in campo queste caratteristiche di forza sulle gambe e di convinzione, consapevoli di rincorrere questo sogno».

COS’HANNO I NOSTRI INFORTUNATI – «Denoon ha avuto una distorsione alla caviglia, mentre Vural ha avuto un problema tendineo al ginocchio e li valuteremo entrambi nei prossimi giorni. Entrambi due infortuni in allenamento».

COME PENSO DI AFFRONTARE TATTICAMENTE IL MATCH? – «Mi sono concentrato su chi ho avuto in questi giorni senza crearsi alibi. Questa squadra ha sempre dato risposte e ha sempre dimostrato che chi è entrato ha sempre fatto la differenza nel modo e nel sacrificio. Essere bravi a partire in un modo e cambiare completamente è qualcosa che la squadra sa fare dal punto di vista tattico. Porterò anche due giovani ovvero Bettazzi e Maucci. Certo, l’aspetto tattico degli avversari condiziona alcune scelte. Dobbiamo pensare a cosa fare quando avremo la palla. Sarà una gara di grande sacrificio. Dovremo essere bravi a sviluppare la gara negli ultimi venticinque metri. In difesa, oltre a Calabresi, Caracciolo e Canestrelli c’è anche Albiol, fondamentale per il gruppo. Bonfanti si sta allenando bene. Lo stesso Francesco Coppola è a regime. Gli manca la partita, ma sta bene».

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA SU INTERNEWS24

×