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Roma-Napoli streaming gratis: dove vederla in diretta live e in tv

Il posticipo domenicale della 13° giornata di Serie A pone di fronte Roma-Napoli. Sicuramente, tra le partite di oggi, è quella che spicca per fascino e importanza: i capitolini e i partenopei questa sera allo stadio Olimpico si giocano il primo posto in classifica, ora occupato dal Milan di Allegri dopo la vittoria contro la Lazio di ieri.

Il derby del Sud si gioca questa sera alle ore 20.45. Di seguito ecco tutte le informazioni per vedere Roma-Napoli in streaming.

Roma-Napoli streaming: dove vedere la diretta live

Il calendario della Serie A 2025-26 giunge alla 13° giornata con la sfida tra Roma e Napoli. Come per ogni gara del campionato, anche questa sarà disponibile in esclusiva su DAZN (per abbonarti CLICCA QUI), la piattaforma che detiene i diritti di trasmissione della competizione. Il servizio mette a disposizione diverse formule di abbonamento, pensate per adattarsi alle necessità dei vari utenti. Ecco la tabella riepilogativa degli abbonamenti:

PacchettoContenuti principaliPrezziCondizioni di visione
DAZN FULL (ex Standard)– Tutta la Serie A TIM (10 partite a turno)
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– Annuale unico: 359 € (29,92 €/mese)
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– Annuale unico: 129 € (10,75 €/mese)
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L’attivazione del piano scelto può essere effettuata direttamente sul sito ufficiale di DAZN. Tra i vari piani, il My Club Pass è fatto su misura per chi vuole vedere solo le partite della propria squadra del cuore.

Per quanto riguarda la possibilità di assistere gratuitamente all’incontro, va precisato che non esistono alternative legali per la visione free. I siti che offrono lo streaming senza autorizzazione violano la legge, e anche chi utilizza tali piattaforme incorre in sanzioni per uso illecito di contenuti protetti da copyright.

Le probabili formazioni di Roma-Napoli

Nel gruppo giallorosso l’infortunio di Kone non impedisce al centrocampista di rientrare tra i convocati, nonostante la botta alla caviglia rimediata in Europa League che lo aveva costretto a lasciare il campo zoppicando. Gasperini, per cautela, valuta El Aynaoui come possibile scelta dall’inizio in mezzo al campo. Dybala e Bailey sono nuovamente disponibili: l’argentino è in corsa per una maglia nel reparto offensivo, dove duella con Ferguson, mentre alle loro spalle dovrebbero agire Soulé e Pellegrini. In difesa, Hermoso sembra aver superato i recenti problemi fisici e si candida per un posto da titolare.

Anche gli infortuni in casa Napoli continuano a preoccupare Conte, che dovrebbe riproporre la stessa linea difensiva a tre, con Beukema accanto a Rrahmani e Buongiorno, davanti a Milinkovic-Savic. In mediana agiranno Lobotka e McTominay, complici le indisponibilità di De Bruyne e Anguissa. Le corsie esterne saranno affidate a Di Lorenzo e Olivera, con Spinazzola pronto eventualmente a tornare in panchina dopo il recupero; resta invece fermo ai box Gutierrez per un problema alla caviglia. In attacco, Politano punta a rientrare dal primo minuto dopo alcune esclusioni, mentre Hojlund potrebbe iniziare fuori per lasciare spazio a un tridente più leggero completato da Lang e Neres.

Le probabili formazioni di Roma-Napoli:

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné,, Wesley; Soulé, Pellegrini; Dybala. Allenatore: Gasperini.

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Olivera; Neres, Lang; Hojlund. Allenatore: Conte.

Calciomercato Milan, obiettivo Mateta: nuovi contatti dopo l’arrivo di Allegri. Tutto legato alla cessione di Gimenez

Calciomercato Milan, il tecnico rossonero cerca una prima punta per gennaio: Mateta apre al trasferimento, ma serve capire il futuro di Gimenez

Il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan ha avuto un impatto immediato: la squadra è stabilmente nelle prime posizioni della Serie A e mantiene la concentrazione su campionato e Coppa Italia, mentre molte rivali sono impegnate in Europa. Nonostante la solidità dei risultati, la dirigenza rossonera sta già programmando il calciomercato di gennaio, con l’obiettivo dichiarato di rinforzare il reparto offensivo.

A confermarlo è Calciomercato.com, che sottolinea come tutto dipenderà dalla posizione di Santiago Gimenez: la sua possibile cessione non è esclusa e libererebbe la liquidità necessaria per investire su un nuovo centravanti.

Mateta in cima alla lista: nuovi contatti

Tra i profili monitorati dal Milan, uno dei primi nomi è quello di Jean-Philippe Mateta, classe ’97 del Crystal Palace. Le indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra parlano di nuovi contatti tra il direttore sportivo rossonero Igli Tare e l’entourage dell’attaccante.

Secondo le prime informazioni, Mateta avrebbe già manifestato interesse concreto per un possibile trasferimento a Milano, tanto da chiedere al Palace di valutare attentamente eventuali offerte provenienti dal club rossonero. Una trattativa che, però, potrà entrare nel vivo solo se il Milan deciderà di cedere Gimenez nel mercato di gennaio.

Perché Allegri vuole Mateta

Mateta è un attaccante che rispecchia molte delle richieste tattiche di Allegri. Pur essendo strutturato fisicamente, è abile anche nel gioco in profondità, sa calciare da fuori e rappresenta un’alternativa complementare rispetto a Gimenez. La sua duttilità gli permetterebbe di essere impiegato sia come centravanti in un tridente con Leao e Pulisic che in coppia con una seconda punta in sistemi più verticali.

La dirigenza rossonera valuta l’idea di inserire una punta capace non solo di completare il reparto, ma anche di diventare titolare in un progetto tecnico in piena evoluzione. In questo senso, a Mateta si affianca il nome di Nkunku, considerato la prima alternativa.

Il mercato di gennaio del Milan, dunque, ruoterà attorno a una scelta chiave: la cessione o meno di Gimenez. Da quella decisione dipenderà il via libera a un possibile affondo per Jean-Philippe Mateta, il cui gradimento verso l’Italia e verso il Milan potrebbe favorire la trattativa.

Chivu dopo Pisa Inter: «Reazione, maturità e un gruppo che merita tutto. Lautaro? Mai stato in discussione. L’allenatore deve gestire un sacco di cose che si dicono»

Chivu a Dazn al termine di Pisa Inter. Il tecnico nerazzurro analizza la vittoria, difende il suo capitano e racconta l’abbraccio che ha fatto il giro delle telecamere

Dopo la vittoria dell’Inter sul campo del Pisa per 2-0, Cristian Chivu ha parlato ai microfoni di Dazn, soffermandosi sulla prestazione, sulla risposta della squadra dopo le difficoltà recenti e sul ruolo centrale di Lautaro Martinez all’interno del progetto nerazzurro.

COSA MI LASCIA MAGGIORMENTE SODDISFATTO? – «La voglia di reagire, la consapevolezza del fatto che oggi non era semplice. Il Pisa veniva da una striscia positiva di 6 partite senza perdere, in casa non subisce gol da settembre. Sapevamo i rischi a cui andavamo contro. Abbiamo fatto una partita di organizzazione, pazienza e maturità anche se in alcuni momenti potevamo fare meglio. Ci prendiamo ciò che di buono abbiamo fatto e cosa questo gruppo merita. Ha voglia di fare una stagione importante».

SE HO CAMBIATO UN PO’ LA POSIZIONE IN CAMPO DI LAUTARO? E SUI CAMBI NEL SECONDO TEMPO – «Sappiamo l’importanza dei nostri giocatori e soprattutto del nostro capitano. Sono le voci a metterlo in discussione ma non noi, perché sappiamo quanto è importante per noi. Quanto lavora e quanto ci tiene. Per i cambi è sempre la stessa cosa: ti devono dare una mano ma un allenatore non è più o meno bravo quando fa determinati cambi e viene giudicato in base alla vittoria. Si fanno i cambi per dare una mano alla squadra e dare nuove energie. Abbiamo 22 giocatori importanti».

L’ALLENATORE HA SEMPRE RAGIONE? – «No, l’allenatore a volte deve gestire un sacco di cose che si dicono in giro. A volte perde anche la lucidità. Per noi, per l’Inter, quando si mette in dubbio un giocatore come Lautaro a volte si esagera, si cerca un po’ la notizia. Sappiamo cosa sta facendo e quanto ci tiene, quanto è importante per questo gruppo come tutti coloro che mettono il cuore per questa squadra»

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SU INTERNEWS24

Percassi a Dazn prima di Atalanta Fionretina: «Impatto immediato dell’allenatore. Se il gruppo resta concentrato, possiamo fare felici i tifosi»

Percassi a Dazn prima di Atalanta Fionretina. L’amministratore delegato della Dea ha parlato nel pre partita della gara di campionato del suo allenatore

Prima della sfida contro la Fiorentina, ai microfoni di DAZN è intervenuto Luca Percassi per introdurre la gara e commentare il momento dell’Atalanta. L’ad nerazzurro ha sottolineato la forza del gruppo, l’impatto della nuova guida tecnica e il peso dei singoli, ricordando però come il rendimento passi sempre dal collettivo.

L’IMPATTO DELL’ALLENATORE – «Fin dal primo giorno, l’allenatore ha avuto un grande impatto. Ha un carattere determinato e ha chiaro in testa quello che vuole fare».

LOOKMAN E IL GRUPPO – «Lookman? In generale, penso che dobbiamo pensare a tutta la squadra con la stessa idea: se tutti giocano con la testa, dando il massimo potremo fare contenti i tifosi».

LA CULTURA DEL LAVORO – «La gente sa cosa vuol dire giocare a calcio, dobbiamo sempre dare il massimo in campo. Tutti i giocatori, sia in campo, sia in panchina, sono fondamentali così come Scamacca: quando sta bene, sappiamo quanto può essere determinante. Nel momento in cui lui è a disposizione, sappiamo quanto è importante».

Ferrari a Sky nel pre partita di Atalanta Fiorentina: «Momento lungo e difficile, ma serve lucidità. Dzeko? Parole per unire il gruppo»

Ferrari a Sky nel pre partita di Atalanta Fiorentina. Il direttore generale viola analizza la situazione in vista del match delle 18 e valido per la tredicesima giornata

Prima della partita contro l’Atalanta, il direttore generale della Fiorentina, Alessandro Ferrari, è intervenuto a Sky Sport, soffermandosi sul momento delicato del club, sulle parole di Edin Dzeko dopo la gara con l’AEK Atene e sulle voci legate al possibile ritorno di Raffaele Palladino prima dell’arrivo di Vanoli.

IL MOMENTO DELLA FIORENTINA – «Sarà un momento lungo e difficile, dobbiamo essere consapevoli di dove siamo e di cosa affrontiamo. Oltre a rimetterci a posto in campo, servirà anche la testa. L’aspetto mentale è fondamentale, il mister ci sta dando una mano anche su quello».

LE PAROLE DI DZEKO – «Edin è un uomo tutto d’un pezzo, ha detto delle parole importanti non a tutela sua ma a tutela di tutto il gruppo. Bisogna leggerle in questo modo. È chiaro che capiamo il momento dei tifosi, lo viviamo anche noi, ma Edin voleva unire e dire che abbiamo bisogno di tutti».

LE VOCI SU PALLADINO – «È la prima volta che lo rivediamo. Lo saluterò e gli farò l’in bocca al lupo. Quando abbiamo deciso di fare il cambio di allenatore, è normale ci fossero più nomi, ma siamo andati decisi su Vanoli. L’abbiamo incontrato e la scelta è stata immediata».

LA SCONFITTA CON L’AEK – «Perché non siamo guariti. Stiamo affrontando un momento in cui a Genova abbiamo ripreso fiducia, con la Juve abbiamo fatto una buona partita, ma giovedì no. Contro l’AEK abbiamo fatto due passi indietro. Serve trovare una quadra e mantenere una performance costante, poi da lì si potrà ragionare sempre meglio».

Lautaro a Dazn: «Contento per la vittoria più che per i gol, a volte le cose escono e altre no. L’Inter viene sempre prima di tutto. Offrirò la cena a Pio»

Lautaro a Dazn. Il capitano nerazzurro analizza la vittoria di Pisa, risponde alle critiche e parla del suo rapporto con la squadra e con i compagni

Al termine di Pisa Inter, Lautaro Martinez ha parlato ai microfoni di Dazn, commentando la prestazione personale che ha regalato il ritorno al successo dei nerazzurri grazie ad una doppietta decisiva nel 2-0 all’Arena Garibaldi.

Il numero 10 nerazzurro ha mostrato soddisfazione e determinazione, ribadendo ancora una volta la centralità del collettivo e il legame profondo con l’ambiente interista.

COSA C’ERA DIETRO A QUELLA CORSA SOTTO LA CURVA OSPITI DOPO IL GOL? – «Sono contento perché abbiamo vinto. Era quello che cercavamo dopo 2 sconfitte, lo abbiamo fatto e sono contento».

CRITICHE SU DI ME? – «Sono abituato. Io lavoro per la squadra, per me stesso, per la mia famiglia e lascio quelli che sono fuori che parlano».

CONTENTO PER LA DOPPIETTA? – «Nono, sono contento per la squadra, per la mia famiglia e per me stesso. Lavoro per l’Inter e basta»

162 GOL CON L’INTER, QUANTO DURA ANCORA QUESTA STORIA? – «Spero tanto. Ho ancora tanti anni di contratto, sono contento qua. La gente mi vuole bene. Io come ho detto sempre: la squadra viene prima di tutto. Penso sempre a lavorare. A volte le cose escono e altre no. L’importante è che l’Inter vinca. E’ da tanti anni che l’Inter è lì per competere in tutte le competizioni. La gente da fuori può parlare ma noi dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro»

OFFRO UNA CENA A PIO DOPO QUESTO ASSIST? – «Si certo. Anche i compagni scherzano. Stare insieme conta e aiuta tanto il gruppo. Giocando ogni 3 giorni diventa difficile ma appena abbiamo tempo offro anche una griglia, che la faccio io come sempre».

Convocati Bologna, ecco le scelte di Vincenzo Italia per il match contro la Cremonese della tredicesima giornata! La decisione su Immobile

Convocati Bologna, ecco le scelte di Vincenzo Italia per il match contro la Cremonese della tredicesima giornata! La decisione su Immobile

Alla vigilia della sfida contro la Cremonese, in programma domani alle 20.45, il Bologna di Vincenzo Italiano ha diramato la lista dei convocati ufficiali. Il tecnico rossoblù dovrà fare i conti con diverse assenze pesanti che condizioneranno le sue scelte in vista del match del Dall’Ara.

Fuori dai convocati Vitik, fermato da un affaticamento muscolare, mentre continua il periodo complicato di Ciro Immobile, ancora costretto a rimandare il rientro in campo. Assente anche Skorupski, che non sarà disponibile per la partita.

L’elenco completo

Portieri: Franceschelli, Pessina, Ravaglia.
Difensori: Casale, De Silvestri, Heggem, Holm, Lucumi, Lykogiannis, Miranda, Zortea.
Centrocampisti: Fabbian, Ferguson, Moro, Pobega, Sulemana.
Attaccanti: Bernardeschi, Cambiaghi, Castro, Dallinga, Dominguez, Odgaard, Orsolini, Rowe.

Pagelle Pisa Inter, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A valida per la tredicesima giornata

Pagelle Pisa Inter, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A andata in scena dalle 15 all’Arena Garibaldi e valida per la tredicesima giornata

Un buon Pisa non basta a fermare l’Inter nella tredicesima giornata di Serie A. All’Arena Garibaldi la squadra di Gilardino gioca bene e spaventa a larghi tratti la formazione di Chivu, ma crolla sotto i colpi di Lautaro Martinez che al 69’ interrompe il suo digiuno e, su assist di Esposito, firma l’1-0 per i nerazzurri.

Lo stesso capitano meneghino si ripropone sul cross di Barella al minuto 83 e sigla il 2-0, spezzando definitivamente le gambe a un Pisa che, con la girandola dei cambi, aveva smesso di impensierire i lombardi. Queste le nostre pagelle del match.

PAGELLE PISA INTER

PISA (3-5-2): Scuffet 5; Caracciolo 5, Albiol 5 (80′ Lorran sv), Canestrelli 5; Touré 6, Piccinini 6.5 (71′ Leris 5), Aebischer 5.5, Marin 5, Angori 6 (71′ Tramoni 5.5); Meister 6 (90′ Buffon sv), Nzola 6 (90′ Moreo sv).

INTER (3-5-2): Sommer 6.5; Akanji 5.5, Acerbi 5.5 (68′ Bisseck 6), Bastoni 5.5; Luis Henrique 5 (67′ Diouf 6), Barella 6.5, Calhanoglu 5.5, Sucic 5 (46′ Zielinski 6.5), Dimarco 5; Thuram 5 (67′ Esposito 6.5), Lautaro 7 (89′ Augusto sv).

Formazioni ufficiali Atalanta Fiorentina, le scelte dei due tecnici per la tredicesima giornata di Serie A

Formazioni ufficiali Atalanta Fiorentina, le scelte dei due tecnici per la tredicesima giornata di Serie A. Calcio d’inizio alle 18 al New Balance Arena

Le formazioni ufficiali di Atalanta Fiorentina, match delle 18 e valido per la tredicesima giornata di Serie A 2025/2026.

L’avvio complicato di stagione, il cambio panchina e il tentativo di ripartire sotto una nuova guida. Atalanta Fiorentina, match delle 18, è anche la volontà di riscrivere una stagione sin qui sottotono di entrambe. Palladino cercercherà di dare continuità all’ottima trasferta europea in casa dell’Eintracht, prima vittoria sulla panchina dei nerazzurri.

Lo farà contro il suo passato, quella Fiorentina lasciata in estate ed anch’essa in crisi, con Vanoli seguito al breve ritorno viola Pioli e chiamato a scacciare gli spettri di una possibile retrocessione dei toscani, ultimi in classifica a pari punti del Verona con soli 6 punti conquistati e a 4 lunghezze dalla zona salvezza.

FORMAZIONI UFFICIALI

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Kossounou, Hien, Djimsiti; Bellanova, De Roon, Ederson, Zappacosta; De Ketelaere; Scamacca, Lookman. Allenatore: Raffaele Palladino.

FIORENTINA (3‑5‑2): De Gea; Pongracic, Marì, Ranieri; Dodo, Mandragora, Fagioli, Sohm, Parisi; Piccoli, Kean. Allenatore: Paolo Vanoli.

Moviola Milan Lazio, niente rigore per il contatto Pavlovic–Marusic! L’analisi sulla decisione di Collu nell’episodio che ha scaldato gli animi nel finale di match

Moviola Milan Lazio, niente rigore per il contatto Pavlovic–Marusic! L’analisi sulla decisione di Collu giudicata corretta dalla Gazzetta.it

Il finale di Milan Lazio ha lasciato col fiato sospeso i tifosi presenti a San Siro, con un episodio in extremis che avrebbe potuto cambiare il destino del match. L’attenzione si è infatti concentrata sul contatto in area tra Strahinja Pavlovic, difensore rossonero, e Adam Marusic, esterno biancoceleste. L’arbitro Collu, richiamato dal VAR per una On Field Review a causa di un possibile tocco di mano, si è trovato a valutare una dinamica particolarmente complessa.

Secondo l’analisi della moviola pubblicata da Gazzetta.it, la decisione finale di non assegnare il rigore e di concedere punizione al Milan è stata assolutamente corretta.

Perché non è rigore: la dinamica del contatto

L’azione nasce da un tiro ravvicinato che impatta in modo evidente sul gomito largo di Pavlovic. Un gesto che, a una prima lettura, avrebbe potuto far pensare a un rigore da concedere. Tuttavia, ciò che emerge al monitor è decisivo: la posizione dell’arto del difensore non è punibile perché indotta da un fallo precedente.

Le immagini mostrano chiaramente che Marusic trattiene Pavlovic, e che entrambi finiscono per “cinturarsi” nel tentativo di mantenere la posizione. È proprio questa trattenuta iniziale dell’esterno biancoceleste a sbilanciare il centrale serbo, portando il suo braccio ad aprirsi in modo apparentemente innaturale.

Il principio dell’“arto fuori figura figlio del fallo”

Tecnicamente, si tratta di un caso da manuale definito come “arto fuori figura figlio del fallo”: il braccio è sì largo, ma il movimento non è volontario né finalizzato ad aumentare il volume corporeo. È invece una conseguenza diretta del contatto illecito subito da Pavlovic. A questo si aggiunge la distanza minima del tiro, che rende impossibile per il difensore ritrarre l’arto.

La valutazione complessiva scagiona dunque Pavlovic:

  • nessuna volontarietà,
  • braccio in posizione punibile solo per effetto del fallo avversario,
  • vizio originario dell’azione causato da Marusic.

Per questo motivo, il direttore di gara Collu ha fatto bene a non assegnare il penalty e a optare per una punizione difensiva a favore del Milan, come confermato anche dalla moviola.

Di Francesco al termine di Lecce Torino: «Coraggio, entusiasmo e tre punti pesantissimi. Lecce sempre più padrone del proprio gioco. Rigore? Ho pregato»

Di Francesco al termine di Lecce Torino: «Coraggio, entusiasmo e tre punti pesantissimi. Lecce sempre più padrone del proprio gioco. Rigore? Ho pregato»

Al termine di Lecce Torino, Eusebio Di Francesco ha parlato in sala stampa allo stadio Via del Mare, commentando una prestazione intensa, coraggiosa e ricca di spunti utili in vista del prossimo impegno contro la Cremonese. L’allenatore giallorosso ha sottolineato il valore dei tre punti, la mentalità con cui la squadra ha affrontato il match e la necessità di continuare a crescere nella gestione dei momenti chiave.

UNA BELLA GIORNATA PER IL LECCE – «Lo è per tutti, per i ragazzi e per il pubblico. Peccato per il gol preso in ripartenza, Banda aveva fatto un’ottima gara e si è allungato questo pallone. Peccato solo per questo gol, ma la partita era in controllo. Purtroppo è arrivato il calcio di rigore, bravo Falcone a neutralizzarlo».

BERISHA E I CENTROCAMPISTI – «I tre centrocampisti hanno lavorato veramente molto, i primi minuti la partita era con poca qualità, poi i centrocampisti sono saliti in cattedra».

LECCE PADRONE DEL CAMPO – «Siamo stati padroni fino al 35°, poi Baroni ha messo Zapata che ha cambiato la partita. La prestazione però c’era. Anche nel secondo tempo siamo partiti bene, cercando il terzo gol. Peccato per il contropiede preso. Se vogliamo che la squadra giochi però qualche rischio bisogna correrlo. Voglio che la squadra abbia coraggio per fare la partita, chiudersi dietro non è un vantaggio».

IL SECONDO TEMPO – «Non volevamo arretrare, loro cambiando assetto ci hanno creato qualche difficoltà. Abbiamo preso ripartenze importanti sulle seconde palle. Poi c’è anche la forza degli avversari».

UN LECCE CORAGGIOSO – «Ai calciatori martedì ho parlato di coraggio. Con la paura non si può fare questo lavoro. I miei ragazzi devono sapere che i tifosi si aspettano sempre qualcosa in più e noi dobbiamo essere bravi a darlo, senza intimorirci, avendo coraggio».

VERSO LA CREMONESE – «Prima di tutto i tre punti che danno morale. Portiamo l’entusiasmo di tutti, si deve creare positività attorno a questa squadra. Abbiamo giocatori di esperienza e altri alle prime armi. Dobbiamo essere tutti bravi ad aiutarli».

SUL RIGORE – «Ho pregato. Poi credo che Graziano Fiorita ci abbia dato una mano da lassù. Ero tranquillo, senza agitarmi, sperando che andasse come è andata».

Conti racconta: «Il Cagliari è sempre stato la mia Nazionale! Cellino aveva fiducia in me. Il cognome? Avere un papà così è stato scomodo. Su Astori…»

Conti si è raccontato a La Gazzetta dello Sport su quella che è stata la sua carriera a Cagliari e quel cognome tanto pesante portato sulle spalle

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha dedicato ampio spazio ai ricordi di Daniele Conti, storico centrocampista e simbolo del Cagliari. L’ex capitano, classe 1979 e figlio d’arte L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha dedicato un ampio approfondimento ai ricordi di Daniele Conti, classe 1979, simbolo assoluto del Cagliari e figura tra le più amate nella storia recente del club. Figlio d’arte di Bruno Conti, uno dei più grandi talenti della scuola romanista, Daniele ha raccontato con sincerità i momenti più intensi del suo percorso, dall’esordio nella Capitale fino alla consacrazione in Sardegna.

Cresciuto nel settore giovanile della Roma, dove debutta giovanissimo in Serie A, nel 1999 si trasferisce al Cagliari. Da lì inizia una storia destinata a durare 15 anni: un totale di 470 presenze, 52 gol e 32 assist in maglia rossoblù, numeri che lo collocano tra i giocatori più rappresentativi della storia isolana.

Conti non è stato solo un centrocampista di qualità e visione, ma anche un leader, un simbolo identitario e un riferimento per generazioni di tifosi. La Sardegna lo ha accolto, lui l’ha scelta, e quel legame non si è mai spezzato.

PAPA’ BRUNO – «Assolutamente. Avere un papà così è stato scomodo. Devi andare al doppio degli altri per toglierti l’etichetta del raccomandato e del “figlio di”. A Roma poi, ancora peggio. Io in giallorosso ho esordito in Serie A, ma poi sono stato contento di andare via. Avevo bisogno di fare il mio percorso».

ESULTANZA OLIMPICO – «Mi incolpavano di aver esultato troppo sotto il settore ospiti. Ma non mi pento di nulla, i cagliaritani sono la mia gente e io in quel momento rappresentavo loro. La Roma, mio padre e tutto il resto non c’entrano. Mi diedero del traditore, invece il mio era semplicemente amore incondizionato per una terra».

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Sergio Ramos Serie A, il difensore si mette sul mercato e apre ad un futuro in Italia. La rivelazione di Fabrizio Romano: ecco cosa può succedere!

Sergio Ramos Serie A, il difensore si mette sul mercato e apre ad un futuro in Italia. La rivelazione di Fabrizio Romano: ecco cosa può succedere!

Nel corso di un approfondimento pubblicato sul suo canale YouTube, il giornalista ed esperto di mercato Fabrizio Romano ha fatto il punto sul futuro di Sergio Ramos, difensore classe 1986 e leggenda del calcio europeo.

Terminata l’avventura in Messico con il Monterrey, l’ex capitano del Real Madrid sta valutando nuove opportunità per proseguire una carriera che non ha alcuna intenzione di interrompere.

Ramos non vuole fermarsi: obiettivo restare competitivo

Romano ha spiegato che il centrale spagnolo, reduce da una stagione positiva in Liga MX, non sta minimamente pensando al ritiro. Anzi, la volontà del giocatore è quella di rimanere competitivo, coltivando perfino l’idea — seppur molto complicata — di strappare un ultimo posto al Mondiale. Per questo motivo, Ramos è alla ricerca di una nuova squadra già nella finestra di gennaio.

LASCIO IL MONTERREY«Sergio Ramos lascia il Monterrey dopo aver fatto bene e giocato tanto. Lui vuole fare un’esperienza diversa; in cuor suo, anche se è difficilissimo, ha una speranza di fare il Mondiale. Non intende ritirarsi e vuole fare un’esperienza nuova adesso», ha spiegato Romano.

Secondo il giornalista, Ramos rappresenterebbe un’aggiunta di valore per qualsiasi club che abbia bisogno di leadership, esperienza e personalità immediate.

Apertura alla Serie A

Tra le possibili destinazioni, il campionato che intriga maggiormente il difensore è la Serie A. Romano ha rivelato che nel recente passato Ramos era stato proposto anche all’Inter, senza però sviluppi concreti. Oggi, la situazione potrebbe essere diversa qualora qualche società italiana decidesse di affondare il colpo.

APERTURA ALL’ITALIA«Posso dirvi che il campionato italiano intrigherebbe molto Sergio Ramos. Due anni fa fu proposto all’Inter ma l’Inter non si era scaldata, prima che Ramos andò al Siviglia».

Nessun contatto avanzato con Juventus o Inter

Romano ha voluto chiarire anche un punto: nonostante alcune voci, non ci sono mai stati contatti reali né con la Juventus né con la squadra di Cristian Chivu.

IL DIFENSORE SI METTE SUL MERCATO«Si era parlato di Juve quando si è fatto male Bremer ma non è mai stato un discorso concreto, come non lo è stato con l’Inter. Ramos si mette sul mercato, aprirebbe all’Italia, lo dico al 100%. Da qui a gennaio vedremo se qualche club si interessa o meno».

Con la sessione invernale alle porte, il nome di Sergio Ramos torna a far rumore: il difensore è pronto a una nuova sfida e la Serie A potrebbe essere il palcoscenico ideale per il suo ultimo grande capitolo.

Atalanta Fiorentina, tra passato da dimenticare e la voglia di ripartire: alla New Balance Arena si può riscrivere la stagione di una delle due squadre

Atalanta Fiorentina, tra passato da dimenticare e la voglia di ripartire. Sarà Palladino contro Vanoli, per provare a riscrivere la stagione di una delle due squadre

L’avvio complicato di stagione, il cambio panchina e il tentativo di ripartire sotto una nuova guida. Atalanta Fiorentina, match delle 18 e valido per la tredicesima giornata di Serie A, è anche la volontà di riscrivere una stagione sin qui sottotono per entrambe.

Palladino vuole dare continuità all’ottima trasferta europea in casa dell’Eintracht, prima vittoria sulla panchina dei nerazzurri dopo la sconfitta d’esordio in casa del Napoli, arrivata tutta nel secondo tempo grazie alle reti di Lookman, Ederson e De Ketelaere, tre simboli della Dea “Gasperignana”, riscoperti insieme, per la prima volta in stagione, dopo le difficoltà sotto la guida di Juric.

E dovrà farlo contro il suo passato, quella Fiorentina lasciata in estate, ma anch’essa in crisi dopo il breve ritorno di Pioli in Toscana. Il cambio in panchina, anche a Firenze più dovuto che voluto, frutto di una serie di risultati negativi che avevano fatto sprofondare i viola all’ultimo posto della classifica con soli 4 punti in undici giornate. Oltre ad una crisi europea culminata nella sconfitta in casa del Mainz, che ha compromesso la corsa alla qualificazione diretta agli ottavi di Conference League.

Il tentativo di cambiare rotta è stato affidato a Vanoli che, dopo il pareggio all’esordio in casa del Genoa, ha strappato un altro punto contro la Juventus, illudendo che la crisi fosse finita, prima del brusco risveglio con la sconfitta interna contro l’AEK Atene.

Un risultato che non ha convinto il pubblico fiorentino e ha aperto nuove crepe. Una battuta d’arresto che ha reso evidente come servirà ben altro alla Viola per salvare la stagione, non supportate neanche dopo le parole di Dzeko a invocare unione, appello non pienamente raccolto da una tifoseria che rivendica il diritto di criticare una squadra apparsa spesso spaventata dal peso delle pressioni.

A Bergamo, alla New Balance Arena, Atalanta Fiorentina, Palladino contro Vanoli, diventa così un bivio: due facce della stessa medaglia che cercano una vittoria che possa indirizzare definitivamente la stagione. Per la Dea, tredicesima con 13 punti e distante 10 lunghezze dal settimo posto, un successo significherebbe avvicinare la zona europea. Per la Fiorentina, ultima a 6 punti, sarebbe un passo vitale verso la salvezza distante 4.

Un destino che si incrocia ancora, per regalarci un nuovo capitolo della storia di due club feriti, ma ancora vivi.

Torino, Asllani fa mea culpa: il gesto e le parole dopo il rigore sbagliato col Lecce

Torino, Asllani fa mea culpa post Lecce e si assume la “responsabilità” ai microfoni dopo il triplice fischio, vediamo il gesto e le parole del 2002

Kristjan Asllani ci mette la faccia e fa un, doveroso, mea culpa. Lo Stadio Via del Mare si è rivelato (ancora una volta) un teatro degli orrori per il Torino di Marco Baroni. Non fa eccezione il centrocampista ex Inter, autore di una gara decisamente sottotono. Una delle – inutile girarci intorno – peggiori performance della sua carriera e che, forse, gli vale persino il “titolo” peggiore in campo; con un ventaglio di possibilità sul voto da conferirgli in pagella che si estende tra il 4 e il 4.5. Oltre aver fallito nel tentativo di incidere la sua impronta sul match, l’albanese ha in particolar modo sbagliato il rigore del possibile 2-2 proprio nel finale della gara. Una conclusione moscia e sbilenca, facile preda del portiere dei salentini Falcone. Insomma, una delle più classiche “giornate no” per Asllani, che subito dopo il triplice fischio ha colto l’occasione per presentarsi ai microfoni di DAZN per scusarsi con tifosi (e compagni) granata. Un gesto di profonda umiltà e consapevolezza, chissà se propedeutico per la crescita – umana e professionale – del giovane classe 2002 dalle dubbie qualità ancora per buona parte inespresse. Un passaggio delle dichiarazioni dopo Lecce Torino:

ASLLANI DOPO LECCE TORINO – «Sono voluto venire io ai microfoni perché mi voglio assumere le responsabilità. Poi certo, non possiamo buttare via in questo modo i primi 20-30 minuti. Nel 2° tempo siamo entrati in campo aggressivi, volevamo ribaltare la partita. Poi è capitato il rigore, ho calciato malissimo. Eppure non mi era mai capitato di sbagliarne uno. Chiedo scusa a tutta la squadra, i rigori si possono sbagliare, ma mi assumo la responsabilità»

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Corrado prima di Pisa Inter: «Sfidiamo una squadra fortissima, ma ce la giochiamo. Touré? Da due anni che lo guardano tutti, abbiamo parlato di tante cose»

Corrado prima di Pisa Inter. Il presidente dei toscani ha parlato a Sky Sport prima del match dell’Arena Garibaldi. Le sue parole

A pochi minuti dal calcio d’inizio di Pisa Inter, il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado ha parlato ai microfoni di Sky Sport, analizzando lo stato della squadra, il valore dell’avversario e alcuni temi di mercato legati ai giovani più seguiti. Le sue risposte hanno offerto un quadro completo dell’ambiente toscano, tra ambizione, consapevolezza e orgoglio per una sfida attesissima all’Arena Garibaldi.

STATO DEL PISA – «Fisicamente quelli che oggi scenderanno in campo stanno bene. Abbiamo avuto qualche defezione in settimana, quindi saremo un po’ diversi da come potevamo essere, ma Gilardino ci ha abituato ai cambi. Affrontiamo una squadra fortissima, che ha dominato in Italia e in Europa negli ultimi anni. È reduce da due sconfitte forse immeritate, quindi sarà ancora più cattiva. Ma nel nostro stadio giochiamo sempre al massimo. È una partita difficile ma bellissima: rivedere l’Inter all’Arena è una soddisfazione per tutti noi e i nostri tifosi».

LAVORO DI GILARDINO – «Mi aspettavo un bravo allenatore. A Genova aveva fatto bene, esattamente quello che cercavamo: qualcuno capace di salvare una neopromossa. Si è ripetuto anche l’anno dopo. Sapevamo di poterci fidare, ma si è rivelato migliore del previsto nella gestione del gruppo, nella motivazione e nei dettagli tecnici legati allo studio degli avversari».

TOURÉ E IL MERCATO«Touré è due anni che lo guardano tutti. Ne abbiamo parlato, sì… abbiamo parlato di tante cose» (ride).

AKINSANMIRO – «È un giocatore forte. È dell’Inter, ma abbiamo il diritto di riscatto, e loro il controriscatto. Crediamo abbia trovato a Pisa un ambiente perfetto per continuare a crescere. A lui sarebbe piaciuto essere in campo oggi, come anche a noi averlo. Contiamo di recuperarlo per domenica».

Chivu a Dazn prima di Pisa Inter: «Sereni nonostante le critiche. Pretendo l’atteggiamento giusto. Lautaro? Ha momenti buoni e altri meno, probabilmente è anche colpa mia»

Chivu a Dazn prima di Pisa Inter. Il tecnico dei meneghini ha commentato così nel prepartita il match contro i toscani. Le sue parole

Intervenuto ai microfoni di DAZN nel prepartita di Pisa Inter, valida per il 13° turno di Serie A 2025/26, Cristian Chivu, allenatore dei nerazzurri, ha presentato la sfida e affrontato i temi più caldi legati al momento della squadra. Dopo le due sconfitte consecutive contro Milan e Atletico Madrid, il tecnico rumeno ha ribadito la necessità di mantenere equilibrio e identità, invitando l’ambiente a non farsi trascinare dagli eccessi.

CRITICHE RICEVUTE PER LE 2 SCONFITTE CONSECUTIVE, COM’E’ IL CLIMA ALL’INTERNO DELLA SQUADRA? – «Noi siamo sereni perché sappiamo che questo è un mondo in cui quando si vince si esalta troppo e quando si perde iniziano le critiche. Dobbiamo trovare l’equilibrio nel fare determinate cose e nel mantenere la nostra identità, aggiungendo qualcosina che in queste due partite è mancato».

COSA PRETENDO DAI MIEI ATTACCANTI – «Pretendo da tutta la squadra l’atteggiamento giusto, capire le insidie di questa partita. Il Pisa viene da un momento molto buono e sappiamo che non sarà facile. Noi dobbiamo aggiungere qualcosina che probabilmente c’è mancato nelle ultime partita ma senza perdere la nostra identità».

SE MI DA FASTIDIO TUTTO CIO’ CHE SI PORTA DIETRO LA SOSTITUZIONE DI LAUTARO? – «A me no, io devo prendere le decisioni. Secondo me si parla troppo di un giocatore che a livello mondiale è considerato uno dei migliori attaccanti al mondo. Non è giusto per lui, per la squadra e per nessuno metterlo sempre sopra le critiche. Ha momenti buoni e altri meno, probabilmente è stata colpa mia anche… Prima del derby ha avuto la febbre per 2 giorni e si è portato dietro questa indisponibilità, ha stretto i denti per esserci. Mi prendo io la responsabilità per non averlo voluto dire. Lui è fondamentale come lo sono gli altri ragazzi».

Pagelle Lecce Torino 2-1: ecco i TOP-FLOP e i voti della partita

I voti, i top e i flop del match valido per la 13ª giornata del campionato di Serie A 2025/26: pagelle Lecce Torino

Al Via del Mare, il Lecce batte il Torino per 2-1 nel match che apre il sipario sulla domenica della tredicesima giornata di Serie A. Primo tempo segnato da un micidiale uno-due salentino: la sfida si sblocca infatti al 20′ quando Coulibaly insacca di testa su angolo, e due minuti dopo Banda raddoppia, sfruttando un ritardo di Pedersen. Baroni reagisce al 37′ con il cambio tattico Gineitis (5.5) per Zapata (6), il cui colpo di testa viene neutralizzato da un miracolo di Falcone (7): è la prima di una serie di ottime parate inanellate dal portiere di casa

Nella ripresa, il Toro accorcia le distanze al 57′: un’iniziativa di Vlasic libera Adams, il cui destro deviato si infila in rete a sugellare il 2-1. Baroni tenta il tutto per tutto con una girandola di cambi (Ngonge, Lazaro, Masina e Aboukhlal), ma l’episodio decisivo arriva all’87’. L’arbitro Mariani viene richiamato al VAR e assegna un calcio di rigore per un fallo di reazione di Tete Morente su Coco. Sul dischetto si presenta Asllani (4, il peggiore), ma il suo destro debole e poco angolato viene parato da uno strepitoso Falcone, blindando il risultato finale. Nonostante il forcing sabaudo negli ultimi minuti, il triplice fischio sancisce la vittoria del Lecce per 2-1. Vediamo i voti, i top e i flop del match valido per la 13ª giornata del campionato di Serie A 2025/26: pagelle Lecce Torino


TOP LECCE TORINO: Berisha
FLOP LECCE TORINO: Asllani


PAGELLE LECCE TORINO:

Lecce (4-2-3-1): Falcone 7; Danilo Veiga 5.5; Gaspar 6.5; Tiago Gabriel 6; Gallo 6; Ramadani 6; Coulibaly ; Pierotti 5.5 (dal 65’ Tete Morente 5); Berisha 7.5 (dall’82 Kaba SV); Banda 7.5 (dal 65’ Sottil 6); Stulic 5 (dal 92’ Ndaba SV). All.: Di Francesco 7

Torino (3–5-1-1): Israel 5.5; Tameze 5 (dal 60’ Ngonge 5.5); Maripan 5.5; Coco 6; Pedersen 5.5 (dal 70’ Lazaro 5.5); Casadei 5; Asllani 4; Gineitis 5.5 (dal 37’ Zapata 6); Nkounkou 6 (dal 70’ Masina 5.5); Vlasic 6 (dal 70’ Aboukhlal 6); Adams 7. All.: Baroni 4.5 

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Moviola Lecce Torino, l’episodio chiave del match

Moviola Lecce Torino, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la tredicesima giornata di Serie A 2025/2026

Moviola Lecce Torino, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la tredicesima giornata di Serie A 2025/2026. A dirigere l’incontro l’arbitro Mariani, coadiuvato dagli assistenti Colarossi e Ricci. Il quarto ufficiale Sacchi, mentre al VAR Marini e Fourneau come AVAR.


MOVIOLA LECCE TORINO:

🔴90′ + 5 – Termina 2-1 Lecce Torino: Di Francesco (e Berisha) battono Baroni! Granata fragili, Asllani sbaglia il rigore del pareggio

90′ – Saranno 5 i minuti di recupero

90′ – Esultanza scatenata di Falcone, super parata, ma (soprattutto) errore dell’ex Inter al tiro

90′ – ASLLANI SBAGLIA IL RIGORE

87′ – Rigore per il Torino: tirerà Asllani. Ravvisato

86′ – Mariani richiamato al VAR per verificare il possibile rigore

86′ – Coco a terra! Tete Morente calcia il difensore, per l’arbitro non c’è nulla ma non smettono le lamentele granata!

75′ – Gara per il momento correttissima, l’arbitro non ha ancora estratto un cartellino

⚽57′ – GOL TORINO: Ché Adams accorcia le distanze. Lo scozzese – bens ervito da Vlasic – calcio a botta sicura e trova la (decisiva) deviazione di Tiago Gabriel. Falcone battuto. Il var conferma la rete

🔴45′ – Riprende Lecce Torino


🔴45′ – Fine primo tempo

38′ – Partita maschia, ruvida, ma fino a questo momento corretta. Poco lavoro (per ora) per l’arbitro

⚽23′ – GOL LECCE: arriva il raddoppio di Banda! Banda viene lasciato completamente libero dalla difesa granata e, servito in porta, non può far altro che infilare in gol. Il var conferma la rete.

⚽20′ – GOL LECCE: Lassana Coulibaly porta in vantaggio Di Franceso! Nasce tutto da calcio, colpo di testa – perfetto – di Coulibaly, dove non può nulla Israel. A Maripan non riesce il salvataggio in extremis. Il var conferma la rete.

🔴Il match è iniziato!

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Lecce Torino 2-1: Di Francesco (e Berisha) battono Baroni! Granata fragili, Asllani sbaglia il rigore del pareggio

Lecce Torino, allo Stadio Via del Mare il match per la giornata numero 13 di Serie A: ecco sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La domenica della 13ª giornata di Serie A si apre oggi alle 12:30 con l’incontro tra Lecce e Torino allo Stadio Via del Mare. Il Lecce di Eusebio Di Francesco è alla ricerca di punti fondamentali per la lotta salvezza e per allontanarsi dalla zona retrocessione. L’obiettivo è migliorare la prestazione offerta contro la Lazio, puntando sulle qualità dei giocatori e sul sostegno del pubblico di casa. Dall’altra parte, il Torino, allenato dall’ex Marco Baroni, vuole riscattarsi dopo il pesante KO per 5-1 subito in casa contro il Como. La squadra granata ha focalizzato il lavoro sull’attenzione e sui dettagli nell’ultimo metro di gioco, sia in fase offensiva che difensiva. Ci si aspetta una partita intensa e tattica tra le due formazioni, entrambe determinate a dare una svolta positiva a una stagione finora anonima. Vediamo cronaca, sintesi e diretta LIVE di Lecce Torino.


LECCE TORINO LIVE

🔴90′ + 5 – Termina 2-1 Lecce Torino: Di Francesco (e Berisha) battono Baroni! Granata fragili, Asllani sbaglia il rigore del pareggio

90′ + 3′ – Ottimo intervento di Sottil, in scivolata blocca forse l’ultima azione dei piemontesi

90′ + 2 – Ultimo assalto granata

90′ – Saranno 5 i minuti di recupero

90′ – Esultanza scatenata di Falcone, super parata, ma (soprattutto) errore dell’ex Inter al tiro

90′ – ASLLANI SBAGLIA IL RIGORE

87′ – Rigore per il Torino: tirerà Asllani. Ravvisato

86′ – Mariani richiamato al VAR per verificare il possibile rigore

86′ – Coco a terra! Tete Morente calcia il difensore, per l’arbitro non c’è nulla ma non smettono le lamentele granata!

83′ – Terzo cambio Lecce, Kaba al posto di Berisha

75′ – Gara per il momento correttissima, l’arbitro non ha ancora estratto un cartellino

70′ – Triplo cambio Torino: Adam Masina entra per Nkounkou, poi Valentino Lazaro per Pedersen. Infine Aboukhlal al posto di Vlasic

66′ – Il Lecce cambia gli esterni, Di Francesco capisce il momento delicato della gara e tiene i suoi sull’attenti!

65′ – Altro cambio Lecce: dentro anche Sottil per Banda

65′ – Cambio Lecce: entra Tete Morente per Pierotti

61′ – Il Torino cambia ancora assetto, 4-2-3-1 (con l’ultimo entrato Ngonge spostatosi sull’esterno)

60′ – Cambio Torino: Ngonge entra al posto di Tamèze

⚽57′ – GOL TORINO: Ché Adams accorcia le distanze. Lo scozzese – bens ervito da Vlasic – calcio a botta sicura e trova la (decisiva) deviazione di Tiago Gabriel. Falcone battuto. Il var conferma la rete

55′ – Il Lecce prova ad addormentare la sfida, da evitare quanto palesato sul finire di primo tempo

50′ – Ritmi bassi in questo inizio di secondo tempo

🔴45′ – Riprende Lecce Torino


🔴45′ – Fine primo tempo

43′ – Ora è dominio granata a livello del gioco, il risultato di Lecce Torino però non cambia

39′ – Paolo Nkounkoi: il cross (più traversone che tiro) di Nkounkou becca il palo alla sinistra Falcone, a portiere battuto

39′ – Torino a trazione offensiva: ora gioca con due punte e Vlasic dietro di loro

38′ – Partita maschia, ruvida, ma fino a questo momento corretta. Poco lavoro (per ora) per l’arbitro

37′ – Cambio Torino: Zapata ancor prima che finisca il primo tempo al posto di Gineitis

35′ – Ancora possesso Lecce

30′ – Dov’è il Torino? Sotto di due gol i granata non sembrano reagire

28′ – Non si scompone Di Francesco (sa che manca tantissimo), visibilmente preoccupato mister Baroni

25′ – Clamoroso questo raddoppio dei salentini, in 200 secondi cambia due volte il parziale di Lecce Torino

23′ – GOL LECCE: arriva il raddoppio di Banda! Banda viene lasciato completamente libero dalla difesa granata e, servito in porta, non può far altro che infilare in gol. Il var conferma la rete.

22′ – E’ una bolgia lo Stadio!

20′ – GOL LECCE: Lassana Coulibaly porta in vantaggio Di Franceso! Nasce tutto da calcio, colpo di testa – perfetto – di Coulibaly, dove non può nulla Israel. A Maripan non riesce il salvataggio in extremis. Il var conferma la rete.

16′ – Cresce il Torino: ora sono i granata a fare la partita

15′ – Bella atmosfera al Via del mare. Si fanno sentire i tifosi di casa, più che discreta la rappresentanza di fan granata

11′ – Il Torino si fa vedere in avanti, Asllani sbaglia l’ultimo passaggio

8′ – Ritmi molto bassi in questo avvio

4′ – Ci prova Berisha da lontano: nulla da fare

1′ – Primo rischio Torino: retropassaggio indeciso di Nkounkou per Israel, il portiere si rifugia in angolo

🔴 1′ – Il match è iniziato!


LECCE TORINO LIVE

Lecce (4-2-3-1): Falcone; Danilo Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Coulibaly; Pierotti, Berisha, Banda; Stulic. A disposizione: Fruchtl, Samooja, Ndaba, Siebert, Sala, Morente, N’Dri, Perez, Helgason, Kouassi, Camarda, Sottil, Gorter, Drame, Maleh.
Allenatore: Di Francesco.

Torino (3–5-1-1): Israel; Tameze, Maripan, Coco; Pedersen, Casadei, Asllani, Gineitis, Nkounkou; Vlasic; Adams. A disposizione: Paleari, Popa, Masina, Ilkhan, Aboukhlal, Anjorin, Lazaro, Dembele, Ngonge, Zapata.
Allenatore: Baroni

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Bologna, Bernardeschi sta andando oltre le aspettative? La situazione dei rossoblu non lascia dubbi!

Bologna, Bernardeschi acquisto azzeccato? Sentite il suo primo bilancio con la maglia rossoblu

Il Bologna continua a raccogliere i frutti di una scelta estiva coraggiosa: l’acquisto di Federico Bernardeschi sta infatti iniziando a ripagare le aspettative. Il Corriere dello Sport dedica al numero dieci rossoblù la prima pagina con il titolo ‘Fede nel Bologna’, sottolineando come l’ex Juventus stia lentamente tornando ai livelli che ne hanno caratterizzato la carriera. L’inizio di stagione del club emiliano ha trovato nel centrocampista offensivo un elemento decisivo, capace di incidere in campo e di offrire spunti importanti per il gioco di squadra.

Bernardeschi ha già segnato due gol consecutivi, tra la partita contro l’Udinese e l’incontro di Europa League contro il Salisburgo, dimostrando di poter diventare un vero punto di riferimento del Bologna. La scelta di Sartori in estate, supportata dal lavoro tecnico di Italiano, si sta rivelando vincente: il giocatore è stato rigenerato fisicamente e tatticamente, trovando una collocazione ideale che gli permette di esprimere al meglio le sue qualità. L’ex numero dieci bianconero, con 424 presenze e 75 reti nella sua carriera, mostra progressi evidenti sia in termini di continuità che di incisività nelle giocate.

Come evidenzia Claudio Beneforti sul Corriere dello Sport, Bernardeschi è già un elemento produttivo per il Bologna, ma le ambizioni del club e dello staff tecnico sono più alte. Sia Italiano sia i dirigenti dell’area tecnica sono convinti che il giocatore possa ancora crescere e offrire un contributo ancor più significativo nelle prossime partite. La fiducia verso di lui è totale, e il rendimento fin qui dimostrato lascia presagire una stagione ricca di soddisfazioni.

Il mercato del Bologna aveva già puntato su Bernardeschi un anno fa, ma solo questa estate l’affare è stato concretizzato. Ora, con il giocatore a disposizione, il club emiliano può godersi le prestazioni di un talento che non solo porta esperienza, ma anche qualità tecnica e versatilità. L’investimento iniziale si sta trasformando in un valore aggiunto sul campo, confermando la lungimiranza della dirigenza e la capacità del Bologna di rigenerare calciatori di alto livello. Bernardeschi è quindi destinato a diventare uno dei protagonisti principali della stagione rossoblù.

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Pisa-Inter streaming gratis? Dove vederla in diretta e in tv

Tra le partite di oggi, domenica 30 novembre, è molto interessante la sfida Pisa-Inter. Non è una sfida scontata: i toscani non perdono da 6 partite, mentre la squadra di Chivu arriva dalla doppia sconfitta tra derby e Atletico Madrid in Champions.

Dunque, non sarà una partita dall’esito scontato, anche in considerazione del fatto che i giocatori di Gilardino hanno dimostrato di poterci stare bene in questa Serie A. Di seguito ecco tutte le info su dove vedere Pisa-Inter in streaming e i dettagli sulle probabili formazioni.

Pisa-Inter streaming: dove vederla in diretta

Il calendario della Serie A 2025-26 giunge alla 13° giornata, con il Milan che ha vinto ieri nell’anticipo contro la Lazio e altrettanto ha fatto la Juventus a Torino contro il Cagliari. Oggi alle 15 tocca all’Inter rispondere.

Come per ogni gara del campionato, anche questa sarà disponibile in esclusiva su DAZN (per abbonarti CLICCA QUI), la piattaforma che detiene i diritti di trasmissione della competizione. Il servizio mette a disposizione diverse formule di abbonamento, pensate per adattarsi alle necessità dei vari utenti. Ecco la tabella riepilogativa degli abbonamenti:

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DAZN FAMILY (ex Plus)– Tutti i contenuti del pacchetto FULL
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Per quanto riguarda la possibilità di assistere gratuitamente all’incontro, va precisato che non esistono alternative legali per la visione free. I siti che offrono lo streaming senza autorizzazione violano la legge, e anche chi utilizza tali piattaforme incorre in sanzioni per uso illecito di contenuti protetti da copyright.

Le probabili formazioni di Pisa-Inter

Nella squadra toscana, Gilardino potrebbe confermare Tramoni e Leris come supporto offensivo dietro a Nzola. Questa scelta lascerebbe Moreo inizialmente fuori dall’undici titolare. A sinistra dovrebbe agire Angori, mentre in mezzo al campo Piccinini sembra avvantaggiato, complice la condizione non brillante di Marin. In difesa, Calabresi appare leggermente avanti rispetto ad Albiol nelle valutazioni dell’allenatore.

Sul fronte nerazzurro, l’infortunio di Dumfries non lo rende convocabile, ma Chivu ritrova Mkhitaryan per il reparto centrale: l’armeno ha buone probabilità di essere preferito a Sucic. In cabina di regia Calhanoglu potrebbe essere conteso da Zielinski, di nuovo disponibile dopo i problemi fisici accusati in Champions League. Nella linea difensiva a tre dovrebbe toccare ad Acerbi partire dal primo minuto, con De Vrij e Bisseck in secondo piano. In attacco, Thuram affiancherà Lautaro Martinez fin dal via, mentre Bonny è assente per via dell’influenza.

Le probabili formazioni di Pisa-Inter:

PISA (3-4-2-1): Semper; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli; Angori, Piccinini, Aebischer, Touré; Leris, Tramoni; Nzola. Allenatore: Gilardino.

INTER (3-5-2): Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Carlos Augusto, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro. Allenatore: Chivu.

Formazioni ufficiali Pisa Inter, ecco gli schieramenti del match di Serie A

Formazioni ufficiali Pisa Inter, le scelte dei due allenatori per il match di oggi: tutti i dettagli

Sono state annunciate le formazioni ufficiali di Pisa Inter Il match in campo alle 15 è valido per la giornata di Serie A 2025/2026.


FORMAZIONI UFFICIALI

Pisa (4-4-2): Semper; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli, Angori; Touré, Piccinini, Aebischer, Leris; Moreo, Nzola. Allenatore: Alberto Gilardino.I

Inter (3-5-2): Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Sucic, Dimarco; Thuram, Lautaro Martinez. Allenatore: Cristian Chivu.

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Frattesi-Napoli, i partenopei spingono per l’acquisto? Ecco cosa si dice sul centrocampista

Frattesi-Napoli, i partenopei sono pronti per comprare il centrocampista? La situazione non lascia ulteriori dubbi sugli azzurri

Il tema Frattesi-Napoli sta diventando uno dei più discussi in vista del mercato di gennaio, soprattutto alla luce dei movimenti che coinvolgono l’Inter e i suoi principali rivali. Come analizzato da Niccolò Ceccarini nel suo editoriale per tuttomercatoweb.com, l’attenzione del Napoli è sempre più orientata verso il centrocampo, reparto falcidiato dagli infortuni e bisognoso di rinforzi immediati. Le assenze di giocatori fondamentali come Kevin De Bruyne e André-Frank Zambo Anguissa hanno accelerato la necessità di trovare un profilo di alto livello, capace di incidere da subito e alzare il tasso tecnico della squadra. Ed è qui che entra in scena il dossier Frattesi-Napoli.

Tra le opzioni valutate in Serie A, Davide Frattesi è uno dei nomi preferiti dal club azzurro. Dinamismo, capacità di inserimento, versatilità: caratteristiche che lo rendono ideale per colmare il vuoto lasciato dalle assenze nella mediana. Tuttavia, la situazione del giocatore all’Inter è particolare. Nonostante il passaggio al nuovo allenatore Cristian Chivu, lo spazio di Frattesi è rimasto limitato. L’ex Sassuolo sperava in una crescita del minutaggio, ma le scelte tecniche finora non hanno premiato le sue aspettative.

Nelle ultime cinque gare di Serie A, Frattesi ha accumulato appena una trentina di minuti totali. È rimasto ai margini contro Napoli, Fiorentina, Verona e Lazio, mentre nel derby con il Milan Chivu ha preferito schierare il giovane Diouf. Una gestione che mantiene vivo l’interesse del Napoli e alimenta il tema Frattesi-Napoli, soprattutto considerando l’urgenza degli azzurri di intervenire sul mercato.

Tuttavia, come sottolineato da Ceccarini, una trattativa già a gennaio appare altamente improbabile. L’Inter considera Frattesi un elemento prezioso nella rotazione di centrocampo, importante in vista del doppio obiettivo Scudetto-Champions. Privarsene a stagione in corso equivarrebbe a indebolire la rosa in un momento decisivo, rendendo così difficile immaginare un via libera immediato.

Il fascino dell’operazione Frattesi-Napoli resta quindi intatto, ma lo scenario più realistico rimanda ogni discorso alla prossima estate, quando le valutazioni economiche, tattiche e strategiche saranno più favorevoli a un possibile incrocio di mercato.

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Calciomercato Lazio, Tavares pronto a lasciare i biancocelesti? Una big è pronta a chiudere!

Calciomercato Lazio, Tavares pronto a lasciare i biancocelesti? Ecco la situazione attuale dei capitolini

l tema più caldo del Calciomercato Lazio riguarda senza dubbio il futuro di Nuno Tavares, passato in pochi mesi da elemento ritenuto incedibile a possibile protagonista di una cessione già nella sessione di gennaio. Le gerarchie biancocelesti si sono modificate rapidamente, complice un rendimento altalenante del terzino portoghese e la crescente solidità mostrata dalla squadra senza di lui. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Alfredo Pedullà, oggi Tavares non può più essere definito “blindatissimo”, e il suo destino è tornato ad essere tema di discussione all’interno di Formello.

Per capire come si è arrivati a questo scenario, bisogna tornare allo scorso 8 giugno, quando il Calciomercato Lazio aveva registrato un’offerta pesantissima dall’Arabia Saudita. L’Al-Hilal, uno dei club più ricchi della Saudi Pro League, aveva messo sul tavolo 25 milioni di euro più bonus per assicurarsi il cartellino del giocatore. Un’offerta che, per molti, poteva rappresentare un affare immediato e inevitabile. Eppure la Lazio decise di dire no. In quel momento Tavares era considerato centrale nel progetto tecnico, e c’era la convinzione che la guida di Maurizio Sarri potesse riportarlo ai livelli straordinari mostrati nel girone d’andata della stagione precedente.

La realtà, però, ha raccontato un’altra storia. Tra infortuni, piccoli problemi fisici e un rientro più lento del previsto, Tavares non è mai riuscito a trovare continuità. Inoltre, il suo stile di gioco, molto istintivo e spesso anarchico, non si è sposato con l’equilibrio trovato dal reparto difensivo, che senza di lui ha collezionato ben 7 clean sheet in 12 partite. Una statistica che pesa nelle valutazioni tecniche e che inevitabilmente condiziona le strategie del Calciomercato Lazio.

Oggi, infatti, la società non esclude nuovi scenari. Se dovessero arrivare offerte dall’Arabia o da altri club interessati, la Lazio le prenderebbe in seria considerazione, consapevole che puntare su un giocatore non più titolare fisso potrebbe non avere senso né sul piano tecnico né su quello economico. Resta tuttavia un ostacolo: la percentuale di rivendita destinata all’Arsenal, vicina al 40%, che obbliga Lotito a trattare solo per cifre molto alte affinché l’operazione produca una vera plusvalenza.

Il Calciomercato Lazio resta quindi in fermento, e il nome di Nuno Tavares continua a essere al centro delle trattative. Il suo futuro è più incerto che mai, e le valigie – complice anche l’interesse italiano della Juventus – potrebbero davvero essere pronte.

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Sergio Ramos, aggiornamenti concreti sul suo possibile approdo in Italia? Ecco la situazione attuale

Il leggendario difensore Sergio Ramos spagnolo potrebbe portare esperienza, leadership e qualità immediata

Con l’avvicinarsi della finestra di mercato invernale, i club italiani possono guardare con interesse a un’opportunità eccezionale: l’arrivo a parametro zero di Sergio Ramos in Serie A. L’esperto di mercato Fabrizio Romano ha confermato che il leggendario difensore spagnolo lascerà il Messico, diventando immediatamente disponibile per qualsiasi squadra italiana desiderosa di rinforzare il reparto difensivo senza dover spendere per un cartellino.

La possibilità di ingaggiare un giocatore del calibro di Sergio Ramos senza vincoli economici rappresenta un’occasione unica per le società italiane. Il difensore, simbolo di leadership e carisma, porta con sé un palmarès straordinario e un’esperienza internazionale che potrebbe rivelarsi determinante per qualsiasi squadra impegnata in campionato e competizioni europee. La sua presenza nello spogliatoio, come evidenziato da Romano, è un valore aggiunto: Ramos è noto per la sua capacità di guidare i compagni e di gestire momenti chiave nelle partite di alto livello.

Un elemento interessante per la Serie A è l’atteggiamento del giocatore verso il minutaggio. Sergio Ramos non pretende di scendere in campo in tutte le partite, rendendosi perfetto per la gestione delle rotazioni e per offrire un contributo mirato nelle gare più delicate. Questo approccio rende il suo ingaggio non solo prestigioso, ma anche strategicamente vantaggioso per i club che cercano equilibrio tra esperienza e gestione atletica della rosa.

Il campionato italiano, secondo le ultime indiscrezioni, rappresenta una destinazione molto gradita al difensore spagnolo. Dopo le esperienze in Liga, Premier League e in Messico, Sergio Ramos sarebbe attratto dalla sfida della Serie A, desideroso di lasciare il segno anche negli ultimi anni della sua carriera. Romano ha sintetizzato la situazione così: «Sergio Ramos lascia il Messico. Il suo contratto scade adesso, è un’opportunità per una squadra che possa aver bisogno di un difensore in più, un leader in più, e non pretende di giocarle tutte. Posso dirvi che anche il campionato italiano intrigherebbe molto Ramos».

In sintesi, l’arrivo di Sergio Ramos in Serie A potrebbe rappresentare una svolta per le squadre alla ricerca di esperienza, carisma e solidità difensiva, trasformando un innesto gratuito in un investimento di enorme valore tecnico e strategico.


Calciomercato Lazio, ecco le ultime novità riguardante Gigot. Lascerà i biancocelesti a gennaio?

Calciomercato Lazio, ecco le ultime novità riguardante il futuro di Gigot! Lascerà i biancocelesti il giocatore?

Il tema del Calciomercato Lazio torna al centro dell’attenzione a causa della situazione del francese Giogot, reduce da un lungo infortunio alla caviglia. Come riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, il giocatore sta seguendo un percorso di riabilitazione che procede lentamente, complice la delicatezza dell’infortunio. Questo rallentamento mette in difficoltà la società, che sperava di poter monetizzare sull’investimento fatto in estate.

La prima strategia valutata dalla Lazio resta la cessione del giocatore. In ottica di Calciomercato Lazio, l’obiettivo principale è evitare di perdere i 4,489 milioni di euro spesi per l’acquisto di Giogot. Tuttavia, la lunga assenza dai campi rende complicata la ricerca di acquirenti: pochi club sono disposti a puntare su un giocatore ancora in fase di recupero e con un minutaggio limitato. La delicatezza fisica del francese rappresenta dunque il principale ostacolo per una trattativa, obbligando la dirigenza a ponderare ogni opzione con attenzione.

Se non dovesse concretizzarsi alcuna offerta convincente, Giogot rimarrà a Roma e sarà valutato attentamente da Maurizio Sarri nella seconda parte della stagione. L’allenatore avrà il compito di monitorarne le condizioni fisiche e decidere se inserirlo gradualmente nel gruppo, sfruttando la sua esperienza senza forzare il rientro. La gestione del minutaggio sarà fondamentale per preservare la caviglia e garantire un contributo utile alla squadra, evitando rischi inutili per la stagione in corso.

Il caso Giogot è emblematico per il Calciomercato Lazio, che deve bilanciare esigenze economiche e obiettivi sportivi. La società vuole tutelare l’investimento senza compromettere la competitività della squadra. Nei prossimi mesi sarà quindi cruciale capire se il francese potrà essere reintegrato efficacemente in Serie A o se sarà necessario trovare una soluzione alternativa sul mercato.

In ogni caso, il dossier resta aperto e rappresenta un banco di prova per la dirigenza: le scelte sul futuro di Giogot determineranno non solo il bilancio economico del club, ma anche le possibilità di rinforzo della rosa nella seconda parte della stagione.

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Leao rinnoverà con il Milan? Il punto sul fuoriclasse dei rossoneri. Cosa risulta in questo momento

Leao rinnoverà con il Milan? La situazione non lascia dubbio considerando la gara contro la Lazio

La vittoria contro la Lazio ha confermato ciò che il Milan sperava da tempo: Leao è tornato a essere il punto di riferimento indiscusso della squadra. Secondo l’esperto di mercato Fabrizio Romano, all’interno del club rossonero c’è grande soddisfazione per il rendimento recente del portoghese, che non si limita più a brillare per il talento naturale, ma sta dimostrando una maturazione completa sotto tutti i punti di vista.

Quello che colpisce maggiormente la dirigenza di via Aldo Rossi non è solo la capacità di segnare gol decisivi, come quello realizzato contro la Lazio, ma anche l’atteggiamento costante in campo. Leao ha abbandonato la fase di gioco intermittente che a volte lo aveva caratterizzato in passato, sostituendola con una concentrazione continua e una presenza attiva per tutti i novanta minuti. Non è più un attaccante che si limita a brillare in pochi momenti: rincorre gli avversari, lotta su ogni pallone e si sacrifica per la squadra, diventando un elemento imprescindibile per un allenatore esigente come Massimiliano Allegri.

I numeri parlano da soli, ma è la crescita caratteriale e tattica di Leao a fare la differenza. Il portoghese è diventato non solo un finalizzatore, ma anche un vero trascinatore emotivo, capace di trascinare i compagni nei momenti più delicati. Il Milan osserva con entusiasmo questa evoluzione, convinto di poter contare su un giocatore che unisce qualità tecnica e leadership in campo.

Questa maturazione potrebbe avere anche ripercussioni sul fronte contrattuale. Secondo Romano, lo stato di forma e l’atteggiamento di Leao potrebbero essere il punto di partenza per aprire un discorso di rinnovo nei prossimi mesi. La società valuta l’opportunità di blindare definitivamente il suo gioiello, trasformando la soddisfazione tecnica in un progetto a lungo termine.

In sintesi, Leao non è più solo un talento da seguire, ma un elemento centrale nel presente e nel futuro del Milan. La combinazione di gol, dedizione e leadership rende il portoghese un punto fermo della squadra, con la prospettiva di consolidare il suo ruolo anche attraverso un rinnovo contrattuale, garantendo continuità e stabilità a un reparto offensivo che sta ritrovando la propria identità.

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Luca Toni sicuro: «Il calcio italiano secondo me deve migliorare su quel determinato aspetto»

Luca Toni si esprime così sulla situazione che sta vivendo ovviamente il centravanti. il punto

A Sky Sport, l’ex attaccante Luca Toni è tornato a parlare del presente del calcio italiano e dell’impatto che può avere un allenatore con la sua idea tattica. Toni ha sottolineato che, pur con squadre chiaramente favorite, la forza di un gruppo non deriva solo dal talento individuale ma da come viene sfruttato il potenziale, soprattutto con una guida giusta.

Secondo Toni, la capacità del tecnico di valorizzare la rosa è fondamentale. Ha elogiato Massimiliano Allegri come allenatore capace di far rendere al massimo i giocatori a disposizione: “È un allenatore intelligente – ha detto – che capisce bene chi allena e sa come mettere i giocatori nelle condizioni migliori per dare il loro contributo”.

Toni ha inoltre osservato come in campionato non sempre la squadra più forte sulla carta trionfi alla fine: la competitività della Serie A impone costanza, organizzazione e mentalità, elementi che un tecnico esperto può gestire meglio di tante presunte “stars”.

Il suo punto di vista richiama l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: il valore dell’equilibrio e della concretezza. Per Toni, in un torneo complesso e combattuto come la Serie A, non basta avere grandi nomi; serve un progetto solido, idee chiare e un preparatore che sappia trarre il meglio da ogni tipo di rosa.

In sintesi, Luca Toni invita a guardare oltre le aspettative e le gerarchie di mercato. Punta su chi costruisce squadre più che su chi schiera singoli fenomeni: un approccio che, secondo lui, può fare la differenza in un campionato come la Serie A — equilibrato, imprevedibile e in continuo mutamento.

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Vieri sicuro: «Auguro il meglio all’Italia. Esposito? Secondo me bisogna giudicarlo in un modo»

Christian Vieri, ecco le dichiarazioni dell’ex centravanti dell’Inter tra Esposito e quella che è l’Italia

L’ex attaccante Christian Vieri ha commentato con chiarezza la situazione del giovane Francesco Pio Esposito, invitando tutti a «lasciarlo tranquillo». Vieri ha sottolineato come i paragoni affrettati e le pressioni attorno al giovane talento possano risultare dannosi: «È molto bravo, fa gol, regge fisicamente, ma deve migliorare giocando», ha detto, esortando a concedergli tempo e serenità per crescere.

Nel corso dell’intervista, Vieri ha ribadito l’importanza di far sviluppare i giovani con calma. Pur riconoscendo le qualità di Pio Esposito — fisico, determinazione e fiuto del gol — ha sottolineato che non bisogna creare aspettative eccessive troppo presto: solo con il tempo e con l’esperienza in campo il talento può trasformarsi in un giocatore completo.

Vieri ha anche voluto lanciare un messaggio di fiducia alla nuova nazionale guidata da Gennaro Gattuso, facendo un augurio sincero alla squadra: «In bocca al lupo all’Italia di Gattuso», ha dichiarato, dimostrando ottimismo per il futuro degli azzurri.

Le parole di Vieri risuonano in un contesto in cui la Serie A e la nazionale sono sempre alla ricerca di giovani promettenti pronti a emergere. Secondo l’ex bomber, la pazienza e la gestione attenta dei giovani talenti sono fondamentali: qualità e potenziale ci sono, ma solo un percorso graduale può trasformarli in risultati concreti e costanti.

In un calcio moderno spesso ossessionato dai risultati immediati, Vieri sottolinea un principio semplice e sincero: dare fiducia, spazio e serenità ai giovani. Lasciare Pio Esposito «tranquillo» ora potrebbe essere la chiave per far emergere, nel futuro prossimo, un attaccante solido, consapevole e pronto a lasciare il segno, seguendo l’esempio di grandi calciatori che hanno saputo crescere senza pressioni eccessive.

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