Pagina 551 – Calcio News 24

Bailey Roma, il giamaicano si ferma ancora! Altro infortunio nel corso dell’ultimo allenamento e gli esami hanno evidenziato…

Bailey Roma, nuovo stop per Leon: lesione al bicipite femorale e rientro previsto solo dopo la sosta. Le ultime

Leon Bailey ha dovuto fermarsi nuovamente durante l’ultimo allenamento a Trigoria, dopo un’accelerazione che ha provocato un problema muscolare. Gli esami hanno evidenziato una lesione di lieve entità al bicipite femorale sinistro, un infortunio che, pur non essendo grave, costringerà l’esterno giamaicano a un nuovo stop.

I tempi di recupero stimati sono di circa due-tre settimane, con il rientro previsto dopo la sosta. Bailey salterà quindi le sfide contro Udinese e Cremonese, puntando a tornare disponibile per il big match contro il Napoli a fine mese. La cautela resta comunque necessaria, visto che in occasione del precedente infortunio il giocatore era rimasto fuori più a lungo rispetto alle previsioni iniziali.

Sul piano personale, Bailey ha costruito la sua carriera legandosi a due numeri di maglia: il 31 e il 9. Dopo l’esordio al Genk con il 31, lo stesso numero lo ha accompagnato anche all’Aston Villa e ora alla Roma, dove lo ha scelto per la stagione 2025/26. Al Bayer Leverkusen, invece, ha indossato il 9, solitamente riservato ai centravanti, ma portato con personalità da esterno offensivo. Con i giallorossi ha finora collezionato 5 presenze, per un totale di 166 minuti.

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Calciomercato Inter, nerazzurri in pole position per quel giovane calciatore di Serie A: spunta la mossa per anticipare la concorrenza, le ultimissime

Calciomercato Inter: nerazzurri in vantaggio per il talento di Serie A. Pronta la strategia per bruciare la concorrenza, ecco le ultime

Giovane Santana do Nascimento, per tutti semplicemente Giovane, è diventato il nome più caldo del mercato. Il suo gol contro l’Inter al Bentegodi, nonostante la sconfitta per 2-1 dell’Hellas Verona, ha messo in luce le sue qualità: tecnica, forza fisica e personalità. In pochi mesi il brasiliano classe 2003 si è imposto come titolare nel nuovo corso guidato da Paolo Zanetti.

Secondo La Gazzetta dello Sport, diversi top club italiani e stranieri hanno già chiesto informazioni al suo procuratore, Beppe Riso. Tra questi spiccano Inter, Napoli, Milan e Atalanta.

L’interesse dell’Inter e l’elogio di Chivu

Proprio i nerazzurri sembrano in vantaggio, anche grazie all’endorsement di Cristian Chivu, che dopo la partita ha detto al ragazzo: “Hai fatto una grande partita”. Giovane ha raccontato di essere rimasto colpito dalle parole del tecnico, sottolineando come in Brasile non giocasse da otto mesi prima di arrivare in Italia.

Situazione contrattuale e prospettive

Il Verona, controllato dal fondo statunitense Presidio Investors, lo ha blindato fino al 2029, e non intende cederlo facilmente. Tuttavia, con la squadra in difficoltà e il valore del giocatore già stimato intorno ai 5 milioni di euro, la società potrebbe valutare un’asta a gennaio con base di almeno 10 milioni. Una cessione garantirebbe una maxi-plusvalenza utile a rilanciare il progetto tecnico e a rafforzare la stabilità economica.

Se Giovane continuerà a brillare, il suo futuro potrebbe davvero tingersi di nerazzurro.

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Osimhen numeri clamorosi! Tripletta contro l’Ajax e primo posto nella classifica dei marcatori di Champions League! Tutti i numeri

Osimhen da record: tripletta all’Ajax e primato solitario nella classifica marcatori di Champions League. I numeri

Un’altra serata da fenomeno, l’ennesima prova del suo valore assoluto sul palcoscenico più prestigioso. Victor Osimhen, attaccante nigeriano e in passato obiettivo di mercato della Juventus, ha illuminato l’Europa con una tripletta memorabile contro l’Ajax ad Amsterdam, trascinando il Galatasaray a una vittoria storica.

Il 3-0 firmato interamente dal bomber nigeriano porta i turchi a quota 9 punti dopo quattro giornate, spalancando le porte della qualificazione agli ottavi di Champions League. Una prestazione che non è soltanto un trionfo per il club, ma anche una consacrazione personale: con sei reti complessive, Osimhen diventa il capocannoniere solitario della competizione, certificando uno stato di forma straordinario e una freddezza sotto porta da autentico fuoriclasse.

Il suo exploit riaccende inevitabilmente i rimpianti in casa Juventus. I bianconeri, che avevano inseguito a lungo il giocatore prima che il suo valore di mercato diventasse proibitivo, oggi osservano da lontano un talento che domina la scena europea davanti ai più grandi attaccanti del mondo. La difficoltà nel reperire un centravanti di questo calibro sottolinea quanto pesi l’occasione mancata.

Osimhen si conferma un top player da oltre 20 gol a stagione, capace ora di imporsi anche in Champions. Il Galatasaray si gode il suo campione, mentre la Juve non può che constatare quanto sia ormai irraggiungibile un attaccante di tale livello.

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Guardiola elogia: «Sono molto contento del rendimento di quel giocatore. Lui per me è sempre decisivo!»

Guardiola: «Foden è tornato, felice e decisivo». Le dichiarazioni dell’allenatore del Manchester City sul giocatore

Pep Guardiola non ha usato mezzi termini dopo la splendida prestazione di Phil Foden: «Quando gioca così, è speciale». Il tecnico del Manchester City ha elogiato con forza il suo talento inglese, sottolineando quanto sia importante per la squadra ritrovare il Foden di un tempo. Dopo un periodo non semplice, Guardiola ha confermato che Foden è già tornato al top e pronto a incidere ancora di più nella stagione.

Guardiola ha parlato con chiarezza: «Non deve avvicinarsi, è già lì». Parole nette per indicare come il suo numero 47 sia tornato al livello richiesto nel progetto tecnico. Il tecnico ha evidenziato che mancava quel mix di qualità, generosità e sacrificio che anni fa aveva reso Foden un elemento da considerare tra i migliori al mondo. Ora, con la fiducia ritrovata, Guardiola crede che l’inglese possa tornare a fare la differenza nelle partite che contano.

L’allenatore catalano ha voluto anche valorizzare l’aspetto mentale: Foden appare nuovamente motivato, felice, con la voglia di giocare con un sorriso, come lui stesso ha detto fosse necessario. «Quando è felice e ama ciò che fa, il resto viene da sé», ha spiegato Guardiola, sottolineando come il benessere psicologico dell’attaccante sia un elemento cruciale nel suo rendimento.

Guardiola ha poi posto l’accento sulla posizione ideale di Foden: «Quando gioca tra le linee, nelle tasche, non importa dove—first touch, girata, generosità: è lui». Il tecnico ha predicato coerenza: in quella zona di campo, con velocità di pensiero e di esecuzione, Foden può diventare letale per le difese avversarie. È proprio in quella condizione che Guardiola ha visto il giocatore “speciale”.

Il tecnico ha sottolineato che la prestazione di Foden arriva al momento giusto per il Manchester City, che ha bisogno del suo contributo per affrontare le sfide più impegnative. Guardiola ha aggiunto che la squadra ha beneficiato anche della nuova coesione, della fame rinnovata e della preparazione tattica: elementi fondamentali perché un giocatore talentuoso possa esprimersi ai massimi livelli.

In sintesi, per Guardiola il ritorno in condizione di Foden rappresenta una notizia da accogliere con entusiasmo: «È tornato, ed è decisivo». L’allenatore del Manchester City, come sempre ambizioso, punta a sfruttare al meglio il suo uomo chiave per raggiungere gli obiettivi stagionali, convinto che un giocatore come Foden, con la fiducia giusta e la condizione perfetta, possa fare la differenza nelle partite e nei momenti importanti.

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Juve e Spalletti: nel mezzo anche un nuovo ruolo nei confronti di quel giocatore bianconero. La situazione

Juve e Spalletti: incertezze sul rinnovo di McKennie e nuova strategia bianconera

La Juve vive un momento di forte transizione e l’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina rappresenta un punto di svolta. Accanto al nuovo corso tattico, emergono anche nodi contrattuali rilevanti, tra cui la questione del rinnovo di Weston McKennie, che potrebbe influenzare l’assetto futuro della squadra bianconera.

Inizialmente la Juve aveva mostrato l’intenzione di blindare McKennie, considerando il centrocampista americano una pedina importante grazie alla sua duttilità e alla capacità di inserirsi in diverse situazioni di gioco. Tuttavia, con l’arrivo di Damien Comolli nella gestione dirigenziale, la trattativa per il rinnovo ha subito una battuta d’arresto. Le richieste avanzate dagli agenti del giocatore sono state ritenute troppo elevate rispetto alle nuove strategie societarie, creando incertezza sul futuro del centrocampista.

Con Spalletti al comando, la situazione assume ulteriori sfumature. Il tecnico ha già iniziato a imprimere il suo stile alla Juve: maggiore compattezza difensiva, protagonismo degli esterni e centralità del centrocampo. McKennie potrebbe rappresentare un elemento chiave in questo nuovo schema tattico, ma senza un rinnovo chiaro il club deve valutare se confermarlo come parte del progetto o cedere il giocatore per liberare risorse da reinvestire.

La presenza di Spalletti sulla panchina bianconera ha infuso nuova energia nell’ambiente, non solo dal punto di vista tecnico ma anche gestionale. Il nuovo allenatore richiede chiarezza e stabilità nella rosa, così da poter plasmare il gruppo secondo la sua filosofia. Il caso McKennie diventa emblematico: da un lato il talento e le capacità del giocatore, dall’altro la necessità della Juve di rispettare linee guida economiche e progettuali precise.

Per la Juve, dunque, si tratta di un bivio: confermare McKennie e assicurare a Spalletti un centrocampista versatile e di qualità, oppure aprire un nuovo ciclo puntando su altri profili più in linea con la gestione societaria attuale. La decisione sarà determinante anche per la costruzione della rosa in vista dei prossimi impegni in Serie A e in Europa.

In conclusione, l’era Spalletti alla Juve comincia con la necessità di equilibrio tra campo e gestione contrattuale. McKennie rappresenta uno dei nodi principali di questa fase di transizione, e il suo futuro influenzerà le scelte tattiche e strategiche del tecnico e della società. L’obiettivo della Juve rimane quello di tornare competitiva ai massimi livelli, ma per farlo serve chiarezza sulle pedine chiave della squadra.

Fonte: Corriere dello Sport

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Calciomercato Verona, Santana ricercato da tutti! Quella squadra potrebbe soffiare subito il giovane talento

Calciomercato Verona, Giovane Santana nel mirino delle big: il gioiello brasiliano fa sognare

Il Calciomercato Verona si accende grazie a Giovane Santana do Nascimento, noto semplicemente come Giovane. Il giovane talento brasiliano classe 2003 si è messo in luce con il gol segnato contro l’Inter al Bentegodi, nella sconfitta per 2-1 dell’Hellas Verona. Una rete che ha acceso i riflettori di mezza Serie A, mettendo in mostra le sue qualità tecniche, la forza fisica e una personalità già matura per il contesto europeo. Paolo Zanetti lo ha subito inserito tra i punti fermi del nuovo corso gialloblù, facendo di Giovane un elemento imprescindibile del reparto offensivo.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il nome di Giovane è finito sul taccuino di diversi club italiani e stranieri. Il giovane brasiliano, arrivato a parametro zero dal Corinthians questa estate, ha attirato l’interesse di squadre come Inter, Napoli, Milan e Atalanta, tutte pronte a chiedere informazioni al suo procuratore, Beppe Riso, noto per la gestione di molti giovani talenti italiani. Questa attenzione conferma come il Calciomercato Verona possa vedere presto uno dei suoi gioielli protagonisti su palcoscenici più importanti.

L’endorsement di Chivu

Tra i club interessati, l’Inter sembra in vantaggio. Un ruolo decisivo lo ha giocato l’endorsement del tecnico Cristian Chivu, che al termine della partita ha elogiato il brasiliano per la prestazione: «Hai fatto una grande partita». Giovane, arrivato in Italia da pochi mesi e senza giocare regolarmente in Brasile da otto mesi, ha accolto le parole di Chivu con entusiasmo, sottolineando l’importanza del supporto del tecnico per il suo ambientamento in Serie A.

Il Verona in posizione di forza

Il contratto che lega Giovane all’Hellas Verona fino al giugno 2029 pone la società in una posizione di forza nel mercato. Controllata dal fondo statunitense Presidio Investors, la società non intende privarsi facilmente del suo talento, anche se davanti a un’offerta importante il direttore sportivo Sean Sogliano potrebbe valutare la cessione. Attualmente, il valore di mercato del giocatore è stimato intorno ai 5 milioni di euro, ma il Verona potrebbe fissare una base d’asta di almeno 10 milioni per monetizzare già a gennaio, garantendo così risorse preziose per rafforzare la squadra e sostenere il progetto tecnico.

Se il rendimento di Giovane continuerà su questi livelli, il suo futuro potrebbe tingersi di nerazzurro o di altre grandi piazze italiane, confermando quanto il Calciomercato Verona sia pronto a trasformarsi in protagonista grazie ai giovani talenti cresciuti al Bentegodi.

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Calciomercato Parma, tutti vogliono Pellegrino. Nel mezzo una big che prova a fare sul serio!

Calciomercato Parma, occhi puntati su Pellegrino: il Milan lo osserva da vicino

Il Calciomercato Parma entra nel vivo con un nome che sta attirando grande attenzione: Mateo Pellegrino. L’attaccante argentino, classe 2001, avrà un’occasione d’oro sabato sera nella sfida di Serie A contro il Milan. Per lui non sarà una partita come le altre: non segna dallo scorso 29 settembre e sogna di interrompere il digiuno proprio contro i rossoneri, in un match che può diventare decisivo anche per il suo futuro.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Pellegrino è motivatissimo a lasciare il segno al Tardini, non solo per una questione di orgoglio personale, ma anche per l’importanza che questa gara può avere sul mercato. Una prestazione convincente contro una big come il Milan, infatti, potrebbe cambiare le carte in tavola in ottica Calciomercato Parma, attirando nuove attenzioni e valutazioni sul talento argentino.

Pellegrino e il sogno rossonero

Da diverse settimane, infatti, il Milan sta seguendo da vicino Pellegrino. I rossoneri considerano l’attaccante del Parma un profilo interessante per il futuro: giovane, con ampi margini di crescita e già abituato alla Serie A. Segnare proprio contro il club che lo sta monitorando rappresenterebbe una spinta importante per le sue ambizioni.

Nel frattempo, anche i dirigenti sportivi Tare e Allegri, osservatori d’eccezione in vista della partita, terranno d’occhio la sua prestazione. La gara contro il Milan si trasforma così in un vero e proprio esame di maturità per il giocatore e in una vetrina fondamentale per il Calciomercato Parma, che potrebbe trarre vantaggio da un’eventuale esplosione del suo attaccante.

Calciomercato Parma, una sfida che può cambiare il futuro

La società emiliana, che ha puntato con decisione su Pellegrino, sa di avere tra le mani un talento da valorizzare. In questa fase, ogni gol o prestazione di rilievo può aumentare il suo valore e attirare nuove offerte, italiane e internazionali.

La partita contro il Milan arriva dunque nel momento giusto: il Calciomercato Parma è in fermento, e il club potrebbe trovarsi presto a dover decidere se trattenere o cedere uno dei suoi gioielli.

Sabato sera al Tardini, Pellegrino avrà la chance di cambiare la propria stagione — e forse anche il proprio destino. Un gol contro il Milan potrebbe non solo interrompere il suo digiuno, ma anche aprirgli nuove porte nel mondo del calcio che conta.

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Infortunio Thuram, buone notizie in casa Inter. Vicino il rientro dell’attaccante? Ecco l’indiscrezione

Infortunio Thuram, buone notizie per l’Inter: il francese è pronto a riprendersi l’attacco nerazzurro

L’infortunio di Thuram sembra finalmente alle spalle. Dopo oltre un mese di stop, Marcus Thuram è tornato in campo e ha riportato entusiasmo nell’ambiente nerazzurro. Il suo rientro, avvenuto nella sfida contro il Kairat Almaty, rappresenta un segnale estremamente positivo per Cristian Chivu e per tutta l’Inter, che ora può contare nuovamente su una delle sue pedine più importanti.

Entrato nella ripresa, Thuram ha subito dimostrato di aver voglia di lasciare il segno. Il francese ha cercato spesso il dialogo con i compagni d’attacco e ha ritrovato l’intesa con Lautaro Martínez, autore del gol decisivo. Anche se ancora lontano dalla miglior condizione, il numero 9 interista ha dato segnali incoraggianti: profondità, movimenti intelligenti e tanto spirito di sacrificio, elementi che lo avevano reso uno dei protagonisti assoluti prima dell’infortunio.

Infortunio Thuram, le ultime sulle sue condizioni

Secondo La Gazzetta dello Sport, l’infortunio muscolare al bicipite femorale, rimediato il 30 settembre contro lo Slavia Praga, è ormai completamente smaltito. Chivu ha preferito non forzare i tempi, gestendo il rientro del giocatore con la massima prudenza: solo trenta minuti nella gara europea, ma sufficienti per ritrovare ritmo e fiducia. Le risposte arrivate dal campo sono state tutte positive, tanto che lo staff medico nerazzurro ha dato l’ok per un impiego più consistente già dal prossimo impegno di campionato.

Inter, Thuram pronto per la Lazio

L’obiettivo è averlo titolare contro la Lazio, in una sfida che potrebbe segnare il vero ritorno della coppia “ThuLa”, formata da Thuram e Lautaro. Per Chivu, la presenza del francese è fondamentale: la sua fisicità, la capacità di attaccare la profondità e di dialogare nello stretto con il capitano argentino rappresentano l’essenza dell’attacco interista. Con lui in campo, l’Inter guadagna imprevedibilità e intensità nella fase offensiva.

Dopo settimane di lavoro personalizzato e allenamenti a ritmo crescente, Marcus Thuram è pronto a lasciarsi definitivamente alle spalle l’infortunio e a tornare protagonista. Il suo ritorno arriva in un momento cruciale della stagione, con l’Inter impegnata su più fronti e alla ricerca di continuità in Serie A e in Europa.

Se le sensazioni saranno confermate, l’infortunio Thuram diventerà presto solo un ricordo, e l’attaccante francese potrà riprendere il suo ruolo di leader tecnico e mentale dell’attacco nerazzurro.

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Isaksen, pronta la rinascita con la maglia della Lazio! Ora serve soltanto alzare il ritmo perché…

Lazio, Isaksen rinasce: il talento danese è la nuova arma di Sarri. Ecco la situazione attuale

La Lazio torna a sorridere grazie a Gustav Isaksen, il giovane talento danese che ha finalmente ritrovato fiducia e brillantezza. Dopo settimane di crescita costante, il gol realizzato contro il Cagliari ha rappresentato per lui una vera e propria liberazione, ma anche un segnale importante per tutta la squadra biancoceleste. La rete del numero 18 non è solo un gesto tecnico, ma il simbolo della rinascita di un giocatore in cui Maurizio Sarri ha sempre creduto profondamente.

La Lazio ritrova l’energia di Isaksen

Nelle ultime partite, Isaksen aveva già mostrato segnali di ripresa. Contro la Juventus, aveva sfiorato il gol con una prestazione di grande sacrificio, mentre a Pisa aveva dimostrato di essere in crescita sotto il profilo fisico e mentale, pur mancando di concretezza. Il gol al Cagliari ha finalmente spezzato il digiuno e ha restituito alla Lazio un attaccante capace di incidere con la sua velocità e imprevedibilità.

Sarri considera Isaksen una pedina chiave per il suo progetto tattico. Il danese interpreta perfettamente il ruolo di esterno offensivo nel 4-3-3 biancoceleste: sa puntare l’uomo, creare superiorità numerica e allungare le difese avversarie. Con il suo dinamismo e la sua freschezza atletica, rappresenta una delle risorse più importanti per dare nuova linfa al reparto offensivo della Lazio, che ha bisogno di ritrovare continuità in zona gol.

Lazio e Isaksen, una crescita parallela

La stagione di Isaksen non era iniziata nel migliore dei modi. Alcuni problemi fisici gli avevano impedito di svolgere una preparazione completa, costringendolo a rincorrere la condizione e a partire dietro nelle gerarchie. Al suo posto, Cancellieri aveva trovato spazio, ma l’infortunio dell’ex Verona ha permesso a Isaksen di tornare titolare. Da quel momento, il danese ha lavorato con costanza per riconquistare fiducia e minuti importanti.

Ora la Lazio può contare su un giocatore ritrovato, pronto a diventare protagonista nella seconda parte della stagione. L’obiettivo di Isaksen è quello di tornare ai livelli mostrati ai tempi di Baroni, quando stupì per continuità e freddezza sotto porta.

Il valore aggiunto per la Lazio

Per Sarri, il ritorno in forma di Isaksen è una notizia fondamentale: il tecnico può finalmente contare su un’arma in grado di cambiare ritmo e accendere le partite. Se il danese continuerà su questa strada, la Lazio potrà ritrovare non solo un giocatore decisivo, ma anche quella brillantezza offensiva che è sempre stata la chiave del gioco sarriano.

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Dovbyk e la Roma: ora serve una reazione da parte sua per riuscire a risollevare tutti! La situazione

Roma e Dovbyk: è il momento di accendere la luce, l’ucraino deve tornare al gol

La Roma è chiamata a una svolta importante, non solo in campionato ma anche in campo europeo. Tra le sfide principali che attendono la squadra giallorossa c’è quella di ritrovare la miglior versione di Artem Dovbyk, l’attaccante ucraino arrivato in estate con grandi aspettative ma ancora alla ricerca della scintilla giusta per imporsi con la maglia della Roma.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Dovbyk non segna in Europa da oltre un anno: l’ultima rete risale al 24 ottobre 2024, quando giocava ancora con il Girona. Un digiuno troppo lungo per un centravanti del suo calibro, che ora ha il compito di trascinare la Roma nelle prossime sfide decisive.

Dovbyk, un investimento da far rendere

La società giallorossa ha puntato forte su Dovbyk, convinta che la sua fisicità, il senso della posizione e la capacità di lavorare per la squadra potessero garantire equilibrio e pericolosità offensiva. Finora, però, i numeri non rispecchiano le attese. L’assenza di giocatori come Dybala e Pellegrini, unita alla poca brillantezza sotto porta, ha reso ancora più evidente la necessità di un centravanti capace di concretizzare le occasioni create.

Il match europeo contro i Rangers, in uno stadio caldo come Ibrox, rappresenta dunque un banco di prova fondamentale. Non solo per la classifica del girone, ma anche per l’autostima dello stesso Dovbyk, che ha bisogno di ritrovare il feeling con il gol per guidare la Roma in una fase delicata della stagione.

Roma-Dovbyk: un legame da rafforzare

Dovbyk è molto più di un semplice finalizzatore. La sua capacità di proteggere palla, giocare di sponda e favorire gli inserimenti dei compagni lo rende un attaccante moderno e completo, ma è il gol ciò che realmente può restituirgli fiducia. La Roma, che ambisce a tornare protagonista in Europa e a risalire la classifica di Serie A, ha bisogno che il suo centravanti si accenda definitivamente.

Il pubblico dell’Olimpico lo sostiene e lo aspetta. Dopo settimane di lavoro intenso con De Rossi, l’obiettivo è chiaro: Dovbyk deve ritrovare la via della rete e riportare la luce nell’attacco della Roma. Un suo ritorno al gol potrebbe rappresentare la scintilla giusta per rilanciare le ambizioni europee e dare nuovo slancio a tutta la squadra giallorossa.

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Christillin sulla Juve: «Rimesso tutto in ordine grazie a Spalletti, e sul futuro dei bianconeri…»

Evelina Christillin, tifosa della Juve, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione sulla squadra bianconera

Evelina Christillin, figura di spicco nel panorama sportivo e istituzionale italiano e internazionale, non ha mai nascosto la sua profonda passione per la Juventus. Torinese doc, la sua fede bianconera è un tratto distintivo che la lega indissolubilmente alla squadra della sua città. Oggi il Corriere della Sera ha raccolto le sue parole a proposito del nuovo corso intrapreso dal club.

SPALLETTI – «Se c’è una persona che può mettere ordine è proprio Luciano Spalletti».

ARIA NUOVA – «Ci sono ancora alti e bassi, lo abbiamo visto anche con lo Sporting Lisbona, ma Spalletti è una garanzia per età anagrafica e professionale, esperienza e risultati. Penso possa fare davvero bene».

HA FATTO BENE A PARLARE DI SCUDETTO – «Sì, ha detto esattamente ciò che noi tifosi speravamo di sentirci dire. Ha fatto bene a parlare di rientrare in corsa per il titolo, senza esagerare nelle aspettative. In questo periodo è così, non è più la Juve arrivata in finale di Champions a Berlino e Cardiff».

COSA NON HA FUNZIONATO FINORA – «Scinderei la proprietà dalla società. In questi anni, Exor ha assicurato un miliardo di euro, non le si può dire nulla. Dopo la fine dell’era Agnelli, sono stati chiamati due tecnici come Gianluca Ferrero alla presidenza e Maurizio Scanavino come amministratore delegato per aggiustare i conti. Non si poteva chiedere loro di essere anche dei tecnici di calcio giocato. Così è mancata una figura come era Beppe Marotta: i problemi della Juve sono iniziati dal primo giorno in cui non c’era più lui. Ora credo serva stabilità e una dirigenza che abbia un progetto chiaro e che lo segua».

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Chiambretti sul suo Torino: «Simeone grande trascinatore dei granata. Derby? Mi ricordo quello in cui…»

Chiambretti ha voluto rilasciare qualche dichiarazione nei confronti del Torino in vista di quello che sarà il derby

Piero Chiambretti, volto notissimo e iconico della televisione italiana, è da sempre un tifoso del Torino, un amore viscerale e incondizionato che non ha mai celato. La sua fede granata è un tratto distintivo che si mescola perfettamente con il suo spirito irriverente e la sua ironia tagliente.

Nelle sue apparizioni pubbliche e nelle sue trasmissioni, l’affetto per il Toro emerge con simpatia e passione, rendendolo un vero e proprio “ambasciatore” dello spirito granata nel mondo dello spettacolo. Il Corriere della Sera lo ha intervistato a due giorni dal derby.

IL TORO DI OGGI – «Simeone ha qualità e temperamento. Da tanti anni non vedevo un giocatore così da Toro. Spero che rimanga con noi a lungo, perché il Cholito può scrivere la storia granata. Maripasn, da buon cileno, ha grinta da vendere. E Zapata può darci qualcosa in più. Sarà molto complicata. Ma ripensando alle nostre vittorie con Roma e Napoli, oltre a quella sfiorata con la Lazio, credo che possiamo giocarcela».

IL SUO DERBY – «Il 4-0 dopo la morte di Meroni. Essere felici per la vittoria, ma con il cuore pieno di dolore, è un sentimento impossibile da rivivere. Schiacciare in quel modo la Juve, con la Farfalla granata che dal cielo suggeriva gli schemi, è stata una delle emozioni più grandi della mia vita. E non dimenticherò mai la famosa rimonta da 0-2 a 3-2 in pochissimi minuti».

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Di Livio sulla Juve: «Con Spalletti si è rivista serenità e voglia di fare bene. Io penso che i bianconeri…»

Di Livio, ex bandiera della Juve, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione sul momento de bianconeri in vista del derby

Angelo Di Livio, ex bandiera della Juventus, esprime la sua soddisfazione per la “nuova” Juventus di Spalletti, ammettendo che il sereno è tornato a Torino dopo un periodo “strano” e uno “scollamento generale” nella gestione precedente. Ecco la sua intervista a Tuttosport.

SERENITA’ – «Qui a Roma c’è un sole splendido, ma mi sembra che anche a Torino sia tornato il sereno».

CONTRO LO SPORTNG – «C’è stata una partenza un po’ così, si è notata. Poi però ho visto una buona Juve».

LA COSA MIGLIORE – «C’era carattere. Voglia di vincere. E per questo credo che siamo sulla buona strada. Anche se molti aspetti sono ancora da correggere…».

COSA STA DANDO SPALLETTI – «Convinzione. Mi sembra il termine migliore. Vedendo anche Koopmeiners in quella posizione, vedendo questo grande Vlahovic. Ma in generale la vedo in tutti, pare abbiano una motivazione differente».

L’ESONERO INCIDE – «Guardi, un allenatore esonerato è una sconfitta per un giocatore. Io la percepivo così e ti fa sentire molto in colpa. E allora sì, magari scatta questo».

TUDOR – «Innanzitutto, mi dispiace. Ho visto una squadra un po’ piatta. Eppure all’inizio c’erano buone cose. Poi è mancata la reazione, né ho rivisto la cattiveria di vincere o di pareggiare. Ora su Spalletti aspetterei a dare un giudizio positivo, però è indubbio l’aspetto caratteriale: c’è voglia di fare risultato. Del resto, Luciano lo conosciamo: è un martello, un perfezionista, vuole le cose fatte bene».

LA DIFESA A TRE – «Se cambierà, lo farà col tempo. A Cremona ho visto una gran bella Juve ed era schierata con il 3-5-2. Con il 3-4-3 non è partita bene e ha sofferto molto pure a centrocampo, quindi si sono risistemati. Più andrà avanti e meglio conoscerà i giocatori: lì capirà l’idea giusta per correggere qualche errore visto con lo Sporting. Ma la qualità per giocare a 4 dietro sì, ce l’ha».

KOOPMEINERS – «Beh, ha fatto più in due partite che in un anno e mezzo. Mi piace perché comunque è bravo in fase difensiva, sa fare proprio il braccetto. E poi, partendo da lontano, non ha marcatura: si inserisce, fa superiorità numerica. Una bella genialata, quella di Spalletti».

VLAHOVIC – «Iniziamo da qui: che non stesse rendendo al meglio, lo sapeva anche lui. Adesso lo vedo più reattivo, più partecipe. Poi Spalletti l’ha già valorizzato a modo suo… Il tecnico vuole la verticalizzazione diretta sull’attaccante, dunque è più coinvolto. Non solo: ora va forte in area, deve farlo. E deve continuare così, perché in questo modo riesce a fare la differenza per sé e per l’intera squadra. A volte mi dicono: “La punta deve essere messa in condizione di segnare”. Io sorrido. È anche la punta a doversi mettere in condizione. Muovendosi, e muovendosi bene. In tante partite Dusan non l’ha fatto».

UN CICLO CON SPALLETTI – «Parliamo di Spalletti, eh. Mica dell’ultimo arrivato. A Roma s’inventò Perrotta trequartista, Totti attaccante. Ha visioni particolare e gli piacciono i giocatori tecnici. Ora è alla Juve: deve essere consapevole che a Torino deve tornare a vincere, il club vuole assolutamente farlo».

LO SCUDETTO – «Credo che a Torino la parola “scudetto” non debba mai suscitare paura. E ho detto tutto. Non sarà una rosa da primo posto, ma nel cammino può acquisire quella mentalità, quella forza. Abbiamo visto cose particolari, negli anni. Ricorda il Leicester di Ranieri? Come si faceva a immaginare quel successo? Percorso, lavoro e fortuna: sono gli ingredienti. La Juve è lì, deve crederci».

Amoruso su Gasperini: «La Roma deve capire questa cosa dopo quella che è stata la gara di San Siro»

Lorenzo Amoruso ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista di quella che sarà la sfida tra Roma e Rangers

Lorenzo Amoruso, ex capitano dei Rangers e profondo conoscitore di Ibrox, analizza l’atmosfera dello stadio scozzese e la crisi della sua ex squadra, offrendo consigli alla Roma in vista dell’odierno impegno europeo.

L’ATMOSFERA DI IBROX – «Rispetto ai miei tempi è un po’ cambiata, visti i risultati disastrosi. Ma è come un fuoco che è lì, sotto la cenere. Basta poco per accendersi. La squadra si sta riprendendo, la Roma non dovrà permetterle di giocare e fare la partita, altrimenti il pubblico potrà dare una mano importante. Se invece la Roma detterà subito legge, allora sarà diverso. I tifosi dei Rangers vogliono vedere sudore e corsa, ma sono anche sportivi, sanno applaudire l’avversario».

LA CRISI DEI RANGERS – «La squadra è poca roba, con giocatori senza senso. Uno pensa alla Scozia come un calcio minore, ma i Rangers hanno una storia, sono un simbolo. Bisogna avere le palle per indossare quella maglia, non è facile. In quel campionato arrivare secondi è un fallimento, c’è bisogno di gente con personalità forte. Se quest’anno dovessero vincere gli Hearts sarebbe ottimo: per la novità e per svegliare qualcuno…».

L’APPROCCIO DELLA ROMA – «Certo, i giallorossi devono replicare la gara di Milano, dove hanno fatto subito la partita e la prestazione è stata importante. Vietato invece ripetere gli errori con il Viktoria, lì sono stati lasciati troppi spazi. Il gioco di Gasp non lo apprendi in 2-3 mesi, ci vuole un po’».

I GIALLOROSSI DI GASP – «Forse Claudio Ranieri aveva già inculcato un metodo di lavoro importante, tutti i giocatori si sono messi a disposizione, anche in discussione. Gasperini lavora tanto: io sono stato suo compagno alla Vis Pesaro, dove lui era anche capitano. Era già allenatore in campo, ci chiedeva tanto da compagno figurati da allenatore. Non mi piace invece il mercato che è stato fatto, non penso sia funzionale a ciò che voleva il tecnico».

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Amelia sul Genoa: «De Rossi? Piazza importante e particolare, ma sono sicuro che in Liguria lui…»

Marco Amelia ha voluto rilasciare qualche dichiarazione tra passato e presente soprattutto in casa Genoa

Marco Amelia, ex terzo portiere dell’Italia Campione del Mondo 2006 e compagno di Daniele De Rossi fin dai tempi della Primavera giallorossa, offre a La Gazzetta dello Sport un’analisi profonda sul nuovo allenatore del Genoa, svelando aneddoti e aspettative.

DE ROSSI E IL FERRARIS – «Beh, una piazza calda e al tempo stesso bellissima. Un posto dove noi ex calciatori di un certo livello ci esaltiamo spesso. Di sicuro può essere un’ottima scelta dettata dall’entusiasmo. È questo che porterà Daniele».

PERCHÉ PUÒ ESSERE L’UOMO GIUSTO – «Perché ha voglia di rivalsa e tanto entusiasmo. Ripeto: sarà una scelta azzeccata».

SU COSA DOVRÀ LAVORARE – «Al momento sulla serenità da dare ai giocatori. Sull’affrontare le partite nel miglior modo possibile per poter avere la meglio sugli avversari».

IDEE E CARATTERE – «Daniele è sempre stato un tipo sanguigno. Uno che ti dà la carica. Può trasmettere quell’atteggiamento di puro agonismo che serve al calciatore di oggi. E poi spero che possa trasmettere idee. Il Genoa ha bisogno di risultati fin da subito».

QUANDO HA PENSATO CHE AVREBBE FATTO L’ALLENATORE – «Forse verso la fine della carriera. Ce l’ha nel Dna. Non dimentichiamoci, e ci tengo a sottolinearlo, che suo padre è stato un bravissimo tecnico del settore giovanile della Roma».

COSA LO CONTRADDISTINGUE – «La sua grande personalità, e la sa trasmettere. L’unica cosa che mi sento di dire in questo momento è che questo modo di fare è più facile che venga capito da giocatori forti. E io credo che il Genoa abbia giocatori forti. Gli faccio un grande in bocca al lupo: spero faccia bene».

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Juve, dalla Next Gen alla prima squadra: ora i bianconeri provano a blindare i giovani per un futuro vincente

Juve, un percorso all’insegna dei prodotti del vivaio bianconero per un futuro sempre più vincente

La Juventus guarda al futuro e, ispirata dai percorsi di Yildiz, Huijsen, Miretti e Soulè, è pronta a blindare i suoi giovani talenti della formazione Under 20. L’obiettivo è non farsi cogliere impreparata e assicurarsi i gioielli che stanno emergendo nel vivaio bianconero. Ecco quanto scrive oggi Tuttosport.

Leo Bamballi prolunga fino al 2029

Il primo ad aver chiuso il rinnovo del contratto è stato il terzino destro Leo Bamballi. Il talento scuola Lione ha allungato il legame con la società bianconera fino al 2029. Un prolungamento che era già in agenda da qualche settimana e attendeva solo il compimento della maggiore età del laterale destro, avvenuto a fine ottobre. Per Bamballi, il percorso è già delineato: l’anno prossimo salirà in Under 23 e inizierà a giocare tra i professionisti.

Nicolò Millia, il sogno della Serie A sulle orme di Miretti

La Next Gen attende a braccia aperte anche il centrocampista Nicolò Millia. Il classe 2007, che ha appena debuttato in Coppa Italia Lega Pro, spera di ripercorrere la strada di Fabio Miretti. Cresciuto nelle giovanili bianconere, il talento di Carmagnola sogna di arrivare in Serie A con la maglia della sua squadra del cuore. Un passo alla volta: prima la Next Gen e poi, magari, un anno in prestito di apprendistato in Serie B, come accaduto a Fagioli qualche stagione fa. Per lui, alla Continassa hanno iniziato a programmare il rinnovo fino al 2029.

Adam Boufandar, la Juve resiste alle sirene estere

Infine, attenzione anche al compagno di reparto italo-marocchino Adam Boufandar. Il mediano, nato e cresciuto a Savigliano, è in scadenza il prossimo 30 giugno. La Juventus intende rinnovargli il contratto per evitare di perderlo a parametro zero. Alcune squadre francesi e tedesche hanno già sondato il terreno, ma i bianconeri vogliono tenerselo stretto. I lavori per il suo rinnovo sono in corso.

La Juventus, dunque, sta lavorando attivamente per coltivare e trattenere i suoi giovani prospetti, con l’obiettivo di alimentare la prima squadra con talenti cresciuti in casa e costruire il futuro del club.

Calciomercato Milan, Allegri sorride in vista di gennaio! Ecco chi potrebbe vestire la casacca rossonera

Calciomercato Milan: Mateo Pellegrino nuovo obiettivo per l’attacco rossonero

Il Calciomercato Milan continua a muoversi con grande attenzione verso i talenti emergenti del panorama internazionale. Tra i nomi finiti sul taccuino della dirigenza rossonera spicca quello di Mateo Pellegrino, giovane attaccante argentino attualmente in forza al Parma. Sabato sera, Massimiliano Allegri sarà impegnato a trovare un modo per arginarlo in campionato, ma in futuro potrebbe addirittura ritrovarselo come giocatore a disposizione, segno di quanto il profilo del centravanti piaccia al tecnico e alla società.

Pellegrino, talento argentino nel mirino del Calciomercato Milan

Classe 2001, Mateo Pellegrino è figlio d’arte: suo padre Mauricio, ex difensore di Barcellona e Valencia, oggi collabora con Rafa Benitez. Cresciuto calcisticamente in Argentina, il giovane centravanti ha esordito tra i professionisti nel 2021 con il Vélez Sarsfield, proprio sotto la guida del padre. Dopo quella prima esperienza, ha vestito le maglie di Estudiantes e Platense, totalizzando 15 gol e 9 assist in 53 presenze complessive.

Il suo approdo in Italia è avvenuto nel gennaio 2025, quando il Parma ha deciso di puntare su di lui investendo circa 2 milioni di euro più un 50% sulla futura rivendita. Nonostante la giovane età e la poca esperienza in Serie A, Pellegrino ha già impressionato con 8 gol in 25 partite, mostrando potenza fisica, determinazione e senso del gol da vero numero 9.

Le strategie del Calciomercato Milan: Pellegrino prima scelta per l’attacco

Nel piano del Calciomercato Milan, Pellegrino rappresenta una “soluzione per il futuro”, un investimento mirato su un giocatore in grado di crescere accanto a profili più esperti. Rispetto ad altri obiettivi seguiti dal club – come Dovbyk, Burkardt o Panichelli – l’argentino del Parma sembra essere la prima scelta per la combinazione tra talento, prospettiva e conoscenza del calcio italiano.

Dal punto di vista economico, il suo cartellino sarebbe considerato accessibile, fattore che gioca a favore dei rossoneri. Tuttavia, la trattativa potrebbe non essere semplice: il Parma, impegnato nella corsa salvezza, non vorrebbe privarsi di uno dei suoi migliori elementi. Una sua eventuale cessione viene definita “complicata ma non impossibile”, soprattutto se il Milan decidesse di anticipare la concorrenza e formulare un’offerta convincente già a gennaio.

Con l’arrivo dell’inverno, dunque, il Calciomercato Milan si scalda: Pellegrino è più di un’idea, è un obiettivo concreto per costruire l’attacco del futuro rossonero.

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Torino, Adams ci crede: «Sosteniamo Baroni, con Simeone ci completiamo. Il derby con la Juve? Ecco cosa mi aspetto»

Ché Adams non usa giri di parole, dal rapporto con Marco Baroni e Giovanni Simeone, alla città di Torino. E per il derby con la Juventus…

Sono passati più di dieci anni dall’ultima vittoria del Torino nel derby contro la Juventus. Allora ad annientare le squadra bianconera ci pensarono Fabio Quagliarella e Matteo Darmian, oggi le speranze dei tifosi granata sono tutte rivolte verso la neo coppia dell’attacco di Marco Baroni: Ché Adams e Giovanni Simeone. Lo sa bene lo scozzese, che – in previsione della stracittadina in programma sabato tra le mura dell’Allianz Stadium – ha suonato la carica in un’intervista rilasciata sulle colonne de La Stampa. «Non battiamo la Juve da troppo tempo», il suo atto di fede. Così proverà a passare dalle parole ai fatti (o meglio, ai gol). Ecco alcuni estratti salienti del suo intervento: 

LA COPPIA ADAMS – SIMEONE – «Con Giovanni mi trovo benissimo, ci completiamo. Conosciamo i nostri punti di forza e lavoriamo per migliorare l’intesa».

IL RAPPORTO CON BARONI – «Abbiamo ottenuto ottimi risultati, tutta la squadra lo sostiene: crediamo in lui e in quello che facciamo. I risultati iniziali non sono stati confortanti, ma adesso la strada è giusta, perseguiamo insieme gli stessi obiettivi. Una cosa che mi piace del coach, la facilità di dialogo: se hai un problema, puoi parlargli tranquillamente»

LA STAGIONE COL TORINO – «Finora, la nostra, è una buona stagione e speriamo di continuare così. Conosciamo bene le qualità bianconere, ma abbiamo fiducia in noi stessi e sappiamo cosa fare».

IL TABU NEL DERBY – «Abbiamo una grande opportunità per restituire qualcosa ai tifosi. Non vediamo l’ora di scendere in campo, di affrontare con cuore e coraggio una partita sentitissima».

LO SPIRITO GUERRIERO DI ADAMS IN CAMPO – «Mi piace dare sempre tutto, giocare ogni partita come se fosse l’ultima. È un po’ un marchio scozzese, sabato mi aiuterà sicuramente».

COME SI TROVA ADAMS A TORINO – «Una città fantastica, con la mia famiglia stiamo benissimo: c’è tanto da fare e da vedere, la gente è accogliente».

Marotta sull’Inter: «Percorso perfetto con Chivu in Champions. San Siro? Vi svelo questa cosa»

Marotta: “Una giornata storica per Milano e per lo sport italiano”. Le parole del presidente dell’Inter

L’amministratore delegato e presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha parlato ai microfoni dei giornalisti presenti in zona mista a San Siro dopo il match contro il Kairat Almaty. Marotta ha affrontato diversi temi di grande attualità: dalla vendita dello stadio condiviso tra Inter e Milan, all’inchiesta aperta dalla Procura, fino ai risultati ottenuti finora in Champions League.


Marotta e il nuovo stadio: “Un passo decisivo per il futuro”

“È una giornata storica per la città di Milano, per l’Italia e per lo sport – ha dichiarato Marotta –. La firma del rogito rappresenta un punto di svolta fondamentale: ci permette di procedere con la costruzione di un nuovo impianto moderno, all’altezza degli standard di sicurezza e ospitalità richiesti oggi. Con tutto il rispetto per San Siro e per le emozioni che ha regalato, era giunto il momento di guardare avanti. Il futuro non sarà privo di ostacoli, ma la determinazione della nostra proprietà e del Milan, insieme al supporto del sindaco Sala, è stata decisiva per raggiungere questo traguardo”.


Marotta sulla Procura: “Totale trasparenza, nessuna preoccupazione”

Interpellato sull’indagine avviata dalla Procura riguardo alla vendita dell’impianto, Marotta ha mostrato grande serenità: “Condivido pienamente il lavoro degli inquirenti perché conosco i fatti. Tutto è avvenuto nella massima trasparenza e nel pieno rispetto delle leggi. Non abbiamo nulla da temere, se non da rispondere alle fasi investigative con la massima collaborazione”.


Marotta e i tempi del progetto: “Aggiorneremo passo dopo passo”

Alla domanda sulle prossime tappe per il nuovo stadio, Beppe Marotta ha risposto con cautela ma con fiducia: “Comunicheremo di volta in volta i progressi di questo lungo percorso. È un progetto ambizioso, e intendiamo gestirlo con la massima attenzione”.


Marotta elogia Chivu e la squadra: “In Champions percorso perfetto”

Infine, Marotta ha voluto elogiare il lavoro di Cristian Chivu e dei suoi ragazzi per l’ottimo avvio in Champions League: “Abbiamo disputato quattro partite, ottenendo quattro vittorie e subendo un solo gol. È un segnale molto positivo per il prosieguo della stagione. Il merito va all’allenatore, che ha saputo lavorare con grande professionalità nonostante lo scetticismo iniziale. Noi sapevamo di avere a che fare con un tecnico preparato e con un gruppo di giocatori straordinario. Chivu ha saputo creare una squadra vincente”.


Marotta, ancora una volta, si conferma il punto di riferimento dell’Inter non solo sul piano gestionale, ma anche per la visione strategica e la solidità delle sue scelte, guidando il club verso un futuro sempre più ambizioso.

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Le prime pagine sportive nazionali – 6 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Inter Kairat, le dichiarazioni di Chivu: «Mi prendo i 3 punti e anche la responsabilità di non essere riuscito a trasmettere qualcosina in più»

Inter Kairat, le parole nel post gara di Chivu: «ll primo responsabile sono io, mi prendo tutte le colpe»

Nel postpartita di Inter–Kairat Almaty, Cristian Chivu ha analizzato la vittoria per 2-1 maturata nel 4° turno della League Phase di Champions League. L’ex difensore nerazzurro ha espresso le sue considerazioni ai microfoni di Prime Video.

ANALISI – «Il primo responsabile sono io, mi prendo tutte le colpe per non essere riuscito a motivare e trasmettere l’importanza di questa partita, qualcuno magari l’ha anche sottovalutata anche se non credo più di tanto. Anche io ho sperimentato le difficoltà nel giocare ogni 3 giorni, calarsi nella realtà di una partita importante dove l’avversario, solo sulla carta, sembra inferiore. Mi prendo i 3 punti e anche la responsabilità di non essere riuscito a trasmettere qualcosina in più. Per me è una lezione, lo è per tutti. Dovrei far meglio da allenatore, per trasmettere la voglia di essere determinanti e dominanti, avendo l’atteggiamento giusto».

OPERAZIONE SORRISO DI LAUTARO – «Un giocatore credo che non si permetterà mai di chiedermi di giocare, sono stato io ad avere questa idea e a fargli fare 45 minuti. So quanto è importante fare uscire un attaccante quando ha cattivi pensieri. Poi lui da capitano e trascinatore… Lui ha fatto gol e siamo tutti contenti, ma io sono più contento della scivolata fatta per andare a chiudere in angolo, questo è lo spirito che tutti noi dobbiamo avere. Il calcio è anche felicità, è un gioco. Non bisogna caricarsi più di tanto. Lui come tanti altri sono importanti, bisogna giocare col sorriso. Hanno solo l’obbligo di dare il massimo di quanto possono dare quel giorno»

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Atalanta, parla Juric: «Lookman? Sono cose che capitano, a caldo si esagera un po’ ma quello che conta è l’Atalanta»

Atalanta, parla il tecnico nerazzurri Ivan Juric nel post partita: « Lazar ha fatto un grande gol, siamo molto felici»

Ivan Juric ha analizzato a Sky nel post gara con soddisfazione la vittoria dell’Atalanta sul Marsiglia, maturata grazie al gol decisivo di Lazar Samardzic. Con questo successo i nerazzurri salgono a quota 7 punti nella League Phase di Champions League, mentre la squadra di Roberto De Zerbi rimane ferma a 3 e dovrà affrontare il Newcastle nel prossimo turno.

PAROLE – «Lookman? Sono cose che accadono ogni domenica, come De Bruyne con Conte. I calciatori non accettano il cambio ma sono cose che si risolvono poi nello spogliatoio. Sono cose che capitano, a caldo si esagera un po’ ma quello che conta è l’Atalanta. Per il bene della squadra bisogna comportarsi bene»

«Abbiamo fatto una bella partita. Siamo stati sfortunati per l’episodio del rigore e del gol annullato. Lazar ha fatto un grande gol, siamo molto felici. Non è mancato nulla nelle ultime gare. La squadra ha sempre fatto grandi prestazioni.»

KRSTOVIC – «Devo fare grandissimi complimenti a Krstovic per il lavoro che ha fatto. Siamo contenti perché una vittoria così ci voleva. Adesso dobbiamo ripartire in campionato che siamo un po’ in ritardo».

LEGGI ANCHE – Juric Lookman, battibecco al momento della sostituzione dell’attaccante nigeriano! Ecco cosa è successo – VIDEO

Marsiglia Atalanta, le tre cose che non hai notato del match di Champions League

Ecco le tre curiosità sulla sfida delle ore 21:00, Marsiglia Atalanta: partita valida per la 4° giornata di Champions League 2025-2026

Marsiglia-Atalanta è stata una partita piena di cose visto l’atteggiamento altamente propositivo delle due squadre. Ne è uscita fuori una sfida avvincente, risolta da un gioiello di Samardzic sul quale nulla ha potuto il portiere Rulli, che al contrario era stato bravissimo nel primo tempo a neutralizzare il tiro dagli 11 metri di De Ketelaere. Insieme a tanti macroepisodi che hanno fatto la storia del match, ecco alcuni episodi meno eclatanti che suggeriscono però qualche chiave interpretativa.

  1. L’autorevolezza. Si capisce spesso come l’Atalanta sia una squadra assolutamente a suo agio nel contesto europeo. Non c’è più Gasperini, ci sono molti che hanno però alzato il trofeo dell’Europa League e sanno come si vivono certe notti, per di più in stadi che hanno già frequentato. Un solo dato basta ad evidenziarlo: l’approccio. Allo scoccare del primo quarto d’ora di gara, la Dea vanta un 66% di possesso palla, gioca da squadra dominante, esibisce un baricentro costantemente alto, ha fluidità nella distribuzione e quando va in verticale mostra una grande sicurezza, allargando e stringendo il campo a seconda delle esigenze. Il premio arriverà nelle battute conclusive, ma contando rigore fallito e gol di Lookman annullato sarebbe stato del tutto logico che il vantaggio venisse determinato prima.
  2. La ricerca della solitudine. Sbagliare un rigore non deve essere mai una bella situazione da vivere. De Ketelaere convive con questo peso ed è quasi divertente osservarne le reazioni, lui che è incline a non mostrare emozioni generalmente. Sul finire del primo tempo lo si vede partire da solo, si va a imbucare nella fascia, confidando poi di difendere palla con l’uomo addosso e far salire la squadra. Operazione che stavolta non riesce, ma si capisce che ha voglia di farsi perdonare e, in fondo, nella bellissima azione che originerà l’inutile rete di Lookman sarà lui a innescare il treno Bellanova con sincronismo perfetto, sia dell’ispiratore che del rifinitore-crossatore.
  3. Due minuti prima. A 120 secondi dalla perla di Samardzic c’è un batti e ribatti continuo della due squadre che sembrano mentalmente esauste, prevalgono gli errori tecnici, la vista è appannata. Non quella della carta che Juric ha messo proprio per ritrovare la lucidità di sguardo ed è così che un pari altamente probabile diventa una bellissima vittoria.

Pagelle Marsiglia Atalanta, ecco i TOP e FLOP della sfida di Champions League: ecco le valutazioni

Pagelle Marsiglia Atalanta, ecco i TOP e FLOP della squadra di Juric e De Zerbi. Le valutazioni del match del Velodrome

La sfida della quarta giornata di League Phase della massima competizione europea, tra Marsiglia e Atalanta termina 0-1. Vittoria di misura dei nerazzurri, ecco i voti della sfida:


Marsiglia-Atalanta è stata una partita con momenti di assoluta effervescenza. Si sono viste due squadre combattere fino all’ultimo secondo e proprio nel finale è arrivata la giocata risolutiva che ha regalato i 3 punti a Juric e consente alla Dea di occupare la sedicesima posizione in classifica

TOP

  • Samardzic Entra e risolve la partita con un gol da giocatore vero, confermato dal VAR nonostante un brivido per un tocco di mani di Ederson nell’area opposta. Se fosse sempre così, parleremmo di un top player dalla classe cristallina. Un cambio decisivo di Juric che premia la sua scelta.
  • Carnesecchi Una paratona incredibile su Greenwood nei secondi finali che vale un gol e la vittoria. Sicuro e reattivo, una garanzia tra i pali della Dea.
  • Bellanova Spinge molto sulla destra per tutta la partita, creando pericoli e dimostrando grande dinamismo. Anche se sbaglia un colpo di testa favorevole a inizio ripresa, è una costante minaccia. É lui a servire a Lookman il pallone dell’illusorio vantaggio, vanificato dalla posizione di fuorigioco in partenza da parte di Krstovic.

FLOP

  • De Ketelaere Sbaglia un rigore tirato sulla sinistra di Rulli come non si dovrebbe mai fare, a mezza altezza, anche se piuttosto forte. Un errore pesante che avrebbe potuto cambiare la partita nel primo tempo e, soprattutto, condizionare negativamente il morale della squadra, cosa non successa
  • Krstovic Ha sulla coscienza un rigore in movimento messo incredibilmente alto. Un’altra occasione d’oro sprecata che evidenzia una serata storta sotto porta.
  • Hojbierg Riceve un grande assist da Greenwood, ma solo al limite dell’area spara incredibilmente alto per troppa precipitazione. Un errore clamoroso che grida vendetta per il Marsiglia.
  • Paixao Mai entrato realmente in partita, si muove ma senza troppo costrutto. Non a caso De Zerbi, dopo averlo richiamato più volte, decide di sostituirlo.

Moviola Marsiglia Atalanta, l’episodio chiave del match di Champions League

Moviola Marsiglia Atalanta, l’episodio arbitrale chiave del match valido per quarta giornata della Champions League 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Marsiglia Atalanta, valido per la 4ª giornata di Champions League 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro José Maria Sanchez.


PRIMO TEMPO

Rigore per l’Atalanta al 13′: Lookman recupera palla, filtrante per Krstovic che sposta palla opportunamente, Rulli non può che franargli addosso. Laser su De Ketelaere al momento dell’esecuzione che l’ex portiere dell’Ajax va a neutralizzare con un gran tuffo sulla sua sinistra. Al 20′ Zappacosta avrebbe ragione su un corner, l’arbitro non vede la deviazione di Murilo. Ammonizione per Ederson che va in scivolata su un’impetuosa avanzata di Paixao, Sanchez concede il vantaggio giustamente e poi al termine dell’azione va a sanzionare l’atalantino. Proteste del pubblico per un intervento a gamba tesa di Zappacosta, nessun cartellino per Sanchez. Anche Ederson è polemico, mostra il pallone al direttore di gara per un tackle su Hojbjerg giudicato falloso. Si va al riposo con i padroni di casa che hanno commesso 6 falli, l’Atalanta 2 in più.

SECONDO TEMPO

A inizio ripresa ammonito Kossounou per pestone a Paixao, forse involontario ma assolutamente evidente, poco dopo Juric decide di richiamarlo in panchina per evitare rischi. Molto pronto Sanchez a interrompere il gioco per una pallonata in faccia subita da Pavard. Hien trattiene Greenwood, l’arbitro lo grazia dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo. Al 62′ Ahanor tiene il braccio attaccato al corpo su un pallone arrivatogli addosso. Inevitabile cartellino per O’Riley che trattiene la maglia con insistenza De Ketelaere per evitare una situazione in cui il Marsiglia era stato tagliato fuori da un rinvio di Carnesecchi. Check Var sul gol di Lookman piuttosto prolungato, rete annullata per fuorigioco di Krstovic nello sviluppo dell’azione. A un minuto dal termine Samardzic avanza, rientra sul sinistro e fa un grandissimo tiro a giro che determina lo 0-1; in precedenza, però, in area di rigore Ederson stoppa male il pallone che gli va contro il braccio: tante proteste, comprese quelle di De Zerbi che subisce un giallo, ma la rete viene convalidata. Gara dura, con 30 falli, prevalenza dell’Atalanta (17 a 13).

Diretta gol Champions League: terminano qui le sfide! Vittoria per Inter e Atalanta!

Diretta gol Champions League LIVE: sintesi, cronaca e tabellino live tutti i match della quarta giornata! In campo alle 21

Segui LIVE la diretta gol di Champions League con Calcionews24. In campo la quarta giornta di League Phase della massima competizione europea. In campo le italiane nelle sfide Inter Kairat e Marsiglia Atalanta.


SEGUI IL LIVE DI MARSIGLIA ATALANTA QUI

LIVE MATCH

90′ GOL ATALANTA – Samardzic arriva sul pallone e tira una fucilata dalla distanza. Scelta condivisibile visto che il tiro termina in rete proprio sulla sinistra. Geronimo Rulli non ci crede

87′ OCCASIONE MARSIGLIA – Aubameyang spara il pallone dal limite dell’area ma il tiro sfiora la traversa. Per poco non finiva sul tabellino dei marcatori. Il pallone esce dal rettangolo di gioco, sarà rimessa dal fondo per Atalanta.

71′ RETE ANNULLATA! – Il gol del Atalanta viene ANNULLATO su segnalazione del var, segnalato un fuorigioco.

69′ GOL ATALANTA – Lookman segna dopo un assist di Raoul Bellanova che gli permette di segnare a porta vuota.

FINE PRIMO TEMPO

35′ OCCASIONE ATALANTA – Krstovic non riesce a ribadire in rete all’altezza del dischetto. Il pallone esce appena alto sopra la traversa!

14′ RIGORE SBAGLIATO DEA – Rulli si tuffa cercando di anticipare il rigore di De Ketelaere che ha provato a metterla sulla destra. Mossa vincente dell’estremo difensore che annulla il rigore.

FORMAZIONI UFFICIALI

MARSIGLIA (4-3-2-1): Rulli; Murillo, Aguerd, Egan-Riley, Pavard; Garcia, Højbjerg, O’Riley; Greenwood, Paixao; Aubameyang. All. De Zerbi 

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossounou, Djimsiti, Ahanor; Bellanova, De Roon, Ederson, Zappacosta; De Ketelaere, Lookman; Krstovic. All. Juric 


SEGUI IL LIVE DI INTER KAIRAT QUI

FORMAZIONI UFFICIALI

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, De Vrij, Carlos Augusto; Dumfries, Frattesi, Barella, Zielinski, Dimarco; P. Esposito, Lautaro.

KAIRAT (4-2-3-1): Anarbekov; Mrynskiy, Shirobokov, Sorokin, Luis Mata; Arad, Kassabulat; Gromyko, Jorginho, Satpayev; Edmilson. All. Urazbakhtin 


Club Brugge – Barcellona LIVE 3-3

Benfica – Bayer Leverkusen LIVE 0-1

Ajax – Galatasaray LIVE 0-3

Newcastle United – Athletic Bilbao LIVE 2-0

Manchester City – Borussia Dortmund LIVE 4-1

Juric Lookman, battibecco al momento della sostituzione dell’attaccante nigeriano! Ecco cosa è successo – VIDEO

Juric Lookman protagonisti di un acceso confronto al momento della sostituzione dell’attaccante nigeriano. Ecco i dettagli dell’episodio

Al minuto 69 l’Atalanta aveva trovato la rete grazie a una manovra corale ben orchestrata, conclusa con precisione da Ademola Lookman. L’azione sembrava destinata a sbloccare la partita e a premiare la qualità del gioco della squadra bergamasca.

Tuttavia, l’episodio è stato subito messo in discussione: la sponda decisiva di Krstovic era arrivata da una posizione irregolare. Dopo l’intervento del VAR, l’arbitro ha annullato il gol, lasciando l’Atalanta con l’amaro in bocca e riportando il punteggio in equilibrio.

Poco dopo, il tecnico Ivan Juric ha optato per un cambio tattico, sostituendo proprio Lookman con Musah. La decisione non è stata accolta positivamente dall’attaccante nigeriano, che ha manifestato il suo disappunto con un breve confronto acceso con l’allenatore a bordo campo.

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Atalanta, la maledizione del dischetto continua! L’errore di De Ketelaere è solo l’ultimo di una lunga serie: i precedenti

Atalanta, il tabù dei rigori non si spezza: De Ketelaere aggiunge un nuovo capitolo alla serie di errori. I dettagli

Il rigore fallito da De Ketelaere al “Vélodrome” non rappresenta un episodio isolato, ma l’ennesima conferma di un problema ormai strutturale per l’Atalanta. Dall’inizio della scorsa stagione i nerazzurri hanno sbagliato cinque dei dodici rigori calciati in tutte le competizioni, un dato che li pone in cima alla classifica degli errori dal dischetto in Serie A, al pari del Milan. La difficoltà si accentua in Champions League, dove la Dea ha fallito quattro dei dieci rigori complessivi nella sua storia, segno di una fragilità che si ripresenta soprattutto nei momenti più delicati.

L’errore di De Ketelaere contro il Marsiglia arriva a nove mesi di distanza da quello di Lookman contro il Club Brugge, a testimonianza di una continuità negativa che non risparmia neppure il palcoscenico internazionale. La mancanza di un rigorista affidabile diventa così un nodo cruciale per Juric, che si trova a guidare una squadra capace di creare molto gioco ma spesso incapace di concretizzare. In un contesto in cui l’Atalanta deve ritrovare fiducia e incisività sotto porta, anche i calci di rigore finiscono per riflettere le stesse incertezze che frenano la squadra.

Non mancano, comunque, episodi positivi: De Ketelaere aveva segnato dal dischetto contro il Real Madrid, mentre altri compagni hanno fallito occasioni pesanti. Retegui, ad esempio, si è visto respingere un rigore da Raya contro l’Arsenal, mentre Lookman ha calciato centralmente contro Mignolet nella sfida con il Bruges. Questi episodi, sommati, delineano un quadro chiaro: l’Atalanta possiede qualità e volume di gioco, ma paga a caro prezzo la mancanza di precisione nei momenti decisivi.

Milan Roma, la decisione dell’AIA su Guida ha dell’incredibile! Dopo l’episodio del calcetto a Saelemaekers succederà questo

Milan Roma, clamorosa decisione dell’AIA su Guida: dopo il calcetto a Saelemaekers ecco cosa accadrà. Le ultime

Nonostante le polemiche nate dal discusso episodio durante Milan-Roma, l’AIA (Associazione Italiana Arbitri) ha deciso di non adottare provvedimenti disciplinari nei confronti dell’arbitro Guida.

Il direttore di gara era stato protagonista di un acceso confronto con Alexis Saelemaekers, culminato in un contatto fisico: un «calcetto» rivolto all’esterno rossonero. Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, l’AIA ha interpretato il gesto come una reazione istintiva, frutto della tensione del momento, e non tale da giustificare sospensioni o squalifiche.

La scelta chiude formalmente il caso, ma alimenta il dibattito sulla necessità di maggiore autocontrollo da parte degli arbitri, soprattutto in partite ad alta intensità emotiva. Se da un lato è fondamentale che il direttore di gara mantenga la calma, dall’altro il comportamento dei giocatori può mettere a dura prova la sua pazienza.

Guida resta dunque pienamente disponibile per le prossime designazioni, sebbene l’episodio abbia lasciato traccia tra tifosi e addetti ai lavori.

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Trent Alexander-Arnold torna ad Anfield ma con la maglia del Real Madrid: la reazione dei tifosi Liverpool ha lasciato tutti sorpresi

Trent Alexander-Arnold fa ritorno ad Anfield da avversario, vestendo i colori del Real Madrid: l’accoglienza dei tifosi del Liverpool

Il ritorno di Trent Alexander-Arnold ad Anfield, questa volta con la maglia del Real Madrid, è stato contrassegnato da fischi, dalla sconfitta e da un clima di tensione con una parte della tifoseria del Liverpool. Il terzino inglese è stato bersaglio di proteste nella sua vecchia casa, ha persino visto un murale con la sua immagine essere imbrattato, ed è entrato in campo solo nei minuti finali della vittoria per 1-0 dei Reds, con gol di Alexis Mac Allister in Champions League.


Bellingham difende il compagno
Nonostante l’ambiente ostile, Jude Bellingham è sceso in difesa del suo compagno di squadra, sottolineando il rispetto che i tifosi ancora nutrono per Alexander-Arnold, anche in mezzo alla rivalità momentanea. «Ho sentito i fischi. È una di quelle cose del calcio. I tifosi lo fanno per cercare di dare un vantaggio alla loro squadra, per deconcentrare l’avversario. Ma non credo che questo rifletta ciò che sentono per lui. Sono sicuro che apprezzano tutto ciò che ha fatto per il club», ha dichiarato Bellingham ad Amazon Prime. Il centrocampista inglese, diventato il giocatore più giovane della storia (22 anni) a raggiungere le 50 presenze in Champions League, ha garantito che Alexander-Arnold continua ad avere affetto per il Liverpool. «Lui ama il club, lo so dalle conversazioni che abbiamo avuto. Quando ha conquistato la Premier League e persino nel suo addio, i tifosi lo hanno trattato bene. Credo che oggi stessero solo facendo il ruolo di tifosi».


L’analisi della partita e la classifica del girone
Nell’analisi della partita, Bellingham ha riconosciuto la superiorità dei rivali nella seconda metà. «Il risultato riflette la partita. Loro sono stati migliori nel secondo tempo, hanno creato più occasioni su palla inattiva e noi non abbiamo difeso bene. Nel primo tempo siamo andati bene, abbiamo avuto buone opportunità, ma poi abbiamo perso il controllo e forzato troppo le giocate». Con questo risultato, il Liverpool ha raggiunto nove punti in quattro partite e ha conquistato il 6° posto nel gruppo di Champions, a pari punti con il Real Madrid, che occupa il 5° posto.

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