Pagina 556 – Calcio News 24

Donadoni Spezia, l’accordo è stato trovato: manca solo l’annuncio ufficiale. I dettagli dell’intesa e l’obiettivo da raggiungere

Donadoni Spezia: il ritorno del tecnico per rilanciare i liguri. L’ex ct della Nazionale è pronto a ripartire dopo un lungo stop. I dettagli.

Lo Spezia ha deciso di cambiare pagina. Dopo l’ultima sconfitta contro il Monza, che ha lasciato i bianconeri ultimi in classifica insieme alla Sampdoria con soli sette punti in undici giornate, la società ha annunciato l’addio a Luca D’Angelo. Al suo posto arriva Donadoni , con l’ex ct azzurro pronto a tornare in panchina in Italia dopo più di sei anni. L’ultima esperienza del tecnico bergamasco risale alla stagione 2018, quando guidava il Bologna in Serie A, dimostrando capacità tattiche e un grande equilibrio nella gestione del gruppo.

La scelta di affidarsi a Donadoni nasce dalla necessità di imprimere una scossa immediata a un inizio di campionato deludente. La squadra ligure, partita con ambizioni di metà classifica, ha faticato a trovare continuità di risultati, mostrando una certa fragilità in difesa e problemi nell’organizzazione offensiva. La dirigenza dello Spezia ha così puntato sull’esperienza di Donadoni, tecnico capace di gestire situazioni delicate e di far rendere al massimo i suoi giocatori.

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L’annuncio ufficiale è arrivato nella notte, segnando un cambio di rotta deciso: il club riparte con un nome di spicco del calcio italiano, convinto che Donadoni possa rappresentare la chiave per invertire il trend negativo. La scelta non è casuale: Donadoni porta con sé un bagaglio di esperienza, conoscenza della Serie A e Serie B e una capacità di leadership che può motivare un gruppo sotto pressione.

L’esordio del tecnico è fissato per venerdì 7, in occasione del match contro il Bari, una partita che diventa subito cruciale per dare un segnale di rinascita. Sarà interessante osservare quale modulo sceglierà Donadoni per affrontare le difficoltà della squadra ligure e come riuscirà a valorizzare gli elementi chiave della rosa. La fiducia della società è massima, e il tecnico bergamasco avrà il compito di creare un’identità chiara e una solidità che finora è mancata.

Il ritorno di Donadoni rappresenta dunque non solo un cambio tecnico, ma un segnale forte di ambizione e di voglia di rilancio. I tifosi sperano che l’esperienza e la saggezza tattica dell’ex ct italiano possano trasformare le difficoltà iniziali in una nuova stagione di riscatto. Con lui alla guida, lo Spezia prova a ritrovare compattezza, determinazione e continuità, fondamentali per risalire la classifica e uscire dalla zona più critica del campionato.

In sintesi, Donadoni segna l’inizio di un nuovo capitolo per i bianconeri, chiamati a riscattare un avvio complicato e a dare una nuova identità alla squadra sotto la guida di un tecnico di grande esperienza.

Danilo Brasile, l’ex difensore della Juventus si riprende la Selecao: Ancelotti lo ha convocato per le prossime sfide. E sul Mondiale…

Danilo Brasile torna in Nazionale: Ancelotti punta su esperienza e leadership. Il centrale si è ripreso la maglia verdeoro.

Il ritorno di Danilo tra i convocati della Seleção segna un momento importante per il difensore ex Juventus e Real Madrid. A cinque mesi dall’ultima apparizione, il giocatore è stato richiamato da Carlo Ancelotti, che lo considera un punto fermo nello spogliatoio e un elemento chiave per le strategie in vista del Mondiale 2026. Dopo essere stato inserito nella prima lista di Ancelotti a maggio, Danilo era stato escluso dai raduni di settembre e ottobre a causa di piccoli problemi fisici. Ora, completamente recuperato, è pronto a dare il suo contributo.

Durante la conferenza stampa di presentazione della lista, Ancelotti ha parlato in termini entusiastici di Danilo, sottolineando la sua versatilità: «Danilo è differente, è uno dei pochi difensori brasiliani che può giocare in tutte le posizioni difensive: centrale destro e sinistro, terzino destro e sinistro. Ha esperienza e leadership, due qualità fondamentali per guidare la squadra sia in campo sia nello spogliatoio». Parole che confermano quanto il tecnico italiano punti sul difensore sia per la fase difensiva sia per il ruolo di riferimento tra i compagni.

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L’ex giocatore di Manchester City e Real Madrid ha costruito una carriera straordinaria, vincendo praticamente tutti i trofei di club possibili. La sua esperienza internazionale e la capacità di adattarsi a più ruoli rendono Danilo un tassello insostituibile nella rosa della Seleção, soprattutto in vista di un Mondiale in Sud America dove la pressione sarà altissima.

Ancelotti ha anche chiarito che la convocazione di Danilo, insieme ad Alex Sandro – entrambi protagonisti con il Flamengo nella finale di Libertadores del 29 novembre – rispecchia la volontà di costruire un gruppo di giocatori affidabili, pronti a gestire grandi responsabilità: «Credo che 17-18 di questi convocati potranno far parte della lista definitiva per il Mondiale. Nei prossimi sei mesi ci saranno altre convocazioni, ma la maggior parte della rosa è già definita».

Il richiamo di Danilo fa capire chiaramente le intenzioni del ct: contare su giocatori esperti e di leadership per impostare le basi del Brasile che giocherà ai Mondiali del 2026. La sua presenza non è solo tattica, ma anche simbolica: un punto di riferimento per i giovani e per chiunque entrerà a far parte della squadra. Con il ritorno in nazionale, Danilo si conferma come una pedina fondamentale della Seleção, pronta a unire qualità tecnica e carisma nello spogliatoio.

In sintesi, il nome di Danilo torna a essere centrale nel progetto di Ancelotti: affidabilità, esperienza e leadership lo rendono imprescindibile per la corsa verso il Mondiale 2026.

Arbitri Serie A, è ancora polemica dopo l’ultimo weekend: la valutazione di Rocchi sugli episodi dubbi della giornata di campionato

Arbitri Serie A, l’ultima giornata ha procurato molte polemiche. Rocchi boccia Rapuano mentre su Inter e Milan non ci sono particolari contestazioni.

Il fischio finale della giornata calcistica ha lasciato strascichi non solo tra i tifosi, ma anche e soprattutto nel mondo degli arbitri di Serie A, scosso da diverse decisioni controverse che hanno acceso il dibattito interno e la critica esterna. Il caso più eclatante è senza dubbio quello che ha visto protagonista Bisseck. Ecco l’analisi dei principali episodi secondo il Corriere dello Sport.

Il giallo di Bisseck

L’intervento di Bisseck su Giovane, lanciato a rete verso Sommer, ha diviso gli stessi arbitri. Non tutti erano d’accordo sul cartellino giallo comminato da Doveri. L’entrata è apparsa, soprattutto in diretta, da rosso, anche (e questa è l’opinione dei vertici della CAN) per la vigoria sproporzionata con cui Bisseck è intervenuto sull’avversario. Un caso che il designatore Rocchi ha “girato” alla UEFA per avere un confronto e un conforto sulla decisione. A Nyon, tuttavia, ritengono derimente la direzione generale dell’azione, confermando quindi il giallo. Resta il dubbio che Giovane abbia toccato il pallone verso destra proprio a causa dell’arrivo scomposto di Bisseck, e che senza il placcaggio avrebbe potuto facilmente raggiungere la sfera. Come diceva l’indimenticato Farina: la decisione più giusta è quella che ha bisogno di meno spiegazioni. Qui, invece, le spiegazioni abbondano. Il vice di Rocchi, Di Liberatore, ha assegnato a Doveri un ottimo 8.70, indicando una gara perfetta, ma molti si chiedono se il pestone di Lautaro a Bella Kotchap senza giallo sia stato dimenticato.

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La furia di Rocchi per Firenze

La gara di Firenze ha fatto infuriare Rocchi. Il primo a rimetterci è stato Rapuano, la cui gestione delle proteste è stata definita “inguardabile” (Ranieri, in particolare, avrebbe dovuto essere espulso, sottolineando la necessità di pugno di ferro contro le proteste). Cazziatone anche per Ayroldi per lo stesso motivo. Sulla gestione del rigore, il giorno dopo, nel mirino sono finiti anche Massa (con Maresca) per una OFR (On Field Review) senza senso. Il contatto Pierotti-Ranieri c’è, ma la decisione ha comunque generato polemiche. Tutti gli arbitri coinvolti sono stati fermati, anche se il nome di Massa circola per Juve-Toro, una scelta che per molti sarebbe come premiare chi ha commesso un errore da matita blu.

Il caso di Saelemaekers

Infine, il “calcetto” o meno a Saelemaekers dopo il rigore parato in Milan-Roma. Per la CAN si tratta di “un caso, un movimento dovuto al posizionamento”, ma per molti il dubbio resta. La certezza, invece, è che il giocatore, per l’esultanza irrispettosa, avrebbe meritato il cartellino rosso.

Calcio in lutto, il tecnico è morto in campo durante una partita: cosa è successo e chi era l’allenatore serbo

Calcio in lutto: tragedia in Serbia, morto l’allenatore Mladen Zizovic. Un dramma che ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo dello sport serbo.

Il mondo del calcio in lutto piange la scomparsa improvvisa di Mladen Zizovic, allenatore del Radnički 1923, deceduto all’età di 44 anni durante la partita di Super Liga serba contro il Mladost Lučani. Il dramma si è consumato al 22’ del primo tempo, quando Zizovic si è improvvisamente accasciato in panchina. Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi e il trasporto urgente in ospedale, ogni tentativo di salvarlo è risultato vano. La notizia del decesso ha gettato nello sconforto giocatori, staff e tifosi, portando all’immediata sospensione della partita.

Le immagini dallo stadio hanno fatto il giro dei media: scene di incredulità e dolore con giocatori crollati a terra e membri dello staff in lacrime. La federazione calcistica serba ha espresso “profonda tristezza e incredulità”, sottolineando come la perdita di Zizovic rappresenti un duro colpo per l’intera comunità del calcio. In queste ore, il mondo del pallone internazionale si è stretto attorno alla famiglia e ai colleghi dell’allenatore, testimoniando quanto la tragedia abbia lasciato un segno indelebile.

Nato nel 1980, Zizovic era un nome noto nel panorama calcistico dei Balcani. Da calciatore aveva vestito le maglie di club importanti come Zrinjski Mostar e Banja Luka, collezionando anche quattro presenze con la nazionale della Bosnia ed Erzegovina. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Zizovic ha intrapreso la carriera da allenatore con grande successo, guidando squadre come Radnik Bijeljina e Zrinjski Mostar, raggiungendo anche competizioni europee. La sua professionalità e la capacità di motivare i giocatori lo avevano reso una figura rispettata e ammirata nel calcio balcanico.

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A luglio 2025, Zizovic aveva accettato la guida del Radnički 1923, pronto a rilanciare il club nel massimo campionato serbo. Purtroppo, il destino ha interrotto bruscamente questo percorso, lasciando un vuoto enorme nel mondo del calcio in lutto. La sua scomparsa ricorda quanto il calcio, pur essendo una passione e un lavoro, non sia immune da tragedie improvvise che colpiscono la comunità sportiva e i tifosi.

La notizia ha già scosso le leghe europee, e diverse squadre hanno manifestato il proprio cordoglio sui social e attraverso comunicati ufficiali. Il ricordo di Zizovic rimarrà vivo non solo per i risultati ottenuti in campo, ma anche per il modo in cui ha saputo trasmettere passione, determinazione e umanità ai suoi giocatori. Il calcio in lutto oggi perde una figura amata, simbolo di dedizione e professionalità.

Milan, i rossoneri non sono da Scudetto? I tre motivi che potrebbero non consentire al Diavolo di lottare per il titolo

Milan, lo Scudetto resta un obiettivo per i rossoneri anche se ci sono delle difficoltà importante per il titolo. Ecco tutti i dettagli.

Nonostante i segnali positivi che caricano l’ambiente, La Gazzetta dello Sport invita alla prudenza: Inter e Napoli restano superiori a tutte le altre contendenti. Hanno esperienza ad alto livello, panchine più lunghe, soluzioni tecniche e tattiche consolidate, e sono state costruite per il grande obiettivo. Il Milan, pur essendo l’outsider più interessante e galvanizzato dal successo contro la Roma, deve ancora colmare un gap significativo. Ecco i tre motivi principali:

  1. Quanto manca il vero numero 9
    La potenza offensiva di Inter e Napoli è innegabile. I nerazzurri possono contare su Lautaro, Thuram, Esposito e Bonny, garantendo gol anche con il turnover. Il Napoli, pur con qualche problema fisico, è rassicurato da Hojlund (a volte dirompente), Lucca (discontinuo) e il prossimo rientro di Lukaku. Allegri, invece, non riesce a risolvere l’enigma Gimenez, devastante nel Feyenoord ma assente in rossonero, e non riesce a far scattare il clic di Nkunku, non un fenomeno in zona gol al Lipsia. Zero gol in due. Per fortuna c’è Pulisic, ma non basta. Forse, in questo 3-5-2 senza un vero nove, Allegri potrebbe anche provare la coppia Loftus-Leao, ma è una soluzione di ripiego.
  2. Dove Leao rende al meglio
    Il “problema” del Milan, si fa per dire, è che per non rinunciare alla mediana a tre e per difendersi con i tre centrali, Allegri ricorre all’amato 3-5-2. Così facendo, penalizza il giocatore più importante (con Modric), ovvero Leao, nato per muoversi liberamente in fascia. Il gol alla Roma è nato da sinistra, confermando la sua zona di comfort. Prima o poi andrà fatta una valutazione: è meglio perdere i superpoteri del portoghese sull’ala per continuare con il sistema prediletto (3-5-2), oppure è meglio scegliere una formula più adatta al portoghese senza rinunciare ai tre mediani (4-3-3 o 4-2-3-1)? Un dilemma tattico che incide sulla massima espressione del suo talento.

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  1. Poche le alternative
    Anche psicologicamente il Milan deve diventare più intraprendente: con l’Atalanta ha subito, con la Roma idem, e non sempre i rivali sbaglieranno l’impossibile. Inoltre, all’abbondanza della mediana, non corrisponde la stessa ricchezza in altri settori. Tomori, Gabbia e Pavlovic compongono un reparto ora affidabile grazie alle lezioni di Allegri, ma dietro c’è solo De Winter, troppo poco per tutta la stagione. Anche sugli esterni non c’è da stare tranquilli. Saelemaekers sta facendo un gran lavoro, ma se si ferma? E a sinistra Bartesaghi non ha ancora 20 anni ed Estupiñan lascia qualche perplessità. Non convincono Athekame e altre seconde linee. Anche davanti non ci sono alternative. A gennaio la rosa andrà infoltita con difensori e mediani: spese che sono investimenti, se si vuole la Champions e non solo lo scudetto.

Atalanta, contro il Marsiglia è vietato sbagliare: Juric studia delle modifiche per uscire dal momento difficile e blindare la sua panchina

Atalanta, sfida al Marsiglia: Juric studia le mosse per il Velodrome. Il tecnico croato non può assolutamente permettersi errori.

L’Atalanta si prepara alla sfida di domani, mercoledì 5 novembre, contro l’Olympique Marsiglia al Velodrome, con calcio d’inizio alle ore 21. Un appuntamento cruciale per la squadra di Ivan Juric, che vuole dare continuità ai buoni risultati europei e consolidare la propria posizione nella League Phase.

La formazione bergamasca arriva all’appuntamento in buone condizioni generali, ma con qualche problema in difesa. L’Atalanta dovrà infatti fare a meno di Giorgio Scalvini, fermato da una lesione al bicipite femorale. Il giovane difensore ha lavorato a parte durante l’allenamento di ieri a Zingonia e non sarà della partita. Fuori anche Mitchel Bakker, ai box da inizio stagione per la rottura del legamento crociato destro e fuori lista UEFA: il suo ritorno è previsto soltanto per gennaio.

Resta in dubbio Sead Kolasinac, ex dell’Arsenal e del Marsiglia. Il difensore bosniaco sta completando il recupero dall’infortunio al crociato e, dopo essere tornato in panchina contro il Milan, sarà valutato fino all’ultimo. Juric dovrà decidere se convocarlo per la trasferta in Provenza o lasciarlo a Zingonia per proseguire il lavoro personalizzato. La presenza di Kolasinac potrebbe rivelarsi determinante per una Atalanta che dovrà affrontare un avversario aggressivo e tecnico come l’OM.

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Sul piano tattico, il tecnico croato sembra orientato a rilanciare il 3-4-1-2, modulo che ha garantito equilibrio e solidità nelle ultime settimane. In attacco si va verso la conferma del duo Lookman-De Ketelaere, mentre Pasalic agirà da trequartista. A centrocampo torna a disposizione Marten de Roon, recuperato dalla contrattura al flessore, che dovrebbe riprendersi una maglia da titolare accanto a Ederson. Sulle fasce spazio a Zappacosta e Ruggeri, mentre in difesa la linea potrebbe essere composta da Kossounou, Hien e Djimsiti.

Una buona notizia anche sul fronte offensivo: Daniel Maldini ha smaltito i problemi muscolari e torna tra i convocati. Il figlio d’arte rappresenta un’arma utile a gara in corso per dare imprevedibilità e qualità.

Con quattro punti in classifica, l’Atalanta punta alla vittoria per consolidare il secondo posto nel girone e guardare con fiducia alle prossime sfide europee. Juric chiede intensità e attenzione: al Velodrome servirà una prestazione da grande squadra per confermare la crescita di questa Atalanta sempre più internazionale.

Infortunio Kelly, brutte notizie per la Juventus: gli esami strumentali hanno confermato una cosa. Ecco quando rientrerà il difensore

Infortunio Kelly, nuova tegola per la Juventus: salta Sporting e Derby della Mole. Il giocatore rientrerà a disposizione solamente dopo la sosta.

Brutte notizie in casa Juventus. La sfortuna continua ad accanirsi sul reparto difensivo bianconero: dopo gli stop di Bremer e Cabal, arriva ora l’ennesima tegola, l’infortunio di Lloyd Kelly. Il difensore inglese, che si era fermato nei giorni scorsi per un affaticamento muscolare, ha svolto nella giornata di ieri una serie di accertamenti che hanno confermato i peggiori timori dello staff medico.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l’infortunio di Kelly riguarda la coscia sinistra e lo costringerà a uno stop di almeno due settimane. Il giocatore, già assente nella trasferta di Cremona, dovrà dunque saltare due partite fondamentali: la sfida di questa sera in Champions League contro lo Sporting Lisbona (calcio d’inizio ore 21:00) e il Derby della Mole contro il Torino, in programma sabato 8 novembre.

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Per Luciano Spalletti si tratta di una perdita pesantissima. Kelly era diventato uno dei punti di riferimento della retroguardia juventina, uno dei pochi a non aver mai saltato un minuto in campionato insieme a Kalulu. La sua assenza, unita a quelle di Bremer e Cabal, lascia la Juventus in piena emergenza difensiva. Il tecnico bianconero sarà costretto a ridisegnare completamente la linea arretrata, affidandosi a una difesa sperimentale.

In vista della gara europea, la Juve dovrebbe scendere in campo con Rugani, Koopmeiners e Kalulu, un trio inedito ma obbligato dalle circostanze. Spalletti dovrà inventarsi soluzioni alternative anche per il derby, appuntamento cruciale per mantenere il passo delle prime in classifica e consolidare il momento positivo dopo le due vittorie consecutive in campionato contro Udinese e Cremonese.

L’infortunio di Kelly complica dunque i piani di una Juventus che stava ritrovando fiducia e continuità di risultati. Il difensore inglese, arrivato in estate per dare solidità e fisicità al reparto, aveva convinto per affidabilità e rendimento, diventando uno dei pilastri della nuova gestione. Ora dovrà osservare un periodo di riposo e riabilitazione, con l’obiettivo di tornare in campo dopo la sosta di novembre.

Lo staff medico bianconero monitorerà quotidianamente le sue condizioni, ma la prudenza resta d’obbligo: forzare il recupero potrebbe allungare i tempi di rientro. La Juventus, intanto, dovrà affrontare due prove di carattere senza uno dei suoi uomini più importanti.

Italia, Gattuso venerdì ufficializzerà i convocati per le sfide contro Moldavia e Norvegia: previste diverse novità

Italia, Zaccagni torna nel gruppo di Gattuso: Caprile verso la prima convocazione. Ecco tutte le possibili novità del ct azzurro.

Nuove certezze e qualche sorpresa in vista per la Italia di Gennaro Gattuso, attesa a due partite decisive per la qualificazione al Mondiale 2026. Tra i protagonisti del nuovo corso azzurro ci sarà Mattia Zaccagni, pronto a rientrare nel gruppo dopo aver saltato l’ultima finestra internazionale per infortunio. L’esterno della Lazio è ormai pienamente recuperato e figura tra i nomi che il commissario tecnico intende inserire nella lista dei 27-28 convocati che sarà ufficializzata venerdì.

Il rientro di Zaccagni rappresenta una buona notizia sia per la Lazio che per l’Italia, che ritrova un giocatore capace di dare imprevedibilità e profondità sugli esterni. Gattuso lo aveva già fatto debuttare a Bergamo, apprezzandone duttilità e intensità, ma un problema muscolare lo aveva poi tenuto fuori dalle gare successive. Ora, finalmente, l’esterno biancoceleste potrà tornare a disposizione per dare nuova linfa al reparto offensivo.

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Il programma dell’Italia prevede due sfide cruciali: il 13 novembre a Chisinau contro la Moldavia e il 16 novembre a San Siro contro la Norvegia. Due gare da vincere per blindare la qualificazione diretta al Mondiale e consolidare il percorso intrapreso dal tecnico calabrese, che continua a lavorare su due sistemi di gioco — 3-5-2 e 4-4-2 — per sfruttare al meglio la ricchezza degli esterni.

Non solo Zaccagni, però. Tra le novità della prossima lista spicca anche il nome di Elia Caprile, portiere dell’Empoli, che potrebbe ricevere la prima chiamata con l’Italia. L’infortunio di Alex Meret, costretto a uno stop di circa due mesi, apre infatti la porta a nuovi innesti tra i pali. Caprile sembra favorito su Di Gregorio per completare il gruppo insieme a Donnarumma e Provedel.

Sul fronte offensivo tornerà Politano, mentre restano in dubbio Spinazzola e Chiesa, ancora alle prese con problemi fisici. Troppo presto per un ritorno di Zaniolo, conferma invece per Orsolini, mentre Cambiaghi spera in un’altra occasione. In difesa, certi del posto Dimarco e Cambiaso, con possibili rientri di Buongiorno e Ricci.

I convocati dell’Italia si ritroveranno a Coverciano lunedì a pranzo: Gattuso è pronto a riabbracciare il suo gruppo e a dare nuova spinta al sogno Mondiale.

Thuram Inter, l’infortunio è ormai un ricordo: il piano dei nerazzurri per il ritorno del francese dall’inizio. I dettagli!

Thuram Inter, il ritorno del numero 9: Chivu pronto a riabbracciare il suo attaccante. Il giocatore prepara il ritorno dal 1′ contro la Lazio.

Dopo oltre un mese di assenza, Marcus Thuram è pronto a riprendersi l’Inter. L’attaccante francese, fermo dal 30 settembre per una distrazione al bicipite femorale, tornerà finalmente a disposizione di Cristian Chivu, che conta di inserirlo tra i convocati già per la sfida di Champions League contro il Kairat Almaty. Un ritorno tanto atteso dai tifosi e dallo stesso tecnico, che ritrova così uno dei suoi uomini chiave nel reparto offensivo.

L’ultima apparizione di Thuram con l’Inter risale al successo per 3-0 contro lo Slavia Praga, gara in cui fu costretto a uscire anzitempo. Da allora, solo fisioterapia, lavoro personalizzato e tanta pazienza. Ora però il peggio è alle spalle e il numero 9 nerazzurro è pronto a ricominciare. Chivu non intende forzare i tempi: contro il Kairat dovrebbe partire dalla panchina per ritrovare minuti nella ripresa, con l’obiettivo di essere titolare domenica nella delicata sfida contro la Lazio, valida per la 12ª giornata di Serie A.

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Proprio in occasione del match contro i biancocelesti, l’allenatore potrebbe rilanciare la coppia Thuram-Lautaro Martínez, la celebre “ThuLa” che aveva entusiasmato i tifosi nelle prime settimane di stagione. Il rientro di Thuram all’Inter arriva nel momento perfetto: la squadra ha ritrovato continuità e fiducia, forte anche del contributo dei giovani Bonny ed Esposito, che hanno saputo rispondere presente durante la sua assenza, garantendo risultati e solidità in attacco.

Il mese di stop, oltre a servire per recuperare completamente, è stato prezioso per ricaricare le energie mentali in vista di un calendario fitto di impegni. Dopo la Lazio, l’Inter affronterà il derby con il Milan, un appuntamento che Thuram non vuole assolutamente saltare. Intanto, anche Didier Deschamps osserva con interesse il suo recupero: il ct della Francia potrebbe convocarlo per le prossime sfide contro Ucraina e Azerbaigian, segno di una condizione ormai tornata al top.

Domani a San Siro, nella notte europea contro il Kairat, potrebbe arrivare il primo assaggio di campo dopo oltre un mese. Thuram è pronto a riaccendersi: i nerazzurri ritrovano il loro riferimento offensivo, un giocatore capace di unire potenza, intelligenza tattica e senso del gol. Con lui di nuovo in campo, Chivu può sognare in grande, in Italia e in Europa.

Panchina Genoa, a breve la scelta da parte della società. La corsa per il post Vieira è a due e c’è un grande favorito. Le ultimissime!

Panchina Genoa, ultime ore decisive: De Rossi e Vanoli i nomi caldi dopo l’addio a Vieira. A breve la società deciderà di sciogliere i dubbi.

La panchina del Genoa è pronta a cambiare proprietario. Dopo l’esonero di Patrick Vieira, la dirigenza rossoblù è al lavoro per chiudere in tempi rapidi con il nuovo allenatore, mentre la squadra godrà di un giorno di riposo per ricaricare le energie e attendere novità. Una pausa necessaria per i giocatori, ma soprattutto utile per i dirigenti, chiamati a prendere una decisione cruciale per il prosieguo della stagione.

Sul taccuino del club ligure restano due nomi in cima alla lista: Daniele De Rossi e Paolo Vanoli. Il primo, attualmente libero, rappresenta una scelta di forte personalità. L’ex capitano della Roma avrebbe chiesto un contratto fino a giugno, con opzione di rinnovo automatico in caso di salvezza, una formula che piace anche al club, desideroso di contenere i rischi economici. De Rossi porterebbe entusiasmo, carattere e un’idea di calcio moderna, capace di dare nuova linfa a una squadra in difficoltà.

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Il secondo nome, Paolo Vanoli, resta un profilo stimato per la sua esperienza e i risultati ottenuti con il Venezia, nonostante sia stato accostato anche alla Fiorentina nelle ultime settimane. Tuttavia, il suo nome sembra ora in secondo piano, superato nelle preferenze proprio da De Rossi e da altri tecnici valutati nelle ultime ore. L’impressione è che la dirigenza voglia puntare su un allenatore giovane ma determinato, in grado di restituire compattezza e spirito al gruppo.

La panchina del Genoa rappresenta oggi una delle sfide più delicate del campionato: la squadra, pur avendo mostrato buone trame di gioco, paga un rendimento altalenante e una classifica preoccupante. L’obiettivo è chiaro: ritrovare stabilità e punti per allontanarsi dalle zone calde della graduatoria.

Nelle prossime ore è attesa la decisione definitiva. Il Genoa non vuole perdere tempo: la nuova guida tecnica dovrà essere annunciata al più presto per preparare al meglio il prossimo impegno di campionato. Intanto, l’ambiente può tirare un piccolo sospiro di sollievo dopo la vittoria dell’ultimo turno, che ha riportato fiducia e serenità nello spogliatoio. Ma il vero passo avanti arriverà solo quando la panchina del Genoa avrà finalmente un nuovo padrone, pronto a rilanciare le ambizioni rossoblù e a riaccendere l’entusiasmo del Ferraris.

Pioli Fiorentina, continua il braccio di ferro. Il tecnico dice no alle dimissioni e aspetta l’esonero. Sul successore Commisso ha le idee molto chiare

Pioli Fiorentina, rottura definitiva: atteso l’esonero. D’Aversa pronto a subentrare. In giornata dovrebbe arrivare l’accordo fra le parti.

Il rapporto tra Pioli e la Fiorentina sembra giunto al capolinea dopo settimane di tensioni, risultati deludenti e un clima sempre più pesante all’interno del club viola. Secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino, la giornata di ieri è stata una lunga e convulsa maratona di incontri, discussioni e telefonate transoceaniche tra il presidente Rocco Commisso, collegato da New York, e i dirigenti presenti al Viola Park. Sul tavolo un solo tema: il futuro di Stefano Pioli, ormai allenatore della Fiorentina solo formalmente.

Nonostante le richieste di dimissioni arrivate da parte della società, Pioli avrebbe ribadito la volontà di non lasciare spontaneamente l’incarico. Da qui il braccio di ferro che ha paralizzato per ore la dirigenza gigliata, divisa tra chi spinge per un cambio immediato e chi teme le conseguenze economiche e ambientali di un esonero a stagione in corso. Tuttavia, dopo la sconfitta subita contro il Genoa — che ha fatto precipitare la squadra all’ultimo posto solitario in classifica — la pazienza del club sembra essersi definitivamente esaurita.

La posizione di Pioli alla Fiorentina è ormai indifendibile: l’allenatore non ha più il sostegno dello spogliatoio e i risultati lo condannano. Il gioco, un tempo fluido e propositivo, si è fatto prevedibile, e la squadra appare smarrita sia tatticamente che mentalmente. In questo contesto, l’esonero di Pioli sembra soltanto una questione di ore, a meno di clamorose sorprese dell’ultimo momento.

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Il principale candidato alla successione è Roberto D’Aversa, già individuato come profilo ideale per dare una scossa immediata al gruppo. L’ex tecnico del Lecce, apprezzato per la sua capacità di ricompattare ambienti in difficoltà, avrebbe dato la propria disponibilità e potrebbe essere ufficializzato entro le prossime 48 ore.

L’era Pioli Fiorentina, iniziata con grandi ambizioni e momenti di buon calcio, rischia dunque di chiudersi nel peggiore dei modi, tra tensioni, accuse e delusione generale. I tifosi, ormai esasperati dai risultati, chiedono un cambio di rotta deciso e una squadra capace di reagire. La sensazione è che la società non possa più rimandare una scelta inevitabile: dire addio a Stefano Pioli per provare a salvare una stagione che, senza un’inversione di tendenza immediata, rischia di trasformarsi in un incubo sportivo.

Le prime pagine sportive nazionali – 4 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Lazio Cagliari, Isaksen nel post partita: «Sono sei partite che non perdiamo, dobbiamo continuare così. Europa? Sì, è il nostro obiettivo»

Lazio Cagliari, il calciatore biancoceleste Gustav Isaksen ha parlato nel post partita: «Dobbiamo continuare così. Europa? E’ il nostro obiettivo»

È stato un brillante Gustav Isaksen a rompere l’equilibrio nella sfida contro il Cagliari. Al 66’, l’esterno danese ha firmato il vantaggio con un tiro preciso e imparabile per Caprile, confermando il suo ottimo momento di forma.

Al termine del match, Isaksen ha commentato la prestazione della squadra ai microfoni di Sky Sport, condividendo l’intervista con il compagno Mattia Zaccagni. I due hanno analizzato la vittoria e il momento positivo della Lazio.

Ecco le dichiarazioni rilasciate dall’attaccante biancoceleste nel post partita.

PAROLE – «Gol importante? Mi verrebbe da dire ‘Finalmente’! E’ troppo importante per me e per la squadra, era un match importante anche per i tifosi. Sono 6 partite che non perdiamo. Il momento è davvero buono, dobbiamo continuare così. Europa? Sì, è il nostro obiettivo. Guardiamo avanti, siamo una squadra forte».

LEGGI ANCHE – Lazio, Sarri nel post gara della sfida contro il Cagliari: «La squadra sta salendo di livello ed è matura. L’obiettivo è costruire una base solida anche per il futuro»

Lazio, Sarri nel post gara della sfida contro il Cagliari: «La squadra sta salendo di livello ed è matura. L’obiettivo è costruire una base solida anche per il futuro»

Lazio Cagliari, le parole dell’allenatore dei biancocelesti Maurizio Sarri nel post partita della sfida contro i rossoblù

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di DAZN al termine della vittoria per 2-0 contro il Cagliari. Le sue parole sono state successivamente riportate da Lazionews24:

PAROLE – «Ci va pazienza per vincere ma stasera era una prova di maturità, loro non perdevano fuori casa da agosto. Una partita molto dura, abbiamo saputo anche soffrire. La squadra sta salendo di livello ed è matura. L’obiettivo è costruire una base solida anche per il futuro»

INFORTUNI – «Romagnoli? Più fuori per precauzione dopo il dolore al flessore, non ci ha fornito informazioni ma solo un flessore più duro dell’altro. Un jolly mercato? Noi stiamo giocando da tempo senza diversi giocatori, mi servono un po’ più di un jolly mercato magari 3-4»

GOL SUBITI – «In questa prima parte della stagione non abbiamo avuto facilità a segnare, fortunatamente difendiamo bene. La squadra difende davvero bene, da squadra»

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Pisacane nel post gara di Lazio Cagliari: «Fare una partita di coraggio ci fa ben sperare, nel calcio contano i punti. Qualcosa non è andato»

Lazio Cagliari, le dichiarazioni del tecnico dei rossoblù Fabio Pisacane nel post partita della sfida contro i biancocelesti

Il tecnico dei rossoblù Fabio Pisacane ha parlato a DAZN nel post partita della sfida persa 2-0 contro la Lazio: le sue dichiarazioni riprese da Cagliarinews24:

RECUPERI IMPORTANTI – «Mi porto a casa che ho recuperato calciatori che ci devono permettere di arrivare l’obiettivo che abbiamo chiaro nella testa. Inoltre mi porto l’approccio che è stato buono. Fare una partita di coraggio ci fa ben sperare, nel calcio contano i punti. Qualcosa non è andato, ma recuperando quei giocatori ci ha permesso di vedere una mole di gioco diversa. Sono soddisfatto a metà».

TRIDENTE – «Parte da un principio di carattere generale con lo staff, ovvero avere un’idea precisa e mettere i ragazzi nelle condizioni di giocare a calcio. Con loro che hanno appunto il calcio dentro, lo puoi fare. Siamo venuti all’Olimpico e abbiamo giocato con un avversario forte. Anche la prima giornata con la Fiorentina, a Napoli, Parma e Lecce, quando abbiamo avuto i ragazzi dentro abbiamo fatto ciò che si è preparato a luglio. Se mancano pezzi pregiati bisogna mettere i ragazzi nelle condizioni per non metterli a rischio. Stasera abbiamo costruito a 4 con Luperto e Mina e di fare una partita come l’abbiamo fatta».

PALESTRA – «Marco è un ragazzo che ho avuto la fortuna di incontrarlo alla Primavera e giocava a sinistra. Ha un motore per contrastare un talento come Isaksen. Stasera ci è riuscito fino al gol; per me che ho fatto questo ruolo e per lui che sta iniziando a fare questa carriera non basta fare tutto bene se c’è un guizzo dell’avversario: ti danneggia la prestazione. Deve crescere e avrà modo».

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Fiorentina, nome a sorpresa in pole per il ruolo di ds: il club valuta questa soluzione dopo la separazione da Pradè

Scossone dirigenziale in casa viola: Roberto Goretti pronto a diventare il nuovo direttore sportivo della Fiorentina

La Fiorentina è al lavoro per definire il nuovo assetto dirigenziale dopo la separazione da Daniele Pradè, ufficializzata il 1° novembre. Il club viola sta valutando le opzioni per il ruolo di direttore sportivo.

La scelta sembra orientarsi verso una soluzione interna: Roberto Goretti, attuale direttore tecnico, è il principale candidato per assumere l’incarico. La sua promozione rappresenterebbe un segnale di continuità e fiducia nelle risorse già presenti in società.

Anche Raffaele Rubino, attualmente osservatore della Fiorentina ed ex direttore sportivo di Juve Stabia e Livorno, potrebbe ricevere un nuovo incarico. Il suo futuro nel club potrebbe evolversi in una posizione differente all’interno dell’organigramma.

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Pagelle Lazio Cagliari, TOP e FLOP del match di Serie A

Pagelle Lazio Cagliari, ecco i TOP e FLOP del match di Serie A. La situazione


LE PAGELLE DELLA LAZIO

PROVEDEL 6,5
La Lazio soffre poco dalle parti del portiere, ma lui rimane sempre concentrato e sicuro. Ottimi interventi su Folorunsho e Gaetano, impeccabile in più di un’occasione.

LAZZARI 6,5
Sulla fascia destra la Lazio costruisce le azioni migliori grazie a lui. Alterna discese ficcanti a coperture precise. (Dal 28′ st PELLEGRINI 6: entra con grande attenzione, senza errori)

GILA 6
Si immola su Luperto nell’unica occasione importante dei sardi nel primo tempo. Una garanzia in difesa.

ROMAGNOLI 6
Meno brillante del solito, soffre qualche contropiede. Esce anzitempo per un problema muscolare. (Dal 1′ st PROVSTGAARD 6: entra deciso e determinante)

MARUSIC 6,5
Vince il duello sulla fascia con Zappa, anche se con qualche difficoltà.

CATALDI 5,5
Prova a dettare i tempi della squadra, ma inciampa in alcune amnesie e perde qualche pallone importante. Migliora nella ripresa.

GUENDOUZI 6,5
In avvio quasi invisibile, cresce nel secondo tempo mostrando personalità. Fondamentale in più fasi del match, ma deve ancora trovare continuità.

BASIC 5,5
Fatica a creare pericoli, limitandosi all’essenziale. Una prestazione meno convincente rispetto alle ultime gare. (Dal 17′ st VECINO 6: gestisce il gioco con esperienza, sempre puntuale)

ISAKSEN 7
Finalmente ritrovato. Ogni sua azione crea opportunità interessanti e, nella ripresa, firma un gol spettacolare che rilancia la squadra. Un giocatore decisivo. (Dal 38′ st PEDRO sv)

DIA 5
Punto di riferimento dell’attacco, ma spesso isolato e poco incisivo, non riesce a creare pericoli concreti. (Dal 38′ st NOSLIN sv)

ZACCAGNI 7,5
Un generosissimo motorino della squadra. Quando ha spazio diventa pericoloso, e nel finale inventa un gol dei suoi, prezioso e spettacolare.

ALL. SARRI 6
Nonostante la squadra sia falcidiata dagli infortuni, riesce a mantenere compattezza in difesa e a costruire occasioni importanti. Essenziale anche nel motivare la squadra e nel trasmettere cuore e determinazione.

Caprile 6: Ottimo intervento alla mezz’ora su un destro di Marusic. Poi non può nulla sulla precisione di Isaksen e Zaccagni.

Mina 6: Dominante contro Dia, sempre preciso nei posizionamenti. Con Caprile i meno colpevoli della sconfitta.

Luperto 6: Gara attenta, con lui la retroguardia prende sicurezza. Un po’ indeciso nell’uscire su Isaksen in occasione del primo gol, ma gara non certo insufficiente. Sul secondo gol l’errore non è il suo.

Zappa 5,5: In grossa difficoltà contro Zaccagni, davvero in una giornata di forma strepitosa. Capita proprio con il cliente sbagliato.

Palestra 5,5: Gioca a sinistra nella difesa a quattro, dove disputa una buona prova che annulla Isaksen per un’ora. Ma nell’unica fiammata del norvegese l’esterno rossoblù viene letteralmente mangiato. (78′ Idrissi sv)

Prati 4,5: Non è un giocatore appariscente e lo sappiamo. Ma a centrocampo la palla non gira rapida e nemmeno nel sostegno tra le linee riesce a rendersi efficace. Nel finale è suo l’errore clamoroso che innesca il raddoppio e spegne ogni speranza per il Cagliari.

Adopo 5: Buona la fase di non possesso, ma non mancano le imprecisioni con la palla al piede. In certe situazioni si addormenta proprio.

Folorunsho 5,5: Ha una buona occasione al 14′ ma non la sfrutta. Buona corsa come sempre e quando strappa sa rendersi pericoloso. Manca la precisione negli ultimi 25 metri. (78′ Pavoletti sv)

Gaetano 5,5: Poco attivo nel primo tempo, mentre nella ripresa si fa notare per una buona azione personale che però conclude debolmente. (56′ Felici 6: Prende il giallo appena entrato e ci mette un po’ a entrare a regime. Poi però è uno dei pochi a provarci)

Esposito 5: Totalmente assente dalla manovra. (68′ Luvumbo 5,5: Altro ingresso quasi fantasma. Sgasa una volta a destra, ma poi ritarda il cross).

Borrelli 5: Poco coinvolto, solite sportellate ma alla fine è sempre tutto lì. Sta diventando uno stopper prestato all’attacco. (68′ Kilicsoy 5,5: Ingresso poco incisivo, ma visto il poco minutaggio raccolto fin qui è comprensibile).

Pisacane 5,5: Questa volte non ha molte colpe. Il Cagliari approccia bene la partita e riesce a tenere il campo per un’ora, nonostante Zaccagni si dimostri in grande spolvero. Gli uomini di Sarri la sbloccano con una gran giocata di Isaksen e la vittoria arriva per la maggior qualità dei biancocelesti. Male però la fase offensiva, dove ora l’assenza di un bomber inizia a pesare e Pisacane sembra non riuscire a trovare la quadra.

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Theate sicuro: «Peccato per l’assenza di De Bruyne. Ora contro il Napoli bisognerà giocare così»

Theate su quella che sarà la partita tra il suo Francoforte e il Napoli. Le parole


Arthur Theate, difensore dell’Eintracht‑Francoforte, ha parlato in vista della prossima partita europea, condividendo le sue impressioni e qualche rammarico legato agli avversari. “Peccato per l’assenza di De Bruyne – ha detto Theate –, avrei voluto sfidarlo. Sarebbe stato un confronto interessante e stimolante, un’occasione per mettermi alla prova contro uno dei migliori centrocampisti al mondo”.

Il giocatore belga ha spiegato quanto per lui sia importante misurarsi con calciatori di alto livello: “Affrontare grandi nomi ti aiuta a crescere e a capire quanto sei preparato. Non poterlo fare oggi è un peccato, ma ci concentriamo su ciò che possiamo controllare”. L’Eintracht‑Francoforte punta infatti a mantenere alto il livello di attenzione, sfruttando ogni occasione per dimostrare il proprio valore in campo europeo.

Theate ha parlato anche della preparazione della squadra: “Siamo consapevoli dell’importanza della partita. Ogni dettaglio conta, ogni duello può fare la differenza. L’assenza di De Bruyne non cambia la mentalità con cui dobbiamo affrontare l’incontro. Dobbiamo essere concentrati e dare il massimo per ottenere un risultato positivo”.

Il difensore ha voluto sottolineare anche l’approccio tattico dell’Eintracht‑Francoforte, evidenziando l’importanza della coesione e della disciplina in campo: “Abbiamo lavorato molto per essere pronti a ogni situazione. La squadra sa cosa fare, ma dobbiamo restare lucidi e sfruttare le nostre opportunità”.

In merito alla crescita personale e alla carriera, Theate ha aggiunto: “Sfide come queste sono motivanti. Ogni partita internazionale ti insegna qualcosa, ti aiuta a capire dove puoi migliorare. Giocare nell’Eintracht‑Francoforte significa avere la possibilità di crescere giorno dopo giorno”.

L’Eintracht‑Francoforte si prepara quindi con la giusta mentalità a un impegno importante: “Siamo pronti a dare il massimo – ha concluso Theate –. Anche se non ci sarà De Bruyne, dobbiamo affrontare la partita con coraggio e determinazione. Ogni match è un’opportunità per dimostrare che possiamo competere a grandi livelli”.

La squadra tedesca sa che il percorso in Europa è impegnativo, ma le parole di Theate riflettono fiducia e consapevolezza: concentrazione, sacrificio e spirito di squadra saranno fondamentali per portare a casa un risultato positivo. L’Eintracht‑Francoforte punta così a confermare la propria solidità internazionale e a sfruttare ogni occasione per crescere e migliorare, partita dopo partita.


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Infortunio Romagnoli, cosa ha il difensore della Lazio? Spunta fuori una nuova indiscrezione


Infortunio Romagnoli: Lazio preoccupata per il difensore durante la sfida col Cagliari

Nuova tegola per la Lazio e per Maurizio Sarri: al termine del primo tempo della partita contro il Cagliari, il tecnico biancoceleste è stato costretto a un cambio anticipato a causa di un problema fisico. A lasciare il campo è stato Alessio Romagnoli, che ha mostrato evidenti segni di fastidio al flessore della coscia destra mentre usciva dal terreno di gioco. Al suo posto è entrato Oliver Provstgaard, chiamato a sostituire un punto di riferimento fondamentale della retroguardia laziale.

L’episodio ha subito fatto scattare l’allarme all’interno dello staff tecnico, con Sarri che ha dovuto rivedere rapidamente l’assetto difensivo per proteggere il risultato e mantenere la solidità del reparto. L’infortunio Romagnoli rappresenta infatti un problema importante, considerando il ruolo chiave che il centrale riveste nel gioco della Lazio, sia in fase di impostazione sia nelle situazioni di difesa posizionale e nei duelli individuali.

Dopo la sostituzione, il club biancoceleste ha confermato che nelle prossime ore saranno effettuati ulteriori accertamenti per valutare l’entità del problema. Il dolore al flessore potrebbe indicare uno stiramento o un affaticamento muscolare, ma al momento non ci sono dettagli ufficiali sui tempi di recupero. L’obiettivo dello staff medico è chiarire la situazione il prima possibile, così da pianificare con precisione il rientro del difensore, senza forzare i tempi e riducendo il rischio di complicazioni.

Il centrale ex Milan aveva iniziato la stagione in modo regolare, ma l’infortunio Romagnoli interrompe una striscia di prestazioni importanti che ne avevano confermato la leadership difensiva. Il giovane Provstgaard, subentrato, ha avuto il compito di dare continuità alla linea difensiva, dimostrando comunque attenzione e concentrazione, ma è chiaro che la Lazio dovrà adattarsi e gestire eventuali assenze nel reparto arretrato nelle prossime gare di campionato.

Romagnoli resta un punto cardine del progetto tattico di Sarri, e ogni assenza pesa sul morale della squadra e sulla gestione delle partite. La tifoseria biancoceleste attende aggiornamenti ufficiali sull’infortunio Romagnoli, sperando che si tratti solo di un problema passeggero e che il difensore possa tornare a disposizione nel minor tempo possibile. Intanto, la Lazio dovrà affrontare le prossime sfide con attenzione e spirito di gruppo, facendo affidamento sulla profondità della rosa e sulla capacità di sopperire all’assenza del centrale.


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Walukiewicz sul Sassuolo: «Dobbiamo imparare molto dai nostri errori. Sulla gara di oggi…»

Sassuolo, Walukiewicz suona la carica: «Serve più concentrazione, impariamo da ogni errore»

Il Sassuolo esce sconfitto in extremis contro il Genoa e, nel post partita, a parlare è Sebastian Walukiewicz, uno dei protagonisti della retroguardia neroverde. Il difensore polacco ha analizzato con lucidità la prestazione della squadra, sottolineando la necessità di un approccio diverso e di una maggiore continuità nell’arco dei novanta minuti.

«Abbiamo sbagliato atteggiamento nel primo tempo – ha ammesso Walukiewicz – perdendo troppi duelli e seconde palle. In Serie A questi dettagli fanno la differenza, e se non entri subito con la giusta concentrazione rischi di compromettere la partita. Durante l’intervallo ci siamo parlati, abbiamo capito che bisognava cambiare qualcosa e infatti nella ripresa siamo entrati con un’altra mentalità. Purtroppo, perdere all’ultimo minuto fa sempre male, ma adesso dobbiamo guardare avanti e pensare già alla prossima gara».

Il difensore ha poi allargato il discorso alla crescita complessiva del Sassuolo, evidenziando come la squadra debba imparare da ogni episodio negativo per migliorare: «Ogni partita deve insegnarci qualcosa. Dobbiamo essere in grado di trarre insegnamento da ogni errore e capire che serve sempre fare di più. Il Sassuolo è una squadra giovane, ma abbiamo anche giocatori d’esperienza che possono dare l’esempio. Se vogliamo ottenere risultati importanti, dobbiamo lavorare meglio durante la settimana e mantenere la concentrazione alta per tutti i novanta minuti».

Le parole di Walukiewicz riflettono un clima di autocritica costruttiva in casa Sassuolo, che sta attraversando una fase di alti e bassi. Dopo un buon inizio di stagione, i neroverdi hanno perso qualche punto prezioso per disattenzioni e cali di tensione nei momenti chiave delle partite. L’obiettivo di mister Grosso è ritrovare equilibrio e solidità, qualità indispensabili per risalire la classifica e tornare a macinare gioco come nelle stagioni migliori.

L’impegno e la consapevolezza, però, non mancano. Lo stesso Walukiewicz ha ribadito la fiducia nel gruppo e nel progetto tecnico: «Siamo un gruppo unito, che lavora tanto. Abbiamo le qualità per fare molto meglio e lo dimostreremo già dalla prossima partita».

Il Sassuolo, dunque, vuole ripartire subito. La sconfitta con il Genoa brucia, ma può diventare il punto di svolta per una squadra che sa di avere le potenzialità per tornare protagonista in Serie A.

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Sassuolo, Grosso rammaricato: «Dobbiamo imparare dai nostri errori. E su Berardi voglio dire questo»

Sassuolo, Grosso amaro dopo la sconfitta col Genoa: «Serve imparare dagli errori»

La decima giornata di Serie A Enilive si è chiusa con una sconfitta pesante per il Sassuolo, battuto in casa dal Genoa nei minuti finali. Un ko che brucia, soprattutto per come è maturato, e che lascia l’amaro in bocca a mister Fabio Grosso, chiamato ora a rimettere ordine dopo un avvio di stagione altalenante.

Il tecnico neroverde, nel post partita, non ha nascosto la propria delusione: «In questo campionato se non offri prestazioni di livello è facile lasciare punti per strada. Oggi abbiamo commesso troppi errori di approccio, siamo stati superficiali nei duelli e nelle distanze, concedendo al Genoa diverse occasioni. Nella ripresa siamo entrati meglio, abbiamo pareggiato e avuto anche la chance per andare avanti con Thorstvedt, ma nel finale ci siamo fatti male da soli, commettendo un’ingenuità che ci è costata la partita».

Il Sassuolo, dopo il gol del momentaneo 1-1 di Berardi, sembrava aver trovato equilibrio e fiducia, ma la rete di Ostigard nel recupero ha condannato i neroverdi a una sconfitta difficile da digerire. Grosso, tuttavia, guarda avanti con spirito costruttivo: «Questa partita deve servirci da lezione. Dobbiamo capire che tipo di campionato è la Serie A: competitivo, fisico, dove non puoi abbassare la soglia d’attenzione nemmeno per un minuto. Sono convinto che possiamo e dobbiamo fare molto meglio».

Il tecnico ha poi sottolineato l’importanza di una crescita collettiva: «Quando la prestazione non è all’altezza, significa che ogni giocatore avrebbe potuto dare qualcosa in più. Il valore del Sassuolo è superiore a quanto mostrato oggi, ma solo lavorando con costanza e mentalità potremo dimostrarlo. Questa sconfitta lascia amarezza, ma anche un segnale chiaro su dove dobbiamo migliorare».

Anche Sebastian Walukiewicz, uno dei più positivi tra i neroverdi, ha analizzato con lucidità il momento: «Nel primo tempo abbiamo sbagliato atteggiamento, perdendo troppi duelli e seconde palle. Durante l’intervallo ci siamo parlati e abbiamo reagito meglio, ma perdere all’ultimo minuto fa male. Dobbiamo già pensare alla prossima».

Il difensore polacco ha poi concluso con un messaggio di fiducia per il gruppo: «Il Sassuolo è una squadra giovane ma con giocatori d’esperienza. Dobbiamo imparare da ogni partita, restare concentrati e lavorare più duramente. Se vogliamo raggiungere risultati importanti, serve più attenzione e determinazione».

Il Sassuolo dovrà ora rialzarsi subito: la prossima sfida sarà un banco di prova cruciale per capire la tenuta mentale e tecnica del gruppo di Grosso.

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Frendrup post Genoa Sassuolo: «Noi abbiamo dimostrato di essere ancora vivi. Criscito ha portato questo»

Frendrup si esprime così dopo il successo contro il Sassuolo. La situazione del centrocampista


Nel post-gara del successo del Genoa, il centrocampista danese Morten Frendrup ha voluto sottolineare l’importanza della vittoria ottenuta e il contributo sia del gruppo che dei tifosi. Frendrup si è presentato ai microfoni visibilmente soddisfatto, consapevole del momento che la squadra sta attraversando e dell’apporto che lui stesso può dare in campo.

«Siamo venuti qui per dimostrare che siamo vivi. Questa vittoria è un segnale forte per tutto il Genoa» ha dichiarato Frendrup, citando anche il lavoro del duo tecnico al quale il club si è affidato in questa fase di cambiamento. Il centrocampista ha evidenziato come la squadra abbia reagito alle difficoltà recenti, puntando su intensità, sacrificio e unità per ottenere un risultato che mancava da troppo tempo.

Frendrup ha voluto elogiare anche la carica trasmessa dal capitano e dagli elementi più esperti dello spogliatoio: «Criscito ha portato tanta energia, ci ha aiutato a mantenere la giusta mentalità. Ho dedicato la vittoria a tutta la squadra e ai nostri tifosi, che non ci hanno mai lasciato». Le sue parole mettono in luce il ruolo del leader e l’importanza di un gruppo coeso per superare momenti critici.

Il Genoa, con Frendrup in mediana, sembra aver ritrovato compattezza e lucidità nei momenti decisivi: il danese ha contribuito in entrambe le fasi del gioco, mostrando corsa, applicazione tattica e capacità di inserirsi con continuità. Questo mix lo rende un valore importante per il progetto rossoblù, che punta a uscire dalla zona più difficile della classifica con autostima e determinazione.

Il messaggio di Frendrup va oltre il risultato: «Sapevamo che dovevamo dare una risposta – ha aggiunto – e questo successo ci dà motivazione per le prossime partite». Con questa mentalità, il Genoa prova a rilanciarsi, consapevole che il cammino è ancora lungo ma convinto che possa costruire qualcosa di positivo se continuerà a lavorare con lo stesso spirito.

Insomma, Frendrup rappresenta quel tipo di giocatore che può fare la differenza nel Genoa: giovane ma già maturo, pronto a “sudare la maglia” e a mettere il suo impegno al servizio della squadra. In una fase in cui il club ha cercato di ricostruire, la sua presenza diventa simbolica di un nuovo corso.

La vittoria voluta e ottenuta dal Genoa assume quindi un significato più ampio: è un piccolo mattone per costruire stabilità, credibilità e fiducia verso un futuro più sereno. Frendrup, con le sue dichiarazioni e la prestazione in campo, incarnano questo cambio di passo: “Siamo vivi”, ha detto, e il Genoa ha mandato un chiaro messaggio a tutti.

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Murgita entusiasta: «Genoa, continuando a battagliare ci si può togliere grandi soddisfazione. Penso che…»

Murgita, allenatore del Genoa, ecco le dichiarazioni del tecnico rossoblu dopo la vittoria contro il Sassuolo


Il Genoa torna a respirare dopo settimane complicate. La vittoria ottenuta nell’ultima giornata di Serie A ha ridato entusiasmo e fiducia a tutto l’ambiente rossoblù. Al termine del match, il tecnico Murgita, visibilmente soddisfatto, ha sottolineato come questo successo rappresenti un segnale chiaro per il futuro: «Siamo vivi, e la vittoria di oggi è un segnale importante».

Il Genoa ha mostrato grinta, organizzazione e compattezza, elementi che nelle ultime partite erano mancati. Murgita, chiamato a guidare temporaneamente la squadra insieme a Criscito dopo l’esonero di Vieira, ha saputo trasmettere serenità e determinazione a un gruppo che aveva bisogno di ritrovare fiducia. «I ragazzi hanno dato tutto – ha dichiarato l’allenatore – e questo è ciò che conta. La risposta che aspettavamo è arrivata».

Sul campo si è visto un Genoa più equilibrato e maturo, capace di soffrire nei momenti giusti e di colpire con lucidità. La squadra ligure è riuscita a ribaltare un periodo negativo grazie a una prova di carattere, sostenuta da un pubblico straordinario che non ha mai smesso di incitare. Murgita ha elogiato in particolare lo spirito del gruppo: «Non era facile, ma i ragazzi hanno reagito da squadra vera. Questa vittoria è per loro e per i nostri tifosi».

Per il Genoa, la sfida vinta non è solo una questione di punti: è soprattutto una scossa emotiva. La classifica resta corta e difficile, ma la sensazione è che qualcosa si sia finalmente sbloccato. «Il lavoro quotidiano paga – ha ribadito Murgita – e se continuiamo su questa strada possiamo toglierci delle soddisfazioni».

Il tecnico rossoblù ha poi analizzato alcuni aspetti tattici, evidenziando la solidità difensiva e la maggiore precisione nelle ripartenze. Il Genoa, infatti, ha saputo gestire meglio i tempi della gara e ha mostrato un atteggiamento più propositivo, segno di una mentalità che sta cambiando.

Il successo, arrivato grazie alla rete nel finale, rappresenta per il Genoa una spinta vitale. Il club ligure, con la guida momentanea di Murgita, ha ritrovato compattezza e determinazione, elementi fondamentali per risalire la classifica. La parola d’ordine ora è continuità: il Genoa vuole dimostrare che questa vittoria non è un caso, ma l’inizio di una rinascita costruita su sacrificio, cuore e appartenenza ai colori rossoblù.


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Kevin De Bruyne rassicura i napoletani: «L’operazione è andata bene. Ecco quando tornerò»


Kevin De Bruyne rassicura i tifosi del Napoli: «L’operazione è andata bene, sto già lavorando per tornare»

Un messaggio carico di positività e determinazione quello condiviso da Kevin De Bruyne, centrocampista del Napoli, che ha voluto aggiornare i tifosi sulle proprie condizioni fisiche dopo l’intervento chirurgico. Attraverso un post pubblicato sul suo profilo ufficiale X (ex Twitter), il fuoriclasse belga ha rassicurato tutti sulle sue condizioni, confermando che l’operazione è perfettamente riuscita e che la riabilitazione è già cominciata.

«Ciao a tutti, come sapete sarò fuori per un po’. La buona notizia è che l’operazione è andata alla perfezione. Il mio ritorno in attività è già iniziato! Grazie per tutti i messaggi! 💙», ha scritto De Bruyne, accompagnando le parole con una foto sorridente, simbolo del suo spirito combattivo.

L’ex Manchester City, arrivato al Napoli durante l’ultima finestra di mercato, ha subito un infortunio muscolare che lo costringerà a un periodo di stop forzato. Una tegola importante per la formazione partenopea, che puntava molto sulla sua qualità e sulla sua esperienza internazionale per dare solidità e visione di gioco alla mediana di Mazzarri. Tuttavia, l’atteggiamento positivo del giocatore e il suo rapido impegno nella riabilitazione lasciano ben sperare tutto l’ambiente.

Nei commenti al suo post, i tifosi del Napoli hanno risposto con migliaia di messaggi di incoraggiamento. Cuori azzurri, parole di sostegno e promesse di attesa: «Ti aspettiamo presto, campione», scrive qualcuno; «Torna più forte di prima», aggiunge un altro. Segno evidente di quanto il belga sia già entrato nel cuore del pubblico partenopeo, nonostante il poco tempo trascorso all’ombra del Vesuvio.

Secondo quanto trapela dall’ambiente medico del club, De Bruyne seguirà un percorso personalizzato di recupero, monitorato quotidianamente dallo staff sanitario. L’obiettivo è riportarlo in campo in totale sicurezza, senza forzare i tempi. La speranza è che possa tornare a disposizione entro i primi mesi del nuovo anno, magari per la parte decisiva della stagione.

Il suo messaggio, oltre a rassicurare i tifosi, testimonia ancora una volta la mentalità da leader che ha sempre contraddistinto Kevin De Bruyne: un campione abituato ad affrontare le difficoltà con determinazione e serenità. Il Napoli lo aspetta, consapevole che il suo ritorno potrà rappresentare un vero e proprio valore aggiunto nella corsa ai vertici della Serie A e in Europa.

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Ancelotti si esprime: «Nessuno mette in dubbio le capacità di Neymar, ma su di lui penso questo»

Le scelte di Carlo Ancelotti in vista della qualificazione ai Mondiali 2026. Il punto del tecnico del Brasile


Il ct della nazionale brasiliana, Carlo Ancelotti, ha annunciato la lista dei convocati per il tour di qualificazioni ai Mondiali 2026. Tra i nomi spiccano alcune sorprese, ma anche assenze importanti. Ancelotti ha parlato apertamente delle sue scelte e della strategia che intende seguire alla guida della Seleção.

Le scelte di Ancelotti: sorprese e assenze

Nella lista presentata da Ancelotti figura il difensore Carlos Augusto, insieme ad alcuni giocatori della Serie A che vestono la maglia verdeoro. Tuttavia, una delle notizie più commentate riguarda l’esclusione di Neymar Jr. Ancelotti ha motivato la scelta sottolineando: «Nessuno mette in discussione le sue qualità, qui si parla di tenuta fisica».

Ancelotti e l’approccio strategico

«Ho già parlato con Neymar, contiamo su di lui, ma serve essere al 100 %» ha confessato Ancelotti presentando la convocazione. Il tecnico italiano vuole costruire un gruppo solido e competitivo, e considera questo momento utile per approfondire il rapporto con i giocatori meno affermati, costruendo così una squadra affidabile per il futuro. «La squadra può migliorare ancora sotto il profilo della qualità del gioco e dell’intensità, abbiamo il tempo per farlo» ha dichiarato Ancelotti, pronto alla sua avventura brasiliana.

Il ruolo degli “italiani” nella lista

Tra i convocati di Ancelotti figurano anche giocatori che militano in Italia o che hanno esperienze nel nostro campionato. Questo testimonia il legame del tecnico con il calcio italiano e la sua intenzione di valorizzare talenti globali con esperienza europea.

Obiettivo Mondiale e nuovo corso

Con la voglia dichiarata da Ancelotti di vincere il mondiale alla guida del Brasile — «Sono qui per questo, la storia lo richiede» — la nazionale verdeoro punta a rilanciarsi sotto una guida italiana che vuole dare continuità e nuove ambizioni.

Le reazioni e le implicazioni

Le scelte di Ancelotti hanno già cominciato a suscitare dibattito: la mancata convocazione di Neymar genera discussione, mentre l’inserimento di profili emergenti e meno consueti appare come una strategia a medio/lungo termine. Il tecnico ha ribadito che ogni decisione è basata su scelte tecniche e condizioni fisiche: «Non ho bisogno di testare Neymar, lo conosco bene».

In conclusione, Ancelotti sta impostando il suo Brasile con ambizione e competenza, puntando su un mix tra esperienza e rinnovamento. La lista dei convocati, la strategia e le dichiarazioni del tecnico assegnano al progetto verdeoro nuove prospettive, sotto la guida italiana di un allenatore che vuole lasciare il segno.


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Pagelle Sassuolo Genoa, ecco i TOP e FLOP del match di Serie A


Pagelle Sassuolo Genoa 1-2: Ostigard e Malinovskyi trascinano il Grifone, Berardi non basta

Il Genoa centra la sua prima vittoria in campionato grazie a un gol nei minuti di recupero, infliggendo una battuta d’arresto al Sassuolo. La partita sembrava destinata al pareggio, ma la capocciata di Ostigard al 93′ decide il match, regalando tre punti pesantissimi ai rossoblù.

Il Genoa, con la coppia Criscito-Murgita in panchina e sostituti momentanei di Vieira, sorride finalmente: la squadra lascia l’ultimo posto al Verona e prepara il terreno per l’arrivo di De Rossi sulla panchina. I rossoblù passano in vantaggio al 18′ con un gran tiro da fuori di Malinovskyi, prima che il Sassuolo trovi il pari al 47′ con Berardi, che sfrutta una spizzata maldestra di Vitinha su calcio d’angolo e firma il suo 150° gol con la maglia neroverde. Nel finale, Vasquez sfiora il raddoppio, ma è Ostigard a realizzare il gol decisivo su punizione di Martin.

Ecco le Pagelle Sassuolo Genoa con qualche aggiornamento nei voti:

Top & Flop Sassuolo

  • Berardi 6,5 – Raggiunge quota 150 gol con il Sassuolo, ma non riesce a incidere sul risultato finale.
  • Muharemovic 6 – Buona prestazione difensiva, ma qualche imprecisione nei passaggi.
  • Koné 6 – Tecnica interessante, peccato per la sostituzione anticipata.
  • Muric 5 – Non interviene sul tiro di Malinovskyi, unico errore pesante.
  • Walukiewicz 5,5 – Sottoposto a pressione dai rossoblù, migliora nel secondo tempo.
  • Laurienté 5,5 – Prova generosa ma poca incisività davanti, soffre la fisicità degli avversari.

Top & Flop Genoa

  • Malinovskyi 7,5 – Gol spettacolare e prestazione sempre pericolosa tra le linee.
  • Ostigard 7 – Partita solida e decisiva con il gol del successo.
  • Norton-Cuffy 7 – Dominante fisicamente e bravo tecnicamente, in crescita.
  • Vasquez 5,5 – Si perde Berardi sul gol, qualche imprecisione nel gioco.
  • Vitinha 5,5 – Troppo ingenuo sulla spizzata che porta al pareggio.
  • Colombo 6 – Movimenti interessanti, ma manca precisione sotto porta.

Arbitro Feliciani 6,5 – Gestione severa ma corretta, vicino all’azione senza mai strafare.

Il match conferma l’importanza di singoli decisivi come Malinovskyi e Ostigard, mentre il Sassuolo dovrà riflettere sugli errori difensivi. Queste Pagelle Sassuolo Genoa evidenziano come il Grifone sia pronto a scalare la classifica con la nuova gestione tecnica in arrivo.


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Gaetano su Cagliari Lazio: «Vogliamo giocarcela alla pari contro i biancocelesti. La situazione è questa»

Gaetano si esprime così prima di Cagliari Lazio. Ecco le dichiarazioni dell’attaccante rossoblu


In vista della sfida di Serie A tra Cagliari e Lazio, Gianluca Gaetano, centrocampista del Cagliari, ha parlato nel pre partita mostrando determinazione e concentrazione. Intervistato da DAZN, il giovane talento rossoblù ha voluto sottolineare l’approccio che la sua squadra adotterà contro i biancocelesti guidati da Maurizio Sarri.

«Siamo venuti qui per fare una partita di coraggio senza avere paura della Lazio, ce la metteremo tutta – ha dichiarato Gaetano –. C’è voglia di vittoria perché non vinciamo da cinque partite, sarebbe un’opportunità importante. Pisacane ha una carica incredibile, è pazzesco». Le parole del centrocampista mettono in evidenza la determinazione del Cagliari, pronto a confrontarsi con la qualità e l’esperienza della Lazio.

Per il Cagliari, affrontare la Lazio significa misurarsi con una squadra organizzata, solida e in grado di gestire i momenti chiave della partita. Nonostante ciò, Gaetano sottolinea che il gruppo rossoblù vuole entrare in campo con fiducia e mentalità positiva, cercando di imprimere il proprio gioco e sfruttare ogni occasione: «Ce la metteremo tutta», ha ribadito, evidenziando quanto sia importante non avere timori reverenziali di fronte a un avversario di alto livello.

Il centrocampista ha anche voluto elogiare la leadership di Fabio Pisacane, pilastro dello spogliatoio, capace di trasmettere carica e motivazione ai compagni. Secondo Gaetano, la presenza di figure come Pisacane può fare la differenza in momenti delicati della partita, soprattutto contro squadre come la Lazio, abili a punire qualsiasi distrazione.

La sfida tra Cagliari e Lazio rappresenta dunque un’occasione per il Cagliari di interrompere il digiuno di risultati e rilanciare le proprie ambizioni in campionato. Dall’altra parte, la Lazio cercherà di confermare la propria solidità e continuità, provando a mettere in mostra qualità tecnica e organizzazione tattica.

Gaetano e compagni puntano a una prestazione di carattere, consapevoli che affrontare la Lazio senza paura e con grinta può essere l’arma in più per ottenere punti preziosi. La partita si annuncia intensa, combattuta e con spunti interessanti sia sul piano tattico che emotivo, con la Lazio come banco di prova per la determinazione e la qualità del Cagliari.


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Cataldi pre Cagliari Lazio: «Qualcosa è successo dopo quella partita. Ecco qual è il nostro obiettivo»

Cataldi prima di Cagliari Lazio, le dichiarazioni del giocatore biancoceleste


In vista della partita di Serie A tra Cagliari Lazio, Danilo Cataldi ha parlato nel pre partita, analizzando la condizione della squadra e le aspettative per la gara. Il centrocampista biancoceleste, intervistato dai microfoni di DAZN, ha espresso la propria visione sulla squadra e sul momento che sta attraversando: «Non so se è cambiato qualcosa dopo il derby. E’ una buona Lazio nelle prestazioni, ci manca qualcosa in più anche partendo da davanti. Speriamo di riuscire a fare una buona partita».

Le parole di Cataldi arrivano in un momento cruciale per la squadra di Sarri, che punta a consolidare il proprio percorso in campionato. La sfida contro il Cagliari rappresenta un banco di prova importante per verificare la capacità della Lazio di trasformare le prestazioni positive in risultati concreti. Il centrocampista evidenzia come, nonostante la qualità mostrata in campo, sia necessario un piccolo salto di qualità, soprattutto in attacco, per conquistare i tre punti.

Il match tra Cagliari Lazio vedrà la Lazio affrontare una squadra determinata a difendere il proprio territorio e a ottenere punti preziosi in chiave salvezza. Cataldi sottolinea l’importanza di mantenere concentrazione e organizzazione sin dai primi minuti: «Speriamo di riuscire a fare una buona partita». Questo approccio dimostra come la squadra sia consapevole delle difficoltà che il Cagliari può creare, soprattutto in casa, ma resti fiduciosa nelle proprie possibilità.

Oltre al piano tattico, le dichiarazioni di Cataldi evidenziano anche il ruolo della coesione e della fiducia all’interno dello spogliatoio. Il centrocampista rappresenta un punto di riferimento per i compagni, pronto a guidare la squadra in entrambe le fasi del gioco e a dare equilibrio al reparto di mezzo. La sua esperienza sarà fondamentale per gestire le fasi più complesse della partita e per supportare l’attacco della Lazio.

In definitiva, la partita di oggi tra Cagliari Lazio rappresenta un’occasione per consolidare la fiducia dei biancocelesti, dimostrare compattezza e migliorare l’efficacia offensiva. Cataldi invita tutti a rimanere concentrati e a dare il massimo, sottolineando l’importanza di questa sfida sia per la classifica che per la crescita della squadra.

Con queste premesse, la sfida contro il Cagliari diventa molto più di un semplice incontro di campionato: è un momento per mostrare progressi, determinazione e unità, con l’obiettivo di riportare la Lazio ai risultati che la squadra merita, davanti ai propri tifosi.


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Yildiz Juve, Spalletti non ha dubbi: «Domani ci sarà, mi ricorda Kvara. Lo disturbano forse i rientri di 100 metri ma…»

Yildiz Juve, il tecnico dei bianconeri Luciano Spalletti svela in vista della sfida di domani: «Domani ci sarà, mi ricorda Kvara»

Alla vigilia della sfida, lunedì 3 novembre, Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alle 18.15 per presentare il match. Calcionews24 ha seguito LIVE le sue dichiarazioni, ecco un piccolo estratto:

PAROLE – «La cosa importante è chiedere a quella persona dove piace giocare. Lui mi ha detto che gli piace il centro sinistra-fascia e vanno bene tutte e due. Lui è bravo se gioca seconda punta, da esterno. Lo disturbano forse i rientri di 100 mt, ma i giocatori bravi si adattano anche a questo.»

YILDIZ – «Sarà a disposizione. Io sono stato fortunato e ho avuto qualche grande giocatore, sicuramente Kvara gli somiglia e ha caratteristiche simili. Quello che ha avuto meno visibilità di quelli che ho allenato è stato Di Natale che tirava fuori delle robe in allenamento e in partita… Ora con i video rivedo delle giocate bellissime. Yildiz è uno di quelli che in fondo alla stagione ci riempie Instagram tutti con belle giocate»

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