Pagina 265 – Calcio News 24

Calciomercato Barcellona, summit con il Manchester City per Haaland: ecco il colpo scelto per il dopo Lewandowski

Calciomercato Barcellona, Haaland nel mirino: il candidato Font tratta con il City per il post Lewandowski. I dettagli

La corsa alla presidenza del Barcellona vive un’accelerazione clamorosa: nella serata di ieri è arrivata la mossa destinata a spostare consensi e a incendiare il confronto tra Joan Laporta e Víctor Font. Il fronte di Font ha infatti avviato un contatto diretto con il Manchester City per discutere nientemeno che di Erling Haaland, uno dei giocatori più ambiti del pianeta.

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Un incontro che pesa nella campagna elettorale

Secondo quanto riportato da Sport, due uomini chiave dello staff di Font — Carles Planchart e Xavier Aguilar, quest’ultimo candidato a diventare direttore sportivo — hanno incontrato al Four Seasons di Madrid il CEO del City Ferran Soriano e il ds Hugo Viana. Un summit riservato, ma sufficiente a far esplodere il dibattito in Catalogna.

L’obiettivo: il dopo-Lewandowski

Il Barcellona dovrà presto affrontare il tema dell’eredità di Robert Lewandowski, in scadenza a giugno e destinato a lasciare il club. L’idea di Font è ambiziosa: tentare l’assalto a Haaland, legato al City fino al 2034 ma al centro di voci su un possibile addio anticipato. Una trattativa complessa, quasi utopica, ma che ha già avuto un primo contatto formale.

Mossa reale o strategia elettorale?

Il fronte Font parla di una direzione sportiva “attivissima”, impegnata in viaggi e incontri con vari club e pronta a offrire garanzie importanti a Hansi Flick, tecnico individuato per il nuovo ciclo. Resta però il dubbio: si tratta di un vero tentativo di mercato o di una mossa studiata per colpire l’immaginario dei soci?

La risposta arriverà solo nei prossimi mesi, ma una cosa è certa: nella battaglia per la presidenza, il nome di Haaland è diventato l’arma più pesante sul tavolo.

Atalanta, tifosi da applausi! Il disastro di Tudor con il Tottenham, senza dimenticare l’emozione di Osimhen. Le contro pagelle di Calcionews24 di Andrea Bargione – VIDEO

Atalanta, tifosi da applausi! Il crollo di Tudor e l’emozione di Osimhen nelle contro pagelle di Andrea Bargione per Calcionews24 – VIDEO

Altro giro e altra corsa: il quadro settimanale del calcio internazionale offre una serie di episodi bellissimi, surreali, drammatici o semplicemente incredibili, capaci di raccontare meglio di qualsiasi analisi quanto questo sport resti imprevedibile: le contro‑pagelle di Andrea Bargione raccontano il meglio e il peggio degli ultimi sette giorni.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

VOTO 0 — Allarme missilistico in diretta Champions

Paura in Qatar durante il programma UCL su BeIN Sports: il conduttore riceve sul cellulare un allarme missilistico nel bel mezzo della trasmissione. Momenti di tensione, lui resta incredibilmente calmo.

VOTO 1 — Brasile, 23 espulsioni

Maxi rissa senza precedenti tra Atlético Mineiro e Cruzeiro: 23 espulsioni totali. Una pagina di pura follia calcistica.

VOTO 4 — Disastro Tudor al Tottenham

Contro l’Atletico Madrid prende 4 gol in 22 minuti. Sceglie Kinsky titolare: due papere, lacrime e sostituzione immediata per far rientrare Vicario. Serata da incubo.

VOTO 5 — Eccellenza, partita di un minuto

Vittoria–Polisportiva Gioiosa dura appena 60 secondi: gli ospiti sono contati, un infortunio lampo li lascia in inferiorità e l’arbitro sospende subito il match.

VOTO 7 — Sneijder immortale

A sette anni dal ritiro e dopo un reality per rimettere in forma gli ex campioni, Wesley Sneijder torna clamorosamente in campo… in quarta serie olandese. Iconico.

VOTO 9 — Osimhen in lacrime

Tifosi del Galatasaray da brividi: omaggio commovente a Osimhen e alla madre scomparsa. E’ successo prima della sfida col Liverpool. Il bomber piange, e non è il solo.

VOTO 10 — Atalanta, applausi dopo il 6-1

Dopo il ko europeo, lo stadio applaude a scena aperta. Un esempio di cultura sportiva riconosciuto anche dagli avversari.

Esonero Tudor, la panchina degli Spurs trema dopo il ko con l’Atletico: la posizione del Tottenham sul tecnico ex Juve è sempre più delicata

Esonero Tudor, la posizione del Tottenham si fa sempre più critica dopo il tracollo con l’Atletico: il futuro del tecnico croato è appeso a un filo

La situazione in casa Tottenham è precipitata rapidamente, trasformando l’arrivo di Igor Tudor in una delle crisi tecniche più discusse del panorama europeo. Subentrato da poche settimane a Thomas Frank, il tecnico croato si ritrova già al centro della bufera dopo tre sconfitte consecutive che hanno fatto scivolare gli Spurs a un solo punto dalla zona retrocessione. L’ambiente è teso, la fiducia vacilla e ogni scelta dell’allenatore viene passata al microscopio.

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Una gestione contestata: il caso Vicario–Kinsky

Il punto di rottura è arrivato nella notte di Champions League contro l’Atletico Madrid. In una decisione che ha lasciato attoniti tifosi e addetti ai lavori, Tudor ha escluso il titolare Guglielmo Vicario per schierare il ventiduenne Antonin Kinsky. La scelta si è rivelata disastrosa: due errori clamorosi del giovane portiere hanno regalato altrettanti gol alla squadra di Simeone, trasformando la partita in un incubo. La reazione del tecnico ha alimentato ulteriori polemiche: Kinsky è stato sostituito prima dell’intervallo, un gesto interpretato come una punizione pubblica. L’allenatore non lo ha nemmeno consolato all’uscita dal campo, attirando critiche durissime da ex portieri come Joe Hart e Peter Schmeichel, che hanno definito il trattamento “disumano”.

Le spiegazioni di Tudor e un ambiente che non si calma

Nel post-partita Tudor ha provato a difendere le proprie scelte, sostenendo che Vicario fosse troppo sotto pressione e che la decisione di puntare su Kinsky fosse comunque quella che rifarebbe. Le sue parole, però, non hanno convinto né la stampa né lo spogliatoio, già scosso da una gestione percepita come rigida e imprevedibile. Il rapporto con Vicario appare incrinato, mentre la squadra sembra aver perso sicurezza proprio nel momento più delicato della stagione.

Panchina in bilico e futuro incerto

Oggi la posizione di Tudor è più fragile che mai. Le voci di un possibile esonero si moltiplicano e la società valuta scenari alternativi per evitare un tracollo sportivo che avrebbe conseguenze pesantissime. Il tecnico croato si gioca tutto nelle prossime partite: solo una vittoria immediata potrebbe rallentare la tempesta che si è abbattuta su di lui. Con la squadra in difficoltà e lo spogliatoio scosso, il futuro degli Spurs passa da una domanda semplice ma cruciale: Tudor riuscirà a invertire la rotta prima che sia troppo tardi?

Cagliari, l’infermeria resta piena: emergenza continua e tanti indisponibili in vista della sfida con il Pisa

Cagliari, problemi senza sosta: l’emergenza infortuni pesa sulla sfida con il Pisa, ecco il quadro aggiornato

Il Cagliari si avvicina alla trasferta di Pisa in condizioni tutt’altro che ideali, con una lista di indisponibili che complica i piani di Fabio Pisacane. Secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, saranno otto gli assenti, compreso lo squalificato Esposito, un numero che riduce sensibilmente le rotazioni a disposizione dell’allenatore in vista del 29° turno di Serie A. La gestione delle energie e dei recuperi diventa quindi un elemento centrale nella preparazione del match.

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Situazione infortuni: Gaetano in leggero miglioramento

Una piccola nota positiva arriva da Gianluca Gaetano, che ha svolto parte dell’allenamento con il gruppo, segnale incoraggiante ma non ancora sufficiente per garantirne la presenza contro il Pisa. Lo staff medico mantiene un approccio prudente per evitare ricadute: il centrocampista verrà valutato giorno per giorno e la rifinitura di sabato sarà decisiva per capire se potrà essere convocato. L’obiettivo resta quello di non forzare rientri che potrebbero compromettere il finale di stagione.

Deiola, Mazzitelli e Mina: spiragli per un recupero

Anche Deiola, Mazzitelli e Mina proseguono con programmi personalizzati. Pur avendo lavorato ancora individualmente, le sensazioni sul loro recupero sono moderatamente positive. Come per Gaetano, però, ogni decisione verrà presa solo dopo un’analisi approfondita delle condizioni fisiche, con la priorità di evitare rischi inutili. Il Cagliari, dunque, si prepara a una trasferta complessa con una rosa ridotta, sperando di recuperare almeno uno dei giocatori chiave nelle prossime ore.

Infortunio Rovella, ai box fino all’estate: la frattura alla clavicola prolunga un’annata già tormentata, le ultime

Infortunio Rovella, rientro solo in estate: una stagione segnata dagli stop continua a complicarsi, ecco il quadro aggiornato

La stagione di Nicolò Rovella si sta trasformando in un percorso a ostacoli, segnata da continui problemi fisici che ne hanno compromesso la continuità. Dopo mesi condizionati dalla pubalgia, gestita tra terapie conservative e dubbi sul trattamento più adatto, il centrocampista della Lazio è stato costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico. A complicare ulteriormente il quadro è arrivata poi la frattura della clavicola, un infortunio che lo terrà lontano dal campo per un periodo stimato in circa tre mesi.

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Tempi di recupero e percorso riabilitativo

L’operazione alla clavicola, eseguita il 23 febbraio, prevede una prima fase di immobilizzazione: fino al 19 marzo Rovella dovrà indossare un tutore per stabilizzare l’area interessata. Solo successivamente potrà iniziare il lavoro di riabilitazione con lo staff medico biancoceleste. Il rientro in gruppo potrebbe avvenire intorno al secondo mese, ma il ritorno alle competizioni richiederà più tempo, soprattutto per recuperare sicurezza nei contrasti. Alla luce di queste tempistiche, la sua presenza nel finale di stagione appare tutt’altro che scontata.

Il messaggio social e la forza mentale del giocatore

Nonostante le difficoltà, Rovella ha voluto mandare un segnale di vicinanza e determinazione attraverso i propri canali social, condividendo un messaggio simbolico che esprime fatica, resilienza e attaccamento ai colori biancocelesti. Un gesto semplice ma significativo, che racconta la volontà del giocatore di non arrendersi e di continuare a lottare per tornare protagonista, in una delle annate più complicate della sua giovane carriera.

Inter Atalanta, Chivu ritrova Thuram per San Siro: la situazione degli infortunati e le ultime su Calhanoglu e Lautaro

Inter Atalanta, segnali positivi per il recupero di Thuram: novità rilevanti su Lautaro e Calhanoglu in vista del match

La preparazione alla sfida contro l’Atalanta porta finalmente qualche buona notizia per Cristian Chivu. L’emergenza offensiva dell’Inter si attenua grazie al recupero di Marcus Thuram, che ha smaltito l’influenza e si candida a partire titolare. Restano invece tempi più lunghi per i giocatori fermi da settimane, mentre la situazione in difesa è legata alle condizioni di Alessandro Bastoni, alle prese con una botta alla tibia: il difensore proverà a esserci, ma in caso di dolore persistente potrebbe essere sostituito da Carlos Augusto nel terzetto arretrato.

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Accanto al rientro di Thuram, Chivu valuta anche il rilancio di Denzel Dumfries, apparso particolarmente motivato dopo essersi presentato ad Appiano Gentile persino nel giorno di riposo. L’olandese, già rientrato con due spezzoni contro Bodo/Glimt e Milan, è un serio candidato a una maglia da titolare dopo oltre quattro mesi di assenza. L’infermeria resta però affollata per due elementi chiave: Lautaro Martínez e Hakan Calhanoglu continuano a lavorare a parte e, salvo sorprese, il loro rientro tra i convocati è atteso per la trasferta di Firenze, immediatamente prima della sosta per le nazionali.

In questo quadro, l’Inter si prepara a difendere il primato affidandosi al recupero di Thuram e alla possibile spinta di Dumfries, mentre per riabbracciare il capitano e il regista turco servirà ancora qualche settimana. La gestione delle energie e dei rientri diventa così un fattore decisivo in vista del confronto con l’Atalanta e del prosieguo della corsa scudetto.

Spalletti Juve, i bianconeri preparano il nuovo accordo: due soluzioni per blindare il progetto con l’allenatore toscano

Spalletti Juve, avanti insieme: sul tavolo due opzioni contrattuali per il nuovo patto tecnico, ecco i dettagli

La Juventus si muove per consolidare il proprio progetto tecnico e la permanenza di Luciano Spalletti appare sempre più vicina. Secondo le ultime indicazioni, club e allenatore hanno già raggiunto un’intesa di massima e la firma è considerata imminente. L’unico punto ancora da definire riguarda la durata del contratto: si valuta un accordo annuale con opzione fino al 2028 a circa 6 milioni più bonus, oppure un biennale a cifre leggermente inferiori. Spalletti, arrivato a ottobre, sembra però più interessato alla qualità del progetto e dei futuri rinforzi che alla lunghezza del vincolo.

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La continuità tecnica non distoglie l’attenzione dal campo, dove la Juventus si prepara alla trasferta contro l’Udinese con il rientro di Dusan Vlahovic. Un successo in Friuli permetterebbe ai bianconeri di superare Como e Roma, salendo momentaneamente al quarto posto. L’obiettivo resta la qualificazione alla Champions League 2026-27, fondamentale per garantire almeno 70 milioni di introiti e determinare il reale margine di manovra sul mercato estivo. La conferma del tecnico non è in discussione, ma la portata degli investimenti dipenderà interamente dal piazzamento finale.

Le prossime dieci partite definiranno dunque non la guida tecnica, già considerata salda, ma il livello degli acquisti che la società potrà permettersi per tornare competitiva ai massimi livelli. La fiducia tra Spalletti e la dirigenza è totale e la fumata bianca sul rinnovo dovrebbe arrivare prima dei verdetti definitivi, a conferma di un rapporto solido e di un progetto già tracciato.

Rinnovo Modric, il Milan resta in attesa: fiducia crescente in una risposta positiva dal campione croato

Rinnovo Modric, il Milan resta in attesa: cresce l’ottimismo per una risposta positiva del campione croato

Luka Modric resta il punto di riferimento tecnico e carismatico del centrocampo rossonero, ma il suo futuro non è ancora definito. Arrivato al Milan la scorsa estate con un contratto annuale, il croato dispone di un’opzione per prolungare fino al 2027. La dirigenza attende con fiducia una sua decisione, che dovrebbe arrivare solo al termine della stagione, mentre il giocatore continua a ribadire la propria serenità e concentrazione sul lavoro quotidiano.

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Le parole pronunciate dopo il derby vinto contro l’Inter hanno rassicurato l’ambiente, confermando il forte legame con lo spogliatoio e la stima di Massimiliano Allegri. La società considera Modric una figura centrale per il progetto tecnico, soprattutto in vista del ritorno in Champions League, e non ha intenzione di forzare i tempi. La sua eventuale conferma rappresenterebbe la base su cui costruire la squadra del prossimo anno.

Parallelamente, il club monitora profili alternativi come Leon Goretzka, pur mantenendo come priorità assoluta il rinnovo del numero dieci. La presenza allo stadio di ex compagni come Sergio Ramos testimonia il crescente interesse attorno al progetto milanista, con Modric che continua a esserne il principale ambasciatore in campo.

Mercato Lazio, tra valutazioni e nodi irrisolti: il futuro di diverse pedine resta un’incognita

Mercato Lazio, tra riscatti, dubbi e strategie: restano aperti i dossier su più giocatori. Le ultimissime in casa biancoceleste

La Lazio ha già avviato le riflessioni in vista del mercato estivo, concentrandosi in particolare sul reparto offensivo. La società valuterà il futuro di tutti gli attaccanti, con l’unica eccezione di Ratkov, considerato già parte del progetto. Diversa la posizione di Daniel Maldini: il suo riscatto diventerà automatico solo in caso di qualificazione all’Europa League, altrimenti l’operazione andrà ridiscussa.

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Sul fronte delle punte, Dia verrà riscattato dalla Salernitana per circa 11 milioni al termine del prestito biennale, mentre la posizione di Noslin resta aperta dopo il tentativo del Monaco a gennaio, bloccato dalla formula del prestito senza obbligo. Le decisioni definitive dipenderanno dalle strategie societarie, dai controlli di bilancio e dalle indicazioni tecniche, soprattutto in vista della prossima stagione.

Nonostante oltre 50 milioni investiti negli ultimi anni su Castellanos, Noslin, Dia e Ratkov, la Lazio non ha ancora trovato un vero erede di Immobile. Il serbo ha faticato a trovare spazio, Noslin è stato utilizzato a fasi alterne e nessuno ha garantito continuità realizzativa. Per questo in estate potrebbe riaprirsi la caccia a un nuovo centravanti, con scelte decisive per il futuro del reparto.

Italia, Gattuso ha scelto su chi puntare per i playoff: ecco i probabili convocati!

Italia, Gattuso ha scelto su chi puntare per i playoff: ecco i probabili convocati! L’anticipazione della Gazzetta e la data dell’ufficialità

Il commissario tecnico Gattuso sta ultimando la lista per i playoff mondiali. L’Italia sfiderà l’Irlanda del Nord e, in caso di successo, la vincente tra Galles e Bosnia. Il gruppo azzurro comprenderà circa 27 o 28 elementi. Queste le probabili convocazioni del ct secondo la Gazzetta dello Sport.

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Nelle gerarchie a centrocampo, Pisilli risulta in netto vantaggio rispetto ai compagni Frattesi e Ricci. Sulla trequarti ci sarà invece spazio per Zaccagni, inserito nella rosa a causa del recente infortunio patito da Vergara, che inizialmente figurava nell’elenco ufficiale.

Le convocazioni definitive saranno diramate venerdì 20. Il raduno della Nazionale è fissato per la serata di domenica 22 presso il centro sportivo di Coverciano, dove inizierà ufficialmente la preparazione.

PORTIERI (4) Donnarumma, Vicario, Carnesecchi e Meret (Caprile)
DIFENSORI CENTRALI (6) Mancini, Gatti, Bastoni, Scalvini, Calafiori e Buongiorno (Coppola)
ESTERNI (5) Politano, Palestra, Cambiaso, Dimarco e Spinazzola (Udogie, Bellanova)
CENTROCAMPISTI (6/7) Locatelli, Verratti, Tonali, Cristante, Barella e Pisilli (Frattesi, Ricci)
ALI-TREQUARTISTI (1) Zaccagni (Orsolini, Maldini, Chiesa)
ATTACCANTI (5) Kean, Retegui, P. Esposito, Scamacca e Raspadori

Manchester United, occhi su Murillo per puntellare la difesa: la strategia per convincere il Nottingham Forest

Manchester United, occhi su Murillo per puntellare la difesa: la strategia per convincere il Nottingham Forest e la richiesta fatta da Carrick

Il Manchester United sta già preparando il terreno per la stagione 2024/2025, con l’obiettivo di tornare a competere per il titolo di Premier League e ottenere la qualificazione diretta alla Champions League. Attualmente terzi in campionato, dietro l’Arsenal e il Manchester City, i Red Devils sono alla ricerca di rinforzi per alzare il livello della squadra e affrontare al meglio le sfide future. In particolare, la difesa sembra essere il reparto che necessita di maggiore attenzione, e la dirigenza ha messo nel mirino alcuni giocatori chiave.

Murillo nel mirino del Manchester United

Secondo quanto riportato da I Paper, il Manchester United avrebbe già individuato un obiettivo di mercato per rafforzare la sua retroguardia. Il nome che spicca è quello di Murillo, difensore centrale del Nottingham Forest. Il brasiliano, che ha impressionato per le sue prestazioni in Premier League, potrebbe essere uno dei principali rinforzi per i Red Devils durante il prossimo mercato estivo. Classe 2002, Murillo ha dimostrato grande solidità difensiva e una buona capacità di leggere il gioco, caratteristiche che potrebbero essere molto utili al tecnico Michael Carrick, il quale ha sempre cercato di costruire una squadra solida e competitiva in fase difensiva.

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Il futuro del centrale brasiliano

La trattativa per Murillo potrebbe aprirsi a fine stagione, con il Manchester United pronto a investire per acquisire il giovane talento brasiliano. La valutazione del difensore, attualmente in forza al Nottingham Forest, potrebbe essere influenzata dalla sua crescente popolarità e dalle buone prestazioni in Premier League. La dirigenza dei Red Devils sta monitorando attentamente la situazione, poiché Murillo rappresenta un’opportunità di mercato interessante, sia per le sue qualità difensive che per il suo potenziale di crescita.

Con il suo arrivo, Michael Carrick potrebbe finalmente completare il puzzle difensivo del Manchester United, offrendo al club una solida base per puntare a obiettivi ancora più ambiziosi nella stagione successiva.

Calciomercato Inter, addio al 3-5-2! Chivu punta su quei due innesti per cambiare il centrocampo

Calciomercato Inter, addio al 3-5-2! Chivu punta su quei due innesti per cambiare il centrocampo: la richiesta fatta dal tecnico per il prossimo anno

Cristian Chivu sta progettando una vera e propria rivoluzione tattica all’Inter. Dopo aver utilizzato il 3-5-2 nelle ultime stagioni, il tecnico rumeno ha deciso che è il momento di cambiare. Secondo quanto riportato da Tuttosport, Chivu vuole costruire un gioco più offensivo e dinamico, con una mediana a quattro e due trequartisti dietro la punta. Il primo obiettivo per questo nuovo modulo è Leon Goretzka, centrocampista del Bayern Monaco.

La nuova visione tattica di Chivu

Il cambio di rotta tattico di Chivu mira a dare più libertà offensiva ai suoi giocatori. Seppur il 3-5-2 abbia garantito solidità e coesione alla squadra, spesso limitava la creatività dei singoli. Come scrive Tuttosport, Chivu vuole implementare una struttura più offensiva, ridisegnando in particolare il centrocampo. Il sistema che potrebbe adottare sarebbe un 3-4-2-1, mantenendo la solidità difensiva ma con maggiore spazio per la fantasia. Tuttavia, la difesa a tre rimarrà inalterata in alcune zone, come nel caso della sinistra, dove Alessandro Bastoni e Federico Dimarco sono diventati punti fermi.

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Goretzka, il rinforzo ideale per la mediana

Leon Goretzka, centrocampista tedesco del Bayern Monaco, è il profilo ideale per il centrocampo dell’Inter. Classe 1995, Goretzka ha annunciato che a fine stagione lascerà il Bayern, a parametro zero, con l’intenzione di continuare la sua carriera all’estero. Nonostante non abbia giocato molto nelle ultime partite di Champions League, l’Inter ha già avuto dei contatti con il suo entourage. La presenza di Piero Ausilio e Dario Baccin a Bergamo per assistere alla sfida tra Atalanta e Bayern Monaco suggerisce l’interesse concreto del club nerazzurro per il centrocampista tedesco. Tuttavia, la concorrenza per Goretzka è forte, e non sarà facile per l’Inter assicurarsi il suo ingaggio.

Con l’arrivo di Goretzka, Chivu potrebbe finalmente dare all’Inter quel mix di solidità e dinamismo di cui ha bisogno per competere ad alti livelli, sia in Italia che in Europa.

Moratti svela: «Potevo diventare presidente del Napoli. Scudetto? L’Inter deve correre di più!»

Moratti svela: «Potevo diventare presidente del Napoli. Scudetto? L’Inter deve correre di più!». Le parole dell’ex presidente nerazzurro

Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, ha commentato la crisi del calcio italiano. Nessun club ha superato gli ottavi in Europa, subendo pesanti eliminazioni. Una flessione imbarazzante rispetto al passato. Sulla lotta scudetto, considera rassicurante l’attuale vantaggio in classifica dei nerazzurri. Ha avvertito la squadra di non farsi intimorire dalla caduta contro il Milan. Serve recuperare la forma fisica per trionfare. Infine, ha rivelato un retroscena sul Napoli. Anni fa declinò l’acquisto della società per profondo rispetto verso l’intera piazza campana, giudicando l’idea inopportuna. Ha poi esaltato il lavoro della dirigenza per la salvezza. Queste le sue dichiarazioni a Radio Kiss Kiss.

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SUL MOMENTO DIFFICILE DELLE ITALIANE IN EUROPA«Non siamo messi benissimo però comunque in questi anni in una maniera o nell’altra si è partecipato alla Champions portando le squadre italiane abbastanza avanti. Poi dopo ci sono state batoste come quella dell’Inter in finale, piuttosto che l’impossibilità da parte della Juve di vincere la Coppa dei Campioni. Ci eravamo comportati abbastanza bene. Questa volta mi sembra una situazione molto imbarazzante, non c’è una squadra italiana che sia andata oltre gli ottavi e per di più perdendo male».

LA VITTORIA DEL MILAN NEL DERBY HA RIAPERTO LA LOTTA SCUDETTO? «Guardandolo così c’è tutta la distanza necessaria per poter far bene, a meno che l’Inter si impaurisca. Allora questo potrebbe creare dei problemi. Se comincia ad avere paura, allora le cose possono girare male. Devi assolutamente considerare questo vantaggio, necessario per poter vincere il campionato tranquillamente, e bisogna rimanere in forma fisicamente, al di là dell’aspetto psicologico: l’Inter deve correre di più di quello che sta facendo adesso».

SULLA POSSIBILITA’ CHE HO AVUTO IN PASSATO DI ACQUISTARE IL NAPOLI?«Mi fu fatta questa proposta da un altro presidente di Serie A, ma mi sembrava un’invadenza antipatica: il Napoli si doveva salvare con qualcuno che facesse come poi ha fatto De Laurentiis. La cosa era capitata ed era bellissima, ma allo stesso tempo c’era rispetto per Napoli».

Bastoni Barcellona, l’allarme dalla Spagna per l’Inter: Deco ha incontrato l’agente del difensore! Lo scenario

Bastoni Barcellona, l’allarme dalla Spagna per l’Inter: Deco ha incontrato l’agente del difensore nerazzurro! Occhio allo scenario per l’estate

L’Inter potrebbe vivere una vera e propria rivoluzione in estate, con diversi giocatori della rosa di Cristian Chivu finiti nel mirino di grandi club europei. Tra i possibili partenti figura Alessandro Bastoni, difensore centrale che da tempo attira l’attenzione del Barcellona. La sua situazione è monitorata con interesse, e come riferito da Sport, ci sono già stati contatti tra il giocatore e il club catalano.

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Il Barcellona pronto a trattare per Bastoni

Secondo quanto riportato da Sport, Deco, l’ex giocatore del Barcellona e ora dirigente, ha incontrato l’agente di Bastoni all’inizio di quest’anno. L’incontro aveva lo scopo di comprendere le intenzioni del difensore e sondare la possibilità di un trasferimento a giugno. La discussione sembra essere andata molto bene, con Bastoni che si sarebbe dichiarato disponibile a trasferirsi al club blaugrana. Tuttavia, le trattative con l’Inter potrebbero essere complicate. Il club nerazzurro chiede una cifra superiore ai 70 milioni di euro per il centrale italiano, ma il Barcellona ritiene che esistano margini per abbassare il prezzo finale, anche se al momento non è stato ancora avviato un negoziato ufficiale. La questione verrà trattata con priorità dopo le elezioni al Barcellona, ma la trattativa sembra promettere sviluppi positivi.

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Un futuro incerto per Bastoni

Il contratto di Bastoni con l’Inter è ancora valido, ma il difensore classe 1999 potrebbe essere tentato dalla possibilità di affrontare una nuova esperienza in un club di prestigio come il Barcellona. Le trattative sono ancora in fase preliminare, ma la situazione sembra destinata a evolversi nei prossimi mesi. Con il Barcellona pronto a fare sul serio, l’Inter dovrà decidere se cedere Bastoni, uno dei suoi difensori più affidabili, o se trattenerlo per rinforzare ulteriormente la squadra.

Il futuro del difensore potrebbe, quindi, essere un tema caldo nelle prossime settimane, con il mercato estivo che si preannuncia ricco di trattative anche per i nerazzurri.

Sacchi crede nel Milan: «7 punti dall’Inter sono tanti ma possono farcela! Ecco chi può essere l’uomo chiave per lo scudetto»

L’ex allenatore del Milan, Arrigo Sacchi, ha voluto dire la sua sulla corsa allo scudetto che coinvolge i rossoneri e la capolista Inter

Intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore del Milan, Arrigo Sacchi, si è espresso così in merito alla lotta al vertice che potrebbe essersi riaperta dopo la vittoria ottenuta dai rossoneri nel derby di campionato contro l’Inter.

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MILAN«Il Milan ha la possibilità di rimettersi pienamente in corsa per lo scudetto e anche di vincerlo. Ha una struttura di squadra molto solida e la vittoria nel derby ha sicuramente dato entusiasmo a tutto l’ambiente. Certo, sette punti da recuperare sono parecchi: ci vogliono tre partite e non è semplice perché i rossoneri dovrebbero vincerle tutte e l’Inter fare un solo punto. Però l’impresa è nelle corde della squadra di Allegri. L’Inter ha un solo dovere: fare punti e mantenere il distacco».

INTER«Lo scudetto è l’unico obiettivo rimasto e quindi i nerazzurri daranno l’anima per arrivare al traguardo. Però confesso che li ho visti in leggero calo rispetto ad altri periodi della stagione. Sarà colpa delle assenze, forse, o sarà che sono meno determinati ed efficaci di prima. Per questa ragione devono fare attenzione: incappare in una serie negativa è un attimo e poi uscirne diventa un problema».

IL GIOCATORE DECISIVO PER L’INTER«Il giocatore che può aiutare l’Inter a correre verso lo scudetto è sicuramente Lautaro. Dei quattro attaccanti è il migliore, inoltre è il capitano, è un uomo-spogliatoio ascoltato e rispettato. Mi aspetto qualche cosa in più da Barella, che non mi sembra al top della condizione».

QUELLO DEL MILAN «Nel Milan non ho dubbi: l’uomo chiave è Modric, è lui che fa girare la squadra e che trascina. Se il fisico lo sosterrà, ma non vedo perché dovrebbe tradirlo proprio ora, penso che il suo contributo sarà fondamentale. E se poi Leao si dà una svegliata e comincia ad avere quella continuità che finora gli è mancata, allora il discorso scudetto non è chiuso».

Mercato Milan, Allegri a pranzo con Furlani per programmare il futuro: svelate le richieste del tecnico su come spendere i 100 milioni di budget!

Mercato Milan, Allegri a pranzo con Furlani per programmare il futuro: ecco le richieste fatte dal tecnico in vista del prossimo anno

La preparazione del Milan alla stagione 2026/27 è ufficialmente iniziata con un pranzo strategico che ha visto protagonisti il tecnico Massimiliano Allegri e l’amministratore delegato Giorgio Furlani. In questa riunione, che ha avuto luogo due giorni dopo la vittoria nel derby contro l’Inter, si è discusso del futuro tecnico e delle mosse di mercato per rinforzare la squadra. La serenità che regnava durante l’incontro è stata importante, un segno di coesione tra l’area sportiva e quella finanziaria. L’obiettivo è comune: portare il Milan ai vertici del calcio europeo, con scelte condivise che guideranno le prossime operazioni.

La Champions e il mercato: i piani per il futuro

Una delle priorità per il Milan è la qualificazione alla Champions League, che potrebbe portare nelle casse del club circa 60 milioni di euro. Come sottolineato da La Gazzetta dello Sport, questi ricavi sono cruciali non solo per l’ambizione sportiva, ma anche per la sostenibilità economica del club. A questa cifra si aggiungeranno i guadagni derivanti dalle cessioni e dai riscatti dei calciatori in prestito, portando il totale a circa 100 milioni di euro. Questa somma sarà utilizzata per rinforzare ogni reparto della squadra con giocatori di qualità che possano diventare titolari di peso per il futuro.

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Gli obiettivi di mercato: Kean, Vlahovic, e rinforzi in difesa e centrocampo

Nel reparto offensivo, il Milan ha messo nel mirino Moise Kean, attaccante della Fiorentina, già noto ad Allegri per la sua esperienza alla Juventus. Un’alternativa per il reparto avanzato è Dusan Vlahovic, in scadenza con la Juventus al termine della stagione. In difesa, Massimiliano Allegri ha richiesto un rinforzo che già aveva chiesto durante il mercato invernale: il centrale Kim Min-jae, ex pilastro del Napoli e ora al Bayern Monaco, con l’alternativa Mario Gila della Lazio. Infine, per il centrocampo, il Milan sta valutando l’ingaggio di Leon Goretzka, esperto centrocampista del Bayern Monaco che potrebbe arrivare a parametro zero, anche in attesa di una decisione finale da parte di Luka Modric. Con questi movimenti, il Milan vuole alzare il livello della propria squadra per competere ad alti livelli internazionali.

Mercato Juve, spunta un nuovo nome per la porta dall’Inghilterra: svelata la strategia bianconera. Un’altra squadra di Serie A sullo sfondo

Mercato Juve, la dirigenza bianconera lavora per rinforzare la porta sfruttando una strategia precisa, ma la concorrenza non manca

Il mercato entra nel vivo secondo Tuttosport, Emiliano Martinez si candida a diventare il nome di punta per la porta bianconera. La dirigenza valuta con attenzione il profilo del numero uno dell’Aston Villa, che ritiene concluso il proprio ciclo in Inghilterra. Le valutazioni sul contratto sono iniziate: si ipotizza un accordo di 3 anni, con un ingaggio intorno ai 5 milioni netti. Questo investimento confermerebbe la ferma volontà del club bianconero di innalzare il livello della rosa. L’arrivo del portiere dipenderà dalle uscite, con le posizioni di Michele Di Gregorio e Mattia Perin in bilico per sbloccare l’operazione.

L’asse con l’Aston Villa potrebbe scaldarsi nuovamente, dopo gli affari legati a Samuel Iling-Junior ed Enzo Barrenechea. La chiave per arrivare a Martinez potrebbe essere rappresentata da Douglas Luiz. Il brasiliano si trova in prestito ai Villans, con diritto di riscatto fissato a 25 milioni più bonus. La società inglese vorrebbe trattenere il giocatore in caso di qualificazione in Champions League, ma punta a ottenere uno sconto. Questa esigenza potrebbe favorire la dirigenza, permettendo di inserire il numero uno in una trattativa più ampia per abbassare le pretese economiche.

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La corsa per il portiere non è priva di ostacoli. Sullo sfondo resta il Manchester United, che aveva già cercato il giocatore in passato. Anche l’Inter ha registrato un contatto esplorativo tra Piero Ausilio e l’agente Gustavo Goni. Aggiunge spunti la precisa richiesta di Luciano Spalletti, che ha sottolineato la necessità di innesti di grande personalità, identikit perfetto per il profilo analizzato. Le dinamiche insegnano che le situazioni evolvono rapidamente e la dirigenza resta pronta a cogliere l’occasione giusta per portare il calciatore a difendere i colori del club bianconero.

Non solo Stankovic, 50 milioni: l’Inter ha già deciso il secondo acquisto

Il serbo tornerà alla base, ma non sarà il solo volto nuovo: pronti sessanta milioni per il colpo inseguito da oltre un anno dall’Inter

C’è fermento intorno all’Inter. Chivu e i suoi ragazzi proveranno a blindare lo scudetto nelle prossime partite, partendo dalla difficile sfida contro l’Atalanta. Vincere il campionato è l’obiettivo primario, la vera ossessione in casa nerazzurra, anche perché quella che nascerà a luglio sarà un’Inter profondamente diversa da quella di quest’anno.

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Per alcuni dei calciatori oggi all’Inter, compresi alcuni big, sarà l’unica occasione per vincere a San Siro ed allora testa e gambe soltanto sul campo per tutti. Non per Marotta e Ausilio che lavorano già sul calciomercato: Stankovic junior è il primo acquisto già deciso dalla società. I ventitré milioni di euro del controriscatto saranno versati al Bruge per riportare il centrocampista serbo a casa.

Con Calhanoglu al passo d’addio, così come Mkhitaryan e Frattesi, anche la media sarà profondamente rinnovata ed allora soltanto Stankovic non basterà. C’è un nome in cima alle preferenze di Marotta ed è proprio per quel nome che l’Inter è pronta a fare anche un sacrificio economico.

L’Inter non molla Koné: il piano di Marotta

Manu Koné è il grande obiettivo di mercato per il centrocampo nerazzurro. Cercato già la scorsa estate, il francese continua ad essere un pallino di Marotta ed Ausilio che a giugno torneranno alla carica con la Roma.

Kone Inter
Kone grande obiettivo dell’Inter (Instagram Manu Kone) – Calcionews24.com

Per Koné Oaktree è pronta anche a fare un sforzo economico, mettendo sul piatto quei cinquanta milioni di euro che potrebbero spingere la società capitolina a dire sì. Le alternative non mancano, partendo da quel Mandela Keita che Chivu conosce bene avendolo allenato a Parma. Ma è Koné il vero, grande obiettivo per l’Inter e da Milano sono pronti anche a qualche sforzo pur di convincere la Roma a cederlo e battere la concorrenza estera, Psg su tutti.

Nell’affare così potrebbe entrare anche Frattesi, da tempo in orbita giallorossa, un profilo gradito anche a Gasperini: scambio più conguaglio a favore dei capitolini per rendere l’offerta ulteriormente attraente e sbaragliare la concorrenza. Potrebbe essere questo il piano di Marotta per convincere la Roma e regalare Koné a Chivu. Il nome giusto per rivoluzionare il centrocampo dell’Inter: un francese per blindare la mediana e fare la squadra ancora più forte.

Magari per continuare a vincere, quello che Lautaro e compagni dovranno fare in questo finale di stagione: conquistare il tricolore, il migliore degli addii per alcuni big. I sostituti sono già alla porta.

Capello sicuro: «Gattuso è l’allenatore giusto per la Nazionale. In Italia abbiamo un grosso problema»

Fabio Capello ha analizzato il momento della nostra Nazionale dando fiducia a Gattuso, ma spiegando il problema che persiste in Italia

Fabio Capello dalle pagine de La Gazzetta dello Sport, analizza il decadimento tecnico e tattico del movimento italiano che ha tutte le squadre italiane fuori agli ottavi di Champions League e una Nazionale che rischia di restare fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva.

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IL RAPPORTO TRA CLUB E STRANIERI«La connessione c’è e comincia dal valore degli stranieri. Ai miei tempi, quando giocavo, studiavo sempre Luis Suarez, il migliore di tutti, oltre a Bulgarelli che aveva qualche anno più di me. Erano esempi. Erano maestri. Quando ero allenatore, avevamo in Italia i migliori del mondo. Oggi ci sono Modric, Rabiot e pochi altri. E quelli buoni buoni li vendiamo, mentre una volta, fino al 2010 almeno, venivano tutti qui perché eravamo un riferimento. Senza quell’esempio, i nostri non possono migliorare».

UN GROSSO PROBLEMA «La carenza assoluta di giocatori italiani in A. Gli stranieri occupano quei posti, anche se modesti. Pensiamo davvero che siano tutti superiori ai nostri? Certo, dovessimo fallire il terzo Mondiale, non avrei dubbi: vuol dire che tutte le politiche sul nostro calcio giovanile sono state sbagliate. Da noi, gli allenatori vogliono vincere anche con i ragazzini».

LO SPETTACOLO«Non è mai facile premiare lo spettacolo. Quando allenavo il Madrid, avevo Hierro che faceva un lancio di 50 metri per Roberto Carlos che cambiava fascia e la dava a Beckham: dribbling, cross e gol in quattro tocchi. Dall’altra parte c’era una squadra che segnava con venticinque passaggi. Chi era più spettacolare? Credo però che fosse più difficile segnare con quattro passaggi lunghi…».

GATTUSO «È la persona giusta. Spero solo che abbia tutti i migliori a disposizione. Deve tirar fuori l’orgoglio che abbiamo perso per strada. Non voglio più vedere una squadra amorfa e senz’anima come quella dell’ultimo Europeo, però s’è già visto che Gattuso ha dato senso di appartenenza e voglia di lottare. Deve fare in modo che diano il massimo».

LA NAZIONALE«La qualità non è eccelsa ma buona. In attacco e a centrocampo siamo a posto, i problemi sono dietro, non abbiamo grandissimi marcatori puri. Dovremo stare attenti ad angoli e cross in area»

GATTUSO HA DETTO CHE NON SI DEVE AVERE PAURA«Bravissimo. Era esattamente quello che doveva dire. Alle spalle la sconfitta, è stata un episodio, dimentichiamola subito. Riproviamo tutti assieme. Con rispetto per Irlanda del Nord, Galles e Bosnia siamo più forti noi, a patto di essere al cento per cento. Il vero avversario siamo noi stessi. E comunque cominciamo già con un vantaggio. La prima si gioca a Bergamo dove un pubblico eccezionale darà una spinta unica. Darà forza»

LA DIFFERENZA DI RITMO CON GLI ALTRI CAMPIONATI – «Bella domanda. Io vedo la palla scorrere lenta, vedo i nostri giocatori che corrono un po’ ma non scattano mai, vedo che giochiamo laterale e non in verticale. Abbiamo preteso di copiare il Barcellona di Guardiola e l’abbiamo fatto male, anche perché qualità e tecnica sono inferiori. Pensiamo solo al possesso, dimenticando che il possesso deresponsabilizza: basta l’appoggio a quello accanto. E anche gli arbitri hanno colpe. Siamo l’unico paese in cui uno infortunato si butta a terra pestando i pugni e il gioco si ferma subito. La velocità è frenata dagli arbitri: non esistono più contrasti e gioco fisico, un giocatore appena sfiorato si butta a terra. Al Var spesso non conoscono le dinamiche del gioco, qualche giocatore al video non farebbe male. E un’altra cosa: ci siamo inventati il fallo con il pestone. Ma lei, ai miei tempi, negli anni Settanta, ricorda un fallo fischiato per un pestone? Ma basta».

SE ANDRA’ MALE VIA GATTUSO«Qualcuno dovrà pagare e potrebbe essere lui, perché un colpevole viene cercato sempre. Anche se non ha colpe. Mentre resteranno quelli che hanno fatto danni ai settori giovanili, quelli delle scuole di Coverciano, quelli che ci hanno ridotti così».

Probabili formazioni Inter Atalanta, Bastoni ancora in dubbio? La gestione di Chivu per lui e Calhanoglu

Probabili formazioni Inter Atalanta, Bastoni ancora in dubbio? La gestione di Chivu per lui e Calhanoglu: i due verso il rientro?

L’Inter continua la preparazione in vista della sfida di sabato contro l’Atalanta, in programma alle 15 a San Siro. I nerazzurri si allenano con l’obiettivo di ottenere i tre punti per proseguire la corsa verso i vertici della classifica, ma ci sono ancora alcuni dubbi riguardanti le condizioni fisiche di due giocatori fondamentali: Alessandro Bastoni e Hakan Calhanoglu.

Bastoni: incertezze per la sua presenza

Il difensore centrale Alessandro Bastoni non ha ancora recuperato completamente dalla forte contusione alla tibia subita nel derby contro il Milan. Nonostante ieri il giocatore abbia lavorato a parte, il tecnico Cristian Chivu si prenderà gli ultimi due giorni di allenamento per valutare se il difensore potrà essere convocato per la sfida contro l’Atalanta. Le sue condizioni verranno monitorate fino all’ultimo momento, con la speranza che possa tornare a disposizione per la partita. La decisione finale spetterà a Chivu, che non vuole correre rischi, come riportato da La Gazzetta dello Sport.

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Calhanoglu: miglioramenti, ma prudenza

Per quanto riguarda Hakan Calhanoglu, il centrocampista turco sta migliorando notevolmente dopo un risentimento all’adduttore destro che lo aveva costretto a fermarsi. I progressi sono evidenti, ma la cautela resta d’obbligo. La priorità per Chivu è che il giocatore sia al 100% della forma fisica prima di riportarlo in campo. Se non dovesse essere completamente recuperato, è probabile che il turco non venga rischiato sabato, con l’obiettivo di preservarlo per le sfide successive.

Thuram pronto a tornare titolare

Buone notizie arrivano invece per Marcus Thuram, che, dopo aver superato un episodio di febbre che lo aveva costretto a saltare il derby, è pronto a tornare titolare. Il francese riprenderà il suo posto in attacco, al fianco di Pio Esposito, per affrontare l’Atalanta. La sua presenza è cruciale, e l’allenatore Chivu si aspetta da lui una prestazione di qualità per supportare l’attacco della squadra.

Mentre Lautaro Martinez resta ancora ai margini, seguendo il lavoro della squadra dall’infermeria, l’Inter si prepara a una partita fondamentale, con la speranza che i suoi giocatori recuperino in tempo per essere tutti a disposizione per il match contro l’Atalanta.

Mercato Inter, Calhanoglu sempre più lontano dai nerazzurri: le ultime. Possibile addio anche per Mkhitaryan? L’indiscrezione di Moretto

Mercato Inter, il centrocampo nerazzurro è al centro di importanti valutazioni di mercato, con aggiornamenti cruciali su Calhanoglu e Mkhitaryan

La dirigenza nerazzurra dovrà affrontare nodi fondamentali in vista della sessione estiva e l’attenzione principale riguarda il contratto di Hakan Calhanoglu, la cui permanenza non è affatto certa. Tutto si deciderà nei prossimi due mesi. Queste le parole di Fabrizio Romano sul centrocampista turco.

ROMANO SU CALHANOGLU «Negli scorsi video vi ho raccontato di Hakan Calhanoglu e della possibilità concreta di separarsi dall’Inter e che dipenderà dai prossimi due mesi. Più che un discorso di risultati sportivi o infortuni, è un discorso legato al rinnovo. O l’Inter e Calhanoglu si accordano sul rinnovo entro fine stagione oppure, se si entrerà nel mercato estivo senza prima aver prolungato il contratto, c’è la serissima probabilità di separarsi già in estate ma c’è un’altra questione da affrontare e riguarda Mkhitaryan. L’età è un fattore, ogni settimana circolano voci diverse, si parla di permanenza sicura o di un addio, tante voci, ecco cosa ci risulta».

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Le dinamiche contrattuali si intrecciano inevitabilmente con la complessa pianificazione a lungo termine. Le indiscrezioni si concentrano infatti anche sull’armeno, il cui orizzonte sportivo appare in bilico. Si parla insistentemente di un potenziale addio o di una conferma, creando incertezza in tutta la piazza. Le scelte della società dovranno essere ponderate con estrema attenzione per mantenere gli equilibri tattici della squadra completamente intatti.

A completare il quadro sulle strategie future interviene un’ulteriore analisi. Le riflessioni si spingono fino alla clamorosa eventualità di un ritiro definitivo dal calcio giocato.

MORETTO SU MKHITARYAN «Mkhitaryan non è ancora sicuro che resti all’Inter l’anno prossimo. Non è stata ancora presa una decisione definitiva, le parti ne discuteranno seriamente verso la fine della stagione ma, ad oggi, è più un tema legato a cosa vuole fare Mkhitaryan che starebbe anche valutando di appendere gli scarpini al chiodo. Occhio, non è ancora deciso il futuro di Mkhitaryan all’Inter e le parti ne discuteranno verso il finire della stagione».

Zaniolo racconta: «Le ragazzate del passato? Sono cambiato. Dopo la doppietta al Porto dovevo tenere i piedi per terra, sul mio futuro…»

L’attaccante dell’Udinese, Nicolò Zaniolo, si racconta così in vista della sfida contro la Juventus, tornando su alcuni aneddoti della propria carriera

Nicolò Zaniolo è tornato sulla scena della Serie A con entusiasmo e sulle pagine de La Gazzetta dello Sport lo esprime in una bella intervista.

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LE CICATRICI – «Tante, troppe. Due operazioni alle ginocchia, crociato destro e sinistro, la rottura del metatarso del piede sinistro. È stata dura, eh. A Bergamo partii indietro per il metatarso. E non riuscivo a dare quello che voleva Gasperini. Ho fatto fatica. Alla Fiorentina mi aspettavo andasse diversamente, ho più rimpianti per la Viola».

I PROBLEMI DEL PASSATO – «Ragazzate. Qualche ritardo di troppo io e Moise Kean. Ero leggero. Ma sono cambiato. Noi siamo idoli per i bambini, dobbiamo dare esempi positivi. La sua bellezza è oggettiva, ma è brava con i figli. È buona, è la parte che ragiona in casa. Io ho il fuoco dentro. Ci conosciamo da quando avevo 18 anni e cinque anni fa ho capito che era la donna della vita. C’è sempre stata nei momenti più duri. Come il mio agente Claudio Vigorelli».

ROMA – «A Roma ho comprato due case, credo che da grande ci vivrò. Mi ha dato tanto. Seguo la squadra, anche se è finita male. Un’emozione incredibile. Ma quella coppa è di tutti, non l’ho fatta vincere io. L’abbiamo conquistata dai playoff col Trabzonspor, lavorando da luglio. Maestro. Gestisce alla perfezione, in campo e fuori. Ed è alla mano. Lo sento».

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IL MITO TOTTI – «È un campione, un fenomeno, una leggenda. Uno dei tre 10 italiani, con Baggio e Del Piero. Ho avuto la fortuna di conoscere Francesco e ho capito l’importanza che ha. E non ho saputo gestire il momento dopo l’esordio in Champions e la doppietta al Porto. Dovevo tenere i piedi per terra».

GLI IDOLI – «Kakà, a Roma giocavo col 22 per lui».

UDINE – «Riconoscenza totale. A giugno non mi voleva nessuno. Loro ci hanno creduto. Cercavano uno al posto di Thauvin. Pozzo e Nani sanno come lavorare. Con Nani c’è un bel rapporto. Udine mi ha accolto benissimo e sono felice di starci».

IL FUTURO – «Al Gala sono stato bene e ho fatto doppietta nel derby col Fenerbahçe vincendo poi il titolo. Ma ora non penso a nient’altro che a star qui. Sento la fiducia, mi sento apprezzato e parte di un progetto».

LE GIOVANILI DELL’INTER – «Andai prima a Firenze a 10 anni. All’Inter ho vinto tutto a livello giovanile. Dovevo stare in prima squadra, invece giocai più in Primavera e a Stefano Vecchi devo tanto. Mi usava da mezzala».

IL SUO RUOLO – «Una seconda punta. Che gioca più tra le linee. Prima ero più esplosivo e istintivo. Ed ero io contro tutti. Ora ragiono e supporto la punta. Meglio ora».

RUNJAIC – «Diretto. Preferisco una brutta verità che una bella bugia».

LA JUVE SABATO – «Una grande squadra: Spalletti le ha dato un’identità precisa, ma noi siamo determinati».

Calciomercato Juve, Lewandowski strizza l’occhio ai bianconeri e accende le speranze dei tifosi! Gli altri nomi

Calciomercato Juve, Lewandowski strizza l’occhio ai bianconeri e accende le speranze dei tifosi! Gli altri obiettivi per l’attacco

La Juventus sta già progettando il proprio attacco per la stagione 2026/27, con alcune manovre che potrebbero cambiare radicalmente la linea offensiva. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, i bianconeri sono pronti a fare il grande passo, con il nome di Robert Lewandowski, centravanti del Barcellona, che spicca tra i possibili innesti.

Lewandowski a parametro zero: il sondaggio della Juventus

Nonostante il contratto in scadenza con il club catalano, Lewandowski non ha ancora preso una decisione definitiva sul suo futuro. Il polacco, che ha segnato innumerevoli gol con Bayern Monaco prima di approdare al Barcellona, è uno degli attaccanti più ricercati d’Europa, e la Juventus non vuole lasciarsi sfuggire questa opportunità. La Vecchia Signora ha sondato il terreno per un trasferimento a parametro zero, un’opzione che affascina, ma che potrebbe essere ostacolata dalle richieste economiche elevate del giocatore e dalle voci che parlano di un possibile futuro negli Stati Uniti.

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Il giovane talento Kovacs: un prospetto da tenere d’occhio

Oltre all’esperto Lewandowski, la Juventus sta anche seguendo con attenzione il talento classe 2007 Bendeguz Kovacs, attualmente all’AZ Alkmaar. Kovacs, un attaccante di 199 centimetri proveniente dall’Ajax e dal Debrecen, ha già impressionato in Youth League con 9 gol in 6 partite. Considerato un prospetto molto interessante, Kovacs è seguito anche da altri grandi club, come il Borussia Dortmund e l’Aston Villa. La Juventus ha messo gli occhi su di lui e, con una valutazione intorno ai 5 milioni di euro, potrebbe inserirsi nella corsa per portarlo a Torino.

Openda a Torino: un altro rinforzo per l’attacco

Nel frattempo, un altro nome da tenere sotto osservazione è Lois Openda, che ha recentemente preso casa nella villa che fu di Cristiano Ronaldo. Con il suo impatto in Serie A, l’attaccante belga sta dimostrando di essere una potenziale aggiunta interessante per la rosa bianconera.

La Juventus, dunque, sta lavorando su più fronti per rinforzare il proprio attacco, con il sogno di arrivare a giocatori di qualità, sia esperti che promettenti, per affrontare al meglio le sfide future in campionato e nelle competizioni europee.

Mercato Inter, il centrocampo si rifà il look! Pronto il ritorno di fiamma per Koné e c’è l’ok di Chivu per un altro colpo!

Mercato Inter, il centrocampo si rifà il look! Pronto il ritorno di fiamma per Koné e c’è l’ok di Chivu per un altro colpo! Sarà rivoluzione in estate

L’Inter di Cristian Chivu resta totalmente concentrata sul finale di stagione e sulla corsa allo Scudetto. L’obiettivo immediato è chiaro: chiudere il campionato nel modo migliore e trasformare il vantaggio accumulato in un titolo che avrebbe un peso enorme. Allo stesso tempo, però, il club sta già lavorando sottotraccia anche sulla prossima annata. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, il futuro interista è già cominciato, perché la dirigenza sa bene che la rosa attuale andrà ritoccata in modo significativo. Alcuni addii sembrano inevitabili per ragioni anagrafiche o contrattuali, ma potrebbero esserci anche partenze meno scontate, in un’estate che si annuncia molto movimentata.

Chivu chiede un’Inter più fisica e affamata

L’idea della società è quella di costruire una squadra più intensa, più robusta e con maggiore freschezza atletica, in linea con le richieste dello stesso Chivu. Il tecnico vuole un gruppo più “tosto”, in grado di reggere meglio i duelli e di avere più impatto soprattutto nelle zone decisive del campo. Per questo la dirigenza starebbe ragionando su rinforzi in aree precise: centrocampo, difesa e perfino porta. In mezzo al campo, in particolare, l’intenzione sarebbe quella di aggiungere chili, centimetri e capacità di strappo, caratteristiche considerate fondamentali per alzare il livello competitivo. L’Inter vuole quindi rinnovarsi senza perdere identità, cercando di aprire un nuovo ciclo che possa nascere dalle basi lasciate da un gruppo che, negli ultimi anni, ha regalato tante soddisfazioni ma ha anche mostrato qualche segnale di logoramento.

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Koné resta un obiettivo, Stankovic jr è la mossa già pronta

Sempre secondo la ricostruzione della rosea, uno dei nomi più graditi a Chivu per la mediana resta Manu Koné, centrocampista francese della Roma, profilo apprezzato per forza fisica, dinamismo e capacità di abbinare quantità e qualità. L’Inter non avrebbe mai smesso di seguirlo e potrebbe tornare a farsi avanti nei prossimi mesi, anche approfittando delle necessità del club giallorosso sul piano economico. Accanto a questa pista, c’è poi una mossa considerata già ben impostata: il club sarebbe infatti pronto a investire 25 milioni di euro per riportare a casa Aleksandar Stankovic, giovane centrocampista serbo classe 2005, figlio d’arte e talento su cui la società crede molto. L’idea è quella di aggiungere alla rosa un prospetto di alto profilo, pronto a crescere all’interno del nuovo progetto nerazzurro.

Como, Fabregas mette le ali! Diao e Rodriguez per sfidare la Roma e sognare la Champions: il possibile piano tattico

Como, Fabregas mette le ali! Diao e Rodriguez per sfidare la Roma e sognare la Champions: l’idea tattica per battere Gasperini

Il Como di Cesc Fabregas, allenatore spagnolo che ha dato identità e coraggio alla squadra lariana, si avvicina a una delle partite più pesanti della sua stagione. La sfida di domenica contro la Roma vale moltissimo nella corsa europea e, come sottolinea La Gazzetta dello Sport, si annuncia prima di tutto come una battaglia tattica tra due tecnici che curano ogni dettaglio. Da una parte Fabregas, dall’altra Gian Piero Gasperini, allenatore giallorosso noto per il suo calcio aggressivo e per le marcature a uomo. In mezzo, una partita che potrebbe essere decisa soprattutto sulle corsie esterne, terreno sul quale il Como ha costruito gran parte della propria crescita in questo campionato.

Le fasce possono decidere la partita e Diao può tornare titolare

Secondo l’analisi della rosea, il grande dubbio di Fabregas riguarda il sistema di partenza: continuare con la difesa a quattro oppure scegliere una linea a tre per rispondere meglio alle mosse della Roma. Il focus principale resta però lo stesso: vincere i duelli sugli esterni. Se il tecnico dovesse confermare il suo assetto più classico, sulla destra potrebbe affidarsi a Smolcic, difensore croato più attento nella fase di contenimento, per limitare la spinta avversaria. In quel caso, davanti a lui, potrebbe rivedersi dal primo minuto Diao, esterno offensivo rapido e diretto, gestito con prudenza nell’ultima uscita. Sul lato opposto, invece, uno dei punti più interessanti potrebbe essere la catena formata da Valle, terzino mancino con spinta costante, e Jesus Rodriguez, ala offensiva capace di alternare ampiezza e accentramento con ottima efficacia.

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L’alternativa è la difesa a tre con un attacco senza riferimenti fissi

Fabregas, però, potrebbe anche decidere di mettersi a specchio, riproponendo la difesa a tre già vista in altre gare di alto livello. In questo scenario, il Como costruirebbe un assetto più elastico, con esterni a tutta fascia come Van der Brempt e Vojvoda, chiamati a garantire sia copertura sia spinta. Cambierebbe anche il volto offensivo della squadra: non più una linea rigida alle spalle della punta, ma un reparto mobile e senza riferimenti fissi, con giocatori come Nico Paz, trequartista argentino di qualità, Baturina, rifinitore croato tecnico e creativo, e Caqueret, centrocampista francese bravo a legare il gioco, pronti ad alternarsi nella zona centrale. L’obiettivo sarebbe chiaro: non offrire punti di riferimento alla pressione della Roma e provare a colpirla proprio dove la struttura giallorossa può diventare più vulnerabile.

Italia, la Nazionale si aggrappa a Gattuso: il CT ha la chiave per ricaricare gli Azzurri delusi

Italia, la Nazionale si aggrappa a Gattuso: il CT ha la chiave per ricaricare gli Azzurri delusi: cosa filtra sulle possibili convocazioni

Il destino dell’Italia di Gennaro Gattuso, commissario tecnico azzurro, passerà dalla semifinale playoff del 26 marzo contro l’Irlanda del Nord, un appuntamento che vale moltissimo per il futuro della Nazionale. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport all’interno della sua analisi, il ct sta cercando soprattutto la chiave mentale per presentare la squadra nel modo migliore a una sfida così delicata. Il momento dei tanti azzurri impegnati nei club, infatti, non è dei più semplici: diversi giocatori arrivano da delusioni pesanti tra campionato e coppe, con eliminazioni europee e risultati negativi che rischiano di lasciare scorie anche sul piano psicologico. In questo contesto, il lavoro di Gattuso va oltre la tattica e assume i contorni di una vera missione emotiva.

Più psicologo che allenatore: la missione del ct azzurro

Il tecnico calabrese sa bene che, a pochi giorni da una partita del genere, il tempo per incidere sul campo sarà minimo. Tra fine settimana di campionato e recupero delle energie, gli allenamenti veri saranno pochissimi. Per questo Gattuso punterà soprattutto su messaggi chiari, motivazioni forti e lavoro mentale. L’obiettivo è liberare il gruppo dalla paura accumulata nelle ultime dolorose esclusioni mondiali, contro Svezia nel 2018 e Macedonia del Nord nel 2022. Proprio questo, secondo la lettura proposta dalla rosea, è oggi il vero avversario dell’Italia: non tanto l’Irlanda del Nord o l’eventuale finale contro Galles o Bosnia, ma il peso emotivo di una storia recente che ha lasciato cicatrici profonde. Gattuso, in tal senso, vuole trasformare la pressione in rabbia positiva e spirito di rivincita.

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Pisilli e Zaccagni verso la convocazione, occhi sul 20 marzo

Nella preparazione verso i playoff ci sarà poi spazio anche per le ultime valutazioni sui convocati. Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, la lista è ormai quasi definita e due nomi sembrano aver preso vantaggio nelle gerarchie del ct: Niccolò Pisilli, giovane centrocampista della Roma, e Mattia Zaccagni, esterno offensivo della Lazio. I due appaiono favoriti nei rispettivi ballottaggi per completare il gruppo che andrà a giocarsi l’accesso al Mondiale. Niente da fare invece per Antonio Vergara, fermato dall’infortunio proprio nel momento in cui sembrava vicino alla chiamata. Il 20 marzo arriverà la lista ufficiale, ma il messaggio di Gattuso al gruppo è già chiaro: in palio non c’è solo una partita, ma il ritorno dell’Italia sul palcoscenico più importante del calcio mondiale.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 12 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Torino, occhio a Casadei! Sul centrocampista classe 2003 spunta l’interesse della Premier! I dettagli

Calciomercato Torino, fari su Casadei: la Premier si muove per il classe 2003. Tutti i dettagli sull’interesse inglese

Il Torino aveva già provato a trovare una soluzione per Cesare Casadei durante il mercato di gennaio, ma il tema rischia di ripresentarsi con forza in estate. Il centrocampista classe 2003, uno dei prospetti più interessanti della rosa, continua a trovare poco spazio nonostante sia il giocatore più prolifico del 2026 con 4 gol. Una situazione paradossale che potrebbe portare a una separazione qualora arrivassero offerte concrete.

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L’interesse, infatti, non manca. Casadei, cresciuto nel vivaio dell’Inter e poi passato al Chelsea per le prime esperienze da professionista, resta un profilo molto apprezzato anche fuori dall’Italia. La Premier League potrebbe tornare d’attualità: West Ham ed Everton hanno già chiesto informazioni, segnale di un mercato che si sta muovendo con anticipo e che vede nel ragazzo di Cervia un investimento di prospettiva.

Con tre mesi ancora da giocare, il futuro resta aperto. Il Torino dovrà decidere se puntare davvero su Casadei, garantendogli spazio e continuità, oppure valutare una cessione che potrebbe portare risorse utili per costruire la squadra del prossimo anno. In ogni caso, il dossier è destinato a diventare uno dei temi caldi dell’estate granata.

Tudor Tottenham, Mido duro: «Chiunque lo abbia nominato dovrebbe essere mandato via, sono certo che non abbia mai visto la sua Juve»

Tudor Tottenham, Mido durissimo: «Chiunque lo abbia nominato dovrebbe essere mandato via, sono certo che non abbia visto…»

Igor Tudor vive un momento delicatissimo, aggravato dalla sconfitta di Madrid in Champions League che ha acceso ulteriormente le critiche. Da quando è arrivato sulla panchina del Tottenham, il tecnico croato ha collezionato quattro ko in altrettante partite, alimentando un clima di forte tensione attorno alla squadra.

Tra le voci più dure si è levata quella di Mido, ex attaccante egiziano degli Spurs, che non ha risparmiato attacchi frontali al nuovo allenatore. Le sue parole, circolate rapidamente sui social, riflettono il malcontento crescente di una parte della tifoseria, convinta che Tudor non sia riuscito a dare identità, organizzazione e serenità a un gruppo già fragile.

La pressione ora è altissima e il Tottenham si trova davanti a un bivio: continuare a puntare su Tudor nella speranza di una svolta immediata, oppure valutare un cambio in corsa per evitare che la stagione prenda una piega irreversibile.

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PAROLE «Chiunque abbia nominato Tudor dovrebbe essere mandato via, perché sono certo che non abbia mai visto la Juventus quando era lui l’allenatore! È uno dei peggiori tecnici in circolazione: niente tattica, nessun piano di gioco e gestione del gruppo pari a zero! Non sa reggere la pressione e non sa rapportarsi con i media! Per favore, esoneratelo oggi, non domani! Non c’è più tempo per queste sciocchezze… il club non merita tutto questo!».

Cagliari, parla Folorunsho: «Il mio futuro qui? Sono in prestito con diritto di riscatto. Il nostro obiettivo…»

Cagliari, Folorunsho: «Il mio futuro qui? Sono in prestito con diritto di riscatto. Il nostro obiettivo…». Le parole

Intervenuto davanti ai media durante il Meet & Greet con i tifosi organizzato nello Store EYE Sport – Cagliari Calcio in Largo Carlo Felice, Michael Folorunsho ha affrontato diversi temi legati al momento della squadra di mister Pisacane. Il centrocampista rossoblù, presente all’evento insieme ad Adam Obert, ha parlato dell’ambiente, del lavoro quotidiano e delle prospettive del gruppo.

Nel corso dell’incontro, Folorunsho ha offerto spunti interessanti sul percorso della squadra e sul rapporto con il nuovo allenatore, soffermandosi anche sull’importanza del sostegno dei tifosi in una fase cruciale della stagione. Le sue parole, riprese dal sito ufficiale del club, restituiscono l’immagine di un gruppo compatto e determinato a crescere. Le sue parole:

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CONDIZIONE – «Ci sono stati degli intoppi verso la condizione fisica migliore: ho iniziato la preparazione in ritardo, poi l’infortunio a dicembre mi ha tenuto fuori per un po’. Peccato, in quel periodo iniziavo a sentirmi davvero molto bene. La cosa importante, però, è rimettersi sempre a lavorare, farsi trovare pronti per continuare a dare il proprio contributo alla squadra. Spero di poter offrire la migliore versione di me il prima possibile. Mi sento bene, non pensavo di poter raggiungere subito questo stato di forma rientrato dall’infortunio, dal momento in cui sono rimasto fermo due mesi. Ho recuperato abbastanza in fretta, naturalmente non sono ancora al 100%, ma è un momento troppo importante del campionato. Serve quindi dare tutto, avere la massima concentrazione».

AFFETTO CAGLIARI – «Ho cambiato più squadre in carriera: ogni stagione non è facile arrivare in un posto nuovo, riambientarsi, conoscere nuovi compagni. Ci terrei a fare un percorso un po’ più lungo con una squadra: qui a Cagliari mi sto trovando benissimo, da subito l’impatto con Società, Mister, compagni, tifosi, con tutta la realtà Cagliari, è stato ottimo. Tutti mi hanno accolto bene. Sono davvero contento della scelta che ho fatto la scorsa estate. Il mio futuro qui? Sono in prestito con diritto di riscatto. Avremo modo di pensarci, non ora. Ora c’è soltanto il Cagliari, la squadra, il nostro obiettivo da raggiungere».

IDRISSI – «Ho già avuto modo di parlare con Idrissi. Ci dispiace, è l’ennesimo infortunio grave di questa stagione, sembra che la sorte ce l’abbia proprio con noi. Riyad è un ragazzo forte, gli faccio un grande in bocca al lupo. Siamo tutti al suo fianco».

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