Pagina 264 – Calcio News 24

Mercato Inter, arrivano nuove conferme: Marotta e Ausilio lavorano a una profonda rivoluzione estiva

Mercato Inter, conferme sulla prossima strategia nerazzurra: Marotta e Ausilio progettano una rivoluzione estiva

L’Inter di Cristian Chivu, forte dei 67 punti già conquistati in campionato, accelera la pianificazione della stagione 2026/27 con il pieno sostegno della proprietà Oaktree, intenzionata a finanziare una profonda rivoluzione soprattutto in mezzo al campo e sulle corsie esterne. Come riportato da Sport Mediaset, la dirigenza ha ripreso i contatti con diversi profili considerati ideali per il nuovo assetto tattico. In cima alla lista per rinforzare la mediana c’è Manu Koné, classe 2001: già vicino ai nerazzurri la scorsa estate, il francese torna un obiettivo concreto. L’Inter valuta un nuovo assalto sulla base di circa 40 milioni più bonus, convinta che il suo mix di fisicità e dinamismo possa rappresentare il salto di qualità necessario in ottica europea.

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Parallelamente, si lavora anche sulle fasce. Il futuro della corsia destra dipende dalla possibile cessione di Denzel Dumfries, scenario che aprirebbe la strada a un investimento mirato. Il preferito resta Marco Palestra, talento del 2005 di proprietà dell’Atalanta, considerato un profilo futuribile e perfettamente adattabile al sistema di Chivu. Rimane comunque viva la pista che porta a Zeki Çelik, in scadenza con la Roma a giugno, soluzione più esperta e immediatamente pronta all’uso.

In attacco, infine, i radar nerazzurri continuano a monitorare la situazione di Moussa Diaby. Dopo il muro opposto dall’Al-Ittihad a gennaio, l’Inter non ha abbandonato l’idea di riportarlo in Europa e segue con attenzione ogni possibile apertura. La programmazione è già entrata nel vivo e la sensazione è che Marotta e Ausilio vogliano consegnare a Chivu una rosa profondamente rinnovata e più competitiva su tutti i fronti.

Pagelle Bologna Roma, vince l’equilibrio! Pellegrini risponde a Bernardeschi e rimanda tutto alla sfida dell’Olimpico

Pagelle Bologna Roma: ecco i TOP e FLOP della sfida valida per gli ottavi di finale di Europa League 2025/2026. I voti

I voti ai protagonisti della sfida tra Bologna Roma allo stadio Dall’Ara. Ecco le valutazioni per la partita valida per gli ottavi di finale di Europa League:

I VOTI

BOLOGNA: Skorupski 6; Joao Mario 5.5 (85′ Zortea sv), Casale 6 (85′ Vitik 6), Lucumi 6, Miranda 6 (79′ Lykogiannis sv); Ferguson 6.5, Freuler 6, Pobega 6.5; Bernardeschi 7, Castro 6 (79′ Dallinga sv), Rowe 6.5 (71′ Cambiaghi 6).

ROMA: Svilar 7; Ghilardi 6, Ndicka 6, Celik 5.5 (66′ Hermoso); Rensch 5.5 (59′ Tsimikas), Pisilli 6, El Aynaoui 6 (66′ Pellegrini 7), Wesley 5; Zaragoza 5 (46′ Robinio Vaz 6), Cristante 6; Malen 6.

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Moviola Bologna Roma, l’episodio chiave della sfida di Europa League: ecco cosa è successo

Moviola Bologna Roma, l’episodio arbitrale chiave del match valido per gli ottavi di finale di Europa League 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Bologna Roma, valido per per gli ottavi di finale di Europa League 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Sven Jablonski.

MOVIOLA

L’andata della sfida si disputa al Renato Dall’Ara, casa del Bologna, mentre il ritorno è in programma tra una settimana allo Stadio Olimpico. La direzione arbitrale è affidata a Sven Jablonski, 35enne tedesco alla sua prima volta con entrambe le squadre. In carriera ha già diretto match di alto profilo come Borussia Dortmund‑Bayern Monaco in Bundesliga e Bodo/Glimt‑Manchester City in Champions League, oltre ad alcune gare nei campionati di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. A completare la squadra arbitrale ci sono i guardalinee Eduard Beltinger e Lasse Koslowski, il quarto uomo Harm Osmers, il VAR Bastian Dankert e l’AVAR Robert Schroder. La prima frazione scorre senza episodi da moviola, con un andamento lineare e privo di interventi controversi.

Le situazioni più discusse arrivano nella ripresa, in particolare al minuto 74, quando la Roma trova il pareggio con Pellegrini. L’azione nasce da un intervento di Malen su Freuler, contestato dai giocatori del Bologna e dal pubblico: il tocco in scivolata dell’attaccante giallorosso colpisce sia il pallone sia l’avversario. Dopo il check del VAR, Jablonski conferma l’1‑1 ritenendo il contatto non falloso, probabilmente giudicato lieve e coerente con la dinamica di gioco. La decisione spegne le proteste rossoblù e certifica la regolarità della rete romanista.

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Valverde, tripletta da record contro il Manchester City! Il centrocampista svela un ‘segreto tattico’…

Valverde travolge il Manchester City con una tripletta da record: il centrocampista del Real Madrid domina la scena con un segreto

Federico Valverde si è preso la scena al Santiago Bernabéu con una tripletta che ha mandato il pubblico in estasi. Non Mbappé, non Haaland, non Semenyo né altri interpreti del calcio di Guardiola: nell’andata degli ottavi di Champions tra Real Madrid e Manchester City il protagonista assoluto è stato il centrocampista uruguaiano, che ha ribadito ancora una volta di essere tra i migliori al mondo nel suo ruolo. Un giocatore totale, capace di coprire il campo da box to box, di adattarsi persino da terzino destro quando necessario e di incidere come un trequartista.

La sua stagione parla chiaro: Valverde è già entrato in 18 gol del Real Madrid, con 6 reti e 12 assist, numeri da fuoriclasse più che da semplice centrocampista. La notte europea contro il City non ha fatto altro che confermare la sua crescita esponenziale e la sua centralità nel progetto di Ancelotti, che continua a considerarlo una delle armi più preziose della rosa.

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IL ‘SEGRETO’ DI ARBELOA E VALVERDE – «E’ stato incredibile, chiunque sognerebbe una serata come questa. Voglio ringraziare i miei compagni di squadra che mi sostengono. Non so se è la mia miglior prestazione di sempre, sicuramente in termini di gol. Di giocare in un ruolo avanzato me l’ha chiesto l’allenatore, mi ha detto di spingermi in avanti, attaccare ed essere presente nelle situazioni pericolose».

Italia baseball da sogno contro gli USA! Il ct svela: «La Juventus per tutta la vita. Sarò un tifoso della Juve fino alla morte»

Italia baseball, vittoria storica contro gli USA! Il ct azzurro svela: «La Juventus per tutta la vita. Sarò un tifoso della Juve fino alla morte»

L’Italia del baseball firma un’impresa destinata a restare nella storia, superando gli Stati Uniti per 8-6 al Daikin Park di Houston nel World Baseball Classic. La squadra guidata da Francisco Cervelli ha centrato una vittoria senza precedenti: non è la prima volta che gli Azzurri battono gli USA, ma mai era accaduto contro una selezione interamente composta da stelle della Major League e in un contesto di tale prestigio.

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La partita è stata un capolavoro di strategia e potenza offensiva. L’Italia ha costruito un vantaggio di 8-0 grazie ai fuoricampo di Teel, Antonacci e al primo homer nel Classic di Caglianone. Sul monte, Lorenzen ha offerto una prestazione impeccabile, limitando un lineup americano ricco di campioni. Nel finale gli Stati Uniti hanno tentato una rimonta furiosa, sospinti dai colpi di Henderson e Crow-Armstrong, ma il rilievo Weissert ha chiuso i conti eliminando Aaron Judge per l’ultimo out.

Oltre al trionfo sportivo, la serata ha messo in luce anche il lato più personale di Cervelli. L’ex ricevitore MLB, naturalizzato italiano, ha ribadito in conferenza stampa il suo legame con Torino e la sua fede calcistica: «La Juventus per tutta la vita. Sarò un tifoso della Juve fino alla morte». Un amore coltivato negli anni, testimoniato da foto in maglia bianconera e da un ricordo speciale del 2010, quando visitò lo Stadium e posò accanto a Alessandro Del Piero. Oggi, dopo aver battuto i giganti del baseball mondiale, Cervelli celebra un successo che profuma di storia e di appartenenza.

Formazioni ufficiali Fiorentina Rakow, ecco le scelte dei due allenatori per la sfida di Conference League

Formazioni ufficiali Fiorentina Rakow: le scelte dei due tecnici per gli ottavi di finale di Conference League 2025/26

Scendono in campo Fiorentina Rakow per la sfida valevole per gli ottavi di finale di Conference League 2025/26. Di seguito le formazioni ufficiali scelte da Vanoli e Tomczyk.

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Le scelte ufficiali: le formazioni

FIORENTINA (4-1-4-1): Christensen; Fortini, Comuzzo, Ranieri, Gosens; Ndour; Parisi, Mandragora, Fabbian, Fazzini; Piccoli. Allenatore: Vanoli.

RAKOW (3-4-3): Zych; Tudor, Racovitan, Svarnas; Ameyaw, Repka, Struski, Pienko; Ivi Lopez, Brunes, Makuch. Allenatore: Tomczyk

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Caldara sicuro: «Gasperini ha dato tanto all’Atalanta. Lui è stato bravo a vedere una cosa che nessuna vedeva»

L’ex calciatore dell’Atalanta, Mattia Caldara, ha parlato di Gasperini e della sua mentalità che hanno permesso ai nerazzurri di crescere come club

Mattia Caldara ha condiviso le sue interessanti riflessioni in diretta televisiva, analizzando attentamente il profondo impatto generato da Gian Piero Gasperini sull’Atalanta. Le sue dichiarazioni hanno evidenziato il forte legame creatosi tra l’ex tecnico della Dea e l’intero ambiente calcistico, sottolineando come il contributo dell’allenatore sia stato assolutamente fondamentale per la crescita del club. Prima del suo approdo, la squadra bergamasca viveva stagioni spesso altalenanti, passando frequentemente dalla massima divisione alla categoria inferiore senza mai trovare una vera continuità. L’intervento del mister ha radicalmente mutato tale complessa dinamica, portando una solida mentalità vincente che ha stravolto positivamente le prospettive storiche. Ecco le sua parole a Sportitalia.

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SU GASPERINI E L’ATALANTA – «Credo che sia stato più Gasperini ad aver dato all’Atalanta che non il contrario. Secondo me lui ha dato la possibilità, l’idea e ambizione a una società che prima del suo arrivo faceva su e giù dalla Serie A alla B. Con la sua ambizione e il suo lavoro è riuscito a far credere a tutti di poter fare determinate cose».

CARRIERA «Il primo anno siamo arrivati a febbraio con 50 punti, ma lui voleva andare oltre. Vedeva la possibilità di fare qualcosa di grande, la società è stata brava a prendere calciatori forti ma la base iniziale che ha dato lui, nell’ambizione e nel lavoro, ha fatto la differenza».

Tottenham, lo spettro della Championship è vicino, ma non solo: occhio al crollo finanziario e alle cessioni nel mercato estivo

Tottenham, la pesantissima crisi dei londinesi apre scenari drammatici con perdite economiche enormi e la fuga dei grandi big nel mercato estivo

Il Tottenham rappresenta una situazione sportiva mai vista prima d’ora per la formazione londinese, attualmente alle prese con 6 sconfitte consecutive in gare ufficiali. La panchina è sempre più in bilico, rendendo la separazione tecnica precedente una scelta indigeribile per la dirigenza. Il crollo non riguarda unicamente il cammino in Premier League, ma si estende drammaticamente alla Champions League, culminando col pesantissimo 5-2 subìto dall’Atletico Madrid. Questo tracollo vertiginoso avvicina pericolosamente lo spettro di una clamorosa discesa in Championship, alimentando profondo malcontento e ponendo seri interrogativi sull’intero progetto sportivo.

Come spiega TMW, l’eventuale retrocessione avrebbe un impatto devastante sulle casse del club, trasformandosi in un autentico bagno di sangue finanziario. Le stime indicano che la perdita nei conti oscillerebbe tra gli 80 e i 90 milioni. I mancati introiti dei diritti televisivi, pari a 154 milioni, sarebbero compensati solo in minima parte dai 52 milioni del paracadute. A queste cifre si aggiungerebbero ammanchi per 60 milioni dal botteghino e altrettanti dal settore commerciale. L’unica via per salvare il bilancio risiederebbe nei tagli al monte ingaggi, attualmente a 158 milioni stagionali, attivando clausole per decurtare gli stipendi del 50%.

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In uno scenario così compromesso, la rosa andrebbe inevitabilmente incontro a una smobilitazione, con tantissimi giocatori di punta pronti a fare le valigie in estate. Molti protagonisti come Cristian Romero, Micky van de Ven, Guglielmo Vicario, Destiny Udogie, Pape Matar Sarr, Xavi Simons, Conor Gallagher, Mathys Tel e Richarlison chiederebbero la cessione immediata per evitare di scendere di categoria. Questi profili internazionali saluteranno sicuramente la capitale, scatenando aste per mantenere gli standard competitivi elevati lontano dalle macerie di un club precipitato in una profonda crisi senza via d’uscita.

Juventus, numeri da top per Conceicao! I suoi dati brillano anche in Europa: i dettagli e su chi ha avuto la meglio

Juventus, le statistiche offensive di Conceicao confermano un impatto straordinario e un rendimento in costante e progressiva crescita stagionale

Francisco Chico Conceicao presenterà la sfida di campionato che vedrà la Juventus affrontare l’Udinese. La società ha adottato una turnazione per le conferenze, ma la scelta riflette il suo straordinario impatto in Serie A. Le statistiche confermano che il suo rendimento è cresciuto in maniera esponenziale, raggiungendo i livelli di Kenan Yildiz. Le azioni offensive riuscite e i dribbling completati nei 90 minuti evidenziano una distanza statistica minima tra i due. Questa parità di rendimento dimostra come il lavoro svolto stia dando frutti per l’ambiente bianconero, consolidando le certezze in vista dei prossimi impegni. Ecco i dati riportati da Calciomercato.com.

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Allargando l’analisi ai 5 maggiori campionati in Europa, emerge un quadro lusinghiero per Conceicao. I dati dimostrano che vanta numeri superiori rispetto a Rafael Leao. Risulta infatti il primo per progressioni completate, dribbling riusciti, azioni offensive e dribbling tentati, superando la concorrenza di Pedro Neto e Vitinha. Per quanto riguarda i tocchi in area e i tiri, si posiziona al secondo posto dietro a Gonçalo Ramos. Queste eccellenti performance certificano il suo ruolo nel progetto tattico, evidenziando una continuità che garantisce imprevedibilità e costanza alla manovra.

In un periodo storico in cui il calcio nazionale viene criticato per la mancanza di ritmo internazionale, il suo profilo spicca per dinamismo. Risulta essere il secondo in assoluto dietro a Victor Munoz per accelerazioni medie nel corso dei 90 minuti, confermandosi un elemento dal respiro europeo. Nonostante la mole di gioco prodotta, manca un tassello per consacrarsi definitivamente nell’élite, ovvero la concretezza sotto porta. Questo aspetto è stato evidenziato da lui stesso dopo il pareggio per 3-3 contro la Roma: «Per arrivare a un livello più alto devo segnare di più».

Gasperini pre Bologna Roma: «Zaragoza titolare? Ecco cosa ci aspettiamo da lui»

L’allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, ha voluto dire la sua prima dell’ottavo di finale d’andata di Europa League contro il Bologna

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel corso del prepartita di Bologna Roma, ottavo di finale d’andata di Europa League, il tecnico dei giallorossi Gian Piero Gasperini ha presentato la sfida tutta italiana e ha spiegato così le proprie scelte di formazione.

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ZARAGOZA TITOLARE – «Zaragoza è arrivato l’ultimo giorno di mercato, ci vuole un po’ di tempo, a Napoli ha fatto una giocata molto importate sul gol di Malen. Certamente è un giocatore dal quale ci aspettiamo un aiuto».

IL MOTIVO DEI GOL SUBITI IN AUMENTO? – «Intanto abbiamo incontrato squadre come Juventus e Napoli, però abbiamo realizzato anche noi tanti gol. È un momento un po’ così, abbiamo affrontato anche un periodo di emergenza, è nella fisiologia del campionato».

Italiano prima di Bologna Roma: «Castro non è insostituibile, ma vi spiego perché ho scelto lui e non Dallinga»

Italiano prima di Bologna Roma: «Castro non è insostituibile, ma vi spiego perché ho scelto lui e non Dallinga». Le parole del tecnico

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel corso del prepartita di Bologna Roma, ottavo di finale d’andata di Europa League, il tecnico dei rossoblù Vincenzo Italiano ha spiegato così le proprie scelte di formazione.

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FORMAZIONE – «Non abbiamo cambiato neanche nell’ultima gara di campionato, Odgaard sta iniziando a imparare un modo diverso di approcciare. In questo momento l’assetto attuale ci dà garanzie, ho visto che manca Koné ma hanno dinamismo e qualità in mezzo al campo. Noi però possiamo dire la nostra».

CASTRO INSOSTITUIBILE? – «No, Dallinga non è al 100%. Oggi è una partita di grande ritmo, contro un avversario tosto come Ndicka gli ho preferito Santi ma con altre dieci partite di campionato e mi auguro anche in Europa, ci potrà essere spazio anche per Dallinga».

BERNARDESCHI E ROWE PER CREARE SUPERIORITA’ NUMERICA – «Sono le loro caratteristiche che esaltano il modo di arrivare nell’area avversaria, nel momento in cui si accendono sono giocatori che possono far cambiare le sorti delle partite. Abbiamo anche gente dalla panchina che può darci una mano a gara in corsa, speriamo che abbiano il piede caldo perché entrambi stanno molto bene».

Obert Cagliari, ufficiale il rinnovo di contratto! Il comunicato con tutti i dettagli

Obert Cagliari, ufficiale il rinnovo di contratto! Il comunicato con tutti i dettagli sulla firma del difensore slovacco classe 2002

Il Cagliari gioca d’anticipo e blinda uno dei pilastri della squadra di Pisacane. Il club sardo ha infatti ufficializzato il rinnovo di contratto del difensore slovacco Adan Obert fino al 2030. Di seguito il comunicato del club.

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IL COMUNICATO«Il Cagliari Calcio è lieto di annunciare il rinnovo contrattuale di Adam Obert che si lega ai colori rossoblù sino al 30 giugno 2030.

Classe 2002, nato a Bratislava da una famiglia di sportivi, Obert è arrivato in Italia a soli 16 anni nelle giovanili della Sampdoria. Da lì passaggio nel Settore giovanile del Cagliari, in una Terra che oggi è diventata la sua seconda casa.

Fa il suo esordio nella Primavera rossoblù nell’agosto 2021, entrando però subito nell’orbita della prima squadra, dove debutterà a 19 anni, il 24 ottobre, in trasferta a Firenze. La stagione successiva dà il suo contributo al pronto ritorno della squadra nella massima serie: totalizza ben 33 presenze con 2 assist, in campo anche nei playoff, titolare nella decisiva e trionfale finale di Bari.

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Conferma le sue qualità in A: acquisisce sempre maggiore esperienza e sicurezza nei suoi mezzi, dopo un percorso nelle selezioni nazionali giovanili entra stabilmente a far parte della Nazionale maggiore della Slovacchia, con cui oggi già vanta 17 gare, compresa la partecipazione agli ultimi Europei. In rossoblù conquista due salvezze, sempre più da protagonista: il 19 gennaio 2025, all’Unipol Domus, nel 4-1 al Lecce, segna anche la sua prima rete tra i professionisti.

Mancino, impiegato in vari ruoli – difensore centrale, laterale basso in una difesa a quattro e, all’occorrenza, anche da quinto di centrocampo – grazie alle sue abilità tecniche e alle capacità di corsa, Obert sa rendersi particolarmente utile anche in fase di impostazione e di spinta, abile nel far ripartire subito l’azione, creare la superiorità numerica, andare al cross.

In questa stagione mister Pisacane gli ha dato ulteriore fiducia: sono sin qui 26 su 28 le gare disputate in campionato, impreziosite da tre assist. In totale 114 partite in rossoblù, un futuro da scrivere insieme. Complimenti, Adam!».

Dida su Zielinski: «È uno dei migliori centrocampisti in Serie A, ma è importante che mantenga una cosa»

Dida ha parlato di Zielinski incoronandolo come uno dei migliori centrocampisti in Serie A, ma è importante che mantenga questa condizione fisica


Nelson Dida, presente a Varsavia per il Galacticos Show, ha partecipato a un evento promozionale che anticiperà una suggestiva partita in programma il 25 aprile a Chorzów. Incontrando i media polacchi, ha avuto modo di soffermarsi su Piotr Zielinski, attualmente impegnato nel nostro campionato e assoluto punto di riferimento per la propria Nazionale.

Affrontando lo specifico argomento, Nelson Dida ha espresso un parere estremamente positivo sulle sue spiccate qualità. Ha spiegato in maniera chiara come lo consideri senza dubbio uno dei profili migliori in assoluto all’interno della Serie A, evidenziando la necessità fondamentale di mantenere intatto questo stato di forma per il maggior tempo possibile.

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L’analisi si è poi allargata al contesto generale del campionato italiano, ricordando come in passato il torneo abbia ospitato figure illustri come Totti, Del Piero, Pirlo e Shevchenko. La riflessione ha messo in luce come l’alto livello di competitività richieda uno sforzo continuo e dedizione totale per riuscire a restare saldamente al vertice. Piotr Zielinski, inserito in questo scenario estremamente sfidante, è chiamato a confermare costantemente le proprie doti, gestendo al meglio ogni singola partita stagionale. Queste le sue parole riportate da FcInterNews.it

SU ZIELINSKI«È uno dei migliori nel suo ruolo in Serie A ed è importante che mantenga il suo stato di forma il più a lungo possibile. Per lui però non sarà facile perché il campionato italiano è molto impegnativo».

Formazioni ufficiali Bologna Roma: le scelte di Italiano e Gasperini per la sfida di Europa League

Formazioni ufficiali Bologna Roma: le scelte di Italiano e Gasperini per la sfida valevole per l’ottavo di finale d’andata di Europa League

Tra pochi minuti lo stadio Dall’Ara aprirà le porte per ospitare lo scontro tra Bologna e Roma. La sfida, valida per l’andata degli ottavi di finale di Europa League, rappresenta un crocevia per il percorso delle due squadre. Il derby italiano promette altissima tensione agonistica. Entrambe le formazioni scenderanno in campo con l’obbligo di riscattare le recenti battute d’arresto subite nel fine settimana calcistico. La concentrazione dovrà essere massima per tutti i novanta minuti, cercando di acquisire un vantaggio tattico in vista della gara di ritorno.

La compagine guidata da Vincenzo Italiano arriva a questo appuntamento dopo l’inaspettata sconfitta casalinga contro il Verona. Un risultato negativo condizionato dall’attesa mentale per questa doppia sfida europea, giudicata ormai decisiva per la stagione dei rossoblù. In campionato la situazione di classifica appare complessa. Attualmente, la zona per la qualificazione in Europa League dista ben undici punti, mentre la Conference League risulta lontana sette lunghezze. Sebbene la matematica lasci uno spiraglio, la clamorosa rimonta appare tutt’altro che semplice per i padroni di casa. Il cammino in coppa assume quindi un peso vitale per le ambizioni future dell’ambiente emiliano, pronto a sostenere i propri beniamini.

Discorso simile vale per la Roma, giunta in trasferta dopo aver incassato una cocente sconfitta contro il Genoa. La stagione dei giallorossi si sta rivelando insidiosa su molteplici fronti. L’Europa League rappresenta uno degli obiettivi principali della società, come dimostrato dal percorso durante la fase a gironi, chiusa tra le prime otto della competizione. Parallelamente, con l’arrivo in panchina di Gasperini, la squadra capitolina è tornata a lottare per la qualificazione in Champions League dopo annate difficili. La complicata corsa al quarto posto costringe ora la formazione ospite a gestire le proprie energie con estrema attenzione per non fallire i traguardi fissati dalla dirigenza.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Joao Mario, Lucumi, Casale, Miranda; Ferguson, Freuler, Pobega; Bernardeschi, Castro, Rowe. Allenatore: Vincenzo Italiano.

A disposizione: Ravaglia; Moro; Orsolini; Heggem; Zortea; Odgaard; Lykogiannis; Sohm; Dallinga; Cambiaghi, Dominguez; Vitik

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Ghilardi; N’Dicka; Celik; Wesley; El Aynaoui; Cristante; Rensch; Pisilli; Malen; Zaragoza Allenatore: Gianpiero Gasperini. 

A disposizione: De Marzi; Gollini; Pellegrini; Tsimikas; Koné; Hermoso; Ziolkowski; Vaz; El Shaarawy

Seedorf bacchetta Allegri: tira in ballo anche i figli

L’ex centrocampista del Milan non risparmia l’attuale allenatore rossonero: una frecciata che sta facendo il giro del web

La vittoria nel derby ha riacceso le speranze scudetto del Milan, con la squadra di Allegri chiamata ora alla volata finale, sperando in altre battute d’arresto dell’Inter. Uno snodo cruciale del campionato sarà nel prossimo fine settimana: sabato pomeriggio la capolista ospita l’Atalanta, provando a ripartire dopo il ko nella stracittadina; domenica, invece, il Milan sarà ospite della Lazio per continuare la striscia vincente.

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Se domenica sera i rossoneri avranno accorciato ulteriormente, allora davvero tutto sarà possibile, altrimenti l’Inter potrà iniziare già a pianificare la festa scudetto. Al di là di come andrà, comunque, di certo Allegri ha fatto rinascere una squadra che lo scorso anno è finita fuori dai piazzamenti europei ed aspetta ulteriori rinforzi per dare l’assalto al titolo.

Non tutti però sono d’accordo sulla bontà del lavoro del tecnico toscano e c’è anche qualche suo ex calciatore che non perde l’occasione di lanciargli qualche frecciata. Lo ha fatto anche Clarence Seedorf, nel corso del pre-partita Champions su Prime Video. L’ex centrocampista ha ricordato un aneddoto di quando lui era al Milan, allenato proprio da Allegri e le sue parole sono un rimbrotto all’allenatore.

Seedorf contro Allegri: “Non posso gestire i figli allo stesso modo”

Nel corso del suo intervento, Seedorf ha citato un episodio relativo a quando giocava ancora con il Milan e c’era Allegri in panchina.

Seedorf Allegri
Seedorf e l’aneddoto su Allegri (Screen Youtube Prime Video) – Calcionews24.com

L’attuale opinionista di Prime Video racconta: “Chiesi ad Allegri di restare a Dubai quattro giorni in più per il problema all’anca: il caldo faceva bene. Il tecnico rispose però: ‘Siamo tutti uguali e dobbiamo tornare'”. Una risposta che ancora oggi non va giù a Seedorf che, infatti, rimarca: “No, non siamo tutti uguali! Io ho quattro figli e non posso gestirli in maniera uguale. Devo capire il carattere di uno ed il carattere dell’altro”.

Un piccolo aneddoto che spiega le differenze di vedute tra Seedorf e Allegri, con il tecnico toscano che ha però dalla sua i risultati di un’intera carriera vissuta in panchina. Anche con il Milan, l’allenatore ex Juventus sta dimostrando di essere un abile gestore del gruppo e di riuscire a portare tutti dalla sua parte. Magari proprio non facendo differenze e considerando tutti alla pari, senza ‘trattamenti’ personalizzati tra i vari calciatori.

Ronaldinho sbarca su Netflix: in arrivo ad aprile la serie tv sulla leggenda del calcio brasiliana

Ronaldinho sbarca su Netflix: in arrivo ad aprile la serie tv sulla leggenda del calcio brasiliana! L’anticipazione e l’annuncio

San Paolo, 12 marzo 2026 — Ronaldinho Gaúcho, uno dei più grandi calciatori della storia, sarà il protagonista di una nuova miniserie Netflix che racconta la sua straordinaria carriera e la sua vita oltre il calcio. La serie, dal titolo “Ronaldinho: The One and Only”, debutterà il 16 aprile in Brasile e sarà composta da tre episodi. Questa produzione offre uno sguardo esclusivo sulla vita del leggendario giocatore brasiliano, con materiale inedito e testimonianze di alcuni dei più grandi nomi del calcio mondiale, come Lionel Messi, Neymar Jr., Roberto Carlos, Gilberto Silva, Felipão, Carles Puyol e molti altri.

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La storia di un genio del calcio

La miniserie ripercorre le tappe salienti della carriera di Ronaldinho, dalle sue vittorie più iconiche alle sue sfide personali. Non si limita a raccontare solo i successi sportivi del “Gênio”, ma si addentra anche nei momenti più delicati della sua vita, offrendo una prospettiva unica su ciò che ha significato essere una delle stelle più brillanti nel panorama calcistico internazionale. Grazie all’accesso esclusivo alla sua vita privata e a materiali d’archivio inediti, gli spettatori potranno scoprire il lato umano del giocatore che ha conquistato i cuori dei tifosi di tutto il mondo.

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Un viaggio nella storia del “bel gioco” brasiliano

Ronaldinho è ricordato come uno degli ultimi ambasciatori del “bel gioco” brasiliano, un calcio spettacolare che ha fatto innamorare milioni di appassionati. Il suo viaggio, che lo ha visto emergere da Porto Alegre per diventare una delle figure più decorate e rispettate della storia del calcio, è un racconto che va ben oltre il semplice sport. La serie non solo celebra la carriera di Ronaldinho, ma anche l’impatto che ha avuto nel portare il calcio brasiliano sulla scena mondiale, portando avanti una tradizione calcistica che affonda le radici nelle favelas e nei campi di terra battuta.

Questa miniserie sarà una vera e propria celebrazione della carriera e dell’eredità di uno degli idoli più amati del calcio mondiale, dando a tutti l’opportunità di vedere da vicino la leggenda che ha incantato gli stadi di tutto il mondo.

Toni analizza: «La Serie A è in difficoltà. Rilanciare il campionato italiano? Ecco quale potrebbe essere la soluzione»

Luca Toni ha analizzato così la crisi del calcio italiano evidenziando le carenze strutturali dei nostri vivai e la distanza con i grandi club in Europa

Luca Toni, in un’intervista a La Repubblica, ha affrontato apertamente il delicato momento del nostro calcio, puntando il dito contro le evidenti mancanze gestionali e le carenze strutturali nei settori giovanili.

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MODELLO BAYERN «Arrivai al Bayern con Ribery, Podolski, Klose, li riportammo in alto. Da quel momento, ogni stagione hanno preso uno o due giocatori di qualità da aggiungere a un’ossatura collaudata. Certo, loro non sbagliano gli acquisti. A Monaco investono quello che incassano. Sento spesso parlare di Superlega, di modi per far entrare più soldi. La verità è che ci vorrebbero più dirigenti che sanno fare calcio. Alcuni club per vincere la Champions si devono indebitare. Il Bayern ha il bilancio in attivo.»

CRISI EUROPEA – «Dovrebbe farci riflettere il rendimento europeo complessivo delle italiane. La Serie A è in difficoltà. Il confronto con le corazzate è duro, siamo distanti. Le due finali dell’Inter ci hanno illuso, ora siamo tornati alla realtà. L’Atalanta è quella che ha meno rimpianti. Il 6-1 è pesante, ma non può esserci paragone con il Bayern. Non mi è piaciuto il Napoli. Ha avuto tanti infortuni, va bene, ma ha buttato via partite che doveva vincere. Per Conte è stata una brutta Champions. L’Inter mi ha deluso, con il Bodø doveva superare il turno. La Juventus con il Galatasaray deve rammaricarsi per la gara d’andata.»

SETTORI GIOVANILI «Bisognerebbe curare di più i settori giovanili. Ci sono poche strutture per i bambini. E alcune regole sbagliate. Ad esempio, non ci sono più vincoli per i ragazzi dai 12 ai 18 anni: possono cambiare squadra ogni stagione. Mio figlio Leonardo ha 12 anni, gioca nel Sassuolo, potrei portarlo tra un po’ da un’altra parte, e così tu società che hai investito su di lui ti ritrovi senza nulla in mano. Il rischio è che si apra anche un mercato delle famiglie: ti do 5 mila euro se porti tuo figlio da me, e viceversa. Così si rovinano i bambini. Il tennis in Italia è ben organizzato. Nel calcio Baggio aveva fatto un programma di rilancio e neanche è stato preso in considerazione. Le riforme le fa chi non ha mai giocato. Ci devono essere figure politiche, ma vanno affiancate da qualcuno che conosce il pallone: chiama Maldini, chiama Baggio. Altrimenti continueremo a far ridere.»

Bologna Roma: Skorupski ritrova il suo passato in Europa League e i fantasmi di quell’errore fatale contro la Fiorentina

Bologna Roma rappresenta un crocevia fondamentale per le ambizioni continentali e un tuffo nel passato per Skorupski in questa competizione

La settimana delle coppe europee propone un attesissimo derby italiano che promette grande spettacolo. La sfida tra Bologna e Roma, andata degli ottavi di Europa League, si giocherà tra poche ore alle 18:45. Il ritorno è fissato giovedì 19 all’Olimpico. Questo incrocio rappresenta un appuntamento speciale per Skorupski, che affronterà i giallorossi da ex. In passato ha infatti difeso i colori della squadra capitolina per 3 stagioni. Pur avendo già sfidato la sua ex squadra in svariate occasioni nei confini nazionali, questa sarà la prima volta sul palcoscenico europeo. Un confronto che rievoca ricordi contrastanti, considerando le sue passate apparizioni in questa competizione.

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Proprio una gara disputata in questa competizione internazionale rappresenta una delle ultime presenze in giallorosso di Skorupski. Nella stagione 2014/2015, fu schierato titolare da Garcia in Europa League, dove la squadra era scivolata dopo il terzo posto in Champions League. In quell’annata aveva accumulato 4 presenze tra campionato e coppe. La decisione di lanciarlo dal primo minuto nella fase a eliminazione diretta fu una scelta tecnica per concedergli maggiore spazio in prima squadra. Le uscite continentali iniziali furono positive, confermando le buone aspettative nei sedicesimi.

L’intoppo decisivo avvenne durante il ritorno contro la Fiorentina. Dopo l’1-1 maturato all’andata, Skorupski commise un errore fatale al 18′ del primo tempo, sul punteggio di 0-1. Cercando frettolosamente di evitare un calcio d’angolo, regalò involontariamente la palla agli avversari, permettendo di raddoppiare a porta vuota. La sfida terminò 3-0 in favore della formazione viola, sancendo l’eliminazione della Roma. Quell’episodio attirò forti critiche sulle sue prestazioni e sulle scelte della panchina. Oggi, con 34 anni e una nettamente maggiore consapevolezza, ritrova la sua ex squadra in ambito internazionale.

Henry si espone: «Mbappè viene criticato ingiustamente. Mondiali? Impossibile non considerare l’Italia anche se…»

Henry ha parlato di Mbappé, della Francia e delle loro rivali per i Mondiali considerando anche l’Italia come possibile antagonista

In un’intervista a Goal in collaborazione con Lay’s, Thierry Henry ha analizzato le possibili avversarie della Francia in vista dei Mondiali e ha difeso il giocatore del Real Madrid Mbappè. Ecco le parole dell’ex attaccante francese, il quale cita anche la Nazionale Italiana.

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DIFESA MBAPPÉ – «Penso solo che questo è un ragazzo che ha iniziato giocando due Mondiali ed è arrivato a due finali. Sfortunatamente si ritrova in una situazione in cui dai del caviale alla gente per tutto il tempo, e nel giorno all’anno in cui non lo fai vieni massacrato. A volte viene giudicato per quello che non fa, ma ci sono così tante aspettative su di lui fin da quando aveva sedici anni e lui le ha quasi sempre soddisfatte».

RIVALI MONDIALI – «L’Inghilterra? Sì, come si fa a non pensarci adesso? Da quando Tuchel ha preso in mano la squadra, sembra che Harry Kane sia diverso. Voglio dire, l’Italia deve ancora qualificarsi, ma come si fa a non considerarla per i Mondiali? Ci sono anche il Portogallo e molte altre squadre. A volte, per arrivare lì e vincere, serve quel pizzico di fortuna, serve che tutti arrivino in forma e non perdere giocatori lungo il percorso».

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CAMPAGNA LAY’S – «Quest’anno, con il gruppo WhatsApp e il Fan of the Match, i tifosi possono ottenere un trofeo, biglietti premium e venire dopo la partita. Sarà fantastico. Di sicuro mi vedrete sorridere nella chat. Per me è stato bello aggiungere quel piccolo legame e scherzare con i tifosi, il che è fantastico, perché la mia generazione non ha avuto questa esperienza diretta con loro».

Pedro Neto spintona il raccattapalle, la UEFA apre un fascicolo sull’episodio di PSG Chelsea: il comunicato

Pedro Neto spintona il raccattapalle, la UEFA apre un procedimento disciplinare sull’episodio di PSG Chelsea: il comunicato. Cos’è successo

Il Chelsea cade per 5-2 contro il Paris Saint-Germain, ma a far discutere è la reazione nervosa di Pedro Neto. Il giocatore ha spintonato un raccattapalle durante i minuti di recupero della sfida disputata al Parco dei Principi.

L’episodio ha immediatamente generato un vistoso parapiglia sul terreno di gioco. Nonostante il portoghese abbia successivamente presentato le proprie scuse al giovane a bordo campo, la condotta non è passata inosservata ai vertici del calcio europeo.

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La UEFA ha infatti diramato un comunicato confermando l’apertura di un procedimento disciplinare. Il tesserato dei Blues è formalmente accusato di comportamento antisportivo e attende ora la decisione degli organi competenti sulle inevitabili sanzioni.

IL COMUNICATO DELLA UEFA – «Apertura del procedimento – Giocatore del Chelsea Pedro Neto.
Partita: Paris Saint-Germain contro Chelsea FC (5-2); 11.03.2026, UEFA Champions League 2025/2026.
È stato avviato un procedimento disciplinare nei confronti del giocatore del Chelsea Pedro Lomba Neto per comportamento antisportivo ai sensi dell’Articolo 15(1)(a)(v) del Regolamento Disciplinare UEFA.
Gli organi disciplinari della UEFA prenderanno una decisione sul caso a tempo debito
».

Rizzoli spiega: «Var sul secondo giallo? Se c’è la certezza dell’errore è giusto che si possa intervenire, ecco come si risolverà il problema delle perdite di tempo»

L’ex arbitro e membro dell’IFAB, Nicola Rizzoli, è intervenuto in merito alla discussa riforma Var che permetterà di intervenire anche sui doppi gialli

La questione arbitrale resta un tema centrale. Ai microfoni di Sky Sport, l’ex arbitro Nicola Rizzoli ha illustrato le importanti novità allo studio dell’IFAB. L’obiettivo primario è contrastare le eccessive perdite di tempo. Dopo il grande successo della regola degli otto secondi applicata ai portieri, l’intenzione è estendere tale rigoroso limite anche alle rimesse laterali e a quelle dal fondo, velocizzando in questo modo le riprese del gioco nei minuti finali.

Un altro argomento fondamentale riguarda l’impiego del VAR per la seconda ammonizione. Un cartellino rosso condiziona pesantemente il match. In caso di errore chiaro e verificabile, la tecnologia dovrà poter intervenire per ripristinare la correttezza ed evitare sviste inaccettabili. Lo stesso principio di revisione rapida potrebbe essere applicato ai calci d’angolo concessi per sbaglio, dai quali molto spesso scaturiscono reti.

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Infine, il dirigente ha fatto chiarezza sulle nette differenze tra il VAR tradizionale e il sistema FVS a chiamata. Ha precisato che si tratta di due strumenti completamente distinti. Al momento, non è assolutamente prevista alcuna esportazione della tecnologia a chiamata nelle categorie calcistiche superiori, in modo da ottimizzare le risorse senza creare confusione nei protocolli.

LOTTA CONTRO LE PERDITE DI TEMPO – «E’ una necessità del calcio moderno. Le perdite di tempo massicce sono sulle riprese. L’IFAB sta lavorando per evitarle. Considerando il successo degli 8 secondi per il portiere, intendiamo applicare la regola anche su rimesse laterali e rimesse dal fondo. Uno degli obiettivi è limitare le perdite di tempo dei calciatori negli ultimi minuti».

IL VAR SUI SECONDI GIALLI? – «Il cartellino rosso incide molto sulla partita. Se c’è la certezza dell’errore, è giusto che il VAR possa intervenire. Rovinare una partita per un errore è un peccato. Si inciderà solo sul secondo».

CALCI D’ANGOLO? – «Può capitare l’errore. Se è evidente e verificabile in pochi secondi, si potrà ripristinare la correttezza. In tante partite da un angolo sbagliato può uscire un goal».

FVS E VAR – «VAR a chiamata? Per il momento non pensiamo di esportarlo alle categorie superiori. VAR e FVS sono due cose diverse, non facciamo confusione».

Haaland Barcellona, tutto falso? Arriva la smentita dell’agente: svelata la posizione del norvegese

Haaland Barcellona, tutto falso? Arriva la smentita dell’agente: svelata la posizione dell’attaccante norvegese sul proprio futuro

Nelle ultime ore era circolata la clamorosa voce relativa all’interesse del Barcellona per Erling Haaland come erede di Robert LEwandowski in attacco. Fabrzio Romano, su X, riporta quello che è l’aggiornamento di El Chiringuito, il quale riporta la pronta smentita da parte dell’agente dell’attaccante norvegese, Rafaela Pimenta.

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PAROLE – «🚨 L’agente di Erling Haaland, Rafaela Pimenta, minimizza le voci sul trasferimento del Barcellona suggerite durante il processo elettorale.
“Nutriamo molto rispetto e ammirazione per il Barcellona, ​​ma non c’è stato alcun contatto, né con Erling Haaland né con la dirigenza del Barcellona, ​​riguardo a potenziali obiettivi di trasferimento”.
“Inoltre, poiché il giocatore ha rinnovato il suo contratto qualche mese fa, è molto contento del Manchester City”.
“Per lui tutto sta andando molto bene e non abbiamo davvero nulla da discutere su un suo trasferimento quando tutto va così bene al City”, ha detto @elchiringuitotv @marcosbenito9
».

Infortunio Lobotka, il centrocampista salta anche Napoli Lecce? Arriva la decisione

Infortunio Lobotka, il centrocampista salta anche Napoli Lecce? Le ultime sul sovraccarico muscolare: arriva la decisione di Conte

Il Napoli di Antonio Conte dovrà fare a meno di Stanislav Lobotka per la prossima sfida contro il Lecce, in programma sabato 14 marzo. Il centrocampista slovacco non ha ancora recuperato dal sovraccarico muscolare che lo ha costretto a saltare la partita contro il Verona. Nonostante il tempo trascorso, il problema persiste e il giocatore non sarà disponibile per la gara di campionato.

Lobotka non ce la fa a recuperare

Secondo quanto riportato da Repubblica, Lobotka non riuscirà a smaltire in tempo il problema fisico che lo ha fermato prima della partita con il Verona, e la sua assenza si estenderà fino al match contro il Lecce. Questo stop arriva proprio mentre il Napoli sperava nel recupero completo dei suoi “Fab 4”, il gruppo di centrocampisti chiave che comprende anche Frank Anguissa, Scott McTominay e Kevin De Bruyne. La situazione per il centrocampo azzurro resta dunque complicata, e la presenza di Lobotka in campo slitterà al 20 marzo, quando il Napoli affronterà il Cagliari.

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Le alternative per Conte contro il Lecce

Nonostante l’assenza di Lobotka, Antonio Conte avrà comunque delle opzioni valide per il centrocampo. Frank Anguissa, già subentrato nella partita contro il Torino, e Scott McTominay, recentemente recuperato, si candidano per un posto da titolare. McTominay, ex centrocampista del Manchester United, potrebbe anche essere schierato più avanzato, alle spalle di Hojlund, con Gilmour che si prospetta come un possibile partner a centrocampo. La sfida contro il Lecce rappresenta un’altra opportunità per il Napoli per continuare a lottare per i suoi obiettivi stagionali, nonostante le difficoltà legate agli infortuni.

Con il ritorno in campo di alcuni dei giocatori chiave, il Napoli cercherà comunque di mantenere il ritmo e raggiungere i risultati sperati, sperando che la situazione di Lobotka migliori nei prossimi giorni.

Torino, D’Aversa sicuro: «Non è detto che si vada sempre avanti con lo stesso undici, sono i giocatori a decidere in settimana»

Torino, D’Aversa parla in conferenza stampa alla vigili della sfida con il Parma: «Non è detto che si vada sempre avanti con lo stesso undici»

La 29ª giornata di Serie A si aprirà con l’anticipo del venerdì sera tra Torino e Parma, una sfida che arriva in un momento di crescita per i granata. Dall’arrivo di Roberto D’Aversa la squadra ha mostrato segnali incoraggianti: le prestazioni contro Lazio e Napoli hanno evidenziato maggiore compattezza e intensità, nonostante la sconfitta contro gli azzurri. Un elemento particolarmente positivo è il ritorno stabile di Duván Zapata nell’undici titolare: l’attaccante, tornato al gol contro i biancocelesti, sta formando un’intesa sempre più convincente con Giovanni Simeone.

In vista della sfida contro il Parma, D’Aversa ha analizzato il momento della squadra e le insidie del match nella conferenza stampa della vigilia, sottolineando la necessità di continuità e attenzione per proseguire il percorso di crescita intrapreso.

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PAROLE – «Sono qui da due settimane: la formazione dipende dagli allenamenti e dalle risposte in partita. Non è detto che si vada sempre avanti con lo stesso undici, sono i giocatori a decidere in settimana. Adams? Per caratteristiche è un giocatore molto tecnico e può risolvere partite come quella di domani. Non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, ma questo non significa che non possa partire titolare: in una gara ci sono tante partite e la mia scelta non dipende solo da questo»

SINGOLI – «Nkounkou ha avuto un piccolo fastidio, ma si è allenato regolarmente. Lui e Njie sono giocatori diversi: Njie è un attaccante esterno da utilizzare a piede invertito. Per quanto riguarda Casadei, invece, deve trovare continuità. A Napoli ha segnato, ma sul secondo gol poteva fare meglio. Ha qualità importanti e deve dimostrarlo con continuità anche durante la settimana. Inoltre ha avuto qualche problema fisico”. Ha parlato anche di Anjorin: “In settimana ha perso la nonna, ma è rimasto qui e si è allenato con continuità. Nelle ultime due settimane è cresciuto molto e sto iniziando a rivedere l’Anjorin dell’anno scorso a Empoli. Maripan e difesa? Non ci sono gerarchie. Nelle mie prime due partite hanno giocato gli stessi tre, ma stanno crescendo anche Marianucci e Maripan. Per domani ho ancora diversi dubbi di formazione: le scelte dipendono da quello che i giocatori dimostrano durante la settimana. Se oggi ho più dubbi rispetto alle altre gare, è merito loro»

LAZARO – «Se verrà confermato? Io valuto.Io valuto. Non posso ragionare su quello che è stato prima: guardo le ultime partite e il lavoro della settimana, quindi qualche cambiamento può esserci. Non mi piace però parlare del singolo, perché il singolo si esalta solo se la squadra gioca da squadra. Se il Toro ha 30 punti significa che non sempre è successo. Dobbiamo scendere in campo da squadra, poi verrà valorizzato anche il singolo. Non ci sono gerarchie fisse, bisogna fare delle scelte».

Galliani si racconta: «Vi racconto il Milan di Sacchi, Capello e Ancelotti. Berlusconi, pensava in grande. Sui giorni del condor…»

Galliani mette indietro le lancette dell’orologio e racconta la sua esperienza con il Milan: «Berlusconi, pensava in grande. Sui giorni del condor…»

Il legame tra il passato glorioso del Milan e le ambizioni del presente torna al centro dell’attenzione grazie a un nuovo racconto che sta circolando rapidamente online. Adriano Galliani, storico dirigente rossonero e protagonista di alcune delle pagine più iconiche della storia del club, è tornato a ripercorrere la sua lunga epopea a Milanello. Lo ha fatto in una ricca intervista al podcast Colpi da Maestro, nella quale ha svelato aneddoti inediti, retroscena di mercato e momenti decisivi che hanno contribuito a plasmare il calcio europeo degli ultimi decenni.

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Sul Milan di Sacchi, Capello e Ancelotti: “Quel Milan pensava in grande perchè il suo presidente, Silvio Berlusconi, pensava in grande. E questa cosa l’ha trasmessa alla società, agli allenatori e ai giocatori. Se penso a quando abbiamo scelto Sacchi, la gente diceva che eravamo matti. Arrigo faceva giocare bene le sue squadre, ma era un allenatore che nell’anno prima di venire al Milan non aveva conquistato la promozione dalla Serie B con il Parma. Di Capello si diceva che era il cocco di Berlusconi perchè Fabio non allenava da anni e faceva altro. Il terzo colpo è stato Ancelotti che lo chiamavano il ‘perdente di successo’ perchè nei due anni precedenti al Milan era alla Juve e arrivò secondo per due volte. Non andrebbero ricordati solo i colpi da maestro per quanto riguarda i giocatori, ma anche gli allenatori. Dopo il Milan sono tornato a Monza e credo che un colpo di maestro sia stato prendere l’allenatore della Primavera Palladino e portarlo in prima squadra. Gli allenatori incidono molto sui risultati delle squadre“. 

Sui giorni del Condor: “Nasce dal fatto che c’era un film che si chiamava ‘I tre giorni del Condor’. Io ho pensato che i tre giorni del Condor fossero i giorni finali del mercato. Sono arrivato a fare cento mercati. Io inizio la mia carriera nel 1975 al Monza e ho finito con il mercato del Monza del 2025. Il primo colpo è stato uno scambio: il Monza prende Braida e dà al Palermo Peressin. Io mi ricordo tutti i colpi. Dal 1975 io ho sempre visto una cosa: i valori dei calciatori scendevano con il passare del mercato. Se devi vendere un giocatore lo devi vendere all’inizio del mercato, se vuoi comperare devi prenderlo a fine mercato. Io penso che tutte le squadre hanno più giocatori di quello che servono. Quindi i giorni del Condor devono essere gli ultimi giorni. Non sempre, ma spesso negli ultimi giorni operazioni che erano dei no diventano dei sì, o anche operazioni che sembravano essere impossibili diventano possibili. Così nascono i giorni dei Condor“. 

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Lobotka Juve, lo slovacco valuta l’addio: lascerebbe il Napoli solo a queste condizioni. Le ultimissime

Lobotka Juve, lo slovacco pensa all’addio: lascerebbe il Napoli solo rispettando condizioni precise. Le ultime

La Juventus segue con attenzione l’evoluzione della situazione di Stanislav Lobotka, che dopo diverse stagioni al Napoli starebbe valutando la possibilità di cambiare ambiente. Il centrocampista slovacco, punto di riferimento tecnico degli azzurri, potrebbe aprire a una nuova esperienza professionale, e il club bianconero lo considera uno dei profili più adatti per rinforzare la mediana in vista della prossima stagione.

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La Juventus è ritenuta in pole position anche grazie alla stima di Luciano Spalletti, che con Lobotka ha costruito un rapporto tecnico molto forte e lo considera ideale per dare fluidità e ordine alla manovra. Il giocatore, legato da un rapporto di riconoscenza al Napoli, potrebbe addirittura valutare un rinnovo prima dell’eventuale cessione, così da garantire alla società una plusvalenza significativa.

Lobotka rappresenterebbe per la Juventus un innesto di qualità, esperienza e continuità, caratteristiche che il club ritiene fondamentali per alzare il livello del centrocampo nel nuovo ciclo tecnico.

Sarri Lazio, riflessioni sul futuro della panchina: valutati nuovi nomi, le ultime novità

Sarri Lazio, riflessioni aperte sul futuro della panchina biancoceleste: ecco i nuovi nomi al vaglio, le ultime

La Lazio vive un momento di profonda incertezza, sospesa in un equilibrio sempre più fragile tra risultati deludenti, un’infermeria affollata e una contestazione continua da parte dei tifosi. In questo clima teso, il futuro di Maurizio Sarri appare ogni giorno più instabile. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il rapporto tra il tecnico e la presidenza è ormai ai minimi: la società non condivide più diverse scelte tattiche né la gestione del gruppo, alimentando un distacco che sembra difficile da ricucire.

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Un addio complicato dalle cifre

A frenare una separazione immediata è soprattutto la questione economica. Sarri percepisce un ingaggio di circa 3 milioni di euro a stagione, cifra che intende mantenere fino alla scadenza del contratto. La Lazio, dal canto suo, non vuole procedere con un esonero che peserebbe in modo significativo sul bilancio. Ne nasce un vero e proprio braccio di ferro, in cui entrambe le parti attendono la mossa dell’altra senza voler cedere terreno.

La Lazio sonda i possibili successori

Nonostante lo stallo, la dirigenza biancoceleste si sta già muovendo. Sempre secondo il quotidiano, a Formello sarebbero partiti i primi contatti esplorativi per individuare il profilo giusto in caso di cambio in panchina. I nomi valutati includono tecnici italiani e stranieri, figure di livello internazionale che potrebbero inaugurare un nuovo ciclo qualora la frattura con Sarri diventasse insanabile.

Un bivio che non può attendere

La stagione della Lazio corre veloce e il tempo per decidere si assottiglia. La società dovrà scegliere se tentare una ricucitura o se imboccare la strada della separazione definitiva. Il rapporto con Sarri è arrivato a un punto critico e il futuro del progetto tecnico dipenderà dalle prossime mosse, in un contesto in cui ogni risultato può cambiare gli equilibri.

Parma, parla Cuesta: «L’identità di squadra deve rimanere invariata. Suzuki o Corvi? Inizieremo con gli 11 che faranno al meglio per la squadra»

Parma, Cuesta: «L’identità di squadra deve rimanere invariata. Suzuki o Corvi? Inizieremo con gli 11 che faranno meglio per la squadra»

La 29ª giornata di Serie A si apre con l’anticipo tra Torino e Parma, una sfida che vede la squadra di Carlos Cuesta presentarsi in un momento particolarmente positivo. Nelle ultime cinque gare di campionato i gialloblù hanno raccolto tre vittorie e due pareggi, un ruolino che ha permesso di prendere margine sulla zona retrocessione e di ritrovare fiducia. Il dato più incoraggiante arriva dalla fase difensiva: appena due gol subiti in questo mini‑ciclo, segnale di solidità e compattezza.

Alla vigilia del match contro il Torino, l’allenatore spagnolo è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento della squadra e introdurre una sfida che potrebbe consolidare ulteriormente la risalita del Parma.

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PAROLE – «Sono ancora indisponibili Bernabé e Almquvist. Recuperiamo Valenti dalla squalifica e anche Britschgi, che è disponibile per giocare. Cremaschi è un giocatore versatile. Si è allenato per molto tempo come quinto e abbiamo visto che è migliorato tanto. Ha lavorato tanto per essere pronto quando avessimo bisogno di lui. Questo dice molto sulla sua mentalità, che è comune a tutto il gruppo»

FORMAZIONE – «Suzuki o Corvi? Inizieremo con gli 11 che faranno al meglio per il Parma, come chi subentrerà dalla panchina. Squadra che vince non si cambia? A volte devi mantenere le cose, altre volte le devi cambiare. L’identità di squadra deve rimanere invariata. I centrocampisti che giocheranno domani dovranno essere in grado di vincere tanti duelli e di legare il gioco. La copertura degli spazi sarà fondamentale. Nicolussi Caviglia ha verticalizzato poco? La palla filtrante è sempre una sua priorità, ma siamo riusciti a sfruttarlo poco. Vogliamo fare di più e lavoreremo duramente per diventare una squadra pericolosa in modi diversi».

Svezia, adesso è ufficiale: Graham Potter rinnova fino al 2030. Il comunicato della Federazione

Svezia, Graham Potter blindato fino al 2030: è arrivato l’annuncio della Federazione scandinava. I dettagli

Graham Potter resterà alla guida della Svezia ancora a lungo: la Federazione ha ufficializzato il rinnovo del commissario tecnico inglese, che prolunga il suo mandato fino al 2030. Una scelta di continuità che conferma la fiducia nel progetto avviato dall’ex allenatore di Chelsea e Brighton, chiamato a guidare la nazionale scandinava nel nuovo ciclo di qualificazioni e nelle competizioni internazionali dei prossimi anni.

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NOTA UFFICIALE –  “Graham Potter prolunga il suo incarico come commissario tecnico della nazionale maschile e ha raggiunto un accordo con la SvFF (Federcalcio svedese) per una collaborazione che si estenderà fino ai Mondiali del 2030”.

POTTER –Poter continuare in questo ruolo significa molto per me. Sento sia un grande orgoglio che una grande responsabilità. È un grande giorno per me e una fantastica opportunità per costruire qualcosa di importante per il futuro. “Ho avuto un ottimo inizio come CT svedese e mi sono trovato molto bene con tutti. La Svezia è un paese calcistico con una storia gloriosa, fatta di squadre che si sono qualificate ai grandi tornei e hanno saputo competere ad alti livelli; è lì che vogliamo tornare”.

Infortunio Koné, arrivano brutte notizie per Gasperini! Ecco le condizioni del centrocampista francese

Infortunio Koné, allarme rosso per Gian Piero Gasperini: il francese si ferma in rifinitura, ecco le sue condizioni

La Roma incassa una notizia pesante proprio alla vigilia del periodo più intenso della stagione, quello che la vedrà affrontare due volte il Bologna negli ottavi di Europa League e il Como in campionato. Manu Koné, uno dei giocatori più importanti nello scacchiere di Gian Piero Gasperini, si è infatti fermato per un nuovo problema fisico.

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Stop in rifinitura

Durante la seduta di rifinitura di questa mattina, il centrocampista francese ha avvertito un fastidio muscolare che lo ha costretto a interrompere immediatamente l’allenamento. Si tratta di un affaticamento che lo staff medico sta valutando con prudenza, ma che arriva nel momento meno opportuno.

A rischio per Bologna e Como

Secondo quanto riportato da Sky Sport, Koné è quasi certamente indisponibile per la sfida di Europa League di questa sera al Dall’Ara contro il Bologna. Le sue condizioni non lasciano molto ottimismo nemmeno in vista della gara di domenica contro il Como, fondamentale nella corsa Champions.

Impatto sul piano tecnico

L’assenza del francese rischia di pesare parecchio: Koné è un riferimento nel pressing, nelle transizioni e nella gestione del ritmo, elementi chiave nel sistema di Gasperini. La Roma dovrà quindi trovare soluzioni alternative in un momento in cui ogni dettaglio può fare la differenza.

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