Pagina 438 – Calcio News 24

Calciomercato Fiorentina, Boga è pronto a sbarcare a Firenze? Ecco le prossime mosse con Paratici

Calciomercato Fiorentina: Paratici pronto a rivoluzionare la rosa viola. La situazione attuale in casa viola

La vittoria contro l’Udinese ha regalato una boccata d’ossigeno alla Fiorentina, ma la situazione rimane delicata. La Curva Fiesole continua a contestare, la classifica resta preoccupante e il club di Rocco Commisso guarda con fiducia all’arrivo di Fabio Paratici, previsto nei primi giorni di gennaio. L’ex dirigente della Juventus avrà il compito di rivoluzionare una rosa spenta e alla ricerca di stimoli, gestendo il mercato in maniera strategica: prima cedere, poi acquistare. La speranza è di invertire la rotta e iniziare il 2026 con maggiore slancio rispetto agli ultimi difficili mesi del 2025.

Nel contesto del Calciomercato Fiorentina, Paratici sarà il protagonista delle scelte più importanti. La priorità sarà alleggerire la rosa, liberandosi dei giocatori fuori dal progetto tecnico e aprendo spazi per nuovi innesti mirati. Solo dopo queste operazioni la Fiorentina potrà valutare acquisti strategici, volti a rinforzare reparti carenti e a dare competitività immediata alla squadra. L’obiettivo è costruire una squadra più dinamica e motivata, capace di rispondere alle esigenze di mister Paolo Vanoli e di rilanciare le ambizioni stagionali del club.

Sul fronte tecnico, la gestione di Vanoli sembra aver trovato una nuova armonia, anche grazie alla decisione di affidare la fascia da capitano a David De Gea, scelta che ha ridato serenità al gruppo e spezzato l’immobilismo che perdurava dall’inizio del campionato. Tuttavia, la conferma del tecnico dipenderà dai risultati, con la possibilità di valutare alternative come Stefano Pioli, Iachini o Ballardini in caso di ulteriori passi falsi.

In sintesi, il Calciomercato Fiorentina di gennaio sarà fondamentale per ridare slancio alla stagione. Paratici dovrà operare con intelligenza, puntando su cessioni strategiche e acquisti mirati per rafforzare la squadra e dare nuova linfa alla Fiorentina, con l’obiettivo di risalire la classifica e riportare entusiasmo tra i tifosi viola.

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Parma, Cuesta sicuro: «I dettagli fanno la differenza. Contro la Fiorentina dovremo fare questo»

Parma, Cuesta: “Migliorare l’offensiva e curare i dettagli”. Le dichiarazioni del tecnico dei crociati

Alla vigilia dell’ultima partita casalinga del 2025 contro la Fiorentina, l’allenatore del Parma, Carlos Cuesta, ha lanciato un messaggio chiaro: migliorare la fase offensiva, essere più continui e curare i dettagli. “Negli ultimi tempi siamo stati molto concentrati sul creare di più, soprattutto negli ultimi 30 metri – ha spiegato Cuesta –. Abbiamo già visto miglioramenti in diverse situazioni e ora dobbiamo consolidare questi progressi con continuità”.

Il tecnico ha parlato anche dei singoli, con particolare attenzione a Jacob Ondrejka. “Nel calcio tutto è organizzato – ha precisato Cuesta –. Bisogna fare ciò che è giusto in base al contesto, non solo ciò che piace al giocatore. Puntiamo sul riconoscimento delle situazioni e sulla stabilità del nostro gioco. In queste due settimane abbiamo lavorato per sbloccare le partite in diversi contesti, cercando di avere più opzioni offensive”. Cuesta ha sottolineato l’importanza dell’aggressività e della concentrazione su ciò che il Parma può controllare: “Aumentare le possibilità di creare pericolo sarà uno dei nostri obiettivi. Avere interpreti diversi ci può aiutare a creare di più e meglio”.

Sul fronte infermeria arrivano notizie positive: Circati è in progressione e sarà convocato, così come Delprato. Un segnale importante per affrontare la Fiorentina con determinazione e trasformare l’amarezza dell’ultimo turno in energia positiva.

Infine, l’appello ai tifosi è chiaro: “Ci piacerebbe tantissimo averli con noi. La loro spinta può aiutare i ragazzi a dare il massimo e noi faremo di tutto per meritare il loro sostegno”.

In sintesi, il Parma si presenta alla sfida con la Fiorentina con l’obiettivo di crescere, sia sul piano offensivo sia nella continuità di prestazioni, puntando a coinvolgere l’intera squadra e a ottenere il massimo supporto dai tifosi al Tardini.

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Lecce, Di Francesco: «Obiettivo continuità per conquistare la salvezza. Ho dei dubbi su questi giocatori»

Di Francesco: “Dobbiamo dare continuità”. Ecco le dichiarazioni del tecnico del Lecce

Alla vigilia della sfida contro il Como, l’allenatore del Lecce, Eusebio Di Francesco, ha parlato delle condizioni della squadra e degli obiettivi immediati, sottolineando l’importanza di dare continuità ai risultati. Il tecnico giallorosso ha spiegato che la squadra ha lavorato bene negli ultimi giorni e che chi scenderà in campo sarà scelto in base all’impegno mostrato in allenamento.

Sul Como, Di Francesco ha evidenziato le caratteristiche degli avversari: “Dobbiamo essere bravi a saltare la loro prima linea di pressione e gestire i momenti della gara. Il Como è ben organizzato e Fabregas cambia spesso la squadra in base agli avversari, ma mantiene sempre l’identità”. Per il tecnico del Lecce, la capacità di adattarsi e restare compatti sarà fondamentale.

Di Francesco ha parlato anche del reparto offensivo e della necessità di gol da più giocatori: “Il gol di Stulic ha dato energia a tutto l’ambiente, ma abbiamo bisogno dei contributi di tutti gli attaccanti. Per raggiungere traguardi importanti serve una punta che arrivi in doppia cifra”.

Sul centrocampo, il tecnico ha chiarito che Ramadani, Kaba e Maleh saranno protagonisti, ma ha ammesso problemi di disponibilità per Morente e Tiago Gabriel. “Mancheranno giocatori importanti, ma chi scenderà in campo farà bene”, ha detto, sottolineando l’impegno della squadra nelle settimane di preparazione.

Infine, Di Francesco ha parlato della difesa e dei singoli: “Perez sta crescendo, Ndaba ha acquisito esperienza tattica e Jean può essere utile a gara in corso. Siamo pignoli su posizione e anticipo, ma abbiamo giocatori in grado di interpretare questi ruoli”.

Il tecnico del Lecce ha concluso parlando del supporto del pubblico: “Sono contento del rapporto con la squadra e con i tifosi. Domani vogliamo trascinare questo grande pubblico e fare una buona partita”.

Calciomercato Napoli, possibile ritorno di fiamma per un calciatore: Manna è pronto a valutarlo. Le ultimissime

Calciomercato Napoli, il nome di Ndoye potrebbe ritornare in auge per i partenopei. Il Nottingham potrebbe aprire al prestito. Le ultime

Il calciomercato del Napoli entra in una fase sempre più calda con l’avvicinarsi della sessione invernale. Gennaio è ormai alle porte e in casa azzurra si lavora con grande attenzione per valutare eventuali cambiamenti alla rosa. La dirigenza, in piena sintonia con Antonio Conte, sta analizzando ogni situazione, sia in entrata che in uscita, con l’obiettivo di rinforzare la squadra in vista della seconda parte della stagione.

Uno dei dossier più delicati del calciomercato del Napoli riguarda Lorenzo Lucca. L’attaccante piemontese è al centro di riflessioni importanti e il suo futuro potrebbe essere lontano dal club partenopeo. A fare il punto è stato il giornalista Emanuele Cammaroto su NapoliMagazine.com, spiegando come l’ipotesi di un addio non sia ancora certa, ma stia diventando sempre più concreta. Alcune dichiarazioni recenti di Conte e del direttore sportivo Manna vengono lette come segnali di un possibile cambiamento.

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Il Napoli, infatti, è convinto che per Lucca possa arrivare un’offerta significativa dall’estero. Il giocatore ha diversi estimatori, in particolare in Premier League, ma non solo. Qualora dovesse concretizzarsi una cessione, il calciomercato del Napoli potrebbe prendere una direzione differente rispetto a quanto previsto inizialmente. L’idea che sta guadagnando terreno non sarebbe quella di acquistare un altro centravanti, bensì di investire su un esterno offensivo.

Le riflessioni in corso riguardano soprattutto la fascia sinistra. Conte vorrebbe un giocatore capace di garantire maggiore affidabilità e continuità, offrendo più certezze rispetto a Lang. Sul tavolo ci sono due nomi già attenzionati dalla società, ma non è esclusa una sorpresa finale che potrebbe emergere nelle prossime settimane. Il calciomercato del Napoli, come spesso accade, resta aperto a soluzioni impreviste.

Un altro capitolo interessante è quello legato ai possibili ritorni di fiamma. Federico Chiesa continua a restare nei radar del club azzurro, anche se l’operazione appare complessa. Nelle ultime ore, però, si è aggiunta una suggestione intrigante: Dan Ndoye potrebbe lasciare il Nottingham Forest a gennaio con la formula del prestito. Il club inglese sta attraversando un momento difficile in Premier League e l’agente del giocatore valuterà presto la situazione insieme al suo assistito.

Il nome di Ndoye è stato immediatamente riaccostato al Napoli, alimentando le voci di un possibile clamoroso ritorno di fiamma. Al momento si tratta solo di ipotesi, ma il calciomercato del Napoli è fatto anche di opportunità improvvise. Le prossime settimane saranno decisive per capire quali piste diventeranno concrete e quali resteranno semplici suggestioni.

Gudmundsson Fiorentina, la cessione a gennaio è sempre più probabile: quel club di Serie A insiste per avere l’islandese. I dettagli

Gudmundsson Fiorentina, l’islandese resta una possibilità per la Roma durante il calciomercato invernale. La Viola è aperta alla cessione

Il nome di Gudmundsson continua a circolare con insistenza nel panorama del calciomercato, confermandosi come uno dei profili più interessanti e chiacchierati degli ultimi mesi. L’attaccante islandese, reduce da stagioni di alto livello, è finito da tempo nel mirino di diversi club di Serie A, attirando l’attenzione per le sue qualità tecniche, la duttilità tattica e la capacità di incidere in zona gol.

In casa Fiorentina, il profilo di Gudmundsson viene monitorato con grande interesse. La dirigenza viola è alla ricerca di rinforzi offensivi in grado di alzare il tasso tecnico della squadra e garantire soluzioni diverse nel reparto avanzato. In quest’ottica, Gudmundsson rappresenta una pista concreta, anche se tutt’altro che semplice da percorrere, vista la concorrenza e il valore del giocatore.

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Negli ultimi mesi, infatti, su Gudmundsson non si è mossa solo la Fiorentina. Il suo nome è stato spesso accostato anche alla Roma, soprattutto dopo l’arrivo di Gian Piero Gasperini sulla panchina giallorossa. Il tecnico lo apprezza per la capacità di muoversi tra le linee, attaccare la profondità e adattarsi a più ruoli offensivi, caratteristiche che lo rendono ideale per sistemi di gioco dinamici e aggressivi.

Nonostante l’interesse della Roma, la Fiorentina resta vigile. Il club viola valuta attentamente la situazione, consapevole che Gudmundsson potrebbe diventare un’operazione strategica per il presente e per il futuro. Il giocatore, infatti, garantisce esperienza in Serie A ma conserva ancora ampi margini di crescita, aspetto che lo rende particolarmente appetibile anche in ottica di valorizzazione.

Dal punto di vista tattico, Gudmundsson potrebbe integrarsi bene nel progetto viola, offrendo alternative sia come seconda punta sia come trequartista. La sua intelligenza calcistica e la capacità di legare il gioco rappresentano qualità preziose per una squadra che punta a mantenere un’identità offensiva propositiva. Per questo motivo, Gudmundsson non è soltanto una suggestione di mercato, ma un nome che rientra in un ragionamento più ampio legato al rafforzamento della rosa.

Molto dipenderà dalle richieste del club proprietario del cartellino e dalle eventuali cessioni che potrebbero sbloccare risorse economiche. La Fiorentina, come spesso accade, agirà con prudenza ma senza farsi trovare impreparata. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la pista Gudmundsson potrà trasformarsi in una vera trattativa oppure resterà uno dei tanti nomi accostati al club.

Di certo, Gudmundsson continua a essere un profilo da tenere attentamente d’occhio. Il suo futuro è ancora tutto da scrivere, ma il suo nome resterà protagonista del mercato, con la Fiorentina pronta a giocare le proprie carte qualora si aprisse uno spiraglio concreto.

Raspadori ritorna in Serie A? L’Atletico Madrid ha fissato il prezzo per la cessione dell’italiano. Ecco i dettagli

Raspadori resta uno dei prezzi pregiati del prossimo calciomercato. Il ritorno in Serie A è possibile: fissato il prezzo dall’Atletico

Il calciomercato di gennaio si avvicina rapidamente e tra i nomi che potrebbero tornare protagonisti in Serie A c’è quello di Raspadori. L’attaccante italiano, attualmente all’Atletico Madrid, è finito nel mirino della Roma, che valuta seriamente la possibilità di riportarlo in Italia per rinforzare un reparto offensivo che finora ha mostrato diverse difficoltà. Dalla Spagna, intanto, continuano ad arrivare indiscrezioni che tengono viva l’attenzione su questa possibile trattativa.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Marca, l’Atletico Madrid non considera Raspadori un giocatore in uscita. Il club spagnolo è soddisfatto del suo rendimento complessivo, anche se il minutaggio non ha pienamente rispettato le aspettative del calciatore. Proprio questo aspetto potrebbe però incidere sulle scelte future dell’ex Napoli, desideroso di trovare maggiore continuità per esprimere al meglio le proprie qualità.

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L’Atletico, pur non avendo l’urgenza di vendere, ha fissato condizioni molto chiare nel caso in cui Raspadori dovesse spingere per un trasferimento. La società madrilena prenderebbe in considerazione soltanto una formula di prestito con obbligo di riscatto, per una valutazione complessiva di circa 22 milioni di euro. Una cifra importante, che testimonia la fiducia del club spagnolo nel valore dell’attaccante italiano.

La Roma osserva con grande attenzione l’evolversi della situazione. Il profilo di Raspadori piace molto alla dirigenza giallorossa, che lo considera ideale per dare nuova linfa all’attacco. Tuttavia, il nodo principale della trattativa riguarda la formula dell’operazione. Secondo Marca, la Roma avrebbe messo sul tavolo un’offerta diversa: due milioni di euro per il prestito oneroso e 20 milioni per il diritto di riscatto, non l’obbligo. Una proposta che, al momento, non coincide con le richieste dell’Atletico Madrid.

Dal punto di vista del giocatore, la volontà di trovare maggiore spazio potrebbe fare la differenza. Raspadori, infatti, è consapevole che una stagione con poco impiego rischierebbe di allontanarlo dal giro della Nazionale italiana. Tornare in Serie A, in un ambiente che lo conosce bene e in una squadra pronta a puntare su di lui, rappresenterebbe un’opportunità importante per rilanciarsi.

Nei prossimi giorni i contatti potrebbero intensificarsi. Il futuro di Raspadori resta ancora incerto, ma il suo nome è destinato a essere uno dei più discussi del mercato invernale. Molto dipenderà dalla volontà dell’Atletico di aprire a nuove soluzioni e dalla capacità della Roma di trovare la formula giusta per chiudere l’operazione. Gennaio si avvicina e la pista Raspadori resta più viva che mai.

Bologna, Italiano pensa ad una rivoluzione: in attacco possibile diverse novità contro il Sassuolo. E su Immobile…

Bologna, possibile novità in attacco contro il Sassuolo. Dallinga favorito per una maglia da titolare e Immobile pronto a subentrare

Novità importanti in arrivo per l’attacco del Bologna, che si prepara alla sfida di domenica contro il Sassuolo con alcune possibili modifiche nell’undici iniziale. Dopo le ultime due presenze da titolare ravvicinate, arrivate nel giro di pochi giorni anche in Supercoppa Italiana, Santiago Castro potrebbe partire dalla panchina almeno all’inizio del match. Una scelta legata soprattutto alla gestione delle energie e alle alternative a disposizione di Vincenzo Italiano.

In vista della gara, infatti, il tecnico del Bologna sta seriamente valutando l’utilizzo di Thijs Dallinga dal primo minuto. L’attaccante olandese, rimasto un po’ ai margini nelle ultime uscite, potrebbe tornare protagonista proprio contro il Sassuolo. Non si tratta ancora di una decisione definitiva, ma le indicazioni portano in questa direzione, con Italiano pronto a sfruttare al meglio le rotazioni offensive.

Il ballottaggio tra Dallinga e Castro è uno dei temi principali della vigilia in casa Bologna. L’argentino, pur partendo probabilmente dalla panchina, resta una risorsa fondamentale e sarà pronto a subentrare nel corso della gara, soprattutto nella ripresa. La sua vivacità e la capacità di attaccare la profondità possono risultare decisive a partita in corso, quando gli spazi tendono ad aumentare.

Un altro nome da tenere in considerazione è quello di Ciro Immobile. L’attaccante, arrivato con grandi aspettative, sta gradualmente aumentando il proprio minutaggio e nelle prossime settimane dovrebbe trovare sempre più spazio. Al momento appare difficile immaginare Immobile titolare nell’immediato, ma il suo inserimento progressivo rappresenta un fattore importante per l’equilibrio offensivo del Bologna, che potrà contare su un’alternativa di grande esperienza.

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Per quanto riguarda la trequarti, resta aperto il duello tra Fabbian e Odgaard. Il primo insidia seriamente il compagno per una maglia da titolare, grazie alle buone prestazioni offerte quando è stato chiamato in causa. Sulle corsie esterne, invece, le scelte sembrano più definite: a destra ci sarà Orsolini, punto fermo dell’attacco del Bologna, mentre a sinistra Rowe è in vantaggio su Cambiaghi.

Nel complesso, Italiano sta cercando di mantenere alta la competitività interna, sfruttando al massimo le alternative a disposizione. Le rotazioni offensive permettono al Bologna di affrontare una fase intensa della stagione con maggiore freschezza e imprevedibilità. La sfida contro il Sassuolo sarà un banco di prova importante per capire quali gerarchie prenderanno forma nelle prossime settimane, con l’obiettivo di dare continuità ai risultati e consolidare il percorso di crescita della squadra.

Zaniolo Udinese, in arrivo una rottura? Giorni complicati dopo quanto successo a Firenze. La ricostruzione

Zaniolo Udinese, è possibile una separazione a gennaio per la presunta lite con Okoye. Il club ha smentito, ma le indiscrezioni continuano

Non è un periodo semplice quello che sta attraversando l’Udinese, con il club friulano finito al centro dell’attenzione dopo una settimana particolarmente complicata. La pesante sconfitta rimediata contro la Fiorentina ha lasciato strascichi evidenti, sia dal punto di vista del risultato sia per le tensioni che si sono create all’interno dell’ambiente bianconero. Un ko difficile da digerire, che ha alimentato nervosismo dentro e fuori dallo spogliatoio.

La gara del Franchi ha segnato un passaggio delicato per la squadra allenata da Runjaic, apparsa in difficoltà e penalizzata anche dall’espulsione di Okoye, episodio che ha contribuito a indirizzare negativamente la partita. Proprio attorno a quel momento sono nate alcune voci che hanno coinvolto direttamente il tema Zaniolo, parlando di una presunta lite nello spogliatoio tra il portiere e Nicolò Zaniolo al termine del primo tempo.

Indiscrezioni che hanno rapidamente fatto il giro dell’ambiente, aumentando la pressione su una squadra già scossa dal risultato. A fare chiarezza sulla vicenda è intervenuto il group technical director dell’Udinese, Gianluca Nani, che ai microfoni de Il Messaggero Veneto ha smentito con decisione ogni ricostruzione. Secondo il dirigente, quanto riportato sarebbe frutto di pure fantasie, prive di qualsiasi fondamento.

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Nani ha spiegato di essere stato presente prima, durante l’intervallo e dopo la partita, sottolineando come nello spogliatoio non si sia verificato alcun episodio di tensione tra i giocatori. “C’era soltanto tanta delusione”, ha ribadito il dirigente, chiarendo che il clima era quello tipico di una squadra reduce da una sconfitta pesante, non certo di uno spogliatoio spaccato. Il caso Zaniolo, dunque, secondo la società non ha alcun riscontro reale.

Nonostante le smentite ufficiali, la situazione resta comunque delicata. La squadra è chiamata a reagire immediatamente, anche perché il calendario non concede tregua. All’orizzonte c’è la sfida contro la Lazio, un appuntamento importante per misurare la capacità del gruppo di rialzarsi dopo un momento difficile. Proprio per questo motivo, la dirigenza ha deciso di intervenire in modo concreto per ricompattare l’ambiente.

Nel tentativo di rafforzare lo spirito di gruppo e ritrovare concentrazione, l’Udinese ha disposto il ritiro a partire dal giorno di Natale. Una scelta forte, che testimonia la volontà del club di affrontare con serietà questo passaggio critico. In questo contesto, il tema Zaniolo diventa simbolo di una fase in cui è fondamentale fare chiarezza, spegnere le polemiche e ritrovare compattezza per tornare a fare risultati sul campo.

Atalanta, quanti affari con l’Inter: questi giocatori potrebbero cambiare maglia entro la prossima estate

Atalanta, l’Inter guarda con attenzione in casa della Dea e sono diverse le trattative destinate ad entrare nel vivo entro la prossima estate

Atalanta Inter non è soltanto una delle sfide più attese della Serie A, ma rappresenta anche un vero e proprio crocevia di interessi di mercato. Domenica sera, alle 20.45 alla New Balance Arena, il match tra le due nerazzurre catalizzerà l’attenzione non solo per la classifica, ma anche per le possibili ripercussioni sul futuro di diversi giocatori dell’Atalanta, da tempo nel mirino del club milanese. Sugli spalti sono attesi dirigenti, osservatori e intermediari, pronti a monitorare da vicino alcuni profili che intrigano l’Inter.

I rapporti tra Atalanta e Inter restano solidi, come dimostra una storia recente fatta di trattative importanti e dialoghi continui. Anche dopo il lungo confronto estivo per Lookman, concluso con il no di Luca Percassi a un’offerta da circa 45 milioni complessivi, l’asse Bergamo-Milano non si è mai raffreddato. Anzi, continua a essere uno dei più attivi del panorama italiano.

Il primo nome sul taccuino interista è quello di Ederson. Come riportato dal Corriere Bergamo, il centrocampista brasiliano dell’Atalanta resta un obiettivo mai dimenticato. Già la scorsa estate l’Inter aveva pensato a un’operazione da circa 60 milioni, poi rimandata. Ederson, legato al club fino al 2027, sta vivendo una stagione non sempre lineare, ma le sue qualità da centrocampista completo continuano a convincere Marotta. Con la pista Koné mai decollata, il brasiliano resta una priorità, anche in vista di eventuali movimenti a centrocampo in casa Inter.

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Un altro tema caldo riguarda la fascia destra. L’infortunio di Dumfries ha spinto l’Inter a valutare nuove soluzioni, e anche qui l’Atalanta offre profili interessanti. Raoul Bellanova è un titolare fisso nello scacchiere bergamasco, anche se attualmente fermo per infortunio. Il suo nome è seguito con attenzione, soprattutto in prospettiva estiva. Diverso il discorso per Marco Palestra, classe 2005 di proprietà dell’Atalanta, oggi in prestito al Cagliari e protagonista di una stagione in crescita. Il club bergamasco punta molto su di lui, considerandolo un patrimonio per il futuro.

Infine, resta sullo sfondo Giorgio Scalvini. Il difensore dell’Atalanta è seguito dall’Inter da anni, nonostante una stagione e mezza complicata dagli infortuni. Non è ancora stato utilizzato con continuità, ma il suo potenziale resta altissimo e l’interesse nerazzurro non si è mai spento.

In questo contesto, Atalanta-Inter diventa una partita chiave anche fuori dal campo: novanta minuti che potrebbero pesare non solo sulla classifica, ma anche sulle strategie di mercato dei prossimi mesi.

Maignan Milan, rinnovo possibile? Si è aperto questo spiraglio. I tre motivi che potrebbero portare il portiere a prolungare

Maignan Milan, il portiere transalpino resta una priorità per quanto riguarda i rossoneri. E il rinnovo non è così impossibile. Le ultime

Il futuro tra i pali del Milan potrebbe continuare a tingersi dei colori della Francia grazie a Maignan. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Sky Sport, le trattative per il rinnovo contrattuale dell’estremo difensore francese hanno subito una svolta positiva, riaprendo spiragli concreti per un prolungamento del suo rapporto con i rossoneri. Il contratto dell’ex Lille scadrà nel giugno 2026, una data che aveva generato non poca preoccupazione tra tifosi e dirigenza, consapevoli dell’importanza di Maignan per la solidità della squadra.

Le ultime informazioni parlano di un cauto ottimismo: il dialogo tra le parti si è intensificato e sono emersi tre motivi principali che rendono il rinnovo più probabile.

Il primo fattore riguarda la strategia della dirigenza e il pressing dell’allenatore Massimiliano Allegri. Il club ha presentato al portiere un progetto ambizioso, con l’obiettivo di costruire il futuro del Milan attorno a lui. Allegri, da sempre attento alla solidità difensiva, considera Maignan un punto imprescindibile per il suo modulo e lo vede come il primo regista della squadra, capace di impostare l’azione sin dai piedi. La volontà dell’allenatore di trattenere il francese è netta, facendo del portiere una pedina fondamentale per gli equilibri tattici e per il progetto a lungo termine dei rossoneri.

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Un altro elemento importante è l’affetto dei tifosi. La tifoseria del Milan ha subito instaurato un legame speciale con Maignan, soprannominato “Magic Mike”, apprezzandone la reattività, la leadership e il carisma. Questo supporto costante, visibile anche nelle sedute quotidiane a Milanello, rappresenta un incentivo emotivo non trascurabile per il portiere, che sente di avere un posto centrale nel cuore dei sostenitori e nella storia del club.

Infine, la dirigenza rossonera sta lavorando con determinazione per soddisfare le richieste del giocatore, dimostrando la volontà di metterlo al centro del progetto Milan. La combinazione tra supporto tecnico, affetto del pubblico e concretezza nelle trattative contrattuali sembra creare un contesto favorevole per un rinnovo.

In sintesi, il binomio Maignan Milan potrebbe continuare a essere protagonista tra i pali del Diavolo. La solidità difensiva, la leadership del portiere e il progetto ambizioso del club rappresentano le basi su cui costruire il futuro, confermando la volontà del Milan di puntare su un leader carismatico, simbolo della continuità e della competitività della squadra anche nei prossimi anni.

Gila Lazio, Lotito ha preso una decisione molto importante sul difensore: le ultime

Gila Lazio, lo spagnolo è un calciatore che interessa molto all’Inter. Ma Lotito non ha alcuna intenzione di cederlo a gennaio. Le ultime

Le manovre di mercato non riguardano solo l’attacco o la fascia destra: l’Inter sta lavorando anche per rinforzare la difesa, in vista delle prossime stagioni, e tra i nomi più discussi negli ultimi giorni spunta Gila. Il centrale spagnolo, protagonista di un’ottima stagione con i biancocelesti, è finito nel mirino dei nerazzurri che lo considerano perfetto per il tipo di gioco voluto da Cristian Chivu.

Il tecnico rumeno ha tracciato un identikit chiaro del difensore ideale: mancino naturale, rapido nel recupero in campo aperto, versatile e in grado di giocare sia da centrale puro sia come “braccetto” in una difesa a tre. Questa figura è fondamentale per mantenere alta la linea difensiva e per garantire una costruzione dal basso fluida, due punti cardine del gioco dell’Inter. Ed è proprio per queste caratteristiche che Gila rappresenta il candidato perfetto per il ruolo.

Tuttavia, la trattativa non è semplice. Claudio Lotito, presidente della Lazio, difficilmente si priverebbe di un difensore centrale così importante a gennaio. La sua valutazione della pedina chiave biancoceleste è alta, e servirebbe un’offerta considerevole per convincere la società romana a cedere il giocatore. Nonostante ciò, l’Inter monitora attentamente la situazione, consapevole che un eventuale inserimento nella prossima finestra di mercato potrebbe fare la differenza nella solidità difensiva del club nerazzurro.

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Non solo Gila: la dirigenza meneghina valuta anche altre alternative, come il giovane talento bosniaco Tarik Muharemovic, che potrebbe rappresentare un investimento interessante. Tuttavia, anche qui emergono complicazioni: la Juventus detiene ancora una clausola sul 50% della futura rivendita del giocatore, rendendo l’operazione economicamente complessa e politicamente delicata tra le due rivali storiche.

In sintesi, la pista legata a Gila resta la priorità per l’Inter, nonostante le difficoltà legate alla resistenza della Lazio a cedere un elemento fondamentale. Il club di Viale della Liberazione punta su un rinforzo che possa garantire qualità, velocità e affidabilità nel cuore della difesa, elementi essenziali per affrontare la seconda parte della stagione e costruire un reparto solido in ottica futura. La strategia rimane chiara: monitorare costantemente la situazione, preparare un’offerta convincente e avere alternative pronte, nel caso in cui l’affare con Gila si rivelasse troppo complicato da concludere.

Conte Napoli, si continuerà insieme anche dopo questa stagione? ADL ha preso una decisione importante. L’indiscrezione

Conte Napoli, l’idea di ADL è quella di continuare insieme tanto da avere pronto un contratto molto ricco da proporre al tecnico. Le ultime

Il Napoli continua a vivere un momento di grande entusiasmo dopo la conquista della Supercoppa Italiana, il secondo trofeo stagionale sotto la guida di Conte. L’arrivo del tecnico salentino ha portato una ventata di energia e determinazione all’interno dello spogliatoio, trasformando la squadra in un gruppo solido e competitivo su tutti i fronti. La vittoria del trofeo ha confermato quanto il lavoro di Conte stia incidendo positivamente, sia sul piano tattico che sul morale dei giocatori.

A tal proposito, Aurelio De Laurentiis sta valutando con attenzione la possibilità di blindare il proprio allenatore. L’esperto di calciomercato Nicolò Schira, attraverso il proprio profilo X, ha riportato come il presidente del Napoli consideri Conte un elemento fondamentale per il futuro del club. Secondo Schira, ADL sarebbe pronto a offrire un rinnovo contrattuale al tecnico con un aumento di stipendio, nella volontà di creare un ciclo duraturo di successi per la squadra partenopea.

La gestione di Conte ha portato risultati immediati, non solo sul campo, ma anche nella gestione del gruppo. Il tecnico salentino ha saputo creare un ambiente competitivo e motivato, valorizzando i singoli giocatori e implementando una filosofia di gioco efficace e aggressiva. Questo approccio ha convinto De Laurentiis della necessità di prolungare il rapporto con l’allenatore, puntando su continuità e stabilità.

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Il progetto del Napoli con Conte alla guida non si limita ai risultati immediati, ma guarda al futuro. La società partenopea ambisce a costruire un ciclo vincente che possa consolidare la squadra tra le prime forze del calcio italiano e internazionale. La volontà di offrire un contratto rinnovato e più ricco dimostra quanto ADL creda nel lavoro dell’allenatore, riconoscendo il suo ruolo centrale nel percorso di crescita del club.

Il legame tra Napoli e Conte, nato dalla volontà di riportare la squadra a livelli competitivi elevati, si sta rafforzando con ogni vittoria e con ogni passo avanti in campionato e nelle coppe. La conferma di questo rapporto attraverso un rinnovo contrattuale con aumento di stipendio rappresenterebbe un segnale chiaro: il Napoli punta a costruire un futuro stabile e ambizioso, affidando la propria guida tecnica a uno degli allenatori più capaci del panorama italiano.

In sintesi, il successo recente in Supercoppa e la gestione impeccabile del gruppo rafforzano l’idea che Conte sia destinato a restare a lungo sulla panchina partenopea, con De Laurentiis pronto a garantirgli fiducia, supporto e stabilità economica per continuare a far crescere il progetto del club.

Udinese Lazio, Runjaic in conferenza stampa: «In inferiorità numerica non si deve mollare. Vogliamo riscattarci. Sul portiere…»

Udinese Lazio, Runjaic in conferenza stampa sulla sfida di campionato di domani. Una partita importante per il club bianconero.

Giornata di vigilia in casa Udinese. Il tecnico Runjaic in conferenza stampa ha presentato la partita contro la Lazio di domani.

REAZIONE DOPO FIRENZE E KAMARA – «Sono d’accordo, è stata una brutta prestazione, l’avevamo approcciata bene fino al cartellino rosso. Si può perdere giocando in 10 ma poi bisogna almeno provare a fare la prestazione, che invece è stata brutta. Vogliamo riscattarci contro la Lazio, ci aspettiamo tutti una reazione positiva dopo la sconfitta di Firenze, non è possibile che una squadra cambi volto così tra Napoli e Fiorentina, ma sappiamo che gli alti e bassi fanno parte del processo di crescita. Comunque non si può perdere prendendo cinque gol e in quel modo. Eravamo reduci da una bella prestazione e dobbiamo essere quella squadra lì, non posso garantire il risultato, ma possiamo fare molto meglio in termini di atteggiamento, davanti ai nostri tifosi il cui supporto non è mai mancato. Il lato bello del calcio è che dopo pochi giorni puoi provare a rifarti da una sconfitta, abbiamo analizzato l’avversario e anche parlato del fatto che si può vincere anche in 10, non bisogna mollare. Il Napoli dopo aver perso contro di noi ha reagito vincendo la Supercoppa, questa è la differenza tra una squadra come la nostra e una grande squadra, che mantiene alto il livello delle prestazioni e reagisce così alle sconfitte. Non parlerò molto della formazione, a Firenze ho fatto subentrare dei ragazzi e mi aspetto un contributo, Kamara è un ragazzo d’esperienza, importante per noi, questo è fuori di dubbio, non so dirvi se sarà titolare».

ERRORI E PORTIERI – «Sì è una tematica, abbiamo commesso diversi errori individuali. Nel mondo dello sport capitano gli errori, dobbiamo ridurli al minimo, poi un errore e siamo subito puniti. Il rosso ha cambiato la partita, non è una scusa ma è comunque un dato di fatto. Non è un discorso solo sui portieri, ma riguarda tutta la squadra. Quando si subisce un gol è dovuto a più errori. Nessuno è soddisfatto della sconfitta di Firenze e del numero di errori commessi, ma ci sono ancora tre gare per chiudere il girone d’andata e possiamo migliorare la nostra posizione». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU LAZIONEWS24.COM

Lutto Juventus, addio a Maria Sole Agnelli: la sorella di Gianni si è spenta all’età di 100 anni

Lutto Juventus, i bianconeri piangolo Maria Sole Agnelli, la sorella dell’avvocato Gianni. Il club si è stretto intorno alla famiglia

Il mondo della Juventus è in profondo cordoglio: si è spenta questa mattina Maria Sole Agnelli, storica esponente della famiglia Agnelli, all’età di 100 anni. La notizia, riportata dall’agenzia ANSA, ha subito acceso il sentimento di lutto non solo tra i tifosi, ma anche nella città di Torino e nell’intero ambiente sportivo italiano. Maria Sole era sorella dell’Avvocato Gianni Agnelli e di Susanna, figure chiave nella storia del club bianconero e dell’industria nazionale.

Nata a Villar Perosa il 9 agosto 1925, Maria Sole ha incarnato per un secolo le radici e i valori della famiglia Agnelli, mantenendo un legame profondo con la Juventus e con la tradizione che lega il nome della dinastia alla Vecchia Signora. La sua vita ha attraversato momenti storici cruciali del Novecento italiano, e la sua presenza ha sempre rappresentato un simbolo di continuità e stabilità per la società torinese.

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La notizia della scomparsa ha immediatamente suscitato reazioni di affetto e commozione: il lutto si manifesta non solo nelle parole della società, ma anche nei messaggi dei tifosi che, attraverso i social e le pubblicazioni ufficiali, hanno voluto rendere omaggio a Maria Sole. La figura di Maria Sole Agnelli va oltre il legame familiare con l’Avvocato: ha sempre rappresentato un punto di riferimento, un esempio di eleganza, discrezione e dedizione alla famiglia.

Maria Sole ha vissuto una vita intensa, intrecciando impegni istituzionali e dedizione ai figli. Sposata in prime nozze con Ranieri Campello della Spina, ha avuto quattro figli: Virginia, Argenta, Cintia e Bernardino. Dal secondo matrimonio con Pio Teodorani Fabbri, è nato il quinto figlio, Eduardo. La sua esistenza è stata caratterizzata da un forte senso del dovere, dell’etica e del rispetto, valori che hanno sempre contraddistinto anche la famiglia Agnelli e la loro storia con la Juventus.

Il cordoglio in casa bianconera è tangibile: dirigenti, giocatori e tifosi si stringono attorno alla famiglia, ricordando Maria Sole come simbolo di una storia centenaria che ha segnato profondamente il club e Torino. Il lutto si accompagna a una riflessione sul valore della memoria e sull’eredità lasciata da una donna che ha attraversato un secolo di storia italiana con discrezione e dignità. La sua scomparsa chiude un capitolo importante, lasciando un vuoto difficile da colmare, ma anche un ricordo indelebile nella storia della Juventus e della città di Torino.

De Rossi: «Sfidare la Roma è sempre molto particolare. Sulla mia esperienza con il Genoa dico una cosa»

De Rossi si è ‘confessato’ in una lunga intervista ai microfoni di Dazn. Ecco alcuni passaggi del tecnico del Genoa sulla Roma e non solo

In una lunga intervista ai microfoni di Dazn, De Rossi si è soffermato sulla Roma e non solo. Ecco alcuni passaggi delle dichiarazioni del tecnico del Genoa.

SFIDA ALLA ROMA – «La prima cosa che ho guardato è stata il calendario. Si tratta di qualcosa di molto particolare. Ora la vivo in maniera differente rispetto a prima, ma comunque sono contento quando la Roma vince».

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GENOA – «Tutto molto affascinante. Hanno un grandissimo centro sportivo e dobbiamo essere molto bravi a non disperdere tutto».

RITORNO ALLA ROMA – «Per il momento non c’è stata l’occasione, ma di certo non sarebbe stato il passo giusto. Hanno fatto una scelta evidente e chiara».

SPALLETTI – «Lui è geniale. Come Conte non lascia niente al caso e mi piaceva molto il modo in cui allenava ai tempi della Roma. Anche Luis Enrique mi ha dato tanto. Da chi prendo ispirazione? Maresca, Iraola, ma anche Conte, Gasperini, Spalletti, Fabregas. Chvu ha messo qualcosa di sui all’Inter, stimo Allegri. Anche se il mio idolo resta Guardiola».

Infortunio Acerbi, il difensore dell’Inter tarda ancora il rientro in campo? Le ultime sulle sue condizioni in vista della sfida di campionato contro l’Atalanta

Infortunio Acerbi, il difensore dell’Inter tarda ancora il rientro in campo? Gestione prudente per Chivu che valuta di tardare il suo rientro

L’infermeria dell’Inter continua a tenere in apprensione l’ambiente nerazzurro per le condizioni di Francesco Acerbi. Il difensore centrale, fermo da circa due settimane per un risentimento al bicipite femorale della coscia destra, non sarà a disposizione per il big match contro l’Atalanta.

Secondo l’aggiornamento riportato da Sos Fanta, lo staff medico dell’Inter sta procedendo con grande cautela. Un recupero lampo per la prima gara di gennaio contro il Bologna appare complicato, mentre aumentano le possibilità di rivedere Acerbi tra i convocati per la sfida del 7 gennaio contro il Parma. Un rientro graduale, considerato fondamentale in vista del successivo ciclo di partite che vedrà i nerazzurri impegnati contro Napoli e Lecce.

Gerarchie difensive in evoluzione: cambia lo status di Acerbi

La gestione di Cristian Chivu evidenzia un cambio di rotta rispetto al passato. La titolarità dell’ex difensore della Lazio non è più un dogma assoluto e Acerbi è ora inserito in una rotazione più ampia nel reparto arretrato.

Il tecnico nerazzurro può contare sul giovane centrale tedesco Yann Bisseck, sul nuovo perno svizzero Manuel Akanji e sull’esperienza dell’olandese Stefan De Vrij, soluzioni che permettono maggiore flessibilità nelle scelte partita per partita. I numeri stagionali confermano questo nuovo scenario: 10 presenze a voto e una fantamedia del 5,95 fotografano una stagione fin qui meno centrale rispetto al recente passato.

Chivu continua a modulare le sue decisioni in base alle caratteristiche degli avversari e allo stato di forma dei singoli. In questo contesto, il recupero completo di Francesco Acerbi resta una priorità, ma senza forzature, per averlo al meglio nel momento più delicato della stagione.

Del Piero si racconta: «Torino? Al mio arrivo impatto importante. Luoghi del cuore? Parecchi, ci sono stato 19 anni di fila. Difficile trovare parole l’Avvocato, Sonia e la famiglia fondamentali»

Del Piero si racconta: le parole dell’ex capitano della Juventus, intervistato come ospite di Stanotte a Torino su Rai 1, di Alberto Angela

Ospite speciale del programma Stanotte a Torino, in onda su Rai1 e condotto da Alberto Angela, Alessandro Del Piero ha raccontato aneddoti e ricordi legati alla sua lunga esperienza in bianconero e alla sua vita personale.

Un viaggio intimo e profondo, che ha toccato i primi passi a Torino, il rapporto con la città, le figure chiave della Juventus e alcune delle emozioni più forti vissute in carriera.

L’ARRIVO A TORINO«Un ricordo di immergermi in una realtà molto grande: arrivavo da un paesino (Conegliano), Torino era una metropoli per me e l’impatto è stato importante, bello, anche traumatico. I primi mesi non sai bene dove sei, con queste grandi vie… da diciottenne è stata una scoperta fatta piano piano, passo dopo passo».

I LUOGHI DEL CUORE«Parecchi, ho vissuto 19 anni di fila qui. Dal primo luogo, lo stadio Comunale, dove ho visto i miei idoli giocare e vincere ed ero curioso di vederlo da dentro. Piazza Carlina, dove ho vissuto per la maggior parte del tempo e ha rappresentato la mia casa dal ’90 al ’96: questi sono i due luoghi di primo impatto».

L’AVVOCATO AGNELLI«Difficile trovare le parole per un uomo del genere, un personaggio unico per tantissimi aspetti: per il ruolo nella Juve, per come conosceva e seguiva la Juve. Sembrava quasi spaesato e invece sapeva perfettamente cosa accadeva. Poi c’è questo mito delle telefonate mattutine, alle cinque. C’era la classica frase: “Casa Agnelli, le passo l’Avvocato”. Noi eravamo obbligati ad avere il telefono a casa. La prima telefonata avvenne due minuti prima della mia prima partita con la Juve. “Mi raccomando oggi, in bocca al lupo”. Se già avevo poca pressione… Abbiamo perso 1-0 quella partita contro un Milan stellare, erano la squadra da battere e l’abbiamo fatto l’anno dopo».

LA FAMIGLIA E SONIA«Per ogni calciatore la compagna è fondamentale. Io arrivo da una famiglia semplice e in lei ho trovato altrettante qualità, oltre ad altre. Insieme abbiamo intrapreso questo viaggio che ci ha portato ad avere tre figli e ogni pensiero è rivolto a loro: cerchiamo di fare il meglio per loro».

I GOL PIÙ EMOZIONANTI«Ne vorrei citare tanti. Te ne dico due: il primo è nel ’94, il 4 dicembre, contro la Fiorentina. Spalle alla porta ho tirato di esterno destro sorprendendo il portiere. Il secondo è l’ultimo a Torino, Juve-Atalanta, dove ho salutato la Juventus qualche giorno dopo. Decisamente emozionante per il clima che si era creato».

IL MONDIALE«Si consacra la carriera di un calciatore, come andare sulla luna. La cosa più importante è stata andare a battere il rigore, vivere quel momento come fosse normale».

LA NAZIONALE DI OGGI«Vincere. La cosa più ovvia per rispondere. Oggi non siamo il campionato più importante dal punto di vista economico e di visibilità. Gli altri hanno lavorato e noi dobbiamo reinventarci, trovare qualcosa di diverso e di nuovo».

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Roma, bilancio in miglioramento: ridotte le perdite e segnali positivi per il futuro! La situazione dei giallorossi tra bilancio, progetto stadio e nuove strategie

Roma, bilancio in miglioramento: ridotte le perdite e segnali positivi per il futuro! La situazione dei giallorossi secondo la Gazzetta.it

Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, in casa Roma il periodo che precede le festività natalizie racconta di segnali incoraggianti, soprattutto sul fronte economico. Tra il progetto dello stadio di Pietralata, le strategie di mercato che guardano a profili come Raspadori e Zirkzee e, soprattutto, un bilancio in netto miglioramento, il quadro complessivo restituisce l’immagine di un club in progressiva risalita. Senza la recente sconfitta contro la Juventus, il Natale giallorosso sarebbe stato quasi perfetto.

Il dato centrale riguarda l’esercizio chiuso al 30 giugno 2025, che si è concluso con una perdita consolidata pari a 53,9 milioni di euro. Un rosso ancora significativo, ma in sensibile miglioramento rispetto ai 81,4 milioni di euro registrati al 30 giugno 2024. La riduzione delle perdite è stata quindi di circa 27,5 milioni di euro, un segnale chiaro di un percorso di risanamento graduale ma costante.

Un trend in miglioramento destinato a proseguire

Il processo di riequilibrio dei conti dovrebbe continuare anche nella stagione in corso. Come previsto, il bilancio resterà in negativo, ma con un’ulteriore riduzione del rosso rispetto all’esercizio chiuso al 30 giugno 2025. A fare chiarezza è Calcio e Finanza, che sottolinea come nel corso dell’esercizio 2024/25 siano stati convertiti 145 milioni di euro di debiti verso soci in riserva per aumento di capitale. Un’operazione che ha inciso positivamente sulla struttura patrimoniale del club.

Di conseguenza, il patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2025 presenta un valore negativo pari a 316,6 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto ai 407,7 milioni di euro dell’esercizio precedente. La Roma, sfruttando le deroghe previste dai decreti post-Covid, ha scelto di differire il ripianamento delle perdite entro il quinto esercizio successivo, rinviando l’operazione all’esercizio in chiusura al 30 giugno 2026. Una perdita che, in larga parte, risulta già coperta dagli apporti di capitale, considerando anche la presenza di 248 milioni di euro di debiti verso soci.

Ricavi in crescita e sponsor all’orizzonte

I conti restano dunque in rosso, ma si tratta della perdita più bassa dalla stagione 2018/19, un dato che certifica un miglioramento strutturale. Un risultato frutto soprattutto della crescita dei ricavi, trainati da sold out allo stadio, merchandising e sponsorizzazioni. Proprio su quest’ultimo fronte potrebbe arrivare una novità importante già a gennaio, con l’ingresso del main sponsor: in pole position c’è Stake.it.

Nel complesso, dall’inizio dell’era Dan Friedkin, la Roma ha accumulato perdite per 642,7 milioni di euro. Numeri ancora pesanti, ma inseriti in un percorso che oggi mostra segnali concreti di risanamento e maggiore sostenibilità.

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Mkhitaryan da leader: «Avvio di stagione? Non abbiamo iniziato male, ma potevamo fare meglio. Dobbiamo lottare per i posti più alti. Champions? Non dimentichiamo il percorso»

Mkhitaryan da leader: le parole a Cronache di Spogliatoio del centrocampista armeno sul momento dell’Inter e il ricordo della finale di Champions

Lunga e profonda l’intervista concessa da Henrikh Mkhitaryan, centrocampista dell’Inter, ai canali di Cronache di Spogliatoio. Il giocatore armeno, uno dei leader dello spogliatoio nerazzurro, ha ripercorso i momenti più delicati dell’ultimo periodo, soffermandosi sull’inizio di stagione, sull’impatto di Cristian Chivu e sulla reazione della squadra dopo la finale di Champions League persa.

INIZIO DI STAGIONE E OBIETTIVI«Non abbiamo iniziato male ma potevamo fare meglio. Stiamo facendo il nostro percorso, poi vedremo a fine campionato se avremmo raggiunto o meno i nostri obiettivi. L’Inter deve sempre lottare per i posti più alti possibili e per questo facciamo di tutto per vincere».

DOPO LA FINALE DI CHAMPIONS«Non bisogna dimenticare il percorso che abbiamo fatto. La stagione è stata lunghissima, con il Mondiale per Club siamo arrivati a 63 partite. Chivu ci ha presi in un momento non facile, ma ci ha dato fiducia ed energia per mettere da parte il PSG e pensare in avanti. Nel calcio è normale avere alti e bassi a livello mentale. Dopo la sconfitta in finale di Champions siamo rimasti molto delusi, ma pian piano abbiamo capito che se non ci fossimo ripresi non avremmo potuto lottare nel futuro».

L’IMPATTO DI CHIVU«Lui è stato un calciatore fortissimo e ha vissuto questi giorni. Sapeva come stessimo e con certe frasi ci ha dato fiducia, speranza ed energia. Ci ha detto che il passato non si può cambiare, ma il futuro sì».

DOPO IL CICLO INZAGHI«Dal primo giorno non ha mai voluto rivoluzionare la squadra. Non era facile, dopo quattro anni con Inzaghi, fare grandi cambiamenti. Chivu è molto intelligente, lo ha capito. Ci ha uniti e ci ha fatto credere che insieme possiamo arrivare dove vogliamo».

IL MIO RUOLO A 36 ANNI«Le belle parole spese per me mi hanno fatto piacere, ma nel calcio il passato non conta. Bisogna dare il proprio meglio ogni giorno. A 36 anni non è facile, ma grazie ai miei compagni e allo staff sto cercando di dare il miglior Mkhitaryan possibile».

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David Luiz su Sarri: «Allenatore speciale per me. L’Europa League vinta con il Chelsea mi è rimasta impressa per questo motivo! Arrivato con passione a Londra»

David Luiz su Sarri: le parole dell’ex difensore del Chelsea, oggi al Pafos, nel racconto dell’attuale tecnico della Lazio e del suo passato a Londra

Nel documentario dedicato al Pafos, in onda sul canale YouTube GianlucaDiMarzioTV, David Luiz, difensore brasiliano con una lunga carriera ai massimi livelli europei, ha ripercorso alcune tappe fondamentali del suo percorso calcistico. Tra i passaggi più significativi, l’esperienza al Chelsea sotto la guida di Maurizio Sarri, allenatore che ha lasciato un segno profondo nello spogliatoio dei Blues, sia dal punto di vista umano che tattico.

Nel suo racconto, David Luiz ha alternato ironia, emozione e riconoscenza, restituendo un ritratto autentico del tecnico toscano e di un gruppo che, dopo un inizio complesso, è riuscito a crescere fino al trionfo europeo.

IL RAPPORTO CON SARRI«Sarri è stato l’allenatore più speciale per me. Ho quasi iniziato a fumare per colpa sua. Ogni giorno mi chiamava: “Vieni nel mio ufficio, dobbiamo parlare”. Oh mio dio, quanto soffrivo. Lui fumava una, due, tre sigarette e parlava… Io gli dicevo: “Apri le finestre per favore”. E lui: “Stai zitto. Parliamo di calcio, andiamo!!”».

LA VITTORIA IN EUROPA LEAGUE«Una persona davvero fantastica e una delle immagini più belle che è rimasta impressa nella mia mente è quando vincemmo l’Europa League e lo vidi ammirare la medaglia, come un ragazzino, come un bambino. Io ero così felice per lui, più di tutti i trofei che ho vinto in carriera».

L’IMPATTO AL CHELSEA«Lui era arrivato al Chelsea e con grande passione voleva cambiare tutto in un mese. Ero uno di quelli che cercavamo di calmarlo: “Stai tranquillo; qui è un po’ diverso da Napoli”».

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Premier League, il Boxing Day è in forma ridotta! Oggi solo Manchester United Newcastle in campo: ma perché? La nota del campionato riguardo la scelta

Premier League, il Boxing Day è in forma ridotta! Oggi solo Manchester United Newcastle in campo: ma perché? Le motivazioni

Una sola partita nel Boxing Day inglese rappresenta un evento raro, per certi versi storico. Il 26 dicembre, giornata da sempre sinonimo di maratone calcistiche in Inghilterra, vedrà infatti scendere in campo soltanto Manchester United e Newcastle a Old Trafford. Una decisione che segna una rottura netta con una delle tradizioni più iconiche del calcio britannico e che ha inevitabilmente acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori.

A chiarire le ragioni di questa scelta è stata direttamente la Premier League, attraverso una nota ufficiale che ha voluto contestualizzare una programmazione tanto insolita quanto significativa.

LA NOTA DELLA PREMIER LEAGUE«La Premier League desidera riconoscere le circostanze che hanno portato a un numero ridotto di partite il giorno di Santo Stefano in questa stagione, con un impatto su un’importante tradizione del calcio inglese. Ci sono ora diverse sfide nella programmazione delle partite della Premier League, radicate nell’espansione delle competizioni europee per club, che hanno portato a una revisione del nostro calendario nazionale prima della scorsa stagione, comprese modifiche alla FA Cup. Alla fine, la Premier League è diventata una competizione di 33 weekend, un numero inferiore rispetto alle stagioni precedenti, nonostante dal 1995 sia una competizione di 380 partite».

Oltre alle difficoltà strutturali legate all’aumento degli impegni europei, incide anche un fattore puramente logistico: il Santo Stefano cade di venerdì, circostanza che ha spinto la Lega a distribuire la maggior parte delle gare nel fine settimana successivo, evitando un eccessivo affollamento del calendario in pochi giorni.

La Premier League ha comunque rassicurato tifosi e club, sottolineando che si tratta di una situazione eccezionale. Dalla prossima stagione, infatti, il Boxing Day tornerà ad avere un ruolo centrale, con un numero maggiore di partite in programma, anche grazie al fatto che il 26 dicembre cadrà di sabato.

Non si tratta comunque di un unicum assoluto nella storia del calcio inglese. Limitandosi al massimo campionato, un precedente esiste: nel 1982 non si disputò alcuna partita il 26 dicembre, poiché il giorno di Santo Stefano cadde di domenica e si scelse di rinviare l’intero turno al 27 dicembre.

Una scelta che oggi, come allora, racconta di un calcio in continua evoluzione, chiamato a trovare un equilibrio sempre più complesso tra tradizione, esigenze sportive e sostenibilità del calendario.

Serie B, oggi Modena Monza! I convocati dei due tecnici per il match dal sapore di Serie A

Serie B, oggi Modena Monza. I convocati dei due tecnici per il match dal sapore di Serie A! Ecco le liste complete: in campo alle 17.15

Serie B, Modena Monza è una delle gare più attese della 18ª giornata del campionato 2025/26. Al Braglia, con calcio d’inizio fissato alle 17:15, si affrontano due squadre costruite per stare in alto, in una partita che profuma chiaramente di categoria superiore. Dopo la rifinitura della vigilia, Paolo Bianco e Andrea Sottil hanno ufficializzato le liste dei convocati.

Il Monza si presenta al Braglia con 23 giocatori a disposizione. Diverse le assenze, ma anche alcune scelte interessanti, come la convocazione del giovane Mout dalla Primavera.

Portieri: Pizzignacco, Thiam, Strajnar
Difensori: Brorsson, Lucchesi, Izzo, Azzi, Ravanelli, Delli Carri, Birindelli, Bakoune, Capolupo, Carboni
Centrocampisti: Sardo, Colombo, Ciurria, Pessina
Attaccanti: Maric, Keita, Álvarez, Petagna, Mota Carvalho, Mout

Non figurano tra i convocati Antov, Colpani, Forson, Caprari, Galazzi (tendinite), Zeroli e Obiang, quest’ultimo impegnato in Coppa d’Africa.

Davanti al proprio pubblico, il Modena prova a rilanciarsi affidandosi al gruppo guidato da Andrea Sottil, che ha convocato anch’egli 23 calciatori per la sfida contro i brianzoli.

Portieri: Fabrizio Bagheria, Leandro Chichizola, Michele Pezzolato
Difensori: Davide Adorni, Gady-Pierre Beyuku, Cristian Cauz, Matteo Cotali, Alessandro Dellavalle, Steven Nador, Bryant Nieling, Antonio Pergreffi, Daniel Tonoli, Francesco Zampano
Centrocampisti: Fabio Gerli, Luca Magnino, Yanis Massolin, Niklas Pyyhtia, Simone Santoro, Alessandro Sersanti, Luca Zanimacchia
Attaccanti: Francesco Di Mariano, Ettore Gliozzi, Pedro Mendes

Cassano spiega: «Supercoppa? Show del Napoli. Contro il Bologna miglior partita nei 90 minuti! Ecco che cosa mi impressiona delle tattiche di Conte»

Cassano spiega cosa lo ha colpito di Conte e del Napoli dopo il successo della Supercoppa Italiana. Le parole dell’ex fantasista

Il Napoli di Antonio Conte continua a far parlare di sé dopo la vittoria della Supercoppa Italiana. Nel podcast Viva el Futbol, Antonio Cassano ha analizzato a fondo la prestazione degli azzurri, soffermandosi sull’impatto tattico dell’allenatore e sul rendimento di alcuni protagonisti. Un giudizio netto, che certifica la superiorità mostrata dal Napoli nella finale e il percorso di crescita intrapreso dalla squadra.

PRESTAZIONE E SUPERIORITÀ«Conte ha isolato il centrale del Bologna contro Højlund. Sto rivedendo Lukaku quando stava bene. Lui appoggia e partono i razzi, oppure uno contro uno Højlund li distrugge. È stato uno show del Napoli. La più bella partita nei novanta minuti. Poi la competizione è sua e l’ha meritata. Anche nella ripresa ha continuato, poteva fare dieci gol senza mai subire niente. Complimenti al Napoli».

EVOLUZIONI TATTICHE«A me del Napoli impressiona che un’ex ala offensiva, Politano, oggi fa tutta la fascia. E Neres gioca dentro il campo. Io pensavo fosse forte forte, ma adesso è un giocatore di altissimo livello facendo cose che prima non aveva mai fatto».

CRESCITA DI HØJLUND«Højlund era forte all’Atalanta, ma oggi fa cose che nemmeno lì faceva. Il miglioramento è super. Ora protegge palla, si sa muovere, scarica bene. L’azione di tacco per Spinazzola è stata meravigliosa».

IL REGISTA«Conte è speciale, il Napoli è speciale. Ve la butto lì: è speciale anche Lobotka che in mezzo al campo fa sempre le cose giuste, gioca a due tocchi, non gliela togli mai».

Cessioni Juve, da Adzic a Perin: diversi i nomi a rischio per la sessione di gennaio! Ecco il piano dei bianconeri per rivoluzionare la rosa di Spalletti

Cessioni Juve, da Adzic a Perin: diversi i nomi a rischio per la sessione di gennaio! Ecco il piano dei bianconeri per rivoluzionare la rosa di Spalletti

Secondo Tuttosport, in casa Juventus si stanno aprendo riflessioni profonde su presente e futuro di alcuni elementi della rosa. Da una parte Mattia Perin, considerato da Luciano Spalletti un vero e proprio punto di riferimento all’interno dello spogliatoio, dall’altra Vasilije Adzic, giovane talento che sente il bisogno di trovare maggiore continuità. Due situazioni diverse, ma unite da un filo comune: la necessità di giocare.

Il portiere classe 1992, pur centrale nel gruppo, spinge per un ritorno al Genoa, dove Daniele De Rossi lo vorrebbe per rafforzare un reparto ritenuto migliorabile. La Juve non fa muro, ma chiede un indennizzo e non solo un risparmio sul monte ingaggi. Parallelamente, i bianconeri iniziano a valutare le alternative a Michele Di Gregorio, con nomi come Leali, Livakovic e Mandas sullo sfondo.

Discorso diverso ma altrettanto delicato quello che riguarda Adzic, classe 2006, considerato da più tecnici – da Thiago Motta a Igor Tudor, fino allo stesso Spalletti – un giocatore di grandi potenzialità. Il gol segnato all’Inter aveva acceso entusiasmi, ma la realtà quotidiana racconta di uno spazio ridotto e di una crescita che rischia di rallentare.

IL CONSIGLIO DI SAVICEVIC«Adzic non mi ha ascoltato, doveva andar via dalla Juve. Ho paura si perda».

Parole nette, quelle di Dejan Savicevic, che già in estate aveva messo in guardia il giovane montenegrino. Col passare dei mesi, anche lo stesso Adzic sembra aver maturato la convinzione che un prestito possa rappresentare la soluzione migliore per accelerare il suo percorso di maturazione. La Juve, infatti, esclude una cessione definitiva ed è convinta che il talento del ragazzo possa emergere nel tempo, magari lontano da Torino ma sotto controllo.

Nel frattempo, il club resta vigile anche su altre situazioni di mercato, come quella di Joao Mario, mentre Federico Gatti viene considerato incedibile, complice l’infortunio di Daniele Rugani che riduce le opzioni difensive.

Scelte, valutazioni e incastri di mercato che delineano una Juventus in movimento, chiamata a bilanciare esigenze immediate e visione futura, tra la voglia di giocare dei singoli e la necessità di restare competitiva.

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Calciomercato Cagliari, che suggestione in attacco per i sardi! Prende quota il nome di Edin Dzeko per rafforzare il reparto offensivo rossoblù, ma c’è concorrenza

Calciomercato Cagliari, prende quota il nome di Edin Dzeko per rafforzare il reparto offensivo rossoblù, ma c’è concorrenza

Con l’avvicinarsi della sessione invernale di trasferimenti, iniziano a definirsi le strategie dei club di Serie A e Serie B. Tra i nomi destinati a muovere il mercato di gennaio c’è Edin Dzeko, attaccante bosniaco che potrebbe salutare la Fiorentina dopo pochi mesi. Una situazione che interessa da vicino Cagliari e Pisa, entrambe alla ricerca di un profilo affidabile per rinforzare l’attacco.

Dzeko in uscita: la linea di Paratici

Secondo TMW, Edin Dzeko rientra tra i giocatori che il nuovo direttore sportivo viola Fabio Paratici sarebbe disposto a cedere a gennaio. L’ex dirigente di Juventus e Tottenham punta a una riorganizzazione del reparto offensivo, orientandosi verso profili più funzionali al nuovo progetto tecnico.
Il centravanti classe 1986, punta centrale di grande struttura e intelligenza tattica, resta una opportunità di mercato per diversi club italiani grazie a esperienza, leadership e curriculum internazionale.

Cagliari, esperienza per la corsa salvezza

Il Cagliari di Fabio Pisacane monitora da giorni la situazione. I rossoblù cercano un attaccante capace di garantire peso offensivo e soluzioni alternative nel corso delle partite. Dzeko risponde all’identikit: affidabilità, capacità di far salire la squadra e impatto immediato, sia da titolare sia a gara in corso.

Pisa si inserisce: testa a testa in vista

Nelle ultime ore si è inserito con decisione anche il Pisa, che valuta Dzeko come colpo ideale per alzare il tasso di esperienza e lanciare un segnale forte al campionato. Per i nerazzurri, l’arrivo di un attaccante con oltre 100 gol in Serie A avrebbe un impatto tecnico e mediatico significativo.

Il futuro di Edin Dzeko resta aperto. Molto dipenderà dalle condizioni economiche e dalle ambizioni dei club coinvolti. Gennaio è alle porte: la corsa è appena iniziata.

Hugo Souza Milan, il portiere brasiliano resta nel mirino dei rossoneri come futuro erede di Maignan. La rivelazione del piano di Tare per portarlo in Italia

Hugo Souza Milan, il portiere brasiliano resta nel mirino dei rossoneri! Ecco qual è il piano di Tare per portarlo in Italia come erede di Maignan

Il futuro della porta rossonera potrebbe parlare brasiliano. Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, nel suo ultimo aggiornamento sul canale YouTube di Fabrizio Romano, il Milan ha deciso di rompere gli indugi per Hugo Souza, estremo difensore del Corinthians. La strategia della dirigenza è chiara: avviare nuovi contatti entro gennaio per bloccare il giocatore in vista di giugno, anticipando una concorrenza che inizia a diventare sempre più concreta.

Calciomercato Milan, nodo Maignan: rinnovo in stallo

L’affondo su Hugo Souza nasce direttamente dalla situazione legata a Mike Maignan, portiere titolare e leader dello spogliatoio rossonero. La trattativa per il rinnovo del contratto, in scadenza nel 2026, è attualmente ferma.

La proposta formulata dalla dirigenza, con Igli Tare e Giorgio Furlani in prima linea, si aggira intorno ai 5 milioni di euro netti più bonus. Dall’altra parte, però, l’entourage del portiere francese chiede una cifra vicina agli 8 milioni, creando una distanza che al momento blocca ogni passo avanti.

Proprio per questo il Milan sta lavorando su un piano alternativo, per non farsi trovare impreparato in caso di mancato accordo.

Calciomercato Milan, prima offerta al Corinthians

Secondo Moretto, nelle ultime ore il club rossonero avrebbe presentato una prima offerta scritta al Corinthians per Hugo Souza. La risposta iniziale dei brasiliani è stata improntata alla cautela, con la volontà di alzare la valutazione, ma il dialogo tra le parti resta aperto.

Il cartellino del portiere classe 1999, alto quasi due metri, viene valutato tra i 10 e i 15 milioni di euro, una cifra ritenuta sostenibile dal Milan per un’operazione impostata con largo anticipo.

Chi è Hugo Souza, il profilo che piace ad Allegri

Hugo Souza arriva da una stagione di altissimo livello in Brasile. Il portiere si è imposto come uno dei migliori interpreti del ruolo nel Brasileirão 2025, conquistando anche il Campeão Paulista e la Copa do Brasil con il Corinthians.

Caratteristiche fisiche imponenti, grande reattività e personalità spiccata: qualità che convincono Massimiliano Allegri, allenatore rossonero, che lo considera un profilo adatto a raccogliere, nel tempo, l’eredità di Mike Maignan.

Il Milan osserva, tratta e pianifica: la porta del futuro potrebbe iniziare a prendere forma già nei prossimi mesi.

Calciomercato Inter, arriva la nuova indiscrezione sul mercato dei nerazzurri: a gennaio si cerca l’esterno destro per Chivu! Queste le idee dei nerazzurri

Calciomercato Inter, arriva la nuova indiscrezione sul mercato dei nerazzurri: a gennaio ipotesi esterno destro per Chivu! Ecco i nomi

Con l’apertura della sessione invernale ormai alle porte, le strategie dei club di Serie A iniziano a prendere forma. In un editoriale per Sportitalia, il giornalista ed esperto di mercato Gianluigi Longari ha passato in rassegna le necessità delle big del campionato, descrivendo il mercato di gennaio come una finestra di assestamento, più utile a colmare urgenze che a inseguire desideri. In questo contesto, l’Inter, capolista del torneo, si presenta con una priorità tattica ben definita.

Emergenza a destra: Dumfries out, Palestra resta il sogno

Dalla vetta della classifica, Cristian Chivu (allenatore nerazzurro) ha indicato una richiesta chiara alla dirigenza di Viale della Liberazione: serve un esterno destro. L’infortunio di Denzel Dumfries, laterale olandese che resterà ai box per circa tre mesi, ha aperto un vuoto da colmare subito.
Secondo Longari, il profilo ideale resta Marco Palestra, classe 2005 in prestito al Cagliari, apprezzato per età, caratteristiche e prospettiva. L’operazione, però, si scontra con il “muro” dell’Atalanta, proprietaria del cartellino, poco incline a privarsene a stagione in corso.

Soluzioni “ponte” e stop alle voci su Bellanova

Di fronte alle difficoltà per arrivare a Palestra, l’Inter valuta soluzioni temporanee, utili a traghettare la squadra fino alla primavera. In questo scenario torna spendibile il nome di Dodô, terzino brasiliano della Fiorentina: esperienza e affidabilità potrebbero compensare parametri meno allineati alle linee guida della proprietà Oaktree.
Capitolo Raoul Bellanova: Longari frena. Al momento non risultano contatti concreti per l’esterno in forza all’Atalanta. La priorità resta trovare un rinforzo immediato sulla destra, senza forzare operazioni fuori strategia.

Lotta salvezza, Liverani spiega: «Il Parma è in mani solide, salvarsi è fondamentale e ci sono tutte le componenti. Pronostici? Comprende tante squadre»

Lotta salvezza, Fabio Liverani, ex giocatore e allenatore, ha parlato a ParmaLive della situazione dei ducali e della concorrenza nella parte bassa di classifica

Ai microfoni di ParmaLive è intervenuto Fabio Liverani, ex centrocampista e oggi allenatore, per fare il punto sulla stagione del Parma e sul percorso intrapreso dalla società sotto la guida del presidente Kyle Krause. Liverani, che ha vissuto in prima persona il periodo di transizione tra vecchia e nuova proprietà, ha offerto una lettura lucida del presente e delle prospettive dei ducali.

KRAUSE E LA SOLIDITÀ DEL CLUB«Anche se non sono stato scelto, ho trovato una famiglia e un presidente che volevano fare il bene della società del Parma. Il club veniva da delle mani sicure: la proprietà precedente, gente di Parma che voleva bene al Parma. Nonostante arrivasse una proprietà straniera ho avuto la stessa percezione: di essere nelle mani solide di un imprenditore importante che voleva fare le cose bene, senza far mancare nulla e riportare e mantenere il Parma a livelli molto alti».

CARLOS CUESTA E IL PARMA DI OGGI«Non ho grandi consigli da dargli. Credo che il campionato italiano sia difficile da affrontare con queste squadre. Magari uno pensava che un allenatore che veniva dall’Arsenal portasse un calcio di un certo tipo. La realtà è che il Parma deve lottare, deve fare punti, deve mantenere la categoria perché è fondamentale per la programmazione e la crescita della società e dei giovani».

IDE E REALTÀ DELLA SERIE A«Io credo che le idee vadano annesse alle caratteristiche dei calciatori che uno ha, quindi penso che non abbia bisogno di consigli da parte mia. La conoscenza del calcio italiano piano piano gli farà capire che fare punti nel nostro campionato è difficile con tutti, bisogna avere organizzazione».

LA LOTTA PER LA SALVEZZA«Il Parma sta facendo il suo campionato, credo che sappiano che è un campionato anche di sofferenza: chi lotta per la retrocessione deve rimanere equilibrato, sereno e l’ambiente Parma te lo permette. Ci sono tutte le componenti per salvarsi, poi farlo o no vedremo. Questo sarà un campionato duro fino all’ultima giornata per tutti».

PRONOSTICI SULLA ZONA BASSA«Onestamente no, perché secondo me fino a chi ha oggi 16 punti non si può sentire tranquillo. La lotta salvezza comprende tante squadre. Anche una squadra in difficoltà come la Fiorentina può vincere 2-3 partite di seguito. Trovarne oggi tre destinate alla retrocessione è quasi impossibile».

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Calciomercato Milan, si allontana l’ipotesi Gabriel Jesus? Le ultime indiscrezioni sul possibile interesse dei rossoneri per l’attaccante parlano chiaro

Calciomercato Milan, si allontana l’ipotesi Gabriel Jesus? Le ultime indiscrezioni sul possibile interesse dei rossoneri per l’attaccante parlano chiaro

Il calciomercato invernale del Milan non porterà, almeno per il momento, Gabriel Jesus a San Siro. Come riferito da Matteo Moretto, intervenuto nel consueto aggiornamento sul canale YouTube di Fabrizio Romano, il nome dell’attaccante brasiliano non rientra nella lista delle priorità rossonere per la sessione di gennaio.

Una presa di posizione netta che ridimensiona le voci circolate nelle ultime settimane e chiarisce l’attuale strategia del club.

Calciomercato Milan, perché Gabriel Jesus resta all’Arsenal

Le motivazioni che allontanano Gabriel Jesus dal Milan sono diverse e partono dal suo attuale rapporto con l’Arsenal. L’attaccante brasiliano è appena rientrato dopo un lungo stop per infortunio e ha manifestato la volontà di restare a Londra per rilanciarsi nella seconda parte di stagione.

Un segnale chiaro è arrivato anche fuori dal campo: Jesus ha scritto una lettera aperta ai tifosi dei Gunners, ringraziandoli per il sostegno ricevuto durante il periodo di recupero e ribadendo il proprio impegno con la maglia dell’Arsenal. Un gesto che ha rafforzato ulteriormente il legame con l’ambiente inglese e chiuso, di fatto, la porta a un trasferimento immediato.

Le mosse di Tare: attacco completo, focus sulla difesa

In casa Milan, inoltre, il reparto offensivo è considerato numericamente completo. L’arrivo di Niclas Füllkrug dal West Ham – in prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni – ha già soddisfatto le esigenze di Massimiliano Allegri, allenatore tornato sulla panchina rossonera.

Le priorità della dirigenza, guidata da Igli Tare, si sono quindi spostate altrove. L’attenzione è rivolta soprattutto alla difesa, dove si cercano rinforzi affidabili: i nomi più caldi restano quelli di Joe Gomez e Radu Drăgușin.

Un eventuale innesto offensivo a gennaio verrebbe preso in considerazione solo in caso di una cessione importante. I riflettori sono puntati su Christopher Nkunku, indicato da Alfredo Schira come possibile partente di fronte a un’offerta adeguata. Il vero grande obiettivo per l’attacco, però, resta rimandato al 2026, con il sogno Dušan Vlahović a parametro zero.

Fiorentina, infortunio Gosens: prosegue l’attesa per il recupero del terzino tedesco! Lo stop al polpaccio continua a rinviare il rientro in campo del difensore

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La Fiorentina continua a monitorare le condizioni di Robin Gosens, fermatosi nuovamente dopo il recente problema muscolare. A chiarire la situazione è stato Paolo Vanoli, che ha spiegato: «Robin non ha avuto una ricaduta ma un fastidio sopra al polpaccio e valutiamo di giorno in giorno».

L’esterno tedesco stava per rientrare, ma il nuovo fastidio ha imposto prudenza. Il rischio concreto è che il suo ritorno possa slittare a gennaio, con tempistiche ancora da definire in base alle risposte cliniche e al lavoro quotidiano.

Gosens, rendimento sotto le attese e segnali di ripresa della squadra

Fin qui il contributo di Gosens è stato inferiore alle aspettative: un gol in nove presenze a voto e una continuità mai trovata anche a causa degli stop fisici. Le difficoltà, però, hanno riguardato l’intero collettivo viola, che nelle ultime settimane ha mostrato segnali incoraggianti.

La prestazione contro l’Udinese ha lasciato sensazioni positive e potrebbe rappresentare un punto di svolta. In questo contesto, lo staff viola preferisce non forzare i tempi per evitare ricadute e consentire a Gosens di rientrare al meglio della condizione.

Gennaio possibile snodo

Il mese di gennaio potrebbe rivelarsi decisivo per il rilancio di Robin Gosens e per il suo inserimento stabile nelle rotazioni. La Fiorentina attende, valuta giorno per giorno e spera di ritrovare presto un elemento chiamato a dare esperienza, spinta e qualità sulla fascia.

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