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DAZN offerte dicembre 2025: tifosi della Roma, ecco il regalo di Natale!

Archiviata la convincente vittoria contro il Como, la Roma si prepara a rituffarsi nella Serie A. Gasperini suona la carica, invitando al tempo stesso i suoi a mantenere alta l’attenzione: le prossime settimane saranno determinanti per misurare le reali aspirazioni europee dei giallorossi.

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Il calendario della Serie A 2025-2026 metterà la Roma di fronte a sfide con le dirette concorrenti per la zona Champions, rendendo il prossimo mese un banco di prova fondamentale. A partire dal match di questa sera Juventus-Roma. In vista di queste sfide che infiammeranno l’Olimpico e non solo, arriva anche una notizia che farà felici i sostenitori romanisti: tra le offerte di DAZN di dicembre ce n’è una particolarmente vantaggiosa per chi desidera seguire le partite della squadra capitolina.

DAZN offerte dicembre: che gran bella notizia per i tifosi giallorossi

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  • Juventus-Roma, 20 dicembre;
  • Roma-Genoa, 29 dicembre;
  • Atalanta-Roma, 3 gennaio;
  • Lecce-Roma, 6 gennaio.

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La cosa bella è che non dovrai impegnarti per un anno: basta investire 19,99€ per un mese e stop, potrai guardare queste 4 partite senza ulteriori spese. Dunque, non ci sono vincoli di alcun tipo: finito il mese, l’abbonamento scade e non si paga più nulla. Per sfruttare questa iniziativa, basta andare sul sito di DAZN, scegliere il pass mensile Goal da 19,99€, premere su “Scegli Goal” ed effettuare il pagamento.

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Calciomercato Inter, Vicario in bilico per gennaio? La situazione non lascia dubbi su quell’aspetto

Calciomercato Inter: Guglielmo Vicario in Bilico al Tottenham. La situazione

Guglielmo Vicario, portiere della Nazionale italiana e protagonista in Serie A con l’Empoli, sta attraversando un periodo difficile al Tottenham. Dopo la pesante sconfitta per 3-0 contro il Nottingham Forest, il suo futuro a Londra è sempre più incerto. L’errore commesso durante il match, quando ha passato un pallone rischioso che ha portato al gol di Callum Hudson-Odoi, ha alimentato le polemiche. Non solo per il misfatto, ma anche per una serie di errori che sembrano incidere negativamente sulle performance della squadra.

Le critiche da parte dei tifosi del Tottenham sono dure, e non si limitano solo agli aspetti tecnici, ma anche alla sua leadership. Jamie Carragher, ex difensore del Liverpool, ha sollevato dubbi sul suo comportamento dopo i gol subiti, definendolo poco autorevole e incapace di trasmettere la giusta sicurezza alla squadra. Questa situazione ha messo Vicario al centro di un acceso dibattito, anche sui media britannici, dove si è parlato di un possibile cambio di portiere a breve.

Calciomercato Inter: Vicario come Alternativa per la Porta

In questo scenario di difficoltà, le voci di mercato si sono fatte più forti, e non sono mancate speculazioni sul futuro di Vicario. Con la possibilità di una separazione con il Tottenham, il portiere italiano potrebbe essere una soluzione interessante per altre squadre, tra cui l’Inter. Il club nerazzurro, alla ricerca di un sostituto o di un concorrente per la porta, potrebbe puntare su di lui, considerando anche il suo passato in Serie A.

L’incertezza sul futuro di Vicario apre a nuovi scenari di mercato, con l’Inter pronta a monitorare da vicino la situazione per valutare un possibile inserimento nel prossimo calciomercato.

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Diogo Leite Milan, il centrale portoghese rappresenta una soluzione importante per i rossoneri in difesa: le ultimissime

Diogo Leite Milan: il difensore portoghese nel mirino dei rossoneri. Il centrale rappresenta una soluzione importante per il club di via Aldo Rossi

Il nome di Diogo Leite torna con forza sotto i riflettori in vista del calciomercato di gennaio. Il difensore portoghese, protagonista di una stagione di grande affidabilità in Bundesliga, continua a essere accostato ai rossoneri grazie alle sue qualità tecniche e alla duttilità che lo rendono un elemento prezioso per la Serie A. La sua candidatura non è casuale: il Milan, infatti, cerca rinforzi difensivi per migliorare la solidità della retroguardia e ridurre i gol subiti nelle ultime giornate di campionato.

Negli ultimi mesi, Diogo Leite ha attirato l’attenzione dei club italiani per la continuità di rendimento e la capacità di adattarsi a più moduli. La sua esperienza in Germania ha contribuito a consolidare il profilo di un giocatore affidabile e pronto per un salto di qualità in un contesto competitivo come quello del Milan. La dirigenza rossonera, guidata dall’amministratore delegato e da Massimiliano Allegri, valuta con attenzione la possibilità di inserire un centrale in grado di garantire equilibrio tattico e sicurezza nelle fasi difensive.

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Il Milan, nonostante una rosa di ottimo livello, ha mostrato alcune lacune in difesa durante la prima parte della stagione. La continuità e l’affidabilità di Diogo Leite rappresentano quindi una soluzione concreta, capace di dare respiro a giocatori già titolari e di offrire un’alternativa pronta a rispondere alle esigenze del tecnico. La duttilità del portoghese, che può giocare sia in coppia centrale sia in un sistema a tre, aumenta ulteriormente il suo appeal per il Diavolo.

Il ruolo di Igli Tare, nuovo Direttore Sportivo, è centrale in questa operazione: la dirigenza rossonera cerca un profilo solido, con esperienza internazionale, capace di inserirsi rapidamente in un gruppo competitivo e ambizioso come quello del Milan. Le prestazioni di Diogo Leite in Bundesliga, accompagnate da statistiche di rendimento impressionanti, lo rendono un candidato realistico per rafforzare la retroguardia rossonera già a gennaio.

In sintesi, la candidatura di Diogo Leite si conferma una delle principali suggestioni per il calciomercato invernale. La combinazione di affidabilità, duttilità e rendimento costante in campionati competitivi lo pone al centro degli obiettivi del Milan, pronto a intervenire con decisione per consolidare la difesa e affrontare la seconda parte della stagione con maggiore sicurezza e solidità. L’operazione resta attentamente monitorata e potrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi, in un mercato che vede il Milan intenzionato a non lasciare nulla al caso.

Elkann, il Gip ordina l’imputazione coatta nei suoi confronto: la reazione degli avvocato e cosa sta succedendo

Elkann al centro di una vicenda per l’eredità della madre Marella Caracciolo. E le notizie che arrivano dal Tribunale non sono positive

Un nuovo sviluppo scuote la vicenda giudiziaria legata all’eredità di Marella Caracciolo, vedova dell’Avvocato Gianni Agnelli, portando al centro dell’attenzione nuovamente Elkann. Nelle ultime ore, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Torino ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, ordinando ai pubblici ministeri di procedere con l’imputazione coatta nei confronti dell’Amministratore Delegato di Exor.

Il provvedimento riguarda due capi d’accusa legati alla presunta residenza fittizia della nonna di Elkann in Svizzera e coinvolge anche Gianluca Ferrero, storico commercialista della famiglia e attuale presidente della Juventus. La decisione del GIP rappresenta un colpo di scena, considerando che i Pubblici Ministeri avevano inizialmente valutato che non ci fossero gli estremi per procedere, chiedendo invece l’archiviazione. Questo contrasto tra giudice e Procura evidenzia le complessità del procedimento, che segue linee parallele rispetto ad altre fasi del caso, come la richiesta di “messa alla prova” avanzata da Elkann per chiudere la vicenda tramite lavori socialmente utili.

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La difesa di Elkann ha reagito immediatamente, definendo il provvedimento “abnorme e incomprensibile”. Gli avvocati hanno sottolineato che la Procura aveva presentato richieste ben argomentate e solide per l’archiviazione, ritenendo quindi la decisione del GIP in netto contrasto con tali valutazioni. La strategia della difesa prevede ora il ricorso in Cassazione, con l’obiettivo di contestare formalmente l’imputazione coatta e ribadire la legittimità delle azioni di Elkann.

In una nota ufficiale, il collegio difensivo ha precisato che Elkann ha sempre operato nel pieno rispetto della legge e che le accuse sono “prive di fondamento”. Gli avvocati hanno chiarito che la volontà dell’Amministratore Delegato di Exor di aderire a eventuali accordi di “messa alla prova” non costituisce ammissione di responsabilità, ma nasce dal desiderio di chiudere una vicenda personale complessa e dolorosa. La difesa ha anche ricordato che tutte le pendenze fiscali di Elkann con l’Agenzia delle Entrate sono già state sanate, rafforzando la posizione del manager nel contesto legale.

Il nuovo sviluppo giudiziario pone Elkann nuovamente al centro dell’attenzione pubblica e mediatica, mentre il processo seguirà il suo corso nei prossimi mesi. La vicenda evidenzia non solo le tensioni tra diversi organi della magistratura, ma anche la delicatezza di un procedimento che coinvolge una delle famiglie più influenti d’Italia. La battaglia legale di Elkann proseguirà quindi su più fronti, tra ricorsi e difese tecniche, con l’obiettivo di chiarire definitivamente la sua posizione.

Bologna, i convocati per la Supercoppa: Italiano va in Arabia con una rosa ampia per scrivere una nuova pagina di storia. L’elenco completo

Bologna, per Italiano è già tempo di Supercoppa. I convocati per l’Arabia dove in semifinale affronteranno l’Inter di Chivu. La lista completa

Sono stati resi noti i convocati del Bologna per la Supercoppa Italiana. Dimenticare il ko contro la Juventus e provare a scrivere la storia.

Portieri: Franceschelli, Pessina, Ravaglia, Skorupski

Difensori: De Silvestri,  Heggem,  Holm,  Lucumí,  Lykogiannis,  Miranda,  Tomasevic,  Vitik, Zortea

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Centrocampisti: Fabbian, Ferguson, Moro, Pobega, Sulemana

Attaccanti: Bernardeschi, Cambiaghi, Castro, Dallinga, Domínguez, Immobile, Odgaard, 
Orsolini, Rowe

Oristanio Parma, addio a gennaio? C’è un club di Serie A che starebbe pensando a lui per rinforzare il reparto offensivo

Oristanio Parma, si parla della possibilità di una cessione a gennaio con il Cagliari che è pronto ad accogliere l’attaccante per rinforzare la rosa

Gaetano Pio Oristanio potrebbe vivere una svolta importante già nella prossima sessione invernale di calciomercato. Il giovane trequartista classe 2002, di proprietà dell’Inter, sta infatti affrontando un periodo complicato nel club emiliano, dove non sta trovando la continuità desiderata. Questa situazione potrebbe spingere il giocatore a valutare un ritorno in Sardegna, dove ha già vissuto un’esperienza positiva con il Cagliari.

La stagione di Oristanio in rossoblù ha rappresentato un passaggio cruciale nella sua carriera. Giunto a Cagliari con grandi aspettative, il fantasista ha mostrato subito le sue qualità tecniche: capacità di giocare tra le linee, visione di gioco e intelligenza tattica. Purtroppo, una serie di infortuni ne ha limitato la continuità, impedendo al giocatore di esplodere definitivamente e di confermare tutte le potenzialità evidenziate in passato. Tuttavia, il periodo in Sardegna ha consolidato la sua esperienza, permettendogli di confrontarsi con la Serie A e di crescere anche sul piano mentale.

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Terminata l’avventura in rossoblù, Oristanio si è trasferito al Parma. Qui, però, il suo impiego è stato finora limitato. Nonostante la fiducia mostrata dall’allenatore Carlos Cuesta, la concorrenza nel reparto offensivo e le scelte tattiche hanno ridotto i minuti a disposizione del trequartista. La difficoltà di trovare spazio ha inevitabilmente rallentato il suo percorso di crescita, generando un dibattito sul possibile utilizzo del giocatore o su una sua eventuale cessione temporanea.

Secondo quanto riportato da diverse fonti, tra cui L’Unione Sarda, il ritorno a Cagliari nel mercato di gennaio potrebbe rappresentare una soluzione ideale per tutte le parti coinvolte. Oristanio ritroverebbe un ambiente familiare, compagni con cui ha già condiviso esperienze e uno staff tecnico che conosce bene le sue caratteristiche. Questi elementi potrebbero favorire un rapido reinserimento e permettergli di tornare a essere protagonista, ritrovando fiducia e continuità di rendimento.

Il possibile trasferimento di Oristanio al Cagliari non sarebbe solo un ritorno affettivo: rappresenterebbe una scelta tecnica chiara, finalizzata a dare al giocatore più spazio, responsabilità e possibilità di crescita. Per il Cagliari, invece, sarebbe un’opportunità per rinforzare il reparto offensivo con un elemento già inserito nel contesto e capace di adattarsi subito alle dinamiche di squadra. Il mercato invernale potrebbe quindi diventare l’occasione giusta per rilanciare un percorso interrotto solo parzialmente, con vantaggi reciproci per club e giocatore.

La sensazione è che il futuro di Oristanio, tra Parma e Cagliari, possa prendere una piega chiara già nelle prossime settimane, con il mercato che potrebbe scrivere un nuovo capitolo per il giovane talento dell’Inter.

Atalanta, la testa è già alla prossima giornata di campionato: sono due i calciatori da valutare. Le ultimissime sulla Dea

Atalanta, Palladino deve preparare la prossima sfida di campionato. Restano da valutare due calciatori e le sensazioni non sono positive

L’Atalanta sta vivendo un momento di meritato riposo dopo la convincente vittoria sul Cagliari, con tre giorni e mezzo di pausa concessi ai giocatori prima di riprendere la preparazione in vista della prossima sfida. Tuttavia, non mancano le preoccupazioni legate alla condizione fisica di alcuni componenti della rosa, che potrebbero condizionare le scelte di Palladino nelle prossime partite.

Tra i principali punti interrogativi c’è il difensore Berat Djimsiti, costretto a uscire anticipatamente durante la gara contro il Cagliari per un risentimento muscolare al flessore destro. Il calciatore dell’Atalanta dovrà sottoporsi a esami strumentali nei prossimi giorni per valutare l’entità dell’infortunio. L’allarme è alto, considerando che un problema simile a quello di Djimsiti aveva tenuto fuori Bellanova per circa un mese, e lo staff medico nerazzurro monitorerà attentamente ogni passo del percorso di recupero.

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Per quanto riguarda altri giocatori, restano punti di domanda sulle condizioni di Sulemana, alle prese con una lesione all’ileopsoas. Palladino e lo staff medico dell’Atalanta hanno scelto di non forzare il rientro dell’attaccante, soprattutto perché dovrà essere sostituto di Lookman nelle gare future, tutte partite di grande difficoltà. L’obiettivo è garantire un recupero completo senza rischiare ricadute, in modo da avere l’intera rosa disponibile nei momenti chiave della stagione.

Tra le note positive, invece, c’è il ritorno certo di Hien, che ha superato l’influenza e potrà riprendere regolarmente gli allenamenti con i compagni. Anche Scamacca è sulla via del recupero, lasciandosi alle spalle i problemi fisici che lo avevano costretto a fermarsi temporaneamente.

Il rischio per Palladino è quello di affrontare le prossime gare con numerosi assenti. Con Lookman e Kossounou impegnati in Coppa d’Africa, Djimsiti e Sulemana in dubbio, e Bakker e Bellanova ai box, l’Atalanta dovrà fare affidamento sulle alternative disponibili. La speranza dello staff tecnico è che altri giocatori non incorrano in malanni o infortuni da qui a domenica, così da poter scendere in campo con un gruppo il più possibile competitivo e pronto ad affrontare le sfide che attendono la squadra nerazzurra.

Nonostante qualche difficoltà, la squadra bergamasca resta concentrata sul percorso in campionato, consapevole che la gestione oculata della rosa e degli infortuni sarà fondamentale per mantenere le ambizioni stagionali dell’Atalanta.

Calciomercato Cagliari, sono cambiate le priorità dei sardi: ecco i primi obiettivi per rinforzare la rosa di Pisacane

Calciomercato Cagliari, sono cambiate le priorità anche a causa di diversi infortuni. L’obiettivo è comunque lo stesso: rinforzare la rosa

Il calciomercato del Cagliari si prepara a entrare nel vivo con una strategia diversa rispetto a quanto ipotizzato nelle scorse settimane. In casa rossoblù, infatti, sarebbero cambiati i piani condivisi inizialmente dal presidente Tommaso Giulini e dal direttore sportivo Guido Angelozzi, che stanno ridefinendo le priorità in vista della finestra invernale. L’obiettivo resta quello di intervenire in modo mirato, senza stravolgere l’organico, ma garantendo a Fabio Pisacane soluzioni più funzionali alle esigenze della squadra.

In un primo momento, l’idea della società era quella di rinforzare soprattutto il centrocampo, reparto considerato chiave per dare equilibrio e qualità al gioco. Tuttavia, le ultime settimane hanno evidenziato problematiche più urgenti nel reparto offensivo, spingendo la dirigenza a spostare il focus in avanti. Una scelta dettata sia da necessità contingenti, sia da una valutazione più ampia sull’efficacia delle alternative attualmente a disposizione.

La priorità assoluta del calciomercato del Cagliari riguarda infatti le corsie esterne. L’infortunio di Mattia Felici ha ridotto sensibilmente le rotazioni sulle fasce, costringendo lo staff tecnico a soluzioni di emergenza e adattamenti che, sul lungo periodo, rischiano di pesare. Per questo motivo, l’inserimento di un esterno offensivo è diventato l’obiettivo numero uno della dirigenza rossoblù.

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In questo contesto continua a circolare con insistenza il nome di Gaetano Pio Oristanio. Il trequartista di proprietà del Venezia, attualmente in prestito al Parma, è un profilo che piace molto per caratteristiche tecniche, duttilità tattica e, non ultimo, per la conoscenza dell’ambiente. Oristanio potrebbe garantire imprevedibilità, qualità nell’uno contro uno e la possibilità di agire sia da esterno che da giocatore tra le linee, rispondendo perfettamente alle esigenze del calciomercato del Cagliari.

Solo in una seconda fase, una volta sistemata l’emergenza sugli esterni, il club si concentrerà sulla ricerca di un attaccante. L’idea è quella di affiancare a Gennaro Borrelli una punta esperta, capace di alternarsi con lui e di garantire affidabilità immediata. Angelozzi sta valutando diversi profili, privilegiando giocatori abituati a certi contesti e in grado di reggere la pressione di una piazza esigente come quella cagliaritana.

Il calciomercato del Cagliari invernale si annuncia quindi attivo ma ragionato: prima l’esterno offensivo, poi la punta centrale. Una strategia chiara, che nasce dalle esigenze del campo e dalla volontà della società di dare continuità al progetto tecnico, rafforzando la squadra senza perdere equilibrio e identità.

Bologna Juventus: dal rosso a Heggem al contatto fra Lucumì e David, l’analisi dell’arbitro Calvarese

Bologna Juventus, Calvarese sul proprio sito ha fatto una analisi approfondita degli episodi soffermando su alcuni episodi chiave

L’ex arbitro di Serie A Gianpaolo Calvarese ha analizzato in modo approfondito gli episodi più discussi di Bologna Juventus, match che ha acceso numerose polemiche soprattutto in casa bianconera. Sul suo sito Calvar.it, l’ex fischietto ha passato in rassegna le decisioni del direttore di gara Davide Massa, soffermandosi in particolare sui due contatti avvenuti nell’area rossoblù e giudicati regolari dall’arbitro. Un’interpretazione che ha fatto discutere, ma che secondo Calvarese trova fondamento nel regolamento.

Nel primo tempo di Bologna Juventus l’episodio più delicato arriva su una spinta di Lucumí ai danni di David all’interno dell’area. Per Calvarese, Massa fa bene a lasciar correre: il contatto non è tale da giustificare la concessione di un calcio di rigore. L’ex arbitro sottolinea però una certa incoerenza rispetto a quanto visto in precedenza a San Siro, dove una spinta molto più lieve aveva portato all’annullamento del gol di Pulisic. In quel caso, un appoggio a due mani non falloso era stato interpretato in maniera più severa, con il giocatore del Sassuolo che aveva accentuato il contatto.

La gara del Dall’Ara, prosegue Calvarese, è intensa sin dai primi minuti. Massa adotta inizialmente una linea permissiva, graziano Ferguson per un intervento su Yildiz che avrebbe potuto portare a un cartellino giallo. Successivamente, però, il direttore di gara interviene con decisione, ammonendo Koopmeiners per un fallo su Orsolini e Miranda per una trattenuta su Conceição che interrompe un’azione potenzialmente pericolosa del Bologna.

Anche nella ripresa non mancano episodi da moviola. Calvarese chiarisce subito che non ci sono gli estremi per concedere un rigore al Bologna per un presunto tocco di mano di Locatelli sul cross di Cambiaghi. Il braccio del centrocampista bianconero è infatti aderente al corpo e posizionato dietro la schiena, una postura che esclude la punibilità dell’intervento.

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Corretta e netta, invece, l’espulsione di Heggem per il fallo su Openda: si tratta di una chiara occasione da rete interrotta irregolarmente. Giusta anche la decisione di non assegnare il rigore nel contatto tra Lucumí e Conceição: la mano del difensore del Bologna scivola dalla spalla al volto senza un movimento volontario e punibile. Tuttavia, Calvarese evidenzia come il colombiano esageri nell’atteggiamento successivo, cercando di rialzare con forza l’avversario.

Nel finale, corrette anche le sanzioni disciplinari: giusto il cartellino giallo a Sulemana per il fallo su Openda e appropriata l’ammonizione a De Silvestri per proteste. Una direzione di gara complessivamente coerente, che secondo Calvarese giustifica le scelte arbitrali in Bologna Juventus.

Thiago Motta, sfuma una panchina per l’ex Juventus: il club ha scelto un altro tecnico per questa parte della stagione. Le ultimissime

Thiago Motta era finito nel mirino della Real Sociedad, ma il club spagnolo ha scelto un altro tecnico. Per l’ex Juventus bisogna ancora attendere

Il casting per la nuova guida tecnica della Real Sociedad si è ufficialmente concluso, e la decisione finale ha indirettamente coinvolto anche il nome di Thiago Motta. Dopo il terremoto causato dall’esonero di Sergio Francisco, la dirigenza del club basco ha scelto di voltare pagina puntando su Pellegrino Matarazzo, allenatore con un solido background in Bundesliga. La fumata bianca è arrivata dopo giorni di riflessioni e colloqui, mettendo fine a una short list di profili di alto livello.

Secondo quanto riportato da Radio MARCA, l’accordo tra la Real Sociedad e Matarazzo sarebbe totale, almeno a livello verbale. L’annuncio ufficiale è atteso a breve, probabilmente già nelle prossime ore, per consentire al nuovo tecnico di iniziare subito il lavoro sul campo e affrontare una stagione che finora ha riservato più ombre che luci. In attesa della firma, la squadra continuerà a essere gestita ad interim da Jon Ansotegi, figura interna e uomo di fiducia del club.

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La scelta di Matarazzo racconta la volontà della Real Sociedad di affidarsi a un allenatore con una visione moderna e internazionale. Tecnico statunitense classe 1977, ma con passaporto italiano, Matarazzo ha costruito la sua carriera principalmente in Germania, guidando lo Stoccarda e successivamente l’Hoffenheim. Fondamentale nella sua formazione è stato il rapporto con Julian Nagelsmann, di cui è stato assistente, assimilando un’idea di calcio aggressiva, intensa e orientata al dominio del gioco.

Questa decisione, però, ha di fatto chiuso le porte a Thiago Motta, che era considerato uno dei candidati più autorevoli per la panchina txuri-urdin. L’allenatore italo-brasiliano, reduce dalle esperienze con Bologna e Juventus e attualmente svincolato, era stato seguito con grande attenzione dalla dirigenza basca. Il suo profilo, apprezzato per la proposta di gioco propositiva e per la capacità di valorizzare i giovani, era rimasto in corsa fino alle fasi finali della selezione.

Alla fine, però, la Real Sociedad ha preferito orientarsi verso una soluzione diversa, scegliendo un allenatore con un percorso più recente e continuo nei campionati europei. Oltre a Thiago Motta, erano stati valutati anche altri profili come Luis García Plaza e Francisco Javier García Pimienta, ma la dirigenza ha ritenuto Matarazzo il nome più adatto per avviare una nuova fase.

Per Thiago Motta, dunque, si tratta di un’occasione sfumata, ma il suo nome resta forte sul mercato degli allenatori. La sensazione è che presto possa tornare protagonista, magari in un progetto che gli permetta di dare continuità alle idee che hanno già lasciato un segno nel calcio italiano.

Giuntoli Fiorentina, l’ex Juventus sta diventando sempre più una possibilità concreta: sarà lui a scegliere il nuovo allenatore?

Giuntoli Fiorentina, l’ex Juventus potrebbe presto diventare un obiettivo concreto della Viola e magari scegliere il nuovo allenatore. Le ultime

Al Viola Park sono giorni di riflessione profonda e di valutazioni strategiche che potrebbero segnare una svolta importante per il futuro della società. La Fiorentina, infatti, sta analizzando con attenzione il momento delicato della stagione, caratterizzato da risultati altalenanti e prestazioni che non hanno convinto pienamente. Al centro delle discussioni interne c’è la posizione di Paolo Vanoli: l’ipotesi di un possibile esonero, dopo una serie di risultati deludenti, non può essere esclusa, anche se al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva.

La questione, però, non riguarda soltanto l’aspetto tecnico. In parallelo alla valutazione sull’allenatore, la dirigenza viola sta ragionando su un rafforzamento strutturale dell’area gestionale e sportiva. L’obiettivo è dare maggiore solidità alla pianificazione a medio e lungo termine, evitando di limitarsi a interventi tampone. In questo scenario prende sempre più corpo una suggestione che sta circolando con insistenza negli ambienti vicini al club: Giuntoli .

Il nome di Cristiano Giuntoli continua a essere uno dei più discussi e apprezzati. L’attuale dirigente, noto per il lavoro svolto negli anni passati e per la capacità di costruire progetti sostenibili e competitivi, rappresenterebbe un profilo di altissimo livello per la Fiorentina. Al momento, secondo quanto filtra, Giuntoli non si sarebbe proposto direttamente, ma resta comunque uno dei candidati più attenzionati dalla proprietà viola. La sua esperienza, unita alla capacità di scoprire e valorizzare talenti, lo renderebbe una figura ideale per guidare l’area sportiva.

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La strategia della Fiorentina sembra dunque orientata verso un doppio intervento: da un lato una possibile svolta in panchina, dall’altro un potenziamento dirigenziale capace di dare continuità e visione al progetto. L’idea Giuntoli Fiorentina si inserisce perfettamente in questo contesto, perché permetterebbe al club di compiere un salto di qualità non solo sul campo, ma anche dietro le quinte.

Il Viola Park, concepito come centro nevralgico del progetto viola, potrebbe diventare il luogo simbolo di una nuova fase, fondata su competenza, programmazione e ambizione. La presenza di un dirigente come Giuntoli garantirebbe una gestione più strutturata del mercato, una maggiore sinergia tra prima squadra e settore giovanile e una chiara identità sportiva.

Nei prossimi giorni sono attesi sviluppi, sia sul fronte tecnico sia su quello dirigenziale. L’asse Giuntoli Fiorentina resta una pista da monitorare con grande attenzione, perché potrebbe rappresentare una scelta chiave per il rilancio del club e per dare finalmente stabilità a un progetto che punta a consolidarsi ai vertici del calcio italiano.

Samardzic Atalanta, possibile addio già a gennaio: un club di Serie A lo ha messo nel mirino su richiesta dell’allenatore. Ecco i dettagli

Samardzic Atalanta, possibile un addio nel mercato di gennaio con la Lazio che continua a spingere per averlo a disposizione. Le ultime

Maurizio Sarri ha restituito compattezza e solidità alla Lazio, ma il limite tecnico della rosa resta evidente. La squadra biancoceleste è tornata equilibrata, ordinata e difficile da affrontare, ma continua a mancare quella qualità offensiva in grado di fare la differenza negli ultimi trenta metri. Servono gol, assist e soprattutto un centrocampista capace di incidere con continuità. In questo contesto prende forza una suggestione che sta facendo discutere l’ambiente laziale: Samardzic.

Il ritorno di Toma Basic ha dato nuova linfa al centrocampo, soprattutto in termini di inserimenti e conclusioni dalla distanza. Tuttavia, per Sarri non è sufficiente. Il tecnico toscano ha indicato con chiarezza la necessità di rinforzare il reparto mediano con profili di maggiore qualità tecnica e capacità di finalizzazione. Il mercato di gennaio, in tal senso, rappresenterà un passaggio cruciale per il futuro della Lazio.

I nomi sul tavolo sono diversi, alcuni legati direttamente al passato del Comandante. Loftus-Cheek resta un vecchio pallino di Sarri, un giocatore che il tecnico conosce bene e che apprezza per fisicità e qualità. Tuttavia, i costi dell’operazione rendono la pista complicata. Più interessante, invece, è la candidatura che porta a Samardzic, un’opzione che potrebbe diventare concreta nelle prossime settimane.

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Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Sarri accoglierebbe con grande favore l’arrivo di Lazar Samardzic, attualmente in forza all’Atalanta. Il centrocampista serbo non sta trovando molto spazio sotto la gestione di Palladino e potrebbe rappresentare un’occasione di mercato. Tecnica, visione di gioco e capacità di calciare dalla distanza fanno di Samardzic il profilo ideale per alzare il tasso qualitativo della Lazio. Curiosamente, durante il suo primo ciclo in biancoceleste, Sarri aveva bocciato l’ipotesi del suo acquisto. Oggi, però, il contesto è cambiato e il tecnico lo abbraccerebbe senza esitazioni.

Oltre alla pista Samardzic, restano in piedi altre opzioni, seppur più fredde. Il Bologna valuta Fabbian a cifre molto elevate, rendendo l’operazione poco accessibile. Più fattibile appare Ilic del Torino, che Sarri vede però più come un vertice basso che come un interno offensivo. Nei giorni scorsi, dall’estero, è emersa anche la candidatura di Alessandro Puzzo, trequartista italo-tedesco classe 2007 del Colonia. Un profilo interessante, ma ancora troppo acerbo per le esigenze immediate.

Sarri è stato chiaro: la Lazio ha bisogno di giocatori pronti, in grado di incidere subito. Ecco perché la pista Samardzic resta una delle più calde per il prossimo mercato.

Supercoppa Italiana, annunciati gli arbitri delle due semifinali. Ecco le designazioni complete

Supercoppa Italiana, cresce l’attesa per la competizione che assegnerà il primo trofeo stagionale. Intanto sono stati resi noti gli arbitri

Sono stati resi noti gli arbitri per le due semifinali della Supercoppa Italiana. Zufferli dirigerà Napoli Milan mentre Chiffi Bologna Inter. Ecco le designazioni complete:

NAPOLI – MILAN    Giovedì 18/12 h. 20.00

ZUFFERLI

IMPERIALE – ROSSI M.

IV:  PEZZUTO

VAR: AURELIANO

AVAR: DIONISI

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BOLOGNA – INTER    Venerdì 19/12 h. 20.00

CHIFFI

ROSSI C. – FONTEMURATO

IV:  DIONISI

VAR: MARESCA

AVAR: PEZZUTO

Mainoo Napoli, la pista che porta al centrocampista inglese si fa sempre più calda: svelata la data del possibile arrivo in Italia

Mainoo Napoli, il centrocampista inglese è in cima alla lista di Manna. Potrebbe arrivare in Italia il 2 gennaio. Ecco le ultimissime

La pista Mainoo Napoli entra sempre più nel vivo e promette di diventare uno dei temi caldi del prossimo mercato invernale. Il club azzurro, infatti, starebbe valutando con grande attenzione la possibilità di portare in Serie A Kobbie Mainoo, giovane e talentuoso centrocampista del Manchester United, considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo. Con l’avvicinarsi delle battute finali del 2025, il Napoli sembra intenzionato ad accelerare i tempi per regalare ad Antonio Conte un rinforzo di assoluto livello.

Secondo le ultime indiscrezioni, il direttore sportivo Giovanni Manna sarebbe pronto a intensificare i contatti con il club inglese per capire i reali margini di una trattativa che, seppur complessa, non viene ritenuta impossibile. Il profilo di Mainoo rispecchia perfettamente le esigenze tecniche e tattiche del Napoli: dinamico, intelligente nella gestione del pallone e dotato di grande personalità nonostante la giovane età. Non a caso, la voce Mainoo Napoli sta trovando sempre più spazio tra addetti ai lavori e tifosi.

Stando a quanto riportato dall’edizione odierna de Il Mattino, già nella giornata di domani potrebbero esserci nuovi contatti tra le parti. L’obiettivo del Napoli è chiaro: entrare nel vivo della trattativa e valutare se esistano le condizioni per chiudere l’operazione in tempi rapidi. L’idea sarebbe quella di portare Mainoo in Italia già il 2 gennaio, così da metterlo immediatamente a disposizione di Antonio Conte nei primissimi giorni del mercato di gennaio.

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Il Manchester United, dal canto suo, non vorrebbe privarsi facilmente del centrocampista, ma potrebbe prendere in considerazione una cessione temporanea o un’operazione strutturata con diritto di riscatto. Una formula che permetterebbe al Napoli di investire con cautela, mantenendo al tempo stesso aperta la possibilità di rendere definitivo il trasferimento. Anche sotto questo aspetto, la trattativa Mainoo Napoli appare in continua evoluzione.

Per il Napoli, l’eventuale arrivo di Mainoo rappresenterebbe non solo un colpo di prospettiva, ma anche un segnale forte alle rivali: la volontà di restare competitivo su più fronti e di costruire una squadra capace di unire esperienza e giovani di talento. Antonio Conte, noto per la sua attenzione alla crescita dei calciatori, potrebbe essere l’uomo giusto per valorizzare al massimo il potenziale del centrocampista inglese.

Le prossime ore saranno dunque decisive. La pista Mainoo Napoli è calda e potrebbe regalare sviluppi importanti già a breve, alimentando l’entusiasmo di una piazza sempre molto attenta alle mosse del club sul mercato.

Convocati Roma, le scelte di Gasperini per la sfida interna contro il Como di Serie A! El Aynaoui resta fuori dalla lista dei convocati: con lui altri due nomi

Convocati Roma, le scelte di Gasperini per la sfida interna contro il Como di Serie A: El Aynaoui resta fuori dalla lista insieme ad altri due giocatori

Alla vigilia della sfida contro il Como, valida per la 15ª giornata di Serie A, Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati della Roma. Un elenco che certifica alcune assenze importanti e conferma le scelte obbligate del tecnico giallorosso, chiamato a gestire rotazioni e indisponibilità in una fase delicata della stagione.

Non figura tra i convocati El Aynaoui, centrocampista marocchino ancora fermo ai box, così come Artem Dovbyk, attaccante ucraino alle prese con problemi fisici. Assenza forzata anche per Zeki Celik, esterno difensivo turco squalificato. Tre defezioni che riducono le opzioni soprattutto tra mediana e corsie laterali, ma che non cambiano l’assetto di base pensato da Gasperini.

Tra i pali spazio a Mile Svilar, portiere titolare giallorosso, affiancato da Gollini e Vasquez. In difesa il tecnico potrà contare su un reparto numericamente ampio, con Mancini, Ndicka e Hermoso come riferimenti centrali, oltre alla versatilità di Angelino, Tsimikas e Rensch sulle fasce. Presenti anche i giovani Wesley, Ziolkowski e Ghilardi.

A centrocampo spiccano Cristante e Pellegrini, leader tecnici ed emotivi della squadra, con Kone, Baldanzi e Pisilli pronti a garantire dinamismo e qualità. In attacco, Gasperini si affida al talento di Paulo Dybala, supportato da Soulé, El Shaarawy, Bailey e Ferguson.

La Roma cerca punti pesanti contro il Como per restare agganciata alle zone alte della classifica e dare continuità al proprio cammino. Le scelte di Gasperini riflettono equilibrio e pragmatismo, in attesa di recuperare uomini chiave nelle prossime settimane.

LA LISTA COMPLETA

Portieri: Svilar, Gollini, Vasquez.
Difensori: Rensch, Angelino, Ndicka, Tsimikas, Hermoso, Mancini, Ziolkowski, Wesley, Ghilardi.
Centrocampisti: Cristante, Pellegrini, Kone, Baldanzi, Pisilli.
Attaccanti: Ferguson, Soulé, Dybala, Bailey, El Shaarawy.

Infortunio Gabbia, l’esito degli esami parla chiaro! Ecco quali sono le sue condizioni dopo il problema accusato durante il match casalingo contro il Sassuolo

Infortunio Gabbia, l’esito degli esami parla chiaro! Ecco quali sono le sue condizioni del difensore dopo il problema accusato ieri

Arriva una notizia positiva in casa Milan, utile a stemperare l’amarezza per il pareggio contro il Sassuolo. Gli esami clinico-strumentali a cui si è sottoposto Matteo Gabbia, difensore centrale classe 1999, hanno escluso conseguenze gravi dopo l’infortunio rimediato in partita.

Il centrale rossonero si era fermato in seguito a un trauma in iperestensione al ginocchio sinistro, accasciandosi a terra con evidenti segnali di dolore e costringendo Massimiliano Allegri alla sostituzione. Un episodio che aveva fatto scattare l’allarme, soprattutto considerando le difficoltà numeriche del reparto arretrato.

Gli accertamenti svolti nella mattinata hanno dato esito confortante: nessuna lesione capsulo-legamentosa né meniscale. Un responso fondamentale per lo staff medico e tecnico, che può tirare un sospiro di sollievo. Gabbia, salvo sorprese, partirà regolarmente con il gruppo per Riad, dove il Milan sarà impegnato nella Supercoppa Italiana. La sua disponibilità, anche solo parziale, rappresenta un’opzione preziosa per Allegri.

Mercato: l’allarme non è rientrato

Il caso Gabbia, però, riporta d’attualità un tema centrale: la necessità di rinforzi in difesa. L’episodio conferma quanto il reparto sia esposto a rischi e quanto serva intervenire a gennaio. Igli Tare, nuovo direttore sportivo, è chiamato a individuare almeno un centrale affidabile per evitare nuove emergenze. Il recupero di Gabbia è una boccata d’ossigeno, ma non basta a risolvere le carenze strutturali della rosa.

Cessione Juventus, Zoff sta con Elkann: «Non ho mai ritenuto si potesse concretizzare. La Juve non è solo una società di calcio, ma qualcosa in più. Il legame con la dinastia è saldo»

Cessione Juventus, Zoff sta con Elkann: le parole dell’ex portiere bianconero sulle voci riguardanti l’offerta presentata da Tether per l’acquisizione del club

Intervistato da Libero, Dino Zoff, ex portiere, capitano e allenatore della Juventus, ha detto la sua sulla decisione di John Elkann e di Exor di respingere l’offerta presentata da Tether per l’acquisizione del club bianconero. Una scelta che, secondo una delle figure più rappresentative della storia juventina, non poteva che andare in questa direzione, per ragioni che vanno ben oltre l’aspetto economico.

IL NO DI EXOR ALL’OFFERTA«Non ho mai ritenuto si potesse concretizzare l’accordo. Ci sono un po’ rimasto, poi ho pensato che sarebbe stata una cosa impossibile da concretizzarsi. Infatti, puntuale, è arrivato il “no grazie” di Exor».

LA JUVENTUS COME IDENTITÀ«La Juventus per la quale ho tifato sin da bambino non è soltanto una società di calcio, è qualcosa di più a Torino. Per capirlo occorre averci giocato e averla allenata come ho fatto io. Penso che sia rimasta la stessa anche sotto la gestione di John Elkann, visto che di fronte a un’offerta che pareva seria è stato detto e motivato un no».

IL LEGAME CON LA FAMIGLIA AGNELLI«Non ho mai creduto alle voci sulla cessione del club, né in passato né adesso. Quando giocavo con la maglia numero 1 mi sembrava valesse quasi più della Fiat per l’Avvocato e per tutta la famiglia. Se è così anche per John Elkann? Posso solo dire che il legame con la dinastia è saldo dal 1923, quindi da 102 anni. È la storia a parlare. Non penso si interrompa mai, malgrado certe voci e certe offerte».

UNO SGUARDO AL FUTURO«Non sono nella testa di John Elkann ma sono certo che la Juventus non verrà mai ceduta. Una cosa sono i giornali, un’altra la squadra del cuore del casato».

Liga, il Real vince e Xabi Alonso respira! Contro l’Alaves è ancora Rodrygo il protagonista dei Blancos, mentre Vinicius recrimina un rigore: «Non l’ha fischiato perché ero io»

Liga, il Real vince e Xabi Alonso respira! Contro l’Alaves seconda rete consecutiva di Rodrygo, mentre Vinicius recrimina un rigore a fine partita

Il Real Madrid supera una delle trasferte più insidiose della stagione e conquista tre punti pesantissimi sul campo dell’Alavés, confermandosi pienamente in corsa per il titolo. In una gara tesa e controversa, a prendersi la scena è Rodrygo, autore del gol decisivo e premiato come man of the match, al secondo centro consecutivo nella seconda partita di fila da titolare.

Dopo il vantaggio firmato da Kylian Mbappé, rete non sufficiente a indirizzare definitivamente la sfida, i blancos si sono visti raggiungere al 70’ dal gol di Vicente, entrato dalla panchina.

La reazione del Real, però, è stata immediata e guidata proprio da Rodrygo, che su assist di Vinicius Junior ha trovato la giocata vincente, regalando a Xabi Alonso una vittoria fondamentale per restare a -4 dal Barcellona.

Rodrygo trascinatore, Vinicius furioso

Il match è stato segnato anche da un episodio destinato a far discutere. All’86’, Vinicius cade in area dopo un contatto con Nahuel Tenaglia, ma l’arbitro Victor Garcia Verdura e il VAR decidono di non intervenire.

Scelta che scatena la rabbia del brasiliano, che all’uscita dal campo lascia trapelare tutta la sua frustrazione: «Era un rigore evidente, non l’ha fischiato perché ero io».

In conferenza stampa, Xabi Alonso ha difeso il suo giocatore, esprimendo perplessità sull’episodio: «L’azione mi sembrava chiara. Mi sorprende che il VAR non l’abbia rivista, ma dobbiamo andare avanti».

A rendere il momento ancora più delicato è il dato sul rendimento offensivo di Vinicius, a secco di gol da oltre due mesi. Intanto, però, il Real avanza: con Rodrygo in crescita, la lotta per la Liga resta apertissima.

Vanoli Fiorentina, il tecnico dei Viola è già a rischio? Squadra in ritiro punitivo dopo il ko contro il Verona, intanto la panchina traballa! Tutti gli scenari

Vanoli Fiorentina, il tecnico è già a rischio? Crisi profonda in casa Viola tra risultati negativi, confusione tecnica e dirigenza sotto pressione

Dalla contestazione al Franchi al silenzio tombale del Viola Park. La Fiorentina sprofonda nella crisi e la notte ha portato consiglio, ma non ancora soluzioni definitive, a una dirigenza in evidente difficoltà.

Dopo la nona sconfitta in campionato contro il Verona, la squadra ha lasciato lo stadio a bordo di van oscurati, evitando il pullman ufficiale, e si è diretta al centro sportivo per un ritiro punitivo “fino a data da destinarsi”.

Secondo La Gazzetta dello Sport, la posizione di Paolo Vanoli, subentrato a Stefano Pioli il 7 novembre, è sempre più traballante. Il suo bilancio parla chiaro: due pareggi e tre sconfitte in campionato, una sola vittoria in Conference League. Ma non sono solo i risultati a preoccupare. Il tecnico appare in confusione, ostinato sul 3-5-2 nonostante le difficoltà e i segnali positivi del 4-2-3-1, e protagonista di scelte discutibili, dalla gestione dei rigoristi all’accantonamento di alcuni giocatori.

Senza il patron Rocco Commisso, assente per motivi di salute, la patata bollente è nelle mani del dg Ferrari e del ds Goretti, entrambi contestati dalla tifoseria. Le opzioni sul tavolo sono diverse: confermare Vanoli almeno fino alla trasferta europea di Losanna o alla gara con l’Udinese, oppure optare per un cambio immediato. Le alternative interne portano a Daniele Galloppa, tecnico della Primavera capolista, o al clamoroso ritorno di Pioli, ancora sotto contratto. Ma prende quota anche l’ipotesi Beppe Iachini, ex giocatore e allenatore viola, profilo esperto in situazioni delicate.

Nel frattempo, il mercato di gennaio si avvicina e la dirigenza dovrà fare i conti con una rosa che ha deluso le aspettative. Piazzare i nuovi acquisti, che finora non hanno inciso, sarà complicato. L’incubo Serie B si fa sempre più concreto e il “Paradiso” cantato da Piero Pelù sembra davvero un’astuta bugia per questa Fiorentina in caduta libera.

Gilardino Pisa, rischio esonero? Il tecnico nerazzurro finisce sotto esame dopo la sconfitta da brividi a Lecce: attacco sterile e crisi mentale, serve una svolta

Gilardino Pisa, rischio esonero? I nerazzurri toscani chiamati a reagire dopo tre ko consecutivi: la salvezza passa dagli scontri diretti

Non è ancora matematicamente l’ultima spiaggia, ma la trasferta di domenica a Cagliari ha già il sapore drammatico del dentro o fuori per il Pisa. I nerazzurri sono precipitati in una crisi nera, reduci da tre sconfitte consecutive che hanno cancellato quanto di buono fatto a inizio stagione. Se il ko con l’Inter era stato «onorevole», le successive cadute contro Parma e soprattutto Lecce hanno aperto interrogativi inquietanti, ben oltre i quattro punti che ora separano i toscani dalla zona salvezza.

Il Corriere della Sera propone questa analisi: il dato più allarmante, sottolineato anche da un preoccupato Alberto Gilardino, è l’involuzione mentale della squadra proprio negli scontri diretti. Al Via del Mare il Pisa è stato inconsistente, «irriconoscibile» secondo le parole dello stesso allenatore, che si è assunto le responsabilità del momento negativo. La paura di perdere sembra aver sopraffatto la voglia di vincere, un déjà-vu di quanto accaduto nel pallido pareggio di Verona dello scorso ottobre.

Gilardino, la cui panchina per ora non traballa nonostante la crisi, ha ammesso che la squadra ha overperformato in avvio e ora paga dazio. L’assenza di personalità è evidente, acuita dalle defezioni di elementi esperti come Cuadrado (forse recuperabile per Cagliari) e soprattutto Nzola, impegnato in Coppa d’Africa come Akinsanmiro. Senza il suo bomber principe, l’attacco è sterile: appena 10 reti in 15 gare, con l’ultimo gol segnato addirittura il 7 novembre.

Le prossime sfide contro Cagliari e Genoa (con la Juve di mezzo) decideranno una fetta pesantissima di salvezza. Gilardino è chiamato a scelte forti per ritrovare quello spirito di sacrificio iniziale, indispensabile per non essere vulnerabili contro chiunque, in attesa che il mercato di gennaio porti i necessari rinforzi.

Risultati Serie A, le big contro le proprie nemesi: si salva solo l’Inter trascinata da Lautaro! L’analisi di Condò sulla 15a giornata: campionato giovane e apertissimo

Risultati Serie A, Sassuolo, Udinese e Genoa: le big contro le proprie nemesi, ma si salva solo l’Inter trascinata da Lautaro! L’analisi di Condò della 15a giornata

Sul Corriere della Sera, Paolo Condò analizza gli aspetti salienti della 15ª giornata di Serie A, che deve ancora completarsi stasera con il posticipo Roma Como. Secondo il giornalista, due flash di Lautaro Martínez sono sufficienti per comprendere il ritorno dell’Inter in vetta solitaria al campionato. Il primo è uno scatto repentino al 6’ per tenere vivo un pallone destinato al fondo campo, che «esemplifica un concetto che tutti i giocatori ripetono fino alla nausea (“voglio aiutare la squadra”) ma il leader dell’Inter pratica sul serio». Da quell’azione nasce il vantaggio firmato da Bisseck. Il secondo flash è il gol del 2-0, una «staffilata di sinistro di rara bellezza».

Con questo successo l’Inter torna prima da sola per la prima volta dal 12 aprile scorso, in un campionato diverso dall’attuale, nel quale i nerazzurri avevano già accumulato più sconfitte rispetto a oggi.

La giornata ha visto le tre capolista impegnate in sfide complesse contro le rispettive “nemesi”: il Sassuolo per il Milan, l’Udinese per il Napoli e il Genoa per l’Inter. Solo i nerazzurri ne sono usciti indenni, mettendosi rapidamente al sicuro e gestendo il match con maturità. Il Milan ha rischiato grosso contro un Sassuolo spettacolare, capace di gol “fotonici”, e si è visto annullare una rete per una spinta «assai veniale». Il Napoli, decimato dagli infortuni e con la “low battery”, ha retto un tempo prima di essere «letteralmente divelto» dall’Udinese, con un Zaniolo in crescita che potrebbe tornare utile a Gattuso.

La leadership di Lautaro appare evidente, mentre Modric al Milan si sta «un po’ normalizzando» e McTominay al Napoli è costretto a più rincorse che slanci. La sconfitta del Bologna contro una buona Juventus fa sì che le squadre impegnate in Supercoppa arrivino all’appuntamento con stati d’animo diversi.

Roma–Como deciderà il quarto posto, ma la somma punti delle prime quattro sarà comunque la più bassa degli ultimi dieci anni, segnale di un torneo senza un padrone definito. Questo scenario favorisce la Juventus di Spalletti, dominante nel gioco e con un Yildiz in crescita, che sta trovando quella continuità tipica di «chi sta al volante». Improvvisamente, il campionato sembra ancora giovane e apertissimo.

Calciomercato Lecce, Tiago Gabriel il nuovo gioiello scoperto da Pantaleo Corvino! Il difensore classe 2004 incanta in Serie A e attira gli interessi delle big: fissato il prezzo

Calciomercato Lecce, Tiago Gabriel il nuovo gioiello scoperto da Pantaleo Corvino! Il difensore classe 2004 incanta in Serie A: fissato il prezzo

Il Lecce ha scoperto un altro tesoro. Pantaleo Corvino, con il suo consueto fiuto, ha portato in Salento Tiago Gabriel, difensore portoghese che in poco tempo è diventato una delle rivelazioni della Serie A. Acquistato lo scorso gennaio dall’Estrela Amadora per circa un milione di euro, il centrale classe 2004 ha visto il suo valore schizzare alle stelle grazie a prestazioni costanti e di alto livello.

Il lavoro quotidiano con mister Eusebio Di Francesco è stato fondamentale per la sua crescita. Il tecnico abruzzese ne ha affinato le doti in fase difensiva, valorizzando la rapidità, l’eleganza con il pallone tra i piedi e la duttilità – può giocare anche come terzino destro – nonostante un’imponente stazza di 1,94 metri. «Tiago sta crescendo. Falcone e Gaspar lo stanno aiutando molto», ha commentato Di Francesco dopo la vittoria contro il Pisa, gara nella quale il portoghese ha dominato gli attaccanti avversari vincendo duelli a terra e aerei, con una precisione nei passaggi del 91,3%.

Le sue qualità non sono passate inosservate. Il Corriere dello Sport scrive che Inter e Juventus lo seguono con attenzione, così come club inglesi del calibro di West Ham e Brentford. La fila dei pretendenti si allunga, ma il Lecce ha già fissato il prezzo: 40 milioni di euro. La società giallorossa, come dimostrato con le cessioni di Krstovic e Dorgu, non ha fretta e venderà solo alle proprie condizioni, quando il giocatore avrà raggiunto il massimo del suo potenziale.

Gennaio non è il momento: Tiago Gabriel resta una certezza per la difesa del Lecce, in campo e fuori, dove si distingue per educazione e professionalità.

Il Lecce ha scoperto un altro tesoro. Pantaleo Corvino, con il suo solito fiuto, ha portato in Salento Tiago Gabriel, difensore portoghese che in poco tempo è diventato una delle rivelazioni della Serie A. Acquistato lo scorso gennaio dall’Estrela Amadora per circa un milione di euro, il centrale classe 2004 ha visto il suo valore schizzare alle stelle grazie a prestazioni costanti e di alto livello.
Il lavoro quotidiano con mister Eusebio Di Francesco è stato fondamentale per la sua crescita. Il tecnico abruzzese ne ha affinato le doti in fase difensiva, valorizzando la sua rapidità, l’eleganza con il pallone tra i piedi e la duttilità (può giocare anche come terzino destro), nonostante un’imponente stazza di 1,94 metri. “Tiago sta crescendo. Falcone e Gaspar lo stanno aiutando molto”, ha commentato Di Francesco dopo la vittoria contro il Pisa, dove il portoghese ha dominato gli attaccanti avversari vincendo duelli a terra e aerei, con una precisione nei passaggi del 91,3%.
Le sue qualità non sono passate inosservate. Il Corriere dello Sport scrive che Inter e Juventus lo seguono con attenzione, così come club inglesi del calibro di West Ham e Brentford. La fila dei pretendenti si allunga, ma il Lecce ha già fissato il prezzo: 40 milioni di euro. La società giallorossa, come dimostrato con le cessioni di Krstovic e Dorgu, non ha fretta e venderà solo alle proprie condizioni, quando il giocatore avrà raggiunto il massimo del suo potenziale. Gennaio non è il momento, Tiago Gabriel resta una certezza per la difesa del Lecce, in campo e fuori, dove si distingue per educazione e professionalità.

Crisi Fiorentina, strada senza ritorno? Lanciato l’allarme sul futuro della Viola! classifica disastrosa, società immobile e nessuna reazione dai giocatori: rischi concreti

Crisi Fiorentina, Polverosi fotografa una crisi profonda: classifica disastrosa, società immobile e una squadra senza reazione. La retrocessione appare inevitabile

Alberto Polverosi è un profondo conoscitore della storia della Fiorentina. Proprio per questo la sua analisi sul Corriere dello Sport acquista ancora più valore. Secondo lui, il calendario dice che mancano ancora più di cinque mesi e ventitré partite alla fine del campionato, ma la Fiorentina sembra aver già imboccato una strada senza ritorno.

L’ennesima sconfitta casalinga, dolorosissima perché arrivata nello scontro diretto contro il Verona, conferma l’ultimo posto in classifica. Sei punti in quindici giornate, salvezza distante otto lunghezze e un ruolino di marcia al Franchi disastroso (due pareggi e cinque ko). Il Verona è scappato, e ora persino il Pisa penultimo ha quattro punti di vantaggio. Si continua a scavare, per andare sempre più a fondo.

Arrendersi oggi sarebbe un atto di viltà inaccettabile per Firenze; non è il momento di staccare la spina. Ma il paziente morirà comunque se la società resterà nell’attuale stato di passività. Una dirigenza che appare inerme e inadeguata, la cui unica “idea” recente è stata quella di vestire la squadra con un’orribile divisa arancione. Forse un tentativo maldestro di mascherarsi da Pistoiese per sfuggire ai soliti insulti? Se questo è marketing, difficilmente troveranno tifosi disposti a comprarla.

È necessario ribadire un concetto espresso da tempo: senza un elettrochoc, la retrocessione è certa. La fiducia cieca che Rocco Commisso ripone nei suoi pochi dirigenti sta solo accelerando la caduta. Serve un ribaltone immediato, perché la sensazione è che il club non abbia ancora compreso la gravità della situazione. Al Viola Park si vive di speranze e dichiarazioni scollate dalla realtà: Vanoli aspetta un “click”, Ferrari vede soluzioni vicine, Ranieri predica fiducia. Il campo, però, li smentisce brutalmente.

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La gestione tecnica è lo specchio della crisi. Vanoli aveva promesso di lavorare sulla testa dei giocatori prima ancora che sulla tattica. Ma subire il gol decisivo al 94’ nello scontro della vita, con i difensori fermi ad alzare le braccia sperando che la palla fosse uscita, dimostra un fallimento mentale totale. La media punti di Vanoli è identica a quella da retrocessione di Pioli: se la squadra non credeva nel precedente allenatore, non crede nemmeno nell’attuale.

Infine, la società. Dopo l’addio di Pradé, Commisso ha affidato la gestione a Ferrari e Goretti, dirigenti che, per quanto volenterosi, non hanno l’esperienza né la forza per ribaltare una situazione simile in assenza del proprietario. Servono figure di calcio credibili, una task-force capace di imporsi.

La Fiorentina, nella peggiore stagione della sua storia, presume di potercela fare da sola, ignorando aiuti esterni (come le suggestioni Prandelli o Antognoni). La squadra è fragile: l’unica speranza è che a gennaio arrivi qualcuno in grado di rivoluzionare l’organico, portando cuore e nervi, replicando il miracolo sportivo compiuto da Walter Sabatini alla Salernitana. Non ci sono altre vie d’uscita.

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Crisi Napoli, è crollo verticale: così sul Corriere dello Sport l’analisi della settimana partenopea dopo le sconfitte contro Benfica e Udinese!

Crisi Napoli, il Corriere dello Sport analizza la doppia sconfitta azzurra: sette ko stagionali, tutti in trasferta. Serve uno scatto mentale

Parla di «crollo verticale» l’editoriale di Pasquale Salvione sul Corriere dello Sport a proposito della brutta domenica trascorsa da Antonio Conte in Friuli.

È bastata una sola settimana per veder sparire il Napoli dominante che aveva piegato la Juve, riprendendosi la vetta. I due ko consecutivi contro Benfica e Udinese hanno complicato il cammino in Champions League e fatto scivolare gli azzurri al terzo posto in campionato, scavalcati dalle milanesi. Un doppio colpo tremendo che porta a sette le sconfitte stagionali, tutte maturate lontano dal Maradona. È un segnale d’allarme evidente, la seconda volta in stagione che la squadra di Conte perde due gare di fila.

Le attenuanti ci sono tutte: assenze pesanti, rotazioni impossibili e calendario fitto. Ma la squadra deve imparare a convivere con l’emergenza almeno fino a fine gennaio. Serve uno step mentale decisivo: «Quando non si può vincere, almeno non si deve perdere. Se il vento è contrario, come ha spiegato Conte, bisogna comunque tenere dritta la barca». Il Napoli non può farsi condizionare emotivamente dalle difficoltà; deve trovare «esperienza, malizia e carattere anche fuori casa».

A Udine la sconfitta è stata totale. La squadra ha retto un tempo, per poi crollare alla distanza di fronte alla maggior fame degli avversari, chiudendo con un dato statistico desolante: «Nemmeno un tiro in porta, come non succedeva da quasi due anni». Una reazione si è vista solo negli ultimi dieci minuti, troppo poco per evitare un doppio ko senza segnare che non si vedeva dai tempi di Mazzarri, a fine 2023.

Conte, che aveva previsto le difficoltà, non fa drammi e accoglie come ossigeno puro i rientri di Lobotka e Gutiérrez. Ora all’orizzonte c’è la Supercoppa contro il Milan: l’occasione per il riscatto dopo questa “settimana horror”. Ma servirà ritrovare il vero Napoli, quello unito e compatto, per superare questo mese critico: «L’importante è non arrivarci con le ossa rotte» a febbraio, quando potrà iniziare un altro campionato.

Serie B, Palermo e Venezia scalano la classifica! Le due favorite estive del campionato cadetto, riemergono dopo un avvio complicato

Serie B, dopo un avvio a sorpresa il campionato cadetto ritrova le sue favorite: Palermo e Venezia risalgono la classifica e puntano alla promozione

Dovevano dominare, come il Sassuolo l’anno scorso. Palermo e Venezia, corazzate costruite per la Serie A, in estate erano le favorite assolute. Invece, la Serie B si è rivelata, come sempre, un campionato imprevedibile e ricco di insidie. Frosinone, Cesena, Modena e un Monza inizialmente sottovalutato hanno sparigliato le carte, dimostrando una competitività inaspettata. Ma alla lunga, i valori delle due big stanno emergendo.

Tuttosport oggi propone un focus sulle due squadre. Il Palermo di Filippo Inzaghi ha ingranato la marcia giusta: tre vittorie consecutive, dieci punti nelle ultime quattro gare e una svolta mentale arrivata con il successo di Empoli. I blackout di inizio stagione, come il pesante 0-3 interno contro il Monza, sembrano ormai un ricordo. E se servissero ulteriori rinforzi, il mercato di gennaio, con le risorse del City Group, potrebbe rendere la rosa ancora più competitiva in vista dello sprint finale.

Anche il Venezia di Giovanni Stroppa, dopo un avvio altalenante, ha rialzato la testa. La vittoria nello scontro diretto contro il Monza (2-0) è stata un segnale forte, capace di rilanciare le ambizioni della squadra. I lagunari sono inarrestabili in casa, ma il loro tallone d’Achille resta il rendimento esterno: troppi passi falsi, tra pareggi striminziti (Avellino, Pescara) e sconfitte evitabili (Catanzaro, Carrara). Per centrare la promozione diretta, Stroppa deve trovare la chiave per far rendere al massimo la squadra anche lontano dal Penzo.

Ora Palermo e Venezia sono a soli due punti dalla zona promozione diretta. Hanno il passo giusto per colmare il gap, ma il campionato è ancora lungo e la concorrenza resta agguerrita. Frosinone, Monza, Cesena e Modena non molleranno facilmente la presa: la lotta per la Serie A si preannuncia serrata fino all’ultima giornata.

Calciomercato Lazio, le richieste di Sarri e le esigenze di Fabiani: i biancocelesti studiano un piano per muoversi a gennaio, tra sessione a saldo zero, prestiti e scambi

Calciomercato Lazio, i biancocelesti studiano un piano per muoversi a gennaio, tra sessione a saldo zero, prestiti e scambi

La Lazio si prepara a un mercato invernale complicato, più di equilibrio che di spesa. Il direttore sportivo Angelo Fabiani lavora in attesa del verdetto della Commissione di vigilanza sui conti, atteso sabato e decisivo per capire se a gennaio il club potrà operare liberamente o dovrà muoversi a saldo zero. Senza un via libera pieno, ogni ingresso sarà legato a una cessione.

«Le riflessioni sono ai massimi livelli», ha spiegato Fabiani prima di Parma-Lazio, ma come riporta il Corriere dello Sport le opzioni restano limitate. Sul tavolo ci sono prestiti e scambi, con i nomi di Dele-Bashiru, Belahyane e Samuel Gigot tra i possibili coinvolti. Tijjani Noslin, decisivo al Tardini, non è considerato cedibile se non davanti a offerte irrinunciabili.

Situazione diversa per Christos Mandas, che potrebbe partire anche a cifre inferiori rispetto alla valutazione estiva, scelta che obbligherebbe però la Lazio a intervenire nuovamente sul ruolo del portiere. Da Formello filtra invece una linea netta: Guendouzi non si tocca, nonostante l’interesse dalla Premier League.

Le richieste di Sarri e il nodo Tavares

Maurizio Sarri è stato chiaro: «Servono rinforzi, non basta non indebolire la squadra». Le priorità sono una mezzala e un vice Zaccagni. Capitolo Nuno Tavares: il tecnico valuterebbe una cessione per un profilo più funzionale, ma Fabiani frena. Gennaio sarà un esercizio di precisione, tra vincoli, idee e tempistiche.

Inter Serie A, per i nerazzurri Natale in vetta! Intensità europee e maturità da grande squadra: Chivu ha ricostruito un’Inter solida e consapevole

Inter Serie A, il Corriere dello Sport analizza il cammino dei nerazzurri: scetticismo spazzato via, primato meritato e un’identità ormai chiara

L’Inter di Cristian Chivu si appresta a festeggiare un Natale in testa alla classifica di Serie A, un traguardo inaspettato considerando lo scetticismo che aleggiava attorno al tecnico rumeno in estate. Massimiliano Gallo, sulle colonne del Corriere dello Sport, analizza il cammino sorprendente dei nerazzurri, capaci di dominare le partite con un’intensità europea e di gestire i momenti di difficoltà con la maturità di una grande squadra.

La vittoria di Genova contro i rossoblù di Daniele De Rossi è l’ennesima dimostrazione di forza di una formazione che appare «la più completa» del campionato. Per 68 minuti, l’Inter ha «annichilito il Genoa», padrona assoluta del campo con un «pressing asfissiante» e una «ricerca feroce del pallone» che ricorda il gegenpressing di Klopp. «C’erano interisti in ogni zona del campo, anche con quattro calciatori», sottolinea Gallo, evidenziando la netta superiorità territoriale dei nerazzurri.

Ma la vera forza di questa Inter sta nella capacità di adattarsi e di «interpretare e gestire i momenti della partita». Dopo il gol del 2-1 del Genoa, la squadra ha saputo soffrire e condurre «la nave in porto in tranquillità», dimostrando quella maturità che, secondo Gallo, manca ancora al Napoli di Antonio Conte.

Chivu ha saputo trasformare la delusione della finale di Champions League persa contro il PSG in un’opportunità di crescita. «Col suo modo di fare, dolce ma inesorabile, ha mostrato ai suoi calciatori che cosa c’era da cambiare», scrive Gallo, che definisce l’Inter «senza dubbio la squadra più europea della Serie A».

Il tecnico rumeno ha inoltre valorizzato l’intera rosa, facendo crescere tutti i giocatori a sua disposizione. Bisseck, «calciatore contestatissimo lo scorso anno», ha segnato il primo gol contro il Genoa, mentre Zielinski è tornato a essere «un calciatore affidabile» dopo «l’annata da desaparecido». Lautaro Martínez, con 8 gol in campionato, è tornato a essere «leader e condottiero, oltre che cannoniere implacabile».

In sintesi, Chivu ha ricostruito una squadra che rischiava di disintegrarsi dopo il finale della scorsa stagione e l’addio di Inzaghi. Lo ha fatto con «idee calcistiche, saggezza e spessore umano», dimostrandosi un allenatore che «sarebbe piaciuto molto a Nils Liedholm». Ora, con il primato in tasca, l’Inter può guardare al futuro con ottimismo, forte di una chiara identità di gioco e della consapevolezza dei propri mezzi.

Fiorentina, crisi sempre più grande! L’Hellas Verona sbanca a Firenze e si stacca dall’ultimo posto. De Gea e Kean gli “eroi” sotto accusa: l’analisi

Fiorentina, crisi sempre più grande! De Gea e Kean “eroi” sotto accusa: la fotografia della stagione Viola. L’analisi della Gazzetta dello Sport

La Fiorentina attraversa una fase delicata e i volti simbolo del recente passato rischiano di diventare il riflesso più evidente della crisi. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, solo un anno fa David De Gea e Moise Kean erano gli eroi di una squadra capace di chiudere sesta e di spingersi fino alla semifinale di Conference League. Oggi, invece, il loro rendimento è al centro delle critiche.

De Gea, arrivato a Firenze dopo un anno sabbatico e una carriera di altissimo livello tra Atletico Madrid e Manchester United, era stato decisivo con parate pesantissime, spesso sui rigori. In questa stagione, però, il portiere spagnolo non sembra più “Superman”: gli errori si accumulano, da Cagliari a San Siro, fino alle recenti incertezze contro Sassuolo e Verona. Nonostante un contratto quasi triplicato, la sicurezza di un tempo sembra smarrita.

Situazione simile per Moise Kean. Rigenerato dopo l’esperienza alla Juventus, lo scorso anno aveva trascinato i viola con 25 gol complessivi, diventando il terminale offensivo del sistema di Raffaele Palladino. Oggi il bottino è magro: appena tre reti stagionali, con tante conclusioni imprecise e meno lucidità sotto porta. Anche i segnali di nervosismo, come il battibecco per un rigore con Mandragora, raccontano un momento complicato.

Il problema, sottolinea la Rosea, sembra soprattutto mentale. Le sicurezze si sono incrinate e il caos collettivo ha coinvolto anche i leader. Il talento resta, così come l’importanza di Kean e De Gea nel progetto. Ma per uscire dalla crisi, la Fiorentina deve ritrovare fiducia, equilibrio e identità, prima che il ribaltamento diventi definitivo.

Cambiaghi Bologna, l’attaccante convince sempre più! L’analisi dell’ottima prestazione contro la Juve spiega l’investimento, ma c’è un dettaglio ancora da migliorare

Cambiaghi Bologna, l’attaccante convince! L’ottima prestazione contro la Juve spiega l’investimento, ma c’è da migliorare un dettaglio

Nella serata non semplice del Bologna contro la Juventus, uno dei segnali più incoraggianti è arrivato da Nicolò Cambiaghi. Come sottolinea il Corriere dello Sport, l’esterno classe 2000 ha mostrato sprazzi del suo miglior repertorio, quello che lo rende quasi imprendibile quando riesce ad accendere il turbo sulla fascia sinistra. McKennie e Kalulu lo hanno capito presto, costretti spesso a raddoppi e interventi fallosi per limitarne le accelerazioni.

Corsa, sacrificio e continuità di rendimento: in una gara complessivamente opaca per i rossoblù, Cambiaghi è stato uno dei più costanti, forse il migliore per intensità. Una prestazione che conferma le ragioni dell’investimento voluto da Vincenzo Italiano nell’estate 2024, quando il Bologna ha puntato su di lui con decisione, investendo circa 10 milioni di euro.

Dopo una stagione complicata dalla rottura del crociato, che lo aveva trasformato quasi in un oggetto misterioso, Cambiaghi sta progressivamente ritrovando fiducia e condizione. I gol ancora latitano, ma i numeri sugli assist parlano chiaro: cinque già messi a referto tra campionato ed Europa, con la sensazione che il bottino potesse essere più ricco anche contro la Juventus.

Sulla corsia mancina, nonostante la concorrenza di Rowe e Dominguez, Italiano sembra avere pochi dubbi: quando Cambiaghi sta bene, il titolare è lui. Per completare il salto di qualità definitivo resta un ultimo step: ritrovare continuità sotto porta. Un passaggio chiave per diventare un esterno totale e avvicinarsi anche all’orizzonte azzurro.

Lautaro Martinez Inter, il capitano goleador e trascinatore dei nerazzurri: a Marassi l’argentino si accende e regala la vetta in Serie A! Numeri da gigante

Lautaro Martinez Inter, il capitano goleador e trascinatore dei nerazzurri: a Marassi l’argentino si accende e regala la vetta in Serie A! Numeri da gigante

Tra i molti modi esistenti per reagire a una delusione, Lautaro Martinez ha scelto quello che gli riesce meglio: incidere sul campo. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, nella vittoria dell’Inter a Marassi contro il Genoa, il capitano nerazzurro è stato il volto simbolo di una squadra che ha finalmente conquistato la vetta solitaria della classifica.

Il gol del 2-0, realizzato nel primo tempo, è la sintesi perfetta della sua prestazione. Lautaro vince il duello fisico spalla a spalla con i difensori rossoblù, protegge il pallone e poi lascia partire un sinistro preciso e potente, imparabile per il portiere. Un’azione che racconta tutto il suo DNA: forza, determinazione e freddezza sotto porta, qualità maturate negli anni sui grandi palcoscenici.

Alle spalle del Toro una settimana amara che va oltre la delusione di Champions contro il Liverpool. Anche il Racing Avellaneda, club che lo ha lanciato nel calcio professionistico, che ha perso in modo beffardo la finale del Clausura argentino ha toccato l’attaccante. Una ferita che gli ha dato ulteriore motivazione, trascinando l’Inter oltre il tabù di Marassi e respingendo la concorrenza anche nella classifica marcatori.

In una stagione in cui non sempre ha monopolizzato i riflettori, i numeri restano significativi: 12 reti complessive tra campionato ed Europa. Un bottino arricchito da un contributo costante fatto di sacrificio, pressing e leadership emotiva, aspetti che rendono Lautaro centrale nel progetto nerazzurro. Quando l’Inter ha bisogno di una risposta, il suo capitano sa sempre dove trovarla.

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