Pagina 469 – Calcio News 24

Allegri, professore per un giorno! Stage UEFA Pro a Milanello: gli aspiranti tecnici studiano dai rossoneri

Allegri protagonista a Milanello: due giorni di formazione con gli aspiranti allenatori UEFA Pro. Tutti i dettagli

La formazione dei futuri allenatori di alto livello ha fatto tappa a Milanello. Per due giorni, gli allievi del corso UEFA Pro — il massimo grado di qualificazione per un tecnico — sono stati ospiti del Milan in un intenso stage formativo, occasione preziosa per apprendere direttamente dalle metodologie di una delle realtà più prestigiose del calcio italiano.

Il programma è stato interamente dedicato all’osservazione e al confronto tecnico. Gli aspiranti allenatori hanno seguito da vicino le sedute di allenamento dei rossoneri, approfondendo aspetti legati alla preparazione atletica e tattica. Momento centrale dello stage è stato l’incontro con Massimiliano Allegri, che ha risposto alle domande e alle curiosità dei partecipanti, offrendo spunti pratici e teorici sulla gestione della squadra.

Le lezioni in aula sono state arricchite dagli interventi dei preparatori Simone Folletti ed Enrico Maffei, che hanno condiviso la loro esperienza specifica. A sottolineare l’importanza istituzionale dell’evento erano presenti anche il direttore della Scuola Allenatori Renzo Ulivieri, il segretario del Settore Tecnico Paolo Piani e il docente Ferretto Ferretti, testimoniando il valore di un percorso che punta a formare i tecnici del futuro.

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Calciomercato, due big di Serie A pensano a un clamoroso scambio a gennaio: ecco che cosa sta succedendo

Calciomercato Serie A, due big pensano a un incredibile scambio già nella finestra di gennaio: ecco le ultimissime

Gianluca Di Marzio, noto giornalista ed esperto di mercato di Sky, ha analizzato la situazione di Lorenzo Lucca al Napoli e la possibilità di un clamoroso scambio con il Milan che coinvolgerebbe Ruben Loftus-Cheek. Intervenuto ai microfoni di Fantacalcio.it, Di Marzio ha ipotizzato l’uscita dell’attaccante già a gennaio, vista la complessità del suo ruolo nell’attuale assetto tattico degli azzurri. Con il rientro imminente di Romelu Lukaku e lo schema basato su una punta centrale supportata da due esterni, lo spazio per Lucca si riduce notevolmente.

Proprio questa necessità di ridisegnare la rosa ha alimentato l’idea di uno scambio con Loftus-Cheek. Tuttavia, la situazione al Milan è cambiata: il centrocampista inglese è tornato a giocare con continuità, anche nell’ultima gara a Torino, e non è detto che i rossoneri decidano di sacrificarlo. Più probabile, semmai, che venga valutata la cessione di un altro centrocampista meno utilizzato per arrivare a una punta come Lucca. La fattibilità dell’operazione dipende anche dall’interesse reale del Milan, sempre che il profilo dell’attaccante venga considerato adatto da Allegri e Tare.

Di Marzio ha infine aperto un’altra pista di mercato: la Roma. I giallorossi, anch’essi alla ricerca di un centravanti, potrebbero inserirsi soprattutto nel caso di un’uscita di Ferguson. Al momento, dunque, le due società più attente alla situazione di Lucca restano Milan e Roma, entrambe alla caccia di un rinforzo offensivo per la seconda parte di stagione.

GIANLUCA DI MARZIO – «Io penso che alla fine Lucca possa andar via a gennaio, ma perché con il rientro di Lukaku, se darà garanzie in questi prossimi giorni, e vedendo il Napoli come sta giocando adesso, con un’unica punta e i due attaccanti esterni, quando gioca Lucca? Magari Lucca può essere usato come pedina di scambio. Ecco perché Lucca/Loftus-Cheek era l’idea. Poi Loftus-Cheek ha giocato e anche a Torino l’ultima.

Quindi è da capire se il Milan decide di sacrificare lui o un altro centrocampista, che magari gioca meno, per arrivare ad una punta come Lucca. Sempre che Lucca possa essere considerato da Allegri e Tare il giocatore ideale in questo momento per il Milan. Potrebbe uscire Ferguson, la Roma la punta la vuole. Quindi si potrebbe creare anche un discorso con la Roma. Sono le due squadre che hanno bisogno dell’attaccante centrale».

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Inter, Dumfries verso un futuro incerto: rottura con Mendes e clausola che preoccupa

Inter, Dumfries apre a nuovi scenari: la clausola e il cambio agente rimettono in discussione il futuro! Le ultimissime

Ad Appiano Gentile l’attenzione si è spostata dalle questioni di campo alle trattative fuori dal rettangolo verde. Denzel Dumfries, esterno destro dell’Inter, è infatti al centro di manovre che potrebbero ridisegnare il suo futuro lontano da Milano. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il lungo stop per l’infortunio alla caviglia ha dato al giocatore il tempo di riflettere su aspetti extra-calcistici, portandolo a una decisione drastica: interrompere il rapporto con il suo storico agente.

La separazione con Jorge Mendes, uno dei procuratori più influenti al mondo, è ormai certa. Non è stato ancora ufficializzato se sarà Ali Barat a subentrare, ma il cambio di procura rappresenta un segnale forte. Nel calciomercato moderno, infatti, simili scelte sono spesso il preludio a un trasferimento o a una strategia per forzare la mano alla società.

A complicare ulteriormente la situazione c’è la clausola rescissoria da 25 milioni di euro inserita nel contratto di Dumfries. Formalmente scaduta lo scorso luglio, si tratta in realtà di una clausola “ciclica”, che si riattiva ogni estate. Questo dettaglio consente al laterale olandese di liberarsi a una cifra considerata abbordabile dai club di Premier League. La volontà dell’ex PSV sembra chiara: davanti a un’offerta di una big europea, l’addio sarebbe probabile, mentre restano esclusi scenari con club di fascia media come il West Ham, già rifiutati in passato. Tra infortunio, cambio di agente e clausola, il presente di Dumfries in nerazzurro appare tutt’altro che sereno.

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Le prime pagine sportive nazionali – 12 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Celta Vigo Bologna, Italiano: «Credo che oggi la squadra si sia espressa in maniera eccezionale. Mi avevano promesso questo»

Celta Vigo Bologna: ecco le parole di Italiano dopo la sfida valida per la 6a giornata di Europa League 2025/2026

Successo prezioso per il Bologna di Italiano, che espugna il campo del Celta Vigo 2-1. Ecco le dichiarazioni al termine della sfida del tecnico a Sky:

ANALISI – «Credo che oggi la squadra si sia espressa in maniera eccezionale dopo essere passata in svantaggio dopo uno svarione nostro. Ribaltare questa squadra, creare come abbiamo creato noi e non concedere niente , credo che sia una delle partite più belle da quando sono qui a Bologna. La squadra che abbiamo incontrato veniva da una vittoria contro il Real Madrid ed era in grande fiducia. Oggi i ragazzi, anche con una grandissima emergenza, hanno fatto una grandissima partita. Mi avevano promesso un regalo per il mio compleanno e sono stati di parola,

Oggi il tiro da fuori era un po’ difficile. Oggi questo tipo di gioco ti consentiva solo di avvolgere, mettere traversoni o entrare nei corridoi. Moro comunque ci ha provato, così come Pobega, con un Celta che temevamo tantissimo per quello che abbiamo visto nei giorni scorsi. Partita bellissima, di grande qualità e grande attenzione. Sono contento anche per la classifica, perché diventa davvero bella».

BERNARDESCHI «Ieri ho detto che dagli esterni è giusto pretendere qualcosina di più in termini di gol e di concretezza. Non può farlo solo Orsolini, oggi Bernardeschi ha fatto una grandissima partita e gli è stato annullato un gol per un dito. Sono contento per lui, ha inciso e ne sono felice».

GOL SUBITO – «Possono accadere queste disattenzioni che poi paghi caro. Ci sono partite dove possiamo concedere di più e la palla non entra, in questo periodo fai un minimo errore e prendi gol. Oggi potevamo essere molto più attenti sulla situazione del gol, ci siamo fatti spostare, non siamo riusciti a rincorrere e non siamo andati sullo scarico dietro. Poi ci sono anche le giocate dei giocatori di qualità, ma in questo periodo stiamo pagando ogni minimo errore, dobbiamo stare molto più attenti».

LAVORO ESTERNI – «Fondamentale, sul secondo gol Cambiaghi chiude il campo e intercetta il pallone su situazione di ripartenza. Bravo, perché è entrato benissimo, a differenza di altre partita. Ma non è sempre facile incidere subentrando, oggi è stato bravissimo. Gli attaccanti devono anche cercare di riempire l’area e tirare fuori dei gol. Bernardeschi ha dei gol, anche Rowe che oggi ne ha sbagliato uno. Dobbiamo cercare di ottimizzare e aumentare i numeri».

INFORTUNATI «Mi auguro di recuperare Lucumì, come Skorupski e Immobile. Abbiamo ancora qualche defezione importante, ma proveremo a continuare così e a esprimerci al meglio».

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Celtic Roma, parla Gasperini: «Non è mai facile vincere su questi campi. Ferguson importante che giochi con questa intensità. Sul mercato…»

Celtic Roma ecco le parole di Gasperini dopo la sfida valida per la 6a giornata di Europa League 2025/2026

Successo prezioso per la Roma di Gasperini, che espugna il campo del Celtic 3-0. Ecco le analisi la termine della sfida del tecnico giallorosso a Sky:

PAROLE «Complimenti reciproci con Italiano e bella serata per il calcio italiano? Ci voleva, ne abbiamo bisogno. Non è mai facile vincere in trasferta su questi campi, in questi stadi bellissimi, storici, pieni di pubblico e di gente. Cambi? Ci stavamo tutti perché è un momento della stagione dove abbiamo bisogno di fare delle valutazioni importanti, e bisogna farle in partite che contano. E questa era una partita che contava. Giocare in questo stadi non è mai facile, con queste squadre che arrivano da una serie di risultati positivi»

SU FERGUSON «Ha fatto in campo quello che ultimamente fa qualche volta in allenamento. È un ragazzo giovane e bisogna avere anche un attimo di pazienza. È un ragazzo che, al di là dei gol, è importante che giochi con questa intensità, con questo spirito, con questa corsa e che non si abbatta. Che metta in campo le sue qualità»

MERCATO «Magari fosse risolto. Bisogna avere pazienza, poi questi sono ragazzi giovani che di colpo da un momento all’altro magari svoltano, e danno contiene crescita alle loro prestazione. Del mercato di gennaio se ne parlerà più avanti»

DIFFERENZE ITALIA-EUROPA – «Qui incontri squadre che sono leader nei loro campionati, quindi sono altri tipi di partite. Sono partite più aperte, perché sono squadre che hanno la fiducia e la convinzione di fare sempre gol, e di attaccare con tanti uomini. Quindi le partite vengono fuori in modo diverso rispetto a molte del nostro campionato dove ci sono molti meno spazi e possibilità di giocare. Di riflesso, molto spesso incontri anche degli attaccanti micidiali e fortissimi. È un po’ singolare dire che è più facile giocare in Europa. È un altro tipo di calcio, questo sì».

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Pagelle Celta Vigo Bologna, i TOP e FLOP della sfida di Europa League

Pagelle Celta Vigo Bologna: ecco i TOP e FLOP della sfida valida per la 6a giornata di Europa League 2025/2026. I voti

Largo successo della Bologna di Italiano che in trasferta batte il Celta Vigo con il risultato di 1-2. Ecco le valutazioni della sfida:

I VOTI

CELTA VIGO – Radu 6; Javi 5.5, Startfelt 4.5, Ristic 5; Carreira 5, Beltran 5 (79′ Roman s.v), Moriba 6, Mingueza 5 (67’ Rueda 5.5); Zaragoza 7 (46’ Alvarez 5.5), Borja Iglesias 5 (67’ Jutgla 5), Swedberg 6 (67’ Aspas 5.5).

BOLOGNA – Ravaglia 6.5; Holm 6, Heggem 6, Lykogiannis 5.5, Miranda 6; Pobega 7 (88’ Ferguson s.v), Moro 6.5 (88’ Odgaard s.v); Bernardeschi 8 (80’ Orsolini s.v), Fabbian 6.5, Rowe 5.5 (67’ Cambiaghi 6); Castro 6 (80’ Dallinga s.v)

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Pagelle Celtic Roma, i TOP e FLOP della sfida di Europa League

Pagelle Celtic Roma: ecco i TOP e FLOP della sfida valida per la 6a giornata di Europa League 2025/2026. I voti

Largo successo della Roma di Gasperini in trasferta che batte il Celtic con il risultato di 0-3. Ecco le valutazioni della sfida:

I VOTI

CELTIC – Schmeichel 6; Trusty 5, Scales 4.5, Tierney 5.5(46′ Donovan 6); Yang 5 (62′ Ralston 5,5), McGregor 5, Engels 5, Tounekti 5.5; Hatate 6.5 (77′ Balikwisha sv), Maeda 5.5 (46′ Bernardo 6), Nygren 5 (46′ Iheanacho 5).

ROMA – Svilar 6.5; Mancini 7, Ndicka 6, Hermoso 5 (80′ Ziolkowski sv); Celik 7, El Aynaoui 6,5, Pisilli 6.5 (85′ Angelino sv), Rensch 6; Soulé 7.5 (69′ Dybala 6,5), El Shaarawy 6.5 (69′ Pellegrini 6); Ferguson 8 (69′ Bailey 6,5).

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Mac Allister torna su Inter Liverpool: le sue parole fanno discutere! Ecco cosa ha detto

Inter Liverpool e l’onestà di Mac Allister: le dichiarazioni del centrocampista sul rigore concesso nel finale! Le parole

Dal fronte dei vincitori arriva una dichiarazione che accresce il rammarico in casa Inter. Alexis Mac Allister, campione del mondo con l’Argentina e oggi colonna del centrocampo del Liverpool, ha mostrato grande onestà intellettuale analizzando l’episodio chiave della sfida di San Siro ai microfoni di Fox Sports.

Il centrocampista dei Reds ha confessato che, a suo giudizio, la trattenuta subita non era sufficiente per decretare il calcio di rigore. Ha sottolineato come in Premier League un contatto simile non verrebbe mai sanzionato, evidenziando così la differenza di interpretazione tra i vari campionati.

Mac Allister ha concluso il suo intervento con un auspicio: che, qualora in futuro la situazione dovesse ribaltarsi, anche gli avversari dell’Inter sappiano dimostrare la stessa sincerità nell’ammettere la verità dei fatti. Una presa di posizione che alimenta il dibattito e lascia aperte riflessioni sul metro di giudizio arbitrale nelle competizioni europee.

PAROLE – «Non l’ho più rivisto, sinceramente. Se me lo chiedi, in quel momento non mi è sembrato rigore. Poi noi arriviamo dalla Premier League e ovviamente penso che la Premier, da questo punto di vista, sia un po’ diversa. Credo che una trattenuta del genere lì non sarebbe stata mai considerata rigore, e per me non lo è. Però spero che quando capiterà dall’altra parte, o quando sarà il contrario, anche gli avversari siano altrettanto onesti e dicano la verità».

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Diretta gol Europa League: Celtic Roma 0-3 e Celta Vigo Bologna 1-2! Serata positiva per le italiane in Europa

Diretta gol Europa League: Celtic Roma e Celta Vigo Bologna alle 21. Segui sintesi, cronaca e live di tutti i match della sesta giornata

Scendono in campo per la sesta giornata della League Phase di Europa League Roma e Bologna, impegnate contro Celtic e Celta Vigo per proseguire la marcia verso gli ottavi della competizione.

Segui con Calcionews24 la Diretta gol delle italiane in Europa League, con i match delle 21 Celtic Roma e Celta Vigo Bologna.


LIVE CELTA VIGO BOLOGNA

FINE PARTITA

75′ SORPASSO BOLOGNA – Gol! Nicolo Cambiaghi mostra una grande visione di gioco e passa a Federico Bernardeschi che con grande freddezza trasforma all’angolino basso di sinistra.

59′ PAREGGIO BOLOGNA – Federico Bernardeschi parte, ferma la sua rincorsa, guarda fino all’ultimo i movimenti di Ionut Radu e infine lo buca a sinistra.

59′ GOL ANNULLATO AL BOLOGNA – Gol! Bernardeschi mostra una grande visione di gioco e passa a Pobega che con grande freddezza deposita il pallone in rete. L’arbitro Petrescu ha fatto il segno del VAR, de verificare un probabile fuorigioco. Il gol del Bologna viene ANNULLATO su segnalazione del var, segnalato un fuorigioco.

17′ GOL CELTA VIGO – Swedberg regala la gioia del gol a Bryan Zaragoza che non ha dovuto far altro che spingere il pallone nella porta vuota. 1:0.

INIZIA LA SFIDA!

Formazioni ufficiali

Celta Vigo (3-4-3): Radu; Javi Rodriguez, Starfelt, Ristic; Carreira, Fran Beltran, Ilaix Moriba, Mingueza; Bryan Zaragoza, Borja Iglesias, Swedberg. A disposizione: Villar, Jutgla, Aspas, Fernandez, Rodriguez, Roman, Rueda, Alonso, Hugo Sotelo, Alvarez, Lago, El-Abdellaoui. Allenatore: Claudio Giraldez.

Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Heggem, Lykogiannis, Miranda; Moro, Pobega; Bernardeschi, Fabbian, Rowe; Castro. A disposizione: Pessina, Franceschelli, Orsolini, Ferguson, Zortea, Odgaard, Dallinga, Lucumi, Cambiaghi, Dominguez. Allenatore: Vincenzo Italiano.


LIVE CELTIC ROMA

FINE PARTITA

74′ GOL ANNULLATO ALLA ROMA! – Mancini mostra una grande visione di gioco e passa a Leon Bailey che con grande freddezza trasforma sulla sinistra. C’è un consulto col VAR, probabile fuorigico durante l’azione che ha portato al gol. L’arbitro sta controllando in questo momento. I giocatori del Roma non sembrano felici. Il gol del Roma viene ANNULLATO su segnalazione del var, segnalato un fuorigioco.

64′ GOL ANNULLATO AL CELTIC – Kelechi Iheanacho riceve palla in area e con grande reattività infila il pallone rasoterra al centro della porta. I giocatori del Celtic interrompono i festeggiamenti, l’arbitro Istvan Kovacs ha fatto il segno del VAR, de verificare un probabile fuorigioco. Niente da fare per Celtic, l’arbitro ha annulato il gol per fuorigico col VAR!

45+3 PALO CELTIC – Arne Engels sbaglia dal dischetto. Legno clamoroso!

45+1′ TRIS ROMA – Matias Soule muove palla verso Evan Ferguson (AS Roma) che arrivato in area lascia partire un bellissimo tiro verso l’angolino basso di sinistra.

36′ GOL ROMA – Zeki Celik mostra una grande visione di gioco e passa a Evan Ferguson che con grande freddezza trasforma sulla destra.

6′ GOL ROMA – Matias Soule crossa e, come da schema, pesca Gianluca Mancini che sale in area ad colpire la palla dal dischetto. Il suo imponente colpo di testa tocca il palo e finisce nell’angolo in alto a destra.

INIZIA LA SFIDA!

Formazioni ufficiali

Celtic (3-4-3): Schmeichel; Trusty, Scales, Tierney; Yang, McGregor, Engels, Tounekti; Hatate, Maeda, Nygren.
All.: Nancy

Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, El Aynaoui, Pisilli, Rensch; Soulé, El Shaarawy; Ferguson.
All.: Gasperini

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Bouaddi, il talento che incanta l’Europa: Juventus e big in allerta

Bouaddi, il gioiello del Lille che incanta l’Europa: Juventus e big pronte alla sfida di mercato. Le ultimissime notizie

La crescita di Ayyoub Bouaddi non passa inosservata. Il centrocampista francese classe 2007, esploso con il Lille, è ormai nel mirino dei principali club europei, Juventus compresa. Il giovane ha da poco rinnovato il contratto fino al 2029, una mossa che conferma il suo valore e che consente al club francese di blindarlo, almeno sulla carta, per le prossime stagioni.

Il 2 ottobre 2024 resterà una data simbolo: nel giorno del suo 17° compleanno, Bouaddi ha firmato una prestazione memorabile in Champions League contro il Real Madrid, contribuendo a un successo storico del Lille. Da quel momento il suo percorso è stato inarrestabile. Arrivato nel 2021 dal Creil, si è imposto rapidamente come pedina fondamentale per Bruno Genesio, grazie a maturità tecnica, disciplina tattica e serietà fuori dal campo. Qualità che lo hanno reso quasi intoccabile nell’undici titolare, garantendo equilibrio e solidità in mediana.

Il rinnovo, oltre a rappresentare un gesto di riconoscenza verso il club, è anche una strategia finanziaria: il Lille ha fissato la valutazione del suo gioiello a non meno di 60 milioni di euro. Nonostante il vincolo contrattuale, Bouaddi ha lasciato intendere in un’intervista a L’Equipe che un trasferimento già nell’estate 2026 non è da escludere. Una prospettiva che tiene in allerta le big europee: dalla Juventus al PSG, passando per Manchester United, Real Madrid, Inter, Bayern Monaco e Arsenal. Il futuro del giovane talento, sospeso tra l’affetto per il Lille e il richiamo delle grandi, resta ancora tutto da scrivere.

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Sampdoria, le ultime sull’infortunio di Cuni: l’attaccante punta al rientro in quella sfida: i dettagli

Sampdoria, buone notizie dall’infermeria: Cuni accelera il recupero e punta al rientro con la Reggiana. Le ultime

Dal quartier generale blucerchiato arrivano segnali incoraggianti. Marvin Cuni, attaccante albanese della Sampdoria, sta intensificando il percorso di riabilitazione dopo la lesione muscolare che lo aveva costretto a fermarsi. L’obiettivo è chiaro: tornare a disposizione di mister Angelo Gregucci entro la pausa natalizia.

La lesione al polpaccio è stata gestita con grande prudenza dallo staff medico, che ha predisposto un programma di lavoro personalizzato. Cuni si sta sottoponendo a sedute mirate al potenziamento e al graduale recupero della piena funzionalità muscolare. La tabella di marcia punta a un rientro proprio in occasione della sfida contro la Reggiana, in programma il 27 dicembre al Ferraris.

Quella partita di fine anno potrebbe avere un valore strategico per la Sampdoria. Ritrovare Cuni significherebbe non solo un rinforzo tecnico, ma anche un’iniezione di fiducia per tutto il gruppo. La sua presenza, insieme al possibile rientro di altri giocatori reduci da acciacchi, offrirebbe a Gregucci più soluzioni tattiche per affrontare i granata e chiudere il 2025 nel migliore dei modi.

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Atalanta Cagliari, riflettori su Marco Palestra: il terzino che incanta la Serie A

Atalanta Cagliari, tutti gli occhi su Palestra: il terzino che domina la Serie A e di cui tutte le big parlano. I numeri

Sabato pomeriggio, per la 15ª giornata di Serie A, l’Atalanta ospiterà il Cagliari. Una sfida che, oltre al confronto tra le due squadre, porta con sé un motivo di grande curiosità: il ritorno a Bergamo di Marco Palestra, giovane talento classe 2005 cresciuto nella Dea e oggi protagonista con la maglia rossoblù.

Il terzino è diventato l’uomo del momento e i dati Opta certificano la sua crescita esponenziale. Palestra si sta imponendo come uno dei difensori più incisivi del campionato 2025/26. Solo Federico Dimarco (cinque assist) ed Emil Holm (quattro) hanno fatto meglio di lui in termini di rifiniture vincenti: tre gli assist già messi a referto, un bottino che lo colloca al livello di un pilastro come Alessandro Bastoni.

Ma il contributo del giovane esterno non si limita agli assist. Con 23 dribbling riusciti, Palestra è il difensore più efficace nell’uno contro uno di tutta la Serie A, dimostrando una spiccata capacità di creare superiorità numerica. A questo si aggiunge un altro primato: con 35 falli subiti, è il giocatore di reparto più bersagliato dagli avversari, segno della difficoltà nel contenerne le iniziative senza ricorrere a interventi irregolari.

Numeri e prestazioni che rendono Palestra uno dei protagonisti assoluti della stagione, e che aggiungono ulteriore fascino alla sfida contro la sua ex squadra.

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Calciomercato Milan, Icardi manda un messaggio ai rossoneri? L’attaccante argentino sui social…

Calciomercato Milan, Icardi manda un messaggio al Diavolo? L’attaccante ex Inter sui social ha chiarito così

Mauro Icardi torna a far parlare di sé in ottica Serie A. L’attaccante argentino, celebre per la sua efficacia in area di rigore, non vive il momento migliore al Galatasaray, dove fatica a trovare spazio. Nonostante ciò, il suo nome resta appetibile e continua a circolare tra le indiscrezioni di mercato. L’ultima, riportata da Matteo Moretto, riguarda una proposta al Milan.

Per i rossoneri, la pista non è al momento prioritaria: la società ha altre urgenze e non considera l’operazione “calda”. Tuttavia, l’idea non è stata del tutto accantonata e conserva un potenziale clamoroso, soprattutto per il passato di Icardi da capitano e simbolo dell’Inter. Un eventuale approdo al Milan avrebbe inevitabilmente un forte impatto emotivo e mediatico.

Lo stesso Icardi, però, ha scelto i social per chiarire la sua posizione. Ha ribadito che il contratto con il Galatasaray scade soltanto a giugno 2026 e ha criticato duramente i giornalisti turchi, accusati di aver usato il suo nome per distogliere l’attenzione dalla sconfitta della squadra. Ha inoltre negato qualsiasi contatto tra il club o il suo agente riguardo a un mancato rinnovo.

Il messaggio finale dell’argentino è stato diretto: resterà a Istanbul ancora per qualche mese, ma ha lasciato intendere che il futuro dipenderà esclusivamente da lui. “Godetevelo perché poi vi mancherò”, ha scritto, alimentando ulteriormente le speculazioni sul suo destino.

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Como, un bilancio da incubo! Ecco le cifre e i numeri del club di Serie A

Como, numeri shock: il club lariano chiude con un rosso da 105 milioni. Tutte le ultimissime notizie e i dettagli

Il Como ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2025, relativo alla sua prima stagione in Serie A, con una perdita netta di 105 milioni di euro. Un dato che segna un peggioramento rispetto all’esercizio precedente, archiviato con un passivo di 47 milioni. L’approdo nella massima serie ha fatto crescere sensibilmente i ricavi, ma l’aumento dei costi ha inciso in maniera pesante sui conti.

Il fatturato è infatti passato da 9,8 a 55,4 milioni di euro, trainato soprattutto dai diritti televisivi, che da soli hanno garantito oltre 31 milioni. Parallelamente, le spese complessive sono quasi triplicate, raggiungendo quota 158,6 milioni. La voce più significativa riguarda i salari e stipendi, saliti a 83,9 milioni, di cui quasi 79 destinati ai compensi dei tesserati.

Il risultato operativo negativo si è attestato a 103,2 milioni di euro. Nonostante ciò, il patrimonio netto al 30 giugno 2024 è rimasto positivo (32,4 milioni), grazie al massiccio sostegno degli azionisti. Nel solo esercizio 2024/25, infatti, sono stati immessi nelle casse del club oltre 133 milioni, con ulteriori 69 milioni versati nei primi mesi della stagione successiva.

Sul fronte dell’indebitamento, i debiti complessivi sono saliti a 129,9 milioni, rispetto ai 42,1 del 2024. Per il futuro, la società punta sulla valorizzazione del parco calciatori e sulla riqualificazione dello Stadio Sinigaglia, già adeguato alla capienza minima di 12.000 posti richiesta dalla Serie A.

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Inter, Marotta: «Chivu per noi non è nulla di strano: lo conoscevamo. Abbiamo avuto coraggio di fare questo»

Inter, Marotta parla con sicurezza: «Chivu per noi non è nulla di strano: lo conoscevamo. Abbiamo avuto coraggio di…»

Durante la consueta cena di Natale, Beppe Marotta ha fatto il punto sull’anno che sta volgendo al termine. Il presidente dell’Inter ha definito il 2025 un anno molto positivo, sottolineando come, al di là dei singoli risultati, il percorso intrapreso dalla società sia solido e virtuoso. Il modello organizzativo, ha ribadito, si conferma vincente e la squadra ha risposto con convinzione agli stimoli, mostrando un avvio di stagione che lascia ben sperare per il futuro.

Marotta ha poi voluto rimarcare la scelta di affidare la panchina a Cristian Chivu, un tecnico giovane ma già riconosciuto per le sue qualità umane e professionali. Una decisione coraggiosa, rivendicata con orgoglio dal presidente, che ha ribadito la fiducia totale nel suo allenatore.

Sul tema degli scontri diretti persi contro avversari di prestigio, Marotta ha minimizzato, ricordando come le partite siano state giocate alla pari e spesso decise da episodi sfavorevoli.

UN BILANCIO SUL 2025 – «Il consultivo dell’anno è molto positivo: al di là di vittorie e sconfitte, il percorso è stato virtuoso e va riconosciuto come il modello sia vincente e la squadra abbia risposto positivamente. E anche l’inizio di questa stagione depone a favore che le cose continuino nel modo migliore».

SU CHIVU E SULLE SCONFITTE NEGLI SCONTRI DIRETTI – «Chivu per noi non è nulla di strano: lo conoscevamo, abbiamo avuto il coraggio di affidare la panchina ad un allenatore giovane, sapevamo le sue qualità. E’ vero che abbiamo perso partite con squadre blasonate, ma sono state giocate alla pari e quindi sono gli episodi ad aver determinato le sconfitte».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI MAROTTA SU INTERNEWS24

Pereyra svela: «Juve? Quando ho saputo del loro interesse, ho detto: ‘Che vado a fare?’. Vi racconto quel periodo in bianconero»

Pereyra racconta: «Juve? Quando ho saputo del loro interesse, ho detto: ‘Che vado a fare?’. Vi racconto il periodo in bianconero»

In una sincera intervista concessa a Cronache di Spogliatoio, Roberto Pereyra ha aperto il cuore ripercorrendo il triennio vissuto con la maglia della Juventus. L’attuale centrocampista ha raccontato lo stupore provato al suo arrivo a Torino, l’intensità del rapporto con Massimiliano Allegri e il grande rimpianto per aver lasciato troppo presto la squadra bianconera.

Quando seppe dell’interesse della Vecchia Signora, Pereyra reagì con incredulità. L’idea di condividere lo spogliatoio con campioni affermati lo fece sentire inizialmente inadeguato. In quella Juventus non c’era spazio per distrazioni: l’unico obiettivo era vincere.

Il legame con Allegri fu speciale. L’allenatore livornese, pur mantenendo fermezza e disciplina, sapeva mostrare un lato umano capace di cementare il gruppo. Un episodio in sauna, ricordato da Pereyra, testimonia la capacità del tecnico di creare coesione. Allo stesso tempo, Allegri non perdonava leggerezze: una lezione che il centrocampista argentino ha imparato sulla propria pelle.

Tra i momenti più intensi di quell’esperienza spicca la finale di Champions League, un traguardo che Pereyra fatica ancora oggi a descrivere. Ma ciò che lo colpì maggiormente fu la qualità degli allenamenti quotidiani: un livello talmente alto da rendere quasi naturale la vittoria nel weekend.

La scelta di lasciare la Juventus per il Watford rimane il suo più grande rammarico professionale. All’epoca temeva di non avere abbastanza spazio, ma col senno di poi riconosce di aver rinunciato a un’occasione irripetibile. Una ferita che, come ha confessato, continua a bruciare.

PEREYRA – «Quando ho saputo del loro interesse, ho detto: ‘Che vado a fare? Al massimo il magazziniere’. In quella Juventus c’erano dei mostri: davanti avevo Pirlo, Pogba, Marchisio, Vidal. Sapevo di partire indietro, ma dovevo giocarmela. Non sai mai cosa può succedere. Pensavo: ‘Vai e vedi. Magari dopo una settimana ti dicono ‘grazie Pereyra, puoi andare’. Ricordo ancora le loro prime parole: ‘Qua si gioca solo per vincere’. Io muto pensavo: ‘Oh, caz*o’. Hanno dimostrato di volermi veramente.

Per il mister ero il primo cambio, ma ho giocato molto anche da titolare. Davo tutto me stesso e Allegri lo vedeva. Lui era un vero uomo di spogliatoio: rideva, scherzava, si sentiva in corridoio che urlava. A volte entrava con l’asciugamano sulle spalle… E mi faceva: ‘Dai Tucu, andiamo in sauna’. Non te lo aspetti da un allenatore, ma era un modo per compattare il gruppo. Non ti regalavano nulla. Un giorno non mi sono presentato a fare un’attivazione prima di un allenamento. Il mister è venuto da me: ‘Perché non sei andato?’. E io: ‘Mister, sono un po’ stanchino’. Lui: ‘Così non va bene eh, la prossima volta te ne vai’. Spiegare cosa si prova in quei momenti è difficile. Avevi tutti attorno: flash, tv, gente. Ma lì non ci fai caso: vuoi solo giocare. Per tutta la settimana si è parlato solo di quello. Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini erano sereni. Lo percepivi, sempre. Ma in allenamento andavano tutti fortissimo.

Alla Juventus era come giocare una partita ogni giorno. Il livello era altissimo. Arrivavi alla domenica sapendo già che avresti vinto. I primi tempi mi chiedevano: ‘Ma scusa: tu eri alla Juventus e sei venuto qui. C’è qualcosa che non torna’. E io rimanevo come un cog*ione. Rispondevo: ‘Che dovevo fare? Io sono venuto per giocare a pallone’. Lì per lì non mi rendevo conto di essere stato al top del livello mondiale. Non dovevo andarmene via: quello rimarrà per sempre il mio rimpianto. Per molto tempo è stata una ferita aperta, mi faceva male. Se al giorno d’oggi mi dicessero: ‘Hai 23 anni, sei alla Juventus, vuoi andartene con altri 3 anni di contratto?’. Dico: ‘Dove vai? Impossibile. Non esiste’. Ma in quel momento pensavo: ‘Ma se rimango e non gioco per 3 anni, che calciatore sono?’. Magari sarei tornato in Serie B’».

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Pagelle Fiorentina Dinamo Kiev, TOP e FLOP del match di Conference League


Pagelle Fiorentina Dinamo Kiev: Gudmunsson regala il successo europeo ai viola

La Fiorentina torna a sorridere in Europa con un successo importante contro la Dinamo Kiev, firmato da Kean e dal neo-entrato Gudmunsson. Il match del Franchi ha visto i viola passare in vantaggio con il colpo di testa di Kean, pareggiato momentaneamente dagli ucraini grazie a Mykhaylenko. La rete decisiva è arrivata nella ripresa con l’islandese Gudmunsson, che ha finalizzato un tap-in dopo un’altra grande parata del portiere ospite, consegnando la vittoria ai viola.

Nonostante le difficoltà in Serie A, dove la Fiorentina è ultima in classifica e reduce da due sconfitte consecutive, la squadra di Vanoli ha dimostrato un buon passo in Conference League. Con questo successo, il club toscano ha centrato la terza vittoria in cinque partite, avvicinandosi così alla fase a eliminazione diretta, da disputare eventualmente tramite playoff o direttamente negli ottavi. La prossima sfida sarà il 18 gennaio contro il Losanna, in terra elvetica, e sarà decisiva per consolidare il percorso europeo dei viola.

Ecco le Pagelle Fiorentina Dinamo Kiev: Kean (7.5) si conferma il più pericoloso dei suoi, non solo per il gol del vantaggio ma anche per i continui pericoli creati al portiere avversario. Viti (6.5) è tra i migliori, spingendo costantemente sulla fascia. Nicolussi Caviglia (6) delude le aspettative, mentre Gudmunsson (6.5) entra e decide il match. La squadra (3-5-2): De Gea 6; Pongracic 6, Comuzzo 6, Viti 6.5 (67’ Parisi 6); Dodo 6.5 (86’ Kouadio sv), Richardson 6, Nicolussi Caviglia 6 (67’ Kouamé 6.5), Ndour 6 (80’ Mandragora sv), Fortini 5.5; Kean 7.5, Dzeko 6 (67’ Gudmunsson 6.5).

Dal lato Dinamo Kiev, Neshcheret (6.5) si salva con interventi decisivi. Male gli attaccanti, da Guerrero (5.5) a Kabaev (5.5). Dinamo (4-3-3): Neshcheret 6.5; Tymchyk 6, Zakharchenko 5.5, Thiare 6, Dubinchak 5.5 (71’ Vivcharenko 6); Shaparenko 6, Mykhaylenko 6.5, Pikhalonok 6.5 (77’ Yatsyk sv); Voloshyn 6, Guerrero 5.5 (71’ Yarmolenko 6), Kabaev 5.5 (77’ Ogundana sv).

Con queste Pagelle Fiorentina Dinamo Kiev, i viola possono guardare con fiducia alla fase a eliminazione diretta, sperando di consolidare anche in campionato la ripresa mostrata in Europa.


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Bologna, Di Vaio sicuro: «Abbiamo una grande squadra, mentre su quel reparto…»


Bologna: Di Vaio su rosa e mercato — abbondanza in avanti, alle spalle serve rinforzare

Il Bologna sta vivendo un momento interessante sotto diversi punti di vista, tra prestazioni in campo e riflessioni sul mercato di gennaio. Il direttore sportivo Marco Di Vaio ha commentato la situazione della squadra ai microfoni di Sky Sport, sottolineando luci e ombre che emergono soprattutto guardando la rosa e le prossime possibilità di mercato.

Secondo Di Vaio, il reparto offensivo del Bologna è attualmente ricco di soluzioni e opzioni: «Davanti abbiamo per fortuna grande abbondanza», ha spiegato, mettendo in chiaro che la qualità e la profondità nell’attacco consentono a mister Italiano di scegliere con tranquillità. Questo è un elemento non da poco in vista della seconda parte di stagione, considerando anche gli impegni europei e la necessità di ruotare uomini senza perdere competitività.

La nota dolente per il Bologna riguarda invece la retroguardia: «Dietro siamo corti», ha ammesso Di Vaio. Al momento la rosa manca di alternative solide nei reparti difensivi, soprattutto nei ruoli di terzino e centrale, dove la gestione degli infortuni e i carichi di partite possono pesare. Per questo motivo il club emiliano sta iniziando a guardarsi intorno in vista del mercato di gennaio, con l’obiettivo di arrivare preparato qualora si presentasse l’opportunità giusta per rinforzare la difesa.

Di Vaio ha poi chiarito che l’attenzione del Bologna resta focalizzata sul presente e sulle partite in calendario, ma senza perdere di vista la sessione invernale. L’idea è quella di farsi trovare pronti al momento giusto, con mosse che possano dare subito un impatto positivo alla squadra, senza stravolgere però l’assetto costruito finora.

Inoltre, Di Vaio ha fatto capire che non è esclusa la possibilità di aggiornare la lista UEFA qualora dovessero arrivare giocatori pronti all’uso, come un attaccante esperto che possa integrare ulteriormente le scelte offensive.

In sintesi, il Bologna affronta la seconda parte della stagione con consapevolezza: una rosa forte in avanti e un reparto difensivo su cui lavorare. Il mercato di gennaio sarà un banco di prova importante per migliorare l’equilibrio complessivo e sostenere gli obiettivi stagionali della squadra rossoblù.


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Diretta goal Conference League: Fiorentina Dinamo Kiev 2-1

Diretta gol Conference League: giovedì vuol dire calcio, quindi segui con noi i LIVE di tutte le partite

Segui con Calcionews24 la diretta gol dei match di Conference League delle squadre italiane.

Fiorentina Dinamo Kiev

FINISCE QUI IL MATCH

88′ Fiorentina vicina al 3-1 con Kean.

77′ VANTAGGIO VIOLA con Gudmundsson! Grande botta per l’ex Genoa.

65′ La Fiorentina continua ad attaccare

56′ PAREGGIO DINAMO KIEV. Mykhailenko pareggia i conti per la squadra ospite.

INIZIO SECONDO TEMPO

FINE PRIMO TEMPO

36′ Kean sfiora il raddoppio per la viola

17′ GOAL FIORENTINA. Moise Kean sigla il goal del vantaggio viola.

E’ COMINCIATA LA PARTITA

Formazioni Ufficiali Celta Vigo Bologna, ecco le scelte in vista del match

Formazioni Ufficiali Celta Vigo Bologna, ecco le scelte in vista del match


Le Formazioni Ufficiali Celta Vigo Bologna accendono l’attesa per una sfida che può dire molto sul momento delle due squadre. Il Bologna di Vincenzo Italiano arriva all’appuntamento dopo settimane caratterizzate da risultati altalenanti, sia in Serie A sia nelle competizioni europee. La gara sul campo del Celta Vigo rappresenta quindi un banco di prova importante per ritrovare continuità e, soprattutto, per lanciare un segnale forte a livello internazionale. Fischio d’inizio alle ore 21:00, in un’atmosfera che si preannuncia caldissima.

Le Formazioni Ufficiali Celta Vigo Bologna mostrano immediatamente le intenzioni dei due allenatori. Il Celta Vigo di Claudio Giráldez sceglie il consueto 3-4-3, puntando su un impianto di gioco dinamico e aggressivo. Tra i pali parte Radu, protetto dal trio difensivo composto da Javi Rodriguez, Starfelt e Ristic. Sulle corsie Carreira e Mingueza hanno il compito di spingere, mentre in mezzo al campo Fran Beltrán e Ilaix Moriba garantiscono energia e costruzione. In avanti, il tridente formato da Bryan Zaragoza, Borja Iglesias e Swedberg promette imprevedibilità e qualità nell’uno contro uno.

Nel presentare le Formazioni Ufficiali Celta Vigo Bologna, spiccano anche le scelte di Italiano, che opta per il 4-2-3-1. Ravaglia è preferito tra i pali, mentre la linea difensiva vede Holm, Heggem, Lykogiannis e Miranda. In mediana Moro e Pobega offrono equilibrio, lasciando spazio sulla trequarti alla fantasia di Bernardeschi, Fabbian e Rowe, chiamati a rifinire per Castro, riferimento avanzato.

Le panchine, ricche di alternative, confermano la volontà di entrambe le squadre di giocarsi la partita con intensità. Per il Bologna sono pronti Orsolini, Ferguson, Odgaard e Lucumí; per il Celta, nomi importanti come Aspas e Jutglà.

Le Formazioni Ufficiali Celta Vigo Bologna delineano dunque una sfida aperta, tatticamente intrigante e potenzialmente decisiva per il percorso europeo dei rossoblù.

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Formazioni ufficiali Celtic Roma, le scelte di Gasperini per il match d’Europa League


Formazioni ufficiali Celtic Roma: Gasperini sorprende, Dybala in panchina e spazio ai giovani. Il punto

L’attenzione è tutta puntata sul match delle 21, quando andrà in scena Celtic-Roma, valido per la quinta giornata della fase a gironi di Europa League. Una sfida fondamentale per i giallorossi, reduci da due brutte cadute in campionato contro Napoli e Cagliari e chiamati a ritrovare immediatamente fiducia e punti in una competizione che, fin qui, ha offerto maggiori soddisfazioni. In questo contesto, le Formazioni ufficiali Celtic Roma assumono un’importanza particolare, rivelando le scelte definitive dei due allenatori.

Da una parte Wilfried Nancy, che vuole sfruttare il fattore casa per frenare una Roma alla ricerca di riscatto; dall’altra Gian Piero Gasperini, che opta per scelte coraggiose e per qualche sorpresa nell’undici titolare. La più evidente riguarda Paulo Dybala: l’argentino, ancora non al meglio, parte dalla panchina. Al centro dell’attacco spazio invece a Evan Ferguson, chiamato a guidare la manovra offensiva con fisicità e profondità.

Sorprese anche a centrocampo: tra i titolari figura Nicolò Pisilli, giovane talento cresciuto nel vivaio romanista, che Gasperini ha deciso di premiare con una maglia dal primo minuto. Accanto a lui El Aynaoui, Celik e Rensch a completare il reparto in un 3-4-2-1 molto dinamico.

Di seguito le Formazioni ufficiali Celtic Roma, decisive per l’equilibrio della gara:

Celtic (3-4-3): Schmeichel; Trusty, Scales, Tierney; Yang, McGregor, Engels, Tounekti; Hatate, Maeda, Nygren.
All.: Nancy

Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, El Aynaoui, Pisilli, Rensch; Soulé, El Shaarawy; Ferguson.
All.: Gasperini

Con queste Formazioni ufficiali Celtic Roma, la partita si preannuncia intensa e ricca di temi tattici, tra la voglia di riscatto della Roma e l’ambizione del Celtic di giocarsi le ultime carte in Europa. I giallorossi, nonostante le assenze e le scelte forti, vanno a caccia di una vittoria fondamentale per tornare a respirare.

Curva Sud Milano, scoppia la polemica sul caro biglietti. Il comunicato non lascia alcun dubbio


Curva Sud Milano, il comunicato sul caro biglietti: il Milan chiede un tetto per i settori ospiti

Il tema del caro biglietti nei settori ospiti è tornato prepotentemente al centro del dibattito, e ancora una volta la Curva Sud Milano ha sollevato la questione con forza. A riaccendere la polemica è stata la recente trasferta del Milan a Torino, dove ai tifosi rossoneri è stato imposto un biglietto da 45 euro, quasi il doppio rispetto ai 25 euro previsti dal Torino per le gare interne contro squadre meno prestigiose. Una disparità che ha indignato migliaia di sostenitori, stanchi di subire rincari spropositati ogni settimana.

Questa volta, però, il Milan ha scelto di intervenire in modo diretto. A metà novembre, la dirigenza rossonera ha infatti inviato una lettera formale al presidente della Lega Serie A, Enzo Simonelli, chiedendo l’introduzione di un tetto massimo per il prezzo dei biglietti dei settori ospiti. Una richiesta chiara, concreta e che finalmente ha trovato spazio all’interno dell’agenda della Lega, dove è stata ufficialmente inserita come punto di discussione.

L’assemblea decisiva è in programma oggi, 12 dicembre: un appuntamento che potrebbe segnare un punto di svolta importante non solo per il Milan, ma per tutti i tifosi italiani. Le società saranno chiamate a votare apertamente, mostrando chi intende realmente difendere i propri sostenitori e chi, al contrario, preferisce dare priorità alle logiche di profitto.

Nel loro comunicato, la Curva Sud Milano ha ricordato come i principali campionati europei abbiano già adottato norme chiare e trasparenti per proteggere i tifosi: in Francia esiste un limite di 10€, in Inghilterra il tetto è fissato a £30, in Spagna a 20€, mentre in Germania non si superano i 35€, indipendentemente dal tipo di partita.

L’esito della votazione di oggi dirà se anche il calcio italiano è pronto a seguire l’esempio europeo. Il Milan, dal canto suo, ha già fatto il primo passo, schierandosi apertamente dalla parte del proprio popolo rossonero.

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Torino, Cairo presenta Petrachi: «Vi svelo perché ho scelto lui! Ora pensiamo alle cose migliorabili»

Il patron del Torino Urbano Cairo è intervenuto in occasione della presentazione del nuovo direttore sportivo Davide Vagnati, le sue parole

Una nuova epoca sta per incominciare: quella targata “Petrachi bis“. Come un fulmine a ciel sereno che ha squarciato il cielo sopra il Filadelfia poco dopo le 13 di ieri pomeriggio il Torino ha comunicato l’esonero del direttore tecnico Davide Vagnati. Con, conseguenziale, arrivo di Gianluca Petrachi al suo posto. Si tratta di un ritorno per il manager leccese, che già aveva operato all’ombra della Mole Antonellina dal 2009 sino al 2019. Quest’oggi tra le mura dello Stadio Olimpico Grande Torino il patron Urbano Cairo ha avuto modo di presentare il suo vecchio (nuovo) braccio destro. Ecco un estratto del suo intervento

Prende la parola il Presidente Cairo:
«Ci tengo a dire due parole su Davide Vagnati. Abbiamo fatto un percorso lungo, all’inizio anche accidentato perché c’era il COVID quando lui è arrivato, era un momento difficile. Siamo ripartiti col campionato… Poi la stagione successiva ce la siamo cavata prima di ripartire con Juric, con campionati di buon livello, due decimi posti e un nono, poi dopo è arrivato Vanoli. Un periodo lungo e importante, ho deciso di fare questo cambiamento. Ci tenevo a ringraziare Vagnati per il suo impegno – senza lesinare… Senza lesinare la determinazione ea voglia di fare. Io per questo lo ringrazio e gli auguro veramente il meglio, è una persona perbene. Sono dispiaciuto sia terminato il rapporto con lui»

Presidente Cairo, ci racconta la scelta di Petrachi?
«Con Petrachi ci conosciamo da tempo (sorride, ndr). Abbiamo iniziato quando eravamo in Serie B: abbiamo fatto subito un mercato abbastanza creativo che non ha impedito di portare al Toro un giocatore che poi ha fatto benissimo come Danilo D’Ambrosio, acquistato dalla Juve Stabia per una cifra piccola, poi ci ha lasciati per l’Inter ma fu una bella operazione. Poi sono arrivati Garofalo, Pestrin, Barusso, Statella, tanti giocatori, alcuni hanno fatto bene, altri un po’ meno. In quel girone richiamammo Colantuono e facemmo 43 punti recuperando direi molto bene, arrivando quinti. Perdemmo purtroppo col Brescia con un gol regolare di Arma, col Var non lo avrebbero annullato (sorride ancora, ndr).

Poi arrivò Ventura e facemmo un buonissimo campionato. E poi la Serie A, la cavalcata in Europa League fino a Bilbao. Nel 2019 ci siamo lasciati con Gianluca, non ci siamo parlati per un periodo, i rapporti non c’erano. Poi grazie ad un comune amico, che sapeva quanto ci tenessi, fece un lavoro di mediazione. Così ci vedemmo a Milano e ritornammo mano mano in un rapporto di amicizia crescente. Ho fatto questa premessa, a voi tutte le domande»

Cosa serve ora per fare uno step in più?
«Pensare alle cose migliorabili, lo faccio costantemente. È chiaro che quando uno ha un’attività calcistica o imprenditoriale, ovviamente quando le cose non vanno come tu vorresti ovviamente pensi a cosa sia migliorabile. È una cosa che va fatta giorno per giorno. È anche importante valutare bene quello fai, pensare alle cose positive. Certamente qualcosa è mancato, non abbiamo raggiunto l’Europa negli ultimi anni. Abbiamo fatto campionati di buon livello, abbiamo sviluppato le strutture del Filadelfia: rendendolo veramente un luogo molto accogliente per i giocatori.

Lì possono passare una giornata intera. È un fatto importante. Abbiamo costruito il Ronaldo, che è già utilizzabile e a breve sarà pronto. Il settore giovanile ha avuto degli ottimi risultati, con tanti giovani che hanno esordito in Serie A. Stiamo mantenendo la categoria ‘Serie A’ da tanti anni di fila… Poi ovvio, non è l’obiettivo che uno ha. Però penso che alcune cosa vadano considerate in maniera positiva. Credo che dobbiamo pensare in modo migliorativo, ma anche valutare quello che uno ha»

Cambierà qualcosa a livello di settore giovanile?
«Noi abbiamo un direttore – Ruggero Ludergnani – che è bravissimo! Ha fatto un lavoro. Ma non solo sulla primavera, già a partire dall’Under 14! Ha fatto un lavoro straordinario. La primavera è partita male? Bene, dobbiamo lavorarci e rinforzare. Ma il lavoro che ha fatto coi suoi collaboratori è straordinario. Pensiamo a Gineitis, Njie, Cacciamani: che abbiamo dato in prestito alla Juve Stabia. Poi Perciun: anche lui che ora è infortunato, dovrà andare a giocare. Ma anche Gabellini, Longo, Cereser, Siviero, Santer. E altri che stanno crescendo e ci daranno delle soddisfazioni. Ludergnani è bravissimo, poi è fondamentale che ci sia collaborazione con la prima squadra. Abbiamo parlato con Gianluca e Ludergnani, ci deve essere una grande collaborazione, ma Ludergnani oggi è il top».

Vagnati Torino, esonerato il dt: al suo posto torna Petrachi! Ecco motivo e comunicato – FOTO

Modric entusiasta: «Al Milan mi sento bene. Ora voglio provare a raggiungere quel grande obiettivo!»


Modric incanta ai Gazzetta Sports Awards: il campione del Milan celebra i rossoneri e loda Allegri

Luka Modric, simbolo della classe e dell’eleganza calcistica mondiale, continua a lasciare il segno anche nella sua esperienza al Milan. Il centrocampista croato è stato tra i grandi protagonisti dell’11ª edizione dei Gazzetta Sports Awards, dove ha ricevuto un prestigioso riconoscimento per il suo contributo alla squadra rossonera e per l’impatto immediato avuto in Serie A.

Dal palco dell’evento, Modric ha raccontato le sue sensazioni in un momento in cui sembra vivere una seconda giovinezza: «Mi sento bene, mi piace quello che faccio. Sto bene fisicamente e mentalmente, e mi sto divertendo. Spero di continuare su questa strada». Parole che confermano lo straordinario livello di forma raggiunto dal croato, capace di diventare una delle colonne del Milan nonostante la sua lunga carriera alle spalle.

Modric ha poi ribadito il legame speciale con il club rossonero: «Sto facendo un buon lavoro con il Milan, uno dei miei club preferiti. Da bambino sognavo di giocare per questa grande squadra». Un sogno diventato realtà e che oggi rappresenta uno dei motori delle sue prestazioni in campo.

Non poteva mancare una riflessione sul suo impatto nella Serie A. Il centrocampista ha elogiato la competitività del campionato italiano: «Il calcio italiano è diverso da quello spagnolo, ma è un torneo davvero competitivo. All’estero non ci si rende conto di quanto sia difficile». Una dichiarazione che conferma il rispetto che Modric ha sempre avuto per il calcio italiano, ora vissuto in prima persona.

Il numero 10 rossonero ha speso parole importanti anche per Massimiliano Allegri: «Allegri è un grande allenatore, è un vincente. Mi ha sorpreso la sua personalità. Mi piace lavorare con lui perché sa gestire i grandi campioni». Un attestato di stima che certifica il feeling tra i due.

In chiusura, Modric ha rivolto un pensiero all’Italia e alla sua corsa verso il Mondiale: «Sarebbe una tragedia mancare il terzo Mondiale consecutivo. Mi auguro che l’Italia si qualifichi, perché ai Mondiali devono esserci le squadre migliori».

Ancora una volta, Modric dimostra di essere non solo un leader del Milan, ma anche una voce autorevole del calcio internazionale.

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Viti sulla Fiorentina: «Commisso ci ha trasmesso questa cosa! Ora i nostri obiettivi sono…»


Fiorentina, Viti: “Obiettivi personali da parte, usciamone come gruppo. Commisso sempre con noi”

In casa Fiorentina continua a crescere la tensione dopo un inizio di stagione al di sotto delle aspettative, con la classifica che riflette le difficoltà vissute dalla squadra. Alla vigilia del match di Conference League contro la Dinamo Kiev, il difensore Mattia Viti – intervenuto ai microfoni di Sky Sport – ha lanciato un messaggio chiaro: per superare la crisi, la Fiorentina deve mettere da parte gli obiettivi personali e ritrovare compattezza come gruppo.

Secondo Viti, il dialogo interno allo spogliatoio è fondamentale per ritrovare quella unità che la squadra sembra aver perso nelle ultime settimane. Il difensore ha sottolineato come solo l’unione e il supporto reciproco possano aiutare la Fiorentina a invertire la rotta in campionato e tornare competitiva su tutti i fronti.

Un altro elemento che emerge chiaramente è l’importanza del sostegno del presidente Rocco Commisso. Nonostante sia lontano da Firenze per motivi personali, Commisso rimane vicino alla squadra e continua a esprimere fiducia nel progetto tecnico. Il numero uno viola ha recentemente ribadito la sua totale fiducia in mister Vanoli e nel suo staff, invitando tutti – giocatori, dirigenti e tifosi – a rimanere uniti per affrontare la crisi di risultati.

Commisso ha anche smentito con forza ogni ipotesi di cessione del club, definendo tali voci “destabilizzanti” per l’ambiente e ribadendo il suo impegno a non mollare nemmeno nei momenti più difficili.

La Fiorentina vive quindi una fase complessa, dove il carattere e la coesione del gruppo saranno determinanti per il prosieguo della stagione. Le parole di Viti riflettono la volontà interna di voltare pagina e di affrontare con spirito di squadra ogni sfida, confermando che l’obiettivo principale rimane quello di uscire insieme dal momento negativo.

Vanoli sicuro: «Fiorentina, ecco cosa ti serve per puntare alla vittoria anche in Europa. Sul momento…»


Vanoli e la Fiorentina puntano alla vittoria per ritrovare autostima. L’allenatore viola chiede una reazione

La Fiorentina affronta un momento delicato della stagione, e Vanoli lo sa bene: proprio per questo alla vigilia della sfida di Conference League contro la Dinamo Kiev il tecnico ha ribadito l’importanza di una vittoria che possa dare fiducia e invertire la rotta di un periodo poco positivo per i viola. La squadra è reduce da risultati altalenanti e ha bisogno di risposte, sia in campo internazionale sia – soprattutto – per la lotta in Serie A, dove la classifica non sorride.

Vanoli ha parlato chiaro ai microfoni di Sky Sport: secondo il tecnico, vincere è fondamentale per ritrovare autostima e dare slancio in vista delle prossime difficili giornate di campionato. Il tecnico ha anche commentato il ruolo di Edin Dzeko come capitano, spiegando che lo ritiene un simbolo carismatico per lo spogliatoio e che – proprio per il suo atteggiamento – merita la leadership della squadra.

Le parole di Vanoli assumono un significato ancora più forte alla luce delle difficoltà recenti della Fiorentina: tra risultati deludenti in Serie A e prestazioni che non sempre hanno soddisfatto tifosi e addetti ai lavori, il clima interno richiede una scossa. L’allenatore ha sottolineato più volte l’importanza di ritrovare equilibrio mentale e aggressività in campo per uscire dal momento di crisi.

Inoltre, Vanoli ha parlato di atteggiamento e valori: per superare la fase complessa serve ritrovare compattezza, unità e spirito di sacrificio da parte di tutti i giocatori. Una sfida non solo tattica, ma anche di carattere per la Fiorentina.

Con Vanoli al timone, la Fiorentina cerca quindi un nuovo slancio, consapevole che la vittoria può rappresentare il primo passo per svoltare una stagione fin qui incerta e complicata.

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Calciomercato Milan, Loftus Cheek arriva al capolinea? La situazione non lascia alcun dubbio i casa rossonera

Calciomercato Milan, le voci sul futuro di Ruben diventano sempre più insistenti


Calciomercato Milan – Le voci sul futuro di Ruben Loftus-Cheek diventano sempre più insistenti, alimentate dal desiderio del centrocampista inglese di trovare maggiore continuità in campo e mantenere vive le sue ambizioni con la Nazionale. Il Mondiale della prossima estate rappresenta infatti un obiettivo prioritario per l’ex Chelsea, che vuole convincere il CT Thomas Tuchel a inserirlo nella lista dei convocati, lista che potrebbe essere allargata fino a 30 elementi. Per farlo, però, servono minuti, ritmo e centralità nel progetto tecnico: condizioni che, al Milan di oggi, non sembrano più garantite.

All’interno del Calciomercato Milan, la sua situazione è monitorata con attenzione. Con Massimiliano Allegri, Loftus-Cheek ha finora raccolto 15 presenze ufficiali per un totale di 715 minuti, con un solo gol—segnato alla seconda giornata contro il Lecce. Numeri che evidenziano una presenza ai margini, soprattutto considerando i continui adattamenti tattici a cui è stato sottoposto: prima punta di emergenza, mezzala di equilibrio, esterno a tutta fascia. Ruoli diversi, ma un filo conduttore comune: alla rosa al completo, Loftus-Cheek non rientra tra gli inamovibili.

Il centrocampo base del Milan, infatti, ruota attorno al trio Fofana–Modric–Rabiot, con Saelemaekers e Bartesaghi a occupare stabilmente le corsie laterali. In questo contesto, l’inglese diventa un’alternativa di lusso, ma comunque un’alternativa. Una condizione che mal si concilia con il sogno Mondiale e che alimenta le valutazioni in ottica Calciomercato Milan.

Non sorprende quindi che i rimpianti si concentrino sul periodo vissuto con Stefano Pioli, quando Loftus-Cheek aveva trovato continuità e fiducia. I numeri parlano chiaro: nella stagione 2023-24, sotto la guida dell’allenatore emiliano, ha totalizzato 40 presenze, 10 gol e 2860 minuti. Un rendimento completamente diverso rispetto all’attuale gestione, che lo vede fermo a 28 gettoni, zero reti e 1384 minuti complessivi. Una flessione dovuta anche a qualche problema fisico, ma non solo.

Oggi, mentre il Calciomercato Milan entra nel vivo, cresce la possibilità che Loftus-Cheek valuti seriamente una partenza già a gennaio. Per tornare protagonista, per riconquistare la Nazionale e per non sprecare un’altra stagione. Una scelta difficile, ma forse inevitabile.

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Juve Pafos, che giocata spettacolare di Yildiz! Si infiamma l’Allianz Stadium dopo quel gesto. Ecco cosa ha fatto

Juve Pafos, giocata da urlo del bianconero Yildiz! Si infiamma lo Stadium dopo quel gesto tecnico Ecco cosa ha fatto il turco

All’Allianz Stadium, in una serata di Champions League carica di tensione, la paura di sbagliare ha lasciato spazio alla bellezza del calcio grazie a una giocata straordinaria di Kenan Yildiz. Al di là dei gol di McKennie e David che hanno deciso il risultato, il talento turco ha regalato ai tifosi un momento di pura meraviglia nel secondo tempo, quando il match era ancora in equilibrio e il Pafos provava ad alzare il baricentro.

La giocata che ha incantato lo stadio

Ricevuta palla spalle alla porta, pressato da un avversario aggressivo, Yildiz ha scelto una soluzione che pochi avrebbero osato. Con un tocco leggero ha mandato a vuoto l’intervento del difensore, girandosi in uno spazio ridottissimo con rapidità impressionante. Una vera e propria “veronica moderna”, un gesto tecnico che ha disorientato l’avversario e acceso l’Allianz. Da lì, il numero 10 si è lanciato verso la porta con una progressione devastante, spaccando in due il centrocampo avversario e creando la superiorità numerica che era mancata fino a quel momento.

Yildiz, da promessa a certezza

Quella giocata non è stata solo spettacolo, ma ha avuto un effetto elettrizzante: ha acceso il pubblico, ha dato coraggio ai compagni e ha dimostrato che la difesa del Pafos poteva essere superata anche con la qualità nell’uno contro uno. Yildiz si conferma così non soltanto un prospetto di talento, ma una certezza scintillante: ogni volta che il pallone passa dai suoi piedi, qualcosa di speciale sembra destinato ad accadere.

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Formazioni ufficiali Fiorentina Dinamo Kiev, e scelte di Vanoli per la partita di Conference League

Formazioni ufficiali Fiorentina Dinamo Kiev, le scelte da parte di Vanoli per l’importante sfida in chiave qualificazione

Questa sera la Fiorentina ospita la Dinamo Kiev allo stadio Artemio Franchi per la quinta giornata della Conference League. Una partita fondamentale per i viola, che vogliono riscattarsi contro un avversario esperto e ricco di ex Serie A.

FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Comuzzo, Viti; Dodô, Richardson, Nicolussi Caviglia, Ndour, Fortini; Dzeko, Kean. Allenatore: Paolo Vanoli.

DINAMO KIEV (4-3-3): Neshcheret; Tymchyk, Zakharchenko, Thiare, Dubinchak; Pikhalonok, Mykhailenko, Shaparenko; Voloshyn, Guerrero, Kabaiev. Allenatore: Igor Kostiuk.

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