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Gattuso Italia, cosa sta portando il nuovo ct nella manovra offensiva. Ecco come segna la sua Nazionale: la curiosa statistica sui gol

Gattuso Italia, la nuova impronta offensiva: come cambia la manovra e la sorprendente statistica sui gol degli Azzurri

L’Italia di Rino Gattuso, pur in un contesto di transizione e ricerca di identità, ha trovato nel gol la sua principale fonte di fiducia, registrando un impressionante bottino di 16 reti in sole 4 partite. Analizzando le modalità con cui questi gol sono stati realizzati, emerge un dato significativo: più della metà delle marcature provengono da conclusioni dalla distanza o da colpi di testa. Questa tendenza non solo evidenzia specifiche caratteristiche della squadra, ma suggerisce anche le strategie offensive privilegiate dal CT.

  1. Cinque gol da fuori area
    Cinque dei sedici gol totali sono stati realizzati con tiri da fuori area, una percentuale notevole che indica la propensione dei giocatori a tentare la conclusione anche da posizioni meno ravvicinate. Questa modalità di gol rivela diverse sfaccettature dell’approccio tattico e delle qualità individuali:
    Piede educato e precisione: La doppietta di Retegui contro l’Estonia (5-0), frutto di un triangolo con Raspadori e un piatto rasoterra preciso, e poi la perla contro Israele (3-0), con un gran tiro a giro che va sul palo più lontano imparabile, davvero bello anche per come l’attaccante va a rubare palla, dimostrano una notevole capacità di finalizzazione dalla distanza. Anche il gol di Tonali contro Israele (4-5), un diagonale da fuori che passa tra molte gambe, pur essendo meno spettacolare, sottolinea la volontà di cercare la porta anche in situazioni affollate.
    Potenza e opportunismo: I due gol di Kean contro Israele (4-5) evidenziano un diverso tipo di approccio. Il primo, un tiro chiuso non angolato ma efficace, e il secondo, una grande botta su palla rimbalzante, mostrano la capacità di colpire con violenza e reattività sfruttando lo spazio e le traiettorie offerte.
    Fiducia: La frequenza di questi gol da fuori area suggerisce che Gattuso incoraggi i suoi a non avere timore di provare il tiro dalla media distanza. Questo può servire a sbloccare partite bloccate, a sorprendere le difese avversarie meno aggressive o semplicemente a sfruttare la qualità balistica di diversi elementi. La combinazione di passaggi rapidi e poi la conclusione da fuori (come nel caso del gol di Retegui contro l’Estonia) indica anche una ricerca di soluzioni variegate, che non dipendono unicamente dalla penetrazione in area.
  2. La dominanza aerea
    Parallelamente ai gol dalla distanza, ben quattro reti sono arrivate di testa, un dato che evidenzia sia la fisicità della squadra che l’efficacia sulle palle alte su azione.
    Lavoro di squadra e inserimenti: Il primo gol di Kean contro l’Estonia (5-0), con un cross di Dimarco e il tocco di tacco di Retegui, che favorisce il colpo di testa da pochi passi dell’attaccante, è un esempio di azione corale ben orchestrata. Allo stesso modo, il gol di Raspadori nella stessa partita, un tuffo di testa su cross di Politano, mostra la capacità degli attaccanti di leggere l’azione e di inserirsi negli spazi.
    Qualità nel cross e tempismo: Il secondo gol di Retegui contro l’Estonia (5-0) nasce da un grande stop di Cambiaso e un cross in area sul primo palo che trova l’attaccante pronto a colpire all’angolino. Questo denota la qualità dei crossatori e l’ottimo tempismo degli attaccanti nel trovare la posizione.
    Efficacia dei difensori: Il gol di Mancini contro Israele (3-0), con un prolungare in rete un bel cross da di Dimarco dopo una respinta da corner, evidenzia l’abilità di sfruttare le doti dei difensori in area di rigore. La capacità del centrale romanista di saltare bene sull’uomo è cruciale in queste circostanze.
    Fisicità e determinazione: La presenza di attaccanti come Retegui e Kean, che sanno far valere la loro fisicità, unita a esterni e centrocampisti capaci di crossare con precisione, rende l’Italia pericolosa nel gioco aereo. Questo rappresenta una risorsa preziosa, specialmente contro difese schierate o in situazioni di parità numerica in area.

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Tottenham, è ufficiale il ritorno di Fabio Paratici: ecco quale sarà il ruolo dell’ex Juve

Tottenham, è ufficiale il ritorno di Fabio Paratici: ecco quale sarà il ruolo dell’ex Juventus. Sarà affiancato da Johan Lange. I dettagli

Il Tottenham ha annunciato il ritorno dell’ex Juve di Fabio Paratici nel ruolo di Direttore Sportivo. Lavorerà per guidare la nuova strategia sportiva del club. I dettagli nel comunicato degli inglesi:

COMUNICATO – “Siamo lieti di annunciare il ritorno di Fabio Paratici al Club come Direttore Sportivo. Fabio affiancherà Johan Lange, promosso a sua volta Direttore Sportivo.

Si tratta di una parte di una nuova struttura per la nostra attività di calcio maschile, progettata per rafforzare la leadership, la collaborazione e il processo decisionale a lungo termine in tutti gli ambiti del calcio maschile e maschile.

Insieme, guideranno la nostra strategia calcistica maschile e daranno vita a un nuovo ambizioso capitolo per il Club. Questa evoluzione rientra nel continuo investimento del Club in strutture calcistiche maschili e femminili di livello mondiale, progettate per garantire un successo duraturo sul campo.

L’esperienza combinata di Johan e Fabio garantirà che ogni decisione, dai percorsi dei giocatori allo sviluppo delle prestazioni, fino allo scouting e al reclutamento, sia allineata e supporti un obiettivo generale: costruire una squadra maschile vincente, di livello mondiale e duratura.

Questa partnership riflette un approccio progressista alle operazioni del calcio moderno, unendo due leader affermati con esperienze complementari e un impegno verso la collaborazione e l’innovazione.

Fabio, che torna al Club dopo un periodo di due anni tra il 2021 e il 2023, dopo oltre un decennio alla Juventus e un periodo formativo all’UC Sampdoria, ha dichiarato: “Sono felice di tornare in un Club che amo.

“Ho lavorato con Johan, Vinai e Thomas come consulente per diversi mesi e ora non vedo l’ora di tornare a Londra e unirmi al team a tempo pieno. Sono convinto che lavorando in partnership con Johan potremo costruire un futuro speciale per il Club e i nostri tifosi.”

Johan, che si è unito al Club nel novembre 2023 dopo aver ricoperto ruoli chiave all’Aston Villa e all’FC Copenhagen, ha aggiunto: “Credo fermamente che stiamo costruendo qualcosa di speciale qui al Tottenham Hotspur e non vedo l’ora di lavorare con Fabio come parte della nostra nuova struttura calcistica maschile.

“Abbiamo un gruppo di giocatori e di staff di talento qui al Club e possiamo guardare avanti con fiducia e positività.”

L’Amministratore Delegato del Tottenham Hotspur, Vinai Venkatesham, ha dichiarato: “Si tratta di un’importante evoluzione nel nostro modo di operare. Il compito di un Direttore Sportivo oggi è vasto e, unendo due leader eccezionali come Johan e Fabio, stiamo gettando le basi per un successo duraturo.

“Sono entrambi menti calcistiche eccezionali, con competenze complementari e un solido curriculum. Questa struttura riflette la nostra ambizione e la nostra determinazione a competere ai massimi livelli per soddisfare i nostri tifosi.

“Insieme, Fabio e Johan guideranno la squadra con uno scopo preciso: costruire non solo una squadra maschile competitiva, ma anche un ecosistema calcistico connesso in cui ogni dettaglio contribuisca alla nostra ambizione comune: rendere il nostro club un punto di riferimento per l’eccellenza nel calcio mondiale”.

Per completare la struttura, il Club inizierà a breve anche la ricerca di un Direttore delle Operazioni Calcistiche, che supporterà Johan e Fabio e gestirà una serie di funzioni e dipartimenti chiave all’interno del Centro di Allenamento”.

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Scamacca Atalanta, l’attaccante ha un obiettivo: ecco di cosa si tratta

Scamacca Atalanta: ci sono aggiornamenti sulle condizioni dell’attaccante romano. Quando ritornerà a completa disposizione di Juric.

La settimana si apre con una ventata di ottimismo in casa Atalanta: Gianluca Scamacca è finalmente tornato ad allenarsi con il gruppo dopo oltre quaranta giorni di stop. Un ritorno tanto atteso quanto significativo per la squadra di Ivan Juric, che potrà presto riabbracciare uno dei suoi uomini più importanti in chiave offensiva. L’attaccante romano, fermatosi a fine agosto per un problema al ginocchio, ha svolto l’intera seduta con i compagni a Zingonia, mostrando buone sensazioni e una ritrovata brillantezza nei movimenti.

Il recupero di Scamacca Atalanta rappresenta una notizia fondamentale per tutto l’ambiente nerazzurro, reduce da settimane di emergenza nel reparto avanzato. Dopo il lungo percorso di terapie e lavoro personalizzato, l’ex giocatore del West Ham sembra pronto a rientrare gradualmente in gruppo. Lo staff tecnico, tuttavia, mantiene un atteggiamento prudente: Juric e i medici della Dea non intendono forzare i tempi, consapevoli dell’importanza di un recupero completo per evitare ricadute.

L’obiettivo immediato si chiama Lazio, avversaria domenica pomeriggio alla New Balance Arena. È improbabile che Scamacca parta titolare, ma la convocazione appare ormai molto vicina. Juric valuterà giorno per giorno le sue condizioni, con l’intenzione di farlo tornare a disposizione per almeno uno spezzone di partita. La presenza del centravanti, anche solo in panchina, sarebbe un segnale importante per il gruppo e per i tifosi, che attendono il suo ritorno come una sorta di rinforzo “di lusso” nel momento più caldo della stagione.

Il vero obiettivo, però, è fissato per mercoledì prossimo, quando a Bergamo arriverà lo Slavia Praga per la seconda gara di Champions League. Dopo il convincente successo contro il Bruges, l’Atalanta ha la grande occasione di portarsi a quota sei punti e mettere un piede negli ottavi. In questa prospettiva, ritrovare Scamacca Atalanta, anche solo per una parte di gara, significherebbe poter contare su un’arma in più: la sua fisicità, la capacità di proteggere palla e la freddezza sotto porta sono qualità che possono fare la differenza nelle sfide europee.

A Zingonia, dunque, si respira fiducia. Juric continua a gestire il rientro con cautela, ma la luce in fondo al tunnel è ormai visibile. Scamacca Atalanta è pronto a riprendere il suo posto al centro dell’attacco e a guidare la Dea verso nuovi traguardi, in Italia e in Europa. LEGGI ANCHE >>> Calciomercato Milan, obiettivo prendere Scamacca a gennaio? Le ultime novità

Como, Fabregas proverà a recuperare quel giocatore: le sue condizioni

Il Como ha bisogno di cambiare passo in campionato e spera di recuperare al più presto anche Sergi Roberto. Ecco come sta

Sergi Roberto, centrocampista spagnolo del Como, continua a lottare contro un problema muscolare che ne sta condizionando il rendimento e la presenza in campo. L’ex Barcellona ha subito una lesione al retto femorale della coscia sinistra durante la partita contro la Cremonese, un infortunio che lo ha costretto a rimanere fuori dai giochi per un periodo prolungato. A causa di questo problema, Sergi Roberto ha saltato la gara contro l’Atalanta e molto probabilmente non sarà disponibile nemmeno per la sfida contro la Juventus. I tempi di recupero rimangono ancora incerti, lasciando aperto il dubbio sulla sua presenza nella partita successiva contro il Parma, in programma sabato 25 ottobre al Tardini.

Il Como dovrà quindi fare a meno di uno dei suoi elementi più esperti e importanti in questa delicata fase di campionato. Tuttavia, nonostante non sia ancora al 100% della sua condizione fisica, Sergi Roberto sta facendo di tutto per tornare a disposizione il prima possibile, anche per via del suo ruolo chiave nello spogliatoio. La sua esperienza e leadership sono fondamentali per un gruppo relativamente giovane e in cerca di equilibrio sotto la guida tecnica dell’allenatore Fabregas, che finora ha dovuto adattarsi alle assenze forzate di giocatori chiave.

In assenza di Sergi Roberto, Fabregas ha optato per una mediana formata da Maximo Perrone e Lucas Da Cunha, con il fantasista Nico Paz schierato qualche metro più avanti. Proprio Perrone ha dimostrato il suo valore segnando nell’ultimo incontro contro l’Atalanta, portando una ventata di freschezza e energia al centrocampo del Como. Il tecnico spagnolo dovrà valutare attentamente le condizioni di Sergi Roberto nei prossimi giorni per decidere se schierarlo o meno nella difficile trasferta contro la Juventus.

Da segnalare inoltre che Jesus Rodriguez, altro elemento importante della squadra, non potrà essere della partita contro il Parma a causa di una squalifica. Questa ulteriore assenza complica ancora di più la situazione per il Como, che cerca di mantenere alta la competitività in un campionato molto impegnativo.

Il rientro di Sergi Roberto, comunque, non è da escludere, e i tifosi del Como sperano di rivederlo al più presto in campo, soprattutto in vista delle prossime sfide che potranno decidere il cammino della squadra in Serie A. LEGGI ANCHE >>> Milan Como, Calcagno (AIC): «Il problema non è la partita in sé, dato anche che resterà un evento eccezionale. Piuttosto la domanda è questa»

Italia ai Mondiali senza playoff? Spunta il clamoroso scenario: i dettagli

Italia, vittoria e speranza: 3-0 a Israele e sogno Mondiale ancora vivo. Naturalmente si tratta di una speranza davvero minima

L’Italia rialza la testa e ritrova fiducia nel suo cammino verso i Mondiali 2026. A Udine, gli Azzurri hanno superato con un netto 3-0 Israele, ottenendo così la certezza matematica di accedere almeno ai playoff di marzo, dove partiranno da testa di serie. Il risultato era fondamentale per consolidare la posizione nel gruppo e garantire alla Nazionale un margine di sicurezza in vista delle ultime due gare di qualificazione.

Con la vittoria, l’Italia si è assicurata un posto negli spareggi, ma nel gruppo serpeggia ancora una piccola speranza: la qualificazione diretta alla Coppa del Mondo. Un obiettivo complicato, ma non ancora impossibile, che tiene viva la motivazione del gruppo di Gattuso e dei suoi giocatori. Perché questo scenario si concretizzi, gli Azzurri dovranno vincere le ultime due partite del girone – contro Moldavia e Norvegia – e sperare in un passo falso degli scandinavi nell’incontro con l’Estonia.

La situazione del Girone I vede la Norvegia in testa con 18 punti in 6 gare e una differenza reti impressionante (+26). L’Italia, seconda a quota 15 con una differenza reti di +10, ha ancora una partita in più da disputare. Seguono Israele (9 punti), Estonia (4) e Moldavia (1). Per ribaltare il pronostico, la Nazionale dovrebbe vincere in goleada sia a Chisinau sia al Meazza, contro una Norvegia finora impeccabile, e sperare che Haaland e compagni inciampino contro l’Estonia.

Il calendario parla chiaro: 13 novembre Moldavia–Italia, poi il 16 novembre la sfida decisiva Italia–Norvegia a San Siro. In caso di due vittorie azzurre e contemporaneo pareggio o sconfitta dei norvegesi, l’Italia chiuderebbe prima nel girone con 21 punti, centrando così la qualificazione diretta ai Mondiali 2026. C’è anche un’altra, più remota possibilità: vincere entrambe le gare con ampio scarto, raggiungere la Norvegia a pari punti e superarla per differenza reti, primo criterio ufficiale di classifica. Un qualcosa di davvero molto complicata da sperare visto che la Norvegia fino ad oggi non ha sbagliato nulla.

Nonostante la difficoltà della missione, l’Italia ha ritrovato entusiasmo e solidità, mostrando segnali incoraggianti contro Israele. La difesa è tornata impermeabile, l’attacco ha trovato ritmo e concretezza, e la squadra di Gattuso sembra crederci davvero. I playoff restano l’ipotesi più realistica, ma nel calcio, si sa, nulla è impossibile. E l’Italia ha ancora il diritto di sognare. LEGGI ANCHE >>> Italia ai playoff Mondiali: le possibili avversarie degli Azzurri. Spettro Svezia

Calciomercato Lazio, assalto dalla Premier per quel giocatore: addio a gennaio?

Calciomercato Lazio: dalla Premier insistono sul nome di Gila e presto sono attese delle novità importanti in questo senso

Il calciomercato Lazio si anima attorno al nome di Mario Gila, uno dei difensori più discussi in vista della sessione invernale. Arrivato a Roma dal Real Madrid nel 2022, Gila ha dimostrato di essere un elemento affidabile e apprezzato da Maurizio Sarri, che vede in lui un giocatore capace di garantire solidità e concentrazione in difesa. Tuttavia, nonostante il buon rendimento, il futuro del difensore spagnolo alla Lazio non è ancora definito e potrebbe riservare sorprese già nei prossimi mesi.

La questione, infatti, non riguarda motivazioni tecniche, ma piuttosto strategiche ed economiche. Il contratto di Mario Gila è valido fino al 2027, ma le trattative per un eventuale rinnovo si sono complicate, lasciando la società biancoceleste davanti a una scelta importante. Con l’esigenza di rafforzare altri reparti della squadra, la Lazio potrebbe considerare la cessione del difensore come una risorsa preziosa per le proprie casse. In un momento in cui la gestione finanziaria è cruciale, vendere Gila potrebbe liberare fondi da reinvestire sul mercato.

Il valore di mercato del giocatore è in crescita e diverse squadre, soprattutto in Premier League, hanno messo gli occhi su di lui. Secondo fonti autorevoli, come il giornalista Pete O’Rourke, Chelsea e Brighton sarebbero le principali pretendenti per assicurarsi le prestazioni del difensore. Il Brighton, in particolare, aveva già manifestato interesse nella scorsa estate, quando provò a sondare il terreno a Formello senza successo. La Lazio aveva deciso di trattenere Gila per garantire profondità al reparto difensivo, ma ora la situazione potrebbe evolversi.

Con l’arrivo del calciomercato di gennaio, la società biancoceleste potrebbe valutare con attenzione eventuali offerte, soprattutto se ritenute congrue e vantaggiose. La possibile partenza di Gila rappresenterebbe una perdita importante per la Lazio, dato il contributo che il giocatore ha saputo offrire sia in campo che nello spogliatoio, grazie al suo senso tattico e alla professionalità.

Resta dunque da vedere se la Lazio deciderà di monetizzare subito o preferirà trattenere Gila fino a fine stagione per continuare a beneficiare delle sue qualità. In ogni caso, il futuro di Mario Gila sarà uno dei temi principali del calciomercato Lazio nelle prossime settimane, con tifosi e addetti ai lavori che seguono con attenzione ogni sviluppo. LEGGI ANCHE >>> Infortunio Castellanos (Sky), non ci sono buone notizie per Sarri: le condizioni dell’attaccante

Petrucci compie 80 anni: gli aneddoti su Agnelli e Berlusconi. E sul ricordo più bello…

Gianni Petrucci ha guidato il Coni a lungo, ma ha seguito molto anche il calcio. E in un’intervista si è soffermato proprio su quest’ultimo

É stato presidente del Coni a lungo, ha guidato il basket, sa molto di calcio. Gianni Petrucci, in occasione dei suoi 80 anni, si confida in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, ripercorrendo una vita straordinaria dedicata allo sport italiano.

SONNO – «Dormo pochissimo. E ho notato che chi lo fa è più intelligente degli altri: parte prima e ha più tempo per le cose da fare. Però non potrei mai rinunciare alla mezzora del riposino pomeridiano. Lo suggerì anche Gianni Agnelli. Ho sempre cercato di copiare la vita dei grandi, ogni tanto così mi illudo di esserlo anche io».

AGNELLI E BERLUSCONI – «Agnelli aveva un carisma clamoroso. Quando era nel comitato etico del Cio, insieme a Kissinger, al suo ingresso tutti i membri si alzavano per rispetto. Berlusconi ci è sempre venuto incontro, anche grazie a Gianni Letta, a cui sono grato. Aveva una simpatia incredibile. Ed era un generoso. A tutti coloro che vinsero l’Olimpiade donò personalmente un orologio di enorme valore».

LA BANCA DEL TOTOCALCIO – «Mio padre aveva un negozio di abbigliamento in via Marsala a Roma, lavorava per i grandi alberghi. Ero il terzo di tre fratelli, uno professore di chimica, un altro avvocato. Avrei dovuto portare avanti io il negozio: per carità. Così, quando c’è stata l’occasione di entrare al Coni, attraverso mio zio ispettore alla Banca Nazionale del Lavoro, la banca del Totocalcio, l’ho presa al volo».

LA PARTITA INDIMENTICABILE – «Italia-Australia sempre del 2006, a Kaiserslautern. Al rigore di Totti, al 95’, impazzii totalmente, feci le scale di corsa e scesi in campo ad abbracciarlo. Mi rovinai il vestito ma chissenefregava». LEGGI ANCHE >>> Italia ai playoff Mondiali: le possibili avversarie degli Azzurri. Spettro Svezia

Italia, Vaciago (Tuttosport): «Retegui come Schillaci. Sul nostro calcio…»

Vaciago, direttore di Tuttosport, ha analizzato nei dettagli la prestazione dell’Italia, ma si è soffermato anche su diversi altri temi

Su Tuttosport, il direttore Guido Vaciago analizza il momento attuale della Nazionale italiana, divisa tra la ritrovata vena realizzativa sotto la guida di Rino Gattuso e le persistenti criticità di un sistema calcistico che necessita di profonde riforme. Con Uzbekistan, Giordania, Capo Verde, Arabia Saudita, Qatar e Nuova Zelanda già qualificate al prossimo Mondiale, l’Italia si prepara a un percorso a ostacoli nei playoff, un destino che genera una «sottile ansiettina» nonostante i progressi recenti.

Il paradosso delle qualificazioni
Vaciago non nasconde che «c’è qualcosa che non va nel calcio italiano, e già lo sapevamo», ma evidenzia anche come il «meccanismo di qualificazione non si sente benissimo» a causa delle «politiche geocalcistiche perché servono voti e soldi». Tuttavia, ammette che «in questo pasticcio ci siamo comunque messi da soli». La speranza, però, risiede nella capacità di uscirne autonomamente, perché «Rino Gattuso ha trovato il suo Schillaci in Retegui (cinque gol nelle ultime quattro partite) e si è inventato un’Italia che segna valanghe di gol». All’obiezione scontata: «Bella forza, sono buoni tutti a goleare contro Estonia e Israele!», Vaciago risponde ricordando che «nel recente passato, sarebbe bastato farne un paio alla Macedonia del Nord e forse non avremmo saltato l’ultimo Mondiale».

L’ItalGattuso
L’editoriale spinge ad andare «avanti così, avanti con l’ItalGattuso che ha segnato 16 reti in 4 gare (record, per un ct azzurro) e fatto tutto quello che c’era da fare». Sebbene manchi la «cosa più importante: vincere i playoff e, finalmente, prenotare i voli per gli Stati Uniti, il Canada e il Messico», è fondamentale «sempre ricordare da dove veniamo. Da due Mondiali persi, da una figura mediocre agli ultimi Europei, da un 3-0 beccato in Norvegia, eccetera eccetera». Vaciago sottolinea che «non è roba da nazionale italiana esaltarsi per una vittoria sull’Estonia o su Israele o essere felici per la conquista aritmetica di uno spareggio», ma è una necessità figlia di una discesa: «dobbiamo renderci conto che siamo arrivati sul fondo e, per risalire, servono anche queste vittorie, serve ottenere risultati che, vent’anni fa, non avrebbero fatto esultare nessuno».

Due percorsi paralleli: campo e sistema
L’analisi si conclude distinguendo due percorsi cruciali e paralleli. «Da una parte c’è il campo, dove in questo momento dobbiamo necessariamente arrangiarci, vincere le partite che si devono vincere, costruire una squadra con gli uomini che abbiamo, fare gruppo e sperare che gli attaccanti esaltati da Gattuso non siano un fuoco di paglia». Dall’altra parte, c’è il «sistema, che necessita di riforme, nuove leggi dello Stato, un ripensamento generale e una maggiore cultura manageriale». Su questo secondo fronte, Vaciago è categorico: «non dobbiamo arrangiarci, non dobbiamo accontentarci di rattoppare o fingere di cambiare per poi non cambiare niente: serve di più, molto di più». In caso contrario, «dovremo abituarci a esultare per una vittoria su Israele che ci dà accesso ai playoff, incrociando le dita per gli accoppiamenti», una prospettiva che evidenzia l’urgenza di un cambiamento radicale per evitare di rimanere in un limbo di mediocrità. LEGGI ANCHE >>> Italia ai playoff Mondiali: le possibili avversarie degli Azzurri. Spettro Svezia

Pafundi Sampdoria, l’infortunio è più grave del previsto, quando ritornerà a disposizione

Pafundi Sampdoria, tegola per Donati: lesione muscolare e stop di oltre un mese. Non sicuramente una buona notizia per i doriani

Una brutta notizia scuote il mondo Sampdoria nel momento più delicato della stagione. I blucerchiati dovranno infatti fare a meno di Simone Pafundi, uno dei giovani più talentuosi e promettenti della rosa. Il trequartista classe 2006, grande rivelazione di questo inizio di campionato, si è infortunato durante il ritiro con l’Italia Under 21, costringendo il tecnico Massimo Donati a ridisegnare il proprio assetto offensivo.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, gli esami strumentali hanno confermato la diagnosi temuta: lesione al retto femorale della coscia sinistra. Si tratta di un infortunio muscolare che richiede tempi di recupero medio-lunghi, stimati in oltre un mese di stop. Una vera tegola per il giovane talento e per la squadra, che rischia di perdere Pafundi Sampdoria almeno fino alla prossima sosta per le Nazionali. Un duro colpo, soprattutto perché il giocatore aveva da poco trovato il suo primo gol in maglia blucerchiata, mostrando segnali di crescita e piena integrazione nel progetto tecnico di Donati.

L’assenza di Pafundi Sampdoria pesa in modo particolare per la qualità che il trequartista era riuscito a portare nella manovra offensiva. Dotato di fantasia, velocità e grande visione di gioco, il talento friulano rappresentava un’arma fondamentale tra le linee, capace di creare superiorità numerica e innescare gli attaccanti con giocate improvvise. La sua capacità di cambiare ritmo alle partite lo aveva già reso uno dei punti fermi del nuovo corso doriano.

Per sopperire alla sua assenza, la Sampdoria è pronta a rilanciare Antonín Barák, il centrocampista ceco arrivato in prestito dalla Fiorentina. Grazie alla sua esperienza e alla naturale propensione offensiva, Barák è il candidato principale per sostituire il giovane infortunato nella trequarti. Le sue doti fisiche e la capacità di inserirsi negli spazi possono garantire equilibrio e pericolosità alla manovra, offrendo a Donati una valida alternativa senza stravolgere il modulo di gioco.

Nel frattempo, lo staff medico doriano seguirà con attenzione il percorso di recupero di Pafundi Sampdoria, con l’obiettivo di riportarlo in campo nel pieno della forma fisica. Il suo rientro, previsto per fine novembre, sarà fondamentale per la seconda parte di stagione, quando la Samp avrà bisogno del suo talento per inseguire gli obiettivi di classifica e restituire entusiasmo ai tifosi blucerchiati. LEGGI ANCHE >>> Calendario Serie B 2025/2026: date, giornate, risultati, classifica

Openda Juventus, l’attaccante è un caso? Dal Belgio tranquillizzano i bianconeri

Openda Juventus: la punta continua a non convincere con le sue prestazioni. Ma c’è chi rassicura i bianconeri. Ecco tutti i dettagli

Openda è un caso? E di che gravità? A rispondere e cercare di capire meglio l’attaccante della Juventus, che anche col Belgio è rimasto all’asciutto, su Tuttosport c’è Dominique Renson, responsabile tecnico delle giovanili dell’RFC Liegi, l’uomo che lo ha scoperto quando aveva 11 anni.

IL PRIMO RICORDO – «Era piccolo ed era già di un altro livello. Con noi ha iniziato quando aveva poco più di 10 anni, il talento era evidente».

COSA SI ASPETTA ADESSO
– «Ci si aspetta che prosegua nella sua crescita. Ha mostrato una bella evoluzione in Olanda, in un calcio offensivo, poi è migliorato in Ligue 1, in Francia, contro difese più chiuse».

IL LIPSIA – «Ecco, lì ha saputo mantenere il ritmo, in un contesto che è pure più fisico, più atletico. Ora la sto ria è differente. In Italia avrà difese più solide a stargli dietro. Si tratta del vostro marchio di fabbrica, classica storia da calcio italiano. Lì trova spazi più ristretti, per questo avrà bisogno di un periodo di adattamento».

É ADATTO AL CALCIO ITALIANO – «Domanda complessa, perché qualsiasi giocatore ha bisogno di tempo per adattarsi al campionato, alle sue richieste fisiche e tattiche. Possiamo dire questo: è un attaccante che ha bisogno di spazio per esprimere la sua velocità e la sua esplosività».

É DAVVERO UN CENTRAVANTI – «Ha spesso giocato in quel ruolo lì, da punta unica. Ma con spazio per attaccare la profondità e inserirsi tra le linee. Se metti un altro attaccante, però… Con un punto di riferimento centrale, un giocatore in grado di fare da perno per sfruttare gli spazi che crea, allora è diverso. Questa è la sua dote principale: l’inserimento. E ha scatti decisivi».

DIFFICOLTA’ DI ADATTAMENTO – «Ripeto, ogni giocatore ha bisogno del proprio tempo. Bisogna adattarsi alla nuova squadra, al nuovo allenatore, al sistema di gioco, ai movimenti offensivi, alla nuova cultura, alla vita, alla stampa. Non è poco, no? Non sono tutti come De Bruyne». LEGGI ANCHE >>> Yildiz Juventus, rinnovo in bilico: quella big inglese lo vuole a tutti i costi

Fiorentina, il consiglio di Orlando: «C’è solo un modo per uscire dalla crisi»

Massimo Orlando, ex difensore della Fiorentina, si è soffermato sulla situazione della Viola e su come abbandonare il periodo complicato

Ex giocatore viola, Massimo Orlando su La Gazzetta dello Sportg analizza la situazione odierna della Fiorentina, impegnata nella prossima giornata a San Siro contro il Milan e senza ancora vittorie in campionato.

COME USCIRE DALLA CRISI – «Penso che Pioli debba andare un po’ contro le proprie idee e il suo credo calcistico perché in questo momento nella Fiorentina non vedo tutto quel talento per mettere in campo ciò che lui chiede nella costruzione del gioco. Io farei una difesa e un centrocampo più robusti».

CENTROCAMPO A 3 – «Senza esterni offensivi in rosa, non vedo altre soluzioni se non avvicinarsi a quello che ha fatto Raffaele Palladino nel corso della passata stagione. Il fatto è che per me questo reparto non è forte come lo scorso anno quando c’erano Adli e Cataldi».

FAGIOLI – «Non lo vedo in alcun modo vertice basso perché non è il suo ruolo ideale. Se è libero di testa ed è tranquillo, l’idea di avvicinarlo alle punte è una possibilità, ma per me quando c’è Kean titolare, deve stare da solo lì davanti quindi con un centravanti unico e uno o due trequartisti».

GUDMUNDSSON – «In nazionale fa sempre bene, a Genova mi piaceva tantissimo, mentre a Firenze ancora non lo abbiamo visto. Il talento non si perde mai e quindi va ritrovato, però non ha inciso nemmeno contro la Roma ed è stato sostituito. Nessuno lo può aiutare da fuori, deve cercare la soluzione in se stesso perché pure il pubblico lo ha sempre supportato e gli allenatori gli hanno dato fiducia. Se Pioli ci crede, deve lasciarlo in campo per 90 minuti».

CHI PUO’ ESSERE IL LEADER – «De Gea e Gosens di sicuro. La squadra ne ha bisogno però ora sembrano in difficoltà anche loro, i risultati e la classifica condizionano inevitabilmente tutto. Prima facevano le cose con facilità, la testa è troppo importante e se perdono con il Milan sarà ancora sportivamente più drammatico». LEGGI ANCHE >>> Infortunio Kean, stop definito per l’attaccante della Fiorentina: salterà queste partite

Napoli, una stagione dal doppio volto: questa cosa preoccupa Conte

Il Napoli di Antonio Conte sta vivendo un avvio di stagione dal doppio volto: un attacco prolifico che maschera, in parte, alcune fragilità difensive.

Come sottolinea l’analisi del Corriere dello Sport odierno, «forse, come dice Conte, il Napoli deve riacquistare il senso utile ad annusare l’odore acre di un pericolo in arrivo – alias crescere in fase difensiva -», ma nel frattempo ha decisamente «migliorato il sesto senso del gol».

Attacco da record
I numeri parlano chiaro: con «12 gol realizzati in 6 partite», una «media secca di 2 per» gara, il Napoli vanta il «secondo attacco della Serie A», superando di «cinque reti […] la Roma», con cui condivide la vetta, e posizionandosi solo «cinque meno dell’Inter», capolista in questa speciale classifica con 17 gol. Se si include anche la Champions League, il totale sale a «14 gol in 8 partite». Una novità assoluta rispetto alla scorsa stagione è la presenza di Kevin De Bruyne nella parte alta della classifica marcatori: il belga è «secondo con 3 reti insieme con Lautaro, Thuram e altri illustri colleghi alle spalle del duo di testa Orsolini-Pulisic, primi a 4».

L’indice di realizzazione
L’efficacia offensiva del Napoli non è solo questione di quantità, ma anche di qualità. La «percentuale realizzativa in base ai tiri effettuati» è del «13% in questo momento, +1% rispetto al trend e alla chiusura della stagione precedente», posizionandosi come la «quinta percentuale del campionato». Questo si traduce in «12 gol su 96 tiri». Anche l’Atalanta viaggia al 13%, mentre l’Inter al 14%. In Champions, l’indice è addirittura superiore: «15% con 2 gol in altrettante partite con 13 tiri».

Hojlund e De Bruyne
Il merito di questa vena realizzativa va ascritto principalmente a Rasmus Hojlund e Kevin De Bruyne. «Hoj è il capocannoniere della squadra in tutte le competizioni con 4 gol», mentre «KDB è il secondo con 3 e il primo in campionato». A seguire, con 2 reti, Anguissa, e poi i singoli gol di McTominay, Lucca, Beukema, Spinazzola e Gilmour. Hojlund, dopo un inizio silenzioso, ha ripreso a viaggiare a vele spiegate, con una doppietta in Champions contro lo Sporting e il gol decisivo in campionato contro il Genoa.

Il gruppo al completo
Il Napoli si prepara a un «maxi ciclo di sette partite in ventidue giorni», che prenderà il via sabato contro il Torino e proseguirà martedì contro il PSV Eindhoven. La squadra sta lentamente recuperando i nazionali: «Hojlund, McTominay e Gilmour» sono stati i primi a rientrare a Castel Volturno, con quest’ultimo destinato a un «ruolo centrale come gli altri due colleghi nel periodo di assenza di Lobotka». Oggi sono attesi «Anguissa, Elmas e De Bruyne», mentre gli italiani Meret, Di Lorenzo, Spinazzola e Marianucci chiuderanno il cerchio. Buone notizie anche sul fronte infortuni con «i recuperi di Buongiorno e Politano» che assumono «sempre più i contorni di una realtà», entrambi vicini alla convocazione. Assenti certi per le prossime sfide, oltre a Lobotka, saranno Rrahmani e Contini, mentre per Lukaku i tempi di recupero sono più lunghi. Il suo rientro sarà fondamentale per «aumentare l’impatto offensivo» della squadra. LEGGI ANCHE >>> Anguissa Napoli, rinnovo sempre più vicino: le cifre e i dettagli

Qualificazioni Mondiali: il Sudafrica esulta, la Nigeria ai playoff nonostante un triplo Osimhen

Costa d’Avorio, Senegal e le altre che ci saranno. Le conferme di Qatar e Arabia Saudita. Ecco il resoconto in ottica qualificazioni Mondiali


Il sipario inizia a calare sulle qualificazioni mondiali, con esiti determinanti che ridisegnano le speranze calcistiche in Africa e Asia.

Africa: l’inatteso trionfo Sudafricano

Con un colpo di scena nelle qualificazioni africane, il Sudafrica ha centrato l’obiettivo di tornare sul palcoscenico mondiale. Grazie a un convincente 3-0 sul Ruanda, la formazione guidata da Hugo Broos si prepara a un ritorno atteso da ben 16 anni, dalla storica edizione casalinga del 2010. Questo successo ha relegato la Nigeria in una posizione più complessa. Nonostante una travolgente vittoria per 4-0 contro il Benin, impreziosita da una tripletta dell’ex attaccante del Napoli Victor Osimhen, le Super Eagles non sono riuscite ad accedere direttamente. A novembre, la Nigeria dovrà affrontare un playoff a quattro squadre – che include Gabon, Repubblica Democratica del Congo e Camerun – per giocarsi un posto nel successivo, e decisivo, FIFA Play-Off Tournament.

Il FIFA Play-Off Tournament
Il panorama per gli ultimi posti disponibili si completerà a marzo, con un minitorneo globale che vedrà sfidarsi sei nazionali. Due proverranno dalla CONCACAF, una dall’Africa, una dall’AFC, una dalla CONMEBOL e una dall’OFC. Le quattro nazionali con il ranking più basso si affronteranno in semifinali dirette, mentre le due vincitrici si scontreranno con le rimanenti teste di serie. Solo le due squadre che supereranno questa fase finale otterranno gli ultimi ambiti pass per il Mondiale.
Le altre nazionali africane
A completare il contingente africano di nove qualificate si aggiungono la Costa d’Avorio, che ha staccato il biglietto battendo il Kenya per 3-0 (con Kessie a segno), e il Senegal, autore di un perentorio 4-0 contro la Mauritania.

Asia: chi è passato
Sul fronte asiatico, due nazionali hanno già festeggiato la qualificazione. Il Qatar tornerà al Mondiale per la seconda volta consecutiva, dopo aver superato gli Emirati Arabi Uniti per 2-1. L’Arabia Saudita ha invece conquistato il pass grazie a un pareggio a reti inviolate contro l’Iraq. LEGGI ANCHE >>> Squadre qualificate Mondiali 2026: tutte le Nazionali presenti, continente per continente

Voti Italia Israele, i Top e i Flop: Retegui è un pittore, Donnarumma Superman. Tonali non trova la posizione, Raspadori non va quando gioca dall’inizio

Quali sono le valutazioni dei tre quotidiani sportivi sui giocatori azzurri dopo Italia Israele? Ecco i voti che sono stati dati ai giocatori

Il 3-0 finale presenta due protagonisti assoluti e due giocatori che invece non hanno convinto. Ecco Top e Flop

TOP

RETEGUI – La Gazzetta dello Sport lo premia con l’8 in pagella: «A Debrecen 3 assist, ieri doppietta con rigore guadagnato. La sintesi del suo essere centravanti: pressing feroce e tiro a giro per il 2-0». Anche il Corriere dello Sport lo premia, abbassandolo di mezzo punto: «In un colpo solo ci porta via tensioni di una partita strana e si scrolla di dosso l’ombra del rigore sbagliato contro l’Estonia. E dato che è bomber di razza, segna il 2-0 con una pennellata degna di Pinturicchio»

DONNARUMMA – Per Tuttosport è lui l’eroe della serata, anche per un motivo storico: «Raggiunge Nesta e Scirea con 78 presenze in azzurro e festeggia l’avvenimento con due parate da Superman. Prima sul terra aria di Solomon, quindi sul velenosissimo diagonale di Gloukh».

FLOP

TONALI – Tonali non convince La Gazzetta dello Sport che lo rimanda con il 5,5: «Vaga alla ricerca della posizione giusta, gara faticosa fino alla fine. Fa ammonire Biton in ripiegamento, ma ne soffre il tampinamento»

RASPADORI – Gli altri due giornali lo bocciano e con lo stesso voto: 5. Diverse le motivazioni. Il Corriere dello Sport lo motiva così: «Gran lavoro per cucire il gioco all’inizio, ma, portando l’Italia poco il pallone, finiva spesso in diffi coltà. Troppa, non da lui». Tuttosport completa il quadro: «A Tallinn aveva giocato esterno alto, ieri come seconda punta, in comune resta la sensazione che il meglio lo dia sempre quando entra a gara in corso». LEGGI ANCHE >>> Squadre qualificate Mondiali 2026: tutte le Nazionali presenti, continente per continente

Thuram Inter, come procedere il recupero? Il francese ha messo nel mirino quella partita

Thuram Inter, cresce l’attesa per il recupero: il francese punta al rientro contro il Napoli. Nei prossimi giorni si avrà un quadro più chiaro

In casa Inter l’attenzione è tutta rivolta alle condizioni di Marcus Thuram, pedina fondamentale nello scacchiere offensivo di Cristian Chivu. Dopo il risentimento al bicipite femorale della gamba sinistra rimediato durante la gara di Champions League contro lo Slavia Praga, l’attaccante francese ha dovuto fermarsi, saltando la successiva sfida di campionato contro la Cremonese. Ora, l’interrogativo principale è capire se Thuram Inter potrà tornare a disposizione per la delicata trasferta contro la Roma, in programma sabato sera allo stadio Olimpico.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Thuram ha mostrato grande professionalità e dedizione anche durante i giorni di riposo concessi alla squadra. L’attaccante, infatti, è rimasto ad Appiano Gentile, dove ha seguito un programma personalizzato di fisioterapia e potenziamento muscolare. Lo staff medico nerazzurro è soddisfatto dei progressi del giocatore, ma mantiene una linea prudente: nessuna forzatura, nessun rischio inutile. Il rientro dovrà avvenire solo quando il francese sarà pienamente recuperato.

L’obiettivo fissato dallo staff tecnico è chiaro: portare Thuram Inter al massimo della condizione in vista della sfida del 25 ottobre al “Maradona” contro il Napoli. Si tratta di un appuntamento cruciale per la stagione dell’Inter, sia in ottica Scudetto sia per la fiducia del gruppo. Manca ancora qualche settimana e, se il programma di recupero continuerà senza intoppi, il numero 9 nerazzurro dovrebbe essere pronto a riprendersi il suo posto accanto a Lautaro Martínez, una delle coppie più temute d’Europa.

In queste ore, Thuram Inter continua a lavorare con lo stesso entusiasmo e determinazione che lo hanno contraddistinto sin dal suo arrivo a Milano. Il francese ha conquistato i tifosi per la sua esplosività, il sacrificio difensivo e la capacità di incidere nei momenti chiave. Il suo contributo è stato determinante per l’ottimo avvio di stagione dell’Inter, e l’assenza si è fatta sentire, soprattutto in termini di profondità e dinamismo offensivo.

Cristian Chivu, che ha ereditato la panchina nerazzurra dopo un periodo di grande intensità, sa quanto sia importante avere Thuram Inter al top della forma. L’attaccante è pronto a rientrare con la fame e l’energia che lo contraddistinguono, per continuare a essere uno dei protagonisti assoluti della stagione nerazzurra. LEGGI ANCHE >>> Infortunio Thuram, l’Inter rischia nulla: anche quella partita è a rischio

Milan, ancora una tegola per Allegri: questo giocatore si è infortunato in Nazionale

Milan, ansia per Pulisic: infortunio con la Nazionale USA, Allegri spera in buone notizie. Le condizioni dell’americano sono da verificare

Notte amara per il Milan e per Massimiliano Allegri. Dall’amichevole disputata negli Stati Uniti tra la nazionale americana e l’Australia arrivano infatti brutte notizie: Christian Pulisic è stato costretto a lasciare il campo al 31’ del primo tempo per un problema muscolare al bicipite femorale. L’attaccante rossonero, partito titolare, ha chiesto il cambio dopo aver accusato un dolore improvviso e ha lasciato il terreno di gioco sulle proprie gambe, ma con un’espressione visibilmente frustrata, segno che la situazione potrebbe non essere di poco conto.

Il giocatore del Milan era già in dubbio alla vigilia per un fastidio alla caviglia che lo aveva limitato nelle ultime settimane. Nonostante ciò, il commissario tecnico statunitense Mauricio Pochettino aveva deciso di schierarlo dal primo minuto, confortato dalle buone risposte arrivate dagli ultimi allenamenti. Tuttavia, la partita di “Capitan America” è durata appena mezz’ora: Pulisic ha prima subito un duro intervento da parte di Jason Geria al 15’, riuscendo comunque a proseguire, ma un secondo contrasto, altrettanto deciso, lo ha costretto ad arrendersi. Dopo l’intervento dei medici della nazionale, l’americano ha dovuto abbandonare il campo, sostituito da Diego Luna.

Nel dopopartita, Pochettino ha fornito le prime dichiarazioni sull’accaduto, cercando di rassicurare i tifosi del Milan, ma senza nascondere la preoccupazione: «Ha sentito qualcosa al bicipite femorale. Domani volerà in Italia per effettuare i controlli, stasera valuteremo meglio la situazione». Parole che lasciano intendere la necessità di ulteriori accertamenti una volta che il giocatore rientrerà a Milano, dove lo staff medico rossonero lo sottoporrà agli esami strumentali di rito.

In casa Milan, la speranza è che si tratti soltanto di un affaticamento e non di una lesione vera e propria. L’eventuale stop di Pulisic rappresenterebbe infatti un duro colpo per Allegri, già costretto a fare i conti con l’infortunio di Saelemaekers e con una rosa ridotta nelle alternative offensive. Domenica a San Siro è in programma la sfida contro la Fiorentina, ma al momento la presenza del numero 11 rossonero appare molto incerta.

Il Milan resta quindi con il fiato sospeso: le prossime ore saranno decisive per capire l’entità dell’infortunio e i tempi di recupero di uno dei giocatori più importanti dello scacchiere di Allegri, finora protagonista di un avvio di stagione molto positivo. LEGGI ANCHE >>> Milan, Pulisic preoccupa Allegri: come sta lo statunitense dopo il problema alla caviglia

Kone Roma, il francese sempre più importante per Gasperini. E sul futuro…

Kone Roma, il motore giallorosso che illumina l’Olimpico. E la partita contro l’Inter per lui si preannuncia molto speciale per diversi motivi

La crescita di Manu Kone è ormai sotto gli occhi di tutti. Dopo l’ottimo percorso con Ranieri, il centrocampista francese ha trovato la piena maturazione sotto la guida di Gasperini, diventando una delle colonne portanti della Roma e uno dei giocatori più determinanti dell’intero campionato italiano. Il binomio Kone Roma è oggi sinonimo di potenza, equilibrio e continuità: un mix raro che sta facendo lievitare di mese in mese il suo valore di mercato e la sua considerazione internazionale.

Se si potesse misurare l’energia di un centrocampista, Kone potrebbe davvero alimentare l’intero Stadio Olimpico. La sua intensità, la capacità di recuperare palloni e di trasformarli in azioni pericolose sono diventate il simbolo della nuova Roma di Gasperini, una squadra che vive di pressing alto, dinamismo e coraggio. E Kone, in questo sistema, è il cuore pulsante, l’uomo che detta i tempi e accende la manovra.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il francese è ormai l’uomo copertina della Roma di inizio stagione. Sabato, nella sfida contro l’Inter, sarà uno degli osservati speciali: dovrà vedersela con centrocampisti del calibro di Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan, ma il suo obiettivo è chiaro — imporsi ancora una volta come dominatore del centrocampo. Il PSG e altri top club europei stanno monitorando da vicino la situazione, pronti a fare un passo qualora la Roma aprisse a un’eventuale cessione, ipotesi che al momento la dirigenza capitolina esclude con decisione.

Il gioco di Manu Kone incarna perfettamente le caratteristiche che ogni tecnico sogna in un mediano moderno: forza fisica, anticipo, capacità di ripartenza e un tiro potente che, se migliorato, potrebbe renderlo davvero completo. È uno dei calciatori che ha visto crescere maggiormente il proprio valore da quando veste la maglia giallorossa — si parla oggi di una valutazione intorno ai 50 milioni di euro, al pari del portiere Svilar.

Kone è diventato insostituibile per Gasperini, un giocatore che interpreta il ruolo con carisma e intelligenza tattica. Gli manca forse soltanto il gol, ma è un aspetto su cui sta lavorando intensamente in allenamento. La sensazione è che il prossimo passo sia proprio quello: aggiungere anche la finalizzazione a un repertorio già straordinariamente completo. Per la Roma, e per tutto il campionato, Kone è ormai una certezza. LEGGI ANCHE >>> Probabili Formazioni Serie A 2025/2026, la guida alla 7ª Giornata

Yildiz Juventus, rinnovo in bilico: quella big inglese lo vuole a tutti i costi

Yildiz Juventus, assalto del Chelsea per il talento turco: i bianconeri resistono. Ma il club londinese non ha alcuna intenzione di mollare la presa

Sull’edizione odierna di Tuttosport torna protagonista Kenan Yildiz, il giovane talento della Juventus che continua a far parlare di sé in tutta Europa. Le prestazioni del classe 2005 con la nazionale turca hanno attirato l’attenzione di diversi top club, ma in queste ore è soprattutto il Chelsea a muoversi con decisione. Secondo le ultime indiscrezioni del quotidiano torinese, i Blues sarebbero pronti a formulare un’offerta faraonica per assicurarsi il gioiello della Juventus, mettendo sul piatto un contratto da circa 10 milioni di euro a stagione.

Il club londinese vede in Yildiz un investimento per il presente e per il futuro: un giocatore capace di coniugare qualità tecniche, visione di gioco e personalità nonostante la giovane età. In Inghilterra sono convinti che il talento turco possa esplodere definitivamente in Premier League, ma la Juventus non sembra intenzionata a lasciarlo partire facilmente. A Torino, infatti, Yildiz è considerato un punto fermo del progetto bianconero e la dirigenza ha più volte ribadito la volontà di prolungare il contratto, blindandolo almeno fino al 2029.

Tuttavia, il rinnovo tarda ad arrivare e questo ha alimentato voci e speculazioni. Lo stallo nella trattativa tra Yildiz e la Juventus ha acceso i radar di diversi club europei, tra cui anche Bayern Monaco, Liverpool e Barcellona. Tutti osservano con attenzione l’evolversi della situazione, pronti ad approfittare di eventuali esitazioni della società torinese.

Intanto, Kenan Yildiz continua a brillare con la nazionale turca, dove ha trovato spazio e fiducia. Le sue recenti prestazioni, impreziosite da gol decisivi e giocate di grande classe, hanno ulteriormente aumentato la sua valutazione di mercato. In patria è già considerato l’erede naturale di Hakan Çalhanoğlu, mentre in Italia molti lo vedono come il futuro simbolo della Juventus.

La società bianconera ostenta calma e sicurezza: l’obiettivo è trattenere Yildiz e costruire attorno a lui la Juve del domani. Tuttavia, le sirene inglesi si fanno sempre più forti, e il pressing del Chelsea potrebbe presto trasformarsi in un vero e proprio assalto. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la storia tra Yildiz e la Juventus continuerà o se il talento turco sarà tentato dal richiamo della Premier League. LEGGI ANCHE >>> Yildiz inarrestabile: terzo gol nelle ultime due con la Turchia. È un altro gioiello

Le prime pagine sportive nazionali – 15 ottobre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Donnarumma: «Sono sicuro che andremo al Mondiale»

Donnarumma: «Sono sicuro che andremo al Mondiale». Le dichiarazioni del portiere della Nazionale e del Manchester City

Protagonista con due parate decisive, il portiere e capitano dell’Italia Gianluigi Donnarumma ha analizzato ai microfoni della Rai la vittoria per 3-0 contro Israele, un successo che proietta gli Azzurri verso i playoff per i Mondiali del 2026.

Quanto pesa la sconfitta di Oslo? «Purtroppo, la qualificazione è diventata complicata e non puoi sbagliare una partita. Dobbiamo cancellare quello e pensare a novembre, poi ai playoff. Ci sarà da lavorare, ma sono sicuro che la squadra farà bene e andrà al Mondiale».

Anche oggi, due interventi strepitosi tuoi. «Va bene creare tanto, ma stiamo migliorando anche difensivamente. Cerco sempre di farmi trovare pronto, ma vedo una squadra che non vuole prendere gol. Il mister ci sta mettendo del suo, stiamo mettendo in campo concetti nuovi e si vede. Bisogna migliorare, ma il gruppo è vivo e sono sicuro che faremo bene».

Meglio col modulo a 3 o a 4 dietro? «A parte il modulo, la cosa che fa la differenza è la voglia: di non prendere gol e di raddoppiare in qualsiasi occasione. Il mister prepara le partite e gli avversari: possiamo difendere a 3 o a 4, ma oggi si è vista una squadra che vuole vincere, divertirsi e andare al Mondiale a tutti i costi».

Retegui: «Gattuso mi telefona anche in Arabia. Lì il campionato non è facile come pensate»

Retegui: «Gattuso mi telefona anche in Arabia. Lì il campionato non è facile come pensate». Le parole del bomber della Nazionale

L’Italia supera l’esame Israele con un netto 3-0 e, nella sesta giornata del Gruppo I, stacca il biglietto che vale l’aritmetica certezza di un posto ai playoff per i Mondiali del 2026. Il protagonista assoluto della serata di Udine è stato Mateo Retegui, autore di una doppietta decisiva, un gol per tempo, che ha messo in discesa la partita prima del sigillo finale di Gianluca Mancini.

Nel post-gara, l’attaccante, che milita nel campionato saudita con la maglia dell’Al-Qadisiya, ha analizzato la prestazione della squadra ai microfoni di Sky Sport, mostrando grande soddisfazione e lucidità. Le sue prime parole sono state per il match e per la solidità del gruppo: «Abbiamo creato tante situazioni per fare gol, ed è stato bravo Donnarumma con le sue parate. Sono contento per questa vittoria, ora pensiamo alla prossima».

Retegui ha poi voluto sottolineare l’importanza della sua esperienza in Arabia e il legame con la maglia azzurra, un ambiente in cui vuole continuare a crescere: «Il campionato in Arabia non è facile come tutti pensano, ci sono squadre fortissime al livello di quelle europee. La Nazionale per noi è importante, io voglio imparare sempre qualcosa di nuovo da portare anche qui in Nazionale».

Un ruolo chiave in questo percorso di crescita lo gioca il commissario tecnico Gennaro Gattuso, descritto come una figura sempre presente per i suoi giocatori: «Il mister è molto vicino a noi, mi chiama anche quando sono a giocare in Arabia. Parla molto con noi, è un grande mister».

Infine, un commento sulla deludente sconfitta passata, con la consapevolezza che è il momento di guardare solo avanti: «Rimpianto per la notte di Oslo? Sì, là abbiamo sbagliato, dobbiamo fare autocritica ma è il passato e dobbiamo pensare al futuro».

Pagelle Italia Israele, TOP e FLOP del match di qualificazione ai Mondiali

I top e i flop del match valido per il gruppo I delle qualificazioni ai Mondiali 2026: pagelle Italia Israele

I TOP e i FLOP del match valido per le qualificazioni ai Mondiali: pagelle Italia Israele.


L’Italia si assicura il playoff per i Mondiali battendo Israele 3-0 a Udine, in una partita che ha visto gli Azzurri faticare nel primo tempo per poi sbloccarsi poco prima dell’intervallo e dominare nella ripresa.

TOP

MATEO RETEGUI (Italia) – DOPPIETTA DA VERO ATTACCANTE Voto: 7.5 È l’uomo della provvidenza, il centravanti che sblocca e rassicura. Il rigore del 1-0, procurato e trasformato con freddezza e una rincorsa decisa (dopo le incertezze di Tallinn), dà il via alla vittoria. Ma è il raddoppio, un autentico gioiello, a mostrare tutta la sua classe: ruba palla sulla trequarti, si accentra leggermente e dal limite si inventa un gran tiro a giro che si insacca all’incrocio dei pali, imparabile per il portiere. Un attaccante che sa essere determinante. E si diceva che l’Arabia Saudita fosse una scelta di comodo. Indispensabile.

GIANLUIGI DONNARUMMA (Italia) – CERTEZZA TRA I PALI Voto: 7 Sempre attento e decisivo. Nel primo tempo si esalta con una grande parata su Solomon, un intervento provvidenziale che evita il gol del vantaggio israeliano dopo una ripartenza pericolosa. Anche nella ripresa, quando Israele prova a rendersi insidioso con Gloukh, Gigio si fa trovare pronto con una parata a terra. Nonostante qualche distrazione difensiva dell’Italia, la sua presenza tra i pali è una garanzia di sicurezza.

FLOP

OSCAR GLOUKH (Israele) – UN TALENTO A INTERMITTENZA Voto: 5 Il giovane trequartista israeliano ha mostrato sprazzi del suo talento, ma anche una notevole imprecisione e la tendenza a divorarsi occasioni importanti. Dopo essersi liberato con un tocco di suola in corsa e aver superato Donnarumma (scontratosi con Mancini), da posizione defilata tira sull’esterno della rete, sprecando una clamorosa opportunità per riaprire la partita. Le sue conclusioni, come quella del 18° minuto, sono potenti ma spesso imprecise. Un giocatore con indubbie qualità, ma che deve affinare la concretezza sotto porta.

Leggi anche: Italia ai playoff Mondiali: le possibili avversarie degli Azzurri. Spettro Svezia

Italia ai playoff Mondiali: le possibili avversarie degli Azzurri. Spettro Svezia

Italia ai playoff Mondiali: le possibili avversarie degli Azzurri negli spareggi di marzo. C’è lo spettro Svezia che eliminò Ventura

L’Italia ha compiuto il primo passo, ma la strada per i Mondiali del 2026 passa inevitabilmente per la porta stretta dei playoff. Con la vittoria di stasera, la Nazionale di Gennaro Gattuso ha conquistato la matematica certezza del secondo posto nel Gruppo I. Salvo un improbabile passo falso della Norvegia contro l’Estonia il prossimo 13 novembre, il destino degli Azzurri si deciderà a marzo, in due sfide da dentro o fuori: la semifinale è fissata per il 26, l’eventuale, decisiva finale per il 31.

In questa corsa a 16 squadre per soli quattro posti disponibili, l’Italia parte però da una posizione di netto vantaggio. Grazie al suo ranking FIFA, avrà la certezza di essere inserita nella prima fascia al momento del sorteggio. Questo garantisce di giocare la semifinale in casa, un fattore non da poco in una gara secca.

Il meccanismo dei playoff è articolato. Le dodici nazionali che hanno chiuso i gironi al secondo posto vengono suddivise in tre fasce in base alla classifica FIFA di novembre. A queste si aggiunge una quarta fascia, composta dalle quattro migliori vincitrici dei gironi di Nations League 2024-2025 che non si sono qualificate direttamente.

Allo stato attuale, la situazione delle fasce è la seguente:

  • Prima fascia: Italia, Turchia, Ucraina e Polonia.
  • Quarta fascia (le possibili avversarie dell’Italia in semifinale): Galles, Romania, Svezia e Irlanda del Nord.

Le altre due fasce, che daranno vita all’altro percorso, sono così composte:

  • Seconda fascia: Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Scozia.
  • Terza fascia: Macedonia del Nord, Albania, Bosnia-Erzegovina e Kosovo.

Gattuso: «Bravi noi, si è parlato tantissimo e avevamo tutto da perdere»

Gattuso: «Bravi noi, si è parlato tantissimo e avevamo tutto da perdere». Le dichiarazioni del ct dopo la partita tra Italia e Israele

Al termine della vittoria per 3-0 contro Israele, decisiva per le qualificazioni ai Mondiali del 2026, il commissario tecnico dell’Italia Gennaro Gattuso ha analizzato la prestazione della squadra ai microfoni della Rai.

Playoff raggiunti, con una prestazione più che convincente. «Siamo stati bravi, la partita di un mese fa ce la ricordiamo tutti, ci avevano portati a spasso. Complimenti ai ragazzi, che hanno coperto bene il campo. Sono soddisfatto per non aver preso gol, grande spirito. Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, oggi avevamo tutto da perdere. Si è parlato tantissimo, ma siamo stati molto bravi».

16 gol in 4 gare: gli altri dati positivi? «Dobbiamo saper soffrire, poche squadre al mondo non possono comandare le partite. Quando abbiamo palla abbiamo qualità, ma dobbiamo ritrovare compattezza e lavorare centimetro dopo centimetro».

Da stasera, tutto in funzione di marzo. «Dobbiamo sperare di non perdere giocatori. A novembre avremo due partite serie e proveremo forse qualcuno che ha avuto poco spazio, per formare una squadra che riesce a stare bene dentro e fuori dal campo».

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Italia Israele: 3 cose che non hai notato della sfida valida per le qualificazioni ai Mondiali

Tre curiosità sulla partita Italia Israele, sfida valida per il gruppo I delle qualificazioni ai prossimi campionati Mondiali

Le tre cose che non hai notato di Italia Israele, gara valida per il gruppo I delle qualificazioni ai Mondiali.

Soprattutto il primo tempo della sfida tra Italia e Israele ha offerto spunti interessanti, sebbene non sempre culminati in azioni concrete. Ecco tre momenti salienti che ci permettono di analizzare la prestazione degli azzurri nei primi 45 minuti, evidenziando dettagli tattici e l’atteggiamento complessivo della squadra.

1. L’azione sfumata da applausi. Al 17° minuto, un grande lancio in profondità per Locatelli aveva innescato una potenziale occasione da gol. Locatelli, con prontezza, ha servito al volo Barella, ma l’azione è stata interrotta da un fuorigioco. Nonostante l’episodio, il gesto di Barella che applaude il compagno denota comunque uno spirito positivo e la volontà di incoraggiare i compagni, anche in un’azione che non ha portato frutti. È un segnale di come la squadra cercasse la verticalizzazione, seppur con qualche imprecisione nei tempi.

2. La finte di Cambiaso. Al 34° minuto, Andrea Cambiaso si è distinto per una giocata intelligente e raffinata: è entrato nel campo fingendo di arretrare per poi sterzare improvvisamente in avanti, liberandosi del marcatore. Questa finta ha creato spazio, permettendogli di scaricare il pallone su Locatelli. Quest’ultimo, però, non è riuscito a smarcarsi completamente, trattenendo la palla con difficoltà prima di servirla a Tonali. La conclusione di Tonali da fuori area è stata debole e prevedibile, telefonata come si dice in questi casi, senza creare veri pericoli per la difesa avversaria. Un momento che ha mostrato una buona intuizione individuale, ma una carenza di incisività nella fase finale dell’azione, caratteristica che al di là del punteggio finale si è evidenziata in qualche circostanza di troppo per la squadra di Gattuso.

3. Vizi italici (ma 3 gol annullano tutto). Al 40° minuto, il gioco dell’Italia si è distinto per una manovra discreta dalla difesa, caratterizzata da sicurezza, precisione e velocità. La squadra è riuscita ad arrivare fino al limite dell’area avversaria, ma senza mai riuscire a “pungere” realmente. Questa fase del match ha rivelato un’Italia più interessata a dimostrare un’organizzazione tattica impeccabile e una chiara intenzione di gioco, piuttosto che a produrre occasioni significative in attacco. Non è stata la tipica situazione di “vorrei ma non posso” vista in altre partite; piuttosto, è sembrato esserci un accontentarsi di essere “puliti” nel passaggio e nel mantenimento del possesso. Forse, questo atteggiamento suggerisce anche l’assenza di un obbligo stringente di vittoria in questa gara, preferendo consolidare schemi e meccanismi di gioco. Il fatto che poi il successo sia arrivato ugualmente dice che la Nazionale ha comunque trovato la quadra per essere anche pienamente efficace.

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Italia Israele 3-0: doppio Retegui e Mancini. Azzurri ai playoff

A Udine il match per le qualificazioni Mondiali del 2026. Italia Israele: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

L’Italia di Gennaro Gattuso torna protagonista al Bluenergy Stadium di Udine in una sfida cruciale per lequalificazioni al Mondiale 2026. Dopo il convincente successo contro l’Estonia, gli Azzurri puntano a conquistare altri tre punti contro Israele, così da blindare almeno il secondo posto nel girone e garantirsi l’accesso ai playoff.

La vetta, saldamente nelle mani della Norvegia di Haaland, sembra ormai irraggiungibile, ma la Nazionale vuole confermare i progressi compiuti sotto la guida di “Ringhio” e centrare la quarta vittoria consecutiva. Fischio d’inizio alle 20.45, in un contesto di massima attenzione anche fuori dal campo: lo stadio sarà blindato e le misure di sicurezza ai livelli più alti.


SEGUI LA DIRETTA

90+3′ GOL DI MANCINI – Colpo di testa vincente sugli sviluppo di corner mosso corto. Grande cross tagliato da destra di Dimarco

85′ ESPOSITO SE LO DIVORA – Brutto errore di Glazer in fase di impostazione, Retegui ne approfitta e serve Esposito che però a tu per tu col portiere israeliano si mangia il terzo gol. 

74′ SUPER GOL DI RETEGUI – Doppietta di Retegui con un gran gol! Recupera un pallone sulla trequarti, si gira, si accentra e dal limite dell’area lascia partire il tiro a giro verso l’incrocio dei pali lontano. Gran gol per blindare la vittoria a quasi un quarto d’ora dalla fine di questa partita. 

59′ DONNARUMMA ANCORA DECISIVO – Gigio para la conclusione di Gloukh che la difesa azzurra non era stata in grado di bloccare prima. 

INIZIA IL SECONDO TEMPO!!

INTERVALLO

45+1′ GOL DI RETEGUI –  Retegui non sbaglia dagli undici metri e porta avanti l’Italia a Udine!

45′ RIGORE PER L’ITALIA – Fallo in area di Baltaxa su Retegui. Dal dischetto va lo stesso ex Atalanta. 

27′ DONNARRUMA SALVA GLI AZZURRI –  Gigio provvidenziale sulla conclusione di Solomon: il numero uno azzurro spedisce oltre la traversa la conclusione dell’israeliano. Proteste dell’Italia per un fallo su Raspadori non fischiato dall’arbitro all’inizio di questa azione. 

19′ BRIVIDO SU GLOUKH – Il cross di Khalaili raggiunge Gloukh che conclude da lontano col destro: potente ma non inquadra bene lo specchio e la palla si perde oltre la linea di fondo.  

10′ OCCASIONE PER CAMBIASO –  Dopo una buona chiusura di Daza è Cambiaso che prova la conclusione: prende palla, si accentra e poi calcia potente col mancino. Palla di poco oltre il palo.

INIZIA IL MATCH!


FORMAZIONI UFFICIALI

ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Calafiori; Cambiaso, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Retegui, Raspadori A disposizione: Meret, Vicario, Gabbia, Spinazzola, Udogie, Orsolini, Piccoli, Pio Esposito, Cristante, Frattesi, Cambiaghi, Coppola. CT: Gennaro Gattuso

ISRAELE (4-3-3): Glazer; Dasa, Baltaxa, Blorian, Revivo; E. Peretz, Gloukh, Khalaili; Biton, Solomon; Baribo . A disposizione: Da.Peretz, Tzur, Gandelman, Shua, Azoulay, Noy, Mizrahi, Abu Fani, Gropper, Turgeman, Stoinov, Toriel. CT: Ran Ben Shimon


Camarda: «Sono sulla bocca di tanti, ma queste persone per me non contano nulla»

Camarda: «Sono sulla bocca di tanti, ma queste persone per me non contano nulla». Le dichiarazioni del bomber dell’Italia U21

Un inizio folgorante, che conferma un talento purissimo. Francesco Camarda ha iniziato la sua avventura con l’Italia Under 21 nel migliore dei modi: tre goal in appena due partite, un impatto devastante per il bomber classe 2008. Di proprietà del Milan ma attualmente in prestito al Lecce per farsi le ossa, Camarda ha prima segnato all’esordio contro la Svezia e si è poi ripetuto con una splendida doppietta nel netto 5-1 inflitto all’Armenia, finalizzando al meglio due assist perfetti di Bartesaghi e Dagasso.

Nonostante la giovane età e la pressione mediatica, il ragazzo dimostra una maturità notevole, come emerso nelle sue dichiarazioni a Rai 2 al termine della partita giocata allo Stadio Giovanni Zini di Cremona.

DEDICA PER I GOAL «Dedico i goal ad Angelo Valenti, che purtroppo è venuto a mancare. Una persona a cui tenevo molto, mi dispiace molto per questa cosa quindi ci tenevo a dedicare questi goal a lui che ci guarda da lassù e ai suoi figli».

LA PARTITA «Queste partite qua non sono mai semplici. Venivamo da un 3-0 contro la Svezia e l’Armenia è una squadra che lotta per non perdere, stanno dietro. Contro queste squadre è sempre molto difficile. Dagasso è entrato benissimo, ha sbloccato la gara. Abbiamo avuto un po’ di difficoltà, ma contro squadre così non è mai facile non tanto approcciare, quanto giocare bene».

SI RENDE CONTO DI COSA C’È ATTORNO A LUI? LA PRESSIONE PUÒ AUMENTARE? «Sì ormai sono sulla bocca di tante persone da tanto tempo. Alcuni mi amano, alcuni mi odiano… Come ho detto tante altre volte cerco di isolarmi, di non ascoltare nessuno perché sono voci di persone che molte volte per me non contano nulla. Ascolto il mister, ascolto i miei compagni e la mia famiglia».

Vlahovic gol su assist di Kostic: la Serbia sorride grazie all’asse Juve

Vlahovic gol su assist di Kostic: la Serbia sorride grazie all’asse Juve dopo le dimissioni del commissario tecnico Stojkovic

In una serata cruciale per il cammino verso i Mondiali, la Serbia si affida al suo tandem “Made in Juve” per superare le difficoltà e battere Andorra. A scacciare i fantasmi di una crisi imminente ci ha pensato la perfetta intesa tra Filip Kostic e Dusan Vlahovic, autori della rete del momentaneo 2-1.

Il gol, arrivato al 54′ minuto, ha un peso specifico enorme. La nazionale serba era reduce dalla pesante e inaspettata sconfitta contro l’Albania e scossa dal recente terremoto societario causato dalle dimissioni del commissario tecnico Stojkovic. In questo clima di grande incertezza, è emersa la qualità dei due giocatori bianconeri. L’azione è stata un classico del loro repertorio: Kostic, dalla sua mattonella sulla fascia sinistra, ha disegnato un cross teso e preciso al centro dell’area. Lì, Vlahovic si è mosso con i tempi giusti, anticipando il difensore e incornando il pallone con forza e precisione, spedendolo nell’angolino dove il portiere non ha potuto arrivare.

Per l’attaccante classe 2000, si tratta di una vera e propria liberazione. Dopo una prestazione opaca e diverse occasioni sprecate nella partita precedente, questa rete gli restituisce fiducia e morale, confermando il suo status di leader offensivo non solo per la Juventus, ma anche per la sua nazionale.

Allo stesso modo, il gol è una rivincita per Filip Kostic. Nonostante un avvio di stagione in cui ha trovato poco spazio nelle gerarchie di Allegri, l’esterno classe 1992 ha dimostrato ancora una volta di essere un elemento imprescindibile per la Serbia. Il suo assist vincente è la prova della sua importanza tattica e della sua capacità di creare pericoli costanti con la sua qualità nel cross, un segnale forte inviato anche al suo club.

Leggi anche: L’Italia si qualifica ai playoff se: cosa serve per proseguire la rincorsa al Mondiale

Cristiano Ronaldo è di nuovo leggenda: doppietta all’Ungheria e nuovo record Mondiale

Cristiano Ronaldo è di nuovo leggenda: doppietta all’Ungheria e nuovo record Mondiale. CR7 eterno, staccati Messi e Lewandowski

Cristiano Ronaldo non si accontenta mai. Nella serata di martedì, durante la partita di qualificazione al Mondiale 2026 contro l’Ungheria, il capitano del Portogallo non si è limitato a segnare un gol, ma ha messo a segno una doppietta, di cui la seconda rete su calcio di rigore, riscrivendo un’altra incredibile pagina della storia del calcio.

Con queste due reti, CR7 è diventato il miglior marcatore di tutti i tempi nelle fasi di qualificazione ai Campionati del Mondo. Un record che testimonia una longevità e una fame di gol senza precedenti. Il suo bottino personale in queste competizioni sale ora alla stratosferica cifra di 41 gol in 51 partite disputate. Con il primo gol della serata aveva eguagliato e superato il precedente detentore del record, il guatemalteco Carlos Ruiz, fermo a 39 reti, ma con la seconda marcatura ha consolidato il suo primato, staccandolo ulteriormente.

Il viaggio di Ronaldo verso questo traguardo è stato impressionante: sette gol nelle qualificazioni per il Mondiale 2006, otto per quello del 2014, ben quindici per Russia 2018, e sei nel percorso verso Qatar 2022. Ora, nel cammino per il torneo del 2026, è già a quota cinque reti in appena quattro incontri. L’unica anomalia in questa straordinaria carriera resta la campagna di qualificazione per il Mondiale del 2010 in Sudafrica, l’unica in cui non è riuscito a trovare la via del gol.

Questo ennesimo record amplia ulteriormente il divario con gli altri grandi bomber ancora in attività: i suoi rivali più vicini, Lionel Messi e Robert Lewandowski, sono rispettivamente a quota 36 e 32 gol, a testimonianza della grandezza dell’impresa compiuta dalla leggenda portoghese.

Yildiz inarrestabile: terzo gol nelle ultime due con la Turchia. È un altro gioiello

Yildiz inarrestabile: terzo gol nelle ultime due con la Turchia. È un altro gioiello per il numero 10 della Juventus che sale a 9 G/A in stagione

Un altro gol, un’altra magia, un’altra notte da protagonista. Kenan Yildiz non si ferma più e si prende la scena anche nella sfida più delicata per la sua Turchia. Il gioiello della Juventus ha sbloccato la partita di qualificazione al Mondiale 2026 contro la Georgia, siglando la rete dell’1-0 con un tocco da fuoriclasse che ha infiammato la serata.

Il gol è arrivato al 14′ minuto del primo tempo, al termine di un’azione rapida e precisa. Servito da un passaggio filtrante di Abdülkerim Bardakci, il fantasista bianconero si è trovato a tu per tu con il portiere e, con una freddezza da veterano, lo ha superato con un morbido e delizioso pallonetto di destro, depositando la palla in rete.

Una prodezza balistica che ha scatenato l’esultanza dei suoi compagni e del CT Montella. L’arbitro ha inizialmente atteso la conferma del VAR, che dopo una breve revisione ha convalidato la rete, dando il via alla festa turca. Per Yildiz, attaccante turco classe 2005, è un’altra perla da aggiungere a una collezione che si fa sempre più ricca.

Questa rete ha un peso specifico enorme. Arriva in una partita che è un vero e proprio spareggio per il secondo posto nel girone e che mette di fronte due nazionali agguerrite. La capacità di sbloccare una sfida così tesa con una giocata di pura classe è la firma del grande campione.

Dopo la doppietta da urlo contro la Bulgaria, Yildiz si conferma l’uomo in più di questa Turchia, il leader tecnico a cui Vincenzo Montella ha affidato le chiavi dell’attacco. La sua crescita è esponenziale e le sue prestazioni in nazionale non fanno che aumentare la sua valutazione e la sua centralità anche nel progetto della Juventus.

La dirigenza bianconera osserva a distanza e si gode le prodezze del suo numero 10, sempre più consapevole di avere tra le mani un talento generazionale. Ogni sua magia, come quella di questa sera contro la Georgia, è un motivo in più per accelerare la trattativa per quel rinnovo che lo blinderà a Torino per gli anni a venire.

QUI: IL PUNTO SULLE SQUADRE QUALIFICATE AL MONDIALE 2026

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