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Baldini: «Camarda un talento, ma nel primo tempo abbiamo fatto la ninna nanna»

Baldini: «Camarda un talento, ma nel primo tempo abbiamo fatto la ninna nanna». Le dichiarazioni del ct dell’Italia U21

L’Italia Under 21 prosegue la sua marcia inarrestabile nelle Qualificazioni ai prossimi Europei. Gli Azzurrini hanno centrato la quarta vittoria consecutiva nel girone, superando l’Armenia con un rotondo 5-1. Protagonista assoluto del match è stato Camarda, autore di una doppietta, a cui si sono aggiunte le reti di Dagasso, Fini ed Ekhator.

Tuttavia, il risultato finale non deve ingannare: la prima rete è arrivata solo al sessantesimo minuto di gioco. Per questo motivo, al termine della gara, il commissario tecnico Silvio Baldini ha voluto richiamare i suoi ragazzi a una maggiore concentrazione. Intervenuto ai microfoni di Rai 2, ha analizzato così la partita.

LA PARTITA – «Normalmente queste partite sembrano quelle del giovedì, quando fai un campionato normale, dove la squadra non ha voglia ed è stanca e magari nella ripresa con qualche cambio c’è uno spirito più giusto. Ed è successo così. Per fortuna, perché partite facili oggi non ce ne sono più e di brutte figure se ne possono fare. Ci sono tante insidie nel calcio. In una gara del genere, magari le ammonizioni prese sul 4-1 le rischi sullo 0-0 e poi diventa un’altra partita… Abbiamo buttato via un tempo, ma ci sta. L’ho detto ai ragazzi, nel secondo tempo invece bravi a concretizzare».

I CAMBI DECISIVI – «Ringrazio per i complimenti, ma sono un po’ allergico: i complimenti sono come dei sonniferi, ci si addormenta e ci si adagia. Mi piace rimanere sempre sulla corda, essere bravi per il risultato finale. Per essere bravi dobbiamo tagliare un traguardo importante».

CAMARDA – «Cosa si può dire ancora? Niente, è un talento e non lo scopriamo oggi. Anche lui, come la squadra, nel primo tempo abbiamo fatto la ninna nanna e non abbiamo giocato a calcio. Si fanno brutte figure. Poi hanno messo la sveglia e il risultato è cambiato».

POLONIA – «La prossima partita è più facile, sarà uno scontro diretto e non avranno questo approccio. Come loro succede al Real Madrid, al Milan e alla Juventus. Ma non deve succedere a noi».

Italia-Israele: a Udine scontri tra polizia e manifestanti Pro-Pal. E durante l’inno…

Italia Israele: a Udine scontri tra polizia e manifestanti Pro-Pal. E durante l’inno… La manifestazione è degenerata in gravi disordini

Una manifestazione inizialmente pacifica, che ha visto la partecipazione di circa 8.000 persone, è degenerata in gravi disordini nel centro della città. Dopo due ore di corteo tranquillo, la tensione è esplosa nei pressi di Piazza Primo Maggio, quando un gruppo di manifestanti Pro Palestina, stimato in circa 200 persone, ha tentato di forzare il blocco delle forze dell’ordine. L’obiettivo era raggiungere lo stadio Friuli, dove si stava disputando la partita di calcio tra Italia e Israele.

Il tentativo di sfondamento ha dato il via a violenti scontri. I facinorosi hanno lanciato una fitta pioggia di oggetti – tra cui bottiglie, pietre e persino segnali stradali divelti – contro gli agenti schierati in assetto antisommossa. La polizia ha risposto prontamente azionando gli idranti per respingere l’avanzata. Sebbene i manifestanti siano riusciti a superare un primo cordone di sicurezza, non hanno oltrepassato la barriera principale dei celerini. Durante gli scontri sono esplose anche alcune bombe carta. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

La situazione si è ulteriormente aggravata con l’arrivo dei blindati a rinforzo del blocco e il lancio di lacrimogeni per disperdere la folla. Il bilancio degli incidenti conta diversi contusi. Tra i feriti, un operatore televisivo sarebbe stato colpito al volto da un sasso. Le forze dell’ordine hanno inoltre operato alcuni fermi.

Un clima di tensione che contrastava nettamente con l’atmosfera all’interno dello stadio, peraltro semivuoto. Lì, durante l’esecuzione dell’inno nazionale israeliano, ci sono stati prevalentemente fischi da parte dello stadio.

Maresca Juventus, è una suggestione per il futuro della panchina bianconera? La rivelazione a sorpresa

Maresca Juventus, ipotesi per il futuro della panchina bianconera: spunta una rivelazione inaspettata

Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, la Juventus segue con grande attenzione il percorso di Enzo Maresca, oggi alla guida del Chelsea e con un passato da centrocampista bianconero. Il suo nome figura tra quelli più stimati dalla dirigenza, un’idea affascinante che, a determinate condizioni, potrebbe trasformarsi in qualcosa di concreto.

Non per l’oggi, ma per il domani

È importante chiarirlo: nessuna trattativa è in corso. Igor Tudor resta saldo sulla panchina della Juve, anche se – come per ogni allenatore – i risultati saranno sempre il vero giudice. Maresca, dal canto suo, ha un contratto lungo con il Chelsea, valido fino al 2029, e un rapporto solido con il club londinese. Per questo il suo nome rappresenta più un’opzione da custodire per il futuro che una scelta immediata.

Il filo che lega Maresca alla Signora

Perché proprio lui? La risposta sta nel legame speciale che Maresca ha con il mondo bianconero. Ex giocatore della Juve, conosce a fondo l’ambiente e ne incarna lo spirito. La società apprezza non solo le sue qualità tecniche, già messe in mostra al Leicester e ora al Chelsea, ma anche le doti umane e manageriali.

Dopo l’esperienza come vice di Guardiola al Manchester City, Maresca ha intrapreso un percorso da primo allenatore che lo ha visto proporre un calcio moderno, coraggioso e propositivo.

Un ritorno che fa sognare

Il suo nome è stato annotato sul taccuino della dirigenza: un’opzione suggestiva, un ritorno che accenderebbe la fantasia dei tifosi. Per ora resta soltanto un’idea, ma nel calcio – si sa – i grandi amori possono fare lunghi giri e poi ritornare. La Juventus osserva, con stima e affetto, uno dei suoi grandi ex.

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Moviola Italia Israele: l’episodio chiave del match

Moviola Italia Israele, l’episodio arbitrale chiave del match valido per il gruppo I delle qualificazioni ai Mondiali del 2026

L’episodio chiave della moviola del match Italia Israele, valido per il gruppo I delle qualificazioni ai Mondiali 2026. La Uefa ha designato Clément Turpin come arbitro della partita di Udine. Assistenti i connazionali Nicolas Danos e Benjamin Pages, quarto uomo François Letexier. Al Var Bastien Dechepy e il belga Bram Van Driessche.

PRIMO TEMPO

Al 10′ Mancini allarga il braccio e colpisce Baribo, l’israeliano resta a terra ma non c’è nulla secondo Turpin, se non un atteggiamento di protezione da parte dell’azzurro. Gara vivace senza particolari problemi, l’arbitro tende a non fischiare, come in occasione dell’occasione di Solomon: l’azione è viziata da un intervento probabilmente irregolare su Raspadori. Primo giallo al 42′: lo riceve Biton che trattiene Tonali. Al 45′ l’episodio più importante del primo tempo: Retegui anticipa Baltaxa che gli calcia il piede, è rigore senza discussioni. Si va al riposo con un totale di 9 falli, 4 da parte degli azzurri.

SECONDO TEMPO

Il primo fallo della ripresa lo prende il subentrato Pio Esposito. Lieve tocco di Tonali su Biton all’ingresso in area, piccolo rischio del centrocampista della Nazionale. Bravo Mancini a tenere su Baribo su un pallone davanti a Donnarumma, intervento regolarissimo. Al 66′ Cambiaso va in gol ma il fuorigioco è netto, nessun dubbio sull’annullamento. Adani in telecronaca contesta alcune decisioni di Turpin, che stronca una serie di contatti non particolarmente gravi. A 2 minuti dalla fine Tonali si merita un’ammonizione, dettata da un intervento fuori tempo causato dalla stanchezza. Nel recupero Barella si fa ammonire, era diffidato, salterà la gara con la Moldova. La gara si chiude con 12 falli per l’Italia e 10 per Israele.


Italia Israele, le parole di Udogie: «Andremo in campo per conquistare i tre punti. I tifosi ci daranno una spinta»

Italia Israele, le dichiarazioni di Udogie alla Rai: «Andremo in campo per conquistare i tre punti. I tifosi ci daranno una spinta decisiva»

L’esterno azzurro Destiny Udogie è intervenuto ai microfoni della Rai per presentare la sfida contro Israele, appuntamento decisivo nelle qualificazioni ai Mondiali del 2026. Le parole:

PAROLE – «Siamo consapevoli dell’importanza della partita. Andremo fuori, in campo, per conquistare i tre punti. Sono sicuro che i tifosi ci daranno una spinta decisiva. Le scelte del mister ci aiutano a esprimere le nostre qualità».

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Italia Israele, Bonucci nel pre gara: «Vogliamo vincere. Siamo una grande squadra. Dobbiamo essere squadra»

Italia Israele, Bonucci parla nel pre gara: «Vogliamo vincere. Siamo una grande squadra. Dobbiamo essere squadra». Le sue dichiarazioni

Leonardo Bonucci, oggi parte dello staff tecnico guidato da Gennaro Gattuso, è intervenuto ai microfoni della Rai per presentare la sfida tra Italia e Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2026. Le sue parole:

PAROLE – «Abbiamo avuto bei segnali dalla squadra negli ultimi due allenamenti. Sappiamo che Israele è una squadra forte, che potrebbe giocare sulle ripartenze, dobbiamo stare attenti sulle preventive. Vogliamo vincere. Da centrocampo in su i nostri avversari hanno qualità. Dobbiamo essere bravi a soffocare ogni iniziativa.

Abbiamo cercato di far capire ai giocatori che sono in grado di difendere sia a zona sia a uomo. Abbiamo giocatori fortissimi a livello internazionale, questo è un grandissimo vantaggio. Il mio ruolo è quello di allenare i ragazzi sulla gestione delle palle inattive, ma lo condivido con tutto lo staff, il ct, che prende le decisioni finali. Siamo una grande squadra. Dobbiamo essere squadra».

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Camarda trascina l’Under 21: doppietta decisiva in dieci minuti contro l’Armenia!

Francesco Camarda show con l’Under 21: due gol in dieci minuti stendono l’Armenia. Il racconto della sfida

Francesco Camarda continua a prendersi la scena con la maglia dell’Italia Under 21 di Silvio Baldini. L’attaccante del Milan, in prestito al Lecce, ha firmato una nuova doppietta dopo il gol all’esordio contro la Svezia, confermandosi tra i protagonisti assoluti degli Azzurrini.

Schierato titolare anche contro l’Armenia, il classe 2008 ha colpito due volte in rapida successione, tra il 62’ e il 71’, indirizzando una partita che nel primo tempo si era rivelata più complicata del previsto. Dopo l’iniziale vantaggio firmato da Dagasso, Camarda ha prima raddoppiato e poi triplicato il punteggio, prima che Fini calasse il poker. Nel finale, un errore del portiere Palmisani ha concesso agli avversari il gol della bandiera.

Con questo successo, l’Italia di Baldini consolida il primo posto nel girone di qualificazione, a punteggio pieno, e si avvicina con decisione all’obiettivo: staccare il pass per gli Europei di categoria del 2027.

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Mkhitaryan Inter, le parole del nerazzurro: «Al momento non sto mollando e sto lottando: io faccio il massimo, a fine stagione valuteremo…»

Mkhitaryan Inter, il nerazzurro spiega: «Vi racconto cosa intendevo con le mie parole sull’addio di Inzaghi. Differenze con Chivu…»

In occasione della presentazione del suo libro La mia vita sempre al centro, il centrocampista dell’Inter Henrikh Mkhitaryan ha colto l’occasione per rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Le parole:

SUL MIO LIBRO – «Col libro voglio dare un messaggio a tutti i sognatori, a tutti quelli che vogliono raggiungere qualcosa nella vita: di non mollare e crederci, di lavorare su di loro perché alla fine avrai i risultati. Sto provando a dare una strada per i giovani per far loro capire che devi lavorare e lottare per raggiungere gli obiettivi».

FUTURO? – «Al momento non sto mollando e sto lottando: io faccio il massimo, a fine stagione valuteremo e vedremo se sono capace ancora a giocare. Se potrò dare ancora qualcosa a questa squadra giocherò un altro anno o altri due: altrimenti mi ritirerò. Non ho niente da rimpiangere, avrò 37 anni e ho giocato tanto: sarò felicissimo anche se mi ritirerò».

COSA INTENDEVO CON LE MIE PAROLE SULL’ADDIO DI INZAGHI? – «E’ difficile lasciar andare un allenatore con cui hai lavorato tre anni e che ti ha dato tantissimo: specialmente a me, ho giocato sempre, si fidava di me. Lo ringrazio, è difficile lasciar andare uno che aveva quella fiducia in me: non dico che Chivu non ce l’abbia, ma è diverso e bisogna lavorare duro per capire cosa chiede. Sono sempre stato grato ai miei allenatori, non è mai facile lasciar andare uno che ti piace e ti vuole bene».

MILAN COMO IN AUSTRALIA? – «Non posso rispondere perché non ci siamo noi, ma è un po’ folle viaggiare 24 ore per una partita: ci sta se è un’amichevole alla fine o prima della stagione, sarà un po’ pesante fare il viaggio e poi tornare col fuso. Ma non possiamo lamentarci, siamo pagati per giocare».

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Soulé Italia, il ct dell’Argentina Scaloni lo blinda: stroncati i sogni dei tifosi azzurri

Soulé Italia, il ct dell’Argentina Scaloni esce allo scoperto: «È nel nostro mirino». Le parole sul calciatore della Roma

Un’illusione durata appena qualche ora. L’idea di vedere Matías Soulé con la maglia dell’Italia si è spenta sul nascere, soffocata dalle parole nette del CT argentino Lionel Scaloni, che ha chiuso ogni spiraglio: «Soulé è il futuro dell’Albiceleste».

La presa di posizione di Scaloni

Le voci di un possibile “scippo” azzurro, alimentate dalle dichiarazioni dell’agente del giocatore, sono state respinte con decisione. In conferenza stampa, Scaloni ha ribadito la sua posizione: «Soulé è nel nostro mirino da tempo, così come Buonanotte, Garnacho e Carboni. Sono giovani che consideriamo parte del futuro della nazionale e li convocheremo quando sarà il momento».

Un talento conteso

Per l’Italia di Gennaro Gattuso, dunque, una porta che si chiude. L’ipotesi di naturalizzare l’attaccante della Roma era suggestiva, ma il richiamo della patria ha avuto la meglio. Classe 2003, cresciuto nel vivaio della Juventus e protagonista in prestito al Frosinone, Soulé sta vivendo una stagione di consacrazione con la maglia giallorossa.

Le sue prestazioni hanno riacceso l’interesse dell’Argentina, che non vuole lasciarsi sfuggire il talento. Secondo indiscrezioni, lo stesso Scaloni avrebbe parlato direttamente con il giocatore per rassicurarlo sul suo futuro in nazionale.

La telenovela si chiude qui: Matías Soulé vestirà i colori biancocelesti dell’Albiceleste. Per l’Italia resta solo il rimpianto di un sogno mai davvero iniziato.

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Formazioni ufficiali Italia Israele: ecco le scelte del ct Gattuso

Formazioni ufficiali Italia Israele: ecco le scelte del commissario tecnico Gennaro Gattuso. I dettagli

L’Italia di Gennaro Gattuso torna in campo al Bluenergy Stadium di Udine per una sfida che vale tantissimo nelle qualificazioni al Mondiale 2026. Dopo il netto successo contro l’Estonia, gli Azzurri cercano i tre punti contro Israele per blindare almeno il secondo posto del girone e garantirsi l’accesso ai playoff.

La vetta, occupata dalla Norvegia di Haaland, appare ormai lontana, ma la Nazionale vuole confermare la crescita sotto la guida di “Ringhio” e centrare la quarta vittoria consecutiva. Fischio d’inizio alle 20.45, in un clima di grande attenzione anche fuori dal campo, con lo stadio blindato e la sicurezza ai massimi livelli

Ecco le formazioni ufficiali della partita:

ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Calafiori; Cambiaso, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Retegui, Raspadori A disposizione: Meret, Vicario, Gabbia, Spinazzola, Udogie, Orsolini, Piccoli, Pio Esposito, Cristante, Frattesi, Cambiaghi, Coppola. CT: Gattuso

ISRAELE (4-3-3): Glazer; Dasa, Baltaxa, Blorian, Revivo; E. Peretz, Gloukh, Khalaili; Biton, Solomon; Baribo . A disposizione: Da.Peretz, Tzur, Gandelman, Shua, Azoulay, Noy, Mizrahi, Abu Fani, Gropper, Turgeman, Stoinov, Toriel. CT: Ben Shimon

Klopp elogia Wirtz: «Un talento che si vede una volta ogni secolo». Poi le parole ai tifosi del Liverpool

Klopp parole al miele per Wirtz: «Un talento che si vede una volta ogni secolo». Poi le sue dichiarazioni sulla sua ex squadra Liverpool

Jürgen Klopp ha espresso elogi entusiastici per Florian Wirtz, definendolo un «talento che si vede una volta ogni secolo», e si è mostrato sereno riguardo l’inizio di stagione meno brillante del giovane centrocampista tedesco al Liverpool.


Wirtz, l’acquisto record
Florian Wirtz è stato l’acquisto più costoso dell’ultimo mercato estivo, trasferendosi dal Bayer Leverkusen al Liverpool per 136 milioni di euro. Tuttavia, il suo inizio di stagione con i Reds non è stato facile. Finora, Wirtz ha collezionato solo un assist in dieci partite con la prima squadra. Nonostante ciò, questa fase non preoccupa Jürgen Klopp, che vede nel giocatore un talento raro.


La fiducia incrollabile di Klopp
L’ex allenatore del Liverpool rassicura i tifosi, affermando che l’ambiente nel club è perfetto per smorzare le critiche rivolte a Wirtz. Klopp non ha dubbi che il giocatore, prima o poi, dimostrerà il suo enorme valore. «Non devo preoccuparmi per Florian Wirtz, le sue qualità sono eccezionali. Wirtz è un talento che si vede una volta ogni secolo e, prima o poi, lo dimostrerà in ogni partita, come ha fatto al Leverkusen», ha dichiarato Klopp.


Un ambiente stabile per la crescita
Klopp ha aggiunto che non c’è nulla di male nel costruire una «corazza» un po’ più spessa. «Ha un ambiente stabile e il club è ottimo in questi momenti. Se qualcuno è preoccupato per lui, non ce n’è bisogno. Andrà tutto bene» ha concluso, sottolineando la pazienza e il supporto che il Liverpool sta offrendo al suo giovane talento. La fiducia nel futuro di Wirtz da parte del tecnico è totale, evidenziando come la sua visione a lungo termine prevalga sulle difficoltà iniziali.

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Barcellona, collaborazione con Ed Sheeran verso El Clasico: di cosa si tratta

Barcellona, collaborazione con Ed Sheeran verso El Clasico: di cosa si tratta. La sinergia è contestuale alla partnership con Spotify

Il Barcellona ha annunciato una nuova e sorprendente collaborazione con il celebre cantautore inglese Ed Sheeran in vista dell’attesissimo “El Clásico” contro il Real Madrid. Una mossa che mira a fondere calcio e musica, entusiasmando i tifosi in un momento cruciale della stagione.

Ed Sheeran e il Barcellona

Sheeran, conosciuto a livello globale per hit come “Shape of You” e “Thinking Out Loud”, ha stretto questa partnership con il gigante della Liga con l’obiettivo di intrattenere i propri sostenitori. Il cantautore 34enne, molto apprezzato, si sta preparando per il lancio di un nuovo album, e questa collaborazione offre una piattaforma unica per promuovere il suo nuovo lavoro.

Il logo dell’album sulle maglie del Barcellona

Come parte di questa singolare partnership, il Barcellona ha annunciato che il logo del prossimo album di Sheeran sarà visibile sulle maglie del club. Il nuovo simbolo affiancherà quello di Spotify, lo sponsor principale delle maglie sia per la squadra maschile che per quella femminile. L’annuncio è stato condiviso dal club su Instagram con un messaggio entusiasta: «Ed Sheeran si unisce alla squadra del Barça. Kit del Barça, stile Sheeran, è tempo di giocare».
Il logo dell’artista britannico apparirà sulla maglia della squadra femminile per la partita del 19 ottobre e, in un’occasione ancora più significativa, sulla maglia della squadra maschile per “El Clásico” del 26 ottobre, garantendo una visibilità globale all’iniziativa.

Prima del Clasico

Prima di affrontare il Real Madrid, il Barcellona scenderà in campo in Liga contro il Girona, seguito da un match di UEFA Champions League contro l’Olympiacos. Sia il Barcellona che il Real Madrid hanno avuto un inizio di stagione 2025/26 molto forte. Dopo otto partite, il Real Madrid si trova in testa alla classifica, con soli due punti di vantaggio sul Barcellona, secondo. Questa situazione prepara il terreno per un Clasico ancora più avvincente, arricchito da questa inedita fusione tra sport e intrattenimento.

Calciomercato Milan: i due nomi seguiti dai rossoneri per il dopo Maignan

Calciomercato Milan: i due nomi seguiti dai rossoneri per il dopo Maignan. Il Diavolo comincia a pensare al futuro della propria porta

La situazione contrattuale di Mike Maignan continua a tenere in allarme l’ambiente rossonero, spingendo la dirigenza del calciomercato Milan ad attivarsi nella ricerca di un portiere affidabile che possa essere interessante anche in ottica futuribile. La strategia del club meneghino sui giovani talenti tra i pali è stata rivelata dall’esperto di mercato Matteo Moretto in una recente analisi su Youtube.

Secondo Moretto, i nomi monitorati sono diversi, ma le priorità e le chance di successo variano sensibilmente tra un profilo e l’altro, delineando le intenzioni del Milan per il post-Maignan.

Un nome che circola nell’orbita rossonera è quello di Elia Caprile. Il giovane portiere italiano, classe 2001, è apprezzato per le sue qualità e il suo potenziale di crescita. Tuttavia, Moretto chiarisce che al momento «Caprile è monitorato dal Milan, ma a ora non sarebbe considerato un titolare».

Questo suggerisce che il Milan vede in Caprile un prospetto da seguire e magari da inserire in rosa in futuro, ma non la soluzione immediata per sostituire un top playercome Maignan. La dirigenza cerca una figura che possa dare certezze fin da subito.

La situazione si complica per un altro obiettivo ambizioso: Noah Atubolu. Il portiere tedesco, classe 2002 e pilastro del Friburgo, è un profilo che unisce talento e margini di sviluppo enormi, perfettamente in linea con la filosofia societaria di puntare su giovani di prospettiva. Purtroppo per il Milan, l’estremo difensore è nel mirino di mezza Europa.

Moretto parla di «concorrenza feroce» per Atubolu, aggiungendo che «il Milan non è in primissima fila». La pista per assicurarsi il giovane talento della Bundesliga è, dunque, in salita e richiederà uno sforzo economico e di convincimento non indifferente per superare le big che si sono già mosse con maggiore decisione.

Calciomercato Juventus: Skriniar per sostituire Bremer? C’è un ostacolo

Calciomercato Juventus: Skriniar per sostituire Bremer? C’è un ostacolo per l’ingaggio del centrale ex Inter del Fnerbahce

La Juventus torna a pensare a Milan Skriniar. Non è la prima volta che il nome del difensore slovacco viene accostato ai bianconeri; se n’era già parlato nelle estati passate, ma il nuovo infortunio di Bremer ha riacceso con forza l’interesse della dirigenza juventina. Proprio quando il centrale brasiliano subì il primo lungo stop, Skriniar era tra i profili monitorati, in un momento in cui viveva ai margini del progetto tecnico di Luis Enrique al Paris Saint-Germain.

Allora non se ne fece nulla e il difensore trovò una nuova casa al Fenerbahçe, fortemente voluto da José Mourinho, che non solo lo mise al centro della sua difesa, ma gli affidò anche la fascia da capitano. Nonostante l’esonero dello Special One e l’arrivo di Domenico Tedesco, la leadership di Skriniar non è mai stata messa in discussione. In Turchia ha ritrovato continuità e rendimento, giocando tutte le partite e contribuendo con gol e assist, lasciandosi alle spalle la difficile parentesi parigina. Una strana parabola, quella in Francia, dove era arrivato a parametro zero dopo un lungo corteggiamento all’Inter, per poi essere progressivamente messo da parte.

Oggi, però, l’operazione per la Juventus resta complessa. Il primo ostacolo è la volontà del giocatore, che sembra essersi ambientato perfettamente a Istanbul, portando con sé la famiglia e diventando un idolo dei tifosi. Il secondo, e più insormontabile, è di natura economica. Pur avendo accettato un ingaggio leggermente inferiore a quello parigino, lo stipendio di Skriniar si avvicina ai dieci milioni di euro netti a stagione, una cifra fuori portata per le casse bianconere. Tuttavia, le difficoltà attuali del club turco e l’avvicinarsi del Mondiale potrebbero aprire a future riflessioni per tutte le parti coinvolte. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

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Atalanta, in tre tornano in gruppo: le ultime da Zingonia

Atalanta, in tre tornano in gruppo: le ultime da Zingonia. Buone notizie per Juric in vista della prossima partita contro la Lazio

Ivan Juric può finalmente guardare con maggiore ottimismo ai prossimi impegni ufficiali della sua Atalanta. In un periodo cruciale della stagione, con un calendario fitto di appuntamenti importanti, il tecnico recupera pedine fondamentali per il suo scacchiere tattico. Alla ripresa del campionato, la squadra nerazzurra ospiterà in casa la Lazio, per poi ricevere lo Slavia Praga in Champions League e affrontare in rapida successione Cremonese, Milan, Udinese, Marsiglia e Sassuolo prima della sosta di metà novembre.

La notizia più incoraggiante arriva direttamente dal centro sportivo di Zingonia, dove la squadra ha ritrovato tre giocatori reduci da problemi fisici di rilievo. Dopo una lunga attesa, sono infatti tornati a lavorare con il resto del gruppo Nicola Zalewski, Giorgio Scalvini e, soprattutto, Gianluca Scamacca. L’attaccante romano, fermo dalla seconda giornata di Serie A contro il Parma a causa di un’infiammazione al ginocchio, ha finalmente superato l’infortunio che lo tormentava dalla scorsa stagione. Il suo rientro in gruppo è una boccata d’ossigeno per l’attacco atalantino e ora punta a tornare a disposizione per le prossime partite.

Notizie confortanti giungono anche per quanto riguarda Scalvini, che si era fermato per un problema muscolare a metà settembre, e Zalewski, anche lui costretto ai box per uno stiramento rimediato nel match contro il Torino del 21 settembre.

Tuttavia, non tutti i problemi sono risolti. Devono infatti pazientare ancora Odilon Kossounou, assente dalla partita contro la Juventus di fine settembre, e Raoul Bellanova. Entrambi hanno svolto una seduta di allenamento personalizzata e avranno bisogno di qualche giorno in più prima di poter rientrare a pieno regime. La loro presenza per la sfida contro la Lazio di domenica 19 ottobre resta in forte dubbio. Questi si aggiungono al lungodegente Kolasinac, per il quale i tempi di recupero sono ancora da definire.

Lukaku, denuncia choc: «Estorsioni familiari, il funerale di papà non si terrà in Belgio»

Lukaku, denuncia choc: «Estorsioni familiari, il funerale di papà non si terrà in Belgio». I due fratelli indignati dopo la scomparsa del genitore

Un dramma familiare che si consuma nel dolore del lutto. Con un post congiunto sui social media, Romelu e Jordan Lukaku hanno gettato un’ombra di tristezza e indignazione sulla scomparsa del loro padre, l’ex calciatore Roger. L’attaccante del Napoli e suo fratello hanno denunciato apertamente i dissidi che stanno impedendo loro di dare al genitore l’ultimo saluto desiderato, parlando di un vero e proprio sabotaggio.

Roger Lukaku è deceduto il 28 settembre a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. I figli avrebbero voluto riportare la salma in Belgio per celebrare il funerale a Bruxelles, ma i loro sforzi sono stati vanificati da decisioni prese in Africa. «A causa di alcune decisioni prese a Kinshasa, le esequie non si terranno in Belgio», hanno scritto.

I due fratelli non hanno usato mezzi termini, puntando il dito contro alcuni parenti e parlando di presunte «estorsioni da parte di alcuni membri della famiglia» che avrebbero complicato la situazione. La frustrazione è palpabile, mista alla convinzione che il padre non avrebbe mai tollerato un simile comportamento. «Se nostro padre fosse ancora tra noi, non lo avrebbe mai accettato!», continuano, esprimendo il dolore per non poterlo accompagnare «dignitosamente nel suo ultimo riposo».

Il loro messaggio suggerisce una rottura insanabile e la scoperta di verità dolorose. «Abbiamo capito perché nostro padre ci teneva lontani da diversi membri della famiglia. Alcune persone hanno voluto sabotare questo».

Il post, firmato da Romelu, Jordan e dai loro figli, si chiude con un toccante addio: «Che Dio benedica la tua anima, Papà. Ti amiamo». Una conclusione amara per una vicenda che, oltre al dolore della perdita, svela le profonde tensioni di una famiglia spezzata.

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Gattuso: «I 10 mila tifosi di Italia-Israele sono degli eroi. Per me valgono come 40 mila»

Gattuso: «I 10 mila tifosi di Italia-Israele sono degli eroi. Per me valgono come 40 mila». Le dichiarazioni del ct della Nazionale italiana

Un elogio ai tifosi, una lezione di calcio e una lucida analisi sui problemi del sistema. A poche ore dalla delicata sfida contro Israele, il CT della Nazionale, Rino Gattuso, è intervenuto ai microfoni di Rai Radio 1, parlando a 360 gradi del momento degli Azzurri e del calcio italiano.

Un applauso ai “10mila eroi”

Il primo pensiero di Gattuso è andato ai tifosi che, nonostante le difficoltà, saranno presenti allo stadio per sostenere la squadra. Un gesto non scontato, che il CT ha voluto celebrare con parole cariche di gratitudine. «I 10mila allo stadio stasera per me valgono come 30-40 mila. Sono degli eroi. Bisogna fargli i complimenti anche solo per venire a questa partita che era considerata impossibile da seguire e in cui poteva succedere di tutto. Speriamo di regalargli una gioia importante».

La filosofia sugli attaccanti e la scelta Raspadori

Gattuso ha poi spostato il focus sul campo, spiegando la sua filosofia sugli attaccanti moderni, per cui il sacrificio per la squadra conta più del gol. «E’ importante avere attaccanti non individualisti. Si parla sempre dei gol, ma vanno apprezzati per il lavoro che fanno. Sono bravi, coprono il campo e riescono sempre a fare la doppia scalata quando vogliamo fare pressione ultraoffensiva».

Una filosofia che si riflette nella scelta per la partita di stasera: al giovane Pio Esposito, dopo l’ottima prova da subentrato in Estonia, è stato preferito Raspadori. «Avevamo pensato di farlo giocare, anche per le caratteristiche degli avversari, ma ha speso tanto. Partirà dalla panchina e dall’inizio giocherà Raspadori, ma lo vedremo più tardi in campo».

Il problema stadi: «Disparità tra Nord e Sud»

Infine, una riflessione amara ma schietta sul problema delle infrastrutture in Italia, che limita le possibilità di portare la Nazionale in piazze calorose come quelle del Sud. «La disparità tra Nord e Sud? A tavola parliamo di queste cose qui. In stadi come Palermo, Napoli, Bari e Lecce c’è un problema di licenze. Andrei a giocare a piedi a Reggio Calabria o a Cosenza, ma sono tutti stadi in cui certi tipi di partite non possono essere giocate».

Formazioni ufficiali Italia Armenia U21: le scelte di Baldini

Formazioni ufficiali Italia Armenia U21: le scelte del ct Baldini per la sfida valida al campionato Europeo di categoria

Una serata a tinte azzurre, in attesa della Nazionale maggiore di Gattuso. Ad aprire le danze è l’Italia Under 21 di Silvio Baldini, che allo stadio Zini di Cremona affronta l’Armenia con un obiettivo chiaro: conquistare la quarta vittoria consecutiva per continuare la marcia a punteggio pieno e consolidare il primato nel girone di qualificazione all’Europeo.

Il momento di forma degli Azzurrini è a dir poco scintillante. Con 9 punti in tre partite, l’Italia guida il girone a pari merito con la Polonia, ma è la qualità del gioco a impressionare. La squadra è reduce dalla spettacolare vittoria per 4-0 contro la Svezia, una prova di forza firmata dalla doppietta di Pisilli e dalle reti di Camarda e Berti. Un percorso netto, che conferma la solidità di un gruppo che vuole essere protagonista.

Di fronte, un’Armenia in profonda crisi. Ultima nel girone a zero punti, la squadra allenata da Flores ha fin qui subito pesanti sconfitte, incassando 9 gol in tre partite. L’unico, piccolo segnale di vita è arrivato nell’ultima gara, con il primo gol segnato nel girone. Sulla carta, una sfida che sembra impari.

Le formazioni ufficiali di Italia U21 – Armenia U21

ITALIA U21 (4-3-3): Palmisani; Palestra, Marianucci, Mane, Bartesaghi; Pisilli, Lipani, Ndour; Cherubini, Camarda, Koleosho. Ct. Baldini

ARMENIA U21 (4-4-2): Matinyan; Tarloyan, Manukyan, Hakobyan, Bandikian; Hovhannisyan, Hovhannisyan, Sargsyan, Hakobyan; Eloyan, Hakobyan. Ct. Flores

Calcio femminile, Eleonora Goldoni: «Accorcerei misure del campo e delle porte»

Calcio femminile, Eleonora Goldoni: «Accorcerei misure del campo e delle porte». Le dichiarazioni della centrocampista della Lazio e della Nazionale

Un dibattito costruttivo, non una polemica. La centrocampista della Lazio e della Nazionale, Eleonora Goldoni, ha acceso una riflessione profonda sul futuro del calcio femminile. Recente vincitrice dell’eBay Values Award della FIGC, la calciatrice ha proposto, durante un intervento al “Doppio Passo Podcast”, una modifica strutturale al regolamento per adattarlo alle caratteristiche fisiche delle atlete, proprio come già avviene in altri sport.

La sua idea è semplice e pragmatica: rendere il gioco più spettacolare e realistico agendo sulle dimensioni del campo e delle porte, senza che questo intacchi il valore tecnico delle giocatrici. «Accorcerei di qualche metro le misure del campo e di qualche centimetro quelle della porta. Non ha niente a che fare con il saper giocare, ma con la differente muscolatura e stazza tra uomo e donna».

Goldoni ha sottolineato come sport come il basket e la pallavolo abbiano già adattato le loro regole, ponendo l’accento sulla specificità atletica. Per lei, negare queste differenze è un errore di prospettiva che non aiuta la crescita del movimento. «Un portiere donna non coprirà mai la porta come un uomo, è una questione di predisposizione fisica. Non si possono paragonare calciatori e calciatrici: percorsi diversi, stessa passione, ma due sport quasi differenti».

Le sue parole hanno immediatamente suscitato un vivace dibattito. Da un lato, c’è chi ha apprezzato la proposta, vedendola come un’opportunità per rendere il gioco più avvincente. Dall’altro, non sono mancate le critiche da parte di chi teme che una tale modifica possa essere un passo indietro nel percorso verso la parità tra calcio maschile e femminile.

Classe 1996, Goldoni ha costruito una carriera di alto livello vestendo le maglie di Inter, Napoli e Sassuolo prima di approdare alla Lazio, confermandosi una delle voci più autorevoli del calcio italiano.

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Arsenal, l’infortunio di Odegaard mette alla prova la profondità della rosa di Arteta: l’analisi

Il leader che manca: senza Odegaard l’Arsenal deve dimostrare di essere davvero da titolo! I dettagli

L’Arsenal si trova ad affrontare una prova significativa sulla solidità e la profondità della sua rosa. L’infortunio del capitano Martin Odegaard, che lo terrà fuori per circa sei partite a causa di una lesione al legamento del ginocchio, rappresenta un duro colpo per le ambizioni di titolo dei Gunners. Odegaard è un giocatore formidabile e una forza creativa insostituibile quando è al suo meglio. The Mirror propone questa analisi.


L’Assenza di Odegaard:
L’assenza di Odegaard, che si protrarrà almeno fino alla pausa internazionale di novembre, è un problema serio che ha già colpito l’Arsenal la scorsa stagione, quando il norvegese fu fermato da un infortunio alla caviglia subito in nazionale. Al suo rientro, Odegaard faticò a ritrovare la sua forma migliore, mostrando sprazzi della sua brillantezza solo a intermittenza. Ciò aveva sollevato dubbi sul peso della fascia da capitano e sul perché fosse al di sotto dei suoi standard abituali, con la sua fiducia visibilmente scalfita.


Una preparazione estiva infranta dagli infortuni
La vera delusione di questo inizio di stagione è che Odegaard aveva avuto una pre-stagione brillante, era in perfetta forma, acuto e pronto a dare il massimo. I suoi compagni di squadra avevano notato un netto miglioramento nella sua fiducia e nelle sue prestazioni, facendolo sembrare tornato ai suoi livelli ottimali. Poi, la sfortuna: prima un infortunio alla spalla (subito contro il Leeds e poi riacutizzatosi contro il Nottingham Forest) e ora questa lesione al ginocchio contro il West Ham. Mikel Arteta è stato criticato in passato per aver affrettato il rientro di alcuni giocatori infortunati, ma l’ultimo infortunio di Odegaard sembra pura sfortuna, non legato a un rientro prematuro.


Le opzioni di Arteta
L’Arsenal ora deve valutare le sue opzioni. I sostituti più ovvi per il ruolo di numero 10 sono Eberechi Eze ed Ethan Nwaneri. Eze è stato acquistato per la sua capacità di giocare sia centralmente che sulla sinistra, portando una fisicità diversa rispetto a Odegaard. Ha mostrato sprazzi del suo potenziale e ha fatto bene contro il Newcastle, prima che l’ingresso di Odegaard cambiasse la partita a favore dell’Arsenal. Nwaneri è un giovane talento molto interessante, desiderato dal Borussia Dortmund la scorsa estate. L’Arsenal lo ha convinto a restare, ma ha bisogno di giocare. Se non dovesse avere opportunità nelle prossime sei partite, potrebbe mettere in discussione la sua scelta. L’Arsenal vuole coltivare e sviluppare questo talento speciale, e mantenerlo felice è una sfida per qualsiasi allenatore.


La profondità della rosa sotto esame
In alternativa, l’Arsenal potrebbe cambiare assetto tattico, schierando Martin Zubimendi come numero 6, con Declan Rice e Mikel Merino. Una formazione già provata in passato e criticata per essere percepita come negativa. Tuttavia, l’Arsenal ora ha opzioni serie, ed è per questo che la campagna acquisti estiva è stata così mirata. Attualmente in testa alla Premier League, le prossime settimane saranno un test importante. Un anno fa, la perdita di Odegaard per infortunio aveva scatenato il panico, e gli infortuni furono la storia della loro stagione. Oggi, la situazione è diversa: la profondità e il potenziale della rosa si realizzeranno solo se l’Arsenal sarà in cima alla classifica a fine stagione.

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Abusi edilizi e rifiuti illeciti: sequestrata la Ciro Immobile Academy a Torre del Greco

Da sogno sportivo a inchiesta giudiziaria: sequestrata la Ciro Immobile Academy a Torre del Greco. Tutti i dettagli

Il centro sportivo “Immobile Academy – Centro sportivo Parlati” di Torre del Greco, inaugurato lo scorso marzo dall’attaccante del Bologna Ciro Immobile, è stato posto sotto sequestro preventivo su disposizione del gip del Tribunale di Torre Annunziata.

Secondo quanto reso noto dalla Procura oplontina, sei persone – tra cui alcuni familiari del calciatore – sono indagate con accuse pesanti: realizzazione di opere edilizie senza autorizzazioni, gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e trasformazione di un’area boschiva vincolata in parcheggio asfaltato.

L’inchiesta, condotta dai Carabinieri e dalla Polizia municipale, è partita lo scorso aprile dopo un sopralluogo tecnico. Gli investigatori avrebbero accertato che gli indagati, già intervenuti in passato su aree interessate da abusi edilizi non condonati, avrebbero eseguito ulteriori lavori di nuova costruzione senza alcun titolo abilitativo, determinando una “radicale trasformazione” del territorio.

Il provvedimento di sequestro, spiegano gli inquirenti, è stato adottato per evitare un aggravamento delle conseguenze sotto il profilo urbanistico e ambientale.

All’interno della struttura, oltre alle attività della scuola calcio, si allenava anche il Sorrento Calcio, formazione che milita nel girone C di Serie C e disputa le proprie gare casalinghe a Potenza.

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Svezia, adesso è ufficiale: esonerato il ct Tomasson! Decisiva la sconfitta con il Kosovo

Svezia, è ufficiale: esonerato il ct Tomasson! L’ex Milan paga la sconfitta contro il Kosovo. Il comunicato ufficiale della Federazione

La Federazione Calcistica Svedese (SvFF) ha annunciato l’esonero immediato del commissario tecnico Jon Dahl Tomasson. A risultare fatale per l’ex attaccante danese è stata la clamorosa sconfitta interna contro il Kosovo, che ha compromesso ulteriormente il cammino della nazionale nelle qualificazioni ai Mondiali.

In una nota ufficiale, la SvFF ha spiegato che la decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione nella giornata di martedì, sottolineando come i risultati ottenuti sotto la guida di Tomasson non abbiano soddisfatto le aspettative.

NOTA – Il consiglio di amministrazione della Federazione Calcistica Svedese (Svenska Fotbollförbundet – SvFF) ha preso la decisione di risolvere l’incarico di Jon Dahl Tomasson come commissario tecnico della Nazionale maschile. La decisione si basa sui risultati insufficienti ottenuti nelle qualificazioni ai Mondiali. L’incarico di Jon Dahl Tomasson termina con effetto immediato. La risoluzione è stata decisa dal consiglio di amministrazione della SvFF martedì ed è motivata dagli scarsi risultati nelle qualificazioni al Mondiale.

PAROLE PRESIDENTE FEDERAZIONE – La decisione presa dal consiglio federale si fonda sul fatto che la squadra nazionale maschile non ha fornito i risultati che speravamo. C’è ancora una possibilità di accedere ai playoff – ha dichiarato Simon Astrom – a marzo e la nostra responsabilità è assicurarci di avere le condizioni ottimali possibili per raggiungere la fase finale del Mondiale. Riteniamo che per fare ciò sia necessaria una nuova guida sotto forma di un nuovo commissario tecnico.

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Qualificazioni Mondiali: le stelle della Premier rischiano il clamoroso flop, da Isak a Sesko. Tutti i dettagli

Mentre le qualificazioni per i Mondiali del 2026 si avviano alle fasi conclusive, cresce la preoccupazione per diverse stelle della Premier League che potrebbero clamorosamente mancare all’appuntamento con il torneo negli Stati Uniti. Alcune nazionali sono in grave pericolo di non qualificarsi, mettendo a rischio la partecipazione di giocatori di spicco che potrebbero trovarsi a guardare la competizione da casa. The Mirror ha fatto il punto.
Svezia: un talento offensivo incredibile, una qualificazione disastrosa


La Svezia sta conducendo un girone assolutamente disastroso. Sotto la guida di Jon Dahl Tomasson, la squadra si trova all’ultimo posto del Gruppo B delle qualificazioni europee, con un solo punto in quattro partite e una recente sconfitta contro il Kosovo. Questa forma è inspiegabile, data la quantità di talento a disposizione, in particolare in attacco. Alexander Isak del Liverpool, considerato uno degli attaccanti più forti d’Europa, e Viktor Gyokeres, un’altra brillante opzione, sono a rischio. Anche Anthony Elanga e Dejan Kulusevski, giocatori chiave per i rispettivi club e per la nazionale, potrebbero non essere presenti ai Mondiali.


Camerun: superato dalla sorpresa Capo Verde I
In Africa, il Camerun è stato protagonista di una delle storie più significative delle qualificazioni, ma non per la propria gloria. È stato superato da Capo Verde per un posto automatico al Mondiale. Attualmente secondo nel suo girone con tutte le partite disputate, il Camerun rischia di non essere tra le squadre ripescate. Se la qualificazione dovesse sfumare, stelle come Bryan Mbeumo e Carlos Baleba potrebbero mancare all’appuntamento.


Italia: il pericolo di un tris di assenze Mondiali
L’Italia conosce bene il dramma di non qualificarsi al Mondiale, avendo già fallito le ultime due edizioni. La squadra di Gennaro Gattuso si trova al secondo posto del suo girone, dietro la Norvegia, a tre partite dalla fine. Se non riusciranno a superare i rivali, gli Azzurri rischiano i playoff, che non offrono garanzie di accesso al torneo. In caso di fallimento, numerosi talenti della Premier League, tra cui i portieri Gianluigi Donnarumma e Guglielmo Vicario, e giocatori di movimento come Federico Chiesa, Riccardo Calafiori, Destiny Udogie e Sandro Tonali, sarebbero tra gli assenti illustri.


Slovenia: la Situazione critica di Benjamin Sesko
Anche Benjamin Sesko, compagno di squadra di Mbeumo al Manchester United, potrebbe non partecipare al Mondiale. La Slovenia sta affrontando un girone deludente, con zero vittorie in quattro partite nel suo girone e un terzo posto in classifica. Con solo due partite rimanenti, la squadra ha un disperato bisogno che Sesko si faccia avanti per ribaltare la situazione e conquistare un posto.

Van Basten duro con de Jong: «Il suo ruolo è portare la palla da dietro in avanti. Ma questo non è quasi mai accaduto»

Olanda, Van Basten durissimo con de Jong: «Il suo ruolo è portare la palla da dietro in avanti. È stato tutto un po’ un “calcio da postino”»

Domenica scorsa l’Olanda ha ottenuto una netta vittoria per 4-0 contro la Finlandia nelle qualificazioni ai Mondiali, ma Marco van Basten non ha risparmiato critiche a uno dei giocatori più importanti della “Oranje”. Nel programma televisivo olandese “Rondo” di Ziggo, l’ex attaccante si è mostrato sorprendentemente severo nei confronti di Frenkie de Jong, il centrocampista del Barcellona.


«Calcio da Postino».
Secondo Van Basten, il centrocampista del Barcellona ha giocato in modo eccessivamente cauto e lento. «Ha giocato poco in avanti. È stato tutto un po’ un “calcio da postino”» ha affermato. «Ci aspetteremmo che accelerasse il gioco, ma questo non è successo. L’ho trovato deludente». L’ex CT ha sottolineato che sarebbe proprio De Jong a dover dettare il ritmo in fase di costruzione del gioco. «Il suo ruolo è portare rapidamente la palla da dietro in avanti. Ma questo non è quasi mai accaduto. È un peccato, perché Frenkie ha la visione e le qualità per farlo».


Il confronto con Pedri
Van Basten ha poi paragonato il nazionale olandese al suo compagno di squadra Pedri che, a suo dire, nella nazionale spagnola effettua quei passaggi decisivi. «È esattamente ciò che ci si aspetta anche da Frenkie. Pedri gioca più velocemente, rischia di più in avanti. Ieri ho sentito la mancanza di questo nella squadra». Questo confronto evidenzia la frustrazione di Van Basten nel vedere un De Jong al di sotto delle sue capacità, specialmente in un ruolo così cruciale per l’impostazione del gioco.


La posizione di Kieft e Gullit
Al tavolo di “Rondo”, Van Basten ha ricevuto il pieno supporto di Wim Kieft e Ruud Gullit. «Al Barcellona, lui gioca questo calcio veloce», ha osservato Kieft, riferendosi alla sua intesa con Pedri. Gullit ha aggiunto: «Lì rende di più. In nazionale, tutto sembra più lento». Il coro unanime delle leggende olandesi suggerisce una divergenza di rendimento tra il De Jong visto con la maglia blaugrana e quello che indossa la divisa arancione, con la speranza che possa ritrovare la sua brillantezza anche con la nazionale.

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Gascoigne si racconta: dal trauma dell’infanzia, al trasferimento al Tottenham. Le parole dell’ex Lazio

Gascoigne a cuore aperto in un’intervista: dal trauma dell’infanzia, al passaggio al Tottenham. Le dichiarazioni dell’ex biancoceleste

Paul Gascoigne, l’ex stella del calcio inglese ora 58enne, continua a svelare capitoli della sua carriera e della sua vita, profondamente segnate da eccessi, dipendenze e traumi infantili che hanno plasmato il suo percorso, spesso ostacolato anche dall’ingombrante figura paterna. Lo ha fatto a Good Morning Britain su ITV. La sua è una storia di un talento immenso, ma anche di un uomo che ha dovuto fare i conti con un passato doloroso.


Il trauma indelebile dell’infanzia
Un evento tragico dell’infanzia ha lasciato un segno indelebile in Gascoigne: la morte del fratello minore, investito da un’auto. «Mi incaricavo di prendermi cura di lui. Ma in un momento di distrazione, corse un metro davanti a me e fu investito. Morì tra le mie braccia… Pensai che respirasse ancora. Sfortunatamente, non fu così». Questo trauma ha accompagnato “Gazza” per tutta la vita.


Il trasferimento al Tottenham
Nell’estate del 1998, Gascoigne lasciò il Newcastle per firmare con il Tottenham, un momento in cui anche Alex Ferguson del Manchester United tentò di portarlo ai Red Devils. Alla fine, “Gazza” accettò l’offerta degli Spurs, con una serie di richieste particolari avanzate dal padre: «Mio padre chiese 120.000 euro, poi una BMW, e mia sorella chiese un lettino abbronzante. Scholar accettò tutto, e l’accordo fu chiuso» ha raccontato. Anni dopo, Gascoigne non perse occasione per rinfacciare a Ferguson la sua passività: «Quando lo vidi, ormai ottantenne, non potei trattenermi: ‘Come diavolo osasti rifiutarmi? Hai commesso il peggior errore della tua vita!’».


L’episodio del brandy
Durante la sua militanza nei Rangers, Gascoigne fu protagonista di un episodio surreale in piena finale di Coppa Scozzese contro l’Heart of Midlothian. «Nell’intervallo, l’allenatore mi chiese se avessi bevuto. Gli dissi di no. Mi disse: “Allora vai a bere qualcosa!”», raccontò. «Mi bevvi nove bicchieri di brandy, tornai in campo, segnai due gol e fui nominato miglior giocatore della partita. Ma non mi permisero di andare alla cena post-partita perché avevo già bevuto troppo».


L’aggressione alla moglie
Fu in Scozia che Gascoigne visse anche uno dei momenti più bui della sua vita: l’aggressione alla moglie in un lussuoso hotel. «Non fu altro che una stupida discussione al ristorante, ma la cosa degenerò. Salì in camera sua e io la seguii. Appoggiai la testa sulla sua e, istintivamente, la spinsi. Cadde a terra, si ferì la mano e urlò di dolore». Un episodio che evidenzia i lati oscuri di una vita spesso fuori controllo.

Giappone Brasile 3-2, vittoria clamorosa contro i verdeoro di Ancelotti: c’è lo zampino dei giocatori dell’Eredivisie!

Giappone Brasile: clamoroso a Tokyo: il Giappone piega 3-2 i verdeoro di Ancelotti grazie ai gioielli dell’Eredivisie

In una sorprendente amichevole disputata oggi, la nazionale giapponese, forte di una significativa rappresentanza di giocatori provenienti dall’Eredivisie, ha conquistato una prestigiosa vittoria contro il Brasile. Nonostante una partenza difficile che l’ha vista andare in svantaggio per 0-2 nel primo tempo, la “Samurai Blue” ha saputo ribaltare il risultato, imponendosi per 3-2 anche grazie al gol decisivo di Ayase Ueda.


L’Impronta dell’Eredivisie nella Nazionale Giapponese
La formazione giapponese schierata contro il Brasile contava su diverse stelle del campionato olandese: Tsuyoshi Watanabe e Ayase Ueda del Feyenoord erano presenti fin dall’inizio. Koki Ogawa del NEC è poi subentrato a partita in corso, mentre Ko Itakura dell’Ajax era assente a causa di un infortunio. Già nel primo tempo, il Giappone aveva mostrato buone intenzioni, con Ueda che aveva avuto una ghiotta occasione da gol. Tuttavia, al riposo, i padroni di casa si trovavano sotto di due reti all’Ajinomoto Stadium di Tokyo, a causa delle marcature di Paulo Henrique e Gabriel Martinelli per la squadra brasiliana.


La spettacolare rimonta nella ripresa
La seconda metà della partita ha visto una reazione veemente del Giappone, capace di ribaltare completamente il risultato. Non erano trascorsi nemmeno dieci minuti dalla ripresa quando Takumi Minamino ha accorciato le distanze, approfittando di un clamoroso errore in fase di impostazione di Fabrício Bruno. Dieci minuti più tardi, lo stesso Fabrício Bruno è stato protagonista di un’autorete sfortunata: un pallone diretto verso la porta brasiliana da Keito Nakamura, sbucato sul secondo palo, è stato deviato nella propria rete dal difensore.


Il sigillo di Ueda e la vittoria finale
Il culmine della rimonta è arrivato al 71° minuto, con Ayase Ueda del Feyenoord che ha messo a segno il gol vittoria. L’attaccante ha insaccato di testa su calcio d’angolo, con la palla che ha colpito il portiere Hugo Souza prima di finire in rete, fissando il risultato sul 3-2. Questa vittoria non solo rappresenta un’importante iniezione di fiducia per il Giappone, ma sottolinea anche il ruolo crescente dei talenti provenienti dall’Eredivisie nel panorama calcistico internazionale.

Popov Empoli, la nuova stella che incanta la Serie B: è già finito nel radar della Serie A

Popov Empoli, il giovane talento illumina la Serie B: i club di Serie A hanno già messo gli occhi su di lui. Tutti i dettagli

A Empoli è sbocciato un talento che sta attirando l’attenzione non solo degli addetti ai lavori, ma anche dei club di Serie A. Si tratta di Bogdan Popov, giovane attaccante che in poche settimane ha saputo imporsi come uno dei protagonisti assoluti del campionato cadetto.

Il suo impatto è stato definito “devastante”: Popov ha mostrato qualità tecniche fuori dal comune, unite a una personalità sorprendente per la sua età. Non si limita a finalizzare, ma partecipa attivamente alla manovra, crea spazi per i compagni e sa rendersi pericoloso in più modi.

Le sue prestazioni hanno già acceso i riflettori delle squadre di massima serie, che lo seguono con grande interesse. Empoli, dal canto suo, si gode il gioiello e spera di poterlo trattenere il più a lungo possibile, consapevole che il suo nome è destinato a circolare sempre di più nel panorama calcistico italiano.

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Real Madrid, rivoluzione in difesa: Rudiger verso l’addio, caccia a un nuovo centrale

Real Madrid, aria di rivoluzione in casa blancos: Antonio Rudiger ai saluti, caccia al nuovo leader difensivo

Il Real Madrid si prepara a una profonda trasformazione nel reparto arretrato. Secondo quanto riportato da Sport Bild, i Blancos stanno valutando l’addio ad Antonio Rudiger, con l’idea di aprire un nuovo ciclo difensivo.

Il club spagnolo, sempre attento a programmare il futuro, avrebbe già avviato i contatti per individuare un centrale di livello internazionale in grado di garantire solidità e continuità negli anni a venire. L’obiettivo è affiancare a Éder Militão e David Alaba un profilo giovane ma già pronto per i grandi palcoscenici. I nimi valutari sono: Konaté del Liverpool, Upamecano del Bayern, fino a Guéhi del Crystal Palace. In caso di difficoltà sul mercato, il Real potrebbe puntare su un talento interno come Joan Martínez.

La scelta di separarsi da Rudiger, arrivato a parametro zero dal Chelsea nel 2022, rappresenterebbe un segnale chiaro della volontà di rinnovare la rosa e ringiovanire la linea difensiva. Il tedesco, pur protagonista di buone prestazioni, non sembra rientrare nei piani a lungo termine di Florentino Pérez e della dirigenza madrilena.

Il Real, dunque, si muove sul mercato con decisione: la priorità è trovare un difensore centrale che possa diventare un punto fermo del nuovo progetto tecnico. Una rivoluzione silenziosa, ma destinata a cambiare il volto della retroguardia merengue.

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Infortunati Juve: brutte notizie per i bianconeri! Dopo Bremer si ferma un altro difensore, i dettagli

Infortunati Juve, emergenza in difesa: dopo Bremer si ferma anche Pedro Felipe. Le ultimissime sul difensore bianconero

La gioia della prima, storica convocazione in Prima Squadra si è trasformata in un piccolo contrattempo per Pedro Felipe. Il giovane difensore della Juventus Next Gen, infatti, è stato costretto a fermarsi a causa di un problema muscolare. Nulla di grave, ma abbastanza da rallentare il suo percorso di inserimento nel gruppo guidato da Igor Tudor.

L’infortunio

Secondo quanto riportato da Juventusnews24, il classe 2004 brasiliano ha accusato un risentimento all’ileopsoas. Non si tratta di uno stop prolungato, ma sarà comunque necessario un periodo di riposo per consentirgli un pieno recupero.

Un sogno soltanto rimandato

Il momento non poteva essere meno opportuno: Pedro Felipe era stato convocato per la prima volta da Tudor in occasione della super sfida contro il Milan, complice l’emergenza difensiva dovuta agli infortuni di Gleison Bremer e Juan Cabal. Con il nuovo intervento a cui è stato sottoposto Bremer, per il giovane difensore sembrava aprirsi la possibilità di un salto stabile in Prima Squadra.

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Calciomercato Inter, spunta l’ultima idea per rinforzare la difesa! E c’è un intreccio con quel nerazzurro…

Calciomercato Inter, ecco l’ultima idea per rinforzare la difesa di Chivu! E c’è un intreccio di mercato con quel giocatore nerazzurro…

L’Inter guarda già alla prossima estate con l’obiettivo di rinforzare il reparto arretrato. Secondo Tuttosport, i nerazzurri hanno intensificato i contatti per Marc Guehi, classe 2000, capitano del Crystal Palace e ormai colonna della nazionale inglese. Il contratto del difensore scade nel 2026 e la sua decisione di non rinnovare lo rende uno dei profili più ambiti sul mercato internazionale.

La concorrenza e l’ipotesi Bisseck

Il Liverpool resta in pole position: la scorsa estate era arrivato vicino a chiudere l’operazione per circa 40 milioni, poi sfumata per la mancanza di un sostituto al Palace. Qui potrebbe inserirsi l’Inter grazie a un possibile “assist” di Yann Bisseck. Il centrale tedesco, chiuso nelle gerarchie di Inzaghi, spinge per una cessione a gennaio per non compromettere le sue chance di convocazione al Mondiale 2026. Proprio il Palace lo aveva individuato come erede naturale di Guehi: uno scenario che potrebbe aprire la strada a uno scambio o a un’operazione con cifre più contenute.

Programmazione a lungo termine

L’interesse per Guehi non nasce solo dalla situazione di Bisseck, ma da una strategia di rinnovamento. In estate, infatti, l’Inter dovrà fare i conti con le scadenze contrattuali di Acerbi, de Vrij e Darmian, mentre Akanji sarà riscattato. La necessità di ringiovanire la difesa è evidente. Oltre ai Reds, anche Bayern Monaco e Barcellona seguono con attenzione il capitano del Palace, ma la dirigenza nerazzurra studia la mossa giusta per provare a piazzare un colpo che blinderebbe il reparto arretrato per gli anni a venire.

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