Pagina 611 – Calcio News 24

Pogba, che calvario: il ritorno in campo col Monaco slitta ancora

Pogba, che calvario: il ritorno in campo col Monaco slitta ancora. L’ex Juventus ha riportato una lieve lesione alla coscia destra

Il ritorno in campo dovrà attendere ancora. La lunga e paziente attesa per rivedere Paul Pogba su un terreno di gioco si allunga: il centrocampista francese ha accusato un nuovo problema muscolare che lo costringerà a saltare il suo potenziale esordio con il Monaco, previsto per il 18 ottobre contro l’Angers.

Dopo oltre due anni di assenza dai campi ufficiali, il rientro del “Polpo” sembrava finalmente vicino. Invece, come riportato dal quotidiano Nice-Matin, durante una delle ultime sessioni di allenamento, il giocatore ha avvertito un fastidio alla coscia destra. Gli esami strumentali a cui è stato sottoposto hanno purtroppo evidenziato una lieve lesione, un intoppo che, sebbene di modesta entità, impone un nuovo stop.

Un colpo durissimo per il morale del giocatore, che sperava di poter finalmente mettersi alle spalle il lungo calvario e iniziare la sua nuova avventura nel Principato subito dopo la sosta per le nazionali. La prudenza, però, in casa Monaco è massima. Dopo un periodo di inattività così prolungato, lo staff medico non ha alcuna intenzione di correre rischi, anche a costo di posticipare ulteriormente un debutto atteso da tutti.

L’unica, piccola nota positiva in un quadro di delusione è che il problema non riguarda le ginocchia, l’articolazione che in passato lo aveva tormentato. Si tratta di un infortunio muscolare, un contrattempo considerato quasi fisiologico per un atleta che sta riprendendo i ritmi agonistici. Il ritorno è solo rimandato, ma questo nuovo stop è un chiaro promemoria di quanto sia delicato e complesso il percorso per recuperare un campione fermo da così tanto tempo.

Totti: «In Italia nessun talento. L’unico che guardo è Nico Paz»

Totti: «In Italia nessun talento. L’unico che guardo è Nico Paz». Le dichiarazioni dell’ex capitano e numero 10 della Roma

Quando parla Francesco Totti, il calcio italiano si ferma ad ascoltare. E anche questa volta, la leggenda della Roma non ha usato giri di parole. Protagonista di un evento per Betsson.sport, l’ex capitano giallorosso ha offerto la sua lucida analisi sul momento del nostro calcio, tra una preoccupante carenza di talenti e un campionato che, a suo dire, si preannuncia più avvincente che mai.

Pochi Talenti, ma occhio a Nico Paz

Il primo pensiero di Totti è una critica al sistema, una constatazione amara sulla difficoltà del calcio italiano nel produrre nuovi campioni. Ma in questo deserto, un nome ha catturato la sua attenzione. «Diciamo che al momento non ci sono tanti talenti italiani. L’unico che sto guardando, anche se non è italiano, è Nico Paz. Lui mi intriga tantissimo».

Un Campionato più equilibrato

Se il futuro dei talenti nostrani lo preoccupa, la Serie A di quest’anno lo diverte. Secondo Totti, la corsa scudetto sarà molto più aperta rispetto alla passata stagione. «Penso che quest’anno ci siano più squadre in grado di competere con il Napoli. Mi sembra un campionato più equilibrato, con più contendenti al vertice».

L’in bocca al lupo alla Nazionale

Infine, un messaggio da tifoso speciale per la Nazionale di Rino Gattuso, impegnata nelle qualificazioni mondiali. Le sue parole sono l’eco del desiderio di un’intera nazione. «Penso sia doveroso fare un grande in bocca al lupo a Rino. Ma soprattutto a tutta la Nazionale, sperando che dopo tantissimi anni ci riportino al Mondiale. Non solo da parte mia, ma da parte di tutti gli italiani».

Poche frasi, ma che delineano un quadro chiaro: la preoccupazione per il futuro del movimento, l’entusiasmo per un campionato più combattuto e l’amore incondizionato per la maglia azzurra. La parola di Totti, come sempre, lascia il segno.

Gasperini: «Atalanta dopata con me? Un’offesa averlo solo pensato. A Roma più passione che a Napoli ma non siamo da Champions»

Gasperini: «Atalanta dopata con me? Un’offesa averlo solo pensato». Le dichiarazioni dell’attuale tecnico della Roma

In una lunghissima intervista concessa al Corriere dello Sport il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha affrontato tantissimi temi, parlando anche del suo passato all’Atalanta.

ACCETTARE LA ROMA – «Il fatto che a Roma c’è una passione incredibile. Io credo che in questo momento, in Italia, Roma sia insieme a Napoli il posto più appassionato e appassionante. E forse Roma anche più di Napoli, perché Napoli ha vinto. Dove c’è più fame di calcio, più voglia di fare risultati, dove c’è un amore verso la propria squadra così profondo, viscerale, lo stimolo è elevatissimo. Inoltre è un bel momento per gli stadi italiani che si sono nuovamente riempiti».

ROMA DA CHAMPIONS? – «Non lo è. Questo aumenta il merito, no? Il merito di questi ragazzi. E nel frattempo è chiaro che ci auguriamo di crescere, lo sappiamo anche noi che il nostro primato è abbastanza casuale. Le partite le abbiamo giocate però, non è che ce le ha regalate nessuno. Adesso iniziano gli scontri diretti, ci si misura con le realtà più importanti, però è vero che questa squadra può migliorare, ha dei margini notevoli».

A ROMA NON HA UN 11 TIPO COME A BERGAMO – «Il calcio è cambiato, oggi è molto più difficile, ti devi adattare molto di più perché c’è un pressing esasperato che prima apparteneva a noi e adesso all’ottanta per cento delle squadre. E non è un caso che sia cambiata anche la mentalità in Italia. Tutti investono sull’attacco. La Juventus ha tre attaccanti fortissimi ed è andata a comprarne altri tre, il Napoli ha preso Lucca, Hojlund, Lang. L’Inter ha quattro punte di primo livello e ha speso in quel settore. Il Milan ha preso attaccanti, la Fiorentina pure, l’Atalanta Sulemana e Krstovic. Prima tutti acquistavano difensori. Nel costruire la squadra si partiva dalla difesa, poi i centrocampisti e se avanzava qualcosa la punta. O le punte. Su questo aspetto c’è stata una discussione per anni con l’Atalanta e quando han preso Zapata siamo andati in Champions. Con Muriel ci siamo tornati, quindi abbiamo puntato su De Ketelaere e Scamacca e abbiamo vinto l’Europa League. Quando hai gli attaccanti forti ti diverti, anche questo è probabilmente un segnale che il calcio è cambiato. È un calcio più difficile, magari meno bello. Se guardi all’estero la tendenza è ancora più esasperata. Solo nell’ultima sessione hanno speso centinaia di milioni per dotarsi di centravanti forti».

DOPATI ALL’ATALANTA – «Chi ha soltanto pensato una cosa del genere ha offeso una società, il sottoscritto, uno staff e un gruppo di giocatori, il loro lavoro. Quando non si sanno trovare le risposte si ricorre alle maldicenze e alle peggiori fantasie. Noi siamo sempre stati puliti. Io credo nel rispetto delle regole dello sport. Il doping lo combatto da sempre. Sul campo odio le simulazioni. Detesto ogni forma di sotterfugio, il gioco sporco. Sono tutti attentati allo sport che amo più, che tutti quanti amiamo e consideriamo parte della nostra vita. Per questo mi incazzo spesso. Una cosa è l’abilità tecnica, altro la furbata, la simulazione. La ricerca del dribbling in area per andare a prendere il rigore rientra nel campo delle abilità… E poi non sopporto il Var che mi allontana dal calcio per come l’ho sempre inteso».

Griezmann è un caso: perché la Federazione Francese non ha fatto l’omaggio dopo questo evento. E Giroud la pensa così

Griezmann è un caso: perché la Federazione Francese non ha fatto alcun omaggio dopo l’addio dalla Nazionale. Il pensiero di Giroud

Oltre un anno è passato dall’annuncio del ritiro di Antoine Griezmann dalla nazionale francese, eppure l’attaccante dell’Atlético Madrid non ha ancora ricevuto un tributo ufficiale da parte della Federazione Francese di Calcio (FFF), a differenza di quanto accaduto per il suo compagno di squadra Olivier Giroud. Un silenzio che si fa sempre più assordante, ma che, a quanto pare, non significa un’abbandono dell’idea di onorare una delle icone più recenti e amate dei Bleus.


Un omaggio mancato
Inizialmente, nel marzo 2025, la FFF aveva immaginato un omaggio congiunto per Griezmann e Giroud, in occasione della partita tra Francia e Croazia. Tuttavia Griezmann, non era riuscito a liberarsi per quella serata, impedendo la realizzazione di un tributo che sarebbe stato sicuramente emozionante. La FFF non ha però accantonato l’idea di rendere omaggio al giocatore, ma desidera che tale tributo avvenga davanti al pubblico dello Stade de France. Questa condizione, però, complica i piani: al momento, le partite dei Bleus si giocano al Parc des Princes. Una situazione che potrebbe far slittare l’omaggio alla prima pausa del 2026 – se la nazionale giocherà in Francia – o addirittura dopo la Coppa del Mondo 2026, lasciando i tifosi in attesa per un tempo ancora indefinito.


Il parere di Giroud
Una novità che dovrebbe intervenire nei prossimi mesi è la creazione della famosa “Hall of Fame” della squadra francese. Questa iniziativa dovrebbe mettere in risalto proprio Antoine Griezmann, sebbene i criteri di ammissione siano ancora in fase di discussione. Attualmente, Griezmann prosegue la sua avventura in club con l’Atlético Madrid, dove continua a fare la differenza, come dimostrato dal raggiungimento della quota dei 200 gol con i Colchoneros e da prestazioni di alto livello.


Nonostante una fine dell’avventura in nazionale forse un po’ complicata da gestire a livello mediatico, Antoine Griezmann rimane un’icona della selezione transalpina. Dopo un percorso immenso, concluso con 137 presenze e 44 gol con i Bleus, il madridista ha indubbiamente segnato la sua epoca. «Dovrebbe ricevere un omaggio», ha confermato Olivier Giroud giovedì in un’intervista a RMC. «Ne avevamo discusso io e lui per vedere se potevamo farlo insieme o meno. Ma il fatto è che io l’ho avuto e lui ne avrà uno. Avrà la sua maglia nel Hall of Fame». Una promessa che allevia, in parte, il “silenzio” attuale, in attesa che la FFF trovi il momento e il luogo giusto per celebrare adeguatamente uno dei suoi più grandi campioni.

Mbappé vs Yamal, chi è il più migliore? Pau Cubarsi sicuro: «Uno lo affronto nel Clasico, l’altro ogni giorno in allenamento…»

Mbappé vs Yamal, chi è il più forte? Il parere di Pau Cubarsi: «Uno lo affronto nel Clasico, l’altro ogni giorno in allenamento e posso dirvi questo…»

Pau Cubarsi, giovane e promettente difensore centrale del Barcellona, si trova di fronte a una sfida quotidiana e a una che si presenta nei momenti più importanti. Se in campo, durante gli infuocati “Clasicos” contro il Real Madrid, il suo avversario è nientemeno che Kylian Mbappé, negli allenamenti del club catalano è costretto a fronteggiare un altro talento purissimo: Lamine Yamal. Forzatamente, tra i due “crack”, Cubarsi ammette di avere enormi difficoltà.


Essere un difensore e trovarsi di fronte a Lamine Yamal e Kylian Mbappé deve essere estremamente arduo. Pau Cubarsi può testimoniarlo. Il difensore del Barcellona è abituato ad affrontare il fenomeno blaugrana in allenamento, mentre si ritrova di fronte al fuoriclasse francese quando incontra il Real Madrid. E, come ha assicurato Cubarsi stesso, tentare di neutralizzare Yamal e Mbappé è un vero inferno. Interrogato da Mundo Deportivo sui duelli contro Lamine Yamal e Kylian Mbappé, Pau Cubarsi ha condiviso il suo calvario.

«Chi è il più difficile da fermare tra Mbappé e Yamal? Entrambi. Ho passato più tempo con Lamine in allenamento. I due sono molto diversi. Hanno un ruolo importante in ogni squadra e sono grandi giocatori», ha confessato il difensore blaugrana. Pau Cubarsi ha anche aggiunto, a proposito di Kylian Mbappé: “Mbappé è uno dei giocatori più difficili che abbia mai affrontato? Sì, soprattutto per la sua mobilità e la sua qualità. È sempre complicato». Una testimonianza che evidenzia la grandezza di questi due talenti, capaci di mettere in crisi anche un difensore solido come Cubarsi.

Vlahovic Juve, l’attaccante verso l’addio: ingaggio troppo alto e scenari già scritti per l’estate

Vlahovic Juve, bianconeri al bivio: ostacolo ingaggio e ipotesi di addio a fine stagione. Tutti gli aggiornamenti di mercato

Il nome di Dusan Vlahovic, attaccante serbo classe 2000 e miglior realizzatore della Juventus, campeggia in cima alla lista dei giocatori in scadenza nel 2026. La sua situazione contrattuale rappresenta un vero e proprio paradosso: il calciatore più decisivo della rosa rischia di lasciare il club a parametro zero, chiudendo un ciclo costato oltre 90 milioni di euro al momento del suo arrivo dalla Fiorentina.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il futuro del bomber è ormai lontano da Torino. Una separazione che, seppur dolorosa, appare inevitabile e segnerà la fine di una delle operazioni più onerose e discusse del recente calciomercato bianconero.

Il nodo contratto: cifre fuori scala

Il cuore del problema è legato al contratto firmato nel gennaio 2022. L’accordo prevede un ingaggio a salire che in questa stagione ha raggiunto il suo massimo: 12 milioni di euro netti, equivalenti a oltre 22 milioni lordi. Una cifra che non rientra più nei parametri di sostenibilità economica della Juventus, impegnata in una politica di riduzione dei costi.

La dirigenza non intende proseguire su questa strada e ha di fatto congelato ogni trattativa per il rinnovo. Una scelta che, inevitabilmente, si riflette anche sul campo: nonostante i gol e le prestazioni convincenti, Vlahovic non gode di una fiducia totale da parte del tecnico Igor Tudor, che spesso lo ha relegato in panchina, segnale di un progetto tecnico già proiettato oltre la sua figura.

Un addio che libera risorse

Con il rinnovo bloccato, le strade di Vlahovic e della Juventus sembrano destinate a separarsi naturalmente alla scadenza del contratto. Per il club, la sua uscita rappresenterà un sollievo economico: liberarsi di un ingaggio così pesante consentirà di recuperare decine di milioni di euro da reinvestire in un progetto più sostenibile e competitivo.

Vlahovic sul mercato internazionale

Per l’attaccante serbo, invece, si aprirà un nuovo capitolo. A 26 anni, nel pieno della maturità calcistica, Vlahovic diventerà uno dei profili più ambiti del mercato internazionale. Un centravanti di razza, libero da vincoli contrattuali, pronto a raccogliere l’interesse dei principali club europei. In particolare, le squadre di Premier League sembrano già pronte a muoversi per assicurarsi le sue prestazioni.

Cagliari, Gaetano lavora al rientro: obiettivo la settima giornata contro il Bologna

Cagliari, Gaetano verso il recupero: il trequartista sogna il rientro per la sfida della 7ª giornata. Le ultimissime

Un infortunio muscolare ha rallentato il percorso di Gianluca Gaetano, trequartista classe 2000 del Cagliari, ma la sua determinazione resta intatta. Il giocatore, reduce da alcuni problemi fisici, non ha potuto prendere parte all’amichevole di Assemini contro la Primavera, un test utile per valutare la condizione della squadra rossoblù.

Nonostante lo stop, Gaetano punta a rientrare già nella prossima sfida di campionato: la settima giornata di Serie A 2025-2026, quando all’Unipol Domus arriverà il Bologna di Vincenzo Italiano. Sotto la guida di Fabio Pisacane, il centrocampista ha già messo in mostra qualità tecniche e capacità di inserimento, e ora segue un programma di recupero personalizzato per ritrovare la miglior condizione.

Recupero sotto controllo

Lo staff medico e tecnico del Cagliari sta monitorando con attenzione i progressi del giocatore. Nei prossimi giorni Gaetano potrebbe tornare ad allenarsi con il gruppo, a meno che non emergano segnali che suggeriscano maggiore prudenza.

L’obiettivo condiviso da società, allenatore e calciatore è averlo a disposizione per la gara contro i felsinei, considerata cruciale nella corsa dei rossoblù a punti preziosi per la classifica.

Attesa e fiducia

La situazione sarà aggiornata quotidianamente, con la speranza che Gaetano possa presto tornare in campo e dare il suo contributo alla causa del Cagliari. La sua presenza, infatti, rappresenterebbe un valore aggiunto per una squadra che punta a consolidare la propria identità e a proseguire con fiducia il cammino in campionato.

Lazio, le dichiarazioni di Sarri: «Bisogna essere razionali, avere idea di cosa c’è successo e cosa stiamo affrontando. Il punto sui rientri»

Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, è intervenuto in diretta su Lazio Style Radio. Di seguito le sue dichiarazioni

Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, è intervenuto in diretta su Lazio Style Radio. L’annuncio era stato diffuso dal club biancoceleste attraverso i propri canali social ufficiali. Di seguito le sue dichiarazioni:

NIENTE INTERVISTA POST TORINO– «È stato un momento di giramento, qualche volta non mi fa piacere parlare. Bisogna essere razionali, avere idea di cosa c’è successo e cosa stiamo affrontando. Bisogna stare fuori alle sensazioni esterne e stare dentro al lavoro. Bisogna essere realisti, l’aspetto positivo è il carattere perché abbiamo recuperato una partita su una palla morta».

RIENTRI – «Lazzari è rientrato con noi la scorsa settimana e dovrebbe tornare, Marusic oggi ha controlli. Per Pellegrini vedremo, ha un trauma distorsivo-contusivo. Per Rovella ci vorrà più tempo, Vecino è un’enigma e Dele-Bashiru è out. Isaksen viene da una malattia subdola, è recuperato ma deve crescere fisicamente. Vediamo come sta Zaccagni, ci porterà a due giorni dalla partita senza sapere con che modulo saremo».

PARAGONE PRIMA GESTIONE – «Le situazioni sono diverse, quella era una situazione per fare un salto di qualità. La cessione di Milinkovic-Savic e l’ingresso in Champions League ci permetteva di fare un salto di qualità, la delusione è stata aumentata dalla sensazione che non si poteva fare quel salto di qualità. Qui non ci sono delusioni, lì c’era un’illusione diversa con delle premesse diverse. Io sono più adatto a una squadra di palleggio, ma questa è una squadra che vive di accelerazioni e deve aggredire gli spazi, lo stiamo facendo bene. Bisognerà vedere se con certe soluzioni troviamo equilibrio, se non lo troviamo è inutile fare due gol se poi ne subisci 2-3 a partita. Servono soluzioni, la situazione dei giocatori a disposizione ci costringerà a cambiare modulo. Abbiamo tanti rientri oppure dovremo cambiare qualcosa».

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Fagioli svela: «Con un cartellino giallo avrei ripianato i debiti di gioco. Non ho accettato però, era contrario alla mia etica»

Fagioli, spunta il contenuto dell’interrogatorio: «Con un cartellino giallo avrei ripianato i debiti di gioco. Non ho accettato era contro mia etica»

«È vero che esistono le scommesse sui falli e le ammonizioni. È vero che a me è stato proposto, ma io assolutamente non ho accettato perché contrario alla mia etica… Quando ho maturato il debito mi è stato proposto un piano di rientro o un’alternativa, potevo prendere un giallo … ho subito interrotto il discorso». Con queste parole, nell’ottobre 2023, Nicolò Fagioli, ex centrocampista della Juventus e della Nazionale italiana, ha ammesso davanti alla Procura di Torino la propria dipendenza dal gioco d’azzardo.

Il giovane talento bianconero, classe 2001, ha raccontato di aver scommesso per oltre un anno, accumulando perdite e debiti con i gestori delle piattaforme illegali. Le sue dichiarazioni hanno dato impulso alla maxi-inchiesta coordinata dal pm Manuela Pedrotta, con il supporto della Squadra Mobile e del Sisco di Torino.

Gli altri calciatori coinvolti

Dalle indagini sono emersi altri nomi di rilievo del calcio italiano. Tra questi Sandro Tonali, centrocampista ex Milan, e Nicolò Zaniolo, attaccante con un passato alla Roma e ora in Serie A Spunta anche Nicolò Pirlo, figlio dell’ex campione Andrea. Ma non si tratta di casi isolati: gli investigatori hanno individuato decine di scommettitori anonimi, le cui posizioni sono state al momento stralciate e che rischiano soltanto una multa.

La base logistica a Trofarello

Dopo i provvedimenti giudiziari eseguiti a Milano nella primavera scorsa, l’inchiesta ha portato a individuare la base operativa in Piemonte. A Trofarello, dietro l’insegna di una sala scommesse apparentemente legale, si nascondeva una bisca clandestina online.

Sono state eseguite due misure cautelari con obbligo di firma nei confronti dei presunti vertici dell’organizzazione: Stefano Larica, 40 anni, e Michela Tartaglione, 37. Insieme ad altri tredici complici, sono accusati di associazione a delinquere, esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa, frode sportiva, autoriciclaggio e omesso versamento delle imposte.

Un sistema strutturato e redditizio

Dagli atti emerge un’organizzazione verticistica: Larica e Tartaglione erano i “master”, seguiti dal “personal joker”, coordinatore di una rete di rappresentanti e agenzie virtuali incaricate di gestire il portafoglio clienti. Le piattaforme, con nomi come Betart.Bet o Special.Bet, imitavano quelle ufficiali, garantendo anonimato e credito agli scommettitori.

«Ho iniziato nel 2022, potevo farlo senza spendere il nome», ha spiegato Pirlo agli inquirenti. Le rivelazioni dei calciatori coincidono con i documenti sequestrati e le intercettazioni. «Io non faccio scommesse — spiega il titolare di un’agenzia virtuale al proprio personal joker — io… creo crediti con la gente che mi paga e il lavoro vero è recuperare i soldi». In un’altra conversazione, un agente sottolinea: «È un lavoro, non è un gioco».

Il caso Fagioli e l’inchiesta torinese mettono in luce un sistema illecito capace di muovere centinaia di migliaia di euro, con gravi ripercussioni sul mondo del calcio. Una vicenda che solleva interrogativi sulla vulnerabilità dei giovani atleti e sulla necessità di controlli più stringenti contro le scommesse illegali. Lo riporta il Corriere Torino.

Stankovic Inter, futuro chiaro: già pronte le mosse per il ritorno! Kolarov lo sponsorizza, ecco le cifre

Stankovic Inter, il piano per il ritorno prende forma: Kolarov spinge, definite le condizioni economiche

Il nome di Aleksandar Stankovic torna con forza nei piani dell’Inter. Il giovane centrocampista serbo, figlio dell’ex bandiera nerazzurra Dejan Stankovic, sta vivendo una stagione da protagonista con il Club Brugge, dove si è imposto come titolare indiscusso. Ceduto la scorsa estate per circa 10 milioni di euro, il suo cartellino è rimasto sotto controllo dell’Inter grazie a una clausola di recompra: il club potrà riportarlo a Milano per 22 milioni nel 2026 o per 25 milioni nel 2027.

La crescita in Belgio e la ribalta europea

Sotto la guida di Nicky Hayen, Stankovic ha trovato spazio e continuità, diventando un punto fermo del centrocampo belga. Le sue prestazioni in Champions League hanno acceso i riflettori internazionali, tanto da valergli la prima convocazione con la nazionale maggiore della Serbia. Un traguardo che conferma la sua crescita e che ha rafforzato l’interesse dell’Inter, pronta a riportarlo in Serie A per completarne la maturazione.

Legami forti con l’ambiente nerazzurro

Il percorso di Stankovic è seguito con attenzione anche da chi lo conosce bene. Cristian Chivu, oggi tecnico delle giovanili nerazzurre, lo ha allenato in Primavera e continua a credere nel suo potenziale. Al suo fianco c’è anche Aleksandar Kolarov, vice di Chivu e già suo allenatore nell’Under 21 serba, che ne sottolinea la personalità e la qualità tecnica.

Non mancano i legami nello spogliatoio dell’Inter: Federico Dimarco, amico e compagno di agenzia con Roc Nation Sports, ha espresso pubblicamente il suo affetto per Stankovic, definendolo un ragazzo orgoglioso e legato alle proprie radici.

Un futuro scritto a tinte nerazzurre

Con il sostegno di ex compagni, allenatori e amici, il ritorno di Stankovic a Milano appare sempre più concreto. L’Inter, che ha già dimostrato di credere nel suo talento investendo su di lui in passato, potrebbe presto riabbracciare uno dei prospetti più interessanti del calcio serbo.

Il futuro di Aleksandar Stankovic sembra luminoso: la Serie A e il palcoscenico di San Siro potrebbero rappresentare il prossimo passo di una carriera destinata a crescere, sulle orme del padre ma con un percorso tutto suo.

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Parma Monza 2-1: vittoria in amichevole per i gialloblù! Il racconto della sfida, successo per Cuesta

Parma Monza 2-1 in amichevole: i gialloblù festeggiano, Cuesta protagonista del successo. Il racconto

Il Parma di Cuesta, tecnico che ha riportato i ducali in Serie A dopo una stagione di grande solidità, ha ottenuto un successo importante in amichevole contro il Monza. La sfida, disputata in un clima di preparazione e sperimentazione, si è conclusa con il punteggio di 2-1 a favore dei gialloblù.

I protagonisti del match

Ad aprire le marcature è stato Pontus Almqvist, esterno offensivo svedese classe 1999, arrivato a Parma per portare velocità e imprevedibilità sulle corsie. La sua rete ha confermato le qualità di inserimento e finalizzazione che lo rendono un’arma preziosa nello scacchiere di Cuesta.

Il raddoppio è arrivato grazie a Patrick Cutrone, attaccante italiano cresciuto nel vivaio del Milan e noto per la sua grinta e il fiuto del gol. Cutrone, che sta cercando continuità dopo diverse esperienze in Italia e all’estero, ha dimostrato di poter essere una pedina importante per l’attacco ducale.

Il Monza, ha accorciato le distanze con una rete firmata da un elemento della Primavera, segnale della volontà del club di valorizzare i propri talenti.

Analisi della partita

Il test ha offerto spunti interessanti per entrambe le formazioni. Il Parma ha mostrato una buona organizzazione difensiva e una manovra fluida, con particolare attenzione alle transizioni veloci. Cuesta ha potuto valutare lo stato di forma dei suoi uomini e testare nuove soluzioni tattiche in vista del campionato.

Il Monza, nonostante la sconfitta, ha messo in campo intensità e spirito di sacrificio. Bianco ha dato spazio a diversi giovani, dimostrando fiducia nel settore giovanile e cercando di ampliare le rotazioni in vista degli impegni ufficiali.

La vittoria del Parma per 2-1 sul Monza rappresenta un segnale positivo per i ducali, che confermano la crescita del gruppo e la capacità di sfruttare le qualità dei singoli. Per il Monza, invece, l’amichevole è stata un’occasione utile per testare nuove soluzioni e dare minuti preziosi ai giovani.

Con Almqvist e Cutrone sugli scudi, il Parma guarda con fiducia ai prossimi impegni, mentre il Monza continua il proprio percorso di crescita.

Taylor, l’arbitro torna a parlare della finale di Europa League 2023: «Roma? In quella partita non ci errori gravi. Su Mourinho dico questo»

Taylor torna a parlare della finale di Europa League: «Roma? In quella partita non ci errori gravi. Su Mourinho dico questo». Le parole

L’arbitro Anthony Taylor, protagonista della contestata finale di Europa League 2023 a Budapest, è tornato a parlare per la prima volta di quella serata in una lunga intervista concessa alla BBC. Un episodio che, come ha raccontato, ha inciso profondamente non solo sulla sua carriera ma anche sulla sua vita privata.

Taylor ha difeso la propria direzione di gara, sottolineando che, nonostante le accese polemiche, «non ci furono errori gravi» nelle decisioni prese contro la Roma. Ha poi ricordato le dure dichiarazioni di José Mourinho, che alimentarono ulteriormente il clima di tensione, e soprattutto l’aggressione subita da parte di alcuni tifosi giallorossi all’aeroporto di Budapest.

Al corrieredellosport.it, Taylor ha parlato anche di Josè Mourinho: «Quella di Budapest è la situazione peggiore che abbia mai affrontato in termini di insulti. Non solo perché viaggiavo con i miei familiari in quel momento: questo mette anche in luce l’impatto del comportamento delle persone sugli altri. Attacco di Mourinho ha influenzato i tifosi in aeroporto? Onestamente penso di sì».

 «Anche in una partita come quella, dove in realtà non ci sono stati errori gravi. Tentativo di spostare l’attenzione su qualcuno da incolpare. Per me questa è una grande fonte di delusione, frustrazione e rabbia. Non credo sia accettabile quello che è successo, perché sono sicuro che a quelle persone non piacerebbe che qualcuno si voltasse e dicesse una cosa del genere a loro o ai propri figli. Da allora non sono più venuti a vedere una partita».

Mercato Bologna, il rinnovo di Lucumí in stand-by: il club valuta l’alternativa! E spunta quel nome…

Mercato Bologna: Lucumí prende tempo sul rinnovo, la società valuta un’alternativa a sorpresa. Le ultimissime

Il Bologna continua a lavorare sul fronte rinnovi, ma la situazione legata a Jhon Lucumí, difensore centrale colombiano classe 1998, resta in sospeso. Arrivato in Serie A nel 2022 dal Genk, Lucumí si è imposto come uno dei pilastri della retroguardia rossoblù grazie alla sua fisicità e alla capacità di impostare l’azione dal basso. Tuttavia, il dialogo per il prolungamento del contratto non ha ancora portato a un accordo definitivo: il giocatore sta prendendo tempo, valutando con attenzione il proprio futuro.

La dirigenza felsinea, consapevole dell’importanza di non farsi trovare impreparata, ha iniziato a guardarsi intorno. Tra i nomi presi in considerazione c’è quello di Andreas Leysen, difensore belga classe 1999 attualmente in forza all’OH Leuven. Cresciuto nel settore giovanile dell’Anderlecht, Leysen è un centrale moderno, abile nell’uno contro uno e dotato di buona tecnica, caratteristiche che lo rendono un profilo interessante per il calcio di Thiago Motta prima e ora di Vincenzo Italiano, nuovo allenatore del Bologna.

Il club emiliano, che ha chiuso la scorsa stagione con una storica qualificazione in Champions League, non vuole correre rischi: la difesa sarà un reparto cruciale per affrontare al meglio la doppia sfida campionato-coppe. Per questo motivo, la società sta valutando se affondare il colpo su Leysen già nelle prossime settimane, nel caso in cui la trattativa con Lucumí non dovesse sbloccarsi.

Dal canto suo, il colombiano resta un elemento molto apprezzato anche sul mercato internazionale. Le sue prestazioni hanno attirato l’interesse di club esteri, soprattutto in Premier League, e questo potrebbe spiegare la sua prudenza nel firmare un nuovo accordo con i rossoblù. Il Bologna, però, non intende farsi trovare scoperto: la strategia è chiara, blindare i propri titolari quando possibile e, parallelamente, monitorare alternative di prospettiva.

In attesa di sviluppi, la situazione resta fluida. La priorità del Bologna è trattenere Lucumí, ma la pista Leysen rappresenta una soluzione concreta e già valutata con attenzione. Una scelta che conferma la volontà della società di programmare con lungimiranza, garantendo solidità e continuità a un progetto tecnico che punta a consolidarsi ai vertici della Serie A.

Sampdoria, la difesa a tre porta risultati: solidità ritrovata con la guida di Donati

Sampdoria, il cambio di modulo paga: con il tecnico bucerchiato Donati difesa più solida e squadra equilibrata

La scelta di Massimo Donati di passare alla difesa a tre sta iniziando a dare i frutti sperati. Dopo un avvio di stagione complicato, la Sampdoria sembra aver trovato maggiore equilibrio e solidità, come dimostrano i numeri: i gol subiti si sono ridotti sensibilmente rispetto alle prime giornate di campionato.

Un’inversione di tendenza

Le prime tre partite avevano acceso più di un campanello d’allarme: sette reti incassate in appena tre gare (0-2 con il Modena, 1-3 col Sudtirol e 1-2 contro il Cesena). Una fragilità evidente che ha spinto lo staff tecnico a rivedere l’assetto tattico. Con l’introduzione della difesa a tre, la musica è cambiata: nelle quattro sfide successive i blucerchiati hanno concesso soltanto tre gol complessivi. Le prove contro Monza, Bari, Catanzaro e Pescara hanno mostrato una retroguardia più compatta e difficile da superare, con tanto di porta inviolata contro i calabresi.

Un’idea nata in passato

Il modulo a tre non è una novità assoluta per la Samp: già Andrea Pirlo, dopo il mercato di gennaio 2024, aveva provato a impostare la squadra con questo sistema, nel tentativo di dare maggiore equilibrio. Tuttavia, è con Donati che la scelta ha trovato continuità e risultati concreti.

Una squadra più equilibrata

La nuova disposizione difensiva, supportata dal lavoro degli esterni e dall’adattamento dei centrali, ha permesso alla Sampdoria di crescere non solo in fase di contenimento, ma anche nella gestione del gioco. La squadra appare ora più compatta, protetta dietro e libera di esprimersi meglio in avanti.

Con questa base, i blucerchiati guardano con fiducia al prosieguo della Serie B 2025-2026, consapevoli che la solidità difensiva sarà la chiave per inseguire i propri obiettivi stagionali.

Al-Ittihad, Conceicao al lavoro: il settimo tecnico portoghese in Saudi Pro League

Al-Ittihad, Conceição inizia la sua avventura: è il settimo allenatore portoghese in Saudi Pro League. Le ultime

L’Al-Ittihad, uno dei club più prestigiosi dell’Arabia Saudita, ha ufficialmente affidato la panchina a Sérgio Conceição, allenatore portoghese classe 1974, reduce da un lungo e vincente ciclo con il Porto. Con il suo arrivo, la Saudi Pro League rafforza ulteriormente il legame con la scuola calcistica lusitana, che negli ultimi anni ha trovato terreno fertile nel Medio Oriente.

Conceição, un tecnico di carattere

Conceição è noto per il suo temperamento forte e per un calcio aggressivo e verticale. Alla guida del Porto ha conquistato diversi titoli nazionali, rilanciando il club anche in campo europeo. La sua esperienza e la capacità di gestire spogliatoi complessi lo rendono un profilo ideale per un campionato in forte crescita come quello saudita.

La colonia portoghese in Arabia

Conceição diventa il settimo allenatore portoghese in Saudi Pro League. Tra i colleghi già presenti spiccano Jorge Jesus, tecnico dell’Al-Hilal con un passato vincente al Benfica e al Flamengo, e Nuno Espírito Santo, ex Wolverhampton e Tottenham, che ha guidato proprio l’Al-Ittihad fino a pochi mesi fa. A loro si aggiungono altri connazionali che hanno trovato spazio in club di primo piano, contribuendo a esportare il modello calcistico portoghese.

Un progetto ambizioso

L’Al-Ittihad, campione in carica della Saudi Pro League, punta a confermarsi ai vertici nazionali e a competere in campo internazionale. La rosa vanta stelle di livello mondiale come Karim Benzema, attaccante francese ex Real Madrid e Pallone d’Oro 2022, e N’Golo Kanté, centrocampista francese campione del mondo nel 2018. Conceição avrà dunque a disposizione un gruppo ricco di talento ed esperienza, ma anche la responsabilità di amalgamare personalità forti e obiettivi ambiziosi.

Saudi Pro League, il fascino lusitano

La presenza massiccia di tecnici portoghesi non è casuale: la federazione saudita apprezza la preparazione tattica e la mentalità vincente dei coach lusitani. Questo trend conferma come la Saudi Pro League stia cercando di crescere non solo attraverso l’acquisto di campioni internazionali, ma anche grazie a una guida tecnica di alto livello.

Conceição ha già iniziato a lavorare con la squadra e il suo debutto ufficiale è atteso con grande curiosità. L’obiettivo è chiaro: mantenere l’Al-Ittihad competitivo e consolidare il ruolo del Portogallo come punto di riferimento tecnico nel calcio saudita.

Allegri Milan, l’allenatore ex Juventus eletto miglior tecnico del mese di settembre! – FOTO

Allegri Milan, l’ex tecnico della Juventus è stato eletto miglior allenatore del mese di settembre! – FOTO

La nuova era del Milan targata Massimiliano Allegri ha già ottenuto il suo primo riconoscimento ufficiale. La Lega Serie A ha infatti nominato il tecnico livornese “Miglior Allenatore del Mese” per le prestazioni di settembre, un premio che certifica l’ottimo avvio di stagione dei rossoneri e rilancia le loro ambizioni da protagonisti nella corsa scudetto.

I numeri del rilancio

Il Milan ha raccolto 13 punti in sei giornate di campionato, frutto di quattro vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. A questo bottino si aggiungono due successi in Coppa Italia, che confermano l’impatto immediato del metodo Allegri. Pragmatismo, disciplina e solidità tattica sono tornati a essere i tratti distintivi della squadra, elementi che hanno riportato entusiasmo e fiducia nello spogliatoio.

L’impronta del tecnico

Allegri ha saputo incidere fin da subito, ridisegnando il centrocampo e integrando con rapidità i nuovi innesti. L’arrivo di Luka Modrić ha portato esperienza e qualità, mentre Christian Pulisic – premiato a sua volta come miglior giocatore del mese – è diventato un punto di riferimento offensivo. Il tecnico ha trovato il giusto equilibrio tra la necessità di ottenere risultati immediati e la costruzione di un impianto di gioco solido e competitivo.

La sinergia con la dirigenza

Il premio ad Allegri rappresenta anche la conferma della bontà del progetto avviato in estate. La collaborazione con il nuovo direttore sportivo Igli Tare si sta rivelando decisiva: il dirigente albanese ha messo a disposizione del tecnico profili di esperienza e personalità, costruendo una rosa profonda e versatile.

Un Milan ritrovato

La combinazione tra la visione tattica di Allegri e le strategie di mercato di Tare ha ridato al Milan la forza per competere ai massimi livelli. I rossoneri, oggi più solidi e consapevoli, navigano con convinzione nelle zone alte della classifica, con l’obiettivo di restare stabilmente tra i protagonisti della Serie A.

Italia, Giornata Mondiale della Salute Mentale: la FIGC lancia la campagna “Ad Alta Voce”

FIGC, al via “Ad Alta Voce”: la voce delle Nazionali per la Giornata della Salute Mentale. Le parole di Gravina

Il 10 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale, istituita nel 1992 e promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per l’occasione, la FIGC ha presentato la campagna “Ad Alta Voce”, ideata dall’agenzia di comunicazione Enne Factory, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema di grande rilevanza sociale.

Secondo i dati dell’OMS, una persona su otto nel mondo convive con un disturbo mentale. Si tratta di condizioni che non solo incidono sulla salute fisica, ma influenzano profondamente il benessere complessivo e la qualità delle relazioni personali. Tra i giovani, la situazione è particolarmente allarmante: circa un adolescente su sette tra i 10 e i 19 anni soffre di un disturbo mentale diagnosticato.

La campagna “Ad Alta Voce”

La FIGC, in collaborazione con la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale e con il Bambino Gesù, ha coinvolto dieci protagonisti delle Nazionali A maschile e femminile. Gli atleti hanno prestato la propria voce a pensieri e riflessioni raccolti tra i circa 3.000 tesserati della DCPS e tra i giovani pazienti dell’ospedale romano.

Per la Nazionale femminile hanno partecipato il commissario tecnico Andrea Soncin, ex attaccante con una lunga carriera in Serie B, insieme alle calciatrici Agnese Bonfantini, Laura Giuliani, Eleonora Goldoni e Annamaria Serturini.

Per la Nazionale maschile hanno aderito il ct Gennaro Gattuso, campione del mondo 2006 e simbolo di grinta, e i calciatori Manuel Locatelli, Daniel Maldini, Riccardo Orsolini e Sandro Tonali. Ecco le parole di Gravina:

PAROLE – “La FIGC rinnova il suo impegno nel campo della sostenibilità sociale – afferma il presidente Gabriele Gravina – con un’attenzione particolare alla salute mentale, anche grazie all’impegno quotidiano svolto dalla Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale e, ovviamente, al lavoro specialistico dell’Ospedale Bambino Gesù. Con il coinvolgimento delle Azzurre e degli Azzurri, ‘Ad Alta Voce’ vuole essere una carezza verso coloro che soffrono di questi disagi e, allo stesso tempo, una forte e concreta assunzione di responsabilità. Parlare di questi argomenti, non tacerli, è l’unica modalità che, attraverso percorsi con specialisti del settore, porta ad attenuare il crescente malessere e favorisce la piena inclusione, nello sport e nella società civile”.

Barcellona, debiti di mercato per 159 milioni: ecco i giocatori ancora da pagare

Barcellona, 159 milioni ancora da saldare: i top acquisti non sono stati pagati del tutto. Tutti gli aggiornamenti

Il Barcellona, uno dei club più prestigiosi al mondo, continua a fare i conti con una situazione economica complessa. Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, i blaugrana devono ancora versare circa 159 milioni di euro per alcuni dei loro acquisti più significativi delle ultime stagioni.

I giocatori coinvolti

Tra i nomi più rilevanti spicca quello di Frenkie de Jong, centrocampista olandese classe 1997, arrivato dall’Ajax nel 2019 e diventato una pedina fondamentale per il centrocampo catalano. Per lui il Barça deve ancora corrispondere una parte della cifra pattuita con il club olandese.

Un altro profilo è Raphinha, esterno offensivo brasiliano classe 1996, acquistato dal Leeds United nell’estate 2022. Giocatore rapido e tecnico, è stato voluto per dare maggiore imprevedibilità all’attacco, ma anche per lui restano da saldare alcune rate del trasferimento.

Non manca Robert Lewandowski, attaccante polacco classe 1988, arrivato dal Bayern Monaco nel 2022. Considerato uno dei bomber più prolifici della sua generazione, il suo cartellino è costato una cifra importante e parte di quella somma è ancora da pagare ai bavaresi.

Una questione di bilanci

Il debito complessivo di 159 milioni di euro non rappresenta un’anomalia nel calcio moderno, dove i pagamenti dilazionati sono prassi comune. Tuttavia, nel caso del Barcellona, la cifra assume un peso particolare alla luce delle difficoltà economiche che il club sta affrontando da anni, aggravate dalla pandemia e da una gestione finanziaria spesso criticata.

Le prospettive future

La dirigenza blaugrana, guidata dal presidente Joan Laporta, sta lavorando per riequilibrare i conti senza rinunciare alla competitività sportiva. L’obiettivo è ridurre progressivamente il debito, garantendo al tempo stesso una rosa all’altezza delle ambizioni del club.

Il tema dei pagamenti arretrati resta dunque centrale per il futuro del Barcellona, che dovrà trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e necessità di restare ai vertici del calcio europeo.

Calciomercato Roma, occhi su Zirkzee: possibile addio a gennaio e prestito in giallorosso

Calciomercato Roma, Zirkzee nel mirino dei giallorossi: il club capitolino studia l’opzione prestito a gennaio

Il futuro di Joshua Zirkzee, attaccante olandese classe 2001 in forza al Manchester United, potrebbe presto intrecciarsi con quello della Roma. Il giovane centravanti, cresciuto nel settore giovanile del Bayern Monaco e già protagonista in Serie A con la maglia del Bologna, starebbe valutando l’ipotesi di lasciare l’Inghilterra già a gennaio.

Secondo indiscrezioni di mercato, Zirkzee non sarebbe soddisfatto dello spazio trovato finora a Manchester. Nonostante le qualità tecniche e fisiche – è un attaccante moderno, alto 1,93 m, capace di giocare sia come prima punta che come riferimento offensivo mobile – il suo minutaggio è stato limitato. Da qui l’idea di un addio temporaneo, con la formula del prestito, per ritrovare continuità e rilanciarsi in un campionato che già conosce bene.

La Roma, guidata da Gasperini, è alla ricerca di rinforzi offensivi per la seconda parte di stagione. L’allenatore giallorosso, ha più volte sottolineato la necessità di avere alternative valide in attacco per sostenere il doppio impegno tra Serie A ed Europa League. Zirkzee, per caratteristiche, rappresenterebbe un profilo ideale: giovane, di prospettiva, ma già con esperienza internazionale.

Il club capitolino segue con attenzione la situazione, consapevole che l’operazione potrebbe concretizzarsi solo con l’apertura del Manchester United a un prestito. La dirigenza giallorossa, inoltre, valuta l’impatto economico dell’affare, considerando l’ingaggio del giocatore e le eventuali condizioni fissate dagli inglesi.

Per la Roma, l’arrivo di Zirkzee significherebbe aggiungere qualità e profondità al reparto offensivo. Il mese di gennaio si preannuncia dunque caldo per il calciomercato giallorosso. Zirkzee resta un nome in cima alla lista dei desideri, ma molto dipenderà dalle decisioni del Manchester United e dalla volontà del giocatore di rilanciarsi in Serie A.

Leao Milan, la società e il tecnico hanno le idee chiare: uniti per rilanciare il portoghese, le ultime

Leao Milan, linea ‘dura’ condivisa: il tecnico Massimiliano Allegri sprona, il club rossonero lo sostiene. Tutti gli aggiornamenti

La sosta per le Nazionali non ha spento le polemiche in casa Milan, anzi ha riportato al centro dell’attenzione il rapporto tra Massimiliano Allegri e Rafael Leão. L’episodio chiave risale al post-partita di Torino contro la Juventus, quando negli spogliatoi il tecnico avrebbe rimproverato duramente il portoghese, accusato di essere entrato in campo senza la giusta determinazione e di aver sciupato due occasioni da gol clamorose.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la società si schiera compatta con l’allenatore: «Il Milan sta con Max. Leão va gestito, Allegri lo sprona: il club lo appoggia». Una linea chiara, che conferma la fiducia nel metodo diretto del tecnico livornese, abituato a stimolare i suoi giocatori alternando incoraggiamenti e rimproveri.

Il dibattito su Leão non riguarda solo l’episodio di Torino, ma si inserisce in una riflessione più ampia sulla sua continuità e sul suo atteggiamento. Non va dimenticato che l’attaccante ha saltato un mese a inizio stagione, proprio nel momento in cui sembrava pronto a spiccare il volo: uno stop che ha inevitabilmente condizionato la sua condizione fisica e mentale.

Ora la speranza del Milan è che la pausa, con Leão impegnato in Nazionale a Lisbona, possa rappresentare un’occasione per ritrovare brillantezza e lucidità. La fiducia nel suo talento resta intatta, ma l’appoggio al pugno fermo di Allegri testimonia la volontà del club di imporre una mentalità vincente, indispensabile per trasformare il talento in un campione compiuto.

Di Gregorio Juventus: se arriva Maignan, per lui si aprono le porte dell’Inghilterra! Tutti i dettagli

Di Gregorio Juventus, arriva una suggestione che cambia tutto: il portiere bianconero verso un futuro in Premier League

La suggestione Mike Maignan infiamma il calciomercato della Juventus e apre inevitabilmente un interrogativo sul futuro di Michele Di Gregorio. L’attuale numero uno bianconero, arrivato per raccogliere l’eredità di Szczesny, sembrava destinato a difendere i pali della squadra fino al 2029, forte di un contratto lungo e di un percorso fatto di 54 presenze e 22 clean sheet. Tuttavia, l’ombra del portiere francese del Milan rischia di cambiare radicalmente lo scenario.

Secondo l’analisi de La Gazzetta dello Sport, l’interesse della Juventus per Maignan non nasce da una bocciatura di Di Gregorio, ma dalla volontà di cogliere un’occasione irripetibile di mercato. L’obiettivo della dirigenza è quello di alzare il livello tecnico e soprattutto il tasso di personalità e leadership della rosa, qualità che il francese incarna come pochi altri. Igor Tudor ha sempre difeso il suo portiere, anche dopo qualche prestazione meno brillante, e la recente panchina in Champions è stata spiegata come semplice turnover. Ma davanti a un’opportunità come Maignan a parametro zero, ogni certezza può vacillare.

Il futuro di Di Gregorio, in caso di arrivo del francese, potrebbe dunque spostarsi oltre Manica. La Premier League lo osserva da tempo e non è un mistero che in passato club di primissima fascia, come il Manchester City, abbiano valutato il suo profilo prima di virare su altre soluzioni. Questo conferma come l’ex Monza abbia un mercato solido e credibile in Inghilterra, pronto ad accoglierlo qualora la Juventus decidesse di puntare su Maignan.

Il bivio è chiaro: da una parte la continuità con un portiere giovane e in crescita, dall’altra l’occasione di affidarsi a uno dei migliori interpreti del ruolo a livello mondiale. La Juventus riflette, consapevole che ogni scelta avrà conseguenze decisive non solo sul campo, ma anche sul futuro di Di Gregorio, che potrebbe presto trasformarsi da titolare bianconero a protagonista in Premier League.

Dumfries Inter, l’intervista al nerazzurro: «Roma dopo la sosta? Bisogna vincere, è una partita difficile. La sostituzione con la Cremonese…»

Dumfries Inter, l’intervista al difensore nerazzurro: «Roma dopo la sosta? Bisogna vincere, è una partita difficile. Con la Cremonese…»

Denzel Dumfries, dopo la vittoria dell’Olanda per 4-0 contro Malta, ha rilasciato dichiarazioni a Sport Mediaset in cui ha parlato sia della partita sia del suo momento personale all’Inter. Le sue parole:

REAZIONE AL CAMBIO CONTRO LA CREMONESE – La sostituzione con la Cremonese? Ero incazzato perché è normale, nessun calciatore vuole uscire. Io voglio fare il meglio per la squadra, al momento c’era l’emozione… però adesso guardiamo in avanti che c’è la Roma dopo la sosta, bisogna vincere, è una partita difficile. Se (dopo la sosta) inizia un ciclo di partite difficili? Sì, sì, è così.

PREFERISCI GIOCARE TERZINO O ESTERNO? – Per me è uguale, con 4 devo aspettare di più i momenti perché c’è un esterno davanti, a cinque invece sono più in area, per me tutte e due sono uguali, in Olanda ho sempre giocato a 4, sono abituato a entrambi i moduli.

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Calciomercato Lazio, Lotito pensa alla rivoluzione: pronte quattro cessioni. I nomi

Calciomercato Lazio: tra blocco, cessioni e strategie per ripartire

Il calciomercato della Lazio vive una fase di grande incertezza. Il club biancoceleste, infatti, attende ancora lo sblocco del mercato, condizione necessaria per poter tornare ad acquistare. In caso contrario, la società di Claudio Lotito sarà costretta a muoversi esclusivamente sul fronte delle cessioni, puntando a generare plusvalenze per finanziare eventuali operazioni future. Un equilibrio delicato, in cui ogni decisione potrebbe influenzare in modo significativo il percorso sportivo della squadra.

Il presidente Lotito e il direttore sportivo Fabiani stanno valutando attentamente la situazione. La priorità è quella di non indebolire eccessivamente la rosa, ma allo stesso tempo la Lazio non può restare ferma. Senza lo sblocco del mercato, l’unica via percorribile resta la vendita di alcuni elementi considerati sacrificabili. In cima alla lista figurano i giocatori che hanno trovato meno spazio, ma non sono esclusi colpi di scena: se dovessero arrivare offerte importanti, anche alcuni big potrebbero partire.

Tra i nomi più chiacchierati in questo calciomercato Lazio, spicca quello di Christos Mandas. Il giovane portiere greco, chiuso da Ivan Provedel, ha attirato l’interesse del Wolverhampton, disposto a offrire circa 20 milioni di euro. Una cifra importante che permetterebbe alla società di realizzare una sostanziosa plusvalenza. Situazione diversa per Noslin, che pesa 16 milioni a bilancio e ha recentemente confermato contatti con PSV e Ajax: difficile però che una sua cessione porti un guadagno immediato.

Sul piano tecnico, le visioni interne non coincidono pienamente. Fabiani vorrebbe proseguire il progetto di ringiovanimento avviato già nello scorso gennaio, puntando su prospetti dal grande potenziale. Maurizio Sarri, invece, spinge per l’inserimento di giocatori esperti, in grado di garantire subito rendimento. Tra i profili graditi al tecnico figura Lorenzo Insigne, oggi in MLS, che rappresenterebbe un innesto di esperienza e carisma.

In ogni caso, la strategia della società resta chiara: il calciomercato della Lazio deve diventare uno strumento di crescita sostenibile. Lotito vuole trasformare il club in un modello di player trading, capace di valorizzare i propri giovani e generare risorse per reinvestire. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il blocco verrà rimosso e se la Lazio potrà tornare protagonista anche in entrata. Fino ad allora, tutto ruoterà attorno a un’unica parola d’ordine: equilibrio.

Genoa, Viera in emergenza: quattro giocatori da valutare. Le loro condizioni

Genoa, lavoro intenso durante la sosta: test con l’Entella e quattro giocatori da monitorare

La pausa del campionato non ferma il lavoro al centro sportivo “Signorini” di Pegli, dove il Genoa continua a prepararsi in vista della ripresa della Serie A. Nonostante le assenze dei giocatori impegnati con le rispettive Nazionali, la squadra di Vieira sta mantenendo alta l’intensità degli allenamenti, concentrandosi su ritmo, equilibrio e miglioramento della condizione fisica.

L’avvio di stagione del Genoa non è stato dei più semplici, complice un calendario particolarmente impegnativo e alcune defezioni che hanno condizionato le scelte del tecnico francese. Ora, però, il focus è puntato sulla prossima sfida contro il Parma, in programma domenica 19 ottobre alle ore 15. Si tratta di un match cruciale, che aprirà una serie di partite contro avversarie dirette nella corsa alla salvezza e alla stabilità in classifica. Vieira e il suo staff vogliono presentarsi a questo appuntamento con la miglior formazione possibile.

In quest’ottica, grande attenzione è riservata all’infermeria. Sono quattro i giocatori del Genoa attualmente sotto osservazione: Leo Østigård, Nicolae Stanciu, Maxwel Cornet e Junior Messias. Tutti stanno seguendo percorsi di recupero personalizzati, e i prossimi allenamenti saranno determinanti per capire chi potrà essere a disposizione per la gara contro i ducali. In particolare, si spera di rivedere in gruppo almeno due di loro nei prossimi giorni, così da ampliare le soluzioni tattiche del tecnico rossoblù.

Nel frattempo, per mantenere il ritmo partita, questa mattina il Genoa ha programmato un test amichevole contro l’Entella di Andrea Chiappella, neopromossa in Serie B e protagonista di un buon inizio di stagione. L’incontro, fissato per le ore 10:30 al campo di Pegli, si svolgerà a porte chiuse e servirà a Vieira per testare nuove soluzioni tattiche e valutare i progressi dei giocatori meno impiegati finora.

L’obiettivo è chiaro: arrivare alla ripresa del campionato con una squadra più compatta, reattiva e pronta a riscattare un inizio altalenante. Il Genoa, con il sostegno dei suoi tifosi e il lavoro quotidiano sul campo, punta a ritrovare quella solidità che nella scorsa stagione aveva permesso di costruire un percorso positivo. La sosta, dunque, diventa un’opportunità preziosa per ripartire con energia e consapevolezza.

Atalanta, Juric vuole proseguire la risalita in classifica: il tecnico sta pensando a questa soluzione

Atalanta, Juric rivoluziona l’attacco: Lookman e Sulemana insieme per una nuova identità offensiva

In casa Atalanta soffia un vento di cambiamento. La sosta per le Nazionali ha offerto a Ivan Juric l’occasione perfetta per sperimentare e dare forma a nuove idee tattiche, e il risultato potrebbe segnare una svolta significativa nel percorso della squadra. Nel calcio del tecnico croato, infatti, non esistono ruoli rigidi ma interpreti capaci di trasformarsi a seconda delle esigenze del gioco. E da questa filosofia nasce una novità intrigante: Ademola Lookman e Kamaldeen Sulemana possono coesistere, non solo alternarsi.

Quella che inizialmente sembrava una semplice soluzione d’emergenza, adottata contro il Como per far fronte all’assenza dei centravanti, si è trasformata in un esperimento tattico estremamente interessante. L’Atalanta ha mostrato fluidità, intensità e imprevedibilità in fase offensiva, caratteristiche che hanno sempre rappresentato la cifra stilistica del club bergamasco. Lookman e Sulemana, schierati insieme, hanno garantito movimento continuo, pressing alto e capacità di attaccare la profondità con grande velocità.

Juric, noto per la sua abilità nel valorizzare giocatori duttili, ha intuito che la coppia può diventare un’arma strategica anche quando torneranno De Ketelaere e Scamacca. L’idea è quella di costruire un attacco dinamico, capace di cambiare forma durante la partita: Lookman può muoversi da seconda punta o da esterno offensivo, mentre Sulemana, con la sua forza fisica e il dribbling, può alternarsi tra le corsie e il centro. Una soluzione che, se consolidata, potrebbe rendere l’Atalanta ancora più imprevedibile.

Il progetto di Juric va oltre il singolo esperimento. Il tecnico vuole riportare l’Atalanta ai livelli di aggressività e intensità che l’hanno resa una delle squadre più temute in Italia e in Europa. Con una rosa profonda e versatile, l’obiettivo è costruire un gruppo capace di adattarsi alle diverse situazioni di gioco, mantenendo però intatta l’identità offensiva che da anni contraddistingue i nerazzurri.

Il futuro prossimo dirà se la convivenza tra Lookman e Sulemana diventerà una costante, ma le prime indicazioni sono più che positive. La sensazione è che Juric abbia trovato una chiave nuova per esaltare il potenziale offensivo dell’Atalanta, puntando su ritmo, fantasia e imprevedibilità. Una scelta coraggiosa, che conferma come la squadra bergamasca resti uno dei laboratori tattici più affascinanti del calcio italiano.

Calciomercato Roma, Gasperini ha deciso: vuole proprio quell’attaccante. I dettagli

Calciomercato Roma: Zirkzee nel mirino, la società valuta rinforzi in attacco

Il tema centrale del momento in casa Roma è l’attacco. Dopo un avvio di stagione complicato, con appena un gol tra Artem Dovbyk ed Evan N’Dicka, la dirigenza giallorossa sta valutando seriamente di intervenire nel prossimo calciomercato Roma di gennaio per rinforzare il reparto offensivo. La mancanza di concretezza sotto porta ha convinto la società a sondare diverse opzioni, con il direttore sportivo Ricky Massara già al lavoro per individuare il profilo giusto da affiancare a Lukaku o da alternare nelle rotazioni di De Rossi.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, uno dei nomi più interessanti finiti sul taccuino della Roma è quello di Joshua Zirkzee, attaccante olandese attualmente al Manchester United. Dopo l’esperienza positiva al Bologna, dove aveva messo in mostra tecnica e visione di gioco da vero numero 9 moderno, Zirkzee sta trovando pochissimo spazio in Inghilterra: appena quattro presenze stagionali, troppo poche per un giocatore che vuole sentirsi protagonista.

Il suo futuro, dunque, potrebbe tornare a incrociare la Serie A, un campionato che lo ha valorizzato e nel quale ha lasciato un ottimo ricordo. La Roma, secondo le indiscrezioni, starebbe valutando la possibilità di un prestito secco fino a giugno, soluzione che permetterebbe al club di rinforzarsi senza pesare troppo sul bilancio. L’ingaggio dell’olandese, pari a circa 3,6 milioni di euro, non rappresenterebbe un ostacolo insormontabile: la società capitolina potrebbe coprirne la metà, circa 1,8 milioni, cifra considerata sostenibile nell’attuale piano economico del club.

Il presidente Dan Friedkin, rientrato a Trigoria nelle ultime ore, ha partecipato a una serie di riunioni operative non solo su tematiche commerciali ma anche di calciomercato Roma, dimostrando la volontà di intervenire in prima persona per dare nuova linfa alla squadra. L’obiettivo è chiaro: rendere la Roma più competitiva e concreta, soprattutto nelle sfide contro le dirette rivali per un posto in Champions League.

Zirkzee rappresenta un profilo ideale per età, caratteristiche e conoscenza del campionato italiano. In passato era stato corteggiato anche da Gian Piero Gasperini per la sua Atalanta, segno di un talento che convince diversi tecnici. Il prossimo calciomercato Roma si preannuncia dunque movimentato, con l’attacco al centro delle strategie e la caccia a un rinforzo che possa far compiere alla squadra il salto di qualità tanto atteso.

Ferrero: «Ho offerto la presidenza della Samp a Vialli. Su Manfredi dico questo»

Ferrero: «La mia Sampdoria? Mi hanno defraudato. Io l’avrei venduta a Vialli»

L’ex presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è tornato a parlare della squadra blucerchiata in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Come nel suo stile, Ferrero non ha risparmiato parole forti nei confronti dell’attuale proprietà e di chi, secondo lui, avrebbe gestito male il club dopo la sua uscita di scena. L’ex patron romano ha rivendicato quanto fatto negli anni di presidenza e ha chiarito alcune vicende rimaste controverse, dal mancato passaggio di proprietà a Gianluca Vialli fino ai rapporti con Claudio Ranieri.

Ferrero e la prima vittoria della nuova Samp

Ferrero ha commentato con ironia la prima vittoria stagionale della Sampdoria: «Era ora! Quando andai via dissi che i sampdoriani mi avrebbero rimpianto, e adesso lo stanno capendo. Il calcio è di tutti, ma non per tutti. Ferrero può anche non piacere, ma per la Samp ha dato tanto». Parole che riflettono l’orgoglio di un presidente che si sente ancora legato ai colori blucerchiati.

Nessun guadagno dalla cessione del club

Uno dei passaggi più duri dell’intervista riguarda la cessione della società. Ferrero ha dichiarato di non aver guadagnato nulla: «Mi hanno defraudato. Manfredi è stato bravo a raccontare storie, ma non ha capito che la verità si vede alla fine». L’ex presidente ha poi respinto con forza le accuse di aver lasciato una situazione economica difficile: «Io ho consegnato un club organizzato, con strutture moderne e un settore giovanile al top. Quando si parla di Ferrero, ci si deve sciacquare la bocca».

Il mancato arrivo di Vialli e il rapporto con Ranieri

Ferrero ha anche rivelato dettagli sulla trattativa, poi sfumata, con Gianluca Vialli: «Avevamo firmato, ma il suo finanziatore si tirò indietro dopo alcune sconfitte con Di Francesco. Chiedevo 88 milioni, poi accettai anche 44. Se l’offerta fosse stata reale, gliel’avrei venduta subito».
Sul tecnico Claudio Ranieri, Ferrero ha mantenuto un tono più disteso ma non privo di polemica: «Lo stimo, ma non ho capito perché ce l’abbia con me. Chiese troppi soldi, ma ha fatto un ottimo lavoro».

Il rischio fallimento e la difesa finale

Ferrero ha infine voluto chiarire la sua posizione riguardo alle difficoltà economiche successive alla sua gestione: «Il rischio fallimento è arrivato due anni dopo la mia uscita. Io non c’entro niente. Hanno fatto scelte sbagliate e speso male. La Samp, con me, aveva i conti in ordine».

Una dichiarazione che conferma come Massimo Ferrero non abbia intenzione di restare in silenzio sul suo passato blucerchiato, rivendicando il ruolo di protagonista di una delle pagine più controverse della storia recente della Sampdoria.

Calciomercato Napoli, Manna continua a pensare a quel giocatore: assalto a gennaio?

Calciomercato Napoli: Juanlu Sanchez torna nel mirino per gennaio

Il calciomercato Napoli potrebbe presto riaccendersi con un nome già noto agli appassionati azzurri: Juanlu Sanchez del Siviglia. Il giovane esterno spagnolo era stato uno degli obiettivi principali durante la scorsa estate, ma l’affare non si concretizzò a causa delle priorità del club partenopeo e dell’arrivo di Hojlund in Serie A, che di fatto dirottò alcune strategie di mercato. Ora, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il Napoli è pronto a tornare alla carica per assicurarsi il talento classe 2003.

Nonostante un inizio di stagione non brillante con la maglia del Siviglia, Juanlu continua a essere un profilo molto apprezzato dagli uomini mercato azzurri. Il suo nome resta evidenziato in rosso nei dossier del direttore sportivo Giovanni Manna, che già nei mesi estivi si era recato in Spagna per incontrare la dirigenza andalusa e gli agenti del calciatore. Un chiaro segnale della volontà del Napoli di portare avanti la trattativa e inserirlo nella rosa, magari già nella finestra di gennaio.

Le qualità di Juanlu Sanchez si sposano perfettamente con le esigenze tattiche del club. L’esterno, capace di giocare sia come terzino destro che come ala, è dotato di grande velocità, resistenza e spinta offensiva. La sua capacità di creare superiorità numerica e di accompagnare l’azione sulla fascia lo rendono un elemento prezioso in un modulo che valorizza gli esterni. Pur avendo ancora margini di miglioramento in fase difensiva, il giovane spagnolo rappresenta un investimento per il futuro, con un potenziale di crescita che ha convinto la dirigenza partenopea.

Un altro aspetto interessante, sottolineato anche da fonti vicine al calciomercato Napoli, riguarda la sua età: essendo un classe 2003, rientra nella categoria Under e non andrebbe a occupare uno dei posti in lista Serie A, un dettaglio che rende l’operazione ancora più allettante dal punto di vista gestionale.

Il Napoli, dunque, non ha mai realmente abbandonato la pista Juanlu. Dopo aver solo sfiorato l’accordo estivo, la società di De Laurentiis valuta un nuovo assalto per gennaio, con l’obiettivo di chiudere un’operazione utile sia nell’immediato sia in prospettiva. In un momento in cui il club guarda al futuro con un progetto di ringiovanimento e sostenibilità, l’arrivo di Juanlu Sanchez potrebbe rappresentare uno dei colpi più intelligenti del prossimo calciomercato Napoli.

Rinnovo Dodo, rinnovo vicino con la Fiorentina. Questi segnali sono importanti


Rinnovo Dodo: primi segnali di pace tra il terzino brasiliano e la Fiorentina. La situazione

Dopo mesi di silenzi, tensioni e incomprensioni, si riaccende la trattativa per il rinnovo di Dodo con la Fiorentina. Nelle ultime ore si sono registrati i primi contatti tra la dirigenza viola e l’entourage del terzino brasiliano, segnando un cambiamento significativo rispetto al clima freddo che aveva caratterizzato gli ultimi mesi. Una vera e propria rottura, iniziata a gennaio, sembrava aver messo fine a ogni possibilità di prolungamento, ma ora lo scenario appare più disteso.

Il rinnovo di Dodo era stato considerato vicino già a dicembre 2024, quando la società riteneva di aver presentato una proposta soddisfacente. Tuttavia, dopo un confronto interno tra il giocatore e i suoi agenti, la risposta fu tutt’altro che positiva. Secondo quanto emerso, Dodo si sarebbe sentito quasi offeso dalla proposta economica, giudicata non all’altezza del suo valore. Da lì in avanti, i rapporti tra le parti si sono complicati, con accuse reciproche: la Fiorentina accusava l’entourage del brasiliano di alzare troppo la posta sulle commissioni, mentre dal lato del giocatore si sosteneva che l’adeguamento dell’ingaggio sarebbe dovuto partire già dal contratto attuale, in scadenza nel 2027.

Durante l’estate, il malcontento ha portato Dodo a riflettere su un possibile addio. Club importanti come Barcellona e Milan avevano mostrato interesse, ma nessuna delle due squadre ha mai concretamente avviato una trattativa. Così, Dodo è rimasto a Firenze, pur con una certa inquietudine dovuta alla situazione contrattuale in sospeso.

Il clima teso ha probabilmente influito anche sul suo rendimento in campo, dove il brasiliano non è riuscito a brillare come ci si aspettava. La mancanza di serenità potrebbe aver inciso sulle sue prestazioni, nonostante l’impegno mostrato quotidianamente in allenamento.

Ora, però, qualcosa è cambiato. I recenti contatti hanno chiarito diverse posizioni e le parti sembrano finalmente disposte a dialogare in modo costruttivo. Un incontro faccia a faccia è atteso nelle prossime settimane per riaprire ufficialmente il dossier rinnovo Dodo e valutare se ci siano le condizioni per un accordo.

La Fiorentina, da parte sua, non ha mai messo in discussione il valore del giocatore e spera di poter ricucire definitivamente il rapporto. Il rinnovo di Dodo potrebbe così tornare al centro delle strategie viola per il futuro.

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Milan, ansia per Pulisic: le parole di Pochettino preoccupano i rossoneri

Il Milan segue con attenzione le parole di Mauricio Pochettino, che ha annunciato qualche problema fisico per Christian Pulisic, uno dei protagonisti più attesi della nuova stagione rossonera. «Dobbiamo comunicare che abbiamo qualche problema con alcuni giocatori, come Christian, che oggi non si è allenato», ha dichiarato l’allenatore, senza però chiarire la natura dell’assenza né specificare se si tratti di un infortunio. Il tecnico ha aggiunto che sarà necessario valutare le condizioni del giocatore nella giornata successiva per capire se potrà essere disponibile o meno.

Le dichiarazioni di Pochettino hanno immediatamente fatto il giro dei media internazionali, alimentando la preoccupazione tra i tifosi del Milan, che considerano Pulisic un punto fermo del progetto tecnico. L’attaccante statunitense, arrivato in rossonero nel 2023 dopo l’esperienza al Chelsea, è diventato rapidamente uno dei simboli della rinascita milanista. Con le sue giocate, la capacità di saltare l’uomo e il feeling con il gol, Pulisic ha conquistato il pubblico di San Siro e si è imposto come elemento chiave nello scacchiere offensivo del Milan.

La società rossonera, da parte sua, osserva con attenzione la situazione, consapevole che l’ex Chelsea rappresenta un patrimonio tecnico ed economico di grande valore. Il Milan ha investito molto sulla crescita di Pulisic, costruendogli intorno un ruolo da protagonista. Per questo motivo, ogni segnale di stop fisico viene accolto con la massima cautela. Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un piccolo affaticamento o di un problema più serio.

Nel frattempo, a Milanello si lavora intensamente per preparare i prossimi impegni, in un momento cruciale della stagione. L’obiettivo del Milan resta quello di confermarsi ai vertici della Serie A e di fare strada in Europa, dove la presenza di giocatori come Pulisic può fare la differenza.

Il tecnico e lo staff medico monitoreranno da vicino le condizioni del giocatore, che finora ha mostrato una forma eccellente. La speranza è che il problema segnalato da Pochettino sia di lieve entità e che il numero 11 rossonero possa tornare presto in campo per continuare a trascinare il Milan con la sua qualità e il suo spirito di sacrificio. Per Pioli e per tutto l’ambiente rossonero, il recupero di Pulisic è una priorità assoluta in vista delle prossime sfide decisive.

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