Pagina 383 – Calcio News 24

Fabbian Fiorentina, ufficiale l’arrivo del giocatore dal Bologna: il comunicato e tutti i dettagli dell’operazione

Fabbian Fiorentina, è stato ufficializzato l’approdo del giocatore in viola dal Bologna. Il comunicato e tutti i dettagli

Attraverso il proprio sito ufficiale, la Fiorentina ha comunicato l’arrivo di Giovanni Fabbian dal Bologna. Questa la nota della Viola.

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COMUNICATO ACF Fiorentina comunica di aver acquistato, a titolo temporaneo con diritto di riscatto e obbligo a determinate condizioni, i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Giovanni Fabbian dal Bologna F.C.

Fabbian, nato a Camposampiero, il 14 gennaio 2003, è cresciuto calcisticamente nelle giovanili dell’Inter, con cui ha vinto un Campionato Primavera nel 2022, e, nel corso della sua carriera, ha vestito anche la maglia della Reggina.

Il nuovo calciatore viola ha disputato 91 presenze con il Bologna tra Serie A, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Champions League ed Europa League mettendo a segno 11 reti e vincendo una Coppa Italia.

Fabbian è stato, inoltre, un pilastro della Nazionale Under 21 Azzurra ed è già stato convocato in Nazionale Maggiore per le partite di qualificazione ai prossimi Mondiali.

Ha scelto di indossare in viola la maglia numero 80».

Donnarumma, bomba dall’Inghilterra: il portiere vuole tornare in Serie A! Due big pronte ad accoglierlo, l’indiscrezione sul suo futuro

Donnarumma, indiscrezione dall’Inghilterra: il portiere avrebbe espresso il desiderio di tornare in Serie A! Due big sulle sue tracce

La nostalgia dell’Italia potrebbe presto riportare a casa uno dei figli più illustri del nostro calcio. Dalle colonne dei tabloid britannici rimbalza una voce che promette di scuotere le fondamenta del prossimo calciomercato estivo: Gianluigi Donnarumma starebbe seriamente valutando il rientro in Serie A. L’attuale portiere del Manchester City sentirebbe la mancanza del Bel Paese e sarebbe pronto a chiudere la sua esperienza in Premier League.

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Derby d’Italia per il numero uno

Secondo quanto riportato dal Sun, la notizia ha immediatamente attivato i radar delle due superpotenze del nostro campionato: Juventus e Inter. Si profila all’orizzonte un entusiasmante “Derby d’Italia” sul mercato. Da una parte i bianconeri, sempre attenti alle occasioni per blindare la porta per il prossimo decennio; dall’altra i nerazzurri di Marotta, che cercano un erede di livello assoluto per il dopo-Sommer (vista anche la complessità della pista Martinez). Per entrambe, assicurarsi Donnarumma significherebbe sistemare il ruolo con uno dei migliori interpreti al mondo.

L’ostacolo: uno stipendio “faraonico”

Tuttavia, tra il dire e il fare c’è di mezzo un ostacolo economico imponente, che rischia di trasformare la trattativa in una scalata quasi impossibile. L’analisi che arriva dall’Inghilterra è lucida: il problema non sarebbe tanto convincere i Citizens a lasciar partire il giocatore, quanto la sostenibilità del suo contratto. Attualmente, Donnarumma percepisce a Manchester un ingaggio monstre da 15 milioni di euro netti a stagione. Cifre che cozzano violentemente con la spending review e i tetti salariali imposti dai club italiani (la Juve, ad esempio, si è imposta un limite attorno ai 6 milioni). Per rivedere “Gigio” nei nostri stadi, la condizione è una sola e imprescindibile: il giocatore deve accettare una drastica riduzione dello stipendio, compiendo un sacrificio economico importante in nome del cuore. Se prevarrà il portafoglio o la nostalgia, lo scopriremo solo nei prossimi mesi.

Consiglio Federale, la decisione ufficiale sul calciomercato del Napoli. Quattro club rimangono perplessi, cosa è successo!

Consiglio Federale, è stata presa questa decisione sul calciomercato del Napoli. Quattro club rimangono perplessi, la ricostruzione

Nessun via libera, nessun “tesoretto” sbloccato. Il mercato del Napoli resta ingabbiato nei vincoli attuali. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, il club partenopeo dovrà continuare a operare in regime di “saldo zero” per tutta la durata della sessione invernale. È questo il verdetto definitivo emerso dal Consiglio Federale straordinario della FIGC, convocato d’urgenza questa mattina dopo le richieste avanzate dalla Lega Serie A. La speranza di Aurelio De Laurentiis di utilizzare l’enorme liquidità accantonata (circa 174 milioni di euro al 30 giugno 2025) per aggirare i paletti dell’indicatore del costo del lavoro allargato si è infranta contro un muro burocratico e politico.

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Il fronte delle big: Milan contrario, le altre astenute

Il Consiglio Federale ha preso atto della proposta di revisione delle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali), ma non ha potuto procedere. Per modificare le regole a mercato in corso, serviva una compattezza che non c’è stata. Il fronte della Serie A si è spaccato: 16 voti favorevoli non sono bastati. A pesare sono state la posizione contraria del Milan e l’astensione delle altre grandi storiche, ovvero Inter, Juventus e Roma. Senza l’unanimità, la FIGC aveva chiesto una rinuncia formale da parte dei club dissenzienti a qualsiasi futura azione legale nei confronti del Consiglio stesso. Una sorta di “manleva” per evitare responsabilità personali dei consiglieri nel cambiare le carte in tavola a stagione iniziata. Questa garanzia non è arrivata, bloccando di fatto ogni riforma.

Una questione di metodo, non di merito

Va chiarito un aspetto cruciale: lo stop imposto dalle big non riguarda la solidità finanziaria del Napoli. Nessuno mette in dubbio la capacità di spesa dei campani. Le perplessità di Inter, Juve, Roma e Milan vertono esclusivamente sul metodo e le tempistiche. Le società ritengono inopportuno, per la regolarità della competizione, intervenire sulle norme del “Costo del Lavoro Allargato” a gennaio, con il campionato e le trattative già nel vivo.

Le conseguenze per Conte e Manna

Cosa succede adesso? La palla torna nel campo della dirigenza azzurra. Giovanni Manna dovrà operare con creatività: per ogni entrata servirà un’uscita di pari valore economico. Una complicazione non da poco per Antonio Conte, che chiedeva rinforzi immediati per puntare in alto e che ora dovrà attendere le cessioni prima di accogliere nuovi volti a Castel Volturno.

Psg, Luis Enrique furioso dopo la sconfitta con lo Sporting CP: «Il calcio è uno sport di m..da!»

Psg, Luis Enrique ha commentato così duramente la sconfitta dei francesi contro lo Sporting CP in Champions League

È una notte di rabbia e frustrazione quella vissuta dal Paris Saint-Germain a Lisbona. Nella settima giornata della fase a campionato di Champions League, i campioni d’Europa in carica sono crollati per 2-1 contro lo Sporting CP al termine di una gara stregata. Nonostante un dominio territoriale netto e una mole di gioco impressionante, i parigini sono usciti sconfitti dal “José Alvalade”, pagando a caro prezzo la scarsa concretezza e un pizzico di sfortuna, materializzatasi sotto forma di ben tre reti annullate al reparto offensivo guidato da Khvicha Kvaratskhelia.

Lo sfogo virale: “Uno sport ingiusto”

Nel post-partita, la tensione ha raggiunto i livelli di guardia. Luis Enrique si è presentato ai microfoni senza filtri, regalando uno sfogo destinato a fare il giro del web. “È molto facile da spiegare questa sconfitta: è il calcio”, ha esordito l’allenatore, visibilmente amareggiato. “Abbiamo dominato l’avversario, è stata chiaramente la migliore partita in trasferta di questa stagione. Meritavamo di vincere, ma il risultato è deludente e molto ingiusto”. Poi, la frase shock che fotografa il suo stato d’animo: “Abbiamo perso perché è uno sport di ma, il calcio è una m…a. Abbiamo perso contro il Paris FC, pareggiato a Bilbao e stasera allo stesso modo”.

L’infortunio di Ruiz e l’orgoglio

Ad aggravare la serata no dei parigini ci ha pensato l’infortunio di Fabián Ruiz. Il centrocampista spagnolo ha lasciato il campo costringendo il tecnico a rivedere i piani con una panchina ridotta all’osso (“avevamo solo cinque giocatori”). Nonostante il ko, Luis Enrique ha voluto blindare lo spogliatoio, assumendosi ogni responsabilità: “Quando ci sono problemi è colpa mia. Ma sono orgoglioso dei miei giocatori, della loro personalità. Nessuno credeva in noi la scorsa stagione e ce l’abbiamo fatta. Con questo carattere siamo pronti a essere competitivi”. Una sconfitta che brucia, ma che non sembra scalfire la certezza dei campioni in carica di poter dire ancora la loro in Europa.

Milan, Cardinale è tornato a Milanello: il gesto del proprietario del club rossonero. Cosa ha fatto

Milan, Cardinale ha fatto tappa a Milanello: il gesto del proprietario del club rossonero. La ricostruzione della mattinata

Una mattina diversa dal solito, carica di significato istituzionale e sportivo. Il mercoledì del Milan si è acceso con la presenza a sorpresa di Gerry Cardinale. Il proprietario del club e fondatore di RedBird Capital è atterrato in Italia per far sentire la sua vicinanza fisica al gruppo in un momento cruciale della stagione, trasformando l’allenamento odierno in un evento speciale.

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Il confronto con Allegri e la squadra

Come riferisce Sky, arrivato ai cancelli di Milanello intorno alle ore 10:00, Cardinale ha subito cercato il contatto diretto con la guida tecnica. C’è stato un lungo e caloroso abbraccio con Massimiliano Allegri. Il proprietario statunitense si è intrattenuto con il tecnico e il suo staff, per poi rivolgere un saluto all’intero gruppo squadra poco prima dell’inizio della seduta di allenamento. Non una visita di cortesia, ma un segnale preciso: Cardinale ha voluto guardare negli occhi i giocatori per trasmettere fiducia e motivazione in vista dei prossimi impegni.

Il quartetto dirigenziale: c’è anche Tare

Il messaggio che filtra da Carnago è riassumibile in tre parole: compattezza, coesione e prospettiva. Cardinale non era solo, ma scortato dallo stato maggiore del club al gran completo. Al suo fianco c’era Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor e ormai onnipresente figura di raccordo tra proprietà e spogliatoio, garante dell’identità milanista. Presenti anche l’Amministratore Delegato Giorgio Furlani e Igli Tare.

Da Londra a Casa Milan

La visita “lampo” è stata favorita dagli impegni internazionali del manager. Cardinale si trovava infatti a Londra nei giorni scorsi per una riunione strategica legata al progetto NBA Europe, confermando la volontà di RedBird di creare sinergie tra calcio e sport americano. Dopo aver lasciato Milanello intorno alle 12:00, il tour istituzionale è proseguito nel pomeriggio a Casa Milan. Qui il proprietario ha voluto salutare personalmente i dipendenti e gli altri dirigenti negli uffici di via Aldo Rossi, chiudendo una giornata dedicata interamente al mondo rossonero.

Caso Zappi, la FIGC ha deciso di commissariare l’AIA: cosa sta succedendo dopo l’inibizione per 13 mesi del presidente

Caso Zappi, la FIGC avrebbe deciso di commissariare l’AIA: la ricostruzione dopo l’inibizione per 13 mesi del presidente

Il calcio italiano si sveglia con una notizia shock che scuote le fondamenta del sistema arbitrale. Il Consiglio Federale della FIGC, convocato d’urgenza nella mattinata di oggi, ha deliberato il commissariamento dell’AIA. La decisione, anticipata da Calcio e Finanza, è la diretta conseguenza dell’inibizione di 13 mesi inflitta al presidente Antonio Zappi.

La Federazione ha scelto la linea dura, intervenendo a gamba tesa per garantire la credibilità del settore in un momento delicatissimo, azzerando di fatto i vertici dell’associazione.

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Le accuse: pressioni per il “ribaltone” tecnico

Alla base del terremoto c’è la sentenza emessa lo scorso 12 gennaio dal Tribunale Federale Nazionale. Zappi è stato condannato per comportamenti ritenuti “pressanti e non corretti” nei confronti dei vertici degli organi tecnici delle leghe minori. Secondo la Procura Federale, il numero uno degli arbitri avrebbe esercitato indebite pressioni per costringere alle dimissioni Maurizio Ciampi e Luca Pizzi, all’epoca responsabili delle designazioni rispettivamente per la Serie C e la Serie D. L’obiettivo di questa manovra politica era chiaro: liberare le poltrone per insediare due figure di alto profilo, ovvero Daniele Orsato e Stefano Braschi, ridisegnando così la geografia del potere arbitrale.

Il nodo giuridico: la FIGC non aspetta

La decisione del Consiglio Federale nasconde anche un aspetto procedurale rilevante. Regolamento alla mano, Zappi avrebbe potuto tecnicamente mantenere la carica fino al giudizio definitivo (il secondo grado di giudizio), necessario per far scattare la decadenza formale. Tuttavia, di fronte a una condanna in primo grado superiore ai 12 mesi e alla gravità delle contestazioni, la FIGC ha deciso di non attendere. La governance del calcio italiano ha ritenuto insostenibile la permanenza di un presidente inibito e sotto accusa per manovre di palazzo, optando per il commissariamento immediato. L’AIA volta pagina nel modo più traumatico possibile: ora si attende il nome del Commissario che dovrà traghettare gli arbitri fuori dalla tempesta.

Real Madrid, Vinicius si sfoga: «Gli ultimi giorni sono stati molto duri, non voglio essere fischiato in casa!». Poi rivela quale sarà il suo futuro

Real Madrid, Vinicius si è sfogato dopo i recenti fischi dei tifosi delle Merengues nei suoi confronti. Ecco le sue dichiarazioni

A TNT Sports, Vinicius ha fatto chiarezza sulla situazione che sta vivendo in questi giorni al Real Madrid.

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PAROLE – «Gli ultimi giorni sono stati molto duri a causa dei fischi e di tutto quello che dicono di me. Abbiamo bisogno del sostegno dei nostri tifosi per ritrovare la normalità. Se restiamo uniti, possiamo vincere molto questa stagione. Sicuramente quando riesco a toccare più volte la palla, è meglio per me. Voglio essere ricordato per tutto quello che ho fatto per questo club, ma le richieste sono alte e devo soddisfarle ogni giorno. Cerco di dare tutto per questa maglia e per il club che mi ha dato tanto. Non voglio essere fischiato a casa mia, dove mi sento a mio agio.

I tifosi hanno i loro diritti, non lo capisco, ma sono qui per continuare a evolvermi. Mi rattrista molto. Non voglio essere fischiato in casa… nelle ultime partite non mi sentivo a mio agio perché ogni volta che facevo qualcosa di sbagliato, mi fischiavano. Ma i tifosi hanno il diritto di pagare un biglietto molto caro.

Voglio restare al Real Madrid per molto tempo. Il mio rinnovo? Mi resta ancora un anno. Siamo molto tranquilli. Mi fido del presidente, lui si fida di me, abbiamo un ottimo rapporto. Sistemeremo le cose al momento giusto. Senza fretta».

Arbitri Serie A, ufficiali le designazioni per i match della 22ª giornata: spiccano i fischietti di Roma Milan e Juve Napoli

Arbitri Serie A, sono state ufficializzate le designazioni per i match della 22ª giornata: ecco le decisioni prese dall’AIA

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha ufficializzato le designazioni arbitrali per i match della 22ª giornata di Serie A 20252/26.

INTER – PISA     Venerdì 23/01 h. 20.45

MARCENARO (foto)

MOKHTAR – YOSHIKAWA

IV:      AYROLDI

VAR:     GARIGLIO

AVAR:      MASSA

COMO – TORINO    Sabato 24/01 h. 15.00

FELICIANI

MELI – ALASSIO

IV:      GALIPO’

VAR:      PATERNA

AVAR:      DOVERI

FIORENTINA – CAGLIARI    Sabato 24/01 h. 18.00

GUIDA

BINDONI – COLAROSSI

IV:       BONACINA

VAR:      DI PAOLO

AVAR:       DI BELLO

LECCE – LAZIO    Sabato 24/01 h. 20.45

CHIFFI

IMPERIALE – BAHRI

IV:      RAPUANO

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:     ABISSO

SASSUOLO – CREMONESE     h. 12.30

COLLU

CECCONI – EL FILALI

IV:      FABBRI

VAR:     GHERSINI

AVAR:    LA PENNA

ATALANTA – PARMA    h. 15.00

SACCHI J.L.

PERETTI – BIANCHINI

IV:     MASSIMI

VAR:     NASCA

AVAR:      MARINI

GENOA – BOLOGNA     h. 15.00

MARESCA

BERCIGLI – CEOLIN

IV:     PAIRETTO

VAR:     MAGGIONI

AVAR:     MASSA

JUVENTUS – NAPOLI    h. 18.00

MARIANI

TEGONI – BERTI

IV:     MARCHETTI

VAR:     DOVERI

AVAR:       DI PAOLO

ROMA – MILAN    h. 20.45

COLOMBO

PERROTTI – ROSSI M.

IV:       ZUFFERLI

VAR:     DI BELLO

AVAR:     ABISSO

H. VERONA – UDINESE     Lunedì 26/01 h. 20.45

MANGANIELLO

LO CICERO – POLITI

IV:     TURRINI

VAR:    AURELIANO

AVAR:      PAGANESSI

Abraham, scelta la prossima squadra dell’ex Roma e Milan? Dove potrebbe giocare l’attaccante. L’indiscrezione

Abraham, ecco la prossima squadra dell’ex Roma e Milan. Dove potrebbe trasferirsi l’attaccante. L’indiscrezione

Il valzer delle punte che ha coinvolto mezza Europa trova la sua chiusura del cerchio a Birmingham. Tammy Abraham sarà un nuovo giocatore dell’Aston Villa. L’attaccante inglese classe 1997, volto noto della nostra Serie A per i suoi trascorsi con la Roma (dove vinse la Conference League) e con il Milan, lascia la Turchia per tornare in patria. La dirigenza dei Villans ha deciso di puntare sull’usato sicuro per rinforzare il reparto avanzato in questa sessione invernale, rispondendo così alla partenza di Donyell Malen, volato alla Roma, e al contestuale rientro alla base di Leon Bailey proprio dai giallorossi.

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Il ritorno del “figliol prodigo”

Per Abraham si tratta di un ritorno a casa, in un ambiente che lo ha già amato e osannato. Nella stagione 2018/2019, l’attaccante aveva vestito la maglia dell’Aston Villa in Championship, rendendosi protagonista di un’annata mostruosa condita da ben 25 gol in 37 presenze. Ora torna dalla porta principale, in Premier League. Abraham arriva dal Beşiktaş, dove ha trascorso solo sei mesi: un’avventura breve ma non disprezzabile, chiusa con 7 reti in 17 presenze ufficiali.

I dettagli dell’affare: non solo Madjo

L’arrivo di Abraham non esclude l’altro colpo in entrata. Nonostante il club di Birmingham avesse già formalizzato l’accordo con il giovane Brian Madjo, la dirigenza ha voluto alzare l’asticella dell’esperienza. La trattativa con il club di Istanbul è stata rapida e i colloqui positivi: la formula definita è quella del prestito con diritto di riscatto. Abraham avrà quindi sei mesi per convincere il Villa Park a puntare su di lui a titolo definitivo. Il puzzle è completo: Malen è a Roma, Bailey è tornato (forse solo di passaggio), e Abraham è pronto a guidare l’attacco dei Claret and Blue.

Roma, ufficiale l’interruzione del prestito di Bailey: parentesi infelice in giallorosso. Il comunicato e tutti i dettagli

Roma, ufficiale l’interruzione del prestito di Bailey: il giocatore fa ritorno all’Aston Villa. Il comunicato con tutti i dettagli

L’avventura di Leon Bailey con la maglia giallorossa si chiude con sei mesi di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Quello che doveva essere uno dei colpi a effetto dell’estate 2025 si è trasformato in una rapida separazione nel mercato di gennaio. L’AS Roma ha reso noto, attraverso un comunicato ufficiale diramato pochi minuti fa, l’interruzione del prestito dell’esterno offensivo.

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Il calciatore giamaicano, arrivato nella Capitale con grandi aspettative per garantire velocità e imprevedibilità sulle fasce, farà ritorno in Premier League, all’Aston Villa, club proprietario del cartellino. La decisione è stata presa di “comune accordo” tra le tre parti in causa, certificando di fatto un feeling mai sbocciato completamente tra il giocatore e l’ambiente romano.

I numeri di un’esperienza opaca

Il bilancio dei sei mesi di Bailey a Roma è magro: il tabellino recita appena 11 presenze complessive tra campionato e coppe. L’esterno, noto in Europa per la sua rapidità bruciante e il dribbling secco mostrati ai tempi del Bayer Leverkusen e in Inghilterra, ha faticato terribilmente ad adattarsi ai ritmi tattici e alle richieste di Gian Piero Gasperini. Il tecnico giallorosso non ha mai trovato nel giamaicano le risposte cercate, relegandolo spesso in panchina o utilizzandolo solo per spezzoni di gara che non hanno lasciato il segno.

Le mosse di mercato e l’addio

L’addio di Bailey non è un fulmine a ciel sereno, ma la logica conseguenza delle manovre di mercato invernali della Roma. Con gli arrivi freschi di Donyell Malen e del giovane Robinio Vaz, e con i sondaggi per altri profili offensivi (come Mathys Tel), lo spazio per il classe ’97 si era ulteriormente ridotto. La dirigenza, guidata dal DS Frederic Massara, ha preferito liberare uno slot in rosa e risparmiare sull’ingaggio di un giocatore ormai fuori dal progetto tecnico.

Il saluto del club

La nota del club è sintetica e formale: “L’AS Roma comunica l’interruzione del prestito di Leon Bailey. Il calciatore tornerà all’Aston Villa. Il Club ringrazia Leon e gli augura il meglio per il futuro. Bailey lascia Trigoria senza rimpianti eccessivi da parte della tifoseria, diventando una “meteora” in una stagione in cui la Roma cerca stabilità per inseguire i suoi obiettivi europei. Ora per lui si riaprono le porte di Birmingham, dove dovrà cercare di rilanciare la sua carriera.

Juventus Benfica, i lusitani rendono omaggio al Grande Torino – VIDEO

Juventus Benfica, i lusitani rendono omaggio al Grande Torino: il tributo del club portoghese prima della super sfida di stasera

Un omaggio toccante che travalica i confini della rivalità sportiva. Il Benfica ha voluto iniziare la sua giornata torinese con un doveroso pellegrinaggio alla basilica di Superga. La delegazione delle Aquile di Lisbona si è recata sul colle per deporre una ghirlanda di fiori sotto la lapide dei caduti, onorando la memoria immortale degli Invincibili del Grande Torino. Un gesto di grande nobiltà e fair play che precede la battaglia sportiva.

Stasera, però, all’Allianz Stadium i sentimentalismi lasceranno spazio all’agonismo. La sfida di Champions League è un crocevia decisivo. La Juventus, attualmente diciassettesima nella classifica della League Phase con 9 punti, è chiamata alla vittoria per certificare il passaggio del turno e blindare l’accesso ai play-off. Situazione drammatica, invece, per gli ospiti: scivolati al ventottesimo posto con soli 6 punti, i Rossi sono al momento virtualmente eliminati e costretti a cercare l’impresa contro la Vecchia Signora per non salutare l’Europa.

LEGGI ANCHE: Conferenza stampa Mourinho pre Juve Benfica: «Allenerei la Juve in futuro se ci fosse la possibilità? Certo»

Romagnoli via dalla Lazio? L’Al Sadd di Mancini fa sul serio! Ecco l’offerta presentata

Romagnoli via dalla Lazio? L’Al Sadd di Mancini fa sul serio! Ecco l’offerta presentata per strappare il difensore dalla corte di Sarri

L’Al Sadd fa sul serio per Alessio Romagnoli. Il club qatariota, guidato in panchina dall’ex C.T. azzurro Roberto Mancini, ha presentato un’offerta ufficiale alla Lazio. Secondo le ultime indiscrezioni, la proposta per il difensore centrale classe ’95 si attesta sui 7,5 milioni di euro di base fissa, cifra che con i bonus potrebbe toccare i 10 milioni. I Biancocelesti valutano l’addio: le trattative sono in corso, con il tecnico jesino che spinge per avere subito a disposizione il mancino romano.

PAROLE – «🚨🇶🇦Offerta ufficiale dell’Al Sadd alla Lazio per Alessio Romagnoli: 7,5 milioni di euro più bonus fino a 9/10 milioni di euro. Trattative in corso con Roberto Mancini, che spera di vedere il difensore in prestito».

Mercato Juve, nuova idea per la trequarti: spunta Gudmundsson della Fiorentina!

Mercato Juve, nuova idea per la trequarti: spunta Gudmundsson della Fiorentina! Occhio al possibile incastro con Rugani

Le manovre offensive della Juventus per regalare un innesto di pura classe al proprio reparto avanzato si sono infrante contro la resistenza invalicabile eretta a Firenze. Il tecnico bianconero Luciano Spalletti, da sempre amante dei giocatori tecnici capaci di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, aveva indicato in Albert Gudmundsson il profilo ideale per alzare il tasso qualitativo della trequarti. Secondo quanto riportato con forza dal quotidiano Tuttosport, il club piemontese ha provato a forzare la mano con sondaggi insistenti nelle ultime ore, cercando di capire i margini di manovra per strappare il talento nordico alla concorrenza già nel mercato di gennaio.

Il veto della dirigenza viola

La risposta arrivata dalla Fiorentina è stata però un “no” secco e categorico. A blindare il gioiello islandese ci ha pensato in prima persona Fabio Paratici: l’attuale uomo mercato dei toscani ed ex dirigente proprio della Juve, ha posto il veto assoluto su qualsiasi ipotesi di cessione in questa finestra invernale. Per i Gigliati, privarsi del proprio leader tecnico a metà stagione significherebbe ridimensionare drasticamente le ambizioni europee, un rischio che la proprietà non intende correre. La porta per la Vecchia Signora è dunque chiusa a doppia mandata, con Gudmundsson che resterà il perno dell’attacco toscano.

L’intreccio per la difesa

L’asse di mercato tra le due storiche rivali ha vissuto anche un capitolo difensivo, ma con esiti simili. La Viola, costretta a fronteggiare un’evidente emergenza nel pacchetto arretrato dopo le recenti uscite, ha messo concretamente nel mirino Daniele Rugani. Il centrale classe ’94, considerato un “usato sicuro” di affidabilità garantita per la Serie A, piace molto per la sua capacità di lettura e posizionamento. Tuttavia, nonostante il pressing toscano e la necessità impellente di reperire un titolare in tempi brevi, le possibilità che l’operazione vada in porto sono ridotte al lumicino. Le parti restano distanti e l’affare appare destinato a sfumare.

Serie A nel caos, le big si spaccano sul mercato del Napoli: oggi il Consiglio Federale decisivo! Chiellini e Marotta furenti

Serie A nel caos, le big si spaccano sul mercato del Napoli: Chiellini e Marotta furenti! Ecco perché. Oggi il Consiglio Federale straordinario

Il 2026 del calcio italiano si apre con una tempesta istituzionale che minaccia di incrinare i rapporti tra le grandi sorelle della Serie A. A parlarne è Tuttosport. Al centro del ciclone c’è il Napoli, attualmente bloccato sul mercato in entrata per il mancato rispetto dell’indicatore di liquidità (limite 0.8 tra fatturato e costo del lavoro). Una situazione paradossale denunciata dal patron Aurelio De Laurentiis: il club partenopeo dispone di ingenti riserve di cassa, frutto di anni di gestione virtuosa, che però le attuali norme federali non conteggiano ai fini dello sblocco dell’indice poiché non distribuiti come dividendi.

Lo scontro in Lega: Conte aspetta rinforzi, Milano fa ostruzionismo

La questione approda oggi in un Consiglio Federale straordinario, convocato d’urgenza dopo un’assemblea di Lega dai toni accesissimi. La proposta di modifica regolamentare, che permetterebbe l’utilizzo immediato delle riserve di liquidità per rientrare nei parametri, è stata approvata con sedici voti a favore, ma ha creato una frattura insanabile ai vertici della classifica. Il Milan ha votato espressamente contro, mentre Juventus, Inter e Roma hanno optato per l’astensione. Una mossa politica chiara da parte delle rivali di Antonio Conte, tecnico azzurro che attende rinforzi impossibili da tesserare senza prima cedere esuberi come Lorenzo Lucca o Noa Lang.

L’imbarazzo dei consiglieri e il rischio ricorsi

La partita si gioca ora sui tavoli della politica sportiva. Beppe Marotta, presidente dei Nerazzurri, e Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy della Vecchia Signora, si trovano in una posizione scomoda: pur essendo contrari a un cambio delle regole a campionato in corso che favorirebbe una diretta concorrente, in qualità di consiglieri federali in quota Lega dovrebbero oggi ratificare la volontà della maggioranza assembleare. C’è però un rischio concreto all’orizzonte: il club rossonero, unico soggetto legittimato avendo votato “no”, potrebbe impugnare la decisione, aprendo uno scenario di incertezza legale. Se la norma passasse, sarebbe una vittoria per De Laurentiis, ma lo “schiaffo” alla credibilità del sistema rischia di lasciare strascichi pesanti per il resto della stagione.

QUI: le novità del giorno sulla Serie A.

Ifab, rivoluzione arbitri: il Var anche per secondi gialli e corner! Tutte le novità per il 2026

Ifab, rivoluzione arbitri: il Var anche per secondi gialli e corner! L’organo internazionale vara le modifiche: fuorigioco immutato

Il calcio mondiale si appresta a vivere una nuova, significativa fase di cambiamento. L’Ifab (International Football Association Board), l’ente che custodisce e modifica le regole del gioco a livello globale, ha tracciato la rotta per il futuro prossimo durante la sua prima riunione annuale. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, le novità discusse potrebbero diventare effettive già a partire dal Mondiale 2026, previa ratifica definitiva prevista tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. L’obiettivo primario resta la tutela del tempo effettivo e la drastica velocizzazione delle operazioni di gioco.

Var, si cambia: controllo su espulsioni e angoli

La novità tecnicamente più rilevante riguarda il protocollo Var. Sebbene l’utilizzo della tecnologia rimanga confinato ai quattro macro-eventi classici (gol, rigori, rossi diretti, scambio di persona), viene introdotta un’estensione storica: la possibilità di rivedere il secondo cartellino giallo. Il Var non interverrà per suggerire un’ammonizione, ma potrà agire esclusivamente per cancellare un’espulsione derivante da una seconda sanzione palesemente errata. Inoltre, a discrezione delle singole leghe, sarà possibile correggere in tempo reale l’assegnazione errata di un calcio d’angolo, purché la verifica sia immediata e non rallenti il flusso della gara.

Giro di vite sul tempo: countdown per portieri e cambi

Guerra aperta alle perdite di tempo tattiche. L’esperimento degli otto secondi massimi per il rinvio dei portieri ha dato esiti positivi e la regola verrà estesa anche alle rimesse laterali e ai calci di rinvio dal fondo: chi temporeggia oltre il limite verrà punito con un corner a sfavore. Giro di vite anche sulle sostituzioni, con un limite tassativo di 10 secondi per permettere al giocatore sostituito di abbandonare il terreno di gioco.

Simulazioni nel mirino e la conferma sul fuorigioco

Infine, cambia la gestione degli infortuni per scoraggiare le simulazioni e i “furbetti”. I calciatori che richiederanno l’ingresso dello staff medico dovranno lasciare il campo per un periodo di tempo predeterminato, che potrebbe attestarsi sui 2 minuti, linea temporale ipotizzata da Pierluigi Collina, l’ex fischietto italiano oggi presidente della Commissione Arbitri della FIFA. Nessuna modifica sostanziale, per ora, sulla regola del fuorigioco: resta in vigore il sistema semiautomatico (SAOT), mentre le sperimentazioni sulla “luce” tra i corpi proseguiranno nei tornei minori senza approdare ancora nei massimi campionati.

Casadei lancia il Torino: gol, fisico e carisma per la rincorsa di Baroni

Casadei lancia il Torino: gol, fisico e carisma per la rincorsa di Baroni. L’impatto e il rendimento del centrocampista per il cammino dei granata

La parabola di Cesare Casadei ha ripreso decisamente a salire. In un momento della stagione caratterizzato da alti e bassi per il Torino, il centrocampista romagnolo si sta confermando come l’uomo in più nello scacchiere tattico di Marco Baroni. L’analisi della Gazzetta dello Sport evidenzia come l’ex Inter abbia saputo mettersi alle spalle un autunno doloroso, segnato dalla prematura scomparsa del padre a metà ottobre, trasformando il dolore in energia agonistica. Il 2026 è iniziato sotto una nuova stella: due gol realizzati e, soprattutto, una ritrovata incisività che lo rende imprescindibile per le due fasi di gioco.

Il purgatorio della panchina vissuto a dicembre sembra ormai un lontano ricordo. La svolta è arrivata il 4 gennaio contro il Verona: entrato nel finale, Casadei ha chiuso i conti firmando il 2-0 con una prepotente azione personale, celebrata con una commovente dedica al cielo. Tre giorni dopo, contro l’Udinese, ha ribadito la sua specialità, battendo il portiere friulano Maduka Okoye con un colpo di testa imperioso, fondamentale tecnico che aveva già esibito in Coppa Italia contro il Pisa. Proprio il gioco aereo è l’arma in più che il tecnico dei Granata sta sfruttando con sapienza.

Anche quando non segna direttamente, la fisicità del classe 2003 risulta determinante. Negli ottavi di Coppa contro la Roma, un suo stacco aereo non trattenuto da Mile Svilar ha propiziato il gol vittoria del giovane Emirhan Ilkhan. Stesso copione nell’ultima sfida di campionato contro l’Atalanta: subentrato nella ripresa, Casadei ha alzato il baricentro della squadra, offrendo sponde preziose per gli attaccanti grazie ai lanci del portiere Alberto Paleari. Ora, con la delicata trasferta del “Sinigaglia” contro il Como alle porte, il Toro si affida nuovamente alla fame e ai centimetri del suo gioiello per dare continuità ai risultati.

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Dominguez verso l’addio al Bologna? Trattativa avanzata con quel club spagnolo

Dominguez verso l’addio al Bologna? Trattativa avanzata con quel club spagnolo: ecco dove potrebbe trasferirsi l’attaccante argentino

Il futuro di Benjamin Dominguez sembra ormai destinato a scriversi lontano dalle Due Torri. L’avventura in rossoblù dell’esterno offensivo argentino potrebbe interrompersi già in questa finestra invernale: su di lui è forte il pressing del Maiorca. Secondo quanto rilanciato dall’emittente Radio Marca Baleares, i due club sono in trattativa serrata per definire il passaggio del giocatore in Liga per la seconda parte di stagione.

Il classe 2003, arrivato con grandi aspettative ma finora poco utilizzato nelle rotazioni dei Felsinei, ha espresso il chiaro desiderio di cambiare aria per trovare quel minutaggio che finora gli è mancato in Serie A. Dal canto loro, gli spagnoli hanno deciso di virare con decisione sull’ex Gimnasia dopo aver riscontrato grosse difficoltà nella pista che portava a Ilias Akhomach, talentuoso fantasista del Villarreal inizialmente in cima alla lista dei desideri. La direzione sportiva del club delle Baleari considera ora l’acquisto di Dominguez una priorità assoluta per rinforzare le corsie laterali e garantire nuove soluzioni offensive alla squadra.

PAROLE – «@RCD_Mallorca e @Bolognafc1909 stanno trattando per Benja Domínguez: l’ala argentina di 22 anni è desiderosa di unirsi a Son Moix per la seconda metà di @LaLiga dopo il suo tempo di gioco limitato in questa stagione in @SerieA.
❌ Il Maiorca sta accelerando la sua ricerca di un’ala dopo aver visto come l’ingaggio di Ilias Akhomach, un giocatore di @VillarrealCF, è diventato complicato, ed è considerato una priorità per la direzione sportiva di Maiorca in questa finestra di mercato invernale
».

QUI: le ultime sul calciomercato.

Calciomercato Roma, dopo l’addio di Bailey scatta l’ora di Mathys Tel: sprint per l’attaccante! L’assist arriva dal Tottenham

Calciomercato Roma, dopo l’addio di Bailey scatta l’ora di Mathys Tel: sprint per l’attaccante! L’assist può arrivare dal Tottenham

La partenza lampo di Leon Bailey ha riaperto improvvisamente le porte del mercato in entrata per la Roma. Con la casella lasciata libera dal giamaicano, tornato in Inghilterra dopo soli sei mesi, la dirigenza giallorossa ha riattivato i contatti per un vecchio pallino: Mathys Tel. Non si tratta più di una semplice suggestione, ma di una necessità tattica precisa dettata da Gian Piero Gasperini. Il tecnico dei Capitolini, orfano dell’esterno che cercava dalla scorsa estate (quando il sogno era Jadon Sancho), ha ribadito l’identikit del rinforzo ideale: un trequartista sinistro di piede destro, capace di rientrare sul “piede forte” per calciare o rifinire.

Il profilo del classe 2005, attualmente in forza al Tottenham, combacia perfettamente con le richieste del “Gasp”. A favorire l’operazione c’è la complessa situazione che il giocatore sta vivendo a Londra. Thomas Frank, allenatore degli Spurs, ha deciso di escludere nuovamente Tel dalla lista UEFA per far posto al rientrante Dominic Solanke, guarito dall’infortunio alla caviglia. Una bocciatura che ha riacceso il malumore del francese, preoccupato per lo scarso minutaggio (solo 8 titolarità su 34 gare e una media di 37 minuti a partita) e timoroso di perdere il treno per il prossimo Mondiale.

Il direttore sportivo Ricky Massara ha fiutato l’occasione e ha ripreso il dialogo con l’entourage del ragazzo. La formula magica è quella del prestito semestrale: una soluzione che andrebbe bene al giocatore per rilanciarsi e perfetta per le casse di Trigoria. Dopo gli investimenti onerosi per Robinio Vaz e Donyell Malen, infatti, la Lupa deve prestare massima attenzione ai paletti del Fair Play Finanziario. L’ostacolo principale non è il costo del cartellino (gli inglesi lo pagarono 50 milioni dal Bayern Monaco), ma la concorrenza del Paris FC: il club transalpino, forte di una proprietà ricchissima, potrebbe convincere Tel con la prospettiva di un ritorno da protagonista in patria.

Inter, incubo playoff: KO con l’Arsenal e addio Top 8? Ecco perché vincere col Dortmund potrebbe non bastare

Inter, incubo playoff: KO con l’Arsenal e addio Top 8? Ecco perché vincere col Dortmund potrebbe non bastare: gli incastri e le proiezioni

Si complica maledettamente il cammino europeo dell’Inter. La sconfitta interna contro l’Arsenal, la terza nelle ultime tre uscite di Champions League dopo quelle contro Liverpool e Atletico Madrid, rischia di costare carissima alla formazione guidata da Cristian Chivu. Il tecnico rumeno ha accettato il verdetto del campo con filosofia, riconoscendo la superiorità tecnica e le individualità dei Gunners, ma la classifica piange. Per la prima volta in stagione, infatti, la Beneamata scivola fuori dal “G8”, quel gruppo ristretto di squadre che accedono direttamente agli ottavi di finale evitando le insidie degli spareggi.

La situazione, analizzata dalla Gazzetta dello Sport, è allarmante. I Nerazzurri si trovano ora al nono posto con 12 punti, a una sola lunghezza dal treno composto da PSG, Sporting Lisbona e Manchester City, e a due dal Tottenham. Ma il quadro potrebbe peggiorare drasticamente già stasera: l’Atletico Madrid del Cholo Diego Simeone deve recuperare una gara, così come il Liverpool che, vincendo a Marsiglia contro la squadra di Roberto De Zerbi, effettuerebbe il sorpasso. Anche Newcastle, Chelsea, Barcellona e persino la Juventus sono in agguato, pronte a spingere i milanesi ancora più giù in graduatoria.

Lo scenario per l’ultima giornata è da brividi. Per evitare i playoff, diventati ora l’ipotesi più probabile, l’Inter ha un solo risultato a disposizione: deve espugnare il Westfalenstadion, casa del Borussia Dortmund. Vincere in Germania, però, potrebbe non bastare. Servirà una congiunzione astrale favorevole dagli altri campi: sperare che l’Atletico cada in casa col Bodo/Glimt, che il Barcellona non batta il Copenaghen, o attendere incastri positivi da sfide come Napoli-Chelsea o City-Galatasaray. Un percorso a ostacoli che non spaventa Chivu, già rassegnato all’idea degli spareggi, ma che obbliga la squadra a un ultimo, disperato sforzo per non gettare al vento la qualificazione diretta.

Pagelle Inter Arsenal, i TOP e FLOP del match di Champions League

Serie A, stop alle trasferte di Roma e Fiorentina: pugno duro del Viminale dopo gli scontri in autostrada!

Serie A, stop alle trasferte di Roma e Fiorentina: pugno duro del Viminale dopo gli scontri in autostrada! I dettagli sulla sanzione

Arriva un segnale fortissimo e inequivocabile dal Viminale. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha deciso di usare il pugno di ferro per arginare la violenza nel calcio: trasferte vietate ai tifosi di Roma e Fiorentina fino al termine della stagione attuale. Un provvedimento drastico e senza precedenti nella storia recente del nostro campionato, adottato tramite decreto diretto dopo le valutazioni urgenti dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. La decisione scaturisce dalla vergognosa guerriglia urbana scatenatasi lo scorso 18 gennaio sull’autostrada A1, quando i supporter Giallorossi (diretti a Torino) e quelli Viola (attesi a Bologna) hanno trasformato la corsia d’emergenza in un vero campo di battaglia.

L’episodio di Casalecchio di Reno, con circa duecento teppisti incappucciati armati di spranghe, caschi e mazze che hanno bloccato il traffico e danneggiato veicoli privati, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il governo intende fermare un’escalation preoccupante di violenza: solo pochi giorni fa si erano registrati scontri prima di Como-Bologna (con arresti e 53 denunce), senza dimenticare la guerriglia di dicembre tra genoani e interisti a Marassi o i provvedimenti presi in autunno per le tifoserie di Pisa e Verona. Ora la stretta è definitiva e colpisce duramente due piazze storiche, lasciando le squadre senza il consueto sostegno esterno.

Il danno sportivo e d’immagine per i club è enorme. I Capitolini dovranno rinunciare alla spinta dei propri fan in trasferte cruciali come quelle contro Udinese, Napoli, Inter e Bologna, oltre alle sfide con Genoa, Como, Parma e Verona. Stesso destino amaro per i Gigliati, che viaggeranno soli a Napoli, Como, Udine, Cremona, Verona, Lecce, Torino (contro la Juventus) e all’Olimpico. Si tratta di match fondamentali sia per la corsa alla Champions League che per la salvezza. La Lega Serie A, per voce del presidente Lorenzo Simonelli, aveva già condannato l’accaduto, ribadendo che il calcio italiano non può permettersi di mischiare lo sport con atti delinquenziali. La linea della tolleranza zero è ormai tracciata.

Jakirovic Inter, la trattativa con la Dinamo Zagabria si sposta in diretta tv: il simpatico dialogo tra Marotta e Boban

Jakirovic Inter, la trattativa con la Dinamo Zagabria si sposta in diretta tv: il simpatico dialogo tra Marotta e Boban prima del match contro l’Arsenal

Le luci di San Siro si erano appena spente sulla complicata sfida di Champions League contro l’Arsenal, ma negli studi di Sky Sport il calciomercato ha preso improvvisamente il sopravvento sul calcio giocato. Protagonisti di un imperdibile siparietto sono stati Beppe Marotta, presidente dell’Inter, e Zvonimir Boban, ex stella del Milan e oggi numero uno della Dinamo Zagabria. Oggetto del contendere, tra una battuta e un sorriso, è il futuro di Leon Jakirovic, promettente difensore centrale classe 2008 considerato uno dei prospetti più interessanti del panorama balcanico.

Nonostante l’amarezza per il risultato del campo, il massimo dirigente dei nerazzurri ha confermato in diretta l’intenzione di portare il ragazzo a Milano, svelando una trattativa ormai in stato avanzato. “Non nascondo che i miei collaboratori hanno fatto un sondaggio e spero si possa arrivare alla conclusione“, ha ammesso Marotta, sottolineando come il club di Viale della Liberazione abbia già pescato bene in Croazia con l’acquisto di Petar Susic. L’obiettivo della Beneamata è chiaro: inserire Jakirovic nel progetto della formazione Under 23, permettendogli di maturare esperienza nel professionismo in Serie C prima del grande salto in prima squadra.

La risposta di Boban non si è fatta attendere. Con il piglio del dirigente esperto, “Zorro” ha replicato con un eloquente: “Parliamo domani, Beppe“. Una frase che sa di apertura totale alla chiusura dell’affare. Le cifre dell’operazione sono già delineate: si tratta di un trasferimento a titolo definitivo per una base fissa di 2,5 milioni di euro, a cui si aggiungeranno 2 milioni di bonus e una percentuale sulla futura rivendita garantita ai croati. I rapporti tra le due società sono ottimi e l’ottimismo di Marotta (“Siamo molto fiduciosi”) lascia presagire che la fumata bianca sia ormai questione di ore. Il Biscione si assicura così un altro tassello pregiato per il futuro della sua difesa.

Napoli, incubo Copenaghen: pari in 11 contro 10 e Champions League appesa a un filo!

Napoli, incubo Copenaghen: pari in 11 contro 10 e Champions League appesa a un filo! Ora serve l’impresa contro il Chelsea

Il Napoli rischia seriamente di dover salutare l’Europa che conta ancor prima della fase a eliminazione diretta. Il pareggio per 1-1 rimediato al Parken Stadion contro un Copenaghen rimasto in dieci uomini per oltre un’ora suona come una condanna quasi definitiva per la squadra guidata da Antonio Conte. L’analisi della Gazzetta dello Sport è impietosa: i Partenopei hanno ormai un piede fuori dalla Champions League. Nonostante l’attuale 23° posto garantisca formalmente l’accesso ai playoff, i risultati delle altre gare potrebbero ribaltare la classifica, rendendo la sfida decisiva contro il Chelsea al Maradona un’ultima spiaggia disperata. Il rendimento esterno, con un solo punto in quattro trasferte, certifica una crisi profonda.

La serata sembrava essersi messa in discesa quando Thomas Delaney, esperto centrocampista danese, è stato espulso per un fallo durissimo sul regista Stanislav Lobotka. Gli Azzurri hanno capitalizzato la superiorità numerica grazie al solito Scott McTominay: il centrocampista scozzese, unico vero trascinatore e giunto al suo nono gol stagionale, ha sbloccato il match con un imperioso colpo di testa su corner. Tuttavia, nella ripresa, la gestione del vantaggio è stata disastrosa. Un’ingenuità di Alessandro Buongiorno, difensore solitamente impeccabile, ha regalato un rigore ai padroni di casa. Sebbene il portiere Vanja Milinkovic-Savic abbia neutralizzato il tiro dal dischetto, l’attaccante Jordan Larsson è stato il più lesto a ribadire in rete sulla respinta, gelando le speranze ospiti.

Sotto accusa finisce la tenuta mentale del gruppo. Il Napoli appare scarico, prevedibile e vittima di un’involuzione tattica preoccupante. Nemmeno il passaggio al 4-2-4 nel finale, con l’inserimento delle punte Lorenzo Lucca e Giuseppe Ambrosino accanto all’ex di turno Rasmus Hojlund (apparso nervoso e impreciso), è servito a scardinare il muro eretto dal tecnico Jacob Neestrup. La “Rosea” sottolinea come le assenze non possano giustificare una tale prestazione contro un avversario fermo da un mese per la sosta invernale. Conte dovrà ora compiere un miracolo psicologico per battere i Blues e sperare ancora nella qualificazione.

Pagelle Copenhagen Napoli, i voti ai protagonisti della sfida di Champions League

Atalanta, notte da Champions contro il Bilbao: obiettivo top 8! La missione di Palladino contro i baschi decimati

L’Atalanta cerca conferme in Europa: vincere stasera per ipotecare gli ottavi. L’analisi della Gazzetta dello Sport in vista del match

È una notte che può valere un’intera stagione europea quella che attende l’Atalanta alla New Balance Arena. La formazione orobica ospita l’Athletic Bilbao in una sfida cruciale per blindare un posto tra le prime otto del maxi girone di Champions League. L’obiettivo è chiaro: evitare le insidie dei playoff e staccare il pass diretto per gli ottavi di finale. I Nerazzurri, protagonisti finora di un cammino esaltante che li vede imbattuti dalla prima giornata e forti di 13 punti in classifica, si trovano in una compagnia d’élite, al pari di colossi come Arsenal, Bayern Monaco e PSG.

Il nuovo corso tecnico inaugurato da Raffaele Palladino, subentrato a Ivan Juric, ha portato entusiasmo e risultati, pur mantenendo qualche contraddizione. La squadra sembra seguire una curiosa “regola del tre”: tre vittorie consecutive seguite puntualmente da una frenata, come accaduto nel recente pareggio di Pisa. Stasera, però, non sono ammessi cali di tensione. L’avversario, nobile decaduto di questa fase a gironi, arriva a Bergamo in profonda crisi. I baschi, fermi a 5 punti e senza vittorie dal 6 dicembre, si presentano decimati: mancheranno il difensore campione d’Europa Aymeric Laporte e, soprattutto, i fratelli Williams. Sia Nico, gemello del gol di Yamal in nazionale, che Inaki sono infatti fuori causa per problemi muscolari.

Nonostante le assenze altrui, Palladino ha predicato calma e concretezza, chiedendo ai suoi di non cadere nell’arroganza. Per scardinare la difesa spagnola, la Dea ritrova Ademola Lookman, rientrato dalla Coppa d’Africa, un’arma in più visto che Giacomo Raspadori non è utilizzabile in lista UEFA. I riflettori saranno puntati sul duo composto da Gianluca Scamacca e Charles De Ketelaere: se in campionato hanno faticato nell’ultimo turno, in Europa si trasformano. Il fantasista belga, in particolare, vanta un dato Opta impressionante: è secondo solo a Mbappé per occasioni create sotto pressione ad alta intensità. Vincere stasera, in attesa dell’ultima sfida contro l’Union St. Gilloise, significherebbe mettere una seria ipoteca sulla qualificazione diretta.

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Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 21 gennaio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Napoli, parla Conte: «Potremmo avere mille attenuanti ma oggi non vanno bene, perché queste sono partite che devi vincere»

Conte, tecnico del Napoli, ha analizzato con lucidità il pareggio in Champions League contro il Copenaghen: le parole

Antonio Conte ha analizzato con attenzione il pareggio per 1-1 ottenuto dal Napoli sul campo del Copenaghen, risultato che segna la ripartenza del percorso europeo degli azzurri. La squadra, ormai vicina alla conclusione della League Phase, occupa al momento il 23º posto in classifica con 8 punti, una posizione che lascia ancora tutto aperto in vista dell’ultimo tratto.

Al termine dei 90 minuti, il tecnico ha condiviso le sue impressioni sulla prestazione e sulle prospettive della squadra, intervenendo ai microfoni di Sky Sport per commentare un match intenso e ricco di spunti.

PAROLE «Penso che ci debba essere delusione perché era una partita che si era messa nelle migliori condizioni per essere vinta e fare un importante step in avanti, per giocarci i playoff. Potremmo avere mille attenuanti ma oggi non vanno bene, perché queste sono partite che devi vincere. Noi abbiamo dimostrato – per la quarta volta consecutiva – di fare fatica soprattutto fuori casa in Champions, nonostante una partita in totale controllo da parte nostra. Queste partite che devi vincere. C’è delusione perché non siamo riusciti a fare questo, significa che il livello in questo momento forse non è per questa competizione… abbiamo fatto solo 8 punti. Oggi c’è da fare un grandissimo mea culpa, tutti quanti. Queste sono partite che devi portare a casa, punto e basta. C’è poco da parlare, c’è solo da essere molto arrabbiati con noi stessi. Avevamo un’occasione importante e forse non abbiamo percepito l’importanza della posta in palio, soprattutto per il fatto che si era messa in discesa. Invece ce la siamo messa in salita da soli»

PROSSIMI IMPEGNI – «Come si preparano le prossime 2 partite? Noi cerchiamo come sempre di fare il nostro meglio, con i giocatori che abbiamo a disposizione. Dobbiamo cercare di offrire la migliore versione di noi stessi. Oggi potevamo fare molto meglio. Oggi ci deve essere grande delusione perché avevamo una grande occasione. C’era tutto e siamo riusciti a rovinarcela, questo deve farci riflettere. Al di là delle difficoltà oggettive che c’erano anche oggi, la partita si doveva portare a casa. Punto e basta»

SECONDO GOL – «Perché non siamo riusciti a fare il secondo gol? L’input era entrare sapendo di avere la partita in mano, cercando di fare il secondo e il terzo gol perché queste sono partite in cui capita un episodio e poi sei lì a leccarti le ferite. Dispiace perché con mille attenuanti che potremmo avere, questa partita la dovevamo vincere. Dispiace perché lavoriamo tanto e queste cose devono darci fastidio, perché sennò significa che non vogliamo crescere. Non sta né in cielo né in terra far rientrare il Copenaghen in partita e pareggiare, soprattutto capendo l’importanza che aveva per noi vincere questa partita con un uomo in più. È un pareggio che mi fa molto male e deve fare molto male anche ai miei calciatori»

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Inter, Chivu nel post gara: «Sono stati più forti per intensità, per tecnica in velocità, per occupazione del campo, nelle seconde palle»

Chivu, tecnico dell’Inter, ha analizzato con lucidità la sconfitta subita in Champions League contro l’Arsenal: le parole

Chivu, intervenuto nel postpartita di Inter‑Arsenal, ha analizzato la sconfitta maturata nel 7° turno della League Phase di Champions League. Il tecnico nerazzurro ha offerto la sua lettura della gara e delle difficoltà incontrate, affidando le proprie considerazioni ai microfoni di Sky Sport.

COSA E’ MANCATO? – «Sono stati più forti per intensità, per tecnica in velocità, per occupazione del campo, nelle seconde palle. Noi abbiamo provato a restare in gara e abbiamo fatto una buona prestazione, nel primo tempo, sull’1 a 1, potevamo anche segnare. Però gli episodi cambiano anche il malumore e l’atteggiamento. Nel secondo gol siamo stati sfortunati, con una palla che poteva essere salvata sulla linea, ma colpisce la traversa e finisce sulla testa di un avversario. Nel secondo tempo, con loro che hanno alzato il livello di attenzione, abbiamo fatto fatica a creare situazioni, si sono abbassati. Poi hanno struttura, qualità e anche i cambi giusti per metterti in difficoltà».

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QUALIFICAZIONE TRA LE PRIME 8 COMPROMESSA? – «Dobbiamo aspettare domani per vedere le partite, e poi vedremo se basterà una vittoria o se non basterà. Essendo pronti ad accettare anche di dover affrontare il playoff e fare 2 partite in più. C’è il rammarico per queste ultime 3 partite in cui potevamo ottenere qualcosa in più, forse non stasera, ma contro Liverpool e Atletico Madrid, con un po’ di attenzione e maturità in più potevamo portare a casa qualcosa. Oggi forse l’esito di quelle partite sarebbe stato diverso, con la crescita di questo gruppo nonostante le difficoltà. Mi prendo il coraggio e la nostra crescita».

SU LUIS HENRIQUE E SUI CAMBI – «Lo abbiamo fatto, abbiamo messo Diouf alla fine, non so se era tardi. Avevo pensato anche a metterci 4-3-3, però mi mancava la forza in attacco. Loro hanno cambiato, hanno messo Gabriel dentro quando hanno visto che si faceva più fatica con Pio. Ce la siamo giocata con 3 attaccanti. Vero che sulla destra c’è mancato un po’ di azioni individuali e di cross, ma nulla toglie a Luis Henrique che ha fatto una buona gara. Nulla da dire a tutti i ragazzi che dal punto di vista dell’impegno e della motivazione sono stati sul pezzo».

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Pagelle Copenhagen Napoli, i voti ai protagonisti della sfida di Champions League

Pagelle Copenhagen Napoli, i TOP e FLOP e i voti ai protagonisti del match per la settima giornata di Champions League

Il Parken Stadion ha vissuto Copenhagen Napoli, match valido per la settima giornata della fase campionato della Champions League 2025/26. La squadra di Jacob Neestrup Hansen ha affrontato quella di Conte, tra le protagoniste in Serie A. Ecco i Top e Flop della Sfida

COPENAGHEN – Kotarski 6,5; Meling 5 (81′ Garananga sv), Gabriel Pereira 5, Suzuki 6, Lopez 5,5; Elyounoussi 6,5, Madsen 6 (81′ Claesson sv), Delaney 4, Achouri 5,5 (63′ Larsson 6,5); Dadason 5,5 (36′ Hatzidiakos 6), Cornelius 5 (63′ Clem 6).

NAPOLI – Milinkovic-Savic 7; Di Lorenzo 5,5, Buongiorno 4,5, Juan Jesus 6; Gutierrez 5,5 (76′ Ambrosino 5,5), Lobotka 6,5, McTominay 7, Spinazzola 6 (63′ Olivera 6,5); Vergara 6,5 (63′ Lang 6), Elmas 6,5 (80′ Lucca 5); Hojlund 5,5.

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Pagelle Inter Arsenal, i TOP e FLOP del match di Champions League

Pagelle Inter Arsenal, i TOP e FLOP e i voti ai protagonisti del match valido per la settima giornata di Champions League

Lo stadio San Siro ha vissuto Inter Arsenal match valido per la settima giornata della fase campionato della Champions League 2025/26.

Notte fonda a San Siro per l’Inter, che probabilmente ha trovato un avversario più forte come certifica il suo percorso netto in Champions (7 vittorie in altrettante gare) e la sua leadership in Premier League. L’Arsenal di Arteta espugna il Meazza con un netto 1-3, trascinato dalla doppietta decisiva di Gabriel Jesus. L’illusione del pari di Sucic dura poco: i nerazzurri pagano a caro prezzo le amnesie difensive, specialmente sui calci piazzati, e le chance sprecate in avanti. Ecco i Top e Flop della sfida.

I TOP

Gabriel Jesus (Arsenal) L’uomo della serata a San Siro. Il brasiliano è letale e opportunista: sblocca il match al 10′ in spaccata, bravo a muoversi sul filo del fuorigioco (tenuto in gioco da Luis Henrique). Raddoppia al 31′ con un colpo di testa da rapinatore d’area, capitalizzando una traversa colpita da Trossard su azione d’angolo. Una doppietta pesante che indirizza la sfida e dimostra il suo killer instinct nelle notti europee. A lungo è stato fuori dal campo, adesso rientra e panchina l’autore del 3-1, quel Gyokeres che la scorsa estate era il sogno proibito di tutti.

Alessandro Bastoni (Inter) In una serata difensivamente complessa per i nerazzurri, che soffrono terribilmente le palle inattive dei Gunners (il 2-1 è il 19° gol da corner per l’Arsenal), Bastoni compie un intervento che vale quanto un gol. Al 62′ è monumentale nel recuperare su Saka tutto solo in area, cancellando una rete che sembrava già fatta e tenendo l’Inter in vita sull’1-2 fino ai minuti finali.

I FLOP

Marcus Thuram (Inter) La sua partita è macchiata indelebilmente dall’errore al 27′. Sul punteggio di 1-1, dopo una grande giocata di Lautaro e l’assist di Sucic, il francese spreca un’occasione enorme calciando alto sopra la traversa da ottima posizione. È la sliding door del primo tempo: un gol lì avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match. Nella ripresa ci riprova, ma senza la stessa pericolosità.

Luis Henrique (Inter) Serata no su entrambi i lati del campo. Al 10′ è colpevole sul gol dell’1-0 dell’Arsenal: la sua posizione tiene in gioco Gabriel Jesus, permettendo al connazionale di battere Sommer. In fase offensiva non riesce a riscattarsi, sprecando malamente una buona ripartenza al 39′ con un tiro che non inquadra nemmeno lo specchio, ignorando i compagni al centro.

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Moviola Copenhagen Napoli, l’episodio chiave della sfida di Champions: ecco cosa è successo

Moviola Copenhagen Napoli, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la settima giornata di Champions League 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Copenhagen Napoli, valido per la settima giornata di Champions League 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Irfan Peljto.

MOVIOLA

La sfida di Champions League tra Copenaghen e Napoli, terminata 1-1, ha offerto diversi episodi da moviola che hanno messo al centro dell’attenzione l’arbitro Irfan Peljto e il suo utilizzo del VAR. La gestione disciplinare è stata intensa fin dalle prime battute, con un crescendo di interventi che hanno inciso sull’andamento della gara.

Il momento più discusso arriva tra il 33’ e il 35’, quando Thomas Delaney diventa protagonista di un vero e proprio caso arbitrale. Al 33’ il centrocampista danese viene ammonito per un intervento duro, protestando visibilmente per la decisione. Tuttavia, pochi secondi dopo, Peljto viene richiamato al VAR per rivedere l’azione. La revisione cambia completamente il giudizio: al 35’ il giallo si trasforma in rosso diretto, lasciando il Copenaghen in dieci uomini e accendendo le proteste del pubblico di casa.

Il primo tempo prosegue con un’altra sanzione pesante: al 40’ arriva il giallo per Rasmus Højlund, autore di un tackle in ritardo, mentre al 42’ tocca a Mohamed Elyounoussi finire sul taccuino dell’arbitro per un intervento scomposto.

Nella ripresa la direzione resta coerente. All’82’ Giovanni Di Lorenzo viene ammonito per un contrasto troppo aggressivo, mentre al 90+7’ William Clem chiude la lunga lista dei sanzionati con un giallo in pieno recupero. Una partita intensa, fisica e ricca di episodi che hanno richiesto attenzione e fermezza da parte della terna arbitrale.

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Moviola Inter Arsenal, l’episodio chiave della sfida di Champions League

Moviola Inter Arsenal, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la settima giornata di Champions League 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Inter Arsenal, valido per la settima giornata di Champions League 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro João Pinheiro.

LIVE MOVIOLA

PRIMO TEMPO

Dopo 30 secondi fischiato il primo fallo, a commetterlo è Merino. Saka allarga il braccio, Dimarco resta a terra ma si rialza in fretta, l’arbitro fischia l’irregolarità. Sul gol del vantaggio londinese è nettamente regolare la posizione di Gabriel Jesus, Luis Henrique lo tiene abbondamente in gioco. Al 32′ un passaggio di Sucic colpisce Joao Pinheiro sulla traiettoria. Al 38′ su una ripartenza che Luis Henrique concluderà fuori, Eze travolge Barella a palla lontana ma l’arbitro non estrae il cartellino. Si va al riposo senza ammonizioni e con un bilancio molto diverso nei falli: solo 4 da parte dell’Inter, più del doppio per l’Arsenal (9).

SECONDO TEMPO

Al 53′ episodio da moviola: Lautaro in area in mezzo a tre, c’è un tocco di Saliba ma è troppo lieve per indurre alla massima punizione. Proteste del pubblico perché Esposito appena entra subisce qualche intervento duro e su una sua girata di poco fuori l’arbitro non vede una leggera deviazione di Mosquera. Al 72′ Merino sgambetta Dimarco, rissa tra Bastoni e lo stesso Merino ed entrambi si prendono i primi cartellini del match. All’82 Acerbi trattiene e salta sopra Gyokeres: giallo anche per lui. Gara con pochissime perdite di tempo, solo 3 i minuti di recupero. Ammonito al 92′ Rice per una trattenuta. Si chiude con questo bilancio: 8 falli dell’Inter, ben 17 da parte dell’Arsenal.

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