Pagina 382 – Calcio News 24

Formazioni ufficiali Atalanta Athletic Bilbao, le scelte in vista della partita di Champions League

Formazioni ufficiali Atalanta Athletic Bilbao, gli schieramenti scelti da Palladino e Valverde per la partita valida per la settima giornata di Champions

Le formazioni ufficiali Atalanta Athletic Bilbao, match delle 21:00 e valido per la settima giornata di Champions League 2025/2026. Ecco le scelte di Palladino e Valverde:

FORMAZIONI UFFICIALI ATALANTA ATHLETIC BILBAO

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossounou, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski; Scamacca. Allenatore: Raffaele Palladino.

ATHLETIC BILBAO (4-2-3-1): Unai Simon; Lekue, Vivian, Paredes, Adama; Rego, Jauregizar; Gorosabel, Gomez, Navarro; Guruzeta. Allenatore: Valverde.

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Formazioni ufficiali Juve Benfica, le scelte di Spalletti e Mourinho in vista della sfida di Champions League

Formazioni ufficiali Juve Benfica, gli schieramenti scelti da Spalletti e Mourinho per la partita valida per la settima giornata di Champions

Le formazioni ufficiali Juve Benfica, match delle 21:00 e valido per la settima giornata di Champions League 2025/2026. Ecco le scelte di Spalletti e Mourinho:

FORMAZIONI UFFICIALI JUVE BENFICA

Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Thuram, Locatelli; McKennie, Miretti, Yildiz; David. All. Spalletti.

BENFICA (4-2-3-1): Trubin; Dedic, Araujo, Otamendi, Dahl; Barreiro, Aursnes; Prestianni, Sudakov, Schjelderup; Pavlidis. Allenatore: Josè Mourinho

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Calciomercato Lazio, tra presunto interesse e semplice apprezzamento: il retroscena su Rayan

Calciomercato Lazio, tra voci di interesse e semplice apprezzamento: il vero retroscena sul caso Rayan

Nel caos tipico del calciomercato, dove indiscrezioni e supposizioni si intrecciano fino a confondere la realtà, arrivano finalmente parole che mettono ordine in una delle voci più insistenti delle ultime settimane. A fare chiarezza è Alfredo Pedullà, giornalista ed esperto di mercato, che ha voluto separare con decisione i fatti dalle semplici suggestioni prive di fondamento. Al centro della vicenda c’è Rayan, giovane talento brasiliano più volte accostato alla Lazio da indiscrezioni mai supportate da riscontri concreti.

Calciomercato Lazio, la verità sull’operazione Rayan

Pedullà ha spiegato che l’unica notizia reale è una: Rayan è destinato a trasferirsi al Bournemouth per circa 35 milioni di euro. Tutto il resto — compresi i continui accostamenti alla Lazio — appartiene al mondo delle forzature mediatiche. Come ha sottolineato lo stesso giornalista, “Ci sono le notizie e poi le invenzioni”. La società biancoceleste non ha mai avviato una trattativa né manifestato un interesse concreto, limitandosi a una semplice valutazione del profilo, come avviene per molti giovani monitorati a distanza.

Calciomercato Lazio, tra suggestioni e realtà

Il caso Rayan diventa così un esempio emblematico delle distorsioni che spesso accompagnano il racconto del mercato laziale. Una voce nata da una singola direzione si è trasformata, giorno dopo giorno, in una pista quasi data per certa, alimentando aspettative irrealistiche tra tifosi e addetti ai lavori. Una dinamica che conferma quanto sia sottile il confine tra informazione e fantasia nel mondo del calciomercato.

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Arsenal, parla Arteta: «Sono molto orgoglioso di quanto fatto. E’ la quarta partita fuori casa in 10 giorni, è folle»

Conferenza stampa di Arteta dopo Inter Arsenal: le dichiarazioni del tecnico dei Gunners dopo il successo in Champions League

La conferenza stampa di Mikel Arteta al termine di Inter Arsenal: analisi, riflessioni e le prime reazioni del tecnico spagnolo dopo il confronto di San Siro. Le sue parole:

ANALISI – «Sono molto orgoglioso di quanto fatto. Devo congratularmi con la squadra e questa è stata una grande prova. Serve anche desiderio per giocare partite così. Ci è mancato molto: abbiamo tanti nomi in quella posizione, . Ci deve essere una rotazione ma sono contento delle prestazioni individuali: non si tratta solo della vittoria qui ma di molte altre. C’è stato un lavoro molto importante per far giocare tutti. E’ la quarta partita fuori casa in 10 giorni, è folle: siamo riusciti a farlo con queste rotazioni, sono tutti pronti a giocare. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo».

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VINCERE QUALCOSA? – «Aspettiamo, è presto: l’obiettivo è arrivare a maggio per farlo, dobbiamo giocare con l’energia di oggi per farlo. Si tratta di ambizione, quella di voler competere con chiunque: il lavoro è quotidiano, dobbiamo mettere molto sul piatto per prenderci tutto anche in uno stadio con un avversario così molto forte, ci ha dato molto filo da torcere. Con due passaggi aprivano il gioco, noi abbiamo giocato con intelligenza, era necessario con una squadra così importante».

INTER? – «Ieri sera non ho dormito bene, avevo quella sensazione di una squadra che con 2-3 passaggi ti fa un’occasione: sono pericolosissimi, è difficile con la qualità che hanno. Ma il primo gol ha dato molto alla squadra».

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Maldini Juventus, l’Atalanta non arretra di un millimetro: condizioni rigide e bianconeri in fase di valutazione. Il punto

Maldini Juventus, richieste ferme della Dea e riflessioni bianconere. Ecco cosa sta accadendo, le ultimissime

L’entusiasmo che aveva accompagnato l’ipotesi di vedere Daniel Maldini alla corte di Luciano Spalletti si è rapidamente trasformato in un freno improvviso. Quella che sembrava una trattativa in discesa si è tramutata in una complessa partita a scacchi tra Juventus e Atalanta. Come riportato da Tuttosport, il dialogo tra i due club è entrato in una fase di stallo: nonostante l’accordo di massima sulla valutazione del cartellino, attorno ai 10 milioni di euro, la distanza sulla formula del trasferimento resta profonda e difficile da colmare.

Il nodo è interamente economico e strategico. La Juventus ha presentato un’offerta basata su un prestito oneroso con semplice diritto di riscatto, ritenuto essenziale per valutare l’impatto del giocatore senza gravare immediatamente sul bilancio. L’Atalanta, però, ha risposto con fermezza: per lasciar partire Maldini già a gennaio, pretende che quei 10 milioni siano garantiti tramite un obbligo di riscatto incondizionato. Una posizione rigida, motivata dall’investimento sostenuto appena un anno fa e dalla volontà di non ritrovarsi il giocatore sul groppone in caso di stagione deludente a Torino.

Questa divergenza ha congelato la trattativa. Per la Juventus, accettare l’obbligo significherebbe impegnare risorse certe in un momento che richiede massima prudenza; per l’Atalanta, invece, il semplice diritto di riscatto equivarrebbe a una scommessa troppo rischiosa su un asset da proteggere. Spalletti attende il suo vice-Yildiz, ma senza un passo indietro da una delle due parti — o senza l’inserimento di condizioni facilmente raggiungibili per far scattare l’obbligo — l’operazione rischia seriamente di naufragare.

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Sampdoria, il ricordo di Garrone che fa venire i brividi: l’ascesa di un gigante, la sua caduta e la cruda realtà odierna

Sampdoria, il ricordo di Garrone che ancora scuote l’anima dei tifosi: l’ascesa di un gigante, il suo lento declino e la dolorosa realtà

Molti tifosi ricordano con nostalgia gli anni in cui il calcio italiano dominava l’Europa e la Sampdoria viveva una delle sue stagioni più luminose. L’arrivo di Duccio Garrone nel 2002, dopo aver salvato il club dal fallimento, segnò l’inizio di un’epoca di rinascita. Con investimenti mirati e una rosa costruita per competere subito, la Samp tornò a incutere rispetto in Serie B e conquistò immediatamente la promozione. In Serie A, i blucerchiati si affermarono rapidamente nelle zone alte della classifica, trascinati da giocatori come Flachi, Bazzani, Volpi e Antonioli. Il punto più alto arrivò nel 2010 con la qualificazione ai preliminari di Champions League, coronata dalla vittoria all’Olimpico contro la Roma e dal quarto posto ottenuto a Palermo. La successiva eliminazione contro il Werder Brema, con il gol di Rosenberg al 93’, rimane una ferita ancora aperta nella memoria dei tifosi.

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Dopo la scomparsa di Duccio, però, la Sampdoria ha progressivamente smarrito identità e stabilità. Le gestioni successive, prima con Ferrero e poi con l’attuale proprietà, hanno accumulato errori che hanno indebolito il club dentro e fuori dal campo. La squadra ha perso sicurezza, ha dimenticato il peso della propria storia e si è ritrovata a vivere la prima retrocessione in Serie C sul campo, evitata solo grazie al caso Cellino. Una cicatrice profonda per una tifoseria che ha assistito a scelte discutibili, dall’addio prematuro a Quagliarella alla gestione confusa delle panchine, fino alle settimane di tensione seguite allo 0-0 di Castellammare di Stabia.

Nonostante tutto, esiste ancora una possibilità di riscatto. Manfredi ha l’occasione di riconquistare la fiducia perduta riportando ciò che alla Sampdoria manca da troppo tempo: la vittoria. Servono risultati concreti, soprattutto in Serie B, per ricucire un rapporto logorato e restituire dignità a un club che ha fatto sognare generazioni di tifosi. L’auspicio è che la Samp possa tornare presto ai fasti di vent’anni fa, perché è ciò che avrebbe voluto Duccio e ciò che ogni sampdoriano continua a desiderare.

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Conferenza stampa Hoeness pre Roma Stoccarda: «Gasperini ha modificato il calcio. Giocare all’Olimpico sarà un’emozione»

Conferenza stampa Hoeness pre Roma Stoccarda: le sue dichiarazioni alla vigilia del match di Europa League 2025/26

Sebastian Hoeness ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma Stoccarda di Europa League. Le sue parole.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

STADIO OLIMPICO«Un’emozione. Ci ricorda quello di Berlino. Domani ci saranno due squadre con grande storia, la Roma è una delle più forti in Europa League con un allenatore straordinario, lo avevamo già sfidato ai tempi dell’Atalanta. Si vede la sua mano, sarà una gara maschia. Vogliamo fare punti come loro, vediamo se riusciamo a strappare il biglietto per gli ottavi. Sarà un bel match».

MANU KONE‘ – «Lo conosciamo bene, ha dimostrato le qualità. A Roma si è fatto vedere, è uno dello zoccolo duro di Gasperini. Lui, Cristante ed El Aynaoui sono giocatori eccezionali. Sarà dura giocare contro di lui domani».

IMPATTO DEL CALCIO DI GASPERINI «Non lo devo dire io. Questo impatto c’è, la modalità di marcatura di Gasperini ha modificato il calcio. Prima all’Atalanta e ora alla Roma, il suo calcio è fattibile solo con determinate caratteristiche in rosa. Io credo che anche ora li abbia. Ha portato l’Atalanta a un livello internazionale. Complimenti a lui e allo staff».

STESSA CLASSIFICA«Dobbiamo ricordarci che non è scontato ritrovarci con 12 punti e con la possibilità di andare agli ottavi di finale. Cercheremo di portare a casa i punti che ci servono, al netto del fatto che la Roma è forte e vorrà vincere».

Frick racconta la sua storia: «Scommettevo tanto, ero fuori controllo e pieno di debiti. Non riuscivo a smettere…»

Frick, attaccante che a lungo ha militato in Serie A, ha rilasciato queste dichiarazioni nelle quali ha raccontato la sua storia

Per tutti gli appassionati di calcio cresciuti nei primi anni Duemila, Mario Frick non è stato solo un attaccante, ma un vero e proprio oggetto di culto. Il motivo? Una maglia esibita sotto la divisa del Verona che recitava: “La vie c’est fantastique quando segna Mario Frick”. Una frase che, sulle note degli Chic a “90° Minuto”, lo rese immortale. Oggi, a 51 anni, il “Super Mario” delle Alpi è un apprezzato allenatore alla guida del Lucerna, nella massima serie svizzera, ma il suo legame con l’Italia resta indissolubile.

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Dagli anni d’oro in Serie A alla retrocessione “impossibile”

Intervista da La Gazzetta dello Sport, Frick ha riavvolto il nastro della memoria, partendo dagli esordi amatoriali a Vaduz fino all’arrivo in Italia. Dopo una gavetta all’Arezzo con Antonio Cabrini (l’eroe del Mundial ’82), il grande salto avviene al Verona. Lì incontra Alberto Malesani, che Frick definisce il suo maestro. Quell’Hellas era una corazzata di talento: in rosa c’erano futuri campioni del mondo come Alberto Gilardino e Mauro Camoranesi, oltre a fuoriclasse come Adrian Mutu. “Eravamo forti, ma con problemi finanziari enormi. Non prendevamo una lira e siamo retrocessi. Inspiegabile con quella rosa”, racconta con amarezza l’ex punta. La sua carriera italiana è proseguita poi a Terni e soprattutto a Siena, dove ha vissuto tre salvezze storiche, sentendosi parte integrante della città del Palio.

Il tunnel del gioco d’azzardo

L’intervista tocca anche tasti dolenti e personali. Frick confessa senza filtri il suo passato difficile legato alla ludopatia. Un incubo iniziato ai tempi del Basilea, nel 1998: “Scommettevo tanto, ero fuori controllo e pieno di debiti. Avevo la frenesia di giocare sempre”. Una dipendenza da cui è uscito grazie alla forza della famiglia e, soprattutto, di sua moglie, conosciuta in ospedale dove lavorava come infermiera. Una vittoria personale ben più importante dei gol segnati.

Il record in Nazionale e il futuro in panchina

Icona del Liechtenstein, Frick detiene un record agrodolce: è l’unico ad aver perso cento partite con la Nazionale, difesa per 22 anni (spesso giocando da difensore centrale con la maglia numero 10) contro giganti come Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo. Oggi il suo presente è la panchina del Lucerna, dove ha lanciato talenti come Filip Stankovic (figlio di Dejan, ex stella dell’Inter). E il futuro? L’Italia chiama ancora. “In estate ho parlato con il Pisa, ma hanno scelto il mio ex compagno Gilardino. Il destino… ma da voi sono stato da Dio”. La Serie A è avvisata: Frick è pronto a tornare.

Gabriel Jesus fa una rivelazione sulla Serie A: indizio sul futuro? Quelle parole non sono passate inosservate…

Gabriel Jesus ha parlato così della Serie A dopo il gol realizzato in Inter Arsenal: indizio sul futuro? Dichiarazioni che non sono passate inosservate..

La notte di San Siro ha regalato all’Arsenal tre punti pesantissimi per la classifica della Champions League, ma ha avuto un sapore ancora più dolce per il suo numero 9. Gabriel Jesus è stato uno dei grandi protagonisti della vittoria dei Gunners contro l’Inter. Al termine del match, intervistato dai microfoni di CBS Sports Golazo (in onda su Paramount+), l’ex Manchester City non ha nascosto l’emozione per una prestazione che sognava fin da bambino, mescolando la gioia personale a un profondo rispetto per l’avversario appena battuto.

Il tabù sfatato: “Non avevo mai segnato qui”

Per Gabriel Jesus, la rete messa a segno al “Giuseppe Meazza” rappresenta la chiusura di un cerchio personale. “Sensazioni incredibili” – ha esordito l’attaccante – “Quando ero piccolo sognavo di giocare in palcoscenici come questi. Con alcuni miei compagni prima della partita ho parlato e ho confessato che avevo già giocato a San Siro due volte in passato, ma non avevo ancora mai segnato”. La terza volta è stata quella buona. Il brasiliano ha sfatato il tabù della “Scala del Calcio”, uno stadio che per i sudamericani evoca spesso ricordi leggendari legati ai grandi campioni del passato. Da piccolo guardavo sempre la Serie A e sognavo di giocare qui ha aggiunto, confermando il fascino intatto del campionato italiano all’estero.

L’onore delle armi all’Inter

Nonostante la delusione per i nerazzurri, le parole di Jesus sono un attestato di stima importante per il valore della rosa interista. L’attaccante di Mikel Arteta ha riconosciuto la grandezza dell’impresa compiuta: “È una sensazione fantastica giocare contro l’Inter. Parliamo di una squadra fantastica, con giocatori fortissimi. Aver segnato e aver vinto contro una delle formazioni più forti d’Europa è una cosa bellissima per me”.

Il brasiliano ha poi concluso sottolineando lo spirito collettivo dei londinesi: “È stata una grande performance di tutta la squadra”. Parole da leader che sanciscono una notte magica per i colori biancorossi, ma che lasciano all’Inter l’amarezza per il risultato unita alla consapevolezza di essere considerata, dagli avversari, una top assoluta del continente.

En-Nesyri, ma dove si trasferirà l’attaccante? Tre club sulle sue tracce: ecco quando prenderà la decisione definitiva. Ultimissime

En-Nesyri ha attivato un rebus attorno al suo futuro: tre club lo vogliono, ecco quando prenderà la decisione definitiva sulla prossima destinazione

Le prossime ore saranno decisive per conoscere la prossima destinazione di Youssef En-Nesyri. L’attaccante marocchino è pronto a sciogliere le riserve sul suo futuro. Quella che sembrava una corsa a due tutta italiana si è improvvisamente trasformata in una bagarre internazionale. Se fino a ieri Napoli e Juventus sembravano le uniche reali pretendenti pronte a darsi battaglia per il centravanti, un nuovo “squalo” è entrato nelle acque del mercato: l’Aston Villa.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il blitz: contatto nelle ultime 24 ore

Secondo quanto riportato dall’esperto di calciomercato Fabrizio Romano, il club di Birmingham ha effettuato un inserimento lampo. Nelle ultime 24 ore, la dirigenza dei Villans ha alzato la cornetta per contattare l’entourage di En-Nesyri e manifestare un interesse concreto. La mossa rischia di scompigliare i piani delle italiane. Napoli e Juventus restano fortemente interessate e in piena corsa, ma la potenza economica della Premier League rappresenta una minaccia da non sottovalutare.

L’intreccio con Tammy Abraham

L’assalto a En-Nesyri è strettamente legato a un’altra trattativa calda sull’asse Inghilterra-Turchia. L’Aston Villa, infatti, sta lavorando da giorni per riportare in patria Tammy Abraham. Stando alle indiscrezioni di Romano, il club inglese ha già raggiunto un accordo di massima con l’ex attaccante della Roma (oggi al Beşiktaş), che ha già dato il suo ok al trasferimento. Tuttavia, manca ancora l’intesa definitiva con il club turco per liberare il giocatore. In questo scenario di incertezza, l’Aston Villa non vuole farsi trovare scoperta: la telefonata per En-Nesyri potrebbe essere una mossa cautelativa nel caso in cui l’affare Abraham dovesse complicarsi con il Besiktas. Il marocchino deciderà presto: la Serie A attende con il fiato sospeso.

Chivu Conte, siparietto virale a Sky: la reazione dei due tecnici in collegamento ha fatto il giro del web. Cos’è successo

Chivu Conte, siparietto che non è passato inosservato a Sky: la reazione dei due tecnici in collegamento è diventata virale. Cos’è successo

Una notte europea che lascia l’amaro in bocca sul campo e crea imbarazzo davanti alle telecamere. La settima giornata della fase a campionato di Champions League non ha regalato sorrisi alle italiane, con Inter e Napoli costrette a leccarsi le ferite. Ma a tenere banco nelle ultime ore non è solo il risultato sportivo, bensì un “incrocio mancato” tra i due allenatori che sta già facendo il giro del web.

Champions League 2025/2026: calendario, risultati, classifica

Il contesto: disfatta a Londra e pari a Fuorigrotta

Il nervosismo è palpabile e nasce dai verdetti del campo. L’Inter, guidata in panchina da Cristian Chivu è crollata contro l’Arsenal, incassando un netto 3-1. Poco meglio è andata al Napoli di Antonio Conte. Il tecnico salentino non è andato oltre un deludente 1-1 contro il Copenhagen, frenando la corsa europea degli azzurri.

Il siparietto su Sky: “Buonanotte e via”

Il “caso” scoppia nel post-partita di Sky Sport. Chivu si presenta ai microfoni per analizzare la sconfitta, visibilmente scuro in volto. Mentre il tecnico nerazzurro sta terminando il suo intervento, si palesa in collegamento anche Antonio Conte, pronto a commentare il pareggio della sua squadra. In quel momento, la conduttrice Federica Masolin tenta di creare un momento di fair play: Mister c’è Conte che la stava sentendo, non so se volete salutarvi.

La reazione di Chivu, però, gela lo studio. L’inviato a Londra riferisce le parole della conduttrice (l’allenatore era senza auricolare), ma il tecnico rumeno taglia corto. Nessun saluto, nessuna frase di circostanza, solo un rapido e secco: Va bene, grazie, buonanotte”. Detto questo, Chivu si toglie il microfono e abbandona la postazione, lasciando cadere nel vuoto l’invito al confronto con il collega.

Tensione o malinteso?

Difficile dire se dietro il gesto ci sia una precisa volontà di evitare l’incrocio con Conte (grande ex della panchina interista) o se sia solo il frutto della frustrazione per una sconfitta pesante. Fatto sta che i due non si sono salutati. Sui social network le immagini sono diventate immediatamente virali, con i tifosi divisi tra chi giustifica il nervosismo post-gara e chi critica la mancanza di stile. Una “serataccia” per entrambi, insomma, che ora dovranno smaltire la delusione europea rituffandosi immediatamente nella lotta scudetto.

Cheddira Lecce: è fatta per il trasferimento dell’attaccante dal Sassuolo. Tutti i dettagli dell’operazione

Cheddira Lecce: è fatta per il passaggio dell’attaccante dal Sassuolo. Formula e cifre dell’operazione

Il semaforo è diventato verde, l’attesa è finita. Il mercato del Lecce batte un colpo fondamentale per il prosieguo della stagione, assicurandosi il rinforzo offensivo tanto richiesto dalla piazza e dall’allenatore. Il Sassuolo ha infatti dato il via libera definitivo per il trasferimento di Walid Cheddira in giallorosso. Secondo quanto riferito dalla redazione di Sky Sport, l’operazione è ormai virtualmente conclusa: i club hanno trovato l’intesa totale e i neroverdi hanno autorizzato il giocatore a preparare le valigie. L’attaccante marocchino classe 1998, reduce da una parentesi in Emilia dove ha alternato buone prestazioni a momenti di minor minutaggio, è pronto a iniziare subito la sua nuova avventura in Puglia.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’incastro tattico: Di Francesco lo aspetta

Ad accogliere Cheddira al “Via del Mare” ci sarà Eusebio Di Francesco. Il tecnico dei salentini era alla ricerca di una punta con caratteristiche specifiche: mobilità, sacrificio e capacità di attaccare la profondità. Cheddira, che si è fatto conoscere al grande calcio con la maglia del Bari e ha maturato esperienza internazionale con la selezione del Marocco (con cui ha partecipato allo storico Mondiale in Qatar), risponde perfettamente all’identikit. La sua velocità e la fame di gol saranno armi preziose per rivitalizzare l’attacco del Lecce e dare l’assalto all’obiettivo salvezza nel girone di ritorno.

I dettagli dell’operazione

La mossa del Sassuolo di liberare il giocatore testimonia la volontà di sfoltire il reparto avanzato, permettendo a Cheddira di andare a giocare con continuità altrove. Nelle prossime ore sono attesi i passaggi formali di rito: l’arrivo in città, le visite mediche e la firma sul contratto che lo legherà al club pugliese. Con questo innesto, il Lecce aggiunge muscoli e rapidità al proprio motore. Per Cheddira si tratta di un ritorno al Sud, in una terra che lo ha già visto protagonista, con la voglia di dimostrare di poter essere ancora decisivo in Serie A.

Bologna, Ferguson annuncia: «Sto bene, non ho saltato un allenamento! Celtic squadra forte, ecco cosa servirà domani»

Il centrocampista del Bologna, Lewis Ferguson, si è presentato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Celtic in Europa League

Intervenuto in conferenza stampa in compagnia del proprio allenatore, il centrocampista del Bologna, Lewis Ferguson, ha presentato così la sfida di domani contro il Celtic, valevole per la 7^ giornata dell’Europa League.

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SUL MOMENTO DEL BOLOGNA – «Siamo in un momento difficile ma domani ci aspetta un’altra partita da giocare e un’altra competizione e vogliamo fare punti. L’abbiamo preparata come al solito e cercheremo di portare a casa la vittoria».

COME STO FISICAMENTE? – «Sto bene, non ho saltato alcun allenamento, sto dando il massimo ogni giorno e mi sento pronto per giocare».

SUL CELTIC – «Sono una squadra forte. Hanno cambiato allenatore due volte ma dobbiamo stare attenti. In carriera ho giocato molte volte contro di loro, posso dire che hanno calciatori di valore».

QUI: le notizie di oggi sulla Serie A.

Manchester City, scuse e rimborsi dopo l’incubo artico: la decisione dello spogliatoio per sdebitarsi coi propri tifosi

Manchester City, scuse e rimborsi dopo l’incubo artico: la decisione del club per sdebitarsi coi propri tifosi. L’annuncio dei senatori

La notte fonda calata sul Manchester City dopo la trasferta norvegese ha lasciato strascichi che vanno ben oltre il semplice risultato sportivo. La pesante sconfitta per 3-1 subita contro il modesto Bodo/Glimt in Champions League ha rappresentato un punto di non ritorno per l’orgoglio dei campioni d’Inghilterra, spingendo la rosa a compiere un gesto distensivo e senza precedenti verso la propria tifoseria. I Citizens, protagonisti di un crollo verticale che li ha visti trionfare solo in due delle ultime sette gare ufficiali, hanno deciso di rimborsare interamente il costo dei biglietti ai sostenitori presenti all’Aspmyra Stadion.

La prestazione, definita senza mezzi termini “imbarazzante” dal bomber Erling Haaland, è stata lo specchio di una crisi profonda. La formazione di Pep Guardiola, solitamente una macchina perfetta, si è sgretolata sotto i colpi dei norvegesi e sotto il peso del nervosismo, culminato nell’espulsione di Rodri. Il centrocampista spagnolo, perno del gioco e solitamente esempio di lucidità, ha perso la testa rimediando due cartellini gialli in meno di sessanta secondi, aggravando una situazione già compromessa dalla recente sconfitta nel derby contro lo United.

A rendere la pillola ancora più amara per i 374 fedelissimi inglesi è stata l’odissea logistica necessaria per raggiungere il Circolo Polare Artico. Un viaggio estenuante, fatto di scali a Oslo e coincidenze verso il nord, affrontando temperature gelide solo per assistere alla resa incondizionata della propria squadra. Di fronte a tale sacrificio, il gruppo dei “senatori” dello spogliatoio, composto da Bernardo Silva, Ruben Dias, Rodri e lo stesso Haaland, ha emesso un comunicato ufficiale. I giocatori copriranno di tasca propria la somma di 9.357 sterline, un atto dovuto per chi non ha smesso di cantare nemmeno nel gelo della sconfitta.

“I nostri sostenitori significano tutto per noi”, recita la nota dei calciatori, promettendo un immediato riscatto nelle prossime sfide contro Wolves e Galatasaray. Un’iniziativa accolta con favore da Kevin Parker, portavoce del club ufficiale dei tifosi, che ha sottolineato come questo gesto, pur non cancellando l’amarezza del 3-1, ribadisca il legame indissolubile tra la tifoseria e il club, uniti nel tentativo di uscire da questo tunnel buio.

QUI: le notizie più rilevanti di oggi sul calcio estero.

Dembelé, rinnovo ad alta tensione col PSG: il Pallone d’Oro può dire salutare? Al-Khelaifi fissa il tetto salariale

Dembelé, rinnovo ad alta tensione col PSG: il Pallone d’Oro può dire salutare? Al-Khelaifi fissa il tetto salariale: la posizione del club

È il momento della verità per il futuro di Ousmane Dembélé all’ombra della Tour Eiffel. L’attaccante francese, consacratosi come leader tecnico assoluto del Paris Saint-Germain, è al centro di una delicata trattativa per il prolungamento del contratto. Se da un lato la volontà comune è quella di proseguire insieme, dall’altro la dirigenza dei Parigini ha inviato un messaggio inequivocabile all’entourage del giocatore: “non esagerare”. Nonostante lo status di superstar globale, il club non intende tollerare richieste economiche ritenute fuori mercato.

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo AS, il nodo cruciale è puramente finanziario. Il PSG, scottato dalle gestioni passate, ha inaugurato una nuova era all’insegna della sostenibilità: l’obiettivo è imporre un modello retributivo basato su una parte fissa moderata e ricchi bonus variabili legati ai risultati sportivi. Una strategia che si scontra frontalmente con le pretese degli agenti dell’ex Barcellona. Forti di una stagione mostruosa (chiusa con 35 gol e 16 assist) e del prestigioso Pallone d’Oro citato dalle fonti iberiche come coronamento della sua ascesa, i rappresentanti del classe ’97 chiedono un adeguamento dell’ingaggio proporzionato al suo valore attuale.

La posizione del presidente Nasser Al-Khelaifi appare però irremovibile. Pur definendo Dembélé una leggenda e un pilastro imprescindibile del progetto, il numero uno del club ha tracciato una linea rossa invalicabile: nessun giocatore è al di sopra dell’equilibrio finanziario della società. Toccherà ora a Luis Enrique, il tecnico asturiano che ha saputo rigenerare l’ala francese facendogli superare i cronici problemi fisici, sperare in una mediazione. La priorità sportiva è la firma, ma Dembélé dovrà decidere se accettare il nuovo rigore economico dei campioni di Francia o rischiare la rottura continuando a tirare la corda.

QUI: le notizie del giorno sul calcio estero.

Napoli, che attacco a Conte! L’agente Giuffredi: «Non ha coraggio coi giovani, li tiene in ostaggio!». Poi l’annuncio sul rientro di Politano

Napoli, che attacco a Conte! L’agente di Matteo Politano, Mario Giuffredi, critica aspramente l’operato del tecnico dei partenopei

Durissimo attacco del noto agente di mercato Mario Giuffredi nei confronti di Antonio Conte e della gestione da parte del tecnico dei giovani e di alcuni suoi assistiti. Queste le dichiarazioni del procuratore, ospite al programma ‘A casa Del Genio’, in onda su CalcioNapoli24TV.

L’ATTACO A CONTE – «A Conte manca il coraggio di mettere i giovani in campo. Dobbiamo avere il coraggio di dire la verità: l’allenatore non ha il coraggio di mettere un giovane. Vengono messi solo se ci sono tremila infortunati. Se gli avessi dato spazio prima oggi avresti trovato un giocatore ancora più pronto, l’esperienza aumenta la qualità».

VERGARA E GLI ALTRI ESEMPI IN SERIE A – «Vergara ha fatto 120 minuti in due gare, sono stati emozionanti per il ragazzo, per noi, perché è un ragazzo che viene dal settore giovanile. È partito dalla C e si ritrova a giocare in Champions col Napoli. È motivo di grande soddisfazione, ha dimostrato di poter stare nel Napoli e di poter dire la sua. Senza dubbio il merito è di Manna. Spazio per Vergara a rosa completa? Conte può dire che Vergara gioca perché se lo merita, sicuramente è fuori dubbio. Finché il Napoli non aveva questi infortuni, Vergara aveva giocato pochissimi minuti nel Napoli. I fatti dicono che probabilmente Vergara non avrebbe mai messo piede in campo.

Non mi faccio prendere per il c**o da Conte. Quando lui dice che una partita nel Napoli vale 30 partite in B e una in Champions vale 60, se tutti ragionassimo così.. Conte ha detto abominevoli nefandezze. Se ragionassimo così non si creerebbero giocatori. I calciatori hanno bisogno di un percorso, che sia in A o in B. È una sciocchezza inaudita, i giocatori hanno bisogno di giocare partite e fare esperienza. Se a Conte manca il coraggio di far giocare i giovani non è un problema mio. Bartesaghi retrocesso con l’Under 23, gioca titolare al Milan ora. Bernasconi giocava nell’Atalanta Under 23 e ora ha fatto il titolare con Juric e Palladino. Pio Esposito ora gioca all’Inter. Gasperini ha fatto giocare Arena 2009, l’anno prima era in Serie C».

MARIANUCCI E AMBROSINO – «Deve decidere se sono giocatori da Napoli… Se lo sono allora deve avere il coraggio di metterli in campo, ma non uno spezzone ogni dieci anni. Altrimenti vuol dire che non credi nei giocatori e non hai coraggio a mettere i giovani. Altrimenti deve dire che questi due giocatori non sono da Napoli e devono andare a fare il loro percorso per dimostrare se sono da Napoli o meno. Non deve tenerli in ostaggio. Marianucci ha giocato 118 minuti e Ambrosino 90. Marianucci ha fatto 20 in Serie A l’anno scorso, il suo ragionamento non sta né in cielo né in terra. Se non sono da Napoli vanno a fare il loro percorso da un’altra parte, punto. Abbiamo già da tanto un accordo con Cremonese e Venezia, ma questo signore è un mese che non libera i giocatori. Se fino ad oggi non ha fatto fare un minuto a questi giocatori vuol dire che non ti sono serviti a niente. Non li tenere in ostaggio in questa situazione. Se li tieni gli dai un minimo di spazio, li tieni perché sono da Napoli non perché non hai sostituti. Altrimenti mandali a giocare, se non hanno fatto un minuto vuol dire che niente cambia».

ANCORA CRITICHE – «Io esprimo il mio pensiero in maniera libera, se sento cazzate mi dà fastidio. Tu sti giocatori, prima dici che ti servono per alzare la qualità e poi dici che ne metti troppi? C’è contraddizione. Nel Napoli non c’è una roba che non sia certificata dall’allenatore. Uno pensa che Manna faccia da solo, ma lui segue l’allenatore in tutto e per tutto. Ste barzellette è venuto il momento che uno se le tolga dalla testa e si prendano le responsabilità. Quando si vince noi applaudiamo, ma non possiamo farlo quando le cose vanno male».

SUGLI INFORTUNI E SU POLITANO – «Anche sui dottori.. per me sono tra i più bravi d’Italia. Non so perché si facciano male, ma questi dottori stanno da dieci anni al Napoli. Non possiamo dire che è colpa loro. Non funziona così. Politano? Credo ne abbia per tre settimane, da quello che so io. Credo potrebbe tornare a disposizione dopo la Fiorentina».

PIO ESPOSITO? – «La priorità è che giochi all’Inter dimostrando di essere da Inter. Cosa che non accade con i giovani del Napoli».

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Dzeko, ci siamo per l’addio alla Fiorentina! Accordo trovato: va via subito

Dzeko, ci siamo per l’addio alla Fiorentina! Accordo trovato: va via subito. Ecco quale club estero la sta spuntando per il suo acquisto

L’avventura di Edin Dzeko con la maglia della Fiorentina è giunta ai titoli di coda dopo una manciata di mesi. Il “Cigno di Sarajevo”, approdato in riva all’Arno solamente la scorsa estate con il compito di portare esperienza e gol, si prepara a salutare nuovamente la Serie A. Le sirene estere si sono fatte insistenti e, secondo le ultime indiscrezioni rilanciate dall’esperto di mercato Florian Plettenberg, il futuro del bomber bosniaco sarà in Germania, tra le fila dello storico Schalke 04.

Il club di Gelsenkirchen ha bruciato la concorrenza del Paris FC, altra società che aveva mostrato un forte interesse per l’ex centravanti di Roma, Manchester City e Inter. La dirigenza tedesca, grazie al lavoro persuasivo del duo Baumann-Muslic, ha strappato un accordo verbale totale con il giocatore, affascinato dalla prospettiva di tornare protagonista in un ambiente caldo come quello della Ruhr. Ora la palla passa alle due società: sono in corso i colloqui decisivi per definire l’intesa economica tra i Gigliati e i Knappen (Minatori). Manca ormai soltanto l’accordo tra i club per ufficializzare l’addio di un veterano che ha segnato un’epoca nel calcio europeo.

PAROLE – «🚨💣 ULTIMA ORA | Lo Schalke 04 ed Edin #Dzeko hanno raggiunto un accordo verbale completo. Sono ora in corso le trattative con la Fiorentina.
Baumann/Muslic hanno lavorato duramente e lo hanno convinto. #S04 gli fa appello, come rivelato ieri. Ora manca solo un accordo tra i club
».

QUI: le ultime notizie sul calciomercato.

Norton-Cuffy verso l’addio al Genoa? Irrompe un’altra big della Serie A! Juve e Inter avvisate

Norton-Cuffy verso l’addio al Genoa? Irrompe un’altra big della Serie A! Juve e Inter avvisate: ecco di quale squadra si tratta

Il calciomercato del Milan si accende improvvisamente sulla corsia di destra. Mentre la squadra lavora a Milanello per preparare il delicato scontro diretto contro la Roma di Gian Piero Gasperini, la dirigenza rossonera guarda al futuro per puntellare la rosa a disposizione di Massimiliano Allegri. Secondo le ultime indiscrezioni rilanciate da Calciomercato.com, il Direttore Sportivo Igli Tare ha inserito nel proprio taccuino il nome di Brooke Norton-Cuffy. L’esterno inglese, protagonista di una stagione di altissimo livello con la maglia del Genoa sotto la guida di Daniele De Rossi, è diventato l’oggetto del desiderio di mezza Serie A: sulle sue tracce ci sono già da tempo anche Juventus e Inter, oltre a diversi club esteri.

L’interesse del Diavolo nasce da una necessità tattica e numerica. La fascia destra è attualmente presidiata da Alexis Saelemaekers, ma la condizione fisica del jolly belga preoccupa lo staff tecnico. L’ex Bologna è uscito malconcio dalla sfida vinta contro il Lecce a causa di un risentimento all’adduttore destro e la sua presenza nel big match contro i Giallorossi è in forte dubbio. Sebbene non si tratti di un infortunio grave, la fragilità in quella zona di campo impone riflessioni profonde in Via Aldo Rossi. Tuttavia, strappare Norton-Cuffy al Grifone a gennaio appare un’impresa complessa: la valutazione dei liguri parte da 20 milioni di euro, cifra che sposta l’eventuale assalto alla prossima sessione estiva.

Per l’immediato, la strategia del club meneghino rimane prudente. Dopo l’arrivo del bomber tedesco Niclas Füllkrug, non sono previsti investimenti folli nella sessione invernale, a meno di occasioni last-minute per la difesa centrale. Per la sfida contro i capitolini, Allegri manterrà alta la concentrazione affidandosi con fiducia a Zachary Athekame: sarà il giovane terzino svizzero, vice naturale di Saelemaekers, a dover garantire copertura e spinta sulla destra in attesa di sviluppi futuri sul fronte Norton-Cuffy.

Conferenza stampa Italiano pre Bologna Celtic: «Ecco chi gioca in porta domani». Poi l’annuncio sul futuro di Dominguez

Conferenza stampa Italiano pre Bologna Celtic: le parole del tecnico dei rossoblù alla vigilia della sfida del 7° turno di Europa League

Il Bologna si tuffa nuovamente nell’Europa League ospitando il Celtic in una sfida cruciale per blindare il passaggio del turno. I Felsinei, attualmente quattordicesimi nella classifica generale, puntano al bottino pieno per sperare ancora nell’accesso diretto agli ottavi, mentre gli scozzesi rischiano l’eliminazione dalla top 24.

Alla vigilia, il tecnico Vincenzo Italiano ha confermato il ritorno tra i pali di Lukasz Skorupski: il portiere polacco ha recuperato e sarà titolare al posto di Ravaglia. Nonostante le inevitabili distrazioni del mercato, l’allenatore chiede massima concentrazione e lancia dal primo minuto Thijs Dallinga: dalla punta olandese si attende una prova di riscatto dopo un periodo opaco. Parole al miele anche per il neoacquisto Simon Sohm, centrocampista svizzero definito un incursore abile nel tiro e simile tatticamente a Fabbian.

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SKORUPSKI O RAVAGLIA? – «Domani torna Lukasz. Avevo già parlato con lui: era venuto a Verona per assaggiare il clima partita, poi ho preferito fargli fare qualche allenamento in più, ma da domani tornerà lui tra i pali».

COSTA STA INFLUENDO SUL MOMENTO NEGATIVO? – «Il calciomercato aperto crea disturbi, poi una condizione fisica e mentale non ottimale. Tutte queste cose qui. Tuttavia dobbiamo mettere tutto questo da parte e pensare solo alla gara di domani. Abbiamo anche qualche acciaccato, ma siamo abituati all’emergenza: col Celtic non possiamo sbagliare».

DALLINGA – «Domani Dallinga giocherà e mi auguro che riesca a fare una grande partita perché nell’ultimo periodo ha avuto alti e bassi. Oggi l’ho visto bene e sono fiducioso su quello che potrà darci».

SUL NUOVO ARRIVATO SOHM – «Sohm ha caratteristiche simili a Fabbian. Nei tre ruoli di centrocampo ha sempre lavorato bene: sa inserirsi, riempire l’area, ha passo in conduzione e un ottimo tiro».

SUL FUTURO DI DOMINGUEZ – «Resta al Bologna e gioca!».

Yildiz supera Yamal! Ecco la classifica dei migliori Under 22 secondo il CIES

Yildiz supera Yamal! Ecco la classifica dei migliori Under 22 secondo il CIES: presente anche un altro giovane talento della Serie A

Nuovo riconoscimento di prestigio per la Serie A e per i suoi gioielli più lucenti. Il CIES Football Observatory, noto centro di studi sportivi, ha acceso i riflettori sui migliori talenti mondiali, stilando la classifica dei giocatori di campo Under 22 che hanno inciso maggiormente sulle prestazioni del proprio club rispetto ai compagni di squadra. Un’analisi capillare, che ha preso in esame 65 campionati globali basandosi sui dati scientifici di Impect, focalizzati su otto aree di gioco fondamentali per valutare l’efficacia in campo.

A guardare tutti dall’alto in basso è Kenan Yildiz. Il numero 10 della Juventus si prende la corona di miglior U22 per rendimento relativo. Il fantasista turco classe 2005, ormai perno insostituibile dello scacchiere tattico della Vecchia Signora, ha dimostrato una maturità calcistica impressionante: non solo colpi di genio, ma una continuità che lo rende il vero trascinatore dei bianconeri nei momenti chiave. Il dato che fa più rumore è il sorpasso su Lamine Yamal. L’esterno spagnolo del Barcellona, campione d’Europa e fenomeno mediatico globale, si ferma “solo” al sesto posto. Un verdetto che non discute il valore assoluto del blaugrana, ma certifica come l’impatto di Yildiz all’interno del sistema Juve sia, in proporzione, più determinante di quello di Yamal in una corazzata ricca di alternative come quella catalana.

L’Italia sorride anche per la presenza di Nico Paz. Il trequartista argentino del Como, arrivato in estate e diventato subito leader tecnico dei Lariani, conquista un lusinghiero ottavo posto. L’ex Real Madrid si conferma uno dei prospetti più cristallini del panorama internazionale, capace di emergere per personalità e qualità tecniche anche in un contesto competitivo e in crescita come quello del club lombardo. Due “italiani” nella top ten mondiale: la Serie A si scopre, dati alla mano, terra di giovani campioni.

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Ibrahimovic svela: «Juve? Non volevo giocare in Serie B, all’Inter ho fatto qualcosa che rimarrà nella storia»

L’ex attaccante di Juventus, Inter e Milan, Zlatan Ibrahimovic, è tornato sul suo addio ai bianconeri per trasferirsi in nerazzurro

Zlatan Ibrahimovic torna a parlare del suo passaggio dalla Juventus all’Inter. Intervistato da Slaven Bilić, l’attuale Senior Advisor di RedBird ha spiegato di aver lasciato i bianconeri per evitare la Serie B e accettare la sfida di riportare il tricolore ai Nerazzurri dopo 17 anni. Una scommessa vinta con tre titoli consecutivi, merito anche della meticolosa preparazione tattica dello Special One José Mourinho.

PAROLE – «Ho detto che non volevo più restare, non volevo giocare in Serie B. Volevo giocare in Champions League, in Serie A. Non ero un giocatore di Serie B. L’Inter non vinceva il campionato italiano da 17 anni, lo Scudetto… Se ci vado e vinco, per me è una sfida ancora più grande… Sono arrivato all’Inter e abbiamo vinto tre anni di fila. Ho fatto qualcosa che rimarrà nella storia… Ho giocato, ho vinto e ho lasciato qualcosa. Mourinho mi ha fatto crescere. Il modo in cui prepara le partite, nessuno le ha mai preparate come lui».

Calciomercato Parma: no di questo obiettivo ai ducali! Ha rifiutato la proposta fatta a gennaio, cosa è successo

Calciomercato Parma: no ai ducali di questo obiettivo! Ha rifiutato la proposta di gennaio, cosa è accaduto

Le vie del calciomercato sono fatte anche di rifiuti eccellenti e di porte chiuse. L’ultima indiscrezione, che riguarda uno dei prospetti più cristallini del vivaio della Juventus, racconta di una ferma volontà di non cambiare aria, nemmeno temporaneamente. Al centro della scena c’è Vasilije Adžić. Il talentuoso centrocampista montenegrino, classe 2006, è finito nel mirino del Parma. Il club emiliano aveva bussato alla porta della dirigenza bianconera con una proposta concreta.

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Il tentativo del Parma: 6 mesi in Emilia

Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Nicolò Schira, il Parma aveva avanzato una richiesta ufficiale per un prestito secco di 6 mesi. L’idea dei ducali era quella di offrire ad Adžić un palcoscenico dove trovare maggiore continuità di impiego, garantendosi al contempo le prestazioni di un giocatore dotato di tecnica sopraffina e visione di gioco, capace di legare i reparti e agire tra le linee. Un’operazione che, sulla carta, poteva soddisfare tutte le parti in causa, permettendo al ragazzo di farsi le ossa in una piazza importante della Serie A.

Il “no” del giocatore: obiettivo prima squadra

Tuttavia, la trattativa si è arenata di fronte alla volontà del diretto interessato. Adžić ha rifiutato le proposte del Parma. Nonostante la prospettiva di un minutaggio potenzialmente più elevato in Emilia, il montenegrino ha preferito declinare l’offerta. Dietro la scelta c’è la determinazione di restare alla Continassa per giocarsi le sue carte con la maglia della Juventus. Il giocatore crede fermamente di poter ritagliarsi il suo spazio nelle rotazioni di Luciano Spalletti, convinto che allenarsi quotidianamente con i campioni bianconeri e sfruttare le occasioni. Una dimostrazione di carattere e ambizione per un ragazzo di appena vent’anni, che sceglie la sfida più difficile pur di non lasciare Torino.

Mercato Genoa: si spinge per Casseres Jr., intanto è ufficiale un colpo in linea verde. Doppia mossa dei rossoblù in entrata

Mercato Genoa: avanti tutta per Casseres Jr., intanto è ufficiale un colpo green. Doppia operazione dei rossoblù in entrata

Il Genoa lavora su due tavoli paralleli per ridisegnare la propria mediana: da una parte la caccia al rinforzo immediato per la prima squadra, dall’altra la pianificazione del futuro con i migliori prospetti europei. Se l’obiettivo grosso per il centrocampo di Daniele De Rossi resta Cristian Cásseres Jr., la società ha intanto piazzato un colpo in prospettiva ufficializzato nel primo pomeriggio.

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Il nodo Cásseres: il giocatore vuole il Grifone

Per quanto riguarda il presente, il nome caldo è sempre quello di Cristian Cásseres Jr.. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Matteo Moretto, la trattativa con il Tolosa è viva ma non ancora conclusa. Tra i rossoblù e il club francese permane una “leggera distanza” tra domanda e offerta. Tuttavia, il Genoa ha un asso nella manica: il centrocampista venezuelano classe 2000 preme per il trasferimento in Italia. La sua volontà di vestire la maglia del Grifone potrebbe rivelarsi l’ago della bilancia decisivo per ammorbidire le richieste dei transalpini e regalare a De Rossi quel mix di “garra” e dinamismo necessario per la seconda parte di stagione.

Ufficiale Yoka: un mancino per il futuro

Mentre si tratta per il big, il club guarda avanti. Alle 14:55 è arrivata la firma di Rafael Ibara Yoka. Si tratta di un investimento a lungo termine: il ragazzo è un classe 2009, prelevato dal club francese USSA Vertou. Yoka è un profilo molto interessante per duttilità e caratteristiche tecniche: nasce come centrocampista mancino, ma possiede la gamba e la intelligenza tattica per agire anche come “quinto” di centrocampo sulla fascia. Un jolly moderno che inizierà presumibilmente il suo percorso nelle giovanili, con l’obiettivo di scalare le gerarchie e affacciarsi presto al calcio dei grandi. Con Bijlow in porta, Cásseres nel mirino e Yoka in cassaforte, il restyling del Genoa prosegue a 360 gradi.

Calciomercato Milan, Loftus-Cheek lascia i rossoneri? Voci a sorpresa, cosa è successo nelle ultime ore per il suo futuro

Calciomercato Milan, Loftus-Cheek via dai rossoneri? Un club a sorpresa ha posato la lente d’ingrandimento sul centrocampista

Il calciomercato Milan si accende improvvisamente a centrocampo, con un intreccio internazionale che minaccia di turbare i piani di via Aldo Rossi. Secondo quanto riportato dall’autorevole giornalista John Percy del Telegraph, l’Aston Villa ha effettuato un sondaggio ufficiale per capire i margini di manovra su Ruben Loftus-Cheek. Il club di Birmingham è in piena emergenza dopo il grave infortunio occorso a Boubacar Kamara. Per sostituirlo, i Villans hanno individuato nel rossonero il profilo ideale per riportare muscoli e dinamismo in Premier League.

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La risposta del Milan: la strategia di Tare

Nonostante la potenza economica del calcio inglese, la risposta del Milan non si è fatta attendere. Il Direttore Sportivo Igli Tare ha eretto un muro. L’intenzione della società non è vendere, ma consolidare. Tare avrebbe infatti già avviato i primi contatti con l’entourage dell’ex Chelsea per discutere un rinnovo contrattuale. L’obiettivo è blindare Loftus-Cheek, sottraendolo alle tentazioni d’Oltremanica.

Il veto di Allegri

A blindare il “Gigante Inglese” c’è soprattutto la volontà tecnica di Massimiliano Allegri. L’allenatore livornese considera l’inglese un pilastro insostituibile del suo scacchiere. Per il tecnico, Loftus-Cheek incarna l’equilibrio perfetto tra fase di interdizione e spinta offensiva: privarsene a gennaio significherebbe indebolire la squadra in un momento cruciale.

Scenario in evoluzione

Sebbene i dialoghi per il prolungamento siano iniziati da poco, la strada è tracciata: il Milan punta alla stabilità e non ha fretta di vendere. Tuttavia, nel mercato mai dire mai: la pressione dell’Aston Villa potrebbe aumentare nei prossimi giorni, ma al momento il futuro di Loftus-Cheek sembra ancora colorato di rossonero, nel cuore di San Siro.

Juventus-Benfica streaming gratis su Prime Video: come vederla

Dopo Inter-Arsenal e Copenaghen-Napoli, la Champions League continua anche con le partite di stasera. Oltre ad Atalanta-Athletic Bilbao, che potrebbe sancire il passaggio diretto agli ottavi per i bergamaschi, c’è Juventus-Benfica.

I bianconeri, reduci dalla brutta sconfitta contro il Cagliari, vogliono ipotecare i playoff della massima competizione europea. Per farlo però devono battere i lusitani di Josè Mourinho, che vogliono a tutti i costi vincere per entrare tra le 24.

Ma come vedere la Champions in TV? Sarà un match tutto da vivere, e per i tifosi bianconeri c’è una grande notizia: Juventus-Benfica è in streaming gratis su Amazon Prime Video. Come vederla? Te lo spieghiamo di seguito.

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Juventus-Benfica streaming gratis: come vederla su Prime Video

Ma come vedere Juventus-Benfica gratis su Prime Video? Per chi non è ancora iscritto ad Amazon Prime, c’è la possibilità di guardare gratuitamente Juventus–Benfica grazie al periodo di prova di 30 giorni incluso per i nuovi utenti. La prova permette anche di accedere all’intero catalogo di Prime Video, con migliaia di film, serie e contenuti esclusivi.

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Al termine dei 30 giorni, l’utente può scegliere tra abbonamento mensile a 4,99 €, abbonamento annuale a 49,90 € oppure disattivare il rinnovo senza alcun obbligo di continuare.

Juventus-Benfica: le probabili formazioni

Tra i pali dovrebbe rivedersi Di Gregorio, dopo il turno di riposo osservato nell’ultima gara. Davanti a lui si va verso la continuità nel pacchetto difensivo, con Bremer e Kelly ancora titolari al centro.

A centrocampo, rispetto alla trasferta di Cagliari, rientra Thuram, mentre Koopmeiners è orientato a partire inizialmente dalla panchina. Qualche nodo per Spalletti resta nel reparto offensivo: Conceição, non ancora al massimo della forma, dovrebbe essere utilizzato a gara in corso.

Non è più semplice il quadro per il Benfica, che deve fare i conti con numerose assenze. Oltre al lungodegente Bah, Mourinho non potrà contare su Lukébakio in attacco.

In mezzo al campo è indisponibile Ríos, alle prese con un problema alla spalla, mentre rimane in dubbio l’ex Barrenechea. Alle spalle di Pavlidis si profila invece un terzetto composto da Sudakov, Prestianni e Scjelderup.

Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Locatelli, Thuram; McKennie, Miretti, Yildiz; David. All. Spalletti.

Benfica (4-2-3-1): Trubin; Dedic, Araujo, Otamendi, Dahl; Barreiro, Aursnes; Prestianni, Sudakov, Scjelderup; Pavlidis. All. Mourinho.

Conferenza stampa Pisilli pre Roma Stoccarda: «Non penso al mercato, sono focalizzato totalmente sulla Roma. Ecco in cosa sono migliorato»

Conferenza stampa Pisilli pre Roma Stoccarda: le sue dichiarazioni alla vigilia del match di Europa League 2025/26

Niccolò Pisilli ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma Stoccarda di Europa League. Le sue parole.

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RESTA? – «Il mercato chiude il 2 febbraio, mi sembra, ma io sono totalmente focalizzato sulla Roma, sulla partita di domani e su tutte quelle che verranno da qui alla fine del mercato e della stagione. Per quanto riguarda lo spazio, è vero che in questo periodo ho giocato un po’ di più. Ho cercato di farmi trovare pronto, allenandomi sempre al meglio anche nei momenti in cui magari ho giocato meno. Non è stato tempo perso né un periodo buttato, perché anche quando non vai in campo la domenica hai comunque tutta la settimana per lavorare, migliorare e cercare di convincere l’allenatore di essere pronto. In queste partite spero di aver dato delle buone risposte: io ho cercato di dare sempre il massimo ed è quello che continuerò a fare».

GIOCA DOMANI?«Innanzitutto la formazione non la so e non spetta a me deciderla. Per quanto riguarda l’altra domanda, è vero: il centrocampo della Roma è un reparto, secondo me, molto forte. Ho dei compagni di reparto davvero di grande livello e questo rappresenta anche una grande opportunità per me, perché posso imparare e migliorarmi osservando e lavorando con loro. È chiaro che qualsiasi giocatore vorrebbe giocare il maggior numero di partite possibile e io cerco di dare sempre il massimo in allenamento per mettere in difficoltà il mister quando, la domenica, deve fare le sue scelte. Allo stesso tempo penso che avere tanti centrocampisti forti sia un valore aggiunto per la società, per l’allenatore e per tutta la squadra».

IN COSA SI SENTE MIGLIORATO«Mi sento migliorato sotto tanti aspetti: dal punto di vista fisico, nella fase difensiva e anche a livello tattico. È chiaro che più allenatori hai, più conoscenze accumuli e più riesci ad assorbirle, diventando un giocatore migliore. Io cerco di recepire al meglio le richieste del mister, di capire con precisione cosa chiede e di riproporlo poi in campo, sia in allenamento sia ogni volta che scendo in partita».

Conferenza stampa Gasperini pre Roma Stoccarda: «L’attenzione maggiore è rivolta al Milan. Ecco cosa è successo con Bailey, mentre il futuro di Ferguson…»

Conferenza stampa Gasperini pre Roma Stoccarda: le sue dichiarazioni alla vigilia del match di Europa League 2025/26

Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma Stoccarda di Europa League. Le sue parole.

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COME STA LA SQUADRA«La squadra sta bene, a parte Hermoso che è infortunato e i soliti acciaccati, ma ormai è una situazione nota. C’è poi l’assenza, chiaramente, dei due nuovi arrivi. Per il resto direi che il gruppo sta attraversando un buon momento dal punto di vista fisico. È chiaro che la partita di domani arriva molto ravvicinata a quella di domenica contro il Milan, che in questo momento rappresenta un impegno di maggiore attenzione. In Europa League abbiamo una buona posizione in classifica e vincendo ci sono anche buone possibilità di evitare il turno di play-off. Allo stesso tempo, però, è evidente che il campionato, per come sono andati i risultati nell’ultima giornata, è la competizione su cui ora si concentra maggiormente la nostra attenzione».

DYBALA – «La Roma si è contraddistinta fin da subito per questo tipo di mentalità. Ho trovato immediatamente un gruppo molto motivato, con la voglia di fare una stagione importante e con grande disponibilità, una caratteristica che abbiamo avuto sin dalle primissime giornate. Quello che mi auguro è che, andando avanti nella stagione – considerando che 21 giornate sono già un dato significativo – si riesca a migliorare anche l’aspetto qualitativo, soprattutto in fase offensiva, che in alcune partite è stato un nostro punto debole. A livello di prestazioni, però, sono state rarissime le gare in cui la squadra non ha risposto sul piano della mentalità e delle motivazioni. Paulo, secondo me, aveva già fatto molto bene in un certo momento della stagione. Poi ha avuto prima un’influenza e successivamente una ricaduta dal punto di vista fisico, situazioni che per lui richiedono un po’ più di tempo per essere smaltite. Aveva già dato dimostrazioni molto forti. È un giocatore che ora sta bene, è recuperato ed è in grado di dare il suo contributo. È chiaro che con il passare degli anni qualcosa può mancare sul piano della velocità rispetto a qualche stagione fa, ma ha le capacità per giocare e, soprattutto se supportato dai compagni, può essere un giocatore determinante».

VINCERE L’EUROPA LEAGUE«Io non metto il punto sulla vittoria del trofeo dell’Europa League. Lei sa da quanto tempo una squadra italiana non vince l’Europa League? L’ultima è stata l’Atalanta due anni fa, e prima ancora bisogna tornare agli anni ’90. La Champions League, invece, l’ha vinta l’Inter nel 2010. Se si ragiona solo in questi termini, si finisce per essere sempre perennemente delusi ed elusi. Vincere un trofeo europeo, oggi, per i club italiani è diventato davvero complicato. Basta guardare anche le partite di ieri e, riferendoci alla Roma, se questo diventa l’unico metro di giudizio si rischia di restare sempre molto delusi. Credo invece che sia necessario spostare un attimo l’obiettivo: guardare a noi stessi, migliorare e crescere sfruttando ogni opportunità, che sia il mercato, il campionato, l’Europa o le coppe. L’obiettivo deve essere quello di diventare progressivamente una squadra sempre migliore e più forte. Quando poi si ha davvero la sensazione di essere una squadra forte, allora forse si arriva anche a vincere qualcosa».

QUARTO POSTO IN SERIE A – «Abbiamo sempre giocato per ottenere il massimo. È chiaro che all’inizio della stagione non solo noi, ma un po’ tutti, non sapevamo bene quale fosse la nostra reale dimensione. Dopo 21 giornate non c’è nulla di definitivo, il campionato è lunghissimo, ma la posizione che abbiamo oggi ce la siamo conquistata: non ce l’ha regalata nessuno. Noi giochiamo per il massimo e sappiamo che, tolta l’Inter che è davanti, ci sono tante squadre molto vicine: il Milan, che affronteremo domenica, il Napoli, la Juventus, ma ci metto anche il Como, che aveva comunque un discreto vantaggio su Bologna e Atalanta. Sono tutte squadre che ambiscono a quelle posizioni e che hanno rose molto forti. Bologna e Atalanta, per esempio, l’anno scorso erano in Champions League. Detto questo, nei mesi ci siamo guadagnati questa classifica. È chiaro che faremo di tutto per difenderla e, se possibile, per migliorarla. Tutto parte però da una considerazione: oggi abbiamo anche una percezione di noi stessi superiore rispetto a qualche tempo fa, e questo è un aspetto importante».

BAILEY «Purtroppo l’esperienza di Bailey è stata negativa sia per lui che per noi. Il primo giorno di allenamento si è infortunato e da lì è iniziato un vero e proprio calvario. Il recupero è stato molto lungo, poi ci sono stati alcuni spezzoni di rientro, ma ogni volta che sembrava potesse tornare pienamente disponibile è arrivata una ricaduta. È stato davvero un peccato, perché era un giocatore sul quale si pensava potesse dare un valore aggiunto. Credo che siano stati soprattutto gli infortuni a determinare questa scelta, compreso quanto accaduto nell’ultima partita di Torino, quando ha dovuto fermarsi nuovamente. Essendo un giocatore in prestito, è chiaro che si è arrivati a questa decisione; se fosse stato un calciatore di proprietà della Roma si sarebbe probabilmente andati avanti. Questo, ovviamente, apre uno spazio in rosa. Non so cosa potrà succedere in questi ultimi dieci giorni di mercato: si valuterà. Penso che, se dovessero presentarsi opportunità in grado di migliorare la squadra, come è stato per la situazione di Malen, allora andranno colte; altrimenti si andrà avanti con l’organico attuale».

FERGUSON «Mi limito a dire che è un giocatore che ha recuperato dalla forte contusione rimediata nell’ultima partita in casa e quindi domani sarà disponibile. A oggi è un giocatore della Roma e ogni occasione per lui è utile per fornire buone prestazioni. Ultimamente ha fatto vedere cose positive, segnando anche un paio di gol importanti. Da domani mi aspetto una prova in linea con le ultime partite che ha disputato».

DIVIETO DI TRASFERTE AI TIFOSI – «Questo è un problema eterno, in cui per colpa di poche persone finiscono per essere penalizzate migliaia di tifosi che seguono la squadra con passione. È evidente che episodi come quelli verificatisi l’altro giorno in autostrada non li vuole nessuno: non fanno parte dello sport né tantomeno del calcio. Va detto che, rispetto al passato, per fortuna accadono meno spesso, ma poi i provvedimenti sono questi. Quando andiamo in trasferta, come è successo anche a Torino, vedere così tanta passione e così tanta gente che segue la squadra è qualcosa di estremamente positivo. Proprio per questo dispiace, e dispiace molto. Non so se questa sia la soluzione migliore o la sanzione più giusta: per quanto mi riguarda, no, perché finisce per penalizzare la passione di migliaia e migliaia di persone».

Calciomercato Juve: Mateta ha preso una decisione, comunicato il suo futuro al Crystal Palace! Novità importantissime

Calciomercato Juve: Mateta ha comunicato la decisione per il suo futuro al Crystal Palace! Gli aggiornamenti non lasciano dubbi

Il segnale che il calciomercato Juve attendeva è arrivato, forte e chiaro, direttamente da Londra. La situazione di stallo attorno a Jean-Philippe Mateta si è sbloccata nelle ultime ore, aprendo autostrade interessanti per il mercato bianconero. Secondo quanto rivelato dall’esperto di calciomercato Fabrizio Romano attraverso il suo account X, la vicenda è giunta a un punto di non ritorno che potrebbe favorire l’approdo del giocatore a Torino.

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La presa di posizione: addio immediato

Il centravanti francese ha deciso di forzare la mano. Mateta e il suo entourage hanno informato ufficialmente i vertici del Crystal Palace della loro ferma intenzione di lasciare il club. Il dettaglio cruciale riguarda le tempistiche: il giocatore ha fretta. Non c’è la volontà di attendere la sessione estiva; l’obiettivo di Mateta è trasferirsi immediatamente, entro la chiusura di questa finestra invernale di gennaio. Una mossa che testimonia la voglia del calciatore di misurarsi subito con una nuova realtà, dopo aver ascoltato i progetti proposti dalle pretendenti.

Il duello: Spalletti osserva, il Villa insiste

Stando alle indiscrezioni, Mateta avrebbe già avuto colloqui diretti sia con la Juventus che con l’Aston Villa. Da una parte c’è il fascino della “Vecchia Signora” e la possibilità di essere il perno centrale nel gioco di Luciano Spalletti. Dall’altra c’è la ricca Premier League e i Villans, che nonostante le manovre recenti (l’affare Abraham), restano vigili sul francese.

La palla al Palace

La volontà del bomber è cristallina, ma l’affare non è ancora concluso. L’ultima parola spetta inevitabilmente al Crystal Palace, detentore del cartellino. Il club londinese deve ora valutare la convenienza di un addio immediato: trattenere un giocatore scontento è un rischio, ma perderlo a gennaio richiede un sostituto all’altezza (il nome di Guessand circola già da ore). Le trattative sono in corso e frenetiche: la Juventus resta vigile, pronta a sferrare l’attacco decisivo ora che il giocatore ha fatto la sua mossa.

Fabbian Fiorentina, ufficiale l’arrivo del giocatore dal Bologna: il comunicato e tutti i dettagli dell’operazione

Fabbian Fiorentina, è stato ufficializzato l’approdo del giocatore in viola dal Bologna. Il comunicato e tutti i dettagli

Attraverso il proprio sito ufficiale, la Fiorentina ha comunicato l’arrivo di Giovanni Fabbian dal Bologna. Questa la nota della Viola.

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COMUNICATO ACF Fiorentina comunica di aver acquistato, a titolo temporaneo con diritto di riscatto e obbligo a determinate condizioni, i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Giovanni Fabbian dal Bologna F.C.

Fabbian, nato a Camposampiero, il 14 gennaio 2003, è cresciuto calcisticamente nelle giovanili dell’Inter, con cui ha vinto un Campionato Primavera nel 2022, e, nel corso della sua carriera, ha vestito anche la maglia della Reggina.

Il nuovo calciatore viola ha disputato 91 presenze con il Bologna tra Serie A, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Champions League ed Europa League mettendo a segno 11 reti e vincendo una Coppa Italia.

Fabbian è stato, inoltre, un pilastro della Nazionale Under 21 Azzurra ed è già stato convocato in Nazionale Maggiore per le partite di qualificazione ai prossimi Mondiali.

Ha scelto di indossare in viola la maglia numero 80».

Donnarumma, bomba dall’Inghilterra: il portiere vuole tornare in Serie A! Due big pronte ad accoglierlo, l’indiscrezione sul suo futuro

Donnarumma, indiscrezione dall’Inghilterra: il portiere avrebbe espresso il desiderio di tornare in Serie A! Due big sulle sue tracce

La nostalgia dell’Italia potrebbe presto riportare a casa uno dei figli più illustri del nostro calcio. Dalle colonne dei tabloid britannici rimbalza una voce che promette di scuotere le fondamenta del prossimo calciomercato estivo: Gianluigi Donnarumma starebbe seriamente valutando il rientro in Serie A. L’attuale portiere del Manchester City sentirebbe la mancanza del Bel Paese e sarebbe pronto a chiudere la sua esperienza in Premier League.

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Derby d’Italia per il numero uno

Secondo quanto riportato dal Sun, la notizia ha immediatamente attivato i radar delle due superpotenze del nostro campionato: Juventus e Inter. Si profila all’orizzonte un entusiasmante “Derby d’Italia” sul mercato. Da una parte i bianconeri, sempre attenti alle occasioni per blindare la porta per il prossimo decennio; dall’altra i nerazzurri di Marotta, che cercano un erede di livello assoluto per il dopo-Sommer (vista anche la complessità della pista Martinez). Per entrambe, assicurarsi Donnarumma significherebbe sistemare il ruolo con uno dei migliori interpreti al mondo.

L’ostacolo: uno stipendio “faraonico”

Tuttavia, tra il dire e il fare c’è di mezzo un ostacolo economico imponente, che rischia di trasformare la trattativa in una scalata quasi impossibile. L’analisi che arriva dall’Inghilterra è lucida: il problema non sarebbe tanto convincere i Citizens a lasciar partire il giocatore, quanto la sostenibilità del suo contratto. Attualmente, Donnarumma percepisce a Manchester un ingaggio monstre da 15 milioni di euro netti a stagione. Cifre che cozzano violentemente con la spending review e i tetti salariali imposti dai club italiani (la Juve, ad esempio, si è imposta un limite attorno ai 6 milioni). Per rivedere “Gigio” nei nostri stadi, la condizione è una sola e imprescindibile: il giocatore deve accettare una drastica riduzione dello stipendio, compiendo un sacrificio economico importante in nome del cuore. Se prevarrà il portafoglio o la nostalgia, lo scopriremo solo nei prossimi mesi.

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