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Bologna Juve, i convocati di Spalletti per la sfida contro i rossoblù: assenza pesanti per la Vecchia Signora, la lista

Bologna Juve, i convocati del tecnico bianconero Luciano Spalletti per la partita del Dall’Ara: assenze importanti per la Vecchia Signora

La Juventus si appresta a vivere una trasferta complicata al Dall’Ara, con una lista di convocati che mette in evidenza l’emergenza nel reparto offensivo. Luciano Spalletti ha ufficializzato i giocatori disponibili per la sfida contro il Bologna, ma le notizie non sono incoraggianti: sia Dusan Vlahovic che Arkadiusz Milik resteranno a Torino, ancora impegnati nei rispettivi percorsi di recupero.

Alle assenze pesanti in attacco si aggiungono quelle di Federico Gatti, fermato dai problemi fisici, e del terzo portiere Carlo Pinsoglio. Per il resto, l’allenatore bianconero avrà a disposizione l’intera rosa, con ampie soluzioni a centrocampo e sugli esterni. Tuttavia, la mancanza dei due centravanti di ruolo costringerà la Juve a reinventarsi, probabilmente puntando su David come riferimento avanzato.

In questo contesto, sarà fondamentale il contributo di Kenan Yildiz, chiamato a prendersi responsabilità importanti e a incidere contro la difesa rossoblù. La partita si prospetta come un banco di prova di carattere e compattezza per il gruppo, che dovrà sopperire con il gioco collettivo alla carenza di fisicità e presenza in area di rigore.

1 Perin

3 Bremer

5 Locatelli

6 Kelly

7 Conceicao

8 Koopmeiners

10 Yildiz

11 Zhegrova

15 Kalulu

16 Di Gregorio

17 Adzic

18 Kostic

19 Thuram

20 Openda

21 Miretti

22 McKennie

24 Rugani

25 Joao Mario

27 Cambiaso

30 David

32 Cabal

40 Rouhi

42 Scaglia

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Milan Sassuolo: Allegri ha deciso! Confermerà la formazione di Torino? Ecco le possibili novità , i dettagli

Milan Sassuolo: Allegri preso una decisione! Il tecnico verso la conferma della formazione di Torino? Le ultimissime

La domenica di Serie A si apre con un lunch match di grande interesse: il Milan, attuale capolista, scende in campo alle 12:30 contro il Sassuolo. Sulla carta la sfida sembra alla portata dei rossoneri, ma la storia recente racconta di un avversario spesso ostico e capace di sorprendere. I neroverdi, ormai al sicuro in classifica, coltivano il sogno di inserirsi nella corsa verso la zona Conference League e arrivano alla sfida con entusiasmo e leggerezza.

Nonostante l’ottimo rendimento stagionale, il Milan di Massimiliano Allegri ha mostrato qualche fragilità proprio contro le cosiddette “piccole”. Restano impressi il ko interno con la Cremonese all’esordio e i pareggi contro Pisa e Parma, entrambi terminati 2-2. Anche i precedenti con il Sassuolo raccontano di grande equilibrio: nelle ultime otto sfide di campionato, tre vittorie per parte e due pareggi.

San Siro, inoltre, non è stato terreno sempre favorevole: nelle ultime cinque gare casalinghe contro il Sassuolo, il Milan ha vinto soltanto una volta (1-0 il 30 dicembre 2023 grazie a Pulisic), raccogliendo tre sconfitte e un pareggio. Solo tra il 2015 e il 2016 i rossoneri riuscirono a centrare due successi consecutivi contro i neroverdi davanti al proprio pubblico.

Privo di Rafael Leão, Allegri si affiderà a un assetto tattico più solido e pragmatico, mentre Fabio Grosso proporrà il consueto tridente offensivo, pronto a sfruttare ogni spazio con velocità e qualità. Una partita che promette equilibrio e tensione, con il Milan chiamato a confermare il primato e il Sassuolo deciso a ribadire la propria tradizione di avversario scomodo.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Nkunku. Allenatore: Allegri.

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Kone, Matic, Thorstvedt; Volpato, Pinamonti, Laurienté. Allenatore: Grosso.

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Djidji rivela: «Il Torino può uscire da questa situazione, Petrachi è l’uomo giusto. Tornare in granata? Magari, vediamo cosa pensa il Direttore. Io sarei disposto a dare tutto»

Djidji, difensore centrale, attualmente svincolato, ha parlato ai microfoni di Rai Radio Uno Sport riguardo la situazione del Torino, sua ex squadra

Intervistato ai microfoni di Rai Radio Uno Sport, Koffi Djidji, difensore franco-ivoriano classe 1992 con cinque stagioni e 112 presenze al Torino, ha analizzato il momento delicato vissuto dal club granata.

Oggi svincolato, il centrale ha commentato il ritorno di Gianluca Petrachi, il peso della maglia del Toro, le difficoltà strutturali del club e anche il suo addio, tra voci di mercato e incomprensioni dirigenziali.

IL TORINO E IL RITORNO DI PETRACHI«Seguo sempre il Torino. Ho visto che hanno ripreso Petrachi, direttore sportivo che conosco molto bene perché fu lui a permettermi di vestire la maglia granata. Gli faccio un grosso in bocca al lupo, non è facile rimettersi in gioco in questa situazione però questa mi sembra una squadra con idee di gioco. C’è un gruppo che può risolvere questa situazione: per il Toro e per i suoi tifosi non è giusta questa situazione».

PETRACHI UOMO GIUSTO PER LA SVOLTA«C’è tanto lavoro da fare. Lui è uno che sa lavorare, ha avuto il coraggio di tornare e ora avrà tante cose da fare».

IL CAMBIAMENTO NECESSARIO«Quando fai una scelta del genere vuol dire che le cose non stavano andando bene, che vuoi cambiare delle cose. Cairo e Petrachi si conoscono bene, hanno lavorato insieme per dieci anni. Nell’ultima stagione in cui c’eravamo entrambi ci siamo affacciati in Europa e quindi credo si possa fare qualcosa di buono».

IL PESO DELLA MAGLIA GRANATA«Perché la maglia è pesante, ma nel senso buono. I tifosi si aspettano sempre tanto e quando indossi quella maglia devi sempre dare il 100%. Devi sempre dare tutto, questo si aspettano i tifosi».

IL CONFRONTO CON ALTRE REALTÀ«Io credo che Petrachi voglia far tornare una cultura che appartiene al Torino. Io sono giocatore, faccio il mio sul campo ma tutto deve andare insieme. Sono convinto che il Toro possa tornare al successo».

UN POSSIBILE RITORNO IN CAMPO«Magari, vediamo cosa pensa il Direttore. Io sarei pronto a dare tutto, voglio tornare e mi manca il campo. Sto bene, mi sto allenando, ho fatto recentemente anche un’avventura in Kings League proprio per continuare a tenermi in forma al meglio. Vediamo, ma a prescindere da ciò auguro tutto il bene al Torino».

LE INCOMPRENSIONI E L’ADDIO«Io non ho mai avuto problemi col presidente Cairo, ma prima c’erano persone con cui sono successe delle cose che mi hanno penalizzato. Hanno fatto uscire tante cose inesatte su di me».

IL RAPPORTO CON VAGNATI«Sì, ho avuto un po’ di problemi con lui».

IL RINNOVO MAI ARRIVATO«Esatto. È emerso che mi hanno proposto il rinnovo, ma che io non l’ho accettato perché chiedevo altri soldi. Questa è una grande bugia perché sono andato a scadenza senza che nessuno mi proponesse nulla. Non c’è stata nessuna proposta e ci può stare, ma poi non si può addossare a me il mio addio a parametro zero».

MIilan-Sassuolo streaming gratis? Dove vedere diretta live

Tra le partite di oggi, una delle più interessanti è Milan-Sassuolo, lunch match della 15° giornata di Serie A. Di fronte due squadre in salute: i rossoneri sono primi in classifica insieme al Napoli, mentre gli emiliani – reduci dalla vittoria contro la Fiorentina – sono ottavi a soli tre punti dalla Juventus.

Grosso è riuscito ad assemblare una formazione molto ostica e Allegri dovrà riuscire a trovare la chiave per portare a casa i tre punti e continuare a far sognare i tifosi del Diavolo. Nelle prossime righe vediamo nel dettaglio dove vedere Milan-Sassuolo in streaming.

Milan-Sassuolo streaming: dove vederla in diretta live

Nel calendario della Serie A 2025-2026 fa capolino la sfida fra Milan e Sassuolo. Come per ogni gara del campionato di Serie A, anche questa sarà disponibile in esclusiva su DAZN (per abbonarti CLICCA QUI), la piattaforma che detiene i diritti di trasmissione della competizione. Il servizio mette a disposizione diverse formule di abbonamento, pensate per adattarsi alle necessità dei vari utenti. Ecco la tabella riepilogativa degli abbonamenti:

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Milan-Sassuolo: le probabili formazioni

La sfida contro il Sassuolo si avvicina e i due allenatori devono fare i conti con acciacchi, recuperi incompleti e decisioni tattiche da rifinire. Se da un lato il Milan perde Leao per precauzione, dall’altro Grosso monitora con attenzione le condizioni di Pinamonti dopo l’ultimo infortunio.

Gli esami effettuati su Leao non hanno evidenziato problemi gravi, ma lo staff preferisce non rischiarlo: resterà quindi fuori dalla gara. Allegri pensa a Pulisic al fianco di Nkunku, mentre Gimenez non è ancora pronto e su Fofana prevale la linea della prudenza. In mezzo al campo dovrebbe essere Loftus-Cheek a ottenere la maglia da titolare, superando la concorrenza di Ricci. Sugli esterni ci sarà Saelemaekers, mentre a sinistra Bartesaghi appare in vantaggio.

In casa neroverde, Grosso valuterà fino all’ultimo le condizioni di Pinamonti, uscito acciaccato dalla sfida con la Fiorentina. L’attaccante tenterà il recupero, altrimenti sarà Cheddira a guidare il reparto offensivo, con Volpato e Laurienté a supporto, quest’ultimo favorito su Fadera. Nonostante la diffida, sia Doig sia Thorstvedt dovrebbero partire dal primo minuto. A centrocampo la regia resterà affidata a Matic, mentre in difesa Idzes farà coppia con Muharemovic nel cuore della linea arretrata.

Le probabili formazioni di Milan-Sassuolo:

Milan (3-5-2) – Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Pulisic. Allenatore: Massimiliano Allegri.

Sassuolo (4-3-3) – Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Thorstvedt, Matic, Koné; Volpato, Pinamonti, Laurienté. Allenatore: Fabio Grosso

Calciomercato Napoli, per Mainoo serve pazienza: il Manchester United frena la cessione a gennaio. La rivelazione dell’esperto di mercato

Calciomercato Napoli, per Mainoo serve pazienza: il Manchester United frena la cessione a gennaio. La rivelazione dell’esperto di mercato

Il Napoli rischia di dover attendere per Kobbie Mainoo, centrocampista del Manchester United seguito da tempo dal direttore sportivo Giovanni Manna. Un affondo immediato, già a inizio gennaio, al momento non appare semplice. A fare chiarezza sulla situazione è l’esperto di mercato internazionale Fabrizio Romano, che ha spiegato come i Red Devils non siano orientati a privarsi dei propri giocatori nella prima fase del mercato invernale.

Alla base della frenata c’è soprattutto il contesto: il Manchester United dovrà fare i conti con diverse assenze legate all’imminente Coppa d’Africa e con una rosa considerata corta dal tecnico Rúben Amorim. Per questo motivo, il club inglese preferirebbe rinviare qualsiasi decisione sulle uscite più avanti, evitando di indebolirsi subito.

LA POSIZIONE DELLO UNITED«Con la Coppa d’Africa alle porte e una rosa non lunghissima, lo United non vuole cedere giocatori nella prima parte del mercato».

Lo stesso ragionamento, secondo Romano, vale anche per Joshua Zirkzee, attaccante seguito con insistenza dalla Roma, e proprio per Mainoo, che sotto la gestione di Amorim ha trovato finora pochissimo spazio. Il centrocampista inglese, classe 2005, spinge per avere maggiore continuità e non esclude una soluzione in prestito, ipotesi già valutata la scorsa estate prima dello stop imposto dal tecnico portoghese.

MAINOO APERTO AL PRESTITO«Il giocatore vorrebbe giocare di più ed è disponibile anche a una soluzione temporanea».

Secondo Fabrizio Romano, sono oltre dieci i club interessati a Mainoo, con il Napoli ormai da settimane in prima fila. Tuttavia, la decisione finale spetterà esclusivamente al Manchester United, che al momento non ha ancora dato il via libera a nessuna uscita.

In sintesi, l’interesse del Napoli resta forte e concreto, ma per sbloccare l’operazione servirà tempo: Coppa d’Africa, equilibri di rosa e valutazioni tecniche di Amorim rappresentano ostacoli reali a un trasferimento immediato del giovane centrocampista inglese.

Diamanti si racconta: «Fantasista in campo, conto di poterlo essere anche in panchina. Spalletti allenatore ideale? Lui è un genio. Mondiale possibile. Yildiz contro Orsolini? Penso che…»

Diamanti si racconta tra le colonne di Tuttosport. L’ex centrocampista del Bologna, ha parlato anche del match di questa sera contro la Juve dei rossoblù

Intervistato da Tuttosport, Alessandro Diamanti, ex trequartista della Nazionale e oggi allenatore impegnato nel proprio percorso di crescita professionale, ha offerto una lunga e articolata riflessione sul suo presente, sul futuro in panchina e su diversi temi legati al calcio italiano.

Dall’esperienza in Australia al corso UEFA Pro, passando per i modelli tecnici, il rapporto con Luciano Spalletti, il ricordo della Juventus e uno sguardo all’attualità della Serie A, anche attraverso il match di questa sera tra il Bologna, ex squadra del fantasista, e i bianconeri valido per la 15a giornata.

COME STA OGGI«Bene, anche se è un periodo che richiede un po’ di sacrifici: sto facendo avanti e indietro dall’Australia per seguire il corso Uefa Pro per diventare allenatore professionista».

IL FUTURO DA ALLENATORE«Ero fantasista in campo, conto di poterlo essere anche in panchina. Quando ho intrapreso questo percorso nessuno è rimasto sorpreso. I miei compagni si lamentavano scherzosamente perché davo continuamente indicazioni. “Alino, ma quand’è che la smetti di allenarci?!”. Dopo il ritiro ho preferito incominciare dalle Under 23. A posteriori rifarei questa scelta: questi tre anni sono stati fondamentali per la mia crescita. Ad oggi mi definisco un tecnico curioso, in evoluzione, che rivendica principi non negoziabili».

I PRINCIPI«I ragazzi devono dimostrarmi il giusto atteggiamento e una passione smisurata per questo sport. Gli aspetti tecnico-tattici vengono dopo».

I MODELLI E GUARDIOLA«Ho avuto la fortuna di crescere in una galassia ambiziosa come quella del City Group, quindi direi Guardiola. Hanno una filosofia ganza, belle idee, che però non possono prescindere dai valori con cui sono cresciuti i calciatori della mia generazione».

IL RAPPORTO CON SPALLETTI«Lo conosco bene, abbiamo chiacchierato spesso di calcio. C’è grandissima stima reciproca. Parliamoci chiaro: Lucio è un genio. Ha portato idee nuove in ogni sua esperienza».

SPALLETTI COME ALLENATORE IDEALE«Direi proprio di sì. Se mi avesse allenato lui probabilmente sarei andato a giocare in club più forti e ambiziosi».

IL RICORDO DELLA JUVE E L’AZZURRO«Ricordo bene quella serata con il Brescia: meritavamo la vittoria, ma contro grandi squadre come la Juve se non la chiudi subito poi sono dolori».

IL MERCATO BIANCONERO«Sì, ci fu qualche contatto dopo l’Europeo del 2012, quando ero al Bologna, ma alla fine non se ne fece nulla».

L’ITALIA DI GATTUSO«Penso stia facendo un grandissimo lavoro. Abbiamo tutte le carte in regola per andare ai Mondiali. Ho un figlio di 12 anni che non ha mai visto l’Italia giocarsi una Coppa del mondo: sarebbe un disastro saltarne un altro».

ORSOLINI VS YILDIZ«Yildiz è più tecnico e ha dalla sua l’età. Orsolini è più potente, ha un tiro micidiale ed è forse più attaccante. Sono diversi, ma potrebbero giocare benissimo insieme».

IL PRONOSTICO«Non ho mai fatto pronostici e non intendo iniziare ora».

Inter Juve, intreccio di mercato che prende forma: Frattesi Thuram lo scambio che può accendere l’asse Milano Torino nella sessione di gennaio! La rivelazione

Inter Juve, Frattesi Thuram può accendere l’asse Milano Torino nella sessione di gennaio! La rivelazione di un clamoroso scambio della Gazzetta dello Sport

Per ora sono manovre silenziose, lontane dai riflettori del mercato, ma la sensazione è che il tema sia destinato a tornare presto d’attualità. L’asse Milano-Torino potrebbe regalare uno degli incastri più interessanti delle prossime sessioni, con Juventus e Inter pronte a rivedere posizioni che fino a poco tempo fa sembravano intoccabili.

Quando la Juventus tornerà a bussare alla porta dell’Inter per Davide Frattesi, centrocampista romano classe 1999, la risposta nerazzurra potrebbe non essere più un no secco. Secondo quanto riportato da Gazzetta dello Sport, in viale della Liberazione oggi c’è maggiore apertura a una cessione definitiva, a patto però di individuare una soluzione tecnica credibile per il centrocampo di Cristian Chivu.

Le due operazioni, va chiarito, non sarebbero formalmente collegate. Anche perché le nuove regole sulle plusvalenze rendono sempre più rigidi i calcoli contabili: in questi casi conta solo la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita. Più che un’operazione finanziaria, però, il possibile doppio movimento risponderebbe a esigenze di campo molto precise.

Da una parte c’è una Juventus che cerca dinamismo e inserimenti. I bianconeri non sono del tutto convinti dai ritmi di Manuel Locatelli, regista ordinato ma poco esplosivo, né completamente soddisfatti dal rendimento di Khephren Thuram, mezzala potente ma ancora discontinua. In questo contesto, Frattesi rappresenterebbe energia pura, strappi, gol e intensità: caratteristiche che alla Juve mancano e che il classe ’99 garantisce con continuità.

Dall’altra parte c’è l’Inter di Chivu, attenta all’equilibrio e alla costruzione, ma alla ricerca di un mediano fisico, capace di rompere il gioco e dare presenza atletica. Un profilo diverso rispetto ai centrocampisti attualmente in rosa, più orientati alla qualità tecnica. In quest’ottica, Khephren Thuram, classe 2001, risponde perfettamente all’identikit.

Sempre secondo Gazzetta dello Sport, in casa Inter non è mai tramontato del tutto il sogno Manu Koné della Roma, ma le alternative principali restano due: Ederson dell’Atalanta e proprio Thuram. Portare via un giocatore da Bergamo, come dimostrato dal caso Lookman, è però notoriamente complicato.

Nel calcio italiano gli affari tra top club rivali restano difficili e carichi di diffidenza. Eppure, questo incastro potrebbe soddisfare tutti: la Juve rilancerebbe Frattesi, l’Inter completerebbe il centrocampo e il mercato manderebbe finalmente un segnale di maturità.

Mauro sulla Juventus: «La partita contro il Pafos ha evidenziato questo. Cessione? Non si può commercializzare. Mercato? Openda non lo avrei preso, avrei detto questo»

Mauro sulla Juventus. L”ex centrocampista bianconero ha parlato del momento della squadra tra le colonne della Gazzetta dello Sport

Lunga e articolata intervvista di Massimo Mauro sulle colonne della Gazzetta dello Sport, interamente dedicata alla Juventus.

L’ex centrocampista bianconero, che con la maglia della Juve ha collezionato 150 presenze vincendo uno Scudetto e una Coppa Intercontinentale, parte dal recente caso legato all’offerta di Tether, per poi allargare il discorso ai problemi strutturali della squadra, al mercato, all’identità del club e al lavoro di Luciano Spalletti.

JUVENTUS E OFFERTA TETHER«La Juventus non si può commercializzare, la risposta di Elkann avrebbero dovuto conoscerla già tutti».

DISTRAZIONI PER LA SQUADRA«No, questa storia non può mettere in crisi Spalletti o Yıldız».

SUL MOMENTO SPORTIVO«Non sarà certo la favorita, ma vedremo il campo. Il problema è questo, non le criptovalute».

LIMITI DELL’ORGANICO«Juventus-Pafos ha messo in evidenza i problemi di organico che ha la Juve. Per le assenze in difesa, ma anche per la difficoltà di trovare sostituti a Yildiz, Conceiçao, McKennie, Locatelli».

IL CASO DAVID«Meno male che David ha segnato, altrimenti avrebbe dovuto scappare da Torino: la sua partita era stata difficilissima».

CHAMPIONS E PROPRIETÀ«Questo Elkann lo sa e ha sempre messo i soldi quando c’è stato bisogno. Giuntoli e Comolli ne hanno avuti da spendere ed Elkann non ha mai detto “basta”».

MANCANO I FUORICLASSE«Sono cambiati tre allenatori e tutti hanno avuto difficoltà: vuol dire che il problema sono i giocatori. Mancano i quattro fuoriclasse da grande squadra».

CAMBIASO«Il primo gol al Pafos è venuto da una sua iniziativa personale: con lui sono arrabbiato, perché dovrebbe assumersi 50 volte a gara quella responsabilità con lo stadio che sta fischiando».

MERCATO INVERNALE«Io non saprei dove sbattere la testa, perché quelli buoni non li vendono. Openda a quelle cifre non l’avrei preso, ci avrei messo la faccia dicendo che non ci sono giocatori da Juve sul mercato».

IDENTITÀ E ITALIANI«Mancano calciatori italiani importantissimi, come la Juventus ha sempre avuto: senza, non si ricostruisce, perché la Juve ha sempre avuto i capi dello spogliatoio italiani, dei fuoriclasse. Questo si lega tanto alle parole di Elkann per far capire che la Juventus non è in vendita. La Juventus è qualcos’altro. La globalizzazione calcistica ha fatto perdere di vista ciò che serve di più, cioè l’identità: se hai sei italiani i problemi li risolvi prima. È difficile che un ragazzo brasiliano capisca come si risolvono i problemi a Torino o a Milano».

PUBBLICO – «Il pubblico è da comprendere, ha perso la pazienza. Però poi i giocatori hanno avuto le p…».

SPALLETTI«Ci vorrebbe l’Osimhen del Napoli, un trascinatore che faceva reparto da solo e che Luciano ha trasformato in leader vero. La Juve è piena di giocatori medio-alti, ma ha bisogno di chi fa la differenza. Io investirei in attacco, le cui condizioni sono incredibili: se Yildiz gioca male è una tragedia, se Kenan gioca bene c’è chance di fare qualcosa di pericoloso, ma Yildiz non è un goleador da 20 gol. A meno che diventi Del Piero o si metta in testa che deve giocare prima o seconda punta. Da esterno può diventare come Kvaratskhelia, al massimo. È il più bravo di tutti insieme a Conte e Gasperini, un’eccellenza, quindi non può essere un problema. Deve costruire la squadra del futuro sperando di arrivare tra le prime quattro. Però non ha la bacchetta magica».

PRESSIONI E RESPONSABILITÀ««Sta cercando di aiutarli ad assumersi la responsabilità delle giocate, che è difficile. Quando tutto va male e la gente fischia, diventa difficile: fai il passaggino, non ti assumi le responsabilità…».

Ligue 1, il Psg passa la notte in vetta dopo gli anticipi della sedicesima giornata. I risultati del sabato nel campionato francese con i successi di Rennes e Tolosa

Ligue 1, il Psg passa la notte in vetta dopo gli anticipi della sedicesima giornata. I risultati del sabato nel campionato francese nel dettaglio

Il PSG si prende la vetta momentanea della classifica dopo il sabato francese. In campo alle 19, la squadra di Luis Enrique sbanca, non senza difficoltà, il campo del Metz grazie al punteggio di 2-3.

Avanti poco dopo la mezz’ora con l’uno-due firmato Ramos e Ndjantou ai minuti 31’ e 39’, il Metz riapre i conti prima dell’intervallo con Deminguet, ma torna sotto di due reti in avvio di ripresa con il ritorno al gol di Désiré Doué dopo quasi due mesi. A quel punto risulta vano il gol dei padroni di casa che nel finale trovano con Tsitaishvili l’ultima rete del match.

Nella parte alta della classifica, importante 3-1 interno del Rennes che, in svantaggio dopo 13 minuti contro il Brest per la rete di Baldé, ribalta il punteggio in appena un minuto grazie ai gol di Lepaul e Tamari tra il 24’ e il 25’. Nel secondo tempo è poi Meité a siglare il 3-1 definitivo, permettendo ai rossoneri di mantenere il 5° posto a quota 27 punti.

Poco più in basso, troppo Tolosa per il Paris, che in casa cade 0-3 contro la squadra di Carles Martínez. Decisive la rete di Hidalgo al 29’ e la doppietta di Gboho, a segno al 37’ e al 69’.

In Ligue 1, i parigini adesso comandando la classifica con 36 punti, due in più del Lens, che come il Marsiglia, staccato a 29 punti, scenderà in campo oggi. Per il giallorossi, match casalingo contro il Nizza, mentre la squadra di De Zerbi ospiterà il Monaco.

Proprietà Juventus, trattativa complicata per Tether. Exor respinge ad unanimità l’offerta da 1.1 miliardi per il club. La Gazzetta dello Sport rivela un dettaglio decisivo!

Proprietà Juventus, trattativa complicata per Tether: Exor respinge l’offerta da 1,1 miliardi. La Gazzetta dello Sport rivela il vero valore dei bianconeri

La famiglia Agnelli conferma la propria linea storica e respinge ancora una volta ogni ipotesi di cessione della Juventus. Il Consiglio di Amministrazione di Exor ha bocciato all’unanimità l’offerta vincolante presentata da Tether, con una reazione che La Gazzetta dello Sport ha definito «forse ancora più piccata» rispetto a precedenti tentativi. Alla base del rifiuto non c’è soltanto una questione identitaria, ma soprattutto una valutazione economica ritenuta insufficiente.

LA VALUTAZIONE PROPOSTA DA TETHER«L’offerta aveva messo nero su bianco il prezzo, ma la valutazione è risultata nettamente inferiore alle stime reali dell’industria calcistica».

Nel dettaglio, la proposta di Tether prevedeva:

  • Prezzo per azione: 2,66 euro, con un premio superiore al 20% rispetto alle quotazioni di Borsa.
  • Equity Value (100%): 1,1 miliardi di euro.
  • Enterprise Value (EV): 1,4 miliardi di euro, comprensivi di circa 300 milioni di debiti finanziari.

Numeri che, pur apparendo interessanti se rapportati all’attuale capitalizzazione di Borsa (circa 915 milioni), risultano molto distanti dalle valutazioni di mercato della Juventus secondo i principali analisti del settore.

LE STIME REALI DEL MERCATO«La Juventus ha un valore potenziale ben superiore, anche tenendo conto delle recenti stagioni senza coppe europee».

I principali riferimenti del settore indicano infatti cifre ben diverse:

  • Football Benchmark: EV stimato a 1,65 miliardi, già penalizzato dall’assenza dalle competizioni UEFA.
  • Forbes: EV vicino a 1,9 miliardi.
  • Valutazione potenziale generale: considerando asset immobiliari e appeal commerciale globale, la Juventus «vale sulla carta tra 1,8 e 2 miliardi».

A rafforzare questa lettura ci sono anche i precedenti internazionali, come la vendita del Chelsea per 2,9 miliardi nel 2022 o la valutazione del Manchester United attorno ai 5 miliardi nel 2024, che mostrano una netta crescita dei valori dei top club.

L’ANALISI DI ANDREA SARTORI (FOOTBALL BENCHMARK)«L’offerta iniziale di Tether, oserei dire di natura tattica, è relativamente bassa ma ha avuto la funzione di catalizzare l’attenzione di tifosi e media».

Il CEO di Football Benchmark evidenzia come sulla Juventus pesi una forte componente emozionale, trattandosi di un vero e proprio trophy asset nelle mani della stessa famiglia da 102 anni.

LA SOGLIA PSICOLOGICA«A mio avviso, potrebbe esistere una soglia psicologica oltre i 2 miliardi sulla quale si potrebbe realisticamente avviare una discussione tra le parti».

Una cifra che spiega il rifiuto immediato di Exor: sotto quella soglia, la Juventus non è in vendita. La risposta a Tether, dunque, non è solo una questione di principio, ma il riflesso di una valutazione economica e strategica che la proprietà considera non negoziabile.

Bundesliga, i risultati del sabato: torna a vincere il Leverkusen! Il Wolfsburg ferma il Gladbach, bene anche Eintracht, St. Pauli e Hoffenheim. Il recap della 14a giornata

Bundesliga, i risultati del sabato: torna a vincere il Leverkusen, vincono anche Wolfsburg, Eintracht, St. Pauli e Hoffenheim. Il recap della 14a giornata

Senza Bayern Monaco, Borussia Dortmund e RB Lipsia, quest’ultima scesa in campo venerdì in casa dell’Union Berlino, dove è stata sconfitta 3-1, è il Bayer Leverkusen a prendersi la scena della 14ª giornata di Bundesliga.

Le Aspirine, dopo due sconfitte consecutive, tornano alla vittoria in campionato nel successo interno per 2-0 contro il Colonia, firmato da Terrier e Andrich, che nella ripresa, in appena sei minuti, sigillano l’incontro e riportano al 4° posto in classifica la squadra di Hjulmand.

Il Leverkusen aggancia così l’Hoffenheim, che alle 15.30 supera 4-1 l’Amburgo in casa. Padroni di casa dilaganti sin dalle prime battute: dopo 8 minuti Promel fa 1-0, poi Kabak raddoppia alla mezz’ora, mandando le squadre al riposo sul 2-0. Nella ripresa ancora Hoffenheim protagonista, prima con Lemperle al 65’, poi con Asllani al 72’ per il 4-0. All’82’ Philippe trova il gol della bandiera per l’Amburgo, prima di fallire al 91’ il calcio di rigore del possibile 4-2, calciando fuori.

Dall’Amburgo ad Amburgo, perché torna al successo il St. Pauli, che in casa supera 2-1 l’Heidenheim e conquista l’aggancio alla zona play-out, proprio ai danni dei rivali, con 11 punti in classifica. I padroni di casa passano in vantaggio con Kaars dopo 35 minuti, ma restano in dieci uomini a fine primo tempo per l’espulsione di Smith, che ferma una chiara occasione da rete. Nella ripresa, però, al 53’ arriva subito il raddoppio con la doppietta dell’attaccante olandese. Pieringer accorcia al 64’, ma nonostante il dominio territoriale e l’uomo in più, gli ospiti non riescono a trovare il pareggio.

Successo importante per il St. Pauli anche grazie all’Eintracht Francoforte, che ferma a 13 punti l’Augusta con il gol di Doan al 68’. Una vittoria che porta momentaneamente il Francoforte al 6° posto, in attesa dello Stoccarda, in una lotta avvincente tra zona Champions e zona Europa League.

Nel centro della classifica, vittoria pesante del Wolfsburg, che in casa del Borussia Mönchengladbach si impone 3-1. Match deciso interamente nel primo tempo, con Wimmer che porta avanti gli ospiti dopo 4 minuti e il VAR che convalida l’autorete di Koulierakis al 23’ per l’1-1 momentaneo dei padroni di casa. Il Wolfsburg, però, torna subito avanti: prima Amoura firma il 2-1 alla mezz’ora, poi al 34’ la doppietta di Wimmer chiude definitivamente l’incontro.

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Rinnovo Salemaekers, accordo vicino? Le novità parlano chiaro sul fronte rossonero: accordo possibile fino al 2030 per l’esterno belga. I dettagli

Rinnovo Salemaekers, accordo vicino? Secondo Nicolò Schira, l’esterno belga è pronto a prolungare con i rossoneri fino al 2030 con adeguamento

Arrivano importanti novità sul fronte rinnovi in casa Milan. Come rivelato in esclusiva dal giornalista esperto di mercato Nicolò Schira, Alexis Saelemaekers, esterno belga classe 1999, è ormai vicinissimo a prolungare il proprio contratto con il club rossonero. Un segnale chiaro di continuità tecnica e di fiducia reciproca tra il giocatore e la società.

Secondo quanto riportato, Saelemaekers firmerà un nuovo accordo a lungo termine fino a giugno 2030, mettendo così fine alle voci che lo avevano visto al centro di diversi rumors di mercato negli ultimi mesi. Il rinnovo prevede anche un importante adeguamento dell’ingaggio, che dovrebbe attestarsi sui 3,5 milioni di euro a stagione, a conferma dello status sempre più centrale del belga nel progetto rossonero.

Rinnovo Saelemaekers, la priorità è sempre stata il Milan

La mossa della dirigenza del Milan serve a blindare un giocatore considerato prezioso da Massimiliano Allegri, allenatore che ne apprezza duttilità, affidabilità tattica e spirito di sacrificio. Nonostante un’estate ricca di interessamenti, la volontà di Saelemaekers non è mai cambiata.

Come sottolinea Schira, l’esterno belga era stato contattato da diversi club, sia in Italia che all’estero: in Premier League si erano mosse Newcastle e Nottingham Forest, mentre in Serie A avevano manifestato interesse Roma e Juventus. Tuttavia, nessuna di queste piste ha mai realmente scalfito la convinzione del giocatore.

La priorità assoluta di Saelemaekers è sempre stata il Milan, club con cui si sente pienamente valorizzato e nel quale vede il proprio futuro. Una scelta che ha facilitato il lavoro della dirigenza rossonera e permesso di arrivare rapidamente alla definizione dell’accordo.

Il rinnovo fino al 2030 rappresenta dunque un tassello importante nella strategia del Milan, che continua a puntare sulla continuità, sulla stabilità contrattuale e su un gruppo di giocatori ritenuti funzionali al progetto tecnico di Allegri, guardando con ambizione alle prossime stagioni.

La Liga, i risultati del sabato in Spagna: Raphina trascina il Barça! Il ritorno al gol di Griezmann e Koke salva il Cholo. Ecco come è andata la prima parte della 16a giornata

La Liga, i risultati del sabato nella sedicesima giornata: Raphina trascina il Barça, Atletico salvato dal ritorno al gol di Griezmann e Koke

Nella 16ª giornata de La Liga faticano, e non poco, Atletico Madrid e Barcellona contro Valencia e Osasuna, in due dei quattro match che hanno animato il sabato spagnolo.

A Madrid i Colchoneros ringraziano due vere leggende del club, Koke e Antoine Griezmann, per archiviare la pratica Valencia. La squadra di Diego Simeone, avanti con lo storico capitano dopo 16 minuti, ritrova un gol che mancava dal 25 agosto 2024, ma si fa riprendere al 63’ dall’ex conoscenza della Serie A Lucas Beltran. L’Atletico Madrid torna però avanti al 74’ grazie alla rete del “Le Petit Diable”, anche lui al termine di un digiuno iniziato lo scorso 8 novembre, dopo la doppietta al Levante. Atletico che mantiene il 4° posto alle spalle del Villarreal, seppur con 2 partite in più, a 34 punti

Una sconfitta che non aiuta il morale del Valencia, incastrato in una lotta salvezza a tre con Girona e Osasuna, tutte a quota 15 punti dopo 16 partite disputate.

Osasuna in campo al Camp Nou alle 18.30, ospite di un Barcellona meno cinica del solito. La formazione blaugrana, con Yamal, Raphinha e Rashford a supporto di Ferran Torres, impiega ben 70 minuti per scardinare il muro difensivo della squadra di Lisci, che chiude il match con appena 3 tiri totali verso la porta difesa da Joan Garcia. A sbloccare il risultato è Raphinha, che firma l’1-0 al termine di un’azione corale avviata da Pedri. Lo stesso brasiliano chiude i conti all’86’ con il gol del 2-0 su tap-in da pochi passi. Blaugrana momentaneamente primi a 43 punti, a +7 sul Real, con una partita in più.

In campo nella giornata di sabato anche Mallorca–Elche, vinta 3-1 dai padroni di casa nel segno della “M”. Alla rete di Morlanes dopo appena 5 minuti, segue il pareggio con autorete di Moffeo per gli ospiti, che mantengono l’equilibrio fino all’82’, quando Mascarell firma il 2-1. Nel finale non poteva mancare la firma del “Pirata” Vedat Muriqi, che chiude i conti e regala tre punti d’oro ai suoi: Mallorca ora 14° in classifica con 17 punti.

Sempre a Madrid, ma sponda Getafe, infine, l’Espanyol continua a sognare in grande grazie al successo di misura firmato Cabrera, che vale l’1-0 e permette alla squadra allenata da Manolo Gonzalez di mantenere il 5° posto, a -6 dal e a +6 dal .

Moviola Torino Cremonese, opinioni contrastanti sul presunto tocco di mano di Simeone: per Marelli è calcio di rigore, più scettico Calvarese

Moviola Torino Cremonese, opinioni contrastanti sul possibile fallo di mano di Simeone non fischiato da Marinelli. L’opinione di Marelli e Calvarese

Pur con qualche patema nel finale, il Torino riesce a scacciare i pensieri più cupi legati alla zona retrocessione battendo di misura una Cremonese reduce da due vittorie consecutive.

Il successo, che mancava dal rocambolesco 3-2 contro il Genoa, porta la firma di Nikola Vlasic, al primo gol su azione del suo campionato. Una rete pesante, arrivata al termine di una gara nel complesso ben interpretata dalla squadra di Marco Baroni, capace di costruire le occasioni più nitide.

L’EPISODIO CHIAVE

Il match, però, rischia di cambiare volto nei minuti di recupero. Al 99’, la Cremonese si gioca il tutto per tutto su un calcio di punizione: sale anche Emil Audero, ma la battuta di Zerbin viene respinta. Sul pallone vagante, con la porta ospite sguarnita, arriva sorprendentemente Jamie Vardy, rincorso da Pedersen, che entra in netto ritardo e diventa l’ultimo ammonito della gara. L’attenzione, però, si sposta subito su un presunto tocco di mano di Giovanni Simeone nell’area granata. Il check del VAR è rapido e Marinelli, completata la review, fischia tre volte decretando la fine dell’incontro.

L’episodio accende immediatamente il dibattito, con pareri contrastanti tra addetti ai lavori.

EPISODIO IN AREA GRANATA«Secondo me, da un punto di vista del regolamento, aumenta il volume del corpo: non capisco come non possa essere stato sanzionato rispetto a quello che noi vediamo. Così non è stato scelto, lo rispettiamo serenamente».

Così Davide Nicola, tecnico della Cremonese, nel post partita, esprimendo perplessità sulla decisione arbitrale.

ANALISI MOVIOLA (MARELLI)«A mio parere si tratta di un calcio di rigore piuttosto evidente. È un pallone “aperto”, senza avversari davanti, che arriva direttamente da una punizione di Zerbin da circa 20 metri».

SPIEGAZIONE DEL MANCATO VAR«Potrebbe essere stato considerato tutto come un’autogiocata: tocco di spalla, punto valido per giocare il pallone, e poi carambola sul braccio. Ma questa spiegazione non regge: il pallone arriva da lontano, Simeone ha tempo di coordinarsi e il braccio è largo fin da subito. Aumenta il volume corporeo, quindi per me è punibile».

L’ex arbitro e moviolista Luca Marelli, intervenuto durante Vamos su DAZN, che ha anche spiegato il possibile motivo del mancato intervento VAR.

Di parere opposto invece Gianpaolo Calvarese, che sui propri canali social ha difeso la decisione arbitrale.

POSIZIONE CONTRARIA (CALVARESE)«L’immagine dalla telecamera posteriore è mendace: sembra che il pallone finisca sul braccio. Da quella frontale si vede che il primo impatto è con la spalla, poi il pallone cambia direzione e colpisce il braccio. Giusto non assegnare il calcio di rigore».

Premier League, i risultati del sabato inglese: il Chelsea allontana la crisi, il Liverpool c’è. Arsenal in fuga grazie a due autogol. Ecco come è andata la sedicesima giornata

Premier League, i risultati del sabato inglese della sedicesima giornata: il Chelsea allontana la crisi, il Liverpool c’è. Arsenal in fuga grazie a due autogol

Tre momenti diversi della stagione, ma anche tre vittorie importanti per ciascuna di loro. Liverpool, Chelsea e Arsenal superano al meglio la 16ª giornata di Premier League.

Tutte scese in campo nel sabato inglese, Chelsea e Liverpool hanno superato con un netto 2-0 Everton e Brighton, mentre all’Emirates Stadium l’Arsenal si è imposta “solo” 2-1, con due autoreti, contro il Wolverhampton, ultimo in classifica con soli 2 punti.

A Stamford Bridge, la squadra di Enzo Maresca allontana la paura di una possibile crisi e, dopo quattro partite senza i tre punti, torna a vincere grazie alle reti di Palmer e Malo Gusto. I Blues, avanti dopo 21 minuti, chiudono già nel primo tempo la pratica Everton, in un match equilibrato ma convincente, che permette al Chelsea di salire al 4° posto in classifica con 28 punti.

Stesso risultato, alla stessa ora, anche per il Liverpool di Arne Slot, in netta crescita dopo la crisi di risultati che aveva fatto scivolare la squadra tra settembre e fine novembre. Per i Reds si tratta del 5° risultato utile consecutivo, segnale evidente di una ritrovata solidità. La gara contro il Brighton si mette subito in discesa: dopo neanche un minuto arriva il gol di Ekitike, che sblocca il match. Il raddoppio, firmato ancora dall’attaccante francese, chiude di fatto la partita, con gli ospiti incapaci di reagire. Il Liverpool sale così al 6° posto con 26 punti, a -2 dalla zona Champions, in attesa del risultato del Crystal Palace.

In un match dominato per quasi 90 minuti, l’Arsenal rischia grosso in casa contro il Wolverhampton. La squadra di Arteta passa al 70’ grazie all’autorete di Johnstone, ma viene raggiunta al 90’ dal gol di Arokodare, che riapre clamorosamente la gara. In pieno recupero, però, una nuova autorete, questa volta di Mosquera, salva i Gunners, che al 94’ conquistano tre punti fondamentali per allungare a +5 sul Manchester City, portandosi a quota 36 punti.

In campo alle 18.30, e seppur senza nomi di cartello, Burnley Fulham regala spettacolo al Turf Moor. Avanti gli ospiti dopo 9 minuti con l’ex Arsenal Smith Rowe, il Burnley pareggia al 21’ con Ugochukwu, ma torna subito sotto con il gol di Bassey. Nella ripresa Wilson firma il 3-1 al 58’, mentre solo all’86’ Sonne accorcia le distanze per il definitivo 3-2. Il Fulham sale così a 20 punti, a +7 sulla zona retrocessione, mentre il Burnley, penultimo a quota 10, vede avvicinarsi lo spettro di una nuova retrocessione.

Le prime pagine sportive nazionali – 14 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Genoa, De Rossi ha diramato la lista dei convocati per la sfida contro l’Inter: c’è un rientro importante, ma anche due assenze. Le ultimissime

Genoa, De Rossi ha annunciato la lista dei convocati per la sfida contro l’Inter. Le ultimissime sul Grifone per la partita di domani. Le ultime

L’allenatore del Genoa, l’italiano Daniele De Rossi, ha diramato la lista dei 25 calciatori convocati in vista della sfida casalinga di domani alle ore 18:00 contro l’Inter. I rossoblù ritrovano il centrocampista danese Morten Frendrup, assente la scorsa settimana nella gara contro l’Udinese, un rientro fondamentale per la mediana.

Non saranno invece a disposizione il difensore norvegese Leo Østigård e l’esterno brasiliano Junior Messias.

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Di seguito la lista completa dei convocati:

Carboni, Colombo, Cornet, Ekhator, Ekuban, Ellertsson, Fini, Frendrup, Gronbaek, Leali, Lysionok, Malinovskyi, Marcandalli, Martin, Masini, Norton-Cuffy, Onana, Otoa, Sabelli, Sommariva, Stanciu, Thorsby, Vasquez, Venturino, Vitinha.

Atalanta Cagliari, Palladino: “Bene nel primo tempo, nella ripresa si poteva fare meglio. Sugli attaccanti dico questo…»

Atalanta Cagliari, Palladino ha parlato ai microfoni di Dazn analizzando nei dettagli la prestazione dei suoi in questo match di campionato

Al termine di Atalanta Cagliari Raffaele Palladino ha parlato ai microfoni di Dazn soffermandosi sulla prestazione dei suoi ragazzi.

ANALISI DELLA PARTITA – «Parto dal dire che è stata una vittoria importante contro una squadra in salute, loro hanno gamba. Abbiamo fatto bene il primo tempo, potevamo andare sul 2-0 e c’è rammarico, abbiamo lasciato la gara in bilico. Bella la loro combinazione sul gol, lo è stata anche la nostra reazione. Siamo calati a livello fisico date le tante gare giocate ultimamente! Ahanor? Gli ho detto di giocare centrale come aveva già fatto in allenamento, era l’unico che avevo, Scalvini veniva da un periodo di inattività. Sono entrati bene i ragazzi dei cambi, hanno dato voglia, energia e spirito».

SEGRETO ATTACCANTI – «Non lo posso dire se no lo fanno tutti (ride n.d.r.)! Li motivo tanto, cerco di metterli in condizione di avere più palle possibile, mi Piace coinvolgerli. Non è tanto i gol ma la fase di non possesso, se la fanno bene giochiamo meglio sotto diversi punti di vista». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU CAGLIARINEWS24.COM

Atalanta Cagliari, Pisacane nel post partita: «Abbiamo fatto un buon match. Ho solo un rimpianto questa sera»

Atalanta Cagliari, Pisacane nel post partita della sfida ha analizzato ai microfoni di Dazn la prestazione dei suoi ragazzi. Le dichiarazioni

Nel post partita di Atalanta Cagliari Fabio Pisacane ha parlato ai microfoni di Dazn. Queste alcune dichiarazioni del tecnico rossoblù.

ANALISI TATTICA – «Si, abbiamo fatto una buona partita, quando sfidi una squadra del genere che viene da una grande vittoria sfidi una compagine con tanta energia; erano in fiducia. Anche nel primo tempo abbiamo sofferto in transizione su Lookman, la marcatura era troppo allentata, potevano fare 4/5 gol. Cambiandola abbiamo sofferto meno tranne una volta su Zalewski. Stiamo crescendo e mettendo sempre un mattoncino in più, gli chiedo di divertirsi e metterci ferocia. Palestra ha tenuto bene Lookman, Zappa nel primo tempo faceva di tutto per tenerlo, ma spesso si trovava staccato da lui. Nel secondo questo è cambiato, nei duelli Palestra l’ha tenuto molto bene».

SVUOTARE ZONA CENTRALE DEL CAMPO E GOL – «La verità è che non abbiamo preparato la partita per questo, ci muoviamo per come ci vengono a prendere. Lo scambio tra Folo e Esposito permette di occupare bene gli spazi, ci siamo mossi in modo egreggio. Il gol è di pregevole fattura, per questo mi dispiace. Abbiamo concesso e preso due gol a difesa schierata, bisogna che ci sia una ferocia diversa in marcatura». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU CAGLIARINEWS24.COM

Maignan Milan, il rinnovo resta una possibilità: i punti chiave della trattativa e per arrivare alla fumata bianca

Maignan Milan, rinnovo al centro del progetto: la situazione a casa rossonera. Il portiere potrebbe presto rinnovare con il club. Le ultime

Il dossier Maignan Milan è diventato la priorità assoluta a Casa Milan. Il futuro di Mike Maignan rappresenta uno snodo cruciale per la strategia del club, che non vuole in alcun modo farsi trovare impreparato. A fare il punto sulla trattativa è stato il giornalista Andrea Ramazzotti su La Gazzetta dello Sport, sottolineando come la dirigenza rossonera consideri il portiere francese un pilastro imprescindibile del presente e del futuro.

In via Aldo Rossi e a Milanello il messaggio è chiaro: «Nessuno vuole che la prossima stagione la porta rossonera sia difesa da un altro numero uno». Proprio per questo, Maignan Milan è un tema che va oltre il semplice rinnovo contrattuale: si tratta di una scelta identitaria. Il club è pronto a fare tutto il possibile per arrivare a un accordo prima che la situazione possa complicarsi ulteriormente.

L’offerta del Milan e i punti chiave della trattativa

Attualmente non esiste una trattativa quotidiana, ma un vero e proprio “impegno a rivedersi” prima che una delle due parti possa prendere decisioni drastiche. Il Milan ha già messo sul tavolo una proposta importante: un contratto pluriennale con una base da 5 milioni di euro a stagione più bonus. Sarebbe un netto adeguamento rispetto agli attuali 2,8 milioni percepiti dal portiere.

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Il direttore sportivo Igli Tare ha confermato pubblicamente la volontà del club: «Mike è un ragazzo fantastico e cercheremo di trovare una strada insieme». Parole che rafforzano la centralità del progetto Maignan Milan, ma che non sciolgono del tutto i dubbi.

Il nodo economico e i fattori extra campo

Il vero ostacolo resta l’aspetto economico. Come sottolinea Ramazzotti, la domanda è inevitabile: «Basteranno?». Se Maignan fosse libero sul mercato, troverebbe probabilmente club pronti a offrirgli cifre superiori, anche grazie a ricchi bonus alla firma.

Il Milan spera però di giocarsi carte diverse. Il portiere «a Milano sta bene», si sente leader e protagonista. Inoltre, i risultati sportivi potrebbero fare la differenza: la qualificazione alla prossima Champions League e l’eventuale conquista dello scudetto della seconda stella potrebbero pesare nella scelta finale.

Nel frattempo, la dirigenza non resta ferma. Parallelamente al dossier Maignan Milan, il club sta monitorando anche altri profili, pronto a tutelarsi qualora arrivasse un “no definitivo”. La volontà resta una sola: blindare Mike Maignan e continuare a costruire il Milan partendo da lui.

Inter Women, Andres dopo la vittoria nel derby: «Siamo molto contente. Siamo state capaci di fare una cosa»

Inter Women, Ivana Andres nel post partita della sfida vinta contro il Milan ha analizzato nei dettagli la prestazione delle ragazze nerazzurre

Ivana Andres ha parlato a Inter TV dopo la vittoria schiacciante dell’Inter Women nel derby.

VITTORIA – «La verità è che siamo molto contente. È stata una partita che abbiamo preparato e costruito fin dal primo minuto. È vero che siamo partite andando sotto di un gol, ma credo che le grandi squadre si vedano proprio in partite come questa: siamo state capaci di ribaltare la situazione e alla fine siamo davvero felici».

PRESTAZIONE – «Avevamo tanta voglia di giocare una gara così, penso che ce la meritassimo. Siamo molto soddisfatte del lavoro di tutta la squadra». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU INTERNEWS24.COM

Pagelle Atalanta Cagliari, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A valida per la 15a giornata

Pagelle Atalanta Cagliari, ecco i TOP e FLOP della sfida di Bergamo, valida per la 15a giornata del campionato di Serie A, in campo alle 20:45

L’Atalanta ritorna al successo trascinata da un grande Gianluca Scamacca. La doppietta dell’attaccante romano permette alla Dea di superare il Cagliari 2-1. Ai sardi non basta la rete di Gaetano.

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi 6.5; Kossounou 6.5 (79′ Pasalic s.v.), Djimsiti 6.5 (55′ Ahanor 6.5), Kolasinac 6.5; Zappacosta 7 (79′ Samardzic s.v.), De Roon 6.5, Ederson 6.5 (66′ Musah 6), Bernasconi 6 (66′ Zalewski 6); De Ketelaere 6, Lookman 6.5; Scamacca 8.

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Cagliari (3-5-2): Caprile 6.5; Zappa 6 (58′ Prati 6), Luperto 6 (87′ Pavoletti s.v.), Rodriguez 5.5; Palestra 6, Adopo 6 (87′ Luvumbo s.v.), Deiola 6, Folorunsho 5.5, Obert 5; Esposito Se. 5, Borrelli 5 (58′ Gaetano 7).

Atalanta Cagliari 2-1: Scamacca regala i tre punti alla Dea

Atalanta Cagliari: segui sintesi, tabellino, cronaca e live del match della New Balance Arena di Bergamo, valido per la 15a giornata di Serie A

Alle 20.45 alla New Balance Arena di Bergamo scende in campo Atalanta Cagliari, match valido per la 15ª giornata di Serie A 2025/2026.

Una sfida importante per entrambe le squadre, con la formazione di Raffaele Palladino, reduce dal successo di Champions League contro il Chelsea in rimonta, pronta a lasciarsi alle spalle la sconfitta esterna sul campo del Verona dello scorso turno. Dall’altra parte il Cagliari di Fabio Pisacane, che con un vantaggio di +4 sulla zona retrocessione è chiamato a rispondere ai risultati di Lecce, Torino e Parma, scese in campo nei tre match precedenti, in una lotta salvezza che si preannuncia già avvincente. Segui la LIVE del match su Cagliarinews24.com.


SEGUI LIVE ATALANTA CAGLIARI SU CAGLIARINEWS24

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossounou, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Lookman; Scamacca. All. Palladino

Cagliari (3-5-2): Caprile; Zappa, Luperto, Rodriguez; Palestra, Adopo, Deiola, Folorunsho, Obert; Esposito, Borrelli. All. Pisacane


Cristiano Ronaldo debutta al cinema? L’annuncio fa impazzire i fan. Cosa sta succedendo

Cristiano Ronaldo pronto a conquistare Hollywood: debutto in Fast & Furious. Il portoghese è pronto a debuttare al fianco di Vin Diesel

Quando due icone globali si incontrano, l’impatto non può che essere clamoroso. Il mondo del calcio e quello del cinema stanno per fondersi definitivamente grazie a Cristiano Ronaldo, pronto a fare il suo debutto ufficiale a Hollywood entrando nell’universo di Fast & Furious, una delle saghe cinematografiche più amate e redditizie di sempre.

Le voci su un possibile coinvolgimento di Cristiano Ronaldo circolavano già da tempo tra fan e addetti ai lavori, ma ora è arrivata la conferma più autorevole possibile. A rompere il silenzio è stato Vin Diesel, protagonista e produttore del franchise, che ha pubblicato sul suo profilo Instagram una foto che lo ritrae sorridente accanto al campione portoghese. Uno scatto diventato virale in pochi minuti, accompagnato da una didascalia che ha acceso l’entusiasmo dei fan in tutto il mondo.

«Abbiamo scritto un ruolo per lui»: l’annuncio di Vin Diesel

«Tutti mi chiedevano se sarebbe entrato a far parte della mitologia di Fast. Posso dire che fa sul serio, abbiamo scritto un ruolo per lui…». Con queste parole, Vin Diesel ha ufficializzato l’ingresso di Cristiano Ronaldo nella saga. Non si tratterà dunque di una semplice comparsata, ma di un personaggio pensato su misura per uno degli sportivi più iconici di sempre.

Il legame tra Cristiano Ronaldo e Fast & Furious appare quasi naturale. Il fuoriclasse portoghese è da sempre appassionato di motori e velocità: il suo garage personale ospita autentici gioielli come Bugatti, Ferrari, McLaren e Lamborghini. Lusso, potenza e cura maniacale dei dettagli sono elementi che fanno parte del suo stile di vita, oltre che del suo brand globale.

Debutto nel 2026: attesa alle stelle

Per Cristiano Ronaldo si tratta dell’esordio assoluto sul grande schermo hollywoodiano. Il film in questione sarà l’undicesimo capitolo della saga, considerato da molti come l’atto finale o la seconda parte del gran finale avviato con Fast X. L’uscita nelle sale è prevista per il 2026, una data già cerchiata in rosso dai fan.

L’ingresso di Cristiano Ronaldo nel cast proietta il film in una nuova dimensione mediatica, unendo il pubblico del cinema a quello dello sport in un mix esplosivo. Dopo aver dominato i campi da calcio di tutto il mondo, CR7 è pronto a lasciare il segno anche sul set. Resta solo da scoprire se lo vedremo al volante di un bolide o protagonista di spettacolari scene d’azione. In ogni caso, lo spettacolo è assicurato.

Infortunio Djimsiti, brutte notizie per Palladino: il difensore dell’Atalanta è uscito per un problema fisico. Le sue condizioni

Infortunio Djimsiti: tegola per Palladino e per l’Atalanta. Il difensore ha lasciato la sfida contro i sardi anzitempo. Ecco le sue condizioni

Brutte notizie in casa Atalanta, dove l’attenzione è tutta concentrata sull’infortunio di Djimsiti, un imprevisto che rischia di complicare i piani di Raffaele Palladino in una fase delicata della stagione. Il difensore nerazzurro è stato costretto ad abbandonare il campo nel corso della sfida contro il Cagliari, lasciando spazio a grande preoccupazione sia nello staff tecnico sia tra i tifosi.

L’episodio si è verificato all’inizio del secondo tempo di Atalanta-Cagliari, quando Djimsiti ha accusato un problema muscolare improvviso. Dopo pochi minuti di gioco, il centrale difensivo ha richiamato l’attenzione della panchina, segnalando un fastidio evidente al flessore della coscia destra. Palladino non ha voluto correre rischi e ha deciso di effettuare immediatamente il cambio, inserendo Ahanor al suo posto.

Secondo le prime indiscrezioni, l’infortunio di Djimsiti riguarda proprio il flessore destro, una zona particolarmente delicata per un calciatore che basa il proprio gioco su intensità, forza fisica e continui cambi di direzione. Nelle prossime ore il giocatore si sottoporrà agli esami strumentali di rito, che serviranno a chiarire l’entità reale del problema e a stabilire con maggiore precisione i tempi di recupero.

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Al momento, lo scenario più temuto non può essere escluso. Qualora gli accertamenti dovessero evidenziare una lesione muscolare di medio-alto grado, Djimsiti rischierebbe uno stop prolungato. In ambienti vicini al club si parla addirittura della possibilità di rivederlo in campo solo nel 2026, ipotesi che rappresenterebbe una vera e propria mazzata per la retroguardia atalantina.

L’infortunio di Djimsiti costringe Palladino a rivedere le rotazioni difensive, soprattutto in vista dei numerosi impegni ravvicinati tra campionato e coppe. Il difensore albanese è infatti uno degli elementi più affidabili della rosa, grazie alla sua esperienza e alla capacità di guidare il reparto arretrato.

In attesa dei responsi ufficiali, l’Atalanta incrocia le dita e spera che l’infortunio di Djimsiti si riveli meno grave del previsto. Le prossime ore saranno decisive per comprendere l’impatto reale di questo stop e per pianificare al meglio il futuro immediato della squadra.

Mondiale 2026, Tapia sotto inchiesta per presunto riciclaggio di denaro: possibile esclusione per l’Argentina? Ecco le mosse della FIFA

Mondiale 2026, inchiesta per presunto riciclaggio di denaro: vertici federali dell’AFA coinvolti. Possibile esclusione dell’Argentina? La situazione

Un’inchiesta per presunto riciclaggio di denaro sta scuotendo il calcio argentino e rischia di aprire uno scenario delicato anche sul piano internazionale. Nei giorni scorsi il quartier generale della Federazione argentina (AFA) e numerosi club sono stati perquisiti nell’ambito di un’indagine su sospette operazioni finanziarie. Un caso che, almeno sul piano teorico, potrebbe persino mettere a rischio la partecipazione dell’Argentina, campione del mondo in carica, al Mondiale 2026, anche se al momento si tratta di un’ipotesi considerata poco probabile.

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Nacion, l’inchiesta coinvolgerebbe figure di primo piano della dirigenza federale, tra cui il presidente Claudio “Chiqui” Tapia, il suo stretto collaboratore Pablo Toviggino e il tesoriere aggiunto Luciano Nakis. I tre sarebbero sospettati di aver accumulato un patrimonio rilevante, tra immobili di lusso, auto d’epoca e persino un elicottero, beni che risulterebbero però intestati a prestanome.

Le perquisizioni non si sono limitate alla sola AFA e ai club affiliati, ma hanno riguardato anche la società finanziaria Sur Finanzas, sponsor di diverse squadre e della nazionale argentina. L’azienda sarebbe al centro di accertamenti per una presunta evasione fiscale che, secondo le prime stime, potrebbe aggirarsi intorno ai 500 milioni di euro. Un elemento che ha contribuito ad amplificare la portata dell’indagine e l’attenzione mediatica attorno al caso.

La vicenda è ora sotto osservazione anche da parte della FIFA, che in casi estremi potrebbe valutare provvedimenti severi qualora venissero accertate irregolarità gravi, come un’ingerenza politica o un coinvolgimento diretto della dirigenza federale nelle operazioni contestate. Tuttavia, tutto resta subordinato all’esito delle indagini giudiziarie.

IL RUOLO DELLA GIUSTIZIA«La decisione spetta alla giustizia», sottolinea La Nacion, ricordando come l’evoluzione dell’inchiesta sarà decisiva per stabilire se Tapia e i suoi collaboratori potranno mantenere i rispettivi incarichi.

In attesa di sviluppi, il calcio argentino vive giorni di forte tensione istituzionale. L’Albiceleste continua a guardare al campo e al futuro, ma il destino della sua dirigenza – e le possibili conseguenze internazionali – dipenderanno esclusivamente dalle conclusioni dell’indagine in corso.

Juventus, le parole del Ministro Abodi sul caso Tether Exor: ecco le sue dichiarazioni

Vendita Juventus, anche Abodi, il Ministro dello Sport, si è espresso così a proposito di quanto successo tra Exor e Tether. Le sue parole

Le indiscrezioni sul futuro societario della Juventus sono tornate al centro del dibattito, tra finanza e calcio, dopo l’emersione di un tentativo concreto di acquisizione da parte di Tether, colosso globale delle criptovalute.

Un’operazione che avrebbe potuto scuotere profondamente l’assetto del club bianconero, ma che si è scontrata con il muro della proprietà storica. A fare chiarezza e a spegnere sul nascere ogni possibile allarmismo è intervenuto Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, che dal palco di Atreju ha commentato la vicenda con toni pacati e istituzionali, confermando la linea già tracciata da John Elkann.

NESSUNA PREOCCUPAZIONE SUL FUTURO DELLA JUVE«Non sono preoccupato perché Elkann ha detto che non è in vendita».

Abodi ha così richiamato direttamente le parole dell’azionista di riferimento di Exor, ribadendo come non esistano segnali di un disimpegno della holding dalla Juventus. Una presa di posizione netta, che rafforza la sensazione di continuità e stabilità societaria, nonostante le sirene provenienti dal mondo della finanza digitale.

L’OFFERTA DI TETHER E LA RISPOSTA DI EXOR«Da una parte c’è un’offerta, domandare è lecito e rispondere è cortesia».

Con questa battuta, il Ministro ha voluto normalizzare la dinamica, sottolineando come nel mercato sia legittimo presentare proposte, ma altrettanto legittimo rifiutarle. Ed è proprio quanto accaduto: secondo le ricostruzioni, Tether avrebbe avanzato un’offerta formale per rilevare la quota di maggioranza della Juventus, proposta che è stata esaminata e respinta all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione di Exor.

La posizione della holding è rimasta coerente con quanto espresso più volte negli ultimi anni: la Juventus non è sul mercato. Il legame ultracentenario tra la famiglia Agnelli-Elkann e la Vecchia Signora prosegue, con l’obiettivo dichiarato di consolidare i conti, rafforzare il progetto sportivo e riportare il club ai vertici, respingendo anche offerte economicamente rilevanti come quella proveniente da Tether.

Buffon ad Atreju: «Il nostro obiettivo è tornare al Mondiale. Crisi? Ne abbiamo vissuti parecchi. Il talento non lo crei in poco tempo, serve questo»

Buffon, capo delegazione dell’Italia, ha parlato ad Atreju tra sogni azzurri, memoria del Mondiale e una riflessione profonda sul futuro del talento

Ospite sul palco di Atreju, manifestazione politica promossa da Fratelli d’Italia, Gianluigi Buffon, attuale capo delegazione della Nazionale guidata da Gennaro Gattuso, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul momento dell’Italia e sulle prospettive future del calcio azzurro.

Un intervento che ha toccato corde emotive profonde, alternando il valore simbolico del Mondiale a un’analisi lucida e strutturata sul tema della formazione dei talenti.

L’OBIETTIVO MONDIALE«Il nostro obiettivo è tornare al Mondiale. La vera fortuna che ho avuto non è stato giocarlo da protagonista, ma viverlo da tifoso da ragazzo. Erano emozioni incredibili che da calciatore non ti godi. Andare al Mondiale sarebbe una magia per tutto il Paese e l’Italia diventerebbe un grandissimo oratorio dove condivideremmo tutto. Con grande solidarietà. Il Mondiale di calcio ha questo potere».

CRISI, IDEE E VISIONE«Momenti di crisi ne abbiamo vissuti parecchi con la Nazionale. Ci sono stati cocenti delusioni anche anni addietro. La cosa più importante è avere idee e una visione che ci permetta di sapere che percorso fare. Quando c’è una carenza di talento penso che non bisogna pensare all’immediato».

IL CALCIO DI BASE COME CHIAVE«Il talento è un qualcosa che non crei in un anno o due: serve una visione che guardi 20 anni avanti. Se fra 10 o 15 anni vogliamo tornare ad avere un certo tipo di talento bisogna mettere mano sulla zona più delicata, ovvero quella del calcio di base, dai sei ai 13 anni. Quelli sono gli anni nei quali si sprigiona il talento. Va poi intercettato e forgiato».

DNA CALCISTICO E RESPONSABILITÀ«Il problema di oggi è che il talento si intercetta meno, anche perché ci sono altri sport che catturano l’attenzione dei giovani. Chi lavora nel calcio deve essere ancora più bravo nel far sì che questi ragazzi possano sprigionare la loro vera indole. Italia, Brasile, Argentina, Uruguay o Croazia hanno un DNA calcistico: ci saranno sempre talenti. L’importante è saperli vedere, valorizzare e non soffocare».

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Paura Ian Rush, l’ex centravanti gallese ricoverato d’urgenza in terapia intensiva: condizioni in miglioramento, ore di apprensione per la leggenda ex Juve e Liverpool

Ian Rush è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva: quali sono le condizioni dell’ex Juventus. Come sta ora il gallese

Ore di grande preoccupazione hanno scosso il mondo del calcio internazionale per Ian Rush, storico attaccante gallese classe 1961, icona del Liverpool e protagonista anche con la Juventus nella stagione 1987/88. L’ex bomber è stato ricoverato d’urgenza in ospedale dopo un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute, notizia che ha rapidamente fatto il giro dei media britannici.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, Rush è stato colpito da una forma influenzale particolarmente aggressiva, ribattezzata dai media inglesi “superflu”. L’ex calciatore ha accusato serie difficoltà respiratorie ed è stato trasferito in terapia intensiva, dove è rimasto sotto osservazione per circa 48 ore. Le complicazioni polmonari legate al virus hanno reso necessario un intervento medico immediato, in un periodo in cui il Regno Unito sta registrando un numero anomalo di ricoveri per questa sindrome.

Miglioramenti e possibili dimissioni

Dopo il grande spavento iniziale, arrivano però notizie incoraggianti. Le condizioni di Ian Rush sono in netto miglioramento e la risposta alle cure è stata positiva. Se non dovessero emergere nuove complicazioni, i medici valutano le dimissioni nei prossimi giorni, con l’obiettivo di permettergli di trascorrere le festività natalizie a casa, insieme alla famiglia.

L’affetto del mondo del calcio

La notizia ha suscitato una forte ondata di affetto sui social: da Liverpool a Torino, tifosi e appassionati hanno inviato messaggi di sostegno. Anche in Italia, nonostante la breve parentesi bianconera, Rush resta una figura molto amata. Ora la sua partita più importante sembra avviarsi verso il finale migliore.

Sarri dopo Parma Lazio: «Prossima partita? Siamo abituati, se siamo 11… bene. Ecco cosa ci può dare questa vittoria, questa partita mi ricorda…»

Sarri dopo Parma Lazio: il tecnico dei biancocelesti ha parlato così del match vinto al Tardini nella 15a giornata di Serie A

Dopo l’intervento di Carlos Cuesta, è stato il turno di Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, che ai microfoni di DAZN ha commentato il successo ottenuto al Tardini contro il Parma. Una vittoria di grande peso specifico, arrivata in una gara estremamente complessa, con i biancocelesti capaci di resistere e colpire nonostante la doppia inferiorità numerica.

A decidere il match è stato il gol di Noslin, attaccante olandese classe 1999, all’82’. Nella sua analisi, Sarri ha messo l’accento soprattutto sulla crescita mentale della squadra e sulla capacità di affrontare anche le situazioni più estreme.

CRESCITA E MOMENTO DELLA SQUADRA«Snodo fondamentale per la stagione? Ci può dare entusiasmo, però credo che i ragazzi abbiano trovato la convinzione già da fine settembre. Sono tre mesi che la squadra sta facendo bene. Abbiamo vinto in doppia inferiorità numerica, ma se guardiamo la partita nel complesso, la vittoria ci sta tutta. La squadra è in crescita per come si esprime in campo ma anche a livello di mentalità».

RICORDI E PARALLELI«Io che con questo gruppo mi divertivo e che ero contento l’ho detto in tempi non sospetti. Vincere 9 contro 11? Sì, mi sembra un Entella-Figline, si vinse in 8 contro 10».

GESTIONE DELL’INFERIORITÀ NUMERICA«Già contro il Bologna, in inferiorità numerica, non avevamo perso ordine. Anche oggi stessa cosa, anche se poi la doppia inferiorità è senz’altro più complessa da gestire. Dalla panchina sono entrati ragazzi adatti a questo tipo di situazioni. Provstgaard, ad esempio, ci ha dato una grossa mano».

IRONIA SUL FUTURO«Prossima partita? Siamo purtroppo abituati a questo tipo di situazioni. Se siamo 11 bene, altrimenti partiamo direttamente in 10 (ride ndr)».

ESPULSIONE DI ZACCAGNI«Mi sembra non lo prenda neanche, lo vede con la caviglia e non con la pianta del piede. Mi sembra un po’ troppo, forse il gesto non rivisto può dare l’impressione. Ma il rosso mi sembra troppo».

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