Pagina 587 – Calcio News 24

Lazio, Sarri e il club a confronto: dal mercato alle strategie, la rotta per il rilancio. Tutti gli aggiornamenti in casa biancoceleste

Lazio, pronto il summit Sarri società: obiettivi condivisi e strategie per rilanciare la stagione. Tutti i dettagli

La Lazio si avvicina a un passaggio decisivo. Nelle prossime ore – forse già oggi – Maurizio Sarri incontrerà la dirigenza per fare chiarezza su alcuni punti rimasti in sospeso e tracciare la rotta per i prossimi mesi. Il clima resta disteso e il legame tra allenatore e società è solido, anche se le recenti dichiarazioni del tecnico hanno destato qualche perplessità a Formello. In ogni caso, la volontà di proseguire insieme non è mai stata messa in discussione.

Il vertice servirà anche a definire le strategie per il mercato di gennaio, da sempre terreno delicato in casa biancoceleste. Le regole sono già fissate: Sarri avrà l’ultima parola sulle cessioni, indicando i giocatori che non rientrano nei suoi piani, mentre per gli acquisti spetterà a lui segnalare i reparti da rinforzare. Toccherà poi alla società individuare i profili più adatti, compatibilmente con le risorse economiche disponibili.

Un equilibrio chiaro, pensato per garantire coerenza tecnica e condivisione delle scelte. L’obiettivo è riallinearsi e ripartire compatti, ritrovando continuità e convinzione. Il confronto si svolgerà in un clima di rispetto e collaborazione, con la volontà comune di mettere tutto sul tavolo ed evitare nuovi equivoci.

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Union Saint Gilloise Inter, dove vedere la sfida di Champions League in tv e in streaming: tutti i dettagli

Union Saint Gilloise Inter: ecco dove vedere in diretta la partita di Champions League in programma questa sera

La sfida Union Saint Gilloise–Inter, valida per la terza giornata della fase a gironi della Champions League 2025/26, andrà in scena oggi, martedì 21 ottobre alle ore 21:00 in Belgio. La squadra guidata da Cristian Chivu sarà protagonista in diretta esclusiva su Sky e NOW, con possibilità di seguire l’incontro anche in streaming su Sky Go e NOW TV.

Per i tifosi nerazzurri, Inter TV proporrà una copertura speciale: dalle 19:30 il programma Livematch pre Union SG–Inter offrirà collegamenti e approfondimenti, trasmessi anche sul canale YouTube ufficiale del Club fino alle 20:15. Dopo il triplice fischio, spazio ad analisi, interviste e commenti per rivivere i momenti salienti della serata europea.

Dopo le due vittorie iniziali, l’Inter punta a consolidare il proprio cammino europeo contro un’avversaria insidiosa come l’Union Saint Gilloise, già capace di sorprendere al debutto stagionale nella competizione.

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Mercato Milan, il ds rossonero Igli Tare guarda con attenzione al Brasile: è pronto il colpo decisivo? Le ultimissime notizie

Mercato Milan, il direttore sportivo rossonero Igli Tare osserva attentamente il Brasile: in arrivo il colpo decisivo?

Il Milan guarda con grande attenzione al mercato brasiliano e ha messo nel mirino un talento che in patria è già considerato un predestinato: Rayan Vitor Simplício Rocha, meglio noto come Rayan. Classe 2006, attaccante del Vasco da Gama, è visto come un diamante grezzo destinato a brillare anche in Europa.

L’interesse dei rossoneri non è nuovo: già la scorsa estate il suo nome era stato valutato come possibile sostituto di Samuel Chukwueze, poi ceduto in prestito con diritto di riscatto al Fulham. Nonostante l’arrivo di Christopher Nkunku dal Chelsea abbia chiuso momentaneamente il mercato offensivo, Rayan resta un obiettivo concreto per le prossime sessioni, con gennaio o – più realisticamente – la fine della stagione come possibili scenari.

Ciò che affascina la dirigenza milanista è la duttibilità del giocatore. Esterno destro alto 185 cm, Rayan abbina potenza ed esplosività a tecnica sopraffina: rapidità, dribbling e capacità di muoversi negli spazi stretti sono le sue armi migliori. Un profilo che incarna la tradizione della scuola brasiliana, ma con caratteristiche moderne che gli permettono di ricoprire più ruoli nel reparto offensivo.

Nonostante la giovane età, i numeri parlano per lui. L’11 giugno 2023, al debutto in Brasileirão contro l’Internacional, ha segnato diventando – a soli 16 anni, 10 mesi e 8 giorni – il più giovane marcatore della storia del Vasco nella competizione. Da allora ha collezionato 15 reti e 4 assist, mentre nel solo 2025 ha già messo insieme 46 presenze e 16 gol. Cresciuto nel mito di Edmundo, Rayan sembra avere la stessa fame e personalità del suo idolo.

Dopo aver conquistato i tornei sudamericani con le selezioni Under 17 e Under 20, ora si parla addirittura di una chiamata in Nazionale maggiore. Secondo indiscrezioni, Carlo Ancelotti starebbe pensando di inserirlo nel Brasile dei grandi. Un’investitura che, se confermata, non farebbe altro che accrescere l’interesse del Milan per questo gioiello verdeoro. Lo riporta calciomercato.com.

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Conferenza stampa Xabi Alonso: «Juve? È un classico d’Europa, vogliamo la terza vittoria in Champions. Noi non dobbiamo dimenticare la storia della Juventus. Yildiz? Ha avuto una crescita incredibile»

Conferenza stampa Xabi Alonso alla vigilia di Real Madrid-Juve: le parole prima del terzo match di Champions League 2025/26

La Juventus arriva da sei gare senza vittorie: cinque pareggi e una sconfitta, l’ultima – pesantissima – contro il Como. Ora i bianconeri sono chiamati a reagire, e lo scenario non potrebbe essere più prestigioso: la Champions League. Domani la squadra di Allegri farà visita al Real Madrid al Bernabeu, con l’obiettivo di conquistare il primo successo europeo della stagione dopo i due pari contro Borussia Dortmund e Villarreal.

Alla vigilia della sfida, martedì 21 ottobre, Xabi Alonso si è presentato oggi in conferenza stampa alle 13.15 per introdurre il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito in diretta le sue dichiarazioni.

JUVENTUS – «È un classico d’Europa. Si sono affrontati molte volte e io ne ho giocato qualcuno. Ci vediamo molto preparati. Vogliamo la terza vittoria in Champions e avere un molto buon avvio. Abbiamo bisogno dei tifosi. La gente va al Bernabéu con voglia di vedere partite grandi. Dobbiamo dargli [qualcosa] perché anche loro rispondano»

PARAGONE ARDA GULER CON OZIL – «Non solo per da dove vengono. È un mix tra Özil e Guti. Guti aveva quella qualità per giocare nella costruzione e per l’ultimo passaggio. Mesut anche. Mi sono divertito molto con Özil. Quanto più troviamo Arda, più miglioriamo. Bisogna continuare a spingerlo. Siamo molto contenti di lui»

VINICIUS – «Le cause sono che Vinicius è molto buono e fondamentale. Decisivo. Sono contento di vedere Vinicius divertirsi, sorridere… Parliamo dell’impatto che poteva avere e come poteva cambiare la partita. Abbiamo bisogno che sia focalizzato sul gioco e su quello che fa bene. Il suo quotidiano è buono e risponde molto bene nelle partite»

YILDIZ E LA JUVE – «Fino a tre settimane fa stava giocando molto bene soprattutto contro l’Inter. Noi dobbiamo stare attenti perchè le squadre italiane sono pericolose e la Juve sarà arrabbiata. Noi non dobbiamo dimenticare la storia della Juve. Yildiz ha avuto una crescita incredibile con la Juve e Turchia. lo lo conosco dai tempi del Bayern Monaco e sono contento per lui».

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI XABI ALONSO

Palladino Juve, l’ex Fiorentina in pole per la panchina bianconera? La società ha preso questa decisione per il futuro di Tudor e fa le sue valutazioni

Palladino Juve, l’ex Fiorentina in pole per la panchina bianconera? La società valuta le alternative a Tudor sicura dopo questa decisione

La panchina di Igor Tudor è sempre più in bilico dopo la disastrosa sconfitta contro il Como e l’allarmante involuzione della squadra. Nonostante le difficoltà, il tecnico croato non è stato ancora esonerato, ma la dirigenza della Juventus sta effettuando valutazioni profonde sul suo futuro. Secondo quanto riportato dal giornalista di Sky Sport, Luca Cilli, Tudor ha ricevuto altro tempo per cercare di invertire la tendenza negativa, ma il nome del suo possibile successore è già stato individuato: Raffaele Palladino.

Secondo le ultime indiscrezioni, la Juventus starebbe seriamente considerando l’ipotesi di affidare la squadra a Palladino, un profilo che piace molto alla dirigenza. L’ex allenatore del Monza, attualmente libero, è visto come un allenatore moderno e propositivo, capace di lavorare bene con i giovani, in linea con la nuova filosofia portata da Damien Comolli. Inoltre, Palladino ha una grande conoscenza dell’ambiente bianconero, essendo stato un ex giocatore della Juventus.

La situazione di Tudor è molto delicata. La Juventus gli ha concesso “ulteriore tempo per provare a invertire la tendenza negativa”, ma questo ultimatum sembra avere una scadenza ravvicinata. Le prossime due trasferte, contro Real Madrid in Champions League e contro la Lazio in Serie A, saranno decisive. Un altro passo falso in queste due gare potrebbe rendere inevitabile l’esonero di Tudor.

Nel frattempo, la dirigenza bianconera si prepara al possibile cambiamento: Raffaele Palladino è il candidato principale per raccogliere l’eredità di Tudor, con la sua figura che diventa sempre più centrale man mano che si avvicinano le sfide cruciali.

Convocati Barcellona, i catalani ritrovano un big in attacco per la sfida di Champions League contro l’Olympiacos! Le novità sulla squadra di Flick

Convocati Barcellona, per la sfida di Champions League contro l’Olympiacos i catalani ritrovano un big in attacco! Le novità sulla squadra di Flick

Il Barcellona riceve una buona notizia a poche ore dalla terza giornata di Champions League: Ferran Torres è tornato tra i convocati per la partita di questa sera contro l’Olympiacos. L’attaccante spagnolo ha ricevuto il via libera medico dopo un infortunio che lo aveva tenuto lontano dal campo nelle ultime settimane.

Il ritorno di Torres si aggiunge al gruppo di giocatori convocati da Hansi Flick, che include anche Lamine Yamal, Marcus Rashford e il giovane talento Roony Bardghji, recentemente protagonista di ottime prestazioni in campionato. Con l’inclusione di Torres, il Barcellona guadagna un’importante risorsa offensiva, anche se resta una pesante assenza: Robert Lewandowski, ancora fuori per infortunio, non sarà disponibile per la trasferta.

Inoltre, Raphinha non è stato convocato, ancora alle prese con un infortunio muscolare che lo tiene fuori dai giochi da alcune settimane.

Purtroppo, non arrivano buone notizie dalla difesa: Andreas Christensen è stato escluso dalla lista dei convocati a causa di una gastroenterite, come confermato dal comunicato medico del club.

Nonostante l’attacco rimaneggiato, il Barcellona, dopo un avvio di stagione promettente, punterà a consolidare la propria posizione in Europa, cercando di superare le difficoltà legate agli infortuni e di ottenere un buon risultato contro l’Olympiacos.

Infortunati Milan, i rossoneri subito a lavoro per prepara il match contro il Pisa: ecco gli aggiornamenti sugli infortuni di Nkunku e Loftus-Cheek

Infortunati Milan, i rossoneri subito a lavoro per prepara il match contro il Pisa: ecco gli aggiornamenti sugli infortuni di Nkunku e Loftus-Cheek

Dopo la fondamentale vittoria di domenica sera contro la Fiorentina, ottenuta in rimonta per 2-1 grazie alla doppietta di Rafa Leão, il Milan ha subito concentrato la sua attenzione sulla prossima sfida di campionato. Come appreso dai colleghi Milannews24, i Rossoneri hanno iniziato la preparazione per l’anticipo dell’ottava giornata di Serie A, che li vedrà affrontare il Pisa venerdì sera a San Siro alle 20:45. L’obiettivo è chiaro: ottenere i tre punti per mantenere la vetta solitaria della classifica.

La giornata di ieri, il lunedì post-partita, è stata dedicata principalmente al recupero fisico. La squadra ha svolto una seduta di scarico per smaltire la fatica della vittoria contro la Fiorentina, con solo un piccolo gruppo di giocatori, tra cui i giovani Odogu, Sala, Gimenez e De Winter, oltre ai portieri Pittarella e Terracciano, impegnati in un’attività più intensa. Oggi, invece, la preparazione è entrata nel vivo, con la squadra che ha iniziato a concentrarsi sulla gara di venerdì contro il Pisa.

Nonostante l’allenamento sia proseguito, l’infermeria continua a essere un tema caldo. Christopher Nkunku e Ruben Loftus-Cheek non si sono ancora uniti al gruppo. Entrambi hanno svolto un lavoro personalizzato: Nkunku sta cercando di recuperare da un fastidioso problema all’alluce, mentre Loftus-Cheek sta smaltendo un affaticamento muscolare. La situazione più preoccupante riguarda Pervis Estupinan, che ha subito un infortunio alla caviglia durante l’impegno con la nazionale. L’esterno ecuadoriano sta seguendo un ciclo di terapie specifiche, ma la sua presenza per la panchina contro il Pisa è in forte dubbio. Il recupero procede lentamente, creando qualche difficoltà a Max Allegri nella gestione delle scelte difensive.

L’allenatore del Milan spera di riavere al più presto tutti i suoi infortunati per affrontare al meglio la sfida con il Pisa e continuare la marcia trionfale in campionato.

Champions League, Condò preoccupato dalle italiane: «Le quattro italiane ci arrivano sullo slancio: in campionato hanno fatto un solo gol»

Champions League, Condò preoccupato dalle italiane in vista delle serate europee: Le parole del giornalista tra le colonne del Corriere della Sera

Paolo Condò, sulle colonne del Corriere della Sera, ha commentato l’ultimo turno di Serie A e le enormi difficoltà che molte squadre italiane stanno avendo nel trovare la via del gol. L’analisi di Condò si concentra sulle prestazioni delle quattro italiane impegnate in Europa, con un evidente sarcasmo riguardo alla scarsità di gol segnati nel weekend.

L’ANALISI DEI GOL – «Le quattro italiane ci arrivano sullo slancio — leggeteci pure un filo di sarcasmo — di un solo gol segnato nel weekend, quello di Bonny per l’Inter. Zero il Napoli. Zero la Juventus. Zero l’Atalanta. Qualche cifra comparativa: le sei inglesi ne hanno messi 9, le cinque spagnole 6, le quattro tedesche 9, le tre francesi 10».

Condò evidenzia come le squadre italiane abbiano mostrato gravi difficoltà nel segnare, con il dato che risulta ben inferiore rispetto a quello delle principali leghe europee. Il sarcasmo è diretto a sottolineare il divario rispetto alle concorrenti, evidenziando la scarsa capacità realizzativa che sta caratterizzando il nostro calcio.

SULL’INTER – «Da che parte si va, allora? L’Inter punta con decisione a confermarsi fra le nobili prime otto per godere, come l’anno scorso, di due settimane libere da impegni a febbraio mentre il popolino gioca i playoff.».

Kompany Bayern Monaco, ufficiale il rinnovo! Club e tecnico insieme ancora fino a questa data. Le sue parole: «Grato per la fiducia»

Kompany Bayern Monaco, ufficiale il rinnovo del tecnico belga con la formazione bavare! Club e tecnico insieme ancora fino a questa data

Il Bayern Monaco ha ufficializzato il rinnovo del contratto del suo allenatore Vincent Kompany fino al 30 giugno 2029, estendendo di due anni l’accordo precedente. Kompany, che sta vivendo la sua seconda stagione alla guida dei bavaresi, ha già conquistato la Bundesliga e ha condotto la squadra a una serie di vittorie in tutte le competizioni ufficiali della stagione, inclusa la prestigiosa vittoria nel Klassiker contro il Borussia Dortmund.

LE PAROLE DI KOMPANY – «Sono grato e onorato. Fin dal primo giorno il Bayern mi ha dato fiducia e un ambiente di lavoro ideale. Sembra di essere qui da molto più tempo e conosco bene il club. Abbiamo intrapreso un percorso meraviglioso: continuiamo a lavorare sodo e a celebrare altri successi».

Del rinnovo ha parlato il presidente del Bayern Herbert Hainer definendolo come un «forte segnale di fiducia del club e un chiaro messaggio di continuità e stabilità». Il dirigente ha poi aggiunto che Kompany è molto apprezzato da giocatori, dirigenza e tifosi, il che dimostra quanto il tecnico sia riuscito a entrare nel cuore del Bayern.

Anche il CEO Jan-Christian Dreesen ha elogiato il lavoro di Kompany: «Vincent ha riportato entusiasmo nel club, creando una squadra dominante e spettacolare, senza mai mettersi in primo piano». Dreesen ha quindi evidenziato come Kompany abbia saputo costruire una squadra che gioca un calcio spettacolare e che sta dominando in Germania, cercando di consolidare anche la posizione del Bayern in Europa.

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Juve Stabia, clamoroso terremoto in Serie B! Società in amministrazione giudiziaria: ecco che cosa è successo al club campano e quali sono le conseugenze

Juve Stabia, clamoroso terremoto in Serie B! La società finisce in amministrazione giudiziaria: ecco che cosa è successo e quali sono le conseugenze

Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha rivelato in conferenza stampa un inquietante scenario che coinvolge la Juve Stabia, accusata di essere sotto il controllo del clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia. Secondo Gratteri, le attività della società erano fortemente condizionate dalla camorra, che si occupava di vari aspetti operativi, dalle operazioni di sicurezza agli spostamenti della squadra, dalla gestione dei biglietti alla vendita di bevande. «Gli spostamenti della squadra, la sicurezza, il beveraggio, le gestione dei biglietti, tutto era nelle mani della camorra», ha sottolineato Gratteri.

Il procuratore ha evidenziato che questo è il terzo caso di amministrazione giudiziaria in Italia per infiltrazioni mafiose, preceduto dal Foggia Calcio e dal Crotone Calcio, ma con un’importante novità: «Questa volta però la mafia è arrivata fino alla Serie B, e questo fa scalpore». Le indagini hanno svelato un vero e proprio condizionamento dell’attività economica della società, confermato anche dalle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia.

Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia, ha precisato che il provvedimento mira a «sottrarre la società al condizionamento mafioso» che, secondo lui, era evidente. Il clan D’Alessandro utilizzava la Juve Stabia come «mezzo per farsi pubblicità e gestire potere», con uomini del clan presenti in tutti i servizi cruciali della società. A conferma di ciò, in passato il consuocero del boss D’Alessandro è stato presidente della società.

A seguito delle misure adottate, potrebbe essere rinviata la partita casalinga contro il Bari, prevista per il turno infrasettimanale. Il rinvio permetterebbe all’amministratore giudiziario di riorganizzare i servizi essenziali come la sicurezza e la bigliettazione, oggetto delle indagini. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha sottolineato l’importanza di un percorso di legalità per il club, con il supporto delle autorità locali.

In questo difficile contesto, la Juve Stabia dovrà ora fare i conti con un futuro incerto, cercando di riprendersi dalle infiltrazioni mafiose che hanno pesato sul suo cammino.

Mouzakitis si racconta: «Sogno di vincere la Champions League e giocare con la Grecia. Ero portiere, ma ho smesso per questo infortunio!»

Mouzakitis, talento dell’Olympiacos, si è raccontato tra le colonen di Tuttosport a poche ore dalla sfida di Champions League contro il Barcellona

Christos Mouzakitis, giovane talento dell’Olympiacos che guida la classifica del Golden Boy Web Index, si racconta a Tuttosport. Diciotto anni, un titolo greco in tasca e il ricordo di una finale di Youth League vinta contro il Milan di Abate, Mouzakitis svela il suo percorso, le sue ispirazioni e i suoi sogni.

GOLDEN BOY WEB INDEX – «Per me è un grande onore far anche solo parte di questa classifica. Il fatto di essere davanti a campioni simili, poi, non può che rendermi ancor più felice».

COME HA SCOPERTO DI ESSERE IN TESTA – «È stato un mio caro amico a dirmelo. Mi ha chiamato chiedendomi: “Christos, ma cos’è questa classifica? Devo votare per te?”. Così ho realizzato cosa stesse succedendo».

IN CAMPO – «Sono un ragazzo come tanti, tranquillo, ma soprattutto grato per ciò che il calcio mi offre ogni singolo giorno della mia vita. Ma non mi piace molto parlare di me. Preferisco esprimermi in campo: mi viene molto più semplice».

FUORI DAL CAMPO – «Nel tempo libero, se non sono con la mia famiglia, gioco molto alla play con gli amici. E poi sono fortissimo a Ping Pong. Non mi batte nessuno».

ERA UN PORTIERE – «Si sì. Ho giocato in porta fino a 6 anni e non ero niente male (ride ndr.). Poi ho dovuto smettere per via di un infortunio all’occhio. Mia madre era preoccupata: ha chiesto ai miei allenatori di allora se potessero spostarmi in un’altra posizione. Così ho iniziato a fare l’esterno sinistro. Quando sono arrivato nelle giovanili dell’Olympiacos mi hanno poi dirottato in mezzo al campo, e da lì non mi sono più mosso».

IL MODELLO – «Luka Modric, senza alcun dubbio. È il mio idolo. Credo di aver visto ogni singolo match della sua carriera. Un giocatore fantastico…».

CALHANOGLU – «Quest’estate abbiamo giocato un’amichevole contro l’Inter: quando sono uscito era da poco entrato in campo Calhanoglu. Ho avuto modo di osservarne bene i movimenti dalla panchina e mi ha davvero impressionato».

IL RIGORE IN YOUTH LEAGUE – «Tre giorni prima, nella semifinale con il Nantes, ne avevo sbagliato uno. Per fortuna siamo comunque riusciti a qualificarci per la finalissima con il Milan. Un errore che, comunque, non mi è andato giù. Così mi sono detto: se contro i rossoneri ci daranno un altro rigore, sarò io a calciarlo. Quando l’arbitro è stato richiamato al Var, io avevo già preso il pallone. Dovevo riscattarmi, e alla fine ci sono riuscito».

IL SOGNO – «Poter entrare a far parte regolarmente della prima squadra è stato già straordinario, ne vado molto fiero. Non ho sogni, ma obiettivi concreti per i quali lavoro ogni giorno, e il primo di questi è la vittoria della Champions League. Prima o poi spero di poter sollevare quel trofeo. A livello nazionale, invece, mi piacerebbe prendere parte con la Grecia agli Europei e ai Mondiali».

FUTURO NELL’OLYMPIACOS – «Non ne so nulla e non ci penso. In questo momento le mie attenzioni sono tutte per l’Olympiacos: penso a dare il massimo e ad aiutare la squadra. Poi in futuro vedremo cosa accadrà. In generale in tutte le caratteristiche prettamente fisiche: dalla rapidità nell’esecuzione dei gesti tecnici, all’elevazione».

LA SFIDA CONTRO IL BARCELLONA – «Credo che ogni giocatore speri un giorno di poter affrontare grandi club come il Barça. Ora è arrivato questo momento. Non ci sentiamo inferiori, vogliamo alzare l’asticella e non vediamo l’ora di scendere in campo».

SE SEGNASSE OGGI -«Se succede (segnare in Champions contro il Barcellona ndr) impazzisco (ride ndr)».

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Psv Napoli, Krol analizza la sfida di Champions di questa sera: «Sfida difficile per entrambe. Vi svelo il punto debole della squadra olandese»

Psv Napoli, l’ex difensore olandese dei partenopei Ruud Krol è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport per analizzare il match di Champions League

Ruud Krol, ex difensore del Napoli, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, in vista della sfida di Champions League tra il PSV Eindhoven e il Napoli di scena questa sera in Olanda. L’ex giocatore, che ha vissuto in prima persona il calcio partenopeo, ma conosce molto bene anche quello olandese, ed ha analizzato le due squadre offrendo una panoramica di quelli che potranno essere i punti di forza e le difficoltà che entrambe affronteranno nella partita.

LA SFIDA CONTRO IL PSV – «Io le ho viste entrambe in forma. Il Napoli però ha tanti infortunati e Conte ogni partita deve fare i conti con delle assenze. È difficile così… Ma se guardo al PSV vedo un problema molto simile. Loro hanno venduto sei giocatori nuovi e ne hanno comprati altrettanti nuovi l’estate scorsa. Quindi è sinonimo di crescita, sì, ma lenta. E poi non è più la squadra dell’anno scorso, quella che ha vinto il titolo superando all’ultimo secondo l’Ajax».

I PROBLEMI DEL PSV – «Hanno un problema legato al numero 9. Lì davanti sono infortunati e non so se qualcuno dei due centravanti tornerà disponibile a breve. Forse uno potrà trovare spazio a gara in corso ma è un grosso dubbio».

LA FORZA DEL PSV – «È una squadra forte e che vuole sempre giocare a calcio in un certo modo. Bosz lo conosco bene, l’ho visto quando studiava da allenatore, conosco la sua filosofia di gioco e so quello che chiede alle sue squadre. La sua formazione ideale è sempre col 4-3-3. Gli esterni mi piacciono molto, sia Salah-Eddine sia Sergiño Dest; è a centrocampo che secondo me è un po’ debole».

GARA DECISIVA – «Bosz l’ha ribadito e anche io lo penso: per loro è decisiva. Devono fare punti. Se perdono ancora e lo fanno in casa, il cammino in Champions rischia di essere compromesso».

DIFFERENZA TRA I MISTER – «Per Bosz c’è una sola cosa che conta: attaccare. Ed è chiaro che per vincere hai bisogno di un attacco forte e cinico. Lucca ad esempio è uno che ti può lanciare la squadra in contropiede e questa potrà essere una chiave per sorprendere il PSV e soprattutto per vincere. Conte viene qui solo per questo».

CONSIGLI A BEUKEMA – «Sì, ci ho parlato e gli ho detto tutto, a partire dal fatto che è una bellissima città e che le persone ti amano se giochi in un certo modo. E a lui Napoli è piaciuta tanto fin da subito».

LANG – «Tutti pensavano che fosse un nuovo Kvaratskhelia e invece no. Il georgiano è un fuoriclasse. Noa ha qualcosa ma in questo periodo l’ho visto in difficoltà fisicamente. È il calcio italiano… Lui ha bisogno di muoversi e invece ora gioca senza la stessa fiducia che aveva in Olanda. Ha bisogno di tempo per tornare al suo livello e avere una mentalità ancora più forte per riuscire a emergere in una realtà come Napoli».

LA SCONFITTA COL TORINO – «Caricherà ancora di più Conte e tutto il Napoli. Il gol di Simeone è stato un errore difensivo ma questo è il calcio e col PSV la squadra entrerà in campo pensando solo a conquistare altri tre punti e a costruire altri bei ricordi europei».

IL SUO NAPOLI – «Tutti i giorni ho messo da parte dei bei ricordi. È stato qualcosa di diverso da qualsiasi esperienza potessi fare. Venivo dal calcio olandese, poi sono andato in quello americano e dopo ancora sono arrivato in una Serie A piena di campioni e fenomeni. Ogni volta che entravo al San Paolo mi venivano i brividi. E anche ora che ci ripenso».

Sampdoria, oggi la presentazione ufficiale in conferenza del tandem Gregucci Foti: ecco le ultimissime novità

Sampdoria, riflettori puntati sulla conferenza di presentazione del duo Gregucci Foti: tutti gli aggiornamenti.

La rivoluzione in casa Sampdoria ha ufficialmente preso il via. Dopo giorni di trattative e valutazioni, il nuovo corso tecnico guidato da Angelo Gregucci si è concretizzato con il primo allenamento, andato in scena ieri pomeriggio al centro sportivo “Mugnaini” di Bogliasco. L’allenatore ha avuto così il primo contatto diretto con la squadra, inaugurando la sua avventura sulla panchina blucerchiata.

Foti e Gregucci, un tandem complementare

Accanto a lui ci sarà Salvatore Foti, ex vice di José Mourinho alla Roma e considerato uno dei tecnici emergenti del panorama italiano. Gregucci figura come primo allenatore, essendo l’unico dello staff in possesso del patentino necessario per la Serie B: una scelta formale che, di fatto, sottolinea la stretta collaborazione e la complementarità tra i due.

Energia e fiducia da ritrovare

La seduta di ieri ha rappresentato un momento di svolta per il Doria, con il nuovo staff impegnato a trasmettere entusiasmo e compattezza a un gruppo che ha bisogno di ritrovare fiducia. La società si aspetta una reazione immediata, in vista del delicato impegno casalingo contro il Frosinone allo stadio “Luigi Ferraris”.

La presentazione ufficiale

Oggi alle 15:00, a Bogliasco, è in programma la conferenza stampa di presentazione. Sarà l’occasione per Foti e Gregucci di illustrare la loro visione, chiarire gli obiettivi e delineare il percorso con cui intendono rilanciare la Sampdoria, con l’obiettivo di risalire la classifica e ritrovare stabilità in Serie B.

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Mudingayi sicuro: «Inter è una corazzata e Chivu ha sempre avuto grande carisma. Da calciatore…»

Mudingayi parla dell’Inter e non solo, la sua intervista alla Gazzetta: «Inter è una corazzata e Chivu ha sempre avuto carisma». Le parole

Gaby Mudingayi, ex centrocampista che ha vestito le maglie di Inter, Torino e Bologna, ripercorre i suoi esordi con l’Union Saint-Gilloise, la squadra belga che oggi sfida l’Inter in Champions League. Un’occasione per Mudingayi di analizzare l’evoluzione del suo ex club e di esprimere un parere sull’Inter di Chivu. Le parole alla Gazzetta:


COSA C’É DEL SUO UNION SAINT-GILLOISE OGGI –
«L’ambiente, rimasto familiare. Ai miei tempi tifosi e squadra erano una cosa sola: a fine partita capitava di ritrovarsi insieme, noi e loro a bere una birra dopo una vittoria. Era un contesto particolare, percepivi la storia di un club glorioso. È stata la palestra che mi ha fatto crescere: mio padre mi ha “costretto” a praticare uno sport per salvarmi dalla strada, all’Union mi sono innamorato del pallone».
I TALENTI DA SEGUIRE – «Hubert è giovane e preparato come lo era Pocognoli, e guida una squadra costruita bene. Occhio a Promise David, potente e gran finalizzatore».
SORPRESO DA CHIVU – «No, l’Inter è una corazzata e lui ha sempre avuto grande carisma. Era così anche da calciatore, sapeva toccare i tasti giusti da leader, ora lo fa in panchina»
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Zaccardo si racconta: «Mondiale 2006? Lì sono diventato uomo. Io, Barzagli, Barone, Grosso, Toni. Dal Barbera al Mondiale. L’autogol…»

L’ex Milan e Palermo Cristian Zaccardo si racconta a La Gazzetta dello Sport: «Mondiale 2006? Io, Barzagli, Barone, Grosso, Toni…»

Cristian Zaccardo, campione del mondo 2006, si racconta in un’intervista a La Gazzetta dello Sport che spazia dai ricordi indelebili del Mondiale ai suoi nuovi panni di agente FIFA. Un percorso fatto di successi, qualche rimpianto e intuizioni di mercato che hanno portato alla scoperta di talenti come Kvaratskhelia. Le dichiarazioni alla Gazzetta:


L’OPERAZIONE CANNAVARO CT DELL’UZBEKISTAN – «A fine agosto io, Cannavaro, Materazzi e altri siamo stati invitati dalla federazione a visitare il nuovo centro sportivo. Quando eravamo lì, come battuta, dissi: “Ma perché non prendete Fabio?”. Lo hanno chiamato un paio di settimane dopo».
PENSAVA DI FARE L’ALLENATORE – «No. Amo il mercato, ero indeciso se proseguire come direttore sportivo o come agente Fifa. Chiesi a Galliani di iniziare nel Monza, anche gratis, ma stavano bene così. Alla fine, ho scelto di fare l’agente. Vivo tra Milano e Fano e mi diverto coi miei figli, Ginevra e Nicolò. Lui fa la punta e gioca in Promozione. Quando lo vedo mi viene voglia di giocare, ma non ce la faccio più».
PALERMO E IL MONDIALE 2006 – «Lì sono diventato uomo. Io, Barzagli, Barone, Grosso, Toni. Dal Barbera al Mondiale vinto insieme. Il primo gol in nazionale lo segnai al Barbera contro la Slovenia. La gara che ci diede la certezza della qualificazione in Germania. Gli anni più belli».
L’AUTOGOL CON GLI USA – «Certo. Senza quell’autorete sarei rimasto titolare a scapito di… Grosso. Ma magari non avremmo vinto il Mondiale. Lo dice la storia. Dopo Italia-Stati Uniti Lippi mise Zambrotta a destra e Grosso a sinistra. Doveva andare così. Vale lo stesso discorso per Nesta: al suo posto entrò Materazzi. Contro il Ghana, comunque, giocai alla grande. Sì, tant’è che Gigi (Buffon ndr), scherzando, disse “e che cavolo, basta”. Era un grande gruppo: quando uscirono le notizie su Calciopoli Lippi ci chiuse in una stanza e ci disse di pensare solo a noi. Andai a dormire all’una. Dissi ai miei amici che un’eventuale vittoria avrebbe cambiato la mia vita per sempre».
I RIMPIANTI – «Lasciare il Wolfsburg nel 2009, da campione di Germania. Rinunciai ai soldi per rientrare in Italia e tornare in Nazionale. Nel 2011, poi, ci fu un contatto con la Juve, ma non se ne fece nulla. Al Tardini sono stato da dio, ma avevo sensazioni negative sulla società e dissi che non me la sentivo. Galliani si arrabbiò e virò su Bonaventura. Alla fine, andò come dicevo io: Galliani mi disse scherzando che sarei diventato il suo agente di borsa».
IL CURRICULUM VITAE SU LINKEDIN – «Arrivavo da un anno disastroso a Vicenza concluso con la retrocessione, il mio procuratore era sparito. Mi arrivarono offerte da tutto il mondo, ma scelsi Malta per stare più vicino»

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Allenamento Juventus pre Real Madrid LIVE: gli aggiornamenti e le ultimissime dalla Continassa – VIDEO

Allenamento Juventus pre Real Madrid: la rifinitura dei bianconeri alla Continassa alla vigilia del match di Champions League 2025/26 – VIDEO

(Andrea Bargione inviato alla Continassa) – Giornata di vigilia in casa Juve. I bianconeri affrontano il Real Madrid domani nel terzo match di Champions League. Dopo il 4-4 all’esordio col Borussia Dortmund e il 2-2 contro il Villarreal, i bianconeri vogliono centrare il primo successo europeo nell’ostica trasferta del Bernabeu.

Questa mattina, la squadra scende in campo alla Continassa per l’allenamento di rifinitura a partire dalle 12.15. Calcionews24 segue LIVE la seduta con immagini e video.


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Infortuni Milan, Allegri spera nel recupero di due giocatori contro il Pisa: chi sono e le loro condizioni. Riflessioni in corso anche su un altro calciatore

Infortuni Milan, Allegri spera nei recuperi: Nkunku e Loftus-Cheek verso il rientro. Da capire le decisioni del tecnico con Gimenez.

Venerdì sera il Milan tornerà protagonista a San Siro per affrontare il Pisa di Alberto Gilardino, in una sfida che potrebbe consolidare il primato in classifica dei rossoneri. Dopo la brillante vittoria contro la Fiorentina, firmata dalla doppietta di Rafael Leão, Massimiliano Allegri punta a dare continuità al momento positivo, ma deve fare i conti con il tema più spinoso delle ultime settimane: gli infortuni Milan.

L’infermeria rossonera continua infatti a essere piuttosto affollata, con diversi giocatori chiave ai box o non ancora al meglio. Lo staff tecnico, in questi giorni di preparazione, sta lavorando intensamente per recuperare qualche pedina importante. In particolare, l’attenzione è rivolta a Christopher Nkunku e Ruben Loftus-Cheek, due elementi fondamentali per l’equilibrio tattico e la qualità offensiva del Milan.

Nkunku è alle prese con un fastidioso problema all’alluce che lo ha limitato negli allenamenti: il dolore gli ha persino impedito di calzare gli scarpini, ma le ultime valutazioni mediche escludono complicazioni gravi. L’obiettivo è permettergli di tornare in gruppo già a metà settimana per essere convocabile almeno per la panchina. Diverso il caso di Loftus-Cheek, fermato da un affaticamento muscolare alla vigilia dell’ultima gara: gli esami hanno escluso lesioni e il centrocampista inglese dovrebbe tornare a disposizione a breve, forse già contro il Pisa.

Nel frattempo, restano da valutare le condizioni di Pervis Estupiñán, reduce da una distorsione alla caviglia rimediata in Nazionale. I prossimi controlli chiariranno se potrà almeno accomodarsi tra i convocati. Le sue condizioni si aggiungono alle assenze di lunga durata di Rabiot e Pulisic, che continuano a pesare sulle rotazioni di Allegri, costretto a gestire un organico ridotto soprattutto nella zona mediana del campo.

Contro il Pisa, il tecnico rossonero dovrebbe rilanciare Santiago Gimenez dal primo minuto al centro dell’attacco, con Leão pronto a ispirare ancora una volta la manovra offensiva. Tuttavia, la gestione degli infortuni Milan resta una priorità assoluta: Allegri sa che solo con il recupero dei suoi uomini migliori potrà mantenere ritmo e competitività in tutte le competizioni.

Il Milan, insomma, cerca continuità sul campo e sollievo in infermeria: due elementi indispensabili per restare al vertice. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Bologna, ricoverato Italiano per una polmonite batterica: le condizioni del tecnico rossoblù

Bologna, brutte notizie per Italiano. Il tecnico dei rossoblù è stato ricoverato per una polmonite batterica anche se le condizioni non destano preoccupazione

Brutte notizie in casa Bologna. Il tecnico Italiano è stato ricoverato in ospedale a causa di una polmonite batterica. Il club ha precisato che non si tratta di Covid e che le sue condizioni sono in netto miglioramento. Di seguito il comunicato ufficiale:

«Nella giornata di ieri Vincenzo Italiano è stato ricoverato al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi nel reparto di pneumologia (diretto dal Prof. Stefano Nava) a causa di una polmonite a verosimile eziologia batterica (non dovuta a Covid) per la quale è stato necessario intraprendere una terapia antibiotica specifica».

«L’allenatore resterà circa cinque giorni in regime di ricovero ospedaliero. Attualmente la situazione clinica è in lento miglioramento, seguiranno aggiornamenti nei prossimi giorni.
A Vincenzo vanno i migliori auguri di pronta guarigione da parte di tutto il Club». LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Juventus, Zambrotta consiglia i bianconeri: «Tudor è l’uomo giusto. Giocare subito con il Real Madrid può essere un vantaggio. Sugli obiettivi dico che…»

Juventus, Zambrotta in una lunga intervista a Tuttosport analizza il momento dei bianconeri parlando anche della sfida contro il Real Madrid.

Gianluca Zambrotta, ex terzino di Juventus e Milan, ha condiviso su Tuttosport le sue riflessioni sulla delicata situazione della Juventus, alla vigilia di una partita cruciale contro il Real Madrid al Bernabéu.

LA SCONFITTA DI COMO E LA REAZIONE NECESSARIA – «Intanto analizzando la sconfitta a mente lucida e poi guardando avanti: avere un big-match come quello contro il Real Madrid da giocare subito può persino essere un vantaggio. Sarebbe stato più complicato affrontare una squadra sulla carta meno forte».

FIDUCIA TOTALE A IGOR TUDOR – «Ma certo. La settimana è delicata, lui deve cercare di ribaltare questa situazione non facile, ma può farcela. Ora deve pensare solo al risultato. La fiducia a Tudor non può essere messa in discussione adesso. Serve ovviamente una svolta, perché questo periodo non può essere considerato da Juve».

DIFESA A 4 – «Tudor l’ha utilizzata poco nel suo percorso da allenatore, penso che debba tornare alla linea a tre. Andare avanti sempre con le proprie idee è l’unica vera soluzione: ha sempre giocato così, per cui meglio continuare a credere nelle cose che riescono meglio».

REAL MADRID-JUVE – «Per me è una partita speciale: mi ricordo ancora la semifinale di Champions League del 2003. La ritengo una delle mie migliori partite in maglia bianconera: in quel ritorno facemmo benissimo, non potevano farci male. Fu una notte sensazionale, per me è ancora un orgoglio. Ritengo che sia stata, nella storia della Juve, una delle gare più belle mai disputate in Europa».

IL REAL DI OGGI – «Stanno facendo bene sia in Liga che in Champions League. L’ostacolo è complicato, per me un’impresa non è da escludere: partite così ti fanno dimenticare tutti i problemi recenti».

GLI OBIETTIVI DELLA JUVENTUS – «Scudetto e Coppa Italia devono restare un desiderio, non devono perdere di vista questi due obiettivi. E c’è ancora la Champions League, competizione nella quale la Juve può fare tanta strada. Il tempo non manca per avvicinarsi a questi due traguardi».

LE SCELTE IN ATTACCO – «Sono sempre dell’idea di dare qualche chance in più a Vlahovic: è tornato al gol con la Serbia, a me è sempre piaciuto. Anche alla Juve è quello che ha segnato in più. Poi può essere che gli serva un compagno di reparto che giochi più vicino a lui, ma scelgo sempre Vlahovic». LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Calciomercato Inter, il futuro di Sommer è ormai deciso. Quei tre nomi sono sulla lista di Marotta e c’è un grande favorito. Tutti i dettagli!

Calciomercato Inter: il futuro della porta tra presente, prospettive e nuovi obiettivi. Le idee in casa nerazzurra sono molto chiare

Il presente dell’Inter tra i pali ha un protagonista indiscusso: Yann Sommer. L’esperto portiere svizzero, arrivato dal Bayern Monaco, sta vivendo una seconda giovinezza in maglia nerazzurra. Da quando Cristian Chivu ha preso il posto di Simone Inzaghi, Sommer è tornato ai suoi massimi livelli, garantendo sicurezza e leadership all’intera difesa. Dopo qualche incertezza iniziale – come quella nel match contro la Juventus – il numero uno elvetico ha saputo reagire con prestazioni di grande spessore, confermandosi una certezza per la squadra e per lo spogliatoio.

La fiducia del tecnico romeno è totale: Chivu lo ha sempre difeso, anche nei momenti più delicati, e Sommer lo ha ripagato con parate decisive e una continuità impressionante. Alle sue spalle, però, cresce Josep Martinez, giovane portiere spagnolo arrivato per rappresentare il futuro del ruolo. Ogni volta che è stato chiamato in causa, Martinez ha risposto con personalità, ma per ora le gerarchie sono chiare: Sommer resta il titolare della porta nerazzurra.

Calciomercato Inter, Ausilio pianifica il futuro tra i pali

In ottica calciomercato Inter, il reparto dei portieri è già al centro delle strategie di Piero Ausilio. Sommer, oggi 36enne, ha un contratto in scadenza nel giugno 2026, e la dirigenza sta lavorando per individuare il suo erede naturale. L’obiettivo è non farsi trovare impreparati, assicurandosi un profilo giovane ma già pronto per difendere la porta di San Siro.

Secondo le ultime indiscrezioni, sono tre i nomi principali sul taccuino nerazzurro: Marco Carnesecchi dell’Atalanta, ormai stabilmente nel giro della Nazionale; Elia Caprile, protagonista in Serie A con il Cagliari; e il tedesco Noah Atubolu, talento emergente del Friburgo. Tre opzioni diverse ma accomunate da un fattore: prospettiva e potenziale. Tuttavia, la concorrenza è alta, con diversi club – tra cui il Milan – interessati agli stessi profili.

L’Inter guarda avanti

Il calciomercato dell’Inter non si ferma mai. Ausilio, insieme a Marotta e Chivu, lavora costantemente per costruire un progetto sostenibile ma competitivo, capace di garantire continuità di risultati anche nel lungo periodo. Il presente è saldo nelle mani di Sommer, ma il futuro della porta nerazzurra è già al centro delle manovre di mercato: pianificato con attenzione, nel segno della solidità e dell’evoluzione. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Pedrola Sampdoria, Gregucci spera in un recupero dello spagnolo per il suo esordio. Come sta il giocatore e quando ritornerà a disposizione

Pedrola Sampdoria, segnali incoraggianti in vista del Frosinone: Gregucci prepara la reazione. Il nuovo tecnico spera nel recupero dello spagnolo

Archiviata la deludente sconfitta contro la Virtus Entella, la Sampdoria è tornata immediatamente al lavoro al centro sportivo “Mugnaini” di Bogliasco. L’obiettivo è rialzarsi in fretta e farsi trovare pronta per la prossima sfida di campionato, quella contro il Frosinone, in programma sabato allo stadio “Luigi Ferraris” di Genova per la 9ª giornata di Serie BKT 2025/26.

Il nuovo allenatore Angelo Gregucci, subentrato per dare una scossa all’ambiente blucerchiato, ha guidato un allenamento intenso insieme al suo staff, composto da Salvatore Foti (viceallenatore) e Nicola Pozzi (collaboratore tecnico). La parola d’ordine è “reazione”: dopo il ko di Chiavari, la squadra deve ritrovare compattezza, fiducia e quella mentalità vincente che da troppo tempo sembra smarrita.

Tra le novità più attese, arrivano notizie finalmente positive sul fronte Pedrola Sampdoria. L’attaccante spagnolo classe 2003, fermo da diverse settimane a causa di un infortunio muscolare, è tornato ad allenarsi parzialmente con il gruppo. Un passo avanti importante verso il completo recupero di un giocatore che, quando in forma, può fare la differenza.

Estanis Pedrola, arrivato in blucerchiato dal Barcellona, è considerato uno dei talenti più promettenti della rosa: rapido, tecnico e capace di creare superiorità numerica, rappresenta un’arma preziosa per il nuovo corso di Gregucci. Il suo rientro, anche graduale, potrebbe restituire imprevedibilità e fantasia alla manovra offensiva della Sampdoria, che finora ha faticato a trovare continuità sotto porta. Lo staff medico monitorerà attentamente la sua condizione, con l’obiettivo di renderlo disponibile già per le prossime giornate.

Nel frattempo, il gruppo continua a lavorare con determinazione. Gli allenamenti proseguiranno al mattino, con esercitazioni tattiche e partitelle mirate a migliorare l’intesa tra i reparti. In casa Doria, l’atmosfera è di concentrazione e voglia di riscatto: sabato contro il Frosinone servirà una prestazione di carattere per riconquistare il pubblico del “Ferraris” e inaugurare nel migliore dei modi la gestione Gregucci.

Il ritorno di Pedrola può rappresentare la scintilla giusta per riaccendere entusiasmo e creatività. Per i tifosi blucerchiati, vederlo di nuovo in campo sarebbe il segnale più bello di una squadra pronta a ripartire. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Fiorentina, interviene Commisso: il presidente ha trovato questa soluzione per uscire dalla crisi. E sulla posizione di Pioli non si hanno dubbi

Fiorentina, il giorno dopo: compattezza e ripartenza per rialzarsi subito. E sulla posizione di Pioli Commisso non ha mai avuto dubbi

Il day after, in casa Fiorentina, ha sempre un sapore amaro. Ma quando si tocca il fondo, l’unica strada possibile è quella della ripartenza. È con questo spirito che il gruppo viola si è ritrovato al Viola Park dopo la sconfitta di San Siro contro il Milan, per guardare avanti e preparare il prossimo impegno europeo contro il Rapid Vienna. Perché, come si dice nel calcio, la miglior medicina è tornare subito in campo, e per la Fiorentina l’occasione è dietro l’angolo.

Non è stato un lunedì qualunque. L’atmosfera al centro sportivo era carica di riflessione, ma anche di volontà di riscatto. Prima dell’allenamento, la Fiorentina si è ritrovata al gran completo per un pranzo di squadra insieme a staff tecnico e dirigenza: un gesto simbolico, ma dal significato forte. Era il momento di guardarsi negli occhi, analizzare gli errori e ribadire un concetto chiave: compattezza.

Il tecnico Stefano Pioli e il direttore sportivo Daniele Pradè hanno assunto le proprie responsabilità, riconoscendo ciò che è mancato, ma senza nascondere la rabbia per le decisioni arbitrali che hanno condizionato la gara contro il Milan. La delusione, però, non deve trasformarsi in rassegnazione. Lo sanno tutti al Viola Park: la Fiorentina deve reagire subito, perché le prossime tre partite – Rapid Vienna, Bologna e Inter – possono cambiare il destino della stagione.

Durante il confronto interno non sono mancati toni accesi, segno di un gruppo che ci tiene e che non vuole arrendersi. La società, dal canto suo, ha ribadito la piena fiducia in allenatore e giocatori. Dall’America, Rocco Commisso ha inviato un messaggio chiaro: servono equilibrio, determinazione e unità d’intenti. Nessun pensiero di dimissioni o scelte drastiche, ma una sola via da seguire: lavorare insieme per uscire dalla crisi.

La Fiorentina ha ancora il tempo per invertire la rotta, ma sa che non può più permettersi passi falsi. Il calendario non aspetta e il margine d’errore si assottiglia. Il mantra di queste ore, ripetuto da tutti a Coverciano, è uno solo: compattezza. Perché solo restando uniti, la Fiorentina può ritrovare fiducia, risultati e l’identità che l’ha sempre contraddistinta.

Il futuro immediato si chiama Rapid Vienna, ma in gioco c’è molto di più: il rilancio della Fiorentina. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Nottingham Forest, niente Mancini in panchina: il club inglese ha ufficializzato il nuovo allenatore. I motivi della scelta e l’obiettivo da raggiungere

Nottingham Forest: Sean Dyche è il nuovo allenatore, obiettivo salvezza. Dopo il no di Mancini, ecco il nuovo tecnico degli inglesi

Il Nottingham Forest apre un nuovo capitolo della propria storia affidandosi a Sean Dyche. Dopo l’esonero di Ange Postecoglou, il club inglese ha ufficializzato l’arrivo dell’ex tecnico dell’Everton, che avrà il compito di rilanciare la squadra in Premier League e riportarla lontano dalla zona retrocessione. La decisione è arrivata dopo un attento processo di selezione condotto dal responsabile globale del calcio Edu Gaspar e dal direttore tecnico George Syrianos.

Nel comunicato ufficiale, il Nottingham Forest ha espresso grande fiducia nelle capacità del nuovo allenatore: “Il Nottingham Forest è lieto di confermare la nomina di Sean Dyche come nuovo tecnico del club. Allenatore esperto e rispettato in Premier League, Dyche apporta il giusto mix di carattere, organizzazione tattica e risultati concreti per guidare la squadra nel prossimo capitolo della sua storia”.

L’ex manager del Burnley e dell’Everton vanta oltre 330 panchine in Premier League e una reputazione costruita su solidità difensiva, spirito di gruppo e attenzione ai dettagli, in particolare sulle palle inattive. Elementi che si sposano perfettamente con l’identità e le esigenze del Nottingham Forest, una squadra che negli ultimi mesi ha mostrato limiti di compattezza e continuità di rendimento.

Nottingham Forest in crisi di risultati

Il momento del club resta delicato: dopo otto giornate di campionato, il Nottingham Forest occupa la diciottesima posizione in classifica, in piena zona retrocessione. L’ultimo successo risale al 17 agosto, nella gara d’esordio contro il Brentford. Da allora, il bilancio parla di sette sconfitte e tre pareggi tra Premier League ed EFL Cup, un rendimento che ha portato la dirigenza a cambiare nuovamente guida tecnica. Né Nuno Espirito Santo, né Ange Postecoglou sono riusciti a invertire la rotta.

Ora tocca a Dyche provare a risollevare le sorti dei “Tricky Trees”. La sua esperienza nella lotta salvezza, maturata in anni difficili al Burnley e poi all’Everton, potrebbe rappresentare la chiave per dare stabilità e fiducia a un gruppo in difficoltà. Il Nottingham Forest punta su un tecnico pragmatico, abituato a lavorare con risorse limitate ma capace di trasmettere mentalità e disciplina.

L’obiettivo è chiaro: tornare a vincere e ristabilire l’identità competitiva che da sempre contraddistingue il club di Nottingham. Con Sean Dyche in panchina, il Nottingham Forest spera di riscrivere il proprio destino in Premier League. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Mina Cagliari, l’infortunio preoccupa molto i sardi: le condizioni del difensore e quando potrebbe rientrare. Ci sono delle buone notizie!

Mina Cagliari: il difensore colombiano sotto osservazione ma ottimista per Verona. Le condizioni del centrale continuano a preoccupare

Archiviata la sconfitta casalinga contro il Bologna, il Cagliari di Fabio Pisacane guarda già avanti. La squadra rossoblù è concentrata sul prossimo impegno di campionato contro l’Hellas Verona, in programma domenica alle 15:00 allo stadio Bentegodi. Una sfida fondamentale per tornare a muovere la classifica e ritrovare fiducia dopo un periodo complicato. Tuttavia, in casa Cagliari l’attenzione resta alta soprattutto sulle condizioni fisiche di Yerry Mina, leader difensivo e figura chiave del gruppo.

Le condizioni di Mina Cagliari

Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, Mina è ancora sotto la stretta osservazione dello staff medico dopo il problema accusato nella sfida contro il Bologna. Il difensore colombiano, classe 1994, era appena rientrato da un infortunio al polpaccio rimediato contro l’Udinese, ma al 23’ del secondo tempo ha dovuto abbandonare il campo per un fastidio al bicipite femorale della gamba sinistra. Al suo posto è subentrato Zé Pedro.

Le prime valutazioni, però, sembrano incoraggianti: non ci sarebbero lesioni muscolari gravi, e la partecipazione di Mina alla trasferta di Verona non è esclusa. Il giocatore verrà monitorato giorno per giorno, con l’obiettivo di gestire il recupero nel modo più prudente possibile per evitare nuove ricadute. La priorità è garantire la sua piena efficienza nelle prossime settimane, decisive per il cammino del Cagliari in Serie A.

L’importanza di Mina per il Cagliari

La presenza di Yerry Mina è un elemento determinante nell’equilibrio difensivo rossoblù. Con i suoi 195 centimetri e la grande esperienza maturata tra Premier League e Nazionale colombiana, il centrale rappresenta un punto di riferimento imprescindibile sia sul piano tecnico che su quello carismatico. Il suo contributo è fondamentale soprattutto nei duelli aerei e nelle palle inattive, situazioni in cui il Cagliari ha mostrato qualche difficoltà nelle ultime giornate.

Pisacane e il suo staff confidano di recuperarlo in tempo per la delicata trasferta di Verona, dove serviranno compattezza e concentrazione per tornare a fare punti. L’obiettivo è ritrovare quella solidità difensiva che, con Mina al centro del reparto, ha spesso fatto la differenza. La speranza dell’ambiente rossoblù è che il gigante colombiano possa tornare presto a guidare la retroguardia e a trasmettere sicurezza a tutto il gruppo. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Calciomercato Milan, quel giocatore ha ‘stregato’ Moncada: pronto l’assalto per l’estate. Da battere la concorrenza del Chelsea

Calciomercato Milan, Suzuki nel mirino: Moncada prepara l’erede di Maignan. I rossoneri seguono da molto vicino l’estremo difensore giapponese

Il calciomercato del Milan entra nel vivo e si concentra su una questione cruciale: il futuro della porta rossonera. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il club di via Aldo Rossi avrebbe messo nel mirino Zion Suzuki, giovane portiere giapponese del Parma che sta impressionando in Serie A con prestazioni di altissimo livello. Il titolo del quotidiano è eloquente: “Suzuki strega Moncada, ma il Chelsea fa sul serio”.

La situazione di Mike Maignan è infatti sempre più incerta. Il rinnovo del portiere francese, in scadenza nel 2026, è fermo da mesi e le richieste economiche del giocatore non sembrano conciliarsi con la politica salariale del Milan. Per questo, la dirigenza si sta già muovendo sul fronte del calciomercato Milan per individuare un sostituto di grande affidabilità in vista della prossima stagione.

Tra i nomi valutati, Suzuki è quello che più intriga Geoffrey Moncada e il suo staff. Il giapponese, classe 2002, si sta imponendo come una delle rivelazioni del campionato: reattivo, freddo nelle uscite e dotato di un ottimo gioco con i piedi, caratteristiche che si sposano perfettamente con il progetto tecnico del Milan.

Un osservatore rossonero era presente pochi giorni fa a Marassi, in occasione di Genoa-Parma, per visionarlo dal vivo. La gara, terminata 0-0, ha visto Suzuki protagonista assoluto con quattro interventi decisivi e un rigore parato al 95’, una prestazione che ha ulteriormente acceso i riflettori sul suo talento.

Tuttavia, la concorrenza non manca. Anche il Chelsea ha inserito Suzuki nella propria lista di obiettivi per il futuro, considerandolo un possibile investimento a lungo termine. Il Parma lo aveva acquistato un anno fa per circa 8 milioni di euro, ma il suo valore oggi sarebbe già triplicato. Per il Milan, quindi, si prospetta un’operazione complessa, che richiederebbe un investimento importante e una trattativa accurata.

Il calciomercato del Milan dovrà dunque muoversi con rapidità e strategia: da un lato la necessità di blindare Maignan o monetizzare la sua eventuale cessione, dall’altro la volontà di assicurarsi un portiere di prospettiva ma già pronto per grandi palcoscenici. Suzuki rappresenta il profilo ideale per un club che vuole continuare a coniugare sostenibilità economica e competitività sportiva.

La sfida tra Milan e Chelsea per il giovane talento giapponese è solo all’inizio, ma in casa rossonera cresce la convinzione: Suzuki potrebbe davvero essere il futuro tra i pali del Diavolo. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Genoa, Serena Garitta: «Per i rossoblu ho rischiato di uscire dal Grande Fratello. Non siamo in un buon momento, ma ho fiducia per il futuro»

Genoa, Serena Garitta ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ ripercorre il suo amore per il Genoa e fa il punto anche sulla stagione

Serena Garitta, vincitrice della quarta edizione del Grande Fratello e ora volto di “Data Room” su Sky, si racconta in un’intervista a La Gazzetta dello Sport che ripercorre la sua carriera televisiva e la sua passione per il calcio, da sempre legata al suo amato Genoa.

DAL GRANDE FRATELLO ALLA TV – «Avevo 25 anni e il mito della tv. L’estate precedente avevo partecipato al provino di “Amici”, passai diverse selezioni ma non arrivai in fondo, così ci riprovai col Grande Fratello. Era un gioco, come comprare un biglietto della lotteria. La televisione mi attirava ma mi sembrava lontana. Ero una bambina degli Anni 80, studiavo Scienze Politiche e lavoravo in una palestra. Ricordo che vidi la scritta in sovrimpressione e lasciai un messaggio in segreteria raccontando tutte le corna che mi aveva messo il fidanzato dell’epoca e come avevo scoperto i suoi tradimenti… Evidentemente quel racconto tragicomico fece molto ridere gli autori, che mi presero. Ero molto più piccola di una 25enne di oggi, in quella fase della mia vita è stata un’esperienza meravigliosa affrontata nel modo giusto, con ingenuità. Mi sentivo Alice nel Paese delle Meraviglie. Per me era già una vittoria entrare, poi a un certo punto ho capito che potevo vincere. Ha cambiato totalmente il mio percorso e mi ha dato sicurezza e autostima, che mi mancavano per cercare di fare questo lavoro. Pensavo di non essere all’altezza, invece da allora sono rimasta in tv. Con i soldi vinti ho comprato una casa a Roma, che ho poi rivenduto quando ho deciso di tornare a Genova per stare più vicina a mio figlio».

IL GENOA E IL GRANDE FRATELLO: IL RISCHIO DELL’ESPULSIONE «Ehsì, sono stata graziata, ma al tifo non si comanda. Mi ero portata dietro cappellino e maglietta, poi mi hanno fatto avere un’altra maglia con tutte le firme. Nella casa però non si potevano avere contatti con il mondo esterno. Un giorno, quando eravamo rimasti solo in tre finalisti, stavo lavando i piatti, sentivo i cameraman lì vicino e a un certo punto non ho resistito: ho chiesto se potevano dirmi se il Genoa si fosse salvato. Nessuno mi rispose, sentii solo un “sei forte”, però scoppiò un putiferio. Per fortuna a quei tempi non c’erano i social e non uscì nulla, però mi convocarono e mi sgridarono di brutto».

IL RICORDO PIU’ BELLO DEL GENOA – «Quello di Bagnoli quando si qualificò alla Uefa, ricordo la formazione scritta sul diario. Da adolescente ero innamorata di Gennaro Ruotolo, ora quando lo incontro ci ridiamo su. Del Genoa di oggi mi piace Norton-Cuffy: ha una potenza fisica pazzesca. Nella mia squadra vorrei Nico Paz, mi ha impressionato. Non siamo in un buon momento, ma abbiamo la squadra per salvarci: il mister mi dà fiducia». LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Roma, Boniek promuove i giallorossi con riserva: «La squadra mi piace, ma ha un problema evidente da risolvere. Ecco cosa penso di Dovbyk»

Roma, Boniek al ‘Corriere dello Sport’ analizza il momento dei giallorossi soffermandosi anche sulle difficoltà che vive la squadra di Gasperini

Nella Roma ha giocato negli anni ’80 in qualità di stella di prima grandezza. Oggi Zbigniew Boniek la segue con attenzione e ne parla al Corriere dello Sport.

IL PROBLEMA DI GASP – «Qualche problema là davanti c’è ed è evidente ma penso anche che Gasperini sappia fare il suo mestiere: quindi fidatevi, troverà una soluzione e la squadra volerà».

ROMA DA CHAMPIONS – «Milan, Inter, Napoli e Juve sono le favorite per quei quattro posti. Mi auguro che la Roma possa entra re in questa lotta, signifi hereb be risolvere tanti problemi anche economici oltre che avere una prospettiva tecnica importante per il futuro. Se non ci fosse Gasperini in panchina direi che è qua si impossibile raggiungere il vertice, ma Gasp è una garanzia».

SQUADRA PROMOSSA – «È seconda con Inter e Napoli, o sbaglio?».

UNA SQUADRA CHE PIACE – «Sì, mi piace. È una squadra aggressiva e direi molto matura. Contro l’Inter, una squadra esperta e matura, la Roma meritava almeno un pareggio. Non bisogna deprimersi per una sconfitta. E in generale è piacevole guardare questa Roma».

DYBALA – «Aspettiamo che Dybala cresca di condizione. Lui è una scintilla».

DOVBYK – «Noto che quando gli danno la palla buona, fa quasi sempre centro. Ma cerca troppo il difensore centra le, anziché provare a smarcarsi. Ingaggia una sorta di duello con il centrale avversario, diventa sempre una gara a chi fa meglio a spallate. Non capisco. Se riuscisse ad attaccare gli spazi vuoti, provando qualche movimento senza palla, sarebbe sicuramente più pericoloso». LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Atalanta, brutte notizie per Scalvini: ancora uno stop per infortunio. L’ennesimo problema fisico rallenta la crescita del centrale della Dea

Atalanta, ancora uno stop per Scalvini. Il difensore si è fermato per un infortunio al bicipite femorale e lo stop si prospetta lungo

La carriera di Giorgio Scalvini, giovane talento del calcio italiano, è purtroppo segnata da una serie sfortunata di infortuni che ne stanno rallentando la crescita. Negli ultimi 504 giorni, il difensore ha collezionato più stop che presenze in campo, affrontando prima la rottura del legamento crociato e, più recentemente, una lesione muscolare alla coscia sinistra.

Il suo ultimo rientro, domenica scorsa contro la Lazio, aveva illuso tutti: Scalvini era entrato bene in partita, mostrando segnali positivi che facevano sperare in un suo utilizzo da titolare già in Champions League. Invece, gli esami di ieri hanno rivelato un nuovo infortunio al bicipite femorale, che lo costringerà a un’altra sosta di circa tre settimane.

Ripetuti stop hanno caratterizzato il suo percorso: dopo il crociato, una lesione alla spalla che lo ha costretto all’intervento chirurgico, e in questa stagione un problema all’adduttore. Ogni volta, un rientro sperato e un nuovo stop. Nonostante la sua forza e la determinazione, questa sequenza di infortuni sta diventando un ostacolo significativo per la sua giovane carriera. La speranza è che il prossimo rientro sia quello definitivo, permettendogli di esprimere appieno il suo potenziale. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PSV Napoli, tensione nella notte: scontri fra le tifoserie. 180 tifosi partenopei finiti in manette con accuse pesanti: la ricostruzione della polizia

PSV Napoli, alta tensione a Eindhoven prima della sfida di Champions League. Diversi tifosi partenopei sono stati arrestati

Cresce la tensione in Olanda in vista della partita di Champions League PSV Napoli, in programma questa sera allo stadio Philips di Eindhoven. La vigilia del match è stata infatti segnata da gravi episodi di disordine nel centro cittadino, dove circa 180 tifosi del Napoli sono stati arrestati dalla polizia olandese. Secondo quanto riportano i principali media dei Paesi Bassi, l’intervento delle forze dell’ordine è stato necessario per sedare comportamenti considerati “pericolosi e provocatori”, che avrebbero messo a rischio la sicurezza pubblica.

Le autorità locali, in particolare la polizia di Eindhoven, hanno spiegato che gli arresti sono avvenuti tra la serata di ieri e la notte, quando gruppi di sostenitori partenopei si sono radunati nelle vie centrali della città. L’agenzia di stampa Algemeen Nederlands Persbureau (ANP) riferisce che i tifosi del Napoli avrebbero lanciato oggetti e acceso fumogeni, causando momenti di tensione con la popolazione locale e con altri gruppi di ultras.

Non solo sostenitori italiani, però: anche quattro tifosi del PSV Eindhoven sono stati fermati per motivi analoghi. Gli incidenti si sono verificati in diverse zone della città, ma soprattutto nelle aree adiacenti ai locali e ai punti di ritrovo dei tifosi, dove la situazione è rapidamente degenerata.

La polizia olandese ha rafforzato il dispositivo di sicurezza in vista della partita PSV Napoli, che rappresenta una sfida cruciale per la terza giornata della fase a gironi della Champions League. L’incontro è particolarmente atteso, non solo per l’importanza sportiva, ma anche per il clima di rivalità acceso tra le due tifoserie.

Le autorità municipali di Eindhoven hanno chiesto ai cittadini di evitare il centro città nelle ore precedenti al match e hanno invitato i tifosi a mantenere un comportamento rispettoso. La prefettura ha inoltre disposto controlli più severi agli ingressi dello stadio, con misure volte a impedire l’introduzione di alcolici, fumogeni e altri materiali pericolosi.

Nonostante l’allerta, le squadre di PSV e Napoli si preparano a concentrarsi sul campo: i padroni di casa cercano punti fondamentali per continuare la corsa agli ottavi, mentre il Napoli vuole confermare la propria crescita europea. La speranza è che il calcio, e non gli incidenti, torni protagonista della serata olandese. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Inter, Materazzi non ha dubbi: «I nerazzurri sono squadra più forte in Serie A. Champions? Il trionfo lo si gioca dopo Natale. E su Akanji dico che…»

Inter, l’ex difensore ha parlato ai microfoni del ‘Corriere dello Sport’ analizzando nei dettagli il campionato dei nerazzurri e non solo.

Marco Materazzi, leggenda dell’Inter e del calcio italiano, ha espresso le sue opinioni sul campionato, sulla Champions League e sul futuro della Nazionale. L’ex difensore, presente a Roma per un evento con Francesco Totti, ha analizzato lo stato di forma delle squadre e i protagonisti del momento. Ecco le sue parole sul Corriere dello Sport.

SCUDETTO – «Sono rimaste cinque sorelle. Sono tutte lì, ma credo che la più forte sia l’Inter. Non per fede, ma perché ha dimostrato negli anni e nella costruzione della squadra grande equilibrio, forza e qualità. Con la Roma ha vinto bene, soffrendo solo un quarto d’ora e portando in porto una partita importantissima».

IL MILAN – «Sta facendo un grandissimo campionato, anche perché non ha le coppe».

CHAMPIONS LEAGUE: L’INTER PUÒ FARE BENE – «La Champions io dico sempre che si gioca prima di Natale e dopo Natale. La squadra però ha sempre reagito dopo le finali».

AKANJI – «A livello tecnico è indiscutibile, poi quella di sbagliare poco chi acquisti è una prerogativa di Ausilio». LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

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