Pagina 73 – Calcio News 24

Caso Hakimi, presentato ricorso in Cassazione dopo le accuse di stupro. La ricostruzione di quanto sta succedendo!

Caso Hakimi, l’esterno marocchino ha presentato un ricorso in Cassazione dopo le accuse di stupro. Cosa succede

Una vera e propria corsa contro il tempo sul piano legale per il terzino del Paris Saint-Germain. Nel tentativo estremo di scongiurare l’apertura del dibattimento in aula, Achraf Hakimi ha deciso di giocarsi l’ultima carta a sua disposizione all’interno del sistema giudiziario d’Oltralpe. Stando a quanto rivelato nelle scorse ore dal quotidiano francese Le Parisien, il calciatore marocchino ha formalizzato l’impugnazione dinanzi alla Suprema Corte.

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Dalle accuse del 2023 al rinvio a giudizio a Versailles

La complessa vicenda giudiziaria affonda le proprie radici nei primi mesi del 2023, per la precisione in relazione a episodi che si sarebbero verificati il 25 febbraio di quell’anno, quando una giovane donna ha mosso nei confronti dell’ex giocatore dell’Inter la gravissima accusa di stupro. Da quel momento è iniziato un lungo iter investigativo e processuale che ha recentemente vissuto uno snodo cruciale.

Lo scorso 19 giugno, infatti, la Corte d’Appello di Versailles si era pronunciata sfavorevolmente nei confronti della linea difensiva del terzino, confermando in via definitiva il suo rinvio a giudizio. I magistrati di secondo grado avevano così convalidato la decisione di spedire il calciatore a processo davanti alla Corte criminale dipartimentale degli Hauts-de-Seine. Una pesante battuta d’arresto che ha spinto i legali del giocatore a predisporre immediatamente l’ultimo controricorso possibile per vie legali.

Cosa succede adesso: il significato del ricorso in Cassazione

L’azione promossa dal difensore del club parigino costituisce l’ultimo scalino dell’ordinamento giuridico per tentare di ribaltare le decisioni finora assunte. Va tuttavia specificato che il ricorso in Cassazione rappresenta l’ultimo grado di impugnazione e possiede una natura prettamente tecnica. I giudici di questa specifica corte non avranno infatti il compito di riaprire l’istruttoria o di rivalutare nel merito le prove e la veridicità dei fatti contestati al tesserato del PSG.

L’obiettivo esclusivo del collegio sarà quello di verificare la corretta applicazione della legge da parte dei tribunali dei gradi precedenti. Gli avvocati di Hakimi cercheranno di dimostrare l’esistenza di eventuali vizi di forma o di errori procedurali commessi dai giudici di Versailles nel confermare il rinvio a giudizio. Se la Suprema Corte dovesse respingere l’istanza, per la stella del calcio internazionale si aprirebbero definitivamente le porte del tribunale penale.

Dani Ceballos e il Real Madrid si separano: ufficiale l’addio tra il centrocampista e i Blancos. Dove potrebbe trasferirsi ora!

Dani Ceballos lascia il Real Madrid: ufficiale l’addio del centrocampista con i blancos. Ecco quale sarà il suo futuro

Una separazione annunciata che chiude un’era ricca di successi. Il Real Madrid e Dani Ceballos hanno sancito la fine della loro avventura professionale comune. Attraverso un comunicato ufficiale diffuso sui propri canali societari, il club della capitale spagnola ha reso noto di aver trovato un accordo bilaterale con il centrocampista andaluso per interrompere anticipatamente il rapporto calcistico. Si conclude così una militanza significativa, caratterizzata da trionfi straordinari sia in ambito nazionale che internazionale.

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I numeri e i successi della storia recente: un palmarès da capogiro

L’avventura del mediano nativo di Utrera con la gloriosa camiseta blanca era iniziata lontano, nell’estate del 2017, un momento storico in cui la compagine guidata dal presidente Florentino Perez stava dettando legge nel calcio europeo. Nonostante un percorso non sempre vissuto sotto la luce dei riflettori come titolare fisso, anche a causa della fitta concorrenza in una delle linee mediane più forti della storia del calcio, il classe 1996 è riuscito a ritagliarsi un ruolo importante grazie alla sua ottima qualità tecnica e a un encomiabile spirito di adattamento.

Nel corso delle sette stagioni complessive trascorse all’interno della prima squadra, Ceballos ha collezionato la bellezza di 215 presenze ufficiali in tutte le competizioni. Un bottino di partite impreziosito da una bacheca strabiliante che conta ben 16 titoli complessivi. Nel dettaglio, il centrocampista ha sollevato al cielo 3 Champions League, 4 Mondiali per club, 3 Supercoppe europee, 2 campionati spagnoli, 1 Copa del Rey e 3 Supercoppe spagnole. Statistiche monumentali che lo inseriscono di diritto tra i protagonisti stabili del ciclo recente del madridismo.

Il caloroso saluto della Casa Blanca e il futuro del giocatore

La fine del vincolo contrattuale non cancella l’affetto e la stima profonda che legano la società al calciatore. Nella nota di commiato, la dirigenza delle Merengues ha voluto esprimere profonda gratitudine per il costante impegno e l’assoluta dedizione garantiti dal centrocampista in questi anni, esaltandone la condotta a difesa dei colori sociali.

Il sodalizio madrileno ha voluto estendere i migliori auguri per il futuro personale e professionale del ragazzo, sottolineando con trasporto che il Real Madrid rimarrà per sempre la sua vera casa. Questa separazione consensuale permetterà ora a Ceballos di rimettersi in gioco sul fronte del calciomercato internazionale da svincolato. Sullo sfondo si profila con insistenza l’ipotesi di un romantico ritorno al Betis Siviglia, la squadra che lo ha lanciato nel grande calcio. Una pista caldissima che il regista andaluso preferirebbe ad altre opzioni, nonostante nelle ultime ore si sia registrato un forte interessamento da parte di alcune importanti big della Serie A italiana, affascinate dall’opportunità di tesserare un profilo simile a parametro zero.

Niente lutto al braccio per la Francia: la FIFA nega l’autorizzazione in ricordo della madre di Deschamps

La FIFA nega il lutto al braccio alla Francia in ricordo della madre del ct Didier Deschamps. Niente autorizzazione

In occasione del delicato scontro della fase a gironi dei Mondiali 2026 contro la Norvegia, i calciatori della Francia non avranno la possibilità di scendere sul terreno di gioco esibendo la classica fascia nera sul braccio. Nelle ultime ore, infatti, i vertici del massimo organismo calcistico internazionale hanno respinto formalmente la richiesta di deroga avanzata dalla federazione transalpina.

Niente eccezioni al regolamento: bloccato il tributo dei Bleus

Le intenzioni del gruppo dei Bleus erano nobilissime e chiarissime: manifestare vicinanza e profondo cordoglio al proprio commissario tecnico, Didier Deschamps, colpito nei giorni scorsi dal gravissimo lutto per la scomparsa della madre. Le indiscrezioni della vigilia davano per scontata la presenza del simbolo di rispetto sulle maniche delle divise ufficiali. Tuttavia, la FIFA ha negato l’autorizzazione necessaria per apportare qualsiasi modifica all’equipaggiamento standard concordato per la rassegna iridata.

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A causa di questo rigido verdetto istituzionale, la compagine transalpina si ritrova costretta a rinunciare a un tributo visivo e immediato verso il proprio allenatore durante la partita di questa sera. I vertici svizzeri hanno applicato alla lettera i propri protocolli interni, che vietano l’esibizione di marchi, slogan o simboli personali, religiosi o politici senza una preventiva approvazione straordinaria.

Nonostante l’inflessibilità della federazione internazionale impedisca l’utilizzo del lutto al braccio, lo spogliatoio troverà indubbiamente modi alternativi per far sentire il proprio affetto al tecnico. La gara di oggi si carica così di una componente emotiva enorme per i calciatori, determinati a conquistare un successo da dedicare interamente alla propria guida in questo momento di profondo dolore privato.

La storica rigidità della Federazione Internazionale sulle divise

Non rappresenta certamente una novità la linea di assoluta fermezza mostrata dall’ente organizzatore su questo specifico fronte. Le direttive legate al vestiario e agli accessori per i Mondiali figurano da sempre tra le più severe e blindate del panorama sportivo globale. Ciò non toglie che la scelta abbia generato un forte moto di dissenso tra i sostenitori francesi, i quali speravano di vedere la propria squadra unita in un caloroso e visibile abbraccio virtuale verso la famiglia Deschamps.

Goncalo Ramos al Milan, è fatta! Accordo trovato per l’attaccante portoghese. Firma-record per i rossoneri, superato il primato di Leao

Goncalo Ramos al Milan, è fatta! L’attaccante portoghese ha trovato l’accordo con i rossoneri, firma record per superare Leao

La sessione estiva dei trasferimenti regala il botto più atteso e spettacolare per il Milan, infiammando la piazza rossonera con un’operazione di livello internazionale. La complessa trattativa per portare sotto la Madonnina Gonçalo Ramos ha infatti raggiunto la definitiva fumata bianca. Secondo Fabrizio Romano, è stato raggiunto l’accordo tra i club ed è arrivato il via libera totale anche per quanto riguarda i termini personali del giocatore. Un blitz strategico che permette alla dirigenza di assicurarsi la prima scelta assoluta per il reparto avanzato, bruciando sul tempo una folta concorrenza continentale.

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Una firma record per la storia del Milan: superato il primato di Leão

I vertici di Via Aldo Rossi hanno deciso di rompere gli indugi sul budget, autorizzando un investimento straordinario che testimonia le grandissime ambizioni della proprietà per i prossimi anni. L’acquisto del centravanti portoghese rappresenta a tutti gli effetti una firma record per il Milan, un’operazione che riscrive la storia economica recente del sodalizio milanese.

La spesa complessiva andrà infatti a superare il precedente record societario stabilito per l’acquisto di Rafael Leão, che era di 50 milioni di euro. La cifra finale che verrà versata nelle casse del Paris Saint-Germain sarà di molto superiore a questa base, attorno ai 70 milioni di euro bonus compresi. Un segnale di forza impressionante lanciato a tutta la Serie A e alle grandi potenze del calcio europeo.

Intesa blindata con il calciatore: decisivo il ruolo di Jorge Mendes

A spianare definitivamente la strada verso la conclusione positiva dell’affare è stato il totale accordo anche da parte del giocatore. Gonçalo Ramos, desideroso di trovare una piazza che lo mettesse al centro del villaggio tecnico, ha sposato con entusiasmo il progetto prospettatogli dalla dirigenza milanista, dando l’assoluta precedenza ai colori rossoneri rispetto alle ricche sirene della Premier League e della Turchia.

Un ruolo cruciale nella cabina di regia dell’operazione è stato svolto dal super-agente Jorge Mendes, il cui lavoro diplomatico ha permesso di incastrare rapidamente le richieste del giocatore con i parametri finanziari del club italiano.

De Vrij lascia l’Inter e vola al Panathinaikos: si chiude l’era italiana del difensore durata 12 anni

De Vrij diventerà un nuovo giocatore del Panathinaikos: addio all’Italia del difensore dopo ben 12 anni. La sua storia

Un lunghissimo, glorioso e vincente capitolo della storia recente della Serie A giunge ufficialmente al capolinea. Stefan de Vrij lascia l’Inter e l’Italia per trasferirsi al Panathinaikos! L’operazione chiusa in modo definitivo tra le parti proietta il difensore centrale olandese verso una nuova avventura professionale nella Super League greca. Dopo l’accordo totale trovato, secondo Fabrizio Romano, il calciatore sarà presto ad Atene per visite mediche e firme, formalizzando così il suo addio definitivo al calcio italiano.

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Dodici anni da pilastro in Serie A: la straordinaria epopea italiana di de Vrij

Con la partenza del classe 1992, il nostro campionato perde uno dei registi difensivi più intelligenti, eleganti e tatticamente preparati degli ultimi quindici anni. L’avventura italiana di de Vrij era iniziata lontano, nell’estate del 2014, quando la Lazio decise di scommettere su di lui prelevandolo dal Feyenoord all’indomani di un Mondiale vissuto da assoluto protagonista con la maglia dell’Olanda. All’ombra del Colosseo, il centrale si è imposto rapidamente come un top player assoluto del ruolo, collezionando oltre 110 presenze ufficiali e conquistando una Supercoppa Italiana nel 2017, superando in finale la Juventus.

Il definitivo salto di qualità, sia in termini di palmarès sia di consacrazione internazionale, si è però concretizzato nel 2018 grazie al suo trasferimento a parametro zero all’Inter. In maglia nerazzurra de Vrij è diventato il guardiano indiscusso e il perno centrale della linea difensiva a tre, prima sotto la guida tecnica di Antonio Conte e successivamente con Simone Inzaghi. Insieme a Milan Skriniar e Alessandro Bastoni, ha composto una delle retroguardie più solide e invidiate d’Europa.

I suoi straordinari meriti sul campo sono stati certificati anche a livello individuale: nella stagione 2019/20 è stato infatti eletto miglior difensore della Serie A. Un premio prestigioso che ha fatto da preludio a una striscia di successi collettivi eccezionale. Nel corso della sua militanza a Milano, l’olandese ha arricchito la propria bacheca vincendo tre Scudetti (quello del diciannovesimo titolo nel 2021, quello storico della seconda stella e quello appena cucito sul petto), tre Coppe Italia e ben quattro Supercoppe Italiane. In totale, la sua gloriosa esperienza nel nostro Paese si chiude con un bottino monumentale da 300 presenze nel massimo campionato, nobilitate da una leadership silenziosa e da un rendimento sempre di altissimo livello.

La nuova sfida ad Atene: il Panathinaikos si assicura un leader

Ora per de Vrij è tempo di voltare pagina e iniziare un nuovo percorso. Il Panathinaikos si assicura un profilo di assoluta caratura internazionale, un calciatore integro e abituato alle grandi pressioni della Champions League. Il club ellenico inserisce così nel proprio scacchiere un leader carismatico per dare l’assalto al titolo nazionale, mentre l’Inter saluta un professionista esemplare, alleggerendo il monte ingaggi per rimodellare la propria difesa.

Udinese Zaniolo, trattativa in stallo: manca ancora l’intesa sul nuovo ingaggio

Nessun accordo sul rinnovo di contratto: Zaniolo e l’Udinese non trovano ancora l’intesa economica. Le ultimissime

L’Udinese e Nicolò Zaniolo non hanno ancora trovato un accordo per il nuovo ingaggio. I dialoghi vanno avanti da prima del 15 giugno, data in cui il club friulano ha formalizzato l’esercizio del diritto di riscatto, mantenendo la promessa di tornare al tavolo per ridiscutere i termini economici.

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Zaniolo aveva firmato sul gong dell’ultimo mercato e l’impegno dell’Udinese era quello di definire un nuovo accordo prima dell’inizio della prossima stagione. Le parti hanno continuato a confrontarsi nelle ultime settimane, ma la fumata bianca non è ancora arrivata.

Se la situazione non dovesse sbloccarsi, il giocatore valuterà la possibilità di guardarsi attorno e prendere in considerazione un nuovo progetto.

In sintesi, il futuro è ancora un rebus: la trattativa è ancora aperta e dipenderà da tre fattori chiave: la volontà del giocatore, l’offerta economica concreta che arriverà all’Udinese e la formula contrattuale proposta dalle squadre interessate; nelle prossime settimane, con l’avvio ufficiale del mercato estivo, è probabile che emergano contatti più definiti e possibili offerte formali.

Tonali, asta inglese: Tottenham in pole, il Newcastle alza il muro

Premier League in pressing su Sandro Tonali: Tottenham avanti, Newcastle irremovibile. La valutazione è monstre

Sandro Tonali è diventato uno dei nomi più caldi del mercato inglese. Dopo tre stagioni al Newcastle, il centrocampista italiano è finito al centro delle strategie del Tottenham di Roberto De Zerbi, che lo considera la priorità assoluta per rinforzare la mediana in vista della prossima stagione.

Gli Spurs avrebbero già raggiunto un’intesa di massima con il giocatore, ma resta da superare l’ostacolo più grande: convincere il Newcastle. La prima offerta da 95 milioni di euro è stata respinta, mentre il Manchester City osserva da vicino l’evoluzione della trattativa ed è pronto a spingersi fino a 100‑105 milioni. I Magpies, però, hanno fissato una richiesta molto chiara: non meno di 115 milioni per lasciar partire il classe 2000.

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Il contesto: Guimarães verso l’Arsenal, Tonali può diventare un record

Nel frattempo, il Newcastle sta portando avanti anche la trattativa per la cessione di Bruno Guimarães all’Arsenal. Se l’operazione dovesse andare in porto, i bianconeri avrebbero margine per valutare l’uscita di Tonali, che diventerebbe così il calciatore italiano più costoso di sempre: supererebbe il record di Mateo Retegui (68,5 milioni) e migliorerebbe anche il suo stesso trasferimento dal Milan al Newcastle, avvenuto nel 2023 per 58,9 milioni.

Una trattativa destinata a infiammare il mercato

Con Tottenham e Manchester City pronte a rilanciare e il Newcastle deciso a non svendere, il dossier Tonali è destinato a diventare uno dei temi centrali dell’estate inglese. De Zerbi lo vuole, il City ci pensa, i Magpies resistono: la sensazione è che la partita sia appena iniziata.

Blomberg: «Italia? Non sono più forti come una volta. I Pirlo, i Del Piero, gli Inzaghi non li vedo più»

Blomberg non ha dubbi: «Italia? Non sono più forti come una volta. I Pirlo, i Del Piero, gli Inzaghi non li vedo più». Le parole

Ole Didrik Blomberg, centrocampista del Bodo/Glimt che ha eliminato l’Inter nell’ultima Champions League e segnato contro la Juventus nella fase campionato, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport.

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PAROLE – «Stiamo costruendo il nuovo stadio a Bodo, non vedo l’ora di vederlo. Per noi è impossibile avere un campo in erba, abbiamo il sintetico che è un elemento di difficoltà per le squadre italiane e un elemento di vantaggio per noi. Ma il calcio norvegese ha fatto molti passi avanti, ora ci sono almeno un paio di squadre che possono competere a livello europeo»

NORVEGIA «Abbiamo una squadra molto forte, con giocatori importanti anche a livello internazionale. Ci hanno etichettati come il “dark horse” della competizione e questo attira molto l’attenzione. Per anni abbiamo avuto molte debolezze ma ora la squadra è solida, abbiamo giocatori molto forti soprattutto in attacco. Per me vince la Francia, ma ovviamente tifo per la Norvegia»

SULL’ITALIA – «Non sono più forti come una volta. L’Italia ha buoni giocatori, certo, ma i Pirlo, i Del Piero, gli Inzaghi io non li vedo più. Non so cosa manca, forse qualcosa nel modo in cui crescono i giovani, nel modo in cui si allenano fin da piccoli. Il calcio è cambiato molto negli ultimi anni, è diventato molto più fisico. La Serie A ha perso smalto ma resta nella top 4 dei migliori campionati al mondo»

MILAN – «Il Milan. Non perché lo tifassi da bambino ma perché è una delle ultime big italiane che mi manca».

Milan, Massimo Calvelli è il nuovo CEO: continuità e strategia al centro del progetto

Milan, arriva la svolta ai vertici: Massimo Calvelli è il nuovo CEO. Pubblicata la nota ufficiale dei rossoneri

Il Milan ha ufficializzato la nomina di Massimo Calvelli come nuovo Chief Executive Officer del club. Già membro del Consiglio d’Amministrazione dall’autunno scorso e operativo con le deleghe assunte dopo la fine del rapporto con Giorgio Furlani, Calvelli consolida così il proprio ruolo alla guida di via Aldo Rossi.

Una scelta che punta a garantire continuità gestionale e a imprimere una spinta strategica immediata all’intera struttura rossonera.

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La visione RedBird e l’ambizione di Cardinale

Oltre alla carica di CEO del Milan, Calvelli manterrà anche i ruoli di CEO International del RedBird Development Group e di Operating Partner di RedBird Capital Partners.

Questa nomina riflette il modello operativo di RedBird, basato su una visione d’investimento di lungo periodo unita a competenze manageriali integrate, pensate per accelerare l’esecuzione della strategia del club.

Prima dell’ingresso in RedBird, Calvelli ha guidato l’ATP come CEO dal 2020 al 2025 e ha maturato esperienze internazionali in realtà come Nike, Wilson Sporting Goods e Amer Sports, un percorso che rafforza ulteriormente il profilo manageriale scelto da Gerry Cardinale.

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Vertice a Casa Milan: Cardinale detta la linea e accelera per Gonçalo Ramos e non solo

Casa Milan, vertice decisivo: Cardinale traccia la rotta del futuro rossonero e spunta anche il nome di Alajbegovic

Il Milan è pronto a cambiare passo. Oggi, a Casa Milan, si è svolto un vertice di mercato di grande peso, alla presenza del patron Gerry Cardinale. All’incontro – durato oltre un’ora – hanno partecipato anche l’ad Massimo Calvelli e i responsabili dell’area sportiva: Hendrik Almstadt (Player Trading), Bobby Gardiner (Football Intelligence) e Donato Lomonte (scouting).

Durante il summit, Cardinale ha illustrato nel dettaglio il piano strategico per rilanciare il club, ribadendo la volontà della proprietà di soddisfare le richieste del nuovo allenatore Ruben Amorim.

Obiettivo numero uno: Gonçalo Ramos

Come riportato da SportMediaset, il primo grande obiettivo dell’estate rossonera riguarda l’attacco. Il Milan è pronto a investire 45 milioni di euro più bonus per Gonçalo Ramos, centravanti del PSG attualmente impegnato al Mondiale con il Portogallo.

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La dirigenza vuole accelerare per anticipare la forte concorrenza internazionale e consegnare ad Amorim un attaccante già pronto per il salto di qualità.

Il talento del futuro: Ibrahimovic stregato da Alajbegovic

Parallelamente al colpo per l’attacco, il Milan guarda anche al domani. Nel mirino c’è Kerim Alajbegovic, esterno classe 2007 del Bayer Leverkusen e protagonista al Mondiale con la Bosnia.

Il giovane talento ha impressionato l’intera area tecnica rossonera, ma soprattutto Zlatan Ibrahimovic, rimasto colpito dalla personalità e dalle qualità mostrate sul palcoscenico internazionale.

Il Milan punta così a un mix di esperienza e gioventù per tornare competitivo ai massimi livelli, in linea con le ambizioni di Amorim e della proprietà.

«Durante questo vertice, che durato un’ora abbondante, Cardinale ha illustrato il suo piano per il rilancio del Milan e ha ribadito la volontà di accontentare le richieste di Ruben Amorim sul mercato. Su questo fronte, il primo grande investimento sarà in attacco: è infatti pronta un’offerta da 45 milioni di euro più bonus per Gonçalo Ramos, centravanti del PSG attualmente impegnato al Mondiale con il Portogallo. Il Diavolo ha fretta di chiudere per anticipare la concorrenza».

Juventus Bologna, incastro perfetto: Miretti verso l’Emilia, Lucumì pronto a sbarcare a Torino

Lucumì alla Juve a inizio luglio e Miretti al Bologna entro fine giugno: semaforo verde al doppio affare sull’asse Torino‑Emilia

Il mercato sull’asse Torino‑Bologna procede secondo un incastro quasi perfetto, diviso in due fasi scandite dalle esigenze economiche e dai tempi tecnici delle operazioni. Il primo movimento riguarda Fabio Miretti, ormai destinato a trasferirsi in Emilia. A ruota, nei primi giorni di luglio, sarà il turno di Jhon Lucumì, pronto a vestire il bianconero.

A riportarlo è La Gazzetta dello Sport, sottolineando come la Juventus abbia un’urgenza immediata: registrare una plusvalenza da 12‑13 milioni entro martedì prossimo. La cessione di Miretti, ormai in via di definizione, garantirà la stabilità necessaria ai conti della Continassa.

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Lucumì, il rinforzo scelto da Spalletti

Superata la scadenza del 30 giugno, scatterà la seconda parte dell’operazione: l’arrivo a Torino di Lucumì. Il centrale colombiano, valutato circa 20 milioni, ha già dato il proprio totale assenso al trasferimento, spinto dall’idea di inserirsi nel progetto Juventus dopo tre stagioni di crescita costante a Bologna.

Lucumì gode della piena fiducia di Luciano Spalletti, che ne apprezza l’impostazione palla al piede, la leadership e la duttilità: può agire sia al centro della difesa sia sulla corsia destra, caratteristiche che lo rendono un profilo ideale per il nuovo assetto bianconero.

Bologna, Miretti jolly per Tedesco e caccia al sostituto in difesa

Sul fronte Bologna, l’arrivo di Miretti rappresenta un innesto prioritario per Domenico Tedesco. Il tecnico apprezza la grande flessibilità tattica del centrocampista, capace di muoversi da interno in una mediana a tre, da sottopunta o da schermo davanti alla difesa in un 4‑2‑3‑1.

Per sostituire Lucumì, la dirigenza emiliana sta lavorando su più piste:

  • Fedde Leysen — Mancino dell’Union Saint‑Gilloise, prima scelta, valutato circa 10 milioni.
  • Bonini (Almeria), Akcicek (Al Hilal) e Pirola (Olympiacos) — profili alternativi monitorati con attenzione.

Le altre mosse: fasce, attacco e giovani

Il Bologna valuta anche il rinnovo del prestito di Joao Mario dalla Juventus, mentre restano vivi i dialoghi per due esterni inglesi: Daniel Oyegoke (valutato 5 milioni) e Kieron Bowie (10 milioni).

Per quanto riguarda i giovani, Raimondo resterà un altro anno al Frosinone in prestito secco.


Bonucci sicuro su Corradi: «E’ pronto per la Sampdoria. La stagione con Allegri al Milan gli ha permesso di crescere»

Bonucci su Corradi: «E’ pronto per la Sampdoria. La stagione con Allegri al Milan gli ha permesso di crescere». Le parole

La nuova avventura di Bernardo Corradi sulla panchina della Sampdoria incassa un sostegno di peso. A parlare del tecnico blucerchiato è stato Leonardo Bonucci, che conosce bene l’ex attaccante grazie all’esperienza condivisa nello staff dell’Italia Under 20.

Intervistato da La Repubblica, l’ex difensore della Juventus ha tracciato un profilo estremamente positivo di Corradi, soffermandosi soprattutto sulle sue qualità umane, sulla gestione del gruppo e sulla capacità di lavorare con i giovani: aspetti che, secondo Bonucci, rappresentano il vero valore aggiunto del nuovo allenatore doriano.

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Un segnale importante per una Samp in cerca di identità

Per la Sampdoria, reduce da una fase complessa e impegnata a ricostruire una chiara identità tecnica, le parole di Bonucci assumono un peso significativo. Corradi arriva in una piazza esigente, ma anche capace di trascinare la squadra quando ritrova entusiasmo e compattezza.

Il suo profilo, unito alla fiducia espressa da chi ha lavorato al suo fianco, contribuisce a creare un clima di attesa positiva attorno al nuovo corso blucerchiato.

CORRADI COME TECNICO E PERSONA – «Bernardo mette i giocatori davanti a tutto e un suo punto di forza è la capacità di relazionarsi con più giovani, parla il loro linguaggio, sa come gestirli, assecondarli, aiutarli. Prima di tutto, è un uomo di grandi valori, ha sempre puntato forte sulla compattezza e la complicità nello staff tecnico. La stagione con Allegri al Milan gli ha permesso di crescere sul campo e nel modo di rapportarsi con uno spogliatoio di giocatori esperti e di peso. È pronto a vivere questa grande e affascinante esperienza in una piazza grande ed esigente, che ha bisogno di entusiasmo per darti poi una grandissima mano in termini di punti e risultati. Al Ferraris è sempre dura per tutti».

MODULO – «In Under 20 si è privilegiato il 4-3-1-2 per esaltare le caratteristiche di alcuni giocatori e su richiesta della parte tecnica della Figc, ma talvolta si è usato anche la difesa a tre».

LE PRESSIONI – «Sono sicuro che saprà gestire le difficoltà e le pressioni derivanti dal salto di ruolo. Sono davvero molto fiducioso e certamente lo seguirò con grande attenzione. La conoscenza di altre lingue è imprescindibile per poter dialogare con i giocatori e le proprietà straniere, che sono in aumento. Le piazze vanno vissute e capite, senza pensare al tempo di permanenza in una rosa».

Gonçalo Ramos, il tassello che completa il nuovo attacco del Milan di Amorim

Gonçalo Ramos idea Milan: dinamismo e fiuto del gol per il salto di qualità rossonero del nuovo corso Amorim

Gonçalo Ramos è il profilo che il Milan cerca: dinamismo, capacità di attaccare la profondità e numeri concreti in stagione lo rendono un’opzione credibile per rinforzare l’attacco rossonero.

Gonçalo Ramos arriva al Milan come idea concreta: il giocatore del Paris Saint‑Germain ha già manifestato gradimento per la destinazione e i primi contatti con l’agente Jorge Mendes sono stati avviati. Il suo contratto con il PSG scade il 30 giugno 2028 e il portoghese ha costruito in Francia una produzione offensiva significativa che giustifica l’interesse milanista.

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Caratteristiche tecniche

Ramos è un attaccante moderno: si muove su tutto il fronte offensivo, attacca la profondità con tempismo e crea spazi per i compagni grazie ai suoi movimenti. Non è solo finalizzatore ma anche raccordo tra le linee, capace di giocare come centravanti puro o come riferimento più mobile. Il suo stacco di testa e la presenza in area completano un profilo versatile, adatto al calcio dinamico di Ruben Amorim.

I numeri

Nella stagione più recente Ramos ha partecipato a un numero consistente di gare: secondo i dati Opta ha totalizzato 50 presenze complessive e 13 gol in tutte le competizioni, per un rapporto minuti/gol che si attesta intorno a 1 gol ogni 145 minuti. Questi numeri confermano la sua capacità di incidere anche entrando a gara in corso.

Esperienza e impatto internazionale

Ramos è un elemento già affermato anche con la Nazionale portoghese: 26 presenze e 10 gol con la maglia del Portogallo, inclusa la celebre tripletta agli ottavi del Mondiale 2022 contro la Svizzera che ne ha accelerato la carriera.

Per il Milan Ramos rappresenta un investimento tecnico coerente: offre profondità, movimento e un rendimento verificabile su numeri concreti. La trattativa dipenderà da valutazioni economiche e dalla volontà del PSG di cederlo, ma sul piano tattico il portoghese è un profilo che può sposare il progetto rossonero.

Como, colpo da 60 milioni: accordo per ricomprare Nico Paz! Il Real si tutela con una nuova clausola

Nico Paz torna al Como per 60 milioni: operazione chiusa, il Real inserisce una nuova clausola di riacquisto

Niente da fare per le altre pretendenti: il Como ha accelerato in modo decisivo e ha trovato l’accordo per riportare Nico Paz in riva al lago. Come riportato da Fabrizio Romano, il club lariano ha scelto di esercitare la possibilità di ricomprare il talento argentino dal Real Madrid per 60 milioni di euro, cifra fissata nella finestra di prelazione concessa dagli spagnoli.

Le merengues, però, si sono tutelate inserendo una nuova clausola di recompra, che consentirà loro di mantenere il controllo sul futuro del giocatore.

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La mossa del Real: prelazione al Como e valutazione diversa per gli altri club

Il Real Madrid aveva attivato nei giorni scorsi la clausola di recompra presente nel contratto di Paz, aprendo al Como una finestra esclusiva fino a fine mese per riacquistarlo a 60 milioni. Per tutte le altre società interessate, invece, la valutazione era stata fissata a 70 milioni.

Tra queste c’era anche l’Inter, che però non avrà modo di intervenire: il Como ha deciso di chiudere subito, sfruttando la prelazione.

L’accordo col Como: recompra del Real a 80 milioni

Il club lariano ha scelto di investire i 60 milioni richiesti, mentre il Real Madrid ha alzato la cifra della futura recompra a 80 milioni di euro, mantenendo così un margine di controllo sul percorso del giocatore.

Una strategia che conferma quanto il club spagnolo continui a credere nel talento di Paz, pur lasciandogli spazio per crescere altrove.

Nico Paz giocherà la Champions League con il Como

Con l’accordo ormai definito, Nico Paz sarà protagonista della prossima Champions League con il Como, un traguardo storico per il club e un palcoscenico ideale per un talento in piena ascesa.


Mondiale per Club 2029, FIFA ed EFC verso una collaborazione: ipotesi rivoluzione nel format

Verso il Mondiale per Club 2029: FIFA ed EFC valutano una partnership che può cambiare il nuovo torneo

In vista della seconda edizione del Mondiale per Club 2029, in programma nell’estate del 2029, la FIFA e l’European Football Clubs – il nuovo nome della vecchia ECA, che oggi rappresenta oltre 700 club europei – stanno valutando la possibilità di una collaborazione per la gestione del torneo. A riportarlo è The Guardian, secondo cui il dialogo tra le parti è già avviato.

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Possibili cambiamenti: addio al limite di due squadre per Paese

L’ipotesi di una partnership potrebbe aprire la strada a modifiche significative rispetto alla prima edizione del 2025, disputata negli Stati Uniti e vinta dal Chelsea in finale contro il Paris Saint‑Germain, il cui presidente Nasser Al‑Khelaifi guida oggi la EFC.

Tra le proposte al vaglio c’è l’eliminazione del vincolo che limita a due il numero massimo di squadre per singolo Paese. In questo scenario, oltre alle vincitrici dei titoli continentali, verrebbero selezionati club in base al ranking speciale che considera i punti ottenuti in Champions League.

Una modifica che spalancherebbe le porte a un numero maggiore di squadre della Premier League, oggi la lega più rappresentata ai vertici europei.

Ipotesi ampliamento a 48 squadre

Da tempo si discute anche di un possibile ampliamento del torneo, seguendo il modello dei Mondiali per Nazionali: l’idea è portare il Mondiale per Club a 48 partecipanti.

Questo comporterebbe un aumento dei posti per ogni confederazione, UEFA inclusa (che nel 2025 ne aveva 12). Una scelta che favorirebbe ulteriormente i club inglesi, sempre più protagonisti in Europa.

Il tema dell’ampliamento era già emerso prima dell’edizione 2025, quando campioni nazionali come Liverpool, Barcellona e Napoli erano rimasti esclusi dalle 32 partecipanti.

Perché la collaborazione FIFA‑EFC può accelerare tutto

Una partnership tra FIFA ed EFC potrebbe accelerare il progetto di espansione. La EFC ha già un rapporto consolidato con la UEFA attraverso UC3, la joint venture che gestisce i diritti commerciali delle competizioni europee per club e che ha portato a un incremento del 25% dei ricavi nel ciclo 2027‑2031.

Un modello simile potrebbe essere replicato anche per il Mondiale per Club, nonostante i rapporti tra FIFA ed EFC non siano stati semplici negli ultimi anni. Le tensioni erano esplose alla vigilia dell’edizione 2025, quando la FIFA aveva mantenuto il pieno controllo del torneo.

Negli ultimi mesi, però, il clima è cambiato: la soddisfazione UEFA per la collaborazione con EFC ha riaperto il dialogo anche con la FIFA.

Più squadre europee, più valore commerciale

Un Mondiale per Club ampliato garantirebbe una maggiore presenza di club europei e, di conseguenza, un aumento del valore commerciale del torneo. Un aspetto cruciale per la FIFA, che nella prima edizione ha incontrato difficoltà nella vendita dei diritti televisivi, anche a causa dei tempi stretti rispetto alla Champions League, ormai da anni il principale catalizzatore di investimenti per i broadcaster.

Kolo Muani, l’arma perfetta di Spalletti: profondità, fisico e gol per la Juve che corre

La nuova Juventus che corre ha bisogno di Randal Kolo Muani: velocità, stacco e istinto da bomber

Kolo Muani può essere l’attaccante perfetto per Spalletti: velocità, capacità di attaccare la profondità e gioco aereo lo rendono ideale per il calcio dinamico che la Juve vuole costruire.

Randal Kolo Muani è tornato al centro del mercato juventino non per nostalgia, ma perché incarna caratteristiche tecniche e atletiche che si sposano con il progetto di Luciano Spalletti. Dopo la parentesi positiva a Torino nella seconda metà della stagione 2024/25 (10 gol in 22 presenze), il francese resta un profilo gradito ai bianconeri e al giocatore stesso, che spinge per un ritorno.

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Tre motivi per cui Kolo Muani è l’attaccante giusto per Spalletti

Esperienza e adattabilità in grandi contesti. Dopo il trasferimento al PSG e il prestito al Tottenham, Kolo Muani ha accumulato esperienza internazionale che lo rende pronto a gestire pressioni e rotazioni in una squadra ambiziosa come la Juve. La trattativa con il PSG è viva: il club francese valuta il giocatore intorno ai 40 milioni, mentre la Juve cerca formule (prestito con obbligo o offerta intorno a 30–35 milioni) per chiudere l’affare.

Attaccante della profondità. Kolo Muani è ‘costruito‘ per correre alle spalle delle difese: la sua accelerazione e il timing delle scelte di corsa creano costantemente spazi per i compagni e per finalizzare in profondità, qualità che Spalletti valorizza nel suo gioco offensivo. Le analisi tattiche lo descrivono come un giocatore che allunga le linee e apre varchi con scatti continui.

Versatilità e gioco aereo. Pur non essendo un “boa” classico, Kolo Muani ha dimostrato ottimo tempismo nel gioco aereo e capacità di duello fisico palla al piede; può giocare sia come prima punta sia come riferimento mobile, offrendo soluzioni diverse in fase di finalizzazione. La sua altezza (1,87 m) e il repertorio tecnico lo rendono efficace anche sui cross.

Se la Juve vuole un attaccante che interpreti il calcio di Spalletti — corsa, profondità e imprevedibilità — Kolo Muani è un’opzione coerente e già testata in bianconero. La chiave resta la formula economica: trovare l’intesa con il PSG senza compromettere il bilancio.

Thiago Motta torna in panchina? Spunta la pista francese: lo Strasburgo avvia i contatti

Thiago Motta, possibile ripartenza in Ligue 1: lo Strasburgo fa il primo passo e avvia i contatti per l’ex Juventus


Per Thiago Motta potrebbe aprirsi un nuovo capitolo in Francia. Secondo Media Foot, l’ex allenatore della Juventus è infatti tra i principali candidati per la panchina dello Strasburgo, che ha già avviato i primi contatti esplorativi con il tecnico italo‑brasiliano. Motta è attualmente libero dopo l’esperienza in bianconero, conclusa con l’esonero del 23 marzo 2025.

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Perché piace allo Strasburgo: il modello Bologna convince

Il club alsaziano apprezza in modo particolare il percorso dell’allenatore, soprattutto il lavoro svolto al Bologna, dove si è distinto per un calcio organizzato, intenso e propositivo.

Nel suo curriculum pesano anche le esperienze con Genoa, Spezia e Juventus, oltre alla capacità di gestire gruppi internazionali grazie alla conoscenza di più lingue: un elemento considerato un valore aggiunto in un contesto multiculturale come quello dello Strasburgo.

Non è l’unico nome, ma resta tra i più accreditati

Lo Strasburgo sta valutando anche altri profili, ma Motta rimane una delle opzioni più solide nella lista. Le prossime settimane potrebbero risultare decisive per definire il nuovo allenatore del club francese.

Il contesto: ottavo posto e niente Europa

Nella stagione 2025‑26 lo Strasburgo ha chiuso all’ottavo posto in Ligue 1 e, di conseguenza, nel 2026‑27 non prenderà parte a nessuna competizione UEFA. Una situazione che potrebbe favorire un progetto tecnico più graduale, ideale per un allenatore abituato a costruire nel tempo.

Brasile furioso, esposto alla FIFA per il gol annullato a Vinicius contro la Scozia

Brasile furioso, esposto alla FIFA per il gol annullato a Vinicius contro la Scozia: il comunicato delle Federazione e il messaggio per Infantino

La Federcalcio brasiliana ha deciso di muoversi ufficialmente dopo l’episodio che ha coinvolto Vinicius Junior nella sfida tra Brasile e Scozia, valida per l’ultima giornata della fase a gironi dei Mondiali 2026. La Seleção, vittoriosa per 3-0, ha chiuso la partita senza particolari problemi sul piano del risultato, ma il gol annullato all’esterno del Real Madrid ha acceso le polemiche.

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L’episodio è arrivato al 22° minuto, quando Vinicius, già autore di una doppietta nel primo tempo, aveva recuperato palla nei pressi dell’area avversaria su Jack Hendry e si era involato verso la porta, battendo il portiere scozzese. La rete avrebbe significato tripletta personale per il fuoriclasse brasiliano.

Brasile FIFA, il VAR cancella il gol di Vinicius

L’arbitro messicano Cesar Arturo Ramos, dopo una on-field review al VAR, ha però deciso di annullare il gol, ravvisando un fallo di Vinicius Junior nel contrasto con il difensore scozzese. Una scelta che ha provocato la reazione immediata del giocatore, visibilmente contrariato per la decisione arbitrale.

Il numero del Real Madrid si è rivolto al direttore di gara protestando apertamente: «Questa è una vergogna». Parole che hanno raccontato la frustrazione del brasiliano per una rete prima convalidata dal campo e poi cancellata dopo il controllo al monitor.

Brasile FIFA, la protesta ufficiale della CBF

In seguito all’accaduto, la CBF ha presentato una nota formale di protesta alla FIFA, contestando la gestione arbitrale dell’incontro tra Scozia e Brasile. Il documento, firmato dal presidente federale Samir Haoud e indirizzato al presidente della FIFA Gianni Infantino, si concentra soprattutto sull’utilizzo del VAR.

Secondo la posizione della federazione brasiliana, il protocollo dovrebbe prevedere l’intervento solo davanti a un chiaro ed evidente errore. Nella stessa comunicazione, Haoud avrebbe inoltre richiesto che Cesar Arturo Ramos non venga più designato per le prossime partite della Seleção. La vicenda resta dunque aperta e potrebbe avere ulteriori sviluppi nelle prossime ore.

Il Milan ha individuato in Gonçalo Ramos il suo nuovo nuovo numero 9 ideale: trattativa avviata col PSG

Il Milan ha individuato in Gonçalo Ramos il suo nuovo nuovo numero 9 ideale: trattativa avviata col PSG per il centravanti portoghese

Il Milan ha individuato in Gonçalo Ramos il profilo ideale per rinforzare l’attacco. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il club rossonero ha già avviato la trattativa con il PSG e avrebbe presentato una prima proposta per il centravanti portoghese, oggi considerato il nome più adatto per riempire il vuoto lasciato negli ultimi anni nell’area di rigore milanista.

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La richiesta del club francese supera i 40 milioni di euro, mentre l’offerta del Milan sarebbe al momento inferiore. La possibile intesa potrebbe però arrivare intorno ai 45 milioni, tra parte fissa e bonus. Per il giocatore sarebbe pronto un lungo contratto da circa 4 milioni di euro a stagione. I contatti con l’agente Jorge Mendes sono entrati in una fase importante.

Gonçalo Ramos Milan, Amorim vuole un centravanti di peso

La scelta del Milan nasce da una necessità chiara: riportare in rosa un attaccante capace di garantire gol, presenza e continuità. Dopo l’addio di Olivier Giroud, il club rossonero non ha più trovato un vero riferimento offensivo in grado di incidere con regolarità.

Anche Ruben Amorim avrebbe indicato la punta come priorità assoluta. Il nuovo allenatore vuole valutare la rosa a disposizione, ma sul centravanti non sembrano esserci dubbi: serve un profilo pronto, forte e in grado di spostare gli equilibri.

Gonçalo Ramos Milan, numeri e carriera del portoghese

Gonçalo Ramos, classe 2001, è considerato un attaccante ancora giovane ma già con una carriera importante alle spalle. Con il Benfica aveva raggiunto quota 25 gol il 2 aprile 2023, diventando il più giovane calciatore nella storia del club a riuscirci, superando un primato che apparteneva a Eusebio.

In Portogallo aveva chiuso con 41 reti in 106 partite, prima del passaggio al PSG, che lo acquistò nel 2023 per 65 milioni più 15 di bonus. A Parigi ha segnato 45 gol in 111 gare, contribuendo anche al percorso europeo dei francesi con 5 reti nelle ultime due edizioni di Champions League.

Gonçalo Ramos Milan, disponibilità alla nuova sfida

Nel suo palmarès figurano il campionato portoghese, due Champions League con il PSG, trofei nazionali francesi, Supercoppa Europea e Nations League con il Portogallo. Ora, secondo La Gazzetta dello Sport, Ramos avrebbe aperto alla possibilità di una nuova avventura: «Ora si è detto disposto a nuova sfida in rossonero».

Francia Norvegia, l’ostacolo Haaland e il dolore di Deschamps: obiettivo primato per Mbappé

Una Francia inedita a caccia del primo posto. Il primato in palio e l’addio al turnover totale nella sfida contro la Norvegia di Haaland

Dopo aver superato senza intoppi gli ostacoli Senegal e Iraq, la Francia si prepara ad affrontare l’avversario più ostico del Gruppo I: la Norvegia di Erling Haaland. Una sfida cruciale per blindare il primo posto, che i Bleus dovranno affrontare senza il loro storico commissario tecnico, Didier Deschamps, costretto a rientrare in patria per un grave lutto familiare.

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Il primato in palio e l’addio al turnover totale

Con due vittorie su due e ben sette reti all’attivo, la Norvegia contende alla Francia la vetta della classifica.

Lo scontro diretto di Foxborough capovolge del tutto le vecchie abitudini francesi. Se nei Mondiali passati (Brasile, Russia, Qatar) l’ultima gara del girone rappresentava una passerella senza pressioni per le seconde linee, stavolta non sono ammessi cali di tensione. In palio c’è la leadership del raggruppamento, fondamentale per garantirsi un sedicesimo di finale più morbido contro una terza classificata, evitando così la temibile e insidiosa Costa d’Avorio.

Le scelte di formazione, la guida di Stéphan e l’allerta meteo

Nonostante l’alta posta in palio, lo staff tecnico apporterà circa cinque modifiche alla formazione, dettate da logiche prettamente sportive. In difesa, Maxence Lacroix dovrebbe far rifiatare l’acciaccato Saliba, mentre a destra Malo Gusto insidia un deludente Koundé. A centrocampo, il rientro del recuperato Tchouaméni permetterà a Rabiot di riposare. In attacco, al fianco del tridente delle meraviglie formato da Mbappé, Olise e un Dembélé in formato Pallone d’Oro, Désiré Doué appare in vantaggio su Barcola.

A guidare la squadra dalla panchina ci sarà Guy Stéphan, fidato vice di Deschamps. Un’anomalia a cui la squadra dovrà adattarsi rapidamente, mantenendo però un occhio rivolto al cielo. Dopo la surreale sosta di due ore subita contro l’Iraq a causa del maltempo, anche sopra lo stadio di Boston aleggia lo spettro di nuove, intense tempeste. I Bleus dovranno tenere il k-way a portata di mano.

Inter, tutte le alternative per la fascia destra dopo il no di Palestra: spuntano anche Molina e Giay!

Inter, tutte le alternative per la fascia destra dopo il no di Palestra: spuntano anche Molina e Giay! I nomi sul taccuino dei dirigenti

L’Inter è al lavoro per individuare il nuovo esterno destro dopo l’addio di Denzel Dumfries, passato al Real Madrid in seguito al pagamento della clausola rescissoria da 20 milioni di euro. La dirigenza nerazzurra ha archiviato anche la delusione per il mancato arrivo di Marco Palestra, ormai destinato al Chelsea, e valuta con attenzione diversi profili per completare la corsia destra.

L’obiettivo è trovare un giocatore in grado di garantire qualità, affidabilità ed esperienza, senza però farsi condizionare dalla fretta. Il mercato offre più soluzioni e l’Inter vuole scegliere con attenzione il profilo più adatto alla rosa.

Inter mercato, Molina è il nome più caldo

Secondo quanto riportato da Tuttosport, tra i giocatori più apprezzati resta Nahuel Molina, esterno argentino dell’Atletico Madrid. Il calciatore è seguito da tempo dai nerazzurri, già dai tempi della sua esperienza all’Udinese, e rappresenterebbe una soluzione di alto livello per sostituire Dumfries.

La trattativa con il club spagnolo, però, si preannuncia complessa. La valutazione di Molina si aggira intorno ai 30 milioni di euro, anche se l’Inter potrebbe provare ad abbassare la cifra attraverso una negoziazione. Sul giocatore resta vigile anche la Roma, altro elemento da tenere in considerazione.

Inter mercato, Giay e Dodò tra le alternative

Un altro profilo valutato è Agustin Giay del Palmeiras, classe 2004 considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio sudamericano. Il club brasiliano valuta il cartellino circa 20 milioni di euro, cifra importante ma più contenuta rispetto ad altre piste.

Tra le alternative figura anche Dodò della Fiorentina, soluzione potenzialmente meno onerosa ma con caratteristiche diverse rispetto a Dumfries. Resta inoltre nella lista Brooke Norton-Cuffy, già seguito dalla dirigenza nerazzurra nei mesi scorsi.

Inter mercato, piste costose e ipotesi Cambiaso

Più complicate, invece, le soluzioni che portano a Moussa Diaby e Michael Kayode, entrambi valutati intorno ai 40 milioni di euro. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi Andrea Cambiaso, con Davide Frattesi che potrebbe eventualmente entrare nei ragionamenti come pedina di scambio.

L’Inter continua quindi a studiare il mercato: il dopo Dumfries è una priorità, ma la scelta dovrà essere sostenibile e funzionale al progetto tecnico nerazzurro.

Il ritorno in Serie A di Kessié è possibile: Juventus avanti! I costi non sarebbero proibitivi

Il ritorno in Serie A di Kessié è possibile: Juventus avanti! I costi non sarebbero proibitivi: la strategia dei bianconeri per il centrocampista

Franck Kessié è pronto a lasciare l’Arabia Saudita e a tornare protagonista nel grande calcio europeo. Dopo tre stagioni con la maglia dell’Al-Ahli, l’ex centrocampista del Milan ha il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno e punta con decisione al rientro in Serie A. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il profilo dell’ivoriano è stato proposto sia alla Juventus sia all’Atalanta, con i bianconeri che al momento sembrano in vantaggio.

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Il classe 1996 rappresenta una delle occasioni più interessanti del mercato a parametro zero: esperienza internazionale, forza fisica, capacità di inserimento e leadership sono qualità che continuano a renderlo un nome molto appetibile per le big italiane.

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Kessié Juventus, Spalletti convinto dopo il Mondiale

La Juventus segue Kessié da diversi mesi. Inizialmente, alla Continassa, c’era qualche perplessità legata ai ritmi del campionato saudita e alla reale condizione atletica del giocatore. Le prestazioni offerte al Mondiale con la Costa d’Avorio, però, hanno cambiato la percezione interna.

Luciano Spalletti lo ha osservato con attenzione nelle gare contro Ecuador, Germania e Curaçao, apprezzandone l’impatto fisico e la capacità di incidere in entrambe le fasi. Il gol segnato contro la Germania ha ulteriormente confermato la sua condizione e la voglia di tornare centrale in un contesto competitivo.

Per il tecnico bianconero, Kessié potrebbe essere il profilo giusto per aggiungere personalità, corsa e inserimenti alla mediana della Juventus.

Kessié Juventus, prima servono le uscite a centrocampo

L’operazione resta però legata alle cessioni. La Juventus ha un centrocampo numericamente molto affollato, con giocatori come Manuel Locatelli, Khephren Thuram, Teun Koopmeiners, Douglas Luiz, Arthur, Vasilije Adzic e Fabio Miretti. Proprio Miretti resta tra i profili più vicini all’addio.

Prima di affondare il colpo, il club dovrà quindi alleggerire la rosa e liberare spazio anche sul monte ingaggi. Giovanni Carnevali avrebbe già avviato i primi contatti con l’entourage del giocatore, riscontrando un gradimento reciproco. L’ingaggio richiesto da Kessié si aggirerebbe tra i 4 e i 5 milioni di euro a stagione, cifra molto più bassa rispetto ai circa 14 milioni percepiti in Arabia.

Kessié Juventus, anche l’Atalanta valuta il colpo

Sul centrocampista resta vigile anche l’Atalanta, alla ricerca di un rinforzo importante dopo il rientro di Yunus Musah al Milan e la cessione di Ederson al Manchester United. Maurizio Sarri stima da tempo le caratteristiche dell’ex rossonero, ma i costi dell’operazione rappresentano un ostacolo più pesante per i parametri della società bergamasca.

La Juventus, invece, può avere margini maggiori per sostenere l’investimento. Kessié aspetta la chiamata giusta: il ritorno in Italia è una possibilità concreta.

Raphinha, scoppia caso economico in Brasile: disputa familiare sui diritti d’immagine

Raphinha, scoppia caso economico in Brasile: disputa familiare sui diritti d’immagine dell’attaccante del Barcellona, i dettagli

Arrivano indiscrezioni clamorose dal Brasile sulla situazione economica di Raphinha, esterno del Barcellona attualmente impegnato con la nazionale verdeoro ai Mondiali, anche se fermo per infortunio. A far discutere sono alcune dichiarazioni dell’ex calciatore Vampeta, che ha parlato di un presunto problema familiare legato alla gestione dei proventi del giocatore.

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La vicenda, secondo quanto emerso, riguarderebbe una disputa interna con il padre di Raphinha e avrebbe preso forma dopo un episodio legato a un investimento immobiliare. Il calciatore e la moglie avrebbero infatti provato ad acquistare un palazzo dal valore di circa 10 milioni di euro, arrivando a concordare l’operazione. Al momento della firma, però, sarebbe emersa l’impossibilità di coprire l’intero valore dell’immobile.

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Raphinha Barcellona, la scoperta sui diritti d’immagine

La situazione avrebbe lasciato sorpresa la coppia, spingendo la moglie del giocatore a riunire la famiglia per capire l’origine del problema. In quel momento, secondo la ricostruzione circolata in Brasile, Raphinha avrebbe scoperto un dettaglio significativo: l’80% dei suoi diritti d’immagine sarebbe destinato al padre, mentre al calciatore resterebbe soltanto il 20%.

Un aspetto che, se confermato, spiegherebbe la difficoltà incontrata nell’operazione immobiliare. Pur percependo uno stipendio importante da calciatore del Barcellona, Raphinha avrebbe quindi una disponibilità economica diversa rispetto a quella immaginata, proprio a causa della distribuzione dei ricavi legati alla sua immagine.

Raphinha Barcellona, una vicenda da chiarire

Il caso resta ancora da verificare nei dettagli, ma in Brasile la notizia ha già fatto molto rumore. Raphinha, intanto, resta concentrato sul recupero dall’infortunio e sul percorso della nazionale verdeoro ai Mondiali.

La vicenda familiare ed economica, però, rischia di diventare un tema importante attorno al giocatore, soprattutto per il peso dei diritti d’immagine nella carriera di un calciatore di livello internazionale.

Atalanta in ansia, infortunio muscolare per Hien al Mondiale con la Svezia

Atalanta in ansia, infortunio muscolare per Hien al Mondiale con la Svezia durante la sfida contro il Giappone: le sue condizioni

Brutte notizie per l’Atalanta dai Mondiali. Isak Hien è stato costretto a lasciare il campo durante la sfida tra Svezia e Giappone a causa di un problema muscolare alla coscia sinistra. Un episodio che ha subito acceso la preoccupazione attorno alle condizioni del difensore nerazzurro.

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Hien Atalanta, stop durante Svezia-Giappone

Il centrale si è fermato poco dopo la mezz’ora mentre stava rincorrendo un pallone. Hien si è accasciato a terra dolorante e ha immediatamente richiamato l’attenzione dello staff medico. Dopo i primi controlli in campo, il difensore è stato sostituito e ha lasciato il terreno di gioco con l’aiuto dei sanitari.

Hien Atalanta, attesa per gli esami

Nei prossimi giorni gli esami strumentali chiariranno l’entità dell’infortunio. La preoccupazione però cresce: secondo Sos Fanta, Hien rischia di aver già chiuso il suo Mondiale e il problema potrebbe condizionare anche l’inizio della preparazione estiva con l’Atalanta.

Maldini apre all’Italia ma vuole maggior chiarezza: tutte le richieste dell’ex Milan

Maldini apre all’Italia ma vuole maggior chiarezza: tutte le richieste dell’ex dirigente del Milan per il suo ruolo in FIGC nel Club Italia

Il nome di Paolo Maldini resta al centro delle valutazioni della nuova FIGC. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’ex dirigente del Milan avrebbe mostrato una maggiore disponibilità rispetto ai primi giorni in cui la sua candidatura era emersa per il ruolo di nuovo vertice tecnico del Club Italia. La trattativa non è ancora chiusa, ma esiste un’apertura concreta a raccogliere tutte le informazioni necessarie prima di prendere una decisione definitiva.

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Il punto centrale riguarda la chiarezza del progetto. Maldini vuole capire con precisione quali sarebbero competenze, responsabilità e margini operativi del nuovo incarico. Una richiesta comprensibile, considerando che si tratterebbe di una figura finora mai davvero strutturata in questo modo all’interno del calcio italiano.

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Maldini Italia, Malagò vuole una Federazione più moderna

L’idea del neopresidente Giovanni Malagò nasce dalla necessità di cambiare profondamente il funzionamento del Club Italia. Dopo le difficoltà della Nazionale e le mancate qualificazioni ai Mondiali, la volontà è quella di rendere la Federazione più simile a un club moderno, con una struttura tecnica capace di affiancare presidente, ct e giocatori.

In questo scenario, il direttore tecnico diventerebbe il punto di collegamento tra vertice federale, allenatori e squadra. Non solo: avrebbe un ruolo importante anche nella scelta dei tecnici di tutta la filiera azzurra, contribuendo alla costruzione di un percorso più coerente e organico.

Maldini Italia, esperienza e identità azzurra

Per un ruolo così delicato, il profilo di Paolo Maldini viene considerato tra i più adatti. La sua storia con la maglia dell’Italia, unita all’esperienza maturata da dirigente nel Milan tra il 2019 e il 2023, rappresenta un patrimonio tecnico e simbolico di grande peso.

Nel 2020, durante una diretta Instagram, Maldini aveva però pronunciato parole molto chiare sul proprio futuro da dirigente: «Farò il dirigente solo al Milan, non lo farò da nessun’altra parte. Da dirigente devi conquistarti tutto, sei meno credibile di quando dai l’esempio in campo. Non basta l’impegno, l’essere sempre a disposizione, puntuale e preciso».

La Nazionale, però, potrebbe rappresentare un’eccezione emotiva e professionale. Per Maldini l’azzurro è identità, storia familiare e senso di appartenenza. Ora la palla passa alla FIGC, chiamata a definire un progetto chiaro per convincerlo.

Fiorentina, colpo Viery! Chi è il difensore in arrivo dal Gremio: cessione record per il club brasiliano

Fiorentina, colpo Viery! Chi è il difensore in arrivo dal Gremio: cessione record per il club brasiliano. Cifre e dettagli dell’operazione

La Fiorentina è pronta a chiudere il primo colpo del mercato estivo targato Fabio Paratici. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio su Sky, il club viola è ormai in fase avanzata per Viery Fernandes Santos Lopes, difensore centrale brasiliano classe 2005 di proprietà del Gremio.

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L’operazione dovrebbe essere definita sulla base di circa 13 milioni di euro più bonus. In Brasile, però, si parla di una cifra complessiva destinata a superare i 17 milioni di euro: numeri che renderebbero Viery la cessione più importante di un difensore nella storia del club gaúcho. Per la Fiorentina, invece, sarebbe l’investimento più alto mai effettuato per un centrale, superando quello sostenuto per Marin Pongracic.

Viery Fiorentina, un investimento pesante per il futuro

Il profilo scelto dalla Fiorentina conferma la volontà del club di puntare su talenti giovani ma già pronti a entrare in un contesto competitivo. Viery è considerato uno dei difensori più interessanti del panorama brasiliano nel suo ruolo, grazie a una combinazione di fisicità, piede mancino e margini di crescita importanti.

Nato a Ubá, nello stato di Minas Gerais, il 2 gennaio 2005, il centrale è cresciuto nel settore giovanile del Gremio, che lo aveva tesserato nel 2015, quando aveva appena 10 anni.

Viery Fiorentina, caratteristiche tecniche e fisiche

Alto 1,87 metri, Viery è un difensore centrale mancino dotato di una struttura fisica già importante. Il suo ruolo naturale è quello di centrale, ma nel corso della crescita è stato impiegato anche da terzino sinistro, soluzione che ne conferma una buona duttilità tattica.

Il debutto in prima squadra è arrivato il 27 gennaio 2025, in una gara del Campeonato Gaúcho contro il Caxias. La svolta, però, è arrivata con Luís Castro, che dall’inizio del 2026 gli ha dato maggiore continuità nel ruolo naturale.

Da quel momento Viery è diventato titolare, ha rinnovato il contratto fino a dicembre 2029 e ha contribuito alla conquista del Campeonato Gaúcho. Ora la Fiorentina è pronta a portarlo in Serie A per aprire un nuovo capitolo della sua carriera.

Nico Paz apre all’Inter! Via libera anche da parte di Oaktree, si tratta col Real Madrid: il piano d’azione

Nico Paz apre all’Inter! Via libera anche da parte di Oaktree, si tratta col Real Madrid: il piano d’azione per portare l’argentino a Milano

L’Inter si muove con decisione su Nico Paz. Dopo gli ultimi sviluppi tra Real Madrid e Como, il club nerazzurro ha fiutato la possibilità di inserirsi in una corsa che può diventare uno dei grandi temi del mercato estivo. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, da parte del talento argentino ci sarebbe apertura totale verso la destinazione nerazzurra.

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Il classe 2004 accoglierebbe con grande favore l’idea di restare in Serie A, trasferendosi in una squadra pronta a difendere lo scudetto e con l’ambizione di tornare protagonista in Champions League. Un ruolo importante potrebbe averlo anche il legame argentino del club: il padre Pablo Paz è amico storico di Javier Zanetti, con cui ha condiviso esperienze in nazionale, tra cui l’Olimpiade di Atlanta 1996 e il Mondiale di Francia 1998.

Nico Paz Inter, il Real Madrid ha ripreso il controllo del giocatore

La svolta è arrivata dopo il vertice tra Real Madrid e Como. Il club spagnolo ha esercitato il diritto di recompra, riportando formalmente Nico Paz sotto il proprio controllo. Al Como è stata offerta la possibilità di riacquistare il giocatore per 60 milioni di euro, con una nuova recompra a favore dei blancos fissata a 80 milioni per l’estate successiva.

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Uno scenario considerato troppo oneroso dal club lariano, che avrebbe deciso di fare un passo indietro. A quel punto l’argentino è tornato pienamente sul mercato, con l’Inter pronta a valutare l’affondo. Oaktree avrebbe già autorizzato la dirigenza a muoversi su un’operazione importante, anche più pesante rispetto a quella tentata per Marco Palestra.

Nico Paz Inter, Marotta e Florentino Perez possono aiutare la trattativa

Un altro elemento da considerare riguarda i rapporti tra Beppe Marotta e Florentino Perez, due presidenti che si conoscono e si stimano da tempo. Il dialogo tra Inter e Real Madrid potrebbe quindi partire su basi solide, anche se restano da chiarire le condizioni economiche.

Senza una nuova recompra, il prezzo di Nico Paz potrebbe salire fino a una base di almeno 70 milioni di euro. Se invece il Real Madrid aprisse a una formula simile a quella proposta al Como, l’operazione diventerebbe più sostenibile. La prudenza resta alta, ma il messaggio è chiaro: l’Inter ha iniziato la partita per Nico Paz.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 26 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Pagelle Ecuador Germania, i TOP E FLOP della sfida valida per la terza giornata del Mondiale

Pagelle Ecuador Germania: i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per la terza giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Ecuador Germania, i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la terza giornata dei Mondiali 2026. Vittoria sudamericana per 2-1, che consente di guadagnare il terzo posto e una più che probabile qualificazione ai sedicesimi di finale. Tedeschi sazi, non si giocavano nulla, essendo già certi del primo posto.

I Top

  • Gonzalo Plata (Ecuador). L’eroe di giornata. Entra a gara in corso e spacca letteralmente la partita. Prima sfiora un gol pazzesco approfittando di un pasticcio della difesa tedesca (72′), poi al 78′ si traveste da rapace d’area: anticipa un esitante Neuer in uscita e con la punta infila sotto la traversa il clamoroso 2-1. Nel finale, da giocatore maturo, gestisce il cronometro guadagnando falli preziosissimi e si abbandona alla tentazione di una falciata su Musiala che gli costa un giallo del tutto ininfluente.
  • Pedro Vite (Ecuador). Il motore della Tri. Prende un colpo durissimo da Pavlovic in occasione dell’azione (molto dubbia) che porta al vantaggio tedesco, ma non si scompone. Pochi minuti dopo (8′), ruba palla a Sané sulla trequarti e apparecchia l’assist per il pareggio di Angulo. Ispira costantemente la manovra offensiva dei suoi.
  • Nilson Angulo (Ecuador). Ha il merito di rimettere subito in carreggiata l’Ecuador dopo lo shock del gol a freddo. Il suo tiro dal limite dell’area per l’1-1 è letale e fulmina Neuer all’angolino, bruciando sul tempo la marcatura di Pavlovic. Una conclusione chirurgica, a ogni replay non si può che apprezzarla sempre di più.

I Flop

Kai Havertz (Germania). Partita opaca per l’attaccante dell’Arsenal. Nel primo tempo spreca una buona occasione di testa schiacciando debolmente e centralmente. A inizio ripresa (47′) guadagnerebbe il rigore per fallo di Ordonez, ma il Var lo cancella per un precedente intervento irregolare di Sané. Sostituito al 60′ per Undav.

Aleksandar Pavlovic (Germania). Un primo tempo da dimenticare, tanto da spingere il CT a sostituirlo all’intervallo con Stiller. Il suo intervento a gamba tesa su Vite avvia l’azione dell’1-0 (scatenando feroci polemiche per la mancata revisione VAR), ma poco dopo si fa anticipare nettamente da Angulo in occasione del pareggio. Appare nervoso, commette falli ingenui sempre nella stessa zona e si becca un cartellino giallo inevitabile.

Manuel Neuer e Jonathan Tah (Germania). Un disastro in coabitazione nel secondo tempo. Al 72′ un loro clamoroso e goffo malinteso in uscita regala a Plata la palla del possibile vantaggio. Pochi minuti dopo (78′) completano la frittata sul calcio d’angolo decisivo: Tah si fa anticipare di testa da Rodriguez, mentre Neuer battezza male l’uscita, preparandosi a bloccare il pallone al petto ma facendosi soffiare la sfera da Plata sotto il naso.

Ecuador Germania, la partita di Havertz: il focus sulla prestazione del centrocampista

Ecuador Germania, la partita di Havertz: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante nella terza gara del Mondiale

Uno dei protagonisti annunciati di Ecuador Germania, la gara del terzo turno del gruppo E al Mondiale 2026, è senza dubbio Kai Havertz: a dispetto delle previsioni, che facevano pensare a Undav titolare, Nagelsmann punta ancora sill’

La partita di Havertz

PRIMO TEMPO

Già al primo minuto lancio su di lui e corpo a corpo con Ordonez che vince il duello. Nel primo quarto d’ora attacco tedesco vivace, Havertz finora è poco coinvolto. Al 17′ buona sponda ad aprire un corridoio per la corsa da Raum, chiude la difesa dell’Ecuador. Al 21′ è chiamato ad aiutare l’inizio di una ripartenza, il controllo è sbagliato. Al 25′ impatta di testa, sfera bloccata da Galindez, il cross di Raum è preciso ma troppo lento. Al 33′ Neuer lo cerca con un lancio, Havertz spizza di testa ma non c’è nessun compagno vicino a lui. Al 45′ al limite prova un filtrante per Raum, idea intelligente che non riesce a realizzarsi. Nel recupero va ad aiutare la fase difensiva al cospetto di una manovra tambureggiante dei sudamericani. All’ultimo secondo anticipato nettamente da Pacho, Havertz chiude per terra un primo tempo trascorso senza spunti significativi.

SECONDO TEMPO

Dopo pochi secondi Havertz guadagna un rigore per un intervento di Ordonez in area di rigore: la decisione viene corretta dal Var perché in precedenza c’è un fallo di Sané che condiziona l’azione. Al 51′ buona spizzata di testa per mettere in moto Sané. Poco dopo errore di Pacho a metà campo, Havertz serve Musiala un po’ corto, il compagno è costretto a rallentare l’azione. La sua partita finisce all’ora di gioco: al suo posto Nagelsmann mette dentro Undav, un cambio più che prevedibile. Prestazione insufficiente per il numero 7: solo 24 i palloni toccati, nessun dribbling effettuato, 8 le palle perse, una conclusione di testa innocua.

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