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Juventus, infortunio Cambiaso: c’è l’esito degli esami strumentali! Il COMUNICATO UFFICIALE sui dettagli e i tempi di recupero

Infortunio Cambiaso, c’è l’esito degli esami strumentali dell’esterno della Juventus. Tutti i dettagli e i tempi di recupero nel comunicato ufficiale

Tegola in casa Juve. Andrea Cambiaso è costretto a fermarsi dopo l’infortunio patito ieri nella sfida contro il Bologna. Oggi l’esterno si è sottoposto agli esami strumentali, che hanno accertato quanto segue.

COMUNICATO – «Andrea Cambiaso, in seguito al fastidio muscolare avvertito durante la gara di ieri sera, questa mattina è stato sottoposto presso il J | medical ad accertamenti diagnostici che hanno evidenziato una elongazione del retto femorale della coscia sinistra. Tra circa 7 giorni verranno ripetuti nuovi esami per definire con esattezza i tempi di recupero.».

Antonio Di Gennaro duro su Zaniolo: «Sarebbe da Nazionale. Aveva tante possibilità, ma…». Il suo consiglio

Antonio Di Gennaro duro su Zaniolo: «Sarebbe da Nazionale. Aveva tante possibilità, ma…». Il suo consiglio

Da Radio FirenzeViola l’ex centrocampista ed attuale opinionista Rai Antonio Di Gennaro ha commentato la sconfitta della Fiorentina in casa della Roma e analizzando la situazione dei singoli, in particolare quella di Zaniolo.

PARTITA – «La Fiorentina ha fatto una buona partita, ha trovato davanti uno dei portieri migliori del campionato assieme a De Gea, perché Svilar è stato decisivo».

ZANIOLO – «Su Zaniolo posso dire che mi sembra sempre disconnesso rispetto a tutto. Se non cambia mentalità sarà difficile per lui rimettersi in gioco a questi livelli. Giovedì sarà la partita dell’anno, non so se le scelte fatte ieri sono state fatte anche in vista del ritorno col Real Betis».

VICE DODO – «A questa squadra manca soprattutto un vice-Dodo. Parisi si adatta a destra ma non è il suo. Poi ci sono giocatori che giocano in ruoli che non sono loro, penso a Folorunsho e anche a Zaniolo. Giovedì ci vuole una squadra che abbia capacità di ribaltare il risultato e con grande carattere. Le motivazioni non mancheranno ma l’aspetto caratteriale sarà decisivo. Per quanto riguarda la corsa all’Europa c’è una bagarre incredibile, la Fiorentina si è persa a inizio 2025 e paga questo, forse anche per un po’ di inesperienza di Palladino. Ma ripeto, la mancanza di Dodo si è sentita: è un giocatore insostituibile, anche perché non c’è un altro esterno a destra. Questa è comunque la Fiorentina più forte, come organico, dell’era Commisso. Poi deve essere bravo l’allenatore a far rendere le qualità della rosa».

ANCORA ZANIOLO – «Chi metterei a centrocampo giovedì? Direi Fagioli, Mandragora e Adlì. Sono rimasto ancora una volta colpito da Mandragora che sta facendo qualcosa di straordinario. E qui torno su Zaniolo: Mandragora è un giocatore normale, ma è diventato straordinario col lavoro. Zaniolo aveva tante possibilità, come le ha avute anche Balotelli. Poi è inutile che si parli di ambiente, infortuni e altro, sono scuse. Mandragora è l’emblema che con il lavoro e la determinazione si può arrivare in alto. Zaniolo è da Nazionale, ma non lo capisce. Per Firenze e la Fiorentina è un giocatore in meno. Non so se crescerà ancora. Non è cresciuto all’Atalanta, dove è peggiorato. Io l’ho fatto il calciatore: appena molli così è finita».

Il Real Madrid ha individuato il punto debole e cerca rinforzi in difesa: occhi su Saliba dell’Arsenal

Il Real Madrid ha individuato il punto debole e cerca rinforzi in difesa: occhi su Saliba dell’Arsenal

Mentre si fa sempre più vicino l’acquisto a parametro zero di Trent Alexander-Arnold che ha annunciato da qualche ora l’addio al Liverpool, il Real Madrid prosegue i casting per rafforzare la difesa in vista della prossima stagione, dopo lo sfortunato numero di infortuni che ha visto il reparto decimato nell’arco della stagione ancora in corso.

Nei Blancos restano chiari due parametri per la nuova opzione: francese e dalla Premier League. Ed ecco che secondo L’Equipe il Real Madrid è a lavoro per portare in Spagna William Saliba, difensore centrale francese attualment all’Arsenal ed in scadenza nel 2027.

I Gunners non hanno alcuna intenzione di cedere a una cifra ridotta il centrale ed è infatti a lavoro per il rinnovo, ma secondo la rivista francese, il club madrileno si muoverà subito vista l’urgenzaz di rafforzare il reparto, per provare a strappare via un altro gioiello low cost dal campionato inglese.

Inter, l’incasso Champions cambia il calciomercato: svelata la nuova strategia che fa sognare i tifosi!

Inter, l’incasso Champions cambia il calciomercato: svelata la nuova strategia che fa sognare i tifosi!

Arriva dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport il punto sulla nuova strategia per il calciomercato estivo dell’Inter dopo i grandi incassi ottenuti dalla Champions League.

NUOVA STRATEGIA DI MERCATO – «Non c’è più la necessità di vendere per finanziare il mercato, se è vero che le ultime sessioni sono sempre state chiuse in pareggio tra entrate e uscite. La società nerazzurra non avrà questo obiettivo da raggiungere la prossima estate. Si potrà pensare una sessione di mercato con investimenti mirati: di fatto, non accadeva dall’ultima estate pre Covid, la prima con Antonio Conte in panchina, quando a Milano sbarcarono – tra gli altri – Lukaku e Barella. E infatti il club si è già mosso, andando a prendere Sucic per 14 milioni di euro, trattando a fondo Luis Henrique e immaginando di fare due colpi in entrata in attacco. Gli acquisti avranno tutto un minimo comune denominatore: saranno giocatori futuribili, il cui valore di mercato deve essere in grado di crescere. L’equazione è chiara, allora: in assenza di uno stadio di proprietà, solo i risultati europei garantiscono una libertà finanziaria sugli investimenti. E in questo l’Inter ha trovato in Inzaghi un alleato straordinario, al netto dei risultati sportivi».

Pisa in Serie A, Lores Varela: «Sono rimasti nel mio cuore, felice per la promozione. Palermo, Bari e Cittadella? All’inizio…»

Pisa in Serie B, Lores Varela: «Sono rimasti nel mio cuore, felice per la promozione. Palermo, Bari e Cittadella? All’inizio…»

Ospite della rubrica A tu per tu di TMW, Ignacio Lores Varela, ex giocatore di Pisa, Palermo, Bari e Cittadella ha parlato in merito alla promozione della sua ex squadra e alle stagioni delle altre sue ex squadre attualmente in Serie B, oltre che dell’Avellino, neo promosso in serie cadetta.

PISA – «Sono molto felice per il Pisa, il mio cuore è rimasto un po’ lì. Pisa è una città che vive di calcio. C’è grande passione. E sono davvero contento che abbia centrato questo traguardo, complimenti a tutti».

PALERMO – «Ad inizio anno avrei messo il Palermo tra le squadre favorite per salire in Serie A, poi a gennaio si è anche rinforzato. Sono pizze importanti da cui ci aspetta tanto».

BARI – «Anche il Bari non ha mai avuto una vera e propria identità e non è mai stato costante. Bari e Palermo hanno fatto meno rispetto a quanto ci si aspettasse».

CITTADELLA – «Il Cittadella? Sono rimasto molto affezionato a Cittadella. Sta vivendo una situazione molto complicata e mi dispiace per l’ambiente, la squadra e per il Direttore Marchetti. Purtroppo negli scontri diretti il Cittadella non è stato fortunato. Ma può ancora dire la sua».

AVELLINO – «Sono contento, davvero. Anche perché la maggior parte della squadra è composta da ragazzi con cui ho giocato. E’ un bel gruppo e già l’anno scorso avevamo provato a centrare il traguardo della promozione».

Corsa Europa in Serie A: la situazione dettagliata degli scontri diretti. Chi è in vantaggio in caso di parità?

Corsa Europa in Serie A: la situazione dettagliata degli scontri diretti. Chi è in vantaggio in caso di parità?

Mentre sta per concludersi la stagione di Serie A resta più aperta che mai la lotta per un posto nelle competizioni UEFA.

Cliccando questo link potete trovare una guida approfondita per capire come funzionano le qualificazioni per Champions League, Europa League e Conference League della prossima stagione.

Ma in caso di parità di punti nella classifica, un aspetto fondamentale per la qualificazione nelle competizioni europee sarà la classifica avulsa che nelle prossime 3 giornate si delineerà in modo definitivo per completare il quadro sulla corsa Europa.

Il primo criterio di questa classifica è ovviamente il punteggio riferito agli scontri diretti. Ma cosa dice? Vediamolo insieme.

ATALANTA – 68 punti
Bologna-Atalanta 1-1 – Atalanta-Bologna 2-0
Atalanta-Juventus 1-1 – Juventus-Atalanta 0-4
Lazio-Atalanta 1-1 – Atalanta-Lazio 0-1
Roma-Atalanta 0-2 – Atalanta-Roma da giocare
Atalanta-Fiorentina 3-2 – Fiorentina-Atalanta 1-0

Scontri diretti a favore con Bologna e Juventus
Scontri diretti in parità con la Fiorentina
Scontri diretti a sfavore con la Lazio
Da stabilire gli scontri diretti con la Roma

JUVENTUS – 63 punti
Atalanta-Juventus 1-1 – Juventus-Atalanta 0-4
Juventus-Bologna 2-2 – Bologna-Juventus 1-1
Juventus-Lazio 1-0 – Lazio-Juventus da giocare
Juventus-Roma 0-0 – Roma-Juventus 1-1
Juventus-Fiorentina 2-2 – Fiorentina-Juventus 3-0

Scontri diretti a favore con nessuno
Scontri diretti in parità con Roma e Bologna
Scontri diretti a sfavore con Atalanta e Fiorentina
Da stabilire gli scontri diretti con la Lazio

ROMA – 63 punti
Roma-Atalanta 0-2 – Atalanta-Roma da giocare
Roma-Bologna 2-3 – Bologna-Roma 2-2
Juventus-Roma 0-0 – Roma-Juventus 1-1
Roma-Lazio 2-0 – Lazio-Roma 1-1
Fiorentina-Roma 5-1 – Roma-Fiorentina 1-0

Scontri diretti a favore con la Lazio
Scontri diretti in parità con la Juventus
Scontri diretti a sfavore con Bologna e Fiorentina
Da stabilire gli scontri diretti con l’Atalanta

LAZIO – 63 punti
Lazio-Atalanta 1-1 – Atalanta-Lazio 0-1
Lazio-Bologna 3-0 – Bologna-Lazio 5-0
Juventus-Lazio 1-0 – Lazio-Juventus da giocare
Roma-Lazio 2-0 – Lazio-Roma 1-1
Fiorentina-Lazio 2-1 – Lazio-Fiorentina 1-2

Scontri diretti a favore con l’Atalanta
Scontri diretti in parità con nessuno
Scontri diretti a sfavore con Bologna, Roma e Fiorentina
Da stabilire gli scontri diretti con la Juventus

BOLOGNA – 62 punti
Bologna-Atalanta 1-1 – Atalanta-Bologna 2-0
Juventus-Bologna 2-2 – Bologna-Juventus 1-1
Lazio-Bologna 3-0 – Bologna-Lazio 5-0
Roma-Bologna 2-3 – Bologna-Roma 2-2
Bologna-Fiorentina 1-0 – Fiorentina-Bologna da giocare

Scontri diretti a favore con Lazio e Roma
Scontri diretti in parità con la Juventus
Scontri diretti a sfavore con l’Atalanta
Da stabilire gli scontri diretti con la Fiorentina

FIORENTINA – 59 punti
Atalanta-Fiorentina 3-2 – Fiorentina-Atalanta 1-0
Bologna-Fiorentina 1-0 – Fiorentina-Bologna da giocare
Juventus-Fiorentina 2-2 – Fiorentina-Juventus 3-0
Fiorentina-Lazio 2-1 – Lazio-Fiorentina 1-2
Fiorentina-Roma 5-1 – Roma-Fiorentina 1-0

Scontri diretti a favore con Juventus, Roma e Lazio
Scontri diretti in parità con l’Atalanta
Scontri diretti a sfavore con nessuno
Da stabilire gli scontri diretti con il Bologna

Serie A e corsa Champions, la riflessione di Paolo Condò: «Poche hanno da gestire, mischia furibonda per l’Europa»

Serie A e corsa Champions, la riflessione di Paolo Condò: «Poche hanno da gestire, mischia furibonda per l’Europa»

Nel suo editoriale per il Corriere della Sera, Paolo Condò ha fatto una riflessione sulla metà alta della classifica di Serie A e in particolare sulla zona europea, partendo da Bologna Juventus di ieri sera.

Le parole riportate da TMW: «Nel primo tempo della gara di ieri sera abbiamo paradossalmente pensato che Lilian e Sandra Thuram non si sarebbero dovuti fermare a due figli, perché il gol e il recital di Kephren stavano spingendo la Juve esattamente come Marcus aveva fatto con l’Inter a Barcellona. Mica giusto che soltanto due club — peraltro i più bravi a crederci — possano godere dei frutti di cotanta famiglia. Poi il Bologna ha pareggiato la grande intensità bianconera e, di conseguenza, il punteggio in uno scontro diretto giocato a perdifiato, e che consegna al rettilineo d’arrivo una classifica più che intasata in zona Champions».

E ANCORA – «Cinque partite (su 9) concluse 1-0 descrivono un finale di lotta assai più che di governo. La battaglia infuria a ogni livello del torneo, e a tre partite dalla fine pochi hanno qualcosa da gestire: giusto il Napoli, capace di conservare il bonus di un pari che rende impervia la rincorsa dell’Inter, e l’Atalanta, che dopo essere stata riassorbita ha prodotto un nuovo scatto — 10 punti in 4 gare — e a Monza ha finito di restituire al suo terzo posto un margine rassicurante.

Il resto è la mischia furibonda peri posti europei, con una o forse due (chi vince la Coppa Italia guadagna un passaporto) destinate a restare fuori da tutto, e con distanze così minime non sarà divertente. È il segmento di classifica più combattuto ed eccitante, anche perché gli scontri diretti si susseguono — ne restano tre — e solo l’ultima tappa sarà pianeggiante. Prima dell’ordalia di Bologna la giornata 35 era vissuta sullo sforzo estremo delle squadre romane per restare aggrappate al treno della Champions».

Marsiglia, De Zerbi dopo il pareggio contro il Lille difende Rulli: «Preso un gol stupido, ma se siamo secondi è gran parte merito suo»

Marsiglia, De Zerbi dopo il pareggio contro il Lille difende Rulli nella conferenza stampa post partita

Manca il match point decisivo per la qualificazione in Champions League il Marsiglia di Roberto De Zerbi, dopo il pareggio in casa del Lille per 1-1, con l’errore in costruzione di Rulli che è costato caro alla squadra dell’allenatore italiano.

Nella conferenza stampa post partita, però, il tecnico ha difeso fortemente il suo portiere, con queste parole: «Abbiamo subito un gol stupido. Rulli avrebbe potuto passare a Kondogbia che era libero. L’ho visto di nuovo in TV: un rischio inutile, ma succede e ricordiamo che se siamo secondi è in gran parte merito di Rulli. Giocare qui con una tale personalità, controllando la partita dalla A alla Z, è davvero bello…».

Salvezze e promozioni nei principali campionati europei: in Francia ci sarà il derby di Parigi, tutto deciso in Inghilterra

Salvezze e promozioni, come sta andando nei principali campionati europei: in Ligue ci sarà il derby di Parigi, tutto aperto in Germania, già deciso in Premier

Con la stagione 2024/25 ormai agli sgoccioli, iniziano a definirsi le griglie di partenza dei principali campionati europei in vista della prossima annata. In Ligue 1, il Montpellier è già retrocesso, seguito a breve dal Saint-Etienne, ormai senza più margini di salvezza. Restano ancora in bilico le posizioni di Le Havre, Angers, Nantes e Reims, che si giocheranno nelle ultime giornate l’evitabile condanna dello spareggio promozione/retrocessione contro la terza classificata della Ligue 2. Dal campionato cadetto francese, invece, arrivano già due certezze: il Lorient e il Paris FC, che ha festeggiato la promozione lo scorso venerdì. Metz e Dunkerque hanno staccato il biglietto per i playoff, mentre Guingamp e Laval si contenderanno l’ultimo slot utile. In Bundesliga, la situazione è molto più fluida: Heidenheim, Bochum e Kiel sono a rischio spareggio o retrocessione diretta, con St Pauli e Hoffenheim praticamente salvi. Nella 2. Bundesliga si profila un finale incandescente, con Amburgo e Colonia in testa ma braccate da un nutrito gruppo di inseguitrici tra cui Elversberg, Paderborn e Magdeburgo. I giochi restano apertissimi anche per la corsa ai playoff, con ben dieci squadre ancora teoricamente in corsa.

In Spagna, LaLiga ha già registrato la retrocessione del Real Valladolid, mentre per gli altri due posti sarà battaglia fino all’ultima giornata: Girona, Las Palmas, Leganes e, a sorpresa, anche il Celta Vigo sono pienamente coinvolte nella lotta per la salvezza, con il Siviglia che sembra aver preso il largo. Nella categoria cadetta, la LaLiga Hypermotion, regna ancora il caos: a quattro giornate dalla fine, Elche, Levante, Racing Santander, Oviedo e il Mirandes dell’italiano Alessio Lisci si contendono i due posti per la promozione diretta, mentre Almeria, Granada e Huesca puntano ai playoff, pur sapendo che due di loro resteranno deluse. Situazione completamente opposta in Premier League, dove quasi tutto è già deciso: Southampton, Leicester e Ipswich sono retrocesse, mentre Leeds e Burnley hanno centrato l’obiettivo promozione. A giocarsi l’ultimo biglietto per l’élite del calcio inglese nei playoff saranno Sheffield United, Sunderland, Bristol e Coventry.

Barcellona, il Real Valladolid complica i piani di Flick in vista dell’Inter: «Avevo pianificato un’altra cosa, ma poi il loro gol…»

La vittoria in rimonta del Barcellona contro il Real Valladolid ha rovinato i piani di Flick: rotazioni forzate e gran spesa di energia in vista dell’Inter

Il Barcellona ha vinto, ma a caro prezzo. L’estenuante rimonta in Liga contro il Real Valladolid ha compromesso il piano di rotazioni che Hansi Flick aveva preparato in vista della semifinale di ritorno di Champions League contro l’Inter. Il tecnico tedesco, reduce dal pesante 1-3 dell’andata, aveva optato per ben nove cambi nell’undici titolare, lasciando in panchina pedine fondamentali come Raphinha e Lamine Yamal. Ma il gol a freddo di Iván Sánchez ha costretto Flick a rivedere i suoi piani e a gettare subito nella mischia i titolari, anticipando minutaggi che avrebbero dovuto essere ridotti.

Raphinha è entrato nella ripresa e ha firmato il pareggio, seguito dalla rete decisiva di Fermín López. Ma l’energia spesa per ribaltare la partita potrebbe ora pesare sul rendimento dei blaugrana in vista del ritorno europeo. Flick non ha nascosto la frustrazione per una serata più complicata del previsto, pur senza puntare il dito sui suoi giovani. Di seguito le sue parole dopo la partita.

«Avevo pianificato che Pedri e De Jong giocassero solo 45 minuti ciascuno. Ma avrei voluto far giocare meno anche Raphinha e Lamine. Non sono deluso da nessuno: abbiamo fatto nove cambi, sono giovani, credo in loro. Non è stato facile. Ci sono stati degli errori, transizioni veloci, ma Araujo e Christensen hanno fatto una buona partita, così come Ter Stegen».

Trent Alexander-Arnold lascia il Liverpool, ufficiale: «La decisione più difficile della mia vita»

Trent Alexander-Arnold dice addio al Liverpool: la decisione ufficiale di lasciare i Reds a fine stagione: «Questo club ha significato tutto per me»

Dopo aver blindato Mohamed Salah e Virgil van Dijk con rinnovi importanti, il Liverpool sperava di riuscire a trattare anche il prolungamento di Trent Alexander-Arnold. Tuttavia, il terzino inglese ha sorpreso tutti annunciando la sua decisione di lasciare il club a fine stagione. «Questa è senza dubbio la decisione più difficile che abbia mai preso nella mia vita», ha scritto il giocatore in un messaggio condiviso sui social media, lasciando intendere la gravità e la complessità di una scelta tanto sofferta. Di seguito le parole del terzino, che in estate dovrebbe passare al Real Madrid.

«Dopo 20 anni al Liverpool Football Club, è giunto il momento per me di confermare che me ne andrò a fine stagione. So che molti di voi si sono chiesti il ​​perché o si sono sentiti frustrati perché non ne avevo ancora parlato, ma è sempre stata mia intenzione concentrarmi esclusivamente sugli interessi della squadra, ovvero assicurarsi il titolo numero 20. Questo club è stata tutta la mia vita, tutto il mio mondo, per 20 anni. Dall’Academy fino ad oggi, il sostegno e l’amore che ho sentito da tutti, dentro e fuori dal club, mi accompagneranno per sempre. Sarò per sempre in debito con tutti voi.

Ma non ho mai conosciuto niente di diverso e questa decisione nasce dall’esigenza di affrontare una nuova sfida, di uscire dalla mia zona di comfort e di spingermi oltre i miei limiti, sia a livello professionale che personale. Ho dato il massimo ogni singolo giorno in cui sono stato in questo club. Dal profondo del mio cuore, ringrazio tutti: i miei allenatori, i miei dirigenti, i miei compagni di squadra, lo staff e i nostri incredibili sostenitori per gli ultimi 20 anni.

Sono stato abbastanza fortunato da poter vivere i miei sogni qui e non darò mai per scontati i momenti speciali che ho avuto la fortuna di vivere con tutti voi. Il mio amore per questo club non morirà mai».

Juve, Thuram è la certezza di Tudor: costato meno di Koopmeiners e Douglas Luiz, i suoi numeri alla Vidal

Juve, Khephren Thuram trascina il centrocampo bianconero: i suoi numeri sono secondi solo a Vidal della prima stagione, Koop e Douglas Luiz superati

Khephren Thuram si sta rivelando una delle poche, solide certezze nella travagliata stagione della Juve. Il centrocampista francese, arrivato dal Nizza per 20 milioni di euro, ha già superato il proprio record personale di gol in una stagione e sta lasciando il segno anche in fase di costruzione: con 4 reti e 6 assist all’attivo, è diventato il miglior centrocampista bianconero alla prima stagione dopo Arturo Vidal (2011/12). La sua ultima perla è arrivata contro il Bologna, con un sinistro dal limite che ha sbloccato la gara e confermato il suo stato di forma.

Con Igor Tudor in panchina, Thuram ha trovato fiducia e continuità: sei presenze da titolare su sei partite, cinque delle quali giocate per intero, in netta controtendenza rispetto alla gestione di Thiago Motta. Nonostante gli investimenti più onerosi su Koopmeiners e Douglas Luiz, finora poco incisivi, è il francese classe 2001 ad aver preso in mano il centrocampo bianconero. A soli 20 milioni, il suo acquisto si sta rivelando uno dei colpi più efficaci dell’ultimo mercato juventino.

Pisa, il presidente Corrado: «Spero che Inzaghi rimanga con noi; c’è una partita a cui teniamo più di tutte in Serie A»

Le parole di Giuseppe Corrado, presidente del Pisa, dopo la promozione dei toscani in Serie A dopo 34 anni con Inzaghi in panchina

Giuseppe Corrado, presidente del Pisa, ha parlato ai microfoni di Radio Anch’Io Sport su Radio Rai dopo la promozione dei pisani in Serie A.

PROMOZIONE – «Abbiamo apprezzato questo progetto con una programmazione che partiva dalla struttura della società. Il risultato sportivo non è mai stato un’ossessione, ma una conseguenza del lavoro svolto. La fretta avrebbe nuociuto alla continuità del progetto. Sappiamo che la Serie A ha valori diversi, però non siamo arrivati in Serie A con una squadra matura. Abbiamo costruito questa promozione attraverso i giovani scovati, dai nostri 80 addetti allo scouting che girano per il mondo. Sappiamo che dobbiamo aggiungere altre cose. Rispetto ad altre squadre che anche in Serie B hanno speso tanto, più virtuosamente abbiamo fatto investimenti mirati, siamo la seconda squadra del campionato di Serie B per numero di giocatori prestati alle Nazionali».

INZAGHI CONFERMATO – «Questo lo sa solo Dio. Squadre come il Pisa possono lanciare giocatori e allenatori. Pippo oggi ha riconquistato quello che aveva perso. Sono diversi anni che ci approcciamo per lavorare insieme, ma forse prima non c’erano le condizioni mature. Spero che Pippo per un po’ rimanga qui. Poi se ci saranno offerte più importanti, vedremo. Ma se siamo diventati una palestra per giocatori, allenatori e direttori sportivi rispetto a squadre più blasonate, vuol dire che stiamo lavorando bene».

STADIO – «I lavori per il centro sportivo sono partiti due mesi fa. L’Arena Garibaldi ha già avviato dei lavori di adeguamento proprio per avere la certezza di essere allineati alle regole per il campionato Serie A. Con la fine dell’anno partirà il progetto di ristrutturazione globale, sul genere di quella che è stata fatta dall’Udinese, dall’Atalanta e dalla Fiorentina. Un lavoro che può durare dai 18 ai 24 mesi. Avremo un’Arena adeguata al nostro popolo».

LA SFIDA PIU’ ATTESA – «Sarò banale, ma quella con la Fiorentina è la partita che tutti i pisani aspettano da 34 anni».

Raphinha, il sorprendente retroscena a tinte azzurre: «Vicinissimo a giocare per l’Italia, ma il destino ha scelto Brasile»

Il retroscena raccontato da Raphinha, capitano del Barcellona e nazionale con il Brasile: «Ad un passo da essere azzurro, ma…»

Raphinha ha svelato un retroscena sorprendente sul suo passato: prima di vestire la maglia verdeoro, fu a un passo dall’indossare quella azzurra. L’esterno del Barcellona ha raccontato di essere stato davvero vicino a una convocazione con la Nazionale italiana, addirittura in vista dell’Europeo poi vinto nel 2021. L’interesse era concreto, il progetto affascinante, e i contatti frequenti. Di seguito le sue parole in una intervista a Isabela Pagliari.

CONVOCAZIONE ITALIA – «Mi mancava solo il passaporto. Se fosse arrivato in tempo, sarei andato all’Europeo con l’Italia. Jorginho mi chiamava spesso, e anche lo staff azzurro era in contatto continuo con me. Avevano un progetto bellissimo, molto serio, che mi aveva davvero colpito».

BRASILE – «Nel profondo, avevo ancora quell’un per cento di speranza di poter giocare con il Brasile. E per fortuna, il passaporto italiano non arrivò in tempo».

Cagliari, la salvezza ad un passo: 2 punti per la sicurezza, Venezia decisiva

Il Cagliari ad un passo dalla salvezza: servono tre punti, ma potrebbero bastarne due; tutto passa dallo scontro diretto con il Venezia

Il Cagliari è a un passo dalla salvezza, ma il margine d’errore resta minimo. Come riportato dal Corriere dello Sport, Servono tre punti nelle ultime tre giornate per toccare quota 36, considerata la soglia di sicurezza. Due potrebbero bastare, soprattutto se uno dovesse arrivare nello scontro diretto contro il Venezia, che al massimo può arrivare a 37. Ma nessuno vuole fare troppi calcoli: l’ultima giornata vedrà i rossoblù impegnati al “Maradona” contro un Napoli lanciato verso lo scudetto, e pensare di strappare punti lì, il 25 maggio, è una scommessa azzardata. Per questo, la trasferta di Como e soprattutto la gara casalinga con il Venezia rischiano di diventare decisive. Anche per esorcizzare il ricordo ancora vivo del 22 maggio 2022, quando il Cagliari non andò oltre lo 0-0 con un Venezia già retrocesso, sprecando così l’occasione salvezza.

Contro l’Udinese è emersa con chiarezza una delle costanti del campionato rossoblù: la difficoltà nel confrontarsi con le squadre della parte sinistra della classifica. Dei 33 punti raccolti, solo sei sono arrivati contro le prime dieci. Diverso, invece, il rendimento negli scontri diretti, che ha costruito la solida base dell’attuale classifica. Il gol del 2-1 subito a Udine – su una palla vagante arrivata sulla pancia di Kristensen – ha interrotto un buon equilibrio tattico e ha dimostrato come i cambi, in quel momento, non abbiano funzionato. Un campanello d’allarme per Nicola, ma anche un segnale per la società, che presto dovrà iniziare a pianificare la prossima stagione, possibilmente con la salvezza già in tasca.

Inter, Lautaro Martinez brucia le tappe: contro il Barcellona vuole esserci, le ultime in vista della semifinale

Inter, Lautaro Martinez vuole esserci contro l’Inter: oggi l’allenamento in vista del Barcellona e l’argentino punta ad una maglia da titolare

Lautaro Martinez ci sarà. È questo il messaggio che arriva dall’Inter e che lo stesso attaccante argentino ha voluto lanciare, con forza, anche sui social: un’immagine che lo ritrae di spalle mentre si allena, accompagnata da una clessidra e una batteria in ricarica, simboli chiari della sua voglia di esserci. La semifinale di ritorno contro il Barcellona è una di quelle partite a cui non si può mancare, e Lautaro lo sa bene. Nonostante l’elongazione ai flessori della coscia sinistra, il capitano nerazzurro ha comunicato a Inzaghi la sua disponibilità totale e oggi è atteso in gruppo almeno per una parte della seduta, come riportato da la Gazzetta dello Sport.

Tutto sta procedendo secondo i piani tracciati da venerdì scorso, quando gli esami strumentali avevano escluso lesioni. Il percorso di recupero, gestito con attenzione, sembra dare i suoi frutti: non c’è stato alcun passo falso, e l’ottimismo cresce ora dopo ora. Anche Lautaro è convinto di farcela, e salvo imprevisti dell’ultima ora, sarà titolare accanto a Thuram nell’assalto nerazzurro ai blaugrana a San Siro.

Incubo Sampdoria, pari inutile con il Catanzaro e ora la Serie C si avvicina: decisivo lo scontro diretto con la Salernitana

Sampdoria, l’incubo Serie C si fa sempre più concreto: pari inutile con il Catanzaro e ora i blucerchiati sono terzultimi

La Sampdoria resta in apnea. Il 2-2 di Catanzaro, maturato dopo un match giocato per mezz’ora in superiorità numerica, ha lasciato più amarezze che altro e ha fatto scivolare i blucerchiati di nuovo in zona retrocessione diretta. Lo scontro diretto contro la Salernitana al Marassi ora è vitale per rimanere in Serie B, come ha confermato il tecnico Evani. Eppure l’avvio era stato incoraggiante: buon approccio, vantaggio firmato Depaoli e apparente controllo del campo. Poi, però, la squadra si è spenta, schiacciata dalla paura di vincere. Il Catanzaro ne ha approfittato con Brighenti e Biasci, ribaltando il punteggio, prima del pari di Coda su un errore in uscita dei padroni di casa.

Il gol dell’attaccante — che raggiunge così Schwoch a quota 135 reti in Serie B — non ha cambiato la sostanza: la Samp è rimasta sterile nonostante l’espulsione di Pompetti, non ha saputo gestire la superiorità e ha rischiato anche la beffa sulle ripartenze finali. I cambi non hanno inciso e la squadra sembra soffrire di un blocco mentale che la inchioda. Al Catanzaro, sesto in classifica, il pareggio serve a poco; alla Sampdoria, ancora meno. Ora servono punti e personalità, o la Serie C sarà più di un incubo.

Chiesa è campione d’Inghilterra e dopo i dubbi ora riceverà anche la sua medaglia: le ultime

Federico Chiesa è campione di Inghilterra e riceverà anche la sua medaglia: con il Chelsea quinta presenza in Premier League

Federico Chiesa è ufficialmente Campione d’Inghilterra con il Liverpool e riceverà anche la medaglia d’oro della Premier League: decisiva la sua quinta presenza stagionale, arrivata nel finale della sfida contro il Chelsea. Il regolamento del campionato inglese prevede infatti almeno cinque presenze per ottenere il riconoscimento materiale, e fino a quel momento l’ex Juve era fermo a quattro, alimentando dubbi e polemiche online, tra le quali anche un possibile ritorno in Italia. Entrando all’82’ al posto di Tsimikas, ha messo a tacere tutto: pochi minuti dopo, i Reds hanno segnato il 2-1.

Il tecnico Arne Slot, che aveva già speso parole di stima per l’azzurro in conferenza stampa, aveva promesso che lo avrebbe mandato in campo in una delle ultime partite proprio per permettergli di raggiungere la soglia utile: «Federico non ha nulla da dimostrarmi, lo conosco bene. È più una questione che devono chiarire a sé stessi». La medaglia, così, è arrivata anche per lui — al termine di una stagione complicata ma chiusa col sorriso.

Harry Kane rompe la maledizione: Bayern Monaco campione di Germania, primo titolo in carriera

Harry Kane rompe la maledizione: non è più il ‘campione perdente’, primo titolo in bacheca: Bundesliga da protagonista con il Bayern Monaco

Harry Kane è finalmente campione: il bomber inglese conquista il primo trofeo della sua carriera vincendo la Bundesliga con il Bayern Monaco. Dopo anni passati a inseguire un titolo tra Premier League e coppe varie, Kane trova gloria in Germania, diventando simbolo del 34° scudetto bavarese. I numeri parlano per lui: 24 goal e 9 assist in 29 presenze, una leadership tecnica ed emotiva fondamentale per la squadra di Kompany, che ha costruito il progetto proprio attorno al suo centravanti. L’ironia del destino ha voluto che il trionfo arrivasse senza scendere in campo, da squalificato, ma nulla toglie al peso del suo contributo.

Per Kane si tratta di una liberazione sportiva e personale, che lo proietta in una nuova dimensione dopo anni di rimpianti e che si vede nel momento della festa, in cui tra tutti è chiaramente il più emozionato come si può vedere sui suoi social. In una stagione da dominio quasi assoluto, il Bayern ha ritrovato entusiasmo e solidità anche grazie alla sua presenza, mentre Kompany ha saputo valorizzare al massimo il suo ruolo da leader. Insieme, hanno riscritto il finale di una storia che sembrava segnata: quella di un campione senza titoli. Ora, invece, Harry Kane è finalmente anche un vincente.

Raspadori l’arma in più di Conte per puntare allo Scudetto: in silenzio è diventato decisivo

Napoli, Raspadori è l’arma in più di Antonio Conte in questo finale di stagione: ecco come in silenzio e con pazienza ha convinto il tecnico

Giacomo Raspadori sta lasciando il segno in questo finale di stagione del Napoli: secondo la Gazzetta dello Sport in un calcio fatto di urla e protagonismi, l’attaccante è l’eccezione che conferma la regola: un gigante silenzioso che continua a lasciare il segno con eleganza e determinazione. Non chiede spazio con arroganza, ma quando parla — sul campo — lo fa con gol decisivi, come le 17 reti che hanno fatto esplodere Napoli in tre anni. La sua parabola, tecnica e simbolica, parte da Lecce e attraversa momenti iconici: la girata all’89’ contro lo Spezia nel 2022, il timbro Champions a Glasgow e Amsterdam, fino al colpo del ko con la Juve allo Stadium nel 90’. Ogni volta che Napoli ha avuto bisogno, lui ha risposto presente, con stile e senza clamore.

Anche nei momenti bui, Raspadori ha scelto la via della discrezione e del lavoro. Dopo la caduta collettiva della scorsa stagione, è ripartito in silenzio, rispettando le scelte di Conte e ritagliandosi il proprio spazio con pazienza. E quando è arrivato il suo momento, ha inciso: il gol al Venezia, la firma con la Fiorentina, l’assist a Monza per McTominay, il capolavoro balistico di Lecce che ha tenuto il Napoli avanti nella corsa scudetto.

Caressa entusiasta di Lamine Yamal: «Mai visto uno così a 17 anni… Anzi, solo uno!» Il paragone che non ti aspetti

Le parole di Fabio Caressa su Lamine Yamal, stella della Spagna e del Barcellona: «In 50 anni ho visto solo uno giocare così a 17 anni»

Fabio Caressa nel corso del Club su Sky Sport ha parlato di Lamine Yamal, stella del Barcellona e prossimo avversario dell’Inter in Champions League, con toni a dir poco entusiasti: per il telecronista la stella dei blaugrana, ad appena 17 anni, non ha paragoni, anzi, solo uno! Di seguito le sue parole.

«Yamal è una cosa assurda. Lo abbiamo visto agli Europei, poi a Barcellona… Non sembra che tocchi il campo! Sono 50 anni che vedo il calcio e uno così forte a 17 anni non l’ho mai visto. Ok Messi ma è arrivato leggermente dopo anche se fuoriclasse, pure Maradona, ma non è che voglio fare paragoni… che spettacolo però. Fa delle cose pazzesche. Uno però mi viene in mente ora che ci penso: Antonio Cassano. Solo lui faceva cose così a 17-18 anni».

Inter Barcellona, Altobelli: «Lautaro ci sarà, me lo sento; è la partita dell’anno, si può fare l’impresa»

Le parole di Spillo Altobelli in vista di Inter Barcellona, semifinale di ritorno di Champions League di domani sera

Alessandro Altobelli ha parlato a la Gazzetta dello Sport in vista della sfida di domani sera a San Siro Inter Barcellona, gara decisiva per i nerazzurri per raggiungere l’obiettivo finale di Champions League. Di seguito le parole di Spillo.

LAUTARO TORNA COL BARCELLONA – «Ok, basta così. Non ho bisogno di aggiornamenti dettagliati, Lautaro col Barcellona ci sarà, punto e basta. Me lo sento da mercoledì scorso, da quando lo abbiamo visto uscire a Montjuic. Sono stato capitano dell’Inter anch’io, so che cosa significa dare tutto per giocare una partita così».

COSA SIGNIFICA UNA PARTITA COSÌ – «Inter-Barcellona è la partita dell’anno, anzi di più. Per posta in gioco, per valore dell’avversario, per quello che rappresenta per il momento della carriera di Lautaro, è una di quelle che giochi una volta ogni… non so quanto. E Lautaro è l’Inter. Per questo ero sicuro che avrebbe stretto i denti, facendo di tutto per giocare».

CHE ESEMPIO DÀ UN CAPITANO COSÌ – «Lautaro non deve dimostrare niente a nessuno, perché dà l’esempio ogni giorno: è l’ultimo a mollare, lo vedi lottare anche nel recupero di una partita già decisa. Detto questo, il recupero lampo per il Barcellona è un segnale forte per tutto l’ambiente. E l’Inter ricambierà, mettendosi al servizio del suo uomo più importante».

COME STA DAVVERO LAUTARO – «Ah beh, questo può saperlo solo lui. Ma già averlo in campo dà la carica a tutti: compagni, Inzaghi, tifosi. Ricordate l’esultanza col Bayern? Ecco, per battere il Barça servirà tutto questo. Mi piace pensare che possa fare come… Altobelli».

CHE COSA INTENDE – «Aprile ’86, semifinale di ritorno Uefa col Real al Bernabeu. Mi fanno male, ginocchio gonfio, esco. Si perde ai supplementari. Giovedì Corso mi chiede: “Che fai, vai a casa o resti?”. Resto. Quattro giorni dopo titolare col Como: tripletta. Ecco, Lautaro può fare lo stesso».

IL BARCELLONA È L’AVVERSARIO PEGGIORE – «Sì, sono fortissimi, pieni di talento, lo hanno dimostrato all’andata. La stagione lunga ora si sente sulle gambe dell’Inter. Ma nel calcio nulla è scontato: si può fare l’impresa».

PERCHÉ CREDERCI ANCORA – «Per la storia dell’Inter con Inzaghi: raramente ha fallito appuntamenti così. E poi c’è quel 3-3 al Camp Nou: eravamo avanti 2-0, poi di nuovo in vantaggio. Quel pari ha dato forza. Ora tutti sanno che si può arrivare in finale».

E IL CAMPIONATO – «Tre partite, si può vincerle tutte e sperare, ma ora la Champions passa sopra tutto. In Europa l’Inter ha dimostrato di avere tutto per alzare la coppa: difesa, spirito, gioco e due attaccanti decisivi. Lo scudetto? Dipende dal Napoli. In Champions, invece, il destino è nelle nostre mani».

PRIORITÀ ALL’EUROPA – «Cosa c’è di più bello che vincere una Champions? Sarebbe il sigillo perfetto sul ciclo di Simone e di questo gruppo. Lautaro ha vinto tutto con l’Inter e con l’Argentina. Gli manca solo questa. E quando il destino chiama…».

Pisa, è qui la festa: i toscani tornano in Serie A dopo 34 anni, capolavoro di Pippo Inzaghi

Pisa promosso in Serie A dopo 34 anni: il ritorno dei toscani nella massima serie è il capolavoro di Pippo Inzaghi, alla terza promozione

Dopo 34 anni di attese, illusioni e delusioni, il Pisa torna in Serie A e lo fa sotto la guida ispirata di Filippo Inzaghi, che firma una delle imprese più significative della sua carriera da allenatore. Una promozione che ha il sapore della redenzione collettiva, conquistata con un progetto solido, un gruppo unito e una città intera alle spalle. Inutile la sconfitta a Bari: la festa era già scritta, suggellata dalla caduta dello Spezia a Reggio Emilia. Una generazione di tifosi può finalmente vedere realizzato quel sogno che sembrava irraggiungibile.

Il capolavoro di Inzaghi va ben oltre il campo: ha ridato al Pisa un’identità, una mentalità vincente e una cultura del lavoro che ha fatto la differenza. Con il suo stile metodico e coinvolgente, ha trasformato una squadra in cerca di riscatto in un gruppo affiatato e competitivo. Ha saputo valorizzare ogni risorsa, coinvolgere ogni figura del club e costruire un clima di appartenenza raro. Dopo Venezia e Benevento, Pisa è la consacrazione definitiva di Superpippo come architetto di promozioni.

Milan, contro il Genoa prove generali di finale: le scelte di Conceicao in vista della Coppa Italia

Milan, contro il Genoa i rossoneri fanno le prove generali per la finale di Coppa Italia: ecco le scelte di Conceicao per l’undici titolare

Sergio Conceicao guarda al finale di stagione con una smorfia che mescola rabbia, rammarico e delusione. Il suo Milan è soltanto nono in classifica, fuori dalla corsa per l’Europa, ma con una finale di Coppa Italia all’orizzonte che rappresenta l’ultimo traguardo possibile. La trasferta contro il Genoa diventa quindi un banco di prova per testare la formazione che affronterà il Bologna a Roma il 14 maggio. Il tecnico rossonero, però, non vuole sentir parlare di rotazioni o calcoli: «Non giochiamo per niente? Giochiamo sempre per il Milan», ribadisce, sottolineando come ogni gara sia un’occasione per migliorare.

Il recente passaggio al 3-4-3 ha ridato equilibrio e compattezza alla squadra, con tre vittorie e un solo gol subito nelle ultime quattro partite. Secondo la Gazzetta dello Sport Tomori, Gabbia e Pavlovic guidano una difesa che ha ritrovato solidità, mentre in attacco resta il ballottaggio tra Jovic e Gimenez. Conceiçao può finalmente contare anche su alternative credibili: Kyle Walker, rientrato a Venezia, e Loftus-Cheek, ora recuperato, ampliano le soluzioni. Tra i punti fermi spiccano Reijnders e Pulisic, quest’ultimo decisivo nell’ultima vittoria a Marassi, in un Milan che oggi cerca risposte, ma soprattutto una nuova identità.

Guida Completa Qualificazione Europea Serie A: Chi Va in Champions, Europa e Conference League 2025/2026

Guida Completa Qualificazione Europea Serie A: Champions, Europa e Conference League 2025/26, la lista d’accesso nel nostro campionato

La stagione di Serie A volge al termine e, come ogni anno, la lotta per un posto nelle competizioni UEFA è uno degli aspetti più avvincenti. Ma come funziona esattamente la Qualificazione Europea Serie A? Quante squadre italiane parteciperanno alla prossima Champions League, Europa League e Conference League? Capire il meccanismo, che dipende dalla classifica finale e dal risultato della Coppa Italia, è fondamentale per seguire le ultime, decisive giornate di campionato.

Questa guida completa ti spiegherà nel dettaglio i criteri di qualificazione per le squadre di Serie A alle coppe europee per la stagione 2025/2026, tenendo conto delle regole UEFA e delle specificità del calcio italiano.

Posti Champions League (UCL): chi si qualifica

La competizione regina d’Europa, la UEFA Champions League, vede tradizionalmente la partecipazione delle migliori squadre del continente. Per la Serie A, i posti garantiti sono solitamente quattro.

  • Criterio Principale: Si qualificano direttamente alla fase a gironi della Champions League le squadre classificate dal 1° al 4° posto al termine del campionato di Serie A.
  • Possibile Quinto Posto: Grazie alle recenti riforme UEFA e al ranking stagionale, l’Italia (come altre leghe top) può ottenere un posto aggiuntivo in Champions League. Questo avviene se la Serie A si classifica come una delle due migliori federazioni nel ranking UEFA della stagione precedente. Se l’Italia avesse ottenuto questo bonus, anche la squadra classificata al 5° posto si sarebbe qualificata alla Champions League. La Serie A deve abbandonare definitivamente il sogno di conquistare un posto extra nella prossima edizione della UEFA Champions League. L’eliminazione della Lazio ai quarti di finale di Europa League, per mano del Bodø/Glimt, fa calare il sipario sui sogni di gloria italiani. Saranno dunque la Premier League inglese e la Liga spagnola a portare una squadra in più nella massima competizione europea per club nella prossima stagione.

Posti Europa League (UEL): chi si qualifica

Subito sotto la Champions, l’Europa League offre grande visibilità e un trofeo prestigioso. L’Italia ha solitamente diritto a due posti in questa competizione.

  • Criterio 1 (Classifica): La squadra classificata al 5° posto in Serie A ottiene un posto diretto alla fase a gironi dell’Europa League. (Nota: Se l’Italia ottiene il quinto slot Champions, questo posto UEL scala alla 6° classificata).
  • Criterio 2 (Coppa Italia): La squadra vincitrice della Coppa Italia si qualifica di diritto all’Europa League. Questo è un percorso alternativo fondamentale che aggiunge ulteriore interesse alla coppa nazionale.

Posti Conference League (UECL): chi si qualifica

La competizione europea più recente, la UEFA Conference League, offre un’opportunità importante a squadre che altrimenti non parteciperebbero alle coppe. L’Italia ha diritto a un posto.

  • Criterio Principale: Il posto in Conference League spetta solitamente alla squadra classificata al 6° posto in Serie A.

La finale di Coppa Italia può ridisegnare la mappa delle qualificazioni europee. Ecco come:

  1. Se la Vincitrice della Coppa Italia è già Qualificata in Champions League (1°-4° posto, o 5° se c’è lo slot extra): Il posto in Europa League riservato alla vincitrice della Coppa Italia non viene assegnato alla finalista perdente, ma “scala” in campionato. Questo significa che la squadra al 6° posto va in Europa League, e il posto per la Conference League passa alla squadra classificata al 7° posto.
  2. Se la Vincitrice della Coppa Italia è già Qualificata in Europa League tramite il Campionato (5° posto, o 6° se il 5° va in UCL): Anche in questo caso, il posto “scala”. La squadra al 6° posto (o quella immediatamente successiva non già qualificata in UEL) prende il posto in Europa League, e lo slot per la Conference League passa alla squadra classificata al 7° posto (o quella ancora successiva).

In sintesi, la posizione finale in campionato è cruciale, ma l’esito della Coppa Italia può liberare posti aggiuntivi per le squadre meglio piazzate in Serie A che non hanno vinto il trofeo.

Riepilogo e Scenari Comuni: qualificazione Europea Serie A

Assunto che l’Italia non ha ottenuto il quinto posto extra in Champions:

  • Scenario Base (Vincitrice Coppa Italia fuori dalle prime 6):
    • 1°-4° posto: Champions League
    • 5° posto: Europa League
    • Vincitrice Coppa Italia: Europa League
    • 6° posto: Conference League
  • Scenario Coppa Italia Vinta da Squadra in Top 6:
    • 1°-4° posto: Champions League
    • 5° posto: Europa League
    • 6° posto: Europa League (perché la vincitrice Coppa è già qualificata)
    • 7° posto: Conference League

Qualificazione Europea Serie A: la classifica attuale in Serie A

  1. Napoli 77
  2. Inter 74
  3. Atalanta 68
  4. Juventus 63
  5. Roma 63
  6. Lazio 63
  7. Bologna 62
  8. Roma 60
  9. Fiorentina 59
  10. Milan 54

Qualificazione Europea Serie A: Un Finale di Stagione Incandescente

Capire i criteri di qualificazione Europea Serie A aggiunge un enorme livello di interesse alle fasi finali della Serie A. Ogni punto guadagnato o perso può significare la differenza tra la gloria della Champions League, il prestigio dell’Europa League, la vetrina della Conference League o rimanere fuori dai giochi continentali. Con la classifica ancora fluida e la Coppa Italia spesso decisa verso la fine della stagione, le ultime partite sono tutte da vivere per scoprire chi rappresenterà l’Italia in Europa nella prossima stagione. Seguite la volata finale per non perdervi nemmeno un’emozione!

Roma quarta di ‘Corto Muso’: nessuno in Europa ha vinto con più 1-0; Svilar è diventato una garanzia

Roma, nona vittoria per 1-0 dei giallorossi, l’ottava con Ranieri in panchina: l’obiettivo è la Champions di ‘Corto Muso’ e con uno Svilar così…

La Roma vola con il “corto muso” e blinda la porta: con il successo per 1-0 sulla Fiorentina, sono nove in stagione le vittorie con questo risultato nei cinque principali campionati europei, record assoluto secondo Opta, otto da quando c’è Ranieri. Merito anche di un super Svilar, ormai saracinesca fissa e uomo chiave nel finale di stagione giallorosso.

A DAZN il portiere non si nasconde: «Zero promesse, lavoreremo fino alla fine e vedremo cosa saremo riusciti a ottenere. Che calcio facciamo? Abbiamo vinto 1-0 e questa è la cosa più importante». Stessa linea anche per Ranieri: «Non so dove possiamo arrivare, ai ragazzi chiedo sempre il massimo: quest’estate non dovremo avere rimpianti».

Corsa Champions, è lotta per il quarto posto: Juve e le romane a 63, il Bologna un punto sotto

Corsa Champions League, bagarre per il quarto posto: Juve e le due romane appaiate, il Bologna un punto dietro e ancora tre giornate

La corsa Champions entra nel vivo con sei squadre in lotta per due posti: Roma, Lazio e Juve sono appaiate a 63 punti, mentre l’Atalanta è salita a quota 68 e vede l’obiettivo sempre più vicino. I giallorossi di Ranieri sono in vantaggio nella classifica avulsa grazie agli scontri diretti favorevoli, ma tutto si deciderà nei prossimi scontri chiave: Lazio-Juve e Atalanta-Roma saranno incroci decisivi per il destino europeo. Il Bologna, fermato sul pari dalla Juve, è ora costretto a vincere a San Siro per restare in scia, mentre la Fiorentina, a -4 dal quarto posto, sembra ormai tagliata fuori.

L’Atalanta è al momento la meglio posizionata, ma non ancora certa della qualificazione: contro la Roma potrebbe chiudere i conti, soprattutto se Lazio e Juventus dovessero pareggiare. Ogni passo falso può costare carissimo in un finale di stagione che si preannuncia infuocato, con il margine di errore ridotto al minimo e la classifica che può cambiare volto a ogni giornata.

Le prime pagine sportive nazionali – 5 maggio

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia. Punto di riferimento ogni giorno tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati.

Italiano: «Prestazione straordinaria, la stagione è quasi finita ma possiamo giocare ancora a questi livelli; e per la Champions…»

Le parole di Vincenzo Italiano, tecnico del Bologna, dopo il pareggio ottenuto dai rossoblù in casa contro la Juve

Vincenzo Italiano ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pareggio del Bologna contro la Juve. Di seguito le sue parole.

PRESTAZIONE – «Sono contentissimo del livello ottenuto. Dopo lo svantaggio, poi abbiamo preso il ritmo. Nel primo tempo ci hanno costretto a rincorrere, mentre nella ripresa dopo il gol non siamo riusciti a trovare il secondo. Prestazione comunque straordinaria dei ragazzi: per noi non cambia nulla, ma ci siamo e siamo capaci a venti giorni dalla fine della stagione di giocare comunque a livelli alti».

SODDISFATTO – «Abbiamo perso qualche duello in mezzo al campo, non siamo riusciti a contrastare la velocità di Thuram: lì ha fatto la differenza. La deviazione sul tiro ha spiazzato Skorupski, nelle seconde palle ci siamo fatti trovare impreparati. Poi non abbiamo concesso più nulla: ho visto una grande squadra e una prestazione importante».

MILAN IN CAMPIONATO E COPPA – «La prima in campionato sarà preparata per fare punti, arriveremo poi concentrati all’impegno in Coppa. Questo è un bene così non stacchiamo la spinta: in questo momento l’obiettivo è fare punti in campionato».

CHAMPIONS – «Ci sono ancora nove punti. In quelle zone di classifica, nove punti sono un’enormità: sono ancora partite importanti, tanti scontri diretti. Chi sbaglierà meno e chi metterà in campo la giusta mentalità troverà la qualificazione».

Tudor: «Un punto importante in un campo difficile; adesso andiamo a Roma con fiducia»

Le parole di Igor Tudor, tecnico della Juve, dopo il pareggio ottenuto dai bianconeri in trasferta contro il Bologna

Igor Tudor ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pareggio della Juve contro il Bologna. Di seguito le parole del tecnico bianconero.

PAROLE – «Abbiamo preparato la partita in maniera diversa con un 3-5-2 per andare negli spazi e battagliare dal punto di visto fisico. Qui non è mai facile, loro hanno un entusiasmo che mi ha fatto pensare di preparare la partita in questo modo. È un buon punto, sono contento. Una partita solida in un campo dove hanno sofferto tante squadre».

SULL’ATTACCO – «L’avevamo preparata diversa, loro ti vengono a uomo con la loro fisicità e abbiamo scelto questa strada. È chiaro che uno vuole sempre dominare e fare il suo calcio ma per il momento che abbiamo ora è un buon punto e guardiamo avanti. Andiamo con fiducia a giocare contro la Lazio».

PRECISIONE – «Due o tre occasioni per arrivare al gol e poi il fuorigioco. Ma i ragazzi hanno dato tutto e quindi è magari mancata un po’ di lucidità. I cambi mi sono piaciuti e anche nel secondo tempo abbiamo avuto qualche occasione».

LAZIO-JUVE DECISIVA – «Penso che anche a Roma ,come ho detto prima di questa partita, non sarà decisiva. Bisogna giocare una partita alla volta. Le prossime tre partite penso che saranno della stessa difficoltà».

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