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Supercoppa Italiana, Bologna Inter: le ultime sui nerazzurri in vista della semifinale. Chivu gestisce la squadra tra rientri e prudenza per la gara di domani

Supercoppa Italiana, Bologna Inter: le ultime sui nerazzurri in vista della semifinale. Chivu gestisce la squadra tra rientri e prudenza per la gara di domani

Vigilia di Supercoppa Italiana ricca di indicazioni contrastanti per l’Inter, impegnata nella rifinitura alla vigilia della semifinale contro il Bologna. Cristian Chivu, allenatore romeno dei nerazzurri, è chiamato a gestire uomini e condizione fisica in un momento delicato della stagione, con l’obiettivo di arrivare al match nelle migliori condizioni possibili senza forzare i recuperi.

Calhanoglu rientra, Darmian ancora a parte

La notizia positiva riguarda Hakan Calhanoglu, centrocampista turco e fulcro della manovra, tornato ad allenarsi regolarmente in gruppo dopo il problema accusato in Champions League contro il Liverpool. Un rientro importante, anche se la sua gestione resta improntata alla cautela in vista dei possibili impegni ravvicinati in Arabia Saudita.

Situazione diversa per Matteo Darmian, esterno difensivo di grande affidabilità ed equilibrio tattico, che ha svolto ancora lavoro personalizzato. Il recupero procede senza forzature, in linea con l’approccio attendista scelto dallo staff tecnico.

Stop precauzionale per Carlos Augusto

A tenere banco è soprattutto il caso di Carlos Augusto, esterno mancino brasiliano capace di agire sia da laterale sia da braccetto, che non ha preso parte alla rifinitura. Come riportato da Gazzetta dello Sport, il giocatore è stato fermato a scopo precauzionale per una leggera lombalgia. Nessun allarme particolare, ma una gestione mirata per evitare rischi inutili in una fase cruciale della stagione.

La sensazione è che Carlos Augusto possa comunque essere utilizzabile nel corso della Supercoppa, con un minutaggio da valutare gara dopo gara.

Chivu e la strategia

La rifinitura conferma la linea di Chivu, orientata a una gestione ragionata delle energie. In una competizione secca come la Supercoppa, il tecnico valuta rotazioni e soluzioni alternative senza perdere equilibrio, con l’obiettivo di presentarsi al meglio alla semifinale contro il Bologna, mantenendo però uno sguardo anche al medio periodo.

Sponsor Roma, vicino l’accordo con il nuovo main sponsor! Svolta vicina dopo l’annuncio di Wizz Air sulla manica, in chiusura il partner principale: ecco quale sarà

Sponsor Roma, vicino l’accordo con il nuovo main sponsor! Dopo l’annuncio di Wizz Air sulla manica, il club giallorosso accelera per il partner principale

La Roma è sempre più vicina a chiudere l’accordo per il nuovo Main Sponsor della maglia. Un obiettivo dichiarato già nelle scorse settimane da Michael Gandler, nuovo responsabile commerciale del club, che durante la conferenza di presentazione di Wizz Air come sponsor di manica aveva indicato la chiusura del main sponsor come priorità immediata.

Nella giornata di oggi arrivano ulteriori conferme: secondo quanto riportato da “Te la do io Tokyo”, la società giallorossa sarebbe a un passo dall’intesa con Stake, piattaforma britannica di betting pronta a comparire sul fronte della maglia.

Stake e il legame con i Friedkin

Il profilo di Stake non è nuovo all’orbita Friedkin. La piattaforma è infatti già Main Sponsor dell’Everton, altro club di proprietà della famiglia Friedkin, dettaglio che avrebbe facilitato i contatti e accelerato la trattativa. Un rapporto consolidato che ora potrebbe estendersi anche alla Roma.

L’eventuale chiusura rappresenterebbe un passaggio strategico per il club, sia in termini di visibilità internazionale sia per il rafforzamento delle entrate commerciali, tassello fondamentale per sostenere il progetto sportivo.

In attesa dell’ufficialità, a Trigoria filtra ottimismo: la Roma si prepara a completare il puzzle degli sponsor, dando continuità al nuovo corso commerciale avviato dalla dirigenza.

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Mainoo Manchester United, Roy Keane durissimo nei confronti del centrocampista inglese: «Deve restare e lottare. Cosa c’è di male nel sedersi in panchina e imparare?»

Mainoo Manchester United, Roy Keane durissimo nei confronti del centrocampista inglese: le parole dell’ex leggenda dei Red Devils

Roy Keane è intervenuto a gamba tesa sulla delicata situazione di Kobbie Mainoo al Manchester United. Il giovane centrocampista classe 2005 sta trovando pochissimo spazio e le voci di una possibile partenza in prestito si fanno sempre più insistenti. L’ex capitano dei Red Devils, però, ha un’idea diametralmente opposta: Mainoo deve restare a Old Trafford e lottare per guadagnarsi il posto.

Nel podcast Stick to Football, Keane ha espresso tutto il suo disappunto per l’impazienza che circonda il ragazzo: «Vuoi dirmi che non può aspettare sei mesi? Ha vent’anni. Cosa c’è di male nel sedersi in panchina e imparare? Magari l’allenatore se ne va in estate. Tutti ci siamo passati, succede di non giocare».

L’irlandese ha poi offerto un consiglio diretto al giovane talento. PAROLE – «A volte trovi un allenatore che non ti vede. Cosa devi fare? Dimostrargli che si sbaglia. Jamie Carragher diceva di non essersi mai sentito un titolare indiscusso al Liverpool, e lo stesso valeva per me allo United. Ogni giorno hai l’opportunità di dimostrare il tuo valore e convincere il tecnico che meriti di giocare. Deve esserne consapevole».

La critica di Keane si è fatta ancora più aspra commentando l’episodio che ha coinvolto il fratello di Mainoo, fotografato sugli spalti durante la gara contro il Bournemouth con una maglietta con la scritta “Free Kobbie Mainoo”.

PAROLE – «Poi c’è quell’idiota di suo fratello che fa una cosa del genere. Non dovremmo nemmeno dargli attenzione. A volte sei semplicemente circondato da idioti, soprattutto in famiglia».

Infine, Keane ha ribadito la sua contrarietà al prestito: «Non avrei problemi, potrebbe anche essere la soluzione migliore per tutti. Ma la sfida più grande è qui, al Manchester United: entrare in questa prima squadra. Anche se l’allenatore dice che non giocherai mai al posto di Bruno Fernandes: dimostragli che si sbaglia!».

Infortuni Serie A, numeri allarmanti: aumentato del 24% il numero degli stop e di oltre centomilioni il numero dei costi! Il dato dei club più colpiti

Infortuni Serie A, nella stagione 2024/25 registrati 858 stop per problemi fisici. Crescono frequenza e costi. Il dato dei club più colpiti

Aumentano in modo significativo gli infortuni in Serie A. Nella stagione 2024/25 si sono registrati 858 stop per problemi fisici, con un incremento del 24% rispetto all’annata precedente. Il dato emerge dal Men’s European Football Injury Index, rapporto del broker assicurativo Howden, che analizza l’impatto degli infortuni nei cinque principali campionati europei. Il costo complessivo per i club italiani è stato stimato in 103,14 milioni di euro.

I club più colpiti e quelli più “virtuosi”

La Juventus è il club che ha sostenuto il costo più elevato, con 56 infortuni per un impatto economico di 16,75 milioni di euro. Seguono Milan (58 stop per 13,01 milioni) e Inter (71 per 10,93 milioni). In netta controtendenza il Napoli campione d’Italia, che ha fatto registrare appena 36 infortuni per un costo di 4,08 milioni.

Caso particolare quello dell’Empoli, poi retrocesso: pur avendo uno dei numeri più bassi di infortuni (28, come Hellas Verona e Fiorentina), ha fatto segnare la gravità media più alta, con 42 giorni di stop per infortunio.

Tipologia di infortuni e ruoli più colpiti

Dalla ricerca emerge che gli infortuni muscolari sono i più frequenti (318 casi). I problemi al ginocchio, invece, risultano i più gravi e costosi: 52 casi, con una media di 54 giorni di stop e un costo di 0,39 milioni di euro per singolo infortunio.

Per quanto riguarda i ruoli, i difensori sono i più colpiti (307 infortuni), davanti ai centrocampisti (277) e agli attaccanti (247).

Il confronto con gli altri campionati

La Serie A non è però il campionato più martoriato. La Bundesliga guida la classifica per numero totale di infortuni (1.197), mentre la Premier League è il torneo con l’impatto economico più alto, pari a 285,7 milioni di euro, a fronte di 957 stop (dato identico a quello della Liga). Il campionato più “fortunato” resta la Ligue 1, con 483 infortuni complessivi.

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Plusvalenze Juventus, svolta UE sul caso: messa in discussione l’autonomia della giustizia sportiva! Ecco cosa cambia per l’ex presidente Agnelli e Arrivabene

Plusvalenze Juventus: il parere dell’Avvocato generale UE mette in discussione l’autonomia della giustizia sportiva. In bilico le inibizioni di Agnelli e Arrivabene

Una novità giudiziaria di peso potrebbe incidere profondamente sui vertici della giustizia sportiva italiana. L’Avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Dean Spielmann, ha depositato un parere che contesta l’attuale assetto dell’ordinamento sportivo nazionale in relazione alla tutela dei diritti fondamentali garantiti dal diritto UE. Al centro della questione c’è la sanzione di due anni di inibizione inflitta a Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene per il caso plusvalenze, ritenuta dai legali illegittima e sproporzionata.

Secondo Spielmann, il sistema italiano che impedisce al Tar del Lazio di annullare o sospendere sanzioni disciplinari sportive — limitando l’intervento del giudice ordinario al solo risarcimento economiconon sarebbe compatibile con le direttive europee.

Tutela giurisdizionale effettiva

Nel parere si afferma che i tesserati devono poter accedere a una tutela giurisdizionale effettiva, il che implica la possibilità per i tribunali statali di intervenire direttamente sulla validità degli atti sportivi. Un principio che, se accolto, ridimensionerebbe l’autonomia assoluta finora riconosciuta agli organi federali.

Tempi e possibili effetti

Il parere non è vincolante, ma storicamente la CGUE tende a seguirne l’impostazione nelle sentenze definitive, attese entro 3-6 mesi. Un’eventuale conferma aprirebbe a una revisione profonda dell’Articolo 4 della Figc sulla “lealtà sportiva” e dell’intero impianto sanzionatorio.

Impatto per Juventus e Figc

Per la Juventus — oggi guidata dalla dirigenza con Damien Comolli — la svolta è rilevante pur riferendosi alla gestione precedente. Un esito favorevole a Agnelli a Lussemburgo potrebbe annullare le inibizioni e aprire la strada a richieste di risarcimento anche milionarie nei confronti della Federazione. Una prospettiva che potrebbe cambiare gli equilibri della giustizia sportiva italiana.

Ibrahimovic Milan, di padre in figlio! Vicent firma il suo primo contratto da professionista con i rossoneri ed entra a far parte della squadra allenata da Oddo

Ibrahimovic Milan, di padre in figlio! Vicent firma il suo primo contratto da professionista ed entra a far parte della rosa del Milan Futuro

Il Milan prosegue nel segno della continuità familiare e del talento generazionale. Il club rossonero ha ufficializzato la firma del primo contratto da professionista di Vincent Zlatan Seger Ibrahimović, centrocampista nato nel 2008, che si lega così ai colori rossoneri dopo il percorso già avviato dal fratello Maximilian.

Vincent entrerà a far parte del progetto Milan Futuro, iniziativa strategica pensata per ridurre la distanza tra settore giovanile e prima squadra. Un percorso di crescita strutturato, che consentirà al giovane centrocampista di maturare in un contesto competitivo e sotto una supervisione costante.

A seguire da vicino lo sviluppo di Vincent ci sarà anche Zlatan Ibrahimović, oggi Senior Advisor di RedBird, ruolo che rafforza ulteriormente il legame tra la famiglia Ibrahimović e il progetto sportivo del club.

Con questa mossa, Igli Tare e la dirigenza rossonera blindano un altro tassello del futuro, ribadendo la volontà di puntare con decisione sui giovani cresciuti in casa. L’obiettivo è chiaro: costruire nel tempo una base solida di talenti pronti ad alimentare la rosa di Massimiliano Allegri nelle prossime stagioni.

Bari, Luigi De Laurentiis rivela: «Campionato in difficoltà. Vivarini uomo spogliatoio. A gennaio arriveranno cambiamenti. Società? Continuo a cercare un socio che mi affianchi»

Bari, la rivelazione di Luigi De Laurentiis ai microfoni di Dazn, dove era ospite. Le parole del presidente del Bari e vicepresidente di Serie B

Ospite ai microfoni di DAZN all’interno del format Professione Presidente, Luigi De Laurentiis, numero uno del Bari, ha tracciato un bilancio della sua esperienza nel calcio italiano.

Dalla governance della Lega Serie B alle difficoltà strutturali del campionato, passando per le scelte sportive, il cambio in panchina e le prospettive societarie, il presidente biancorosso ha toccato tutti i temi chiave dell’attualità.

RUOLO IN LEGA SERIE B«È stato bello essere votato all’unanimità perché mi ha dato l’opportunità di rappresentare la Serie B assieme al presidente Bedin. Questa è una lega in difficoltà sul piano della sostenibilità. Fra mutualità che si è abbassata e la quota dei diritti televisivi che si è ridotta sono entrati milioni in meno creando problemi nei bilanci di molti club. Bedin è stato bravo a riorganizzare la lega, con l’intento di trovare nuovi introiti, ottimizzando già quelli esistenti».

COME SI FA BENE IN SERIE B«La Serie B è interessante perché a priori cambia sette squadre. È un campionato che si rinnova molto e che dunque è difficilmente leggibile, con una classifica strettissima. Lo scorso anno fra il sesto e il 14° posto c’erano praticamente solo due punti. Per il pubblico è affascinante, ma a livello societario è difficile: ci sono quattro retrocessioni su venti squadre. Penso che la Serie B si stia comportando troppo da Serie A con spese esorbitanti e ricavi molto bassi. Per questo si sta parlando di Salary Cap».

OBIETTIVI STAGIONALI DEL BARI«Abbiamo ricostruito una squadra. Arriviamo da una finale persa e da una depressione totale che ha avvolto la gestione sportiva. Non è un caso che dalla finale playoff siamo finiti ai playout. Quest’anno abbiamo deciso di ripartire da zero, con un nuovo allenatore. Le difficoltà ci sono state comunque: per trovare la quadra serve tempo e anche un pizzico di fortuna, basti pensare agli infortuni di giocatori importanti come Gytkjaer».

IL CAMBIO IN PANCHINA: DA CASERTA A VIVARINI«Con mister Caserta avevamo sviluppato un bellissimo rapporto umano, ma non riuscivamo a trovare una quadra. Cambiare allenatore in corsa è spiacevole, ho aspettato il più possibile. Vivarini è un allenatore che mi era rimasto nel cuore, un leader attento allo spogliatoio. Assieme a Magalini abbiamo pensato fosse la scelta migliore».

MERCATO DI GENNAIO«Dovremo comprendere in maniera precisa quali cambiamenti fare. Sfrutteremo la finestra invernale per trovare le pedine necessarie a sostituire chi non è in linea con i risultati attesi».

MAGALINI E DI CESARE«Dal loro arrivo non hanno avuto un lavoro semplice, ma sono stati bravi a ricostruire una squadra che fino a quattro giornate dalla fine era in zona playoff, l’obiettivo che avevamo promesso alla piazza».

MULTIPROPRIETÀ E FUTURO SOCIETARIO«Ho dichiarato che continuerò a cercare un socio serio che possa affiancarmi. Ci sono stati contatti, ma quando ci sarà il partner giusto i primi a saperlo saranno i tifosi. Nessuno più di me vuole il bene del Bari, l’ho ricostruito da zero. Questa è la mia seconda casa».

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Mbappé, appuntamento con la storia per il francese! Contro il Siviglia l’attaccante del Real Madrid può battere un record di Cristiano Ronaldo che regge dal 2013

Mbappé, appuntamento con la storia per il francese! Contro il Siviglia l’attaccante del Real Madrid può battere un record di CR7 che regge dal 2013

Kylian Mbappé ha un appuntamento con la storia nell’ultima partita dell’anno solare. L’attaccante francese si trova a una sola rete dall’eguagliare l’incredibile record di 59 gol segnati da Cristiano Ronaldo con la maglia del Real Madrid nel 2013. Il destino, con una certa ironia, ha voluto che l’ultimo ostacolo tra Mbappé e questo traguardo sia proprio il Siviglia, ovvero la vittima preferita in assoluto del fuoriclasse portoghese durante la sua carriera.

I numeri di CR7 contro gli andalusi sono semplicemente mostruosi: 27 gol in 18 partite, una sentenza quasi ogni volta che scendeva in campo. Il club di Nervión ha tirato un enorme sospiro di sollievo quando Ronaldo ha lasciato la Liga nell’estate 2018. Le sue prestazioni contro il Siviglia comprendono tre triplette, un poker devastante (nel 2-6 della stagione 2010-11) e tre doppiette, una delle quali decisiva per alzare la Supercoppa Europea 2014 a Cardiff.

Ora la palla passa a Mbappé. La sua media attuale contro il rivale di sabato non è affatto negativa: ha segnato un gol in ciascuna delle due vittorie di campionato della scorsa stagione tra Real Madrid e Siviglia. Replicare quella prestazione gli basterebbe per raggiungere quota 59 e agganciare il mito portoghese.

Ma è lecito attendersi qualcosa in più. Per superare Cristiano Ronaldo e salire a 60 marcature, prendendosi il record in solitaria, il francese dovrà segnare almeno una doppietta alla squadra allenata da Almeyda.

Da quando CR7 ha lasciato il Bernabéu per la Juventus e poi per il Manchester United, le sue strade e quelle del club biancorosso non si sono più incrociate in Europa, nonostante le numerose partecipazioni continentali del Siviglia, comprese due Europa League vinte. Curiosamente, però, la sfida continua a distanza: in Arabia Saudita, Ronaldo fronteggia ora Yassine Bono, portiere simbolo del Siviglia recente, diventato la sua nuova nemesi lontano dalla Spagna.

Napoli-Milan di Supercoppa Italiana: come vederla in streaming dall’estero

Prende il via la Supercoppa Italiana con la formula della Final Four. Oggi si apre con la prima semifinale Napoli-Milan. La sfida è in programma questa sera alle 20:00 allo stadio Re Fahd di Riyad, in Arabia Saudita. Si tratta di un vero banco di prova per le quattro squadre coinvolte (l’altra semifinale è Bologna-Inter), costrette a un mini tour de force che comporta anche una pausa dalla Serie A, congelando di fatto metà del campionato.

A detenere il titolo sono proprio i rossoneri, che nella scorsa edizione hanno avuto la meglio sull’Inter in finale. La squadra di Allegri cercherà di difendere la coppa, ma la concorrenza è più agguerrita che mai. Tutti i match della Supercoppa Italiana saranno trasmessi in chiaro sui canali Mediaset e in streaming su Mediaset Infinity. Ma chi si trova all’estero come può vedere le partite senza i blocchi geografici internazionali?

Napoli-Milan Supercoppa in streaming dall’estero: ti serve una VPN

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L’appuntamento è fissato: questa sera giovedì 18 dicembre alle 20.

Napoli-Milan: le probabili formazioni

In casa rossonera, Gabbia resta fuori dai convocati, ma Allegri deve rinunciare anche a Gimenez e a Leao, che non sarà nemmeno a disposizione in panchina. La presenza di Leao è in dubbio anche per l’eventuale finale. Questo scenario apre le porte a Nkunku, pronto a comporre il reparto offensivo insieme a Pulisic, mentre in difesa dovrebbe trovare spazio De Winter.

La scelta più interessante riguarda il centrocampo: Jashari è candidato a partire dal primo minuto come regista, permettendo a Modric di rifiatare in vista di un possibile atto finale. Sulla fascia sinistra Estupiñán sembra favorito rispetto a Bartesaghi, mentre in mezzo Loftus-Cheek appare in vantaggio nel duello con Fofana.

Sul versante opposto, Conte deve fare a meno degli infortunati di lungo corso De Bruyne e Anguissa, ma ritrova Lobotka, pronto a riprendersi le chiavi della regia. Sulle corsie laterali dovrebbero agire Politano e Spinazzola, mentre in avanti l’idea è quella di affiancare Neres ed Elmas a Hojlund.

In difesa spazio a Juan Jesus, insieme a Di Lorenzo e Rrahmani. Da segnalare anche che è stato convocato Lukaku, determinato a tornare in campo dopo il lungo stop, ma quasi sicuramente non giocherà nemmeno un minuto in questo torneo.

Ecco le probabili formazioni di Napoli-Milan:

  • Napoli (3-4-3): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, McTominay, Lobotka, Spinazzola; Neres, Hojlund, Lang;
  • Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Pulisic.

Ekkelenkamp si racconta: «Segnare in quel modo al Napoli è stata un’emozione fortissima. Durante il Covid facevo questa cosa, ecco a chi mi ispiro. Sui miei compagni vi svelo questo»

Ekkelenkamp si racconta a Radio Tv Serie A. Le parole del centrocampista dell’Udinese, protagonista del gol vittoria contro il Napoli

Dopo il successo contro il Napoli di Antonio Conte, deciso anche da una sua prodezza dalla distanza, Jurgen Ekkelenkamp, centrocampista olandese dell’Udinese, è intervenuto ai microfoni di Radio TV Serie A per analizzare il momento personale e quello della squadra bianconera. Tra soddisfazione per il primo gol stagionale, ambizioni europee e riflessioni tattiche, l’ex Ajax ha mostrato grande consapevolezza e lucidità.

IL GOL CONTRO IL NAPOLI«Ero davvero felice, sia per la vittoria sia perché ho segnato il mio primo goal quest’anno ed è stato anche un gran gol. Segnare in quel modo e sbloccare la partita è stata indubbiamente un’emozione forte, soprattutto dopo i due goal annullati. Io ero felice per il primo goal in campionato, eravamo tutti molto felici. Ho esultato subito perché non avevo paura di essere in fuorigioco. Durante il periodo del Covid passavo le giornate fuori da casa mia allenandomi sui tiri dalla distanza e provando conclusioni del genere».

IL RAPPORTO CON RUNJAIC E L’ANDAMENTO DELL’UDINESE«Il mister è sempre molto chiaro dentro lo spogliatoio, è un gran comunicatore ed è davvero preparato dal punto di vista tattico. L’andamento dell’Udinese? In questa stagione abbiamo vinto delle partite importanti contro le prime della classifica ma abbiamo anche perso punti con squadre del nostro livello. Non so bene spiegare il perché, spero che possiamo migliorare questo aspetto e fare punti anche contro squadre meno forti».

IL SOGNO EUROPEO«Sicuramente arrivare in Europa sarebbe un sogno per il club e per me, sarebbe bello se accadesse in questa stagione».

MODELLI E RUOLO IN CAMPO«Mi sono sempre ispirato a due centrocampisti dell’Ajax ovvero Wesley Sneijder e Rafa Van der Vaart, due numeri 10. Il ruolo in campo? Mi trovo molto bene nel mezzo del centrocampo dove ho anche la possibilità di inserirmi alle spalle degli attaccanti».

AJAX, NAZIONALE E DIFFERENZE TRA I CAMPIONATI«All’Ajax ogni allenamento è con la palla tra i piedi e questo per me è davvero importante. Penso che questa sia una grande differenza dal calcio italiano, qui si punta più sulla tattica. Gli ex compagni? Con Neres non ci siamo sentiti prima della partita e nemmeno con Noa Lang. Nazionale? Andare al Mondiale per me sarebbe un sogno, l’Olanda ha sicuramente un centrocampo fortissimo ma tutto è possibile».

SERIE A E CALCIO ESTERO«La Serie A è un campionato prevalentemente tattico, in Olanda – così come in Belgio e Germania – c’è un tipo di gioco più aperto».

AUTOVALUTAZIONE E VITA A UDINE«Mi considero un giocatore con una buona resistenza e una buona tecnica, penso anche di avere un buon tiro. Vorrei migliorare nei colpi di testa e magari dovrei fare più goal. Udine? È una città piccola ma mi piace. È vicina alla Slovenia, un posto che mi piace molto per le sue montagne».

I COMPAGNI DI SQUADRA«Il più divertente? Direi Kingsley, anche perché essendo olandese per me è più facile parlare con lui. Zaniolo? In allenamento guardo molto Nicolò, è un giocatore davvero forte e siamo tutti contenti di averlo in squadra. Non parliamo del Mondiale».

Calciomercato Roma, non solo Zirkzee! C’è anche un altro giocatore nel mirino di Gasperini per l’attacco giallorosso: sarà derby con la Lazio per Raspadori!

Calciomercato Roma, non solo Zirkzee! Anche Raspadori tra gli obiettivi dei giallorossi. A Gasperini piace, sarà derby con la Lazio per portarlo in Capitale

La Roma accelera sul mercato offensivo. Non c’è solo Joshua Zirkzee nei piani giallorossi: come svelato da Alfredo Pedullà, il club continua a spingere con decisione per Giacomo Raspadori, attaccante italiano in uscita dall’Atletico Madrid. Un profilo che piace molto a Gian Piero Gasperini, deciso a rafforzare il reparto in vista della seconda parte di stagione.

Raspadori è apprezzato anche dalla Lazio, al momento però ferma sul mercato. Gasperini lo stima da tempo: lo avrebbe voluto a Bergamo e lo considera una seconda punta ideale per il suo sistema. La Roma mantiene contatti diretti con l’entourage del giocatore e valuta tempi e condizioni per affondare il colpo.

Non è escluso un doppio innesto in attacco. Il quadro dipenderà anche dalle uscite: Bailey è in bilico, Tommaso Baldanzi è corteggiato (anche dal Verona), mentre Stephan El Shaarawy è in scadenza. Variabili che possono aprire spazio a un’operazione strutturata su più fronti.

La linea è chiara: esaudire le richieste di Gasperini dopo l’ottimo impatto con l’ambiente giallorosso. Le grandi manovre sono già partite e l’asse offensivo resta la priorità. La Roma prepara l’affondo.

Finalissima Spagna Argentina, adesso è deciso: ufficiali data e sede del match che ospiterà la prima storica sfida tra Messi e Yamal!

Finalissima Spagna Argentina: UEFA e CONMEBOL hanno annunciato data e luogo del super match tra campioni d’Europa e del Sudamerica

È ufficiale: Spagna e Argentina si affronteranno nella prossima Finalissima CONMEBOL-UEFA, il trofeo che mette di fronte i campioni in carica di Europei e Copa America. La sfida si disputerà il 27 marzo 2026 e avrà come teatro lo stadio Lusail di Doha, in Qatar, una scelta che colloca l’evento lontano sia dall’Europa sia dal Sudamerica.

L’annuncio è arrivato congiuntamente da UEFA e CONMEBOL, che hanno definito così un appuntamento di altissimo profilo in avvicinamento ai Mondiali 2026.

Si tratterà di una prima volta assoluta per la Nazionale spagnola, che non ha mai partecipato alla Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA. La competizione ha avuto finora tre edizioni complessive: le prime due, nel 1985 e nel 1993, quando era conosciuta come Coppa Artemio Franchi, vinte rispettivamente da Francia e Argentina. L’ultima edizione si è giocata nel 2022, con l’Italia sconfitta 3-0 dall’Argentina a Londra. Proprio l’Albiceleste detiene due dei tre titoli complessivi.

La Spagna, guidata dal talento di Lamine Yamal, arriverà all’appuntamento da campionessa d’Europa in carica e da prima nel ranking FIFA, posizione occupata proprio davanti all’Argentina del commissario tecnico Lionel Scaloni, campione del mondo e vincitore della Copa America.

L’ultimo precedente tra le due Nazionali risale al marzo 2018, quando si affrontarono in amichevole a Madrid: in quell’occasione fu la Spagna a imporsi con un netto 6-1. Stavolta, però, il contesto e il peso della posta in palio rendono la Finalissima un confronto completamente diverso, destinato ad attirare l’attenzione del calcio mondiale.

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Salah Liverpool, pace fatta? In Inghilterra sono sicuri: nessuna cessione per gennaio! Presa questa decisione sul futuro dell’attaccante egiziano

Salah Liverpool, pace fatta? In Inghilterra sicuri sulla scelta di club e giocatore per gennaio: ecco che futuro attende l’attaccante egiziano

La separazione tra Mohamed Salah e il Liverpool sembra ormai tracciata, ma non avverrà nella finestra invernale. Stando a quanto riportato dal Daily Mail, le parti starebbero lavorando a una soluzione condivisa per arrivare insieme a fine stagione, rimandando ogni decisione definitiva all’estate.

L’ipotesi che prende quota è quella di un gentlemen agreement tra Salah, Arne Slot (allenatore dei Reds) e il club: restare uniti fino a maggio con l’obiettivo di qualificare il Liverpool alla prossima Champions League, poi salutarsi senza strappi. Una scelta che tutelerebbe il progetto sportivo e permetterebbe al club di programmare con calma il futuro.

Sull’attaccante egiziano, 33 anni, restano forti gli interessi dall’Arabia Saudita e dalla MLS. In particolare, si sono mossi Al-Hilal, Al-Qadsiah e Neom SC, pronti a presentare proposte importanti per il finale di carriera del numero 11.

Il contratto di Salah scade nel giugno 2027, dettaglio che spinge il Liverpool a valutare una cessione a condizioni vantaggiose, evitando di perdere valore. Rimandare l’addio consente ai Reds di massimizzare il ritorno economico e sportivo.

Nico Paz Real Madrid, ritorno rinviato? il Como resta centrale nel progetto del trequartista argentino e potrebbe trattenerlo fino a giugno!

Nico Paz Real Madrid, possibile rientro posticipato? Quando tutto sembrava deciso ecco la rivelazione che riscrive i piani dell’argentino!

Da mesi, il ritorno di Nico Paz al Real Madrid sembrava una formalità. Il giovane centrocampista argentino, attualmente in forza al Como, ha mostrato una crescita costante che ha convinto i vertici di Valdebebas. Il club blanco, che si era cautelato con un’opzione di recompra strategica, vedeva nell’ex cantera un rinforzo ideale già per il mercato di gennaio.

Tuttavia, nelle ultime settimane lo scenario è mutato, secondo Fichajes.net. Sebbene l’opzione del ritorno resti viva, il Real Madrid sta seriamente valutando di posporre l’operazione a fine stagione. Una decisione frutto di un’analisi approfondita sul momento del giocatore, sul suo percorso di sviluppo e sulle reali necessità della prima squadra nell’immediato.

L’esperienza al Como si è rivelata fondamentale per la maturazione di Nico Paz. Lontano dalle pressioni mediatiche di Madrid, il giovane talento ha trovato continuità, fiducia e un ruolo da protagonista che difficilmente avrebbe avuto a Chamartín. Questa stabilità ha permesso al suo gioco di evolversi in termini di lettura tattica e personalità. Il calciatore si è affermato come una delle pedine più interessanti della squadra, dimostrando che il suo valore va oltre l’etichetta di promessa.

Il Real Madrid apprezza particolarmente questo contesto favorevole e teme che un ritorno precipitoso possa rivelarsi controproducente. La dirigenza è consapevole che non tutti i giovani debbano tornare subito alla base per avere successo. Nel caso di Nico Paz, completare la stagione al Como potrebbe risultare più vantaggioso rispetto a un inserimento a metà campionato con un ruolo marginale e poco margine di errore.

Il club blanco preferisce lavorare con una visione a lungo termine, pianificando il ritorno del centrocampista in modo ordinato per la prossima stagione. Questo consentirebbe di definire con chiarezza il ruolo che il giocatore potrebbe occupare fin dall’inizio, evitando decisioni affrettate nel complesso mercato di gennaio.

Il rinvio del ritorno non indica un cambio di rotta sul futuro di Nico Paz. Al contrario, per il Real Madrid si tratta solo di una questione di tempo: la priorità resta proteggere il giocatore e garantirgli un inserimento ottimale al Santiago Bernabéu. Nel frattempo, Nico Paz continuerà a crescere in un ambiente che lo valorizza, sotto l’occhio vigile del club che sa di avere tra le mani un talento dal futuro promettente.

Guardiola Manchester City, futuro in bilico: Maresca piano B dei Citizens! Cresce l’ipotesi di un addio a fine stagione del tecnico spagnolo

Guardiola Manchester City, : cresce l’ipotesi di un addio a fine stagione. Nonostante il rinnovo fino al 2027, il ciclo del tecnico sembra al termine

Il Manchester City sta iniziando a pianificare il futuro di fronte alla concreta possibilità che Pep Guardiola lasci il club alla fine di questa stagione. Dopo un decennio straordinario all’Etihad Stadium, durante il quale ha conquistato sei titoli di Premier League, varie coppe nazionali e ha guidato la squadra alla prima storica Champions League, cresce la preoccupazione che il ciclo del tecnico catalano sia giunto al termine.

Nonostante Guardiola abbia firmato solo l’anno scorso un rinnovo contrattuale fino al 2027, secondo The Athletic c’è una «crescente aspettativa» che questa possa essere la sua ultima stagione alla guida dei Citizens. Di conseguenza, la dirigenza del City ha iniziato a valutare piani di emergenza, e il nome principale sulla lista è quello di Enzo Maresca, attuale allenatore del Chelsea.

Maresca è un profilo molto apprezzato all’Etihad, avendo già vissuto due esperienze al club: prima come allenatore delle giovanili, poi come assistente di Guardiola. Il tecnico italiano ha successivamente consolidato la sua reputazione ottenendo la promozione con il Leicester e vincendo Conference League e Mondiale per Club con il Chelsea. Sebbene sia sotto contratto fino al 2029 (con opzione per un ulteriore anno), il suo futuro a Londra è apparso improvvisamente incerto dopo alcune dichiarazioni esplosive.

Recentemente, infatti, Maresca ha lamentato una mancanza di «supporto» dopo una vittoria contro l’Everton, definendo le 48 ore precedenti come le «peggiori» dal suo arrivo al club, pur rifiutandosi di chiarire i dettagli. Non è chiaro se il tecnico sarebbe interessato a un ritorno al City, e il Chelsea opporrebbe sicuramente resistenza a un approccio da parte di una rivale diretta.

Ogni decisione dipenderà esclusivamente dalla volontà di Guardiola. Il tecnico catalano ha dichiarato più volte di non conoscere il proprio futuro, sottolineando che «i risultati dettano le posizioni» e che non rimarrà se sentirà che il club ha bisogno di un cambiamento, pur confermando la sua attuale voglia di continuare ad aiutare la squadra.

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Mangiapoco si racconta: «Il mio un percorso perfetto. Mai fatto professionismo da piccolo, solo provini. Non guardo troppo i numeri, non è solo lavoro mio. Ecco cosa è successo alla chiamata della Juve»

Mangiapoco si racconta in un’intervista esclusiva ai microfoni di Juventusnews24. Le parole del portiere della Juventus Next Gen

Il percorso di Stefano Mangiapoco non è stato lineare né scontato. È stato costruito passo dopo passo, attraverso sacrifici, categorie inferiori e una crescita costante che lo ha portato oggi a difendere i pali della Juventus Next Gen.

Un traguardo raggiunto grazie alla gavetta, iniziata lontano dai riflettori e culminata con l’ingresso nel mondo bianconero. In esclusiva a Juventusnews24, il portiere classe 2003 ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, raccontando valori, modelli e l’annata che ne ha certificato la maturazione.

QUI L’INTERVISTA ESCLUSIVA IN VIDEO DI STEFANO MANGIAPOCO A JUVENTUSNEWS24

Oggi vogliamo raccontare una storia, la tua storia Stefano. Perché essere della Juventus, far parte della Juventus, è il coronamento di tanti step e tappe graduali. Fame e voglia di arrivare, crescere velocemente, tempra e carattere: quale parola chiave ha contraddistinto di più la tua ‘gavetta’?
«La parola penso sia lavoro. Crederci sempre: io ho fatto degli step che mi han portato a fare la cosiddetta gavetta. Grazie al lavoro svolto con tanti allenatori, con tante persone che mi son state accanto, sono arrivato in un club come la Juve che equivale a un traguardo».

Pontisola, Ponte San Pietro e Pro Palazzolo. Tutto è partito da lì, dalle giovanili fino alla Serie D. Il professionismo lo hai conosciuto più “da grande”: se per un attimo ti guardi indietro, che percorso è stato e cosa ti ha lasciato?
«È stato un percorso perfetto. Non ho mai fatto professionismo da piccolo, ho solo fatto provini con società vicine a casa. Ho giocato tanti anni nel Pontisola, che poi si è fuso ed è diventato Ponte San Pietro. Il mio sogno era arrivare in Prima squadra, a giocare in Serie D al Ponte San Pietro. In quell’ambiente ti crescono con l’obiettivo di arrivare in Prima squadra: lì han giocato calciatori da giovani che ora sono in Serie A come Augello e Paleari. È sempre stato un bacino importante della bergamasco, pur non essendo professionismo. Ho giocato un anno in Prima squadra, poi mi son liberato con lo svincolo, ho fatto ancora un anno di Serie D alla Pro Palazzolo dove mi son trovato benissimo e poi son salito di categoria nel professionismo per la prima volta».

A quali modelli ti sei ispirato da bambino? Quali portieri guardavi con più attenzione?
«Non posso non dire Buffon, è l’idolo di tutti i bambini, soprattutto italiani. Poi mi piaceva tanto Alisson quando giocava nella Roma e Courtois tutt’ora».

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Roma, testa alla Juventus: per Gasperini non ci sono delle buone notizie. Questo giocatore potrebbe non essere convocato

Roma, lavoro intenso a Trigoria in vista della Juventus: Ranieri osserva, Dovbyk resta in dubbio. L’ucraino potrebbe non recuperare

La Roma continua la preparazione al centro sportivo “Fulvio Bernardini” di Trigoria in vista di una delle sfide più delicate della stagione. Sabato sera, alle ore 20:45, i giallorossi saranno impegnati nella difficile trasferta di Torino contro la Juventus, match valido per la sedicesima giornata di Serie A e fondamentale per il prosieguo del campionato. Un appuntamento cruciale, che potrebbe indirizzare il cammino della Roma in questa fase della stagione.

Nella mattinata odierna, la squadra allenata da Gian Piero Gasperini è scesa in campo per una nuova seduta di allenamento, svolta con grande intensità e attenzione ai dettagli tattici. A bordocampo era presente anche Claudio Ranieri, figura sempre più centrale nell’area tecnica del club, che ha voluto osservare da vicino il lavoro del gruppo. La sua presenza non è passata inosservata e rappresenta un segnale di vicinanza alla squadra in un momento particolarmente delicato.

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L’allenamento della Roma si è concentrato su esercitazioni tecnico-tattiche, con particolare attenzione alla fase difensiva e alle transizioni, aspetti fondamentali in vista della sfida contro una Juventus solida e compatta. Gasperini sta cercando di trasmettere alla squadra equilibrio e aggressività, elementi chiave per affrontare una partita di alto livello in un ambiente storicamente complicato come l’Allianz Stadium.

Sul fronte infermeria, però, arrivano notizie non del tutto incoraggianti. Artem Dovbyk ha infatti svolto ancora una volta un allenamento personalizzato, lavorando a parte rispetto al resto del gruppo. L’attaccante ucraino continua a seguire un programma specifico di recupero e, con il passare delle ore, la sua convocazione per Juventus-Roma appare sempre più difficile. Lo staff medico della Roma monitora quotidianamente le sue condizioni, ma al momento filtra grande prudenza.

L’eventuale assenza di Dovbyk rappresenterebbe un problema non da poco per Gasperini, che potrebbe essere costretto a rivedere le soluzioni offensive in vista della trasferta. In queste ore il tecnico sta valutando alternative tattiche e possibili cambi di assetto per non farsi trovare impreparato, consapevole dell’importanza della posta in palio.

La Roma, dunque, prosegue il suo percorso di avvicinamento alla sfida contro la Juventus tra lavoro intenso, osservazioni dirigenziali e qualche incertezza legata agli infortuni. I prossimi allenamenti saranno decisivi per definire la lista dei convocati e le scelte di formazione. L’obiettivo resta quello di arrivare a Torino con la massima concentrazione e con un piano gara chiaro, per provare a strappare un risultato positivo in uno dei campi più difficili della Serie A.

Bastoni Barcellona, i blaugrana puntano il centrale nerazzurro per rinforzare la difesa. Spunta un retroscena sull’incontro a Milano

Bastoni Barcellona, Deco avrebbe incontrato l’agente a Milano. L’Inter, però, non ha alcuna intenzione di aprire alla cessione. Le ultime

Matteo Moretto, intervenuto ai microfoni di Radio MARCA durante il programma “La Pizarra de Quintana”, ha svelato che uno degli obiettivi principali del Barcellona per il prossimo mercato è rinforzare il reparto arretrato. L’esperto di mercato ha spiegato che la direzione sportiva blaugrana è al lavoro per individuare profili che si sposino perfettamente con la filosofia del club: «L’obiettivo prioritario del Barça è acquistare un difensore centrale», ha affermato.

Alessandro Bastoni: il prescelto
Secondo quanto dettagliato da Moretto, il Barcellona ha individuato in Alessandro Bastoni, centrale dell’Inter, l’uomo giusto. Il club ritiene che il difensore nerazzurro possieda requisiti fondamentali per il progetto tecnico, sia per le sue indiscutibili qualità difensive, sia per la sua nota capacità di impostare il gioco dalle retrovie. Moretto è stato chiaro: «Il Barcellona vuole ingaggiare Bastoni», una frase che riassume il forte interesse del club.

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L’incontro a Milano e le difficoltà

L’interesse è concreto, tanto che Moretto ha rivelato un retroscena significativo: «Deco è stato a Milano poche settimane fa. Si è incontrato con l’agente del giocatore». Tuttavia, la strada è in salita. Non c’è solo il Barça sulle tracce di Bastoni; l’Inter, dal canto suo, non ha intenzione di privarsene e punta al rinnovo del contratto, attualmente in scadenza nel 2028. Forse proprio per queste difficoltà, e per una valutazione molto alta (si parla di oltre 70 milioni di euro), Moretto ha definito questa operazione un vero e proprio «sogno» per i blaugrana.

Bologna, Italiano presenta la sfida contro l’Inter: «Partita che potrebbe essere decisa anche dai rigori. Loro sono forti. Ecco come l’abbiamo preparata»

Bologna, Italiano in conferenza stampa ha presentato la delicata sfida contro l’Inter, valida per la semifinale di Supercoppa Italiana

Vigilia della semifinale di Supercoppa Italiana per il Bologna. Vincenzo Italiano ha parlato in conferenza stampa. Le sue dichiarazioni.

INTER – «Domani sarà una partita secca, dopo 90 minuti potrebbero esserci i rigori. È un’Inter diversa, sta coinvolgendo tanti uomini, sta proponendo qualcosa di diverso sotto l’aspetto tattico. È una squadra formata da tanti campioni, sappiamo quanto sarà dura e tosta per noi. Contro il Liverpool c’è stato un episodio molto discutibile, ma è un’Inter arrembante e che crea tanto. Affrontiamo una delle squadre più forti in Italia. Sarà un test probante».

PREPERAZIONE SFIDA – «C’è grande senso di responsabilità, per questo abbiamo cercato di prepararla bene dando gioia anche al presidente, che è sempre vicino alla squadra e che ci tiene tantissimo. C’è grande emozione e soddisfazione per poterci giocare questo trofeo con il Napoli, con il Milan e l’Inter. E noi siamo il quarto incomodo e dobbiamo metterli in difficoltà». LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA SU INTERNEWS24.COM

Mourinho, il tecnico portoghese taglia un nuovo traguardo storico: una carriera che continua ad essere piena di successi

Mourinho, il tecnico portoghese taglia un nuovo traguardo storico: la 750esima vittoria in carriera. Un riconoscimento importante per lui

La vittoria per 2-0 sul Farense non ha soltanto proiettato il Benfica ai quarti di finale della Coppa di Portogallo, ma ha anche permesso a José Mourinho di tagliare un traguardo storico a livello individuale: la 750ª vittoria in carriera.

Un’impresa che il club di Lisbona ha voluto celebrare omaggiando il tecnico con una maglia speciale. Mourinho, però, fedele al suo personaggio, ha subito guardato oltre, affidando ai social network un messaggio carico della sua solita ambizione, puntando già al successo numero 751.

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«750 vittorie. Qual è la più importante? La prima? Benfica-Belenenses? La finale di Champions Porto-Monaco? La seconda finale di Champions, tra Inter e Bayern? Quella di stasera, Farense-Benfica? NO! La prossima!!!! La 751!!!! Lavoriamo per la prossima», ha scritto lo Special One.
Tra i numerosi commenti al post, ne è spiccato uno in particolare: quello di Georgiy Sudakov. Il calciatore ha risposto semplicemente con la ‘gif’ iconica del momento in cui Mourinho chiese polemicamente “rispetto” alla stampa inglese durante la sua esperienza in Premier League.

Vanoli Fiorentina, il futuro del tecnico continua ad essere in bilico. L’esonero è una possibilità, ma…

Vanoli Fiorentina, settimana cruciale tra Conference e campionato. Il tecnico è chiamato a blindare la panchina. Le ultime sul suo futuro

Settimana decisiva per Vanoli, chiamato a guidare la squadra in due impegni chiave che potrebbero definire il cammino della Fiorentina nelle prossime settimane. Oggi a Losanna il tecnico affronterà il primo bivio europeo della stagione, una sfida di Conference League che assume grande rilevanza per valutare lo stato psicofisico della squadra e per definire la gestione del gruppo fino alla pausa di marzo. Domenica, invece, arriverà l’appuntamento in campionato contro l’Udinese, una partita che per Vanoli rappresenta un’occasione cruciale per centrare finalmente il successo tra i viola.

Il tecnico conferma la sua presenza sulla panchina gigliata per entrambe le partite, dimostrando concentrazione e determinazione nel gestire un periodo delicato. La sfida contro l’Udinese è considerata la più importante sul piano dei risultati immediati: la Fiorentina ha bisogno di punti per risalire la classifica e ritrovare fiducia. Tuttavia, la trasferta in Svizzera non va sottovalutata: una prestazione convincente potrebbe consentire a Vanoli di “congelare” la Conference League fino a marzo, pianificando al meglio le rotazioni e il recupero dei giocatori senza compromettere il rendimento complessivo della squadra.

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Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’allenatore sembra aver messo da parte ogni discussione sulla propria posizione: il focus è esclusivamente sul campo. L’impressione è che Vanoli percepisca vicino il momento in cui la Fiorentina comincerà a ottenere risultati coerenti con il valore della rosa. La convinzione del tecnico è che, se la squadra saprà reagire e trovare continuità, potrà affrontare la seconda parte della stagione con maggiore serenità e stabilità.

Il periodo di transizione, seppur complesso, sta mettendo in luce alcune qualità del gruppo: disciplina tattica, disponibilità al sacrificio e crescita individuale dei giovani. Vanoli continua a lavorare su questi aspetti, cercando di equilibrare esigenze tattiche e psicologiche. La gestione della settimana, che comprende sia l’impegno europeo sia quello di campionato, sarà fondamentale per dimostrare che la Fiorentina può ritrovare slancio sotto la sua guida.

In sintesi, questa settimana rappresenta un vero e proprio banco di prova per Vanoli. La capacità del tecnico di ottenere risposte concrete dalla squadra in entrambe le competizioni sarà decisiva per consolidare il suo ruolo e per rilanciare le ambizioni della Fiorentina, sia in campionato sia in Europa. Il futuro prossimo dei viola sembra dunque fortemente legato alle scelte e ai risultati che Vanoli riuscirà a ottenere in questi giorni chiave.

Gila diventa papà di due gemelli, il lieto evento a pochi giorni dalla sfida contro la Cremonese: gli auguri della Lazio

Gila, gioia doppia: il difensore spagnolo diventa papà di due gemelli. La Cremonese per festeggiare al meglio questo lieto evento

Un momento di grande felicità investe lo spogliatoio della Lazio, e questa volta il protagonista è Gila. Dopo le nascite dei figli di Nicolò Rovella, Luca Pellegrini e Matteo Cancellieri, è arrivato il turno del difensore spagnolo, che ha dato il benvenuto ai suoi primogeniti: due gemelli, Ares e Vittoria. La notizia è stata confermata dalla società biancoceleste tramite i propri canali social, condividendo con tifosi e appassionati la gioia di un evento così speciale nella vita privata del centrale classe 1999.

Arrivato a Roma con l’obiettivo di consolidarsi nel reparto difensivo guidato da Sarri, Gila sta vivendo un periodo di grande soddisfazione anche lontano dal campo. La nascita dei suoi gemelli rappresenta una tappa importante, un nuovo inizio che combina responsabilità e felicità, e che segna un momento personale indimenticabile. La società biancoceleste ha voluto sottolineare l’importanza di questo evento, congratulandosi con il giocatore e la sua compagna, Eleonora, e ribadendo il legame stretto tra club e calciatori.

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Il presidente Claudio Lotito ha espresso pubblicamente gli auguri della Lazio: “Sono nati Ares e Vittoria, primogeniti di Mario Gila! A nome della società, della squadra, dello staff tecnico, delle redazioni di Lazio Style e di tutti i tifosi, porgiamo i più sinceri auguri a papà Mario e mamma Eleonora”. Il messaggio evidenzia non solo la vicinanza del club ai propri giocatori, ma anche la cultura di attenzione e sostegno che caratterizza l’ambiente biancoceleste.

La gioia di Gila si aggiunge a quella già vissuta da altri membri della squadra, contribuendo a trasformare lo spogliatoio in una vera e propria comunità familiare. Le nascite diventano occasioni di festa collettiva, in cui compagni e staff condividono momenti di affetto e vicinanza. Un clima positivo che si riflette anche sul campo, stimolando serenità e motivazione tra i giocatori.

Per Gila, l’arrivo di Ares e Vittoria è un nuovo inizio che porta equilibrio nella vita privata e serenità nella professionale. Il difensore spagnolo continuerà a concentrarsi sugli impegni con la Lazio, ma potrà contare sul sostegno della famiglia appena formata come fonte di stabilità. I tifosi, dal canto loro, hanno accolto la notizia con entusiasmo, inviando numerosi messaggi di auguri al neo papà, celebrando insieme a lui questo momento speciale nella storia della squadra biancoceleste.

Belghali Inter, l’esterno del Verona è un obiettivo per i nerazzurri a gennaio. C’è da battere questo club di Serie A

Belghali Inter, l’Inter punta sul giovane talento del Verona per rinforzare la fascia destra. Da battere la concorrenza della Juventus

L’asse di mercato tra Milano e Verona si prepara a diventare uno dei temi caldi della prossima sessione invernale. Nel mirino dell’Inter c’è Rafik Belghali, laterale destro dell’Hellas Verona che sta impressionando in questa stagione con prestazioni di alto livello. Dopo aver seguito a lungo Giovane, promettente talento brasiliano, negli ultimi giorni l’interesse nerazzurro sembra essersi spostato sul classe 2002 belga, che ha conquistato tutti con corsa, dinamismo e capacità di spingere sulla fascia destra senza dimenticare la fase difensiva.

Secondo quanto riportato da L’Arena, il nome di Belghali è ormai cerchiato in rosso sui taccuini del Presidente Beppe Marotta e del Direttore Sportivo Piero Ausilio. Il ragazzo, arrivato a Verona per circa 2 milioni di euro, ha rapidamente dimostrato di poter fare la differenza in Serie A. Le sue sovrapposizioni, la solidità difensiva e la capacità di inserirsi nei momenti chiave della manovra lo rendono il profilo ideale per puntellare la fascia destra nerazzurra, soprattutto considerando gli infortuni che stanno colpendo il reparto.

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La politica dell’Hellas Verona è chiara: nessun giocatore è incedibile se arriva l’offerta giusta. Tuttavia, l’esplosione di Belghali ha fatto lievitare la valutazione del club scaligero, che oggi si aggira attorno ai 14 milioni di euro. Una cifra giustificata non solo dall’età del giocatore, ancora giovane e con ampi margini di crescita, ma anche dall’impatto immediato che ha avuto nel nostro campionato.

Un elemento da considerare per l’affondo Belghali è la Coppa d’Africa: il terzino sarà infatti impegnato con la sua nazionale a inizio 2026, un’assenza che potrebbe complicare il suo inserimento immediato nella rosa di Cristian Chivu. Nonostante ciò, il gradimento tecnico è totale: Belghali era seguito dai nerazzurri già prima del suo approdo in Italia, ma le prestazioni concrete in Serie A hanno confermato tutte le qualità evidenziate dagli scout dell’Inter.

L’operazione Belghali potrebbe quindi diventare una priorità per il mercato invernale. Il club di Viale della Liberazione punta a rinforzare il settore difensivo con un giocatore già pronto a competere ad alti livelli, garantendo al contempo prospettiva e margini di crescita. Nei prossimi giorni, la dirigenza nerazzurra valuterà le strategie per anticipare eventuali concorrenti e chiudere l’accordo con l’Hellas, portando Belghali a Milano come rinforzo chiave per la seconda parte della stagione.

Rinnovo Maignan, apertura al Milan? Il portiere francese sembra aver preso una decisione importante. Le ultimissime sull’estremo difensore

Rinnovo Maignan, segnali positivi dal Milan: trattativa in fase avanzata. A sorpresa il francese sta valutando il prolungamento con il club

Arrivano segnali incoraggianti da via Aldo Rossi per quanto riguarda il rinnovo Maignan. Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, il portiere francese avrebbe finalmente aperto uno spiraglio concreto per il prolungamento del contratto, attualmente in scadenza il 30 giugno 2026. Dopo mesi di stallo e tensioni tra le parti, le trattative hanno ripreso con maggiore serenità, aprendo la strada a un possibile accordo nelle prossime settimane.

Il direttore sportivo Igli Tare sta conducendo una strategia precisa per evitare lo scenario peggiore: perdere Maignan a parametro zero. L’obiettivo è chiaro: ottenere la firma del portiere sui documenti ufficiali prima della fine della sessione invernale, in modo da blindare la porta del Milan e mettere a tacere le voci di mercato che lo vedono corteggiato dai top club europei.

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Sul tavolo ci sono cifre significative. Il club rossonero è pronto a uno sforzo economico importante, con una base d’ingaggio intorno ai 5 milioni di euro netti più bonus. Questa proposta rappresenterebbe un raddoppio dello stipendio attuale del francese, che si aggira sui 2,8 milioni, e supererebbe anche i 3,5 milioni garantiti ad altri giocatori chiave della rosa, come Alexis Saelemaekers.

L’apertura di Maignan non riguarda solo l’aspetto economico, ma anche quello psicologico. Nonostante alcune critiche ricevute nella prima parte del 2025 per errori isolati, il portiere si sente centrale nel progetto tecnico di Massimiliano Allegri. Come evidenziato da Jashari in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, i leader nello spogliatoio hanno un ruolo fondamentale, e Maignan rappresenta, insieme a Modric, uno dei pilastri emotivi del Milan.

La trattativa per il rinnovo di Maignan non è ancora completamente definita: resta da colmare la distanza con le richieste dell’agente, che inizialmente aveva indicato una cifra vicina agli 8 milioni. Tuttavia, il clima tra le parti è cambiato radicalmente rispetto ai mesi precedenti, e l’ottimismo cresce giorno dopo giorno.

Se l’accordo dovesse concretizzarsi, il Milan non solo confermerebbe uno dei suoi giocatori chiave, ma darebbe anche un segnale forte all’ambiente e ai tifosi: la società vuole costruire una squadra competitiva attorno ai suoi leader, garantendo stabilità e continuità nel progetto sportivo. Il rinnovo di Maignan appare quindi come una priorità assoluta, destinata a chiudersi nel breve periodo, con la porta rossonera pronta a restare saldamente nelle mani del francese per le prossime stagioni.

Supercoppa Italiana, Chivu alla vigilia di Bologna Inter: «Abbiamo la voglia e la consapevolezza di cosa vogliamo e possiamo fare»

Supercoppa Italiana, il tecnico Chivu sicuro: «Abbiamo la voglia e la consapevolezza di cosa vogliamo e possiamo fare»

Alla vigilia della semifinale di Supercoppa Italiana 2025/26, in programma a Riad (Arabia Saudita), Cristian Chivu ha incontrato i media per presentare la sfida tra Inter e Bologna. Il tecnico nerazzurro ha analizzato il momento della squadra e le insidie del match, tracciando le linee guida in vista dell’appuntamento.

La conferenza stampa, seguita da InterNews24, ha offerto spunti interessanti sulle scelte e sulla mentalità con cui l’Inter affronterà la gara.

SE C’E’ LA SENSAZIONE ALL’INTERNO DEL GRUPPO CHE QUESTA SIA L’OCCASIONE PER METTERSI ALLE SPALLE IL PASSATO? – «E’ un trofeo che si può vincere con due partite. Dall’inizio ci siamo riproposti di battere colpo su colpo, di giocare sempre con voglia, ambizione e determinazione. Questa squadra può crescere ancora, ha l’ambizione giusta per portare avanti il percorso. Forse non meritiamo di essere qua, approfittiamo del nuovo format della Supercoppa. Questo mini-torneo è un regalo per noi e per il Milan, se siamo qua ce la giochiamo fino in fondo».

COSA NEL BOLOGNA METTE IN DIFFICOLTA’ L’INTER? COSA PUO’ CAMBIARE VINCERE UN TROFEO DOPO POCHI MESI PER UN ALLENATORE? – «A me non cambia niente, io non sono a caccia di reputazione. Sono felice per loro. Mi godo la nostra crescita, quello che stiamo cercando di far vedere in giro per l’Europa e per l’Italia, perché sono bravi e perché meritano tanto per quel che rappresentano dal punto di vista umano. Abbiamo la voglia e la consapevolezza di cosa vogliamo e possiamo fare, la mettiamo tutta, 7 giorni su 7. Solo così si costruiscono squadre che avranno poi la possibilità di vincere trofei. Il Bologna non è una squadra scomoda solo per l’Inter, ma un po’ per tutti. Lo era prima con Thiago Motta, con Sinisa ancora prima, lo è tutt’ora con Italiano. Hanno energia, hanno modo di fare determinate cose che possono mettere in difficoltà chiunque se non pareggiano la loro intensità».

3 FINALI PERSE? – «Non mi risulta che abbiamo perso tre finali, una e basta. Per me è un piacere e un onore allenare un gruppo come loro, si sono messi in gioco nonostante un po’ di amarezza e hanno lavorato sodo, è un gruppo unito, ha tanta voglia da offrire e vedere. Il gruppo è affamato, vuole vincere trofei. Noi come staff abbiamo fatto del nostro meglio per riportare entusiasmo e autostima. Il calcio è anche bastardo certe volte quando si perde immeritatamente ma si deve uscire sempre a testa alta fuori dal campo. Sappiamo l’impegno che mettiamo tutti i giorni e quello che vogliamo creare per il futuro»

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Calciomercato Cagliari, che duello per Pisilli! Un altro club di Serie A sfida i rossoblù per il gioiello della Roma

Calciomercato Cagliari, che sfdia per Niccolò Pisilli! Un’altra squadra italiana ha messo nel mirino il talento della Roma

Il mercato invernale entra nel vivo e tra i nomi più discussi spicca quello di Niccolò Pisilli, centrocampista classe 2004 della Roma. Apprezzato per inserimenti e visione di gioco, il giovane talento giallorosso è finito nel mirino di diverse squadre di Serie A, dando vita a un vero e proprio braccio di ferro.

De Rossi lo vuole al Genoa

Secondo Il Corriere dello Sport, il principale estimatore di Pisilli è Daniele De Rossi, oggi alla guida del Genoa. L’ex bandiera romanista conosce bene le qualità del ragazzo, avendolo lanciato e valorizzato in passato, e lo considera l’innesto ideale per dare dinamismo e qualità alla mediana rossoblù. Il tecnico romano sogna di riabbracciare il suo pupillo, ma la trattativa si annuncia complicata.

L’inserimento del Cagliari e il muro della Roma

Non solo Genoa: anche il Cagliari segue con attenzione la situazione. I sardi, sempre vigili sui migliori prospetti italiani, vedono in Pisilli il profilo giusto per completare il centrocampo. La Roma, però, non sembra intenzionata a cedere facilmente il suo gioiello. A complicare ulteriormente la cessione c’è l’assenza di Neil El Aynaoui, impegnato in Coppa d’Africa, che riduce le alternative a disposizione dello staff giallorosso.

Settimane decisive

Nonostante il pressing del Genoa e l’interesse del Cagliari, ogni decisione è rimandata. Il futuro di Pisilli si deciderà nelle prossime settimane, quando il talento di Casal Palocco si confronterà direttamente con la dirigenza romanista: restare all’ombra del Colosseo o cercare maggiore minutaggio altrove.

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Yildiz Juve, eletto MVP di novembre: il 10 bianconero premiato dai tifosi: ecco quando ci sarà la cerimonia

Yildiz Juve, il turco è stato scelto MVP del mese di novembre: il numero 10 premiato dai tifosi bianconeri: ecco quando

Il legame tra Kenan Yildiz e i tifosi della Juventus si rafforza di partita in partita. Il classe 2005 è stato eletto MVP del mese di novembre dai sostenitori bianconeri, un riconoscimento che certifica la sua crescita e la centralità nel progetto tecnico di Luciano Spalletti.

Un mese da protagonista

Per il numero dieci si tratta di un premio dal valore simbolico, arrivato al termine di un novembre intenso e ricco di soddisfazioni. In cinque gare ufficiali, Yildiz ha firmato due gol e un assist, mostrando qualità tecniche e maturità mentale fuori dall’ordinario per la sua età. Prestazioni decisive, soprattutto nei momenti di maggiore pressione, che hanno contribuito a consolidare il suo ruolo da leader offensivo.

La cerimonia

Il riconoscimento EA Sports MVP of the Month verrà consegnato al giovane attaccante turco in una cornice speciale: pochi minuti prima del calcio d’inizio di Juventus-Roma, ultima sfida casalinga del 2025, in programma sabato 20 dicembre alle ore 20:45. Un palcoscenico ideale per celebrare l’ascesa di un talento che sta conquistando il cuore del popolo bianconero.

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Supercoppa Italiana, le probabili formazioni di Napoli Milan: Allegri ha un dubbio! Tutti gli aggiornamenti

Supercoppa Italiana, le probabili formazioni della sfida Napoli Milan: Allegri ha ancora un dubbio! Tutte le ultime

Tutto è pronto a Riyad per la sfida che vale l’accesso alla finale di Supercoppa Italiana. Il Milan, campione in carica, vuole difendere il titolo conquistato undici mesi fa, guidato dalla mentalità vincente di Massimiliano Allegri. Di fronte, il Napoli di Antonio Conte, deciso a prendersi rivincita e gloria, nonostante le assenze pesanti che hanno costretto il tecnico a ridisegnare l’assetto tattico.

Milan: Allegri senza Leao, fiducia al “blocco granitico”

Il forfait di Rafael Leao pesa: il numero 10 non ha preso parte alla rifinitura e partirà dalla panchina, pronto a subentrare come arma tattica nella ripresa. Allegri si affida alla regia di Modric in mezzo al campo e alla fantasia della coppia Nkunku-Pulisic alle spalle dell’unica punta. Sulla fascia destra, riflettori puntati su Saelemaekers, fresco di rinnovo, chiamato a garantire equilibrio e spinta costante.

Napoli: Conte rimescola le carte

Il modulo resta il 3-4-2-1, ma cambiano gli interpreti.

  • Politano “alla Perisic”: sacrificio sulla fascia, meno vicino alla porta ma utile in copertura.
  • Spinazzola titolare: prende il posto di Olivera, fermato da un infortunio al polpaccio.
  • Elmas e Neres: incaricati di innescare il giovane Hojlund, terminale offensivo.
  • Lukaku in panchina: convocato ma non ancora pronto per i 90 minuti, insieme agli esclusi eccellenti Beukema e Lang.

Probabili formazioni

Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Neres, Elmas; Hojlund. A disposizione: Contini, Ferrante, Pugliese, Juan Jesus, Beukema, Marianucci, Mazzocchi, Gutierrez, Vergara, De Chiara, Prisco, Baridó, Lang, Ambrosino, Lucca, Lukaku. Allenatore: Conte.

Milan (3-4-2-1): Maignan; Pavlovic, De Winter, Tomori; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Pulisic. A disposizione: Terracciano, Pittarella, Odogu, Dutu, Vladimirov, Estupinan, Athekame, Jashari, Sala, Ricci, Ibrahimovic, Borsani, Leao. Allenatore: Allegri.

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Calciomercato Cagliari, Angelozzi ha messo nel mirino un giocatore del Napoli per rinforzare la difesa: possibile via libera al prestito

Calciomercato Cagliari, occhi su Marianucci: rinforzo giovane per la difesa. Il centrale potrebbe lasciare il Napoli a gennaio. Le ultime

Il calciomercato del Cagliari entra nel vivo con largo anticipo rispetto all’apertura ufficiale della finestra invernale. La dirigenza rossoblù si sta muovendo con grande attenzione, con l’obiettivo di consegnare a Fabio Pisacane una rosa più profonda e competitiva in vista della seconda parte di stagione. Tra i reparti che potrebbero essere rinforzati c’è la difesa, dove il club sta valutando profili giovani e di prospettiva.

Secondo quanto riportato dal giornalista Nicolò Schira, il calciomercato del Cagliari potrebbe intrecciarsi con quello del Napoli per quanto riguarda Luca Marianucci. Il difensore centrale classe 2004 è uno dei talenti più interessanti del panorama italiano e rappresenta un profilo in linea con la strategia del club sardo, da anni attento allo sviluppo dei giovani calciatori con ampi margini di crescita.

Marianucci è un centrale moderno, dotato di buona struttura fisica, senso della posizione e discreta qualità nell’impostazione dal basso. Caratteristiche che lo rendono un prospetto appetibile per diverse società, soprattutto per quelle alla ricerca di rinforzi a medio-lungo termine. Il giovane difensore è alla ricerca di continuità e minutaggio tra i professionisti, aspetti che al momento fatica a trovare, ma che potrebbe ottenere con un’esperienza in Sardegna.

Per questo motivo, il calciomercato del Cagliari sta valutando la possibilità di un prestito secco di sei mesi. Questa formula sarebbe particolarmente gradita anche al Napoli, intenzionato a valorizzare il proprio talento senza perdere il controllo del cartellino. Un’operazione che permetterebbe a Marianucci di crescere in un contesto competitivo e al tempo stesso al Cagliari di rafforzare la retroguardia senza investimenti onerosi.

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La trattativa, però, non è priva di ostacoli. La concorrenza per Marianucci è infatti piuttosto agguerrita. Sul difensore azzurro ci sarebbero anche Cremonese, al momento considerata leggermente in vantaggio, oltre a Genoa e Torino, entrambe interessate a rinforzare il reparto arretrato con un profilo giovane e affidabile. Questo costringe il Cagliari a muoversi con decisione se vuole bruciare le rivali.

Con l’avvicinarsi di gennaio, il calciomercato del Cagliari entra in una fase cruciale. La pista che porta a Marianucci è concreta e resta una delle più seguite dalla dirigenza rossoblù. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il club riuscirà a chiudere l’operazione e regalare a Pisacane un rinforzo giovane e di prospettiva, fondamentale per affrontare al meglio la seconda parte della stagione.

Napoli-Hellas Verona biglietti: oggi via alla vendita libera

Mentre il Napoli si prepara alla trasferta in Arabia per la Supercoppa Italiana, cresce l’attesa anche per i prossimi impegni in campionato degli azzurri. Una volta terminati gli impegni di Riyad, il calendario Serie A 2025-26 metterà di fronte gli azzurri a due partite fuori casa (Cremonese e Lazio) e al ritorno allo stadio Maradona nell’anno nuovo.

Nell’impianto di Fuorigrotta arriverà l’Hellas Verona, squadra in piena lotta per non retrocedere e dunque affamata di punti salvezza. In questo articolo andiamo a scoprire nel dettaglio modalità di acquisto e prezzi dei biglietti di Napoli-Hellas Verona.

I biglietti di Napoli-Hellas Verona sono su Ticketone

Napoli-Hellas Verona biglietti: oggi parte la vendita libera

La fase di vendita libera avrà inizio alle ore 12:00 di giovedì 18 Dicembre 2025 e terminerà ad esaurimento posti (ovvero, in ogni caso, al fischio di inizio della Partita). Ogni tifoso potrà acquistare fino ad un massimo di 4 biglietti sul sito di Ticketone. Ecco i prezzi:

  • CURVE INFERIORI € 25
  • CURVE SUPERIORI € 40
  • DISTINTI INFERIORI € 55
  • DISTINTI SUPERIORI € 65
  • DISTINTI SUPERIORI PREMIUM € 75
  • TRIBUNA NISIDA € 85
  • TRIBUNA POSILLIPO € 105
  • TRIBUNA POSILLIPO PREMIUM € 120

Le informazioni generali per assistere alla partita

L’accesso allo Stadio dovrà avvenire in maniera ordinata, nel rispetto delle istruzioni impartite dalla SSC Napoli tramite il proprio personale, al fine di evitare assembramenti. Al termine della gara, al fine di non creare assembramenti, il deflusso sarà contingentato e regolato dal personale di sicurezza. Pertanto, si invita il pubblico a restare al proprio posto ed attendere le indicazioni degli steward per l’uscita.

La non osservanza dei protocolli può comportare sanzioni da parte delle autorità competenti. La titolarità di un titolo di accesso allo Stadio Maradona comporta automaticamente l’accettazione del Regolamento d’uso dello Stadio e del Codice di regolamentazione della cessione dei titoli di accesso alle manifestazioni calcistiche della S.S.C. Napoli S.p.A. (‘Codice di Condotta’), entrambi consultabili sul sito ufficiale sscnapoli.it.

Il Codice di Condotta contempla tutte le condotte ritenute rilevanti ai fini dell’applicazione di eventuali sanzioni da parte della SSC Napoli, le varie tipologie di sanzioni nonché le relative procedure di applicazione.

La SSC Napoli ricorda ai propri tifosi di prendere visione e di attenersi scrupolosamente alle prescrizioni del Codice di Condotta e del Regolamento d’uso dello Stadio. Lo Stadio Maradona è dotato di un sistema di videosorveglianza all’avanguardia in grado di indentificare gli autori delle violazioni del Regolamento d’uso dello Stadio e del Codice di Condotta.

La SSC Napoli condanna qualunque comportamento violento, anche verbale, e ogni condotta che direttamente o indirettamente comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine etnica ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori o, più in generale, che la SSC Napoli ritenga non rappresentativi della propria tradizione e della propria identità sportiva.

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